80.
SEDUTA DI MERCOLEDÌ 15 APRILE 2026
(POMERIDIANA)
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI
INDI DEL PRESIDENTE FABBRI
INDICE
Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea
PRESIDENTE (Lori)
OGGETTO 2036
Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". (15)
(Continuazione discussione e approvazione)
(Ordine del giorno 2036/1/2 oggetti 2404 – 2405 – Dichiarazioni di voto e approvazione)
PRESIDENTE (Lori)
BURANI (AVS)
MASTACCHI (RC)
MARCELLO (FdI)
FERRERO (FdI)
PRESIDENTE (Lori)
FIAZZA (Lega)
EVANGELISTI (FdI)
PALDINO (CdP)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASADEI (M5S)
BOSI (PD)
GIANELLA (FdI)
MAMMI, assessore
PRESIDENTE (Fabbri)
MASTACCHI (RC)
CALVANO (PD)
GIANELLA (FdI)
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 1620
Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disciplina dell'attività di onicotecnico". A firma del Consigliere: Evangelisti
(Relazione della Commissione, discussione e reiezione)
(Ordine del giorno 1620/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” – Presentazione e approvazione)
(Risoluzioni 1620/1/2 oggetti 2406 e 2407 – Presentazione, discussione e reiezione)
(Risoluzione 1620/3 oggetto 2408 – Presentazione, discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri)
EVANGELISTI, relatrice della Commissione
TAGLIAFERRI (FdI)
FIAZZA (Lega)
FORNILI (PD)
UGOLINI (RC)
FERRARI (PD)
EVANGELISTI (FdI)
TAGLIAFERRI (FdI)
FERRARI (PD)
ARLETTI (FdI)
PRESIDENTE (Fabbri)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazione elettronica oggetto 2036
Ordine del giorno 1620/1 per il non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge d'iniziativa del consigliere Evangelisti: "Disciplina dell'attività di onicotecnico”. A firma della consigliera Fornili
Comunicazioni prescritte dall’art. 69 del Regolamento interno
PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI
La seduta ha inizio alle ore 14,48
PRESIDENTE (Lori): Buon pomeriggio colleghe e colleghi. Iniziamo i lavori della seduta pomeridiana, che dichiaro aperta. Siamo alla seduta numero 80 del 15 aprile. Sono computati come presenti, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65 comma 2 del regolamento interno, il presidente della Giunta de Pascale e i consiglieri Costi e Daffadà, assenti per motivi istituzionali e anche Pestelli. Hanno comunicato che partecipano da remoto, ai sensi dell'articolo 102 bis, le consigliere Arduini e Zappaterra. Ha giustificato la propria assenza il consigliere Pestelli, che in realtà è in missione istituzionale, quindi, faccio volentieri questa precisazione.
OGGETTO 2036
Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". (15)
(Continuazione discussione e approvazione)
(Ordine del giorno 2036/1/2 oggetti 2404 – 2405 – dichiarazione di voto e approvazione)
PRESIDENTE (Lori): Riprendiamo i lavori dal seguente oggetto: progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi che fanno riferimento alla delibera di Giunta 147 del 2 febbraio 2026.
Su questo oggetto, che è l'oggetto 2036, insiste una proposta di ordine del giorno, a firma dei consiglieri Mastacchi, Ugolini, Vignali e Bosi.
Riprendiamo i lavori con la discussione generale. Ricordo che ogni consigliere, che non sia già intervenuto, ha a disposizione venti minuti per il proprio intervento. Seguiranno le repliche dei relatori di maggioranza e minoranza e le conclusioni dell'assessore Mammi Siamo in discussione generale. Ha chiesto la parola il consigliere Burani, prego.
BURANI: Grazie presidente. Ringrazio i relatori Nicola Bosi e Fausto Gianella. Saluto anche l'assessore col quale abbiamo già discusso varie volte su questi temi.
Credo che questa legge, noi crediamo, che vada nella direzione giusta assolutamente. In un momento di grande difficoltà del nostro sistema agricolo, mettere risorse e dare attenzione è sicuramente, in generale, nel quadro generale della situazione, una scelta importante perché oggi l'agricoltura non è in una fase normale e lo dicono i numeri, poi lei assessore lo ha detto varie volte, negli ultimi anni l'Emilia-Romagna continua a presentare dei numeri in calo rispetto alle aziende agricole, gli ultimi dieci anni ne abbiamo perse il 20% e questo è un ulteriore segnale, siamo arrivati a 53mila aziende, ricordo che quarant'anni anni fa, lo ricordo io, ma insomma negli studi che facevo di agraria eravamo a 170mila aziende in questa Regione, ecco, questo ci dà un po' un quadro di quanto è stata questa diminuzione e cosa però significa l'avere meno aziende, una concentrazione del terreno agricolo e, quindi, soprattutto molte più difficoltà per le piccole e medie realtà di poter, come dire, galleggiare e, quindi, mentre le aziende diminuiscono, i costi sicuramente aumentano, in un clima sempre più instabile perché, in tutto questo contesto, voglio ricordare, ma forse non ce n’è bisogno, che mentre discutiamo questa legge, pesano ancora i dazi, pesa soprattutto un caos non ancora chiarito nelle regole della PAC che stanno aumentando l'incertezza, proprio mentre gli agricoltori avrebbero bisogno di una stabilità. Tradotto in poche parole, per chiudere questo primo capitolo, gli agricoltori sono schiacciati da un mercato globale, da regole incerte e da una situazione climatica non certo favorevole.
Ecco, dentro questo quadro, questa legge prova a dare una risposta concreta. Lo fa con delle risorse concrete - 5,7 milioni di euro nel 2026, 3,3 milioni di euro nel ‘27 e nel ‘28 - e non sono cifre banali, sono risorse che vanno a sostenere le produzioni agricole, una zootecnia di un certo tipo, la pesca, l'acquacoltura e le innovazioni di qualità. E qua c'è un punto che noi reputiamo importante: questi interventi funzionano, se sono stabili nel tempo. Questa è una legge che viene riproposta ogni anno e quindi questo è un altro punto importante perché l'agricoltura vive di orizzonti lunghi, non vive di orizzonti annuali, ma deve avere una continuità e una programmazione, anche semplicemente per i piani culturali e, quindi, la vera sfida è riproporre queste risorse annualmente, mantenerle e rafforzare negli anni questa sicurezza per gli agricoltori. E dentro questa legge c'è anche un altro passaggio che voglio sottolineare, perché parla la nostra lingua, parla la mia lingua, quando si dice - leggo testualmente - “adduzioni tecnico-culturali innovative e più sostenibili”, qui c'è un segnale importante, di sicuro, è una definizione che rimane ancora, in parte, generale, ma indica una buonissima direzione, la nostra direzione, e lo stesso vale anche per il tema della biodiversità e della conservazione.
Noi pensiamo che la conservazione non sia solo un tema secondario, l'abbiamo ricordato in aula varie volte, ma è un passaggio fondamentale perché, senza quella biodiversità, senza un suolo vivo, senza un suolo fertile, senza un suolo e un equilibrio ecologico, l'agricoltura nel tempo, di sicuro, non regge. E il punto politico è che, forse, l'agricoltura, partendo da queste leggi, deve continuare, assessore, a cambiare passo. Forse non basta più concentrarsi sulla produzione, ma serve produrre anche in un modo compatibile con la natura. E questa legge già comincia a parlare quella lingua.
Sicuramente abbiamo bisogno di più: più biodiversità nei campi, riequilibrio dei sistemi agricoli, meno dipendenza da input esterni - questa sicuramente non è un'ideologia, ma è una tenuta economica del sistema, anche di fronte a quello che sta succedendo fuori da questo sistema emiliano-romagnolo.
E vengo alla questione delle api che è molto legata a quello che ho appena finito di dire perché, lo si vede benissimo nel tema delle api, cioè, la legge fa cose giuste, rafforza i controlli, migliora la gestione degli apiari, tutela il settore fondamentale, le nostre specie mellifere, ma il punto forse è ancor più semplice, cioè, laddove circa il 75% del cibo che mangiamo dipende o, forse anche molto di più, proprio da questi impollinatori, serve assolutamente concretizzare azioni per il loro sostentamento. E oggi sappiamo bene quali sono i problemi che hanno attanagliato nel tempo la perdita di specie mellifere, come pesticidi, monocolture, perdita di biodiversità e soprattutto i cambiamenti climatici.
Ecco, se noi interveniamo su questo, le api sicuramente continueranno a morire, a soffrire. Allora, il tema è chiaro, quindi, non basta più da un lato proteggere gli alveari e, anche qui, ritorno al punto iniziale, serve a rendere più naturale l'agricoltura che gli sta intorno, quindi, vuol dire, in poche parole, intervenire in modo concreto, ricreare siepi, filari con specie autoctone, favorire fioriture spontanee, restituire paesaggio e spazio alla biodiversità nei nostri campi.
In altre parole, per riassumere tutto, ricostruire quell'equilibrio ecologico che negli anni è stato progressivamente semplificato e impoverito, diciamo così, da modelli agricoli troppo spinti e uniformi.
Questa legge parla questa lingua, quindi, è per questo motivo che noi la sosteniamo.
C'è poi un ultimo punto. L'agricoltura emiliano-romagnola è forte, ma è anche molto fragile - l'assessore lo sa molto bene - è molto integrata nei meccanismi globali, dipende quindi da energia, mangimi, fertilizzanti e, quando arrivi in crisi come questa che stiamo vivendo in questi anni, questa fragilità, la fragilità del nostro sistema emerge completamente e tutta assieme.
Quindi, mi permetto una riflessione finale molto semplice: fare agricoltura oggi non è soltanto lavorare il terreno tal quale, produrre cibo tal quale. In questo contesto globale, l'agricoltura assume un valore diverso, è un'agricoltura più legata al territorio, meno dipendente dall'esterno, più attenta alla natura, non è solo sostenibile, non è solo equilibrio naturale, ma è anche un modo per dare al nostro territorio meno fragilità e meno possibilità che le tensioni esterne vadano a creare disequilibrio.
Quindi, la chiudo molto velocemente così: questa legge è un buon passo. Noi la sosteniamo, ma diciamo anche che il futuro dell'agricoltura non può essere quello di prima, deve essere più sostenibile, più biodiversa, più legata alla natura perché oggi diventa una scelta necessaria. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Mastacchi, prego.
MASTACCHI: Grazie presidente. Grazie anche da parte mia ai relatori per il lavoro e le interlocuzioni di questo ultimo periodo. Il mio collega, che mi ha preceduto nell'intervento, ha citato le grandi difficoltà dell'agricoltura. In particolare, mi voglio concentrare, direte voi, tanto per cambiare, sulle difficoltà dell'agricoltura in montagna, quindi, anticipo le battute che potrebbero essere fatte.
Le aree montane dell'Emilia-Romagna sono territori fragili segnati da fenomeni di spopolamento, abbandono agricolo e riduzione delle attività produttive. Allo stesso tempo, custodiscono un patrimonio prezioso di biodiversità, tradizioni rurali e qualità ambientale. Contribuiscono alla gestione del territorio, come ha anche sottolineato correttamente stamattina il collega Tagliaferri.
In questi contesti, l'agricoltura e la zootecnia non svolgono soltanto una funzione economica, rappresentano un presidio del territorio, contribuiscono alla tutela del paesaggio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla tenuta sociale delle comunità locali. Tra le produzioni tipiche della montagna, rivestono ruoli importanti i cereali vernini tradizionali, colture che alimentano filiere locali, conservano varietà storiche e mantengono vivo un patrimonio genetico di grande valore e risultano essere il perno sul quale ruotano le rotazioni culturali in montagna.
Le stime per il 2025 indicano circa 1400 ettari coltivati a questi cereali, da aziende con meno di 50 ettari di superficie agricola utile; realtà spesso piccole che operano in condizioni strutturalmente più difficili rispetto alla pianura, con costi maggiori e minore accesso ai mercati.
Parallelamente, il comparto vino regionale sta affrontando una situazione di forte criticità. A partire dal 2025, la diffusione della Blue Tongue, in particolare il sierotipo BTV 8, ha colpito duramente gli allevamenti, soprattutto nella provincia di Rimini. Le misure sanitarie obbligatorie - abbattimenti e restrizioni alla movimentazione, blocchi commerciali - pur necessarie, hanno generato danni economici diretti e indiretti che mettono a rischio la continuità di molte aziende, in particolare, quelle di piccole e medie dimensioni.
A tal proposito, l'ordine del giorno che ho presentato, il 2036/1, che si collega al progetto di legge in discussione, intende richiamare l'attenzione su due ambiti strategici della nostra Regione, le produzioni tradizionali delle aree montane, in particolare la filiera cerealicola che influenza tutto il comparto agricolo, e il comparto vino, oggi gravemente colpito appunto dalla Blue Tongue, già dallo scorso 2025. L'ordine del giorno propone, quindi, tre impegni principali chiari. Il primo: valutare un intervento specifico di sostegno alle aziende agricole di montagna con meno di 50 ettari, per incentivare le coltivazioni e le rotazioni dei cereali vernini tradizionali, contribuendo così alla tutela della biodiversità, alla stabilità idrogeologica e alla permanenza delle attività agricole.
Il secondo chiede di valutare misure straordinarie di sostegno agricolo per le aziende ovine colpite dalla Blue Tongue, con particolare attenzione a chi ha subito abbattimenti, restrizioni e perdite significative, al fine di garantire la continuità dell'attività zootecnica e salvaguardare il patrimonio produttivo regionale.
Il terzo chiede di monitorare gli effetti degli interventi attivati, verificando il loro impatto sulla continuità delle aziende agricole e zootecniche, sulla tutela del territorio e sulle capacità delle aziende di rimanere operativa nelle aree montane.
L'obiettivo complessivo è fornire una risposta concreta e tempestiva a due criticità che rischiano di compromettere vitalità dei territori più fragili della nostra regione, sostenendo che ogni giorno contribuisce con la loro cura e alla loro tenuta. Tutto questo anche in coerenza con quanto detto ieri durante la discussione della mia interpellanza, che trattava il tema del fondo unico.
Questa legge, se è integrata con questo ordine del giorno, a mio parere, crea i presupposti per poter fare queste azioni. L'auspicio è che questo ordine del giorno che ho presentato possa essere approvato per poter intervenire nei prossimi mesi, al netto delle attività contingenti sulla quale interviene la legge di oggi. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Marcello.
MARCELLO: Grazie presidente. Voglio ringraziare, diciamo, l'assessore, i relatori, diciamo, del progetto di legge con cui noi guardiamo sempre con molta attenzione.
In questa circostanza, comunque, anche da semi-addetto ai lavori, in quanto, praticamente, conosco tante persone, diciamo, dedite all'agricoltura e piccola agricoltura, come anche alla pesca, vivendo nel territorio riminese, ci tengo a precisare tutti gli impegni di questo governo, in quanto ritengo che il ministro Lollobrigida, insieme al ministro De Castro, rappresenti uno dei ministri più ricordati nella storia per quanto riguarda l'agricoltura, da quello che posso ricordare io. Mi sembra, diciamo, che abbia portato avanti un’azione efficace, efficiente, compreso il DDL di oggi, approvato, sulle tutele agroalimentari per quanto riguarda la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti.
Già all’inserimento del governo Meloni, diciamo, è stata data la via maestra a un, diciamo, rafforzamento del settore dell’agricoltura e della pesca che ha visto segni tangibili e importanti. Oggi, diciamo, l'agricoltura è entrata anche nel G7 a Siracusa, diciamo, e anche nell'inserimento del 2024 della Commissione Europea la presidente Ursula Von Der Leyen aveva, diciamo, messo la sovranità alimentare, che per noi, diciamo, sembrava quasi una barzelletta quando è stata praticamente introdotta, un obiettivo da perseguire dell'Unione Europea.
Mai nella nostra nazione credo siano state investite tante risorse per l'agricoltura e per la pesca, i sostegni all'agricoltura e ai pescatori sono stati veramente immani e importanti. Il decreto Agricoltura, con l'impegno di 500 milioni di euro, ha rafforzato la competitività nel settore primario, migliorando l'efficienza con ampi ventagli a disposizione, oltre al sostegno alle filiere strategiche e alla tutela, diciamo, al made in Italy, sono state, diciamo, poste tante attenzioni e tante risorse per le emergenze climatiche a fitosanitarie con un occhio riguardo soprattutto ai giovani, all'introduzione dei giovani nel mondo dell'agricoltura, compreso il servizio civile in agricoltura, diciamo, di cui io presenterò anche, diciamo, un atto in questa Regione a breve, in quanto ritengo che sia un elemento importante.
È stata effettuata una moratoria dei mutui pregressi in agricoltura, diciamo, con questo governo siamo riusciti a sbloccare mutui, diciamo, e soprattutto, diciamo, impegni assicurativi che erano stati fatti nei tanti anni precedenti, diciamo, e penso che sia un aspetto importante. È stato conservato e soprattutto stabilizzato, diciamo, l'agevolazione per l'acquisto, diciamo, del gasolio agricolo, è stato riconfermato nei giorni precedenti.
Di fondamentale importanza ritengo, diciamo, anche i quasi 600 milioni di euro messi a disposizione per supportare il comparto della pesca e dell'agricoltura in quelle che sono le sfide impreviste. Cito, per esempio, tante fitopatie e zoonosi che si sono accavallati in questi anni - la peronospera, la xylella, la flavescenza dorata, il bostrico tipografico, il mal secco degli agrumi, filiera delle pere, filiera dei kiwi, brucellosi, lingua blu o Blue Tongue - sono tutte, diciamo, problematiche, fitopatie o zoonosi, che hanno trovato una giusta risposta da parte del governo e ritengo che questa Regione forse è stata una di quelle più interessate per quanto riguarda i sostegni e per la gestione della Peste Suina Africana. Ovviamente, ne abbiamo sempre parlato. Lei, assessore, è stato sempre vicino e penso che sia uno dei principali fautori, insieme al governo, di quello che è stato fatto e di quello che è stato portato a termine, diciamo, di quello che si sta facendo, quindi, diciamo, ritengo, diciamo, che la struttura commissariale di questa Regione, non di questa Regione soltanto, ma per quanto riguarda la PSA, credo che sia una creatura importante, diciamo, di questo governo.
Ritengo, inoltre, diciamo, questa Regione è abbastanza leader anche in campo della, per quanto riguarda, diciamo, la tutela della pesca, leader grazie al sostegno del governo che ha portato in questo campo. Sappiamo, diciamo, le risorse date per la rottamazione dei pescherecci, l'equiparazione per l'accesso al fondo di sostegno nazionale dei pescatori a quelli degli agricoltori, il sostegno ai fermi pesche che purtroppo ogni tanto insorgono, abbiamo visto anche quello, diciamo, per esempio, delle vongole e soprattutto il contributo ai fini del granchio blu, di cui questa Regione penso che sia stata quella più investita, quella più interessata e non mi voglio dilungare su questo aspetto, in quanto ritengo che abbiamo, per esempio il collega Gianella, uno dei più esperti in questo campo, in campo europeo, direi, quindi, di conseguenza, non mi addentro in queste, in quanto è avvenuto e quanto è stato fatto.
