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65.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 21 GENNAIO 2026

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

INDICE

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 1727

Interpellanza per sapere quale sia il quadro del FASD (Spettro dei Disturbi Feto Alcolici) in regione e quali azioni di prevenzione, formazione, diagnosi e presa in carico sociale e sanitaria siano state attivate o siano in programma, anche in collaborazione con l'associazionismo di settore. A firma dei Consiglieri: Calvano, Massari, Proni, Castellari, Fornili, Lori, Carletti, Lembi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

CALVANO (PD)

FABI, assessore

CALVANO (PD)

 

OGGETTO 1606

Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire la messa in sicurezza della Strada Provinciale n. 79 "Pian di Balestra", nel tratto situato in località Serra, frazione Trasasso del comune di Monzuno, tenuto conto della presenza di infrastrutture essenziali, quali le condutture del gas, dell'acqua e della fognatura. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

MASTACCHI (RC)

RONTINI, sottosegretaria

MASTACCHI (RC)

 

OGGETTO 1723

Interpellanza relativa ai criteri per l'erogazione delle retribuzioni di risultato in favore della dirigenza dell'Azienda USL della Romagna. A firma dei Consiglieri: Pestelli, Marcello, Ferrero

 

OGGETTO 1734

Interpellanza in merito all'erogazione delle retribuzioni di risultato presso l'Azienda USL di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

RONTINI, sottosegretaria

PRESIDENTE (Fabbri)

PESTELLI (FdI)

BOCCHI (FdI)

RONTINI, sottosegretaria

PESTELLI (FdI)

BOCCHI (FdI)

 

OGGETTO 1736

Interpellanza in merito alle azioni da intraprendere per favorire l'ammodernamento della rete telefonica e, soprattutto, della connettività dell'Alta Val Taro e Val Ceno (PR), garantendo continuità del segnale, funzionalità dei POS e accesso ai servizi digitali essenziali per cittadini, imprese e servizi pubblici. A firma dei Consiglieri: Daffadà, Massari, Fornili, Lori, Albasi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

DAFFADÀ (PD)

MAZZONI, assessora

DAFFADÀ (PD)

 

OGGETTO 1591

Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire il ripristino del funzionamento degli ascensori nelle stazioni di Porretta Terme, Riola e Vergato. A firma del Consigliere: Evangelisti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

EVANGELISTI (FdI)

PRIOLO, assessora

EVANGELISTI (FdI)

 

OGGETTO 1640

Interpellanza relativa all'interruzione della circolazione ferroviaria lungo la Porrettana, con sospensione del servizio tra Sasso Marconi e Porretta Terme prevista per agosto 2026, con particolare riguardo alle garanzie sull'efficienza del servizio sostitutivo su gomma e sulla gestione delle coincidenze. A firma del Consigliere: Evangelisti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

EVANGELISTI (FdI)

PRIOLO, assessora

EVANGELISTI (FdI)

 

OGGETTO 1701

Interpellanza in merito alla scoperta di una discarica abusiva nel territorio del comune di Brescello (RE). A firma del Consigliere: Aragona

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

ARAGONA (FdI)

PRIOLO, assessora

ARAGONA (FdI)

 

OGGETTO 1726

Interpellanza per conoscere lo stato di avanzamento, l'inizio delle cantierizzazioni e la previsione delle tempistiche per la conclusione dei lavori alla SS16 variante di Argenta. A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra, Proni, Bosi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

CALVANO (PD)

PRIOLO, assessora

CALVANO (PD)

 

OGGETTO 1531

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Programmazione triennale in materia di offerta di istruzione e formazione professionale leFP, ai sensi della l.r. n. 5/2011 e ss.mm.ii. ". (36)

(Dichiarazione di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Fabbri)

COSTI (PD)

ARLETTI (FdI)

TRANDE (AVS)

FIAZZA (LEGA)

CASADEI (M5S)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 1581

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Programma di iniziative della Giunta regionale finalizzato allo sviluppo di azioni a sostegno della partecipazione e indirizzi per la concessione dei contributi regionali 2026 (L.R. n. 15/2018)". (37)

(Discussione)

PRESIDENTE (Fabbri)

CASTELLARI (PD)

PRESIDENTE (Fabbri)

PRONI (PD)

PALDINO (CdP)

BURANI (AVS)

TAGLIAFERRI (FdI)

LEMBI (PD)

RONTINI, sottosegretaria

CASADEI (M5S)

BURANI (AVS)

FIAZZA (LEGA)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,38

 

PRESIDENTE (Fabbri): Buon giorno. Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 65 del 21 gennaio 2026.

Sono computati come presenti ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65 comma 2 del regolamento interno, il presidente della Giunta de Pascale e la consigliera Zappaterra, assenti per motivi istituzionali. Hanno giustificato la propria assenza i consiglieri Ancarani, Quintavalla e Ugolini e gli assessori Frisoni e Paglia.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 1727

Interpellanza per sapere quale sia il quadro del FASD (Spettro dei Disturbi Feto Alcolici) in regione e quali azioni di prevenzione, formazione, diagnosi e presa in carico sociale e sanitaria siano state attivate o siano in programma, anche in collaborazione con l'associazionismo di settore. A firma dei Consiglieri: Calvano, Massari, Proni, Castellari, Fornili, Lori, Carletti, Lembi

 

PRESIDENTE (Fabbri): Riprendiamo i nostri lavori dallo svolgimento delle interpellanze previste per la mattinata odierna. Recuperiamo, quindi, l’interpellanza che avevamo spostato ieri, la numero 1727, a prima firma Calvano e poi Massari, Proni e Castellari. Interpellanza per sapere quale sia il quadro dello Spettro dei Disturbi Feto Alcolici in regione e quali azioni di prevenzione, formazione, diagnosi e presa in carico sociale e sanitaria siano state attivate o siano in programma, anche in collaborazione con l'associazionismo di settore. Prego Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente e grazie all'assessore Fabi per la presenza e la disponibilità. Il disturbo dello spettro dei disturbi effetto alcolici, denominato FASD, racchiude una vasta gamma di anomalie fisiche e neurocomportamentali che possono manifestarsi nei bambini che sono esposti all'alcol durante la gravidanza, fra cui la forma più grave è la sindrome effetto alcolica che è caratterizzata da malformazioni facciali, microcefalia, deficit di crescita e ritardi neuro psicomotori.

Anche la più piccola assunzione di alcol in gravidanza determina un'azione tossica sull'organismo fetale e, in particolare, sul sistema nervoso centrale e può portare a danni permanenti nel feto e nel futuro bambino. Disturbi sensitivi e comportamentali, disturbi pervasivi dello sviluppo, ritardo e disabilità cognitive e delle funzioni esecutive e di memoria, disturbi dell'apprendimento, disturbo da deficit di attenzione o iperattività, disturbo positivo provocatorio, disturbo della condotta, disturbo esplosivo intermittente e deficit di attenzione.

In Italia si stima che siano 2500 i bambini che ogni anno nascono con FASD; in realtà, purtroppo, la malattia è ampiamente sottostimata e una recente ricerca fatta nel Lazio afferma che potrebbero ammontare a 18000 bambini all'anno che nascono con FASD e questo perché ci troviamo in presenza di una sottostima. Perché la FASD è poco nota, perché in Italia non esistono centri specializzati riconosciuti, ci sono alcune iniziative spontanee in giro per l'Italia ma non ci sono centri specializzati riconosciuti. La diagnosi, inoltre, è estremamente complessa a causa della mancanza di test e/o markers specifici e oltretutto c'è una conoscenza parziale tra gli operatori sanitari. Infine, mancano anche protocolli condivisi a livello mondiale.

Perciò riconoscere precocemente la FASD va considerato come un elemento fondamentale per predisporre interventi mirati che possano contenere l'insorgenza di disabilità secondarie, quali problemi di salute mentale, mancanza di vita autonoma e isolamento, ma anche problemi lavorativi e scolastici, comportamenti sessuali inappropriati e problemi con la legge.

È bene sottolineare che gli interventi che necessitano per un soggetto con FASD sono molteplici, hanno un carattere multidisciplinare che tocca i diversi aspetti della vita, da quelli sanitari a quelli psicologici a quelli educativi, scolastici, lavorativi, fino a quelli di carattere sociali, legati all'esigenza nella quotidianità, senza trascurare l'importante ruolo - e qui mi preme dirlo con grande attenzione - che c'è a carico delle famiglie, della costante fatica che le famiglie sopportano nel cercare adeguate soluzioni e di gestire la propria quotidianità e su questo credo che sia ulteriormente importante investire sul tema della formazione e del sostegno, ma è altrettanto importante costruire alleanze significative tra le persone con FASD, le loro famiglie, gli esperti del settore, i legislatori e altri partner e membri della comunità scientifica per aumentare la consapevolezza e ampliare la ricerca e l'offerta di servizi adeguati.

Si sono costituite anche associazioni il cui ruolo diventa molto importante nella costruzione delle reti tra i familiari, ma anche come supporto all'attività sanitaria che confidiamo possa svilupparsi il più possibile.

Ciò detto, si evidenzia che l'informazione sul rischio del consumo di alcol in gravidanza rientra tra le azioni che sono nel nostro piano di prevenzione 2025 e, a mio avviso, dovranno in un qualche modo essere recuperate in quello che sarà il nuovo piano e legge della prevenzione della Regione Emilia-Romagna.

Inoltre, è bene sottolineare che alcune Asl dell'Emilia-Romagna stanno sperimentando protocolli per l'identificazione precoce di bambini con sospetto FASD in età prescolare, con l'intento di definire un protocollo condiviso per la diagnosi precoce e la presa in carico, come si diceva prima, multidisciplinare.

Ciò detto, si interpella, quindi, la Giunta e l'assessore Fabi, che ringrazio di nuovo, per conoscere quale sia il quadro del FASD in Regione e quali azioni di prevenzione, formazione, diagnosi e presa in carico sociale e sanitaria siano state attivate o siano in programma, anche in collaborazione con l'associazionismo di settore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessore.

 

FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Calvano perché ha acceso la luce su un tema molte volte misconosciuto ma di grande e significativo impatto sociale. E infatti, come da lei ben illustrato, la sindrome feto-alcolica è l'espressione più grave della sindrome specificamente identificata ovvero rappresenta lo spettro dei disturbi che sono correlati al consumo di alcol in gravidanza. E i principali sintomi, come bene ricordava, sono anomalie fisiche e mentali, alterazioni del comportamento, deficit di attenzione e di apprendimento ed è tutta una disabilità di origine non genetica e, pertanto, potenzialmente prevenibile.

Ha fatto bene a citare il fatto che nel Piano regionale della prevenzione, nelle norme che disciplinano, pensiamo alla legge di sei anni fa che questa Regione ha istituito proprio per potenziare e supportare l'attività di prevenzione, che andremo a rinnovare dando ancora maggior vigore ai contenuti, questo quadro sindromico andrà sicuramente identificato in maniera più puntuale e organizzativamente efficace.

La FASD rientra attualmente tra le malattie rare, ma abbiamo visto che i dati epidemiologici la definiscono in maniera ben diversa, e in Emilia-Romagna i centri clinici di riferimento sono, oltre quello del Sant'Orsola, quello di Reggio Emilia e quello di Parma. La presa in carico viene fatta sui singoli sintomi presentati dai pazienti, non esistendo una terapia specifica sulla patologia, bensì una presa in carico, una volta che i sintomi e il problema si sono manifestati.

Al 31 dicembre del 2025, risultano in cura 35 bambini residenti nel nostro territorio e questo dimostra quanto dobbiamo mettere in conto che la FASD sia una sindrome sotto diagnosticata. Purtroppo, infatti, ad oggi non esiste, come citava bene, un test biochimico genetico che possa confermare la diagnosi che viene, quindi, basata sull'esame obiettivo del bambino e sull'anamnesi del consumo di alcol durante la gestazione da parte della mamma. E noi sappiamo benissimo come l'abitudine al consumo da alcol patologico, soprattutto nel genere femminile, sia anche un'abitudine che si esplica in solitudine e questo è un altro tema da considerare nella presa in carico che questo è il fatto importante e significativo.

Vi è una chiara e documentata letteratura, supportata da fonti scientifiche ed istituzionali, che dimostra come i bambini provenienti dai Paesi dell'est Europa siano una delle popolazioni più colpite da FASD, con una prevalenza decisamente superiore a quella osservata nella popolazione generale. Per questo motivo, il protocollo regionale per la tutela della salute psicofisica dei bambini adottati, pubblicato nel 2007, prevede la raccolta di un'anamnesi personale e familiare per escludere fetopatie dovute a comportamenti di abuso di sostanze nella madre o nei genitori d'origine. E questo devo dire che, pur essendo applicato, ma anche qui dovremmo incrementare la nostra capacità di diagnostiche e di presa in carico delle situazioni patologiche.

La Regione Emilia-Romagna pone, quindi, ormai da tanti anni, la doverosa attenzione su questa sindrome, non solo nell'ambito della presa in carico, ma anche in quello della prevenzione che, come detto, è fondamentale. Un'attenzione che poniamo sin dalle prime fasi del percorso nascita e tutte le professioniste di professionisti sanitari che assistono alla copia in questa fase trasmettono infatti informazioni basate su evidenze scientifiche affinché i futuri genitori operino scelte informate rispetto ai diversi determinanti di salute, incluso il consumo di alcol e promuovendo assolutamente alcol zero in gravidanza e un rapporto consapevole con i danni che questo può causare anche al di fuori di quel momento così importante per la vita di tutti noi.

Nei corsi di aggiornamento alla nascita vengono date informazioni puntuali sull'importanza dell'astenersi dall'assumere alcolici anche durante l’allattamento andamento. Da circa vent'anni ad aprile, mese della prevenzione alcologica si tiene un evento formativo di rilievo regionale su questo argomento e ogni azienda unità sanitaria locale organizza, a livello del proprio territorio, iniziative formative e di sensibilizzazione rivolte ai professionisti sanitari e alla cittadinanza. Tutti i professionisti dei servizi sono poi formati all'intervento di counceling sugli stili di vita.

Questo lavoro di squadra è certificato anche dal protocollo di collaborazione tra regione, le aziende sanitarie, le università di questa regione e i gruppi di auto-mutuo aiuto che sono attivi in ambito alcologico, finalizzato alla conoscenza delle reciproche modalità operative, alla realizzazione di iniziative comuni, alla formulazione di proposte per il miglioramento della collaborazione e, sul miglioramento della collaborazione, questa verrà sicuramente intensificata con quelle associazioni di volontariato che, pur interessandosi dei problemi legati all'abuso e all'abuso patologico di alcol, siano più orientate proprio alla prevenzione di questa sindrome e, quindi, abbiano competenze distintive nelle relazioni di cura e di presa in carico proprio verso queste categorie così fragili.

Alla FASD la Regione Emilia-Romagna ha dedicato un seminario tenutosi il 24 gennaio del 22, intitolato “Spettro dei disturbi feto-alcolici e sindrome alcolica fetale - prevenire, riconoscere e trattare”. In quell'occasione fu fatto il punto con professionisti ospedalieri e territoriali sullo stato della rete curante, sulle strategie di prevenzione da attuare durante la gravidanza e nelle fasi successive del ciclo di vita del bambino e della sua famiglia. Al seminario diede il suo contributo anche l'associazione italiana Disordine da Esposizione Fetale ad Alcol o Droghe, a riprova della collaborazione tra la Regione e il mondo dell'associazionismo. Un intervento sulle progettualità inerenti alla FASD è previsto anche nel corso della prossima conferenza regionale sulle dipendenze che si svolgerà presso questa regione il 29 di questo mese. Un aggiornamento periodico sulla sindrome viene, inoltre, fornito annualmente in occasione del convegno regionale sulle malattie rare, con la pubblicazione dei dati nel report dedicato. Il convegno che quest’anno vedrà tenersi a marzo la sua XV edizione è un'occasione di formazione rivolta soprattutto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta.

Tenere alta l'attenzione su questa sindrome è importantissimo, soprattutto in considerazione della sua natura prevenibile. Quindi, oltre a ringraziarla per questo, consigliere Calvano, le confermo che la Regione Emilia-Romagna continuerà nel suo lavoro sul fronte sia della prevenzione sia della presa in carico, in collaborazione con le associazioni di riferimento. Questo per dare informazioni chiare sia ai professionisti che alle donne in età fertile e per garantire diagnosi e trattamenti diffusi su tutto il territorio regionale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere per la sua replica.

 

CALVANO: Grazie assessore. Nella sua risposta emergono tracce importanti di lavoro che è stato fatto e una traccia del lavoro che si dovrà fare di qui in avanti.

Sono particolarmente soddisfatto dell’impegno a trattare questo tema con l'adeguata attenzione sia nella costruzione delle nuove linee della prevenzione della Regione Emilia-Romagna, mi riferisco alla legge e anche a quello che sarà il piano da essa derivante, così come l'attenzione che si vuol porre sul tema della presa in carico. Credo che l'investimento che si potrà fare anche sui centri che si stanno specializzando in questo possa essere molto utile sia sull'attività di prevenzione che sull'attività di presa in carico.

La ringrazio molto e sono contento del fatto che nella costruzione di queste risposte ci sia un impegno a una collaborazione stretta con quelle associazioni che, più di altre, conoscono molto bene questa malattia e questa sindrome, affinché in questa collaborazione possano emergere elementi che aiutino anche il sistema sanitario regionale, la comunità scientifica più in generale, su questo tema.

Credo che, e concludo, uno degli obiettivi che dobbiamo avere è quello di aumentare giorno dopo giorno la consapevolezza di questa malattia, la consapevolezza di come questa sindrome possa essere prevenuta in modo adeguato e di come ci possa essere anche una presa in carico tempestiva che può evitare e che potrà evitare ulteriori conseguenze sulle persone colpite da questa sindrome, per migliorare la qualità della loro vita e migliorare la qualità della vita delle famiglie che li hanno in carico e che, insieme a loro, condividono il carico di una sindrome così rilevante e che può compromettere, se non adeguatamente affrontata, la vita delle persone e delle loro famiglie.

Per quanto di mia competenza, per il ruolo che ho, seguirò da vicino questo, anche cercando di stimolare, anche se credo che non ce ne sarà bisogno, l'assessorato affinché questa attenzione possa essere continuativa nel tempo e consentirci di creare risposte adeguate per i nostri cittadini e le nostre cittadine. Grazie.  

 

OGGETTO 1606

Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire la messa in sicurezza della Strada Provinciale n. 79 "Pian di Balestra", nel tratto situato in località Serra, frazione Trasasso del comune di Monzuno, tenuto conto della presenza di infrastrutture essenziali, quali le condutture del gas, dell'acqua e della fognatura. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1606, a firma del consigliere Mastacchi. Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire la messa in sicurezza della Strada Provinciale 79 “Pian di Balestra”, nel tratto situato in località Serra, frazione Trasasso del comune di Monzuno, tenuto conto della presenza di infrastrutture essenziali, quali le condutture del gas, dell’acqua e della fognatura. Prego.

 

MASTACCHI: Grazie presidente. Buongiorno sottosegretario Rontini. Strada provinciale 79, la cosiddetta “Pian di Balestra”, che è già stata oggetto di una mia precedente interrogazione, nella quale avevo avuto una risposta preoccupante perché, come tutte le strade provinciali, da quando è stata chiusa la provincia e le competenze sono state trasferite alla Città metropolitana, un po’ tutte le strade sono state trascurate e, come manutenzione, non dico abbandonate, ma ci siamo vicini, se non per le altre, almeno per la 79, che è una strada importante, pur essendo molto marginale, ma importante perché collega il comune di Monzuno al comune di San Benedetto, nella frazione Madonna dei Fornelli, se la si guarda dalla vallata di fronte, sembra oggetto di bombardamenti, piena di frane che nel tempo sono state perimetrate e messe in sicurezza, però ormai i tratti disastrati sono quasi superiori ai tratti percorribili.

Nella mia precedente interrogazione avevo chiesto, appunto, com'era la situazione e la risposta è stata che c'erano ingenti finanziamenti che avrebbero risolto la quasi totalità dei problemi, ad esclusione di quello che, a mio parere, è il problema più grande che incide su quella strada, cioè, la frana in località Serra di Trasasso. È una frana che è subito precedente alla prima frazione più importante del comune di Monzuno, della frazione di Trasasso.

A parte il pericolo di isolamento di questa frazione, che sarebbe veramente grave perché, per raggiungere qualsiasi destinazione, quella frazione dovrebbe percorrere parecchi chilometri di strada sulle quali, come ho detto, ci sono altre situazioni franose, ma la cosa più grave in assoluto è che, contestualmente, proprio in sovrapposizione a questa frana, c'è un attraversamento di importanti infrastrutture di Hera, una bretella di collegamento fra il comune di Monzuno e il comune di Loiano, delle infrastrutture per il trasporto di gas, acqua e anche delle forniture locali. Quindi, il rischio, oltre all'isolamento dal punto di vista dei trasporti, è anche quello di incidere pesantemente sulle infrastrutture di Hera.

Per cui, visto la risposta avuta nella precedente interrogazione, ho pensato attraverso questa interpellanza di sollecitare l'intervento e di chiedere alla Regione, appunto, come intende attivarsi per garantire la messa in sicurezza della Strada Provinciale 79 nel tratto situato in località Serra, frazione Trasasso nel comune di Monzuno, tenuto conto della presenza di infrastrutture essenziali quali condutture di gas, acqua e fognatura. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria per la sua risposta.

