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257.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 23 LUGLIO 2019

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 8385

Interpellanza circa le misure da adottare per riqualificare complessivamente l’offerta turistica regionale. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

SENSOLI (M5S)

CORSINI, assessore

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 8438

Interpellanza circa questioni e problematiche riguardanti la comunità di daini presenti nella pineta di Classe ed i relativi piani di controllo e prelievo. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

CASELLI, assessore

GIBERTONI (M5S)

 

OGGETTO 8439

Interpellanza circa le azioni da porre in essere per fermare la pratica della caccia alla volpe in tana. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (M5S)

CASELLI, assessore

GIBERTONI (M5S)

CASELLI, assessore

PRESIDENTE (Rainieri)

CASELLI, assessore

GIBERTONI (M5S)

 

OGGETTO 8454

Interpellanza per conoscere la strategia individuata dalla Regione per contrastare il fenomeno della diffusione delle zanzare e del contagio umano dal virus West Nile. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (M5S)

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

GIBERTONI (M5S)

 

OGGETTO 8529

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (118)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8529/1/2/4/7/8/9 oggetti 8696 - 8697 - 8699 - 8702 - 8703 - 8704 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8529/3/6 oggetti 8698 - 8701 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 8529/5 oggetto 8700 - Presentazione, discussione e ritiro)

 

OGGETTO 8530

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (119)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8530/1 oggetto 8705 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 8530/2/3 oggetti 8706 - 8707 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BAGNARI (PD)

LORI (PD)

PICCININI (M5S)

SENSOLI (M5S)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Rainieri)

TARUFFI (SI)

POLI (PD)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

TAGLIAFERRI (FdI)

PICCININI (M5S)

CALLORI (FdI)

ZOFFOLI (PD)

BONACCINI, presidente della Giunta

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

ZAPPATERRA (PD)

BERTANI (M5S)

BERTANI (M5S)

SABATTINI (PD)

ZAPPATERRA (PD)

BERTANI (M5S)

SENSOLI (M5S)

MONTALTI (PD)

FACCI (FdI)

PICCININI (M5S)

BERTANI (M5S)

POMPIGNOLI (LN)

TARUFFI (SI)

BESSI (PD)

MONTALTI (PD)

CALIANDRO (PD)

POMPIGNOLI (LN)

PICCININI (M5S)

FACCI (FdI)

CALIANDRO (PD)

GALLI (FI)

ZOFFOLI (PD)

FACCI (FdI)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 8529 - 8698 - 8703 - 8704 - 8530 - 8705 - 8707

Emendamenti oggetti 8529 - 8696 - 8530

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,23

 

PRESIDENTE (Rainieri): Buongiorno.

Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 257 del 23 luglio 2019.

Hanno giustificato la loro assenza il consigliere Bargi e l’assessore Venturi.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 8385

Interpellanza circa le misure da adottare per riqualificare complessivamente l’offerta turistica regionale. A firma della Consigliera: Sensoli

 

PRESIDENTE (Rainieri): Iniziamo con le interpellanze.

Oggetto 8385: Interpellanza circa le misure da adottare per riqualificare complessivamente l’offerta turistica regionale, a firma della consigliera Sensoli, a cui risponderà l’assessore Corsini.

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Siamo per l’ennesima volta a commentare dei dati e dei numeri abbastanza impietosi nei confronti di questa Giunta. Infatti, a maggio sono uscite le statistiche per quanto riguarda la spesa dei turisti stranieri nella nostra regione. Purtroppo, le statistiche di Banca d’Italia ‒ direi ente alquanto autorevole ‒ hanno evidenziato che l’Emilia-Romagna negli ultimi cinque anni ha perso ben due posizioni nella classifica della spesa dei turisti stranieri in Italia. Siamo stati superati dalla Liguria e dalla Campania, mentre le altre Regioni, quelle in cima alla classifica, mantengono e consolidano le loro posizioni.

Siamo, oltretutto, nettamente inferiori, come media di spesa dei turisti, alla media nazionale, altro dato piuttosto penalizzante per una Regione che fa vanto di avere il turismo come asset fondamentale della propria economia. Questo, ovviamente, va in totale direzione contraria rispetto alla narrazione che sentiamo da questa Giunta, la quale tutti gli anni si fa vanto delle politiche adottate a livello turistico e vanta risultati sempre, ogni anno, da record. Non ci sembra così.

Vorremmo capire dall’assessore Corsini ‒ innanzitutto vorremmo un suo commento ‒ quali sono le misure che intendono adottare, anche se manca poco alla fine della legislatura, per riuscire a mettere mano e a risolvere questa situazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Corsini, prego.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

In premessa vorrei riportare alcune precisazioni rispetto ai dati riportati nell’interpellanza. Tutte le valutazioni espresse si basano prendendo come anno di riferimento il 2014 confrontandolo con il 2018. Il confronto puntuale tra due anni, seppure corretto, può risentire di effetti particolari, eventi particolari tipo condizioni climatiche e altro, che possono condurre anche a conclusioni errate o non complete dal punto di vista dell’analisi.

La lettura dei dati, infatti, cambia se, partendo dalle stesse statistiche raccolte da Banca d’Italia, che sono statistiche di natura campionaria, si confronta anno per anno il periodo 2015-2018.

In questo arco temporale, la variazione media della spesa turistica straniera in Italia è aumentata del 5,5 per cento. Nello stesso periodo, in Emilia-Romagna, la variazione è stata superiore del 6,7 per cento di crescita media annua. L’Emilia-Romagna, quindi, meglio della media del Paese, ma anche delle prime quattro regioni con maggiore spesa turistica straniera, e cioè Lazio, Lombardia, Veneto e Toscana, che da sole, vale la pena ricordarlo, accolgono ben l’80 per cento dei turisti stranieri in Italia.

Peraltro, anche se si circoscrive l’analisi all’ultimo anno, la crescita della nostra regione si conferma superiore a quella nazionale e a quella dei principali competitor. Di fronte a questi numeri risulta difficile, a mio giudizio, parlare di una perdita di competitività della nostra offerta turistica.

Tutto ciò premesso, si conferma che la riqualificazione dell’offerta turistica regionale costituisce uno degli obiettivi prioritari della regione, e al fine di perseguire questo obiettivo si è intervenuti con la legge n. 4 del 2016, una legge innovativa che ridisegna il sistema dell’organizzazione turistica e definisce la nuova governance, con il rafforzamento del ruolo di APT Servizi e l’istituzione delle destinazioni turistiche.

Un’innovazione profonda e strutturale del sistema turistico regionale come quella operata con la nuova legge, ha richiesto necessariamente, come tutti i nuovi sistemi, un periodo di sperimentazione, per arrivare a regime, ma è certo che i risultati positivi riscontrati dalla crescita dei flussi turistici degli ultimi anni troveranno ulteriore conferma e sviluppo negli anni a venire.

Va ricordato infatti che in Emilia-Romagna si è passati da 45 milioni di presenze turistiche del 2015 ai quasi 60 milioni del 2018, con una crescita costante anche delle presenze straniere.

Alla consigliera interpellante non dovrebbero inoltre essere sfuggiti alcuni tratti delle politiche turistiche regionali, fra cui gli importanti interventi e le ingenti risorse messe in campo per sostenere ad esempio il distretto turistico balneare sui mercati nazionali e internazionali, il bando per la riqualificazione delle località turistiche balneari, che mette a disposizione 20 milioni di euro per i progetti dei Comuni della costa, lo stanziamento di 25 milioni per l’innovazione e la riqualificazione delle strutture ricettive, con una novità precedente rispetto ai bandi svolti negli anni scorsi, la convenienza economica per le imprese turistiche che vedranno praticamente azzerati gli interessi e avranno un lungo periodo di rientro grazie al ruolo dei consorzi fidi; la legge sui condhotel, formula ricettiva già presente in molti Paesi europei, solo per citare alcuni degli ultimi provvedimenti presi dall’attuale Giunta.

Infine, e in conclusione, i dati di crescita sopra riportati dimostrano che la strategia messa in campo dalla regione è coerente con l’obiettivo di diversificare e innalzare la qualità delle strutture e di fidelizzare la clientela internazionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Assessore Corsini, mi permetta di dirle che dare la colpa al maltempo dimostra che, probabilmente, siete un po’ alla frutta. Mi consenta l’espressione.

Riguardo a quello che è stato fatto da questa Regione negli anni, lo abbiamo...

 

(interruzione)

 

No. Avrei potuto dire “piove, Governo ladro”, ma l’ho risparmiato. Ho usato un’espressione più leggera.

Per quanto riguarda quello che ha fatto questa Regione, lo sappiamo bene, lo abbiamo seguito, abbiamo fatto anche le osservazioni in ogni ambito che avete toccato. Per quanto riguarda il turismo, mi consenta anche la nota su APT, speriamo che spendano i fondi un po’ meglio rispetto al passato, quando si sono sollevati dei casi di dubbio utilizzo per quanto riguarda le forme di promo-commercializzazione della nostra regione.

Per quanto riguarda, chiaramente, gli ultimi provvedimenti di legge, non sapremo quale sarà l’esito. Ci auguriamo tutti che aumentino il giro d’affari del nostro turismo. Parlo di “giro d’affari” perché purtroppo, assessore, quando parliamo di presenze e di arrivi parliamo due lingue diverse. Ci si concentra molto in termini trionfalistici da parte di questa Giunta, e lo si è sempre fatto negli anni, senza mai guardare l’aspetto economico, sulle presenze e sugli arrivi in aumento tutti gli anni, ma poi dobbiamo chiederci cosa portano questi turisti. Se in Emilia-Romagna, se sulla costa non puntiamo alla riqualificazione dell’offerta turistica, a una revisione del modello turistico offerto… Per carità, l’ho sempre detto, non possiamo paragonarci a delle località di turismo d’élite, ma se attiriamo sostanzialmente un turismo che ha sempre meno soldi in tasca non riqualifichiamo l’offerta, non gratifichiamo gli imprenditori, non riusciamo a sostenere la riqualificazione delle località turistiche, anzi aumentiamo i costi relativi alla gestione di questo turismo non qualitativamente adeguato a quello che potrebbe essere il potenziale della nostra regione.

Arrivano tanti turisti? Benissimo. Ma se non portano ricchezza, si traducono in un costo. Chiaramente questi turisti usano dei trasporti, pubblici o meno, vengono con la macchina, magari inquinano, sicuramente il sistema fognario ne risente, sicuramente la gestione dei rifiuti ne risente. Sono costi che poi vengono sostenuti dalla collettività.

Vi invito nei prossimi mesi, invito chi ci sarà qui, a cambiare la comunicazione. Non parliamo solo di presenze e di arrivi, ma parliamo anche della qualità del turismo che attraiamo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 8438

Interpellanza circa questioni e problematiche riguardanti la comunità di daini presenti nella pineta di Classe ed i relativi piani di controllo e prelievo. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interpellanza 8438 circa questioni e problematiche riguardanti la comunità dei daini presenti nella pineta di Classe ed i relativi piani di controllo e prelievo, a firma della consigliere Gibertoni.

Risponderà l’assessore Caselli.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Il tema è così importante, ed è così prezioso questo tempo, visto che il tema entra oggi per la prima volta in aula, che vogliamo fare il punto, vogliamo sfruttare questo tempo a disposizione, che pure non è tanto, per capire a che punto siamo.

Il tema è un tema giustamente sentito, che ha avuto un pregresso importante, per fortuna, con un intervento provvidenziale, in passato, da parte delle associazioni degli animalisti. Da poco si è approvato in quest’aula il Piano faunistico-venatorio.

Ricordo che al punto macro-area Delta del Po, alla voce “controllo ungulati”, si può leggere: Ravenna, daino potenzialmente cacciabile, di fatto impossibile per tensioni sociali. Io di solito lodo sempre l’idea che l’obiettivo finale sia la coesione sociale, e lo è anche in questo caso. Ma sono quei momenti in cui l’attenzione sociale dobbiamo ringraziarla, perché ha salvato molte vite e ha impedito una carneficina contro delle creature inermi.

 

(Applausi dai banchi del pubblico)

 

Presenza diffusa di sistemi di dissuasione…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Gibertoni!

Chiedo al pubblico di stare in silenzio, di evitare qualsiasi tipo di manifestazione, altrimenti vi chiedo gentilmente di uscire dall’aula. Ci siamo già scontrati, qualche tempo fa. Per favore non mi fate ripetere le cose che ci siamo detti l’altra volta. Confido nella vostra buona educazione. Grazie.

 

GIBERTONI: Presenza diffusa, dice appunto il Piano faunistico-venatorio, di sistemi di dissuasione, ma la maggior parte dei danni avviene in pineta. L’esiguità complessiva dei danni è insufficiente a giustificare l’attivazione di un piano di controllo.

Quindi i danni, dice lo stesso Piano faunistico alla voce “controllo ungulati” non giustifica l’attivazione di un piano di controllo.

Però di recente, l’abbiamo visto sulla stampa e l’hanno notato molte associazioni molto attente a questa battaglia e al territorio, sono ricominciati ad apparire sulla stampa locale e non soltanto, articoli allarmistici sulla presenza massiccia di daini. Si paventava di nuovo la necessità di quella che, ripeto, sarebbe sostanzialmente a tutti gli effetti, considerato che si tratta di animali completamente inermi, una carneficina, addirittura con termini non ascrivibili ovviamente a questa Giunta, davvero allarmistici: “una mandria di daini avrebbe invaso la strada statale”, e dando conto di altri incidenti però non meglio specificati, verificatisi prima di questo. Si parla, in questi articoli di stampa, di novanta esemplari da abbattere rispetto a sessantasette di alcuni anni fa. Quindi, informazioni anche contraddittorie a seconda della fonte e a seconda del momento in cui la stampa ne dà conto, però accomunate da un senso di allarme, da un senso di individuazione progressiva di un nemico da cui dipende tutta una serie di incidenti, danni, disagi che, anche se non sono meglio specificati, contribuiscono in chi, magari, è un osservatore esterno a ingenerare il dubbio che effettivamente possano essere vere.

Per fortuna abbiamo dei metodi che non debbono per forza, anzi non dovrebbero mai ricorrere a dei piani di eradicazione alla caccia o a uno sterminio o a una carneficina di questo tipo, ma sono metodi alternativi, incruenti, provati, resi possibili dalla legge per la tutela degli animali selvatici, il patrimonio indisponibile dello Stato, quindi una tutela doverosa da parte degli enti territoriali. Ci sono talmente tante alternative che certamente non è in nessun modo necessario sostenere, neanche per sbaglio, la pratica della caccia, che ormai sembra non conoscere più paletti temporali e spaziali e, di deroga in deroga, di settimane in più, di stagione in più, di possibilità in più, si allarga effettivamente in una sregolatezza che non risolve i problemi, ma li alimenta.

Sul fatto che la caccia non sia una soluzione, oltre al fatto che è immorale e non contribuisce a risolvere i problemi, è il momento, ritengo, di fare il punto. Quindi, chiedo all’assessore Caselli quale sia lo stato di fatto rispetto all’applicazione di tutti i parametri ecologici, dei mezzi di dissuasione, di attraversamenti verdi, dissuasori e sensori per evitare che i daini eventualmente attraversino la strada, con un controllo dello stato dei lavori, quale sia l’avvio delle pratiche eventualmente presso ISPRA ‒ se questo lo può aggiungere, assessore ‒ per ottenere permessi per vaccinazione contraccettiva di questi daini e se veramente non si possa evitare di ricorrere anche allo spostamento che, per quanto non sia la caccia, non è detto che inciderebbe sul numero degli animali e contribuirebbe a creare, purtroppo, la possibilità di danni biologici e anche la morte di tanti daini, anche perché non abbiamo un numero sufficiente di operatori in grado di attuare in modo incruento spostamenti di animali che sono inermi e molto impauriti e, in ogni caso, non contribuirebbe in nessun modo a ridurre il numero.

Chiedo all’assessore se ci dà un’informazione rispetto a quello che si può fare. Anticipo che, rispetto all’applicazione dei mezzi ecologici, chiederò la possibilità di un sopralluogo. È bene a un certo punto ‒ lo dico nell’interpellanza ‒ renderci conto queste reti come sono state posate, dove sono state posate, chi l’ha fatto, se funzionano, se non sono state posate nei posti sbagliati. Chiederò la possibilità di un sopralluogo, di concerto anche con le associazioni degli animalisti, che possano prendere parte con alcuni loro rappresentanti e con un tecnico della regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Caselli, prego.

 

CASELLI, assessore: Grazie, presidente.

Le linee guida di gestione elaborate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) per la specie del daino, prevedono la conservazione dei nuclei storici in ambiente mediterraneo (le tenute di San Rossore e Castel Porziano e il Parco regionale della Maremma) e delle popolazioni maggiormente affermate, presenti nell’Appennino centro-settentrionale.

I piccoli nuclei isolati e quelli di recente formazione, spesso originati da fughe da recinti o da intrusioni abusive, dice ISPRA, dovrebbero essere totalmente rimossi. Il Piano faunistico-venatorio regionale 2018-2023, approvato con deliberazione dell’Assemblea legislativa del 6 novembre scorso, a seguito del parere favorevole di ISPRA, ha pertanto cartografato l’areale storico del daino a gestione conservativa…

 

(interruzioni dai banchi del pubblico)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Assessore, scusi.

Non ci siamo capiti!

 

(interruzioni dai banchi del pubblico)

 

Okay, benissimo.

 

CASELLI, assessore: Che mi alzino l’audio, non so cosa dire.

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’audio non è colpa dell’assessore. Adesso proviamo ad alzarlo, però…

 

(interruzioni dai banchi del pubblico)

 

Benissimo.

 

CASELLI, assessore: Ha pertanto cartografato l’areale storico del daino a gestione conservativa, l’attuale distribuzione della specie in ambito regionale, nonché gli obiettivi gestionali e le azioni necessarie al loro raggiungimento.

Gli esemplari di daino presenti in Emilia-Romagna rappresentano circa il 10 per cento della popolazione nazionale, mentre la specie sul nostro territorio presenta uno stato favorevole di conservazione.

Coerentemente con quanto riportato nelle menzionate linee-guida di ISPRA, il Piano stabilisce che nel comprensorio 1, comprendente in via prevalente, la parte planiziale della regione, la gestione del daino debba avere un obiettivo non conservativo, ponendo un’attenzione particolare ai due nuclei del Lido di Classe e del Lido di Volano, insediati sul territorio di competenza di più enti per i quali è necessaria l’attivazione di un piano dedicato, finalizzato alla loro rimozione.

Va precisato che la regione Emilia-Romagna non intende, però, sopprimere alcun esemplare. Per azzerare le problematiche legate alla presenza di un numero elevato di animali in libertà, si ritiene necessario procedere al trasferimento in altri ambiti territoriali, o al confinamento dei capi attualmente presenti nella pineta all’interno di aree adeguatamente recintate e presidiate, e una riduzione della natalità con mezzi incruenti.

Con particolare riferimento alla situazione del nucleo del Lido di Classe, originato da fughe accidentali da recinti presenti in loco, il territorio interessato dalla presenza della specie è situato a sud-est della città di Ravenna, nella porzione compresa tra Mare Adriatico e la vicina città di Cervia, Milano Marittima, per una superficie totale di circa 6.410 ettari.

Le aree interessate ricadono sia all’interno del Parco regionale del Delta del Po, in zona classificata come area contigua di tipo agricolo, sia al di fuori di esso, in una zona di ripopolamento e cattura situata a ovest della Statale Adriatica.

Quanto alla consistenza di questi nuclei, dal 2014 vengono effettuati censimenti annuali della popolazione. Dall’inizio di questa attività al 2018 sono stati censiti il seguente numero di capi: 147, 140, 138, 227 e 311. In soli due anni ‒ 2017-2018 ‒ la popolazione presente, quindi, è più che raddoppiata rispetto al 2016.

La Giunta regionale non ha mai inteso effettuare un piano di prelievo in questi ambienti. Sono, quindi, totalmente prive di fondamento le notizie di stampa che a più riprese hanno attribuito alla Regione la volontà di avviare piani di abbattimento, che abbiamo sempre smentito. La Giunta ritiene, invece, necessario predisporre ‒ e a questo sta lavorando ‒ un piano sperimentale per la gestione dei due nuclei di daino presenti nel territorio di Lido di Classe e Po di Volano, redatto ed approvato congiuntamente con altri enti territorialmente interessati, cioè i Carabinieri forestali e il Parco del Delta del Po, che prevede la cattura e la sterilizzazione dei soggetti presenti e la traslocazione presso strutture idonee messe a disposizione da privati o in aree di presenza storica di questa specie ricadenti in territorio regionale.

L’operazione, che dovrà essere condotta a più riprese per numeri limitati di capi e richiederà tempi non brevi di esecuzione, sarà affidata a personale tecnico specializzato in operazioni analoghe che sono state effettuate con successo, di conservazione degli animali, nella riserva naturale di Castelporziano e nel Parco di San Rossore. Questo intervento è stato, peraltro, sollecitato anche dal prefetto di Ravenna e discusso in un recente incontro alla luce del concreto pericolo per la pubblica incolumità rappresentato dalla presenza di un numero così elevato di animali di grossa taglia in un territorio antropizzato, attraversato da un’importante rete viaria di interesse nazionale.

Il Piano prevedrà comunque la preventiva installazione da parte di ANAS e dei soggetti gestori delle strade che attraversano l’area di sistemi di prevenzione per evitare incidenti stradali e cartelli monitori per gli automobilisti. La Regione Emilia-Romagna non dispone, allo stato, di informazioni aggiornate e geolocalizzabili su eventuali recinzioni, che peraltro sono a carico di proprietari e gestori delle strade.

Quanto alla gestione della popolazione dei daini di Classe effettuata fino ad oggi, considerato che una parte degli individui è situata in area cacciabile contigua al Parco del Delta, analogamente a quanto si verifica sull’intero territorio regionale, sono in vigore piani per la caccia di selezione regolarmente approvati da ISPRA. Questi piani, però, non sono mai stati attuati, con la sola eccezione dell’ultima volta che è successo, nel 2014, quando sono stati prelevati sei esemplari.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Assessore, credo che ci siano ancora delle misure che si possono praticare mentre si cercano gli operatori sufficientemente preparati per spostare dei daini senza che il daino possa avere dei danni biologici, o addirittura morire perché il trasferimento non è eseguito con la perizia necessaria, o con un’esperienza sufficiente alle spalle.

Lo spostare animali, comunque sia, è un processo che vediamo come pieno di incognite e anche di costi, spese che potrebbero anche essere usate per aumentare il numero delle reti, dei dissuasori. Su questo chiederemo davvero un sopralluogo. Vogliamo renderci conto se davvero lì si sia fatto il necessario per applicare i mezzi ecologici nel modo più completo e più regolare possibile. È vero che il trasferimento sarà costoso, ma con gli stessi soldi magari noi potremmo applicare, meglio di quanto è stato fatto finora, i mezzi ecologici, la sistemazione delle strade, e via dicendo, oltre al fatto che probabilmente sul lato di Ferrara è anche possibile – vedevo la proposta sul Bosco della Mesola – che forse i daini possano anche non essere spostati, nel senso presi di peso, ma possono essere incoraggiati a spostarsi da sé, magari essendo attratti da cibo, o comunque da altre cose, verso un altro ambiente, però in autonomia, senza che loro debbano essere spaventati da qualcosa che assomiglia in ogni caso a un prelievo o ad una forzatura.

Io vorrei ringraziare le associazioni degli animalisti. So che non è consentito, da quest’aula, interloquire con loro, però io li ringrazio moltissimo per l’attenzione che hanno dedicato a questo e ad altri temi. Inoltre, lo dico come riflessione personale, mi sono resa conto che le associazioni degli animalisti sono uno degli ultimi baluardi non classificabili, non etichettabili dai palazzi, perché combattono non per interessi personali, ma combattono per qualcosa che va ben oltre quelle che sono viste spesso dai palazzi come le strette necessità della loro vita quotidiana: il lavoro, la loro vita quotidiana, la legittima esigenza che non ti facciano un’autostrada nel cortile.

Bene, benissimo, tutte cose sacrosante e giuste, ma io credo che queste associazioni e queste persone che oggi sono addirittura venute qui per assistere a un tema che poteva lasciare tranquillamente un cittadino medio indifferente, hanno dimostrato che l’idealismo esiste, che esiste la nobiltà d’animo, e questo andrebbe accolto con piacere e anche riservandogli una certa gratitudine. Sono cittadini che si interessano a qualcosa che non è strettamente, immediatamente riconducibile a un loro interesse privato.

Quindi, io, almeno, mi sento di ringraziarle e di ringraziare l’azione che hanno fatto per sensibilizzare l’Assemblea, e di riflesso la Giunta, sulla salvaguardia di questi daini, e non soltanto, su cui noi non cesseremo in nessun modo di portare la nostra attenzione, in modo che vengano utilizzati i mezzi necessari perché nessun daino possa essere sacrificato, o debba essere sacrificato sull’altare di quelle concessioni che a volte si fanno soltanto ad una parte che urla più forte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 8439

Interpellanza circa le azioni da porre in essere per fermare la pratica della caccia alla volpe in tana. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interpellanza 8439, circa le azioni da porre in essere per fermare la pratica della caccia alla volpe in tana, a firma della consigliera Gibertoni, a cui risponderà l’assessore Caselli.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: L’interpellanza è stata protocollata già diverso tempo fa, quindi in parte è superata. Però ho deciso di non ritirarla, assessore. Anche se sul tema della caccia alla volpe in tana si era parlato nell’ambito del piano faunistico e sono state date delle rassicurazioni da parte della Regione, credo che, a questo punto, la discussione vada in ogni caso affrontata.

Il fatto soltanto che abbiamo accettato che l’idea fosse comprensibile, fosse normale, che si potesse normalizzare in Emilia-Romagna la caccia alla volpe in tana lo trovo incredibile. Mi sembra inaudito. In pratica, la caccia alla volpe in tana è un gioco al massacro tra animali indotto dall’uomo, una cosa davanti alla quale l’Istituzione per prima dovrebbe essere inorridita e tenere lontano da sé una pratica che ha più della ferocia gratuita. Dico “gratuita”, ma ferocia in assoluto. Non è che la ferocia gratuita l’avalliamo. Ferocia in assoluto, in più indotta dall’uomo. Il perché non si è capito.

La valutazione che è stata fatta da molti cittadini preoccupati, che anche qui si sono attivati regolarmente con grande interesse senza mai mollare e senza mai far cadere l’attenzione, la valutazione di molti è stata che l’unica colpa di questi animali fosse quella di essere un competitor dei cacciatori. Quindi, dovendo scegliere, la politica, visto che le volpi non votano, evidentemente... Sicuramente non è così. La valutazione di persone che giustamente erano allarmate è stata: “Visto che le volpi non votano e visto che il cacciatore ritiene che la volpe sia più brava di lui a cacciare, dovendo scegliere sulla bilancia, do ragione a quello che mi chiede di poterle cacciare in tana”. Con una crudeltà veramente incredibile.

Spero davvero che tra qualche anno se ne parli come di una cosa che ci siamo lasciati alle spalle, che era incredibile si potesse anche soltanto praticare nell’idea in questa regione.

Assessore, le do la parola e la ringrazio per l’aggiornamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Assessore Caselli, prego.

 

CASELLI, assessore: Grazie, presidente.

La Giunta regionale ha modificato, con deliberazione n. 979 del 18 giugno, la propria deliberazione dell’aprile recante “Piano di controllo della volpe nel territorio della regione Emilia-Romagna” vietando il prelievo della volpe in tana, con la sola eccezione di interventi giustificati da motivi di sicurezza del suolo, nelle situazioni per le quali gli enti gestori della rete viaria, ferroviaria o dei corsi d’acqua, i Comuni, la Protezione civile o altri soggetti preposti alla sicurezza pubblica rilevino situazioni di estrema criticità documentate, georeferenziate e direttamente collegabili alla presenza di tane di volpe.

Anche nei casi di estrema criticità è comunque previsto, in via assolutamente prioritaria, il ricorso ad azioni di dissuasione, cattura e allontanamento dei soggetti, sia adulti che giovani.

In tali contesti particolarmente problematici, ed esclusivamente nel caso in cui i suddetti metodi non abbiano sortito effetti concreti, potranno, solo in via eccezionale, essere attuati interventi in tana, esclusivamente dagli appartenenti ai corpi di polizia provinciale.

Ricordo, intanto, che questa modalità è in vigore nella gran parte, se non in tutte le regioni italiane, quindi noi siamo l’unica eccezione. Ricordiamo che l’impatto della volpe e di altri mammiferi fossori è molto rilevante sulla tenuta degli argini pensili dei corsi d’acqua, quindi sulla sicurezza idraulica, come ampiamente documentato dalla Protezione civile e da AIPO, anche attraverso studi universitari, in occasione delle piene di Secchia e Panaro, dove la presenza di tane di animali fossori ha determinato il collasso delle arginature, con conseguenti ed estesi allagamenti e ingenti danni alle abitazioni, infrastrutture e colture. Per tale motivo le popolazioni rivierasche sono estremamente sensibili al tema del controllo della popolazione della volpe e delle altre specie fossorie.

La rilevanza del problema ha portato la regione a promuovere uno specifico gruppo di lavoro per la definizione di un piano strategico per il controllo degli animali fossori ai fini di garantire la sicurezza idraulica. Con riferimento ai danni all’agricoltura, causati direttamente dalla volpe, rispetto a quelli riconducibili a fagiano e lepre, riportati dettagliatamente anche sul sito istituzionale, nell’ultima annata agraria sono stati erogati circa 38.000 euro per fagiani, 53.000 per la lepre, mentre non è stato erogato alcun contributo a fronte di danni ascrivibili al canide in argomento.

In tema di danni, effettivi o potenziali, si fa però presente che quanto più sopra riportato relativamente alla sicurezza idraulica e del suolo, oltre all’impatto predatorio della piccola selvaggina stanziale, sono danni rilevanti. Il piano di controllo della volpe ha infatti tra le sue finalità, oltre alla limitazione dei danni agli allevamenti avicunicoli la tutela della riproduzione della fauna selvatica stanziale negli istituti a questo fine preposti, secondo le specifiche previste dal piano di controllo e la tutela dell’integrità dei terrapieni di infrastrutture viarie o ferroviarie e degli argini pensili.

Quanto alla richiesta dei dati sulla consistenza della popolazione di volpe in ambito regionale, si evidenzia che non sono previsti censimenti sistematici per nessuna specie selvatica, neppure protetta, con la sola eccezione delle popolazioni degli ungulati cervidi e bovidi, finalizzati al calcolo del numero di individui prelevabili in attività venatoria, ai fini del raggiungimento degli obiettivi di densità ottimale definiti dagli strumenti di pianificazione regionale.

Si fa infine presente che la presidente nazionale di ENPA, ente nazionale di protezione degli animali, ha espresso il proprio apprezzamento per le forti limitazioni introdotte dalla regione Emilia-Romagna alla pratica della caccia in tana, auspicando che queste disposizioni possano essere adottate anche da altre regioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Non mi è ancora chiaro se l’Emilia-Romagna decide di abolire per sempre, di fatto, la deroga a un reato, quello della lotta tra gli animali indotta dall’uomo. Se lo abolisce per sempre, allora davvero per una volta le associazioni degli animalisti e i cittadini saranno stati ascoltati, in questo caso. Mi pare, invece, che si sia ridotto il danno, ma si consentano ancora molte deroghe.

Rispetto agli argini, non si farà caccia in tana neanche sugli argini. Si troveranno altri metodi, ma non la caccia in tana, anche dove ci sia una questione di sicurezza idraulica. Si troveranno altri metodi. Sennò, in ogni caso, si fa la caccia in tana in Emilia-Romagna.

 

(interruzione)

 

Io ho capito così. Io ho capito che non si farà la caccia in tana esattamente come prima, ma in deroga si potrà fare, a discrezione della Giunta, immagino, o della Polizia provinciale...

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Le lascio un minuto per un chiarimento.

 

CASELLI, assessore: Se vuole lo rileggo, però è importante capirlo. Noi lo abbiamo previsto solo nei casi in cui siano le autorità preposte alla gestione dei fiumi, non noi. Quindi, deve essere l’AIPO o la Protezione civile. È chiaro? O chi è responsabile di Protezione civile. Deve essere dimostrato, questo.

Salvo i casi di Secchia e Panaro, dove è già dimostrato, perché ci sono già delle documentazioni alte così, in tutto il resto dei casi bisognerà dimostrarlo, andare all’ISPRA un’altra volta, e poi ci pensa la Polizia provinciale. Quindi, è un processo molto complicato. Non è una cosa da deroghe molto facili. Questo per chiarirci. Bisogna capirlo bene.

D’altra parte, noi non abbiamo scelta. Altrimenti siamo tutti responsabili del fatto, se succede un’alluvione, di non essere intervenuti. Abbiamo anche le prefetture.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego, consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Mi dispiace dover vedere che non si prende posizione. Del resto, la Regione dialoga serenamente con la Protezione civile e l’AIPO, essendo organismi, per certi versi, collegati.

Arrivare a dire che anche qui saranno previste delle deroghe, per quanto il processo possa essere complesso, mi fa ritornare a quando sul Piano faunistico venatorio, che per me è tuttora molto sbilanciato verso i cacciatori... L’ho scritto nell’interpellanza e lo dico, proprio perché le ragioni per cui si sbilanci un piano venatorio, ma anche faunistico, con una definizione che risponde più che altro alla seconda parte, cioè un piano venatorio più che faunistico, più che di tutela della fauna... Abbiamo detto che i cacciatori sono circa l’1 per cento della popolazione regionale. Gli facciamo però un piano che risponde moltissimo alle loro istanze.

Si basava, si ricorda, assessore, ce lo siamo detti tante volte in Commissione, su dati difformi e incompleti. Quando io ho chiesto che si togliesse la parola “eradicazione” rispetto a “ibridi di lupo”, questo è stato fatto, ed è una cancellazione che secondo me ha ottenuto di raggiungere un punto di legalità. L’obiettivo, adesso, sulla caccia in tana non è raggiunto.

Io credo che una regione all’altezza di porre un esempio, e dire, come lei ha fatto appena adesso, che in tutte le altre regioni si fa peggio che in Emilia-Romagna, che in questo è all’avanguardia, io non guarderei oltre un centimetro dal confine, se volessi porre l’esempio. Se anche si facesse di peggio ancora nelle regioni confinanti, o in altre, io vorrei capire cosa sono responsabile di fare nella mia regione per i miei cittadini. La caccia in tana è una roba che non definisco neppure preistorica: è una cosa che sfiora, e anzi incontra completamente delle manie sadiche, è qualcosa da cui si dovrebbe prendere una distanza totale. La regione sì, dovrebbe giustamente gloriarsi del fatto di averla cancellata. Ma finché non arriviamo all’obiettivo della totale abolizione della caccia in tana alla volpe e della sostituzione con altri metodi, io credo che continuiamo a nasconderci dietro a un dito.

Noi cioè continuiamo a dirci che effettivamente se le cose vengono raccontate in un certo modo, se si crea una questione di allarme per cui tante persone sono anche indotte a crederci, noi ci saremo detti che certi processi, certe soluzioni sono l’ultima spiaggia, sono l’ultima ratio, ma di fatto è la prima cosa a cui noi ricorriamo: la prima. Noi cioè non percorreremo tutte le altre possibilità che la regione dovrebbe farsi carico di sollecitare anche presso quegli enti, come AIPO, come la Protezione civile dicendo che noi la caccia in tana non la vogliamo più vedere a queste latitudini. Qui non si deve fare, e non mi interessa cosa fanno in Toscana, in Veneto o nel Lazio. Da noi non la vogliamo vedere, e ci vergogniamo davanti ai cittadini, che magari non sanno ancora che cosa viene combinato a questi poveri animali, che se ne stanno tranquillamente nella loro tana, con i loro cuccioli. Anche quei poveri cani che vengono messi in contrapposizione, in un gioco al massacro, ripeto, indotto dall’uomo, per poter nascondersi dietro al dito di salvare degli argini – e non apro la questione degli investimenti per i lavori che andrebbero fatti sugli argini, o di altro tipo –, quindi, da parte dell’uomo, senza imputare delle colpe a volpi o ad altri animali.

Finché noi non raggiungeremo questo obiettivo, quindi, la risposta è totalmente insoddisfacente. Anche qui, credo che per fortuna ci sia una sensibilità maggiore, su questi temi, fuori dal palazzo di persone che non hanno assolutamente paura di prendere posizione e che, anche se noi dovessimo distrarci per un attimo (non sarà il mio caso, ma magari c’è chi lo farà), ci ricorderanno che quella è una questione amorale. Anche se parliamo di animali, resta una questione amorale davanti alla quale la Regione si è voltata dall’altra parte.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 8454

Interpellanza per conoscere la strategia individuata dalla Regione per contrastare il fenomeno della diffusione delle zanzare e del contagio umano dal virus West Nile. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interpellanza 8454, per conoscere la strategia individuata dalla Regione per contrastare il fenomeno della diffusione delle zanzare e del contagio umano del virus West Nile, a firma della consigliera Gibertoni, a cui risponderà il sottosegretario Manghi.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Sottosegretario, parliamo di un animale di cui auspichiamo la riduzione drastica. Questa interpellanza è stata protocollata all’inizio dell’estate, forse ancora prima, a fine primavera. Ricordiamo che l’anno scorso c’è stata un’emergenza gravissima, un’emergenza che io ho definito in Commissione, davanti all’assessore Venturi, un’epidemia. È stata, questa cosa, non accettata dall’assessorato. Secondo me, quando si parla di decine di morti in una regione come la nostra dobbiamo parlare di sicuro di un’epidemia.

Sappiamo che la Regione emana un piano di sorveglianza e di controllo di diversi virus che hanno come insetto vettore la zanzara (Dengue, Chikungunya, Zika e West Nile, di cui parliamo in questa interpellanza). L’anno scorso la questione è stata oggettivamente sottovalutata dalle Istituzioni e forse anche tanti Comuni non hanno saputo mettersi in rete, essere contattati tempestivamente, contattare a loro volta, essere avvertiti dalle ASL di quello che dovevano fare. Quindi, ci sono stati Comuni che virtuosamente si sono mossi nei tempi giusti, con i giusti mezzi di disinfestazione e di avvertimento alla cittadinanza e altri che sono stati completamente passivi.

Il virus West Nile è noto da dieci anni, ormai, quindi non è qualcosa che ci dovrebbe cogliere alla sprovvista. L’anno scorso si è caratterizzato per elevata intensità di circolazione nella sua forma neuroinvasiva, quella che ha causato le decine di morti che purtroppo ricordiamo. Alla luce dell’esperienza maturata sul territorio regionale, ci eravamo detti che ci saremmo confrontati di nuovo sulle misure che la Regione stava predisponendo, anche imparando dall’esperienza o imparando da un mancato intervento tempestivo che doveva esserci l’anno scorso.

Ricordo che il virus è conosciuto da più di dieci anni. Nel 2009 già furono confermati nove casi nell’uomo della forma neuroinvasiva, senza contare ovviamente tutti gli altri casi, quelli che però non hanno effetti letali. Ci furono tre morti già nel 2009, fino al 2018 quando in regione sono stati confermati i sintomi peggiori, quelli neuroinvasivi, in ben cento casi, con vari decessi.

Questo cosa vuol dire? Che serve una programmazione a più ampio raggio, che coinvolga, come proponevo già l’anno scorso, tramite atti, e in Commissione, nella Commissione che chiesi di convocare, dedicata all’epidemia West Nile nel 2018. In particolare alcune province sono state molto prese d’assalto, molto prese di mira da questo disagio sanitario, da questa minaccia sanitaria: la provincia di Ferrara, la provincia di Bologna, la provincia di Modena e anche Reggio, in cui i decessi ci sono stati eccome, e laddove ovviamente sono stati comunicati e riconosciuti.

Chiedevo allora che si riorganizzassero i compiti e le funzioni in materia, che si istituisse un tavolo di coordinamento presso ogni ASL sul tema, in stretta collaborazione con i Comuni e che si facesse programmazione per tempo.

Ricordavo all’assessore che poi ci saremmo trovati, nel 2019, con gli stessi problemi – se non è il 2019 sarà il 2020. L’assessore mi rispose dicendo che stava preparando dei convegni. Ora, va benissimo preparare dei convegni, ma bisognerebbe anche pensare alle misure calate nella realtà quotidiana anche del piccolo Comune, del Sindaco del piccolo Comune che non sa come muoversi e non sa come agire, e nell’informazione che va data alla popolazione. Il direttore generale di una ASL di questa regione, così non faccio il nome, la ASL di Modena, addirittura, vi ricordate, fece un post di irrisione nei confronti di quei cittadini che si erano lamentati di non aver avuto sufficientemente, per tempo, le informazioni su come difendersi da questo virus che poi ha causato delle morti.

La domanda, quindi, per sintetizzare, è: la regione ha imparato dall’esperienza del 2018 e dai dieci anni precedenti, che sono i dieci anni in cui noi abbiamo già conosciuto questo virus? Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Sottosegretario Manghi, prego.

 

MANGHI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente.

In risposta all’interpellanza della consigliera regionale Gibertoni, il virus West Nile ha fatto la sua comparsa, per la prima volta nella nostra regione, nel 2008, con alcuni casi umani, della forma neuroinvasiva, registratisi anche l’anno seguente.

Dal 2010 al 2012 non sono stati rilevati casi di malattia da West Nile virus, mentre a partire dal 2013, ogni anno è stato registrato un numero di casi inferiore alle venti unità. Unica eccezione l’anno 2018, in cui il fenomeno si è manifestato con un’intensità decisamente al di sopra della media.

Questo andamento epidemiologico, oltre alla serie storica dei dati ricavati dal sistema di sorveglianza entomologica e ornitologica, portano a ritenere che il ciclo di circolazione virale venga influenzato da variabili sia meteo-climatiche, sia legate all’animale che funge da ospite serbatoio. Anche per l’anno 2019 la regione ha predisposto il piano arbovirosi, che è stato adottato con la DGR n. 785 del 2019. Il piano è coerente con le indicazioni nazionali, conferma le misure già adottate negli anni e ne introduce ulteriori di significativa importanza.

È stata, infatti, anticipata dal 1° giugno al 1° maggio la data di avvio della sorveglianza integrata entomologica, umana e veterinaria, e sono stati messi a punto alcuni documenti operativi, condivisi con i Comuni, che agevolano il lavoro di organizzazione e implementazione delle attività di disinfestazione e coinvolgimento dei privati nella corretta gestione delle aree di loro pertinenza.

Sono state, inoltre, aggiornate le linee guida tecniche per gli operatori sull’utilizzo degli adulticidi. È stata poi acquisita dal competente Servizio regionale parchi e risorse forestali la valutazione di incidenza sulla distribuzione dei larvicidi nelle aree ricadenti nei siti Natura 2000, che eviterà ai Comuni di dover richiedere singolarmente l’autorizzazione all’utilizzo di larvicidi in tali aree.

L’implementazione del piano è sostenuta e rafforzata dalla campagna di comunicazione “Zanzara e altri insetti: impara a difenderti”, il cui lancio, con la presentazione di tutti i nuovi materiali, è avvenuto lo scorso 13 giugno. Il Piano regionale arbovirosi 2019 è stato elaborato con il contributo del gruppo tecnico regionale di coordinamento dell’attività di sorveglianza entomologica e veterinaria, a supporto dell’implementazione del piano regionale arbovirosi, di cui fanno parte rappresentanti dei dipartimenti di sanità pubblica delle aziende USL, delle conferenze territoriali sociali e sanitarie, dei Comuni capoluogo di provincia. Ai componenti di questo gruppo tecnico è stato chiesto di riportare capillarmente a livello locale le indicazioni tecniche e le strategie condivise e messe a punto dal gruppo stesso, al fine di supportare a tutti i livelli una piena implementazione del piano.

La Regione, consapevole della straordinarietà di quanto successo nel 2018 e della necessità di presidiare accuratamente l’attuazione delle misure di contrasto agli insetti vettori, ha deciso di aumentare il finanziamento destinato ai Comuni come sostegno alle attività di disinfestazione ordinaria e straordinaria. Tale somma, erogata annualmente sin dal 2008, nel 2019 sarà di 1,2 milioni, con un incremento, quindi, di 200.000 euro rispetto all’anno passato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, sottosegretario Manghi.

Uno dei temi era proprio quello di poter economicamente supportare meglio i Comuni. Su questo credo che la direzione sia positiva e spero, anzi, che potrà essere rafforzata. Purtroppo, anche se quest’anno sembra più favorevole rispetto alla minaccia sanitaria dell’anno scorso, e ne siamo tutti molto contenti, però non si sa mai ed è bene ‒ lo sapete ‒ non abbassare la guardia, sia dal punto di vista economico, che è fondamentale, sia dal punto di vista informativo, anche i sindaci o gli amministratori locali che magari possono in qualche modo sottovalutare, si trovino all’inizio della prossima primavera a sottovalutare il tema, perché in questo immediato inizio d’estate non ci sono segnalazioni di gravità allarmante, come le abbiamo avute l’anno scorso, purtroppo, per tutti i mesi estivi.

Sono convinta che si potrà non dimenticare che però il supporto delle ASL c’è, che il supporto dell’ente territoriale c’è, quindi saranno invitati a dover fare i conti con una questione che purtroppo nei territori, in particolare, che hanno un microclima attraente per gli insetti come le zanzare, deve essere monitorato costantemente.

Ovviamente, ci aspettiamo che non ci si possa mai nascondere dietro alla giustificazione che le persone che l’anno scorso, purtroppo, hanno avuto un esito fatale rispetto a questa infezione, fossero però magari già debilitati, fossero deboli o fossero in età avanzata. Queste cose ovviamente noi non le dobbiamo neppure utilizzare come giustificazione, perché è ovvio che la salute va garantita a tutti quanti. La colpa, purtroppo, temo che l’anno scorso sia stata veramente dell’ASL, non di chi era debilitato, se ha incontrato sulla sua strada il virus West Nile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Riprendiamo i nostri lavori dalla seduta antimeridiana.

 

OGGETTO 8529

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (118)

(Discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8529/1/2/4/7/8/9 oggetti 8696 - 8697 - 8699 - 8702 - 8703 - 8704 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 8529/3/6 oggetti 8698 - 8701 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 8529/5 oggetto 8700 - Presentazione, discussione e ritiro)

 

OGGETTO 8530

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (119)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 8530/1 oggetto 8705 - Presentazione, discussione e reiezione)

(Ordini del giorno 8530/2/3 oggetti 8706 - 8707 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Siamo nella fase della discussione generale sulla sessione di bilancio, assestamento, oggetto 8529 e 8530.

Siamo in discussione generale congiunta dei due oggetti.

Consigliere Bagnari, prego.

 

BAGNARI: Presidente, grazie.

Molto rapidamente, solo per alcune sottolineature, che penso siano doverose, oltre quello che ha illustrato in maniera dettagliata il collega Bessi.

Intanto, io credo che le voci sulle quali si dà priorità, con questo assestamento, siano quelle importanti da sempre per la nostra regione, e soprattutto, io credo che intanto la manovra non sia una “super manovra”, ma che sia una manovra piuttosto mirata, che va ad intervenire su una serie di voci, a differenza dell’entità di manovre simili, per esempio, a livello nazionale, che danno l’idea invece di dover aggiustare pesantemente i conti. Interveniamo su una serie di voci specifiche, come dicevo, in particolare, fra le altre, come per esempio quelle che hanno a che fare col tema del sociale, al di là di tutti i temi alla ribalta della cronaca, credo che le scelte che fa la Regione e che ha fatto in questi anni non siano state scelte dell’ultimo minuto.

Mi dispiace che non sia presente il collega Rancan. Semmai, la Regione ha negli ultimi anni implementato alcune voci, è intervenuta anche con alcune misure, per esempio quella per la copertura dei servizi estivi per l’infanzia ‒ non da ora ‒ e sta dando continuità a quelle che sono politiche già avviate da tempo. Credo che questo sia importante, come pure, per esempio, la scelta di finanziare il fondo a sostegno delle famiglie per l’affitto, voci che sono importanti proprio perché vanno nella direzione di avere attenzione per le famiglie e per le persone, in particolare quelle in stato di fragilità.

Quando si parla del tema delle imprese credo ci sia qualche discrepanza tra quello che sentiamo qui in aula e quello che, per esempio, viene fatto a livello nazionale dai Governi, dove le scelte fatte, che mettono in crisi a livello proprio di politiche del credito, le imprese impediscono alla nostra Regione, come ad altre Regioni, di essere ancora più efficaci. Parliamo della famosa lettera “R” della Bassanini.

Comunque, l’impegno che anche su altri canali e altre forme la Regione mette in campo credo sia importante e coerente con quello che è stato fatto finora. Basterebbe ricordare anche tutto quello che ha a che fare con gli interventi sul risparmio energetico e con il credito d’imposta, che rischia di mettere in crisi a livello nazionale le piccole e medie imprese. Questo credo sia un aspetto di cui si parla poco, ma ne parleremo anche in Commissione, con una seduta specifica, proprio perché vogliamo approfondire il tema e capire come possiamo essere veramente di aiuto, e non solamente a parole, come vediamo fare a livello nazionale.

