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199.

 

SEDUTA DI GIOVEDÌ 26 LUGLIO 2018

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 6753

Delibera: «Approvazione del Piano regionale di attuazione. Programma operativo nazionale iniziativa occupazione giovani – II fase. (Proposta della Giunta regionale in data 2 luglio 2018, n. 1024)» (173)

(Continuazione discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

RANCAN (LN)

MARCHETTI Francesca (PD)

 

OGGETTO 6841

Delibera: «Parere di conformità, ai sensi dell’art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: “Schema di regolamento regionale forestale in attuazione dell’art. 13 della L.R. 30/1981” (Delibera di Giunta regionale n. 1137 del 16 luglio 2018.» (174)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

GIBERTONI (M5S)

MOLINARI (PD)

GIBERTONI (M5S)

BERTANI (M5S)

PETTAZZONI (LN)

MOLINARI (PD)

TARUFFI (SI)

GIBERTONI (M5S)

MOLINARI (PD)

SASSI (M5S)

PETTAZZONI (LN)

FACCI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 6566

Relazione sulla clausola valutativa di cui all’art. 28 co. 2 della L.R. 15/2007 “Sistema regionale e integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” – triennio accademico 2015- 2017

(Discussione)

PRESIDENTE (Saliera)

MARCHETTI Francesca (PD)

BIANCHI, assessore

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

PRESIDENTE (Saliera)

PICCININI (M5S)

CALIANDRO (PD)

 

Inversione dell’ordine del giorno

PRESIDENTE (Saliera)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 6766

Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a sostenere e tutelare i pazienti affetti da “Sensibilità chimica multipla” (MCS) e intolleranza alle sostanze chimiche (ISC). A firma dei consiglieri: Piccinini, Zoffoli, Calvano

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 5738

Risoluzione per impegnare la Giunta ad assicurare anche ai cittadini affetti da “Sensibilità chimica multipla” (MCS) l’accesso alle strutture sanitarie per affrontare le varie sintomatologie che manifestano ed estendere a livello regionale l’“Istruzione interaziendale organizzativa” per la gestione del paziente affetto da tale patologia. A firma dei consiglieri: Bignami, Galli

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Saliera)

GALLI (FI)

PICCININI (M5S)

ZOFFOLI (PD)

GALLI (FI)

PICCININI (M5S)

ZOFFOLI (PD)

GALLI (FI)

CALVANO (PD)

PICCININI (M5S)

ZOFFOLI (PD)

PICCININI (M5S)

PICCININI (M5S)

MORI (PD)

 

Inversione dell’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Saliera)

 

OGGETTO 6067

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per impedire l’ulteriore diffusione dell’etichettatura a semaforo sui prodotti alimentari, non consentirla dove è già utilizzata nell’Unione europea e nei Paesi che con essa hanno e avranno intensi rapporti commerciali regolamentati, promuovendo invece l’utilizzo obbligatorio di sistemi di etichettatura che diano corrette informazioni nutrizionali e indichino l’origine dei principali ingredienti utilizzati. A firma dei consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 6891

Risoluzione per invitare la Giunta a impegnarsi in tutte le sedi affinché siano evitate le generalizzazioni e stigmatizzazioni di determinati prodotto alimentari, a promuovere definizioni puntuali di ciò che è individuato come contenuto eccessivo di grassi, sale o zuccheri, nonché a promuovere, a partire dalle scuole, campagne di educazione alimentare finalizzate all’adozione di comportamenti alimentari corretti e stili di vita adeguati. A firma dei consiglieri: Rossi, Rontini, Calvano, Caliandro, Marchetti Francesca, Mori, Iotti, Mumolo, Campedelli, Sabattini, Bagnari, Pruccoli, Bessi, Lori, Benati, Zappaterra, Zoffoli, Tarasconi, Serri

(Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

RAINIERI (LN)

PRODI (Gruppo Misto)

CASELLI, assessore

ROSSI Nadia (PD)

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 6550

Risoluzione per impegnare la Giunta a presentare un nuovo Piano Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (PRIT) che abbia tra i primi obiettivi la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici in coerenza con gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento dell’aria nelle città a livello regionale e nel bacino padano. A firma dei consiglieri: Prodi, Bertani, Piccinini, Taruffi, Torri, Alleva, Sassi

(Discussione)

 

OGGETTO 6682

Risoluzione per impegnare la Giunta a completare la redazione dei documenti definitivi del PRIT, avviando l’iter per l’approvazione assembleare subito dopo l’estate 2018, nonché a sollecitare il Governo a non venir meno agli impegni assunti in relazione alle opere strategiche da realizzare in Emilia-Romagna. A firma dei consiglieri: Montalti, Campedelli, Caliandro, Soncini, Rontini, Poli, Serri, Tarasconi, Pruccoli, Molinari, Sabattini, Boschini, Paruolo, Iotti, Zoffoli, Calvano, Bessi, Bagnari, Zappaterra

(Discussione)

PRESIDENTE (Saliera)

PRODI (Gruppo Misto)

PRESIDENTE (Rainieri)

CAMPEDELLI (PD)

GIBERTONI (M5S)

BERTANI (M5S)

PETTAZZONI (LN)

TARUFFI (SI)

SASSI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 6766 - 5738

Emendamenti oggetti 6766 - 6067

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 10,20

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la centonovantanovesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento, il presidente della Giunta Stefano Bonaccini. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Cardinali, Montalti, Ravaioli e Sensoli e gli assessori Donini, Petitti e Venturi.

 

OGGETTO 6753

Delibera: «Approvazione del Piano regionale di attuazione. Programma operativo nazionale iniziativa occupazione giovani – II fase (Proposta della Giunta regionale in data 2 luglio 2018, n. 1024).» (173)

(Continuazione discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo i nostri lavori dalla seduta pomeridiana di ieri con lo svolgimento dell’oggetto 6753, proposta recante: “Approvazione proposta di Piano regionale di attuazione. Programma operativo nazionale iniziativa occupazione giovani II fase”.

Siamo in discussione generale. Hanno chiesto di parlare i consiglieri Rancan e Marchetti Francesca.

La parola al consigliere Rancan. Avete il tempo di dieci minuti a testa.

 

RANCAN: Grazie, presidente. La discussione che è iniziata ieri ha come oggetto il progetto di nuova garanzia giovani, un progetto che dovrebbe e deve andare nella direzione di aiutare i nostri giovani e favorire l’occupazione dei nostri giovani attraverso varie misure, che vengono comunque da un progetto dell’Unione Europea. Se noi guardiamo però i dati, forniti negli ultimi anni, di questo vecchio progetto garanzia giovani, notiamo come vi siano state delle grosse lacune perché vi sono stati dei ritardi nei pagamenti, addirittura pagamenti che arrivavano dopo decine di mesi per i nostri giovani, ritardi nella gestione e dei dati, forniti da ADAPT, in cui si evidenziava che i giovani, che avevano ottenuto una qualsiasi forma di risposta in termini di lavoro o di stage, si attestarono intorno a solamente un 3 per cento. Si può dire che il vecchio progetto garanzia giovani aveva delle grandissime lacune, che tutti noi conosciamo.

Analizzando il nuovo progetto garanzia giovani, faccio notare che vi sono delle peculiarità, che devono essere identificate, si tratta di un progetto a cascata, che parte dall’Unione Europea, passa per Roma e poi arriva alla nostra Regione, e vi è stata una diminuzione delle risorse da 74,2 milioni a 24 milioni. Dobbiamo vedere anche nel merito, vi è stato, sì, un calo delle risorse, ma si è cercato di migliorare degli aspetti che sono stati gestiti in malo modo le volte precedenti. Sicuramente ci sono delle critiche da fare sulla vecchia garanzia giovani perché è stata fallimentare perché si è cercato di migliorare la gestione vecchia, che non andava, cercando di puntualizzare determinate cose.

Noi crediamo che l’intervento possa essere migliorativo, non crediamo sia la soluzione, crediamo che, per evitare che i nostri giovani vadano all’estero e che vi sia un’occupazione chiara dei nostri giovani all’interno della nostra Regione, non si debba andare troppo nella direzione di garanzia giovani perché è stata una gestione molto problematica e che quindi non ha garantito i livelli occupazionali che ci si aspettava, comunque vi sono stati dei miglioramenti. Quindi dobbiamo cercare di combattere tutti i disagi, dati dalla grande disoccupazione di questi anni e la nuova garanzia giovani può cercare di essere qualcosa di palliativo ma non è la soluzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

La parola alla consigliera Francesca Marchetti.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente. Alcune considerazioni rispetto al piano regionale che oggi andiamo a discutere che si inserisce – come già avevamo anticipato – nel quadro del piano operativo nazionale che, in questa seconda fase, si sviluppa e si articola per il contrasto al fenomeno dei NEET. Mi permetto di ricordare un dato, che non deve passare inosservato, rispetto al documento di programmazione precedente approvato da questa Assemblea legislativa al cui interno degli obiettivi – anche europei – si focalizzava come centro di obiettivo della prima fase il contrasto all’abbandono scolastico, non si può non rilevare i risultati positivi raggiunti dalla Regione Emilia-Romagna. E voglio citarli perché questo sarà utile per comprendere come si articolerà il nuovo piano. Infatti, voglio ricordare che, nel 2008, coloro che abbandonarono prematuramente la scuola, si attestava sul 16 per cento, nella nostra Regione e a livello nazionale al 19 per cento. Nel 2017 questo dato è sceso al 9,9 per cento su un 13,8 per cento a livello nazionale, dove tutte le azioni integrate (anche a livello nazionale seppur con delle criticità) si sono attuate e dove la Regione ha fatto un lavoro importante, cercando di essere promotore di soluzioni sulle criticità che ci possono essere state in alcuni settori, ci danno comunque un risultato importante di come la nostra Regione sia andata sotto la soglia del 10 per cento rispetto a questa tematica e quindi abbia raggiunto gli obiettivi che anche a livello europeo ci si era dati.

Perché ricordo questo dato? Perché proprio perché siamo al di sotto della soglia percentuale, in teoria non avevamo diritto a un ulteriore finanziamento (visto che si parlava di una riduzione che non dipende da noi) ma nel riparto siamo riusciti a riformulare il piano anche grazie a una clausola di flessibilità che ci permette di avere delle risorse. Ed è da qui che si focalizza e che parte il nuovo piano dove tutto il tema dell’abbandono scolastico continuerà ad essere contrastato attraverso le risorse del fondo sociale, ma queste nuove risorse potranno essere impiegate anche per contrastare i NEET e dare nuove prospettive ai nostri ragazzi che ancora faticano ad affacciarsi nel mondo del lavoro. Voglio illustrare due pilastri rispetto alle priorità perché questo nuovo piano mette a regime una serie di azioni di cui la nostra Regione era già promotrice. Il primo è focalizzare l’attenzione sui percorsi a transizione e accompagnamento al lavoro (e questo su una base solida, anche grazie a una cornice solida che questa Regione più di altre è riuscita a realizzare, che è quella retroattiva del lavoro). Cornice fondamentale per garantire la messa in trasparenza e parità di accesso alle opportunità per tutti i giovani. E il secondo è anche promuovere la responsabilità dei soggetti coinvolti (mi riferisco anche alle imprese), credo che uno degli obiettivi più importanti che anche nei tavoli di contrattazione è emerso come elemento positivo è che garanzia giovani, anche dal tessuto produttivo della nostra Regione, è iniziata ad essere vista come un’opportunità non solo i per ragazzi ma anche per le imprese, quindi una partecipazione, una maturazione di un processo e di un’iniziativa come questa che era nata in un contesto di crisi molto difficile, se pensiamo al piano precedente.

Un altro elemento su cui si punta molto in questo piano è anche il sostegno all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità. Questo è un elemento significativo perché mette in campo una serie di azioni (a partire dai colloqui, agli scouting, come viene illustrato in modo specifico nel piano), significativo anche perché accompagna in modo personalizzato e cerca di rendere consapevoli i ragazzi in questo percorso delle proprie potenzialità.

La seconda questione molto importante è la valorizzazione tra l’agenzia del lavoro e i privati accreditati. Ecco che anche su questo una formula di tutoraggio, più strutturato, con una presa in carico personalizzata tutte sono tutte azioni che vogliono favorire l’accompagnamento e l’accesso al mondo del lavoro con delle misure di orientamento specifiche che vanno oltre la promozione e l’accoglienza di questa iniziativa.

Citavo il tema dell’impresa, in cui la certificazione delle competenze, altro pilastro del piano, ha una rilevanza significativa. Rispetto ai numeri e alle criticità dalle quali è partito dall’analisi precedente questo piano mi permetto di dissentire rispetto ad alcuni numeri, che venivano riportati perché sull’efficacia del programma garanzia giovani precedente i dati del 2017 ci dicono che il 60 per cento dei giovani presi in carico ha stipulato un contratto di lavoro non prevalenza di contratti a tempo determinato, seguito dal contratto di apprendistato. Quindi è vero che su una scala nazionale si può parlare di criticità e di difficoltà che questa misura ha avuto, credo che per quanto riguarda la nostra Regione non si possa negare che ci sia stato un impegno importante, come la promozione anche dei tirocini visti in una chiave esperienziale e di promozione delle competenze sul campo, un’opportunità certo non risolutiva di un problema drammatico rispetto alla disoccupazione giovanile, ma che può favorire quell’incontro con il mercato del lavoro. Ricordiamo che i NEET sono più a rischio marginalità e povertà. Penso che questo nuovo piano abbia ben chiara, anche alla luce delle criticità passate, una visione nuova e strutturale. Altro tema sul quale bisognerà concentrarsi è il tema del numero dei laureati che ancora risulta inferiore, con una divaricazione e una disparità tra maschi e femmine e che, come obiettivo anche a livello europeo, ci si è posto e si è messo al centro anche di questa discussione per la riprogrammazione che oggi discutiamo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Francesca Marchetti.

In discussione generale non ho altri iscritti, chiudiamo la discussione generale.

Dichiarazioni di voto sul provvedimento. Nessuna dichiarazione di voto.

Nomino scrutatori i consiglieri Zoffoli, Piccinini, Poli.

Metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6753.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 6753 è approvata.

 

OGGETTO 6841

Delibera: «Parere di conformità, ai sensi dell’art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: “Schema di regolamento regionale forestale in attuazione dell’art. 13 della L.R. 30/1981” (Delibera di Giunta regionale n. 1137 del 16 luglio 2018.» (174)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con lo svolgimento dell’oggetto 6842 “Parere di conformità, ai sensi dell’art. 28, comma 4, lettera n) dello Statuto sullo: “Schema di regolamento regionale funzionale forestale in attuazione dell’art. 13 della L.R. 30/1981”.”

La Commissione “Territorio Ambiente Mobilità” ha espresso parere favorevole nella seduta del 19 luglio 2018, con la seguente votazione: 29 voti a favore, nessun contrario e 7 astenuti.

Il CAL ha espresso parere favorevole.

Siamo in discussione generale.

La parola alla consigliera Gibertoni. Prego.

 

GIBERTONI: Grazie, Presidente. Per anticipare che stiamo ragionando su un possibile ordine del giorno da presentare che riguarda la valutazione di un albo di aziende certificate, che possano essere il criterio prioritario quando gli Enti locali si affidano alla scelta per il taglio degli alberi nei loro territori perché in commissione è emerso – mi pare che altri colleghi fossero d’accordo e abbiano sollevato il punto – che ci si è trovati a volte in situazioni in cui le aziende stesse, cui gli Enti locali si affidavano, o non conoscevano le essenze e quindi non erano in grado di distinguere le essenze arboree una dall’altra, oppure non erano delicati o avevano una perizia particolare nel taglio degli alberi.

Bisognerebbe innanzitutto – se non c’è già – l’istituzione di un Albo di imprese certificate e professionali, formate nel modo giusto. Quindi preme una maggiore formazione degli operatori e, una volta che la maggiore formazione degli operatori è stata fatta, fare in modo che gli Enti locali scelgano sulla base di quella formazione e di quella perizia e non del prezzo più basso. Il punto è questo. Se si sceglie in base al prezzo più basso, se questo è il criterio prioritario con cui gli Enti locali affidano il taglio degli alberi si va verso una serie di situazioni difficili da contenere su cui arriva lo scontento dei cittadini. La sensibilità adesso si sta facendo particolarmente diffusa (questo lo vediamo con particolare favore), nello stesso tempo, c’è una formazione ancora da fare e le sanzioni non ci sono o mancano o sono carenti.

Da un lato, non c’è un livello sanzionatorio, quindi il taglio degli alberi non denota una particolare perizia nessuno ne risponde, dall’altra parte i cittadini su questo tengono che ci sia una cura del territorio e una cura del bene prezioso da curare e custodire – alberi e ambiente –, in questo siamo d’accordo (è emerso anche in commissione) che le piante, in particolare, quelle poste sul patrimonio pubblico sono da considerarsi un bene comune al pari dell’acqua e hanno una notevole importanza ai fini della sostenibilità e della vivibilità come ornamento e come aspetto igienico sanitario di abbattimento dell’inquinamento delle componenti inquinanti dell’aria che si respira. Le potature in questo hanno un’importanza basilare, soprattutto per le piante ad alto fusto che devono crescere in modo sano e ben fortificato.

Non sembra che al momento ci sia nella pratica una formazione che va di pari passo e, anche quando c’è, non c’è la sufficiente conoscenza o la sufficiente capacità di decidere a livello di Enti locali per le ditte che possono fare il lavoro migliore nei propri territori, stiamo riformulando velocemente un ordine del giorno che possa comprendere questi contenuti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Grazie, presidente. Siamo cercando con la collega Gibertoni di capire se riusciamo a trovare una soluzione sulla stesura e sulla reinterpretazione dell’ordine del giorno. Per cercare di fare una cosa articolata e che sia un documento sostenibile dal punto di vista anche procedurale, al di là della illustrazione che poi farò, chiedo di fare una verifica eventualmente (perché comunque la disponibilità a ragionare c’è) di portare in commissione questo ordine del giorno perché dobbiamo cercare di verificare le varie implicazioni, quindi la filosofia di base ci può stare (come anche telefonicamente ci siamo detti), però i tempi sono molto serrati e non so se riusciremo a trovare una soluzione all’interno di questa discussione oppure con l’impegno all’inizio di settembre di costruire un ordine del giorno da portare all’interno dell’amministrazione competente. Lo dico perché, quando parliamo di regolamento forestale, si tende anche a sottovalutare l’importanza che queste normative hanno sulla vita del nostro territorio.

Per chiunque abbia avuto a che fare, come operatore privato piuttosto che come amministratore nei territori di montagna, il bosco e la normativa, che regola la gestione del bosco, ha sempre rappresentato, da un lato, uno strumento necessario per quanto riguarda il buon funzionamento e la manutenzione del bosco stesso, un elemento che indubbiamente ha portato più di una volta momenti di confronto, anche acceso, perché tra la normativa e la reale applicazione c’è la trincea, il luogo in cui effettivamente gli operatori vanno ad agire, l’interpretazione delle norme, l’attuazione delle stesse non sempre è stata facile. Le prescrizioni di Polizia forestale hanno diversi anni, attraverso l’approvazione del piano forestale, il perfezionamento di alcune norme all’interno del regolamento si è reso necessario, alla luce della filosofia di base del piano, l’utilizzo del bosco compatibile con la manutenzione dello stesso e con la possibilità di fare sì che il bosco abbia una lunga vita.

Come dicevamo in commissione, i primi soggetti, che hanno a cuore una buona gestione del bosco, sono gli stessi utilizzatori, gli stessi montanari, gli stessi proprietari che, soprattutto negli anni passati, con molte ore a disposizione, trattavano in modo quasi religioso il bosco, anche nei momenti di utilizzo a fini economici e del taglio.

Lo scenario è drasticamente cambiato perché è cambiata l’economia montana, è cambiato anche l’utilizzo perché le poche ditte sopravvissute, attraverso la creazione dell’Albo, si sono sempre più specializzate, ma la superficie boschiva viene spesso interessata da gestione in conto terzi del taglio che, come è emerso in modo anche trasversale, sta diventando l’elemento principale e a volte anche l’elemento problematico. Elemento problematico perché le necessità di una tempistica rapida per quanto riguarda l’attività di taglio non sempre si sposano con una buona manutenzione (la gestione dell’esbosco, il rilascio di piantine che poi devono ricacciare, che devono andare ad alimentare il futuro taglio). Questo è uno degli elementi contenuti all’interno del regolamento stesso che prevede anche tutta una serie di norme di specifica che riguardano la coltivazione dei castagneti da frutto, l’arboricoltura da legno, ciclo medio – lungo, la gestione delle siepi, la gestione dei terreni saldi, terreni pascolivi, comportamenti in caso di incendio boschivo, l’utilizzo dei mezzi all’interno del bosco (non stiamo parlando della controversa norma che riguarda circolazione su strada che qui non viene toccata), la produzione di legno.