 

RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Grazie al consigliere Mastacchi. Alcune cose, rispetto alla precedente interrogazione che dava conto, da una parte, per quanto riguarda la ricostruzione pubblica dei lavori eseguiti in somma urgenza e finanziati rispettivamente con le ordinanze 6, 13 e 33 del commissario straordinario, si faceva un po’ il punto rispetto a quella che era la ricostruzione privata. Oggi non abbiamo più l'ordinanza 14, ma abbiamo l'ordinanza 54 è stato fatto un importante passo avanti rispetto a quelle che sono le procedure che i privati hanno a disposizione per chiedere i rimborsi. Penso che valga l'occasione, anche in questa sede, di dare atto al commissario del lavoro importante che ha fatto di semplificazione delle procedure. Oggi i titolari di abitazioni, appartamenti, enti, edifici privati, le famiglie hanno la possibilità di fare domanda, a seconda dell'entità del danno, con procedure, sia in termini di domanda che di rendicontazione, molto semplici. E poi si faceva un punto anche sulle delocalizzazioni.

Io torno a rispondere volentieri anche sul tema oggetto dell’interpellanza, cioè, come intendiamo attivarci, però penso che vadano fatte due specifiche: questa, ma lo ha detto anche lei in trasparenza, è una strada provinciale, quindi, non è nelle competenze della Regione Emilia-Romagna che, comunque, svolge un ruolo di coordinamento, il presidente subcommissario rispetto a tutto quello che riguarda la ricostruzione post alluvione, dicevo, è una strada provinciale e c'è un soggetto attuatore nazionale, che è CONSAP.

Detto questo, l'occasione è utile anche per capire come ulteriori risorse potranno essere messe in disponibilità dei soggetti attuatori che, lo ricordo, su tutto il perimetro della ricostruzione dell'Emilia-Romagna sono più di 240, quindi, ci sono i comuni, consorzi di bonifica, la Regione stessa per il tramite della sua Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile; poi ci sono i vari soggetti nazionali, SoGeSi, CONSOB, da una parte, ma anche a Anas, RFI, Autostrade. Dicevo, è utile per fare un punto su come è possibile, laddove interventi hanno trovato finanziamento con le prime ordinanze emesse nel 2023, poi capita, lavorando in somma urgenza, che si rendano necessarie ulteriori risorse per completarle, in alcuni casi, abbiamo visto anche il processo inverso.

Allora, di positivo due cose; da una parte, la Città metropolitana di Bologna ha recentemente segnalato al commissario straordinario e al subcommissario che il fabbisogno per il completamento del tratto stradale in oggetto, soprattutto per la parte più critica, oggetto del focus con questa interpellanza, è quantificato in 1.300.000 euro - parliamo del chilometro 2 della Strada Provinciale 79 - e, quindi, il subcommissario lo ha raccolto nell'insieme dei fabbisogni che riguardano la ricostruzione privata. Quell'insieme di fabbisogni oggi cuba, tenendo insieme tutto, cioè, quindi, tenendo insieme anche le opere pubbliche - case, musei, biblioteche, se penso alla mia città, beni culturali, movimenti franosi, viabilità, opere fluviali - all'incirca 1.100.000.000 di euro sulla ricostruzione pubblica.

Le risorse a disposizione sono: 105 milioni sul 2023, perché il lavoro di monitoraggio che l'agenzia ha portato avanti con la struttura commissariale ha fatto sì che, in alcuni casi, lo accennavo poco fa, le assicurazioni erano intervenute, magari, per rifondare gli enti locali e, quindi, alcuni interventi siano stati stralciati, quindi, siamo partiti nell'avviare quel monitoraggio con una disponibilità sulla ricostruzione pubblica di 75 milioni sul 2023, oggi abbiamo un po’ più di 100 milioni di euro; poi ci sono 100 milioni che il DL 65 ci mette a disposizione dal 2027 o 2028, non lo specifico perché non vorrei dire un’inesattezza, comunque, tra qualche anno, solo sul 2024, ma anche qui sono i meccanismi di anticipo che abbiamo studiato e stiamo studiando anche per la parte più di piano di contrasto al dissesto, valgono anche per i 100 milioni sul 2024 in termini di eventi, cioè, su quei 100 milioni si possono candidare richieste che hanno a che fare, che hanno il nesso di  causalità con settembre e ottobre 2024; e poi ci sono, e anche questa è una buona notizia, i 400 milioni di euro che, a seguito dell'approvazione della legge di bilancio dello Stato a fine anno, sono il frutto di un emendamento, penso condiviso da tutte le forze politiche, che ha spostato 400 milioni di euro dalla ricostruzione privata che, come sappiamo, ha un tiraggio diverso, anche a seguito dell'utilizzo della procedura Indica, che ha fatto palesare una stima di quanti sono ancora i privati, sia lato famiglie che lato imprese, che sia sul 2023 che sul 2024 ancora non hanno presentato domanda e intenderanno farlo. Posto che Indica è una piattaforma non vincolante, dava e dà un meccanismo di priorità.

Quindi, e vado a concludere, Città metropolitana ha segnalato che, per concludere l'intervento serve ancora 1.300.000. Quella richiesta è stata messa insieme a tutto l'elenco dei fabbisogni che noi stiamo raccogliendo. Abbiamo, malcontati, più di 600 milioni di euro, che dovremo poi suddividere anche insieme alle altre regioni, con percentuali che, però, visto quello che è successo, hanno sempre visto la Regione Emilia-Romagna fare la parte del gigante; e il commissario Curcio, che tra l'altro vedrò in mattinata anche insieme al presidente, ci ha anticipato la volontà di portare in una delle prossime cabine di monitoraggio del DL 65, quella che ha istituito per tenere insieme enti locali e, comunque, tutti i soggetti che portano delle responsabilità nel complesso percorso di ricostruzione, di darsi una griglia di criteri condivisi per decidere come passiamo dal miliardo e 100 ai 600 milioni, darci dei criteri oggettivi che non siano il frutto solo della concertazione che ci dovrà essere, territoriale, con i presidenti delle Province e con il sindaco metropolitano, ma anche, appunto, di una griglia che penso sia utile a tutti, maneggiando risorse pubbliche, risorse anche importanti, per decidere quali interventi ammettere a finanziamento.

È chiaro che il completamento di opere in corso troveranno in questi criteri, io immagino, delle priorità, quindi, attendiamo di vedere la proposta che la struttura commissariale ci farà sui criteri. Siamo anche in attesa della pubblicazione di quella che è l'ordinanza che noi chiamiamo dei Saldi Zero, quella che avvia il primo piano speciale di ricostruzione e che mette insieme tutto il novero degli interventi fin qui realizzati, programmati e pianificati sulla ricostruzione pubblica, a cui seguirà quella che, invece, impegnerà le risorse residue, una parte di quella per dar seguito agli interventi di ricostruzione pubblica.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere.

 

MASTACCHI: Grazie sottosegretario. Allora, intanto, il primo passo che non è banale è quella della presa d'atto che i problemi esistono e, invece, nella precedente risposta sembrava quasi che tutto fosse posto così, almeno da parte della Città metropolitana, l'impressione era quella. Questo è il primo passaggio ed è bene almeno che ci sia consapevolezza del problema.

Il secondo passaggio importante è che ci sia consapevolezza sul quanto è necessario, dal punto di vista economico, per risolvere il problema e questo vuol dire che qualcuno è andato a guardare e ha visto l'intervento da fare.

Parzialmente bene il fatto che ci siano praticamente solo poco più della metà dei fondi disponibili, anche se io credo che, nell'ottica delle priorità, credo che sia più importante intervenire in una frana di questo tipo rispetto a tante altre che magari possono rimanere ancora qualche mese, forse in una situazione parziale. Per cui benissimo, non benissimo, ma va bene.

Io, comunque, rispetto a questo problema, lei sa come sono di carattere, per cui continuerò a tenere il riflettore acceso nella speranza che non ci sia bisogno di un ulteriore intervento, ma nel caso io continuerò a monitorare, nel caso continuerò a sollecitare. Spero che altrettanto faccia la Regione nei confronti della Città metropolitana perché, è vero che la competenza è loro, però è anche vero che - fra virgolette - la pressione istituzionale da parte di un ente superiore rispetto a un intervento così importante possa essere risolutiva. Grazie.

 

OGGETTO 1723

Interpellanza relativa ai criteri per l'erogazione delle retribuzioni di risultato in favore della dirigenza dell'Azienda USL della Romagna. A firma dei Consiglieri: Pestelli, Marcello, Ferrero

 

OGGETTO 1734

Interpellanza in merito all'erogazione delle retribuzioni di risultato presso l'Azienda USL di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi

 

PRESIDENTE (Fabbri): Mi chiede la parola la sottosegretaria Rontini.

 

RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Sull'ordine dei lavori, perché le due interpellanze riguardano lo stesso tema, che è quello dei dirigenti, delle loro retribuzioni delle ASL. Ieri l’abbiamo fatto, ma lo valutate voi, io sono disponibile a rispondere in un modo o nell'altro, di fronte a un caso simile, i due consiglieri hanno illustrato le due interrogazioni, ho dato un'unica risposta e poi loro hanno fatto entrambi la loro replica, quindi, volevo capire se ci orientassimo così anche oggi.

E poi ne approfitto, l’ho anticipato al consigliere Pestelli, queste due interpellanze avevamo visto precedentemente anche due interrogazioni a risposta orale in commissione su cui ancora non era stata data risposta; ho visto che il consigliere Bocchi, e lo ringrazio, ha già ritirato quella, volevo sapere dal consigliere Pestelli se immagina di fare lo stesso anche con la sua, quindi, aspetto indicazioni sulla modalità di risposta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Mi sembra di capire che siete d'accordo a unirle. Va bene. Quindi, sono due interpellanze, una a prima firma Pestelli e una a prima firma Bocchi: quella a prima firma Pestelli, interpellanza relativa ai criteri per l'erogazione delle retribuzioni di risultato in favore della dirigenza dell'azienda Usl della Romagna. Prego consigliere.

 

PESTELLI: Grazie presidente. Sì, anticipo che procederò al ritiro dell’interrogazione depositata in commissione perché, appunto, siamo arrivati finalmente, in questo caso, voglio dirlo, alla discussione, alla trattazione di questo argomento che era nato, appunto, da un'interrogazione depositata per essere discussa in commissione già all'inizio dello scorso mese di settembre.

Ecco, io questa tempistica la voglio anche un po’ sottolineare perché credo che, considerata la tematica, ritengo che l'espressione di una posizione e, soprattutto, la necessità di fare chiarezza sulle motivazioni alla base dell'atto espresso da Giunta e Asl della Romagna dovrebbero essere una priorità per la politica e questo, non tanto nell’interesse dell’interrogante, quanto, prima di ogni altra cosa, nell'interesse dei cittadini e per la tutela della trasparenza nella gestione del denaro pubblico.

Attraverso la delibera di Giunta 1359 del 2025, dello scorso 4 agosto, le aziende sanitarie operanti sul territorio regionale sono state, infatti, autorizzate a liquidare ai rispettivi direttori generali le retribuzioni di risultato relative all'annualità 2024, in base agli obiettivi precedentemente individuati. L’azienda Usl della Romagna, su cui verte questa interpellanza, ha recepito le disposizioni della Giunta regionale attraverso una determinazione in data 26 agosto, in forza della quale ha erogato premi di risultato ai propri dirigenti per un importo complessivo di oltre 96.000 euro, di cui 37.000 euro circa in favore del direttore generale, dottor Tiziano Carradori. Tutto ciò, in un contesto in cui il bilancio di esercizio relativo allo stesso anno 2024, relativo, appunto, all’Asl Romagna, ha riportato un passivo superiore alla somma di 37 milioni di euro e il bilancio preventivo relativo all'anno 2025 ha ipotizzato una perdita di oltre 200 milioni di euro. Il direttore generale ha presentato, inoltre, domanda di pensionamento. Questo per circostanziare un po’ la situazione.

Nello scorso mese di luglio, ho depositato sul tema un'altra interrogazione, a cui spero verrà data risposta con maggiore sollecitudine, anche per le ragioni che ho individuato prima. Quello che oggi sappiamo è che - cito testualmente da una comunicazione Inps disponibile e pubblicata sul sito di Asl Romagna - gli è stato erogato il trattamento di pensione con decorrenza 1° luglio 2025 e valuta 7 novembre 2025, tutto ciò congiuntamente allo stipendio relativo all'incarico. Doppio trattamento che continuerà a percepire per tanto tempo, considerato che lui stesso ha dichiarato a mezzo stampa che rimarrà in carica fino al 2029.

Perché tutto questo ha destato così tanto scalpore negli animi dei cittadini? Perché i cittadini romagnoli sono costretti a confrontarsi quotidianamente con problematiche relative a liste d'attesa difficilmente accessibili, riduzioni di servizi, quali ad esempio la negazione della figura dell'infermiere a bordo di alcune ambulanze, i minori investimenti nelle procedure riabilitative, addirittura somme non riconosciute da parte dell'Asl per cure erogate a malati oncologici, maggiori complicazioni anche nell'approvvigionamento di farmaci a causa dell'utilizzo massivo da parte dell'Asl del canale della distribuzione diretta che rende la distribuzione anche meno capillare. In più, agli stessi cittadini vengono richiesti sacrifici economici, alcuni dei quali anche relativi al tema della salute e penso, ad esempio, all'imposizione del cosiddetto ticket farmaceutico. Infine, anche al personale medico e infermieristico in forze all'azienda Usl della Romagna vengono quotidianamente imposti sacrifici relativi a turni di lavoro, non sempre gli straordinari risultano adeguatamente riconosciuti e le rispettive professionalità opportunamente valorizzate. Inoltre, su questo tema, ormai da tempo, l'azienda limita le nuove assunzioni, che sarebbero al contrario necessarie per una corretta integrazione e definizione dell'organico.

La preoccupazione per lo stato di salute, e permettetemi il gioco di parole, della sanità romagnola è assolutamente legittima e, a mio avviso, doverosa da parte nostra. Abbiamo strutture di eccellenza, questo è vero, ma l'impressione è che la tutela della salute dei romagnoli sia sempre più affidata all'opera di professionisti di eccellenza non adeguatamente sostenuti dal punto di vista amministrativo e gestionale.

Per questo motivo nasce l'esigenza di proporre questa interpellanza. Io oggi vorrei chiedere alla Giunta, prima di tutto, in base a quali criteri siano state erogate le retribuzioni di risultato in favore della dirigenza dell'azienda Usl della Romagna e quali fossero gli obiettivi di risultato determinati per l'erogazione dei premi stessi.

Infine, da un punto di vista politico, se condivide l'opportunità dell'erogazione del premio in questo momento storico, anche in base alle riflessioni che ho esposto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ora la 1734. Interpellanza in merito all'erogazione delle retribuzioni del risultato presso l'azienda Usl di Parma. Prego consigliere.

 

BOCCHI: Grazie presidente. L’interpellanza che ho presentato ricalca e trae spunto dalle medesime considerazioni che ha riportato poc'anzi il mio collega Pestelli. È ovviamente traslata sul territorio della provincia di Parma e, più specificatamente, inerisce all'azienda sanitaria locale di Parma, all'azienda ospedaliera universitaria.

Le delibere dell’agosto 2025 sono già state ricordate, quelle della Giunta regionale che autorizzava a liquidare ai direttori generali e ai commissari straordinari delle aziende sanitarie, i rispettivi premi che, per quanto riguarda l'azienda sanitaria locale di Parma, cubano 70000 euro all'incirca, dei quali oltre 23000 euro sono stati assegnati all'ex direttore generale e commissario straordinario dell'azienda sanitaria locale, che oggi è assessore alla Sanità qua in Regione.

Tra le altre cose, per rimarcare, appunto, alcune differenze rispetto a quanto ha appena dichiarato il consigliere Pestelli, il doppio ruolo di direttore generale dell'azienda ospedaliera universitaria e di commissario straordinario dell'azienda sanitaria locale si era reso necessario perché le due aziende sanitarie di Parma, insieme a quelle di Ferrara, essendo anche universitarie, quelle ospedaliere, sono in attesa di quel processo di unificazione per il quale il direttore generale, appunto, il commissario straordinario era stato chiamato a portare a termine e che, invece, per i motivi che conosciamo e che non dipendono esclusivamente dalla Regione, da chi ha guidato queste strutture, ma è di fatto ancora ben lontana dall'essere raggiunta e anche nella gestione, checché ne sia stato detto in questi ultimi anni, nella gestione ordinaria, di fatto, le aziende continuano ad essere non solo giuridicamente divise ma anche separate, due soggetti distinti, ma anche nell'ordinaria amministrazione sono assolutamente non assimilabili, tant'è vero che è una, anzi, forse l'unica situazione, quella di Parma, che prevede addirittura due direttori delle professioni sanitarie. E questo è un obiettivo, ripeto, che sarebbe dovuto essere compreso nella considerazione dei premi di risultato. Così come il pareggio di bilancio che, per quanto riguarda l'azienda sanitaria locale di Parma, ha visto invece il 2024 chiudersi con una perdita superiore ai 14 milioni.

C'è poi la questione che a cui accennava anche il consigliere Pestelli, che non è secondaria, questo dei premi ai dirigenti, non è solamente una questione meramente contabile, ma crediamo sia anche, non solo simbolica ma anche etica e soprattutto politica. Il fatto di assegnare dei premi al direttore, ai dirigenti delle aziende sanitarie locali, nel momento in cui si continuano a chiedere sacrifici ai cittadini che sono alle prese con lunghe liste d'attesa, con un servizio sempre più difficoltoso, con un personale sanitario infermieristico sempre più in difficoltà e sottorganico, credo che queste considerazioni debbano essere fatte e credo che sia necessario affrontare una riflessione sulle politiche di incentivazione adottate, con particolare attenzione alla coerenza tra i risultati effettivi conseguiti e la situazione finanziaria, sia aziendale che regionale, al fine di garantire trasparenza, equità e buon utilizzo delle risorse pubbliche.

Quello che oggi chiediamo, che nella mia interpellanza chiedo alla Giunta, sono, in sostanza, ripeto, traslate sul territorio di Parma, ma sono le medesime questioni che ha posto il consigliere Pestelli e, quindi, non le ripeto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria per la risposta congiunta.

 

RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Una specifica, perché in apertura al consigliere Pestelli, e dal suo punto di vista lo capisco, ha detto “finalmente rispondiamo sul tema”. Ci tenevo solo a precisare che, rispetto all'interpellanza, è stata calendarizzata dalla Capigruppo, nei tempi che prevede il regolamento, c'erano dei precedenti di cui poi abbiamo parlato anche prima e lo ringrazio anche per la disponibilità al ritiro delle interrogazioni a risposta orale in commissione che è bene - dico una cosa scomoda per la mia parte, ma avendo fatto la presidente di commissione per dieci anni - che i presidenti di commissione calendarizzano, se non nei tre giorni del regolamento, comunque in tempi congrui per mettere anche i consiglieri di minoranza in condizioni di avere le loro risposte, naturalmente nella collaborazione con l'interrogante, da una parte e con l'assessore dall'altra, che in questo caso non sarei io, ma giustamente per ragioni di opportunità, ben volentieri, così come avevo fatto col question time, rispondo io in aula.

Vengo al merito. Ci sarà una parte della risposta generale, appunto, che riguarda le due interpellanze e poi ci saranno due piccole parti più specifiche, una che riguarda l'Asl della Romagna e l'altra che riguarda Parma.

Appunto, del tema ci eravamo occupati in quest'aula nel rispondere a un question time anche a settembre, ma le interpellanze di oggi ci danno l’opportunità di riprenderlo con i tempi delle interpellanze che sono più lunghi, in modo da chiarire ulteriormente alcuni concetti. In tema di retribuzione di risultato dei direttori delle aziende sanitarie, il DPCM 502 del 19 luglio 1995 dispone che il loro trattamento economico possa essere integrato di un'ulteriore quota fino al 20% dello stesso, sulla base di determinati criteri relativi ai risultati di gestione e alla realizzazione degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi assegnati annualmente alle direzioni generali con la delibera di programmazione e finanziamento delle aziende sanitarie. Quindi, alla base di tutto c'è un DPCM che regola la materia proprio al fine di rafforzare i principi di imparzialità, trasparenza e terzietà dei processi di valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie.

Dal 2015, questa Regione ha ampliato volontariamente le competenze dell’organismo indipendente di valutazione, l'OIV, per gli enti e le aziende del Servizio Sanitario Regionale, includendovi anche la valutazione della correttezza metodologica dei sistemi di misurazione e valutazione delle attività e delle prestazioni individuali, ivi compresa quella relativa ai direttori generali.

A ciò si aggiunge che, nel 2024, la direzione generale Cura della persona Salute e Welfare, ha approvato un documento, proposto proprio dall’OIV, in cui sono stati formalizzati i principi di riferimento alle modalità operative di svolgimento del processo di valutazione annuale dei direttori generali, al fine di migliorare ulteriormente i livelli di efficacia, efficienza e trasparenza del processo. Gli obiettivi individuati per la valutazione dei direttori generali sono 82, con indicatori specifici che riguardano tutti i livelli in cui è coinvolta l'intera gestione aziendale e target di riferimento dettagliati.

L'OIV è coinvolto nella predisposizione della griglia di valutazione al fine di garantirne la coerenza complessiva e la correttezza metodologica dei contenuti. Tale modello di valutazione è a garanzia di uniformità, da una parte, e di indipendenza di valutazione del complesso degli obiettivi che vedono coinvolte le direzioni generali, dall'altra.

Il calcolo dei risultati conseguiti dalle singole aziende sanitarie è stato effettuato sulla base dei principali indicatori, individuati nella delibera di Giunta regionale 945 del 2024, recante le linee di programmazione e finanziamento delle aziende del Servizio Sanitario Regionale per l'anno 2024 e i risultati del percorso di valutazione sono stati poi espressi nella delibera di Giunta regionale 1359 del 2025.

Gli emolumenti, una volta corrisposti ai direttori, sono pubblicati sul sito “amministrazione trasparente”, a chiudere un percorso che si sviluppa per nostra volontà, come ho cercato di spiegare, nella totale trasparenza.

Vengo adesso le due specifiche. In merito all'azienda USL della Romagna è risultato un raggiungimento del 91% degli obiettivi posti per l’anno 2024. Si tratta del dato più alto dell'intera Regione.

Per quanto riguarda, invece, la mancata unificazione delle aziende sanitarie di Parma, citata dal consigliere Bocchi nelle premesse dell'interpellanza, ribadisco anche in questa sede quanto rappresentatole dall'assessore Fabi, sempre in risposta a un'interrogazione in commissione IV. A seguito degli approfondimenti che abbiamo svolto, che abbiamo svolto anche all’insediamento all'inizio di questa legislatura, allo stato attuale, la normativa vigente non consente tali unificazioni; queste potranno realizzarsi solo a seguito di una modifica del decreto-legislativo 517 del 1999. Motivo per cui tutte le attività di valutazione tecnica, gestionale ed economica sono state necessariamente sospese.

In tal senso, è in corso un'interlocuzione che coinvolge, oltre all'assessorato regionale alle Politiche per la Salute, le università dell’Emilia-Romagna e i Ministeri competenti.

Ecco, dopo aver ribadito l'assoluta correttezza, legalità e trasparenza di queste retribuzioni di risultato, preme anche a me fare qualche considerazione più di carattere politico e provare a mettere, seppur rapidamente, in luce alcuni elementi che mancano, dal nostro punto di vista, naturalmente, nel ragionamento che voi avete portato in questa sede, in quest'aula.

La sanità dell'Emilia-Romagna è in difficoltà. Penso che questa Giunta non l'abbia mai nascosto; non l'ha fatto il Presidente neanche in sede di approvazione del bilancio. Ma, pur nelle sue difficoltà, il Servizio Sanitario dell'Emilia-Romagna continua a dare risposte a milioni di cittadini anche da fuori regione, garantendo livelli di assistenza che vengono sempre riconosciuti tra i più alti a livello nazionale.

Non cito, diciamo così, i dati dei giorni scorsi anche relativi al report della Corte dei conti nazionali, che rifotografano, riposizionano la solidità dell'Emilia-Romagna, dove i professionisti e le professioniste che vi lavorano l'hanno portata. Questo è merito anche del lavoro, va riconosciuto, dei nostri direttori generali che operano in un contesto di definanziamento conclamato del fondo sanitario acuitosi in questi ultimi anni e, con ultimi anni, lo sapete, tengo la stessa posizione del presidente, stiamo parlando di tutti i governi di ogni colore politico, non ne facciamo una questione solo all'attuale governo.

Le stime per il 2028 prevedono un livello di finanziamento pari al 5,93% del PIL, quando le raccomandazioni dell’Ocse - è cosa nota - lo vorrebbero al 7,5%.

In questo pericoloso piano inclinato di definanziamento, per salvaguardare la qualità dei servizi e delle cure l'anno scorso siamo stati costretti a chiedere uno sforzo in più ai nostri cittadini e alle nostre cittadine, cose che non facevamo da anni; uno sforzo che, anche grazie a un bilancio regionale solido, a un ente solido, da quest'anno ci consente di garantire alla sanità un contributo strutturale di risorse regionali pari ad almeno 200 milioni di euro. Dove lo Stato toglie, rinunciando alla crescita e minando l'accesso alle cure, l'Emilia-Romagna investe per garantire alle persone i diritti che dovrebbero essere inviolabili o, almeno, lo sono per noi, per questa maggioranza, per questa Giunta: salute, casa e assistenza.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, consigliere Pestelli per la sua replica.

 

PESTELLI: Grazie presidente. Ringrazio la sottosegretaria per la risposta, che non mi trova soddisfatto nella misura in cui io, ovviamente, condivido e credo di averne dato dimostrazioni più volte anche in quest'aula, l’importanza del pilastro della sanità pubblica. Non condivido però come questa Giunta e questa maggioranza politica lo declina da un punto di vista pratico.

Nel merito della risposta, non nascondo di aver avuto occasione di trovare un piccolo spoiler alla risposta che avrei ricevuto sulla pagina di “amministrazione trasparente” appositamente creata da Asl Romagna nel momento immediatamente successivo rispetto alla sollecitazione che ho proposto insieme al consigliere Bocchi, alla risposta su questo tema. La pagina, infatti, è stata creata in data 22 dicembre.

Se fosse così, io sarei contento di aver contribuito, almeno, con la mia opera di denuncia a far sorgere in capo all'Asl la necessità di predisporre una pagina di questo tipo, in cui, di fatto, il direttore generale Tiziano Carradori risponde alle interrogazioni in luogo, al posto, in sostituzione dell'assessore competente e sulla quale si possono anche trovare alcuni accessi agli atti presentati da consiglieri di questo consesso, ovviamente, non tutti, ma soltanto quelli che al direttore generale interessa rendere pubblici.

La realtà è che la scarsa attenzione alla capillarità, alla tutela dei cittadini, ai diritti degli operatori è evidente anche da questi comportamenti e, in tale sede, ad esempio, nell'elencazione degli obiettivi di risultato e si trova l'elenco fisicamente in questa pagina, da cui emerge tra le righe che la spesa farmaceutica viene vista esclusivamente come un intralcio e, nel contesto di quella ospedaliera, si considera il costo del farmaco come spesa e non quello del servizio.

Allora, non stupiamoci se c'è una recrudescenza del canale di distribuzione diretta perché stiamo immolando l'aderenza terapeutica sull'altare dei premi ai dirigenti. Si chiede in questi obiettivi una riduzione degli accessi bianchi e verdi ai pronto soccorso e non importa se, per ottenere questo risultato, si è creato un canale alternativo con enorme dispendio di risorse.

Il controllo della spesa è citato principalmente in relazione al governo del personale, destinatario di manovre legate a tagli. Si parla di tempi d'attesa relativi esclusivamente alle visite prospettate e non a quelle effettivamente erogate. E allora non ci interessa se al signor. Mario di Verghereto noi proponiamo una spirometria a cento chilometri di distanza.

Alcuni obiettivi presuppongono anche valutazioni cliniche che, dal mio punto di vista, non competerebbero a un direttore generale. Penso, ad esempio, viene indicata la percentuale di parti con cesareo. Io non so se questo può essere un obiettivo che può determinare l'erogazione di un premio di retribuzione a un direttore generale.

Ecco, allora, il mio pensiero è che la nostra fortuna sia anche quella di poter contare sull'apporto di professionisti e operatori sanitari di eccellenza che sostengono il peso della nostra salute, tante volte, nonostante una dirigenza che, ogni giorno di più, sembra guardare il proprio ombelico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Bocchi.

 

BOCCHI: Grazie presidente. Grazie alla sottosegretaria Rontini per la risposta che anche a me non lascia soddisfatto. Lei ha citato, ancora una volta, prendendo spunto dalle mie premesse, la mancata unificazione che so benissimo dipendere da una modifica che si attende e so che sono in corso delle interlocuzioni col Ministero però, nell'assunzione del commissario straordinario, nella persona del dottor Massimo Fabi e direttore generale dell'azienda ospedaliera, era stato posto come obiettivo quello di avviare un'unificazione che sarebbe dovuta, nel momento in cui ci fosse stata questa modifica della legge, bastava accendere la chiavetta e la macchina andare in moto.

Oggi, invece, abbiamo due macchine con due chiavi separate e gli esempi li ho citati e ne presento anche diversi in tante altre interrogazioni. Così come sui disservizi, ne sono stati ricordati alcuni dal consigliere Pestelli, ma anche Parma, se la Romagna piange, Parma non ride, potremmo parafrasare e anche qui non voglio fare l'elenco dell'interrogazione degli interventi che ho fatto nel corso di questi ultimi mesi o settimane sui disservizi, ma sappiamo benissimo le preliste di attesa, i tempi di attesa, ormai non si parla neanche più di visite dermatologiche, oculistiche o di altre branchie perché si va direttamente al privato, non ci si prova neanche. Così come sullo scoramento diffuso che abbiamo verificato, del quale abbiamo contezza ogni giorno, del personale infermieristico e medico sanitario che lavora all'interno delle nostre strutture sanitarie e quello del solito alibi che sentiamo ripetere del sottofinanziamento del governo.

Oggi non ci può bastare a giustificare questa situazione perché sappiamo benissimo, almeno, noi crediamo che i disservizi e i problemi che oggi anche il sottosegretario ammette essere presenti nella sanità emiliano-romagnola dipendono, non tanto dagli scarsi finanziamenti, ma da una cattiva gestione e spesa dei finanziamenti ricevuti. Ossia spesi e consumati o, meglio dire, bruciati attraverso un sistema assolutamente inefficiente, sul fatto che i premi siano una questione politica e non solamente, appunto, contabile o di applicazione giuridica di quello che prevede l'organismo indipendente di valutazioni.

Ho provato a andare a leggere anche i criteri. Veramente molto complicato e complesso leggerli, ma è una questione politica perché, ripeto, in un momento in cui si continuano a chiedere dei sacrifici ai cittadini, nel momento in cui l'ospedale di Parma attende dal 2010-2011 che era stato annunciato imminente l'acquisto di una PET e sono da tredici anni o quattordici anni che ancora la PET non c'è e c'è una convenzione con un istituto privato accreditato, perché ancora non ne siamo dotati, che lavora grazie al personale dell'ospedale. Quando ci sono degli istituti privati che fanno refertazione di tessuti per conto dell'anatomia patologica che vengono assegnati in base, neanche a una gara, ma a delle convenzioni che si continuano a rinnovare per scarsa trasparenza per decine di anni. Ecco, credo che questi siano elementi che non possono giustificare in alcun modo una premialità assegnata dei dirigenti perché il rischio che si corre è quello di dare l'impressione di essere un sistema autoreferenziale in cui gli stessi dirigenti manager dispongono del regolamento per potersi attribuire i premi e poi se li auto-stanziano.

Insomma, è un po’ il solito copione: i conti non tornano, i servizi arrancano, ma i manager, i direttori generali vincono comunque e trasformano attraverso questo sistema perverso, quello che è un fallimento collettivo in un successo individuale.

Io credo che, ripeto, quando le aziende chiudono in bilanci rossi in questo modo, quando costringono, per tappare un buco di 200 milioni di euro, la Regione Emilia-Romagna e i cittadini dell'Emilia-Romagna a subire un incremento di tassazioni, di spese, il bollo auto e l’IRAP e quello che sappiamo così impattante, credo che sia veramente inaccettabile e non aderente a dei principi di etica pubblica assegnare dei premi di questo tipo. Un'ultima cosa. Lo volevo citare in premessa, non l'ho fatto, ma mi sarei aspettato, visto che era qua anche pochi minuti fa, che un’interpellanza del genere, se non magari la mia, potrà prevedere un conflitto di interessi, ma non credo, almeno a quella del consigliere Pestelli potesse dare risposta a quello che, secondo me, era il più indicato.

Io, ripeto, ho apprezzato anche i toni e l'onestà intellettuale, come sempre, con cui ha risposto, però mi sarei aspettato e non mi do una risposta del perché, non solo non sia presente in aula quando lo era fino a pochi minuti fa, ma sul perché non abbia dato l'assessore Fabi la risposta alle nostre interpellanze. Grazie.

 

OGGETTO 1736

Interpellanza in merito alle azioni da intraprendere per favorire l'ammodernamento della rete telefonica e, soprattutto, della connettività dell'Alta Val Taro e Val Ceno (PR), garantendo continuità del segnale, funzionalità dei POS e accesso ai servizi digitali essenziali per cittadini, imprese e servizi pubblici. A firma dei Consiglieri: Daffadà, Massari, Fornili, Lori, Albasi

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1736, interpellanza in merito alle azioni da intraprendere per favorire l'ammodernamento della rete telefonica e soprattutto della connettività dell'Alta Val Taro e Val Ceno, garantendo continuità del segnale, funzionalità dei Pos, accesso ai servizi digitali essenziali per cittadini, imprese e servizi pubblici, a firma dei consiglieri Daffadà, Massari, Fornili, Lori, Albasi. Prego consigliere Daffadà.

 

DAFFADÀ: Buongiorno presidente e cari colleghi. Sì, ho depositato questa interpellanza qualche settimana fa perché, dopo un susseguirsi di disservizi che nel territorio, nel territorio in cui vivo, ma spesso accade anche in altre aree periferiche in cui si segnalano, appunto, difficoltà ricorrenti sempre più legate alla continuità dei servizi telefonici e connettività internet, riferito soprattutto ai servizi dei privati, i servizi delle società e aziende di telecomunicazioni e possiamo davvero ragionevolmente affermare che situazioni simili, appunto, come ho detto, accadano anche in altri territori e, non a caso, su questo tema già nel passato sono stati presentati altri atti che riguardano, appunto, il tema della telefonia, della connettività, ma anche, per esempio, dei servizi elettrici.

Sovente, quando accadono nevicate, geli o gelate, accade che anche i servizi elettrici abbiano dei blackout. Il testo descrive, appunto, una situazione ormai strutturale: interruzioni frequenti della rete, assenza di connessione stabile e conseguenze molto concrete nella vita quotidiana delle persone e delle attività economiche. Mi riferisco per esempio ai POS delle aziende commerciali, dei negozi piuttosto che delle banche piuttosto anche di alcuni servizi pubblici, se pensiamo che, per esempio, nelle farmacie vengono erogati dei servizi anche sociosanitari. Quindi, non si tratta più di un disagio occasionale, ma di una condizione di isolamento telefonico che penalizza, appunto, cittadini e imprese nel loro vivere quotidiano.

Come evidenziato, appunto, nell'interpellanza, l'assenza e l’instabilità della connessione rende spesso impossibile l'utilizzo di sistemi di pagamento, compromettendo, appunto, l'accesso ai servizi, in una regione come la nostra che spinge sempre di più e ha sviluppato sicuramente molto di più delle altre i servizi digitali, i servizi online e chiediamo sempre di più di poter, appunto, avere questi servizi, anche per accorciare le distanze dei nostri territori.

È importante chiarire che l'atto non intende attribuire delle responsabilità precise agli operatori di telecomunicazione, ma chiediamo davvero una maggiore attenzione rispetto ai troppi ormai frequenti disservizi di questo genere.

Dall'interlocuzione avviata emerge una disponibilità, tra l'altro, al confronto che, tuttavia, si scontra con i limiti oggettivi che sono le reti obsolete, infrastrutture vulnerabili agli eventi atmosferici, piani di investimento definiti a volte a livello centrale che non sempre sono calibrate sulle esigenze dei territori, appunto, periferici.

La Regione, come sappiamo, non ha competenze dirette sulla gestione delle reti di telecomunicazione; sappiamo che le ha per quanto riguarda la connettività pubblica, ma non ovviamente quella privata. Ma, come richiamato nell'interpellanza, credo che debba istituzionalmente farsi parte attiva nel rappresentare le criticità del territorio, sollecitando i soggetti competenti e favorendo un coordinamento efficace tra livelli istituzionali, come già, per esempio, viene fatto sul tema della banda larga quando ha cercato un’interlocuzione, appunto, con le aziende che stanno cercando di infrastrutturare il territorio.

Per queste ragioni, con questo atto, si chiede alla Giunta regionale, innanzitutto, quali iniziative intenda assumere anche attraverso il coinvolgimento del Ministero competente, della prefettura, delle autorità per le garanzie delle comunicazioni, affinché gli operatori di telecomunicazione siano sollecitati a programmare e a realizzare investimenti strutturali per l'ammodernamento della rete telefonica e della connettività, appunto, nei nostri territori appenninici, garantendo continuità di segnale, funzionalità dei POS e accesso ai servizi digitali essenziali.

Inoltre, l'interpellanza chiede se la Giunta ritenga opportuno attivare un tavolo permanente di monitoraggio col coinvolgimento degli enti locali e degli operatori di rete per verificare le tempistiche, l'avanzamento e la qualità degli interventi, prevenendo ulteriori periodi di isolamento, tutelando la piena fruibilità della connettività nei territori montani.

L'obiettivo dell'atto è chiaro e misurato: non sostituirsi ovviamente ai soggetti competenti, ma esercitare un ruolo di stimolo, coordinamento e attenzione istituzionale affinché anche le comunità dei territori, appunto, appenninici, ma non solo, possono contare su un livello di servizi telefonici digitali adeguato e coerente con i diritti di cittadinanza e con gli standard regionali e nazionali. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Mazzoni, a lei la parola per la risposta.

 

MAZZONI, assessora: Grazie presidente. Ringrazio i consiglieri per aver sollevato un tema che credo sia di grandissima importanza perché le infrastrutture rappresentano un elemento strategico e imprescindibile per garantire pari condizioni di accesso ai servizi su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle aree interne e montane.

La Regione in questi anni si è fatta parte attiva per il tramite di Lepida per stimolare il mercato delle telecomunicazioni affinché investisse anche nelle aree meno densamente popolate. Come noto, le reti di telecomunicazioni, in particolare quelle di telefonia fisse e mobile, sono in molti casi di proprietà di operatori privati di telecomunicazioni che operano secondo le regole del mercato, seguendo la logica del profitto e dell’opportunità economica.

In questo scenario, la Regione mette in campo diverse azioni e progetti. E li vado a elencare: Emilia-Romagna WI-FI, la più grande rete WI-FI pubblica d'Europa che offre connettività veloce, libera, gratuita in luoghi pubblici come piazze, biblioteche e presidi sanitari, anche nelle aree montane e conta oggi oltre 8 milioni di utenti unici l'anno, un record che continuiamo a superare di giorno in giorno.

Abbiamo poi la rete delle pubbliche amministrazioni di Lepida in fibra ottica che collega le sedi della pubblica amministrazione, garantisce collegamenti adeguati agli enti pubblici, comuni, scuole e presidi sanitari su tutto il territorio.

Al fine di garantire una migliore resilienza della rete, è in fase di progettazione ed è stata finanziata, l’implementazione di ridondanze radio in fibra ottica che migliorano l'affidabilità delle reti, in particolare nelle zone di montagna. Abbiamo aggiunto, inoltre altre risorse sul piano Aree Viola che vanno a coprire delle aree che a questo momento risultano scoperte dai piani.

Abbiamo poi CELMON, cellulare di montagna, attraverso il quale sono stati realizzati, con la collaborazione degli enti locali, tralicci di proprietà pubblica, affinché gli operatori di telefonia mobile raggiungano aree a fallimento di mercato oggi scoperto o servite in modo non adeguato.

Va ricordato che nel caso del progetto CELMON sul territorio montano della provincia di Parma, sono stati attivati quattro tralicci, localizzati nei seguenti comuni: Tornolo, località Codorso; Leviano degli Arduini, località Monchio; Bedonia, località Casal Porino; Varano de’ Melegari, località Legnago.

Sono, inoltre, in fase di completamento i lavori relativi a tre ulteriori tralicci nei comuni di Lesignano de' Bagni, località Mulazzano; Tornolo, località Costa della Marzuola e Bardi, località Cantiga.

È, infine, previsto un ulteriore sito nel comune di Berceto, località Case Bertoni, attualmente in fase di rilascio dei permessi; nonché un sito nel comune di Calestano, località Marzolara, attualmente in fase di individuazione del terreno in collaborazione con l'ente locale.

Si ricorda, inoltre, che nei comuni di Pellegrino Parmense e Langhirano la realizzazione del traliccio è stata stralciata su richiesta delle rispettive amministrazioni comunali.

Poi abbiamo il monitoraggio dei piani BUL, aree bianche, “Italia a 1 Giga” e aree grigie, attraverso l'azione diretta di Lepida che è costantemente in relazione tecnica con i soggetti attuatori e attraverso il tavolo BUL, un tavolo che ho fortemente voluto iniziato all'inizio del 2025, con cui la Regione, Lepida e Open Fiber hanno analizzato e processato le segnalazioni. Io ho scritto a tutti i sindaci della regione, sono arrivate 70 segnalazioni di criticità nella realizzazione degli interventi BUL e sono state tutte svolte e analizzate.

Sono, infine, attivi diversi memorandum of understanding sottoscritti da Lepida e diversi operatori di telecomunicazioni indirizzate a creare occasioni di collaborazione finalizzata proprio a favorire investimenti sul territorio regionale.

In questo contesto, in cui una parte rilevante delle infrastrutture di telecomunicazione è realizzata e gestita da operatori privati, il ruolo della Regione è quello di presidiare l'attenzione ai territori e di favorire un'interlocuzione costante, soprattutto quando emergono criticità che incidono sulla quotidianità della comunità.

In questo quadro, Lepida svolge una funzione di raccordo e di supporto, contribuendo a monitorare le situazioni segnalate e a facilitare il dialogo con gli operatori che sono competenti.

In riferimento ai territori che sono stati citati, siamo a conoscenza di un evento accaduto tra fine novembre e inizio dicembre 2025 che ha prodotto prolungata interruzione della linea di telecomunicazione di rete fissa e connessione internet. In quel caso specifico, la Giunta regionale, per il tramite di Lepida, ha contattato l'operatore di telecomunicazioni a cui afferisce l'infrastruttura che ci ha comunicato che la causa del guasto era dovuto all'attività di roditori, in particolare ghiri. L'operatore ha, quindi, informato che erano in essere interventi di sostituzione di alcune tratte con cavi anti-roditori, al fine di evitare nuovi disagi.

Si precisa, infine, per completezza, che Lepida non dispone di strumenti di intervento diretto sull'infrastruttura di telefonia di proprietà privata, la cui progettazione e realizzazione restano di esclusiva pertinenza degli operatori di telecomunicazioni.

Concludo ribadendo che l'attenzione sul tema è costante su tutto il territorio regionale e che continuiamo a seguire con puntualità le criticità legate al funzionamento delle reti, restando anche a disposizione per eventuali segnalazioni o approfondimenti che si rendessero necessari. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Daffadà, prego.

 

DAFFADÀ: Grazie per le informazioni. Grazie per aver elencato una serie di interventi che fanno della nostra regione, la regione che, sicuramente in Italia, da questo punto di vista, per la parte, ribadisco, per la parte pubblica, è la regione che è sicuramente più avanti. Non esistono regioni che hanno la fibra ottica nel comune di Tornolo piuttosto che nei comuni più alti delle nostre montagne, però rimane e, tra l'altro, molto spesso si è anche sostituita al privato perché, se pensiamo all'infrastrutturazione delle aree industriali e artigianali, dove gli operatori di mercato non andavano, la Regione invece è riuscita a infrastrutturare, esulando anche un po' dai propri compiti e, quindi, andando anche in sostituzione e, quindi, andando anche però in aiuto di quelle che sono le esigenze del territorio.

Ora, nel momento in cui però continuano a esserci, appunto, disfunzioni di questo genere, credo che sia importante davvero quest'opera di coordinamento, di stimolo, di affiancamento alle piccole comunità territoriali, alle piccole comunità periferiche che, se dal lato pubblico si sentono difese, non si sentono difese, appunto, in quelli che sono questi servizi essenziali sui quali noi spingiamo tantissimo.

Se penso, per esempio, al servizio SPID che viene erogato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso Lepida piuttosto che altri servizi e, nel momento in cui uno ha esigenza e per due o tre giorni non riesce, comunque, a erogare il servizio, il cittadino non riesce ad avere un servizio, credo che, lato pubblico, dobbiamo avere sicuramente il dovere, se non altro, morale di stimolare le aziende, di stimolarle come abbiamo fatto, appunto, nei tralicci che lei ha già citato e grazie per anche il piano di sviluppo continuo che abbiamo perché i tralicci, ricordo che non sono altro che pezzi di ferro messi su una montagna, ma all'interno dei quali sono ospitati, appunto, degli operatori privati. Per cui, abbiamo stimolato gli operatori privati a fare degli investimenti in territori che, altrimenti, non sarebbero stati coperti.

E questo sta dimostrando veramente un ritorno anche da parte della cittadinanza. Mi riferisco, per esempio, a quello di Anzola che è sotto al Monte Penna, Casal Porino e quello erano anni che erano zone assolutamente in ombra e noi, attraverso un investimento di 70, credo 80.000 euro, siamo riusciti a rendere fruibile un servizio importantissimo.

Quindi, io credo davvero che l'opera e il servizio che può dare la nostra Regione nel creare dei tavoli di lavoro, di monitoraggio e di stimolo a queste aziende, sia un'opera importante e sia un'opera che confà davvero al nostro, alla nostra missione, alla nostra mission di mandato. Grazie. 

 

OGGETTO 1591

Interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire il ripristino del funzionamento degli ascensori nelle stazioni di Porretta Terme, Riola e Vergato. A firma del Consigliere: Evangelisti

PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei. Abbiamo le prossime interpellanze che sono a risposta dell'assessora Priolo che sta entrando. Aspettiamo qualche secondo. Bene, siamo all'interpellanza 1591, a firma della consigliera Evangelisti, interpellanza relativa alle misure da adottare per garantire il ripristino del funzionamento degli ascensori delle stazioni di Porretta Terme e Riola Vergato. Prego consigliera.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Sottoponiamo all'assessora Priolo una situazione di disagio rispetto ad una pertinenza presente in diverse stazioni e non funzionante. Avevamo già sottoposto all'assessorato la situazione occorsa nella stazione di Pianoro e in altre stazioni e questa volta interessiamo, appunto, l'assessore per quanto riguarda la tratta ferroviaria di, appunto, Pianoro - Bologna - Porretta, in particolare, appunto, come recita l'interpellanza, è stato segnalato un disservizio, l'interpellanza è del mese di novembre, risalente già al mese precedente, per quanto riguarda, appunto, il malfunzionamento dell'ascensore nelle stazioni citate ovvero quella di Porretta Terme, quella di Riola e quella di Vergato.

Ripetiamo, l'abbiamo già detto tante volte, come, appunto, in particolare in alcune stazioni e in quelle citate nella presente interpellanza, appunto, in tutte, sia difficoltoso l'accesso ai binari se non tramite, appunto, ascensore per alcune tipologie di utenti ovvero pensiamo alle famiglie, quindi, madri con carrozzine, pensiamo agli anziani, pensiamo ai disabili in generale o, comunque, tutte le persone anche affette da una fragilità temporanea che hanno necessità, appunto, comunque, di spostarsi con il treno e, quindi, facendo uso del servizio pubblico e della unità sostenibile.

Noi chiediamo all'assessore se, appunto, ritenga opportuno intervenire nel più breve tempo possibile affinché il servizio sia ripristinato e se, appunto, la Regione Emilia-Romagna abbia ricevuto segnalazioni e richieste di intervento relative a questo disservizio e quali siano i tempi di ripristino delle infrastrutture. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora, a lei per la risposta.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Buongiorno consigliera. Allora, per essere molto concreti rispetto alle istanze che lei ha citato e rispetto anche al riscontro che ci ha fornito RFI, che ovviamente è proprietario delle infrastrutture, relativamente proprio ai disservizi, quindi, agli ascensori segnalati, restituisco il fatto che il giorno 18 di novembre - perché, come lei dice giustamente, l'interpellanza è risalente a disservizi precedenti - è tornato in servizio l'ascensore al secondo marciapiede della stazione Porretta e Riola, mentre il 4 dicembre è stato riattivato l'ascensore della stazione di Vergato e due giorni fa l'ultimo ascensore, perché erano tre quelli che lei aveva segnalato. Quindi, attualmente i disservizi sono stati superati e credo che questa sia la cosa importante e significativa.

Va evidenziato - e l'ho scoperto ovviamente con questo nuovo mandato - che gli ascensori a tutti gli effetti sono considerati infrastrutture di collegamento che, una volta sottoposti a manutenzione, prima di essere ripristinati e riattivati necessitano addirittura dell'autorizzazione di ANSFISA e, quindi, anche tutto questo comporta una lentezza dal punto di vista della messa in esercizio. Quindi, anche qualora l'ascensore fosse recuperato, prima di poterlo mettere in esercizio, devono avere l'autorizzazione da ANSFISA. È una particolarità però, nelle stazioni pubbliche, siccome è un servizio pubblico, è considerato un servizio a fune, quindi, eccetera. Però per dire che ci sono anche questi aspetti che non velocizzano le pratiche, anche quando gli interventi possono essere rapidi.

Comunque, i tre ascensori sono stati ripristinati. Devo dire che abbiamo avuto segnalazioni non direttamente dai cittadini ma dalle amministrazioni locali stesse, con cui ci confrontiamo spesso, quindi, i sindaci o le sindache ci hanno evidenziato questi aspetti.

È evidente che - lei lo ha detto ed è fondamentale - per quanto riguarda l'accessibilità alle nostre stazioni, quando abbiamo problemi di questo genere e credo che anche nel dialogo costante con le associazioni dei pendolari dobbiamo continuare a fornire queste informazioni perché può capitare che alcuni ascensori, appunto, non siano operativi, si può attivare il servizio di facchinaggio, quindi, l'accompagnamento dell'utente qualora ne avesse bisogno.

È ovvio che ne deve essere a conoscenza l'utente per poter attivare il servizio perché è fondamentale per la vivibilità delle persone.

Quindi, quello che vorrei fare, quando ci sono questi disservizi, è provare il più possibile, anche attraverso le associazioni dei pendolari, a fornire sempre più in maniera più capillare e più importante queste informazioni per agevolare ovviamente la vita dei nostri cittadini. Quindi, non vado oltre perché poi la risposta era anche molto concreta rispetto ai temi che lei aveva posto.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera Evangelisti.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. Grazie assessore. Sono soddisfatta di apprendere che le riparazioni sono state effettuate. In realtà, lo auspicavamo perché l'interpellanza è dell'inizio del mese di novembre e i disagi risalgono a qualche mese prima. Quindi, sono soddisfatta della sua risposta e dell'accaduto; non sono soddisfatta delle modalità con cui avviene la segnalazione, nel senso, lei lo ha detto, è importante l'informazione e di questo ne prendo atto con favore, ma c'è qualcosa che non funziona perché, come ho detto in premessa, questa è, credo, la terza interpellanza che noi poniamo al suo assessorato riguardo al malfunzionamento degli ascensori.

Io sono certa che, se ci fosse una comunicazione puntuale e diretta rispetto al gestore e rispetto anche al suo assessorato, noi oggi non saremmo qui. Perché lo chiedo? Perché nel raccogliere le rimostranze, appunto, dei pendolari, dei viaggiatori, delle persone che con me, appunto, fanno quel tragitto quotidianamente, una delle lamentele è anche proprio la mancanza di comunicazione. Sono state fatte diverse segnalazioni all'assessorato, diverse segnalazioni a TPER, ma nessuna risposta è stata, appunto, ricevuta. Quindi, non si risponda, magari, al cittadino, io non lo trovo giusto perché, comunque, ogni singolo cittadino, ogni singolo pendolare, ogni singolo fruitore del servizio corrisponde, appunto, a una somma per quel servizio e, quindi, anche una singola risposta dovrebbe essere data. Non lo si vuole fare ad ogni singolo utente, lo si faccia attraverso le amministrazioni o lo si faccia attraverso i comitati dei pendolari che ormai ci sono e riguardano quasi ogni tratta della nostra regione.

Magari questo può essere un, ecco, questa interpellanza, oltre ad apprendere la risoluzione dell'avvenuta risoluzione del problema, può essere anche utile per questo confronto su quelle che possono essere le modalità di raccogliere le segnalazioni.

Un'altra considerazione, ci permette, assessore, rimane quella, appunto, del potere, appunto, di vigilanza che ha la Regione rispetto al gestore in ordine, appunto, al servizio. È vero, oggi lei ci ha detto che è necessario questo ulteriore collaudo a seguito della riparazione. È anche vero però che il gestore, prima di intervenire, diciamo, il lasso di tempo che trascorre è sempre notevole e, quindi, magari, in quell'accordo di programma che la Regione stipula con il gestore si potrebbe prevedere una tempistica più ridotta e anche l'azione più puntuale di quel potere sanzionatorio che la Regione ha nel comminare sanzioni.

Quello, appunto, di non poter utilizzare i servizi annessi, appunto, al trasporto ferroviario è una delle tante, diciamo lamentele che i passeggeri, i pendolari, appunto, palesano alla Regione e che, appunto, non viene mai riscontrata, anche in termini economici rispetto agli stessi. Grazie. 

OGGETTO 1640

Interpellanza relativa all'interruzione della circolazione ferroviaria lungo la Porrettana, con sospensione del servizio tra Sasso Marconi e Porretta Terme prevista per agosto 2026, con particolare riguardo alle garanzie sull'efficienza del servizio sostitutivo su gomma e sulla gestione delle coincidenze. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo al 1640, sempre a firma della consigliera Evangelisti. Interpellanza relativa all'interruzione della circolazione ferroviaria lungo la Porrettana, con sospensione del servizio tra Sasso Marconi e Porretta Terme prevista per agosto 2026, con particolare riguardo alle garanzie sull'efficienza del servizio sostitutivo su gomma e sulla gestione delle coincidenze. Prego.

 

EVANGELISTI: Grazie presidente. La tratta, assessore, per cui le chiediamo interessamento è la stessa, è la linea Porrettana. Non sto a ripetere, non sto a dire quanto sia fondamentale per quel territorio questo collegamento. Abbiamo ripetuto e palesato alla sua attenzione oggi, prima all'attenzione dell'assessore Corsini, come l'interruzione che ormai periodicamente avviene ogni estate da circa quattro anni, sia motivo di disagio per gli utenti di quella tratta ovvero per chi si sposta quotidianamente utilizzando quel mezzo, in quel periodo, nel periodo estivo, non gli studenti, ma in quel periodo i cosiddetti turisti ovvero coloro che vorrebbero visitare quel territorio avvalendosi di quel mezzo e anche quel turismo legato al termalismo che in quel periodo è particolarmente presente.

Anche da notizie che abbiamo appreso dagli organi di stampa, abbiamo, appunto, saputo che anche per la prossima stagione estiva, quindi, nel mese di agosto 2026, è prevista una nuova interruzione della circolazione ferroviaria che prevederà, appunto, una sospensione del servizio tra Sasso Marconi e Porretta Terme, quindi, diciamo, i due terzi della tratta. Ci saranno lavori infrastrutturali, lavori che peraltro ne nessuno mette ovviamente in contestazione che, purtroppo, ad oggi non, diciamo, procurano, provocano poi conseguentemente il perfetto funzionamento della tratta, ma questo è un altro aspetto e anche per la prossima stagione è previsto, sarà attivato un servizio sostitutivo su gomma.

Lo abbiamo già sperimentato, lo abbiamo già sperimentato, appunto, diversi anni e abbiamo anche già rappresentato quelle che sono le problematiche relative a questa tipologia di servizio.

Noi chiediamo con questa interpellanza a lei, assessore, se siano già stati definiti il cronoprogramma dei lavori, la loro durata effettiva, le misure adottate per evitare un eventuale prolungamento della chiusura, oltre quelli che sono i tempi enunciati; se, appunto, nella previsione di questi futuri lavori la Regione Emilia-Romagna intenda richiedere ai gestori ferroviari garanzie specifiche sull'efficienza del servizio sostitutivo e sulla gestione delle coincidenze; e quali caratteristiche avrà per la prossima stagione il servizio sostitutivo su gomma, con particolare riferimento, ci siamo permessi di segnalarle alcune tematiche, ovvero la frequenza delle corse, l'accessibilità per persone con disabilità, la capienza dei bus, l'ubicazione delle fermate, la modalità di integrazione con le restanti tratte ferroviarie.

Sono queste alcune delle problematiche segnalate nella scorsa stagione dai pendolari, dagli utenti, nonché dal comitato. Grazie

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessora, per la sua risposta.

 

PRIOLO, assessora: Grazie. Credo che la premessa che poi ha sottolineato anche lei, comprendo i disagi, ma le manutenzioni straordinarie su queste tratte particolarmente importanti, soprattutto per il nostro Appennino, credo che siano fondamentali. Non da ultimo, l'episodio che abbiamo visto in Spagna, non quello dell'alta velocità, ma quello che è occorso proprio ieri dal punto di vista di un crollo di un muro. Io penso che sia importante che questi lavori, ma lo ha detto anche lei, vengano eseguiti e la scelta del periodo, è vero che intercetta quello che lei dice, è un momento importante dal punto di vista del turismo, ma è anche il momento in cui noi proviamo a gravare di meno sui pendolari, soprattutto sugli studenti. Noi, da una stima, abbiamo più o meno 1500 studenti delle scuole superiori che utilizzano questa linea, quindi, è un numero molto significativo. Allora, fare i lavori in agosto significa fare i lavori nel momento in cui meno incidiamo sulla vita delle persone che vivono il nostro territorio. Quindi, è una scelta che riteniamo la più appropriata perché fare i lavori in un altro periodo, ovviamente, arrecherebbe ulteriori disagi ai nostri cittadini e noi dobbiamo, invece, consentire a loro di continuare a vivere in tranquillità.

Poi, ha ragione, perché sul tema dei servizi sostitutivi, che ancora non sono stati stabiliti perché ci stanno lavorando i gestori e, quindi, avremo un aggiornamento sugli orari tra due mesi perché poi i servizi saranno nel mese di agosto, per cui ci stiamo lavorando; ci stiamo lavorando perché quello che lei ha sottolineato ce lo hanno detto molto bene anche gli amministratori del territorio, il problema non è mettere o non mettere il servizio sostitutivo che viene messo, il problema è soprattutto il punto in cui il servizio sostitutivo carica le persone. In alcuni casi abbiamo un problema proprio di accessibilità all'ambito, alle stazioni. E quindi, siccome i tempi di percorrenza non sono i medesimi del treno, necessariamente, se vogliamo fare tutte le fermate che fa il treno, i tempi di percorrenza dell'autobus sono molto più lunghi perché la strada ovviamente non è rettilinea e, quindi, è più complessa. Quello che ci hanno sollevato gli amministratori, in modo particolare, è che in alcune stazioni si fa fatica e questo a seconda anche del dimensionamento del mezzo. Per cui stiamo ragionando, non è tanto un problema dell'accessibilità delle persone con disabilità, perché i mezzi verranno tutti dotati di pedana necessaria per caricare le persone, ma abbiamo bisogno di migliorare alcuni aspetti che hanno creato le criticità che lei ha sollevato e che, negli incontri che stiamo svolgendo con gli amministratori, ci sono stati assolutamente riferiti, quindi, anche l'anno scorso abbiamo provato a capire se mettere un mezzo piccolo, un mezzo grande, però il mezzo piccolo non carica troppe persone. Quindi, su questo stiamo facendo un approfondimento e abbiamo in animo tra due mesi di riconvocare nuovamente il CRUFER, che era già stato convocato il 20 novembre per quanto riguarda i lavori che adesso le vengo ad elencare e anche gli amministratori della linea coinvolta.

Per cui, consigliera, se ritiene, dopo che avrò fatto questo incontro, io le farò anche un piccolo promemoria per dirle come stiamo avanzando da questo punto di vista.

Per quanto riguarda il cronoprogramma, quindi, l'interruzione del mese di agosto, riferisco in maniera puntuale quello che ci dice RFI ovvero che l'interruzione è programmata nel periodo estivo interesserà la linea ed avrà inizio il 3 agosto con termine previsto il 29 agosto incluso 2026. La suddetta interruzione riguarderà la tratta ferroviaria tra le stazioni, come lei ha sottolineato, di Sasso Marconi, Porretta per rinnovo dei binari e massicciata nella galleria di Riola. Ho citato l'episodio di Barcellona proprio perché questo lavoro interviene in questi ambiti. Quindi, rinnovo binari e massicciata nella galleria Riola per il potenziamento della stazione di Marzabotto mediante attività di rifacimento della pavimentazione dei marciapiedi, manutenzione straordinaria della pensilina afferente al binario 1, realizzazione della nuova pensilina afferente al binario 2 ed installazione degli ascensori. A proposito dell'interpellanza precedente. I provvedimenti comporteranno la limitazione del servizio per la tratta Pianoro - Porretta con l'attivazione, appunto, degli autobus sostitutivi in partenza dalla stazione di Sasso Marconi. Inoltre, per tutti i fine settimana di agosto sono previste interruzioni di linea della durata di 48 ore in ambito Sasso Marconi per consentire la demolizione, con successiva ricostruzione, della pensilina presente nel secondo binario della stazione; pertanto, tutte le relazioni passanti della linea Porretta saranno limitate nella stazione di Bologna centrale.

Dal 30 agosto al 13 settembre 2026 sarà inoltre presente un rallentamento, quindi, non un'interruzione, sulla tratta rinnovata tra le località di Silla e Carbona con conseguente rimodulazione dell'orario in vigore, la cui definizione attualmente è in fase di studio.

Nel medesimo periodo 3-29 agosto 2026 mediante interruzioni notturne negli spazi liberi tra treni, sarà inoltre previsto il risanamento della massicciata nella tratta Sasso Marconi - Casalecchio - Garibaldi, per effetto del quale il tratto di linea sarà interessato da un rallentamento a velocità di 40 chilometri orari dal 3 agosto al 13 settembre 2026, con conseguente rimodulazione dell'orario in vigore, la cui definizione è attualmente in fase di studio.

Infine, dal 19 al 31 agosto 2026, per la seconda fase di impermeabilizzazione del ponte ad arco sul canale Navile, l'esercizio ferroviario sulla linea Bologna-Pistoia risentirà anche dell'interruzione dei binari della linea Bologna-Piacenza e del binario direzione nord della linea Bologna-Verona, ambito Bologna Centrale.

Infine,, quindi, le sto facendo una disamina complessiva, dal 19 al 31 agosto 2026, quindi, sempre nel periodo indicato, per la seconda fase di impermeabilizzazione del ponte ad arco sul canale Navile l'esercizio ferroviario sulla linea Bologna-Pistoia risentirà anche dell'interruzione dei binari della linea Bologna-Piacenza e del binario direzione nord della linea Bologna-Verona, ambito Bologna Centrale.

Sugli autobus sostitutivi le ho già detto, quindi, stiamo già lavorando con le ditte incaricate affinché vengano stabiliti al meglio tutti gli aspetti afferenti all'accessibilità. Quindi, un lavoro complesso per cui la linea non subisce soltanto il problema afferente alla linea medesima, ma anche, diciamo, i lavori di contesto che nel periodo che le ho indicato verranno pertanto eseguiti.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera.

 

EVANGELISTI: Grazie assessore. Sono soddisfatta della risposta che è puntuale, per lo meno, enuncia una serie, insomma, di propositi.

Le vorrei dire diverse cose, parto dalla fine. La risposta che lei ha letto e ci ha detto, appunto, pervenuta da RFI, parla della tratta Bologna-Pistoia e mi dà l'occasione, appunto, per suo tramite, cioè, intercedere suo tramite sulla Regione Toscana perché, se RFI parla di tratta Bologna-Pistoia, bisognerebbe che, quantomeno, non dico arrivassimo al ripristino di corse da Porretta-Pistoia, ma quantomeno l'allineamento delle corse che da Bologna arrivano a Porretta e da Porretta proseguono per Pistoia, visto che la tratta viene ancora definita unitaria, ci dovrebbe essere. L'abbiamo chiesto tante volte, per cinque minuti si perde un treno e non c'è un altro servizio a distanza di ore.

Sulle manutenzioni, l'invito è alla verifica puntuale delle manutenzioni affinché, come è successo purtroppo anche quest'anno, alla ripresa della linea del sistema, diciamo così, come dovrebbe funzionare su ferro, nei mesi di settembre e ottobre si verificano poi, comunque, interruzioni, ritardi, dovuti sempre a qualcosa che riguarda le manutenzioni precedenti. Nella sua nota che, visto che è così puntuale, chiedo se posso avere, si parla anche di intensificare i lavori sospendendo le corse. Noi, su quella tratta, in particolare Sasso Marconi-Porretta, corse notturne non ne abbiamo e, quindi, se si potessero intensificare i lavori, magari notturni, per vedere di restringere la durata del periodo di sospensione.

Sull’organizzazione dei bus prendiamo atto dell'impegno. Io mi faccio portavoce, ma credo che siano già arrivate alla sua attenzione le richieste del comitato dei pendolari che, per quanto riguarda, appunto, l'organizzazione dei bus, chiederebbe o suggerisce, insomma, due linee, una diretta a Silla e Porretta senza scali intermedi per, appunto, provare a ridurre quelli che sono i tempi di percorrenza per i viaggiatori più lontani e una dedicata alla fermata da Riola a Sasso Marconi.

Per quanto riguarda sempre l'utilizzo dei bus, i cui posti sono sempre esauriti, il consiglio è anche quello di controllare chi sale su quei bus, per due motivi, intanto per un discorso di capienza, in secondo luogo perché, se non si dotasse di titolo, non si dovrebbe salire su quei bus e, in terzo luogo, anche per ragioni di sicurezza. Lo dico perché alcune tratte, nel fine settimana, attualmente vengono effettuate su bus, con quel servizio sperimentale che la Regione ha posto in essere e su quelle tratte non sempre viaggiano, appunto, passeggeri forniti di titolo, ci segnalano i conducenti, anche un'utenza, tra virgolette, poco raccomandabile. Allora, a maggior ragione, visto i precedenti della scorsa stagione, dove nessun controllo avveniva né all'ingresso, quindi, né in salita e né in discesa, potrebbe essere un suggerimento per tutti questi motivi.

Ultima cosa, nel valutare, appunto, la scelta dei bus, tenere in considerazione anche quell'utenza, ormai cospicua, che si avvale, appunto, del trasporto su ferro mediante anche bici e monopattino. Ci sono state difficoltà oggettive nella pregressa stagione e, quindi, è un problema che ovviamente potrebbe riproporsi.

Ultima cosa, prendo con favore la sua proposta di ricevere un aggiornamento puntuale, assessore, e non me ne voglia, ma chiedo la stessa disponibilità per la convocazione di un'udienza conoscitiva che abbiamo chiesto da tempo. Perché ovviamente io sono onorata e farei un uso politico e un uso credo anche un buon uso delle sue informazioni, però i comitati, l'utenza richiede da tempo un confronto diretto, quindi, la possibilità di confrontarsi, a mio avviso, servirebbe a spiegare meglio i problemi, a comprendere le ragioni per cui molto spesso ci sono i disservizi e a migliorare anche un rapporto, appunto, tra territorio, utenza e Regione. Grazie.

 

OGGETTO 1701

Interpellanza in merito alla scoperta di una discarica abusiva nel territorio del comune di Brescello (RE). A firma del Consigliere: Aragona

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo al 1701. Interpellanza in merito alla scoperta di una discarica abusiva nel territorio del comune di Brescello (RE). A firma del Consigliere Aragona, prego.

 

ARAGONA: Grazie presidente. Grazie all'assessore per la disponibilità. Con questa interpellanza vogliamo cogliere, tra l'altro, l'occasione per aggiornare, magari, anche lo stato dell'arte della situazione su un'inchiesta della Procura di Reggio-Emilia che ha portato alla luce, appunto, l'esistenza di questa enorme discarica abusiva di oltre 500000 tonnellate di scorie di acciaierie. Quindi, qualcosa di veramente eclatante, in quello che poi doveva essere, doveva nascere, doveva diventare un importante polo logistico nella provincia di Reggio Emilia. Tra l'altro, purtroppo, dall'inchiesta sulle quali, in realtà, si è saputo dopo le prime notizie dei media dei giornali, si è saputo poco e niente, in realtà, perché in questo mese aggiornamenti non ce ne sono stati. Quindi, magari è anche l'occasione per averne dei nove indagati da parte della procura, ci sono pubblici ufficiali, dipendenti del servizio territoriale di ARPAE che, secondo le accuse, sembra ovviamente avrebbero coperto un po' la situazione esistente in questo sito, all'interno del quale c'era questa situazione di scorie di acciaieria e quindi una situazione che ha allertato in maniera preoccupante la popolazione locale, i cittadini di Brescello, ma non solo, in realtà, tutta la comunità locale perché, evidentemente, è nata anche, ovviamente, una preoccupazione legata a quelli che possono essere, ovviamente, delle ripercussioni dal punto di vista dell'ambiente, ma anche dal punto di vista della salute.

Quindi, l'interpellanza è, appunto, finalizzata, un po' a vedere anche se abbiamo qualche aggiornamento in più, ma ovviamente capire anche se la Regione Emilia-Romagna, poi, alla luce di quello che è stata l'apertura di questa inchiesta, ha ritenuto opportuno attivarsi con quelli che, ovviamente, sono e possono essere i suoi poteri di vigilanza e di controllo, appunto, su questa situazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessora.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Consigliere, le darò una risposta un po' articolata e che prova ad essere il più puntuale possibile rispetto a una situazione che, come lei ha sottolineato, è molto delicata. Quindi, rispetto agli avvenimenti a cui fa riferimento l'interpellanza, si deve rammentare come nell'area interessata dalla lottizzazione Dugara, ubicata in comune di Brescello, via Peppone e Don Camillo, dal febbraio 2009, a seguito di iscrizione al registro provinciale, di cui all'articolo 216 del decreto-legislativo 152 del 2006, con rinnovo valido fino al 25 maggio del 2015, la ditta Bacchi S.p.a., cui è subentrata Dugara S.p.a., ha svolto attività di recupero rifiuti non pericolosi per complessivi 303580 tonnellate, costituiti da scorie di acciaieria, codici CER - sono molto puntuale, dopo gliela do - codici CER 100-201, 100-202, 100-903, finalizzata alla realizzazione di rilevati sottofondi stradali.

In precedenza, peraltro, nell'ambito della medesima urbanizzazione approvata il 30 ottobre 2002, erano già stati utilizzati materiali derivanti dal trattamento di scorie di acciaieria per oltre 600000 tonnellate, già oggetto di indagine da parte della Magistratura nell'anno 2009.

Con provvedimento della Provincia di Reggio Emilia del 7 luglio 2015, protocollo generale 38032, in riferimento all'attività di recupero rifiuti interrotta nello stesso anno, veniva rilasciata l'autorizzazione integrata ambientale per la gestione del sito e l'esecuzione del monitoraggio delle acque sotterranee per un periodo di anni cinque, prorogato per ulteriori cinque. A seguito della scadenza dei titoli urbanistici e edilizi, con determina della SAC, dell'Arpae di Reggio Emilia, numero 3588 del 27 giugno del 2024, è stata disposta la revoca dell'AIA. I rifiuti presenti nella lottizzazione si configurano, pertanto, come deposito incontrollato/discarica con la conseguenza che, in assenza di contaminazione del suolo o delle acque, occorre prevedere alla rimozione ai sensi della normativa vigente ovvero l'articolo 192 del decreto-legislativo 152 del 2006.

In presenza di contaminazione, invece, si dovrà provvedere ad attivare uno specifico procedimento di bonifica, ai sensi del titolo V parte IV del medesimo decreto.

L'area in questione è stata anche oggetto, a seguito di istanza avanzata dalla Dugara S.p.a., del procedimento inerente la fase preliminare al provvedimento autorizzatorio unico di via, ai sensi dell'articolo 26 bis del decreto-legislativo 152, per il progetto denominato “Area Produttiva Ecologistica Dugara”, localizzata nei comuni di Brescello e Poviglio.

Con determinazione regionale numero 10519 del 24 maggio del 2024, sono state formalizzate le criticità e gli elementi ostativi emersi nell'ambito della Conferenza dei Servizi convocati per l'istruttoria ennesimo procedimento. In ragione del quadro di riferimento sopra delineato è, pertanto, possibile affermare che la Regione è stata coinvolta nel procedimento attivato da Arpae nell'ultimo periodo che hanno portato all'indagine in corso.

Per quanto riguarda il passato, non si hanno notizie di particolari problematiche relative al sito di cui trattasi, anche in ragione della precipua competenza comunale per gli aspetti di carattere urbanistico, edilizio e provinciale, per quanto attiene alla gestione dei rifiuti, avvenuta in procedura cosiddetta “semplificata” nel periodo antecedente all'entrata in vigore della legge 13 del 2015 ovvero quella che ha attribuito le funzioni ad Arpae.

Rispetto all'accertamento di eventuali responsabilità oggettive in capo ai servizi o funzioni dell'ente, occorre attendere l'esito, ovviamente, come potrà lei ben immaginare, degli accertamenti della Magistratura, non riscontrando quindi al momento presupposti per l'assunzione di iniziative in merito.

È una pratica molto delicata, su cui ovviamente siamo tutti impegnati; le fornisco la risposta anche per iscritto perché il carattere tecnico è molto dettagliato.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Aragona per la replica.

 

ARAGONA: Grazie. Ringrazio l'assessore per la risposta molto articolata, quindi, sì, comunque, la ringrazio anche per il fatto che ci consente anche di fare una ricostruzione storica di quello che è avvenuto fino al 2024, mi sembra di capire, mi sembra l'ultima data, però adesso ho preso nota rapidamente della ricostruzione storica.

Dal 2024 in poi mi sembra di capire che abbiamo poche informazioni o forse poche interlocuzioni, secondo me; magari, adesso continuerò a seguire le vicende da questo punto di vista, anche perché io ricordo che Arpae è, comunque, un'agenzia regionale e fa parte di quelli che vengono definiti gli enti pubblici vigilati, quelli che, comunque, necessitano un costante controllo stringente da parte della Regione e, tra l'altro, è stata istituita con legge regionale.

Credo che a bilancio, tra l'altro, gli oneri che la Regione Emilia-Romagna, vado a memoria, quindi, potrei sbagliare, mi correggerete nel caso, ci siano svariati milioni di euro. Io credo che nel bilancio 2024 ci sia qualche decina di milioni di euro che giustamente vengono dati ad Arpae per svolgere le proprie funzioni. Il direttore generale di Arpae è nominato dalla Regione Emilia-Romagna e, tra l'altro, è stato nominato il nuovo a luglio che viene dalla dirigenza della Regione Emilia-Romagna.

Ecco, l'invito che faccio è che, forse, visto che poi, purtroppo, queste cose accadono, la Regione Emilia-Romagna magari possa in futuro, anche se non è stato sufficiente quello che è successo, quella che è stata l'interlocuzione o quella che è stata anche la possibilità, la capacità di controllo e di vigilanza su queste cose, magari ancora più stringente, essendo, secondo me, molto stretto il rapporto tra questi enti e la Regione, poi non di tutto si può venire a sapere, non di tutto si può controllare, però, forse, meccanismi di monitoraggio e di vigilanza, secondo me, possono essere anche forse migliorati e resi più stringenti su questi enti per evitare poi che dalla sera alla mattina noi poi apriamo i giornali, veniamo a conoscenze di cose delle quali di fatto scopriamo che anche l'ente nel quale lavoriamo, l'ente che rappresentiamo, magari, purtroppo, non era così a conoscenza, non dico non a conoscenza, ma così a conoscenza. Grazie. 

 

OGGETTO 1726

Interpellanza per conoscere lo stato di avanzamento, l'inizio delle cantierizzazioni e la previsione delle tempistiche per la conclusione dei lavori alla SS16 variante di Argenta. A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra, Proni, Bosi

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 1726, a firma dei consiglieri Calvano, Zappaterra, Proni, Bosi. Interpellanza per conoscere lo stato di avanzamento, l'inizio delle cantierizzazioni e la previsione delle tempistiche per la conclusione dei lavori alla Strada Statale 16 variante di Argenta. Prego consigliere Calvano.

 

CALVANO: Grazie presidente. Grazie all'assessora Priolo per l'attenzione su questa interpellanza, così come sulle altre.

Ci ho tenuto particolarmente a sottoporre questa interpellanza insieme ai colleghi di Ferrara e Ravenna, Zappaterra, Proni e Bosi perché il tema dell'interpellanza è il cantiere della statale 16, di collegamento tra Argenta e Ravenna. Un tema che ci trasciniamo da moltissimi anni, come l'assessore Priolo sa bene, ma è un'arteria fondamentale per i collegamenti tra Ferrara e Ravenna.

Alcuni interventi sono stati fatti negli anni addietro; a oggi diventa sempre più impellente che gli interventi fatti siano completati da Argenta fino al porto di Ravenna perché diventa ancora più impellente, a seguito di quello che è stato il riconoscimento - finalmente - della ZLS, tanto voluta dalla Regione Emilia-Romagna e su cui è arrivato, ovviamente, il riconoscimento da parte del governo.

Una ZLS che durerà sette anni. Speriamo che poi possa essere prorogata, ma che, come dire, dovrebbe essere un elemento di incentivo e di sprone affinché anche tutto l'assetto infrastrutturale che gira attorno al porto di Ravenna possa trovare un suo completamento.

In questo c'è ovviamente il tratto di statale 16 che collega Argenta a Ravenna; in particolare, l'attenzione dell'interpellanza è rivolta a quel tratto che va da Argenta centro, diciamo così, fino al ponte della Bastia. Viene definito il cosiddetto primo stralcio; ha un importo di circa 250 milioni di euro.

Abbiamo lavorato come Regione Emilia-Romagna nei confronti di ANAS, perché la responsabilità è di ANAS rispetto a questo intervento; abbiamo lavorato come Regione Emilia-Romagna affinché si arrivasse rapidamente alla progettazione, affinché si arrivasse all'accantieramento. Gli ostacoli non sono mancati, compreso il fatto che c'è stato un ricorso da parte di alcuni privati espropriati che ha bloccato l'avvio dei lavori, però questi ricorsi sono stati bocciati e, quindi, ci sono le condizioni, ovviamente, affinché ANAS possa far ripartire o, finalmente, partire il cantiere che collegherà lo stralcio da dove arriva oggi il nuovo tratto della Statale 16 fino al ponte della Bastia.

Ovviamente, la volontà è quella di accelerare il più possibile e per questo le chiedo, assessora, se ANAS ci ha dato un quadro sullo stato di avanzamento e, quindi, di avere qualche indicazione, se possibile, sull'inizio dei cantieri e le tempistiche previste per la conclusione dei lavori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Sì, farò un po' una cronistoria anche a lei però, secondo me, siamo finalmente forse a un buon punto, cosa di cui avevamo tutti bisogno, anche perché, è vero, l'ha sottolineato, questa infrastruttura è importante per la ZLS, è importante per il futuro collegamento con il porto e, quindi, è importante proprio per gli aspetti economici del nostro comprensorio.

L'intervento di interesse, appunto, è la Strada Statale 16 adriatica ovvero lavori di ammodernamento nel tratto compreso tra l'innesto della strada statale 495 e Ponte Bastia dal chilometro 101 al chilometro 120 ovvero il primo stralcio dello svincolo di Argenta e rappresenta il completamento della variante nel comune di Argenta, in continuità al secondo stralcio già realizzato e aperto al traffico nel maggio del 2014.

Le opere mirano alla realizzazione di un nuovo tracciato in variante alla Statale 16 per uno sviluppo complessivo pari a 8 chilometri, con una sezione stradale assimilabile al tipo C1 ovvero extraurbana secondaria di quel decreto ministeriale del 2001, con una corsia per senso di marcia e larghezza complessiva di 10,50 metri.

Lungo il tracciato sono previste diverse opere d'arte, quali un viadotto sul fiume Reno di lunghezza pari a 680 metri, tre cavalcavia e sei ponti per il superamento della viabilità secondaria dei corsi d'acqua, oltre ad opere d'arte minori necessarie e funzionali alla viabilità.

Con dispositivo del 21 settembre del 2023, in attuazione della delibera del Consiglio di amministrazione di ANAS, è stato approvato in linea tecnica ed economica il progetto definitivo per appalto integrato anche ai fini della dichiarazione della pubblica utilità. A seguito dell'approvazione, ANAS Ha avviato la procedura di gara per l'affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori, conclusasi con l'aggiudicazione in favore dell'impresa Toto S.p.a. Costruzioni Generali, che ha indicato quale prestatore del servizio di progettazione e raggruppamento composto da VIA - Ingegneria s.r.l., Ambiente S.p.a., Chelab S.r.l. e Tecno-In s.r.l., così ha il quadro completo di tutti quelli che ci lavorano.

Successivamente alla stipula del contratto, nel mese di maggio 2025, sono state consegnate le attività di progettazione esecutiva e di monitoraggio ambientale ante operam. Il progetto esecutivo redatto dall'affidatario di Anas è in aggiornamento, al fine di ottemperare agli esiti dell'istruttoria interna.

L’elaborazione finale non appena sarà acquisita per le parti di competenza, sottoposta alla Regione Emilia-Romagna e al Ministero dell'Ambiente per il perfezionamento della procedura della verifica di ottemperanza alle prescrizioni emerse durante l'iter approvativo.

In parallelo a quanto sopra, sono state effettuate l'immissione in possesso delle aree interessate dagli interventi sulla base del progetto definitivo approvato e sono in via di definizione la bonifica degli ordigni bellici ed è stato già completato il monitoraggio ambientale ante operam. Queste sono fasi importanti che sono state concluse.

Sono inoltre state avviate le attività necessarie alla risoluzione delle interferenze e, pertanto, subordinatamente agli esiti dell'istruttoria in corso sul progetto esecutivo e alla conclusione della verifica di ottemperanza da parte di Regione e Ministero, ANAS stima di poter procedere con la consegna dei lavori in primavera e di avviare ovviamente la cantierizzazione nell'anno corrente. Quindi, una notizia molto positiva.

Dall'avvio dei lavori si traguarderà l'ultima azione sulla base del cronoprogramma di progetto che è di circa quattro anni.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere.

 

CALVANO: Grazie mille, assessora Priolo, per la risposta che mi pare molto puntuale e molto precisa, anche in diversi elementi di dettaglio che credo diano l'idea di come auspichiamo essere finalmente arrivati alla fase in cui il cantiere potrà partire.

Mi permetto di dire, incrocio le dita perché, in altre occasioni, ANAS ci aveva preannunciato che eravamo a buon punto e, purtroppo, poi sono successe cose che hanno reso non realizzabile e non realizzata l'opera. Confido anch'io, davvero, che siamo finalmente a buon punto. L'impegno alla consegna dei lavori in primavera, e da lì i quattro anni di realizzazione, sono due dati importanti su cui, sono certo, la nostra Regione vigilerà affinché questa infrastruttura possa essere realizzata nel più breve tempo possibile, e credo che sia, ribadisco quanto detto come detto all'inizio un'opera che può accrescere la competitività del nostro sistema regionale con un'attenzione particolare a un territorio come quello ferrarese che ha bisogno di infrastrutture di collegamento che possano renderlo più centrale nello scacchiere infrastrutturale della regione Emilia-Romagna, quindi, confido che su questa statale, gli impegni di ANAS possano finalmente concretizzarsi con le tempistiche che lei ci ha indicato oggi e di cui la ringrazio.

 

OGGETTO 1531

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Programmazione triennale in materia di offerta di istruzione e formazione professionale IeFP, ai sensi della l.r. n. 5/2011 e ss.mm.ii. ". (36)

(Dichiarazione di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Abbiamo esaurito le interpellanze, quindi, riprendiamo dagli atti amministrativi. Eravamo al 1531, proposta di iniziativa Giunta recante “programmazione triennale in materia di offerta di istruzione e formazione professionale, ai sensi della legge regionale numero 5 del 2011”.

Eravamo alle dichiarazioni di voto sul provvedimento. Chiedo chi vuole fare la dichiarazione di voto. Consigliera Costi, prego.

 

COSTI: Grazie presidente. Vorrei ringraziare con questa dichiarazione di voto i colleghi, per l'interessante e ampia discussione in aula. D'altra parte, si tratta di un tema fondamentale per la Regione Emilia-Romagna, un tema importante perché parla del futuro dei nostri giovani.

Vorrei ringraziare anche il vicepresidente Colla per l'apertura al confronto in commissione, che ha dichiarato nella sua replica, nel suo intervento perché il tema della formazione, dicevamo, riguarda l'inclusione. Pensiamo che la possibilità, come abbiamo detto nella nostra relazione e nei nostri interventi, di inclusione, di qualità e di lavoro siano valori fondamentali che rappresentano la nostra politica della Regione Emilia-Romagna. Proprio perché non ci stanchiamo mai di ripetere che il lavoro è all'articolo 1 della Costituzione ed è la miglior forma di integrazione perché la qualità, l'abbiamo detto anche ieri, per cui ringraziamo i nostri insegnanti che spesso sono educatori e vanno oltre il loro ruolo, per la qualità dei nostri enti che hanno con il P.N.R.R investito in attrezzature e migliorato gli spazi.

Perché l'inclusione si costruisce giorno per giorno, si costruisce con l'integrazione e si costruisce integrando nella nostra regione nuove possibilità per i ragazzi di poter contribuire alla crescita della nostra regione e anche in qualche modo a poter contribuire anche con quello che è stato ricordato, una competenza sia materiale del saper fare, che è tipica della nostra Regione Emilia-Romagna, sia affrontando le nuove tecnologie, le nuove sfide, non ultima quella del tema demografico che è stato ricordato come sfida fondamentale; ma anche della conoscenza dei saperi perché, per noi, investire in educazione, istruzione e formazione lungo tutto l'arco della vita è un tema fondante e di questo ringrazio gli interventi dei consiglieri ed esprimo il parere favorevole di tutto il gruppo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Alletti, prego.

 

ARLETTI: Grazie presidente. Intervengo in dichiarazione di voto per sottolineare quello che già ieri il mio collega Tagliaferri ha definito come un atteggiamento responsabile da parte del gruppo Fratelli d'Italia in merito a questo programma che è un programma importante, che riguarda l'istruzione, che riguarda la formazione.

Aggiungo al termine responsabile che, a nostro avviso, un gruppo di opposizione deve anche avere il ruolo di essere responsabilizzante nei confronti della Giunta e vado, quindi, a sottolineare alcune questioni per noi fondamentali.

Pensiamo che, in quella che è stata definita nel programma di mandato della Giunta de Pascale come un'Emilia-Romagna delle conoscenze, noi dobbiamo sempre avere l'obiettivo e il fine di elevare quelle che sono le competenze della regione e delle persone che noi formiamo e istruiamo e ampliare le opportunità di acquisizione, anche di una qualifica professionale che diventa, in un mondo che cambia, con uno scenario economico in continua evoluzione, fondamentale.

Per questo riteniamo che il sistema regionale dell'istruzione e della formazione professionale debba ambire ad avere un'offerta formativa che sia sempre anche orientata e adeguata a quello che è il mercato. Per questo è opportuno - e nel documento è citato - che gli organismi che si occupano di formazione professionale debbano avere un sistema di relazioni profondo con il territorio dove si inseriscono, in primis, con i soggetti economici e sociali del territorio, quindi, le imprese, ma anche gli stessi enti locali, le altre istituzioni scolastiche, ovviamente, così come le agenzie per il lavoro e i centri per l'impiego, affinché quelle che sono le buonissime intenzioni non rimangano in questa programmazione solo sulla carta.

È la conoscenza, quindi, del tessuto anche produttivo locale, la conoscenza del mercato che, su anni come questi, fanno tutta la differenza. In questo senso si inserisce, è citata nel documento, anche la legge 8 agosto 221 del 2024 che ha istituito la filiera formativa tecnologico-professionale, quindi, la creazione di una rete tra scuole superiori, ITS, Academy e la formazione professionale regionale perché aiuta ad avvicinare la formazione proprio al mondo del lavoro.

Vado concludendo, presidente, fermo restando quelli che, innanzitutto l'FSE+, quindi, i fondi europei e, quindi, la diretta applicazione regionale che ha permesso e permetterà di investire su quel diritto di ognuno di realizzarsi e di svolgere un ruolo attivo della società, dobbiamo innanzitutto saper leggere i mutamenti, prima la collega Costi l'ha sottolineato, la demografia parla chiaro e ci dice che in Emilia-Romagna la popolazione, i nostri 4 milioni e mezzo di cittadini emiliano-romagnoli oggi tengono grazie ai flussi migratori, ma la popolazione in età scolastica diminuisce. È vero, diminuisce più nella fascia, ovviamente, nella prima fascia rispetto a quell'utenza a cui l'istruzione e la formazione professionale si riferisce e fa riferimento, però è chiaro che noi dobbiamo saper leggere quelli che sono i mutamenti demografici anche in quest'ottica. Dobbiamo saper leggere anche dove stiamo andando e dove sta andando la nostra società.

Ieri il vicepresidente citava la polarizzazione digitale. Questo è un tema assolutamente dirimente all'interno di quella che è la formazione professionale e legare la formazione al sistema perché ognuno possa realizzare davvero, non solo a parole, fare la propria parte, non solo nel futuro delle conoscenze e dell'istruzione, ma anche in quello della popolazione dell'Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altre dichiarazioni di voto. Trande, prego consigliere.

 

TRANDE: Grazie presidente. Siamo in dichiarazione di voto, io naturalmente non aggiungo altri argomenti, oltre a quelli sviluppati ieri nel mio intervento. Ma ci tenevo, ci tenevamo come gruppo a intervenire per ribadire il nostro favore rispetto al programma triennale che ci è stato sottoposto.

Pensiamo che, complessivamente, la strategia che ci viene proposta, i cardini sui quali si è pensato di puntellarla, dall'integrazione alla personalizzazione, alle strategie specifiche nei confronti dei NEET - io preferisco chiamarli “net”, in italiano, ma so che si chiamano NEET - troviamo che complessivamente quindi la proposta possa vedere il nostro favore e, rispetto agli impegni che abbiamo preso come coalizione di maggioranza rispetto al programma di mandato, pensiamo che la strategia sia funzionale, cioè, che risponda pienamente a quelle indicazioni.

I numeri ci dicono che in Regione in questi anni abbiamo fatto un buon lavoro; naturalmente, i numeri, per esprimere una valutazione, bisogna sempre confrontarli con il paese, con le altre regioni, con l'Europa, insomma, non c'è ragione per intonare le campane a festa perché anche i nostri numeri segnalano una qualche difficoltà, però non c'è dubbio che registriamo, a partire dal calo dei NEET in questi ultimi cinque-sei anni, insomma, un qualche passo in avanti.

Non basta. Bisogna che acceleriamo. Ieri il vicepresidente ha in più passaggi messo in evidenza quale sia il patrimonio in termini di istituti che collaborano con la Regione e che con noi fanno istruzione e formazione professionale; noi condividiamo, pensiamo che sia un patrimonio importante, però io chiudo la mia dichiarazione di voto, tornando sull'elemento che ieri ho provato a evidenziare anche lì, nella parte finale del mio intervento, cioè, noi è giusto che ci poniamo il tema di offrire opportunità di attivare tutte le potenzialità giovanili che abbiamo nella nostra regione, proprio offendo opportunità, offrendo percorsi di formazione, è giusto che questi non siano molto distanti dalle richieste del nostro tessuto produttivo, delle nostre imprese di diverso tipo, ma ieri ho concluso il mio intervento richiamando alla necessità che i percorsi di tipo formativo non siano disgiunti o non siano molto lontani dalla necessità anche di farli penetrare, di imbottirli anche di nozioni più generali, culturali perché, come dicevo ieri, noi dobbiamo avere la responsabilità, come Regione, la consapevolezza che non stiamo formando soltanto forza-lavoro, non stiamo formando soltanto dei lavoratori, noi stiamo formando, sì, dei lavoratori, ma nel senso olivettiano, nel senso di lavoratori cittadini, nel senso dei lavoratori che nei loro posti di lavoro portano anche i principi generali, costituzionali, mi verrebbe da dire, come Olivetti, che sono il tessuto comune, il nostro patto civile.

Con queste convinzioni, con questa consapevolezza, ma ripeto, senza nascondere i problemi prospettici che abbiamo, che non sono facili da affrontare, il nostro voto sarà favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Fiazza.

 

FIAZZA: Grazie presidente. La programmazione triennale del sistema di istruzione e formazione professionale è un atto di rilievo politico istituzionale perché incide direttamente sul futuro di migliaia di ragazzi della nostra regione, soprattutto sul loro rapporto con il mondo del lavoro.

Il documento che oggi discutiamo, quindi, si colloca in modo coerente all'interno del quadro normativo nazionale ed europeo e garantisce senza dubbio una continuità amministrativa del sistema.

Tuttavia, proprio per l'importanza strategica di questo settore, ritengo che una semplice continuità non sia sufficiente. La programmazione presentata dalla Giunta, infatti, descrive in modo puntuale l'esistente, ma fatica ad affrontare con decisione le criticità strutturali che da anni caratterizzano il sistema e non propone una visione capace di orientare l'evoluzione futura.

Parto dai dati sugli esiti formativi. È vero che in media i risultati appaiono positivi, ma una lettura più attenta della clausola valutativa impone alcune riflessioni. Solo il 73,6% degli iscritti consegue la qualifica del triennio considerato: questo significa che circa un giovane su quattro resta escluso dal percorso. Non si si tratta di una percentuale marginale, ma di un bacino potenzialmente rilevante di dispersione scolastica che la programmazione non sembra affrontare con strumenti adeguati e strutturali. La risposta proposta pare limitata alla valorizzazione di certificazioni parziali che, però, non equivalgono a una qualifica riconosciuta e non garantiscono una reale spendibilità del mercato del lavoro. Così facendo, si rischia di abbassare l'asticella degli obiettivi, invece di rafforzare i percorsi di accompagnamento e di sostegno necessari per portare i giovani al conseguimento di un titolo pieno e reale, appunto, per affrontare il mondo del lavoro.

Anche il quarto anno professionale, secondo i dati contenuti nella clausola valutativa, seppur riferiti al primo anno di applicazione, con un numero irrisorio di studenti, se confermati, solleverebbero interrogativi da non sottovalutare, in quanto, oltre il 70% dei diplomati sceglie di rientrare nel sistema di istruzione statale per conseguire il diploma quinquennale, mentre solo una minoranza accede direttamente al lavoro. Questo elemento dovrebbe indurci a riflettere sul valore effettivo del diploma professionale e sulla sua percezione da parte delle imprese. Se la stragrande maggioranza dei giovani ritiene necessario proseguire gli studi, significa che quel titolo non è considerato di per sé sufficiente, qualificante o spendibile nel mercato del lavoro.

Sul fronte occupazionale, la situazione appare ambivalente. Da un lato, per una parte significativa dei qualificati, i tempi di ingresso nel lavoro sono relativamente rapidi; dall'altro lato però, la qualità dell'occupazione resta un problema aperto. Il rischio evidente è che il sistema di IeFP rischia di alimentare nuove forme di precarietà, anziché offrire prospettive occupazionali solide e durature. A questo si aggiungono almeno due criticità che la programmazione riconosce solo parzialmente, senza però tradurre in azioni incisive.

La prima riguarda il divario di genere: le donne, infatti, incontrano maggiori difficoltà e tempi lunghi nell'inserimento lavorativo, ma nel documento non emergono politiche mirate né misure specifiche per ridurre questo gap e contrastare le segnalazioni formative e professionali. La seconda criticità riguarda il ruolo dei servizi pubblici per l'impiego. I dati, infatti, mostrano chiaramente come questi servizi incidono in misura minima sull'accesso al lavoro dei giovani qualificati, segnalando una evidente debolezza strutturale delle politiche attive regionali.

In conclusione, questa programmazione triennale garantisce la gestione dell'esistente e la continuità amministrativa del sistema, ma non compie quel salto di qualità necessario per rispondere alle sfide attuali.

Per queste ragioni, pur conoscendo l'importanza del provvedimento e il lavoro svolto, ritengo che il documento non esprima una visione strategica all'altezza delle sfide che abbiamo di fronte e che occorra una linea chiara al fine di far sì che più studenti arrivino alla fine del percorso formativo. Proprio per questo, occorre concentrarsi sulla relazione e collaborazione con le aziende per rendere più coerente l'offerta formativa con il tessuto produttivo del nostro territorio. Per queste motivazioni, il mio voto sarà di astensione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altre dichiarazioni non vedo prenotazioni, vado quindi a nominare gli scrutatori. Casadei, mi scusi.

 

CASADEI: Grazie presidente. Come dicevo ieri, riassumo un attimo il discorso perché viviamo una fase storica segnata da trasformazioni profonde, dall'intelligenza artificiale alle nuove tecnologie e questo passaggio è fondamentale affinché la pianificazione, le azioni della Giunta della Regione Emilia-Romagna abbiano un impatto significativo sul nostro sistema di ricerca e di sviluppo delle tecnologie di tutto il mondo universitario che porta tutto questo su un piano internazionale, le reti e relazioni che creano un nuovo sistema, un sistema migliore, più efficiente, moderno e che può generare inclusione.

Inclusione, non solo dal punto di vista professionale, conoscitivo, ma anche inclusione dal punto di vista sociale perché, se utilizzata bene, questa pianificazione rende possibile lo sviluppo delle nostre città che siano alla portata, non solo dei ricercatori, degli studenti e dei lavoratori della conoscenza nella nostra regione e, soprattutto, direi a Bologna, ma lo rende attrattivo anche per il mondo internazionale e questo è veramente un'opportunità che dobbiamo sfruttare.

La dobbiamo sfruttare, però, ricordavo, stando al fianco dei lavoratori, degli studenti, dei ricercatori, anche mettendo la loro condizione lavorativa e di ricerche e di studio nelle condizioni migliori, come in Emilia-Romagna già lo abbiamo fatto, finanziando le borse di studio, finanziando nuovi ambiti di ricerca che permettono di ridurre il rischio di precarizzazione e migliorando le condizioni di questi lavoratori.

Io penso che non basti. Penso che ci voglia uno sforzo in più, come sempre, come lo diciamo da decine di anni, ma questo, comunque, va nella direzione di rendere migliore ed efficientare questo sistema che permette, non solo lo sviluppo, l'attrattività e le opportunità, ma riduce anche il rischio di marginalizzazione, se ben governato.

Quindi, ricordiamo che nell'ambito della governance è fondamentale che non ci siano solo le istituzioni, ma che ci siano tutti i ricercatori universitari, parti sociali, organizzazioni d'impresa e soprattutto le istituzioni, Bologna, la Regione Emilia-Romagna, l'Europa e il Governo, quindi, tutti devono partecipare, creando reti, relazioni e una governance migliore.

Quindi, alla luce di tutte le considerazioni che ho fatto ieri e che ribadisco oggi, ovviamente, annuncio il mio voto favorevole, con l'auspicio che nel dialogo con il Governo, con tutti gli attori in campo, ci sia una collaborazione che, come ha dimostrato anche in questo caso l'assessore, ha permesso di arrivare a un bel risultato. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altre prenotazioni. Vado alla nomina degli scrutatori, quindi consiglieri Donini, Bosi e Ferrero. Mettiamo in votazione per alzata di mano. Proposta di iniziativa Giunta recante programmazione triennale in materia di offerta di istruzione e formazione professionale. Chi è favorevole? Contrari? Astenuti? È approvata.

 

(La delibera oggetto 1531 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 1581

Proposta d'iniziativa Giunta recante: "Programma di iniziative della Giunta regionale finalizzato allo sviluppo di azioni a sostegno della partecipazione e indirizzi per la concessione dei contributi regionali 2026 (L.R. n. 15/2018)". (37)

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo ora all'oggetto 1581, programma di iniziativa della Giunta regionale finalizzato allo sviluppo di azioni a sostegno della partecipazione e indirizzi per la concessione dei contributi regionali 2026.

Ricordo che la commissione Statuto e Regolamento, Partecipazione, Semplificazione Amministrativa e Innovazione digitale ha espresso parere favorevole nella seduta del 1° dicembre 2025, con la seguente votazione: 24 voti a favore, nessun contrario e 9 astenuti.

Partiamo con il dibattito generale. Ricordo che ciascun consigliere può intervenire per un tempo massimo di venti minuti. Consigliere Castellari, prego.

 

CASTELLARI: Grazie presidente. Sono molto contento di aprire il dibattito di questo oggetto prezioso che abbiamo discusso lo scorso 1° dicembre e ringrazio ovviamente la Giunta, gli assessori che trasversalmente hanno lavorato a questo provvedimento e la dottoressa dirigente Brancaleoni che ci ha aiutato, ci ha accompagnato anche nell'approfondimento di questo testo.

Il testo che è sostanzialmente articolato in due parti: il programma a sostegno della partecipazione 26 e le linee guida, su cui verrà redatto il bando di partecipazione che è rivolto, come sapete, non solo agli enti locali e le istituzioni del territorio, ma anche a dei soggetti privati che sono associazioni del terzo settore e altre.

Partiamo dal dato prezioso che ci consegna il 2025, che è fatto di 43 progetti e 808.000, quasi 809.000 euro, investiti, ripeto, non spesi, ma investiti, per sviluppare le forme di partecipazione su tutto il territorio regionale. Il numero dei comuni che presenta progetti è sostanzialmente stabile; crescono invece i soggetti privati, di cui dirò qualcosa tra un attimo.

Mentre noi vediamo tanti segnali in cui appare una sorta di indebolimento della partecipazione del resto dei cittadini alle scelte della vita pubblica, alle scelte democratiche principali, l'Emilia-Romagna, in controtendenza, continua a promuovere progetti, strumenti che incentivino la partecipazione attiva dei cittadini, in forma singola e in forma associata, nonché di altri soggetti pubblici e privati. È un modo di fare comunità che investe la sfera della politica, la sfera culturale, la sfera sociale, la sfera civica, di un civismo di appartenenza alle proprie comunità e, perciò, a maggior ragione, sentiamo il dovere, in particolare in questa fase, di rafforzare gli strumenti che abbiamo per promuovere partecipazione.

I riferimenti costituzionali sono noti, l'articolo 3, che richiamiamo spesso in tanti, che è uno degli articoli fondamentali, non che gli altri lo siano meno, quello che rimuove gli ostacoli, quindi, in qualche modo, sottolinea anche l'importanza di come i cittadini e tutti i livelli istituzionali, i cittadini in forma singola e associata, debbano e possano essere protagonisti delle decisioni delle proprie comunità; e l'articolo 118, che cambia il rapporto tra istituzioni e cittadini e introduce il principio di sussidiarietà che è un principio a cui io, noi, molti altri, penso tutti, siamo particolarmente affezionati.

Qual è il valore più profondo che emerge dal fatto di dire “stimoliamo la partecipazione attiva”? È l'idea di avere a cuore un interesse generale della comunità -- una leva di coesione sociale e una -- per esercitare una democrazia attiva.

Oggi la partecipazione ha dei modi diversi, profondamente diversi, da quelli a cui eravamo abituati la mia generazione, fino a tutta la fine del Novecento. Siamo cresciuti, personalmente, sono cresciuto dove gli strumenti di partecipazione erano veicolati in maniera molto più strutturata e, se vogliamo, rigida. Oggi ci sono forme molto più dinamiche, fluide, però non cambia la necessità e l'opportunità di una partecipazione delle persone e dei cittadini.

Dicevo prima il terzo settore. Il terzo settore è prezioso e importante che sia sempre più coinvolto, così come le imprese, i cittadini e le cittadine e, ripeto, nuovi attori anche in forma sia personale che organizzata. I nuovi approcci partecipativi vanno accompagnati e questa delibera mette in campo anche questo aspetto.

Poi, qui spezzo una lancia a favore di un ordine del giorno che ci è stato distribuito e che viene messo in campo sul tema degli studi di futuro, dei Future Studies, che sarà illustrato, immagino, particolarmente a partire dalla collega consigliera Lembi che ne ha curato, in primis, la redazione e che aiuta questo ragionamento che ho provato a fare perché, ripeto, gli approcci partecipativi nuovi vanno osservati e accompagnati con delle forme il più possibile attuali.

E c'è un tema dentro al quale la Regione Emilia-Romagna continua a rinnovare le sue pratiche con cui storicamente questa regione ha promosso, non è una novità di questa delibera, il tema della partecipazione. Io ricordo, tra l'altro, che noi oggi operiamo in virtù e in forza della legge regionale 15 del 2018, ma a monte, cioè, la legge regionale 3 del 2010 che fu abolita e superata proprio attraverso l'inserimento della legge 15. Quindi, la Regione è tanto che è attiva in questo senso e continua a muoversi in questo senso.

Non entro nel merito degli indirizzi perché abbiamo un file che tutti abbiamo letto, approfondito e studiato. Dico solo due cose: le due linee principali su cui gli indirizzi si dividono o si completano, meglio dire si completano, prevede progetti partecipativi a livello locale che sono legati in particolare a diversi temi, a politiche di welfare, sociosanitarie, culturali, governo del territorio, ambientali, giovani generazioni, diciamo, usi collettivi degli spazi, la qualità della vita comune e quindi, diciamo, sono più generali, più aperte a tutte le opportunità e poi c'è la linea B che sono i percorsi -- in attuazione della raccomandazione UE, che è la 2836 del 2023, che forse sono più legate al tema della qualità democratica, alla diffusione delle opinioni informate, al tema della coesione, della promozione e della coesione sociale ed in particolare della qualità e della promozione della qualificazione della pubblica amministrazione.

La linea B è più legata agli enti locali, comuni, unione dei comuni e delle loro forme associative; la linea A è aperta a tutti i soggetti che vogliono rivolgersi a questi bandi, a questi indirizzi, a queste risorse. Ripeto, che sono stati 43 progetti approvati nel 2025 ed ora siamo a fare quello che è il programma per il 2026.

Concludo, presidente, tenendo a ribadire i fondamentali che stanno dietro a una delibera che altrimenti potrebbe sembrare solo burocratica o, diciamo, con meno anima di tanti altri argomenti su cui quest'aula preziosamente si concentra. Ecco, la partecipazione per noi, per me, è un pezzo fondamentale dell’educazione verso una cultura che promuove democrazia a tutti i livelli. Ed è tanto importante che sia promossa a 360 gradi, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni perché, se abbiamo detto e ribadiamo che è nel DNA dell'Emilia-Romagna valorizzare e promuovere questi progetti e portarli avanti insieme ai comuni, questo vale tanto più quanto si rivolge a tutte le generazioni e prova a coinvolgere tutte le generazioni. Anche in questa direzione va l'O.d.g. che verrà presentato -- tra qualche intervento.

L'Emilia-Romagna, dunque, si conferma un territorio solido, innovativo, che crede nel valore de formativo e educativo della partecipazione perché, dietro alla parola partecipazione, mette il valore della cittadinanza e di una cittadinanza attiva e responsabile.

La partecipazione è una pianta che va coltivata, anche qui, in una regione ricca di stimoli e di opportunità com'è l'Emilia-Romagna. E questo, insieme agli enti locali, lo sottolineo, insieme agli enti locali, perché questa è una materia che deve camminare davvero nella massima sinergia tra regioni e comunità territoriali, è un'opportunità per tutti i nostri territori.

C'è anche un pezzo che ci è stato rappresentato in commissione di un progetto formativo che riguarda tutti gli addetti ai lavori, che dentro agli enti locali e non solo, si occupano della partecipazione e, quindi, sono stati attivati anche percorsi formativi per aiutare, stimolare la cultura della partecipazione, e questo è un ulteriore aspetto positivo.

Non parliamo di cose astratte, ma parliamo di sociale, di ambiente, di valorizzazione delle persone più fragili, di solidarietà, di incroci e valorizzazione di tutte le forme associative di terzo settore, di sostegno a distanza. Se uno scorre i progetti che hanno caratterizzato queste risorse, l’investimento in queste risorse in questi anni, si ritrova uno spaccato bellissimo dalla nostra comunità territoriale. Quindi, non un passaggio da fare, non un passaggio formale, non una questione da asseverare, da risolvere e finisce lì, ma un'opportunità che possiamo far vivere intensamente per codificare ulteriormente l'iniziativa amministrativa della Regione assieme agli enti locali o degli enti locali assieme alla Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Informo che su tale oggetto è stato presentato un ordine del giorno --

 

(…interruzione audio…)

 

PRONI: -- ha detto già molto relativo all'atto sottoposto al voto, sia per quanto riguarda, diciamo così, i riferimenti alti all'interno dei quali si muove la materia della partecipazione, sia riguardo ai tratti più significativi dell'atto sottoposto al voto. Però mi premeva fare alcune considerazioni e sottolineature proprio perché, come diceva lui, non si tratta né di un atto burocratico ma nemmeno di uno dei tanti bandi che rappresentano un'occasione per erogare contributi, seppure già importante.

Viviamo un tempo in cui rischiano di prevalere la paura, l'indifferenza e la rabbia, sentimenti diversi ma spesso riconducibili alla stessa radice: l'incertezza verso il futuro. In questo clima prevale la tentazione di isolarsi, di ritirarsi, di non partecipare. È impossibile non richiamare il tema dell'astensionismo, un fenomeno al quale rischiamo di abituarci, come purtroppo a molte delle cose che accadono attorno a noi, ma che resta un segnale chiaro di una democrazia che fatica anche nel nostro Paese.

Partecipazione e condivisione però non sono parole neutre. Non significano soltanto esprimere un'opinione, significano assumersi una responsabilità individuale e collettiva. Oggi la domanda di condivisione esiste ed è, anzi, cresciuta nel tempo. Lo vediamo anche nell'uso dei social spesso come spazio di commento o di critica. Ma condividere non basta, condividere presuppone un passaggio ulteriore: farsi parte di una responsabilità più ampia che riguarda la comunità nel suo insieme. Aprire la partecipazione alle competenze, ai saperi, all'impegno e alla volontà delle persone non è quindi un esercizio formale, vuol dire progettare meglio, ridurre il rischio di autoreferenzialità, responsabilizzare i cittadini e in definitiva rafforzare la democrazia.

Tutto questo ci conferma, da un lato, quanto sia necessario lavorare sull'adesione delle persone alla vita della propria comunità, favorendo forme di partecipazione consolidate o innovative; dall'altro lato, dimostra come la nostra Regione si muova da tempo in questa direzione, fino appunto alla scelta di dotarsi nel 2018 di una legge specifica sulla partecipazione, una scelta che ha consentito, attraverso i tanti progetti finanziati nel territorio regionale, di rendere le nostre città e gli spazi pubblici luoghi più vivi, attraversati da iniziative, occasioni di incontro, esperienza di vita collettiva, capaci di costruire i legami e rafforzare il tessuto sociale.

Il programma di iniziative della Giunta per l'anno 2026 si inserisce coerentemente in questo percorso, accompagna e valorizza le molte esperienze positive sviluppate negli anni sul territorio, dalla rigenerazione urbana agli usi collettivi, venivano citati, fino alle pratiche di welfare generativo, ma compie anche un passo ulteriore: per favorire un protagonismo reale e quindi utile di cittadini e cittadini, il programma ha indagato esperienze, tendenze e dinamiche, con l'obiettivo di produrre innovazione senza rinunciare a strumenti stabili e strutturati.

In questa direzione va anche la scelta di rafforzare l'organizzazione interna, migliorando il rapporto tra i diversi ambiti, tra i livelli istituzionali, per generare un coinvolgimento più ampio e consapevole della cittadinanza. La finalità è chiara: investire in modo più significativo nelle politiche di partecipazione e nei percorsi partecipativi, a supporto dei processi decisionali, amministrativi e legislativi.

Il programma rivolge particolare attenzione e approfondisce diversi ambiti, vado per titoli, all'innovazione tecnologica e alle opportunità che essa può offrire, anche attraverso strumenti, come la piattaforma partecipativa e la connessione di questo, soprattutto con le giovani generazioni che è un confronto spesso discontinuo, ma con un alto valore aggiunto.

La comunicazione integrata, il contrasto delle diseguaglianze dei divari territoriali, la salute, con un'attenzione specifica alla prevenzione, il recupero di una maggiore vicinanza tra istituzioni e cittadini, l'alleanza con gli enti locali e con il livello europeo per costruire strategie integrate su coesione sociale, inclusione e cura del territorio. La formazione, il monitoraggio e l'osservazione, in definitiva la cura della democrazia.

Si tratta quindi di un lavoro importante, impegnativo e profondamente sfidante; un lavoro che responsabilizza questa Regione, questa Giunta, la sua organizzazione e ciascuno di noi. Ci chiama a costruire condizioni affinché tutti gli attori coinvolti possano essere corresponsabili nella creazione di valore pubblico, rafforzando la qualità della nostra vita democratica.

Chiudo con una citazione che ho trovato nel “Trattato delle piccole virtù, breviario di civiltà” del Professor Carlo Ossola, che sto leggendo per altre ragioni in questi giorni, e che dice: le nostre società hanno sviluppato una grande attenzione ai beni comuni, l'acqua, il clima, tutto ciò che non consuma troppo nostra madre terra, ma è assai difficile tutelare questi beni comuni senza l'esercizio di quelle piccole virtù comuni che a essi conducono, riducendo la pretesa della singolarità per incrementare un vivere corale, dove l'armonia dell'insieme più conti che il prestigio dell’assolo, più la semplice virtù quotidiana che il ricercato virtuosismo della performance. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Paldino.

 

PALDINO: Grazie presidente. Discutere il tema della partecipazione, del coinvolgimento della società civile ci permette anche un ragionamento sul ruolo della politica, sull'astensionismo dilagante e sull'importanza di avere una comunità informata, quale elemento fondante della democrazia.

I progetti che vengono finanziati dalla Regione Emilia-Romagna servono a proseguire questo obiettivo rispetto a un periodo ormai passato, che non serve più evidentemente rimpiangere, in cui i partiti riuscivano a essere anche luogo di aggregazione e partecipazione alla vita pubblica. Oggi sono necessari nuovi strumenti e nuove risposte. Ciò non significa che la partecipazione non debba passare dalla presenza di partiti o liste civiche. Tuttavia, dobbiamo riscontrare il fatto che non sono più, da soli, evidentemente sufficienti.

Associazioni e organizzazioni del terzo settore, imprese con forte vocazione nel sociale e tante altre attività testimoniano che la voglia di impegnarsi nella vita pubblica rimane forte. Questi buoni esempi devono ricordarci che la costruzione di una democrazia forte e plurale e di una coscienza pubblica capace di influenzare positivamente la politica, sono elementi essenziali per il funzionamento della nostra società. Oggi molti cittadini si sentono soli, abbandonati e disillusi dalla politica stessa. Una risposta, la più facile, sarebbe quella di coltivare il sentimento dell’antipolitica e attribuire la responsabilità esclusivamente alle istituzioni.

Io credo che invece dovremmo favorire la trasparenza, agevolare l'accesso alle informazioni per i cittadini, coinvolgerli nei principali processi decisionali, soprattutto quando ci sono cambiamenti che impattano sui quartieri, sui piccoli paesi, sulle aree interne. A proposito, dobbiamo ammettere che negli ultimi decenni si è creato un evidente scollamento tra la classe dirigente, l'elettorato e qui c'è responsabilità da parte, diciamo, un po' di tutte le istituzioni.

In ogni caso, leggi che favoriscono e finanziano la partecipazione dal basso e il loro coinvolgimento di cittadini che altrimenti non avrebbero modo di far sentire la loro voce, sono elementi positivi è che tutti noi evidentemente apprezziamo.

Cerchiamo di rendere ancora più capillari queste iniziative, in particolare nelle aree periferiche delle nostre città, nei centri più distanti e nevralgici dalle istituzioni. In questa occasione è fondamentale e importante ricordare l'importanza che ci siano eventi e manifestazioni in presenza. Il confronto di persona permette sempre uno scambio più proficuo e salutare di idee rispetto al dibattito online che spesso sfocia nello scherno e tante volte, troppe, anche nell'insulto.

In conclusione, mi sembra opportuno sottolineare che la partecipazione deve essere inclusiva e aperta. È necessario dare voce ai gruppi che hanno meno rappresentanza, penso ai giovani, ma non solo, a garantire gli spazi di aggregazione, che sono fondamentali per dare vita a dibattiti e iniziative popolari, ma che servono anche per contrastare i fenomeni di degrado urbano e, come dire, anche prevenire situazioni di insicurezza che stiamo vivendo in tutto il nostro Paese, non solo nel nostro territorio.

Personalmente penso che iniziative importanti siano quelle volte ad una maggiore partecipazione dei cittadini e ne permettono la piena inclusione nella vita pubblica. E queste attività, ripeto, non solo hanno l'obiettivo di accentuare una già spiccata partecipazione alla vita sociale della nostra cittadinanza, ecco, quindi, ma servono anche come contrasto a un degrado delle periferie che vediamo sempre più accentuato. Quindi, accolgo con molto favore tutto ciò che va nell'ottica di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita sociale e alla vita pubblica, alla vita politica della nostra comunità. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Burani.

 

BURANI: Grazie presidente. Ringrazio il collega Castellari, ma anche la consigliera Lembi per i documenti portati oggi perché questa legge regionale, la legge regionale 15, sulla partecipazione è uno strumento operativo che funziona quando viene usato per quello che è, per quello che dice, quindi non un esercizio formale, sicuramente, ma un ponte tra istituzioni e la nostra società, tra decisione pubblica e vita dei territori.

Gli indirizzi del bando di partecipazione 2026 vanno nella direzione giusta perché non finanziano semplicemente eventi o consultazioni, ma bensì i processi e sono i processi ciò di cui abbiamo bisogno per incidere davvero su una comunicazione e una trasmissione diretta tra la società e ciò che facciamo in queste aule e in questi palazzi.

Processi che chiedono sicuramente un'inclusività differente, qualità metodologica differente, capacità di incidere sulle scelte pubbliche. E se oggi davvero vogliamo essere onesti rispetto a questi processi, il tema vero non è solo come organizzare questa partecipazione, ma è chi mettiamo al centro di questa partecipazione, lo diceva molto bene prima il collega Castellari, con un occhio di riguardo alle nuove generazioni.

Ecco, le nuove generazioni sono quelle che faticano ad accettare i modelli che, forse fino ad oggi, abbiamo, in maniera tradizionale, proposto come partecipazione funzionale e non perché abbiamo dimostrato disinteresse, ma perché quei modelli spesso non parlano semplicemente il loro linguaggio, non parlano o non hanno parlato il linguaggio dei più giovani, degli adolescenti di questa società. E quindi non riconoscono, d'altronde, le forme di impegno e non offrono neanche quegli spazi giusti e reali in cui c'è l'incidenza vera dei giovani.

Ed è qui che le analisi più serie, quelle internazionali, quelle nazionali, quelle europee, sono molto chiare e convergono tutte quante su un unico punto di contatto: i giovani non vanno educati alla partecipazione dall'alto, ma sono le istituzioni che devono imparare dai loro linguaggi, dalle loro priorità, dalle forme nuove in cui si organizzano, si formano e si mobilitano.

L'Unicef, ma tantissime altre istituzioni europee, convergono appunto su un tratto comune nelle analisi che si sono fatte. Quando la partecipazione è solo consultiva, di solito, i giovani si allontanano, quando invece è deliberativa, concreta, capace di produrre effetti, allora diventa davvero coesione democratica e attrae i nuovi talenti e le nuove indicazioni da parte dei giovani. E non è un problema di apatia giovanile, guardate bene, ma è un problema di struttura decisionale che non sanno ascoltare. E questo vale in modo particolare per le politiche ambientali e climatiche perché è proprio qui che le nuove generazioni esprimono una domanda fortissima di giustizia, di responsabilità e di futuro.

E sono temi, quelli ambientali, che oggi ci danno anche gli strumenti per capire che sono davvero ciò che interessa ai giovani. E non solo parole, la cura dei beni comuni, del territorio, degli spazi pubblici, dell'ambiente, la partecipazione, quando funziona, non è più opinione, è pratica e responsabilità condivisa.

Per questo considero coerente e politicamente anche molto necessario legare la partecipazione alle grandi scelte di trasformazione, a partire da quelle del clima ed è esattamente per questo motivo che nella mia proposta della legge per il clima, che è stata depositata ad agosto dell'anno scorso, questo è previsto. Cioè, è previsto un forum per i giovani permanente dai 14 ai 24 anni ed è quello poi che dice anche la legge 15 che oggi presentiamo.

Non è un organismo simbolico quello che presentiamo nella legge sul clima, ma uno spazio strutturato, di confronto, proposta e le istituzioni, in cui le giovani generazioni non vengono ascoltate dopo, ma vengono ascoltate prima, semmai, e non per essere formate, ma per formare le decisioni pubbliche. Per formare sistemi, strategie, piani che poi aiutano alle decisioni sul clima e ai piani, alle strategie che in queste aule noi andiamo a scrivere perché, se c'è una cosa che la crisi climatica ci insegna, è che non possiamo progettare il futuro senza chi quel futuro poi lo vivrà veramente e, se vogliamo che la partecipazione sia davvero uno strumento di coesione, allora dobbiamo avere il coraggio anche di cambiare il nostro punto di vista. Meno pedagogia istituzionale, più ascolto, più fiducia, più responsabilità condivisa; è su questo terreno che possiamo davvero cambiare le cose e far diventare questa legge 15 una buonissima legge e, soprattutto, anche una leva democratica reale per le trasformazioni che abbiamo davanti e che i nostri giovani ci fanno ogni giorno vedere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, colleghe e colleghi. L'oggetto 1581 che oggi arriva in aula riguarda l'approvazione del programma di iniziative della Giunta regionale per il 2026 a sostegno della partecipazione insieme agli indirizzi per la concessione dei contributi regionali previsti dalla legge regionale numero 15 del 2018.

Si tratta di un atto che sotto il profilo formale risponde a un obbligo normativo ben preciso: la Giunta è chiamata ogni anno a presentare all'Assemblea non solo una relazione su quanto fatto, ma anche una programmazione delle azioni future; ma è altrettanto evidente che questo documento non si limita ad assolvere un adempimento tecnico, ma si propone una visione complessiva del ruolo della partecipazione nelle politiche regionali ed è proprio su questa visione che, come Fratelli d'Italia riteniamo corretto soffermarci.

Il programma 2026 infatti non si esaurisce nel bando di finanziamento, ma costruisce una vera e propria architettura che intreccia partecipazione, comunicazione, formazione, piattaforme digitali, osservatori, reti nazionali e internazionali, fino ad arrivare a un rafforzamento del coordinamento politico in capo alla presidenza della Giunta. È una scelta legittima, ma che non è neutra, è una scelta che orienta il modo in cui si intende governare il rapporto tra istituzioni e cittadini.

La partecipazione, per essere credibile, a nostro avviso, non può però trasformarsi in un esercizio autoreferenziale o in una narrazione rassicurante, deve avere un legame chiaro e verificabile con le decisioni pubbliche e su questo punto, il programma, a nostro avviso, lascia ancora alcune zone d'ombra.

Nel documento si parla giustamente di valore pubblico, di accountability, di impatti concreti, ma quando si passa dalla teoria alla pratica resta aperta una domanda fondamentale: che cosa accade quando l'esito di un processo partecipativo non coincide con l'indirizzo politico dell'ente titolare della decisione? Come viene restituita questa scelta ai cittadini? E con quali strumenti di trasparenza e di responsabilità? Sono interrogativi tutt'altro che secondari perché, senza risposte chiare, il rischio è quello di alimentare aspettative che poi non trovano riscontro negli atti amministrativi, con l'effetto opposto a quello dichiarato, non rafforzare la fiducia ma indebolirla.

Un altro aspetto che merita attenzione riguarda l'articolazione del bando in due linee, una più tradizionale e una dedicata ai percorsi deliberativi rappresentativi. La distinzione è interessante, ma non possiamo ignorare il fatto che i percorsi più strutturati, quelli della cosiddetta democrazia deliberativa, richiedono competenze, risorse e capacità organizzative che non tutti i comuni, soprattutto i più piccoli, possiedono. È vero che sono previste premialità e forme di accompagnamento, ma resta il timore che nella pratica si finisca per favorire chi è già attrezzato, lasciando indietro quei territori che avrebbero invece più bisogno di supporto. La partecipazione non deve diventare un terreno riservato a pochi, ma uno strumento realmente accessibile.

Analoga cautela va posta sul tema della partecipazione digitale e delle sperimentazioni legate all'uso delle piattaforme e, in prospettiva, dell'intelligenza artificiale. Si tratta di strumenti che possono offrire opportunità interessanti ma che non possono essere considerati la soluzione in sé. Il divario digitale esiste, soprattutto nelle aree montane interne e tra le fasce più anziane della popolazione, e non può essere ignorato. Il digitale deve accompagnare la partecipazione, non sostituirla, e soprattutto non deve creare nuove forme di esclusione.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Lembi.

 

LEMBI: Mi fa piacere intervenire su questa materia perché penso che abbia molto a che fare con il lavoro che svolgono gli eletti e le elette durante tutto il mandato e perché penso che questo sia un atto di particolare rilevanza della Regione Emilia-Romagna.

Io vorrei farlo, partendo da un gigante della storia del nostro Paese che, in un saggio pubblicato da Laterza nella metà degli anni Ottanta, una collana che riprendeva la storia delle città di questo Paese, si chiamava Renato Zangheri, mise in evidenza come questa terra, così povera in tutti i sensi, economica, culturale e sociale, certamente fino alla metà dell'Ottocento, tutto quello che è stata successivamente, lo ha conquistato con lotte, battaglie, sacrifici e un'alta partecipazione delle persone alla vita pubblica della città. Quel gigante che è stato sindaco della città di Bologna e anche il più grande studioso della storia del socialismo in Italia, aveva messo in evidenza una delle gambe più importanti di quello che noi chiamiamo il gioco della democrazia e, cioè, l'alta partecipazione delle persone, uomini e donne, alla scelta, alle scelte che le istituzioni e la democrazia complessivamente compiono.

Per questo siamo particolarmente preoccupati quando nelle elezioni la partecipazione viene a mancare, scende, è un fenomeno che in questo paese almeno ha preso avvio negli anni ‘70 e ha almeno purtroppo una cinquantina di anni alle spalle.

Che fare, quindi, si chiedono le istituzioni? Non solo quelle locali a dir la verità, le istituzioni internazionali si chiedono, non da ora, come sia possibile comunque favorire la partecipazione ai processi decisionali di uomini e donne, di nuove generazioni. Lo fa anche la Regione Emilia-Romagna con una legge molto intelligente perché, nella fase storica in cui le grandi organizzazioni complesse, i partiti sono tra questi, ma non solo i partiti politici hanno ridimensionato il loro peso, il loro impatto e le loro dimensioni, vale la pena però provare egualmente a capire quali sono le nuove forme che si affiancano, non sostituiscono, ma che si affiancano a quelle che noi abbiamo conosciuto nei decenni che abbiamo alle nostre spalle.

Per questa ragione ha molto senso una legge della regione Emilia-Romagna che si interroga su come favorire i processi partecipativi. Non dico nulla di più rispetto a quello che i colleghi di tutti gli schieramenti, mi pare di poter dire, hanno voluto sottolineare, apprezzando la proposta che la Giunta avanza oggi in aula.

Mi permetto di aggiungere due valutazioni e questa è la ragione della presentazione dell'ordine del giorno collegato a questa materia. La prima: ci basta definire quali sono le pratiche e quali soggetti da coinvolgere per ciò che noi decidiamo oggi? Oppure, in un tempo breve, che è quello dell'anno che abbiamo davanti? Cioè, un uso anche un po' striminzito, un po' ristretto dei processi decisionali o non abbiamo invece bisogno di alzare lo sguardo e per alcune cose in particolare vedere qual è l'orizzonte su cui noi oggi prendiamo le decisioni? Io penso sinceramente, parlo sul più ampio versante politico, non sui singoli progetti, che abbiamo una Giunta in carica e che la Giunta ha tutto il dovere, oltre che il potere di decidere sulle singole questioni su cui l'Assemblea legislativa manifesta gli indirizzi e verifica anche che le cose siano fatte, ma ci sono alcune scelte strategiche di cui questo paese ha terribilmente bisogno, che necessitano di uno sguardo lungo per essere espliciti: cosa occorre fare oggi per indirizzare queste istituzioni, che siano le istituzioni pubbliche, ma che siano anche altre istituzioni, a capire di cosa abbiamo bisogno nel 2050.

Ci sono processi decisionali che hanno bisogno di un tempo ampio per essere raggiunti, ci sono obiettivi che hanno bisogno di essere di processi decisionali ampi e lunghi per essere raggiunti, non tutti gli obiettivi hanno la stessa dimensione, hanno la stessa forza, hanno la stessa profondità e hanno la stessa natura e, allora, abbiamo bisogno, penso, di rafforzare, alla pari dei processi più brevi, anche quelli che sono processi lunghi, i cosiddetti Future Studies, sono studi e sguardi sul mondo, che fin dall'organizzazione delle Nazioni Unite vengono valorizzate ormai da molto tempo e quindi l'ordine del giorno che presento invita la Giunta a valorizzare questo particolare punto di vista, sì, nei processi partecipati, ma anche quelli che tendono ad avere uno sguardo lungo sulle scelte che si vogliono portare avanti, facendo attenzione ed è l'ultima cosa che dico, a due sguardi particolari: uno è quello delle nuove generazioni e l'altro è quello delle donne.

Non mi stancherò mai di dire: i soggetti più esclusi nella storia degli ultimi decenni, io direi anche nelle democrazie contemporanee, siamo nell'anno arrivati finalmente dell'ottantesimo anniversario del voto, il primissimo delle donne, ma anche il primo in cui uomini e donne nella storia di questo paese scelgono di costruire lo spazio pubblico insieme e si interrogano entrambi quindi sui modi, sulle forme e sulle priorità da dare alla costruzione di questo spazio pubblico, e allora abbiamo bisogno di capire i processi partecipati e le scelte che ne conseguono, quale impatto hanno sulla vita quotidiana delle nuove generazioni? Quale impatto hanno sulla vita quotidiana degli uomini e delle donne? Sono queste domande che noi possiamo permetterci di rinviare sempre a un anno successivo? Perché la legge del 2014, la legge 6, è una legge che ormai ha dieci anni e l'idea di avere un impatto, una valutazione di impatto di genere anche sulle politiche di questa Regione è qualcosa che va necessariamente rafforzato. Se lo diciamo per le nostre leggi, figuriamoci se non lo possiamo dire per i processi partecipati che vogliamo favorire su questo territorio.

Ovviamente questo non ha a che fare con le donne, non ha che fare con i ragazzi, ha a che fare con la qualità delle scelte che noi favoriamo. Se hanno una reale capacità di modificare la vita quotidiana delle persone, di dare nuova prospettiva alle scelte delle nuove generazioni, di dire che tutti i soggetti, anche quelli più esclusi nel corso della storia, sono parte integrante della crescita di questa regione, io penso che avremo fatto una cosa giusta. E vorrei anche aggiungere, in questa fase storica di scarsa partecipazione alla vita pubblica di questo Paese, anche una cosa necessaria.

Per questa ragione ho presentato questo ordine del giorno insieme con altri colleghi e colleghe. Sono grata per il fatto che sia stato ampiamente condiviso dalle forze politiche che compongono la maggioranza di questa aula, ma auspico come sempre che sia possibile, stante le ragioni, mi pare, trasversali agli obiettivi che indichiamo, spero che possa essere possibile anche contare su un’attenzione, se non addirittura una condivisione, da parte di tutte le altre forze politiche che siedono nell'aula dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. Grazie presidente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se ci sono altri interventi. Bene, se non ci sono interventi, do la parola alla Sottosegretaria Rontini per chiudere il dibattito.

RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Ringrazio innanzitutto tutte le consigliere e i consiglieri che sono intervenuti in questa sede e che l'avevano fatto anche nelle sedute della Commissione.

Il programma di iniziative per lo sviluppo di azioni a sostegno della partecipazione e gli indirizzi per la concessione dei contributi regionali del 2026 rappresentano un passaggio rilevante nel rafforzamento delle politiche regionali per la partecipazione, assumendola come una vera e propria infrastruttura democratica, indispensabile per affrontare le transizioni sociali, ecologiche ed economiche che attraversano i nostri territori.

La partecipazione viene così riconosciuta come una leva strategica per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche, rafforzare la coesione sociale e ricostruire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità, con diverse azioni, la ricostruzione di un rapporto di fiducia, di cui abbiamo estremamente bisogno, anche a seguito di quelli che sono stati ripetutamente i dati della partecipazione alle tornate elettorali che si sono succedute. Questo penso che sia un dato su cui possiamo essere d'accordo tutti in quest'aula.

Una leva strategica, dicevo, e lo dico, e lo rivendico, anche rispetto al punto di vista legittimo, il punto di vista legittimo da parte della Giunta, e mi riferisco all'intervento del consigliere Tagliaferri, non è soltanto una visione politica del presidente, ma una necessità che nasce dai territori, dall'ascolto di amministratori e amministratrici che, ogni giorno, chiedono di avere strumenti, competenze e supporto per governare processi complessi e coinvolgere in un modo nuovo le cittadine e i cittadini dell'Emilia-Romagna.

Il programma integra il sostegno economico ai territori attraverso il bando regionale articolato in progetti partecipativi locali e percorsi deliberativi e rappresentativi, con un insieme strutturato di azioni di sistema. Non si tratta, cioè, semplicemente di fare un bando, per quanto curato e in continua evoluzione, anche per quest'anno viene confermata la sperimentazione delle assemblee deliberative e rappresentative, recependo le raccomandazioni europee, per rispondere ai bisogni delle città che cercano nuove forme di coinvolgimento e delle piccole comunità nelle aree più fragili del paese, del nostro territorio, della regione Emilia-Romagna, impegnate ogni giorno in processi di rafforzamento del tessuto tutto sociale.

I progetti affrontano temi cruciali dalla gestione ambientale, alle politiche abitative e il bando diventa uno strumento di accompagnamento nella gestione delle relazioni delle comunità. Con il bando finanziamo il rafforzamento delle nostre comunità. Accanto alle risorse, che restano fondamentali, il programma mette in campo una strategia di comunicazione integrata per rendere le opportunità di partecipazioni più accessibili, riconoscibili e comprensibili. Parliamo di democrazia e di strumenti da rinnovare, come faremo anche nella giornata della partecipazione in calendario il 29 gennaio, appunto, di questo mese. Colgo l'occasione per rinvitare alla partecipazione a quella giornata sulla partecipazione anche tutte le consigliere e i consiglieri. Una giornata che ha registrato il tutto esaurito a conferma di una domanda diffusa e crescente. Insieme a noi ci saranno esperti nazionali e internazionali e tantissimi amministratori che dimostrano ancora una volta il bisogno di avere accanto una Regione capace di ascoltare e supportare.

In questa direzione si colloca anche il potenziamento della piattaforma digitale regionale come infrastruttura pubblica condivisa, capace di abilitare processi inclusivi, trasparenti e supportati da sperimentazioni sull'uso dell'intelligenza artificiale, alcune amministrazioni stanno sperimentando il volto digitale, altre usano con costanza strumenti di ascolto. Soprattutto per i piccoli e medi comuni che sono stati oggetto di attenzione anche dei vostri interventi, che non hanno risorse sufficienti, pensiamo si tratti di avere una piattaforma regionale come piattaforma che, al tempo dei social, diventa uno spazio protetto dalle derive che conosciamo.

Il programma prevede inoltre il rafforzamento dell'osservatorio della partecipazione come strumento stabile di analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche. Accanto ai dati quantitativi intendiamo offrire scenari interpretativi per leggere i contesti in cui operiamo, posizionando la Regione come spazio di dialogo e confronto anche a livello nazionale. La partecipazione è parte della storia di questa Regione, ce lo ricordava anche la consigliera Lembi e, soprattutto in una fase di crisi economica, sociale e ambientale rappresenta una strategia che ne caratterizza l'identità, ma per questo è necessario, serve avere dati, analisi, numeri, elementi oggettivi su cui fondare il resto che vogliamo costruire.

Per finire e non a caso, il programma investe in modo significativo sulla formazione per la partecipazione, rivolta ad amministratori, tecnici e attori della società civile. Nei prossimi tre anni prevediamo di formare un migliaio di persone. Questo investimento si accompagna alla costruzione di comunità di pratiche territoriali e al consolidamento delle reti nazionali e internazionali e alla nascita di un coordinamento politico tecnico trasversale. C'è qui in aula il dottor d'Alema, che ringrazio per aver accettato la nostra proposta, c'è la dottoressa Micaela Deriu, che ringrazio anche insieme alla dottoressa Caterina Brancaleoni, per il lavoro che hanno fatto, anche negli anni precedenti, sulla costruzione di politiche per la partecipazione, nella collaborazione tra la Giunta regionale e l'Assemblea legislativa.

Dicevo, un coordinamento politico tecnico trasversale, con l'obiettivo di rendere la partecipazione una dimensione ordinaria dell'azione pubblica regionale e un fattore strutturale di creazione di valore pubblico, innovando metodi, strumenti e modalità di lavoro nelle diverse aree dell'amministrazione.

Il centro per l'innovazione e il coordinamento delle politiche di partecipazione, così l'abbiamo chiamato, è un passo decisivo per rafforzare il rapporto tra i diversi livelli istituzionali, rendere più organico il dialogo con i territori e rinnovare al tempo stesso le forme di partecipazione democratica dei cittadini e delle cittadine.

Penso che dal risultato e dell'andare a segno degli obiettivi politici che ci siamo dati e che ci stiamo rinnovando anche in questa sede, ne beneficeranno tutti i territori, tutte le amministrazioni, tutte le parti di questa regione, indipendentemente dal colore politico di chi pro tempore le amministra.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, ora siamo all'eventuale dibattito generale sull'ordine del giorno. Dieci minuti a consigliere. Chiedo se qualcuno vuole venire. Chiedo quindi se ci sono dichiarazioni di voto. Non vedo, altrimenti possiamo votare e riprendere oggi pomeriggio dalle risoluzioni, così abbiamo un'organizzazione ordinata. Consigliere Casadei.

 

CASADEI: Molto breve. Allora, questo è un programma annuale che prevede una programmazione della distribuzione delle risorse attraverso i bandi.

Chiaramente voterò a favore di questo piano, che prevede una programmazione della distribuzione dei contributi delle risorse in un modo che penso sia, sia nelle premesse che negli impegni di questo piano, un obiettivo condivisibile, ben strutturato e, faccio solo una piccola nota, che non sia un impianto bando-centrico, ma che abbia una visione d'insieme, che abbia degli indirizzi particolarmente propositivi che vadano incontro alle esigenze del territorio, alle esigenze degli amministratori locali, alle esigenze dei cittadini.

Benissimo l'impianto, la partecipazione, come è stato anche rilevato dal piano, è una partecipazione che prevede il calo strutturale del tempo della partecipazione democratica; bene che si vada nell'implementazione di tutti gli strumenti digitali che consentano ai cittadini, agli enti, a tutti i partecipanti di questa visione, di accedere attraverso anche tutte le piattaforme e gli strumenti digitali. Occhio al Digital Divide, ossia la concentrazione della partecipazione attraverso gli strumenti digitali che rischia poi di compromettere la partecipazione, diciamo, selettiva di chi è in grado di utilizzare questi strumenti rispetto a chi no; quindi, cerchiamo di lavorare per l'inclusione della partecipazione a tutte le attività e su tutto il resto, bene. Ripeto, voterò a favore del piano.

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Burani.

 

BURANI: Velocemente, per confermare il nostro voto a favore. L'Emilia-Romagna, come dicevo prima anche nel mio intervento, ha riconosciuto da tempo come il cambiamento climatico è una questione strutturale, lo dicono anche il 60% degli italiani intervistati che considera i cambiamenti climatici come un problema molto serio e tra i giovani l'ambiente e il clima sono stabilmente preoccupazioni costanti e trasversali e lo dice anche, è stato richiamato nel buonissimo ordine del giorno della consigliera Lembi, l'articolo 9, ma anche l'articolo 2 della Costituzione che riconosce i diritti inviolabili delle persone, sia come singoli che come formazioni sociali e, quindi, questo ci impone dei doveri: il dovere di costituire degli spazi di partecipazione che diano alle persone la possibilità, poi, nel futuro, di avere e di costruire un futuro che abbia davvero la possibilità di dare a questi diritti un'ampia realizzazione. E quindi la partecipazione reale che dobbiamo volere da questa legge si inserisce anche in questo senso.

Mi viene in mente, molto velocemente, sempre parlando di crisi climatica, come la mitigazione, come solidarietà verso le generazioni future, sia all'interno ricompreso nell'articolo 2, ma anche l'articolo 9 della Costituzione, appunto, che tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi nell'interesse appunto delle generazioni future. Ed è lì che, se noi alle generazioni future gli costruiamo degli spazi di partecipazione reale, diamo corso e gambe all'articolo 2 della Costituzione, nonché all'articolo 9.

Per questi motivi, nel quadro generale della legge 15 e nell'ordine del giorno, siamo convinti che sia condizione necessaria per rendere effettivi i diritti e quindi anche i doveri, in un contesto generale della nostra società, sia importante, appunto, che questa legge venga davvero scaricata a terra in modo tale che i giovani possano partecipare in maniera completa e sostanziale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altre dichiarazioni? Non vedo prenotazioni. Fiazza.

 

FIAZZA: Cercherò di essere quanto più breve possibile. L'atto amministrativo che siamo chiamati ad esaminare riguarda una programmazione triennale di rilievo, almeno a giudicare dallo stanziamento previsto, 799.000 euro annui per ciascuna annualità del triennio, così come indicato nel bilancio regionale 2026-2028; cui vanno aggiunti i costi del personale dedicato.

Venendo al merito della legge, dai primi articoli della legge regionale 1518 emerge come l'obiettivo dichiarato sia quello di incrementare la qualità democratica nella fase di elaborazione delle politiche pubbliche. Lo strumento individuato è il processo partecipativo, definito come un percorso strutturato di dialogo e confronto finalizzato all'elaborazione di un documento proposto del quale l'ente responsabile si impegna a tener conto nelle proprie deliberazioni.

I progetti possono essere attivati, non solo dalla Giunta e dall'Assemblea, ma anche da una priorità di soggetti, enti pubblici, soggetti di controllo pubblico e controllo privati, a loro volta costituiti da organizzazioni e delle società civili o da gruppi spontanei di cittadini. In quest'ultimo caso, quindi, sui cittadini, come stabilito dall'articolo 15, l'attività di mediazione finalizzata alla partecipazione è subordinata alla raccolta di un determinato numero di firme, incrementato da una percentuale della popolazione in base alla classe demografica del comune.

Da un lato, l'articolo 16 prevede che i progetti partecipativi debbano contenere l'impegno dell'ente responsabile a sospendere l'adozione di atti tecnici o amministrativi che possono anticipare o pregiudicare l'esito del processo partecipativo. Dall'altro lato, però, l'articolo 2 chiarisce che tali processi non possono in alcun caso incidere sui tempi stabiliti dalla legge per la conclusione dei procedimenti amministrativi.

Chi avesse la pazienza di arrivare fino in fondo al testo normativo troverebbe all'articolo 19, in particolare al comma 3, la reale misura della portata democratica del processo partecipativo. Cito testualmente: l'ente responsabile valuta la proposta partecipata, può decidere di recepire in tutto o in parte la conclusione del processo partecipativo o di non recepirle.

In altre parole, l'amministrazione può tranquillamente andare avanti come se nulla fosse, alla faccia quindi della partecipazione. A conferma di ciò, bastano i dati davvero impietosi contenuti nella clausola valutativa nel marzo scorso.

Leggo testualmente: a promuovere le esperienze di partecipazione sono soprattutto e in misura preponderante, pari al 91,4% del totale dei processi considerati nel periodo 2022-2024, gli enti pubblici titolari delle decisioni oggetto dei percorsi di democrazia deliberativa monitorati nell'ultimo triennio dall’osservatorio di partecipazione.

Resta ancora significativamente residuale la percentuale di soggetti privati, pari all'8,6%, quindi 32 casi. È bene precisare che questi 32 casi riferiti a soggetti privati non includono i gruppi di cittadini, ossia la realtà non organizzate, ma piuttosto le cosiddette organizzazioni della società civile. In tre anni, su un totale di 419 progetti presentati, finanziati e no, solo un progetto è solo stato mosso da un gruppo di cittadini, cioè, da un gruppo spontaneo, era quindi il 2023 e non è stato finanziato. Anche qui, alla faccia della partecipazione.

Prima ho ascoltato le parole del sottosegretario quando ha parlato di social. Anche dai social c'è una partecipazione veramente molto bassa dei cittadini. Se andiamo a vedere per esempio la newsletter, in quattordici anni di vita, abbiamo solamente 596 iscritti e se andiamo a vedere, per esempio, Facebook, il numero è veramente irrisorio; sul canale YouTube solo 165 sono gli iscritti e, quindi, questo dimostra davvero che di partecipazione, nella realtà, ce n'è ben poca.

Andando alle conclusioni, non voglio esagerare, ma andando a vedere, per esempio, nella mia città, che è Parma, nel parchetto di San Leonardo sono stati stanziati 15000 euro, semplicemente per una messa a punto del parchetto. Io credo che le risorse stanziate siano davvero importanti su questa partecipazione, però, quando si parla di altro e di questioni, a mio avviso, molto più importanti ed urgenti, per esempio, sulla sicurezza si dice sempre che le risorse della Regione sono limitate. Ecco, allora io credo che gran parte delle risorse stanziate sulle partecipazioni potevano essere stanziate in capitoli ben più importanti, per esempio, sulla sicurezza, anziché metterle sulle partecipazioni che poi vediamo che, all'interno di questi progetti, tutto ci rientra, ma sulle parti importanti che i nostri cittadini ci richiedono, invece, ce ne vanno ben pochi. E appunto per questo il mio voto sarà contrario. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene. Se non ci sono altre dichiarazioni, se siete d'accordo, io voterei così chiudiamo l'atto. A meno che, ovviamente, qualcuno non abbia una dichiarazione da fare, però andiamo a sforare un pochino troppo. Se volete intervenire, ovviamente, riprendiamo alla ripresa. Prego.

 

La seduta termina alle ore 13,04

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

ALBASI Lodovico, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, SABATTINI Luca, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro.

Hanno partecipato alla seduta:

la sottosegretaria RONTINI Manuela,

gli assessori ALLEGNI Gessica, CONTI Isabella, FABI Massimo, MAZZONI Elena, PRIOLO Irene.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele e la consigliera ZAPPATERRA Marcella.

 

Hanno comunicato di non partecipare alla seduta gli assessori FRISONI Roberta, PAGLIA Giovanni e i consiglieri ANCARANI Valentina, QUINTAVALLA Luca Giovanni, UGOLINI Elena.

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Fabbri

Pestelli - Trande