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Legislatura VIII- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1563
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
1563 - Risoluzione proposta dai consiglieri Dragotto, Lombardi, Villani, Nervegna, Varani, Salomoni e Francesconi per invitare il Governo ed il Parlamento a stralciare, in fase di conversione del Decreto Legge, le norme riguardanti la Professione Forense e le riduzioni degli stanziamenti per la Giustizia (documento in data 19 07 06).

Testo:

 RISOLUZIONE
L'Assemblea Legislativa della Regione
Emilia-Romagna,
appreso dalla stampa
- il deliberato dell'Assemblea generale degli
Ordini Forensi, convocata in Roma il 05.07.2006, in
relazione al Decreto Legge 4 luglio 2006 n. 223;
atteso
- che molti Ordini Forensi provinciali della nostra
Regione hanno ripreso le conclusioni dell'Assemblea
di cui sopra;
viste
- le norme contenute nel Decreto Legge 4 luglio
2006 n. 223 che in via diretta o indiretta
riguardano l'Avvocatura;
ritenuto
- che detto Decreto Legge contenente nuove norme
sulla concorrenza e i diritti dei consumatori ,
richiamandosi ai principi comunitari della libera
concorrenza e della libertà di circolazione delle
persone e dei servizi nella realtà ha colpito
l'Avvocatura in maniera insensata, snaturando la
professione forense;
considerato
- che, utilizzando in modo illegittimo la
decretazione d'urgenza, il Governo è intervenuto
nell'ordinamento forense introducendo norme
assolutamente incompatibili con il rilievo
costituzionale dell'Avvocatura;
ritenuto
- che l'abolizione dei minimi tariffari,
l'introduzione della liceità del patto di quota
lite, l'abolizione sia pure parziale del divieto di
pubblicità e l'introduzione di servizi
professionali di tipo interdisciplinare da parte di
società di persone o associazioni tra
professionisti comporteranno conseguenze
esattamente contrarie allo scopo che il legislatore
si è prefisso, che è quello di diminuire i costi
dei servizi legali perché nella realtà vengono
favorite le grandi lobbies industriali e
finanziarie ed i cartelli bancari ed assicurativi;
valutato
- altresì che il decreto ha stravolto l'impianto
della legge sull'ordinamento professionale forense,
introducendo obblighi ed adempimenti aberranti ed
incomprensibili, contrari ad ogni garanzia
costituzionale, con ciò manifestando disprezzo per
i professionisti italiani e per il loro bagaglio di
indipendenza, autonomia, cultura e libertà;
rilevato
- che l'art. 21 del D.L. non solo ha bloccato il
pagamento delle spese di giustizia (difensore
d'ufficio, patrocinio per i non abbienti, compensi
per i GdP e della magistratura onoraria, periti,
consulenti tecnici), ma anche ridotto lo
stanziamento previsto in bilancio, aggravando in
tal modo una situazione di estrema precarietà e
ancor più incidendo in maniera devastante
sull'inviolabile principio costituzionale posto a
garanzia e tutela del diritto di difesa di cui
all'art. 24, 2° e 3° comma della Carta
Costituzionale;
sottolinea
- la sua preoccupazione per l'indubbia gravità
della situazione determinata dall'approvazione del
Decreto Legge n. 223/06 e dalle violazioni di
diritti e prerogative anche costituzionalmente
protetti;
impegna
- la Giunta Regionale a farsi promotrice di
iniziative di contrasto al Decreto Legge n. 223/06,
invitando il Governo ed il Parlamento in fase di
conversione a stralciare dal testo del Decreto
Legge le norme riguardanti la Professione Forense e
le riduzioni degli stanziamenti per la Giustizia.
Giorgio Dragotto
Marco Lombardi
Luigi Giuseppe Villani
Antonio Nervegna
Gianni Varani
Ubaldo Salomoni
Luigi Francesconi