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Legislatura X - Atto di indirizzo politico approvato ogg. n. 800 - Risoluzione
Firmatari :
Assessore a Coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, Scuola, Formazione professionale, Università, Ricerca e Lavoro - Presidente della Regione - Presidente del Senato - Presidente della Camera - Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dipartimento politiche europee - Presidente del Parlamento Europeo - Presidente del Comitato delle Regioni - Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome - Coordinatore della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e delle Province autonome - Presidente del Consiglio regionale della Lombardia e Presidente della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali europee (CALRE) - Parlamentari europei e membri del Comitato delle Regioni "emiliano-romagnoli"
Annuncio in aula: 23/06/2015
Approvato in data: 25/06/2015

Testo:

 

RISOLUZIONE

 

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 

Visti l’articolo 38, comma 2, del Regolamento interno dell’Assemblea legislativa e l’articolo 5 della legge regionale n. 16 del 2008;

 

vista la legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea);

 

visti la Relazione approvata dalla I Commissione assembleare ai sensi dell’articolo 38, comma 2, del Regolamento interno ed i pareri delle Commissioni competenti per materia approvati ai sensi del medesimo articolo 38, comma 1, allegati alla Relazione;

 

visto il Programma di lavoro della Commissione europea per il 2015 – COM (2014) 910 final del 16 dicembre 2014;

 

viste le risultanze dell’audizione degli stakeholders svolta dalla I Commissione sul programma di lavoro della Commissione europea per l’anno 2015;

 

vista la Relazione della Giunta regionale sullo stato di conformità in relazione agli atti normativi e di indirizzo emanati dagli organi dell’Unione europea (anno 2014);

 

visto il Rapporto conoscitivo della Giunta regionale all’Assemblea legislativa per la sessione comunitaria 2015 (delibera di Giunta n. 501 del 11 maggio 2015);

 

vista la Risoluzione n. 5486 del 7 maggio 2014 "Sessione europea 2014. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione europea”;

 

considerato che la legge regionale n. 16 del 2008, all’articolo 5, disciplina la Sessione europea dell’Assemblea legislativa quale occasione istituzionale annuale per la riflessione sulla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente delle politiche e del diritto dell’Unione europea nelle materie di competenza regionale e per l’espressione di indirizzi generali alla Giunta relativamente all’attività della Regione nell’anno di riferimento;

 

considerato l’interesse della Regione Emilia-Romagna in riferimento a determinati atti e proposte preannunciati dalla Commissione europea per il 2015 ed individuati a seguito dell’esame del Programma di lavoro della Commissione europea dalle Commissioni assembleari per le parti di rispettiva competenza;

 

vista la Relazione della Giunta sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale per il 2014, ai fini del successivo adeguamento dell’ordinamento regionale;

 

considerato il ruolo delle Assemblee legislative regionali nella fase di formazione delle decisioni europee ai sensi del Protocollo n. 2 sull’applicazione del principio di sussidiarietà e proporzionalità allegato Trattato di Lisbona e della legge 234 del 2012 che regola la partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea;

 

considerata l’importanza del rafforzamento degli strumenti di collaborazione tra le Assemblee legislative, a livello nazionale ed europeo, sul controllo della sussidiarietà e sul controllo di merito degli atti e delle proposte dell’Unione europea;

 

considerate la Risoluzione (Doc. XXIV, n. 35) approvata il 24 settembre 2014 dalla 14ª Commissione (Politiche dell’Unione europea) del Senato con cui è stata concordata l’opportunità, sulla base dell’intesa con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, di realizzare un’attività di programmazione che consenta di organizzare in tempo utile e coordinato i lavori parlamentari e delle Assemblee regionali, per la redazione dei pareri espressi nell’ambito del dialogo politico con le Istituzioni europee e della verifica del rispetto del principio di sussidiarietà e proporzionalità delle proposte di atti legislativi europei, e la Risoluzione della XIV Commissione (Politiche europee) della Camera dei deputati del 16 dicembre 2014 sulla Relazione annuale 2013 sui rapporti tra la Commissione europea e i Parlamenti nazionali (COM(2014)507 final);

 

vista la Risoluzione (DOC. XVIII, N. 87) approvata il 12 marzo 2015 dalla 14ª Commissione (Politiche dell’Unione europea) del Senato che individua le principali iniziative del programma di lavoro della Commissione europea per 2015 che saranno esaminate tenendo conto delle osservazioni che arriveranno dalle regioni;

 

considerata altresì l’opportunità di contribuire a favorire la massima circolazione orizzontale e verticale delle informazioni sulle attività svolte in fase ascendente, già a partire dagli esiti dell’esame del Programma di lavoro annuale della Commissione europea;

 

 

Riprendendo le considerazioni emerse nel corso del dibattito politico nelle diverse Commissioni assembleari sulle tematiche di rilevanza europea,

 

a) con riferimento ai fondi strutturali per il 2014 – 2020, valuta positivamente la conclusione della fase di programmazione con la definitiva approvazione con decisione della Commissione europea del Programma di sviluppo rurale (PSR) della Regione Emilia-Romagna, che segue la precedente approvazione dei POR FESR e FSE, e sottolinea l’importanza di avviare in tempi rapidi la fase di attuazione dei programmi operativi regionali e del PSR, ponendo particolare attenzione alle condizioni di accesso alle risorse attraverso la previsione di procedure chiare e trasparenti, in grado di selezionare progetti mirati sulle priorità fondamentali dei programmi regionali e di produrre un’ effettiva ricaduta sul territorio, anche a lungo termine, delle iniziative finanziate, per garantire la completa utilizzabilità dei fondi a disposizione;

