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Legislatura IX - Commissione I - Verbale del 13/12/2011 pomeridiano

    Testo

                                Verbale n. 41
    Seduta del 13 dicembre 2011
    Il giorno 13 dicembre 2011 alle ore 14.30 si è riunita presso la
    sede dell'Assemblea Legislativa in Bologna Viale A. Moro n. 50, la
    Commissione Bilancio Affari generali ed istituzionali, convocata con
    nota prot. n. 40288 del 7 dicembre 2011.
    Partecipano alla seduta i Consiglieri:
    Cognome Qualifica Gruppo Voto
    e nome
    LOMBARDI Presidente PDL - Popolo 5 presente
    Marco della Libertà
    FILIPPI Vicepresidente PDL - Popolo 1 presente
    Fabio della Libertà
    VECCHI Vicepresidente Partito Democratico 4 presente
    Luciano
    BARBATI Componente Italia dei Valori 3 presente
    Liana - Lista Di Pietro
    BARBIERI Componente Partito Democratico 2 presente
    Marco
    BIGNAMI Componente PDL - Popolo 3 presente
    Galeazzo della Libertà
    BONACCINI Componente Partito Democratico 2 presente
    Stefano
    CAVALLI Componente Lega Nord Padania 1 presente
    Stefano Emilia e Romagna
    DEFRANCESCHI Componente Movimento 5 Stelle 2 presente
    Andrea Beppegrillo.it
    FERRARI Componente Partito Democratico 2 presente
    Gabriele
    MANFREDINI Componente Lega Nord Padania 3 presente
    Mauro Emilia e Romagna
    MAZZOTTI Componente Partito Democratico 2 presente
    Mario
    MEO Componente Sinistra Ecologia 2 presente
    Gabriella Libertà - Idee Verdi
    MONARI Componente Partito Democratico 3 presente
    Marco
    MONTANARI Componente Partito Democratico 2 presente
    Roberto
    MORICONI Componente Partito Democratico 2 presente
    Rita
    MUMOLO Componente Partito Democratico 2 presente
    Antonio
    NOE' Componente UDC - Unione di Centro 1 assente
    Silvia
    PARIANI Componente Partito Democratico 3 presente
    Anna
    POLLASTRI Componente PDL - Popolo 2 presente
    Andrea della Libertà
    RIVA Componente Gruppo Misto 1 assente
    Matteo
    SCONCIAFORNI Componente Federazione 2 presente
    Roberto della Sinistra
    Il consigliere Giovanni FAVIA sostituisce per parte della seduta il
    consigliere Defranceschi e il consigliere Sandro MANDINI sostituisce
    per parte della seduta la consigliera Barbati.
    E' presente la Vicepresidente della Giunta Simonetta SALIERA
    Hanno partecipato ai lavori della Commissione: Bortone (Dir. gen.
    Ambiente e difesa del suolo e della Costa), Govoni (Resp. Serv.
    Affari generali, giuridici e programmazione finanziaria Ambiente e
    difesa del suolo e della costa), Cannariato (Resp. Serv. Rifiuti e
    bonifica siti), Pirone (Serv. Rifiuti e bonifica siti), Pignatti
    (Dir. gen. Risorse finanziarie e patrimonio), Soldati (Resp. Serv.
    Bilancio e finanze), Bellei (Serv. Bilancio e finanze), Papili
    (Resp. Serv. Organizzazione e sviluppo), Ricciardelli (Resp. Serv.
    Affari generali e qualità dei processi normativi), Veronese (Resp.
    Serv. coordinamento Commissioni assembleari), Scandaletti e Celletti
    (Serv. informazione e comunicazione istituzionale AL)
    Presiede la seduta: Marco LOMBARDI
    Assiste la Segretaria: Claudia Cattoli
    Resocontista: Laura Sanvitale
    Il presidente LOMBARDI dichiara aperta la seduta.
    Sono presenti i consiglieri Barbati, Barbieri, Bignami, Bonaccini,
    Cavalli, Defranceschi, Favia, Ferrari, Manfredini, Mazzotti, Meo,
    Monari, Montanari, Moriconi, Mumolo, Pariani, Pollastri,
    Sconciaforni e Vecchi.
    - Approvazione dei verbali n. 31 e 33 del 2011
    La Commissione all'unanimità dei presenti approva i verbali n. 31 e
    33 del 2011, relativi rispettivamente alle sedute del 25 ottobre e 9
    novembre 2011.
    Il presidente LOMBARDI informa che, in seguito alla richiesta del
    consigliere Favia approvata dall'Ufficio di Presidenza
    dell'Assemblea legislativa, per l'esame del progetto di legge sui
    servizi pubblici locali dell'ambiente (ogg. 1994) è prevista la
    diretta streaming. Per favorire i collegamenti tecnici, propone una
    inversione nella trattazione degli argomenti posti all'ordine del
    giorno, con l'anticipazione degli ultimi due oggetti.
    La Commissione concorda.
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    - Informazione ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale n.
    43 del 2001 sull'assunzione di un dirigente, ai sensi degli artt. 18
    e 19 della L.R. 43/2001, per il conferimento di incarico di
    Responsabile del Servizio Difesa del suolo e della costa e
    bonifica presso la Direzione generale Ambiente Difesa del Suolo e
    della Costa
    PAPILI illustra il provvedimento, riferendo sulle principali
    clausole contrattuali e sulle caratteristiche dell'incarico.
    La Commissione prende atto dell'informazione svolta.
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    2062 - Ratifica, ai sensi dell'art. 13, comma 2, dello Statuto,
    dell'accordo tra Regione Emilia-Romagna (RER) e Repubblica di San
    Marino (RSM) per la gestione dei rifiuti urbani e speciali anche
    pericolosi destinati al recupero e allo smaltimento, in attuazione
    di accordi vigenti (Richiesta del Presidente della Giunta regionale
    in data 22 11 11)
    Il presidente LOMBARDI introduce l'argomento, soffermandosi sulla
    procedura propria degli accordi con gli Stati esteri. Cede quindi la
    parola al dirigente competente per l'illustrazione.
    CANNARIATO spiega che l'accordo in esame, che ha sostituito i due
    precedenti del 2008 e del 1995, ha portato San Marino ad assumere
    nuove responsabilità, specificate agli articoli 2, 3 e 8
    dell'accordo. La Repubblica di San Marino dovrà infatti svolgere
    azioni europee di gestione e monitoraggio dei propri rifiuti,
    secondo la gerarchia dei rifiuti prevista dalla direttiva europea n.
    98 del 2008. Inoltre, sarà soggetta a controlli sul rispetto
    dell'accordo, anche attraverso l'istituzione di una propria
    autorità. Infine, è prevista la conclusione di intese attuative
    specifiche tra San Marino e le Province di Forlì-Cesena e Rimini,
    interessate allo smaltimento dei rifiuti. L'accordo va nella
    direzione di permettere alla Repubblica di San Marino di
    strutturarsi ed organizzarsi in modo tale da poter gestire i rifiuti
    come avviene in Emilia-Romagna. L'articolato è abbastanza completo e
    prevede la tracciabilità dei rifiuti e limiti quantitativi
    concordati. San Marino dovrà attenersi all'obiettivo di riduzione
    dei rifiuti biodegradabili.
    Il consigliere DEFRANCESCHI domanda quali siano gli accordi in
    vigore con altre Regioni per la presa in carico, da parte
    dell'Emilia-Romagna, di rifiuti provenienti da territori
    extraregionali.
    CANNARIATO si riserva di rispondere successivamente in modo
    dettagliato ed esaustivo, ma certamente esistono accordi con Toscana
    e Lombardia.
    Il consigliere FAVIA chiede le cifre e i costi dei rifiuti
    provenienti da San Marino e quali sono i siti di destinazione degli
    stessi.
    CANNARIATO chiarisce che, per quel che concerne il conferimento dei
    rifiuti urbani, l'accordo prevede che vengano smaltiti nella
    discarica di Sogliano per un quantitativo massimo di 16 mila
    tonnellate. I rifiuti urbani indifferenziati hanno una sola
    destinazione. I rifiuti speciali vengono trasportati, invece, negli
    impianti regionali.
    Circa i costi, spiega, non è in possesso delle cifre dettagliate e
    aggiunge che l'accordo non specifica in merito. È tuttavia previsto
    che, nel caso San Marino decida di avvalersi degli impianti della
    Regione, dovrà stipulare accordi specifici e diretti con le Province
    interessate.
    La Commissione esprime parere favorevole con 41 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V, PDL), nessun contrario e 6 astenuti (LN ,M5S).
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    Entra il consigliere Filippi.
    1990 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Legge
    finanziaria regionale adottata a norma dell'art. 40 della L.R.
    15/11/2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di
    previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario
    2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014 (delibera di Giunta n.
    1643 del 14 11 11)
    1991 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Bilancio di
    previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario
    2012 e Bilancio pluriennale 2012-2014 (delibera di Giunta n. 1644
    del 14 11 11)
    Relatore consigliere Luciano Vecchi
    Relatore di minoranza consigliere Marco Lombardi
    Il presidente LOMBARDI informa che, oltre agli emendamenti già
    presentati dalla Giunta regionale e contenuti nel documento di
    lavoro predisposto dalla segreteria della Commissione (v. allegato
    1) e inviato contestualmente alla convocazione, ne sono stati
    presentati altri due a firma del consigliere relatore Luciano
    Vecchi, quattro a firma dei consiglieri Favia e Defranceschi, ai
    quali si aggiunge un subemendamento del consigliere Manfredini già
    trasmesso ieri ai componenti. Cede quindi la parola alla
    vicepresidente della Giunta per l'illustrazione.
    La vicepresidente SALIERA riferisce sui contenuti degli emendamenti
    della Giunta. Il primo riguarda l'autorizzazione per un intervento
    di spesa nel settore zootecnico.
    Il secondo mira ad ampliare il ventaglio delle iniziative
    finanziabili, attribuendo alla Giunta regionale il compito di
    individuare, di volta in volta, le modalità di impiego dei fondi che
    meglio possono rispondere alle condizioni di emergenza abitativa da
    fronteggiare (e quindi aiutare le famiglie a trovare una casa in
    affitto). Chiarisce che il fondo nazionale per l'affitto si è
    azzerato. Con tale emendamento la Regione prevede uno stanziamento
    di 3 milioni e mezzo di euro.
    Il consigliere MANFREDINI chiede che si proceda all'esame dei
    singoli articoli e che gli emendamenti vengano illustrati di volta
    in volta, in riferimento alla disposizione che intendono modificare.
    Il presidente LOMBARDI domanda se vi sono richieste di intervento in
    discussione generale e pone in votazione la proposta metodologica.
    La Commissione concorda.
    Il presidente LOMBARDI dichiara quindi conclusa la discussione
    generale e invita la Commissione a procedere all'esame degli
    articoli e degli emendamenti sulla base del documento di lavoro,
    integrato dai nuovi emendamenti che di volta in volta andrà ad
    annunciare.
    Art. 1 Automazione del sistema informativo regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Il presidente LOMBARDI cede quindi al parola al consigliere
    Defranceschi per l'illustrazione dell'emendamento n. 1 presentato
    dal Movimento 5 Stelle, così formulato:
    Dopo l'articolo 1 si introduce l'art. 1 bis:
    Art. 1 bis
    Nomina per concorso degli amministratori
    1. La Regione procede all'individuazione dei nominativi da indicare
    per nomine di sua competenza all'interno dei consigli di
    amministrazione di società ed enti da essa partecipati mediante
    concorso pubblico.
    2. Per le nomine di cui al comma 1 sono incompatibili i consiglieri
    e gli assessori regionali ed inoltre i consiglieri e gli assessori
    provinciali, i consiglieri e gli assessori comunali ove questi enti
    locali partecipino nella società o ente, nonché chi abbia ricoperto
    le medesime cariche nei quattro anni precedenti.
    3. Con apposito regolamento, da emanarsi entro 180 giorni
    dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale
    precisa i criteri di selezione, prevedendo commissioni esaminatrici
    esterne a cui non potranno partecipare commissari esperti che
    abbiano rapporti di parentela fino al terzo grado, con i candidati,
    i presidenti, gli amministratori delegati, i componenti dei consigli
    di amministrazione delle società o enti partecipate dalla Regione,
    assessori o consiglieri della stessa Regione. Nelle commissioni
    dovrà essere, inoltre, garantito il principio delle pari opportunità
    e dei criteri anagrafici dando priorità ai giovani. I lavori di
    dette commissioni dovranno essere verbalizzati e oggetto di
    registrazione audio. Le prove orali cui saranno sottoposti i
    candidati dovranno essere parimenti registrate con ripresa video a
    circuito chiuso.
    Il consigliere DEFRANCESCHI illustra il nuovo articolo proposto e
    dichiara che l'emendamento presentato dal proprio gruppo politico
    recepisce quanto già votato dal Comune di Bologna, prevedendo che ai
    consigli d'amministrazione delle società partecipate dalla Regione
    si acceda per concorso pubblico.
    Inoltre, su raccomandazione di quanto disposto dal Ministro
    Catricalà quando era all'Autorità garante della concorrenza e del
    mercato, prevede l'incompatibilità alla nomina nei suddetti consigli
    per coloro che, negli ultimi quattro anni, abbiano ricoperto cariche
    politiche negli Enti locali coinvolti in società partecipate.
    Il presidente LOMBARDI dichiara di non partecipare al voto.
    Emendamento n. 1 cons. Defranceschi e Favia
    La Commissione esprime parere contrario con 24 voti contrari (PD), 9
    a favore (M5S, LN, cons. Bignami PDL), 10 astenuti (PDL, IDV, FDS,
    SEL-V) all'emendamento suddetto.
    Art. 2 Sistema informativo agricolo regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Il presidente LOMBARDI cede quindi al parola al consigliere
    Defranceschi per l'illustrazione dell'emendamento n. 2 presentato
    dal Movimento 5 Stelle, così formulato:
    Dopo l'articolo 2 si introduce l'art. 2 bis:
    Art. 2 bis
    Indennizzo per il ritardo nella conclusione dei procedimenti
    e responsabilità dirigenziali
    1. Se i termini per la conclusione del procedimento non sono
    rispettati, salvi i casi di silenzio assenso e di silenzio rigetto,
    l'amministrazione corrisponde all'interessato un indennizzo per il
    ritardo stabilito in 100 euro per ogni dieci giorni di ritardo, fino
    a un massimo di 1.000 euro. Resta impregiudicato il diritto al
    risarcimento del danno.
    2. L'indennizzo è subordinato alla presentazione di una domanda
    contenente l'indicazione del procedimento, rivolta alla struttura
    competente in via principale sull'istruttoria, entro un anno dalla
    scadenza del termine per la conclusione del procedimento.
    3. Se gli indennizzi superano i 3.000 euro annui per servizio della
    Regione o struttura equiparata, o i 9.000 euro annui per Assessorato
    della Regione o struttura equiparata, la contrattazione collettiva
    prevede, per il relativo dirigente, una decurtazione del trattamento
    economico accessorio collegato alla produttività.
    Il consigliere DEFRANCESCHI spiega che l'intento è introdurre un
    principio di merito ma anche di responsabilizzazione dei dirigenti
    nel caso di ritardi nella conclusione dei procedimenti
    amministrativi.
    Il consigliere VECCHI esprime il proprio contrario perché, al di là
    del merito della disposizione, si tratta di una materia già presente
    nella legge regionale di recente approvazione in tema di
    semplificazione, che prevede una procedura nei casi di ritardo nella
    conclusione dei procedimenti. Ritiene pertanto non necessario
    intervenire, sul punto, con la legge finanziaria regionale.
    Il consigliere BIGNAMI esprime invece il proprio parere favorevole
    all'emendamento e dichiara congrua la sua collocazione.
    Emendamento n. 2 cons. Defranceschi e Favia
    La Commissione esprime parere contrario con 31 voti contrari (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 9 a favore (M5S, LN, cons. Bignami PDL), 8
    astenuti (PDL) all'emendamento suddetto.
    Art. 3
    Contributo al Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), nessun contrario, 17 astenuti (PDL, LN, M5S)
    all'articolo suddetto.
    Art. 4
    Cartografia regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Art. 4 bis (che diventa art. 5) Interventi per lo sviluppo del
    patrimonio zootecnico (emendamento n. 1 della Giunta regionale)
    La vicepresidente SALIERA precisa che l'emendamento introduce un
    articolo esclusivamente finanziario per l'autorizzazione della
    spesa.
    La Commissione esprime parere favorevole con 32 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V, cons. Filippi PDL), nessun contrario, 16 astenuti
    (PDL, LN, M5S) al nuovo articolo.
    Art. 5 (che diventa art. 6) Interventi nel settore delle bonifiche
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Art. 6 (che diventa art. 7) Sviluppo dei consorzi di garanzia
    collettiva fidi
    Il presidente LOMBARDI chiede alcuni chiarimenti per comprendere la
    differenza delle cifre indicate da un lato nella relazione di
    accompagnamento, pari a 13,5 milioni di euro destinati per i
    Consorzifidi di 13,5 milioni di euro, dall'altro invece nel testo
    dell'articolo in esame, pari a 7 milioni e mezzo di euro. Chiede
    inoltre se sono prese in considerazione, in questo ambito, solo le
    risorse attualmente vigilate dalla Banca d'Italia o anche altri
    fondi.
    La vicepresidente SALIERA precisa che i 7 milioni e mezzo sono
    destinati alle attività produttive del settore industriale e
    artigianale e sono soggetti al controllo della Banca d'Italia,
    mentre i 13 milioni e mezzo sono per il settore commercio e turismo
    e per questi non v'è bisogno di autorizzazione.
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 2 contrari (M5S), 15 astenuti (PDL, LN)
    all'articolo suddetto.
    Art. 7 (che diventa art. 8) Sostegno straordinario a progetti di
    ricerca industriale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 6 contrari (LN, M5S), 11 astenuti (PDL)
    all'articolo suddetto.
    Il presidente LOMBARDI cede quindi al parola al consigliere
    Defranceschi per l'illustrazione dell'emendamento n. 3 presentato
    dal Movimento 5 Stelle, così formulato:
    Dopo l'articolo 7 si introduce l'art. 7 bis:
    Art. 7 bis
    Azioni di promozione dell'utilizzo di energie rinnovabili
    1. La Regione promuove azioni volte a favorire l'installazione di
    impianti fotovoltaici, destinati in via principale all'autoconsumo,
    sulle coperture degli immobili di civile abitazione, degli immobili
    di piccole e medie imprese, degli edifici pubblici di proprietà
    degli enti locali e delle strutture amministrative od operative da
    essi derivanti.
    2. Ai fini di cui al comma 1, la Giunta regionale, entro 180 giorni
    dall'entrata in vigore della presente legge, individua con propria
    deliberazione le azioni volte a promuovere:
    a) l'attivazione di una modalità di semplice messa a disposizione
    delle coperture degli immobili privati da parte dei cittadini che,
    tramite coefficiente, avranno un beneficio sul consumo di energia,
    supportando il raccordo tra i cittadini e i soggetti interessati
    all'installazione degli impianti;
    b) l'attivazione di accordi tra privati cittadini, riuniti in
    associazione senza finalità di lucro, ed enti locali, per
    installazioni di impianti fotovoltaici su edifici pubblici a spese
    dei cittadini e ad utilità dell'edificio pubblico con sistemi
    organizzativi che permettano il rientro della spesa;
    c) l'attivazione di appositi accordi tra Regione e società ESCO.
    Favorendo, in particolare, la creazione di modelli standard
    facilmente applicabili in qualsiasi ambito territoriale regionale.
    3. La Regione si impegna a raccogliere le buone pratiche presenti a
    livello nazionali ed europeo, curandone la diffusione e
    l'implementazione sul territorio regionale.
    Il consigliere DEFRANCESCHI specifica che l'emendamento non prevede
    voci di spesa, ma è un'indicazione alla Giunta regionale perché
    attivi delle concertazione con i cittadini riuniti in gruppi di
    acquisto per favorire l'installazione dei pannelli fotovoltaici nei
    tetti.
    Emendamento n. 3 cons. Defranceschi e Favia
    La Commissione esprime parere contrario con 24 voti contrari (PD),
    17 a favore (M5S, PDL, LN), 7 astenuti (IDV, FDS, SEL-V)
    all'emendamento suddetto.
    Art. 8 (che diventa art. 9) Integrazione regionale al programma
    operativo regionale FESR 20017-2013
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 6 contrari (LN, M5S), 11 astenuti (PDL)
    all'articolo suddetto.
    Art. 9 (che diventa art. 10) Organizzazione turistica regionale al
    programma operativo regionale FESR 20017-2013
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 6 contrari (LN, M5S), 11 astenuti (PDL)
    all'articolo suddetto.
    Art. 10 (che diventa art. 11) Interventi per la qualificazione delle
    stazioni invernali e del sistema sciistico
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 6 contrari (LN, M5S), 11 astenuti (PDL)
    all'articolo suddetto.
    Art. 11 (che diventa art. 12) Partecipazione della Regione
    Emilia-Romagna a fondi e interventi per l'emergenza abitativa
    (emendamento n. 2 della Giunta regionale)
    La vicepresidente SALIERA illustra l'emendamento, sostitutivo del
    testo originario dell'art. 11: al primo comma viene aggiunta la
    lettera c), che permette di ampliare il ventaglio delle iniziative
    finanziabili, attribuendo alla Giunta regionale il compito di
    individuare, di volta in volta, le modalità di impiego dei fondi che
    meglio possono rispondere alle condizioni di emergenza abitativa da
    fronteggiare e quindi aiutare le famiglie a trovare una casa in
    affitto. Sono, in sintesi, interventi d'aiuto per il pagamento dei
    canoni di affitto e la Regione, a fronte della totale mancanza di
    trasferimenti statali, prevede uno stanziamento di 3 milioni e mezzo
    di euro.
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 2 contrari (M5S), 15 astenuti (PDL, LN)
    all'articolo così sostituito.
    Art. 12 (che diventa art. 13) Fondo per la conservazione della
    natura
    La Commissione esprime parere favorevole con 33 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V, M5S), nessun contrario, 15 astenuti (PDL, LN)
    all'articolo suddetto.
    Art. 13 (che diventa art. 14) Disposizioni per il finanziamento del
    parco naturale del Sasso Simone e Simoncello
    La Commissione esprime parere favorevole con 33 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V, M5S), nessun contrario, 15 astenuti (PDL, LN)
    all'articolo suddetto.
    Art. 14 (che diventa art. 15) Interventi in materia di opere
    idrauliche nei corsi d'acqua di competenza regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), nessun contrario, 17 astenuti (PDL, LN, M5S)
    all'articolo suddetto.
    Art. 15 (che diventa art. 16) Interventi di sistemazioni idraulica e
    ambientale
    La Commissione esprime parere favorevole con 48 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V, PDL, LN, M5S), nessun contrario o astenuto
    all'articolo suddetto.
    Art. 16 (che diventa art. 17) Interventi ed opere di difesa della
    costa
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), all'articolo suddetto.
    Art. 16 bis (che diventa art. 18) Investimenti nel settore dei
    trasporti (emendamento n. 3 della Giunta regionale)
    La vicepresidente SALIERA precisa che si tratta di un articolo
    esclusivamente finanziario per l'autorizzazione alla spesa.
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 17 (che diventa art. 19) Rete viaria di interesse regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), all'articolo suddetto.
    Art. 18 (che diventa art. 20) Interventi per la sicurezza dei
    trasporti
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), all'articolo suddetto.
    Art. 19 (che diventa art. 21) Quota del fondo sanitario regionale di
    parte corrente in gestione accentrata presso la Regione per la
    realizzazione di progetti ed attività a supporto del Servizio
    sanitario regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), all'articolo suddetto.
    Art. 20 (che diventa art. 22) Integrazione regionale per il
    finanziamento del Servizio sanitario regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), all'articolo suddetto.
    Il presidente LOMBARDI cede quindi al parola al consigliere
    Defranceschi per l'illustrazione dell'emendamento n. 4 presentato
    dal Movimento 5 Stelle, così formulato:
    Dopo l'articolo 20 si introduce l'art. 20 bis:
    Art. 20 bis
    Adeguamento dell'indennità degli incarichi direzionali del Servizio
    sanitario regionale e della dotazione organica dirigenziale
    regionale
    1. In attuazione del generale principio di contenimento della spesa,
    nonché in attuazione dell'articolo 6, comma 3, del d.l. 31 maggio
    2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione
    finanziaria e di competitività economica), convertito con
    modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, l'indennità
    corrisposta, alla data di entrata in vigore della presente legge, ai
    direttori generali, ai direttori amministrativi e ai direttori
    sanitari della aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale
    è ridotta nella misura del 10%.
    2. La riduzione della indennità di cui al comma 1 si applica
    automaticamente anche a tutti gli altri incarichi che assumono come
    parametro di riferimento le indennità dei soggetti di cui al comma
    1.
    3. La giunta regionale, entro 90 giorni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge, con proprio atto, adegua la dotazione
    organica dirigenziale regionale nella misura massima di 150 unità.
    4. Il comma 3 bis dell'articolo 43 della legge regionale 26 novembre
    2001, n. 43 è abrogato; i posti di Direttore generale sono
    ricompresi nella dotazione organica dirigenziale regionale nel
    numero massimo di 4 unità.
    5. La riduzione dell'attuale consistenza alle unità previste dai
    commi 3 e 4 opera con la scadenza naturale di contratti in essere
    alla data di entrata in vigore della presente legge.
    5. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
    contratti in essere alla data di entrata in vigore della presente
    legge.
    6. Le economie realizzate dall'attuazione del presente articolo per
    l'anno 2012 andranno a confluire sul Capitolo 57152 afferente alla
    U.P.B. 1.5.1.2.18125 Fondo regionale per la non autosufficienza
    con destinazione esclusiva ad azioni rivolte alla disabilità grave.
    Il consigliere DEFRANCESCHI specifica che l'emendamento prevede
    l'adeguamento della riduzione delle retribuzioni già previsto nella
    finanziaria nazionale, ma non ancora recepito dalla Regione
    Emilia-Romagna (la Toscana invece lo ha già fatto). Inoltre, prevede
    di rivedere la dotazione organica dei dirigenti e le assunzioni
    senza concorso; nell'amministrazione regionale infatti si ha una
    dotazione organica decisamente superiore a quella effettiva di 200
    unità (quelle realmente coperte sono 160). Chiede perché non siano
    stati ancora coperti i 40 posti che mancano.
    Il rapporto fra dirigenti e personale è ancora molto alto.
    L'obiettivo dell'emendamento è di portare tale rapporto a livelli
    più consoni (un dirigente ogni 13 dipendenti). Vi è inoltre un
    numero spropositato di direttori generali (10 più 5 direttori di
    Agenzie). Lo stesso sindacato dirigenti parla di un numero
    spropositato di incarichi speciali dirigenziali e cita la Regione
    Marche (un solo direttore) e la Toscana (solo 4 direttori generali).
    Il consigliere chiede che vi sia discussione sugli emendamenti
    presentati.
    Il consigliere FAVIA ricorda che si sta parlando di tagli al costo
    della politica e che ci vuole una riforma organica e strutturale che
    interessa anche le direzioni generali e i dirigenti. Rimane stupito
    che non ci sia nulla da dire sull'argomento e si augura che qualche
    altro partito politico abbia una qualche opinione in tal senso. Non
    concepisce che si neghi il dibattito.
    Il consigliere VECCHI replica che i componenti della Commissione
    decidono per se stessi. Nel ringraziare il Movimento 5 Stelle per
    aver presentato emendamenti in Commissione (cosa che non era
    capitata in passato), aggiunge che è difficile pretendere una
    discussione e votare un emendamento senza che prima ci sia stata la
    dovuta preparazione. Per ciò che lo riguarda, discutere sul
    dimensionamento e il trattamento della dirigenza della sanità, con
    questa tempistica, risulta poco consono. Ricorda che ciò che
    caratterizza la Regione Emilia-Romagna non è certo la sovrabbondanza
    né del personale, né della dirigenza. Pertanto, conclude, non ci
    sono le condizioni per esprimere un parere favorevole in merito
    all'emendamento presentato.
    Il consigliere BIGNAMI sottolinea che, personalmente e come Popolo
    della Libertà, quando si parla di abbattimento delle burocrazie, di
    riduzione dei costi, di snellimento e semplificazione amministrativa
    è estremamente contento. È consapevole che il tema proposto dal
    Movimento 5 Stelle è stato posto in modo irruento. L'abbattimento
    del 10% è indubbiamente un modo aggressivo di affrontare il tema,
    però è un tema che va posto, e pertanto - conclude - il gruppo PDL
    vota a favore dell'emendamento.
    Anche il consigliere MANFREDINI dichiara il proprio voto favorevole
    all'emendamento e ricorda che il consigliere Corradi in passato
    aveva presentato una risoluzione, poi bocciata, in cui poneva la
    medesima questione della riduzione degli stipendi e del numero dei
    direttori generali.
    La consigliera PARIANI rammenta ai colleghi che c'è un iter in corso
    di modifica alla legge regionale n. 43 del 2001 e che l'occasione
    per discutere dell'organizzazione dell'ente e delle politiche del
    personale sarà appunto in quella sede, dove si discuterà della
    revisione delle legge summenzionata. Si dichiara stupita dagli
    interventi che l'hanno preceduta perché, ricorda, che chi era al
    Governo del Paese ha aumentato in modo esponenziale il numero dei
    dirigenti e dei ministeri.
    Il consigliere DEFRANCESCHI ricorda al consigliere Vecchi che è
    prassi diffusa anche della Giunta presentare gli emendamenti al
    testo solo a ridosso della seduta di discussione o in seduta stessa.
    Cita in proposito il caso recente del progetto di legge relativo ai
    parchi.
    Il consigliere BIGNAMI non ritiene una buona argomentazione invocare
    prassi che non offrono il buon esempio. Riporta pertanto la
    discussione al merito dell'emendamento e afferma di condividere che
    il dibattito sui temi sollevati sia trattato in relazione alla
    riforma della legge regionale 43 del 2001. Aggiunge che, se vi è
    disponibilità al confronto, anche da parte del proprio gruppo
    assembleare di appartenenza vi sarà la massima adesione. Ma, nel
    dubbio, dichiara di votare a favore dell'emendamento presentato.
    Auspica concrete iniziative della Giunta o della maggioranza per
    vedere se la disponibilità dichiarata si tradurrà in fatti concreti.
    Il consigliere VECCHI precisa che non era sua intenzione formulare
    rilievi ai consiglieri che esercitano legittimamente la loro facoltà
    di presentare emendamenti. Tuttavia, ritiene che non si possa
    pretendere una discussione approfondita su ogni argomento proposto
    da un gruppo politico. Rivendica il diritto di accogliere o bocciare
    un emendamento presentato.
    Il consigliere BONACCINI dichiara di essere favorevole a votare
    tutto ciò che abbia a che fare con una migliore organizzazione dello
    Stato e delle sue articolazioni che sia riferibile alla riduzione
    dei costi della politica. Ricorda che la Regione Emilia-Romagna è
    l'ente che in proposito si è dimostrato più virtuoso. Dichiara che
    il proprio gruppo assembleare è pronto a discutere qualsiasi
    affinamento e giudica importante che chi guida le istituzioni, e
    chiede dei sacrifici ai cittadini, dia per primo il buon esempio.
    Detto ciò, rivolgendosi al collega Bignami, lo invita a non
    nascondere il fatto che il PDL è stato per tre anni e mezzo al
    governo del Paese e che la spesa centrale dello Stato, in questi
    anni, è aumentata per colpa dei dirigenti al governo del Paese.
    Ricorda che sarebbe bastato, qualche settimana fa, votare
    l'emendamento presentato alla Camera da PD, IDV e UDC. Ognuno,
    afferma, deve prendere la responsabilità di ciò che fa e dice. La
    discussione sul ridimensionamento della dirigenza va condotta con
    serietà, tenendo presente che un ente deve funzionare con una
    propria struttura amministrativa adeguata.
    Emendamento n. 4 cons. Defranceschi e Favia
    La Commissione esprime parere contrario con 31 voti contrari (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 a favore (M5S, PDL, LN), nessun astenuto (PDL)
    all'emendamento suddetto.
    Art. 21 (che diventa art. 23) Fondo regionale per la non
    autosufficienza
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 22 (che diventa art. 24) Interventi volti alla tutela e al
    controllo della popolazione canina e felina
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 23 (che diventa art. 25) Azioni di sostegno al reddito e di
    politica attiva in favore dei lavoratori colpiti dalla crisi
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), nessun contrario, 17 astenuti (PDL, LN, M5S)
    all'articolo suddetto.
    Art. 24 (che diventa art. 26) Recupero e restauro di immobili di
    particolare valore storico e culturale
    Il consigliere BIGNAMI ricorda che lo scorso anno l'assessore
    competente aveva dichiarato che sarebbe stata l'ultima volta che
    venivano erogate risorse alla Fondazione Toscanini. Chiede le
    ragioni di questo nuovo stanziamento.
    La consigliera MEO chiarisce che la decisione della Giunta non era
    quella di azzerare gli stanziamenti, ma di non intervenire più a
    ripianare il disavanzo.
    Il consigliere VECCHI specifica che bisogna distinguere tra il
    contributo ordinario e il ripiano della situazione finanziaria della
    Fondazione. Il disavanzo si era prodotto a causa dell'azzeramento da
    parte statale del Fondo unico per lo spettacolo. Ricorda che
    l'orchestra delle Fondazione Toscanini è regionale ed è l'unica che
    abbia questa particolarità perciò appare evidente che, fino a che
    esiste, debba essere sostenuta dall'ente che la ha creata e da cui,
    logicamente, dipende.
    Il consigliere BIGNAMI prende atto della risposta, ma si riserva di
    verificare le osservazioni svolte e annuncia che promuoverà un atto
    di sindacato ispettivo per conoscere le ragioni di questa generosa
    contribuzione.
    Escono i consiglieri Defranceschi e Pollastri
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 25 (che diventa art. 27) Recupero e restauro di immobili di
    particolare valore storico e culturale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 26 (che diventa art. 28) Attuazione degli interventi finanziati
    dal documento unico di programmazione (DUP)
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 27 (che diventa art. 29) Trasferimento all'esercizio 2012 delle
    autorizzazioni di spesa relative al 2011 finanziate con mezzi
    regionali (emendamento n. 4 della Giunta regionale)
    La vicepresidente SALIERA chiarisce che si tratta di un articolo
    finanziario. Rispetto al testo originario, l'emendamento sostitutivo
    prevede per gli investimenti in conto capitale finanziati con
    risorse regionali una ricognizione degli stadi di avanzamento e
    l'autorizzazione per gli slittamenti al 2012.
    Il presidente LOMBARDI chiede se si tratta di soli investimenti,
    visto che l'ammontare complessivo è pari 413 milioni di euro.
    Domanda se l'importo influisce sul patto di stabilità regionale, se
    abbassa cioè il tetto di spesa, se si traduce o meno in un vantaggio
    per la Regione.
    La vicepresidente SALIERA cita i commi 2 e 3 dell'articolo emendato.
    Le norme prevedono che, al fine di avviare un processo di riordino e
    di ottimizzazione sull'utilizzo delle risorse regionali, le
    autorizzazioni di spesa sono revocate per l'ammontare delle risorse
    che non abbiano determinato entro il 31 dicembre 2009 la
    formulazione di programmi di spesa nei termini delle normative
    settoriali. E le risorse assegnate con programmazione di spesa
    disposta alla data del 31 dicembre 2009 sono revocate, qualora non
    siano completate entro il 30 giugno 2012 tutte le procedure sia per
    l'aggiudicazione, che per la fornitura di beni e servizi.
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo così
    sostituito.
    Art. 28 (che diventa art. 30) Piano della comunicazione
    istituzionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S) all'articolo suddetto.
    Art. 28 bis (che diventa art. 31) Disposizioni in material di
    immobili gravati da vincoli di destinazione a carattere perpetuo
    (emendamento n. 5 della Giunta regionale)
    Il presidente LOMBARDI informa che sull'emendamento della Giunta
    insiste un subemendamento proposto dal consigliere Manfredini del
    seguente tenore: Al comma 1 dell'art. 28 bis dopo le parole
    socio-assistenziali aggiungere le parole socio-educativi e cede
    la parola al firmatario per l'illustrazione.
    Il consigliere MANFREDINI chiarisce che l'integrazione presentata al
    testo suggerisce di trasformare gli immobili anche in scuole
    elementari, asili nido o scuole materne. Pertanto la proposta è di
    aggiungere socio-educativi , per consentire ai Comuni di usufruire
    di tale possibilità.
    Il consigliere VECCHI spiega che gli emendamenti n. 5, 9 e 13 della
    Giunta intervengono per semplificare le procedure di modifica di
    destinazione d'uso di edifici e di beni di investimento in generale
    che abbiano ottenuto finanziamenti regionali. Dichiara quindi il
    proprio voto favorevole al subemendamento proposto dalla Lega Nord.
    Entra il consigliere Pollastri
    Il consigliere FAVIA ritiene che manchi qualche paletto e che
    trattandosi di rivalutazione del patrimonio pubblico sarebbe utile
    vi fosse un concorso di idee e un percorso condiviso anche con il
    territorio e la cittadinanza. La preoccupazione è che non si
    facciano delle aste e si svenda il patrimonio pubblico. Propone di
    mettere qualche vincolo in più.
    La vicepresidente SALIERA specifica che i vincoli e i limiti sono
    presenti nell'emendamento: infatti il ricavato della vendita
    dell'immobile svincolato deve essere interamente reinvestito per la
    realizzazione di interventi in conto capitale che abbiano finalità
    coerenti o analoghe a quelle dell'originario vincolo di
    destinazione. Si tratta di un aspetto che molti Comuni hanno
    sollecitato e che li obbliga a reinvestire.
    Il consigliere FAVIA osserva che la cifra che si riesce a ricavare
    dalla vendita di un immobile è sempre un interrogativo e cita alcuni
    casi in proposito.
    Il consigliere MAZZOTTI dichiara di comprendere la preoccupazione,
    ma sottolinea che l'emendamento si riferisce a fattispecie
    particolari.
    Il consigliere VECCHI aggiunge che gli articoli citati riguardano
    gli immobili di proprietà di Enti locali che hanno ricevuto
    contributi dalla Regione per la loro realizzazione e che, perciò,
    sono soggetti a mantenere la propria destinazione d'uso.
    Ribadisce che gli emendamenti n. 5, 9 e 13 sono stati inseriti per
    evitare che venga intaccato l'investimento regionale e per
    permettere, di concerto con l'ente territoriale interessato, di
    avere procedure laddove l'immobile non sia più funzionale al
    perseguimento ottimale delle finalità per cui era stato costruito e
    perciò venga variata la destinazione d'uso o sia alienato. Il
    vincolo è che i ricavi siano reinvestiti in conto capitale dallo
    stesso ente nel proprio territorio e per la medesima finalità. Ciò
    permette di avere una discreta flessibilità.
    Il consigliere FAVIA osserva che sulla stampa è stata pubblicata una
    lista di beni che la Regione ha deciso di vendere, come ad es. Villa
    Salina, il cui valore catastale è pari a 800mila euro. Chiede alla
    Giunta notizia di questo processo di alienazione riguardo ai tempi e
    alle modalità.
    Esce il consigliere Barbieri
    La vicepresidente SALIERA quanto al patrimonio regionale chiarisce
    che ogni anno, per legge, la Giunta deve stilare un elenco di tutti
    i beni che non utilizza in modo non prioritario e possono essere
    destinati alla vendita. In realtà, tuttavia, non tutti gli anni si
    fanno le gare o le aste per vendere il patrimonio.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 44 voti a favore (PD, IDV, FDS, SEL-V, PDL,
    LN), 2 contrari (M5S), nessun astenuto al subemendamento suddetto e
    al nuovo articolo così modificato.
    Art. 28 ter (che diventa art. 32) Misure per l'attuazione
    dell'articolo 6, comma 12, del decreto-legge n. 78 del 2010
    (emendamento n. 6 della Giunta regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 28 quater (che diventa art. 33) Risorse a sostegno del
    consolidamento della riorganizzazione (emendamento n. 7 della Giunta
    regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 28 quinquies (che diventa art. 34) Norme transitorie in materia
    di trasformazione di aree boschive e oneri compensativi (emendamento
    n. 8 della Giunta regionale)
    La consigliera MEO chiede chiarimenti.
    La Vicepresidente SALIERA precisa che la Giunta regionale, con
    propria deliberazione, stabilisce criteri, modalità e tempi di
    realizzazione degli interventi compensativi per la trasformazione
    dei boschi.
    In generale sono quei boschi che in realtà ancora boschi non sono,
    sia nelle zone montane che in pianura. Si tratta infatti di quegli
    appezzamenti di terreno che per un certo periodo non vengono
    coltivati, sono colonizzati da specie di vegetazione forestale che
    hanno una crescita veloce (anche solo in 3 o 4 anni), e se qualcuno
    successivamente li vuole rimettere a coltivazione trova dei
    problemi. Si pone anche il tema se sia conveniente coltivare o meno.
    Esiste lo stesso problema, ad esempio, per la costruzione di opere
    pubbliche, se un Comune ha una proprietà che ha lasciato abbandonata
    per un certo lasso di tempo, sulla quale ha un programma di
    investimento.
    Per quel che riguarda i boschi, esiste una normativa nazionale molto
    dettagliata nella definizione dei boschi e la Regione si è mantenuta
    all'interno di questa disciplina.
    La Commissione esprime parere favorevole con 27 voti a favore (PD,
    IDV, FDS), 17 contrari (PDL, LN, M5S), 2 astenuti (SEL-V) al nuovo
    articolo.
    Art. 29 (che diventa art. 35) Modifiche alla legge regionale n. 29
    del 1995
    Il presidente LOMBARDI informa che sull'articolo insiste un
    emendamento presentato dal consigliere relatore, così formulato: Al
    comma 2 dell'articolo 29 del presente progetto di legge, che
    sostituisce l'art. 7 della legge regionale n. 29 del 1995, al comma
    1, le parole i revisori contabili iscritti nel registro previsto
    dal D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 88 (Attuazione della direttiva
    84/253/CEE, relativa all'abilitazione delle persone incaricate del
    controllo di legge dei documenti contabili) sono sostituite dalle
    parole i soggetti iscritti nel Registro dei revisori legali di cui
    al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della
    direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti
    annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive
    78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE) e
    cede la parola al firmatario per l'illustrazione.
    Il consigliere VECCHI chiarisce che si tratta di un emendamento
    meramente formale, che integra il riferimento alla normativa
    nazionale di recepimento di quella europea, aggiornandola rispetto
    al testo originale, ma il contenuto è il medesimo.
    Emendamento n. 1 del consigliere Vecchi
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), nessun contrario, 17 astenuti (PDL, LN, M5S)
    all'emendamento suddetto.
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 17 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo così modificato.
    Escono i consiglieri Manfredini e Pollastri
    Il presidente LOMBARDI cede quindi la parola al relatore per
    l'illustrazione dell'emendamento n. 2 del consigliere Vecchi, così
    formulato:
    Dopo l'art. 29 del progetto di legge è inserito il seguente:
    Art.
    Modifiche alla legge regionale n. 24 del 1996
    1. All'articolo 12 della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24 (Norme
    in materia di riordino territoriale e di sostegno alle Unioni e
    fusioni di Comuni), il comma 9 è sostituito dai seguenti:
    9. Per quanto non diversamente disciplinato dalla presente legge,
    ai referendum consultivi si applica, in quanto compatibile, la
    normativa regionale vigente in materia di referendum consultivo ed
    il referendum è valido indipendentemente dal numero degli aventi
    diritto al voto che vi hanno partecipato. Ogni riferimento
    effettuato da tale normativa indistintamente a tutti i Comuni,
    organi ed uffici elettorali, deve intendersi riferito, ai fini della
    presente legge, ai soli Comuni, organi ed uffici effettivamente
    interessati alle consultazioni.
    9 bis. Nell'ipotesi di istituzione di nuovo comune mediante scorporo
    di una porzione di territorio o distacco di frazione da un
    preesistente comune, il referendum consultivo è valido se alla
    votazione partecipa, distintamente, la maggioranza degli aventi
    diritto al voto sia del territorio oggetto di scorporo o distacco,
    sia del restante territorio del comune d'origine.
    Il consigliere VECCHI illustra l'emendamento, che è stato fortemente
    sollecitato da molti Enti locali per chiarire un'ambiguità della
    legge regionale n. 24 del 1996 in materia di sostegno alle Unioni e
    alle fusioni di Comuni. Si fa, in quella normativa, un riferimento
    generico e non specifico ad altre leggi regionali rispetto alle
    modalità di consultazione dei cittadini in caso di progetti di
    fusione di Comuni.
    L'emendamento è volto a specificare che, poiché si tratta di
    referendum consultivo, quando si consultano i cittadini sulla
    fusione di Comuni non vi è vincolo di quorum, nel senso che si
    tratta di una consultazione sulla base della quale poi
    successivamente l'autorità politica, a cominciare da quella
    regionale, dovrà prendere le proprie decisioni e quindi è evidente
    che non può essere vincolata all'espressione della volontà dei
    cittadini da un quorum di partecipazione.
    Si specifica poi che, laddove la consultazione sia svolta per la
    nascita di un nuovo comune, quindi nel caso di frazionamento di un
    comune, è richiesto un doppio quorum di maggioranza assoluta
    favorevole dei partecipanti come, peraltro, previsto da una
    normativa nazionale.
    Quindi con questo emendamento si chiarisce che i cittadini vanno
    consultati e che il loro parere viene espresso nei confronti delle
    istanze politiche qualunque sia il numero dei partecipanti.
    Il consigliere FAVIA ritiene l'abbattimento del quorum una buona
    notizia, ma fa fatica a capire perché in certi casi sia ammissibile
    e in altri no.
    Aggiunge che nei Paesi dove questo strumento di democrazia diretta è
    sviluppato si è abbattuto il quorum o comunque ridotto drasticamente
    al 25%. Ritiene che il principale modo per far fallire la democrazia
    dei cittadini, quella diretta, è quello di mettere il quorum. Chiede
    se il risultato del referendum è comunque vincolante oppure solo
    consultivo.
    Il consigliere VECCHI risponde che non è vincolante dal punto di
    vista giuridico, ma è un'indicazione politica. D'altronde la
    previsione della consultazione rimane per l'appunto una previsione,
    dato che la normativa nazionale fa riferimento alla consultazione
    dei cittadini senza specificare su cosa.
    Nello Statuto regionale si specifica che questa consultazione, in
    caso di fusione di comuni, avviene per referendum. Non essendo un
    referendum abrogativo ma consultivo, dà un'indicazione politica. E
    da questo punto di vista c'è un impegno politico che le istituzioni
    si assumono. Poi ogni istituzione è chiamata a deliberare: la
    Regione per la parte di sua competenza, i singoli comuni per gli
    aspetti di loro pertinenza. Se viene approvato l'emendamento, si
    faciliterà la consultazione dei cittadini.
    Il consigliere FAVIA esprime perplessità sull'utilità politica
    dello strumento referendario: se non è vincolante a livello
    giuridico, significa che poi i sindaci possono anche disattendere il
    risultato della consultazione. Che senso ha spendere i soldi per
    fare il referendum?
    Il presidente LOMBARDI segnala che l'articolo 114 della Costituzione
    prevede un referendum consultivo per il distacco dei comuni da una
    regione all'altra.
    Il consigliere MONARI aggiunge che se la domanda è politica se ne
    dovrà prendere atto. Se la domanda invece è tecnica, la risposta
    l'ha fornita il presidente citando l'articolo della Costituzione.
    Entra il consigliere Defranceschi
    Emendamento n. 2 del consigliere Vecchi che diventa Art. 36
    Modifiche alla legge regionale n. 24 del 1996
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 12 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 29 bis (che diventa art. 37) Modifiche alla legge regionale n.
    1 del 2000 (emendamento n. 9 della Giunta regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 12 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 29 ter (che diventa art. 38) Soppressione dei revisori
    supplenti. Modifiche alla legge regionale n. 24 del 2001
    (emendamento n. 10 della Giunta regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 12 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 29 quater (che diventa art. 39) Modifiche alla legge regionale
    n. 43 del 2001 (emendamento n. 11 della Giunta regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 29 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 12 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 29 quinquies (che diventa art. 40) Modifiche alla legge
    regionale n. 17 del 2002 (emendamento n. 12 della Giunta regionale)
    Entrano i consiglieri Barbieri e Manfredini
    La vicepresidente SALIERA precisa che le stazioni sciistiche
    dell'Appennino sono un punto importante per il turismo invernale.
    L'articolo aggiuntivo proposto con l'emendamento in esame amplia le
    possibilità per un loro sostegno, aggiungendo le spese di gestione e
    manutenzione connesse all'assicurazione, alla sicurezza degli
    impianti, ivi comprese le spese per consumi nel limite del 20%. In
    realtà, la Regione ha sempre erogato contributi per le spese di
    messa in sicurezza, manutenzione straordinaria, in conto capitale.
    Si allargano le possibilità per il settore, laddove si interviene
    come manutenzione e spese di gestione per riuscire a mantenere
    adeguato l'impianto.
    Il consigliere DEFRANCESCHI domanda se non vi sia il rischio che una
    simile disposizione si inquadri come aiuto di Stato.
    La vicepresidente SALIERA risponde di no, sottolineando che la
    modifica normativa è finalizzata al mantenimento e aggiornamento
    dell'impianto alle nuove norme.
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 30 (che diventa art. 41) Modifiche alla legge regionale n. 37
    del 2002
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Art. 30 bis (che diventa art. 42) Modifiche alla legge regionale n.
    2 del 2003 (emendamento n. 13 della Giunta regionale)
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al
    nuovo articolo.
    Art. 31 (che diventa art. 43) Modifiche alla legge regionale n. 4
    del 2004
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 15 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Esce il consigliere Filippi
    Art. 32 (che diventa art. 44) Modifiche alla legge regionale n. 26
    del 2004 (emendamento n. 14 della Giunta regionale)
    Il presidente LOMBARDI chiarisce che l'emendamento è modificativo e
    sostituisce l'originaria formulazione della lettera c).
    Il consigliere DEFRANCESCHI chiede un approfondimento sul
    significato e sulle conseguenze dell'emendamento.
    La vicepresidente SALIERA precisa che, trattandosi di una normativa
    di settore, in materia di energia e di programmazione energetica
    territoriale, l'assessore competente ha già illustrato i contenuti
    della disposizione nell'ambito della sede consultiva svolta dalla
    Commissione assembleare di riferimento.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 31 voti a favore (PD, IDV, FDS, SEL-V), 14
    contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto all'emendamento suddetto e
    all'articolo così modificato.
    Art. 32 bis (che diventa art. 45) Modifiche alla legge regionale n.
    3 del 2011 (emendamento n. 15 della Giunta regionale)
    La vicepresidente SALIERA illustra l'emendamento, che specifica
    meglio le tipologie di intervento in relazione relativa alle misure
    per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della
    prevenzione del crimine organizzato (legge regionale 3 del 2011). Si
    tratta soprattutto degli atti relativi ai beni confiscati, per i
    quali si possono attivare finanziamenti sia in conto capitale che
    per la gestione.
    Il consigliere FAVIA rileva che è veramente difficile trovarsi a
    fine anno in finanziaria tanti emendamenti, liquidati in poche
    battute, che vanno a modificare leggi regionali importanti e
    lungamente discusse. Nel caso di specie vorrebbe capire cosa si
    intende per acquisto, cioè se si parla di poter dare finanziamenti
    per ristrutturare i beni confiscati.
    Entra il consigliere Pollastri
    La vicepresidente SALIERA informa che con la legge regionale n. 3
    del 2011 e con i bandi conseguenti sono state predisposte diverse
    tipologie di interventi proposte dai Comuni attraverso accordi. In
    particolare, gli interventi che vertono sui beni confiscati si
    riferiscono a ipotesi di manutenzione straordinaria degli immobili.
    Vi sono anche progetti che prevedono acquisti per fare attività di
    promozione della legalità e creare spazi e luoghi perché le
    associazioni possano svolgere il loro lavoro e realizzare progetti
    rivolti ai ragazzi. E' comunque necessario un accordo fra Regione,
    Enti locali e associazioni. La legge lascia la possibilità di
    concedere contributi sia per l'acquisto che per la ristrutturazione,
    gli adeguamenti e il miglioramento di strutture, compresa
    l'acquisizione di dotazioni strumentali e tecnologiche, nonché per
    interventi di riqualificazione urbana. Sono inoltre previsti
    interventi leggeri come la riqualificazione di aree degradate,
    (cita ad esempio quelli compiuti a Reggio Emilia). Si tratta di
    progetti integrati, complessi, talvolta anche di modesta entità, ma
    che rivestono un significato rilevante se le politiche sono
    intrecciate in sinergia.
    Il consigliere FAVIA sottolinea che le risorse per queste politiche
    non sono infinite, anche se l'iniziativa della Regione è lodevole.
    Ritiene tuttavia che essendo molti gli edifici inutilizzati e quelli
    da ristrutturare in regione, il favorire l'acquisto di nuovi edifici
    si trasformi in realtà nel distogliere risorse - per finalità
    sicuramente utili - ad altri progetti sul tema del contrasto alle
    infiltrazioni mafiose. Perciò preannuncia che in Aula proporrà di
    eliminare la parola acquisto, perché ritiene che sia invece più
    importante concentrare il maggior quantitativo di risorse
    disponibili proprio sulla ristrutturazione, sull'adeguamento, visto
    che i posti da ristrutturare e da riqualificare ci sono.
    Esce il consigliere Sconciaforni.
    La vicepresidente SALIERA ribadisce che si tratta solo di una
    possibilità offerta ai Comuni. Può darsi che in un comune vi sia una
    proprietà di un immobile pubblico che è abbandonato e che il comune
    voglia acquisire e riutilizzare per queste finalità. Afferma che si
    adeguerà sul punto alla volontà dell'Assemblea.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 29 voti a favore (PD, IDV, SEL-V), 16 contrari
    (PDL, LN, M5S), nessun astenuto al nuovo articolo.
    Art. 33 (che diventa art. 46) Disposizioni transitorie e urgenti
    sull'esercizio associato obbligatorio delle funzioni fondamentali
    dei Comuni ai sensi del decreto-legge n. 78 del 2010 (emendamento n.
    16 della Giunta regionale)
    Il presidente LOMBARDI dichiara che l'emendamento modificativo
    dell'articolo sopprime il comma 4 del testo originario.
    La vicepresidente SALIERA chiarisce che le funzioni dettagliate sono
    state eliminate perché a rischio di impugnativa.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 29 voti a favore (PD, IDV, SEL-V), 16 contrari
    (PDL, LN, M5S), nessun astenuto all'emendamento suddetto e
    all'articolo così modificato.
    Entra il consigliere Sconciaforni
    Art. 34 (che diventa art. 47) Copertura finanziaria
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 16 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    Art. 35 (che diventa art. 48) Entrata in vigore
    La Commissione esprime parere favorevole con 31 voti a favore (PD,
    IDV, FDS, SEL-V), 16 contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto
    all'articolo suddetto.
    - - - - -
    Concluso l'esame dell'oggetto 1990 (finanziaria regionale), il
    presidente LOMBARDI invita la Commissione a procedere all'esame del
    progetto di legge sul bilancio 2012 e pluriennale 2012-2014 (oggetto
    1991). Informa quindi che sul testo insistono tre emendamenti
    modificativi presentati dalla Giunta regionale, rispettivamente agli
    articoli 1, 3 e 17, così formulati:
    Emendamento n. 1 della Giunta regionale:
    All'art. 1 del presente progetto di legge la cifra di Euro
    19.495.380.542,31 è modificata in Euro 19.768.520.415,14 e la cifra
    di Euro 21.661.304.334,42 è modificata in Euro 21.913.093.066,09
    Emendamento n. 2 della Giunta regionale:
    All'art. 3 del presente progetto di legge la cifra di Euro
    19.495.380.542,31 è modificata in Euro 19.768.520.415,14 e la cifra
    di Euro 21.629.684.457,17 è modificata in Euro 21.850.598.435,62
    Emendamento n. 3 della Giunta regionale:
    All'art. 17 del presente progetto di legge, la cifra di Euro
    3.037.363.721,41 è modificata in Euro 3.054.684.255,18
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 31 voti a favore (PD, IDV, FDS, SEL-V), 16
    contrari (PDL, LN, M5S), nessun astenuto all'emendamento n. 1 e
    all'art. 1 così modificato, all'art. 2, all'emendamento n. 2 e
    all'art. 3 così modificato, agli articoli da 4 a 16, all'emendamento
    n. 3 e all'art. 17 così modificato, agli articoli da 18 a 21.
    Escono i consiglieri Bignami, Bonaccini, Cavalli e Defranceschi.
    - - - - - - -
    1994 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: Norme di
    organizzazione territoriale delle funzioni relative ai servizi
    pubblici locali dell'ambiente (delibera di Giunta n. 1646 del 14 11
    11)
    Relatore consigliere Mario Mazzotti
    Il presidente LOMBARDI, dopo aver ricordato che con il progetto di
    legge in esame inizia la parte della seduta ripresa in diretta
    streaming, informa che sul testo sono stati presentati 94
    emendamenti già trasmessi ai consiglieri e indicati nel documento di
    lavoro (v. allegato 2) predisposto dalla segreteria della
    Commissione, ai quali si aggiungono 22 emendamenti del consigliere
    Favia presentati e distribuiti nel corso della seduta odierna.
    Il consigliere FAVIA, vista l'importanza dell'argomento trattato,
    propone di svolgere la discussione generale per proseguire poi nella
    seduta del giorno successivo con l'esame degli articoli e degli
    emendamenti.
    Il presidente LOMBARDI segnala che, per non ingessare la
    discussione, non è opportuno prefissare rigidamente una scansione e
    avverte inoltre che molti emendamenti andranno esaminati
    contestualmente perché si riferiscono allo stesso tema.
    Il consigliere POLLASTRI sottolinea che è difficile districarsi data
    la mole di proposte modificative presentate. Si tratta di discutere
    un testo importante che avrà ricadute notevoli sul territorio perché
    cambia la struttura organizzativa dei servizi pubblici locali
    relativi ad acqua e rifiuti.
    Ritiene che vi sia un punto fondamentale da tenere in considerazione
    e cioè la riformulazione delle competenze delle Province e le
    modalità di affidamento del servizio e i vincoli derivanti dalle
    normative comunitarie.
    Vi è inoltre il tema del ruolo della Regione e quello più
    complessivo della governance. Aggiunge che da una ricerca effettuata
    sulla disciplina adottata dalle altre Regioni risulta che la Toscana
    ha diviso il territorio in 6 conferenze e le funzioni delle ATO
    verranno trasferite ad una autorità che avrà personalità giuridica
    di diritto pubblico, mentre gli interventi strategici sono rinviati
    al piano energetico. In Lombardia, invece, le funzioni delle ATO
    verranno trasferite alle Province e l'attività verrà gestita da una
    azienda speciale (ufficio d'ambito) dotata di personalità giuridica,
    organizzativa e contabile.
    Ritiene la scelta della Regione Lombardia più flessibile ed efficace
    rispetto agli indirizzi della Giunta emiliano-romagnola. Aggiunge
    che le osservazioni espresse nel corso dell'udienza conoscitiva da
    Confindustria andrebbero vagliate e accolte: si riserva di
    presentare un emendamento in proposito.
    Il consigliere SCONCIAFORNI osserva che tutti gli emendamenti
    presentati dal proprio gruppo politico hanno l'intento di far sì che
    la legge regionale che sarà approvata dall'Assemblea legislativa
    tenga conto degli esiti del referendum del 12 e 13 giugno, in cui la
    volontà popolare ha espresso due importanti punti fermi: la
    partecipazione e la sottrazione alle logiche di mercato dei c.d.
    beni comuni. Questi due temi devono appartenere anche all'agenda
    politica della Regione Emilia-Romagna. Il progetto di legge in
    esame, nella sua stesura originaria, appariva estraneo alle istanze
    espresse dal referendum. Si riserva di approfondire e valutare gli
    emendamenti presentati dalla Giunta regionale.
    Anche la consigliera BARBATI dichiara che la riforma delle ATO è un
    tema di estrema rilevanza e che il presupposto fondamentale da
    chiarire è che l'acqua è un bene pubblico e che la meta ultima è la
    ripubblicizzazione della sua gestione.
    Entra il consigliere Filippi
    Il consigliere FAVIA ringrazia la vicepresidente per aver recepito
    alcuni spunti emersi dalla consultazione della società regionale
    svolta con l'udienza conoscitiva. Ma ritiene giusto distinguere il
    tema delle risorse idriche da quello dei rifiuti. Preferirebbe due
    leggi di settore distinte. Dichiara che vi sono di fatto due grandi
    monopoli: Hera e Iren. E un tema cruciale è la separazione delle
    funzioni. Il vero conflitto di interessi non risiede nella
    circostanza che i sindaci detengono quote azionarie del capitale
    sociale di Hera SpA, in quanto tale interpretazione negherebbe la
    capacità dei sindaci di essere rappresentanti dei cittadini. Il tema
    del conflitto di interessi attiene al mercato.
    Da un lato vi sono le multiutilities che fanno la maggior parte dei
    loro utili grazie allo smaltimento dei rifiuti e, a seconda delle
    politiche che attuano, possono produrre più o meno volume per i loro
    impianti di smaltimento (inceneritori e discariche), che hanno un
    impatto negativo dal punto di vista sociale e ambientale. E'
    evidente infatti che se la raccolta indifferenziata cala, gli
    impianti hanno meno materiale da smaltire.
    Di contro, un gestore che non ha impianti di smaltimento (e pagherà
    per fare smaltire i rifiuti) sarà interessato a recuperare materia
    prima, a riciclare, ad incentivare il riutilizzo. Dalla legge non
    risulta chiaro se la raccolta e lo smaltimento possano essere
    suddivisi sulla base di una decisione dei consigli territoriali. E
    questo è un nodo che va sciolto quanto prima.
    Inoltre, a suo parere, risulta incomprensibile anche il comma 3
    dell'articolo 14 relativo ai bacini di affidamento e alla loro
    dimensione: devono essere piccoli o grandi? Da una parte si afferma
    la necessità della loro ampiezza per non frammentare la dimensione
    industriale, dall'altra si accettano anche bacini più ridotti. Ma
    non necessariamente la dimensione più vasta comporta risparmi di
    risorse, anzi, le strutture elefantiache incrementano i costi, che
    poi si traducono in tariffe a discapito dei cittadini. Ritiene che,
    sul punto, occorra lasciare libertà di scelta ai sindaci, lasciar
    loro la possibilità di aggregarsi e decidere sulla tipologia del
    servizio e sulle modalità di gara.
    Lo stesso discorso vale per l'acqua. Da un lato si afferma di
    tutelare lo spirito del referendum sull'acqua pubblica, ma
    dall'altro si regala di fatto la regione a due monopolisti che non
    hanno come referente i cittadini, ma gli indici di borsa. Cita a
    titolo esemplificativo l'esperienza di quei Comuni che hanno scelto
    la raccolta porta a porta e che hanno dovuto pagare un costo
    superiore a quello di mercato, in ragione delle richieste di Hera.
    Il general contractor ha il proprio lucro conteggiato nella tariffa
    a carico dei cittadini. Conclude ribadendo che non bisogna lasciare
    un bene pubblico a due monopolisti quotati in borsa.
    Esce il consigliere Manfredini
    Il consigliere MAZZOTTI, relatore del progetto di legge, evidenza il
    limite stretto entro cui si muove la normativa regionale, dovuto
    all'intrecciarsi di materie di competenza statale, come ad esempio
    tutto il tema degli affidamenti o delle tariffe. Sottolinea, poi,
    che non si tratta di una legge di pianificazione, ma di regolazione
    del sistema di governance, dell'assetto istituzionale, della
    partecipazione. Su alcuni punti dunque non esistono chiusure
    politiche, ma tecnico-giuridiche, altrimenti si rischia
    l'impugnazione.
    Il consigliere FAVIA conviene sulla delimitazione delle competenze
    in materia di tariffazione. Auspica che vi sia un ampio dibattito
    sugli ambiti di affidamento. Sul ruolo e le funzioni dell'ATO
    regionale, chiede se possa servire a predisporre un percorso di
    ripubblicizzazione del servizio idrico mediante le aziende speciali,
    in linea con l'articolo 114 del Testo unico degli Enti locali. In
    molte Regioni infatti si discute di tale profilo. Domanda se la
    maggioranza intende studiare vie d'uscita dalla gestione del
    servizio idrico ad opera di una società quotata in borsa.
    Esce il consigliere Filippi
    Il presidente LOMBARDI dichiara che in sede di Commissione si
    limiterà al proprio ruolo istituzionale e che si riserva di
    intervenire politicamente in maniera più approfondita in Aula.
    Ricorda inoltre che l'articolo 29 del Regolamento stabilisce che
    ogni intervento in discussione generale non può superare i dieci
    minuti.
    Il consigliere MONARI sottolinea l'interesse della discussione e del
    confronto nella diversità delle opinioni e ringrazia il presidente
    per la dichiarazione svolta. Considerato poi che vi sono molti
    consiglieri che intendono esprimere la propria opinione, osserva che
    sarebbe strumentalmente errato se si volesse fare un dibattito in
    Commissione a beneficio delle telecamere per poi replicarlo in Aula.
    Il presidente LOMBARDI invita la Commissione a procedere all'esame
    degli articoli e degli emendamenti.
    Il consigliere FAVIA, in risposta al consigliere Monari, afferma che
    occorre fare riferimento al Regolamento interno dell'Assemblea
    legislativa.
    Il presidente LOMBARDI precisa che sarà propria cura applicare le
    disposizioni regolamentari e rammenta che gli interventi sugli
    emendamenti non possono superare i cinque minuti.
    Emendamento n. 1 del consigliere Sconciaforni
    Il consigliere FAVIA dichiara il proprio voto favorevole. Sottolinea
    inoltre che molti emendamenti presentati a sua firma coincidono
    nella formulazione con quelli del consigliere Sconciaforni e
    raccolgono il lavoro svolto dai Comitati per l'acqua, mediante la
    valorizzazione e trasposizione delle osservazioni formulate sul
    testo nel corso dell'udienza conoscitiva.
    Il presidente LOMBARDI chiarisce che in caso di emendamenti
    coincidenti si procede con il voto di quello presentato per primo,
    ai sensi dell'articolo 96, comma 3 del Regolamento.
    Il consigliere MAZZOTTI precisa che il progetto di legge non
    affronta il tema della gestione dei servizi e pertanto la proposta
    di modifica del titolo non è accoglibile.
    Il consigliere SCONCIAFORNI, considerato che collegati
    all'emendamento in discussione ve ne sono altri orientati in tal
    senso, formula alcune riserve sull'interpretazione fornita dal
    relatore, poiché il progetto di legge interviene sulla legge
    regionale n. 25 del 1999, che all'articolo 8 tratta anche della
    gestione dei servizi.
    Aggiunge inoltre che il testo, pur nei limiti delle competenze
    fissate per la Regione, deve intervenire nel solco delle istanze del
    Paese reale. Pertanto occorre ribadire alcuni principi che non
    entrano nel merito tecnico, ma sono frutto di una mobilitazione di
    massa nel Paese, principi che, a suo avviso, non sono
    sufficientemente recepiti nel progetto di legge in esame. Ribadisce
    di non condividere la lettura proposta e chiarisce che, al di là del
    merito tecnico, deve esservi una ratio di natura politica.
    Il consigliere POLLASTRI, nell'incertezza interpretativa, dichiara
    la propria astensione.
    Il presidente LOMBARDI cede la parola alla vicepresidente della
    Giunta.
    La vicepresidente SALIERA precisa che gli emendamenti n. 1 e 2 del
    consigliere Sconciaforni di fatto riguardano il tema della gestione.
    Il riferimento alla legge regionale n. 25 del 1999 è precedente alla
    riforma del Titolo V della Costituzione, che ridefinisce l'assetto
    delle competenze, e alla successiva giurisprudenza della Corte
    costituzionale, che attualmente escludono la competenza delle
    Regioni per la disciplina del merito della gestione. La Giunta, di
    conseguenza, in un lavoro di attenta analisi delle diverse proposte
    emerse in sede di udienza conoscitiva, ha cercato di tenere in
    considerazione il profilo suggerito dal consigliere Sconciaforni,
    ossia l'idea forte di bene comune, di patrimonio pubblico, di ruolo
    del pubblico, questioni tutte tradotte negli emendamenti.
    Analogamente, si è disposto sulle forme di partecipazione un ruolo
    piu' forte e accentuato di garanzia da parte della Regione.
    Ribadisce che in ogni caso occorre tenere in considerazione i limiti
    della potestà legislativa, perché comunque si tratta pur sempre di
    una legge regionale. Chiarisce infatti che la Regione non può
    definire cosa è pubblico e cosa è privato, così come non può
    invadere i temi della libera concorrenza, delle forme di
    affidamento, del sistema tariffario perché esulano dalla competenza
    regionale.
    Il consigliere FAVIA afferma che se è vero che vi sono limiti di
    competenza legislativa, è anche vero che il progetto di legge non
    può contenere soltanto principi. Vi sono modalità di intervento che
    consentono di fare passi avanti. Cita ad esempio il comma 4
    dell'articolo 13, ove si definiscono gli ambiti di affidamento. Si
    tratta di una scelta che ha un proprio peso, sulla quale occorre
    confrontarsi. Su alcuni punti infatti è comunque necessario non
    esonerarsi dalle responsabilità, tenendo in considerazione che la
    volontà popolare viene prima di tutto. E il referendum ha tracciato
    un solco molto chiaro.
    Entra il consigliere Mumolo
    Il consigliere MONARI sottolinea che la normativa in esame è di
    riorganizzazione istituzionale, così come quella sulle Comunità
    montane o sui Consorzi di bonifica. Ritiene che si tratti di una
    situazione opposta a quella delineata dal consigliere Favia quando
    ha asserito che il testo è caricato di principi. Dichiara che i
    principi sono tali quando sono depurati dalla propaganda, altrimenti
    si tratta di slogan. Pur considerando la partecipazione all'udienza
    conoscitiva e cogliendo le osservazioni e gli spunti dei
    rappresentanti dei movimenti civici, occorre non travisare il
    progetto di legge che si discute, caricandolo di motivazioni che non
    ha e non vuole avere.
    Il presidente LOMBARDI pone in votazione l'emendamento n. 1.
    La Commissione esprime parere contrario con 25 voti contrari (PD,
    IDV), 6 a favore (FDS, SEL-V, M5S), 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto.
    Emendamento n. 72 del consigliere Naldi
    La vicepresidente SALIERA chiarisce che la dicitura comitato
    consultivo degli utenti è piu' ampia rispetto a cittadini che fa
    riferimento solo a coloro che hanno la cittadinanza. Gli utenti sono
    invece coloro che utilizzano il servizio, quindi possono essere
    anche residenti ma non cittadini. La proposta di modifica della
    Giunta, tradotta in successivi emendamenti puntuali collegati a
    ciascuna disposizione, fa riferimento al comitato consultivo degli
    utenti e dei portatori di interessi in quanto locuzione piu' ampia.
    La consigliera MEO dichiara che l'emendamento n. 72 del consigliere
    Naldi è ritirato.
    Art. 1
    Il presidente LOMBARDI informa che sul comma 1 dell'art. 1 insistono
    tre emendamenti: il n. 2 del consigliere Sconciaforni, il n. 95 del
    consigliere Favia (che ha la medesima formulazione del n. 2) e il n.
    73 del consigliere Naldi.
    Emendamento n. 2 del consigliere Sconciaforni
    Il consigliere MAZZOTTI dichiara il proprio voto contrario, in
    quanto con l'emendamento n. 22 della Giunta regionale si affronta il
    tema dell'acqua come diritto umano universale.
    Il presidente LOMBARDI aggiunge che sugli altri commi dell'articolo
    1 insistono gli emendamenti n. 3, 4, 5 6 e 7 del consigliere
    Sconciaforni, n. 20 e 21 della consigliera Barbati, n. 22, 23, 24 e
    25 della Giunta regionale, n. 73 e 74 del consigliere Naldi
    (indicati nel documento di lavoro), n. 98 (che ha la medesima
    formulazione del n. 74), n. 96 (che ha la medesima formulazione
    degli emendamenti n. 4 e 5) e n. 97 del consigliere Favia, così
    formulato:
    Emendamento n. 97 del consigliere Favia:
    Dopo la lettera c) del comma 3 dell'articolo 1 inserire:
    d) incentivare forme di informazione e partecipazione dei cittadini
    agli atti fondamentali di pianificazione, programmazione, gestione e
    controllo del SII.
    La consigliera BARBATI illustra l'emendamento 20 e ribadisce che il
    tema dell'acqua come bene comune è passaggio fondamentale.
    Il consigliere FAVIA illustra gli emendamenti 96, 97 e 98.
    In particolare, il 98, riformulando il comma 4, sottolinea
    l'importanza del rispetto dei principi fondanti il patto con le
    generazioni future e il loro diritto a fruire di un integro
    patrimonio ambientale. Le politiche regionali dovranno perseguire il
    fine della riduzione della produzione dei rifiuti e il loro riciclo,
    in linea con quanto previsto dal Sesto Programma di Azione
    ambientale della Comunità europea, da intendersi come obiettivi
    minimi. Occorre a suo avviso riutilizzare la materia, non tanto
    l'energia. Si tratta di un passaggio culturale determinante.
    Il consigliere POLLASTRI afferma, con riferimento all'intervento
    della consigliera Barbati, che l'acqua era pubblica e resterà tale,
    a prescindere dall'esito del referendum.
    Entra il consigliere Mandini
    La consigliera BARBATI risponde che se così fosse il referendum non
    avrebbe avuto alcun senso per i cittadini.
    Il consigliere SCONCIAFORNI dichiara di ritirare il proprio
    emendamento 6, volto alla riduzione degli sprechi, in quanto è già
    contenuto nella formulazione del progetto di legge, alla lettera c).
    A proposito dei principi, illustra l'emendamento 3, che riconosce
    l'acqua come diritto umano universale, garantendo la disponibilità e
    l'accesso individuale e collettivo all'acqua potabile nella misura
    di un minimo vitale giornaliero di 50 litri/procapite gratuito per
    tutti.
    Ritiene che questa disposizione non possa considerarsi legata alla
    gestione dell'acqua, in quanto fissa un principio di carattere
    generale, che deve a suo avviso essere valorizzato all'interno
    dell'impianto normativo.
    Il consigliere BARBIERI chiede chiarimenti sulle competenze degli
    Enti locali e sui principi fissati in altre sedi nella gerarchia
    delle fonti.
    La vicepresidente SALIERA precisa che l'emendamento n. 22 della
    Giunta regionale richiama un principio fondamentale, che riconosce
    l'acqua come bene naturale e diritto umano universale, essenziale al
    pieno godimento della vita e di tutti i diritti umani. La
    disponibilità e l'accesso individuale e collettivo all'acqua
    potabile devono essere garantiti in quanto diritti inalienabili e
    inviolabili della persona. Tale principio può raccogliere diverse
    opzioni, fra le quali anche quelle contenute nell'emendamento del
    consigliere Sconciaforni.
    Esce la consigliera Pariani
    La consigliera MEO legge il tenore letterale dell'emendamento 75 del
    consigliere Naldi, evidenziando la necessità da parte della Regione
    di fare propri gli obiettivi e i traguardi indicati nel Sesto
    Programma di Azione Ambientale dell'Unione Europea, nonché gli
    obiettivi come specificati nel Codice dell'ambiente, da intendersi
    come obiettivi minimi. Occorre inoltre specificare meglio le
    politiche regionali che saranno tese a realizzare, nell'ordine, la
    riduzione della produzione dei rifiuti, il riutilizzo dei beni a
    fine vita e il riciclaggio dei materiali, a minimizzare la quantità
    dei rifiuti da smaltire, da utilizzare per il recupero di materia
    diversa dal riciclaggio.
    Il consigliere FAVIA ritiene importante fissare un principio posto
    dalla legislazione europea.
    Il relatore MAZZOTTI sottolinea che occorre seguire i principi
    contenuti nel progetto di legge, nella parte in cui si afferma che
    la gestione dei rifiuti avvenga nel rispetto della seguente
    gerarchia: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio,
    recupero di altro tipo, per esempio recupero di energia,
    smaltimento.
    Il testo stabilisce un ordine di priorità di ciò che costituisce la
    migliore opzione ambientale e dispone inoltre che devono essere
    adottate le misure volte a incoraggiare le opzioni che garantiscono
    il migliore risultato complessivo, tenendo conto degli impatti
    sanitari, sociali ed economici, ivi compresa la fattibilità tecnica.
    Propone pertanto di modificare la formulazione originaria del comma
    4 dell'articolo 1 inserendo, dopo le parole favorendo
    prioritariamente il riciclaggio, nonché il recupero di materia e di
    energia la locuzione nel rispetto della gerarchia di gestione dei
    rifiuti previsto dall'art. 179 del decreto legislativo n. 152 del
    2006 .
    La consigliera MEO chiede al relatore se oltre a questa locuzione,
    che condivide, si può fare riferimento anche agli obiettivi indicati
    nel sesto Programma di azione ambientale dell'Unione europea.
    Sulla programmazione dei lavori, il presidente LOMBARDI precisa che
    per licenziare il testo nei tempi utili alla convocazione dell'Aula,
    il termine ultimo per la Commissione coincide con la seduta di
    giovedì prossimo.
    Il consigliere FAVIA osserva che occorre analizzare gli emendamenti
    della Giunta prima di elaborare una proposta politica. La
    Commissione potrebbe procedere ad oltranza, ma non è possibile
    votare prima di capire il contenuto delle varie modifiche. Occorre
    instaurare un dialogo con la Giunta e le altre forze politiche.
    Il consigliere MONTANARI dichiara la propria disponibilità a
    protrarre i lavori della Commissione finché necessario, proponendo
    per la seduta di giovedì prossimo di procedere ad oltranza fino alla
    conclusione dell'esame del testo.
    Il presidente LOMBARDI rileva che é doveroso trattare in modo
    approfondito l'argomento, ma bisogna chiuderlo nei tempi
    prestabiliti.
    Il consigliere SCONCIAFORNI, rilevato che l'emendamento 22 accoglie
    il tema del diritto dell'accesso all'acqua come bene pubblico,
    invita la Giunta ad inserire l'indicazione del minimo giornaliero di
    acqua, come peraltro stabilito dall'Organizzazione mondiale della
    sanità, per cui l'accesso deve essere gratuito per quel diritto
    minimo.
    La vicepresidente SALIERA precisa che non a caso la Giunta ha
    accolto la prima parte dell'emendamento e non la seconda, perché,
    rispetto al metodo già applicato dall'Emilia-Romagna, risulterebbe
    limitativo, in quanto l'applicazione della tariffa regionale può
    essere anche pari a 0, senza il limite dei 50 litri pro capite.
    Pertanto vi è già l'applicazione del principio in discussione, anzi
    si sta andando oltre.
    Rispetto alle osservazioni della consigliera Meo, propone come
    versione definitiva dell'emendamento presentato dal consigliere
    Mazzotti: nel rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti
    previsto dall'art. 179 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e del
    sesto Programma d'azione per l'ambiente dell'Unione europea .
    Il presidente LOMBARDI pone in votazione l'emendamento n. 2 del
    consigliere Sconciaforni.
    La Commissione esprime parere contrario con 19 voti contrari (PD), 6
    a favore (FDS, M5S, SEL-V), 10 astenuti (PDL, IDV) all'emendamento
    suddetto.
    Emendamento n. 3 del consigliere Sconciaforni
    La Commissione esprime parere contrario con 19 voti contrari (PD), 6
    a favore (FDS, M5S, SEL-V), 10 astenuti (PDL, IDV) all'emendamento
    suddetto.
    Emendamento n. 22 della Giunta regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Emendamenti n. 4 e 5 del consigliere Sconciaforni e n. 20 della
    consigliera Barbati
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere contrario con 19 voti contrari (PD), 9 a favore (FDS, SEL-V,
    IDV, M5S), 7 astenuti (PDL) agli emendamenti suddetti.
    Emendamenti n. 23 e 24 della Giunta regionale
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 24 voti a favore (PD, IDV, SEL-V), nessun
    contrario, 7 astenuti (PDL) agli emendamenti suddetti. I consiglieri
    Sconciaforni e Favia non partecipano al voto.
    Emendamenti n. 74 del consigliere Naldi, n. 7 del consigliere
    Sconciaforni e n. 21 della consigliera Barbati
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere contrario con 19 voti contrari (PD), 9 a favore (SEL-V, IDV,
    FDS, M5S), 7 astenuti (PDL) agli emendamenti suddetti.
    Emendamento n. 25 della Giunta regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    La consigliera MEO dichiara che l'emendamento n. 75 del consigliere
    Naldi è ritirato.
    Anche il consigliere FAVIA ritira il proprio emendamento n. 98.
    Emendamento n. 115 del consigliere Mazzotti subemendato
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Il presidente LOMBARDI pone in votazione l'articolo 1
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'articolo 1 così
    modificato. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Esce la consigliera Barbati.
    Art. 2
    Il presidente LOMBARDI precisa che sull'articolo 2 insistono 3
    emendamenti: il n. 26 della Giunta regionale, il n. 8 del
    consigliere Sconciaforni, il n. 76 del consigliere Naldi e il n. 99
    del consigliere Favia.
    Il consigliere MAZZOTTI illustra l'emendamento che cerca di
    raccogliere anche la ratio degli emendamenti 8 e 76, ribadendo il
    ruolo pubblico nel governo dei servizi locali per l'ambiente.
    Precisa che si tratta di governo di servizi e non di gestione,
    proprio in considerazione del rispetto dei limiti propri della
    legge.
    Il consigliere SCONCIAFORNI esprime apprezzamento per l'emendamento,
    ma chiede delucidazioni sulla ragione dell'eliminazione della
    locuzione ritenendo possibile tutte le forme di affidamento
    previste dall'ordinamento europeo . Dichiara che se l'ordinamento
    europeo prevede l'affidamento in house, dovrà essere formalmente
    consentita questa possibilità in ambito regionale. Chiede pertanto
    alla Giunta di reinserire tale facoltà, perché a suo avviso non si
    opererebbe in tal modo alcuna forzatura. La mancanza di questo
    riferimento si tradurrebbe a suo avviso in un messaggio molto
    negativo da parte della Giunta.
    La vicepresidente SALIERA sottolinea che l'esecutivo ha presentato
    l'emendamento 26 al fine di rafforzare il ruolo pubblico. Nella
    locuzione ritenendo possibile tutte le forme di affidamento
    previste dall'ordinamento europeo non si vuole escludere nessuna
    forma di affidamento, ma le forme di affidamento previste
    dall'ordinamento europeo sono poi tradotte dall'ordinamento statale.
    Se sui rifiuti esiste una legislazione statale che costituisce
    limite alla legislazione regionale, ne deriva che l'Agenzia
    nell'affidare deve rispettare sia la norma comunitaria che quella
    nazionale. La Regione non può definire le forme dell'affidamento e
    la norma nazionale va rispettata.
    Il consigliere FAVIA rileva la mancanza di qualsiasi similitudine
    con l'emendamento n. 99 presentato a propria firma.
    Il presidente LOMBARDI chiarisce che in tal caso l'emendamento
    rimarrà tale e se si ritiene opportuno verrà ritirato oppure votato.
    Il consigliere FAVIA chiede quale emendamento verrà ritirato.
    Il presidente LOMBARDI precisa che si sta discutendo
    dell'emendamento n. 26 della Giunta che è autonomo e modifica il
    comma 2. Quindi si affronterà la discussione sugli emendamento n. 8
    del consigliere Sconciaforni, n. 76 del consigliere Naldi e n. 99
    del consigliere Favia, i quali ultimi due hanno il medesimo
    contenuto dell'8 e dunque, ai sensi dell'articolo 96, comma 3 del
    Regolamento interno risultano preclusi e assorbiti dal primo.
    Il consigliere FAVIA sottolinea che si tratta di un tema importante.
    Gli altri tre emendamenti hanno come punto in comune il riferimento
    all'Azienda speciale, privilegiando la forma pubblica di gestione, a
    partire dall'individuazione dell'Azienda speciale prevista
    dall'articolo 114 del Testo unico sugli Enti locali. Con il testo
    presentato si propone poi di definire procedure, studi ed incentivi
    utili al raggiungimento di questo obiettivo anche nel quadro delle
    previsioni dell'articolo 43 della Costituzione. Rileva che la
    formulazione del nuovo comma pone l'accento sulla necessità di
    rafforzare il ruolo pubblico sia nel governo che nella gestione del
    servizio idrico integrato - ed è qui che può intervenire
    l'emendamento della Giunta - ritenendo possibile tutte le forme di
    affidamento previste dall'ordinamento europeo.
    Evidenzia che manca il riferimento al tema dei rifiuti. Afferma
    pertanto che il proprio emendamento e quello del consigliere
    Sconciaforni possano essere accolti perché il tema della
    conflittualità con la normativa statale dei rifiuti non c'è. Non c'è
    nessun profilo di illegittimità, solo un profilo di opportunità.
    Rileva altresì che il Movimento 5 Stelle come direttiva politica
    predilige la gestione pubblica con l'azienda speciale.
    La vicepresidente SALIERA propone di modificare il comma 2
    dell'articolo 2 aggiungendo un'integrazione nella parte conclusiva.
    Il presidente LOMBARDI propone di sospendere la discussione
    sull'articolo 2 in attesa di distribuire i relativi emendamenti
    formulati oralmente e di affrontare la discussione generale
    sull'articolo 3, sul quale non insistono emendamenti.
    La Commissione concorda
    Art. 3
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'articolo
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Il consigliere SCONCIAFORNI dichiara di non partecipare al voto
    perché si tratta di un provvedimento legislativo ricco di
    emendamenti, la cui discussione non è ancora terminata. Pertanto
    dichiara di sospendere il giudizio fino al termine dell'esame in
    Commissione e all'esito della valutazione complessiva circa le
    modifiche al testo nel frattempo intervenute.
    Art. 4
    Il presidente LOMBARDI ricorda che sull'articolo 4 insistono gli
    emendamenti n. 100 e 101 del consigliere Favia, l'emendamento n. 27
    della Giunta e l'emendamento n. 9 del consigliere Sconciaforni; sono
    stati inoltre presentati gli emendamenti n. 77 del consigliere Naldi
    e n. 102 del consigliere Favia, identici nei contenuti al n. 9.
    Il consigliere FAVIA illustra il proprio emendamento n. 100 che si
    ricollega al tema dell'abolizione delle Province ed è così
    formulato:
    al comma 1 dell'articolo 4, dopo le parole partecipano
    obbligatoriamente tutti i Comuni della regione sono eliminate le
    parole e le Province .
    Poiché si sta andando verso un forte ridimensionamento dell'ente, il
    consigliere chiede come sia possibile prevedere che soggetti
    protagonisti di questo percorso siano le Province. Afferma che se si
    abbassa nei consigli d'ambito provinciali il quorum deliberativo al
    35%, basta la partecipazione della Provincia o del Comune capoluogo
    per prendere decisioni. Ritiene sia invece giusto attribuire la
    responsabilità ai sindaci e alla Regione, eliminando nel testo ogni
    riferimento alla partecipazione delle province. Gli altri due
    emendamenti riguardano la partecipazione.
    Il n. 101 è del seguente tenore: Il comma 4 dell'articolo 4 viene
    così riformulato:
    4. Al fine di valorizzare le differenziazioni territoriali,
    l'Agenzia opera su due livelli cui competono funzioni distinte di
    governo. Le funzioni del primo livello sono esercitate con
    riferimento all'interno dell'ambito territoriale ottimale. Le
    funzioni di secondo livello sono esercitate, in sede di prima
    applicazione della presente legge, con riferimento al territorio
    provinciale e successivamente con riferimento a quello dei bacini
    idrografici principali in ambito regionale, che saranno definiti
    dall'Agenzia stessa, tenendo conto dei principi di cui agli articoli
    147 e 200 del d. lgs. 152/06 .
    Chiarisce che ad un primo livello partecipano i consigli d'ambito,
    mentre in un secondo momento occorre plasmare il ragionamento sui
    bacini idrografici, anche perché l'ambito territoriale ottimale
    nella prima ratio della legge era un ambito non politico, ma un
    ambito ottimale inerente il servizio idrico in sé, dall'origine
    della risorsa fino al suo termine, per così dire a fine vita della
    risorsa stessa. Pertanto il tema della partecipazione a questi
    ambiti dovrebbe superare i confini politici, si dovrebbe ragionare
    su quali saranno i bacini idrografici di riferimento. Ribadisce che
    il confine provinciale deve essere superato da quello che è
    effettivamente l'ambito ottimale. Dà infine lettura del proprio
    emendamento n. 102.
    Il presidente LOMBARDI rileva che poiché gli emendamenti n. 9 di
    Sconciaforni, n. 102 di Favia e n. 77 di Naldi sono identici,
    verranno votati in un'unica soluzione. Pone quindi in votazione
    l'emendamento n. 100.
    Il consigliere FAVIA chiede di conoscere qual è il parere espresso
    dalla maggioranza.
    Il consigliere MONTANARI sottolinea che avvalersi sempre della
    facoltà di intervento per impiegare piu' tempo equivale ad assumere
    una pratica ostruzionistica.
    Il consigliere MANDINI dichiara di sostenere l'emendamento n. 100
    relativamente alla soppressione delle Province.
    Su richiesta del consigliere Favia, il presidente LOMBARDI gli cede
    la parola per fatto personale.
    Il consigliere FAVIA dichiara che se il consigliere Montanari
    intervenisse un terzo rispetto alle volte in cui lui stesso
    interviene in Aula sarebbe già un grande risultato.
    Il presidente LOMBARDI cede la parola al consigliere Montanari per
    fatto personale.
    Il consigliere MONTANARI dichiara che i propri interventi svolti sia
    in Aula che in Commissione, per quanto lo riguarda e nonostante la
    diversa collocazione politica, hanno la stessa qualità, compresi
    quelli fatti nella Commissione presieduta dal consigliere Favia,
    dove peraltro spesso in qualità di presidente egli esprime
    apprezzamento, diversamente dalla polemica sollevata nella seduta
    odierna.
    In secondo luogo, evidenzia di appartenere ad un gruppo assembleare
    che non è composto di due persone, bensì di ventiquattro e si sente
    rappresentato, come del resto anche gli altri consiglieri, a loro
    volta, nei propri confronti, dalle opinioni dei suoi colleghi di
    gruppo politico. In terzo luogo dichiara che significa scendere
    veramente in basso se si usa la quantità per parlare di qualità.
    La vicepresidente SALIERA a proposito delle Province sottolinea che
    esistono ancora e che anche nel Decreto 201 Salva Italia mantengono
    funzioni di coordinamento. Il progetto di legge in esame,dunque, è
    assolutamente conforme.
    Il presidente LOMBARDI pone quindi in votazione gli emendamento n.
    100 e 101 del consigliere Favia.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere contrario con 19 voti contrari (PD), 9 a favore (M5S, FDS,
    SEL-V, IDV), 7 astenuti (PDL) agli emendamenti suddetti.
    Emendamento n. 27 della Giunta regionale
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Emendamento n. 9 del consigliere Sconciaforni
    La Commissione esprime parere contrario con 19 voti contrari (PD), 9
    a favore (FDS, SEL-V, IDV, M5S), 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto.
    Il presidente LOMBARDI pone quindi in votazione l'articolo 4.
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'articolo così
    modificato. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Art. 2
    Il presidente LOMBARDI invita quindi la Commissione a procedere con
    le votazioni degli emendamenti dell'articolo 2, di cui si era
    rinviato l'esame. L'emendamento n. 118 del consigliere Mazzotti è
    così formulato: Al comma 2 dell'art. 2, alla fine del comma, è
    aggiunto il seguente periodo: Con riferimento al servizio idrico
    integrato i modelli di affidamento sono quelli previsti
    dall'ordinamento comunitario.
    Emendamento n. 26 della Giunta regionale e n. 118 del consigliere
    Mazzotti
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 24 voti a favore (PD, IDV, SEL-V), nessun
    contrario, 7 astenuti (PDL) agli emendamenti suddetti. I consiglieri
    Sconciaforni e Favia non partecipano al voto.
    Emendamento n. 8 del consigliere Sconciaforni
    La Commissione esprime parere contrario con 19 voti contrari (PD), 9
    a favore (FDS, SEL-V, IDV, M5S), 7 astenuti (PDL) all'emendamento
    suddetto.
    Il presidente LOMBARDI pone quindi in votazione l'articolo 2.
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'articolo così
    modificato. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Art. 5
    Il presidente LOMBARDI pone in votazione l'articolo 5 che non ha
    alcun emendamento.
    La Commissione esprime parere favorevole con 24 voti a favore (PD,
    IDV, SEL-V), nessun contrario, 7 astenuti (PDL) all'articolo
    suddetto. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano al
    voto.
    Art. 6
    Il presidente LOMBARDI pone in votazione l'emendamento n. 28 della
    Giunta regionale e l'articolo 6.
    Con distinte votazioni di identico contenuto, la Commissione esprime
    parere favorevole con 24 voti a favore (PD, IDV, SEL-V), nessun
    contrario, 7 astenuti (PDL) all'emendamento suddetto e all'articolo
    così modificato. I consiglieri Sconciaforni e Favia non partecipano
    al voto.
    La seduta termina alle ore 18.40.
    Approvato nella seduta del 26 marzo 2012.
    La Segretaria Il Presidente
    Claudia Cattoli Marco Lombardi
    Allegati al verbale consultabili in formato pdf