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19.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 MAGGIO 2015

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è raggiungibile dalla Ricerca oggetti

 

OGGETTO 342

Interpellanza circa le retribuzioni relative alle società partecipate della Regione Emilia-Romagna e le modalità di quantificazione delle stesse. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

DONINI, assessore

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 262

Interpellanza circa casi di furti di imbarcazioni e di pesca di frodo riguardanti il tratto emiliano del Po. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 356

Interpellanza circa la mancata concessione del patrocinio regionale alla manifestazione Parma Etica. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sassi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

VENTURI, assessore

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 387

Interpellanza circa la tutela dei lavoratori a fronte di casi di sfruttamento degli stessi. A firma del Consigliere: Alleva

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

ALLEVA (Altra ER)

BIANCHI, assessore

ALLEVA (Altra ER)

 

OGGETTO 587

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo.» A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Rossi Nadia, Calvano (Testo base) (5)

(Continuazione discussione, esame articolato e approvazione)

OGGETTO 600

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo).» A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Piccinini, Sassi, Sensoli

(Abbinato)

PRESIDENTE (Rainieri)

POLI (PD)

CALVANO (PD)

SASSI (M5S)

ROSSI Nadia (PD)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SEL)

POMPIGNOLI (LN)

MORI (PD)

BONACCINI, presidente della Giunta

PRESIDENTE (Rainieri)

BIGNAMI (FI)

FOTI (FdI)

MORI (PD)

FOTI (FdI)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Richiesta di inversione dell’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Rainieri)

PARUOLO (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

DELMONTE (LN)

PARUOLO (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 587

Emendamenti oggetto 587

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 15,29

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la diciannovesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Giustificano l'assenza dalla seduta di oggi l'assessore Corsini e il consigliere Fabbri.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 342

Interpellanza circa le retribuzioni relative alle società partecipate della Regione Emilia-Romagna e le modalità di quantificazione delle stesse. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Risponde l'assessore Donini.

Prego, consigliere Foti, ha la parola.

 

FOTI: Grazie, presidente. Mi riservo il tempo a disposizione per la replica.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Prego, assessore Donini, ha la parola per la risposta.

 

DONINI, assessore: In merito alle domande che poneva il consigliere Foti vorrei chiarire un po' quella che per noi è la procedura di norma. Alla fine di ogni anno viene approvato, come lei saprà, il piano industriale di Lepida Spa che contiene gli obiettivi strategici della società per l'anno successivo. L'approvazione del piano avviene con un processo condiviso con gli enti soci (che sono tanti, sono sostanzialmente amministrazioni pubbliche) anche mediante il meccanismo di controllo analogo effettuato attraverso il comitato permanente di indirizzo e di coordinamento con gli enti locali previsto dalla legge regionale n. 11/2004. A febbraio (quindi, sostanzialmente, due mesi dopo) vengono definiti dal consiglio di amministrazione della società gli obiettivi dei dirigenti in linea con gli obiettivi strategici che sono contenuti nel piano e con le esigenze operative. A luglio viene effettuato un primo monitoraggio e un'analisi quantitativa dello stato di raggiungimento degli obiettivi per verificare l'andamento complessivo e per capire puntualmente se è necessario mettere in atto azioni correttive. Infine a gennaio dell'anno successivo viene effettuata la valutazione del raggiungimento degli obiettivi dell'anno precedente e ne viene valutato il grado di raggiungimento complessivo. I singoli elementi puntali vengono immediatamente pubblicati sul sito di Lepida Spa, che immagino lei conoscerà.

Per quello che ci riguarda, si concorda pienamente con il fatto che anche le società in house debbono concorrere al contenimento della spesa pubblica, come peraltro richiesto dalla legge statale che impone anche all'ente controllante di definire, con proprio atto di indirizzo, specifici criteri e modalità di attuazione del principio di contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in cui ogni società opera.

Si evidenzia che è in corso di adozione uno specifico atto di indirizzo per le società in house per l'attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, ma anche in materia di contratti pubblici e in materia di personale. Con questo atto di indirizzo vengono dettati, quindi, tra gli altri, i criteri per il contenimento e la razionalizzazione della spesa del personale a cui le società in house dovranno attenersi ai fini del concorso agli obiettivi di finanza pubblica, ma anche per ridurre ingiustificati gap salariali tra dipendenti regionali e dipendenti delle società in house in controllo regionale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Donini.

Prego, consigliere Foti.

 

FOTI: Grazie, presidente. Questa interpellanza, che vale per Lepida ma vale per l'insieme delle partecipate, deve fare un attimo riflettere in ordine anche alla dimensione dei compensi, perché faccio presente, assessore Donini, che oggi siamo in presenza di una società, Lepida appunto, che attribuisce al direttore generale 97.500 euro come compensi e 39.000 euro come indennità di risultato, al direttore reti 82.000 euro come compensi e 16.500 euro come indennità di risultato, al direttore amministrativo 75.500 euro e 17.300 euro come indennità di risultato.

Mi permetto di fare questa valutazione perché, indipendentemente dalle mansioni svolte, mi pare che rispetto ad una società e alle dimensioni del fatturato di quella società, non è detto che nel pubblico si riuscirebbero ad ottenere siffatti emolumenti e debbo dire, peraltro, che se vado a vedere la gestione di Lepida, non mi pare attualmente una gestione esaltante. Tra l'altro parliamo di Lepida ma possiamo parlare a tutto tondo della Regione Emilia-Romagna perché, come lei sa meglio di me, la Regione Emilia-Romagna ha il 99,250 per cento delle azioni di Lepida, quindi è praticamente una società a totale partecipazione regionale ad accetto di un insieme di soggetti, circa 500, che si dividono lo 0,5 per cento rimanente, quindi mi pare che le dimensioni siano abbastanza definite.

Tra l'altro debbo dire, ma lo dico anche per il Consiglio, che la Regione, di fatto, tramite Lepida, è proprietaria anche di una televisione web sulla quale e della quale poco si sa in quest'Aula, perché, se voi andate a vedere, c'è Lepida TV che ha un suo palinsesto che trasmette tutti i giorni e sul quale bisognerebbe anche, forse, dire qualcosa perché, ad esempio, mi pongo il problema di considerare in che modo le attività che svolge la Regione potrebbero almeno essere utilizzate atteso che la spesa della società c'è eccome!

Io ho ascoltato con attenzione la sua replica, assessore, e debbo dire che la parte che mi convince rispetto ad altre dichiarazioni più generali è la concordanza che lei ha avuto con la mia interrogazione nel momento in cui dice che la Giunta sta per emanare delle direttive che abbiano come finalità quella di prevedere che gli amministratori nominati dalla Regione nelle società partecipate dalla Regione si diano dei compensi che siano in linea con i sacrifici che vengono chiesti a tutti, perché anche sotto questo profilo vorrei far presente che stiamo parlando di emolumenti che sono decisamente superiori a quelli dei consiglieri regionali e degli assessori regionali.

Mi pare che un minimo di corrispondenza di amorosi sensi, ma in questo caso anche di amorosi euro, vi debba essere; diversamente ho il forte sospetto che gli unici ad aver voluto tentare un ridimensionamento dei costi siamo noi e il ridimensionamento dei costi della politica al di fuori di questa Sala, però, non esiste e nessuno lo condivide, ma soprattutto nessuno lo pratica.

Sotto questo profilo io mi auguro, assessore, che quanto prima si possano avere delle comunicazioni generali sull'iniziava che la Giunta dice di voler assumere, cioè quella di un ridimensionamento dei compensi sia degli amministratori che dei dirigenti delle società partecipate.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

 

OGGETTO 262

Interpellanza circa casi di furti di imbarcazioni e di pesca di frodo riguardanti il tratto emiliano del Po. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): La parola al consigliere Foti.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi.

 

FOTI: Grazie, presidente. Attendo la risposta.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola al sottosegretario Andrea Rossi per la risposta.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente. Gentile consigliere, la Giunta condivide le preoccupazioni in ordine alla gravità del fenomeno della pesca di frodo, che sta provocando, oltre a un sensibile allarme sociale, danni particolarmente significativi alle specie ittiche presenti nei nostri corsi d'acqua. Il problema è stato posto all'attenzione delle Prefetture competenti, unitamente a Provincia e ai sindaci dei Comuni maggiormente interessati al bracconaggio, nonché all'associazione dei pescatori. L'obiettivo è di raggiungere un concreto potenziamento delle misure di prevenzione e repressione della pesca abusiva, anche sulla base di un maggiore coordinamento di diversi organi di polizia, compresa quella provinciale, coadiuvata da personale ausiliario quali guardie ecologiche volontarie o singoli pescatori. Segnalo, ad esempio, l'iniziativa della Prefettura di Piacenza che negli anni scorsi ha attivato e coordinato un tavolo interforze dedicato al problema, attraverso il quale sono stati organizzati servizi da parte di personale della Polizia provinciale di Piacenza, del Corpo forestale lo Stato, dei volontari dipendenti e degli appartenenti alle associazioni dei pescatori e, in via straordinaria, l'intervento in più occasioni del Nucleo specialistico dei Carabinieri.

Nel 2014 la sola Polizia provinciale di Piacenza, coadiuvata dai volontari convenzionati, ha effettuato oltre 300 servizi di vigilanza e di prevenzione, di cui 97 in ore notturne, controllando oltre 1.000 pescatori, compresi quelli dediti alla pesca e alla pesca del siluro.

L'ampliamento della vigilanza sul territorio, quindi, ha consentito di incrementare in modo significativo il numero delle irregolarità rilevate e sanzionate. Tuttavia la situazione sul campo non ha evidenziato miglioramenti consistenti in quanto le sanzioni, anche a seguito del processo di depenalizzazione di quasi tutti i reati connessi alla pesca di frodo, sono esclusivamente di carattere amministrativo. In particolare è previsto il sequestro immediato del pescato, degli attrezzi di pesca e delle barche utilizzate per la pesca di frodo, in molti casi prelevate lungo il corso del Po, di scarsissimo valore e facilmente sostituibili.

Certamente più incisivo sul piano economico è il sequestro di autovetture, soprattutto di automezzi refrigerati adibiti alla conservazione e al trasporto del pescato sui lontani mercati di destinazione. In relazione a questo aspetto la Regione si farà, quindi, parte attiva per estendere la possibilità di sequestro ai citati automezzi. Questo passaggio assume forte rilievo anche in relazione al fatto che le contravvenzioni comminate si dimostrano di scarsa efficacia perché non possono essere notificate a persone non residenti nel nostro Paese o sedicenti nullatenenti. Secondo dati rilevati sul territorio, la percentuale dei verbali effettivamente pagati non supera il 10 per cento del totale. Inoltre la sottrazione del pesce non rappresenta attualmente un vero e proprio furto, ma una semplice appropriazione di un bene considerato cosa di nessuno, senza proprietà, a differenza di quanto avviene con la fauna selvatica che rientra nel patrimonio indisponibile dello Stato.

Bisogna evidenziare che le normative vigenti nelle diverse Regioni dell'area padano-veneta non sono del tutto omogenee, si può quindi verificare il paradosso che ciò che è proibito e sanzionato su una sponda del fiume Po non può essere ammesso su quella opposta. È stato infatti rilevato che il fenomeno della pesca dei pesci siluro appare in diminuzione nei nostri fiumi anche in ragione della nuova normativa della Regione Emilia-Romagna in materia di pesca. La legge regionale n. 11/2012 per taluni risulterebbe assai più restrittiva di quella in vigore in Lombardia: per questo motivo diversi pescatori dediti alla pesca di tale varietà ittica, spesso di origine straniera, avrebbero indirizzato le proprie attività in territorio lombardo.

In definitiva siamo di fronte ad un quadro certamente complesso e articolato che richiede forme di collaborazione concreta tra i diversi soggetti politico-istituzionali, anche per giungere alla definizione di un impianto normativo che consenta di attivare sull'intero territorio nazionale interventi di contrasto, repressione e bracconaggio in grado di rappresentare un effettivo deterrente. A questo proposito si riconferma l'impegno di sottoporre la questione della regolamentazione della pesca nelle acque interne e della repressione dei fenomeni di bracconaggio all'attenzione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con l'obiettivo di sollecitare il Governo ad apportare le necessarie modifiche alla normativa vigente per ottenere l'inserimento della fauna ittica tra il patrimonio indisponibile dello Stato e conseguentemente l'inasprimento anche sul piano penale delle sanzioni previste per questa tipologia di reati.

Infine, sempre con riferimento all'interpellanza, faccio una precisazione: quando si dice che "la sezione di medicina veterinaria dell'AUSL di Reggio Emilia ha confermato che le modalità utilizzate per la conservazione del pesce vivo configurano una forma di maltrattamento di animali, a tacere della violazione delle norme igienico-sanitarie", la informiamo che, dopo aver acquisito informazioni dalla stessa Azienda sanitaria di Reggio Emilia e verifiche effettuate, non risulta alcuna risposta rilasciata dalla AUSL di Reggio Emilia a richiesta di parere sul maltrattamento animale a carico del pesce siluro. Neppure risulta che il personale del servizio veterinario della stessa AUSL, specificatamente contattato, abbia dichiarato di avere rilasciato affermazioni coincidenti con quanto riportato nell'interpellanza.

Per chiudere, mi fa presente il presidente Paruolo che si parlerà di pesca nelle acque interne giovedì prossimo, in V Commissione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

Consigliere Foti, ha la parola.

 

FOTI: Grazie, presidente. Io ringrazio il sottosegretario Rossi per la risposta e debbo dirgli di informare a sua volta la sezione di medicina veterinaria dell'AUSL di Reggio Emilia che quanto scritto nella mia interpellanza è esattamente quanto mi ha risposto all'interrogazione parlamentare, presentata quando sedevo ancora in Parlamento, il ministro competente citando, appunto, l'AUSL di Reggio Emilia con questo, tra virgolette, parere. Non so, quindi, se probabilmente cambiando il direttore dell'AUSL o il responsabile del servizio veterinario, questo non si sia preoccupato di andare a vedere gli atti, ma se vuole glieli trasmetto in tempo reale perché basta che mi colleghi e ho sul mio sito l'interrogazione con la risposta virgolettata al riguardo.

Ciò detto - e non mi sembra irrilevante, ma lo dico soltanto perché lei l'ha fatto notare - io penso che la vicenda di quanto si sta verificando lungo l'asta del Po sia particolarmente preoccupante. Lei ha prima detto che prevalentemente oggi il fenomeno si è spostato verso la parte lombarda, ma debbo dire che non più tardi di quattro giorni fa, come lei avrà visto dalla rassegna stampa che entrambi possiamo leggere perché è la rassegna stampa regionale, si faceva invece specificatamente riferimento a nuovi e gravi preoccupazioni che si verificano nel territorio emiliano-romagnolo a riguardo, ma sotto due profili: il primo è quello del furto dei motori delle barche che sono ormeggiate lungo il fiume, e debbo dire che questo avviene semplicemente perché queste bande vanno ad appropriarsi dei motori per poter poi utilizzare altre barche; il secondo è la pesca illegale del pesce siluro, che sta determinando un vero e proprio racket perché, al di là che, ripeto, la sezione veterinaria di medicina dell'AUSL di Reggio Emilia disconosca quanto ha scritto (ma non è obbligatorio ricordarsi di ciò che si scrive, l'importante è sapere ciò che si fa), mi pare però evidente che il modo di conservazione di questo pesce illegalmente pescato sia un modo di conservazione del tutto abnorme e al di fuori di ogni regola, tant'è vero che viene poi esportato all'estero per essere venduto su quei mercati.

Debbo dire, quindi, che il fenomeno è indubbiamente preoccupante e convengo con lei che, oltre le sanzioni abbastanza irrisorie, il problema vero è che solo il 10 per cento dei verbali che vengono elevati poi viene pagato e questo è un ragionamento che è particolarmente significativo perché, in sostanza, anche l'opera di vigilanza meritoria poi non produce degli effetti veri e degli effetti concludenti a riguardo.

Io penso, quindi, che, anche per evitare ciò che lei ha evidenziato, cioè delle diverse normative a seconda delle regioni (e l'asta del Po sappiamo bene che ne attraversa diverse), sia opportuno sollecitare, come chiedeva l'interrogazione nella sua parte terminale, il Governo affinché si assumano delle iniziative legislative volte in particolare modo a modificare l'articolo 8 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 14. Penso che ciò possa rappresentare non la soluzione al problema, ma sicuramente contribuire a un coordinamento di quelle che sono le norme sul territorio, perché appare evidente che, al di là delle meritorie azioni che possono svolgere le ex Polizie provinciali (perché ormai dobbiamo parlare di questo visto che qualcuno dovrà anche dire dove vanno i Corpi di Polizia provinciale con l'avvenuta, tra virgolette, messa in sonno delle Province sotto il profilo istituzionale e in attesa della legge di riforma), si debba comunque avere un coordinamento di interventi e anche un'uniformità di normativa proprio perché il fenomeno è evidente.

Vorrei anche ricordare che non più tardi di un mese e mezzo fa proprio in quest'Aula venne approvata una risoluzione a riguardo (anzi, due risoluzioni poi confluite in una, che partivano dai banchi del PD e dai banchi della Lega) che, se non erro, interessava particolarmente nel caso di specie il territorio di Ferrara, ma essendo il fenomeno abbastanza diffuso, ritengo che sia importante fare un monitoraggio di tutto quanto capita sull'asta del Po riferito alla Regione Emilia-Romagna, a partire dalle vicende che si sono consumate non solo in provincia di Piacenza ma anche a Luzzara (che, se non erro, è comune della provincia di Reggio Emilia) e a Boretto, che mi paiono particolarmente significative.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

 

OGGETTO 356

Interpellanza circa la mancata concessione del patrocinio regionale alla manifestazione Parma Etica. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sassi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): La parola al consigliere Bertani.

Risponde l'assessore Venturi.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Dal 12 al 14 giugno a Parma si terrà il Festival Parma Etica, un festival che affronterà tanti dei temi che ruotano attorno a scelte politiche collettive e personali, come l'alimentazione, la strategia rifiuti zero, il benessere degli animali (che, fra l'altro, di recente è saltato agli onori della cronaca anche della nostra Regione e non abbiamo certo fatto una bella figura), un festival che, ricordo, lo scorso anno ha registrato 15 mila presenze e il contributo di decine di volontari provenienti da tutta Italia.

A differenza della prima edizione, quella del 2014, al festival è stato negato il patrocinio della Regione, richiesto anche quest'anno, nonostante che i temi trattati dalla manifestazione siano sostanzialmente simili. Il rifiuto è stato motivato con il fatto che all'interno del vasto e variegato programma di attività e dibattiti erano presenti tre eventi - tre posizioni, sottolinea l'assessore - che sono in contrasto con le politiche portate avanti dall'Assessorato alle politiche per la salute, che non possono essere, quindi, avvalorate con un patrocinio.

Considerando, però, che la nostra legge dice che "il patrocinio è un'attestazione di apprezzamento e di adesione ad una singola iniziativa ritenuta meritevole per finalità di promozione sociale e culturale" e visto che leggo dal sito istituzionale di Emilia-Romagna Turismo: "consideriamo Parma Etica uno dei più grandi festival etici d'Europa a portata di bambino e rivolto a tutta la cittadinanza, in particolare alla famiglia e ai giovani, per sensibilizzare ad una vita etica, rispettosa di tutte le forme viventi e dunque sostenibili", chiediamo all'assessore se non ritenga di rivedere la propria posizione. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola all'assessore Venturi.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente. Intanto noi rispettiamo le opinioni di tutti e soprattutto apprezziamo il valore dell'attività di volontariato e quindi anche di chi organizza questo incontro di diversi giorni. Esattamente come io apprezzo le vostre opinioni, che magari non sono sempre uguale alle nostre, desidero prima di tutto, al di là del principio, inquadrare il concetto di patrocinio e i criteri per la sua concessione.

La delibera di Giunta regionale n. 352/2006 definisce il patrocinio come "un'attestazione di apprezzamento e adesione ad una singola iniziativa che si svolge nel territorio regionale ritenuta meritevole per le sue finalità di promozione sociale, culturale e sportiva, nonché di carattere artistico, storico, scientifico, ambientale e umanitario". Nella locandina del Festival Parma Etica sono elencate una serie di conferenze che sostengono tesi che non sono coerenti con le strategie regionali.

Mi riferisco in particolare alla conferenza "Vaccinazioni, conoscerle per difendersi" sul tema delle vaccinazioni. Il tema delle vaccinazioni è un tema che ha consentito nel secolo scorso di debellare una serie di malattie di cui vediamo ancora gli esiti spesso, mi riferisco nelle persone anziane oggi, della poliomielite ad esempio. Per noi è molto pericoloso andare a sostenere da qualche parte che bisogna difendersi dalle vaccinazioni.

Ci sono evidenze scientifiche riconosciute da tutte le organizzazioni sanitarie nazionali e sovranazionali su cui non è possibile derogare. In particolare, per quanto riguarda le vaccinazioni, la Regione Emilia-Romagna, in linea con il Ministero della salute e con tutti i massimi organismi internazionali (l'OMS, l'Unicef, l'European Centre for Disease Prevention and Control) sostiene i programmi di vaccinazione ritenendo che i vaccini costituiscano uno dei più efficaci strumenti di prevenzione a disposizione della sanità pubblica.

Lo sviluppo di un popolo e di una nazione si misura sul livello di salute dei bambini e dei giovani, e i vaccini sono stato lo strumento sanitario più efficace del ventesimo secolo per garantire loro la speranza di una vita lunga e sana, e sono la migliore assicurazione che si possa fare a garanzia dei propri figli.

La Regione considera altresì importante garantire la libertà di scelta e di consenso informato da parte dei cittadini. Infatti, d'intesa con le altre Regioni, è stato chiesto al Ministero di promuovere un allineamento degli strumenti normativi in tema di offerta vaccinale per superare l'antistorica distinzione tra vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni raccomandate, adottando un unico istituto normativo che classifichi e definisca in modo univoco tutte le vaccinazioni offerte in modo attivo e gratuito sul territorio nazionale. Permettere che alcuni professionisti, sulla base di dati che non hanno alcuna seria evidenza scientifica, vadano ad incrinare la fiducia della popolazione in questo importante strumento significa creare le premesse perché malattie tipo poliomielite o difterite ricompaiono nel nostro Paese, significa mettere di nuovo a rischio i nostri bambini di contrarre gravi infezioni e sviluppare complicanze invalidanti e addirittura mortali.

Ma anche le conferenze sul tema dell'alimentazione non sono allineate con le indicazioni regionali. Pur confermando l'impegno di questa Regione per la promozione della dieta mediterranea che prevede un equilibrio di tutti gli alimenti pur privilegiando frutta e verdura e legumi, si ritiene che l'alimentazione vegana e vegetariana rappresentino una scelta individuale da non contrastare, ma sicuramente da non sponsorizzare. Tali stili alimentari, infatti, non possono essere ricondotti alla politica nutrizionale portata avanti da questo Assessorato sul tema di una sana e corretta alimentazione.

Segnalo anche che nel programma dell'evento c'è la presenza di un intervento contro Expo 2015. Anche in questo caso è evidente il contrasto con le politiche regionali. La Regione, infatti, ha dedicato a questo evento importanti risorse, anche economiche, ritenendolo un'importante occasione di promozione del nostro territorio e delle nostre produzioni. In questo ambito sono stati acquistati spazi, predisposti allestimenti, assistenza tecnica, è stato realizzato il World Food Forum e si è contribuito a progetti di promozione internazionale da realizzarsi in Emilia-Romagna durante l'Expo, promossi da associazioni imprenditoriali, enti locali, Camere di commercio, Università e centri di ricerca.

Per questi motivi la Regione non ha intenzione di rivedere il proprio orientamento e pertanto ribadisce che non può essere concesso il patrocinio ad una manifestazione che sostiene posizioni in contrasto con le politiche regionali, pur con tutto l'apprezzamento che io esprimo al consigliere e agli organizzatori rispetto a temi che vengono trattati da una visuale rispettabile come lo sono tutte le opinioni, ma che non sono coerenti non solo con quello che noi abbiamo fatto in questi ultimi quarant'anni, ma neanche con gli ultimi cento anni di storia della medicina.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Venturi.

La parola per la replica al consigliere Bertani, ha cinque minuti.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Siamo dispiaciuti perché l'assessore persiste in quello che noi riteniamo un errore. Vogliamo ricordare che associazioni ed eventi di questo tipo contribuiscono a far crescere il dibattito culturale su temi importanti, come lei ricordava, assessore, cioè la corretta alimentazione, l'adeguata informazione sull'appropriatezza delle cure e anche sul tema dei rifiuti. Ovviamente non si può pretendere che per animare un dibattito culturale - e quindi animare un dibattito culturale può avere merito di patrocinio secondo noi - tutte le opinioni siano allineate a quella della Regione.

Per fare riferimento al tema alimentare, voglio solo ricordare come la divulgazione di questi stili alimentari, anche se non sposati in toto - non siamo qui a difendere una posizione piuttosto che un'altra, siamo qui a difendere il merito che va dato a chi partecipa con impegno e gratuitamente a promuovere un buono e sano dibattito culturale, quindi, secondo noi, questo festival va patrocinato - è in linea forse non con la Regione, ma sicuramente con l'INRAN quando si parla, appunto, di sponsorizzare l'utilizzo di cereali integrali, legumi, frutta e verdura come viene proposto in questa manifestazione, fra l'altro anche per la prevenzione di malattie come il tumore, come, fra l'altro, illustri colleghi come il professor Veronesi e il dottor Berrino dell'Istituto tumori di Milano portano avanti, quindi non mi sembrano così lontani anche dalle linee ufficiali.

Ricordo anche che ci saranno relatori eccellenti sul tema rifiuti zero come Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, fra l'altro un tema che la Regione sta studiando e sta approfondendo.

Riguardo al tema delle vaccinazioni, non è una conferenza anti vaccini, è una conferenza per il consenso informato, cioè le persone devono essere informate dei vantaggi e degli svantaggi della vaccinazione. Ci sono vantaggi, come lei ha citato, ma ci sono anche svantaggi, quindi la scelta consapevole dei cittadini è importante. Fra l'altro gli organizzatori avevano proposto di ampliare il dibattito proponendo anche il punto di vista della Regione, nella lettera di risposta so che è stato risposto questo. Non capisco, quindi, perché non riconosciamo il dibattito sull'appropriatezza delle cure.

Le motivazioni addotte a noi sembrano improntate a promuovere un pensiero unico che secondo me non è quello dello stile o dello statuto della nostra Regione. A questo punto, allora, forse è meglio che togliamo anche dagli eventi di Emilia-Romagna Turismo la sponsorizzazione di questo evento perché sul portale Emilia-Romagna Turismo il Parma Etica Festival è ben messo in evidenza come una manifestazione importante e interessante.

Tra l'altro, mi chiedo cosa ne pensi l'assessore del sostegno economico che diamo agli studenti per partecipare ad Expo e del messaggio che verrà veicolato loro riguardo ai corretti stili alimentari visto che quando arriveranno ad Expo si troveranno davanti come main sponsor, e forse come soli accessibili alle loro tasche all'interno di Expo, Ferrero, Mc Donald's e Coca Cola, che nelle loro pubblicità sicuramente non propongono modelli e stili di consumo in linea con quanto consigliato dai nutrizionisti e dalle nostre linee guida. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

 

OGGETTO 387

Interpellanza circa la tutela dei lavoratori a fronte di casi di sfruttamento degli stessi. A firma del Consigliere: Alleva

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La parola al consigliere Alleva.

 

ALLEVA: Grazie, presidente. Nella civile Bologna, in relazione ad una mostra di sicura raffinatezza intellettuale, quella di Escher, si consuma tranquillamente un caso di deteriore sfruttamento, sicuramente non l'unico. In sostanza, i lavoratori che svolgono mansioni di guardiania e di aiuto in questa mostra percepiscono dall'affidatario della mostra stessa un compenso di 23 euro giornalieri per cinque ore e mezzo di lavoro, vale a dire circa 4 euro orari. Noi ci chiediamo come questo sia possibile, o meglio, lo sappiamo come è possibile: si passa per alcune semplificazioni, una è quella che non tutti i rapporti sono rapporti di lavoro subordinato; soltanto ai rapporti di lavoro subordinato si applicano i contratti collettivi e magari anche l'articolo 36 della Costituzione. In buona sostanza, è possibile a questo punto pagare il lavoro 4 euro all'ora senza nessuna garanzia da un punto di vista previdenziale, contributivo, di malattia eccetera.

Non è tanto interessante confutare nel merito questa posizione confutabilissima, l'articolo 36 della Costituzione si applica tranquillamente, ora, anche al rapporto di lavoro parasubordinato e in genere alle prestazioni di lavoro alle dipendenze di altri in senso generico, quanto vedere la tranquillità e la disinvoltura con cui questa notizia è stata data proprio in occasione non di un appalto in settore edilizio, ma di una mostra patrocinata dal Comune di Bologna e, in genere, dalle autorità locali.

Io chiedevo se ritiene, l'Assessorato, di dover avere un atteggiamento di disinvoltura, di indifferenza rispetto a simili episodi, o se invece non spetti a tutte le autorità e a tutti coloro che comunque possono influire su un episodio del genere di condannarlo, da una parte, e di rivolgersi, dall'altra, agli organi tutori, in particolare all'Ispettorato del lavoro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Alleva.

La parola all'assessore Bianchi.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, presidente. In relazione alla vicenda di cui lei ci ha illustrato, come lei ha ricordato nel suo intervento, noi sappiamo che le competenze sono affidate al Ministero del lavoro, con il quale abbiamo stretto un rapporto strettissimo, al quale siamo vincolati da un rapporto strettissimo che stiamo portando anche nella forma di accordo inter-istituzionale. Noi ci siamo già rivolti a loro perché svolgano questa funzione e perché questa funzione venga svolta in maniera sistematica. Tuttavia, come lei ha detto, non basta sostanzialmente fare questa funzione di controllo e, su questa funzione di controllo, da parte nostra rivolgerci ad un soggetto che ha competenza, ma occorre anche fissare un principio più generale di legalità che diventi l'elemento fondamentale e fondante rispetto alle condizioni di lavoro di questa regione. Tant'è vero che nel Patto per il lavoro che abbiamo in discussione con le parti sociali il tema della legalità e della legalità in ogni contesto di lavoro diventa la premessa generale con cui stiamo operando. Questo è quello che stiamo facendo.

Stiamo vedendo questo caso, stiamo vedendo altri casi che purtroppo si stanno registrando, anche quello che il consigliere Mumolo ha presentato stamattina, e riteniamo, però, che sia, da una parte, necessario accentuare il carattere del controllo così come viene fissato dalla norma, ma, dall'altra parte, far diventare questo uno degli elementi fondanti del nuovo patto che noi stiamo stringendo con tutte le parti sociali e che devono essere l'asse portante delle nostre politiche per il lavoro per tutta la legislatura. Questo stiamo facendo, non la stiamo prendendo né alla leggera, come credo lei non volesse intendere nei nostri confronti, né tantomeno stiamo sottovalutando. Riteniamo, però, che, al di là del controllo formale, ci debba essere un atteggiamento complessivo delle parti che non può minimamente lasciar cadere l'attenzione su ognuno dei fenomeni che si stanno registrando, questo è il nostro atteggiamento. Prima della norma ci vuole il sentimento collettivo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Bianchi.

Il consigliere Alleva, se vuole, ha quattro minuti per la replica.

 

ALLEVA: Grazie, presidente. Da un punto di vista soggettivo la risposta dell'assessore è per me soddisfacente a livello delle intenzioni e della professione delle opinioni e dei valori da parte della Giunta. Devo però osservare che questi sono problemi che ritornano ogni giorno. Nel Patto per il lavoro probabilmente queste situazioni si ripropongono. Il problema è la capacità e la volontà di non dare corso a possibilità di evasione, di elusione delle leggi del lavoro che ancora il nostro ordinamento consente. Ad esempio, oggi abbiamo tutele ridotte nel rapporto di lavoro sul punto fondamentale della stabilità. Sarebbe bello dire che di questo tipo di flessibilità, le parti sociali, nella nostra regione, nella nostra realtà, non intendono approfittare, così come non si deve approfittare della possibilità di avere degli sconti impropri sul costo del lavoro. Quindi d'accordo sulle intenzioni, attendo però personalmente di vedere poi delle verifiche nel concreto proprio sul Patto del lavoro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Alleva.

 

OGGETTO 587

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo.» A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Rossi Nadia, Calvano (Testo base) (5)

(Continuazione discussione, esame articolato e approvazione)

 

OGGETTO 600

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo).» A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani, Piccinini, Sassi, Sensoli

(Abbinato)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo la discussione generale sui due oggetti.

Ho iscritto in discussione generale il consigliere Bertani, che rinuncia all’intervento.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Poli. Ne ha facoltà.

