Menù di navigazione
Legislatura XI- Atto di indirizzo politico ogg. n. 5252
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per esprimere concretamente la propria vicinanza all'Associazione Nazionale Alpini, al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare e identitaria e a invitare tutte le città emiliano-romagnole a designare un luogo pubblico da dedicare alla memoria degli Alpini caduti in Patria. (30 05 22) A firma dei Consiglieri: Rancan, Pelloni, Marchetti Daniele, Occhi, Pompignoli, Rainieri, Liverani, Delmonte, Facci, Catellani, Bergamini, Stragliati, Montevecchi, Bargi

Testo:

R I S O L U Z I O N E

 

L’Assemblea Legislativa dell’Emilia - Romagna

 

Premesso che:

        L’Associazione Nazionale Alpini si costituì a Milano l’8 luglio 1919, a seguito dell’ardua prova che l’Italia aveva attraversato durante la Prima Guerra Mondiale. L’Italia ne uscì sì vittoriosa, ma drammaticamente provata dai tre anni di conflitto, cosicché i reduci di quella terribile esperienza ed in particolare gli Alpini decisero di unirsi e fare qualcosa di concreto per aiutare le famiglie dei commilitoni e per non disperdere il patrimonio solidale e valoriale che si era creato durante la guerra.

        L’Ana, a inizio 2021, registrava oltre trecentotrentamila soci, con ottanta Sezioni in Italia, trenta nelle varie nazioni del mondo, più otto gruppi autonomi: cinque in Canada, in Colombia Slovacchia e a Vienna. Le Sezioni si articolano in circa 4.400 Gruppi. Ai circa duecentomila soci ordinari si aggiungono circa ottantamila Aggregati.

 

Considerato che:

        Come si evince dall’articolo 2 dello statuto dell’Ana, l’Associazione, apartitica e senza scopo di lucro, si propone di tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta. Inoltre, vuole rafforzare, tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione, i vincoli di fratellanza nati dall’adempimento del comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l’assistenza. In più, cerca di agevolare i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi, di promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni. Infine, promuove e concorre in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e all’estero, nel rispetto prioritario dell’identità associativa e dell’autonomia decisionale.

        Fedele a valori quali l’amor di Patria, l’amicizia, la solidarietà e il senso del dovere, l’Associazione Nazionale Alpini ha saputo esprimere concretamente queste doti, intervenendo in circostanze drammatiche in Italia e all’estero: Vajont (1963), Friuli (1976 - 1977), Irpinia (1980/1981), Valtellina (1987), Armenia (1989), Albania (a favore dei kosovari nel 1999), Valle d’Aosta (2000), Molise (2002), Abruzzo (2009 - 2010), Pianura Padana (2012) e in Centro Italia (2016 - 2017).

        Tra le numerose opere di solidarietà, l’Associazione ha costruito in due anni di lavoro dei propri soci, un asilo a Rossosch, in Russia (1992 - 1993). Analoga operazione è stata svolta nel 2002 per ampliare un istituto scolastico multietnico a Zenica (Bosnia). In Monzambico dove, nel 1993 - 1994, in un paese sconvolto dalla guerriglia, gli Alpini di Leva parteciparono all’operazione umanitaria disposta dalle Nazioni Unite, costruendo: un collegio femminile, un centro di accoglienza per bimbi denutriti e uno di alfabetizzazione e promozione della donna. Nel 2018, nell’attuale Livenka è stato costruito il Ponte dell’Amicizia sul fiume Valuji, che l’Ana ha donato alla popolazione della cittadina teatro dell’epica battaglia del 26 gennaio 1943.

        Il 19 marzo 1994, l’Associazione Nazionale Alpini ha inaugurato un nuovo Ospedale da campo avioelitrasportabile, unico in Europa e forse nel mondo per una realtà civile, già impiegato più volte in occasione di pubbliche calamità.

        Tra gli ultimi interventi all’estero vi è quello a Kinniya nello Sri Lanka dopo il devastante tsunami.

        A questi, si aggiungono i numerosi interventi promossi dall’Ana sul territorio nazionale. Nel Comune di Ripabottoni, nel 2011, è stata costruita una Casa di Riposo. Nell’Abruzzo terremotato sono stati impegnati 8.500 volontari della Protezione Civile ANA e il 14 novembre 2009 è stato inaugurato il “Villaggio Ana” a Fossa dove, grazie alle somme raccolte dall’Associazione e da altri enti, sono state costruite trentatré case per gli sfollati del Comune abruzzese. Sempre a Fossa, è stata costruita la Chiesa di San Lorenzo (inaugurata il 27 novembre 2010), oltre a numerosi altri interventi effettuati sul territorio del capoluogo abruzzese. Dopo le gravi e ripetute scosse di terremoto in Centro Italia del 2016 e del gennaio 2017, l’Ana ha aperto una raccolta fondi in favore della popolazione, avviando e realizzando progetti per la costruzione di Centri Polifunzionali a Campotosto (opera inaugurata nel novembre 2017), Visso (2017), Arquata del Tronto (2018), Accumuli e Preci).

        Infine, in ordine temporale, in soli sette giorni, gli Alpini sono riusciti a costruire l’ospedale nella Fiera di Bergamo per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19.

        I volontari della Protezione Civile Ana sono circa tredicimila.

 

Rilevato che:

        Possono far parte dell’Associazione coloro che hanno prestato servizio per almeno due mesi in reparti alpini e coloro che non avendo potuto, per cause di forza maggiore, prestarvi servizio per tale periodo di tempo, hanno conseguito una ricompensa al valore, oppure il riconoscimento di ferita o invalidità per causa di servizio. La qualifica di Fondatori spetta ai soci iscritti all’Associazione nel 1919, mentre la qualifica di Vitalizi è conservata soltanto a quei soci che l’hanno conseguita entro l’anno 1972.

        Tutti i soci hanno eguali doveri e diritti.

        Come recita l’articolo 37 dello statuto dell’Associazione Nazionale Alpini, i provvedimenti disciplinari applicabili agli associati sono: il richiamo scritto, per fatti lievi; la censura (dopo due richiami scritti all’associato nell’arco di un anno; per fatti che compromettano il regolare svolgimento della vita del Gruppo o della Sezione o, in generale, dell’Associazione; per la volontà e reiterata inosservanza delle norme statutarie e regolamentari), la sospensione (dopo due censure inflitte all’associato nell’arco di tre anni; per fatti gravi che ledano la figura morale dell’associato; quando l’associato sia stato condannato, in via definita, per delitto non colposo che leda la figura morale dell’associato. La sospensione è della durata da un minimo di un mese ad un massimo di un anno), la radiazione (per continuata cattiva condotta morale; a seguito di condanna penale definitiva per delitto non colposo e ritenuta incompatibile con l’appartenenza all’Associazione).

 

Preso atto che:

        Nel 1985 è stata fondata su iniziativa dell’Associazione Nazionale Alpini, l’International Federation of Mountain Soldiers, alla quale aderiscono tutt’oggi le associazioni dei soldati della montagna di Austria, Francia, Germania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Svizzera, Italia. Come osservatori vi sono inoltre le Truppe di montagna di Argentina e Cile.

        Il 15 ottobre 2022, a Napoli, verrà festeggiato il centocinquantesimo anniversario di fondazione del Corpo degli Alpini con iniziative culturali, sportive e attività addestrative svolte dalle Truppe Alpine dell’Esercito.

        In centocinquant’anni gli Alpini hanno costruito una realtà operativa e associativa unica al mondo in cui lo stesso simbolo vuole rappresentare l’identità valoriale e culturale che unisce gli alpini in armi e in congedo.

        Dal 5 all’8 maggio si è svolta a Rimini la novantatreesima edizione dell’Adunata Nazionale degli Alpini con numeri ragguardevoli: undici ore di sfilata, con oltre settantacinquemila penne nere schierate per nove, le Sezioni Ana di tutto il mondo e non meno di quattrocentomila persone presenti a Rimini nell’arco dei tre giorni. Un ritorno alla normalità dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia che ha causato pesanti lutti anche tra le file degli Alpini.

        L’Adunata si svolge sempre in più giorni e ha il suo culmine la domenica con la sfilata di decine di migliaia di Alpini per le strade della città ospitante (la scelta della stessa viene fatta due anni prima in modo da dare il tempo alla Sezione Ana e alla città di prepararsi alla manifestazione. Una specifica commissione valuta le proposte delle città candidate e compie visite in loco per verificare la capacità ricettiva della zona, la disponibilità dei diversi enti pubblici, la viabilità locale e altri fattori). Alla sfilata, che dura solitamente per tutta la giornata, partecipano solo gli iscritti all’Associazione Nazionale Alpini, che vengono divisi per Sezioni Ana d’appartenenza e accompagnati da numerose bande e fanfare. Le uniche altre persone che possono partecipare alla sfilata sono le autorità politiche locali e nazionali che prendono parte all’evento; il pubblico generalmente si colloca ai lati o sulle tribune.

        La prima Adunata si è svolta nel settembre 1920 a Monte Ortigara (VI).

        In Emilia - Romagna sono otto finora le adunate realizzate. La prima risale al 1933 a Bologna, alla quale seguì quella del 1978 a Modena, poi ancora Bologna nel 1969 e nel 1982. Nel 1997 fu la volta di Reggio Emilia, nel 2005 a Parma, nel 2013 l’Adunata avvenne a Piacenza e, infine, quella che si è svolta questo mese a Rimini.

        Gli Alpini mostrano una grande attenzione per i giovani, su cui l’Ana punta moltissimo, sia per trasmettere loro i suoi valori, sia per garantire ai ragazzi un futuro di coscienza civile e capacità di operare a favore della comunità, della Patria.

 

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA E LA GIUNTA REGIONALE,

 

ad attivarsi per esprimere concretamente la propria vicinanza all’Associazione Nazionale Alpini, al fine di riconoscerne la valenza sociale, culturale, popolare ed identitaria; oltre a invitare tutte le città emiliano - romagnole a designare un luogo pubblico da dedicare alla memoria e al sacrificio degli Alpini caduti in Patria.