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Legislatura X- Atto di indirizzo politico ogg. n. 9137
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione in merito alla relazione finale all'Assemblea legislativa della Commissione speciale d'inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia – Romagna. (19 11 19) A firma dei Consiglieri: Bargi, Delmonte, Rancan, Pompignoli, Rainieri, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Liverani

Testo:

R I S O L U Z I O N E su oggetto assembleare 9121: “Relazione finale all’Assemblea legislativa della Commissione speciale d'inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione EmiliaRomagna. (Art. 60 Regolamento interno)”

 

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia – Romagna

 

Premesso che:

 

Dalla relazione finale della Commissione Tecnica (Delibera di Giunta Regionale 1899/2019) emerge con chiarezza che tra il 2014 e il 2017 il tasso di affidi giudiziali nella provincia di Reggio Emilia era circa il doppio rispetto alla media delle altre province dell’Emilia Romagna, per cui anche il numero degli affidi risulta chiaramente superiore.

 

Secondo la relazione finale della Commissione speciale d’inchiesta circa il sistema di tutela dei minori nella Regione Emilia-Romagna “i fatti contestati nella Val d’Enza sarebbero incompatibili con l’attuale impianto normativo vigente, conseguenza di prassi opposte rispetto a quanto raccomandato a livello regionale”.

 

La Regione Emilia Romagna ha però incoraggiato e promosso alcune di tali prassi tramite patrocini e finanziamenti: convegno del 26 e 27 maggio al Teatro Metropolis di Bibbiano (RE), documento del 21 dicembre 2016 stilato dall’ufficio di presidenza della Conferenza territoriale sociale e sanitaria presieduta dall’allora Presidente della Provincia di Reggio Emilia, finanziamenti erogati direttamente per “violenza contro persone minorenni” da parte della Fondazione emiliano romagnola vittime dei reati (con percentuali molto più elevate nella provincia di Reggio Emilia), convegno presso il Teatro Metropolis di Bibbiano del 10-11 ottobre 2018 ecc.

 

Il progetto “Sono tutti figli nostri”, finanziato dalla Regione, si proponeva di veicolare temi socio-sanitari e relativi all’affido attraverso il teatro. Da qui l’organizzazione di tre incontri sui temi dell’affido anche Lgbt e anche incontri  - partecipatissimi a detta degli organizzatori – con Arcigay Reggio Emilia, sul tema delle diverse genitorialità possibili. Infine, vi era anche l’obiettivo di entrare nel mondo della scuola oltre che quello di formare operatori per sciogliere le resistenze in tema di affido Lgbt.

 

Considerato che:

 

E’ evidente quindi l’emersione di un fattore ideologico nelle scelte e nei finanziamenti regionali in materia, tanto più grave se, come ammesso dalla stessa Commissione Tecnica a proposito dell’area organizzativa del sistema assistenziale curante, “le rilevate condizioni di criticità organizzativa e di fragilità tecnico – specialistiche causano in questo ambito un rischio di debolezza del servizio pubblico …”, favorendo ovviamente le consulenze esterne e le partnership con soggetti privati che ovviamente non si riconoscono nella Carta di Noto. Il Centro Studi Hansel e Gretel di Torino, era già stato coinvolto nell’inchiesta “Veleno” a proposito di sedici bambini strappati alle famiglie a Massa Finalese e a Mirandola, tra il 1996 e il 1998; diversi professionisti coinvolti nel caso “Veleno” erano iscritti al Cismai.

 

Dall’Ordinanza del Tribunale di Reggio Emilia si evidenzia ad esempio come sia stata acquisita agli atti la richiesta con la quale il Sindaco di Montecchio Emilia chiedeva alla Fondazione Emiliano Romagnola per le vittime dei reati un contributo per il pagamento della psicoterapia specialistica di una minore, asserendo che era stata disposta dal Tribunale dei Minorenni, che aveva un costo di 135 euro all’ora e 620 euro mensili, perciò “con inequivocabili riferimenti alla psicoterapia privata di Hansel e Gretel”.

 

Come evidenziato nella relazione del Prof. Camillo Valgimigli, nella Regione Emilia Romagna sono soci Cismai, oltre al Distretto 2 di Mirandola, il Dipartimento Servizio Sociale di Cesena, quello di Rimini, il Servizio Tutela Infanzia e Adolescenza di Imola, il Centro Abusi e Maltrattamento e il Servizio Area Minori di Modena.

 

La figura dell’ “esperto giuridico”, proposta dalla Commissione speciale d’inchiesta per un “ruolo di terzietà rispetto ai servizi socio-sanitari” è stata evidentemente sottoutilizzata dal 2003 (anno della sua introduzione) ad oggi, per lasciare spazio ad un rapporto simbiotico tra alcuni operatori affatto indipendenti e il Tribunale dei Minori che doveva decidere sulla scelta degli affidi.

 

Nel Cismai – secondo il Prof. G.B. Camerini – “c'è una cultura sull’abuso tutta fondata sulla denuncia con poca attenzione alle risorse che possono essere presenti nella famiglia. Si preferisce allontanare il minore con il rischio di valutazioni superficiali e di decisioni affrettate”.

 

Il modo di operare basato su un rapporto “simbiotico” fra giudici minorili e servizi sociali è anche la causa anche degli errori giudiziari e di gran parte di ciò che sta avvenendo a Bibbiano rilevato dal Pubblico Ministero di Reggio Emilia.

 

Ritenuto che:

 

i controlli, che secondo la “Direttiva in materia di affidamento familiare e accoglienza in comunità di bambini e ragazzi” (DGR n. 846 dell’11 giugno 2007) erano comunque in capo alla Regione, sono risultati inefficaci e ci è voluta l’azione della Magistratura per portare alla luce questa evidente criticità. 

 

I Giudici Minorili non hanno controllato, in ultima istanza, la bontà delle prove ricevute e hanno spesso scelto gli stessi consulenti per gli accertamenti tecnici.

 

IMPEGNANO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E LA GIUNTA REGIONALE,

 

a prendere atto che in Emilia Romagna ci troviamo di fronte non solo ad un problema di carattere giuridico e di organizzazione dei servizi ma ad una vera e propria forma mentis coltivata e perseguita parallelamente e sinergicamente da diverse istituzioni (Regione, AUSL, Servizi sociali, psicologi, Tribunale dei Minori, centri studi, cooperative sociali ecc.

 

A farsi promotori di un cambiamento di carattere culturale e non solo organizzativo nel sistema delle adozioni dei minori e dei controlli in Emilia Romagna, garantendo anche l’imparzialità dei giudici minorili rispetto ai servizi sociali.

 

Ad inviare alla Commissione parlamentare d’inchiesta queste considerazioni emerse durante la discussione nella Commissione d’inchiesta in Regione Emilia Romagna.

 

 

Bargi Stefano

Delmonte Gabriele

Rancan Matteo

Pompignoli Massimiliano

Rainieri Fabio

Marchetti Daniele

Pettazzoni Marco

Liverani Andrea