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Legislatura X- Atto di indirizzo politico ogg. n. 1741
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
Risoluzione per impegnare la Giunta ad intensificare le azioni di opposizione alla proposta, riguardante la Commissione Europea, di liberalizzazione dell'uso dei vitigni come quello del lambrusco, favorire il coordinamento delle iniziative della Regione, del Ministero, del Parlamentari europei, dei produttori e dei consorzi contrarie a tale proposta, sensibilizzare circa detta tematica promuovendo inoltre la filiera agro-alimentare emiliano-romagnola. (03 12 15) A firma dei Consiglieri: Serri, Poli, Lori, Caliandro, Boschini, Molinari, Cardinali, Zoffoli, Campedelli, Paruolo, Tarasconi, Marchetti Francesca, Sabattini, Rossi Nadia, Soncini, Pruccoli

Testo:

 

RISOLUZIONE

 

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

Nel 2015 è stato avviato un tavolo di lavoro promosso dalla DG Agricoltura della Commissione Europea per aggiornare e semplificare la normativa comunitaria sulle denominazioni enologiche.

 

Una delle proposte emerse dal tavolo di lavoro prevede di svincolare il vitigno autoctono dalla zona geografica per consentirne l’utilizzo, anche ai fini di etichettatura, su tutto il territorio comunitario.

 

La proposta di liberalizzazione dell’uso dei vitigni implica una serie di conseguenze negative in evidente contrasto con alcuni dei principali cardini della strategia Europa 2020:

  • la potenziale proliferazione di etichette a livello comunitario con conseguente      danno alla tutela del consumatore rispetto alla chiarezza di informazioni sui prodotti e le filiere produttive;
  • il danno in termini di competitività e strategie di crescita ai sistemi territoriali che hanno investito nella tutela, nella valorizzazione e nella promozione dei propri patrimoni varietali e della biodiversità;
  • la fragilità delle strategie di crescita derivanti dal favorire politiche agricole di tipo speculativo e legate alle tendenze momentanee e volatili del mercato a scapito di percorsi di sviluppo inclusivi e sostenibili in grado di affermare sul mercato le filiere territoriali europee.

 

Considerato che

 

In Italia esiste uno dei più ricchi e preziosi patrimoni di vitigni autoctoni, all’interno del quale l’Emilia Romagna gioca un ruolo strategico.

 

Il Lambrusco è il vitigno autoctono più antico d’Italia e il vino leader nelle esportazioni.

 

Il successo del vitigno è legato alla storia di investimenti emiliano-romagnoli -pubblici e privati- per la promozione, la tutela, l’internazionalizzazione del prodotto.

 

L’azione dei produttori, delle associazioni economiche, dei consorzi di tutela e della Regione ha consentito di realizzare un brand di riconoscibilità per il Lambrusco come prodotto di qualità in ragione del sistema territoriale in cui è prodotto.

 

La potenziale apertura alla piantumazione di vitigni e all’etichettatura di vini di Lambrusco in tutti i paesi comunitari comprometterebbe irrimediabilmente la filiera di tutela del prodotto.

 

Valutato che

 

l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, unitamente con la sede regionale di Bruxelles, sta operando da mesi per costruire e consolidare un fronte allargato di Paesi e Regioni europee in opposizione alla proposta di liberalizzazione dei vitigni e delle conseguenti etichettature, con particolare riferimento al coinvolgimento delle realtà francesi e tedesche;

 

il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è da tempo attivo nel sostenere la posizione di opposizione alla proposta di liberalizzazione, rafforzando la strategia adottata dalla Regione Emilia Romagna

 

in seno al Parlamento Europeo, l’eurodeputato Paolo De Castro sta coordinando e promuovendo l’azione parlamentare di opposizione alla proposta di liberalizzazione

 

le rappresentanze dei produttori e i consorzi di tutela stanno realizzando numerose iniziative di sensibilizzazione sui rischi che tale proposta arrecherebbe al territorio se venisse concretizzata

 

tutto ciò premesso e considerato

 

impegna la Giunta a

 

  • intensificare le azioni di opposizione alla proposta di liberalizzazione favorendo il coordinamento delle diverse iniziative già intraprese dalla Regione, dal Ministero, dai Parlamentari Europei, dalle rappresentanze dei produttori e dai consorzi
  • promuovere i percorsi avviati per allargare la platea dei soggetti informati e sensibilizzati sul tema, come le organizzazioni di tutela dei consumatori
  • continuare a sostenere la promozione della filiera agroalimentare regionale in termini di qualità, sicurezza e tipicità.

 

Luciana Serri

Roberto Poli

Barbara Lori

Stefano Caliandro

Giuseppe Boschini

Gian Luigi Molinari

Alessandro Cardinali

Paolo Zoffoli

Enrico Campedelli

Giuseppe Paruolo

Katia Tarasconi

Francesca Marchetti

Luca Sabattini

Nadia Rossi

Ottavia Soncini

Giorgio Pruccoli