 

POLI: Grazie, presidente. Intervengo perché credo che la relatrice consigliera Mori abbia, nella sua relazione, illustrato bene le ragioni istituzionali di questa legge, allora vorrei fare una domanda ai colleghi dell'opposizione perché francamente dai loro interventi questo non l'ho capito: qual è la vostra idea di regione e di rapporto tra la nostra regione e i nostri cittadini che sono nel mondo? Allaccio questo ragionamento al fatto che noi tutti sappiamo che la nostra è una regione tra le prime in Italia, tra le prime in Europa, tra le prime nel mondo; esportiamo prodotti, abbiamo imprese che stanno nel mondo e abbiamo anche, come ci diceva la relatrice Mori, 150 mila cittadini che stanno nel mondo e ci guardano. Francamente non ho capito se la soluzione del rapporto tra i nostri cittadini nel mondo e la nostra regione sia quella di cancellare tutto e di chiudere bottega. Quando mi farete capire che avete un'idea della nostra regione nel mondo adeguata alla nostra portata, allora credo che inizieremo a discutere nel merito delle cose.

Devo anche riconoscere al collega Pompignoli di avere uno stile, di riuscire a dire cose molto dure mantenendo i toni molto pacati, però ha detto delle cose molto dure rispetto alle quali credo sia giusto prestare attenzione e dire molto apertamente che non si condividono perché noi abbiamo la responsabilità di mantenere un filo culturale con le nostre migliaia di persone che sono nel mondo e che sono aggregate, se così si può dire, in 111 associazioni, non so se abbiamo il senso della portata e della dimensione di questa organizzazione dei nostri cittadini nel mondo. Io penso che più che un fatto politico sia prima di tutto un fatto culturale, cioè come noi intendiamo mantenere un filo con questi nostri concittadini, non smarrirci, non smarrirli, continuare ad essere degli interlocutori credibili, importanti, presenti per loro.

È chiaro che rilevo anche, se mi è consentito, un po' di strabismo, e, come dico sempre ai nostri colleghi dell'opposizione, lo strabismo è una malattia che si può anche curare. Mentre discutiamo di una legge che è iscritta all'ordine del giorno, ci viene portato come esempio la legge della Toscana che governiamo come Partito Democratico, come centrosinistra, per dirci che lì c'è un principio e che noi quel principio possiamo applicarlo anche nella nostra legge; noi applichiamo quel principio, però mi si deve spiegare come mai il Veneto ha una legge sui suoi cittadini nel mondo e quella va bene mentre la nostra non va bene e bisogna azzerare tutto. Credo che si debba ammodernare, si debba cambiare, ma, mutuando un detto del nostro collega Paolo Zoffoli, attenzione a non buttare via il bambino con l'acqua calda, come dice lui, perché il rischio sarebbe quello di interrompere una relazione che ha dato dei frutti importanti grazie anche al lavoro di chi ci ha lavorato, al rapporto che abbiamo saputo tenere con le nostre comunità all'estero, che è un valore, non è disvalore, è un valore; è un valore culturale, è un valore sociale, alla fine è un valore economico, è un valore di storia ed è anche un valore di futuro e di prospettiva.

Per questo io credo che sia utile rivolgere anche ai colleghi dell'opposizione un invito forte ad un'assunzione di responsabilità, perché il tema non è quello che ci diciamo tra di noi, ma il tema è come noi veniamo percepiti dai nostri concittadini che vivono anche per noi in altri Paesi del mondo e sarebbe cosa utile anche per l'immagine della nostra regione, oltre che per la sua efficienza e per la sua efficacia, dare un'immagine di coesione, di condivisione e anche, in questo caso, di condivisione delle responsabilità, perché è più facile stare alla finestra e impallinare tutto quello che passa, più complicato è condividere degli obiettivi. I cittadini della nostra regione che abbiamo nel mondo oggi probabilmente ci guardano perché la comunicazione oggi consente a tutti di essere in diretta su tutto ormai, allora proviamo a dare loro un segnale di responsabilità e di attenzione, e proviamo anche a consentire alla nostra Regione di non interrompere un lavoro positivo fatto negli anni, che sicuramente va ammodernato, va adeguato, ma non per questo non merita considerazione ed apprezzamento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Poli.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Calvano. Ne ha facoltà.

 

CALVANO: Grazie, presidente. Quando in politica si vuole fare di tutto per non essere d'accordo i motivi si trovano sempre. La politica è l'arte del possibile, quindi si è nelle condizioni, spesso, di giustificare ogni cosa che si dice e ogni cosa che si fa. Lo dico perché in questo dibattito ho colto alcuni di questi elementi. Faccio un esempio: noi abbiamo dato le competenze della Consulta all'Assemblea e qualcuno ci dice che avremmo dovuto darle alla Giunta; se le avessimo date alla Giunta qualcuno ci avrebbe detto che era un atto anti democratico, che le avremmo dovute tenere in capo all'Assemblea; se le avessimo lasciate fuori dall'Assemblea e dalla Giunta qualcuno ci avrebbe detto: no, non va bene perché è un modo per darle a qualcuno a cui vi fa comodo darle per tante ragioni, dalla politica a tutto quello che si vuole. Insomma, sono quelle situazioni nelle quali, comunque la giri, se c'è chi ti vuole contestare, trova il modo di dirti che non ci hai preso e che non era quello il verso giusto. Si chiama benaltrismo, o possiamo chiamarlo come riteniamo opportuno.

Allora io credo che quando ci si trova di fronte ad un dibattito come questo, la cosa che si debba fare è cercare di riportare le questioni al merito. Qui c'è una questione di merito che è chiara a tutti: la Consulta, in questi anni, in questi decenni in cui è stata operativa (abbiamo celebrato i 45 anni di Regione Emilia-Romagna, credo che siano 40 gli anni di attività della Consulta se è dal 1975 che la Consulta è operativa) è stata utile, ha funzionato. Cosa vuol dire che ha funzionato? Che ha svolto la propria funzione. Lo dico anche ai colleghi della Lega.

Vi dico la verità, dal dibattito pubblico io avevo capito che la Lega in genere ce l'avesse con quelli che vengono in Italia, invece ho appreso dal dibattito di oggi che quasi quasi ce l'ha anche con quelli che vanno via dall'Italia. Io credo che invece rispetto a chi va via dall'Italia noi abbiamo l'onere e l'onore di dovergli dire che il proprio Paese, che hanno dovuto, spesso non sempre per volontà, abbandonare, è pronto a mantenere un contatto con loro, vuole mantenere un contatto con loro, vuole continuare ad essere il loro Paese. Credo che la Consulta abbia svolto anche questo compito. Lo dico perché ho avuto la fortuna di avere un nonno che per imparare un mestiere, o dopo averlo imparato un po', per migliorarlo, è andato in Venezuela a fare il muratore, per poi tornare in Italia perché in quel caso era andato là per necessità, e io credo che tutti gli strumenti che potevano essere utili a lui come a tutti gli altri lavoratori per mantenere un contatto con la propria terra fossero strumenti utili e indispensabili. Credo che il tema sia proprio questo: riuscire a creare condizioni per le quali anche quelle persone possano sentirsi rappresentate nella propria terra, possano mantenere un proprio contatto con la propria terra di origine.

Questo mi viene da dirlo anche alla destra di questa Regione perché credo che uno dei valori che dovrebbe caratterizzare la destra sia quello della nazione in un Paese normale o dentro una destra che sta dentro quelle che sono le caratteristiche della destra storica. Lo dico anche al collega Bignami, che giustamente nel suo blog, nella sua biografia, dice che lui nella destra bolognese non ci è mai entrato perché ci è nato. Però bisogna che ci si tenga fermi su alcuni valori di quella destra e mi dispiace che a doverli tirare fuori sia io perché io sto proprio dall'altra parte e ammetto che, insomma, ogni tanto quei valori mi stanno un po' stretti perché mi piace più l'Europa, mi piace più il mondo che il confinarmi dentro la nazione. Credo che invece in questo caso dobbiamo avere l'orgoglio e la capacità di riuscire a creare le condizioni per dare davvero rappresentanza ai nostri concittadini che sono all'estero.

Lo dico a Bignami anche rispetto ad una degenerazione che ha avuto la destra in questo Paese, una destra purtroppo per troppo tempo berlusconiana e quindi lontana dalla modernità della destra europea quando si arriva a personalizzare la politica. Ho grande stima del consigliere Bignami come di tutta quest'Aula, sia dei miei colleghi di maggioranza che dei miei colleghi di opposizione, ma la personalizzazione della politica è una cosa che non funziona, è una cosa che non sta, mi permetto di dire, nelle regole non scritte della politica perché le istituzioni vengono prima delle persone. Per fortuna noi abbiamo un capogruppo che ha proprio questa caratteristica di mettere le istituzioni prima delle persone, come del resto tutte le persone che in questi anni hanno svolto un ruolo nella Consulta così come all'interno di quest'Aula, cioè hanno incarnato la necessità non di rappresentare se stessi ma di rappresentare innanzitutto l'istituzione. Ed è questo anche il ruolo che vogliamo dare alla Consulta anche nella scelta che abbiamo fatto con sacrificio, perché chiunque avrà il ruolo di rappresentare la Consulta o di presiederla avrà un onore, ma anche un onere importante.

Chiederemo ad un consigliere di ricoprire questo ruolo, lo abbiamo fatto per rispetto di questa Assemblea, lo abbiamo fatto perché l'Assemblea rappresenta i cittadini emiliano-romagnoli e quindi, per la proprietà transitiva o per la proprietà che appartiene alla democrazia indiretta, noi chiediamo ai cittadini emiliano-romagnoli di essere protagonisti della Consulta che li mette in contatto con altri cittadini emiliano-romagnoli che hanno dovuto abbandonare questa terra. Ecco perché la scelta di rimettere questo ruolo in capo all'Assemblea, non per motivi di chissà quale genere o di chissà quale retro pensiero, il motivo sta tutto lì, nel rispetto della rappresentanza dei cittadini.

È per questo che il progetto di legge che ci ha presentato la consigliera Mori, che è stato fatto sicuramente anche correndo molto per cercare di trovare tutte le soluzioni possibili, trova il mio accordo e anche la necessità di dire che è bene andare avanti, andare avanti in questa direzione riconoscendo l'ottimo lavoro fatto in questi decenni di azione della Consulta e facendo un altro passo che ci consenta di continuare a dare forza e dignità a questo strumento che ha un obiettivo: fare in modo che la rappresentanza degli emiliano-romagnoli all'estero possa avere un proprio luogo nel quale viene riconosciuta. Lo dico perché dobbiamo stare attenti, perché ogni tanto, insieme ai necessari tagli ai costi, rischiamo di mettere in bilico o di mettere in un angolo la rappresentanza e questo non possiamo permettercelo perché la democrazia ne soffrirebbe, anche la democrazia ne sarebbe messa in pericolo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Calvano.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sassi. Ne ha facoltà.

 

SASSI: Grazie, Presidente. Intanto chiedo scusa alla consigliera Piccinini perché siamo ancora qui a discutere di cose così "alte" come la Consulta e probabilmente non parleremo del Passante Nord, tema che segue per noi la consigliera Piccinini, ma dobbiamo fare cultura e quindi dobbiamo essere presenti anche su questo argomento.

Io ho sentito stamattina l'intervento del mio collega Bertani, che ha, non so come mai, usato il termine "melensa", che per me era declinato in modo chiaro, era declinato con riferimento al metodo con cui il Partito Democratico in quest'Aula usa gli emiliano-romagnoli nel mondo, l'emigrazione come una cosa così triste a cui dare una massima attenzione, e ho sentito una forte critica, giustamente ognuno ha diritto di farla, del consigliere Molinari, a cui consiglio però di andare a lezione dagli esperti di metodo e di merito del suo gruppo, che ha già dato prova di avere questo tipo di caratteristica, ricordo Mumolo che parlava di metodo, mentre Calvano parlava di merito per altre questioni. Però, essendo loro esperti, consiglio di interfacciarsi con loro per riuscire a capire il senso di quello che ha detto Bertani stamattina.

Io non faccio l'avvocato di Bertani perché lui non ne ha bisogno, però mi dà fastidio quando ci sono queste strumentalizzazioni delle parole dette o non dette, dell'estrapolazione di singole parole da un senso o da una frase compiuta. C'è stato un assoluto rispetto di chi è emigrato, per questioni personali, per scelta, per necessità, da parte di Bertani. Noi non siamo contro gli immigrati, assolutamente, ci mancherebbe altro! Siamo fieri delle eccellenze emiliano-romagnole che nel mondo si fanno conoscere, ci mancherebbe! Quello che chiediamo non è altro che una cosa di buonsenso. Noi ci proviamo ogni tanto a preparare qualcosa di buonsenso, ma sembra che se non è infarcito di retorica e politichese non funzioni, quindi proporrei al consigliere Bertani, la prossima volta che fa un intervento, di farlo passare dalla segreteria del PD per fargli fare degli aggiustamenti.

In fondo io mi chiedo, così, tanto per fare un esempio: la Lombardia avrà degli immigrati in giro per il mondo? Immagino di sì. È vero che non è governata dal PD, ma loro la Consulta non ce l'hanno. È un problema questo? Perdono le eccellenze nel mondo? Non credo. Basterebbe, queste 111 associazioni in giro per il mondo, che ci seguono in diretta e che saluto, semplicemente ascoltarle e quindi vedere quali sono gli interventi che una semplice azione di un assessore, di uno staff di un assessore può fare per loro. Uno o più assessorati possono fare le azioni che oggi fa la Consulta.

Non so come abbia capito Pompignoli che noi vorremmo autoeliminarci. Se vogliamo parlare di eliminazione delle Regioni, facciamo un intergruppo, parliamone, io sono disposto a confrontarmi su qualunque tema, ma non credo di aver percepito dall'intervento di Bertani di stamattina questo senso, è un senso tutto elaborato non so bene su quali basi perché nessuno l'ha chiesto.

Si va a rielaborare questa Consulta prevedendo una pluralità: il presidente, il vicepresidente all'opposizione, alla maggioranza, la cosa che passa in mano ad un consigliere regionale così è più collegato eccetera. Ho sentito tante belle cose, va benissimo, ma a me il fatto che ci si apra verso le opposizioni con una vicepresidenza, scusatemi il termine, mi sa tanto di foglia di fico. Poi voi vedetela come volete, io la vedo così, io lo percepisco così; poi sbaglierò perché ovviamente ognuno si fa un'opinione e può essere anche errata. Ma intanto si pensa a stanziamenti, a rimborsi spese perché ci sono delle attività da fare, si pensa a strutture, ad un organico, minimale, ma comunque un organico, perché dobbiamo giustamente far sentire ai nostri emigrati che noi ci siamo, che il loro territorio c'è, che vogliamo collaborare con loro. Questo va benissimo, ma si chiama "comunicazione e marketing", "organizzazione eventi", non serve creare una consulta per questo, basta fare un'ottima attività di interconnessione fra uffici, assessorati di competenza verso queste 111 associazioni che ci seguono in tutto il mondo. Si tratta di fare quel tipo di attività, che non vuol dire buttare le eccellenze cresciute nel tempo, vuol dire semplicemente trasferirle agli assessorati, qual è il problema? C'è bisogno di mettere in piedi un carrozzone? Perché questo è l'ennesimo carrozzone, io lo vedo così. Sarò in malafede, sarò prevenuto, può essere, ma io ho già visto esperienze a vari livelli di carrozzoni di questo tipo che poi in qualche modo hanno cominciato a zoppicare, a scricchiolare per poi crollare, quindi eviterei di fare sovrastrutture funzionali.

In quest'Aula ho sentito parlare di sovrapposizioni di competenze per altri temi, non per questi, e del fatto che quindi erano da combattere queste cose, da non portare avanti. Ecco, qui secondo me stiamo facendo proprio questo: competenze che sono tipicamente in mano agli assessorati le stiamo delegando operativamente ad altri, ad una struttura che si dovrà muovere per la promozione, per il dialogo con gli emiliano-romagnoli nel mondo. E per fare tutto questo stanziamo fondi di bilancio per le spese necessarie, ma non siamo riusciti a votare l'apertura di una voce di bilancio per il fondo del microcredito votato all'unanimità in quest'Aula. Eppure era semplice, era una cosa banale perché l'abbiamo votato all'unanimità, ci siamo anche stretti la mano alla fine di quel Consiglio perché abbiamo fatto tutto un bel lavoro. Per gli emiliano-romagnoli nel mondo facciamo qualunque cosa, per le cose che abbiamo deliberato di fare già in questo bilancio no. Come non facciamo quello che stiamo facendo per gli emiliano-romagnoli nel mondo (struttura, budget, regole, tutto quanto) per quel famoso - io so che casco sempre lì, sono un discorso rotto - Osservatorio sulla legalità già deliberato nella precedente legislatura. Lì niente, niente struttura, niente stanziamenti, niente regolamento. È lettera morta, un paragrafo scritto in un articolo che rimane lì. Non so, a questo punto proporrei di creare la consulta della legalità degli emiliano-romagnoli in Emilia-Romagna, forse è diverso dall'Osservatorio dalla legalità, forse funziona meglio la consulta dell'osservatorio.

