Resoconto integrale n. 4
Seduta del 13 giugno 2024
Il giorno 13 giugno 2024, alle ore 10,00, la Commissione Statuto e Regolamento è convocata in modalità mista, in applicazione dell’art. 124, comma 4 bis del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e della delibera dell’Ufficio di Presidenza 26 maggio 2022, n. 26, con nota prot. n. PG/2024/14829 del 04/06/2024, presso lo Spazio Giovani del Comune di Sarmato, piazza Roma, 1, Sarmato (PC).
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Cognome e nome |
Qualifica |
Gruppo |
Voto |
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PICCININI Silvia |
Presidente |
MOVIMENTO 5 STELLE |
1 |
Presente |
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CUOGHI Luca |
Vicepresidente |
FRATELLI D'ITALIA-GIORGIA MELONI |
2 |
Presente |
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MUMOLO Antonio |
Vicepresidente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
8 |
Presente |
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BARGI Stefano |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Assente |
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BONDAVALLI Stefania |
Componente |
BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Presente |
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CASTALDINI Valentina |
Componente |
FORZA ITALIA |
1 |
Assente |
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CATELLANI Maura |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
5 |
Presente |
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COSTI Palma |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
7 |
Assente |
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DELMONTE Gabriele |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Assente |
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EVANGELISTI Marta |
Componente |
FRATELLI D'ITALIA-GIORGIA MELONI |
1 |
Assente |
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FACCI Michele |
Componente |
GRUPPO INDIPENDENTE |
2 |
Assente |
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FELICORI Mauro |
Componente |
ITALIA VIVA - IL CENTRO - RENEW EUROPE |
3 |
Presente |
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GIBERTONI Giulia |
Componente |
GRUPPO MISTO |
1 |
Assente |
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MARCHETTI Daniele |
Componente |
LEGA SALVINI EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Assente |
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MOLINARI Gian Luigi |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
1 |
Assente |
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MONTALTI Lia |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
2 |
Presente |
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PARUOLO Giuseppe |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
2 |
Presente |
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PELLONI Simone |
Componente |
RETE CIVICA PROGETTO EMILIA-ROMAGNA |
2 |
Presente |
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SABATTINI Luca |
Componente |
PARTITO DEMOCRATICO BONACCINI PRESIDENTE |
2 |
Presente |
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TARUFFI Igor |
Componente |
EMILIA-ROMAGNA CORAGGIOSA, ECOLOGISTA, PROGRESSISTA |
2 |
Presente |
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ZAMBONI Silvia |
Componente |
EUROPA VERDE |
1 |
Assente |
È presente la consigliera Manuela RONTINI in sostituzione della consigliera Palma COSTI.
Sono altresì presenti i consiglieri: Marco FABBRI (PD), Roberta MORI (PD), Giancarlo TAGLIAFERRI (FDI), Marcella ZAPPATERRA (PD).
Partecipano alla seduta: Paolo CALVANO, Assessore al bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale, rapporti con Ue; Claudia FERRARI, Sindaca di Sarmato (PC); Giulia BERTONE, Responsabile cooperativa PARES; Serena GROPPELLI, Assessora alla partecipazione del Comune di Piacenza (PC); Luca CORBELLINI, vice Sindaco del Comune di Bettola (PC); Stefano FAVARI, dirigente Unione Valnure Valchero (PC), Micaela DERIU (Sett. Coordinamento delle politiche europee, programmazione, riordino istituzionale e sviluppo territoriale, partecipazione, cooperazione e valutazione).
Presiede la seduta: Silvia PICCININI
Assiste la segretaria: Silvia Fanti
DEREGISTRAZIONE CON CORREZIONI APPORTATE AL FINE DELLA MERA COMPRENSIONE DEL TESTO
Presidente Silvia PICCININI. Buongiorno a tutti. Grazie per essere qui. Come Commissione partiamo con il consueto appello dei componenti della Commissione, perché per partire abbiamo bisogno del numero legale e di svolgere le pratiche più formali. Inizio a chiamare tutti i componenti della Commissione. Cuochi Luca.
Consigliere CUOGHI. Buongiorno a tutti.
Presidente PICCININI. Zappaterra Marcella, che dovrebbe sostituire Mumolo Antonio, ha confermato la propria presenza in chat. Bargi Stefano.
Consigliera Marcella ZAPPATERRA. Buongiorno, Presidente. Non so se mi ha già dato presente.
Presidente PICCININI. Sì, grazie consigliera.
Bondavalli Stefania ha dichiarato la propria presenza in chat.
Castaldini Valentina.
Catellani Maura, che è presente e che saluto.
Costi Palma che effettivamente è stata sostituita da Rontini Manuela che ha dichiarato la propria presenza in chat.
Delmonte Gabriele.
Evangelisti Marta.
Facci Michele.
Felicori Mauro, che ha dichiarato di essere presente in chat.
Gibertoni Giulia.
Marchetti Daniele.
Molinari Gian Luigi.
Montalti Lia, che ha scritto di essere presente in chat.
Paruolo Giuseppe.
Presidente PICCININI. Buongiorno.
Pelloni Simone.
Taruffi Igor che è consigliere nonché assessore, che ringrazio per la presenza e saluto.
Zamboni Silvia.
È presente anche la consigliera Mori, che non fa parte della Commissione ma che segue i nostri lavori, Marco Fabbri e anche il consigliere Tagliaferri.
- Audizione dei soggetti responsabili dei progetti partecipativi del territorio della provincia di Piacenza finanziati dal Bando annuale Partecipazione.
Presidente PICCININI. Iniziamo i nostri lavori.
Io sono molto contenta di essere qui. Ringrazio Claudia che ci sta ospitando negli spazi del Comune. So che per tutti è stato un periodo un po’ movimentato ultimamente, perché ci sono state le elezioni, lo sapete, quindi siamo arrivati un po’ tutti in corsa. Però per me è davvero un piacere essere qui, perché oggi abbiamo la possibilità di vedere concretamente attuate le politiche che anche noi come consiglieri, come Giunta, abbiamo messo in campo per quanto riguarda la partecipazione.
Questa seduta si svolge anche su sollecitazione di alcuni consiglieri, in particolare della consigliera Catellani. Ci siamo confrontate tante volte anche insieme all’assessore Calvano, che è qui con noi e che segue questa materia per conto della Giunta, e c’era appunto l’interesse di andare sui territori. Perché spesso facciamo tante discussioni ma alla fine non abbia mai la possibilità di renderci conto se certe scelte che facciamo come Assemblea legislativa e come Giunta funzionano come funzionano, se eventualmente ci sono da fare dei correttivi alle normative.
Quindi, penso che sia un’occasione preziosa per tutti quanti questa seduta. Ne faremo un’altra, lo dico ai consiglieri presenti e a quelli collegati, la prossima si svolgerà ad Argenta.
Io devo fare tutta una serie di ringraziamenti in primis a Claudia e al Comune, perché so che c’è stato un lavoro anche tecnico per garantire i collegamenti da remoto, non semplice, quindi devo ringraziare tutti i tecnici; la Segreteria di Commissione che ha fatto un lavorone, devo dire la verità… Ho il suggeritore perché ho tutta una serie di persone che hanno collaborato per la riuscita di questa seduta.
Voglio salutare sia il personale dell’Assemblea legislativa, che si occupa di partecipazione, sia la dottoressa Deriu e tutto il personale che per la Giunta lavora su questa materia, perché, parlando di partecipazione, c’è una collaborazione anche tra Assemblea e Giunta.
Infine, saluto tutti i nostri ospiti di oggi, che sono la sindaca di Sarmato, che oggi ci ospita qui; la cooperativa PARES; Serena Groppelli, assessore alla partecipazione del Comune di Piacenza; Luca Corbellini, vicesindaco di Bettola e in rappresentanza del Presidente dell’Unione Montana Alta Valnure; Andrea Arfani, Presidente dell’Unione Valnure Valchero e Stefano Favari, dirigente; Lorenzo De Carli, presidente dell’Associazione educatori di strada; e ovviamente saluto e ringrazio anche l’assessore Calvano, a cui poi daremo la parola per alcune considerazioni. Quindi, io inizierei la nostra seduta dando la parola a Claudia, che nuovamente ringrazio, anzi doppiamente, anche per lo sforzo che è stato fatto per mettere in piedi la seduta. Grazie, Claudia. Ti cedo la parola.
Claudia FERRARI, sindaca del Comune di Sarmato. Buongiorno a tutte e tutti. Grazie mille. Prima di tutto anche da parte mia i ringraziamenti dovuti alla Regione e a Silvia, per aver contattato il nostro Comune per svolgere questa seduta. Per un piccolo Comune come Sarmato è un evento eccezionale il fatto di ospitare una seduta di Commissione. In particolar modo ci teniamo molto al fatto che si parli di partecipazione. Poi ci sarà modo di ragionare attorno al percorso e ai progetti che abbiamo portato avanti. Abbiamo appena incominciato il secondo mandato, proprio l’altro giorno. Negli scorsi cinque anni la partecipazione è stata cruciale, per quanto ci riguarda, per il nostro mandato amministrativo.
Qui c’è anche Gabriella Cattivelli, che è una consigliera del nostro Gruppo appena, anche lei, rieletta. Proprio ieri sera ci siamo incontrati e abbiamo ragionato dei prossimi anni e di come questo tema sarà ancora al centro, perché crediamo che a maggior ragione nei Comuni così piccoli, ridisegnare gli spazi pubblici sia una questione proprio di comunità, cambia il volto del paese.
Altri ringraziamenti vanno, come anticipavi, anche agli Uffici. Due parole per dire dove ci troviamo. È una sala sicuramente non convenzionale per ospitare una Commissione di questo tipo, in quanto è un centro educativo, una sala del centro educativo, spazio giovani. Giulia e Michele di PARES la conoscono già, perché parte dei nostri progetti si sono svolti proprio all’interno di queste sale. Siamo in una fase di traslochi vari.
Lo dico perché anche i processi partecipativi che hanno riguardato lo spazio pubblico dell’ex Cinema Topo Nero, che è proprio qui di fianco - magari poi nell’uscire ve lo mostriamo - hanno già cambiato volto in quanto spesso nelle realtà piccole, come il nostro Comune, siamo solo 2.900 abitanti, le aree pubbliche non sono tantissime e quindi gli spazi hanno bisogno di essere multifunzionali.
In più, ci siamo trovati a vincere due bandi PNRR molto importanti, perché stiamo costruendo un nuovo polo dell’infanzia e ampliando la mensa. Questo ha fatto sì che abbiamo dovuto spostare l’asilo nido negli spazi della biblioteca, la biblioteca nella sala del Consiglio, che avrebbe ospitato normalmente un evento di questo tipo, ma attualmente non abbiamo una sala del Consiglio e riuniamo il Consiglio in questa stanza.
Quindi, noi ci adattiamo un po’ alle esigenze per dare continuità ai servizi e vi ringrazio anche di esservi adattati nei nostri spazi, sicuramente piccoli e poco formali.
Però, penso che sia anche un po’ questo il senso di amministrare le realtà e cercare di tirar fuori i buoni frutti da quello che si ha, della base di partenza da cui si inizia a ragionare.
Altri brevi ringraziamenti anche a tutte le persone presenti in sala e collegate, a Giulia e Michele di PARES, che ci hanno guidati nei processi partecipativi che abbiamo portato avanti. Non so appunto se vogliamo entrare nel merito adesso, oppure dimmi tu. Magari faccio una breve introduzione sulle nostre due realtà che hanno caratterizzato lo scorso mandato in questo senso.
La prima, come anticipavo, si chiama Topo Nero, un parco della sostenibilità a Sarmato, abbiamo portato anche alcuni depliant lì davanti dietro il computer, se vuoi dare un’occhiata.
Si tratta semplicemente di un’area in pieno centro paese che vedeva prima un ex cinema, un ex cinema che era stato abbandonato da 45 anni. Era di proprietà privata e abbiamo lavorato per farlo diventare di proprietà pubblica. Poi ci siamo adoperati per ragionare insieme su cosa fare al posto di quell’ex cinema.
È un ex cinema che, tra l’altro, era vicinissimo alle scuole medie, che troviamo qua dall’altro lato della strada ed è stato molto significativo quando poi l’abbiamo abbattuto. Giulia e Michele entreranno un po’ nel merito dei vari step di tutto questo percorso.
Però davvero ha colpito perché nel momento dell’abbattimento sono cambiate anche le scuole, perché questo cinema era molto vicino al confine della scuola e quindi si è aperta una gran luce all’interno delle aule.
È stato simbolico ma un modo di far rinascere un’area che voleva diventare un parco, in parte lo è diventato, in parte già adesso, come accennavo prima, si sta trasformando.
Nelle nostre idee c’era quella di creare una piccola area di parcheggio per il pulmino della scuola e alcune auto, poi soprattutto creare un’area verde condivisa.
Ora una parte delle scuole medie è occupata dal nido, che appunto si è spostato provvisoriamente fino a settembre 2025, e quindi una parte dell’area verde è andata a diventare il giardino del nido, che fa molto outdoor education. Quindi, una parte la vedete seminata, una parte no, per volere della cooperativa che gestisce il nido, ma è allestita con tutta la cucina all’aperto dei bambini e un sacco di aree gioco strutturate per loro. Quindi, è tutto in divenire.
Credo che il fatto di aver lavorato insieme alla comunità in tutte queste varie tappe dedicate alle varie fasce d’età, quindi abbiamo lavorato con i giovani, abbiamo lavorato con gli anziani, ci siamo confrontati in maniera molto aperta e concreta, questo ha permesso alle persone di capire anche questo nuovo passaggio. Perché quando abbiamo fatto questo processo partecipativo ancora non immaginavamo di dover usare questo giardino per l’asilo nido.
Il fatto che ci sia stato poi un cambio di programma, avendo lavorato con le persone, ha reso possibile spiegare in maniera più semplice, in maniera più comprensibile, le nuove necessità.
Credo che sia questo il dato cruciale, utilizzare questi metodi partecipativi, perché fanno sentire le persone incluse nella cosa pubblica e le fanno sentire anche in realtà attive, proprio i soggetti che possono scegliere di cambiare, di migliorare e di ragionare attorno a degli spazi condivisi.
L’altro progetto si chiamava “GiochiAmo a Sarmato” rispetto a due campi gioco che abbiamo qui in paese in due zone diverse. Questi campi gioco andavano riprogettati. Abbiamo fatto un percorso che è stato di fatto una parte di un bilancio partecipativo, abbiamo messo a disposizione 40.000 euro del bilancio comunale che per un Comune piccolo come Sarmato è una cifra abbastanza significativa, anche se sembra piccola in realtà per il nostro Comune non lo è.
In quel senso abbiamo lavorato con le classi delle scuole, ma con chiunque volesse prendere parte alle varie tappe del percorso partecipativo, per proporre dei progetti di campi giochi differenti. Poi c’è stata una vera e propria votazione di questi progetti. I due vincitori sono stati decretati sia dalla votazione fisica, che on line. Non entro nel merito perché so che PARES spiegherà tutte le tappe dei percorsi.
Questi progetti saranno realizzati a breve in due step diversi, che appunto poi magari tiriamo le fila di tutto alla fine della presentazione.
Una cosa particolare su questa iniziativa, su questo processo partecipativo, è stata che le persone che hanno proposto dei progetti si sono confrontate con gli Uffici tecnici, cioè con l’Ufficio tecnico, perché poi ne abbiamo uno. Quindi, i tecnici sono stati a disposizione delle persone che volevano presentare il progetto e hanno fatto una vera e propria fattibilità, cioè hanno valutato insieme quanto poteva costare la loro idea, quanto era fattibile, perché avevamo messo un tot su un campo giochi un tot sull’altro, perché uno è un po’ più grande dell’altro, quindi abbiamo diviso questa cifra.
Hanno capito che non è così banale scegliere cosa mettere all’interno di un campo giochi e che non si può fare tutto quello che uno si immagina.
Ricordo anche lo stupore dei ragazzi, hanno partecipato molti ragazzi e molti bambini delle scuole, quando hanno visto i costi dei giochi che avevano scelto.
Poi è stato anche molto bella - tra l’altro una è la classe vincitrice - quella giornata in cui con i tecnici si sono trovati sopra da noi in municipio e hanno votato quali giochi tenere e quali scartare per stare dentro la cifra. È stato proprio un esercizio, anche per quanto riguarda la classe, importante, di rispetto delle scelte e di capire che non sempre si può fare tutto quello che uno si prefigge.
Quindi, c’è un lato anche educativo in tutta questa esperienza che serve ai giovani ma, mi sento di dire, serve anche molto agli adulti.
Per noi è stato il nocciolo di quello che è stato il percorso amministrativo, tant’è che anche durante la campagna elettorale abbiamo lavorato facendo un programma partecipato, cioè il programma l’abbiamo scritto insieme alle persone.
È sicuramente un modo di lavorare che magari dilunga un po’ i tempi, perché ovviamente avremmo potuto semplicemente dire mettiamo 40.000 euro sui campi gioco, mettiamo questo, questo e quell’altro e i campi gioco li avremmo fatti prima.
Però, non tutto si può misurare solo con il tempo che si impiega ma credo che quello che lasciano questo tipo di processi partecipativi, questo tipo di esperienze, vada misurato nel lungo tempo.
Il fatto che dei bambini, dei ragazzi, possono comprendere che la cosa pubblica è loro, che se ne devono occupare, che se ne possono prendere cura e che possono scegliere cosa farci, credo e voglio sperare che lasci dei frutti anche per il futuro. Quindi, io ringrazio ancora per l’opportunità che la Regione dà anche a Comuni così piccoli come Sarmato. Grazie.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie, Claudia, per la realtà che ci hai rappresentato. Dico solo due cose prima di passare al prossimo relatore, perché non l’ho detto nelle premesse.
Noi abbiamo scelto di essere a Sarmato non a caso, nel senso che la volontà mia e di chi ha collaborato con me era proprio quella di dare intanto un segnale di attenzione a un Comune così piccolo che oggettivamente, lo dobbiamo dire, fa abbastanza fatica perché sappiamo che i Comuni più piccoli non hanno spesso personale, poi con il PNRR immagino che siate impegnati appunto in questo tipo di attività, e quindi è sempre molto complicato.
Però, avere il tempo, la volontà e l’attenzione da dedicare anche alla partecipazione, non è mai scontato e, secondo me, è un valore aggiunto, ce lo raccontavi tu prima, rispetto ai progetti che avete presentato che hanno una valenza ambientale, di inclusione, eccetera. Da quello che percepisco io è stato un esercizio anche formativo e di educazione civica che magari uno non si aspetta, perché pensa al coinvolgimento dei cittadini rispetto all’obiettivo, poi durante il percorso scopri che ci sono altri aspetti positivi rispetto al percorso partecipato. Io adesso darei la parola alla cooperativa PARES che si occupa dello svolgimento dei processi partecipativi. Grazie.
Giulia BERTONE, responsabile della cooperativa Pares. Grazie per l’invito, innanzitutto, e grazie anche a tutti gli amministratori che sono venuti per darci anche l’opportunità di raccontare un po’ come si lavora dentro a questi percorsi di partecipazione.
Riuscire a capire da che cosa è fatto un processo di partecipazione magari non è così immediato, quindi volevamo dedicare questi brevi minuti ad andare un pochino più nel dettaglio su quello che è successo all’interno di questi percorsi che solitamente durano dai sei mesi, magari qualcuno qualche mese in più, però l’arco di tempo in cui le persone sono coinvolte nel dare le proprie proposte, nel condividere le proprie idee sull’oggetto su cui un’Amministrazione pubblica deve decidere, più o meno si articola in questo arco di tempo.
Vedo che l’hanno già condivisa e chiederei di condividere la piattaforma che abbiamo utilizzato per supportare i due percorsi di Sarmato.
Anticipo che come cooperativa PARES abbiamo supportato anche altri progetti che poi interverranno nel corso della mattinata.
Per tutti, un po’ come approccio di lavoro, abbiamo utilizzato e attivato uno spazio online, questo con alcune finalità. Innanzitutto, quello di garantire la trasparenza del processo, quindi di poter raccontare a tutti quello che sta e stava avvenendo. Poi anche come strumento di interazione, nel senso che parte delle attività e delle proposte, soprattutto in alcuni percorsi, si sono svolti anche utilizzando la piattaforma.
Questa scelta di avere a disposizione uno strumento che permetta anche a posteriori, oggi siamo qua a distanza di due anni e possiamo rivedere sulla piattaforma quello che è successo e anche accedere ai documenti che durante il percorso sono stati prodotti, i vari report, i verbali degli incontri e anche gli esiti che questi percorsi hanno avuto. Il fatto di avere a disposizione questa opportunità è preziosissimo.
Volevo dare anche l’informazione che per quest’ultimo bando la Regione Emilia-Romagna ha proprio come scelta incentivato l’utilizzo della piattaforma partecipativa “Partecipazione” che è gestita proprio dalla Regione Emilia-Romagna.
Quindi, diciamo così, c’è proprio questo invito anche da parte della Regione a utilizzare questi strumenti per facilitare la comunicazione, l’ingaggio e soprattutto per un discorso di trasparenza. Ora noi possiamo vedere quello che è successo e accedere alla documentazione prodotta.
Per quanto riguarda il primo processo, di cui parlava la sindaca, quello sul Topo Nero, lo dico anche per i consiglieri che magari sono collegati online, il sito è Sarmato.partecipa.online. L’obiettivo del processo era quello di raccogliere dalla comunità delle proposte che poi ci permettessero di costruire delle linee guida e un catalogo che potesse orientare l’Amministrazione ad alcune scelte da fare nell’area che sarebbe sorta dopo la demolizione.
All’interno del bando Partecipazione c’è proprio questo aggancio molto concreto, che tutti i processi devono concludersi con la produzione di un documento di proposta partecipata. Quindi è un documento ufficiale che poi viene anche validato dal punto di vista della garanzia e della qualità dal tecnico di garanzia e che poi viene consegnato all’Amministrazione. Questo documento contiene tutte le proposte che sono state raccolte durante il percorso.
In questo caso il documento di proposta partecipata consisteva in linee guida per la rigenerazione di quello spazio.
Come le abbiamo costruite, queste linee guida? Michele, se vai sulla parte delle fasi del percorso, che è accessibile in alto a destra, vediamo proprio come si è sviluppato tutto il percorso. A parte le consuete fasi di condivisione, in cui anche con la cittadinanza si condivide quello che si farà nei prossimi sei mesi, queste idee e queste proposte sono state raccolte attraverso alcune attività, anche diversificate tra di loro, perché differenziare le attività di coinvolgimento ci permette di raccogliere da diversi target, da diverse popolazioni, quello che sono le proposte.
In questo processo sono state organizzate quattro giornate di attivazioni comunitarie. Una è servita, la prima, un po’ a focalizzare il tema del passato: che cosa è stato per la comunità di Sarmato il Topo Nero. Abbiamo fatto una passeggiata comunitaria in cui le persone più anziane hanno avuto modo di condividere il significato e il valore anche affettivo, emotivo di questo luogo che da tanti anni era sotto gli occhi di tutti ed era anche molto sentito.
In occasione di questa passeggiata comunitaria, attraverso quello che abbiamo chiamato il “Salotto delle idee”, a fianco alla passeggiata abbiamo allestito un gazebo in cui le persone potevano condividere sia una parola che esprimesse il suo rapporto con lo spazio, ma sia anche una proposta per il futuro e soprattutto un’attività concreta che avrebbero voluto vedere realizzata in quello spazio.
Il secondo momento di attivazione della comunità è stato invece rivolto ai giovani, quindi con uno sguardo al futuro. Sono state organizzate delle giornate che hanno coinvolto le scuole medie, e anche i giovani che frequentano lo Spazio giovani, in cui attraverso attività partecipative di brainstorming strutturato sono state raccolte ulteriori proposte.
Ci sono stati anche dei momenti in piazza, in paese, il Gazebao della domenica, l’abbiamo chiamato, abbiamo allestito un gazebo e le persone potevano fermarsi, potevano parlare anche molto liberamente, fuori da schemi particolarmente strutturati e lasciare delle idee. Tutte queste idee poi venivano anche portate al Sindaco, alla Sindaca fisicamente in Municipio, poi sono state raccolte in questo documento di proposta partecipata. Prima è stata organizzata una giornata di sperimentazione comunitaria, l’abbiamo chiamata, nel senso che una domenica mattina è stato chiuso proprio il centro del paese e sono state messe in pratica quelle attività che potevano essere poi realizzate nel futuro spazio del Topo Nero.
Questo è il programma della giornata comunitaria, le persone più anziane hanno organizzato dei tornei di carte, sono state realizzate delle attività di pittura collettiva della strada, hanno fatto yoga, delle sessioni di ginnastica nel parco. Insomma, si è messo un po’ in pratica quello che poteva essere poi il risultato di quello che si voleva fare nello spazio.
Alla fine, attraverso questi diversi momenti, sono state raccolte, anche con delle video testimonianze, perché è stato fatto anche un video sulle persone che attraverso un videobox potevano lasciare la propria idea, tutto questo materiale così diverso è confluito in un documento che potete trovare anche sul sito, che è il documento di proposta partecipata, che contiene le linee guida su quello che doveva essere un po’ l’orientamento che la comunità dava a questo nuovo spazio, a livello molto generale, poi anche un catalogo di proposte da cui l’Amministrazione poteva attingere per potere andare avanti con i lavori. Questo per quanto riguarda il Topo Nero.
Per quanto riguarda invece il secondo progetto, quello appunto dedicato a definire quali e come dovevano essere fatti i parchi giochi nelle due aree destinate, qua abbiamo lavorato con lo schema un po’ conosciuto, che ritroverete anche in altri progetti successivi, del bilancio partecipativo.
L’Amministrazione ha destinato una quota, che erano 40.000 euro, e la comunità è stata chiamata a decidere insieme come utilizzare quei 40.000 euro, in questo caso in interventi molto delimitati che erano interventi per i parchi gioco. In altri casi il bilancio partecipativo, come vedremo dalle esperienze di Piacenza, ma anche della Valnure e Valchero, può riguardare spese di altro tipo. Queste spese erano per i parchi giochi.
Qua abbiamo scelto proprio un percorso che è quello tipico dei bilanci partecipativi. C’è una fase iniziale di ideazione in cui i bambini e i ragazzi di Sarmato sono stati coinvolti nella progettazione proprio di parchi giochi ideali, e qua sono emerse delle idee anche molto suggestive, molto creative, carrucole da tutte le parti, scivoli. Non era bello in fase iniziale castrare subito la fantasia dei bambini perché, come si dice spesso, molto di questi processi è sì arrivare a un risultato, ma è anche quell’attivazione che si genera durante il processo e che poi è un valore che rimane al di là dell’esito.
Quindi, dopo questa prima fase di creazione così partecipata dei progetti, i ragazzi sono stati chiamati nella fase di valutazione tecnica, si sono confrontati con i tecnici e, progetto alla mano, come diceva la Sindaca prima, hanno scelto in base anche ai costi e al limite che era definito.
Dopodiché, tutta la comunità è stata invitata a esprimere la preferenza sui progetti che a questo punto erano progetti fattibili, perché avevano passato il vaglio della Commissione tecnica che aveva detto sì, questo si può fare, no, questo non si può fare, questo costa troppo, questo sta nel budget.
Soprattutto durante una festa importante, che è la Festa del salame di Sarmato, è stato indetto un banchetto, un seggio pubblico in cui le persone potevano votare. Si poteva votare sia online, sia offline, attraverso un sistema di voto anche molto rigoroso. Questa è un po’ la cifra che accompagna tutte le votazioni che sono state gestite anche nei futuri progetti che sentirete. Dal punto di vista proprio del rigore, abbiamo posto un’attenzione particolare, perché comunque si sta decidendo sulla destinazione di risorse pubbliche.
Dunque le persone potevano votare esibendo il codice fiscale, con una verifica sul fatto che fossero effettivamente residenti a Sarmato, visto che c’era la possibilità di votare anche per i non residenti, c’era un’autodichiarazione da fare per essere dei city users, persone che nonostante non vivessero a Sarmato, tipo i bambini che vengono a scuola ma non sono residenti in paese.
Il voto ha avuto un grande successo perché adesso, rispetto ai numeri degli abitanti di Sarmato che ricordiamo sono 2.000 e ci sono stati in tutto 140 votanti, che rispetto ai numeri della partecipazione dei paesi…
La cosa interessante è che in questo percorso abbiamo sperimentato anche il voto dei bambini, dai 10 anni in su si poteva votare in modalità cartacea. Se devo dire qualcosa che è stato particolarmente apprezzato in questo percorso, è stato proprio questo coinvolgimento delle giovani generazioni e in particolare anche questa funzione di far capire che cosa vuol dire amministrare, che cosa vuol dire scegliere quando hai delle risorse limitate. Grazie.
Presidente PICCININI. Grazie anche per degli elementi che ci sono stati dati rispetto al percorso partecipato che io, per esempio, non conoscevo, cioè il fatto di aver messo in piedi un metodo che sia anche, adesso dico, serio, nel senso che siete riusciti a far votare le persone di Sarmato e quindi anche dal punto di vista tecnico non deve essere stato semplice e quindi non è una cosa improvvisata. Adesso passerei la parola a Serena Groppelli, assessore alla partecipazione del Comune di Piacenza. Buongiorno e benvenuta.
Serena GROPPELLI, assessore alla partecipazione del Comune di Piacenza. Buongiorno a tutte e tutti. Scusate la voce, ma è così, la prendiamo come viene. In realtà io riparto da quello che diceva Claudia, cioè dal fatto che fondamentalmente è un esercizio di educazione civica. Su un Comune grande come Piacenza, il tema si amplia ulteriormente e, io lo butto come spunto di riflessione, sarebbe secondo me interessante ragionare sull’educazione alla partecipazione e su cosa voglia dire partecipazione.
Perché molto, molto spesso io vedo su un Comune come Piacenza, che non ha una grande tradizione partecipativa, devo essere sincera, la partecipazione è confusa con l’elenco della spesa. Cioè, “io voglio che tu faccia questo”, che è proprio il contrario del concetto di partecipazione. Riflettiamo insieme su cosa fare, ma poi si ragiona e si cerca di andare per percorsi condivisi.
È il grande sforzo che stiamo cercando di fare, che abbiamo fatto attivando i laboratori di quartiere l’anno scorso e quest’anno con la predisposizione del bilancio partecipato, di cui poi PARES darà i dettagli tecnici ma che ha avuto, secondo me, un ottimo risultato come primo esperimento, perché abbiamo ricevuto 47 proposte che adesso stanno vagliando come Comitato tecnico per vedere quali siano quelli ammissibili, quali no e poi a settembre andare al voto.
Io ho trovato questa situazione un anno e mezzo fa, quasi due ormai. L’Ufficio partecipazione non c’era più, nel senso che proprio non c’era. C’erano un paio di progetti presentati alla Regione, ma che io ho scoperto venendo a parlare in Regione, perché gli Uffici non li conoscevano. Quando io ho fatto il primo giro dicendo, scusate, ma qui cosa c’è? Niente. Meno male che sono passata in Regione e ho scoperto alcune cose.
Restavano le Consulte, sei Consulte Territoriali su basi tematiche, consulte che però davano accesso solo alle associazioni ed erano una forma di duplicato di alcune altre realtà. Perché poi noi abbiamo il tavolo della cultura, il tavolo dell’istruzione in cui fondamentalmente partecipavano gli stessi soggetti. Quindi era una sorta di doppione, con un’autonomia rispetto al tavolo, però che di fatto non si incontravano. Io le ho costituite, le ho convocate tutte quante, tranne una che è quella dell’ambiente del territorio, che è bella tosta, le altre poi non si sono più autoconvocate.
Questo è stato un segnale forte, perché se nemmeno loro hanno l’interesse ad autoconvocarsi, diventa difficile sostenerle in qualche modo, ma probabilmente hanno trovato altri canali di partecipazione.
La mia domanda era come far partecipare il cittadino, come coinvolgerlo, perché su una città di 100.000 abitanti chi ha voglia di fare solitamente è già all’interno di una situazione, cioè trova uno spazio lì. Come fai a recuperare quell’area grigia, che è quella del “mi lamento ma non propongo e non so bene come inserirmi”? Adesso la dico molto schiettamente, scusate, ma è inutile fare troppi giri di parole. Credo che ragionare in questo senso, ragionare sul fare cultura di partecipazione sia una cosa che andrebbe veramente portata avanti. Io sono sincera, faccio fatica a capire come. Perché il convegno, chi ci viene al convegno? Nessuno. Ci vengono o quelli che lo fanno per lavoro, o quelli che sono già interessati. Trovo che queste forme siano molto utili. I Laboratori di quartiere hanno avuto un ottimo successo in partenza, si sono un po’ spenti, probabilmente anche per colpa nostra, perché abbiamo fatto passare tra l’estate e la riattivazione forse un po’ troppo tempo, ma in mezzo c’è stato il bando, abbiamo dovuto partecipare al bando, aspettare il finanziamento, quindi anche noi avevamo dei tempi un po’ vincolati.
Io adesso ho l’Ufficio partecipazione, che è una persona che fa anche le pari opportunità. Il bilancio del Comune di Piacenza prevede per pari opportunità e partecipazione 50.000 euro scarsi. Quindi, anche lì c’è da lavorarci sicuramente.
Il grande segnale che ho ricevuto è stato 210.000 euro per il bilancio partecipato, che sono soldi che ho contrattato con i lavori pubblici, fondamentalmente, nel senso che poi sono soldi che verranno da lì. La partecipazione come bilancio del Comune prevede i costi di attivazione del percorso, la progettazione, l’aiuto dei facilitatori, il sito eccetera. I soldi del bilancio partecipato, quindi quelli che realizzeranno i progetti, sono soldi attualmente ancora dei lavori pubblici, ma perché poi saranno loro ad appaltare il lavoro, quindi effettivamente viene da lì. Questo bilancio adesso noi vedremo come finirà, vedremo quali saranno i progetti vincitori, finanzieremo almeno sette progetti tra i 20 e i 30.000 euro, IVA compresa.
Anche quello attualmente è, perché ora stiamo incontrando come avete fatto voi i cittadini proponenti, un grande esercizio di consapevolezza per loro, perché vedono cosa vuol dire alla fine avere a che fare con un budget, come renderlo concreto, come sposarlo, a cosa rinunciare e a cosa invece non rinunciare.
Chiaramente il grande gioco sarà poi farli votare e in questo senso ci sarà un grande lavoro di seggi, di cercare di coinvolgerli il più possibile.
Ammetto che su una città come Piacenza abbiamo poi dei micro percorsi di partecipazione che non riguardano il bando, cioè quelle aree che sappiamo essere più complesse, cercare di incontrare i cittadini anche in maniera informale, o con delle micro assemblee, nelle quali spieghiamo cosa vogliamo fare.
Faccio un velocissimo esempio. Il Consiglio comunale dei ragazzi ha fatto una proposta sulla casetta del Parco della Galleana, che è il parco principale che attualmente è autogestito dagli anziani che ci stanno, per renderla più accogliente e più fruibile anche per loro. Noi abbiamo indetto un’assemblea aperta a tutti per raccontare questo progetto. Si è svolta con un semicerchio di anziani a braccia incrociate che ci hanno detto: “noi da qui non ce ne andiamo”. Questa è stata la partenza. Si è risolta alla fine dicendo “andiamo all’Ikea insieme a scegliere i mobili”, nello spiegare che nessuno li manda via ma c’è una fruizione collettiva di uno spazio collettivo, cioè non è mio, è della città, quindi lo posso vivere io come lo possono vivere i bambini. Renderlo più bello è un renderlo più bello per tutti.
È chiaro che però noi non riusciamo ad arrivare dappertutto, perché questa cosa l’ottimo sarebbe farlo su ogni spazio ma su Piacenza diventa veramente impossibile. Però veramente è un grande lavoro culturale che si va a fare e sarebbe bello scoprire quali sono i modi per ragionare collettivamente di cosa voglia dire partecipazione, perché c’è da fare un click sociale in questo senso. Partecipazione non è più “vengo a dirti cosa voglio e tu me lo fai”, partecipazione è: “mi occupo di un pezzo della mia città, come dicevate voi, per sentirlo più mio”.
L’altro pezzettino - poi concludo - che abbiamo attivato, è il baratto amministrativo. Cioè a 100 persone - attualmente sono 40 ma arriveremo a 100 - che si daranno disponibili per fare piccole attività di manutenzione, varrà scontato il 50 per cento della TARI.
Io, opinione personale, preferisco una partecipazione gratuita, nel senso che mi prendo cura della mia città e la ricompensa è prendermene cura, però anche questo fa parte di un’educazione. Quindi, ti faccio un piccolo regalo, che poi sono 50 euro a persona, 80 euro, non è che siano cifre folli, e tu apri e chiudi un parco tutti i giorni. Ovviamente, siccome è richiesto un impegno continuativo e impegnativo, tre persone gestiscono il cambiare i cestini di un parco che ovviamente è un lavoro che non è “vengo una volta a un’assemblea” e ti dà un piccolo riconoscimento. I primi 40 son partiti, sia su proposte fatte dal Comune, sia su proposte che hanno fatto i cittadini stessi. Vediamo se arriviamo a 100 e poi vediamo cosa succede. Sono tutte forme di sperimentazione, in qualche modo.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie. Direi che da ragionare ce n’è, nel senso che poi anche il momento che viviamo, nel senso che noi siamo abituati ad utilizzare… adesso a me venivano in mente i social, quindi partecipazione è “commento e ho partecipato alla vita pubblica”. Non funziona così. Bisognava addirittura non educare, ma rieducare le persone a che cos’è la partecipazione ed è un lavoro lungo e complicato. Adesso do la parola a Luca Corbellini, vicesindaco di Bettola, e rappresenta il Presidente dell’Unione Montana Alta Valnure.
Luca CORBELLINI, vicesindaco del Comune di Bettola. Buongiorno a tutti. Grazie per l’invito. Inizio anch’io con dei doverosi ringraziamenti. Innanzitutto al padrone di casa, quindi al sindaco, Claudia Ferrari, fresca di rielezione, a cui faccio davvero un grande un grande in bocca al lupo e i miei complimenti; un ringraziamento alla presidenza della Commissione; ai consiglieri presenti; ai consiglieri collegati da remoto.
Io sono vicesindaco di Bettola, un paese dell’Appennino piacentino parte dell’Unione montana Alta Valnure, quindi neofiti dei temi della partecipazione ma che, con la candidatura del progetto partecipativo verso la comunità energetica rinnovabile dell’alta Valnure, abbiamo ottenuto il finanziamento del bando partecipazione e abbiamo avviato questo percorso.
Questo percorso che, ci tengo a dirlo in premessa, non parte su spinta delle Amministrazioni. Le Amministrazioni hanno trovato una rete di cittadini, associazioni e imprese, che hanno sottoposto questo tema agli Enti pubblici e all’Unione, essendo questa rete suddivisa su tutto il territorio dell’Alta Valnure. Quindi, è a loro che io devo tributare sicuramente un grandissimo ringraziamento e la riconoscenza per l’ottimo lavoro svolto anche nella fase istruttoria e di partecipazione a questo bando.
Perché verso la comunità energetica? Il tema che ci è stato posto all’attenzione è stato quello dell’energia che noi abbiamo cercato di sviscerare sotto tre aspetti fondamentali.
Comunità energetica. Perché dobbiamo sicuramente fare i conti con quello che è stato, anche per gli Enti pubblici oltre che per i privati, un cospicuo aumento dei costi dell’energia, tra sindaci e amministratori qui presenti ben capiscono il dramma delle bollette di qualche mese fa. Quindi, trovare un modo per cercare di venire incontro a questa situazione.
Ovviamente, il tema della sostenibilità ma anche, nel lungo periodo, il tema dell’indipendenza energetica tramite l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Questo sicuramente è un tema di rilevanza nazionale che non può essere risolto con un percorso partecipativo di un’Unione di Comuni, però anche noi vogliamo fare la nostra parte. Fare la nostra parte in totale sinergia con privati e amministrazioni. Questo sicuramente è l’aspetto più importante di questo nostro percorso partecipativo.
Percorso partecipativo che è iniziato il 31 maggio scorso con un incontro plenario dove è stato spiegato che cos’è una comunità energetica. La normativa in materia è ancora molto inesplorata, adesso pare abbia avuto un momento di stasi, però è tutto un ambiente, un tema che si sta analizzando.
Proprio sabato partiremo con i primi laboratori tematici che ci condurranno all’individuazione di un progetto di fattibilità sulla Comunità energetica dell’Alta Valnure, o sulle comunità energetiche dell’Alta Valnure. Tutto il problema delle cabine primarie, di come gestire questi temi e a una proposta, una bozza di Statuto, di questa comunità.
La cosa fondamentale è la scelta, l’imprinting che si è voluto dare a questo percorso partecipativo, cioè l’idea di andare a costituire una comunità energetica i cui benefici economici possono poi ricadere non tanto sui singoli partecipanti, quanto piuttosto sull’intera comunità.
Quindi, cercare di reinvestire i vantaggi economici derivanti dal risparmio energetico e dagli incentivi fiscali in materia di comunità energetica su progetti di valorizzazione del territorio.
Qui dovrò sottolineare che l’idea di partire con un progetto di questo tipo nasce proprio da un gruppo di persone che sta lavorando, ormai dal 2018 a questa parte, a un primo progetto di marketing territoriale della nostra Unione, del nostro territorio, che è il progetto del Comprensorio Alta Valnure, nato per promuovere la vallata sotto il profilo turistico e economico, con la valorizzazione delle risorse ambientali dei nostri percorsi, ma che si tratta trasformando in una vera e propria fucina di idee e laboratorio di proposte progettuali.
I soggetti coinvolti sono numerosi, non solo l’Unione montana Alta Valnure, come ente sovracomunale, che è ente attuatore di questo progetto, ma le singole amministrazioni, che ringrazio. Ponte dell’Olio, Bettola, Farini e Ferriere hanno aderito con loro rappresentanti sia nel tavolo di negoziazione che nelle assemblee di partecipazione. L’istituto comprensivo della Valnure: noi riteniamo fondamentale coinvolgere le scuole e l’abbiamo fatto nell’ottica anche di una sensibilizzazione e una maggiore consapevolezza dei ragazzi. Imprese, in particolar modo aziende agricole e aziende che lavorano sul nostro territorio. Associazioni e liberi cittadini: chiunque può partecipare ai nostri incontri o per curiosità o per, appunto, prendere parte effettivamente al progetto. Crediamo sia il modo migliore per arrivare a dare piena attuazione a quel principio di democrazia partecipata che poi ispira anche le nostre istituzioni.
È un percorso che noi abbiamo iniziato. Ripeto, siamo neofiti di questa materia, quindi vediamo come andrà. Per ora i primi incontri sono stati molto partecipati. Auspichiamo una sempre maggior partecipazione anche nei laboratori tematici, che si terranno in tutti i paesi della nostra Unione e che speriamo possano arrivare a un documento finale condiviso, che sia il tecnico di garanzia regionale che la Giunta e il Consiglio dell’Unione montana Alta Valnure vorranno apprezzare e valutare. Io vi ringrazio. Poi, se ci saranno domande, sono ovviamente a disposizione. Grazie ancora a tutti.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie mille. Io vorrei mettermi dall’altra parte, perché quando si parla di comunità energetiche… In Consiglio lo sanno. Dopo dirò due cose, non prima, perché mi stanno sgridando e hanno ragione. Devo dare atto della presenza del consigliere Antonio Mumolo, che è collegato da un po’ ai nostri lavori. Mea culpa, chiedo scusa. Partecipa anche il consigliere Pelloni.
Aggiungo solo una cosa sulle comunità energetiche, perché è d’obbligo. Non posso farne a meno, nel senso che abbiamo modificato la legge sulla partecipazione proprio per inserire delle premialità, e lo abbiamo fatto insieme ai colleghi, insieme all’assessore Calvano, per i progetti partecipati che avevano ad oggetto la transizione ecologica. Con un ordine del giorno che portava la mia prima firma abbiamo deciso, tra quelli che riguardavano la transizione ecologica, di dare la priorità ai progetti sulle comunità energetiche, perché è un tema che è molto diffuso.
Se ne sente parlare tanto. Ovvio che dal dire al fare, come si suol dire, c’è di mezzo il mare, nel senso che fare le comunità energetiche è comunque uno sforzo molto grande, però è positivo intanto che l’Unione abbia iniziato e che comunque si colgano i cittadini anche su temi che sono sentiti, che sono quelli della transizione ecologica e, in questo caso, delle comunità energetiche.
Non mi dilungo oltre. Passo la parola a Stefano Favari, che è dirigente delegato da Andrea Arfani, presidente dell’Unione Valnure Valchero. Prego.
Stefano FAVARI, dirigente Unione Valnure Valchero. Buongiorno a tutti. Intanto, i saluti del presidente dell’Unione Arfani Andrea, che non ha potuto essere qui, perché oggi è anche il suo giorno in Comune, per cui gli appuntamenti sono incombenti.
L’Unione Valnure Valchero, un’unione di 30.000 abitanti, ha partecipato negli anni scorsi a progetti partecipativi. Ne abbiamo fatti tre consecutivi per anno. Il nostro tema… Uno all’anno per tre anni consecutivi, contrariamente ai progetti di prima, che riguardavano i lavori pubblici e la transizione ecologica, avendo come tema principale la transizione al digitale. Il primo anno c hel’abbiamo fatto era post pandemia, quindi era anche l’argomento che ci ha trovati maggiormente coinvolti tutti in questo momento.
Io mi occupo di informatica all’interno dell’Unione e quindi sono stato preso un po’ come riferimento di questi progetti da parte degli amministratori e mi sono reso conto che partecipare è sicuramente un modo di dare spazio ai cittadini e di esprimersi, ma è anche un luogo in cui gli amministratori possono prendere coscienza della realtà. C’è questo aspetto, è anche un bagno nella realtà, in quello che veramente la gente pensa, vuole, desidera, ambisce. La partecipazione in questo senso la ritengo veramente fondamentale.
Abbiamo fatto tre percorsi. Il primo ha riguardato un po’ il recepire i bisogni digitali delle persone. Abbiamo invitato nei modi più disparati, essendo anche un periodo un po’ particolare quello, le persone che più avevano interesse, sperando anche in una partecipazione di giovani, che dobbiamo ammettere nel nostro caso non c’è stata, almeno nel primo progetto partecipativo. Ha riguardato l’acquisizione dei bisogni, la verifica di ciò che del digitale ci metteva in difficoltà, di cosa ci saremmo aspettati dal digitale, di cosa avremmo desiderato eccetera.
È stata l’occasione per scrivere veramente un’agenda digitale. L’abbiamo chiamata Agenda digitale, come quella della Regione Emilia-Romagna, in cui è rappresentato un elenco di attività che l’Unione si impegnava in qualche modo a realizzare negli anni. Per noi, per me e per chi lavora con me è un documento di lavoro, è una guida, perché viene comunque da un percorso che è stato condiviso con le persone. A distanza di due anni posso dire che allora mi sembrava un documento avveniristico. Invece oggi dico, beh, insomma, qualcosa l’abbiamo fatta. Forse anche quello che mi sembrava folle, non era così folle. Anche i progetti oppure le idee più disparate, più originali che sono uscite dai cittadini oggi mi sento di rivalutarle. Io stesso ero il primo a dire caspita, ma cosa sta succedendo, cosa dobbiamo fare? In realtà, poi si sono rivelate quelle anche che oggi stiamo realizzando.
Il secondo progetto era un bilancio partecipativo come quello che è stato già presentato per il Comune di Sarmato, anche questo sul digitale. L’Unione, in questo caso, si è impegnata a finanziare, con il contributo dei Comuni, due progetti per un totale di 25.000 euro sul digitale. Sono usciti anche qui dalle votazioni. Un momento quello delle votazioni, come avete detto, divertente, coinvolgente, perché comunque è una gara. Hanno vinto due progetti anche nel nostro caso, uno più con risvolti sociali e un altro più sul turismo, sui percorsi, sulle biciclette, comunque sulla digitalizzazione dei percorsi eccetera. Ci sono stati, quindi, anche qui due progetti vincitori che stiamo realizzando proprio in questi mesi. Uno è già stato anche realizzato.
Il terzo progetto partecipativo era già un dettaglio dell’Agenda digitale. Nell’Agenda digitale era anche emersa la volontà di descrivere il proprio territorio dal punto di vista digitale, i luoghi caratteristici, la storia. Questo aspetto dell’Agenda digitale è stato preso a modello per costruire un altro progetto di partecipazione. Ovviamente è partita una nuova attività di coinvolgimento dei cittadini che ha portato a individuare i luoghi caratteristici e tipici. Abbiamo coinvolto le scuole, che in questo caso hanno risposto. Effettivamente è bello capire, sapere, conoscere, approfondire i luoghi in cui magari abitualmente abitiamo, viviamo, ma che non conosciamo oppure di cui non sappiamo la storia. Ad esempio, abbiamo comuni che hanno avuto una forte industrializzazione. Ci sono aree che erano una volta, faccio un esempio, industriali e oggi non lo sono più, però il paese è nato attorno a quelle aree, per cui c’è tutta una storia veramente infinita, una storia veramente importante.
Quindi, l’ultimo progetto, che noi abbiamo chiamato “QR-code racconta il territorio”, ha individuato dei luoghi caratteristici di quei comuni, individuati anche dai ragazzi, descritti dai ragazzi con dei piccoli video descrittivi, oltre che con delle schede, che andremo poi, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, a individuare sul territorio con delle targhe, ovviamente con un QR-code digitale che rimanda al video e a tutte le informazioni che riguardano quel luogo, informazioni raccolte dai ragazzi e da chi ha partecipato. Queste sono le nostre tre esperienze di partecipazione, progetti anche per noi sapientemente guidati da Pares.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie. Se posso trovare un filo conduttore per tutti gli interventi che sono stati fatti è proprio quello di scoprire aspetti che magari sono inaspettati e che consentono alla comunità di crescere insieme. Questo è anche un altro aspetto positivo dei percorsi partecipati. Io vorrei fare un fuori programma, mi scuserete, nel senso che abbiamo con noi sia Sabrina Paoletti dell’Assemblea legislativa sia la dottoressa Deriu. Se avete voglia di dire qualcosa, siccome ve ne occupate di persona, poi le conclusioni le farà l’assessore Calvano. Spero di non aver fatto uno sgarbo, ma ci tenevo perché comunque so la passione che ci mettete. Ci siamo confrontati. Su questa seduta ci lavoriamo da due mesi. Anche se sembra tutto facile, non è così, però, al netto dell’appuntamento odierno, so che su questo tema mettete tanta passione e tanta professionalità. Quindi avevo piacere che diceste due cose.
Micaela DERIU. Sett. Coordinamento delle politiche europee, programmazione, riordino istituzionale e sviluppo territoriale, partecipazione, cooperazione e valutazione. Ringrazio moltissimo la presidente Piccinini, anche per questo fuori programma. Sarà giusto un saluto, che faccio anche a nome dei colleghi dell’Assemblea legislativa. Sabrina Paoletti è qui in rappresentanza.
Il primo punto che ci contraddistingue è il lavoro che facciamo insieme, Giunta e Assemblea. Questo è un grande esempio, credo, e valore aggiunto rispetto a una collaborazione sempre costruttiva e mai scontata. Quindi, è veramente una occasione importante.
Due cose. Uno, la Giunta ha approvato il bando speciale nell’ultima Assemblea e quindi aprirà il 20 giugno il nuovo bando per processi partecipativi nuovi ancora nel 2024, che potranno beneficiare ancora di questo grande impegno. Va riconosciuto. Noi portiamo l’esperienza della Regione Emilia-Romagna in tutta Italia, nei vari tavoli, e sicuramente è un’esperienza che viene riconosciuta di grande valore e di grande qualità per le cose che stanno emergendo e stanno raccontando gli amministratori dei territori. Quindi, noi portiamo il vostro grande lavoro, perciò veramente grazie.
Aggiungo che abbiamo lanciato, su stimolo della Giunta, quest’anno il primo programma, che abbiamo chiamato STEP, strategie di partecipazione territoriale. Sono una serie di appuntamenti che ci seguiranno per tutto l’anno e hanno proprio l’obiettivo che iniziava a delinearsi dalle parole dell’assessore Groppelli, cioè avere dei momenti in cui riflettiamo insieme su cosa stiamo apprendendo da questi processi, per sviluppare e riuscire a realizzare sempre meglio quelle pratiche di democrazia partecipativa che affiancano la democrazia rappresentativa. Questo è un po’ il cammino che abbiamo percorso, perciò l’invito è non solo a diffonderli, ma anche a esserci come testimoni principali.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie. A questo punto darei la parola all’assessore Calvano per le conclusioni di questa… No, chiedo scusa. Pardon, assessore, mi scuserà. Ovviamente dobbiamo dare la parola ai consiglieri. Quindi chiedo se qualcuno vuole intervenire da qui o da remoto. Mi stavo dimenticando un passaggio fondamentale e non indifferente. Aspettiamo qualche minuto per capire se qualcuno chiede la parola e poi facciamo le conclusioni. Diamo la parola alla consigliera Catellani.
Consigliera Maura CATELLANI. Grazie. Ringrazio Silvia Piccinini. Le mie insistenze sono state finalmente accolte. Sei stata bravissima. È stato molto interessante anche vedere le differenze dei vari Comuni, tra i più piccoli e i più grandi, nel procedere a questi processi partecipativi. Ero molto curiosa di vedere. È stato interessante anche vedere come avete fatto partecipare anche i più piccoli, quindi partecipazione come coinvolgimento. Ecco, l’augurio è che nel prossimo mandato, a prescindere da chi ci sarà… Ovviamente speriamo di esserci. Giusto, assessore Taruffi?
(interruzione)
Consigliera CATELLANI. Mi andrebbe anche bene, visti gli ultimi risultati mi andrebbe anche bene. Provare ad andare più spesso sul territorio e fare eventi come quello di questa mattina, perché è stato veramente molto, molto interessante. Quindi ringrazio tutti quanti. Faccio anche io i complimenti al sindaco rieletto.
(applausi)
Presidente PICCININI. Grazie. Io devo ringraziare la collega Catellani perché lei ci teneva, me l’ha rappresentato diverse volte e alla fine ce l’abbiamo fatta. Organizzare tutto sembra facile, ma col fatto che ci lavora Assemblea, ci lavora Giunta, mettere in piedi tutta la parte tecnica è stato uno sforzo non banale. A questo punto darei la parola all’assessore Calvano. Prego.
Paolo CALVANO, Assessore al bilancio, personale, patrimonio, riordino istituzionale, rapporti con Ue. Grazie, presidente. Grazie ovviamente a tutta la Commissione. Grazie al Comune di Sarmato che ci ospita. Congratulazioni alla sindaca anche per la sua rielezione, così come a tutti i nuovi amministratori a seguito delle recenti elezioni amministrative.
Ringrazio moltissimo la scelta che ha fatto la Commissione di provare a creare ulteriori elementi di pubblicità, nel senso di rendere pubblica il più possibile l’attività di partecipazione che viene fatta sul territorio regionale. A questo incontro seguirà un altro incontro nell’argentano, quindi nel ferrarese, la prossima settimana. Ringrazio anche chi ha stimolato la necessità di questi momenti di approfondimento. Vedo, appunto, la consigliera Catellani, con cui ci si è spesso confrontati su questo.
Una premessa. La Regione Emilia-Romagna ha fatto una scelta politica molto forte nel momento in cui ha deciso di dare al tema della partecipazione e dei processi partecipativi dignità legislativa, perché i processi partecipativi sono stati inseriti dentro una legge. Sono diventati una di quelle cose che accompagnerà l’istituzione Emilia-Romagna a prescindere da quello che succede. È ovvio che chiunque può arrivare, cambiare la legge o abrogarla, però dargli dignità legislativa, dargli rango legislativo credo che sia stata una scelta giusta, corretta, che dà continuità e potrà dare ulteriore continuità a questi processi.
Credo che in questi processi l’azione congiunta di Assemblea legislativa, da un lato, e Giunta dall’altro sia un ulteriore elemento arricchente. Fa sì che questo tema sia all’attenzione del legislatore, dell’Assemblea, e dell’organo esecutivo, cioè della Giunta. Quindi la Regione nel suo insieme ha posto e sta ponendo grande attenzione a questo tema.
Parto da un nodo, che è quello di cercare di capire come tenere insieme l’importanza della democrazia rappresentativa con l’importanza della democrazia partecipativa. Quando mi è capitato, anche in altri contesti, di raccontare l’opportunità di avviare processi partecipativi c’è stato chi mi ha posto questa domanda e mi ha detto: okay, ma se ci sono percorsi partecipativi, che senso ha avuto eleggere delle persone, che invece sono chiamate per i principi della democrazia rappresentativa a prendere delle decisioni a seguito di un processo democratico?
È un nodo, a mio avviso, su cui dobbiamo continuare a riflettere, tant’è vero che si sta pensando di cercare di creare anche un percorso formativo con gli amministratori nel definire il rapporto adeguato tra democrazia rappresentativa e democrazia partecipativa, perché le due cose non sono in contrasto, ma si completano e consentono, a mio avviso, soprattutto in una fase socialmente, politicamente, istituzionalmente così delicata, di rafforzare quei principi base della democrazia rappresentativa.
Lo dico perché anche nell’ultima tornata elettorale abbiamo visto una riduzione della partecipazione su un tema così importante come quello delle elezioni europee, così come, in alcuni casi, lo abbiamo visto anche sui livelli amministrativi. Questo ci obbliga anche come istituzioni a interrogarci su questo aspetto. Non è una questione di cui devono interrogarsi solo le rappresentanze politiche, solo i partiti, solo chi deve organizzare i processi democratici, ma anche le istituzioni. Devono essere nelle condizioni di dare il senso di come la partecipazione sia stata una conquista e, in quanto tale, deve essere tutelata e ulteriormente valorizzata.
Il senso delle cose che stiamo facendo, che vogliamo fare e che spero si continueranno a fare in questa Regione sul tema della partecipazione si inserisce all’interno anche di questo dibattito, di questo obiettivo: far sì che i cittadini non considerino inutile la loro partecipazione, dal voto alla costruzione delle politiche pubbliche.
Quello che abbiamo sentito oggi in diversi progetti di partecipazione che sono stati fatti in questo territorio in questi anni che per noi sono stati anni importanti… Abbiamo investito quasi 3 milioni di euro in questi progetti, un investimento che Regione ha fatto insieme alle comunità locali, cercando di essere da stimolo per le comunità locali a mettere in campo dei processi partecipativi, dove per comunità locali non si intendono solo i Comuni. Si intendono i Comuni, le loro Unioni, il terzo settore e tutti quei soggetti che in un qualche modo possono stimolare l’attività partecipativa e utilizzarla al meglio nel proprio territorio.
Dalle cose che abbiamo visto qua nel piacentino in questi anni, ad esempio, prendo le cose che ci venivano raccontate da voi. Abbiamo i cittadini che diventano protagonisti dei loro spazi pubblici. Una volta lo erano generalmente come fruitori di quegli spazi pubblici. Attraverso i processi di partecipazione, possono essere protagonisti di questi spazi pubblici come coprogettisti o addirittura progettisti primi di quegli spazi o addirittura come soggetti gestori di quegli spazi.
Quello che ci ha raccontato l’assessora Groppelli va in quella direzione. I cittadini nell’ultimo progetto in un qualche modo si fanno partecipi della gestione di quegli spazi. Anche qui c’è una risposta ad un problema che a volte abbiamo, cioè il fatto che il cittadino non percepisce il bene pubblico come un bene di cui deve farsi carico, che deve tutelare lui per primo per mantenere la pubblicità di quel bene, per far sì che quel bene possa continuare a essere fruito da quel cittadino e da tutti gli altri.
Quindi, la partecipazione come messa a valore del bene pubblico e come elemento che accresce la responsabilità del cittadino rispetto a quel bene pubblico, rispetto a quel bene comune. Anche qui è un tentativo di andare oltre una società che si sta sempre più individualizzando, dove l’importante è che ognuno risolva il proprio problema o soddisfi il proprio desiderio, a prescindere da quello che succede agli altri. I beni pubblici sono un’altra cosa. Sono quella cosa che invece consente di dare la stessa opportunità a tutti. Così vale per i beni comuni più in generale. Quindi i processi partecipativi servono per rafforzare questo concetto.
Abbiamo usato la partecipazione o la stiamo usando e dovremmo ulteriormente usarla anche per affrontare al meglio e con più efficacia le nuove sfide. La cosa che diceva la presidente Piccinini, cioè la centralità che abbiamo voluto dare ai processi di sostenibilità e in questo caso, soprattutto in questi ultimi anni, alla costruzione delle comunità energetiche, attraverso dei processi partecipativi, va nella logica di poter affrontare una nuova esperienza, come sono le comunità energetiche, e poterla affrontare con più efficacia.
La comunità energetica si chiama comunità energetica perché non è una cosa che può nascere dall’alto, ha senso solo nella misura in cui nasce dal basso. Ecco il senso del processo partecipativo. Far sì che, per dare efficacia alla comunità energetica, ne siano istruttori protagonisti e la costruzione avvenga dal basso. Vale anche per la sfida del digitale. Il digitale è una cosa straordinaria, dal mio punto di vista. Lo vediamo in cose che ormai diamo per acquisite. Pensate al fascicolo sanitario elettronico: ormai lo diamo come una cosa acquisita, però è stato un salto enorme, dal punto di vista dell’innovazione, che abbiamo fatto in Emilia-Romagna e che non è stato fatto dappertutto.
Quando mi capita di confrontarmi con i miei colleghi e di raccontare l’esperienza del fascicolo sanitario elettronico, qualcuno sgrana gli occhi, perché non è un’esperienza che è arrivata dappertutto. È chiaro che stiamo cercando anche con i Ministeri, con la Conferenza delle Regioni, di renderla un’esperienza comune, però i processi di digitalizzazione ci possono fornire strumenti come quelli lì, che noi oggi consideriamo scontati, ma che in realtà sono il frutto di un processo di innovazione.
Oggi la digitalizzazione è una grande opportunità, ma può diventare al contempo qualcosa che apre nuove fratture, perché sulla digitalizzazione si può creare la frattura tra chi ha gli strumenti per poterla utilizzare, sia gli strumenti tecnici che gli strumenti in termini di competenze, e chi rischia di non averli. Quindi, ciò che può essere una grande innovazione che può migliorare la qualità della vita in realtà si trasforma in un’innovazione che determina una nuova frattura sociale.
Così vale per l’ambiente. Vale per l’ambiente e per la sfida della transizione ecologica, dove c’è il rischio che si crei una frattura, anche qui, tra ambiente e lavoro oppure tra chi può e chi non può fare determinate cose, con un atteggiamento che ovviamente rischia di creare nuovi conflitti sociali. Allora, come si fa a evitare che un processo di trasformazione, come quello digitale o come quello ambientale, diventi un elemento di frattura? Rendendo protagonisti i cittadini, facendo in modo, anche attraverso i processi di partecipazione, che nessun cittadino rimanga indietro, per usare uno slogan che in realtà è sostanza. Creare una condizione perché nessuno, di fronte all’innovazione, si senta lasciato indietro da una società che fa un passo avanti.
Il processo di partecipazione è un modo per far sì che quel passo in avanti lo facciano tutti. Lo si faccia tutti insieme, il più possibile. Anche questo credo che sia un significato di quello che avete fatto su questo territorio e negli altri territori dell’Emilia-Romagna di cui dobbiamo essere orgogliosi e di cui al contempo dobbiamo cogliere lo stimolo per andare ancora più avanti.
Consentitemi un’ultima considerazione. I processi partecipativi non sono una cosa che si improvvisa. Sono una cosa che va fatta con professionalità. Vanno gestiti, costruiti e gestiti con professionalità. In Emilia-Romagna abbiamo investito molto sulla professionalità delle persone che operano in questo campo sui temi della partecipazione. Abbiamo anche delle ottime professionalità, alcune sono qua presenti e le ringrazio, sia in Assemblea che in Giunta. I processi partecipativi non sono una cosa che si inventa dall’oggi al domani. Sono una cosa che implica studio, analisi di cosa sta avvenendo nella società e dotarsi degli strumenti adeguati per fare partecipazione.
Non è il fare un’assemblea. Quella è un’altra cosa. Fa parte dei processi, ma anche quello è un percorso che va fatto stando dentro e utilizzando adeguata professionalità e adeguati strumenti. Il Covid, ad esempio, ci ha fatto fare un salto, a proposito di digitalizzazione, sul tema della piattaforma digitale per poter partecipare. Anche questo è un modo per far sì che i cittadini possono avere l’opportunità di partecipare in qualunque momento della loro giornata o della loro vita.
Prima che avessimo la piattaforma, l’unico modo per poter essere partecipi di alcune scelte era partecipare ai gruppi di lavoro, andare fisicamente nei luoghi. Attraverso la piattaforma, che siamo stati stimolati a mettere in campo anche da quello che il Covid purtroppo ci aveva costretto a vivere, cioè il distanziamento tra di noi, tra le persone, ecco, attraverso quell’innovazione credo che abbiamo messo in campo un ulteriore strumento, che non deve far venir meno la cosa precedente, cioè i rapporti, perché quelli fanno sempre e comunque la differenza. La piattaforma non vuole essere uno strumento che usa solo la Regione Emilia-Romagna. Lo vogliamo mettere a disposizione delle comunità locali. Deve diventare un bene comune, anche quello, delle nostre comunità locali, in modo tale che lo si possa ulteriormente implementare. L’altra cosa molto bella, che è nata, che sta crescendo e su cui stiamo lavorando, è la comunità di pratiche partecipative. Guardate, credo che, a prescindere dal colore politico che i Comuni rappresentano, che ognuno rappresenta o da dove nascono i progetti, è importante che fra i progetti ci sia contaminazione, ci sia la possibilità che alcuni progetti recuperino da altri le parti migliori e viceversa, per far sì che ci sia la diffusione anche di un approccio partecipativo alle cose, sempre stando ovviamente in un adeguato rapporto tra quella che è la democrazia rappresentativa e quella che è la democrazia partecipativa, creando davvero una sinergia tra le due cose che consenta di rendere più forti e più consapevoli le scelte pubbliche.
Noi siamo alla fine di un percorso come Regione, siamo alla fine di questa legislatura. Come dicevo prima, aver dato dignità legislativa alla partecipazione mi fa essere ottimista sul fatto che questo proseguirà anche con la prossima legislatura. Noi stessi, come Regione, abbiamo messo in campo diversi processi partecipativi, ma possiamo fare ancora di più. Possiamo farlo anche rispetto ad alcuni progetti di legge, magari particolarmente delicati. Su questo l’Unione europea, che si sta interrogando molto sulla partecipazione dei cittadini, anche alla luce del dato elettorale, oserei dire, ci fornisce alcuni spunti che noi dobbiamo raccogliere.
I Citizen Panel, che portano a far sì che l’Unione europea chiami cittadini da tutta l’Unione per essere partecipi delle decisioni che poi il Parlamento, la Commissione o il Consiglio vanno a prendere, rappresenta una strada interessante anche per tutti gli enti locali, fino ad arrivare a un ente territoriale come la Regione. Se i processi di partecipazione li mette in campo l’Unione europea, che coinvolge centinaia di milioni di cittadini, credo che a maggior ragione dobbiamo sentirci in dovere di farlo noi, dalle nostre piccole comunità locali fino al nostro livello regionale.
Però dobbiamo farlo con professionalità, riconoscendo il fatto che questi processi possono avere un senso e hanno un senso ancor più grande se sono fatti nel modo giusto, consapevoli di una cosa: che, quando si avvia un processo partecipativo, ci si assume una responsabilità, cioè di rispettarne gli esiti, di tener conto di quegli esiti, perché altrimenti scatta il processo contrario, quello dell’allontanamento e del venir meno della fiducia nei confronti delle istituzioni. Quindi, quando lo si fa partire, si deve essere sempre consapevoli che c’è quella responsabilità sulle spalle, che è una responsabilità ma al contempo anche una grande opportunità.
Io ringrazio tutti coloro che hanno messo in campo questi progetti nel territorio piacentino e più in generale nella regione Emilia-Romagna, perché mi rendo conto che non è semplice, non è facile. Non è facile spiegarli, non è facile implementarli e poi non è facile dar loro corso. In Emilia-Romagna abbiamo avuto tante belle esperienze, ma confido che non siamo alla fine, siamo solo nel mezzo di un percorso ancora molto lungo. Grazie.
(applausi)
Presidente PICCININI. Ringraziamo l’assessore Calvano. Adesso andiamo a vedere effettivamente gli esiti del processo partecipato “GiochiAmo a Sarmato”. Ci recheremo sul posto.