73.
SEDUTA DI MARTEDÌ 10 MARZO 2026
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
INDI DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
INDICE
Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea
PRESIDENTE (Fabbri)
OGGETTO 2216
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul diritto allo studio universitario e sulla sostenibilità del sistema delle borse di studio in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Castaldini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASTALDINI (FI)
PAGLIA, assessore
CASTALDINI (FI)
OGGETTO 2210
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali azioni si intendano intraprendere per rappresentare al Governo le ragioni del territorio, affinché venga rivalutata la decisione di trasferire l'Agenzia ItaliaMeteo da Bologna. A firma dei Consiglieri: Lembi, Massari, Castellari, Bosi, Gordini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
LEMBI (PD)
RONTINI, sottosegretaria
LEMBI (PD)
OGGETTO 2211
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla liquidazione delle domande già complete di rendicontazione delle spese relative al "Bando per l'acquisto di dispositivi di protezione delle abitazioni finalizzati a prevenire o mitigare gli effetti di eventi alluvionali". A firma del Consigliere: Ugolini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
UGOLINI (RC)
RONTINI, sottosegretaria
UGOLINI (RC)
OGGETTO 2213
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla cooperazione internazionale in Burundi, in particolare sui relativi progetti finanziati con risorse regionali. A firma del Consigliere: Bocchi
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Tagliaferri)
BOCCHI (FdI)
RONTINI, sottosegretaria
BOCCHI (FdI)
OGGETTO 2215
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa presunti episodi di esposizione di giudizi politici nei confronti del Governo, presso l'Istituto Russell di Guastalla (RE). A firma del Consigliere: Aragona
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
ARAGONA (FdI)
RONTINI, sottosegretaria
ARAGONA (FdI)
OGGETTO 2209
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'arresto di un medico e al monitoraggio dell'attività libero-professionale intramoenia nelle Aziende sanitarie regionali. A firma dei Consiglieri: Carletti, Costa, Arduini, Fornili, Massari
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CARLETTI (PD)
FABI, assessore
CARLETTI (PD)
OGGETTO 2212
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul possibile trasferimento della Casa della Salute del quartiere Pablo di Parma presso il Padiglione Cattani dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Fiazza
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
FIAZZA (LEGA)
FABI, assessore
FIAZZA (LEGA)
OGGETTO 2214
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta regionale intenda proseguire nel percorso di revisione e aggiornamento del modello dei Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), valorizzando i risultati conseguiti in termini di rafforzamento della prossimità e in coerenza con una visione unitaria della rete territoriale come delineata dal D.M. n. 77/2022. A firma del Consigliere: Gordini
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
GORDINI (CdP)
FABI, assessore
GORDINI (CdP)
OGGETTO 2217
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula su irregolarità negli abbattimenti sanitari per influenza aviaria e sull'eventuale avvio di verifiche, da parte dei Servizi Veterinari delle AUSL competenti, sugli allevamenti e sulle operazioni di abbattimento, a seguito dell'inchiesta giornalistica di Report del 1° febbraio 2026. A firma del Consigliere: Burani
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
BURANI (AVS)
FABI, assessore
BURANI (AVS)
OGGETTO 2218
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano gli interventi che la Giunta regionale ha adottato per garantire ai cittadini un accesso equo e adeguato alle prestazioni sanitarie e per superare le criticità legate ai tempi delle liste d'attesa. A firma del Consigliere: Casadei
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Fabbri)
CASADEI (M5S)
FABI, assessore
CASADEI (M5S)
OGGETTO 2182
Comunicazione dell'assessora Allegni, ai sensi dell'art. 76 del Regolamento interno dell'Assemblea, in merito alle celebrazioni relative all'80° anniversario del diritto di voto delle donne italiane.
PRESIDENTE (Fabbri)
ALLEGNI, assessora
OGGETTO 1872
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "ADER - Agenda digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029".
(Discussione)
PRESIDENTE (Fabbri)
MAZZONI, assessora
PALDINO (CdP)
TAGLIAFERRI (FdI)
CALVANO (PD)
EVANGELISTI (FdI)
PRESIDENTE (Fabbri)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
La seduta ha inizio alle ore 9,51
PRESIDENTE (Fabbri): Buongiorno. Dichiaro aperta la seduta antimeridiana numero 73 del 10 marzo 2026. Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiane e pomeridiane del 17 e 18 febbraio2026. Se non vi sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.
(Sono approvati)
È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'articolo 65 comma 2 del regolamento interno, il presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Hanno giustificato la propria assenza le consigliere Parma e Petitti e il vicepresidente della Giunta, Colla. Le altre informazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri, pertanto, le do per lette.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in aula
OGGETTO 2216
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul diritto allo studio universitario e sulla sostenibilità del sistema delle borse di studio in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Castaldini
PRESIDENTE (Fabbri): Iniziamo i nostri lavori dallo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Partiamo dal 2216 a firma della consigliera Castaldini: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul diritto allo studio universitario e sulla sostenibilità del sistema delle borse di studio in Emilia-Romagna. Prego consigliera.
CASTALDINI: Grazie presidente. Buongiorno assessore. Torniamo oggi sul tema delle borse di studio universitarie perché la situazione nelle ultime settimane non si è affatto chiarita, anzi, si è ulteriormente evoluta. C'è una novità molto importante che è delle ultime ore, che non era ancora contenuta nella mia interrogazione, ovvero, l’università di Bologna, come lei ben sa, ha deciso di intervenire con uno stanziamento straordinario di 2,5 milioni di euro, risorse proprie, per sostenere gli studenti idonei rimasti senza borse di studio. Parliamo di circa 930 studenti, molti dei quali internazionali che, pur avendo i requisiti previsti dal bando regionale, non avrebbero ricevuto alcun contributo per insufficienza di fondi. È un intervento straordinario, lo ha detto lo stesso rettore, per una situazione straordinaria ed è anche un fatto politicamente molto rilevante perché significa che oggi è l’Ateneo che interviene per colmare un problema del sistema regionale del diritto allo studio. Questo dovrebbe indurre tutti noi, soprattutto la Regione, a una riflessione seria. Non basta rincorrere le emergenze quando scoppiano, ma bisogna governare i processi.
Dico questo perché i fattori che stanno mettendo sotto pressione il sistema universitario erano noti a tutti ovvero l'ampliamento della platea dovuta alle modifiche introdotte negli anni del P.N.R.R., la riduzione progressiva delle risorse straordinarie, l'aumento degli studenti internazionali, le dinamiche di riparto del fondo integrativo statale.
Questi non erano eventi imprevedibili. Ma io vorrei provare a entrare nel merito con un po’ più di decisione. Il FIS, il Fondo Integrativo Statale, che viene ripartito tra le regioni sulla base della distribuzione dell'anno precedente, in questo caso l'Emilia-Romagna è scesa nella graduatoria di riparto di una posizione e i dati erano disponibili già all’inizio di dicembre. Quindi, non siamo davanti a un effetto sorpresa, ma a una dinamica che poteva essere letta e programmata.
Secondo elemento riguarda la crescita degli studenti internazionali. È un fenomeno che oggettivamente racconta un'ottima notizia: i nostri atenei sono attrattivi. Ma possiamo entrare nel merito di politiche, in alcuni casi, molto aggressivi nell'incentivare questi ingressi e forse si potrebbe chiedere agli atenei una omogeneità nei requisiti di accesso perché questa crescita ha anche un impatto molto concreto sul sistema delle borse di studio. Oggi, assessore, lei sa benissimo che all’università di Bologna, tra gli oltre mille studenti idonei non beneficiari, circa 700 sono studenti internazionali extra UE. Parliamo molto spesso di studenti con un ISEE parificato inferiore alle soglie previste, quindi, pienamente legittimati a ricevere il beneficio, ma parliamo anche di borse che superano spesso gli 8000 euro annui. È evidente che basta un aumento relativamente contenuto agli studenti internazionali per determinare un impatto finanziario molto rilevante sul sistema.
Il terzo elemento riguarda alcune scelte di programmazione interna, mi riferisco ad esempio all'accantonamento di circa 1.700.000 euro legato al cosiddetto semestre finito per i corsi di area medica. Bene, oggi, alla luce dell'andamento dell'iscrizione ai corsi affini, sembra che quelle risorse possano risultare sovrastimate rispetto al bisogno reale e possano trovare una diversa collocazione.
Assessore, noi siamo stati abituati a vederla spesso animatore delle piazze, un assessore regionale, come dire, anche attento alle dinamiche dei cortei, alle mobilitazioni, ma oggi è il grande momento che lei evidentemente aspettava da tantissimo, cioè, quello di provare a governare, risolvere i problemi, non limitarsi a cavalcarli. È passato ormai un anno dal suo insediamento ed è il momento che si capisca con chiarezza che ruolo si ricopre: quello di chi protesta o quello di chi ha la responsabilità di trovare soluzioni. Il Governo sta facendo la sua parte e nella finanziaria dello scorso dicembre ha stanziato 200 milioni in più di FIS per il nuovo anno accademico, ma la fine del P.N.R.R. è vicinissima e va scelta una direzione chiara. Siamo all'apertura della sessione europea e, quindi, spetta a lei l'onere, il compito, secondo me, certamente gravoso di provare ad avere l'esercizio della creatività, della pazienza, delle relazioni che è il tempo che viene chiesto a lei.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessore.
PAGLIA, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliera Castaldini. Mi faccia dire in premessa che il Governo non sta facendo la sua parte, nel senso che quest'anno ha peccato moltissimo in trasparenza oltre che in risorse. Noi abbiamo saputo quanti fossero effettivamente i fondi disponibili del residuo P.N.R.R. solo a dicembre inoltrato e sono stati molto meno di quelli che erano stati annunciati o, comunque, promessi a livello governativo. Di qui, alcune difficoltà nella pianificazione dei fondi che tuttavia sono state risolte, prima prevalentemente dalla Regione Emilia-Romagna con uno stanziamento straordinario che ha portato a oltre 34 milioni i fondi propri messi dalla Regione, oltre a quelli già destinati con l'imposta regionale sul diritto allo studio e poi alle università, ultima quella di Bologna che approfitto oggi per ringraziare, di intervenire, grazie ad un lavoro fatto anche dal nostro assessorato, di relazione proprio con gli atenei dell’Emilia-Romagna che per la prima volta, almeno in termini quantitativi, sono stati disponibili a far partecipare a una operazione straordinaria di finanziamento.
Diciamo così, quest'anno abbiamo affrontato la coda di uscita dal P.N.R.R. con tutto quello che questo ha comportato in termini di maggiori importi delle borse di studio, in termini di ampliamento della platea; tutti elementi che abbiamo sempre giudicato positivamente e che andranno affrontati nei prossimi anni. Molte regioni italiane ritengono e in questo senso stanno già intervenendo presso il governo chiedendo che si abbassi, si torni alle somme precedenti P.N.R.R., quindi, dagli 8000 e rotti attuali ai 5000 di prima. Io non credo che sia quella la strada. Tuttavia, la strada sarebbe quella di maggiori finanziamenti. I 200 milioni a cui lei fa riferimento sono meno di quelli che abbiamo avuto quest'anno perché non sono uno stanziamento aggiuntivo, sono uno stanziamento che in parte cancella il forte taglio che era stato previsto nel pluriennale sull'anno prossimo. Quindi, non c'è un euro in più di quelli che abbiamo avuto quest'anno sul FIS, ce ne sono di meno. L'effetto ottico, diciamo, di aumento è dovuto solo al fatto che con il pluriennale avevano tagliato di 300 milioni di euro il FIS, quindi, lo hanno parzialmente recuperato.
Quindi, il quadro finanziario del prossimo anno, ad oggi, almeno stante il lato governativo, non sarà migliore di quello in essere.
Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna, io mi auguro che continueremo a fare la nostra parte rispetto al diritto di studio. Tutto questo premesso e come ho già avuto modo di cominciare a discutere, tanto con le organizzazioni studentesche, quanto con la Consulta regionale degli studenti, quanto con l'università, il tema in questo momento è comporre un tavolo, una discussione, farlo nelle prossime settimane, in modo tale da fare una discussione concreta, razionale, seria, attorno al bando del prossimo anno. Noi dovremo in qualche modo essere in grado di determinare un quadro di risorse, se non certo perché, purtroppo, con i chiari di luna e la trasparenza che normalmente arrivano dal governo nazionale, la certezza è sempre abbastanza complicata, ma il più certo possibile; e poi fare delle scelte politiche. Decidere se, rispetto ad un quadro finanziario dato, andiamo a comporre un bando che in qualche modo si dia l'obiettivo di stare dentro il 100% di copertura, quindi, avere l’idoneità coperta al 100%, ovviamente, stante le risorse, stante l'obiettivo del 100%, dovremo andare a comporre un regolamento e un bando che rimanga all'interno di quello che è il quadro finanziario.
L'alternativa è quella di tenere un bando aperto, diciamo così, ma sapendo, probabilmente, dando per scontato all'inizio che potrebbero esserci, esattamente come è successo quest'anno, anche se adesso con -- di Bologna che, in qualche modo, il tema va a risolversi, come quest'anno potremmo avere degli idonei non assegnatari. Altra cosa su io credo noi dovremmo lavorare, complessa dal punto di vista organizzativo, è ridurre i tempi di comunicazione. È chiaro che in una fase in cui si ha la certezza di coprire il 100%, la comunicazione, diciamo, la chiusura delle graduatorie, la comunicazione fatta a novembre inoltrato o addirittura a dicembre, come fanno altre Regioni, può andare, cioè, nel senso che, fatto salvo, diciamo, gli errori, se la copertura è al 100%, anche se si viene a sapere a dicembre se si è o non si è assegnatari di borse di studio, non è un problema. Se si dovesse entrare in uno schema in cui gli assegnatari non coincidono esattamente con gli idonei, allora, noi dobbiamo accelerare perché io credo che, prima di tutto, sia un diritto di ogni studentessa e di ogni studente sapere se si è o meno idonei ad una borsa di studio quando ancora, eventualmente, si possono fare senza problemi scelte diverse anche rispetto alla propria carriera universitaria, alla città in cui si decide di studiare.
Certamente, bisognerà provare ad accelerare sui tempi di risposta, tanto più sugli internazionali che ovviamente hanno difficoltà ancora maggiori rispetto alla scelta e rispetto poi a quello che è l'impatto che questa scelta ha sulle loro vite; dall'altro, dovremmo fare il possibile - e questo, invece, è questione di settimane - per avere un quadro finanziario certo. E infine, in un tavolo di concertazione con tutti i soggetti interessati dovremmo andare a comporre, io credo, un bando fatto per garantire che quelle risorse coprano il 100% di quelle che sono le domande e ci arriveranno, ovviamente con un margine come sempre, chiaramente gli iscritti lo sanno in anticipo, eccetera, però con un margine almeno di certezza adeguato.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera per la sua replica.
CASTALDINI: Grazie presidente. Assessore, lei ha detto una serie di cose che vorrei sottolineare. A una domanda non ha risposto. Cioè, questo milione e 700000 euro legato al cosiddetto semestre filtro, come verrà usato e quando verrà usato? Cioè, se quest'anno o nel prossimo anno accademico. Questo è fondamentale. Secondo aspetto sostanziale. Lei giustamente rilevava di un dialogo che dovrà avere con gli studenti. In realtà, spero che questo dialogo sia molto più largo e sia fatto con l'università, con i rettori, perché il tema vero è capire quali sono i criteri di accesso, soprattutto per la categoria che più è esposta a questa mancanza di borse di studio, ovvero, gli studenti internazionali perché o c'è un sistema omogeneo nell'accesso di questi studenti o, altrimenti, il sistema rischia di fallire perché temo che, se l'unico dialogo sarà con le associazioni studentesche che stimo profondamente, la mia vita politica è nata lì, è chiaro che le esigenze sono diverse rispetto a un'esigenza di educazione completa, compresi gli atenei perché io temo che gli studenti le diranno “guardi, copriamo in parte - quelli più attenti alle istanze di tutti diranno - copriamo tutte le borse di studio, diminuiamole” ed è una scelta politica difficile. Alcuni diranno invece di no, “le borse di studio dovranno rimanere al massimo quello che noi abbiamo in quest'anno”. Ecco, di fronte a questa scelta, ci sarà, comunque, lei, quindi, presto o tardi, dovrà tornare a rispondere a questa domanda e decidere che cosa farà del diritto allo studio nell'università perché il tema è tutto suo.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI
OGGETTO 2210
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali azioni si intendano intraprendere per rappresentare al Governo le ragioni del territorio, affinché venga rivalutata la decisione di trasferire l'Agenzia ItaliaMeteo da Bologna. A firma dei Consiglieri: Lembi, Massari, Castellari, Bosi, Gordini
PRESIDENTE (Tagliaferri): Bene, passiamo all'interrogazione 2210. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula, per sapere quali azioni si intendano intraprendere per presentare al Governo le ragioni del territorio affinché venga rivalutata la decisione di trasferire l'Agenzia Italia Meteo da Bologna, a firma della consigliera Lembi. Prego.
LEMBI: Grazie presidente. Oggi è il 10 di marzo, siamo esattamente nell'80° anniversario della ripresa del voto in questa Regione. Auguri a tutte noi e anche alle colleghe, per l'8 marzo appena trascorso. E proprio nel momento in cui discutiamo di questa question time rivolta alla Giunta sulle condizioni del Tecnopolo e sull'evoluzione di una trattativa in atto, i sindacati si stanno riunendo, sono riuniti in assemblea sindacale proprio nei locali di DAMA. Farò di tutto per provare a raggiungere, dopo questo question time, l'assemblea sindacale che è proprio in corso.
La cosa che sta succedendo è particolarmente importante, a tratti sorprendente perché, come sempre, intreccia questioni di merito e questioni di metodo sulle scelte rilevanti di sviluppo e di evoluzione dei territori. Noi abbiamo saputo che il Governo ha manifestato l'intenzione di trasferire la sede di Italia Meteo, l'Agenzia Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia, da Bologna ad altra sede. È stato anche esplicitato, Roma, nei giorni scorsi. Venendo meno a scelte, investimenti, confronti, pratiche, costruite nel corso di molto tempo che vedevano, fino a poche settimane fa, assegnata a Bologna questa importante sede nazionale.
Che cosa sia il Tecnopolo penso che lo sappiamo tutti. Abbiamo avuto anche il piacere di andare in visita come Assemblea legislativa nella commissione competente ad inizio mandato, in questa importante struttura. Non una struttura da poco. Quando si parla di grandissimi investimenti, si parla anche di grandi possibilità evolutive, di sviluppo di un territorio, senza dimenticare che, dietro a queste parole, lo sviluppo di un territorio, c'è anche la dimensione occupazionale di lavoratori e lavoratrici che io penso, soprattutto in una fase come questa, vale sempre, ma in una fase come questa soprattutto, non possono essere trattati come merce il cui destino dipende da qualsiasi condizione che non è mai frutto di relazioni e di confronto, ma di decisioni unilaterali. Io di questo sono molto preoccupata perché le istituzioni sono chiamate a tutelare il territorio, ma anche a sviluppare il territorio d'intesa, in un dialogo leale, costante, profondo tra le istituzioni nazionali, le istituzioni locali, regionali e anche i comuni del territorio.
A me non sfugge che sia l'ennesima di molte partite che si gioca sulla pelle di Bologna e su cui anche questa Assemblea legislativa sottolinea spesso l'impatto rispetto a questo territorio. Ho visto con grande apprezzamento che il presidente de Pascale, insieme con gli assessori, sta provando un confronto con il Governo per provare a capire se è possibile mantenere e far evolvere questa situazione con una doppia sede, sia su Roma che su Bologna. Nessuno di noi perde mai la fiducia che questo accada. Poiché siamo rappresentanti del territorio in contatto diretto con le amministrazioni e anche con i lavoratori e le lavoratrici, io chiedo alla Giunta di poter capire a che punto sta questo confronto e cosa possiamo immaginare nell'evoluzione di questa partita in Emilia-Romagna e in particolare a Bologna.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Sottosegretaria Rontini, prego.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Grazie alla consigliera Lembi. In merito al quesito da lei posto, la Giunta regionale esprime la più ferma contrarietà alla decisione recentemente prospettata dal Governo - senza, tra l'altro, alcun confronto istituzionale - di trasferire la sede dell'Agenzia Nazionale per la Meteorologia e la Climatologia Italia Meteo da Bologna a Roma. Tale scelta appare, non solo incomprensibile sul piano logistico, ma strategicamente miope per l'intero sistema paese. Desidero, quindi, anche in questa occasione, ribadire con forza la nostra posizione. Il trasferimento dell'agenzia non è solo un atto burocratico privo di alcun senso, ma un errore strategico che mina la credibilità scientifica del nostro paese a livello internazionale.
La collocazione presso il DAMA, Tecnopolo di Bologna, infatti, non è stata una scelta casuale, ma il frutto di una visione integrata. Veniva ricordato che Bologna ospita un ecosistema unico a livello mondiale, il data center del Centro Meteo Europeo, l’ECMWF, il Supercomputer Leonardo, tra i più potenti al mondo, il polo del Cineca e del CMCC, il Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici e, da ultima, scelta condivisa, la futura sede dell'università dell'Onu proprio sui big data e sul cambiamento climatico. Sradicare Italia Meteo da questo contesto significa rompere le sinergie fisiche e digitali con il supercalcolo e la ricerca internazionale, indebolendo la capacità dell'Italia di rispondere con tempestività ed efficacia agli eventi climatici estremi.
La scelta di localizzare Italia Meteo a Bologna non è stata un'iniziativa isolata della Regione, ma l'oggetto di un preciso accordo quadro siglato con i ministeri competenti. Tale intesa sanciva l'integrazione funzionale dell'Agenzia Nazionale all'interno dell'ecosistema del Tecnopolo, proprio per sfruttare la vicinanza anche fisica ai server del Centro Meteo Europeo e al Supercomputer Leonardo. Venire meno a questo impegno oggi significa rompere un patto istituzionale pluriennale e sprecare anche risorse pubbliche, sia nazionali che regionali, investite per infrastrutturare una sede di eccellenza che ora il Governo vorrebbe svuotare.
Questa operazione si scontra frontalmente anche con gli obiettivi del nostro Patto per il Lavoro e per il Clima che, come sapete, è in via di aggiornamento, sottoscritto da tutte le forze sociali della Regione. Il Patto pone la transizione ecologica, la conoscenza scientifica e i saperi come pilastri del futuro sviluppo dell'Emilia-Romagna e privare la Regione della regia nazionale sulla meteorologia significa indebolire quegli strumenti di analisi necessari per gestire le emergenze climatiche che hanno colpito duramente la nostra terra e stanno colpendo, l'abbiamo visto in questi mesi, nella stessa maniera dura altre zone d'Italia. Difendere Italia Meteo a Bologna significa difendere, quindi, un modello di sviluppo che tiene insieme alta tecnologia, ricerca ambientale e lavoro qualificato. Il trasferimento mette a rischio la continuità operativa e la serenità di circa venti professionisti altamente specializzati e delle loro famiglie, già integrate nel tessuto bolognese.
La Giunta considera prioritario tutelare tutte queste competenze perché non si tratta di spostare uffici, ma di salvaguardare un capitale umano che rappresenta l'ossatura della nostra ricerca meteorologica. La Giunta, di concerto con il comune di Bologna, ha attivato tutti i canali istituzionali per chiedere al Governo un'immediata rivalutazione di questa scelta. Riteniamo che il commissariamento dell'Agenzia e la nuova governance che esclude le Regioni dalle linee strategiche rappresentino un passo indietro nel principio di leale collaborazione tra Stato e territori.
Consideriamo necessario un confronto urgente con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero competente, per fermare un'operazione che rischia di trasformarsi in uno smantellamento di quella che è riconosciuta da tutti un'eccellenza nazionale. Stiamo, quindi, già rappresentando al Governo, come da lei richiesto, consigliera Lembi, questo cortocircuito nazionale.
Il Tecnopolo è uno dei sette hub scelti dall'Unione Europea per il futuro dell'intelligenza artificiale e della climatologia. A tal fine, il presidente de Pascale ha formalizzato, in data 6 marzo, una richiesta di incontro urgente alla Presidenza del Consiglio, su cui attendiamo riscontro, non avendo ancora ricevuto risposta.
