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91.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 9 GIUGNO 2026

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI

 

INDI DEL PRESIDENTE FABBRI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile nel sito dell’Assemblea

 

PRESIDENTE (Lori)

 

OGGETTO 2668

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere l'andamento dell'occupazione stagionale giovanile nei comparti turistico-ricettivi, della ristorazione, delle attività di raccolta e nelle altre lavorazioni agricole stagionali. A firma dei Consiglieri: Lucchi, Parma, Castellari

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

LUCCHI (PD)

PAGLIA, assessore

LUCCHI (PD)

 

OGGETTO 2664

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla progettazione esecutiva dei nuovi ponti ferroviari di Sant'Agata sul Santerno e di Boncellino. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

MASTACCHI (RC)

RONTINI, sottosegretaria

MASTACCHI (RC)

 

OGGETTO 2669

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito a un episodio di violenza occorso a Parma lo scorso 4 giugno. A firma del Consigliere: Fiazza

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

FIAZZA (LEGA)

RONTINI, sottosegretaria

FIAZZA (LEGA)

 

OGGETTO 2665

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'intervento edilizio autorizzato in località Costa Chiappona nel Comune di Gazzola in provincia di Piacenza che prevede la realizzazione di un nuovo complesso residenziale. A firma del Consigliere: Burani

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

BURANI (AVS)

PRIOLO, assessora

BURANI (AVS)

 

OGGETTO 2672

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla recente aggressione a un autista di Seta nel territorio modenese e alle iniziative per rafforzare la sicurezza nel trasporto pubblico locale. A firma del Consigliere: Paldino

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

PALDINO (CdP)

PRIOLO, assessora

PALDINO (CdP)

 

OGGETTO 2673

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'aumento dei quantitativi e delle tipologie di rifiuti trattabili presso il termovalorizzatore di Forlì. A firma dei Consiglieri: Casadei, Ancarani, Valbonesi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Lori)

CASADEI (M5S)

PRESIDENTE (Tagliaferri)

PRIOLO, assessora

PRESIDENTE (Fabbri)

CASADEI (M5S)

 

OGGETTO 2667

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle politiche regionali sul calendario scolastico e sulle conseguenze organizzative, educative e familiari nel sistema dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Marcello

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

MARCELLO (FdI)

CONTI, assessora

MARCELLO (FdI)

 

OGGETTO 2670

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al sostegno economico alle famiglie affidatarie e alla possibile estensione regionale del modello adottato dalla Provincia di Modena. A firma del Consigliere: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

CASTALDINI (FI)

CONTI, assessora

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 2671

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula riguardante un'iniziativa che avrebbe coinvolto bambini delle scuole primarie di Modena in attività e messaggi riconducibili alla causa palestinese. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Fabbri)

ARLETTI (FdI)

CONTI, assessora

ARLETTI (FdI)

 

OGGETTO 2575

Proposta recante: "Rendiconto dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2025". (42)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Fabbri)

ZAPPATERRA (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

CASTELLARI (PD)

BOCCHI (FdI)

ZAPPATERRA (PD)

BOCCHI (FdI)

PESTELLI (FdI)

ZAPPATERRA (PD)

TRANDE (AVS)

FIAZZA (LEGA)

CASTALDINI (FI)

CASADEI (M5S)

UGOLINI (RC)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

OGGETTO 2430

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24 (Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo) per incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e qualificare l'Osservatorio regionale del sistema abitativo".

PRESIDENTE (Fabbri)

CALVANO (PD)

PRESIDENTE (Fabbri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE LORI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,47

 

PRESIDENTE (Lori): Buongiorno. Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 91 del 9 giugno 2026. È computato come presente, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell'artico 65 comma 2 del regolamento, il presidente della Giunta de Pascale, assente per motivi istituzionali. Ha giustificato la propria assenza il vicepresidente della Giunta Colla, gli assessori Fabi, Frisoni, Mazzoni. Le altre informazioni prescritte dall'articolo 68 del regolamento interno sono già state inviate a tutti i consiglieri e pertanto le do per lette.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 2668

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere l'andamento dell'occupazione stagionale giovanile nei comparti turistico-ricettivi, della ristorazione, delle attività di raccolta e nelle altre lavorazioni agricole stagionali. A firma dei Consiglieri: Lucchi, Parma, Castellari

 

PRESIDENTE (Lori): Iniziamo i nostri lavori dallo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ricordo il procedimento che prevede l'illustrazione e la replica da parte del consigliere interrogante per complessivi sei minuti e la risposta da parte della giunta con disponibilità di tre minuti. Apriamo con l'interrogazione di attualità a risposta immediata in aula numero 2668. Questa interrogazione riguarda la volontà di conoscere l'andamento dell'occupazione stagionale giovanile nei comparti turistico-ricettivi, della ristorazione, delle attività di raccolta e nelle altre lavorazioni agricole stagionali. A prima firma della consigliera Lucchi. Prego, per l'illustrazione dell'interrogazione.

 

LUCCHI: Grazie presidente. Buongiorno. Buongiorno assessore. Questa interrogazione riguarda il tema del lavoro stagionale giovanile. In tutto il territorio regionale, ma in Romagna, in maniera particolare, sia il comparto turistico che il comparto agricolo e agroalimentare rivestono un settore di grande interesse su questo fenomeno.

 Penso che tutti noi da ragazzine abbiamo sperimentato il lavoro stagionale e, con la chiusura delle scuole, sabato scorso, si apra una stagione in cui il lavoro stagionale dei giovani rappresenta, da un lato, un punto di vista formativo per i ragazzi e, dall'altro, un supporto reale alle imprese e agli imprenditori sia turistici che agricoli e agroalimentari.

Negli anni la regione ha lavorato tanto su questo aspetto; lo strumento dell'apprendistato è stato ed è uno strumento ancora oggi attuale e di supporto in questo comparto, quindi, la mia domanda è di capire come ci stiamo muovendo, qual è l'indicazione della Regione Emilia-Romagna su questo aspetto e come affrontare al meglio assieme l'avvio della stagione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola all'assessore Paglia per la risposta.

 

PAGLIA, assessore: Grazie consigliera Lucchi. Credo che il tema che lei ha posto sia di grande interesse per l'aula, ma per tutti noi, dato che, come sottolineava, stiamo parlando di settori che, pur avendo un carattere di stagionalità, rappresentano una parte significativa dell'economia della nostra regione. Penso sia al settore turistico, in particolar modo sulla costa, ma anche quello agricolo, ovvero appunto quelli più caratterizzati da elementi diciamo di stagionalità.

Devo dire che i dati contenuti nell'archivio SILER, ovvero l'archivio in cui la Regione Emilia-Romagna, attraverso l'Agenzia per il Lavoro, registra tutti i contratti in entrata e in uscita nell'arco dell'anno, quindi, assunzioni e licenziamenti, ovviamente, è relativa anche a tutti i rapporti di lavoro stagionale, quindi, sia agricoltura che turismo che ricettività, tuttavia, non è in grado in assenza di un elemento di analisi aggiuntiva, di darci da questo punto di vista dei dati abbastanza approfonditi, nel senso che, chiaramente, registrando lavori che iniziano e finiscono per loro natura all'interno della stagione, il saldo per loro natura è zero, cioè, tutti quelli che vengono attivati durante l'anno, poi vengono anche cessati. Parliamo, inoltre, del settore in cui sulla stessa persona possono essere anche attivati una pluralità di contratti, ci sono ragazze e ragazzi o anche, di questi tempi, persone meno giovani, ma che quando lavorano in un ambito con alto tasso di stagionalità possono avere più attivazioni e più cessazioni anche nell'arco del mese, non solo nell'arco dell'anno. Questo significa che da parte dell'Agenzia per il Lavoro c'è assolutamente la disponibilità a fornire all'Assemblea e a lei, in particolar modo, tutti quelli che possono essere i dati a questo punto estratti, analizzati e in grado di dare una rappresentazione efficace di quello che è il mercato del lavoro in questi settori. Tuttavia, non sono riusciti a farlo nel tempo che passa da quando viene depositato un question time e quando ci presentiamo in aula. Quindi, da questo punto di vista, abbiamo attivato tuttavia gli uffici per poter fare questo lavoro di estrazione e poi anche di analisi e quindi di ricostruzione di quello che è il mercato, credo che quando li avremo sarà un elemento di interesse per tutti, di cui potremo discutere qui o in commissione, insomma, a seconda di quale può essere l'ambito più adatto.

Per quanto riguarda invece le iniziative che la Regione Emilia-Romagna attiva in campo di qualità del lavoro e sicurezza, in particolar modo rivolto ai più giovani, io richiamerei qui un protocollo d'intesa che la regione, attraverso l'Agenzia regionale per il Lavoro, ha stipulato insieme a Camera di Commercio, organizzazioni sindacali e confederali, Inail, Ausl Romagna, ispettorato del lavoro e comune di Rimini, in particolar modo sul territorio del comune di Rimini, un protocollo denominato “Lavoro e sicurezza sul lavoro” che interviene all'interno dei percorsi formativi dei ragazzi delle scuole secondarie e di secondo grado e prova ad attivare percorsi specifici che, all'interno delle aule scolastiche, portino esperienze e formazione in campo di sicurezza, in campo di legalità, in campo di applicazione dei contratti, diritti del lavoro. Sono quattro ore di formazione sulla legalità, quattro ore di lavoro sulla sicurezza. Lo scorso anno, per ogni istituto hanno partecipato circa cento studenti sul territorio riminese.

Attualmente è stato attivato un protocollo analogo anche sul territorio di Forlì-Cesena, quindi, in questo caso provinciale, e un po’ alla volta, anzi, spero il più rapidamente possibile, vorremmo estenderlo chiaramente a tutto il territorio dell'Emilia-Romagna, andando anche incontro a quello che è una richiesta effettiva che arriva dalle ragazze e dai ragazzi che più volte si sottolineano come il fatto di entrare nel mondo del lavoro, avendo già avuto formazione specifica in grado di far conoscere il funzionamento di una busta paga, il funzionamento di un contratto di lavoro, le norme in materia di sicurezza, i loro diritti, ovviamente, è una cosa che interessa a tutte e tutti e su cui vogliamo lavorare.

Naturalmente poi esiste un tema più generale di intrattenimento o, comunque, di offerta di un lavoro adeguato, in particolare modo alle ragazze e ragazzi, nel lavoro stagionale che è tutto da costruire da un certo punto di vista, cioè, noi siamo in una fase ormai lunga di cambiamento molto intenso di quello che è il mercato del lavoro che oggi come oggi si è aperto. La forza - tra virgolette - dell'offerta di lavoro stagionale era quello di rivolgersi normalmente a ragazze e ragazzi o comunque lavoratrici e lavoratori che avevano nel proprio bacino territoriale di riferimento in qualche modo l'ambito massimo di ricerca. Oggi non è più così. Oggi, anche sul lavoro stagionale, sia per chi dall'estero cerchi opportunità di lavoro o per chi già sul territorio faccia la stessa cosa, quantomeno, c'è il mondo dell'intera Unione Europea che gli si apre davanti e, di conseguenza, questo significa la necessità di fare passi importanti nella direzione del rispetto dei contratti, della corresponsione di salari adeguati, di un intervento sui tempi di lavoro e, quindi, anche sul rapporto fra tempo libero e tempo di lavoro. Insomma, tutte cose su cui credo dobbiamo rapidamente attrezzarci; dei passi si fanno in avanti; io penso che le imprese debbano farlo perché credo sia un pezzo importante di quella carenza di incrocio tra domanda e offerta di cui in questo momento si parla molto, come tutti gli anni, e che è un fatto vero, c'è effettivamente probabilmente più domanda che offerta, ma bisogna anche comprendere come quella che è l'offerta e le caratteristiche dell'offerta sul nostro territorio vadano a combinarsi con quelle anche di altri paesi europei, come minimo, che forse in questo momento possono apparire più competitivi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola alla consigliera Lucchi per la replica.

 

LUCCHI: Grazie assessore. Penso che sia importante l'approccio che la Regione Emilia-Romagna stia tenendo al tema, il tema del lavoro sicuro, il lavoro di qualità, il giusto bilanciamento degli orari e quindi è anche un'attenzione alla formazione. Il lavoro stagionale continua a essere uno degli aspetti caratterizzanti del nostro territorio nel periodo estivo per tanti motivi, che anche lei citava, e quindi credo che sia utile e necessario che continuiamo a mantenere alta l'attenzione, continuiamo a ritenere il lavoro stagionale come un pezzo fondamentale di supporto per le nostre imprese, ma anche di formazione e di tanti casi, prima occasione occupazionale dei ragazzi, quindi, va fatto sempre con grande attenzione alla sicurezza e alla qualità del lavoro che si offre, oltre che alla formazione. Grazie.

 

OGGETTO 2664

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla progettazione esecutiva dei nuovi ponti ferroviari di Sant'Agata sul Santerno e di Boncellino. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Lori): Passiamo all'oggetto 2664 che riguarda l'interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla progettazione esecutiva dei nuovi ponti ferroviari di Sant'Agata sul Santerno e di Boncellino. A firma del consigliere Mastacchi. Prego per l'illustrazione dell'interrogazione.

 

MASTACCHI: Grazie presidente. Buongiorno. Parliamo di due infrastrutture ferroviarie che sono oggetto di danni causati dagli eventi alluvionali dei mesi scorsi, in particolare del ponte ferroviario di Sant'Agata sul Santerno, che è stato rimosso, e le criticità invece idrauliche sul ponte ferroviario di Boncellino. In particolare, i disservizi sono stati sostituiti con autobus sostitutivi per cui la zona è servita, ma chiaramente questo genera delle difficoltà e dei disagi agli utenti di quella zona.

Le informazioni che abbiamo avuto da RFI erano che nel maggio 2025 ci sarebbe stato l'avvio dei lavori per il rinnovo di circa 20 km di binario sulla linea lungo Lavezzola per un importo di 20 milioni, 20,5 milioni di euro finanziati dal P.N.R.R. Chiaramente tutto questo è subordinato alla realizzazione del nuovo ponte ferroviario. Rinnovare la linea senza avere poi il ponte che dà continuità di servizio non ha un gran senso e per entrambe le infrastrutture era prevista la progettazione esecutiva per maggio 2026, quindi, per questo periodo

Quindi non era chiarissimo, almeno al momento, qual era la copertura finanziaria per l'intervento di entrambe le infrastrutture perché i finanziamenti erano da definire e non era ben chiaro, di conseguenza, anche quello che era l'iter di realizzazione conseguente la progettazione, quindi, questo periodo rappresenta un passaggio importante per capire lo stato di avanzamento della progettazione, da una parte, ma in particolare se, a seguito della progettazione, sono disponibili anche i finanziamenti o meno. Quindi, la domanda che rivolgo alla sottosegretaria è la seguente: se la progettazione esecutiva dei nuovi ponti ferroviari di Sant'Agata sul Santerno e di Boncellino sia stata effettivamente conclusa entro maggio 2026 e, in caso affermativo, quale sia lo stato di avanzamento delle coperture finanziarie e i cronoprogrammi aggiornati per l'affidamento dei lavori e l'avvio dei cantieri, distinguendo tra gli interventi necessari per la riattivazione della linea lungo Lavezzola per il ponte di Sant'Agata e quelli previsti per il definitivo rifacimento e la sicurezza idraulica del ponte di Boncellino, a tutela della regolarità del servizio ferroviario su quella tratta. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola alla sottosegretaria Rontini per la risposta.

 

RONTINI, sottosegretaria: Grazie presidente. Grazie al consigliere Mastacchi. Effettivamente, di questo tema ci eravamo occupati anche qualche settimana fa in aula, avevo risposto a un question time della collega Proni. Lo dico anche specifica del fatto che nel suo testo si parla di annunci su progetti e interventi: gli annunci sono quelli di RFI e di qualche forza politica, non tra quelle che governa la maggioranza di questa regione sul territorio perché noi non abbiamo mai fatto annunci, abbiamo qualche volta risposto a tutte le volte che veniamo interpellati sullo stato dell'arte, pur avendo quegli interventi un soggetto attuatore che è RFI e la direzione di Bologna. Questo lo dico in premessa, anche cogliendo l'occasione per dire al consigliere Mastacchi, che è sempre attento sui temi del post alluvione 23-24, ma anche agli altri colleghi, che sul sito della struttura commissariale è oggi presente un monitoraggio degli oltre sei mila interventi; quindi, opera per opera, finanziamento per finanziamento, si può consultare lo stato dell'arte delle stesse e quindi capire i diversi soggetti attuatori come hanno lavorato e come stanno lavorando.

Nello specifico, parliamo di tre interventi. Poi le lascio anche il testo scritto della risposta all'interrogazione perché ci sono i dettagli anche dei CUP, dei codici. Dicevo, tre interventi: uno che riguarda il progetto di sostituzione del fiume Lamone al chilometro 22 più 252 della linea Castel Bolognese-Ravenna, all'altezza del ponte di Boncellino nel comune di Bagnacavallo. Un progetto che cubava 900.492,82 euro, di cui il soggetto attuatore è RFI e, su tale intervento, risulta ancora in corso di redazione la progettazione esecutiva. Poi c'è un altro intervento che, invece, è la demolizione e rimozione della travata metallica sul fiume Santerno, al chilometro 4 più 994 della linea Lugo-Lavezzola, che cubava 4.486.694,57 euro, soggetto attuatore lo stesso. Come accennava anche lei nella sua domanda, l'intervento risulta completato e il ponte interferente è stato rimosso. Attualmente, l'intervento è in fase di chiusura amministrativo-contabile. Poi c'è il terzo intervento che è il progetto di sostituzione della travata metallica sul fiume Santerno, allo stesso chilometro, che cubava 1.059.266 euro, soggetto attuatore lo stesso. Anche in questo caso, lo dico per rispondere puntualmente al suo quesito, risulta ancora in corso di redazione da parte di RFI la progettazione esecutiva.

Perché ho usato il passato sul verbo cubare: perché nei giorni scorsi, nelle settimane scorse il soggetto attuatore RFI ha presentato una complessiva rimodulazione degli interventi così come erano stati approvati dal Piano speciale di ricostruzione, che sapete essere contenuto nell'ordinanza 57 del commissario straordinario, che dà il perimetro di quella che è l'azione dell'ingegner Curcio sui post alluvioni - perché è stato accorpato anche il 2024 - una rimodulazione complessiva sui loro cinquanta interventi che RFI ha come soggetto attuatore, dalla quale tra l'altro emerge una minore spesa per 20 milioni di euro e questo, tutto sommato, è un dato positivo e, quindi, l'intervento 1 è passato a 738.108 euro, intervento 2 a 4.199.147 e l'intervento 3 a 868.250. È una sorta di consuntivo delle spese fatte fatte e di allineamento degli interventi che, in maniera responsabile, il soggetto attuatore, per tutte le sue cinquanta schede, per tutti i suoi cinquanta codici, ha trasmesso alla struttura commissariale mettendo in copia anche la Regione Emilia-Romagna e di cui, quindi, siamo a conoscenza anche noi.

Anche a seguito di quella, così come di altre rimodulazioni a saldo zero o a risparmio di risorse, la dico male, ma per capirci in maniera più chiara, il commissario ci ha proposto e oggi daremo l'intesa, una bozza di ordinanza che va ad aggiornare quell'ordinanza 57, che sapete era fatta di una versione zero, di una versione 1, viene periodicamente aggiornata, essendo il perimetro di tutti gli interventi e di tutti i soggetti attuatori del post ricostruzione.

Sulle progettazioni va anche detto che RFI ha predisposto una bozza di progetto definitivo che ha provveduto a condividere con i principali enti territoriali interessati dalle infrastrutture, pur non risultando ancora attiva, non avendo chiesto l'attivazione della Conferenza dei Servizi per l'acquisizione formale delle autorizzazioni e dei pareri per la redazione del progetto esecutivo che ogni ente interessato, per la propria specifica competenza, deve dare. È chiaro che, come sapete, da parte di Autorità di Bacino è in corso il complesso lavoro di aggiornamento anche della variante al PAI Po. Sul Lamone i tiranti effettivi non sono ancora in disponibilità e quindi questo fa sì che il soggetto attuatore che deve occuparsi della progettazione non abbia tutti gli elementi probabilmente anche per poter procedere alla stessa. E lo dico essendomi nota la mole di lavoro che ha portato a quella variante di progetto e anche la mole di osservazioni che sono state presentate con chiusura nei giorni scorsi, alla fine di maggio.

Infine, do altre informazioni e chiedo scusa alla presidente se ho mangiato un po' di tempo. Noi, relativamente ai fabbisogni finanziari, abbiamo oggi due strumenti: da una parte, per il ripristino del danno, abbiamo il Piano speciale di ricostruzione con l'ordinanza 57 che viene aggiornata. Si è chiusa anche qui, come sapete, la fase 1, cioè, il deposito delle richieste di rimodulazione degli interventi. Le nostre direzioni generali le stanno analizzando verticalmente per tema, sono 329 schede; e nelle prossime settimane si aprirà invece la fase 2 sempre in tema di ripristino del danno che ha a disposizione 400 più 100 milioni di euro. Cento li tengo distinti perché sono dedicati solo agli eventi che hanno correlazione con settembre-ottobre 2024. E dall'altra parte, c'è il piano straordinario di mitigazione del dissesto idrogeologico, il famoso miliardo che ha a che fare invece con, come dice il testo stesso, la mitigazione, la prevenzione e la cui ricostruzione, almeno per il primo --, è in capo al presidente della regione in qualità di commissario di governo per il contrasto al dissesto idrogeologico, che dovrà depositare al MASE entro la fine di ottobre, su cui stiamo già ampiamente elaborando la proposta. Questo per dare anche il quadro delle risorse che residuano, da destinare a un intervento piuttosto che un altro, sulla base - lo specifico anche questo e ho chiuso veramente - di criteri oggettivi che ha scritto, voluto e individuato la struttura commissariale perché le valutazioni, visto che avremo un plafond di disponibilità certamente inferiore a quello che saranno invece le richieste, devono essere destinate sulla base di un'oggettività tecnica che non può essere oggetto, invece, in alcun modo di richiesta o trattativa politica.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Mastacchi per la replica.

 

MASTACCHI: Grazie alla sottosegretaria per la risposta chiara, ben articolata, eccetera, che però purtroppo, non per responsabilità sua, chiaramente, ma per ovvie ragioni di competenza, non trovano risposta, nella quale non trovano risposta i due quesiti principali che io ho fatto, quando faccio qualche atto politico, eccetera, cerco sempre di immedesimarmi, al di là di quella che è la modalità di comunicazione tra noi della politica, diciamo, cerco sempre di capire se, chi ha sollevato questo problema, chi vive il problema sulla propria pelle, trova o meno risposta e in questo caso chiaramente, chi vive sotto quegli argini e sa che quelle infrastrutture possono causare danni o problematiche future alla propria abitazione o alla propria vita o chi subisce i disagi di questa situazione così precaria, non vede comunque un orizzonte perché, magari, anche sapere che c'è un ritardo, che la scadenza di maggio è stata posticipata a fine anno piuttosto che alla primavera prossima piuttosto che all'estate, sarebbe una risposta. Qui invece mi pare di capire che di date definite, quantomeno per la progettazione, non ce ne siano.

Sarà mia cura, la ringrazio per l'informazione sul sito per verificare lo stato dell'arte e il monitoraggio delle attività, sito che io con discuterò e cercherò anche di divulgare per far sì che i cittadini stessi possano monitorare le singole attività che toccano loro sul quotidiano. Fatto questo, cercherò, con gli scarsi mezzi a disposizione di noi consiglieri di opposizione, di chiederle ancora informazioni per le vie brevi, magari, e apprezzando anche la disponibilità che la sottosegretaria dà sempre in questi casi, per cercare di poter dare risposta a queste persone che sul territorio si aspettano una definizione di tempi, anche se magari lunga, perché sappiamo bene che anche nel piccolo interventi, magari anche delegati ai comuni, eccetera, sono sempre complicati dalla burocrazia, ancor di più lo sono questi, che sono di enti nazionali e in più in estate, in una situazione di emergenza, per cui mi rendo conto. Però il sapere quanti mesi abbiamo davanti per la scadenza, sarebbe, per chi vive quelle situazioni, molto interessante. Grazie.

 

OGGETTO 2669

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito a un episodio di violenza occorso a Parma lo scorso 4 giugno. A firma del Consigliere: Fiazza

 

PRESIDENTE (Lori): Passiamo all'interrogazione 2669 a prima firma del consigliere Fiazza riguardo un episodio di violenza occorso a Parma lo scorso 4 giugno. Prego il consigliere Fiazza per l'illustrazione dell'interrogazione a cui risponderà la sottosegretaria Rontini.

 

FIAZZA: Grazie presidente. Porto oggi all'attenzione di quest'aula una vicenda grave che impone una riflessione, non soltanto sul singolo episodio di violenza verificatosi a Parma, ma anche al più ampio tema della sicurezza e del degrado urbano che interessa in particolar modo la mia città, che è Parma, appunto.

Lo scorso 4 giugno, il giovane attivista politico Ferenc Venturelli, ventenne conosciuto sui social con lo pseudonimo di Eterno, si trovava in zona Pilotta a Parma insieme ad un amico, per realizzare alcuni contenuti video riguardanti la situazione della zona. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, proprio ai piedi del monumento dedicato al maestro Giuseppe Verdi, i due giovani sarebbero stati avvicinati da un gruppo numeroso di individui e, quella che inizialmente appariva come una contestazione legata alle riprese effettuate, sarebbe rapidamente degenerata in una violenta aggressione. Dopo una discussione caratterizzata anche dal lancio di bottiglie di vetro, i due sarebbero stati inseguiti, Ferenc Venturelli sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni. Solo il pronto intervento dell'amico e il successivo arrivo dei militari dell'esercito, impiegati nell'operazione Strade Sicure della polizia di Stato, ha evitato conseguenze ancora più gravi.

Infatti, parrebbe che qualcuno -- degli aggressori avesse già appunto estratto un coltello. È chiaro che, se si guarda il video, il Venturelli utilizza qualche epiteto non positivo nei confronti di questo gruppo di extracomunitari, ma lo fa dopo che i -- scagliano contro alcuni oggetti. Sicuramente, il Venturelli ha sbagliato a reagire con una parola offensiva. Detto questo, non possiamo perdere di vista però il punto centrale, il fatto più grave, non sono le parole pronunciate da entrambi le parti, ma il lancio di oggetti e il successivo pestaggio del ragazzo.

Sono ben consapevole che è aperta un’indagine, perciò, sarà naturalmente compito della magistratura accertare nel dettaglio i fatti, le responsabilità individuali e ogni eventuale profilo penalmente rilevante emerso nel corso delle indagini. Tuttavia, l'evoluzione giudiziaria della vicenda non può e non deve attenuare la gravità di un pestaggio di gruppo avvenuto in pieno giorno e in pieno centro storico. Infatti, questo episodio non appare purtroppo isolato, esso si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione riguardo alla situazione della città e in particolare della Pilotta, di piazzale della Pace, di via Verdi e delle aree limitrofe alla stazione.

Infatti, proprio a novembre avevo già manifestato la preoccupazione che, appunto, quell'area destra proprio sotto al monumento di Giuseppe Verdi, perché tutti i giorni è luogo di aggregazione e soprattutto di sporcizia, di spaccio, insomma veramente una situazione che non è accettabile. Per queste ragioni chiedo alla Giunta regionale quale sia la propria valutazione politica rispetto alla gravissima aggressione subita da Venturelli e se intende esprimere una formale e pubblica solidarietà nei confronti del ragazzo, il quale, peraltro, è presente in aula e utilizzo questo momento istituzionale per ribadire la solidarietà da parte del movimento della Lega giovani e di tutta la lega nei suoi confronti.

Al contempo, chiedo quali iniziative la regione intenda promuovere e sollecitare, nell'ambito delle proprie competenze, in collaborazione con le istituzioni territoriali competenti, per affrontare e contrastare la situazione di degrado e di insicurezza che interessa una parte significativa del centro storico di Parma, in particolare per tutelare un monumento di carattere internazionale qual è il monumento al maestro Giuseppe Verdi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola alla sottosegretaria Rontini per la risposta.

 

RONTINI, sottosegretaria: Grazie consigliere Fiazza. Da quanto abbiamo appreso dagli organi di stampa locali, il 4 giugno 2026 nel centro di Parma si è verificata una violenta colluttazione che ha coinvolto Ferenc Venturelli e il suo collaboratore Alessandro Estatico. Entrambi hanno denunciato di essere stati aggrediti da un gruppo di giovani. Esistono dei video di questo episodio, acquisito dagli investigatori.

Dai filmati, secondo quanto riportato dalle testate - lo dico in aggiunta alla ricostruzione che ha fatto lei - emergerebbe che prima dell'aggressione fisica vi sia stato anche uno scambio di insulti e di provocazioni verbali. Alcune fonti riportano che Venturelli avrebbe pronunciato espressioni come “tornate al vostro paese”, “remigrazione”, “scimmia” e altro, circostanza che, come il resoconto che ci ha consegnato lei, consigliere Fiazza, fa parte degli elementi che verranno esaminati nelle indagini.

Venturelli, che saluto, sostiene che gli aggressori lo avessero riconosciuto per la sua attività politica e che durante l'episodio sarebbe comparso anche un oggetto contundente. Si tratta di dichiarazioni della persona coinvolta e la loro completa ricostruzione è rimessa, come anche lei diceva, agli accertamenti delle autorità preposte. Alcune fonti riportano che, oltre alle denunce presentate da Venturelli e dal suo collaboratore, vi sarebbero state denunce o accertamenti anche su altri partecipanti alla rissa e che la Procura sta analizzando il video integrale dell'accaduto. Le indagini, appunto, come detto, sono tuttora in corso.

Al netto del fatto che le indagini sono in corso, quello che si può fin da ora affermare è che l'aggressione subita da Ferenc Venturelli e da Alessandro Estatico meriti una ferma condanna da parte della sottoscritta e di questa regione. Per noi il ricorso alla violenza non è mai tollerabile, la violenza non può mai essere giustificata neanche di fronte alle provocazioni. Così come, lo dico con altrettanta chiarezza, non sono - per parte nostra - mai tollerabili frasi razziste e insulti riferiti alle persone. In uno stato di diritto, eventuali dissensi politici, ideologici o personali non possono mai giustificare il ricorso alla violenza. Se vi sono stati insulti, minacce o comportamenti offensivi, questi devono essere valutati dalle autorità competenti, non affrontati da parte dei singoli o con aggressioni di gruppo. È quindi auspicabile, per parte nostra, che le indagini accertino con precisione le responsabilità di tutti i soggetti coinvolti e che l'eventuale presenza di aggravanti e le responsabilità penali di ciascuno possano essere riscontrate dall'autorità giudiziaria e perseguite, laddove risultasse il tema, da parte e secondo la legge.

Con riferimento invece al secondo quesito del consigliere Fiazza - me lo consenta, che non ci dovrebbe essere, ma vale per lei e vale per tutti i suoi colleghi - nel question time, va ricordato che per definire una situazione come lei ha fatto, parlando di degrado diffuso bisogna avere dati oggettivi sui reati, sulla sicurezza, sulle condizioni urbane. Singoli episodi, seppure gravi - non voglio sottovalutare la portata dell'episodio - possono essere certamente sintomatici di problemi più ampi, ma da soli non sono necessariamente sufficienti a descrivere l'intero stato del centro cittadino. Vale per questa situazione, come per altra.

In ogni caso la Regione Emilia-Romagna, pur non avendo alcuna competenza in materia di ordine pubblico e sicurezza - che, com'è noto, la costituzione della Repubblica italiana riserva allo Stato, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera h) - è disponibile a supportare la prefettura di Parma nel sollecitare il governo e il ministero dell'Interno nella richiesta di rafforzare gli organici delle forze di polizia presenti sul territorio e a supportare l'amministrazione comunale nell'adozione di idonee misure di prevenzione. Ne abbiamo parlato più volte, c'è una legge che si occupa di sicurezza urbana integrata, vengono tutti gli anni firmati, sostenuti e finanziati accordi integrati per la sicurezza interurbana e per la sicurezza urbana. Noi siamo, nel novero delle competenze che ci consegna la Costituzione, disponibili a fare la propria parte e, come sapete, quello della sicurezza dei nostri territori è un tema che ha a cuore e su cui, fin da subito, ha lavorato anche il presidente de Pascale.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Fiazza.

 

FIAZZA: Ringrazio il sottosegretario per le parole, innanzitutto quelle di solidarietà nei confronti di Ferenc Venturelli e quelle mi soddisfano. Non mi soddisfa però tutto il resto del discorso. Mi spiego meglio. Ben vengano le parole di solidarietà nei suoi confronti, però secondo me va messo a fuoco tutto quanto, quindi, il fatto di focalizzare bene qual è la violenza vera.

È chiaro che è una. Intanto, andando a rivedere i fatti, andando a rivedere il video, si vede benissimo che Venturelli utilizza quelle parole sbagliando, ma l'ha detto lui stesso e ha rivolto anche le scuse, ma è chiaro che quella è una piccola parte perché prima di quegli epiteti sbagliati nei loro confronti, lui si becca delle bottigliate quindi si vede un lancio chiaro di oggetti nei suoi confronti. Poi lui utilizza queste parole sbagliate e successivamente è costretto a scappare perché questi lo aggrediscono. Quindi, come dire, voler davvero vedere il dito e non la luna, se si continua a parlare di queste due o tre massimo parole sbagliate, che Venturelli ha utilizzato nei loro confronti, secondo me è bene focalizzarsi invece sul lancio di oggetti iniziale e sulla successiva vera e propria violenza, perché si parla di calci e di pugni. E lo si vede benissimo all'interno del video.

Tra l'altro, se si fa caso, all'inizio del video, già alcune persone avevano il volto coperto e anche qui significa che intanto sei davanti a un monumento storico dove bisognerebbe fare dell'altro, invece, quello che si vede ogni giorno non si fa altro che vedere delle persone che bivaccano in quella zona, non rendendola certamente dignitosa rispetto a tutti i turisti che ogni giorno vanno a visitare quel monumento che è simbolo, voglio dire, in tutto il mondo di Parma che è Giuseppe Verdi e anche qui la risposta del sottosegretario mi soddisfa poco perché qui è una competenza chiara, è quella della regione quella di tutelare i nostri, come dire, i nostri monumenti storici. Questo è un monumento storico che fa riconoscere Parma in tutto il mondo e ogni giorno è oggetto di bivacco.

Ha fatto bene Venturelli a fare quel video. L'ho fatto anch'io quel video, denunciando quella situazione che è intollerabile a Parma e se il risultato di dimostrare una situazione di degrado è quella di andarsi a prendere degli oggetti contro e soprattutto dei calci dei pugni, io penso che a parti inverse quindi se pensiamo che un leghista qualsiasi avesse mai picchiato una persona, magari extra comunitario, solo perché questa persona gli ha dato un nome sbagliato, quindi lo ha insultato, allora io credo che se fosse successo questo a parti inverse sicuramente il sindaco di Parma, il presidente della regione, tutto lo stato maggiore della sinistra si sarebbe sicuramente scagliato a difesa ovviamente del picchiato e quindi questo è inaccettabile, io credo che la nostra città non possano e non debbano essere ostaggio di maranza vari e di persone malintenzionate che non fanno altro che creare disordini nelle nostre città.

Quindi ognuno deve fare la propria parte, sicuramente il governo deve farla, peccato che però quando il governo fa dei decreti, per esempio i decreti sicurezza subito abbiamo tutta la sinistra contro dicendo che sono decreti fascisti, cattivi sbagliati è però bisogna poi prendere delle posizioni chiare e nette contro queste persone. Dovrebbero farlo tutti, perché la sicurezza, come spesso qualcuno qui dentro dice, non ha colore e quindi così dovrebbe essere. Grazie.  

 

OGGETTO 2665

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'intervento edilizio autorizzato in località Costa Chiappona nel Comune di Gazzola in provincia di Piacenza che prevede la realizzazione di un nuovo complesso residenziale. A firma del Consigliere: Burani

 

PRESIDENTE (Lori): Passiamo all'oggetto 2665. Interrogazione di attualità a risposta immediate in aula in merito all'intervento edilizio autorizzato in località costa Chiappona, nel comune di Gazzola in provincia di Piacenza, che prevede la realizzazione di un nuovo complesso residenziale. A prima firma del consigliere Burani. Prego per l'illustrazione.

 

BURANI: Grazie presidente. Un ringraziamento e un saluto all'assessora Priolo e un saluto a tutti i colleghi consiglieri oggi presenti. Porto all'attenzione dell'aula oggi una vicenda che ultimamente ha suscitato anche il dibattito pubblico nel territorio piacentino, parliamo infatti, come diceva lei, presidente, prima, di un progetto localizzato in località Costa Chiappona nel comune di Gazzola, in provincia di Piacenza, lungo uno dei versanti panoramici più belli tra Val Luretta e la Val Trebbia. Un' area classificata come ambito agricolo di rilievo paesaggistico e ricadente soprattutto in una zona tutelata dal piano territoriale paesistico regionale per il suo particolare interesse paesaggistico e ambientale.

L'intervento per inquadrarlo autorizzato mediante il permesso di costruire numero 0.5 del 2025 del comune di Gazzola prevede infatti la realizzazione di un nuovo edificio abitativo con relativa pertinenza attraverso il trasferimento e l'accorpamento di volumetrie provenienti da altri edifici rurali, situati in diverse parti del territorio comunale, anche molto lontani e distanti dall'insediamento residenziale. Si parla praticamente di quasi 700 metri quadri di superficie utile complessiva, oltre alle pertinenze e alle sistemazioni esterne. Se si guarda alcune foto dei lavori che sono, purtroppo, già cominciati, basta questo per capire come sia un pugno un occhio, un deturpamento, un paesaggio violentato.

Ecco, il punto che ritengo importante sottolineare, non è soltanto la dimensione dell'opera, ma il principio che questa vicenda richiama. La legge regionale 24, infatti, ha individuato nel contenimento del consumo di suolo uno degli obiettivi strategici della Regione Emilia-Romagna, una legge che afferma con chiarezza come la priorità debba essere il riuso e la rigenerazione del patrimonio esistente e che considera le nuove edificazioni del territorio rurale come eccezioni rigorosamente disciplinate. Per questo motivo credo sia doveroso interrogarsi su come vengono interpretate e applicate le norme che riguardano il trasferimento delle volumetrie, la localizzazione delle nuove costruzioni in ambito rurale e il rapporto di pianificazione comunale e tutela del paesaggio e gli obiettivi regionali di riduzione del consumo di suolo.

A questo, si aggiunge un ulteriore elemento che merita attenzione. La provincia di Piacenza, infatti, ha ritenuto necessario intervenire formalmente, richiedendo al comune di Gazzola una verifica della legittimità urbanistico-edilizia dell'intervento e l'eventuale adozione dei provvedimenti di autotutela previsti dalla normativa vigente. Si tratta di un passaggio rilevante sotto il profilo istituzionale perché evidenzia come le questioni emerse non riguardano esclusivamente la valutazione di carattere privatistico o un confronto tra soggetti interessati, ma investa direttamente l'esercizio delle funzioni pubbliche di vigilanza urbanistica e il corretto coordinamento degli strumenti di pianificazione e tutela vigenti.

La documentazione tecnica disponibile evidenzia, inoltre, la presenza nell'area interessata all'intervento dei fenomeni di dissesti idrogeologici anche classificati, appunto, dal piano dell'assetto idrogeologico come frana attiva, per i quali sono previsti specifici interventi di mitigazione e consolidamento del versante. La stessa Provincia richiama esplicitamente, infatti, la necessità di ulteriori accertamenti, alla luce della documentazione trasmessa dalle associazioni e dallo stato di avanzamento dei lavori.

Per queste ragioni, la vicenda assume un interesse che va oltre il singolo procedimento amministrativo. Il tema riguarda infatti la corretta applicazione delle norme regionali sul trasferimento delle volumetrie, sulle nuove edificazioni del territorio rurale e sulla tutela delle aree paesaggisticamente rilevanti e, quindi, è opportuno verificare se l'attuale quadro normativo garantisca un'applicazione uniforme su tutto il territorio regionale, evitando quindi incertezze interpretative.

Per questo interrogo la Giunta e l'assessore per sapere se, alla luce della vicenda relativa all'intervento edilizia autorizzato in località Costa Chiappona nel comune di Gazzola, delle verifiche richieste dalla provincia di Piacenza, della localizzazione dell'intervento in un ambito agricolo di rilievo paesaggistico, della presenza di aree interessate dal dissesto attivo cartografate dal PAI; ritenga che l'attuale quadro normativo regionale e la sua applicazione in materia di trasferimento e riallocazione della volumetria edilizia nel territorio rurale garantiscano pienamente gli obiettivi di contenimento del consumo di suolo, della tutela del paesaggio e della rigenerazione urbana previsti dalla legge 24 e dal piano territoriale paesistico regionale; e se intenda assumere iniziative di approfondimento, coordinamento e chiarimento interpretativo rivolte ai comuni e agli enti competenti, per assicurare un'applicazione uniforme e coerente su tutto il territorio regionale; e se sia a conoscenza della vicenda relativa all'intervento edilizio sopracitato e se ha notizia o se abbia notizie in merito al procedimento in essere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola all’assessora Priolo per la risposta. Prego.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Grazie anche al consigliere perché in questo modo riusciamo a mettere in fila gli aspetti anche proprio di carattere tecnico-amministrativo che riguardano questo procedimento e che possano anche meglio esplicare quello che è il ruolo, in questa fase, della Regione Emilia-Romagna ovvero, in merito al fatto che l'intervento edilizio in località Costa Chiappona nel comune di Gazzola noi lo stiamo seguendo e, a seguito anche delle segnalazioni pervenute in data 21 aprile, sia da Legambiente che da Italia Nostra sezione di Piacenza, la regione ha anche provveduto ad attivarsi tempestivamente chiedendo all'amministrazione comunale, con propria nota dell'8 maggio, e mantenendo un costante raccordo con gli enti territorialmente competenti.

In particolare, sono stati avviati contatti e interlocuzioni con la provincia di Piacenza e la Sovrintendenza archeologica belle arti e paesaggio per le province di Parma e Piacenza al fine di approfondire gli aspetti di rispettiva competenza, con particolare riferimento, in questo caso, ai profili edilizi paesaggistici.

Nello specifico, per quanto concerne i profili relativi anche ad eventuali abusi edilizi richiamati nel question time, si evidenzia che in Emilia-Romagna, già con la legge 31 del 2002 all’articolo 24, è stato superato il potere di annullamento del titolo edilizio da parte della regione, di cui all'articolo 39 del DPR 380 del 2001, sostituendolo con il potere del sindaco di riesaminare i titoli abilitativi in presenza delle condizioni previste dalla legge, annullarli o modificarli. Detta previsione si riscontra anche nella legge 15 del 2013, all'articolo 27, di cui le darò una nota, che specifica questo aspetto.

Le competenze in merito alla vigilanza e controllo dell'attività urbanistico-edilizia sono delegate per legge alla Provincia, ai sensi dell'articolo 5 della legge 23 del 2004 e la Provincia, nell'ambito di tali competenze, con nota del 22 aprile, ha provveduto a chiedere chiarimenti all'amministrazione comunale.

Inoltre, per quanto riguarda gli aspetti paesaggistici, l'area dell'intervento in oggetto, posta sul limite del perimetro della dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area del monte Pillerone e del castello di Montechiaro, sita nei comuni di Travo e Rivergaro, parrebbe interessare sul margine est una superficie coperta da bosco, tutelata ai sensi dell'articolo 142 comma 1 lettera g) del Codice dei beni culturali e del paesaggio, anche cartografata nel PTCP ai sensi dell'articolo 10 del PTPR.

In merito a tali aspetti, la Sovrintendenza archeologica delle belle arti e paesaggio per la provincia di Parma e Piacenza con nota del 15 maggio ha chiesto chiarimenti al comune. A seguito di ulteriori note da parte delle associazioni e dei -- dell'amministrazione comunale alla provincia, in data 25 maggio, ha rinnovato la richiesta di verifica in ordine alla legittimità urbanistic0-edilizia dell'intervento, oltre ad un'eventuale adozione dei provvedimenti in autotutela, informando per conoscenza anche le strutture competenti dei carabinieri forestali. La Sovrintendenza, con nota del 4 giugno del 2026, ha sollecitato urgente risposta alla richiesta di chiarimenti già inviata.

Alla data odierna risultano, pertanto, in corso approfondimenti sia in attesa degli esiti dei riscontri richiesti dagli enti interessati al fine di definire compiutamente il quadro conoscitivo e valutativo dell'intervento. La regione continuerà a monitorare la situazione e a garantire il necessario coordinamento istituzionale, anche ai fini dell'eventuale adozione di ulteriori iniziative nei limiti delle proprie competenze.

In merito agli asseriti trasferimenti di volume in territorio rurale, non connessi all'attività agricola, non si rileva nella legge 24 alcuna apertura in tal senso né una diretta applicabilità al caso di specie. 

 

PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Burani per la replica.

 

BURANI: Grazie presidente. Io ringrazio l'assessora Priolo per il chiarimento sugli strumenti. Credo che questa vicenda abbia avuto e ha il merito di accendere un faro di attenzione su un tema che va oltre, come dicevo prima, il singolo caso, che riguarda il corretto rapporto tra pianificazione urbanistica, tutela del paesaggio e il contenimento del consumo di suolo, ma abbia anche l'obiettivo di garantire che gli strumenti che abbiamo siano poi declinati in maniera giusta. Sappiamo quanto le province possono essere faticosamente fragili sotto questo punto di vista, quindi, parliamo di norme che hanno alla base un interesse pubblico fondamentale sulla tutela del paesaggio, del territorio rurale, del patrimonio ambientale che caratterizza la nostra regione.

Io ringrazio l'assessora perché so che quello che ha potuto fare, che ha messo in campo è il massimo che si può fare. Chiedo semplicemente che venga mantenuto questo faro acceso, in modo tale che, come in alcuni casi, come in questo caso del comune de Gazzola, si senta comunque la presenza di chi queste leggi le ha emanate e le può garantire sul territorio. Grazie ancora.

 

OGGETTO 2672

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla recente aggressione a un autista di Seta nel territorio modenese e alle iniziative per rafforzare la sicurezza nel trasporto pubblico locale. A firma del Consigliere: Paldino

 

PRESIDENTE (Lori): Procediamo con l'oggetto 2672, interrogazione di attualità a risposta immediata in aula, in merito alla recente aggressione a un autista di Seta nel territorio modenese e alle iniziative per rafforzare la sicurezza nel trasporto pubblico locale. A prima firma del consigliere Paldino. Prego, per l'illustrazione dell'interrogazione.

 

PALDINO: Grazie presidente. Il trasporto pubblico è un servizio essenziale per il diritto alla mobilità dei cittadini, utilizzato quotidianamente da lavoratori, studenti e turisti. Per la mobilità cittadina, il trasporto pubblico svolge un ruolo importante per la coesione territoriale. La regione lo considera strategico per coniugare mobilità sostenibile, riduzione delle emissioni e dei costi per gli spostamenti. Dunque, il trasporto pubblico contribuisce a migliorare la qualità di vita delle comunità locali.

La qualità del trasporto pubblico è essenziale per fornire un servizio che sia una vera alternativa al mezzo privato. L'affidabilità del servizio dipende anche dalla capacità di garantire adeguate condizioni di sicurezza, tanto per il personale quanto per gli utenti di autobus e altri mezzi. Dobbiamo, quindi, considerare la tutela del personale come uno dei pilastri per una maggiore diffusione del trasporto pubblico.

Dato che cresce la sensibilità verso una mobilità leggera e sostenibile, è necessario proseguire nelle azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di violenza e scarsa sicurezza che possono verificarsi sui mezzi di trasporto. La regione incentiva e promuove politiche per migliorare la qualità del trasporto pubblico con il rinnovo delle flotte e il rafforzamento dei servizi. Inoltre, per quanto riguarda le proprie competenze, l'Emilia-Romagna contribuisce a migliorare la sicurezza del trasporto pubblico collaborando con enti locali, sindacati e altri soggetti istituzionali.

Vado al tema del question time. Nel territorio modenese, purtroppo, si è verificato un grave episodio di aggressione a un autista di Seta durante lo svolgimento del proprio servizio. Questo avveniva nei pressi della stazione ferroviaria in un orario di punta del servizio, frequentato anche da studenti e minori. Purtroppo, non si tratta di un evento sporadico e l'episodio ha suscitato forti preoccupazioni e attenzione da parte di organizzazioni sindacali e operatori che segnalano episodi di aggressione, minacce e intimidazioni da loro subite.

Per questi motivi, intendo interrogare la Giunta regionale per sapere se intende rafforzare, nell'ambito delle attività già sviluppate in collaborazione con le aziende di trasporto, gli enti locali e le organizzazioni sindacali, le iniziative finalizzate alla tutela del personale e degli utenti del trasporto pubblico locale; se siano in corso valutazioni anche nell'ambito dei tavoli regionali competenti, volte a individuare ulteriori strumenti di prevenzione e contrasto degli episodi di aggressione nei confronti degli operatori del settore, con particolare attenzione alle tratte e alle fasce orarie maggiormente esposte a situazioni di rischio e quelle maggiormente frequentate da studenti e minori; se intende promuovere, di intesa con le aziende di trasporto e altri soggetti interessati, iniziative di sensibilizzazione e educazione civica finalizzate a diffondere una cultura del rispetto nei confronti dei lavoratori del trasporto pubblico e dei beni pubblici in generale.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola all'assessora Priolo per la risposta.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Dunque, come ha anche premesso il consigliere, è ovvio che ci troviamo di fronte a una complessità che riguarda un servizio su cui c'è un impegno diretto e importante anche da parte degli enti locali. Io vengo, peraltro, da un tavolo in prefettura ieri, a Bologna, invece, sul servizio ferroviario, sulla sicurezza del servizio ferroviario che invece è più di competenza, ovviamente, della regione per quanto riguarda i propri ambiti, anche di proprietà di stazioni.

Però è necessario e desidero innanzitutto esprimere a nome della regione la massima vicinanza e solidarietà all'autista di Seta, vittima della grave aggressione avvenuta nel territorio modenese perché si tratta di un episodio, come lei ha detto, inaccettabile, che richiama l'attenzione su un tema di primaria importanza: la sicurezza di chi ogni giorno lavora nel trasporto pubblico e di tutti i cittadini che ne usufruiscono, soprattutto in un momento in cui è un comparto in cui si fa fatica a trovare personale e questi episodi allontanano il personale anche da questi posti di lavoro.

La tutela degli operatori e degli utenti rappresenta una priorità per la regione e per questo siamo impegnati insieme alle aziende agli enti locali, alle organizzazioni sindacali e alle forze dell'ordine nel rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto degli episodi di violenza che purtroppo continuano a verificarsi con una frequenza che non può lasciare indifferenti.

Si tratta di una sfida che richiede un impegno condiviso e coordinato a tutti i livelli istituzionali. Non a caso, il tema della sicurezza del trasporto pubblico è oggi al centro dell'attenzione anche a livello nazionale, attraverso specifici tavoli di lavoro che coinvolgono ministeri, regioni, enti locali, aziende e rappresentanze dei lavoratori. In particolare, in attuazione del protocollo per la promozione della sicurezza nel processo di sviluppo del trasporto pubblico, locale, regionale sostenibile, sottoscritto nel 2022, tra il ministero degli Interni, delle infrastrutture e della mobilità, la regione, l'Anci e le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali sono stati istituiti due gruppi di lavoro, il primo dedicato al personale autoferrotranviario coordinato dalla direzione generale per il trasporto pubblico, il secondo dedicato al personale ferroviario coordinato dalla direzione generale per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie.

Questi gruppi operano come sede istituzionale e nazionale di monitoraggio, consultazioni e confronti e proposte, con l'obiettivo di rafforzare le politiche di sicurezza nel trasporto pubblico locale e regionale. In particolare, il gruppo di lavoro per gli autoferrotranvieri è incaricato di elaborare proposte di intervento, acquisire e sistematizzare i dati, promuovere il confronto dei diversi livelli istituzionali e agli operatori del settore e approfondire le tematiche relative alla sicurezza sul lavoro e la tutela del personale. Il gruppo è composto da rappresentanti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, dell'Interno, dell'economia e delle finanze e delle regioni e degli enti locali, delle associazioni esattoriali e delle organizzazioni sindacali e attualmente le sue attività sono incentrate sull'individuazione di ulteriori elementi necessari alla definizione di un data set nazionale, finalizzato alla raccolta e alla trasmissione dei dati all'osservatorio nazionale sulle politiche del TPL, con particolare riferimento al monitoraggio degli episodi di aggressione, l'individuazione delle aree e dei contesti maggiormente esposti a criticità. Il medesimo gruppo di lavoro ha contribuito alla definizione del quadro regolatorio recentemente adottato in materia di sicurezza del personale viaggiante.

Sono state, inoltre, adottate linee guida relative ai dispositivi di emergenza nelle quali è previsto che, in via sperimentale, a decorrere dal primo gennaio 2027, le aziende di trasporto pubblico locale possano fornire al personale preposto alle attività di controllo e verifica dei viaggiatori dispositivi indossabili di videoregistrazione, le cosiddette bodycam. Questa è una novità ed è importante perché partirà dal 2027, quindi, le aziende si dovranno attrezzare. Per quanto riguarda nello specifico Seta, tutti i verificatori sono dotati di bodycam, il 93% della flotta ha videocamere di bordo e in tutti e tre i bacini è stato sottoscritto un protocollo con le forze dell'ordine che permette, su segnalazione della centrale operativa, di collegarsi in tempo reale con il sistema di videosorveglianza.

La Regione Emilia-Romagna continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione di questo fenomeno, sostenendo ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza del servizio e delle persone che vi operano. Garantire condizioni di lavoro sicure significa infatti tutelare, come ho detto in premessa, i lavoratori, ma anche rafforzare la qualità e l'affidabilità del trasporto pubblico che rappresenta un servizio essenziale per le nostre comunità.

 

PRESIDENTE (Lori): La parola al consigliere Paldino per la replica.

 

PALDINO: Grazie presidente. Ringrazio l'assessora Priolo per la puntuale risposta. Dobbiamo continuare a tenere alta l'attenzione su questi fenomeni perché, come diceva l'assessora, abbiamo l'esigenza di avvicinare i lavoratori a questo settore che è in crisi, per la ricerca, appunto, di personale su tutti gli ambiti e, in più, perché dobbiamo garantire anche ai nostri ragazzi e alle ragazze che frequentano i mezzi pubblici, ma non solo, a tutti i cittadini, massima sicurezza. Quindi, ringrazio davvero l'assessora per la puntuale risposta. Terremo alta anche noi l’attenzione su questo fenomeno perché dobbiamo assolutamente garantire condizioni di sicurezza a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori. Grazie.

 

OGGETTO 2673

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'aumento dei quantitativi e delle tipologie di rifiuti trattabili presso il termovalorizzatore di Forlì. A firma dei Consiglieri: Casadei, Ancarani, Valbonesi

 

PRESIDENTE (Lori): Passiamo all'oggetto 2673: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sull'aumento dei quantitativi delle tipologie di rifiuti trattabili presso il termovalorizzatore di Forlì a firma dei consiglieri Casadei e Ancarani. Prego Casadei per l'illustrazione dell'interrogazione.

 

CASADEI: Grazie presidente. Buongiorno. È stato avviato un procedimento sull'inceneritore di Forlì relativo al progetto di massimizzazione del recupero di energia dai rifiuti presentato da Euroambiente, pubblicato sul bollettino regionale con avviso pubblico in comune di Forlì il 3 giugno 2026, quindi, una settimana fa circa, con l'apertura della raccolta delle osservazioni entro trenta giorni. Chissà che non è presente qualcuno.

Voglio chiarire subito che il Movimento 5 Stelle profondamente contrario, convintamente contrario al progetto, ma non è questo il momento di mettere in discussione il corretto svolgimento di questa procedura amministrativa, che spetterà alla regione e nemmeno è quello di anticipare eventuali valutazioni tecniche che non spettano alla Giunta, ma aspettano gli uffici della regione.

È un procedimento in corso, prevede una valutazione di impatto ambientale nell'ambito di un procedimento autorizzativo unico e dovranno essere valutati tutti gli aspetti ambientali, autorizzativi e pianificatori del caso.

Il tema che pongo oggi, però, è un tema di coerenza rispetto alla programmazione e alla pianificazione regionale, con la direzione politica e amministrativa che questa regione si è data in questi anni in materia di rifiuti. Risulta dagli atti progettuali che l'impianto di Forlì, oggi autorizzato per 120 mila tonnellate annue, chiede di poter arrivare a 150 mila, quindi, un incremento di 30 mila tonnellate annue che è un incremento del 25% e, secondo quanto riportato, la richiesta sarebbe motivata dalla necessità di aumentare il recupero energetico dell'impianto, progettato per 150 mila tonnellate, offrire una destinazione alternativa alla discarica per alcune tipologie di rifiuti residui dai processi di trattamento, in particolare, i sovalli che sono i residui derivanti dalla raccolta differenziata, ma anche in determinate condizioni, si legge, residui di compostaggio non codificati e fanghi provenienti dal trattamento delle acque reflue urbane. In sostanza, l'argomento è che serve una maggiore capacità di incenerimento per consentire la riduzione del costo dello smaltimento finale in discarica e di valorizzare energeticamente maggiori quote di rifiuti.

L'impianto, inoltre, risulta già sostanzialmente prossimo alla saturazione della capacità autorizzata, visto che ha un totale incenerito negli scenari di piano che si attesta intorno alle 119 mila tonnellate annue, quindi, non stiamo solo parlando di utilizzare meglio una capacità già prevista dalla pianificazione, ma di un alzamento quantitativo autorizzabile generale. Questo apre un tema di pianificazione molto chiaro, lo dobbiamo dire: la capacità impiantistica dovrebbe essere dimensionata sui fabbisogni del territorio e non orientare, al contrario, l'individuazione dei nuovi flussi conferibili solo per raggiungere una soglia più elevata di funzionamento. Quindi, il piano regionale non si limita solo a dire “autosufficienza impiantistica”, dice anche prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata, preparazione per il riutilizzo, per il riciclaggio e l'equa distribuzione territoriale dei carichi ambientali.

Lo sappiamo, la provincia di Forlì ha già un carico impiantistico elevato. Il tema dell'aria l'ho posto pure nello scorso question time, quindi, anche il tema della qualità dell'aria, dell'inquinamento e del rilascio di inquinanti o comunque di emissioni nell'aria è un tema che ci poniamo. Quindi, chiedo alla Giunta se questa richiesta sia effettivamente coerente, senza entrare nel merito, ma se c'è una coerenza rispetto al piano regionale che prevede degli obiettivi e che assegna delle quantità autorizzabili all'impianto. Chiediamo quindi se sia giustificato all'interno della pianificazione regionale.

Aggiungo anche che l'assessore Petetta del comune di Forlì dice che la richiesta è arrivata dalla regione. Io vorrei capire se questa richiesta sia arrivata dalla regione, quindi, calata dall'alto oppure se ci sono delle condizioni per cui il gestore e l'ambiente abbia avanzato questa richiesta perché sappiamo che è stato pubblicato tutto il 3 giugno 2026 e prima non ce n'era notizia, quindi, volevo anche, se ne ha notizia, chiarire questi aspetti di responsabilità rispetto alla presentazione del progetto. Grazie.

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE TAGLIAFERRI

 

PRESIDENTE (Tagliaferri): Prego assessora Priolo.

 

PRIOLO, assessora: Grazie presidente. Proverò a fare un po’ ordine tra ciò che è politica e ciò che è amministrazione perché credo che qua si debba partire da questo assunto, anche dalle ultime parole che lei, consigliere, ha detto.

Una cosa sono i procedimenti di autorizzazione per come prevede la norma, la quale norma dice che un soggetto proponente, nel momento in cui vuole ottenere un'autorizzazione, per legge, deve presentare istanza alla regione per il tramite di Arpae. A quel punto, parte il procedimento, parte una conferenza dei servizi e al termine della conferenza dei servizi si adotta un atto della regione, un PAUR di autorizzazione. Questo avviene per ogni autorizzazione che preveda una VIA o un PAUR in Emilia-Romagna. Lo dico perché tutte le volte ci si aggancia alla legge per non portarsi a casa la responsabilità delle scelte. Bisogna che siamo chiari perché, diversamente, sbaglieremo strada. Gli unici progetti che la regione ha mandato avanti in sintonia con ATERSIR negli ultimi anni sono quelli legati da una parte al P.N.R.R. i progetti faro che noi abbiamo presentato, in questo caso soprattutto sul servizio idrico integrato che ha visto ovviamente nei progetti coinvolgere poi dopo i nostri gestori oppure dei progetti legati a delle linee di finanziamento nazionale, sempre nell'ambito del servizio idrico integrato - il PNISS, per intenderci. Questi sono progetti sui quali l'amministrazione regionale, di concerto con ATERSIR all'interno della pianificazione, prova a spingere e a portare a casa anche dei finanziamenti pubblici. Questa è un'iniziativa di carattere privato del gestore, legittima; il quale gestore però sta in un contesto di cui conosce tutte le delicatezze e, proprio per questo, io ritengo che non ci si muova all'interno di un contesto senza aver avuto una condivisione dell'iter con l'amministrazione competente.

L'ho già detto in altre occasioni: quando ci sono progetti così complessi ci vuole l'interazione con l'amministrazione competente, anche perché va chiarito che, da questo punto di vista, quando si autorizzano questi impianti, soprattutto se, come nel caso dell'impianto di Forlì, si utilizzano rifiuti urbani, è previsto un indennizzo situazione ambientale che definisce ATERSIR, che va a ripagare la comunità locale, quindi, sono indennizzi che vanno completamente al comune. La regione non vede un centesimo. Questo va assolutamente precisato. E nell'ambito di questa negoziazione il comune, insieme al soggetto gestore, decide che cosa vuole realizzare. Come è legittimo che sia. Io non sto mettendo in dubbio la legittimità né da parte del gestore né da parte dell'amministrazione che deve avere un dialogo costruttivo e positivo. Per cui, quando si verificano queste sintonie, se le vogliamo così definire, poi dopo l'iter va avanti.

Compito della regione, in questo caso per il tramite delle proprie strutture, come ha detto lei, è verificare l'impatto ambientale e verificare che non ci siano ricadute negative sull'ambiente, nella complessità di tutte le matrici. Oggi l'iter è appena partito. Quindi tutte le matrici non sono state osservate, ovviamente, quindi non posso già esprimermi rispetto a un esito di cui non conosciamo le caratteristiche tecniche, però bisogna anche rimettere in fila con ordine come vanno avanti questi procedimenti, io lo dico anche all'amministrazione comunale, non siamo qua per abbandonarli in mezzo se c'è una volontà, cioè, l'amministrazione affianca sempre questi procedimenti, se c'è, da questo punto di vista, una condivisione che viene alla base.

Dopodiché la regione flussa i rifiuti urbani a impiantistica data, quindi, noi ogni anno facciamo la delibera che flussa i rifiuti con la conoscenza dell'impiantistica e l'abbiamo fatto già quando abbiamo previsto il piano dei rifiuti tuttora vigente. L’aumento di capacità non era previsto nel nostro piano dei rifiuti, per cui, non è un procedimento che si determina da una richiesta della regione di aumentare la capacità nell'ambito della distribuzione dei rifiuti. Qualora però il procedimento dovesse essere autorizzato, perché non c'è l'impatto negativo, perché tutte le matrici sono positive, perché non c'è uno spettatore nella conferenza dei servizi, non siamo in un film, in una conferenza dei servizi tutti partecipano con le proprie responsabilità, quindi, qualora tutti i pareri fossero positivi e si va a buon fine di autorizzazione, allora, a quel punto, la regione, nell'ambito del flusso dei rifiuti, deve fare la propria pianificazione. Quindi, il nostro ruolo di pianificazione, in questo caso, entra dopo l'autorizzazione, mai prima di un'autorizzazione.

Quindi, l'iter in questo momento ha questa caratteristica qua. Bisogna che ogni tanto, nella complessità di questi processi, ognuno si faccia carico del proprio pezzettino di responsabilità. Lo dico onestamente perché, diversamente, sembra sempre che le cose accadano contro la volontà o accadano all'improvviso. Non è così. C'è un percorso in atto, noi siamo a fianco dell'amministrazione in questi percorsi, quando tutte le caratteristiche, anche tecniche e amministrative, sono positive. Diversamente, la regione interviene con dei dinieghi.

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FABBRI

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere Casadei.

 

CASADEI: Grazie presidente. Grazie assessora di aver chiarito questo punto perché permette di fare ulteriore luce e chiarezza rispetto alle responsabilità che le amministrazioni devono avere nei confronti dei cittadini tra di loro. Il fatto di aver scaricato sulla regione una responsabilità che non le compete, penso che non vada nella giusta direzione di leale collaborazione tra le istituzioni, che devono avere l'obiettivo comune di dare delle risposte ai cittadini.

Ovviamente, ho posto questa interrogazione sulla base delle preoccupazioni del territorio che si vedono questa richiesta, alla presenza di due inceneritori già presenti sui territori. È chiaro che dobbiamo dare delle risposte, innanzitutto tecniche. La risposta politica, in questo caso, è che le migliori condizioni verranno valutate, gli uffici faranno il loro dovere, saranno tutte le loro valutazioni. È chiaro però che poi gli impatti ci saranno comunque perché un maggiore carico rispetto a un termovalorizzatore produce degli effetti a catena sul territorio, produce anche degli effetti sullo spostamento dei rifiuti che devono essere conferiti in quell'impianto. Quindi, tutte le valutazioni verranno fatte, tutto verrà chiarito. Noi ovviamente ci opporremo al progetto, ma questo non significa che poi, quando andremo a parlare anche della nuova pianificazione dei rifiuti regionale, porremo certi tipi di temi, anche alla luce di quello che sta avvenendo in questi giorni. Grazie.

 

OGGETTO 2667

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle politiche regionali sul calendario scolastico e sulle conseguenze organizzative, educative e familiari nel sistema dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Marcello

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2667, a firma del consigliere Marcello: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle politiche regionali sul calendario scolastico e sulle conseguenze organizzative, educative e familiari nel sistema dell'Emilia-Romagna. Prego.

 

MARCELLO: Grazie presidente. Oggi voglio interrogare riguardo alle modifiche del calendario scolastico che sono cominciate. La normativa nazionale stabilisce che allo stato spetta la definizione del calendario scolastico generale e che le regioni devono garantire un minimo di duecento giorni di lezioni annue. Questo, diciamo, ai sensi dell'articolo 138 del decreto-legislativo 112 del 98 e, in Regione Emilia-Romagna, la delibera che stabilisce, diciamo, i parametri per il calendario scolastico è la delibera 353 del 2012, la quale stabilisce l’inizio del calendario scolastico al 15 settembre, posticipato al giorno dopo, qualora si tratti di giorno festivo e la chiusura al 6 settembre, posticipato al giorno prima qualora capita in un giorno festivo.

Nell'ultimo mese, la Giunta regionale ha annunciato, diciamo, l'apertura delle scuole primarie al 31 di agosto del 2026, quindi, anticipazione solo per le scuole primarie di, ormai, diciamo, com’è noto, di alcune scuole, diciamo, di 42 comuni che verrebbero a coinvolgere circa 100mila bambini tra 6 e 11 anni e uno stanziamento di circa 3 milioni di euro. Insomma, scelta anche abbastanza condivisibile per certi punti di vista, diciamo, ma da valutare.

La regione ha precisato che tale attività non costituirebbe formalmente un anticipo dell'anno scolastico nelle lezioni curriculari, ma servizi educativi extrascolastici affidati ad educatori professionali, operatori del terzo settore e soggetti esterni anche nel modello pre e post scuola. Se si è capito bene, diciamo, d'altronde, anche nelle riunioni che stanno svolgendo i dirigenti scolastici, gli assessori sul territorio, sussistono tantissime perplessità. Questo è il motivo anche della mia interrogazione.

Addirittura, nell'ultimo incontro che si è tenuto presso il comune di Rimini pare, diciamo, che, per esempio, gli educatori esterni, il personale esterno e terzo settore, sia possibile soltanto per le scuole pubbliche, non per le scuole paritarie. Cioè, questo, diciamo, chiedo, diciamo, una, la ringrazio già della smentita, diciamo, che porterò alle persone interessate.

La decisione ovviamente ha aperto subito un dibattito, non tanto, diciamo, per l'impatto turistico, diciamo, che comunque per la Romagna potrebbe essere importante, quanto praticamente per l'organizzazione all'interno delle scuole, tanto è vero, diciamo, che sono stati soprattutto i dirigenti scolastici, i presidi, a porre tante problematiche e tante limitazioni e, addirittura, diciamo, nel territorio di Rimini, ma penso che questo stia accadendo anche altrove, ci si è proposto di rivedersi a fine mese per la disponibilità delle strutture, il personale scolastico, diciamo, insegnanti, ATA e tutti gli altri collaboratori, diciamo, che partecipano, diciamo, alla complessa macchina della scuola perché ritengo che la scuola è una macchina molto complessa, difficile, articolata, sia pure di primaria importanza, hanno verificato, diciamo, che sussistono tantissime perplessità e tantissime, soprattutto, tantissimi ostacoli. Basti pensare, per esempio, diciamo, che certi collaboratori scolastici o certi anche personale ATA vengono da fuori regione e, quando comincia l'anno scolastico, arrivano verso la fine di settembre, se non ottobre e, non so se lo sapete, alcuni operatori scolastici, per esempio, lavorano un giorno alla settimana su cinque, in quanto la normativa nazionale lo consente, quindi, di conseguenza, mettersi nei panni di un dirigente scolastico diventa molto complicato per poter garantire questi servizi.

Non parliamo poi, ovviamente, del problema infrastrutturale degli edifici. Già a fine maggio tantissimi edifici non sono adeguati per ospitare personale, sia alunni sia insegnanti sia, diciamo, personale, diciamo, che lavora presso la scuola, in quanto le nostre scuole non sono dotate di quei servizi e di comfort che vanno, soprattutto, diciamo, con l'aria condizionata e tanti altri parametri, che possono far sì, diciamo, che ci sia una condizione di benessere psicofisico all'interno delle scuole. Sappiamo benissimo, diciamo, che soltanto poche scuole sono dotate, diciamo, di energie, diciamo, alternative, soltanto poche scuole sono dotate, diciamo, di termo-climatizzatore e questo ovviamente rende difficile e ostacola, diciamo, questo, diciamo, tipo di attività, se lo si porta, diciamo, verso, diciamo, l'inizio, diciamo, di settembre, quindi, alla fine di dicembre, di agosto, senza praticamente che si riesca a organizzare bene questo, diciamo, questo tipo di attività.

Va infine constatato, per esempio, che anche gli esami di Stato in Italia, ovviamente, sono ordinati -- a livello nazionale e questo, quindi, va a impattare, come anche l'esame di recupero, presso le nostre scuole.

Alla luce di tutto questo, quindi, difficoltà organizzative infrastrutturali, difficoltà organizzative di personale e qualcuno ha posto anche, diciamo, delle condizioni, diciamo, di organizzazione anche da parte delle famiglie, per esempio, che molti hanno magari programmano le vacanze per inizio settembre, non mandare un ragazzino a scuola, sia pure un periodo di quindici giorni, non obbligatorio, potrebbe rappresentare un limite, diciamo, di questo sistema.

Alla luce di tutto questo io intendo chiedere, diciamo, a questa Giunta se l'avvio delle lezioni al 15 settembre per gli anni futuri, per ogni scuola di ordine e grado, alla luce delle valutazioni, sia sempre al 15 settembre, considerando le risorse, l'organizzazione e l'impatto e, se ci sarà l'eventuale stabilizzazione della sperimentazione delle aperture anticipate per le scuole primarie al 31 di agosto. Diciamo, questi sono dei parametri che le persone, soprattutto gli operatori e le famiglie, chiedono perché la scuola, come dicevo prima, è una struttura in cui famiglie, alunni, studenti e personale scolastico sono gli attori principali che si devono poi interfacciare con la complessa macchina dell'amministrazione che comprende la provincia, i comuni e, diciamo, altri enti, diciamo, che devono fornire questi servizi. Grazie.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego, assessora Conti per la sua risposta.

 

CONTI, assessora: Grazie presidente. Ringrazio molto anche il consigliere Marcello perché ci permette, anche in quest'aula, di restituire il pensiero e la sperimentazione che abbiamo scelto di mettere in campo per le scuole primarie da quest'anno, con la volontà di estendere questo progetto, che quest'anno è sperimentale, in modo capillare, universale dal prossimo anno.

Allora, intanto grazie perché così ci permette di puntualizzare alcuni elementi che sono fondamentali da comprendere. Non vi è alcuna modifica del calendario scolastico. Anzi, questa posizione arriva proprio per chiudere il capitolo del calendario scolastico perché, in questo anno e mezzo di ascolto e di approfondimento, ci siamo resi conto, mi sono reso conto io in primis, perché alcuni colleghi della Giunta lo sapevano già, del fatto che andare a mettere mano al calendario scolastico significa, a monte, avere fatto una grande riforma della scuola tout court. Per cui, significa mettere mano alla formazione degli insegnanti, a una diversa retribuzione, a un percorso partecipato con tutti gli attori, quindi, andare a toccare il calendario scolastico diventa un intervento che andiamo a effettuare a valle, senza avere operato una grande riforma a monte, che non è in capo alla Regione Emilia-Romagna, evidentemente, nelle deleghe costituzionalmente previste.

Che cosa però abbiamo deciso di fare, perché abbiamo capito qual è stata la ragione cardine che ha portato tante famiglie e associazioni a chiederci di mettere mano al calendario scolastico, che sta proprio nella complessità e nella difficoltà e nel peso che tante famiglie hanno nella gestione di quattordici settimane di sospensione dei servizi scolastici perché i centri estivi, per quanto questa Giunta abbia aumentato di 3 milioni di spesa corrente, passando da 7 a 10 milioni, i contributi per le famiglie, ampliando anche l'Isee delle famiglie che possono accedere ai contributi sui centri estivi, non è sempre detto che questi siano disponibili per tutti e, soprattutto, in settembre molto spesso non riaprono. Quindi, che cosa ci siamo detti: il mese più difficile e più critico per le famiglie è senz'altro quello di settembre, se però, noi ci siamo anche detti, togliamo il tema dell'obbligatorietà, cioè, noi se mettessimo mano al calendario, ci sarebbe didattica e quindi vorrebbe dire obbligare tutti a tornare a scuola il primo di settembre - adesso la taglio con l'accetta - mentre invece ci siamo detti “diamo alle famiglie uno strumento flessibile” e lo diamo tenete presente senza gravare minimamente né sugli insegnanti né sul personale ATA né sull'organizzazione insita dentro la struttura scolastica, ma è una responsabilità dei comuni, con l'individuazione di educatrici ed educatori che possono fare attività integrative non obbligatorie fuori dalla didattica per gli studenti, ma soprattutto, all'interno delle risorse che mettiamo. sono previste pulizie per cui il personale ATA non è in alcun modo sovraccaricato da questa operazione.

Però noi, guardate, ve la dico così, avevamo la possibilità di aspettare ancora. Una sperimentazione è una sperimentazione, si integra con quello che c'è, non va a sostituire nulla, quindi, con i progetti che ci sono eventualmente di scuole che hanno già attivato, non è che devono smettere di farli, al contrario, ove vi sono, i comuni possono dire, nel rapporto con i dirigenti scolastici che devono avere i comuni, possono dire “guardate questa scuola non la coinvolgiamo nella sperimentazione, ne coinvolgiamo un’altra”, tentando però di dare la possibilità a tutti i bambini che ne fanno richiesta - e alle loro famiglie - di avere un porto sicuro, pieno di attività innovative e, soprattutto, di contenuto per i bambini, di gioco, ludico, non devono stare in classe, anche qui, a proposito della condizione delle infrastrutture, noi non obblighiamo, esattamente come i centri estivi che in molte scuole ci sono nel mese di luglio e agosto, che sono mesi ben più caldi rispetto a quello di settembre, per cui, i bambini non devono stare seduti in classe, fanno attività ludico-ricreative, possono utilizzare degli spazi come le palestre e i giardini, quando ci sono, spazi condivisi nella scuola per fare delle attività insieme. Questo, pertanto, per sottolineare la totale libertà e flessibilità.

Quest'anno è proprio una sperimentazione, dove possiamo cogliere eventualmente tutte le difficoltà, perplessità, criticità per aggiustare al massimo il tiro, per fare in modo che dal prossimo anno tutti insieme possiamo fare un percorso che individui nella nostra regione la certezza per le famiglie che, se vogliono fare le loro vacanze a settembre perché si sono organizzati così con la famiglia, perché magari costa un pochino meno e quindi, nel ménage familiare questo funziona bene per loro, non devono assolutamente sentirsi obbligati a portare i bambini. Contrariamente, se le famiglie hanno questa complessità e questa difficoltà, le istituzioni, tutte, mi verrebbe da dire, sono al loro fianco e potevamo scegliere di aspettare ancora un anno perché, come sapete, avremo le risorse adesso con questo assestamento oppure lanciare il cuore oltre l'ostacolo e dare un segnale che dica “cari genitori, care famiglie, sappiamo che è durissima e quindi, siccome empatizziamo con voi e sappiamo che è importante dare un sostegno ai genitori, esserci”, senza gravare sulla scuola, sugli insegnanti, sul personale ATA, sul DSGA e sui dirigenti che già fanno un lavoro pazzesco, ma provando a creare delle altre alternative con risorse regionali e con il sostegno a supporto dei comuni.

Chiudo dicendo che non è assolutamente vero che questo può avvenire solo sulle scuole pubbliche perché il servizio è garantito ai bambini, tutti, dai 6 agli 11 anni, si chiamano scuole paritarie perché sono esattamente equiparate a quelle statali. Peraltro, questi sono servizi che offre il comune all'interno delle infrastrutture scolastiche, siano esse di proprietà comunale, siano esse non di proprietà comunale, ma per garantire quei servizi alle famiglie. Lo dico a scanso di equivoci perché non possiamo pensare di fare delle politiche per le famiglie, per i bambini 6-11 anni e poi fare parte diseguali tra uguali perché il target non è scuola statale o scuola paritaria, il target sono bambini e famiglie, famiglie con bambine tra i 6 e gli 11 anni e bambini tra i 6 e 11 anni.  

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliere per la sua replica.

 

MARCELLO: Grazie assessore. Ovviamente, la ringrazio per il chiarimento, soprattutto, per quanto riguarda la possibilità, diciamo, che ci siano pari trattamento anche per le scuole paritarie, però ovviamente all'interno di questo progetto, mi dispiace dire, assessore, ma non c'è un progetto educativo accompagnato a questa sperimentazione. Io spero che in quest'anno i laboratori, i percorsi di approfondimento, diciamo, e tante altre cose previste per una scuola di livello, siano previsti in questo progetto. Altrimenti, mi sembra soltanto un'apertura delle scuole per ricevere questi bambini, diciamo, che si troverebbero a fare poco o nulla e, per di più, lei parlava di parchi e giardini, ma io non so quante scuole di questa regione possono essere, sono dotate di queste attrezzature, di palestra adeguate, di giardini adeguati. E, soprattutto, lei dice che non impatta sui dirigenti e sul personale scolastico: al momento non risulta che sia così perché i dirigenti sono i padroni delle scuole, sono i datori di lavoro, sono coloro che aprono le scuole; se un bambino si fa male lungo le scale, la responsabile del comune chiede all'assessore, al dirigente scolastico, diciamo, non vedo praticamente ancora un'organizzazione efficace, mi sembra molto un progetto, diciamo, ancora agli albori, non voglio dire, diciamo, campato in aria, perché ovviamente, diciamo, sarebbe un'offesa, però ovviamente è un progetto che va strutturato e va definito, cioè, dire responsabile del comune che, cioè, all'interno di una scuola paritaria il dirigente è un altro, per esempio, ma anche all'interno di una scuola pubblica, il dirigente è un altro che ha tutte le responsabilità in capo, anche fino all'8108, se vogliamo essere proprio precisi.

E poi lei dice che le pulizie saranno fatte, per esempio, saranno garantite dal comune, ma il comune ovviamente dovrà prendere delle maestranze che vanno a fare magari queste pulizie soltanto per quindici giorni, se non riesce a trovare la scuola, io ne sono consapevole perché sono anche il medico competente di qualche istituto scolastico in cui i dirigenti e i presidi veramente si strappano i capelli per far fare le pulizie al personale che, ripeto, certe volte presta servizio anche un giorno alla settimana perché la normativa glielo consente e arriva dalla Puglia la sera prima, per ripartire il giorno dopo e, di conseguenza, penso che sia un grosso problema e ci debba essere, non soltanto un'organizzazione, ma soprattutto un percorso educativo saldo, valido, strutturato, come in effetti avviene all'estero, prima mettiamo a posto le strutture, poi ovviamente pensiamo ai programmi e poi, diciamo, facciamo partire in maniera standardizzata un progetto anche condivisibile di aiuto alle famiglie, ma al momento vedo tante lacune. Grazie.

 

OGGETTO 2670

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al sostegno economico alle famiglie affidatarie e alla possibile estensione regionale del modello adottato dalla Provincia di Modena. A firma del Consigliere: Castaldini

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2670, a firma della consigliera Castaldini: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula relativa al sostegno economico alle famiglie affidatarie alla possibile estensione regionale del modello adottato dalla provincia di Modena. Prego.

 

CASTALDINI: Buongiorno assessore. Come lei sa, l'affidamento familiare rappresenta uno degli strumenti più efficaci di tutela dei minori, temporaneamente privi di un ambiente familiare adeguato.

La normativa nazionale e regionale individua l'affido familiare come misura prioritaria rispetto alla collocazione in comunità.

Abbiamo provato a guardare con attenzione i contributi economici riconosciuti alle famiglie affidatarie, che sono determinati a livello di comuni, unioni e distretti sociosanitari e presentano differenze. I dati che abbiamo, quelli disponibili, emerge che nella maggior parte dei territori regionali contributo mensile per l'affido etero familiare a tempo pieno si colloca mediamente tra i 450 e 520 euro mensili.

Il comune di Modena, però, ha iniziato una sperimentazione molto importante dove il contributo è pari a 780 euro mensili, incrementabili in presenza di particolari fragilità del minore e accompagnato da ulteriori misure di sostegno alle famiglie affidatarie.

Lei sa bene che, soprattutto in questi ultimi anni, dopo campagne - che io ritengo assolutamente spregevoli - il reperimento di nuove famiglie disponibili all'affidamento rappresenta una criticità segnalata da operatori, servizi sociali e associazioni familiari.

Il sostegno economico alle famiglie affidatarie, soprattutto in questo momento, costituisce uno strumento importante per valorizzare una scelta di valore enorme, di un contributo fondamentale per la società, un contributo educativo per favorire la diffusione dell'affido familiare che è un modo per interagire con l'altro, io credo oggi, soprattutto per i momenti che viviamo, fondamentali.

L'accoglienza in famiglia, oltre a rappresentare nella maggior parte dei casi la soluzione più favorevole per il minore, comporta anche costi significativamente inferiori rispetto agli inserimenti in strutture residenziali, il cui costo giornaliero può superare anche i 100 euro al giorno per minore.

L'esperienza avviata nel comune di Modena io credo sia un caso sostanzialmente unico nel panorama regionale e credo merita, pertanto, una valutazione in termini di efficacia e replicabilità.

La Regione Emilia-Romagna ha avviato un percorso fondamentale finalizzato alla definizione di una legge quadro sulla natalità. L'ho accennato anche ieri per quanto riguarda i caregiver. Io credo che il lavoro che si sta facendo bipartisan sia fondamentale per finalmente aprire nuovi spazi, nuove capacità di dialogo su temi che molte volte sono stati messi da parte e, nell'ambito di tale percorso, appare necessario riconoscere pienamente il valore dell'affido e dell'adozione quali espressioni di accoglienza, responsabilità familiare e risposta concreta ai bisogni dei minori. Quindi, chiedo a lei se intende promuovere un aggiornamento e una progressiva uniformazione dei contributi economici destinati alle famiglie affidatarie sul territorio regionale e valutando anche l'adozione strutturale, chiaramente graduale, di un modello introdotto dalla provincia di Parma quale livello di riferimento regionale per il sostegno all'affido familiare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora.

 

CONTI, assessora: Grazie presidente. Ringrazio molto la consigliera Castaldini perché questo è un tema che, come sa, ci sta molto a cuore.

L'affidamento familiare rappresenta davvero una delle priorità politiche che la Regione Emilia-Romagna si è data e, peraltro, affrontiamo il tema dell'affido anche all'interno dell'intergruppo di sostegno alla genitorialità e contrasto alla denatalità. E, tra l'altro, penso che, proprio anche all'interno di questo intergruppo, valga la pena, da qua a quando porteremo in aula la legge, varrà la pena provare a valutare insieme quali modalità, sulla base delle esperienze virtuose che lei ha citato anche oggi, possiamo provare a estendere in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, per evitare che vi siano dei territori in cui è più facile - e anche più sostenuto - l'affido e altri in cui magari troviamo maggiori criticità.

La normativa regionale e nazionale richiamano con chiarezza le necessità di promuovere e sostenere l'affido familiare come intervento prioritario di tutela dei minori. E infatti, proprio in questa regione il tema dell'affido è oggetto di uno specifico approfondimento nell'ambito del tavolo tecnico regionale della tutela minori, che ha individuato tra le proprie priorità la necessità di effettuare una ricognizione puntuale sulle modalità di organizzazione dei servizi affido e delle forme a sostegno riconosciute alle famiglie affidatarie nei diversi territori regionali.

Abbiamo incontrato tutte le associazioni che si occupano di affido; abbiamo colto anche noi con grande chiarezza la loro complessità e difficoltà nel reperire famiglie affidatarie che abbiano la volontà di intraprendere questo percorso bellissimo, ma estremamente impegnativo e, su mandato del tavolo tecnico, oggi sono già in corso, proprio in queste settimane, i monitoraggi di tutte le équipe affido operanti sul territorio dell'Emilia-Romagna, finalizzato a raccogliere dati omogenei relativamente ai contributi economici riconosciuti, sia per l'affido a tempo pieno sia per quello part time, alle modalità di erogazione, alle eventuali maggiorazioni previste in presenza di bisogni complessi del minore, alle ulteriori forme di supporto garantite dai servizi territoriali perché l'obiettivo è proprio quello di disporre di un quadro conoscitivo completo e aggiornato, che diventi la base di un confronto e di una discussione per arrivare a una posizione condivisa sulla legge, di armonizzazione e rafforzamento del sistema in modo omogeneo in tutta la regione.

È evidente, infatti, che adottare quote di sostegno differenti comporta anche un impatto economico significativo sui bilanci dei comuni e dei distretti e, quindi, bisogna affrontare questo tema con un confronto molto serio e il più possibile attinente, diciamo così, alle condizioni dei comuni.

In questo contesto, la regione sta inoltre sviluppando una riflessione più ampia proprio sul sostegno alle politiche per le famiglie, alla responsabilità genitoriale e, all'esito di questo monitoraggio, comunque, e del confronto con i territori, vorremmo proprio adottare un atto di indirizzo da contenere nella legge per una maggiore omogeneità, come dicevo.

Il tema non sarà soltanto quello di istituire una quota omogenea e uniforme a livello regionale, ma proprio costruire un sistema regionale di sostegno all'affido familiare che garantisca alle famiglie affidatarie adeguati supporti economici, educativi, ma anche psicologici e sociali, nello stesso modo erogati all'interno di tutto il territorio regionale perché le politiche sull'affido sono politiche sia per il sostegno ai più piccoli e ai minori, a quelli che, come dire, devono essere prioritariamente difesi, sostenuti e tutelati dalle istituzioni e poi anche a quei genitori che scelgono di fare un percorso estremamente prezioso, ma altrettanto impegnativo.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera.

 

CASTALDINI: Grazie assessore. Io sono soddisfatta per l'inizio di questo percorso, che è già cominciato insieme alla Garante per l'infanzia e alle tante associazioni che stanno diventando un punto di riferimento per un lavoro che ha un enorme complessità.

Sono soddisfatta per le tante famiglie che dicono sì a questa sfida enorme, educativa, di responsabilità, all'interno di comunità che chiedono sempre di più di avere orizzonti più larghi e non visioni ristrette.

Vorrei presentare anche una risoluzione per poter coinvolgere l'Assemblea legislativa in questo lavoro e, quindi, anche per, in un certo senso, provare a velocizzare il più possibile un lavoro che ritengo abbia aspettato troppo a lungo e, quindi, sono molto soddisfatta di poter cominciare questo percorso. Grazie.

 

OGGETTO 2671

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula riguardante un'iniziativa che avrebbe coinvolto bambini delle scuole primarie di Modena in attività e messaggi riconducibili alla causa palestinese. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò

 

PRESIDENTE (Fabbri): Siamo alla 2671: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula riguardante un'iniziativa che avrebbe coinvolto bambini delle scuole primarie di Modena in attività e messaggi riconducibili alla causa palestinese. A firma dei consiglieri Arletti e Pulitanò. Il documento contiene dati riservati, ai sensi della normativa per la protezione dei dati personali. Prego, consigliera Arletti.

 

ARLETTI: Grazie presidente. Buongiorno, assessore e colleghi. Con questa interrogazione chiediamo alla Giunta regionale di fare chiarezza su una vicenda che in questi ultimi giorni ha suscitato forte preoccupazione, diciamo, nell'opinione pubblica e che coinvolge un ambito molto delicato, che è quello della scuola e dell'educazione dei nostri bambini.

Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, in un'iniziativa, nelle scorse settimane, un soggetto, che attualmente risulta indagato per terrorismo, avrebbe partecipato a un'iniziativa, appunto, dove sono coinvolte scuole primarie e una scuola dell'infanzia della città di Modena. È importante precisare, lo dico in premessa, che la nostra volontà non è quella di sostituirsi a quello che è un lavoro che ovviamente la Magistratura deve fare, che segue un percorso autonomo, non siamo quindi qui per esprimere giudizi, diciamo così, anticipati sulle responsabilità individuali, sebbene ciò che emerge dagli organi di stampa sia abbastanza chiaro.

Il punto che oggi noi poniamo è un altro, quando si organizzano delle attività all'interno delle scuole, quando si individuano dei relatori, quando si individuano anche dei soggetti che vengono comunque coinvolti e presenziano all'interno di un istituto scolastico, le istituzioni hanno il dovere di operare con la massima attenzione, prudenza e senso di responsabilità perché la scuola non è una serie di partito e non è nemmeno una manifestazione di piazza. Non è un luogo qualsiasi, è un luogo in cui si formano le coscienze delle nuove generazioni, il luogo in cui le famiglie affidano i propri figli con la certezza che l'offerta educativa sia improntata a criteri di equilibrio, di trasparenza, ma soprattutto di neutralità.

Mi consenta, presidente, una riflessione ulteriore. Questo ha ancora maggiore significato per la città di Modena perché viene da un momento particolarmente delicato e complesso, quello che ha visto il 16 maggio un soggetto, attualmente indagato, che ha attentato alla vita di persone innocenti ferendone gravemente sette.

Siamo in un momento, dicevo, complesso e delicato perché questo fatto gravissimo ha sconvolto un'intera città e richiama tutti noi a un supplemento di attenzione e di responsabilità. Proprio per questo motivo non ci possiamo permettere leggerezza, proprio per questo motivo dobbiamo chiarire quelle che sono delle eventuali responsabilità perché l'attenzione, le richieste di chiarimenti e di chiarezza, non è un pregiudizio, non è polemica, è un dovere delle nostre istituzioni.

Per questo riteniamo legittimo e doveroso capire, innanzitutto, come sia stata costruita questa iniziativa, che abbia proposto o comunque coinvolto questo soggetto e quali valutazioni sono state effettuate prima della sua partecipazione. Ancora di più, in una fase storica segnata comunque da tensioni, da conflitti, da forti contrapposizioni ideologiche nelle quali il compito delle istituzioni dovrebbe essere quello di garantire dei contesti educativi, uso un termine, un aggettivo per me importante, che è equilibrati e soprattutto rispettosi, anche del pluralismo. La questione che poniamo non riguarda il fatto di avere, da parte dei soggetti che realizzano queste iniziative, delle proprie posizioni politiche, personali, che nessuno contesta, ciò che contestiamo è che con queste opinioni personali venga fatto indottrinamento nelle scuole. Questo è qualcosa che dobbiamo assolutamente chiarire.

Ecco perché, nell'immediata noi chiediamo di chiarire chi abbia coinvolto questo soggetto, visto che abbiamo visto dei rimpalli evidenti di responsabilità, anche a mezzo stampa e se in questa vicenda sono stati pienamente rispettati i principi di neutralità educativa che devono guidare ogni attività proposta nelle scuole.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego assessora Conti.

 

CONTI, assessora: Grazie presidente. Grazie collega Arletti. Allora, la vicenda che richiamate merita una grande attenzione e va affrontata con estremo equilibrio, evitando, a nostra volta, come istituzioni, di perdere l'occasione di essere estremamente rigorosi e io sono perfettamente d'accordo quando la consigliera Arletti dice che la scuola non può essere oggetto di strumentalizzazioni e, soprattutto, i bambini non possono essere coinvolti su questioni di cui non possono avere un’autonoma capacità di giudizio, perché queste sono esattamente le parole del sindaco Mezzetti.

Ovviamente, io non posso assumermi la responsabilità di ricostruire che cosa sia avvenuto, come sia avvenuto l'incontro. Come regione, noi abbiamo chiesto, evidentemente facendo, nel dialogo interistituzionale, abbiamo chiesto al comune di Modena e al sindaco esattamente che cosa sia avvenuto e quindi riporterei a voi alcuni elementi su cui io sono fermamente convinta.

Il sindaco Mezzetti dice: durante la mia presenza all'incontro non è mai stato affrontato nel colloquio con i bambini, nello specifico il conflitto tra Israele e Palestina, né intonato nessun canto di natura politica. Se questo è accaduto dopo che sono andato via, lo giudico assolutamente inopportuno.

Se questo avverrà, lo giudicheremo anche noi estremamente inopportuno.

E dice: sono fermamente convinto che i bambini non debbano essere coinvolti e strumentalizzati su questioni in cui non possono avere un'autonoma capacità di giudizio ed è scorretto chiedere loro di intonare slogan politici senza che ne possano avere piena consapevolezza e quindi - dice il sindaco - torno a dire che, se questo è accaduto, ritengo che chi ne porta la responsabilità farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie e ai bambini.

Allora, questo è anche il punto di vista che la regione condivide perché, dalle informazioni rese pubbliche dal comune di Modena, emerge che il percorso educativo svolto nelle scuole aveva come oggetto riflessioni sui temi della pace in termini generali, della guerra, del dialogo, del rispetto e della convivenza civile. Non risultano, per quanto riguarda la presenza del sindaco agli incontri, attività di propaganda politica o momenti di indottrinamento.

Diverso è il tema, che è stato peraltro anche riconosciuto, come dicevo prima, dallo stesso sindaco di Modena, dell'eventuale utilizzo di slogan politici o modalità comunicative inappropriate rivolte ai minori e, se questi episodi sono effettivamente avvenuti, è corretto considerarli totalmente inopportuni perché la scuola deve mantenere sempre un equilibrio educativo e non può trasformarsi in uno spazio di contrapposizione politica e ideologica.

Per quanto riguarda la presenza della persona citata nell'interrogazione, abbiamo letto anche le restituzioni che ci ha fornito il sindaco di Modena, il quale era consapevole della presenza di una persona alla quale è stata sterminata la famiglia. Dodici persone sono morte, della famiglia di Al-Dahdouh, ma la persona che voi e che correttamente è stata oggetto di attenzione, è l'interprete che accompagnava questa persona.

Evidentemente, il sindaco non poteva essere al corrente del fatto che questa persona, arrivata come interprete, diciamo così, della persona che invece andava a portare una propria testimonianza di vita, non aveva contezza che questa persona fosse indagata da sette mesi, tanto è vero che lo stesso sindaco dice “questa persona è stata anche in altre sedi nazionali, in altri contesti, ha svolto il suo ruolo di interprete” e non potevano sapere che avesse questa condizione, questa situazione.

Ma al netto di questo, questa persona citata nell'interrogazione è indagata e, in quanto indagata, le persone non sono tenute a sapere che stia sotto indagine. Diverso sarebbe se avesse ricevuto una condanna perché una sentenza è pubblica, delle indagini no. E allo stato, non risultano misure restrittive o provvedimenti che ne liberassero la libertà di movimento o di partecipazione a iniziative pubbliche.

Come è noto e come sapete bene, la Regione Emilia-Romagna non organizza né autorizza nel dettaglio le singole attività svolte nelle scuole dei territori comunali che rientrano nell'autonomia delle istituzioni scolastiche e nelle responsabilità organizzative dei soggetti promotori locali. Non compete quindi alla Giunta regionale svolgere attività ispettive o accertamenti di responsabilità rispetto a fatti che attengono ad altri livelli istituzionali, però vogliamo ribadire in questa sede, con grande chiarezza, un principio: educare alla pace, al dialogo tra popoli, al rifiuto della violenza e alla convivenza democratica è pienamente coerente con i valori costituzionali e con il ruolo educativo della scuola. Altra cosa sarebbe utilizzare i bambini per finalità propagandistiche o per trasmettere messaggi unilaterali e divisivi ed è un confine che va sempre presidiato con grande attenzione e responsabilità da parte di tutti gli adulti coinvolti.

Quindi, in questa fase storica, segnata - come correttamente diceva la consigliera Arletti - da conflitti, tensioni internazionali, forte polarizzazione del dibattito pubblico, serve una grande responsabilità istituzionale da parte di tutti; da un lato, evitare le semplificazioni; evitare chiaramente campagne di depolarizzazione, di conflitto e continuare a difendere una scuola come un luogo di crescita critica, libera e rispettosa delle differenze.

Quindi, questo per dire che la Regione Emilia-Romagna questo approccio lo vuole assolutamente continuare a mantenere e a garantire; quello che avviene nell'autonomia delle scuole, se ogni atto di autonomia è di responsabilità di chi sceglie gli interlocutori da portare a scuola e, per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna, siamo convinti che la posizione del sindaco Mezzetti di Modena, che ci restituisce, è una posizione di chi ha agito in buona fede, di chi non era presente e quindi non ha potuto prendere atto del fatto che vi fossero dei canti, degli slogan, delle propagande con il coinvolgimento dei bambini e che, agli atti, effettivamente poteva non sapere del fatto che questa persona fosse indagata.

Per quanto riguarda l'invito, lui ribadisce che l'invito di queste persone, anche dello stesso testimone che portava la propria esperienza, fosse stato scelto dalle educatrici e dalla scuola. Questo riporto e, come sapete, queste sono le informazioni che a noi pervengono. Evidentemente, riporto quanto ci è stato confermato dal sindaco.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Prego consigliera.

 

ARLETTI: Grazie presidente. Se avessi voluto la risposta alla mia interrogazione, alla nostra interrogazione a risposta immediata, da parte del sindaco, facevamo l'interrogazione, cosa che tra l'altro abbiamo anche fatto in consiglio comunale perché le dichiarazioni del sindaco Mezzetti le abbiamo lette tutti.

Io volevo e noi volevamo una risposta da chi si occupa di temi educativi e di scuola all'interno della Giunta regionale perché, vede assessore, io non sono d'accordo su una serie di considerazioni, fermo restando sicuramente quello che lei ha detto in premessa, ovvero di non cercare di perdere l'occasione di essere rigorosi perché questo evento e questa iniziativa, questo caso, questo episodio gravissimo di una gravità inaudita ci permette proprio l'occasione di essere rigorosi.

Il confine che lei prima citava, che è un confine che non deve essere mai travalicato, purtroppo, viene travalicato molto spesso ed è questo soprattutto quello su cui noi ci dobbiamo interrogare. Il 16 maggio Modena è stata sconvolta, adesso non vedo tutti i consiglieri che abitano nella città di Modena, ma veniamo da una città davvero sconvolta, con un'aria che si respira molto pesante, cosa dobbiamo aspettarci? Questa è un po’ la domanda perché abbassare la testa di fronte a quello che è successo, noi non ce lo possiamo permettere. Adesso ovviamente lei fa riferimento anche alla credibilità delle istituzioni educative, che io credo non sia messa in discussione nella misura in cui, ripeto, non ci sia spazio per anche un certo servilismo e un certo indottrinamento.

Secondo voi i bambini di 6, 7, 8 anni intonano “Palestina Libera” autonomamente? Come ho sentito dire sui giornali. Questo è grave e da questo io, assessore, mi aspettavo una risposta perché questo è di una gravità inaudita. Sentire che sui giornali ci sono le istituzioni scolastiche o chi se ne occupa, chi è responsabile di quel progetto dire “ma i bambini l'hanno intonato autonomamente”. Ma di cosa stiamo parlando?

L'interprete però, il quale invece, dico una cosa sul sindaco, l'interprete accompagnava un giornalista che era nelle manifestazioni di piazza del 2 giugno accanto all'avvocato che in questo momento sta difendendo Salim El Koudri, che è l'attentatore di Modena, una piazza molto ideologica, una piazza che ha trasformato la Festa della Repubblica in qualcosa di politicamente molto schierato e su questo non vi è dubbio. Quindi, quel giornalista, quantomeno, l'inopportunità per il sindaco di andare comunque in un'iniziativa senza sapere che di fianco a questo giornalista, che sicuramente conosceva perché l'ha accolto in comune, c'era anche un soggetto a parlare, ripeto, di un tema che in questo momento è estremamente delicato, come non può informarsi un primo cittadino in merito a quelli che sono gli ospiti a quell'iniziativa, perché se è vero che lui sicuramente ha parlato di pace con i bambini, ha parlato di valori, valori che sono assolutamente imprescindibili e che sono assolutamente positivi, questo non lo mettiamo in discussione, ma c'è tutta un'iniziativa dietro di cui un'istituzione comunale e un personaggio politico non può non fare le dovute ricerche e azioni.

Voi che parlate e anche vi stracciate le vesti, ad esempio, anche solo sul consenso informato, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo arrivare ad avere il consenso informato anche per le attività extra curricolari dei bambini nelle scuole? Perché di questo stiamo parlando, di questo stiamo parlando. Io non sarei stata assolutamente d'accordo che mia figlia partecipasse a un'iniziativa di questo tipo. Lo dico senza se e senza ma, ma non per i valori della pace, ma per l'indottrinamento politico che all'interno di quell'iniziativa è stata fatta sui bambini. Questo è il problema, questo servilismo culturale e sociale. Noi non ci troverete mai a capo chino a vedervi svendere anche nelle scuole la nostra identità, nel nome del buonismo e del politicamente corretto.

 

OGGETTO 2575

Proposta recante: "Rendiconto dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2025". (42)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo all'oggetto 2575. Proposta recante: "Rendiconto dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2025". Delibera dell'Ufficio di Presidenza n. 37 del 19 maggio 26. La commissione Bilancio Affari generali e istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 3 giugno 2026 con la seguente votazione: 30 voti a favore, nessuno contrari e 10 astenuti. Parere del collegio dei revisori ottenuto. Procedimento. Abbiamo quindi la partenza con il dibattito generale. Chiedo quindi chi si vuole prenotare. Consigliera Zappaterra. Prego, a lei.

 

ZAPPATERRA: Grazie presidente. Alcune osservazioni un po’ più politiche rispetto all'ampia illustrazione che è stata fatta del rendiconto dell'Assemblea in commissione, anche molto dettagliato.

Il rendiconto 2025 conferma un dato di fondo, che è stata una costante in questi anni, cioè, che l'Assemblea legislativa è un'istituzione solida, che funziona e che utilizza le risorse pubbliche in modo responsabile stabile ed equilibrato. Il rendiconto del 2025, conferma che abbiamo un bilancio in ordine e senza criticità. Il primo elemento che va sottolineato è che non ci sono situazioni di disavanzo né squilibri finanziari. Chiudiamo il 2025 con oltre 2,7 milioni di avanzo, di cui 1,4 effettivamente disponibili per nuove scelte. Credo si possa dire davvero che questo è il segnale di una gestione prudente, ma al contempo anche responsabile, che lascia margini di intervento. In termini molto sintetici credo possiamo dire che sono state garantite tutte le attività previste, non sono state spese più risorse di quelle disponibili ed è stato mantenuto un margine di sicurezza utile anche per scelte future.

Siamo di fronte ad una spesa sostanzialmente controllata e concentrata sulle funzioni istituzionali. La spesa complessiva dell'Assemblea si colloca attorno ai 22 milioni di euro ed è assolutamente concentrata sulle attività essenziali. Quasi tutta la spesa è destinata al funzionamento istituzionale, quindi, organi, supporto, servizi. La componente principale riguarda infatti i servizi, il supporto alle attività istituzionali e i trasferimenti collegati al funzionamento delle funzioni preminenti dell'Assemblea. Gli investimenti sono limitati, ma presenti soprattutto sulla parte di innovazione e di infrastrutture tecnologiche. In sostanza, emerge chiaramente la scelta politica che è quella di tenere sotto controllo i costi strutturali, destinando le risorse alla qualità del funzionamento istituzionale.

Le entrate, come sappiamo, sono stabili ed essenzialmente basate su risorse pubbliche. Il modello finanziario dell'Assemblea, come abbiamo spiegato anche ai nuovi consiglieri in questi anni, è molto semplice e molto trasparente. La stragrande maggioranza delle entrate deriva da trasferimenti della regione o di altri enti pubblici e consiste in oltre 17 milioni di euro. Le voci principali sono quelle dei trasferimenti dalla Giunta per il funzionamento dell'Assemblea e della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, come diciamo sempre, il bilancio dell'Assemblea è un bilancio derivato; il trasferimento dall’Agicom per le funzioni delegate nel Corecon e i trasferimenti dall'Unione Europea per le funzioni svolte dal centro Europe Direct.

Le entrate proprie sono assolutamente marginali e residuali, questo conferma che l'Assemblea non è un centro di produzione di entrate, ma un organo di rappresentanza che utilizza risorse pubbliche per garantire democrazia, controllo e partecipazione. Non c'è indebitamento e siamo di fronte, come dicevo, ad una gestione assolutamente prudente.

Credo che un elemento da rilevare nella discussione che, dal punto di vista politico, sia che non ci sono accensioni di prestiti né di debiti finanziari e la gestione è tutta improntata a grandissimo equilibrio con fondi accantonati per rischi e possibili esigenze future. In altri termini, lo voglio dire qui, non so se l'ho detto, forse non l'ho detto in commissione, ma l'Assemblea non scarica costi sulle generazioni future e mantiene un approccio di responsabilità e di sostenibilità. C'è un'assoluta continuità dell'azione istituzionale dei servizi garantiti. Dal punto di vista sostanziale il rendiconto dimostra che nel 2025 sono state pienamente garantite le attività di supporto ai consiglieri e agli organi. È proseguito il lavoro di trasparenza, partecipazione e servizi ai cittadini. Lo voglio ridire, l'abbiamo rilevato nella discussione sul bilancio preventivo, ma il fatto che, come Assemblea, investiamo moltissimo nei viaggi della memoria fa sì che siamo diventati un punto di riferimento verso le scuole e più in generale verso tutta la comunità regionale, è un modo per mantenere l'istituzione radicata sui territori e sono, inoltre, state mantenute e rafforzate tutte le funzioni di raccordo con gli enti locali, le associazioni e la società civile. Le attività dell'Assemblea facciano sì che i cittadini conoscano la regione Emilia-Romagna e questo è il punto politico centrale che credo vada ribadito anche oggi: le risorse impiegate si traducono direttamente in funzionamento democratico e qualità dell'istituzione.

L'avanzo che si registra non è un risparmio fine a se stesso - avremo modo di parlarne anche quando discuteremo dell'assestamento - ma rappresenta una garanzia di stabilità e la possibilità di restituire risorse o destinarle a nuove priorità, a seconda delle decisioni che l'Assemblea prenderà dopo l'approvazione del rendiconto che stiamo discutendo.

In sintesi, il rendiconto 2025 dimostra che l'Assemblea legislativa funziona con costi molto contenuti e sostanzialmente sotto controllo. Le risorse pubbliche sono utilizzate in modo trasparente e coerente con le funzioni istituzionali. Non emergono criticità finanziarie ma, al contrario, un quadro solido e l'istituzione continua a garantire democrazia, partecipazione e qualità del lavoro legislativo. I macronumeri, per chiudere questa brevissima riflessione, danno conto di un fondo cassa finale al 31-12 di 6 milioni di euro, di un saldo finanziario positivo, al netto dei vincoli, di 2.300.000 euro. La composizione dell'avanzo di amministrazione rileva 1.100.000 di risorse prudenzialmente messe da parte rischi contenziosi e imprevisti vari; una quota vincolata per quote di trasferimento di 224.000 euro, quindi risorse già destinate ad altre finalità e una quota, come dicevamo in commissione, disponibile e vera, di 1.400.000 euro di margine effettivamente utilizzabile per nuove scelte politiche.

Confermo che siamo una delle amministrazioni con i tempi di pagamento più veloci, che si attestano attorno ai quindici giorni e confermo il dato che siamo una delle istituzioni che costa meno a livello nazionale. Chiudo dicendo, presidente, che il dato politico è molto chiaro: l'Assemblea legislativa è un'istituzione sobria, efficiente e capace di restituire valore alla comunità regionale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Grazie presidente. Colleghi, quando ci troviamo a discutere il rendiconto dell'Assemblea legislativa, siamo chiamati ad affrontare un atto che, per sua natura, sfugge spesso alla dialettica politica ordinaria e che proprio per questo rischia talvolta di essere considerato un semplice passaggio tecnico, quasi un adempimento dovuto all'interno del calendario istituzionale. Io credo invece che il rendiconto rappresenti uno dei momenti più significativi dell'intera attività dell'Assemblea perché è il momento nel quale le intenzioni lasciano spazio ai risultati, le previsioni vengono sostituite dai dati effettivi e la programmazione incontra la prova più difficile, quella della verifica concreta.

Quando approviamo il bilancio di previsione, ragioniamo infatti sugli obiettivi che intendiamo perseguire; quando discutiamo il rendiconto siamo invece chiamati a valutare ciò che è stato realmente fatto, come sono state impiegate le risorse pubbliche affidate all'Assemblea legislativa e quale sia stato il grado di efficacia e di efficienza e di correttezza amministrativa raggiunto nell'esercizio appena concluso.

Per questa ragione ritengo doveroso partire da un elemento che considero importante, che deve essere riconosciuto con chiarezza: il collegio regionale del revisore dei conti ha espresso un parere favorevole sul rendiconto 2025 attestando la corrispondenza del documento alle risultanze della gestione e non rilevando criticità tali da compromettere la regolarità complessiva dell'atto. Si tratta di un elemento che non può essere sottovalutato e che rappresenta una garanzia per tutti noi, indipendentemente dalle appartenenze politiche, perché il ruolo dei revisori è esattamente quello di verificare che il documento contabile sia costruito nel rispetto delle norme dei principi contabili e degli equilibri finanziari previsti dall'ordinamento.

Dalla relazione emerge un quadro che, sotto il profilo tecnico-contabile, appare ordinato e coerente. Viene certificata la regolarità delle procedure, viene confermata la corretta gestione dei residui, vengono verificati gli equilibri di bilancio e viene attestata la conformità del rendiconto alle disposizioni del decreto legislativo 118 nel 2011. Tutti elementi che meritano di essere richiamati perché costituiscono la base sulla quale qualsiasi valutazione politica deve necessariamente poggiare.

Allo stesso modo, credo sia giusto riconoscere il lavoro svolto dalla struttura amministrativa dell'Assemblea legislativa, dagli uffici e da tutto il personale coinvolto nella predisposizione dei documenti contabili. Sarebbe sbagliato, oltre che ingeneroso, trasformare una valutazione politica in una critica indistinta all'attività tecnica che è stata svolta.

Detto questo, proprio perché ritengo importante distinguere il piano tecnico da quello politico e istituzionale, credo sia altrettanto corretto spiegare le ragioni della posizione che il gruppo Fratelli d'Italia assumerà su questo atto. Per farlo devo necessariamente richiamare il percorso che ha accompagnato questo rendiconto nelle settimane precedenti. In ufficio di presidenza avevo già avuto modo di evidenziare un tema che considero tutt'altro che marginale, non un tema contabile, non un tema giuridico, non un tema procedurale, un tema di metodo istituzionale. Lo avevo fatto riconoscendo innanzitutto, come elemento positivo, la comunicazione inviata dalla consigliera questore Marcella Zappaterra ai gruppi assembleari, una comunicazione con la quale veniva manifestata la disponibilità ad illustrare il rendiconto e l'assestamento, raccogliendo osservazioni, suggerimenti e contributi da parte dei consiglieri interessati. Ritengo ancora oggi che quella disponibilità sia stata un fatto positivo e lo considero un segnale di apertura, lo considero un elemento utile, lo considero un passo nella giusta direzione, ma proprio perché intendo mantenere una posizione coerente,  devo aggiungere che quel passaggio, pur apprezzabile, non esaurisce completamente la riflessione che avevo posto perché il tema che ho sollevato non riguarda semplicemente la disponibilità al confronto, riguarda la centralità del confronto, riguarda il ruolo che il confronto deve assumere all'interno del processo decisionale, riguarda il modo in cui i documenti fondamentali per la vita dell'Assemblea vengono condivisi, approfonditi, discussi e valorizzati e credo che questa sia una riflessione che vada ben oltre il singolo rendiconto.

La qualità di un'istituzione democratica non si misura soltanto dalla correttezza formale degli atti che produce. Certamente la correttezza amministrativa è indispensabile, ma non è sufficiente. La qualità di un'istituzione si misura anche dalla qualità del percorso che conduce alla decisione finale, dalla capacità di coinvolgere pienamente i soggetti chiamati ad assumere quella decisione e dalla possibilità di costruire momenti di confronto che non siano percepiti come una concessione, ma come una componente naturale del processo. È una differenza che può apparire sottile, ma che a mio giudizio è sostanziale perché vi è una differenza tra consentire un confronto e fare del confronto un elemento strutturale del metodo di lavoro. Ecco perché la valutazione che esprime oggi è inevitabilmente più ampia del semplice contenuto contabile del rendiconto.

Se infatti ci fermassimo ai numeri, dovremmo riconoscere che il documento presenta elementi di stabilità e di equilibrio; i revisori certificano un avanzo di amministrazione superiore a 2.700.000 euro, una parte disponibile superiore a 1.400.000 euro e una gestione che nel suo complesso mantiene gli equilibri previsti dall'ordinamento contabile, ma i numeri da soli non raccontano mai tutto, i numeri spiegano il risultato, non spiegano necessariamente il percorso ed è sul percorso che ritengo vi sia ancora spazio per una crescita ulteriore.

Guardando, infatti, ai dati riportati nella relazione dei revisori emerge anche un altro elemento che merita una riflessione: negli ultimi anni il risultato di amministrazione dell'Assemblea ha registrato una progressiva riduzione, passando da oltre 5,4 milioni di euro del 2021 agli attuali 2,7 milioni del 2025. Non è un dato che debba destare allarme, non è un elemento patologico, non è una criticità contabile. Tuttavia, rappresenta un indicatore che suggerisce l'opportunità di mantenere alta l'attenzione sulla programmazione delle risorse e sulla capacità di monitorarne costantemente l'utilizzo. Non lo dico in una logica polemica, lo dico in una logica istituzionale poiché il compito di un consigliere regionale non è soltanto verificare che un documento sia formalmente corretto, ma anche interrogarsi -- sulla qualità delle scelte che stanno dietro a quel documento. Del resto, il rendiconto non riguarda semplicemente una somma di capitoli di bilancio, riguarda il modo in cui l'Assemblea interpreta la propria funzione; riguarda il modo in cui vengono sostenute le attività istituzionali; riguarda il rapporto tra risorse disponibili e obiettivi perseguiti; riguarda la capacità dell'istituzione di essere credibile quando chiede agli altri livelli amministrativi trasparenza, efficienza e responsabilità.

Ed è proprio perché attribuisco a questo atto una rilevanza così elevata che ritengo necessario continuare a porre il tema del metodo. Qualcuno potrebbe dire che si tratta di una questione secondaria rispetto alla correttezza del documento. Io penso esattamente il contrario perché la qualità del metodo contribuisce direttamente alla qualità della decisione. Più il confronto è approfondito, più la decisione finale è forte; più il confronto è tempestivo, più la decisione finale è consapevole. Più il confronto è strutturato, più la decisione finale è condivisa. Sono convinto che il percorso intrapreso possa e debba proseguire in questa direzione, rafforzando ulteriormente il ruolo dell'ufficio di presidenza, valorizzando sempre di più il contributo che tutti i consiglieri possono offrire nella fase di esame dei documenti più rilevanti.

Per questa ragione la posizione che assume oggi non è assolutamente una posizione di contrarietà, non vi sono elementi per votare contro questo rendiconto, sarebbe una scelta che non troverebbe fondamento nei dati, nel parere dei revisori o nel contenuto tecnico dell'atto. Ma non ritengo neppure coerente esprimere un voto favorevole pieno perché ciò significherebbe considerare definitivamente superata una riflessione sul metodo che invece continuo a ritenere attuale e meritevole di attenzione. Una scelta politica istituzionale consapevole. Riconosco il lavoro svolto, riconosco la correttezza del documento, riconosco il parere favorevole del collegio dei revisori, riconosco l'apertura manifestata nelle settimane precedenti, ma continuo a ritenere che il percorso verso una piena valorizzazione del confronto istituzionale non si è ancora concluso e che proprio atti come questo rappresentino l'occasione migliore per rafforzarlo ulteriormente. Perché la qualità di un rendiconto non dipende soltanto dalla correttezza dei numeri che contiene, dipende anche dalla qualità del processo che lo precede e credo che il compito di tutti noi sia fare in modo che entrambe queste dimensioni continuino a crescere insieme.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Castellari, prego.

 

CASTELLARI: Grazie presidente. Grazie alla consigliera Zappaterra e al collega Tagliaferri che sono intervenuti prima di me. Noi invece abbiamo un giudizio politico molto positivo di come si è mossa la gestione dei conti dell'Assemblea legislativa. Il rendiconto arriva qui confortato dal parere del revisore de conti, ma non è questo l'unico elemento che ci fa essere molto fiduciosi e soddisfatti, anzi, tutt'altro.

I numeri sono quelli di un bilancio, di un consuntivo sano e i conti in ordine. Ovviamente non c'è debito. Ci sono tre dati molto positivi che danno la misura di un rendiconto sano, l'avanzo a 2,7 milioni, ma quello che conta e che dà la cifra è sempre l'avanzo libero, la quota libera che è di 1,4 milioni, un fondo cassa più che solido attorno ai 6 milioni, un'attenzione ai tempi di pagamento che ammontano a quindici giorni media ed è un'attenzione molto positiva perché, talvolta, le istituzioni non sono nei tempi dei pagatori sempre puntuali, ma questo invece in regione accade sia nelle varie funzioni di bilancio ordinarie che in questa dei bilanci dell'Assemblea. Poi c'è un altro dato che è 7,24€ pro capite esattamente pari allo scorso anno che era 7,25, è perfettamente in linea ed è un altro dato che dà la misura del respiro positivo.

Noi pensiamo convintamente che questa gestione sia stata in ordine e in fila, ma non ci basta questo aspetto, c'è un mucchio, una somma di cose e non solo un corollario, un accessorio del lavoro che fa l'Assemblea, ma sono nel DNA di quella che è la promozione della cultura istituzionale, la cultura di una cittadinanza attiva e responsabile, iniziative che si manifestano attraverso una serie di funzioni e di sostegni e di attività molto positive. A partire da quella che è stata ricordata, che abbiamo rafforzato nel 2025 che è il sostegno ai viaggi della memoria, non c'è solo quello, ma quello è un punto fondamentale. C’è un'attenzione a tutte le occasioni di incontro, di scambio istituzionale, alle iniziative che vengono svolte qui, come mostre, convegni, inaugurazioni, incontri e ricorrenze, anniversari. L'anno scorso abbiamo salutato con favore la inaugurazione della biblioteca dell'Assemblea legislativa che ha due spazi a disposizione pronte a ospitare la presentazione dei libri, convegni. L'abbiamo utilizzato una delle prime volte come luogo di incontro per i nostri rapporti con gli italiani nel mondo e quindi ringrazio i colleghi che seguono particolarmente questo aspetto. La Consulta degli emiliano-romagnoli del mondo. E poi ci sono momenti di accoglienza, momenti rivolti in particolare gli studenti, la cultura della partecipazione e della democrazia che viene proposta attraverso le assemblee dei ragazzi, le città dell'Emilia-Romagna che un po’ alla volta fanno tappa qui per vedere come funziona l'Assemblea legislativa. Insomma, tante cose positive da cui muovono una necessità di rafforzare il vincolo per le nuove generazioni, in particolare, ma non solo per loro, di sentirsi parte di una comunità, come a valorizzare una questione di cittadinanza attiva e democratica che è nel DNA di come noi intendiamo l'amore, il rispetto, lo zelo verso le istituzioni.

Quindi, ci sono tutti gli elementi, a nostro modo di vedere, per dare un giudizio più che positivo e, ovviamente, come abbiamo fatto ogni anno, una parte dell'avanzo libero, che forse è la cifra principale, attorno al quale si concentra la nostra attenzione oggi, viene rimessa nelle disponibilità dall'amministrazione regionale che poi valuta come destinarla. Negli anni passati, in entrambi i casi, è stata destinata all'iniziativa con un taglio sociale molto forte, ma non voglio mettere le mani avanti perché questo è un discorso di cui parleremo tra qualche settimana, anche quando faremo il rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per quanto attiene, tra qualche giorno, per quanto attiene il bilancio dell'esercizio 2025.

Quindi, direi che ci sono gli elementi tecnici e la dimensione politica che camminano sempre insieme per dare di questo materiale copioso, ma che altrimenti sarebbe un po' arido, fatto di soli numeri, una dimensione che è quella di chi - e penso che questo sia un giudizio condiviso, al di là di come ci esprimeremo nel voto - di chi da quest'aula sancisce ancora una volta il rispetto, l'amore verso le istituzioni, questa istituzione ma, in generale, tutte le istituzioni.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Ci sono altri? Bocchi, prego.

 

BOCCHI: Grazie presidente. Il mio intervento sarà molto breve, ma approfittavo di questa occasione per ritornare su un argomento che ho già affrontato in sede di commissione, non mi addentro, l’ha già fatto molto bene, prima di me, il collega Tagliaferri, sui contenuti più ragionieristici del documento, però io avevo notato e le risposte che ho ricevuto all'interno della commissione, che affronta appunto il rendiconto dell'Assemblea legislativa, non le ho ritenute esaustive, soddisfacenti. Quindi annuncio che presenterò nei prossimi giorni una risoluzione perché venga, secondo me, risolto un equivoco o comunque una questione che può sembrare, magari lo è, simbolica e marginale all'interno del bilancio dell'Assemblea legislativa, ma secondo me è significativa ed occorrerebbe proprio per quelle questioni di correttezza, trasparenza, controllo e partecipazione e garanzia, alla quale faceva cenno la consigliera Zappaterra, ottemperare. Mi riferisco alla quota associativa che la regione versa ogni anno all'istituto Alcide Cerri, una quota di 18592 euro che viene addebitata appunto al bilancio dell'Assemblea legislativa. Sappiamo quanto spese e quote associative, adesioni di questo tipo vengano in realtà e debbano essere secondo me attribuite al bilancio della giunta, giunta che già attraverso la legge 3 del -- 2016 per la salvaguardia della memoria del Novecento, concede all'istituto Cervi nel 2025 sono stati 125 mila euro, ma sono più o meno quella cifra che ogni anno stanzia per le proprie attività.

Credo che sarebbe più funzionale, più consono alle funzioni appunto che rientrano nell'ambito dell'Assemblea legislativa, credo che sarebbe più corretto più opportuno che questa spesa, questa quota associativa, venga dal prossimo anno addebitata alle spese della Giunta, per questo presenterò nei prossimi giorni un'interrogazione. Credo che appunto ci sia una differenza tra le prerogative dell'esecutivo e le prerogative dell'Assemblea legislativa, lasciando stare l'attività, le dichiarazioni che a volte sfuggono a qualche rappresentante dell'istituto e non voglio esacerbare in questa sede, non è forse in questo discussione il caso però insomma li conosciamo tutti bene, riguardo al mio gruppo, alla nostra presidente del Consiglio, la presidente del Parlamento. Faccio notare anche, come avevo notato che nel documento che è di 169 pagine del rendiconto dell'Assemblea legislativa, la parola Cervi ritorni ben 187 volte, mi sembra che sia assolutamente una questione importante la rete delle pastasciutte antifascista viene nominata un po' meno, però anche questa è una questione che vedo che sta molto a cuore all'Assemblea legislativa. Ecco annuncio questa risoluzione, spero che ci sia occasione presto per poterne parlare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non vedo altre prenotazioni. Consigliera Zappaterra le è rimasto un pochino di tempo. Guardiamo quanto tempo. Prego, comunque.

 

ZAPPATERRA: Grazie presidente. Al volo, presidente. Intanto ringraziando i colleghi che mi hanno preceduto per il contributo, ovviamente alcune risposte puntuali. Parto dall'Istituto Cervi che ha con l'Assemblea legislativa un rapporto istituzionale ormai storico, che ovviamente può essere messo in discussione, come la partecipazione dell'Assemblea con le proprie quote ad Anci, ad Upi, questo fa parte della discussione politica che lascio ai colleghi dei gruppi assembleari. Io avrei qualche perplessità a dire che usciamo dalla partecipazione dell'Istituto Cervi, ma posso capire che i colleghi di minoranza abbiano sensibilità diverse. Si farà la discussione sull'atto che presenterà il collega Bocchi.

Sul metodo. Stiamo mettendo il massimo impegno a un metodo serrato di confronto assolutamente trasparente, si potrà sempre fare meglio e ci impegneremo a fare meglio. Riepilogo molto velocemente: il fatto che a tutti i colleghi dell'ufficio di presidenza abbiamo mandato il materiale informativo e i numeri, quando li abbiamo ricevuti noi dagli uffici. C'è stato un ufficio di presidenza con una pre-informativa ufficiale; è stata data, come diceva bene il collega Tagliaferri, la disponibilità a tutti i gruppi ad incontri mirati per approfondire rendiconto e assestamento, c'è stata la commissione, oggi c'è l'aula - lo dico giusto per riepilogare il percorso che ci ha portato fin qui - sarà mia cura mettere il massimo impegno a fare meglio. Mi sento però di ribadire che, come i matrimoni si fanno con il consenso di due persone, anche il confronto si arricchisce nella misura in cui tutti hanno voglia di confrontarsi e di discutere.

Ultima annotazione perché mi sta scadendo il tempo: l'elemento qualificante del bilancio dell'Assemblea legislativa valeva per l'anno scorso, vale per quest'anno, non l’ho ridetto in questa seduta, riguarda il fatto che noi, comprendendo le difficoltà del bilancio regionale e le molte esigenze che ci sono, continuiamo a non chiedere alla giunta di trasferirci maggiori risorse, quindi contribuendo anche al bilancio regionale, ma non è che i costi dell'Assemblea siano diminuiti. Aumento dei costi energetici, per citarne alcuni, e inflazione, allora, se è dal 2021 che all'Assemblea vengono trasferite le stesse risorse, mi pare anche ovvio e scontato che l'avanzo diminuisca, se aumentano i nostri costi e non chiediamo più risorse alla Giunta. Questo mi sento di dirlo perché credo che, oltre a tutti gli obiettivi raggiunti dal punto di vista istituzionale, il rendiconto dia conto del fatto che, a parità di risorse, noi riusciamo a fare tutte le attività e ad efficientare i costi. È chiaro che abbiamo meno disponibilità, questo lo voglio dire, ma credo che non solo gli indicatori tecnici, ma anche il matching con gli obiettivi sia assolutamente soddisfacente.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Il consigliere Bocchi ha richiesto la parola, prego.

 

BOCCHI: Grazie presidente. Era solamente per un chiarimento riguardo a quello che avevo detto in precedenza dopo aver ascoltato la consigliera Zappaterra, io non ho messo in discussione, perché rientra tra le prerogative della Giunta, le politiche culturali che ritiene necessario fare, ho citato la legge 3 del 2016. Quindi, benissimo che la Giunta - ci mancherebbe altro - faccia le proprie scelte, le proprie politiche culturali, però io ho chiesto che lo faccia attraverso lo strumento più adeguato e siccome ha citato l'iscrizione all'ANCI, l'iscrizione all’ANCI credo che possa essere vista come un appartenere alle funzioni istituzionali dell'Assemblea legislativa; l'iscrizione secondo me all'istituto Cervi non lo è, rientra all'interno di quelle, ripeto, legittime funzioni prerogative di politiche culturali che dovrebbero essere addebitate e dovrebbe essere esercizio esclusivo della Giunta e non dell'Assemblea legislativa perché non rientra tra le questioni istituzionali, meramente istituzionali, tra le funzioni meramente istituzionali di questa Assemblea quella del finanziare, di versare una quota associativa all'istituto Alcide Cervi. Questo avevo detto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Non ho altre prenotazioni. Passiamo quindi alle dichiarazioni di voto sul provvedimento. Consigliere Pestelli, prego.

 

PESTELLI: Grazie presidente. Io per prima cosa vorrei ringraziare la consigliera Zappaterra per la relazione, però non posso, visto che parlerò di funzioni amministrative e costituzionali, non associarmi a quanto ha appena affermato il collega Bocchi nel rispetto di qualsiasi sensibilità. Io ritengo ovviamente che l'Istituto Cervi e l'Anci e l'UPI non abbiano la stessa funzione costituzionale. Io credo che questo sia importante rimarcarlo intervengo in dichiarazione di voto anche per evidenziare come la nostra posizione nel corso della definizione, appunto, dell'oggetto di cui stiamo discutendo, sia stata a più riprese definita come un'anomalia. Ecco, io in linea di principio ritengo che non necessariamente in campo politico le anomalie rappresentano una circostanza negativa, a maggior ragione, nell'ipotesi in cui un comportamento differente rispetto a quello che è sempre stato e anche questa è una locuzione che onestamente mi piace poco e credo che la politica dovrebbe utilizzare il meno possibile, arriva nel contesto di un percorso di confronto leale e a viso aperto.

La volontà nostra, infatti, è quella di provare a tracciare una linea e un percorso per il futuro, nel pieno spirito di collaborazione istituzionale che deve contraddistinguere la gestione pratica e politica di un organo consiliare, peraltro, con funzione legislativa, quale appunto l'Assemblea della nostra regione di cui facciamo parte. Credo che sia necessario, appunto, sostenere le proprie posizioni a prescindere da quello che accadeva in passato in queste tipologie di votazione la motivazione, altrimenti sarebbe necessariamente debole, quindi piuttosto che fondare le proprie argomentazioni sulle votazioni passate, appunto, penso che sia più utile osservare l'evoluzione istituzionale degli organi pubblici, e a tal proposito ritengo opportuno rilevare alcune circostanze che credo possano, anzi, debbano avere un peso nell'ambito di questa discussione, quello che non possiamo non evidenziare è come questa Assemblea venga, purtroppo, - e questo purtroppo io ci tengo sempre a sottolinearlo - sostanzialmente svilita nella sua funzione costituzionale - e l'aggettivo costituzionale non lo utilizzo casualmente.

L'essenza di un'assemblea legislativa, infatti, è la potestà - e scusate il gioco di parole lapalissiano - di legiferare. Questo vuole essere un esempio, anche in linea con quanto sostenuto da qualcuno che mi ha preceduto. Questa Assemblea, ad oggi, alla funzione legislativa, a mio avviso, ha troppe volte abdicato. Senza nulla togliere alle nostre funzioni più prettamente consiliari, legate agli atti di indirizzo e di sindacato ispettivo, è evidente a tutti, io spero anche ai gruppi di maggioranza, che questa circostanza rappresenti un vulnus che colpisce la dignità stessa dell'organo in cui sediamo come gruppi di opposizione. Abbiamo presentato numerosi PDL, ma va da sé, per le modalità di funzionamento dell'organo stesso, in ultima istanza dell'ente regionale, che la centralizzazione normativa attraverso altri strumenti che sta esercitando la Giunta è una scelta politica che noi legittimamente denunciamo e contestiamo aspramente, ma che altrettanto correttamente è prerogativa delle forze di maggioranza.

Ecco, allora quale strategia resta alle opposizioni per difendere una dovuta e necessaria, nonché corretta, ripartizione del potere politico - e anche questo, dal mio punto di vista, è chiaro - la richiesta di valorizzazione del ruolo istituzionale dell'organo assembleare, l'organo che è deputato appunto alla rappresentanza anche delle minoranze e, con essi, dei cittadini che hanno fatto in cabina elettorale una scelta diversa rispetto a quella della maggioranza, ma altrettanto legittima in un contesto democratico. Affinché si arrivi a questo è evidente come un bilancio che ricalca pedissequamente i precedenti, non è sufficiente.

È chiaro a tutti noi il bilancio dell'Assemblea è un bilancio di funzionamento e non di investimenti, in virtù del fatto assolutamente evidente che l'Assemblea è un organo della regione e non una pubblica amministrazione autonoma; ma deve diventare altrettanto chiaro che questa Assemblea ha il dovere e la responsabilità politica di difendere le proprie prerogative, quantomeno il difetto dell'adeguato coinvolgimento dal punto di vista del ruolo istituzionale e, anche in questo caso, appunto, stiamo parlando di corretto funzionamento. Quello che chiediamo e proponiamo - mi appresto a concludere - attraverso questa posizione è semplicemente di affrontare un percorso condiviso di valorizzazione di quest'aula e della sua funzione politica e pubblica. Finché non otterremo questo risultato, ci comporteremo come è giusto che faccia una forza di opposizione responsabile, denunciando politicamente una situazione istituzionale che dal nostro punto di vista non corrisponde al bene della Regione Emilia-Romagna. Per queste motivazioni Fratelli d'Italia in questa votazione si asterrà.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Altre dichiarazioni? Consigliere Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Grazie presidente. Premesso che io ho equiparato la partecipazione all'istituto Cervi, ad ANCI e UPI esclusivamente perché, dal punto di vista istituzionale, è una prerogativa sulla quale l'Assemblea può scegliere. Solo per questo, quindi, non perché, mi rendo pienamente conto che abbiano funzioni diverse. Noi qui dobbiamo dirci chiaramente che su quelle quote la decisione è una scelta politica. Dal punto di vista istituzionale, mi faccia rilevare, presidente, un cambiamento dell'atteggiamento del gruppo di Fratelli d'Italia su questo tema, che non è mai stato posto in discussione nei dieci anni passati, almeno a mia memoria, considerato che costituzionalmente abbiamo dei doveri istituzionali, ma anche una sensibilità molto chiara - e sull'antifascismo la nostra Costituzione è chiarissima, a proposito di voler citare la costituzione - quindi, faremo una discussione politica, non istituzionale, sul fatto che la sensibilità del gruppo di Fratelli d'Italia è cambiata su uno dei rapporti storici che anche in questo mandato abbiamo ereditato, pur sempre con la presenza del gruppo di Fratelli d'Italia in ufficio di presidenza. Poi è una constatazione.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Trande.

 

TRANDE: Grazie presidente. Io annuncio il voto positivo di Alleanza Verdi e Sinistra, sul rendiconto dell'Assemblea legislativa. Voto positivo perché per noi un bilancio lo si valuta, come è stato detto, da molti punti di vista, ma due sono i principali, il primo è appunto la regolarità tecnica amministrativa, certificata dei revisori dei conti. Chi ha letto la relazione, da questo punto di vista, credo non abbia, non possa avere dei dubbi. Poi, è giusto, un bilancio, un rendiconto va valutato anche dal punto di vista dell'impiego delle risorse rispetto ai fini istituzionali, alla mission, ai fini statutari della nostra regione in cui l'Assemblea è un pezzo. Queste sono le due valutazioni principali da fare e, su entrambi i fronti, la valutazione che facciamo come Alleanza Verdi e Sinistra è una valutazione positiva.

È un bilancio, come richiamava la collega Zappaterra, funzionale, strumentale al funzionamento dell'Assemblea. Non ci sono altri margini. La valutazione vera è vedere se noi utilizziamo quelle risorse per il buon funzionamento dell'istituzione, per il buon funzionamento dell'Assemblea - qui possono esserci legittimamente valutazioni diverse. Noto però che, rispetto a un'ipotesi di malfunzionamento, di male impiego delle risorse, a me non è capitato di sentire altre proposte da parte di chi contesta, critica tutto ciò. Dopo mesi e mesi di ufficio di presidenza, io non ho sentito proposte alternative. Questo è il core, insomma, della valutazione da fare.

Poi, relativamente alle varie partnership onerose che l'Assemblea ha deciso di stabilire, anche qui è del tutto naturale che possano esserci valutazioni diverse. Non mancheremo di fare questa discussione, visto che è stato richiesto di farla, di verificarla fino in fondo. Non mancheremo di fare questa discussione e lì si valuteranno i diversi approcci rispetto ai temi della funzionalità dell'Assemblea e della mission. Quando discuteremo questa scelta, naturalmente, noi come gruppo difenderemo le scelte fatte relativamente alla memoria e alla necessità di approfondire, di tenere viva la memoria della storia del Novecento. In questo senso, la partnership con l'Istituto Cervi a noi sembra fondamentale, una delle partnership di maggiore qualità perché la riteniamo del tutto dentro - se penso al preambolo dello statuto della nostra regione - la riteniamo tutta all'interno di quella logica, per noi è fondamentale, ma ripeto, volentieri facciamo questa discussione in cui probabilmente verranno fuori anche alcune differenze fondamentali che richiamava anche la collega Zappaterra rispetto alla valutazione e rispetto alla nostra Costituzione. Insomma, la faremo volentieri nei prossimi mesi e lì ci confronteremo fino in fondo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Fiazza, prego consigliere.

 

FIAZZA: Grazie presidente. Molto brevemente, solamente per annunciare il mio voto di astensione sul documento, visto che di fatto non sono rappresentato all'interno dell’UPI e vedo che comunque anche all'interno dell’UPI ci sono, voglio dire, delle posizioni diverse, quindi, seguo il voto di astensione che non è altro che quello che ho già fatto anche nella scorsa votazione analoga. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Grazie presidente. Parlo anche come membro dell'ufficio di presidenza, con una responsabilità importante riguardo a questo rendiconto. Un lavoro che condivido sempre con la collega Marcella Zappaterra, questore Marcella Zappaterra, con un punto dirimente politico: è evidente grazie a questo voto che all'interno dell'ufficio di presidenza vengono poste delle questioni importanti da guardare poste da un gruppo di minoranza, il più numeroso, Fratelli d'Italia che, da ormai un anno, più di un anno, chiede che venga cambiato il passo. La responsabilità mia è quella di sollecitare ad un punto di incontro perché l'ufficio di presidenza è il luogo supremo dove le decisioni, i passi da fare, la programmazione dell'Assemblea, devono trovare l'unanimità o almeno devono tendere all'unanimità.

Il compito dell'ufficio di presidenza è un compito molto importante, non inferiore rispetto a quello dell'Assemblea legislativa o dei capigruppo. Ci mancherebbe. Ma chi è seduto lì sente questa rottura e penso anche che senta una ferita da sanare, da qui in avanti, ma questo è un tema politico che va guardato con estrema cura e poi c'è un atto politico fondamentale che è quello che dà a tutti noi la possibilità di continuare il nostro lavoro e di vivere all'interno della democrazia.

Il rendiconto parla esattamente di questo. L'avanzo e la disponibilità dell'avanzo, in maniera così evidente, racconta di una stabilità e di una possibilità per noi di un dialogo per fare un passo in più, per trovare quell'unità che oggi in ufficio di presidenza purtroppo non c'è. Ma io vengo chiamata a rispondere della responsabilità politica dell'atto che ho fra le mani e, quindi, come ho fatto in commissione, come vivo la responsabilità del compito che mi è stato dato dai cittadini, io voterò a favore del rendiconto dell'Assemblea, come ho fatto l'anno scorso, come ho fatto in tutto lo scorso mandato e come sempre accaduto all'interno dell'Assemblea legislativa, con un desiderio di ritornare a fare in modo che in questa Assemblea il voto favorevole sia unanime.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliere Casadei.

 

CASADEI: Grazie presidente. Per esprimere il voto favorevole del Movimento 5 Stelle che, stando ai giudizi tecnici, c'è una valutazione di regolarità di un bilancio e un avanzo che certifica quelle battaglie che abbiamo fatto, anche in passato, rispetto agli eventuali sprechi che ci sono nella pubblica amministrazione e che raccontano una gestione dell'Assemblea che passa da una presidenza che è attenta anche al tema dei conti, in quanto al giudizio politico della gestione della presidenza che viene anche illustrata anche, può essere anche rappresentata da quello che è il rendiconto dell'Assemblea legislativa, io chiedo, ma non mi aspetto risposte, quali siano stati gli impedimenti all'effettivo svolgimento di quelle che sono le prerogative delle istituzioni che rappresentano nei vari ruoli i membri dell'Assemblea legislativa. Lo chiedo, non mi aspetto risposta perché, come detto bene dalla consigliera Zappaterra, mi pare ci sia solo un cambio di atteggiamento rispetto al passato, che cerca in ogni contesto quella ricerca costante dello scontro, dal mio punto di vista immotivato, ma comunque, che vada solo nella direzione di una narrazione di una gestione del potere che non è reale, in realtà; non è reale perché mi sembra che le prerogative non siano mai state impedite, certo, ci si può sempre venire incontro, come diceva la consigliera Castaldini, è auspicabile sempre l'unanimità in questi consessi che sono importanti, ma l'unanimità la si trova quando si cambia anche l'atteggiamento rispetto alle discussioni che poi vengono affrontate nei singoli contesti.

Detto questo, dopo parole così dure, mi aspettavo “votiamo contrari”, parole dure che però evidentemente non trovano applicazione poi nella decisione finale. Ne prendiamo atto e ripeto che per tutti questi motivi voteremo a favore di quello che è il rendiconto, anche sul lavoro che viene fatto dai singoli membri dell'ufficio di presidenza, dall'attento lavoro dei questori rispetto alla tenuta dei conti che riteniamo sia un lavoro importante che tiene conto di tutte le necessità di tutti i rappresentanti, non solo dell'ufficio di presidenza, ma nel rispetto dei ruoli di ciascuno, quindi, presidenti, vicepresidenti di commissioni, capigruppo, gruppi consiliari e tutti i ruoli che vengono segnati all'interno di questo consesso, con l'auspicio eventualmente di restare attenti a un confronto attento anche rispetto alle esigenze delle diverse sensibilità politiche che sono all'interno di quest'aula. Grazie.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Consigliera Ugolini.

 

UGOLINI: Non sono in ufficio di presidenza e immagino che, se non c'è l'unanimità, non sia per un preconcetto, ma sia per un esame attento dei provvedimenti, delle decisioni che si devono prendere volta per volta. Non credo che il lavoro che è stato fatto in questa Assemblea legislativa dall'inizio del mandato sia un lavoro che fa vedere, da parte di chi ha di fatto un potere assoluto perché la maggioranza ha un potere assoluto, non c'è la disponibilità a prendere come punto di partenza le proposte che vengono fatte dal punto di vista legislativo o di atti che possono essere presentati dalla minoranza, ma in modo sistematico vediamo che è successo anche ieri in commissione Sanità su una risoluzione che è stata proposta dal consigliere Marcello sull'aiuto a chi ha delle persone con disabilità gravissima in casa, invece di provare a lavorare su quel testo, si è detto “votiamo contro e ne rifaremo un altro”.

C'è in atto il lavoro dell'intergruppo sul tema della natalità. Speriamo di poter andare avanti con un rispetto reciproco e con il desiderio di costruire qualcosa su di un terreno comune però, essendo nuova dei lavori di questa Assemblea legislativa, posso dire che è molto difficile poter avere voce in capitolo, tanto è vero che l'aumento della richiesta di atti ispettivi è indice di un desiderio di capire, di una volontà di entrare in merito perché forse è l'unica cosa che si può fare perché, per il resto, possono essere ritenute buone solamente le proposte che vengono da chi ha il potere assoluto.

Per questo, nonostante all'interno del bilancio dell'Assemblea legislativa ci siano gli elementi necessari per poter far funzionare questo strumento, questo organo, io ritengo sia giusto un voto di astensione perché, da una parte, è stato costruito in modo corretto il bilancio, questo ci permette di funzionare senza avere problemi dal punto di vista economico, giuridico e legislativo, per quel che riguarda proprio il funzionamento dell'organo, dell'organismo, però, il voto di astensione è come se fosse un'indicazione che può essere ascoltata o meno per i prossimi anni, se c'è qualcosa di buono che viene dalla minoranza, quello deve essere il punto di partenza su cui fare dei cambiamenti, senza bocciare in modo regolare quello che viene dalla minoranza, per poi riproporlo allo stesso modo o con i cambiamenti che sarebbero potuti fare sulle proposte originarie perché si deve affermare chi ha il potere assoluto, perché di questo stiamo parlando.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Bene, se non ci sono altre dichiarazioni di voto, nomino gli scrutatori: i consiglieri Ancarani, Quintavalla e Marcello. Mettiamo quindi in votazione il rendiconto dell'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2025. Favorevoli, contrari, astenuti. È approvato.

 

(La delibera oggetto 2575 è approvata, per alzata di mano, a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 2430

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24 (Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo) per incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e qualificare l'Osservatorio regionale del sistema abitativo".

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Fabbri): Passiamo alla proposta di legge oggetto numero 2430, progetto di legge di iniziativa Giunta recante: "Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24 (Disciplina generale dell'intervento pubblico nel settore abitativo) per incrementare l'offerta di alloggi di edilizia residenziale sociale e qualificare l'Osservatorio regionale del sistema abitativo".

Testo n. 3/2026 licenziato dalla Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità nella seduta del 28 maggio 2026. Progetto di legge composto da tre articoli.

Il relatore della commissione, il consigliere Paolo Calvano, ha preannunciato di svolgere relazione orale. Il relatore di minoranza, il consigliere Francesco Sassone, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Su tale oggetto insistono quattro proposte di emendamento a firma del consigliere Fiazza. Diamo quindi la parola al relatore di maggioranza, il consigliere Paolo Calvano, prego.

 

CALVANO: Presidente, prendo la parola innanzitutto sull'ordine dei lavori, nel senso che essendo un punto nuovo, avendo ogni relazione venti minuti a disposizione, essendo le 12,45, se il collega è d'accordo, cominceremmo il punto nel pomeriggio, subito dopo le interpellanze, dando per letta, da parte sua, la parte che introduce il punto.

 

PRESIDENTE (Fabbri): Chiedo se nulla osta. Vedo che il relatore Sassone è d'accordo. Bene, direi che accogliamo quindi la proposta. Ci aggiorniamo alle 14:30.