Un’ultima sottolineatura la riprendo non per questione personale, ma perché se ne è parlato con dei toni spesso anche aspri nell’ultima seduta. Parlo di quella che è stata la legge sui giudici di pace. Visto che si è parlato di quella legge con dei toni, a volte, non dico “ingiuriosi”, ma secondo me poco rispettosi, soprattutto per i territori che avevano sostenuto e sottolineato la necessità di questo intervento, noi abbiamo non solo approvato quella legge, che alla fine è stata sostenuta anche da chi l’aveva criticata, ma abbiamo anche messo risorse. Quindi, non una “legge mancia”, di cui si era parlato, oppure un provvedimento elettoralistico, ma una legge che seriamente ha cercato di dare continuità a quell’azione dando anche concretezza di risorse.

Credo che questo sia un aspetto che non debba portare nessuno a chiedere scusa, ma a riconoscere la continuità e la concretezza dell’azione della regione che non si manifesta da oggi, come qualcuno appunto paventa per motivi elettorali.

Torno un attimo indietro per ricordare il tema del credito, poi magari sarà più efficace la mia collega Lori, se vorrà, prima firmataria di un ordine del giorno che abbiamo presentato, proprio perché vogliamo essere vicini alle aziende e trovare delle soluzioni concrete. Un altro tema, lo vedrete successivamente, è quello della formazione professionale, su cui cerchiamo, insieme anche ad altri colleghi della minoranza, in particolare al collega Tagliaferri, primo firmatario, di dare anche qui un un’indicazione politica ben precisa sul tema della formazione professionale dei centri pubblici, tema di cui stiamo parlando non da oggi, sicuramente, ma da lungo tempo, perché vogliamo che ci siano ancora, su questo presidio, una continuità e un impegno forte, che non è solamente il mantenimento di quei centri eccetera, ma lo sviluppo di politiche concrete sui territori e sulla formazione professionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Lori, prego.

 

LORI: Riprendo, con un piccolo approfondimento, quello che accennava il collega Bagnari, il riferimento all’ordine del giorno sul tema dell’applicazione della lettera r) della riforma Bassanini.

È un tema che riguarda molte piccole e medie imprese del nostro territorio, che sta a cuore alle rappresentanze delle associazioni di categoria, un tema su cui abbiamo fatto dei passi importanti, proprio lo scorso anno, creando le condizioni per poter dar corso a questo sistema agevolato di credito, che ahimè, proprio in una fase in cui ormai era imminente l’operatività, tra l’altro attesa da un po’ di tempo, con il decreto crescita si è scelto di azzerare sostanzialmente questo ambito di autonomia che le regioni avevano. Avevamo esperienza in cui questa norma era già applicata, altre che come noi si accingevano a trovare questa operatività, che sostanzialmente è stata completamente vanificata.

Per cui, con questo ordine del giorno a cui appunto si è accennato, chiediamo che la Giunta si attivi per poter ripristinare le condizioni di operatività, così come previsto alla lettera “R” dell’articolo 18 della Bassanini, e verificare anche la possibilità ‒ speriamo che questo non sia necessario ‒ di impugnare la legge (faccio riferimento al decreto crescita) che impedisce alle Regioni di intervenire in modo autonomo, come, invece, in precedenza era possibile, in questo ambito che, come si diceva, riguarda il credito agevolato fino a una certa soglia. Noi avevamo individuato la soglia dei 100.000 euro, ma è una risposta importante per il sistema delle piccole imprese, soprattutto quelle artigiane, del nostro territorio. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intervengo sui due ordini del giorno che ho presentato. Siccome si parla di bilancio e di risorse pubbliche, il primo ordine del giorno è una questione che riguarda direttamente il Partito Democratico rispetto al mancato pagamento, da due anni a questa parte, di una fattura alla ASL di Imola per il servizio di assistenza medica e infermieristica di cui il partito si è avvalso per garantire lo svolgimento della festa nazionale che si è tenuta a Imola nel settembre del 2017, una fattura che è stata emessa, tra l’altro, quattro mesi dopo lo svolgimento della festa e che è pari a quasi 25.000 euro.

Sono prestazioni garantite dal servizio sanitario. Nello specifico, si tratta di un’automedica con medico e infermiere, dirigenti medici che hanno prestato servizio per 73 ore, infermieri professionisti per quasi 500 ore, autisti soccorritori per 173 ore, più un’ambulanza con rianimatore per la presenza dell’ex Presidente del Consiglio Gentiloni.

La normativa regionale prevede che questi costi non siano a carico della Pubblica amministrazione, ma siano a carico degli organizzatori e che da questo servizio non debbano emergere nuovi oneri a carico della collettività. Dopo due solleciti da parte dell’ASL, tra cui c’è stato in mezzo anche un tentativo da parte del Partito Democratico nazionale di contestare questa fattura, quando invece il servizio era stato prontamente messo a disposizione dall’ASL, dicevo, dopo due solleciti, l’ultimo a febbraio 2019, ancora questa fattura da 25.000 euro non è stata pagata, in questo rimpallo di responsabilità tra il circolo locale e il partito nazionale.

Da un accesso agli atti, perché è parecchio tempo che seguiamo questa vicenda, è emerso che dopo i due solleciti effettuati dall’ASL, probabilmente si arriverà, spero presto, al recupero coattivo.

A questo punto, visto che in questo momento, come dicevo prima, questi sono costi che non devono ricadere sui cittadini, però da due anni a questa parte i problemi di bilancio del Partito democratico li stiamo pagando, credo sia arrivato il momento di sollecitare questa Giunta e il presidente Bonaccini, affinché solleciti il segretario del Partito democratico Zingaretti a onorare i debiti che il partito ha contratto con l’ASL. Se vuole, l’ho detto anche in precedenza, ce li può mettere anche di tasca sua. Suggeriamo, se proprio non ce la fanno, ai parlamentari, di tagliarsi lo stipendio per chiudere definitivamente questo debito.

Inoltre, chiediamo un impegno affinché la Giunta preveda che le aziende ASL non svolgano più servizi di assistenza sanitaria per eventi di natura politica, nel caso in cui ci siano vistosi ritardi nei pagamenti.

L’altro ordine del giorno, invece, riguarda un argomento che è già stato toccato dal collega Bagnari. Io però credo non sia ancora stato distribuito l’ordine del giorno a cui si faceva riferimento prima. Noi ne abbiamo depositato uno che riguarda le risorse destinate ai centri di formazione pubblica accreditati, in seguito a delle osservazioni che sono state inviate anche agli assessori, alla Giunta, perché c’è una preoccupazione rispetto alla mancanza dello stanziamento di queste risorse per gli anni 2020-2021. Sono preoccupazioni di cui ci eravamo occupati anche un anno fa, quando ci eravamo interessati rispetto a questo tema. È una mancanza di risorse che potrebbe mettere in crisi il sistema della formazione pubblica, in particolar modo il servizio di orientamento.

Rispetto a questo tema si fa sempre molta fatica, bisogna sempre in qualche modo sollecitare la Giunta a trovare queste risorse. Quello che chiediamo è un impegno, da parte della Giunta, a prevedere per gli anni 2020 e successivi, risorse pari almeno a quelle che sono state previste nel 2019. Io l’ordine del giorno a cui si faceva riferimento prima ancora non l’ho visto. Non vorrei che si cercasse in qualche modo di far venire meno queste risorse, perché ricordo che i centri di formazione pubblici svolgono un servizio prezioso sul territorio, ma soprattutto è un servizio che funziona. Io personalmente ho chiesto un accesso agli atti con i dati per verificare proprio l’efficacia anche rispetto alla formazione che questi centri di formazione offrono. Sono dati largamente positivi, anche rispetto a centri di formazione privati accreditati. Non si capisce perché ogni volta ci sia bisogno di dover sollecitare la Giunta a stanziare le risorse necessarie affinché questi enti possano operare in tranquillità.

L’ordine del giorno l’abbiamo depositato. Ovviamente, l’auspicio è che venga accolto dalla maggioranza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Intervengo in merito all’ordine del giorno che ho presentato e che riguarda il servizio di salvataggio della nostra costa. È un servizio importante per tutta la collettività. I marinai di salvataggio hanno una funzione essenziale per la sicurezza dei nostri turisti e dei nostri bagnanti durante la stagione estiva. L’ordinanza balneare prevede che il costo del salvamento nella costa sia a carico dei concessionari. Per migliorare sempre di più il servizio di salvataggio lungo la nostra costa, per far sì ‒ come già avviene spontaneamente, ad esempio, a Rimini grazie all’associazione “I marinai di salvataggio” ‒ che ci siano dei ragazzi sempre più formati, sempre più bravi, che ci siano anche delle tecniche di salvamento innovative, che vengano utilizzate strutture moderne, riteniamo che questa Giunta dovrebbe dare un contributo rivolto proprio ad alleggerire il costo a carico dei concessionari.

Se si vuole puntare sull’innovazione e anche eventualmente sull’acquisto di nuove attrezzature chiaramente, essendo sostanzialmente un servizio pubblico, perché poi chi ha difficoltà in mare, chi dovesse avere difficoltà durante un bagno in mare non è detto che sia poi un cliente dei concessionari, può essere benissimo un turista o un cittadino che quel giorno ha deciso di andarsi a rinfrescare in acqua e per un qualsiasi motivo si è trovato in difficoltà, riteniamo che questa Giunta debba agire con dei contributi sia per chi ha a carico il costo del salvamento, ma rivolti soprattutto al rinnovo delle attrezzature, alla riqualificazione del servizio e anche alle comunicazioni, all’informazione dei bagnanti sulla sicurezza, che è sicuramente uno degli aspetti fondamentali per prevenire il più possibile incidenti ai nostri turisti e anche ai cittadini riminesi che decidono di fare il bagno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Volevo sottoporre all’attenzione della presidenza l’emendamento 19, a firma della consigliera Zappaterra, per valutarne l’ammissibilità. Questo emendamento dice che l’articolo non contiene disposizioni regolative e tecniche aventi riflessi finanziari per il bilancio regionale. L’articolo, in realtà, propone di prorogare il regolamento di attività venatoria nelle aree contigue del Parco del Delta del Po. Quel regolamento era stato approvato in base al piano faunistico provinciale precedente.

Ad oggi, invece, con questa proroga, questo viene collegato al piano faunistico regionale. Quel regolamento prevede che chi caccia nelle aree di Comacchio, in particolare nell’azienda faunistico- venatoria particolare, non paghi tasse alla regione. Quindi, prorogare questo regolamento provoca un danno erariale.

Io quindi chiedo alla presidente intanto di valutare il fatto che non c’è la scheda economico- finanziaria, e chiedo a tutti i colleghi di valutare attentamente il fatto che se questo emendamento viene posto in votazione, chi lo approva rischia di provocare un danno erariale.

Secondo: siccome l’emendamento va contro il Piano faunistico-venatorio e concede a un comune di gestire la caccia all’interno del territorio, cosa che non è possibile perché la caccia è gestita e regolamentata dalla regione, rischia l’impugnativa da parte del Governo. Se il Governo impugna questo articolo, e questo articolo decade, decade il regolamento dell’area contigua del Parco del Delta del Po. Che vuol dire che non solo non si potrà cacciare a Comacchio, dove c’è questa incongruenza, ma non si potrà cacciare nel Ravennate, nel Cervese, ad Alfonsine, eccetera. Vi chiedo, quindi, e chiedo alla presidenza, di valutare anche questo rischio.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La ringrazio. Facciamo fare dagli uffici tutte le verifiche che lei ha sollevato. Grazie.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Poche parole su questo doppio progetto di legge, assestamento e collegato e alcune riflessioni.

Sono d’accordo, ho ascoltato la relazione introduttiva del relatore di maggioranza, che ha fatto una comparazione con la manovra fatta a livello nazionale. Sostanzialmente, ha voluto sottolineare la modestia di questa manovra di assestamento rispetto all’importo complessivo del nostro bilancio.

Posso anche convenire. Il tema qual è? E qui aderisco completamente a quella che è stata la riflessione del consigliere di minoranza, il collega Rancan. Guarda caso, a ridosso del voto, arriva una pioggia di denari, tutto sommato, per certi aspetti inaspettata. Poi che sui territori di riferimento questi denari facciano comodo e in qualche modo siano utili e che, quindi, ognuno di noi, a seconda delle appartenenze e delle provenienze, sia contento di tutto ciò, questa è una conseguenza immediata, ma che non contrasta con la riflessione di fondo, cioè che si tratta fondamentalmente di una elargizione generosa a ridosso del voto.

D’altronde, si può anche essere d’accordo su alcune importanti iniziative. Su altre, magari, un po’ meno. Per esempio, per quello che mi è più vicino e mi è più familiare, visto che ne abbiamo parlato nella scorsa seduta di Consiglio, oggi addirittura aumentiamo, anzi quadruplichiamo l’importo per il sostentamento dei giudici di pace. Tutto questo nel 2019. Sono il primo ad essere favorevole e contento. Lo dico in maniera molto chiara. Va da sé, però, che siamo partiti da un’impostazione di un certo tipo e che nel giro di dieci giorni è stata quadruplicata. Benissimo. Se potessi votare per parti separate questo provvedimento lo voterei, e voterei a favore. Sono il primo a dire, e l’ho detto in occasione dell’intervento fatto nella scorsa seduta, che le realtà territoriali che sostengono il giudice di pace si sono accollate per lungo tempo un importante onere e che sia giusto da parte delle amministrazioni superiori, in questo caso l’ente regione, sostenere e supportare queste scelte di fondo, che altro non sono se non scelte che vanno nell’interesse della cittadinanza.

A volte, poi, quando ci sono queste manovre a spizzichi e bocconi, tutte concentrate a ridosso degli ultimi mesi, a ridosso di questo bilancio di assestamento, saltano fuori cose simpatiche e singolari che fanno per certi aspetti anche un po’ sorridere. Per esempio, giovedì mattina abbiamo assistito, in quel di Alto Reno Terme a un bellissimo momento istituzionale, solenne: il presidente Bonaccini che sottoscriveva un protocollo d’intesa con l’amministrazione locale per donare 100.000 euro per il restauro di una prestigiosa realtà architettonica, culturale, artistica, storica del complesso delle vecchie Terme di Porretta.

Peccato che questi 100.000 euro non fossero ancora entrati, ufficialmente e proceduralmente, nella disponibilità. Sono stati infatti frutto di un emendamento dell’amico e collega Taruffi, presentato il pomeriggio del 18, quindi, qualche ora dopo la firma del protocollo a Porretta. Naturalmente, oggi, materialmente, con l’assestamento, vediamo che questa somma di 100.000 euro entra nel bilancio di assestamento. Una volta si parlava, anche un po’ per dileggiare chi allora era ministro delle finanze, a livello nazionale, con il Governo Berlusconi, di finanza creativa. Noi vediamo che qua abbiamo un bilancio sicuramente molto creativo, molto leggero, dove le procedure, se l’emendamento arriva prima o dopo… Io sono contento.

Ribadisco, anche qua: non potevo essere presente, né alla mattinata a Porretta, né in seduta in Commissione per votare l’emendamento, lo avrei tranquillamente firmato perché è un provvedimento positivo. Però quando si dice che sono manovre elettorali o quantomeno interessate, non si fa, caro collega Bagnari. Non si fa, non si offende. È una constatazione. Poi, se qualcuno si offende, si offenderà. Ce ne faremo una ragione. Si fanno delle constatazioni, proprio perché, anche dal punto di vista delle procedure, è tutto molto superficiale, passatemi anche questo termine.

Non è un caso che sia stato convocato ‒ non toccherebbe a me dirlo, ma lo dico, visto che lo so ‒ l’Ufficio di Presidenza in via d’urgenza questa sera, a conclusione di questa seduta, per permettere a Bonaccini di rimediare alla figuraccia con la Commissione d’inchiesta su Bibbiano e farla entrare nella discussione che ci sarà tra due giorni, visto che le due richieste di Lega e di Fratelli d’Italia erano già lì in essere da parecchi giorni, se non settimane. Anzi, due settimane. E anche per rimediare alla questione del progetto di legge che riguarda questi stanziamenti nel settore musicale, culturale, artistico, che ‒ anche questi ‒ devono essere dati sui territori in fretta perché la campagna elettorale incombe.

Ribadisco, sono d’accordo. Io sono d’accordo su questa elargizione. Se i denari arrivano, ovviamente, c’è una ricchezza che viene distribuita. È il metodo che contesto. È il momento che contesto. I denari andrebbero dati quando ce n’è bisogno, non quando si deve andare a votare nell’immediato.

Le imprese e le attività. Dopo magari ne parleremo. Non oggi, ma ne parleremo tra un po’, forse nei prossimi giorni. Parleremo dell’IRAP in montagna. Bene. Sappiamo perfettamente che queste attività vanno sostenute, ma vanno sostenute sempre, non solo quando si vota.

Concludo, perché il tempo è contingentato. Abbiamo una serie di considerazioni positive che facciamo su alcuni provvedimenti e negative su altri provvedimenti, ma il giudizio comunque è negativo su una manovra complessiva, sulle modalità complessive con le quali questa Regione supporta i territori e supporta le attività sul territorio. Non si fa solo quando c’è il voto. Andrebbe fatto regolarmente, in costanza di mandato, in costanza di attività amministrativa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Volevo salutare il dottor Pieroni, presidente della Corte dei conti, che è qua insieme a noi a seguire i lavori dell’aula. Lo ringrazio.

Passo la parola al consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto voglio ringraziare non formalmente il relatore di maggioranza, Gianni Bessi, con il quale ci siamo confrontati a più riprese per cercare di introdurre e di apportare alcune delle modifiche che poi sono state recepite nel corso dei lavori di Commissione; e vorrei ringraziare anche per il confronto con la Giunta, con l’assessore Petitti, col sottosegretario Manghi, con gli uffici.

Ogni tanto lo diamo per scontato, però il lavoro che si fa quando si arriva in questa fase dell’anno è sempre un lavoro particolarmente intenso, soprattutto da parte degli uffici, che io credo vadano ringraziati, il cui lavoro va apprezzato, anche perché ci consente di portare avanti un’attività articolata e complessa, con tanti provvedimenti che devono essere approvati in tempi alle volte un po’ rapidi.

Nel corso della discussione di oggi sono stati sottolineati alcuni aspetti critici. Io volevo invece soffermarmi per interloquire anche con i colleghi della minoranza, rispetto ad alcuni dei provvedimenti che sono contenuti nell’assestamento che stiamo votando, che ci apprestiamo a votare, per capire perché, ad esempio, stanziare 18 milioni a favore dell’abbassamento delle rette dei nidi dovrebbe essere sbagliato. Perché stanziare 12 milioni per il sostegno agli affitti… Come sappiamo, il problema della casa è uno dei problemi più significativi che affliggono particolarmente, ovviamente, le fasce più deboli della nostra società: perché quindi dovrebbe essere sbagliato stanziare 10 milioni per favorire le giovani coppie che intendono acquistare una casa, in particolar modo in montagna? Perché dovrebbe essere sbagliato stanziare 36 milioni in tre anni per abbattere l’IRAP in favore delle attività produttive che sono situate in montagna?

Io vorrei capire perché questi provvedimenti dovrebbero essere sbagliati e perché dovrebbe essere sbagliata una programmazione oculata, che ha consentito, nel corso degli anni, di liberare risorse che poi ovviamente devono essere destinate e possono essere destinate, ad esempio, attraverso le misure che stiamo proponendo. Non c’è l’improvvisazione, o la finanza creativa che qualcuno ha evocato; semmai dovremmo fare valutazioni su altri livelli di governo per applicare queste terminologie, non qua. Qua c’è stata e c’è una amministrazione delle risorse pubbliche che consente e ha consentito nel corso dei mesi e degli anni di organizzare alcune misure che sono mesi, sono anni che chiediamo e sulle quali ci confrontiamo. Avremo modo di parlarne più diffusamente quando affronteremo il progetto di legge specifico, però, ad esempio, la riduzione dell’IRAP per le attività produttive presenti in montagna è una delle richieste che in quest’aula abbiamo provato a portare già a partire dal 2016 in diversi Gruppi consiliari. A differenza di altri, non penso mai che il merito sia sempre e solo di qualcuno, ma di un lavoro collegiale.

Poiché non c’è una improvvisazione, ma c’è una programmazione, è chiaro che per disporre delle risorse, per metterti nelle condizioni di disporre delle risorse devi fare delle scelte di programmazione per tempo, cosa che è stata fatta. Ho sentito stamattina parlare il consigliere Rancan rispetto alle risorse che si sono liberate con il superamento del reddito di solidarietà, che abbiamo istituito in questa Regione con il voto contrario della Lega, che poi ha votato a livello romano, invece, il reddito di cittadinanza. Io vi invito tutte le volte, e non mi stancherò di farlo, a misurare le distanze tra i due provvedimenti per capire come mai qui avete votato contro e a Roma avete votato a favore. Ma è un altro discorso. Sta di fatto che il reddito di cittadinanza del vostro Governo ha imposto il superamento delle manovre regionali, come era il reddito di solidarietà. Quindi, non è che si sono liberati 29 milioni di euro perché li abbiamo spesi male, come ha detto Rancan, che forse non sapeva di cosa stava parlando. Può capitare. Capita a me. Capita a tutti. Rancan questa mattina non sapeva di cosa stava parlando.

È stata la manovra del Governo che ha istituito il reddito di cittadinanza a imporre il superamento delle manovre regionali. Quindi, in parte si sono liberate quelle risorse, che sono andate a cofinanziare una serie di misure che, se fate il conto, fanno più di 29 milioni (chiaramente la programmazione non è fatta in modo improvvisato), che sono state ridistribuite in questo modo. Credo che dovreste spiegare non tanto a me o alla Presidenza quanto ai cittadini perché queste misure, secondo voi, non vanno bene. Io non l’ho capito. Ascoltandovi, non l’ho capito.

Dopodiché, non voglio raccogliere le provocazioni, ma voglio fare alcune puntualizzazioni. In quest’aula abbiamo discusso, l’ultima volta che ci siamo visti, di una misura, che aveva come prima firma quella del collega Bagnari, relativa allo stanziamento di risorse per i comuni, che a proprie spese hanno mantenuto aperti gli uffici del giudice di pace. Ci è stato detto: è una mancia, ci sono due soldi, non serve a niente. Questo è stato il tenore del dibattito da quella parte dell’aula.

Io mi sono alzato e ho detto due volte – uso l’espressione che ha usato lui, l’amico Facci –:  collega, non si sbilanci troppo, perché le assicuro che fra quindici giorni ci troveremo qui e lei vedrà che quelle risorse saranno aumentate in modo significativo. Ma non perché sono mago Otelma, ma perché si fa una programmazione. Quindi ho spiegato che a inizio anno, a dicembre del 2018, abbiamo approvato il bilancio, mettendo una posta per tenere aperto un capitolo di spesa di 50.000 euro, per poi fare una legge, per poi dare copertura maggiore a quella legge. Si chiama programmazione, questa sconosciuta. Però si lavora così, nelle pubbliche amministrazioni: si lavora per atti, e si dà copertura non coi pagherò, ma prima si trovano le coperture e poi si fanno le leggi. Di solito funziona così.

È quello che abbiamo fatto, è normale, si fa così. E abbiamo portato a 200.000 quel fondo. Quadruplicandolo, è vero. Oggi il collega Facci dovrebbe dire semplicemente: avevate ragione, punto. Ogni tanto capita.

Allo stesso modo, in quest’aula, qualche tempo fa – mi rispose il sottosegretario Manghi –chiedemmo di estendere i benefici economici stanziati a favore delle attività produttive che avevano subìto danni a seguito della chiusura della E45, anche per il territorio dell’Alto Appennino bolognese, che hanno avuto eguali danni dalla chiusura della strada statale 64. Oggi abbiamo 200.000 euro che vanno a coprire quella richiesta.

Il consigliere Facci dovrebbe dire: bene, non può dire un’altra cosa. Deve dire: bene, e il voto dovrebbe essere conseguente, su questi temi, perché se no io veramente non capisco. Allo stesso modo, sempre il consigliere Facci ha ironizzato sul fatto che sia arrivato un emendamento a mia firma il pomeriggio del giorno in cui è stata fatta la Conferenza per la montagna, con i 100.000 euro a coprire appunto l’impegno firmato la mattina. È così che si fa: cioè, si firmano atti in cui esistono le coperture e ovviamente si cerca di dare nel più breve tempo possibile copertura agli atti che si assumono. Anche questo è frutto di una programmazione che nasce da una risoluzione approvata in quest’aula all’unanimità alla fine di marzo. Cioè, non è che sono cose improvvisate, perché poi, chissà per quale ragione, le mance… Si tratta di dare consequenzialità agli atti che si assumono, poiché ritengo che tutti pensiamo che gli atti votati da questa Assemblea non siano impegni presi una mattina perché non si sapeva cosa fare, ma perché sappiamo che una volta che l’Assemblea vota un atto dopo c’è un lavoro conseguente dell’Amministrazione che dà copertura agli impegni che vengono assunti.

Allo stesso modo, abbiamo discusso in quest’aula, credo molte volte, con richieste di potenziamento, delle infrastrutture del territorio montano, in particolar modo ‒ lo riconosco ‒ del territorio bolognese. In questo bilancio, nell’assestamento che stiamo per votare, c’è un ingente stanziamento che va a coprire la previsione di progettazione esecutiva di due infrastrutture importanti, la Strada provinciale 486 di Montefiorino e la Strada statale 64, la Porrettana, ingente finanziamento che consentirà di adempiere alla progettazione esecutiva per entrambe le infrastrutture, dando finalmente risposta ‒ lo dico in modo molto chiaro e molto nitido ‒ ad un’altra delle discussioni che da quella parte dell’aula è arrivata spesso: dobbiamo fare la bretella autostradale per collegare l’Appennino. Tutta quella discussione oggi trova una risposta. Non possiamo far finta di niente. Trova una risposta con la progettazione delle varianti sulla Strada statale 64, che consentiranno di ridurre i tempi di percorrenza dall’Alto Reno a Bologna, esattamente quello di cui avete sempre accusato questa Regione di non occuparsi.

Ho elencato alcuni aspetti, alcuni di carattere generale che riguardano la Regione nel suo insieme e altri che riguardano in maniera più precisa il territorio dal quale provengo. Visto che non sono il solo che proviene da quel territorio in quest’aula, mi chiedo, dal punto di vista politico generale e dal punto di vista di quel territorio, per quale motivo le misure che ho qui elencato non dovrebbero meritare un voto favorevole. Francamente questo non lo capisco, a meno che ‒ e concludo ‒ qualcuno dica: “Abbiamo fatto misure interessate”. Sì, è vero. Abbiamo assunto misure interessate alla risoluzione dei problemi di una parte almeno dei cittadini che vivono in questa regione, esattamente quello per il quale dovremmo essere tutti impegnati.

Quando ci sono misure interessate a risolvere i problemi, credo che non si dovrebbe tanto discutere sul perché o sul percome, ma si dovrebbe dire solo una cosa: bene. Dal nostro punto di vista, in questo bilancio c’è più di una ragione per dire “bene”.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Poli, prego.

 

POLI: Grazie, presidente.

Per evitare di appisolarmi sentendo una serie di interventi, mi sono convinto di intervenire, perché ormai sono cinque anni che insieme gli altri colleghi sono in questa Assemblea.

Mi ricordo molto bene, magari non so cosa devo fare domani, quello che è successo indietro. Me lo ricordo benissimo, come capita agli anziani, normalmente. Mi ricordo che la prima legge che abbiamo approvato in quest’aula, quella relativa al contenimento dei costi della politica, fu definita, da parte dei colleghi, una manovra elettorale. Ne mancava ancora, di tempo.

Andiamo avanti. Ogni legge di bilancio è stata definita una manovra elettorale: l’abolizione del superticket una manovra elettorale, l’abbattimento delle rette degli asili, una manovra elettorale, il sostegno all’Accademia pianistica, incontri con il maestro di Imola, la sindaca di Imola, una manovra elettorale.

Ma non vi viene in mente, ogni tanto, che invece potrebbe essere semplicemente l’attuazione di un programma di mandato che viene portato avanti con gradualità, cercando le risorse, ottimizzando il funzionamento della regione, risparmiando, utilizzando tutti i fondi a nostra disposizione? Vi viene in mente solo l’espressione “manovra elettorale”; perché, quelle che fate voi a livello nazionale, cosa sono – anzi, cosa non sono, perché non le fate? Vi viene in mente che magari, se aveste chiuso, o se vi decideste a chiudere la vicenda dell’autonomia, ad esempio, sul tema dell’aiuto alle imprese, alle attività commerciali di montagna, attraverso il rimborso dell’IRAP, se avessimo la possibilità di agire sulle aliquote faremmo prima, semplificheremmo e faremmo meglio? Ma perché ogni impostazione, ogni strategia politica, invece di essere contrastata sul merito, perché ci sta che uno non condivida il merito delle scelte, perché invece di dire “non condivido il merito di quella scelta e quindi ne propongo un’altra”, l’unica argomentazione che riuscite a portare è quella che si tratta di una manovra elettorale?

Qui, e dalle mie parti, le patacche stanno in poco posto. Se cioè le scelte si condividono si votano; se le scelte non si condividono, si vota contro ed eventualmente si propone uno sbocco diverso a quella scelta, ma motivare un voto contrario ad una scelta politica dicendo che è una manovra elettorale è di una banalità disarmante, che preoccupa, a maggior ragione visto che con così tanta convinzione vi candidate a governare la Regione quando sarà il suo momento. Per governare si fanno delle scelte, non si fanno delle manovre elettorali. Le condizioni per fare quelle scelte maturano gradualmente, strada facendo, non tutte il primo giorno e non tutte l’ultimo. Perfino il Piano rifiuti lo avete definito una manovra elettorale.

Credo che le scelte che noi abbiamo fatto siano scelte che stanno dentro un disegno strategico, dentro un’idea di Regione, dentro un’idea di governo, dentro un’assunzione di responsabilità, che non è una roba che si manifesta nell’ultimo assestamento, ma è una roba che ritrovate in tutte le leggi di bilancio e in tutte le manovre di assestamento di questi cinque anni. Si possono o meno condividere, ma almeno si rispettino senza buttare addosso ai colleghi, che in quest’aula siedono come voi, imputazioni assolutamente infondate.

Penso ci sia anche una questione di rispetto, ma vedo che in molti casi questo è marginale rispetto anche alla discussione che faremo andando avanti nei prossimi giorni e, purtroppo, viene a mancare. Le Istituzioni quando perdono quel tratto sono più povere e quando le lasceremo a chi verrà dopo le lasceremo più povere. Credo sia una riflessione che si farebbe bene a fare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Brevemente, anch’io volevo dare un contributo a questa discussione unendomi alle voci dei colleghi del Partito Democratico per mettere in evidenza una parte che è contenuta nel collegato. È chiaro che la manovra di assestamento ha la parte più corposa, frutto anche dell’intervento dei colleghi che riguarda l’abbassamento delle rette dei nidi, in alcuni casi si tratterà proprio di un azzeramento, i contributi per l’affitto, il rimborso all’IRAP per le imprese di montagna, ma penso che questa sia l’occasione per portare in evidenza anche il lavoro che l’assessorato al commercio ‒ mi fa piacere che sia in aula l’assessore Corsini ‒ ha fatto inserendo nel collegato la modifica alla legge n. 41, perché quella che andiamo ad approvare è una modifica sostanziale. Io ritengo che avrebbe potuto avere la sostanza per portare in aula un progetto di legge specifico, però abbiamo dato la priorità a ragioni di tempestività. Quindi, con quella modifica alla legge, daremo la possibilità di concedere contributi direttamente anche agli operatori commerciali, con l’obiettivo di promuovere la competitività e la qualificazione degli esercizi tradizionali. Parliamo delle piccole e medie imprese fino a 40 addetti, che esercitano attività di vendita nelle frazioni, negli esercizi di vicinato, quelle che hanno superfici fino a 150 metri nei comuni fino a 10.000 abitanti, e fino a 250 negli altri Comuni. Parliamo anche delle attività di somministrazione di alimenti e di bevande.

Penso che anche in questo caso, come diceva prima il collega Poli, si tratta della prosecuzione dell’attuazione di un programma di mandato, perché è una misura che ne segue altre. Il bando che faremo darà la possibilità anche di poter abbattere la quota di affitto dei locali che sappiamo essere onerosa per i negozianti, soprattutto nei centri storici delle nostre città. Segue infatti tutta una serie di altri provvedimenti che in questa legislatura che abbiamo fatto sulla 41, stanziando risorse per il miglioramento delle nostre piazze, delle aree mercatali. Segue il bando sull’innovazione sulla digitalizzazione dei negozi e dei piccoli esercizi polifunzionali, così come segue la modifica approvata in quest’aula, all’unanimità, e il successivo bando, che è tuttora aperto e che ha una disponibilità di 800.000 euro nel biennio, proprio per dare un po’ di fiato a quegli esercizi polifunzionali che noi riteniamo essere non solo negozi, ma un presidio anche di sicurezza sociale per le nostre comunità.

Tenevo quindi ad evidenziare, anche in quest’aula, questo lavoro che io penso sia estremamente importante per dare sostegno ad un settore che, non dobbiamo negarcelo, è stato particolarmente colpito dalla crisi negli ultimi anni, sia nella competizione con i grandi centri commerciali, sia nella competizione con i colossi del web. Questa regione non si sottrae, neanche questa volta, alla sfida, ma in un dialogo con le associazioni di categoria mette in campo nuove leve, nuovi strumenti, nuovi contributi diretti per far sì che i nostri esercizi di qualità, dove lavorano da tanto tempo persone che hanno reso anche più belle e attrattive le nostre città possano provare a continuare a competere e a migliorarci per dare anche loro il contributo a quello che è un comparto strategico per l’economia di tutta la Regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ci sono altri interventi in discussione?

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Torno un attimo sulla discussione del reddito di cittadinanza. Ricordo l’audizione in Commissione quando il sottosegretario Manghi venne a dirci che le rimodulazioni di questa manovra di assestamento sono essenzialmente due: una, quella che riguarda il RES, mantiene una vocazione prettamente sociale e quindi quei 29/30 milioni che erano destinati al RES vengono in questo momento direzionati sul fondo affitti, sulle barriere architettoniche, su maggiori interventi per le politiche sociali che sono i nidi e per il miglioramento del pronto soccorso.

Quando noi in questi giorni abbiamo espresso soddisfazione è perché è grazie al Governo che ha introdotto il reddito di cittadinanza che oggi questa manovra può investire su queste attività, perché prima non lo avete fatto. Rispondo un po’ al collega Poli: prima non lo avete fatto. Prima non lo avete fatto.

 

(interruzione)

 

Presidente, chiedo che non mi interrompano.

 

(interruzione)

 

Mi sto riferendo al presidente dell’Assemblea, non al presidente della Regione. Fra l’altro, la Giunta regionale ha sempre, ha costantemente osteggiato il reddito di cittadinanza dicendo che non era realizzabile, dicendo che non era fattibile. Addirittura, la vicepresidente Gualmini disse che se il reddito, visto che era impossibile, fosse stato realizzato, sarebbe fuggita a Timbuktu. Oggi è fuggita a Bruxelles. Le auguriamo comunque buon lavoro.

Le scelte del Governo hanno influenzato anche le scelte di questa Regione e le scelte di questa Regione seguono anche l’indirizzo politico dato dal Movimento 5 Stelle. Prima si parlava del taglio ai costi della politica. Il taglio ai costi della politica viene dalle proposte del Movimento 5 Stelle. I 5.000 euro lordi sono la battaglia che abbiamo sempre sostenuto noi e siamo contenti che questa Assemblea abbia voluto seguire quell’indirizzo anche in seguito alla batosta elettorale che toccava tutti, visto che nessuno andò a votare quelle elezioni.

Stessa cosa sui vitalizi. Ci avete inseguito pur non credendoci. Poi è arrivato il Governo e ci avete dovuto seguire completamente. Stessa cosa sui nidi. Le proposte noi le avevamo fatte. Abbiamo fatto recentemente un question time che ricordava come 3.600 volte all’anno ci sono delle donne che devono rinunciare al lavoro, perché non c’è un sostegno sufficiente. Abbiamo fatto la proposta del superticket già diversi anni fa e ci siete arrivati adesso in conclusione. Quindi, state seguendo degli indirizzi. Se voi seguite i nostri indirizzi, io vi faccio i complimenti. Speriamo che poi li adottiamo noi perché li adottiamo noi. Su tanto altro non ci state seguendo e non ci state seguendo perché ancora sull’inquinamento della Pianura Padana, sulle grandi opere e sulle grandi infrastrutture, sul Piano dei rifiuti avete fatto scelte completamente incoerenti. Sull’energia fate delle scelte completamente incoerenti.

Ovviamente, fatta la somma di un bilancio, la somma è negativa. Noi possiamo solo ritenerci soddisfatti quando ci sono alcune cose che grazie al nostro Governo, il Governo del cambiamento, grazie all’impulso che abbiamo dato qui in Regione, eseguite.

Ci avete inseguito su tante cose. Anche oggi, ad esempio, sono soddisfatto perché abbiamo presentato un ordine del giorno che riguarda i rifiuti. A Forlì abbiamo un grosso problema, abbiamo due inceneritori e ad oggi finalmente questa Regione ha dovuto cedere sul fatto che la gestione dei rifiuti in quella zona fosse affidata alla gestione dei Comuni. I risultati si stanno vedendo, perché con Alia si sta arrivando, in previsione al 2020, ai 100 chili per abitante di rifiuto non riciclabile mentre abbiamo di fianco Ravenna e Cesena che oggi sono sopra i 300 chili per abitante. Cosa succede? Che con l’attuazione del Piano rifiuti chiudete l’inceneritore di Ravenna e i rifiuti di Ravenna, che non è virtuosa come Forlì, finiscono a Forlì.

Allora, l’impegno che chiedevo nel mio ordine del giorno, che poi è stato recepito in un ordine del giorno che alla fine abbiamo co-firmato fra i consiglieri del territorio, è quello di rivedere il Piano rifiuti quando sarà il momento, pensando che quell’inceneritore va chiuso, perché va premiato anche il territorio che si impegna di più sulla raccolta differenziata.

Stessa cosa, e mi riferisco all’emendamento numero 3, ci siete arrivati finalmente agli impatti cumulativi, perché nell’articolo 9 cominciate a parlare in parte di impatti cumulativi. Noi ne parlammo quando si fece la riforma della legge VIA regionale, ma qualcuno ci rise in faccia, e adesso cominciamo ad accennarlo. Allora, se volete tenere conto degli impatti cumulativi (emendamento 3) io penso che dobbiate tenere conto anche degli impatti cumulativi dovuti alla concentrazione degli impianti di incenerimento presenti nel territorio e cominciare a enucleare i princìpi e i criteri oggettivi che porteranno allo spegnimento progressivo degli impianti di incenerimento, perché questo, quando si discusse del Piano rifiuti, non l’avete voluto fare. Io penso che sia il momento di cominciare a farlo, perché bisogna premiare anche i territori che da questo punto di vista sono virtuosi.

Per brevità, anche perché abbiamo poco tempo, mi riferisco all’emendamento 13, in cui, visto che finalmente è stato istituito il registro tumori regionale, quando si parlò della legge sulla fusione delle aziende di Reggio ci furono altre disposizioni, ebbene è stata approvata una legge nazionale che riguarda la Rete nazionale dei registri tumori, dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione, riteniamo che, visto che, anche qui, siamo finalmente arrivati a deliberare sul registro tumori, è importante che istituiamo anche il referto epidemiologico regionale. Quindi, nell’emendamento 13 proponiamo di istituirlo e di attribuire all’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia i compiti, come ha già fatto, peraltro, la Regione Piemonte.

Un breve accenno, infine, di nuovo all’emendamento 19. Questa mattina, l’assessore Caselli mi ha detto “abbiamo chiesto all’Ente Parco di agire”, però, guarda caso (io avevo come un sentore), arriva l’emendamento per permettere all’Ente Parco di prorogare per un altro anno quel regolamento. Ripeto, quel regolamento prevede che esista un’azienda faunistica particolare, che non esiste nel nostro ordinamento, un’azienda faunistica particolare gestita da un Comune, il che non è possibile per quanto riguarda le leggi che riguardano la caccia. La caccia è gestita dalla Regione, non può essere gestita dai Comuni. Se approvate quell’emendamento, vuol dire che approvate il fatto che esiste un’azienda faunistico venatoria che non esiste, la approvate, e approvate il fatto che chi caccia lì dentro non paga le tasse regionali sulla caccia. Valutatelo attentamente, perché qui c’è il rischio di danno erariale.

Noi, sicuramente, chiediamo che quell’emendamento non venga messo in votazione, tuttavia, se verrà messo in votazione, voteremo sicuramente contrariamente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono più interventi in discussione generale, ha chiesto la parola il presidente Bonaccini.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente e colleghi, innanzitutto perdonatemi una battuta, ma sicuramente non posso esimermi dal sottolineare come il lievitare degli articolati contenuti all’interno dei collegati, l’attuale ne conta ben quarantacinque, finisca per sottrarre, grazie al contingentamento dei tempi, provvedimenti legislativi importanti, degni perfino di costituire leggi di modifica a sé stanti, dal doveroso approfondimento di discussione che meriterebbero.

Addirittura si arriva, in questa sede, a riperimetrare un parco e a modificare un quarto degli articoli della legge regionale sul commercio. Evidentemente, questa Giunta, arrivata ormai a scadenza, accortasi della propria inconcludenza, prova a dare un ultimo colpo di reni per cercare di portare a casa ciò che ha lungamente rimuginato, senza mai farne partecipe l’Assemblea, per blindarlo poi grazie al sotterfugio fornito dal contingentamento.

Mi avvio a trattare immediatamente alcuni articoli contenuti nel collegato, affidandomi, per quanto concerne l’insieme delle considerazioni inerenti all’assestamento, alle osservazioni formulate poc’anzi dal collega Facci.

A quattro anni dalla legge regionale n. 13/2015, anziché ricondurre la pianificazione delle attività estrattive in capo alla Regione, come all’epoca promesso dalla Giunta a Confindustria, oggi la Giunta ha messo la pietra tombale a qualsiasi ipotesi di riordino della materia, decidendo di fatto di non modificare il quadro normativo vigente.

Il risultato di questo immobilismo è purtroppo sotto gli occhi di tutti: a quattro anni di distanza le Province non hanno scritto un piano né adottato una singola variante; la capacità produttiva del settore si è più che dimezzata anche per la crisi della filiera dell’edilizia, ma non solo; i materiali vengono da fuori regione e non è dato sapere se di provenienza lecita o meno.

Così oggi, con l’articolo 3, la Giunta cerca di correre ai ripari in vista delle elezioni e prevede che una parte dei ricavi derivanti dalle attività estrattive possa essere destinato alle Province e all’area metropolitana quale contributo al rifacimento dei Piani delle attività estrattive.

La montagna ha partorito il topolino.

Abbiamo poi proposto l’abrogazione dell’articolo 21 inerente al CIR (codice identificativo di riferimento) da applicare alle strutture turistiche extralberghiere, ben sapendo che una tale impostazione è mutuata da quanto già fatto da altre Regioni, fra le quali la Lombardia, ma il taglio che va a definire con il presente articolo rischia di essere ben più insidioso. Mi spiego: secondo la legge lombarda, infatti, sono definite case e appartamenti per vacanze le strutture ricettive gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari in unità abitative o parte di esse, con destinazione residenziale, composti da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina, e collocati in un unico complesso o in più complessi immobiliari. Ovvero, da noi sono tali le strutture ricettive extralberghiere di cui all’articolo 4, comma 8, lettere e) (affittacamere) ed f) (case e appartamenti per vacanze).

Il voler ricomprendere anche altre tipologie ricettive previste dall’articolo 4, comma 9, a nostro avviso rischia di introdurre, nella disciplina che regola le attività di ricettività turistica, una norma che prevede l’obbligo di attribuire a ciascuna struttura ricettiva, comprendendo fra queste anche gli appartamenti dei privati, un codice identificativo da utilizzare in tutti gli adempimenti connessi a tale attività di ricettività turistica, e non solo, se si pensa a tutte le varie tipologie di locazione di breve durata.

Non esistendo di fatto una particolare categoria di immobili da destinare in modo specifico alle locazioni brevi, questo provvedimento, che si aggiungerebbe tra l’altro a quanto recentemente previsto dal decreto crescita per le locazioni brevi, misura fortemente criticata da Confedilizia, introdurrebbe un obbligo per tutte le unità immobiliari ad uso abitativo esistenti in Emilia-Romagna, posto che ciascuna di esse potrebbe essere in ogni momento destinata alla locazione breve, per specifiche esigenze transitorie degli inquilini, siano essi turisti, o lavoratori, studenti, familiari di persone degenti in ospedale e via dicendo.

Sono già attualmente in vigore diverse norme, alcune di recente emanazione, che regolano, per non dire penalizzano, la materia delle locazioni di breve durata, sia dal punto di vista fiscale che della sicurezza, per cui non è necessario introdurre altri adempimenti e obblighi che possono creare ai privati ulteriori disagi e costi. Anzi, in considerazione del fatto che spesso, con tale tipologia di locazioni si rende un servizio alla collettività – si pensi ad esempio a chi deve assistere una persona malata –, la materia dovrebbe essere maggiormente semplificata. Inoltre, sono previste sanzioni molto pesanti per chi non dovesse utilizzare il summenzionato codice identificativo.

Questione che a nostro avviso mal si coniuga con lo svolgimento di un’attività occasionale e non professionale. Riteniamo quindi che questa previsione degna di uno Stato di polizia tributaria vada confermando una visione ideologica per la quale si tende ad una sistematica criminalizzazione della proprietà edilizia da parte del Partito democratico.

Concludendo, passo ad illustrarvi brevemente un ordine del giorno che abbiamo presentato, riprendendo un tema già trattato da quest’aula, ma che ci sta profondamente a cuore: quello della formazione professionale pubblica. Questo ordine del giorno si propone di garantire la continuità dell’esercizio delle funzioni, a suo tempo assegnate ai Comuni, in materia di formazione professionale, consentendo ai Comuni stessi di poter definire per tempo una propria programmazione in materia, a fronte di risorse certe.

Negli ultimi anni il quadro normativo è mutato profondamente, e si è assistito ad una graduale contrazione dei trasferimenti destinati ai comuni, in questo settore, a favore degli enti accreditati. Vi sono però notevoli esperienze nel campo della formazione professionale pubblica, che caratterizza principalmente i territori collocati geograficamente ai due estremi della regione, che meritano di essere tutelate soprattutto per il ruolo che giocano in ambiti delicati che non hanno un’appetibilità per il mercato, ma che consentono di dare grosse risposte in termini formativi e di orientamento, nonché prevenzione all’emarginazione.

Con questo ordine del giorno chiediamo quindi alla Giunta, sulla base dei risultati conseguiti nel biennio finanziato, di stanziare le risorse sul bilancio regionale di previsione 2020-2022, dando continuità all’attività di tali presìdi territoriali, di emanazione dei comuni per gli anni futuri, contribuendo così a garantire il prosieguo dell’attività di orientamento e di supporto alla formazione sul territorio regionale.

Riprendo una considerazione di Poli, al termine, sulla questione sollevata da lui, del rispetto: rispetto nei confronti delle istituzioni, concordo perfettamente ma, riprendendo il mio discorso precedente, relativo al consuntivo, occorre rispettare anche l’autonomia della magistratura, compresa quella contabile, chiamata a giudicare il nostro operato, avendo a disposizione, mettendo a disposizione di tutti i consiglieri, la relazione della Corte dei conti allegata al giudizio di parifica. Questo prima di votare il consuntivo, e non dopo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Torno un attimo sulla richiesta di chiarimenti, che è arrivata da ARIFEL, rispetto alle risorse, per i centri di formazione pubblici. È stato distribuito l’ordine del giorno del collega Tagliaferri, sottoscritto anche dai colleghi del Pd.

Io però ho delle perplessità rispetto al dispositivo. L’impegno è totalmente generico: si parla di stanziare risorse, ma non si dice quanto, ed è un impegno che non dà assolutamente garanzie. Anzi, si rischia, invece, di ridurre i finanziamenti, non sappiamo nemmeno di quanto. Il fatto che non si sia voluto prendere un impegno preciso, scrivendolo nero su bianco, ci porta a pensare che la volontà sia proprio quella di ridurre le risorse ai centri di formazione pubblica, che ripeto, sono un presidio fondamentale, per i nostri territori, lavorano bene, lo sappiamo, abbiamo visto i dati. Non si capisce perché prima si parlava di provvedimenti presi, in vista della campagna elettorale. Qui state facendo esattamente il contrario. Ogni volta vi si deve sollecitare affinché questi centri siano messi nelle condizioni di lavorare. Mi dispiace, perché ‒ ripeto ‒ sono centri che funzionano bene, i dati ce lo dicono, a dispetto anche di centri di formazione privata, che in realtà non danno i risultati sperati. Eppure continuiamo a finanziarli. Invece qui ogni volta vi si deve tirare per la giacchetta.

