Menù di navigazione
Legislatura X - Atto ispettivo ogg. n. 8348
Oggetto:
Testo presentato: Documento protocollato
8348 - Interpellanza circa l’opposizione alla mancata valutazione di impatto ambientale relativamente al progetto di ampliamento delle capacità di stoccaggio, mediante superamento dell’originaria pressione statica di fondo, riguardante il giacimento di San Potito, a Cotignola (RA). A firma del Consigliere: Bertani

Testo:

Interpellanza a risposta orale in Aula

 

visti

 

  • il Decreto direttoriale di assoggettabilità alla VIA, del 13 marzo 2019, recante “Concessione di stoccaggio "San Potito e Cotignola". Esecuzione prove di iniezione nel giacimento BB1 di San Potito finalizzate all'ampliamento della capacità di stoccaggio mediante superamento della originaria pressione statica di fondo” e l’allegato parere n. 2918 della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale, parte integrante dello stesso, con cui si è disposta l’esclusione dalla procedura di VIA dell’istanza presentata in data 13 marzo 2018 da Edison Stoccaggio S.p.A., con prescrizioni/raccomandazioni;
  • le Osservazioni della Regione Emilia-Romagna, Prot. n. ASP/OPM/7922, del 7 maggio 2018, sulla “Procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA ministeriale relativa all’esecuzione di prove di iniezione nel giacimento BB1 San Potito finalizzate all’ampliamento della capacità di stoccaggio per la Concessione San Potito-Cotignola” con cui si concludeva che “sulla base di tali elementi e delle incertezze circa i potenziali impatti ambientali significativi che non si ritiene possano essere esclusi e risolti allo stato attuale, a meno di significativi e impegnativi approfondimenti non compatibili con i tempi della presente procedura di verifica di assoggettabilità a VIA e con la specificazione di condizioni ambientali all’interno di questo procedimento di verifica di assoggettabilità, pare necessario e opportuno assoggettare alla procedura di VIA il progetto di esecuzione di prove di iniezione nel giacimento BB1 San Potito al fine di esaminare il progetto e il SIA nella sua completezza con il dettaglio conoscitivo, programmatico, progettuale e ambientale appropriato al fine di poter valutare compiutamente le proposte progettuali con dati più attendibili, e quindi, in ultima analisi, più cautelativi e a favore di sicurezza”;
  • le Osservazioni della Consigliera Capogruppo del Gruppo consiliare “Movimento 5 Stelle” presso l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, nonché Capogruppo del Movimento 5 Stelle presso il Consiglio del Comune di Cotignola, dott.ssa Ilaria Ricci Picciloni, del 7 maggio 2018 (DVA-2018-0010373), sulla “Procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA ministeriale relativa all’esecuzione di prove di iniezione nel giacimento BB1 San Potito finalizzate all’ampliamento della capacità di stoccaggio per la Concessione San Potito-Cotignola” in cui si rilevava una “mancanza di ricostruzione tridimensionale del sottosuolo per individuare le faglie attive sismogenetiche superficiali e in particolare quelle che hanno originato il disastroso terremoto del 1688 che ha interessato il territorio con effetti macrosismici del 9 e 8 grado MCS” ed, inoltre, che c’era una “ubicazione del sito di stoccaggio esattamente nelle zone interessate da strutture sismogenetiche cariche di energia, con sismicità indotta come conseguenza quasi “fisiologica” in presenza di attività, come quelle in oggetto, nel sottosuolo, al punto da imporre un monitoraggio finalizzato solo ad accertarne solo la gravità”;
  • la delibera della Giunta regionale n. 2020, del 29 dicembre 2012, recante: “Parere in merito alla pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto di stoccaggio gas naturale nei giacimenti di San Potito e di Cotignola ai fini del rilascio della concessione di stoccaggio 'San Potito e Cotignola' (L. 8 luglio 1986 n. 349 art. 6)” in cui la Giunta regionale esprimeva, ai sensi dell’art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, il parere che il progetto di sviluppo integrato di stoccaggio gas naturale, nei giacimenti di San Potito e di Cotignola, ai fini del rilascio della concessione di stoccaggio “San Potito e Cotignola”, presentato da Edison Stoccaggio S.p.A., fosse ambientalmente compatibile subordinatamente al rispetto di n. 19 prescrizioni;
  • il Decreto, dell’8 ottobre 2007, del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, in cui, preso atto, tra l’altro, del parere favorevole espresso dalla Regione Emilia-Romagna con la sopra citata delibera di Giunta regionale n. 2020 del 29 dicembre 2006, si esprimeva giudizio positivo circa la compatibilità ambientale dell’Impianto di stoccaggio di gas naturale nei giacimenti di San Potito e Cotignola (RA);

 

premesso che

 

  • è di poche settimane fa una intervista, della rivista scientifica Sapere al Professor Peter Styles, (Emeritus Professor, Keele University, Regno Unito) che presiedeva la Commissione ICHESE, una Commissione Internazionale di studio incaricata di scoprire ed analizzare se vi fossero state attività umane che potessero avere indotto o innescato il terremoto in Emilia del 2012, il professor Styles, nel corso della sopra citata intervista, osservava come “Nell’ultimo decennio abbiamo iniziato a comprendere che è molto più facile di quanto pensassimo stimolare sismicità – sebbene di varia magnitudo: spesso molto piccola, ma talvolta non insignificante – attraverso le attività umane. Nella maggior parte delle regioni, anche lontano dalle zone di faglia principali, la crosta terrestre ha una storia geologica complessa, con collisioni e orogenesi, rifting e variazioni nel campo di forze. Questo ha fatto sì che le faglie si siano mosse in determinati periodi geologici e che attualmente si trovino a vari livelli di stabilità. Le indagini nelle miniere di carbone svolte mediante osservazione diretta e sismicità indotta – effettuate dal mio (allora) gruppo di ricerca a Liverpool e dal Liverpool Fault Analysis Group – hanno mostrato che ci sono probabilmente migliaia di faglie che non sono facilmente riconoscibili dalla superficie terrestre, nemmeno con le più sofisticate investigazioni sismiche: anche queste faglie, a loro volta, hanno condizioni di stabilità molto diverse fra loro. Come ci si può aspettare da una distribuzione statistica, alcune faglie sono molto stabili, altre lo sono abbastanza, alcune invece sono molto instabili e possono essere riattivate da stimoli geomeccanici o idrogeologici relativamente modesti. …. Gli inneschi possono essere meccanici; gli scavi dell’industria mineraria sono un buon esempio. Spesso però le cause sono cambi di pressione idrostatica, iniezione di acque reflue, estrazione di acqua e idrocarburi, stoccaggio di gas e forse persino variazioni del clima come, per esempio, periodi di piogge persistenti e inusuali.”;
  • è dell’altro giorno, riportata dalla trasmissione Report, la notizia secondo cui ci fu un concreto tentativo di influenzare, nel senso escludere qualunque potenziale rischio, la relazione finale della Commissione ICHESE, tentativo che fu duramente contestato dal presidente Styles e che, inoltre, alla stessa Commissione non sarebbe state fornite informazioni fondamentali sulle attività di stoccaggio in sovrapressione effettuate prima del sisma nel sito STOGIT di Minerbio, infine, nello stesso servizio si evidenziavano gli enormi conflitti di interesse che riguardavano i membri del gruppo di lavoro che analizzò, successivamente alla Commissione ICHESE, il sito del Cavone;
  • l’attuale Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di fronte alla domanda del giornalista di Report che segnalava la inadeguatezza della composizione della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale, proprio dal punto di vista delle conoscenze tecniche specifiche, ha annunciato pubblicamente la nomina di una nuova Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale fortemente rinnovata nella composizione;

 

considerato che

 

  • appare illogico e contro ogni evidenza non sottoporre a valutazione di impatto ambientale operazioni, sia pur di prova, consistenti nell’aumentare significativamente, la pressione in un giacimento di stoccaggio anche oltre la pressione statica originaria sollecitando ulteriormente le rocce e le strutture dei depositi stessi esponendole a rischi strutturali, innescando dispersioni dei fluidi, attraverso le discontinuità strutturali delle rocce, anche per vari chilometri dal fondo pozzo di reiniezione con il rischio evidente di causare sismicità indotta e innescare eventi sismici più o meno forti, essendo spesso i pozzi di reiniezione localizzati in prossimità di faglie sismogenetiche come quelle che hanno, appunto, originato il disastroso terremoto del 1688 (5,8 di magnitudo con effetti macrosismici pari a 8° - 9° grado della scala MCS) e con epicentro nelle immediate vicinanze proprio della concessione di stoccaggio di San Potito e Cotignola;
  • l’operazione in questione ha ormai un largo fronte contrario che va dalle comunità locali interessate alla stessa Regione Emilia-Romagna, che pure in passato si era espressa favorevolmente al progetto di stoccaggio, così alla precedente fase di studio e sebbene il rappresentante di quest’ultima sia risultato assente nella seduta finale della Commissione Tecnica Verifica dell’Impatto Ambientale che ha disposto l’esclusione dalla VIA;
  • nel Decreto Direttoriale del 13 marzo 2019, sopra citato, tra l’altro, si dà atto che “il parere contrario all’esclusione dalla procedura di VIA della Regione Emilia-Romagna, è stato espresso con nota prot. PG/2018/322859 del 7 maggio 2018, e quindi antecedentemente alla trasmissione della documentazione integrativa avvenuta in data 22 ottobre 2018” e che con la nota prot. 28877/DVA, del 10 dicembre 2018, la Direzione Generale per le valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero ha chiesto alla Regione Emilia-Romagna “di voler comunicare alla scrivente se, alla luce della ulteriore documentazione prodotta dalla Società, ritiene di dover confermare o meno il parere contrario all’esclusione già espresso in data 7 maggio 2018” e che “non è pervenuto alcun riscontro da parte della Regione Emilia-Romagna”;

 

evidenziato che

 

  • l’operazione di sovrapressione riveste esclusivamente una valenza economica che è tale solo per il proponente, mentre i danni, che ne potrebbero derivare, hanno portata di ben altra rilevanza economica per le comunità locali e, addirittura, per la tutela della pubblica incolumità;
  • già all’indomani del sisma del 2012 si adottarono, anche da parte della Regione Emilia-Romagna provvedimenti straordinari di tutela e salvaguardia mediante sospensioni immediate, ed oggi scopriamo che il venir meno di quei provvedimenti, giustificato con le non complete evidenze scientifiche di correlazione tra attività antropiche nel sottosuolo e terremoti, sarebbe stato artatamente condizionato dalla mancata trasmissione di informazioni, dalla tentata modifica delle conclusioni e da rilevanti conflitti di interesse.

 

Interpella la Giunta regionale e l’assessore competente

per sapere:

 

  • se e in quale modo intenda continuare ad opporsi alla mancata valutazione di impatto ambientale relativamente al progetto di “Concessione di stoccaggio "San Potito e Cotignola". Esecuzione prove di iniezione nel giacimento BB1 di San Potito finalizzate all'ampliamento della capacità di stoccaggio mediante superamento della originaria pressione statica di fondo” e quali siano le ragioni per cui la Regione Emilia-Romagna, interpellata con la nota prot. 28877/DVA, del 10 dicembre 2018, dalla Direzione Generale per le valutazioni e autorizzazioni ambientali del Ministero, che chiedeva alla Regione Emilia-Romagna stessa “di voler comunicare alla scrivente se, alla luce della ulteriore documentazione prodotta dalla Società, ritiene di dover confermare o meno il parere contrario all’esclusione già espresso in data 7 maggio 2018” non abbia ritenuto di fornire alcuna risposta, dando così la possibilità di ritenere un tale silenzio come una sorta di assenso alle controdeduzioni ed alternative proposte dalla Società Edison Stoccaggio.

 

 

Il Consigliere

(Andrea Bertani)