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90.
SEDUTA DI MERCOLEDÌ 4 LUGLIO 2012
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
Indice
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
PRESIDENTE (Richetti)
Annuncio di mozione, risoluzioni, interpellanze, interrogazioni e di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE (Richetti)
OGGETTO 2877
Interrogazione dei consiglieri Filippi e Villani, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere presso il Governo, a seguito del terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna, al fine di formalizzare la richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà europeo, unitamente alla richiesta di istituire, nelle zone colpite dal sisma, una no tax area.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
FILIPPI (PDL)
BIANCHI, assessore
OGGETTO 2913
Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione relativa agli edifici scolastici colpiti dal sisma e le modalità di ricostruzione degli stessi.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
MEO (SEL - Verdi)
BIANCHI, assessore
OGGETTO 2900
Interrogazione della consigliera Barbati, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la funzionalità del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Cona (FE).
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
BARBATI (Italia dei Valori)
BERTELLI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta
OGGETTO 2903
Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere per ottimizzare gli interventi, nelle zone colpite dal sisma, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, e per far fronte ad ulteriori richieste di moduli abitativi.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
GAZZOLO, assessore
OGGETTO 2911
Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione riguardante i fondi destinati alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma, con particolare riferimento alle zone agricole ed alle procedure riguardanti il ripristino dei relativi edifici.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Richetti)
NOÈ (UDC)
RABBONI, assessore
OGGETTO 2617
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Disposizioni per la bonifica» (Testo base) (41)
(Relazione, discussione ed esame articolato)
(Progetti di legge oggetti 90 - 91 - 158 - 1191 - 1710 - Abbinati)
(Risoluzione oggetto 2081 - Abbinata)
PRESIDENTE (Richetti)
ZOFFOLI, relatore
POLLASTRI (PDL)
MANFREDINI (Lega Nord)
GRILLINI (Italia dei Valori)
FAVIA (Mov. 5 Stelle)
CAVALLI (Lega Nord)
ALESSANDRINI (PD)
MANDINI (Italia dei Valori)
VECCHI Alberto (PDL)
FILIPPI (PDL)
RABBONI, assessore
BIGNAMI (PDL)
NOÈ (UDC)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazioni elettroniche
Allegato A
Atti esaminati nel corso della seduta
Allegato B
Mozione, risoluzioni, interpellanze ed interrogazioni annunciate
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE RICHETTI
La seduta ha inizio alle ore 9,37
PRESIDENTE (Richetti): Dichiaro aperta la novantesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Interpello i presenti per sapere se ci sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute:
- antimeridiana del 19 giugno 2012 (n. 88);
- pomeridiana del 19 giugno 2012 (n. 89)
inviati ai consiglieri unitamente all'avviso di convocazione di questa tornata.
Se non ci sono osservazioni, i processi verbali si intendono approvati.
(Sono approvati)
PRESIDENTE (Richetti): Diamo lettura della giustificazione del presidente della Giunta Errani, dell'assessore Bortolazzi, che non potrà essere presente ai lavori di oggi, così come il collega Carlo Lusenti e la collega Teresa Marzocchi.
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
PRESIDENTE (Richetti): Nel periodo trascorso dall'ultima tornata delle sedute assembleari sono stati presentati i seguenti progetti di legge:
2842- Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Bignami: "Modifiche della legge regionale 26 novembre 2001, n. 43 (Testo Unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna)" (18 06 12).
2896 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2011" (delibera di Giunta n. 863 del 25 06 12).
2914 - Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Cavalli: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 17 febbraio 2005, n. 5 "Norme a tutela del benessere animale"" (02 07 12).
PRESIDENTE (Richetti): Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti dal 14/06/2012 al 27/06/2012:
DPGR n. 141 del 20/06/2012
Nomina del Sig. Narciso Piccin come componente della Commissione regionale per l'artigianato in sostituzione del membro dimissionario Sig. Francesco Zavatta.
DPGR n. 145 del 20/06/2012
Nomina di Morigi Luca in sostituzione di Corzani Giuseppe nel Consiglio della Camera di Commercio di Forlì-Cesena.
DPGR n. 152 del 26/06/2012
Nomina di Ferrari Tiziana in sostituzione di Baietti Giordano nel Consiglio della Camera di Commercio di Bologna.
DPGR n. 153 del 26/06/2012
Procedimento di estinzione per inerzia dell' Ipab "Opera Pia Istituto Umberto I per rachitici" di Modena (MO) - nomina del commissario ad acta incaricato della redazione dell'inventario del patrimonio e della ricognizione dei rapporti attivi e passivi.
Annuncio di mozione, risoluzioni, interpellanze, interrogazioni
e di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE (Richetti): Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i sottonotati documenti:
Mozione
2891 - Mozione proposta dai consiglieri Leoni, Villani, Bignami, Filippi e Malaguti per impegnare la Giunta ad attivarsi presso la Commissione Europea perché venga attivata la procedura necessaria affinché le aree colpite dal sisma in Emilia-Romagna siano dichiarate "zone a fisco zero" ovvero "zone franche" per i prossimi cinque anni.
Risoluzioni
2868 - Risoluzione proposta dai consiglieri Villani, Bignami, Aimi, Bartolini, Bazzoni, Filippi, Leoni, Lombardi, Malaguti, Pollastri e Alberto Vecchi per impegnare la Giunta a modificare l'assetto del Sistema regionale di Istruzione e formazione professionale inserendo, in via sperimentale e per la durata di un anno scolastico, la qualifica di Operatore del benessere tra quelle conseguibili a partire dal primo anno di corso sia negli istituti professionali sia negli enti di formazione professionale.
2876 - Risoluzione proposta dalla consigliera Barbati per impegnare la Giunta a porre in essere azioni nei confronti del Governo volte a disciplinare la materia riguardante il testamento biologico, sollecitare le amministrazioni comunali ad istituire i relativi registri, sensibilizzando inoltre il personale sanitario all'utilizzo dei connessi dispositivi terapeutici al fine di garantire la dignità della persona umana anche nella sua fase terminale.
2885 - Risoluzione proposta dalla presidente Mori, su mandato della Commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini, per sollecitare il Governo a provvedere all'emanazione del regolamento di attuazione della legge 12 luglio 2011, n. 120, in materia di parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle società quotate in mercati regolamentati, impegnando inoltre la Giunta a dare piena attuazione, in ambito regionale, a tale disciplina, anche attraverso azioni di monitoraggio, di verifica e di istituzione dei relativi albi di competenze.
2888 - Risoluzione proposta dalla consigliera Noè per impegnare la Giunta a sollecitare il Presidente Vasco Errani affinché, nelle sue funzioni di Commissario Straordinario per la ricostruzione e di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, solleciti la destinazione dei fondi inutilizzati per il terremoto in Irpinia a favore della ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio e l’eliminazione delle accise sul carburante per il finanziamento di emergenze avvenute in tempi molto lontani.
2890 - Risoluzione proposta dai consiglieri Filippi, Aimi, Bartolini e Pollastri per impegnare la Giunta a riallocare le risorse destinate al bando "Ecofeste Emilia-Romagna" a favore delle popolazioni e delle aree emiliano-romagnole colpite dal sisma.
2893 - Risoluzione proposta dalla consigliera Barbati per impegnare la Giunta, circa l'interruzione volontaria della gravidanza, ad adottare gli strumenti e le strategie organizzative necessari per assicurare in modo congruo la presenza di medici e di sanitari non medici non obiettori di coscienza presso ciascuna struttura sanitaria per garantire l'effettività del diritto alla procreazione cosciente e responsabile, incrementando inoltre la formazione del relativo personale e valorizzando il rapporto tra reparti ospedalieri e consultori familiari.
2897 - Risoluzione proposta dai consiglieri Filippi e Villani per impegnare la Giunta a promuovere, di concerto con il Ministero degli Interni ed il Ministero di Grazia e Giustizia, un condono rivolto ai detentori di materiale bellico, ai fini della riconsegna dello stesso alle autorità competenti, senza incorrere in sanzioni, promuovendo inoltre una campagna di sensibilizzazione su tale tematica.
2899 - Risoluzione proposta dal consigliere Defranceschi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte alla messa in sicurezza ed alla riqualificazione, di concerto con gli Enti locali, dell'area portuale di Rimini.
2907 - Risoluzione proposta dal consigliere Manfredini per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, anche presso la Conferenza Stato-Regioni, affinchè il Governo eviti tagli lineari al sistema giudiziario riducendo il numero delle sezioni distaccate e dei giudici di pace.
Interpellanze
2892 - Interpellanza del consigliere Pollastri in merito alla discussione sulla modifica del Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) e della situazione della metropolitana leggera Piacenza - Milano.
2909 - Interpellanza del consigliere Pollastri circa la situazione relativa ai treni notturni a lunga percorrenza, con particolare riferimento alle stazioni dei capoluoghi di Provincia emiliani.
Interrogazioni
2864 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa il funzionamento dell'Ufficio postale di Marola, nel Comune di Carpineti (RE).
2865 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa la normativa riguardante l'assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con particolare riferimento alle necessità collegate al sisma che ha colpito l'Emilia-Romagna.
2866 - Interrogazione del consigliere Leoni, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per far fronte alle problematiche relative al punto medico avanzato di Mirandola, con particolare riferimento alle elevate temperature esistenti nella tensostruttura utilizzata a causa dell'inagibilità dell'Ospedale.
2867 - Interrogazione dei consiglieri Alberto Vecchi e Aimi, a risposta scritta, circa la richiesta di smobilitazione del raggruppamento del Corpo Militare della C.R.I. operante a San Felice sul Panaro (MO).
2869 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa la situazione relativa al carcere circondariale di Rimini.
2870 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa lo studio di fattibilità riguardante la fusione di Comuni della Val Samoggia.
2871 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa il coinvolgimento di Gruppi comunali di Protezione Civile, anche di altre Regioni, e del Volontariato nelle prime fasi dell'emergenza conseguente agli eventi sismici che hanno colpito l'Emilia-Romagna.
2872 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa la chiusura di discariche ed inceneritori sul territorio regionale e le relative tecniche alternative.
2873 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa il progetto di riqualificazione urbana denominato "P.R.U. Ghigi" a Morciano di Romagna (RN).
2874 - Interrogazione del consigliere Ferrari, a risposta scritta, circa una richiesta di dati relativi al riparto di risorse destinate alle Province, e la relativa accessibilità nei siti istituzionali regionali.
2875 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa la normativa riguardante la certificazione energetica degli edifici pubblici ed i soggetti legittimati ad attestarla.
2877 - Interrogazione dei consiglieri Filippi e Villani, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere presso il Governo, a seguito del terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna, al fine di formalizzare la richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà europeo, unitamente alla richiesta di istituire, nelle zone colpite dal sisma, una no tax area.
2878 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per attivare le procedure finalizzate ad acquisire risorse da mettere a disposizione delle zone colpite dal terremoto.
2879 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa il Consorzio Montagna Bolognese.
2880 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere, specialmente nell'ambito di lavori, per evitare i rischi connessi alla presenza di lana di vetro in uffici della Regione Emilia-Romagna.
2881 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori delle Terme di Porretta (BO).
2882 - Interrogazione del consigliere Ferrari, a risposta scritta, circa la tutela delle imprese e delle attività turistico-ricettive colpite dal sisma.
2883 - Interrogazione del consigliere Ferrari, a risposta scritta, circa i rapporti internazionali e le attività attivati dalla Regione Emilia-Romagna per agevolare la penetrazione nei mercati europei e dei Paesi "BRICST".
2884 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la copertura territoriale di RAI3 ed i relativi contenuti, con particolare riferimento alla zona di Piacenza.
2886 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, in merito alla situazione del servizio di trasporto ATC nella frazione Lavino di Mezzo del Comune di Bologna.
2887 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa la situazione del reparto di radiologia dell'Ospedale di Imola (BO).
2889 - Interrogazione dei consiglieri Villani, Lombardi e Bartolini, a risposta scritta, sulla situazione relativa alla Società Aeroporti Romagna SpA (SAR).
2894 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori regionali operanti presso l'immobile sito al n. 38 di Viale Aldo Moro, con particolare riferimento alla presenza di lana di vetro.
2898 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa il progetto regionale denominato "Palestra sicura, prevenzione e benessere", ed i relativi costi.
2900 - Interrogazione della consigliera Barbati, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la funzionalità del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Cona (FE).
2901 - Interrogazione del consigliere Naldi, a risposta scritta, circa il servizio di guardia medica chirurgica dell'Ospedale di Budrio (BO).
2902 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa la ricollocazione nel Comune di Comacchio (FE) degli Uffici di Igiene pubblica e Medicina del Lavoro.
2903 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere per ottimizzare gli interventi, nelle zone colpite dal sisma, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, e per far fronte ad ulteriori richieste di moduli abitativi.
2904 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa il Protocollo d'intesa sul lavoro pubblico siglato in data 3/05/2012, con particolare riferimento all'ipotesi di chiusura degli uffici scolastici provinciali.
2905 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per contrastare, specialmente nelle spiagge, il fenomeno dell'abusivismo commerciale.
2906 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa il trasferimento dell'ambulatorio ad accesso diretto presso il poliambulatorio di S. Lazzaro di Savena.
2908 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa la revoca del finanziamento concesso dalla Regione alla Cooperativa Terremerse.
2910 - Interrogazione del consigliere Zoffoli, a risposta scritta, circa la valorizzazione del servizio civile regionale.
2911 - Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione riguardante i fondi destinati alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma, con particolare riferimento alle zone agricole ed alle procedure riguardanti il ripristino dei relativi edifici.
2912 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la cessazione delle funzioni svolte, a favore dei terremotati, dalla Croce Rossa Militare nel campo di accoglienza di San Felice sul Panaro (MO).
2913 - Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione relativa agli edifici scolastici colpiti dal sisma e le modalità di ricostruzione degli stessi.
(I relativi testi sono riportati nell'allegato B al resoconto integrale della seduta odierna)
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:
2571 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la presenza di amianto nello stabilimento della "Moto Morini" a Casalecchio di Reno (BO).
2572 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa l'utilizzo del Fondo regionale per le persone con disabilità.
2596 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa questioni inerenti FER, le società dalla stessa controllate, i relativi bilanci, piante organiche e piani industriali, con particolare riferimento ai disservizi riguardanti gli utenti della rete ferroviaria regionale.
2608 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa questioni riguardanti, nel Comune di Vergato, i vincoli paesaggistici.
2626 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la situazione relativa all'azienda BredaMenarinibus.
2629 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa la predisposizione, da parte dell'ASL di Piacenza, di una struttura destinata all'attività libero-professionale "intramoenia".
2630 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa le tariffe relative agli esami TAC PET svolti da strutture convenzionate con l'AUSL di Ravenna.
2631 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa i provvedimenti, i dati e gli esami relativi all'inquinamento da combustione di biomasse e da ozono, e le azioni da porre in essere per ridurlo.
2634 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le procedure relative alla locazione, da parte dell'AUSL di Piacenza, di spazi esterni per lo svolgimento di attività intramoenia.
2636 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, circa l'incremento del servizio di trasporto pubblico, anche ferroviario, tra Fidenza e Cremona.
2651 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa il personale assegnato dalle AUSL a strutture regionali, con particolare riferimento al settore socio-sanitario.
2657 - Interrogazione del consigliere Pollastri, a risposta scritta, in merito alla situazione idrogeologica ed alla necessità di ripristino della viabilità nel Comune di Bettola (PC).
2667 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa lo schema di accordo di pianificazione approvato dal Comune di San Pietro in Casale (BO) relativamente all'ampliamento di un punto vendita della Coop Reno.
2678 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori delle aziende URMET ed APRIMATIC.
2688 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa i controlli relativi ai "mercati a chilometri zero".
2696 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa progetti e convenzioni con organismi di formazione professionale finanziati dalla Regione Emilia-Romagna.
2700 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa il parere espresso dal Consiglio Superiore della Sanità in merito alla attività di diagnostica sulla insufficienza venosa cerebro-spinale (CCSVI), con particolare riferimento al Polo Ospedaliero di Cona (FE).
2703 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la costituzione di una Azienda Faunistico Venatoria nella frazione di Mondonuovo a Baricella (BO).
2706 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa le modalità con le quali la Regione, la Provincia ed il Comune di Ravenna partecipano agli studi ed agli interventi volti alla difesa della costa ravennate.
2709 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la situazione e le procedure riguardanti le farmacie nel Comune di Medicina (BO), con particolare riferimento all'aumento delle stesse.
2713 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa il Piano Operativo Comunale del Comune di San Lazzaro di Savena.
2717 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa la distribuzione della pillola del quinto giorno, con particolare riferimento all'informazione sulle potenzialità abortive di tale farmaco.
2721 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa le procedure relative alla costruzione di tre centrali a biomasse a Mezzolara, nel Comune di Budrio (BO).
2722 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la continuità dei percorsi scolastici nell'Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini di Vergato (BO).
2729 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa gli istituti scolastici primari di Cocomaro di Cona e di Quartesana (FE).
2734 - Interrogazione del consigliere Villani, a risposta scritta, per il ripristino, per l’anno scolastico 2012-2013, della classe prima del corso "Cure Estetiche" organizzato dall’ente di formazione professionale ENAC-ER a Fidenza.
2740 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa la mancanza di un punto di ristoro all'interno dell'Ospedale Bellaria di Bologna, ed il prezzo del relativo servizio mensa per i dipendenti.
2742 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa la tutela del settore agricolo, con particolare riferimento alla normativa riguardante l'utilizzazione dei voucher.
2749 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le priorità da seguire in tema di pagamenti dei fornitori da parte della sanità regionale.
2757 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure relative al lascito disposto dall'Avv. Cesari Federici a favore dell'Ospedale di Budrio (BO).
2760 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa il recepimento delle disposizioni contenute nel decreto 2/11/2011 n. 264 circa la "Ricetta elettronica".
2831 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa un incarico attribuito dall'AUSL di Piacenza.
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula
PRESIDENTE (Richetti): Iniziamo lo svolgimento dei nostri lavori con le interrogazioni a risposta immediata, prendendo in esame il seguente oggetto:
2877 - Interrogazione dei consiglieri Filippi e Villani, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere presso il Governo, a seguito del terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna, al fine di formalizzare la richiesta di attivazione del Fondo di Solidarietà europeo, unitamente alla richiesta di istituire, nelle zone colpite dal sisma, una no tax area.
Risponde per la Giunta l'assessore Bianchi.
La parola al consigliere Filippi per illustrare la sua interrogazione.
FILIPPI: Grazie, presidente. La scorsa settimana il sottoscritto, assieme al presidente del Gruppo del PDL, presentava un’interpellanza relativa al terremoto che ha colpito gravemente i territori dell'Emilia-Romagna il 20 e il 29 maggio, in particolare i territori dell'Emilia.
Il sottoscritto, nel suo intervento in Aula del 23 maggio scorso, dichiarava di aver parlato con la segreteria del vicepresidente della Commissione europea Tajani, la quale aveva accordato la massima disponibilità per collaborare con la nostra Regione per far pervenire i fondi previsti dalla legge.
In data 3 giugno lo stesso Tajani veniva in visita nelle aree terremotate e dichiarava che «L'Europa sarà a fianco dei terremotati di Emilia, Lombardia e Veneto nell'opera di aiuto e di ricostruzione dopo questa catastrofe nazionale. Lo farà con il Fondo di solidarietà di un miliardo di euro, da cui potremmo attingere per l'Italia il 2,5 per cento del danno dimostrato».
Sempre Tajani proseguiva nel suo intervento affermando che «lo Stato italiano deve fare pervenire la richiesta formale entro 10 settimane dal primo evento sismico, vale a dire entro il 29 luglio - cioè fra venti giorni, per essere chiari - e che sono disponibili già «200 milioni di euro per finanziare operazioni di emergenza, interventi nelle infrastrutture e opere di pubblico interesse».
Lo stesso Tajani dichiarava anche che, relativamente al comparto lattiero-caseario, c'è la disponibilità a utilizzare i fondi non ancora utilizzati. Aggiungeva, altresì, che "il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale dà la possibilità alle Regioni di proporre all'Unione europea una riallocazione finanziaria dei programmi di sviluppo in corso, finalizzandola alle zone colpite dal terremoto. Si potrebbero, in tal modo, ottenere altri 100 milioni di euro. Il Commissario europeo per l'agricoltura Dacian Ciolos e la Direzione generale della Commissione hanno già dato la loro disponibilità» anche per questo contributo.
Inoltre, «c'è la possibilità - lo ricordo - di notificare alla Commissione europea gli aiuti di Stato, anche regionali, considerati illegittimi per le industrie, ma leciti se concessi per calamità naturali e di documentare quali progetti finanziati con fondi europei non sono stati realizzati a causa del terremoto».
Premesse queste considerazioni importanti, chiedo alla Giunta e all'assessore Bianchi, che la rappresenta, se il Presidente Errani, in qualità di Commissario straordinario per la ricostruzione, abbia già provveduto, insieme agli organi di Stato, a presentare tale domanda presso l'Unione europea e se sia possibile istituire una no tax area per le zone colpite dal sisma. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Filippi.
La parola all'assessore Bianchi per la risposta.
BIANCHI, assessore: Grazie. Ringrazio il consigliere Filippi, che permette alla Giunta di dare conto di quanto finora è stato compiuto e il punto a cui siamo.
Come lei ha ricordato, l'Unione europea ha istituito il Fondo di solidarietà nel 2002. È stato uno strumento importante, straordinario, che è intervenuto in diverse calamità e a cui si rivolgono agli Stati nazionali. Il soggetto di riferimento ultimo è, dunque, lo Stato nazionale.
Il Commissario Hahn e il Commissario Tajani vennero da noi il giorno 3 giugno. Con loro abbiamo messo a punto esattamente il quadro che lei riferiva, l'intervento entro 10 settimane sul Fondo di solidarietà, l’intervento per l'agricoltura e alcuni interventi più specifici, per i quali ci si invitava a recarci direttamente a Bruxelles.
Sono andato io stesso il 7 giugno a Bruxelles, dove ho incontrato i Commissari e soprattutto la nostra rappresentanza. Ho incontrato il Ministro plenipotenziario Peronaci, il numero due dell’ambasciata, ossia la persona dedicata a seguire proprio questo tema.
Da quel momento noi abbiamo lavorato in strettissima intesa, sia con il Gabinetto del Commissario Hahn, sia con il Gabinetto del Commissario Tajani, sia con la nostra rappresentanza a Bruxelles, in particolare con il Ministro plenipotenziario.
Come ha affermato lei, ci sono 10 settimane per presentare la documentazione sui danni effettivi connessi con il sisma. Tramite il nostro funzionario, dottor Cocchi, stiamo verificando con continuità questo aspetto e, tramite la nostra rappresentanza a Bruxelles, manteniamo il contatto continuo con il Gabinetto Hahn.
Consideriamo di tenere una prima presentazione prima dello scadere delle 10 settimane, in modo da verificare con loro l'ammissibilità di tutte le spese, in modo che, quando presenteremo il tutto, alla fine delle settimane, con il Governo italiano, sarà già interamente verificato.
Abbiamo incontrato sia presso il Gabinetto Hahn, sia presso il Gabinetto Tajani una grandissima attenzione. In particolare, con il Gabinetto Tajani e con il direttore generale di industria Calleja abbiamo riflettuto anche sugli interventi possibili per i diversi settori manifatturieri, trovando non soltanto grande attenzione, ma anche l'idea di poter utilizzare al meglio tutti i bandi già aperti sulla presente programmazione, nonché di avviare fin da adesso la nuova programmazione 2014-2020.
Rispetto alla sua richiesta se sia stato mantenuto con continuità il rapporto fra noi, la rappresentanza del Governo nazionale e i due Gabinetti, le posso assicurare che esso è stato avviato dal 7 giugno.
Rispetto alle considerazioni che lei ha portato avanti in materia di aiuti di Stato questa è stata una preoccupazione importante che abbiamo avuto, che ci ha segnalato Tajani, che abbiamo verificato anche tramite il Ministro Moavero Milanesi e che abbiamo riscontrato, sempre con l'attenzione del Ministro Peronaci, a Bruxelles.
Si tratta di una materia molto delicata, che presenta due aspetti, sia nella verifica di interventi da parte nostra che non ricadono sotto la scure degli aiuti di Stato, sia nella verifica di eventuali interventi sui fondi strutturali non utilizzati. Nel nostro caso, però, sia la verifica effettuata sul Fondo sociale, sia quella che viene ora svolta sul FESR dimostrano che noi non abbiamo fondi residui inutilizzati.
Da ultima c’è la riflessione che lei ha avanzato sulla no tax area. Il sistema della no tax area e della free zone in realtà ha avuto esiti molto incerti in tutte le esperienze precedenti, sia nelle esperienze di accelerazione dello sviluppo, sia nei casi di disastro. Il più delle volte le free zone, ossia le no tax area, presentano problemi di istituzione in via temporanea, ma anche di uscita dalla straordinarietà.
Anche nel caso dell'Aquila non hanno sortito grandi risultati.
Comunque sulla questione siamo ancora in sede di conversione del decreto e, quindi, se esistono spazi in tale ambito, lo possiamo verificare. Come le ripeto, però, finora gli esiti non sono stati significativi.
Spero di averla soddisfatta. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Bianchi.
Consigliere Filippi, le restano due minuti e mezzo per la replica.
FILIPPI: Grazie, presidente. Grazie, assessore. Sono soddisfatto solo in parte, pensavo mi fornisse una risposta certa. Le ho ricordato che entro il 29 luglio dobbiamo avere tutti i documenti in regola, altrimenti perdiamo i finanziamenti. Lei mi ha assicurato che entro il 29 luglio presenterà tutti i documenti, e questo è già un dato di fatto.
Dal momento, però, che, sempre nel mio intervento del 23, dichiaravo che, per quanto riguarda i fondi sulla neve, siamo arrivati due giorni prima della scadenza ultima, chiedevo che non si ripetesse lo stesso errore per il terremoto. I giorni che mancano attualmente sono 24. Le chiedo, assessore, di arrivare almeno dieci giorni prima.
(interruzione dell’assessore Bianchi)
Se commettiamo un errore burocratico, dobbiamo trovare il tempo di sistemarlo ed erogare il prima possibile alle zone terremotate tali fondi.
Lei, assessore, sa che i problemi sono tantissimi. Alcuni si conoscono, perché si leggono sui giornali, altri non vengono riportati. Due dei miei tre figli - lo riferisco perché è presente l'assessore alla Protezione civile - fanno parte della Protezione civile e mi hanno raccontato un particolare che in Aula si può riferire, accaduto a Finale Emilia.
Gli Alpini, che sono sempre a fianco della Protezione civile, nel distribuire il cibo hanno servito un italiano, il quale ha chiesto una salsiccia. Gliel’hanno servita. Dopo l’italiano c'era un islamico. Con la stessa forchetta gli hanno servito una coscia di pollo e quest’ultimo ha rovesciato il vassoio davanti a loro, sostenendo che la forchetta era avvelenata. Sono circostanze vere, accadute nei campi, con tutti i problemi del caso.
Per questo motivo io chiedo di anticipare i tempi, i problemi sono anche questi, problemi di convivenza, di intolleranza e di arroganza da parte di alcuni sfollati che si trovano nei campi e pensano di fare ciò che vogliono.
Per evitare questi e altri problemi cerchiamo di anticipare l’arrivo dei fondi e di rimandare al più presto le persone nelle proprie case.Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Filippi.
Abbiamo esaurito l'oggetto 2877, chiamo l’oggetto seguente:
2913 - Interrogazione della consigliera Meo, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione relativa agli edifici scolastici colpiti dal sisma e le modalità di ricostruzione degli stessi.
Risponde per la Giunta l'assessore Bianchi.
La parola alla consigliera Meo per illustrare la sua interrogazione.
MEO: Grazie, presidente. Grazie, assessore. Intervengo sempre intorno al tema del terremoto, raccogliendo una forte e condivisibile preoccupazione per la prossima apertura dell'anno scolastico.
Sappiamo bene quanto la Regione e il Commissario Errani, da questo punto di vista, nella sua qualità di Commissario, stiano facendo per garantire non solo un diritto, ma anche un’esigenza molto forte da parte della nostra popolazione scolastica.
Nello stesso tempo, ovviamente, seguiamo con grande interesse e attenzione l’evolversi della situazione delle strutture, da una parte per capire fino in fondo, insieme con la Regione Emilia-Romagna, qual è la situazione delle strutture scolastiche nelle aree colpite dal sisma, dall’altra per condividere comunque la necessità di procedere, anche in fase temporanea, ossia anche di utilizzo di strutture temporanee, nel modo più corretto e meno impattante possibile sul territorio, immaginando che questa drammatica esperienza diventi un punto di svolta anche a livello di ricostruzione per puntare veramente alla realizzazione di strutture efficienti dal punto di vista territoriale ed energetico.
Nell'ordinanza del 16 giugno 2012 il Presidente Errani, nella qualità di Commissario delegato, prevede che i Comuni e le Province procedano immediatamente alla messa in sicurezza e al ripristino degli edifici scolastici che non presentino danni alle strutture portanti o che comunque appaiano riparabili con interventi limitati e puntuali realizzabili entro l'apertura dell'anno scolastico.
Lo stesso atto, peraltro, prevede che per gli edifici riparabili solo con interventi significativi estesi all'intera struttura, nonché per le scuole gravemente danneggiate - abbiamo visto che sono moltissime -, per le quali appare necessaria la demolizione e la successiva ricostruzione, successivi provvedimenti debbano comunque avere inizio entro l'anno scolastico 2012-2013.
In questi ultimi casi è stato ipotizzato l'uso di strutture temporanee per accogliere le attività didattiche durante il periodo, che si spera, ovviamente, essere il più breve possibile, necessario al rifacimento dell'edificio scolastico.
In questo senso noi chiediamo di sapere quali e quanti edifici scolastici siano stati colpiti dal sisma, quali danni siano stati rilevati e quali esiti di agibilità siano stati a oggi certificati nelle aree colpite. Nei casi in cui si preveda la ricostruzione ex novo degli edifici scolastici domandiamo se venga resa obbligatoria, oltre al rispetto naturalmente della normativa antisismica, anche l'applicazione di metodologie costruttive con risparmio ed efficienza energetica.
Analogamente, ci chiediamo se sia possibile che anche per le strutture temporanee di accoglienza dell'attività didattica venga data priorità, anche in questo caso, a quelle maggiormente efficienti dal punto di vista energetico, il che significa non solo un risparmio complessivo nella gestione dell'emergenza, ma anche una migliore qualità della permanenza degli studenti, degli insegnanti e del personale in tali strutture. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Meo.
La parola all’assessore Bianchi per la risposta.
BIANCHI, assessore: Grazie, consigliera. Nella zona del sisma, sulle quattro province, ci sono 429 edifici a uso scolastico, che sono state colpite diversamente. Rilevo che abbiamo dovuto effettuare più volte le verifiche, poiché diversi sono stati gli effetti del sisma del 20 maggio, pesantissimi gli effetti di quello del 29 e ulteriori quelli del sisma del 2 giugno, che hanno degradato ancora di più le situazioni difficili.
Sulle ripetute verifiche svolte dalla Protezione civile, per le quali ringrazio ancora una volta la Protezione civile stessa e, se mi permettete, anche l’assessore Gazzolo, vorrei evidenziare quanto segue: 191 strutture sono state dichiarate A, cioè agibili, 152 parzialmente inagibili, con esiti B e C - la qualifica va da A a F - e, quindi, recuperabili con interventi di breve durata, 9 inagibili con problemi più gravi, 65 E, cioè inagibili, e 12 inagibili per rischio esterno, ossia F. Queste ultime sono situazioni in cui vi erano la palestra ovvero un bene monumentale che insisteva sulle strutture.
Di questi edifici ricordo che 199 sono in provincia di Ferrara, di cui 100 sono agibili. Nel modenese abbiamo verificato 149 edifici scolastici, a Reggio Emilia 27 e a Bologna 54.
Su questo tema fin da subito abbiamo provveduto, in ragione delle diverse modalità, a verificare le tipologie di possibile intervento. La scelta che ha compiuto il Commissario, con la struttura istituzionale, cioè i sindaci e i Presidenti delle Province, è quella di tenere il più possibile vicino alla proprietà, cioè ai Comuni per quanto riguarda nidi, materne e scuole dell'obbligo e alle Province per quanto riguarda le scuole superiori, tutte le attività di ripristino e di miglioramento.
Sulla base di ciò, con l'ordinanza che lei prima ha citato, la n. 2, è stata concessa la possibilità ai Comuni e alle Province di intervenire, avendo ben chiaro quanto lei ha rappresentato, cioè che i miglioramenti devono essere non soltanto effettuati in base al parametro sismico, ma anche in base a quello della qualità e dell'efficienza energetica.
Rispetto a ciò, per quanto riguarda i 65 edifici inagibili e i 12 inagibili per rischio esterno, si è ritenuto di intervenire secondo due tipologie distinte. Per quelli che richiedono interventi prolungati, ma non strutturali, tali da garantire comunque la possibilità di un recupero, ma non entro l'anno, si è ritenuto di provvedere a moduli leggeri che sostanzialmente permettano di aprire non a metà settembre di quest'anno, ma dell'anno prossimo. Si tratta di moduli leggeri, che però hanno garanzie antisismiche. Nell'ambito delle possibilità sono previsti anche interventi di garanzia energetica, di efficienza e di mobilità delle persone, perché dobbiamo tutelare anche i ragazzi che hanno problemi di mobilità.
Per gli altri è stata scelta la via di un intervento più strutturato su attività preindustrializzate, tutte non solo a garanzia antisismica, ma anche con forte significato in termini di efficienza energetica e, come ripeto, di mobilità.
Si è tenuta giovedì scorso la Conferenza di servizi con i sindaci e le Province e ieri è partita la seconda attività, che ha dato via al bando, il quale viene avviato stamattina - lo voglio ricordare - a 45 giorni dal primo sisma e a poche ore, purtroppo, dalle ultime scosse. Secondo i calcoli eseguiti per tali due tipologie la situazione oggi prevede 28 scuole classificate E, che possono richiedere edifici scolastici temporanei, ossia di più lunga durata, e 22 con moduli scolastici provvisori.
Ricordo, in particolare, la situazione più complessa, che riguarda gli Istituti tecnici superiori. Nella zona ci sono l’Istituto Bassi Burgatti a Cento, il Morandi e il Calvi a Finale, il Pico, il Luosi e il Galilei a Mirandola e il Malpighi a Crevalcore. Sono scuole grandi, che hanno bisogno di strumenti e di mezzi di laboratorio, ragion per cui anche questi sono interventi complessi.
Ricordo anche che su questo tema abbiamo deciso di intervenire approntando anche alle strutture servizi, dai refettori ai laboratori, essenziali per le scuole. Per le palestre, invece, si è ritenuto di poter rinviare, compiendo interventi più di carattere provvisionale che comunque garantiscano l'attività degli studenti.
In conclusione, la ringrazio ancora una volta di aver tenuto conto del fatto che, di fronte a quest’emergenza, vi sono elementi essenziali riguardanti la gestione dell'efficienza energetica e la gestione complessiva della qualità della vita degli ambienti scolastici, ambienti tali da tutelare l'effettiva presenza di tutti i nostri ragazzi. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Bianchi.
La parola alla consigliera Meo per la replica. Consigliera, le restano due minuti.
MEO: Ringrazio l'assessore di queste precisazioni. Noi tenevamo a porre l'attenzione anche su questo aspetto, convinti come siamo che, in un momento come questo, bisogna accogliere le migliori occasioni e opportunità per migliorare complessivamente la qualità delle nostre strutture. In questo miglioramento oggi noi vediamo, oltre naturalmente alle questioni antisismiche, anche quelle energetiche e obbligatoriamente quelle delle mobilità. Stiamo parlando di scuole, dove questo tema è molto sentito.
Ci auguriamo veramente che da questo momento così difficile per il nostro territorio venga fuori una strutturazione non impattante, ma solida e forte sotto ogni punto di vista. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Meo.
Abbiamo esaurito l'oggetto 2913, chiamo l'oggetto seguente:
2900 - Interrogazione della consigliera Barbati, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la funzionalità del Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale di Cona (FE).
Risponde per la Giunta il sottosegretario Bertelli.
La parola alla consigliera Barbati per illustrare la sua interrogazione.
BARBATI: Grazie, presidente. Grazie, dottor Bertelli.
Questa interrogazione parte da alcune problematiche nate per l'Ospedale di Cona. L’interrogazione è molto lunga e, quindi, sinteticamente, per stare nei tempi, ricordo che le problematiche sono state di ordine progettuale, giudiziario, logistico e anche organizzativo. Non solo, esse derivano anche da vicende fallimentari che hanno interessato le imprese costruttrici. Quello dell'Ospedale di Cona è stato un percorso molto tormentato, tanto che la spesa complessiva alla fine si attesta intorno ai 300 milioni di euro.
Tutte queste criticità portano all'8 maggio, quando si comincia, nonostante i lavori siano iniziati nel 1990, a effettuare i trasferimenti. Prima dell'8 maggio sono stati riscontrati anche alcuni rischi di contaminazione da legionellosi rispetto al servizio idrico di questo nuovo nosocomio.
Le testimonianze arrivate attraverso la stampa, ma anche attraverso comunicazioni che abbiamo ricevuto, parlano di una difficoltà di apertura di alcuni blocchi, compreso quello importante che comprende sala parto, sala travaglio, neonatologia, ambulatorio gravidanza a rischio, ambulatorio gravidanza a termine, ambulatorio ecografico e pronto soccorso ginecologico.
Il direttore generale ha dichiarato il 16 giugno del 2011 al Resto del Carlino che il blocco parto è agibile. La visita di autorizzazione è stata positiva e la procedura prevede, prima di poter operare il blocco parto, un atto formale di autorizzazione, che è in arrivo. Su un altro giornale viene riportata una versione un po' diversa, perché si riferisce che le autorizzazioni erano già in tasca prima del trasferimento.
Al di là di queste difficoltà a capire che cosa succede in modo corretto, resta il fatto che questo malessere, questo stato di incertezza provoca nei pazienti e nelle persone che si rivolgono a tali strutture problemi di insicurezza che andrebbero evitati, perché chi si rivolge a un ospedale vive già una situazione di criticità.
Noi abbiamo interrogato la Giunta per sapere se quanto emerso dalla recente cronaca sui giornali locali ferraresi corrisponde al vero. In caso affermativo, chiediamo quali siano le motivazioni che hanno determinato la mancata entrata in funzione contestualmente al trasferimento del reparto di ostetricia e ginecologia, della sala parto, della sala travaglio, dell'ambulatorio a rischio e di tutti quelli che citavo prima, di quali ulteriori e diverse informazioni si è eventualmente in possesso in ordine alla situazione e, nel caso in cui effettivamente sussistano tali criticità, se siano già state adottate, o quantomeno programmate, contromisure al fine di far fronte all'emergenza dei reparti specifici di ostetricia e ginecologia.
Chiediamo, inoltre, se non siano stati predisposti dispositivi e strategie per ovviare alle problematiche segnalate dalla stampa e dai pazienti, se e quali misure si intendano adottare per il futuro ed entro quali termini e se siano previsti eventualmente indennizzi per i pazienti che hanno subìto gravi e comprovati disagi all'interno dei suddetti reparti. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Barbati.
La parola al Sottosegretario Bertelli per la risposta.
BERTELLI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente. Sulla base delle informazioni acquisite dall'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara si precisa quanto segue.
L’interrogazione si fonda su considerazioni ed evidenziazioni che non trovano conferme. I riferimenti ai "forti disagi causati all'utenza" non risultano da segnalazioni e reclami pervenuti all'Azienda.
Da parte degli operatori, anch’essi citati come fonte di segnalazione dei forti disagi, si è registrata, invece, e si sta registrando tuttora una collaborazione più che straordinaria.
Con ciò non si intende negare il verificarsi di disguidi o di imprevisti, sia a valenza tecnica che organizzativa. D'altra parte, è la prima volta che in questa regione avviene il trasferimento in toto di un Ospedale intero di grandi dimensioni, senza che sia presente nella stessa area un ospedale funzionante a tutto tondo. Si è trattato, dunque, dello spostamento di un intero ospedale. Sono stati trasferiti 669 posti letto ordinari e 75 di day hospital ed è verosimile che disguidi e imprevisti possano determinarsi ancora nei prossimi giorni.
Il personale è stato informato sul procedere del trasferimento in riunioni a cadenza settimanale ed anche più frequenti. Tale azione informativa è sempre stata connotata da forte partecipazione e coinvolgimento, sia nella predisposizione dei percorsi ordinari assistenziali che nell'individuazione delle possibili alternative.
Il trasferimento al nuovo Sant'Anna di tutte le funzioni assistenziali, ostetriche e ginecologiche è stato reso possibile grazie a un’indispensabile flessibilità organizzativa, da considerarsi comunque ordinaria nel governo di un sistema ad altissima complessità quale quello di un Ospedale.
Tale flessibilità avviene in tutti gli ospedali del Paese nei periodi in cui la domanda subisce mutamenti ragguardevoli: avviene d'estate con gli accorpamenti e d'inverno con gli ampliamenti delle degenze.
È evidente che l'utilizzo della flessibilità organizzativa è possibile esclusivamente nel rispetto dei requisiti e delle prerogative degli ambienti e soprattutto della sicurezza delle strutture interessate.
Anche in quest’occasione pazienti e operatori sono sempre stati ospitati in ambienti preliminarmente sottoposti a verifica da parte della Commissione Provinciale per le autorizzazioni.
Il giorno 13 giugno è stato trasferito da Corso Giovecca, ossia dall'attuale Sant'Anna, il Pronto Soccorso Generale e, per garantire la massima sicurezza possibile, è stato contestualmente trasferito il Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico, con la sala parto e la sala operatoria.
La decisione di trasferire le attività chirurgiche in una sede provvisoria deriva dal fatto che, alla data fissata per il trasferimento - questa è la risposta al quesito che poneva la consigliera - l'Azienda, pur a conoscenza dell'esito positivo del sopralluogo effettuato dalla Commissione preposta l'8 giugno, non era ancora in possesso del documento formale di autorizzazione. Il trasferimento dell'attività chirurgica nella sede definitiva è avvenuto nella sera del 22 giugno.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, sottosegretario Bertelli.
La parola alla consigliera Barbati per la replica. Consigliera, le restano due minuti.
BARBATI: Grazie, sottosegretario. La risposta che le hanno fornito, si potrebbe sostenere, è in politichese-medico, in questo caso: si riferisce che non ci sono conferme di quanto si afferma nell'interrogazione, ma che i disagi ci possono essere e che i disguidi e gli imprevisti sono all'ordine del giorno in casi di così grossi spostamenti. La collaborazione degli operatori, però, è straordinaria.
Su questo punto non avevamo dubbi. Sappiamo anche come si lavora all'interno dell'ospedale; chi sceglie di compiere quel lavoro svolge anche un'opera fondamentalmente non dico di volontariato, ma animata dallo spirito giusto per poter operare in un ospedale.
Devo rilevare anche che la zona di Ferrara non è nuova ai casi di legionellosi. Una grande prudenza è necessaria, però, per non scoprire dopo, a distanza di mesi e mesi, che vengono informati anche i parenti di un'anziana che è morta in un ospedale per legionellosi.
Ciò premesso, sono contenta di aver segnalato questo tema, con la speranza che la mia segnalazione non serva ad affermare che tutto va bene. Se arriva a noi, che siamo lontani da questa zona, è evidente che il malessere esiste. Io spero e mi auguro che la direzione sanitaria prenda atto e provveda al più presto a definire la situazione in maniera corretta. La ringrazio.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Barbati.
Abbiamo esaurito l'oggetto 2900, chiamo l’oggetto seguente:
2903 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere per ottimizzare gli interventi, nelle zone colpite dal sisma, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, e per far fronte ad ulteriori richieste di moduli abitativi.
Risponde per la Giunta l'assessore Gazzolo. Chiedo di diminuire il fastidioso brusio in Aula.
La parola al consigliere Sconciaforni per illustrare la sua interrogazione.
SCONCIAFORNI: Grazie, presidente. Assessore, le due richieste sono state presentate per iscritto e le voglio velocissimamente sintetizzare anche per rendere più chiaro il nostro oggetto.
La prima è una domanda un po’ più generica, attiene a quali interventi mettere in campo per aumentare e rendere più forte la sinergia tra i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Lei sa che è un tema che abbiamo affrontato anche in un seminario, in un’iniziativa pubblica proprio di carattere regionale dei Vigili del fuoco dell'Emilia-Romagna. È stata una richiesta forte, che è venuta proprio per rendere più efficienti e ottimali gli interventi sia dei Vigili, sia della Protezione civile, soprattutto di fronte a eventi straordinari negativi come quelli che, purtroppo, stiamo vivendo.
La mia domanda è a che punto siamo. Evidentemente è venuta fuori una richiesta, perché si sente che questa sinergia non sempre avviene nella maniera più efficace.
La seconda richiesta è più specifica e attiene al nuovo campo che si dovrebbe costituire, alla nuova colonna mobile dei Vigili del fuoco che dovrebbe sostituire i due attuali campi, le due attuali colonne mobili presenti a San Felice e a San Prospero, le quali vivono una situazione piuttosto precaria, di cui l'assessore è sicuramente a conoscenza, tanto che è stata predisposta la costituzione di questo nuovo campo.
Come siamo messi? A me giunge voce che il direttore generale dei Vigili abbia presentato una richiesta specifica all'Agenzia regionale di Protezione civile per avere ragguagli sugli adempimenti per la realizzazione di tale campo. A me risulta che ci sia un ritardo. Volevo una delucidazione anche su questo punto. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Sconciaforni.
La parola all’assessore Gazzolo per la risposta.
GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente. Consigliere e consiglieri, come ha ben rilevato il consigliere Sconciaforni, il ruolo dei Vigili del fuoco è stato ed è tuttora determinante nell'affrontare l'emergenza che ha colpito l'Emilia-Romagna con il terremoto del 20 maggio e dei giorni successivi.
All'atto del 1° luglio - cito alcuni dati che confermano e aggiornano quelli presentati all'interno dell'interrogazione - erano attivi sul territorio 981 uomini e donne, con 373 mezzi a disposizione. A partire dalla prima scossa sono stati effettuati 51.932 verifiche statiche, 36.806 interventi di soccorso e 14 demolizioni. Ormai restano da evadere rispettivamente oltre 11.000 verifiche, 546 interventi di soccorso e 7 demolizioni.
Complessivamente - cito un altro dato - la spesa preventivata per le attività svolte dai Vigili del fuoco fino al 31 luglio è stimata in 23.900.000 euro, compresi costi del personale, missioni, reintegro mezzi e logistica da assicurare nei COA (Comandi operativi avanzati).
I COA rappresentano la base logistica per l'ospitalità delle squadre provenienti da altre regioni e sono stati istituiti nell'area del cratere. In questa zona, oltre al raddoppio dei turni di servizio del personale in forza ai Comandi provinciali, è stata disposta la costituzione del Comando di cratere presso la direzione e di due COA, rispettivamente a San Felice e a San Prospero.
Come evidenziato dal consigliere Sconciaforni e confermato anche dal direttore regionale dei Vigili del fuoco, l'ingegner Giovanni Nanni, è in fase di studio l'allestimento di un nuovo centro operativo con moduli abitativi adatti a garantire una migliore qualità abitativa ai Vigili impegnati nella nostra regione, in considerazione delle alte temperature che vivono le popolazioni assistite, ma anche gli operatori, in termini di disagio e all'eventualità del prolungarsi dell'emergenza.
In attesa della realizzazione di questo campo base è possibile evidenziare come l'insediamento dei COA abbia comportato la richiesta di alcuni servizi necessari al loro funzionamento, quali pulizia, erogazione di pasti al personale e ulteriori attività ordinarie di gestione. A questi servizi è stato destinato personale operativo dei Vigili del fuoco in numero progressivamente decrescente grazie all'attivazione di collaborazioni con l’Associazione nazionale dei Vigili del fuoco in congedo e con gli Istituti alberghieri.
Per garantire l'impiego degli appartenenti al Corpo innanzitutto in servizi tecnici urgenti, anziché in attività di natura logistica, risulta fondamentale proseguire l'impegno già intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna per l'attivazione di un sistema di protezione civile sempre più integrato. L’integrazione - non lo devo ripetere - sicuramente rappresenta uno dei tre pilastri su cui si fonda la legge regionale n. 1 del 2005. Al suo fianco il sistema, oltre a rappresentare il principio dell'integrazione, deve far suo quello della pianificazione, con una chiara definizione dei protocolli operativi di intervento e della catena di responsabilità, oltre che con il coordinamento fra i diversi soggetti, al fine di evitare inutili sprechi di risorse umane, strumentali e finanziarie.
Si tratta di un’ottica che è stata perseguita anche prima dell'approvazione dalla nostra legge. Ricordo la firma del protocollo di intesa del 2004 tra prefetture, ANCI, Uncem, Direzione regionale dei Vigili del fuoco e tutti gli altri componenti del sistema per definire un modello di intervento condiviso nella gestione delle emergenze.
Nel corso degli anni, a partire dal 2003, sono state, inoltre, siglate alcune convenzioni che hanno permesso di consolidare i rapporti di collaborazione tra l'Agenzia regionale e la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, il tutto nell'ambito di uno sforzo comune verso un costante miglioramento dei servizi resi alla popolazione.
Per conseguire questo obiettivo si è definito un progetto pionieristico nel Paese per la costituzione di una colonna mobile integrata con la partecipazione delle associazioni di volontariato e della colonna mobile regionale dei Vigili del fuoco, affiancato dall'elaborazione di protocolli operativi per la gestione dei vari moduli, tra i quali sono ricomprese anche le funzioni logistiche in capo prevalentemente al volontariato di Protezione civile.
Si tratta di un’organizzazione complessa, che ipotizza l'integrazione su diversi filoni di attività fin dall'attivazione della colonna, sulla base di una formazione iniziale avente come protagonisti i referenti dei differenti moduli. La sfida è ora quella di rendere operativo questo progetto mediante una chiara definizione dei livelli di responsabilità, con il pieno coinvolgimento del mondo del volontariato e lo svolgimento di attività di formazione congiunta tra volontari e Vigili del fuoco. A questo obiettivo la Regione Emilia-Romagna stava lavorando già prima del terremoto, come il consigliere sa e com'era stato riferito anche in occasione del convegno tenuto presso la CGIL.
Le forze dell'intero sistema di Protezione civile sono ora rivolte ad affrontare l'emergenza, ma la colonna mobile rimane un orizzonte di sistema che la Giunta si impegna a sviluppare, una volta superato questo difficile momento.
In linea con quanto richiesto dal consigliere è in corso la verifica delle condizioni per la costruzione di un Piano, che posso anticipare caratterizzarsi come una sperimentazione sul solo versante dei servizi logistici e d'intesa con la Direzione regionale dei Vigili del fuoco, consapevoli che, però, la priorità rimane quella dell'assistenza.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Gazzolo.
La parola al consigliere Sconciaforni per la replica. Consigliere, le restano quattro minuti.
SCONCIAFORNI: Grazie, presidente. Assessore, la ringrazio anche dei dati e dell'aggiornamento sullo stato della situazione. A caldo mi sentirei di muovere due considerazioni. La prima attiene alla questione del rendere sempre più efficace l'integrazione fra questi due così importanti soggetti, i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Giustamente anche lei ha sottolineato che adesso l'impegno, al di là dei protocolli firmati e delle intenzioni espresse, è quello di rendere pienamente operativa tale integrazione, a voler dimostrare che evidentemente questa piena integrazione ancora non c'è.
Si rende necessario un lavoro, che sono certo essere nelle intenzioni dell'assessore, ma che evidentemente deve essere svolto, perché tale integrazione ci sia. Io mi permetto di osservare - lo affermo molto a caldo e non certo da esperto, ma memore del convegno a cui abbiamo partecipato - che uno dei modi, secondo me, per rendere efficace questa integrazione è di coinvolgere direttamente i soggetti interessati, a partire dai Vigili del fuoco, oltre che i soggetti della Protezione civile, perché siano anche loro a illustrare sul campo che cosa serve e come realizzarlo. Penso che la voce di chi opera concretamente sia sempre quella più importante da ascoltare per rendere concretamente utili le azioni da compiere.
La seconda considerazione riguarda il campo, ossia ciò che si prevede di attuare. Anche su questo fronte mi pare di capire che siamo ancora a uno stadio di studio, nel senso che, se non ho capito male, non siamo ancora immediatamente operativi nella costituzione di questo nuovo campo.
Anche su questa colonna, che dovrebbe sostituire quelle di San Felice e di San Prospero, mi sentirei di sollecitare. Da quanto ho sentito la situazione dei due campi attuali è oggettivamente precaria, considerate l'emergenza e la velocità delle azioni che si sono dovute intraprendere.
Le centinaia di Vigili che operano per numerose ore al giorno vivono una situazione di difficoltà da tutti i punti di vista. Ne deriva anche la richiesta di moduli abitativi più stabili, che rendano un po' più confortevole la vita di questi Vigili, i quali si stanno già sacrificando tantissimo.
Anche su questo fronte, assessore, occorre continuare nell'opera. Mi pare di capire che il grido d'allarme lanciato dai Vigili del fuoco sul ritardo nella costituzione di questo campo ci sia ancora e, quindi, è forse il caso perlomeno di verificare le tempistiche di costituzione di questo nuovo campo. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Abbiamo esaurito l'oggetto 2903, chiamo l'oggetto seguente.
2911 - Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione riguardante i fondi destinati alla ricostruzione delle zone colpite dal sisma, con particolare riferimento alle zone agricole ed alle procedure riguardanti il ripristino dei relativi edifici.
Risponde per la Giunta l'assessore Rabboni.
La parola alla consigliera Noè per illustrare la sua interrogazione.
NOÈ: La mia è una domanda che si concentra soprattutto sul mondo agricolo e dell'allevamento. Vorrei capire, in merito a queste attività e alle loro pertinenze, che noi sappiamo per natura non poter essere delocalizzate - non si può trasferire un campo altrove - e considerando anche che il paesaggio terremotato non è più identificabile oggi, ossia non ha più i connotati ante 29 maggio, nonché, soprattutto, in funzione del fatto che le nostre leggi urbanistiche regionali prevedono sempre fedeli ricostruzioni, se questa Regione oggi, per favorire la ricostruzione e la ripresa del settore agricolo e gli allevatori, è disposta ad apportare al proprio tessuto normativo alcune modifiche, alcune deroghe unitarie che consentano esclusivamente alle aziende terremotate e, quindi, alle aziende che sono nel cratere affinché sia possibile effettuare una ricostruzione più funzionale alle esigenze che oggi il terremoto pone a tali aziende.
Ovviamente, vorrei anche capire come verranno utilizzate e come saranno distribuite le risorse nei confronti del mondo agricolo, sia rispetto ai trasferimenti che saranno effettuati a livello governativo, sia per quanto riguarda le risorse che verranno trasferite a livello regionale.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
La parola all’assessore Rabboni per la risposta.
RABBONI, assessore: La situazione dei fondi per la ricostruzione stanziati dal Governo è quella indicata dall'articolo 2 "Fondo per la ricostruzione delle aree terremotate" del decreto legge del 6 giugno 2012, n. 74. Si tratta di 2,5 miliardi di euro derivanti per 500 milioni dall'aumento fino al 31 dicembre 2012 dell'aliquota dell'accisa sui carburanti e per un miliardo di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014 mediante riduzioni di voci di spesa del bilancio dello Stato. Potranno, inoltre, aggiungersi ulteriori risorse, quali, per esempio, circa 200 milioni di euro rivenienti dal Fondo di solidarietà dell'Unione europea, di cui al Regolamento comunitario n. 2012/2002 e le somme derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei movimenti politici.
La Conferenza Stato-Regioni ha, inoltre, destinato al Programma regionale di sviluppo rurale dell'Emilia-Romagna circa 135 milioni di euro finalizzati al risarcimento dei danni alla parte non edilizia delle aziende agricole e agroalimentari danneggiate.
Per quanto riguarda l’immediata ricostruzione, è stato sottoscritto in data 14 giugno un protocollo tra la Regione, le banche, i Consorzi fidi, Unioncamere Emilia-Romagna e le associazioni imprenditoriali per la disponibilità di finanziamenti a favore delle imprese colpite dal terremoto, approvato con la delibera di Giunta n. 787 di quest'anno. Il protocollo prevede linee di finanziamento a medio-lungo termine a tassi contenuti - sostanzialmente l'Euribor a sei mesi - in grado di consentire la rapida ripresa dell'attività produttiva e la piena funzionalità degli immobili e delle attrezzature delle imprese.
È, inoltre, prevista la destinazione di un primo plafond di risorse della Cassa depositi e prestiti e della Banca europea per gli investimenti, da concordare con le banche, per finanziamenti destinati alla messa in sicurezza, alla ricostruzione delle scorte, alla ricostruzione degli immobili, all'acquisizione delle attrezzature, nonché a processi di sviluppo delle imprese e di tutti i settori produttivi di durata variabile e compresa per i diversi interventi tra i cinque e i quindici anni.
Per le garanzie e controgaranzie a favore delle imprese agricole, anche cooperative, il decreto ha stanziato un fondo di 5 milioni di euro da attivarsi tramite ISMEA SGFA, organismo del Ministero dell'agricoltura. Si potranno attivare in questo modo le opportune garanzie per le imprese agricole senza commissioni a carico dei titolari.
Infine, quanto a eventuali modifiche normative o deroghe per la ricostruzione di tipologie costruttive funzionali alle nuove esigenze delle imprese, la Regione, nell'ambito del percorso di collaborazione e di concertazione avviato con il Governo, con il supporto del Commissario e in contatto con gli Enti locali interessati, individuerà, definirà e attuerà gli interventi che si renderanno necessari e opportuni per affrontare le criticità e risolverle.
In altri termini, la Regione si adopererà affinché il processo per un celere ed efficace ritorno alla normalità sia non solo partecipato e condiviso, ma tenga anche conto delle esigenze espresse dalle realtà imprenditoriali direttamente coinvolte.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Rabboni.
La parola alla consigliera Noè per la replica. Consigliera, le restano quattro minuti.
NOÈ: Grazie, presidente. Ho preso atto per quanto riguarda la provenienza delle risorse - accise, Governo e contributi provenienti sul fronte politico - e le azioni che potrà compiere la Regione. Va tutto bene.
Come può immaginare, però, stiamo parlando di risorse, per quanto riguarda sia le accise, sia gli stanziamenti 2013-2014, che arriveranno troppo tardi, molto probabilmente, per i settori che si dovranno ricostruire.
Attenzione: vige la gestione dell'ora. Voi sapete meglio di me - è sufficiente prendere la rassegna stampa che riceviamo quotidianamente della scorsa settimana per verificarlo - che tutti i sindaci dei Comuni del cratere fanno appello al fatto che sono terminate le risorse che loro a oggi hanno anticipato per cercare di gestire l'emergenza.
Dobbiamo mettere nelle condizioni i nostri Enti locali di poter avere nell'immediato alcune liquidità, se non altro, assessore, perché c'è un problema che dobbiamo chiarire. Effettivamente dal provvedimento nazionale si può evincere che l'abbattimento, la demolizione e lo smaltimento degli edifici pericolanti sono a carico delle risorse nazionali, però questa non è un'interpretazione autentica che viene adottata da tutti i Comuni. Poiché per la ricostruzione si parte dall'abbattimento e dallo smaltimento delle macerie, cerchiamo di capire a carico di chi sono tali operazioni. Ancora si afferma che, laddove l'edificio non è pregiudizievole per l'incolumità pubblica, la sua operazione di smaltimento e di demolizione è a carico del privato cittadino.
Assessore, vorrei farle presente che comunque ci sono alcuni passaggi da considerare, al di là della disponibilità che lei mi ha accordato, nella parte finale della sua risposta, circa la volontà di concorrere in qualunque modo alla ricostruzione di questo territorio, il quale ha perso i propri connotati.
"Collaborazione" è ancora un termine generico. È apprezzabile, ma generico. Probabilmente noi dovremo poter contare su alcune modifiche normative, su alcune deroghe. Lei sa che le nostre leggi regionali prevedono che la ricostruzione avvenga nel fedele rispetto dell'attuale edificio.
Mi riferisco, per esempio, alle richieste che stanno avanzando tanti agricoltori, i quali vorrebbero ricostruire i loro fienili. Vorrei poter rispondere alla domanda che mi ponevano ieri a Carpi e che mi hanno rivolto ieri sia a Medolla, sia a Cavezzo. Se vogliono ricostruire i fienili e chiedono di rifarli, per esempio, non più a due piani, ma a un piano, sarà possibile?
Oggi le condizioni economiche dei soggetti che sono stati danneggiati dal sisma non sono floride. Lei può immaginare come siano, dal punto di vista della sostenibilità. Le chiedo se esiste la possibilità di effettuare una ricostruzione al momento anche parziale, di conservare i volumi ed eventualmente di poterli recuperare in futuro, quando le condizioni economiche di questi imprenditori saranno tali da poterlo fare. Esiste la possibilità per tutti gli imprenditori che hanno le proprie aziende all'interno delle zone ZPS di poter contare su procedure più semplificate?
Prendo atto del fatto che lei mi offre una disponibilità, però lei è al corrente di quanto la nostra norma, giustamente, nella sua certezza, prevede vincoli di fedele ricostruzione. Oggi, purtroppo, non sussistono le condizioni economiche per poter ricostruire fedelmente alcune imprese. Io credo che sia ragionevole da parte nostra poterci predisporre ad apportare alcune modifiche normative, alcune deroghe unitarie affinché questi imprenditori nell'immediato possano contare sulla nostra collaborazione per la ricostruzione.
Lo preciso perché adesso è terminata la trebbiatura del grano. A breve ci saranno il mais e la raccolta delle pere. Come lei sa, l'agricoltura ha tempi serrati. I campi non possono essere delocalizzati e le abitazioni e le pertinenze seguono, perché servono anche da monitoraggio e da ricovero delle strutture. Conto veramente, assessore Rabboni, sul fatto che, a fronte di questa ragionevole richiesta di flessibilità normativa, semplicemente perché non si hanno le risorse economiche per ricostruire il precedente, lei possa intervenire.
Chiedo se esiste una disponibilità ad arrivarci gradatamente, con step parziali, magari conservando i volumi per poterli recuperare in un futuro, anche perché molte nostre imprese agricole attualmente, o comunque ante sisma, venivano gestite dentro fabbricati riconducibili all'epoca della guerra. L’agricoltura, invece, per fortuna, negli ultimi decenni si è potuta avvalere di attrezzature che hanno modificato le esigenze del mondo agricolo.
È anche questa la ragione per cui mi auguro che, a fronte, lo ripeto, solamente delle richieste delle zone terremotate, ci possa essere questa disponibilità, questa flessibilità, che sicuramente incontrerebbe le esigenze di tanti sindaci. Penso anche allo stesso sindaco di Carpi, che ha avanzato questa richiesta. Ieri ho avuto modo di averne conferma anche da altri Comuni del modenese. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Abbiamo esaurito l'oggetto 2911 e con esso lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.
OGGETTO 2617
Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Disposizioni per la bonifica» (Testo base)
(41) (Relazione, discussione ed esame articolato)
(Progetti di legge oggetti 90 - 91 - 158 - 1191 - 1710 - Abbinati)
(Risoluzione oggetto 2081 - Abbinata)
PRESIDENTE (Richetti): Iniziamo lo svolgimento della parte ordinaria dell'ordine del giorno. A pagina 1 affrontiamo il pacchetto di provvedimenti di legge che chiamo in ordine:
oggetto 90 «Progetto di legge di iniziativa del Consiglio comunale di Maranello, recante: "Disciplina regionale delle opere di bonifica. Attribuzioni delle funzioni alle Province in attuazione della legge 8 giugno 1990, n. 142. Soppressione dei consorzi di bonifica" (documento in data 30.04.97, deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 87 del 15.04.98 e già oggetto n. 19 della VIII Legislatura);
oggetto 91 «Progetto di legge d'iniziativa del Consiglio provinciale di Piacenza recante: "Progetto di legge regionale in materia di bonifica e contestuale abrogazione delle leggi regionali 2 agosto 1984 n. 42 e 23 aprile 1987 n. 16" (documento in data 06.03.01, deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 82 del 28.05.01 e già oggetto n. 20 della VIII Legislatura);
oggetto 158 «Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Pollastri: "Modifiche alla L. R. 2 agosto 1984 n. 42 (Nuove norme in materia di bonifica. Delega di funzioni amministrative)" (18.06.10);
oggetto 1191 «Progetto di legge d'iniziativa del Consiglio provinciale di Piacenza recante: "Modificazioni alla L. R. 2 agosto 1984, n. 42 (Nuove norme in materia di enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative)" (Deliberazioni della Consulta di Garanzia statutaria di ammissibilità n. 2 del 18 febbraio 2011 e di regolarità n. 3 del 24 febbraio 2011, pubblicate sul B.U.R.E.R.T. n. 35 del 7 marzo 2011);
oggetto 1710 «Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Bignami: "Riequilibrio territoriale della rappresentanza elettiva nei Consigli di amministrazione dei consorzi di bonifica. Modifica della legge regionale 2 agosto 1984, n. 42 (Nuove norme in materia di Enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative)" (31.08.11);
oggetto 2617 «Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: "Disposizioni per la bonifica" (delibera di Giunta n. 432 del 16.04.12). (Testo Base).
Testo licenziato dalla Commissione "Politiche Economiche con il titolo: "Disposizioni per la bonifica. Modificazioni alla legge regionale 2 agosto 1984, n. 42 (Nuove norme in materia di Enti di bonifica. Delega di funzioni amministrative).
Quest'ultimo, l’oggetto 2617, rappresenta il testo base della nostra discussione e del provvedimento che ci accingiamo a esaminare. Il provvedimento si compone di sette articoli e il relatore della Commissione è il consigliere Damiano Zoffoli, che ha presentato relazione scritta.
La discussione generale, così come le parti successive al nostro dibattito, interessano anche l'oggetto abbinato, 2081, «Risoluzione proposta dai consiglieri Manfredini e Cavalli per impegnare la Giunta regionale a sollecitare l'Agenzia Interregionale del Fiume Po a porre in essere interventi di manutenzione degli argini e di pulizia dei canali nei Comuni del territorio modenese e piacentino al fine di evitare esondazioni dei fiumi Po, Secchia e Panaro.
La parola per la relazione al progetto di legge il cui testo base è l'oggetto 2617 al consigliere Damiano Zoffoli.
ZOFFOLI, relatore: Grazie, presidente. In Emilia-Romagna l'attività di bonifica si concretizza in un sistema integrato e radicato nel territorio, patrimonialmente solido, polifunzionale e composto da 19.818 chilometri di canali, da 511 fra impianti e idrovore che tengono a riparo un milione di ettari di terreno e da oltre 1.400 dipendenti con una contribuenza annuale pari a oltre 131 milioni di euro, di cui circa 116 in pianura e 15 in montagna.
Si tratta, peraltro, delle uniche risorse certe e garantite che ogni anno puntualmente vengono investite interamente sul territorio dalla nostra regione. In particolare, i consorzi provvedono con le somme provenienti dalla contribuenza alla manutenzione delle opere di bonifica e alla gestione dell'Ente, mentre compete allo Stato e alla Regione il finanziamento per la costruzione di nuove opere e per le ristrutturazioni di quelle esistenti.
Il sistema della bonifica, inoltre, può vantare una dotazione e una banca progetti immediatamente cantierabile per alcune centinaia di milioni di euro, un’attività che si è concretizzata negli ultimi dieci anni in più di 200 accordi di programma e convenzioni solo con gli Enti locali.
Il sistema si fonda sull'autonomia funzionale e sull'autogoverno dei contribuenti, oltre 1.600.000, ed è un esempio positivo di sussidiarietà che garantisce una presenza sul territorio h24.
Quella della bonifica è una funzione pubblica che viene esercitata dalla Regione attraverso i consorzi, che hanno natura associativa mista pubblico-privata. Il sistema della bonifica nell'Emilia-Romagna dopo la riforma è costituito da 8 consorzi di primo grado e da uno di secondo grado, il canale emiliano-romagnolo, che svolge esclusivamente funzione irrigua mediante il vettoriamento dell'acqua derivata dal fiume Po lungo l'asse del canale, acqua che viene consegnata ai consorzi per la distribuzione in pressione alle aziende agricole. La superficie agricola irrigata attraverso le infrastrutture dei consorzi assomma a circa 220.000 ettari.
L’attività dei consorzi è disciplinata dal regio decreto legislativo n. 215 del 1933 e dalle leggi regionali n. 42 del 1882 e n. 16 del 1987 e successive modifiche. Non parliamo in questo caso, perciò, di Enti inutili, bensì di un settore strategico da rafforzare e rendere ancora più competitivo a partire da un giudizio positivo sul loro operato.
Con questo nuovo progetto di legge regionale "Disposizioni per la bonifica", costituito da sette articoli, si vuole dare ancora più chiarezza ai cittadini utenti nel loro rapporto con la bonifica e possibilmente più efficienza ai servizi.
La bonifica, che ha seguito le trasformazioni socioeconomiche e territoriali del Paese, oggi svolge più attività, avendo assunto una valenza polifunzionale: difesa del suolo, provviste e gestioni delle acque a prevalente uso irriguo, salvaguardia e valorizzazione dell'ambiente. Ne discende che la bonifica concorre con le sue azioni alla sicurezza territoriale, alimentare e ambientale.
Questo concetto di bonifica moderna, che, non dimentichiamolo, è una materia concorrente Stato-Regione, è stato assunto pienamente nell'intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008. Sulla base di questi indirizzi la Regione Emilia-Romagna ha dato il via a un complessivo progetto di riforma con cui si è riorganizzato tutto il sistema.
Dopo la legge n. 5 dell'aprile del 2009, che ha ridotto il numero dei consorzi da 16 a 8, e la legge n. 5 del febbraio 2010, che ha riformato su base proporzionale il sistema elettorale, il progetto di legge oggi all'attenzione dell'Assemblea rappresenta il terzo e conclusivo provvedimento di questa riforma. Al testo in discussione, così come ricordava il presidente, sono abbinati altri cinque progetti di legge.
Al termine di un ampio e approfondito confronto in Commissione consiliare e in udienza conoscitiva con tutte le categorie interessate ho presentato, in accordo con la Giunta regionale, 11 emendamenti al testo originale del progetto di legge, che, approvati dalla Commissione, accolgono alcune delle più significative osservazioni emerse nel dibattito e nel confronto e meglio chiariscono eventuali dubbi interpretativi.
Fra i punti più qualificanti del progetto e del testo all'articolo 2 si propone di chiarire la controversa questione del tributo di bonifica nelle aree urbane. Il progetto di legge chiarisce chi dovrà pagare o meno il tributo di bonifica: non dovranno farlo gli immobili serviti dalla rete fognaria senza significative interconnessioni con la rete di bonifica, mentre pagheranno i proprietari di immobili che traggono un beneficio specifico e diretto dalle opere di bonifica. Chi deve pagare dovrà trovare nella cartella esattoriale l'indicazione puntuale dell'opera di bonifica che fornisce al proprio immobile tale servizio.
Fra le novità del testo c'è poi l'obbligo di contribuire alle spese del consorzio per chiunque, pur non associato, scarichi acqua nei canali consortili, anche se depurati e compatibili con l'uso irriguo, provenienti da insediamenti di qualsiasi natura, tenendo conto della portata di acqua scaricata. Tale contribuzione è dovuta anche dal gestore del Servizio idrico integrato, sia per gli scarichi diretti di fognatura nei canali consortili, sia per quelli che avvengono tramite le opere funzionali al sistema di fognatura, quali gli scolmatori di piena, sia per il vantaggio derivante al complessivo sistema fognario urbano dalle opere di bonifica del comprensorio, con specifico riferimento alla funzione di allontanamento delle acque.
I due emendamenti approvati sull'articolo 2 servono a specificare più chiaramente che i benefici derivanti dalla bonifica possano essere di tre tipi: di scolo delle acque, di difesa idraulica e irriguo, così come sancito dall'intesa Stato-Regioni di cui sopra.
Sempre all'articolo 2 si sviluppa il concetto della collaborazione fra bonifica, gestori di servizi idrici e altri soggetti. In particolare, è prevista la possibilità per i consorzi di bonifica e il Servizio idrico integrato di accordarsi per una riscossione unitaria dei tributi e, in casi particolari, per una gestione concordata delle reti.
Inoltre, lo stesso articolo promuove l'uso plurimo delle acque anche per usi diversi da quello irriguo, come quello civile e industriale, che transitano nei canali di bonifica superando il regime della deroga.
L’articolo 3, che è stato completamente riscritto a seguito degli emendamenti, chiarisce e potenzia la funzione di bonifiche in montagna. Se in passato i provvedimenti dei tributi di bonifica in montagna erano destinati a sostenere la sola attività di vigilanza, ora, secondo il testo della legge - leggo testualmente - «potranno e dovranno essere interamente utilizzati, fatta salva la quota proporzionale relativa alla copertura delle spese generali di funzionamento del consorzio, per finanziare e rafforzare, conformemente al parere espresso in merito dalle Comunità montane ovvero dalle Unioni dei Comuni territorialmente interessate, gli interventi strategici di manutenzione e presidio idrogeologico del territorio nelle aree montane», promuovendo così collaborazioni virtuose con gli Enti locali. In sostanza, ciò che viene versato in montagna deve essere interamente destinato a interventi di salvaguardia dello stesso territorio.
L’articolo 4 definisce lo strumento che permetterà di individuare gli immobili esclusi o tenuti al pagamento attraverso una nuova aggiornata e puntuale mappatura del territorio, il Piano di classifica degli immobili dei comprensori di bonifica, che dovrà essere predisposto da ogni consorzio entro 180 giorni, come specificato da un altro emendamento approvato, sulla base di criteri definiti dalla Giunta regionale, dopo aver sentito una Commissione tecnica composta da esperti di tutte le parti interessate: le categorie economiche, imprenditoriali, i consorzi, i gestori dei servizi idrici, l'Agenzia territoriale per i servizi idrici e i rifiuti, la Regione.
A seguito degli emendamenti approvati si prevede, inoltre, la presenza di altri due esperti, uno indicato dagli utenti e uno espresso dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Infine, non essendo contemplati compensi per i componenti di questo Comitato tecnico, ora più numeroso ed equilibrato, per favorirne la funzionalità si è tolta, sempre con un emendamento, la clausola che rendeva validi i suoi lavori solo in presenza dei due terzi dei componenti.
L’articolo 4, con l'intento di chiarire e semplificare, stabilisce poi testualmente che il contributo di bonifica è oggetto di riscossione spontanea qualunque sia l'importo dello stesso. Il contributo inferiore alla soglia di economicità di riscossione prevista dalla legislazione vigente viene accertato, iscritto a ruolo e riscosso in via coattiva solo quando la somma di più annualità raggiunge detta soglia.
Sempre con un emendamento è stato introdotto un nuovo articolo, il 4-bis, ora articolo 5, per consentire ai consorzi di bonifica di avvalersi, tramite apposite convenzioni, dell'attività degli imprenditori agricoli allo scopo di realizzare economie di gestione per finalità di comune interesse.
Lo stesso articolo 5 stabilisce che gli Enti locali possono attuare forme di cooperazione con i consorzi di bonifica per la progettazione e realizzazione di interventi strumentali al perseguimento di interessi comuni nel rispetto dei princìpi comunitari in materia, stipulando a tal fine apposite convenzioni.
Infine, l'ultimo articolo, l'articolo 7 - anch’esso modificato con un apposito emendamento - che concerne la fase transitoria e di garanzia del sistema, stabilisce che nulla cambia nei centri urbani. Rimane, cioè, l'obbligo di pagare il tributo al consorzio fino all'approvazione dei nuovi Piani di classifica, per evitare la situazione già verificatasi nella Regione Veneto, per la quale, con un'abolizione tout court della contribuenza nelle aree urbane si è determinata di fatto una perdita consistente di risorse dei consorzi e si è costretta la stessa Regione, dopo pochi mesi, a rivedere il provvedimento.
Il testo licenziato dalla Giunta, quello prima dell'emendamento, chiudeva, invece, la fase transitoria con l'approvazione del Regolamento del consorzio che determinava il contributo di utilizzo della rete di bonifica da parte del gestore del Servizio idrico integrato.
In conclusione voglio ricordare che questo progetto di legge è un altro importante tassello del complessivo percorso di autoriforma e riordino del sistema regionale, i cui indirizzi condivisi con il sistema delle autonomie locali sono stati definiti dalla legge n. 10 del 2008, recante "Misure per il riordino territoriale, l'autoriforma dell'Amministrazione e la razionalizzazione delle funzioni".
Non vi è alcuna rivoluzione, dunque, ma la volontà di completare con la necessaria gradualità un processo di riforma dei consorzi di bonifica, confermando il metodo di lavoro già sperimentato con successo, che mette al centro la condivisione e la concertazione. Ci vuole equilibrio. Siamo nell'ottica della trasparenza, dell'equità, della razionalizzazione del sistema, dell'ottimizzazione dell'integrazione dell'impiego delle risorse pubbliche che sono, come è noto, in calo.
Il lavoro da svolgere dopo l'approvazione della legge è ancora tanto. Si tratta, infatti, di una materia delicata e complessa. Dobbiamo, però, prestare attenzione a non tradurre le complessità oggettive in complicazioni, ma, se possibile, favorire processi di semplificazione.
La legge, infatti, prevede ben sei atti attuativi, a mio avviso decisivi per dare concretezza agli obiettivi e dettagliare i princìpi della legge. Si tratta di due Regolamenti con cui la Regione individua i criteri per determinare da parte dei consorzi il contributo di utilizzo delle loro reti da parte di altri soggetti e quattro delibere di Giunta.
Anche questa riforma è una sfida che richiede alla politica e alla nostra Regione di mettere in campo, oltre al coraggio, anche il rischio e la responsabilità della decisione, dopo oltre un decennio di discussione. Serve certamente rigore, il bisturi e non le forbici, per tagliare eventuali sprechi e duplicazioni, ma soprattutto occorrono ago e filo. Dobbiamo tenere insieme la comunità e promuovere nuove collaborazioni e relazioni fra le Istituzioni, con regole più chiare, all'insegna della trasparenza e della partecipazione dei cittadini, in un'ottica di sussidiarietà.
Certamente si può e si deve migliorare, ma quello della bonifica è un patrimonio prezioso di risorse professionali, tecniche ed economiche che per sua natura opera e lavora quotidianamente di regola e, io aggiungo, senza far troppo confusione e rumore, uno stile che noi tutti dovremmo e faremmo bene a mutuare.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Zoffoli.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Grazie, presidente. Colleghi, la materia di cui discutiamo oggi è particolarmente complessa, ostica e difficile da valutare e verificare. Io svolgerò, signor presidente, un intervento duro, ma di carattere politico, per il territorio della provincia di Piacenza, che io rappresento.
Parlando di consorzi di bonifica, mi sembra questa la sede appropriata per rilevare come il problema annoso che riguarda il Comune di Piacenza nei rapporti con il consorzio di bonifica sia un problema che si trascina ormai da anni e anni, indubbiamente ascrivibile alla responsabilità politica di una Regione che, in accordo con il consorzio, non ha mai, nonostante le richieste reiterate di numerosi sindaci, a iniziare dagli anni Settanta, col sindaco Tansini, e poi da altri amministratori alla guida del Comune di Piacenza, consegnato i canali diversivi est e ovest all’utilizzo del Comune. La Regione, lo ripeto e ribadisco in quest'Aula, non ha mai consegnato i canali diversivi est e ovest all'utilizzo del Comune.
In tutti questi anni ciò ha comportato una selvaggia bastonata e tassazione ai cittadini del Comune di Piacenza, quantificabile nei vecchi 4 miliardi di lire e negli attuali 2 milioni di euro, a fronte di un calcolo, che, come lei saprà, assessore, fu eseguito fin dai tempi del sindaco Tansini, per il quale sarebbe costato al Comune molto meno gestire la questione. Apro e chiudo la parentesi: si tratta di opere che furono pagate dallo Stato, con una fiscalità generale, e la Regione non ha mai tenuto in considerazione questa ipotesi.
Il calcolo che fu eseguito indicava che la gestione e la manutenzione di tali opere sarebbero costate ai cittadini di Piacenza gli attuali 35.000 euro all'anno, ma faceva più comodo con questo sistema legittimare una presunta difesa del territorio per consentire e imporre una tassazione pesantissima, che sicuramente neanche questo provvedimento andrà a togliere dal gobbo e dal groppone dei cittadini della città che rappresento.
Su questo punto, corroborato da un'importante sentenza del tribunale di Piacenza, voglio lasciare agli atti e al verbale di questo dibattito come, con sentenza del 28 aprile 2010, il tribunale di Piacenza abbia stabilito che i canali diversivi est e ovest apportano agli immobili della città un beneficio definibile non come generale, bensì generico. Invero è affermato nella precitata decisione, la sentenza delle Sezioni unite - sugli emendamenti mi esprimerò in seguito, emendamenti, assessore, a cui legherò naturalmente il voto e che sono corroborati da due sentenze della Cassazione e anche da una della Commissione tributaria regionale di Bologna, sezione di Parma -, che il vantaggio può essere generale, cioè riguardante un insieme rilevante di immobili, da cui tutti ricavano il beneficio, ma non generico, in quanto altrimenti sarebbe perduta l'inerenza al fondo beneficiato, la quale è assicurata soltanto dal carattere particolare del vantaggio stesso.
Si specifica ancora che non rileva il beneficio complessivo che deriva dall'esecuzione di tutte le opere di bonifica destinate ai fini di interesse generale. Non rileva, quindi, il miglioramento complessivo dell'igiene e della salubrità dell'aria.
Tali precisazioni si attagliano perfettamente al caso di specie, da cui traggo motivo per compiere questo intervento di natura politica. Il vantaggio derivante dalla presenza dei due canali drenanti a cui faccio riferimento si riverbera su tutto il territorio urbano e, quindi, solo di riflesso sugli immobili della provincia compresi in tale territorio, solo per il fatto di trovarsi su tale area e non per un rapporto diretto con le opere consortili, come accadrebbe, per esempio, nel caso di immobile che si trovasse a un livello sottostante a quello delle acque e per il quale il mantenimento di un determinato livello e il continuo drenaggio costituiscono un servizio essenziale. Questa è una sentenza del tribunale di Piacenza che ho voluto citare a sostegno del mio intervento.
Devo, dunque, ribadire il caso Piacenza. Ho presentato alcuni emendamenti solo ora, non a caso, non perché il Regolamento me lo consenta - so bene che sarebbe meglio presentarli prima in Commissione - ma perché ho aspettato di vedere la versione definitiva del relatore della legge, il quale, alla fine, in seguito ai diversi dibattiti ed emendamenti, ha, a mio avviso, stravolto l'impianto originario di questo provvedimento, che, non a caso, è stato da voi sbandierato prima delle elezioni amministrative, nella fattispecie soprattutto per il Comune di Piacenza, salvo poi cambiare il bambino nella culla.
Alla fine, al di là dei cavilli normativi, delle disquisizioni giuridiche, delle interpretazioni più o meno autentiche, che cosa resta per i cittadini di Piacenza? Resta il pagamento, la gabella di 2 milioni di euro all'anno per un servizio che, come ho spiegato, non ha fondamento e fondatezza soprattutto per una responsabilità in tutti questi anni della Regione, la quale non ha voluto, come ho ricordato in premessa, affidare al Comune la gestione e la consegna dei diversivi est e ovest, che sarebbero sicuramente costati meno, alla fine, ai cittadini in generale.
Assessore, io dovevo forzatamente muovere questa critica proprio per il territorio che rappresento e a supporto di ciò ho citato anche alcuni casi di giurisprudenza. Auspico comunque che lei possa vagliare soprattutto l'emendamento n. 1, il quale sostanzialmente riporta e recepisce il dispositivo della Commissione tributaria regionale di Bologna in data 18 settembre 2007, n. 114.
Lo motiverò in sede di discussione dell'emendamento e soprattutto chiederò se questa maggioranza può valutare l'accoglimento dell'emendamento n. 6, che non è la parola di un semplice consigliere, sempre rappresentante dei cittadini, ma è corroborata da due sentenze fondamentali delle Sezioni unite della Corte di Cassazione, le quali dispongono, tanto per capirci in quest'Aula, che incombe al consorzio che esegue le opere di provare, in caso di contestazione, l'esistenza di un beneficio derivante delle opere stesse. Occorre - questa è la parola magica, la parola chiave che ho inserito nell'emendamento - un incremento di valore dell'immobile soggetto al contributo.
Gli altri emendamenti che ho proposto sono di diversa natura. Ripeto e ribadisco che ho aspettato la versione definitiva per avere un quadro completo della situazione, ma quelli qualificanti, a cui lego il mio personale atteggiamento di voto, sono questi. Soprattutto perché il territorio - lei conosce, assessore, le questioni riguardanti la bonifica sul territorio di Piacenza - chiedo e insisto affinché gli emendamenti da me presentati, particolarmente significativi, vengano accolti. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Intendo, col mio intervento, illustrare la risoluzione che abbiamo presentato. L’intervento sulle bonifiche sarà svolto, invece, dal collega Cavalli.
Con questa risoluzione chiedo che la Giunta regionale si impegni a sollecitare l'Agenzia interregionale del fiume Po (AIPO) affinché gli interventi di manutenzione degli argini e la pulizia di scoli di alcuni canali limitrofi nei Comuni interessati avvenga in maniera più regolare ed efficiente, e a stanziare i necessari, adeguati investimenti per fronteggiare le possibili esondazioni del Po, del Secchia e del Panaro.
Sono note le possibili esondazioni del Po, le quali mettono a rischio idrologico le popolazioni di diversi Comuni, in particolare quelli piacentini e modenesi, i cui sindaci hanno più volte espresso rimostranze all'AIPO perché venga effettuata la pulizia e la manutenzione degli argini e in particolare dei canali di scolo, che si riempiono di abbondanti sterpaglie spontanee che impediscono il normale flusso della corrente.
I sindaci dei Comuni interessati dal rischio idrologico rilevano di aver fatto la parte di propria competenza, ma lamentano sia i modesti investimenti dell’AIPO, sia gli scarsi investimenti per i lavori necessari.
Per questa ragione abbiamo presentato questa risoluzione, che impegna la Giunta a sollecitare l'agenzia, affinché gli interventi di manutenzione degli argini e la pulizia dei canali di scolo avvengano in maniera regolare ed efficiente, e a stanziare i necessari e adeguati investimenti per mettere in sicurezza da possibili esondazioni.
Pensiamo che prevenire sia più conveniente che correre ai ripari, come è successo in passato: si risparmia danaro e si dà tranquillità a coloro che vivono in quei territori, visto che hanno subito anche il danno di questo sisma. Mi viene in mente Rovereto sulla Secchia e Concordia sulla Secchia. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Grillini. Ne ha facoltà.
GRILLINI: Intervengo brevemente per fare un paio di considerazioni. Ovviamente noi stiamo utilizzando (il nome del consorzio lo dice chiaramente) il termine "bonifica", che ci ricorda altri tempi, altre epoche e altri problemi, quelli di una regione che d'estate soffriva di siccità in molte sue zone, di una regione dove d'inverno le esondazioni erano frequenti, a volte anche con effetti disastrosi.
I consorzi di bonifica sono quindi una tutela assai preziosa per il nostro territorio e il fatto che ci sia voluto tanto tempo per riformare la normativa esistente, per renderla più moderna, più funzionale e più razionale ci deve far riconoscere che forse occorreva un impegno anche prima, ma comunque dobbiamo essere e dichiararci soddisfatti del fatto che finalmente arriviamo a conclusione di un lungo iter di discussione, con una legge che finalmente consente di andare avanti e di vedere qualche luce in più nel futuro di questa organizzazione.
La perplessità che ho già espresso in sede di Commissione e che esprimo anche qui è dovuta al fatto che la contribuzione per i consorzi di bonifica in sede di pianura non ha bisogno di essere spiegata, mentre ha bisogno di essere spiegata la contribuzione in montagna, perché spesso supera il valore reale del terreno di montagna laddove, come si sa, in questo momento i terreni di montagna hanno un valore spesso vicino allo zero.
Dobbiamo riflettere sul fatto che le attività produttive, la vita sociale, la permanenza delle popolazioni in montagna siano di grandissima rilevanza per il mantenimento della vita di quei territori, e un valore così basso in questo momento ci deve indurre a considerare che, come dice la nostra Carta costituzionale, la contribuzione dovrebbe essere proporzionale al valore reale del terreno o di un patrimonio.
Qui invece abbiamo questa bizzarra situazione, in cui spesso la contribuzione annuale supera il valore del terreno stesso. A volte è così bassa, come giustamente evidenziato dal relatore Zoffoli, che deve essere sospesa e sommata nell'arco di un triennio per avere un valore che non supera il costo dell'organizzazione dell’esazione stessa.
È evidente che qui si va a coprire una lacuna, che come Regione dovremmo colmare rapidamente, ovvero una legge sulla difesa del suolo in montagna. È lì che dovrebbe essere prevista una contribuzione specifica.
L’assessore ci ha spiegato e immagino ribadirà in sede di conclusione di questo dibattito che si era ipotizzata persino una cessazione di questo tipo di contribuzione. In altre regioni è stato sperimentato, poi c'è stata una marcia indietro, come ci ricordava il relatore.
L’assessore ci ha spiegato che i sindaci hanno chiesto di mantenere questo contributo, perché è l'unica contribuzione per la difesa del suolo nei terreni di montagna. Sta di fatto che a mio parere questo tipo di contribuzione è impropria, ma la manteniamo in attesa di un'altra normativa, che è quella di una legge sulla difesa del suolo.
Detto questo, siamo di fronte a un provvedimento utile, a un provvedimento richiesto, nelle audizioni c'è stato un generale apprezzamento per questo lavoro e finalmente arriviamo a conclusione dopo tanti anni di discussione.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Grillini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia. Ne ha facoltà.
FAVIA: Grazie, presidente. Dico innanzitutto che a mio avviso la nuova legge non si rendeva così necessaria, anche perché andiamo ad approvare una legge che, come diceva il consigliere Zoffoli, non è rivoluzionaria, ovvero cambierà ben poco, e il lavoro che i consorzi fino ad oggi hanno svolto e l'equilibrio che hanno trovato tutto sommato funzionavano.
Sgombriamo il campo dai dubbi e dalla vulgata popolare: i consorzi sono enti che funzionano bene, che costano poco per il servizio che danno, sono un unicum a livello amministrativo perché sono realtà di fatto private con una funzione pubblica, strettamente regolamentate da uno schema di Statuto deciso dalla Regione.
Nel caso di questo ibrido pubblico/privato, a differenza di tanti altri esempi in cui ci sono nomine politiche su società private ma con capitali pubblici, è esattamente il contrario: i capitali e l'anima del consorzio erano i privati, le persone non di nomina politica ma votate dal basso, la funzione pubblica, con l'obiettivo essenziale solo di coprire i costi. Quindi non sono entità lucrative, e con un compito importantissimo.
Cosa non sta funzionando nei consorzi e cosa non funziona, anche, in questa legge? Non funziona che noi facciamo pagare, agli utenti del consorzio, i costi per dei servizi che non dovrebbero coprire loro, dovrebbe coprire lo Stato, perché oggi stiamo facendo credere che il consorzio abbia il compito della tutela idrogeologica del territorio, mentre questo non sarebbe un compito dei consorzi di bonifica.
I cittadini, che sono anche gli utenti del consorzio, pagano la fiscalità generale e attraverso la fiscalità generale di tasse ne pagano tante, per cui dovrebbero avere uno Stato e degli Enti locali in grado di tutelare, di mantenere, di fare prevenzione sul territorio. Di contro, il consorzio dovrebbe solo occuparsi dell’irregimentazione delle acque per scopi privati, agricoli, ma così non è.
Poi c'è il tema delle multiutilities, della rete fognaria che, spesso, usa i canali per allontanare le acque, ma anche qui non dovrebbero pagare gli utenti: paghiamo già alla multiutility la tariffa per i servizi di fognatura e nei suoi piani aziendali la multiutility dovrebbe prevedere anche il pagamento ai consorzi di bonifica per il contributo che danno all'allontanamento delle acque.
Capisco che il Veneto ha fatto un mezzo pasticcio, cercando di seguire una chiara distinzione delle funzioni, ma ciò non significa che in assoluto quel tipo di ragionamento fosse sbagliato. Non hanno valutato bene tutti gli effetti e non hanno messo in campo le contromisure necessarie per sopperire a quella mancanza degli introiti interni al consorzio.
Il consorzio fa bene il suo lavoro, ma deve essere pagato dal pubblico, non dal cittadino utente o, meglio, deve essere pagato dal cittadino utente solo per la parte che compete quei servizi determinanti per la propria attività, ad esempio degli agricoltori, che effettivamente svolge.
Questa legge, quindi, alla fine dovrebbe cambiare tutto, ma poi non cambia assolutamente nulla o, meglio, va a intervenire su punti marginali. Bisogna rispettare il lavoro dei consorzi e non sono tra quelli che li demonizzano, in quanto svolgono una funzione determinante, ma riteniamo che il metodo con cui vengono pagati sia illegittimo, in quanto svolgono funzioni che sarebbero dello Stato facendole pagare agli utenti. Non possiamo pensare che le idrovore e tutte gli impianti di sollevamento, senza le quali si allagherebbe metà della bassa, un tipo di servizio di cui beneficia tutta la comunità, sia pagato dagli utenti di quello specifico territorio. Visto che è un servizio che permette di vivere a tutto un sistema regionale, dobbiamo pagarlo tutti attraverso la fiscalità generale.
Per questo motivo non potremo votare a favore della legge, non penso che manchino le normative che dichiarino quali siano le responsabilità di Regioni, Governo ed Enti locali in materia di difesa del suolo, penso che purtroppo la Regione e il territorio si siano adagiati su questa situazione di comodo, facendo pagare agli utenti i costi del consorzio e lasciando che tutta un'altra serie di interventi che avrebbe dovuto fare un altro ente venissero fatti da queste realtà, di fatto, private.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Favia.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.
CAVALLI: Grazie, presidente. Oggi come Assemblea andiamo ad approvare una legge perché la Regione Emilia-Romagna è intervenuta in vari provvedimenti come la razionalizzazione dei consorzi di bonifica. Apprezziamo le iniziative fatte in questi anni e come Gruppo regionale ci siamo sempre battuti per una razionalizzazione, per un contenimento dei costi, quindi credo che oggi in modo molto serio andiamo fare l'ultimo passo verso una legge, anche se purtroppo tantissimi cittadini ancora oggi si chiedono per quale motivo devono pagare la famosa tassa della bonifica.
Manca un messaggio che deve arrivare ai cittadini, perché spesso si vedono arrivare la doppia tassazione, la tassa di bonifica e la tassa idrica dei rifiuti. Sarebbe opportuno quindi che questo rappresentasse solo il primo passo della modifica.
Come ha già detto il collega Grillini, avevamo proposto degli emendamenti per togliere la tassazione per la montagna, perché spesso capita che proprietari di caseggiati o terreni si vedano chiedere una tassa superiore al valore effettivo del proprio terreno. Crediamo quindi che sia una legge migliorativa, ma sia un primo passo, perché effettivamente la bonifica serve per la salvaguardia delle nostre città, delle nostre colline, della nostra montagna e soprattutto dei nostri territori, ma credo anche che dobbiamo dare quell'impulso di razionalizzazione dei costi e delle spese.
In questo momento, infatti, i cittadini faticano a pagare qualsiasi balzello e qualsiasi tassa, quindi spero che successivamente con diversi emendamenti ci sarà anche una riduzione dei costi per la gestione degli enti. Con l'assessore Rabboni abbiamo a volte disquisito sulla bonifica, perché vogliamo essere collaborativi per far sì che sia una legge che tutti al di fuori da quest'Aula riescano a recepire come una legge che porta dei benefici ai cittadini.
Tutti noi dobbiamo quindi impegnarci per far sì che sia una tassa recepita da molti non più come impropria, ma utile a favorire il nostro territorio. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Cavalli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.
ALESSANDRINI: Grazie, presidente. Con il progetto di legge che oggi giunge in Aula concludiamo, a distanza di quattro anni dal suo inizio, il percorso di revisione dei consorzi di bonifica nella nostra regione.
Percorso, iniziato nel 2009 con il riordino che portò al dimezzamento dei consorzi di primo grado e alla costituzione di un unico consorzio di secondo grado, poi continuato l'anno dopo con la riforma in senso proporzionale del sistema elettorale. Il testo arrivato in Aula, come evidenziato da altri, ha accolto gli stimoli, le proposte, le osservazioni che sono emerse prima di tutto nell'udienza conoscitiva e nella II Commissione.
Abbiamo fatto questo ben consapevoli del fatto che i consorzi di bonifica hanno una rilevanza strategica per l'intera collettività soprattutto nell'ambito della nostra regione. Il relatore Zoffoli ci ricordava alcuni numeri di questa realtà, quali i 20.000 chilometri di canali, gli oltre 500 impianti, i 220.000 ettari irrigati e altri.
Da questo si evince come i consorzi di bonifica siano a tutti gli affetti preposti al pubblico interesse. Non si tratta solo di permettere lo scolo delle case non allacciate alla rete fognaria, di fornire acqua al singolo imprenditore agricolo o di contribuire alla manutenzione delle strade interpoderali, funzioni comunque fondamentali per garantire il presidio e la vivibilità delle zone più marginali del territorio, che altrimenti correrebbero facilmente il rischio di spopolamento, ma si tratta soprattutto in montagna di concorrere alla salvaguardia del territorio, di presiedere alla difesa del suolo, di vigilare sulla qualità del nostro ambiente.
In questo senso il ruolo dei consorzi è strategico e tutti devono concorrervi. Con questa legge, quindi, la Regione si propone prima di tutto di definire le funzioni, di rafforzarne le competenze in montagna, di semplificarne la gestione in città, per rendere questo strumento più snello, più efficace, meno costoso, senza pregiudicarne possibilmente, anzi rafforzandone la qualità; uno strumento, pertanto, che in montagna possa operare direttamente per la progettazione e la realizzazione di opere, in convenzione con gli Enti locali interessati e soprattutto in sintonia con le comunità montane.
Questo ci permetterà di sfruttare pienamente gli oltre 13 milioni che annualmente giungono ai consorzi dai contribuenti e che fino ad oggi avevano un impiego limitato alla sola attività di vigilanza. Credo che in tempi di risorse risicate sarebbe un vero delitto non sfruttare al massimo queste disponibilità.
Si potranno inoltre stipulare convenzioni con gli imprenditori agricoli per rendere più efficace e meno onerosa la manutenzione del territorio, e nella stessa direzione di ottimizzazione e razionalizzazione dell'uso delle risorse idriche va la cancellazione del vincolo dell'utilizzo dei canali solo per scopo irriguo. Da oggi non sarà più necessaria la deroga per l'utilizzo delle acque a scopo industriale.
Quanto invece ai rapporti fra i consorzi e le aree urbane, il relatore ci ricordava come l'esperienza di regioni limitrofe ci abbia consigliato prudenza. Partiamo da un principio, che è quello della compensazione fra aree urbane e aree rurali. Senza l'affermazione di questo principio, infatti, l'intero sistema delle bonifiche collasserebbe e con esso verrebbe meno un insostituibile presidio, posto a tutela del territorio e dunque ancora una volta di un bene collettivo pubblico.
Detto questo, ci è parso giusto esonerare dal contributo di bonifica, che effettivamente non si appoggia in nessuna maniera agli impianti del consorzio per giungere al sistema fognario. Stabilire dunque chi dovrà pagare e chi no richiederà una puntuale mappatura del territorio da una parte, mentre dall'altra stabilire quanto ciascuno dovrà pagare implicherà una zonizzazione dello stesso territorio. Mentre ciò avverrà, la contribuzione resterà esattamente come è ora, per evitare collassi del sistema.
Infine, la regolazione o meglio la nascita dei rapporti tra consorzio e gestore della rete idrica, anche qui in un'ottica di sana razionalizzazione, cioè riscossione congiunta sugli immobili che devono versare sia il contributo al consorzio che la tariffa al gestore, e accordi per la gestione condivisa delle reti in presenza di particolari configurazioni delle stesse.
Stando sempre sul terreno della razionalizzazione, mi sembra opportuno anche in questo caso un richiamo velocissimo al tema dei compensi per il presidente, il vicepresidente vicario, i vicepresidenti, ma solo per dire che di fatto ancora una volta diamo indirizzi e criteri precisi per la loro definizione, che alla fine porteranno risparmi, in linea con ciò che stiamo facendo in generale nell'ambito di questa regione.
Per concludere, confermo la piena condivisione del nostro Gruppo di un progetto di legge che si pone nel solco della semplificazione e dell'efficientamento del sistema delle bonifiche, e che ha saputo migliorarsi nel passaggio in Commissione, grazie anche al confronto svoltosi nell’udienza conoscitiva. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Alessandrini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Mi devo associare agli interventi precedenti nell’evidenziare il fatto che le disposizioni di questo progetto di legge vanno nella linea di migliorare sicuramente l'attuale situazione, e devo anche dare atto degli sforzi che questa Regione ha fatto in questo settore, perché ricordo gli anni passati in cui gli enti di bonifica erano un luogo di atterraggio di cariche indicate dalla politica, dai partiti, con tutti gli effetti non sicuramente positivi di ricaduta operativa sul territorio.
Si sono fatti dei passi avanti, andando verso una riorganizzazione che ha migliorato anche l’efficienza, però credo che abbiamo ancora notevoli passi avanti da fare. Non lo dico solo io, e devo ringraziare il sindaco del mio Comune, Malalbergo, che è stato eletto in una lista come consigliere del Consorzio della Bonifica Renana, che ha il pregio di mandare relazioni ai contribuenti del nostro Comune sull'attività svolta dalla Bonifica Renana.
Cito la Bonifica Renana in questo caso, ma credo che lo stesso discorso si possa fare per tutti gli altri enti, e leggo testualmente una parte dell'ultima relazione che il nostro sindaco ci ha mandato:«c'è necessità di una maggiore trasparenza negli atti e nell' attività dell'ente, che dovrebbe riguardare tutti coloro che sono chiamati alla gestione della cosa pubblica, una trasparenza che deve essere prima di tutto interna all'ente, tra gli organi politici e gestionali della bonifica, ma deve essere anche e soprattutto esterna, verso cioè tutti i contribuenti che annualmente pagano i tributi».
Questo sono le testuali parole del sindaco del Comune di Malalbergo, che fa parte del Consiglio della Bonifica Renana. Abbiamo fatto quindi dei passi avanti, ma sicuramente su questo versante ce ne sono ancora da fare. Credo che chi gira il territorio possa tranquillamente vedere zone in cui la manutenzione viene fatta in modo regolare e altre zone in cui scarseggia.
Da quel che so, molto spesso dipende da quel rapporto interpersonale che nasce tra i componenti degli organi decisionali dei consorzi, i singoli agricoltori, le singole associazioni o i singoli Comuni. Questo non va bene: il consorzio di bonifica, che ha tra i suoi compiti quello di tutelare il territorio dal punto di vista idrologico, sicuramente non deve operare per pressioni o per rapporti più o meno buoni con amministratori o rappresentanti del territorio, ma deve operare in base ai criteri della migliore gestione per salvaguardare il territorio.
Qui credo che ci siano passi avanti da fare in senso molto costruttivo. Credo anche che ci sia un ragionamento sulle competenze di questi consorzi, perché ho visto realizzare piste ciclabili dai consorzi di bonifica e mi chiedo quanto questo sia attinente alla salvaguarda idraulica del territorio, se questo non sia più frutto di rapporti tra gli organi dirigenti e alcune parti del territorio.
Non voglio dire che una pista ciclabile sia un'opera sbagliata, ma vorrei capire che senso abbia rispetto alla mission dei consorzi di bonifica, e da questo punto di vista, assessore, credo che ci sia da fare una serie di interventi. Mi auguro che il ruolo che la Giunta riprende con questo progetto di legge vada anche nel senso di mettere a posto questo tipo di cose.
Dobbiamo fare dei passi avanti e fare opera di sensibilizzazione sull'importanza del presidio del territorio. Mi risulta per certo che alle ultime elezioni dei Comuni non hanno partecipato perché erano morosi e inadempienti rispetto alle cartelle esattoriali delle bonifiche. Capisco che tra le priorità di un Comune, a causa della nota situazione della finanza locale, penalizzata ogni giorno di più, non ci sia quella di pagare la tassa della Bonifica Renana, ma, se questo comporta che quel Comune non possa esprimere il voto in rappresentanza dei propri cittadini, credo che questa sia un'anomalia che non va molto bene.
Rivolgo quindi un appello, perché, se il privato cittadino viene rincorso il giorno dopo da Equitalia per pagare la bolletta al consorzio di bonifica, vorrei capire quanto i Comuni debbano versare ai consorzi, perché credo che anche questo sia un elemento importante.
Ci sono quindi molte luci e stiamo andando verso una maggior trasparenza ed efficacia, però, assessore, sarebbe opportuno fare anche luce su quelle ombre che ancora persistono. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alberto Vecchi. Ne ha facoltà.
VECCHI Alberto: In riferimento alla legge che stiamo approvando, faccio un intervento relativo alla montagna. Penso che sia molto importante che tutti i soldi che vengono riscossi su questa legge della bonifica in riferimento alla montagna vadano alla tutela del suolo. Credo che questo sia uno dei punti centrali su cui bisogna lavorare.
Tutte le risorse derivanti dai contributi che vengono dalla montagna devono essere destinate alla manutenzione e soprattutto realizzazione di nuove opere di regimazione idraulica e sistemazioni idrogeologiche in montagna.
È importante perché è già contenuto in questa legge che per mantenere i contributi di bonifica per la montagna c'è l'obbligo di destinarli a interventi di salvaguardia del territorio. Considero però necessario indicare l'obbligo da parte dei consorzi di acquisire il parere preventivo delle Comunità montane sugli interventi da fare.
Questo era uno degli aspetti che mi premeva evidenziare sulla legge nella sua complessità, il tema della montagna mi è particolarmente caro e quindi questo è un terreno che dovrebbe portare in futuro all'azzeramento dei contributi per chi vive in montagna. Se in questo momento non è possibile, si può almeno auspicare che tutto ciò che viene raccolto in montagna rimanga in montagna per le opere che ho appena detto. Grazie.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Alberto Vecchi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Filippi. Ne ha facoltà.
FILIPPI: Grazie, presidente. I consorzi di bonifica nel corso degli anni si sono dimostrati soggetti attivi nella gestione del territorio, nella difesa e nella prevenzione di alcuni movimenti franosi in montagna e delle alluvioni in pianura.
Per ottimizzare la soluzione di problemi idrogeologici, resta ovviamente attuale uno dei tanti princìpi enunciati dal famoso Leonardo da Vinci: i problemi di valle si risolvono a monte. Tale concetto è stato ribadito dai consiglieri Grillini, Cavalli e Vecchi. In montagna abbiamo immobili di valore pressoché nullo, immobili invendibili, che non hanno mercato che però pagano la tassa di bonifica.
La Giunta su questi immobili non interviene, mentre come lei sa, assessore, abbiamo immobili di pianura, in particolare in centri storici importanti, che non pagano la tassa di bonifica. Verrebbe quindi da dire che i poveri pagano e i ricchi non pagano, la montagna è sempre trattata come la Cenerentola della situazione.
Trascurare una parte importante del territorio significa creare problemi alle aree sottostanti, mentre è interesse non solo dei montanari ma dell'intera collettività tenere curato e salvaguardare il territorio di montagna.
Come sappiamo, i consorzi hanno una capacità impositiva del tutto autonoma dal sistema fiscale ordinario, e ciò consente loro di ottenere direttamente e senza troppi passaggi un flusso finanziario necessario a mantenere produttiva l'attività ordinaria, in un rapporto di sussidiarietà pubblico/privato, che possiamo definire pioniere delle stesse indicazioni comunitarie.
Le bonifiche da alcuni anni svolgono anche la funzione di distributori d'acqua a fini irrigui, un sostegno al sistema produttivo agricolo regionale. La proposta di legge oggi in discussione presenta però alcune lacune, anche se cerca di migliorare il quadro normativo entro il quale si muovono i consorzi.
La legge quadro delle bonifiche venne approvata nel lontano 1933, quando non esistevano le potenti, moderne multiutilities, che oggi fanno pagare tasse agli immobili sulla depurazione delle acque e sugli scarichi fognari. Spesso queste tasse creano confusione e doppioni con le tasse di bonifica specialmente nei territori di montagna.
Un altro problema è ad esempio al comma 1 dell'articolo 2 e al comma 5 dell'articolo 4, quando in legge si parla di «significative interconnessioni», termine che dà adito a interpretazioni equivoche, tali da poter generare contenziosi tra i contribuenti e il consorzio. Ci chiediamo infatti quale sia il limite dell'aggettivo «significativo»: o gli immobili sono serviti dal servizio di bonifica o non lo sono, non ci possono essere vie di mezzo.
Ritornando a un principio che ho già enunciato, non si può continuare a far pagare il servizio a chi non ne usufruisce minimamente. L’acqua in montagna per una legge naturale va verso la pianura, conseguentemente in montagna i canali di bonifica non ci sono. Capisco nei Paesi dove ci sono delle costruzioni, reti fognarie e condotte, ma le case isolate che pagano tasse di bonifica solo perché si trovano in un territorio classificato come versante di bonifica non dovrebbero pagare, è una cosa assurda.
Dall'altra parte, invece, quartieri residenziali nuovi, edificati nei pressi dei centri storici, ma che sono città nelle città non pagano la tassa di bonifica, pur scaricando le acque nei canali di scolo. È una contrapposizione, assessore, che va avanti da anni, è una contrapposizione politica, che lei conosce meglio di me, però questa ingiustizia va risolta, e la legge che oggi proponiamo non risolve questo che è il vero problema delle bonifiche: tra chi deve pagare e chi non deve pagare.
Al comma 2 dello stesso articolo, per definire il livello di contribuenza di soggetti non associati ai consorzi che però scaricano in canali di scolo, si fa riferimento alla portata di acqua scaricata. Assessore, prenda nota: la proposta di portata di acqua scaricata è impropria, in quanto il riferimento a portate di acqua scaricata è propria di società di servizi e non già di consorzi di bonifica, la cui funzione è la difesa dei patrimoni.
In questo caso potrebbe anche sorgere un contenzioso e potremmo incappare in un'incongruenza di legge, dare un servizio di portata d'acqua potrebbe anche far richiedere poi ai consorziati l'applicazione dell'IVA, quindi si pagherebbe sulla cartella il 21 per cento in più di IVA, perché, se si parla di portata d'acqua, non va bene da un punto di vista fiscale. Le chiedo quindi di provvedere anche a questa sistemazione.
Il comma 6 dello stesso articolo norma l'uso delle reti consortili per il trasferimento delle acque di altri usi. Si parla di trasporto d'acqua ad uso idropotabile come ad esempio quello che fa il canale emiliano-romagnolo per la città di Ravenna, ma non si fa riferimento alla portata d'acqua, perché altrimenti si incappa nella gabella dell'IVA, quindi attenzione a non incrementare le cartelle con un ulteriore 21 per cento.
Diverso è invece l'uso irriguo, dove tra gli elementi ostativi non dovrebbe esservi solo il peggioramento della quantità d'acqua, ma anche la riduzione dell'efficienza della quantità, perché agli agricoltori dobbiamo dare una quantità minima.
Spero che questi concetti siano abbastanza chiari, non hanno valenza politica, ma tecnica, concetti che il progetto di legge in questione non ha preso in esame. Il testo di legge dovrebbe inoltre chiarire meglio e definire bene i rapporti che intercorrono tra i consorzi e gli enti gestori idrici, al fine dell’individuazione delle reti idrauliche e delle opere territoriali che danno un beneficio e possono quindi essere soggette a contribuenza consortile.
Torno all'articolo 3 della contribuenza montagna. Mi pare corretto che la contribuenza consortile della montagna venga impiegata nel medesimo territorio, non ho nulla da eccepire se tale impiego è rivolto a sostenere la progettazione e l'esecuzione delle opere.
Non è così però secondo me per quanto riguarda la manutenzione delle opere di bonifica montana, in quanto allo stato delle vigenti leggi regionali non mi risulta esistano opere classificate di bonifica montana e assegnate per la loro manutenzione e gestione ai consorzi di bonifica. È un'incongruenza. Queste opere di manutenzione non ci sono e non vorremmo che la Giunta Errani, notoriamente poco attenta alle esigenze del territorio montano, avesse in programma di convogliare i fondi versati dai contribuenti dalla montagna su opere da realizzarsi in Appennino, ma che nulla hanno a che vedere con il sistema della bonifica.
La mia paura è che i soldi dei contribuenti vengano spesi per opere che nulla hanno a che vedere con il sistema della bonifica. I consorzi di bonifica non possono utilizzare i soldi delle cartelle esattoriali ad esempio per sistemare una generica strada comunale oppure, come evidenziato dal consigliere Mandini, una pista ciclabile.
Questi soldi della bonifica non vanno spesi per tali scopi, mentre invece purtroppo oggi per fare un piacere al sindaco o all'assessore amico i fondi della bonifica vengono spesi in modo non corretto. Non vorremmo che i soldi della montagna fossero spesi per sistemare una strada, che però non ha niente a che vedere con la bonifica. Queste opere sono a carico di altre tasse, abbiamo creato confusione nel presente progetto di legge che oggi andiamo ad approvare.
La legge dovrebbe avere come obiettivo quello di garantire maggiori benefici e aiuti da destinare a quell'insieme di strutture collegate ai consorzi di bonifica. Non vogliamo che questi fondi vengano impiegati in altro modo, obbligando poi i montanari a maggiori sacrifici, per consentire quelle attività manutentive connesse alla bonifica del territorio. La mia paura è dunque che i soldi vengano spesi inopportunamente.
Il rischio dell'attuale stesura dell'articolo 3 è che la Regione, le Province e i Comuni obblighino i consorzi a utilizzare la loro contribuzione per compiere manutenzioni su opere pubbliche, il cui onere manutentivo deve essere a carico della fiscalità generale. Perché la Regione, assessore, non approva la legge organica sulla difesa del suolo? Perché la Regione non finanzia la legge della montagna, che è rimasta carta straccia, e cerca di aggrapparsi ai pochi contributi della bonifica, per poi dire che dà una mano alla montagna?
Smettiamo di prendere in giro i cittadini della montagna!
Un'ultima osservazione, assessore, è rivolta al comma 5 dell'articolo 4, laddove è indicato che il compito della nascente Commissione è l’individuazione dei parametri tecnici, atti a determinare quando le interconnessioni tra le reti di bonifica e le reti di scolo ed acquedottistiche siano significative.
Ho presentato un emendamento, perché siano significative ai fini del beneficio ottenuto, perché non si capisce se lo stabilisca il sindaco di turno o le Comunità montane che devono fare il favore a uno e danneggiare un altro.
Bisogna essere più chiari nella presentazione dei progetti di legge. La legge deve esplicitare se lo scopo fondamentale del provvedimento in discussione sia volto a risolvere il nodo di chi deve pagare il contributo di bonifica e chi non lo deve pagare .
La ricerca e l’individuazione delle interconnessioni significative va cercata esclusivamente in funzione del beneficio che tale interconnessione reca alle proprietà coinvolte. È dunque determinante stabilire se u’interconnessione crei o aumenti un beneficio idraulico o di salvaguardia territoriale, tale da mantenere o determinare una contribuenza consortile verso le proprietà beneficiate .
Per chiarire meglio questo aspetto ho presentato un semplice emendamento, dove al comma 5 dell'articolo 4, «quando le interconnessioni tra le reti da considerare significative» aggiungo i termini «ai fini del beneficio ottenuto». Occorre appunto dare un riferimento, non è un emendamento, come dire, politico ma è semplicemente un emendamento tecnico, che cerca di migliorare una legge un po' pasticciata.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Filippi.
Non avendo altri iscritti, prima di dare la parola per la chiusura della discussione generale all'assessore Rabboni, riepiloghiamo quanto presentato su questo progetto di legge. Abbiamo 17 proposte di emendamento, una a firma del consigliere Bignami, dieci a firma del consigliere Pollastri, due a firma della consigliera Noè, a cui si è aggiunta la firma del consigliere Manfredini.
Do la parola all'assessore Rabboni per la conclusione della discussione generale.
RABBONI, assessore: Grazie, presidente. Voglio aggiungere alcune precisazioni alla relazione del consigliere Zoffoli, che condivido, precisazioni che considero utili alla luce del dibattito molto partecipato e denso di sollecitazioni.
In primo luogo, con questo progetto di legge concludiamo un percorso di riforma della disciplina di bonifica in Emilia-Romagna, che ha già avuto due tappe fondamentali nel corso dell'ultima parte della scorsa legislatura, tappe coerenti come credo siano quelle che proponiamo con questa legge con l’intesa Stato/Regione del settembre 2009 sul riordino della materia bonifica.
La prima tappa ci ha portato a dimezzare il numero i consorzi di bonifica in Emilia-Romagna e a rideterminarne i confini, perché possano meglio aderire agli ambiti idrografici. Nello stesso provvedimento abbiamo poi riformato il sistema di governance dei consorzi di bonifica, portando a cinque il numero dei consiglieri dai 20-30 in precedenza e prevedendo che soltanto tre componenti su cinque potessero essere indennizzati per l'attività svolta nell'ambito del proprio consorzio di bonifica.
La seconda tappa è quella che ci ha visto riformare il sistema elettorale, passando da un sistema che prevedeva che sette consiglieri su dieci fossero espressione del mondo agricolo, al di là del reale andamento della contribuenza agricola ed extra-agricola. Abbiamo introdotto un sistema elettivo proporzionale per fasce omogenee di contribuzione, prevedendo quindi una governance aperta a tutte le componenti, come è giusto che sia.
Con questa terza tappa conclusiva interveniamo su due nodi rimasti irrisolti, affrontiamo anche altre questioni ma fondamentalmente tentiamo di disciplinare il tema della demarcazione nelle aree urbane tra la funzione di allontanamento delle acque svolta dal sistema fognario e la funzione di allontanamento delle acque svolta dalla rete dei canali e delle strutture di bonifica. Parliamo di allontanamento delle acque. Restano distinti la funzione, il beneficio di difesa idraulica dei sistemi urbani dalle acque esterne. Sono due situazioni distinte che vengono disciplinate in modo distinto, la funzione di allontanamento delle acque meteoriche nelle aree urbane e la funzione di difesa idraulica del sistema urbano dalle acque esterne.
Il secondo nodo che tentiamo di risolvere è quello di una più chiara definizione della funzione di bonifica nelle aree montane. Per quanto riguarda la demarcazione tra la funzione di allontanamento delle acque svolta dal sistema fognario nelle città e quella svolta dalla rete di bonifica, la demarcazione passa attraverso quel concetto, ripreso da ultimo dal consigliere Filippi, di interconnessione tra sistema fognario e sistema di bonifica.
Stabiliamo per legge che, se l’interconnessione tra fognature e rete di bonifica è significativa, si paga il tributo, mentre, se l’interconnessione non è significativa pur esistendo, non si paga il tributo, perché si deve ritenere che la funzione prevalente di allontanamento delle acque sia assicurata dalla rete fognaria.
Chi decide se l’interconnessione è significativa o non lo è? Naturalmente decide la verifica puntuale sul campo, nella concreta situazione dell'area urbana, perché non esiste un modello unico di aree urbane e di interconnessioni tra sistemi fognari e sistemi di bonifica. Lo strumento che ci consente di fare una verifica puntuale è il piano di classifica del consorzio di bonifica.
Con questo provvedimento andiamo a monte di questo momento del piano di classifica e stabiliamo che la Giunta regionale detta linee guida tecniche per la formazione dei piani di classifica dei consorzi, dove si deve andare a verificare puntualmente il grado di interconnessione attraverso un lavoro di supporto, che viene svolto da un comitato di esperti, in cui trovate tutte le rappresentanze.
Questo Comitato propone le linee guida tecniche per la formazione dei piani di classifica, la Giunta le valuta e le fa proprie, le trasmette ai consorzi di bonifica che devono conformare i loro piani di classifica a ciò che dicono queste linee guida, il consorzio adotta il suo piano di classifica e lo trasmette in Regione per l'intesa.
La Giunta regionale verifica quindi se ciò che c'è nel piano di classifica è coerente con le linee guida e dà l’intesa. Qualora non sia coerente, non dà l'intesa e il piano di classifica non può operare.
Questo è il meccanismo, questo noi abbiamo detto anche nel testo uscito dalla Giunta regionale e su questa parte è rimasto sostanzialmente uguale anche nel corso dell'esame svolto in Commissione, in cui sono stati proposti emendamenti dal relatore e da altri.
Dispiace che qualcuno a Piacenza abbia preso fischi per fiaschi, perché, consigliere Pollastri, noi non abbiamo mai detto che con questo provvedimento avremmo esentato i cittadini dal pagamento del tributo di bonifica, ma abbiamo detto esattamente quello che ho ricordato fin qui, anche perché non potremmo, salvo mettere a carico della tariffa idrica, esentare dal pagamento del tributo di bonifica che copre dei costi reali.
Chi come la Regione Veneto l'ha fatto è stato costretto a fare non molto onorevolmente marcia indietro, perché prima hanno fatto una legge per cui nelle città non si sarebbe più pagato il tributo di bonifica perché se ne sarebbe occupato il gestore del servizio idrico integrato, ma non è successo nulla e dopo un anno e mezzo la Regione Veneto è stata costretta a sospendere quella legge e a ripristinare la situazione ex ante.
I diversivi di Piacenza, che svolgono, come lei converrà, consigliere, una funzione preziosa di difesa idraulica della città, hanno un costo di gestione che comunque va assicurato.
(interruzione del consigliere Pollastri)
Va pagato sia che la gestione sia in capo al consorzio di bonifica, sia che la gestione sia in capo al Comune di Piacenza.
Io guardo al futuro, non posso guardare al passato, per cui noi per favorire una soluzione concordata nell'area piacentina tra la città e il consorzio di bonifica abbiamo previsto nell'articolo 2 di questo progetto di legge il comma 5, che è pensato in particolare per la situazione piacentina, che recita: «in presenza di peculiari configurazioni delle reti e dei corsi di acqua naturali ed artificiali e dei territori, i soggetti gestori possono concludere accordi per una diversa gestione tecnico-idraulica e amministrativa delle reti».
I due soggetti si possono quindi accordare, mettendo in capo all'uno o all'altro tutta la gestione. Ovviamente è un accordo volontario, che deve trovare anche un equilibrio dal punto di vista economico, quindi è aperta la possibilità a Piacenza e altrove di fare accordi per superare contrapposizioni storiche.
Per quanto riguarda la montagna, che è l’altro punto rilevante, il nostro riferimento è stata la posizione assunta ufficialmente dall’Unione nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani (UNCEM) dell'Emilia-Romagna. Questa associazione rappresentativa delle Comunità e Unioni montane e dei Comuni montani, con lettera che credo abbiano ricevuto anche i consiglieri, ci ha sostanzialmente chiesto di confermare la contribuzione, di finalizzarla ai lavori di presidio idrogeologico, di sottoporre alle comunità montane i programmi di bonifica prima della loro attuazione, come ricordava il consigliere Vecchi nel suo intervento, e di accrescere la possibilità di collaborazioni operative tra consorzi di bonifica, Comuni e Comunità montane, per favorire delle sinergie, ovviamente rispettando i vincoli di finalità delle risorse che il consorzio di bonifica ha nella sua disponibilità, che sono le risorse dei contribuenti.
Voglio dire a chiare lettere in questa sede, come ho già avuto modo di dire in Commissione, che non può più succedere che il contributo di bonifica in montagna superi il valore del bene, semplicemente perché la norma nazionale prevede che il contributo di bonifica sia definito in relazione al valore catastale del bene e ai benefici di bonifica, ed è così da sempre.
Consigliere Filippi, lei sorride, ma non sa cosa sto dicendo.
(interruzioni)
È un dato verificabile e inoppugnabile. Siccome in Italia esiste una soglia amministrativa minima sotto la quale si reputa non conveniente riscuotere il tributo, succede che alcuni consorzi di bonifica, al di là del valore del contributo che il proprietario dell’immobile deve pagare, portano quel tributo alla soglia minima di riscossione amministrativa. Questo fa lievitare il quantum che il cittadino deve pagare.
Nel progetto di legge affrontiamo il problema. Se scorrete il testo, troverete che a un certo punto è stabilito che si paga quanto si deve, non di più, ma che, qualora la cifra sia al di sotto della soglia amministrativa di riscossione, il dovuto si accumula di anno in anno fino al raggiungimento della soglia amministrativa. È l’esatto ribaltamento di quanto molto spesso è successo fin qui.
Finora, se si doveva uno, ma la soglia era quattro, si pagava quattro. D’ora in poi si pagherà quattro, ma in quattro anni, cioè quell’uno moltiplicato per quattro. Questo fenomeno riscontrato dal consigliere Grillini e da altri, per il quale qualcuno ha pagato un tributo più alto del valore dell’immobile, non potrà più verificarsi grazie al vincolo che abbiamo introdotto nella norma con riferimento ai minimi contributivi.
Infine, vorrei dire che il sistema di bonifica che abbiamo in Emilia-Romagna è un valore da preservare. Lo diceva il consigliere Favia e una volta tanto siamo d’accordo con lui. Oltre che preservato, andrebbe, se possibile, valorizzato. Si tratta di 20.000 chilometri di canali di bonifica, 450 impianti di sollevamento delle acque, mezzo milione di ettari tenuti in sicurezza idraulica nella parte più ricca e dinamica della regione, con riguardo non solo ad aree agricole, ma anche a città e sistemi insediativi.
La disponibilità irrigua non è ancora completata perché parte della Romagna si trova ancora al centro di un progetto che ha come struttura fondante il Canale emiliano-romagnolo e le derivazione secondarie e terziarie. L’acqua fa l’agricoltura specializzata propria dell’Emilia-Romagna, che è tra le più importanti d’Europa. È stato calcolato che, se c’è acqua, il valore della produzione di un ettaro coltivato aumenta da 1.000 a 3.000 euro.
I consorzi di bonifica sono questo. Aggiungo che i nostri consorzi non sono secondi a nessuno dal punto di vista delle politiche per il risparmio dell’acqua a uso irriguo. Sono state collaudate, oltre che sperimentate, alcune tecniche al minimo impiego di acqua. Nasce qui una delle più importanti esperienze italiane, forse l’unica, di uso plurimo delle acque. Nei canali di bonifica scorrono, infatti, le acque che tengono all’asciutto i territori e irrigano i campi, ma quella stessa acqua in molti casi, come a Ravenna, arriva ai potabilizzatori per soccorrere le città durante i periodi siccitosi e supporta impianti industriali e altri servizi.
Con questo terzo disegno di legge cerchiamo di declinare in una chiave di modernizzazione un bene assoluto di questa regione. Così come abbiamo fatto nelle due tappe precedenti, vogliamo risolvere i problemi. Confermo che dal punto di vista amministrativo il nostro impegno continua anche per fare luce su quelle zone d’ombra ricordate dal consigliere Mandini, molte delle quali sono probabilmente l’espressione di situazioni consolidate nel tempo, ma che oggi non sono più sostenibili e giustificabili, come nel caso delle piste ciclabili, che c’entrano poco con le attività dei consorzi di bonifica.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, assessore Rabboni.
Passiamo all’esame dell’articolato.
Nomino scrutatori la consigliera Marani, la consigliera Moriconi e il consigliere Cavalli.
Passiamo all’esame dell’articolo 1. Su tale articolo insiste l’emendamento 2, a firma del consigliere Pollastri.
È aperta la discussione generale sull’articolo e sull’emendamento.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Grazie, presidente. Ai sensi del Regolamento intervengo per illustrare l’emendamento: «L’articolo 1 è così sostituito: "Con la presente legge la Regione persegue il principio della razionale gestione delle opere di bonifica presenti sul territorio regionale e individuate in riferimento all’articolo 1 del Testo unico sulla bonifica integrale, approvato con Regio Decreto del 13 febbraio 1933, n. 215».
Questo emendamento prende le mosse da un sentenza della Commissione tributaria regionale di Bologna, sezione di Parma, la n. 114 del 18 settembre 2007. A beneficio dei colleghi e dell’Aula è bene ricordarne succintamente il contenuto: «Il pagamento dei contributi non comporta per sé solo acquiescenza, ancorché avvenuto senza formulare riserva o doglianza alcuna. Per l’individuazione delle opere di bonifica - questo è il punto chiave e sarebbe opportuno che una maggioranza, scevra da pregiudizi verso il fatto che il proponente è un membro dell’opposizione, lo accogliesse - occorre fare riferimento all’articolo 1 del Testo unico sulla bonifica integrale, approvato con Regio Decreto del 13 febbraio 1933, n. 215 - che come sapranno bene i colleghi è tuttora in vigore - che costituisce la legge fondamentale della materia, l’unica che regola la contribuenza.
Senza negare utilità a opere non di bonifica realizzate dal consorzio - qui sta l’equivoco - anziché dalla Regione e pur senza denegare che il consorzio, nell’ambito della cooperazione fra enti pubblici o in virtù di particolari disposizioni di legge regionale, possa realizzare opere di competenza degli enti autarchici territoriali, quale è la Regione, deve nondimeno evidenziarsi che, trattandosi di opere che non sono di bonifica, il relativo costo deve gravare sulla fiscalità generale e non già sui singoli contribuenti, proprietari di immobili compresi nel territorio del consorzio».
È di una chiarezza adamantina. Benché il Regolamento lo preveda non vedo né il relatore né la Giunta pronunciarsi, anche negativamente, su una proposta emendativa importante, che, come ripeto, riprende la Commissione tributaria regionale di Bologna. Ho spiegato al relatore, e lo ringrazio per aver interloquito anche con me, perché ho dovuto presentare questo emendamento a bocce ferme, quando la Commissione ne aveva già recepiti altri. Il testo arrivava, quindi, in Aula "blindato" da parte della Giunta e della maggioranza, sicuramente anche con il visto dei consorzi di bonifica.
Detto questo, ripeto che si tratta di un emendamento che il capogruppo Monari e altri autorevoli esponenti della maggioranza dovrebbero valutare positivamente per mettere un punto fermo come ha fatto così chiaramente la Commissione tributaria regionale di Bologna, a cui faccio riferimento per migliorare il testo del vostro progetto di legge.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri.
È chiusa la discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2 a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 2 è respinto.
Metto ora in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1 non emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2. Su tale articolo insistono i seguenti emendamenti:
emendamento 3, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 4, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 5, a firma del consigliere Pollastri.
È aperta la discussione generale sull’articolo e sugli emendamenti.
Ha chiesto d’intervenire il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.
POLLASTRI: Grazie, presidente. L’emendamento 3 da me presentato punta a sopprimere dalla parola "significative" del comma 1 fino al comma 5. Come ho detto anche in sede di discussione generale, questo testo si potrebbe prestare a dubbie interpretazioni. Insisto ancora sulle parole "interconnessioni significative": quali sono le interconnessioni significative?
Questo emendamento vuole segnalare tale criticità e, a mio avviso, essendo anch’esso un emendamento qualificante, il relatore o l’assessore potrebbero intervenire in Aula per chiarire semplicemente che tutte le interconnessioni sono significative, così da sgombrare il campo da tale problematica.
Insisto, quindi, perché anche questo emendamento venga accolto.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Pollastri.
È chiusa la discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3 a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 3 è respinto.
Metto ora in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4 a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 4 è respinto.
Metto ora in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5 a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 5 è respinto.
Metto ora in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2 non emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 2 è approvato.
Passiamo all’articolo 3. Su tale articolo insistono i seguenti emendamenti:
emendamento 13, a firma dei consiglieri Noè e Manfredini;
emendamento 6, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 1, a firma del consigliere Bignami;
emendamento 12, a firma dei consiglieri Noè e Manfredini.
È aperta la discussione generale sull’articolo e sugli emendamenti.
Ha chiesto d’intervenire il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.
BIGNAMI: Intervengo semplicemente per illustrare i contenuti di un emendamento che è finalizzato a liberare dal pagamento della contribuzione la categoria dei terreni boscati uso pascolo, che, come ricordava qualche collega intervenuto in precedenza, sono di fatto a rendita inesistente.
Conseguentemente si chiede l’esenzione in ragione dell’incapacità di suscitare reddito.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Bignami.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Intervengo a proposito degli emendamenti 12 e 13, che ricalcano quello presentato dal collega che mi ha preceduto, in funzione del fatto che i terreni per i quali si chiede l’esenzione non risultano fruiti dai diretti proprietari. Si tratta di un’utenza più di carattere pubblico che privato.
L’utenza pubblica interviene prevalentemente ad altro titolo, soprattutto per ragioni di carattere ambientale, ecologico e turistico, trasformando l’uso del terreno da privato a pubblico. Voglio fare un esempio chiarificatore. Stiamo parlando di terreni che vengono utilizzati principalmente per la raccolta di castagne, per la caccia o per la raccolta dei funghi. In capo a questi terreni sarebbe, quindi, opportuno riconoscere un’esenzione totale.
Nell’emendamento 13, per trovare una soluzione di "compromesso", ho cercato di prevedere un concorso alla copertura delle spese generali di funzionamento del Consiglio. In ragione dello sforzo fatto per superare la necessità di un’esenzione completa e individuare una soluzione che prevede la compartecipazione ai costi di funzionamento del Consiglio, spero di trovare il consenso dell’Aula.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Esprimo il voto favorevole agli emendamenti 1 e 13 perché credo che siano di buonsenso. L’assessore ci ha ricordato come tutto sia legato alle rendite catastali, come se queste fossero un numero aureo. Si tratta, invece, di un numero inventato alla bisogna per fare pagare le tasse, ma senza alcun legame con il valore di mercato di terreni e boschi, che valgono zero e, anzi, per chi li possiede e deve manutenerli rappresentano solamente un costo.
Trovo altrettanto interessante l’introduzione nell’emendamento 13 dell’esenzione per le aree protette. Dai Comuni, schiacciati dalle difficoltà di bilancio, stanno partendo vere e proprie crociate contro i parchi e i costi di contribuzione. Alleviare le spese per le persone che vivono e che lavorano in quelle zone mi sembra semplicemente buonsenso.
Riguardo all’articolo 3, dalla relazione generale avevo capito, evidentemente sbagliando, che i contributi raccolti in montagna sarebbero rimasti in montagna. In realtà, leggendo bene l’articolo, questo non risulta assolutamente vero.
Come accade in tante leggi, si introduce la parola "prioritariamente", che si presta alle interpretazioni e alle attuazioni che meglio si ritengono opportune.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Zoffoli. Ne ha facoltà.
ZOFFOLI: Vorrei chiarire quel "prioritariamente" citato dal consigliere Defranceschi. Il collega è rimasto a una versione precedente della legge. Nel testo che è arrivato in Aula la parola prioritariamente non c’è più. Era la proposta dalla Giunta.
Non ci siamo posti il problema - e qui allargo la riflessione - di esentare la montagna. Voglio essere chiaro su questo. Non è l’obiettivo che ci siamo prefissati. Saranno i nuovi piani di classifica, con i relativi indici, a stabilire, anche in montagna, chi deve pagare. Il vero obiettivo è proprio quello che il consigliere Defranceschi non ha colto.
La legge stabilisce, infatti, che tutto ciò che viene riscosso in montagna deve essere speso in montagna. È una novità assoluta. Parliamo a oggi di 15 milioni di euro di contribuenza. Finora solo una minima parte di queste risorse, versate da chi vive in montagna, è stata destinata a quel territorio.
Per quel che riguarda, invece, le osservazioni sui 500 metri o sui valori, si tratta di un tema che abbiamo discusso anche in Commissione. Il dato di 500 metri è opinabile: perché non 400 o 590 o 700 metri? È difficile tagliare con l’accetta.
C’è poi un altro aspetto. Anche in quei territori, sebbene non sia la regola, esistono bravi imprenditori che, grazie alle loro capacità, alla loro creatività e al loro lavoro, riescono a produrre reddito e a creare ricchezza per loro e per il territorio circostante. Basarsi sull’altitudine o citare il dato dei valori reddituali e produttivi significa utilizzare dei criteri non oggettivi, bensì legati a molti fattori, che, a parità di condizioni, determinano risultati anche diversi.
Respingendo, quindi, gli emendamenti, pur comprendendone il significato e il senso, intendiamo ribadire un concetto. I nuovi piani di classifica stabiliranno anche in montagna, a fronte di un beneficio che in questo caso può e deve essere generale, ma non generico, chi dovrà pagare. Non ci pare opportuno esentare sulla base di quei criteri.
Inoltre, tutto quello che verrà riscosso in montagna rimarrà in montagna.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Zoffoli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Questo è un tema molto delicato. La situazione della montagna è precaria da tanti punti di vista. C’è sicuramente bisogno di effettuare interventi di presidio idraulico e di salvaguardia del territorio e, come ricordava il consigliere Grillini, ci sarebbe bisogno anche di una normativa regionale.
Detto questo, il comma 2 dell’articolo 3 reca: «L’introito derivante dalla contribuenza montana è destinato a progettazione, esecuzione, manutenzione ed esercizio di opere e interventi di bonifica dei territori montani, fatta salva la quota proporzionale per spese generali di consorzio». Alla luce di questo, auspichiamo che sul versante delle spese generali di consorzio ci sia molto oculatezza e che queste risorse vengano effettivamente destinate in quantità significativa alle opere da realizzare.
Pur condividendo la sensibilità mostrata per queste aree, mi chiedo anch’io perché l’indicazione dell’altitudine debba essere di 500 metri. Riconosciamo che i contribuenti delle zone di montagna meritano attenzione, ma questo limite ci pare un parametro discriminante rispetto alla realtà.
Il nostro auspicio è che i piani di classifica, come ricordava il consigliere Zoffoli, tengano esattamente conto delle situazioni di questi territori. Per il momento ci auguriamo che le previsioni della legge vadano nella direzione dell’equità distributiva della tassazione e che i piani di classifica favoriscano il rigore e l’equità.
Benché ne comprendiamo le motivazioni, riteniamo che in questo momento gli emendamenti presentati non siano approvabili.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
È chiusa la discussione generale. Dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Grazie, presidente. Questo articolo 3 sulla contribuenza montana in linea di principio può recepire gli intendimenti citati anche dal consigliere Mandini. Credo, però, che a livello normativo sarebbe stato più opportuno dedicare ulteriore attenzione a quei territori, prevedendo un’esenzione per i terreni che non sono produttivi di reddito e hanno un’utenza non più privata, ma pubblica. Mi riferisco in particolar modo alle terre classificate come zone ZPS, ai sensi della normativa Natura 2000.
Credo che nei confronti di questa utenza sarebbe opportuna una declinazione attenta all’interno delle linee guida e nei piani di classifica, ma soprattutto credo che noi dell’Aula dovremmo dare un segnale di principio attraverso questa legge, concorrendo a lanciare un messaggio di attenzione e sensibilità verso chi è proprietario di terreni la cui fruizione è riconducibile esclusivamente o prevalentemente al pubblico.
Io mi auguro che le linee guida e i piani di classifica siano in grado di recepire questa situazione al 100 per cento, come deve essere. Avevo però il desiderio che tale sensibilità scaturisse dalla nostra produzione normativa e dalla nostra volontà. Ahimè, prendo atto che la consapevolezza e il riconoscimento ci sono a parole, ma manca la volontà di tradurre dalle parole allo scritto un principio sacrosanto a beneficio dell’utenza montana, che meriterebbe un’attenzione maggiore.
Pertanto, voterò contro l’articolo 3.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Filippi. Ne ha facoltà.
FILIPPI: Intervengo a favore degli emendamenti che ho sottoscritto, in particolare l’emendamento 1 del collega Bignami e l’emendamento 12 della collega Silvia Noè.
Questi emendamenti prevedono una quota per i terreni boscati a uso pascolo di 500 metri. Se non indichiamo una quota di riferimento, non si può stabilire qual è il territorio montano. Mi ricordo che alle elementari si studiava che la montagna va dai 600 metri in su. Se l’altitudine media di un campo a uso pascolo è, quindi, 500,01 metri, il terreno non paga. Se la media del campo è 499 metri, paga. Si fa presto a fare il conto matematico. Non credo sia complesso.
Bisogna stabilire un numero perché altrimenti va a finire come ai tempi dell’assessore Rivola, quando finanziava le strade di Forlimpopoli, a 100 metri sul livello del mare, con i soldi dalla montagna. Questa Regione è capace di fare anche questo: prende i soldi della montagna e li usa per i comuni della pianura, dicendo poi che li ha impiegati per la montagna. Una misura va fissata, ma non l’avete voluto fare nemmeno nel contesto della legge sulla montagna. È uno scandalo che questa Regione non abbia voluto stabilire un’altitudine in una legge approvata per la montagna.
Detto questo, ho ben capito il concetto espresso dall’assessore a proposito del valore catastale. L’assessore dice che i campi che hanno un valore catastale di 5 euro non pagano la tassa di bonifica. I campi che, invece, hanno valore catastale superiore ai 30 euro la pagano. Io dicevo, però, un’altra cosa, assessore.
Il valore catastale è il valore che lo Stato attribuisce al bene. A differenza di quest’Aula, che non vuole stabilire un’altitudine per la montagna, lo Stato fissa un valore, quello che una volta assegnavano gli uffici del catasto, oggi uffici del territorio, in base ai metri quadrati, in base alla zona, in base al numero delle stanze.
Quando facevo il professionista mi è capitato più volte di trovarmi di fronte a un valore catastale superiore al valore reale del bene. Al catasto, il bene costava 1.000 euro moltiplicati per 100, ovvero 100.000 euro, mentre nella realtà ne valeva 60.000. In questi casi, non si fa altro che eseguire una perizia giurata del valore commerciale del bene oppure si va davanti alla commissione tributaria.
Purtroppo nelle carte dei tribunali ci sono tantissimi beni venduti o in fallimento che hanno un valore commerciale inferiore al valore catastale, che oggi non è più moltiplicato per 100. Con il premier Monti, infatti, è stato aumentato del 5 per cento, oltre il 60 per cento. Il valore catastale degli immobili viene, quindi, moltiplicato per 168, mentre per quanto riguarda le stalle è moltiplicato per 60 e così via. Questo per definire la differenza tra valore reale e valore catastale di un bene.
Sempre in riferimento alla sua dichiarazione sul progetto di legge, lei ha parlato degli immobili che scaricano le acque in fognatura. In montagna vi sono tantissime case sparse, cioè isolate, che non hanno la fognatura. Il proprietario dell’immobile costruisce una rete fognaria che avanza per 100 metri dalla casa e solitamente scarica in un bosco. Non c’è fognatura perché è impossibile realizzare chilometri di rete fognaria per una sola abitazione.
Tutti questi beni pagavano fino a ieri la tassa di bonifica. Noi chiediamo, come ripetuto nel mio intervento, che questi beni vengano esentati dalla tassa di bonifica perché non hanno alcun collegamento con la bonifica stessa. Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Le chiedo, assessore, un autorevole intervento affinché coloro che usano davvero la bonifica paghino la tassa, anziché esserne esonerati per questioni politiche. Città e comuni importanti, come il comune di Carpi, che purtroppo è terremotato, o quelli di Novellara e di Reggio Emilia, usano i canali di bonifica, ma non pagano perché non hanno mai pagato, mentre i montanari lo hanno sempre fatto.
L’acqua per la forza di gravità va verso la pianura. In montagna non c’è bisogno di canali, e infatti di canali di scolo non ce ne sono. Ci sono quelli naturali che ha creato Nostro Signore quando ha progettato il mondo.
Ribadisco il mio parere e chiedo all’Aula di votare positivamente all’emendamento 1 del collega Bignami, analogo all’emendamento 12 della collega Noè, la quale è stata ancora più previdente perché ha proposto, se proprio volete che paghino, che campi e boschi a uso pascolo sopra i 500 metri versino solo la quota relativa alla copertura delle spese generali, ma non una tassa inutile.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Filippi.
Ha chiesto di parlare la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Chiedo la votazione col dispositivo elettronico su tutti gli emendamenti e sull’articolo sul quale insistono.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliera Noè.
Si proceda alla votazione dell’emendamento 13, a firma dei consiglieri Noè e Manfredini, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
42
Assenti
8
Favorevoli
13
Contrari
29
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 13 è respinto.
Si proceda alla votazione dell’emendamento 6, a firma del consigliere Pollastri, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
42
Assenti
8
Favorevoli
12
Contrari
30
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 6 è respinto.
Si proceda alla votazione dell’emendamento 1, a firma dei consiglieri Bignami, Filippi e Malaguti, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
42
Assenti
8
Favorevoli
13
Contrari
29
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 1 è respinto.
Si proceda alla votazione dell’emendamento 12, a firma dei consiglieri Noè, Manfredini e Filippi, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
43
Assenti
7
Favorevoli
14
Contrari
29
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 12 è respinto.
Si proceda alla votazione dell’articolo 3 non emendato, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Richetti): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
37
Assenti
13
Favorevoli
25
Contrari
12
Astenuti
--
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 3 è approvato.
Passiamo all’articolo 4. Su tale articolo insistono i seguenti emendamenti:
emendamento 7, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 8, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 15, a firma dei consiglieri Cavalli e Manfredini;
emendamento 9, a firma del consigliere Pollastri;
emendamento 17, a firma del consigliere Filippi.
Discussione generale su articolo ed emendamenti. Dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 7 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 8 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 15, a firma dei consiglieri Cavalli e Manfredini.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 15 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9, a firma del consigliere Pollastri.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 9 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 17, a firma del consigliere Filippi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 17 è respinto.
Metto ora in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4 non emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 4 è approvato.
Passiamo all’articolo 5. Su tale articolo insistono i seguenti emendamenti:
emendamento 16, a firma dei consiglieri Zoffoli, Cavalli, Naldi, Sconciaforni, Villani, Noè e Grillini;
emendamento 14, a firma del consigliere Zoffoli.
È aperta la discussione generale su articolo ed emendamenti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.
CAVALLI: Grazie, presidente. In Commissione avevo presentato un emendamento, successivamente ritirato, con il quale intendevo porre alcuni paletti al compenso del presidente del consorzio di bonifica. Ringrazio il collega Zoffoli perché abbiamo concordato un emendamento che equipara lo stipendio del presidente di consorzio a quello previsto per i sindaci dei comuni da 10.000 a 30.000 abitanti.
Anche se era mia intenzione restare al di sotto di questa soglia, equiparando l’indennità al compenso dei sindaci dei comuni fino a 10.000 abitanti, ho preferito concordare insieme alla maggioranza questo emendamento. In un momento di grave crisi economica, in cui le forze politiche si stanno prodigando per una spending review a tutti i livelli, credo che l’Assemblea debba dare un segnale forte, e vedo con piacere che quasi tutte le forze politiche hanno firmato l’emendamento.
È altrettanto importante segnalare che ai vicepresidenti dei consorzi viene corrisposto il 50 per cento complessivo. Solo per quanto riguarda la mia provincia, i costi passeranno da 85.000 euro annuali a 50.000, con un buon risparmio di oltre il 30 per cento. È un segno tangibile della volontà di questa Assemblea di dare un segnale forte all’esterno.
Credo che in un momento come questo la riduzione dei costi sia importante. Avviso fin da ora l’assessore che richiederò gli atti relativi alle spese dei vari consorzi di bonifica per valutare quanto costino all’anno in termini di gestione.
Dobbiamo dare un segnale forte e preciso all’amministrazione e ai cittadini, affinché, quando si vedranno recapitare questa tassa, possano dire che ha un solido valore.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Cavalli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Zoffoli. Ne ha facoltà.
ZOFFOLI: Vorrei illustrare i due emendamenti.
Il primo, a cui accennava il consigliere Cavalli, è stato firmato da molti gruppi politici ed è frutto di una discussione in Commissione, sollecitata da una proposta dello stesso consigliere Cavalli che è stata giudicata non accettabile nei contenuti e nelle modalità, ma sulla base della quale si è sviluppato un confronto alla ricerca di un punto di equilibrio. L’emendamento recupera tale punto di equilibrio.
Utilizziamo un criterio già sperimentato per altre leggi, da ultimo la legge n. 24/2011 sui nuovi parchi, cioè quello di assestarci sull’indennità prevista per i sindaci dei comuni fra i 10.000 e i 30.000 abitanti. Anche in questo caso operiamo all’interno di una riflessione di carattere generale che, come ricordavo nella relazione, è partita con la legge n. 10 di riordino e trova attuazione per tappe successive.
L’emendamento 14 è invece una precisazione. Riguarda l’attività di ricerca condotta da più di cinquant’anni in maniera molto proficua dal consorzio di bonifica di secondo grado, cioè il Canale emiliano-romagnolo. Si tratta di un’attività di eccellenza, svolta per conto non solo della Regione, ma degli stessi agricoltori e addirittura dell’Unione europea e di altre pubbliche amministrazioni. Manca a oggi un espresso riconoscimento legislativo. Riconosciamo, quindi, al Canale emiliano-romagnolo tale compito e facoltà.
La precedente versione sembrava estendere indistintamente a tutti i consorzi di bonifica questa possibilità. Intendiamo precisare che ci riferiamo solo al Canale emiliano-romagnolo.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Zoffoli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Rispetto all’emendamento 14, prendiamo atto delle precisazioni del consigliere Zoffoli, che ha ritenuto necessario operare ulteriori specificazioni. Ci auguriamo che l’attività di ricerca e sperimentazione del Canale emiliano-romagnolo non finisca nel novero delle consulenze, che c’entrano poco con la ricerca scientifica, ma molto con altre cose.
Condividiamo, e l’abbiamo sottoscritto tramite il consigliere Grillini, l’emendamento per la riduzione dei compensi degli organi gestionali dei consorzi di bonifica. È un segnale necessario, come altri hanno ricordato, visto che in alcuni consorzi il primo atto dei nuovi consigli di amministrazione era stato quello di aumentare le indennità dei presidenti. Abbiamo assistito anche a questo l’anno scorso.
La situazione non era sicuramente florida nemmeno l’anno passato, soprattutto a causa della crisi economica che già attanagliava tanti cittadini. È una vergogna che i cittadini che sono andati a votare, partecipando finalmente in modo democratico al rinnovo dei consigli di amministrazione in virtù della nuova legge che l’assessore ricordava, abbiano dovuto eleggere in liste bloccate dei presidenti che si sono immediatamente aumentati i compensi. È una vergogna che oggi saneremo dal punto di vista della quantità, ma forse non dal punto di vista morale.
Mi auguro che i risparmi che saranno conseguiti siano ben gestiti e ben spesi, non come è successo al consorzio della bonifica renana, dove si sono spesi 170.000 euro più 125.000 per licenziare il direttore: 300.000 euro dei contribuenti della provincia di Bologna buttati.
PRESIDENTE (Richetti): Grazie, consigliere Mandini.
Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 16, a firma dei consiglieri Zoffoli, Cavalli, Naldi, Sconciaforni, Villani, Noè e Grillini.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 16 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 14, a firma del consigliere Zoffoli.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’emendamento 14 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5, così come emendato.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Richetti): L’articolo 5 è approvato.
Riprenderemo alle ore 15 con le interpellanze e la conclusione dell’esame dell’articolato.
La seduta è tolta.
La seduta ha termine alle ore 13,02
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta il presidente della Giunta Vasco ERRANI e gli assessori Donatella BORTOLAZZI, Carlo LUSENTI e Teresa MARZOCCHI.
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Patrizio BIANCHI, Sabrina FREDA, Paola GAZZOLO, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI, Simonetta SALIERA.
Votazioni elettroniche
OGGETTO 2617
Emendamento 13 a firma dei consiglieri Noè, Manfredini e Filippi
Presenti: 42
Favorevoli: 13
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI.
Contrari: 29
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 0
Assenti: 8
Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (g), Andrea LEONI, Mauro MALAGUTI, Giuseppe PARUOLO, Luigi Giuseppe VILLANI.
OGGETTO 2617
Emendamento 6 a firma del consigliere Pollastri
Presenti: 42
Favorevoli: 12
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI.
Contrari: 30
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 0
Assenti: 8
Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (g), Andrea LEONI, Mauro MALAGUTI, Giuseppe PARUOLO, Luigi Giuseppe VILLANI.
OGGETTO 2617
Emendamento 1 a firma dei consiglieri Bignami, Filippi e Malaguti
Presenti: 42
Favorevoli: 13
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI.
Contrari: 29
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 0
Assenti: 8
Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (g), Andrea LEONI, Giuseppe PARUOLO, Luigi Giuseppe VILLANI.
OGGETTO 2617
Emendamento 12 a firma dei consiglieri Noè, Manfredini e Filippi
Presenti: 43
Favorevoli: 14
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI.
Contrari: 29
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 0
Assenti: 7
Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (g), Andrea LEONI, Giuseppe PARUOLO, Luigi Giuseppe VILLANI.
OGGETTO 2617
Articolo 3
Presenti: 37
Favorevoli: 25
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco CARINI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Contrari: 12
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Marco LOMBARDI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI.
Astenuti: 0
Assenti: 13
Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (g), Andrea LEONI, Mauro MALAGUTI, Paola MARANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Luigi Giuseppe VILLANI.
IL PRESIDENTE
IL SEGRETARIO
Richetti
Corradi