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Legislatura VIII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1552
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
1552 - Risoluzione proposta dai consiglieri Borghi e Mazza per il riconoscimento della Repubblica Araba Saharawi Democratica in attesa di un referendum di autodeterminazione e per il rispetto dei diritti umani di donne, bambini e uomini saharawi (documento in data 17 07 06).

Testo:

 RISOLUZIONE
L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna
Premesso che
il giorno 27 febbraio 1976 (nei giorni
immediatamente successivi all'abbandono del
territorio da parte della Spagna e della
contemporanea invasione da parte del Regno del
Marocco),
la popolazione saharawi, organizzata dal Fronte
Polisario, presso la cittadina di Bir Lehlu, nel
Sahara Occidentale, dichiarava la nascita della
Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).
Considerato che
la RASD fa parte a pieno titolo della Unione
Africana - unione di cui fanno parte tutti i 53
stati del continente africano ad esclusione del
solo Marocco - e ne ha ricoperto più volte la
Vicepresidenza;
sono 80 le nazioni che nel mondo riconoscono la
RASD, grazie alle recenti ufficializzazioni da
parte di Sudafrica, Venezuela ed Uruguay, e che
detto numero è destinato ad aumentare per la
disponibilità dichiarata da atri Paesi della
America Latina, fra cui il Brasile;
l'Italia non ha avuto trascorsi coloniali nella
zona né nei confronti del Marocco, né con il Sahara
Occidentale, né con l'Algeria, né con la
Mauritania;
il Sahara Occidentale è diviso in due da una
muraglia contornata da mine, filo spinato, congegni
anti-uomo di cui la parte ovest, ove è stanziato l'
esercito marocchino, è amministrata dal Marocco che
firma con regolarità accordi internazionali per lo
sfruttamento delle ricchezze-, mentre la parte est
è amministrata dalla Repubblica Araba Saharawi
Democratica che possiede da sempre un proprio
territorio di cui rivendica l'esclusiva titolarità;
la Regione Emilia-Romagna da anni aiuta la
popolazione saharawi profuga nei campi algerini a
sud di Tindouf con iniziative di aiuto umanitario e
progetti di cooperazione internazionale;
il 13 giugno l'attivista saharawi Aminattou Haidar
è stata ricevuta dalle più alte cariche politiche
regionali portando una forte richiesta di legalità,
di rispetto dei diritti umani e di pace per il
Sahara Occidentale, e chiedendo, inoltre, che i più
elementari diritti del suo popolo siano
riconosciuti.
Ribadita
la Risoluzione, oggetto 197, approvata
dall'Assemblea Legislativa stessa il 26 Luglio
2005.
Invita il Governo Italiano
a riconoscere la Repubblica Araba Saharawi
Democratica come atto indispensabile nei confronti
di un Paese che, unico al mondo, non vede
riconosciuta la propria forma di Stato, pur
esistendo, anche geograficamente, nonostante la
maggioranza dei suoi abitanti viva fuori dagli
attuali confini a causa della disputa con il Regno
del Marocco, in attesa della concreta realizzazione
di un Referendum di autodeterminazione previsto
dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite;
a chiedere al Governo del Regno del Marocco il
rispetto dei diritti umani per tutte le donne, i
bambini e gli uomini saharawi che attualmente
vivono nel Sahara Occidentale e in Marocco, a
partire da Aminettou Haidar e dagli altri leader
saharawi appartenenti a movimenti di lotta non
violenta, affinché prevalga sempre la logica del
dialogo e del rispetto reciproco.
Gianluca Borghi
Ugo Mazza