Questo ordine del giorno presentato dal collega Tagliaferri e dalla maggioranza non dà garanzie alle richieste che vengono da ARIFEL. Noi abbiamo presentato un ordine del giorno che è molto più stringente. Lo ripeto: si chiede almeno di stanziare le risorse che avete messo a bilancio per il 2019. Almeno quello. Non mi sento di votarlo favorevolmente perché è troppo generico e non garantisce nulla in questo senso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Callori, prego.

 

CALLORI: Grazie, presidente.

Innanzitutto ‒ non voglio ripetere quello che hanno già detto i miei colleghi ‒ è chiaro che quando si va a discutere una legge di bilancio, un collegato le scelte devono essere fatte. Forse nei bilanci dei Comuni le scelte sono più tecniche. Una legge di bilancio di una Regione è più politica. Quindi, è chiaro che chi la scrive si assume anche la responsabilità politica di portarla avanti e chi è di un’altra linea politica è giusto che contesti, perché chiaramente farebbe scelte diverse.

Mi permetto di addentrarmi in un problema che ho sollevato anche con un’interrogazione, il problema dell’ISEE. L’ISEE è una norma nazionale che viene a ricadere sulle Regioni, che chiaramente ne stabiliscono i princìpi. Nella norma della Regione Emilia-Romagna è previsto il conteggio dell’ISEE ancora relativo al DPCM del 2013, non tenendo in considerazione che è intervenuto il Consiglio di Stato che ha modificato nel 2016 questo, dicendo che gli assegni familiari e altre spese non devono essere conteggiate. Abbiamo visto anche prima che il bilancio della Regione è prevalentemente rivolto al sociale e al sanitario. Quando parliamo di sociale parliamo di bambini, di disabili, di anziani, di adulti, di persone in difficoltà. Penso che questa sia una norma a cui si debba mettere mano e che si debba risolvere questo problema. Anche perché la norma regionale, che poi viene recepita dai vari Comuni, crea un vulnus che l’utente finale, ossia il cittadino che ha il problema, si vede penalizzato, anche perché alcuni Comuni dell’Emilia-Romagna già stanno applicando questa normativa con questo conteggio. Chiedo che venga al più presto verificato e che si cerchi di porre rimedio a questa anomalia presente in questa legge.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Zoffoli, prego.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente.

Rispetto a questi progetti di legge, si è focalizzato l’attenzione molto su quelle iniziative importanti, come la riduzione delle rette, i contributi per l’affitto, e rischia di passare inosservato un articolo che, secondo me, è molto importante, ossia la promozione della medicina di iniziativa all’interno del Servizio sanitario regionale. È una pratica che proviene dalla prevenzione, che guarda al futuro e che tiene conto di buone pratiche che sul territorio si stanno facendo già da molto tempo, però le codifica.

In base a questo articolo di legge, noi promuoviamo tre iniziative importanti. La prima è l’identificazione dei soggetti in condizione di rischio per queste malattie croniche, che sono le malattie del futuro, con invecchiamento della popolazione. Poi prevede tutta una serie di azioni per la presa in carico e la gestione del paziente da parte dell’ente del Servizio sanitario regionale territoriale competente, attraverso l’adozione di modelli e strumenti atti a garantire tutta una serie di azioni, che in molti territori si fanno, che sono proprie delle Case della salute, che si stanno aprendo un po’ dappertutto nel nostro territorio. Questa azione riduce significativamente il bisogno sanitario per cercare di mantenere sempre gli anziani, che sono portatori, spesso, di questa malattia, nelle condizioni di vivere una qualità della vita migliore possibile. Poi chiude con la previsione della presentazione all’interno della Commissione di una relazione rispetto all’applicazione di questa norma. È molto importante perché questo report che verrà fatto permetterà, poi, di valutare se questo articolo, questa iniziativa della Regione è un’iniziativa che si sviluppa nella maniera migliore possibile.

Due parole anche sull’ordine del giorno di cui sono primo firmatario. È un ordine del giorno che tiene in considerazione un argomento molto importante, che nel nostro territorio, in questo momento, è molto dibattuto.

Credo che questo ordine del giorno chieda e impegni la Giunta ad avere un occhio di riguardo nei confronti del nostro territorio, che chieda alla Giunta di verificare e di cercare di andare avanti nell’applicazione dei metodi dell’economia circolare, per riuscire ovunque, sul nostro territorio, ad ottenere quei risultati che sono sfidanti rispetto al Piano dei rifiuti, che sono un obiettivo che è ampiamente alla nostra portata, come sta dimostrando di fare Forlì. Questo permetterà poi col tempo, come è stato già detto dal presidente, che nel momento in cui i nostri territori non avranno più bisogno, poi si inizieranno a chiudere gli inceneritori.

Nel momento in cui si dovrà tenere in considerazione nel nuovo piano questo, chiediamo che venga tenuto in considerazione Forlì, visto che ci sono due inceneritori nel tessuto urbano. Mi pare un ordine del giorno di assoluto buonsenso.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Non avendo altri iscritti in discussione generale, passo la parola al presidente Bonaccini. Prego.

 

BONACCINI, presidente della Giunta regionale: Grazie, presidente.

Io sto lontano dalle polemiche sulle presunte manovre elettorali, perché saranno i cittadini a giudicare, dalle prossime settimane e dai prossimi mesi, se le scelte che abbiamo fatto saranno elettorali, o miglioreranno la loro qualità della vita.

Peraltro, si governa cinque anni. Qualcuno ha ricordato che fu definita elettorale la prima legge, quella del marzo 2015; è evidente che erano tutte elettorali più di quella, perché erano tutte più vicine alla scadenza del voto, pur mancando cinque anni, essendo la prima. Peraltro, fosse così non si farebbe nessuna manovra, né di bilancio, né di assestamento. A meno che non si decidesse di fare manovre che vanno soltanto ad aumentare le tasse ai cittadini.

Riconosco che non siete mai stati in grado – lo dico alle opposizioni, che ringrazio – di dire che abbiamo aumentato le tasse. In questa regione, trovatene un’altra, in giro per l’Italia, in cinque anni non solo non abbiamo aumentato di un centesimo le tasse per le famiglie e le imprese, ma abbiamo restituito decine e decine di milioni di euro alla volta, perché abbiamo uno dei bilanci di regione meno indebitati d’Italia. L’ha detto la Corte dei conti lo scorso anno.

Abbiamo ridotto il debito di altri 150 milioni di euro. Abbiamo soprattutto una Centrale unica degli acquisti che ha permesso di far risparmiare qualcosa come poco meno di 700 milioni di euro. Siccome quelli sono soldi nostri, e come dicono correttamente i miei colleghi amici Zaia e Fontana, i risparmi delle regioni, guai se qualcuno, concedendo l’autonomia… A proposito: perché non vi ho sentito dire che l’autonomia deve essere concessa il prima possibile, visto che governate il Paese e da oltre un anno ci viene detto che la settimana successiva è quella buona?

Se venisse applicata l’autonomia, perché ci fosse stata concessa, alcune delle misure che avete chiesto, sarebbero già potute essere introdotte. Ci tornerò, perché è utile il ragionamento sulla prospettiva per questa regione.

Quei quasi 700 milioni di euro risparmiati li abbiamo utilizzati per fare politiche che andassero dall’assunzione di oltre 10.000 nuovi professionisti nella sanità pubblica dell’Emilia-Romagna, tutti quanti, per un accordo fatto a suo tempo con i sindacati, e non ho dubbi che su questo, l’ha detto più volte, il Movimento 5 Stelle sia assolutamente d’accordo: per battere la precarietà servono le risorse e cambiare i contratti, da contratti precari a contratti a tempo indeterminato.

Li utilizziamo, ad esempio, dal primo settembre dell’anno scorso, per dare un premio, come è giusto che sia, a quei pendolari, studenti o lavoratori, che cominciano finalmente, non so in quanti casi in Italia stia succedendo, a salire su treni con l’aria climatizzata, con posti per i disabili e posti per le biciclette: a fine anno, sapete che saranno ben 86 quei nuovi treni. Ma noi, a decine di migliaia di pendolari, dal primo settembre dell’anno scorso concediamo un bonus che li fa risparmiare – non gli cambiamo la vita, certamente, ma per uno studente, risparmiare tra i 140 e i 200 euro all’anno può comunque essere un premio utile, anche per un lavoratore, magari, con 1.000 euro al mese – perché restituiamo noi, o meglio, paghiamo noi il biglietto dei bus e dei filobus, in andata e ritorno per le città, dove vanno a studiare o lavorare.

Li utilizziamo, adesso verremo nel merito, per politiche che vedono questa regione – curioso che non l’abbiate detto: perché non l’avete detto? – essere l’unica che non fa pagare il super ticket, che era stato promesso. Una volta qualcuno arrivato al Governo avrebbe dovuto eliminare il superticket in questo Paese. Io ho applaudito la ministra Giulia Grillo, che, seppur non cancellandolo, per la prima volta ha introdotto un po’ di risorse (molto poche, per la verità). Adesso, insieme alla ministra Grillo, come Conferenza delle Regioni – lo dico da presidente – abbiamo detto al Governo: mi raccomando, non azzardatevi a toccare i 2 miliardi di euro di incremento per il prossimo anno del Fondo sanitario nazionale, visto che abbiamo firmato insieme, lo scorso autunno, l’accordo sulla sanità per un incremento di 4,5 miliardi nel triennio. Un miliardo quest’anno, pochissimo, quasi nulla, 2 miliardi il prossimo anno, 1,5 miliardi quello successivo.

Per la prima volta qualcosa dal Governo è arrivato sul super ticket. È evidente che non è granché. Altrimenti, le altre Regioni e i miei colleghi avrebbero fatto come l’Emilia-Romagna. Noi abbiamo alzato da 36.000 a 100.000 euro il reddito familiare annuo rispetto al quale restituiamo… A proposito di quale qualità abbiano i conti pubblici di questa Regione. Quale qualità abbiano i conti pubblici di questa Regione, che si permette di restituire, compreso il ticket per la prima visita da 23 euro a chi ha due o più figli a carico, 35 milioni di euro dal 1° gennaio di quest’anno nelle tasche del ceto medio e del ceto basso di questa regione. Li utilizzeremo per altre politiche.

Qual è il punto che mi interessa rilevare? Non se manovre elettorali o meno. Ognuno di voi ha il diritto di giudicarle come crede e si prenderà la responsabilità di votare a favore o meno delle misure che elencherò e che, da quello che ho letto, avete detto essere assolutamente giuste e sacrosante. Da un lato, il consigliere Bertani ci ricorda che è grazie al Governo se è stato introdotto il reddito di cittadinanza, sul quale io ho sempre detto che sono d’accordo. È giusto che un Paese civile e moderno dia un sostegno a chi è nella povertà o in disperazione. D’altra parte, è quello che la Regione Emilia-Romagna ha provato a fare negli ultimi due anni e mezzo dando a chi non superava 6.000 euro di reddito annuo, dunque era in povertà, e chiedeva un bonus, attraverso i sindaci, alla Regione, a restituire quel fondo, che è il fondo dell’Emilia-Romagna, che è stato consegnato a chi era in difficoltà.

Io credo sia giusto dare un assegno a chi è nella disperazione. Credo, però, che una classe politica, una classe dirigente il primo impegno che debba avere non è solo dare un assegno per troppo tempo, ma trovare lavoro a chi il lavoro l’ha perduto o non l’ha mai trovato, perché solo il lavoro, e non un sussidio, è dignità per le persone e per le proprie famiglie.

La si vuol prendere dal punto di vista che quella misura ci permette di fare politiche ulteriori espansive? Sì, è vero. Ma se la Regione non avesse stanziato a bilancio quei 30 o 35 milioni di euro, dove cavolo li trovavamo quei soldi, a differenza della gran parte delle Regioni italiane che non stanziavano quelle risorse? Dunque, la verità la si dica almeno che stia nel mezzo.

Il Governo ha fatto una manovra e una scelta che, dal suo punto di vista, sono giuste, per parte sono giuste anche per il sottoscritto, ma quei soldi non erano soldi che da Roma sono arrivati alla Regione Emilia-Romagna. Vorrei che questo fosse molto chiaro. A meno che io non mi sia perso un pezzo del film. Sono risorse, quelle che andremo a restituire ai Comuni, attraverso i sindaci, 18 milioni di euro, per azzerare in alcuni casi, per dimezzare in altri, per ridurre in altri ancora, decideranno i sindaci. Abbiamo messo una soglia di 26.000 euro ISEE, che è oltre il 60 per cento delle famiglie che hanno i bimbi al nido, lo dico nella regione che, insieme al Trentino-Alto Adige, ha il più alto tasso di occupazione femminile, perché ha una delle più estese reti di posti di asili nido, mai pensati come parcheggi, ma come prima vera e propria agenzia educativa per la crescita dei bambini. Guardatevi le prove Invalsi: chi è che ha avuto le prove migliori? Da dove partiva con il sistema di apprendimento educativo.

Lo facciamo perché crediamo che lo 0-3 anni sia l’asilo nido, che non è scuola dell’obbligo, non è statale. In futuro, in questo Paese, indipendentemente da chi lo governa, dovrebbe diventare persino un servizio educativo garantito a tutti i bambini di questo Paese. Noi cominciamo a procedere in quella direzione. Ho chiamato i sindaci e gli assessori competenti di tutti i Comuni dell’Emilia-Romagna, quelli che hanno i posti nei nidi, e ce n’erano tantissimi, pochi giorni fa, di qualsiasi appartenenza politica, e non ho sentito una voce elevarsi non applaudendo a questo provvedimento.

A fianco a questo mettiamo oltre 12 milioni di euro per l’affitto, perché vogliamo fare politica in due direzioni. Una è dare una mano, per seguire il ragionamento anche del reddito di solidarietà rispetto alla disperazione, a chi non riesce a pagare l’affitto. Peraltro, il Governo meritoriamente prevede che chi non ha speso risorse per un certo tipo di politica per la casa sia costretto adesso a doverle spendere entro pochi mesi. Abbiamo già scritto ai Comuni, utilizzeremo anche quella parte del fondo per metterlo a fianco di quell’altro che stanziamo. Metteremo in campo un bel po’ di risorse, che forse tutte insieme non si erano mai viste. Vogliamo dare una mano a chi non riesce ad arrivare a fine mese e a pagare l’affitto, e una mano a quei proprietari di appartamenti e di case, spesso dimenticati, che non lucrano né speculano, ma mettono parte del proprio patrimonio abitativo a disposizione di chi non ha una casa, e dunque svolgo una funzione, mi permetto di dire, anche sociale, ancorché debbano essere giustamente pagati.

Questi 30 milioni di euro, o qualcosa in più, voglio capire se a quelle decine di migliaia, forse di più, di famiglie a cui arriveranno, venga spiegato che si vota contro perché è una manovra elettorale o perché invece è un’opportunità per chi è in difficoltà e non ce la fa ad arrivare a fine mese, o a fine mese ci arriva con fatica per la crisi economica che abbiamo alle spalle. Spiegateglielo voi, perché se non glielo spiegate, glielo spiegherò io, visto che avete detto pubblicamente che siete d’accordo con quel provvedimento e ve ne siete presi i meriti. Prendetevene i meriti voi e votatelo insieme a noi.

C’è poi un tema più generale, che attiene alla questione della montagna e della sanità. Sulla montagna abbiamo tenuto la prima conferenza che avrà un secondo appuntamento a Bagno di Romagna a metà settembre, dove abbiamo chiamato i Sindaci, gli amministratori del territorio, tutte le parti sociali, le rappresentanze delle istituzioni montane. Debbo dire che è stato molto apprezzato. Nonostante l’autonomia non ci sia ancora stata concessa, vi chiedo di intercedere presso i vostri schieramenti, per fare in modo che sull’autonomia… Ho parlato con il Presidente del Consiglio pochi giorni fa. Ho detto: chiamateci a Roma, mettiamoci a sedere. Sulla scuola, l’Emilia- Romagna ha una proposta che una delle due parti che compongono il Governo vedo che apprezza. Ma io non mi permetto di dire che la nostra sia migliore delle altre. È certamente migliore dal nostro punto di vista, che l’abbiamo proposta, perché ho detto che non ci interessano gli insegnanti dipendenti regionali. Se un insegnante è nato a Bolzano, Bologna o a Palermo, l’importante è che sappia insegnare bene ai nostri figli. Mi interessa invece che finiscano la vergogna e lo scandalo che ad ogni anno scolastico che comincia, spesso per mesi, i nostri figli e i nostri nipoti, o i nostri studenti, non abbiano l’insegnante che meritano di avere nel tempo giusto che meritano, cioè subito. Dunque, sui fabbisogni, vogliamo decidere noi.

Così come non è possibile, in un Paese in cui si debba programmare e amministrare – chi ha fatto il Sindaco lo sa meglio di me – che non si sappia, per qualche anno, poche o molte che siano, qual è la certezza delle risorse per fare programmazione di edilizia scolastica, per avere scuole più belle, più moderne e più sicure.

Abbiamo deciso di rimborsare, visto che non lo possiamo fare con la fiscalità di vantaggio – l’autonomia non ci è concessa – di mettere 36 milioni di euro. L’avevamo già approvato in manovra, ma lo dico a riprova della bontà delle politiche per la montagna. Caso unico in Italia, per dimezzare l’IRAP, ad oltre il 90 per cento delle imprese che fanno impresa in montagna, tutte quelle con meno di 5.000 euro all’anno di IRAP. Non gli cambiamo la vita, ma loro stessi, quando glielo dici, ti dicono: certo, la vita non ce la cambiate; intanto dateci indietro il 50 per cento di IRAP, poi la vita ce la cambiamo da soli. E se vuoi aprire una nuova impresa in montagna, dove la competitività è diversa rispetto alla pianura, per tre anni paga la regione addirittura l’IRAP, cioè, te la toglie.

Così come il fondo da 10 milioni di euro: mai visto e mai messo, perché se vuoi acquistare o ristrutturare un’abitazione in montagna, ti diamo fino a 30.000 euro, se sei una giovane coppia che vuole in montagna continuare a viverci, per la prima volta tornarci, o andarci: ti diamo fino a 30.000 euro a fondo perduto per poterlo fare. Ci hanno scritto tutti i comuni appena hanno letto di questa cosa. Li chiameremo, e a Bagno di Romagna sarà l’occasione per fare il punto, ma prepareremo il bando subito, il prima possibile. Insieme, altri 5 milioni di euro per le strade di montagna, come chiedevate, e chiedevate giustamente.

Mi avete sempre sentito dire che per quanto riguarda il finanziamento per la manutenzione delle strade, fa meglio questo Governo di quelli precedenti. Noi, però, che non saremmo tenuti a metterli, questi 5 milioni li portiamo a 15 milioni, e anche lì daremo una mano vera, concreta. Vedete? Se vuoi fare una politica per la montagna, il tema del lavoro e delle infrastrutture, anche abitative, va messo al primo posto. Altrimenti, dalla montagna vieni via, anche se hai le migliori scuole e le migliori strutture sanitarie, dimostrato che siano, del mondo.

Abbiamo voluto, insomma, provare a definire una manovra, grazie a una qualità di bilancio che abbiamo, molto buona. Manovra che ci ha consentito in questi anni, come ho detto prima, di non aumentare le tasse da un lato, mai, e di cominciare a restituire quelli che alla fine saranno circa 100 milioni di euro. Fate il totale delle cose che ho detto, nelle tasche dei cittadini dell’Emilia-Romagna. Lo facciamo nella consapevolezza che bisognerebbe far ripartire, è il vero dramma italiano, e anche emiliano-romagnolo, i consumi interni, laddove l’export, l’avete visto, continua a volare, e qui vola molto più che nel resto del nord-est, molto più che nel resto del nord del Paese, molto più che nell’Italia. Ieri sono usciti i dati di Prometeia. Correggono al rialzo la crescita per quest’anno, che invece che 0,3 potrebbe essere 0,6. Certo, è poco, però è il doppio di quello che era previsto. Dicono che saremo per il quinto anno consecutivo la Regione che crescerà di più nel Paese. Non era mai successo nel dopoguerra. È abbastanza? No, non è abbastanza, perché fino a quando avremo un dato di disoccupazione che non torna ad essere al 4-4,5 per cento noi non potremo stare sereni e dormire sereni la notte. Però, partiti dal 9, riportato al 5,8, ci viene detto che andrà attorno al 5,5, se ci prendono, credo che qualcosa tutti insieme, tutte le parti sociali che hanno sottoscritto il Patto per il lavoro, qualcosa di positivo forse l’abbiamo fatto.

L’abbiamo fatto anche perché dentro a quelle previsioni di crescita, di export che ha visto nei primi tre mesi aumentare di circa il 5 per cento, a fronte di una media del nord-est meno della metà, per quella che è la Regione che ha ‒ pensate ‒ 2.000 euro a testa in più di Veneto e Lombardia di export per quota pro capite... Altro che dazi. Altro che muri alzati. In una regione che vuole colloquiare, dialogare con il mondo, lo dico a nome delle imprese, collochiamo prodotti che, seppur con un costo del lavoro più alto, hanno una qualità che nel resto del mondo spesso non riescono a realizzare e che vuole, grazie alle iniziative e agli accordi con Cassa depositi e prestiti sul fondo rotativo insieme ai 25 milioni di euro di fondo perduto del bando uscito per ristrutturare le strutture ricettive, un turismo che sia all’altezza dei tempi, che vede i turisti saper scegliere da soli rispetto al passato e muoversi più velocemente. Dunque, dobbiamo garantire un aiuto a chi vuole avere strutture sempre più moderne dal punto di vista ricettivo.

Finisco. Abbiamo voluto mettere una posta di bilancio, come promesso, rilevante sul tema dei pronti soccorso. Noi siamo riusciti ad abbattere le liste d’attesa, i tempi delle prestazioni di cosiddetta “prima fascia”, come il ministero e parti sociali ci hanno attestato poche settimane fa. Peraltro, è questo Governo, l’attuale ministero della salute che ha insignito la Regione Emilia-Romagna del titolo di “Regione benchmark”, cioè una delle prime tre per qualità della sanità pubblica nel Paese pochi mesi fa.

Stiamo riducendo di tanto i tempi d’attesa per gli interventi programmati, ma bisogna fare ancora di più. Abbiamo il tema dei pronti soccorso che va aggredito, perché non è degno di un Paese civile entrare in un pronto soccorso ‒ come è accaduto a Ferrara poche settimane fa ‒ e starci diciannove ore. Non è da Emilia-Romagna, anche fosse solo un caso. Abbiamo messo quelle risorse perché assumeremo nuovo personale, tutto a tempo indeterminato per gli accordi che dicevo prima, e perché nel giro di dodici mesi, come abbiamo presentato a una platea vastissima di amministratori pubblici e di operatori e dirigenti delle varie aziende sanitarie locali poche settimane fa, tra dodici mesi ‒ dicevo ‒ e non oltre dovrà succedere in questa Regione che una volta che entri in un pronto soccorso, se proprio ti va male, ci stai al massimo sei ore per il tempo in cui, dopo la sesta ora, o torni a casa o vieni ricoverato, se ci sono gravità che richiedono tale intervento. Se sei ore è il massimo, vuol dire che la media deve essere molto più bassa.

Insomma, stiamo cercando, con tutti i nostri difetti e gli errori che facciamo, di mettere in campo ‒ come chiederemo di votare in questa occasione ‒ la restituzione di risorse destinate a garantire che possa esserci una qualità della vita migliore, per servizi importanti, per famiglie in difficoltà o che, seppur non in difficoltà, sono in quella fascia grigia nella quale non avrebbero mai pensato di entrare negli anni prima della crisi, e provare a dare un sostegno alla montagna. La volessi prendere dal punto di vista elettorale... Ci siamo fatti 60 Comuni sui 100 della montagna in due mesi. Sono un terzo dei Comuni dell’Emilia-Romagna, ma ci abita il 15 per cento della popolazione. L’avessi dovuta prendere dal punto di vista elettorale, avrei girato soltanto in pianura. Invece ho sempre pensato che se sta bene la montagna starà meglio in futuro la pianura; se sta bene monte, sta meglio valle.