Faccio mie - e vado a chiudere - le sue parole di ieri: il trasferimento da Bologna non sarebbe solo un dispiacere per l'Emilia-Romagna, ma un problema per l'Italia. La verità è che abbiamo la sensazione che Italia Meteo possa venire completamente distrutta da questo trasferimento. Un'agenzia che ha sicuramente un ruolo nazionale e, in questo senso, l'apertura di una sede a Roma potrebbe anche dare quei collegamenti, quelle ulteriori relazioni che possono arricchire; dall'altra parte, perdere la sede tecnica presso il Tecnopolo e le relazioni con il Centro Meteo Europeo, con le università delle Nazioni Unite, con il Cineca e con tutto quanto rappresentavo prima, vorrebbe dire di fatto svuotarlo, togliergli la competenza tecnica, significherebbe distruggerla e non solo trasferirla.
Confidiamo, quindi, ancora che ci possa essere un ripensamento e, quindi, ringrazio la consigliera Lembi perché anche questa è un'occasione utile per rinnovare un appello alla presidente Meloni perché si trovi una soluzione intelligente, che salvi la faccia anche all'iniziativa che è stata presa dal Governo, rilanciando.
La Regione Emilia-Romagna, lo dico anche in questa sede, se potrà fare qualcosa anche in termini di sostegno perché Italia Meteo non venga smantellata, è assolutamente pronta a farla. Infine, citava l'assemblea sindacale che si svolgendo in queste ore, in questi minuti. Sia consentito anche a me, a nome della Giunta della Regione Emilia-Romagna, di esprimere massimo supporto ai lavoratori e alle lavoratrici dell'Agenzia, alla loro direttrice, auspicando che si trovino soluzioni di buon senso.
PRESIDENTE (Tagliaferri): La parola alla consigliera Lembi.
LEMBI: Grazie presidente. Sottosegretaria Rontini, la ringrazio per le parole molto chiare, pacate, costruttive e nette rispetto alla situazione. Devo dire che non diminuiscono la mia preoccupazione su quello che sta accadendo. Il pensiero è rivolto soprattutto, in primo luogo, agli uomini e alle donne, lavoratori e lavoratrici che sono coinvolte in questa operazione; sono tante, sono quelle che potevano essere distaccate dall'Unione dei comuni, dall'ARPA, dall'Università, per cui, se non si attiva una sezione distaccata a Bologna, ritorneranno presso gli uffici di provenienza oppure, perché a pagare il prezzo più alto sono quelli più precari oppure gli interinali, i casi di interinali sono quelli più a rischio occupazionale e se c'è un segnale anche da questa istituzione per evitare che cadano nell'oblio di un'operazione così opaca, è già una prima attenzione che non va sottovalutata. Ecco, io vorrei solo aggiungere che a me sembra che ci sia un film già visto, sottosegretaria. Abbiamo visto le manovre sui piccoli comuni, cioè, un film già visto, una modalità di questo Governo che, amaramente, lo dico con grande amarezza, si ripropone e, cioè, la centralizzazione delle scelte istituzionali, lo svilimento del riconoscimento dei livelli istituzionali. Quando la costituzione dice che la Repubblica è una ed è composta da Stato, regioni, comunità montane, comuni, città metropolitane. E poi una irresponsabilità di fondo sui livelli occupazionali. Voglio aggiungere che qui non ci stiamo occupando di questioni internazionali per cui certe scelte proprio non dipendono da noi, come le scelte dei dazi di Trump o le guerre guerreggiate in ogni parte del mondo e su cui si vede che il Governo non ha una posizione ben definita e prova a barcamenarsi. Qui siamo in un contesto tutto italiano, in cui le decisioni si possono prendere dentro il territorio, con grande responsabilità e, invece, temo, non so, sottosegretaria, se sia un cortocircuito istituzionale o anche una forma di viltà istituzionale il cui prezzo più alto paga ancora una volta l'Emilia-Romagna e Bologna. Continueremo a seguire questa vicenda, d'intesa con la Giunta. Io confido a breve di provare a partecipare all'assemblea sindacale in corso presso i locali di DAMA.
OGGETTO 2211
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla liquidazione delle domande già complete di rendicontazione delle spese relative al "Bando per l'acquisto di dispositivi di protezione delle abitazioni finalizzati a prevenire o mitigare gli effetti di eventi alluvionali". A firma del Consigliere: Ugolini
PRESIDENTE (Tagliaferri): Passiamo all'oggetto 2211, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sulla liquidazione delle domande già complete di rendicontazione delle spese relative al bando per l'acquisto di dispositivi di protezione delle abitazioni finalizzate a prevenire o mitigare gli effetti di eventi alluvionali. A firma della consigliera Ugolini. Prego.
UGOLINI: Questa interrogazione, questo question time, si concluderà solo con una domanda molto semplice, ma io penso che all'interno di quest'aula sia giusto ricordare una storia che merita di essere raccontata fino in fondo perché parla di alluvionati, di soldi donati dai cittadini e di una Regione che non riesce ad essere efficiente ed efficace nel venire incontro alle esigenze dei cittadini. Parlo di questo bando regionale per l'acquisto e l'installazione di sistemi di protezione utili per difendere la propria casa da futuri eventi alluvionali.
Per capire la gravità di quello che è accaduto e che sta ancora accadendo occorre fare due premesse: stiamo parlando di un intervento rivolto alle famiglie proprietarie di case colpite dagli eventi alluvionali già dal maggio 2023, famiglie che ancora oggi tremano quando piove troppo intensamente e che non hanno visto fare certi lavori sui fiumi nel maggio e nell'estate del 2023 e nell'estate del 2024 e che hanno visto erogare sul conto corrente gestito dalla Regione 52 milioni donati da cittadini per aiutarli in questa ripresa così difficile.
Giustamente, la Regione si è accordata anche con gli alluvionati per decidere come impegnare questi soldi, però c'è stato bisogno della terza alluvione, quella dell'ottobre 2024, perché la Regione si decidesse a pubblicare il bando, grazie al quale i cittadini alluvionati possono ottenere un contributo fino a 3000 euro. È un contributo che può arrivare fino al 100% della spesa sostenuta, a fronte ovviamente dell'ammissibilità della domanda e della rendicontazione. Le domande dovevano essere presentate dal 30 ottobre 2024 fino al 31 gennaio 2025 e le risorse messe a disposizione erano 13.791.641 euro, derivanti da queste donazioni. È chiaro che questo meccanismo aveva una sua logica perché, una volta ammessa la domanda, il cittadino aveva dieci mesi di tempo per realizzare l'intervento e rendicontare. A luglio del 2025 tanti cittadini mi dicono che hanno già consegnato la rendicontazione, che è stata accettata, ma che nessuna richiesta era stata liquidata. A ottobre mi viene data una risposta a un'interrogazione su questo punto dicendo che nell'arco di poche settimane sarebbero cominciate le liquidazioni delle domande presentate e rendicontate in modo corretto. Ma che cosa succede? Succede che, ancora alla fine di febbraio - e qui arrivo alla domanda - questo qui è un dato importante, su 1616 già completate con tutte le integrazioni, quindi, accettate e rendicontate, su queste 1616 pratiche, ancora non c'è stato nessun versamento. Quindi, rispetto alle pratiche già completate e già accettate, che sono 2091, rispetto a quello che è stato detto anche recentemente dal sottosegretario Rontini a mezzo stampa, ce ne sono ancora 1616 già complete, ma ancora in attesa di liquidazione.
Allora, la mia domanda è semplicissima: quali sono le ragioni che impediscono l'immediata liquidazione delle istanze, complete di tutta la rendicontazione necessaria, posto che i fondi derivanti dalle donazioni sono già sul conto corrente dall'agosto del 2023? Per fare un bonifico basta un click. Questa è la domanda semplice. Quali sono le motivazioni per cui le domande già accettate, già rendicontate e già complete, non vengono liquidate immediatamente?
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego sottosegretaria Rontini.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Da una parte, ringrazio la consigliera Ugolini perché con questa interrogazione ci consente di fare ulteriore chiarezza su questo bando; dall'altro, mi si consentirà di fare alcune precisazioni. Vede, consigliera, io questo bando lo conosco bene perché della legge regionale che ha messo a disposizione dei cittadini dell'Emilia-Romagna i 52 milioni oggetto di donazione, nella scorsa legislatura, sono stata relatrice in aula del provvedimento, quindi, ho accompagnato la costruzione della legge e di tutti i bandi che sono seguiti nella relazione anche con i comitati degli alluvionati.
L'assessore al Bilancio era l'assessore Paolo Calvano e, anche raccogliendo, come veniva ricordato, una richiesta dei comitati alluvionati, non appena siamo stati nelle condizioni, è una misura innovativa, spero che questo ci venga riconosciuto, anche con alcune difficoltà che non neghiamo, che ha voluto profondamente questa Regione, anche andando ad integrare misure diverse, messe in campo dal livello nazionale, dicevo, con l'assessore Calvano abbiamo, l'allora assessore e oggi capogruppo Calvano, abbiamo accompagnato tutte le diverse fasi.
Mi si consenta di dire, però, che banalizzare la questione in buona fede, ne sono certa, conoscendo la capogruppo Ugolini, non aiuta però a riconsegnare a quelle famiglie che attendono la verità dei fatti, che provo velocemente a ricostruire, poi probabilmente anche noi avremmo dovuto comunicare meglio alcune cose perché nella sua ricostruzione, mi si consenta, non tutti i passaggi sono stati attinenti a quella che è la realtà dei fatti. Dicevo, non banalizziamo la presentazione di 7 mila domande, 6092 delle quali hanno avuto un esito positivo. Se vuole l'accompagno anche negli uffici che si sono dotati dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale per accompagnare questo percorso, per farle vedere qual è il lavoro su ciascuna delle 6092 domande che stanno facendo.
Citava i dati: 2091 sono le rendicontazioni ad oggi pervenute, corretto, e 475 solo delle quali liquidate. Perché le altre 1616, a differenza di quanto veniva scritto nel testo dell'interrogazione, non erano complete, consigliera Ugolini, mancavano di un documento, di una carta d'identità, di una copia di un bonifico, insomma, in alcuni altri casi, purtroppo, non avranno neanche i requisiti per poter ottenere il rimborso, però, in alcuni casi, semplicemente, non tutti i cittadini sono avvezzi alla presentazione di pratiche a bandi e, quindi, fin dalle domande, quindi, in fase di domande e oggi anche in fase di rendicontazione, su input che abbiamo dato, la scelta è stata quella di accompagnare i cittadini e le cittadine richiedenti con la pratica del cosiddetto “soccorso istruttorio”. Sono stati contattati telefonicamente, laddove mancava un documento, quella domanda poteva, con altri bandi succede, venire rifiutata solo per un vizio di forma.
Ecco, noi questo non l'abbiamo fatto proprio perché, come lei ricordava, conosciamo l'angoscia delle persone che tutte le volte che piove faticano a dormire. Conosciamo la volontà dei cittadini di dotarsi nelle proprie abitazioni, non nelle pertinenze, è un punto oggetto anche di confusione tra coloro che hanno presentato domanda, era ben scritto sia nel testo del bando sia nelle Faq che hanno accompagnato le diverse fasi, la volontà di mettersi in auto protezione, cosa che non solleva naturalmente la Regione Emilia-Romagna dalla responsabilità che ha di fare quei lavori per aumentare la sicurezza del territorio che venivano citati.
Ecco, il motivo per cui - e colgo l'occasione per specificarlo meglio di quanto non sia stato fatto fino ad ora - quelle 1616 domande rendicontate ancora non sono state liquidate è perché, purtroppo, non erano complete, non erano corrette, avevano bisogno di una relazione tra uffici regionali e richiedenti. Contiamo che nelle prossime settimane, il mio auspicio è che avvenga entro marzo, naturalmente, per tutti coloro che avranno i requisiti precisi e puntuali, vengano anche liquidate. Sono numeri enormi, sono più di tre domande su quattro che hanno bisogno di essere completate perché sono domande di cittadini. Se ci rivolgiamo agli uffici che si occupano di domande delle imprese avremo certamente numeri molto diversi.
Da qui, la complessità della gestione di questo bando; da qui anche i tempi e la volontà di concedere la proroga che abbiamo dato nei giorni scorsi sul tema delle rendicontazioni. Un'ultima cosa, una notizia positiva, spero che faccia piacere a tutta l'Aula, vedendo come esitano, ad oggi 475 domande, circa un milione di euro di risorse utilizzate, tra quelle delle donazioni per dare risposta, vuol dire all'incirca 2300 euro a domanda. Lei diceva bene, fino al 100%, con il tetto del 3000, siamo al di sotto. Questo fa sì che anche quelle che superano le 4986 ammesse, perché erano state presentate dopo il 29 gennaio o appartenevano ai territori non prioritari, verranno finanziate. È la notizia che volevo condividere con l'Aula oggi. Lo faremo scorrendo le graduatorie, utilizzando le risorse delle donazioni e, qualora sia necessario, mettendo a disposizione ulteriori risorse con l'assestamento di bilancio.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego, per la replica, la consigliera Ugolini.
UGOLINI: Grazie per la risposta. Provo a ripetere, se ho capito. Sono state ammesse con esito positivo, quindi, ammissibili, 6092 domande. Di queste 6092 domande, 4986 sono state ammesse in seconda istanza. Di queste 4986, solo 475 erano già complete con tutta la documentazione e per questo sono state liquidate. Quindi, in questo momento, la Regione ha liquidato tutte le domande che hanno già avuto una rendicontazione completa che non necessita di ulteriori integrazioni. E questo numero è di 475, quindi, su 4986 domande, solo 475 sono state liquidate perché solo 475 erano complete come rendicontazione e non dovevano avere ulteriori integrazioni.
Su questo, siccome mi sono arrivate delle osservazioni di alluvionati che hanno avuto delle osservazioni su come fosse stata fatta la fotografia alla paratia che avevano già montato perché poi le persone hanno già fatto questi lavori, la richiesta è che ci sia più chiarezza anche nel bando perché spesso si deve fare molto lavoro per delle integrazioni perché non c'è chiarezza su elementi, che possono sembrare secondari, ma la prospettiva da cui deve essere fatta la foto, perché doveva essere visibile il fronte della casa e la corretta installazione, eccetera, queste specifiche devono essere fatte perché, altrimenti, le persone si ritrovano a dover rifare tutto per mancanza di chiarezza iniziale.
OGGETTO 2213
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla cooperazione internazionale in Burundi, in particolare sui relativi progetti finanziati con risorse regionali. A firma del Consigliere: Bocchi
PRESIDENTE (Tagliaferri): Passiamo all'oggetto 2213, interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula, sulla cooperazione internazionale in Burundi, in particolare sui relativi progetti finanziati con risorse regionali.
Il documento contiene dati riservati ai sensi della normativa per la protezione dei dati personali, in base al regolamento UE 2016-679, il decreto legislativo 196/2003, come modificato dal decreto legislativo 101/2018. Prego consigliere Bocchi.
BOCCHI: Grazie presidente. Poco fa la consigliera Lembi ricordava la celebrazione dell'80° anniversario della concessione del diritto di voto alle donne. Domenica abbiamo festeggiato la Giornata delle donne. E oggi, attraverso la mia interrogazione qui in aula, porto il ricordo di tre donne, tre anziane missionarie saveriane della casa madre di Parma, Olga, Lucia e Bernardetta che, nel settembre del 2014, vennero orribilmente trucidate, sgozzate, una di loro anche decapitata, a Bujumbura, capitale del Burundi.
Lo dico in un'aula, quella dell'Assemblea regionale Emilia-Romagna, che ha sempre avuto molta attenzione per tante vicende, mi viene in mente quella di Giulio Regeni, quella tragica di Giulio Regeni e sappiamo quanto ancora oggi la Regione sia impegnata nel tenere alta l'attenzione e la memoria su questa vicenda, la verità per Giulio Regeni è diventato uno slogan molto utilizzato, ma forse sulla vicenda, senza forse, sulla vicenda di queste tre missionarie saveriane della casa madre di Parma si sono tenute le luci un po' troppo basse.
Ma il mio intervento, la mia interrogazione, non è ovviamente per portare alla luce, alla memoria, ricordare questa tragica vicenda, è una interrogazione a risposta immediata su fatti di attualità e quindi dico subito qual è il fatto di attualità che risale al 26 febbraio, la procura di Parma, dopo la riapertura delle indagini che erano state precedentemente sospese, ha proceduto all'arresto di un uomo, non dico il nome, ma è pubblico, quindi è stato pubblicato da tutti i giornali, un uomo di origine burundese, considerato, non il mandante, ma il basista, l'organizzatore, un complice di questo efferato triplice omicidio, un uomo che era al servizio della polizia segreta burundese di quel regime militare che secondo l'Onu, secondo la Human Rights Watch, secondo anche una risoluzione di qualche anno fa dell'Unione del Parlamento europeo, un regime che viola i più elementari diritti umani. Una polizia segreta, quella alla quale apparteneva questo soggetto, ritenuto essere al centro del sistema repressivo insieme all'esercito, alla polizia, ai servizi segreti. Qual è il dato che coinvolge oggi la Regione Emilia-Romagna e le istituzioni emiliano-romagnole, tra le quali il comune di Parma e la provincia di Parma?
Se leggiamo il curriculum vitae di questo soggetto arrestato, fatta salva la presunzione di innocenza, nonostante il quadro inquisitorio è assolutamente molto circostanziato e pesante, ma fatta salva una premessa che corre l'obbligo di fare anche in quest'occasione la presunzione di innocenza e lo svolgimento del regolare processo dell'attività giudiziaria della procura e dei magistrati, questo soggetto è stato il collaboratore dell'Associazione Parmaalimenta che rappresenta il braccio operativo dei progetti di cooperazione internazionale che il comune di Parma svolge in Burundi già da 22 anni dal 2004, progetti che hanno visto nel corso degli anni anche la Regione Emilia-Romagna a partecipare con dei cospicui finanziamenti solamente dal 2018 all'anno scorso, quando si è concluso con un anno di ritardo l'ultimo progetto triennale di cooperazioni internazionali, che vedeva un finanziamento totale di 1,7 milioni di euro, ha contribuito alla Regione Emilia-Romagna per 260000 euro. Nel 2015 sempre questo soggetto è stato coordinatore dei progetti, punto di questa associazione. Nel 2014 fu ricevuto con tutti gli onori in sala giunta dall'assessore del comune di Parma e dai dirigenti.
Secondo quanto dichiarato in questi giorni dall'attuale presidente di Parma, alimenta ha continuato a lavorare anche fin dal 2016 al 2018, successivamente per un periodo di ulteriori tre mesi. Secondo il libro che ha fatto ha contribuito a far riaprire l'inchiesta della giornalista freelance Giusy Baioni, incentrato sulla vicenda appunto di Bujumbura anche nel 2022 collaborava con Parma, alimenta società partecipata dal comune di Parma. Secondo gli inquirenti sarebbe arrivato in Italia questo soggetto, grazie a un permesso e oggi il suo stato giuridico e di cittadino extra comunitario con permesso di lavoro grazie a un permesso di lavoro, appunto, derivante da un tirocinio offerto dalla stessa associazione Parmaalimenta.
Ricordo anche che il soggetto in questione è stato arrestato in una casa di proprietà della storica presidente di Parmaalimenta, lo è stato per quasi vent'anni e guidava due auto intestate alla stessa allo stesso soggetto. Ebbene trascurando gli aspetti tecnici di progetti di cooperazione che hanno visto fra l'altro anche la Regione, partecipare, promuovere, mi viene in mente il Nutri-Score che era stato già oggetto nelle passate legislature di alcune interrogazioni, progetti che hanno visto ritardi, inefficienze e mille difficoltà. Io mi chiedo, dal momento che da quest'anno, anzi dal 2025, la Regione Emilia-Romagna è promotrice, ente capofila al posto del Comune di Parma, di un nuovo progetto di cooperazione internazionale in Burundi, denominato Pass Burundi, politica alimentare sostenibile in Burundi, mi chiedo se, alla luce di tutto questo pregresso di queste grandi ombre che gravano in un Paese sicuramente non facile, ma vedono anche le stesse associazioni, le medesime associazioni partner di progetto, di questa nuova iniziativa, mi chiedo se la Regione Emilia-Romagna, al di là delle spiegazioni che vorrà darci la sottosegretaria sulle verifiche e i controlli che hanno fatto o non hanno fatto a sufficienza negli anni passati sui vecchi progetti, ma quali misure intendano attuare da qui ai prossimi anni per evitare che si ripetano episodi di questo tipo. Grazie.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Sottosegretaria Rontini, prego.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Innanzitutto, è bene ricordare a tutti noi che stiamo parlando di una vicenda e di un accertamento di responsabilità su un drammatico ed efferato omicidio, come lei stesso lo ha definito, condivido, di tre suore saveriane, avvenuto in Burundi nel 2014, che è in una fase di indagine e a cui si deve, in uno stato di diritto e ancor di più in un'aula istituzionale, come quella in cui ci troviamo questa mattina, un atteggiamento rispettoso del lavoro della Magistratura, dei luoghi, dei consessi e dei tempi in cui avviene. Un atteggiamento necessariamente informato, ancor più in una fase di indagine, ad un principio di garantismo e di prudenza della discussione, lo ricordava il consigliere Bocchi, ancor più laddove questa è, come in questo caso, istituzionale.
In secondo luogo, sempre in premessa, preme segnalare che le responsabilità oggetto di indagine nulla c'entrano con la gestione dei progetti di cooperazione internazionale in qualsiasi modo sostenuti e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna né questi hanno una qualsiasi correlazione con i fatti contestati all'indagato che riguardano la ben più grave fattispecie penale di omicidio volontario, dentro uno scenario oggetto di indagine che, ribadisco, nulla c'entra con le progettualità di cooperazione internazionale cui si fa riferimento nella domanda.
È necessario precisare che l'affermazione fatta dal consigliere Bocchi nel testo scritto depositato circa il fatto che, all'epoca delle vicende oggetto di indagine, l'indagato fosse coordinatore dei progetti per Parmaalimenta, non trova un riscontro. Vero è, invece, che la persona indagata era, purtroppo, persona di fiducia e direttore del centro Kamenge che è il centro giovanile proprio della missione saveriana e che ha contribuito ai progetti realizzati in quel contesto, pur senza mai ricoprire il ruolo di referente paese per Parmaalimenta né avendo mai avuto responsabilità apicali sui progetti. Ruoli che il soggetto di cui sopra ha svolto nel periodo oggetto della fase iniziale di indagine che, come si ricordava, si sono concluse con delle archiviazioni. Successivamente, l'indagato ha lavorato a Parma per Parmaalimenta, quattro mesi, durante i quali ha svolto un lavoro di segreteria nell'ambito della rendicontazione dei progetti. Lavoro concluso prima della pubblicazione e presentazione del libro indagine di Giusy Baioni che ha dato il via alla terza fase di indagine che poi ha portato all'arresto per presunto omicidio.
Quanto al progetto PAS - Politiche Alimentari Sostenibili Burundi, con capofila la Regione Emilia-Romagna, questo è finanziato dall'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, che è un'agenzia del ministero degli Affari Esteri della cooperazione internazionale. Non so se - anche questo lo faccio citando testualmente parole sue, me lo si consenta, consigliere - determini un evidente impatto reputazionale per le istituzioni coinvolte ed imponga un approfondimento puntuale e trasparente, attraverso un apposito bando rivolto agli enti territoriali. Il bando competitivo ha visto la azioni di numerose regioni e comuni italiani.
L'Emilia-Romagna è l'unica che ha visto l'approvazione e il finanziamento di ben due progetti, oltre al Burundi, uno riguarda il Senegal e PAS Burundi intende contribuire a ridurre la vulnerabilità alimentare, rafforzando i sistemi alimentari locali, migliorando la loro capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e promuovendo pratiche agricole e di allevamento innovativo.
Il bando è uscito nel 2023 quando l'indagato nulla c'entrava con Parmaalimenta e con i progetti della stessa in Burundi. Vede un ampio partenariato di tredici soggetti, tra cui l'università di Bologna, quella di Parma, il comune e alcune organizzazioni della società civile ed è stato oggetto di apprezzamento e sostegno, ripeto, dal ministero degli Esteri che non ha avuto nessuna remora a finanziarlo con una cifra che è circa dieci volte quello che era stato negli anni il contributo ai progetti in Burundi della Regione Emilia-Romagna, anche prevedendo, come tutti i progetti AICS, la presenza di un revisore contabile a monitorare la regolarità formale e contabile del progetto.
Nello specifico, in relazione alle modalità di monitoraggio, sorveglianza e verifica dei progetti, non solo in Burundi, ma su tutti i progetti di cooperazione internazionale in cui è coinvolta, a vario titolo, la Regione, preme precisare che in questa sede che tutti i progetti da noi finanziati ai diversi soggetti del territorio regionale che si candidano, vengono presentati su un applicativo regionale. Il cruscotto software permette di avere una situazione aggiornata di tutte le scadenze delle progettualità in corso e di procedere alla revoca in caso di inadempienze o alla richiesta di reintegro, qualora vengano sostenute minori spese.
Le valutazioni di merito dei progetti presentati vengono fatte da un nucleo di valutazione appositamente costituito sulla base di criteri di valutazione ben esplicitate nei bandi di riferimento. Viene redatta una graduatoria generale e delle graduatorie per specifico paese oggetto di intervento.
Per quanto attiene le modalità di rendicontazione, come noto, sono normate nei bandi stessi. Grazie al software della cooperazione internazionale della Regione Emilia-Romagna, tutti i progetti vengono costantemente monitorati rispetto alla presentazione di relazioni intermedie e finali, rispetto ai rendiconti finanziari e a tutte le altre scadenze previste. Tali documenti vengono verificati dal competente servizio rispetto al cronoprogramma e i risultati attesi e conseguiti e tutta la documentazione relativa ai giustificativi di spesa viene caricata nella piattaforma, attraverso la quale vengono anche richieste ai soggetti proponenti le necessarie integrazioni. La completa digitalizzazione, vado a concludere, dell'intero processo di gestione dei progetti di cooperazione internazionale, presentazione, valutazione di ammissibilità, di merito, gestione e rendicontazione, ha permesso, in un'ottica di open governament, di dare sostanza ai concetti di trasparenza e accountability.
Mi permetto di sottolineare che è uno strumento quasi unico nel panorama della cooperazione internazionale delle regioni italiane e periodicamente vengono espletate dai funzionari regionali missioni di monitoraggio e valutazione nei territori oggetto degli interventi, allo scopo di verificare puntualmente i risultati dei singoli progetti.
Al di là di quelle che sono le responsabilità penali che saranno accertate nelle competenti sedi, confidando che questo avvenga al più presto, è quello che speriamo, lo dobbiamo, la giustizia italiana lo deve alle tre suore barbaramente uccise e alla congregazione delle Missionarie di Maria di cui facevano parte, penso di aver compiutamente chiarito in merito a tutte le questioni di natura amministrativa sollevate, alcune pertinenti e altre meno, perlomeno, dal nostro punto di vista e al consigliere Bocchi affido una preghiera: evitiamo speculazioni politiche di fronte a fatti di questa natura che non aiutano in alcun modo le istituzioni chiamate a dare risposte doverose che l'intera comunità si attende e anche noi, come Regione Emilia-Romagna, ci attendiamo.
PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego consigliere Bocchi per la replica.
BOCCHI: Grazie presidente. Ringrazio la Sottosegretaria per la risposta che mi soddisfa parzialmente. Ma io, sull'invito finale di non fare speculazioni politiche, ovviamente la accolgo, ma faccio notare che, quando andiamo a toccare qualche nervo scoperto, è successo quando abbiamo sollevato il caso di risorse assegnate a una fondazione teatrale che organizzava dei corsi teatrali, dove un regista molestava delle donne e poi, anche quella fu una strumentalizzazione politica. Qui ci sono risorse pubbliche assegnate attraverso questo progetto a un'associazione magari vicina, considerata tra i buoni, ma animata sicuramente da buonissime intenzioni. E anche qui si attacca la speculazione politica.
Lungi da me ora fare speculazione politica. Ma, al di là di chiedere chiarimenti, mi lasciano un po’ perplesso. Chiedo solo trenta secondi, ma vedo che si è dilungata un po' anche la sottosegretaria. Sul fatto che, nel 2015, il soggetto fosse coordinatore dei progetti per Parma Alimenta non ci sono dubbi, è pubblicato sul sito Open AICS e vi invito a vederlo. Sul fatto che nel 2014 fosse stato invitato in Sala Giunta, ci sono testimonianze fotografiche, insieme all'assessora di Parma Nicoletta Paci, e ai dirigenti che seguivano il progetto di cooperazione Maison Parma, anche qui non ci sono dubbi. Le dichiarazioni rese dall'attuale presidente di Parma Alimenta a Repubblica Parma dicono, ha lavorato con noi dal 2016 al 2018, nel libro di Giusy Baioni si dice che abbia lavorato anche dopo.
Ma, al di là di questo, raccolgo le rassicurazioni, mi auguro, ma su questo però in consiglio comunale a Parma, per tre anni, ho incalzato anche con interrogazioni, e mi auguro, ma sono convinto, che sappiate fare meglio come ente capofila del comune di Parma, perché fare peggio sarebbe veramente impossibile, ma forse è anche per questo che il comune di Parma ha ritenuto di cedere il ruolo di ente capofila di questa irresponsabile, di un'operazione di questo tipo, perché forse si è resa conto di non essere all'altezza e di non essere in grado di fare quelle verifiche e quei controlli di trasparenza che lei, sottosegretario, invece ha promesso, e mi auguro che sia così.
Riguardo alla cooperazione, è vero che è un progetto di AICS, è vero che è finanziato anche quello di Pass Burundi per 1,8 milioni, quasi come quello precedente che Meson Parma, la filiera del pomodoro, che era di 1,7, però è vero che rientra in quei bandi di cooperazione decentrata per il quale l'ente al quale viene assegnato il bando ha comunque la figura di garanzia, di garante. Ha nominato prima il revisore esterno, il revisore esterno del progetto che si è concluso con un anno di ritardo, l'anno scorso, detto appunto maison Parma, è stato nominato con un anno di ritardo, ma forse anche queste sono informazioni che lei, che lei può sapere.
In conclusione, accolgo parzialmente la soddisfazione sulla difesa, diciamo, del pregresso sulla, e fatto salvo, lo ribadisco ancora una volta, la massima garanzia, il massimo rispetto per l'attività giudiziaria che non è, non deve interessare quest'Aula né la mia interrogazione. Raccolgo come buon auspicio quello di un maggiore impegno, di una maggiore presenza nella verifica, nei controlli, nella attuazione del progetto che ha visto, magari ne parleremo accuratamente, quello che si è concluso ha visto veramente tipologie di pomodori che non erano autorizzate, un consorzio che non era aderente alle normative Burundi.
Insomma, è un paese molto complicato e molto difficile. Quindi mi auguro che per il futuro la Regione sappia esercitare quella funzione di garanzia e di controllo e di verifica a tutela della propria immagine, perché è un paese, ripeto, con cui si ha a che fare con soggetti, partner istituzionali molto complicati e
anche da un punto vista del rispetto della spesa e del denaro pubblico. Grazie.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI
OGGETTO 2215
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa presunti episodi di esposizione di giudizi politici nei confronti del Governo, presso l'Istituto Russell di Guastalla (RE). A firma del Consigliere: Aragona
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, siamo alla 2215 a firma del consigliere Aragona, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula, circa presunti episodi di esposizione di giudizi politici nei confronti del governo presso l'istituto Russel di Guastalla. Prego.
ARAGONA: Grazie presidente. Allora sarò molto breve in realtà nell'esposizione, perché con l'interrogazione di stamattina ho inteso portare all'interno dell'aula dei fatti che sono avvenuti nella scuola di Guastalla, all'istituto Russel dove si è attivata negli ultimi giorni una protesta formale da parte di tanti genitori, attraverso, poi veicolata, attraverso gli organi di stampa, con la quale hanno manifestato ovviamente il loro disappunto per quanto è accaduto, in realtà non solamente nel caso citato, ma poi abbiamo scoperto che si trattava di una reiterazione di comportamento che era avvenuto anche, non solamente in quell'ultima occasione che poi è stata citata dai giornali.
Che cosa è successo? Un insegnante che in quell'occasione, ma appunto anche in altre occasioni, più di una volta ha utilizzato il proprio ruolo di insegnamento per veicolare delle posizioni ufficiali e direi neanche troppo equilibrate che andavano espressamente nella direzione di un giudizio politico, un giudizio politico non solamente sul governo ma anche sulle questioni internazionali e citando e comunque facendo riferimento anche ad alcune categorie di giudizio, ben chiare quindi quelle in base alla quale, tra l'altro il centrodestra rappresentasse una forza che comprimesse e le libertà che questo governo, il governo in carica, su un governo che appunto comprime le libertà. E ovviamente questo ha suscitato non solamente il disappunto, ma essendo reiterato anche sdegno all'interno della comunità guastallese, quindi, mi tengo poi parte della discussione, alla luce anche della risposta che mi saprà dare con questa interrogazione.
Ovviamente intendiamo un po' capire se la Regione, anche perché purtroppo non è un caso isolato, intende credo che fosse venuta a conoscenza dei fatti, quindi, se abbia inteso o se intende da oggi attivarsi per verificare quanto successo approfittando, magari anche dell'occasione per prevedere a livello regionale un monitoraggio più ampio e complessivo di ciò che, purtroppo in maniera diffusa, sta accadendo all'interno delle scuole dell'Emilia-Romagna. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego sottosegretaria, per la sua risposta.
RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. In questo caso rispondo a nome dell'assessora Conti che è impossibilitata questa mattina ad essere qui con noi in aula. La vicenda richiamata nell'interrogazione del consigliere Aragona riguarda un presunto episodio riportato dalla stampa locale a seguito di una lettera anonima di alcuni genitori dell'Istituto Bertrand Russell di Guastalla, come veniva detto.
Come noto, la competenza sulla vigilanza e sull'organizzazione dell'attività didattica delle istituzioni scolastiche statali spetta al ministero dell'Istruzione e del Merito e, sul territorio, all'ufficio scolastico regionale. La Regione Emilia-Romagna non ha funzioni di controllo sull'attività didattica né sulla conduzione delle lezioni.
Detto questo, riteniamo importante ribadire alcuni principi. La scuola pubblica è il luogo nel quale si formano le cittadine e i cittadini, in cui vogliamo si formino cittadine e cittadini consapevoli, nel rispetto dei valori costituzionali, del pluralismo, delle idee e della libertà di insegnamento, sancita dall'articolo 33 della Costituzione. Allo stesso tempo, è compito delle istituzioni scolastiche garantire un clima di confronto aperto e rispettoso tra posizioni diverse, rispettoso dei singoli ruoli istituzionali, anche qualora non se ne condividano i contenuti o i pronunciamenti. Proprio per questo, quando emergono preoccupazioni o segnalazioni, il primo livello di confronto è sempre quello della comunità scolastica, il dialogo con i docenti, con il coordinatore di classe e con la dirigente scolastica che sono le persone che certamente hanno gli strumenti per verificare eventuali situazioni e affrontarle nel merito.
Dalle informazioni raccolte sul territorio, l'istituto Russel è da anni una realtà educativa riconosciuta per la qualità del lavoro svolto e per l'attenzione al confronto democratico e alla partecipazione degli studenti. Lo dico perché, in chiusura, forse ha un po' generalizzato lei, consigliere Aragona, su quello che avviene nelle scuole dell'Emilia-Romagna e, quindi, ci tengo a specificare la bontà di questo istituto. Confidiamo, quindi, che ogni eventuale chiarimento possa essere affrontato nelle sedi scolastiche competenti, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e del lavoro dei docenti, del personale educativo che quotidianamente operano con professionalità per la crescita delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Aragona per la replica.
ARAGONA: Grazie presidente. E pensare che in realtà ho pensato di essere stato fin troppo soft in realtà nell'esposizione, perché la situazione è molto peggiore di quella che ho esposto. Io ho notato che, rispondendomi, lei è partita dicendo, presunto e lettera anonima, mettendo un po' in discussione quello che avevo portato. Tra l'altro le dico una cosa peggiore. Quando hanno chiesto questi genitori perché effettivamente si fossero attivati attraverso questo strumento, mandando una lettera, sa che cosa hanno risposto? Perché abbiamo paura. E sa perché hanno paura? Perché hanno paura che i loro figli, se loro vanno dai dirigenti a raccontare queste cose, abbiano delle ripercussioni dal punto di vista scolastico. L'hanno detto loro, non lo sto dicendo io. E quando dico che è una cosa generalizzata nell'Emilia-Romagna, purtroppo lo dico a buona ragione, perché tutti i miei colleghi che siedono di fianco a me in quest'aula sanno purtroppo che cosa accade.
Ma la cosa peggiore di tutti non è neanche questa, alla quale purtroppo siamo abituati, è che quando si tratta, mi dispiace che oggi l'assessore di riferimento non c'è, secondo me sarebbe stato opportuno che ci fosse. Perché poi, quando invece c'è da incontrare famiglie, genitori, dirigenti scolastici, per spiegare che il dimensionamento scolastico di Valditara è un disastro aiuto, aiuto, ci vogliono chiudere le scuole. Lì l'assessore c'è sempre e fa un tour casa per casa in Emilia-Romagna perché? Perché è ideologico anche quello, perché non va sui contenuti, è ideologico, perché questa Regione sta diventando, poi io vengo da Reggio Emilia che è cintura nera proprio il laboratorio per eccellenza, un laboratorio ideologico. E allora se c'è da fare il tour per fare terrorismo sul dimensionamento, quando non si ha neanche ragione, ma non entra neanche in questo dibattito, bene, oggi l'assessore non c'è e allora quando c'è da prendere posizione su le scuole che tolgono i canti natalizi, Francesca Albanese che si collega in videoconferenza a Castelnovo Monti senza che i genitori sappiano niente, la professoressa che fa il comizio contro la Meloni nelle scuole, se vuole vado avanti, perché io ero stato morbido, ma rispetto alla sua risposta di casi se ne abbiamo cinquanta o sessanta. La Regione cosa fa? Rimane in silenzio, perché? Perché interessa rimanere in silenzio e continuare a propagandare non solamente dei contenuti, ma un mondo, che - e qui vado a chiudere - questa invece è la mia idea, soprattutto in questo momento politico, soprattutto in questa stagione politica e soprattutto il riferimento, magari in questi mesi, a quello che sarà importante andare a votare, è interesse di tutti lasciare andare senza aprire bocca.
Io mi sarei aspettato una presa di posizione molto più netta, perché poi rivendicare che ovviamente siamo tutti favorevoli all'imparzialità, al pluralismo e ci mancherebbe altro che tutti non lo siamo, in realtà, nei fatti questo non accade e purtroppo ancora una volta anche stamattina noi dobbiamo limitarci a constatare il fatto che la Regione Emilia-Romagna questo vuole per l'educazione dei figli delle nostre famiglie. Grazie.
OGGETTO 2209
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'arresto di un medico e al monitoraggio dell'attività libero-professionale intramoenia nelle Aziende sanitarie regionali. A firma dei Consiglieri: Carletti, Costa, Arduini, Fornili, Massari
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2209, a prima firma della consigliera Carletti e poi Costa, Arduini, Fornili, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito all'arresto di un medico e al monitoraggio dell'attività libero-professionale intramoenia nelle aziende sanitarie regionali. Ricordo che il documento contiene dati riservati ai sensi della normativa per la protezione dei dati personali. Prego consigliera.
CARLETTI: Grazie presidente. Buongiorno colleghe e colleghi. Oggi presentiamo questo question time a seguito di un fatto che ha fortemente colpito tutto il territorio, gli amministratori soprattutto della bassa reggiana, ma non solo. Secondo recenti notizie di stampa, proprio dei giorni scorsi, un medico ortopedico dirigente, direttore di più strutture complesse di ospedali della provincia di Reggio Emilia, in servizio presso l'Ospedale di Guastalla, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri dei NAS di Parma nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia.
L'arresto risale a lunedì 2 marzo e sarebbe avvenuto subito dopo che il professionista avrebbe ricevuto da una paziente la somma di 100 euro in contanti, quale pagamento di una prestazione sanitaria privata svolta in regime di libera professione intramoenia, appropriandosi dell'intero importo che avrebbe dovuto essere registrato nei sistemi aziendali e, in parte, riversato naturalmente all'Azienda Usl Reggio Emilia, secondo le modalità previste dalla normativa. Al medico risultano contestati i reati di peculato e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, entrambi in forma continuata.
Considerato che le indagini avviate, tra l'altro mesi fa, nel settembre del 2025, hanno evidenziato come il professionista, pur essendo autorizzato allo svolgimento dell'attività libero professionale intramoenia, avrebbe effettuato prestazioni sanitarie private senza registrarle nell'applicativo informatico aziendale; secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi, tra il novembre del ‘25 e il marzo del '26, quindi, poco prima dell'arresto, sarebbero state eseguite almeno 25 prestazioni private non registrate con pazienti non prenotati tramite i canali ufficiali. Sempre secondo le ricostruzioni investigative, in alcune circostanze sarebbero stati utilizzati farmaci appartenenti alla dotazione ospedaliera per pazienti visitati privatamente.
Rilevato che l'Azienda Usl Reggio Emilia ha reso noto che l'indagine ha avuto origine da una segnalazione scritta, presentata da un cittadino e tempestivamente trasmessa alle autorità competenti; il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia, dopo la convalida dell'arresto, ha disposto la sospensione per dodici mesi dall'esercizio di un pubblico ufficio o servizio e il divieto temporaneo di esercitare l'attività di medico in regime di libera professione intramoenia, presso strutture pubbliche.
Considerato che la disciplina dell'attività libero professionale intramoenia dei dirigenti sanitari è regolata, tra l'altro, dal decreto legislativo del 30 dicembre del '92, nonché dalla legge del 3 agosto 2007 e dalle relative disposizioni attuative che prevedono l'organizzazione aziendale delle prestazioni intramoenia, la loro registrazione nei sistemi delle aziende sanitarie e la gestione e ripartizione dei relativi compensi secondo le modalità tracciabili. Naturalmente, la normativa prevede che le prestazioni intramoenia siano prenotate attraverso i sistemi aziendali e che i compensi siano incassati dall'azienda sanitaria la quale poi provvede successivamente alla ripartizione tra strutture e professionista.
La sospensione dell'esercizio e delle funzioni disposte nei confronti del medico coinvolto potrebbe determinare la necessità di adottare misure organizzative volte a garantire la continuità e il regolare svolgimento delle attività del servizio e delle prestazioni sanitarie rivolte ai cittadini. La direzione dell'azienda di Reggio Emilia ha, tuttavia, comunicato che l'attività dell'unità operativa interessata non subirà modifiche né ricadute in termini di qualità e tempestività dell'erogazione dei servizi e delle prestazioni programmate.
La Regione Emilia-Romagna, nell'ambito delle proprie competenze di programmazione e indirizzo del Servizio Sanitario Regionale, favorisce l'adozione da parte delle aziende sanitarie di strumenti idonei a garantire adeguati livelli di monitoraggio, trasparenza e prevenzione di eventuali irregolarità.
Tutto ciò premesso, interroghiamo quindi l'assessorato, che ringrazio per la disponibilità, per chiedere quali iniziative abbia adottato per rispondere tempestivamente alla situazione verificatasi e come intenda procedere nell'ambito delle proprie competenze, naturalmente, per verificare eventuali criticità nei sistemi di monitoraggio e tracciabilità dell'attività libero professionali intramoenia nelle Aziende Sanitarie Regionali, al fine di evitare, naturalmente per il futuro, il ripetersi di episodi analoghi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore per la sua risposta.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliera Carletti. L'episodio che ha coinvolto il dirigente medico dell'ortopedia dell'ospedale di Guastalla rappresenta una condotta individuale grave che il sistema di controllo regionale ha fatto emergere. L'indagine investigativa della Procura ha preso, infatti, avvio dopo l'esposto presentato dall'Azienda Usl di Reggio Emilia, sulla base della segnalazione del competente ufficio libera professione aziendale che, dai controlli sistematici svolti, ha riscontrato delle irregolarità, sia in termini di mancato incasso nel circuito di pagamento aziendale di una prestazione prenotata e refertata, sia in termini di svolgimento di attività libero professionale durante l'orario di timbratura istituzionale. La verifica è stata poi suffragata dalla testimonianza del paziente coinvolto che, tramite una segnalazione scritta, ha confermato la presenza di elementi di criticità.
Va, quindi, sottolineato positivamente l'operato dell'Azienda Usl di Reggio Emilia che ha, inoltre, attuato tutte le misure organizzative per garantire la continuità e la piena operatività della struttura complessa di ortopedia e traumatologia dell'ospedale civile di Guastalla, come ci ha richiesto. Per i medici autorizzati all'intramoenia, la normativa regionale impone il collegamento telematico obbligatorio con i sistemi aziendali. Il medico deve utilizzare il software aziendale, sia per la prenotazione della visita, sia per l'emissione della fattura che resta a tutti gli effetti un documento dell'azienda.
Questo garantisce che i dati affluiscano nel sistema di monitoraggio, rendendo visibile qualsiasi scostamento tra prestazioni programmate ed effettivamente erogate. Il sistema sta oggi evolvendo verso una trasparenza sempre più puntuale e capillare, sostenuta dalle riforme legate all'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le strutture sanitarie dovranno completare la transizione al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, rafforzando l'obbligo di far confluire nel fascicolo sanitario del cittadino anche le prestazioni erogate in regime di attività libero professionale intramoenia. La piattaforma nazionale istituita dal decreto Liste di Attesa del 2024 renderà inoltre pubbliche le performance di ogni azienda, consentendo il confronto sistematico dei tempi di attesa tra regime istituzionale e quello libero professionale.
La Giunta regionale, nell'ambito delle proprie competenze di programmazione e indirizzo del Servizio Sanitario Regionale, intende inoltre adottare le seguenti iniziative: primo, verifica dei sistemi di monitoraggio. A questo proposito sarà disposta una ricognizione presso tutte le Aziende Sanitarie Regionali sullo stato di implementazione dei sistemi di tracciabilità delle prestazioni in libera professione intramoenia, con particolare attenzione alla corrispondenza tra le agende del Centro Unico di Prenotazione, le prestazioni effettivamente erogate e gli incassi registrati. Secondo, rafforzamento dei controlli incrociati; saranno promossi degli audit periodici che incrocino i dati di prenotazione, di fatturazione, di rendicontazione delle prestazioni intramoenia, al fine di individuare tempestivamente eventuali anomalie. Terzo, accelerazione del percorso di digitalizzazione; sarà monitorata l'effettiva transizione al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e la confluenza sistematica delle prestazioni di libera professione intramoenia nel fascicolo del cittadino, in coerenza con le scadenze nazionali; valorizzazione, come ultimo punto, del canale di segnalazione, sarà data adeguata visibilità agli strumenti già a disposizione dei cittadini per segnalare irregolarità che, nel caso in esame, si sono dimostrati efficaci nell'attivare la catena di controllo.
Da parte della Giunta regionale posso, quindi, confermarle il nostro impegno affinché l'attività libero professionale intramoenia resti una risorsa aggiuntiva e trasparente del Servizio Sanitario Regionale, in un quadro di garanzie per i cittadini e di pieno rispetto della legalità. Grazie consigliera.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera.
CARLETTI: Grazie presidente. Grazie assessore. Ci dichiariamo soddisfatti per la risposta e naturalmente esprimiamo la fiducia nelle indagini in corso, così come hanno fatto anche i rappresentanti delle istituzioni locali. Ci preme anche sottolineare l'attenzione con cui l'Ausl si è attivata tempestivamente proprio per le verifiche opportune rispetto a questo caso e ci soddisfa il piano di monitoraggio e di attenzione verso questo genere di prestazioni. Quindi, ci dichiariamo soddisfatti e continueremo a seguire con attenzione questa vicenda proprio perché è necessario mantenere una trasparenza, un'attenzione e soprattutto una garanzia verso i cittadini e i territori. Grazie.
OGGETTO 2212
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul possibile trasferimento della Casa della Salute del quartiere Pablo di Parma presso il Padiglione Cattani dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Fiazza
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2212 a firma del consigliere Fiazza interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul possibile trasferimento della casa della salute del quartiere Pablo di Parma presso il padiglione Cattani dell'Ospedale Maggiore di Parma. Prego.
FIAZZA: Grazie presidente. Con questa interrogazione desidero portare all'attenzione della Giunta regionale la situazione relativa alla Casa della Salute del quartiere Pablo di Parma, oggi al centro di una forte preoccupazione da parte di cittadini, comitati di quartiere e operatori.
Le Case della Salute, oggi denominate anche Case della Comunità, rappresentano uno dei pilastri della sanità territoriale e dell'Emilia-Romagna. Sono nate con un obiettivo molto chiaro: rafforzare l'assistenza di prossimità, integrare servizi sanitari e sociali e garantire una presa in carico multidisciplinare dei pazienti. La presenza di presidi territoriali facilmente accessibili è fondamentale per garantire equità nell'accesso alle cure, ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso e assicurare continuità assistenziale, in particolare, per le persone più fragili, anziani, pazienti cronici e famiglie che hanno bisogno di servizi sanitari vicino a casa.
La Casa della Salute Pablo è stata inaugurata nel 2019, quindi, pochi anni fa ed è diventata un punto di riferimento per oltre 35000 cittadini, quelli appunto dei quartieri Pablo, Golese e di San Pancrazio. In quella struttura sono stati collocati sia servizi sanitari dell'Ausl, sia servizi sociali territoriali del comune di Parma, dando vita proprio a quel modello di integrazione sociosanitaria che la Regione ha sempre indicato come prioritario.
Negli ultimi mesi, grazie ad alcuni cittadini, sono emerse informazioni relative alla chiusura della Casa della Salute nel quartiere Pablo di Parma e la conseguente apertura del medesimo servizio al padiglione Cattani all'interno dell'ospedale Maggiore di Parma. Questa notizia ha immediatamente suscitato forti preoccupazioni tra i residenti e tra le realtà del territorio, soprattutto per quanto riguarda l'accessibilità dei servizi e la continuità delle prestazioni oggi erogate.
Infatti, nelle prime settimane dell'anno, è nato un comitato di cittadini che hanno raccolto molte adesioni, hanno organizzato alcuni incontri per parlare della chiusura della Casa della Salute e hanno invitato comune e Asl a partecipare. Inoltre, hanno avviato una petizione per opporsi alla chiusura, raccogliendo centinaia di firme.
Le maggiori criticità riguardano in particolare la mobilità urbana e il trasporto pubblico e il fatto che questo servizio non sarà più un servizio di prossimità, ma sarà un servizio centralizzato all'interno dell'ospedale Maggiore. Ovviamente questi cambiamenti metteranno in difficoltà pazienti, ma soprattutto i pazienti più anziani e le persone più fragili. Inoltre, da un comunicato della Usl del 27 febbraio 2026, si apprende che la nuova sede della Casa della Comunità del quartiere Pablo di Parma sarà realizzata con un investimento complessivo di 192.000 euro del P.N.R.R. e che il trasferimento nell'area ospedaliera all'interno del padiglione Cattani si dovrebbe avviare entro il mese di maggio.
Quindi, se questa scelta venisse confermata, ci troveremmo di fronte a una decisione che appare in controtendenza rispetto alla logica con cui le Case della Salute sono state pensate e realizzate. Queste strutture, infatti, sono nate proprio per portare la sanità all'interno dei quartieri.
Per queste ragioni, riteniamo necessario assolutamente fare chiarezza. La programmazione sanitaria territoriale dovrebbe sempre essere accompagnata da un'analisi puntuale dei bisogni di salute della popolazione, da una valutazione dell'impatto sociale e logistico e soprattutto da un coinvolgimento reale dei cittadini.
Per queste ragioni, chiedo alla Giunta regionale se la chiusura della Casa della Salute del quartiere Pablo e la conseguente apertura di un servizio similare presso il padiglione Cattani dell'ospedale Maggiore di Parma sia già stata formalmente decisa e quali siano i tempi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore per la sua risposta.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie anche al consigliere Fiazza perché, come può immaginare, conosco bene questa situazione, se non altro perché in quel quartiere ci sono nato e ho vissuto i primi trent’anni della mia vita, giocando proprio a pallone in piazzale Pablo e frequentando anche quel territorio. Confermo che entro la fine del mese di maggio è previsto il trasferimento della Casa della Salute Pablo, dall'attuale sede di via Renzo Ildebrando Bocchi, nei locali del padiglione Cattani ossia nell'area dell'ospedale Maggiore.
Fin dalla sua attivazione, nel 2019, come parte della programmazione della conferenza territoriale sociale e sanitaria, la collocazione della Casa della Salute è stata considerata provvisoria, in attesa di individuare spazi idonei non in locazione. L'occasione si è presentata con il finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con la sopraggiunta disponibilità degli spazi del padiglione Cattani. Mi preme fare una precisazione: già nel giugno del 2020, quando l'assessorato alle Politiche per la Salute di questa Regione suggerì alle aziende sanitarie, dovessero arrivare le risorse del MES, vi ricordate che allora destinati a quella provincia c'era qualcosa come 220 milioni in muri, tecnologia e sviluppo del sistema territoriale ed ospedaliero. La conferenza territoriale sociale e sanitaria, nel giugno 2020, predispose già allora un piano operativo che prevedeva questo trasferimento. Quindi, non si tratta di una novità programmatoria. Si tratta di un intervento pianificato da tempo.
Quello a cui ho fatto riferimento, del giugno del 2020, è stato propedeutico alla definizione della programmazione all'interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questo è stato portato a termine come progettualità, di concerto con l'amministrazione comunale, l'azienda USL che ha pertanto inserito all'interno di quella pianificazione nazionale la realizzazione della nuova Casa della Comunità Pablo all'interno dell'area dell'ospedale Maggiore. Ha fatto bene a citare qual è il bacino di utenza della Casa della Comunità Pablo, che è l'area Golese, che dista verso Baganzola molti chilometri e anche l'area che va verso San Pancrazio, quindi, altri chilometri; mentre lo spostamento a cui fa riferimento, si tratta di uno spostamento di 500 metri. Si tratta quindi di una scelta ponderata e studiata nell'ottica proprio di migliorare il servizio della cittadinanza.
Nella sua nuova sede, la Casa della Comunità continuerà a essere in una posizione centrale rispetto al quartiere, rimanendo così un punto di riferimento di prossimità per l'utenza, all'interno di una superficie di 900 metri quadrati che è di gran lunga superiore a quella attuale. Contestualmente al trasferimento delle attività della Casa della Comunità e in accordo con il comune di Parma, nei locali adiacenti verrà inoltre collocata la sede del Polo sociale territoriale Pablo, in modo da proseguire e rafforzare l'esperienza in essere e di migliorare sempre più il percorso di integrazione sociosanitaria che è patrimonio culturale della città di Parma. La Casa della Comunità potrà contare inoltre anche sulla vicinanza di un nuovo servizio territoriale in fase di realizzazione, destinato alle cure dei disturbi alimentari che sarà punto di riferimento per numerosi giovani utenti e per le loro famiglie.
Nella progettazione della nuova sede è stata dedicata particolare attenzione anche agli aspetti dell'accessibilità. La nuova sede è facilmente raggiungibile sia a piedi che in bicicletta da via Gramsci, ben servita dal trasporto pubblico, accessibile in auto per i pazienti non deambulanti e i loro accompagnatori. Oltre alla rete dei parcheggi pubblici a servizio della zona, è prevista per i pazienti che si rivolgono alle funzioni e servizi previsti per la Casa della Comunità la possibilità di accedere in auto e di poter sostare nelle adiacenze della struttura per il tempo necessario per lo svolgimento delle prestazioni.
A tale proposito, saranno infatti messi a disposizione nella zona antistante l'ingresso 26 stalli di sosta, di cui tre destinati a portatori di handicap. Sono poi garantiti ulteriori stalli dedicati alle auto di servizio del personale operante all'interno della struttura e sono già stati realizzati ulteriori 23 stalli di sosta in zona contigua. La nuova collocazione della Casa della Comunità in una posizione contigua rispetto alle attività sanitarie dell'Ospedale Maggiore di Parma consentirà inoltre di creare importanti sinergie tra professionisti territoriali e specialisti ospedalieri, anche per un'eventuale presa in carico di secondo livello, quando necessaria. L'integrazione tra professionisti e servizi, infine, non potrà che avere ricadute positive sui cittadini e utenti, a partire dai più fragili. Ed è uno degli esempi di quel superamento dei setting e della separazione tra i setting assistenziali tra ospedale e territorio. Grazie consigliere.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere per la sua replica.
FIAZZA: Assessore, la ringrazio per la risposta puntuale precisa, ma è una risposta che assolutamente non mi soddisfa. Innanzitutto, ho parlato di chiusura perché di fatto questa prima venivano chiamate case della salute, oggi vengono chiamate case della comunità perché dovrebbero fare comunità questo spostamento, portare una casa della comunità dove oggi è una vera casa della comunità e all'interno del quartiere dove lei giustamente ben lo conosce anche meglio di me.
Ma oggi, all'interno di un quartiere, domani sarà all'interno dell'ospedale Maggiore. L'ospedale Maggiore, conosciamo già le sue criticità, a parte della distanza dei 500 metri, però ci sono forti criticità per i parcheggi, che sono pochi e mal gestiti, e c'è una criticità, anche perché la gran parte delle persone che abitano nel Pablo sappiamo che sono nuclei mono familiari e gran parte delle volte sono anziani, quindi, questi anziani vanno fare intanto i 500 metri in più, attraversare la via Emilia, quindi avere delle barriere in più, cosa che invece oggi non hanno. Quindi non chiamiamola più casa della comunità perché non sarà più una casa della comunità, a nostro avviso.
Sto seguendo questa questione insieme anche a un consigliere comunale di Parma, che è il consigliere Bettati della Lega. Lui è un commerciante, e giustamente ha fatto notare quanto anche qui, appunto, perché dovrebbe essere una casa della comunità, e la comunità vuol dire portare movimento, portare gente nel quartiere, e un domani la gente dovrà andare, se è confermata questa cosa, e spero ci sia un passo indietro, ma se sarà confermato, i cittadini dovranno andare al Maggiore. Andare al Maggiore sarà un mancato introito sicuramente anche per i commercianti, perché sappiamo che fare comunità significa appunto vivere un quartiere, e così il quartiere Pablo sarà sicuramente meno vissuto, e quindi questo è un motivo in più per non fare quello spostamento.
E anche qui poi si dice che è stata una decisione che già si sapeva, perché era qualcosa di provvisorio, perché appunto, è stata aperta questa casa di comunità nel 2019, però questo non è stato mai comunicato, perché le persone sono venute a sapere grazie a una sorta di tamtam che è partito dai cittadini, non dalle istituzioni.
Peraltro, appunto, questo comitato ha organizzato incontri nel quartiere per questa problematica, ha invitato le istituzioni, e sono andate solamente delle figure tecniche. Sia dal comune di Parma che dalla Regione, non sono andati appunto delle figure politiche per spiegare le motivazioni, ma sono andate delle figure tecniche. E dirò di più, anche se il comune sapeva questo, che dovrebbe essere l'istruzione più di prossimità. Volentieri, io sono già andato, assessore, ma tornerò ancora con piacere insieme, assolutamente. Però, che è di prossimità, voglio dire, del comune, il comune dovrebbe mandare qualcuno, non ha mandato nessuno, se non delle figure tecniche.
E poi ci sono due elementi in chiusura che, a mio avviso, vanno assolutamente sottolineati. Torno sul discorso che è stata aperta nel 2019, creare una struttura del genere nel 2019 per poi dopo cinque o sei anni spostarla, non credo sia una corretta programmazione, come le istituzioni invece dovrebbero fare. E, se questo veramente è il motivo per cui è stato spostato questo servizio è per risparmiare poco più che 200 mila euro all'anno, che sono l'affitto, peraltro, anche qui, la settimana scorsa ho fatto una richiesta di accesso agli atti per avere l'ultimo, l'ultimo contratto di affitto, spero che in poco tempo possa arrivare in modo da poterlo verificare, ma dalle informazioni che ho l'affitto è poco più che 200,000 euro all'anno.
Ecco, la Regione ha appena deciso l'anno scorso di aumentare 450 milioni di euro di tasse ai nostri concittadini e poi si fanno dei ragionamenti per risparmiare 200.000 euro l'anno che, per l'amore del cielo, è una cifra importante, però dopo che si sono alzate le tasse in questo modo, un bollo auto e ticket e tutto quanto, insomma, secondo me era meglio e secondo alla Lega era meglio mantenere questo servizio all'interno del quartiere perché è un servizio apprezzato e quando le cose funzionano non hanno colore e qui era una cosa che funzionava e oggi si decide di portarla all'interno e quindi di centralizzarla all'interno dell'ospedale maggiore di Parma. È una decisione sbagliata, la Lega continuerà a essere dalla parte dei cittadini e dalla parte del comitato. Grazie.
OGGETTO 2214
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta regionale intenda proseguire nel percorso di revisione e aggiornamento del modello dei Centri di Assistenza e Urgenza (CAU), valorizzando i risultati conseguiti in termini di rafforzamento della prossimità e in coerenza con una visione unitaria della rete territoriale come delineata dal D.M. n. 77/2022. A firma del Consigliere: Gordini
PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo alla 2214 a firma del consigliere Gordini, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere se la Giunta regionale intenda proseguire nel percorso di revisione e aggiornamento del modello dei centri di assistenza e urgenza, valorizzando i risultati conseguiti in termini di rafforzamento della prossimità e in coerenza con una visione unitaria della rete territoriale, come delineata dal DM 77, del 2022. Prego consigliere.
GORDINI: Grazie presidente. Buongiorno a tutti e tutte. Buongiorno all'assessore. Il tema del CAU credo che sia uno dei temi che più ci coinvolge tutti, da almeno un paio di anni, forse anche qualcosa di più. Vorrei tornarci un attimo per capire qual è l'evoluzione che devono prendere che, in qualche modo, è stata preannunciata, anche partendo, al di là dei dati, poi due li citiamo, da tutta la consapevolezza che io credo che ormai tutti dovremmo avere, poi forse anche questa è una domanda, sul fatto che sono cambiati i bisogni di salute, è cambiata la popolazione, gli anziani, la demografia, tutti temi affrontati, peraltro, anche in quest'aula da diversi punti di vista. Se davvero è così, allora è vero che alcuni punti oggi stanno cambiando e alcuni forse sono cambiati e lo dico positivamente, anche in funzione dell'accordo che è stato raggiunto con i medici di medicina generale.
Abbiamo visto alcune realtà, per esempio, quelle di Bologna, in cui la nuova segretaria della FIMMG ha dichiarato anzi di accettare il ruolo unico e quindi di inserirsi in una strategia che dovrebbe consentire più facilmente al sistema, nel suo complesso, di dare delle risposte che siano davvero presenti sul territorio, che è uno dei punti fondanti con cui nascevano i CAU. Citando qualche dato, i CAU ci hanno detto un po' ovunque a Bologna che c'è stato un decremento che varia tra il 12 e il 15 o addirittura anche il 20% negli accessi ai PS, mentre invece è complessivamente aumentato e che di per sé è un valore positivo, ma può anche essere critico se davvero non siamo stati in grado di controllare la domanda, mentre invece è aumentata complessivamente l'attività della somma CAU e PS, quindi, i CAU sono incrementati molto, sono nati e poi hanno via via proseguito con l'incremento, anche se - arrivo su questo punto, perché è uno di quelli su cui poi vorrei portare la sua attenzione e ascoltare la sua risposta - sono aumentati di più nelle parti periferiche o nelle parti al di fuori dei presidi ospedalieri, soprattutto in una città di dimensioni medio grandi come quella di Bologna, nella quale, non a caso, i dati di afferenza ai CAU inseriti dentro due grandi ospedali, Sant'Orsola e Maggiore, sono minori di quelli che invece sono nei presidi inseriti in modo importante nel territorio, Casalecchio, Navile e anche San Lazzaro.
Questo ci dice quindi che lo shift, a maggior ragione se oggi la relazione con i medici di medicina generale sembra, spero che non sia solo un'apparenza, diventata più strutturale, sembra di poter andare verso un qualche cosa che anche per il cittadino lo spinge ad andare in un punto in cui effettivamente sia presente nel territorio, anche alcune delle argomentazioni che abbiamo sentito poc'anzi ci dicono quanto il territorio deve essere presidiato ed è evidente che è meglio coperto, come forma di risposta, da dell'effettivo, diciamo qualcuno degli acronimi, insomma, nei quali a volte ci nascondiamo, ma da un qualche cosa che leghi appunto i medici di medicina generale. E allora questo il tema diventa, siamo davvero capaci di andare verso un ridisegno che, almeno in alcune aree per alcune specificità, spinga questa risposta? Perché diventa una risposta importante anche simbolicamente intesa. Il sistema di emergenza, il sistema di risposta, il sistema del territorio, soprattutto, acquisisce man mano un valore con ciò, anche sgonfiando alcune attività che erano state opportunamente o meno, adesso questo non ha nessuna importanza, portate dentro agli ospedali, facendo sì che il cittadino sappia che lì e quasi esclusivamente lì o solo lì ha da trovare una risposta per tutto ciò che non è urgenza e per tutto ciò che deve avvicinarlo, diciamo, a quello che è il territorio, il proprio medico di medicina generale e le Case della Comunità, temi che non stiamo a ripetere qua.
Quindi, credendo che questo sia il passaggio evolutivo nel quale almeno una fascia di CAU devono andare, al di là di quelli che hanno supplito alla chiusura o ridefinizione degli assetti, pronto soccorso, eccetera, capire se questa è una delle direzioni che prenderemo, magari anche contenuta all'interno di quell'accordo che oggi pomeriggio si porterà a emigrare in massa da questa Assemblea per andare alla presentazione dell'accordo che rimane un fatto importante, che sarà un fatto importante, che diventa un fatto importante e che ci porterà ad andare in questa direzione. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore per la sua risposta.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Gordini. Mi fa piacere tornare sul tema dei centri di assistenza-urgenza, che è uno degli alimenti che caratterizzano anche in buona misura il recente accordo integrativo regionale firmato a inizio febbraio con i medici di medicina generale.
I CAU hanno rappresentato qualcosa di particolarmente positivo nella riorganizzazione della risposta in urgenza che si integra strettamente con l'attività di assistenza primaria e con quella di emergenza-urgenza ed è infatti intenzione di questa Giunta, sulla scorta della recente esperienza dei CAU, nonché in accordo con gli standard fissati dal DM 77 e sulla base del nuovo accordo integrativo regionale, che citavo prima, della medicina generale, procedere ad una progressiva riorganizzazione dell'offerta per le urgenze territoriali a bassa complessità.
La volontà è quella di valorizzare i risultati ottenuti dai CAU in termini di efficacia e di tempestività, salvaguardando così gli elementi ritenuti positivi di un modello già ampiamente sperimentato, accettato e gradito dalla cittadinanza e introducendo, al tempo stesso, dei miglioramenti in termini di integrazione con la rete e la capillarizzazione del servizio. Quelli già attivi nell'ambito delle Case della Comunità verranno di fatto trasformati, grazie al recente accordo con la medicina generale, in ambulatori delle aggregazioni funzionali territoriali. Continueranno questi a rappresentare un presidio essenziale di prossimità, grazie alla presenza dei medici e del ruolo unico dell'assistenza primaria operanti in quel territorio. Questi ambulatori diventano il riferimento per la popolazione che afferisce al territorio di riferimento delle aggregazioni funzionali territoriali rispetto alle urgenze non differibili, con un ampliamento dell'offerta in termini di sedi, per rispettare gli standard previsti da Missione 6 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e collocati anche all'interno del DM 77.
Questa trasformazione, progressivamente, riguarderà anche i CAU collocati presso strutture diverse dalle Case della Comunità, ma comunque afferenti al dipartimento delle cure primarie. E qua, per esempio, a riferimento a quelle strutture ospedaliere che, di fatto, rappresentano dei quartieri all'interno della città dove la capillarizzazione delle funzioni di assistenza primaria, mi spiace che non ci sia ad ascoltare il consigliere Fiazza, rappresentano a tutti gli effetti un pezzo di territorio ben riconosciuto dai cittadini che quei quartieri li abitano. Il modello previsto valorizza, inoltre, l'integrazione con gli altri servizi di assistenza primaria, quali gli ospedali di comunità, le cure domiciliari e infermieristiche.
Gli ambulatori delle aggregazioni funzionali territoriali saranno il luogo cardine per l'accesso tempestivo e la presa in carico dei bisogni non differibili della cittadinanza, in un momento di evoluzione dei bisogni e dei sistemi comunicativi, nell'ottica di una presa in carico di equipe multiprofessionale. L'esperienza dei CAU presenti all'interno dei pronto soccorso verrà, invece, valorizzata aumentando l'integrazione con il sistema dell'emergenza-urgenza ospedaliera. Le centrali telefoniche 116-117 per le cure non urgenti di prossima istituzione rappresenteranno la porta d'accesso preferenziale per questi servizi, garantendo appunto un accesso appropriato al bisogno espresso nel setting adeguato e riducendo le attese, aumentando al tempo stesso la sicurezza delle cure.
La Giunta intende rispondere, inoltre, all'esigenza di trasparenza verso i cittadini rispetto ai cambiamenti in atto nella rete territoriale. Una volta che la rete sarà strutturata in maniera coerente per tutto il territorio regionale, la Regione avvierà una campagna informativa estesa, coordinata centralmente attraverso l'agenzia di informazione e comunicazione della Giunta, per illustrare l'evoluzione del ruolo dei CAU nel nuovo sistema delle AFT e delle Case della Comunità. Saranno anche presentati nuovi percorsi di accesso alle cure a bassa complessità, inclusa la piena operatività del 116-117 come canale di accesso mediato. La campagna sarà, inoltre, programmata dalla Direzione Generale Cura delle persone e welfare in accordo con le aziende sanitarie e sarà declinata sui principali canali di comunicazione istituzionali regionali con attenzione alle specificità territoriali. Grazie perché non si parla mai a sufficienza dei CAU e dello sviluppo delle funzioni di gestione dell'urgenza nei diversi territori. Grazie consigliere.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Gordini.
GORDINI: Grazie assessore. È evidente che a parlare dei CAU è difficile poi non espandersi. Mi riallaccio a quello con cui lei ha chiuso, anzi, con quello da cui lei ha accettato: era un servizio, diciamolo pure, nuovo che è stato senz'altro accettato dalla popolazione e c'è un tema certamente di pubblicizzazione e quant'altro che dovrà essere fatto nei confronti della popolazione, dei nostri cittadini perché capiscano che cosa trovano lì dentro.
Allora, io credo che oggi questo sia un tema che riguarda un po' tutti, che non riguarda solo i CAU, quindi, pigliando i CAU come espediente per parlare di come il sistema dovrà essere ridisegnato, in base ai determinanti di salute, eccetera, che sono cambiati, lo abbiamo già detto, perché poi abbiamo dei passaggi che ci attendono in tempi brevi perché tutto quello che, più o meno, ogni tanto diciamo a proposito del P.N.R.R., dell'apertura delle nuove strutture, tutte quelle che questa Regione ha costruito in modo, forse, più significativo che non altri, soprattutto le Case della Comunità, ma anche gli OSCO e, quindi, il disegno di ciò che sarà presente all'interno del territorio, ci porta - io credo - a dover spiegare ai nostri concittadini, non solo quali sono i bisogni di salute che sono cambiati - io penso che ognuno di loro, di noi, ne abbia contezza - ma qual è il modello di offerta che noi offriamo e che non sia solo quello dei CAU.
E dovendo farlo, credo, anche cercando di capire bene che cosa noi proponiamo i nostri cittadini rispetto all'apertura degli OSCO, al ridisegno dei posti letto per acuti perché, con certezza, i posti letto per acuti oggi in questa Regione sono coperti per tutto ciò che riguarda le reti delle patologie complesse, -- tempo-dipendenti, eccetera, mentre invece noi ai cittadini dobbiamo dare più presenza sul territorio che, si badi bene, non sono solo i territori lontani, dispersi nell'Appennino, ma anche i territori cittadini urbani nei quali non possiamo chiedere al cittadino di stare all'interno di una struttura ospedaliera, magari disegnata per altro solo perché è solo lì che trova una risposta che peraltro è costosa, onerosa e certamente non appropriata nemmeno nel senso migliore del termine sul piano socioassistenziale.
Quindi, io credo che il passaggio, il ridisegno del CAU ci debba portare rapidamente a delle risposte che dicono che cosa noi offriremo ai cittadini nei prossimi mesi, in modo tale che il P.N.R.R. sia una cosa di cui noi siamo consapevolmente orgogliosi, ma anche operativi e l'estate è qui che arriva. Grazie.
OGGETTO 2217
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula su irregolarità negli abbattimenti sanitari per influenza aviaria e sull'eventuale avvio di verifiche, da parte dei Servizi Veterinari delle AUSL competenti, sugli allevamenti e sulle operazioni di abbattimento, a seguito dell'inchiesta giornalistica di Report del 1° febbraio 2026. A firma del Consigliere: Burani
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo al 2217, a firma del consigliere Burani. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula su irregolarità negli abbattimenti sanitari per influenza aviaria e sull'eventuale avvio di verifiche da parte dei servizi veterinari delle Ausl competenti sugli allevamenti e sulle operazioni di abbattimento a seguito dell'inchiesta giornalistica di Report del primo febbraio 2026. Prego consigliere.
BURANI: Grazie presidente. Assessore, ci risiamo: dopo il caso di Bervini, la vicenda della carne scaduta e poi riconfezionata per allungare la rimessa sul mercato, torniamo ancora una volta a confrontarci con la distorsione, la criticità del sistema alquanto malato degli allevamenti intensivi che hanno un carico ambientale, sociale e sanitario non indifferente.
Questa volta, però, lo facciamo approfondendo il tema degli abbattimenti legati all'influenza aviaria emersi da Febbre Alta che è l'inchiesta mandata in onda il primo febbraio da Report, sempre a firma della giornalista Giulia Innocenzi, che ha sollevato temi riguardanti interrogativi e temi seri, riguardanti il benessere animale, ma soprattutto i protocolli di biosicurezza degli allevamenti intensivi. In particolare, viene documentato un allevamento di anatre a Ceresara, in provincia di Mantova, dove circa 400 animali sono stati uccisi a mani nude, a bastonate, a calci o a lanci, dopo essere sopravvissuti alla gassificazione e, quindi, tutto questo sotto la supervisione però di un veterinario pubblico. Le operazioni di abbattimento sono state portate a termine dalla Cooperativa Agricola del Bidente, incaricata da un bando interregionale tra Emilia-Romagna e Lombardia. L'inchiesta, inoltre, evidenzia altri particolari, uno tra questi è che, tra il 2020 e il 2025, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna avrebbero destinato circa 260 milioni di euro pubblici per abbattimenti legati sempre alla questione dell'aviaria. Di questi, 13 milioni di euro sono arrivati nelle casse della Cooperativa Agricola del Bidente da parte di Emilia-Romagna e Veneto.
Altre cose che emergono e segnalate poi anche dagli operatori di questo servizio, sono le possibili carenze della formazione del personale adibito all'abbattimento, l'utilizzo del disinfettante e quindi della gassificazione con il disinfettante Virkon-S, in quantità inferiori rispetto a quello dichiarato poi nei verbali e, oltretutto, alle condizioni igieniche abbastanza deplorevoli di carcasse lasciate all'aperto e di roditori che potrebbero in qualche modo favorire la diffusione del virus. Ricordo che in Emilia-Romagna questi aspetti sono affidati ai servizi sanitari dell'Asl e utilizzo questi altri due minuti per sottolineare e mettere l'accento sul fatto che, al di là delle singole responsabilità e dei controlli, e io sono certo che questa Regione abbia agito in modo impeccabile sui versanti dei controlli e della gestione, però il problema è un altro, il problema rimane quello degli allevamenti intensivi. Centinaia di migliaia di animali concentrati in spazi ridotti aumentano i rischi sanitari e producono sicuramente una pressione ambientale enorme, con ricadute inevitabili sulla nostra comunità.
È una distorsione, purtroppo, del nostro sistema economico alimentare che spinge verso una produzione sempre più massiva e industriale, senza equilibrio col territorio, ambiente e salute delle persone e ogni volta, l'assessore lo sa molto bene, che esplode una crisi, dalla carne Bervini fino a oggi, emerge sempre lo stesso identico nodo: un sistema che produce più di quanto sia realmente necessario, più di quanto noi andiamo realmente a consumare, con costi ambientali in termini di emissioni, nitrati, pressione sui territori e senza contare poi lo spreco di acqua e di suolo per sostenere una filiera alimentare, come dicevo, molto malata.
E allora, la domanda che mi sorge spontanea è una: se non avessimo avuto allevamenti intensivi di tali dimensioni, avremmo dovuto uccidere migliaia di anatre? E allora mi chiedo anche e faccio anche un'altra domanda: un modello diverso di allevamento, più rurale, più diffuso, magari biologico e con una produzione misurata realmente sul fabbisogno di carne e non sulla sovrapproduzione industriale, avrebbe portato a queste distorsioni? E poi in ultimo, visto che è lei assessore, le malattie cardiovascolari, l'obesità e il diabete sono tra le principali cause di mortalità della nostra società occidentale ed è comprovato da tantissimi studi che siano legate ad un consumo eccessivo di carne e a modelli alimentari sicuramente squilibrati. E allora, l'ultima domanda inevitabile è: quante altre crisi, quanti altri casi come questo di allevamenti intensivi dobbiamo ricevere, dobbiamo vedere, dobbiamo discutere prima di capire che è sicuramente una distorsione che ha una ricaduta reale sul nostro comparto etico, sociale e sanitario?
Per queste ragioni, interroghiamo, la interroghiamo, assessore, se la Regione sia a conoscenza delle irregolarità documentate dalla trasmissione Report negli abbattimenti sanitari per l'influenza aviaria e se intende verificare, attraverso i servizi veterinari dell'ASL, il corretto svolgimento dell'operazione di abbattimento e delle procedure di affidamento dei servizi, rispetto a requisiti di formazione del personale e dei limiti previsti dal regolamento CE 1099, nonché l'efficacia dei controlli su biosicurezza e benessere animale negli allevamenti regionali sopraindicati; indicando, inoltre, le risorse erogate negli ultimi anni per la gestione dell'emergenza aviaria e le eventuali iniziative di coordinamento nazionale per garantire uniformità nell'applicazione di queste norme. La ringrazio.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Burani. Anch'io ho visto il servizio televisivo di cui parla. Mi sono subito attivato con l'area tecnica regionale per avere rassicurazioni su quanto accada nella nostra Regione.
Prima qualche elemento di contesto. Nelle stagioni 24-25 e 25-26 in Emilia-Romagna sono stati notificati diciassette focolai di influenza aviaria, nove in piccoli allevamenti rurali, ossia con un numero di capi uguali o inferiori ai cinquanta e otto in allevamenti intensivi. Nel caso dei piccoli allevamenti rurali, le operazioni di abbattimento vengono eseguite direttamente dal personale dei servizi veterinari aziendali tramite l'eutanasia farmacologica. Nel caso degli allevamenti intensivi, tale modalità non è, purtroppo, percorribile a causa dell'elevato numero di animali coinvolti. I tempi di abbattimento, infatti, non sarebbero compatibili con la necessità di procedere rapidamente all'estinzione del focolaio e per questo motivo si ricorre all'abbattimento tramite saturazione dell'ambiente con gas inerti, per lo più azoto.
A tale riguardo, la Regione ha indetto nel corso degli anni diverse procedure aperte per l'acquisizione di servizi finalizzati a contrastare l'insorgenza di focolai delle malattie infettive e diffusive degli animali, compresa l'influenza aviaria.
L'ultima procedura è stata indetta congiuntamente alla Regione Lombardia e, per tutte, l'unico soggetto partecipante in possesso dei requisiti richiesti è stata la Cooperativa Agricola del Bidente che, quindi, si è aggiudicata le gare. In caso di focolai di influenza aviaria le operazioni di abbattimento, così come la rimozione delle carcasse e l'avvio allo smaltimento, avvengono sempre sotto la supervisione, come ricordava, del servizio veterinario competente. I nostri professionisti vigilano, quindi, sia sul rispetto dei requisiti di biosicurezza, sia sull'applicazione delle disposizioni relative alla protezione degli animali durante l'abbattimento.
Ai colleghi del settore regionale competente ho, comunque, dato indicazione di rimarcare ai servizi veterinari aziendali l'importanza che queste operazioni avvengano rispettando appieno le normative comunitarie sulla protezione degli animali. Più in generale, in merito ai controlli relativi alla biosicurezza e al benessere animale negli allevamenti avicoli sottolineo che, grazie all'implementazione a livello nazionale del sistema informativo Classyfarm, la programmazione di questi controlli, così come la relativa rendicontazione, vengono definite a livello centrale direttamente a cura del ministero della Salute che mette a disposizione del territorio le versioni aggiornate delle schede di controllo, al fine di garantire un'applicazione il più possibile uniforme dei requisiti a livello dei diversi ambiti nazionali.
Infine, relativamente alle risorse erogate negli ultimi anni per la gestione dell'emergenza influenza aviaria, sempre per le stagioni epidemiche 24-25 e 25-26 sono state erogate le seguenti somme: 2.369.000 euro per le operazioni di abbattimento degli animali all'interno dei focolai, 1.193.000 euro per lo smaltimento delle carcasse degli animali abbattuti all'interno degli impianti autorizzati, 11.704.000 euro per l'erogazione degli indennizzi previsti a livello nazionale dalla legge 218 dell’81. Poi, per ultimo, le considerazioni rispetto all'impatto degli allevamenti intensivi fanno parte di quell'approccio One-Healt che dovremo applicare in maniera trasversale come da obiettivi della nostra Giunta regionale. Grazie consigliere.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere.
BURANI: Grazie presidente. Farò prestissimo. Mi dichiaro innanzitutto soddisfatto e la ringrazio della risposta, come ha sempre fatto, in maniera chiara e trasparente. Rimangono vive le mie preoccupazioni in merito agli allevamenti intensivi che sono e rimangono per me una distorsione. Giustamente, lei ha dichiarato alla fine come sia importante avere un approccio trasversale e, quindi, su questo, in intesa con lei, intendo mantenere e continuerò ad avere e seguire il controllo su questa faccenda, comunque rimane il fatto che i 24 casi in cui c'erano 50 animali hanno un approccio e abbiamo un approccio in tutta la regione, crea un approccio sicuramente differente rispetto a quelli che sono gli allevamenti intensivi che poi creano costi anche rispetto alla collettività che sono completamente differenti. La ringrazio.
OGGETTO 2218
Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano gli interventi che la Giunta regionale ha adottato per garantire ai cittadini un accesso equo e adeguato alle prestazioni sanitarie e per superare le criticità legate ai tempi delle liste d'attesa. A firma del Consigliere: Casadei
PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2218, a firma del consigliere Casadei. Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula per sapere quali siano gli interventi che la Giunta regionale ha adottato per garantire ai cittadini un accesso equo e adeguato alle prestazioni sanitarie e per superare le criticità legate ai tempi delle liste d'attesa. Prego.
CASADEI: Grazie presidente. Porto un tema che è molto ricorrente nel dibattito pubblico da anni, ma direi anche da sempre, quello delle liste d'attesa che non è solo un tema sanitario, ma è un tema profondamente sociale, economico e democratico. Perché, quando il diritto alla salute incontra un ostacolo, che è il tempo, che sono le risorse economiche delle famiglie, smette di essere un diritto pienamente esigibile e diventa un diritto, invece, condizionato dalla fortuna, a volte, dalla disponibilità economica, dalla fortuna di vivere nel territorio giusto, dalla possibilità di assentarsi dal lavoro per chi può, di spostarsi, di pagare. Pensiamo a chi elude il problema accedendo al privato o, banalmente, che ha la fortuna di poter aspettare perché molte volte non si ha neanche quella fortuna. E le preoccupazioni che arrivano dai cittadini, lo sappiamo benissimo, sono frequenti, sono reali e, negli ultimi mesi, la stampa ha riportato con continuità una situazione che io penso che merita di essere affrontata anche nel dibattito pubblico.
Ma c'è un dato che mi preoccupa che è la crescita rilevante in Italia di persone che rinunciano alle cure o si spostano, come ho detto prima, verso il privato per aggirare i tempi di attesa. Ci sono diversi segnali, sono tutti convergenti e ci dicono che il problema esiste ed è avvertito molto dai cittadini; è un problema reale che è soprattutto in alcuni ambiti specialistici e in alcuni territori in particolare.
Il punto centrale, però, è che le liste d'attesa non nascono semplicemente da un vuoto politico, normativo, finanziario; si inseriscono invece in un contesto, quello sicuramente regionale, ma io direi ancora di più in un contesto nazionale, che ci vede sostanzialmente affrontare un sotto finanziamento, che non è de finanziamento, ma è un sotto finanziamento, questo lo dicono tutti gli indicatori, e una crescente fatica nel reperire e trattenere, lo sappiamo benissimo, il personale, cercare di trattenere, di dargli delle condizioni di lavoro adeguate, cercare anche di metterli nelle condizioni di lavorare al meglio possibile.
Allo stesso tempo l'ISTAT, a fronte anche di questa situazione, allo stesso tempo ISTAT ci dice che ci sono sei milioni di poveri assoluti, cioè, persone che non possono permettersi alcun tipo di cura, nessun tipo di esame, nessun tipo di prestazione perché, evidentemente, non hanno la possibilità.
Poi abbiamo un altro dato: la povertà relativa che coinvolge più di una famiglia su dieci. Quindi, abbiamo un contesto nazionale che ci dà un risultato, un insieme di concause che mettono il sistema sanitario nella sua completezza, nella sua complessità di mettere nelle condizioni le famiglie di rinunciare alle visite e alle cure. Le conseguenze, quindi, non sono solo amministrative, gestionali, ma sono anche e soprattutto cliniche perché ci sono diagnosi tardive, ci sono cure rimandate, ci sono tardività nella cura e di una presa in carico. C'è tutto un insieme di conseguenze anche economiche perché abbiamo una situazione in cui chi può, paga e va nel privato e chi non può, invece, le affronta semplicemente rinunciando e lo dico con chiarezza, ho citato il privato, andare nel privato di per sé non è un male assolutamente, chi ha la possibilità economica di farlo o chi ha la preferenza di andare nel privato è un bene che ci vada, il problema non è il privato in sé, ma il problema è per chi il privato non se lo può permettere. Questo è un problema legato proprio a questa situazione di sottofinanziamento.
Sappiamo che serve abbattere le liste d'attesa, sappiamo anche che non basta la bacchetta magica. Abbiamo fatto degli investimenti grazie anche al P.N.R.R. dal punto di vista delle strutture sanitarie e della rete territoriale. Benissimo. Quello che manca, invece, è dare delle risposte dal punto di vista dell'organizzazione, della presa in carico dei percorsi, ma soprattutto, ripeto, dal punto di vista del personale perché, senza il personale, che queste strutture le manda avanti, manca veramente la base solida su cui lavorare.
Per cui le chiedo, tornando alla questione iniziale, di dirci con estrema franchezza quali siano gli ambiti più critici e in che modo si è agito e si intende agire per risolvere i problemi strutturali che ho appena presentato. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessore per la sua risposta.
FABI, assessore: Grazie presidente. Grazie consigliere Casadei. Ci tengo subito a confermarle che da tempo la Regione sta rinnovando il proprio impegno al fine di individuare le ulteriori azioni e strategie per il contenimento dei tempi di attesa per le prestazioni di specialistica e di diagnostica ambulatoriale.
A livello regionale, se nella diagnostica non si rilevano particolari criticità, se non nella colonscopia, prestazione per la quale il raggiungimento del target è difficoltoso, nella specialistica ambulatoriale abbiamo alcune criticità trasversali all'intero territorio che riguardano gli ambiti della visita oculistica e della visita dermatologica. Per l'oculistica la domanda è sempre molto elevata e, anche aumentando l'offerta, è particolarmente complesso rientrare nel target; mentre per la visita dermatologica questa risente di una carenza di specialisti a livello nazionale.
Voglio però sottolineare che queste difficoltà riguardano soprattutto le prestazioni da eseguire entro trenta giorni, mentre sulle prestazioni da eseguire entro dieci giorni viene quasi sempre garantito il rispetto dei tempi di attesa. Le prestazioni in urgenza vengono invece sempre garantite nei tempi previsti.
Come sottolineavo all'inizio, in questi anni, la Regione Emilia-Romagna ha introdotto diverse iniziative per potenziare l'offerta e garantire ai cittadini la migliore risposta possibile ai loro bisogni di salute. Una delle ultime in ordine di tempo è stata, nel 2024, l'introduzione delle Pre Liste, uno strumento che, a fronte dell'improvvisa e momentanea indisponibilità prenotativa, evita al cittadino ripetuti tentativi per trovare un appuntamento.
Per rendere ancora più omogenee le modalità organizzative di tracciabilità delle Pre Liste, è in fase di costituzione un gruppo regionale specificamente dedicato. Altri importanti strumenti e, direi, fondamentali, sono la presa in carico da parte dello specialista e la continuità prenotativa da parte della struttura, senza così la necessità di un nuovo passaggio al CUP da parte del cittadino, la disponibilità di tutta l'offerta nel sistema CUP, per far sì che non vi siano agende nominative per i primi accessi, al fine di evitare troppa discrezionalità nella scelta di una prima disponibilità. La strutturazione, inoltre, delle agende di prenotazione per classe di priorità per la gestione degli appuntamenti, l'attivazione delle agende di garanzia, ovverosia di quelle disponibilità aggiuntive presso specifiche strutture che si attivano in caso di non garanzia dei tempi di attesa.
Mi preme poi sottolineare come, sempre a livello regionale, diventa determinante lavorare sul miglioramento dell'appropriatezza e, su questo, un ruolo fondamentale lo avranno i medici di medicina generale. Nell'accordo integrativo regionale da poco sottoscritto, il tema dell'appropriatezza, infatti, è tra quelli centrali e già le prime applicazioni, anche anticipatorie rispetto all'accordo recentemente sottoscritto in alcune province di questa regione, ci incoraggiano che abbiamo imboccato la strada giusta. Le considerazioni che lei faceva sull'accesso all'attività privata perché le liste d'attesa sono praticamente una inaccessibilità organizzativa in certe situazioni, io credo che vedrà, nell'introduzione di criteri di appropriatezza, una forma di governo della domanda che ci porterà, come è già successo in questa regione negli anni passati, ad un governo dei tempi che sia proporzionato rispetto agli obiettivi ministeriali. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere.
CASADEI: Velocissimo. Grazie presidente. Ringrazio l'assessore per la risposta e l'aggiornamento che ci ha fornito. È giusto riconoscere che in alcuni ambiti sono stati messi in campo interventi veramente molto efficaci ed è giusto anche riconoscere che governare un sistema sanitario di queste dimensioni, in una fase nazionale - e direi anche internazionale - non è semplice. Per questo, credo che il punto politico sia maggiormente rispetto al quadro nazionale, ce lo ha detto chiaramente. L'Emilia-Romagna può rivendicare una tenuta migliore rispetto a quella di altri territori, ma è bene farlo mantenendo sempre quella cautela, lavorando sempre per migliorare, come ha detto lei, sull’appropriatezza delle cure e, quindi, lavorare anche sulle modalità di accesso e di adeguatezza alle prestazioni, non solo per non disperdere le risorse, ma anche per garantire dei percorsi qualitativi all'interno della presa in carico dei percorsi diagnostici che avvengono nel sistema sanitario.
Penso che questa sia una prima risposta che abbiamo dato ai cittadini, ma penso anche che non si debba mai abbassare la guardia di fronte a un problema storico come quello delle liste d'attesa. Grazie.
OGGETTO 2182
Comunicazione dell'assessora Allegni, ai sensi dell'art. 76 del Regolamento interno dell'Assemblea, in merito alle celebrazioni relative all'80° anniversario del diritto di voto delle donne italiane.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, andiamo avanti. Quindi siamo all'oggetto 2182, comunicazione dell'assessora Allegni, ai sensi dell'articolo 76 del regolamento interno all'Assemblea, in merito alle celebrazioni relative all'ottantesimo anniversario del diritto di voto delle donne italiane. Prego assessora.
ALLEGNI, assessora: Grazie presidente. Buongiorno a tutte e a tutti. Oggi questa Assemblea è chiamata, non solo a ricordare, ma a misurare la propria fedeltà alle radici più profonde della nostra storia democratica.
Il 10 marzo non è una data da affidare al solo rito delle commemorazioni perché è una soglia decisiva della vicenda repubblicana, il giorno in cui il decreto luogotenenziale del 1946 rese finalmente possibile alle donne, nelle successive elezioni, non solo di votare, ma anche di essere per la prima volta elette. E tra marzo e maggio del 1946 vennero elette le prime consigliere comunali e poi, nei consigli comunali, le prime sindache. Fu il momento in cui alle donne venne riconosciuto l'ingresso pieno nella cittadinanza politica e istituzionale, senza più autorizzazioni, implicite o esplicite, senza più il confinamento all'eccezione, senza più l'esclusione dai luoghi della decisione.
A ottant'anni anni da quel passaggio sappiamo bene che nulla di quanto riguarda i diritti delle donne è avvenuto per naturale evoluzione del tempo né per generosa concessione del potere. È accaduto perché, mentre l'Italia attraversava la guerra, la resistenza e la ricostruzione, le donne hanno resistito, sopportato, custodito e combattuto e quando la democrazia ha aperto uno spiraglio, lo hanno trasformato in un varco irreversibile. Dobbiamo riconoscere che la democrazia repubblicana nasce anche da un protagonismo femminile troppo a lungo raccontato come margine, come accompagnamento, come presenza accessoria e, invece, fu sostanza. Lo fu nel coraggio delle partigiane combattenti, delle staffette, delle organizzatrici clandestine, delle donne arrestate, torturate, fucilate, ma fu sostanza anche nella trama meno visibile, eppure decisiva, di chi, dentro e fuori le famiglie, seppe reggere la vita quotidiana mentre tutto vacillava. La fame e l'assenza, i figli e gli anziani, il lavoro nei campi e nelle fabbriche, la paura e insieme la speranza. Furono le donne in tanta parte a tenere insieme la comunità nel momento in cui la comunità rischiava di spezzarsi.
Ed è per questo che l'80° del suffragio universale non può essere solo un anniversario. È una domanda profonda rivolta al nostro presente: che cosa significa oggi riconoscere quella radice e tradurla in futuro? Significa anzitutto riconoscere che per le donne la cittadinanza non è stata solamente un diritto acquisito, ma una conquista che ha mutato la qualità stessa della nostra democrazia perché una democrazia che esclude metà del suo popolo, non è una democrazia compiuta.
Per questo, mentre ricordiamo il primo voto e la prima eleggibilità, dobbiamo dirci con franchezza che il cammino verso una democrazia pienamente paritaria non può dirsi concluso. La rappresentanza non si misura solo nel numero delle presenze, benché importante, ma nella possibilità effettiva di incidere, di orientare le priorità, di determinare l'uso delle risorse, di cambiare linguaggi, tempi e organizzazione della società. La rappresentanza si misura con la cultura di genere che diventa consapevolezza, competenza e visione. La parità non è un capitolo aggiuntivo della vita democratica, ma ne è la qualità più profonda perché la misura dei diritti e della libertà delle donne è la misura dei diritti e della libertà di tutti.
In questa Regione si ha da sempre un approccio integrato e trasversale alle politiche di genere. Qui sono nati i consultori familiari prima che esistesse una legge nazionale in materia. Nel 1975, lo stesso anno dell'approvazione della legge sul diritto di famiglia, qui, sono nati i primi Centri Antiviolenza tra gli anni '80 e '90, grazie al lavoro dei collettivi femministi, a partire dalla Casa delle Donne di Bologna. Qui abbiamo, per primi in Italia, approvato una legge quadro che considera la parità un diritto fondamentale dal quale dipende il benessere dell'intera collettività e che tiene insieme cambiamento culturale, responsabilità condivisa, contrasto alle discriminazioni a tutti i livelli della vita sociale, dalla prevenzione all'uscita dalla violenza e, in particolare, l'indipendenza economica delle donne.
Ogni anno ci confrontiamo con i dati per capire se le politiche messe in campo stiano producendo i risultati sperati perché le risorse non sono mai neutrali e la parità non si proclama, ma si costruisce nelle decisioni di bilancio, nella trasparenza, nella capacità di misurare l'impatto concreto delle politiche sulle vite delle persone. E i numeri ci dicono che passi avanti ce ne sono stati, ma che non possiamo permetterci di rallentare. In particolare, lo facciamo grazie al bilancio di genere, giunto alla sua ottava edizione e pubblicato proprio in occasione dell’8 marzo, per la prima volta in forma digitalizzata.
L'occupazione femminile nella nostra regione è, nella fascia d'età 24-60 anni, attestata al 68,7%, oltre 10 punti al di sopra della media nazionale, ma ancora circa 15 al di sotto dell'occupazione maschile. Sappiamo che le donne sono maggiormente presenti nell'area del disagio occupazionale con lavori temporanei o part-time, spesso involontario, e dove la scelta del part-time, per le donne, nel 65% dei casi, è dovuto alla gestione dei figli; mentre per gli uomini, 87 volte su 100, è una scelta personale. La conciliazione dei tempi di vita e lavoro è per le donne ancora l'ostacolo maggiore alla stabilità lavorativa e alle prospettive di carriera. Il 45% delle ragazze tra i 25 e i 34 anni in Emilia-Romagna possiede un titolo di studio universitario, contro il 29,5% degli uomini e, sebbene le donne laureate abbiano un tasso di occupazione di oltre l'82%, persiste la segregazione dei percorsi di studio che vede le donne sovra-rappresentate in settori come salute, welfare, scienze umane e insegnamento. Il 28,1% delle donne occupate è inoltre sovra-istruita rispetto alle proprie mansioni e il divario salariale continua a persistere con una retribuzione media annua delle donne nel settore privato di 9500 euro inferiore a quella dei colleghi uomini; 83000 sono le imprese femminili attive in regione e si concentrano nei servizi alla persona, nella sanità e nel commercio al dettaglio.
Tutto questo ci consegna una verità semplice: non basta che le donne entrino nel lavoro, se poi restano confinate nelle sue forme più fragili. Non basta che crescano i numeri, se non cresce la qualità dell'occupazione. Non basta che la società tragga beneficio dal lavoro femminile, se continua poi a riversare sulle donne, quasi fosse un destino naturale, il costo materiale e simbolico del lavoro di cura. Ed è qui che la politica, se vuole essere all'altezza della propria storia, deve avere il coraggio di nominare un nodo essenziale: il tempo. Dobbiamo, oggi come ieri, occuparci del tempo delle donne perché non vi è democrazia paritaria, se il tempo resta diseguale, se la cura rimane asimmetrica, se la libertà continua ad essere condizionata.
È per questo che la nostra azione regionale insiste con determinazione sulla conciliazione e la condivisione delle responsabilità sui servizi educativi e per l'infanzia, sul sostegno all'imprenditoria femminile, sul contrasto alle diseguaglianze salariali, al lavoro povero, su politiche capaci di alleggerire il carico di cura. È una lotta netta e senza ambiguità a ogni forma di violenza. Non misure sparse, ma un disegno strutturale, trasversale, che attraversa l'intera azione di governo. In questo orizzonte si colloca anche la campagna di comunicazione che abbiamo voluto per l'8 marzo, “Una battaglia dopo l'altra”, non uno slogan, ma una chiave di lettura della storia delle donne e insieme della storia della democrazia. Ci ricorda che, accanto ad ogni diritto conquistato, ce n'è uno da rendere effettivo; che accanto a una battaglia vinta, ce n'è una ancora aperta e un'altra che si prepara; che la libertà non è una nozione astratta, ma pratica concreta, fatta di lavoro, dignità, aspirazioni, rispetto, sicurezza, riconoscimento.
In questi giorni abbiamo voluto che la memoria si facesse gesto istituzionale e racconto pubblico, intitolando tre sale delle sedi regionali a tre donne emiliano-romagnole che continuano a parlarci: Nilde Iotti, partigiana madre costituente, prima donna presidente della Camera dei deputati; Irma Bandiera, partigiana, torturata e uccisa in modo barbaro dai fascisti per la sua fedeltà estrema alla causa della liberazione; Grazia Cherchi, scrittrice, fondatrice dei Quaderni Piacentini, figura rilevante della letteratura italiana del Novecento. Donne che sono ancora oggi faro, ispirazione e orientamento e che aprono domande nelle giovani generazioni; custodiscono una genealogia, affermano che la storia non è neutra e che l'esempio di chi ha aperto strade può ancora diventare bussola per il nostro cammino.
A rendere ancora più densa di significato questa seduta vi è poi il fatto che oggi, proprio in questa data, abbiamo sottoscritto, insieme al presidente Fabbri, l'istituzione del Comitato Scientifico per le Celebrazioni dell'80° anniversario del Suffragio universale. Anche questa non è una formalità, è un metodo, perché un anniversario come questo si onora con rigore, con ricerca, con alleanze tra istituzioni, università, enti locali, associazionismo e con la consapevolezza che la memoria è un bene comune, che la storia delle donne è parte costitutiva della storia repubblicana.
Come assessorato, stiamo anche lavorando, insieme al Centro Documentazione Donna di Modena, in collaborazione con gli altri centri di documentazione e archivi, a un progetto che coinvolgerà i capoluoghi del territorio, volto a valorizzare l'anniversario del 2 giugno e il momento in cui le donne presero finalmente parola all'interno delle istituzioni.
Anche per questo, desidero rivolgermi in modo particolare alle consigliere regionali dell'Emilia-Romagna e, attraverso di voi, a tutte le elette nelle istituzioni della nostra Regione e del nostro paese: a voi va il ringraziamento più sincero per il protagonismo con cui ogni giorno tenete il testimone della rappresentanza di un genere che, ancora oggi, in troppe parti del mondo, conosce oppressione, esclusione, subordinazione e violenza. Siate orgogliose, fiere, determinate perché essere qui, oggi come ieri, è una conquista e ancora oggi, talvolta, abbiamo la sensazione di essere tollerate più che pienamente riconosciute, ma ci siamo con la forza delle nostre idee, la qualità del nostro lavoro e l'autorevolezza che nasce dalla storia e dalla responsabilità che sentiamo di avere. Essere presenti nelle istituzioni non è un fatto ornamentale, è il segno vivo di una libertà conquistata e di una democrazia che chiede di essere continuamente allargata, custodita, resa più giusta.
Le parole delle madri costituenti tornano a interpellarci. Quelle donne non entrarono nelle istituzioni per occupare uno scranno, ma per cambiare il paese e lo fecero con una determinazione che ancora oggi dovrebbe essere la nostra misura. Teresa Mattei, la più giovane tra le elette all'Assemblea costituente, ricordava che la nostra Costituzione è figlia di un paese che non affidò ad altri il compito di liberarlo, ma si assunse in proprio la responsabilità della propria liberazione. In questa consapevolezza vive l'idea di una Repubblica che non nasce per delega, ma dalla partecipazione, dalla fatica comune, dal coraggio di un popolo che decide di non essere più suddito. A Lina Merlin e alla sua ostinazione dobbiamo le parole, senza distinzione di sesso, in uno degli articoli più belli e significativi della nostra Costituzione, l'articolo 3 sull'uguaglianza dei cittadini. Nilde Iotti, in un intervento parlamentare del 1955 ebbe la lucidità di affermare che alla base della tutela delle donne di casa vi era, innanzitutto, una ragione di giustizia umana verso donne che avevano dato l'intera vita e il proprio lavoro al benessere delle famiglie, senza ricevere alcun riconoscimento alla fine del proprio percorso. In quelle parole, pronunciate in un altro tempo, è già inciso un principio che parla potentemente anche a noi: non esiste dignità senza riconoscimento e la cura non può essere considerata invisibile né gratuita né naturalmente destinata alle donne.
Se oggi celebriamo l’80° del Suffragio universale dobbiamo, dunque, farlo in questo spirito, come fedeltà a un'idea alta e concreta di democrazia, non come gesto di nostalgia. Dobbiamo dirci che la Repubblica fu, anche e in modo decisivo, una scelta delle donne perché nel 1946 le donne votarono per la prima volta in un paese ferito, lacerato e ancora incerto sul proprio destino e quel voto non fu un atto semplice né scontato, ma fu un patto verso il futuro, fu la decisione di non tornare indietro, la rottura definitiva con un ordine antico di stampo patriarcale che le voleva fuori dalla storia.
E oggi, in un tempo in cui riemergono linguaggi di odio, regressioni culturali, tentativi di normalizzare la violenza o di ridurre i diritti a concessioni revocabili, quella scelta repubblicana ci parla con rinnovata urgenza, ci dice che la democrazia non è data per sempre, ma richiede cura quotidiana; che non basta avere diritti scritti se poi non diventano diritti vissuti; che non basta celebrare la Costituzione, se non la si attua, soprattutto laddove ci chiede di rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto libertà e uguaglianza.
La domanda che dobbiamo porci allora, in questo luogo della rappresentanza democratica e in ogni sede della vita pubblica, è: quale contributo stiamo costruendo perché quella conquista non resti un momento memoriale, ma diventi presente e futuro migliore? Un futuro in cui le ragazze possano coltivare aspirazioni e talenti senza pagare il prezzo dell'insicurezza o del ricatto; un futuro in cui il lavoro sia dignità e non precarietà, in cui maternità e cura non si traducano in penalizzazione permanente, ma in responsabilità condivisa; un futuro in cui la libertà delle donne sia intangibile e in cui nessuna forma di violenza trovi più spazio né nel privato né nel pubblico né nelle parole né nei comportamenti. Le risposte che possiamo dare sono molte e molte restano ancora da costruire, ma con una certezza che ci accompagna e ci obbliga.
Tina Anselmi disse - e lo ribadiva spesso: “Capii allora che per cambiare il mondo, bisognava esserci”. Ed esserci oggi significa partecipare, assumersi responsabilità, non arretrare di fronte alla fatica della democrazia, contrastare anche la soglia preoccupante dell'astensionismo che impoverisce la rappresentanza e indebolisce un patto di cittadinanza e di convivenza.
Ricordare solennemente oggi il decreto del 1946, dunque, non significa rivolgere lo sguardo all'indietro, significa assumere la promessa che, la porta che si è aperta allora, non verrà mai più richiusa e che l'Emilia-Romagna, terra di resistenza dalle forti radici repubblicane, di lavoro e di solidarietà, continuerà a stare dalla parte di quella promessa, con la forza vigile della memoria e con il coraggio operoso del futuro. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Grazie a lei, assessora Allegni.
OGGETTO 1872
Proposta d'iniziativa Giunta recante: "ADER - Agenda digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029".
(Discussione)
PRESIDENTE (Fabbri): Ora passiamo all'atto amministrativo, il numero 1872. Proposta di iniziativa Giunta recante ADER, Agenda digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029. La Commissione Statuto e Regolamento, partecipazione, semplificazione amministrativa e innovazione digitale, ha espresso parere favorevole della seduta del 4 marzo 2026 con la seguente votazione. 26 voti a favore, 9 astenuti, nessun contrario. Interviene subito l'assessora Mazzoni, alla quale do la parola.
MAZZONI, assessora: Grazie presidente. Gentili, consiglieri e consigliere, oggi l'Assemblea legislativa è chiamata ad assumere una decisione che non riguarda soltanto l'organizzazione dei sistemi informativi regionali o le politiche per l'innovazione tecnologica, ma più in profondità la traiettoria di sviluppo dell'Emilia-Romagna nei prossimi anni. Approvare l'agenda digitale dell'Emilia-Romagna significa, infatti, assumersi una responsabilità politica precisa, quella di definire come intendiamo governare una trasformazione tecnologica che sta incidendo sempre in modo più profondo sull'economia e sul lavoro, sull'organizzazione dei servizi pubblici, sulla scuola, sulla sanità, sulla gestione del territorio e, più in generale, sulla qualità della vita nelle nostre comunità.
Il digitale non è più un settore specialistico, non è un ambito tecnico confinato dentro i dipartimenti informatici delle amministrazioni pubbliche, è piuttosto la trama invisibile che connette e attraversa gran parte delle attività economiche e sociali del nostro tempo. Le infrastrutture digitali, i dati, le piattaforme tecnologiche e le applicazioni di intelligenza artificiale stanno progressivamente diventando elementi strutturali del funzionamento delle società contemporanee.
Ed è proprio per questa ragione che la loro governance non può essere considerata una questione esclusivamente tecnica, ma deve essere affrontata come una questione pienamente politica, nel senso più alto e nobile del termine. Viviamo, infatti, in una fase storica caratterizzata da trasformazioni rapide e simultanee. Da un lato, assistiamo a un'accelerazione straordinaria nello sviluppo delle tecnologie digitali più avanzate, in particolare nel campo dell'intelligenza artificiale generativa, dall'analisi dei dati su larga scala e dalle infrastrutture cloud; dall'altro, vediamo emergere una competizione geopolitica sempre più intensa proprio attorno al controllo delle infrastrutture tecnologiche, dei dati e delle catene di valore digitali.
In questo scenario il digitale non rappresenta soltanto un fattore di innovazione economica, è diventato un elemento che incide direttamente sugli equilibri economici globali, sulla sicurezza dei sistemi pubblici e privati, sulla qualità dell'informazione e, in quest'ultima analisi, sul funzionamento delle istituzioni democratiche. È per questo che negli ultimi anni l'Unione Europea ha scelto di intraprendere una strada molto chiara, quella di costruire un modello di sviluppo digitale che tenga insieme innovazione tecnologica, tutela dei diritti e autonomia strategica. Il concetto di sovranità digitale europea nasce proprio da questa consapevolezza. Non si tratta di un'idea di chiusura o di autarchia tecnologica, ma dalla volontà di garantire che lo sviluppo delle infrastrutture digitali gestione dei dati e l'utilizzo delle tecnologie emergenti avvengono in coerenza con i valori fondamentali del progetto europeo, la tutela dei diritti fondamentali, la sicurezza delle informazioni, la trasparenza delle decisioni pubbliche e la responsabilità nell'utilizzo delle tecnologie.
Attraverso strumenti normativi e strategici, come il Decennio Digitale 2030, il Data Governance Act e il Data Act, l'Europa sta cercando di costruire un equilibrio complesso ma necessario tra innovazione e regolazione; un equilibro che non è semplice da raggiungere perché richiede di sostenere la capacità di innovazione delle imprese e dei territori, senza rinunciare alla tutela dei diritti e alla coesione sociale. In questo quadro si collocano anche le politiche nazionali.
Negli ultimi anni l'Italia ha compiuto passi importanti nel campo della digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle infrastrutture di connettività, anche grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alla definizione di strategie nazionali come Italia Digitale 2026 e il Piano Triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione.
Nonostante questi progressi, tuttavia, permangono alcune criticità strutturali nella diffusione delle competenze digitali tra la popolazione, nella donazione delle tecnologie avanzate da parte delle piccole e medie imprese, nella capacità di tradurre la trasformazione digitale in un aumento diffuso della produttività e della qualità dei servizi. È proprio in questo spazio che si colloca il ruolo delle Regioni perché, se le grandi cornici strategiche normative vengono definite a livello europeo e nazionale, la concreta attuazione delle politiche digitali si realizza soprattutto a livello territoriale. È nei territori che la trasformazione digitale incontra le persone, nei servizi sanitari, nei servizi sociali, nella scuola, nelle imprese, nei piccoli comuni e nelle comunità locali ed è per questo che il compito delle istituzioni regionali non è semplicemente quello di recepire strategie elaborate altrove, ma di interpretarle, adattarle, tradurle in politiche pubbliche concrete, coerenti con le caratteristiche economiche, sociali e territoriali delle nostre comunità.
L'agenda dell'Emilia-Romagna nasce esattamente con questo obiettivo. Essa rappresenta lo strumento strategico attraverso il quale la Regione intende governare la trasformazione digitale nel prossimo quinquennio, riconoscendo nel digitale non un fine in sé, ma una leva fondamentale per lo sviluppo economico, la coesione sociale e la sostenibilità ambientale. L'Emilia-Romagna parte da questo punto di vista, da una posizione di forza; i dati più recenti collocano la nostra regione tra le realtà più avanzate a livello nazionale per livello di digitalizzazione complessiva, in particolare per quanto riguarda la qualità e la diffusione dei servizi pubblici digitali. Il nostro territorio è, inoltre, riconosciuto a livello europeo come uno dei principali poli di eccellenza nel campo dei big data dell'intelligenza artificiale, grazie alla presenza di infrastrutture scientifiche di rilevanza internazionale e a un ecosistema di ricerca e innovazione particolarmente dinamico.
Tuttavia, sarebbe un errore considerare questi risultati come un punto di arrivo. Sono piuttosto un punto di partenza perché, dietro le medie regionali si nascondono differenze significative, tra i capoluoghi e i piccoli comuni, tra le aree di pianura e i territori montani, tra le imprese più strutturate e le micro-attività che costituiscono una parte fondamentale del nostro tessuto produttivo. I dati più recenti dell'indice DESIER, che è lo strumento con cui la Regione monitora lo stato della digitalizzazione e dei territori, confermano proprio questa dinamica: nel 2025 l'indice regionale registra un valore medio in crescita rispetto al 2024, segnalando quindi un progresso complessivo del livello di digitalizzazione dei nostri territori.
Ma la stessa analisi evidenzia anche che questo progresso non è sempre uniforme. I risultati mediamente più elevati si concentrano nei capoluoghi e nei comuni di maggiore dimensione, mentre i territori montani e i piccoli comuni continuano a registrare i valori più bassi, soprattutto nelle dimensioni legate alla connettività e all'accesso ai servizi pubblici digitali. Non si tratta di un dato sorprendente, la montanità e la dimensione demografica rappresentano da tempo due fattori strutturali che rendono più complessa la diffusione delle infrastrutture digitali e l'adozione di tecnologie avanzate. Tuttavia, proprio per questo motivo, il dato deve essere letto, non come un limite inevitabile, ma come un'indicazione chiara per l'azione pubblica. Se la trasformazione digitale non viene accompagnata da politiche pubbliche attente e mirate, il rischio è quello di produrre nuove forme di diseguaglianza territoriale e sociale. Non possiamo permettere che l'accesso alle opportunità offerte dal digitale dipenda dal luogo in cui si vive o dalla dimensione dell'impresa in cui si lavora.
È proprio per affrontare queste sfide che abbiamo costruito la nuova Agenda Digitale, un documento che nasce da un percorso di partecipazione molto ampio, che ha coinvolto oltre 900 soggetti tra enti locali, università, centri di ricerca, imprese, associazioni di categoria e organizzazioni sociali. Questo percorso ha confermato un punto fondamentale: la trasformazione digitale non può essere gestita come una semplice somma di progetti tecnologici, ha bisogno di una visione strategica condivisa, di standard comuni, di interoperabilità tra i sistemi, di una governance stabile e di una forte collaborazione tra istituzioni e territorio.
In questo senso, uno degli elementi distintivi del modello emiliano-romagnolo continua a essere rappresentata dalla Community Network Emilia-Romagna, un'infrastruttura istituzionale attraverso la quale gli enti pubblici del territorio cooperano e condividono soluzioni tecnologiche e sviluppano standard comuni. All'interno di questo modello di cooperazione, svolgono un ruolo particolarmente importante anche le nostre società in-house. Lepida, che garantisce infrastrutture, connettività e servizi digitali condivisi per l'intero sistema pubblico regionale, e Art-ER, che rappresenta un ponte fondamentale tra innovazione tecnologica, sistema della ricerca e tessuto produttivo. Su queste basi, l'Agenda Digitale individua alcune priorità strategiche. La prima riguarda il rafforzamento delle reti e delle infrastrutture digitali della cybersecurity. In un contesto in cui le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate e pervasive, la sicurezza delle infrastrutture digitali pubbliche non può essere considerata un elemento accessorio. È la condizione stessa che rende possibile lo sviluppo di servizi digitali affidabili e sicuri per i cittadini e imprese. La seconda priorità riguarda le competenze digitali. La trasformazione tecnologica procede a una velocità molto più elevata rispetto alla capacità media delle organizzazioni e delle persone di adattarsi.
Per questo, investire nelle competenze digitali significa investire nell'autonomia dei cittadini e nella capacità dei lavoratori di affrontare i cambiamenti del mercato del lavoro e della competitività delle imprese. Il terzo ambito riguarda l'innovazione della pubblica amministrazione. L'obiettivo non è semplicemente digitalizzare procedure esistenti, ma ripensare ai servizi pubblici in modo da renderli più semplici, più accessibili, più trasparenti e più orientati ai bisogni concreti dei cittadini e delle imprese. Il quarto ambito riguarda la trasformazione digitale del sistema produttivo regionale. La competitività futura dell'Emilia-Romagna dipenderà sempre più dalla capacità delle imprese di integrare tecnologie avanzate nei propri processi produttivi organizzativi, di utilizzare i dati in modo strategico, di innovare i modelli di business.
Ma questo salto tecnologico deve coinvolgere, non soltanto le grandi imprese, bensì anche le piccole e medie imprese e le realtà artigiane che rappresentano il cuore del nostro sistema economico; richiede accompagnamento, ecosistemi collaborativi, connessioni tra ricerca e impresa. Accanto a queste priorità operative, l'Agenda si fonda anche su alcuni principi guida, tra questi, vi è innanzitutto la promozione di un modello di intelligenza artificiale affidabile, trasparente e centrato sulla persona, in piena coerenza con il quadro normativo europeo. Un secondo principio riguarda lo sviluppo digitale sostenibile, intesa come integrazione tra innovazione tecnologica, coesione sociale e transizione ecologica. Infine, l’Agenda riconosce nei dati una risorsa strategica e un bene comune che deve essere gestito in modo sicuro, interoperabile e orientato alla creazione di valore pubblico.
Guardando al futuro, è evidente che la trasformazione tecnologica non rallenterà. L'Europa è chiamata a competere in settori chiave come il Cloud sovrano, l'Edge-computing, la cybersicurezza, l'intelligenza artificiale industriale. L'Italia dovrà colmare divari strutturali, in competenze e innovazioni. Le regioni dovranno essere capaci di tradurre strategie in attuazione concreta. L'Emilia-Romagna ha tutte le condizioni per essere protagonista di questa fase: un ecosistema della ricerca avanzato, una tradizione cooperativa, una pubblica amministrazione che ha già dimostrato capacità di innovazione. Ma questa posizione non va data per scontata, richiede visione, capacità di collaborazione, scelte coerenti nel tempo.
Questa Agenda è un patto per il futuro digitale della nostra Regione, non è un documento statico, è una traiettoria; è l'impegno di governare il cambiamento a rafforzare autonomia e cooperazione, a mettere la tecnologia al servizio dei fondamentali della nostra società, salute, istruzione, lavoro, coesione e tutela del territorio. La trasformazione digitale è già in corso, il compito delle istituzioni è governarla, il nostro impegno è guidarla verso un modello più equo, più inclusivo, più sicuro, più sostenibile, perché il digitale non è un fine in sé, è uno strumento per rafforzare i diritti, migliorare la qualità dei servizi pubblici, sostenere la competitività delle imprese e rafforzare la conoscenza e la coesione territoriale. La trasformazione digitale in questo senso è una responsabilità politica e oggi questa Assemblea è chiamata a esercitarla. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Bene, apriamo la discussione generale. Chiedo chi vuole intervenire. Consigliere Paldino. Vi ricordo che avete venti minuti ciascun consigliere perché è una programmazione pluriennale. Prego consigliere.
PALDINO: Grazie presidente. Colleghe e colleghi, vorrei esporre qualche breve riflessione in merito alle linee programmatiche dell'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029, inserendole in un quadro di profonda discontinuità geopolitica.
L'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029 si inserisce in un quadro di forte coerenza con le politiche comunitarie, consolidando al contempo percorsi avviati nelle precedenti programmazioni. Dobbiamo essere tuttavia consapevoli, come indicato tra l'altro, da Mario Draghi, che l'ordine globale basato sul diritto internazionale sulla sicurezza garantita dagli Stati Uniti è ormai defunta. In questo scenario, l'Europa e, di riflesso, la nostra Regione, rischia di diventare sottomessa ed è deindustrializzata.
Anche alla luce del conflitto iniziato in Iran e Medio Oriente, emerge come l'indipendenza europea sia fondamentale al fine di rimanere rilevanti sullo scenario internazionale e soprattutto non essere costrette a subire scelte altrui. Vale per la tecnologia, vale per la politica, le quali, come osserviamo negli Stati Uniti, non sono indipendenti e purtroppo si influenzano a vicenda. Sempre nel rapporto Draghi sulla competitività del 2024, l'amara constatazione era quella che l'Europa avesse già perso la prima rivoluzione digitale. Oggi soffre di una struttura industriale statica e di un drammatico deficit di finanziamenti privati rispetto agli Stati Uniti.
L'Agenda Digitale che oggi discutiamo deve quindi essere intesa, non come un mero aggiornamento tecnologico rispetto ai punti cardine delle competenze digitali e delle infrastrutture sicure, ma dobbiamo considerarla come un vero e proprio strumento di trasformazione digitale delle imprese, soprattutto per quello che ci riguarda come Regione, della digitalizzazione dei servizi pubblici. Deve puntare a snellire le procedure della pubblica amministrazione attraverso la tecnologia, i processi digitali devono essere intesi come un sostituto totale e non come un mero completamento delle procedure tradizionali. La logica economica sottostante e la digitalizzazione, sono sostenibili solo attraverso la sostituzione sistemica, poiché mantenere in parallelo sistemi analogici e digitali, genera inefficienze e costi ridondanti.
Sarà compito delle istituzioni, e sono certo che la Regione farà la sua parte, nel vigilare che la tutela dei dati sia rispettata e i cittadini abbiano un accesso più semplice ai servizi offerti dalla pubblica amministrazione. Come sono certo che la Regione Emilia-Romagna, e già lo sta facendo, accompagnerà tutti i cittadini verso la digitalizzazione, non tralasciando le problematiche connesse ai tanti cittadini anziani sparsi sul nostro territorio che faticano ad accedere ai servizi digitali, andando a combattere quello che il digital divide che, purtroppo ancora, abbiamo, soprattutto nelle aree interne della nostra regione.
Va ricordato che l'innovazione non nasce da strategie verticali calate dall'alto, ma da un ambiente che permetta alle idee di nascere e crescere e anche fallire, opponendosi a un sistema caotico di regole imprevedibili che riduce la fiducia reciproca. Speriamo che il pacchetto Digital Omnibus del novembre 2025, volto a ridurre la frammentazione normativa e a favorire la crescita economica, venga finalmente realizzato.
Per rispondere a queste sfide, è determinante anche definire ciò che consideriamo tecnologia europea. Dobbiamo promuovere aziende che abbiano la sede legale e il controllo dei diritti di voto in Europa, assicurando che la maggior parte delle attività di ricerca e sviluppo avvenga sul nostro suolo. È fondamentale che le nostre soluzioni siano soggette esclusivamente alle normative europee e non alle giurisdizioni extra territoriali, mantenendo il domicilio fiscale nell'unione europea.
Mi limito solo a dire che la Regione Emilia-Romagna può fare la propria parte, agendo come laboratorio mediante una strategia che pone l'intelligenza artificiale affidabile a servizio del bene comune, garantendo che le tecnologie siano trasparenti e tracciabili per tutelare i consumatori e i loro diritti fondamentali. Va utilizzato il potenziale dell'intelligenza artificiale per mantenere competitivo il tessuto imprenditoriale locale, composto per lo più da piccole e medie imprese. Come previsto, è importante potenziare l'infrastruttura regionale mediante un impegno più determinato per l'estensione della banda ultra-larga, la rete Lepida, l'Emilia-Romagna wi-fi e la sensoristica territoriale sicuramente rappresenta da una linea d'azione storica che si aggiorna con nuove tecnologie come il 5G e il quantum, insomma tutte le altre tecnologie che possono, diciamo, rendere la nostra Regione al passo coi tempi.
Nello sconvolgente scenario purtroppo attuale, con crisi e con una corsa alla guerra che non possiamo ignorare, dobbiamo monitorare la minaccia della guerra ibrida, ibrida, che colpisce le infrastrutture critiche e i processi democratici.
A proposito del conflitto in Medio Oriente, è noto come i protestanti, quelli che hanno portato avanti le proteste che abbiamo visto negli ultimi tempi, spesso abbiano organizzato le proteste a partire dai social network, mentre i regimi, e non solo quello iraniano, lavorano per reprimere la libertà di espressione e si adoperano per diffondere il germe delle fake news. nell'unione europea, ma non solo.
Anche per questo il rafforzamento della cybersecurity regionale, attraverso tutti i sistemi che abbiamo a disposizione, rappresentano un pilastro di difesa non negoziabile, come l'inserimento stesso della cyber security nella prima area operativa, definita reti, infrastrutture e cyber security, considerata la condizione abilitante essenziale per ogni politica di digitale. L'Emilia-Romagna con asset strategici come il Tecnopolo DAMA e tutto quello che ha messo insieme ha l'ambizione di guidare questa transizione, preservando i valori di equità e inclusione sociale propri della comunità europea. Solo agendo con unità e visione strategica potremo davvero trasformare il digitale in un motore di sviluppo e speranza per il nostro futuro. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Tagliaferri.
TAGLIAFERRI: Grazie presidente. Colleghe e colleghi, quando si leggono documenti come l'Agenda Digitale dell'Emilia-Romagna 2025-2029 si ha spesso la sensazione di trovarsi davanti a una regione che funziona perfettamente dal punto di vista della trasformazione digitale, una regione che corre verso il futuro che sperimenta l'intelligenza artificiale, che gestisce grandi quantità di dati, che costruisce infrastrutture digitali avanzate. Il problema, presidente, è che questa regione quasi perfetta esiste soprattutto nei documenti perché quando si esce dai documenti e si entra nei territori la realtà appare più complessa. Ed è proprio questa distanza tra narrazione e realtà che Fratelli d'Italia ha cercato di evidenziare nel lavoro svolto in commissione.
Allo stesso tempo, però, dobbiamo riconoscere che il confronto svolto nelle ultime settimane ha portato ad alcuni miglioramenti del testo, grazie anche al contributo della rappresentanza del sistema produttivo ed in particolare delle proposte avanzate da Confindustria. Gli emendamenti presentati condivisi in maniera bipartisan, introducono infatti alcuni elementi che riteniamo importanti. Innanzitutto, viene rafforzato nel documento riferimento al sistema produttivo che viene esplicitamente affiancato alle persone, ai diritti e ai territori tra i pilastri della trasformazione digitale regionale. È un passaggio tutt'altro che marginale, perché la trasformazione digitale non riguarda soltanto la pubblica amministrazione o i servizi digitali ai cittadini, riguardo soprattutto la competitività del sistema economico regionale, il digitale come infrastruttura economica il digitale oggi non è una politica settoriale, è un'infrastruttura economica e sociale, esattamente come le reti energetiche o le infrastrutture di trasporto, quando manca una strada un territorio resta isolato, quando manca una connessione adeguata, accade la stessa cosa. Le imprese non investono, i servizi pubblici funzionano peggio, i giovani se ne vanno.
Per questo parlare di Agenda Digitale significa parlare di sviluppo economico, competitività e coesione territoriale le medie regionali e i di vari territoriali nel documento della Giunta si descrive una Regione molto avanzata dal punto di vista digitale, ma le medie regionali spesso nascondono differenze territoriali significative, esistono ancora di vari evidenti tra grandi città e piccoli comuni, tra pianure e montagne, tra territori centrali e territori periferici. Questo è un tema concreto anche per province come Piacenza, dove esistono ancora aree in cui la qualità delle infrastrutture digitali non è pienamente adeguata alle esigenze del sistema produttivo. Il rischio è evidente: se non si interviene in modo mirato, il digitale può accentuare i divari territoriali invece di ridurli.
Il ruolo dell'ecosistema nell’innovazione. Uno degli aspetti più interessanti introdotti dagli emendamenti riguarda il rafforzamento appunto del riferimento all'ecosistema regionale dell'innovazione. Il documento aggiornato riconosce infatti il ruolo dei soggetti che danno supporto alle imprese nella trasformazione digitale. Digital Innovation Hub, competence center, poli di innovazione, infrastrutture di ricerca regionali. Questo è un passaggio a mio avviso molto importante, perché l'innovazione non nasce mai in modo isolato, nasce quando si costruisce un ecosistema in cui università, centri di ricerca, imprese e istituzioni lavorano insieme.
Un altro elemento significativo riguarda il rafforzamento del ruolo delle infrastrutture digitali regionali al servizio delle imprese. Gli emendamenti introducono infatti un nuovo paragrafo dedicato alla valorizzazione delle infrastrutture regionali e dei dati per la trasformazione digitale delle imprese. In questo contesto, assumano un ruolo centrale in realtà come il Tecnopolo DAMA, le infrastrutture di calcolo avanzato, i progetti legati all'intelligenza artificiale. L'obiettivo indicato è quello di rendere queste infrastrutture accessibili al sistema produttivo affinché possano diventare strumenti concreti di innovazione per le imprese. È un passaggio importante perché consente di collegare la grande ricerca scientifica regionale con le esigenze concrete del tessuto produttivo. Cyber security e resilienza delle imprese.
Ecco, gli emendamenti introducono inoltre un tema che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale, cioè questo. Il crescente numero di attacchi informatici rappresenta oggi una minaccia concreta per le imprese, soprattutto per le piccole e medie aziende. Per questo è fondamentale rafforzare la consapevolezza dei rischi informatici, la diffusione delle competenze in materia di sicurezza digitale, l'accesso delle imprese alle infrastrutture regionali per la protezione dei dati. La sicurezza informatica non è più soltanto una questione tecnica, è ormai un fattore di competitività e resilienza del sistema economico. Resta però aperta una questione molto importante, la trasformazione digitale della pubblica amministrazione richiede risorse, competenze e organizzazione. Molti piccoli comuni faticano ad affrontare questa transizione, si trovano a gestire piattaforme diverse, sistemi non sempre interoperabili e costi di gestione sempre crescenti. Se non si rafforza il supporto regionale agli enti locali, il rischio è che la digitalizzazione diventi un ulteriore fattore di difficoltà amministrativa per i comuni più piccoli.
Infine, c'è la questione più importante, la vera sfida non è scrivere strategie, la vera sfida a realizzarle. Nei prossimi anni, una parte significativa delle politiche digitali sarà legata agli investimenti previsti dal piano nazionale di riprese e resilienza. Questo significa che la Regione dovrà dimostrare una forte capacità di coordinamento e di accompagnamento dei territori, perché la fase più difficile non è la programmazione, è sempre l'attuazione.
Ecco, presidente, gli emendamenti approvati migliorano certamente alcuni aspetti del documento, in particolare per quanto riguarda il coinvolgimento del sistema produttivo e rafforzamento dell'eco sistema regionale dell'innovazione. Resta però la necessità di affrontare con maggiore decisione alcune criticità strutturali, i divari territoriali, le difficoltà dei piccoli comuni, la reale diffusione dell'Innovazione nel sistema produttivo. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo nuovamente se ci sono interventi. Non ne vedo. Dichiaro chiusa la discussione generale. Chiedo alla Giunta se vuole intervenire a conclusione del dibattito, che è stato molto breve. Bene, allora passiamo alle dichiarazioni di voto, se ci sono. Prego Calvano.
CALVANO: Solo sull'ordine dei lavori. Siccome, come ha anticipato Tagliaferri, stiamo depositando gli emendamenti condivisi, se possiamo attendere un minuto perché manca la firma di un solo capogruppo, sono emendamenti condivisi da tutta l'Aula, per il deposito.
PRESIDENTE (Fabbri): Se nulla osta, per me non ci sono problemi. Prego consigliera Evangelisti.
EVANGELISTI: Grazie presidente. In realtà, abbiamo avuto un attimo di indugio sulla chiusura della fase di discussione, proprio per questo motivo, ritenevamo opportuno dare conto e dare atto anche del fatto che ci sono emendamenti da depositare a firma congiunta di tutti i gruppi. Per questo, se anche gli altri capogruppo sono d'accordo e se lei lo consentisse, chiederei di riaprire la discussione per questo, appunto, adempimento e anche magari per consentire a chi ha indugiato per appunto intervenire alla luce anche di quanto avevamo condiviso poc'anzi. Grazie.
PRESIDENTE (Fabbri): Chiarissimo. Prego, consigliere Casadei.
CASADEI: Grazie presidente. Ho indugiato anche per il fatto che la mia proverbiale sintesi non è mai quella. Siccome mancano dieci minuti e abbiamo venti minuti di tempo, ho indugiato. Per mancanza di tempo non sono intervenuto.
PRESIDENTE (Fabbri): I tempi ve li do io, quando sto per chiudere la discussione. Un'altra volta ditemele prima queste cose. Comunque, va bene. Vedo che siete tutti d'accordo. Anzi, mancando otto minuti, se facciamo una pausa, rientrate che è già l'una, quindi, direi chiusa la seduta del mattino. Intanto, potete presentare gli emendamenti e alla prima occasione utile partiremo dalla discussione degli emendamenti. Oggi abbiamo le interpellanze e, quindi, immagino che prenderanno tutto il tempo. Dichiaro chiusa la seduta antimeridiana.
La seduta termina alle ore 12,52
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, FORNILI Anna, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PESTELLI Luca, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, VIGNALI Pietro, ZAPPATERRA Marcella.
Hanno partecipato alla seduta:
la sottosegretaria RONTINI Manuela,
gli assessori ALLEGNI Gessica, BARUFFI Davide, FABI Massimo, FRISONI Roberta, MAZZONI Elena, PAGLIA Giovanni.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessora PRIOLO Irene e le consigliere PARMA Alice, PETITTI Emma.
Comunicazioni prescritte dall’art.68 del Regolamento interno
È stato presentato il seguente progetto di legge:
2183 - Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Misure per la promozione dell'attrattività del territorio mediante interventi in ambito aeroportuale e di sostegno alla logistica e all'intermodalità". (Delibera di Giunta n. 303 del 02 03 26)
Sono pervenuti i sottonotati documenti:
INTERROGAZIONI
2124 - Interrogazione a risposta scritta in merito a situazioni di criticità e degrado, presenti nelle stazioni delle corriere e terminal bus, anche con riferimento alle recenti aggressioni, da parte di baby gang, avvenute presso l'Autostazione di Imola (Bo). A firma del Consigliere: Evangelisti
2125 - Interrogazione a risposta scritta sulla realizzazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici a Medicina (Bo). A firma del Consigliere: Evangelisti
2127 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai lavori di miglioramento antisismico dell'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. A firma del Consigliere: Castaldini
2128 - Interrogazione a risposta scritta riguardo ad un episodio di sabotaggio ferroviario a Castel San Pietro Terme (Bo). A firma del Consigliere: Evangelisti
2130 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'impiego di risorse regionali per la mostra "Riviera Dream Vision", ospitata presso i Palazzi dell'Arte di Rimini. A firma del Consigliere: Marcello
2131 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le tempistiche dei lavori per la realizzazione della nuova sede di ENEA, all'interno del Tecnopolo Dama di Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
2132 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alle misure da promuovere nei bacini di Piacenza e Parma per rafforzare la sicurezza del personale del trasporto pubblico locale. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Bocchi
2133 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla tutela della filiera equina, dell'equilibrio ambientale e delle produzioni tradizionali in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2134 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alla crisi aziendale del Gruppo Realco e alle azioni che si intendono attuare a salvaguardia dei livelli occupazionali e per scongiurare la chiusura dei punti vendita. A firma dei Consiglieri: Quintavalla, Albasi, Daffadà, Fornili, Carletti, Costa, Proni, Castellari, Valbonesi, Costi, Arduini, Lori, Calvano, Bosi, Massari, Critelli, Muzzarelli
2135 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l'organizzazione della rete ospedaliera dell'Area Nord modenese e, in particolare, il ruolo attribuito ai presìdi di Carpi e Mirandola. A firma del Consigliere: Muzzarelli
2136 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda farsi parte attiva nei confronti dell'Ente Parco del Delta del Po, affinché venga riconosciuta e regolamentata la possibilità di pescare il granchio blu tramite nasse all'interno delle valli di Comacchio. A firma del Consigliere: Gianella
2137 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'ampliamento della sede della Bologna Business School, con particolare riguardo alla sostenibilità ambientale e al consumo di suolo dell'intervento. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone
2138 - Interrogazione a risposta scritta relativa al sostegno psicologico ai pazienti oncologici e alla possibilità di introdurre in Emilia-Romagna un bonus per accedere a servizi di psico-oncologia. A firma del Consigliere: Marcello
2139 - Interrogazione a risposta orale in Commissione su iniziative, dati e strategie regionali per la prevenzione, diagnosi, cura e supporto in materia di tumori pediatrici. A firma del Consigliere: Marcello
2141 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle azioni necessarie per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità motoria sulla linea 92 Cesena-Forlì, con specifico riferimento alla fermata di Capocolle di Bertinoro, direzione Forlì. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
2142 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai criteri di cofinanziamento previsti per lo sviluppo delle aree interne, nell'ottica di garantire equità territoriale e reale efficacia degli interventi legati agli Hub urbani e di Prossimità. A firma del Consigliere: Gianella
2143 - Interrogazione a risposta scritta in merito ad un licenziamento avvenuto presso l'Istituto Ramazzini di Bologna e per sapere se la Regione fornisca forme di sostegno, diretto o indiretto, all'Istituto Ramazzini. A firma del Consigliere: Evangelisti
2145 - Interrogazione a risposta scritta sull'ufficio postale di Roveleto di Cadeo (PC) che, dopo la chiusura protrattasi per circa tre mesi, è ora oggetto di una nuova sospensione del servizio per lavori, con installazione di un container temporaneo. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2146 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una possibile contaminazione dell'acqua erogata dai rubinetti della scuola primaria Campanella, a Imola (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
2147 - Interrogazione a risposta scritta per sapere a che punto sia l'iter di revisione delle attuali delimitazioni delle zone soggette a vincoli naturali significativi diverse dalle zone montane. A firma dei Consiglieri: Massari, Costi, Quintavalla, Ancarani, Bosi, Carletti, Lucchi, Castellari, Parma, Daffadà, Albasi, Sabattini, Fornili, Proni, Muzzarelli
2148 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'ammontare delle risorse regionali destinate al sostegno e allo sviluppo degli Hub urbani e di Prossimità. A firma del Consigliere: Evangelisti
2149 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle difficoltà segnalate nell'accesso al Sistema Informativo Sismica (SIS), a seguito dell'unificazione delle quattro principali piattaforme regionali (SUAPER, SiedER, SIS e AIA) nell'ambito delle risorse disponibili nell'Asse 2 del POR FESR 2014-2020. A firma del Consigliere: Pestelli
2150 - Interrogazione a risposta scritta sulle misure da adottare per garantire la continuità assistenziale del servizio di pediatria nell'Appennino Bolognese, all'indomani del pensionamento del medico pediatra del distretto. A firma del Consigliere: Evangelisti
2151 - Interrogazione a risposta scritta su irregolarità negli abbattimenti sanitari per influenza aviaria e sull'eventuale avvio di verifiche da parte dei Servizi Veterinari delle AUSL competenti sugli allevamenti e sulle operazioni di abbattimento, a seguito dell'inchiesta giornalistica di Report del 1° febbraio 2026. A firma del Consigliere: Burani
2153 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai costi di funzionamento e al ricorso a consulenze esterne di Art-ER S.C.P.A., nonché alla valutazione dei risultati e dell'efficacia dell'azione della società. A firma del Consigliere: Bocchi
2154 - Interrogazione a risposta orale in commissione sull'adozione della disciplina transitoria regionale e linee guida operative ai Comuni a seguito dei chiarimenti dell'Autorità di Bacino sul PAI e sul PGRA. A firma del Consigliere: Castaldini
2156 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali informazioni ufficiali siano state trasmesse alla Regione in merito alla decisione di trasferire la sede dell'Agenzia ItaliaMeteo e quali siano le motivazioni formali addotte dal Governo. A firma dei Consiglieri: Bosi, Lembi, Ancarani, Lucchi, Parma, Quintavalla, Massari, Critelli, Carletti, Calvano, Valbonesi, Ferrari, Sabattini, Fornili, Proni, Arduini, Costi, Zappaterra, Castellari, Gordini, Burani, Albasi, Lori, Muzzarelli
2157 - Interrogazione a risposta scritta sulla crisi del comparto della meccanica modenese, con particolare riguardo alle misure da adottare al fine di tutelare i livelli occupazionali e ridurre il ricorso agli ammortizzatori sociali. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2158 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla crisi del Gruppo Realco, alla richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna e alle iniziative della Regione Emilia-Romagna a tutela dell'occupazione. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2159 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle comunicazioni mail inviate dai sindacati ai dipendenti della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
2160 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla dismissione della linea ferroviaria Dogato-Portomaggiore. A firma del Consigliere: Gianella
2161 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda attivarsi nei confronti della Città Metropolitana di Bologna, affinché venga modificato il progetto che prevede il passaggio di una pista ciclabile all'interno dell'area scolastica del liceo Sabin, privilegiando soluzioni alternative che non compromettano la sicurezza dell'istituto. A firma del Consigliere: Mastacchi
2162 - Interrogazione a risposta orale in Commissione per conoscere la situazione aggiornata della raccolta di plasma in Emilia-Romagna e del contributo regionale al percorso di autosufficienza nazionale dei medicinali plasmaderivati. A firma del Consigliere: Marcello
2163 - Interrogazione a risposta scritta sulle iniziative adottate dalla Giunta relativamente alla crisi aziendale della Goldoni Keestrack di Migliarina di Carpi (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2165 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul quadro regionale delle strutture che utilizzano Lipobank e le convenzioni attive o in fase di attivazione tra gli Enti del SSR. A firma del Consigliere: Muzzarelli, Castellari
2167 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'aggiornamento del P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico), per la prevenzione delle alluvioni, con particolare riguardo alla gestione delle aree per la tracimazione controllata. A firma del Consigliere: Evangelisti, Tagliaferri, Ferrero
2169 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla frana che ha determinato la chiusura della strada comunale tra il borgo di Celleri e la località Case Brobbi, in provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2171 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'Ospedale di Comunità (OSCO) in fase di realizzazione a San Pietro in Casale, nel Distretto Pianura est, con particolare riguardo alla dotazione di posti letto prevista. A firma del Consigliere: Castaldini
2172 - Interrogazione a risposta scritta in merito agli impatti applicativi della recente variante al PAI/PGRA nei territori della provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2173 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), ovvero nuove forme organizzative della medicina primaria in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Fiazza
2175 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'opportunità di definire un quadro normativo e procedurale omogeneo relativo all'accesso, durante i trasporti sanitari, dei cani guida che accompagnano persone non vedenti o ipovedenti. A firma del Consigliere: Mastacchi
2176 - Interrogazione a risposta orale in commissione relativa all'accessibilità degli eventi dal vivo e alle garanzie di pari accesso per le persone con disabilità in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Marcello
2177 - Interrogazione a risposta scritta in merito al mancato svolgimento della presentazione di un libro, evento patrocinato dal comune di Bologna, a seguito di una contestazione. A firma del Consigliere: Evangelisti
2179 - Interrogazione a risposta scritta circa l'ammontare dei ticket sanitari non riscossi in Emilia-Romagna, i relativi costi di recupero e le eventuali misure al vaglio per rafforzare controlli e tracciabilità dei pagamenti. A firma del Consigliere: Bocchi, Tagliaferri
2180 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle iniziative della Regione per contrastare il calo delle iscrizioni nelle scuole dell'infanzia nei comuni montani e nelle aree interne dell'Emilia-Romagna e garantire la continuità dei servizi educativi 0-6 anni. A firma dei Consiglieri: Carletti, Fornili, Arduini, Castellari, Albasi, Costa, Zappaterra, Lori, Proni, Sabattini, Gordini, Bosi, Quintavalla, Muzzarelli, Parma, Ancarani, Massari
2181 - Interrogazione a risposta scritta sull'impatto economico, demografico e sociale dell'immigrazione sul sistema regionale emiliano-romagnolo. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2185 - Interrogazione a risposta scritta in merito al percorso di attivazione del servizio di dialisi presso la Casa della Comunità di Zocca. A firma del Consigliere: Muzzarelli
2189 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla rotazione del personale infermieristico nel servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) dell'AUSL di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2191 - Interrogazione a risposta scritta relativa alle politiche regionali per l'inclusione sociale e il superamento della marginalità delle comunità Rom e Sinti, con particolare riferimento alla situazione di un campo nomadi che si trova a Modena. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2192 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'esposizione della bandiera palestinese sulla facciata del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2193 - Interrogazione a risposta scritta sull'attuale stato giuridico, urbanistico e amministrativo dell'area delle ex Fonderie Riunite, a Modena. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
2194 - Interrogazione a risposta scritta sull'attuale programmazione regionale in materia di difesa della costa, alla luce delle criticità diffuse lungo l'intero litorale adriatico. A firma dei Consiglieri: Vignali, Castaldini
2195 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di conduzione del negoziato per l'Accordo Integrativo Regionale della Medicina Generale. A firma del Consigliere: Vignali
2197 - Interrogazione a risposta scritta sugli attuali sviluppi della crisi del Gruppo Realco e sulle misure da attuare a salvaguardia delle garanzie occupazionali per l'intero sistema che ruota attorno al gruppo, comprese le aziende in appalto. A firma del Consigliere: Fiazza
2198 - Interrogazione a risposta scritta sui nuovi farmaci per il trattamento del diabete di tipo 2 e sui criteri di rimborsabilità previsti dalla Nota 100 dell'AIFA. A firma del Consigliere: Marcello
2199 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle attività svolte dalla struttura denominata "Casa Bettola" nel Comune di Reggio Emilia. A firma dei Consiglieri: Aragona, Evangelisti, Pulitanò
2200 - Interrogazione a risposta scritta in merito al progetto di costituzione di una azienda unica regionale del trasporto pubblico locale e sulle possibili ricadute sul sistema del TPL nella provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
2201 - Interrogazione a risposta scritta sui nuovi titoli di viaggio Tper a Bologna. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
2202 - Interrogazione a risposta scritta in merito al progetto di quadruplicamento ferroviario, con particolare riguardo ad un nuovo tracciato, mai ufficializzato pubblicamente. A firma del Consigliere: Mastacchi
2203 - Interrogazione a risposta scritta sulla carenza di mezzi di soccorso 118 medicalizzati, in provincia di Ravenna. A firma del Consigliere: Vignali
2205 - Interrogazione a risposta scritta sulla carenza di automediche e mezzi di soccorso avanzato, con infermieri a bordo, nella provincia di Piacenza e sul tasso di ritardi degli interventi nell'Appennino piacentino. A firma del Consigliere: Vignali
2206 - Interrogazione a risposta scritta circa la partecipazione del comune di Modena a esperienze di "scuole aperte", per favorire la promozione del successo formativo e il contrasto alle povertà educative, tramite l'adesione all'avviso di cui alla DGR 1239/2025. A firma del Consigliere: Pulitanò
2208 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione di criticità presso la sede della FedEx, a Modena, dove, secondo notizie di stampa, una protesta ha paralizzato le attività per diversi giorni. A firma del Consigliere: Pulitanò
2209 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'arresto di un medico e al monitoraggio dell'attività libero-professionale intramoenia nelle Aziende sanitarie regionali. A firma dei Consiglieri: Carletti, Costa, Arduini, Fornili
2210 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali azioni si intendano intraprendere per rappresentare al Governo le ragioni del territorio, affinché venga rivalutata la decisione di trasferire l'Agenzia ItaliaMeteo da Bologna. A firma della Consigliera: Lembi
