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Legislatura XI - Commissione IV - Resoconto del 10/09/2020 antimeridiano

    Resoconto integrale n. 15

    Seduta del 10 settembre 2020

     

    Il giorno 10 settembre 2020, alle ore 10,15, è convocata, con nota prot. n. AL.2020.17434 del 07/09/2020, presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali, in seduta congiunta con la Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità, che si svolge in modalità “mista”, cioè con la presenza in sede della Presidente e dei seguenti membri dei Gruppi assembleari [Michele Barcaiuolo (FDI), Stefania Bondavalli (BP), Stefano Caliandro (PD), Valentina Castaldini (FI), , Marco Lisei (FDI), Francesca Marchetti (PD), Marco Mastacchi (RCPER), Lia Montalti (PD), Matteo Montevecchi (Lega), Marilena Pillati (PD), Katia Tarasconi (PD)], nonché degli altri partecipanti ai sensi della deliberazione dell’Assemblea legislativa n. 3 del 27 marzo 2020.

     

    Partecipano alla seduta i consiglieri:

     

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    SONCINI Ottavia

    Presidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    7

    presente

    MALETTI Francesca

    Vicepresidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    4

    presente

    MARCHETTI Daniele

    Vicepresidente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    6

    assente

    AMICO Federico Alessandro

    Componente

    Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista, progressista

    1

    presente

    BARCAIUOLO Michele

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    2

    presente

    BERGAMINI Fabio

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    BONDAVALLI Stefania

    Componente

    Bonaccini Presidente

    2

    presente

    CALIANDRO Stefano

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    CASTALDINI Valentina

    Componente

    Forza Italia – Berlusconi per Borgonzoni

    1

    presente

    COSTA Andrea

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    GIBERTONI Giulia

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    presente

    LISEI Marco

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    1

    presente

    MARCHETTI Francesca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    MASTACCHI Marco

    Componente

    RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna

    1

    presente

    MONTALTI Lia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    3

    presente

    MORI Roberta

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    PARUOLO Giuseppe

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    PELLONI Simone

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    5

    assente

    PICCININI Silvia

    Componente

    Movimento 5 Stelle

    1

    presente

    PIGONI Giulia

    Componente

    Bonaccini Presidente

    1

    presente

    PILLATI Marilena

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    RONTINI Manuela

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    ROSSI Nadia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    STRAGLIATI Valentina

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    2

    assente

    TARASCONI Katia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    TARUFFI Igor

    Componente

    Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista, progressista

    1

    assente

    ZAMBONI Silvia

    Componente

    Europa Verde

    1

    assente

     

     

    Sono altresì presenti i consiglieri: Marco FABBRI, Andrea LIVERANI e Giancarlo TAGLIAFERRI.

     

    E’ presente l’assessore Raffele Donini (Assessore alle Politiche per la Salute).

     

    Partecipa alla seduta: Kyriakoula PETROPULACOS (Direttore generale Cura della persona, Salute e Welfare).

     

    Presiede la seduta: Ottavia SONCINI

    Assiste e svolge le funzioni di estensore la segretaria: Annarita Silvia Di Girolamo

     

    Funzionario estensore: Vanessa Francescon


     

    -Informativa dell’Assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini sugli aspetti sanitari della ripresa delle attività scolastiche dopo l’emergenza Coronavirus

     

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Apriamo la seduta congiunta con la IV Commissione.

    Permettetemi di ringraziare la presidente Soncini per aver, in tempi rapidi, potuto condividere questo focus, perché credo che fosse nell’interesse di tutti avere un quadro chiaro rispetto alle questioni legate alla sanità per la ripresa scolastica.

     

    Presidente Soncini

    Buongiorno a tutti e a tutte. Grazie, presidente.

    Velocemente faccio l’appello.

    Federico Amico.

     

    Consigliere Amico

    Presente, buongiorno.

     

    Presidente Soncini

    Barcaiolo Michele. Presente.

    Bergamini Fabio.

    Bondavalli Stefano. Presente in sala.

    Caliandro Stefano. Presente in sala.

    Castaldini Valentina. Presente in sala.

    Costa Andrea.

     

    Consigliere Costa

    Presente.

     

    Presidente Soncini

    Gibertoni Giulia.

    Lisei Marco.

    Maletti Francesca.

     

    Consigliera Maletti

    Presente.

     

    Presidente Soncini

    Marchetti Daniele.

    Mastacchi Marco.

     

    Consigliere Mastacchi

    Presente.

     

    Presidente Soncini

    Montalti Lia. Presente in sala.

    Mori Roberta.

     

    Consigliera Mori

    Buongiorno.

     

    Presidente Soncini

    Paruolo Giuseppe.

    Pelloni Simone.

    Piccinini Silvia.

    Pigoni Giulia.

    Pillati Marilena. Presente in sala.

    Rontini Manuela.

     

    Consigliera Pigoni

    Presente, presidente.

     

    Presidente Soncini

    Giulia Pigoni è presente. Consigliera, buongiorno.

    Rontini Manuela.

     

    Consigliera Rontini

    Buongiorno, presidente.

     

    Presidente Soncini

    Rossi Nadia. Presente.

    Stragliati Valentina.

    Tarasconi Katia. Presente in sala.

    Taruffi Igor.

    Zamboni Silvia.

    Riprendo l’appello per Bergamini Fabio, Gibertoni Giulia, Lisei Marco, Paruolo Giuseppe mi segnala la presenza per iscritto.

     

    Consigliere Paruolo

    Buongiorno, presidente.

     

    Presidente Soncini

    Buongiorno, grazie.

    Pelloni Simone.

    Piccinini Silvia.

    Stragliati Valentina.

    Taruffi Igor.

    Zamboni Silvia.

    Segnalo la presenza di Tagliaferri Giancarlo alla Segreteria della Commissione.

    Per quanto riguarda tutti i consiglieri non componenti della Commissione, che oggi non chiamo, se sono presenti lo segnalano in chat.

     

    Presidente Soncini

    Inizierei immediatamente ascoltando, visto l’orario, ringraziandolo davvero della presenza, per una discussione che peraltro ha già preso il via, l’assessore Donini.

    Partiamo con l’informativa dell’assessore alle politiche per la salute, Raffaele Donini, sugli aspetti sanitari della ripresa delle attività scolastiche dopo l’emergenza Coronavirus.

     

    Assessore Donini

    Grazie, presidenti.

    Rivolgo un saluto, ovviamente, anche a voi commissari e consiglieri. In collegamento audio e video c’è anche la dottoressa Petropulacos, che oltre ad essere la direttrice dell’Assessorato è anche componente del Comitato tecnico-scientifico nazionale. Quindi, per eventuali chiarimenti più di natura tecnica, procedurale, scientifica, ovviamente, la dottoressa Petropulacos è disponibile.

    Nella mia informativa parto dai dati epidemiologici. La scuola comincia lunedì. Negli ultimi quaranta giorni si è completamente ribaltata l’età anagrafica dei nuovi contagiati. Quasi la metà dei contagiati, infatti, ha un’età compresa tra i 10 ed i 29 anni. Sostanzialmente, non è inimmaginabile che vi sia una circolazione del virus fra le generazioni che sono ovviamente interessate a riprendere la scuola o il corso di studio universitario.

    Per questo, per quello che riguarda la sanità, vi è un’allerta importante, un’attenzione specifica non solo a recepire pedissequamente e in maniera rigorosa tutti i protocolli che sono stati indicati dal Comitato tecnico-scientifico nazionale. Ricordo i non assembramenti all’entrata e all’uscita, ricordo l’uso obbligatorio della mascherina negli spazi comuni per gli insegnanti sempre e per gli spostamenti anche degli studenti in classe, ricordo il distanziamento di un metro tra rime buccali degli studenti, degli alunni con una logistica che deve consentire il distanziamento medesimo.

    Oltre ad applicare e ovviamente a vigilare attraverso il responsabile scuola, che è stato nominato ovunque, e i responsabili distrettuali della sanità, che si sono sostanzialmente suddivisi plessi scolastici su cui garantiranno un monitoraggio, abbiamo attivato le misure di indagine epidemiologica previste dal Ministero e stiamo condividendo con i sindacati anche altre ulteriori misure di scala regionale, aggiuntive rispetto a quelle nazionali. Questo per non sottovalutare una situazione che, ripeto, deve essere assolutamente nelle condizioni di far partire la scuola sicura e soprattutto di farla rimanere aperta. Questi sono gli obiettivi che ci dobbiamo porre.

    Sulla situazione epidemiologica vi ho già detto, anche oggi i numeri sono quelli di ieri, quelli di ieri l’altro, insomma siamo più o meno a un trend di stabilità attorno ai 100 casi, 109-110-95, comunque siamo attorno ai 100 casi al giorno, 10.000 tamponi al giorno, circa 1.500-2000 test sierologici al giorno, siamo praticamente ormai l’unica Regione a sviluppare così tanti test sierologici. Dobbiamo essere capaci di mantenere questo livello di potenzialità, perché è del tutto evidente che non essendo in grado di escludere l’insorgenza di casi o di focolai nelle scuole, come del resto è capitato in tutta Europa e, ovviamente potrebbe e sicuramente capiterà anche qui in Italia, lo ha detto anche ieri il presidente del Consiglio, la cosa più importante per il sistema della sanità pubblica è intervenire tempestivamente con protocolli chiari con i compiti assegnati a ciascuno in modo omogeneo, il più possibile omogeneo.

    Sapete che i decreti prevedono la responsabilità delle indagini epidemiologiche e degli interventi preposti fino anche alla quarantena, alla chiusura degli istituti scolastici, ai dipartimenti di sanità pubblica. Noi, ovviamente, non vogliamo, né possiamo peraltro disattendere questa indicazione, però stiamo condividendo proprio in queste ore delle linee di indirizzo comuni in modo che ci sia una omogeneità di interventi in tutta la Regione Emilia-Romagna.

    Per quello che riguarda l’indagine epidemiologica a carico degli insegnanti e del personale non docente della scuola, i dati che abbiamo oggi sono i seguenti: hanno svolto il test sierologico circa 53.000 persone. Il nostro target era indicativamente attorno ai 90.000, quindi siamo al 55 per cento, mi pare, più o meno, anche se tra oggi, domani, sabato e domenica abbiamo la ragionevole certezza di superare ampiamente il 60 per cento in considerazione alle prenotazioni che si sono svolte.

    Abbiamo riscontrato 1.279 positività al test sierologico, che ricordo, essendo un test ematico, in qualche modo evidenzia la presenza degli anticorpi al Covid e quindi non è detto che ci sia la malattia in corso, l’infezione in corso, tant’è che soltanto undici di questi 1.279 che hanno poi avuto il tampone nasofaringeo per la diagnosi da Covid, soltanto undici insegnanti sono risultati positivi.

    Una ulteriore testimonianza in questo screening di massa che comunque è stato fatto è che l’età media si è abbassata dei contagiati e che sempre più – l’età media è attorno ai 34 anni – dai 40 ai 50 anni in su le persone si stanno proteggendo e stanno osservando abbastanza rigorosamente i protocolli di sicurezza anche individuali.

    Non ci limitiamo, però, a questo ed è la prima informazione che volevo darvi, aggiuntiva rispetto ai criteri e alle indicazioni del Ministero. Vogliamo considerare la popolazione dei lavoratori della scuola, quindi insegnanti, personale docente e non docente, tutti i lavoratori anche precari della refezione come potenzialmente persone sottoposte ad un maggior rischio di contagio, così come, per esempio, il personale sanitario, gli operatori sanitari socioassistenziali e via dicendo.

    Per questo manteniamo la disponibilità di tenere i test sierologici continui almeno per il primo mese di avvio della scuola per coloro che non lo avessero svolto, per coloro che magari a distanza di un mese o due possono tornare a svolgerlo, ma più in generale anche per i genitori e gli studenti che pensano di potersi testare, ovviamente volontariamente.

    Come pensiamo di arrivare ad una potenzialità così grande? Attraverso un accordo con le farmacie e un accordo con i medici di medicina generale che avevano già dato la disponibilità a svolgere il test sierologico, che stiamo definendo in queste ore.

    Quindi, se tutto dovesse concludersi come è ragionevole che si possa concludere proprio in queste ore, la settimana successiva al referendum, l’ultima decade di settembre, in tutte le farmacie convenzionate e speriamo anche presso i medici di medicina generale a cui abbiamo rivolto questo invito, che hanno già dato la disponibilità per la precedente indagine epidemiologica, il personale docente, il personale non docente, l’operatore comunque che lavora nel mondo della scuola, il genitore di un bambino in età scolastica, lo studente, potrebbero recarsi in farmacia o dal medico di medicina generale e testare una positività o meno agli anticorpi.

    Questa è una ulteriore massiccia e decisiva azione di protezione e prevenzione territoriale. Ovviamente, questo comporterebbe un potenziale notevole aumento della capacità di tamponi a cui noi siamo pronti, perché ad oggi noi svolgiamo, tranne la domenica, 10.000 tamponi al giorno di media. A fine settembre i nostri Dipartimenti di sanità pubblica arriveranno, probabilmente, tra i 12.000 e i 15.000 tamponi al giorno. In più, abbiamo aggiudicato una gara per l’individuazione di una partnership. Ha vinto un gruppo internazionale, credo quello che avesse testato la popolazione di Lussemburgo nella prima ondata epidemica, quindi ha già lavorato con alcuni Governi europei, compreso il nostro, che garantirebbero 5.000 tamponi al giorno.

    Potremmo arrivare a settembre, a fine settembre, a disporre di 20.000 tamponi al giorno nel caso, ovviamente, servissero. Poi speriamo tutti che la situazione sia tale da non richiedere questo impegno di energia e di azione di prevenzione, ma nel caso dovessero servire noi siamo nella disponibilità di arrivare a questa entità, che è dieci volte tanto quella con cui affrontammo l’emergenza a marzo 2020.

    In più, assieme alla Regione Veneto, stiamo facendo una gara internazionale per l’acquisizione di tamponi nasofaringeo rapidi, cioè quelli che in venti minuti danno comunque una ragionevole certezza di essere positivi all’antigene del virus, ciò che è poi responsabile della reazione anticorpale dell’individuo e quindi arriva prima del test sierologico. Ne prenderemo due milioni e un milione lo terremo a disposizione delle indagini epidemiologiche della scuola, in modo da arrivare ad una capacità di indagine sulla popolazione scolastica che in venti minuti ciascuno possa dirci se quello studente, quell’insegnante, quel lavoratore necessiti di un tampone nasofaringeo per la diagnosi da Covid oppure non abbia nessun tipo di presenza a rischio, come l’emersione dell’antigene.

    Siamo nelle condizioni di gestire Piani di intervento energici, ben più energici di ciò che è il minimo comune denominatore che, a livello nazionale, si è convenuto per la scuola proprio in considerazione all’affermazione che facevo all’inizio. Se il 50 per cento negli ultimi trenta giorni, quaranta giorni di contagiati è dai 10 ai 29 anni vuol dire che in quella popolazione il virus circola molto di più che in altre fasce della popolazione, tant’è che lo screening degli insegnanti ha avuto una incidenza di positività molto, molto bassa per fortuna. Ciò non toglie che poi anche un positivo asintomatico possa trasmettere il virus e quindi va individuato per questo tempestivamente.

    Qual è il piano di azione che stiamo condividendo con i sindacati in queste ore? È un piano di azione che mira, nel caso insorgesse un caso o un focolaio presso un istituto scolastico… Ovviamente dividiamo le due categorie, la categoria della scuola dei nidi, scuola dell’infanzia, scuola primaria da un lato e scuole medie, scuole secondarie superiori e, ovviamente, la situazione universitaria dall’altro.

    La prima cosa che raccomandiamo nel nostro protocollo che stiamo firmando con i sindacati ai Dipartimenti di sanità pubblica, nel caso di insorgenza di un focolaio o di un caso, è quella di imporre l’obbligo della mascherina ovviamente dai 6 anni in su, non dai 6 anni in giù, sulla base della valutazione dei Dipartimenti anche in considerazione della condizione logistica del plesso scolastico che magari potrebbe evitare questo attraverso ulteriori misure di distanziamento o comunque logistiche, sicuramente dai 10 anni in su è obbligatoria, quindi medie e superiori, per almeno quindici giorni, anche al banco, nel senso che in questi quindici giorni noi svolgeremo l’indagine epidemiologica non alla classe, non solo ai contatti stretti del caso, che andranno ovviamente quarantenati, i contatti stretti sono i genitori, sono il fratellino o la sorellina, sono coloro che hanno relazioni magari più ravvicinate e continuative con il caso individuato, andranno in quarantena quelli, ma anche un’indagine epidemiologica su tutto il plesso che continuerà ad andare a scuola in presenza con la mascherina anche al banco fino all’indagine conclusa in modo da isolare i positivi al Covid e, ovviamente, mantenere a lezione i negativi al Covid.

    Questa, secondo noi, è una opportunità che potrebbe evitare la chiusura di plessi scolastici, perché c’è un caso in una classe, l’indagine epidemiologica riscontra i contatti ristretti del caso, i genitori, la sorellina, il fratellino, il compagno di calcetto, l’amico di condominio che è sempre a casa a fare i compiti assieme eccetera. Quel gruppo ristretto va ovviamente quarantenato, tamponato se è negativo sta in quarantena, se è positivo viene affidato al sistema sanitario, ovviamente. Più in generale per quelli della classe, per quelli del plesso scolastico, che non significa tutta la scuola, a volte la scuola è divisa in plessi anche separati fra loro, decideranno i Dipartimenti di sanità pubblica il perimetro dell’indagine, mascherina obbligatoria per quindici giorni anche al banco, ovviamente da una certa età in su, e indagine e tampone a tutti, in modo da dividere quelli che sono positivi e quelli che sono negativi.

    Stiamo pensando – e chiudo con questo – con la collega Salomoni anche a un intervento di acquisizione con gara pubblica aperta europea, almeno per la stagione più fredda, quindi stiamo parlando nel mese di fine ottobre e novembre, di tecnologie di sanificazione dell’aria presso ogni aula. Ci sono delle tecnologie ormai abbastanza diffuse, anche ad un costo relativamente basso, che attestano, attraverso certificazioni anche di tecnopoli, anche della nostra Regione, la possibilità di eliminare nell’aria, nel giro di tre o quattro ore, anche in presenza delle persone, in questo caso degli alunni e delle scuole, la quasi totalità di virus e batteri, il che non significa che sia evitato il rischio di contagio, significa sanificare l’aria, significa rendere più agevole e più sicura una esposizione duratura in quell’ambiente. Dopodiché, se un positivo viene vicino a una persona e le tossisce in faccia non c’è sanificazione che tenga, ovviamente.

    Questa è un’ulteriore misura, aggiuntiva a tutte quelle che ho detto, per la stagione più fredda di cui con la mia collega Salomoni stiamo pensando di dotarci.

    Ho finito. Guardo se nel frattempo la dottoressa Petropulacos mi ha inviato messaggi utili alla discussione. No. È disponibile a rispondere a tutte le domande di natura tecnica che volete farle, anch’io per quello che so.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Grazie, assessore, dell’informativa.

    Visto che il focus era proprio dedicato ad alcune richieste che venivano già negli interventi precedenti, passerei al primo intervento.

    Consigliera Castaldini, prego.

     

    Consigliera Castaldini

    Grazie, assessore.

    Stavamo aspettando con molta ansia la sua relazione, i suoi appunti che non voglio rubarle. Aspettiamo chiaramente che le cose dette poi possano trasformarsi in linee guida, fondamentali in questo momento. Sono sincera, lei ha scelto un’asticella alta, secondo me. Speriamo che Roma si renda conto dell’asticella alta che abbiamo impostato. Ritengo che sia un approccio dovuto per questo inizio. Lo dico con estrema sincerità e lo dico da opposizione, perché sarà molto impegnativa la gestione ed è per questo che io proverò ad entrare nel dettaglio della proposta che lei fa, anche per capire la sostenibilità.

    Primo aspetto. Vorrei capire la situazione di chi oggi lavora all’interno del Dipartimento della sanità pubblica, perché se ci basiamo sui numeri anche solo di un anno fa, dal momento in cui Roma ha indicato come responsabile di tutto il processo di Covid positivo all’interno della scuola, ero profondamente preoccupata, perché spero si sia immaginata, così come lei raccontava, una implementazione significativa del personale a disposizione.

    I dati che lei ha dato sui testi sierologici sono assolutamente confortevoli rispetto alla positività delle persone che sono state trovate, meno confortevoli sull’accesso. Credo sia compito della politica immaginare strade e percorsi diversi, perché i professori chiaramente sentono la responsabilità dell’inizio, sentono la responsabilità dei propri ragazzi. C’è qualcosa che non funziona o nel sistema o nella nostra comunicazione o bisogna immaginare nuovamente un percorso. Oltre al fatto che metà dei professori abbiano fatto il tampone, mettiamo il 60 per cento, da qui a lunedì, manca anche un pezzo fondamentale, che è quello dei medici di base che non hanno dato la propria disponibilità ad effettuare il tampone, non per cattiva volontà, ne sono certa, ma per una difficoltà, a mio parere, da risolvere; difficoltà di comunicazione, di capacità di lavorare in maniera più agevole dopo un periodo veramente impegnativo, sia dei pediatri di base, che della medicina di base.

    Abbiamo sempre parlato tra di noi, soprattutto in sanità, della necessità di immaginare di nuovo un modello dei medici di base, è chiaro che non lo possiamo fare in emergenza, ma accorgerci che sono stati i più colpiti, forse i più morti dentro questa categoria di persone. Evidentemente hanno delle criticità. Bisogna parlare non solo ai sindacati, ma secondo me anche a queste categorie così importanti per fare in modo che questo possa funzionare, questo modello. La gara di cui lei parla, quella relativa ai tamponi rapidi, quella che avete deciso di fare insieme alla Regione Veneto, la ritengo una cosa giusta. L’idea che le Regioni possano mettersi insieme, al di là della provenienza politica e dell’appartenenza politica, ma che si possano mettere insieme per fare una gara di questo tipo mi solleva molto. È chiaro che i tempi sono fondamentali, anche perché è immaginabile che questo tampone rapido deve arrivare prima dell’ondata dell’influenza, assolutamente, perché lì ci troveremo a dover affrontare un tema molto più impegnativo di questo inizio.

    Test sierologici continui. Mi convince come titolo, andiamo allo svolgimento. Le ho già detto le perplessità sulla questione dei medici di base. Sono contenta che si apra un tema che è quello delle farmacie presenti su tutti i nostri territori, dalla montagna fino al mare. Sono contenta che si sottolinei l’aspetto di servizio pubblico che le farmacie danno, fondamentale. Rimane quel dato numerico che prima le fornivo dei professori che sono andati a fare i test sierologici. C’è il grande assente dei laboratori, dei quasi duecento laboratori che voi avete accreditato e che voi avete indicato come laboratori che potevano fare test sierologici.

    Non capisco perché questo aspetto fondamentale del privato accreditato debba essere escluso. Ritengo che insieme alle farmacie e ai medici di base, i laboratori dove un cittadino liberamente può andare e raccontare la propria storia, cioè sono una insegnante, sono un genitore, sono un alunno di una scuola, può liberamente accedere e voi date la possibilità a tutti di essere liberi di scegliere qual è il servizio più adatto rispetto al luogo dove abita. È un aspetto, secondo me, fondamentale, assessore. Lei si troverà, a brevissimo, ad affrontare il tema che già, a livello nazionale, si sta affrontando, ovvero la scuola ha delle regole precise. Per cui, è più semplice far rispettare questo tema sanitario. Poi, c’è la vita del ragazzo, la vita dentro i centri sportivi, la vita dentro il catechismo, tutte categorie di insegnanti e persone che si trovano, secondo me, a dover affacciarsi alla possibilità di fare il test sierologico. Non possiamo immaginare che le categorie che sono vicine agli studenti poi non possano rientrare in un percorso che lei chiama di prevenzione e che mi trova in accordo.

    Per cui, proviamo subito a immaginare che chi all’interno dei centri sportivi, chi ha un compito fondamentale come il catechismo, che spero possa ripartire come le scuole, chi ha tanti altri compiti di socialità con i ragazzi possa entrare in questo percorso. Su questo poi farò proposte anche in aula.

    Obbligo della mascherina al banco. Studierò con molta attenzione le linee guida delle proposte che voi farete. Ci aiuti a capire. Oggi le mascherine da Roma non sono arrivate, nel senso che in alcune scuole sì, in altre no. Non entro in questa polemica che ho già fatto prima, chiedo se è intenzione della Regione far utilizzare mascherine non chirurgiche e quindi quelle di tessuto perché ancora su questo non c’è chiarezza e se ci sarà la Regione, come sempre, a dare una mano a un Governo nazionale che non arriva sui territori. È un tema, in realtà, rispetto alla sua relazione sicuramente secondario, ma fondamentale per le informazioni che si daranno ai genitori.

    Le chiedo, nella sua relazione finale, o ai tecnici, di chiarire la questione della certificazione una volta al rientro della scuola, perché, come lei ben sa, c’è una legge regionale del 2015 che ci dice tutta un’altra storia rispetto all’emergenza che stiamo vivendo. Però, questo lo riteniamo un tema fondamentale. Molte scuole stanno chiedendo una certificazione da parte delle famiglie ogni tre giorni. Ogni tre giorni il bambino non positivo deve portare una certificazione firmata. Non è un problema, però vorremmo avere una chiarezza di comunicazione su questo.

    Grazie della possibilità [interruzione audio] domande, perché sono tantissime. In realtà, mi fermo qui per dare spazio agli altri.

    Grazie.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Grazie, consigliera Castaldini.

    Passerei la parola alla consigliera Lia Montalti. Si prepari la collega Tarasconi.

     

    Consigliera Montalti

    Grazie, presidente.

    Grazie, assessore, per il quadro e per aver messo in fila una serie di azioni che sono fondamentali in questo momento in cui famiglie, insegnanti e studenti si apprestano a ripartire dopo tanti mesi con la scuola in presenza, con anche da un lato la voglia di riprendere una normalità, perché la scuola è legata alla normalità dei nostri ragazzi, ma dall’altro con la preoccupazione di farlo in una situazione completamente eccezionale ed inedita.

    Vorrei aprire una parentesi, perché prima la consigliera Castaldini ha fatto un appello al PD e ai valori del PD. In realtà, vorrei rassicurare la consigliera Castaldini: il PD ha al centro del proprio interesse la scuola, e lo dico forte di quelli che sono i fatti.

    Vorrei ricordare alla consigliera, ma è importante anche che ci ricordiamo tutti che ad aprile il presidente Bonaccini fu il primo a livello nazionale a chiedere, ad imporre nell’agenda anche del Governo, la scuola e la ripartenza della scuola come priorità.

    La nostra Regione in questo senso ha dettato il passo e l’agenda, essendo non solo protagonista, ma anche soggetto operativo, perché nelle linee guida, nei tavoli ci siamo andati convinti che la scuola fosse la priorità per far ripartire tutto il Paese. L’abbiamo fatto anche con il grande lavoro che c’è stato per i centri estivi, perché sappiamo che i centri estivi sono stati anche quel banco di prova che poi ci ha permesso di arrivare più sicuri adesso alla ripartenza della scuola. Vorrei anche ricordare che la maggioranza che governa questa Regione è una maggioranza in cui il Partito Democratico è partito di maggioranza. L’abbiamo fatto all’interno delle discussioni che abbiamo avuto nell’Assemblea legislativa, sempre riportando il tema della scuola, con anche ripetute richieste di Commissione. Voglio anche ringraziare la presidente Marchetti che sul tema c’è stata continuamente e ha fatto sì che anche tutti i consiglieri venissero coinvolti in questo percorso.

    Noi l’accusa di non avere a cuore la scuola non la accettiamo assolutamente, perché con i fatti, con le nostre prese di posizione e con il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi in maniera costante a testa bassa, e lo possiamo dire, questo ha permesso e permette il 14 settembre di ripartire non solo in Emilia-Romagna, ma a livello nazionale.

    L’Emilia-Romagna questo risultato l’ha portato a casa e adesso, con serietà, vogliamo fare in modo che dal 14 settembre in poi la scuola riesca ad andare avanti con sicurezza e con tranquillità, perché abbiamo a cuore non solo la formazione dei nostri figli, non solo l’importanza della scuola come elemento di conciliazione fondamentale per le famiglie, ma soprattutto abbiamo a cuore l’educazione dei nostri ragazzi e il fatto che possano tornare ad una vita normale.

    In tutto questo le azioni che oggi ci ha illustrato l’assessore Donini sono fondamentali per garantire questa normalità, questa sicurezza, per dare anche risposte agli insegnanti e alle famiglie, perché sappiamo che ci sono anche gli insegnanti che tornano in aula, li ringraziamo per questo, già alcuni sono tornati, perché già i servizi per l’infanzia in molti luoghi sono ripartiti, ma anche gli insegnanti che dal 14 torneranno in cattedra vanno ringraziati.

    Vanno ringraziati mettendo in campo un percorso serio, fatto di screening, quindi bene l’idea di ampliare alle farmacie la possibilità di accesso. Qui apro una parentesi perché forse non ho capito il passaggio. Volevo capire, assessore, se anche per l’accesso al sierologico in farmacia serve la certificazione del medico. Aperta e chiusa parentesi.

    È importante potenziare i tamponi, perché anche in questi mesi estivi comunque abbiamo visto che il fatto di avere una grande potenzialità nel fare tamponi è servito per individuare i soggetti asintomatici o per circoscrivere subito quelli che potevano diventare dei veicoli di infezione, di diffusione del virus, così come il tema di intervenire non solo sui contatti ristretti, non solo sulla classe, ma su tutto il plesso scolastico è fondamentale.

    Il prossimo autunno-inverno dobbiamo lavorare con un’attività di screening continua. Quindi, ben venga anche potenziare questi strumenti, ma anche lavorare laddove nascono dei possibili focolai o laddove vengono individuati anche soggetti singoli positivi con il massimo di approfondimenti possibili su tutto l’ambito che può essere interessato.

    Sicuramente l’assessore ci porterà poi il protocollo a cui si sta lavorando con i sindacati. C’è una cosa che condivido con la consigliera Castaldini: l’appello a fare un lavoro su tutti gli ambiti di vita dei ragazzi, perché se noi vogliamo garantire la normalità ai nostri ragazzi, ai bambini, ai nostri figli, bisogna anche permettergli di ritornare nei loro luoghi di socializzazione, ma di farlo in sicurezza. Mi riferisco assolutamente al tema delle associazioni sportive.

    Per cui, un ragionamento sugli screening da fare anche in quell’ambito lì, così come il cercare di sensibilizzare il più possibile i luoghi informali e formali dove i nostri ragazzi passano il tempo, vivono, stanno con gli amici. La consigliera Castaldini faceva l’esempio delle parrocchie, gli scout. So che ci sono diverse linee guida che sono state condivise e quindi ormai una serie di regole sono più che pubbliche, però è importante anche continuare a fare una costante sensibilizzazione, perché non ci dobbiamo dimenticare che certe regole vanno applicate ovunque.

    In questo senso, se noi lavoriamo in questa direzione, sono anche fiduciosa che riusciamo ad andare avanti, a ristabilire una normalità, cercare di vivere una quotidianità e lo possiamo fare in sicurezza. Sono anche sicura che la nostra Regione continuerà a fare il lavoro che ha fatto in questi mesi, che ci ha permesso di uscire dalla fase di emergenza acuta, ci ha permesso di vivere dei mesi estivi tutto sommato tranquilli e ci permette oggi di dire che lunedì riparte la scuola e riparte la scuola in sicurezza.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Grazie, collega Montalti. Invito a prendere la parola la collega Tarasconi.

     

    Consigliera Tarasconi

    Grazie, presidente.

    Anch’io, come la collega Montalti, in realtà, sono molto d’accordo con la collega Castaldini quando dice che l’assessore è partito da un’asticella molto alta. È vero e io gli faccio i complimenti, perché credo si stia lavorando ad un piano molto ambizioso. Era l’unica cosa che si poteva fare in queste condizioni. Ringrazio anche l’assessore Salomoni.

    Credo che nessuno di noi abbia mai assistito ad un inizio di anno scolastico post Covid, grazie a Dio. Quindi, nessuno di noi è in grado oggi di sapere esattamente quali saranno le difficoltà, tutte le difficoltà a cui andremo incontro. Però, io credo che il tentativo che è stato fatto sia quello di avere la migliore chance di non ricadere in una situazione emergenziale come quella che abbiamo vissuto.

    Detto questo, faccio alcune domande alle quali l’assessore ha già dato delle risposte e, se così fosse, chiedo scusa. Stamattina come mamma anche a me è arrivata sul gruppo WhatsApp dei genitori la comunicazione della rappresentante di classe che ci diceva quando i ragazzi faranno l’ingresso, che sarà sfalsato per il primo giorno di scuola e quelle che saranno le procedure per quanto riguarda un ragazzo che a scuola non sta bene. A un certo punto potrebbe succedere che qualcuno debba fare un tampone nell’arco dell’orario previsto per la scuola. In questa circolare si parla del referente Covid all’interno del plesso scolastico. È ovvio che stiamo parlando di sanità, però se parliamo di sanità applicata alla scuola le due cose sono ovviamente collegate. Una delle riflessioni che mi viene da fare è, rispetto a quello che si diceva prima, che sarà utile evidenziare o comunque dare informazione ai genitori e a tutti quelli che ne hanno bisogno su chi è questa figura all’interno della scuola, che sarà poi in grado di dare le informazioni o comunque di aiutare il genitore, il ragazzo. Ovviamente, nel momento in cui a un ragazzo o a una ragazza viene riscontrata la febbre o non sta bene, sarà utile, visto che la scuola inizia tra breve, sapere chi è esattamente questa figura.

    Ho una domanda, assessore. Mi ha colpito molto la notizia, ormai sono giorni che lo sentiamo sui giornali e nei tg, che si è abbassata molto l’età media. Guardando, però, le statistiche mi rendo conto che rispetto a quando abbiamo iniziato il numero di tamponi è aumentato esponenzialmente rispetto a marzo, per intenderci.

    La percentuale di positivi rispetto ai tamponi che facevamo prima, rapportata alla percentuale di positivi oggi rispetto al numero di tamponi che facciamo, è decisamente molto inferiore, ma la domanda è: quanti di questi nuovi positivi di cui l’età media si è abbassata sono asintomatici? Perché credo che anche questo faccia una grossa differenza nel tema scuola. Un conto è che abbiamo dei ragazzi contagiati e quindi l’età media si abbassa, ma sono ragazzi che sono positivi, possono infettare, ma noi li tracciamo immediatamente o meglio li testiamo e li tracciamo immediatamente e a quel punto chiudiamo il cerchio attorno a loro affinché non possano andare ad infettare altri. Però, mi sembra che sia un dato sul quale noi dobbiamo assolutamente soffermarci, perché questo può fare una grossa differenza anche sulla nostra serenità di vita quotidiana.

    Ho un’altra domanda. La sovrapposizione tra l’influenza stagionale e il tema Covid sarà presumo abbastanza complicata. C’è qualcosa oppure, giustamente, come potrebbe essere, chiunque ha sintomi, chiunque ha febbre gli si fa il test per essere sicuri? Questa è un’altra domanda.

    Ultime due cose. Una è sul tema dell’autocertificazione. Io quotidianamente firmo un’autocertificazione a mio figlio che va a fare allenamento di calcio. Io la firmo, per l’amor del cielo, ma se è un asintomatico come faccio a saperlo? Questa dell’autocertificazione è una cosa un po’… È ovvio che non lo mando se ha la febbre, mi sembra che questo sia passato come concetto: se non stai bene, non esci di casa, almeno lo spero, anche se abbiamo visto che al Billionaire non tutti ci sono arrivati, perché c’è qualcuno che si è preso la Tachipirina per entrare al Billionaire, quindi non è proprio passato del tutto. Però, sull’autocertificazione qualche dubbio lo avrei.

    Ultima cosa. Visto il grossissimo, enorme lavoro che è stato fatto da un punto di vista sanitario e il grosso lavoro anche da un punto di vista scolastico, c’è ancora un tassello, che è quello del trasporto. Se noi teniamo tutto sotto controllo all’interno della classe da un punto di vista sanitario, ma poi abbiamo i ragazzi che si ammassano sui pulmini o sui pullman, forse qualcosa ci sfugge. Anche sul trasporto credo sia urgente una riflessione ulteriore su come far arrivare i nostri ragazzi in condizioni meno preoccupanti possibili nella comprensione che, ovviamente, come dicevo prima, nessuno, grazie a Dio, ha mai vissuto un inizio di anno scolastico con il Covid e che quindi, inevitabilmente, qualche problema salterà fuori e lo dovremo pur gestire quando questo arriverà.

    Grazie, assessore, perché davvero sta facendo un ottimo lavoro.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Si può accomodare la collega Bondavalli. Si prepari il collega Lisei.

     

    Consigliera Bondavalli

    Grazie, presidente. Grazie, colleghi. Grazie soprattutto all’assessore Donini che ci ha annunciato alcune novità e ci ha spiegato, secondo me, in maniera molto precisa, corretta, dettagliata, quello che sarà il lavoro delle prossime settimane, dei prossimi mesi, perché questo è un lavoro che all’inizio non si può assolutamente fermare, come l’inizio della scuola.

    La scuola in presenza tutti noi l’abbiamo chiesta, l’abbiamo anche, secondo me giustamente, pretesa. Non è una questione di destra o di sinistra, è la questione che tutti dobbiamo tenere a questo tema, tutti teniamo ai nostri ragazzi; ragazzi che, voglio ricordarlo ancora una volta, hanno pagato un prezzo altissimo, forse il prezzo più grande di questa emergenza: la scuola chiusa, una didattica a distanza molto complicata, comunque una didattica a distanza che non è stata sicuramente in grado di compensare ciò a cui i ragazzi hanno dovuto rinunciare. I ragazzi hanno dovuto rinunciare anche allo sport; sport che però sta ricominciando, società sportive che si stanno attrezzando pur anche lì tra qualche domanda e qualche complicazione. Anche di questo, ovviamente, come si diceva poc’anzi, occorrerà parlare. Però, non era scontato, non era scontato arrivare a lunedì con la scuola che in Emilia-Romagna riapre in presenza.

    Come diceva prima l’assessore Donini, poi non può permettersi di richiudere, perché noi non possiamo permetterci di ritornare a chiusure così drastiche. Dal punto di vista sanitario, sulla sicurezza, lo abbiamo detto, si torna a scuola in sicurezza, però non significa assenza di possibilità di contagio. Non esiste il rischio zero, questo lo dobbiamo sapere, ce lo dobbiamo dire. Non lo dico a cuor leggero, perché questa è la preoccupazione di ognuno di noi, non soltanto per i nostri figli che ovviamente si espongono a situazioni di potenziale contagio, ma anche per le famiglie, per i nonni, perché noi siamo tornati tutti a lavorare, i nostri figli dovranno essere lasciati a baby sitter, quando ci sono, o più probabilmente ai nonni, quei nonni che abbiamo provato a proteggere giustamente in questi mesi e che dobbiamo continuare a proteggere, perché sono, insieme ad altri, soggetti fragili che meritano naturalmente un’attenzione particolare.

    L’assessore Donini prima faceva riferimento ai dati della campagna di screening sierologico rivolta al personale scolastico, circa 53.000 persone, poi ovviamente nei prossimi giorni aumenteranno, 1.279 positività, solo undici di questi sono risultati positivi. Questo mi spinge verso un cauto ottimismo sul rientro in classe e conferma anche la validità della scelta di attuare la campagna di screening volontario; campagna che, come ci ha detto, continua e che viene estesa anche a genitori e studenti. Qui poi ci sarà il tema dei tempi. L’aspetto dei tempi è fondamentale, anche per potere dare risposte immediate a chi dovesse risultare positivo ai test sierologici e poi, ovviamente, dovrà essere sottoposto a tampone il prima possibile, assessore, perché è evidente che non potrà passare troppo tempo tra un test e l’altro, perché i ragazzi devono tornare a scuola il prima possibile e i genitori chiaramente devono tornare a lavorare.

    A parere mio, è stato fatto un lavoro enorme, un lavoro che andrà comunque in qualche modo analizzato anche soprattutto nella fase di avvio. È un sistema che dovrà essere sottoposto a una costante verifica per evidenziare immediatamente e far fronte alle criticità che naturalmente mi viene da dire emergeranno.

    Propongo a questo proposito che la Commissione, come è stata in questi mesi, possa continuare ad essere un luogo anche di raccolta di informazioni, un luogo di confronto e anche di proposte utili a qualificare costantemente la quotidianità della scuola. Se c’è in questo senso una disponibilità, secondo me, è opportuna anche perché ognuno di noi possa davvero contribuire al sostegno di un passaggio che è fondamentale per la vita delle nostre comunità.

    Per me, questo potrà continuare ad essere, presidente, il luogo in cui davvero si potranno avere informazioni, ma soprattutto si potrà portare un contributo importante.

    Ho detto “presidente”, ma dovevo dire “presidenti”. 

    Grazie mille.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Grazie, collega Bondavalli.

    Può intervenire il collega Lisei.

     

    Consigliere Lisei

    La ringrazio anch’io, assessore, della relazione e la ringrazio anche per le parole rassicuranti rispetto a un piano di intervento che avete determinato, che qualcuno ha definito ambizioso. Credo che sia qualcosa di più di ambizioso, nel senso che è molto importante. Ovviamente, l’auspicio è che, a differenza del passato, i numeri che lei oggi annuncia si traducano, effettivamente, in numeri sulla carta, nel senso che è inutile che le ricordi come in passato avete annunciato l’aumento della tamponatura, salvo poi raggiungere quei numeri soltanto a distanza di tanti mesi rispetto a quando avete fatto gli annunci; mesi nei quali la gente si aspettava, si iscriveva, chiedeva di fare i tamponi e non li poteva svolgere. Questo lo dicono, purtroppo, i report giornalieri.

    Oggi, effettivamente, siete arrivati a quei 10.000 tamponi che avevate annunciato. L’aumento che lei oggi ha annunciato è un aumento significativo. È un impegno significativo ed è un impegno sul quale lei ci mette la faccia, perché sa benissimo che, come abbiamo fatto in passato, non mancherà occasione nella quale le ricorderemo quali erano stati i vostri annunci.

    Dico due cose perché a volte il dibattito sembra un pochettino surreale. Ci sono due notizie che sono sfuggite probabilmente a qualche collega. La prima è che la scuola inizia lunedì. Forse a qualcuno è sfuggito, ma oggi noi qua stiamo discutendo ancora su qualcosa che non esiste. Mancano le mascherine, mascherine che erano state promesse e che continuano ad essere promesse a livello nazionale. Oggi me le sono acquistate, anche perché mia moglie mi ha tirato le orecchie e mi ha detto: “Guarda che lunedì servono le mascherine chirurgiche perché hanno detto che ce le dobbiamo portare da casa per nostra figlia”. Ma non le forniva la ministra Azzolina? Non ce le ha portate nella buca della posta la ministra Azzolina? No. Le stiamo ancora aspettando. Quindi, me le sono comprate. Grazie al cielo, non appartengo a una fascia sociale che non si può permettere di acquistare una mascherina, ma acquistare una mascherina quotidianamente, per alcune categorie sociali sulle quali, ovviamente, ci dovrebbe essere un’attenzione particolare, è comunque una spesa e fa punteggio nel bilancio mensile.

    A distanza di pochi giorni mancano le mascherine, mancano i banchi, che non sono ancora arrivati dappertutto. Non mi risulta che siano ancora arrivati. Mancano i protocolli, mancano gli insegnanti, non sappiamo cosa accade nel pre e nel post scuola – questo è quello che abbiamo appreso da chi ci ha relazionato poco prima – il tutto a distanza di pochi giorni dall’apertura delle scuole. Condivido le parole della collega Bondavalli quando dice che non era scontato che lunedì ripartisse la scuola. Con questo Governo – lo condivido anch’io – non era assolutamente scontato. Ad oggi, ripeto, mancano pochi giorni – cosa non banale – e viaggiamo ancora in alto mare.

    Lo dico perché l’altra notizia, che probabilmente è sfuggita a qualcuno, è che il PD governa anche a livello nazionale. Siete nel Governo. La Regione ancora non è uno Stato autonomo indipendente, quindi non credo che questo sia il Parlamento nazionale, ma il PD governa anche a livello nazionale. Quindi, ovviamente non è che si può scaricare e dire “in Regione Emilia-Romagna siamo i migliori, siamo bravissimi”, e poi ci si scorda che a livello nazionale si governa e che lì non si è tanto i migliori e non si è tanto bravissimi.

    Certo, bene ha fatto la Regione Emilia-Romagna a sollecitare, come ci è stato detto, la riapertura delle scuole. Mi meraviglierei che fosse il contrario. Vi do una notizia: non è l’unica Regione in Italia che ha sollecitato il Governo a fare qualche cosa. Questo non tanto perché sicuramente in questa Regione c’è un’attenzione nei confronti della scuola che nessun altro al mondo ha, ma perché credo che a qualsiasi governatore interessi che le scuole ripartano in sicurezza. Dopo tutto quello che è successo, tutti i procedimenti penali, tutti i problemi che ci sono, hanno tutti il terrore, e immagino che lo abbia anche chi governa questa Regione, che possano aumentare i contagi, che ci siano problemi sanitari e quant’altro.

    Non siamo, quindi, l’unica Regione che ha sollecitato il Governo a fare qualcosa, ma il problema non siamo noi che sollecitiamo, il problema è dove mettiamo le lettere, è la buca nella quale mettiamo le lettere, perché a distanza di pochi giorni dalla riapertura delle scuole siamo ancora qua a sollecitare. Giustamente ogni Regione – bravissimo l’assessore Donini, che oggi ci ha presentato il piano – si è dovuta arrangiare e ha dovuto porre rimedio a lacune presenti a livello nazionale, dove voi governate. Ve lo ricordo perché magari sfugge. Tra tante notizie può sfuggirne qualcuna. Capisco che il ministro non è del PD, però governate a livello nazionale e credo che questo non sia immune da riflessioni.

    D’altronde, se ci fosse stato un altro Governo e, a distanza di pochi giorni, ci fosse stata la situazione che c’è attualmente, sarebbe scoppiato l’inferno. Ma giustamente, perché l’opposizione fa l’opposizione e la maggioranza fa la maggioranza. E a distanza di pochi giorni ancora nella completa incertezza, credo che sia una lacuna a livello nazionale molto grave. Anche perché che ci fosse la necessità di riaprire le scuole e che le scuole di solito riaprono a settembre, credo che fosse cosa nota anche a giugno, credo che fosse cosa nota anche a maggio.

    La situazione nella quale ci troviamo oggi, pertanto, non è affatto rassicurante. È rassicurante per gli annunci che ha fatto l’assessore relativamente a quello che avete intenzione di fare. Questo dà contezza dell’onestà intellettuale con la quale le parlo, perché le dico che ha ricevuto i complimenti per quello che oggi ci ha presentato.

    Ciò detto, rispetto proprio a quello che ci ha presentato, le dico che, a mio modesto avviso, c’è la necessità di coinvolgere in maniera più significativa i soggetti privati. Io – ma ne avrà avuto contezza anche lei – ho avuto diverse interlocuzioni con i medici di base e con i farmacisti e mi hanno detto che sono stanchi, sono allo stremo, si sono rotti le scatole di dover svolgere dei servizi, di doversi assumere delle responsabilità, quando dall’altra parte non gli viene riconosciuto nulla o poco nulla.

    Le associazioni di categoria delle rappresentanze dei farmacisti sa anche lei le istanze che da anni portano sui tavoli. Sono ben contenti di essere trattati ed essere servizio pubblico, ma non è che possono essere servizio pubblico quando fa comodo per alcune cose e servizio privato quando fa comodo per altre cose. Si è servizio pubblico sempre o non si è servizio pubblico mai. Quindi, non possiamo, quando ne abbiamo bisogno, scaricare su di loro delle responsabilità.

    Del resto, bisognerà anche vedere chi delle farmacie deciderà di aderire e di svolgere questo tipo di servizio e chi no. Quindi, credo onestamente che su questo, come anche sui medici di base, perché sono responsabilità, perché erogare servizi di questo tipo è una responsabilità, bisognerebbe aprire una parentesi importante. Come credo che affiancare anche il privato accreditato potrebbe aumentare potenzialmente non tanto le possibilità che hanno i cittadini, che è il minimo ed è la cosa più ragionevole, ma aumentare il potere di fuoco che ha a disposizione la Regione Emilia-Romagna per affrontare ipotesi di richieste eccessive, che ci saranno.

    Non so e non ho la capacità e le competenze tecniche per dire se quello che lei oggi ha presentato, se i numeri e gli annunci che lei oggi ha fatto qua in Commissione saranno sufficienti a garantire quella che sarà la richiesta. Dico che oggettivamente arrivare a 20.000 tamponi, come annunciato, me ne rendo conto avendo seguito i dati dei tamponi eseguiti fino ad oggi, vorrebbe dire raddoppiare attualmente quello che stiamo mettendo in atto. È sicuramente importante come sforzo, però proprio perché c’è un’aspettativa sempre più alta da parte dei cittadini è anche il caso che le richieste aumentino in maniera significativa.

    Dico un’altra cosa e chiudo. Serve uniformità. Non è, secondo me, accettabile, bisogna evitare che all’interno della scuola pubblica, in tutte le proprie articolazioni, quindi scuola pubblica e scuola privata pura o privata accreditata, convenzionata, che per me è sempre pubblica, esistano protocolli o venga erogato un servizio differente con modalità differenti. Se le mascherine vengono fornite, devono essere fornite a tutti. Se le mascherine non devono essere fornite, non devono essere fornite a nessuno. Se i banchi vengono forniti, devono essere forniti a tutti. Se i banchi sono distanziati, devono essere distanziati in ugual modo dappertutto.

    Non ci possono essere regole di ingaggio diverse o pieghe di interpretazioni differenti, sennò si eroga un servizio differente, il che potrebbe creare ripercussioni nella filiera e nella ricaduta finale, dove magari istituti nei quali le regole erano più stringenti hanno un minor numero di contagi, istituti nei quali magari le regole erano meno stringenti hanno un maggior numero di contagi. Dobbiamo cercare di mantenere un’uniformità rispetto alle regole d’ingaggio. Questo è fondamentale per garantire un servizio che deve essere dato in maniera uniforme su tutto il territorio.

    Le faccio il mio personale in bocca al lupo, perché il piano che ha presentato è molto impegnativo. La ringrazio per avercelo illustrato e le manifesto la mia assoluta solidarietà visto il periodo di difficoltà, soprattutto con un Governo di questo tipo.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Ci sono altri interventi? Consigliere Amico, prego.

     

    Consigliere Amico

    Buongiorno. Grazie, presidente.

    Vorrei ringraziare l’assessore Donini e l’assessore Salomoni per l’informativa che ci hanno illustrato nella giornata di oggi.

    È vero che mancano solo quattro giorni all’inizio della scuola, però penso che, per quanto riguarda le competenze sicuramente della Regione, molti degli sforzi stiano arrivando a compimento. Del resto, il sistema scolastico, che ha implicazioni sicuramente per quanto riguarda gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie, come veniva richiamato prima anche da altri consiglieri, non solo per quanto riguarda la cerchia ristretta delle famiglie, ma anche le attività sportive e le attività ricreative nel complesso, è molto complicato da gestire e, soprattutto, da affrontare in questa situazione di ripartenza, sulla quale si riversa una serie di attenzioni e di preoccupazioni da parte dei cittadini. Conseguentemente penso che gli sforzi fin qui fatti vadano sicuramente nella garanzia della riapertura delle scuole, cosa che non solo non era scontata, ma era anche molto in discussione fino a qualche tempo prima. Sicuramente lo stimolo che la Regione Emilia-Romagna ha dato perché questo avvenisse secondo una serie di indicazioni sia sotto il profilo sanitario che organizzativo e potesse arrivare a questo punto è un elemento positivo.

    Ritengo che il piano presentato dall’assessore Donini sia sicuramente ambizioso, ma abbiamo visto anche nelle scorse settimane come una serie di obiettivi che la Regione si era posta per quanto riguarda lo screening, l’esecuzione dei tamponi e le misure di contenimento siano stati raggiunti. Quindi, non ho motivo di credere che quell’ambizione pur così alta dimostrata oggi non possa essere corrisposta nei confronti della popolazione emiliano-romagnola.

    In più, però, noi abbiamo bisogno, come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, di fare uno sforzo particolare di chiarezza e di comunicazione. Credo che le indicazioni che ha riportato l’assessore Donini rispetto alle modalità con cui trattare i casi di eventuali focolai all’interno delle classi, all’interno dei plessi, rappresentino una prassi positiva per evitare che un intero istituto scolastico vada a chiudere. Tuttavia, devo dire che nelle varie chat dei genitori, alle quali anch’io sono iscritto, una certa confusione ancora non è del tutto fugata. Quindi, penso che vada fatta un’opera di informazione, di chiarezza e di indicazioni sulle varie modalità attraverso le quali sia possibile condurre i test sierologici, sia possibile affrontare il tema.

    Mi accodo anche alla richiesta avanzata sul chiarimento da fare circa la tipologia di mascherina da indossare in classe. Ricordo anche – questo probabilmente sarà oggetto di un atto – che non solo il tema delle mascherine chirurgiche è il punto, ma ci sono anche rispetto alla necessità di persone con disabilità che debbono frequentare la scuola, ovviamente, che è il loro punto di incontro, di apprendimento e di crescita.

    Vi è una serie di esigenze legate alle persone con disabilità, che avranno bisogno di dispositivi particolari e speciali, dunque chiedo se su questo sia già stata fatta una prima riflessione – penso soprattutto alle mascherine trasparenti per quanto riguarda le persone sorde – e se sia già stata fatta una riflessione all’interno dell’Assessorato alla sanità sul tipo di fornitura di dispositivi, oppure no.

    Vado alla conclusione, anche per ascoltare le repliche dell’assessore Donini ai quesiti rivolti questa mattina. L’invito è sicuramente a fare quanto più possibile chiarezza nelle comunicazioni e nelle modalità di svolgimento, sia delle attività scolastiche, sia dei protocolli da adottare per garantire il contenimento. Inoltre, faccio questa domanda rispetto ai dispositivi di protezione individuale per persone con disabilità e chiedo se su questo abbiamo già avviato dei percorsi di dotazione da parte dell’Assessorato alla sanità da riversare sulle scuole, oltre a quelle chirurgiche, che ci aspettiamo tutti che arrivino dal Ministero.

    Grazie.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    Non essendovi altre richieste di intervento, passerei la parola all’assessore Donini per le conclusioni.

    Prima, però, vorrei ricordare, come presidente di Commissione, che avevamo preso degli impegni precisi rispetto alle tematiche della scuola e della riapertura e che avevamo previsto un altro focus rispetto al tema del trasporto scolastico, che avremo modo di organizzare seguendo il cronoprogramma che abbiamo individuato. Questa mattina, colgo anche la necessità di fare un punto, visto che si è parlato di tempo libero e di attività extrascolastiche, anche rispetto a queste tematiche, visto che in Commissione V abbiamo parlato spesso di sport.

    Anch’io ringrazio l’assessore Donini per la disponibilità, ma soprattutto per questo piano ambizioso, che sicuramente dovrà passare per una grande, non solo informazione, ma anche formazione rispetto a tutto il personale scolastico, perché credo che un’alleanza fondamentale vada fatta con tutti coloro che operano all’interno della scuola e che, da lunedì prossimo, raccoglieranno i nostri bambini. Molte attività sono già iniziate, quindi credo che poi sarà utile fare un monitoraggio rispetto a quanto è già iniziato.

    A lei la parola, assessore. Prego.

     

    Assessore Donini

    Grazie, presidente.

    Chiedo, dopo la mia conclusione, se è possibile ascoltare alcune precisazioni più tecniche da parte della dottoressa Petropulacos, che è già collegata e sta ascoltando. Personalmente cercherò di rispondere a tutte le domande collegate alle posizioni di ordine strategico.

    Andando per ordine, sono due i piani che abbiamo presentato questa mattina. Innanzitutto, c’è quello che accompagna l’inizio della scuola, con i test sierologici, la cui esecuzione verrà affidata ai farmacisti che accetteranno e speriamo anche ai medici di medicina generale che avevano dato la loro disponibilità ad effettuare l’indagine epidemiologica sugli insegnanti.

    Ho detto queste cose perché credo che sia giusto, corretto ed etico che mi presenti in Commissione e non faccia, due giorni dopo, una conferenza stampa. Però, è un work in progress quello che stiamo affermando. Effettivamente abbiamo già avuto contatti molto proficui sul piano delle intenzionalità con le rappresentanze dei farmacisti, abbiamo buona ragione di ritenere che anche i medici di medicina generale che si erano già dati disponibili all’indagine epidemiologica possano essere ulteriormente disponibili per questa ulteriore fase. Gli accordi li stiamo perfezionando in questi giorni. Inoltre, il piano – così evitiamo da domani di chiedere “quando comincia?” – abbiamo intenzione di metterlo in campo nell’ultima settimana di settembre, quindi dopo il referendum, e poi tenerlo per almeno un mese, un mese e mezzo. Vediamo anche la situazione epidemiologica come evolverà.

    Il piano di azione che vi ho descritto, invece, è un po’ più nostro, nel senso che è un’indicazione che stiamo condividendo proprio in queste ore con i sindacati. Abbiamo già avuto con i sindacati interlocuzioni proficue, quindi immaginiamo che l’accordo ci sarà. Però, anche questo è un work in progress.

    Vorrei che venisse almeno colto e apprezzato il fatto che mi presento in Commissione con due cantieri aperti, che si concluderanno nelle prossime quarantotto ore come definizione di accordi e che contiamo di portare a termine. Credo che questi potranno veramente definire quell’asticella alta che molti di voi hanno apprezzato e che ritengo sia non tanto merito di uno o dell’altro, ma sia l’elemento comune che tutti noi sentiamo di garantire sicurezza alla scuola e alla popolazione scolastica.

    La consigliera Castaldini ha detto tante cose su cui concordo. È una verità che i dipartimenti di sanità pubblica, che sono stati efficienti, instancabili e determinanti per il contenimento della diffusione del Coronavirus, sono appesantiti da un lavoro strenuo che hanno compiuto in questi mesi e ai quali noi oggi chiediamo di intraprendere, con le forze in campo che ci sono, un’ulteriore sfida, un ulteriore impegno per i prossimi mesi.

    Anche a me arrivano situazioni di appesantimento del lavoro dei dipartimenti di sanità pubblica, che non sono infiniti. Sono esseri umani, quindi si stancano anche loro. Il tema dell’implementazione del personale dei dipartimenti di sanità pubblica ce lo stiamo ponendo e, nel limite delle compatibilità normative di bilancio, lo attueremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

    Accesso ai test sierologici. Per quanto riguarda i medici di medicina generale, per esempio a Rimini ha aderito l’85 per cento dei medici di medicina generale. Quindi, probabilmente l’informazione è passata. Non c’è stata scarsità di informazione. Le condizioni per le quali diversi medici di medicina generale non hanno aderito, non sono sicuramente imputabili alla scarsità di informazione da parte del Governo. Comunque, era un accordo che aveva fatto lo Stato con le associazioni dei medici.

    Concordo, invece, sul fatto che lo studente deve essere protetto e tutelato a scuola, nella massima sicurezza, dove peraltro è in vigore una serie di norme molto perentorie. Però, lo studente ha una vita anche fuori, quindi nelle attività sportive, che devono osservare i protocolli di sicurezza che abbiamo stabilito, nelle aggregazioni che hanno, nelle relazioni che hanno.

    I test sierologici li rivolgiamo principalmente ai ragazzi e alle ragazze in età scolastica, che sono coloro che vanno anche al catechismo. Quindi, non è che è impedito a un educatore di catechismo presentarsi in farmacia ad autocertificare il motivo per cui chiede il test sierologico. Magari per il fatto che ragazzi in età scolastica hanno frequentato la sua aula di catechismo, vuole capire e, quindi, testarsi. Basta un’autocertificazione che attesti di essere ricompreso nella popolazione di età scolastica ed essere a stretto contatto con ragazzi in età scolastica. Anche perché se un ragazzo in età scolastica è positivo tra i contatti ristretti probabilmente c’è anche l’insegnante di catechismo, quindi va anche in quarantena.

    L’obbligo della mascherina. Voglio essere chiaro su questo, perché se ci capiamo male combiniamo un gran caos, una disinformazione bestiale. Noi ci atteniamo alle norme che sono state sancite dallo Stato e dal Comitato tecnico scientifico. Quindi, lo studente va a scuola con la mascherina, ovviamente entrando con la mascherina e uscendo con la mascherina, utilizza negli spazi comuni la mascherina, quando si alza dal banco e gira per la classe indossa la mascherina, mentre quando sta al banco a distanza vocale di un metro non deve tenere la mascherina. Se il Comitato tecnico scientifico stabilisce che questa è una sicurezza, io non ho né le competenze, né l’autorità, né tantomeno l’intenzione di mettere in discussione questo assunto.

    È chiaro che, come dice il virologo Crisanti, se un ragazzo, mentre è in classe, si sporge per parlare con il compagno di banco, considerato che vanno a scuola anche per relazionarsi fra loro, non solo per istruirsi, deve valere la regola che, quando quella distanza non c’è più, si mette la mascherina prima di avvicinarsi e parlare con il suo compagno di banco. Questa, ovviamente, deve essere una regola osservata in classe.

    Queste sono le regole che noi osserviamo.

    Quando c’è l’insorgenza di un caso o, ancora peggio, di un focolaio, i dipartimenti di sanità pubblica dividono i contatti ristretti, che fanno la quarantena a casa. È chiaro che, se il ragazzo ha una sorella o un fratello che sono a scuola con lui, quelli, come anche gli altri familiari, vanno ovviamente messi in quarantena in quanto sono contatti ristretti e, quindi, hanno la possibilità di positivizzarsi nel giro di qualche giorno o addirittura entro quattordici giorni. Queste persone vengono testate e tamponate a casa.

    Con riferimento al plesso scolastico, il cui perimetro è deciso dal dipartimento di sanità pubblica a seconda della logistica della scuola, si fa un’indagine epidemiologica con il tampone. Quando arriveranno i tamponi rapidi, sarà molto più agevole fare questa indagine, perché si fa in brevissimo tempo una prima scrematura. Dopodiché, qualcuno potrebbe andare alla verifica con il tampone nasofaringeo.

    Qualora dovessero insorgere casi o focolai, noi imponiamo l’uso della mascherina anche al banco per il periodo dell’indagine epidemiologica – non da lì all’infinito, ma per il periodo dell’indagine epidemiologica – per far sì che si possa continuare ad andare a scuola mentre si viene testati nei prossimi due, tre o quattro giorni, ovviamente previa considerazione del Comitato tecnico scientifico in ordine all’età sotto la quale non è pensabile mettere la mascherina.

    Voglio essere chiaro su questo: non è che l’Emilia-Romagna mette la mascherina a tutti. Assolutamente no. L’Emilia-Romagna si attiene alle disposizioni nazionali. Quindi, quando c’è un caso, noi indichiamo ai dipartimenti di salute pubblica questo protocollo.

    Per quanto riguarda la certificazione di rientro, vorrei che rispondesse la dottoressa Petropulacos, dal momento che ha informazioni più precise e più aggiornate delle mie.

    Consigliera Montalti, lei diceva che la scuola è importante: sono assolutamente d’accordo. Io ho fatto spesso una battuta, che non voleva essere minimamente di cattivo gusto, né tantomeno un’ingerenza nei confronti dell’autorevolissima disciplina di insegnamento e di tutto il personale docente. So, peraltro, che lo fanno, per cui era una battuta fino a un certo punto, perché mi è stata data conferma di questa cosa. Ho detto: magari i primi giorni, anziché controllare i compiti delle vacanze, si rendano consapevoli gli studenti di come si convive con una pandemia in corso. È un aspetto certamente importante. Peraltro, so che alcune scuole fanno anche delle esercitazioni, delle operazioni, degli interventi dinamici di comportamenti.

    Questo per me è fondamentale. Perché? Perché, se uno a scuola impara come si convive con l’epidemia e con la pandemia, poi lo fa anche ai giardini pubblici nel pomeriggio. D’altronde, in questi mesi estivi li abbiamo visti tutti gli assembramenti soprattutto delle più giovani generazioni, privi di qualsiasi precauzione o con bassissimo livello di precauzione. D’altra parte, se il contagio viaggia adesso su una media di età di trentaquattro anni e il 50 per cento è dai dieci ai ventinove anni, evidentemente è perché le generazioni più “attempate” si proteggono di più e stanno più attente.

    Ha ragione, bisogna scolpire nella pietra quella frase che diceva la consigliera Bondavalli: non esiste rischio zero. Uno può osservare tutte le norme rigorose, poi magari abbassa la guardia in casa con il proprio bambino, che magari è asintomatico, e contrae il virus. Non esiste rischio zero. Però, esiste una sensibile possibilità di ridurre il rischio di contagio. Ce lo dimostrano quelle generazioni meno giovani, che si contagiano molto meno perché applicano ciò che deve essere applicato, vale a dire l’uso della mascherina, il distanziamento e il lavaggio delle mani.

    La consigliera Tarasconi poneva una domanda molto importante per capire anche il livello epidemiologico: quali positivi sono sintomatici tra i ragazzi in età scolastica? Per fortuna, le giovani generazioni, anche se i contagi sono molti di più di prima, continuano ad avere un impatto clinico molto più modesto, moderato, meno grave. Quindi, credo che più della metà siano asintomatici. Per coloro che sono sintomatici non ho notizia di situazioni di gravità. Questo ci conforta come genitori, ovviamente. Però, la trasmissione del virus è un’altra cosa, quindi bisogna intervenire anche per questo.

    La coesistenza di influenza stagionale e Covid sarà inevitabile, perché l’influenza stagionale e il Covid, che è un virus respiratorio, coincideranno nel medesimo periodo temporale. Noi, come tutte le Regioni italiane, anticiperemo rispetto all’anno scorso di quasi un mese la stagione vaccinale e abbiamo aumentato il numero delle dosi. L’anno scorso mi pare che siano state 700.000-800.000 le persone vaccinate in Emilia-Romagna, quest’anno, avendo chiesto fino al 40 per cento in più di dosi, potremo arrivare a 1,3-1,4 milioni di persone vaccinate. Quindi, non solo garantiamo le categorie a rischio, quelle che sono, peraltro, a vaccino gratuito, ma raccomandiamo in generale di vaccinarsi, ovviamente dando priorità alle categorie a rischio. Chiaramente, se devo andare a togliere il vaccino a un anziano ottantenne o a una persona immunodepressa, preferisco che si vaccini prima questa persona e poi il resto. Comunque, abbiamo sufficienti scorte di vaccini per poter pensare a un’adesione di massa. Poi, se ne mancheranno, se qualche Regione ha preso, magari cautelativamente, qualche vaccino in più, magari compresi noi, e qualche Regione, invece, qualche vaccino in meno e deve rimpinguare la fornitura, credo che, a livello nazionale, nella Conferenza delle Regioni, in un atteggiamento di solidarietà ci si possa venire incontro.

    Consigliere Lisei, colgo l’apprezzamento e l’ammonimento, al tempo stesso, che fa giustamente parte del ruolo di chi ha funzioni di controllo, di stimolo e di verifica, come l’opposizione. Passami la battuta: non esiste l’associazione delle vittime delle promesse mancate di Donini. Se tu vai a guardare la curva epidemica, noi avevamo indicato come fine maggio il periodo in cui avevamo la disponibilità di 10.000 tamponi, e lì ci siamo arrivati. Ma la disponibilità non significava fare 10.000 tamponi, escludendo ovviamente la domenica, che è sempre stato un giorno, per ovvie ragioni, in cui era minore il numero dei tamponi effettuati, perché c’era un’ondata epidemica minore. Da fine aprile a tutto maggio, abbiamo avuto la curva all’ingiù, fino anche a giugno, quindi non c’era la necessità di fare tutti quei tamponi, perché mancavano, per fortuna di allora, soprattutto a maggio e giugno, i casi. Quando da luglio, dal rientro delle vacanze, anche se fortunatamente in maniera contenuta, perché siamo sempre stati sui 100, 120, 150, 90 casi giornalieri – ormai balliamo lì da qualche settimana –, per cui non c’è stata un’esplosione esponenziale dei contagi, c’è stata maggiore necessità, abbiamo messo in campo i 10.000 tamponi. Li avevamo a maggio, li abbiamo adesso.

    Indico – così ci controllerai come Amministrazione, se ci sarà occasione – che a fine settembre i nostri dipartimenti di sanità pubblica dovrebbero arrivare tra i 12.000 e i 15.000 tamponi al giorno, in caso di necessità. Naturalmente speriamo tutti che non ci sia necessità. Inoltre, sempre a fine settembre dovrebbe entrare il partner privato aggiudicatario della gara con altri 5.000 tamponi al giorno. Quindi, a fine settembre dovremmo riuscire a fare dai 17.000 ai 20.000 tamponi giornalieri. Poi se sarà il 28 settembre o il 5 ottobre, ci darai qualche giorno di tregua. Però, abbiamo questa possibilità reale e ci crediamo. Del resto, non sapere come si svilupperà l’ondata epidemica nei mesi invernali e avere oggi la garanzia che, qualora ci fosse una recrudescenza dell’epidemia, abbiamo dieci volte tanto i tamponi di marzo scorso è assolutamente importante.

    Sono assolutamente d’accordo con il consigliere Lisei sul coinvolgimento dei soggetti privati, AIOP e ANISAP, quindi ospedali privati e ambulatori privati, nelle azioni di screening di massa. Noi stiamo pensando – questo, ovviamente, avverrà dopo il tema scuola, quindi ne parleremo da metà ottobre in poi, magari quando arriveranno i test rapidi – dentro al Patto per il lavoro – abbiamo già fatto alcune riunioni – di condividere un’ulteriore indagine epidemiologica, escludendo i dipartimenti di sanità pubblica, che invece devono fare il contact tracing, che è un’azione fondamentale – ricordo che, oggi, più del 50 per cento dei positivi si positivizza direttamente al proprio domicilio, già isolati da noi, ed è questa la ragione per cui non è ancora andata in maniera esponenziale la curva – e coinvolgendo, invece, le associazioni datoriali, che dimostrano interesse, i sindacati e anche i laboratori privati e gli ospedali privati, in rapporto con le associazioni datoriali.

    Con riferimento all’uniformità delle scuole, vorrei che a questo rispondesse la dottoressa Petropulacos. A me pare, comunque, che tutte queste norme riguardino tutte le scuole, sia pubbliche, sia private accreditate, sia private.

    Credo di aver risposto quasi a tutto. Se mi sono scordato qualcosa, immagino che la dottoressa Petropulacos possa sopperire alle mie eventuali dimenticanze. Naturalmente, ringrazio la dottoressa Petropulacos per la sua costante disponibilità qui e a livello nazionale nel Comitato tecnico scientifico.

    Grazie.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    La ringrazio, assessore, per le sue esaustive conclusioni.

    Darei adesso la parola alla dottoressa Petropulacos, che potrà completare alcune risposte. Prego.

     

    Direttrice Petropulacos

    Comincio tentando di andare per ordine.

    Relativamente ai certificati per la riammissione scolastica, abbiamo condiviso anche con l’ufficio scolastico regionale una modalità che prevede due condizioni sostanzialmente, quella nella quale ci sia un dubbio circa la presenza di Covid-19 e quella nella quale, invece, si faccia riferimento ad altra patologia.

    Per quanto riguarda i casi nei quali c’è un sospetto di un caso di Covid-19, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale richiede, se lo valuta necessario, l’esecuzione del tampone diagnostico. In caso di positività, il dipartimento di sanità pubblica avvisa il referente scolastico Covid-19. Ricordo che le figure previste anche a livello ministeriale sono due: una è il referente scolastico Covid-19, che è una figura che viene individuata dalla scuola; l’altra è il referente sanitario per la scuola, che abbiamo individuato nell’ambito dei dipartimenti di sanità pubblica, utilizzando anche figure professionali del dipartimento di cure primarie e, in particolare, della pediatria di comunità, in una misura che prevede due figure sanitarie almeno per distretto, che rappresentano l’interfaccia del referente scolastico per ogni problematica o dubbio nella gestione delle diverse situazioni. A fronte di una positività, il dipartimento contatta il referente scolastico e l’alunno rimane a casa fino alla risoluzione dei sintomi e all’esito negativo di due tamponi a distanza di ventiquattro ore, come avviene normalmente per i casi di positività. A questo punto viene riammesso a scuola, con un’attestazione del dipartimento di sanità pubblica di avvenuta guarigione. In caso di negatività, invece, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale produce, una volta terminati i sintomi, un certificato di rientro in cui viene riportato l’esito negativo del tampone.

    Per quanto riguarda le sintomatologie non riconducibili al Covid-19, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale deve gestire la situazione come normalmente avviene – pensiamo a un caso di morbillo, ad esempio – indicando alla famiglia le misure di cura e concordando i tempi per il rientro in comunità, che avviene sulla base del quadro clinico che volta per volta si presenta. Il rientro in comunità, chiaramente, deve avvenire nell’ambito della relazione con la famiglia e con l’ambiente scolastico, ma non richiede una certificazione medica e neanche un’autocertificazione della famiglia, esattamente come non le richiedeva in epoca pre-Covid.

    Per quanto riguarda la questione mascherina di comunità o mascherina chirurgica, mi preme innanzitutto sottolineare che sulle mascherine chirurgiche ci sono state diverse rassicurazioni da parte del commissario Arcuri, che è anche commissario per la ripresa dell’anno scolastico. È stata garantita una fornitura di almeno tredici milioni di mascherine al giorno per coprire le necessità di tutto il mondo che ruota attorno alla scuola.

    Evidentemente ci sono alcuni ambiti che il livello nazionale non prende in considerazione, che sono sostanzialmente i nidi e le scuole materne paritarie, cioè non statali. Si tratta di ambiti nei quali non c’è l’obbligo di utilizzo della mascherina per i bambini che frequentano e l’orientamento relativamente ai docenti è che siano le scuole stesse a dotarli dei necessari DPI.

    Ricordo che oggi – se dovesse cambiare la situazione, chiaramente bisognerebbe assumere diversi orientamenti – le mascherine sono disponibili e acquistabili a prezzi anche inferiori al prezzo politico di 0,50 euro a mascherina.

    Rispetto alla questione mascherina di comunità e mascherina chirurgica, faccio presente che vengono considerate entrambe come prodotti utilizzabili, ma il parere del CTS formulato sul tema mascherine è che la mascherina chirurgica rappresenta il presidio più efficace.

    Relativamente alle mascherine cosiddette “trasparenti”, tema anch’esso valutato in sede di CTS, non ci sono prodotti certificati in commercio, perciò il tema dell’approvvigionamento si potrà porre, almeno per l’approvvigionamento per la parte sanitaria, soltanto quando ci saranno prodotti certificati come dispositivi di protezione individuale o come dispositivi medici, certificazione che dovrà essere rilasciata dal Ministero, dall’Istituto superiore di sanità o dall’Inail. Tenuto conto che chi dovrebbe indossare questi dispositivi sono prima di tutto gli insegnanti, chiaramente è l’Inail che deve licenziare come dispositivi di protezione individuale questi prodotti.

    Non mi vengono in mente ulteriori approfondimenti tecnici integrativi rispetto alla relazione dell’assessore Donini.

    Grazie.

     

    Assessore Donini

    Direi che ha risposto a tutto.

    Grazie, dottoressa Petropulacos.

     

    Consigliera Marchetti Francesca

    La ringrazio per queste ulteriori precisazioni.

    Concludiamo la seduta, ringraziando ancora l’assessore e i colleghi commissari.

    Credo che avremo modo, grazie al lavoro che la Commissione sanità sta compiendo, di tenere monitorato e di essere aggiornati su questo cantiere work in progress.

    Dichiaro chiusa la seduta.