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Legislatura XI - Commissione II - Resoconto del 27/02/2024 pomeridiano

    Resoconto integrale n. 6

    Seduta del 27 febbraio 2024

     

    Il giorno 27 febbraio 2024 alle ore 14,45 è convocata, con nota prot. n. PG/2024/4664 del 22/02/2024, presso la sede dell’Assemblea legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la Commissione Politiche economiche in modalità “mista”, cioè con la presenza in sede della presidente Rontini e dei seguenti membri per Gruppo assembleare: Massimo Bulbi, Matteo Daffadà, Marco Fabbri, Francesca Marchetti, Nadia Rossi (PD); Silvia Zamboni (EV); Stefano Bargi, Matteo Montevecchi (Lega); Luca Cuoghi (FDI); Marco Mastacchi (RCPER); Michele Facci  (Misto) nonché degli altri partecipanti in via telematica, in applicazione dell’art. 124, comma 4 bis del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e della delibera dell’Ufficio di Presidenza 26 maggio 2022, n. 26 (Disposizioni per lo svolgimento in modalità telematica o mista delle sedute delle Commissioni assembleari).

     

    Partecipano alla seduta i consiglieri:

    Cognome e nome

    Qualifica

    Gruppo

    Voto

     

    RONTINI Manuela

    Presidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    7

    presente

    COSTI Palma

    Vicepresidente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    4

    presente

    DELMONTE Gabriele

    Vicepresidente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    3

    assente

    AMICO Federico Alessandro

    Componente

    Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista, progressista

    2

    presente

    BARGI Stefano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    BONDAVALLI Stefania

    Componente

    Bonaccini Presidente

    1

    presente

    BULBI Massimo

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    2

    presente

    CASTALDINI Valentina

    Componente

    Forza Italia – Berlusconi per Borgonzoni

    1

    assente

    CATELLANI Maura

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    CUOGHI Luca

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    2

    presente

    DAFFADA’ Matteo

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    4

    presente

    EVANGELISTI Marta

    Componente

    Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni

    1

    presente

    FABBRI Marco

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    FACCI Michele

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    presente

    GIBERTONI Giulia

    Componente

    Gruppo Misto

    1

    assente

    LIVERANI Andrea

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    2

    presente

    MARCHETTI Francesca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    MASTACCHI Marco

    Componente

    RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna

    2

    presente

    MONTEVECCHI Matteo

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    presente

    MORI Roberta

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    OCCHI Emiliano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    PICCININI Silvia

    Componente

    Movimento 5 Stelle

    1

    presente

    PIGONI Giulia

    Componente

    Italia Viva – Il Centro – Renew Europe

    3

    presente

    POMPIGNOLI Massimiliano

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    RAINIERI Fabio

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    RANCAN Matteo

    Componente

    Lega Salvini Emilia-Romagna

    1

    assente

    ROSSI Nadia

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    SABATTINI Luca

    Componente

    Partito Democratico Bonaccini Presidente

    1

    presente

    ZAMBONI Silvia

    Componente

    Europa Verde

    1

    presente

     

    Sono, altresì, presenti i consiglieri Lia MONTALTI e Giancarlo TAGLIAFERRI.

     

    Partecipano alla seduta: Roberto Righetti, direttore ART-ER; Marina Silverii, direttore operativo ART-ER; Francesca Palazzi, Responsabile Settore Affari legislativi e Aiuti di Stato RER; Lorenzo Calabri, Ricerca e innovazione ART-ER; Alessandro Curti, Amministratore delegato CURTI S.p.A.; Paolo Tortora, direttore CIRI Aerospace, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

     

    Presiede la seduta: Manuela RONTINI

    Assiste la segretaria: Agata Serio

    Funzionario estensore: Daniela Biondi


    DEREGISTRAZIONE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO

     

    Presidente RONTINI. Metto in votazione il processo verbale n. 5 del 2024 se non ci sono osservazioni. Qualche secondo. Mi pare di no.

    Quindi, il processo verbale n. 5 del 2024 si ritiene approvato all’unanimità dei presenti.

     

    8033 -Progetto di legge d'iniziativa consiglieri recante: "Promozione della vendita di prodotti sfusi e alla spina sul territorio regionale dell'Emilia-Romagna per ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio". (09 02 24)

    A firma della Consigliera: Zamboni

    Nomina del relatore

     

    Presidente RONTINI. Passiamo all’oggetto 8033, che è il progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri recante: “Promozione della vendita di prodotti sfusi e alla spina sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna per ridurre la produzione di rifiuti da imballaggio”.

    È un progetto di legge depositato il 9 febbraio 2024 dalla consigliera Zamboni. Oggi lo abbiamo iscritto per la nomina del relatore. Chiedo pertanto se ci sono delle proposte.

    Consigliere Daffadà, prego.

     

    Consigliere DAFFADÀ. Per la maggioranza, consigliera Zamboni.

     

    Presidente RONTINI. Grazie.

    Ci sono altre proposte? No. Quindi, la consigliera Zamboni, prima firmataria dell’oggetto 8033, è anche nominata relatrice. Insieme a lei concorderemo l’iter per affrontare il progetto di legge nelle prossime settimane, compatibilmente con gli altri oggetti che sono in carico alla Commissione.

     

    Informativa del dott. Roberto Righetti, direttore ART-ER, sul programma annuale e consortile 2024 di ART-ER

     

    Presidente RONTINI. Passiamo adesso all’informativa su ART-ER.

    Qualche secondo per far entrare chi deve intervenire.

    Ne approfitto intanto per aggiornare l’elenco delle presenze anche con quella del consigliere Luca Sabattini, che si è collegato ai nostri lavori e lo ha comunicato per il tramite della chat dei collaborate.

    Riprendiamo i nostri lavori.

    Do il benvenuto innanzitutto a Roberto Righetti, direttore di ART-ER, alla direttrice operativa Marina Silverii.

    Oggi abbiamo iscritto, un po’ come consuetudine da qualche anno, la loro informativa sul programma annuale e consortile 2024. Passerei a loro la parola. So che hanno anche delle slide che poi mettiamo a disposizione dei consiglieri.

    Ringrazio anche Elettra.

     

    Roberto RIGHETTI, direttore ART-ER. Buongiorno a tutti, grazie mille dell’opportunità.

    Come sapete ART-ER è un consorzio di università e centri di ricerca della Regione e dalla Regione Emilia-Romagna.

    L’attività che noi svolgiamo si attua attraverso due macro-livelli, due macroprogrammazioni, che sono il programma annuale consortile e del programma regionale. Il primo attua le dimensioni di lavoro con i soci della società e si focalizza sulle dimensioni più collegate al tema della ricerca e innovazione. Il secondo, invece, è il programma diretto che svolgiamo per conto della Regione su tante attività molto ampie, quindi ci fa piacere poterle presentare.

    Naturalmente, queste due azioni non esauriscono tutto quello che noi facciamo, perché ci sono un po’ di attività che noi svolgiamo con gli altri soci, ad esempio con l’Università di Bologna con cui stiamo svolgendo tutte le attività di carattere ingegneristico per la realizzazione delle sedi che stanno realizzando al Lazzaretto e abbiamo fatto altre cose al Navile.

    Un altro programma importante lo stiamo attuando insieme all’Università della Regione, programma che si chiama ECOSISTER che è un programma finanziato dal PNRR sul tema della ricerca e innovazione nel campo della sostenibilità.

    Poi abbiamo altre azioni. Ad esempio, noi siamo segretariato tecnico di un programma di cui la Regione è autorità di gestione, che si chiama ADRION e che viene finanziato direttamente dalla Commissione Europea.

    Se siete d’accordo io presenterei intanto il primo, che è quello un po’ consortile in cui sono coinvolti tutti i nostri soci, e poi quello direttamente della Regione.

    Chiedo a Marina brevemente di raccontare quello che noi chiamiamo PAC, Programma Annuale Consortile.

     

    Marina SILVERII, direttrice operativa ART-ER. Buongiorno a tutti. Mi sentite?

     

    Presidente RONTINI. Sì, sentiamo. Lei, se riesce, non come ho fatto io che ho esagerato, ad avvicinarsi un po’ di più al microfono, a favore della registrazione più che altro.

     

    Marina SILVERII, direttrice operativa ART-ER. Grazie mille. Buongiorno a tutti.

    La prima slide vi mostra quello che diceva il direttore, che i due programmi statutari, da statuto principali delle nostre attività, sono quelle che noi chiamiamo Programma Annuale Consortile, PAC come sigla, e Programma Annuale Regionale di cui parlerà il direttore dopo, PAR.

    Adesso io vi presento brevissimamente quello che è il Programma Annuale Consortile.

    Come diceva il direttore, ART-ER è una società consortile, il socio di riferimento di maggioranza, con il 65 per cento delle quote, è la Regione Emilia-Romagna ma sono soci anche tutte le Università con sede in Regione, compreso il Politecnico di Milano con sede a Piacenza, e i principali Enti nazionali di ricerca che hanno sedi importanti sul nostro territorio. Mi riferisco al CNR, all’ENEA e l’INFN, oltre a Unioncamere. Recente ingresso anche Città metropolitana di Bologna e altre piccole quote di soci locali.

    È per questo che noi sviluppiamo da statuto un programma condiviso con tutti i soci, quindi un Programma Annuale Consortile.

    Questo programma ha un suo iter di costruzione che cerca di tenere conto delle priorità e degli indirizzi di livello regionale nazionale europeo, in particolare per quello che riguarda l’ambito dell’innovazione e della ricerca. Quindi è un programma che è essenzialmente focalizzato sulla parte di ART-ER che appunto si occupa di innovazione e ricerca.

    Come vedete da questa slide, noi teniamo conto di quelle che sono le strategie e i programmi europei su questi temi, ma anche quelle che sono le strategie regionali e anche i progetti, alcuni dei quali sono stati prima citati dal nostro direttore, che noi facciamo sul nostro territorio che hanno un impatto sul nostro territorio. Mi riferisco, per esempio come vedete nella slide, ad ECOSISTER, che è il progetto sull’ecosistema territoriale dell’innovazione, finanziato dal PNRR ma anche, per esempio, li vedete anche R2Digit che è uno degli European digital innovation Hub che ART-ER gestisce.

    Quindi, noi teniamo conto di questo contesto ed elaboriamo, nella prima parte dell’anno, la prima bozza di questo programma che, come vedete in questa slide successiva ha un lungo percorso di elaborazione e di condivisione.

    Noi facciamo una prima bozza, ci cominciamo a lavorare già dall’inizio dell’anno per il programma dell’anno successivo e condividiamo questa prima bozza in estate con i nostri soci, quindi con la Regione in primis ma anche con le università, gli Enti di ricerca e con gli altri soci.

    Questo per raffinare e condividere i contenuti ma anche per elaborare quello che è il fondo consortile che sostiene, dal punto di vista economico, le attività che sono previste nel programma.

    In settembre il nostro CdA approva la bozza che poi passa anche per il nostro Comitato tecnico scientifico in cui, oltre ai nostri soci, sono rappresentate tutte le principali associazioni imprenditoriali regionali.

    Il nostro Comitato tecnico scientifico esprime un parere rispetto a questo programma che poi viene definitivamente approvato sia dal comitato di controllo analogo alla fine dell’anno, e poi l’approvazione definitiva dalla nostra Assemblea e l’invio alla RER da cui poi parte l’iter interno alla Regione per stilare e siglare la convenzione che permette il finanziamento del programma.

    Per quanto riguarda il fondo consortile è costituito da un contributo al fondo da parte della Regione, un contributo finanziario, a cui partecipano anche finanziariamente con piccole quote alcuni soci che compartecipano ad alcune attività specifiche. Però c’è una partecipazione in kind da parte di tutti gli altri soci, sia in risorse umane che in spazi messi a disposizione, sia di ART-ER stesso ma anche, in alcuni casi, dei tecnopoli che fanno parte dell’ecosistema che noi coordiniamo.

    Questo è l’indice. Sono andata a vedere, sono 182 pagine il nostro programma annuale consortile quest’anno. Adesso io cercherò di sintetizzarvelo, comunque avete le slide.

    Questo è l’indice che, vedete, vede nella prima parte le elaborazioni che vi dicevo prima sulle strategie e la coerenza con i programmi regionali, nazionali ed europei e anche la sottolineatura di tutte le connessioni con i principali progetti che noi comunque realizziamo per il nostro territorio.

    Poi il programma si declina nelle sue linee di azione che – vedete qui - sono cinque e che sono quelle riportate in rosso. Adesso le vediamo brevemente una per una, ma attengono comunque il sistema dell’innovazione.

    Vi dicevo che sono cinque linee di azione, ogni linea d’azione è articolata in schede di attività e ogni scheda di attività e articolata in task.

    Se lo potete scorrere, per rendere il più possibile comprensibile e gestibile, anche da parte dei nostri soci e della Regione stessa, il contenuto che è abbastanza articolato,

    Se vogliamo scorrere brevemente i contenuti di ogni singola linea di attività, vediamo che la prima l’abbiamo chiamata Open Innovation ed è riferita essenzialmente alle attività che noi facciamo per l’ecosistema regionale dell’innovazione.

    Noi abbiamo un ruolo da legge regionale per il coordinamento delle reti che compongono questo sistema, quindi la rete Alta Tecnologia di laboratori di ricerca industriale, i cluster, i tecnopoli, ma anche la rete degli incubatori per le imprese innovative. Poi gestiamo anche degli strumenti per mettere insieme i dati che si riferiscono a tutto il nostro sistema.

    Inoltre, facciamo dei programmi in alcuni casi sperimentali, in altri sono programmi consolidati, per valorizzare i risultati della ricerca e metterli a disposizione delle nostre imprese. Anche programmi di cosiddette open innovation per far collaborare e far conoscere le start up e le imprese consolidate, o la ricerca e le imprese consolidate.

    Anche in questo caso gestiamo diversi strumenti per aiutare questi percorsi.

    Sull’attrazione e valorizzazione dei talenti noi abbiamo un programma specifico che stiamo finalizzando anche in questo momento e che riguarda l’implementazione di quelle che sono le linee previste nella nuova legge di attrazione retention dei talenti.

    In questo caso, però, noi cerchiamo di coinvolgere i nostri soci. Quindi sono previste nel PAC delle attività di raccordo tra quelle che sono le attività previste nel Piano delle alte competenze per l’attrazione di talenti e il fatto di coinvolgere tutti i nostri soci, università e Enti di ricerca.

    Così come presidiamo ai nostri cluster, le tematiche dei nostri cluster, partecipiamo anche ai cluster tecnologici nazionali e alle piattaforme europee che riguardano gli ambiti prioritari del nostro sistema.

    La linea B, invece, sono attività sperimentali. Cubano anche relativamente poco rispetto all’intero programma e riguardano quest’anno attività di capacity building e azioni per lo sviluppo delle aree urbane dei territori.

    Quindi, lavoriamo sui territori per sviluppare anche la capacità dei territori stessi di lanciare delle sfide trasformative dei territori e gli mettiamo a disposizione, in via sperimentale, anche degli strumenti come, per esempio, il crowd funding per finanziare delle azioni di innovazione trasformativa.

    La linea C, invece, riguarda lo sviluppo di tematiche strategiche. Potete vedere questo elenco, sono tematiche trasversali ai nostri cluster che sono ritenute strategiche anche nella programmazione regionale. Si va dalla transizione digitale, all’economia blu, la Blue Growth, all’idrogeno verde, l’aerospazio - di cui so che parlerete dopo -, città del futuro, l’impatto della cultura e la creatività, la nutrizione sulla salute e il benessere dei cittadini e l’economia, l’innovazione sociale.

    Sono ambiti che noi trattiamo tra i cluster verticali che presidiamo e su cui sviluppiamo delle mappature, delle analisi per poi far partire eventualmente delle progettualità strategiche.

    La linea D sono le attività sull’Europa e l’internazionalizzazione. Qui sono ricomprese tutte le attività di informazione di tutte le opportunità europee, di orientamento verso queste opportunità che noi facciamo anche per tutti gli attori del nostro ecosistema e partecipiamo anche, insieme per conto della Regione dei nostri soci, anche ad iniziative, piattaforme e reti europee che riguardano sempre l’innovazione e la ricerca.

    Inoltre, a livello internazionale lavoriamo per sviluppare e promuovere anche il nostro sistema dell’innovazione a livello internazionale e abbiamo un presidio in Silicon Valley.

    L’altra linea - è in ritardo un attimo, perché noi qui la vediamo, si è un po’ bloccato - è l’ultima, quella della comunicazione strategica, perché chiaramente tutte queste attività vanno comunicate in maniera coordinata e condivisa con tutti i soci, quindi vengono fatte delle azioni e dei programmi di promozione integrata che poi noi cerchiamo di integrare anche con il resto di attività di promozione e valorizzazione che la  Regione stessa fa verso il nostro territorio e anche all’esterno della nostra Regione.

    Io mi fermerei qui. Se avete domande, sono a disposizione.

     

    Presidente RONTINI. Magari completiamo.

    Grazie molte.

    Passo la parola al dottor Righetti.

     

    Roberto RIGHETTI, direttore ART-ER. Completiamo con il programma regionale che in realtà ha una storia molto più semplice rispetto a quello consortile, perché passa solamente in una relazione diretta con la Regione e con tutti gli Assessorati regionali.

    Ha un percorso tecnico che parte ad ottobre e si chiude a fine anno. Sostanzialmente si concentra su sette linee di attività con 67 progetti. Vedrete un’articolazione molto spinta delle azioni e, naturalmente, il focus completamente spostato, non dall’innovazione e dalla ricerca che invece è coperto dal PAC, ma tutte le azioni di carattere più generale e più trasversale che vedono la Regione partecipare direttamente.

    Anche io vi descrivo abbastanza velocemente quelli che sono i macro-ambiti.

    Una prima linea d’azione ha a che vedere con lo sviluppo territoriale, la città. Qui ci concentriamo abbastanza su alcune linee storiche: l’assistenza allo sviluppo della montagna; il tema dei quadri conoscitivi sulla rigenerazione urbana; il supporto alle strategie che si chiamano stami, che sono appunto le strategie messe in campo dal FESR sullo sviluppo montano.

    Sempre in questo primo ambito c’è tutta la relazione sulle filiere di analisi sugli investimenti pubblici. Noi abbiamo l’Osservatorio dei contratti pubblici, realizziamo l’Osservatorio prezzi regionali che, come sapete, è di fondamentale importanza per la programmazione di tutti gli investimenti pubblici, e tutta la filiera dei controlli sulla sicurezza dei cantieri e sulla rimozione dell’amianto, anche questo molto importante, collegato a temi sensibili, come potete ben immaginare.

    La seconda linea di lavoro è collegata alla transizione ecologica e alla sostenibilità ambientale. Anche qui i focus sono molto caratterizzati: energia, quindi programmazione e Piano energetico regionale; programmazione energetica della Regione, analisi dei fabbisogni; e alcune cadute a terra di programmi di progetti innovativi sull’idrogeno, ad esempio, quelli finanziati dal PNRR hanno avuto la nostra assistenza. Sostenibilità dei controlli pubblici, anche qui contratti pubblici e applicazione del procurement collegato ai criteri minimi ambientali. Il supporto ai piani sulla neutralità carbonica, acque e aria, che facciamo strutturalmente da molto tempo, e tutti i temi collegati all’economia circolare, supporto alle filiere di economia circolare.

    Il terzo ambito, l’attrattività e internazionalizzazione. Qui sono tutte le cose legate all’assistenza alla legge 14, quindi alla legge sugli investimenti espansivi, all’attrazione degli investimenti esteri in Regione Emilia-Romagna. La partecipazione al MIPIM, questa grande fiera sugli investitori internazionali che finanziano poi interventi anche in Regione.

    Il tema dell’internazionalizzazione delle imprese con le missioni di sistema e dell’agroalimentare, anche in questo caso con missioni di sistema.

    L’attività in questo caso di avvio alla partecipazione all’Expo di Osaka del 2025, e poi diverse attività collegate al Tecnopolo di Bologna, alla Data Valley, e tutte le attività di supporto che noi svolgiamo in quell’ambito.

    Altro grande ambito di riferimento è quello collegato ai fondi strutturali. Storicamente noi svolgiamo attività di assistenza tecnica per l’attuazione dei fondi, dalla programmazione al monitoraggio, al controllo, alla rendicontazione.

    In più tutta la parte sull’attuazione della strategia di specializzazione intelligente e sull’accreditamento della rete alta tecnologia.

    Sempre oltre la parte internazionale con la cabina di regia internazionale, la parte sulla cooperazione territoriale europea che in questo ha uno sviluppo molto importante, da lì poi nasce questo grande progetto che si chiama ADRION.

    Ancora oltre un ambito di attività di analisi e monitoraggio dei sistemi produttivi del lavoro della Regione. Molti dei dati che vedete e che circolano anche nelle programmazioni sono realizzati con il nostro supporto.

    Da ultimo un ambito nuovo che è stato inserito nell’ultima programmazione triennale, che è quello della transizione digitale in cui svolgiamo molte attività collegate al monitoraggio dell’Agenda digitale regionale che, come sapete, ha uno sviluppo trasversale molto importante su molte linee d’azione.

    Lo sviluppo di azioni sulle competenze STEM, in particolare sulle ragazze e tutti i progetti sulle cosiddette ragazze digitali e il supporto ai programmi di facilitazione digitale della Regione.

    Questi sono i macro-ambiti di riferimento. Troverete molte parole che avete sentito probabilmente in altre occasioni. Spesso noi siamo un po’ un’infrastruttura di supporto alla realizzazione di queste politiche.

     

    Presidente RONTINI. Grazie, direttore. Grazie a entrambi per la sintesi.

    È stato molto chiaro. Quello di cui vi occupate che, la dico un po’ così, è la parte bella di quello che fa la Regione Emilia-Romagna, una parte della parte bella legata all’innovazione, alla ricerca, allo sviluppo, alle competenze, al nostro posizionamento strategico europeo ma anche internazionale, a un lavoro fondamentale per una Regione come l’Emilia-Romagna.

    Quindi grazie, grazie a tutti i vostri collaboratori, le persone che a vario titolo collaborano con voi, lavorano per noi e insieme a noi, la dico così.

    Chiedo ai colleghi se ci sono domande o interventi. Il materiale lo mettiamo a disposizione, entrambi i due pacchetti di slide.

    Evidentemente siete stati esaurienti, quindi vuol dire anche che c’è soddisfazione per questo lavoro, quindi nuovamente grazie. Ne approfitto anche per ringraziare della presenza la dottoressa Franca Bertacca, che si occupa di risorse finanziarie dell’FSE dell’Area cultura, formazione e lavoro della Direzione generale, la dottoressa Diazzi e il dottor Gabriele Marzano, grazie e buon lavoro.

    Noi proseguiamo con il nostro ordine del giorno che oggi era corposo, ma, se tutto fila come finora, ce la facciamo bene. Grazie davvero!

    Qualche minuto di pazienza per far entrare gli ospiti del punto successivo. Intanto procedo nuovamente ad aggiornare l’elenco delle presenze. Ci ha raggiunto qui in Aula il consigliere Fabbri e si è collegato il consigliere Liverani, che lo ha comunicato per il tramite dell’applicativo.

     

    8008 -Relazione per la Sessione europea dell'Assemblea legislativa per l'anno 2024, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 16/2008.

    (Relatrice consigliera Lia Montalti)

    (Relatore di minoranza consigliere Stefano Bargi)

    (Sede consultiva)

     

    In relazione al tema “Uno spazio sicuro per la transizione verde e digitale – Normativa dell'UE in materia di spazio”, come delineato nell’obiettivo 4 lettera a) dell’allegato 1 del Programma di lavoro della Commissione europea 2024:

    - Audizione dell'ing. Lorenzo Calabri, Ricerca e innovazione, ART-ER, in materia di sviluppo dell'aerospace economy nel contesto regionale e le sue applicazioni per aziende anche di altri settori (non space).

    - Audizione dell'ing. Alessandro Curti, Amministratore delegato della CURTI S.p.A., in materia di aerospace economy applicata alle aziende.

    - Audizione del Prof. Paolo Tortora, Direttore di CIRI Aerospace, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in materia di ricerca nel settore della space economy.

     

    Presidente RONTINI. Possiamo procedere alla trattazione dell’oggetto 8008: "Relazione per la Sessione Europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2024, ai sensi dell’art. 5 della L.R. n. 16/2008".

    Come è noto, siamo in sede consultiva, sono stati nominati, a seguito della modifica fatta lo scorso anno, anche i relatori della Sessione Europea, quindi passerei la parola alla relatrice, la consigliera Lia Montalti, per aprire il punto qui in Commissione, posto che già da qualche giorno sia lei che il consigliere Bargi, che è il relatore di minoranza, se ne occupano nelle varie sedute delle Commissioni consultive e della I Commissione, che è la referente.

    Procederemo poi ad audire i nostri ospiti, però intanto che tutti ci stanno raggiungendo in Aula, se la consigliera Montalti è collegata, le passerei la parola. Prego.

     

    Consigliera MONTALTI. Grazie, presidente.

     

    Presidente RONTINI. La sentiamo e vediamo bene.

     

    Consigliera MONTALTI. Perfetto.

    Molto rapidamente, perché siamo già al termine di questa prima fase della Sessione Europea all’interno delle Commissioni e già abbiamo avuto modo di evidenziare come questa sia una Sessione Europea particolare, perché è un po’ più compressa rispetto agli altri anni.

    Questo deriva dal fatto che siamo a fine legislatura, a giugno ci saranno le elezioni europee, quindi anche il programma della Commissione europea 2024 è un programma più compresso, ma non per questo non è denso di tematiche assolutamente importanti e strategiche per il presente e il futuro dell’Europa e anche della nostra Regione.

    Nelle varie Commissioni abbiamo effettuato diversi focus. In questa, in particolare, avremo modo di approfondire tutto il tema della aerospace economy, un tema sul quale la Regione Emilia-Romagna già si è impegnata perché ha già messo in campo un progetto e programmi in relazione con il sistema imprenditoriale emiliano-romagnolo.

    Penso che sia uno degli ambiti che mette in evidenza come, anche laddove si trattano politiche e tematiche di larga visione, di ampio raggio, ci possa comunque essere un protagonismo delle Regioni, che possono in qualche modo stimolare la comunità e l’economia regionale per poter il più possibile collocarsi all’interno delle nuove direttrici strategiche dell’economia europea e mondiale.

    Sarà quindi interessante ascoltare i relatori che sono di alto profilo e che ci accompagneranno in questa seduta della Commissione di approfondimento, che ci daranno punti per poter poi posizionare la nostra Regione e l’Assemblea legislativa rispetto al quadro delle politiche europee, perché poi, alla fine, sappiamo che questo è il senso del percorso che portiamo avanti con la Sessione Europea.

    Grazie, presidente, ho terminato per ora.

     

    Presidente RONTINI. Grazie, consigliera Montalti.

    Passerei adesso la parola al relatore di minoranza, il consigliere Stefano Bargi. Prego.

     

    Consigliere BARGI. Anch’io rapidissimo. Questa è l’ultima tappa del primo giro di Commissioni, quello in cui ovviamente raccogliamo informazioni e approfondimenti sui punti che le Commissioni ritengono importante approfondire da parte anche dei relatori esterni alla Regione, per poi andare a formulare il parere.

    La novità, come sappiamo dall’anno scorso e ha detto anche il presidente prima, è che la Sessione Europea viene accompagnata da due relatori, non viene più presentata come risoluzione finale dal presidente della Commissione I, ma saranno i relatori a formulare la risoluzione.

    Questo era anche un tentativo di rendere più politico l’approccio all’atto finale, che verrà approvato dall’Assemblea, per non farlo diventare un mero passaggio burocratico e tecnico. Abbiamo sperimentato l’anno scorso, quest’anno seguiamo il medesimo iter.

    Oggi, in Commissione II avete scelto quale argomento trattare. Sappiamo che gli obiettivi non sono tantissimi quest’anno, infatti abbiamo fatto una sessione sia un po’ veloce, da un lato, sia anche un po’ ridotta negli approfondimenti per i motivi che citava prima la relatrice di maggioranza, ovvero siamo a scadenza di un mandato, le elezioni europee per il rinnovo del Parlamento europeo sono vicine, quindi evidentemente gli obiettivi di questo programma di lavoro sono la conclusione di quello che è il mandato che sta giungendo a conclusione e attendiamo di capire quale sarà l’avvio del prossimo.

    L’obiettivo di cui si tratterà oggi è l’obiettivo 4, "Uno spazio sicuro per la transizione verde digitale", un titolo che solleva già di per sé qualche curiosità. La definisco così, sia perché il settore aerospace è un settore sicuramente importante per il futuro e strategico, la nostra Regione ha anche diverse realtà interne inserite nella filiera del mondo aerospaziale, quindi sicuramente c’è un interesse anche particolare per l’Emilia-Romagna, per quello che sarà l’evolversi della normativa europea, ma anche delle strategie che l’Europa vorrà intraprendere.

    Incuriosisce però, dall’altro lato, anche questo accostamento alla transizione verde digitale, per la quale, laddove non sia solo lessico politico, sarebbe interessante capire a livello pratico come si pensa di evolverla.

    Concludo dicendo che, come ho ripetuto in tutte le Commissioni e dico anche qui per mantenere il filo del discorso, essendo questa Sessione Europea a cavallo tra la fine di un mandato legislativo europeo e quello nuovo, è anche un momento, a mio avviso, per fare alcune considerazioni e trarre alcune conclusioni su quello che è stato questo quarto di secolo di Unione e di unione monetaria in particolare per quello che riguarda diciamo le considerazioni più politiche, che però ovviamente faremo nel contesto dell’Assemblea, limitandoci oggi allo specifico obiettivo che verrà trattato. Grazie.

     

    Presidente RONTINI. Grazie anche al consigliere Bargi.

    Adesso attendiamo un attimo per come avevamo strutturato la seduta l’intervento sia della dottoressa Palazzi che del dottor Calabri di ART-ER, che stanno arrivando entrambi perché avevamo detto alle 15.30 e siamo anche noi stupiti di essere stati puntuali.

    Proviamo ad aspettare qualche minuto per vedere se riesca a raggiungerci anche la dottoressa Palazzi.

    Io devo fare per l’ennesima volta un piccolo aggiornamento delle presenze ai fini della redazione del verbale. In Aula ci sono anche il Consigliere Luca Cuoghi e la consigliera Marchetti Francesca.

    So che la dottoressa Palazzi nelle altre Commissioni si è occupata di centrare il tema della Sessione europea in base alle competenze e al rapporto nel quadro conoscitivo della Giunta, però penso che possiamo comunque partire con il tema che avevamo individuato insieme alla dottoressa Lucertini, che, come sapete, è la responsabile dello Europe Direct della Regione Emilia-Romagna, che è seduta qui con noi, è quello dello spazio sicuro per la transizione verde digitale e della normativa UE in materia di spazio.

    Questo era il focus che avevamo individuato sul programma di lavoro della Commissione europea 2024. Si può accomodare anche lei qua e le passiamo subito la parola per centrare meglio di quanto ho fatto io il focus che abbiamo individuato per la Commissione Politiche economiche.

    Intanto, grazie a tutti davvero, agli ospiti e a chi ha lavorato per preparare la seduta, ho citato la dottoressa Lucertini, cito volentieri anche la dottoressa Malossi e i loro collaboratori. Prego.

     

    Francesca PALAZZI. Grazie, presidente, grazie a tutti i consiglieri presenti e a chi ci segue anche da remoto, se c’è qualcuno.

    Come ho già avuto modo di evidenziare, questa Sessione Europea prende avvio formalmente dal rapporto conoscitivo che la Giunta regionale approva e che quest’anno ha approvato all’inizio del mese di febbraio, con il quale viene dato il via alla Sessione Europea.

    Questo rappresenta un momento di fondamentale importanza per mettere in luce tutta l’attività che la Regione Emilia-Romagna porta avanti nei diversi settori di competenza e tutto quello che sviluppa in termini di attuazione del diritto comunitario e non solo, perché il riferimento non è solo alla fase discendente, ma anche alla fase ascendente del diritto comunitario, cioè quello che la Regione Emilia-Romagna apporta in termini di contributi propositivi ai fini del posizionamento del nostro Paese a livello europeo, con riferimento ad ogni proposta di atto comunitario.

    Noi sappiamo che, a livello nazionale, la legge n. 234 regola la partecipazione delle Regioni alla costruzione del diritto europeo, ed è in questi termini che la Sessione Europea annuale si pone, al fine di mettere in evidenza l’attività che è stata posta in essere.

    Devo dire che la Regione Emilia-Romagna partecipa sempre in modo molto attivo, tanto alla fase discendente quanto alla fase ascendente del diritto comunitario.

    Anche quest’anno l’approvazione del Rapporto conoscitivo della Giunta regionale ha fatto seguito alla Relazione sullo stato di conformità al diritto europeo, relazione che mette in evidenza tutto l’insieme degli atti e dei provvedimenti regionali adottati nell’anno 2023 in attuazione di atti europei.

    Un lavoro che, come da tradizione, è stato svolto dalle strutture della Giunta regionale in stretta collaborazione anche con l’ufficio di Bruxelles, che ringrazio (vedo presente la dottoressa Paola Morbioli, che ha collaborato attivamente per la stesura del Rapporto). Si tratta di un Rapporto che ha la finalità di dare modo all’Assemblea legislativa di avere un quadro generale aggiornato, dal quale risulta sicuramente che l’Emilia-Romagna è tra le Regioni maggiormente coinvolte.

    Ognuno di questi atti che vengono indicati nell’ambito della Relazione meriterebbe un approfondimento anche in relazione agli obiettivi strategici che sono stati fissati anche quest’anno nell’ambito del programma annuale di lavoro della Commissione europea. Mi limito qui soltanto a richiamare i principali, come i temi del digitale e dell’intelligenza artificiale, i temi del territorio e dell’ambiente, della mobilità, dello sviluppo rurale, della ricerca e dell’innovazione e anche della salute e del welfare. Sono tanti i progetti PNRR che sono stati attivati in ognuno di questi ambiti.

    Non mi soffermerei su approfondimenti di tematiche particolari, poiché oggi questa seduta di Commissione ha scelto un tema strategico, al quale ovviamente daremo tutto il tempo opportuno ai fini del miglior approfondimento.

    Mi fermerei qui, ringrazio la presidente della Commissione e tutti i consiglieri per averci dato spazio nell'illustrazione così generale del Rapporto conoscitivo, dal quale prende avvio alla Sessione. Grazie e un saluto a tutti.

     

    Presidente RONTINI. Grazie, dottoressa Palazzi.

    Entriamo nel vivo, come ha detto, quindi passerei la parola per la prima comunicazione all’ingegner Lorenzo Calabri di ART-ER. Il focus è quello dello sviluppo dell’aerospace economy nel contesto regionale e delle sue applicazioni per le aziende, anche non strettamente del settore space. So che utilizzerà delle slide che ha preparato e che metteremo nella disponibilità dei consiglieri. Prego.

     

    Lorenzo CALABRI, Ricerca e innovazione, ART-ER. Grazie mille dell’introduzione. Sono Lorenzo Calabri di ART-ER, dove seguo vari temi legati alla meccatronica e alla motoristica, e come declinazione negli ultimi tre anni mi sto occupando del settore dell’aerospazio e quindi dell’ecosistema aerospaziale in Emilia-Romagna, visto che si ragiona molto per ecosistemi e come ART-ER cerchiamo di lavorare trasversalmente su ecosistemi, cercando di far crescere in generale gli ecosistemi regionali su vari settori.

    Per quanto riguarda il settore aerospazio, è un termine abbastanza ampio che ha molte declinazioni, già nella parola raccoglie il termine aero e il termine spazio, quindi cerchiamo di vederlo in maniera olistica, declinandolo sia sui temi aeronautici che sui temi spaziali.

    Quella che vedete qui è una veste grafica che abbiamo cercato di dare ai nostri ecosistema, chiamato senza troppa fantasia aerospace Emilia-Romagna, logo che cerchiamo di utilizzare sia nell’ambito del Forum strategico regionale sull’aerospazio che in generale sulle attività che facciamo in questo ambito.

    Qui trovate anche QR code, che fa riferimento ad una pagina internet in cui ci sono molti documenti sia istituzionali della Regione che di ART-ER, delle università e di alcune aziende che hanno partecipato ad alcune delle missioni che abbiamo organizzato tra il 2022 e il 2023.

    Guardando il quadro di come si sta sviluppando il settore aerospaziale in Emilia-Romagna, anche grazie a un’analisi che abbiamo fatto un anno e mezzo fa, come punto di partenza bisogna considerare che l’Italia è uno Stato molto attivo sui temi dell’aerospazio,  molto avanzato tecnologicamente come attività, come fatturato, e si posiziona al quarto posto in Europa e al settimo posto nel mondo come fatturato, sia storicamente, avendo partecipato a molte attività, a molte missioni, ma anche attualmente, relativamente agli investimenti che mette in campo.

    L’Emilia-Romagna storicamente non ha una posizione predominante a livello nazionale per quanto riguarda i temi aerospazio, però sta cercando di crescere e attualmente si stima che impieghi circa 4.500 dipendenti per un fatturato intorno all’1 per cento del PIL regionale.

    Si stima perché non è una valutazione molto semplice, perché è un settore piuttosto frammentato, in cui molte delle aziende che operano in ambito aerospazio operano anche in altri ambiti (ambito meccatronica, ambito motorsport, ambito automazione), quindi fare un verticale e capire con esattezza il fatturato e i dipendenti che operano in questo settore non è semplicissimo. Ci stiamo provando, dialogando fondamentalmente in maniera diretta con le imprese.

    Da questa analisi abbiamo mappato circa 170-180 soggetti, di cui circa 150 aziende e una trentina di altri soggetti, tra cui ovviamente centri di ricerca e università. Due dei più significativi esponenti parleranno dopo di me, sia lato imprese che lato accademia.

    Un dato interessante è che il 29 per cento delle imprese mappate opera esclusivamente in ambito aeronautico (vuol dire che può operare anche in altri settori, ma per quanto riguarda l’aerospazio solo in ambito aeronautico), l’11 per cento solo in quello spaziale, mentre il 60 per cento su entrambi i settori. Questo è un dato abbastanza significativo, perché ci porta a pensare che molti di questi soggetti sono attivi sulla componentistica, quindi sfruttando competenze legate alla meccatronica e alla meccanica operano nello sviluppo di componenti ad alta precisione, che però possono essere utilizzati o comunque dedicati sia all’ambito spazio che all’ambito aeronautico.

    Per quanto riguarda i domini di applicazione, ancora una volta si vede che la parte componentistica è quella più significativa, però ci sono elementi come la robotica, come i trattamenti superficiali, come la parte dei satelliti che sta crescendo. In generale, questi sono i temi che più si stanno sviluppando.

    La robotica è legata alla parte di produzione, ma anche alla parte di servizi in orbita, così come per esempio anche le tecnologie 3D printing, tant’è che le tecnologie abilitanti di grande interesse sono ovviamente intelligenza artificiale e big data (questo soprattutto nella gestione dei dati satellitari e soprattutto per la nostra Regione, che ha investito molto in questo in questo ambito), ovviamente anche i materiali avanzati, come dicevo il 3D printing, la robotica e anche la parte più di legata alla parte informatica sull'Edge Computing.

    Ci sono poi le tecnologie trasversali, legate alla parte sui droni, alla parte di propulsione, al discorso, su cui c’è grande sensibilità in questo momento, sulla gestione dei detriti spaziali.

    Andando avanti, partendo dai trend più significativi a livello globale si è provato anche a valutare come potrebbero evolvere le traiettorie evolutive per la nostra Regione sempre sui due filoni, aeronautico e spaziale, vedendo come trend di massimo interesse i trend legati all’Advanced Air Mobility, quindi tutto ciò che riguarda l’aeronautica avanzata.

    Molto di questo è legato anche allo sviluppo di droni, di guida autonoma legata ai droni, e, ovviamente, in parallelo, anche allo sviluppo di sistemi di propulsione alternativa e di carburanti chiamiamoli ecologici, quindi a tutto il tema legato alla Green economy connessa all’alimentazione dei velivoli.

    Per quanto riguarda lo spazio, invece, tutto il discorso legato ai servizi downstream, che in Regione hanno una grande valenza legata a tutti gli investimenti sui data center e sugli High performing computing della Regione, insomma la potenza di calcolo in generale.

    Per la parte upstream, quindi tutto ciò che è in orbita, traiettorie evolutive di sicuro interesse sono legate alla miniaturizzazione dei satelliti. Ci sono già alcune start-up o comunque piccole imprese della Regione che stanno lavorando in questo settore (c'è l’esempio di SITAEL, che è nata come spin-off, ma è una grande impresa italiana nell’ambito della produzione e sviluppo di satelliti) e, ovviamente, anche tutta la parte dei servizi e di prodotti in orbita, quindi componentistica e prodotti per la parte upstream.

     Scusate questo lungo cappello introduttivo. L’attività che la Regione sta mettendo in campo negli ultimi due anni e mezzo o tre è un lungo percorso, fatto di piccoli step, di piccoli passi, però si basa sull’aver interpretato correttamente come sta cambiando il mercato.

    È infatti un periodo di grandi cambiamenti anche in settori come l'auto motive, in cui la Regione è storicamente molto forte, (ambito Motorsport o in generale tutta la filiera dell'auto motive), però le tecnologie in cui la Regione ha grandissime competenze anche nella parte di automazione possono essere funzionare molto bene anche in settori limitrofi come quello dell’aerospazio, che a sua volta sta cambiando e andando incontro a questi altri settori, perché l’aerospazio si sta commercializzando con l’avvento della New space economy, ma anche del commercio Space Flight, quindi tecnologie e sistemi industriali legati ad altri settori stanno diventando molto interessanti anche per l'ambito aerospazio.

    L'idea della Regione è di insistere su questo sviluppo, quindi non tanto avere e i grandi player dell’ambito aerospazio in Regione, che potranno esserci, ma in questo momento non ci sono, ma avere invece grandi player non aerospazio che siano in grado di governare tecnologie molto avanzate e possano avere interesse e far crescere il settore aerospaziale in Regione, ma in generale il settore aerospaziale.

    Da questa premessa la Regione ha seguito alcuni step negli ultimi due anni (vado rapidamente, perché comunque le slide saranno condivise). Il primo punto è stato inserire il settore aerospaziale nella Smart Specialisation Strategy della Regione, inserito come settore ad elevato potenziale di crescita, quindi già con una connotazione che fa capire che è qualcosa che sta crescendo in Regione.

    Negli anni sono stati finanziati anche dei programmi transregionali, come il Mirror Copernicus, con finanziamento regionale. Circa due anni e mezzo fa è stato costituito il Forum strategico per la promozione della filiera regionale dell’aerospazio, che è formalmente riconosciuto, ma di fatto è un luogo informale di incontro tra tutti gli stakeholder regionali. Come membri ufficiali ci sono i referenti universitari dei centri di ricerca e delle associazioni di categoria, però come luogo allargato ci sono molte imprese regionali che vi partecipano.

    Sono stati fatti accordi con l’Aeronautica militare in ambito commercio Space Flight, è stata firmata circa sei mesi fa una Letter of interest con Axiom per favorire l’accesso alla stazione spaziale internazionale anche per applicazioni commerciali.

    C'è stato l’accesso al CTNA, il Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio, in cui siamo dentro come ART-ER in rappresentanza della Regione, poi partecipazione anche alla rete europea Nereus, che è la rete delle Regioni europee che utilizzano le tecnologie spaziali, e all’interno del board c’è anche la nostra direttrice operativa, Marina Silverii.

    Questa è una rete molto importante, perché opera principalmente nell’ambito dei dati satellitari e dei dati Copernicus, però effettivamente è molto attiva e coinvolge molte Regioni europee.

    Siamo anche dentro al Copernicus User Forum, sempre legato chiaramente ai dati Copernicus, e questa è una rete nazionale che però poi si rivolge chiaramente alla rete europea collegata a Copernicus.

    Forse verrà accennata anche in seguito, ma ci sono alcune reti interne alla Regione, 2 in particolare, Clust-ER, che sono il cluster e il cluster Innovate, che hanno gruppi di lavoro specifici sui temi aerospazio, uno sulla parte più legata al "ferro", alla parte upstream, sia sviluppo di componentistica per lo spazio, ma anche parte aeronautica, che la parte appunto su cluster Innovate i temi downstream, quindi fondamentalmente gestione dei dati satellitari.

    È nato un paio d’anni fa il Consorzio Anser, che è un consorzio di imprese private nel settore aeronautico aerospaziale, che penso l’ingegner Curti dopo introdurrà.  Cito anche il progetto europeo Ad Astra, che è coordinato da ART-ER, in particolare lo coordino io, ed è un progetto sull’interconnessione tra ecosistemi aerospaziali a livello europeo. Dentro ci sono alcune Regioni interessanti, come l’area di Tolosa, l’area di Madrid, l’area dell’Olanda del sud e la Puglia, che in ambito aerospaziale ha un distretto molto sviluppato.

    Infine, per quanto riguarda la gestione dei dati, come dicevo, che è un elemento non solo aerospazio, ma molto trasversale, un elemento su cui la Regione punta e investe molto, è da citare il Tecnopolo Manifattura Data Valley Hub, che è un asset che risulterà e risulta già determinante per lo sviluppo della parte di osservazione della terra e gestione dei dati, che SNWF utilizza già in maniera ovviamente primaria.

    Ci sono poi alcuni investimenti che la Regione sta facendo sulla parte di Digital Twin, legata sia a progettazione, quindi il Progetto Vera, ma anche il progetto Iride del PNRR, in cui l’Emilia-Romagna è un pilota userà e altri progetti più locali, come quelli che la città di Bologna e la città di Parma stanno facendo sul Digital Twin. Questi hanno un forte legame con l’utilizzo dei dati satellitari come dati di input.

    La Regione ha anche investito in un suo HPC, un suo computer ad alte prestazioni, da dedicare in maniera esclusiva alla Pubblica Amministrazione. Ovviamente non ha niente a che vedere con Leonardo, però è comunque una potenza di calcolo molto importante per una Pubblica Amministrazione (sinceramente non ho percezione, ma non credo che tante Pubbliche Amministrazioni abbiano un supporto di questo tipo).

    Citavo prima le varie missioni che sono state fatte nell’ultimo anno e mezzo, elemento molto importante per conoscere altri ecosistemi. Siamo andati a Washington per la Giornata nazionale dello spazio, organizzata dall’Ambasciata italiana a Washington, poi a Houston con una missione istituzionale e imprenditoriale nel marzo 2023, a Montreal per il Business Forum Italia Canada sull’intelligenza artificiale e la pace economy, e infine la Giornata nazionale dello spazio, questa volta all’Ambasciata di Tokio a dicembre 2023.

    Sono momenti chiave per la crescita dell’ecosistema, sia perché si conoscono altre realtà, altri ecosistemi molto sviluppati, sia perché si crea anche una conoscenza tra i soggetti regionali stessi. Complessivamente, alle quattro missioni ha partecipato una quarantina di soggetti imprenditoriali, la più partecipata è stata la missione a Houston con 25 imprese, però 7-10 imprese hanno partecipato anche alle altre, quindi si crea una conoscenza importante che poi porta anche delle collaborazioni interne, oltre che collaborazioni verso l’estero.

    Un’ultima nota riguarda un elemento molto importante della strategia regionale: la presentazione l’estate scorsa di un bando per le imprese dedicato ai settori dell’aerospazio e delle infrastrutture critiche, cioè i due settori inseriti nella S3 come settori ad elevato potenziale di crescita.

    È un modello interessante perché è un unicum di bando regionale con una verticalità tematica così stretta. In questo caso sono stati finanziati 9 progetti con 7 milioni di euro di costo e 3 milioni di contributi.

    I numeri non sono troppo significativi, perché i progetti sono appena partiti, però comunque ci sono altre tre imprese coinvolte non beneficiarie e complessivamente dieci contratti di ricerca con i laboratori.

    Una cosa interessante è che due delle imprese che sono state coinvolte in questi bandi grazie a questi finanziamenti hanno già effettuato una sperimentazione sulla stazione spaziale internazionale recentemente, nell’ambito della missione Ax-3 di Axiom.

    I raggruppamenti che vedete sulla destra sono legati alle aree tematiche della S3, quindi molti progetti sono stati su temi legati alla digitalizzazione, su temi legati ai sistemi di connettività a terra e nello spazio, alcuni progetti sulla salute, altri sull’energia, alcuni anche sulla mobilità, però, i temi più interessanti sono appunto l’Advanced Air Mobility, lo sviluppo di materiali per lo spazio In Orbita servici, l’uso di dati satellitari (c’è un progetto legato alla telemedicina che sfrutta questo scambio di informazioni), la militarizzazione dei satelliti e la neutralità climatica.

    Questo è un ambito che verrà probabilmente affrontato meglio in seguito. Nella mappatura che vi avevo accennato all’inizio abbiamo mappato anche ‒ in maniera purtroppo non completamente esaustiva, ma cercando di raccogliere più informazioni possibili dalle nostre università ‒ i dati sui progetti di ricerca e sviluppo, e abbiamo visto come progetti attivi circa 80 progetti, complessivamente per 130 milioni di euro di valore, che è un dato comunque significativo, su temi chiaramente legati all’aerospazio. Non sono solo le università, ma anche varie aziende e centri di ricerca pubblici, una buona percentuale anche di aziende che fa progettazione.

    Qui cito giusto tre infrastrutture presenti in regione. Una fisicamente presente è il Ciclope, un’infrastruttura molto importante, di cui non so se Paolo dopo racconterà un po’ più nel dettaglio, forse ci sono troppe cose. Fondamentalmente, è una grande Galleria del Vento, diciamo così, anche questo un unicum mondiale per il tipo di numeri di Reynolds, per il tipo di esperimenti che si possono fare all’interno di questa Galleria del Vento.

    Gli altri invece sono due progetti legati a INAF. Sono progetti chiaramente di collaborazioni internazionali, legati a due osservatori, quindi osservazione dell’universo, per dire così. Sono progetti in corso, però il territorio è molto legato, grazie a INAF: in un caso Bologna è candidata per ospitare alcune delle facilities, e nell’altro caso comunque l’headquarter per il CTA (il Cherenkov Telescope Array) l’headquarter è a Bologna.

    C’è un elenco, anche qui, non completamente esaustivo di laboratori e centri di ricerca attivi in regione e i sistemi aerospazio, e non solo, che lavorano in tema di spazio: il primo è il CIRI Aerospace, che è il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale all’Università di Bologna sui temi dell’aerospazio; poi il Polo Aeronautico di Forlì. Gli altri sono più trasversali: laboratori sui materiali, che però operano anche su materiali per lo spazio, laboratori legati all’INAF e altri laboratori universitari che in qualche modo hanno attività legate anche ai temi aerospaziali. Direi che sia l’ultima. Trovate nell’ultima slide i miei riferimenti, che sono i riferimenti legati al nostro gruppo che lavora in temi aerospazio.

    Ovviamente, rimango a disposizione per approfondimenti o domande.

     

    Presidente RONTINI. Grazie all’ingegner Calabri per il focus molto interessante.

    Io adesso proseguirei e passerei la parola all’ingegnere Alessandro Curti, amministratore delegato della Curti S.p.A. È accompagnato dal dottor Rocco Marcuzzo di Confindustria, responsabile dell’internazionalizzazione.

    Gli passo volentieri la parola. Tra l’altro, l’ingegner Curti, posso dirlo, è anche un caro amico, è uno degli imprenditori che fin da subito, anche in tempi non sospetti, ha avuto l’intuizione e la lungimiranza di fare investimenti su questo settore.

    Gli diamo la parola perché ci racconti il punto di vista delle aziende e di chi sta tentando nel nostro territorio, ma poi, a livello italiano e internazionale, di provare a trovare applicazione dell’aerospace economy nei settori.

    Prego, ingegnere.

     

    Alessandro CURTI, Amministratore delegato della CURTI S.p.A.. Grazie, presidente. Grazie a tutti, naturalmente. Buonasera.

    La Curti in effetti è stata anche forse lungimirante, però comincia ad avere il fiato corto, nel senso che gli investimenti da soli in questo settore cominciano a essere molto importanti, se ci si riferisce soprattutto a quello che fanno gli altri Paesi. Ovviamente, noi, prima in Europa, poi in Italia, poi in Regione, dobbiamo cercare di capire cosa succede all’estero. All’estero esiste forse un altro tipo di economia, non so nemmeno io cosa dire esattamente e non voglio nemmeno esprimermi. Posso dirvi quello che è il risultato. Il risultato è che le imprese italiane sono un po’ abbandonate a loro stesse.

    Noi come Curti cosa abbiamo fatto? Abbiamo cercato da oltre 30 anni di entrare in un settore che era proprio quello aeronautico, che fosse piuttosto complicato, complesso, da gestire, perché pensavamo che in quel settore in effetti ci fosse un po’ meno concorrenza rispetto ad altri settori, fra cui anche quello automotive, non lo nascondo.

    Siamo riusciti dopo tanti anni a diventare fornitori privilegiati – si dice Tier-1, cioè in grado di poter fornire dei sistemi complessi – per alcune aziende aeronautiche, fra cui la Leonardo Elicotteri.

    Abbiamo poi progettato e sviluppato un elicottero nostro, biposto, che ha delle caratteristiche particolari, e fra un po’ farei vedere anche un breve filmato di questo nostro elicottero. Poi stiamo adesso trasformando questo elicottero in drone, sia per poter volare con il pilotaggio da terra, sia poi in una fase successiva, per poter avere anche il volo automatico, quindi con un mezzo che parte e arriva in maniera completamente autonoma.

    Vi farei vedere questo breve filmato sull’elicottero nostro, che si chiama Zefhir, che ha alcune caratteristiche particolari. Intanto, è molto leggero, al decollo pesa 600 chili, anche perché questa è la normativa europea che da qualche anno è stata approvata: 600 chili, compresi i due passeggeri e anche il carburante, i liquidi come l’olio, quello che occorre. È dotato di una turbina, quindi è un elicottero estremamente potente; e ancora, ha un paracadute ed è l’unico elicottero dotato di un paracadute balistico. “Balistico” vuol dire che salva tutto il mezzo, non le persone, che sono a vuoto. Fra l’altro, questo paracadute è stato brevettato: è stato testato nell’aeroporto più vicino che si fosse, che è in Sardegna, questo per dire anche delle difficoltà logistiche e operative che si incontrano a volte, forse nell’essere troppo innovativi, questo ovviamente un po’ in polemica nei confronti di ENAC. Comunque, farei vedere cosa siamo riusciti a fare, che è un buon risultato.

     

    (Segue proiezione video)

     

    Alessandro CURTI, Amministratore delegato della CURTI S.p.A.. Il risultato è notevole, perché riuscire, dopo tanti anni che esistono gli elicotteri… Qualcuno ci aveva già pensato prima a brevettare il paracadute, però non ci si era mai riusciti, noi ce l’abbiamo fatta al secondo tentativo, a dir la verità, perché il sistema di frenatura delle pale e lancio del paracadute è quello che è stato poi brevettato.

    Per portarlo in volo e fare questa prova ovviamente non c’erano due persone sopra, c’erano due manichini. Abbiamo lavorato insieme alla Facoltà di Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, quindi c’è sempre stato un rapporto molto stretto con loro, e c’è ancora, per quanto riguarda ad esempio la dronizzazione, ma anche un sistema per navigare senza poter utilizzare il GPS, quindi basandosi comunque su altri segnali. Questo è un sistema innovativo, che è meritorio di essere sottolineato.

     

    (Segue proiezione video)

     

    Alessandro CURTI, Amministratore delegato della CURTI S.p.A.. Scende a una velocità di circa 24 chilometri all’ora. Quello che è più importante, comunque, è la decelerazione che rientra ampiamente in quelli che sono i parametri che salvano gli organi interni di una persona, se dovesse usarlo (speriamo che non si debba mai usarlo).

    La terza attività che, come Curti, abbiamo cercato di sviluppare… Non so se ho già parlato dell’aerospazio… No, non ho parlato dell’aerospazio. La seconda attività che abbiamo comunque cercato di sviluppare col passare degli anni, non volendolo fare però, internamente, è quella di aver portato in un’azienda che è nostra partecipata al 40 per cento, che si chiama NPC Space Mind, è la fabbricazione di satelliti e lanciatori.

    Abbiamo portato l’aerospazio all’interno di questa nostra azienda partecipata al 40 per cento, di notevole, da dire, solo in particolare, perché per quanto riguarda l’aerospazio, il professor Tortora sarà molto più esauriente rispetto a quello che io posso dirvi.

    Sicuramente il settore dell’aerospazio è un settore che sta crescendo moltissimo, concordo col professor Calabri quando dice che i dati comunque non sono chiari, non sono certi. perché si parla di numeri senza sapere esattamente quali siano. Bisognerebbe partire, almeno per quanto riguarda l’Italia, da dati certi, per poi cercare di crescere. Noi però abbiamo un brevetto per quanto riguarda i satelliti, che sono piccoli satelliti. Qui se vogliamo possiamo anche agganciarci a quelle che sono le direttive europee più moderne nel campo della sicurezza e anche nel campo di ciò che riguarda la pulizia dello spazio: è un brevetto che consente al satellite, quando arriva al fine vita, di autodistruggersi, senza rimanere in orbita mediamente per 80 anni.

    Abbiamo fatto anche un esperimento nel 2021, che abbiamo chiamato DanteSat, perché era l’anniversario della morte di Dante, e abbiamo avuto successo. Proseguiamo comunque con cose anche innovative. Abbiamo sette satelliti in orbita, facciamo anche lanciatori, recentemente anche grandi antenne a terra. Costruiamo anche droni più piccoli, fino a 25 chili di portata, quello della Curti, che avete visto, avrà un payload di 250 chili.

    Ancora una cosa molto particolare: utilizziamo l’energia fotovoltaica per poter alimentare i motori di un particolare tipo di drone che ha comunque un payload di 5 chili, e che può restare quindi otto ore in volo senza doversi fermare per poter essere rifornito di energia elettrica.

    L’ultima iniziativa che io ritengo la Curti abbia messo in campo nel settore è appunto questo Consorzio, che abbiamo chiamato ANSER, che parte, se vogliamo, su iniziativa anche della Regione Emilia-Romagna, che realizzò un bando per l’internazionalizzazione, che prevedeva che le imprese si consorziassero, che si mettessero insieme. Anche in questo caso vi farei vedere un filmato che è poi la presentazione dell’iniziativa – questo è un po’ più lungo, dura cinque minuti –, dove c’è l’astronauta, Maurizio Cheli, che spiega quello che si prefiggeva di fare ANSER e che continuerà nella sua esperienza, molto probabilmente, anche se dal punto di vista formale avrebbe finito il 31 dicembre la propria esistenza. Ci siamo già trovati e abbiamo deciso di andare avanti, perché comunque il fatto di poter conoscerci meglio fra imprese, il fatto di poter lavorare insieme, il fatto di poter offrire anche ai grandi clienti un prodotto integrato, che diversamente nessuna delle aziende italiane riuscirebbe a fare, perché siamo troppo piccoli, e questo è un altro problema, noi soffriamo di nanismo per le imprese. Tranne Thales Alenia Space, che non sono nemmeno aziende private, tutti gli altri non riuscirebbero mai a fornire sistemi complessi per aziende aerospaziali aeronautiche in giro per l’Europa o nel mondo.

     

    Presidente RONTINI. Sull’aerospace magari andremo forte, sulla Data Valley Emilia-Romagna, abbiamo ancora qualche problemino.

     

    (Segue proiezione video)

     

    Presidente RONTINI. Abbiamo una piattaforma, ma questa è una discussione lunga, da tempo, che eviterei di riaprire adesso. Ringrazio i tecnici per lo sforzo, che però non aiuta la tenuta: Commissioni, consiglieri collegati, in presenza, eccetera.

    Se siete d’accordo, lo farei vedere. Mi dispiace per tutti gli ospiti che sono nelle tribune laterali. Sono convinta che i colleghi a casa lo riescano a vedere.

    Chi è in aula si può collegare con il collaborate, che ha nel cellulare e recuperiamo in questo modo, o nei dispositivi PC.

    Noi qua lo vediamo.

     

    (Segue proiezione video:

    “Le imprese del settore aerospaziale della Regione Emilia-Romagna vantano un potenziale tecnologico in assoluto tra i più elevati del settore.

    Esse danno vita ad un polo di innovazione che punta ad accompagnare i cambiamenti di un mercato sempre più direzionato verso l’alta tecnologia, attraverso una piattaforma hi-tech unica, che sintetizza e valorizza le proposte delle aziende che già operano con i maggiori player del settore aerospaziale…”)

     

    (interruzione)

     

    Presidente RONTINI. Ci abbiamo provato ripetutamente.

    Ci scusiamo, lo mettiamo a disposizione nella carpetta, condiviso anche sulla pagina web della Commissione.

    Cercheremo di recuperarlo.

     

    (interruzione)

     

    Presidente RONTINI. Quello volentieri.

    Prego, ridiamo la parola all’ingegner Curti.

     

    Alessandro CURTI, Amministratore delegato della CURTI S.p.A.. Molto volentieri, assolutamente. Sono convinto che si vedano cose interessanti, non solamente fra l’altro riferite all’aeronautica o all’aerospazio. Siamo anche attivi nel settore della fusione nucleare – non della fissione – con progetti importanti, insieme anche al CNR di Roma.

    La filosofia della Curti è sempre stata quella di cercare di fare cose difficili per cercare di spostarsi rispetto alla concorrenza. Attenzione: è difficile anche fare prodotti semplici con costi bassi, forse è ancora più difficile. Noi abbiamo scelto un’altra strada: andare sulla tecnologia, oggi abbiamo, credo – 30 sono un po’ tanti – il 20 per cento di laureati, fino al 1992 c’ero solo io.

    È stato un grosso sforzo, ma credo che si debba andare, continuare, seppur faticosamente, su questa strada, perché noi abbiamo costi comunque troppo alti: dico costi, non sto dicendo che siano gli stipendi alti, i costi sono alti. Assolutamente, questo è un grandissimo problema, un problema, fra l’altro, che non ci consente di portare a casa dei tecnici con costi che siano compatibili con gli stipendi netti, non ci consente nemmeno, a volte, di tenere qui da noi giovani laureati che sono bravi, e che sono comunque costati alla comunità mediamente, si legge, 300-350.000 euro che poi vanno a lavorare altrove.

    Voglio smetterla con le lamentele, anche perché in effetti se siamo partiti con l’elicottero, devo ricordare che un piccolo finanziamento iniziale ce lo diede proprio la Regione Emilia-Romagna. Siamo attivi anche in altri settori per recuperare materiali di scarto; sono sempre pochi, comunque abbiamo vinto un bando, di nuovo, della Regione, per quanto riguarda l’impianto di recupero della fibra di carbonio, che stiamo installando fra l’altro a Imola, presso Hera.

    È chiaro che un progetto come quello dell’elicottero, che è costato finora 13-14 milioni, non mi vergogno a dirlo, è faticoso sostenerlo ancora. Noi quindi adesso stiamo fra l’altro cercando qualcuno che possa entrare, un fondo per riuscire non tanto a completare il nostro progetto, perché quello riusciamo a farlo anche noi, ma a completarlo in fretta: perché? Perché ci sono almeno 300 progetti in giro per il mondo, di droni. Quindi, o arriviamo prima, oppure ci facciamo mangiare l’idea da quelli che sono i nostri concorrenti, che hanno comunque risorse più importanti. Questo è un problema.

    L’ultimo che vorrei sottolineare è che ci vorrebbe una regia europea, forse l’ho anche già detto poco fa, nazionale e regionale, che cerchi un po’ di coordinare le imprese, i centri di ricerca, le Università, che ognuno non vada per i fatti suoi. Si dovrebbe cercare di concentrare le risorse, che non sono tantissime, su pochi progetti, però importanti, ed è comunque importante Calabri, io lo dico: va bene quello che tu hai detto poco fa, però se avessimo qui vicino a noi un grosso player, come hanno a Torino, come hanno in campagna, come hanno in Puglia, se ce l’avessimo qua vicino sarebbe meglio, perché sarebbe più facile, comunque. Poi, se non c’è, è chiaro che va bene anche, ci mancherebbe… Se però riuscissimo a portarlo, sarebbe meglio, e stiamo comunque anche provandoci, quindi magari fra un po’ ci sarà anche qualche lieta novella.

    Io vi ringrazio. Mi fermo qui, e comunque vi rinnovo l’invito a visitarci.

     

    (interruzione)

     

    Alessandro CURTI, Amministratore delegato della CURTI S.p.A.. Abita a sette chilometri da noi. Se non lo facesse, sarebbe veramente…

     

    Presidente RONTINI. Qualche volta io ci sono andata.

    Grazie all’ingegner Curti.

    Adesso passiamo la parola al professor Paolo Tortora, direttore del CIRI, Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale Aerospace dell’Alma Mater di Bologna. Tra l’altro è recentemente entrato a far parte del Consiglio tecnico scientifico dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana. Anche in questa occasione gli facciamo i complimenti e gli facciamo gli auguri soprattutto di buon lavoro.

    A lui la parola per la sua comunicazione in materia di ricerca nel settore della space economy.

     

    Paolo TORTORA, Direttore CIRI Aerospace, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Buonasera a tutti.

    Intanto, grazie moltissime per questo invito. Parto dall’ultima cosa che è stata detta: proprio domani mattina abbiamo la seduta di insediamento del nuovo CTS dell’ASI, quindi sono da qui in partenza per andare poi a Roma.

    Per prima cosa mi rivolgo ovviamente al collega ed amico Alessandro Curti, con cui da circa dieci, dodici anni cerchiamo di convincere la Regione e tutti gli enti che l’aerospazio è importante. Un’audizione come questa dieci anni fa sarebbe stata completamente impensabile, perché era difficile convincere la politica che l’aerospazio era un settore importante anche da un punto di vista economico, non solo da un punto di vista proprio della ricerca e sviluppo. Sicuramente quindi mi son fatto venire un po’ di capelli bianchi per farlo, questo non è un problema, ma almeno ce l’abbiamo fatta a convincervi che questo è un settore importante.

    Io mi concentrerò un po’ di più sulla parte space. Abbiamo parlato un po’ di più della parte aeronautica fino adesso, e anche dei progetti che sono stati fatti. Comincerei dando una definizione di space economy, perché spesso si parla di space economy e non si capisce bene di che cosa si tratta. Leggo da una definizione che è stata data dall’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e Sviluppo Economico: “la space economy è l’intera gamma di attività e uso di risorse che creano valore e benefici per gli esseri umani nel corso dell’esplorazione, ricerca, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio”.

    La seconda cosa che vorrei dire, ovviamente per declinare un po’ meglio la definizione di space economy è parlare di tutto il comparto produttivo e finanziario orientato alla creazione di impiego, quindi far crescere l’economia, beni, servizi e sfruttamento delle risorse nell’ambito dello spazio extra-atmosferico.

    L’altra cosa che vorrei sottolineare, e qui già Alessandro Corti l’ha detto, è che fare attività aeronautica e spaziale è difficile. Non dobbiamo nasconderci il fatto che fare attività aeronautica e spaziale è difficile, bisogna avere competenze enormi, bisogna avere capitali, bisogna avere anche le persone per farlo, e qui la nostra Università gioca un ruolo importante in tutta la filiera che negli ultimi vent’anni è stata messa in piedi, a partire dalla fine degli anni Novanta. Cito en passant il corso di laurea triennale in ingegneria spaziale, il corso di laurea magistrale in ingegneria aerospaziale, il dottorato, che è una cosa relativamente recente, il Centro Interdipartimentale di Ricerca, c’è insomma tutta la filiera che parte dalle scuole superiori e che va fino alle esperienze post laurea. Questa è un’esperienza unica nell’intera regione, basata sostanzialmente nel campus di Forlì, dell’Università di Bologna.

    Perché dico che lo spazio è difficile? Perché a partire dagli anni 2000, quando è stata inventata questa dizione di new space economy, come se la space economy fosse un po’ vecchia, ci si riferisce al fatto che c’è stato un cambiamento molto importante. Sono entrati capitali privati, veramente in grandissima quantità, che oggi sono sostanzialmente guidati da due grandi gruppi che conoscerete per ovvie ragioni, e che sono legati al gruppo di SpaceX, negli Stati Uniti, al Gruppo di Blue Origin. Se io vado a vedere chi sono i proprietari di questi due grandi gruppi, sono due persone che probabilmente conoscerete, che avrete sentito nominare: Elon Musk e Jeff Bezos, ed entrambi vengono da un mercato non space. Il motivo per cui questi hanno fatto grandi capitali è perché Elon Musk è stato l’inventore di PayPal, il sistema di pagamento utilizzato praticamente in milioni di transazioni ogni giorno, il che gli ha consentito di accumulare capitali enormi; e Jeff Bezos, che si è inventato Amazon. Oggi è una persona che viaggia con un patrimonio personale fra i 200 e i 230 miliardi ed è chiaro che non ha problemi di capitali da investire.

    Oggi queste due grandissime aziende hanno fatto degli investimenti enormi, rispettivamente (SPaceX) nell’ambito dei lanciatori, con i lanciatori Falcon, Falcon 9 e Falcon Heavy, che sono oggi diventati il sistema di riferimento per i lanci per l’accesso all’orbita negli Stati Uniti; e Blue Origin, che sta pensando ovviamente a tutti i suoi sistemi di utilizzo dello spazio per turismo spaziale, eccetera. Non bisogna dimenticarsi però che entrambe queste grandissime aziende hanno avuto enormi fallimenti. Per arrivare ai loro successi, cioè, sono passati attraverso decine, se non centinaia di fallimenti durante i lanci, esplosioni, fortunatamente nessuna con conseguenze in termini di perdita di vite umane, ma certamente con grandissime perdite di capitali, che alla fine, però, hanno portato ad avere un grande successo.

    Ricordo che c’era un altro player che veniva dal gruppo Virgin, qualcuno di voi conosce ovviamente questo brand. Virgin Orbit circa un anno fa ha dichiarato il fallimento, perché ha fatto una serie di tentativi di lancio… Forse ricorderete che il sistema di lancio di Virgin si basava su un grande Jumbo, un 747, con un missile sotto una delle ali. Al terzo tentativo di lancio in orbita, fallito purtroppo, per cui il lanciatore non è riuscito ad arrivare all’orbita, è famoso un tweet di Elon Musk che gli ha scritto space is hard”, cioè andare nello spazio è difficile. Solo chi l’ha fatto riesce a rendersi conto di questo. È importante ricordarsi che le tecnologie, i capitali e le persone sono veramente fondamentali, ma nulla è scontato, nulla è semplice. Do qualche altro dato. Peraltro, i dati che vi sto leggendo sono parte di un rapporto che è stato messo in piedi dallo Space Economy Evolution Lab della SDA Bocconi, uno studio finito a dicembre del 2023, a cui peraltro l’Università di Bologna ha partecipato. Vi do però qualche numero perché secondo me è importante contestualizzare quello di cui stiamo parlando a livello internazionale, poi europeo, e poi italiano.

    Nel 2021 c’è stato un investimento in start-up nell’economia spaziale globale di circa 15 miliardi di dollari. È chiaro allora che oggi siamo di fronte a un paradigma nel quale certamente non è la scarsità di capitali quella che manca, però bisogna cercare di fare una politica per capire come utilizzarli, questi capitali. È evidente che stiamo parlando anche di una disponibilità di flusso di cassa che è molto sproporzionata rispetto all’Europa, e stiamo parlando sostanzialmente del mercato degli Stati Uniti.

    Negli ultimi dieci anni però, anche qui un numero importante, sono stati investiti in circa 1.800 nuove start-up, circa 260 miliardi di dollari. È chiaro che non diventano un unicorno tutte quante queste società che nel giro di pochi anni sfondano il miliardo di valore, ma se non si prova a fare investimenti di tipo innovativo, certamente non si ha successo.

    Ho parlato di Stati Uniti, e allora vi dico qualche altro dato importante. Gli Stati Uniti in questo momento sono chiaramente un mercato al quale si guarda per cercare di capire come orientare anche la politica, ed è il motivo per cui ve ne parlo qui, per la creazione e lo sviluppo di nuove forme di collaborazione. Negli Stati Uniti si stanno sperimentando nuove forme di collaborazione pubblico-privato. Un tempo, cioè, la NASA era l’agenzia spaziale di riferimento perché aveva un bilancio pazzesco, assolutamente non comparabile neanche col bilancio dell’Agenzia Spaziale Europea, che già raggruppa 25 Paesi membri. Quindi, diciamo che è già una cosa del tutto non comparabile a quello che può essere anche il bilancio dell’Agenzia spaziale italiana. Oggi la NASA sta diminuendo sempre di più il proprio bilancio. È chiaro che anche le difficoltà economiche degli Stati Uniti pesano. Ma quello che si vede è che molto più grandi sono gli investimenti fatti dai privati di quelli fatti dalla NASA. Vi assicuro che sono cifre pazzesche, quelle di cui stiamo parlando.

    Il punto importante e la conclusione sono che nell’ecosistema attuale gli attori privati giocano un ruolo veramente importante. È chiaro che devono essere guidati. Allora, sempre guardando al mercato degli Stati Uniti, che cosa si sta cercando di fare? Intanto di efficientare costi e condivisione dei rischi di sviluppo nell’operatività fra pubblico e privato. Cioè, si cerca di non duplicare gli sforzi. Per esempio, ho parlato prima del fatto che SpaceX ha costruito la navicella che si chiama Dragon, che è quella che porta gli astronauti sulla stazione spaziale, e l’investimento fatto è stato completamente privato. La NASA non ha dato un dollaro per fare questo investimento. Ma SpaceX sapeva che lo Space Shuttle stava venendo dismesso. Quindi, se avesse avuto successo nella creazione di una capsula per portare gli astronauti sulla stazione, poi la NASA gli avrebbe comprato ogni volo verso la stazione spaziale, ovviamente quasi a un prezzo di monopolio. Quindi, oggi Dragon è l’unica capsula che può portare astronauti verso la stazione spaziale, ovviamente in attesa di attori privati, come Axiom, di cui abbiamo già sentito parlare.

    In Italia si cominciano a fare le cosiddette “PPP” (partnership pubblico-privato) dove ci sono capitali privati investiti, il pubblico aiuta o coordina fra strategie, ma non ci mette tutto il capitale, sapendo che poi i servizi che generano da quell’investimento possono creare revenue, quindi creare ritorni economici importanti.

    Due casi possibili vengono dall’esempio degli Stati Uniti, e ve li elenco. Il primo è il settore pubblico come facilitatore e partner, quindi proprio le partnership pubblico-privato. Ho parlato prima del Cargo Dragon sviluppato da SpaceX con un investimento completamente privato. Ma poi, se ho la promessa che mi si comprano i voli, chiaramente quell’investimento diventa altamente redditizio. Il secondo esempio, invece, è il settore pubblico che da imprenditore diventa cliente. Cioè, invece che investire su una certa tecnologia, io ti prometto che, se tu vorrai una certa tecnologia, io ti compro i servizi legati a quella tecnologia.

    Un altro esempio, che, guarda caso, viene sempre da SpaceX, è la costellazione Starlink. Ne avrete sentito parlare. Starlink ha lanciato qualcosa come duemila satelliti in orbita, che sono quelli per la connettività internet fatta via satellite. Oggi anche in ambito militare si pensa di utilizzare la costellazione Starlink, dopo che sono stati fatti investimenti per centinaia di milioni di dollari per lanciare qualcosa come duemila satelliti già in orbita e ognuno lanciandolo con il proprio lanciatore. Quindi, la catena del valore che SpaceX ha messo insieme è la seguente: mi sviluppo il mio lanciatore, lancio “gratis”, quindi non devo pagare nessuno, metto satelliti in orbita e a quel punto vendo i servizi per Starlink.

    Tirando le somme, nel solo 2022 nel settore spaziale il valore del mercato era di circa 470 miliardi di dollari a livello globale. Però, il dato molto importante è che i finanziamenti pubblici si fermavano a circa 103 miliardi di dollari. Questo sta a significare che tutto il resto era capitale privato. Questo sicuramente è un cambio enorme di paradigma rispetto a che se avessimo fatto questa conversazione alla fine degli anni 2000, perché nel 2008-2009 tutti questi capitali privati non c’erano e certamente non venivano investiti al posto di capitali pubblici.

    Prima di passare a qualche “raccomandazione”, vorrei citare il fatto che uno dei mercati più ad ampio ritorno dal punto di vista del capitale ed economico è proprio la parte del downstream. Si pensa a tantissimi servizi in orbita per fare earth observation, per fare rilevamento del suolo. Sappiamo benissimo quanto questo avrebbe aiutato in occasione degli importanti eventi catastrofici che si sono verificati in Emilia-Romagna. Ecco, il settore del downstream in particolare legato alla earth observation certamente è un settore che deve ancora esplodere. Su questo sicuramente c’è molto da fare anche per garantire app e società che possano fare questo tipo di lavori. Tanto per dare una cifra, il settore è valutato in circa 370 miliardi di dollari, globalmente. Quindi, parliamo di cifre incredibili.

    Vorrei dare qualche raccomandazione strategica, che non è mia ma – lo ripeto – è parte di questo studio che è stato fatto dall’Osservatorio Space Economy, che però secondo me calza molto bene anche con il territorio. Sicuramente i macrotemi a cui guardare sono quello di una strategia nazionale, che ovviamente dovrebbe declinare in ambito nazionale quella che, poi, è una strategia europea, una politica industriale, che deve essere declinata sul territorio, ed è chiaro che il territorio dell’Emilia-Romagna ha le sue peculiarità, di cui parleremo fra un attimo, e poi politiche finanziarie, perché se è pur vero che i capitali sono importanti e servono, se è anche vero che ci sono banche o magari la Cassa depositi e prestiti che possono offrire aiuti importanti per gli investimenti, questo va guidato con una politica oculata. Del resto, non si può cercare di investire a distanza di dieci chilometri fra Imola e Faenza, magari due società che facciano la stessa identica cosa, con capitali che sono sempre di tipo pubblico, magari della Cassa depositi e prestiti.

    Declinando queste raccomandazioni, le due cose che io mi sentirei di citare sono proprio favorire la crescita delle piccole e medie imprese. La regione Emilia-Romagna vive al 95-98 per cento sulla filiera delle PMI, quindi è chiaro che questa crescerebbe moltissimo. Abbiamo già citato il fatto che sarebbe importante – peraltro, come è già stato detto, ci stiamo lavorando in tal senso – cercare di far arrivare un grosso player in regione per aggregare, guidare e cercare di far crescere le PMI che possono essere aggregate da questa tipologia di esperienze di prodotti. Ma poi il ruolo importante – non lo dico solo in quanto professore universitario, ma anche come imprenditore, visto che ho partecipato alla creazione di due start-up, mi hanno coinvolto nella seconda tirandomi un po’ per i capelli dopo l’esperienza della prima – delle università e dei centri di ricerca, che sono fondamentali non solo per la creazione del manpower, che serve per questo space, che, come ho detto all’inizio, è difficile, ma anche per la creazione di società spin-off e start-up che godano di uno status di potersi prendere molti più rischi, perché hanno meno dipendenti, possono investire su prodotti, linee o tecnologie veramente di frontiera, sapendo che, se vanno molto bene, ovviamente dovranno vedere una crescita, magari con acquisizione di grandi gruppi industriali, se vanno male al più saranno durate qualche anno, ma avranno fatto crescere comunque del capitale umano sicuramente importante anche alle grandi imprese.

    Cito un’ultimissima cosa dal punto di vista delle raccomandazioni finanziarie. Questa è una cosa che può sembrare non importante, ma certamente lo è per chi fa attività spaziali. In Italia esiste ancora una tassazione sul premio assicurativo delle polizze applicabili alle attività spaziali. È chiaro che chi fa un satellite, chi fa un’attività paga un’assicurazione per prendersi una parte o azzerare una parte del rischio. Ebbene, in Italia questi premi assicurativi sono tassati fra il 7,5 e il 22 per cento, mentre in grandi altri Paesi questa tassazione è arrivata a zero. Per quale motivo questo? Perché chiaramente si cerca di favorire che ci sia anche una forma di diminuzione del rischio, ma che questa non si porti dietro anche una parte importante di spesa relativamente al premio assicurativo.

    Nella speranza di essere stato nei tempi che mi sono stati assegnati, chiudo dicendo che noi come università ci siamo e non facciamo solo l’accademia in senso “antico”. Abbiamo gemmato diverse spin-off e partecipiamo alla creazione di imprese, nel senso che diamo grande slancio al fatto di cercare anche di far crescere le imprese locali. È chiaro che un interessamento della politica – a tal proposito ringrazio ancora la presidente per questo invito – nel cercare di capire come leggi regionali possano poi declinare leggi a livello nazionale è davvero fondamentale.

    Grazie mille a tutti per la vostra attenzione.

     

    Presidente RONTINI. Grazie, professor Tortora.

    Prima di aprire il dibattito per eventuali domande e interventi da parte dei colleghi, vorrei salutare e ringraziare i tanti dipendenti, funzionari e dirigenti della Regione che sono qui oggi in Commissione, la dottoressa Silvia Pellegrini, che lavora con la dottoressa Malossi, che ho citato prima, Andrea Resca, Adriano Gilli, Paola Morbioli, che è del nostro ufficio a Bruxelles, Cecilia Odone e Gian Marco Minardi. Spero di non aver dimenticato nessuno, ma i posti in tribuna laterale li abbiamo terminati. È stato bello. Grazie anche alle stagiste, sia quelle che collaborano con la Giunta, che la nostra, che da qualche settimana ci affianca in Commissione Politiche economiche. Questo era doveroso, oltre che ci tengo sempre a citare i vari collaboratori della Regione che, a diverso titolo, partecipano e affiancano il nostro lavoro più di indirizzo politico.

    Chiedo ai colleghi se ci sono interventi. Non vedo richieste di intervento.

    È stata certamente una comunicazione densa e importante. Abbiamo acquisito tutta una serie di informazioni e di raccomandazioni, se penso alla chiusura del professor Tortora, che speriamo di acquisire e fare nostra. È stato molto interessante. Io vi ringrazio ancora, a partire dai nostri uffici, per aver organizzato la seduta di oggi.

    È un settore che ha certamente un altissimo potenziale, che ha bisogno certamente di sostanziosi investimenti e di capitali, in cui lavorare e impegnarsi. Come ci avete detto, non è facile. Noi abbiamo cercato come Regione, come mi pare sia anche emerso, nel piccolo, con quel bando citato, su cui è andata a risultato la CURTI, di mettere a terra risorse dedicate atte a favorire lo sviluppo dell’impresa. È importante mettere a fuoco una strategia non solo regionale, ma anche di livello più ampio. Sono importanti le relazioni, gli investimenti, insomma la costruzione dell’ecosistema. Cercheremo di provare a irrobustire il lavoro che fin qui è stato fatto.

    È stato per noi importante capire uno dei punti che, anche con una decisione della politica, considerato che è stato inserito nella Strategia S3, può dare soddisfazioni non solo economiche, ma anche di posizionamento al nostro territorio. Pertanto, cercheremo di continuare a lavorare.

    Come sanno i colleghi, questo approfondimento relativo alla Sessione europea non termina qui, perché poi lo porteremo a sintesi nel parere che la Commissione II darà e che andrà a far parte della risoluzione presentata dai relatori, con cui andremo a determinare, scrivere e dettagliare il nostro parere, il punto di vista della Regione Emilia-Romagna, la costruzione, da una parte, del programma della Commissione europea e, dall’altra, del nostro contributo alla formazione anche del diritto comunitario in maniera più ampia.

    Vi ringrazio, dunque, per gli elementi. Metteremo a disposizione il materiale che ci avete consegnato, che è già a disposizione sia nelle pagine dedicate ai consiglieri che in quelle on-line, fruibili anche dall’eventuale pubblico che ci sta seguendo.

    Buon pomeriggio.

     

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