2211 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla liquidazione delle domande già complete di rendicontazione delle spese relative al "Bando per l'acquisto di dispositivi di protezione delle abitazioni finalizzati a prevenire o mitigare gli effetti di eventi alluvionali". A firma del Consigliere: Ugolini
2212 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul possibile trasferimento della Casa della Salute del quartiere Pablo di Parma presso il Padiglione Cattani dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Fiazza
2213 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla cooperazione internazionale in Burundi, in particolare sui relativi progetti finanziati con risorse regionali. A firma del Consigliere: Bocchi
2214 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se la Giunta regionale intenda proseguire nel percorso di revisione e aggiornamento del modello dei Centri di Assistenza e Urgenza (CAU) , valorizzando i risultati conseguiti in termini di rafforzamento della prossimità e in coerenza con una visione unitaria della rete territoriale come delineata dal D.M. n. 77/2022. A firma del Consigliere: Gordini
2215 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa presunti episodi di esposizione di giudizi politici nei confronti del Governo, presso l'Istituto Russell di Guastalla (RE). A firma del Consigliere: Aragona
2216 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul diritto allo studio universitario e sulla sostenibilità del sistema delle borse di studio in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Castaldini
2217 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula su irregolarità negli abbattimenti sanitari per influenza aviaria e sull'eventuale avvio di verifiche, da parte dei Servizi Veterinari delle AUSL competenti, sugli allevamenti e sulle operazioni di abbattimento, a seguito dell'inchiesta giornalistica di Report del 1° febbraio 2026. A firma del Consigliere: Burani
2218 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere quali siano gli interventi che la Giunta regionale ha adottato per garantire ai cittadini un accesso equo e adeguato alle prestazioni sanitarie e per superare le criticità legate ai tempi delle liste d'attesa. A firma del Consigliere: Casadei
INTERPELLANZE
2126 - Interpellanza in merito all'indennità di Pronto Soccorso prevista dal CCNL del comparto sanità e alle misure che è necessario adottare per la sostenibilità del lavoro infermieristico nei Dipartimenti di Emergenza. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
2129 - Interpellanza per sapere quali azioni la Giunta intenda intraprendere nei confronti del Governo, allo scopo di evitare lo sradicamento dell'Agenzia nazionale per la Meteorologia e Climatologia ItaliaMeteo dall'ecosistema scientifico e tecnologico del Dama Tecnopolo di Bologna. A firma dei Consiglieri: Larghetti, Burani, Massari, Lori, Gordini, Costi, Arduini, Albasi, Sabattini, Fornili, Quintavalla, Bosi, Proni, Zappaterra, Castellari, Lembi, Carletti, Muzzarelli
2174 - Interpellanza relativa alle azioni di verifica e controllo necessarie per far fronte al fenomeno dello sfruttamento del lavoro agricolo nelle campagne modenesi. A firma dei Consiglieri: Trande, Larghetti
2186 - Interpellanza relativa alle criticità segnalate sulla linea ferroviaria Porrettana e alle misure da adottare al fine di garantire la continuità del servizio. A firma del Consigliere: Evangelisti
2187 - Interpellanza in merito al riparto e ai criteri di differenziazione dell'indennità di Pronto Soccorso, con particolare riferimento alla valorizzazione del personale infermieristico dell'Area dei Professionisti della Salute e alla delimitazione dell'ambito applicativo ai servizi di emergenza-urgenza. A firma dei Consiglieri: Donini, Daffadà, Lori, Sabattini, Costa, Albasi, Castellari, Parma, Costi, Proni, Carletti, Arduini, Massari, Bosi, Zappaterra
2188 - Interpellanza relativa alle azioni da intraprendere affinché il comune di Loiano possa procedere rapidamente alla riduzione dei livelli di illuminamento, a tutela della Stazione Astronomica dell'INAF, che si trova poco distante dal centro abitato. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
2207 - Interpellanza per sapere quale sia lo stato attuale del progetto di costituzione dell'azienda unica regionale del trasporto pubblico locale. A firma del Consigliere: Pulitanò
RISOLUZIONI
2140 - Risoluzione circa le misure per la realizzazione di impianti di micro-biogas nelle aziende zootecniche regionali, in particolare attraverso la promozione degli studi di fattibilità. (23 02 26) A firma del Consigliere: Bocchi
2152 - Risoluzione per chiedere alla Giunta di farsi portavoce presso il Governo della necessità di modificare le norme vigenti affinché la visita medica necessaria ad accertare lo stato di salute della persona interessata alle procedure di trasferimento nei CPR sia considerata un atto di carattere esclusivamente clinico, senza attribuirle valenze autorizzative che non sono proprie della funzione medica. (24 02 26) A firma dei Consiglieri: Trande, Proni, Gordini, Arduini, Castellari, Bosi, Burani, Albasi, Carletti, Lori, Fornili
2155 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere una ferma opposizione a qualunque forma di cristianofobia e a promuovere iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sui fenomeni di intolleranza diffusa nei confronti dei cristiani. (24 02 26) A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
2164 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere al Governo di non partecipare al Board of Peace e di riconoscere lo Stato di Palestina. (25 02 26) A firma dei Consiglieri: Trande, Calvano, Casadei, Paldino, Larghetti, Proni, Castellari, Gordini, Massari, Costi, Bosi, Arduini, Carletti, Donini, Lori, Sabattini, Fornili, Parma, Quintavalla, Burani
2166 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad intraprendere tutte le iniziative idonee in sostegno dei lavoratori della Gaggio Tech S.r.l., proseguendo l'interlocuzione con il Governo nazionale e con i Ministeri competenti per la soluzione della vertenza in corso. (26 02 26) A firma del Consigliere: Evangelisti
2168 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi, per quanto di competenza, per verificare lo stato ambientale dell'area della discarica di Finale Emilia e a predisporre tutte le misure necessarie alla messa in sicurezza del sito. (26 02 26) A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
2170 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire il confronto col Governo per il rafforzamento dei CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) e per il coordinamento interistituzionale nell'ambito dell'apprendimento permanente. (26 02 26) A firma dei Consiglieri: Carletti, Costi, Ancarani, Fornili, Bosi, Castellari, Arduini, Parma, Proni, Lembi, Gordini, Lucchi, Costa, Calvano, Massari, Albasi, Lori, Sabattini, Muzzarelli
2178 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire e rafforzare, nell'ambito delle politiche familiari e sociali, l'approccio integrato già in essere, valorizzando un modello universalistico che affronta tutte le situazioni di fragilità economica e sociale senza distinzione settoriale, garantendo che anche quelle derivanti da separazione, divorzio o perdita del coniuge siano ricomprese negli strumenti ordinari di welfare. (02 03 26) A firma dei Consiglieri: Gordini, Parma, Paldino, Costi, Arduini, Donini, Albasi, Lori, Proni, Bosi, Fornili, Muzzarelli, Carletti, Castellari, Massari
2184 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere l'inserimento del completamento della ferrovia Ferrara-Mare, con specifico riferimento al tratto Ostellato-Porto Garibaldi, nel PRIT (Piano Regionale Integrato dei Trasporti) e negli strumenti di programmazione infrastrutturale della Regione Emilia-Romagna. (03 03 26) A firma del Consigliere: Gianella
2190 - Risoluzione per impegnare la Giunta a monitorare gli effetti del taglio statale al Fondo per la qualità dell'aria nella Pianura Padana e a farsi portavoce presso il Governo della richiesta di ripristinare integralmente le risorse, al fine di garantire la continuità delle misure regionali per il risanamento atmosferico, tutelare la salute pubblica ed evitare l'aggravarsi delle procedure di infrazione europea. (04 03 26) A firma dei Consiglieri: Lucchi, Donini, Calvano, Fornili, Daffadà, Albasi, Costi, Proni, Bosi, Carletti, Arduini, Parma, Quintavalla, Zappaterra, Ancarani, Castellari, Muzzarelli, Costa, Sabattini, Critelli, Lori, Valbonesi, Massari, Ferrari
2196 - Risoluzione per impegnare la Giunta in merito all'estensione dell'accesso e della pubblicazione dei referti nel Fascicolo Sanitario Elettronico ai medici specialisti privati esterni all'infrastruttura regionale SOLE/FSE e al SSN, al fine di garantire continuità clinica e semplificazione del percorso di cura. (04 03 26) A firma del Consigliere: Paldino
2204 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rappresentare al Governo e al Parlamento la necessità di modificare lo schema di decreto relativo al nuovo Organismo per la parità, garantendo il mantenimento di una articolazione territoriale stabile e il rafforzamento delle funzioni delle Consigliere e dei Consiglieri di parità. A firma dei Consiglieri: Proni, Zappaterra, Lembi, Calvano, Castellari, Ancarani, Sabattini, Quintavalla, Petitti, Lucchi, Arduini, Massari, Parma, Fornili, Costi, Carletti, Lori, Costa, Albasi, Bosi
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.
1635 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure a tutela dei passeggeri e dei controllori del trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna, alla luce dei recenti episodi di violenza perpetrati da passeggeri sprovvisti di titoli di viaggio. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1639 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda adottare strumenti finanziari, anche con l'utilizzo dei fondi europei, per il sostegno delle farmacie che non rientrano nella categoria di farmacie rurali. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1643 - Interrogazione a risposta scritta in merito al Sistema avanzato per l'eliminazione dell'angolo cieco nei mezzi pesanti, per individuare risorse necessarie ad incentivare l'acquisto e il montaggio di kit per i mezzi che ad oggi non ne sono ancora dotati. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1653 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure adottate dai gestori SETA e TEP a tutela del personale addetto alla verifica dei titoli di viaggio. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Bocchi
1655 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla riduzione delle sedute operatorie presso l'Ospedale Rizzoli di Bologna, con riferimento anche alla risposta data alla precedente interrogazione n. 1350/2025. A firma del Consigliere: Evangelisti
1668 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla nomina del nuovo Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi
1669 - Interrogazione a risposta scritta inerente alla profilassi preventiva anti-Hiv che, secondo notizie di stampa, non sarà più disponibile per chi non è residente nella regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1672 - Interrogazione a risposta scritta in merito a un incidente mortale, avvenuto lo scorso 2 dicembre, sulla Sp 610 Montanara. A firma del Consigliere: Evangelisti
1673 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'applicazione sul territorio regionale del modello DAMA, progetto dedicato all'accoglienza, assistenza e presa in carico ospedaliera di persone con gravi disabilità. A firma del Consigliere: Fiazza
1674 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'effettivo fabbisogno regionale di medici di medicina generale e agli effetti delle recenti modifiche contrattuali (RUAP) sulla sostenibilità della professione e sulla capacità di attrarre nuovi professionisti. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1679 - Interrogazione a risposta scritta sulla strategia regionale per gli aeroporti minori di Forlì e Parma, alla luce delle criticità emerse in materia di sicurezza, sostenibilità ambientale, condizioni economiche e trasparenza nella scelta dei vettori. A firma del Consigliere: Burani
1683 - Interrogazione a risposta scritta sulla dotazione di posti letto e di personale nel reparto di Pneumologia/UTIR dell'ospedale di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1692 - Interrogazione a risposta scritta sulle criticità normative e di governance relative al progetto di creazione dell'azienda unica regionale del Trasporto Pubblico Locale. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1695 - Interrogazione a risposta scritta in merito a criticità riscontrate nelle liste di attesa del sistema sanitario della provincia di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Aragona
1696 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure urgenti da attivare per arginare la diffusione della PSA, a seguito del recente ritrovamento di due cinghiali positivi al virus nel territorio di Villa Minozzo (RE). A firma dei Consiglieri: Aragona, Tagliaferri
1698 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una presunta attività illecita di smaltimento di rifiuti e inquinamento ambientale che, dal 2016, interesserebbe un'area della Bassa Reggiana, nei pressi di Brescello. A firma del Consigliere: Fiazza
1706 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla progressiva riduzione dei cassonetti per i rifiuti urbani, nella zona "Piccolo Paradiso" di Marzabotto (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1707 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una presunta attività illecita di smaltimento di rifiuti in un'area industriale della Bassa reggiana. A firma dei Consiglieri: Costa, Fornili, Arduini, Carletti
1721 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'iter di approvazione riguardante il Polo logistico di San Pietro in Casale (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1728 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla gestione della mobilità sanitaria interregionale, con particolare riguardo alla richiesta avanzata dalla Regione Toscana di restituzione di circa 50 milioni di euro per prestazioni sanitarie erogate presso strutture private accreditate dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1730 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla realizzazione di un impianto agrivoltaico, nei comuni di Calderara di Reno e Anzola dell'Emilia, in provincia di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti
1731 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di ripristino dell'ufficio postale di Roveleto di Cadeo (PC) e per definire, d'intesa con Poste Italiane, standard temporali minimi di riattivazione del servizio postale, in caso di eventi criminosi o danneggiamenti. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1732 - Interrogazione a risposta scritta circa le criticità riguardanti l'accessibilità ai servizi sanitari nella provincia di Piacenza, con particolare riferimento al funzionamento dei consultori familiari, al recupero dei ticket sanitari non riscossi e alle ricadute delle modifiche del trasporto pubblico locale sull'accesso ai servizi. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1733 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure necessarie per garantire il rafforzamento del servizio di Neuropsichiatria Infantile di Bologna. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
1742 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle modalità con cui vengono svolte le attività di scavo, carico e scarico della terra di escavazione nell'area di cantiere della Linea Verde dell'ultimo tratto di via dei Mille, a Bologna, con particolare riguardo all'esposizione dei residenti alle polveri generate da queste attività. A firma dei Consiglieri: Sassone, Evangelisti
1744 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'iter autorizzativo di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (biometano), nel comune di Lagosanto (FE). A firma dei Consiglieri: Fiazza, Gianella
1748 - Interrogazione a risposta scritta circa le prestazioni sanitarie erogate agli stranieri temporaneamente presenti sul territorio. A firma del Consigliere: Fiazza
1755 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga opportuno intervenire per ripristinare l'alimentazione della fontana pubblica, sita a Cereglio, frazione del comune di Vergato (BO), con le acque minerali della fonte "Cerelia". A firma del Consigliere: Mastacchi
1756 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'assegnazione di cariche presso TPER S.p.A. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Evangelisti, Sassone, Aragona, Tagliaferri, Arletti
1837 - Interrogazione a risposta scritta in merito a criticità rilevate nella gestione dell'attività libero-professionale intramoenia (ALPI) e delle liste d'attesa dell'Azienda USL di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1844 - Interrogazione a risposta scritta sulle criticità riguardanti i lavori di riparazione dell'argine sinistro del fiume Lamone in località Boncellino. A firma del Consigliere: Vignali
1845 - Interrogazione a risposta scritta sulle criticità di gestione del Servizio 118 nei presidi ospedalieri di Porretta Terme (Bo) e Vergato (Bo). A firma del Consigliere: Evangelisti
1847 - Interrogazione a risposta scritta sulla frana che si è recentemente verificata sulla sp 15 "Bordona" nel tratto iniziale che scende verso Castel del Rio (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti
1852 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'attuazione del Piano Nazionale di Sorveglianza ed Eradicazione della Peste Suina Africana (PSA) 2025-2027 in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1854 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura del negozio Benetton-Sisley di Modena ed il passaggio di gestione a Terranova-Teddy in relazione alla salvaguardia dei posti di lavoro. A firma del Consigliere: Trande
1857 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'attuazione in Emilia-Romagna del Piano Nazionale di Sorveglianza ed Eradicazione della Peste Suina Africana (PSA) 2025-2027. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1865 - Interrogazione a risposta scritta in merito al piano neve/ghiaccio attivato nella giornata del 6 gennaio scorso a Bologna e provincia. A firma del Consigliere: Evangelisti
1879 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi medi reali di sostituzione delle carrozzine elettriche in Emilia-Romagna, con particolare riguardo alla compatibilità di tali tempi con la tutela dell'autonomia personale. A firma del Consigliere: Evangelisti
1880 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quante assunzioni di personale sanitario e sociosanitario a tempo indeterminato sono previste, a livello regionale, per attivare il modello di "sanità di prossimità" del Piano Strategico Metropolitano Bologna 2050. A firma del Consigliere: Evangelisti
1888 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura delle liste d'attesa per prestazioni sanitarie e all'adozione di pratiche che alterano la rappresentazione reale dei tempi d'attesa e del numero effettivo di cittadini in attesa di prestazioni. A firma del Consigliere: Vignali
1889 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai tempi di attesa per il trasferimento dei pazienti dal Pronto Soccorso dell'Ospedale di Cona (FE) nei reparti di degenza e alle misure da adottare per potenziare la rete ospedaliera della provincia di Ferrara, al fine di distribuire in modo più equilibrato il carico assistenziale. A firma del Consigliere: Gianella
1890 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla rottura di una tubazione nella scuola dell'Infanzia "Pambera", a Imola (BO) e alle conseguenti perdite delle acque di scarico, con particolare riguardo alle attuali condizioni igieniche e di sicurezza e ad eventuali rischi per la salute dei bambini. A firma del Consigliere: Evangelisti
1891 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai malfunzionamenti degli impianti di riscaldamento, segnalati nelle aule prefabbricate che ospitano diverse classi di due istituti superiori di Imola e ai conseguenti disagi per studenti e personale docente. A firma del Consigliere: Evangelisti
1892 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta ritenga di supportare la creazione di un Tavolo istituzionale, che comprenda tutte le Istituzioni a vario titolo competenti, al fine di definire una strategia efficace e di lungo corso per il ripristino e la conservazione della Pineta di Volano. A firma dei Consiglieri: Calvano, Castellari, Lori, Bosi, Proni, Albasi, Donini
1897 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali siano nel dettaglio gli interventi tecnologici e strutturali presso l'Ospedale "Ramazzini" di Carpi (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
1900 - Interrogazione a risposta scritta in merito a una situazione di disagio abitativo, segnalata da notizie di stampa, presso le case di edilizia residenziale pubblica gestite da ACER, in via Tignale del Garda, a Modena. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
1911 - Interrogazione a risposta scritta in merito agli interventi eseguiti dopo il crollo dell'argine sinistro a monte del ponte ferroviario di Boncellino, avvenuto a seguito dell'alluvione del maggio 2023, con particolare riguardo alla sicurezza idraulica e alla tutela dell'incolumità pubblica. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
1913 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai tempi medi di risposta da parte della Direzione Generale dell'Ausl di Bologna per i casi segnalati di malasanità. A firma del Consigliere: Evangelisti
1917 - Interrogazione a risposta scritta inerente alla nota dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, relativa alla rilevazione di studenti di origine o cittadinanza palestinese. A firma dei Consiglieri: Trande, Larghetti, Burani, Gordini, Arduini, Lori, Sabattini, Bosi, Proni, Lembi
1920 - Interrogazione a risposta scritta riguardante il progressivo ridimensionamento dei servizi sanitari dell'Ospedale "Santa Maria" di Borgo Val di Taro, con particolare riguardo alla pediatria. A firma del Consigliere: Fiazza
1921 - Interrogazione a risposta scritta in merito al totem luminoso collocato in prossimità dell'accesso al Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Fiazza
1933 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali politiche e programmi regionali siano attualmente in vigore per rafforzare la sicurezza delle strutture sanitarie dell'Emilia-Romagna e la tutela del personale medico, paramedico e amministrativo. A firma del Consigliere: Bocchi
1934 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla circolazione del West Nile Virus e all'utilità di un quadro informativo sintetico e comparabile a livello provinciale. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1947 - Interrogazione a risposta scritta sulla carenza assoluta di medici di medicina generale che operano in sedi ambulatoriali a Palanzano (PR). A firma del Consigliere: Vignali
1953 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibile riduzione o esenzione del bollo auto per i mezzi storici detenuti da associazioni senza scopo di lucro. A firma del Consigliere: Gianella
1954 - Interrogazione a risposta scritta sulla richiesta del Ministero dell'Istruzione e del Merito finalizzata alla rilevazione del numero di studentesse e studenti di origine o provenienza palestinese presenti nelle scuole italiane. A firma dei Consiglieri: Lembi, Castellari, Lori, Arduini, Gordini
1955 - Interrogazione a risposta scritta sulla prevenzione, controllo e repressione dei reati predatori e dello spaccio a Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1959 - Interrogazione a risposta scritta sul Temporary Manager del Nuovo Circondario Imolese. A firma del Consigliere: Evangelisti
1963 - Interrogazione a risposta scritta sulle liste di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici presso le strutture sanitarie pubbliche della regione. A firma del Consigliere: Evangelisti
1965 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla frana in località Cisone, nel comune di Tizzano Val Parma, in particolare per conoscere lo stato attuale del monitoraggio geologico e strutturale del versante in località Cisone e i dati più recenti relativi alla velocità di scivolamento del fronte franoso, dopo i nuovi cedimenti registrati a fine 2025. A firma del Consigliere: Fiazza
1967 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai ticket non pagati per prestazioni ospedaliere nella provincia di Reggio Emilia. A firma dei Consiglieri: Aragona, Evangelisti
1968 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali siano i risultati complessivi, dal 2023 al 2025, in Emilia-Romagna, relativi alla formazione continua finanziata tramite Fondi interprofessionali. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Tagliaferri
1986 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla costruzione della nuova succursale del Liceo Sabin, a Bologna. A firma del Consigliere: Sassone
2012 - Interrogazione a risposta scritta relativa allo stato di avanzamento del cantiere per la costruzione della nuova scuola secondaria di primo grado "R. Montecuccoli" di Pavullo nel Frignano (MO). A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti
2014 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle misure da adottare per garantire la tutela degli autisti di taxi e NCC e la sicurezza del servizio, alla luce della recente aggressione di un operatore NCC, avvenuta a Bologna. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini
In data 16 febbraio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche economiche”, alla interrogazione oggetto:
2058 - Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito alla chiusura del sito di Reggio Emilia dell'Industria Chimica Reggiana (I.C.R.) e alle misure per affrontare la crisi occupazionale dei lavoratori coinvolti. A firma dei Consiglieri: Carletti, Fornili, Arduini, Costa, Castellari, Costi
In data 19 febbraio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Per la parità e per i diritti delle persone e Cultura”, alla interrogazione oggetto:
1988 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la proprietà dell'opera denominata "Zanardi equestre". A firma del Consigliere: Ugolini
In data 26 febbraio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”, alla interrogazione oggetto:
1875 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa i corsi o progetti di educazione affettiva e relazionale attivati nelle scuole emiliano-romagnole, con particolare riguardo al coinvolgimento delle famiglie. A firma del Consigliere: Marcello
In data 3 marzo 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti:
1200 - Interrogazione a risposta orale in commissione per conoscere la situazione aggiornata dei tempi di attesa per visite ed esami e della dotazione di personale sanitario presso l'AUSL di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri
1886 - Interrogazione a risposta orale in commissione relativa al trasferimento del laboratorio di diagnostica predittiva e molecolare dell'IRST "Dino Amadori" di Meldola presso la struttura di Pievesestina. A firma del Consigliere: Pestelli
La Giunta regionale, ai sensi dell’art. 118 comma 1 del Regolamento interno, non intende rispondere all’interrogazione sotto riportata ritenendone il contenuto estraneo ai propri compiti d’istituto:
2192 - Interrogazione a risposta scritta relativa all'esposizione della bandiera palestinese sulla facciata del Teatro Dadà di Castelfranco Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò
Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 13/02/2026 al 26/02/2026
DPGR n. 9 del 20/02/2026
Nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione dell’Ipab “Asilo d’Infanzia Maria Ceccarini” con sede a Riccione (RN), per sostituzione di un consigliere dimissionario
DPGR n. 12 del 25/02/2026
Nomina di un componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione M.I.C. – Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Onlus
(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 4 prot. PG/2026/8159 del 9 marzo 2026)
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I PRESIDENTI |
I SEGRETARI |
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Fabbri - Tagliaferri |
Pestelli - Trande |