A margine e a latere di questa PDL Agricoltura, ritengo che lei, assessore, ci possa dare anche qualche notizia riguardo al problema del Canis lupus, del lupo, in questa regione, che ha distrutto tanti allevamenti, ha distrutto tante piccole aziende ovine e bovine e, soprattutto, incute tanta paura nel territorio. Dire che manca ancora una legge nazionale sul lupo, penso, diciamo, che sia una scorciatoia troppo breve e ritengo, diciamo, che questa Regione debba fare tanto, a seguito di tutte le segnalazioni che ci sono state, l'aumento dei rimborsi o l'aumento delle spese di prevenzione per gli attacchi da lupi, recinzioni, suonerie, telecamere e quant'altro, sono soltanto dei piccoli mezzi, delle piccole, di prevenzione. Io ritengo che si debba fare tanto, soprattutto, agire con le associazioni venatorie, agire, diciamo, con le guardie forestali e agire con tutte quelle persone che hanno sempre lavorato nel campo e sul territorio e che possono darci veramente un aiuto. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): Se non ci sono altri interventi in discussione generale, la parola al consigliere Ferrero. Prego.
FERRERO: Grazie presidente. Noi oggi stiamo appunto discutendo questo progetto di legge che ha diverse, alcune finalità. La finalità è appunto quello di sostenere l'agricoltura, la zootecnia, la pesca e l'apicoltura. Questi sono dei settori fondamentali per quella che è la nostra economia regionale.
Mi voglio soffermare sull'apicoltura. L'apicoltura, oltre ad essere importante proprio come settore in sé, ha una sua rilevanza anche per l'agricoltura. Noi sappiamo benissimo che le api sono fra i più importanti impollinatori che abbiamo in natura e ci sono molte colture che necessitano, appunto, di impollinatori esterni. Quindi, spesso e volentieri, addirittura, gli apicoltori vengono chiamati per, in determinati periodi dell'anno, per portare le proprie arnie in determinate posizioni affinché le api possano andare a impollinare le colture, facendo in modo che la produttività di quella zona diventi maggiore. Noi oggi sappiamo che, in realtà non è da oggi, è già da un po' di tempo, che il settore dell'apicoltura è in crisi. È in crisi per tutta una serie di motivi. Il primo di tutti è dato dalla varroa, che è questa spora che flagella gli apiari ormai da diversi anni, dai pesticidi che vengono resi sempre più pervasivi e da un'agricoltura sempre più intensiva. Questa va a limitare il più possibile quelli che vengono definiti i corridoi ecologici, creando ovviamente problemi alle api in sé.
Oggi è fondamentale un cambiamento di modello. Importante sarebbe quello e un piccolo tassello sarebbe quello appunto di andare a realizzare quelle che vengono definite le siepi campestri. Noi sappiamo bene che oggi esistono alcuni tipi di sovvenzioni, attraverso la misura SRA 10, però questo andrebbe reso strutturale e non tramite bando, bisogna renderlo strutturale e implementato perché le siepi campestri sono fondamentali per vari motivi, prima di tutto all'agricoltura in sé perché limitano l'evaporazione dei campi, noi sappiamo bene che, andando verso situazioni di estati sempre più calde, lunghe e secche e periodi piovosi concentrati in pochi momenti dell'anno, limitare il più possibile l'evaporazione in maniera naturale porta un beneficio alla natura; dall'altro lato, si andrebbero a creare quelli che vengono definiti corridoi ecologici in cui le api e anche altri tipi di animali, utili all'agricoltura, possono rifugiarsi e prosperare e anche perché, se vengono lasciate determinate aree quasi rinaturalizzate, si fa sì che ci siano, comunque, piante che abbiano inflorescenze in vari scaglionati durante tutto il periodo dell'anno e quindi le api possono trarne un beneficio perché il problema è anche questo, se tutte le piante fioriscono soltanto in un periodo dell'anno, poi le api vengono danneggiate da questo perché le api hanno necessità di nutrirsi per tutto il periodo dell'anno, tranne il periodo in cui sono a riposo, quasi in letargo, durante la stagione invernale. Per il resto, necessitano, comunque, di approvvigionarsi il cibo e il loro cibo è appunto il nettare prodotto dai fiori.
A proposito delle siepi campestri e delle linee frangivento, il collega Gianella aveva proposto un emendamento che è stato in commissione bocciato. Oggi notiamo che il contenuto di questo emendamento viene riproposto tramite un ordine del giorno. Mi si permetta una piccola nota politica: io noto, purtroppo, che in questo Consiglio regionale si stanno ripresentando tutta una serie di criticità che io ho riscontrato nel consiglio comunale di Ravenna. Non vorrei che lo spostamento, la promozione di quello che era il mio sindaco, oggi divenuto presidente della Regione Emilia-Romagna, faccia sì che tutta una serie di cattive abitudini, tipiche del consiglio comunale di Ravenna, oggi vengano portate all'ennesima potenza in un consesso elettivo molto più importante, che è questo regionale. Vale a dire, nel momento in cui l'opposizione presenta un documento che è un documento valido, venga bocciato, salvo poi andarlo a ripescare, mettendoci l'imprimatur del partito di maggioranza, dicendo “questa è un'ottima idea nostra, la proponiamo, se poi voi non ce l'appoggiate, noi abbiamo i numeri per portarla avanti, peccato per voi che non capite l'importanza di questo documento”. Ecco, io noto che oggi una pratica che io ho tanto osteggiato quando ero consigliere comunale a Ravenna, viene ripresa pari pari e fatta diventare prassi in questo Consiglio regionale.
Vado a conclusione, toccando un altro argomento che questo documento ha affrontato, vale a dire la pesca. Mi limiterò giusto ad un lampo perché non voglio certo paragonarmi al mio collega Gianella che è probabilmente, anzi, senza ombra di dubbio, in questo consesso, il maggiore esperto di pesca. Reputo però che questo documento sia un po' carente perché, quando si parla - ed è un problema che abbiamo affrontato varie volte, quello della moria stagionale - non sappiamo che talune volte, questa moria stagionale di pesci e di altri frutti di mare, passatemi il termine, è prodotto talune volte da scarichi non propriamente depurati che alcuni settori, molto probabilmente settori dell'industria, hanno sversato in canali di scolo, che poi, ovviamente, attraverso il reticolo idrografico, arrivano al mare. Ecco, questo documento dovrebbe avere una visione a 360 gradi. Non si può andare a cercare di risolvere un problema tramite una proposta che non vada, in realtà, a colpire la causa del problema, ma soltanto a cercarne di prevenirne gli effetti. Vale a dire, qui, andrebbe fatto un ragionamento a 360 gradi, bisognerebbe implementare, aumentare, da un lato, i controlli, dall'altro lato, imporre una maggiore depurazione delle acque reflue perché, in questa maniera, attraverso i controlli e attraverso un'implementazione delle depurazioni, si andrebbero a ridurre e quasi ad azzerare quelli che sono i problemi relativi alle morie stagionali dei pesci, come l'estate scorsa ci siamo trovati a dover affrontare, nel tratto di mare compreso da Goro a Cesenatico. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): Ecco, informo l'aula che, all'ordine del giorno a prima firma Mastacchi, è stata integrata la firma del consigliere Fiazza e che, nel frattempo, è stato depositato un secondo ordine del giorno a prima firma Bosi, Casadei, Burani, Gordini, Calvano, Parma, Zappaterra, Quintavalla, Mastacchi, Valbonesi.
Chiedo se ci sono altri interventi in discussione generale. La parola al consigliere Fiazza.
FIAZZA: Grazie presidente. Intervengo su questo progetto di legge con uno spirito costruttivo, ma anche con la necessità di riportare il dibattito alla realtà concreta di chi lavora ogni giorno nei campi, in mare e negli allevamenti. Ci troviamo ad affrontare un provvedimento che investe l'assessore Mammi a 360 gradi: si va dal sostegno di alcune produzioni all'apicoltura e alla pesca e ringrazio anche il collega Gianella per aver seguito in commissione, insomma, questo provvedimento, credo che lui sia massimo conoscitore esperto della materia.
È sicuramente positivo il tentativo di rendere strutturali alcuni interventi, trasformando provvedimenti spot in una legge quadro organica e strutturata sugli aiuti in agricoltura. Il tentativo - mi pare di capire - è quello di superare la leggina realizzata in coda all'assestamento di bilancio, come fatto lo scorso anno, per esempio, la legge sulla patata o la barbabietola da zucchero, provvedimenti spot che poi non trovano continuità o tutt'al più vengono riproposti con discontinuità. Si pensi soltanto alla vacca rossa reggiana oppure, sul campo dell'acquacoltura, al contrasto del granchio blu. Sicuramente trovo questo tipo di approccio più corretto perché permette una maggiore programmazione. Parliamo di un provvedimento che stanzia oltre 12 milioni di euro, una cifra importante che rappresenta senza dubbio un segnale politico.
Tuttavia, la domanda che, a mio avviso, qui dentro dobbiamo porci è molto semplice: quante di queste risorse arriveranno davvero nelle tasche di chi produce e di chi, voglio dire, fa il lavoro sul territorio? Troppo spesso succede che partecipare a un bando significa affrontare costi elevati tra consulenze, pratiche e tempi di attesa, al punto che il contributo rischia di essere inferiore al costo per ottenerlo. Questo è stato detto anche all'interno dell'udienza conoscitiva e, a mio avviso, quando questo succede, allora, vuol proprio dire che la politica non sta andando nella direzione corretta, quindi, su questo occorre davvero concentrarsi, questo lo dico a 360 gradi, in tutti i bandi che la Regione fa, ma soprattutto quelli dove poi, di fatto, devono partecipare le partite Iva, che hanno già - credo - abbastanza problemi, poi questi devono affrontare ovviamente dei costi per presentare i bandi e certe volte, quando il bando poi non lo ottengono, hanno avuto dei costi ma non ottengono il bando. Dobbiamo chiederci, quindi, se stiamo davvero aiutando l'agricoltura e l'agricoltore a produrre valore oppure se lo stiamo provando a trasformare un burocrate che rincorre bandi sempre più complessi.
Sul capo 2, relativo alle modifiche alla legge regionale sull'apicoltura, avremmo preferito una modifica alla legge ad hoc. Riconosciamo comunque il valore delle scelte fatte, l'inasprimento delle sanzioni per trattamenti fitosanitari scorretti e per la tutela dell'ape ligustica, rappresenta una difesa necessaria all'ecosistema. Qui ovviamente, vediamo che ci sono delle sanzioni che vanno a 20.000 euro e quindi comunque sono delle sanzioni molto importanti. È importante che poi, quindi, si facciano davvero applicare, quindi, ci sia del personale che controlli perché, spesso, poi si fanno delle leggi, se poi però non c'è il personale che controlla, rimane di fatto una lettera morta.
Sul fronte della pesca, invece, emerge un paradosso evidente: da un lato, si interviene giustamente su emergenze come il granchio blu, dall'altro, le imprese continuano a fare i conti con costi strutturali, per esempio, una cosa recentissima, il discorso del gasolio che sta ovviamente raggiungendo livelli molto alti che impediscono quindi alle flotte di uscire in mare. Qui sta la differenza tra politiche emergenziali e politiche invece strutturali.
Per quanto riguarda la zootecnica, restano fortemente penalizzate le piccole filiere. Le norme sull'etichettatura risultano spesso insostenibili per i piccoli allevatori di razze autoctone che puntano davvero sulla qualità del prodotto. Allora qui servirebbe più coraggio politico anche attraverso deroghe mirate per sostenere davvero chi mantiene la biodiversità e la tradizione sul territorio. Spesso, quindi, se si vuole mantenere una vera qualità, i costi sono elevati e i margini, evidentemente, sono ridotti.
È stato detto del confronto con le associazioni e che siano stati accolti alcuni emendamenti tecnici: ben venga. Questo dimostra un approccio di apertura su alcuni temi che va comunque riconosciuto. Così come è positiva la clausola valutativa prevista tra due anni, seppure ne servirebbe anche un'apposita per gli altri interventi previsti dalla legge regionale 2 del 2019 che dovrà però dirci con chiarezza se questo intervento ha funzionato oppure no, portando dati concreti e non solo delle buone intenzioni.
Un breve accenno, infine, alla questione del piano faunistico venatorio. Non è la prima volta che assistiamo alla proroga con una leggina ad hoc di una pianificazione in scadenza e già scaduta, anzi ormai questo modo di procedere sta diventando un'abitudine per questo piano, e mi riferisco appunto al piano faunistico venatorio. In questo caso ritengo particolarmente gravi due elementi. Il primo che ci troviamo a prorogare è il piano faunistico venatorio 18-23 che era già stato prorogato fino all'anno faunistico 25-26. Il secondo, che trovo ancora più grave, è che questa proroga non prevede una data ultima di scadenza del piano, semplicemente, invece, stabilisce che quello del 18 del 23 e quindi resterà in vigore a sine die, quindi fino a una data non definita. Da quanto avevo inteso, invece, anche all'interno della commissione, sembrava che, come dire, il piano fosse un po' più strutturato e che fosse, quindi, verso alla definizione. Evidentemente, ritengo ci sia una discrepanza all'interno della maggioranza stessa. Spero che non siano le solite pressioni ambientaliste che ormai nel mondo venatorio davvero stanno stancando. Sono pressioni ormai, come dire, molto evidenti, quindi, chiedo all'assessorato di competenza di chiudere su queste pressioni e invece dare finalmente spazio al mondo venatorio perché fa un lavoro sul territorio che è fondamentale e quindi io, come leghista, non dimentico mai il ringraziamento verso il mondo venatorio per quello che fa sul territorio.
Quindi, non posso esimermi dal considerare questo ennesimo ritardo come una conseguenza della nefasta volontà di eliminare le province, questo grazie a un governo di centrosinistra di qualche anno fa. Ancora una volta, la Regione ha dimostrato il fallimento della strategia di accentramento delle funzioni tracciata dalla legge regionale 13 del 2015 e la necessità di rimettervi mano prendendo finalmente atto di una realtà ovvero del permanere dell'ente della provincia.
La proroga era inevitabile, ma arriva in ritardo e conferma ancora una volta di fatto quello che dicevo prima. Quindi, lo torno a dire all'assessore. Assessore, pensiamo davvero al mondo venatorio, lasciamo da parte certe strumentalizzazioni che immagino che all'interno di quest'aula ci siano, ma lasciamole dove sono.
In conclusione, questo progetto di legge contiene ancora alcuni elementi positivi, ma rischia di rimanere un intervento di facciata se non affrontiamo i nodi strutturali. Il nostro obiettivo deve essere chiaro: passare da politiche emergenziali a politiche strutturali, con una visione di lungo periodo. Dobbiamo rimettere davvero al centro chi produce, chi lavora e chi crea valore sul territorio ogni giorno ed evitando di aggiungere ulteriori livelli di complessità normativa. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): Chiedo al relatore di maggioranza e anche al relatore di minoranza se intendono replicare. La consigliera Evangelisti in discussione generale, prego.
EVANGELISTI: Grazie presidente. Intendevo anch'io intervenire in discussione generale su questo progetto di legge. Un progetto di legge che arriva in aula dopo una discussione di diverse commissioni, con numeri importanti (12,5 milioni di euro in un triennio). È un tema importante, sono cifre importanti. Attenzioneremo quante di queste cifre davvero verranno messe a terra perché, lo diciamo, lei ieri, assessore, in aula ha fornito una risposta da manuale in ordine alla PAC, all'interpellante, al consigliere Mastacchi, dicendo, appunto, con una risposta anche condivisibile, come debbono essere gestite le risorse, come si debba tenere insieme tutto il tema dell'agricoltura e come le risposte debbano essere unitarie. Ecco, questo progetto di legge non lo fa. Non lo fa perché, appunto, parte da annunciare risorse importanti da declinare sui temi, ma non trovando risposte adeguate. E il fatto che oggi, ancora una volta in aula, si ripeta lo stesso iter per cui portiamo in aula un progetto di legge con alcune soluzioni e ci troviamo poi a dover approvare ordini del giorno ed emendamenti che ripercorrono quello che abbiamo chiesto in commissione o abbiamo proposto in commissione o, ancora peggio, quello che si sarebbe dovuto fare per trovare una soluzione a quelle problematiche, come dire, ci trova a dover decidere in una fase sbagliata, perché quelle domande e quei proponimenti sono quelli della fase della campagna elettorale, cioè, tutti noi in campagna elettorale, nel programma elettorale abbiamo sollevato e ci siamo interrogati su problematiche, in questo caso, relative all'agricoltura e abbiamo proposto soluzioni, quelle soluzioni noi oggi dovremmo trovarle in quest'aula e invece rimandiamo.
Riparto da dove ho iniziato. Facciamo una riflessione sulla politica generale. Oggi noi la possiamo fare guardando, come qualche consigliere di Fratelli d'Italia ha già fatto, al governo nazionale; guardiamo a quanto il governo ha messo in campo in un settore, quello dell'agricoltura, con interventi concreti e con coperture certe che vanno avanti di pari passo: 36 milioni per l'emergenza del granchio blu per sostenere pesca e agricoltura e anche 37 miliardi circa per una programmazione PAC. Fondi appunto dedicati alla sovranità alimentare, al sostegno delle filiere strategiche e su questo credo non ci possa essere appunto un punto di contestazione, sono dati, ma sono anche risorse e sono soluzioni.
A noi piacerebbe poter dire che la Regione Emilia-Romagna, proprio perché decide di presentare un progetto di legge, trasforma appunto le risorse che ci sono in risposte concrete. Alla luce appunto di quello che vediamo oggi, non lo possiamo dire sul tema, appunto, del settore agricolo e zootecnico, con particolare riguardo sulle sementi certificate; non lo possiamo dire, appunto, rispetto al tema della pesca e del granchio blu; non lo possiamo dire rispetto, appunto, a un settore che si cerca di valorizzare, come quello dell'apicoltura, salvo poi insomma prevedere sanzioni che sono anche molto onerose per chi sbaglia, ovviamente, chi sbaglia non lo deve fare, ma sicuramente non si incentiva in questo modo, appunto, una piccola filiera.