Abbiamo immaginato che tutto questo, dentro a politiche sociali di territorio, per quel poco che potevamo fare, che secondo noi è tanto, comunque, potesse star dentro a quello che... Ognuno si prende il merito che vuole, dal Governo centrale a quello locale. Fa lo stesso. Troviamo un punto di vista e d’intesa rispetto a quelle. Potrei elencarli, perché non dimentico nulla, gli interventi di alcuni di voi fatti qui, e non vorrei fossero smentiti, rispetto a quello che chiedevate in questi cinque anni dal voto che darete tra poche ore, perché davvero sarebbe clamoroso che votaste contro le richieste che facevate e che vengono esaudite.

Da ultimo, voglio dire una cosa a Bertani. Io non so di chi siano i meriti di quello che è accaduto in questo Paese, se sia un Governo davvero del cambiamento. Non lo so. Giudicheranno i cittadini. So che il sottoscritto non ieri, ma sei anni e mezzo fa, il 15 gennaio del 2013, insieme ai suoi quattordici colleghi, alcuni dei quali nei banchi di questa Giunta, si cancellarono volontariamente ‒ primi in Italia ‒ il vitalizio. Sei anni e mezzo fa. Io ero alla guida di un partito che per primo in Italia, insieme alla sua coalizione, prima Regione d’Italia, approvò una legge che prevedeva che dalla legislatura successiva, cioè quella iniziata non ieri, ma quattro anni e mezzo fa, si cancellassero i vitalizi per tutti e portasse le indennità a quel livello che è stato detto.

C’è un merito del Movimento 5 Stelle nell’aver suonato la sveglia in questo Paese, su questa politica? Assolutamente sì, l’ho sempre detto, sacrosanto, è una verità. Ma attenti: ribadisco, lo dico io che sono presidente di una delle più grandi regioni italiane, quello con l’indennità più bassa tra tutte e venti. Voi che siete i consiglieri regionali con l’indennità pari a quella del sindaco del capoluogo di regione e vi siete cancellati – ci siamo cancellati – persino il cosiddetto TFR, quindi avete un merito straordinario, tutti quanti, nessuno escluso. Non mi interessa chi è corso dietro a quell’altro, abbiamo corso tutti insieme, l’abbiamo approvata all’unanimità, quella legge.

Attenti, però. Lo dico io: lavorassi gratis, senza vitalizio, ma fossi incapace, io costerei sempre troppo alla collettività dell’Emilia Romagna. Bene la sobrietà, bene l’onestà, dovrebbero essere precondizioni per fare politica e impegnare l’Amministrazione, ma sappiamo che purtroppo non sempre è così. Ma poi bisogna essere anche capaci. Non sto dicendo che son capace, tutt’altro. Sto dicendo: mettiamo sempre la parola “competenza” di fianco all’elemento di una giusta sobrietà e di una necessaria onestà, mentre si fa l’amministratore pubblico.

Stiamo volgendo verso il termine della legislatura. Questo dibattito, e io vi voglio ringraziare, al netto dei tanti emendamenti presentati – che non so se verranno ritirati, o quello che volete, si chiama democrazia –, al netto di qualche urla, a partire da me, in quest’aula, anche oggi, tutto sommato, presente un grado di civiltà: da altre parti se lo sognano. Io penso che sia di aiuto, al di là di cosa succederà in futuro in questa regione e di chi la governerà, per tenere alta la qualità del dibattito politico.

Io penso che questa regione, in qualsiasi mani andrà, ovviamente noi faremo di tutto perché rimanga nella stessa disponibilità, magari con forme differenti dal punto di vista della coalizione di chi la governa, sia una regione che vada preservata, perché credo che nei numeri, nelle tendenze, fatemelo dire da presidente della Conferenza delle regioni da quattro anni, che le conosce tutte, poche abbiano le performance che abbiamo potuto fare noi. Indipendentemente, ripeto, dalla Giunta, diamone il merito pure agli emiliano-romagnoli, comprese le loro istituzioni.

Io penso che questa manovra che presentiamo oggi sia all’altezza di quello che abbiamo fatto in cinque anni. Pensare a chi è più in difficoltà pensare, pensare che chi è più in difficoltà debba sempre essere accompagnato, però, da un’idea in cui l’impresa ha un valore sociale, in questa terra, ed è per questo che le infrastrutture – certo, ci può essere un’idea differente – seppur sia vero che questo Governo, finalmente, lo applaudo anch’io, ci ha fatto perdere tanto tempo, le ha approvate. Io mi auguro che nelle prossime settimane si possano aprire cantieri, e su questo sì, chi vi parla e la sua Giunta si prendono un merito storico: dopo trenta o quarant’anni, alcune, poche, infrastrutture necessarie alla competitività di questa regione, dentro questo Paese, al servizio anche del Paese verranno realizzate. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Sospendo l’aula per mezz’ora, per dar modo agli uffici di valutare i 275 emendamenti che sono stati presentati.

I lavori riprenderanno alle ore 17,15.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,47, è ripresa alle ore 18,06)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

PRESIDENTE (Saliera): Un momento di silenzio, perché riprendiamo la seduta.

Riprendiamo la sessione di bilancio con l’assestamento, oggetto 8529 e oggetto 8530.

Per fare il punto della situazione, vi leggo le proposte di emendamento che sono state depositate e gli ordini del giorno.

Sull’oggetto 8529 (collegato) sono state presentate venticinque proposte di emendamento, una a firma del consigliere Tagliaferri, cinque a firma del consigliere Rancan, quindici a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli, una a firma del consigliere Bessi, una a firma del consigliere Callori, due a firma dei consiglieri Zappaterra e Bessi.

Sul medesimo oggetto, sempre l’8529, il collegato, ci sono alcuni ordini del giorno. Il numero 1 è a firma Montalti, Caliandro, Soncini ed altri. Su questo insiste una proposta di emendamento a firma Bertani. Il numero 2 è a firma dei consiglieri Lori, Calvano, Bagnari ed altri. Il numero 3 è a firma della consigliera Piccinini. Il numero 4 è a firma dei consiglieri Zappaterra, Bessi, Calvano ed altri. Il numero 5 è a firma del consigliere Bertani. Il numero 6 è a firma della consigliera Sensoli. Il numero 7 è a firma dei consiglieri Tagliaferri, Bagnari, Lori, Campedelli ed altri. Il numero 8 è a firma dei consiglieri Taruffi e Torri. Il numero 9 è a firma dei consiglieri Zoffoli, Ravaioli e Bertani.

Sull’oggetto 8530 sono stati presentati tre ordini del giorno: l’8530/1, a firma della consigliera Piccinini, il numero 2 a firma dei consiglieri Callori, Caliandro e Taruffi, il numero 3 a firma dei consiglieri Facci, Tagliaferri, Callori, Caliandro, Taruffi e poi otto proposte di emendamento a firma Facci.

Credo di avere detto tutto. Non ho osservazioni. Non vedo dissensi da parte vostra. Possiamo iniziare, nominando gli scrutatori, l’esame dell’articolato.

Come scrutatori nomino Lori, Montalti, Piccinini.

Collega Bertani, prego.

 

BERTANI: Sull’ordine dei lavori. Non mi sembra di aver sentito le repliche dei relatori, se ci sono.

Non ho avuto risposta sull’ammissibilità del mio emendamento.

Chiedo quanto tempo era rimasto, visto che, fra l’altro, mi viene sottratto sull’ordine dei lavori. Ero già intervenuto sull’ordine dei lavori, vorrei capire se quello che si vede là sopra comprende anche i miei interventi, compreso questo, sull’ordine dei lavori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Dunque, sui tempi mi viene detto che il Movimento 5 Stelle ha dieci minuti. La replica dei relatori non c’è stata perché non hanno chiesto.

 

(interruzione)

 

Mi pare che non ci sia questa volontà, cioè, è ribadita la non volontà. Sull’emendamento 19 c’è la dichiarazione della scheda tecnico-finanziaria, cioè “il presente articolo non contiene disposizioni regolative tecniche aventi riflessi finanziari per il bilancio regionale”. Per quanto a noi compete non possiamo che ammetterlo.

Ci sono altre questioni? Cominciamo con l’articolato dell’oggetto 8529.

 

Articolo 1.

Dibattito generale. Nessuna richiesta.

Dichiarazione di voto? Nessuna richiesta.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Sull’articolo 2 insiste l’emendamento n. 24, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale, ovviamente sia sull’emendamento che sull’articolo.

Il consigliere Bertani ha chiesto la parola. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Su questa modifica normativa c’è da rilevare che è già pronta in Commissione, da dicembre 2018, la famosa delibera che deve dire come i canoni vengono calcolati. Ancora, quella delibera non è stata posta in discussione. Quindi, è inutile scrivere in legge che volete destinare quei soldi ai Comuni.

L’emendamento che presentiamo almeno cerca di introdurre un termine perentorio per l’approvazione di quella delibera. Altrimenti, non ha senso rimandare eternamente la determinazione dei canoni per l’emunzione delle acque minerali, cosa che la nostra regione non fa già, ed è in ritardo da diversi anni rispetto anche a tutte le altre regioni, visto che vi ritenete così tanto virtuosi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in dibattito generale.

Dichiarazione di voto? Nessun iscritto.

Votazione dell’emendamento n. 24, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

In votazione l’articolo 2.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Procediamo con l’articolo 3.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione dell’articolo 3.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 4 insiste l’emendamento n. 2, a firma Rancan.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione dell’emendamento n. 2, a firma Rancan.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Articolo 4.

In votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 5.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Sull’articolo 6 insiste l’emendamento n. 18.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

La consigliera Zappaterra ha chiesto la parola. Prego.

 

ZAPPATERRA: Il senso dell’emendamento. Tenuto conto che tutti sappiamo che l’Avvocatura dello Stato aveva già chiarito che la proroga di quindici anni delle concessioni demaniali sarebbe stata applicabile anche per le concessioni di pesca e acquacoltura.

È vero, l’Avvocatura dello Stato ha confermato l’indirizzo della Regione, ma l’emendamento è opportuno e necessario perché nelle motivazioni della sentenza in alcuni termini ricorre il condizionale, che non è propriamente tutelante, e soprattutto l’interpretazione dell’Avvocatura non copre rispetto ad un’eventuale procedura di infrazione.

Quindi, abbiamo ritenuto di tutelare il settore, gli investimenti che il settore della pesca fa con questo emendamento.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Zappaterra.

Avevo dimenticato di dire che l’emendamento 18 era sottoscritto dalla consigliera, appunto, Zappaterra e dal consigliere Bessi.

Dichiarazione di voto? Nessuna dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 18, Zappaterra e Bessi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 6 in votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento 25, che istituisce un nuovo articolo, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale.

Prego, consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Abbiamo discusso, questa mattina e in precedenza, sulle aree protette e all’interno di quella legge è ancora scritto che la competenza è provinciale, mentre abbiamo già tutti stabilito che la competenza di decidere (art. 36) e di coordinarsi con il Piano faunistico venatorio è il Piano faunistico venatorio regionale. Quindi, quella legge non è stata aggiornata, chiediamo che sia aggiornata.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in dibattito generale.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 25, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Articolo 7.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 7.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 8.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione.

Chi è a favore dell’articolo 8? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 9 insiste l’emendamento 3, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale.

Consigliere Bertani, ha la parola.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Di questo emendamento abbiamo già discusso in Commissione dove la Commissione si è accorta che questo articolo era scritto in maniera errata. Fortunatamente siamo riusciti ad espungere la parte pericolosa e quindi ricordiamo che oltre a tagliare i costi della politica bisogna essere competenti. Penso che il Movimento 5 Stelle nel merito dimostri in qualche modo di essere competente.

Vorrei anche che la maggioranza tenesse conto che noi presentiamo degli emendamenti nel merito che sono migliorativi. Purtroppo mi sembra di capire che ad una prima iniziale apertura oggi non ci siamo più, perché noi chiediamo semplicemente che quando andiamo a parlare di impatti cumulativi per gli impianti che hanno emissioni odorigene e quindi per gli impianti a biomasse e per i biodigestori bisogna tenere conto anche in particolare della concentrazione degli impianti di incenerimento già presenti sul territorio, visto che, fra l’altro, poi c’è un ordine del giorno che tiene conto di questo. Chiedevamo anche che si enucleino in quel documento che la Giunta dovrà proporre i principi, i criteri oggettivi, le priorità che porteranno allo spegnimento progressivo di questi impianti di incenerimento.

Poi, c’era una richiesta ulteriore che chiedeva anche di premiare i territori. Su questo, si poteva convenire ed eventualmente espungerlo, ma alla fine il PD ha deciso di non votarlo tutto intero. Mi dispiace perché era un impegno piccolo, ma importante ed era un segnale. Oggi volete continuare su questa strada sbagliata e non votare a favore di questo semplice emendamento che tutela i territori che sono più colpiti dalla presenza di impianti non solo di riciclo, ma anche di recupero energetico che noi chiamiamo giustamente “inceneritori”. 

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in dibattito generale. Sì, invece.

Collega Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Solo una battuta per spiegare anche il motivo per il quale non abbiamo provveduto alla riscrittura di quel comma 4 che per chi ha partecipato e ha ascoltato un minimo il dibattito in Commissione aveva una natura ovviamente diversa rispetto a quella che ha esposto il consigliere Bertani. Mi domando spesso cosa facciamo anche a fare le Commissioni con i tecnici se poi ognuno parte con le proprie convinzioni e rimane delle stesse. Il cuore di quell’emendamento della Giunta è il comma oggi 4 in precedenza 5 considerando che le leggi regionali, come sapete, non possono superare le norme nazionali e gli impianti di recupero (parliamo di recupero) sono a libero mercato. Questa è un’opportunità che la regione, prendendola dal punto di vista urbanistico, prova a mettere, proprio nella logica di evitare la concentrazione in alcune aree del nostro territorio di questi impianti. La prendiamo quindi dall’unico punto che è di competenza nostra, che è quella urbanistica, ovviamente non quella dei rifiuti.

Ribadisco anche soltanto per la registrazione, per i colleghi che magari non hanno potuto partecipare alla discussione in Commissione, che la volontà di quell’emendamento era esattamente quella del comma 5, che era il cuore di quell’emendamento. Ribadisco, come ho fatto in Commissione, che la scrittura del comma 4, ad una primissima lettura, aveva tratto in inganno anche il sottoscritto. Conoscendo poi anche l’altro pezzo delle norme collegate, era chiara la finalità dell’emendamento. L’articolo però sta assolutamente in piedi anche senza quel tipo di specifica, che non faceva altro che richiamare una norma nazionale, quindi credo che sia opportuno non modificare l’articolo come uscito dalla Commissione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sabattini.

Nessun iscritto in dibattito generale. Dichiarazioni di voto?

 

(interruzione)

 

BERTANI: Chiedo il voto elettronico dell’emendamento.

 

PRESIDENTE (Saliera): D’accordo.

Quindi, procediamo con il voto elettronico sull’emendamento n. 3, a firma Bertani e Sensoli.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 40

Votanti 39

Favorevoli 7

Contrari 25

Astenuti 7

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 9.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 10.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 10.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 19 istitutivo di un nuovo articolo, a firma Zappaterra e Bessi.

Dibattito generale.

Consigliera Zappaterra, ha la parola.

 

ZAPPATERRA: Velocemente, presidente, per smontare la minaccia del collega Bertani di prima rispetto al danno erariale. Voglio essere chiara per tutti i colleghi. Noi stiamo prorogando il regolamento per garantire l’attività venatoria. Dovessero esserci profili di danno erariale saranno imputabili agli enti che dal ’97 hanno gestito e diretto l’attività venatoria in quell’area, non certo a carico dell’Assemblea, che sta semplicemente prorogando un regolamento che viene in discussione adesso, dopo che è stato proposto ad aprile e dieci giorni fa si è scoperto che, forse, ci sono profili di mancata conformità tra gli apprestamenti e una serie di altre definizioni, rispetto alle quali se c’è da aggiustare il regolamento o fare una scelta di fondo... Ha ragione il collega Bertani. Bisogna decidere se la caccia nelle aree contigue nel Parco del Delta viene gestito dalla Regione o dal Comune di Comacchio. È una scelta sulla quale condivido sia utile aprire una riflessione.

Il problema sta nel fatto che l’obiettivo del collega Bertani è vietare l’apertura della prossima stagione venatoria. È un obiettivo legittimo, che io non condivido. Finché l’attività venatoria sarà un’attività legale in questo Paese, noi dovremo difendere i diritti di chi la esercita.

Il regolamento è in corso di discussione, valuteranno i tecnici che modifiche fare, insieme al Comune di Comacchio ed eventualmente al Parco. Noi siamo abituati, come diceva il presidente prima, a farci carico dei problemi, ad assumerci la responsabilità di risolverli.

Io credo che vietare l’avvio dell’attività per la prossima stagione non abbia senso, quindi, ripeto, la proroga serve esclusivamente, tenuto conto che la scadenza del regolamento sarebbe a fine settembre, a valutare nel merito se ci sono modifiche da fare rispetto all’istituzione di un’azienda faunistico venatoria, che peraltro consentirebbe alla Regione di incassare. Tuttavia, non voglio entrare nel merito né della normativa né fiscale, ma resto alla competenza che è di questa Assemblea, che è quella di garantire che l’attività venatoria possa iniziare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Zappaterra.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

L’obiettivo del consigliere Bertani non è impedire la caccia, che non amo, ma è permettere alla Regione di far rispettare le proprie leggi. Allora, approvare questo emendamento vuol dire stabilire che la Regione non ha competenza sulla caccia come sua competenza sul territorio di Comacchio.

Quindi, non è in discussione se sia potestà del Comune di Comacchio o della Regione gestire le attività faunistico-venatorie, è facoltà della Regione, in quanto è già scritto in legge. Quindi, voi oggi volete derogare e, secondo me, ribadisco che c’è un danno erariale, che c’era già prima. C’era già quando, nel 2017, la Regione ha approvato per regolamento – forse si salva perché si collega al Piano faunistico venatorio della Provincia – c’è su chi ha gestito la Provincia precedentemente, che se ne assumerà sicuramente le responsabilità, perché chi va a caccia su quel territorio non ha pagato e, con questo emendamento, la Regione stabilisce che non pagherà le tasse regionali sulla caccia.

Voi fate quello che volete, valutate, io chiedo il voto elettronico su questo emendamento. Noi, ovviamente, voteremo di no.

 

PRESIDENTE (Saliera): Siamo in dibattito generale. Non ho altri iscritti.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione elettronica sull’emendamento 19, a firma Zappaterra e Bessi.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 41

Votanti 39

Favorevoli 25

Contrari 7

Astenuti 7

 

È approvato.

 

Possiamo procedere con l’articolo 11.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 11.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 12.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 12.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene.

 

È approvato.

 

Articolo 13.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 13.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 14.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 14.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 15.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 15.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 16. Su questo articolo insistono tre emendamenti: il n. 20, a firma Rancan, il n. 21, a firma Rancan e il n. 4, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale. Nessuna richiesta di intervento.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento n. 20, a firma Rancan.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 21, a firma Rancan.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 4, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 16.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 17.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazioni di voto? Nessun iscritto.

Metto in votazione l’articolo 17.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 18.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto? Nessun iscritto.

Metto in votazione l’articolo 18.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 19.

Sull’articolo 19 abbiamo tre emendamenti: l’emendamento n. 7, a firma Bertani e Sensoli; l’emendamento n. 5, Bertani e Sensoli; l’emendamento n. 6, Sensoli e Bertani.

Discussione generale.

La parola alla consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Noi abbiamo emendato questo articolo perché lo riteniamo piuttosto rischioso. Rischioso perché innanzitutto si rischia di diminuire quella soglia del 5 per cento che i comuni devono riservare all’utilizzo pubblico, quindi a spiaggia libera. Il rischio quindi è quello di diminuire la quota in capo a ogni comune di spiagge libere. L’altro motivo è che non vengono specificati i servizi che poi verranno dati ai privati su questi tratti di spiaggia. Non si capisce l’utilizzo, non c’è una durata specifica. Io ricordo l’anno scorso le criticità che avevamo sollevato in merito, ad esempio, al bando sul Beach Arena a Rimini, che aveva numerosi punti dubbi. Non vorremmo che questo fosse un modo per far sì che i comuni diano a tempo illimitato, in concessione a privati, delle spiagge che dovrebbero essere libere, che dovrebbero essere di pubblica utilità.

Ben venga, invece, se questi servizi possono comunque servire alla collettività.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

Non ho altri iscritti in dibattito generale.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 7, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 5, a firma Bertani e Sensoli.

In votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 6, a firma Sensoli e Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 19.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 20.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 20.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 21 insistono tre emendamenti: l’emendamento n. 1, a firma Tagliaferri; l’emendamento n. 8, a firma Bertani e Sensoli; l’emendamento n. 16, a firma Bessi.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessuno iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Tagliaferri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 8, Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 16, a firma Bessi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 21.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 22.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione dell’articolo 22.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 23 insiste l’emendamento 22, a firma Rancan.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione emendamento 22, a firma Rancan.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 23.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 24.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 24.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 25.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione articolo 25.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 26.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 26.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 27.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 27.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 28 insistono tre emendamenti, il n. 9 a firma Sensoli e Bertani, il n. 10 a firma Bertani e Sensoli, il n. 23 a firma Rancan.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento 9, a firma Sensoli, Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 10, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 23, a firma Rancan.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 28.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 29.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Votazione articolo 29.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 30.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 30.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 31.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 31.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 32.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 32.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 33 insiste l’emendamento numero 11, a firma Bertani, Sensoli.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’emendamento numero 11, Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 33.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 34.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto.

In dichiarazione di voto, la consigliera Montalti. Prego.

 

MONTALTI: Grazie, presidente.

Per confermare un voto favorevole all’articolo in quanto in questi anni, grazie anche al Piano triennale di attuazione del Piano energetico regionale sono stati messi a disposizione delle politiche energetiche 250 milioni di euro in parte provenienti dai fondi strutturali europei. Per cui, dare continuità al Piano risulta un impegno fondamentale, anche perché buona parte di questi fondi sono stati destinati alle politiche di contrasto del cambiamento climatico.

Colgo, quindi, l’occasione anche per evidenziare come proprio collegato a questo progetto di legge c’è un ordine del giorno che chiede e impegna la Giunta regionale a dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ambientale, facendo ciò che purtroppo il nostro Governo non ha fatto e non ha avuto il coraggio di fare. Voglio evidenziare come quest’impegno sia una presa d’atto forte politica, per dare una risposta, come regione Emilia-Romagna alle tante piazze che i nostri giovani in questi mesi hanno riempito, chiedendo proprio alla politica di mettere al centro della propria agenda e dei propri impegni la lotta al contrasto ai cambiamenti climatici.

L’ordine del giorno è stato firmato dalla maggioranza e sostenuto anche da altre forze politiche, come i Verdi, e dalle forze ecologiste. Davvero quindi questo è un passaggio importante, ancor di più perché quest’atto è collegato alla discussione che stiamo facendo sull’assestamento del bilancio, che contiene tutta una serie di impegni sul piano delle azioni nel campo dell’economia verde e nell’ambito ambientale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Montalti.

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Procediamo con la votazione dell’articolo 34.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 35 insiste l’emendamento n. 12, a firma Sensoli e Bertani.

Discussione generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto? Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 12, a firma Sensoli e Bertani.

Chi è favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 35.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 36.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 36.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 37.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto? Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 37.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 38.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 38.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento n. 13 istitutivo di un nuovo articolo, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 13, a firma Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento n. 17, a firma Callori, che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessuno iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 17, a firma Callori.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Articolo 39.

Sull’articolo 39 insiste l’emendamento n. 14, a firma Bertani e Sensoli.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 14, Bertani e Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Mettiamo in votazione l’articolo 39.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 40.

Dibattito generale. Nessuna richiesta di intervento.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

Mettiamo in votazione l’articolo 40.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 41.

Dibattito generale. Nessuna richiesta.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

Mettiamo in votazione l’articolo 41.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 42.

Dibattito generale. Nessuna richiesta.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’articolo 42.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 43.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’articolo 43.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Sull’articolo 44 insiste l’emendamento 15, a firma Bertani, Sensoli.

Dibattito generale. Nessuna richiesta.

Dichiarazione di voto. Nessuna richiesta.

In votazione l’emendamento 15, a firma Bertani, Sensoli.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

In votazione l’articolo 44.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 45.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’articolo 45.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Con questo ultimo articolo abbiamo esaminato l’articolato 8529.

Procediamo all’esame dell’articolato 8530.

Su questo articolato insistono otto emendamenti, che mettiamo subito in dibattito generale. Intanto sono otto emendamenti tutti a firma del consigliere Facci. Vengono trattati come gli articoli.

Iniziamo dall’emendamento 2, a firma Facci.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’emendamento 2, a firma Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 3, a firma Facci.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’emendamento n. 3, Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 4, a firma Facci.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazioni di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 4, Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 5.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazioni di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 5, Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento numero 6, a firma Facci.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 6, Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento numero 7, sempre a firma Facci.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazione di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 7, a firma Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Emendamento 8, a firma Facci.

Dibattito generale. Nessuno.

Dichiarazioni di voto. Nessuno.

In votazione l’emendamento 8, a firma Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Ora procediamo con l’articolato.

Articolo 1.

Dibattito generale. Nessuno iscritto.

Dichiarazioni di voto. Nessun iscritto.

Votazione articolo 1.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 2.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazioni di voto. Nessun iscritto.

In votazione articolo 2.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 3.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessuno iscritto.

In votazione l’articolo 3.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 4.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 4.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 5.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto? Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 5.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 6.

Dibattito generale.

Consigliere Facci, prego, ha la parola.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Intervengo su questo articolo perché è più significativo, o meglio, uno di quelli che riteniamo essere dei più significativi, in quanto riguarda gli allegati all’assestamento e la prima variazione al bilancio.

Nell’intervento che ha fatto, il presidente Bonaccini ha voluto dare un segnale che indubbiamente ritengo poco opportuno. Del tipo che noi qui dentro, in questa manovra di assestamento abbiamo tutta una serie di provvedimenti positivi; se voi voterete contro, vuol dire che non li condividerete e che non li condividete. Una sorta di messaggio non certamente subliminale, anzi, molto diretto, com’è nelle sue caratteristiche.

È ovviamente un’imputazione che non condividiamo. Abbiamo richiamato, ricordato, come all’interno di questa manovra vi siano sicuramente delle misure positive. Sono positive perché determinati territori, o determinate realtà riceveranno una serie di benefit, una serie di risorse aggiuntive, forse anche risorse insperate. Noi rivendichiamo il fatto di evidenziare l’assoluto collegamento temporale fra il momento in cui queste risorse vengono previste e stanziate e il momento che ci sarà nei prossimi mesi, squisitamente elettorale.

È chiaro quindi che non possiamo non rimarcare questo collegamento. Poi, ognuno lo interpreta come vuole, ognuno fa le considerazioni che vuole. Noi diciamo che in questa manovra di assestamento vi sono una serie di elargizioni sui territori che avrebbero dovuto ricevere attenzione ben prima. Quindi, non ci si può accusare per il fatto di avere sottolineato questo elemento, questa caratteristica.

Ciò non toglie che il motivo per il quale ci asterremo sulla votazione dell’articolo 6 è perché abbiamo rinvenuto una serie di manovre positive, una serie di misure certamente che vanno nella direzione che più volte da questi banchi abbiamo sollecitato. Quanti ordini del giorno, quante proposte dove chiedevamo che i territori, determinate strutture o determinate realtà, venissero dotati di maggiori attenzioni, maggiori risorse, maggiori finanziamenti.

La critica che oggi facciamo è che questo arrivi tardi. Siamo contenti che arrivi, va da sé. Siamo contenti che arrivi, però non ci potete e non ci può soprattutto il presidente mettere alla berlina per il fatto che noi voteremo convintamente contro questo assestamento. Le motivazioni sono state già dette, sono già state argomentate nei nostri vari interventi che abbiamo fatto da questi banchi.

Il fatto di votare contro non significa non condividere alcuni aspetti positivi che in questa manovra sussistono. Abbiamo anche nel precedente progetto, nel collegato, espresso parere positivo ad alcune misure, come per esempio l’eliminazione del vincolo dei 50.000 euro per i giudici di pace, una su tutte. Eravamo stati noi nello scorso Consiglio a rivendicare, a contestare che questa somma, che la somma originariamente indicata fosse eccessivamente ridotta. Quindi, non accettiamo ‒ e concludo ‒ di essere contestati sulla scelta di fondo, pur condividendo alcune misure positive, alcuni stanziamenti positivi all’interno di questo pacchetto complessivo.

Quindi, non può venire il presidente a farci lezioni su cosa dobbiamo fare o non dobbiamo fare. Non lo accettiamo. È il presidente, faccia il presidente, noi facciamo i consiglieri di opposizione, rivendichiamo le nostre prerogative, pur condividendo, e chiudo, alcuni aspetti positivi di questa manovra.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Facci.

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Stiamo parlando dell’articolo 6, naturalmente.

Nessun iscritto.

Mettiamo in votazione l’articolo 6.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 7.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 7.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Emendamento 1, a firma Facci, che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessuno iscritto.

In votazione l’emendamento 1, a firma Facci.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Articolo 8.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 8.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Articolo 9.

Dibattito generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto. Nessun iscritto.

In votazione l’articolo 9.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

Con questo abbiamo terminato l’esame dell’articolato 8530.

Ora procediamo con le dichiarazioni di voto congiunte sulle due leggi e su tutti gli ordini del giorno che si riferiscono alle due leggi.

Cinque minuti per Gruppo. Chi chiede la parola? Mi ricordano che siamo, comunque, nei tempi contingentati. Al massimo cinque minuti.

Io non ho nessun richiesta per dichiarazione di voto.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Chiedo il voto elettronico sui due ordini del giorno a mia firma. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con la votazione.

Il consigliere Bertani ha chiesto la parola. 

 

BERTANI: Intervengo in dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Mi ricordano che ha due minuti. Prego.

 

BERTANI: Sarò parsimonioso.

Ovviamente, ci sono alcune parti del bilancio che accolgono richieste che noi abbiamo sempre fatto. Ribadisco che le accolgono anche per gli interventi del Governo grazie al reddito di cittadinanza che ha permesso a questa Regione di svincolare delle risorse. Ovviamente, il voto al bilancio è negativo perché si vota un pacchetto di bilancio tutto intero, mentre nel collegato su alcune parti ci siamo astenuti o addirittura abbiamo votato un paio di articoli favorevolmente perché si istituiva, si allargava un parco, e ovviamente ci sono delle cose molto negative che abbiamo già stigmatizzato, quindi il voto complessivo sicuramente sarà negativo.

Su alcuni ordini del giorno volevo puntualizzare. A quello sul cambiamento climatico noi abbiamo proposto un emendamento perché dichiarare lo stato di emergenza climatica senza impegnare la Giunta a fare azioni concrete rischia di essere zoppo. Noi proponiamo un emendamento in cui ci sono otto punti per attuare…

 

PRESIDENTE (Saliera): La interrompo un secondo per dire che ha ulteriori due minuti dal conteggio del recupero.

 

BERTANI: Grazie mille.

Dicevo, un elenco di impegni che questa Giunta deve attuare altrimenti quella richiesta è una richiesta vuota.

L’ordine del giorno numero 5, mi pare, che richiedeva di valorizzare i territori che hanno una raccolta differenziata e che danno un esempio a questa Regione è importante. Ritiro il 5 perché poi ce n’è uno co-firmato dai consiglieri del territorio perché noi riteniamo che vadano valorizzate quelle esperienze come quella di Alia che hanno e stanno abbattendo la quantità di rifiuti indifferenziati che vanno all’incenerimento e quindi ci sono tutta una serie di azioni per le quali impegniamo la Giunta.

Purtroppo quell’emendamento 3 è stato bocciato e quello completava quell’ordine del giorno.

Riguardo alla lettera r) della Bassanini ricordiamo che a livello nazionale è stato fatto un ascolto di tutte le parti sociali e alcune associazioni non concordavano su quello che richiede l’ordine del giorno proposto dal PD, tanto che c’è uno studio dell’Università Cattolica che dimostra che togliere quella parte permetterà un aumento di disponibilità del credito per le imprese, quindi quell’ordine del giorno non è accettabile.

In questo modo abbiamo quindi enunciato abbastanza il nostro punto di vista su questo assestamento di bilancio. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Pompignoli, in dichiarazione di voto.

 

POMPIGNOLI: In dichiarazione di voto. Grazie, presidente.

Rimarco quello che è già stato detto dal consigliere Facci e dal consigliere Bertani. È chiaro che noi votiamo qui un intero pacchetto allegato al bilancio, di assestamento e collegato. Se da un lato alcune misure possono essere anche condivise da questa parte politica, è evidente che l’intero costrutto del bilancio non è condivisibile per le ragioni già ampiamente discusse in sede di relazioni, anche da parte del relatore di minoranza.

Per cui, ovviamente, il voto sul bilancio è contrario. Mi soffermo però su alcuni ordini del giorno, in particolare sull’ordine del giorno n. 1 e sull’ordine del giorno presentato dai colleghi Zoffoli e Ravaioli, perché meritano alcune considerazioni. Sull’ordine del giorno n. 1, la dichiarazione di emergenza climatica non è condivisa da questa parte politica, lo avete visto anche dal punto di vista del Governo.

Spiace che questo ordine del giorno sia strumentalizzato un po’ dalla sinistra e presentato in tutti i consigli comunali dal Partito democratico, sfruttando il lavoro fatto dai ragazzi di Fridays for future. Questo è ovviamente un metodo, un modo per mettere una bandierina, segnalare un’attenzione, dal punto di vista del clima, che è presente già in tutti i testi normativi. Anche nella stessa regione Emilia-Romagna sono state poste in essere delle misure atte a contenere l’emergenza climatica. Dichiarazioni di principio che non c’entrano nulla con quelle che sono le azioni che devono essere poste in essere per arginare questo fenomeno, sono dichiarazioni di principio che non hanno nessun senso. Cioè, dichiarare un’emergenza climatica, se andiamo a leggere anche l’impegno della Giunta, intesa non come attribuzione di poteri giuridici eccezionali, ma come assunzione di responsabilità, non dice nulla perché non ci sono gli impegni concreti che questa Giunta o questa Regione deve attuare, impegni concreti che sono stati inseriti nell’emendamento proposto dal Movimento 5 Stelle, che voteremo per parti separate, perché riteniamo che sia opportuno fare assolutamente delle azioni concrete, ma non andare a suffragare ipotesi di principio neanche scientificamente provate.

Dico questo anche in ragione di un eccellente professore universitario, climatologo, noto forse a qualcuno di quest’aula, che è il professor Prodi, che istituisce e stabilisce un principio completamente diverso. Oggi noi ci basiamo solo su questioni che non sono scientificamente provate e unanime e per cui la dichiarazione di principio, o simbolica, come molto spesso viene detto nei Consigli comunali, non trova sicuramente accoglimento da parte di questa parte politica.

Sull’ordine del giorno presentato dal consigliere Zoffoli e dalla consigliera Ravaioli, che condivido e che quindi voteremo sicuramente a favore, faccio alcune precisazioni. Noi sappiamo quello che è accaduto sul territorio forlivese su Alea. È stato un disastro. Stiamo apportando dei correttivi per migliorare la situazione della gestione dei rifiuti. Ovviamente, devono essere apportati dei miglioramenti sulla situazione che ci è stata presentata, inizialmente, come una nuova avventura di una società in house nell’ambito del territorio forlivese, che non ha portato i frutti desiderati, che anzi ha creato scompiglio a tutti i cittadini forlivesi, e forse è stato anche uno degli elementi che ha fatto perdere alla sinistra Forlì.

È evidente che nel principio della raccolta differenziata, che condivido, questa eccezione deve essere sottolineata in ragione del fatto che si deve arrivare agli obiettivi indicati, ma si deve arrivare attraverso un miglioramento del sistema, che non ha funzionato da quando è partita Alea nel territorio forlivese. E su questo i correttivi verranno sicuramente apportati.

Per concludere, il voto è contrario sull’assestamento e sul collegato. Chiederò poi, quando andremo alle votazioni degli ordini del giorno, e indicherò esattamente le parti separate sulle votazioni di quello che andremo poi a votare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pompignoli.

Non ho nessun consigliere in dichiarazione di voto. Ne avevo visti iscritti alcuni.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Credo sia stata una giornata lunga, in cui abbiamo avuto modo di confrontarci in modo approfondito su tanti temi. Io, nel mio intervento precedente in discussione generale, ne ho richiamati alcuni, che mi piace riprendere velocemente, per spiegare le ragioni per le quali il nostro sarà un voto convinto a favore di questo assestamento.

Dicevo, oggi, dei 18 milioni per le rette dei nidi, dei 12 milioni a sostegno degli affitti, dei 10 milioni per le giovani coppie che intendono acquistare o ristrutturare la casa in montagna, dei 36 milioni in tre anni per la riduzione dell’IRAP delle attività produttive in montagna, frutto, come abbiamo detto, di una programmazione oculata, che ci ha consentito di investire risorse in un quinquennio e non in modo elettoralistico, come qualcuno ha voluto intendere e ha voluto dipingere.

Questi sono alcuni dei numeri che abbiamo messo in campo sull’assestamento e che io credo diano bene il segno anche della valenza sociale di questa manovra che ci apprestiamo a votare.

Per quanto riguarda il territorio dell’Appennino, rivendico con forza, perché un conto è fare i distinguo su questa o quella parte del collegato, o su questa o quella parte del bilancio, ma, come sappiamo, alla fine il voto si esprime, come è stato detto, sul bilancio nella sua interezza, e in questo bilancio, non da altre parti, ma nelle misure che stiamo approvando, ci sono 200.000 euro per i Comuni che hanno mantenuto aperti a proprie spese i giudici di pace; ci sono 200.000 euro, e voglio rivendicarlo con forza, per le attività produttive che hanno subito disagi e danni dalla chiusura della Statale 64 Porrettana. Parliamo delle attività produttive dell’Alto Appennino bolognese. Quindi, chi voterà contro il bilancio voterà anche contro queste risorse. Ci sono circa 600.000 euro per la progettazione delle varianti della Statale, progettazione esecutiva delle varianti di Vergato e Marzabotto sulla Statale 64 per ridurre i tempi di percorrenza dall’Alto Reno a Bologna. Ci sono i 100.000 euro che abbiamo stanziato per il recupero di una parte del complesso delle Terme Alte di Porretta. Queste sono risorse e sono numeri che sono contenuti nel bilancio che io rivendico con forza. Credo che tutte le persone che sono attente, che si dichiarano attente alle ragioni e ai problemi della montagna e dell’Appennino su questi provvedimenti non possono sottrarsi. Chi lo fa, non fa il bene del territorio da cui proviene.

Credo che questo vada detto con forza e vada rivendicato con nettezza, perché credo che per la prima volta o comunque in modo deciso si stiano stanziando risorse in modo chiaro e preciso per la montagna in modo inequivocabile. Questo credo che vada rivendicato con forza.

Sugli ordini del giorno, a parte l’ordine del giorno sull’oggetto 8529, il numero 3, sul quale ci asterremo, esprimeremo un voto favorevole. In particolare, voglio rivendicare l’ordine del giorno numero 8 che chiede un impegno alla Giunta affinché si promuova presso il Governo una azione molto decisa per fare in modo che i Comuni che hanno subìto tagli, Comuni nati da fusione che hanno subìto tagli molto significativi in corso d’opera, verso questa decisione si possa chiedere al Governo di tornare indietro, perché è impensabile mettere gli enti locali in questa condizione, cioè di subire tagli in corso d’opera. Come sappiamo, un conto è dire a un Comune a inizio anno “ti darò 100, oppure ti darò 200”, altro conto è dire a un Comune “ti do 100” e poi in corso d’anno dirgli che no, scherzavamo, sono 50. Questa sì che è finanza creativa, questo sì che è il modo per mettere in difficoltà gli enti locali, questo sì che è il modo per scaricare sulle pubbliche amministrazioni più vicine ai cittadini i problemi più generali del Governo.

Io credo che anche su questo l’impegno della nostra Assemblea debba essere pieno. Annuncio già che sull’ordine del giorno n. 8 chiederò il voto elettronico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Bessi, in dichiarazione di voto. Prego.

 

BESSI: Grazie, presidente.

Rapidamente. L’assestamento di bilancio, insieme al collegato e prima al rendiconto, chiude un lavoro che credo abbia dimostrato capacità di programmazione, come ricordato giustamente dal presidente Bonaccini, quindi non torno sopra ai vari punti che sottolineo, non li ripeto.

Anche l’intervento del consigliere Taruffi dimostra un indirizzo della maggioranza, di questa Assemblea su punti-cardine come la capacità programmatoria coerente sul quadro dell’intera legislatura. Non voglio parlare in questo caso di cifre, o di cifre del Governo nazionale, che ho prodotto nella relazione generale. Non voglio tornare su quanto già detto. Ma credo che alcune affermazioni vadano sottolineate, in quanto una capacità programmatoria si dimostra nell’azione amministrativa, nell’azione legislativa e nell’azione della nostra regione.

Io credo che con questo assestamento si concluda il percorso avviato con l’importante azione del bilancio del 2019, che è coerente con quanto detto dentro al programma di mandato, dentro alla programmazione economico-finanziaria della Regione, dentro un percorso concertato con le parti sociali, con tutti gli organi, le Istituzioni del mondo economico, produttivo, sociale, della conoscenza. Mi fa piacere far parte di questa maggioranza in questa Assemblea, in quanto è un metodo di lavoro in cui mi riconosco e credo che, più che dichiarazioni o altro, questa sia la testimonianza.

Questo nelle udienze conoscitive, visto che mi sono occupato del documento economico di programmazione finanziaria, del bilancio, dell’assestamento e del rendiconto, viene anche portato dalle parti sociali e da coloro che hanno riconosciuto che gli obiettivi perseguiti in questa legislatura (welfare, sanità, attrattività economica del territorio, sostenibilità ambientale, centralità della cultura e della formazione) sono le basi di uno sviluppo sostenibile ambientalmente, economicamente e socialmente. Su questo occorre il nostro impegno costante.

Così come il nostro impegno costante è testimoniato da alcuni degli ordini del giorno che andremo ad approvare. Alcuni sono stati anche ‒ non entro nel dettaglio ‒ condivisi in un lavoro comune tra i vari consiglieri. Credo che questo sia da sottolineare in maniera positiva, e questo deve sempre portarci davanti al punto che la comunità deve essere al primo posto. Questo indirizzo credo sia non solo da sottolineare, ma da valutare positivamente per quanto riguarda ‒ passatemi la chiosa personale ‒ il metodo di lavoro, in cui mi ci rivedo.

Per quanto riguarda alcuni ordini del giorno, che passo in rassegna veloce, credo che il voto a favore sia non solo doveroso, positivo, ma credo rifletta una capacità di programmazione, come detto nella mia relazione generale iniziale e anche in questa dichiarazione di voto.

Riguardo all’ordine del giorno sul cambiamento climatico, non è solo un tema di urgenza ‒ quello del cambiamento climatico ‒ e di urgenza di porre l’attenzione, ma di porre l’attenzione a una strategia nazionale, a un piano d’azione che, attraverso adeguate politiche a tutto tondo, a 360 gradi, che si legano anche a provvedimenti svolti da questa maggioranza, come l’economia circolare, porti, attraverso politiche industriali e fiscali, e acceleri quella transizione verso un modello di economia circolare, su cui credo vada valorizzato innanzitutto e vada portato come esempio anche la nostra Regione non solo a livello nazionale, ma a livello europeo, come l’azione dell’ordine del giorno sui confidi e altri, perché credo che facciano parte tutti non di ordini del giorno estemporanei su una visione della contingenza, ma proprio vadano a strutturare l’offerta e la nostra proposta di carattere generale e di una visione di servizio alla comunità, e una visione di servizio alla comunità va portata avanti insieme alle forze sociali e a tutte quelle voci che passano dalla nostra comunità, come i movimenti giovanili, come tutti coloro che esprimono punti di vista, pareri, in forme democratiche e soprattutto in forme dialoganti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bessi.

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Quindi, chiudo le dichiarazioni di voto.

Procediamo con la votazione degli ordini del giorno per alzata di mano, tranne quelli sui quali è stato richiesto il voto elettronico.

Iniziamo con gli ordini del giorno relativi all’oggetto 8529.

Per il primo, il n. 1, devo chiedere l’assenso alla consigliera Montalti, come prima firmataria, per l’emendamento a firma Bertani.

Prego, consigliera Montalti.

 

MONTALTI: Do il mio assenso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Volevo chiederle se può richiamare l’attenzione dei consiglieri squillando la campanella. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’ordine del giorno 1.

Intanto mettiamo in votazione l’emendamento a firma Bertani.

Emendamento 1, a firma Bertani.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

Devo chiedere al consigliere Pompignoli, che ha chiesto la votazione per parti separate, se mi specifica.

La parola al consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI: Non chiedo la votazione per parti separate. Ritiro la richiesta. Rinuncio. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Mettiamo in votazione l’ordine del giorno n. 1, a firma Montalti, Caliandro, Soncini, Calvano, Poli, Rontini, Prodi, Torri, Molinari, Taruffi, Bessi, Zoffoli, Bagnari, Boschini, Paruolo, Mori, Campedelli, Ravaioli, Lori, Iotti, Francesca Marchetti, Serri e Rossi.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8529/1, oggetto 8696, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Ordine del giorno n. 2, a firma dei consiglieri Lori, Calvano, Bagnari, Poli, Serri, Iotti, Francesca Marchetti, Rontini, Facci, Tagliaferri.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

(Si procede alla votazione dell’ordine del giorno 8529/2, oggetto 8697, con votazione per alzata di mano)

 

Ordine del giorno n. 2, approvato.

Ordine del giorno n. 3, a firma della consigliera Piccinini, con voto elettronico. 

Consigliere Facci, mi dica.

 

(interruzione)

 

8529/2.

 

(interruzione)

 

Adesso andiamo avanti con la votazione. 

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 33

Votanti 32

Favorevoli 2

Contrari 23

Astenuti 7

 

È respinto.

 

Su richiesta del consigliere Facci, mi confermano dalla segreteria, c’è stato un errore. Quindi, ritorno a mettere in votazione l’ordine del giorno 8529/2.

Prego, consigliera Piccinini, ha la parola.

 

PICCININI: Presidente, il mio voto non è stato recepito, quindi chiedo di recepirlo favorevolmente.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Viene recepito. Stiamo parlando dell’ordine del giorno 8529/3, la sua votazione con voto elettronico.

Sull’8529/2, consigliere Facci, ha chiesto la parola? Prego.

 

FACCI: Presidente, sull’8529/3, anche il sistema non ha registrato il mio voto. Sono favorevole all’ordine del giorno a firma Piccinini.

 

PRESIDENTE (Saliera): Bene, lo facciamo registrare.

Invece, sull’8529/2, tra le cui firme avevo elencato anche quelle dei consiglieri Facci e Tagliaferri, non è così. L’ordine del giorno è a firma dei consiglieri Lori, Calvano, Bagnari, Poli, Serri, Iotti, Francesca Marchetti e Rontini, punto. Vorrei rimetterlo in votazione.

Pongo in votazione l’ordine del giorno 8529/2.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8529/2, oggetto 8697, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Ora passiamo all’ordine del giorno n. 4, a firma dei consiglieri Zappaterra, Bessi, Calvano, Caliandro, Lori, Poli, Francesca Marchetti, Mumolo, Boschini, Iotti, Paruolo, Rossi, Ravaioli, Campedelli, Bagnari, Molinari, Rontini, Serri, Montalti.

Mettiamo in votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8529/4, oggetto 8699, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Ordine del giorno n. 5, a firma del consigliere Bertani.

In votazione.

 

(interruzione)

 

È ritirato, non era stato scritto, mi scusi. Grazie.

Ordine del giorno n. 6, a firma della consigliera Sensoli.

In votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È respinto.

 

(L’ordine del giorno 8529/6, oggetto 8701, con votazione per alzata di mano,

è respinto a maggioranza dei presenti)

 

Ordine del giorno n. 7, a firma dei consiglieri Tagliaferri, Bagnari, Lori, Campedelli, Ravaioli, Zoffoli, Tarasconi, Molinari, Mumolo.

Mettiamo in votazione il n. 7.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8529/7, oggetto 8702, con votazione per alzata di mano,

è approvato a maggioranza dei presenti)

 

Per il n. 8, a firma dei consiglieri Taruffi e Torri, è stato richiesto il voto elettronico.

Risultato della votazione:

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Presenti 35

Votanti 34

Favorevoli 28

Contrari 3

Astenuti 3

 

È approvato.

 

Il consigliere Caliandro ha chiesto la parola. Prego.

 

CALIANDRO: Non ho capito se il computer ha preso il mio voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo al controllo.

 

CALIANDRO: Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Risulta assente. Quindi, chiedo una rettifica in voto favorevole.

Consigliere Galli, prego.

 

GALLI: Non ha preso neanche il mio voto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Controlliamo anche il consigliere Galli.

Chiede una rettifica, consigliere Galli?

 

GALLI: Presente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Con voto?

 

GALLI: Favorevole.

 

PRESIDENTE (Saliera): Favorevole. Bene.

Ora possiamo procedere con l’oggetto 8529/9, a firma dei consiglieri Zoffoli, Ravaioli e Bertani.

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno 9.

Consigliere Zoffoli, prego.

 

ZOFFOLI: Chiedo il voto elettronico.

 

PRESIDENTE (Saliera): Voto elettronico sull’ordine del giorno 9.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Risultato della votazione sull’ordine del giorno 8529/9:

Presenti 36

Votanti 34

Favorevoli 34

 

È approvato.

 

Procediamo sull’oggetto 8530, con tre ordini del giorno.

Partiamo dall’8530/1, (oggetto 8705) a firma della consigliera Piccinini, con voto elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Risultato della votazione dell’ordine del giorno 8530/1:

Presenti 37

Votanti 36

Favorevoli 9

Contrari 23

Astenuti 4

 

È respinto.

 

Al consigliere Zoffoli posso dire che viene rettificato il suo voto, perché non era risultato il suo voto sull’ordine del giorno numero 9 dell’oggetto 8529. Voto favorevole, naturalmente.

Procediamo con l’oggetto 8530/2, a firma dei consiglieri Callori, Caliandro, Taruffi, Tagliaferri, Facci.

Mettiamo in votazione.

Chi è a favore? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 8530/2, oggetto 8706, con votazione per alzata di mano,

è approvato all’unanimità dei presenti)

 

Mettiamo in votazione, sempre sull’oggetto 8530, il n. 3, a firma dei consiglieri Facci, Tagliaferri, Callori, Caliandro, Taruffi.

Consigliere Facci?

 

(interruzione)

 

D’accordo.

Procediamo alla votazione elettronica.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Comunico i risultati della votazione dell’ordine del giorno n. 3 (oggetto 8707):

Presenti 37

Votanti 36

Favorevoli 36

 

È approvato.

 

Ora procediamo con la votazione dei due progetti di legge con dispositivo elettronico.

Mettiamo in votazione l’oggetto 8529 con votazione elettronica.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Risultato votazione del progetto di legge 8529:

Presenti 38

Votanti 37

Favorevoli 27

Contrari 10

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Mettiamo in votazione, sempre con votazione elettronica, il progetto di legge 8530.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con registrazione dei nomi)

 

Risultato della votazione:

Presenti 38

Votanti 36

Favorevoli 27

Contrari 9

Astenuti 0

 

È approvato.

 

Consigliere Facci, prego. Mi dica.

 

FACCI: Non ha registrato...

 

PRESIDENTE (Saliera): Il consigliere Facci, quindi, ha votato contro. Ora viene registrato come voto contrario.

Grazie a tutti. A domani.

 

La seduta ha termine alle ore 19,53

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Giammaria MANGHI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Massimo MEZZETTI, Sergio VENTURI e il consigliere Stefano BARGI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 8529 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021»” (Delibera di Giunta n. 1046 del 24 06 19) (118)

 

Votazione emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 25

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 7

Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 10

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI.

 

Votazione emendamento 19, a firma dei consiglieri Zappaterra e Bessi

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 25

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 7

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Astenuti: 7

Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 2

Barbara LORI, Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 9

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI.

 

Votazione progetto di legge oggetto 8529

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 27

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 10

Andrea BERTANI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 12

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8698 “Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 8529 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma della Consigliera: Piccinini”

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 4

Andrea BERTANI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI.

 

Contrari: 23

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 7

Gabriele DELMONTE, Andrea GALLI, Andrea LIVERANI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Non votanti: 2

Manuela RONTINI, Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 14

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Fabio CALLORI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

OGGETTO 8703 “Ordine del giorno n. 8 collegato all’oggetto 8529 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri”

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 30

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 3

Gabriele DELMONTE, Andrea LIVERANI, Massimiliano POMPIGNOLI.

 

Astenuti: 3

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8704 “Ordine del giorno n. 9 collegato all’oggetto 8529 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma dei Consiglieri: Zoffoli, Ravaioli, Bertani”

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 35

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 14

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8530 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (Delibera di Giunta n. 1047 del 24 06 19)” (119)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 27

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 10

Andrea BERTANI, Fabio CALLORI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 12

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8705 “Ordine del giorno n. 1 collegato all’oggetto 8530 Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma della Consigliera: Piccinini”

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 9

Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 23

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 4

Fabio CALLORI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

OGGETTO 8707 “Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 8530 Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma dei Consiglieri: Facci, Tagliaferri, Callori, Caliandro, Taruffi”

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 36

Mirco BAGNARI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Fabio CALLORI, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 8529 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021»” (Delibera di Giunta n. 1046 del 24 06 19) (118)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Tagliaferri:

«L’articolo 21 del presente progetto di legge, recante “Inserimento dell’articolo 35 bis della legge regionale n. 16 del 2004” è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Rancan:

«Il comma 1 dell’articolo 4 “Modifiche all’articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2014” è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’art. 9 “Disposizioni per lo sviluppo dell’impiantistica di recupero”, al comma 4, dopo le parole:

“Con deliberazione della Giunta regionale sono specificati i criteri sulla base dei quali definire i carichi ambientali e gli indici di pressione con particolare riferimento alle emissioni di CO2, alle emissioni odorigene e alla concentrazione territoriale della stessa tipologia impiantistica anche a scala sovracomunale”

sono aggiunte le parole:

“tenendo conto, in particolare, anche della concentrazione degli impianti di incenerimento già presenti sul territorio, inoltre, con la stessa deliberazione, si enucleano i principi, i criteri oggettivi e le priorità che porteranno allo spegnimento progressivo di detti impianti di incenerimento, priorità che debbono risultare premianti rispetto ai territori in cui le amministrazioni locali ed i cittadini conseguono i migliori risultati di raccolta differenziata e di diminuzione del quantitativo di rifiuti prodotto,”.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’articolo 16 il comma 2 è sostituito secondo la seguente formulazione:

“2. Dopo il comma 2 dell’articolo 8 della legge regionale n. 23 del 2000 è inserito il seguente comma:

“2-bis. I contributi di cui al comma 1-bis possono essere concessi nella misura massima del 50 per cento della spesa collegata alle azioni ammesse agli Organismi a cui aderiscono Grandi imprese e nella misura massima del 60 per cento della spesa collegata alle azioni ammesse agli Organismi a cui aderiscono in misura prevalente Piccole e Medie imprese e dell’80 per cento della spesa collegata alle azioni ammesse agli Organismi a cui aderiscono in via prevalente piccolissime imprese. Per determinare la condizione di impresa “grande”, “piccola e media” o “piccolissima” si assume a riferimento le disposizioni europee in materia”.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«Il comma 1 dell’articolo 19 è soppresso.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani:

«All’articolo 19, il comma 1 è sostituito secondo la seguente formulazione:

1. Il comma 6 dell’articolo 3 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 9 (Disciplina dell’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone di mare territoriale) è sostituito dal seguente:

“6. Il Comune che si è riservato l’area ai sensi del comma 5 può affidare, acquisito il parere dell’Agenzia del Demanio e della Regione, a terzi la gestione delle relative attività di servizio, per una durata determinata dalla tipologia delle attività, previo espletamento di procedura ad evidenza pubblica, nel rispetto delle vigenti normative in materia di appalti pubblici e servizi pubblici locali e comunque dei principi di trasparenza, non discriminazione, parità di trattamento, concorrenza e libertà di stabilimento. La Giunta regionale, previo parere delle competenti commissioni assembleari ed a seguito di confronto con gli Enti locali e le categorie economiche di settore, definisce con apposito atto le attività di servizio di cui al primo periodo”.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’articolo 19, prima del comma 1 è inserito il seguente:

“I-1. Il comma 5 dell’articolo 3 della legge regionale 31 maggio 2002, n. 9 (Disciplina dell’esercizio delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo e di zone di mare territoriale) è sostituito dal seguente:

“5. Il Comune riserva a se stesso, per fini di interesse pubblico, aree del demanio marittimo di estensione non inferiore al 5% del litorale di pertinenza, nel rispetto delle norme del codice della navigazione del relativo regolamento di esecuzione.”»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«L’articolo 21 è sostituito dal seguente:

“Art. 21

Modifiche all’articolo 35 della legge regionale n. 16 del 2004

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 35 della legge regionale 28 luglio 2004, n. 16 (Disciplina delle strutture ricettive dirette all’ospitalità), è inserito il seguente:

2-bis. La Giunta regionale stabilisce inoltre i termini e le modalità di raccordo con le comunicazioni di cui all’articolo 13-quater, commi 4 e seguenti del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 («Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi»), evitando ogni forma di aggravio amministrativo o informativo per gli operatori e gli enti e ricercando le più efficaci forme di collaborazione con le altre Istituzioni coinvolte.”»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani:

«L’art. 28 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’articolo 28 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 1 le parole “la Giunta” sono sostituite da “l’Assemblea legislativa”;

b) il comma 2 dell’articolo 28 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’articolo 33 che, nell’articolo 17 della legge n. 25 del 2018, modifica il comma 4, sono soppresse, in quest’ultimo, le parole: “nonché con le risorse di cui al comma 3”.»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani:

«All’articolo 35 che, nell’articolo 3 della legge n. 8 del 2017, inserisce il nuovo comma 4-bis, sono aggiunte, al termine di quest’ultimo, le parole: “nelle lettere c) e d)”.»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«Dopo l’art. 38 è inserito l’art. 38 bis:

Art. 38 bis

Inserimento dell’articolo 6 quater della legge regionale n. 9 del 2017

1. Dopo l’articolo 6 ter della legge regionale 1° giugno 2017, n. 9 (Fusione dell’Azienda unità sanitaria locale di Reggio Emilia e dell’Azienda ospedaliera “Arcispedale Santa Maria Nuova”. Altre disposizioni di adeguamento degli assetti organizzativi in materia sanitaria) è inserito il seguente:

Art. 6 quater

(Istituzione del referto epidemiologico regionale)

1. Al fine di garantire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione, anche nell’ambito dei sistemi di sorveglianza, dei registri di mortalità, dei tumori e di altre patologie identificate ai sensi dell’articolo 12, comma 11 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, ed in attuazione dell’art. 4 della legge 22 marzo 2019, n. 29 “Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione”, nell’ambito delle attività istituzionali di natura tecnico-scientifica è attribuita all’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, l’attività di sviluppo delle indagini epidemiologiche ambientali al fine di studiare le correlazioni tra l’inquinamento delle matrici e i danni sanitari che ne possono conseguire.

2. Per le finalità di cui al comma 1, il Direttore generale dell’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna, adotta il regolamento delle attività previste entro centoventi giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sulla base degli indirizzi generali fissati dalla Giunta regionale con apposito atto da emanare entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge.»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’articolo 39 dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

1-bis. Il comma 2 dell’articolo 16 della legge regionale 2 agosto 1984, n. 42 (Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative) è sostituito dal seguente:

“2. L’assemblea è divisa in due sezioni elettorali nelle quali sono inseriti i consorziati in maniera progressiva rispetto al contributo versato, con i contributi di importo inferiore ascritti alla prima sezione e quelli di importo più elevato ascritti alla seconda. Le sezioni risultano così composte:

a) alla prima sezione appartengono i consorziati iscritti a ruolo il cui contributo complessivo non supera il sessantasei per cento della contribuenza totale del Consorzio;

b) alla seconda sezione appartengono i restanti consorziati.”

1-ter. Nel comma 3 dell’articolo 16 della legge regionale n. 42 del 1984 le parole:

“La ripartizione dei seggi tra le sezioni è determinata dal rapporto tra la contribuenza di ogni sezione e il quoziente elettorale del consorzio, determinato dal rapporto tra la contribuenza complessiva del consorzio ed il numero di componenti del Consiglio da eleggere”

sono sostituite dalle seguenti:

“Alla prima sezione sono assegnati il cinquantacinque per cento dei seggi. I restanti sono assegnati alla seconda”.

1-quater. Nel comma 4 dell’articolo 16 della legge regionale n. 42 del 1984 dopo le parole:

“I Consigli di amministrazione sono eletti dai contribuenti nell’ambito della sezione elettorale di appartenenza con voto diretto,”

sono inserite le seguenti

“espresso anche con modalità telematiche”.

1-quinquies. Nel comma 8 dell’articolo 16 della legge regionale n. 42 del 1984 sono soppresse le lettere c) e d).

1-sexies. Al comma 13 dell’articolo 16 della legge regionale n. 42 del 1984 le parole “per le sezioni prima e seconda ed al dieci per cento dei voti validi per le altre” sono soppresse.

1-septies. Al comma 14 dell’articolo 16 della legge regionale n. 42 del 1984 le parole “prevista al comma 12” sono sostituite dalle seguenti: “prevista al comma 13” e le parole “di cui al comma 11” sono sostituite dalle seguenti: “di cui al comma 12”.

1-octies. Al comma 15 dell’articolo 16 della legge regionale n. 16 del 1984 le parole “in almeno due sezioni” sono soppresse.»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«Il comma 3 dell’articolo 44 è soppresso.»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Bessi:

«Al termine del comma 1 dell’art. 35 bis della legge regionale n. 16 del 2004, come introdotto dall’articolo 21 del pdl, sono aggiunte le seguenti parole:

“In particolare rientrano nelle fattispecie soggette al CIR le strutture a destinazione residenziale date in locazione per finalità turistiche, che devono essere esercitate in conformità alle tipologie ricettive individuate dalla presente legge ed ai rispettivi requisiti e condizioni”.»

(Approvato)

 

Emendamento 17, a firma del consigliere Callori:

«Dopo l’articolo 38 del presente progetto di legge è integrato il seguente articolo:

Articolo 38 bis

(Modifiche all’articolo 49 della legge regionale 12 marzo 2003, n. 2)

1. All’articolo 49 della legge regionale 12 marzo 2003, n. 2, il comma 3 è così modificato:

“3. L’accesso agevolato alle prestazioni sociosanitarie e sociali e il relativo livello di compartecipazione al costo delle medesime è stabilito dai comuni nel rispetto della disciplina statale sull’indicatore della situazione economica equivalente e dei criteri ulteriori, che tengano conto del bisogno assistenziale, stabiliti con specifica direttiva della Giunta regionale, acquisito il parere del Consiglio delle Autonomie locali e della competente Commissione assembleare. L’applicazione di detta direttiva è sottoposta a verifica dopo il primo biennio di applicazione.”»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Zappaterra e Bessi:

«All’art. 6 (Modifiche all’articolo 17 della legge regionale n. 7 del 2004) del progetto di legge dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

“2. All’art. 17 della legge 14 aprile 2004, n. 7 (Disposizioni in materia ambientale. Modifiche ed integrazioni a leggi regionali) dopo il comma 1bis è aggiunto il seguente:

“1ter. La durata delle concessioni può essere aumentata fino al doppio anche per gli utilizzi di cui alla lettera a) in considerazione della realizzazione di interventi di miglioramento ambientale che abbiano comportato investimenti.”.”»

(Approvato)

 

Emendamento 19, a firma dei consiglieri Zappaterra e Bessi:

«Dopo l’articolo 10 del progetto di legge, nel Capo I “Cura del Territorio e dell’Ambiente”, è aggiunto il seguente:

“Articolo 13 bis

Disposizioni in ordine all’efficacia del regolamento per la gestione faunistico venatoria delle aree contigue del Parco del Delta del Po

1. Al fine di garantire la regolazione dell’esercizio dell’attività venatoria nella stagione 2019-2020 nelle aree contigue del Parco del Delta del Po, nelle more dell’approvazione del regolamento per la gestione faunistico-venatoria e dell’adeguamento degli istituti di gestione di cui agli articoli 43 e 52 della legge regionale 15 febbraio 1994, n. 8 “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria” e comunque non oltre il 31 gennaio 2020, conserva efficacia il regolamento vigente dell’Ente di gestione del predetto Parco.

2. I termini collegati alle istanze di autorizzazione degli istituti di gestione di cui al comma 1 per la stagione venatoria 2020/2021 sono fissati al 31 marzo 2020.”.»

(Approvato)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Rancan:

«Al comma 1 dell’articolo 16 “Modifiche all’articolo 8 della legge regionale n. 23 del 2000” dopo le parole “tradizionali di qualità” è inserita la seguente frase “, titolari di certificazioni DOP, IGP, DOC e IGT.”»

(Respinto)

 

Emendamento 21, a firma del consigliere Rancan:

«Al comma 2 dell’articolo 16 “Modifiche all’articolo 8 della legge regionale n. 23 del 2000” le parole “nella misura massima del 60% della spesa collegata alle azioni ammesse agli Organismi a cui aderiscono Piccole e Medie Imprese” sono sostituite da “nella misura massima del 75% della spesa collegata alle azioni ammesse agli Organismi a cui aderiscono Piccole e Medie Imprese”.»

(Respinto)

 

Emendamento 22, a firma del consigliere Rancan:

«Al comma 1 dell’articolo 23 “Modifiche all’articolo 1 della legge regionale n. 41 del 1997” dopo le parole “di vicinato” vengono inserite le parole “e polifunzionali”.»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma del consigliere Rancan:

«Dopo il comma 1 dell’articolo 28 “Misure per la diffusione del metano e dell’elettricità nel trasporto stradale” viene inserito il seguente comma:

“1-bis. In linea con quanto previsto al comma 1, la Giunta regionale definisce, di concerto con le aziende operanti nel settore, adeguate misure per la diffusione dell’utilizzo del gas naturale compresso, del gas naturale liquefatto e dell’elettricità anche nel trasporto pubblico locale.”»

(Respinto)

 

Emendamento 24, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«All’art. 2 al termine del comma 2 è aggiunto il testo seguente:

“Qualora entro il 15 settembre 2019 non sia stato approvato il provvedimento di cui al comma 2, il canone è automaticamente determinato nell’importo più elevato nell’ambito dei limiti indicati nel Documento di indirizzo delle Regioni italiane in materia di acque minerali e di sorgente approvato dalla Conferenza delle Regioni il 16 novembre 2006 e dei successivi aggiornamenti.”»

(Respinto)

 

Emendamento 25, a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli:

«Dopo l’articolo 6 del progetto di legge, nel Capo I “Cura del Territorio e dell’Ambiente” è aggiunto il seguente:

Art. 6-bis

Modifiche all’art. 36 “Gestione della fauna selvatica” della legge regionale n. 6 del 2005

Nella legge regionale n. 6 del 2005, all’articolo 36 “Gestione della fauna selvatica”:

- al primo comma la parola “provinciale” è sostituita dalla parola “regionale”;

- al secondo comma la parola “Provincia” è sostituita dalla parola “Regione”.»

(Respinto)

 

OGGETTO 8696 “Ordine del giorno n. 1 collegato all’oggetto 8529 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021". A firma dei Consiglieri: Montalti, Caliandro, Soncini, Calvano, Rontini, Poli, Prodi, Lori, Torri, Molinari, Iotti, Taruffi, Bessi, Zoffoli, Bagnari, Boschini, Paruolo, Mori, Ravaioli, Campedelli, Marchetti Francesca, Serri, Sabattini, Rossi”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Bertani:

«All’ordine del giorno 8529/1

Il secondo impegno

“ad attivarsi affinché il Governo riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volta a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”

È così sostituito:

“1) ad adottare, nell’ambito delle proprie competenze, ogni iniziativa finalizzata alla decarbonizzazione dell’economia, comunque garantendo la sicurezza del sistema energetico del Paese, fissando come obiettivo la strategia a lungo termine dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas serra – COM(2018) 773 del 28 novembre 2018;

2) ad attuare ogni misura che favorisca la transizione, dalle fonti energetiche fossili alle fonti rinnovabili, compatibilmente con la grid parity, e dall’economia lineare all’economia circolare, favorendo l’investimento nella ricerca e nelle ecoinnovazioni;

3) a promuovere lo sviluppo di sistemi eco-efficienti di produzione ricorrendo alla bioeconomia e all’eco-design;

4) al fine di ridurre gli sprechi energetici, a potenziare ulteriormente il percorso di eco-efficienza energetica da applicare al patrimonio pubblico e privato, anche attraverso sinergie con il mondo produttivo per una costante formazione degli operatori del settore;

5) a porre in essere ogni iniziativa volta a favorire l’autoproduzione distribuita di energia da fonti rinnovabili;

6) a promuovere, in sinergia con gli enti locali, campagne di sensibilizzazione/informazione rivolte ai cittadini, sulle buone pratiche ambientali finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici, anche mediante sostegno a progetti di educazione ambientale nelle scuole di ogni grado;

6.a) a promuovere politiche di sviluppo infrastrutturale e interventi finalizzati alla promozione di iniziative virtuose di mobilità urbana ed extraurbana sostenibile, incluso il trasporto intermodale a beneficio diretto dell’ambiente e degli ecosistemi ma anche della salute e del benessere dell’uomo;

7) a promuovere, di concerto con gli enti locali, le Autorità di bacino distrettuali e i Consorzi di bonifica, nell’ambito delle proprie competenze, interventi finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico, nonché misure per l’utilizzo responsabile del suolo;

8) ad attuare, nell’ambito delle proprie competenze, tutte le misure necessarie al raggiungimento degli obiettivi di riduzione di gas ad effetto serra concordate a livello internazionale ed europeo, e tenendo conto dei benefici ambientali, sociali ed economici connessi alla riduzione delle emissioni.”»

(Respinto)

 

OGGETTO 8530 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e prima variazione al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2019-2021» (Delibera di Giunta n. 1047 del 24 06 19)” (119)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Facci:

«Dopo l’art. 7 del presente progetto di legge aggiungere l’art. 7 bis;

7bis - “Investimenti per la progettazione di un nuovo ponte sul fiume Reno in località Passo del Soldato a Silla di Alto Reno Terme”

Al fine di realizzare uno studio di fattibilità per un nuovo collegamento tra il Comune di Castel di Casio ed il Comune di Alto Reno Terme, nella località Passo del Soldato, sopra le sponde del fiume Reno, che possa garantire il transito degli automezzi in condizioni di sicurezza per pedoni e ciclisti, viene autorizzata la spesa di €. 130.000,00 nell’ambito della missione 10 “Trasporti e diritto alla mobilità, Programma 5 “Mobilità e infrastrutture stradali Difesa del Suolo”, con conseguente corrispondente modifica della tabella A di cui all’art. 7 della presente legge.”»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di dare piena applicazione alla Delibera di Giunta regionale n. 359 del 12.03.2018 relativa ai programmi di intervento nella attività di protezione civile, e nello specifico alla convenzione – quadro tra l’Agenzia Regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, e la Direzione Regionale Vigili del Fuoco Emilia – Romagna, sono aumentate le risorse della Missione 11 “Soccorso civile”, Programma 1 “Sistema di Protezione Civile” per l’esercizio 2019 di €. 400.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della Missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 3 “Altri Fondi”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di favorire lo sviluppo e gli insediamenti abitativi e produttivi nei territori montani, sono aumentate le risorse della Missione 9, “Sviluppo sostenibile e tutela del Territorio e dell’Ambiente”, Programma 7, “Sviluppo sostenibile territorio montano piccoli Comuni” per l’esercizio 2019 di €. 250.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di sostenere adeguatamente le bande musicali ed i cori di montagna, in attuazione della Legge Regionale 2 del 16 marzo 2018, sono aumentate le risorse della Missione 5, “Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali” Programma 2 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” per l’esercizio 2019 di €. 100.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di favorire la riqualificazione e l’ammodernamento delle strutture ricettive termali situate nelle zone montane, anche in attuazione della L.R. 2 del 2004 e della L.R. 4 del 2016, sono aumentate le risorse della Missione 7 “Turismo”, Programma 1 “Sviluppo e valorizzazione del Turismo” per l’esercizio 2019 di €. 500.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di favorire gli insediamenti agricoli e gli allevamenti nelle zone di crinale, in attuazione della L.R. 2/2004 e L.R. 15/1997 sono aumentate le risorse della Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, Programma 1 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” per l’esercizio 2019 di €. 500.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di valorizzare la castanicoltura da frutto anche in attuazione della L.R. 16 del 21.03.1995, sono aumentare le risorse della Missione 16 “Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca”, Programma 1 “Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare” per l’esercizio 2019 di €. 250.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Facci:

«Emendamento alla Tabella 2 (Spese) dell’art. 4 del presente progetto di legge.

Al fine di garantire la permanenza, la riqualificazione e la ristrutturazione dei rifugi di montagna, sono aumentate le risorse della Missione 9 “Sviluppo sostenibile della tutela del Territorio e dell’Ambiente”, Programma 2 “Tutela, valorizzazione e recupero ambientale” per l’esercizio 2019 di €. 150.000,00 e di pari importo ridotte le risorse della missione 20, “Fondi e Accantonamenti”, Programma 1 “Fondo di Riserva”.»

(Respinto)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri