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Legislatura XI - Commissione II - Resoconto del 05/09/2023 pomeridiano

     

    Resoconto integrale n. 28

    Seduta del 5 settembre 2023

     

    Il giorno 5 settembre 2023 alle ore 14,30 è convocata, con nota prot. n. PG/2023/21167 del 30/08/2023 presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche economiche in udienza conoscitiva, che si svolge in modalità “mista”, cioè con la presenza in sede, della Presidente Rontini, della Vicepresidente Costi, del  Vicepresidente Delmonte e dei seguenti membri dei Gruppi assembleari: Massimo Bulbi, Marco Fabbri, Francesca Marchetti, Roberta Mori, Nadia Rossi, Luca Sabattini, Marcella Zappaterra (PD); Amico Federico Alessandro (ERCEP); Silvia Piccinini (M5S); Silvia Zamboni (EV); Maura Catellani, Andrea Liverani, Matteo Montevecchi, Massimiliano Pompignoli, Fabio Rainieri (Lega); Marta Evangelisti (FDI); Marco Mastacchi (RCPER); Valentina Castaldini (FI); nonché degli altri partecipanti in via telematica in applicazione dell’art. 124, comma 4 bis del “Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna” e della delibera dell’Ufficio di Presidenza 26 maggio 2022 , n. 26.

     

    Partecipano alla seduta i consiglieri:

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    RONTINI Manuela

    Presidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    7

    presente

    COSTI Palma

    Vicepresidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    4

    presente

    DELMONTE Gabriele

    Vicepresidente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    3

    presente

    AMICO Federico Alessandro

    Componente

    Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista, progressista

    2

    presente

    BARGI Stefano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    BULBI Massimo

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    CASTALDINI Valentina

    Componente

    Forza Italia – Berlusconi per Borgonzoni

    1

    presente

    CATELLANI Maura

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    CUOGHI Luca

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    2

    assente

    DAFFADA’ Matteo

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    4

    presente

    EVANGELISTI Marta

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    1

    presente

    FABBRI Marco

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    FACCI Michele

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    GIBERTONI Giulia

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    assente

    LIVERANI Andrea

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    3

    presente

    MARCHETTI Francesca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    MASTACCHI Marco

    Componente

    RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna

    1

    presente

    MONTEVECCHI Matteo

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    MORI Roberta

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    OCCHI Emiliano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    PICCININI Silvia

    Componente

    Movimento 5 Stelle

    1

    presente

    PIGONI Giulia

    Componente

    Bonaccini Presidente

    3

    presente

    POMPIGNOLI Massimiliano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    RAINIERI Fabio

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    RANCAN Matteo

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    ROSSI Nadia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    SABATTINI Luca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    ZAMBONI Silvia

    Componente

    Europa Verde

    1

    presente

    ZAPPATERRA Marcella

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

     

    E’ presente il consigliere Giancarlo TAGLIAFERRI.

    E’ altresì presente Andrea CORSINI, Assessore alla mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio.

     

    Partecipano alla seduta: dott.ssa Morena Diazzi (Responsabile Direzione generale conoscenza, ricerca, lavoro, imprese); dott.ssa Paola Bissi (Dirigente Settore turismo, commercio, economia urbana, sport); dott.ssa Valeria Montanari (Segreteria assessore all'agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca); dott. Nicola Benatti (dirigente Settore organizzazioni di mercato, qualità e promozione; dott.ssa Roberta Toni (Settore organizzazioni di mercato, qualità e promozione).

     

    Presiede la seduta: Manuela RONTINI

    Assiste la segretaria: Agata Serio

    Funzionario estensore: Daniela Biondi

     


    DEREGISTRAZIONE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO

     

    6974 -Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Sviluppo dell'economia urbana e qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi. Abrogazione della legge regionale 10 dicembre 1997, n. 41". (Delibera di Giunta n. 974 del 12 06 23)

     

    UDIENZA CONOSCITIVA

     

    Partecipano

     

    Loretta Losi Legacoop Emilia-Romagna

    Francesco Cantù  Responsabile territoriale Federdistribuzione

    Francesco Zanoni  Responsabile Confcooperative Emilia- Romagna

    Antonio Zangaglia  Imprenditore – Ferdermanager Bologna -Ferrara – Ravenna

    Pierangelo Raffini  Assessore sviluppo economico e centro storico – Comune di Imola (BO)

    Federica Degli Esposti  Responsabile Suap – Comune di Imola (BO)

    Enrico Postacchini Presidente Confcommercio Emilia- Romagna

    Pietro Fantini  Direttore Confcommercio Emilia-Romagna

    Barbara Maccato  Responsabile relazioni sindacali – Confartigianato Emilia-Romagna

    Enea Zoli  Confartigianato imprese Emilia-Romagna

    Marco Pasi  Direttore Confesercenti Emilia-Romagna

    Dario Domenichini  Presidente Confesercenti Emilia-Romagna

    Elisa Muratori  Responsabile regionale CNA Emilia-Romagna

    Sara Maldina  Responsabile Città metropolitana di Bologna

    Roberto Guarinoni  CGIL ER

    Andrea Fabbri Vicesindaco Comune di Faenza  

     

     

    Hanno comunicato alla segreteria di seguire i lavori collegandosi alla diretta streaming:

     

    Claudio Poletti  Sindaco Comune di Finale Emilia (MO)

    Gian Luca Barbieri  Direttore Confcommercio Piacenza

    Confimi Industria Romagna  

    Roberta Magnani  Vicedirettore Confapi Emilia

    Antonio Colnaghi  Provincia di Piacenza

    Filippo Taddia  Assessore Comune di Cento (FE)

    Medea Bertolani  Confindustria Emilia-Romagna

    Elisa Cannella  Provincia di Ferrara

    Juri Magrini  Assessore attività economiche Comune di Rimini

    Corrado Manfredotti  Assessore Comune di Fabbrico (RE)

    Elena Poschi  Comune di Ferrara

    Jessica Torri  Responsabile attività produttive e Suap – Comune di Medicina (BO)

    Chiara Vernizzi  Assessora Comune di Parma

    Luca Vedrini  Comune di Parma

    Giovanni Rocchi  Confartigianato Ravenna

     

    Intervengono:

    Enrico Postacchini, Presidente Confcommercio Emilia- Romagna

    Pierangelo Raffini, Assessore sviluppo economico e centro storico – Comune di Imola (BO)

    Barbara Maccato, Responsabile relazioni sindacali – Confartigianato Emilia-Romagna

    Dario Domenichini, Presidente Confesercenti Emilia-Romagna

    Elisa Muratori, Responsabile regionale CNA Emilia-Romagna

    Sara Maldina, Responsabile Città metropolitana di Bologna

    Francesco Cantù, Responsabile territoriale Federdistribuzione

    Antonio Zangaglia, Imprenditore – Ferdermanager Bologna -Ferrara – Ravenna

     

    Presidente RONTINI.

    Come sapete, oggi per la prima parte, lo anticipavo prima, siamo riuniti in udienza conoscitiva sull’oggetto 6974, che è il progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Sviluppo dell’economia urbana e qualificazione e innovazione della rete commerciale e dei servizi”, che porta con sé l’abrogazione della legge regionale 10 dicembre 1997, la 41.

    È una proposta della Giunta. È qui in aula l’assessore Corsini, che saluto e ringrazio, e con lui anche la dottoressa Paola Bissi.

    Dicevo, una proposta della Giunta, deliberata lo scorso 12 giugno, che ha ricevuto il parere favorevole del CAL e sulla cui costruzione la Giunta si è confrontata con le parti economiche e sociali, con le Assemblee dei sindaci. Anche nella delibera c’è traccia di tutte le riunioni istituzionali che hanno accompagnato il percorso di predisposizione di questo progetto di legge che è stato assegnato a questa Commissione.

    Sapete che sono state nominate le relatrici: la consigliera Marcella Zappaterra e la consigliera Valentina Castaldini come relatrice di minoranza. Sono qui sedute in prima fila. Le ringrazio, oggi hanno rinunciato ad intervenire dando per noto il contenuto della proposta perché, come ci diciamo sempre, l’udienza conoscitiva è il momento in cui noi consiglieri stiamo in silenzio e ascoltiamo voi, ascoltiamo i preziosi contributi degli stakeholder che nuovamente ringrazio per aver accettato l’invito a partecipare.

    Quindi, partiremo con i nostri lavori dandovi la parola nell’ordine con cui vi siete iscritti nei giorni scorsi.

    Ci sono anche persone in aula che, almeno in prima battuta, ci hanno detto di non voler intervenire ma finché saremo riuniti, se cambiate idea, ben venga, vi darò la parola, e così sarà se anche qualcun altro entrerà in sala durante i nostri lavori.

    Cercherò di anticipare quello che è l’intervento successivo, in modo che vi possiate preparare. Al termine della giornata, eventualmente anche raccogliendo alcuni stimoli o alcune domande, l’assessore Corsini potrà offrire qualche primo spunto.

    Penso che sia doveroso dare anche a voi un po’ l’iter che con le relatrici Zappaterra e Castaldini abbiamo concordato per portare questo progetto di legge in approvazione entro il mese di settembre in aula, in Assemblea legislativa, così da poter utilizzare anche in maniera più tempestiva possibile alcune delle risorse che erano state annunciate.

    La prossima settimana ci riuniremo in Commissione per la discussione generale sul testo e quella successiva, quindi martedì 19 settembre, provvederemo all’esame dell’articolato e all’analisi degli eventuali emendamenti.

    A tal fine la data più importante per tutti, consiglieri, forze economiche sociali e rappresentanze, è quella di venerdì 15 alle ore 14, perché è la data che ci siamo dati come termine ultimo, almeno per quanto riguarda i lavori in Commissione, del deposito degli emendamenti, in modo che tutte le forze politiche li possano valutare, analizzare e decidere come orientarsi.

    Alcune osservazioni sono già state consegnate e verranno inserite nella carpetta dell’oggetto – questo lo dico ad uso dei consiglieri – e tutto il materiale che da oggi in poi verrà depositato verrà messo a disposizione dei colleghi in modo che le vostre osservazioni e i vostri contributi possano arricchire la proposta depositata dalla Giunta.

    Non la voglio fare lunga, quindi direi che il primo intervento previsto è quello del presidente di Confcommercio Emilia-Romagna, Enrico Postacchini, a cui passo la parola.

    Saluto anche il direttore regionale Pietro Fantini, che è qui con lui.

    Interveniamo dall’ambone, anche se non siamo in una chiesa, comunque dal di qua.

    Dopo si preparano, se lo ritengono, Pierangelo Raffini o Federica Degli Esposti del Comune di Imola, rispettivamente l’assessore comunale e la responsabile del SUAP.

    Prego, presidente.

     

    POSTACCHINI, presidente Confcommercio Emilia-Romagna.

    Grazie a voi, grazie dell’invito.

    Intanto, in spirito di audizione, cerchiamo di essere assolutamente stringati nei tempi. Seguirà un documento, come siamo abituati a fare.

    Ringraziamo perché questa è una novità, un’evoluzione di una legge alla quale eravamo e siamo sinceramente affezionati, perché la 41 ha dato grandi soddisfazioni nel tempo alle associazioni di categoria, ai Comuni, soprattutto della Provincia ma anche della nuova Città Metropolitana soprattutto in Appennino ma anche in pianura.

    Abbiamo fatto ottimi progetti insieme in questi ultimi anni e questo deve essere lo spirito che ci anima anche per la nuova legge. Il commercio cambia, le esigenze cambiano ed è giusto adeguarla ai tempi proprio perché il commercio è in continua evoluzione e le nostre associazioni di categoria riconoscono questa evoluzione, seppur oggi ancora non in ambiti di stesse regole sullo stesso mercato, perché la concorrenza delle piattaforme che lavorano in un vuoto normativo ancora globale assolutamente non è un elemento di distinzione ma un elemento di criticità.

    È vero anche che ci sono spazi della produzione che ancora non hanno una definizione tale, parlo dei vecchi outlet, siamo comunque per un sistema distributivo pluralista, e questo non va assolutamente messo in discussione, purché le regole e la chiarezza degli utenti sia definita e regolamentata.

    Non siamo per la deregulation, non lo siamo stati neanche nell’ultima discussione nazionale sul cambio di destinazione d’uso degli immobili che da privati o da abitativi potevano diventare commerciali. Siamo cioè per una regolamentazione che permette al mercato di lavorare tutti con le stesse regole, dall’imposizione fiscale fino a quello che sono i permessi per le aperture e per il mantenimento delle attività.

    Detto questo, ringraziando l’assessore Corsini, che fu il primo con il quale ci siamo confrontati su questa ipotesi di nuova legge, devo solo rimarcare un fatto che per noi è significativo, che è quello del riconoscimento del ruolo dei CAT, che io, per esempio, nella mia città non ho l’abitudine di chiamare così perché per noi è Cedas come SpA. Sono le società di servizi delle associazioni di categoria sui territori, che da sempre giocano un ruolo con i consorzi di strada, i comitati di paese e tutto quello che è quel mondo attorno al quale è sempre girata la progettazione della legge 41 insieme alle Amministrazioni comunali, che va riconosciuto, va sottolineato, perché è il tramite all’interno delle associazioni sul quale possiamo convogliare anche risorse del nostro sistema.

    Mi spiego meglio. Il 29 settembre a livello nazionale, nella nostra Assemblea programmatica nazionale, verrà ufficialmente presentato questo anno di lavoro di un grande progetto che è proprio incentrato su questo tema, sulle rigenerazioni, che fa seguito all’accordo ANCI, rinnovato a livello nazionale da Confcommercio, che dà respiro e attività a livello locale alle associazioni insieme ai Comuni. Perché dalla rivendicazione sindacale di alcune iniziative tipicamente locali si possa passare a una progettazione vera congiunta.

    Guardate, è un atto di maturità, lo dico da sindacalista datoriale di vecchio corso, da non sottovalutare, perché significa anche per le associazioni assumersi una responsabilità, insieme all’Amministrazione locale, sulla scelta della riprogrammazione commerciale e non solo.

    Quindi passare dalla rivendicazione, che sindacalmente forse paga di più con gli associati, e passare dalla progettazione, significa assumersi una responsabilità che però va condivisa con l’Amministrazione per arrivare a un progetto finito soddisfacente.

    Questo ha necessità di risorse a livello confederale, per quello che ci riguarda, e in questo caso sono già stanziate. È già iniziato un esperimento per esempio a Bologna, perché Bologna è città pilota, ma verrà diffuso a tutte le ASCOM territoriali d’Italia nel momento in cui si sarà visto l’effetto di ritorno dell’esperimento che in questo caso, su questo tema, vede abbinate Bologna e Catania.

    Voi direte: perché Catania? Perché all’interno del mondo confederale sono state fatte delle scelte su 12 temi che coinvolgono 24 città dalle Alpi fino alla Sicilia su temi, come in questo caso, espressi esplicitamente. Quindi, sono iniziative che hanno bisogno di una strutturale ambizione negli anni, anche dal punto di vista delle risorse, sulle quali possiamo lavorare insieme per parte nostra e per parte amministrativa locale e non solo.

    Quindi, grazie alla Regione perché il tema centrale rimane il commercio nell’offerta della rigenerazione, perché abbiamo sempre detto che la riqualificazione delle attività commerciali, e soprattutto la sopravvivenza delle attività, è quello che distingue le peculiarità di una destinazione. Quindi, anche dal punto di vista turistico, la cartolina che ci possiamo portare a casa è quella di una città impostata così sulla mobilità, sull’offerta commerciale, sulla giusta commistione fra cultura e, per esempio, anche iniziative sportive sul fronte della promozione e dell’accoglienza, eccetera.

    Siamo ben consci che la carta vincente sia questa: cultura, sport, attività, promozione della destinazione, commercio e turismo, quindi il mondo dell’accoglienza, che lavorano insieme.

    Io credo e spero, perché ne parlammo anche con l’assessore a suo tempo, che i progetti congiunti per strada, per via, per piazza, sui quali mi sembra di capire ci sia un’apertura anche ad altri settori commerciali, che non sono commerciali, ma se c’è una piccola cooperativa, se c’è un artigiano in un paese, in una città, è giusto che in un progetto globale venga incluso senza cannibalizzare le risorse che siano di uno o dell’altro, perché ci sono tanti temi da risolvere. L’agricoltura ha i suoi fondi, gli artigiani hanno i loro, ma noi abbiamo detto che in questa legge facciamo un esperimento davvero corale, facciamo in modo che in prospettiva ragioniamo per territori e su quel territorio facciamo dei progetti insieme. Poi, poco importa se sono tra artigiani, quattro commercianti, due cooperatori, però vediamo di risolvere il problema non della cementificazione ma della rigenerazione come un elemento distintivo di questa Regione non solo ma dell’intero Paese.

    Grazie, presidente.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie a lei.

    Passo adesso al Comune di Imola e do la parola all’assessore Pierangelo Raffini, che ha le deleghe allo sviluppo economico e centro storico.

    Per l’intervento successivo, la parola passerà a Confartigianato Emilia-Romagna.

    Prego.

     

    RAFFINI, assessore ai lavori pubblici, centro storico e attività produttive del Comune di Imola. Buonasera a tutte e tutti.

    Io mi unisco al plauso del dottor Postacchini, perché anche come Comune noi con la legge 41 naturalmente siamo stati penso tra i fruitori maggiori a livello comunale e abbiamo fatto tantissime cose.

    Il nostro sforzo, insieme al nostro sindaco, è concentrato proprio nella valorizzazione dei centri storici ma ci accomuna anche, Comuni a noi vicini come Faenza, Castel San Pietro, eccetera.

    Quindi, noi vediamo molto positivamente questa evoluzione che, tramite l’assessore Corsini, c’è attraverso questo cambio di legge, perché tiene conto di una mutata condizione del commercio, di una mutata condizione sociale e anche dell’innovazione che c’è stata nel frattempo.

    Il tema dell’innovazione – questa è un po’ una deformazione professionale – è a me molto caro. Vedo che si parla di progetti di digital twin, di IoT, di Big Data. Sono tutte cose che nel retail bisogna cominciare a tenere in considerazione anche per i centri storici, perché c’è un’evoluzione dal centro commerciale naturale, come lo chiamavamo fino ad adesso, a quelli che sono, io penso, identificati nell’articolo 5 come gli hub.

    Quindi, chiaramente il mio primo quesito o curiosità è: mi piacerebbe sapere quali tempi si è data la Giunta regionale per deliberare su questo tema, perché lo trovo molto dirimente. Ripeto, da parte nostra c’è tutta la positività di questa legge e anche la curiosità di come penso che saranno i cluster che ci appoggeranno sui temi dell’innovazione.

    L’altra mia curiosità, che deriva appunto dall’ambito professionale da dove derivo, è di capire come potremmo “mecciare” per creare progetti innovativi proprio sui centri storici.

    Grazie.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    Do adesso la parola a Barbara Maccato, responsabile delle relazioni sindacali di Confartigianato Emilia-Romagna, che è qui anche con il dottore Enea Zoli, che saluto.

    Per l’intervento successivo, Confesercenti.

     

    MACCATO, responsabile relazioni sindacali di Confartigianato Emilia-Romagna. 

    Buongiorno a tutti.

    Grazie, presidente, grazie alla Commissione e grazie anche all’assessore che è qui con noi.

    Noi abbiamo potuto esaminare il testo già a luglio perché ci è già stato inviato con largo anticipo essendoci stata la pausa agostana. Vi ringraziamo anche per questo, perché i tempi ci hanno anche consentito di fare alcuni ragionamenti.

    Noi vediamo con grande favore un intervento legislativo di riordino e di innovazione della rete distributiva e della rete commerciale, soprattutto quella di piccola dimensione, anche perché la norma precedente ormai in qualche modo era obsoleta per tutto ciò che è intervenuto negli oltre 25 anni da quando questa è entrata in vigore.

    Quindi, grande condivisione in un intervento di carattere legislativo della Giunta e della Regione su questo tema.

    Noi ci siamo interrogati su alcuni elementi in particolare. Innanzitutto, quali sono gli obiettivi? Gli obiettivi sono quelli di un rilancio e questo mi sembra molto esplicito anche nel testo del PdL.

    Noi riteniamo che perché un rilancio sia davvero un obiettivo che si può incrociare la monosettorialità potrebbe essere un vulnus, nel senso che le imprese possono essere attrattive, ma le attività più in generale, perché noi riteniamo – e lo dirò più avanti quando mi soffermerò su quella che è questa proposta di hub – che una plurisettorialità potrebbe creare una maggiore attrazione soprattutto di aree che si vogliono rilanciare.

    Lo diceva prima anche il presidente regionale di Confcommercio, non c’è una volontà da parte di nessuno di escludere i piccoli settori, cioè le attività di servizio, ma noi immaginiamo che possono essere anche attività di carattere istituzionale per attrarre, laddove queste aree sono individuate per un rilancio vero.

    Sicuramente il superamento dei centri commerciali naturali, quindi anche la necessità di intervenire per un rilancio di zone che possono essere in qualche modo periferiche e che quindi hanno la necessità di essere rilanciate.

    C’è una definizione di hub all’articolo 2 che parla di aree. A nostro avviso meriterebbe forse un intervento anche di definizione un po’ più corposo perché all’articolo 4 comprendiamo che gli hub non sono solo delle aree, così come, in modo molto sintetico, l’articolo 2 definisce, ma sembrano essere degli organismi che hanno una funzione propulsiva di accrescimento, di attrattività, di proposta.

    Su questo ci permettiamo di dare un nostro contributo dicendo che forse sarebbe più utile arricchire anche la definizione.

    Questi hub, a nostro avviso, nel caso in cui siano interpretati come strutture propulsive per l’attrazione nelle aree definite d’intesa con gli Enti locali per le aree che sono individuate, forse sarebbe bene anche immaginare una modalità di governance che noi nel testo non abbiamo intravisto ma che immaginiamo possa essere, o in quest’atto o in un atto successivo, in qualche modo immaginato. Questo è un suggerimento che diamo.

    Bene anche per l’articolo 11 dove l’attività dei CAT in qualche modo viene ribadita e quindi ripresa e anche innovata.

    C’è un argomento tecnico che noi ci permettiamo di sollevare qui – dopodiché vi facciamo avere una nota più complessiva – che riguarda l’articolo 23 bis DPR 380 del 2001, poi modificato dall’articolo 17 della legge 164 del 2014 relativa alla destinazione d’uso degli immobili.

    La modifica ha fatto sì che le categorie funzionali fossero limitate a 5, mentre precedentemente i Comuni, laddove identificavano un immobile come commerciale, lo assimilavano anche, per esempio, a un immobile di servizio. Quindi, alcune attività di carattere artigianale che potevano essere assimilate al commerciale potevano occupare quell’immobile senza una modifica della destinazione d’uso. Oggi, purtroppo, non è più così.

    Un intervento di legge regionale che in qualche modo riordini soprattutto nei piccoli centri storici meriterebbe che su questo ci fosse un’elasticità maggiore nella classificazione. Quindi, laddove gli immobili sono classificati commerciali, immaginare che possano essere anche adibiti ad attività di servizio, piccola produzione artigianale, in modo tale da rendere anche più fruibili gli immobili che sono all’interno dei piccoli centri storici, così anche alleggerendo quelli che sono i carichi nei confronti delle aziende che, nel momento in cui devono occupare l’immobile, devono altrimenti cambiare la destinazione d’uso.

    Io mi fermerei qui. Vi ringrazio per l’opportunità. Vi facciamo avere al più presto, nei termini che lei ci ha detto, presidente, la nota.

    Grazie.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    La nota che citavo prima, già agli atti dell’Ufficio della Commissione, è quella unitaria di CGIL, CISL e UIL e anche Confcommercio mi ha anticipato che ci faranno avere anche per forma scritta le loro osservazioni.

    Do adesso la parola a Dario Domenichini, presidente di Confesercenti Emilia-Romagna.

    Saluto anche il direttore regionale, Marco Pasi.

     

    DOMENICHINI, presidente Confesercenti Emilia-Romagna.

    Buongiorno a tutti, ringrazio per l’opportunità data dalla Commissione. Ringrazio anche l’assessore Corsini, perché l’interlocuzione su questi temi va avanti da tempo.

    È evidente come per noi la legge 41 è stata una legge assolutamente importantissima, perché si è trattato dell’unica legge che in qualche modo dava risorse e favoriva il piccolo commercio di vicinato, piccolo commercio di vicinato che in questi anni ha subito tanti e tali trasformazioni da rendere assolutamente indispensabile rivedere e dar vita a una nuova legge su queste tematiche.

    Il nuovo progetto di legge, partendo dal titolo, parte dalla valorizzazione dei contesti urbani e ci sembra assolutamente un impianto molto positivo, perché operare in un contesto urbano valorizzato sicuramente per il piccolo commercio, è estremamente importante. Non dobbiamo però perdere di vista che le imprese del piccolo commercio necessitano però poi di essere sostenute e da questo punto di vista quelle che operano nei centri storici in modo particolare.

    Il commercio di vicinato, è inutile che lo dica, sta attraversando diverse difficoltà, tutti ne conosciamo l’importanza. Le trasformazioni a cui facevo riferimento prima hanno generato tutta una serie di problematiche che prima non conoscevamo ma che hanno un impatto sulle imprese del commercio e più in generale su quello che è l’economia urbana. Mi riferisco all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità ma anche al tema dei negozi sfitti e delle loro future destinazioni, perché non possiamo certo immaginare che il commercio torni a essere esattamente quello di una volta. Fino ad arrivare al cambio generazionale, laddove la mancanza di ricambio generazionale è una delle cause nuove che fa sì che alcune imprese commerciali chiudano, pur ancora essendo imprese redditizie ma che non trovano la possibilità di andare avanti per i limiti di età che ha raggiunto il titolare. Quindi, auspichiamo che anche in questa nuova norma si trovi la possibilità di risolvere queste problematiche.

    Nel documento, che poi vi consegnerò, abbiamo dettagliato tutte le nostre osservazioni. Ci tenevo adesso a focalizzare l’attenzione su due punti che per noi appaiono importanti.

    Il primo è il tema degli hub urbani che valorizzano la vocazione commerciale dei centri storici, e questo è positivo perché va anche in continuità a quella che era la vecchia legge 41 con i centri commerciali naturali.

    Comprendiamo un po’ meno, invece, la funzione di questi hub di prossimità che rischiano di creare nuove aree commerciali al di fuori dei centri storici, dove riteniamo invece che magari vada bene anche il tema degli hub di prossimità, perché il commercio si svolge anche al di fuori dei centri storici, ma bisognerebbe forse specificare meglio e far riferimento ad aree già a vocazione commerciale, perché per noi ulteriori aree commerciali al di fuori dei centri storici potrebbero essere negative proprio per chi opera nei centri.

    L’altra osservazione che ci tenevo a fare riguarda invece l’articolo 6 del progetto di legge, dove si erogano contributi per i progetti di valorizzazione essenzialmente ai Comuni, mentre riteniamo che potrebbe essere importante fornire contributi anche a gruppi di imprese che, anche se concordati magari con i Comuni, possono dare una spinta ulteriore alla valorizzazione di questi progetti.

    Come dicevo, nel documento troverete tutte le nostre osservazioni in modo puntuale. Concludo ricordando che saranno importante per questa nuova legge le risorse che saranno messe a disposizione, perché potrà funzionare o meno in base alle risorse che ci saranno, perché il piccolo commercio ha assolutamente bisogno di essere sostenuto, perché bene la riqualificazione delle città, ma ricordiamoci che il grande malato dell’economia urbana resta il piccolo commercio di vicinato.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    Adesso chiamerei – mi scusi, non l’avevo anticipato prima – Elisa Muratori, responsabile regionale per CNA Emilia-Romagna, e poi Sara Maldina.

    Nel frattempo, alcune comunicazioni: ci hanno raggiunti in sala sia la consigliera Zamboni che il consigliere Rainieri, e si è collegato ai nostri lavori il consigliere Tagliaferri. Prego.

     

    MURATORI, responsabile CNA Emilia-Romagna. Grazie a tutti. 

    Premetto in apertura, come già detto, un plauso alla Regione, alla Giunta, all’assessore qui presente per la promozione di questo progetto di legge, di cui, come già detto, si sentiva davvero la necessità alla luce dei profondi cambiamenti avvenuti e già in atto, già prima della pandemia, ma sicuramente accentuati a seguito dell’evento pandemico e delle trasformazioni conseguenti ai nostri stili di vita.

    Abbiamo capito ancor meglio quanto sia importante che le nostre aree urbane siano vive e vivaci e come, per renderlo possibile, debbano essere vive, vivaci, rinnovate, come si diceva prima, rigenerate tutte le attività commerciali, culturali, sportive e turistiche che le popolano. Abbiamo visto che i centri storici vuoti non vivono da soli, ma vivono anche in base alle attività che ci sono.

    Considerando quindi che l’obiettivo della legge è di promuovere e favorire lo sviluppo dell’economia urbana verso modelli innovativi di riqualificazione, sostenibilità e gestione della rete dei servizi e degli spazi urbani anche in ambito digitale, di transizione energetica, riteniamo importante che il progetto di legge possa coinvolgere tutti i soggetti su cui impattano queste trasformazioni. Mi accodo quindi anche a quanto è stato sottolineato prima sulla necessità di interventi corali, a prescindere dalla distinzione di categoria delle imprese.

    Sottolineiamo quindi, fra i soggetti di riferimento da coinvolgere per i contributi a progetti di qualificazione e innovazione delle imprese dentro gli hub, tutte le attività coinvolte di commercio, somministrazione alimenti e bevande e servizi, includendo anche le attività di vendita di artigianato, anche in considerazione del fatto che poi, nella pratica, già nei progetti previsti dalla vecchia n. 41 i Comuni si muovevano in questa direzione.

    Anche nelle slide che erano state presentate ad una riunione dello scorso marzo, all’incontro del Patto per il lavoro e per il clima, era indicato come la Regione intendesse sostenere l’innovazione delle imprese attraverso contributi e progetti volti all’innovazione tecnologica e organizzativa e alla riqualificazione di imprese che esercitano commercio al dettaglio, somministrazione di alimenti e bevande, attività di vendita di artigianato artistico. A nostro parere, quindi, sarebbe importante ritrovare questa dicitura anche nel testo del progetto di legge.

    Riteniamo inoltre rilevante consentire, nell’ambito sia degli hub urbani che di prossimità, la possibilità di riqualificare sia centri storici che quartieri non centrali, dove già ci sono attività commerciali, sia nei Comuni capoluogo che non. Non ci sembra che ci siano delle esclusioni in questo momento, ma, come detto anche prima, magari le definizioni di hub sia urbani che di prossimità, trattandosi di soggetti nuovi, potrebbero essere maggiormente arricchite e specificate, così da consentire a tutti di capire meglio come riuscire a interagire con questi nuovi soggetti che vengono proposti.

    Inoltre, al fine di innovare la progettualità e considerare le necessità delle imprese presenti, riteniamo importante considerare un ruolo attivo delle associazioni di rappresentanza per la progettazione e per la definizione delle strategie, proprio in virtù della capillarità e della profonda conoscenza degli operatori del territorio che rappresentiamo. Si citava prima, ad esempio, anche la possibilità di aggregazioni fra imprese. A questo fine si potrebbe pensare di rafforzare il rapporto con le associazioni, attualmente previsto all’articolo 5, magari nelle successive delibere di Giunta attuative.

     Siamo comunque a disposizione per questa attività, perché chiaramente, come detto, lo scopo è rilanciare e rivitalizzare un settore già in crisi che ha subìto ulteriori colpi. Quindi, un plauso, grazie per la disponibilità. Manderemo anche noi le nostre note e siamo a disposizione.

    Grazie.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    Ora Sara Maldina, responsabile dell’Area sviluppo economico e sociale della Città Metropolitana di Bologna. A meno che non ci siano altre richieste di intervento maturate nel corso della seduta, avrei poi l’ultimo, che è quello del vicepresidente della Camera di Commercio della Romagna, che interverrà da remoto. Prego.

     

    MALDINA, responsabile Area sviluppo economico e sociale Città Metropolitana di Bologna. Buongiorno. Intanto grazie, porto i saluti e i ringraziamenti del vicesindaco metropolitano, Marco Panieri, che non ha potuto essere qua e mi unisco ai ringraziamenti all’assessore, alla Giunta e alla Regione per il lavoro fatto.

    La Città Metropolitana si unisce all’apprezzamento rispetto a questa riforma normativa che era molto attesa anche dai territori, che da un lato afferma l’attenzione e l’impegno della Regione nel supportare il consolidamento e l’innovazione dell’economia urbana, dall’altro (ci sembra importante sottolinearlo) rinnova sia i concetti che alcuni strumenti, affermando la necessità di guardare all’economia urbana come ad un complesso di attori pubblici e privati interdipendenti tra di loro e strettamente vincolati alla dimensione spaziale.

    Ci sembra interessante anche l’attenzione che viene data non solo ai nuovi strumenti in termini di sostegno al sistema imprenditoriale e dei territori, ma anche ai nuovi strumenti in termini di governance. A questo si associa anche la recente istituzione dei due nuovi cluster, economia urbana e turismo, a cui la Città Metropolitana ha aderito con forte interesse proprio perché vede nel portare avanti congiuntamente una riforma normativa e l’attivazione di questi due nuovi cluster due azioni sinergiche per portare un’innovazione concreta sui nostri territori.

    Alcuni aspetti che intendiamo sottolineare ed evidenziare come Città metropolitana. Come è stato già detto prima di me, l’economia urbana negli ultimi anni ha subito forti pressioni dalla crisi pandemica alle dinamiche inflattive, la competizione con l’e-commerce e con le piattaforme, quindi è necessaria un’azione a livello regionale, ma anche a livello metropolitano e locale, di supporto all’economia urbana sia come elemento di attrattività del territorio che come elemento di vivibilità dei nostri territori, avendo in mente le due dimensioni.

    Per questo riteniamo utile affermare come Città Metropolitana anche la necessità di dotare Comuni e Unioni di risorse per poter portare avanti progetti con una certa continuità, progetti integrati di rigenerazione urbana, come è già stato detto, che mettano insieme la dimensione spaziale, territoriale, fisica con una dimensione di promozione economica e quindi di marketing territoriale.

    In questo ci sembra interessante la sottolineatura fatta in alcuni documenti presentati dalla Regione di come le azioni di promozione dell’economia urbana debbano sempre più trovare sinergia e progettualità integrate con le politiche di promozione culturale e di promozione turistica. Ormai è veramente difficile scindere questi elementi.

    Rispetto alle successive fasi attuative delle delibere che daranno attuazione a questa legge, come Città Metropolitana intendiamo sottolineare il ruolo che gli enti intermedi, quindi la Città Metropolitana in questo caso ha avuto negli scorsi anni, sia in termini di coordinamento delle progettualità di Comuni e Unioni, quindi anche nell’ottica di promuovere un equilibrio territoriale nella distribuzione delle risorse, ma anche come soggetto in grado di promuovere quel coinvolgimento e quella progettazione dal basso, che viene affermata anche nella legge come un elemento di valore e che la Città Metropolitana ha promosso insieme alle associazioni imprenditoriali, alle organizzazioni sindacali, alla Camera di Commercio, ai territori, anche attraverso l’istituzione di un tavolo metropolitano per il commercio e le attività turistiche.

    Questi sono gli elementi che ci interessava sottolineare. Chiaramente rinnovo l’apprezzamento rispetto a questa innovazione normativa e, naturalmente, la massima disponibilità da parte della Città Metropolitana a continuare le interlocuzioni anche nelle successive fasi.

    Vi ringrazio e buon lavoro.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    Come non detto, perché il dottor Vagnini, che doveva intervenire per la Camera di Commercio, ha avuto un impedimento e quindi ha chiamato la segreteria dicendo di essere impossibilitato. Vedremo se ci faranno anche loro avere delle osservazioni.

    Prima di dare la parola all’assessore Corsini, a meno che qualcuno non abbia eventualmente cambiato idea... ecco. Prego, si presenti al microfono.

     

    CANTÙ, Federdistribuzione. Buongiorno a tutti. Sono Francesco Cantù di Federdistribuzione.

    Sarò brevissimo.

    Per noi è stato importante poter essere presenti oggi a questa audizione, è la prima volta che in Emilia-Romagna partecipiamo a questi incontri e abbiamo preso visione del testo di legge. Condividiamo assolutamente gli obiettivi e le valutazioni strategiche per il rilancio e lo sviluppo del territorio dal punto di vista commerciale, anche le aziende della distribuzione moderna o della grande distribuzione sono molto interessate a questi concetti su tutti i territori.

    Noi abbiamo una visione a livello nazionale, seguiamo tutte le Regioni, quindi anche su altri territori stiamo portando avanti alcune iniziative similari a queste, quindi ribadiamo alla Commissione e all’assessore Corsini la disponibilità anche delle nostre aziende, che in termini di rigenerazione urbana, in termini di sviluppo sostenibile, in termini di rilancio dei nuovi format anche all’interno dei centri storici da diversi anni ormai stanno lavorando in questa direzione. Saremo ovviamente anche noi disponibili per quelle che saranno le fasi attuative di questa legge, sperando che questa normativa possa rappresentare un punto di riferimento da portare anche in altri territori come normativa da prendere a modello.

    Ringraziamo ancora e ribadiamo assolutamente la nostra disponibilità. Grazie.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie.

    Ne approfitto per specificare che, come sapete, c’è un Albo delle associazioni iscritte alla Commissione politiche economiche e i soggetti che si iscrivono possono farlo durante tutto l’anno, vengono invitati poi ai momenti istituzionali che facciamo in udienza conoscitiva, posto che volta per volta anche ai relatori la sottoscritta chiede se vi siano soggetti che, nello specifico del tema che stiamo trattando, sia possibile od opportuno audire.

    Un’altra persona che ha cambiato idea: immagino che sia Antonio Zangaglia, Federmanager Bologna, Ferrara, Ravenna.  Prego.

     

    ZANGAGLIA, Federmanager Bologna, Ferrara, Ravenna.

    Colgo l’occasione prima di tutto per portare i saluti di Federmanager Bologna, Ferrara, Ravenna, che è un’associazione territoriale di Federmanager nazionale, che, come penso vi sia noto, è l’associazione di rappresentanza sindacale dei dirigenti di aziende industriali.

    Voglio anch’io portare la testimonianza del forte interesse di Federmanager a dare un contributo, per quanto di nostra competenza, a questo disegno di legge. A questo scopo faremo pervenire anche noi le nostre osservazioni via e-mail, perché desideriamo contribuire, riteniamo che sia molto importante e sia veramente un progetto che merita il plauso di tutte le associazioni di categoria sia datoriali che sindacali come noi.

    Vi ringrazio.

     

    Presidente RONTINI.

    Grazie a voi. Altri? Bene, a questo punto ne approfitto per salutare gli altri presenti qui in Aula che hanno rinunciato ad intervenire e che magari ci faranno avere contributi. Vi ridico anche la scadenza per i consiglieri, cioè gli emendamenti che dovremo discutere in Commissione vanno depositati entro venerdì 15 settembre alle ore 14. Come sapete, c’è sempre la massima disponibilità e flessibilità della segreteria, che approfitto per ringraziare.

    Saluto e ringrazio Loretta Losi di Legacoop Emilia-Romagna, Francesco Zanoni di Confcooperative Emilia-Romagna, Roberto Guarinoni di CGIL Emilia-Romagna, il vicesindaco di Faenza Andrea Fabbri e la dottoressa Morena Diazzi, che hanno partecipato ai nostri lavori.

    Passo la parola a questo punto, non per le conclusioni, perché ci siamo detti che è un percorso in itinere, ma per le sue valutazioni dopo avervi ascoltato, all’assessore Corsini.

     

    Assessore Andrea CORSINI, assessore alla mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo, commercio. Ringrazio la presidente, tutti i componenti della Commissione e naturalmente gli stakeholder che sono intervenuti oggi in audizione. Avremo naturalmente occasione di confrontarci ancora, soprattutto dopo che avremo esaminato nel dettaglio le proposte di modifica e integrazione, gli emendamenti, le cose che oggi avete annunciato e che poi saranno tradotte in un documento che ovviamente i relatori, la Commissione, l’assessorato valuteranno nel merito.

    Noi siamo arrivati a questa audizione dopo un percorso lungo – era necessario peraltro farlo lungo e approfondito – con le associazioni, i Comuni. Ovviamente la Giunta ha partecipato attivamente alla discussione sulle linee generali e sui principi politici che guidano questa importante riforma che noi abbiamo voluto fortemente. In realtà, avremmo voluto farla prima, però è capitato di tutto in questi anni, dal Covid in poi, quindi le emergenze ci hanno sempre portato via molto tempo rispetto alla programmazione.

    Siamo arrivati dopo qualche mese rispetto all’obiettivo iniziale, ma poco importa perché oggi siamo qui per il percorso conclusivo che ci porterà – mi auguro – entro la fine di settembre all’approvazione di questa riforma, che soprattutto le associazioni di categorie che rappresentano gli interessi dei piccoli commercianti e delle piccole attività delle nostre città piccole, medie e grandi, ci chiedono non perché la legge n. 41, come  avete detto tutti, non abbia assolto una funzione importante, perché lo ha fatto, è stato confermato anche questa mattina, in questi anni noi abbiamo sostenuto moltissimi progetti, come stiamo facendo tuttora, dei Comuni per la valorizzazione degli assi commerciali naturali, anche con interventi di carattere strutturale, non solo con interventi di promozione.

    Abbiamo introdotto il finanziamento agli esercizi polifunzionali, soprattutto nelle aree marginali, nelle aree di montagna, abbiamo continuamente valorizzato con risorse importanti il ruolo dei Confidi del commercio, mantenendo sempre una dotazione significativa dal bilancio regionale dedicata alla legge n. 41 intorno ai 7 milioni di euro nelle diverse voci, che naturalmente confermeremo anche nel passaggio alla nuova normativa, che avrà già un’adozione di partenza che è quella storica, che si è consolidata, anzi è aumentata leggermente nel corso degli anni, con una iniziale previsione di risorse che abbiamo già appostato a bilancio nel 2024, perché naturalmente sarà quello l’anno in cui si potrà dare piena operatività alla nuova legge, risorse per i Comuni per iniziare le progettazioni degli hub.

    Questa è una delle principali novità che abbiamo previsto nella legge e, come tutte le novità, ha bisogno di essere testata, perché noi abbiamo studiato molto prima di elaborare questo testo, prendendo come riferimento alcune importanti che esistono a livello nazionale, ma soprattutto europeo, e abbiamo introdotto alcune novità, fra cui sicuramente quella più innovativa è la costituzione degli hub urbani e degli hub di prossimità.

    È quindi importante, nella prima fase, dare risorse ai Comuni per progettare, insieme agli stakeholder e a tutte le associazioni di categoria, perché gli hub sono degli ambiti urbani, dove le attività che insistono in quei determinati ambiti saranno tutte chiamate ad uno sforzo di elaborazione e di coinvolgimento. Certo, questa è la legge sul commercio, quindi è evidente che il focus prioritario è sul piccolo commercio, ma in un ambito che sia urbano o di una località più marginale, non un capoluogo di Regione o comunque una città di medie dimensioni, naturalmente ci sono diverse attività che concorrono allo sviluppo e alla caratterizzazione di quel determinato ambito, quindi ovviamente tutte saranno coinvolte, quindi attività di artigianato, attività di servizio, liberi professionisti, chiunque insista in un certo ambito.

    Gli hub di prossimità sono pensati non per creare nuovi poli, ma per rafforzare, per aumentare la resilienza di quelli già esistenti. Mi ricollego al tema della montagna, in quanto se vogliamo evitare la fuga dei cittadini e delle imprese dalle zone più periferiche, più lontane dalla via Emilia, ci sono molte politiche da mettere in campo; certamente non solo quella turistica e commerciale, però se proviamo a rafforzare la rete delle attività commerciali e anche artigianali non solo di servizio degli hub di prossimità di queste località più periferiche, facciamo un servizio importante per questi territori. L’obiettivo, quindi, è quello non di creare dei nuovi poli, ma di irrobustire e rafforzare quelli già esistenti.

    Dicevo prima della dotazione finanziaria, perché naturalmente tutte le leggi possono essere straordinarie, però poi servono le risorse ovviamente. Dicevo che noi manterremo nella nuova normativa come elemento di partenza le risorse della n. 41, quindi ci sarà una traslazione dalla vecchia legge alla nuova legge, con un primo incremento legato alle risorse che metteremo a disposizione dei Comuni per la progettazione degli hub.

    L’obiettivo, compatibilmente con la discussione che faremo sul bilancio, è quello di trovare, in virtù della nuova legge che andremo ad approvare, più risorse per il commercio, perché non c’è dubbio che in questa fase storica particolarmente complicata anche dal punto di vista della congiuntura economica, il piccolo commercio al dettaglio, che soffre da ormai 15 anni, stia attraversando un momento ancora una volta difficile, perché abbiamo visto manifestarsi in maniera molto plastica, anche durante l’estate, l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie.

    Faccio una piccola digressione: rispetto al tema del turismo abbiamo avuto un incremento notevolissimo degli stranieri, ma una diminuzione degli italiani che hanno scelto le Regioni italiane per andare in vacanza, per una ragione molto semplice, perché non solo in Romagna, dove c’è stata l’alluvione, ma in tutta Italia c’è un problema di potere d’acquisto delle famiglie italiane, che naturalmente si riverbera anche in un minor consumo di turismo.

    Siccome il commercio rientra in questo ragionamento legato all’erosione del potere d’acquisto e all’aumento dei prezzi, abbiamo bisogno di rafforzare la piccola rete del commercio, mettendo a disposizione nuovi strumenti e risorse perché questa rete si qualifichi e possa non dico competere con le piattaforme digitali, perché è una competizione impari (bisognerebbe che intervenissero delle normative di carattere nazionale, forse europeo) ma comunque essere messa in condizioni di continuare e rafforzare il proprio ruolo anche come presidio di carattere sociale.

    È quindi importante approvare questa legge, perché subito dopo avremo questa opportunità – direi unica, almeno in questa fase – di avere previsto 18 milioni di euro, in questo caso non per i Comuni, ma per le attività commerciali, 18 milioni di euro nel POR-FESR, fatto assolutamente inedito perché mai successo in precedenza. C’era una dotazione anche nella recente programmazione del POR-FESR, ma non di questa entità. Si tratta di 18 milioni di euro da destinare, a dimostrazione che è stata fatta la scelta politica ben precisa di rafforzare la rete delle piccole attività commerciali della nostra Regione, e da mettere a disposizione, attraverso bandi, ovviamente, delle attività commerciali del territorio regionale. Prima approviamo la legge (i tempi vanno benissimo, perché era necessario fare una discussione larga e approfondita) e prima saremo nelle condizioni, entro l’anno, di fare questi bandi per assegnare, sulla base di criteri che andremo a definire conformemente alla nuova legge, le risorse per le attività commerciali.

    Velocemente, per quanto riguarda gli hub diciamo che la legge non può entrare nei dettagli di tutto, perché naturalmente poi ci saranno le delibere regionali che andranno a specificare meglio alcuni aspetti che in legge non possiamo prevedere, perché se dobbiamo poi cambiare una virgola, dobbiamo modificare la legge, quindi la legge dà un indirizzo politico che deve essere naturalmente chiaro, preciso, senza ombre e ambiguità, la direzione di marcia e anche le regole del gioco, poi sugli hub andremo a definire la governance, che certamente ci vuole, attraverso i criteri che la Giunta deciderà, facendo un passaggio anche in Commissione (non c’è alcun problema a farlo).

    Proveremo a fare entro l’anno, dopo l’approvazione della legge, una delibera di Giunta attuativa che andrà a definire alcuni aspetti che in legge sono evocati e citati, ma naturalmente non dettagliati.

    L’ultima cosa è sulle destinazioni d’uso, ragionamento che condivido, però ricordo che questa è la legge sul commercio, non è una legge che entra nel merito delle politiche urbanistiche, perché non è competenza di questa norma entrare nel merito di cambi di destinazione d’uso o comunque ragionamenti legittimi e condivisibili di carattere urbanistico, qui ci occupiamo degli strumenti di sostegno al settore commerciale.

    Condivido anche le riflessioni fatte da Confesercenti e Confcommercio rispetto al ruolo e alla valorizzazione dei CAT, che sono per noi ovviamente importanti. È un acronimo che magari ad alcuni non dice molto, però sono dei Centri di Assistenza Tecnica che, anche rispetto al cluster dell’economia urbana che è stato recentemente costituito, potranno svolgere un’importante funzione di ricerca e di aiuto all’innovazione, all’implementazione e allo sviluppo di questa normativa.

    Mi fermo qui, sono stato un po’ lungo, però ci tenevo a fare alcune riflessioni, che naturalmente poi avremo modo di approfondire.

    Grazie.

     

    Presidente RONTINI.

    Benissimo. Grazie nuovamente all’assessore Corsini e a tutti voi che siete intervenuti oggi pomeriggio. Voglio ringraziare anche sindaci, amministratori e rappresentanti territoriali di alcune associazioni di categoria che ci avevano anticipato che non sarebbero venuti in presenza, ma che hanno seguito e stanno seguendo i nostri lavori da remoto.

    Delle date abbiamo detto; da domani ci rimettiamo al lavoro per far sì che entro la fine del mese la legge sia approvata dall’Assemblea legislativa.

    Qualche minuto di pausa, così ci salutiamo. Poi noi consiglieri riprendiamo in seduta ordinaria sul tema del PdL dei biodistretti.

    Grazie a tutti.