 

La seduta termina alle ore 12,45

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

ALBASI Lodovico, ANCARANI Valentina, ARAGONA Alessandro, ARDUINI Maria Laura, ARLETTI Annalisa, BOCCHI Priamo, BOSI Niccolò, BURANI Paolo, CALVANO Paolo, CARLETTI Elena, CASADEI Lorenzo, CASTALDINI Valentina, CASTELLARI Fabrizio, COSTA Andrea, COSTI Maria, CRITELLI Francesco, DAFFADÀ Matteo, DONINI Raffaele, EVANGELISTI Marta, FABBRI Maurizio, FERRARI Ludovica Carla, FERRERO Alberto, FIAZZA Tommaso, GIANELLA Fausto, GORDINI Giovanni, LARGHETTI Simona, LEMBI Simona, LORI Barbara, LUCCHI Francesca, MARCELLO Nicola, MASSARI Andrea, MASTACCHI Marco, MUZZARELLI Gian Carlo, PALDINO Vincenzo, PARMA Alice, PESTELLI Luca, PETITTI Emma, PRONI Eleonora, PULITANÒ Ferdinando, QUINTAVALLA Luca Giovanni, SABATTINI Luca, SASSONE Francesco, TAGLIAFERRI Giancarlo, TRANDE Paolo, UGOLINI Elena, VALBONESI Daniele, ZAPPATERRA Marcella.

 

Hanno partecipato alla seduta:

la sottosegretaria RONTINI Manuela,

gli assessori ALLEGNI Gessica, CONTI Isabella, FRISONI Roberta, PAGLIA Giovanni, PRIOLO Irene.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il Presidente della Giunta DE PASCALE Michele.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori COLLA Vincenzo, FABI Massimo, MAZZONI Elena e la consigliera FORNILI Anna.

 

Comunicazioni prescritte dall’art.68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

2652 -  Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: "Riconoscimento e promozione del microcredito sociale regionale". (Delibera di Giunta n. 886 del 03 06 26)

 

2663 -  Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Modalità organizzative per l'attuazione delle sentenze della Corte costituzionale 242/2019 e 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito". (05 06 26) A firma dei Consiglieri: Trande, Parma, Gordini, Paldino, Casadei, Larghetti, Calvano, Castellari, Burani, Lori, Zappaterra, Ancarani, Arduini, Bosi

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

2624 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità concernenti le modalità d'accesso alla Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (NPIA) territoriale dell'Ausl di Bologna. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2625 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla riduzione dell'assistenza medica e infermieristica presso la Casa circondariale di Rimini e alle iniziative della Regione Emilia-Romagna per garantire adeguata continuità sanitaria all'interno dell'istituto. A firma del Consigliere: Marcello

 

2626 -  Interrogazione a risposta scritta relativa al centro culturale islamico "Al Huda" di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Aragona

 

2627 -  Interrogazione a risposta scritta sullo stato reale delle piantumazioni previste dalla Scheda 27 – Linea R del Programma d'Azione per la Rinaturazione del Po, con particolare riferimento alle criticità riscontrate nel territorio di Roccabianca (PR) riguardo all'attecchimento delle essenze arboree, alle attività di manutenzione e all'utilizzo delle risorse pubbliche finanziate tramite fondi PNRR. A firma del Consigliere: Bocchi

 

2628 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere quale sia il fondamento normativo, amministrativo o interpretativo in base al quale la Regione Emilia-Romagna considera automaticamente ad uso professionale i veicoli intestati a persone giuridiche e gli autocarri e gli altri autoveicoli diversi dalle autovetture. A firma del Consigliere: Sassone

 

2629 -  Interrogazione a risposta scritta sui controlli ambientali, strutturali e sulla conformità biologica del polo avicolo in località Cavallara, nel comune di Maiolo (RN). A firma del Consigliere: Marcello

 

2630 -  Interrogazione a risposta scritta relativa all'organizzazione dell'AFT del Distretto Pianura Est e di Terre di Pianura di Bologna, con particolare riguardo ai giorni di apertura e alla situazione del personale medico ed infermieristico assegnato alla struttura. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2632 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle riduzioni dei servizi socio-sanitari, dei posti letto e delle attività chirurgiche, programmate dalle aziende sanitarie di Bologna e di Imola nel trimestre luglio-settembre. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2633 -  Interrogazione a risposta scritta in merito al carico burocratico e amministrativo che interessa il personale sanitario delle AUSL regionali, con particolare riguardo alla conseguente riduzione del tempo effettivamente dedicato all'attività clinica e assistenziale. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2634 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alle misure da adottare per garantire l'attivazione dell'ambulatorio AFT e la continuità del servizio presso la Casa di Comunità di Castiglione dei Pepoli (BO). A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2635 -  Interrogazione a risposta scritta concernente la procedura adottata dall'AUSL di Piacenza per il conferimento dell'incarico di direzione sanitaria dell'ospedale di Fiorenzuola d'Arda. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2636 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda attivarsi nelle sedi istituzionali opportune affinché venga definito un quadro nazionale certo per le professioni di Accompagnamento Turistico (AT) e Guida Ambientale Escursionistica (GAE), che tuteli le persone che hanno già completato un percorso formativo e già in possesso delle competenze utili all'esercizio qualificato e in sicurezza delle attività professionali. A firma dei Consiglieri: Daffadà, Parma, Bosi, Castellari, Quintavalla, Costi, Albasi, Sabattini

 

2637 -  Interrogazione a risposta scritta in merito ai guasti occorsi agli ascensori e agli impianti di climatizzazione dell'Ospedale Maggiore di Bologna e ai possibili impatti di questi disservizi sulla sicurezza dei pazienti, degli operatori e sulla continuità delle attività assistenziali. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2638 -  Interrogazione a risposta scritta sulla vicenda urbanistica, ambientale e culturale relativa all'insediamento "Mutonia - Mutoid Waste Company" nel Comune di Santarcangelo di Romagna (RN). A firma del Consigliere: Marcello

 

2642 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alle azioni da intraprendere per realizzare un sistema regionale integrato di raccolta e accesso ai dati energetici, volto a garantire uniformità, trasparenza e piena fruibilità delle informazioni da parte delle amministrazioni pubbliche. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2643 -  Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alla vicenda che ha coinvolto un'anziana signora dimessa in piena notte dall'Ospedale di Cento. A firma del Consigliere: Gianella

 

2644 -  Interrogazione a risposta scritta circa i fondi contrattuali destinati al finanziamento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, nonché i fondi welfare volti a sostenere il benessere dei lavoratori nell'Azienda USL e nell'Azienda Ospedaliero-Universitaria (AOU) di Parma. A firma del Consigliere: Fiazza

 

2645 -  Interrogazione a risposta scritta riguardante il Poliambulatorio Carpaccio, sito in via Vittore Carpaccio 2 a Bologna. A firma del Consigliere: Fiazza

 

2646 -  Interrogazione a risposta scritta sulla crisi aziendale della Cooperativa di costruzioni, restauri e manutenzioni - Cims Scrl, con sede a Borgo Tossignano (BO) nell'Imolese. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2647 -  Interrogazione a risposta scritta sui percorsi previsti per accompagnare la transizione delle persone con disabilità e disturbi dello spettro autistico dall'età scolastica ai servizi per adulti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2648 -  Interrogazione a risposta scritta sulla riattivazione della stazione ferroviaria di Appalto di Soliera, sulla linea ferroviaria Modena-Mantova. A firma dei Consiglieri: Trande, Burani

 

2649 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Regione Emilia-Romagna abbia già definito il percorso regionale per l'accesso alla terapia Casgevy per la talassemia e in particolare per richiedere informazioni su centri individuati, criteri di accesso, tempistiche di avvio e numero di pazienti valutabili nel 2026. A firma del Consigliere: Zappaterra, Ancarani, Castellari

 

2650 -  Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alle segnalazioni infiltrazioni d'acqua presenti in diverse aree dell'Ospedale del Delta e dell'Ospedale Santissima Annunziata di Cento. A firma dei Consiglieri: Gianella, Evangelisti

 

2651 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla scelta dell'Amministrazione di Lizzano in Belvedere relativa all'accesso alle aree di sosta del Corno alle Scale. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2653 -  Interrogazione a risposta scritta relativa all'ordinanza regionale per contrastare lo stress termico, che introduce un blocco delle attività lavorative all'aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2656 -  Interrogazione a risposta scritta sulle modalità dell'esercizio dei metodi selettivi per il controllo della volpe (vulpes vulpes) sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Fiazza

 

2660 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere quali iniziative La Giunta intenda adottare, d'intesa con l'Ufficio Scolastico Regionale, per valorizzare l'insegnamento della lingua tedesca nelle scuole secondarie dell'Emilia-Romagna, in coerenza con le esigenze economiche e produttive del territorio. A firma dei Consiglieri: Proni, Calvano, Parma, Castellari, Lembi, Costi, Carletti

 

2661 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla chiusura dell'ala ovest delle chirurgie dell'Ospedale Maggiore di Parma che, secondo notizie di stampa, sarebbe dovuta a una infestazione da insetti. A firma del Consigliere: Vignali

 

2662 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla situazione delle liste d'attesa per usufruire di prestazioni sanitarie e alla riorganizzazione della medicina territoriale. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2664 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla progettazione esecutiva dei nuovi ponti ferroviari di Sant'Agata sul Santerno e di Boncellino. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2665 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'intervento edilizio autorizzato in località Costa Chiappona nel Comune di Gazzola in provincia di Piacenza che prevede la realizzazione di un nuovo complesso residenziale. A firma del Consigliere: Burani

 

2666 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere quali interventi urgenti si intendano attivare nei tratti del litorale più colpiti, al fine di contenere i danni delle recenti mareggiate e salvaguardare la stagione balneare in corso. A firma del Consigliere: Vignali

 

2667 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle politiche regionali sul calendario scolastico e sulle conseguenze organizzative, educative e familiari nel sistema dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Marcello

 

2668 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere l'andamento dell'occupazione stagionale giovanile nei comparti turistico-ricettivi, della ristorazione, delle attività di raccolta e nelle altre lavorazioni agricole stagionali. A firma dei Consiglieri: Lucchi, Parma

 

2669 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito a un episodio di violenza occorso a Parma lo scorso 4 giugno. A firma del Consigliere: Fiazza

 

2670 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula relativa al sostegno economico alle famiglie affidatarie e alla possibile estensione regionale del modello adottato dalla Provincia di Modena. A firma del Consigliere: Castaldini

 

2671 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula riguardante un'iniziativa che avrebbe coinvolto bambini delle scuole primarie di Modena in attività e messaggi riconducibili alla causa palestinese. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò

 

2672 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla recente aggressione a un autista di Seta nel territorio modenese e alle iniziative per rafforzare la sicurezza nel trasporto pubblico locale. A firma del Consigliere: Paldino

 

2673 -  Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sull'aumento dei quantitativi e delle tipologie di rifiuti trattabili presso il termovalorizzatore di Forlì. A firma del Consigliere: Casadei, Ancarani

 

RISOLUZIONI

 

2631 -  Risoluzione concernente iniziative per la diagnosi, il monitoraggio e la presa in carico della Malattia di Ménière. (29 05 26) A firma dei Consiglieri: Muzzarelli, Castellari, Bosi, Carletti, Costi, Petitti, Parma

 

2640 -  Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivare un monitoraggio trimestrale sull'andamento dell'export, dell'accesso al credito e della competitività delle imprese, suddiviso per province, comparti economici e filiere produttive. (01 06 26) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2641 -  Risoluzione concernente lo stato di avanzamento del procedimento di adozione del Piano Territoriale del Parco Regionale Fluviale del Trebbia. (01 06 26) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2654 -  Risoluzione per rafforzare il sostegno agli enti locali nel recupero dei beni confiscati e promuovere l'utilizzo del Fondo Unico Giustizia per il loro riutilizzo sociale. (04 06 26)               A firma del Consigliere: Casadei

 

2658 -  Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad esprimere la piena vicinanza e solidarietà della Regione Emilia-Romagna al direttore, alle giornaliste e ai giornalisti, alle collaboratrici e ai collaboratori e a tutto il personale della redazione della Stampa, colpiti da un grave episodio intimidatorio che ha interessato il libero esercizio dell'attività giornalistica. (04 06 26) A firma dei Consiglieri: Ferrari, Gordini, Larghetti, Casadei, Costi, Castellari

 

2674 -  Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi affinché le disposizioni nazionali relative all'obbligo di contrassegno identificativo e copertura assicurativa per i monopattini elettrici trovino piena e uniforme applicazione su tutto il territorio regionale. (08 06 26) A firma dei Consiglieri: Arletti, Evangelisti, Pulitanò

 

INTERPELLANZE

 

2639 -  Interpellanza relativa alla gestione migratoria, con particolare riguardo alla possibile realizzazione di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) a livello regionale. A firma del Consigliere: Ferrero

 

2655 -  Interpellanza sull'individuazione dei Centri di eccellenza regionali per l'erogazione della terapia di editing genomico per pazienti affetti da beta-talassemia trasfusione-dipendente e anemia falciforme severa. A firma del Consigliere: Marcello

 

2657 -  Interpellanza per sapere se sia stato definito un cronoprogramma aggiornato dell'intervento per la realizzazione della Bretella stradale di Silla (BO), con indicazione delle tempistiche previste per progettazione definitiva ed esecutiva, affidamento dei lavori, apertura del cantiere e conclusione dell'opera. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2659 -  Interpellanza relativa alle azioni da adottare per rafforzare la formazione professionale nel comparto turistico-ricettivo e della ristorazione e superare la difficoltà di reperimento di personale qualificato, con particolare riguardo alla situazione della provincia di Modena. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

 

2158 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla crisi del Gruppo Realco, alla richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Bologna e alle iniziative della Regione Emilia-Romagna a tutela dell'occupazione. A firma dei Consiglieri: Arletti, Pulitanò

 

2197 -  Interrogazione a risposta scritta sugli attuali sviluppi della crisi del Gruppo Realco e sulle misure da attuare a salvaguardia delle garanzie occupazionali per l'intero sistema che ruota attorno al gruppo, comprese le aziende in appalto. A firma del Consigliere: Fiazza

 

2202 -  Interrogazione a risposta scritta in merito al progetto di quadruplicamento ferroviario, con particolare riguardo ad un nuovo tracciato, mai ufficializzato pubblicamente. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2230 -  Interrogazione a risposta scritta relativa ai tempi di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici presso le strutture dell'AUSL Romagna, con particolare riferimento al presidio ospedaliero di Ravenna. A firma dei Consiglieri: Ferrero, Evangelisti

 

2233 -  Interrogazione a risposta scritta in merito all'abolizione della "council tax" aeroportuale per gli scali regionali sotto i 700.000 passeggeri e ai controlli e sistemi di monitoraggio previsti per garantire il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo, con particolare riferimento all'aeroporto "Giuseppe Verdi" di Parma. A firma del Consigliere: Bocchi

 

2247 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda attivarsi per promuovere l'inserimento del comune di Comacchio (FE) nel perimetro della Zona Logistica Semplificata (ZLS) dell'Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Gianella

 

2249 -  Interrogazione a risposta scritta circa la situazione amministrativa del comune di Medolla (MO), relativa alla mancata approvazione del bilancio di previsione 2026-2028. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti

 

2253 -  Interrogazione a risposta scritta sulla tutela della Salina di Cervia e dell'abitato, con particolare riferimento alla valutazione degli impatti ambientali, sanitari e viabilistici derivanti da attività di triturazione e stoccaggio inerti in area limitrofa. A firma del Consigliere: Ferrero

 

2256 -  Interrogazione a risposta scritta in merito all'incendio presso lo stabilimento Chemco di Vezzano sul Crostolo (RE), con particolare riguardo ai rischi per l'ambiente e per la salute pubblica. A firma del Consigliere: Aragona

 

2262 -  Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta disponga di un quadro tecnico-scientifico aggiornato relativo ai rischi geologici, geostrutturali e sismici connessi alle attività di stoccaggio della CO₂ nei giacimenti offshore dell'area di Ravenna. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini

 

2270 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle modalità adottate dall'Ausl di Bologna per la verifica del pagamento dei ticket per prestazioni specialistiche ambulatoriali, riferite al periodo gennaio-dicembre 2019. A firma dei Consiglieri: Evangelisti, Sassone

 

2281 -  Interrogazione a risposta scritta sulla procedura di alienazione delle Terme di Sant'Andrea Bagni, nel comune di Medesano (PR). A firma del Consigliere: Vignali

 

2284 -  Interrogazione a risposta scritta per conoscere le tempistiche dei lavori stradali in corso in località Allocco, nel comune di Marzabotto, lungo la Val di Setta e le misure che la Giunta intende adottare per garantire la sicurezza della viabilità locale e il ripristino del servizio di Trasporto Pubblico Locale. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2306 -  Interrogazione a risposta scritta circa lo sfratto che coinvolge una persona in condizione di fragilità. A firma del Consigliere: Evangelisti

 

2325 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alla vertenza Alcast Tech e Fonderia Atti di Bentivoglio (BO). A firma dei Consiglieri: Critelli, Castellari, Donini, Calvano

 

2342 -  Interrogazione a risposta scritta in merito alle criticità emerse nel procedimento di adozione del Piano territoriale del Parco del Trebbia. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2410 -  Interrogazione a risposta scritta in merito a infiltrazioni e perdite d'acqua segnalate all'interno del Policlinico di Modena. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti

 

2418 -  Interrogazione a risposta scritta relativa ai tempi previsti per l'erogazione alle Aziende USL competenti delle risorse perequative a favore dei medici ex condotti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2426 -  Interrogazione a risposta scritta in merito a criticità, segnalate nel territorio di Piacenza, relative alle procedure per il rilascio del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2436 -  Interrogazione a risposta scritta sui tempi di attesa per visite specialistiche con urgenza differita, con particolare riferimento alla provincia di Ferrara. A firma del Consigliere: Gianella

 

2451 -  Interrogazione a risposta scritta in merito allo stato dell'iter per la realizzazione di una cassa di espansione in località San Prospero, quale intervento strutturale di laminazione delle piene del fiume Santerno. A firma del Consigliere: Ferrero

 

2471 -  Interrogazione a risposta scritta relativa alla disponibilità di parcheggi e all'attività sanzionatoria nell'area dell'Ospedale Maggiore, a Bologna. A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Ugolini

2476 -  Interrogazione a risposta scritta circa l'apertura di un centro diurno per tossicodipendenti a Modena, con particolare attenzione alle ricadute dal punto di vista della sicurezza e del decoro urbano. A firma dei Consiglieri: Pulitanò, Arletti

 

2485 -  Interrogazione a risposta scritta relativa al progetto di realizzazione di una pista ciclabile all'interno del perimetro del Liceo Sabin, lungo il corsello interno dell'area di via Matteotti, a Bologna, con particolare riguardo alla salvaguardia delle condizioni di sicurezza e della funzionalità complessiva degli spazi scolastici. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2506 -  Interrogazione a risposta scritta in merito ai tagli di cattedre e posti di sostegno nelle scuole modenesi e per sapere quali iniziative la Giunta intenda intraprendere, nei limiti delle competenze regionali, per tutelare diritto allo studio e inclusione scolastica. A firma dei Consiglieri: Costi, Ferrari, Muzzarelli, Sabattini

 

In data 25 maggio 2026 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti:

 

1982 -  Interrogazione a risposta orale in commissione sulle criticità assistenziali legate all'accesso alle procedure TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation) e alla tutela dei pazienti con stenosi aortica. A firma del Consigliere: Marcello

 

2165 -  Interrogazione a risposta orale in commissione sul quadro regionale delle strutture che utilizzano Lipobank e le convenzioni attive o in fase di attivazione tra gli Enti del SSR. A firma del Consigliere: Muzzarelli, Castellari

 

2300 -  Interrogazione a risposta orale in Commissione per sapere se la Giunta intenda valutare la modifica della deliberazione di Giunta n. 1341/2019, prevedendo la possibilità di erogare il contributo a favore delle pazienti oncologiche, affette da alopecia conseguente a trattamenti chemioterapici o radioterapici, anche in caso di recidiva della malattia oncologica o di nuovi cicli terapeutici. A firma del Consigliere: Gianella

 

2315 -  Interrogazione a risposta orale in Commissione in merito al recepimento da parte della Regione Emilia-Romagna del Percorso Preventivo Diagnostico-Terapeutico Assistenziale (PPDTA) nazionale sulla Malattia Renale Cronica e di ulteriori iniziative per la diagnosi precoce. A firma dei Consiglieri: Ancarani, Castellari, Proni, Massari, Parma, Albasi, Muzzarelli, Arduini, Bosi, Sabattini, Daffadà, Calvano, Donini, Lori, Carletti, Costi

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 20/05/2026 al 04/06/2026.

 

DPGR n.64 del 21/05/2026

Sostituzione di un consigliere nella Camera di Commercio di Modena in rappresentanza del settore del credito e assicurazioni

 

DPGR n.73 del 04/06/2026

Sostituzione di un consigliere nella Camera di Commercio di Bologna in rappresentanza del settore servizi alle imprese

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 10 prot. PG/2026/19720 dell’8 giugno 2026)

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Fabbri - Lori - Tagliaferri

Pestelli - Trande