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Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 1712
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
1712 - Interpellanza circa le azioni da attuare per dare corso ad una approfondita caratterizzazione ambientale che chiarisca, circa la discarica "Tre Monti" di Imola, le cause della presenza di elementi e composti inquinanti, applicando comunque il principio di precauzione a tutela della cittadinanza. A firma della Consigliera: Gibertoni

Testo:

Interpellanza a risposta orale in Aula

 

visti

 

  • il progetto relativo all’ampliamento della discarica “Tre Monti” in via Pediano di Imola (BO) pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna il 23 settembre 2015, prima passaggio formale dell’iter che potrebbe portare al rilascio delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione di detto ampliamento tramite procedura di VIA relativa al progetto denominato “Ampliamento della discarica “Tre Monti”: recupero volumetrico in sopraelevazione del 3° lotto e realizzazione di un nuovo lotto nei Comuni di Imola (BO) e Riolo Terme (RA) proposto da CON.AMI e HERAmbiente”;

 

premesso che

 

  • la sezione ARPA di Bologna, in data 12 e 17 ottobre 2015, ha fatto dei campionamenti nei pozzi spia in prossimità delle vasche di raccolta del percolato all’interno della discarica per rifiuti urbani e speciali non pericolosi “Tre Monti” di Imola (BO) riscontrando forti superamenti dei limiti di legge (normativa relativa ai siti contaminati) per quanto riguarda nitriti e solfati e tre metalli pesanti: arsenico, cromo esavalente e nichel;
  • i suddetti pozzi spia hanno una profondità compresa tra i 6 metri ed 15 metri, dunque i campionamenti svolti da ARPA fanno riferimento ad un percolato che si è infiltrato in trafilature profonde del corpo discarica;
  • le associazioni ambientaliste imolesi, in data 26 ottobre 2015, hanno svolto alcuni campionamenti indipendenti (affidate a LabAnalysis Srl - Pavia) in corrispondenza del Rio Rondinella (il corso d’acqua dominato dalla discarica) per un tratto di circa 900 metri, nello specifico sarebbero stati prelevati 9 campioni di suolo, ad una profondità massima di 60 cm, in più punti lungo il rio, che vanno da luoghi prossimi alla discarica fino a valle della stessa, 4 campioni di acque superficiali del rio stesso e 2 campioni dei sedimenti prelevati dal letto del rio;
  • dallo svolgimento di tali analisi sarebbero risultati:
  • nel suolo: superamenti dei limite di legge per lo stagno (in tutti i punti, a fronte di valori di limite massimo di 60 milligrammi al kg, due campioni presentano valori di 56 e 104 mg/kg), idrocarburi pesanti (nei 2 punti più vicini alla discarica), nichel (nei 2 punti più vicini alla discarica), piombo (in un punto, 135 mg/kg rispetto ai 100 consentiti);
  • nei sedimenti: superamenti dei limite di legge per stagno (in tutti i punti, con valori più che doppi rispetto ai limiti di legge, 1,98 e 2,8 milligrammi al kg rispetto ad un limite di 1 mg/kg), idrocarburi pesanti (in tutti i punti, 67 e 56 rispetto ad valore limite di 50);
  • nelle acque superficiali risultano valori elevati di alluminio e manganese, e valori crescenti vicino alla discarica di ferro, nitriti, solfati, cromo totale, cloruri, bromuri, fluoruri;
  • in particolare l’andamento della concentrazione dei solfati aumenterebbe costantemente e soprattutto a valle della discarica, partendo da valori di 35, fino a 103, 151 e 353;
  • lo stesso andamento di crescita sarebbe mostrato dai valori di mercurio e tallio che, pur rimanendo al di sotto dei valori previsti dalla norma, mostrano concentrazioni che crescono di oltre un ordine di grandezza nel passaggio a valle della discarica;
  • la discarica “Tre Monti” di Imola, già la più grande, per rifiuti urbani e speciali del territorio regionale (il suo esercizio continuerebbe anche oltre il 2020), si avvierebbe a diventare una delle più grandi d’Italia, secondo il progetto di ampliamento previsto dal ConAmi, consorzio proprietario dell’area e dal gestore HerAmbiente, infatti, dopo il previsto ampliamento del terzo lotto e la creazione di un nuovo quarto lotto è facile prevedere la successiva futura richiesta di un ulteriore ampliamento, considerata la “strategicità” più volte avanzata dalla Regione per questo impianto per lo smaltimento di rifiuti;

 

considerato che

 

  • il rinvenimento di simili concentrazioni di metalli pesanti sarebbe da correlare all’attività della discarica e potrebbe essere, a sua volta, correlato ai risultati dei campionamenti di ARPA nei pozzi spia;
  • il quadro che si andrebbe a delineare è quello di un inquinamento diffuso intorno al sito della discarica e le cui cause andrebbero accertate in maniera definitiva , anche mediante una caratterizzazione ambientale che stabilisca l’entità e l’ampiezza della contaminazione;

 

Interpella la Giunta regionale e l’assessore competente

per sapere:

 

  1. se non consideri opportuno valutare e indagare approfonditamente, con una caratterizzazione ambientale che ricostruisca i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, se vi è una correlazione tra alcuni inquinanti rilevati, con valori oltre i limiti di legge, sia internamente al sito della discarica, da ARPA, che esternamente al sito, dai tecnici indipendenti, in particolare, con riferimento a nichel, cromo, nitriti e solfati e se non ritenga necessario valutare come i forti superamenti dei limite di legge riscontrati da ARPA per arsenico, cromo esavalente e nichel siano riconducibili ad una qualità di percolato tipica di una discarica per rifiuti non pericolosi;
  2. se, in considerazione delle evidenze scientifiche, sopravvenute dall’avvio della procedura di VIA del progetto di ampliamento della discarica “Tre Monti” di Imola, unitamente alla circostanza che lo Studio d’Impatto Ambientale è privo di adeguate analisi ambientali ed epidemiologiche condotte in un intorno significativo dalla discarica, sia stato applicato, in maniera scrupolosa, il principio di precauzione nei confronti degli abitanti e dei territori dei comuni di Imola e Riolo Terme e delle future generazioni.

 

Il Consigliere

Giulia Gibertoni