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101.
SEDUTA DI MARTEDÌ 2 OTTOBRE 2012
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
INDI DEL VICEPRESIDENTE MANDINI
Indice
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
PRESIDENTE (Richetti)
Annuncio di petizione, risoluzioni, mozioni, interpellanze, interrogazioni e di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE (Richetti)
OGGETTO 3216
Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la continuità educativa riguardante i servizi a tutela degli utenti disabili e le connesse procedure, con particolare riferimento al ruolo della scuola.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
BIANCHI, assessore
OGGETTO 3219
Interrogazione dei consiglieri Bernardini, Manfredini, Corradi e Cavalli, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la sanatoria di lavoratori stranieri irregolari.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
BERNARDINI (Lega Nord)
BIANCHI, assessore
OGGETTO 3217
Interrogazione del consigliere Bignami, di attualità a risposta immediata in Aula, circa il contributo per la riparazione ed il ripristino degli immobili di edilizia abitativa privata destinati ad abitazione principale classificati dalle schede AeDES in categoria "A", danneggiati dagli eventi sismici.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
BIGNAMI (PDL)
MUZZARELLI, assessore
OGGETTO 3221
Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la compatibilità ambientale del Raccordo autostradale CISA A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo - Nogarole Rocca con siti di rete Natura 2000.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
MEO (SEL - Verdi)
PERI, assessore
Aggiornamento della seduta
PRESIDENTE (Richetti)
OGGETTO 2996
Documento del Tavolo permanente per la semplificazione in preparazione della sessione per la semplificazione 2012 (L.R. n. 18/2011).
(Relazione, discussione e conclusioni)
OGGETTO 3209
Risoluzione proposta dal Presidente Lombardi su mandato della I Commissione: Indirizzi relativi alla prima Sessione per la semplificazione (anno 2012), ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18.
(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti)
LOMBARDI, relatore
VECCHI Luciano (PD)
PARUOLO (PD)
SALIERA, vicepresidente della Giunta
CORRADI (Lega Nord)
COSTI (PD)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
OGGETTO 3206
Delibera: «Elezione di un Consigliere regionale a componente dell'Ufficio di Presidenza, Segretario dell'Assemblea legislativa.» (90)
(Discussione ed elezione della consigliera-segretario Gabriella Meo)
PRESIDENTE (Richetti)
MONARI (PD)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
RIVA (Gruppo Misto)
OGGETTO 3181
Delibera: «Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 28 (Introduzione di criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione).» (Proposta della Giunta regionale in data 10 settembre 2012, n. 1305) (91)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti)
FERRARI (PD)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
COSTI (PD)
Iscrizione di nuovi argomenti all'ordine del giorno
PRESIDENTE (Richetti)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
LOMBARDI (PDL)
OGGETTO 3226
Risoluzione proposta dal consigliere Favia, per impegnare la Giunta ad essere parte attiva nelle trattative sindacali che riguarderanno il destino dei lavoratori della BV TECH (ex Manifattura Tabacchi).
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
MANDINI (Italia dei Valori)
VECCHI Alberto (PDL)
PRESIDENTE (Mandini)
NALDI (SEL - Verdi)
PARIANI (PD)
BERNARDINI (Lega Nord)
PARUOLO (PD)
Inversione dell'ordine dei lavori
PRESIDENTE (Mandini)
OGGETTO 3227
Risoluzione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva in merito ai costi delle istituzioni, economicità e trasparenza.
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Mandini)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
MONARI (PD)
BARBATI (Italia dei Valori)
VILLANI (PDL)
NALDI (SEL - Verdi)
MANFREDINI (Lega Nord)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
PARUOLO (PD)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazione per appello nominale
Allegato A
Atti esaminati nel corso della seduta
Allegato B
Petizione, risoluzioni, mozioni, interpellanze ed interrogazioni annunciate
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
La seduta ha inizio alle ore 9,37
PRESIDENTE (Richetti): Dichiaro aperta la centunesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute
- antimeridiana del 18 settembre (n. 99)
- pomeridiana del 18 settembre (n. 100)
inviati ai consiglieri unitamente all’avviso di convocazione di questa tornata.
Se non vi sono osservazioni, i processi verbali s’intendono approvati.
(Sono approvati)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l'assenza giustificata, ai sensi dell'articolo 65 del Regolamento, del consigliere Giuseppe Pagani.
Comunico inoltre l'assenza degli assessori Bortolazzi, Marzocchi, Melucci, Mezzetti e della consigliera Noè.
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
PRESIDENTE (Richetti): Nel periodo trascorso dall'ultima tornata delle sedute assembleari sono stati presentati i seguenti progetti di legge:
3180 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Norme per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile negli Enti del Servizio sanitario regionale" (delibera di Giunta n. 1349 del 17 09 12).
3204 - Progetto di legge d'iniziativa della consigliera Barbati: "Modifiche alla legge regionale 08 settembre 1997, n. 32, recante Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42" (25 09 12).
3220 - Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Pagani, Monari, Barbati, Sconciaforni e Naldi: "Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate" (28 09 12).
PRESIDENTE (Richetti): Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 13 settembre 2012 al 26 settembre 2012
DPGR n. 198 del 25/09/2012
L.R. 11/2010, art.5, comma 3. Sostituzione componente della Consulta Regionale del Settore Edile e delle Costruzioni e nomina dei componenti la Segreteria organizzativa.
DPGR N. 199 del 25/09/2012
Nomina della Sig.ra Marisa Testa quale consigliere presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna in sostituzione del Sig. Claudio Resta.
Annuncio di petizione, risoluzioni, mozioni, interpellanze, interrogazioni
e di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE (Richetti): Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i sottonotati documenti:
Petizione
3207 - Petizione popolare circa un potenziamento di servizi al cittadino più rispondenti alle particolari esigenze territoriali del Comune di Savigno, nell’ambito della gestione in Unione di comuni della Valsamoggia (delibera dell'Ufficio di Presidenza di ammissibilità n. 120 del 18 09 12).
Risoluzioni
3184 - Risoluzione proposta dal consigliere Corradi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni presso il Governo affinché rappresenti alla Commissione Europea, al fine di tutelare i consumatori e gli allevatori, la contrarietà all'abolizione dell'etichettatura facoltativa delle carni bovine.
3186 - Risoluzione proposta dai consiglieri Favia e Defranceschi per impegnare la Giunta ad incrementare il contributo mensile per i malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), rivedere la programmazione regionale perseguendo l'obiettivo prioritario di consentirne il più a lungo possibile la permanenza nel proprio domicilio, garantire un'adeguata assistenza tenendo conto della situazione familiare, ed innalzando inoltre l'attuale limite di sbarramento ISEE.
3195 - Risoluzione proposta dal consigliere Favia per impegnare la Giunta a pubblicare, nel sito ufficiale della Regione Emilia-Romagna, tutti i dettagli dei progetti finanziati, i documenti che hanno consentito l'accesso ai relativi finanziamenti, le motivazioni della scelta dei progetti ed eventuali note degli Enti locali coinvolti.
3196 - Risoluzione proposta dai consiglieri Manfredini, Bernardini, Cavalli e Corradi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni a sostegno del progetto di legge costituzionale di iniziativa popolare volto ad integrare il Titolo V della Costituzione con l'introduzione della possibilità di prevedere le "Comunità Autonome" quali istituzioni di diritto pubblico costituite da intese federative tra Regioni, dotate di particolari ed ulteriori forme di autonomia, promuovendo inoltre momenti di confronto sovraregionale nell'elaborazione delle politiche regionali.
3209 - Risoluzione proposta dal Presidente Lombardi, su mandato della I Commissione, recante: "Indirizzi relativi alla prima Sessione per la semplificazione (anno 2012), ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18".
Mozioni
3190 - Mozione proposta dalla consigliera Barbati per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a sollecitare l'approvazione del disegno di legge recante "Disposizioni per la ricerca delle persone scomparse".
3202 - Mozione proposta dai consiglieri Manfredini, Bernardini, Cavalli e Corradi per impegnare la Regione Emilia-Romagna a porre in essere azioni volte a sostenere il progetto di legge costituzionale di iniziativa popolare riguardante le "Comunità Autonome" intese quali istituzioni di diritto pubblico costituite da intese federative tra Regioni dotate di particolari forme di autonomia, a rafforzare i momenti di confronto sovraregionale nell'elaborazione delle politiche regionali ed a promuovere il coinvolgimento di tutte le Regioni del Nord.
Interpellanze
3201 - Interpellanza del consigliere Favia circa le soluzioni per finanziare l'emergenza e la ricostruzione connesse al terremoto, con particolare riferimento alla possibilità di rescissione del contratto riguardante la costruzione dell'Autostrada Cispadana.
3205 - Interpellanza del consigliere Filippi circa la documentazione relativa ai fondi, agli interventi ed agli appalti relativi al terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna.
3213 - Interpellanza della consigliera Meo circa notizie-stampa relative alla cessione di parte dell'Arena Borghesi, sala cinematografica all'aperto sita a Faenza (RA).
Interrogazioni
3182 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa procedure riguardanti TPER SpA e SETA SpA.
3183 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa l'istituzione di un fondo perequativo a favore dei territori montani.
3185 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa la diffusione della SLA (sclerosi laterale amiotrofica) nel territorio regionale.
3187 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa gli impianti a biomasse operanti nella Regione, con particolare riferimento alla realizzazione di quello da costruire in località Boschi, nel Comune di Baricella (BO).
3188 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa la riorganizzazione e la standardizzazione delle centrali operative del 118 in Emilia-Romagna.
3189 - Interrogazione del consigliere Corradi, a risposta scritta, circa le azioni poste in essere da AUSL ed Ospedali a seguito dei reclami presentati dai cittadini, con particolare riferimento alla situazione esistente a Parma.
3191 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa il rispetto delle disposizioni riguardanti l'inedificabilità di aree site in frane quiescenti.
3192 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'esaurimento, per molte aziende, della cassa integrazione in deroga, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori della CNH di Imola (BO).
3193 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa i lavori riguardanti la nuova Conca di Isola Serafini, nel Comune di Monticelli (PC).
3194 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa il decesso di una giraffa fuggita dal recinto di un circo attendato nel territorio del Comune di Imola (BO).
3197 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la qualità del servizio ferroviario svolto da TPER e la tutela dei relativi lavoratori.
3198 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa lo smantellamento del poligono militare sito a Foce Reno.
3199 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa le modalità di accesso ai servizi socio-educativi, con particolare riferimento alla documentazione ISEE.
3200 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa il riordino degli enti e degli organismi intermedi della Regione Emilia-Romagna e degli Enti locali regionali.
3203 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la pesca abusiva nel fiume Po, con particolare riferimento alla tutela dello storione.
3208 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti a Parma.
3210 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa le convenzioni riguardanti il personale relativo agli organismi di formazione professionale, con particolare riferimento a quello in distacco presso le Province.
3211 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa i prefabbricati modulari ad uso scolastico e l'agibilità delle scuole nelle zone terremotate, con particolare riferimento alla situazione esistente a Modena.
3212 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa le attività di rilievo internazionale poste in essere dalla Regione Emilia-Romagna con l'India, in relazione ai due marò del Reggimento S. Marco in stato di fermo in tale nazione.
3214 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa procedure riguardanti nomine relative al Corpo di Polizia Municipale dell'Unione delle Terre Verdiane.
3215 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'utilizzazione della Stazione ferroviaria sita in Via Zanolini a Bologna.
3216 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la continuità educativa riguardante i servizi a tutela degli utenti disabili e le connesse procedure, con particolare riferimento al ruolo della scuola.
3217 - Interrogazione del consigliere Bignami, di attualità a risposta immediata in Aula, circa il contributo per la riparazione ed il ripristino degli immobili di edilizia abitativa privata destinati ad abitazione principale classificati dalle schede AeDES in categoria "A", danneggiati dagli eventi sismici.
3218 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa le modalità di svolgimento del monitoraggio della qualità del trasporto ferroviario regionale.
3219 - Interrogazione dei consiglieri Bernardini, Manfredini, Corradi e Cavalli, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la sanatoria di lavoratori stranieri irregolari.
3221 - Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la compatibilità ambientale del Raccordo autostradale CISA A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo - Nogarole Rocca con siti di rete Natura 2000.
(I relativi testi sono riportati nell'allegato B al resoconto integrale della seduta odierna)
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:
2941 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la realizzazione, nel Comune di Crespellano (BO), di una Centrale Termica a Biomasse Legnose.
2942 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa i parametri riguardanti i tariffari delle AUSL relativi a prestazioni di carattere veterinario.
2950 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa gli effetti della "spending review" sulla Regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento alla chiusura dei piccoli Ospedali.
2954 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori dell'azienda Italfarad di Minerbio (BO).
2955 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa attività di disboscamento dell'alveo del torrente Idice, nel Comune di Castenaso (BO).
2956 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa i costi di prodotti e servizi dell'AUSL di Bologna, in relazione alle tabelle dell'Osservatorio dei contratti pubblici.
2957 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa il Servizio Sanitario Regionale, con particolare riferimento alla situazione esistente a Bologna.
2963 - Interrogazione dei consiglieri Villani e Leoni, a risposta scritta, circa le indennità dei componenti dei Consigli di amministrazione delle ASP.
2964 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa il programma di riordino territoriale regionale alla luce dei provvedimenti di "spending review".
2967 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa le procedure relative alle domande per l'erogazione di contributi per la sistemazione dei nuclei familiari che hanno abbandonato le proprie abitazioni a seguito degli eventi sismici.
2968 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa la procedura di pianificazione urbanistica associata e di microzonazione dei Comuni dell'Alto ferrarese.
2969 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa l'istituzione, a Piacenza, di un ambulatorio di cardiologia.
2974 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa la soppressione del treno regionale 6250 nella tratta Bologna-Parma ed i relativi disservizi.
2979 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa l'esenzione del pagamento dei ticket sanitari per gli abitanti dei Comuni dichiarati terremotati.
2981 - Interrogazione del consigliere Piva, a risposta scritta, circa l'incentivazione dell'uso di materiali e tecnologie rinnovabili nelle aree colpite dal sisma.
2982 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa la riqualificazione dell'area dell'ex Caserma Sani di Bologna.
2986 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa un incidente relativo allo sversamento di stirene avvenuto in una azienda di Ravenna.
2988 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa il Progetto FRONTIER del Comune di Bologna.
2990 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le spese per la difesa legale sostenute dalla Regione Emilia-Romagna.
2991 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa la gestione del flusso delle acque del torrente Trebbia (PC), con particolare riferimento all'irrigazione delle coltivazioni agricole.
2992 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa la proroga del contratto di servizio tra Regione Emilia-Romagna e Trenitalia, con particolare riferimento al trasporto dei pendolari.
2994 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa le prospettive e le problematiche riguardanti le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni.
2998 - Interrogazione del consigliere Mumolo, a risposta scritta, circa la sospensione, a favore degli abitanti delle zone colpite dal sisma, dei pagamenti delle rate di mutui, di finanziamenti e di utenze.
2999 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa i finanziamenti a tasso agevolato riguardanti le aziende colpite dal sisma.
3000 - Interrogazione del consigliere Bartolini, a risposta scritta, circa le problematiche relative all'accesso alle Case-residenze per anziani non autosufficienti nel territorio forlivese.
3005 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la prevenzione della siccità estiva, con particolare riferimento al territorio piacentino.
3007 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le azioni da attuare per la dismissione e la chiusura di inceneritori e discariche, promuovendo le politiche a "Rifiuti Zero".
3008 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le "Case della Salute" previste nella Provincia di Modena ed i relativi finanziamenti.
3009 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa il controllo ed il monitoraggio della gestione delle ASP.
3010 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa i contributi economici per la ricostruzione delle case colpite dal sisma, e le relative differenziazioni.
3011 - Interrogazione della consigliera Pariani, a risposta scritta, circa la reindustrializzazione del sito produttivo e la tutela dei lavoratori della CNH di Imola.
3012 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa le emissioni connesse alla ventilazione delle gallerie della Variante di Valico.
3015 - Interrogazione dei consiglieri Costi, Luciano Vecchi e Bonaccini, a risposta scritta, circa la situazione relativa alla liquidazione coatta amministrativa di una assicurazione.
3020 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa i ritardi relativi all'emanazione di norme regionali riguardanti la realizzazione di prodotti di alta qualità nel settore agroalimentare.
3021 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa progetti regionali riguardanti la promozione della cultura della legalità fra i giovani.
3023 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'affidamento a Trenitalia del servizio di trasporto regionale.
3024 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa la determinazione, da parte della Regione, di valori limite delle emissioni, con particolare riferimento agli allevamenti.
3025 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa vincoli paesaggistici relativi al Comune di Vergato (BO).
3027 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa procedure relative, nel Comune di Ostellato, al comprensorio denominato "Vallette di Ostellato" (FE).
3028 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa gli attentati e gli omicidi avvenuti contro i cristiani in Nigeria.
3031 - Interrogazione del consigliere Villani, a risposta scritta, circa procedure riguardanti il "Consorzio Centro Termale il Baistrocchi".
3035 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, in merito alla riorganizzazione di servizi negli ospedali di Porretta Terme e Vergato.
3036 - Interrogazione del consigliere Zoffoli, a risposta scritta, in merito all'applicazione del combinato disposto dei commi 6, 7 e 8 dell'articolo 4 del D.L. n. 95 del 2012 "Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini" e degli effetti che ricadrebbero sul sistema del welfare dell'Emilia-Romagna.
3042 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa le procedure relative alla costruzione di un impianto eolico nel Comune di Camugnano (BO).
3044 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa l'opera inerente l'alveo del torrente Alferello.
3082 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, in merito ad una variante della Strada Provinciale di Valnure denominata Variante Cammia.
3090 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, in merito alla valutazione delle prestazioni delle qualifiche dirigenziali nella Regione Emilia Romagna e al costo che ne deriva.
3125 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la situazione relativa alla realizzazione dell'opera infrastrutturale denominata "Passante Nord".
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula
PRESIDENTE (Richetti): Iniziamo a svolgere la parte della nostra sessione disciplinata dall’articolo 114 del Regolamento interno, vale a dire le interrogazioni a risposta immediata.
Incominciamo chiamando l’oggetto:
3216 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la continuità educativa riguardante i servizi a tutela degli utenti disabili e le connesse procedure, con particolare riferimento al ruolo della scuola.
Risponde per la Giunta l’assessore Bianchi.
La parola al consigliere Sconciaforni per illustrare la sua interrogazione.
SCONCIAFORNI: Grazie, presidente.
Dirò due parole come spiegazione. Il tema è quello dei servizi educativi integrati nel Comune di Bologna, cioè i servizi riconducibili all'ex legge n.104 per studenti disabili. Parliamo quindi di un servizio importante ed estremamente delicato, che a Bologna viene svolto da cooperative sociali che si aggiudicano appositi appalti e bandi su questo.
Fino al 2011 c'era un bando unico che gestiva questo tipo di servizio educativo per studenti disabili sia durante l'orario scolastico, sia durante il cosiddetto «pre e post», sia durante i periodi estivi, per cui un'unica cooperativa gestiva questi servizi integrati per studenti disabili in tutto il percorso educativo, dall'inizio alla fine dell'anno, durante l'orario, prima e dopo, e durante la fase estiva. Questo almeno garantiva sicuramente sia un elemento di continuità didattica per questi ragazzi e ragazze, sia anche un certo tipo di contratto per gli operatori sociali che svolgono questa importante funzione.
Dal 2011 non è più così, perché la Commissaria Cancellieri ha spacchettato il servizio e oggi ci sono più cooperative, addirittura in alcuni casi polisportive che si sono aggiudicate l'appalto e quindi seguono questo servizio.
La mia domanda alla Giunta, quindi, è questa: siamo di fronte al rischio (se non già concretizzato) di una situazione in cui da una parte non si garantisce la continuità a questi ragazzi, perché, a seconda del periodo dall'anno e dell'orario, si trovano di fronte a operatori diversi, e in più c'è il rischio di non garantire gli elementi contrattuali minimi per gli operatori che svolgono questo servizio.
Chiedo quindi alla Giunta la sua posizione su questo tema, che a me pare particolarmente grave e delicato.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Sconciaforni.
La parola all’assessore Bianchi per la risposta.
BIANCHI, assessore: Grazie, presidente.
Grazie, consigliere Sconciaforni, per aver posto ancora una volta l'attenzione su questo tema che anche noi consideriamo assolutamente centrale. La continuità educativa di tutti i bambini, in particolare di coloro che più hanno difficoltà di accesso, credo che sia un elemento fondamentale per la valutazione della qualità non solo della scuola, ma anche della nostra comunità.
Su questo la Regione è intervenuta da tempo: la prima legge è la n. 26 del 2001 e la seconda è la legge n. 12 del 2003. Questa prevede risorse che la Regione mette a disposizione delle Province tramite accordi di programma. Specificatamente con Bologna è in atto un accordo di programma 2008-2013, che pone attenzione ai temi che lei ha sollevato.
All'interno di questo, tuttavia, sono le Province che poi attribuiscono ai singoli Comuni le risorse, ed è nei piani educativi dei Comuni che si ritrovano gli impegni a cui devono essere richiamate le singole amministrazioni nell'esercizio delle attività.
Nella normativa del 2001 e del 2003 non era prevista una funzione ispettiva da parte della Regione. Credo tuttavia che l'opportunità che ci si presenta con la profonda revisione della normativa riguardante le Province, obblighi anche questa Regione a una revisione della normativa in corso con una soluzione più diretta di capacità programmatorie e quindi connessa una funzione ispettiva.
Specificatamente, rispetto al caso che lei riporta mi farò carico personalmente di una verifica, che, come lei può intendere, può essere soltanto di carattere conoscitivo e non ispettivo. Potremmo fare questo una volta rivista la norma nel senso che abbiamo detto, che comunque deve rafforzare il carattere di continuità educativa su cui anche lei ha richiamato la Giunta. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Bianchi.
La parola al consigliere Sconciaforni per la replica.
SCONCIAFORNI: Ringrazio l’assessore Bianchi che so essere persona molto attenta a questi temi, soprattutto quando riguardano soggetti più deboli. Prendo atto di questa sua specifica che non conoscevo sul fatto che, sulla base della legge nazionale, le Province avevano a carico queste funzioni di controllo e distribuzione dei parametri, su cui poi assegnare appalti o applicare il servizio.
Come però lei giustamente ha detto, il fatto che oggi le Province vadano non solo a esaurire la loro funzione, ma anche a cambiare una serie di compiti che avevano fa sì che la Regione debba assumersi questo onere.
Credo che sia importante perché conosco abbastanza bene la situazione bolognese e le organizzazioni sindacali hanno già più volte denunciato i rischi e in alcuni casi la realtà di un peggioramento delle condizioni materiali dei lavoratori e di conseguenza, giacché parliamo di servizi alla persona la qualità dell’operatore è assolutamente fondamentale per garantire la qualità del servizio, anche il peggioramento del servizio garantito a soggetti che sono già in una situazione di difficoltà.
L’intervento della Regione da questo punto di vista è importante, e auspico una celerità, assessore, nell'assunzione di questa responsabilità e nella regolazione normativa da parte della Regione su questi temi. Prendo atto positivamente dell’intenzione di fare un'indagine conoscitiva, perché attualmente la Regione non ha le funzioni proprie per poter agire in maniera diversa, però ritengo che un'ispezione conoscitiva da parte della Regione su questo specifico caso che riguarda il Comune capoluogo, quindi una realtà molto importante, sia giusta, necessaria e importante anche come esempio e come stimolo per le altre realtà regionali, in modo che la Regione valuti come materialmente operino queste cooperative e questi operatori, se le cooperative rispettino il contratto nazionale, se venga garantita la continuità che comunque la legge garantisce.
A prescindere da chi svolge il servizio, la legge garantisce continuità educativa per tutti, quindi, se la Regione interviene su questo anche se in questa fase solo in termini conoscitivi, credo che sia un monito importante e immediato, a cui - questo è l'auspicio, lo stimolo e l'invito che formulo - debbano seguire un intervento normativo per rendere stabile questo tipo di controlli e di regole, e il rispetto dei parametri sia contrattuali che educativi stabiliti dalla legge. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Abbiamo esaurito l’oggetto 3216, passiamo all’oggetto seguente:
3219 - Interrogazione dei consiglieri Bernardini, Manfredini, Corradi e Cavalli, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la sanatoria di lavoratori stranieri irregolari.
Risponde per la Giunta l’assessore Bianchi.
La parola al consigliere Bernardini per illustrare la sua interrogazione.
BERNARDINI: Grazie, presidente.
Si tratta di una domanda che rivolgiamo all’assessore per avere delucidazioni in merito a quelle che saranno le conseguenze dell'adozione da parte del Governo, con il decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, che va ad attuare una direttiva della Comunità europea, che introduce norme minime relative a sanzioni, e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impieghino cittadini di Paesi terzi il cui permesso di soggiorno è irregolare.
Riteniamo che questa sia una sanatoria a tutti gli effetti, che vada a regolamentare e a regolarizzare ipotesi di illecito, perché si va a tutelare la posizione dell'extracomunitario irregolare ma c'è spesso anche una posizione di lavoro subordinato che è stata creata su presupposti di illecito, perché si tratta a tutti gli effetti della collocazione di un lavoratore in nero, quindi di forza lavoro utilizzata senza rispetto delle minime garanzie delle quali i lavoratori assunti correttamente hanno diritto, e spesso quindi di casi di sfruttamento di persone con permesso di soggiorno irregolare.
Questo è il fattore che emerge dalla norma che vorrebbe correggere il tiro su situazioni di fatto, ma poi si apre una partita diversa sulle conseguenze di queste regolarizzazioni. Ieri l’ho definita «la regolarizzazione dello schiavismo del terzo millennio», perché di fatto ci sono degli schiavisti che utilizzano immigrati irregolari per lavori sottopagati in condizioni insalubri, non adeguate, quindi andiamo a premiare gli schiavisti che, versando una certa cifra, possono regolarizzare gli illeciti commessi fino ad oggi.
Al di là dell'aspetto poco edificante per cui la norma non punisce chi si è reso complice di questa forma di schiavismo (lo ritengo tale a tutti gli effetti), all'interno della risoluzione chiedo quali saranno le conseguenze pratiche in termini di aiuti economici, di aiuti sociali, dei capitoli di spesa ai quali ci accingeremo a far fronte nei confronti di coloro che dalla mattina alla sera verranno regolarizzati.
Spero che la Regione Emilia-Romagna, anche a fronte dei numeri importanti delle domande che stanno venendo alla luce in questi giorni, abbia un quadro chiaro di quelle che sono le esigenze concrete a cui dare risposta il giorno dopo a chi viene regolarizzato per situazioni di fatto antecedenti. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bernardini.
La parola all’assessore Bianchi per la risposta.
BIANCHI, assessore: Grazie, consigliere.
Rispondo d’intesa con la collega Marzocchi, che più direttamente è coinvolta, come delega, nella gestione dei processi di immigrazione.
Come lei ha detto, il decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012 ha recepito la direttiva 2009/52 dell'Unione europea. Questo intervento prevede un inasprimento delle sanzioni per i datori di lavoro che impiegano lavoratori non in regola con la normativa sulla permanenza in Italia, possibilità di regolarizzazione e possibilità per i lavoratori che denuncino casi di particolare sfruttamento di ottenere un permesso di soggiorno umanitario.
Durante la discussione parlamentare è emersa la consapevolezza diffusa e trasversale nelle forze politiche rispetto alla necessità di accompagnare l'applicazione delle nuove norme con una breve fase transitoria, che preveda la possibilità di quello che è stato definito un «ravvedimento operoso» per il datore di lavoro, permettendo allo stesso di adeguarsi in tempi congrui alla nuova disciplina, previo pagamento di una somma per evitare sanzioni più gravi.
Si tratta, quindi, come previsto dall'articolo 5, di una procedura di regolarizzazione di un rapporto di lavoro pregresso mediante una dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro allo sportello unico.
La riflessione che è stata fatta in questa materia verte sulle stime che sono state date, che poi, consigliere, vi trasferisco con il testo scritto. L’ultima regolarizzazione del 2009 portò a circa 300.000 domande, e la Fondazione Moressa, che si è occupata di questa, indica oggi in circa 380.000 le persone potenzialmente interessate al provvedimento.
Per adesso, con i dati a giovedì 27 settembre (4 giorni fa), le domande effettivamente inviate erano 32.000 in tutta Italia e il 15 per cento delle domande complessive riguarda l'Emilia-Romagna. Siamo quindi ancora in flussi che sembrano molto limitati rispetto alla potenzialità complessiva, cioè a meno dell'8 per cento.
Questo provvedimento ha il pregio di portare alla legalità i contratti di lavoro e ha effetti positivi dal punto di vista fiscale e contributivo. Nel 2009 i lavoratori stranieri in Emilia-Romagna hanno versato oltre 800 milioni di euro di contributi previdenziali e 452 milioni di gettito fiscale tra Irpef, IVA sui consumi e imposte sui fabbricati, per un totale di 1,25 miliardi di euro.
Rispetto all'aspetto sanitario il decreto del 2012 prevede che il Servizio sanitario nazionale sia incrementato di 43 milioni all'anno per il 2012 e di 130 milioni di euro nel 2013. Tali somme saranno ripartite alle Regioni in base al numero di domande effettivamente pervenute, quindi rispetto alla sua domanda sull'effetto di ricaduta lo stesso decreto prevedeva un riparto di quote su queste postazioni a livello nazionale.
Dal punto di vista sociale è importante seguire come saranno utilizzate le risorse derivanti dal contributo forfetario di 1.000 euro (il doppio di quanto previsto dalla norma precedente) per ogni domanda. Questi saranno ripartiti con successivo decreto del Governo.
Dovrebbe essere una cifra consistente (dai 200 ai circa 400 milioni) che potrebbe essere destinata in parte a rafforzare le politiche di integrazione dei territori, mediazione e lingua italiana per adulti e minori, partecipazione e coesione sociale, e in parte per interventi di protezione sociale per le vittime del lavoro paraschiavistico.
Questo è il quadro che ci è stato definito dagli uffici (dopo le consegnerò il testo), questa è la posizione che noi abbiamo. Mi permetto soltanto a titolo puramente individuale di condividere molte delle cose che lei ha detto. Personalmente considero inaccettabile questa idea di procedere per successivi ravvedimenti di fronte a situazioni che raffigurano lesioni gravi.
Ci stiamo comunque attrezzando anche per poter rispondere a questa normativa del Governo in attuazione della norma dell’Unione europea, tentando da un lato di avere chiara una stima dei flussi, dall’altro di avere un riparto che permetta alla nostra Regione di affrontare in maniera dignitosa la situazione. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Bianchi.
La parola al consigliere Bernardini per la replica. Consigliere, le restano tre minuti.
BERNARDINI: Grazie, presidente e assessore. È una delle poche volte in cui posso dirmi soddisfatto della risposta, e la ringrazio anche per le condivisioni su quelle che sono state le valutazioni più soggettive riguardo questo provvedimento e la realtà che lo sottintende.
I numeri - ripeto - sono molto importanti, basti pensare che oggi nella nostra regione esistono 3, 4 o 5.000 casi di persone che lavorano in nero, in una situazione che compromette la figura del lavoratore ma anche dell'azienda o del datore di lavoro per cui opera, e che quindi si collega a tanti altri discorsi, alla mancanza di tutela, di coperture di garanzia, alla mancanza di un normale controllo fiscale.
Si parla tanto di evasione fiscale, si dà la caccia a realtà che magari, senza voler per questo giustificare l'evasione fiscale, sembrano essere diventate oggi un modo per sopravvivere, e poi ci sono realtà come queste che sfuggono ad ogni tipo di controllo.
Chiedo a margine (considerazione che non è all’interno della mia domanda) di pensare come Regione Emilia-Romagna di dare un segnale di prevenzione, quindi non premiale come oggi questo provvedimento nei confronti di chi ha fatto il furbetto utilizzando manodopera irregolare, ma andando a stanare con maggiori controlli (lascio alla Giunta le modalità) per far sì che i numeri non siano più questi ma siano veramente esigui e di normale tollerabilità. Questi numeri non sono tollerabili. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bernardini.
Abbiamo esaurito l’oggetto 3219, passiamo all’oggetto seguente:
3217 - Interrogazione del consigliere Bignami, di attualità a risposta immediata in Aula, circa il contributo per la riparazione ed il ripristino degli immobili di edilizia abitativa privata destinati ad abitazione principale classificati dalle schede AeDES in categoria "A", danneggiati dagli eventi sismici.
Risponde per la Giunta l’assessore Muzzarelli.
La parola al consigliere Bignami per illustrare la sua interrogazione.
BIGNAMI: Grazie, presidente.
Intervengo rapidamente, perché spero di aver fornito alla Giunta un quesito sufficientemente delineato e quindi tale da poter limitare l'esposizione. Si tratta semplicemente di una richiesta di opportunità che rivolgiamo alla Giunta in ordine alla possibilità di attivare un meccanismo simile a quello attivato dal Governo per sostenere con contributo o altre forme la riparazione degli immobili che, come poc'anzi descritto, sono stati inseriti in categoria "A" a seguito degli eventi del 20-29 maggio.
Categoria "A" significa che non hanno un rischio in termini di agibilità, ma comunque hanno riportato delle lesioni, per cui è consigliabile che, da una prospettiva che non è quella di sicurezza del luogo, vi sia un intervento di ristrutturazione.
Il quesito è quindi rivolto alla Giunta per sapere se anche in prospettiva - mi permetto, assessore, di puntualizzare questo aspetto, perché è ovvio che oggi dobbiamo premiare soprattutto le situazioni principali, le maggiori criticità, i luoghi pubblici, le realtà in cui evidentemente vi è un'urgenza al ripristino che consiglia di non privilegiare le situazioni di categoria "A" che non hanno una difficoltà immediata - la Giunta escluda questo tipo di provvedimento o se al contrario vi sia la possibilità che, superata questa fase di ricostruzione, di emergenza latamente intesa, vi sia poi l'approdo a questo tipo di contributo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bignami.
La parola all’assessore Muzzarelli per la risposta.
MUZZARELLI, assessore: L’iniziativa del Commissario delegato alla ricostruzione, dispiegata in questi mesi per ottenere dal Governo i provvedimenti indispensabili a sostenere le popolazioni colpite dal sisma e permettere le riparazioni e le ricostruzioni delle abitazioni, delle imprese, del patrimonio pubblico (scuole, ospedali, municipi, infrastrutture) hanno portato proposte che sono state improntate al massimo rigore, alla massima trasparenza sia per ragioni di equità nella gestione dei fondi che per ragioni di serietà e credibilità delle richieste.
Tanto più che in una fase in cui non si misurano solo le note difficoltà della finanza pubblica ma è acuta l'attenzione dell'opinione pubblica sull'entità della spesa delle istituzioni e sulla sua destinazione di efficacia, riteniamo che l'assoluta correttezza della tenuta nella valutazione dei danni e nell'impostazione dei criteri per l'attribuzione dei contributi siano state riconosciute con i princìpi importanti e i provvedimenti adottati dal Governo e dalla Commissione europea, in particolare con la copertura a carico dello Stato dei 6 miliardi della legge n. 135 di revisione della spesa e il fondo di 670 milioni stanziato dall'Unione europea (la cifra più alta mai concessa in Europa in caso di calamità naturali).
In tale contesto, in piena sintonia con il Governo, si è ritenuto di applicare rigorosamente il dettato del decreto legislativo n. 74, convertito in legge n. 122 del 2012, per quanto riguarda la necessaria correlazione tra la rilevazione delle schede AeDES, le ordinanze sindacali di sgombero, la valutazione del danno e del nesso causale, e i valori di ripristino e ricostruzione.
In particolare, si è ritenuto che l'ordinanza sindacale di sgombero a seguito dell'inagibilità temporanea parziale o totale dovesse essere il presupposto indispensabile per l'avvio della procedura di risarcimento, escludendo pertanto e con evidente coerenza gli edifici residenziali classificati agibili dalle schede AeDES.
L’esclusione delle abitazioni in categoria "A", che per la stragrande maggioranza, come anche lei ha detto, non hanno riportato danni apprezzabili, non ha però precluso e non preclude una verifica puntuale sulle singole situazioni e l'eventuale modifica della suddetta classificazione laddove un sopralluogo più approfondito riscontrasse danni riconducibili alle inagibilità di tipo "B" e "C". Abbiamo aperto a questa riflessione con l'impegno anche dei Comuni, e con il Commissario e i sindaci abbiamo deciso che su richiesta dei cittadini, previo controllo e segnalazione degli uffici tecnici comunali, le squadre specializzate della Protezione civile procedano alle ulteriori verifiche, al fine di non generare ingiustificate disparità di trattamento (qualora siano al confine soprattutto), tra cittadini di garantire il sostegno pubblico a tutti coloro che ne hanno effettivamente diritto.
Per quanto attiene alle risorse regionali, cioè la richiesta sul tema dell'utilizzo delle risorse regionali, oggi le abbiamo destinate prioritariamente all'edilizia residenziale pubblica (oggi uscirà l’ordinanza sul tema dell’ACER, perché abbiamo 569 immobili con oltre 1.500-1.600 persone da sistemare), al sostegno delle persone più bisognose e al pagamento degli interessi sulle anticipazioni bancarie alle famiglie, ai fini di accelerare gli interventi sulle abitazioni private "B" e "C" in particolare, perché dobbiamo fare di tutto perché ritornino a casa.
Lei mi pone un tema di prospettiva, per cui, se ci saranno le condizioni, vedremo. Il dato è che non dobbiamo creare disparità e soprattutto, se ci sono dubbi, è giusto che noi diamo un messaggio ai cittadini che possono far fare la verifica, per cui, se sono al confine e hanno un problema, noi mandiamo i tecnici perché dobbiamo evitare qualsiasi dubbio. Su questo concordiamo un ragionamento di responsabilità.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Muzzarelli.
La parola al consigliere Bignami per la replica. Consigliere, ha quattro minuti e mezzo.
BIGNAMI: Grazie, presidente. Sul piano della risposta politica e istituzionale mi dichiaro soddisfatto, perché vi è un'evasione dei quesiti posti. Avrei magari apprezzato (ma lo intendo come una prudenza dettata da buon consiglio) un maggior vigore nella possibilità che in prospettiva vi sia un riconoscimento anche dei danni classe "A", qualora le risorse regionali lo consentissero.
Voglio tuttavia valorizzare la non chiusura su questa prospettiva che l'assessore ha fatto, quindi anche sul piano non solo amministrativo, ma anche politico mi dichiaro soddisfatto. Probabilmente riporremo il quesito all'assessore in altre circostanze, più avanti nel tempo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bignami.
Abbiamo esaurito l’oggetto 3217, passiamo all’oggetto seguente:
3221 - Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la compatibilità ambientale del Raccordo autostradale CISA A15 - Autostrada del Brennero A22 Fontevivo - Nogarole Rocca con siti di rete Natura 2000.
Risponde per la Giunta l’assessore Peri.
La parola alla consigliera Meo per illustrare la sua interrogazione.
MEO: Grazie presidente, grazie assessore. Torniamo su questa vicenda ma del resto la compatibilità ambientale delle grandi opere è una cosa che costa fatica e che va perseguita con grandissima attenzione
Indipendentemente da ciò che penso io di questi 9 chilometri di autostrada che costano 500 milioni di euro, cioè una cifra molto vicina a quanto la Comunità europea stanzia per i terremotati dell'Emilia, c'è una questione che non mi convince nella procedura fino ad ora attivata.
Quest'opera, che taglia un importante sito di interesse comunitario esteso per oltre 2.600 ettari, ha fatto parte della valutazione di impatto ambientale a suo tempo fatta da Autocisa, che credo si sia conclusa intorno al 2004, ma all'epoca i confini e gli istituti di tutela dell'area erano diversi. Nel 2006, infatti, con un'azione unilaterale della Regione Emilia-Romagna, nel senso che non è stata una richiesta dei territori (Comuni e Provincia), ma fu proprio la Regione che nel 2006 variò i confini e gli istituti di tutela dell'area di fatto ampliandoli, pur essendo già in corso la procedura per la realizzazione del corridoio Tirreno Brennero.
A mio parere, quindi, la valutazione di incidenza, che fa parte della valutazione di impatto ambientale a suo tempo presentata, di fatto è insufficiente, perché la zona non era considerata così come oggi la Regione stessa ha deciso di considerarla.
Aggiungo una considerazione di fondo: la classificazione di queste aree come siti di importanza comunitaria ha valore durante il percorso di attivazione di queste grandi opere esclusivamente per valutare - indipendentemente dalla premessa in merito a cosa penso io dell'autostrada - la qualità dell'habitat che abbiamo di fronte e quindi, nell'eventualità in cui per questioni di forte interesse pubblico questa habitat dovesse andare distrutto, bisogna compensare in maniera adeguata l'habitat che si distrugge.
Nei confronti dell'Europa e della Comunità europea abbiamo assunto l’impegno di non andare sotto una determinata quantità di ettari di territorio da destinare alla conservazione dell'ambiente. Nel frattempo, nelle fasce che verranno attraversate dall'autostrada sono stati censiti puntualmente alcuni habitat secondo la classificazione europea, e penso sia stato speso anche qualche soldino da questo punto di vista.
Oggi, credo sia inaccettabile anche dal punto di vista europeo che le compensazioni si limitino ad alcune aree di forestazione, così come il progetto prevede, in alcune zone diverse. Credo che l'habitat distrutto vada compensato (e non credo di sbagliare) con altro habitat messo a disposizione.
Questa è una procedura che o si fa o non si fa, e, se non si fa, secondo me c'è poi chi ricorre alla Corte europea. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Meo.
La parola all’assessore Peri per la risposta.
PERI, assessore: Grazie, presidente. Molte delle risposte in realtà le abbiamo date circa un anno fa e, seppure in forma scritta, riconsegnerei tutto l’iter che è stato seguito nell'approvazione di questo progetto.
Sto sul punto per rispondere nel merito alla domanda posta. Nel 2004, quando si è all'approvazione da parte del CIPE del progetto preliminare, quindi prima dell'allargamento delle zone sottoposte a tutela, il Progetto recepisce anche la prescrizione n.6, che leggo: «tenendo conto che l'opera attraversa due parchi regionali e passa circa a un chilometro dai Fontanili di Viarolo, analizzare un'area più vasta di quella direttamente interferita ed approfondire le indagini sullo stato di fatto della vegetazione, della fauna, degli ecosistemi, per chiarire maggiormente i possibili impatti anche indiretti con queste aree di pregio».
Siamo nel 2004, siamo sul progetto preliminare, questa prescrizione viene assunta nel progetto preliminare. Nella successiva trasposizione nel progetto definitivo c'è l’assunzione da parte del progettista (in questo caso Autocisa), che corrisponde a un'area molto più vasta rispetto a quella a quell'epoca delimitata nel SIC, e propone ovviamente delle misure compensative.
Le misure compensative vengono recepite in fase di approvazione del progetto definitivo e abbiamo due passaggi, uno nel 2006 e uno nel 2010, quindi ampiamente successive all'allargamento della reale, e quelle due fasi approvative del CIPE raccolgono, come è noto, anche i pareri del Ministero dell'Ambiente, del Ministero delle infrastrutture e del Ministero dei beni culturali.
Tutto questo viene dichiarato come risolto dal progetto presentato e ovviamente con delle prescrizioni, che il CIPE descrive così nella delibera del febbraio 2010, quindi in una fase ormai conclamata rispetto all'assetto delle aree protette: «si può evidenziare che la delibera CIPE prevede che il soggetto aggiudicatore provvederà prima dell'inizio dei lavori previsti nel citato Progetto definitivo a fornire assicurazioni al predetto Ministero (quello dell'Ambiente) sull'avvenuto recepimento nel progetto esecutivo delle prescrizioni riportate in allegato della medesima delibera.
Il citato Ministero procederà a sua volta a dare comunicazione al riguardo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (cioè il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento delle politiche economiche).
Resta fermo che, ai sensi dell'articolo 185 del decreto legislativo n. 163 (cioè la legge obiettivo che è stata seguita per l'approvazione del progetto), la Commissione VIA procederà a verificare l'ottemperanza del progetto esecutivo alle prescrizioni del provvedimento di compatibilità ambientale e ad effettuare gli opportuni controlli sull'esatto adempimento dei contenuti e delle prescrizioni di detto provvedimento».
Comunque la pensiamo sull'opera e su altre valutazioni, precisando che i soldi per la realizzazione dell'opera li mette un soggetto privato e non la Comunità europea o lo Stato, è evidente che noi fotografiamo un iter approvativo che a tutt'oggi ha avuto effetti positivi, pur avendo seguito - in alcuni casi anche per due volte - un procedimento che ha consentito a tutti gli enti tecnici di verificare la compatibilità dell'opera con il territorio attraversato.
Ovviamente si tratterà di vigilare, e dovrà farlo il Ministero dell'Ambiente, dovrà farlo la Commissione VIA, dovrà farlo anche la Regione con i suoi servizi, per far sì che l'esecuzione corrisponda fino in fondo al progetto anche nelle parti di compatibilizzazione ambientale. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Peri.
La parola alla consigliera Meo per la replica.
MEO: Grazie. So bene che Autocisa è un soggetto privato ma, visto che costruisce il proprio bilancio sulla base delle tariffe e le tariffe - se permette, assessore - le paghiamo noi e sono anche aumentate, mi permetto di fare questa considerazione.
Per il resto rimango della mia idea. Capisco la procedura, capisco tutto, però manca un pezzo e prima o poi credo che questo verrà fatto rilevare: non c'è una compensazione - e uso questa parola perché è quella prevista dalla normativa - rispetto alla perdita di habitat. Questa è una cosa che all'inizio di questa procedura poteva non esserci perché gli istituti erano diversi, ma che oggi a mio parere va riconsiderata. Io lo farei.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Meo.
Abbiamo esaurito l’oggetto 3221 e con esso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata in Aula.
Aggiornamento della seduta
PRESIDENTE (Richetti): Sospendiamo la seduta per cinque minuti per consentire l'afflusso dei consiglieri e riprendere con il nostro ordine del giorno.
(La seduta, sospesa alle ore 10,15, è ripresa alle ore 10,27)
PRESIDENTE (Richetti): Riprendiamo i nostri lavori.
OGGETTO 2996
Documento del Tavolo permanente per la semplificazione in preparazione della sessione per la semplificazione 2012 (L.R. n. 18/2011).
(Relazione, discussione e conclusioni)
OGGETTO 3209
Risoluzione proposta dal Presidente Lombardi su mandato della I Commissione: Indirizzi relativi alla prima Sessione per la semplificazione (anno 2012), ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18.
(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti): Chiamo gli oggetti 2996, "Documento del Tavolo permanente per la semplificazione in preparazione della sessione per la semplificazione 2012" e 3209 "Risoluzione proposta dal Presidente Lombardi, su mandato della I Commissione, recante: Indirizzi relativi alla prima Sessione per la semplificazione (anno 2012), ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 7 dicembre 2011, n. 18" .
Do la parola al relatore della Commissione, consigliere Marco Lombardi.
LOMBARDI, relatore: Grazie, presidente. Colleghi, un dossier della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha stimato gli oneri amministrativi a carico delle imprese pari al 4,6 per cento del PIL, corrispondente a circa 70 miliardi di euro l'anno.
L’Unione europea da parte sua, conscia del freno che tali oneri portano alla crescita economica, ha indicato agli Stati membri la necessità di ridurli del 25 per cento entro il 2012. Con la legge regionale n. 18 del 2011 abbiamo tentato di incidere sul tema, e a mio avviso, oltre a procedure di valutazione e misurazione degli oneri, importanti per ridurre il peso della burocrazia pubblica, abbiamo anche introdotto alcuni princìpi innovativi, la cui portata non mi pare sia stata ancora completamente colta dall'opinione pubblica.
Per dare certezza ai tempi di conclusione di un procedimento amministrativo e responsabilizzare la burocrazia pubblica, si è ad esempio previsto che la mancata emanazione del provvedimento nei tempi previsti sia elemento utile ai fini della valutazione delle responsabilità dirigenziali, secondo quanto previsto dalla legge n. 241 del 1999.
Nei procedimenti amministrativi soggetti al pagamento di oneri istruttori a carico dell'interessato sono previste modalità volte a garantire la parziale restituzione, qualora il procedimento si concluda oltre il termine previsto per fatto imputabile all'Amministrazione.
La Regione e gli Enti locali assicurano l'uniforme applicazione su tutto il territorio regionale delle procedure amministrative di rispettiva competenza. Per i nuovi provvedimenti viene previsto il divieto di introdurre nuovi oneri, se contestualmente non ne vengono eliminati altri di pari impatto per i destinatari delle norme.
Nei procedimenti amministrativi di competenza della Regione, al soggetto proponente l'istanza non possono essere richiesti atti, documenti o informazioni già in possesso dell'Amministrazione regionale.
Ovviamente tutti questi princìpi previsti dalla legge n. 18 devono trovare puntuale applicazione in futuro, ma devono anche essere applicati ai procedimenti vigenti, modificandone le procedure ed eventualmente emendando la normativa di riferimento. Questo è il compito della sessione di semplificazione che ci accingiamo a celebrare.
La nostra attività di oggi - è bene ricordarlo - si inserisce a pieno titolo all’interno di un percorso governativo che prevede, appunto, tre centri istituzionali di azione in materia: il Tavolo permanente per la semplificazione, previsto a livello nazionale; il Tavolo istituzionale per la semplificazione, previsto a livello regionale; il Comitato paritetico per la misurazione e la riduzione degli oneri amministrativi a livello nazionale.
Per quanto riguarda noi, l’occasione offertaci dall’articolo 5 della legge regionale n. 18/2011, che prevede la tenuta di un’apposita sessione consiliare dedicata alla semplificazione, non va però valutata semplicisticamente come la necessità di corrispondere a una disposizione di legge, ma come una formidabile occasione per dare ulteriore senso alla nostra attività di consiglieri, contribuendo a ridare dignità all’attività politica e dimostrando concretamente di agevolare la vita dei cittadini e delle imprese nella nostra Regione.
L’esigenza di trasparenza e di semplificazione dei procedimenti burocratici sedimentati nel tempo e la richiesta di alleggerire il più possibile il peso della burocrazia sono sentimenti talmente radicati nella società di oggi da costituire un elemento fondamentale della vita civile e un fattore di competitività per le nostre aziende.
La legge regionale n. 18, che mira alla semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale, deve per questo costituire un motivo di vanto per l’intera Assemblea legislativa. Se è vero, infatti, che va riconosciuta alla Giunta l’iniziativa legislativa in questa materia, è altrettanto vero che il contributo dato dall’Assemblea e segnatamente da ogni gruppo consiliare è stato fondamentale per arrivare a un testo finale ampiamente condiviso da tutte le componenti sociali del nostro territorio regionale.
A tal proposito colgo l’occasione della sessione odierna per spingere anche i rappresentanti regionali delle categorie economiche che partecipano al Tavolo permanente a diffondere maggiormente sul territorio l’esito di questo lavoro, a cui anche loro hanno contribuito, dando ai propri associati la possibilità di conoscere ogni novità della legge e quindi di pretendere dalle pubbliche amministrazioni, anche periferiche, il rispetto delle norme introdotte.
Stiamo quindi parlando di una legge utile e condivisa, che produrrà, in base al nostro impegno futuro, notevoli risultati positivi e tangibili. A tal proposito mi permetto di rammentare all’Aula le finalità che la legge regionale n. 18/2011 si propone all’articolo 1: sviluppare la qualità degli atti normativi, conseguire concreti risultati di semplificazione nei procedimenti amministrativi, sviluppare la semplificazione degli assetti organizzativi per ridurre la spesa pubblica, dare piena esplicazione al principio di sussidiarietà, garantire la maggiore semplicità possibile nei rapporti tra cittadini, imprese e istituzioni, promuovere la più ampia informatizzazione dei procedimenti.
Elemento qualificante della legge è, infine, l’istituzione del Tavolo permanente per la semplificazione, supportato dal Nucleo tecnico per la semplificazione che ha il compito di formulare proposte volte al superamento delle criticità rilevate, sottoponendole alla valutazione dell’Assemblea nel corso della sessione di semplificazione.
Oggi siamo qui per dare corso per la prima volta a questa previsione normativa ed è bene chiarire qual è il nostro campo d’azione e quale la nostra possibilità di incidere. A me pare che questa abbia una notevole connotazione sia quantitativa che qualitativa nell’interesse dei destinatari finali della burocrazia pubblica. Il nostro compito in questa sede è espressamente quello di esaminare gli esiti dell’attività di analisi e valutazione permanente dei procedimenti amministrativi, valutare le proposte del Nucleo tecnico e del Tavolo permanente sulla semplificazione e adottare le eventuali misure legislative che risultassero necessarie.
Siccome però la politica, come tutte le attività umane, va inserita nel contesto attuale, la nostra opera deve tener conto della particolare sensibilità con cui l’opinione pubblica affronta oggi l’eccesso di burocrazia e conseguentemente l’esigenza di semplificazione. La nostra attività dovrà perciò immediatamente dare l’idea all’esterno di non essere teorica, ma concreta e di dare risposte, magari limitate nel numero, ma di immediata percezione per i destinatari finali. Credo che nessuno di noi vorrà assumersi la responsabilità di aumentare la diffusa percezione di una politica inutile, quando non dannosa, provando viceversa a offrire un contributo al recupero di credibilità e dignità della politica.
Entrando nel merito dei contenuti della sessione di semplificazione, va immediatamente notato come l’attività del Tavolo permanente e del Nucleo tecnico sia stata sottoposta a corposa e proficua indagine, con la parte per così dire "privata" molto attiva nell’individuare le criticità e la parte cosiddetta "pubblica" molto attenta nello schematizzare le procedure individuate, in modo da poter valutare con attenzione le possibilità di superamento di queste criticità.
A tal proposito va detto con chiarezza in questo contesto che nel nostro Paese semplificare è molto complicato. Passatemi questo ossimoro, ma se è vero che i cittadini e le imprese devono vedere e valutare solo l’esito finale della nostra attività di semplificazione, è altrettanto vero che il nostro lavoro di semplificazione presuppone una precisa conoscenza delle procedure e dei procedimenti concreti, un’attenta valutazione delle norme a tutela dei vari interessi in campo e una grande capacità di trovare le soluzioni praticabili.
Quali sono, quindi, le proposte oggetto di questa sessione di semplificazione? Come premessa si deve necessariamente tener conto del fatto che risulta indispensabile da parte della Regione sviluppare strumenti di governance più appropriati per consentirle, sul tema, un’efficace funzione di coordinamento su tutto il territorio regionale, tesa a diffondere buone prassi di semplificazione e univocità di comportamenti e interpretazioni amministrative.
A tal proposito si può senza dubbio condividere la considerazione, emersa nel Tavolo permanente per la semplificazione, secondo cui è ormai evidente che non tutti i problemi che determinano un carico ingiustificato di attività amministrativa hanno origine normativa. Si possono pertanto trovare soluzioni anche di tipo non legislativo, ma che incidano sulla distorta applicazione delle norme e sulla prassi, spesso ingiustificatamente dilatoria, delle singole amministrazioni.
Gli ambiti prioritari di intervento emersi dal Tavolo permanente possono essere suddivisi in due categorie, una di natura trasversale e l’altra con caratteristiche più puntuali. Appartengono alla prima categoria i seguenti ambiti: informatizzazione delle procedure e degli atti attraverso la creazione di un sistema di interconnessione telematica di tutta la pubblica amministrazione; rilevazione dei procedimenti amministrativi regionali, che sono circa cinquecento; applicazione costante delle metodologie di valutazione dell’impatto e delle ricadute concrete dei provvedimenti assunti dalle amministrazioni; misurazione degli oneri amministrativi; database delle migliori pratiche amministrative e misure nel settore edilizio.
Le aree con caratteristiche più puntuali sono quelle emerse nel Tavolo permanente su istanza delle associazioni di categoria, che propongono di intervenire su sette aree tematiche: sismica e urbanistica, edilizia e governo del territorio, ambiente, lavoro e welfare, finanziamenti e incentivi, sanità, trasporto e trasporto merci. È appena il caso di ricordare in questa sede che la prima linea di azione a suo tempo individuata e afferente alla semplificazione normativa e amministrativa della procedura di autorizzazione sismica ha dovuto subire una brusca sospensione in ragione dei gravi eventi del 20 e 29 maggio.
L’Assemblea è quindi chiamata a prendere atto di un lavoro svolto che può essere assunto come base di partenza per le sue determinazioni, determinazioni che però possono essere anche originali e innovative rispetto al quadro consegnato dai lavori della Giunta e del Tavolo permanente.
A tal proposito ricordo per sommi capi il tenore dei pareri licenziati nelle varie commissioni consultive in relazione al documento finale del Tavolo permanente. La VI Commissione Statuto e Regolamento ha ritenuto, ad esempio, di sottolineare l’importanza di valorizzare la qualità degli atti normativi e conseguentemente ha segnalato la necessità di applicare più proficuamente le tematiche di incremento della qualità normativa, come l’analisi tecnica della normazione e la valutazione e l’analisi di impatto della regolamentazione.
La III Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità, affrontando il tema di sua competenza relativo alla semplificazione nel settore edilizio, ha proposto interventi importanti e immediatamente praticabili. Suggerisce, ad esempio, che entro il mese di ottobre venga adottata una legge per accelerare o semplificare le procedure urbanistiche edilizie relativa alla fase di ricostruzione post-terremoto e ha auspicato un’accelerazione del progetto SIEDER per consentire la gestione automatizzata delle pratiche edilizie e la trasmissione telematica dei relativi dati. Richiama la necessità di una revisione della legge regionale n. 18/2008 (Norme per la riduzione del rischio sismico) e della legge regionale n. 20/2000 (Disciplina generale sulla tutela e l’uso del territorio). Indica importanti novità tese a rivedere la competenza delle commissioni per la qualità architettonica dei paesaggi, invita ad allargare la portata del silenzio-assenso e propone un intervento per quanto riguarda la proroga dei titoli edilizi.
La II Commissione Politiche economiche nei suoi lavori ha sottolineato l’importanza di implementare l’informatizzazione dei procedimenti amministrativi e la interoperabilità delle pubbliche amministrazioni, condividendo in particolare la necessità di creare una rete di pubbliche amministrazioni interconnesse e quindi unite agli occhi delle imprese. La Commissione ha inoltre valutato con particolare favore il progetto di dematerializzazione del DURC, che dovrà essere acquisito in forma digitale, e la decertificazione, realizzata attraverso l’anagrafe delle imprese denominata PARIX, suggerendo infine di procedere alla stima specifica dei costi anche dei procedimenti esclusivamente regionali.
In conclusione vorrei richiamare l’attenzione di tutti voi sul fatto che la sessione di oggi è un ulteriore importante passo in avanti per dare contenuto al nostro mandato di consiglieri regionali, svolgendo un lavoro utile per migliorare la vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese. Sul fatto che in questa seduta faremo qualcosa di utile non ho dubbi.
Se saremo anche capaci di produrre un risultato facilmente e immediatamente percepibile dai destinatari finali della nostra azione, avremo reso pure un grande servizio alla politica, rendendo evidenti i suoi aspetti più positivi e più nobili.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Lombardi.
È aperta la discussione generale congiunta sul documento del Tavolo permanente per la semplificazione, oggetto 2996, e sulla risoluzione oggetto 3209. In votazione porremo ovviamente la sola risoluzione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Luciano Vecchi. Ne ha facoltà.
VECCHI Luciano: Grazie, presidente.
Intervengo brevemente per sottolineare alcuni elementi dell’esercizio che stiamo svolgendo. La condivisione della relazione e della conseguente proposta di risoluzione presentata dal presidente Lombardi a nome della prima Commissione e dell’Assemblea è una condivisione reale. Il processo che abbiamo messo in atto con l’adozione della legge n. 18/2011 è di grandissima rilevanza e, per quanto a mia conoscenza, all’avanguardia sullo scenario italiano, ma anche europeo.
A nome del gruppo del Partito Democratico ringrazio coloro che all’interno del Tavolo permanente e del Nucleo tecnico hanno cominciato nel corso di questi mesi a produrre uno sforzo importante, chiaramente dimostrato nella relazione che ci è stata trasmessa. Dal punto di vista dell’approccio alla questione della semplificazione, ci si fa carico di un atteggiamento e di una valutazione complessivi. Quando si parla di semplificazione, infatti, non ci si può soltanto limitare a individuare - azione poi indispensabile e conseguente - questa o quella misura da adottare perché le complicazioni nelle procedure burocratiche stanno normalmente nel processo stesso e non soltanto in uno dei suoi aspetti. L’approccio da adottare deve essere, quindi, complessivo.
Il secondo elemento che voglio sottolineare è una delle principali innovazioni introdotte dalla legge n. 18, cioè l’individuazione della sessione di semplificazione come procedimento istituzionale di carattere innovativo e fondamentale per raggiungere risultati importanti. Poiché già da qualche anno abbiamo adottato - e le similitudini sono molte - la procedura della sessione comunitaria, stiamo dimostrando con i primi importanti risultati che portiamo in quest’Aula che questo è l’approccio corretto.
Ricordo la discussione che abbiamo avuto a suo tempo. Sessione di semplificazione non vuol dire che l’Assemblea finge, in maniera celebrativa, di discutere e adottare alcune misure. La sessione di semplificazione è un procedimento aperto tutto l’anno, che coinvolge pienamente attori istituzionali e funzionali diversi e si basa su un rapporto importante con le altre amministrazioni sia centrali sia territoriali e con soggetti economici e sociali. Ha un obiettivo sia contenutistico che temporale per la valutazione del processo stesso.
Del resto, i capisaldi che abbiamo individuato nella legge n. 18 sono la definizione di principi di qualità della regolazione del processo legislativo; l’introduzione dell’analisi di impatto della regolazione per le nuove leggi, al fine di esaminare effetti e costi di una norma con i benefici conseguenti alla sua applicazione; la previsione per le leggi e i procedimenti amministrativi della MOA, cioè la misurazione degli oneri amministrativi, attraverso il modello definito con norme europee; l’introduzione di piani per la riduzione degli oneri in raccordo con la normativa nazionale e comunitaria.
Credo che abbiamo cominciato a introdurre una pratica di grande importanza. Di proposte ne sono contenute nella relazione inviataci dal Tavolo tecnico e ne sono emerse nel corso della procedura che ha coinvolto tutte le Commissioni di questa Assemblea. È importante sottolineare che uno dei settori individuati come critici dal punto di vista delle necessità di semplificazione delle procedure e di alleggerimento degli oneri amministrativi è quello che riguarda complessivamente l’edilizia e l’urbanistica.
Non c’è dubbio che una prova di questa procedura sarà, come è stato richiamato anche dal presidente Lombardi, l’adozione - auspichiamo in tempi molto brevi - di una legge per la ricostruzione. Sarà sicuramente un’occasione per sottolineare come, di fronte a situazioni complesse e impreviste, si possano e si debbano coniugare gli obiettivi con il rispetto delle norme, facilitando al tempo stesso le imprese, i cittadini e le istituzioni locali nel raggiungimento dei medesimi obiettivi.
Ringrazio per il lavoro svolto. Credo che su questa base nei prossimi mesi e anni potremo raggiungere obiettivi ancora più importanti.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Luciano Vecchi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.
PARUOLO: Grazie, presidente. Intervengo su un passaggio importante di un cammino che inizia in quest’Aula attraverso questo corposo documento sulla semplificazione. Non richiamerò i concetti che ho sentito esporre sia dal collega Lombardi sia dal collega Vecchi e che condivido. Mi permetto di aggiungere alla riflessione qualche ulteriore considerazione.
In particolare voglio sottolineare il fatto che questo lavoro, partito da alcuni dei settori che vedono impegnata la Regione Emilia-Romagna sul piano amministrativo, ma non ancora avviato in altri settori altrettanto importanti e significativi, ha già prodotto la messa a punto di una serie di proposte migliorative che devono trovare il nostro convinto sostegno.
Molte di queste proposte consistono nell’utilizzare le nuove tecnologie e le nuove possibilità offerte in generale dall’informatica per riuscire a migliorare e rendere più agevoli e semplici gli adempimenti amministrativi. In questa stessa ottica, voglio però sottolineare il fatto che delegare questo tipo di discussione al Tavolo tecnico non permette di conseguire tutti i risultati che invece una discussione approfondita, che ci interpelli dal punto di vista politico e prima ancora culturale, potrebbe consentirci di ottenere.
Dal punto di vista dell’introduzione dell’informatica nei processi e nelle procedure amministrative, ai tecnici può essere delegata la valutazione circa la possibilità di ottenere aspetti di semplificazione dell’iter procedimentale grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. Quando invece le nuove tecnologie consentono di fare le cose in maniera diversa ed eventualmente di fare a meno di alcuni apparati o di ripensare completamente l’organizzazione, è evidente che non basta delegare i tecnici.
Si tratta di adottare una visione più ampia che coinvolga e responsabilizzi la classe politica e questo Consiglio. Ci sono molti esempi che mostrano come un uso avanzato dell’informatica sia relativamente facile da introdurre, anche se complesso dal punto di vista tecnico, qualora non impatti sull’organizzazione o non richieda un ripensamento complessivo dell’organizzazione e del comportamento consolidato dell’amministrazione. È molto più faticoso, anche se il tasso tecnico di innovazione è inferiore, quando l’informatizzazione richiede una rivisitazione completa e una nuova visione del futuro.
Nel valutare positivamente questo documento, dobbiamo essere coscienti che esso costituisce un primo passo, ma anche un primo spunto di riflessione per fare un passo in più, passo che, come ripeto, non può essere delegato al Tavolo tecnico, ma ci investe da un punto di vista anzitutto culturale.
Non basta dire che le cose devono essere fatte nel migliore dei modi. Nessuno di noi parlerebbe, ad esempio, della migliore soluzione urbanistica possibile. È evidente che una soluzione urbanistica dipende dalla visione che si ha del territorio, delle relazioni e di tutta una serie di fattori che devono essere guidati da una visione politica. È così anche per l’introduzione delle nuove tecnologie nei procedimenti amministrativi.
Non è sufficiente delegare ai tecnici la revisione dell’esistente. Dobbiamo avere il coraggio e l’ambizione noi stessi di riprendere in mano tutta la questione e proporre una nuova visione di questi settori. Siamo coscienti che questo lavoro ha una portata ulteriore. Abbiamo però condiviso nelle Commissioni il fatto che questo debba essere l’orizzonte a cui aspirare.
Salutiamo con favore questo passaggio non come il punto conclusivo di un percorso, ma con la consapevolezza che si tratta del primo passo di un processo che dovrà continuare non solo sul piano tecnico, ma coinvolgendo ognuno di noi come protagonista.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Paruolo.
Se nessun altro consigliere chiede di parlare in sede di discussione generale, do la parola all’assessore Saliera per la conclusione del dibattito.
SALIERA, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente. Devo dire che il percorso sul tema della semplificazione ci ha coinvolto al di là di ogni mia aspettativa iniziale. Ci ha coinvolto sia nella predisposizione della normativa sia nelle diverse tappe del percorso di attuazione degli obiettivi che la legge fissa.
A essere coinvolta è stata ovviamente la Giunta nell’ambito del Tavolo permanente e quindi nel rapporto con le organizzazioni imprenditoriali, con il sindacato, con le associazioni di volontariato e con le autonomie locali. È un intreccio molto forte, che sta andando avanti nell’elaborazione di proposte.
Il documento che state esaminando e sul quale oggi esprimerete un parere attraverso la risoluzione offre la possibilità di disporre di strumenti ulteriori per poter procedere sul piano politico. Oggi, infatti, si condividono le priorità per pensare a un’organizzazione e a un metodo diversi. Si avvia un percorso di lavoro fortemente intrecciato tra Commissioni, Assemblea, Giunta, mondo delle imprese e dei cittadini.
I punti definiti e i vostri suggerimenti saranno alla base dell’attività dei prossimi mesi. A chi ha espresso il timore che tutto venga delegato ai tecnici rispondo che la norma, così com’è strutturata, non prevede alcuna delega. Il lavoro intreccerà le diverse competenze e i diversi livelli amministrativi con l’obiettivo di rendere più facile la vita delle persone e delle imprese, considerando i singoli processi nell’ottica di chi ne fruisce.
Certamente la parte informatica, che muove da un’analisi del territorio e dei diversi livelli istituzionali, è molto importante e ci darà la possibilità, in questa sinergia, di riorganizzare sia le procedure che il lavoro stesso. L’analisi tecnica che stiamo compiendo ci metterà in condizione, dal punto di vista politico, di prendere decisioni più forti e di concentrare le poche risorse su punti di snodo che possano dare subito frutti.
Per quanto riguarda la riproduzione continua dei documenti, basta una volta con le banche dati. Si possono davvero eliminare una serie di momenti ridondanti, faticosi e onerosi per i nostri cittadini e per le nostre imprese.
Come rappresentante della Giunta ho preso visione dei diversi suggerimenti contenuti nella risoluzione e li faccio miei dal punto di vista operativo. Vi sarà un confronto continuo sugli atti, siano essi della Giunta o dell’Assemblea, in modo da perseguire gli obiettivi elencati nella relazione tanto nei contenuti quanto nei tempi.
Vi ringrazio per il vostro lavoro, che mi ha accompagnato in questi mesi e che sono sicura mi accompagnerà nei prossimi.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, vicepresidente Saliera.
Apriamo le dichiarazioni di voto sulla risoluzione oggetto 3209 proposta dal Presidente Lombardi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Corradi. Ne ha facoltà.
CORRADI: Intervengo a nome del mio gruppo per rimarcare come la Lega Nord sia estremamente favorevole a ogni intervento finalizzato a semplificare. Come indicato anche nelle premesse del documento, è stato stimato che a livello nazionale i costi impropri della burocrazia gravano per circa 70 miliardi di euro. Essendo la nostra una regione fortemente caratterizzata dalla presenza di imprenditoria diffusa, la percentuale di questi 70 miliardi di euro incide in modo maggiore e più significativo rispetto ad altri territori del Paese.
Ciò non di meno non possiamo non rimarcare, come avevamo già sottolineato quando è stata approvata la legge regionale sulla semplificazione, che il meccanismo adottato da questa Regione, pur avendo finalità che riteniamo meritevoli e che condividiamo, si traduce concretamente in un percorso che sembra - ahimé - quasi più burocratico che destinato a semplificare.
Benché, soprattutto nei passaggi in Commissione, dove questo progetto è stato ampiamente dibattuto, siano state apportate modifiche migliorative che, a nostro giudizio, hanno consentito di introdurre elementi positivi, auspichiamo dalla Giunta un intervento più diretto e cogente rispetto alla capacità di semplificare in modo pratico e concreto quei procedimenti che sono ancora percepiti dai nostri imprenditori come veri e propri ostacoli al cammino dell’imprenditoria.
Non si tratta di processi con una finalità oggettiva, ma di un carico burocratico che opprime, blocca, fa perdere tempo e implica costi tali da comportare la necessità di ricorrere a consulenti esterni soprattutto per le piccole e medie imprese, quelle che scontano maggiormente il capestro della burocrazia.
Per certi versi ciò accompagna e viaggia in parallelo al prelievo fiscale. I due fattori messi insieme sono tra le cause della chiusura di molte imprese del nostro territorio nonché di molte imprese del nostro Paese.
Apprezziamo il lavoro che è stato fatto in Commissione. Manteniamo le nostre riserve, ma esprimiamo un voto di astensione finalizzato non a criticare l’obiettivo, ma a stimolare per il prosieguo un’accelerazione verso la semplificazione.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Corradi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Costi. Ne ha facoltà.
COSTI: Grazie, presidente. Dichiaro il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico a questa risoluzione, che contiene l’insieme delle riflessioni e delle valutazioni che le Commissioni hanno svolto su questo atto importante, presentato dalla Giunta dopo l’istituzione del Tavolo come previsto dalla legge.
È un voto che diamo con convinzione perché riteniamo che la legge n. 18 sulla semplificazione, per un’Assemblea legislativa quale noi siamo, sia uno degli atti più importanti di questa parte della legislatura. È un atto importante perché in quest’Aula abbiamo sempre detto che il tema della semplificazione è fondamentale per ragionare di maggiore competitività per il nostro territorio. Tuttavia, ha ragione il consigliere Lombardi, che ringrazio per la relazione così puntuale e corretta, quando dice che quello della semplificazione è uno dei problemi più complicati in questo Paese.
Credo che questa legge abbia il merito di dare regole e metodi per avviare un processo di semplificazione di merito e di contenuto, assumendo il punto di vista finale, il punto di vista cioè del cittadino e delle imprese. È una legge che obbliga legislatori, esecutori e strutture burocratiche tutte a considerare i propri processi alla rovescia, tenendo conto di casa succede al cittadino e alle imprese.
A differenza di quanto diceva il collega della Lega Nord nella sua dichiarazione di voto, credo sia un atto che contiene già degli aspetti fondamentali. È un primo lavoro, a cui ne seguiranno altri, che dovrà essere sviluppato con continuità, ma presenta già alcuni indirizzi importanti.
Si parla certamente degli aspetti normativi, citati anche dal consigliere Lombardi, ma si parla anche di tutto ciò che può essere semplificato in ambito regolamentare. Non sempre, infatti, è necessaria una modifica legislativa. Inoltre, sono toccati aspetti consuetudinari e organizzativi. Abbiamo, quindi, attivato una serie di strumenti che riguardano il sistema istituzionale in modo ampio, da chi ha competenze legislative a chi ha competenze esecutive, a tutti gli apparati delle pubbliche amministrazioni.
Credo anche che, avendo individuato sei obiettivi precisi e puntuali, questo non sia un documento vago. Le Commissioni si sono esercitate nell’arricchirlo e nel renderlo sempre più rispondente alla legge n. 18. Ritengo, ad esempio, che essere sempre più in condizione di valutare gli impatti delle nostre leggi in termini di obiettivi, di efficacia ed efficienza rispetto ai soggetti finali sia un elemento di straordinaria importanza per chi svolge un lavoro come il nostro.
Esprimiamo soddisfazione anche per avere saputo rispettare i termini prefissati per l’apertura della sessione di semplificazione. Come gruppo continueremo a lavorare alacremente insieme alla Giunta e alle strutture nonché in Commissione, consapevoli che molto del lavoro che ci attende su questo tema è un lavoro politico. Semplificare non è un fatto burocratico. È prima di tutto un’azione politica.
Il gruppo del Partito Democratico è stato presente nella costruzione della legge e ci sarà anche in questa fase successiva.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Costi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Ha ragione la consigliera Costi: c’è molto da lavorare. Premesso che approvammo la legge con riserva, per fortuna il lavoro di Commissione ha introdotto elementi più stringenti. La prima proposta che arrivò dalla Giunta era invece, a mio avviso, non ricevibile.
Voteremo a favore perché comunque la direzione è quella giusta. Non vorremmo però che in questo modo ci si lavi la coscienza. Deve entrare nella testa dei nostri amministratori una visione integrata della semplificazione. Abbiamo approvato una legge in tema di mobilità e abbiamo affrontato il tema delle contravvenzioni sui mezzi pubblici con un nuovo sistema che permette al controllore, tramite un palmare, di sapere se una persona è o meno abbonata. Nel caso in cui un abbonato fosse sprovvisto fisicamente del titolo di viaggio, proposi di evitargli la fila il giorno dopo negli uffici dell’azienda dei trasporti per versare quei pochi euro di sanzione, che si potrebbero scaricare automaticamente in altro modo. Questo è solo un esempio di come, per pochi euro, si creino oneri burocratici per i cittadini.
Quella stessa settimana approvammo la legge sulla semplificazione. Nella testa dei legislatori deve entrare una nuova mentalità. Abbiamo leggi inutili, che non hanno sortito alcun risultato, leggi che approviamo a mo’ di spot, ma che di cogente non hanno nulla. Per questo motivo - e il Consiglio in ciò è all’avanguardia - dobbiamo rafforzare ancora di più il lavoro sulle clausole e sulle missioni valutative.
Quando adottiamo una legge, dobbiamo porci degli obiettivi e verificare che siano raggiunti alla scadenza di uno, due o tre anni. Le leggi non si fanno per lanciare proclami sui giornali. Si fanno per cambiare parametri e raggiungere obiettivi nella società. Con la clausola valutativa inserita nella legge siamo oggi in grado di fare questa ricognizione per mettere ordine, come io penso sia necessario, a livello legislativo.
Come ho specificato in maniera più approfondita in Commissione, voteremo a favore, ma con una riserva. Non ci sentiamo di votare contro né di astenerci perché condividiamo la direzione presa dalla Giunta. Anzi vorremmo ancor più determinazione.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lombardi. Ne ha facoltà.
LOMBARDI: Grazie, presidente. Nel ribadire il voto favorevole del gruppo del PDL, vorrei richiamare l’attenzione sul dispositivo finale della risoluzione, che esorta a proseguire nel lavoro iniziato nell’ambito del Tavolo permanente sulla semplificazione e invita a rendere sempre più pubblica questa attività. È questo che aumenta la sensibilità dell’opinione pubblica.
Ciò che più di ogni cosa mi preme però ricordare in questa sede per promuovere il voto è il crono-programma indicato dal Tavolo permanente per la semplificazione, a cui la risoluzione fa esplicito riferimento. Si parla, infatti, di puntuali interventi scadenzati nel tempo. Vorrei evitare di elencarli, ma è prevista una serie di interventi entro il 30 settembre 2013, che potrebbe sembrare lontano ma non lo è; ve ne sono molti entro novembre 2012 e altri entro il primo semestre del 2013. Un intervento in particolare è fissato entro dicembre 2012. Abbiamo, quindi, delle scadenze precise.
Da ultimo, segnalo che ieri in prima Commissione abbiamo affrontato l’intervento in tema di disciplina edilizia per la ricostruzione, che è uno degli aspetti promossi da questa sessione. Ieri sono state presentate le linee-guida di un provvedimento legislativo che dovrebbe andare in questa direzione, a indicare che ci stiamo muovendo in tempo reale.
Come auspicavo nella relazione, stiamo mostrando atteggiamenti concreti e immediatamente percepibili, pur con tutti i limiti della percezione della politica in questo momento. È per questo che il gruppo del PDL voterà convintamene a favore della risoluzione.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Lombardi.
Sono chiuse le dichiarazioni di voto.
Nomino scrutatori i consiglieri Barbieri, Ferrari e Filippi.
Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3209, proposta dal Presidente della I Commissione, consigliere Lombardi.
(È approvata a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): La risoluzione oggetto 3209 è approvata.
OGGETTO 3206
Delibera: «Elezione di un Consigliere regionale a componente dell'Ufficio di Presidenza, Segretario dell'Assemblea legislativa.» (90)
(Discussione ed elezione della consigliera-segretario Gabriella Meo)
PRESIDENTE (Richetti): Torniamo al primo punto all’ordine del giorno.
Ai sensi degli articoli 33 dello Statuto e 3 del Regolamento interno, alla nomina del Consigliere-Segretario si procede a voto palese, per appello nominale, salvo che non venga richiesto il voto segreto da almeno un quinto dei consiglieri assegnati alla Regione. Risulta eletto il consigliere che ha riportato il maggior numero di voti. In caso di parità di voti risulta eletto il consigliere più anziano d’età.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Sono particolarmente contento di proporre, a nome della maggioranza, la candidatura della collega Gabriella Meo. Oltre alla competenza, al rigore e alla serietà che la contraddistinguono, è una donna ed è per noi un piacere e un onore proporla per l’incarico nell’Ufficio di Presidenza, dove la rappresentanza è tutta maschile.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Il mio gruppo vorrebbe candidare il consigliere Favia. Credo che l’Ufficio di Presidenza, che come vediamo è un organo decisamente importante per garantire la trasparenza e l’operatività di questa Assemblea, sia caratterizzato dal vulnus della mancata rappresentanza di un movimento che alle ultime elezioni ha raccolto oltre il 7 per cento dei voti. Fin dall’inizio si è scelto di favorire le altre opposizioni, escludendoci da questa fase.
Pertanto, contesto ancora una volta l’occupazione da parte della maggioranza di ruoli così delicati e propongo il consigliere Favia, che ha già garantito, in caso di elezione, le proprie dimissioni dalla presidenza della Commissione Statuto.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Riva. Ne ha facoltà.
RIVA: Grazie, presidente. Ringrazio i colleghi di maggioranza per aver pensato ancora una volta me, ma devo dire che oggi, così come l’abbiamo pensata in base alle regole che sempre sono state applicate, la divisione tra i partiti dei posti in Ufficio di Presidenza non tiene più. Ritengo, quindi, che in questo momento la candidatura di un rappresentante del Movimento 5 Stelle sia più significativa. Voglio riconoscere che i colleghi del Movimento 5 Stelle hanno rappresentato per me e per tutti noi in quest’Aula un pungolo e uno stimolo. Credo che meritino fiducia e debbano essere messi alla prova.
Non uniformandomi alla maggioranza di centrosinistra alla quale aderisco, voterò quindi, per il collega Favia.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Riva.
Non avendo altri iscritti a parlare, passiamo alla votazione.
Prego il consigliere-segretario Corradi di procedere all'appello nominale dei signori consiglieri.
Il consigliere-segretario Corradi effettua l'appello dei consiglieri che così si esprimono:
AIMI Enrico
Meo
ALESSANDRINI Tiziano
Meo
BARBATI Liana
(assente)
BARBIERI Marco
Meo
BARTOLINI Luca
Meo
BAZZONI Gianguido
Meo
BERNARDINI Manes
Favia
BIGNAMI Galeazzo
(assente)
BONACCINI Stefano
Meo
CARINI Marco
Meo
CASADEI Thomas
Meo
CAVALLI Stefano
Favia
CORRADI Roberto
Favia
COSTI Palma
Meo
DEFRANCESCHI Andrea
Favia
DONINI Monica
(assente)
ERRANI Vasco
(assente)
FAVIA Giovanni
astenuto
FERRARI Gabriele
Meo
FIAMMENGHI Valdimiro
Meo
FILIPPI Fabio
astenuto
GARBI Roberto
Meo
GRILLINI Franco
Meo
LEONI Andrea
Meo
LOMBARDI Marco
Meo
MALAGUTI Mauro
Meo
MANDINI Sandro
Meo
MANFREDINI Mauro
Meo
MARANI Paola
Meo
MAZZOTTI Mario
Meo
MEO Gabriella
astenuta
MONARI Marco
Meo
MONTANARI Roberto
Meo
MORI Roberta
Meo
MORICONI Rita
Meo
MUMOLO Antonio
Meo
NALDI Gian Guido
Meo
NOÈ Silvia
(assente)
PAGANI Giuseppe Eugenio
(assente)
PARIANI Anna
Meo
PARUOLO Giuseppe
Meo
PIVA Roberto
Meo
POLLASTRI Andrea
Meo
RICHETTI Matteo
Meo
RIVA Matteo
Favia
SCONCIAFORNI Roberto
Meo
VECCHI Alberto
Meo
VECCHI Luciano
Meo
VILLANI Luigi Giuseppe
Meo
ZOFFOLI Damiano
Meo
PRESIDENTE (Richetti): Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, comunico il seguente risultato:
Presenti
44
Assenti
6
Voti a favore della consigliera Gabriella Meo
36
Voti a favore del consigliere Giovanni Favia
5
Astenuti
3
Proclamo eletta quale componente dell'Ufficio di Presidenza, Segretario dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, la consigliera Gabriella Meo.
(Applausi)
OGGETTO 3181
Delibera: «Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della legge regionale 29 dicembre 2009, n. 28 (Introduzione di criteri di sostenibilità ambientale negli acquisti della pubblica amministrazione).» (Proposta della Giunta regionale in data 10 settembre 2012, n. 1305) (91)
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti): Passiamo all’oggetto 3181 Proposta recante: "Approvazione del Piano di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in Emilia-Romagna ai sensi della L.R. n. 28/2009 - Proposta all'Assemblea legislativa" (delibera di Giunta n. 1305 del 10 09 12).
La Commissione "Territorio, Ambiente e Mobilità" ha espresso parere favorevole nella seduta del 27 settembre 2012 con la seguente votazione: favorevoli 26, contrari nessuno, 6 astenuti.
È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI: Grazie, presidente. Il Regolamento della Commissione europea 1980/2000 invitava le istituzioni e gli enti pubblici a dare l’esempio in tema di acquisti di prodotti e servizi contrassegnati dal marchio di qualità ecologica.
L’opportunità per le pubbliche amministrazioni di ricorrere a criteri di sostenibilità nello scegliere beni e servizi per lo svolgimento delle attività istituzionali è cresciuta nel tempo e ha indotto la Regione Emilia-Romagna a dotarsi della legge n. 28 del 29 dicembre 2009. Detta legge consente di coniugare l’esigenza di promuovere la sostenibilità ambientale degli acquisti con le indicazioni comunitarie di parità di trattamento e obbligo di trasparenza, principi che devono essere rispettati nelle procedure pubbliche di appalto e in modo particolare in quelle relative alla fornitura di beni e servizi.
Il piano d’azione che stiamo esaminando contiene due macro-obiettivi. Da un lato indica quali possono essere le azioni idonee per concretizzare la politica degli acquisti "verdi" pubblici nelle normali attività di approvvigionamento e consumo delle diverse direzioni generali, enti e agenzie dipendenti dalla Regione. Dall’altro si propone di incentivare iniziative per agevolare l’adozione dello strumento presso Comuni al di sopra dei 5.000 abitanti, Province, Unioni di comuni del territorio e altri enti pubblici.
Il GPP (Green Public Procurement) deve fondare la propria strategia partendo dall’analisi dei volumi di spesa per acquisti delle pubbliche amministrazioni, che in Europa sono particolarmente rilevanti, pari mediamente al 16,3 per cento del PIL (1.500 miliardi di euro circa). A livello italiano la spesa di Stato, Regioni, Province e Comuni per acquisti di beni e servizi ammonta a 50 miliardi di euro circa.
È di tutta evidenza, quindi, l'apporto fondamentale che la Pubblica amministrazione può offrire sul mercato dell'innovazione tecnologica dal punto di vista della sostenibilità ambientale, qualora ogni Ente decidesse di sostituire i prodotti e i servizi di cui necessita con altri a minore impatto ambientale. Si darebbe vita a un processo virtuoso in cui fornitori e produttori sarebbero naturalmente stimolati a innovare e qualificare i progetti produttivi e i prodotti in senso ecocompatibile.
Da questo punto di vista, per l'attuazione delle politiche di GPP la Regione Emilia-Romagna si avvale di Intercent-ER, agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici. Intercent-ER opera come centrale di committenza regionale e ha come obiettivo quello di razionalizzare e ottimizzare le spese per beni e servizi delle Amministrazioni del territorio. In particolare, sono obbligati a utilizzare le convenzioni stipulate dall'Agenzia la Regione e gli Enti che a essa fanno capo, oltre agli Enti e alle Aziende del Servizio sanitario regionale; soggetti che hanno facoltà di aderire alla convenzione sono Comuni, Province, istituzioni scolastiche e universitarie, Camere di Commercio, nonché Pubbliche amministrazioni di altre Regioni, previa stipula di accordi. Intercent-ER può fungere, sua richiesta, da stazione appaltante.
Da un'analisi che è stata condotta nel 2010 gli accordi di fornitura tramite convenzione sono ammontati a 18,1 milioni di euro, di cui il 42,1 per cento, 7,6 milioni, riconducibili a convenzioni con caratteristiche di sostenibilità ambientale. Il volume totale degli acquisti effettuati dalla Regione con convenzioni tramite Intercent-ER e direttamente nel 2010 è stato pari a 64.334.000 euro, di cui 8.903 per forniture di servizi verdi, pari al 13,8 per cento.
Gli acquisti degli Enti locali tramite bandi verdi è pari al 21,2 per cento del totale, una tendenza positiva che, come è obiettivo di questa Regione, dovrebbe portare per il 2015 a un totale rispetto a tutti gli acquisti del 30 per cento.
Resta ovviamente un buon margine di crescita di acquisti verdi nella nostra Regione, alla luce del quadro normativo, che, come ricordavo, fissa un obiettivo, che la nostra Regione intende perseguire, del 30 per cento al 2015.
Perché ciò avvenga resta ancora molto da fare in particolare sul piano formativo, informativo ed educativo e nell'estensione dei bandi e degli appalti che verranno adottati, anche con riferimento a bandi sul lavoro e ad altre linee di intervento.
È necessario e fondamentale, inoltre, non solo che questa cultura sia non solo dentro a questa Regione e agli Enti che vi fanno riferimento, ma che diventi anche un patrimonio di tutti gli Enti locali, Comuni, Comunità montane e Unioni dei Comuni. Da questo punto di vista, è fondamentale il lavoro che tutti insieme riusciremo a svolgere, condividendolo anche con le imprese virtuose, perché compiere acquisti verdi significa promuovere innovazione e ricerca, nonché far crescere complessivamente un tessuto e un territorio.
Questo nostro territorio, che si è sempre distinto per essere non da oggi una punta avanzata nell'innovazione, può e deve, anche in questo settore, anche con il citato Piano e con acquisti condivisi e ben raccordati in rete, continuare in questa buona pratica di qualità. È uno degli obiettivi che noi ci siamo dati, nonché uno di quelli che anche la Regione ci richiama continuamente a rispettare e a sostenere.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Ferrari. Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, chiudo la discussione generale sull’oggetto e apro la discussione generale sull'emendamento n. 1, a firma dell'assessore Muzzarelli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Condivido anche in questo caso l'impegno che ci chiede l'Europa sugli acquisti verdi. Tuttavia, io sollevai un tema sotto il profilo ambientale importante, quello degli oli esausti, che creano grandissimi problemi all'ambiente.
Oggi si cita la certificazione Ecolabel, anche in questo emendamento. Questi oli sono certificati Ecolabel, ma io ho avuto grande stupore nel leggere che nel Piano il tema era completamente ignorato.
Il tema degli oli non è quello della frittura delle patatine o del pesce. È alla base dell'economia, perché, ovunque ci sia un motore, c’è anche un lubrificante. Questi oli, seguendo le linee del Piano, oltre che migliorare la durata dei mezzi meccanici, oltre che non aver bisogno, su determinate macchine, di ricambio, perché sono quasi perpetui, sono anche biodegradabili. Uno sversamento di olio in un campo o per strada non crea, dunque, alcun tipo di problema all'ambiente.
Noi dovremmo prevedere nei nostri acquisti e in tutti gli appalti di servizio - penso, però, anche al tema dei rifiuti e di tutti i compattatori che girano per le strade, ai mezzi a tre ruote, nonché agli sfalci nel verde pubblico, alle motoseghe - di utilizzare questi oli. Come ripeto, ovunque ci sia un motore, c'è anche un olio lubrificante.
Io penso - lo chiederò formalmente con un atto di indirizzo, ma prima vorrei riuscire a interloquire con l'assessore - che noi dovremmo il prima possibile provare a modificare questa delibera per inserire il tema citato, che non è l'unico.
Inoltre, dovremmo iniziare ad avere un vademecum chiaro per il pubblico. Non capisco perché, quando si aprono nuove sedi di uffici pubblici, ci si trovi il phon con l'aria calda per asciugarsi le mani, che è lo strumento più energivoro che esista, quando potremmo usare non la carta, ma i teli, come qualcuno sta facendo, riutilizzabili. Il riutilizzo è la stella polare per diminuire i consumi di materia prima e di energia.
In linea generale, siamo d'accordo, dunque, ma nell'applicazione puntuale noi abbiamo alcune riserve. Nonostante ciò, augurandomi che la Giunta possa recepire - mi premuro di contattare direttamente l'assessore - la nostra indicazione, voteremo a favore.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia. Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale sull'emendamento e apro le dichiarazioni di voto sull'atto e sull'emendamento.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Costi. Ne ha facoltà.
COSTI: Intervengo solo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo del Partito Democratico. Crediamo che ci sia davvero bisogno di rafforzare le azioni che questa Regione ha già avviato sul tema in oggetto. Dobbiamo continuare, come affermava il consigliere Ferrari, in queste sinergie di rete tra le diverse Istituzioni, per arrivare all’importante obiettivo del 30 per cento degli acquisti verdi.
Credo anch'io che un territorio che sappia davvero coniugare ambiente e qualità della vita sia certamente molto più competitivo. Inoltre, credo anche che sviluppare una domanda pubblica di qualità rispetto agli acquisti significhi permettere la crescita e la nascita di aziende di qualità. Dal momento che quello della competitività del nostro territorio è un tema che si gioca tutto anche sulla qualità e soprattutto anche sul saper coniugare il rispetto ambientale con la produzione, credo che questo sia un atto particolarmente importante.
Per tale motivo noi dichiariamo di votare favorevolmente all'emendamento proposto dall'assessore Muzzarelli.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Costi. Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, sono chiuse le dichiarazioni di voto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 1 a firma dell’assessore Muzzarelli.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 1 è approvato.
Si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all'oggetto 3181.
(L'Assemblea, a maggioranza,
approva il partito di deliberazione)
PRESIDENTE (Richetti): L'Assemblea approva.
Iscrizione di nuovi argomenti all’ordine del giorno
PRESIDENTE (Richetti): Ci sono due richieste di iscrizione e di inversione. Vi chiederei, colleghi, di cercare di affrontarle ed esaurirle entrambe, sia perché sulla risoluzione riguardante la BV Tech ci sono lavoratori che stanno seguendo il nostro dibattito, ragion per cui sarebbe bene arrivare alla sua conclusione, sia perché c’è un ordine del giorno urgentissimo, firmato da tutti i Capigruppo, che è stato presentato a questa Presidenza.
Cominciamo da quest’ultimo, l’oggetto 3227, «Risoluzione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva in merito ai costi delle istituzioni, economicità e trasparenza».
Occorrono un intervento a favore e uno contro l'iscrizione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Mi scusi, presidente, per il fatto che stavo parlando al banco. Stiamo ora discutendo della prima risoluzione, quella che riguarda i costi di funzionamento. Vorrei chiedere ai promotori di questa risoluzione - tra cui ci siamo anche noi, come Movimento 5 Stelle -, se ci fosse la volontà di recepirla, nell’iscrizione delle due risoluzioni, quella dei costi di funzionamento e quella che riguarda i lavoratori della BV Tech, di anticipare la discussione su quella dei lavoratori della BV Tech. Il mio è un intervento non contro l'inversione tout court, ma per dare precedenza, come abbiamo già fatto altre volte, all'altra risoluzione.
Spiego anche il motivo. La risoluzione sul funzionamento dei Gruppi ci porterà a una discussione lunga. Non è una questione che si liquida in un quarto d'ora. Avendo parlato con alcuni Capigruppo, abbiamo stabilito che la risoluzione sui lavoratori della BV Tech oggi è un'urgenza. Ci sono i lavoratori in Aula, che non possiamo tenere qui tutta la giornata.
Come abbiamo fatto altre volte, anche per una sorta di cortesia verso i visitatori, essendo un tema su cui siamo d'accordo, a destra come a sinistra, io penso che potremmo votare la risoluzione in pochissimo tempo.
Chiedo, quindi, di poter prima discutere, con l'impegno a stringere i tempi da parte di tutti, me compreso, che la presento, la risoluzione che riguarda la BV Tech, per poi passare alla risoluzione che riguarda i costi di funzionamento.
Mi indichi lei, presidente, l'iter per poter mettere ai voti la richiesta, dal momento che ora siamo sul primo oggetto.
PRESIDENTE (Richetti): Adesso siamo all'iscrizione.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’iscrizione all’ordine del giorno della risoluzione oggetto 3227, relativa a costi e trasparenza.
(È accolta all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): La richiesta di iscrizione è accolta.
Sull'inversione il consigliere Favia ha già avanzato una proposta, sulla quale vi chiedo di esprimervi, per capire se procedere con l'ordine del giorno sui costi, oppure passare a quello sulla BV Tech. Cerchiamo di perdere meno tempo possibile nella forma, in modo da andare alla sostanza.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lombardi. Ne ha facoltà.
LOMBARDI: Intendo aderire alla richiesta del collega Favia. Mi sembra che le motivazioni siano assolutamente condivisibili e, quindi, propongo anch'io l'inversione delle risoluzioni.
PRESIDENTE (Richetti): Ora siamo sulla risoluzione dei costi. È stata avanzata una proposta di procedere prima con la risoluzione BV Tech.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’iscrizione all’ordine del giorno della risoluzione oggetto 3226.
(È accolta all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): La richiesta di iscrizione è accolta.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’inversione dell’ordine dei lavori, relativa all'oggetto 3226.
(È accolta all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): L’inversione dell’ordine dei lavori è accolta.
OGGETTO 3226
Risoluzione proposta dal consigliere Favia, per impegnare la Giunta ad essere parte attiva nelle trattative sindacali che riguarderanno il destino dei lavoratori della BV TECH (ex Manifattura Tabacchi). (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Richetti): Passiamo all'oggetto 3226, «Risoluzione proposta dal consigliere Favia per impegnare la Giunta a essere parte attiva nella trattativa sindacali riguardante il destino dei lavoratori della BV Tech (ex Manifattura Tabacchi).
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Premetto che il documento è a disposizione per emendamenti, perché non vuole essere un documento di parte, di una sola forza politica. Se c'è la volontà a votare questo documento, sono pronto ad accettare emendamenti.
Noi abbiamo avanzato alcune proposte nel dispositivo finale, con alcune ipotesi che chiedevamo alla Giunta di valutare. Ciò è visto come un ostacolo da alcuni consiglieri, i quali non sono certi della fattibilità delle proposte. Per la verità, nemmeno noi lo siamo. Chi ha veramente il pallino in mano è, ovviamente, l'assessore competente. Noi abbiamo provato a portare un contributo. Se queste proposte sono d'ostacolo per la votazione, io mi rendo disponibile a ritirarle.
Tento di spiegarle brevemente. Come ripeto, il lavoro può essere svolto dall'assessorato. Noi abbiamo un'emergenza terremoto rispetto alla quale dovremmo effettuare alcune assunzioni. Abbiamo personale che è stato formato con i soldi della Regione. Si tratta di un investimento che abbiamo compiuto che ne fa un patrimonio.
Io vorrei capire se esiste un percorso col quale dare la precedenza, avendoli formati, a questi lavoratori. Parlo di una soluzione ponte, perché ovviamente l'emergenza è temporanea e si spera di poter, col Tecnopolo, fornire poi loro un lavoro che sia definitivo.
Noi abbiamo una responsabilità diversa verso questi lavoratori. Sarò breve proprio perché ci siamo impegnati a stringere i tempi, ma, presidente, ricordo che abbiamo una responsabilità diversa. Questa non è una normale crisi aziendale, non si tratta di un'azienda che ha perso le commesse. Stiamo parlando della vendita di una realtà che era comunque un patrimonio del nostro Paese, per occupazione, per asset e per business, un patrimonio che noi abbiamo venduto sulla pelle dei lavoratori. Tremonti bandì la gara, il Tesoro incassò tantissimo e dichiarò che avrebbe salvaguardato i lavoratori e gli asset, ma in realtà non precisò che c'era una penale, che la multinazionale, avendo enormi risorse, ha pagato, liberandosi di fatto dell'impegno a tenere gli stabilimenti produttivi in Italia. Quello di Bologna era uno stabilimento che funzionava benissimo.
A quel punto, è entrata in gioco la Regione. Abbiamo pagato un'area la metà e, quindi, abbiamo avuto un "guadagno". Abbiamo fornito garanzie su un progetto industriale che non c'era e poi di fatto abbiamo lasciato andare i lavoratori al loro destino, perché c'era un impegno, ma nel 2013 il Tecnopolo non partirà.
Non voglio accusare nessuno, ma abbiamo responsabilità verso questi lavoratori. Dobbiamo metterci un impegno totale. La richiesta che, come Consiglio, mi sento di avanzare alla Giunta è quella di valutare, avendo loro il pallino in mano - magari non ce la faranno, o forse lo stanno già facendo, ma non possiamo conoscere tutto ciò che viene fatto in Giunta - ogni tipo di soluzione percorribile per fornire un lavoro a questi lavoratori.
Non possiamo continuare - è un problema generalizzato e ne sono assolutamente cosciente - con la cassa integrazione, poi con la cassa integrazione straordinaria e in deroga, poi ancora con la mobilità, finché non c'è più il tessuto produttivo.
Ci sono alcuni lavoratori che abbiamo formato, ai quali dobbiamo tutto ciò che è nelle nostre mani per garantire un’occupazione. Soprattutto abbiamo bisogno di risposte certe sui tempi del Tecnopolo.
Partendo da questi presupposti, lo scopo è quello, come Consiglio, di inviare un messaggio alla Giunta sul fatto che la questione per noi è primaria, perché ci abbiamo messo anche la faccia, come Ente, nonché la richiesta di andare fino in fondo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Sconciaforni. Ne ha facoltà.
SCONCIAFORNI: Credo di conoscere questa vicenda molto bene, perché è una vicenda che seguo da quando ero consigliere comunale, in un momento in cui si parlava molto del Tecnopolo, di questa opportunità che veniva offerta alla Regione, la quale l’offriva poi al sistema produttivo. Si parlava, però, sin dall'inizio troppo poco del futuro di una cinquantina di lavoratori che si sono improvvisamente trovati senza più l'azienda in cui lavoravano da anni, il cui futuro si presentava, quindi, improvvisamente molto incerto.
Ho presentato alcune interpellanze a questa Giunta per capire quale fosse lo stato delle cose e come si stava evolvendo la situazione. Ho avuto modo di affermare, e lo ripeto in questa sede, che, a mio avviso, la gestione del precedente assessorato alle attività produttive, cioè di Campagnoli, rispetto al tema dei lavoratori e della garanzia fornita a questa cinquantina di lavoratori di essere tutelati, a prescindere dagli sviluppi o dai mancati sviluppi del Tecnopolo, non sia stata sufficiente. Penso che ci sia stata una grave lacuna da parte del precedente assessorato nel garantire i diritti - li chiamo in questo modo - che questi lavoratori avevano, quelli, cioè, di poter mantenere il posto di lavoro.
Non era certo colpa loro se la BAT non voleva più essere coinvolta, se se ne voleva andare, se si sono ritrovati in un'azienda, la BV Tech, che faceva grandi promesse e se improvvisamente adesso sembra che non ci possa essere più destino per loro.
Ovviamente io - lo preciso subito, differenziandomi forse un po' dall'intervento che mi ha preceduto - imputo la principale responsabilità del disastro della gestione dei lavoratori BV Tech alla BV Tech stessa. Penso che ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di capitalismo straccione, che ormai si sta reiterando e ripresentando in continuazione anche nella nostra regione. Ci troviamo per l'ennesima volta di fronte a imprese che vengono da noi, prendono soldi pubblici, pensano di essere in una zona di caccia libera, e poi bellamente decidono di prendere su e andarsene via, lasciando a casa decine di lavoratori, di cui evidentemente a queste imprese non interessa nulla.
Questa è per me la responsabilità principale della situazione. Lo voglio sottolineare per l'ennesima volta: siamo di fronte all'ennesimo caso di un'imprenditoria incapace, che vuole stare a galla con i soldi pubblici, perché stiamo parlando anche di soldi pubblici, nel caso di questi lavoratori. Questi lavoratori, nell'ambito delle promesse di ricollocamento, sono stati inseriti in Piani di cosiddetta formazione, con soldi pubblici, Piani che i lavoratori diligentemente hanno seguito.
Oggi ci troviamo di fronte a una situazione in cui la BV Tech va via, i soldi pubblici sono stati spesi e a questi lavoratori tra un po’ scadono gli ultimi ammortizzatori sociali, ragion per cui rischiano di rimanere senza un soldo e in mezzo alla strada.
Condivido, dunque, il fatto che questa Regione, che io penso sia sempre stata sensibile nei confronti dei temi legati al mondo del lavoro e ai diritti dei lavoratori, non possa girare la testa dall'altra parte. Penso che un'assunzione di responsabilità da parte nostra ci debba essere, condivido l'impianto della risoluzione e la voterò, però accolgo anche la proposta del consigliere Favia su come declinare questa opportunità. Io penso, e in ciò sono d'accordo, che la Regione debba essere parte attiva nelle trattative, che essa possa e debba cercare anche, come viene scritto nella risoluzione, di mettere in piedi tavoli che coinvolgano imprenditori interessati. Non sappiamo se in questa regione possono esserci altri imprenditori interessati a un dato tipo di rilancio di attività.
Sono favorevole che la Regione valuti tutte le soluzioni ponte possibili. Ne vedo scritte alcune e altre ce ne potrebbero essere. Anch'io non sono certo della correttezza di ciò che vedo, sono sincero. Non sono un sindacalista o un giurista e sicuramente non voglio prendere in giro i lavoratori che conosco molto bene, approvando iniziative che poi non hanno alcun tipo di concretezza. Ciò significherebbe prendersi in giro.
Sono, dunque, assolutamente favorevole agli impegni che vedo scritti sulla parte attiva nelle trattative, sul proporre tavoli di imprenditori per cercare se, oltre a capitalisti straccioni, ci siano imprenditori seri, e io penso che ce ne siano, nella nostra regione e che la Regione valuti se ci siano altre soluzioni ponte, tutte quelle che si possono trovare, per ricollocare questi lavoratori.
Sull'articolazione specifica di questi punti non ho, però, certezze e, quindi, non voto iniziative di cui non conosco la fattibilità, che sembrano solo specchietti per le allodole, ma poi si scopre che non sono applicabili. Mi pare, però, di capire che anche il consigliere Favia nutra gli stessi dubbi. Ometterei questi elementi, ma sono disponibile a votare il resto dell'impianto.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. In quest’Aula ancora una volta affrontiamo una problematica collegata a quello che il collega Sconciaforni ha giustamente definito un capitalismo straccione, che in passato, e purtroppo ancora oggi, arriva sui nostri territori, approfitta delle situazioni di cui può approfittare e poi, con un'azione di rapina, se ne va, lasciando i lavoratori in condizioni come quelle della BV Tech.
Io avevo presentato alla fine di luglio di quest'anno un’interrogazione all'assessore per capire, a quel punto, quale fosse la situazione. La risposta che ho avuto dall'assessore era che si stava facendo, come assessorato e come Regione, tutto quanto in quel momento era possibile, alla luce anche del fatto che i tempi per la realizzazione del Tecnopolo si stanno allungando, ferma restando la conferma della volontà di andare avanti con questo tipo di investimento. Da oggi al momento in cui tale investimento sarà completato sicuramente ci saranno passaggi nei quali i lavoratori pagheranno la situazione.
Anch'io non so se le proposte contenute nella risoluzione presentata dal consigliere Favia possano essere attuate o non attuate. Di sicuro, però, bisogna compiere ogni sforzo possibile per garantire a questi lavoratori una continuità. Essi si sono dimostrati in questi mesi disponibili, hanno rivendicato i diritti giusti che riguardano la loro professionalità, oltre al mantenimento del posto di lavoro.
Come Regione, dobbiamo attuare ogni provvedimento che ci compete, istituire un Tavolo permanente sul quale chiedere risposte e impegni precisi, che mi pare sarà faticoso chiedere alla BV Tech, perché abbiamo capito tutti come l’azienda si sia comportata e come si comporterà.
Ciò non toglie che le Istituzioni, a partire dalla Regione, per arrivare al Comune e alla Provincia, debbano compiere ogni possibile sforzo perché sia conferita dignità e garanzia di continuità a questi lavoratori.
Come Gruppo dell’Italia dei Valori noi voteremo a favore di questa risoluzione, anche se non so fino a che punto le specifiche dei possibili interventi siano materialmente fattibili. Concordo con quanto sosteneva il consigliere Sconciaforni: è inutile che ci illudiamo di introdurre iniziative che poi non si possono attuare.
Io credo che, per esempio, l'ultimo punto degli impegni che si chiedono alla Giunta regionale, ossia di proporre tavoli a imprenditori disponibili a concordare Piani industriali, sia la strada che sicuramente l’assessorato dovrà seguire. Quanto alle altre condizioni o soluzioni possibili, oltre a essere parte attiva nella trattativa sindacale, onestamente non so se possano essere percorribili. L’importante è che in quest'Aula si riconfermi ancora volta con forza il sostegno a tutte le giuste rivendicazioni dei lavoratori e un impegno reale, e non solo formale, a cercare strade per portare una soluzione condivisa, che offra alcune garanzie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alberto Vecchi. Ne ha facoltà.
VECCHI Alberto: Il sistema BAT - BV Tech - lavoratori dell'ex Manifattura è un tema che a più riprese diversi di noi hanno seguito in questi anni. Ormai da molti anni io seguo questi lavoratori e molte interrogazioni sono state presentate, prima all'assessore Duccio Campagnoli, quando il problema forse era di più facile soluzione, anche perché la crisi era meno pesante di quella che è oggi e probabilmente c'erano più opportunità per provare a ricollocare queste persone nel mondo del lavoro, poi all'assessore Muzzarelli. Da un dato punto di vista capisco l’assessore, che si è trovato questo problema, ereditato dall’assessore precedente, insieme a centinaia e centinaia di altre situazioni drammatiche che colpiscono aziende dell'Emilia-Romagna.
Il problema BAT - BV Tech ha a monte un errore enorme. Si è compiuta la scelta di accettare, condividere e incentivare la chiusura di un'azienda come la BAT, un'azienda in attivo, che produceva utili, i cui lavoratori si sentivano tranquilli, e si è concesso tutto ciò dietro il sogno di un polo tecnologico.
È chiaro che, quando si concedono tutte le agevolazioni possibili firmate da documenti ufficiali di Comune, Provincia e Regione - l'assessore all'urbanistica che diede il benestare del Comune di Bologna all'epoca era Virginio Merola e l'assessore regionale era Duccio Campagnoli - e si permette a un'azienda sana di chiudere, poi diventa un problema riconvertire le persone.
Questi lavoratori non chiedono tanto, semplicemente di poter continuare a lavorare, anche se non nel loro settore, e comunque di avere un posto di lavoro. Credo che questa sia non solo una richiesta legittima, ma anche un dovere delle Istituzioni, che si sono fatte garanti, con documenti ufficiali, verso questi lavoratori perché fossero riconvertiti nel mondo del lavoro.
È entrata la BV Tech, un'azienda rispetto alla quale non è facile stabilire e chiarire esattamente chi ci sia dietro e che cosa rappresenti. Io sostengo che fondamentalmente è una scatola vuota utilizzata dalla BAT per inserirvi tutti i suoi lavoratori nelle diverse sedi italiane che chiudono.
La BV Tech sostiene di svolgere attività informatica, ma nella realtà dei fatti vi renderete conto anche voi che convertire persone che non si sono mai occupate di informatica nella loro vita, se non a livello amatoriale per qualcuno, e far loro seguire corsi di formazione, della cui qualità abbiamo visto tutti l’evidenza - addirittura c'è un esposto alla procura - è impossibile. Questi lavoratori, tranne uno o due, alla fine di questi corsi non si sono dimostrati pronti o adatti per essere inseriti nel mondo del lavoro dell'informatica. Era evidente che la maggior parte di essi non potevamo seguire questo percorso.
Ora noi ci troviamo, purtroppo, nella situazione per cui la BV Tech in tutti questi anni ha comunque goduto di soldi pubblici. È andata avanti e ha pagato i lavoratori in cassa integrazione semplicemente perché ha ricevuto denaro pubblico. La cassa integrazione a metà ottobre terminerà e, quindi, c'è il rischio concreto che questi lavoratori, come è stato comunicato, si trovino in mezzo a una strada.
Io credo che, e concordo con il documento, avendolo scritto e ripetuto più volte, essendoci noi fatti garanti nei confronti di questi lavoratori, sia importante che la Regione Emilia-Romagna, pur comprendendo la difficoltà di questo momento, in cui incontra migliaia di lavoratori nelle medesime condizioni, si dia da fare per risolvere questo problema e cerchi di aiutare queste persone.
Viene avanzata la richiesta di continuare alcuni tavoli. Per l'amor di Dio, sono anni che mi viene risposto alle interrogazioni che ci sono tavoli aperti, però purtroppo, sfortunatamente per questi lavoratori, essi non sono riusciti ad andare a buon fine.
In realtà, noi dobbiamo capire quali proposte concrete dobbiamo avanzare affinché siano rispettati gli accordi presi con i lavoratori. I tavoli sono importanti, però teniamo presente che la BV Tech per anni ha goduto di contributi da Provincia e Regione che provenivano dal Governo italiano, a fronte di nessun Piano industriale serio presentato da questa azienda. Infatti, non appena finiranno i contributi, a metà ottobre, la risposta dell'azienda è che manderà a casa tutti. Era, dunque, palese che non ci fosse alcune Piano industriale.
Se aspettiamo il Tecnopolo, io credo che i lavoratori faranno in tempo a ritrovarsi in difficoltà ancora più grandi di quelle che vivono adesso. Il Tecnopolo era una grande idea partita dall'allora assessore Duccio Campagnoli, che purtroppo nel tempo, con in più con la difficoltà economica che sta attraversando il Paese, difficilmente vedrà la sua attivazione. Io mi auguro che sia attivato, però certamente i tempi non sono quelli previsti.
Che cosa faranno queste persone fino a quando non sarà pronto il Tecnopolo? Io credo che la domanda meriti una risposta e che sia compito nostro e dell'Assemblea, della Giunta, fornirne una a queste persone. Abbiamo assunto impegni precisi, come Regione Emilia-Romagna, nei loro confronti.
Condivido il documento, anche se, secondo me, poiché si sapeva perfettamente che su questa vicenda tanti Gruppi politici si erano impegnati - avete visto che siamo intervenuti praticamente tutti - ognuno per quanto poteva, sarebbe ancora più efficace (si tratta di una mia valutazione; non voglio criticare assolutamente, però voglio svolgerla) se questo documento fosse condiviso da tutti, perché ciò gli conferirebbe una valenza e un valore ancora più forti.
Questo è ciò che penso. Sono tranquillamente disposto a discuterne con gli altri, però si tratta di una vicenda che ho veramente seguito da anni col cuore. Secondo me, si tratta di impegni che, se assunti da tutti, hanno un valore ancora più forte. Grazie.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MANDINI
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Alberto Vecchi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: Grazie, presidente. Sulle conclusioni mi auguro che possiamo essere tutti d'accordo, come asseriva adesso il consigliere Vecchi. Anch'io spero che possiamo essere d'accordo nel riaffermare comunque un principio di continuità nella responsabilità da parte della Regione, alla quale, secondo me, bisogna aggiungere anche il fatto, che già altri miei colleghi hanno sottolineato, che dobbiamo evitare di prendere in giro le persone che sono qui ad ascoltarci. La situazione mi sembra piuttosto complicata.
Sulla storia pregressa ho sentito alcune inesattezze. Conosco la vicenda da tantissimi anni, addirittura da quando la Manifattura Tabacchi era in grado di assorbire personale in esubero dalla SASIB. Parlo di quindici o venti anni fa.
Negli ultimi anni di vita la Manifattura Tabacchi di Bologna e altre Manifatture Tabacchi lavoravano non su marchi propri, ma producevano le Marlboro, ossia lavoravano per la Philip Morris. Questa azienda - Vecchi, tu non lo ricordi, ma io sì - è stata venduta quando era Ministro dell'agricoltura Alemanno, nel periodo in cui si pensava soprattutto a fare cassa. Venne venduta alla BAT, che era l’azienda in grado di pagare di più.
Io ho lavorato, molti di voi lo sanno, pur con molte pause, per quarant'anni alla GD e conosco piuttosto bene la storia del tabacco. La BAT, che è nata in Inghilterra, ha chiuso un'azienda di 1.700 persone dieci anni fa, a Southampton, l’azienda in cui era nata, nel corso di un mese. Tabula rasa. Lo preciso per indicare come si comportano queste persone, come sono fatte.
Quando l’azienda è stata venduta dal Monopolio Tabacchi, con altre aziende italiane, alla BAT, si sarebbe dovuto mettere in conto che questi personaggi erano fatti in tal modo. Si sarebbe dovuto mettere in conto anche il fatto che, essendo la BAT la massima concorrente nel mondo della Philip Morris, non aveva alcun interesse a continuare a produrre le sigarette della Philip Morris. Lo capite?
Ne deriva il fatto che la BAT ha deciso nel giro di pochissimo tempo di disfarsi di tutto, perché non era interessata a proseguire quelle attività.
Dove sono andate - anche questa è una questione interessante, perché ci parla più in generale di come funzionano le cose in Italia - le produzioni della Philip Morris che non si realizzano più in Italia? In Romania, in Cina? No, sono finite in Svizzera e a Berlino. Noi siamo forse l'unico Paese in Europa che non ha più un’azienda che produce sigarette. I salutisti saranno contenti, però gli italiani fumano le sigarette prodotte in tutti gli altri Paesi d'Europa, non del Terzo Mondo. Le aziende sono in Svizzera, in Germania e ancora in parte in Inghilterra.
Anch'io ho un approccio piuttosto critico, perché già all’epoca ebbi alcune occasioni, in qualità di presidente della Commissione attività produttive del Comune di Bologna, di confronto con l'allora assessore alla Regione. Per quanto ne sapevo io, sarebbe stato possibile mantenere un presidio altamente tecnologico della BAT a Bologna. Tuttavia, l'assessore ritenne che, invece, ciò non fosse possibile e ha lavorato su un'altra pista.
A questo punto io mi distinguo un po', ma è più un problema del frasare che uso. Sconciaforni parla di capitalismo straccione. Il problema è che la BV Tech non si sa neanche che cosa sia. Il problema è stato quello di dare credito alla BV Tech, la quale, però, è un nulla. In termini produttivi era chiarissimo fin da allora che la BV Tech non aveva alcuna consistenza. Questo, secondo me, è stato il vero errore: far finta che la BV Tech fosse proprio un'azienda, non solo un’azienda seria.
Da ciò, secondo me, deriva il fatto, come ho affermato in premessa, che noi abbiamo una responsabilità, perché ormai le occasioni perse sono perse e le possibilità che c'erano allora adesso non ci sono più. Dobbiamo cercare con gli strumenti che abbiamo di farci carico di tale problema.
Come ripeto, mi convincono le osservazioni che hanno svolto Sconciaforni e altri colleghi prima di me, avendo cura di non scrivere proposte che non sono realizzabili e di affermare con onestà che ci impegniamo per quanto è possibile e non per quanto non è possibile attuare. Penso che siano state vendute già abbastanza bufale a questi lavoratori. Grazie.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Naldi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Pariani. Ne ha facoltà.
PARIANI: Grazie, presidente. Io intervengo perché ritengo necessario che l'Aula si esprima in maniera favorevole su un problema tanto pesante per i lavoratori, che in parte sono presenti oggi, anche in virtù del fatto che c'è sempre stato un impegno che ha cercato, in tutte le realtà difficili che si sono presentate, non solo dalla crisi del 2008, ma anche un precedenza, in questa Regione e in particolare nella Provincia di Bologna, di riconvertire attività produttive che venivano a mancare. C’è stato, dunque, un impegno della Regione nell'ottica di lavorare fortemente perché fosse ridotto l'impatto occupazionale.
Si tratta di un obiettivo che la Regione si è fissata da sempre, tramite il Patto per attraversare la crisi e poi il Patto per la crescita, ragion per cui evidente che questo impegno c'è ed è giusto assumerselo anche su questa vicenda particolare, anzi, a maggior ragione su questa vicenda particolare.
Come il collega Naldi, anch’io ero presidente, in contemporanea con lui, della Commissione attività produttive della Provincia e sono stata poi assessore al lavoro nel periodo in cui è stato costruito il percorso di formazione e di conversione per i lavoratori che sono presenti in Aula.
Non c'è dubbio che le Istituzioni siano sempre state impegnate in questo territorio a contrastare l'abbandono produttivo industriale che per alcuni anni noi abbiamo visto, in particolare nella Provincia di Bologna. Tutti sono stati convinti del fatto che sia un dovere lavorare per una società che non lascia indietro nessuno.
Da presidente della Commissione attività produttive della Provincia di Bologna posso affermare che, quando noi più volte, anche insieme al Comune, abbiamo convocato imprese per chiedere loro conto dell'arretramento produttivo industriale che stavano compiendo e, negli anni tra il 2006 e il 2008, ossia prima della crisi, abbiamo assistito in Provincia di Bologna a moltissime dismissioni, gli imprenditori, in particolare quelli che erano provenienti dall'estero - multinazionali, fondi che avevano comprato imprese familiari nel nostro territorio - ci rispondevano stupefatti. Non credevano al fatto che le Istituzioni locali si impegnassero per i lavoratori, come si cercava di fare in quel momento nel nostro territorio, contrastando l'abbandono produttivo.
Ho presente tutta la vicenda delle cartiere, che è simile a questa. È la stessa situazione. Noi siamo stati impegnati su questo fronte, ancor prima del momento della crisi, capendo che c'era da difendere un patrimonio produttivo industriale di grande valore in questi territori, che poteva essere il motore per ripartire positivamente. Se non si difendono le proprie tecnologie, poi domani non si va più fuori sul mercato.
Nel periodo in cui era in corso questa grave situazione, una situazione difficile, noi abbiamo dovuto subire in questo territorio la svendita di cui si è parlato, quella che riguarda l’impresa di cui trattiamo oggi. Questo naturalmente ci ha posti di fronte anche all'urgenza di lavorare nella direzione per cui non fosse dismesso questo punto produttivo, anche in relazione alla Manifattura Tabacchi, con un Progetto di realizzazione di centri di ricerca da svolgere insieme ad aziende tecnologiche che avessero nell'attività di trasformazione, dalla ricerca alla transizione tecnologica, all'innovazione, la possibilità di riconvertire alcuni punti produttivi sul nostro territorio.
La scelta di andare in quella direzione e non di conservare a prescindere un'azienda che se ne voleva andare è stata attuata in quell'ottica. Può essere stata forse sbagliata, però è stata attuata in quell'ottica, ossia in quella di investire sull'innovazione in questo territorio, come si è fatto in moltissime altre realtà della nostra Provincia, della Provincia di Bologna, ma anche di tutta la Regione.
Oggi io credo che noi dobbiamo proseguire in questo impegno, perché quella è la direzione giusta, cercando di salvaguardare i posti di lavoro dei lavoratori che sono stati anche sottoposti a formazione in un'ottica di riconversione.
Per questo motivo noi siamo d'accordo nel prendere l'impegno. Chiedo al consigliere Favia, come hanno già fatto altri - ci siamo sentiti e so che è d'accordo - di sostituire la risoluzione con una più semplificata e asciugata nei contenuti, che effettivamente sia seria sugli impegni che ci assumiamo, nonché sulle premesse da cui partiamo.
Su alcune di quelle premesse, se ci guardiamo tra maggioranza e opposizione, abbiamo visioni diverse. È bene, invece - accolgo, da questo punto di vista, la proposta del consigliere Vecchi -, che l'Aula si esprima tutta intera, dando un segno per fare capire che le Istituzioni, come è avvenuto in diversi passaggi, in questa Regione, in questi territori, lavorano insieme per la salvaguardia occupazionale.
Sarei, dunque, presidente, favorevole alla proposta di sostituzione della risoluzione con il testo che abbiamo consegnato. Esso sostanzialmente cancella alcune premesse e nel dispositivo finale sostiene che l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna impegna la Giunta a essere parte attiva nella trattativa sindacale riguardante il destino dei lavoratori della BV Tech in maniera tale da ricercare adeguate soluzioni occupazionali e proporre tavoli a imprenditori disponibili a concordare Piani industriali in cui, rendendo disponibili finanziamenti con finalizzazioni ben definite, possano trovare un ruolo i lavoratori della BV Tech.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliera Pariani.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bernardini. Ne ha facoltà.
BERNARDINI: Grazie, presidente. Non ho la memoria storica che hanno avuto i miei colleghi, i quali hanno rivestito, in momenti cruciali di questa vicenda, posizioni di garanzia. Quando si è presidenti di Commissione, ciò significa che comunque si è nella facoltà e nel dovere di fare luce su alcune problematiche e in alcuni passaggi fondamentali di partite che sono state palesemente gestite in modo sbagliato.
Quando il risultato è quello odierno, significa che qualcosa non è andato per il verso giusto: non si sono valutati bene i soggetti, non si sono valutate bene le garanzie, non si sono valutati bene anche tutti quei progetti che sottintendevano alcune operazioni. Mi riferisco al Tecnopolo.
La prima operazione che compii quando entrai in questa Consiglio fu presentare una serie di interrogazioni proprio sul Tecnopolo, sulle spese, sugli investimenti, sull'ex Manifattura Tabacchi da trasformare in Tecnopolo. Sinceramente ho visto sempre una grande operazione immobiliare più che un'operazione di qualità, tant'è vero che doveva essere già pronto. Invece, stiamo ancora effettuando sgomberi per gli immigrati che vanno a dormirci dentro.
Avete provato a contrastare l'abbandono produttivo industriale del nostro territorio, l’avete fatto sicuramente a parole, ma basta vedere ciò che è rimasto sul territorio bolognese in termini di industrie. È rimasto veramente poco, il che significa che si è parlato tanto, ma non si è portato a casa nulla. Le sfide quotidiane sono ancora sul tappeto. Adesso si parla di questa realtà, ma io ne aggiungo un'altra, su cui il popolo mormora.
Mi riferisco alla Saeco. Abbiamo lo stesso problema anche con quell’azienda. Ogni due per tre si parla di una chiusura, di una delocalizzazione e di uno spostamento della produzione. Se chiude quell’azienda, l'Appennino salta per aria e diventa Terzo Mondo, perché partono tante realtà collegate al suo sistema di produzione, compreso tutto il mondo del lavoro e delle famiglie che ci campano sopra. Sono ferite che difficilmente si potrebbero rimarginare.
Come Gruppo, noi non vogliamo sicuramente tenere una campagna elettorale su questi temi, che non hanno colore politico, né appartenenza partitica. Chiediamo, però, alla Giunta, al Consiglio, di mettere da parte le parole, di assumere oggi impegni chiari e precisi, perché il modo in cui verrà trattata questa partita sarà di specchio alla trattazione di altre partite che si possono aprire, lo ripeto, anche domattina.
Oggi affrontarle in maniera seria, chiara e determinata ha un significato che va oltre la risoluzione del caso concreto. Si invia, infatti, un segnale forte a tutti coloro che vedono il territorio e le realtà imprenditoriali bolognesi come un terreno di acquisto, un grande supermarket dove venire a comprare i marchi e le commesse, chiudere tutto, lasciare a casa operai e trasferire la produzione, quando va bene, in un contesto ancora europeo, ma a noi sinceramente poco importa che sia l'Europa o l'Asia. Sta di fatto che il territorio bolognese ha perso negli ultimi anni la competitività forte a livello manifatturiero che aveva.
Oggi - si citava la GD - funziona solo il sistema della produzione di macchine automatiche. È rimasta quella l’unica eccellenza sul territorio. Tutto il resto è già perso. Ci aggrappiamo a realtà che sono ancora leader a livello mondiale, locomotore produttivo d'Europa. Italia e Germania si contendono il primato nella produzione ed esportazione di macchine automatiche, però è rimasto solo quel settore. Tutto il resto è perso e le operazioni che abbiamo condotto negli anni passati sono la testimonianza di come, al di là delle chiacchiere, non abbiamo portato a casa nulla in termini di garanzie per il territorio, per gli imprenditori e per un sistema produttivo bolognese che oggi è in grande difficoltà. Grazie.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Bernardini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.
PARUOLO: Grazie, presidente. Non intendo aggiungere considerazioni particolari a quelle già svolte dai colleghi. In particolare, mi riconosco nell'intervento della collega Pariani. Volevo, però, raccogliere uno degli aspetti citati dal collega Bernardini un attimo fa, poiché il collega ha finito, secondo me, per compiere un po' di confusione, mischiando questioni che fra loro non sono esattamente mescolabili. Credo però che sia opportuno e onesto riconoscere che questa vicenda, che si iscrive nel più generale tema del Tecnopolo, in particolare in quello "realizzando" - chiamiamolo in questo modo - presso l’area ex Manifattura Tabacchi, ci dovrà impegnare anche a fare il punto della situazione su quella questione. Ciò per capire, anche alla luce dell'evoluzione di eventuali novità che al momento in Aula non conosciamo, lo stato della situazione.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Paruolo.
Comunico all'Assemblea che è stato presentato un emendamento, a firma dei consiglieri Favia, Pariani, Naldi, Barbati, Monari, Sconciaforni, Alberto Vecchi e Bernardini, interamente sostitutivo della risoluzione oggetto 3226.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte su emendamento e risoluzione. Ovviamente, se passa l'emendamento, che è completamente sostitutivo, automaticamente decade il precedente testo della risoluzione.
Credo che una copia dell'emendamento sia in distribuzione a tutti.
Se nessun consigliere chiede di intervenire per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento, a firma dei consiglieri Favia, Pariani, Naldi, Barbati, Monari, Sconciaforni, Alberto Vecchi e Bernardini, interamente sostitutivo della risoluzione 3226
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Mandini): L’emendamento è approvato, dunque il testo della risoluzione nella versione precedente decade.
Inversione dell’ordine dei lavori
PRESIDENTE (Mandini): Dobbiamo ora procedere alla votazione dell'inversione dell'oggetto 3227 «Risoluzione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva in merito ai costi delle istituzioni, economicità e trasparenza».
Metto in votazione, per alzata di mano, l’inversione dell’ordine dei lavori.
(È accolta all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Mandini): L’inversione è accolta.
OGGETTO 3227
Risoluzione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva in merito ai costi delle istituzioni, economicità e trasparenza. (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Mandini): Passiamo all’oggetto 3227 «Risoluzione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva in merito ai costi delle istituzioni, economicità e trasparenza».
È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Intervengo per esprimere la mia soddisfazione non tanto personale, quanto come Gruppo, per il fatto che si sia giunti a una soluzione condivisa, che non era facile, né scontata. Noi avevamo posto una condizione che era per noi irrinunciabile, in quanto riteniamo che il concetto di trasparenza abbia un significato molto ampio.
È inutile nascondersi che la discussione maggiore verteva sul punto 4 del testo, ossia su che cosa pubblicare e in quali tempi. Si era parlato in un primo momento di una pubblicazione che avrebbe dovuto riguardare tutto quanto sarebbe accaduto a partire dal 2013 in poi.
Onestamente ciò per noi non era accettabile. Non era accettabile andare a spiegare ai cittadini che d'ora in poi avremmo garantito una piena trasparenza su tutto ciò che doveva ancora accadere.
Mi fa molto piacere che ci sia stato questo confronto e che si sia capita l'importanza del tema, in una situazione tanto delicata, non solo per la nostra Regione, ma anche a livello nazionale. Credo che sia sotto gli occhi di tutti ciò che sta accadendo non solo in quest’Aula, ma anche in tutto il nostro Paese su queste tematiche. Ritengo, pertanto, che, proprio con questo tipo di trasparenza, noi potremo dimostrare, se così sarà, che ci siamo comportati in questi anni, e anche in quelli in cui noi non c'eravamo, in modo assolutamente diverso dai tanti scandali che vediamo oggi sui nostri giornali.
Colgo l'occasione per partecipare alla discussione. Noi non abbiamo presentato emendamenti sugli altri tre punti, in quanto crediamo che l'Ufficio di Presidenza, dal momento che a questa variazione dovrà seguire una delibera dell'Ufficio di Presidenza, oppure siamo venuti qui per non concludere nulla, terrà conto della discussione che si è svolta nell'Aula. Lascio ai microfoni quelli che potrebbero essere degli emendamenti che spero siano tenuti in considerazione.
Credo poi che vada specificato bene il ruolo della Corte dei conti, che vada specificato bene come essa debba esprimere un giudizio veramente di merito, punto per punto, su tutti i nostri bilanci. Auspico che non si limiti a un controllo formale, come può accadere per esplicito mandato da parte dei revisori dei conti attualmente.
L’altra problematica che rileviamo, e che credo vada aggiustata proprio in Ufficio di Presidenza, riguarda il taglio del 30 per cento delle risorse. Credo sia un taglio corretto, considerata anche la situazione economica attuale del nostro Paese. Nella breve esperienza che abbiamo avuto della gestione di questo budget io ritengo che sia un taglio sopportabile. Parlo ovviamente per quanto riguarda la mia struttura.
È, però, evidente che qualunque struttura ha un costo minimo di azione, ragion per cui ogni Gruppo deve avere a disposizione un minimo - parlo soprattutto del personale - di personale per poter svolgere le sue funzioni, altrimenti diventa molto difficile lavorare. In proporzione al crescere della composizione dei Gruppi questo è un costo fisso che si ammortizza e si spalma su più persone. Credo che apportare un taglio lineare svantaggerebbe e creerebbe grosse difficoltà anche a livello di personale e di occupazione per i Gruppi più piccoli.
Esiste già la modalità di effettuare una ripartizione basata sul numero e sulla composizione dei Gruppi consiliari. Invito l'Ufficio di Presidenza a tenerne assolutamente conto e a trovare il modo più consono per far sì che tutti i Gruppi, indipendentemente dalla loro composizione, possano lavorare al meglio e presentarsi, con riferimento ai consiglieri, nelle Commissioni deputate il più possibile preparati.
Per il resto esprimo ampia soddisfazione. Stamattina ho visto le firme di tutti e, quindi, credo che ci sia stato uno sforzo di grande consapevolezza e di presa d'atto della situazione di questa Regione e di questo Paese.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Vorrei esprimere, a nome del Gruppo del Partito Democratico e mio, soddisfazione per l'ordine del giorno, per la risoluzione che è stata depositata e che stiamo discutendo e, io immagino, approvando da parte dell'intera Aula.
Come in altre occasioni, con riferimento al taglio dei vitalizi, degli emolumenti e dei rimborsi dei consiglieri regionali, oltre al taglio delle spese di rappresentanza e dei numeri dei consiglieri quest'Aula si è comportata, a mio avviso, all'altezza dell'Istituzione che rappresentiamo.
Non è stato bello, per me oggi, assistere alla visita della Guardia di Finanza in un’Istituzione costituzionalmente prevista ed eletta. Non è stato bello. Ovviamente è un segno dei tempi. Noi siamo a completa disposizione delle Autorità che stanno svolgendo le indagini e delle quali apprezziamo il lavoro.
Noi siamo la gente che vedete. Non mi interessa oggi compiere un distinguo fra PD e altre sigle politiche, fra maggioranza e opposizione. Noi siamo consiglieri regionali, eletti, che hanno un rapporto personale prima e politico poi, con il proprio territorio. Siamo fieri di essere in quest’Aula e di rappresentare l'Emilia-Romagna e i cittadini emiliano-romagnoli.
Sono stati commessi errori? Verificheremo, vedremo. Sicuramente ritengo che tutti abbiamo avuto nel cuore la dignità dell’Istituzione e che abbiamo cercato di tutelarla. La prova concreta sta in questo ordine del giorno, presentato all'unanimità dei colleghi presidenti di Gruppo, che ringrazio, e dell'Ufficio di Presidenza, che a sua volta ringrazio.
Ho visto in questi giorni sui giornali il tentativo di mettere gli uni contro gli altri, tracciando solchi di divaricazione che non ci sono mai stati, né tra i presidenti dei Gruppi, né tra presidenti dei Gruppi, presidente dell'Assemblea e Ufficio di Presidenza, e meno che meno tra presidente dell'Assemblea e presidente della Regione.
Noi continueremo serenamente a svolgere il nostro lavoro, nel rispetto di quest'Aula, dell'Istituzione e dei rapporti tra di noi, che sono rapporti di straordinaria unità in un momento molto difficile ovviamente non solo per l'Emilia-Romagna, ma anche per l'istituto delle Regioni in tutta Italia.
Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbati. Ne ha facoltà.
BARBATI: Vicepresidente, vorrei intervenire, collegandomi anche gli interventi che sono stati svolti, per esprimere la soddisfazione che alcuni suggerimenti da noi proposti abbiano trovato vita e forza all'interno di questo ordine del giorno.
Si tratta di una risoluzione che presenta tre punti importanti: la riduzione dei costi delle Istituzioni, il risparmio e la trasparenza. Sono tre voci che noi dobbiamo ai cittadini che ci hanno portato in quest'Aula e a questa Regione nel suo complesso.
C'è poi un'altra questione importante, che vorrei citare. La Conferenza dei presidenti dei Gruppi manifesta in questo contesto la massima condivisione anche con l'Ufficio di Presidenza. Per questo motivo conferisce mandato all'Ufficio di Presidenza, affinché, d'intesa coi Capigruppo - questa ci pare una parte importante; nell'Ufficio di Presidenza alcuni Gruppi possono non essere rappresentati e, quindi, l'intesa con i Capigruppo è una circostanza che coinvolge di più - collabori su queste tematiche, che ormai sono alla base della vita pubblica. Volevo ricordare anche questo aspetto.
Concordo sulla Corte dei conti, alla quale, è ovvio, non chiediamo di dare un'occhiata superficiale. Se si chiede l'intervento della Corte dei conti, si chiede anche un giudizio di merito sulle attività che svolgiamo. È una tutela anche per noi, perché essa ci offre una garanzia, una tranquillità o una serenità che in questo momento, con la bufera che ci sta coinvolgendo, credo non sia praticamente di nessuno. Ben venga, dunque, la Corte dei conti.
D'altra parte, lo ricordo, noi abbiamo depositato un progetto di legge che chiede che un organismo esterno controlli i conti dei Gruppi. La Corte dei conti è un passaggio in più, ragion per cui io preannuncio che ritirerò il progetto di legge da me presentato.
Poiché c'è la volontà di ridurre del 30 per cento le risorse assegnate, ricordo anche che a maggio noi abbiamo depositato una risoluzione che chiedeva la riduzione del 50 per cento dei Gruppi. Poiché riteniamo che questo sia comunque un grosso passo avanti, preannuncio che ritirerò anche quella risoluzione, dal momento che lo spirito che abbiamo condiviso - l'importante è questo - è necessario per arrivare a riprendere in mano la gestione anche della politica e delle iniziative che possiamo attuare per i cittadini.
Mi sembra giusto azzerare le spese di rappresentanza, non tanto perché le consideriamo a volte inutili - le abbiamo viste e sappiamo come funzionano - quanto perché sono spese che possono rappresentare pericolosità e che possono anche non essere corrette nei confronti dei singoli cittadini. Ben venga, quindi, l'azzeramento delle spese di rappresentanza.
Il quarto punto è estremamente delicato, ma noi lo dobbiamo alla rete e ai cittadini: si tratta della pubblicizzazione dei documenti relativi alle spese. Dovremo individuare una modalità in merito. Abbiamo già cominciato questo percorso, vogliamo arrivarci e ci siamo anche resi conto che la mole di attività che si svolge in questa Regione diventa piuttosto complicata da ridurre in uno strumento di comprensione da mettere in rete. Individuiamo, quindi, la modalità corretta e comprensibile, altrimenti è inutile che lo facciamo, con criteri uguali per tutti i Gruppi.
Sono contenta e soddisfatta che in questo progetto siamo tutti uniti. Credo che, se riusciamo a votarlo oggi, sarà un segnale molto forte e importante.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliera Barbati.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.
VILLANI: Grazie, presidente. L’adesione a quest’ordine del giorno deriva dalla consapevolezza dei tempi che stiamo vivendo, ma anche del fatto che la riduzione dei costi della politica e la trasparenza in questa Regione sono stati percorsi effettuati con atti conseguenti, che di certo oggi subiscono un'accelerazione. Non è da oggi, però, che abbiamo questa consapevolezza.
Ricordo ai colleghi che noi abbiamo attuato già dalla passata legislatura tagli ai costi della politica. Abbiamo certamente accelerato, visto il clima economico che sta vivendo il Paese. Oggi arriva a compimento un percorso, per alcuni versi, anche accelerato rispetto a una discussione che è iniziata quando è partita la presente legislatura e che abbiamo svolto in Aula e all'interno dei Gruppi.
Oggi viviamo una temperie nella quale anche il buon lavoro che ognuno di noi ha compiuto in quest'Aula rispetto al mandato ricevuto dai cittadini è oscurato da fatti che sono al vaglio della magistratura.
Mi associo alle parole del Presidente Monari al dolore e al dispiacere che in questo palazzo sia arrivata la Guardia di Finanza, pur compiendo il proprio dovere, che noi rispettiamo e cerchiamo ovviamente di agevolare, operazione che penso tutti i presidenti dei Gruppi abbiano coscientemente e scientemente attuato, consapevoli che, se c'è un problema, esso non deve toccare nella sua interezza la dignità di quest'Aula e di ogni singolo consigliere regionale.
Esiste un problema. L’abbiamo verificato, abbiamo accelerato per compiere questo percorso e l’abbiamo fatto tutti insieme. Non ci sono magliette da indossare. L’abbiamo fatto consapevolmente e con atti estremamente concreti, che forniscono certamente una risposta ai due quesiti che ci troviamo davanti, riduzione dei costi e massima trasparenza.
Questi atti, che sono il frutto di un lavoro unanime della Conferenza dei presidenti dei Gruppi e dell'Ufficio di Presidenza, devono ovviamente trovare una concretezza nelle azioni conseguenti.
Mi associo a quanto già altri hanno affermato: l'Ufficio di Presidenza deve adoperarsi affinché, anche con questo taglio del 30 per cento, non si creino circostanze che mettano i Gruppi e i singoli consiglieri nella condizione di non poter svolgere al meglio il lavoro importante che ognuno di noi svolge per i propri territori e per questa Regione. La Regione deve avere la dignità di affermare che è sempre stata, da questo punto di vista, all'avanguardia.
Mi riferisco in ciò alla buona volontà dei Gruppi, di ogni Gruppo, di quelli appartenenti alla maggioranza e di quelli appartenenti all'opposizione, perché questa è la storia di questa Regione, quantomeno da quando io ne sono parte. Ormai, caro Presidente Errani, è una consuetudine datata, però è tale. Dobbiamo avere il coraggio di ribadirlo anche davanti a strumentalizzazioni che toccano ognuno di noi e che sono del tutto evidenti.
Altro è il discorso delle indagini della magistratura, rispetto alla quale, come ho già sostenuto, c’è grande rispetto e naturalmente assoluta trasparenza in merito a quanto ci è chiesto. Tuttavia, dobbiamo ribadire la nostra dignità, perché noi abbiamo cercato di mantenere fede a un principio, che è un principio istitutivo e che tocca il senso dell'Istituzione Regione, che è quello di produrre comunque, nel dibattito e nel confronto, anche aspro, leggi che governino e assicurino serenità ai cittadini di questa regione, laddove è possibile e stanti le condizioni vigenti. Credo che l'abbiamo sempre fatto e ribadiamo come punto d'onore quella che credo sia la base del nostro agire in quest'Aula, nelle Commissioni e nel lavoro che quotidianamente svolgiamo.
La raccomandazione che mi sento di rivolgere è di prestare estrema attenzione a questo taglio, che non vorrei fosse assolutamente lineare, ma calibrato proprio in ragione delle attività che noi dobbiamo svolgere con i nostri collaboratori. Questo è un presupposto per riuscire a fare politica, politica buona, quella cui facevo riferimento prima rispetto alle risposte che dobbiamo alla nostra comunità.
L’altra questione riguarda la Corte dei conti. A livello nazionale l’argomento è stato affrontato in Conferenza Stato-Regioni. Diversi Segretari nazionali dei nostri partiti sono intervenuti e noi abbiamo l'orgoglio di affermare che la questione era già al vaglio della discussione nella Conferenza dei presidenti dei Gruppi. Dobbiamo anche essere sinceri in merito, altrimenti diamo quasi l'impressione di andare a traino di questioni che travolgono, in un dato senso, l'attività politica quotidiana e che fanno di ogni erba un fascio. Così non è, almeno dal mio punto di vista.
Quanto ad azzerare le spese di rappresentanza, io sono stato fermamente convinto di questo passaggio, non già perché non ci sia la necessità di esprimere la rappresentanza dell'Assemblea nei termini e nei modi dovuti, ma perché questo è un argomento che molto facilmente si può prestare a cattive interpretazioni, una zona nella quale il dubbio sorge legittimo, a volte. Credo, quindi, che questa azione vada assolutamente compiuta.
Quanto al fatto di pubblicizzare l'intera documentazione relativa alle spese dei Gruppi assembleari, anche su questo punto lo strumento è in mano all'Ufficio di Presidenza. Auspico che ci rivolga alcune proposte. Vedremo di discuterne, come abbiamo fatto per elaborare questo documento, tutti insieme.
Vedete, colleghi, io credo che in questo Paese, in questo momento, ci sia un'aria che, dal punto di vista politico, ci sta facendo compiere un passo indietro. È del tutto evidente che c'è una spinta a uno scompaginamento di un assetto istituzionale. Non vedo, però, un dibattito serio sulla questione. Vedo, invece, interventi che prefigurano una situazione, ma nei fatti qualcosa sta già accadendo.
Gli Enti locali sono da questo Governo messi in assoluta asfissia economica, con riferimento ai Comuni. Sulle Province si sta verificando in questi giorni ciò che è al vaglio delle Istituzioni, con proposte più o meno accettabili. Le Regioni entrano in un contesto di discussione per cui si tengono dibattiti su macroregioni e aree.
Credo che, anche alla luce di questi fatti, la politica debba interrogarsi e iniziare finalmente un dibattito che deve essere serio e che, come in altre occasioni, in quest'Aula siamo stati assolutamente in grado di svolgere.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Villani.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: Grazie, presidente. Ritengo che l'adesione di tutti i Gruppi a quest’ordine del giorno sia una questione molto positiva, che denota una volontà comune, nonché la controprova che le distinzioni fra innovatori e resistenti che sono state introdotte nella discussione fuori di quest’Aula non erano supportate sufficientemente da dati di fatto.
A me, come ai miei colleghi, è capitato di essere classificato fra i resistenti su elementi di merito che non avevo mai avuto occasione di conoscere. Resistevo, quindi, a questioni che non avevo mai avuto modo di conoscere.
In realtà, le cose non stanno così. Quella che abbiamo tenuto fra di noi è stata una discussione positiva. Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il Gruppo che rappresento, l’adesione è motivata soprattutto dal fatto che siamo consapevoli che in questa situazione di difficoltà del Paese, di crisi, di miseria crescente, di persone che faticano a vivere, sia necessaria una dose ulteriore di sobrietà soprattutto da parte di tutti noi.
Ciò che viene chiesto a noi non è nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che veniva chiesto a chi ha svolto questa funzione prima di noi, però questo è il segno dei tempi. La grande sofferenza nella quale si trova questo Paese richiede una dose di rispetto in più. Per questo motivo è positivo che ce ne occupiamo insieme.
Svolta questa premessa, vorrei anche affermare che noi in questa legislatura siamo alla terza o alla quarta operazione di riduzione, in un modo in un altro, dei costi dell'Assemblea e degli emolumenti dei consiglieri, nonché alla seconda o terza operazione per conferire maggiore trasparenza ai nostri lavori, alle modalità e alle spese del nostro funzionamento.
Mentre noi compivamo queste operazioni, in questi due anni e mezzo, nel Lazio aumentavano i budget dei Gruppi consiliari. Ci sarà una differenza? C'è o non c'è una differenza fra noi, che stiamo facendo ciò che io ritengo doveroso rispetto alla sofferenza di questo Paese, e quanto hanno fatto altri? C'è o non c'è, sul piano politico-amministrativo? Io penso che almeno questo punto vada rivendicato, magari non con orgoglio, ma comunque che vada rivendicato. Esiste una differenza: noi cerchiamo di stare attenti alla situazione di grande disagio che vige nel nostro Paese, con un rigore e una sobrietà amministrativa.
Per quanto riguarda le indagini, io credo che noi tutti dobbiamo collaborare con serenità ai lavori che sta svolgendo la magistratura. Personalmente l'ho fatto. Ho collaborato in tutti i modi possibili all'indagine sulle trasmissioni televisive, con la consapevolezza e - vorrei affermare - la certezza di poter dimostrare che mi sono mosso, e credo che ciò valga per tutti, in maniera corrispondente ai criteri previsti, ossia in modo sostanzialmente corretto. Allo stesso modo, penso che bisogna collaborare con le indagini in corso.
Certamente in una giornata di Assemblea il fatto che i Capigruppo si debbano assentare mezz'ora o un'ora perché devono svolgere anche alcuni atti formali per la presenza della Guardia di Finanza non è la modalità migliore, quanto al rapporto fra Istituzioni. Avrebbero potuto venire anche domani mattina o ieri mattina e non sarebbe cambiato nulla. Ciò non toglie che, per quanto ci riguarda e per quanto riguarda me, dobbiamo rapportarci con il massimo di spirito collaborativo e di trasparenza.
Concludo affermando che auspico si agisca in modo approfondito, ma in fretta, e che le questioni non vengano lasciate in sospeso per troppo tempo. Abbiamo bisogno che venga stabilita la verità da parte dalla magistratura in tempi brevi. Non si può continuare a lavorare seriamente con questo clima che ci sovrasta le spalle. Abbiamo bisogno di lavorare per i cittadini in condizioni di serenità, la quale può essere data soltanto dal fatto che, se ci sono responsabilità, andranno accertate, ma poi si riprenderà a lavorare, sapendo che un conto è chi ha lavorato bene, un conto chi eventualmente non ha lavorato bene. Questa condizione deve essere ripristinata, a mio parere, nel più breve tempo possibile. Grazie.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Naldi.
Avanzerei ora una proposta all'Assemblea. Avendo ancora due richieste dei colleghi Manfredini e Sconciaforni, propongo di chiudere nella mattinata la trattazione di questo oggetto, anche perché il Presidente Errani ha impegni importanti. Sapete benissimo quali problematiche la nostra Regione deve affrontare. Se i colleghi che devono ancora intervenire riescono a contenere il tempo della loro esposizione, proporrei di concludere i lavori chiudendo l'oggetto con la votazione.
Ha chiesto di intervenire il collega Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. È giusto che si chiuda, i dieci minuti in più non fanno differenza, per dare modo anche al presidente di parlare, vista la sua presenza.
Nel condividere gli interventi dei presidenti che mi hanno preceduto, osservo che in questi tempi si cerca di fare tutte le erbe un fascio, il che non è corretto. Io sono rimasto scandalizzato quando ho sentito che nella Regione Lazio 200.000 euro sono stati spesi senza una rendicontazione. È una follia. Bisogna immediatamente imporre risparmi a tutti, perché si tratta di danaro pubblico.
In fondo, forse c'è anche un progetto, da parte di qualcuno, per chiudere le Regioni, il che sarebbe un grande errore, perché la politica si fa in mezzo alla gente e non nei palazzi romani. Ascoltare la gente che ci ha sostenuto con il voto, in particolare in questi tempi in cui abbiamo visitato la bassa modenese, dove siamo stati colpiti dal grande sisma, è fondamentale. Bisogna ascoltare tutti e cercare di compiere le iniziative necessarie per andare avanti, in modo tale che i cittadini possano riavere la loro casa e il loro lavoro.
Abbiamo condiviso la risoluzione, però volevo anche aggiungere una considerazione. Noi siamo tra le tre Regioni più virtuose, che hanno un costo per ogni contribuente di 8,45 euro. È una notizia che ho riferito appena adesso, dieci minuti fa, alla stampa, proprio per far capire che l'Emilia-Romagna è diversa da tutte le altre Regioni.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Sconciaforni. Ne ha facoltà.
SCONCIAFORNI: Cercherò di essere il più veloce possibile, ma vorrei svolgere anch'io alcune considerazioni. La prima ovviamente è per esprimere la condivisione per la risoluzione che stiamo discutendo e che considero non solo un atto giusto e dovuto, ma anche necessario.
Si tratta di un atto necessario sia per ciò che sta avvenendo, e che leggiamo sui giornali, in altre Regioni, dove effettivamente si leggono casi di cui si stenta a credere, ma che evidentemente sono realtà, sia perché questa crisi forte, vera e duratura, richiede un salto di qualità da parte di tutti e soprattutto di chi riveste responsabilità di carattere amministrativo-istituzionale, cui è richiesto anche un gesto di esempio.
Io penso che noi stiamo svolgendo questo lavoro, e non da oggi. Ci tengo a sottolinearlo non per una sorta di retorica, ma perché ho avuto la sensazione - è la prima legislatura cui partecipo - che questa Regione e questa Amministrazione si siano poste il tema di amministrare e governare cercando di limitare sprechi e spese inutili. Sicuramente è un tema che ci siamo posti. Parlo per ciò che mi compete direttamente, in questa Amministrazione, considerato che questo non è il primo atto che effettuiamo teso a ridurre costi e ad aumentare la trasparenza.
Non vado molto oltre su questo punto, perché basta compiere, come sui giornali è stato fatto ampiamente, un po' di paragoni con i costi sostenuti in altre Regioni, per notare che la Regione Emilia-Romagna presenta sempre una differenza molto positiva.
Ciò ovviamente non giustifica l’immobilità. Non significa che non ci sia nulla da fare, anzi, con questo atto andiamo avanti e continuiamo in questa operazione di riduzione dei costi e di trasparenza, che ribadisco essere giusta e necessaria.
Tuttavia, nel sostenere ciò, aggiungo anche, molto onestamente, che dobbiamo avere una forte e particolare cura per il mantenimento dell’agibilità dell'Istituzione che rappresentiamo. Con grande chiarezza affermo che i tagli che questo Governo sta portando avanti in nome dei tagli dei costi della politica, a mio avviso stanno mettendo in discussione l'agibilità di alcune Amministrazioni.
Partiamo dai Comuni. Quando un Comune si è visto progressivamente, non solo da questo Governo, ma anche da questo Governo, svuotare le proprie casse in termini di trasferimento agli Enti locali, ciò significa che nei fatti si riduce, quando non si azzera l'agibilità di quell'Amministrazione, che letteralmente non può fare più quasi nulla, non può che dividersi o discutere delle ossa della polenta, perché letteralmente non ci sono soldi per fare più nulla.
Con altrettanta chiarezza osservo che, quando sento discussioni per cui bisogna procedere in maniera sempre più drastica alla riduzione degli eletti, operazione che, anche in questo caso, sta venendo avanti da molto tempo, rispondo che con un processo di questo tipo si mettono in discussione l'agibilità democratica e la rappresentatività democratica.
Non ci possiamo nascondere che ridurre il numero degli eletti significa semplicemente che alcune forze rappresentative, sicuramente di minoranza, ma comunque rappresentative, vengono automaticamente tagliate fuori, non perché lo decidono i cittadini, ma perché qualcuno decide che gli eletti vanno ridotti.
Piuttosto che per la riduzione degli eletti io sono per la discussione e la riduzione di costi e di privilegi. Si riducano ulteriormente anche gli stipendi, come noi stiamo facendo, si riducano i costi di gestione, come noi stiamo facendo. Sarà ridotto del 30 per cento il costo di funzionamento dei Gruppi, ma questa è una questione diversa. Altra questione è avere sempre ben chiaro che vanno preservati e curati gli spazi di agibilità e di rappresentatività delle Istituzioni che rappresentiamo.
Ciò premesso, io penso che il percorso che noi stiamo continuando sia positivo, auspico che vada avanti e ritengo che rispetto all'inchiesta, di cui oggi abbiamo vissuto una giornata molto significativa, quanto noi dobbiamo rispetto alla magistratura che sta indagando sia semplicemente il massimo del rispetto, della trasparenza e della collaborazione.
Ognuno deve compiere il suo lavoro. Noi dobbiamo fare il nostro e io penso che, con un atto come questo, abbiamo compiuto un passo importante, l'ennesimo, ma forse più importante di altri, rispetto a tagli dei costi e trasparenza. Grazie.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.
PARUOLO: Grazie, presidente. Mi scuso con i colleghi, con l'Aula e col Governatore, ma intendo esercitare il mio diritto di intervenire in questo punto dell'ordine del giorno.
Io credo che lo scandalo partito dalla Regione Lazio, che si sta allargando anche ad altre Regioni, mini davvero la credibilità dell'intero sistema e ci chiami a decisioni che siano al tempo stesso rapide e definitive. Per la rapidità voglio ringraziare il Presidente Richetti e il Presidente Errani, che hanno fornito un’opportuna accelerazione. Sulla definitività credo, invece, che sia importante che ognuno di noi in quest'Aula porti un suo contributo alla riflessione, a partire dalla discussione di oggi.
Dobbiamo anzitutto essere coscienti che la scoperta di questi scandalosi abusi ha sollevato un putiferio in cui si mischiano istanze fra loro molto diverse. Troviamo la giusta rabbia di chi chiede pulizia e, al tempo stesso, il desiderio di chi non è perbene a sostenere che si è tutti uguali. C'è la necessità di procedere a tagli e affermare la trasparenza, che, però, si mescola con la tendenza a declinare tutto al futuro, senza compiere distinzioni fra chi si è approfittato di regole lasche e chi, invece, si è comportato con sobrietà e correttezza. C'è una spinta verso una politica sobria e seria, che, però, rischia di mescolarsi con la voglia di rompere tutto, ivi compresa la stessa democrazia.
È proprio la coscienza di questi rischi che ci chiama a interventi che siano giusti, rapidi e definitivi. Ciò di cui dobbiamo discutere riguarda regole e comportamenti. È giusto richiamare, e voglio farlo anch'io, il fatto che sulle regole la Regione Emilia-Romagna ha, come poche altre Regioni, le carte in regola sotto il profilo del numero dei consiglieri e dei costi standard, nonché indennità e spese di funzionamento che sono di gran lunga inferiori a quelle di molte altre Regioni.
Non possiamo, però, evitare di interrogarci sul perché, nonostante tutto ciò, anche la nostra Regione rischi di essere accomunata a tutte le altre agli occhi dell'opinione pubblica. In merito mi permetto di suggerire una riflessione.
Come è stato richiamato da alcuni colleghi che sono intervenuti poco prima di me, siamo già alla terza o quarta manovra su questo tema, all'interno di questa legislatura. Da un lato, ciò può essere letto e interpretato come un'attenzione particolare a questo tema, ma, dall'altro, può essere visto anche come un progressivo smottamento che viene indotto dalla pressione dell'arrabbiatura popolare, derivante da scandali magari nati altrove.
Per questo motivo sostengo che servono interventi giusti e rapidi, ma anche definitivi. Noi abbiamo bisogno di mettere la parola "fine" su questo capitolo, per poter tornare a dare vita a una politica sobria e capace di perseguire il bene comune.
Io vorrei, dunque, che attraverso questa risoluzione che viene votata venisse aperta e non chiusa una riflessione coraggiosa, a partire proprio dalle misure che vi sono suggerite, cui, però, intendo aggiungere alcuni ulteriori elementi.
Intanto dobbiamo tutti avere presente che non siamo chiamati a rispondere solo delle regole, ma anche dei comportamenti. I cittadini non si accontentano di sapere che da oggi in poi gli abusi non saranno più possibili. Vogliono e hanno il diritto di sapere come sono state usate le risorse finora. La magistratura si occupa di questioni penali, abusi e illegittimità. Lavori su quelle con la massima fiducia da parte nostra, ma non possiamo delegare alla magistratura il giudizio di merito sulla discrezionalità che esiste nell'ambito delle scelte legittime.
Trovo, pertanto, molto opportuno che all'interno di questa risoluzione vi sia anche il quarto punto, quello di prevedere una pubblicizzazione dell'intera documentazione relative alle spese dei Gruppi assembleari, una rendicontazione pubblica anche del passato.
Mi rendo conto dei pericoli che finora hanno frenato la scelta di una rendicontazione dettagliata e puntuale: esiste il rischio che ogni singola spesa venga dipinta come superflua e si pone un tema di privacy personale.
Indubbiamente, leggendo alcuni articoli di giornali in cui vengono elencate tutte le spese che sono attribuite agli abusi del consigliere laziale Fiorito e dei suoi emuli, in cui troviamo ostriche, champagne e festini, vedo che l’elenco continua fino a comprendere voci che onestamente sono molto meno identificabili come abusi. Perfino le fotocopie sono state additate come un punto di possibile spreco. Noi dobbiamo avere il coraggio di porre un punto fermo per poter avere precisi argomenti in cui ci sia una chiara distinzione fra le spese connesse all'esercizio del mandato e alla dignità del nostro lavoro di consiglieri regionali e gli abusi da punire, da condannare e da evitare.
Anche rispetto alla privacy credo che si possa scendere nel dettaglio senza necessariamente violarla.
Inoltre, ricordo che c’è anche uno spazio di iniziativa personale. Per quanto mi riguarda, nei giorni scorsi ho spedito la mia abituale newsletter, che è sul mio sito, in cui ho illustrato anche le spese sostenute dal gruppo che mi hanno riguardato, in relazione ai miei primi mesi di mandato. Credo che sia un modo per dare ai nostri elettori la possibilità di conoscere e giudicare.
Sui fondi ai Gruppi credo sia opportuno analizzare con maggiore attenzione le spese. Non lo affermo per mettere in discussione la misura del taglio, ma anche per cercare di capire se non si possa fare di più.
Comprendo l'idea che si vuole inviare un segnale forte azzerando completamente alcune voci, ma in generale non mi pare che debba passare il principio per cui ogni voce di spesa su cui si potrebbero verificare, o si cui si sono verificati abusi, vada abolita.
Attualmente mi pare di capire che nel finanziamento ai Gruppi ci siano sostanzialmente tre tipi di spese: le spese del personale, le spese che coinvolgono anche la responsabilità personale dei singoli consiglieri e altre spese cumulative abitualmente gestite dai Capigruppo. In particolare su queste ultime il caso laziale ha evidenziato abusi molto grandi. Pur essendo tali cifre, assolutamente abnormi, lontanissime da quelle della realtà emiliano-romagnola, credo che un supplemento di riflessione anche da parte nostra possa essere opportuno. Per questo motivo, guardiamoci bene.
Infine, voglio ricordare che, anche al di fuori delle spese dei budget del Consiglio, ci sono spese su cui possiamo fare meglio e avanzare proposte, ovvero su cui la nostra capacità di compiere un'analisi piena può portare miglioramenti.
Pur se a volte spese normali vengono presentate come strane o abnormi dai media, ciò non deve impedirci, da un lato, di difendere il fatto che ci siano spese sensate e connesse all'esercizio del mandato e, dall'altro, che si possa rivedere ciò che è sensato rivedere.
Porto solo tre esempi. Io sarei per eliminare subito la rassegna stampa cartacea, il che, oltre che soldi, ci farebbe risparmiare anche un po' di alberi. Sono favorevole, invece, alla tecnologia. Togliamo, però, condizioni che hanno ormai poco senso, come il benefit della linea ADSL che può essere attivata presso casa propria o presso l'ufficio, così almeno mi hanno spiegato, con i costi a carico dell'Assemblea. Attiviamo subito la funzione di scansione in tutte le fotocopiatrici per incoraggiare a trasformare in formato elettronico i documenti: è un processo che ho personalmente avviato in Comune a Bologna cinque anni fa, come assessore, e che forse possiamo pensare di cominciare a introdurre anche noi.
Mi fermo qui, ribadendo l'auspicio espresso all'inizio: procediamo nel minor tempo possibile a riforme che, però, abbiano un sapore definitivo. Evitiamo cioè che si debba tornare fra pochi mesi a ripetere che dobbiamo compiere ulteriori passi in avanti.
Non possiamo dare l'impressione di muoverci sotto la pressione dell'emergenza. Svolgiamo una riflessione coraggiosa e posizioniamoci oltre, con la consapevolezza che, solo se saremo su un terreno stabile potremo difendere la politica dagli attacchi di chi oggi ha in mente altro rispetto alla democrazia.
Lo potremo fare dimostrando l'utilità della politica nella difesa del bene comune, riaffermando la dignità di un mandato elettivo, andando tra la gente a testa alta. Se noi siamo in quest’Aula, è perché migliaia di persone hanno scritto il nome di ognuno di noi su una scheda elettorale. Riprendiamo, dunque, in mano il nostro destino, a partire da questo passaggio difficile che abbiamo di fronte. Votiamo questo documento non per chiudere una discussione, bensì per aprirla. Grazie.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Paruolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Io non svolgerò un intervento retorico. Non mi sento oggi di osservare che siamo stati bravi e che va tutto bene. Non me la sento, ma non per la volontà di distinguere il nostro dagli altri Gruppi, perché non sarebbe onesto intellettualmente.
Oggi è forse anche un po' il giorno di eseguire i conti politici tra di noi, perché non è vero che è andato sempre tutto bene in quest'Aula. Sono due anni o più che noi poniamo alcuni temi, i quali oggi vengono sollevati. Nella migliore delle ipotesi, a emiciclo riunito, siamo stati dileggiati. Si è andati anche sul personale e siamo stati accusati di essere qualunquisti, populisti e demagoghi.
Ho ascoltato con attenzione gli interventi, soprattutto quello del collega Monari, che mi ha colpito. È una sconfitta, consigliere Monari, vedere la Guardia di Finanza in Regione. È una sconfitta prima di tutto dei cittadini. Neanche a me piace, però noi ce la siamo cercata, così come oggi stiamo raccogliendo ciò che abbiamo seminato in questi anni. Mi riferisco a Monti, del quale parlerò in seguito.
Ce la siamo cercata, perché ci siamo chiusi come in un bunker: abbiamo trasformato i Gruppi assembleari da soggetti di diritto pubblico a soggetti di diritto privato, piccole aziende in cui il Capogruppo era il presidente, che aveva tutti i conti nel suo cassetto, togliendo la possibilità alle altre forze politiche di controllare come venivano usati i fondi pubblici, e spesso anche ai consiglieri dello stesso Gruppo, ai media, ma soprattutto ai cittadini.
Oggi una delle proposte è l'utilizzo della Corte dei Conti. Nel momento in cui, però, si mettono le spese online, non c’è più bisogno della Corte dei Conti, perché è il cittadino, il lettore, che giudica.
È vero che siamo a una deformazione, consigliere Paruolo. Ha ragione. Adesso sta passando un messaggio per cui anche le spese che sono congrue con il nostro mandato diventano attaccabili. Noi, però, abbiamo generato questa situazione. Se avessimo adottato, salvando la privacy, che ci deve essere, la trasparenza necessaria, senza chiuderci, non saremmo arrivati a questo punto.
Io non voglio distruggere la democrazia e la politica, come qualcuno ha sostenuto durante assestamenti di bilancio passati, mal intendendo ciò che esprimevo. Io credo anzi che i finanziamenti ai Gruppi siano la base della democrazia. Non credo nel finanziamento ai partiti. Credo, però, che l'Istituzione debba avere alcune risorse. Noi siamo eletti dai cittadini, siamo il controbilanciamento di una Giunta che ha risorse enormi. Non dobbiamo venire in Aula per scaldare la sedia. Senza uno staff adeguato e preparato non si riesce a far nulla.
Dobbiamo anche comunicare ai cittadini ciò che facciamo, interagire con loro. Non è solo un problema di costi, che effettivamente possono essere alti. Non è quello il tema. Io posso spendere 70.000 euro e Defranceschi ne può spendere 7.000, ma io posso usarli al servizio dei cittadini e lui può compiere peculato.
Il tema non è quanto si spende, ma il fatto che deve essere controllato il modo in cui si spende. Noi abbiamo chiesto che fosse inserita anche la pubblicazione dei conti degli anni passati, non per voler incastrare qualcuno, ma perché, se vogliamo compiere un'operazione di verità, dobbiamo farlo fino in fondo.
C'è una questione che si è aperta a livello nazionale, che riguarda i consiglieri regionali e le Regioni in generale, una questione morale, etica, e, ahimè, adesso anche giudiziaria. Noi ci stiamo facendo dettare l'agenda dai media e dalle procure. È questa la nostra sconfitta.
Anch'io, consigliere Monari, sono contento di questo aspetto. Se, però, a un consigliere regionale, che ha la possibilità di vedere tutti i singoli fondi che vengono erogati, per esempio, alla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, viene negato un accesso agli atti per esaminare una questione che è depositata in Ufficio di Presidenza, c'è qualcosa che non va. Solo la Finanza può accedere a questi documenti. Dal momento, dunque, che ce la siamo cercata, che venga la Finanza a prenderli.
Io non faccio retorica, non penso che siamo una banda di disonesti, ma non posso nemmeno escludere che tra di noi ci siano persone che non hanno agito correttamente. Non ci sarà Batman, perché non siamo la Regione Lazio, il che è evidente a tutti, ma ci può essere Robin, perché le cifre calano ed errori possono essere stati commessi anche in questa sede. Soldi erogati senza alcun controllo possono essere stati spesi con leggerezza.
Io non ci sto a fare retorica, affermo ciò che penso che ho sempre ripetuto fino a oggi. Ora Monti ridurrà gli assessori. Anche questa è una proposta che era stata avanzata e poi rigettata. Abbiamo bisogno di Monti? Monti è l'antipolitica. Noi siamo cittadini, magari con posizioni non condivisibili, che si trovano, avanzano proposte e vengono votati. Il vero vento che soffia oggi sulle Regioni non è alimentato da noi, viene da un'altra parte, come qualcuno in Aula ha sostenuto.
Oggi, se vogliamo andare fino in fondo, e abbiamo deciso di farlo - poi vedremo come l'Ufficio di Presidenza declinerà questo atto di indirizzo - penso che, come in nessun'altra Regione, dobbiamo procedere. È anche vero che abbiamo compiuto i più grandi investimenti in trasparenza, anche se, secondo me, ciò è stato insufficiente, nonché nel taglio ai costi. Se, lo ripeto, ci paragoniamo al Lazio, possiamo affermare che siamo bravissimi. Se, invece, il parametro è rappresentato dal giudizio dei cittadini, dalla nostra etica, dalla nostra coscienza e dall’idea di trasparenza, non abbiamo fatto tutto quanto potevamo fare.
Il collega Monari parla di condivisione e di non metterci gli uni contro gli altri, ma io a volte apprendo le notizie dai giornali. Ho capito che arriverà un provvedimento sui vitalizi, proposte che quest'Aula nel passato ha bocciato.
Qual è la coerenza politica? Per me adesso il tema è politico. La procura compirà il suo lavoro e io spero che tutti coloro che sono stati in questa Regione e che sono qui oggi saranno a posto. Me lo auguro, perché una sconfitta per le Istituzioni getta fango su tutti, anche su di noi, sul Presidente e sulla Giunta. Non c'è nulla da fare.
Io mi auguro, perché ci voglio credere, che sia andato tutto bene, però dobbiamo collaborare e lasciarci giudicare soprattutto dai cittadini. La valutazione politica ed etica viene prima di quella della Procura o della Corte dei Conti.
PRESIDENTE (Mandini): Grazie, consigliere Favia.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3227 proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Defranceschi, Manfredini, Monari, Naldi, Villani, Sconciaforni e Riva.
(È approvata all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Mandini): La risoluzione oggetto 3227 è approvata.
Comunico che, non essendoci le interrogazioni e le interpellanze, nel pomeriggio i lavori riprenderanno alle 15,30.
La seduta è tolta.
La seduta ha termine alle ore 13,25
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero consiglieri assegnati alla Regione: 50
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta per motivi istituzionali ai sensi dell'art. 65, comma 2, del Regolamento interno, il consigliere Giuseppe Eugenio PAGANI.
Hanno comunicato di non poter partecipare gli assessori Donatella BORTOLAZZI, Teresa MARZOCCHI, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI e la consigliera Silvia NOÈ.
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il presidente della Giunta Vasco ERRANI;
il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Patrizio BIANCHI, Sabrina FREDA, Paola GAZZOLO, Carlo LUSENTI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI, Simonetta SALIERA.
Votazione per appello nominale
OGGETTO 3206 "Delibera: «Elezione di un Consigliere regionale a componente dell'Ufficio di Presidenza, Segretario dell'Assemblea legislativa.»" (90)
Presenti: 44
Voti a favore della consigliera Gabriella Meo: 36
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Voti a favore del consigliere Giovanni Favia: 5
Manes BERNARDINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Matteo RIVA.
Astenuti: 3
Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Gabriella MEO.
Assenti: 6
Liana BARBATI, Galeazzo BIGNAMI, Monica DONINI, Vasco ERRANI, Silvia NOÈ (g), Giuseppe Eugenio PAGANI (m).
I PRESIDENTI
I SEGRETARI
Mandini - Richetti
Corradi - Meo