O forse abbiamo toccato un nervo scoperto, qualcosa che... boh! Io capisco anche Bertani quando dice che poi, quando uno non ha tutte le notizie, non ha tutte le informazioni, fa presto a pensare male. Lo si è detto anche stamattina, mi sembra, che a pensare male si fa presto, ma a volte ci si piglia. Io spero di no, non lo so, ma non capisco perché non riusciamo a travasare le competenze che oggi vediamo e identifichiamo dentro la Consulta all'interno degli assessorati, all'interno delle attività normali dell'assessore. Poi possiamo parlare di comunicazione, di marketing, di stanziare fondi per attività di comunicazione, di promozione di prodotti in giro per il mondo, di attività con le associazioni in giro per il mondo, ma per questo non credo che ci sia bisogno di fare una consulta, io penso che non sia così. Io vengo da un'azienda, mi sono occupato anche di marketing e per me questa è una normalissima attività di marketing, anche molto avanzata, ma è quello, non è niente di più.

Ho sentito anche parlare di proprietà transitiva. Io ci andrei piano, soprattutto quando si ricordano i principi della destra da parte di uno della sinistra. Visto come siamo messi al Governo, forse quella proprietà transitiva... Va bene, ho finito, grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Sassi.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Nadia Rossi. Ne ha facoltà.

 

ROSSI Nadia: Grazie, presidente. «La legge regionale prevede che la Regione, attraverso l'apporto di enti, istituzioni, associazioni, ponga in essere una serie di interventi i quali, attraverso la realizzazione di iniziative culturali, formative, di turismo sociale, di soggiorno nell'ambito del territorio regionale, devono essere finalizzati alla valorizzazione della nostra cultura, al mantenimento delle nostre tradizioni, alla conoscenza del nostro territorio.

Il legislatore regionale ha sempre voluto mantenere i legami con i concittadini che si sono trasferiti stabilmente all'estero, tant'è che la nostra è stata una delle prime Regioni, se non la prima, a dotarsi di una legge di settore, legge che ha subito via via successive modificazioni volte proprio ad adeguare la normativa ai mutamenti sociali, ciò sempre nel segno del rafforzamento di tale legame e della correlata tutela della cultura, dei valori e delle tradizioni.

Lo stesso costituente regionale nel primo articolo dello Statuto ha affermato che "la Regione, consapevole della storia comune, mantiene i legami con i corregionali nel mondo favorendo la continuità di rapporto e di pensiero e valorizzando gli scambi e i legami con i Paesi nei quali vivono".

Risulta evidente, quindi, che l'obiettivo generale che si vuole perseguire con il presente atto è quello di porre in essere azioni che, in modo concreto, da un lato, combattano il passare del tempo e quindi l'offuscamento e l'indebolimento dei legami dei discendenti dei nostri emigrati con la nostra regione, dall'altro, valgano a far sì che questa discendenza comune costituisca il tramite e la base di relazioni sociali e commerciali tra il nostro territorio e quello dei Paesi in cui i nostri emigrati e i loro discendenti vivono.

Occorre consolidare il legame che esiste tra la Regione e i nostri corregionali attraverso momenti di incontro e confronto che consentano lo scambio di esperienze, di conoscenze e la costruzione di rapporti che permangono oltre e dopo i singoli momenti di confronto. È necessario far sentire la vicinanza e far conoscere la nostra terra a chi non l'ha più vista o a chi non l'ha mai vista; far apprezzare a costoro le nostre ricchezze culturali e le nostre bellezze geografiche, ma anche le nostre capacità produttive e commerciali, la qualità dei nostri prodotti e la serietà delle nostre aziende».

Quello che ho letto è l'obiettivo generale dell'Allegato A al decreto di Giunta regionale n. 719 del 27 maggio 2014 della Regione Veneto. A non sapere esattamente quale fosse la Regione, forse si poteva anche scambiare con quello che stiamo discutendo in Emilia-Romagna. Leggo anche quelli che sono gli obiettivi specifici per l'anno 2014.

«Valorizzare e sostenere l'associazionismo di settore; sviluppare percorsi formativi, anche di scambio, quali veicoli di crescita nell'intero contesto sociale; promuovere la conoscenza del territorio veneto quale strumento di valorizzazione e promozione degli elementi di eccellenza; sostenere iniziative volte a conservare e valorizzare la cultura veneta all'estero quale legame tra le diverse comunità fondato su valori e tradizioni comuni; garantire l'informazione in ordine ai fatti rilevanti che interessano la nostra regione sia attraverso strumenti multimediali, sia attraverso i più tradizionali mezzi di informazione; sostenere la memoria della vecchia emigrazione e/o lo studio della nuova emigrazione attraverso l'acquisto di libri tematici o la promozione di apposite ricerche; assicurare il sostegno a chi dall'estero intende ritornare a vivere stabilmente in regione; rafforzare le politiche regionali in materia di emigrazione ricercando la possibilità di realizzare iniziative progettuali anche in partenariato con istituzioni, enti ed associazioni di settore a valere su programmi europei».

Sono indicate anche le linee strategiche di queste azioni, ad esempio c'è l'organizzazione di eventi e l'organizzazione della Consulta dei veneti nel mondo e alla fine si dice: «la Regione Veneto, ai sensi dell'articolo 16 della legge regionale n. 2/2003, dovrà provvedere alle spese per l'organizzazione e le attività, ivi compreso il rimborso delle spese di viaggio e di ospitalità dei componenti della Consulta qualora tale rimborso non sia già previsto da parte dell'ente di appartenenza» e si destina una somma di 30 mila euro.

Poi abbiamo:

Celebrazione della Giornata dei veneti nel mondo. Somma destinata: 25 mila euro.

Organizzazione del Meeting del coordinamento giovani veneti e giovani oriundi veneti. Somma destina: 30 mila euro.

Sostegno all'associazionismo di settore e concessione di contributi alle associazioni iscritte al registro regionale di cui alla legge che citavo prima. Somma destinata: 120 mila euro.

Sostegno alle associazioni venete per la spedizione all'estero della propria rivista agli associati. Somma destinata: 45 mila euro.

Concessione di contributi ai comitati e alle federazioni iscritte al registro regionale di cui alla legge del 2003 e poi del 2013. Somma destinata: 120 mila euro.

Sviluppare percorsi di scambio quali veicoli di crescita dell'intero contesto sociale e promozione di sinergie con il mondo universitario per favorire lo scambio di conoscenze del contesto culturale, sociale ed economico del Veneto. Somma destinata: 30 mila euro.

Realizzazione di iniziative volte a promuovere il territorio veneto. Somma destinata: 50 mila euro.

Sostegno di iniziative volte a promuovere il territorio veneto nei suoi aspetti turistico-culturali. Somma destinata: 110 mila euro.

Sostegno di iniziative volte a facilitare il turismo anche culturale presso la regione dei corregionali all'estero. Somma destinata: 40 mila euro.

Realizzazione di iniziative culturali per la valorizzazione e la tutela della cultura veneta all'estero. Somma destinata: 145 mila euro.

Commemorazione del settantacinquesimo anniversario della tragedia di Izourt come valorizzazione del portato culturale. Somma destinata: 15 mila euro.

Valorizzazione degli strumenti di comunicazione telematica e del sito web "Veneti nel mondo". Somma destinata: 10 mila euro.

Acquisto di materiale editoriale e multimediale. Somma destinata: 15 mila euro.

Concessione di benefici per interventi di edilizia abitativa. Somma destinata: 60 mila euro.

Concessioni di benefici per la prima sistemazione. Somma destinata: 50 mila euro.

Facendo un po' una somma di quello che è il piano finanziario che questo programma del 2014 della Regione Veneto, governata e preseduta dalla Lega Nord e dove all'interno c'è anche un componente di Forza Italia, la Regione Veneto ha previsto per la Consulta dei veneti nel mondo 895 mila euro per l'anno 2014. Visto che si è parlato in mattinata di cifre e che si continua a parlare anche durante il pomeriggio di cifre - adesso purtroppo non c'è il consigliere Bignami, quindi, magari, se rientra in Aula, mi riserverò di affrontare il tema quando lui è presente - rispetto a questi conti che ho appena esposto, la Regione Emilia-Romagna, per l'attività che è stata enunciata più volte dalla consigliera Mori e anche dai colleghi durante questa mattinata, aveva una somma di 440 mila euro stanziata per il 2014, di cui realmente spesi circa 250 mila euro; per il 2015 ci sono circa 365 mila euro di fondi stanziati per le attività che come Regione, da sempre, in modo coerente, sosteniamo per il valore e per importanza che ha questa attività per noi come cittadini regionali e consiglieri comunali.

Io mi chiedo soltanto questo: come si possa modificare un pensiero e una politica, una volta si diceva dal Rubicone in giù, in realtà adesso mi sembra che sia quasi dal Po, anzi, dal delta nord del Po in giù, in questo modo, cioè fino ad arrivare, a proposito di quello che diceva anche il consigliere Sassi che è assente in questo momento in Aula, alle 16.44 di un pomeriggio, dopo una giornata di discussioni, senza ancora aver votato una legge che di fatto ci vede tutti quanti d'accordo sulla carta; sulla carta ci vede tutti quanti d'accordo, però a fatti, proprio perché qui sulla carta ho letto fino ad ora quello che è stato fatto dalla Lega Nord e da Forza Italia, mi aspetterei, proprio per una coerenza politica e intellettuale almeno da parte di questi esponenti che sono presenti qui in Aula oggi, un voto a favore, perché diversamente vorrei capire qual è la spiegazione. Non ritengo sufficiente quella che è stata dichiarata, ad esempio, dal consigliere Pompignoli relatore di minoranza, e non la ritengo coerente con le linee che il governo del Veneto ha attuato fino ad ora. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Nadia Rossi.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Intervengo solo per fare un atto che mi sembra dovuto. Visto che le associazioni di cui tanto abbiamo parlato e gli emigrati di cui tanto vogliamo sostenere la voce non sono stati ascoltati, allora mi piacerebbe citare alcune delle criticità che le associazioni hanno rilevato riguardo a questo processo e a questa legge.

«Ci addolora per la nostra regione che con la nuova legislatura non sia cominciata subito una nuova e diversa stagione. Inviare alla stampa un progetto di legge prima di informare i membri della Consulta e la sua presidente è il peggio della vecchia politica e noi lo deploriamo».

Poi parlano di un comunicato stampa in cui ci sono «accuse infondate e infamanti», non so a cosa si riferiscano.

«A livello regionale - a questo si riferiscono i toni melensi che dicevo - non rappresentiamo dei diritti da tutelare, non rappresentiamo delle minoranze da proteggere, ma siamo la chiave per l'internazionalizzazione della nostra regione» quindi il settore attività produttive è molto più coerente con la missione, come noi diciamo nella nostra mozione, quindi affidiamo parte di queste attività all'assessorato alle attività produttive.

«Fare una governance, come si propone, di tre consiglieri a cui andrebbero presidenza e vicepresidenza - poi tutto è cambiato ancora - è fallace sul piano rappresentativo. La Consulta è indipendente, rappresenta la società civile, le sue dinamiche non devono essere, quindi, ascrivibili ad una maggioranza e ad un'opposizione. E che argomenti supportano l'idea che un triumvirato composto da maggioranze e minoranze sarebbe una buona soluzione per l'efficacia di un organismo apartitico? Speriamo che voltare pagina significhi la cosa più benefica per tutti, cioè finalmente incastonare la Consulta nei diversi settori della Regione - come diciamo noi, negli assessorati competenti - perché possa continuare con maggiore ancora profitto e giusta visibilità per l'immagine della nostra regione».

Infine, se vogliamo prendere esempio dal Veneto, allora speriamo, quando faremo la Cispadana, di non prenderlo da quanto è successo per il MOSE. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Taruffi. Ne ha facoltà.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Oggi ho ascoltato con attenzione il lungo dibattito che si sta svolgendo su questo tema e devo dire che evidentemente quando si parla di diritti di cittadinanza qualcuno si accalora comunque e sempre a prescindere perché oggi discutiamo di "Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo", questo è il titolo del testo della legge che oggi siamo chiamati ad approvare. Parto da qui perché credo che inquadrare il tema e gli oggetti di cui ci occupiamo sia utile perché in realtà nel corso della giornata ho sentito alcune ricostruzioni che definire fantasiose o strumentali è eufemistico e lo voglio dire con chiarezza perché credo che si può essere d'accordo, si può non essere d'accordo, si possono fare chiaramente osservazioni e critiche, però non si possono fare ricostruzioni eccessivamente fantasiose.

Ricordo al consigliere Bignami, giusto come nota a margine, il quale ha ricostruito la Consulta sulla figura di una persona, che non sempre è utile, anzi, direi che quasi mai è utile personalizzare il dibattito politico, specie quando siamo in sede istituzionale, anche perché magari si rischia di dire delle cose un po' inesatte. All'interruzione dei nostri lavori abbiamo ricordato i 45 anni della costituzione di questa istituzione, della Regione Emilia-Romagna. La Regione Emilia-Romagna nasce nel 1970, come tutte le altre Regioni, e in qualche modo possiamo dire che insieme alle Regioni nasce anche quello che allora era l'organo che si occupava dell'emigrazione degli emiliano-romagnoli nel mondo, che, appunto, data 1975. Poi ci sono state successive trasformazioni, ci sono state modifiche, sono state introdotte innovazioni. Però fra di noi dobbiamo essere... ma giusto per onore di cronaca e per onestà nelle cose che diciamo. Ricostruire atti istituzionali sulle vicende politiche di questo o di quello credo che sia sempre un modo poco generoso di affrontare il dibattito, specie quando, come in questo caso, parliamo di una realtà che comunque ha a che fare con circa 111 associazioni nel mondo, che quindi sono patrimonio di relazioni, patrimonio di conoscenze, anche di stimoli che non possiamo ricondurre, ed è anche spiacevole ricondurre in modo caricaturale, in modo spicciolo, a questa o quella figura, come dicevo prima, o a questa o a quella lezione.

Dico questo perché noi oggi stiamo affrontando un passaggio che evidentemente promuove una modifica, un'innovazione ulteriore in quella che è la Consulta, l'attività e la modalità di gestione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Lo facciamo cercando di rispondere anche a quelle che sono esigenze che questa Assemblea e quelli che vi parlano da questa parte dell'Aula hanno cercato di intendere dal primo momento con atti concreti sulla razionalizzazione delle spese, sulla riduzione dei costi, insomma, cercando di dare continuità ad un percorso che è stato quello che ci ha caratterizzato dal primo giorno in cui ci siamo insediati. Quindi è evidente che questa proposta sta in questo percorso che abbiamo cercato di delineare con i numerosi interventi che si sono susseguiti durante il giorno. E poi io penso anche che le modifiche sono necessarie e non si può prescindere dal fatto che ogni tanto aggiornare gli istituti e gli strumenti istituzionali sia fondamentale, però non si può neanche completamente dimenticare da dove veniamo, quali sono i percorsi che abbiamo fatto e quali sono le radici dalle quali si parte perché ogni tanto tornare a guadare le radici è utile. Non lo dico in tono nostalgico, lo dico perché quando trattiamo di questo tema, che oggi ha un significato completamente diverso da quello che aveva nel 1975, nel 1980 o nel 1990, stiamo parlando di uno strumento che in qualche modo voleva cercare di raccogliere quella che era stata l'esperienza di un'emigrazione che aveva riguardato in modo significativo anche questa regione, che, va ricordato perché è bene ricordarlo, all'inizio del Novecento era una delle regioni più povere d'Italia e che grazie al lavoro di tanti e anche al lavoro e all'attività di tanti nelle istituzioni e nella politica, insieme a tanti altri fattori, ha costruito un percorso di cui possiamo andare orgogliosi, su questo non c'è dubbio, sul quale bisogna lavorare, sul quale bisogna continuare ad intervenire, ad innovare eccetera, però senza negare quella che è la nostra storia. Ecco, la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, anche se per un piccolo pezzo, sta in questa storia, sta in questo percorso e credo che sia sbagliato affrontare la discussione sulla Consulta in modo univoco ed affrontandola sempre e solo da un lato, cioè quello di chi attribuisce a questo strumento le cose che sono state dette durante il corso di questo dibattito.

Io penso che ogni tanto un atteggiamento più laico nell'affrontare il dibattito aiuterebbe, specialmente su certi temi, perché non voglio attribuire valori salvifici alla Consulta, guai, non penso che sia questo il caso, però nemmeno considerare che questo strumento sia quello che è stato dipinto da alcuni interventi o che abbiamo letto nei giorni scorsi sui giornali. Credo che l'intuizione di chi ha pensato a questo strumento e la storia di questo strumento abbiano rappresentato e possano rappresentare qualcosa di utile, chiaramente apportando le modifiche necessarie come stiamo cercando di fare, e credo che portare in capo all'Assemblea questo strumento sia un'assunzione di responsabilità che questa Assemblea fa valorizzando quello strumento, cercando di valorizzare ulteriormente quello strumento. Voglio dire che rispetto ad una potenziale, eventuale critica che lo strumento serve per fare cose strane eccetera, l'Assemblea oggi dice: lo prendiamo in capo direttamente noi, ne assumiamo direttamente la responsabilità e cerchiamo di farlo ovviamente condividendo un percorso con tutte le forze che sono presenti in questa Assemblea. Credo che questo sia il modo migliore per presentare anche agli emiliano-romagnoli che sono in giro per il mondo questo strumento per quello che è, cioè uno strumento di rappresentanza unitaria che cerca di dare conto anche di un lavoro condiviso.

Poi, e qui faccio un'autocritica o comunque un'osservazione, che questo percorso sia stato un po' affrettato nella parte finale e anche nella discussione è effettivamente vero, però anche qui non vorrei che confondessimo la forma e la sostanza, perché se è vero che in politica la forma è sostanza, è anche vero che in questo caso c'era una scadenza che bisognava rispettare ed è anche vero, e sono stato il primo a riconoscerlo, che nella Conferenza dei capigruppo ogni tanto l'organizzazione dei lavori dell'Aula e delle Commissioni presenta qualche problema che va risolto. Io la leggo così. Questa legge ha avuto il percorso che conosciamo non per chissà quale volontà particolare, ma perché siamo all'inizio di una legislatura particolare in cui stiamo affrontando diversi temi importanti, stiamo cercando di promuovere delle forme significative e l'organizzazione dei lavori d'Aula e delle Commissioni ha risentito un po' di questo percorso iniziale così affrettato e così accelerato, e quindi anche questa legge ha forse risentito un pochino di questo percorso iniziale così accelerato, però non c'è stata la volontà di escludere nessuno, anzi, la proposta che viene fatta va proprio in senso contrario e quindi io penso che ci siano le condizioni per approvare, per proseguire sulla strada tracciata.

Ora il fatto che praticamente tutta la giornata di oggi si sia consumata su questo tema significa che è un tema che ha stimolato e stimola molto gli interventi dei consiglieri e delle varie espressioni politiche. Lo dico così, cercando di non essere polemico: siccome qualche volta capita che qualcuno dica "discutete di questo per non parlare di quest'altro", non vorrei che in questo caso ci fosse stato qualcuno che, sapendo che comunque è un tema, quello dei costi o presunti costi, che in qualche modo passa, abbia inteso questa discussione più che altro per raggiungere questo scopo più che per discutere nel merito della questione. Sarebbe spiacevole se questo fosse stato nell'intendimento di qualcuno e siccome, come dicevo, ho sentito ricostruzioni poco veritiere anche per quanto riguarda la sostanza di quello che è stato il percorso della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, che, ripeto, ha una storia molto lunga tanto quanto quella della nostra Regione, ecco che allora mi viene da dire: abbiamo fatto questo ampio dibattito, gli abbiamo dato tutto lo spazio possibile, cerchiamo a questo punto di guardare a quello che succederà dopo con uno spirito diverso cercando di lavorare insieme su quello che ritengo sia comunque uno strumento utile e soprattutto dando agli emiliano-romagnoli che stanno in giro per il mondo il segnale che questa Regione non solo cerca di mantenere con loro un contatto, ma cerca di mantenere un contatto con loro in modo unitario e in modo che possa veramente far sentire loro il sostegno di un'intera Assemblea e quindi, attraverso noi, dei cittadini che rappresentiamo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Non ho più iscritti in discussione generale, quindi passo la parola al relatore di minoranza, il consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Ho ascoltato anch'io con molta attenzione il dibattito odierno su questo oggetto ed è un dibattito che mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca, nel senso che sono partito con la mia relazione chiedendo delle risposte alla maggioranza, risposte che non ho assolutamente avuto. In nessun intervento di quelli del PD è emerso effettivamente qual è stato il ruolo della Consulta in questi anni, nessuno mi ha detto un progetto andato a buon fine, nessuno mi ha fatto alcune considerazioni in merito ai costi che noi abbiamo sollevato sulla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Questo mi fa pensare che quanto da noi sostenuto corrisponda effettivamente alla realtà.

Si è parlato molto del Veneto. Qui non siamo in Veneto, siamo in Regione Emilia-Romagna. La consigliera che ha parlato del Veneto non ha parlato di come viene gestita la Consulta in Veneto in merito ai costi. Qua se n'è parlato, ma la controparte, cioè il PD, non ha spiegato come vuole procedere con tutti questi costi che sono legati ai costi della politica. Il presidente Bonaccini è partito con la sua campagna elettorale dicendo che l'abbattimento dei costi della politica è un atto necessario, bene, ma solo per i consiglieri regionali i costi della politica devono essere abbassati, o deve essere ridotto il costo della politica di tutti gli apparati inutili? Questo le chiedo, presidente, perché oggi andiamo a votare un progetto di legge che ci costa 1 milione di euro, dica lei se questo è riduzione dei costi della politica oppure no.

È un progetto di legge che, come è evidente agli occhi di tutti, è molto raffazzonato, molto mal gestito. Ci sono 29 emendamenti su 23 articoli, ce ne sono altri 45 o 50, non mi ricordo il consigliere Foti quanti ne ha presentati, ma stiamo facendo ed approvando un progetto di legge con 60 emendamenti dove non si capisce e non si comprende quale ruolo deve avere la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo all'interno della Regione Emilia-Romagna.

Noi abbiamo detto che l'obiettivo della Consulta può essere raggiunto e può essere sviluppato dagli uffici e dagli assessorati, non serve assolutamente questo organismo. Abbiamo detto più volte che i costi legati a questa Consulta sono estremamente eccessivi e in più non sono neanche giustificati. Non abbiamo contezza di quanto sia stato speso, ovvero ce l'abbiamo, ma non sappiamo come sia stato speso, a chi sono andati questi soldi e quale sia stato l'elaborato finale, questo non c'è. È una sorta di occultamento di prove che evidentemente ci fa pensare che qualcosa non va in questa Consulta. È per questo che noi ne chiediamo l'abolizione ed è per questo che voteremo sicuramente contro a questo progetto di legge.

Due parole anche al nuovo segretario regionale del PD, Calvano, perché mi ha solleticato in un po' l'intervento. Primo, visto che è un onore e un onere, chiedo a lui di fare da presidente della Consulta degli emiliani-romagnoli nel mondo per vedere se effettivamente questa gestione può essere migliore rispetto a quella del passato; secondo, noi non siamo contro gli emigrati, siamo contro le politiche che hanno costretto i nostri giovani ad uscire dall'Italia e siamo contro le vostre politiche di immigrazione che stanno incamerando immigrati clandestini che stanno occupando posto per i nostri italiani. Questa è la posizione del nostro movimento. Gli emigrati devono essere tutelati, questo sì, e questo lo possono fare assolutamente le istituzioni attuali, quindi gli assessorati, non serve questo tipo di consulta e per questo motivo noi chiediamo assolutamente l'abrogazione di questa legge che prevede la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Ma visto che tanto passerà comunque il progetto di legge che voi avete proposto, che la consigliera Mori ha proposto, andremo a verificare le spese che verranno effettuate per rimborsi viaggio, cene, libri comprati, progetti dei quali non sappiamo nulla. Anzi, l'unico progetto che ci è stato paventato dalla presidente è un progetto sulla favola di Pinocchio in America, è l'unico progetto che ho sentito nella fase in cui la presidente Bartolini è venuta in Commissione a dire quello che è stato fatto dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Se dobbiamo soffermarci su questo è evidente ed è chiaro che la Consulta non ha ragione di esistere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola alla presidente Mori.

 

MORI: Grazie, Presidente. A mio sommesso parere, se tutta la passione e l'intensità con cui oggi si è analizzato dal punto di vista formale e tecnico-sostanziale il progetto di legge fossero state spese nei giorni scorsi a supporto del miglioramento della legge, forse saremmo qui oggi con alcuni miglioramenti condivisi e condivisibili. In questo senso mi rammarico perché ovviamente mi attribuisco parte della responsabilità, ma condivido con i colleghi questa riflessione perché mi sembra davvero che quello che si appalesa oggi non sia tanto un distinguo tecnico-giuridico rispetto ai progetti, rispetto a quello che è stato espresso, piuttosto sia proprio una visione di regione, una visione di mondo, una visione di stare nel mondo in un modo o nell'altro.

Mi sembra che il progetto di legge sia un progetto di legge che innanzitutto si è maturato nel tempo, nel senso che questa Regione non nasce nel 2014 e neppure la Consulta. Elementi di approfondimento rispetto alla riforma erano già stati riflettuti, se non esplicitati nell'organicità che abbiamo voluto dare in questa circostanza, fin dal 2012 almeno. La continuità politica, nel cambiamento necessario della rappresentanza e delle azioni, pone anche la necessità di tenere conto di tutto ciò che è stato e quindi di promuovere, perché no, un progetto di legge anche in modo efficace ed efficiente in tempi congrui per la scadenza, che, con tutto il rispetto delle verifiche, delle opinioni e delle indicazioni che sono state date, gli uffici mi dicono essere il 28 maggio ed essendo il 28 maggio, pena la decadenza degli organismi con ciò che ne consegue in termini di responsabilità, è chiaro che responsabilità istituzionale vuole che si acquisiscano tutti gli elementi per procedere nell'attività, per procedere con proposte quando le si hanno, quando si hanno proposte, perché il tema, come diceva il collega Calvano, della rappresentanza e dei diritti della cittadinanza in senso ampio rispetto a questa proposta di legge sono palesi, sono lapalissiani. I consiglieri regionali sono eletti, hanno una diretta connessione con il territorio di riferimento e possono essere fondamentalmente un'ulteriore disseminazione di quelle che sono le radici culturali che i nostri consultori esteri promuovono nel mondo, con, appunto, una vicinanza ai nostri territori ancora più forte.

Io lo vedo come un problema politico che non ci si alzi per la difesa della Consulta e dei nostri emiliano-romagnoli all'estero, è un problema politico, perché significa che non si ha la comprensione della soggettività e del protagonismo che essi hanno avuto nel portare sviluppo nei Paesi di riferimento che adesso li vedono cittadini pienamente inseriti. E questa è un'esemplificazione, è una sponda, che può essere data ai nostri giovani che là anche temporaneamente si stabiliscono, importantissima.

È chiaro che se la visione del mondo è un'altra e quindi tutto si riduce a marketing veramente siamo in posizioni assolutamente opposte di visione perché l'affettività delle relazioni umane che la memoria può imprimere alle relazioni umane non è sostituibile con nessun ufficio e con nessuna politica di marketing aziendale. Questo è un elemento che va alimentato con la disponibilità, la passione e l'apertura mentale di chi ci tiene alle relazioni umane politiche e di un mondo globale, perché no, di pace, dove ci si conosce, ci si stima e ci si rispetta. Questi sono elementi culturali che appartengono fortemente alla maggioranza di cui io faccio parte e quindi è chiaro che questo è un elemento su cui poi costruiamo le nostre proposte. Se questi presupposti non sono considerati importanti è chiaro che tutto ne viene di conseguenza.

Dico anche al collega Bignami, che come collega rispetto nonostante le posizioni differenti, che mi dispiace che lui veda i ringraziamenti per la collaborazione e il sacrifico e il lavoro rispetto al produrre e al redigere una proposta di legge importante come questa, come delle esequie, con un'accezione così negativa. Non c'è nessun tipo di approccio funereo nei ringraziamenti alle persone che hanno collaborato e in questo senso è anche uno stile nello stare insieme in un'Assemblea legislativa che, nonostante a volte sia faticoso, ritengo sia la massima espressione della democrazia e quindi ci tengo a che lo stile rimanga educato e rispettoso nonostante tutto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, presidente Mori.

Ha chiesto di intervenire il presidente della Giunta Bonaccini. Ne ha facoltà.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Grazie, presidente. A questo progetto di legge abbiamo dedicato una giornata, ma a me non sconvolge né preoccupa. Si vede che è importante questa discussione, ma per me sinceramente non ha l'importanza strategica di determinare il giudizio sui cinque anni futuri di legislatura né su quelli del passato.

Lei citava, consigliere Pompignoli, 1 milione di euro; dica che è 1 milione di euro in tre anni perché altrimenti non si capirebbe perché abbiamo tagliato, hanno tagliato, dal 2010 in poi, il 40 per cento dei costi, e tra un anno e l'altro c'è un taglio di un ulteriore 14, 15, 16 per cento. Peraltro lo stanziamento previsto non è detto che debba essere quello speso perché questa Assemblea legislativa, alla quale vogliamo dare la responsabilità, come diceva il consigliere Zoffoli, di decidere e rendicontare o chiedere il rendiconto di ogni singolo euro speso, potrebbe perfino permettersi di fare in modo che quei circa 300 mila euro previsti vengano ridotti addirittura a 1 euro o a zero euro. È una responsabilità che come Giunta non vogliamo assumerci perché il colore politico degli emiliano-romagnoli nel mondo non deve essere utilizzato per essere strumentalizzato da decisioni di un esecutivo, quando invece per noi la rappresentanza all'estero deve avere una rappresentanza che venga, tra virgolette, garantita indipendentemente da cosa votano loro o da cosa rappresentiamo noi.

Intanto parto da un punto che è la velocità a cui qualcuno faceva riferimento. Se l'accusa è: "in un mondo in cui la politica ci mette anni a discutere e poi a decidere voi siete troppi veloci", bene, io prendo l'accusa, siamo troppo veloci. Voi invece vi prendete la responsabilità di spiegare all'esterno perché in 43 giorni solo la Regione Emilia-Romagna è stata capace di fare la prima e unica legge ancora approvata che ha tagliato 15 milioni di euro, merito di tutti voi. In quei 15 milioni di euro, peraltro - e do un'altra risposta - non c'è solo il taglio ai costi della politica dell'Assemblea legislativa (peraltro meritoriamente da noi proposto e vi ringrazio per averlo votato) perché c'è anche un taglio sulle strutture, a partire dalla mia presidenza, che è di oltre 1 milione di euro all'anno, fatto appena ci siamo insediati grazie al lavoro che ha fatto il sottosegretario Rossi. Segnalo - lo avrete letto e avrete apprezzato, mi aspetto comunicati stampa di grande apprezzamento - che l'assessore Venturi ha presentato un taglio di 2,5 milioni di euro per la riduzione delle spese dell'assessorato con un taglio diretto sulle strutture dirigenziali. Siccome so della vostra onestà intellettuale, mi aspetto nelle prossime ore un comunicato di apprezzamento, altrimenti non si capirebbe perché si chiede di ridurre e ristrutturare e riorganizzare e poi non si racconta mai quello che si sta facendo, che non è un giudizio sull'operato perché potremmo fare malissimo, ma almeno sull'avere rapidamente affrontato il tema della riorganizzazione. E anche qui raccontiamola tutta: 61 milioni di euro di tagli al bilancio della Regione Emilia-Romagna, 84 milioni di euro di risparmi sulla riorganizzazione tra effetto di trascinamento mutui terminati, riorganizzazione della macchina regionale, taglio ai costi della politica, cosa che ci ha permesso di non aumentare di 1 euro le tasse, di aumentare di 10 milioni di euro la spesa nella cultura, di mettere un po' di risorse sulle politiche attive del lavoro eccetera eccetera. Saremo stati bravi? Non lo so, lo giudicheranno gli elettori dell'Emilia-Romagna, lo valuterete voi nel corso dei provvedimenti che prenderemo.

Certamente io sono orgoglioso che in quattro mesi - oggi sono realisticamente quattro mesi dal 26 di gennaio che ci siamo insediati - abbiamo fatto un bilancio in tre mesi che ha quelle caratteristiche, con un taglio di 84 milioni di euro, ripeto, sui costi della struttura Regione Emilia-Romagna; abbiamo fatto dopo 43 giorni la prima legge in Italia che taglia 15 milioni di euro in legislatura a partire dai costi della politica; siamo stati la prima Regione che ha avuto il via libera dall'Unione europea, nonostante fossimo insediati da poche settimane, non solo sul Piano di sviluppo rurale. Vediamo quanto ci mettono altre Regioni ad averlo. Non mi interessa la competizione con le Regioni, ve l'ho già detto, ma non sfidatemi su questo. Attendo ancora di vedere l'investimento della Lombardia sui treni per l'Expo; quando lo faranno, scrivetemelo. Non sfidatemi su questo perché i numeri li conosciamo, va a finire come per gli ospedali, quando vi abbiamo dimostrato che con il Veneto il saldo tra chi si fa curare e chi viene a curarsi è ampiamente impositivo nostro, ma ha senso ragionare così? Lo dico a me stesso. No. Abbiamo visto che la Lombardia, guidata dal centrodestra, non ha le spese sulla consulta dei lombardi all’estero e il Veneto, guidato dalla destra, ha una spesa che è tre volte la nostra, peraltro ha il doppio di emigranti all’estero e ci sarà una ragione anche in quello. Non mi interessa che andiamo a sindacare il colore politico per fare raffronti e opinioni. Proviamo a ragionare di noi, e nel ragionare di noi proviamo a stare a un dato che è quello che, per come abbiamo immaginato, si dovesse provare a recuperare una credibilità per la politica a partire da chi parla, da chi è stato eletto da troppi pochi elettori, la prima vera sfida è quella di recuperare un rapporto di credibilità con i troppi pochi che hanno votato il Presidente Bonaccini. Fatto pro quota, c’è un enorme lavoro che anche tutti dovrete fare per l’enormità di quei pochi che vi hanno votato per essere rappresentati qui. Se pochi hanno votato me che ho vinto, figuratevi chi non ha vinto. Se tutti insieme proviamo a darci una mano, noi dobbiamo sapere che il primo sforzo è quello di provare a mettere le istituzioni in condizione, perlomeno, di essere percepite come non coacervi o contenitori di privilegi e dall’altro come erogatori di risorse, in epoca dove le risorse sono molto calanti rispetto al passato, capaci di riorganizzarsi. In questo mi pare che la razionalizzazione e la riorganizzazione della spesa sia stata fatta seriamente.

Io la accetto la posizione e per me ha una grande dignità politica la posizione di chi dice che non è d’accordo a istituire la consulta degli emiliano-romagnoli all’estero. Ci sta, è una posizione politica, ha una sua dignità e io credo invece che possa servire, visto che peraltro ha un costo decisamente modesto, è più modesto del passato, è decisamente modesto rispetto a quello che potrebbe l’Assemblea legislativa nella vostra autonomia decidere di attivare, perché abbiamo detto che toccherà a voi decidere quali sono le indicazioni di spesa.

L’idea del presidente e dei vicepresidenti è direttamente collegata al fatto di provare a responsabilizzare tutti quanti. D’altra parte, se nelle Commissioni consiliari vi sono un presidente e due vicepresidenti, che nella regola vanno equilibrati tra maggioranza e opposizione, è perché si vuole coinvolgere tutti coloro i quali rappresentano coloro i quali sono stati eletti nella massima totalità, altrimenti basterebbe che chi ci vede in questo il tentativo di qualche meccanismo di fuffa decida che si dimette anche dalle vicepresidenze delle Commissioni consiliari, rinuncia a quel gettone in più di presenza e guardate che ognuno farebbe una grande figura all’esterno, se la vogliamo mettere dal punto di vista, come diceva il consigliere Paruolo, di raccogliere applausi a forza di tagliare sui costi.

Io credo che tutti quanti noi su questo nel Paese e in questo momento non possiamo prendere lezioni da nessuno, perché abbiamo dato credo dimostrazione - non direi mai esempio - di grande sobrietà, e questa sobrietà proseguirà perché stiamo istituendo una cabina di regia, come avevo promesso nel programma, per andare a un’ulteriore spending review della macchina regionale, perché lavoreremo per una complessiva riduzione degli enti, degli uffici, delle posizioni dirigenziali e delle società partecipate. Mi rendo conto che le mie adesso sono parole, ma era nel programma, ci proveremo e giudicherete voi se ne saremo stati capaci, ma l’indicazione di marcia è direttamente quella.

L’abbiamo fatto velocemente nei primi mesi, come forse pochi credevamo, lo continueremo a fare in una revisione della spesa che dovrà essere tarata sulle risposte che vogliamo dare alla politica e anche sulla consulta degli emiliano-romagnoli all’estero avevamo detto che avremmo proseguito in quell’indicazione. Lì ci sta ad esempio il fatto di non ricorrere più a emolumenti esterni, al netto del giudizio molto positivo che io do su quello che si è fatto nel passato, e mettere in capo a Consiglieri eletti, senza alcun euro in più di ciò che già guadagnano o hanno guadagnato, la responsabilità di provare a farla funzionare. Secondo noi il tema del rapporto con così tante associazioni è un rapporto che deve essere fecondo e valutato rispetto a dare dignità a coloro i quali hanno deciso a un certo punto della loro vita, in passato o recentemente, di recarsi all’estero per lavorare, per vivere o per opportunità di studio.

Si diceva che cosa è stato fatto; io non ho partecipato ovviamente alle Commissioni, mi auguro che in Commissione sia stato chiesto cosa è stato fatto e, se è stato chiesto, sia stato rendicontato, ma potrei, e non è il tempo, ma i dati che forniscono a me possono essere forniti a tutti, parlare delle borse di studio, corsi di formazione, attività di formazione, attività promozionale realizzata con l’APT regionale, spese per rientri, anche purtroppo di decessi per coloro i quali avevano difficoltà di sostentamento, la comunicazione, contributi a progetti di associazioni all’estero, tutte opinabili, ma certamente c’è un’attività che è stata fatta e puntualmente può essere rendicontata.

Io penso che - questo è quello che riguarda il nostro intendimento e quello della maggioranza - sia più giusto che sia l’Assemblea a prendersi questa responsabilità, piuttosto che rimanere soltanto in capo alla Giunta. Certo, la Giunta ha tutte le competenze per poter fare attività esecutive, ma non è che avrebbero un costo inferiore se decide la Giunta di sostenere attività delle singole associazioni, non è che avrebbe minori costi se, come io credo opportuno, si debbano concedere borse di studio a coloro i quali meritoriamente all’estero possono ricevere gli emiliano-romagnoli, non è che ci sarebbero meno risorse per eventuali corsi di formazione o anche pubblicazioni, che possono essere giuste o sbagliate, ma che tutte le regioni che hanno una consulta all’estero insieme a coloro i quali stanno all’estero provano a rendicontare. Da questo punto di vista non c’è un’opinione più giusta o più sbagliata rispetto a quello che pensiamo noi e quello che pensate voi, ma diciamo che c’è un’opinione differente, che l’Assemblea avrà il dovere di verificare puntualmente nelle spese e noi crediamo che non saranno quei 340 mila euro previsti, e io immagino si spenderà meno, che scasseranno un bilancio di 12 miliardi di questa Regione. Certo, per come sono fatto io, se fosse speso male anche un solo euro va denunciato. Questo è il punto.

Dopodiché, e concludo, dico al Movimento 5 Stelle, siccome ho detto che do dignità all’idea che non serve avere una consulta di emiliano-romagnoli all’estero con queste caratteristiche, do la dignità che si sarebbe preferito che fosse la Giunta stessa con gli Assessorati a organizzare il lavoro che secondo noi invece l’Assemblea legislativa con i suoi organismi, a partire dal presidente e vicepresidente, dovrà fare, di mettervi d’accordo quando intervenite su un punto. Se da un lato si pensa a cosa c’è dietro in termini di consenso che volete ricevere e dall’altro mi si dice che c’è una lettera di alcune associazioni che ci criticano per quello che stiamo facendo, delle due l’una: o siamo così sciocchi da cercare consenso verso chi ci sta dicendo che stiamo sbagliando tutto e che bisogna tornare indietro o forse noi rivendichiamo l’autonomia della politica, e non è un’associazione o dieci associazioni all’estero che vogliono decidere per noi che mi fanno cambiare idea. Ognuno stia al suo posto.

È l’Assemblea legislativa che deve prendere una decisione su come dovrà funzionare la consulta degli emiliano-romagnoli all’estero, se qualcuno sa cose che io non conosco e che sono da denunciare ce le dica o vada a dirle dove è giusto andare, perché altrimenti, se continuiamo o cominciamo tra di noi a lanciare messaggi che mi piacciono molto poco e che invece, se rendicontati o anche solo a conoscenza, dovessero far presagire che c’è qualcuno che non si comporta come dovrebbe, noi siamo i primi interessati a farci carico e di denunciarli. Lo dico nella massima chiarezza di una relazione e di un rapporto che deve proseguire e continuare anche nella massima asprezza di opinioni politiche diverse ma che almeno conceda la buonafede che se stiamo prendendo questo provvedimento non sarà certo perché dobbiamo lucrare due o tre voti in più, posto che si voterà tra cinque anni e fatto adesso c’è tutto il tempo per poterlo modificare, e soprattutto visto che qualcuno ci ha detto che c’è una critica che arriva da qualcuno da altra parte d’Europa o del mondo che ci dice che era meglio stare, a livello di organizzazione, con chi si stava prima, ma allora fa presagire che forse non era tutto così sbagliato o tutto da rifare.

Siamo abituati a metterci la faccia, avevamo detto che avremmo fatto questa riforma nei primi mesi di legislatura, può essere giusto o sbagliato - le opinioni sono tutte assolutamente legittime e hanno la loro dignità -, mi interessa però che ci venga riconosciuto che ci prendiamo la responsabilità di riorganizzare, di risparmiare, di rimettere in capo all’Assemblea legislativa la funzione di controllo e di decisione e dal punto di vista delle opinioni sono pronto nel corso già dei prossimi dodici mesi a rivedere anche alcune cose che ho detto, se mi dimostrerete, e ne prenderò atto, che questo nuovo progetto di legge ha delle lacune e magari o le miglioriamo oppure possiamo anche decisamente cambiarlo, perché da parte mia e da parte nostra - parlo della Giunta - l’unico interesse che c’è è fare in modo che si dia dignità alla storia, alle tradizioni, alla cultura di coloro i quali da questa terra se ne sono andati e orgogliosamente vogliono ancora sentirsi emiliano-romagnoli ovunque abitino, vicini o lontani, e dall’altra parte fare in modo che possa essere uno strumento che arricchisca il rapporto di interscambio culturale, anche commerciale, di relazioni, ecc. con l’altra parte del mondo. Anche per me le relazioni non possono essere soltanto un tema di marketing, così come le relazioni tra le persone per me, che le uso, non potranno mai essere soltanto un rapporto che si chiude su Facebook, su Twitter o con una mail. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, Presidente Bonaccini.

Con l’intervento del Presidente, si chiude la discussione generale. Il consigliere Bignami rinuncia all’intervento, quindi a questo punto sospendo la seduta per cinque minuti e alle 17,37 rientriamo in Aula. Facciamo la Conferenza dei Capigruppo per decidere su come continuare i nostri lavori.

Ci troviamo in Sala A con i Capigruppo.

 

(La seduta, sospesa alle ore 17,34, è ripresa alle ore 17,55)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riapriamo i lavori dell’Aula con la votazione degli emendamenti.

In Ufficio di Presidenza e Conferenza dei Capigruppo abbiamo stabilito di proseguire i lavori fino al termine del provvedimento in esame.

Sui progetti di legge n. 587 e 600 ci sono sessantadue proposte di emendamento più due subemendamenti, di cui sei a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi, quarantotto a firma del consigliere Foti, più due subemendamenti, un emendamento a firma dei consiglieri Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Rancan, Marchetti Daniele, Bargi, Liverani, Delmonte e Pettazzoni e sette a firma della consigliera Mori.

Prima di discutere gli emendamenti, abbiamo una richiesta di esame degli emendamenti all’oggetto assembleare 587 in Commissione referente a norma dell’articolo 95, secondo comma, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

Dobbiamo votare la richiesta di rinvio in Commissione presentata dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Nomino scrutatori i consiglieri Cardinali, Sensoli e Pettazzoni.

Metto in votazione la richiesta di rinvio in Commissione.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La richiesta è respinta.

Procediamo ora con gli emendamenti. All’articolo 1 del progetto di legge di iniziativa dei Consiglieri recante "Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo", a firma dei consiglieri Mori, Caliandro, Rossi Nadia e Calvano, abbiamo l’emendamento 55 dei consiglieri Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Rancan, Marchetti Daniele, Bargi, Liverani, Delmonte e Pettazzoni, l’emendamento 1 a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi e gli emendamenti dal 7 al 18 a firma del consigliere Foti, tra cui ce ne sono anche alcuni che sono stati ritirati.

Apro la discussione generale sull’articolo 1.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente. Abbiamo ascoltato con attenzione le parole del Presidente Bonaccini e anche alcune osservazioni formulate dai colleghi di maggioranza e con una certa dose di sfiducia, che è già trapelata nel mio intervento, riteniamo di concedere una linea di credito al Presidente Bonaccini, quindi ci asterremo su tutti i provvedimenti. Ci asterremo anche sulla votazione finale non perché cambi un giudizio, però il Presidente ha detto due - tre cose che ci interessano e vogliamo andare a valutare e riscontrare. Tra l’altro, Presidente, non rammento se lei era in Aula, perché era un’interrogazione che ho formulato e rivolta all’assessore Venturi e proprio in apertura di seduta abbiamo reso atto all’assessore Venturi dell’operato che sta conducendo, quindi vediamo, non abbiamo difficoltà nell’andare a riscontrare, è un’apertura di credito che facciamo sull’intervento di contenuto, non sull’idea complessiva nella gestione, non le nego che c’è un retaggio identitario, e mi ha fatto un po’ specie sentire la parola "identità" e "radici" da parte di alcuni, ma fa piacere - diceva Almirante "se vedi fiorire la verità sulle labbra degli avversari devi esserne contento" e visto che io non sono entrato nella destra ma sono nato nella destra non ho problemi a citare Almirante - quindi concediamo ben volentieri questa linea di credito perché crediamo che se si possa fare il bene della collettività, anche fuori dai confini regionali, sia un dato positivo. Riteniamo che lo strumento, così come è oggi si è realizzato, non sia adeguato, ci viene detto che verrà rinnovato lo slancio e verrà rinnovata la verifica di conduzione del medesimo strumento, non vi è nessun problema, ci asteniamo, non chiedeteci ovviamente il voto a favore, e vediamo, anche secondo il timing che il Presidente ha indicato, di riscontrare effettivamente la bontà delle innovazioni prodotte.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bignami.

Non ci sono altri iscritti in discussione generale, per cui apro le dichiarazioni di voto. Passiamo alla votazione degli emendamenti 55 e 1, che sono identici, rispettivamente a firma dei consiglieri della Lega e dei consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi, e l’emendamento 55, a firma dei consiglieri Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Rancan, Marchetti Daniele, Bargi, Liverani, Delmonte e Pettazzoni.

 

(Sono respinti a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Gli emendamenti 55 e 1 sono respinti.

Passiamo ora all’emendamento 7, a firma del consigliere Foti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 7 è respinto.

Gli emendamenti 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 e 17, a firma del consigliere Foti, sono stati ritirati, per cui dobbiamo votare l’emendamento 18, a firma del consigliere Foti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 18, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 18 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’articolo 2. Apro la discussione sull’articolo 2, su cui insistono tre emendamenti, il 2 del Movimento 5 Stelle, a firma Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi; il 19 e il 20 a firma del consigliere Foti di Fratelli d’Italia.

Passiamo ora alla discussione generale sull’articolo 2.

Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.

 

FOTI: Grazie, presidente. Volevo fare una dichiarazione in questo senso: per quanto riguarda gli emendamenti che ho mantenuto, li ho mantenuti in ragione ad aspetti formali, altri invece per un ragionamento che mi permetto di fare più istituzionale, anche per chiarire fino in fondo il mio pensiero. Come ho detto già all’inizio, venendo anche io da una storia solo di destra (non ho mai avuto altre tessere), non volevo si equivocasse in ordine allo strumento rispetto al fine dello strumento. Per me gli emiliano-romagnoli all’estero sono una cosa seria e devo dire che quando il Presidente Bonaccini ha detto alcune cose le ha dette anche in modo chiaro. Può darsi che questa consulta non ottenga risultati, e noi diremo che è stato un fallimento, ma può darsi che questa consulta ottenga degli ottimi risultati e dovremo dargliene atto, perché non esistono solo verità da una parte o dall’altra, ma molto spesso le verità si realizzano sul campo.

Ho detto, nel mio intervento di prima, che nella mia zona di persone che sono andate a lavorare all’estero ce ne sono tante, ma soprattutto quello che mi fa piacere è che una volta l’anno, anche se per soli pochi giorni, ritornano nei loro territori e nelle loro case a trovare i parenti e a trovare gli amici, e questo è reso possibile anche in relazione a una rete che si è creata. Nelle nostre zone sono andati anche oltre, perché abbiamo inaugurato a Morfasso, col sindaco di Alleanza Nazionale, un museo all’emigrante e abbiamo fatto alcune cose. Non mi piace sotto il profilo istituzionale com’è stata pensata la Commissione, ma devo dire che alla fine è un modo di concepirla.

L’unica cosa che ritengo - lo dico perché mi pare giusto doverlo dire - e che forse è stato mal spiegato da parte mia, è che io non ho retro-pensieri nei confronti della Commissione Sesta, perché ritengo che anzi sotto un profilo istituzionale sia più commissione di tutte le altre, perché è una commissione regionale e non solo una commissione assembleare, quindi rimarrà a prescindere, essendo prevista dallo Statuto e non per facoltà dell’Assemblea. Devo dire che in questo preciso momento, nel momento in cui noi licenziamo questo provvedimento, riterrei più giusto, anziché specificare questa commissione, lasciare che sia la commissione assembleare competente a rapportarsi con questa consulta, il che significa che, finita questa legge ed entrata in vigore questa legge, si andrà esclusivamente all’Ufficio di Presidenza che assegnerà la competenza alla commissione, e a voler tranquillizzare, perché ritengo che sia giusto farlo, anche la relatrice, che ovviamente ha individuato all’inizio un percorso, dico, consigliera Mori, con molta tranquillità che a quella commissione che lei presiede sono già state assegnate dall’Ufficio di Presidenza delle competenze, se non sbaglio per esempio quella sull’AGCOM. Mi scappa anche un po’ da ridere, perché sembro quello che ce l’ha con la Commissione Pari Opportunità e a Piacenza sto difendendo la Commissione delle Elette contro una parte del PD che la vuole eliminare dallo statuto, quindi vorrei essere anche chiaro, che non ho di questi problemi.

A mio avviso era solo un problema di chiarezza all’interno di un’impalcatura legislativa e ci siamo anche chiariti con la relatrice, perché essendo mono gruppo non riesco a fare tutte le commissioni e il giorno che c’è stata questa commissione ero andato alla prima ma non alla commissione di merito. Ciò detto, e concludendo, ritengo di poter dire, signor Presidente e colleghi, che sarebbe profondamente sbagliato ritenere che i rapporti con gli italiani all’estero siano solo un costo, perché gli italiani all’estero sono una risorsa per questo Paese, anche in termini di reversali pensionistiche.

Venendo da questa storia, io non posso accettare che sia solo un problema di costi, anche se il Presidente Bonaccini ha detto giustamente che abbiamo tagliato perché ci siamo dati un modello di questo tipo, e dico anche che sarebbe giusto, Presidente Bonaccini, che lei all’Assemblea dei Presidenti di Regione o alla Conferenza Stato/Regioni dicesse anche che - vedendo dai siti internet cosa stanno facendo in alcune Assemblee legislative o le scappatoie che hanno cercato in alcune Assemblee legislative molto poco commendevoli - fino a prova contraria il segnale che la politica deve dare è quello che noi unanimemente abbiamo dato qui dentro, non per recuperare un consenso che magari non ci verrà mai riconosciuto, ma per un problema di lealtà anche nei nostri confronti, per poter andare in giro e dire che siamo tra le poche regioni e tra le poche categorie di politici che le indennità se le sono tagliate e non aumentate.

Penso che questo non sia un problema di tipo economico ma di stile. Ci siamo dati uno stile, lei ha parlato di sobrietà, io personalmente ritengo che si possa condividere anche questo aggettivo, perché tale è stato, ma non andiamo a fare le pulci laddove non è il caso, perché tenere i rapporti con delle comunità italiane all’estero penso che sia un dovere per un Paese, non un obbligo forzato. Non è qualcosa che deve essere imposto per legge, ma dovrebbe essere qualcosa che nasce innanzitutto dalle nostre convinzioni. Oltretutto ho votato la modifica della Costituzione per dare il voto agli italiani all’estero e la legge sugli italiani all’estero, e alla fine qualcuno diceva che se non avessimo votato la legge sugli italiani all’estero avremmo vinto le elezioni, perché voi vi ricorderete che nel famoso 2008 l’accusa principale fu quella che fu il voto degli italiani all’estero a determinare la vittoria della sinistra. Io personalmente non so che tipo di determinazione politica abbia prodotto quel voto, ma sono contento che degli elettori, dei cittadini e dei fratelli italiani abbiano potuto votare in massima libertà per quello che era l’organo supremo sotto il profilo delle istituzioni democratiche e, cioè, il Parlamento italiano.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Non ci sono altri iscritti in discussione generale, per cui passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte su articolo ed emendamenti. Non ci sono iscritti in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento n. 2, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

Gli emendamenti 19 e 20, a firma del consigliere Foti, sono stati ritirati.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’articolo 3, su cui insistono degli emendamenti: il 3 a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi e il 21, 22, 23 e 24 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale sull’articolo 3. Non ci sono iscritti in discussione generale, per cui apro la dichiarazione di voto congiunta sull’articolo 3 ed emendamenti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 3 è respinto.

L’emendamento 21, a firma del consigliere Foti, è ritirato, per cui passiamo all’emendamento 22.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 22, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 22 è respinto.

L’emendamento 23, a firma del consigliere Foti, è ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 24, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 24 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’articolo 4, su cui insistono l’emendamento 4 a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi, l’emendamento 25 a firma del consigliere Foti, nella seconda stesura, il 56 della consigliera Mori, il 57 della consigliera Mori, il 27 e il 28 del consigliere Foti e il 58 della consigliera Mori.

Apro la discussione generale sull’articolo 4.

Ha chiesto di parlare la consigliera Mori. Ne ha facoltà.

 

MORI: Grazie, presidente. Era solo per sottolineare che, per quanto mi riguarda, rispetto ai chiarimenti che sono stati forniti dal collega Foti rispetto all’interpretazione del riscritto emendamento all’articolo 4 n. 25, esprimo favorevolmente il mio parere rispetto all’approvazione, anche perché non esiste nessun tipo di esclusività ma una competenza riconosciuta dell’Ufficio di Presidenza e dignità da parte della Commissione che presiedo. Questo mi è sufficiente per dare parere favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Mori.

Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.

 

FOTI: Grazie, presidente. Solo per dire, Presidente, che, avendo scritto male, la dizione è “sentita la Commissione assembleare competente”. Successivamente la modifica è scritta per ogni altro articolo relativo alla stessa dizione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Non ci sono altri iscritti in discussione generale, per cui passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sugli emendamenti e sull’articolo 4. Non ci sono iscritti in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 4 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 25, a firma del consigliere Foti.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 25 è approvato.

L’emendamento 26, a firma del consigliere Foti, è ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 56, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 56 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 57, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 57 è approvato.

L’emendamento 27, a firma Foti, è ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 28, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 28 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 58, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 58 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’articolo 5.

Apriamo la discussione generale sull’articolo 5, su cui insistono alcuni emendamenti: il 5, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi, e il 29, 30 e 31 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale sull’articolo 5. Non ci sono iscritti, per cui passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sull’articolo 5 ed emendamenti. Non ci sono iscritti in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma dei consigliere Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 5 è respinto.

Gli emendamenti 29 e 30, a firma del consigliere Foti, sono ritirati.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 31, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 31 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’articolo 6, su cui insistono alcuni emendamenti: il 6 a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi, e il 32 e il 33 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti in discussione generale, per cui apro le dichiarazioni di voto congiunte emendamento e articolo. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 6 è respinto.

L’emendamento 32, a firma del consigliere Foti, è ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 33, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 33 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’articolo 7, su cui non insiste alcun emendamento.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 7 è approvato.

Passiamo all’articolo 8, su cui non insiste nessun emendamento.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui passiamo alle dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 8 è approvato.

Passiamo all’articolo 9, su cui insistono tre emendamenti e un subemendamento: il 34 a firma del consigliere Foti, il 63 a firma del consigliere Foti, il 59 a firma della consigliera Mori e il 35 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

L’emendamento 34, a firma del consigliere Foti, è stato ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, il subemendamento 63, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il sub-emendamento 63 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 59, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 59 è approvato.

L’emendamento 35, a firma del consigliere Foti, viene ritirato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 9, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 9 è approvato.

Passiamo all’articolo 10, su cui non insistono emendamenti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 10 è approvato.

Passiamo all’articolo 11, su cui insistono tre emendamenti, tutti e tre ritirati, il 36, il 37 e il 38 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale solo sull’articolo. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 11 è approvato.

Passiamo all’articolo 12, su cui non insistono emendamenti.

Apro la discussione generale solo sull’articolo. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 12 è approvato.

Passiamo all’articolo 13, su cui non insistono emendamenti.

Apro la discussione generale solo sull’articolo. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 13 è approvato.

Passiamo all’articolo 14, su cui insistono due emendamenti ritirati dal presentatore, consigliere Foti, quindi il 39 e il 40 sono ritirati.

Apro la discussione generale. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 14 è approvato.

Passiamo all’articolo 15, su cui insiste un emendamento, il 41, a firma del consigliere Foti, che è stato ritirato.

Apro la discussione generale. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 15 è approvato.

Passiamo all’articolo 16, su cui non insistono emendamenti.

Apro la discussione generale. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 16 è approvato.

Passiamo all’articolo 17, su cui insistono l’emendamento 60 a firma della consigliera Mori, il 42, 43 e 44 a firma del consigliere Foti, il 62 a firma della consigliera Mori e il 45 a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti in discussione generale, per cui apro le dichiarazioni di voto congiunte su emendamenti e articolo. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 60, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento n. 60 è approvato.

Gli emendamenti 42, 43 e 44, a firma del consigliere Foti, sono stati ritirati.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 62, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 62 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 45, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 45 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 17, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 17 è approvato.

Passiamo all’articolo 18, su cui insiste un emendamento, il 46, a firma del consigliere Foti, che è stato ritirato.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 18.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 18 è approvato.

Passiamo all’articolo 19, su cui insistono un subemendamento, il 64, a firma del consigliere Foti, e un emendamento, il 61 a firma della consigliera Mori.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto congiunte su articolo ed emendamenti. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, il subemendamento 64, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il subemendamento 64 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 61, a firma della consigliera Mori.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 61 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 19, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 19 è approvato.

Passiamo all’articolo 20, su cui insistono quattro emendamenti a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Gli emendamenti 47 e 48, a firma del consigliere Foti, sono ritirati.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 49, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 49 è respinto.

L’emendamento 50 è ritirato dal presentatore, consigliere Foti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 20 è approvato.

Passiamo all’articolo 21, su cui insistono tre emendamenti, il 51, il 52 e il 53, a firma del consigliere Foti, tutti e tre ritirati dal presentatore.

Apro la discussione generale. Non ci sono interventi, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 21 è approvato.

Passiamo all’articolo 22, su cui insiste un emendamento, il 54, a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 54, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 54 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 22.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 22 è approvato.

Passiamo all’articolo 23, su cui non insistono emendamenti.

Apro la discussione generale. Non ci sono iscritti, per cui apro le dichiarazioni di voto. Non ci sono iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 23.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 23 è approvato.

Concluso l’esame dell’articolato, apriamo le dichiarazioni di voto finali sul provvedimento.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:

 

Presenti

 

44

Assenti

 

6

Votanti

 

43

Favorevoli

 

31

Contrari

 

10

Astenuti

 

2

 

(Il consigliere Bignami dichiara voto di astensione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Aggiungiamo il voto di astensione del consigliere Bignami, presidente del gruppo Forza Italia.

Proclamo approvata la legge riguardante «Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo. Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi a favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo).»

 

Richiesta di inversione dell’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ha chiesto di parlare il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.

 

PARUOLO: Grazie, presidente. Intervengo sull’ordine dei lavori. Avevo illustrato stamattina l’opportunità di riuscire a licenziare entro questa seduta il piano triennale sul cinema in modo da mettere l’Assessorato nelle condizioni di partire con i bandi, ho chiesto ai Capigruppo, e voglio ringraziare della disponibilità, a procedere senza una discussione alla votazione di questa delibera, che è la prima. Chiedo quindi di portarla al primo punto e poterla votare senza discussione perché c’è la disponibilità in questo senso da parte di tutti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Paruolo, la Capigruppo ha deciso di chiudere i lavori con l’approvazione della legge che abbiamo appena approvato.

 

PARUOLO: Ne sono cosciente, però ho chiesto e c’è una disponibilità a restare altri trenta secondi in Aula perché si procederebbe senza discussione alla votazione anche di questo provvedimento, che metterebbe l’Assessorato nelle condizioni di poter procedere già nei prossimi giorni con gli atti amministrativi di competenza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Paruolo.

Ha chiesto di parlare il consigliere Delmonte. Ne ha facoltà.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Se vogliamo dire delle bugie va bene, ma non ho dato nessuna disponibilità. Questa disponibilità generale non c’è; c’è stato un ordine preciso dell’UP con i Presidenti di gruppo che era di chiudere l’Assemblea dopo questo progetto di legge, in più questa mattina la Presidente Saliera si è espressa chiaramente dicendo che un atto amministrativo non poteva essere trattato prima dei progetti di legge, e visto che nell’ordine dei lavori c’è un altro progetto di legge, in teoria di Foti, o facciamo un altro UP e decidiamo di procedere con il progetto di legge di Foti e poi con l’atto amministrativo dell’Assessorato alla Cultura, oppure non c’è nessuna disponibilità ad attuare, da parte nostra - eventualmente si valuterà con gli altri - un’inversione dell’ordine dei lavori, anche perché non possibile da Regolamento dell’Aula.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Delmonte.

Ha chiesto di parlare il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.

 

PARUOLO: Grazie, presidente. Avevo inteso, e sono convinto, di avere avuto l’ok da tutti gli altri Capigruppo, ma prendo atto che la Lega, attraverso l’espressione del suo vice capogruppo, impedisce che possa essere votato in questa stessa seduta un atto di cui beneficerebbero senza particolari problemi, e c’era l’accordo di tutti tranne che il vostro. Ne prendo atto e ritiro la richiesta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Paruolo.

Mi attengo a quello che è stato deciso nella Conferenza dei Capigruppo di mezz’ora fa circa e chiudo i lavori dell’Aula. Buonasera a tutti.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 18,38

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Andrea CORSINI e il consigliere Alan FABBRI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 587 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo». A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Rossi Nadia, Calvano (Testo base)” (5)

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 31

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 10

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Astenuti: 3

Enrico AIMI, Galeazzo BIGNAMI, Tommaso FOTI.

 

Non votanti: 1

Presidente Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 5

Piergiovanni ALLEVA, Alan FABBRI, Silvia PICCININI, Matteo RANCAN, Simonetta SALIERA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 587 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Diritti di cittadinanza e politiche di coesione globale tramite la valorizzazione delle relazioni tra gli emiliano-romagnoli nel mondo». A firma dei Consiglieri: Mori, Caliandro, Rossi Nadia, Calvano (Testo base)” (5)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 1 è così sostituito:

"Art. 1

Abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3

1. La legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo) è abrogata. Sono inoltre abrogati il regolamento 28 novembre 2006, n. 6 "Disciplina dei compensi e dei rimborsi spettanti al Presidente, ai componenti ed agli invitati della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo" e l'articolo 45 della legge finanziaria regionale del 29 dicembre 2006 n. 20.

2. La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, di seguito denominata Consulta, è soppressa e cessa le proprie attività a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Dalla data di soppressione della Consulta, ai componenti non è più dovuto alcun emolumento comunque denominato."»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 2 è così sostituito:

"Art. 2

Attività della Consulta

1. Gli emiliano-romagnoli nel mondo non vengono visti unicamente come una minoranza da tutelare, né un problema da risolvere, bensì come una risorsa da valorizzare per una regione più internazionale, più efficiente, più produttiva, più colta, più solidale, costituendo una rete "naturale" per l'internazionalizzazione della regione e del suo tessuto produttivo.