 

b) evidenzia, inoltre, l’importanza del coordinamento tra le risorse previste dai programmi operativi regionali, compreso il PSR, e le altre tipologie di finanziamento messe a disposizione dall’UE, in particolare la quota di fondi strutturali gestiti dallo Stato attraverso piani operativi nazionali (PON), i programmi di finanziamento diretto dell’UE, come Horizon 2020, ma anche le risorse a disposizione grazie al nuovo Fondo Europeo Investimenti Strategici (FEIS). In particolare, sottolinea la necessità di un coordinamento attivo da parte della Regione per orientare gli investimenti verso priorità comuni, senza dispersione di risorse, e l’importanza di un approccio complessivo, coerente e coordinato che garantisca che le diverse forme di finanziamento siano sfruttate nel miglior modo possibile, con ricadute concrete sul territorio. Il FEIS, in particolare, sarà uno dei principali strumenti messi in campo dall’Unione europea per affrontare il tema del credito alle imprese, di conseguenza sarà essenziale prevedere meccanismi di accesso orientati ad agevolare i soggetti più in difficoltà come le medie, piccole e microimprese, sulla base di un approccio diverso da quello attuale, che promuova un ruolo attivo delle regioni e degli enti locali. In quest’ottica, evidenzia la necessità di cercare soluzioni in grado di superare la difficoltà di accesso ai finanziamenti gestiti direttamente dalla Commissione europea di enti locali, imprese e associazioni, soprattutto nelle realtà più piccole,  richiedendo alla Regione di partecipare attivamente in tutte le sedi, a livello nazionale ed europeo, nel momento in cui vengono “costruite” le regole che stabiliscono il funzionamento di questi programmi, che incidono fortemente sulle possibilità di accesso alle risorse, e, con riferimento specifico ai programmi operativi relativi ai fondi strutturali 2014-2020, di attivare tutte le iniziative utili a supportare l’accesso ai finanziamenti e alle garanzie messe a disposizione dall’UE attraverso, ad esempio, una maggiore interazione tra le diverse istituzioni pubbliche coinvolte (Regione ed enti locali) e i soggetti che operano sul territorio (imprese e associazioni);

 

c) in considerazione del fatto che i fondi strutturali 2014-2020 rappresenteranno nei prossimi anni le principali risorse destinate al finanziamento delle politiche regionali di investimento sul territorio, richiede alla Giunta regionale una informazione più mirata per i consiglieri regionali, che possono rappresentare un ulteriore importante canale di collegamento diretto con i territori di riferimento,  prevedendo strumenti che garantiscano un aggiornamento tempestivo sulle azioni avviate e i bandi di finanziamento pubblicati, così da poter contribuire attivamente alla diffusione delle informazioni e ad incrementare le richieste di accesso ai finanziamenti. Evidenzia, inoltre, l’opportunità di un’informazione dedicata allo stato di avanzamento dei programmi regionali, in particolare con riferimento alle azioni attuate e ai risultati raggiunti grazie agli interventi finanziati, che si potrebbe svolgere in occasione della Sessione europea annuale dell’Assemblea legislativa;

 

d) segnala l’importanza di assicurare la piena trasparenza dei processi decisionali europei, anche quando hanno ad oggetto temi, di grande rilevanza, come il negoziato relativo all’accordo commerciale con gli Stati Uniti, noto come partenariato transatlantico su commercio e investimenti o TTIP, che, pur non afferendo a materie e competenze strettamente regionali, potrebbero avere grande impatto sui territori dal punto di vista ambientale, sociale e anche nel settore agroalimentare. In particolare, evidenzia la necessità del coinvolgimento nelle diverse fasi delle Regioni, e quindi del sistema delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori e di puntare alla valorizzazione del made in, garantendo l’applicazione delle normative relative alle etichettature e all’anticontraffazione, anche per contrastare il crescente fenomeno del cd. italian sounding. In quest’ottica rileva che l’indicazione obbligatoria del paese di origine potrebbe costituire un importante strumento per salvaguardare l’identità e la competitività delle produzioni italiane;

 

e) con riferimento al tema spinoso delle sanzioni europee alla Russia, le cui ricadute hanno procurato rilevanti danni all'economia dell'Emilia-Romagna in diversi settori produttivi ed in particolare hanno fortemente penalizzato le esportazioni di prodotti agroalimentari, sottolinea la necessità di sostenere in ogni sede la verifica delle condizioni perché siano al più presto rimosse;

 

f) con riferimento al tema dei vincoli agli investimenti derivanti dal patto di stabilità interno, evidenzia la necessità di continuare a sollecitare a tutti i livelli una maggiore flessibilità. Questo elemento assume particolare rilievo in ragione del forte incremento della quota di co-finanziamento regionale prevista in questo ciclo di programmazione, con la conseguenza che gran parte del bilancio della Regione, nei prossimi anni, sarà impegnato per il finanziamento dei programmi regionali relativi ai fondi strutturali, che a loro volta costituiranno la principale fonte di investimento sulle politiche regionali. In quest’ottica ribadisce la necessità di continuare a negoziare con l’Unione europea l’esclusione da patto di stabilità delle risorse nazionali e regionali stanziate per il cofinanziamento dei fondi strutturali e dei contributi diretti al Fondo Europeo Investimenti Strategici (FEIS), anche alla luce delle criticità che hanno caratterizzato il precedente ciclo di programmazione dei fondi strutturali. Riuscire a svincolare i finanziamenti relativi agli investimenti strategici è necessario per poter sostenere e valorizzare gli interventi di tipo infrastrutturale ferroviari, al fine di eliminare le cosiddette strozzature per favorire il trasporto delle merci su rotaia; invita, dunque, la Giunta ad agire a tal al fine e anche ad adoperarsi per inserire nell'ambito dei suddetti finanziamenti infrastrutturali le politiche di messa in sicurezza del territorio, intervenendo sul dissesto idrogeologico e garantendo la sicurezza dei cittadini alla luce dei cambiamenti climatici in atto;

 

g) in collegamento con il tema del turismo, evidenzia come il “combinato disposto” del mancato esercizio della delega prevista dall'art. 11 della legge 217/2011 (c.d. legge comunitaria 2010) e dell'inserimento della ulteriore proroga al 31 dicembre 2020 delle concessioni demaniali prevista dalla legge 221/2012, non concordata con la Commissione europea, sta esponendo al rischio di danni incalcolabili il settore del turismo balneare; auspica, quindi, il riconoscimento della legittimità della proroga al 2020 e incoraggia l'esercizio della citata delega (che non prevede alcuna gara per l'assegnazione delle concessioni) in contestuale negoziazione con la Commissione europea per un riordino complessivo della materia, anche attraverso l'adozione temporanea di un c.d. "doppio binario" al fine di garantire, da una parte, un congruo periodo di proroga delle concessioni esistenti e, dall'altra, un meccanismo di ristorno sul valore degli investimenti effettuati in caso di abbandono della concessione;

 

h) in esito agli approfondimenti svolti è emersa l’importanza della costruzione a livello europeo di una reale politica industriale, anche rendendo operative e rafforzando le azioni programmate in tal senso dalla precedente Commissione europea. Settori chiave per l’economia regionale come il manifatturiero, infatti, necessitano di politiche e interventi dedicati e di una strategia complessiva di riferimento che dovrebbe essere condivisa a livello europeo, attraverso l’adozione di azioni coordinate e interventi sistematici a sostegno dello sviluppo dell’economia reale. A tal fine, segnala la necessità di pensare e costruire le politiche ai vari livelli con l’obiettivo di favorire una reale reindustrializzazione creando un contesto idoneo alla ripresa economica e allo sviluppo imprenditoriale e occupazionale, considerato che la maggior parte delle politiche europee, come quelle relative a innovazione, ricerca, energia, ambiente, trasporti, occupazione e formazione, necessariamente impattano sulle politiche regionali in questo settore. Sottolinea, quindi, che il sostegno alla competitività industriale sul territorio dovrebbe iniziare, nel breve periodo, ponendo particolare attenzione al tema chiave della facilitazione dell’accesso al credito e ai finanziamenti europei, soprattutto per le medie, piccole e micro imprese, anche in collegamento con l’attuazione dei programmi operativi regionali e, in particolare, del FESR che soprattutto attraverso la Smart Specialization Strategy (SSS), dovrà coordinare le politiche e l’azione regionale dei prossimi anni; sviluppando e sostenendo le micro imprese e incentivando la creazione di nuove attività, anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze e delle vocazioni territoriali, lo sviluppo delle relazioni commerciali e di filiera tra le imprese dei diversi territori della regione, cercando soluzioni di ottimizzazione delle condizioni di lavoro, di scambio commerciale e agendo a livello fiscale e burocratico;

 

i) con riferimento al turismo evidenzia il ritiro da parte della Commissione europea dell’iniziativa “Proposta di Raccomandazione del Consiglio relativa ai principi europei della qualità del turismo”. La proposta di raccomandazione era stata presentata nel febbraio del 2014 insieme alla Comunicazione della Commissione europea “Strategia europea per una maggiore crescita e occupazione nel turismo costiero e marittimo”, e su entrambi gli atti la Regione aveva formulato osservazioni nella Risoluzione della I Commissione “Bilancio, affari generali e istituzionali” n. 5327/2014. Inoltre, in occasione dei lavori della Sessione europea 2014 dell’Assemblea legislativa era stata ribadita l’importanza del turismo come settore chiave per la crescita e lo sviluppo del territorio regionale, e non solo, e la necessità di una strategia a livello europeo che, completando l’azione degli stati membri, perseguisse concretamente l’obiettivo di fare dell’Europa la prima destinazione turistica mondiale. In merito si richiama l’introduzione nel Trattato di Lisbona di una “base giuridica” dedicata, che ha attribuito specifiche competenze all’Unione europea per favorire un approccio coordinato alle iniziative in materia di turismo e definire un nuovo quadro d'azione per accrescere la competitività del settore e la sua capacità di promuovere una crescita sostenibile. La Regione nella risoluzione aveva sottolineato la necessità di sfruttare al massimo lo spazio di manovra consentito dal Trattato per costruire una politica europea sul turismo fortemente integrata con le altre politiche e con quelle degli stati membri, supportata da adeguate risorse finanziarie in grado di garantire la realizzazione concreta delle azioni e il raggiungimento degli obiettivi. L’adozione di politiche strutturali sul turismo di qualità può rappresentare un traino per la crescita, lo sviluppo economico e la creazione di nuova occupazione mirati sul territorio emiliano-romagnolo e le sue specificità, valorizzando le zone costiere, ma anche il territorio interno e le zone montane attraverso la programmazione e la costruzione di un’offerta turistica sostenibile e di qualità, fortemente orientata alle specifiche esigenze dei diversi utenti: giovani, famiglie, anziani, disabili. Auspica, quindi, che il ritiro della proposta di raccomandazione, non implichi un ridimensionamento degli obiettivi e delle ambizioni dell’Unione europea in questo settore che, viceversa, dovrebbero essere mantenute e rafforzate, alla luce delle potenzialità del turismo in termini di sviluppo di servizi innovativi sul territorio e di contributo concreto e attivo al conseguimento degli obiettivi generali europei di crescita economica sostenibile e occupazionale;

 

j) evidenzia che il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di occupazione e inclusione sociale è perseguibile attraverso politiche del lavoro e della formazione integrate e coerenti che puntino allo sviluppo di competenze qualificate, soprattutto per far fronte, e arginare progressivamente, il crescente fenomeno, a livello europeo e nazionale, della disoccupazione giovanile e dei cd. NEET, giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano, nonché il perdurante fenomeno della disoccupazione di lunga durata che colpisce, in ragione della perdita di posti di lavoro dovuti alla crisi economica, anche i lavoratori adulti, e ritiene che l’attivazione e il sostegno a percorsi di mobilità transnazionale possa rappresentare un efficace strumento di intervento. La mobilità transnazionale può rappresentare un’opportunità importante per acquisire competenze professionali innovative e crescere in una dimensione europea, attraverso il confronto, il dialogo e le esperienze maturate in diverse realtà. In questo senso evidenzia positivamente gli interventi programmati e già avviati dalla Regione, come la costruzione sul territorio di un sistema educativo e di politiche attive del lavoro in grado di integrare soggetti, opportunità e percorsi (ER - Educazione Ricerca Emilia-Romagna) e la previsione, tra gli obiettivi del programma operativo regionale (POR) FSE 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna, dell’apertura del sistema educativo e formativo ad una dimensione internazionale ed il sostegno della mobilità professionale. Pertanto invita la Giunta regionale a continuare a intervenire sul tema della mobilità transnazionale incentivando la costruzione di percorsi educativi, formativi e lavorativi innovativi, orientati soprattutto ai giovani e ai disoccupati di lunga durata, che tengano conto della necessità di supportarli anche nella fase di informazione, spostamento e inserimento, valorizzando, a tal fine, le reti di relazioni già esistenti con i diversi paesi e regioni europee e le reti di organizzazioni e soggetti presenti sul territorio che potrebbero fornire un contributo importante in tal senso;

 

k) nell'ambito delle azioni finalizzate ad una crescita intelligente e sostenibile e inclusiva invita la Giunta a presidiare e implementare a livello europeo le politiche e le azioni volte a supportare le persone a rischio di povertà o esclusione sociale o svantaggiate, per favorirne l'inclusione sociale, anche in considerazione del contesto economico attuale sfavorevole che incrementa la crescita della percentuale di popolazione a rischio di esclusione sociale; evidenzia, infatti, la necessità di implementare le risorse per dare piena attuazione del pacchetto di investimenti a favore della crescita e dell'occupazione dando priorità alle azioni finalizzate all'accesso all'occupazione, alla permanenza al lavoro e alla ricollocazione dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendale, all'innalzamento dei livelli di competenza, di partecipazione e di successo formativo, alla ricerca, all'innovazione e all'internazionalizzazione con particolare riguardo alla competitività del sistema socio-economico regionale e del sistema delle piccole e medie imprese; agendo sull'incentivazione delle azioni per il contrasto di ogni forma di disoccupazione, spaziando dalla disoccupazione giovanile al reinserimento nel mondo del lavoro dei cittadini over 50, che sono la nuova espressione del disagio sociale, fornendo anche forme di cooperazione tra servizi di collocamento pubblici e privati;

 

l) con riferimento al tema della cooperazione allo sviluppo, solidarietà internazionale e cultura della pace, segnala che le recenti evoluzioni legislative hanno determinato una progressiva riduzione dei finanziamenti nazionali ai progetti di cooperazione internazionale, rendendo indispensabile, per la sopravvivenza del settore, intervenire a supporto degli operatori per facilitare l’accesso ai finanziamenti messi a disposizione dall’Unione europea. Per ottenere questo risultato è stata sottolineata la necessità di un approccio diverso che, partendo dalla “messa in rete” degli operatori (ONG, imprese, enti locali e altre associazioni) consenta di superare la frammentazione che caratterizza gli interventi in questo settore e gli ostacoli che derivano dai meccanismi di accesso ai finanziamenti previsti dai programmi europei.  Alla luce di queste considerazioni invita la Giunta regionale a porre in essere tutte le iniziative utili a facilitare la messa in rete degli operatori del settore, supportandone in modo coordinato l’azione, così da raggiungere la “massa critica” necessaria a consentire l’elaborazione di proposte progettuali competitive, in grado di accedere ai finanziamenti messi a disposizione dall’Unione europea e la sostenibilità dei progetti finanziati, e a promuovere un coordinamento tra i diversi assessorati, in considerazione della trasversalità della materia della cooperazione allo sviluppo, solidarietà internazionale e cultura della pace;

 