Devo dire (anche in assenza dei colleghi con i quali marginalmente ho seguito il piano) che per quanto riguarda l’interpretazione di alcune problematiche emerse all’interno delle aree Natura 2000, pur rimanendo rigido anche l’Assessorato dal punto di vista delle filosofie di base, il rispetto delle motivazioni per cui si è arrivati alla definizione delle norme di prescrizione, delle limitazioni, ci sono state un’apertura e una comprensione dei fraintendimenti o delle limitazioni (non dico cervellotiche ma incomprensibili) che andavano a causare un danno dal punto di vista operativo agli operatori del taglio e della manutenzione e poco avevano a che fare con la manutenzione dell’area umida. In questo caso, raccogliendo alcune indicazioni dai territori, siamo intervenuti a regolare meglio, sempre in un’ottica di conservazione e di possibilità di utilizzazione il bosco stesso, le norme che riguardano l’esbosco, la possibilità di accedere al bosco, quindi anche la definizione dei periodi in cui accedere al bosco, norme che regolano il pascolo in cui magari un iniziale divieto, per evitare che venissero mangiati i germogli dalle mucche o dalle pecore al pascolo, strideva leggermente con la realtà delle nostre montagne in cui tu puoi vietare a mucche e a pecore di andare al pascolo, però sono sostituite da cinghiali e da caprioli che danno lo stesso danno.

Rispetto a un approccio che a volte noi stessi avevamo rispetto alla Regione abbiamo trovato un ambiente favorevole ad ascoltare le problematiche, aggiungendo lo snellimento per quanto riguarda tutte le procedure telematiche (rispetto a quando insieme ad altri abbiamo iniziato a seguire la questione) relative a pratiche complicate per quanto riguarda la possibilità del singolo proprietario o della singola impresa di intervenire all’interno del bosco. Quindi il bosco è una risorsa. Le norme devono essere da un lato di tutela e dall’altro lato possono consentire la gestione economica del bosco. E l’ulteriore disponibilità degli uffici di fare una valutazione degli effetti reali che queste norme avranno rispetto all’economia montana per cercare di capire laddove siano possibili interventi migliorativi o di correzione, penso sia la migliore anche perché rispetto ad alcuni uffici della Regione in generale, che sono più teorici, devo ammettere che gli uffici, che stanno seguendo in questo caso le risorse forestali, sono uffici sul pezzo, con cui direttamente la guardia forestale si confronta, così come a volte gli stessi proprietari e gli stessi tecnici, che una volta tramite le comunità montane o anche le province andavano a lavorare direttamente sull’argomento.

È un buon regolamento che ci dovrà tenere vigili e a seguire la concreta applicazione. Sto cercando di capire i riscontri tecnici, ma sono assolutamente disponibile, recependo le indicazioni arrivate dalla collega Gibertoni, a metterci rapidamente intorno a un tavolo per cercare di scrivere qualcosa che vada nell’ottica (se ho ben capito) di valorizzare le competenze e di valorizzare la competenza del locale. Abbiamo visto che le due cose funzionano: competenza e grande conoscenza, che viene dagli agricoltori dai gestori forestali. Se non riusciamo ad avere in questo momento la risposta, chiedo questa disponibilità e poi, insieme ai tecnici, proveremo a lavorarci.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

La parola alla consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Sono d’accordo con il consigliere Molinari dice che le competenze negli uffici tecnici ci sono e quindi non si deve creare una asimmetria tra le competenze che internamente ci sono e le azioni, che poi si vedono sui territori che lasciano credere ai cittadini e a noi che ci si affida quasi al caso, che si mandano aziende che non hanno alcun tipo di conoscenza, che non seguono dei metodi scientifici e si basano su pratiche un po’ improvvisate (questa è l’impressione) e che in ogni caso dispongono di personale che non ha la dovuta formazione. Bisogna svolgere la potatura in modo serio e corretto e la disponibilità c’è anche da parte mia se vogliamo prenderci un tempo aggiuntivo, portare la questione in commissione, ma quando andrà in commissione, chiedo che sia possibile lavorare su un atto articolato, che preveda i vari punti.

Cominciamo con una questione di premialità – lo anticipo al consigliere Molinari e ai consiglieri interessati – valutiamo intanto la costituzione di un Albo specifico, a partire da questo Albo rendere una condizione premiale per accedere ad eventuali contributi, l’appartenenza all’Albo o per ottenere il lavoro, la gestione di aree di proprietà o di possesso pubblico, renderla più che una premialità una condizione indispensabile, se non c’è l’appartenenza ad un Albo di questo tipo con la giusta formazione e il giusto percorso formativo di tutti gli operatori, non si dovrebbe neppure procedere a poter avere appalti di questo tipo. Poi pensare ad un livello sanzionatorio, a quel punto avremo le condizioni in commissione per poter lavorare anche su questo e quindi evitare che in quegli spazi lasciati agli Enti locali di ragionamento soltanto sul prezzo più basso (perché il punto è questo), non consentire però che non ci siano poi sanzioni nel momento in cui si rovinano dei territori o si attuano azioni che distruggono o danneggiano l’ambiente.

Va bene, possiamo riparlarne in commissione, ricordo che, e su questo siamo d’accordo, consigliere Molinari, quando si parla di beni comuni, la legge del mercato viene dopo. Dobbiamo partire da questi due assunti (le competenze dentro ci sono e bisogna ricreare una simmetria con le azioni fatte fuori sui territori). Questo va a favore dell’applicazione di questo regolamento e della buona accettazione dell’immagine del fatto che la Regione e gli uffici hanno a cuore i tagli boschivi e, in generale, l’ambiente. Quindi bisogna ricreare questa simmetria e bisogna indirizzare gli Enti locali, una volta che la formazione c’è e la simmetria si ricrea, a scegliere bene e a scegliere a vantaggio del bene comune, a scegliere a vantaggio del proprio territorio, del proprio ambiente, così ci saranno tutte le premesse per riparlarne in commissione e riportare lì il tema. La aspetto al varco alla ripresa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Vorrei semplicemente sottolineare tre aspetti: 1. il metodo. Ricordo che questo regolamento forestale è stato deliberato lunedì scorso. Poi era stato già anticipato precedentemente in commissione che i tempi sarebbero stati particolarmente ristretti e quindi l’avvertimento ai consiglieri c’era stato. Però un regolamento non aggiornato dal 1995 che debba essere analizzato dai consiglieri regionali in una settimana tra commissione e Aula effettivamente qualche difficoltà la pone. Gli aspetti, che andrò ad affrontare, sono importanti. Prima volevo ribadire un concetto al consigliere Molinari per quanto riguarda il transito di mezzi motorizzati all’interno del bosco. Il regolamento purtroppo lo tratta quel tema perché dice che «Il transito dei mezzi motorizzati è vietato nelle piste forestali, comprese le mulattiere, i sentieri, le piste poderali e interpoderali» e questo è quello che dovrebbe essere. Però purtroppo nella nostra Regione questo non succede perché poi c’è un altro comma, che andrebbe abolito (e la Regione insensatamente continua a mantenere): «Per la viabilità ad uso pubblico, ricadente nelle tipologie – che elencavo sopra – gli enti proprietari delle strade sono tenuti ad emettere apposite ordinanze e apporre specifica segnaletica». Immaginate come un comune possa andare a tabellare i sentieri, che passano in un bosco, scrivendo “divieto di transito”.

Questo è un vulnus, che nella Regione c’è, e in questo regolamento ancora finisce. L’altro aspetto critico come situazione, che è una situazione che ormai tutti ben conosciamo, è quella della vigilanza e delle sanzioni. La vigilanza e le sanzioni sono demandate alla collaborazione con l’Arma dei Carabinieri (perché purtroppo il corpo forestale non esiste più per le scelte scellerate dei governi precedenti, ma adesso ci sono dei ricorsi al TAR che forse a chi è arrivato oggi toccherà mettere delle toppe sui danni fatti da quelli che c’erano prima) e l’altro aspetto delle nostre polizie provinciali. Purtroppo sul lato vigilanza e sanzioni temo che saremo deboli, nonostante scriviamo delle regole sulle quali oggi è fatica dare un giudizio perché i tempi, che ci avete dato sono questi, e invece un regolamento di questo tipo (e concordo con il consigliere Molinari) è molto importante perché, da un lato, deve garantire una valorizzazione anche economica che c’è sempre stata del bosco, dall’altro, deve garantire l’esistenza e la sopravvivenza di un ecosistema che rischia di essere messo a rischio dall’ingordigia.

Sappiamo che oggi il rischio è di aprire dei varchi troppo forti sulla valorizzazione economica e quindi le tutele devono essere maggiormente guardate perché tutte le centrali a biomassa, tutta la produzione di pallet e di cippato oggi ha acquisito un valore economico molto importante che rischia di diminuire le tutele rispetto alla tutela di un ecosistema che per noi è sempre più importante per l’approvvigionamento di acqua e di aria.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Pettazzoni.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente. Non voglio entrare nel merito di questo regolamento, che comunque ad una prima lettura, stante i dieci giorni che abbiamo avuto a disposizione, pare un regolamento complesso e anche a tratti ben fatto e assolutamente comprensivo di tutte le casistiche che attengono a questo tipo di oggetto. Tuttavia, anche sentendo l’intervento della collega Gibertoni, debbo dire che un po’ di preoccupazione c’è in questo senso. Noi oggi andiamo ad approvare un parere di conformità che alla prima commissione utile potrebbe essere rivisto o modificato ai sensi dell’ordine del giorno che la collega presenterà. Non credo sia una modalità particolarmente corretta perché quello che oggi si delibera viene potenzialmente modificato di qui a poco. Pertanto, mi chiedo se non è il caso di utilizzare lo spunto attraverso l’ordine del giorno della collega Gibertoni già oggi così da definire un provvedimento completo e definitivo, piuttosto che andare tra qualche settimana a riaprire il discorso, aprendo il campo potenzialmente ad ulteriori modifiche.

Vi chiedo questo rispetto a come si intenda procedere rispetto all’ordine del giorno anticipato dalla collega, grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pettazzoni.

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Al di là dell’iscrizione d’urgenza in commissione, il regolamento è un regolamento che ha una vita e una costruzione molto lunga perché, come ho detto in precedenza, per arrivare qui dopo almeno quattro o cinque incontri con tutti i portatori di interesse, la pubblicazione senza modifiche particolari sul sito da oltre un anno, è stato un regolamento sofferto, ma in quanto legato a molta concertazione con il territorio. Prendo per buono il discorso dell’iscrizione d’urgenza all’interno della commissione, ma è legato al fatto che, pur avendo fatto questo lavoro e gli ultimi aggiustamenti, c’era la necessità di intervenire perché ci sono tempistiche che questo regolamento va a definire che hanno urgenza per la coltura del bosco stesso.

Rispondo alla fine al collega Pettazzoni. Diamo disponibilità di iniziare a verificare in modo più approfondito per quanto richiesto da Gibertoni, l’odg, se andrà ad intervenire, andrà ad intervenire non sul regolamento ma su altre leggi (il discorso dello sfalcio per quanto riguarda gli interventi urbani va ad intervenire non sul regolamento ma su un invito alla Giunta per quanto riguarda altri tipi di intervento), il regolamento potrà essere modificato da delibere, ma non necessariamente in base all’ordine del giorno.

Sono sfortunato evidentemente, io nei boschi, fuori dall’Aula e fuori dalle altre attività, ci sto parecchio: fermano sempre me. Il controllo, al di là dei tecnicismi legati al passaggio Carabinieri, Corpo forestale, il controllo c’è. Come abbiamo detto in precedenza, c’è una fase di passaggio e di potenziale riorganizzazione legata alla Polizia provinciale (ne abbiamo parlato ieri), c’è un cambiamento soprattutto nei vertici e nell’approccio mentale perché è normale che non sia facile passare da un’impostazione forestale all’inquadramento all’interno del Corpo dei Carabinieri, ma sono più questioni organizzative. Sul territorio non è cambiato nulla. Tutt’al più potremo che rimangono i problemi di organico. Quando ero presidente della comunità montana facevamo le collette per pagare la benzina o il gasolio della guardia forestale. Chi ha fatto il sindaco le sa queste cose. E sono passati governi di tutti i colori, tranne il Movimento 5 Stelle che all’epoca forse non c’era o comunque stava nascendo. Sono passati governi di centrodestra, di centrosinistra e il problema è rimasto sempre lo stesso: carenza di organico, dotazioni. Quello è il vero problema, più che l’inquadramento in un corpo o nell’altro.

Dicevo (ma qui ovviamente si apre una discussione, accenno e chiudo immediatamente perché a me va bene com’è la cosa) che non si interviene per quanto riguarda la circolazione nei sentieri. Noi abbiamo una legge che regola la circolazione e che si collega al Codice della Strada e di conseguenza continuiamo a tenere fede all’impostazione data dalla passata Legislatura, con tutte le considerazioni che ci possono stare per quanto riguarda i decreti attuativi, ma non è sede di questa discussione.

Lo confermo (ma come appassionato, come tantissimi di voi, e anche frequentatore di boschi), dobbiamo noi, che facciamo le leggi, stare attenti a questa frenesia di normare tutto, di costruire dei castelli che, nel momento in cui poi vengono calati sul territorio, sono inapplicabili (e di conseguenza vengono aggirati gli stessi soggetti che non sanno come devono agire). L’esperienza maturata dalle precedenti PMPF, la rielaborazione (come abbiamo convenuto in modo generale) può portare ad un buon regolamento. Quello che sarà il percorso, alcuni suggerimenti per quell’anno e rotti, per quei mesi e rotti che abbiamo a disposizione, iniziamo a lavorarci. Se c’è un suggerimento di buon senso, che sia sostenibile e che, da un lato, vada o nella direzione di una tutela consentendo la gestione economica o di una migliore gestione economica, ma garantendo anche la tutela, sono sempre suggerimenti ben fatti e soprattutto gli uffici sono disponibili ad ascoltare questa cosa. Abbiamo colto le indicazioni della collega Gibertoni, bisogna capire come riusciremo a declinarle nell’incrocio con il codice degli appalti, con tutta una normativa che è complessa e supera anche il regolamento forestale in sé.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. In ordine a questo regolamento (anche se preceduto da un lavoro lungo, è arrivato in Aula in tempi piuttosto rapidi), essendo corposo e significativo, sarebbe stato preferibile poter avere più tempo per esaminarlo a fondo e poter anche esprimere un parere complessivo. Mi interessano da un punto di vista generale gli articoli 61 e 62 di questo regolamento, che trovo significativi, mi riferisco al transito dei veicoli a motore nelle piste forestali, articolo 62 “competizioni sportive e manifestazioni con transito dei veicoli a motore nella viabilità che attraversa i boschi” e l’articolo precedente, l’articolo 61 che norma appunto il transito dei veicoli a motore fuoristrada. Credo siano due articoli, segnalo questi in particolar modo, che dettagliano bene e credo specifichino le ragioni per le quali il transito dei mezzi motorizzati, leggo testualmente, «È vietato sulle piste forestali, comprese le mulattiere, i sentieri, le piste poderali e interpoderali che attraversano o interessano il bosco in relazione ad esigenze di tutela e salvaguardia del suolo e dell’assetto idrogeologico in conformità con i principi del Regio Decreto n. 3267/1923». Poi dettaglia in modo specifico tutta una serie di ragioni per le quali i transiti dei mezzi a motore è sconsigliato sui sentieri, anzi, in questo caso è vietato.

Lo dico perché il caso vuole che oggi sia il 26 luglio, ieri qualcuno parlava del 25 luglio (eviterò di fare riferimenti perché potrebbero portarci fuori tema anche se la tentazione è fortissima), e il 26 luglio del 2013 con legge n. 14 la Regione Emilia-Romagna si è dotata della rete escursionistica e valorizzazione delle attività escursionistiche, laddove viene introdotto un principio, che rappresenta un vulnus per tutte le Regioni del centro nord Italia perché dal Piemonte alla Liguria, dalla Val d’Aosta (Regioni a statuto speciale a Regioni a statuto ordinario) fino alla Toscana, norma in modo differente la materia, riprendendo quello che noi scriviamo nell’articolo 61 e 62 di questo regolamento. Le altre leggi regionali nella legge per la rete escursionistica riprendono e confermano questi principi, la Regione Emilia-Romagna no. Io credo che su questo vulnus sia necessario intervenire. Esiste un progetto di legge, di cui sono primo firmatario, che va in questa direzione. Io credo che, nel momento in cui affermiamo e confermiamo questo principio all’interno del regolamento di cui stiamo discutendo oggi, io credo che quel principio debba ispirare il resto della legislazione regionale e a quello vada conformata anche la legge sulla rete escursionistica che, ricordo, ha avuto un percorso alquanto bizzarro perché è partita in un modo ed è finita in un altro.

Sappiamo bene che tocchiamo sensibilità accese, sul tema spesso ci si confronta in modo acceso. E i portatori di interesse, che esistono fuori da quest’Aula, si fanno sentire in modo piuttosto significativo. Ne sono testimone diretto perché, dopo che ho depositato il testo che chiedeva di uniformare la legge regionale emiliano romagnola con quella delle altre Regioni, sono stato fatto oggetto di interessamento da parte delle realtà che rappresentano chi utilizza la moto, gli induristi, e le altre realtà di quel mondo. Sono stato contattato e fatto oggetto di una serie di interventi piuttosto veementi dal punto di vista della rappresentazione del loro interesse. Però io dico che noi una responsabilità ce la dobbiamo prendere. Esiste non solo il testo di legge, che ho presentato io, che è molto semplice, ma anche molto netto, che individua la possibilità e la necessità di abrogare l’articolo 4 di quella legge che apriva alla possibilità ai mezzi di motore di passare sui sentieri, esistono anche altri progetti di legge di altri gruppi di quest’Aula, io credo che da qui alla fine della Legislatura un confronto su questo tema ci debba essere. Non fosse altro per rimanere coerenti alle cose che diciamo e scriviamo anche nel regolamento che approviamo oggi.

Dopodiché, come sempre, la legge trova punti di compromesso tra esigenze diverse, io credo che non sia impossibile senza introdurre misure draconiane e credo che sia possibile trovare un punto di sintesi e un punto più alto di compromesso tra le varie esigenze in campo, che ci consenta quindi di modificare quella legge in modo più coerente con quello che scriviamo oggi, senza dover fare le crociate o introdurre elementi di rappresaglia, che qualcuno può vivere come elementi di rappresaglia contro qualcuno o contro qualche categoria perché non è interesse di nessuno. Però non può non essere di interesse essere coerenti con le cose che scriviamo in un regolamento con quelle che approviamo nelle leggi. Lo dico guardando il collega Molinari, sappiamo che abbiamo posizioni e sensibilità diverse anche all’interno dei gruppi di maggioranza, io penso però che l’atto, che approviamo oggi, ci dia una mano nell’essere più coerenti nella legislazione complessiva. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola alla consigliera Gibertoni, che però ha due minuti scarsi. Il consigliere Molinari ha già finito il tempo. Potete utilizzare le dichiarazioni di voto.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Faccio mia la sollecitazione di Sinistra Italiana a svolgere a breve un dibattito assembleare in commissione e quindi a calendarizzare i progetti di legge (ce n’è uno anche a firma del Movimento 5 Stelle) che riguardano la questione del passaggio dei mezzi motorizzati sui sentieri dei nostri Appennini. Sono progetti calendarizzati da molto tempo e i termini sono ampiamente scaduti. Penso che si possa prendere una posizione. Noi abbiamo cercato in questo una posizione mediana in modo da poter salvaguardare sia chi pratica sport con mezzi motorizzati, anche se li vediamo abbastanza inopportuni in particolare in certe aree dell’Appennino, in certi sentieri che dovrebbero restare preclusi al passaggio di mezzi motorizzati, e dall’altra riservare a chi invece fa escursionismo, che vuole immergersi in un ambiente naturale progetto di non dover affrontare il passaggio dei mezzi a motore.

Al consigliere Molinari dico che va bene restare possibilmente sulla prima o la seconda commissione, non andrei oltre, in modo da poter presentare un ordine del giorno, eventualmente riformulato e affrontare la questione che ci preme moltissimo e che va chiarita, che è quella degli appalti, riguardo al taglio dei boschi e alla capacità o meno sia da parte delle aziende di farlo sia da parte degli Enti locali di aggiudicarlo nel modo migliore per i cittadini e per i beni comuni, e su questo sollecito già fin d’ora il consigliere a predisporre una commissione per settembre con una seduta che possa mettere in discussione un ordine del giorno riformulato e sia anche calendarizzare quei progetti di legge (i cui tempi sono scaduti) che non sono fuori dal tema che trattiamo oggi. Il voto del Movimento 5 Stelle sarà di astensione però ci aspettiamo ulteriori chiarimenti a settembre. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

Non ho altri iscritti in discussione generale sul provvedimento.

Chiedo alla Giunta se vuole intervenire. Nessuna richiesta.

Dichiarazioni di voto sul provvedimento.

È iscritto il consigliere Molinari, ha la parola.

 

MOLINARI: Confermo la disponibilità ad aprire un confronto per quanto riguarda l’ordine del giorno. Lo farei precedere da un confronto anche tecnico per arrivare in commissione con qualche elemento concreto. Per quanto riguarda il discorso aperto dal collega Taruffi, non ricordo se come maggioranza e come gruppo, abbiamo avuto un incontro con l’assessore che segue un confronto, già avuto con un intergruppo con i due sindacati degli utilizzatori a motore piuttosto che gli escursionistici. Visto che è uscito negli elementi della legge, che questa è una spinta dell’ANCI, cosa che almeno a me personalmente non tornava perché io rispetto il sindaco di Piacenza, come quello di Modena, come quello di Reggio, ma se facessi un confronto per la gestione di quella legge, preferirei farlo con i sindaci che hanno la rete escursionistica. Quindi rimaniamo in attesa che può essere fatto anche su tutte le province per cercare di capire come viene vissuta questa normativa.

Non credo che Taruffi sia stato oggetto di minacce particolari, anch’io ho avuto qualche frase infelice da parte di chi sta dall’altra parte, ma siamo tutti adulti e vaccinati, abbiamo le spalle larghe e non prendiamo paura delle minacce, che sono minacce anche un po’ folcloristiche, ma che non condizioneranno l’esito e il dibattito della giornata. Noi voteremo a favore del regolamento e cercheremo, con la disponibilità dell’Aula di seguire le evoluzioni per la corretta applicazione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

La parola al consigliere Sassi, in dichiarazione di voto.

 

SASSI: Grazie, presidente. È un regolamento che attendeva da tempo di essere aggiornato. Quindi è giusto averlo fatto. Come accennato dal collega Bertani i tempi dettati anche da urgenza, spiegati in commissione, e comprensibili, non hanno permesso un approfondimento adeguato per dare una valutazione compiuta, seria e rispettosa dell’enorme lavoro certamente fatto su questo testo. Ricordo che questo argomento è legato anche all’ultimo decreto ministeriale in questo senso e al piano forestale regionale e quindi si pone in mezzo cercando di regolamentare l’argomento, un argomento che inficia non solo su questi testi in modo diretto, ma indirettamente anche sul piano aria perché ricordo anche che il piano aria è legato alla bontà dei piani che lo sostengono, tra cui anche il piano forestale. Questa urgenza e i tempi stretti non hanno permesso una reale valutazione nel merito in modo dettagliato e in modo compiuto. Per questo non ci sentiamo di arrivare a dare un assenso a un testo che non è possibile (proprio visti i tempi e il calendario pressante dei lavori degli ultimi giorni) andare a valutare in modo serio e compiuto nel merito. Per questo il nostro sarà un voto di astensione, non in polemica perché comunque (come ho detto all’inizio) è un regolamento che necessitava di essere aggiornato. Spero che quanto proposto dal consigliere Molinari di fare delle valutazioni nel merito dell’efficacia ci permetta di fare eventuali correttivi in corso d’opera e in quel caso ci troverà pronti a collaborare perché è un tema che ci interessa in modo particolare, grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

La parola al consigliere Pettazzoni. Prego.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente. Anche da parte nostra il voto sarà di astensione e vado a riprendere le recenti dichiarazioni del consigliere Sassi, noi abbiamo ricevuto un documento incredibilmente corposo e dettagliato e di fatto il tempo per esaminarlo è stato relativamente breve e direi fin troppo breve per poter produrre una serie di valutazioni nel merito di ogni singolo articolo e del provvedimento nella sua complessità. Troviamo abbastanza irrituale il fatto che oggi si approvi il piano e da qui a poco lo si andrà a riaprire, a fronte di questa irritualità, ci potrà essere anche un risvolto positivo perché, se ci sarà questa riapertura al dialogo in un futuro a breve, sarà l’occasione per approfondire e andare a proporre eventuali e nuove modifiche o portare in commissione nuove riflessioni. Rimane un piano sul quale non ci sentiamo di dare un voto favorevole. Sarà un voto di astensione. Uno, l’auspicio per il futuro è che ci sia la possibilità di andarlo a rivedere, qualora ve ne fosse la necessità, due, sempre per il futuro, quando ci viene chiesto di votare provvedimenti così complessi, importanti e soprattutto strategici, ancorché ci sia stata una concertazione tra gli attori principali in fase preliminare, credo sia doveroso dare la possibilità di dare più tempo ai consiglieri per valutare un atto così complesso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pettazzoni.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Anche io come i colleghi, che mi hanno preceduto, manifesterò un voto di astensione. Questo regolamento interviene positivamente a regolamentare la materia, è un provvedimento atteso, indubbiamente la complessità, la corposità e la varietà delle questioni trattate avrebbero suggerito, per poter esprimere da parte di questa Assemblea quel parere che ci viene richiesto, una migliore tempistica di riflessione anche perché ci sono varie implicazioni. Come abbiamo, seppur sommariamente ragionato in commissione, c’è tutta la tematica delle implicazioni con le aree protette. Ribadisco che c’è la necessità che questa Assemblea riprenda in esame la questione delle aree protette, la valutazione circa l’opportunità di mantenere sul territorio regionale vincoli così un invasivi e così limitanti qual è tutta la normativa e tutta la regolamentazione che riguarda i parchi e le aree protette. Chi vive in quelle realtà conosce i problemi che queste limitazioni, queste sovrastrutture causano sulla quotidianità, sulla vita quotidiana delle persone. È giusto che tutta questa materia sia affrontata, è giusto però avere il tempo, la possibilità di interagire, di portare contributi, di suggerire miglioramenti, di dare contributi.

La questione sollevata della destinazione dei territori anche in termini di migliore recettività turistica e tutto quello che il turismo di oggi richiede è un’ulteriore riflessione che va fatta. È giusta la conservazione del territorio, è giusto preservare l’ambiente, vanno tenute presenti le richieste del turismo e delle nuove vocazioni che riscoprono, per fortuna possiamo dire, la natura e dobbiamo preservare gli uni e gli altri nell’ottica di sfavorire nuove attività e nuove imprenditorialità in aree che fino a quel momento vedevano solo il pascolo di pecore o di cinghiali.

Occorre che questa materia torni all’esame di questa Assemblea, insieme a tutta la discussione sulla normativa per quanto di competenza di questo Ente, dei vincoli che impediscono il riuso dei terreni abbandonati. Penso alle problematiche sul vincolo idrogeologico. È chiaro che bisogna trovare un giusto equilibrio tra le esigenze di conservazione degli habitat e le esigenze della produzione.

Ritengo che questa Assemblea dovrà tornare ad occuparsi in maniera articolata, approfondita della materia, tenendo presente tutte le implicazioni e tutte le varie connessioni che già questo regolamento ha messo in evidenza. Non ci si può fermare all’approvazione di questo parere, ma occorre tornare a fare un ragionamento d’insieme. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Noi esprimeremo un voto positivo per questo regolamento anche se – come ho avuto modo di dire prima – condivido le osservazioni critiche che hanno fatto i colleghi in ordine alla velocità con la quale il provvedimento è arrivato prima in commissione e poi in Aula e credo che questa modalità debba rappresentare un’eccezione e quindi non sia più ripetibile anche perché parliamo di un argomento importante, che merita riflessione sul quale dovremo tornare. Lo dico con una battuta, anche per rispondere al collega Facci: è vero, il bosco non può essere considerato come un museo, però la valorizzazione del bosco non equivale al superamento della concezione di tutela e di salvaguardia che sono fondamentali. Lo dico perché, rispetto alle aree protette, abbiamo una visione leggermente differente e, anzi, pensiamo che quel modello, quella tipologia debba essere sviluppata, approfondita con tutte le potenzialità che essa comporta.

Chi vive in montagna, chi vive sull’Appennino è ben consapevole che l’eccessiva regolamentazione, che il tentativo di introdurre eccessivi vincoli produce il fatto che vive e chi opera lì è portato a trasgredire, ma non per volontà, delle volte anche solo per mera sopravvivenza. E quindi bisogna essere attenti nel trovare un equilibrio corretto, anche in questo caso.

Due ultimi accenni rispetto alle cose che abbiamo sentito durante la discussione, rispetto al tema della vigilanza e dei controlli, non c’è dubbio che i processi avvenuti dal punto vista legislativo nazionale abbiano indebolito la possibilità, la potenzialità di controllo del sistema pubblico perché il superamento del corpo forestale dello stato e delle vicissitudini che ha attraversato hanno indebolito, così come ha indebolito il sistema e la tenuta complessiva anche le vicissitudini che hanno attraversato le province, quindi anche la Polizia provinciale. Ci sono ambiti in cui un’attenzione va sempre posta con serietà.

Correggo il consigliere Molinari, non ho ricevuto minacce, sicuramente ho ricevuto segnalazioni consistenti da parte di un’area, di un pezzo di mondo, quello degli induristi, che non ha apprezzato il tentativo di modificare la legge n. 14/2013, ma non parliamo di minacce, si sono fatti sentire in modo significativo e torneranno a farsi sentire. Ciò non toglie che dal nostro punto di vista (e ho raccolto sensibilità su questo punto anche da altre parti, da altri gruppi) sarà compito nostro provare a dare una risposta ad un problema. So che è un tema che raccoglie sensibilità in modo trasversale in quest’Aula, a favore e contro la modifica di quella legge. Io penso che un confronto serio e di merito su quella proposta e sulla modifica di quella legge lo dovremo fare. Nell’anno che ci rimane, alla ripresa dei lavori, da settembre 2018 ad autunno 2019, anche questo dovrà essere tema di confronto in commissione e in Aula. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

Non ho altri in dichiarazione di voto sul provvedimento. Chiudiamo le dichiarazioni di voto. Procediamo con la votazione per alzata di mano del provvedimento. Devo sostituire la consigliera Piccinini come scrutatrice con la consigliera Gibertoni.

Metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6841.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 6841 è approvata.

 

OGGETTO 6566

Relazione sulla clausola valutativa di cui all’art. 28, co. 2 della L.R. 15/2007 “Sistema regionale e integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” – triennio accademico 2015-2017

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 6566 “Relazione sulla clausola valutativa di cui all’art. 28, co. 2 della L.R. 15/2007 “Sistema regionale e integrato di interventi e servizi per il diritto allo studio universitario e l’alta formazione” - triennio accademico 2015-2017”.

Ai sensi del comma 4 dell’articolo 28 della legge regionale n. 15 l’Assemblea legislativa, previo esame della Commissione assembleare competente, discute la relazione in oggetto.

L’esame della Commissione “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità” dell’oggetto è avvenuto in data 21 giugno 2018.

È aperta la discussione generale sul provvedimento. Dieci minuti per ciascun consigliere e poi l’eventuale intervento della Giunta.

Consigliera Francesca Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente. Alcune osservazioni rispetto ad una clausola valutativa importante e che mette in evidenza un aspetto sull’obiettivo della Regione Emilia-Romagna e delle politiche attuate in tema di diritto allo studio universitario: garantire a tutti l’opportunità di avere una formazione adeguata, indipendentemente (lo voglio citare proprio così) dai ceti di provenienza. Perché dico questo? Perché questa relazione si caratterizza su alcuni aspetti fondamentali che, se dovessi definirla con un termine, la definirei come una relazione che mette in evidenza la sperimentalità di tutta una serie di azioni integrate che questa programmazione ha portato avanti, raggiungendo obiettivi importanti e non mi riferisco solo all’importante sostegno in termini di contributi e di borse di studio, che sono state messe in campo.

Ricordiamo che con uno sforzo importante e un lavoro di coordinamento a livello nazionale, sono state coperte tutte le richieste degli aventi diritto e degli idonei, ma per il carattere fortemente di comunità e formativo che questa relazione mette in evidenza rispetto alle politiche attuate in questi anni. In particolare, la valorizzazione delle comunità studentesche non solo sul piano degli edifici scolastici, degli edifici universitari (e quindi delle residenze che hanno avuto una grande riqualificazione e importanti investimenti anche grazie ad un impegno), penso solo a quanto la Giunta nel 2017 ha fatto investendo 12 milioni di euro verso quei comuni e università che hanno partecipato ad un bando nazionale del MIUR, e che quindi vedranno i progetti e i programmi della nostra Regione (Ferrara, Imola, Bologna) delle priorità ma anche a tutta quella dimensione formativa delle residenze con nuove esperienze che sono state date ai ragazzi che arrivano nel nostro territorio. Ricordiamo che questo rafforzamento dell’attrattività del sistema universitario regionale si è ampliato. Abbiamo avuto, infatti, in questi ultimi anni un incremento degli studenti che vengono da fuori sede, da qui anche l’aumento delle richieste delle borse di studio, sulle quali poi bisognerà fare una riflessione anche su come poi rispondervi nel futuro.

Delle residenze che diventano comunità educative dove le città, che ospitano e accolgono gli studenti, si trasformano anche in comunità di integrazione, penso ad alcune esperienze importanti anche all’interno del volontariato con gli studenti universitari disabili che hanno visto un rafforzamento di tutoring all’interno dell’università e dei diversi atenei. Poi un altro elemento fondamentale è stata la valorizzazione della dimensione internazionale, mi riferisco alle borse di studio internazionali destinate agli studenti iscritti ai corsi di studio che trascorrono all’estero presso gli atenei partner, un periodo pari o superiore ai sei mesi e la stessa importanza anche a quelle sperimentazioni che sono state attuate all’interno del polo penitenziario.

Un altro importante elemento, che voglio mettere in evidenza e che è collegato alla discussione che abbiamo fatto precedentemente, è anche tutto il rafforzamento delle misure di accompagnamento dei neolaureati attraverso servizi di orientamento che si sono implementati grazie anche al programma di garanzia giovani e a quell’orientamento specifico di cui si discuteva poc’anzi. Credo che, a fianco dell’offerta abitativa, di borse di studio che continuano a mettere al centro il merito, di una valorizzazione della dimensione comunitaria e di incontro – scambio all’interno delle comunità studentesche, questa clausola valutativa mette in evidenza tutti gli sforzi e le azioni integrate che si sono attuate in questa programmazione che ci lasciamo alle spalle. Si spera che nel futuro si continui in quelle azioni di completamento che riguardano le residenze, e si cerchi di mantenere anche tutti quei servizi, ricordiamo che anche le politiche tariffarie non sono state toccate, e che caratterizzano il diritto allo studio universitario di questa Regione come una modalità di accompagnare lo studente con servizi che vanno oltre il solo carattere informativo, ma che cercano di diventare una comunità educante e formativa che accoglie tutti e che, in base al merito, cerca di dare opportunità di crescita.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Francesca Marchetti.

Non ho altri prenotati in discussione generale sul provvedimento.

Prego, assessore Bianchi.

 

BIANCHI, assessore: Vorrei ringraziare la Commissione e tutta l’Assemblea. Questo è un tema molto sentito da tutti e credo che la discussione ampia che abbiamo avuto in commissione e la ripresa di oggi confermi quanto sia centrale il tema del diritto allo studio. Noi stiamo vivendo in una Regione in cui il numero degli studenti continua ad aumentare e noi abbiamo il dovere di garantire questo diritto allo studio a studenti che vengono nella nostra Regione e che fanno parte della nostra comunità. Questo fatto che aumenti il numero degli studenti è anche dovuto al fatto che deve aumentare il numero di studenti nostri che hanno possibilità di avere un titolo terziario. Questo credo sia un obiettivo. Voi sapete che a livello nazionale laureati d’Italia sono meno della media europea. Quindi innalzare il numero dei laureati credo sia un obiettivo condivisibile e condiviso da tutti. Ringrazio la commissione per il lavoro fatto e tutta l’Assemblea.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

Con il suo intervento si completa così l’oggetto e procediamo con gli atti di indirizzo.

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Saliera): È stata presentata una richiesta di iscrizione di nuovo argomento e contestuale inversione dell’ordine del giorno che ha come oggetto n. 6882: «Risoluzione per chiedere ai rappresentanti delle parti pubbliche negli organi di Bologna Fiere S.p.A. e, in particolare, al rappresentante della Regione nell’Assemblea dei soci l’esclusione del punto relativo allo scorporo della società dall’ordine del giorno delle prossime riunioni del consiglio d’amministrazione e, in ogni caso, di rinviare ogni discussione e ogni decisione del Cda in materia solo successivamente alla puntuale espressione dell’Assemblea legislativa», a firma della consigliera Piccinini.

Chiedo all’Assemblea un intervento a favore e un intervento contro l’iscrizione dell’oggetto e poi eventualmente, dopo la votazione, se l’iscrizione è approvata, altrettanto per l’inversione. Ora procediamo alla prima. Un intervento a favore dell’iscrizione e un intervento contro l’iscrizione. Consigliera Piccinini, ha la parola.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Ho chiesto, come dicevo anche ieri, di anticipare e di inserire la discussione rispetto a quello che sta succedendo alla Fiera di Bologna, quindi il presunto spin-off e accordo con Milano e quotazione in Borsa, è uno scenario che prelude alla svendita della Fiera di Bologna. Abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore Costi che ci rassicura, però temporaneamente, nel senso che era probabile la convocazione di un Cda a fine luglio, inizi di agosto, evidentemente i membri del Cda sono già tutti in ferie e quindi questo probabile, presunto Cda non si terrà. La cosa ci rassicura fino ad un certo punto perché la partita ripartirà a settembre e dalle dichiarazioni, che sono apparse su un quotidiano locale, sembra ormai cosa fatta. Ed è per questo che ritengo urgente che, come Regione, quindi come socio di maggioranza insieme alla città metropolitana, insieme al comune di Bologna, ci sia una presa di posizione forte e chiara rispetto a questa operazione dai contorni abbastanza ambigui e di cui questa Assemblea non è stata pienamente coinvolta.

Avevamo già fatto una discussione in questo senso anche in commissione, alcuni membri della maggioranza si erano espressi chiaramente contro questa operazione. Ciò che, invece, sembra arrivare in modo poco chiaro è la posizione dell’assessore e del presidente di questa Regione che hanno spinto molto per l’unificazione delle fiere regionali, un’operazione che sembra essere smentita da ciò che si sta facendo verso Milano Fiere con dei risvolti negativi anche sulla vita dei lavoratori e sull’economia di questa città. Credo sia importante discutere oggi di questa risoluzione e far arrivare un segnale chiaro a chi in questo momento, nello specifico il comune di Bologna, sta spingendo in maniera forte e preponderante per regalare la nostra fiera a Milano e poi quotarla in Borsa.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

La parola al consigliere Caliandro, come intervento contro l’iscrizione.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Solo per evidenziare che, seppur un linguaggio sempre colorito, la consigliera Piccinini abbia trattato alcune considerazioni prematuramente. Ne discutevamo anche ieri in maniera informale. La risposta, che pur la collega Piccinini evidenzia, fornita dall’assessore Costi, mi pare che sia già stata satisfattiva della necessità dell’urgenza. Noi non abbiamo questa urgenza. L’assessore Costi ha partecipato alla commissione che citava prima la collega Piccini dove abbiamo audito sia i rappresentanti di Bologna Fiere che i rappresentanti sindacali. Il Partito Democratico si è pronunciato su questo procedimento, sull’opportunità o meno. Abbiamo discusso e chiesto lumi, rassicurando i lavoratori, manteniamo quell’impegno nei rapporti, che avevamo garantito in prima battuta, ma non ravvisiamo la strumentalità dell’iscrizione di questo ordine del giorno, quand’anche chi lo propone è consapevole del fatto che, nel momento in cui lo ha depositato, aveva dentro di sé un convincimento, successivamente fugato da questo e da altri dubbi rispetto alla comunicazione ufficiale che lei stessa, collega Piccinini ha fatto, che non si svolgerà il Consiglio di Amministrazione nel mese di agosto. Sfugge, quindi, il motivo per il quale questo ordine del giorno non sia stato presentato in occasione della conferenza dei capigruppo, occasione nella quale, invece, abbiamo accettato di fare un’altra iscrizione di una risoluzione che tra poco discuteremo e invece si pensi di farlo entrare in maniera forzosa nel dibattito di questa Assemblea, solo per darci delle regole perché di regole non si vive ma le regole aiutano a vivere meglio.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Caliandro.

Ora si procede con la votazione per l’iscrizione.

Metto in votazione, per alzata di mano, la richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno è respinta.

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Saliera): È stata presentata dalla consigliera Piccinini una richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare prioritariamente i seguenti oggetti abbinati, oggetti che erano previsti, l’oggetto 6766, risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte sostenere e tutelare i pazienti affetti da sensibilità chimica e multipla e intolleranza alle sostanze chimiche, a firma dei consiglieri Piccinini, Zoffoli e Calvano e congiuntamente la risoluzione 5738 per impegnare la Giunta ad assicurare anche ai cittadini, affetti da sensibilità chimica multipla, l’accesso alle strutture sanitarie per affrontare le varie sintomatologie che manifestano ed estendere a livello regionale l’istruzione interaziendale organizzativa per la gestione del paziente affetto da tale patologia, a firma Bignami e Galli. Anche in questo caso uno a favore e uno contro per l’inversione.

Consigliera Piccinini, prego, ha la parola per l’intervento a favore.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Rispetto a questo oggetto posso dire che c’è la volontà condivisa di discuterlo in via prioritaria, proprio perché c’è stato un lavoro congiunto, bipartisan, ci sembra utile arrivare prima dell’estate per dare risposte ai malati affetti da sensibilità chimica multipla.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Chiedo se c’è un intervento contro l’inversione. Non ci sono interventi.

Procediamo alla votazione dell’inversione.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’inversione dell’ordine del giorno.

 

(È accolta all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’inversione dell’ordine del giorno è approvata.

 

OGGETTO 6766

Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a sostenere e tutelare i pazienti affetti da “Sensibilità chimica multipla” (MCS) e intolleranza alle sostanze chimiche (ISC). A firma dei consiglieri: Piccinini, Zoffoli, Calvano

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 5738

Risoluzione per impegnare la Giunta ad assicurare anche ai cittadini affetti da “Sensibilità chimica multipla” (MCS) l’accesso alle strutture sanitarie per affrontare le varie sintomatologie che manifestano ed estendere a livello regionale l’“Istruzione Interaziendale organizzativa” per la gestione del paziente affetto da tale patologia. A firma dei consiglieri: Bignami, Galli

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Apriamo la discussione generale congiunta sui documenti oggetti 6766 e 5738.

Chiede la parola il consigliere Galli. Prego.

 

GALLI: Grazie, presidente. La nostra risoluzione, che è stata preparata dal collega Bignami cui mi sono aggiunto al momento del mio ingresso in aula, riguarda il tema della sensibilità chimica multipla che è stata classificata in tempo passato come una malattia rara. In realtà colpisce più o meno grave una percentuale molto ampia della popolazione, tra il 2 per cento e il 10 per cento. Riguarda l’intolleranza al contatto con più sostanze chimiche, probabilmente questa malattia nei secoli passati era praticamente inesistente, oggi si sta diffondendo, come altre malattie collegate al nostro tipo di vita, per la moltiplicazione del contatto con elementi chimici. Questo contatto può dare allergie e problematiche molto gravi, dalla semplice eruzione cutanea all’impossibile di soggiornare in certi ambienti o di poter condurre una vita normale.

Noi sosteniamo che questa malattia deve essere seguita con maggiore attenzione. Negli anni si è arrivati alla consapevolezza dell’esistenza di questa malattia, attraverso un percorso di studio e di accreditamento dei vari sistemi di controllo e di cura, attraverso un percorso regionale che ha seguito il Veneto, il Lazio, la Toscana e le Marche e poi sulla strada di questa consapevolezza la Calabria, l’Umbria e il Piemonte.

La nostra Regione su questa strada è un’antesignana, ha stabilito un istituto regionale in grado di seguire in via prioritaria queste malattie, in questo percorso di assistenza si è stabilito di definirla non solo come una malattia rara, ma ricomprendendola tra le malattie definite “diffuse”. Noi sosteniamo la necessità di proseguire su questo percorso e impegnare la Giunta ad assicurare anche ai cittadini affetti da malattia da intolleranza alle sostanze chimiche l’accesso alle strutture regionali e a fornire un’appropriata assistenza (le cure primarie specialistiche) e quindi estendere anche a livello regionale l’istruzione interaziendale organizzativa, che è già stata adottata tra l’altro dalla Provincia di Ferrara. Quindi questo percorso di consapevolezza è avviato. Noi vogliamo che si proceda su strada e che le strutture ospedaliere siano attrezzate a seguire i pazienti che purtroppo paiono essere sempre più numerosi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola alla consigliera Piccinini. Prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Dirò due parole in premessa perché, come dicevo anche pochi minuti fa, questa risoluzione è frutto di un lavoro congiunto e di questo ringrazio il collega Zoffoli, presidente della commissione sanità, da me non sentito spesso questo tipo di ringraziamento, però con alcune persone si può lavorare e devo dire che il collega ha tenuto un atteggiamento di leale collaborazione in questo senso e quindi lo ringrazio per avere facilitato il dialogo con la struttura deputata alla trattazione di problematiche di questo tipo. Parliamo quindi dell’MCS, MCS che è una malattia che purtroppo in pochi conoscono e di cui si parla ancora troppo poco. Sensibilità economica multipla che è causata da intossicazione cronica da sostanze chimiche presenti nell’ambiente, che l’organismo umano ad un certo punto non è più in grado di metabolizzare e quindi dette sostanze si depositano nell’organismo, fino a quando anche il semplice respirare prodotti di uso comune (detersivi, profumi, disinfettanti, pesticidi, vernici, scarichi delle auto, prodotti plastici) diventa impossibile e deleterio per la persona affetta da MCS che è costretta a dover controllare INCI ed etichette di qualunque cosa.

È una patologia neurotossica, che coinvolge il sistema nervoso centrale e che compromette il sistema immunitario e, senza un adeguato sostegno terapeutico, la patologia può produrre effetti irreversibili molto gravi, fino a sviluppare malattie autoimmuni o addirittura tumori. L’aggravamento della sensibilizzazione induce la persona a vivere in un ambiente necessariamente bonificato da ogni minima sostanza chimica con conseguente isolamento sociale, che significa anche non poter frequentare luoghi affollati e dover vivere imprigionati in casa, che significa non poter respirare l’aria di questo mondo senza rischiare di compromettere la propria salute anche in modo grave.

Significa non poter accedere alle cure o alla prevenzione, per esempio ai pap-test o alla mammografia e chi soffre di questa patologia non può, in caso di necessità, rivolgersi agli ospedali perché gli ambienti sanitari, a causa delle sostanze chimiche presenti, rischiano di peggiorarne le condizioni. Ed è qui che siamo intervenuti. Lo dico senza vergogna, non conoscevo questa malattia, ne sono venuta a conoscenza grazie ad una persona che mi ha contattato personalmente e mi ha raccontato la sua incredibile storia, da qui ho cominciato ad interessarmi a questa problematica e di cercare di dare risposte ai malati affetti da MCS. Inizialmente il percorso, intrapreso, era di convincere la Regione a riconoscere la malattia in quanto rara.

Qui bisognerebbe aprire una parentesi perché nel 2005 fu riconosciuta dal Ministero come malattia rara, poi tre anni dopo il Consiglio Superiore di Sanità fece un passo indietro rispetto a questa decisione e come Regione, anche noi che recepimmo questa decisione, facemmo anche noi dei passi indietro rispetto al riconoscimento, avevamo già definito il centro di riferimento, la gratuità dei farmaci, ma fummo costretti a tornare indietro. Questa strada, che inizialmente volevamo percorrere, avevamo depositato a marzo dell’anno scorso una risoluzione, avevamo un progetto di legge già pronto, abbiamo deciso temporaneamente di abbandonarla perché ci siamo resi, dopo approfondimenti, che questo è un percorso lungo e incerto e che comunque non garantiva benefici e miglioramenti immediati alle persone malate di MCS e quindi abbiamo fatto un passo indietro per farne però dieci in avanti e per garantire il diritto alle cure e i livelli minimi di assistenza anche a queste persone, soprattutto un’accoglienza adeguata all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.

Ci è stato di grande aiuto il protocollo, che già l’ospedale di Cona aveva redatto grazie ad alcuni malati affetti da MCS, che è un protocollo pioniere e che ci è stato d’aiuto per proporre, insieme con l’assessorato competente, con i tecnici, di estenderlo a tutta la Regione, attraverso delle linee guida, che saranno redatte dopo l’approvazione di questa risoluzione congiunta che vanno a proporre una soluzione in questo senso e ad attivare le singole ASL che, dopo l’emanazione delle linee guida, dovranno recepire singolarmente i propri protocolli per accogliere i malati e permettere loro di accedere in sicurezza senza aggravarne la salute. Questo chiediamo che sia fatto sentendo le associazioni di malati e crediamo di dare risposte, facendo uscire da questi malati dall’anonimato, che non devono essere più considerati malati fantasma, ma che hanno dei nomi, si chiamano Francesca, si chiamano Olga, Maria, Donatella, Claudio, Giovanna e tanti altri. In questa risoluzione abbiamo degli impegni specifici a partire da queste linee guida, a partire dalla gratuità di esami e cure farmacologiche e poi chiediamo un monitoraggio in commissione proprio sull’andamento delle linee guida, di tutti i provvedimenti che la Giunta vorrà attuale.

Questo è un primo passo fondamentale e importante di questa Regione per affrontare una malattia (il fatto che non venga riconosciuta come rara complica le cose) per dare risposta a questi malati. Mi preme sottolineare è che noi monitoreremo tutti i passaggi successivi e credo che sia di fondamentale importanza fare funzionare al meglio il centro di riferimento, ovvero il Sant’Orsola perché è da lì che nasce la certificazione dei malati, che dà diritto poi a tutti quei percorsi (soprattutto alla gratuità dei farmaci e delle cure) cui hanno diritto questi malati. È importante da parte del centro di riferimento il corretto approccio verso queste persone, che non devono essere considerate come malati mentali, come a volte capita (almeno così ci è stato detto). Chiediamo che ci sia un approccio diverso e che questo centro di riferimento sia un’eccellenza per questa Regione e venga fatto funzionare come si deve.

Rispetto alla risoluzione, che vedo abbinata, devo dire che noi la voteremo, crediamo che la nostra sia molto più completa e devo sottolineare però una cosa, noi avevamo già una risoluzione a marzo dell’anno scorso, che abbiamo accantonato per condividere un percorso che ci ha portato a questo importante risultato. I contenuti della risoluzione del consigliere Galli, che è succeduto al consigliere Bignami, sono stranamente quasi gli stessi dei contenuti che stavamo concordando attraverso l’interlocuzione con l’assessorato. Quindi la cosa ci lascia un po’ perplessi, ma tutto quello che va verso questi malati ovviamente lo voteremo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Il consigliere Zoffoli ha la parola.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente. Non mi dilungherò nell’illustrare la malattia e la motivazione di questa risoluzione, voglio concentrare il mio intervento su una modalità operativa che io ritengo essere fondamentale. Sarebbe importante che maggioranza e opposizione cercassero di affrontare alcuni problemi per cercare di dare risposte ai problemi dei nostri concittadini. Sulla sensibilità chimica multipla ci sono stati documenti presentati, discussi, interrogazioni e risposte che affrontavano il tema e poi venivano non dico dimenticati, ma la politica spegneva i fari rispetto a questo tema molto importante.

Abbiamo affrontato il problema in maniera differente, abbiamo cercato di mettere attorno a un tavolo le associazioni, i malati, l’assessorato e abbiamo cercato di capire le problematiche e le richieste fatte, abbiamo cercato di capire le offerte, le proposte, le possibilità che i territori avevano per dare risposte e abbiamo visto che nella nostra Regione avevamo un centro di riferimento molto importante, che è il Sant’Orsola e anche un’azienda che aveva delle istruzioni interaziendali operative molto valide e molto importanti. C’era una risposta a questa malattia diffusa, ma non così capillare dappertutto e perciò abbiamo cercato prima di ascoltare i bisogni, insieme alla consigliera Piccinini, dei malati e delle associazioni che rappresentavano i malati. E confrontandoci con l’assessorato abbiamo cercato di verificare le risposte da poter dare.

Sono state predisposte, nel frattempo, in ragione di questo ascolto e degli stimoli che abbiamo dato come politici all’assessorato, delle linee guida che dovrebbero diventare operative e che dovrebbero portare a cercare di risolvere il problema in maniera organica e definitiva nella Regione. Abbiamo deciso di fare insieme questa risoluzione che contiene una parte molto corposa negli impegni per la Giunta. Sono sette (poi se ne aggiungerà un altro oggi) perché questi malati hanno tantissime problematiche da affrontare, hanno problematiche ambientali, approccio al sistema sanitario, cure proprie, hanno difficoltà di vario genere che, una volta evidenziate, abbiamo cercato di trasmetterle e di trasformarle in impegni che poi le linee guida, in tutto il territorio regionale, dovranno cercare di applicare.

Sono sette i dispositivi, sono molto dettagliati proprio per cercare di fare in modo che, con un’organizzazione molto funzionale per quello che riguarda la diagnosi, la cura, l’approccio alla malattia e la possibilità di creare in ogni ASL le condizioni per poter fare in modo che questi malati possano approcciarsi anche ad altre cure mediche senza dovere essere penalizzati da situazioni ambientali non idonee.

Credo che questa risoluzione tenga conto di tutto, che sia completa e che, per ora, debba rivolgersi (e per questo non accoglieremo come Partito Democratico l’oggetto proposto dal consigliere Galli) ad organizzare, all’interno della Regione, l’operatività in tutti i territori e a dare risposte ai nostri cittadini. Una volta che ci saremo strutturati, vedremo come fare per aprire, ma in questo momento abbiamo bisogno di rendere operativo in maniera completa, in ogni angolo della nostra Regione in modo che tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna, che hanno questa malattia che è (come avete visto) molto diffusa possano trovare percorsi, procedure e luoghi in cui affrontare nel modo migliore possibile il proprio problema che è davvero complicato.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

La parola al consigliere Galli.

 

GALLI: Presidente, non so se esiste il fatto personale per interposta persona, ma alla mia età sono abbastanza grande che, quando uno dice “ho copiato”, deve andare dalla maestra e picchiare sul tavolo o sulla lavagna della maestra. La collega Piccinini, per sua stessa ammissione, non conosceva questa materia fino a poco tempo fa. Io sono arrivato qui, mi sono limitato a presentare la risoluzione che era stata preparata dal collega Bignami sulla cui correttezza, non solo io e tutti i colleghi non possono che pensare di assoluta correttezza e probità. Sentire dire che ha copiato, due osservazioni: uno, chi si è presentato alla collega Piccinini, pensandola persona corretta, si è presentato anche a noi. Non è che noi ci siamo inventati un giorno questa malattia e abbiamo deciso di appoggiare una battaglia in difesa dei diritti di questi malati. La collega Piccinini, principessa del pisello...

 

(interruzioni)

 

Non è un’offesa. È un termine che si usa nelle favole...

 

(interruzioni)

 

Il collega Caliandro conosce le favole meglio di me, quindi accetto questa correzione sulle favole. La collega Piccinini non era l’unica interpellata e l’uso degli stessi termini, delle stesse parole, concetti che sono scritti esattamente uguali nelle due risoluzioni, è evidente che la fonte sia la stessa. Se io riporto un passo del Vangelo è probabile che chi parlerà dello stesso passo del Vangelo userà le stesse parole, ma non per questo uno ha copiato. Quindi la collega Piccinini, prima di dire sciocchezze, dovrebbe pensare a quando ha imparato l’esistenza di questa materia.

Seconda osservazione: il collega che mi ha preceduto non ha capito o non ha letto oppure è troppo vicino alla Piccinini, il passaggio del nostro emendamento. L’emendamento, che abbiamo proposto al documento dei colleghi, che hanno fatto la stessa risoluzione, è molto semplice. Non è un aggravio dei costi, delle fatiche o delle responsabilità del sistema sanitario regionale, non c’è un maggior numero di pazienti da seguire, leggo testuale, in modo che lei, se ha il testo sotto mano, possa leggere: «A mantenere per i pazienti residenti in questa Regione (sono già dei nostri cittadini, non vengono da chissà dove, cosa che sarebbe per me più lecita, ad aggravare il nostro sistema sanitario, sono già cittadini emiliano-romagnoli, è già gente nata a Modena, residente a Bologna, a Ferrara o nella nostra Regione)», rilegga con attenzione perché, quando io vedo che venga certificata da centri specialisti accreditati dal sistema sanitario, intendo che, se uno ha un certificato sanitario fatto a Bologna, gli valga anche se è stato fatto in altre realtà della Regione, rileggetelo perché votare contro questo emendamento dimostra che voi non solo non avete letto quello contro cui volete votare contro, ma che non siete neanche stati attenti. Quindi le chiedo di ripensare al nostro emendamento, che non aggrava alcun costo del sistema sanitario regionale, ma è solo un’agevolazione, non piccola, per i cittadini emiliano-romagnoli. Quindi prenda esempio dalla Piccinini e stia attento a quello che dite.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola alla consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Per fatto personale ovviamente. Sorrido all’affermazione del consigliere Galli, su cui non voglio entrare perché credo che oggi stiamo trattando una problematica seria, da non banalizzare; quello che mi spiace è che dobbiamo dividerci anche su questo argomento che speravo ci potesse vedere uniti, perché so che anche da parte della Lega c’era un’attenzione su questo tema e mi dispiace da parte del consigliere Galli vedere un atteggiamento, per così dire, ostile. Non ne ho voluto fare apposta una questione di bandiera perché io ho una risoluzione che viene ben prima di quella di Bignami, ma appositamente non l’ho voluta iscrivere all’ordine del giorno di tutte le Assemblee, che da un anno a questa parte ci sono state, proprio perché il mio approccio era quello non di metterci una bandierina sopra, ma di dare risposte ai malati che ci hanno contattato, con cui ho parlato e mi sembrava di buon senso arrivare a dare delle risposte concrete piuttosto che fare la lotta politica sulle disgrazie o sulle difficoltà altrui. E di questo mi rammarico molto.

Rispetto alla sua risoluzione, chiarisco anche che noi ne avevamo una presentata ben prima del consigliere Bignami, ma quello che mi lascia un po’ perplessa è che all’interno della risoluzione del collega vengano citate tutte le soluzioni che nei vari incontri dell’assessorato stavamo pensando di mettere in campo e su cui stavamo interloquendo e stavamo avendo un dialogo. Quindi non c’entrano le associazioni di malati, era un dialogo tra noi, l’assessorato e la struttura tecnica. Questa è la cosa che mi lascia abbastanza perplessa. Il rammarico più grande è che anche su una problematica di questo dobbiamo per forza dividerci e mettere le bandierine.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliere Zoffoli, prego.

 

ZOFFOLI: Su questo tema ricordo un’interrogazione a risposta scritta che fece il consigliere Bignami diverso tempo fa, quindi è un argomento sentito da tutti e, proprio perché è sentito da tutti, abbiamo cercato di affrontarlo assieme. Ho chiesto alla consigliera Piccinini le motivazioni che l’avevano spinta a presentare una risoluzione e quindi abbiamo cercato di condividerne una che sviluppasse un percorso comune a tutti, che portasse ad una risoluzione che fosse esaustiva di tutti i problemi e di tutte le soluzioni dei problemi. Il suo emendamento non tiene conto delle linee guide e di quello che in questo momento si fa: c’è un punto di riferimento regionale dove ci sono gli specialisti in grado di accertare nel migliore dei modi la malattia e di predisporre le cure che sui territori saranno articolate. È una scelta che, insieme alle associazioni, è stata fatta e che, per adesso, diventa l’organizzazione.

Quando sui territori si sarà strutturato meglio un percorso in grado di poter essere centri di riferimento, allora può darsi che con l’evoluzione questo potrà avvenire. Ma in questo momento il percorso, individuato anche insieme alle associazioni, è che ci sia un centro di riferimento unico regionale al Sant’Orsola sul quale poi si attiveranno tutti i processi di cura che saranno sviluppati nei territori e dovranno essere sviluppate tutte le situazioni ambientali e di risposte possibili per ciò che riguarda l’affrontare il problema.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

In discussione generale non ho più iscritti.

Ricordo che ci sono due emendamenti sull’oggetto 6766, uno a firma del consigliere Galli e uno a firma dei consiglieri Calvano, Piccinini e Zoffoli.

