Espandi Indice
Legislatura XI - Atto di indirizzo politico approvato ogg. n. 5450 -
Approvato in data: 12/07/2022

Testo:

 

ORDINE DEL GIORNO

 

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

le risorse limitate e i cambiamenti climatici rendono necessario il passaggio da una società del tipo "produzione-consumo-scarto" a un'economia a zero emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale e completamente circolare entro il 2050.

 

Per andare verso una economia sempre più circolare è necessario lavorare a un sistema in cui tutte le attività, a partire dalla produzione, e ancora prima dalla progettazione, siano organizzate in modo che lo scarto diventi risorsa, come ribadito anche dal Nuovo Piano d'Azione per l'Economia Circolare approvato dal Parlamento Europeo il 9 febbraio 2021.

 

L'estensione dell'economia circolare dai precursori agli operatori economici tradizionali contribuirà in modo significativo al conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 e alla dissociazione della crescita economica dall'uso delle risorse.

 

In tale contesto occorre evidenziare che studi recenti stimano che l'economia circolare potrebbe potenzialmente creare 700.000 posti di lavoro in tutta l'UE entro il 2030, migliorando nel contempo la qualità dei posti di lavoro ed un aumento del PIL dello 0,5%.

 

Con il Patto per il Lavoro e il Clima, sottoscritto nel 2020 dalla Regione e dalle parti sociali, imprenditoriali e territoriali dell'Emilia-Romagna, si è affermato che la transizione ecologica dovrà assumere un carattere di piena trasversalità in tutte le politiche settoriali regionali.

 

Con la "Strategia Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile" della Regione Emilia­Romagna, si è fornito un quadro strategico generale di obiettivi, azioni e strumenti finalizzati a un modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale integrato.

 

Considerato che

 

il Piano regionale di gestione rifiuti e bonifica delle aree inquinate (PRRB) 2022-2027 si inserisce a pieno titolo in questo percorso e persegue la finalità di proiettare il sistema regionale fra gli attori del cambiamento in atto.

 

Il Piano si propone come un vero e proprio programma di sviluppo economico­territoriale della Regione nell'accezione che ci consegna l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, superando i meri contenuti settoriali degli ambiti tematici relativi a rifiuti e bonifiche, nel percorso di transizione ecologica, che, come sottoscritto con il Patto per il Lavoro e il Clima, dovrà assumere un carattere di piena trasversalità tra le politiche settoriali regionali con un approccio organico verso tutta la futura attività di normazione, pianificazione e programmazione.

 

Il Piano si fonda sui cardini dell'economia circolare e declina i principi fondamentali di gestione rifiuti (art. 178 del D.Lgs. 152/2006} a partire dalla prevenzione, concetto fondamentale per la riduzione dell'impronta ecologica e da applicare all'intero ciclo di vita dei prodotti.

 

Il Piano si pone, da questo punto di vista, in continuità con la pianificazione precedente e con i principi discendenti dalla L.R. 16/2015 sull'economia circolare, confermando la complessiva strategia di fondo che aveva consentito di approcciare alla pianificazione dei rifiuti con una nuova impostazione, che non si facesse solo carico del loro trattamento finale, e orientando la stessa verso politiche di indirizzo basate sulla prevenzione dei rifiuti stessi, come emerge dal Programma di prevenzione, inserito nell'ambito del Piano stesso.

 

Tale programma, in sinergia con la pianificazione precedente, riguarda sia rifiuti urbani che rifiuti speciali (pericolosi e non) e analizza, in coerenza con gli strumenti normativi e di indirizzo di livello nazionale e regionale, in particolare, alcune tipologie di rifiuti: alimentari, plastici e tessili; inoltre il piano specifica , sempre nell'ottica della prevenzione e del riuso/riciclo che anche i rifiuti speciali non pericolosi , seppur a mercato , debbano avere dotazioni impiantistiche rapportate al fabbisogno regionale.

 

La nuova pianificazione si prospetta, inoltre, quale driver economico in termini anche di opportunità di lavoro per fronteggiare gli effetti della crisi economica, nonché come tassello della complessiva strategia di sviluppo sostenibile regionale e degli altri strumenti di pianificazione vigenti. Ad esempio il Piano Energetico Regionale prevede per le rinnovabili target particolarmente ambiziosi che possono essere favoriti dallo sviluppo di alcune azioni previste nel PRGR come ad esempio: lo sviluppo di impianti integrati anaerobico/aerobico con produzione di biometano per il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani; un maggiore contributo degli impianti di teleriscaldamento; la sistemazione finale delle discariche di rifiuti esaurite con l'installazione di impianti di pannelli fotovoltaici.

 

Dato atto che

 

sulla base di tali considerazioni, degli esiti della precedente stagione di pianificazione, dell'aggiornamento degli obiettivi prescritti dalla normativa vigente, sono stati individuati gli obiettivi generali, le azioni strategiche e le ulteriori azioni individuate per le NTA di piano.

 

Durante il percorso di elaborazione del piano, si sono svolti cinque focus tematici finalizzati alla condivisione dei principali contenuti del piano e alla raccolta di eventuali indicazioni dagli enti locali, dalle associazioni di categoria, dai portatori di interesse e dai firmatari del Patto per il lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna.

 

Sono stati confermati gli obiettivi fissati, primo fra tutti il raggiungimento dell'80% di raccolta differenziata al 2025 e il mantenimento di questo valore anche per le annualità 2026 e 2027. Per quanto riguarda il rifiuto urbano pro capite non inviato a riciclaggio, l'individuazione dell'obiettivo è pari a 120 kg per abitante l'anno entro il 2027.

 

La tariffa puntuale rappresenta una delle azioni che entreranno nell'azione della Regione: già adottata da 90 Comuni e ispirata al principio comunitario "chi inquina paga", è equa sia dal punto di vista ambientale che etico, perché ciascuno pagherà per quanto butta.

 

Evidenziato che

 

la Regione Emilia-Romagna potrà contare su fondi per 49 milioni di euro dedicati a promuovere l'economia circolare, oltre 32 milioni e mezzo per la bonifica di siti inquinati e risorse destinate dal PNRR alla gestione del ciclo dei rifiuti e all'impiantistica, ancora da assegnare da parte del Ministero per la transizione ecologica.

 

Considerato che

 

sono 200 i Comuni che, nel 2019, hanno superato l'obiettivo del 65% di raccolta differenziata (previsto dalla normativa vigente: art. 205 del D.Lgs. 152/06}, per una popolazione coinvolta di circa 3.100.000 abitanti residenti (circa il 69% della popolazione regionale).

 

Le percentuali di raccolta differenziata registrate nei Comuni a tariffa/tributo puntuale sono largamente superiori alla media regionale.

 

I Comuni che hanno avuto una produzione pro capite di rifiuti indifferenziati inferiore al valore di 150 kg/ab. residente, definito come obiettivo della LR 16/2015, sono 131 e coinvolgono una popolazione di 1.995.393 residenti (circa il 45% della popolazione).

 

Si evidenzia che i Comuni che hanno implementato sistemi di misurazione puntuale del rifiuto hanno in larga parte registrato una produzione pro capite di indifferenziato inferiore ai 150 kg/ab. anno.

 

I Comuni con tariffazione puntuale erano 82 nel 2019 (circa il 25% dei Comuni emiliano­romagnoli che rappresenta il 31% della popolazione residente).

 

Entro il 2023 la maggior parte dei comuni emiliano-romagnoli avrà adottato la tariffazione puntuale, con sistemi di raccolta differenziata più performanti.

 

Rilevato che

 

la nuova pianificazione dei rifiuti prospetta azioni strategiche finalizzate ad agire sui principali fattori di debolezza, sfruttando le opportunità del sistema.

 

Nel settore dei rifiuti urbani le azioni strategiche per diminuire la produzione di rifiuti e aumentare la raccolta differenziata sono così sintetizzabili:

 

-       applicazione della tariffazione puntuale in tutti i Comuni della Regione;

-       sviluppo della strategia regionale plastic-freEr;

-       sviluppo di una strategia per la riduzione dei rifiuti alimentari;

-       svolgimento di nuove analisi merceologiche;

-       azioni dedicate per incrementare le percentuali di RD nei comuni dell'area omogenea "montagna".

 

È dunque previsto, lungo tutto il periodo di implementazione del nuovo piano l'attivazione di molteplici politiche volte a migliorare costantemente il sistema integrato dei rifiuti, diminuendo la produzione, migliorando la qualità dei servizi e della raccolta differenziata.

 

E sarà fondamentale introdurre una azione costante di monitoraggio e valutazione delle politiche in modo da poter aggiornare le strategie del piano alla luce dei risultati intermedi raggiunti per i rifiuti urbani e speciali avviati a smaltimento.

 

Al tal fine è previsto un monitoraggio delle azioni di piano, con uno step annuale ed una verifica intermedia al 2025. 'raie monitoraggio di piano sarà allineato al monitoraggio ambientale previsto dalle norme nazionali ed europee.

 

Tutto ciò premesso e considerato

Impegna la Giunta

 

a condividere entro la fine del 2022, con la Commissione Ambiente dell'Assemblea legislativa, tutta la base dati e la specifica metodologia su cui è svolto il monitoraggio annuale e la valutazione al 2025, e a comunicare tempestivamente i dati relativi ai monitoraggi annuali e alla valutazione al 2025, rendendo anche accessibili nel portale regionale le relative deliberazioni di monitoraggio;

 

a modificare gli scenari di piano, con particolare riferimento alle previsioni relative ai flussi di rifiuti destinati allo smaltimento a termovalorizzatore e discarica, e rivedendo quindi il quadro dell'impiantistica, qualora gli step di monitoraggio e la valutazione intermedia rilevino una accelerazione nel raggiungimento degli obiettivi individuati dal piano e dunque una diminuzione più rapida dei fabbisogni in termini di impiantistica;

 

ad operare, di concerto con l'Assemblea legislativa, ad una modifica della legge 16/2015, da avviare in tempi rapidi, al fine di accelerare il processo verso una economia circolare emiliano-romagnola, mettendo in campo le risorse e gli strumenti più attuali ed innovativi per sostenere la transizione, e adeguandola alle nuove strategie europee e nazionali.

 

 

Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta pomeridiana del 12 luglio 2022

 

 

Espandi Indice