Resoconto integrale n. 10
Seduta del lunedì 7 marzo 2016
Il giorno 7 marzo 2016 alle ore 14,00 è convocata in udienza conoscitiva, con nota prot. n. AL.2016.9084 del 19/02/2016, presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche economiche.
Partecipano alla seduta i consiglieri:
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Cognome e nome |
Qualifica |
Gruppo |
Voto |
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SERRI Luciana |
Presidente |
Partito Democratico |
5 |
presente |
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BAGNARI Mirco |
Vicepresidente |
Partito Democratico |
5 |
presente |
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DELMONTE Gabriele |
Vicepresidente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
4 |
presente |
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ALLEVA Piergiovanni |
Componente |
L’altra Emilia Romagna |
1 |
assente |
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BARGI Stefano |
Componente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
1 |
assente |
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BERTANI Andrea |
Componente |
Movimento 5 Stelle |
3 |
presente |
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BESSI Gianni |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
presente |
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BIGNAMI Galeazzo |
Componente |
Forza Italia |
2 |
presente |
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CALIANDRO Stefano |
Componente |
Partito Democratico |
1 |
presente |
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FOTI Tommaso |
Componente |
Fratelli d’Italia |
1 |
assente |
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LIVERANI Andrea |
Componente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
1 |
assente |
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LORI Barbara |
Componente |
Partito Democratico |
5 |
presente |
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MARCHETTI Francesca |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
presente |
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MOLINARI Gian Luigi |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
assente |
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MUMOLO Antonio |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
presente |
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PARUOLO Giuseppe |
Componente |
Partito Democratico |
1 |
presente |
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POMPIGNOLI Massimiliano |
Componente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
1 |
assente |
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RAINIERI Fabio |
Componente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
1 |
assente |
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RANCAN Matteo |
Componente |
Lega Nord Padania Emilia e Romagna |
1 |
assente |
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ROSSI Nadia |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
presente |
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SABATTINI Luca |
Componente |
Partito Democratico |
1 |
presente |
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SENSOLI Raffaella |
Componente |
Movimento 5 Stelle |
2 |
presente |
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TARASCONI Katia |
Componente |
Partito Democratico |
2 |
presente |
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TORRI Yuri |
Componente |
Sinistra Ecologia Libertà |
2 |
presente |
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Sono presenti i consiglieri: Marcella ZAPPATERRA in sostituzione di MOLINARI e Roberto POLI.
Partecipano alla seduta: Umberto Mascanzoni e Venerio Brenaggi, Servizio Commercio, Turismo e qualità aree turistiche; Enzo Madonna, Pier Paolo Lorenzetti, Andrea Orsi e Barbara Cusmani, Servizio Affari legislativi e coordinamento commissioni assembleari.
Presiede la seduta: Luciana SERRI
Assiste il segretario: Giovanni Fantozzi
UDIENZA CONOSCITIVA
1686 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco". (27 11 15). A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti, Bagnari
(Relatore consigliere Giuseppe Paruolo)
(Relatore di minoranza consigliere Galeazzo Bignami)
partecipano
Federico AmicoPresidente Arci E-R
Andrea BandinProloco Terra del Sole
Germano BragalliPresidente Proloco Molino del Pallone
Ettore BuccheriComune di Rubiera
Franco CapraPresidente Proloco Imola
Gianpaolo CrepaldiForum Terzo Settore regionale
Marta EvangelistiUNPLI
Massimiliano FalerniUNPLI – Proloco
Deborah FazioliProloco Castel San Pietro Terme
Stefano FerrariPresedente UNPLI E-R
Tito FerriPresidente Proloco Matildica
Claudio FranzoniProloco Castel San Pietro Terme
Giulia GennasioConfesercenti E-R
Eliana GrossiPresidente Federmanager Bologna
Andrea IoriComune Quattro Castella
Federico MassariVicesindaco Rubiera
Monia MediciComune Maranello
Mariaelena MililliAssessore Maranello
Paolo MinorelliUNPLI E-R
Giovanni MoriniAssessore Comune Castel Bolognese
Claudio NardocciPresidente Nazionale Unione Proloco (UNPLI)
Filippo OlivucciUnione della Romagna Faentina
Marco PasiConfesercenti E-R
Ivano PavesiVicesindaco Comune Guastalla
Raimonda RaggiPresidente Proloco CSPT
Gianni TuffanelliAssessore Fiscaglia
Enrico SalviSindaco Verghereto
Nicola SalviVicepresidente Proloco Alfero
Gianpaolo VannescianComune Valsamoggia
Fausto VivianiPresidente AUSER E-R
Angro ZanettiPresidente Consiglio comunale Comune Valsamoggia
Francesco ZanoniConfcooperative E-R
DEREGISTRAZIONE INTEGRALE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO
La Presidente SERRI dichiara aperta l’udienza conoscitiva alle ore 14,05.
PRESIDENTE SERRI
Progetto di legge d'iniziativa consiliare recante: «Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco». I Consiglieri firmatari sono Paruolo, primo firmatario, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro. Relatore di maggioranza è Paruolo Giuseppe, seduto qua alla mia sinistra e il relatore di minoranza è Bignami Galeazzo che so essere seduto in platea, adesso verrà qui alla Presidenza.
Io do la parola a Paruolo per una illustrazione del contenuto del progetto di legge per poi dopo aprire la discussione e quindi ascoltare i vostri contributi. Le udienze hanno proprio questa finalità, di essere momenti di confronto e di ascolto sulle proposte, che in questo caso i Consiglieri stanno portando avanti.
CONSIGLIERE PARUOLO (Relatore di maggioranza)
Inizio dicendo che sono contento di questa occasione che segna l’avvio del percorso finale, almeno così mi auguro, di questo progetto di legge che ha visto una gestazione abbastanza lunga, perché era già iniziata una riflessione su una legge che promuovesse il sistema delle Pro loco nello scorso mandato amministrativo, che però essendosi repentinamente interrotto, ha visto dover ripartire all’interno di questa legislatura il discorso, e qui vede un punto di approdo che credo sia davvero utile perché questa legge si propone lo scopo di valorizzare il sistema delle Pro loco, riconoscendo che grazie alle Pro loco già oggi è possibile fare tantissime iniziative che non si riuscirebbe a fare altrimenti e cercando di normare l’interazione che esiste tra queste associazioni che andiamo a riconoscere, a definire, a normare all’interno di questa legge e quello che è il sistema evidentemente degli enti locali e anche il sistema del turismo. La legge non è lunghissima, però abbiamo cercato davvero di restringerla alle cose vere ed essenziali, il caposaldo è che certamente la radice delle Pro loco affonda all’interno della legge n. 34/2002, che in qualche modo istituisce e definisce le associazioni di promozione sociale, quindi le Pro loco per poter essere tali devono prima di tutto essere associazioni di promozione sociale. Su questo ci è stata fatta un’osservazione, probabilmente faremo un piccolo emendamento proprio per far capire che è un prerequisito nell’impostazione attuale della legge il fatto che si parli di associazione di promozione sociale, e non è che essendo Pro loco, questo dia automaticamente il diritto ad un riconoscimento ai sensi della legge n. 34. Dopo di che queste associazioni hanno la particolarità di essere non soltanto associazioni di promozione sociale come tutte le altre che si possono occupare degli ambiti di attività di tipo vario, ma hanno nella valorizzazione del territorio, in particolare dal punto di vista turistico, il cuore della loro attività. Questo è il senso della definizione di Pro loco che troviamo all’articolo 2 e che quindi parla di che cosa riconosce un’associazione Pro loco, non il titolo, ma il fatto di essere un’associazione di promozione sociale che mette come attività prevalente dell’associazione il riferimento alla promozione e alla valorizzazione del territorio e l’animazione turistica.
Una volta definito questo aspetto, quali sono le cose essenziali che andiamo a dire in questa legge, al di là del riconoscere ciò che evidentemente le associazioni già fanno? Andiamo a definire che esiste la possibilità di avere un albo delle associazioni. Andiamo a definire la possibilità che vi siano delle unioni ed associazione di Pro loco. Nella legge troverete questa definizione all’articolo 5, il riconoscimento delle unioni e associazioni di Pro loco. Siamo coscienti che il panorama attuale vede una specifica associazione coprire sostanzialmente la stragrande maggioranza della rappresentatività di questo ambito, però abbiamo preferito proprio in una norma di legge non scrivere nomi propri di persona, ma definire dal punto di vista istituzionale quelle che sono le caratteristiche di rappresentatività di un ambito.
All’articolo 6 si parla della possibilità di avere delle convenzioni con i Comuni. E questo approccio, questa possibilità di lavorare sul turismo insieme agli enti locali, va a normare e a dare la possibilità di incanalare in un alveo legislativo preciso attività che di fatto in larga misura vengono già svolte. Poi all’articolo 7 c’è la possibilità che ci siano dei bandi per i contributi regionali.