E poi vorrei soffermarmi, l'ho già fatto in commissione, lei non c'era assessore, vorrei soffermarmi sull'articolo 15 del progetto di legge ovvero sulla proroga del piano faunistico che, diciamo, viene attuata secondo una modalità, mi permetta di dirlo, per il tramite della presidenza, assessore, non le si addice perché a lei va riconosciuto il merito di aver sempre cercato il confronto, anche fuori dalle sedi istituzionali, nella risoluzione condivisa di un problema, prorogare il piano faunistico con un emendamento, peraltro, non annunciato in commissione, noi abbiamo ascoltato anche con attenzione e anche con piacere l'informativa che lei ha reso sul piano faunistico venatorio, proprio perché siamo interessati, lei lo sa, come Fratelli d'Italia, è un tema che portiamo avanti da tempo e rispetto al quale abbiamo chiesto la condivisione, non solo con le associazioni di caccia, ma con anche tutte quelle realtà che possano essere interessate da quel piano, ecco, a nostro avviso, l'emendamento è, intanto, irrituale e, dal punto di vista giuridico-amministrativo, ci desta perplessità. Abbiamo chiesto se era supportato da un parere tecnico-giuridico e ci è stato risposto di no. Lo dico perché inseriamo questo emendamento all'interno di un progetto di legge che parla di agricoltura, che parla di pesca, che parla di altre problematiche che, insomma, stiracchiandole, forse, neanche troppo, possono riguardare anche il piano faunistico e la caccia. Allora, un primo rilievo che riguarda più il merito che il metodo è: facciamolo sempre.
Allora, nell'udienza conoscitiva che faremo in avvio, appunto, della VAS, che noi, come gruppo di fratelli d'Italia, abbiamo chiesto, che oggi risulta anche funzionale all'avvio di quel cammino, incontriamoci tutti, incontriamo tutti i soggetti interessati, non solo le associazioni di caccia. Prima il consigliere Ferrero ha detto: sembra che con questa modalità si voglia in qualche modo prestare il fianco alle associazioni ambientaliste. Io solo in questo profilo, ma sotto questo profilo, dissento. Mi sembra che con l'adozione di questa modalità ci si voglia, un'altra volta, esporre ad una impugnativa rispetto all'adozione di un piano che, come ha detto lei, consterà in più di mille pagine e che sarà impegnativo rispetto appunto a quel cammino. Noi ci vorremmo essere e vorremmo continuare a dare il nostro supporto.
Siamo partiti male però, perché la proroga del piano faunistico, come è stato detto, poi, l'ennesima proroga, perché alla fine è un piano vecchio quasi di un decennio, un piano che, con la sua proroga, proroga anche dei dati che non sono più attuali, delle situazioni che non sono più attuali e rilevate dallo stesso ISPRA e che devono in qualche modo essere cambiate, ci espone, diciamo, espone chi, appunto, con un emendamento ha inteso farlo, anche a una sorta di responsabilità anche politica per questo dico che non le si addice la modalità, perché sarebbe stato un atto di responsabilità motivare con una delibera di Giunta, come è stato fatto altre volte, l'urgenza o la necessità di dover prorogare il piano, dando atto, ci sia consentito, assessore, di un’organizzazione che, sicuramente, a fronte del nuovo riordino, cambierà, che però, come ci siamo detti nella scorsa legislatura, rispetto ad alcuni uffici, aveva sicuramente bisogno di una revisione proprio in ordine alle competenze.
Quindi, noi ovviamente rimaniamo a disposizione per collaborare, per apportare il nostro aiuto fattivo e non soltanto, come dire, oppositivo. Non potevamo però sentirci, come dire, a posto con la coscienza se non le avessimo mosso questo rilievo, anche e soprattutto per la grande aspettativa che c'è rispetto a questo lavoro che dovremmo fare assieme e che lei stesso ha assicurato alle associazioni di riferimento che, come lei sa, le hanno parlato di ATC, le hanno parlato di gestione delle guardie, del sistema delle guardie provinciali, le hanno parlato di tanti problemi rispetto a cui saremo sicuramente propositivi.
E quindi, bene l'articolo 16 che prevede una verifica ogni due anni. Noi ci saremo, controlleremo rispetto a questo progetto di legge che quei 5,7 milioni, già previsti per il 2026, non finiscano in burocrazia, non finiscano per essere destinati rispetto ai soliti soggetti più grandi, lasciando indietro magari chi è più piccolo ma oltremodo bisognoso e anche oltremodo produttivo e competente nel proprio settore.
Noi auspichiamo insomma un po' la ricaduta, almeno, ci sia consentito, in questo ambito, ovvero quello delle politiche agricole di ciò che sta avvenendo a livello nazionale ovvero si mettono risorse, si cercano strumenti adeguati, si assicurano tempi certi per la risoluzione di problemi, problemi che, è vero, sono complicati, sicuramente il settore dell'agricoltura è uno dei più complicati perché sconta anche l'influenza di diverse problematiche, però credo che la sfida, che è ancora più avvincente, debba essere necessariamente una sfida che porta risultati alle nostre aziende e soprattutto ai nostri territori. Grazie.
PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Paldino, prego.
PALDINO: Grazie presidente. Colleghi, assessore. Condividiamo l'approccio ai tre settori cruciali del comparto agroalimentare emiliano-romagnolo, agricoltura, zootecnia e acquacoltura. L'attenzione è rivolta alla presentazione di misure economiche mirate e circoscritte, che riescono a supportare le imprese tramite bandi pubblici, finanziati con più di 11 milioni di euro per il triennio 26-28.
Per quanto riguarda le produzioni vegetali, condividiamo l'intervento per contrastare la riduzione delle superfici coltivate e contrastare la diffusione di organismi nocivi a tutela delle colture arboree, migliorare la qualità delle produzioni e sostenere l'adozione di tecniche innovative e più efficienti. Allo stesso tempo, condividiamo la promozione e l'adesione ai sistemi di qualità per rendere i prodotti più riconoscibili e appetibili sul mercato.
Nel settore zootecnico, la legge pone l'obiettivo di valorizzare il patrimonio regionale con attenzione particolare alla tutela della biodiversità e delle razze autoctone. Anche alla luce di quanto si vede frequentemente, dobbiamo garantire maggiori standard di benessere animale e rafforzare la capacità di prevenire e affrontare emergenze sanitarie, come la diffusione di malattie endemiche.
Per quanto riguarda la pesca e l'acquacoltura, il provvedimento introduce strumenti essenziali per affrontare le criticità ambientali e produttive che colpiscono il settore. Si prevedono indennizzi e contributi per aumentare la resilienza del comparto e per compensare i danni derivanti da fenomeni come l'anossia, la proliferazione di alghe e quant'altro.
Altro aspetto del progetto di legge riguarda la revisione della normativa sull'apicoltura, un settore strategico, non solo dal punto di vista economico, ma anche per la tutela degli ecosistemi. Le modifiche introdotte mirano a rafforzare la salute delle api e a migliorare i controlli sanitari, rendendo più chiaro il quadro delle regole e più efficace il sistema di vigilanza. Viene disciplinata in modo più preciso la gestione degli apiari e vengono introdotte limitazioni a pratiche che possono risultare dannose, con un'attenzione particolare alla tutela dell'ape autoctona. Il provvedimento interviene anche sugli istituti agrari, rendendo più flessibili gli strumenti di sostegno e semplificando alcune disposizioni esistenti. Si tratta di un passaggio significativo perché riconosce che la competitività del settore passa anche dalla formazione, dalla qualità delle competenze, dal legame tra scuola e mondo produttivo.
Infine, il provvedimento è accompagnato da uno stanziamento significativo di risorse che condividiamo, si tratta di un impegno concreto che dimostra la volontà di sostenere realmente i settori coinvolti. Questo progetto di legge rappresenta un intervento equilibrato, che tiene insieme sostegno economico, tutela ambientale, innovazione e il rafforzamento delle regole. È una risposta concreta a un contesto complesso segnato da cambiamenti climatici, difficoltà dei mercati e trasformazioni profonde del sistema produttivo.
Naturalmente, sarà fondamentale e importantissimo monitorare l'attuazione e valutarne gli effetti nel tempo, ma la direzione intrapresa è chiara. Rafforzare la competitività dei nostri settori senza rinunciare alla sostenibilità e alla tutela del territorio. Grazie.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altri interventi nella discussione generale? Se non ci sono interventi. Casadei, prego.
CASADEI: Grazie presidente. Ci tengo a sostenere questa proposta di legge che, a nostro parere, tiene insieme due esigenze che spesso vengono contrapposte, ma che devono essere tenute insieme e, cioè, quella del sostegno ai settori produttivi e quella della tutela dell'ambiente.
È chiaro che in questo campo, nel campo agricolo, in particolare nel settore dell'apicoltura, non c'è qualità ambientale senza la qualità del lavoro agricolo e dell'apicoltura e viceversa. Sono due settori, quello ambientale e quello dell'agricoltura, che sono assolutamente complementari. C'è bisogno però di una visione produttiva seria che regga il territorio, che regga la produttività, ma che vada anche verso una produttività seria, radicata e innovativa, altrimenti, la transizione ecologica, devo dire che ce la scordiamo in questo caso.
Ecco, questo progetto di legge, invece, prova a stare dentro a questa complessità, a tenere insieme quella che è la transizione ecologica con le esigenze del settore produttivo, dall'alto, sostenendo comparti fondamentali della nostra economia regionale, chiamati ogni giorno, direi, alla luce anche della crisi internazionale che si sta verificando, deve fare continuamente i conti con quello che è il mercato, dall'altra, affrontare anche quelli che sono gli elementi contrastanti che ci sono rispetto al cambiamento climatico, le specie invasive, gli squilibri ambientali e sempre l'aumento dei costi. Ecco, dall'altro, questa legge aggiorna una normativa regionale che rafforza un pezzo importante della nostra capacità di tutela della biodiversità e questo ritengo che sia un punto fondamentale.
Parliamo di api, sembra un tema marginale, ma le api non sono una nota a margine, non so come dire. Le api sono una delle infrastrutture viventi, le chiamerei così, una delle infrastrutture viventi più preziose che abbiamo e le api sono un indicatore di biodiversità, di equilibrio ecologico, sono riproduzione delle specie vegetali attraverso l'impollinazione, sono qualità degli ecosistemi e anche della sicurezza alimentare. Quindi, considero importante questa legge ed è positivo che si intervenga per tutelare l'ape italiana, diciamo, l‘ape patriottica italiana, per chiarire meglio le regole sugli apiari, per contrastare situazioni di abbandono e incuria che spesso si generano sul territorio e per rafforzare la vigilanza e i controlli perché una migliore capacità di prevenire anche quelli che sono gli avvelenamenti, non solo da sostanze che si usano in agricoltura, ma anche degli inquinamenti dovuti all'incremento che abbiamo avuto in questi anni, l'ho detto anche questa mattina rispetto alla legge che abbiamo approvato, ma è bene ribadirlo che siamo una delle regioni più inquinate d'Europa e per inquinate non intendo solo per l'uomo, ma anche per la natura, l'ambiente, la biodiversità e le specie animali. Ma penso che la tutela dell'impollinazione non si faccia solo con una buona legge, si fa anche e soprattutto nella qualità complessiva del sistema, che è il nostro sistema agricolo e territoriale, lo si fa limitando certamente gli inquinanti che compromettono la biodiversità faunistica e quella ambientale, lo si fa riducendo la pressione chimica, dove è possibile, la si fa accompagnando anche le imprese verso pratiche più sostenibili, più moderne. Siamo nel 2026, è bene ricordare che ci sono pratiche moderne, nuove, innovative che tengono anche conto di tutti questi fattori per accompagnare anche le imprese attraverso gli studi delle nostre università, degli studi di ricerca, attraverso pratiche che siano sostenibili dal punto ambientale e da quello dei costi.
Ci sentiamo dire, purtroppo, devo dire ogni volta che poniamo questi temi ambientali, che saremmo mossi da una furia ideologica ecologista; ci viene detto che vedremmo l'ambiente dappertutto, che metteremo paletti ovunque, che saremmo prigionieri di una visione punitiva verso chi inquina, ma io penso che, dietro ogni attenzione ecologica, è necessario poi capire che in questo dibattito e rispetto anche a questa legge, dobbiamo essere oggettivi perché, mentre da una parte c'è chi dice che noi siamo furiosi ideologici, noi continuiamo a dire che in quanto rappresentanti di istituzioni prima di tutto, ma in quanto Regione Emilia-Romagna, non solo abbiamo il dovere di intervenire per preservare quello che è il nostro patrimonio ambientale e faunistico, aggiungerei, ma oltre a questo, non saprei che dire, è stato detto anche del settore venatorio che noi saremmo quelli delle associazioni animaliste e ambientaliste, la nostra posizione penso sia storica, ormai, conclamata e consolidata, che è quella non della protezione delle specie protette, quali sono i cacciatori, ma delle specie protette animali perché, perse le specie protette animali, purtroppo, perderemo - ripeto - quel patrimonio che è la nostra natura, gestire l'insieme della biodiversità anche in ambito faunistico, anche qui, ripeto, siamo nel 2026, ci sono pratiche studiate a livello nazionale e internazionale, pratiche e tecnologie a supporto della gestione degli animali selvatici, è bene applicare, sperimentare e dare solidità a tutti quegli studi scientifici e non ideologici, ci sono numerose accademie che studiano tutte queste dinamiche, è bene continuare, anzi, iniziare a sperimentare e ad attuare delle politiche che vadano in questa direzione, in ambito agricolo, in ambito faunistico, in tutti gli ambiti in cui la Regione può dare e deve dare supporto a quella che è, da una parte, la transizione ecologica, dall'altra, la preservazione di quello che è il nostro patrimonio in termini di ambiente, fauna e settore produttivo.
Io ho messo insieme un po' tutta la visione e penso che questa legge vada in questa direzione. Ovviamente l'insieme di politiche che si può fare in questa direzione sono tante, sono svariate e devono essere organiche e complessivamente adeguate rispetto alle sfide che dovremo affrontare anche nei prossimi anni rispetto a questi temi, rispetto a tutte le difficoltà di una crisi economica ed energetica che si sta abbattendo sui cittadini e, in particolare, sui produttori, sugli imprenditori e sui lavoratori che in questo comparto, come in tutti i comparti, ogni giorno lavorano. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altre richieste di intervento. Chiudiamo la discussione generale. Chiedo al relatore della commissione se intende fare la replica. Prego consigliere Bosi.
BOSI: Grazie presidente. Grazie a tutti i consiglieri e le consigliere che hanno animato questa discussione, dalla quale è emersa la grande attenzione dell'Assemblea alle filiere agricole e zootecniche della pesca e dell'acquacoltura, riconoscendone l'importante valore aggiunto sul territorio; valore che, come dicevo, è identità, storia e lavoro, un apporto economico importante a settori che, con il loro lavoro quotidiano, garantiscono una gestione e un presidio del territorio fondamentali, settori che sono eccellenza della nostra regione e parte, appunto, di quelle eccellenze IGP e DOP ampiamente riconosciute.
Dalla discussione è emersa, altresì, la fragilità che vivono alcuni settori di queste filiere, una consapevolezza delle consigliere e dei consiglieri e una conoscenza attenta e molto puntuale di questi settori. E penso che sia questo un elemento molto qualificante della nostra Assemblea e questo evidenzia, altresì, la necessità di questo dettato normativo, finalizzato a fornire una cornice generale che permette alla nostra Regione di rendere strutturali il sostegno alle filiere in difficoltà.
Non dobbiamo però, inoltre, dimenticare la grande valenza data dal capo secondo di questo progetto di legge, cioè, l'aggiornamento della legge apistica, finalizzato a coordinarla con le norme nazionali e contenente delle disposizioni fondamentali volte a tutelare l'ape italiana. L'apicoltura, come i settori di cui parlavamo prima, patisce gli stravolgimenti dei cambiamenti climatici ed è una fondamentale antenna anche della qualità dell'aria dei territori dove noi viviamo.
Veniva detto anche prima: noi abbiamo parlato di agricoltura ed è fondamentale la consapevolezza che è un settore che esiste e prospera, più sono prosperanti gli insetti impollinatori e l'ape lo è, per eccellenza, oltre a essere fondamentale per la salvaguardia della biodiversità. Come dicevo, nell'intervento di presentazione, abbiamo presentato un ordine del giorno. Non vuole essere una mancanza di rispetto ai contributi arrivati dalle minoranze durante la discussione in commissione, anzi, come avevo avuto modo di confrontarmi per le vie brevi con l'altro relatore di minoranza, erano contenuti in alcuni emendamenti elementi assolutamente interessanti e sui quali era opportuno fare ragionamenti, ma, come dicevo prima, erano elementi che prendevano, parlavano di interventi specifici in una legge che ha come finalità quella di costruire una cornice quadro. Ed è per questo che abbiamo voluto inserire alcune questioni all'interno di questo ordine del giorno, per tenerne viva l'attenzione ed è il caso della realizzazione delle linee frangivento, che era stata proposta dal mio correlatore, così come la valorizzazione delle esigenze delle aree montane, con il riferimento alle tipiche produzioni agricole e quelle cerealicole, presentato da un altro membro della minoranza.
Abbiamo approcciato gli emendamenti con totale onestà, tant'è che l'emendamento sulla clausola valutativa è stato immediatamente accolto. Questo per dire che l'obiettivo che si pone questa legge, ci siamo posti noi come consiglieri, era quello di fornire la nostra Regione e, in particolare, le filiere della agricoltura, della zootecnia, della pesca, dell'acquacoltura di uno strumento che fosse davvero utile a fronteggiare eventuali crisi e situazioni di difficoltà. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Gianella per la sua relazione, prego.
GIANELLA: Grazie presidente. Ringrazio il mio collega, ringrazio tutti voi per l'apporto che è stato dato alla relazione di questa legge. Una giornata è finita, domani ne comincerà una nuova. Ne comincerà una nuova e le battaglie che stiamo per affrontare saranno battaglie sempre più importanti, sempre più grandi e sempre più difficili.
Noi siamo quello che mangiamo, la qualità della nostra vita è legata al nostro territorio, a come viviamo, a come ci muoviamo e in particolare a come mangiamo. Il nostro territorio ci ha dimostrato nel tempo di essere uno dei migliori per portare una qualità, una qualità della vita, per portare anche l'immagine del nostro paese in giro per il mondo. Il nostro cibo, quello che coltiviamo, il nostro pesce, quello che peschiamo, i nostri animali, quelli che alleviamo, sono un'eccellenza ovunque si vada. Ovunque si vada, si riconosce come ci comportiamo, come lavoriamo e come viviamo in simbiosi con il nostro terreno.
Quindi, prima ho espresso come era la legge, quello che secondo noi doveva essere messo in più e in questo momento, in questa mia replica, io volevo dire quello che manca in questa legge, ma non vuole essere una critica, non vuole essere una critica, voleva essere un contributo per continuare sulla strada di fare per fare meglio e per cercare di dare un nuovo slancio, appunto, ai nostri settori che sono il settore della pesca, dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'apicoltura. In questa legge che cosa ho trovato che mancava? Mancava il sostegno alla pesca costiera locale, mancava un sostegno a questa piccola nicchia di pesca che non è quasi mai contemplata e fa parte di quella pesca più antica del nostro territorio, di quella pesca che si tramanda da padre in figlio, di quella pesca che ci permette di avere un certo tipo di prodotto sui nostri banchi e che, purtroppo, è stata dimenticata. È stata dimenticata da Bruxelles completamente in quanto questo tipo di pesca è in forte crisi, appunto, per le leggi comunitarie che vogliono che un pescatore diventi un ingegnere elettronico prima di andare a bordo, avendo tablet, avendo tutta una serie di registri elettronici che sono incompatibili con questo tipo di imbarcazioni e sono incompatibili con questo tipo di pesca. Quindi, io spero che in futuro venga presa in considerazione questa nicchia, questa piccola parte di pesca che però è importante per quello che riguarda i ricordi di questa regione. Basta che pensiate che c'erano circa, vi do dei dati, che c'erano circa 350 imprese di pesca tra Rimini e Cattolica e Cesenatico. Io penso che ce ne siano rimaste quattro o cinque che fanno questo tipo di pesca, appunto, la pesca costiera locale, l'ex pesca da posta si chiamava. Come questo tipo di pesca sia anche in questo momento sotto pressione per quelli che sono l'industria, il bisogno che noi abbiamo di energia. Basta vedere che, appunto, nelle zone dove si praticava adesso ci sono rigassificatori. In futuro verranno anche altre strutture e quindi io credo che debba essere compensato questo tipo di attività. Noi, come Regione, dobbiamo essere i primi a farci portavoce di questi poveri, di questi piccoli pescatori.
Che cosa ho notato che manca anche nella struttura di questa legge: manca la piccola agricoltura. Io sto sempre dalla parte dei più piccoli, dalla parte dei più deboli. La piccola agricoltura, i piccoli contadini, i piccoli proprietari terrieri che, guardate, noi ci stiamo avviando verso un mondo anche nella nostra regione che è formato da grosse imprese agricole, da grosse fattorie agricole, le quali, non guardano tanto quello che seminano, ma guardano di più quali saranno i contributi che avranno. Di fatti perché io avevo presentato l'emendamento sulle fronde frangivento? Perché queste grosse imprese agricole stanno meccanizzando in maniera industriale il nostro territorio, non come piccoli proprietari terrieri che volevano diversificare, perché attraverso la diversificazione dei loro pochi ettari ne traeva, traevano il loro sostentamento e riuscivano a dare, a mettere il pane in tavola alle proprie famiglie. Questo il problema, il problema, è il problema grande, che attraverso questa meccanizzazione del nostro territorio, che invece doveva essere un collage, un mosaico di colori e di colture. Non ci dobbiamo noi, non dobbiamo aiutare quelli che sono le grosse fattorie, le grosse industrie dell'agricoltura, ma dobbiamo aiutare i piccoli agricoltori, affinché tengano vivo quelli che erano, quelli che, quello che era il modo di coltivare ancestrale di questa terra.
Poi, permettetemi per quanto riguarda un ultimo intervento, per quanto riguarda gli apicultori che la legge giustamente tutela questo tipo di allevamento delle api e lo deve fare in maniera ancora più forte, ancora più forte, attraverso appunto quegli emendamenti che avevo presentato e che voi state presentando come un impegno della Giunta. Però, anche per quanto riguarda il piano faunistico, anche in questo caso permettetemi che devo fare un piccolo intervento per la caccia, perché anche in questo caso noi lo dobbiamo vedere in modo diverso. Ci dobbiamo approcciare al mondo della caccia, in maniera completamente diversa. Dobbiamo tutelare, siamo arrivati al punto che dobbiamo tutelare i cacciatori. Li dobbiamo tutelare ma non per quanto riguarda la caccia come sport violento, ma per quello che possono fare per il nostro territorio. Per gli animali per le invasioni di problematiche, come ad esempio, come è stato detto, la peste suina, se non c'erano i cacciatori che intervenivano e con il loro apporto hanno permesso di contenere questo tipo di problematica, noi avremmo avuto dei grossi problemi. Quindi la caccia, il piano faunistico deve essere visto, secondo me in un'ottica nuova, deve essere rivisto e rivisitato, ma dobbiamo avere un approccio completamente diverso.
Quindi, con questo mio ultimo intervento su quello che, secondo me, è una cosa importante per la caccia, ringrazio ed è stata una bellissima esperienza relazionare su questa legge. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, ora siamo alle conclusioni della Giunta. Chiedo all'assessore Mammi di intervenire, prego.
MAMMI, assessore: Grazie presidente e grazie i consiglieri e alle consigliere che sono intervenuti in questo lungo dibattito che ha messo al centro l'agricoltura e anche le filiere agroalimentari della nostra regione e il futuro dell'agricoltura, delle nostre imprese agricole, dell'agroalimentare, deve interessare tutti. Quindi, mi ha fatto molto piacere sentire ottimi interventi, spunti, consigli, anche critiche o suggerimenti per fare meglio perché, quello che succede all'agricoltura, non deve riguardare solo gli addetti ai lavori, non deve riguardare solo le associazioni agricole, ma deve riguardare tutti i cittadini. Quindi a maggior ragione chi i cittadini come noi li rappresenta perché, come diceva un grande giornalista, Wendell Berry, mangiare è un atto agricolo, quindi, l'agricoltura entra nelle nostre case ogni giorno nel momento in cui consumiamo, nel momento in cui ci ritroviamo e mangiare è un atto agricolo nel momento in cui decidiamo cosa acquistare. Penso che oggi noi abbiamo dato tutti quanti un positivo segnale di attenzione, quello che è un comparto strategico dell'Italia, della nostra Regione, sono consapevole che non è che con questa legge noi risolveremo tutti i problemi delle filiere agricole, tanti dei quali qui sono stati richiamati nel dibattito, ma stiamo cercando di dare un segnale di attenzione e di dare il nostro contributo, consapevoli che, quando parliamo dell'agricoltura, parliamo di un grande patrimonio ambientale, di un grande patrimonio economico, in Emilia-Romagna, quando parliamo della PLV agricola, superiamo 7 miliardi di euro, quando parliamo della trasformazione agricola agroalimentare, superiamo i 30 miliardi di euro e siamo la Regione che esporta più cibo, vino e condimenti nel mondo, oltre 10 miliardi di euro.
Questo però non è solo un grande patrimonio economico, è anche un grande patrimonio sociale, perché le attività agricole e in particolar modo la produzione di alcune eccellenze agroalimentari, come le nostre produzioni DOP e IGP consentano di contrastare lo spopolamento di intere aree appenniniche. Se non ci fosse l'agricoltura, i nostri allevamenti che fanno Parmigiano Reggiano nelle zone di montagna dell'Appennino, noi lì avremmo impoverimento economico, avremmo un ulteriore abbandono di quei territori e avremmo anche maggiori problemi nella cura del territorio, nella gestione del dissesto. L'agricoltura agroalimentare è un grande patrimonio culturale. Lo dimostra il fatto che l'Emilia-Romagna è la regione che ha più produzioni DOP IGP in Europa, 45 da poche settimane, con l'arrivo anche del 45° prodotto a indicazione geografica che, come sapete, è l'erbazzone reggiano IGP, del quale naturalmente sono particolarmente orgoglioso.
Noi siamo la Food Valley, grazie proprio al lavoro degli agricoltori ogni giorno.
Chiaramente siamo una regione, un territorio, che è ancora un punto di riferimento sulle produzioni agricole, sia in Italia che in Europa, ma, come avete detto, dobbiamo essere consapevoli anche che siamo nella fase storica forse più difficile degli ultimi anni per tutte le produzioni agricole e agroalimentari perché questi sono stati in generale sei anni difficili, ma oggi in questo momento, nel momento in cui noi parliamo, la situazione è ancora più critica, ancora più emergenziale. Veniamo da una pandemia, veniamo dagli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e del surriscaldamento globale, quattro gelate tardive in cinque anni che hanno distrutto l'80% delle produzioni vegetali, due anni di siccità ai quali sono seguite le alluvioni del 2023 e del 2024. L'agricoltura e le imprese agricole sono colpite, oggi più che mai, rispetto al passato, dal problema dell'aumento dei costi, dal problema dell'aumento dei costi energetici, dal problema dell'aumento dei fertilizzanti, come sapete, molti dei quali provengono proprio dalle aree del Medio Oriente direttamente interessate dalla guerra in Iran; il costo del carburante agricolo non ha mai raggiunto i livelli così gravi come quelli di queste ore. Il livello del carburante agricolo, del gasolio agricolo, ha superato 1,3 euro al litro, non era mai successo in passato.
Quindi, siamo la Regione della Food Valley, abbiamo filiere agricole e agroalimentari competitive, strutturate; lo siamo anche perché, da Piacenza a Rimini, facciamo tutto. Uno entra in un supermercato, in un negozio, guarda gli scaffali e gran parte di quello che trova viene prodotto in Emilia-Romagna ed è frutto, non solo delle aziende e della trasformazione è anche frutto dei nostri agricoltori, dei nostri allevatori, però siamo anche in una fase di grande difficoltà, dove l'agricoltura è toccata, è danneggiata da tanti elementi, tanti problemi esterni alle filiere agricole, come quelli che abbiamo tutti richiamato.
Problemi, come detto, costi, cambiamenti climatici, concorrenza sleale, problema nel ricambio generazionale che colpisce le aziende nella capacità produttiva, le aziende perdono produzione e perdono reddito. Molte aziende di tante filiere hanno difficoltà di reddito.
Allora, questo provvedimento che abbiamo portato in discussione, è molto importante perché non risolverà tutti i problemi dell'agricoltura, ne sono consapevole, non darà risposte strutturali a ogni singola esigenza di filiera agricola, ma non è solo un segnale di attenzione, è un impegno concreto a favore delle nostre filiere perché noi siamo una delle poche Regioni d'Italia che avrà una legge che ci consentirà ogni anno di stanziare risorse per le filiere in difficoltà, di deciderlo insieme, perché lo decideremo insieme, e di erogare delle risorse. Io credo sia una scelta molto importante. Non avremo più interventi sporadici, emergenziali, scelte legate al momento storico, alla congiuntura, alla decisione politica di una Giunta, di un assessore, non lasceremo più la nostra agricoltura esposta a queste incertezze. Noi abbiamo, con questa legge, la possibilità ogni anno di stanziare delle risorse. Poi, anch'io vorrei sempre più risorse, dipenderà dai bilanci, dipenderà dalla situazione economica, dipenderà dalle tante priorità che, come Regione, dobbiamo affrontare, ma abbiamo una legge che ci consentirà di aiutare le filiere agricole in difficoltà. Tutte, quelle della pesca e dell'acquacoltura, quelle vegetali, quelle zootecnica.
Nella legge attuale già prevediamo lo stanziamento di 12 milioni di euro, interveniamo su alcune filiere che vivono crisi strutturali da molto tempo, penso alla situazione della barbabietola da zucchero, che, guardate, è una filiera importantissima, non solo per la quantità di ettari che sono coltivati a barbabietola, ma anche perché consente la rotazione culturale, quindi, la barbabietola da zucchero consente di avere terreni più fertili, più produttivi, anche rispetto ad altre colture che poi vengono piantate successivamente; è una filiera importantissima anche per un'altra ragione perché l'Emilia-Romagna è l'unica Regione in Italia che ha ancora uno zuccherificio. Noi non abbiamo nel nostro paese, noi siamo il grande paese dell'agroalimentare e del cibo di qualità, della pasticceria, dei dolci, ma abbiamo un solo zuccherificio, il 95% dello zucchero che viene utilizzato arriva da importazioni e questo unico zuccherificio è a Minerbio, in Emilia-Romagna e quindi un milione e mezzo a favore di coloro che producono barbabietole da zucchero, non è solo un intervento a loro favore, ma è anche un intervento agronomico importante, agroambientale importante per la fertilità del suolo, ma anche a livello industriale molto importante perché consente indirettamente di mantenere l'unico zuccherificio presente in Italia in questo momento e se vogliamo avere il made in Italy dell'agroalimentare e non abbiamo neanche uno zuccherificio che produce zucchero, rischiamo di avere un made in Italy che di Italy comincia un po' a indebolirsi.
Interveniamo sul sostegno alle imprese della pesca, in contrasto al granchio blu con gli indennizzi. Naturalmente interveniamo a favore della zootecnia verso le associazioni che si occupano di salvaguardare la genetica del nostro patrimonio zootecnico perché noi abbiamo l'esigenza di contrastare l'erosione genetica che, anche in ambito animale, purtroppo, abbiamo, nel 1900 abbiamo perso oltre il 70% di biodiversità animale vegetale e a volte anche dati superiori per la perdita della biodiversità animale. Abbiamo bisogno di mantenere questo grande patrimonio genetico e le associazioni che noi finanzieremo attraverso questa legge e gli allevatori, consentono anche di salvaguardare questo grande patrimonio che ci consente di avere anche un grande patrimonio genetico che potremo utilizzare in futuro per tenere insieme qualità e capacità produttiva. Queste risorse, 12 milioni di euro, non vanno agli uffici, non vanno in scartoffie, non vanno in procedure, vanno agli agricoltori e agli allevatori e noi stiamo anche pensando a modalità di distribuzione più rapida, più semplice, più snella, più veloce. Lo faremo insieme alle rappresentanze agricole, naturalmente, alle strutture che gestiscono dal punto di vista fiscale, amministrativo, tutte le pratiche delle aziende agricole, anche per, come dire, fare quel principio di sana sussidiarietà pubblico-privata che può portare più velocità, un valore aggiunto, senza perdere il controllo pubblico, senza perdere naturalmente il nostro ruolo, ma cercando di semplificare la vita delle nostre imprese agricole. Quindi questi contributi non andranno nell'hardware, non andranno nella gestione dei sistemi, ma andranno direttamente agli agricoltori sotto forma di contributo in dei minimi sulla base del regolamento comunitario che lo consente.
Il secondo pilastro della legge riguarda le api. Quindi, primo pilastro, il contributo alle filiere agricole in difficoltà, pilastro che rimarrà anche per il futuro e ogni anno decideremo quante risorse erogare e a chi erogarle, ma è un segnale importante. Il secondo pilastro riguarda le api che sono un grande patrimonio ambientale, che salvaguarda la biodiversità. Non esiste il pianeta senza il lavoro delle api e degli impollinatori. Non solo non esiste l'agricoltura, non esiste il pianeta. Quindi, comprendiamo da questo come fare una nuova legge sulle api, più moderna e più adeguata, più aggiornata, che semplifica, ma nello stesso tempo tutela il patrimonio apistico regionale e tutela la ligustica, cioè l'ape italiana, che rischia l'estinzione se noi non la difendiamo, se noi non la tuteliamo, che rischia anche di sparire a causa dei cambiamenti climatici e anche di comportamenti dell'uomo scorretti, ma anche rischia l'estinzione a causa dell'arrivo di insetti alloctoni che possono rappresentare una minaccia per la ligustica. Quindi, in questa legge mettiamo distanze, mettiamo indicazioni su come gestire gli alveari e gli apiari, diamo delle indicazioni perché invece la ligustica è l'ape italiana che noi dobbiamo salvaguardare. Mettiamo quindi a disposizione di un settore una legge moderna e aggiornata del 2026. Quella era molto vecchia, molto precedente, necessitava di un ammodernamento.
Un settore, peraltro, che è fondamentale per l'agricoltura, per la biodiversità, per tutto quello che abbiamo detto, che avete detto anche voi, che riguarda decine di migliaia di cittadini emiliano-romagnoli perché, quando parliamo delle api, parliamo di 10 mila apiari, parliamo di 123 mila alveari, parliamo di 2mila apicoltori che producono anche una PLV che vale 10 milioni di euro. Naturalmente, non basterà questa legge a dare una prospettiva alla filiera apistica regionale, ci vogliono anche altri interventi.
Prima di tutto ci vuole trasparenza e tracciabilità delle produzioni. In Italia come in Europa. Il miele è uno degli scomparti che soffre maggiormente la competizione di altri paesi extra UE, competizione spesso molto sleale.
Molto bene la nascita di un simbolo, un marchio nel sistema di qualità nazionale che farà capire al consumatore il miele italiano, consentirà al consumatore di riconoscere il miele biologico italiano, ma c'è molto da fare sulla lotta alla contraffazione, sulla lotta all'arrivo di miele di bassa qualità, spesso spacciato per miele biologico, proveniente invece da contesti del mondo dove le pratiche agronomiche certamente sono molto lontane dalle regole europee che chiediamo sul biologico. E questo però è un modo molto concreto con il quale possiamo stare vicino ai produttori di miele, perché se loro poi hanno costi di produzione che sono tre, quattro volte il costo di un miele che proviene dall'altra parte del mondo, che viene spacciato per biologico, che biologico non è e viene venduto a un terzo, rappresenta un elemento di competizione scorretta. La legge però sulle api che oggi facciamo è fondamentale, ma integra una strategia complessiva che noi, come Regione, stiamo portando avanti sul settore apistico e che risponde ad alcune delle osservazioni che qui sono state fatte, che io condivido, però non è che rispondiamo a queste richieste con la legge apistica. Noi rispondiamo a queste richieste giuste sul tema delle siepi, la questione degli spazi dove favorire gli impollinatori, la tutela e la salvaguardia della biodiversità, non con questa legge apistica, ma con delle politiche che, come Regione, stiamo portando avanti.
Prima di tutto la decisione che il 40% delle risorse del piano di sviluppo rurale vanno proprio a rendere sempre più sostenibile, dal punto di vista ambientale, la nostra agricoltura, biologico, integrato, e anche azioni di carattere per la piantumazione di siepi o anche per la piantumazione di arboree mellifere, che fanno parte di molti dei bandi del piano di sviluppo rurale che sono stati emanati.
Ricordo anche che per le api, per il settore apistico, ogni anno eroghiamo 2 milioni di euro ai nostri apicoltori; una parte va nella per la valorizzazione del miele attraverso uno strumento che si chiama OCM, un'altra parte va proprio come contributo ad alveare per pagare le spese vive che i nostri apicoltori hanno nel mantenimento degli apiari. Si è chiuso proprio in questi giorni un bando da un milione e mezzo di euro per la realizzazione di spazi verdi, di siepi, che servono a favorire la proliferazione delle api e naturalmente anche il lavoro di impollinatura che le api svolgono.
E poi c'è un eco-schema della PAC nazionale, l'attuale programmazione agricola europea, l'attuale PAC per la prima volta previsto un eco-schema finalizzato alle api e agli apicoltori che interviene proprio a favore di quelle imprese agricole che mettono spazi della propria azienda per consentire agli impollinatori di insediarsi e quindi per favorire anche la crescita ambientale che poi comportano.
Quindi, voi dovete guardare la nostra legge che stiamo per approvare insieme a tutti gli altri interventi che, come Regione, facciamo a favore del settore apistico. C'è la legge, c'è l'eco-schema, c'è il bando del PSR, c'è l'OCM e c'è la cosiddetta H18 che è proprio il contributo che diamo a ogni apicoltore.
Sono stati toccati tanti temi e in due minuti non riuscirò a rispondere a tutti. Dico solo che sulle aziende di montagna, hanno ragione i consiglieri che l'hanno detto, le aziende agricole in montagna rappresentano un valore insostituibile, ma vivono delle difficoltà quotidiane elevatissime perché hanno costi maggiori, perché hanno un territorio più difficile e anche per questa ragione, però, se l'agricoltura di montagna rappresenta il 20% della superficie agricola utile regionale, le aziende agricole di montagna intercettano il 40% delle risorse pubbliche che emaniamo perché abbiamo delle priorità nei bandi che servono a finanziare le aziende di montagna, che sono sempre finanziate nel piano di sviluppo rurale e anche per il valore che hanno le aziende di montagna, noi abbiamo preso quest'anno una decisione importantissima: raddoppiare le indennità compensative. Quest'anno metteremo a disposizione 50 milioni di euro per le aziende di montagna; significa un contributo a superficie; quindi, se hai un'azienda di montagna, a livello di superficie, prenderai un contributo che sarà il doppio rispetto all'anno scorso e questo raddoppio delle risorse per le aziende di montagna viene confermato anche sul 2026.
Le aziende di montagna sono importanti perché consentono di tenere le persone a vivere in quei territori, consentono di avere produzioni di maggiore qualità anche dal punto di vista ambientale, consentono di prevenire il dissesto e di gestire.
Sui contoterzisti una battuta. Molto importante quello che è stato detto sul valore dei contoterzisti, noi non ce ne siamo dimenticati mai nella nostra Regione, siamo stati tre anni fa, abbiamo fatto una legge sui contoterzisti per dare loro un riconoscimento, abbiamo anche erogato risorse e abbiamo fatto un albo nel quale i contoterzisti si iscrivono proprio per poter beneficiare di eventuali risorse che verranno messe in futuro.
Chiudo dicendo, negli ultimi cinque secondi, che rispetto al piano faunistico venatorio, guardate, è una proroga tecnica quella che oggi sottoponiamo alla volontà dell'aula, che ci deve consentire di avere il tempo necessario per confrontarci e discutere e udire i soggetti esterni che dovremo coinvolgere perché, il piano faunistico venatorio è un grande atto, molto complesso e molto importante e impegnativo sul piano dei contenuti, sul piano giuridico perché non riguarda solo l'organizzazione dell'attività faunistica, ma riguarda anche molti aspetti di carattere ambientale, la tutela di alcune specie che non possiamo perdere, il tema della biodiversità, quindi, riguarderà veramente molti ambiti e molte materie.
L'aggiornamento del piano faunistico è iniziato, non oggi, ma è iniziato nel 2025. Qualche giorno fa in commissione abbiamo cercato già di aggiornare su alcuni temi principali i membri della commissione stessa, ma non credo che potessimo concludere questa importante discussione a giugno di quest'anno. Avremo bisogno di qualche mese in più, non di qualche anno in più, di qualche mese in più, per fare una discussione all'altezza della sfida. Siamo l'unica regione, però, che sta aggiornando il piano faunistico venatorio. Molte regioni italiane non hanno ancora un piano faunistico. Siamo gli unici che iniziano il secondo giro di boa del piano faunistico venatorio, quindi, dobbiamo migliorarci, dobbiamo cercare di velocizzare sempre di più i processi, però siamo anche una regione che viene presa come riferimento sul piano dei documenti e degli atti che produce, anche in una materia così complessa come quella faunistica venatoria.
Naturalmente, dobbiamo anche tener conto nella discussione che avremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sul piano faunistico, a partire dalla VAS, anche di quello che succederà alla legge 157 dal punto di vista nazionale. Come sapete, è in corso una discussione per aggiornarla, un dibattito, proposte. Il nostro piano formalistico dovrà tener conto anche della nuova legge 157 che uscirà dalla discussione del Parlamento. Non è che possiamo naturalmente non considerare la legge madre alla quale tutte le leggi regionali devono fare riferimento, quindi, non possiamo certamente fare un piano faunistico venatorio che dopo pochi mesi dovrà essere riaggiornato sulla base delle decisioni che verranno prese sulla 157. Grazie del vostro contributo. Sono stato lunghissimo e mi scuso di questo.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene. È finito il procedimento di discussione. Siamo alla nomina degli scrutatori. Nomino i consiglieri Ancarani, Petitti e Ferrero. Ora passiamo alla discussione generale su ciascun articolo, dichiarazione di voto su ciascun articolo e votazione di ciascun articolo per alzata di mano.
Partiamo dall'articolo 1. Per brevità chiedo sempre se c'è discussione in dichiarazione di voto, se non lo vedo, non vedo mani alzate, allora passiamo alla votazione. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 2. Favorevoli? Contrari? È approvato.
Articolo 3. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 4. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 5. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 6. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 7. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 8. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 9. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 10. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 11. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 12. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 13. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 14. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 15. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Articolo 16. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
E per ultimo l'articolo 17, favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
Allora, su tale oggetto insistono quindi due proposte di ordine del giorno, una a prima firma Mastacchi e una a prima firma Bosi. Quindi, se c'è necessità, apriamo la discussione generale su questi ordini del giorno. Chiedo se qualcuno vuole intervenire, altrimenti, dopo c'è la dichiarazione di voto congiunta sugli ordini del giorno e sull'intero progetto di legge. Però intanto siamo ancora in discussione generale sugli ordini del giorno. Non vedo prenotazioni, passerei quindi alle dichiarazioni di voto congiunte. Cinque minuti per ogni gruppo. Consigliere Mastacchi, vedo che si sta prenotando, se ci riesce. Prego.
MASTACCHI: Grazie presidente. Allora, nel merito dell'ordine del giorno non ritorno perché ho già illustrato prima, era solo per fare un commento rispetto alla destinazione ultima di questo progetto di legge che, se vedesse, come sembra sia, l'approvazione dell'ordine del giorno, dal mio punto di vista, dal nostro punto di vista, cambierebbe radicalmente l'approccio complessivo, cioè, si vedrebbero comunque risolti in prospettiva i due temi che noi abbiamo sottoposto, appunto, con l'ordine del giorno che sono, appunto, il tema dei cereali, del supporto agli agricoltori di montagna e il recupero del sostegno alla zootecnia, alle perdite degli ovini dello scorso anno, ai capi persi. Per cui, in un'ottica di prospettiva, andiamo a creare una piattaforma che oggi va a risolvere i problemi che ha illustrato l'assessore e che abbiamo capito tutti durante la discussione, ma che sono circoscritti a quei settori, ma apre una prospettiva, appunto, di poter intervenire, cioè, alla Giunta, di liberare le mani alla Giunta per poter intervenire anche in questi ambiti e per noi sarebbe veramente un cambio radicale di approccio.
Quindi, questa piattaforma, la definisco così, è una legge, chiamiamola, piattaforma, sarà nelle mani dell'assessorato e della Giunta che gli consentirà di intervenire.
Ottimo anche il segnale del raddoppio del fondo a disposizione per l'indennità compensativa, anche quello è un segnale ulteriore. Per cui preannuncio che, in caso di approvazione dell'ordine del giorno, il nostro voto sarà favorevole rispetto alla disposizione complessiva. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altre dichiarazioni di voto? Non vedo richieste di dichiarazione. Allora andiamo alla votazione. Calvano, prego.
CALVANO: Grazie presidente. Ringrazio ovviamente lei, ringrazio anche l'assessore Mammi per aver portato in quest'aula in discussione un provvedimento che era atteso sia rispetto al settore agricolo in questi anni, sia rispetto anche all'assetto, diciamo così, normativo di questa Regione.
Provo a spiegarmi molto brevemente. Per intervenire sul settore agricolo in questi anni abbiamo ogni anno messo in campo un provvedimento di carattere legislativo, che ogni anno rinnovava il provvedimento dell'anno precedente, con poche distinzioni. Finalmente si è fatta la scelta che, come Partito Democratico condividiamo fortemente, di darsi uno strumento che mette nero su bianco che la Regione vuole intervenire in maniera sistematica e strutturale sul sistema agricolo regionale integrando con i propri interventi le tante risorse che oggi il sistema regionale emiliano-romagnolo mette a disposizione utilizzando al meglio tutti gli strumenti della programmazione europea, perché è quello che stiamo facendo oggi. Stiamo affiancando a quelle che sono le risorse che la Regione prontamente e efficacemente spende insieme all'Unione Europea, stiamo affiancando interventi che sono tipici e caratteristici della Regione Emilia-Romagna. Credo che non ci siano leggi analoghe nel resto del panorama regionale. È una scelta strutturale che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di intraprendere, che trova il sostegno del Partito Democratico, proprio perché il settore primario, anche l'agricoltura, passatemi il termine, è uno dei settori nel quale la nostra Regione eccelle e in quanto tale, laddove si presentano momenti di difficoltà o necessità di un sostegno apposito da parte della Regione, oggi abbiamo lo strumento che ci consente di poterlo fare.
Credo che sia una scelta che va nella direzione giusta che ci consente anche di poter essere estremamente reattivi nel momento in cui, in determinati settori, possono svilupparsi delle criticità. Lo siamo stati in questi anni, anche in assenza di questa legge siamo comunque stati molto reattivi perché ogni volta si sono portati avanti provvedimenti per intervenire sulle diverse situazioni di crisi che si creavano. Lo dico da ferrarese sul tema del granchio blu, siamo arrivati prima di chiunque altro nel mettere in campo i primi strumenti di sostegno a quel settore. Poi è arrivato anche il Governo, ci mancherebbe, siamo ben contenti che sia arrivato, confidiamo che prosegua su quel settore come su altri.
Lo stesso si può dire della frutticultura, lo stesso si può dire di un settore come quello della barbabietola, dove mi permetto di dire la mia esperienza politica che parte da lontano, nonostante la mia tenerissima età, mi porta a dire che sul versante della barbabietola il settore è stato sostanzialmente svenduto quando il ministro dell'agricoltura era quel Gianni Alemanno che fece una scelta, decise che per quanto riguarda lo zucchero non se ne occupava più l'Italia, se ne occupavano altri paesi d'Europa. Nonostante quella scelta, qualcosa è rimasto sul territorio italiano, qualcosa è rimasto nel territorio emiliano romagnolo e credo che sia assolutamente giusto sostenerlo. Vale per la barbabietola, vale ovviamente per tutte le altre culture che l'assessore prima ci ha elencate, vale ovviamente per il settore della pesca, per le regioni che dicevo prima, che è un settore che sistematicamente si ritrova in condizioni di difficoltà, a volte a causa di elementi di carattere ambientale, a volte a causa di elementi contingenti di carattere economico finanziario, legato alla congiuntura economica, in questo caso ad esempio i costi energetici.
Quindi, credo che come Regione Emilia-Romagna siamo stati lungimiranti nel prendere questo provvedimento e ci stiamo dotando di uno strumento che consentirà alla nostra istituzione di essere vicino a chi oggi è impegnato in un settore strategico per la Regione Emilia-Romagna e in questo settore continua a credere e vuole continuare a credere, visto anche le enormi potenzialità che ci sono, nella logica anche che ci possa essere quella continuità generazionale in questo settore, che per esserci necessita che tutti i protagonisti vedano le istituzioni al fianco di questo settore, dalle istituzioni europee fino a quelle locali, passando anche per le regioni. E la Regione Emilia-Romagna credo che con questo provvedimento dimostri di volersi assumere il pezzo della responsabilità che le compete.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Gianella.
GIANELLA: Grazie presidente. Per la dichiarazione di voto. Il voto di Fratelli d'Italia su questo ordine del giorno sarà un voto di astensione. Sarà voto di astensione perché il tempo del farò è finito, era finito tanto tempo fa, bastava aver dato l'approvazione ai miei emendamenti che, nella maggior parte, sono stati presi pari, uguali, quindi, non potendo votare contro quello che è stato scritto, il voto di Fratelli d'Italia sarà di astensione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, se non ci sono altre dichiarazioni, passerei a votare in maniera separata gli ordini del giorno. Prima votiamo il 2036/1 a firma dei consiglieri Mastacchi, Ugolini, Vignali, Bosi e Fiazza. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
(L’Ordine del giorno 2036/1 oggetto 2404 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)
Poi abbiamo il 2036/2 a firma dei consiglieri Bosi, Casadei, Burani, Gordini, Calvano, Parma, Zappaterra, Quintavalla, Mastacchi, Valbonesi. Favorevoli? Contrari? Astenuti? È approvato.
(L’Ordine del giorno 2036/2 oggetto 2405 è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)
Votiamo quindi il progetto di legge. La votazione avviene tramite il dispositivo elettronico. Apro la votazione. Allora, il consigliere Marcello si astiene, chiedo di metterlo per iscritto. Anche la consigliera Lori non riesce a votare, ma è un voto favorevole. Abbiamo 29 favorevoli, zero contrari, 9 astenuti, presente non votante 1, che sono io, assenti 11. È approvato.
OGGETTO 1620
Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disciplina dell'attività di onicotecnico". A firma del Consigliere: Evangelisti
(Relazione della Commissione, discussione e reiezione)
(Ordine del giorno 1620/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” – Presentazione e approvazione)
(Risoluzioni 1620/1/2 oggetti 2406 e 2407 – Presentazione, discussione e reiezione)
(Risoluzione 1620/3 oggetto 2408 – Presentazione, discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, passiamo all'oggetto 1620: Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Disciplina dell'attività di onicotecnico". A firma della consigliera Evangelisti.
Il n. 1/2026 licenziato dalla Commissione Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 9 aprile 2026, con parere contrario. Progetto di legge composto da sette articoli. La relatrice della commissione, consigliera Evangelisti Marta ha preannunciato di svolgere relazione orale.
È pervenuta una proposta di ordine del giorno di non passaggio all'esame nell'articolato, a firma della consigliera Fornili.
Sono, inoltre, state presentate le seguenti risoluzioni, abbinate all'oggetto numero 1620: la numero 1, risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere la qualificazione degli operatori dedicati esclusivamente all'attività di applicazione e decorazione di unghie artificiali. A prima firma della consigliera Evangelisti. La numero 2, risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere nelle sedi istituzionali competenti l'approvazione del DDL numero 1619 e per impegnare l'Assemblea a esprimere sostegno al percorso di riforma avviato con il DDL numero 1619. Sempre a prima firma Evangelisti.
Procediamo con la discussione. Do la parola alla relatrice, la consigliera Evangelisti.
EVANGELISTI, relatrice della Commissione: Grazie presidente. Oggi portiamo all'attenzione dell'aula una proposta di legge che, a nostro avviso, nasceva e nasce da un'esigenza concreta, un'esigenza che per noi era di pregio e non più rinviabile ovvero la regolamentazione di una figura professionale, quella dell'odontotecnico, scusi, dell'onicotecnico. È una pratica, quella dell'onicotecnica, che si è progressivamente diffusa anche nel territorio della nostra regione, rispondendo quindi ad una domanda di servizi specifici, e lo sviluppo di questa pratica non è coinciso parallelamente con una regolamentazione chiara e uniforme di questa professione. Abbiamo citato, nelle more dei lavori della commissione V e poi anche nella commissione II, la normativa rispetto a questa pratica della Regione Emilia-Romagna, la normativa, che è una normativa composita, non univoca e che, appunto, presenta molta confusione, soprattutto rispetto alla declinazione di questa pratica nelle nostre province.
Oggi ricordiamo, appunto, che non c'è una legge che riconosce la figura professionale dell'onicotecnica e rientra appunto nelle attività di estetista, quella attività disciplinata con la legge del 4 gennaio del 1990, la numero 1 e, quindi, anche in Italia non esiste ancora una specifica normativa riguardo a questa professione. È vero che, nel tentativo, appunto, di mettere ordine e di dare risposta ad un'esigenza le province della nostra Regione hanno legiferato in maniera diversa. Quindi abbiamo ad esempio Rimini, Bologna, Parma e Reggio Emilia che non ha, non attuano alcuna distinzione ma che includono l'attività di onicotecnico soggetta appunto alla legge 1 del 1990, comprendendo quindi anche le attività di ricostruzione, applicazione e decorazione unghie. Abbiamo il comune di Riccione, la provincia di Piacenza, che non specificano invece che cosa rientri o meno nell'applicazione della legge 1 del 90. Abbiamo la provincia di Modena invece, che in modo molto innovativo, riconosce l'attività di applicazione e decorazione unghie come appunto libera artigiana, mentre invece l'attività di ricostruzione unghie rientra tra quelle di competenza dell'estetista, riportando appunto nel regolamento delle attività di acconciatore, estetista, tatuatore, piercer e dei centri benessere una dicitura, appunto, che va a specificare. La provincia di Ferrara riconosce l'attività di onicotecnica separata e distinta da quella di estetista e, appunto, nell'ambito della discussione in commissione, abbiamo riportato anche il regolamento di riferimento. Abbiamo invece la provincia di Forlì, Cesena, che nulla dice al riguardo. Nella nostra provincia, ad esempio, abbiamo un comune, quello di Castel di Casio, quindi nel nostro Appennino, che riconosce la figura.
E quindi il progetto di legge mirava appunto in sei articoli al riconoscimento di una professionalità autonoma, una professionalità che si potesse occupare nello specifico nella cura estetica delle unghie, in modo da garantire competenze adeguate ai fini dello svolgimento dell'attività.
Va dato atto che negli ultimi anni il settore della cura e della ricostruzione delle unghie ha conosciuto una crescita significativa. Abbiamo assistito ad una crescita di persone che scelgono questa professione, che richiede ovviamente competenze tecniche, precisione e creatività, ma anche una grande attenzione all'igiene e alla sicurezza. E quindi l'obiettivo di questo progetto di legge regionale era quello di regolamentare all'interno del nostro territorio questa pratica e valorizzare la professione dell'onicotecnica all'interno del perimetro stesso.