m) evidenzia che dal programma di lavoro della Commissione europea per il 2015, non emerge in modo sufficientemente chiaro come il perseguimento della parità tra uomo e donna si inserisce, trasversalmente, nelle diverse iniziative presentate, pur essendo segnalata come una delle priorità politiche della nuova Commissione europea. Questo anche alla luce del percorso di preparazione della policy dell’UE sul tema della parità tra donne e uomini post 2015, avviato di recente dalla Commissione europea con l’apertura sino al 21 luglio 2015 della consultazione pubblica “Parità tra uomo e donna nell'UE” che ha l’obiettivo, appunto, di raccogliere il punto di vista di soggetti qualificati, pubblici e privati, che operano nel settore in vista della successiva adozione della strategia; invita, quindi, la Giunta a seguire il percorso di revisione della Strategia per la parità tra donne e uomini post 2015 valutando anche l’opportunità di partecipare alla consultazione aperta dalla Commissione europea, in considerazione dell’importanza che l’attuale strategia 2010-2015 ha avuto rispetto all’impostazione e alle azioni previste nella legge regionale 27 giugno 2014, n. 6 (Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere) e del Piano interno integrato delle azioni regionali in materia di pari opportunità di genere 2014 – 2016 e del possibile impatto che potrebbe avere in futuro sugli strumenti e le azioni poste in essere dalla Regione. Invita, inoltre, la Giunta a seguire con particolare attenzione il tema del cd. gender pay gap che ha rappresentato uno degli obiettivi chiave dell’attuale strategia europea per la parità tra donne e uomini 2010-2015 e che dovrebbe continuare a rappresentare in futuro un pilastro degli interventi specifici dell’Unione europea, segnalando la necessità di avviare un approfondito dibattito culturale a tutti i livelli su questo tema, che supporti l’adozione delle future iniziative, partendo da un’attenta valutazione dei risultati dell’azione europea portata avanti in questi anni e delle criticità che ancora permangono in questo delicato settore; promuovendo iniziative volte a facilitare l’applicazione effettiva della parità di retribuzione, con particolare riferimento alla promozione delle attività economiche a titolarità femminile e alla stabilizzazione del lavoro atipico, incentivando misure come il “micro credito”, per sostenere l’avvio di attività imprenditoriali, autonome e professionali;

 

n) con riferimento al tema della violenza di genere, segnala la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI. Considerata l’importanza di dare attuazione completa a livello nazionale al corpus normativo dell’Unione europea in materia di eguaglianza e parità di trattamento tra donne e uomini e l’importanza di porre in essere azioni di contrasto concrete al crescente fenomeno della violenza di genere, auspica la conclusione in tempi rapidi dell’iter di attuazione della direttiva che è stata inserita nell’Allegato B della legge 6 agosto 2013, n. 96 (Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2013). Considerato che, intervenendo in un settore particolarmente delicato con un insieme di disposizioni che richiedono il necessario recepimento da parte dello Stato, la direttiva costituirà, comunque, un quadro di riferimento importante anche ai fini dell’attuazione delle previsioni contenute nel Titolo V della legge regionale 27 giugno 2014, n. 6 (Legge quadro per la parità e contro le discriminazioni di genere) finalizzate alla prevenzione della violenza di genere, invita la Giunta a monitorare il percorso di recepimento statale della direttiva, sollecitandone la conclusione entro il termine del 16 novembre 2015, e a tenere conto dell’impatto delle misure in essa prevista nel contesto delle politiche e degli interventi posti in essere dalla Regione per contrastare il fenomeno della violenza di genere. In conclusione, anche in collegamento con il tema lotta alla violenza contro le donne, si segnala la Risoluzione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 sullo sfruttamento sessuale e prostituzione e sulle loro conseguenze per la parità di genere e, in particolare, sulle indicazioni in essa contenute indirizzate agli Stati membri su possibili interventi da attuare, anche a livello legislativo, che potrebbero rappresentare un quadro di riferimento importante per l’azione della Regione;

 

o) segnala l’importanza di rafforzare gli strumenti che consentono di partecipare alla costruzione delle politiche europee valorizzando le iniziative in grado di ridurre, semplificare e sburocratizzare il corpus normativo dell’Unione europea. Una legislazione di qualità è uno strumento fondamentale per perseguire l’obiettivo della crescita economica e sociale e promuovere sistemi sociali innovativi. Si evidenzia, quindi, la necessità di sviluppare sinergie tra politiche europee e politiche nazionali e regionali, che dovrebbero essere tutte indirizzate verso l’occupazione e la crescita, già a partire dal momento in cui le politiche vengono pensate e costruite. I meccanismi di partecipazione alla formazione e attuazione delle politiche e del diritto dell’UE, e le politiche adottate dalla Regione per la semplificazione dell’ordinamento regionale, rappresentano strumenti che dovrebbero essere ulteriormente integrati e rafforzati. In questa prospettiva si segnala che una delle priorità della Commissione europea per il 2015, cui è stata data attuazione con l’Agenda UE adottata il 19 maggio 2015, è “legiferare meglio per ottenere risultati migliori”. L’Agenda presenta molti spunti di riflessione sul tema della trasparenza, della partecipazione, del rafforzamento degli strumenti di semplificazione del diritto europeo e dell’attenzione alla costruzione delle normative che incidono sulle imprese, prevedendo ad esempio regimi agevolati per le imprese più piccole e la possibilità di esenzione per le microimprese; evidenzia che l’approccio proposto dall’UE consente anche un confronto con le politiche adottate dalla Regione sul tema della qualità della legislazione, della semplificazione, della riduzione degli oneri a carico di cittadini e imprese, e la valutazione della possibilità di ulteriori interventi;

 

p) sempre con riferimento alla qualità della legislazione rileva, tuttavia, la necessità di maggiore attenzione al ruolo delle regioni che sono formalmente coinvolte nei processi decisionali dell’UE e sono poi chiamate a dare attuazione a larga parte della legislazione europea. Questo elemento emerge chiaramente con riferimento alle valutazioni di impatto preliminari all’adozione delle iniziative europee che rappresentano uno dei principali strumenti per contribuire a produrre una legislazione di qualità e migliorare il coordinamento delle politiche settoriali e l'accettazione delle politiche. Si rileva, infatti, che dall’Agenda dell’UE non emerge in modo chiaro l’importanza del consolidamento della valutazione dell’impatto territoriale nelle valutazioni di impatto preliminari all’adozione degli atti europei. Questo aspetto rappresenta un tema chiave per le regioni, e in particolare per quelle dotate di poteri legislativi, nell’ottica di un efficace recepimento e attuazione delle normative europee a livello regionale e nella prospettiva di limitare il più possibile il cd. gold plating, ossia l’inserimento di disposizioni ulteriori a quelle previste dagli atti europei che possono determinare costi e oneri burocratici a carico di cittadini, imprese e autorità pubbliche, ma che talvolta diventano necessarie per adattare alle diverse realtà territoriali normative europee pensate e costruite in assenza di informazioni e dati in grado di verificarne l’effettivo l’impatto sui territori.

 

 

Con riferimento al metodo di lavoro della Regione Emilia-Romagna in merito alla partecipazione al processo decisionale dell’Unione europea,

 

q) si impegna ad adeguare la legge regionale n. 16 del 2008 (Norme sulla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione e attuazione del diritto comunitario, sulle attività di rilievo internazionale della Regione e sui suoi rapporti interregionali. Attuazione degli articoli 12, 13 e 25 dello Statuto regionale) alle disposizioni della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea), cogliendo l’occasione per rafforzare ulteriormente il coordinamento e la collaborazione, a livello politico e tecnico, tra Assemblea legislativa e Giunta, migliorare la partecipazione e la trasparenza, e dare attuazione ai principi europei per “Legiferare meglio”;

 

r) si impegna a coinvolgere la società civile, i cittadini e le imprese del territorio, individuando le modalità e gli strumenti più idonei ad ampliare la partecipazione durante i lavori della Sessione europea e, successivamente, in occasione della partecipazione regionale alla fase ascendente sulle singole iniziative dell’UE, verificando, a tal fine, la possibilità di ricorrere a forme dinamiche di partecipazione web 2.0;

 

s) si impegna a costruire un “dialogo strutturato” con i parlamentari europei, in particolare gli eletti sul territorio emiliano-romagnolo, già a partire dalla condivisione degli esiti della Sessione europea 2015, nella prospettiva di porre le basi per una collaborazione più diretta e costante con il Parlamento europeo, divenuto a seguito del rafforzamento delle sue prerogative di intervento nei processi decisionali, un interlocutore fondamentale per i territori, e a rafforzare le relazioni con i diversi soggetti istituzionali coinvolti, a livello nazionale ed europeo, nei processi di formazione e attuazione delle politiche e del diritto europeo.

 

 

Con riferimento alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione del diritto dell’Unione europea (cd. fase ascendente),

 

t) rileva l’interesse prioritario della Regione Emilia-Romagna in riferimento ai seguenti atti ed iniziative preannunciate dalla Commissione europea nel proprio Programma di lavoro per il 2015: Revisione intermedia della strategia Europa 2020; Quadro strategico per l’Unione dell’energia (iniziative e proposte legislative di attuazione del Pacchetto Unione dell’energia presentato dalla Commissione europea il 25 febbraio 2015); Strategia sul mercato interno di beni e servizi; Pacchetto unico mercato digitale (iniziative e proposte legislative di attuazione della Strategia per il mercato unico digitale in Europea presentata dalla Commissione europea il 6 giugno 2015); Promuovere l’integrazione e l’occupabilità nel mercato del lavoro e Pacchetto sulla mobilità dei lavoratori;

 

u) impegna l’Assemblea e la Giunta regionale a valutare, al momento della effettiva presentazione degli atti, l’opportunità di inviare osservazioni al Governo ai sensi della legge n. 234 del 2013, articolo 24, comma 3, per gli aspetti di competenza regionale, oltre all’eventuale esame della sussidiarietà delle proposte legislative da parte dell’Assemblea;

 

v) con riferimento alle iniziative già presentate dell’Allegato I “Nuove iniziative” del programma di lavoro della Commissione europea, segnala:

 

-          l’iniziativa n. 5 Quadro strategico per l’Unione dell’energia, rispetto alla quale evidenzia che, per il raggiungimento di una reale sicurezza e resilienza del sistema di approvvigionamento energetico dell’Unione europea, anche sul lungo periodo, è fondamentale ridurre progressivamente gli investimenti in infrastrutture basate sul fossile, puntando con decisione ad incrementare la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili e a ridurre i consumi, attraverso la previsione di adeguate misure di efficientamento energetico.

 

-          l’iniziativa n. 6 Comunicazione in previsione della conferenza di Parigi – risposta multilaterale ai cambiamenti climatici, rispetto alla quale evidenzia che l’Unione europea nel definire la posizione che sosterrà nel corso dei negoziati dovrebbe perseguire l’obiettivo del raggiungimento di un accordo globale vincolante per limitare, in tempi rapidi, entro il 2 gradi il livello del riscaldamento globale;

 

-          l’iniziativa n. 23 Riesame del processo decisionale per l’autorizzazione degli OGM, per la quale, premesso che la Regione Emilia -Romagna ha adottato la legge regionale 22 novembre 2004, n. 25 (Norme in materia di organismi geneticamente modificati) che vieta la coltivazione sul proprio territorio di organismi geneticamente modificati  e che da circa dieci anni è membro della Rete europea delle regioni OGM Free, a seguito delle informazioni emerse dalla competente commissione, invita la Giunta a seguire l’iter legislativo per fornire successivamente aggiornamenti sulle eventuali osservazioni presentate nelle opportune sedi istituzionali, a livello nazionale ed europeo, e sull’andamento dei negoziati che saranno avviati sull’atto;

 

-          l’iniziativa n. 18 Agenda europea sulla migrazione presentata dalla Commissione europea il 13 maggio 2015, evidenziando l’importanza di un approccio strategico unitario al fenomeno della migrazione, fatto proprio anche dalla Regione Emilia-Romagna nel Programma 2014‐2016 per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri (DAL 156 del 2 aprile 2014), e che la definizione delle politiche in materia di migrazione sia accompagnata e sostenuta dalla previsione di efficaci politiche sociali di inclusione e integrazione. Inoltre, con particolare riferimento al tema della costruzione di una politica di migrazione legale a livello europeo, segnala l’interesse per gli aspetti attinenti le politiche sociali delle iniziative Promuovere l’integrazione e l’occupabilità nel mercato del lavoro e Pacchetto sulla mobilità dei lavoratori che saranno presentate dalla Commissione europea per dare attuazione all’Agenda UE nel breve periodo. In una prospettiva più generale, segnala, inoltre, l’esigenza di rivedere il Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, noto come Trattato di Dublino, la cui applicazione ha ricadute concrete e dirette anche sulle regioni, in un’ottica di condivisione delle responsabilità e dei costi relativi alla ricezione e gestione dei migranti e dei richiedenti asilo, attraverso la previsione di quote che garantiscano la distribuzione tra gli stati membri dell’UE anche in base alla loro popolazione e capacità economica;

 

w) segnala inoltre l'importanza di favorire una politica incisiva e diretta, condivisa con gli Stati europei e extra europei, per contrastare l'immigrazione irregolare con azioni di sostegno e di supporto agli stati maggiormente interessati dal fenomeno migratorio e per sostenere l'assistenza ai minori non accompagnati.

 

x) Con riferimento all’elenco contenente le proposte pendenti ritirate o modificate (Allegato II), segnala:

 

-          l’iniziativa n. 38 Proposta di direttiva del parlamento europeo e del consiglio che modifica le direttive 2008/98/CE relativa ai rifiuti, 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti, 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, evidenziando l’interesse per la nuova iniziativa che sarà presentata dalla Commissione europea entro la fine del 2015;

 

-          l’iniziativa n. 14 Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che modifica il regolamento (UE) n. XXX/XXX del Parlamento europeo e del Consiglio [regolamento sui controlli ufficiali] e che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio. In considerazione del possibile impatto dell’iniziativa in questione sul sistema di produzione biologica del territorio emiliano-romagnolo e considerato che il tema della qualità delle produzioni è uno degli ambiti di intervento prioritari del programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna, invita la Giunta regionale a continuare il monitoraggio dell’iter legislativo della proposta di regolamento, già presentata il 25 marzo 2014, fornendo successivi aggiornamenti sulle osservazioni presentate nelle opportune sedi istituzionali, a livello nazionale ed europeo, e sull’andamento dei negoziati; in caso di ritiro della attuale proposta di regolamento segnala l’interesse per la eventuale nuova proposta presentata dalla Commissione europea;

 

-          l’iniziativa n. 58 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 92/85/CEE del Consiglio concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento. Dal programma di lavoro della Commissione europea emerge che su questa importante iniziativa, presentata nel 2008 e finalizzata a migliorare la tutela delle donne lavoratrici, non è stato trovato sinora l’accordo necessario per la sua definitiva approvazione. Alla luce dell’importanza del tema della tutela della maternità sul luogo di lavoro e costituendo, questo atto, un possibile caposaldo delle future politiche a livello europeo, nazionale e anche regionale, sulla conciliazione tra vita professionale e familiare, rileva con rammarico il ritardo dell’iter di approvazione della proposta di direttiva esistente, e auspica il raggiungimento di un accordo di alto profilo in grado di incidere concretamente sulla condizione delle lavoratrici europee e di rafforzare istituti come il congedo parentale, che presenta ancora grandi differenze di trattamento tra i diversi Stati membri. In caso di eventuale ritiro e successiva sostituzione con una nuova iniziativa segnala l’interesse per la nuova proposta della Commissione europea.

 

y) Con riferimento alle azioni relative al programma di semplificazione e riduzione degli oneri normativi REFIT (Allegato III) segnala: Proposta di semplificazione per la modifica del regolamento (CE) n. 1071/2009 che stabilisce norme comuni sulle condizioni da rispettare per esercitare l'attività di trasportatore su strada e del regolamento (CE) n. 1072/2009 che fissa norme comuni per l'accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada; Promozione dell’energia rinnovabile; Stoccaggio del biossido di carbonio; Natura 2000 (direttive Uccelli e Habitat); Qualità del combustibile; Mini sportello unico; Politica comune della pesca; Settore dell’edilizia; Riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli commerciali leggeri; Regolamento relativo al marchio di qualità ecologica (ecolabel) e regolamento sul sistema di ecogestione e audit (EMAS); Responsabilità ambientale; Acqua potabile; Infrastruttura per l'informazione territoriale nella Comunità europea (INSPIRE); Rumore ambientale; Direttiva sulla valutazione ambientale strategica (VAS); Trasporto combinato; Impianti portuali di raccolta; Promozione di veicoli per il trasporto su strada puliti e a basso consumo energetico; Direttiva sui ritardi di pagamento; Norme di etichettatura delle carni bovine; Salute e sicurezza sul lavoro; Acqua potabile; Legislazione alimentare; Parità di trattamento in materia di sicurezza sociale.