Apriamo la discussione generale sugli emendamenti.

Consigliere Galli, ha la parola.

 

GALLI: Grazie. Chiedo al consigliere Zoffoli di ripensare bene al suo voto, perché sottolineo – forse non sono stato chiaro o il documento non era altrettanto comprensibile – che non c’è alcun aggravio dei costi per il sistema sanitario regionale. Non c’è alcun aggravio di costi. Lo dico anche dieci volte se serve, oppure mi avvicino per spiegare meglio, facendo qualcosa perché non è possibile non capire che l’80 per cento dei malati di MCS ha la diagnosi da altri centri accreditati, sono cittadini emiliani a cui voi non volete riconoscere una certificazione fatta in altre Regioni. È una cosa senza senso, richiederà un maggior lavoro del Sant’Orsola che dovrà ricertificare la malattia. È evidente che è un sistema per cercare di mantenere una bandierina non politica ma sanitaria del Sant’Orsola che dice: «Devono passare attraverso di noi». Hanno già dei problemi, è una malattia che è stata scoperta persino dalla consigliera Piccinini da poco tempo e voi continuate su questa strada, ma per quale motivo non dovete riconoscere la certificazione a dei malati che sono certificati (non in Uganda o in Burundi o chissà dove) dal sistema sanitario nazionale, da centri di ricerca italiani?

Collega, come dichiarazione di voto, voterò perché non ho bandierine, io da mettere, io non ho le bandierine. Mi rivolgo alla collega Piccinini, questa è stata presentata dal collega Bignami in dicembre, chi ha copiato è chi è arrivato dieci mesi dopo. La fonte da cui si sono abbeverate queste due risoluzioni è la stessa. Non vogliamo mettere la bandierina, vuole piantare un “bandierone” nel dire: «Siamo noi, siamo noi, siamo noi», noi non abbiamo alcun problema. Noi vogliamo risolvere i problemi. La Piccinini vorrà mettere una bandierina e lei non vuole riconoscere ai malati di questa malattia la possibilità di usare la certificazione che già hanno. Noi voteremo a favore, ma voi e i vostri elettori qualche domanda dovreste farvela.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Galli.

La parola al consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie, presidente. Per spiegare il senso dell’emendamento, firmato insieme ai colleghi Zoffoli e Piccinini, che intende dare come indicazione, nel momento in cui si vanno a fare le linee guida, la gratuità anche interventi o terapie di carattere non farmacologico, che siano realizzabili all’interno del centro regionale di riferimento. Quindi si allarga la maglia, compatibilmente con le strumentazioni in dotazione del centro regionale di riferimento.

Rispetto a quanto proposto dal collega Galli, mi preme precisare questo: noi oggi non stiamo scrivendo le linee guida, noi oggi stiamo dando un’indicazione agli uffici su quello che gli uffici andranno a fare e so con certezza che lo faranno a stretto giro. Credo lo potremo guardare tutti insieme. La proposta del consigliere Galli può avere anche una doppia interpretazione, capisco la ratio con cui lui la fa (sarà sicuramente oggetto di attenzione da parte dell’assessorato nel momento in cui andrà a redigere le linee guida), ma concordo con il consigliere Zoffoli rispetto al fatto che da parte nostra non è indispensabile approvarlo adesso, ma sarà anche nostra cura dire all’assessorato di tenere conto del fatto che tutti gli emiliano-romagnoli abbiano adeguata attenzione rispetto a questo tema.

Rispetto ai litigi tra i partiti, ad Andersen preferisco Antoine De Saint-Exupery il quale diceva che tutti i grandi sono stati piccoli (io aggiungo), però una volta che si diventa grandi non si può tornare ad essere infantili e piccoli ma bisogna fare i grandi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

La parola alla consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Io non mi vergogno di dire che la malattia non la conoscevo. Non sono onnisciente, però se il collega conosce tutte le patologie di questo mondo, mi chiedo che cosa ci faccia in quest’Aula, poteva andare a fare il medico anziché il politico. Da quello che mi dice però mi è chiara una cosa: non ha capito di che cosa effettivamente stiamo parlando perché il suo emendamento che chiede la gratuità dei farmaci e delle cure anche a chi ha certificazioni da fuori Regione dà il segno del fatto che non ha approfondito bene qual è la questione. Anziché accogliere con favore questo provvedimento, si mette a fare lotte di quartiere che non hanno senso perché, come ho avuto modo di dirgli informalmente, i rapporti tra le associazioni e chi gestisce il centro di riferimento e anche i tecnici della struttura non erano buoni per vicende passate, per vicende anche di tipo giuridico – giudiziale, io mi aspetterei da uno, che conosce l’argomento, un atteggiamento non ostile ma benevolo verso i passi che si stanno facendo perché non sono passi avanti scontati. Io per prima avevo molti pregiudizi rispetto all’atteggiamento che la Giunta e i tecnici potessero tenere rispetto a questa materia. Devo dire che sono smentita favorevolmente.

Questo è un primo passo e andranno monitorati tutti i successivi progressi che saranno fatti. Noi, per primi, monitoreremo i malati. Anche per questo abbiamo chiesto di venire in commissione proprio perché la cosa non sfugga di mano e non venga dimenticata. Ancora una volta, ribadisco che mi dispiace sentire queste parole. Sicuramente, come dicevamo i colleghi anche prima, questo non è il momento. Intanto apprezziamo quello che è stato fatto perché fino adesso queste persone non potevano accedere alle cure, non stiamo parlando di un provvedimento banale, andavano negli ospedali e uscivano peggio di com’erano entrati. Credo che, stante tutta questa situazione, che il collega dovrebbe conoscere, dovrebbe apprezzare quello che oggi viene fatto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

La parola al consigliere Zoffoli, che ha cinque minuti.

 

ZOFFOLI: Chi mi conosce sa che l’ultima cosa che mi interessa è mettere delle bandierine. La cosa che mi ha interessato è affrontare il problema e anche la risoluzione e l’interrogazione prima, con risposta scritta, di Bignami, un’interrogazione che Bignami aveva presentato, oltre a quella che aveva presentato la Piccinini, mi ha fatto ritenere che come presidente di commissione dovessi cercare di coordinare delle politiche da portare avanti per espressa volontà anche dei consiglieri. Siamo partiti dall’ascolto dei malati, abbiamo incontrato più volte i malati, abbiamo incontrato i malati insieme all’assessorato, sono state costruite delle linee guida condivise che sono state presentate in commissione, sulle quali tutti ci siamo ritrovati e abbiamo deciso di votare insieme questa risoluzione, che ricomprende tutte le azioni previste all’interno delle linee guida in modo organico e completo. Era rimasta fuori quella parte che oggi, con un emendamento, cerchiamo di integrare in modo da poter affrontare nel modo migliore il problema. Abbiamo scelto la strada migliore? Non lo so. È una strada condivisa. È una strada studiata, è una strada percorribile. È sufficiente per risolvere il problema? La cosa che ci siamo detti (e con l’assessorato l’abbiamo chiarito bene) è che tra non molto cercheremo di avere in commissione una relazione (anche ascoltando le voci delle associazioni e dei malati) per capire se abbiamo affrontato il problema dalla parte giusta. Io credo di sì. In ogni caso oggi, con queste linee guida, con questa risoluzione, anche grazie ai nostri stimoli, credo che i malati di questa patologia importante abbiano un’opportunità molto buona sul territorio, che noi dovremo continuare comunque a monitorare.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

Non ho altri in discussione generale sugli emendamenti. Ritengo chiusa la discussione generale.

Procediamo con la dichiarazione di voto congiunta sulle risoluzioni ed emendamenti.

Consigliera Piccinini, ricordo che ogni intervento ha cinque minuti per gruppo.

 

PICCININI: Chiedo il voto elettronico sulla nostra risoluzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Va bene. Altre dichiarazioni di voto? Nessuna. Quindi procediamo con la votazione degli emendamenti.

Prima di procedere alla votazione degli emendamenti, devo chiedere l’assenso per l’emendamento 1 a firma Galli alla prima firmataria, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Sì, do l’assenso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Galli.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 1 è respinto.

Si proceda alla votazione dell’emendamento 2, a firma dei consiglieri Calvano, Piccinini e Zoffoli, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Favorevoli

 

39

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 2 è approvato.

La parola alla consigliera Mori.

 

MORI: Voto a favore.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Mori.

Si proceda alla votazione della risoluzione oggetto 6766, a firma dei consiglieri Piccinini e Zoffoli, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

39

Assenti

 

11

Votanti

 

38

Favorevoli

 

38

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 6766 è approvata.

Si proceda alla votazione della risoluzione oggetto 5738, a firma dei consiglieri Bignami e Galli, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

40

Assenti

 

10

Votanti

 

39

Favorevoli

 

14

Contrari

 

22

Astenuti

 

3

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 5738 è respinta.

 

Inversione dell’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Saliera): È stata presentata dal consigliere Ranieri una richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare prioritariamente i seguenti oggetti abbinati: il 6067, risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per impedire l’ulteriore diffusione dell’etichettatura a semaforo sui prodotti alimentari, non consentirla dove è già utilizzata nell’Unione europea e nei Paesi che con essa hanno e avranno intensi rapporti commerciali regolamentati, promuovendo invece l’utilizzo obbligatorio di sistemi di etichettatura che diano corrette informazioni nutrizionali e indichino l’origine dei principali ingredienti utilizzati, a firma dei consiglieri Rainieri, Fabbri, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi. Su tale oggetto sono state presentate tre proposte di emendamento a firma della consigliera Nadia Rossi.

A tale risoluzione è stato abbinato l’oggetto 6891, a firma dei consiglieri Sabattini, Bagnari, Pruccoli, Bessi, Lori, Benati, Zappaterra, Zoffoli, Rossi Nadia, Rontini, Calvano, Caliandro, Marchetti Francesca, Mori, Iotti, Mumolo, Campedelli, Tarasconi e Serri.

Un intervento a favore dell’inversione e un intervento contro l’inversione.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’inversione dell’ordine del giorno.

 

(È accolta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’inversione dell’ordine del giorno è approvata.

 

OGGETTO 6067

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per impedire l’ulteriore diffusione dell’etichettatura a semaforo sui prodotti alimentari, non consentirla dove è già utilizzata nell’Unione europea e nei Paesi che con essa hanno e avranno intensi rapporti commerciali regolamentati, promuovendo invece l’utilizzo obbligatorio di sistemi di etichettatura che diano corrette informazioni nutrizionali e indichino l’origine dei principali ingredienti utilizzati. A firma dei consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi, Tagliaferri

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 6891

Risoluzione per impegnare la Giunta a impegnarsi in tutte le sedi affinché siano evitate le generalizzazioni e stigmatizzazioni di determinati prodotti alimentari, a promuovere definizioni puntuali di ciò che è individuato come contenuto eccessivo di grassi, sale o zuccheri, nonché a promuovere, a partire dalle scuole, campagne di educazione alimentare finalizzate all’adozione di comportamenti alimentari corretti e stili di vita adeguati. A firma dei consiglieri: Rossi, Rontini, Calvano, Caliandro, Marchetti Francesca, Mori, Iotti, Mumolo, Campedelli, Sabattini, Bagnari, Pruccoli, Bessi, Lori, Benati, Zappaterra, Zoffoli, Tarasconi, Serri

(Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Possiamo procedere con la discussione generale sugli emendamenti. Dieci minuti per ciascun consigliere. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto congiunta sulla risoluzione e sugli emendamenti.

Prego, consigliere Rainieri.

 

RAINIERI: Grazie, presidente. Come da accordi nella Capigruppo, hanno accettato i colleghi di inserire questa risoluzione e poi il PD ne ha fatta una sua, emendando anche la mia e accogliamo gli emendamenti presentati dal PD, do già l’assenso per la votazione degli emendamenti e voteremo a favore della risoluzione del PD e naturalmente della nostra emendata. Non vorrei troppo tempo su questa cosa perché credo non ce ne sia molto bisogno anche se la preoccupazione è che alcune organizzazioni mondiali, l’ONU e l’OMS non si possano permettere di etichettare i prodotti della nostra agricoltura come hanno fatto. Questa mia risoluzione è un po’ diversa da quella presentata dal Partito Democratico perché era stata presentata il 31 gennaio, quindi molto prima di quello che è successo qualche giorno fa. E parla appunto dell’etichettatura a semaforo, cosa che secondo noi non va a favore dei prodotti tipici, soprattutto i nostri, che sono i prodotti tipici per eccellenza e danneggia un prodotto originale, un prodotto eticamente importante e culturalmente molto apprezzato della nostra Regione, ma anche della nostra Italia in generale.

Chiediamo che la Giunta si impegni a tutti i livelli per evitare che questo tipo di etichettatura, che ha già fatto flop nel Regno Unito e anche in Francia, non sia approvata e che si torni ad altri sistemi di etichettatura che prevedano per i nostri prodotti un’informazione più corretta a livello nutrizionale e che indichi principalmente gli ingredienti utilizzati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rainieri.

La parola alla consigliera Prodi.

 

PRODI: Grazie, presidente. Solo per puntualizzare alcuni aspetti. L’inserimento nella capigruppo è avvenuto nel momento in cui c’è stata un’ondata mediatica che ha travisato un documento dell’OMS con delle linee guida molto chiare e condivisibili che correlano le malattie non trasmissibili con le abitudini e gli stili di vita. Peraltro anche sulle linee guida sulle mense scolastiche della Regione Emilia Romagna si diceva già dal 2012 che nella nostra Regione ci sono circa 64 mila bambini obesi. Quindi le indicazioni dell’OMS sono corrette, giuste e scientifiche, che non hanno mai condannato certe tipologie di alimenti. Ci sono state svariate rettifiche anche nei giorni successivi, in quel momento alla capigruppo è stato chiesto di inserire un ordine del giorno, però dalle valutazioni successive io ritengo che il modo in cui è affrontato questo argomento non sia completo e corretto. Io avrei auspicato una discussione che avesse le basi scientifiche, medico – sociali acclarate in cui ci sono correlazioni certe tra tipologia di alimentazione e patologie non trasmissibili, tutto però sapendo che ci sono dei prodotti IGP, DOP da tutelare. Ma avendo letto anche il nutri score francese e le direttive non rilevo un accanimento verso prodotti, così come è stato accertato da altre figure istituzionali, sia dell’OMS ma anche dal direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano. Lui stesso ha smorzato i toni.

Non mi riconosco nei testi delle due risoluzioni, annuncio il mio voto di astensione perché questo è un tema troppo delicato (il tema scientifico della correlazione tra alimentazione, soprattutto infantile, obesità e malattie non trasmissibili) che sarà il tema cruciale dei prossimi anni, avrei auspicato un dibattito molto profondo e scientifico sempre però con l’idea che si può arrivare anche a tutelare le eccellenze alimentari, però non possiamo non accollarci questa che è una vera e propria emergenza, che peraltro è affrontata con professionalità e capillarità nei menù indicati per le mense scolastiche dalle politiche regionali. Non c’è in atto una criminalizzazione dell’OMS, non c’è in atto una criminalizzazione da parte delle istituzioni europee, c’è giustamente un’indicazione che deve essere seguita nei confronti di tutelare, soprattutto le nuove generazioni, verso stili di vita che comprendano anche l’alimentazione che è un allarme che non può non essere seguito. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

L’assessore Caselli ha chiesto la parola.

 

CASELLI, assessore: Grazie, presidente. Credo che sia importante fare un commento rispetto a queste risoluzioni che riguardano un tema sensibile perché quello dell’etichettatura dei prodotti è un tema sensibile. Concordo con le osservazioni della consigliera Prodi, stiamo parlando di un argomento serissimo, cioè la salute delle persone e in particolare delle malattie non trasmissibili, l’origine di questo dibattito degli ultimi giorni è in un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si chiama “Time to deliver”, che è un documento che è stato pubblicato da una quarantina di giorni e che porterà a una discussione all’ONU il 27 di settembre, che è tenuto guardato perché riguarda un argomento che alla fine può planare sul tema sull’etichettatura però è vero che noi abbiamo un problema serissimo di mortalità nel mondo rispetto alle malattie non trasmissibili, se sono il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro. L’argomento è estremamente serio e il documento, che non è impossibile da leggere (sono 46 pagine), è un documento serissimo dal punto di vista medico, che fa una disamina autorevole. Nelle raccomandazioni 1, 4 e 5, in particolare) lì è il punto che è stato sollevato e che non è infondato rispetto ai timori sulle etichettature) ci sono alcuni passaggi in cui si propone ai governi di fare poter fare una serie di azioni. Io sono d’accordo sul fatto che ci sia un ente multilaterale che si occupa di salute (perché l’essere umano ha una cosa in comune che è la fisiologia) e l’OMS tiene conto di problemi che si stanno verificando in tutto il mondo rispetto a diete che sono squilibrate, ad abitudini alimentari che sono sbagliate e, tenendo conto di tutto il mondo, tengono conto di culture anche molto diverse e culture che, sebbene simili alla nostra, hanno meno propensione di noi a cucinare autonomamente. C’è un’attitudine in Italia, che ci può essere anche in Francia, ma in generale nel Mediterraneo, alla cucina di casa (noi abbiamo addirittura una fondazione, l’Artusi, che si occupa della cucina di casa e ne fa un elemento culturale oltre a fare noi i nostri programmi di educazione alimentare con le scuole), c’è un’abitudine diffusa delle famiglie italiane a cucinare e ognuno di noi ha avuto fin da bambino le nozioni su come è fatta una dieta equilibrata, sul fatto che non bisogna mai eccedere con una singola tipologia di prodotto, che bisogna mettere l’ortofrutta insieme alla carne, che bisogna mangiare pasta, sempre alternando e non stando su una sola cosa. Sono concetti banali per noi, ma non sono così banali in tanta parte del mondo dove, invece, c’è una tendenza a comprare cibi pronti, a non preoccuparsi troppo e a non conoscere come deve essere fatta un’alimentazione equilibrata.

Tenete conto che i dati sono allarmanti anche da noi perché abbiamo visto che sta aumentando il numero di persone che, anche per ragioni lavorative, consumano pasti fuori casa, quindi il tema di come gestire una corretta alimentare c’è tutto quanto. Io guardo me, non sono in grado di gestire i pasti come vorrei perché quasi mai riesco a mangiare a casa, esiste una tendenza sempre maggiore nella società italiana non solo a mangiare fuori casa ma anche ad usufruire di cibi pronti per cui il tema dell’etichettatura diventa un tema sempre più sensibile e non va sottovalutato nei suoi effetti (per cui condivido il dispositivo delle risoluzioni che sono state presentate) perché può creare delle turbative di mercato. È questo il tema. Non c’è nessuna criminalizzazione dei prodotti italiani in quel documento dell’OMS perché l’OMS non si occupa dei prodotti italiani, parla in generale, però è un documento che, se poi nella parte applicativa politica che viene data agli Stati, non specifica alcune dizioni che sono oggettivamente troppo generiche perché dire che ci sono dei prodotti che hanno quantità eccessive di grasso, di zucchero o di sale (che sono le tre cose in eccesso da controllare) è un problema perché la parola “eccessiva” va declinata.

Chi stabilisce che cosa è eccessivo e rispetto a che cosa? Perché non si può prescindere dalle dosi consumate nell’ambito di una dieta. La genericità di alcune affermazioni è quella che ha indotto tutta una serie di dubbi. Con il collega Venturi siamo intervenuti subito, il giorno stesso che è uscito l’articolo su Il Sole 24 Ore che ha innescato tutto quanto. Noi non abbiamo detto da nessuna parte che c’è un attacco al Made in Italy, noi abbiamo detto che bisogna evitare di fare allarmismo su singoli prodotti perché poi la traduzione, per semplificare il messaggio, finisce per essere questa. Avevamo già discusso in quest’Aula, credo un anno fa, a proposito del tema carni rosse, anche lì un allarme che venne lanciato in maniera un po’ sgangherata in cui la stessa OMS ammise poi di fronte a una commissione del Parlamento europeo un errore di comunicazione perché, a partire da uno studio su insaccati fatti con carne macinata e su popolazioni, che consumano (come è noto) a colazione certi tipi di prodotti, inferiva una cosa che riguardava tutti quanti. Un errore anche di tipo metodologico nella comunicazione, anche lì ci siamo opposti. Il punto vero sono le etichette semaforo che sono il tema trattato dalle risoluzioni.

Le etichette semaforo sono state approvate in Inghilterra, sperimentalmente anche in Francia, temo non abbiano fatto proprio flop ancora e invece hanno fatto di sicuro un effetto commerciale, nel senso che c’è stata una depressione evidente dei consumi di olio extra vergine d’oliva o di olio d’oliva in Inghilterra che era stata, invece, una conquista della dieta di quel territorio perché il punto è che l’etichetta semaforo semplifica il messaggio fino all’estremo.

Dato che l’olio, come è noto, è fatto esclusivamente di grassi, viene ovviamente segnato con il semaforo rosso, questo a prescindere dal fatto che nessuno di noi si prende una mezza bottiglia d’olio al giorno e si consuma a cucchiai. Analogamente per altre cose, il Parmigiano Reggio ha un bollino nero in Cile perché è chiaro che c’è del sale nel Parmigiano Reggiano pero sappiamo anche che da noi siamo i pediatri che ti dicono di mangiare il Parmigiano Reggiano fin da quando sei bambino perché fa bene alle ossa. Il problema delle etichette semaforo è che non sono pericolose solo per i commerci (che non sarebbe un argomento sufficiente), ma sono pericolose dal punto di vista dell’educazione alimentare perché danno un messaggio non credibile.

In Unione Europea sono allo studio altri tipi di etichettatura perché l’OMS dice: «È vero che ci sono già le etichette che danno tutti i dati (in alcuni paesi, da noi ci sono) dei grassi, degli zuccheri, dei sali e altre cose e che li danno anche rispetto alla porzione di cento grammi però la gente non li legge, sono troppo complessi da leggere, abbiamo bisogno di un segnale più evidente sulle etichette» e da lì il passo è breve ad andare al semaforo con gli effetti negativi, che dicevo. In Unione Europea adesso c’è una commissione (sta presidiando la questione anche l’onorevole De Castro) che sta cercando di lavorare su un tipo di etichettatura con dei simboli semplificati più simili a quelli della batteria, che dia l’indicazione di quanto quell’alimento riesce a coprire del fabbisogno giornaliero di quell’elemento particolare. Però c’è una notevole complessità perché il punto è il mix quotidiano di alimenti che uno ingerisce.

La materia è complessa è una materia che passa giocoforza per serie politiche di educazione ai consumi e all’alimentazione. Si fa fatica a pensare di tutto di portare tutto alla simbologia o a una semplificazione del messaggio che diventa banalizzazione. L’altro dubbio è che questi sistemi a semaforo possano portare a preferire la chimica ai prodotti agricoli di base. Se uno mette l’aspartame invece dello zucchero passa il semaforo. Allora è chiaro che passare da prodotti della terra a prodotti di sintesi non è forse la direzione che si poteva auspicare. Lo dico, mentre stiamo facendo una grande battaglia per difendere il nostro zucchero, ieri siamo riusciti a fare un altro passo avanti. Noi abbiamo bisogno di difendere il fatto che dev’esserci una buona agricoltura, una genuinità dei prodotti, una salute dei prodotti e quindi tutto un sistema molto controllato rispetto alla precisamente, ma che proprio perché c’è un sistema molto controllato non lo si può banalizzare. Questo è il tema e quindi il messaggio che va lanciato sul singolo prodotto è un messaggio che non può banalizzare il prodotto stesso e non può banalizzare il messaggio, che si dà un cittadino poco informato, che non ha studiato tecniche alimentari o non ha fatto un corso di corretta alimentazione e che finisce per avere un messaggio che il tale alimento non va mangiato. Questo è un elemento di serietà, che non credo sia nelle intenzioni dell’OMS ma che, finché nei documenti rimangono alcune frasi effettivamente generiche, merita di essere tenuto d’occhio per evitare effetti che rischiano di diventare paradossali.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Caselli.

Sono riaperte le dichiarazioni di voto, la parola alla consigliera Nadia Rossi che è prima firmataria del 6891.

 

ROSSI Nadia: Grazie, presidente. Credo che l’assessore Caselli nelle sue parole abbia espresso esattamente la volontà del Partito Democratico nel presentare questa risoluzione, affiancandola alla risoluzione che il collega Rainieri aveva presentato qualche mese fa, che abbiamo ritenuto fosse il caso di aggiornarla proprio alla luce della discussione emersa in questi giorni sui giornali (che è stata chiarita in un passaggio dall’assessore Caselli), con la risoluzione noi chiediamo alla Giunta alcuni impegni, il primo tra tutti è di presidiare in tutte le sedi possibili quello che il 27 settembre a New York accadrà, un incontro tra l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e i Capi di Stato e di Governo per affrontare i temi relativi alle malattie non trasmissibili e, in tale occasione, sarà votata la proposta dell’ONU di cui si parlava prima. Per noi è fondamentale preservare le nostre eccellenze regionali, abbiamo 44 DOP, abbiamo la dieta mediterranea, che è patrimonio dell’Unesco, è bene che tutte le informazioni che vengono espresse anche su questi prodotti siano informazioni corrette e che non penalizzino il percorso di eccellenza e l’eccellenza che abbiamo in Italia e nel mondo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Rossi.

Ha chiesto la parola il consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Anche io condivido alcune preoccupazioni espresse dalla consigliera Prodi, l’obiettivo primario (che poi è l’obiettivo di quella comunicazione) è di far arrivare l’informazione di che cos’è una dieta salutare. Su questo non bisogna fare passi indietro, al di là che parliamo di un singolo prodotto o di un altro perché arroccandoci e rischiando di difendere singoli prodotti poi rischiamo di far arrivare messaggi distorti perché è ovvio che noi abbiamo prodotti di eccellenza e sono prodotti che non sono trasformati.

Qual è il tema del cibo spazzatura? Sono cibi che subiscono tante trasformazioni e alterazioni con dentro troppi ingredienti per sistemare un sapore, per renderlo più gradevole. I nostri prodotti, che sono DOP e IGP, sono prodotti che subiscono piccole trasformazioni e hanno una lista ingredienti cortissima: latte, caglio e sale. Il messaggio deve essere questo: non possiamo, per difendere questi prodotti, fare il messaggio che, su tutti i giorni mangi a pranzo, colazione e cena mangi prima la mortadella DOP-IGP, poi il prosciutto di Parma, poi il Parmigiano Reggiano, e la fiorentina la tua dieta è salutare. Questo messaggio non deve passare e quindi è importante mantenersi equilibrati su queste due cose. Mi sembra che le due risoluzioni rimangano equilibrate perché in questo momento la preoccupazione è il semaforo. Il semaforo introduce una iper semplificazione rischiosa anche se non farei di tutto un’erba un fascio perché per esempio il semaforo inglese è pericoloso e sbagliatissimo perché l’olio d’oliva, che è un grasso buono, viene classificato come rosso. Nel sistema francese i prodotti di base come l’olio non vengono neanche classificati e quello francese ha tutta una serie di calcoli che forse, per qualche aspetto, potrebbero essere anche interessanti. Quindi anche qui fare attenzione a non fare di ogni erba un fascio. Attenzione a difendere i prodotti, ma a passare sempre un’informazione corretta sul cibo sano.

Va fatta anche la declinazione sui cibi a filiera corta e a lista ingredienti corta. Un lavoro di informazione andrebbe fatto anche da parte nostra. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Per cui procediamo alla votazione delle risoluzioni per alzata di mano.

Sulla risoluzione oggetto 6067 insistono tre proposte di emendamento a firma della consigliera Nadia Rossi, che hanno già avuto l’assenso dal primo firmatario consigliere Rainieri.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma della consigliera Nadia Rossi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma della consigliera Nadia Rossi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma della consigliera Nadia Rossi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 3 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, risoluzione oggetto 6067, a firma del consigliere Rainieri e altri.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 6067 è approvata.

Metto in votazione, per alzata di mano, risoluzione oggetto 6891, a firma della consigliera Nadia Rossi e altri.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 6891 è approvata.

 

OGGETTO 6550

Risoluzione per impegnare la Giunta a presentare un nuovo Piano Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti (PRIT) che abbia tra i primi obiettivi la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici in coerenza con gli obiettivi di riduzione dell’inquinamento dell’aria nelle città a livello regionale e nel bacino padano. A firma dei consiglieri: Prodi, Bertani, Piccinini, Taruffi, Torri, Alleva, Sassi

(Discussione)

 

OGGETTO 6682

Risoluzione per impegnare la Giunta a completare la redazione dei documenti definitivi del PRIT, avviando l’iter per l’approvazione assembleare subito dopo l’estate 2018, nonché a sollecitare il Governo a non venir meno agli impegni assunti in relazione alle opere strategiche da realizzare in Emilia-Romagna. A firma dei consiglieri: Montalti, Campedelli, Caliandro, Soncini, Rontini, Poli, Serri, Tarasconi, Pruccoli, Molinari, Sabattini, Boschini, Paruolo, Iotti, Zoffoli, Calvano, Bessi, Bagnari, Zappaterra

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con la discussione generale congiunta sui documenti oggetto 6550 e 6682. Dieci minuti per ciascun consigliere.

La parola alla consigliera Silvia Prodi, prego.

 

PRODI: Grazie, presidente. Per illustrare il testo della risoluzione che è molto esaustivo, quindi rimando anche alla lettura puntuale per tutti gli argomenti trattati. Volevo anticipare la metodologia, è stato un testo condiviso con il mondo ambientalista e anche con diversi punti della cittadinanza e di altre associazioni. Proprio per questo avremo auspicato anche una maggiore condivisione politica rispetto a questi temi. Il tema centrale è il tema che si basa sulla emergenza climatica, è un’emergenza che determina un’urgenza primaria anche nelle decisioni politiche. Nel 2017 Piacenza, Parma e Reggio hanno segnato più di 140 giorni di inquinamento per ozono e Pm10, questo è il dato ormai consolidato. Quindi le testimonianze dirette della quotidianità sia dall’inquinamento dell’aria nella nostra Valle Padana, ma anche di eventi climatici avversi, che si susseguono sempre più frequentemente, impongono drastiche di inversione degli elementi che ne sono causa. Ci sono degli obiettivi fissati a livello europeo per cui l’Italia deve ridurre del 33 per cento le emissioni da trasporti entro il 2030, con l’ipotesi di un 60 per cento entro il 2050.

Il piano energetico regionale dice che al 2030 dovremo aumentare del 10 per cento il trasporto pubblico su gomma, il TPL su gomma e il 50 per cento su ferro. In tutto questo scenario, con tutti questi dati, abbiamo un PRIT che sarà presto in discussione. Attualmente il PRIT vigente è del 98, la proposta del PRIT 2025 nasce però da uno sbilanciamento su scelte strutturali, pensate dieci anni fa. Mi riferisco alle infrastrutture stradali. Nel migliore dei casi queste vogliono vidimare o ampliare i flussi di veicoli ad oggi presenti, se non creare collegamenti che sono ridondanti rispetto all’evoluzione degli ultimi anni, mi riferisco per esempio alla Campogalliano – Sassuolo. Questa non può essere la risposta corretta alle esigenze di raggiungere gli obiettivi e la riduzione concreta dell’inquinamento. Io credo che occorra esplicitare il concetto di sostenibilità come riduzione dei flussi di traffico e quindi puntare sulla qualità della vita della città e in questo volendo c’è anche il tema del consumo di suolo. Se guardiamo il rapporto ISPRA del 2018, che è stato pubblicato di recente, il comune di Sissa Trecasali ha la bandiera nera del consumo di suolo netto, 74 ettari perché nel proprio territorio ha la TIBRE che sappiamo essere un’autostrada che avrà sbocco in campagna. Anche qui un’infrastruttura che meriterebbe dei ripensamenti seri.

Quello che occorre fare è ripensare alle infrastrutture nella loro funzionalità ambientale, come priorità: potenziamento del ferro, soprattutto del trasporto delle merci (ci sono esempi nella stessa risoluzione di soluzioni adottate da altre nazioni, per esempio l’Austria), ma anche trasporto passeggeri. Bisogna puntare sulla capillarità, sull’efficienza e sulla qualità. È buona la misura presa per fare un combinato sui pendolari nei tredici cittadini per abbinare all’abbonamento del treno anche quello dell’autobus. Però è un tema relativamente ad una categoria (quella dei pendolari) già sensibile. Qui bisogna capovolgere i rapporti di spesa e disincentivare il modello inerziale di uso quotidiano e individuale dell’automobile. È per questo che nella risoluzione quello che si vorrebbe introdurre dentro il PRIT 2025 è il concetto di sostenibilità, a modello dei PUMS, con degli obiettivi chiari. Noi proponiamo che per i comuni superiori a 30 mila abitanti ci sia almeno il 38 per cento di modal split. Queste sono proposte che meriterebbero di essere discusse nella loro potenzialità. Si auspica una discussione seria perché altrimenti si rischia di rendere completamente irraggiungibili gli obiettivi che sono però indispensabili alla nostra sopravvivenza. Per questo la risoluzione del Partito Democratico mi stupisce perché pone la priorità sull’aspetto economico in una classificazione molto standard, sopra a quella ambientale, cioè l’approccio è ancora un approccio che vede uno sviluppo storicamente consolidato, ma che non è disponibile ad invertire le priorità, proponendo l’ecosostenibilità al primo posto.

Io credo che questo sia un errore, che si pagherà poi in prospettiva. Noto che su questo si stanno creando fratture significative e dolorose anche a livello locale perché si continuano a inseguire scelte infrastrutturali che nascono obsolete, che però assorbono ingenti risorse, che potrebbero essere convertite in una rigenerazione vera e capillare delle reti di trasporto territoriale, generando anche più lavoro e più sicurezza. Questo dovrebbe essere ormai l’obiettivo principale di tutti noi. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Prodi.

La parola al consigliere Campedelli.

 

CAMPEDELLI: Grazie, presidente. Anche la nostra risoluzione è completa, mi preme sottolineare alcune questioni, cioè le preoccupazioni che prima venivano elencate sul tema della qualità dell’aria e della salubrità ambientale sono preoccupazioni di tutti. Le sfide e i cambiamenti climatici interessano non solo noi, ma tutti i paesi del mondo. Il recente regolamento, approvato dal Parlamento europeo, lo scorso 17 aprile, assegna all’Italia l’obiettivo della riduzione del 33 per cento di emissioni e credo che la lotta all’inquinamento atmosferico, per il miglioramento della qualità dell’aria parta, sì, da una strategia europea, ma debba avere un coerente piano nazionale. Un piano nazionale che era stato quasi definito e credo che il governo attuale debba farsi carico di continuare su questa linea e la Regione Emilia-Romagna dovrà continuare a guardare in quella direzione per proseguire nella definizione di un quadro d’azioni che sia coerente. Dico “proseguire” perché la Regione Emilia Romagna non è stata immobile, non è stata a guardare. Si sono attivati una serie di piani di settore, il piano aria integrato regionale, il piano energetico, cui aggiungo anche la nuova legge urbanistica regionale che è entrata in vigore il primo gennaio 2018, che si basa sul modello di crescita sostenibile e riduce le previsioni di espansione in nome della rigenerazione urbana e del consumo di suolo a saldo zero, su cui si stanno per inserire il piano regionale integrato dei trasporti e la strategia unitaria di mitigazione, adattamento per i cambiamenti climatici, che andremo a discutere prossimamente. Questi piani si inseriscono nella cornice individuata dal piano territoriale regionale in cui si fa riferimento alla Regione sistema, quindi si assegna un ruolo centrale allo sviluppo sostenibile, insieme al tema del riordino istituzionale, della innovazione, della competitività regionale e dell’integrazione dei sistemi.

Quindi oltre ai propri obiettivi, il PRIT 2025 intende assumere quelli definiti dal PAIR e dal PEER, che non cito perché sono già contenuti nella risoluzione da noi presentata, piani che nella loro stesura hanno già tenuto conto delle opere infrastrutturali previste dal PRIT 98 che, ricordo, è ancora vigente, non è ancora scaduto e non ha una durata predeterminata. Si pone come orizzonte temporale il 2010, questo è vero e, pur considerando i mutamenti, che sono accaduti nella società e nel settore dei trasporti, la Regione ha ritenuto opportuno definire una nuova strategia per il sistema dei trasporti regionali, ma ha continuato anche a spingere sulle opere infrastrutturali presenti nel PRIT 98, e questo non per l’assenza di una revisione di pianificazione recente ma perché si continua a ritenere che quelle opere possano essere utili alla comunità regionale, tant’è che nella stesura dei piani, per esempio nel PAIR 2020, si è già tenuto conto di questi impatti.

Opere infrastrutturali previste e condivise all’interno del patto per il lavoro, siglato nel 2015 insieme al mondo economico, sociale, del lavoro istituzionale e regionale perché ritenute strategiche per lo sviluppo della Regione Emilia Romagna in un’ottica anche di crescita sostenibile dei nostri territori e, vista la discussione in atto, se qualcuno pensa di fermare queste opere, si andrà ad assumere una grande responsabilità. Adesso vedremo il 13 settembre che cosa deciderà la conferenza dei servizi.

La nostra Regione (lo dico anche se è scontato) rappresenta lo snodo cruciale del traffico di attraversamento dal sud al nord del paese e viceversa e tutti conosciamo i dati relativi all’andamento economico regionale, che ad oggi sono molto significativi: industria, produzione agricola, turismo, cultura, sanità; io credo che compito nostro sia quello di costruire opportunità, opportunità che tengano conto principalmente della riduzione di emissioni, ma che utilizzino anche nuove tecnologie, nuovi modelli di progettazione della viabilità, che contribuiscono a far rispettare quei limiti e comunque a migliorare le situazioni più problematiche.

Siccome sono state citate nel dibattito alcune infrastrutture, per quelle che conosco meglio, io credo che non fare il passante di Bologna (si tratta di un allargamento dell’area di sedime già esistente), oggi già congestionato, pensando ad una soluzione alternativa (sia la linea ferroviaria o l’ulteriore potenziamento di una linea ferroviaria già esistente, oppure, come ho sentito dire, unificando le corsie di tangenziale e autostrada), mi lascia un po’ perplesso. E mi pone una domanda: inquina meno rendere maggiormente scorrevole il traffico di attraversamento o il perdurare di colonne di auto ferme a motore acceso? E la stessa realizzazione della Cispadana potrà ridurre il traffico dello snodo bolognese con il collegamento della Bologna – Padova e quindi al nordest e anche al porto Ravenna. Sulla Cispadana e sull’importanza di dotare un distretto come quello del biomedicale di Mirandola, tra i più importanti del mondo, tanto è stato detto, ma vorrei ribadire che ritengo che le imprese del biomedicale e il distretto del biomedicale abbiano bisogno di queste infrastrutture, noi non possiamo pensare che gli unici collegamenti viari siano quelli di oggi: strade di campagna per raggiungere i caselli della Brennero, Reggiolo Rolo o a Pegognaga.

Ribadiamo la necessità della Cispadana anche perché ci chiediamo quanto potranno reggere nel mercato globale imprese di livello mondiale in questo contesto, e parliamo di un territorio che, prima del terremoto, rappresentava il 2 per cento del Prodotto Interno Lordo nazionale e che oggi cresce di un ulteriore 0.6. Parliamo di migliaia di lavoratori e di imprese che hanno scommesso su quel distretto, grazie anche al sostegno pubblico in termini di opportunità (ad esempio col Tecnopolo di Mirandola).

Infine, un ultimo appunto sulla bretella Campogalliano – Sassuolo: chi ha visto il progetto presentato lo scorso anno al Palazzo Ducale di Sassuolo, non dimentica la qualità della progettazione anche in chiave ambientale, progetto che, unito allo snodo ferroviario di Marzaglia, potrà davvero fare la differenza per il distretto ceramico.

Mi voglio fermare sugli impegni concreti e infrastrutturali più importanti, impegni che non nascono dal nulla, ma da precise richieste dei territori. Le scorse settimane abbiamo visto i comuni interessati esprimersi in modo univoco (quelli dell’area nord modenese così come i comuni della bassa mantovana). Inoltre, c’è stata questa presa di posizione dei sottoscrittori del patto per il lavoro che segnalavano ulteriormente l’importanza di tali scelte per poter fare e sviluppare impresa in quei territori. Credo che queste infrastrutture restino strategiche per lo sviluppo della Regione e le scelte che saranno contenute nel PRIT 2025 si dovranno basare su un’ampia analisi contenuta nei documenti preliminari che stanno per essere elaborati.

Vorrei dire che la conferenza di pianificazione, che si è chiusa a marzo 2017, ci mette nelle condizioni per poter arrivare dopo l’estate all’approvazione assembleare del PRIT. Il documento preliminare (mi avvio a concludere) ha  individuato una serie di obiettivi operativi, quali assicurare lo sviluppo sostenibile del trasporto, riducendo il consumo energetico, le emissioni inquinanti, gli impatti sul territorio; garantire elevati livelli di accessibilità per le persone e per le merci sulle relazioni interregionali e intraregionali; incrementare la vivibilità dei territori e delle città, decongestionando gli spazi dal traffico privato e recuperando aree per il verde e la mobilità non motorizzata; contribuire a governare e a ordinare le trasformazioni territoriali in funzione del livello di accessibilità che alle stesse deve essere garantito; garantire l’attrattività del territorio per gli investimenti esterni e migliorare, di conseguenza, il contesto competitivo nel quale operano le imprese; assicurare pari opportunità di accesso alla mobilità per tutti, garantendo in particolare i diritti alla mobilità delle fasce più deboli, assicurare elevata affidabilità e sicurezza al sistema; garantire un uso efficiente ed efficace delle risorse pubbliche destinate ai servizi di mobilità pubblica e gli investimenti infrastrutturali; promuovere possibili meccanismi partecipativi per le decisioni più rilevanti da assumere in tema di mobilità, trasporti e infrastrutture.

Il PRIT, quindi, definisce obiettivi di miglioramento sulle singole modalità più sostenibili, relativi anche alla modalità ciclopedonali e di trasporto pubblico e di efficienza e riduzione degli spostamenti per la mobilità motorizzata privata. Già ci siamo mossi e ci stiamo muovendo su questo. Prima la collega Prodi elencava alcuni dei provvedimenti importanti che abbiamo sostenuto: dal trasporto su ferro alla tessera “Mi muovo” e altre iniziative.

Per queste ragioni penso che sia importante proseguire nelle politiche e nelle strategie che delineano un modello sostenibile di crescita e di sviluppo che tiene insieme la competitività necessaria, l’attrattività dei territori e la salvaguardia ambientale. È importante arrivare ad avviare l’iter di approvazione, subito dopo l’estate del 2018, per rimarcare ancora queste priorità e, soprattutto, sollecitare il governo a non venire meno agli impegni assunti precedentemente in relazione alle opere strategiche, di cui prima parlavo, che devono essere realizzate in Emilia-Romagna e sono necessarie per proseguire quel percorso definito nel patto per il lavoro in quanto opere fondamentali per la tenuta economica, ambientale e territoriale della Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Campedelli.

La parola alla consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Per esprimere un apprezzamento molto favorevole per la risoluzione a prima firma Prodi che mette al centro dei prossimi lavori sul PRIT la sostenibilità, e in particolare la questione dell’inquinamento atmosferico. Se non mettiamo al centro la tutela della qualità (pessima) dell’aria che respiriamo (e ce lo dicono gli indicatori di tutti gli organismi istituzionali e di tutte le agenzie ambientali che si occupano di rilevare l’inquinamento atmosferico in Pianura Padana e ci dicono tutti che la situazione è grave, da mediocre ad allarmante), tanto vale tenerci il PRIT, che abbiamo già, aggiungendo qualche modifica di fatto di conservazione dell’esistente, che però sarà un PRIT fallimentare in quel caso, è un PRIT che ci parla di un’epoca che non esiste più, che nel frattempo è andata avanti, mentre linee programmatiche di un PRIT, che non mette al centro sostenibilità e contrasto all’inquinamento atmosferico è, di fatto, un PRIT che fa sue libere programmatiche antiquate, che non sono all’altezza di una Regione moderna e non sono all’altezza di quello che ci chiede l’Europa in senso virtuoso, ossia che il 2018 debba per forza portare avanti un’idea di sviluppo economico che tenga insieme sia lo sviluppo industriale, la viabilità, la mobilità (ovviamente in senso più moderno e tecnologicamente avanzato possibile), ma anche la salvaguardia dell’ambiente. O si danno queste due condizioni in modo univoco e allineato, oppure non si procede. Bisogna fare in modo che si parli di uno sviluppo industriale, di uno sviluppo dei trasporti e di una salvaguardia ambientale che rispecchino le esigenze del 2018 e non quelle della fine di un’epoca passata, se non altro di un altro secolo.

Ho avuto l’occasione di visitare di recente l’osservatorio sull’inquinamento atmosferico del Monte Cimone (non so di chi voi l’abbia visitato, forse in passato ci siano andati i membri della Giunta), si trova proprio sulla cima, e quindi a circa a 2.200 metri sopra il Cimone ed è ospitato dal presidio aeronautico che svolge l’attività meteorologica ovviamente e ospita il CNR che fa rilevazioni dell’aria che respiriamo a Bologna, a Modena, a Carpi, etc. Da lì si vede quella famosa striscia grigia, che molto spesso vediamo in foto che vengono condivise da persone che arrivano a quell’altitudine perché l’inquinamento atmosferico tende a fermarsi sotto i 2 mila metri circa, quella linea grigia che è fatta del cosiddetto black carbon (così come lo definisce il CNR), ma di fatto quello è tutto l’inquinamento atmosferico che lì si ferma e che noi respiriamo. Tecnicamente è lo strato di rimescolamento, quello che non consente di dire che noi stiamo respirando un’aria pulita.

Il monitoraggio si fa e si fa con strumenti avanzati e con personale molto competente, parallelamente però l’allarme c’è e quindi non mettere al centro di un provvedimento, come il PRIT, la sostenibilità e il contrasto a quello stesso inquinamento atmosferico è di grave irresponsabilità. Forse è giunto anche il momento di dirci che, oltre a sentirci condannati, rassegnati dall’idea che ci sono delle condizioni orografiche, che fanno sì che noi siamo condannati per forza ad un destino di qualità dell’aria pessima, mi pare che questo non sia accettabile nel momento in cui la politica può mettere in campo tutte quelle azioni basate su questo peculiare territorio, che non è la Sicilia e non è la Liguria e non è la Costa Azzurra e possa consentire di dire che forse l’Emilia-Romagna non può permettersi una serie di condizioni, ma se ne può permettere altre e ha lo stesso delle conoscenze, delle competenze e delle risorse per poter intraprendere quella strada là, che tiene insieme lo sviluppo e che tiene insieme la tutela della salute.

Aggiungo che, quando si parla (lo ripeto ogni volta in Aula) di valutazione di impatto sanitario, che non viene fatta seriamente, non ha carattere predittivo, non viene fatta nei tempi giusti, non tiene conto della multifattorialità, normalmente analizza la ricaduta sul lato dell’inquinamento, sull’impatto del salute di un singolo fattore, ma non tiene conto che vicino c’è l’autostrada, che là vicino c’è un inceneritore, che dall’altra parte c’è un altro fattore importante sulla salute, questa è un’altra risultanza simbolica del fatto che abbiamo le competenze, abbiamo tutte le normative, abbiamo tutti gli uffici preparati e predisposti, però non si attuano, non si applicano con rigore e non si applicano in modo tutelante.

Tutto il discorso, che abbiamo fatto precedentemente, rispetto alla necessità di tenere insieme salvaguardia dei nostri prodotti alimentari e tutela della salute, a maggior ragione vorrei dire che un PRIT, che non tenga conto di questo adesso, tradisce il mandato e tradisce quello che si dice ai cittadini quando gli si comunica che dal punto di vista della sostenibilità, della salvaguardia dell’ambiente siamo all’avanguardia.

Questo è un PRIT che dovrebbe avere dei semafori rossi e dovremmo dirci: «Ci possiamo permettere ancora di fare una cosa fatta in questo modo oppure possiamo intervenire in modo da compensare, perché non ci sia un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria?».

Aggiungiamo che due mesi l’anno ci sono masse d’aria, che sono ricche di ozono (ricche lo dico in modo negativo) così come nel periodo, che viviamo adesso, che si aggiungono alla questione black carbon (PM particolato, PM2.5, PM10, eccetera).

I dati li abbiamo tutti, il monitoraggio l’abbiamo, siamo pronti sotto ogni aspetto, dobbiamo soltanto far ricadere tutte le conoscenze, tutti i dati, tutto il monitoraggio, le preoccupazioni e gli allarmi che ci vengono dati da coloro che queste cose le studiano ventiquattro ore su ventiquattro farle ricadere in parole legislative, in atti legislativi. Questo è il nostro compito, non ne vedo un altro.

Un PRIT all’altezza del 2018 mette al primo posto sviluppo, mobilità, viabilità all’altezza di un moderno Stato all’avanguardia tra gli Stati membri dell’Unione europea e prioritariamente tutela della salute, tutela dell’aria che si respira, come primo bene comune.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Anche noi abbiamo cofirmato questa risoluzione perché secondo noi il tema, che oggi si pone, è la pianificazione. Che cosa dice già nel nome il PRIT? Piano dei trasporti. Oggi noi come Regione stiamo spingendo in tutti i comuni a fare i piani urbani della mobilità sostenibile. Nel PRIT si parla di mobilità sostenibile o si parla di infrastrutture? Nel PRIT, un PRIT vecchio si continua a parlare solo di infrastrutture e di cantieri senza capire qual è la reale necessità di mobilità della nostra Regione. E questa necessità di mobilità va poi coniugata con l’ambiente e la salute e con lo stato di salute della Pianura Padana. Quindi ad oggi noi ci troviamo un piano dell’aria che ci dice che siamo in una situazione drammatica e che, con qualche toppa, sta cercando di intervenire, chiudendo al traffico le città e le città ancora si muovono veramente poco. E nel frattempo qualcuno qui chiede di cantierare, di fare cantieri perché i cantieri portano lavoro. Io penso che si debba partire non dai cantieri e poi dai cantieri arrivare alla pianificazione, come qualcuno sta facendo in questa Regione. Prima si pianifica, si cerca di capire quella necessità di mobilità da qui al 2030. Non da qui al 2010 perché noi stiamo ragionando di qui al 2010, non di qui al 2030 e voi state ragionando con la necessità di infrastrutture che era prevista dal 2010 al 98, state continuando a fare questo ragionamento e non tenete conto di quello che è successo in questi anni e dello sviluppo che vogliamo da qui al 2030. Pensate ai cantieri e vi fate sottoscrivere un documento (non capisco a che titolo da parte di alcuni) che dice: «Siccome noi vogliamo lavoro, dovete fare i cantieri, far partire i cantieri». Io credo che questa non sia la visione che una Regione deve avere di qui al 2030. Una Regione di qui al 2030 deve capire quali sono le necessità di mobilità e capire che ci sono dei nuovi metodi per garantire la mobilità.

In questa risoluzione mettiamo in fila quali sono i temi, prima cerchiamo di capire quali sono le necessità di mobilità, secondo, cerchiamo di ricordarci che abbiamo degli impegni di riduzione di emissione di Co2 e di particolato, terzo, cerchiamo di capire che ci sono delle modalità di trasporto innovative e che vanno potenziate perché nel PRIT vecchio si continua a parlare di infrastrutture su gomma e pochissimo di infrastrutture ferroviarie o di trasporto pubblico.

Nel PRIT manca questo. Oggi continuate a dire: «Facciamo delle strisce d’asfalto ambientalmente compatibili», tutti sappiamo che aggiungere una nuova strada non riduce il traffico, lo aumenta. Quindi dobbiamo integrare insieme queste necessità e capire dove serve potenziare eventualmente un’infrastruttura che già esiste invece che fare un’autostrada nuova. Dobbiamo capire dove c’è un’infrastruttura di trasporto ferroviario che è insufficiente e come è possibile potenziarla. Questo discorso di pianificazione ad oggi non viene fatto. Ad oggi si parla solo di necessità di far partire i cantieri.

Questa è una visione miope, noi ribadiamo che il concetto è che, dopo aver valutato realmente (e qui ancora la pianificazione non c’è perché quel PRIT, che balla dal 98 ad oggi, mettendo dentro, togliendo fuori a seconda delle necessità del momento perché nel PRIT si parla ancora del passante nord e adesso l’avete spostato, senza una reale necessità) la pianificazione da qui al 2030. Noi chiediamo di rivalutare tutto nel complesso, tenendo alla luce queste priorità. Stessa cosa anche per quanto riguarda gli obiettivi che le singole città si devono fare e che come Regione ci dobbiamo dare e questo riguarda anche il modal split. Nella nostra risoluzione diamo dei numeri che devono essere visti e inseriti nella pianificazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Pettazzoni.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente. In premessa dirò che, per quanto riguarda il PRIT, ricordo di avere chiesto a qualcuno verso la fine dell’anno scorso quando era intenzione di calendarizzarlo nel lavoro delle commissioni e mi fu detto che di lì a poco sarebbe arrivato in commissione, quindi immagino ai primi dell’anno 2018. Di fatto la questione relativa al PRIT, che non è stata ancora portata in commissione, rappresenta un enorme ritardo operativo da parte di questa Regione che non è ancora riuscita a fornire questo documento e darlo alle competenti commissioni. Questo mi preoccupa particolarmente, visto che ora c’è una sollecitazione bipartisan (la vedo in tutte e due le risoluzioni) rispetto alla presentazione del PRIT, la mia preoccupazione è che il documento, che riceveremo, potrà subire un trattamento simile a quello del piano forestale precedente, cioè: «Ecco, arriva il PRIT, lo teniamo in ammollo una settimana giusto per passare dalle commissioni e viene in Aula per una mera ratifica», credo che sia un documento di un’importanza strategica notevolissima e che debba essere condiviso e concertato ed elaborato con i tempi giusti. Se il piano forestale di prima erano un centinaio di pagine, non posso immaginare quante centinaia di pagine possa essere un PRIT, e quindi invito fin d’ora a utilizzare tutti i tempi e le tempistiche necessarie affinché ci possano essere garantiti tutti i passaggi istituzionali, che sono propri di questo tipo di provvedimenti e che tutti noi potremo avere la possibilità di leggerlo, di intenderlo e di fornire le nostre posizioni in merito.

Per quanto riguarda le due risoluzioni, sono decisamente contrastanti, da un lato c’è una risoluzione, la 6650, a prima firma Prodi, dove si richiede un blocco generale di tutte le nuove realizzazioni. E dall’altra parte c’è una risoluzione del Partito Democratico, che chiede una spinta alla realizzazione delle opere. Se di criticità si può parlare, nella risoluzione a prima firma Prodi, la necessità dell’emergenza climatica che stiamo vivendo ha un’importanza particolare anche se non credo che il taglio delle infrastrutture ne rappresenti una soluzione di carattere assoluto. Non saranno più mezzi che circoleranno, saranno mezzi che circoleranno sulle nuove realizzazioni. Per questo non la ritengo una motivazione sufficiente per arrivare all’abbattimento dell’inquinamento, che oggi ci è stato declinato in questi termini.

Ricordo (almeno nella parte di territorio che rappresento, quindi Provincia di Ferrara, alto ferrarese) che c’è una carenza enorme di strade e c’è una necessità di collegare le tantissime aziende del territorio alle autostrade esistenti. In questo momento il flusso di traffico viene soprattutto nei centri abitati. Se potessi portarvi un esempio, vi inviterei a fare un giro nella frazione di Corporeno del comune di Cento, che è una frazione che si sviluppa su una strada dove ci sono semafori, scuole, attività commerciali ed è il flusso di tutte le principali aziende del nostro territorio i cui camion e i mezzi pesanti passano di lì. Quindi immaginate vivere in questo paese, che si sviluppa su una strada sola, che cosa significhi. È come vivere in coda accanto a un’autostrada. Ed ecco che un’opera pubblica, come potrebbe essere la Cispadana, non solo per questa frazione, ma per tanti altri centri rappresenterebbe davvero un ritorno alla vita e una facilitazione alle industrie che insistono su quei territori.

Dire di no significa non risolvere il problema o comunque mantenere i problemi a chi li ha. C’è inoltre un discorso legato alle opere pubbliche di questo tipo: di attrattività e di mantenimento delle realtà economiche che vi insistono. Il nostro distretto (lo diceva bene chi mi ha preceduto) è di un’importanza incredibile, sia a livello locale sia a livello nazionale per quanto attiene gli insediamenti produttivi. Oggi i nostri imprenditori lamentano la difficoltà di non avere collegamenti vicini ed efficaci, che rappresentano costi e che rappresentano difficoltà nello smistamento delle merci, e oltretutto (e credo sia un dogma dell’amministrazione Bonaccini cercare di portare nuovi posti di lavoro), se un esempio può essere quello che è successo a Crespellano dove uno svincolo autostradale ha portato una multinazionale importante a insediarsi su quel territorio, probabilmente attirerà altre aziende di quella portata o altre aziende in generale, e credo si possa prendere quello da esempio e ritenere che un nuovo collegamento o nuovi collegamenti stradali e autostradali possano portare benefici economici.

Per quanto riguarda la risoluzione del Partito Democratico mi sento di dire che, siccome nelle premesse si è parlato sia di Cispadana, sia di passante, e della Campogalliano – Sassuolo, mi sentirei di dire di valutare ogni opera a sé. Per quanto riguarda la nostra posizione sarebbe di favore nei confronti della Cispadana e della Campogalliano – Sassuolo ma non del passante di mezzo. Ricordo che sono stati persi anni a parlare del passante nord, poi si è ripiegato sul passante di mezzo, tutte opere che, se non ci fosse stata un’inerzia da parte di queste amministrazioni, sarebbero già state realizzate e credo che andare a scrivere nell’ultimo punto del dispositivo di questa risoluzione di sollecitare il governo a non venire meno agli impegni assunti precedentemente, sia una sorta di foglia di fico per nascondere un po’ le proprie responsabilità. Ricordo che, credo, alla prima commissione in cui partecipò l’assessore Donini, parlando di Cispadana, ci disse che, entro la fine del mandato, avrebbe voluto vederne la realizzazione. In verità, non siamo ancora nemmeno alla posa della prima pietra, se vogliamo. Quindi sicuramente una lentezza che non deve essere oggi attribuita o si può pretendere di attribuire al nuovo governo ora insediato. E ve lo dice uno a cui non piace fare della dietrologia, per quanto mi riguarda i problemi vanno risolti dall’oggi in poi. Anche permettervi di portare una risoluzione dove si va a tirare il nuovo governo per la giacchetta, quando siete voi i primi ad essere colpevoli della mancata realizzazione di questa cosa mi sembra poco accettabile.

Termino qui l’intervento e mi riservo una dichiarazione di voto, successivamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pettazzoni.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. La discussione è una discussione importante, è una discussione che riguarda la necessità più complessiva di ripensare allo sviluppo di un modello economico perché non credo sia sostenibile ancora per molto continuare a contrapporre le necessità della crescita industriale, dello sviluppo industriale con la tenuta dell’ambiente. Sono due elementi che, se continuiamo a tenere in contrapposizione, produrremo un dato significativo non solo per noi, ma anche e soprattutto per le future generazioni. Viviamo in un territorio (penso soprattutto alle Regioni, non solo alla nostra, che insistono sulla Pianura Padana) che, come sappiamo, è tra i più inquinati d’Europa. La qualità dell’aria è un tema che riguarda non solo la nostra Regione, ma diverse Regioni e soprattutto io credo che debba riguardare anche i governi, quello attuale, quelli passati, quelli futuri e, anzi, da questo punto di vista, credo che sarebbe quanto mai opportuno che sulle infrastrutture, che insistono sulla Pianura Padana e sulle Regioni della Pianura Padana, non fosse una solo Regione ad esprimersi o il solo Ministro ai Trasporti, ma dovrebbe essere l’insieme delle Regioni, che stanno sulla Pianura Padana e il Governo a prendere una posizione e a concordare quali opere devono essere fatte e quali, invece, sono da superare.

Lo dico perché, senza troppa reticenza, su questo tema sappiamo che esistono sensibilità diverse, i documenti di oggi lo attestano, noi come parte della Sinistra di quest’Aula, sin dal 2015 manifestammo la nostra posizione, anche critica, nei confronti delle scelte dell’Amministrazione, ricordo che non votammo la parte del bilancio del 2015 dove si andavano a finanziare le opere, a partire dalla Cispadana, al people mover per quanto riguarda Bologna e sulla discussione del passante abbiamo sempre espresso una posizione chiara. Quindi non bisogna nascondersi dietro ad un dito, esistono sensibilità diverse, posizioni diverse.

Noto però, e su questo che vorrei richiamare l’attenzione di quest’Aula, che le ambiguità devono a questo punto cessare, mi viene da dire, a tutte le latitudini politiche perché non possiamo continuare con il gioco delle tre carte. Oggi c’è un governo che è costituito dal MoVimento 5 Stelle e dalla Lega, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del MoVimento 5 Stelle ha espresso una linea abbastanza chiara in merito alle infrastrutture, un po’ diversa da quella che aveva in campagna elettorale, ma comunque una posizione chiara. Io non ho capito bene qual è la posizione, invece, della Lega. Su questo bisogna essere chiari: la Lega di questa Regione, la Lega emiliano romagnola (c’è qui il più autorevole esponente di quella formazione politica che è il presidente del gruppo Alan Fabbri), questa è un’occasione utile per dire se la Lega condivide o non condivide le posizioni del Ministro, che sostiene a livello nazionale, il ministro Toninelli. È importante dirselo perché, per troppo tempo (e credo non si debba continuare oltre) si è tentato di fare il gioco delle tre carte. Cioè qui si diceva una cosa, sui territori si diceva una cosa, a Bologna si diceva una cosa e a Roma se ne dicevano altre. Allora è il caso di dirlo chiaramente perché per esempio il fatto che Confindustria, non solo in Veneto, ma anche in Emilia Romagna abbia assunto posizioni chiare, cioè contestando la posizione del Governo, per me non è particolarmente rassicurante, anzi. O meglio, mi rassicura nel fatto che forse qualche elemento di dubbio in più, nel criticare il ministro Toninelli forse bisogna averlo. Però, visto che c’è chi si fa paladino delle posizioni degli imprenditori, mi piacerebbe capire qual è la posizione della Lega rispetto a questo tema e sono condivise o meno le posizioni e gli elementi che sta esprimendo il ministro Toninelli.

Sui giornali, ho qui un articolo de “Il Resto del Carlino” – anche per circoscrivere il dibattito e sottolineare alcuni elementi bolognesi – vedo che il nostro ex collega Bignami, oggi deputato e la senatrice Borgonzoni, oggi sottosegretaria ai beni culturali, tornano a riproporre il passante sud. Allora diciamo chiaramente che cosa vogliamo fare perché tutto e il contrario di tutto non si può fare. E sostenere sempre tutto e il contrario di tutto non è possibile. Quindi due autorevoli esponenti bolognesi del centrodestra e un’autorevolissima esponente della Lega sostengono una linea che è in contrasto con quello che dice il Ministro delle infrastrutture. Proviamo a chiarirci perché non è irrilevante la posizione che la Lega tiene su queste partite. In partenza era il partner minore dell’alleanza di governo, in realtà sappiamo che il vero decision maker (quello che prende le decisioni) è Salvini e quindi la posizione della Lega è fondamentale perché poi alla fine al governo succede quello che vuole la Lega.

Che cosa vuole la Lega in questa Regione? Vuole il passante sud? Da un punto di vista ambientale non è irrilevante definire di che cosa stiamo parlando, per esempio rispetto al passante per come risolvere la questione del nodo bolognese. Noi le nostre posizioni le abbiamo assunte, spesso non sono posizioni che incontrano il favore popolare, sono posizioni difficili da spiegare e alle volte ci hanno messo pure in difficoltà, però è giusto che si prenda le proprie responsabilità. Noi lo facciamo, provare a difendere le nostre idee con le forze che abbiamo, proviamo a spiegare le nostre posizioni, in una discussione di chiarezza e di posizione è giusto che tutte le forze politiche esprimano chiaramente le proprie posizioni.

Lo dico perché la discussione sul PRIT, così come è stata la discussione sulla legge urbanistica, segnala posizioni, sensibilità diverse che a livello trasversale emergono in quest’Aula. Non bisogna avere paura di chiamare le cose con il loro nome, non bisogna paura di affrontare le differenze. Però non si può nemmeno continuare il gioco di far finta che le sensibilità o le posizioni differenti siano solo da una parte e non anche dall’altra. La discussione sul PRIT è una discussione per noi importante, condivido quanto diceva il consigliere Pettazzoni, necessiterà di tempi, modi e forme che non possono essere quelle dei tempi veloci, ma da questo punto di vista sappiamo (lo voglio riconoscere pubblicamente per quanto spesso abbiamo avuto posizioni distinte) l’assessore Donini credo che di tutto possa essere accusato tranne che di non avere rispetto del lavoro delle commissioni, di non avere rispetto dell’Aula e di sottrarsi ai momenti di confronto. E quindi non ci saranno sicuramente problemi. Sarà uno dei nodi che dalla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva al primo anno dovremo affrontare, noi lo facciamo con la consapevolezza di avere posizioni chiare, che abbiamo provato a difendere in tutte le sedi, sulle quali abbiamo provato a costruire consenso anche al di fuori di quest’Aula, nelle relazioni con altri soggetti che hanno a cuore lo sviluppo, un diverso modello di sviluppo e che hanno a cuore la possibilità di immaginare anche per la nostra Regione soluzioni diverse da quelle prefigurate. Sappiamo che, pur partendo da posizioni diverse, l’arte della politica è di trovare compromessi che ci auguriamo possano essere, come sempre, al più alto livello possibile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Sassi.

 

SASSI: Grazie, presidente. Come diceva il collega Pettazzoni questo è un atto pianificatorio su cui si potrebbe parlare molto a lungo perché effettivamente è un nodo chiave, è uno dei pilastri che sostiene l’efficacia del piano aria senza i quali, come sappiamo, è inconsistente (si appoggia su altre pianificazioni, tra cui anche il PRIT).

Affrontare l’argomento della strategicità degli impianti, che vengono citati e di cui si pone l’attenzione nella risoluzione a firma della maggioranza, credo sia doveroso. Sulla base di cosa si stabilisce che un’opera è strategica? Sulla base di un patto per il lavoro su cui si sono promessi dei cantieri del lavoro? Ricordo, i cantieri hanno un inizio e una fine e quindi non sono nel tempo sostenibili. Non stiamo neanche parlando di lavoro stabile, stiamo parlando di lavoro a tempo (a tempo del cantiere). E tutto questo si fa prima di fare una pianificazione. La pianificazione per cosa viene fatta? Storicamente si fa un piano e poi si agisce. Come accennato anche dal collega Bertani noi stiamo cantierando delle opere senza alcuna vera pianificazione regionale. Ci sono pianificazioni un po’ fatte perché qualche cementificio deve lavorare probabilmente, qualche azienda di costruzioni deve lavorare e quindi si produce lavoro in questo modo.

Domanda: su quali dati si sta pensando di fare pianificazione della sola mobilità e dei trasporti in Regione? Attraverso la lettura del traffico delle centraline della Regione, si legge quanta gente passa, questo a detta dell’assessorato. Banca dati congrua, peccato che, quando venne presentato in commissione il PRIT allora 2020, poi ha cambiato nome perché sarà realizzato nel 2025, a questo punto, fu dichiarato che tutta l’analisi dei flussi si basava su banche dati con incomplete e inconsistenti. Uffici dell’assessorato, non io. Io lo ricordo molto bene perché mi colpì molto. Io ho dato dei suggerimenti all’assessorato in questo senso. Io sto sul pratico, non faccio discorso sulle teorie della mobilità. Sapete la gente da dove parte, dove va e perché ci va? Questa analisi saremmo in grado di farla con i dati? In buona parte sì. Le banche dati ci sono, basta capire INPS, lavoro dipendente, luogo di residenza, luogo di lavoro e orario di lavoro, dati già esistenti, avremmo tutti i flussi che ci dicono non solo qual è la pianificazione regionale, ma sono dati che potrebbero essere forniti alle agenzie di mobilità per la pianificazione del trasporto pubblico locale, questo per i lavoratori dipendenti.

Poi ci sono gli studenti. Altra banca dati, stesso sistema. Risposta dell’assessorato, dei tecnici della Regione in commissione: «Le nostre banche dati sono congrue», stiamo basando una non pianificazione (collega Pettazzoni, mi dispiace dirle che il PRIT cambierà nuovamente nome e si chiamerà RIT, rapporto regionale infrastrutture e trasporti), quando il PRIT sarà realizzato le infrastrutture saranno già state tutte fatte. Quindi ne prenderemo atto. Un po’ come se facessimo un riordino sanitario senza la pianificazione. Quello lo stiamo già facendo effettivamente. Potrebbe essere un modello di sviluppo regionale che l’Emilia Romagna propone alle altre Regioni, prima facciamo le cose e poi le pianifichiamo, navigando a vista, senza contezza di cosa sia la reale necessità del territorio.

Ho sentito parlare di nuovi modelli di viabilità. Sarebbe interessante studiarli, ma siccome non stiamo affrontando il PRIT, non li conosceremo mai se non quando ci saranno presentati nel nuovo rapporto regionale infrastrutture e trasporti. Il PRIT si dice che accoglie le istanze del PAIR, è ottimo saperlo qui in Aula perché in commissione, siccome il PRIT non è arrivato, non lo sapremo mai.

Poi sulle opere ignorate e sul dialogo ignorato sui territori è un dato di fatto, Tirreno – Brennero per dirne una, grande opera strategica, la sua alternativa ferroviaria è completamente ignorata. Qualcuno forse non sa che esiste una alternativa ferroviaria alla Cispadana che nessuno ha pensato bene di prendere in causa. Peccato. Sul passante di mezzo ce ne sarebbe da dire, ex passante nord, probabile passante sud, chi lo sa.

Vivendolo un po’ come tutti quelli che vengono da fuori Bologna, vedendo gli orari di punta che cosa significa, salta all’occhio che il problema non è né l’autostrada né la tangenziale, è quasi banale, è Bologna che non riesce ad assorbire tutto quel traffico in quegli orari di punta. Se non si va a fare una concertazione sulla mobilità anche di Bologna, possiamo spostare l’autostrada, le corsie, allargandole, spostiamo la coda da una parte in modo che chi può andare oltre possa passare. Quella è l’operazione. Stiamo spostando la coda, che ci sarà comunque, di lato in modo che si possa avere una corsia in più perché chi va oltre possa passare. È geniale, è una cosa che si farebbe con i Lego, visto il livello di strategicità. Però non si affronta il discorso dell’assorbimento di Bologna perché è lì il problema. Non è colpa di Bologna. È che non si dialoga a mio avviso in modo interconnesso tra i vari enti. Questo è il punto.

Io ho depositato due risoluzioni sull’accesso ai dati di mobilità dei dipendenti pubblici e privati e degli studenti, non le ho potute ancora discutere perché in commissione il PRIT non viene discusso e non viene affrontato. E quindi finché non arriva l’argomento, le proposte non possono essere fatte. Io attendo. Ricordo che il prossimo anno andiamo ad elezioni. Se non ci diamo una mossa non lo facciamo neanche partire il discorso. Temo che il 2025 non sia la data in cui si dovrà rivedere il piano, ma sarà la data di esecuzione. Spero di no. E, come detto al collega Pettazzoni, non mi sorprenderei se il PRIT si chiamasse RIT, rapporto regionale infrastrutture trasporti, visto l’andazzo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Sassi.

A questo punto, come da accordi presi nella conferenza dei capigruppo, si concludono i lavori che riprenderanno verso la metà di settembre e quindi auguro a tutti buone vacanze, per chi ci va e buon lavoro, per chi continua a lavorare.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 14,02

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta gli assessori:

Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Elisabetta GUALMINI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, secondo comma del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Raffaele DONINI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI e i consiglieri Alessandro CARDINALI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Valentina RAVAIOLI e Raffaella SENSOLI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 6766 “Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a sostenere e tutelare i pazienti affetti da sensibilità chimica multipla (MCS) e intolleranza alle sostanze chimiche (ISC). A firma dei consiglieri: Piccinini, Zoffoli, Calvano”

 

Votazione emendamento 2 a firma dei consiglieri Calvano, Piccinini e Zoffoli

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 40

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Valentina RAVAIOLI, Raffaella SENSOLI.

 

Votazione risoluzione oggetto 6766

 

Presenti: 39

 

Favorevoli: 38

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 11

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Massimiliano POMPIGNOLI, Valentina RAVAIOLI, Raffaella SENSOLI.

 

OGGETTO 5738 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad assicurare anche ai cittadini affetti da Sensibilità chimica multipla (MCS) l’accesso alle strutture sanitarie per affrontare le varie sintomatologie che manifestano ed estendere a livello regionale l’“Istruzione interaziendale organizzativa” per la gestione del paziente affetto da tale patologia. A firma dei consiglieri: Bignami, Galli”

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 14

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Contrari: 22

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 3

Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Barbara LORI, Lia MONTALTI, Valentina RAVAIOLI, Raffaella SENSOLI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 6766 “Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a sostenere e tutelare i pazienti affetti da sensibilità chimica multipla (MCS) e intolleranza alle sostanze chimiche (ISC). A firma dei consiglieri: Piccinini, Zoffoli, Calvano”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Galli:

«A pag. 3 dopo “Impegna la Giunta regionale”

Dopo le parole “certificata dal centro di riferimento regionale” aggiungere le parole “o certificata da centri specialistici accreditati del Sistema Sanitario,”»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Calvano, Piccinini e Zoffoli:

«Al termine del primo punto dell’impegna la Giunta regionale dopo le parole “di riferimento regionale” sono aggiunte le seguenti parole “, sia delle terapie non farmacologiche realizzabili nel centro di riferimento regionale.”»

(Approvato)

 

OGGETTO 6067 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per impedire l’ulteriore diffusione dell’etichettatura a semaforo sui prodotti alimentari, non consentirla dove è già utilizzata nell’Unione europea e nei Paesi che con essa hanno e avranno intensi rapporti commerciali regolamentati, promuovendo invece l’utilizzo obbligatorio di sistemi di etichettatura che diano corrette informazioni nutrizionali e indichino l’origine dei principali ingredienti utilizzati. A firma dei consiglieri: Rainieri, Fabbri, Delmonte, Rancan, Marchetti Daniele, Liverani, Pettazzoni, Pompignoli, Bargi, Tagliaferri”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Rossi:

«Nelle premesse è aggiunto il seguente punto:

- Nelle Raccomandazioni 1, 4 e 5 dell’importante documento dell’OMS “Time to Deliver”, redatto dalla Commissione indipendente ad alto livello sulle malattie non trasmissibili (quali diabete, cancro e malattie cardiovascolari), si accenna all’opportunità di utilizzare etichette che contengano segnali di allarme sulle confezioni di prodotti alimentari “non salutari”, per scoraggiare il loro consumo;»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Rossi:

«Dopo i considerato è aggiunto il seguente:

“- non informa correttamente sul giusto apporto di nutrienti da inserire in una dieta equilibrata e sana, quale quella mediterranea;”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Rossi:

«Nell’impegno finale è inserito il seguente:

“- A presidiare la dichiarazione politica dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sul tema delle malattie non trasmissibili attesa per il 27 settembre prossimo e ad attivarsi in tutte le sedi (nazionali ed europee), affinché siano evitate generalizzazioni e stigmatizzazioni di determinati prodotti alimentari, a prescindere dal riferimento alle quantità, frequenza e modalità del loro utilizzo e a promuovere definizioni puntuali di ciò che è individuato come contenuto “eccessivo” di grassi, sale o zuccheri, con la specificazione che l’uso saltuario e uno stile di vita equilibrato consente il consumo di alimenti, quali quelli caratterizzanti l’agroalimentare dell’Emilia-Romagna, ottenuti all’esito di processi produttivi basati su qualità e controlli.”»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Risoluzioni

 

6882 - Risoluzione per chiedere ai rappresentanti delle parti pubbliche negli organi di BolognaFiere Spa, ed in particolare al rappresentante della Regione nell'Assemblea dei Soci, l'esclusione del punto relativo allo scorporo della società dall'ordine del giorno delle prossime riunioni del Consiglio d'Amministrazione, e, in ogni caso, di rinviare ogni discussione ed ogni decisione del CdA in materia solo successivamente alla puntuale espressione dell'Assemblea Legislativa. (23 07 18) A firma della Consigliera: Piccinini

6885 - Risoluzione per impegnare la Giunta a ripensare la scelta, di cui alla delibera di Giunta regionale del 29 maggio 2015, n. 628, recante "Riorganizzazione della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali"' con cui si è ritenuto, dal 15 luglio 2017, di "sopprimere il Servizio Veterinario e igiene degli alimenti (codice 00000379), le cui funzioni sono riattribuite al Servizio, attualmente denominato. Sanità pubblica (codice 00000378)" di fatto sopprimendo il Servizio Veterinario Regionale come entità autonoma e le cui funzioni sono state riassorbite, diluendole, in un generalista Servizio di Prevenzione; riaprendo inoltre un tavolo di confronto costruttivo con i medici veterinari e con le loro organizzazioni ed associazioni di categoria. (23 07 18) A firma della Consigliera: Gibertoni

6891 - Risoluzione per impegnare la Giunta a impegnarsi in tutte le sedi affinché siano evitate le generalizzazioni e stigmatizzazioni di determinati prodotto alimentari, a promuovere definizioni puntuali di ciò che è individuato come contenuto eccessivo di grassi, sale o zuccheri, nonché a promuovere, a partire dalle scuole, campagne di educazione alimentare finalizzate all’adozione di comportamenti alimentari corretti e stili di vita adeguati. (24 07 18) A firma dei Consiglieri: Rossi, Rontini, Calvano, Caliandro, Marchetti Francesca, Mori, Iotti, Mumolo, Campedelli, Tarasconi, Sabattini, Bagnari, Pruccoli, Bessi, Lori, Benati, Zappaterra, Zoffoli

 

Interrogazioni

 

6883 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la realizzazione del Tecnopolo di Bologna. A firma della Consigliera: Piccinini

6884 - Interrogazione a risposta scritta circa l’accorpamento di istituti scolastici nel Comune di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

6886 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di trasferimento delle immagini di sorveglianza riguardanti la stazione ferroviaria Zanolini, a Bologna, nel relativo centro di sorveglianza. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

6887 - Interrogazione a risposta scritta circa gli interventi da attuare per incrementare la sicurezza e gli interventi di soccorso sanitario sulle piste del Cimone. A firma della Consigliera: Gibertoni

6888 - Interrogazione a risposta scritta circa la predisposizione di studi di fattibilità riguardanti le ciclovie turistiche regionali. A firma dei Consiglieri: Bertani, Piccinini

6889 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la somministrazione del vaccino pneumococcico che assicuri la massima copertura ed efficacia vaccinale. A firma del Consigliere: Facci

6890 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il Servizio Sanitario regionale, con particolare riferimento alle nomine relative ai vertici AUSL di Bologna e dello IOR. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

6893 - Interrogazione a risposta scritta circa i contenuti dei siti dei Comuni di Baricella e di Malalbergo, con particolare riferimento al procedimento di fusione degli stessi ed al rispetto della relativa normativa. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

6895 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per porre a carico del Servizio Sanitario l’utilizzazione, da parte di soggetti che assumono farmaci anticoagulanti, del dispositivo CoaguChek XS e delle relative fascette reattive. A firma del Consigliere: Galli

6896 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare al fine di destinare gli scarti vegetali ed i fanghi derivanti da operazioni di lavaggio e pulizia alla fertilizzazione dei terreni nei quali sono stati prodotti. A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

6906 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare i disagi causati alla popolazione ed alle realtà turistiche dalla chiusura della strada comunale Secchio-Deusi, nel Comune di Villa Minozzo (RE). A firma del Consigliere: Delmonte

6907 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la conformità dell'utilizzo degli immobili alla loro legittima destinazione d'uso, specie se diversa da luogo di culto, con particolare riferimento alla situazione esistente a Savignano sul Rubicone (FC). A firma del Consigliere: Galli

6915 - Interrogazione a risposta scritta su problematiche riguardanti l’informazione ai medici di base circa il ritiro dal commercio di lotti di farmaci contaminati, con particolare riferimento alla situazione esistente presso l’AUSL della Romagna. A firma della Consigliera: Sensoli

6916 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l’omogeneità del sistema organizzativo e dei servizi dell’AUSL della Romagna. A firma della Consigliera: Sensoli

6917 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti la disponibilità, in alcuni territori regionali, dei contraccettivi previsti dalla regolamentazione come gratuiti. A firma della Consigliera: Sensoli

6918 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere relativamente alla manutenzione della rete idrica, con particolare riguardo ai gestori della stessa ed alla situazione esistente a Marzeno, nel territorio faentino, ove si sono verificate numerose rotture. A firma della Consigliera: Rontini

6919 - Interrogazione a risposta scritta circa le tempistiche di realizzazione del Centro paraolimpico di Villanova sull’Arda (PC) e le azioni da porre in essere per evitare il declassamento del relativo Ospedale “Giuseppe Verdi”. A firma del Consigliere: Rancan

 

Interpellanza

 

6894 - Interpellanza circa le azioni da attuare per riportare il primato della sanità pubblica su quella privata, contrastando la privatizzazione del sistema sanitario regionale, anche attraverso nomine dei ruoli apicali che privilegino la competenza e l’esperienza. A firma della Consigliera: Piccinini

(Comunicazione n. 70 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2018/1801 del 26/07/2018)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri