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Legislatura XI - Atto ispettivo ogg. n. 3015
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
3015 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulle difficoltà da parte delle ASD e delle APS di carattere sportivo nello svolgere le proprie attività e/o la gestione degli impianti sportivi e sulla relativa previsione di adeguate misure di sostegno. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Daffada', Tarasconi, Fabbri, Rontini

Testo:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE IN COMMISSIONE

 

 

La sottoscritta

Consigliere del Gruppo Bonaccini Presidente 

 

PREMESSO CHE:

 

̶            l’ambito sportivo è stato tra i primi ad essere colpito dagli effetti restrittivi e di chiusura determinati dall’epidemia da COVID-19; al suo interno operano tantissime Associazioni Sportive Dilettantistiche e Società Sportive Dilettantistiche, che danno lavoro ad una quantità rilevante di dipendenti e collaboratori e che non sono nelle condizioni di affrontare da sole i riflessi sociali ed economici determinati dalla Pandemia;

̶            il DL 41 del 22 marzo 2021, denominato anche Decreto Sostegni, dispone alcune misure a favore delle associazioni sportive, delle associazioni di promozione sportiva e degli operatori sportivi. In particolare, possono ricevere un contributo a fondo perduto le ASD e le APS purché siano in possesso di Partita IVA, essendo necessario l’esercizio di un’attività commerciale, anche se marginale, oppure rappresentata dai proventi conseguiti a seguito di contratti di sponsorizzazione. Al contributo a fondo perduto non possono invece accedere le associazioni sportive dilettantistiche che esercitano esclusivamente attività istituzionali e che, quindi, non sono in possesso del numero di partita IVA.

 

CONSIDERATO CHE:

 

̶            per le brevi riaperture, avvenute nel periodo estivo del 2020, i gestori dei centri sportivi hanno affrontato ingenti spese per adeguarsi ai protocolli anti Covid-19 e contestualmente hanno dovuto sostenere comunque le spese fisse di gestione, locazioni, stipendi, contratti di fornitura e ad oggi, come rilevato da diverse fonti statistiche, oltre il 30% di esse rischia una chiusura definitiva delle attività;

̶            da ottobre 2020, in considerazione dell’aumento dei contagi, sono state nuovamente introdotte limitazioni e chiusure, che, nel tempo, si sono fatte più stringenti, sino ad essere confermate, recentemente, anche con il Dpcm del 2 marzo 2021; vietando manifestazioni ed eventi sportivi, esse hanno generato conseguenze anche sulla pratica sportiva amatoriale, facendo significativamente diminuire le presenze nei centri sportivi del territorio regionale.

 

EVIDENZIATO CHE:

 

̶            le associazioni e società sportive dilettantistiche e le associazioni di promozione sportiva gestiscono innumerevoli centri sportivi, per la maggioranza pubblici, mantenendoli in piena efficienza e al contempo offrendo un servizio anche per le categorie fragili quali bambini, anziani e disabili.

̶            i centri sportivi sono luoghi di rapporti sociali e importanti punti di riferimento per la collettività che, con il perdurare delle misure per il contenimento dell’emergenza pandemica e dei conseguenti riflessi economici prodotti, rischiano di non essere in grado di poter riaprire l’attività mettendo a repentaglio anche molti posti di lavoro;

̶            l’articolo 10 del Decreto Sostegni prevede un’indennità per i lavoratori dello sport, con una diversa modulazione tra fasce rispetto ai compensi del 2019, ma non sostiene, nello specifico, con misure chiare e precise la gestione degli impianti sportivi, determinando il potenziale paradosso per cui per quei lavoratori non vi sia più il luogo di lavoro.

 

SOTTOLINEATO CHE:

 

̶            seppure gli Enti territoriali e la Regione siano impegnati a individuare soluzioni per garantire la riapertura in sicurezza, con, per quanto possibile, misure di accompagnamento e sostegno economico, senza un intervento più ampio di quanto previsto nel Decreto Sostegni, a settembre del prossimo anno, potrebbe delinearsi il rischio concreto che non tutte le ASD e le APS possano evitare la cessazione dell’attività, ivi compresa la gestione degli impianti sportivi. Ciò risulterebbe oltremodo negativo, tenendo presente che esse, sino ad oggi, hanno garantito, sul territorio regionale, ampie proposte di attività motorie, ludiche e ricreative diffuse e di qualità, promuovendo anche la salute e il benessere delle persone.

 

SOTTOLINEATO INOLTRE CHE:

 

̶            come ribadito dalla Commissione Europea, lo sport e l'esercizio fisico sono particolarmente importanti nelle circostanze dettate dalla pandemia, in quanto rafforzano la resilienza fisica e mentale; più in generale, poi, lo sport promuove valori quali il rispetto e la comprensione reciproci, la solidarietà, la diversità, l'equità, la cooperazione e l'impegno civico e incentiva la coesione e l'integrazione.

 

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE

 

̶            per sapere come valuta la situazione di estrema difficoltà che coinvolge le ASD e le APS di carattere sportivo nello svolgere le proprie attività e/o nel gestire gli impianti destinati allo sport presenti sul territorio regionale e se intende attivarsi presso il Governo affinché possano essere rapidamente previste efficaci misure di sostegno in grado di assicurare la prosecuzione della loro indispensabile attività, ivi compresa la gestione degli impianti sportivi.