Ho dimenticato nella breve illustrazione, che all’articolo 5 nel momento in cui parliamo del riconoscimento delle unioni e associazioni di Pro loco, non lo diciamo semplicemente per dire che esistono, ma lo diciamo anche per dargli un luogo ruolo. In particolare, il comma 2 dell’articolo 5 dice «la Regione definisce forme di consultazione delle unioni e associazioni di Pro loco nella fase di organizzazione dell’offerta turistica regionale». Questa affermazione è un’affermazione importante che dà un ruolo, stamattina c’era l’udienza conoscitiva relativa alla nuova legge sul turismo che è in fase di elaborazione, è evidente che questo punto è stato un punto su cui c’è stata una mediazione, perché da un lato non si vuole fare confusione fra quelle che sono associazioni imprenditoriali tout court che operano in ambito turistico, però le associazioni Pro loco pur non essendo possibile pensare di metterle sullo stesso piano, hanno comunque una voce in capitolo per quel che riguarda l’organizzazione dell’offerta turistica, e in questo modo questo articolo ne segna l’introduzione con la loro specificità all’interno di questo contesto.
Tornando all’articolo 7, sostanzialmente definisce la possibilità che possono essere fatti dei bandi per assegnare dei contributi, vuoi alle singole associazioni Pro loco per progetti di particolare interesse, vuoi anche insieme quindi alla rappresentatività attraverso le unioni e associazioni che sono riconosciute delle Pro loco, proprio per progetti di portata interprovinciale o regionale e che possono aiutarci a fare sistema. L’idea di fondo è che 1 euro investito in questo circuito, può davvero riuscire a dare un ritorno importante, perché riuscendo ad innestare partecipazione, volontariato, una serie di forze che si mettono insieme sul territorio per dare delle risposte, la speranza è proprio quella di riuscire a dare delle risposte di sistema più ampie.
Chiudo questa rapidissima introduzione, anche perché alcuni di voi hanno partecipato anche all’udienza conoscitiva di stamattina, dove hanno potuto ascoltare l’Assessore al turismo che ha fatto invece una ben più corposa introduzione alla legge sul turismo, io voglio invece davvero essere breve per dare la possibilità a voi di intervenire e darci dei suggerimenti, l’udienza conoscitiva nasce esattamente con questo scopo, ascoltare la vostra voce per dire le cose su cui secondo voi questa proposta di legge effettivamente risponde alla bisogna, oppure anche suggerimenti di come riuscire a migliorarla, visto che nei prossimi giorni saremo chiamati all’interno della Commissione specifica, presieduta da Luciana Serri, ad affrontare l’esame dell’articolato e apportare eventuali correzioni che potrebbero anche essere correzioni che emergono dai suggerimenti che ci date voi oggi. Chiudo dicendo che ho particolare soddisfazione nel fatto che siamo riusciti per adesso, e vorrei davvero che riuscissimo ad arrivare fino in fondo con questo stesso approccio, ad avere su questa legge un atteggiamento di una dinamica che non ha visto una logica di maggioranza e minoranza. È uno dei rari casi in cui accade che il relatore di minoranza, il collega Bignami, è in realtà lui stesso firmatario della stessa proposta di legge, quindi è un caso non dico unico, però abbastanza raro, perché normalmente nelle proposte di legge pur essendoci una relazione fra maggioranza e minoranza che può portare a delle correzioni, è chiaro che c’è la maggioranza che si prende la responsabilità delle scelte, la minoranza che magari porta dei suggerimenti specifici. Però in questo caso invece c’è un segno importante, per cui questa legge è stata firmata da diversi Consiglieri del Partito democratico, ma è stata firmata anche dal consigliere Bignami del gruppo di Forza Italia, dal consigliere Fabbri e consigliere Rancano del gruppo della Lega nord, dal consigliere Foti di Fratelli d’Italia e c’è una relazione in corso con la speranza che possa allargarsi ancora questo perimetro, per riuscire ad approvare questa legge con un consenso ampio. Sono presenti in sala anche i colleghi dei gruppi di Sinistra ecologia e libertà e del Movimento cinque stelle con cui stiamo comunque ragionando in termini positivi e migliorativi di questa legge, speriamo davvero che questa dinamica possa portarci ad approvare questa legge presto in Assemblea legislativa e con un consenso molto ampio, come credo questo mondo che cerchiamo di rappresentare attraverso questa legge, meriti ampiamente.
PRESIDENTE SERRI
Prima di dare la parola a Bignami, volevo salutare e ringraziare per la presenza il presidente nazionale dell’Unpli Nardocci Claudio, che ringrazio per essere qua con noi e per l’attenzione che ha voluto dedicare a questa nostra proposta di legge.
Do la parola ora a Bignami per un suo intervento.
CONSIGLIERE BIGNAMI (Relatore di minoranza)
Ringrazio la Presidente, ringrazio il relatore Paruolo, perché arriviamo ad uno snodo centrale dell’iter legislativo di questo testo che è rappresentato, come diceva bene Paruolo poc’anzi, di un quadro di sintesi complessivo di un lavoro che affonda le proprie radici, credo sia anche doveroso riconoscere alla consigliera Paola Marani un importante ruolo di cucitura complessiva di un testo che diversamente non avremmo potuto riprendere a piene mani in questa sede, e anche andare a presentare.
Tra le cose non scritte tra quelle che Paruolo ha efficacemente espresso, ve ne è una che credo essere abbastanza importante, questo testo di legge non intende essere un approdo ma intende essere un punto di partenza per da un lato cercare anche in futuro di arrivare ad un miglioramento e potenziamento della legge, dall’altro lato anche – come veniva ricordato poc’anzi all’articolo 7, dove si parla della possibilità della Giunta di prevedere contributi – è una facoltà che speriamo diventi effettiva da parte della Giunta, perché non si tratti evidentemente di una scelta vincolante per l’organo esecutivo, ma laddove la legge dice espressamente che la Giunta può, ci auguriamo che in effetti lo realizzi. In questo senso, credo sia importante precisare che le Pro loco si inseriscono nel quadro legislativo che noi abbiamo immaginato come un’articolazione informale. Ovvero non vogliamo istituzionalizzarne la presenza all’interno del retaggio legislativo istituzionale della Regione, ma vuole essere uno strumento mediante il quale arrivare ad offrire dei servizi in applicazione di quel principio di sussidiarietà orizzontale che riteniamo essere centrale nell’attuazione di qualsiasi politica amministrativa del territorio. È chiaro che, ed è uno dei punti che non credo abbia acconsentito, nemmeno recuperando l’iter della precedente legislatura, della IX legislatura, non ci ha permesso di spingere dove volevamo l’obiettivo, perché vi sono altri player, altri soggetti che hanno interesse a non avere un rapporto esclusivo tra Pro loco e Regione, e che conseguentemente hanno un po’ cercato penso di poterlo dire, lo dico io, me ne assumo la responsabilità, hanno cercato di contaminare il percorso legislativo e il contenuto della legge stessa, diluendolo rispetto a quelle che erano le nostre speranze di partenza. Però proprio perché si tratta di un progetto di legge condiviso e sottoscritto da tutti, si è ritenuto di non cercare di alzare l’asticella presentando emendamenti specifici che rammostrassero e dimostrassero in maniera evidente come ci fosse una difficoltà interna nella realizzazione di questa legge. Abbiamo anche, svolgendo un importante ruolo che ci è stato richiesto da Ferrari e da Bracali, cercato di arrivare ad un obiettivo condiviso non senza difficoltà, perché io lo dico con grande franchezza, è la prima volta che firmo un progetto di legge congiuntamente alla maggioranza e non nego delle difficoltà proprio endemiche nel farlo, però credo che in questo caso fosse assolutamente meritorio l’obiettivo che si voleva realizzare. Fermo restando che rimane chiaro che il riconoscimento ufficiale delle Pro loco, la previsione di anche capitoli di bilancio e quindi di bandi delicati ed evidentemente il ruolo esplicito di sussidiarietà orizzontale che si viene a realizzare nelle Pro loco, sono quelli che io ritengo essere dei punti di partenza e non d’arrivo. Poi è chiaro che da qui il dibattito politico riprenderà, ci potremmo anche evidentemente confrontare, minoranza e minoranza, ognuno nel reciproco ruolo in ordine all’effettiva possibilità di migliorare questo testo in futuro, pertanto mettiamo la palla al centro con questo progetto che credo essere un inizio importante, anche perché diversamente si sarebbe persa l’occasione dopo diversi anni in cui invece si è cercato di arrivare a questo testo.
PRESIDENTE SERRI
Dopo aver sentito entrambi i relatori, partiamo con gli interventi e partiamo dal presidente nazionale Unpli, Nardocci Claudio.
CLAUDIO NARDOCCI (Presidente nazionale Unione Proloco d'Italia)
Io spero di aiutare un po’ nella comprensione di questo mondo che magari non sempre ha una visione così generale da parte di quelli che non vi operano dentro. Intanto ringrazio la Commissione, ringrazio tutti i componenti che sono qui, ringrazio naturalmente le nostre Pro loco, la nostra direzione di Unpli regionale che ha portato avanti questo discorso.
Noi come associazione delle Pro loco iscriviamo seimila associazioni capillarmente diffuse su tutto il territorio nazionale e rappresentano circa 600 mila soci. Io in particolare sono anche componente dell’osservatorio nazionale delle associazioni di promozione sociale, uno dei venti componenti, quindi sono particolarmente dal 2003 interessato all’attività anche sociale delle associazioni che sono comprese in questo osservatorio e nel registro nazionale della n. 383/2000.
Devo dire che è un buon lavoro che ha già tenuto conto di una sorta di ventaglio di attività che viene svolta dalle nostre associazioni, e dovrei semplicemente fare una riflessione insieme a voi, insieme alla Commissione. Non ci deve essere una visione concorrenziale con altre associazioni, perché nella nostra filosofia ormai da molti anni, io sono presidente dell’Unpli da vent’anni, tendiamo ad aiutare tutte le associazioni che sono sul territorio. Questo ruolo di supporto, di sussidiarietà delle associazioni Pro loco verso tutte le altre, deve essere riconosciuto e ben compreso. Noi adesso per esempio stiamo concordando con l’Anci la realizzazione, ormai siamo alla registrazione delle lezioni on line, con l’università telematica della Sapienza di Roma di un corso che parli di patrimonio culturale immateriale, di cammini, di tutto quello che è alla base del turismo territoriale. E sarà un corso gratuito per tutti destinato agli appartenenti di circa quindicimila enti, quindi non solo delle associazioni Pro loco, ma anche dell’Anci e di tante altre associazioni che sono interessate ad operare in questo territorio. Saranno quindici lezioni da mezz’ora circa, che ognuno di questi appartenenti a questi quindicimila enti potrà fare da casa gratuitamente, senza nessun esborso. Proprio per dirvi che la nostra filosofia è quella di aiutare tutti.
Sui cammini non abbiamo, ormai siamo da più di due anni, non abbiamo detto alle Pro loco di crearne di nuovi. Abbiamo detto che dobbiamo aiutare tutto quello che c’è sul territorio. Infatti proprio alla Bit di Milano abbiamo sottoscritto un accordo con la Romea germanica che è un cammino che non è stato creato dalle Pro loco, prevede però che le Pro loco possano collaborare e aiutare lo sviluppo di queste attività che sono molto importanti per collegare anche il territorio verso un futuro che sia ricco anche di accoglienza, di attività sul territorio, che facciano esaltare le eccellenze di ogni territorio, anche dei più piccoli, dove non esiste spesso e volentieri un’altra associazione. Quindi questo semplicemente per dirvi che la nostra attività è di supporto per tutti, quindi una legge che si occupa delle nostre associazioni e si occupa poi anche in prospettiva di tutto quello che c’è sul territorio, su tutto il volontariato.
Una cosa importante che vedo qui, che vorrei magari suggerire alla Commissione. Noi dal 2012 abbiamo ottenuto il riconoscimento di associazione che collabora a livello mondiale con l’Unesco. Quindi questa attività che viene richiamata nel testo attuale dall’articolo 3 al punto b) «incentivare un movimento turistico socialmente e ambientalmente sostenibile rispettoso dei beni comuni del patrimonio materiale e immateriale della comunità locale». Noi sotto il profilo del patrimonio immateriale siamo leader a livello mondiale e leader in Italia. Quindi si potrebbe pensare di aggiungere questa attività attuale di raccolta e archiviazione prima della valorizzazione. Questo potrebbe essere importante, perché è un grido di dolore quasi, che viene lanciato a tutti. Voi pensate al patrimonio orale che una volta veniva tramandato dai nonni ai nipotini o di padre in figlio, che adesso si sta perdendo. Ogni volta che un anziano se ne va, si porta via un pezzo di questo patrimonio immateriale. La battaglia che sta conducendo l’Unpli e le Pro loco, ormai da tanti anni, quindi del 2012 c’è stato il riconoscimento Unesco, ma l’abbiamo iniziato nel 2004, è proprio di raccolta di questo patrimonio che si sta dissolvendo, sta sparendo e fra dieci anni non ce l’avremo più. Quindi questo è importante, perché per questo patrimonio e i suoi contenuti viene utilizzato in campo di turismo territoriale. Viene rivenduto dai borghi come attrazione, come valori, come riconoscenza delle tradizioni, dell’enogastronomia. Si vede, questa è la cosa più importante, un turismo che cresce a ritmi vertiginosi, quello dei borghi e alla base però c’è questo patrimonio immateriale che noi stiamo lasciando sparire e quindi c’è bisogno di questa attività. Quindi se prima di valorizzare, promuovere il patrimonio storico fosse aggiunto «raccolta e archiviazione», sarebbe penso molto importante per tutti quanti.
Io non vi voglio rubare altro tempo. Un’ultima riflessione. Tutti gli enti pubblici, le Regioni in particolare ma anche i Comuni, in quest’ultimo periodo, in questi ultimi anni si sono trovati a fare i conti con l’economia, con dei contributi che sono sempre più evanescenti, sempre più inadeguati all’attività che viene fatta, e moltissime Regioni hanno sciolto gli enti pubblici sul territorio. Quindi con grande nostalgia ricordiamo gli enti provinciali, le aziende di promozione turistica, le aziende di cura, soggiorno e turismo che c’erano sul territorio che adesso purtroppo l’ente pubblico è stato costretto a sciogliere. Molto grava sulle spalle dei Comuni, che anche loro non ricevono adeguati contributi. La rete di accoglienza, informazione che c’è rimasto sul territorio è la nostra. E questa è una riflessione che va fatta per sottolineare l’importanza dell’attività che svolgiamo ogni giorno.
Io vi ringrazio molto dell’attenzione, sono stato veramente contento di aver partecipato, perché l’Emilia è una delle ultime Regioni che ha preso in considerazione questo tipo di legge, perché c’è un po’ in tutta Italia, però ha una buona base e può crescere di molto e aiutare di molto le nostre associazioni.
PRESIDENTE SERRI
Credo che il presidente bene abbia fatto a sottolineare le funzioni e l’importante ruolo che nelle comunità le Pro loco svolgono, sia per la valorizzazione culturale che l’identità dei territori.
GERMANO BRAGALLI – (Presidente Proloco Molino del Pallone)
Parlo ovviamente in un giorno estremamente importante per noi, significativo perché aspettiamo questo momento ormai da anni, ci siamo spesi, abbiamo lottato per poter avere un riconoscimento che riteniamo giusto e doveroso avere. Essere riconosciuti nel nostro compito, quello che ci viene più naturale, più spontaneo che è quello dell’accoglienza, quello di permettere alle persone che si avvicinano al territorio di essere accolte. La Pro loco ha questa funzione, ha il suo modo di porsi e sicuramente di dare ascolto a chi viene per conoscere un territorio. Un territorio che sempre più è stato abbandonato, se non qualche piccola parte è stata sostenuta, e che sicuramente ha bisogno di essere curato. Curare vuol dire avere le persone e le associazioni giusta per poterlo fare, ma l’associazione da sola non può fare tutto questo, ha bisogno di essere sostenuta. Il sostegno che noi chiediamo oggi, e qui il sostegno viene dalla Regione che ovviamente ha nel suo interno la bellezza di trecentocinquanta Pro loco che è una rete importantissima con cui si confrontano le Amministrazioni e che quotidianamente vanno ad espletare funzioni che altrimenti non potrebbero. Io credo che la Pro loco sempre più diventa determinante e insostituibile in quella che è la sua parte di funzione che il territorio necessita, di cui non può fare a meno. Io credo che il territorio in questo momento abbia bisogno di essere rivisto, curato e ripreso come ce l’hanno lasciato i nostri padri. I nostri padri ci hanno lasciato un territorio in cui si vedeva l’amore, il cuore che mettevano per tenerlo curato e poter raccogliere dal territorio stesso il massimo di quello che questo poteva dare. L’ambiente è una di quelle risorse, a cui noi non possiamo non fare riferimento. È quello che ci serve, perché la nostra vita possa avere una serenità nella routine quotidiana, che nelle città in particolare non si riesce a trovare. Sicché è determinante poter accedere a luoghi dove si trova questo tipo di serenità, di quotidianità, di semplicità che si riesce a dare attraverso queste cose. Le Pro loco hanno questo compito, di ripristinare quello che è stato tolto. Noi dobbiamo restituire ai nostri figli quello che ci hanno passato i nostri padri, e questo credo che debba essere un sentimento che riguarda tutti dal primo all’ultimo che è in questa sala, ma che giustamente deve prendere in considerazione quello che è il futuro della nostra regione, ma non solo della regione, di tutta Italia. Ne parliamo tanto, però dobbiamo calarci nel piccolo, perché chi vive una realtà di piccole e quotidiane cose, è in grado di poter dare sicuramente quel polso, come quando si sente la febbre, si sente quello che manca, si sente quello che è il bisogno, si sente quello che ci viene richiesto e le forze non sono sufficienti per poter passare questo. Siccome le Pro loco sono il braccio armato delle Amministrazioni, perché senza queste non sono in grado di poter svolgere quel compito sul territorio che è quello di sapere esattamente come stanno le cose, la memoria storica di quello che diceva il presidente prima e che giustamente noi portiamo, è il fatto che sicuramente noi viviamo la realtà quotidiana. Ecco perché dico che essere presenti è una cosa importantissima. Io ribadisco questo, perché partiamo da questo presupposto.
Non voglio dilungarmi più di tanto, però capisco che questa legge ci permette innanzitutto di avere i nostri referenti (Unpli) che devono avere la possibilità di gestire le Pro loco che in questo momento hanno bisogno di essere sostenute. Le Pro loco insieme sono una forza. Una Pro loco da sola non è nulla. L’Unpli ha questo compito, quello di sistemare le Pro loco, orientarle e condurle insieme a tutte le altre associazioni, perché come giustamente diceva, noi con le altre associazioni collaboriamo, siamo in piena sintonia, non abbiamo nessun motivo di scontro. Questo è quello che tocchiamo quando siamo sul territorio, è questo che deve farci capire che quello che sta per essere definito, ci permetterà di avere più voce in capitolo e dare più forza a quella che per noi è la cosa importante, l’ambiente in cui viviamo.
GIAMPAOLO CREPALDI – (Forum Terzo settore regionale)
Come premessa devo dire che non è assolutamente in discussione il ruolo delle Pro loco, il ruolo rilevante, importante delle Pro loco all’interno della nostra regione, nell’ambito della valorizzazione dell’attività turistica e di tenuta dei beni culturali, del patrimonio naturale della nostra regione, questo è un ruolo che va assunto e che va riconosciuto da parte di tutti. In particolare nei piccoli Comuni della nostra regione e nelle piccole città. E anche nell’ambito del Terzo Settore le Pro loco si sono sempre distinte, hanno sempre collaborato con gli altri soggetti del Terzo Settore, associazioni di promozione sociale, volontariato, eccetera.
Come forum però esprimiamo alcune perplessità. Perplessità non nel ruolo e nella funzione e nell’importanza delle Pro loco, ma per quanto riguarda soprattutto l’assetto del Terzo Settore nella nostra regione, in particolare in riferimento a quella che viene citata più volte, la legge regionale n. 34 di riferimento delle associazioni di promozione sociale. Siete arrivati a questa legge, a questa proposta di legge in un periodo particolare, in un periodo in cui è in discussione in Parlamento la riforma del Terzo Settore, in un periodo in cui una delle parole che maggiormente vengono evidenziate, è quella della semplificazione. Si sta andando ad una semplificazione complessiva del mondo del Terzo Settore, ad una probabile unificazione dei vari registri della promozione sociale e del volontariato, quindi ad un processo di accorpamento e di semplificazione, mentre qui nella proposta di legge troviamo una modifica rispetto a quello che è il registro attuale, ad un’ulteriore specificazione che è una sezione speciale del registro che riguarda le Pro loco. Noi riteniamo che questo sia negativo in sé, perché nel momento in cui si va a definire, a cercare di portare avanti una semplificazione, questo potrebbe cercare invece delle divisioni, delle separazioni, potrebbe creare delle forze centrifughe, per cui tante altre associazioni che fanno teatro, che fanno sport, che fanno altri tipi di attività, potrebbero pretendere – e sarebbe loro diritto – di avere una sezione speciale per ognuna di queste attività che vengono svolte, e sarebbe difficile dire di no. Perché a loro no, mentre alle Pro loco che fanno un certo tipo di attività, questo viene concesso? Quindi questo è uno dei motivi principali di perplessità rispetto a questo progetto di legge.
Nello specifico rispetto all’articolato, si diceva prima all’articolo 2 dove si cita che le Pro loco sono associazioni di promozione sociale e, lo diceva già il relatore, questo è assolutamente non possibile. Nel senso che per essere associazione di promozione sociale bisogna essere un certo tipo di associazione, con uno statuto fatto in un certo modo, essere iscritto in un registro. Solo dopo ci si può chiamare associazione di promozione sociale. Quindi va assolutamente modificato questo articolo 2, perché non può essere di diritto che essendo Pro loco, avendo nello statuto che uno si chiama Pro loco, sia automaticamente anche di promozione sociale.
All’articolo 4 si parla della sezione del registro. Qui non si capisce bene se questa sezione è una sezione di turismo, è una sezione denominata Pro loco, perché le cose sono molto diverse. Lì è una sezione dove le associazioni che si occupano di turismo si iscrivono, o è una sezione dove solamente chi si chiama Pro loco, si può iscrivere? Perché a questo punto ci si inventa Pro teatro, Pro sport, o qualsiasi altra cosa e si chiede all’interno di questo registro di avere una serie di specificazioni in base alla propria attività specifica. E questo sicuramente, per quanto riguarda noi forum di Terzo Settore, che cerchiamo di tenere insieme questo variegato mondo, non va bene. Anzi, dovremmo cercare di compattare più che di esplodere.
L’ultima cosa all’articolo 7 in cui si parla di contributi, in riferimento all’articolo 9 della legge n. 34. Questi contributi sono contributi che vanno alle associazioni di rilevanza regionale, mentre nella legge si parla anche di associazioni provinciali. Questo non può essere assolutamente. I contributi dell’articolo 9 vanno solo alle associazioni a rilevanza regionale, e a questo punto ci sembra anche pleonastico inserire questo tipo di ragionamento perché se si è iscritti alla legge n. 34, si ha automaticamente la possibilità, in base all’articolo 9, di richiedere i contributi che la Regione dà annualmente a questo tipo di associazioni.
Questi sono un po’ i rilievi che come forum del Terzo Settore vogliamo fare a questa legge. In ogni caso, riconosciamo comunque alle Pro loco il loro ruolo e il loro valore.
FRANCESCO ZANONI – (Confcooperative E-R)
Come associazione Confcooperative vorrei premettere che apprezziamo l’intervento legislativo della Regione, perché sicuramente si sente la necessità di un intervento promozionale rispetto alla realtà delle Pro loco e di sostegno e di tutela di questa importante realtà. E per quanto ci riguarda, non è in discussione il ruolo delle Pro loco. Anzi, da questo punto di vista crediamo che nell’ambito e nel corso della storia del nostro territorio rappresentino un esempio sicuramente molto concreto e importante di sussidiarietà proprio per lo sviluppo dei territori, delle comunità locali, quindi non diciamo nulla di nuovo. Volevo premetterlo in apertura.
Rispetto al testo, anche qui non vogliamo entrare in maniera decisa, anzi, ci asteniamo rispetto anche alla polemica o comunque al dialogo, alla dialettica tra il forum e le associazioni delle Pro loco rispetto anche all’ultimo intervento. Anzi, siamo rispettosi dell’autonomia delle varie associazioni e di quello che rappresentano. Diciamo che una sottolineatura rispetto al mondo dell’associazionismo, parlando da cooperatore e da associazioni delle cooperative, sia le associazioni di volontariato che quelle di promozione sociale hanno la loro specificità e noi riconosciamo queste specificità. Quello che vorremmo qui sottolineare, è che rispetto sia ad una fattispecie che all’altra, crediamo che come forma quella della cooperativa possa rappresentare in molte realtà, in molti settori, in molte attività che si svolgono sul territorio, un’opportunità come già avviene storicamente da molto tempo anche nella nostra regione. Sia da un punto di vista di dialogo tra i diversi soggetti, sia da un punto di vista dell’opportunità che la forma giuridica dell’impresa cooperativa può rappresentare come evoluzione o associazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale o qualsiasi altra forma associativa, per il fatto che lo strumento cooperativo innanzitutto salvaguarda la partecipazione, la democraticità dei membri della formazione sociale che è presente, e che quindi in determinate realtà crediamo possa rappresentare anche un’evoluzione o un’opportunità in più. Faccio un esempio, mi riferisco ad un settore che non ha nulla a che vedere con quello del turismo, parlo delle associazioni sportive dilettantistiche, già da anni la normativa nazionale consente alle associazioni sportive dilettantistiche, che comunque fanno parte del Terzo Settore, sono comunque formazione di base costituite da cittadini che partecipano alla pratica sportiva, dà la possibilità la normativa di trasformare le associazioni in cooperative sportive, mantenendo tutte le caratteristiche dell’associazione, ma avendo qualche vantaggio in più. Quello di tutelare i soci dai rischi a cui vanno incontro le associazioni di determinate attività, e da questo punto di vista l’attività imprenditoriale senza fini di speculazione privata, lo ricordo, perché la cooperazione è riconosciuta dalla Costituzione soltanto se è un’attività imprenditoriale che non ha fini di speculazione privata, da questo punto di vista nello sport abbiamo avuto un’evoluzione, e laddove ci sono determinate condizioni, i soci dell’associazione possono se lo vogliono avere questo ulteriore strumento. Non cambiando assolutamente nulla nella governance dell’associazione, l’associazione può trasformarsi in impresa sportiva. Detto ciò, ho fatto un esempio, è chiaro che leggendo il testo della proposta di legge, ci è balzato all’occhio un po’ il parallelo e comunque pensiamo di proporre in maniera molto discreta, senza entrare all’interno della disputa che all’interno del Terzo Settore è molto ad un livello di dialogo continuo e anche complesso, perché la riforma del Terzo Settore, i vari soggetti che nella loro specificità compongono tutta l’area del Terzo Settore, sappiamo bene che ci sono dinamiche anche complesse, senza aggiungere complessità, volevamo semplicemente in questa sede proporre una possibilità che nella è libertà della singola associazione la possibilità eventualmente di trasformarsi in impresa cooperativa, che non è una possibilità che vale ed è efficace ed efficiente in tutte le situazioni, ma soltanto oltre un certo livello di attività, perché comunque la trasformazione in impresa cooperativa ha dei costi di gestione. Quindi quello che proponiamo ad esempio nell’ambito dello sport, lo si propone soltanto da un certo livello in su, come forma di tutela a garanzia dei soci. Quindi la nostra proposta è quella di eventualmente prendere anche in considerazione questo strumento, magari con un piccolo emendamento che non pregiudichi la struttura dell’impianto normativo, ma che dia una possibilità, fatte certe valutazioni, che non deve compromettere l’identità della Pro loco, ma che anzi deve poter dare un’opportunità maggiore nel corso eventualmente delle attività che la Pro loco svolge.
Detto ciò, siamo a disposizione anche per eventuali approfondimenti o per dialogare con le altre associazioni che hanno interessi e che sono portatrici di richieste rispetto a questa proposta legislativa. Faremo avere eventualmente una nota in tempi brevissimi.
FEDERICO AMICO – (Presidente ARCI E-R)
Abbiamo osservato l’evoluzione di questo disegno di legge e crediamo che sia un buon testo, che abbia sostanzialmente degli elementi positivi per quanto riguarda la valorizzazione turistica. Abbiamo però in diverse sedi riportato alcune osservazioni che prima anche Giampaolo Crepaldi ha ripreso e che vorrei semplicemente sottolineare. Innanzitutto relativamente a quello che è il quadro legislativo nazionale che è in evoluzione. Ovvero questo disegno di legge delega attualmente all’esame del Senato, prevede per quanto riguarda tutte le attività di ciò che comporta il Terzo Settore, quindi cooperazione sociale, associazionismo di promozione sociale e organizzazioni di volontariato, attualmente il testo in discussione prevede addirittura una trasmutazione immediata di attività economiche, anche rilevanti, quelle soprattutto rivolte verso terzi e quindi non solo ai propri associati, in una forma che slitta decisamente verso l’impresa sociale. Questo potrebbe essere il ragionamento che fa oggi Confcooperative, e che però a noi come Arci tiene anche a tenere ferma la nostra identità. L’azione di volontariato che fanno i nostri soci, i nostri volontari, così come quelli delle Pro loco, è un patrimonio che credo non possa essere semplicemente traslato e trasmutato in attività d’impresa, deve essere mantenuto anche in una forma gratuita e positiva, perché crediamo che questa sia proprio anche una modalità di interpretazione culturale del modo di fare sussidiarietà e di mettersi a servizio della propria comunità, cosa che fanno le associazioni di promozione sociale, le Pro loco tra queste. E non crediamo, al di là dei volumi d’affari che si possono sviluppare, che automaticamente uno debba trasformarsi in un’impresa. L’impresa ha determinate logiche, ha delle logiche d’impresa, crediamo che complessivamente le attività volontarie abbiano anche un portato positivo di per sé, non per forza di deriva economicistica. Tant’è che il disegno di legge delega nel primo articolo tende ad assoggettare a regolamentazione da impresa tutte quelle che sono le attività di autofinanziamento e di autosostentamento delle attività di associazione, tra cui anche quelle delle Pro loco. Quindi se vogliamo anche costruire dei ponti, non costruiamoli solamente a livello regionale ma costruiamoli anche a livello nazionale, perché quello è un rischio che ci metterebbe come associazionismo molto a repentaglio.
Le osservazioni che faceva prima Giampaolo Crepaldi, quindi quelle che vanno soprattutto ad insistere su una legge di riferimento quadro che per la Regione è la legge n. 34 e che va a frazionare la costituzione di un registro all’interno del quale comunque tutte quante le varie associazioni da un lato si iscrivono, ma che comporta anche uno sforzo burocratico e che comporta anche un impegno da parte di persone che sostanzialmente si muovono in forma volontaria, crediamo anche noi come Arci che sia un elemento un po’ problematico, perlomeno di appesantimento della questione. Oltre che a rischiare di iniziare a costruire tutta una serie di sezioni di registi per attività, che possono essere quelle del turismo, si dice pro teatro, pro cinema o pro chissà quant’altro. Crediamo che una delle forze positive del fare associazionismo nel complesso con le proprie specificità ed attività, è quello di concorrere complessivamente ad un disegno unitario del nostro mondo, a prescindere da quella che può essere l’attività proprio nel riconoscimento del valore dell’associazionismo in quanto tale.
Una osservazione che facciamo, poiché parliamo di associazione di promozione sociale, parliamo sì di valorizzazione del territorio, quello che noi riscontriamo all’interno delle nostre basi associative e non solo dell’Arci, ma complessivamente dell’associazionismo che non viene ripreso in questa legge, è quello legato al turismo sociale, ovvero quelle che sono delle modalità di promozione del territorio e di attivazione anche di persone, di mobilità interna di queste persone legate al turismo sociale. Crediamo che questo possa essere uno degli elementi ulteriormente caratterizzanti del nostro modo di fare e che possa tenere dentro, rispetto alla valorizzazione del territorio, una gamma più ampia di associazioni che non siano solamente quelle che portano una denominazione, ma che concorrano effettivamente alla crescita e alla valorizzazione del territorio in forma unitaria e complessiva.
L’altro pezzo che ci lascia un pochino perplessi, è la costruzione della rappresentatività. Ci sembra che la rappresentatività scritta in questo modo all’interno della legge, sia una rappresentatività determinata dall’alto verso il basso, è qualcun altro che ci dice chi è maggiormente rappresentativo di altri, l’ente Regione. Noi crediamo molto anche però nell’autodeterminazione delle associazioni, quindi molto anche nella capacità autodeterminate delle associazioni di essere sufficientemente rappresentative rispetto ai propri associati, rispetto alle proprie basi associative. E quindi in quell’incastro di cui adesso non ricordo l’articolo di preciso, ma su cui magari potremmo tornare anche attraverso una nota scritta, nella quale si dice qual è la rappresentatività maggiore, noi pensiamo che possa essere un vincolo e una determinazione in contrasto con quella che è l’attività delle associazioni che hanno alla propria origine anche l’autodeterminazione.
MARCO PASI – (Confesercenti E-R)
Noi eravamo venuti per ascoltare e per cercare di capire. Poi alcune cose dette dai relatori, ma anche dal presidente nazionale dell’Unpli, ci hanno stimolato una riflessione che è opportuno credo consegnare all’attenzione dei signori Consiglieri, perché il tema è molto delicato e il tema non è quello delle Pro loco naturalmente, ma è il tema dell’attività imprenditoriale esercitata non da forme imprenditoriali. Su questo, è bene che una lampadina venga sempre accesa e rimanga accesa. Noi adesso siamo in una situazione molto particolare, per certi aspetti anche strana, abbiamo proprietari immobiliari che gestiscono le imprese ricettive sotto la targhettina del bed and breakfast, casalinghe che aprono ristoranti in casa sotto l’etichetta del nuovo restaurant, privati che vendono di tutto ai mercatini, a cui le Amministrazioni comunali concedono spesso spazi pubblici gratuitamente, associazioni sportive, circoli culturali che organizzano attività di somministrazione, circoli sportivi e culturali che organizzano viaggi turistici. Tutti facendo riferimento a normative di legge naturalmente esistenti. Voi capite che il settore del turismo largamente inteso effettivamente è un pochino sotto assedio. Rispetto a questi fenomeni noi nulla avremmo in contrario, se dall’altra parte gli oneri sulle imprese venissero alleggeriti. Siccome così non è, ci vuole molta sensibilità politica per fare in modo che queste forme coesistano in modo pacifico, creando sinergia positiva. Noi riconosciamo il ruolo delle Pro loco, ci sembra anche da questo punto di vista questa in Regione ci sia stata anche una maturazione culturale, mi pare che anche la dimostrazione di questa legge lo dimostri in modo evidente. Molti nostri soci titolari di nostre imprese stanno dentro alle Pro loco, in tante piccole realtà svolgono un ruolo attivo e benemerito. Dobbiamo far sì che questa sia effettivamente una collaborazione, non sia una forma di competizione sleale. Una legge buona in questo settore deve creare queste premesse, quindi quello che noi chiediamo ai signori Consiglieri, alla Commissione in prima battuta, è esattamente questa particolare attenzione e sensibilità da travasare anche nell’articolato, ma soprattutto immagino negli atti successivi di regolamentazione.
STEFANO FERRARI (Presidente UNPLI E-R)
Devo ringraziare per il grande lavoro svolto, anche se come diceva il relatore Paruolo, è stata una gestazione molto lunga, a cavallo di due legislature tra l’altro, ma non è casuale il ringraziamento perché anche ringraziare i predecessori che ci hanno seguito in questa operazione, credo che dimostri fino in fondo quale sia la volontà di questa Regione di approvare e di andare verso le indicazioni che credo poi non sono tanto le Pro loco a darle, ma è la società che continuamente è in evoluzione, che assolutamente ha bisogno di certezze. Oggi le Pro loco sono cambiate molto, le leggi che le garantivano o che le titolavano ad avere relazioni e rapporti con le istituzioni, sono nel frattempo dipanate, si sono diluite fra la burocrazia, tra quelle che sono state anche le forme proprio di mutamento degli scenari, vedi l’Unione dei Comuni, vedi anche tutta la riforma delle macro aree, quindi abbiamo voluto fortemente che la Regione si impegnasse su questo. E credo che siamo in procinto spero di ottenere quel risultato, che credo faccia bene più che alle Pro loco, alla nostra società perché ce lo continuano a chiedere. Uno dei miei colleghi ha detto proprio pochi minuti fa da questo palco che siamo trecentocinquanta, siamo quaranta Pro loco in Emilia-Romagna, siamo cresciuti di circa il 20 per cento nel giro di tre anni, siamo a circa quarantamila soci, ma più che altro abbiamo inteso, anche attraverso questa formulazione, questo assenso al lavoro della Commissione, a questa proposta di legge rafforzare quello che è il tema e il simbolismo di quello che ci lega fortemente all’Amministrazione. Io giro, per ovvi motivi di incarico, parecchio il territorio, ogni volta che mi presento in un consesso dove si parla di Pro loco, l’amministratore di quel Comune, o di quell’altro Comune, dicono guai se non ci fosse questa struttura. Questo la dice molto lunga, perché poi alla fine dobbiamo anche renderci conto che la società è talmente mutata, che abbiamo bisogno anche di declarare forse un nuovo paradigma che è quello che anche chi era presente stamattina, l’ha sentito nella formulazione della proposta di legge sul turismo, che è quella di creare comunque sempre di più una forte sinergia legata ai territori, ma prevalentemente una forte sinergia che può legare il pubblico al privato. Il nuovo paradigma che noi vorremmo provare a riproporre, magari in fase anche di accoglimento di questa legge qualora venisse emanata, all’interno della legge sul turismo, perché comunque il nuovo paradigma ripeto potrebbe anche essere pubblico/privato e volontariato di tipo associativo, perché io credo che ormai siamo diventati un elemento pressoché insostituibile. Lo dimostrano tanti dati, è inutile andarli a cercare. Ma quello che può essere ancora più avvincente, quando noi lavoriamo anche sui progetti, perché non si parla di solamente organizzare sagre o spostare le sedie o organizzare quello spettacolo o l’altro, ma stiamo lavorando anche a dei progetti di rete. Non adempiremmo al nostro compito, nel momento in cui non dessimo valore a quella rete che noi rappresentiamo. Per cui, io credo che sia molto importante che questa legge sia trasversale e che comunque il legislatore la consideri in questo modo, e noi la ricambiamo anche con la trasversalità del fatto che siamo comunque da sempre oltre che un punto di riferimento per le nostre Amministrazioni comunali prevalentemente, o le loro Unioni, ma anche di tutte le altre associazioni. Per cui, qui credo che la nostra sia una porta assolutamente aperta. È chiaro che siamo in un momento molto particolare, topico perché poi alla fine l’impegno forte di questo Governo nazionale ci delega e ci relegherà ad una legge che comunque è una riforma complessiva del Terzo Settore. Però noi in questa regione promuoviamo quello che è proprio il concetto di rete. Già oggi in tanti Comuni, in tanti posti siamo un buon punto di riferimento anche per l’altro mondo dell’associazionismo. Tante associazioni anche della promozione sociale si rivolgono a noi in modo sinergico per organizzare questo, quello o l’altro evento. Quindi come punto di riferimento con tutta l’umiltà che ci compete, noi abbiamo bisogno di crescere, anche facendo crescere chi ci sta vicino. La nostra porta è assolutamente aperta e ben venga questa riforma, questa legge, questa proposta che possa far sì di dare anche valore assoluto a chi comunque sul territorio c’è, ha delle radici e riesce anche a tenere quella funzione importante che molte volte in questo momento sfugge a chi deve gestire l’Amministrazione e garantire il servizio. Per cui, la nostra porta è comunque aperta, cerchiamo di essere coerenti nella crescita. Se lo vogliamo fare assieme, noi ci siamo e siamo pronti.
CLAUDIO NARDOCCI – (Presidente nazionale UNPLI)
Volevo semplicemente completare l’informazione. Mi scusi Crepaldi se le faccio una domanda, lei ha detto che le Pro loco non possono essere associazioni di promozione sociale? Perché noi ne abbiamo iscritte millecinquecento. Mille sono iscritte attraverso l’Unpli con decreto ministeriale.
Comunque, le volevo dire che parlo a nome del forum un Terzo Settore, perché faccio parte della consulta delle Aps che porta avanti la riforma legislativa, insieme al portavoce nazionale Pietro Barbieri, e quindi seguo in prima persona questa evoluzione, è chiaro che anche l’unificazione a cui lei ha accennato, quindi il ritornare insieme di volontariato e associazioni di promozione sociale creerà il bisogno di una serie di decreti delegati che poi dovranno declinare i vari settori del volontariato, perché sarà impossibile che semplicemente con la legge nazionale si mettano insieme tutta una serie di settori completamente diversi, che sono il volontariato assistenziale o il tempo libero. Quindi tutti questi decreti delegati chiameranno le Regioni a fare quello che stanno facendo adesso, cioè ad occuparsi delle particolarità delle associazioni che operano sul territorio e ad emanare anche loro la loro declinazione regionale. Se l’Emilia lo fa adesso per le Pro loco, probabilmente domani – ma questo chiaramente nessuno lo può dire, io faccio una mia riflessione – probabilmente domani si ritroverà ad avere un lavoro già fatto.
Una cosa importante nel Terzo Settore nell’evoluzione della legge riguardo all’intervento dell’amico dell’Arci, il relatore (onorevole Lepri) che abbiamo incontrato il 14 gennaio a Roma, in pratica prevede la nascita di tre tipi di associazioni. Uno che è proprio l’impresa sociale vera e propria, il secondo livello invece è una associazione che fa in parte attività commerciale per l’autofinanziamento, ma è una parte non rilevante e quindi è controllata in una certa maniera, ma molto più semplice. E poi il mantenimento praticamente dell’associazione attuale che non ha una vera e propria rilevanza, quindi stiamo parlando di associazioni che hanno un bilancio di meno di 30 mila euro, che poi sono quelle di volontariato puro, che assolutamente dovrebbero far parte di un altro settore che è ancora meno gravato di controlli, perché poi naturalmente se si sburocratizza, lo Stato vuole anche controllare di più. Questo è quello che stiamo mettendo sul piatto della bilancia in questa discussione che abbiamo con il Governo praticamente tutti i giorni. Voi pensate che gran parte del testo poteva già andare avanti velocemente, e ci prospettava il sottosegretario Luigi Bobba che ha fatto parte con me dell’osservatorio per tanti anni, io faccio parte dell’osservatorio delle Aps dal 2003, e Gigi Bobba era nel nostro osservatorio, e lui diceva che se non ci fossero state delle ricadute economiche, quindi il Governo doveva prevedere dei mancati guadagni, ma si parla veramente di pochi soldi, questa legge poteva essere approvata addirittura entro marzo. Chiaramente non credo che succederà, però c’è un’attenzione da parte nostra di tutto il forum, perché noi facciamo parte da tanti anni come associazione nazionale del forum del Terzo Settore, e io in particolare seguo grazie a questa consulta questo evolversi. Non facciamoci grandi illusioni a livello di volontariato in generale su questa legge, potrà sburocratizzare un po’, aumentare i controlli, ma poi anche per quanto riguarda i finanziamenti, stiamo parlando veramente di cifre che non sono state neanche previste. Questo vi volevo dire.
Per quanto riguarda il turismo sociale, io non voglio fare una passerella personale oggi, però il turismo sociale noi dell’Unpli siamo rappresentati in Fidus, siamo rappresentanti di Oits (Organizzazione internazionale turismo sociale) e io sono uno dei tre vicepresidenti mondiali. Quindi anche a livello di turismo sociale, le Pro loco in parte sono ben rappresentate.
Invece sono molto felice che Zanoni, il rappresentante di Confcooperative, abbia parlato dell’affiancamento, di cui noi stiamo discutendo con i vostri vertici. Non so se lei è al corrente, però sa che stiamo pensando alla possibilità di, una volta cresciuti i nostri giovani, quindi ragazzi che sono cresciuti nelle famiglie delle Pro loco, vengono su, arrivano a vent’anni, venticinque e hanno bisogno di lavorare, però hanno un know how, una conoscenza del territorio importantissima e potrebbero trasformarsi in una cooperativa di piccole guide che affianca la Pro loco in queste attività più commerciali. È proprio questo il nucleo del discorso e con il vostro vicepresidente stiamo lavorando proprio su questo, di fare un tentativo sperimentale a livello nazionale per fare questo. Quindi la ringrazio di aver introdotto questo argomento.
Poi, Masi, anche con Confesercenti e con Confcommercio si parla spesso di questa attività che le associazioni Pro loco fanno per il loro autofinanziamento, non credo che questa legge si trasformi in buona se ci si riesce a mettere qualcosa qui dentro, secondo me questa già farà tanto, nel senso che è una legge di riconoscimento. Poi a fianco bisognerà lavorarci, però per esempio noi stiamo promuovendo anche qui degli esperimenti molto importanti come la settimana gastronomica, cioè quella di coinvolgere in tutte le nostre sagre tutti i ristoratori locali che possano fare un menù sui prodotti tipici storici, quelli importanti delle sagre vere, perché noi siamo coinvolti nella stessa maniera in cui lo sono i ristoratori e le attività commerciali in questo problema delle sagre farlocche, quindi noi siamo completamente al vostro fianco. Sapete che abbiamo fatto un accordo con la Fipe qualche anno fa proprio per la sagra di qualità, che noi abbiamo problemi che il 50 per cento delle sagre adesso le fanno le parrocchie, le associazioni nate in quel momento, le fanno anche i ristoratori. Io non so quanto ci può entrare adesso in questo testo. Scusate se ho preso un po’ più di tempo, però pensavo che una piccola informazione in più non guastasse.
PRESIDENTE SERRI
Noi ci avviamo alla conclusione. Prima di ridare la parola ai due relatori per una piccola replica, volevo ricordarvi qual è il programma della Commissione. Mercoledì 9 c’è l’ultimo passaggio in Commissione con l’esame dell’articolato per poi consegnare dopo il parere all’Assemblea legislativa e quindi l’essere iscritta per essere trattata in Assemblea legislativa per l’approvazione definitiva. Quindi io vorrei pregare, qualcuno lo ha già fatto, lasciando le sue osservazioni, se ci sono altre osservazioni o altre proposte di emendamenti, se riusciti a farcele avere entro la giornata di domani. La segreteria che è in fondo alla sala, vi può dare tutte le indicazioni per trasmetterle.
CONSIGLIERE BIGNAMI
Prendendo nota degli interventi anche degli altri soggetti intervenuti, credo che sia importante anche guardare che cosa succede in sede nazionale. Mi risulta comunque dagli emendamenti che sono stati proposti nel percorso legislativo a livello nazionale, conoscendo le difficoltà nell’inserimento nel tessuto legislativo che si sta approntando a livello nazionale e quindi queste difficoltà rischiano evidentemente di non consentire un pieno recepimento delle indicazioni che il Terzo Settore sta cercando, invece, di affermare in quel contesto.
Credo importante quello che ha detto Confesercenti, ovvero che bisogna stare attenti a che non si scivoli nell’azione di promozione territoriale anche in una competizione che rischierebbe evidentemente di falsare il gioco, ma non credo che questo sia uno strumento di cui le Pro loco intendono abusare. Anzi, paradossalmente avere una regolamentazione consente proprio un maggiore perimetro di un controllo interno a ciò che viene svolto. E che le Pro loco rappresentino, contrariamente ad altri soggetti che sono parimenti intervenuti e che non possono vantare alcuna trasversalità, perché non sono trasversali ma sono anzi schierati politicamente in maniera definita, è ovvio che proprio il fatto che loro si collochino in una maniera del tutto apolitica e apartitica sinceramente e non come apodittico richiamo, credo che sia un elemento semplice e sereno di confronto. Questo lo dico, perché noi abbiamo avuto piena disponibilità ad affrontare questo percorso legislativo, non senza difficoltà e non senza storie, non credo che avremmo lo stesso atteggiamento nei confronti di altri, che evidentemente hanno altre priorità e gliele lasciamo tutte.
CONSIGLIERE PARUOLO
Io vi ringrazio di questa occasione in cui abbiamo avuto la possibilità, oltre che sentire i vertici nazionali e regionali di Unpli, anche di sentire pareri diversi. Credo di poter dire che sono emerse un po’ quelle che sono le problematiche con cui abbiamo dovuto confrontarci nella redazione di questa legge.
Parto da quelle meno critiche, a mio modo di vedere, per arrivare poi a quelle che mi sembra possono presentare qualche elemento di criticità in più. Sicuramente c’è un’attenzione che mi sembra sia stata esplicitamente riferibile al percorso che in questo momento sta attraversando la legge nazionale di riforma, sul cercare di mantenere una certa omogeneità e una dosatura che impedisca degli scavalcamenti, per cui se c’è un’associazione di volontariato, è un’associazione di volontariato. Se c’è un’attività commerciale piccola o comunque limitata, tale è. Se c’è un’attività invece commerciale che diventa più importante, sarebbero più opportune forma di diverso genere. E in questo senso credo che sia assolutamente auspicabile che ci sia una legislazione di sistema che in qualche modo consenta di non limitare gli interventi soltanto ad alcuni settori. Nell’intervento di Confcooperative è emerso il tema che c’è già una legge che consente alle associazioni sportive dilettantistiche di trasformarsi in cooperative sportive dilettantistiche. Questa cosa qui sarebbe più opportuno che ci fosse una legge nazionale che individui con chiarezza i passaggi per tutte le varie tipologie di associazioni di promozione sociale o associazioni di volontariato, in modo tale che ci sia una graduazione importante. Secondo me, anche dalle reazioni che ci sono state credo che possa avere una valenza anche su questo settore, ho la sensazione che provare ad inserire all’interno della legge a questo punto dello stadio della riflessione un qualcosa che anticipi un tema che ha risvolti molto ampi, sia difficile. Però credo che sia assolutamente importante seguire l’evoluzione e magari anche fare qualche cosa a livello regionale che possa aiutare un’evoluzione di sistema, in modo tale che possa essere chiara qual è la gradualità. Questo è uno degli elementi anche dall’intervento del rappresentante di Confesercenti emerso con chiarezza di tensione, che poi peraltro sono anche variabili da un punto di vista geografico. La difficoltà che ha avuto la legge sui mercatini, che è stata implicitamente citata nell’intervento precedente, in realtà sono difficoltà che sono anche geograficamente collocate in modo diverso, perché per stare agli esempi della nostra regione e comunicarli anche a chi magari conosce meno la nostra regione, una cosa è il Comune della costa dove magari i commercianti hanno un problema vero, un timore vero nei confronti di mercatini, o sedicenti tali, mercatini dell’usato che rischiano di fare concorrenza agli esercizi commerciali, altra cosa è il Comune nella pianura o nella montagna dove quella diventa anche l’occasione che attrae in paese un po’ di gente e che a quel punto può andare anche nei negozi e negli esercizi commerciali. Quindi noi abbiamo sperimentato già sulla nostra pelle proprio la difficoltà di capire come logiche della costa hanno provocato dei contraccolpi nell’interno. Come sarebbe poi vero anche viceversa. Se prevalesse una logica soltanto del punto di vista del Comune della montagna o della pianura, rischierebbe poi di fare danni sulla costa. Però in questo senso siamo chiamati a dare una legislazione di sistema, che proprio impedisca questi sconfinamenti o comunque regoli in modo sereno i rapporti fra i vari aspetti. Quindi questo lo riconosco, è una problematica, cerchiamo di seguirla. Se la legge nazionale come si spera potrà vedere la luce entro poco tempo, credo che potrà essere recepita anche al nostro interno.
Altro tema invece è quello delle relazioni interne alla Aps, perché è stato sostenuto, e capisco il punto di vista, che mettere una sezione specifica nel registro delle associazioni di promozione sociale riservate alle Pro loco, può essere un elemento di frammentazione. Però se noi avessimo presentato la legge sulle Pro loco, dicendo che facevamo un albo a parte completamente slegato dalle associazioni di promozione sociale, che era una scelta legittima, di dire facciamo l’albo delle Pro loco, le Pro loco sono un mondo a parte, poi capita che alcune Pro loco siano anche associazioni di promozione sociale, poi ci possono essere delle associazioni di promozione sociale che sono Pro loco, altre che non lo sono, quello che avremmo avuto, è che avremmo dovuto preoccuparci di normare quali sono le caratteristiche dal punto di vista associativo delle Pro loco, avremmo complicato la situazione. Invece la scelta fatta nell’ottica della semplificazione, è stata quella di dire noi non reinventiamo la ruota, partiamo da un concetto che è quello di associazioni di promozione sociale che è già previsto dalla legge n. 34/2002 ed è già normato, ha una sua completa unitarietà e dignità nel definire quali sono i confini di queste associazioni, e a questo sovrapponiamo il fatto che alcune di queste sono Pro loco. Capisco bene che nelle associazioni di promozione sociale ci sia anche chi fa teatro, e ci potranno essere delle azioni specifiche in altri settori dove può essere interessante rapportarsi con chi fa teatro, piuttosto con chi esercita funzioni nel campo dell’accompagnamento alle persone disabili, oppure rispetto alla promozione di particolari aspetti culturali. Però se vogliamo fare qualcosa per le Pro loco, dobbiamo darci uno strumento che ci consenta di capire chi sono i nostri interlocutori, e la scelta che qui è stata criticata come elemento di frazionamento contrario alla semplificazione, è una scelta che invece io leggo nell’ottica della semplificazione. Assumiamo l’ossatura statutaria dell’associazione di promozione sociale come elemento di partenza, e definiamo che ha una curvatura specifica per le Pro loco. Non esisteva prima e quindi certamente questo introduce un elemento. Altrimenti non staremmo parlando di una legge nuova. Però provate ad immaginare che effetto farebbe alle associazioni sportive che in gran parte sono associazioni di promozione sociale anch’esse, come è stato peraltro ricordato, se qualcuno venisse e dicesse non possiamo avere dei bandi specifici per le associazioni sportive, perché questo creerebbe della confusione perché identifica una tipologia particolare di Aps. Credo che la reazione sarebbe abbastanza cruenta, perché uno dice capisco che siamo tutte Aps nel segno della struttura associativa, però è evidente che si svolgono funzioni diverse. Qui senza nulla togliere alle Aps che fanno sport, come pure alle Aps che fanno altre attività di tipo culturale, ci siamo posti il tema di cercare di dare una risposta alle Aps che fanno le Pro loco. Quindi cerchiamo una legge che in modo il più possibile semplice, e senza gravare di sovrastrutture e quindi con statuti specifici per come devono essere, ci richiamiamo ad una legge che esiste, perché qui la scelta che facciamo è una scelta molto specifica, perché dice che per essere Pro loco, prima di tutto si deve essere Aps. Non è detto che sia così in altri posti d’Italia, dove ci possono essere delle Pro loco che sono altro. Però sappiamo anche dove fermarci e nel momento in cui diciamo che per essere Pro loco, devi essere Aps, non è che poi uno può dire per sillogismo che tutte le Aps diventano Pro loco, perché le Pro loco hanno una loro specificità. E su questa specificità l’intervento che ci sembrava meno forzante, era un intervento volto a definire all’interno del registro delle Aps una sezione in cui quelle che rispondono al requisito di essere delle Pro loco, che abbiamo definito in uno dei primi articoli, possono essere iscritte.
Io capisco che ci possa essere un punto di vista che dica, che stiamo facendo una categoria specifica all’interno delle Aps, e la risposta è che stiamo facendo una categoria specifica che è di coloro che si interessano di promozione, aggiungiamo anche archiviazione, conservazione, promozione e valorizzazione del patrimonio turistico. Stiamo parlando di questi qua, non stiamo parlando degli altri che hanno tutta la nostra stima, per cui potremmo fare interventi specifici, quando parleremo di altri argomenti, ma che nel momento in cui parliamo di Pro loco, credo che non possa esserci un atteggiamento al ribasso.
Detto questo, per esempio nell’incontro che io ho avuto con il signor Crepaldi e altri rappresentanti del Terzo Settore, mi avevano fatto presente e ho preannunciato all’inizio della mia relazione che introdurrò un emendamento per chiarire che l’articolo 2 non vuol dire che tutte le Pro loco sono Aps, ma vuol dire che le Pro loco devono prima di tutto attrezzarsi per poter corrispondere alla legge n. 34, ai requisiti che essa prevede per poter essere Aps. E in più c’è il requisito della prevalenza dell’aspetto turistico all’interno della promozione e valorizzazione, adesso non sto ripetere tutta la frase, per poter essere riconosciuto come Pro loco. Quindi su questo chiarimento che mi era stato chiesto, senz’altro ci sarà un emendamento che porterò io personalmente come relatore della legge a mia firma, proprio per chiarire questo potenziale equivoco che poteva essere letto. Però faccio fatica a comprendere come potremmo accettare l’idea di dire riconosciamo il ruolo delle Pro loco, però togliamo la specificità di poter avere un riconoscimento alle associazioni che le rappresentano, togliamo la possibilità di poter avere un finanziamento ad hoc che possa decidere di essere indirizzato verso questa tipologia di associazioni, dopo di che la legge che cosa rimane? Rimane la legge care Pro loco, vi vorremmo bene, però di fatto non siamo in grado di fare niente per voi. E io farei fatica a pensare di firmare una legge di questo genere. Ora il collega Bignami ha ricordato l’impegno profuso da Paola Marani nello scorso mandato che era stata prima di me la persona che aveva radunato attorno ad un tavolo diverse delle persone che poi hanno collaborato alla stesura di questa legge, e anch’io voglio assolutamente associarmi, non nel ricordo perché Paola sta molto bene per fortuna e credo sarà contenta anche lei quando porteremo a termine questa fatica legislativa. Non è più Consigliera, quindi non è in grado di essere lei direttamente qui a difendere le idee che avevamo in qualche modo maturato. Però davvero vorrei che passasse il messaggio che molti hanno detto, che qui non c’è nessun attività che va a togliere qualcosa a nessuno, c’è semplicemente il desiderio di riconoscere l’esistenza di un mondo che merita di essere riconosciuto ed apprezzato anche attraverso alcuni specifici riconoscimenti. E i riconoscimenti specifici e concreti sono sostanzialmente tre. La possibilità di avere una sezione del registro delicata, la possibilità di avere una rappresentanza che venga riconosciuta e consultata nel momento in cui si va ad organizzare l’offerta turistica regionale. Sulla parola organizzazione c’è stata una mediazione perché ovviamente distingue il coinvolgimento delle Pro loco sul tema organizzazione rispetto magari al coinvolgimento di altre entità economiche che vengono coinvolte anche in decisioni riguardanti altri tipi di aspetti. E il fatto che ci possa essere la possibilità di definire dei bandi specifici che vadano magari a dare risposta, attraverso questo sistema, ad alcune questioni. L’esempio dei cammini è uno degli esempi che anche a me viene in mente come assolutamente interessante. Più volte in questo mandato ci siamo occupati di dire che vanno promossi i cammini, a volte al di là di quelle che erano le risoluzioni, tra noi Consiglieri ci si chiedeva come fare, forse se approveremo questa legge, avremo la possibilità di avere uno strumento concreto, con cui uno potrà dire per promuovere il cammino, provo a coinvolgere le comunità anche attraverso il sistema delle Pro loco che le innerva e le caratterizza per riuscire a dare delle risposte di sistema che magari con un po’ meno risorse che se spendessimo i soldi in altro modo, però ci dà una risposta di livello e assolutamente superiore. Basta girare per i nostri Comuni, per le nostre località per vedere quante cose fanno queste associazioni che a questo punto finalmente, forse un po’ tardivamente, speriamo possano avere un riconoscimento anche dalla nostra Assemblea legislativa.
Grazie davvero della vostra partecipazione.
La seduta termina alle ore 15,45.