2. Nel portare a termine le attività già in fase di attuazione e nell'avviare nuovi progetti si porrà cura nel non disperdere il patrimonio rappresentato dalle associazioni emiliano-romagnole nel mondo gestendo sia i progetti già avviati, sia quelli che verranno avviati, nel settore più omogeneo, per materia, della Giunta regionale, con particolare riguardo all'Assessorato "Attività Produttive".

3. AI fine di salvaguardare i livelli occupazionali, il personale dipendente dalla Giunta regionale in carico alla Consulta è riallocato nelle affini strutture competenti della Giunta regionale, in particolare dell'Assessorato "Attività Produttive", in ruoli e funzioni equivalenti.

4. Le attività della Consulta già programmate, ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 3 del 2006, alla data di entrata in vigore della presente legge sono attuate e concluse dalla Giunta regionale, comunque non oltre la X legislatura.

5. Per le attività di cui al comma 2, la Giunta regionale può avvalersi delle risorse per esse formalmente stanziate alla data di abrogazione della legge regionale n. 3 del 2006."»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 3 è così sostituito:

"Art. 3

Destinazione risorse economiche

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 2, la Giunta provvede, con apposito atto da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, al recupero al bilancio regionale delle risorse economiche derivanti dall'abrogazione della legge regionale n. 3 del 2006 e dalla soppressione della Consulta.

2. Le economie derivanti dalla presente legge vengono destinate per l'anno 2015, al Fondo per il microcredito diretto al finanziamento, al sostegno ed all'avvio di un'attività di lavoro autonomo o di microimpresa organizzata in forma individuale, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero a promuovere l'inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro e alla realizzazione di politiche di legalità, qualità e sicurezza del lavoro."»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 4 è così sostituito:

"Art. 4

Norma transitoria

1. La Giunta disciplina, con proprio provvedimento, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i rapporti giuridici e le situazioni sostanziali pendenti alla data di abrogazione della legge regionale n. 3 del 2006."»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 5 è così sostituito:

"Art. 5

Valorizzazione e riconoscimento degli emiliano-romagnoli nel mondo

1. Salvo quanto disposto dall'articolo 2, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, le azioni preordinate a perseguire e attuare gli obiettivi di cui all'art. 2, comma 1, lettera g), dello Statuto regionale sono programmate e realizzate dalla Giunta regionale, attraverso le proprie strutture ordinarie, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

2. In ogni caso, le funzioni di cui al comma 1 sono esercitate nei limiti della disponibilità del bilancio regionale."»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Gibertoni, Sassi:

«L’articolo 6 è così sostituito:

"Art. 6

Entrata in vigore

1. La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo di osservarla e farla osservare come legge della Regione Emilia-Romagna."»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 1, riga seconda, dopo "le loro famiglie" aggiungere "negli ascendenti,".»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 2, riga seconda, sostituire "nel mondo" con "all’estero".»

(Ritirato)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 2, riga seconda, sostituire "dei territori di insediamento " con "dei Paesi che li ospitano".»

(Ritirato)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 2, riga terza, sopprimere da "favorendo …" a "della Regione".»

(Ritirato)

 

Emendamento 11, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 3, dopo "attraverso" sostituire "il maggiore" con "l’".»

(Ritirato)

 

Emendamento 12, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 4, riga quarta, sostituire "nel mondo" con "all’estero".»

(Ritirato)

 

Emendamento 13, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 5, lettera a), riga seconda, sostituire "attraverso .... del" con "valorizzando il".»

(Ritirato)

 

Emendamento 14, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 5, lettera b), riga seconda, dopo "con il" aggiungere "proprio" e conseguentemente sopprimere "della regione d'origine".»

(Ritirato)

 

Emendamento 15, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 5, lettera g), riga seconda, dopo "loro" aggiungere "ascendenti,".»

(Ritirato)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 7, riga prima, sostituire "svolge" con "attua".»

(Ritirato)

 

Emendamento 17, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, comma 7, riga prima, sostituire "." con ":" e sopprimere da "Tali …" a "sviluppati".»

(Ritirato)

 

Emendamento 18, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 1, sopprimere il comma 8.»

(Respinto)

 

Emendamento 19, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 2, comma 1, lettera a), riga seconda, dopo "loro" aggiungere "ascendenti e".»

(Ritirato)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 2, comma 1, lettera b), riga prima, sopprimere "o riacquisiscano".»

(Ritirato)

 

Emendamento 21, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 3, comma 2, seconda riga, sostituire "ed esercita le seguenti funzioni" con "che".»

(Ritirato)

 

Emendamento 22, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 3, comma 2, lettera a), riga prima, sostituire "alle esigenze del settore attinenti le proprie funzioni".»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 3, comma 2, lettera d), riga prima, dopo "attività e" aggiungere "istituisce".»

(Ritirato)

 

Emendamento 24, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 3, comma 3, riga seconda, sostituire "dello Stato e delle Regioni" con "della Repubblica".»

(Respinto)

 

Emendamento 25, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 4, comma 1, riga prima, sostituire da "sentita …" a "e uomini)" con "sentita la Commissione consiliare competente e conseguentemente in ogni altro articolo".»

(Approvato)

 

Emendamento 26, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 4, comma 1, la lettera b) è integralmente sostituita dalla seguente:

"b) due componenti della Commissione assembleare competente per materia, dei quali uno di opposizione;".»

(Ritirato)

 

Emendamento 27, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 4, comma 2, seconda riga, sostituire "della commissione ... 2011" con "dell’Assemblea legislativa".»

(Ritirato)

 

Emendamento 28, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 4, comma 3, riga prima, sostituire "immediatamente ... Consulta" con "entro sette giorni dalla nomina del Presidente della Consulta".»

(Respinto)

 

Emendamento 29, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 5, comma 2, riga seconda, sostituire da ", il comitato esecutivo … 2011" con "o il comitato esecutivo".»

(Ritirato)

 

Emendamento 30, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 5, comma 4, riga seconda, sostituire "al fine di" con "per meglio".»

(Ritirato)

 

Emendamento 31, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 5, comma 5, riga sesta, sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia".»

(Respinto)

 

Emendamento 32, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 6, comma 1, riga prima, sostituire "vicepresidenti" con "Consiglieri di cui all’articolo 4, comma 1, lettera b)".»

(Ritirato)

 

Emendamento 33, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 6, comma 1, riga terza, prima di "all’estero" aggiungere "residenti".»

(Respinto)

 

Emendamento 34, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 9, comma 1, riga prima, sostituire "la Giunta ... può promuovere" con "l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa, su proposta della Consulta, può promuovere - stabilendo le modalità di partecipazione - ".»

(Ritirato)

 

Emendamento 35, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 9, comma 2, riga prima, sopprimere da "l'integrazione ... " a " di accelerare".»

(Ritirato)

 

Emendamento 36, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 11, comma 2, lettera c), riga prima, sostituire "insediamento" con "residenza".»

(Ritirato)

 

Emendamento 37, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 11, comma 3, lettera a), riga quarta, sopprimere da "di cui alla legge …" a "all'estero)".»

(Ritirato)

 

Emendamento 38, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 11, comma 3, lettera d), riga prima, dopo "informazioni e" aggiungere "la diffusione".»

(Ritirato)

 

Emendamento 39, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 14, comma 1, riga terza, dopo "loro" aggiungere "ascendenti e".»

(Ritirato)

 

Emendamento 40, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 14, comma 3, riga seconda, sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia".»

(Ritirato)

 

Emendamento 41, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 15, comma 1, riga seconda, sostituire "realizzare" con "promuovere" e sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia".»

(Ritirato)

 

Emendamento 42, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 17, comma 1, riga seconda, sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia".»

(Ritirato)

 

Emendamento 43, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 17, comma 1, riga quarta, sostituire "e assicura ... bilancio della Regione" con "le risorse finanziarie necessarie all'attuazione del piano triennale, tenuto conto che le stesse devono rientrare nello stanziamento complessivo attribuito alla Consulta, secondo quanto disposto dall'articolo 4, comma 3, della presente legge.".»

(Ritirato)

 

Emendamento 44, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 17, comma 2, lettera c), riga seconda, sostituire "previa proposta della Giunta" con "sulla base della proposta formulata dall'Assemblea".»

(Ritirato)

 

Emendamento 45, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 17, comma 2, lettera d), riga prima, sostituire ". I parametri … regionali" con ", nel rispetto delle norme vigenti in materia di missione dei consiglieri".»

(Respinto)

 

Emendamento 46, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 18, comma 4, riga terza, sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia".»

(Ritirato)

 

Emendamento 47, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 20, comma 1, riga seconda, sostituire "di cui … 2011" con "competente per materia" e sostituire "contenente … aspetti" con "relativa:".»

(Ritirato)

 

Emendamento 48, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 20, comma 1, la lettera a) è così sostituita:

"a) allo stato di attuazione degli interventi previsti dalla presente legge, con espressa indicazione delle risorse finanziarie impiegate e dei beneficiari delle stesse;".»

(Ritirato)

 

Emendamento 49, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 20, comma 1, la lettera b) è abrogata.»

(Respinto)

 

Emendamento 50, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 20, comma 1, la lettera c) è così sostituita:

""c) al funzionamento della Consulta e alle iniziative dalla stessa promosse, evidenziando le eventuali criticità emerse nel corso dell'attuazione delle stesse."»

(Ritirato)

 

Emendamento 51, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 21, comma 1, riga prima, sostituire ", relativi alla legge … nella stessa legge" con "sono disciplinati, fino alla conclusione degli stessi, dalle disposizioni di cui alla Legge Regionale 24 aprile 2006, n. 3".»

(Ritirato)

 

Emendamento 52, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 21, comma 3, riga seconda, sostituire "vicepresidenti" con "Consiglieri di cui all'articolo 4, comma 1, lettera b)".»

(Ritirato)

 

Emendamento 53, a firma del consigliere Foti:

«All'articolo 21, comma 3, riga quarta, sostituire "di cui … del 2011" con "competente per materia".»

(Ritirato)

 

Emendamento 54, a firma del consigliere Foti:

«Il comma 2 dell’articolo 22 è abrogata.»

(Respinto)

 

Emendamento 55, a firma dei consiglieri Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Rancan, Daniele Marchetti, Bargi, Liverani, Delmonte, Pettazzoni:

«La legge regionale 24 aprile 2006, n. 3 (Interventi in favore degli emiliano-romagnoli e funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo) è abrogata. Sono inoltre abrogati il regolamento 28 novembre 2006, n. 6 "Disciplina dei compensi e dei rimborsi spettanti al Presidente, ai componenti ed agli invitati della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo" e l'articolo 45 della legge finanziaria regionale del 29 dicembre 2006 n. 20. La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è soppressa e cessa le proprie attività a decorrere dalla data di abrogazione della legge regionale 24 aprile 2006, n. 3. Dalla data di soppressione della Consulta, ai componenti non è più dovuto alcun tipo di emolumento."»

(Respinto)

 

Emendamento 56, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 4, la lettera b) del comma 1 è così sostituita:

"b) due vicepresidenti nominati dall'Assemblea legislativa di cui uno scelto tra i componenti della stessa e l'altro scelto tra i Consultori residenti stabilmente all'estero di cui alla lettera e), eletti con voto limitato ad uno;"»

(Approvato)

 

Emendamento 57, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 4, al comma 1, dopo la lettera f) sono aggiunte le seguenti:

"g) due docenti delle Università che hanno sede nella Regione Emilia-Romagna scelti d'intesa dai Rettori delle Università stesse;

h) non si può essere nominato Consultore per più di due volte consecutive."»

(Approvato)

 

Emendamento 58, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 4, il comma 3 è così sostituito:

"3. La Giunta provvede, previa intesa con l'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa, dopo la nomina del nuovo Presidente della Consulta, a trasferire in capo all'Assemblea legislativa tutte le risorse umane, finanziarie e strumentali attribuite alla Consulta per l'esercizio 2015, attraverso gli atti necessari a garantire la piena operatività della Consulta stessa, compresi quelli inerenti l'organizzazione. Tale disponibilità deve essere assicurata per tutti gli anni di esercizio di mandato successivi, ai sensi dell'articolo 19."»

(Approvato)

 

Emendamento 59, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 9, al comma 1 le parole: "La Giunta regionale, su proposta della Consulta e previo parere della commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011," sono sostituite dalle parole: "Su proposta della Consulta, la commissione assembleare di cui alla legge regionale n. 8 del 2011"»

(Approvato)

 

Emendamento 60, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 17, al comma 1 dopo "su proposta del Presidente della Consulta" aggiungere "acquisito in merito il parere della Giunta, nonché"»

(Approvato)

 

Emendamento 61, a firma della consigliera Mori:

«L’articolo 19 è sostituito dal seguente articolo:

"Art. 19

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge per gli esercizi 2015, 2016 e 2017 si fa fronte con gli stanziamenti previsti nel bilancio autonomo dell'Assemblea legislativa a seguito del trasferimento allo stesso delle risorse stanziate e disponibili nel bilancio regionale per l'esercizio finanziario 2015 e pluriennale 2015-2017 di cui alle unità previsionali di base 1.5.2.2.20280 - Iniziative a favore dell'emigrazione e dell'immigrazione - e 1.2.1.1.100 - Compensi e rimborsi spettanti ai componenti di organi collegiali - Capitolo U50020, per la parte destinata all'attività della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo.

2. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle variazioni di bilancio che si rendessero necessarie.

3. Per gli anni successivi, la Regione provvede al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge ai sensi di quanto previsto dalla legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4), e in particolare dall'articolo 68, nonché dal Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e in particolare dall'articolo 67, al fine di dare la necessaria copertura finanziaria a quanto previsto dal piano triennale di cui all'articolo 17."»

(Approvato)

 

Emendamento 62, a firma della consigliera Mori:

«All’articolo 17, al comma 2, lettera c) si elimina lo locuzione "previa proposta della Giunta "»

(Approvato)

 

Subemendamento 63, a firma del consigliere Foti:

«All’emendamento 59 le parole: "di cui alla legge regionale n. 8 del 2011" sono sostituite con "competente per materia".»

(Respinto)

 

Subemendamento 64, a firma del consigliere Foti:

«All’emendamento 61 il comma 2 dell’articolo 19 è abrogato.»

(Respinto)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

662 - Interrogazione a risposta scritta circa il completamento, in materia di trasporto pubblico, del SFM e della filoviarizzazione delle linee portanti urbane. A firma del Consigliere: Bignami

663 - Interrogazione a risposta scritta circa i tagli riguardanti i fondi e le risorse destinati alla non autosufficienza, con particolare riferimento alla Provincia di Ferrara. A firma del Consigliere: Fabbri

664 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di attuazione delle norme riguardanti i Piani per l'eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani, Sassi

665 - Interrogazione a risposta scritta circa il rispetto di norme riguardanti gli impianti termici da parte del Comune di Marzabotto. A firma del Consigliere: Bignami

666 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti la linea ferroviaria Modena-Sassuolo. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Sassi

668 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa a controlli effettuati presso un allevamento di cani, nel Comune di Baricella. A firma del Consigliere: Torri

672 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione esistente presso l'AUSL di Bologna in merito agli operatori di settore facenti funzione di coordinamento. A firma del Consigliere: Bignami

 

Risoluzioni

 

667 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un percorso istituzionale teso ad un aggiornamento della "Direttiva in materia di requisiti strutturali ed organizzativi per la prima infanzia e relative norme procedurali. Disciplina dei servizi ricreativi e delle iniziative di conciliazione" di cui alla delibera assembleare n. 85 del 25/7/2012, in materia di nidi d'infanzia. (26 05 15) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Marchetti Francesca, Caliandro, Pruccoli, Montalti

670 - Risoluzione per impegnare la Giunta a diversificare e ampliare l'offerta educativa per la prima infanzia nella nostra regione, adottando le necessarie modifiche o integrazioni alla Direttiva in materia di requisiti strutturali ed organizzativi per la prima infanzia. (26 05 15) A firma della Consigliera: Gibertoni

671 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, anche nei confronti del Parlamento, volte ad introdurre modificazioni alla normativa riguardante il mercato e la concorrenza, con particolare riguardo alla materia assicurativa ed ai risarcimenti connessi alla circolazione dei veicoli, tenendo inoltre conto delle indicazioni provenienti dalle associazioni di categoria operanti nel settore. (26 05 15) A firma del Consigliere: Bignami

 

Interpellanza

 

669 - Interpellanza circa la tutela dei lavoratori impiegati a supporto degli uffici tecnici nei Comuni colpiti dal sisma. A firma del Consigliere: Alleva

(Comunicazione n. 9 prescritta dall’art. 69 del Regolamento interno - prot. NP/2015/1054 del 27/05/2015)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri