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Legislatura XI- Atto di indirizzo politico ogg. n. 5117
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione sugli ulteriori sviluppi del percorso finalizzato al conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell'articolo 116, comma III, della Costituzione. (28 04 22) A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Gerace, Tarasconi, Pigoni, Pillati, Costi, Bondavalli, Maletti, Rossi, Daffada', Rontini, Montalti, Caliandro, Bulbi, Fabbri

Testo:

Risoluzione "Sugli ulteriori sviluppi del percorso finalizzato al conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in attuazione dell'articolo 116, comma III, della Costituzione"

 

L' Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 

Visti e richiamati:

        L’articolo 116, comma III, della Costituzione a norma del quale «Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo Il 7 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all 'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata»;

        il valore essenziale che l'Emilia-Romagna assegna tanto ai principi costituzionali dell'unità e dell'indivisibilità della Repubblica, e con essi della solidarietà territoriale, quanto a quelli dell'autonomia e della sussidiarietà per come definiti dagli articoli 5, 114, 117, 118 e 119 della Costituzione;

        i propri precedenti atti approvati nel corso della X Legislatura regionale, al fine di esprimere il proprio indirizzo politico in merito all'avvio, su iniziativa della Giunta regionale e del suo Presidente, del percorso finalizzato all'acquisizione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai sensi dell'art. 1 16, comma III, della Costituzione, e ai suoi successivi sviluppi;

 

Valutato che:

        quale suo tratto distintivo, il percorso avviato dalla Regione Emilia-Romagna si è caratterizzato per la condivisione ed il consenso espresso dal sistema delle autonomie territoriali nonché dalle forze economiche e sociali firmatarie del Patto per il lavoro e che a tale criterio ordinatore è essenziale che si ispiri il prosieguo dell'iniziativa;

        per prima la Regione Emilia-Romagna ha avanzato la proposta che il Parlamento adottasse disposizioni preliminari e procedurali per l'attuazione dell'art. 116, comma III, della Costituzione mediante l'approvazione di una legge-quadro entro cui collocare i progetti di autonomia;

        la proposta di autonomia dell'Emilia-Romagna non ha mai avuto tra i suoi presupposti quello di ottenere maggiori risorse a discapito dello Stato o delle altre Regioni attraverso il trattenimento dei cosiddetti residui fiscali, ma viceversa quello di realizzare una migliore qualità della spesa, anche in chiave di sviluppo, attraverso una più qualificata programmazione e gestione della stessa;

 

Valutata altresì la necessità di aggiornare i propri indirizzi e la propria proposta di autonomia alla luce del mutato scenario politico, sociale ed economico conseguente alle eccezionali condizioni che il nostro Paese si è trovato ad affrontare nel corso degli ultimi anni:

        la crisi pandemica e l'impatto che questa ha determinato sul sistema sanitario e sul tessuto socioeconomico regionale e nazionale;

        la conseguente e straordinaria reazione messa in campo dall'Unione europea con il Next Generation EU, e dal Governo con il conseguente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;

        il piano di riforme e investimenti senza precedenti in cui è ora impegnato il Paese, anche per accelerare la transizione ecologica e la trasformazione digitale;

        il conflitto in Ucraina, con le dirompenti conseguenze che sta ulteriormente determinando anche in termini di approvvigionamenti energetici e di materie prime;

 

Ritenuto pertanto che, alla luce di questo quadro, debbano essere rivalutati gli ordini di priorità e le misure più efficaci per meglio corrispondere ai bisogni della propria comunità per approntare le soluzioni più idonee e coerenti a realizzare una forma coerente e solidale di regionalismo differenziato, anche mediante un aggiornamento delle funzioni, dei compiti e delle materie oggetto dell'iniziativa regionale;

 

Udita la odierna Comunicazione del Presidente della Giunta Regionale;

 

Condiviso quale indirizzo politico cui orientare una proposta innovativa ed efficace di autonomia della Regione Emilia-Romagna, la necessità di procedere, d'intesa con il Governo, ad una ricognizione aggiornata delle materie suscettibili di essere attribuite in via differenziata alla Regione, riservando priorità alle competenze e alle funzioni più idonee a migliorare la capacità di governance del sistema territoriale nel suo complesso e ad incrementare l'efficacia delle politiche sul territorio, a partire da quelle necessarie a potenziare gli strumenti di semplificazione e la capacità di programmazione, cruciali, fra l'altro, alla realizzazione degli investimenti pubblici e privati — anche in chiave di accelerazione della doppia transizione ecologica e digitale — oggi sostenuti da una mole inedita di risorse stanziate dall'Unione europea e dal Governo, nonché dalla Regione stessa;

Immagine 1

IMPEGNA

la Giunta regionale e il suo Presidente:

 

  1. a contribuire, d'intesa col Governo e con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, a disciplinare in una legge-quadro un procedimento attuativo del dettato costituzionale dell'art. 116, comma III, della Costituzione che garantisca un adeguato coinvolgimento del Parlamento sin dalla fase negoziale volta alla determinazione dei contenuti dell'Intesa fra il Governo e la Regione, con una chiara identificazione preventiva delle condizioni di devoluzione cui Governo e Regioni dovranno attenersi fedelmente in una logica di leale collaborazione;
  2. a contribuire, d'intesa col Governo e con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, alla definizione dei LEP;
  3. ad aggiornare la propria proposta di autonomia alla luce del mutato contesto economico, sociale e politico, dando priorità alle competenze e alle funzioni più idonee a migliorare la capacità di governance del sistema territoriale nel suo complesso, ad incrementare l'efficacia delle politiche sul territorio e a potenziare gli strumenti di semplificazione, programmazione e investimento, rispetto invece a quelle materie che, per complessità, delicatezza e possibile impatto finanziario, hanno sin qui impedito di addivenire ad una soluzione positiva (come peraltro indicato dalla Relazione del "Gruppo di lavoro sul regionalismo differenziatoistituito dalla Ministra per gli Affari Regionali); in questo senso si ritiene di espungere dalle materie precedentemente attivate quella dell'istruzione;
  4. a garantire la partecipazione costante al percorso delle commissioni assembleari competenti, anche con riferimento all'eventuale ridefinizione delle materie oggetto della proposta;
  5. a garantire altresì la partecipazione costante degli Enti Locali e delle forze economiche e sociali firmatarie del Patto per il lavoro e per il clima;
  6. ad assicurare il pieno coinvolgimento di questa Assemblea;
  7. a ricercare, d'intesa col Governo e con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, soluzioni procedimentali che assicurino e valorizzino il ruolo del Parlamento sin dalla fase negoziale volta a determinare i contenuti dell'Intesa tra Governo e Regione, al fine di consentire la definizione condivisa ex ante del contenuto dell'Intesa stessa, garantendone così infine l'approvazione con legge a maggioranza qualificata.