È una proposta che mira a definire con precisione che sia l'onicotecnica, distinguendo questa attività da altre professioni del settore estetico. Prevede un percorso formativo specifico, con corsi teorico pratici, un periodo di tirocinio al fine di garantire una preparazione adeguata e uniforme su tutto il territorio regionale. L'intento era quello di tutelare sia i lavoratori, sia i clienti. Da un lato, si intendeva quindi contrastare l'abusivismo e il lavoro non regolare, dall'altro si intendeva garantire standard elevati di sicurezza, qualità dei prodotti utilizzati e igiene dei trattamenti il 9 di aprile nella seduta della commissione V, durante appunto la discussione del progetto di legge e la presentazione di emendamenti a seguito di udienza conoscitiva, la maggioranza ha deciso appunto di non approvare il testo, respingendo tutti gli articoli e anche gli emendamenti presentati, esprimendo un voto contrario, mentre invece abbiamo raccolto il voto favorevole di Fratelli d'Italia e il voto ovviamente favorevole delle, cioè, ovviamente di Fratelli d'Italia e il voto delle opposizioni.
A nostro avviso, si è persa un'occasione. Intanto, lo si è fatto anche in un modo anche un po' sui generis, nel senso che laddove, appunto, come abbiamo capito da alcuni interventi, il percorso, il cammino non fosse condiviso, forse nemmeno il tema, credo che dovesse essere legittimo la possibilità di questo gruppo e in particolare appunto del relatore proponente di poter, alla luce delle istanze e dei suggerimenti delle note depositate dai soggetti auditi in commissione, poter emendare il progetto di legge proposto. Questa possibilità non c'è stata data perché, appunto, anche perché gli emendamenti sono stati bocciati, quando invece solitamente, seguendo una prassi che potremmo dire consolidata, si lascia appunto la possibilità di fare questo semplicemente non partecipando al voto e quindi mostrando in qualche modo il disinteresse o comunque la non condivisione del tema che era stata già appunto rappresentata in diversi interventi.
Quindi, oggi viene bocciato il progetto di legge e noi, come dire, non ci arrendiamo, presidente, e riteniamo che il tema sia un tema che dovesse essere preso in considerazione, non fosse altro perché è un tema che è una pratica, questa, diffusa. Era un'opportunità di lavoro che si poteva e si può svolgere anche nelle aree diciamo più interne, più fragili del nostro Appennino dando anche risposta a categorie, diciamo, più fragili che possono svolgere questa professione e non possono invece svolgere compiutamente la professione di estetista. Altre regioni hanno seguito questo percorso e quindi hanno normato la figura dell'onicotecnica.
Nel corso del dibattito ne abbiamo dato atto e lo facciamo oggi, che risulta depositato a livello nazionale un disegno di legge proposto dal senatore Renato Ancorotti di Fratelli d'Italia, è un progetto di legge che ha mosso da poco i primi passi e che viene riproposto a seguito di numerosi tentativi già, appunto, effettuati in precedenza nel corso delle legislature parlamentari precedenti, per il riconoscimento, appunto, di questa professionalità.
Noi crediamo di aver ben compiuto, appunto, nel fare questa proposta a chi deve legiferare in questa Regione, perché c'è una richiesta, in realtà, attuale e, come dire, imminente. È vero che il decreto Ancorotti giace, appunto, depositato, dico giace perché ancora non è stato posto in discussione, anzi, rispetto a questo sono stati richiesti il deposito di emendamenti, prima di aprire la discussione, e sappiamo non avrà un cammino semplice. Per questo, così come chi è intervenuto, i commissari intervenuti, gli ospiti intervenuti all'udienza conoscitiva, poteva essere, questa, un'occasione per la Regione Emilia-Romagna per proporre una legge che andasse, appunto, nell'immediato a tamponare e a regolamentare un settore nell'attesa, appunto, di una legislazione più ampia. Questo, appunto, non è avvenuto e non avverrà.
Noi però, forti dei suggerimenti che ci sono stati proposti nel corso delle udienze conoscitive e non solo, e a fronte anche delle proposte dichiarazioni emerse nel dibattito tra maggioranza e opposizione, oggi presentiamo due risoluzioni, una è volta a sostegno della professione di onicotecnico in ambito regionale, sollecitando quindi la Giunta a promuovere, nell'ambito delle proprie competenze in materia di formazione professionale e artigianato, la qualificazione degli operatori dedicati esclusivamente all'attività di applicazione e decorazioni di unghie artificiali, definendo, nell'ambito, appunto, delle proprie competenze, gli standard formativi abilitanti e le modalità di svolgimento dell'esame finale. Non è un ripiego, ma ci sembra, appunto, che in qualche modo si possa mantenere in questo modo attivo sia il dibattito sulla professione di onicotecnico, sia in qualche modo si cerchi di dare una minima risposta.
Un'altra, invece, risoluzione nasce a fronte del dibattito che c'è stato in commissione. Abbiamo capito che, per una volta, il governo e nella fattispecie Fratelli d'Italia ha depositato un progetto di legge che è di gradimento che, quindi, può trovare anche il consenso della maggioranza in questa Regione e, quindi, visto appunto i propositi espressi, richiamati anche a verbale questa risoluzione impegna la Giunta e l'Assemblea legislativa a sostenere in tutte le sedi il cosiddetto Ddl Ancorotti, mantenendo sullo stesso appunto un ampio dibattito, una condivisione e anche un interesse finalizzato all'approvazione di questo disegno di legge, appunto, non a maggioranza, ma magari all'unanimità. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Partiamo con la discussione generale congiunta, progetto di legge e risoluzione. Ha chiesto la parola il consigliere Tagliaferri, prego.
TAGLIAFERRI: Grazie presidente. Chiedo un po' di silenzio anche se su questo argomento, evidentemente, le signore sono molto attente. Grazie. Intervengo dopo la capogruppo Marta Evangelisti e dopo un confronto che credo sia giusto riconoscerlo, ha avuto il merito di entrare nel merito della questione. Un confronto vero, articolato, in cui sono emerse posizioni diverse, ma anche questo è importante, una consapevolezza comune. Il problema esiste e non è più rinviabile, perché oggi non stiamo discutendo di un'ipotesi astratta, stiamo discutendo di un settore che negli ultimi anni è cresciuto in modo significativo. Un settore che si è strutturato, che ha sviluppato competenze specifiche e che oggi rappresenta una realtà economica e professionale diffusa sul territorio. Un settore fatto in larga parte di lavoro femminile, di microimprese, di autoimprenditorialità spesso su percorsi individuali che cerca lo spazio e il riconoscimento.
Eppure, a fronte di questa evoluzione, la normativa è rimasta indietro. E paga anche la nostra Assemblea. Oggi l'attività di onicotecnico è ancora ricompresa nella disciplina dell'estetica, una disciplina che risale a oltre trenta anni fa e che non fotografa più la realtà e questo produce conseguenze molto concrete. Incertezza per gli operatori, difficoltà di accesso alla regolarizzazione, differenze applicative tra territori e soprattutto diffusione dell'abusivismo.
Allora, il primo punto da cui partire è semplice, non possiamo far finta che il problema non esista. il progetto di legge che oggi discutiamo ha un merito chiaro, quello di aver riportato questo tema al centro del dibattito istituzionale. Ma proprio perché il tema è serio, dobbiamo evitare un errore altrettanto evidente, quello di dare una risposta parziale a un problema strutturale. Qui veniamo al cuore del confronto che abbiamo visto anche in commissione. Da un lato è stata posta una questione fondata, la definizione delle professioni, dei titoli abilitanti, dei requisiti di accesso, non può essere frammentati in modo disomogeneo tra regioni.
Dall'altro lato, è stata posta una questione altrettanto fondata: oggi esiste un vuoto normativo che produce effetti negativi, immediati e che non può essere ignorato in attesa di una soluzione futura. E allora il punto politico vero è questo: come si tiene insieme l'esigenza di intervenire subito con il rispetto di un quadro normativo più ampio? La risposta, a nostro avviso, non sta nella contrapposizione. Non è Regione contro Stato, o non dovrebbe esserlo, non è intervento regionale contro riforma nazionale. È piuttosto un lavoro che deve stare su due livelli e farli dialogare. Il primo livello è quello nazionale.
Qui va detto con chiarezza, il disegno di legge numero 1619, il cosiddetto DDL Ancorotti, rappresenta oggi il tentativo più organico di riforma del settore, un tentativo che definisce in modo più chiaro la figura dell'onicotecnico, ne delimita le competenze rispetto all'estetista, introduce percorsi formativi certificati e interviene sul contrasto all'abusivismo. È un percorso importante che a mio avviso va sostenuto, ed è per questo che Fratelli d'Italia ha depositato una specifica risoluzione che impegna la Regione a sostenere con convinzione nelle sedi istituzionali l'approvazione di questa riforma, riconoscendone il valore strategico per il settore.
Ma c'è un secondo livello che è quello regionale, e qui viene il punto che troppo spesso viene semplificato. Perché nessuno sta dicendo che la Regione debba sostituirsi allo Stato nella definizione piena di una nuova professione, ma la Regione non può neppure restare immobile su ciò che invece le compete. Ed è qui che entra in gioco il secondo pilastro del lavoro di Fratelli d'Italia, la risoluzione sulla qualificazione dell'attività di onicotecnico. Una risoluzione che se letta tecnicamente non propone una scorciatoia legislativa, ma una strada precisa e coerente con le competenze regionali.
Cosa dice in sostanza? Dice che la Regione può intervenire su ciò che le è proprio, integrare il sistema regionale delle qualifiche, definire un profilo professionale circoscritto, stabilire un percorso formativo abilitante, prevedere un esame finale, fissare requisiti igienico-sanitari chiari e collegare il possesso dell'attestato alla possibilità di esercitare l'attività in modo regolare attraverso la SCIA. Questo è un passaggio fondamentale, perché significa trasformare una formazione astratta in regolarizzazione concreta, significa dare agli operatori uno strumento per emergere dal sommerso, significa creare condizioni di concorrenza leale, e soprattutto significa evitare uno dei rischi emersi nel dibattito, quello di costruire una disciplina regionale troppo ampia che rischierebbe di entrare in conflitto con il livello nazionale. La risoluzione, infatti, delimita chiaramente il perimetro parla di applicazione e decorazione delle unghie, escludendo ogni trattamento curativo e invasivo che resta in capo all'estetista. Questa è una scelta tecnica, ma anche politica perché rende la proposta più solida, più difendibile e più coerente.
Presidente, se mettiamo insieme questi elementi, il quadro diventa chiaro: non siamo davanti a tre strade alternative, siamo davanti a un unico percorso articolato. Il progetto di legge che apre il tema e prova a dare una risposta, la risoluzione regionale che individua strumenti immediatamente applicabili, la risoluzione sul DDL Ancorotti che colloca tutto dentro una riforma nazionale organica. Allora, il punto politico finale è questo: noi non possiamo scegliere tra fare subito e fare bene, dobbiamo fare entrambe le cose perché, se non interveniamo, lasciamo il settore nel caos, ma se interveniamo male, rischiamo di creare nuova confusione.
C'è un ultimo tema che voglio richiamare perché è stato giustamente sollevato nel dibattito, quello della formazione e della sicurezza. Parliamo di un'attività che utilizza strumenti e prodotti che richiedono competenze e, quindi, la formazione è fondamentale, ma deve essere adeguata, proporzionata e accessibile perché, se diventa una barriera, il rischio è quello di alimentare proprio quelle irregolarità che vogliamo combattere. Presidente, colleghi, questa non è una battaglia ideologica, è una questione di buon senso. Il buon senso ci dice che il settore va regolamentato, il lavoro va tutelato, i cittadini vanno protetti, ma tutto questo va fatto con equilibrio, responsabilità e visione. Se sapremo tenere insieme questi elementi, allora, il lavoro fatto, a partire da questo progetto di legge, potrà essere davvero utile. Se invece li separiamo, rischiamo di costruire una risposta fragile e noi oggi abbiamo la responsabilità di costruire una risposta solida. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Fiazza.
FIAZZA: Grazie presidente. Intervengo per esprimere il mio sostegno al progetto di legge numero 1620 che vede come prima firmataria la collega Evangelisti. Un provvedimento necessario per dare finalmente un'idea di identità professionale, chiara e dignitosa a migliaia di lavoratori del settore nails nella nostra regione. Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso normativo, come è già stato detto, che non possiamo più ignorare; una disomogeneità insostenibile che vede regole diverse da comune a comune.
La prima firmataria Evangelisti, infatti, ha delineato le diversità che ci sono appunto tra il capoluogo, per esempio, di Piacenza e quello di Bologna e, quindi, questa frammentazione crea incertezze giuridiche per le imprese e difficoltà enormi per gli organi di controllo. Sostenere questo PDL è importante per diverse argomentazioni, per esempio, per regolamentare questa professione è l'unico modo per contrastare efficacemente l'abusivismo. Non è solo una questione economica, ma di salute pubblica, strumenti non sterilizzati e prodotti non idonei, messi in mano a soggetti non qualificati, rappresentano un potenziale rischio per i cittadini. Il settore delle unghie è evoluto e possiede oggi un'identità distinta dall'estetica tradizionali, tradizionale.
Quindi definire un percorso formativo di trecento ore e un tirocinio di sei mesi, garantisce standard qualificativi elevati e una vera qualificazione. Al contempo, è previsto un passaggio agevolato di cinquanta ore perché già estetista, salvaguardando quindi le competenze acquisite.
Questo progetto è un segnale forte verso l'imprenditoria, soprattutto quella femminile e può diventare un'importante opportunità di riscatto anche per persone con disabilità motorie, che trovano in questa attività una via concreta verso l'autonomia economica. Potremmo quindi essere una Regione pilota in questo, il nostro modello non sarebbe in contrasto con la futura legge nazionale, ma ne costituirebbe di fatto la base di partenza e un banco di prova. Dobbiamo superare quindi la legge 1, 90, ormai superata dall'evoluzione del mercato e dare certezza a chi lavora. È un atto di equità, innovazione, rispetto per il lavoro, torno a dirlo, soprattutto per quello femminile. Ringrazio la collega di fratelli d'Italia, Evangelisti, per averlo presentato, come Lega lo sosterremo convintamente, così come peraltro abbiamo già fatto in commissione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): La consigliera Fornili si sta prenotando, prego.
FORNILI: Grazie presidente. Intervengo in merito a questo DDL in discussione oggi. Un documento che durante le scorse settimane ha svolto il suo iter all'interno della commissione assembleare quinta con le discussioni e le audizioni. E ci tengo anche in questa sede a sintetizzare brevemente le motivazioni che hanno guidato il nostro lavoro, fin dalle prime battute, da quando l'argomento è stato affrontato, appunto nella competente commissione.
Noi abbiamo fin da subito posto un tema di carattere formale. Riteniamo infatti che la disciplina delle professioni sia soggetta a competenza legislativa concorrente, ai sensi dell'articolo, 117, terzo comma della costituzione, che, come sappiamo, riconduce allo Stato la definizione di profili professionali e dei relativi percorsi abilitanti, e invece alle regioni la conseguente competenza in materia di formazione professionale. La Corte costituzionale ha più volte chiarito questa divisione, come nel caso della sentenza 228 del 2018, considerazione che ne renderebbe quindi un provvedimento regionale autonomo passibile di legittimità.
In aggiunta a queste considerazioni ritengo necessario ribadire, ma è già stato detto anche da chi mi ha preceduto, che è in corso un aggiornamento della norma nazionale che disciplina l'attività di estetica e ricomprende anche la figura dell'onicotecnico all'interno della legge 1-90 da parte appunto del senatore Ancorotti del gruppo Fratelli d'Italia. Uno degli obiettivi del provvedimento nazionale dovrebbe essere quello di garantire un sistema integrato nel quale le diverse figure professionali trovino una collocazione chiara e uniforme attraverso una disciplina nazionale organica, idonea quindi a garantire uniformità di percorsi normativi dei requisiti professionali, certezza dei titoli abilitanti e omogeneità nelle condizioni di esercizio su tutto il territorio nazionale. Una cornice, senza la quale un intervento regionale autonomo rischierebbe non solo l'illegittimità, ma anche una ulteriore frammentazione territoriale.
Durante la seduta di udienza conoscitiva, le associazioni di categoria hanno ribadito la necessità di procedere in modo uniforme per evitare concorrenze sleali, differenze territoriali, mobilità impreviste eccetera, affermando la necessità di una revisione normativa, vista anche la vetustà del provvedimento e la rapidità con cui questa nuova professione è andata a svilupparsi, ma sempre sotto ad un profilo nazionale quanto più universale e scalabile in modo omogeneo nelle diverse realtà regionali.
La professione di onicotecnico, onicotecnica ha avuto una rapida diffusione negli ultimi anni e condividiamo il bisogno di dover trovare delle soluzioni più specifiche. Per questo abbiamo poi depositato una risoluzione in merito che non si limita solo a dire “attendiamo il Parlamento”, ma che agisce fin da subito su questi temi. Rimane fermo il tema che ci sono differenze sostanziali tra le pratiche della nail art e della semplice decorazione delle unghie, e quella dell'onicotecnico, o quella addirittura del podologo. Onicotecnico che, proprio nell'andare ad operare su unghie e cuticole con utensili taglienti, forbici, frese comporta una formazione più specifica in campo igienico al fine di garantire la massima sicurezza degli utenti. Queste, in sintesi, sono state le ragioni che hanno guidato il nostro lavoro e che oggi ci vedono in continuità e coerenza con esso a respingere la proposta presentata. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Ugolini.
UGOLINI: Oggi discutiamo la proposta che riguarda un settore in forte crescita perché riguarda tutte le attività legate alla cura, la ricostruzione e la decorazione delle unghie.
Negli ultimi anni, lo abbiamo detto tutti, questa professione ha conosciuto un'espansione significativa, il settore della cura estetica delle unghie ha visto una crescita straordinaria, però contemporaneamente, non si è sviluppato un adeguato quadro normativo capace di garantire standard uniformi di qualità e sicurezza, con conseguenze evidenti: disparità formative, concorrenza sleale e in alcuni casi rischi concreti per la salute dei clienti.
Questa legge rappresenta un tassello importante sia a tutela degli operatori che a tutela dei clienti. In primo luogo, valorizza la professionalità degli operatori del settore e, in secondo luogo, tutela la salute pubblica ed è per questo che sarebbe stato importante un lavoro più articolato e aperto con la maggioranza sia all'interno della commissione che nel contesto del lavoro dell'Assemblea legislativa, anche perché, come è stato indicato nella risoluzione appena presentata dalla collega Fornili, esiste un decreto di legge depositato in Parlamento a cui dovranno conseguire delle norme regionali.
Avremmo potuto, in attesa dell'approvazione di questo provvedimento nazionale, fare qualcosa di concreto e di efficace, anticipando i tempi per la nostra Regione.
Quindi, io come gruppo di Rete Civica firmerò, voterò a favore della legge proposta dalla capogruppo Marta Evangelisti e spero che questo sia solo l'inizio di un lavoro per poter concretizzare, all'interno della nostra Regione, un contesto normativo e formativo che permetta di raggiungere due obiettivi così ben evidenziati, valorizzare la professionalità degli operatori del settore e tutelare la salute degli utenti.
PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altre richieste di intervento. Ha chiesto prima la parola la consigliera Evangelisti che avrà sicuramente altri venti minuti per la replica, la informo di questo. Allora ha chiesto la parola la consigliera Ferrari.
FERRARI: Grazie presidente. Buonasera a tutti e a tutte. Ma, allora, in questo mio intervento desidero presentare una risoluzione a mia prima firma, ma che ha trovato il supporto delle consigliere e dei consiglieri della maggioranza, che ringrazio per il lavoro che abbiamo fatto insieme, oltre che naturalmente, insomma, l'approfondimento fatto a livello tecnico, che è davvero importante, molto utile, perché sì, oggettivamente il tema è importantissimo e, contrariamente a quello che si possa pensare, prima ho sentito una battuta devo dire piuttosto infelice che riguardava le signore. Le unghie. Vedo, ho visto un atteggiamento che davvero non condivido, che respingo perché è un settore importante, è un settore importantissimo e quando ci si chiede, alcuni si chiedono, ma dove lavorano i giovani? I giovani lavorano qui, i giovani lavorano anche qui, perché è un settore che è interessato da una amplissima percentuale di lavoro giovanile, per altro lavoro femminile, in gran parte imprenditoria femminile. Qua ci sono le partite Iva, qua c'è il lavoro autonomo, sono ragazze e ragazzi, in particolare ragazze piuttosto giovani, che nelle scuole, nei centri di formazione accreditati anche dalla Regione Emilia-Romagna, svolgono un'attività di formazione molto seria e molto competente, adesso ottengono la qualifica in questa fase.
Naturalmente respingiamo l'impostazione che era stata data anche in precedenza che ci fosse, mi riferisco all'interlocuzione avuta in commissione, che ci fosse un vuoto normativo. Non c'è un vuoto normativo, anzi, è pienamente qualificata la competenza e la figura professionale dell'estetista, che prevede però alcune specificità e peculiarità tecnico professionali, che nel corso del tempo si sono sviluppate sempre di più. Tra queste, naturalmente, quella di onicotecnica e la figura della truccatrice del truccatore, che sono effettivamente al centro di una proposta di modifica di revisione della normativa del cosiddetto DDL Ancorotti, che è attualmente in esame al Senato, credo, e che stiamo seguendo naturalmente con grande attenzione, perché contiene non soltanto l'istituzione a livello nazionale, sì, che è utile e opportuna di nuove figure professionali, ma comunque nell'alveo della figura professionale più estesa, diciamo, come competenze dell'estetista, ma anche di una serie di innovazioni che a noi sono particolarmente care, verso le quali proviamo grande interesse proprio nel loro percorso di evoluzione, che sono innovazioni, peraltro, che si possono ritrovare in alcuni dei regolamenti comunali dei comuni della Regione Emilia-Romagna, a partire ad esempio dal comune di Modena che sono stati studiati e sono stati, devo dire, hanno cominciato a funzionare già da qualche anno e hanno esplicato effetti positivi. Regolamenti, peraltro, che in diversi dei comuni nei quali sono stati adottati, sono stati anche votati all'unanimità da tutte le forze politiche, perché erano frutto di un'attività di confronto, direi, molto seria e strutturata sul territorio, con le associazioni di categoria, con le associazioni dei consumatori, con l'Asl.
Era stato, l'esempio nel caso di Modena, cito quello perché lo conosco meglio, ma si potrebbero fare anche altri esempi, era stato anche redatto un protocollo comune legato ovviamente a quali innovazioni, quali miglioramenti si potessero produrre e proporre per tenere al centro la sicurezza e la salute delle tante persone che usufruiscono di queste attività professionali importantissime. E devo dire che questo tipo di approccio noi non l'abbiamo naturalmente ritrovato nell'iniziativa della consigliera Evangelisti, che non ci convince, non ci convince, non mi convince in particolare poi neanche nell'ambito della proposta delle due risoluzioni, che di fatto noi riteniamo anche, oltre che respingerle perché io ritengo che vadano oltre fuori dal percorso che è più corretto proprio per la Regione Emilia-Romagna e per le attività, così come ci hanno ricordato anche gli stakeholder auditi in commissione, le competenze, ma anche il bisogno di qualificare figure professionali alle quali dobbiamo restituire un quadro il più possibile uniforme, certo, semplificato, volto al miglioramento delle condizioni anche di lavoro, oltre che di, diciamo, all'identità della professione di estetista, in particolare in questa fase, con specializzazione in onicotecnica, visto che questo è l'argomento del quale stiamo parlando, e naturalmente prepararci a un futuro nel quale queste figure potranno avere una propria indipendenza, ripeto, pur dell'alveo di una qualifica più ampia ed estesa, un po' come accade ad altre figure professionali.
Cito, ad esempio il caso dell'ingegnere junior e dell'ingegnere, e dell'ingegnere, che hanno propri percorsi, percorsi però che sono uno di fatto un elemento dell'altro, hanno i propri albi, però, ad esempio, la conservazione dei crediti e la possibilità di riutilizzare il percorso formativo per il conseguimento di una qualifica per ottenere anche l'altra e quindi qualificare maggiormente la propria professione, ottenendo un livello più elevato e più diversificato e quindi anche sul mercato probabilmente più rilevante, beh, insomma, questi sono elementi che dal nostro punto di vista sono qualificanti, e che sono contenuti nel cosiddetto DDL Ancorotti, ma che sono in parte anche contenuti nella risoluzione che noi abbiamo depositato e che chiede sostanzialmente alla Regione, oltre che di seguire e accompagnare il percorso di evoluzione a livello nazionale, ma non potrebbe essere diversamente, visto appunto anche l'impegno in questo delle associazioni economiche con le quali siamo soliti dialogare, coinvolgerli, coinvolgere loro, gli stakeholder, gli enti, le istituzioni del territorio, anche le ASL, in questa fattispecie, per gli aspetti che richiamavo prima, e costruire un percorso di ascolto che vada anche a rivedere e aggiornare la normativa regionale sulla base delle esperienze dal basso che negli enti locali, nei comuni si sono sviluppati in questi anni e che hanno effettivamente dimostrato di funzionare.
Il percorso di ascolto, dal nostro punto di vista, è fondamentale ed è importantissimo e, prima di assumere una qualsiasi presa di posizione a livello nazionale, è importante che questo percorso venga sviluppato perché, in Emilia-Romagna devo dire che siamo abituati a fare le cose in questo modo e cercare davvero, ripeto, di mettere assieme l'alto e il basso per portare a proposte che siano, non soltanto declinazioni di un'esigenza che c'è effettivamente, quella di rendere merito a queste innovazioni, non soltanto tecnologiche, ma anche professionali, ma che sia, come diceva anche la consigliera Fornili, un'occasione per entrare dentro e migliorare davvero le condizioni di lavoro e di vita di queste professionalità che davvero sono migliaia e migliaia, non soltanto le loro, ma anche quelle delle tante persone che usufruiscono di questi servizi, di queste prestazioni, che sono prestazioni legate all'artigianato, un settore importantissimo e che sicuramente deve essere sempre più sviluppato in tutte le sue evoluzioni e che devono tenere al centro anche la lotta al contrasto all'abusivismo, che è un elemento veramente difficile in questo settore da aggredire, nonostante i tanti sforzi, ma bisogna insistere e lavorare davvero in questo senso perché capita naturalmente che, in questo caso, l'abusivismo non sia spesso alla luce del sole, per strada, in attività commerciali, in unità locali, ma venga direttamente dentro alle case di tutti coloro che usufruiscono di questi servizi, seguendo non i percorsi corretti ma, purtroppo, avvalendosi di persone che li svolgono abusivamente.
Quindi, anche questi aspetti sono fondamentali. Dobbiamo interrogarci ancora, dobbiamo capire e capire insieme quali sono gli strumenti più adeguati, ad oggi, per risolvere queste che sono criticità di un settore, ma anche per cogliere tutte le potenzialità e le innovazioni di un ambito che è nuovo, che è importante, che si sta consolidando e che, ad oggi, ha una sua copertura ma che sicuramente può trarre beneficio dall'attenzione della Giunta regionale e dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altri interventi per la discussione generale. Non vedo prenotazioni. Darei quindi la parola alla relatrice, la consigliera Marta Evangelisti per la sua replica.
EVANGELISTI: Grazie presidente. Come abbiamo detto, questo progetto di legge nasce dall'esigenza di definire, appunto, in modo chiaro e uniforme una disciplina che esiste sul nostro territorio, una disciplina che esiste anche in altre regioni perché, non è stato detto da chi, appunto, con tutte le forze, osteggia questo progetto di legge che, in realtà, altre regioni, come la Lombardia, come il Friuli-Venezia Giulia, come la Provincia autonoma di Trento, come la Regione Lazio, abbiano disciplinato in...
PRESIDENTE (Fabbri): Un po' di silenzio, per piacere.
EVANGELISTI: Credo che il presidente debba applicare il regolamento e, appunto, lo sappia fare, almeno quando necessita e credo che, insomma, il disinteresse già era mostrato in commissione e lo stesso atteggiamento potesse essere almeno evitato in aula, ma ne prendiamo atto. Personalmente, non mi offendo, so che si può fare anche di peggio.
Quindi, il presente progetto di legge nasce, appunto, da un'esigenza di regolamentazione che altre regioni hanno attuato e, quindi, quali, appunto, le motivazioni per cui portare avanti questo progetto di legge anche in pendenza di una normativa nazionale. Intanto, perché sussiste ed è evidente che c'è necessità; c'è anche una situazione di norme regionali che non sono univoche, che comportano incertezze interpretative e comportano anche disparità nell'applicazione sul nostro territorio stesso. Per cui, si attraversa un confine di un comune o di una provincia e si ha una normativa diversa. E quindi, questo progetto di legge mirava, almeno nell'immediato, a colmare temporaneamente questa lacuna, garantendo quindi criteri omogenei per gli operatori e per i cittadini utenti.
C'è un'esigenza, a nostro avviso, di tutela della salute e della sicurezza che, mentre qualcuno pensa e si interroga, magari, invece, può essere risolta e quindi, appunto, l'esigenza di garantire, per chi, comunque, già esercita questa professionalità, standard igienico-sanitari minimi e requisiti formativi adeguati, quindi, garantendo protezione della salute pubblica, in attesa, appunto, di una normativa nazionale più completa.
Io credo che la Regione si possa interrogare su questo tema e possa anche porre un rimedio. Questo progetto di legge poteva e doveva avere un carattere integrativo e non sostitutivo perché, appunto, è formulata anche per integrare, alla luce del decreto Ancorotti, e non per sostituirlo o per contraddire una disciplina futura nazionale che, certamente, non siamo noi stessi a voler fare. È perfettamente in linea con quelli che sono i principi e i criteri applicativi compatibili con il DDL Ancorotti, in conformità anche con, quindi, la competenza legislativa concorrente in materia di tutela della salute e di ordinamento professionale.
Pensavamo potesse tutelare anche il mercato locale e, intervenendo in questo modo, la Regione, per evitare vuoti normativi, appunto, per evitare pratiche abusive e non conforme. Quindi, a nostro avviso, il nostro progetto di legge si pone in continuità con gli obiettivi del DDL Ancorotti, anticipando anche alcuni elementi tecnici, quali appunto la definizione di attività, i requisiti minimi di formazione, i criteri igienico-sanitari, in attesa appunto della piena attuazione della disciplina statale. Non vi è quindi, a nostro avviso, un contrasto, ma appunto la pendenza di questo progetto di legge e l'approvazione dello stesso poteva, appunto, essere motivata dall'urgenza di disciplinare in modo chiaro e uniforme una pratica, garantendo appunto sicurezza, garantendo legalità, garantendo ai cittadini, appunto, queste tutele, in piena coerenza con il percorso normativo legislativo nazionale in corso.
A onor del vero, occorre anche riconoscere e dire, per chi ci ascolta, che nell'ambito dell'udienza conoscitiva, non è che non abbiamo audito le associazioni di categoria, le abbiamo audite e così come Fratelli d'Italia ha chiesto di audire, ad esempio, un’associazione di categoria, Onicotecnici Professionisti Associati, una delle principali associazioni di categoria, così la maggioranza avrebbe potuto chiedere di audire ulteriori categorie, qualora quelle, appunto, audite non fossero state sufficienti. Io cito CNA che ha depositato appunto un dossier con cui ha esaminato il nostro progetto di legge. Do atto che CNA, che era una delle associazioni che ha partecipato, ha suggerito, cosa peraltro non raccolta dalla maggioranza, di sospendere questo progetto di legge in attesa del decreto nazionale oppure analizzando e comparando articolo per articolo con il decreto Ancorotti, di, in qualche modo, integrare o emendare la nostra proposta di legge, cosa che abbiamo fatto.
Così, leggo, appunto, le conclusioni di OPA, appunto, Onicotecnici Professionisti Associati, che esamina il progetto di legge e che, appunto, riconosce, magari pensando che fosse proposta della maggioranza, non lo so, e quindi scrive: accogliamo con favore l'iniziativa della Regione Emilia-Romagna di intervenire per riconoscere la figura professionale dell'onicotecnica. Seguono appunto le motivazioni. Riconoscerebbe in questo caso la Regione Emilia-Romagna come una regione pilota, dicendo che oggi avrebbe l'opportunità di diventare appunto la prima regione in Italia a riconoscere in modo strutturato e serio la figura dell'onicotecnica, distinguendola dall'estetica, a comprova che il progetto di legge che abbiamo depositato non era, appunto, destituito di ogni fondamento, ne riconosce, leggo, la coerenza con il futuro quadro nazionale e, quindi, dice, un eventuale riconoscimento regionale non sarebbe in contrasto con una futura legge nazionale, ma anzi, costituirebbe una base di partenza, permetterebbe un successivo adeguamento agli standard nazionali, contribuirebbe alla costruzione di un modello già testato sul campo.
L'auspicio era quello, appunto, che la Regione Emilia-Romagna volesse cogliere questa opportunità storica, ponendosi come riferimento nazionale per innovazione, equità, inclusione e sviluppo del comparto nails. Noi come gruppo di fratelli d'Italia non ambivamo certamente a proporre un progetto di legge che diventasse un riferimento nazionale. Abbiamo invece l'auspicio e, appunto, speravamo che potesse diventare un progetto di legge condiviso, un progetto di legge, quindi, una legge che potesse risolvere problematiche relative a professionalità che esistono perché c'è una riflessione, che molti che siedono nei banchi di quest'aula dovrebbero iniziare a fare, che, mentre noi siamo qua a pensare, esaminare, proporre, valutare, c'è un mondo fuori da via Aldo Moro 50 che lavora; c'è un mondo che vorrebbe delle risposte, c'è un mondo che ha la necessità di andare avanti.
Allora, noi lo capiamo che dai banchi dell'opposizione tutto quello che viene proposto non possa necessariamente essere accolto, lo abbiamo visto oggi con il PDL Agricoltura, lo abbiamo visto con il PDL Aeroporti. Ne prendiamo atto. Ma questo non giova né a voi - perché quando esce da quest'aula non fate una bella figura - ma soprattutto non giova ai territori e non giova agli emiliano-romagnoli e la prova che quello che sto dicendo, che stiamo affermando, è vero, la troviamo nella risoluzione proposta oggi dalla maggioranza. Una maggioranza che non si vuole confrontare su questo progetto di legge, non lo porta in votazione, lo boccia, però ha, così, l'ardire di insegnare all'opposizione come deve procedere perché abbiamo ascoltato che il nostro modo di procedere è sbagliato. Allora, può essere non condivisibile ma non sbagliato in punto di diritto e anche nel metodo perché non ce lo diciamo da soli, ma ce lo riconoscono anche le associazioni. Quindi, bisognerebbe ogni tanto fare un bagno di umiltà, interfacciarsi anche con chi sta fuori da questo palazzo perché questo progetto di legge non nasce ovviamente per caso. È un progetto di legge che mirava a risolvere una problematica che già a livello nazionale ha trovato tante volte intoppi ed è proprio per questo che regioni più lungimiranti della nostra hanno cercato di ovviare a questo problema, trovando una soluzione.
Noi non lo sappiamo fare, anzi, non lo vogliamo fare perché assieme, quindi, non dico fratelli d'Italia che, comunque, lo farà a livello nazionale, lo farà con l'opposizione o senza opposizione, perché avrà la possibilità di farlo, ma noi cerchiamo, avendo chiesto appunto di proporre prima gli emendamenti, di portare in discussione un progetto che possa essere approvato da tutti, cosa che qua non si fa perché non ci si abbassa nemmeno ad approvare una risoluzione dell'opposizione, del partito che ha proposto questo progetto di legge, che chiede esattamente di raccogliere ciò che è emerso dalla discussione in commissione. Nemmeno questo non abbiamo potuto, in modo molto democratico, come sapete fare, emendare il nostro progetto di legge, non l’abbiamo potuto fare per dare risposta a chi abbiamo audito in commissione, così come oggi non possiamo vedere approvate le nostre risoluzioni perché la maggioranza che cosa fa, ne propone una per insegnare a noi il modo corretto per procedere.
Allora, io posso dire, anche alla luce degli interventi che abbiamo fatto oggi e dei progetti di legge che sono stati approvati, che patenti di legittimità giuridico-amministrativa a Fratelli d'Italia oggi fate fatica a darle. Quindi, noi voteremo convintamente la nostra risoluzione; non voteremo la risoluzione proposta dal Partito Democratico e dalla maggioranza.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliere Tagliaferri, ho visto che ha preso la parola per fatto personale. Ci dica qual è.
TAGLIAFERRI: Per fatto personale intervengo perché ritengo doveroso chiarire un passaggio, visto che sono stato, nel mio intervento, impropriamente interpretato, quando ho fatto una battuta relativa all'interesse che le signore hanno: era semplicemente per cercare di riportare un po' di ordine in un momento dove non si sentiva neppure l'intervento della consigliera Evangelisti, ma si sentiva parlare altre persone. Ma non solo per quello, anche perché fare un riferimento all'interesse e alla presenza femminile in questo settore, al di là della semplice battuta, è anche per richiamare l'attenzione su un dato reale e su un tema che, invece, considero tutt'altro che marginale, cioè, quello del lavoro e concludo, perché non vi era nessuna intenzione polemica né tantomeno alcun intervento o intento riduttivo. Il senso del mio intervento mi sembra molto chiaro.
Aggiungo anche che non accetto lezioni di comportamento, quelle che oggi il PD si erge a giudicare nei comportamenti. Questa mattina siamo stati tacciati di non prenderci le nostre responsabilità nei confronti dei cittadini, di non avere il coraggio di confrontarci - parlo dell'intervento del capogruppo del PD - ora questa battuta di una consigliera, che assolutamente respingo e rimando al mittente. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulle risoluzioni e sull'ordine del giorno di non passaggio all'esame dell'articolato. Cinque minuti per gruppo. Chiedo se ci sono dichiarazioni in tal senso. Non vedo. Vedo che vuole prenotarsi la consigliera Ferrari, ecco, prego.
FERRARI: Grazie presidente. La dichiarazione di voto. Ci tengo però solo un minuto a ribadire alcuni aspetti, poi naturalmente, forse si è già capito come abbiamo intenzione di esprimerci su questi provvedimenti. Ma farci dare lezioni, farci dare lezioni da chi ha tentato di modificare la Costituzione a colpi di maggioranza, francamente mi pare assurdo.
Lo ripeto, farmi dare, farci dare lezioni da chi ha tentato di modificare la Costituzione italiana a colpi di maggioranza pare assurdo.
PRESIDENTE (Fabbri): Cerchiamo di rimanere nella dichiarazione di voto.
FERRARI: Mi scusi presidente, ha detto che non aveva sentito, ho voluto ripeterlo per gentilezza, rispiegarlo per gentilezza e sono disposta a farlo ancora.
Il vostro progetto di legge sulla questione delle non approvazioni o no, diciamo, astensione dal voto rispetto agli emendamenti, insomma, il vostro progetto di legge si presenta nella sua forma originaria. Che problema c'è? Non Capisco. Avete tentato di far approvare degli emendamenti, noi li abbiamo respinti perché, dal nostro punto di vista, andavano respinti.
Abbiamo fatto l'udienza conoscitiva. Prendete a pezzi delle note che sono state preparate in occasione dell'udienza conoscitiva, peraltro, della commissione V, magari in futuro potrà essere fatta dalla commissione II che è quella legata, appunto, all'artigianato perché c'era la questione del prenderlo dal punto di vista della formazione o del prenderlo dal punto di vista delle qualifiche e competenze legate proprio al funzionamento e al pezzo dell'artigianato che, tra l'altro, nelle modalità di funzionamento delle differenze fra province e comuni, SUAP - Sportelli Unici Attività Produttive, apertura di unità locale, dal nostro punto di vista, continuano a sfuggire nell'articolato.
Quindi, le differenze che avete più e più volte riportato, così come i continui e reiterati riferimenti a fantomatiche normative delle regioni di qua e di là e Lombardia e Veneto, eccetera, dal nostro punto di vista, siccome abbiamo fatto anche un esame approfondito a livello tecnico, anche in commissione, non sussistono perché continuate a fare riferimenti che, di fatto, non ci risultano. E, in tale prospettiva - riprendo le parole dirette di una delle note dei soggetti auditi in commissione: in tale prospettiva, l'introduzione di una disciplina regionale autonoma in questa fase appare suscettibile di generare criticità sotto il profilo giuridico, applicativo ed economico per le imprese del settore.
E, aggiungo io, anche della concorrenza fra professionisti che dovessero muoversi tra regioni. Immaginate un onicotecnico o un'onicotecnica della Toscana che va a lavorare in Lombardia e non si capisce che cosa faccia. Immaginate se dovesse accadere qualcosa alle unghie di qualcuno e dovesse esserci un contenzioso, che putiferio anche dal punto di vista giuridico potrebbe scatenarsi. Quando, nella Regione, magari, nella quale accade qualcosa - speriamo di no, naturalmente, ma siccome queste cose accadono - la figura non esistesse proprio.
Ecco perché ci hanno ribadito più e più volte che, a livello costituzionale, le nuove figure professionali vengono istituite a livello nazionale, non a livello regionale. Tant'è che, sempre in questa nota che voi avete già richiamato nelle parti che vi facevano comodo, la giurisprudenza della Corte costituzionale è costante nel ricondurre la definizione dei profili professionali e dei relativi percorsi abilitanti alla competenza legislativa dello Stato.
Tutto ciò premesso e poi, visto che è anche una certa ora, non vogliamo - per l'amor del cielo - che questa si protragga ancora perché non è l'aula il momento nel quale fare approfondimenti tecnici, ma saranno in futuro le commissioni, le attività, nelle modalità, nei tempi e nelle procedure corrette e di ascolto, dal vasto e profondo degli enti locali, degli stakeholder, delle associazioni economiche che dicevamo prima, forse l'avete già inteso, l'intenzione, naturalmente, è quella di non votare a favore, di votare contro il PDL a prima firma della consigliera Evangelisti e le due risoluzioni, la 1620/2, la 1620/1 e, naturalmente, di votare a favore la 1620/3 e di proseguire un lavoro di approfondimento perché abbiamo ben a cuore questo settore, soprattutto le tante lavoratrici e lavoratori e le persone che dentro a questo settore, a vario livello, si muovono. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Arletti.
ARLETTI: Grazie presidente. Volevo presidente, diciamo così, cercare anche di tornare un po' nel merito. Dopodiché, è chiaro che, nel suo mal riuscito tentativo, della consigliera Ferrari, di dare lezione di politica, Tagliaferri, presidente, voleva semplicemente dare una lezione di educazione, di come si sta in quest'aula.
Detto questo, sulla PDL di Fratelli d'Italia, su questa proposta di legge di iniziativa dei consiglieri, io devo ancora capire, sono sincera e credo di aver seguito, diciamo, sufficientemente il dibattito sia in commissione che in aula, per capire che non riesco ancora a capire qual è il tema della contrarietà della maggioranza rispetto a questa proposta. Non sono riuscita a capirlo, tant'è, come ha detto giustamente la collega, che ci si è affidati, diciamo, a delle motivazioni di natura tecnico-giuridica e amministrativa che sono completamente sbagliate, sono completamente errate. Quindi, non capiamo veramente se ci si attacca a questo per non entrare nel merito della questione perché, tante altre, alcune altre regioni di questo paese hanno adottato delle proposte, dei provvedimenti simili. Quando sento dire in commissione dalla stessa consigliera Ferrari che noi non possiamo intervenire sugli albi professionali, quando esiste il sistema delle qualifiche regionali, stiamo dicendo due cose sbagliate.
Sull'albo professionale interverrà il DDL Ancorotti. Quello dove noi stiamo cercando di intervenire è sul sistema di qualifiche regionali, andando ad accompagnare a questo sistema delle qualifiche un percorso di formazione, cioè, stiamo veramente dando, siccome abbiamo anche un ruolo importante in quest'aula, a dare delle informazioni errate, quando non si riesce a stare nel merito, è un problema perché non si può dare delle informazioni errate ai cittadini, quando stiamo parlando comunque di un settore che, soprattutto negli ultimi anni, ha avuto una crescita importantissima e che, soprattutto, non si capisce la necessità, purtroppo, non si è capito, la necessità e, diciamo così, l'obiettivo che aveva questa proposta di legge. Da un lato, tutelare la sicurezza sanitaria degli operatori e degli utenti perché, quando la stessa consigliera mi viene a dire che c'è un rischio di contenzioso perché, diciamo, un operatore passa da una regione all'altra nel suo servizio, ma consigliera, ma cosa sta dicendo? Ma se un'azienda ha la sua sede legale in una regione, varranno la normativa e le regole di quella regione e se si sposta in un servizio dall'Emilia-Romagna alla Lombardia, non è che poi valgono le regole della Lombardia. Ma di cosa stiamo parlando? Ma questo è l'ABC, signori, scusate. Bisogna anche poi intervenire, questa è proprio, insomma, nozioni elementari.
E da un lato, la garanzia, diciamo così, di contenere quella che è la concorrenza sleale sul mercato. Questo è il grande obiettivo di questa PDL. Per questo noi non capiamo perché la ostacolate e la state ostacolando.
La Regione poi, dicevamo, non può introdurre delle figure professionali. No, ma può agire sulle qualifiche e quella stessa formazione e quel servizio che noi daremmo attraverso il sistema delle qualifiche, ovviamente, avendo una popolazione femminile prevalente, in chi si spaccia tanto dei diritti sulle donne, ovviamente, avrebbe anche l'obiettivo di andare a incentivare l'impresa femminile. Questo è l'altro grande tema che non si è capito di questa proposta.
Ecco, allora, e concludo: non ci facciamo dare lezioni di politica da chi non ha avuto il coraggio di stare nel merito, ma chi ha cercato di trovare nel metodo, sbagliando e dando delle informazioni sbagliate, ostacolando una proposta di assoluto buon senso.
Dispiace. Noi ovviamente voteremo a favore delle risoluzioni di Fratelli d'Italia, voteremo a favore della proposta di legge a prima firma della presidente Evangelisti e voteremo contrari alla risoluzione del PD perché non si fa così, si cerca una collaborazione su temi importanti che ci devono trovare in un certo senso convergenti; se qualcosa andava aggiustato, c'è la possibilità di emendare, così come noi tante volte facciamo sui provvedimenti della Giunta e sui provvedimenti della maggioranza, andando con quell'intenzione. Ecco, è l'intenzione che è mancata, non andando a guardare i cavilli; è l'intenzione che è mancata ed è quindi la volontà politica che è mancata. Pertanto, voteremo a favore dei nostri provvedimenti, voteremo contro alla risoluzione del Partito Democratico. Signori, avete perso per l'ennesima volta una bella occasione.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, se non ci sono altre dichiarazioni di voto congiunte, passiamo alla votazione separata delle risoluzioni, per alzata di mano.
Votiamo la prima, la 1620/1, a prima firma Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinta.
(La risoluzione 1620/1 oggetto 2406 è respinta, per alzata di mano)
La 1620/2, a prima firma Evangelisti. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Respinta.
(La risoluzione 1620/2 oggetto 2407 è respinta, per alzata di mano)
Votiamo la 1620/3, a prima firma Ferrari. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Contrari… non aveva alzato la mano nessuno. Perfetto. Approvata.
(La risoluzione oggetto 2408 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)
Votiamo, quindi, l'ordine del giorno di non passaggio all'esame degli articolati, a firma Fornili. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Approvato. Quindi, non passiamo all'esame dell'articolato.
(L’ordine del giorno 1620/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” è approvato, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti: il progetto di legge si intende respinto)
Abbiamo concluso la giornata. Buon lavoro a tutti. Buona serata.
La seduta termina alle ore 17,49
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, COSTA Andrea, CRITELLI Francesco, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.
Hanno partecipato alla seduta:
la sottosegretaria RONTINI Manuela,
gli assessori ALLEGNI Gessica, CONTI Isabella, MAMMI Alessio, MAZZONI Elena, PAGLIA Giovanni.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele e i consiglieri COSTI Maria, DAFFADÀ Matteo.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessora FRISONI Roberta e il consigliere PESTELLI Luca.
Votazione elettronica
OGGETTO 2036
Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". (15)
Presenti: 40
Favorevoli: 29
Astenuti: 10
Presente non votante: 1
Assenti: 10
FAVOREVOLI: 29
ALBASI LODOVICO - ANCARANI VALENTINA - ARDUINI MARIA LAURA - BOSI NICCOLÒ - BURANI PAOLO -
CALVANO PAOLO - CARLETTI ELENA - CASADEI LORENZO - COSTA ANDREA -CRITELLI FRANCESCO - DONINI RAFFAELE - FERRARI LUDOVICA CARLA- FORNILI ANNA - GORDINI GIOVANNI – LARGHETTI SIMONA - LEMBI SIMONA – LORI BARBARAA - LUCCHI FRANCESCA – MASSARI ANDREA – MASTACCHI MARCO - MUZZARELLI GIAN CARLO - PALDINO VINCENZO - PARMA ALICE - PETITTI EMMA - PRONI ELEONORA - SABATTINI LUCA - TRANDE PAOLO -UGOLINI ELENA - VALBONESI DANIELE
ASTENUTI: 10
ARAGONA ALESSANDRO - ARLETTI ANNALISA - BOCCHI PRIAMO - EVANGELISTI MARTA - FERRERO ALBERTO – FIAZZA TOMMASO - GIANELLA FAUSTO - TAGLIAFERRI GIANCARLO – VIGNALI PIETRO – MARCELLO NICOLA
PRESENTE NON VOTANTE: 1
FABBRI MAURIZIO
ASSENTI: 10
CASTALDINI VALENTINA – CASTELLARI FABRIZIO - COSTI MARIA – DAFFADÀ MATTEO - DE PASCALE MICHELE – PESTELLI LUCA – PULITANÒ FERDINANDO – QUINTAVALLA LUCA GIUOVANNI -SASSONE FARNCESCO - ZAPPATERRA MARCELLA
Ordine del giorno 1620/1 per il non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge d'iniziativa del consigliere Evangelisti: "Disciplina dell'attività di onicotecnico”. A firma della consigliera Fornili
«L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna
Visto il progetto di legge di cui all’oggetto;
Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare "Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”;
Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;
Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento
delibera
il non passaggio all’esame degli articoli.»
(Approvato)
Comunicazioni prescritte dall’art.69 del Regolamento interno
Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:
INTERPELLANZA
2384 - Interpellanza sulle spese legali in relazione alle alluvioni del 2023 e del 2024. A firma del Consigliere: Ferrero
INTERROGAZIONI
2385 - Interrogazione a risposta scritta sul modello organizzativo previsto per l'integrazione tra AFT e servizio 116-117, con particolare riguardo alle modalità operative di gestione delle richieste sanitarie. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2386 - Interrogazione a risposta scritta sulla chiusura del CAU di Podenzano (PC) e trasformazione in AFT - verifica operativa degli standard di servizio e impatto reale sulla continuità assistenziale. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2387 - Interrogazione a risposta scritta sulla scarcerazione di un condannato per maltrattamenti, lesioni e stalking e sull'adeguatezza delle misure di protezione previste. A firma del Consigliere: Zappaterra
2391 - Interrogazione a risposta orale in commissione sui fondi destinati all'associazione TILT (Sassuolo, Modena). A firma del Consigliere: Pulitanò
2395 - Interrogazione a risposta scritta sulle criticità e tempistiche relative agli interventi di adeguamento strutturale delle paratoie della cassa di espansione del fiume Panaro. A firma del Consigliere: Vignali
2396 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle modalità di calcolo dei dati statistici sulle presenze turistiche del 2025, con particolare riguardo alla città di Parma. A firma del Consigliere: Vignali
2397 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'andamento degli accessi e degli abbandoni nei servizi di emergenza-urgenza della provincia di Parma, con particolare riguardo ai risultati conseguiti dai CAU. A firma del Consigliere: Vignali
2398 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'andamento degli accessi e degli abbandoni nei servizi di emergenza-urgenza della provincia di Piacenza, con particolare riguardo ai risultati conseguiti dai CAU. A firma del Consigliere: Vignali
2399 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai livelli di over triage e ai tempi di centralizzazione nel sistema di emergenza-urgenza della provincia di Modena. A firma del Consigliere: Vignali
2400 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai livelli di over triage e ai tempi di ospedalizzazione nel sistema di emergenza-urgenza della provincia di Ferrara. A firma del Consigliere: Vignali
2401 - Interrogazione a risposta scritta relativa ai livelli di over triage nel sistema di emergenza-urgenza della Città metropolitana di Bologna. A firma del Consigliere: Vignali
2403 - Interrogazione a risposta scritta per sapere come verranno allocati i fondi destinati all'AUSL di Modena per abbattere le liste d'attesa nelle diagnosi di autismo e disturbi dell'apprendimento. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
RISOLUZIONI
2390 - Risoluzione sulle azioni volte alla prevenzione dei Disturbi dello Spettro Feto-Alcolico e per la tutela della salute materno-infantile in Emilia-Romagna. (15 04 26) A firma del Consigliere: Marcello
2402 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare una revisione complessiva della normativa e degli atti organizzativi regionali che determinano il passaggio automatico delle persone con disabilità ai servizi per anziani al compimento dei 65 anni e a garantire la continuità dei progetti personalizzati di vita e di assistenza. (15 04 26) A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2406 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, nell'ambito delle proprie competenze in materia di formazione professionale e artigianato, la qualificazione degli operatori dedicati esclusivamente all'attività di applicazione e decorazione di unghie artificiali. (15 04 26) A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Pulitanò, Marcello, Aragona, Gianella, Bocchi, Ferrero, Arletti, Tagliaferri
2407 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere, nelle sedi istituzionali nazionali e interregionali competenti l'approvazione del Disegno di Legge n. 1619 "Modifiche alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, e alla legge 17 agosto 2005, n. 174, in materia di disciplina dell'attività di acconciatore, nonché misure per la prevenzione dell'abusivismo". (15 04 26) A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Pulitanò, Marcello, Aragona, Arletti, Gianella, Bocchi, Ferrero, Tagliaferri
2408 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, le organizzazioni sindacali, le AUSL e gli altri stakeholder del settore, finalizzato alla definizione di proposte di aggiornamento della normativa regionale in materia di attività del benessere, valorizzando il ruolo della Commissione regionale per l'Artigianato. (15 04 26) A firma dei Consiglieri: Ferrari, Fornili, Muzzarelli, Albasi, Carletti, Proni, Bosi, Costa, Paldino, Donini, Ancarani, Valbonesi, Larghetti, Casadei, Lembi, Lucchi, Calvano, Parma, Sabattini, Critelli, Quintavalla, Lori, Gordini, Massari, Petitti, Trande
ORDINI DEL GIORNO
2392 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 2183 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Misure per la promozione dell'attrattività del territorio mediante interventi in ambito aeroportuale e di sostegno alla logistica e all'intermodalità". A firma dei Consiglieri: Gordini, Paldino, Larghetti, Casadei, Massari
2393 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 2183 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Misure per la promozione dell'attrattività del territorio mediante interventi in ambito aeroportuale e di sostegno alla logistica e all'intermodalità". A firma dei Consiglieri: Larghetti, Casadei, Burani, Trande, Lucchi
2394 - Ordine del giorno n. 3 collegato all'oggetto 2183 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Misure per la promozione dell'attrattività del territorio mediante interventi in ambito aeroportuale e di sostegno alla logistica e all'intermodalità". A firma dei Consiglieri: Proni, Massari, Paldino, Calvano, Gordini, Casadei, Lucchi, Fornili, Carletti, Bosi
2404 - Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 2036 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini, Vignali, Bosi, Fiazza
2405 - Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 2036 Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi a sostegno dei settori produttivi dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, modifiche della legge regionale 4 marzo 2019, n. 2 (Norme per lo sviluppo, l'esercizio e la tutela dell'apicoltura in Emilia-Romagna. Abrogazione della legge regionale 25 agosto 1988, n. 35 e dei regolamenti regionali 15 novembre 1991, n. 29 e 5 aprile 1995, n. 18) e altri adeguamenti normativi". A firma dei Consiglieri: Bosi, Casadei, Burani, Gordini, Calvano, Parma, Zappaterra, Quintavalla, Mastacchi, Valbonesi, Lucchi
(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 6 prot. PG/2026/12861 del 16 aprile 2026)
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I PRESIDENTI |
IL SEGRETARIO |
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Fabbri – Lori |
Trande |