Menù di navigazione
Legislatura X- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1662
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a contrastare l'assunzione, da parte dell'Unione Europea, di decisioni che consentano la denominazione di "Lambrusco" a vini non prodotti nei territori tradizionalmente dedicati a tale coltura e tutelati da DOP e IGP. (23 11 15) A firma del Consigliere: Foti

Testo:

RISOLUZIONE

 

RISOLUZIONE ex articolo 104 Regolamento interno dell'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna

 

L'Assemblea Legislativa dell'Emilia-Romagna

 

Premesso che:

 

da alcuni mesi é in atto il tentativo - da parte della Commissione Europea agricoltura e sviluppo rurale - di rivedere il vigente regolamento che tutela i vini Dop e  Igp, in modo da rendere possibile che vini come Lambrusco, Vermentino, Sangiovese - solo per citare i più “prossimi” - siano prodotti anche in altri paesi dell'Unione Europea, non potendo  quest'ultima impedire ai viticoltori di impiantarli nei propri terreni. E ciò diversamente da quei vini che riportano un luogo geografico nella propria denominazione come, ad esempio, il Prosecco o il Chianti;

 

la generalizzazione della denominazione "lambrusco" allargato a tutti i paesi della Unione Europea finirebbe per snaturare la tradizione enologica del primo vino venduto al mondo, oltre che inopinatamente modificare il territorio di produzione che, come noto, allo stato e' circoscritto - per quanto riguarda la nostra Regione - ai territori delle province di Reggio nell'Emilia e Modena, allargati alle IGT delle province di Parma e Mantova;

 

l'impegno a favore dell’agroalimentare regionale - sempre più insidiato da proposte dell'Unione Europea quanto meno discutibili e che, come quella in esame, appaiono più volte ad attribuire genericamente ai Paesi membri possibilità produttive che contrastano con la "storia" del prodotto stesso - prescinde da ogni differente posizione politica;

 

secondo qualificati produttori del settore vitivinicolo "slegare il nome del Lambrusco dai territori di produzione sarebbe pura follia". Ed ancora: "appiattire vitigni che rappresentano un'autentica bandiera della nostra zona a generici varietali che potranno un domani essere liberamente prodotti e commercializzati ovunque, significa distruggere l'immagine che le nostre realtà hanno costruito in secoli di duro lavoro e fatica. Pensare di poter piantare il Lambrusco ovunque, come si fa per vitigni quali Merlot, Cabernet e Chardonnay, ed ottenere i risultati qualitativi interessanti, è pura illusione";

 

già nei mesi scorsi il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha evidenziato la contrarietà dell'Italia a modificare il regolamento vini nel senso più sopra rappresentato;

 

impegna la Giunta Regionale

 

a sostenere, per quanto di competenza, la battaglia dei produttori di Lambrusco volta ad impedire l'assunzione dell'ennesima decisione insensata da parte dell'Unione Europea.

 

 

Il presidente

Tommaso Foti