 

z) impegna la Giunta e l’Assemblea ad assicurare il massimo raccordo in fase ascendente, informandosi tempestivamente e reciprocamente all’avvio dell’esame degli atti, sia di quelli indicati nella Sessione europea sia degli ulteriori atti eventualmente presi in esame;

 

aa) sottolinea l’importanza di assicurare, da parte della Giunta regionale, l’informazione circa il seguito dato alle iniziative dell’Unione europea sulle quali la Regione ha formulato osservazioni e sulle posizioni assunte a livello europeo e nazionale, in particolare in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

 

 

Con riferimento alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla attuazione del diritto dell’Unione europea (cd. fase discendente),

 

bb) sottolinea la presentazione da parte della Giunta regionale del “progetto di legge comunitaria regionale 2015” che, in attuazione degli indirizzi formulati dall’Assemblea legislativa nella Sessione europea 2014 e alla luce delle indicazioni ribadite nel corso dei lavori delle competenti commissioni assembleari di quest’anno, intende provvedere all’adeguamento dell’ordinamento regionale con riferimento alle seguenti direttive: direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento) e direttiva 2004/24/UE concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera, già recepite dallo Stato, rispettivamente, con il dlgs. 46 del 2014 e con il dlgs. 38 del 2014;

 

cc) invita la Giunta regionale a monitorare il percorso di recepimento statale, effettuando nel frattempo le verifiche necessarie a garantire il successivo adeguamento dell’ordinamento regionale, procedendo eventualmente alla presentazione del progetto di legge europea regionale ai sensi della legge regionale 16 del 2008, delle seguenti direttive: direttiva 2012/18/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose, recante modifica e successiva abrogazione della direttiva 96/82/CE del Consiglio e direttiva 2013/39/UE del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 2000/60/CE e 2008/105/CE per quanto riguarda le sostanze prioritarie nel settore della politica delle acque;

 

dd) con riferimento alle proposte di atti legislativi dell’UE sui quali l’Assemblea legislativa si è espressa in fase ascendente con parere ai sensi dell’art. 38, comma 4 del Regolamento interno, invita la Giunta regionale a monitorare il percorso di recepimento statale, effettuando nel frattempo le verifiche necessarie a garantire il successivo adeguamento dell’ordinamento regionale, procedendo eventualmente alla presentazione del progetto di legge comunitaria regionale ai sensi della legge regionale 16 del 2008, delle seguenti direttive: direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi compiendo opera di sensibilizzazione affinché lo Stato, in fase di recepimento di detta direttiva, ponga particolare attenzione al principio di precauzione di cui all’articolo 191, comma 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea; direttiva 2014/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 aprile 2014 relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici e direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno («regolamento IMI»);

 

ee) invita la Giunta a continuare a monitorare l’iter delle proposte di atti legislativi europei sui quali la Regione si è pronunciata in fase ascendente, così da verificare, una volta approvate, le eventuali disposizioni di competenza regionale e garantire il rapido adeguamento dell’ordinamento ricorrendo, laddove possibile, allo strumento della legge europea regionale, previsto dalla legge regionale n. 16 del 2008;

 

ff) rinnova l’invito alla Giunta regionale ad adoperarsi nelle opportune sedi affinché sia data rapida attuazione all’articolo 40, comma 5, della legge n. 234 del 2012, laddove prevede che “(…) Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per gli affari europei ogni sei mesi informa le Camere sullo stato di recepimento delle direttive europee da parte delle regioni e delle province autonome nelle materie di loro competenza, secondo modalità di individuazione di tali direttive da definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano”, così da facilitare l’individuazione delle direttive o altri atti europei che incidono su materie di competenza statale e regionale.

 

 

Al fine di favorire la massima circolazione orizzontale e verticale delle informazioni,

 

gg) si impegna a realizzare entro la fine della legislatura un apposito sito, accessibile dal sito internet dell’Assemblea legislativa, che costituisca il punto di raccolta unitario, per i cittadini e gli altri soggetti interessati, delle informazioni e dei risultati sulle attività di partecipazione della Regione ai processi decisionali europei, che garantisca maggiore trasparenza e partecipazione;

 

hh) si impegna a mantenere un rapporto costante con il Parlamento europeo, il Comitato delle Regioni, il Network Sussidiarietà e la rete REGPEX, e le altre Assemblee legislative regionali, italiane ed europee, anche tramite la partecipazione alle attività della CALRE, favorendo lo scambio di informazioni sulle rispettive attività, la collaborazione e lo scambio di buone pratiche per intervenire efficacemente nel processo decisionale europeo;

 

ii) ribadisce l’impegno a verificare nelle sedi più opportune il seguito dato alle osservazioni formulate sugli atti e le proposte legislative della Commissione europea e trasmesse con Risoluzione al Governo ai sensi della legge n. 234 del 2012 per contribuire alla definizione della posizione italiana da sostenere nei negoziati presso le Istituzioni europee, considerato che la stessa legge prevede che il Governo riferisca delle osservazioni che riceve dalle Regioni, del seguito dato e delle iniziative assunte nella Relazione consuntiva annuale al Parlamento nazionale;

 

jj) sottolinea l’importanza di dare attuazione, con maggiore continuità e nei tempi stabiliti dalla legge, all’articolo 24, comma 2 della legge 234 del 2012 che assicura, nelle materie di competenza delle regioni, l’informazione  qualificata e tempestiva da parte del Governo sui progetti di atti legislativi dell’Unione europea, attraverso l’invio anche ai Consigli regionali e alle Giunte, tramite le rispettive Conferenze, delle relazioni elaborate dall’amministrazione con competenza prevalente per materia e inviate alle Camere dal Dipartimento per le politiche europee entro 20 giorni dalla trasmissione del progetto di atto legislativo, ai sensi dell’ articolo 6, comma 4;

 

kk) si impegna ad inviare la presente Risoluzione al Senato, alla Camera, al Governo – Dipartimento politiche europee, al Parlamento europeo, al Comitato delle Regioni, alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome e alla Conferenza delle Assemblee legislative regionali europee (CALRE).

 

 

Approvata a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 25 giugno 2015