Resoconto integrale n. 15
Seduta del 30 aprile 2024
Il giorno 30 aprile 2024, alle ore 14,30, la Commissione Politiche economiche è convocata in modalità mista, in applicazione dell’art. 124, comma 4 bis del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e della delibera dell’Ufficio di Presidenza 26 maggio 2022, n. 26, con nota prot. n. PG/2024/10913 del 24/04/2024, presso Sala Polivalente, Assemblea legislativa - Viale Aldo Moro 50, Bologna.
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Cognome e nome |
Qualifica |
Gruppo |
Voto |
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RONTINI Manuela |
Presidente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
7 |
Presente |
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COSTI Palma |
Vicepresidente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
3 |
Presente |
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DELMONTE Gabriele |
Vicepresidente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
3 |
Presente |
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AMICO Federico Alessandro |
Componente |
EMILIA-ROMAGNA CORAGGIOSA, ECOLOGISTA, PROGRESSISTA |
2 |
Presente |
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BARGI Stefano |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Presente |
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BONDAVALLI Stefania |
Componente |
BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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BULBI Massimo |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
2 |
Presente |
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CALIANDRO Stefano |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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CASTALDINI Valentina |
Componente |
FORZA ITALIA |
1 |
Assente |
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CATELLANI Maura |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Presente |
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CUOGHI Luca |
Componente |
FRATELLI D'ITALIA-GIORGIA MELONI |
2 |
Presente |
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DAFFADÀ Matteo |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
4 |
Presente |
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EVANGELISTI Marta |
Componente |
FRATELLI D'ITALIA-GIORGIA MELONI |
1 |
Assente |
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FABBRI Marco |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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FACCI Michele |
Componente |
GRUPPO MISTO |
1 |
Presente |
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GIBERTONI Giulia |
Componente |
GRUPPO MISTO |
1 |
Assente |
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LIVERANI Andrea |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Presente |
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MARCHETTI Francesca |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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MASTACCHI Marco |
Componente |
RETE CIVICA PROGETTO EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Presente |
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MONTEVECCHI Matteo |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Presente |
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MORI Roberta |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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OCCHI Emiliano |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Presente |
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PICCININI Silvia |
Componente |
MOVIMENTO 5 STELLE |
1 |
Assente |
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PIGONI Giulia |
Componente |
ITALIA VIVA - IL CENTRO - RENEW EUROPE |
3 |
Assente |
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POMPIGNOLI Massimiliano |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Assente |
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RAINIERI Fabio |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Presente |
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RANCAN Matteo |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
1 |
Assente |
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ROSSI Nadia |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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SABATTINI Luca |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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ZAMBONI Silvia |
Componente |
EUROPA VERDE |
1 |
Presente |
È presente Alessio MAMMI, Assessore all'agricoltura e agroalimentare, caccia e pesca.
Presiede la seduta: Manuela RONTINI
Assiste la segretaria: Agata Serio
Funzionario estensore: Daniela Biondi
DEREGISTRAZIONE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO
8257 -Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo ed agroalimentare e dell'acquacoltura". (Delibera di Giunta n. 521 del 25 03 24)
UDIENZA CONOSCITIVA
Partecipano
Vincenzo Rizzardi Amministratore Unico Consorzio Pescatori del Delta
Patrizia Cavazzini Imprenditrice Azienda agricola Cavazzini e Cotti
Pietro Manzoli Socio d'azienda agricola - U.P.A. Ferrara
Loretta Losi Funzionaria Legacoop E-R
Paolo Bono Funzionario Confcooperative E-R
Comunicano alla segreteria di seguire i lavori col collegamento alla diretta streaming:
CIA Emilia-Romagna
Coldiretti Emilia-Romagna
Presidente RONTINI. Possiamo, quindi, iniziare i nostri lavori dall’Udienza conoscitiva. Ricordo ai colleghi consiglieri che noi proseguiremo anche in ordinaria per espletare altri punti che abbiamo all’ordine del giorno. Dicevo dell’udienza conoscitiva sul progetto di legge d’iniziativa della Giunta – tra l’altro, saluto l’assessore Mammi, che non è qui presente fisicamente, ma che è collegato anche lui da remoto - su “Interventi urgenti a favore di settori specifici del comparto agricolo e agroalimentare e dell’acquacoltura”.
È un progetto di legge che la Giunta ha deliberato lo scorso 25 marzo, sul quale abbiamo nominato i relatori: il relatore Stefano Caliandro e il relatore di minoranza, consigliere Marco Mastacchi.
Il progetto di legge è stato illustrato, e oggi siamo qui per ascoltare i contributi dei soggetti che abbiamo invitato. Tra l’altro, ricordo che è possibile depositare anche osservazioni scritte. Qualche associazione di categoria lo ha già fatto, lo ha fatto CIA Emilia-Romagna. Al termine della seduta verranno caricate sulla carpetta, così che tutti i consiglieri le possano consultare. Poi vi daremo anche i tempi che abbiamo stabilito con i relatori per l’approdo in aula, e a ritroso, per la discussione generale in Commissione, il deposito di eventuali emendamenti e l’esame dell’articolato.
Darei la parola al relatore, Stefano Caliandro, per l’illustrazione della proposta.
Relatore consigliere Stefano CALIANDRO. La ringrazio, presidente. Benvenuti ai nostri ospiti, ai lavori di questa Commissione su un progetto di legge che nasce su iniziativa della Giunta a seguito di interlocuzioni anche con gli stakeholder che oggi partecipano al compimento della fase di ascolto di questa nostra proposta di legge.
L’argomento odierno tratta temi specifici del comparto agricolo e agroalimentare dell’acquacultura del nostro territorio, e lo fa con un progetto di legge per certi versi anche semplice nella sua articolazione, ma puntuale negli obiettivi. Pochi articoli stabiliscono come i contributi che la Regione Emilia-Romagna intende mettere in campo sono essenzialmente finalizzati ad intervenire su una specificità legata all’ettaro quadrato intorno al quale alcuni tipi di investimenti agricoli del nostro comparto insistono.
È vero, infatti, che le filiere agricole e produttive hanno visto in questa fase complicata diventare sempre più difficile il lavoro agricolo. Da qui il senso stesso di un impegno che si protrae e riprende un percorso che da diversi anni questa Regione ha messo in campo.
L’assessore Mammi ha avuto la possibilità di cucire questo progetto di legge con degli investimenti di fondamentale importanza. Tra questi cinque sono i punti centrali intorno ai quali oggi noi discutiamo e rispetto ai quali raccoglieremo anche le vostre sollecitazioni. Sono 4.500 gli ettari di questa Regione coltivati per la produzione di patata, un settore, quello della produzione pataticola, che vede dei marchi d’eccellenza DOP e IGP, sui quali intendiamo continuare a mantenere alta la nostra attenzione.
L’investimento della filiera pataticolo di 500.000 euro è quindi centrato a evitare che le difficoltà legate ai problemi relativi a malattie e parassiti (come il ferretto delle patate) possano continuare a cagionare quei danni che già sono stati cagionati.
La seconda filiera è quella del riso, che occupa 5.000 ettari del nostro territorio, e sul quale l’investimento diventa anche in questo caso importante, visto quello che è avvenuto nel Delta del Po, nella nostra produzione di IGP e l’investimento di 500.000 euro anche in questo caso.
Una riflessione diversa andrebbe fatta invece sulle barbabietole da zucchero perché hanno avuto una trasformazione nel corso del tempo anche del modello industriale degli zuccherifici e della loro ristrutturazione complessiva nel nostro territorio e in quello nazionale.
È vero, infatti, che gli ettari nazionali coltivati in barbabietola da zucchero sono oltre 15.000, e per questo l’intervento diventa ancora più centrale, perché a Minerbio ha sede l’ultimo zuccherificio vero proprio rimasto in Italia per questo tipo di lavorazione. Per questo motivo il finanziamento triennale è stato di 1 milione di euro nel 2024 e di 1,5 milioni per il 2025 e il 2026. Questo ci tengo a dirlo, perché si tratta di una rotazione colturale per la produzione di zucchero, che è necessaria anche per la salute stessa dei nostri territori, quindi non soltanto per la produzione saccarifera, ma anche per la tutela e la coltura del nostro territorio.
Da ultimo ma non per ultimo il riconoscimento del Consorzio dei salumi piacentini con i contratti di Distretto del cibo. In questo caso, l’attività svolta da questo PDL è di aiuto a quello che è invece anche un progetto di investimento nazionale di più di 17 milioni di euro. La Regione interviene in questo articolato con 300.000 euro.
Infine, entrando nell’acquacoltura, il vero flagello di questi mesi, di questi ultimi anni, il granchio blu che ha provocato danni significativi al settore, proprio perché questo animale non ha chi lo può combattere naturalmente nel nostro territorio. Su questo si è avviata una discussione importante che ha tenuto insieme i produttori, gli allevatori, e allo stesso tempo la Regione ha pensato di intervenire con l’erogazione di una raccolta significativa per lo smaltimento del granchio blu stesso, investendo 1 milione di euro per il 2023, e che continuerà ad essere investito anche negli anni successivi.
Si tratta in sostanza di un provvedimento che cerca di dare una lettura d’insieme –perdonatemi – sul finire di una legislatura, in questo momento, che dà il significato anche che l’impegno continua anche oltre questo mandato.
Il provvedimento del quale ragioniamo oggi quindi è quello della stessa tenuta del modello agroalimentare della nostra regione, un’idea di visione del mondo agroalimentare, sul quale tutti insieme dobbiamo costruire le condizioni per un efficiente funzionamento adesso, ma soprattutto le condizioni per poter continuare anche in futuro.
Vi ringrazio.
Presidente RONTINI. Grazie, consigliere Caliandro.
La parola al relatore di minoranza, consigliere Marco Mastacchi.
Relatore di minoranza consigliere Marco MASTACCHI. Grazie, presidente. Grazie anche al collega Caliandro per la sua illustrazione, nella quale ha già detto molto. Io aggiungo solo poche considerazioni, anche magari per stimolare un po’ il dibattito di oggi, più che il dibattito, l’ascolto di oggi.
Sui punti specifici, lo ha già detto anche il relatore di maggioranza, la barbabietola, che è stata per l’Emilia-Romagna è uno dei settori trainanti dell’agricoltura degli anni passati, ormai è rimasta quasi un settore di nicchia, per cui è importantissimo che questi ultimi agricoltori così fondamentali anche dal punto di vista non solo economico, ma anche per l’equilibrio ambientale, le rotazioni, eccetera, vengano tutelati e vengano difesi.
Così come la tutela del settore del riso, che al di là di tutti gli aspetti ambientali italiani soffre anche la concorrenza dei Paesi asiatici. Quello della patata, in particolare, per quanto riguarda la zona del bolognese, è sempre stato un settore strategico, che ospita anche grossi gruppi industriali che oltre al valore aggiunto dell’agricoltura, rappresentano anche un valore aggiunto ulteriore.
Una parentesi particolare, invece, è quella che attiene al granchio blu, che non è solo un tema fine a sé stesso, ma credo che abbia un’implicazione anche dal punto di vista territoriale e sociale, perché va ad innestarsi in un territorio della nostra regione dove l’economia è quasi esclusivamente legata ad un settore specifico. Questo è sicuramente è importante dal punto di vista economico; quindi, è importantissimo riuscire a vedere l’incendio, fra virgolette, legato al tema dell’emergenza economica del momento, ma avrà sicuramente delle implicazioni molto più complicate e pesanti in prospettiva, perché va a cambiare proprio il paradigma di quel territorio della nostra regione. Quindi, in prospettiva, legandomi anche a quanto diceva prima il relatore, di vedere oltre il mandato, credo che sia molto importante perché, comunque sia, qualsiasi attività noi nei prossimi mesi metteremo in campo, sicuramente non riporterà mai la situazione allo stato precedente ad oggi, ma ci sarà sicuramente un assestamento di questo settore, di conseguenza dell’economia di quel territorio, legata praticamente per il 99 per cento a mondo.
Riprendendo invece il tema a tutto tondo, credo che sia importante allargare il più possibile lo sguardo, e io credo che la giornata di oggi sia importante proprio per questa sera, cioè per avere un punto di vista delle persone che sono veramente sul campo e che hanno una visione molto concreta delle cose. Dal quanto di vista politico e tecnico di tecnici regionali, non riusciremo mai ad avere una puntualità e una visione così precisa come chi, invece, i problemi li vive tutti i giorni quotidianamente sulla propria pelle.
In molti casi questi problemi sono legati non solo a fattori contingenti come quelli di emergenza, come il granchio blu, piuttosto che quello che è stato citato per la patata, che adesso mi sfugge, o altre problematiche che di volta in volta si presentano in agricoltura, ma si innesta il tutto anche in una problematica più ampia, che è quella del contesto internazionale. E quando dico contesto internazionale, faccio riferimento alle regole del gioco di base, quindi a tutto quello che viene emanato, in particolare dall’Unione europea, che è sempre un attore importante che condiziona i mercati e quello che succede poi anche nelle nostre case, quotidianamente, ai mercati anche finanziari, che alla fine sono quelli che condizionano tutto questo. In particolare, ritornando un po’ più al nostro settore locale, parlo di quello della grande distribuzione dei prodotti, perché uno dei problemi più grandi che l’agricoltura vive in modo trasversale è il fatto della filiera. Noi cioè sappiamo benissimo che ci sono dei prodotti che vediamo a banco a 3-4 euro al chilo, e sappiamo invece che gli agricoltori vendono molte volte al di sotto del prezzo del costo di produzione, quindi 20 centesimi, 30 centesimi, 50 centesimi. In molti casi per loro è quasi più facile smaltire e distruggere il prodotto, piuttosto che metterlo sul mercato con tutte le implicazioni che ci sono.
Questo è un dato importante, che credo che dobbiamo sempre tenere sott’occhio, perché se ci focalizziamo sul problema specifico, rischiamo di perdere di vista invece il problema più complessivo, che è quello che condiziona.
In questa legge non si parla – e nel corso della discussione avremo occasione di riprendere l’argomento – di un altro settore importantissimo, anch’esso in grande crisi, che è quello della frutticultura. In particolare, la pera nella nostra regione, ma un po’ tutta la parte di frutticultura sta subendo delle problematiche enormi, e credo che un focus vada fatto anche su questo, perché è uno dei settori strategici anche di eccellenza, perché la nostra Regione è sempre stata all’avanguardia, i nostri agricoltori sono sempre stati all’avanguardia da questo punto di vista, e in questo momento sappiamo bene che ci sono agricoltori che stanno togliendo gli impianti per non consumare, usando un gergo molto grezzo, i risparmi e i redditi che hanno prodotto negli anni passati, riportando magari il terreno a seminativo o a culture più povere, che è veramente un peccato. Anche perché, agricoltura e impianti così specializzati richiedono tempo per essere riconvertiti nel caso in cui le cose dovessero riprendere.
Per cui credo, lato nostro, qui sto parlando più a noi stessi che non ai nostri interlocutori di oggi, dobbiamo essere consapevoli di questo e mettere sotto un focus molto importante, come dicevo, sempre guardando oltre il mandato, sul fatto che serve un aiuto concreto, che va un po’ oltre l’estintore per spegnere l’incendio di oggi, ma serve una politica agricola regionale, compatibilmente con quanto possibile e con quanto detto prima, con le regole internazionali, che cerchi il più possibile di tutelare questo mondo, che purtroppo è in una situazione veramente disastrosa. Questo è il mio punto di vista ad integrazione di quanto detto dal relatore di maggioranza. Credo, come ho detto in apertura, che sia importantissima la giornata di oggi per ascoltare, per avere il più possibile informazioni che ci saranno utilissime nella discussione dei prossimi giorni per far sì che questa legge, per quanto possibile, risolva… Sappiamo che non risolverà tutto, ma che almeno metta il più possibile una pezza grande su queste problematiche cui ho fatto cenno.
Grazie.
Presidente RONTINI. Grazie al relatore di minoranza, consigliere Mastacchi.
Al momento ho una sola richiesta di intervento di intervento, quella di Vincenzo Rizzardi, amministratore unico del Consorzio Pescatori del Delta del Po, che inviterei a venire qua. So che in sala ci sono diversi altri rappresentanti delle associazioni di categoria, e che alcuni invece sono collegati in streaming, dell’agricoltura. Naturalmente, finché non chiudiamo i nostri lavori, se cambiate idea c’è la possibilità di chiedere la parola.
Vi ringrazio per aver raccolto il nostro invito ad essere qua. Saluto anche il dottor Valtiero Mazzotti, direttore generale dell’assessorato all’agricoltura e la dottoressa Montanari, che lavorano con l’assessore Mammi, che, come dicevo prima, ci sta seguendo collegato da remoto.
Le darei la parola per intervenire.
Vincenzo RIZZARDI, amministratore unico del Consorzio dei Pescatori del Delta del Po. Grazie a voi per l’opportunità che mi state dando. Com’è stato detto, quindi, sono amministratore unico di un Consorzio Pescatori. La mia mansione principale, la mia professione principale è quella di commercialista e revisore contabile. In oltre 40 anni ho avuto il piacere e l’onore anche di vedere la crescita del nostro territorio, e quando parlo di territorio parlo di Sacca di Goro e Comacchio, perché molto spesso vedo che viene evidenziata, focalizzata la situazione su Goro, ma esiste anche una realtà economica delle vongole di Comacchio che è fondamentale, soprattutto per alimentare il prodotto in Sacca di Goro.
Faccio un breve excursus. In Sacca di Comacchio, nelle dighe di Comacchio normalmente la vongola arriva ad un accrescimento che non sempre arriva a una pezzatura destinata al consumo alimentare. Quindi, c’è questa sinergia tra Comacchio e Goro per cui le vongole di Comacchio non di pezzatura sufficiente vengono messe negli impianti di Goro per completare il loro ciclo biologico. Quindi, c’è questa sinergia da anni su Goro e Comacchio che, di fatto, ha permesso anche di riunire socialmente due comunità spesso storicamente in conflitto. Quindi, si è pervenuti a questo equilibrio.
Comacchio l’influenza del granchio blu purtroppo l’ha vissuta sin da maggio dell’anno scorso, quindi quasi un anno fa. I motivi non li sappiamo, perché prima Comacchio e dopo Goro. Però, i dati di fatto sono stati questi. Quindi, abbiamo una realtà delle imprese ittiche, dei vongolari, come li chiamo io, di Comacchio che da maggio-giugno praticamente sono di fatto senza reddito. La Sacca di Goro, per via della conformazione della sacca, invece, ha fortunatamente permesso una continuazione della raccolta di prodotto, che è arrivata sino a dicembre-gennaio di quest’anno.
Il granchio blu che cosa sta provocando nei nostri territori? Sta provocando quello che io mi auguro venga veramente preso con forza in considerazione, nel senso che le criticità economiche, al di là della premessa su Comacchio che ho fatto prima, e gli effetti conseguenti si vedranno in modo devastante da metà 2024 ad andare in avanti. Teniamo conto che la vongola ha un ciclo biologico di crescita che varia mediamente da un anno a due anni, quindi capite che cosa vuol dire seminare la semina, lavorarla, proteggerla, attendere l’accrescimento e immetterla nella commercializzazione: abbiamo veramente un ciclo biologico minimo fino al 2025.
I sostegni ci sono stati, ci sono stati sia dal Governo, che dalla Regione, che ha profuso con questa proposta 1 milione di euro, ma ci sono state anche altre misure, penso ad esempio a quelle del FEAMP, a sostegno della pesca. Però, quello che io oggi avverto sul territorio, chiedendo all’Assessorato di valutare attentamente tutte le premesse e tutte le considerazioni che ho fatto prima, è che la criticità inizierà da oggi per altri due, tre, quattro anni, che in un’economia sui nostri territori basata esclusivamente sulla vongola non so quali aspetti sociali ci possa portare. Ripeto, io sono molto preoccupato di questo.
Per quanto riguarda l’eliminazione del granchio blu, il granchio blu bisogna viverlo, bisogna vederlo all’opera, altrimenti si fa fatica a rendersi conto di come sta devastando l’intera economia. Una femmina di granchio blu produce da 700.000 a 2 milioni di animali, quindi numeri impressionanti. La Sacca è pienamente coperta da granchi. Manca solo che in estate ci portino via dal lettino quando andiamo al mare. Ci si aspetta anche questo. Quindi, anche quello è un settore che andrebbe monitorato. Il granchio blu non si può combattere con prodotti alimentari, immetterlo nel commercio perché venga destinato al consumo alimentare. Parliamo di quantità veramente minime. Necessita una lavorazione che è antieconomica, quindi diventa poi abbandonata, di fatto. Quindi, va incentivato soprattutto l’aiuto ai pescatori perché raccolgano questo granchio blu. Va proprio raccolto, in massa. Con cosa? Con degli strumenti di pesca.
Oggi la Sacca di Goro e Comacchio possiamo dividerle in due zone. Abbiamo le aree in concessione demaniale marittima, dove possiamo dire che tecnicamente e giuridicamente avviene la raccolta del granchio blu. La Regione, con un provvedimento, che credo scada a luglio, quindi spero che in tempi brevissimi né attui una proroga, altrimenti viene a cadere tutto un castello di autorizzazioni e benefìci concessi, ha sancito che nelle aree rilasciate in concessione, oltre alla vongola, è permesso raccogliere il granchio blu, per i fini che ci siamo detti. Nelle aree non in concessione, quindi nelle aree “libere”, che sono delimitate virtualmente da pali, il granchio non si può raccogliere, ma si può catturare. Catturare vuol dire commercializzare il prodotto. Quindi, capiamo che sotto l’aspetto giuridico, tecnico e sanitario parliamo della stessa materia, ma deve essere trattata in due modi diversi.
Anche l’interpello che ho fatto alla Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate, che poi è diventato una risoluzione ministeriale, ha proprio precisato che, viste le ordinanze dei Comuni di Goro e di Comacchio, viste le delibere della Regione, viste tutte queste situazioni, occorre considerare il prelievo del granchio blu in concessione demaniale come attività assimilata alla raccolta delle vongole, quindi trattandola con un regime fiscale agevolato e addirittura dichiarandola non soggetta ad imponibilità IVA. Quindi, l’ha trattata proprio come “materiale di rifiuto”, anche se è improprio come termine. Però, il granchio non rimane solo in concessione, il granchio gira per tutta la sacca, quindi come posso io gestire queste due situazioni? Invito l’Assessorato competente a valutare anche questi aspetti. È chiaro che il mare non è competenza solo della Regione. Le concessioni demaniali le rilascia la Regione Emilia-Romagna in deroga a tutto un procedimento ministeriale.
Vi è, poi, un altro aspetto. Io raccolgo il granchio e sotto l’aspetto sanitario lo devo smaltire. E qui entro nel merito della tipologia di contributo di finanziamento del milione di euro destinato allo smaltimento del granchio blu. L’oggetto è lo smaltimento. Se io lo raccolgo in concessione, come ho detto, lo smaltimento chi lo effettua? Abbiamo giuridicamente le concessioni demaniali rilasciate a una cooperativa, chi opera sono gli addetti, i soci della cooperativa, che sono tutti titolari di impresa. Allora, l’oggetto del contributo è dare ristoro al singolo pescatore? Questa è una domanda che mi pongo. Il pescatore non può provvedere direttamente allo smaltimento. Il passaggio tecnico è: pescatore, conferimento a cooperativa, la cooperativa (passatemi il termine) raccoglie il prodotto in un bin (adesso lo dico in modo molto semplice) e l’azienda che effettua lo smaltimento deve raccogliere questo prodotto e poi effettuare lo smaltimento. Di che animale? Perché se è un animale vivo non posso smaltirlo. Non è un animale soggetto a pericolosità per l’umano. Non siamo in presenza di aviaria per i polli o di peste suina per i maiali. Quindi, è un animale vivo. Ebbene, l’animale non dovrebbe essere vivo, perché se non è vivo diventa scarto di lavorazione, scarto alimentare, e quindi riesco a effettuare lo smaltimento. Quindi, abbiamo anche questo aspetto. La Regione dovrà pur chiarire giuridicamente come posso comportarmi o quello che devo fare. I soggetti che sono in Sacca di Goro e Comacchio sono oltre cinquanta cooperative. Non sono poche. Quindi, avremo cinquanta soggetti giuridici da dover gestire, in due zone, Comacchio e Goro. I Comuni, in accordo con l’ASL, dovrebbero identificare delle aree dove effettuare lo smaltimento, come si fece anni e anni fa con il prelievo delle alghe in Sacca di Goro, quando c’erano problemi di anossia o di acido okadaico.
È vero che il disegno è molto snello, sono quattro righe, che destinano un milione di euro allo smaltimento, ma chiaramente adesso c’è tutto l’altro lavoro da dover fare per metterlo in pratica, altrimenti diventa un discorso fine a sé stesso. Queste situazioni le abbiamo già vissute in Sacca di Goro, con un provvedimento che ha fatto il Governo dove stanziava 2,9 milioni di euro per lo smaltimento sempre del granchio e per l’acquisto di strumenti di protezione del granchio. Per lo smaltimento, perché non si era preparati in questa fase, credo siano stati richiesti solamente 30.000 euro. Quindi, è stato (passatemi il termine) un provvedimento flop da quel punto di vista.
Questo per arrivare a dire cosa? Benissimo l’intervento. Però, c’è tutto un lavoro preparatorio a ottenere quel risultato.
Presidente RONTINI. Dottor Rizzardi, le chiederei di stringere. Di solito diamo una decina di minuti, ma lei è andato ben oltre. Grazie.
Vincenzo RIZZARDI, amministratore unico del Consorzio dei Pescatori del Delta del Po. Finisco.
Va monitorato il 2024, il 2025 e il 2026.
Aggiungo che ultimamente sui giornali ho letto che il Comune di Goro è uno fra gli ultimi Comuni come reddito pro capite, siamo sui 10.000 euro. Questo è un dato fuorviante, che potrebbe spiazzare eventuali finanziamenti successivi. Perché l’importo è così basso? Perché essendo reddito agricolo il rigo RN1 imponibile (parlo tecnicamente) è pari a zero. Quindi, abbiamo fatturati altissimi, redditi importanti, con un imponibile fiscale sotto l’aspetto statistico pari a zero. Che cosa comporta? Comporta che negli anni successivi la gente cercherà altri lavori, altri impieghi, e avremo l’effetto opposto, vale a dire che sembrerebbe che Goro e Comacchio guadagnino di più negli anni successivi rispetto agli anni delle vongole. Quindi, invito a monitorare anche questo aspetto.
Grazie.
Presidente RONTINI. Grazie.
Chiamo adesso Patrizia Cavazzini, imprenditrice agricola.
Patrizia CAVAZZINI, imprenditrice agricola e rappresentante del Consorzio del Riso del Delta del Po IGP. Grazie. Sono imprenditrice agricola e componente del consiglio di amministrazione del Consorzio del Riso del Delta del Po IGP.
Noi ringraziamo e siamo grati dell’attenzione alla cultura, che, come sapete, è fondamentale, perché il riso viene coltivato in zone adiacenti al Delta del Po, quindi in zone che erano in origine valli salmastre, quindi la cultura del riso è indispensabile ogni tanti anni per dilavare il terreno dai sali. Senza la risaia non ci sarebbe agricoltura in quelle zone.
In questi anni abbiamo avuto mille problemi e siamo estremamente grati dell’aiuto che ci avete dato sulla bruciatura delle paglie, però le guardie forestali ci impediscono di bruciare, quindi il problema non è stato risolto. Vi vorremmo invitare a venire a vedere il territorio, perché ognuno di noi ha letto e studiato il vostro Piano regionale, con il progetto di fare canali ulteriori, però se voi veniste a vedere vi rendereste conto che la presenza di acqua costante si può benissimo assicurare con i canali già presenti. Creare altri canali devasterebbe i terreni. Noi abbiamo una sistemazione molto diversa da quella del…
Presidente RONTINI. C’è molto brusio in aula, si fa fatica a seguire. Prego.
Patrizia CAVAZZINI, imprenditrice agricola e rappresentante del Consorzio del Riso del Delta del Po IGP. L’ultima cosa che voglio dire è che da vari anni, ma in particolare dall’anno scorso, subiamo danni enormi a causa della fauna selvatica, le nutrie ormai da tantissimo tempo, ultimamente i fenicotteri e le volpoche, che hanno fatto danni devastanti. In un mio apprezzamento per le volpoche ho perso 30.000 euro. Ho fatto tutti i passi con la Regione ma non siamo arrivati a capo di niente. Quindi, anche questi sono problemi da tener presente e non so bene quale possa essere la soluzione. Però, più c’è presenza di acqua nella risaia e più questi uccelli selvatici tendono a fare disastri. Quest’anno si sono già presentati e adesso vedremo come andrà a finire.
Vi ringrazio.
Presidente RONTINI. Grazie.
Chiedo se qualcun altro dei presenti in sala vuole intervenire. Non vedo richieste. Vi ringrazio per aver partecipato ai nostri lavori.
Io, come anticipato in apertura, vi do qualche coordinata. Penso che ci daremo il 13 maggio come data per il deposito degli emendamenti, se ai relatori va bene la proposta che arriva dalla Segreteria della Commissione, il 14 maggio andremo in Commissione per l’esame dell’articolato, quindi per il voto sugli articoli e sugli eventuali emendamenti che i consiglieri potranno presentare anche a seguito delle istanze arrivate dagli stakeholder, con l’obiettivo di andare il 21 e 22 maggio in aula per l’approvazione definitiva. Anche perché, l’avete detto voi, lo sappiamo, lo ha specificato l’assessore quando è venuto in Commissione a illustrare, su alcuni dei provvedimenti contenuti nella proposta di legge, su tutti, ma in particolare su alcuni, c’è bisogno di accelerare e di fare il prima possibile per poter dare il la agli atti che anche l’Assessorato dovrà scrivere per mettere a terra le risorse.
Chiudiamo questa prima parte.