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112.
SEDUTA DI MARTEDÌ 18 DICEMBRE 2012
(POMERIDIANA)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE AIMI
Indice
OGGETTO 3205
Interpellanza del consigliere Filippi circa la documentazione relativa ai fondi, agli interventi ed agli appalti relativi al terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Aimi)
FILIPPI (PDL)
SALIERA, vicepresidente della Giunta
OGGETTO 3301
Interpellanza dei consiglieri Defranceschi e Favia circa la costituzione quale parte civile della Regione Emilia-Romagna nel procedimento riguardante un Consigliere regionale.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Aimi)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
SALIERA, vicepresidente della Giunta
OGGETTO 3467
Relazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo con allegati il Documento di politica economico-finanziaria 2013-2015 (DPEF) e Relazione del Presidente della Giunta all'Assemblea legislativa sull'attività della Giunta regionale nel 2011.
(Discussione e conclusioni)
PRESIDENTE (Aimi)
ERRANI, presidente della Giunta
LOMBARDI (PDL)
SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)
MANFREDINI (Lega Nord)
MANDINI (Italia dei Valori)
MONARI (PD)
NALDI (SEL - Verdi)
NOÈ (UDC)
OGGETTO 3449
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Norme per l'adeguamento all'art. 2 (Riduzione dei costi della politica) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) e altre disposizioni. Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 32 (Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1992, n. 42) e alla legge regionale 30 marzo 2012, n. 1 (Anagrafe pubblica degli eletti e nominati - Disposizioni sulla trasparenza e l'informazione)» (51)
(Relazione, discussione e approvazione)
OGGETTO 3450
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Istituzione, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lett. e) del D.L. n. 138/2011, del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente» (52)
(Relazione, discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
MAZZOTTI, relatore
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
MANDINI (Italia dei Valori)
CORRADI (Lega Nord)
FERRARI (PD)
Inversione dell'ordine dei lavori
PRESIDENTE (Aimi)
MONARI (PD)
OGGETTO 3437
Delibera: «Approvazione, ai sensi dell'art. 14 della L.R. 4 maggio 1982, n. 19 (Norme per l'esercizio delle funzioni in materia di igiene e Sanità pubblica, veterinaria e farmaceutica), delle modificazioni al tariffario delle prestazioni rese dai Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende Unità Sanitarie Locali, di cui alla delibera dell'Assemblea legislativa n. 69 del 22 dicembre 2011.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1855) (98)
(Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
OGGETTO 3455
Delibera: «Proroga al 31 dicembre 2013 del "Programma degli interventi per la promozione di attività culturali (L.R. 22 agosto 1994, n. 37). Obiettivi, azioni prioritarie, modalità di attuazione e procedure per il triennio 2010-2012" approvato con deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale 22 del dicembre 2009, n. 270.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1835) (99)
(Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
OGGETTO 3456
Delibera: «Proroga al 31 dicembre 2013 del "Programma degli interventi in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali (L.R. 24 marzo 2000, n. 18). Obiettivi, linee di indirizzo e procedure per il triennio 2010-2012" approvato con deliberazione assembleare del 22 dicembre 2009, n. 269.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1836) (100)
(Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
OGGETTO 3374
Risoluzione proposta dai consiglieri Manfredini, Corradi, Bernardini e Cavalli per impegnare la Giunta a negare, anche nei confronti di eventuali provvedimenti del Governo, la propria disponibilità ad ospitare, nelle discariche regionali, qualsiasi quantitativo di rifiuti provenienti dalla Campania
(Reiezione)
PRESIDENTE (Aimi)
OGGETTO 804
Mozione proposta dai consiglieri Alberto Vecchi, Donini e Piva per esprimere soddisfazione per il protocollo per la sperimentazione del trattamento di angioplastica dilatativa per la CCSVI promosso dalla Regione e approvato dal Comitato etico dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara
(Discussione e approvazione)
OGGETTO 3405
Risoluzione proposta dai consiglieri Favia e Defranceschi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte ad evitare il condizionamento od il blocco dello studio denominato "Brave Dreams" circa l'efficacia e la sicurezza del trattamento di angioplastica venosa su pazienti affetti da sclerosi multipla, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
PIVA (PD)
OGGETTO 3409
Risoluzione proposta dai consiglieri Defranceschi, Monari, Paruolo, Bignami, Malaguti, Sconciaforni, Barbati e Manfredini per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a tutelare due specie protette di chirotteri che popolano aree site presso il Parco regionale di Suviana e Brasimone
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
OGGETTO 3363
Mozione proposta dai consiglieri Barbati e Grillini per invitare il Governo a intraprendere una politica di razionalizzazione e dismissione delle caserme destinate ad usi militari, valorizzandone inoltre la riqualificazione in un'ottica di utilità sociale, di recupero di efficienza funzionale e di risparmio delle risorse economiche stanziate
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
MONARI (PD)
OGGETTO 3446
Mozione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Pagani, Naldi, Donini e Monari per invitare il Governo a completare il percorso normativo intrapreso con il D.L. 158/2012 in materia di ludopatia
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
PAGANI (PD)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE (Aimi)
MONARI (PD)
ALESSANDRINI (PD)
OGGETTO 2538
Risoluzione proposta dal consigliere Carini per impegnare la Giunta a promuovere un tavolo politico-tecnico per ridefinire la concessione di derivazione dell'acqua del Brugneto
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi)
CARINI (PD)
OGGETTO 247
Risoluzione proposta dai consiglieri Donini, Grillini, Mumolo, Naldi, Sconciaforni e Riva per impegnare la Giunta regionale a promuovere azioni tramite la creazione di percorsi lavorativi per i detenuti, anche nel settore tipografico, volte a sostenere il progetto denominato "il profumo delle parole"
(Rinvio)
PRESIDENTE (Aimi)
DONINI (Fed. della Sinistra)
OGGETTO 3408
Risoluzione proposta dal consigliere Cavalli per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, circa l'allestimento del presepe nelle strutture scolastiche, volte a tutelare il patrimonio storico-culturale anche quando si ispira a valori e tradizioni di natura confessionale o paraconfessionale, sollecitando inoltre una chiara presa di posizione del MIUR sul tema
(Discussione e reiezione)
PRESIDENTE (Aimi)
CAVALLI (Lega Nord)
PAGANI (PD)
DONINI (Fed. della Sinistra)
BERNARDINI (Lega Nord)
NOÈ (UDC)
MEO (SEL - Verdi)
MONARI (PD)
BARBIERI (PD)
MANFREDINI (Lega Nord)
FILIPPI (PDL)
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazioni elettroniche
Allegato A
Atti esaminati nel corso della seduta
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE AIMI
La seduta ha inizio alle ore 15,01
PRESIDENTE (Aimi): Dichiaro aperta la centododicesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Villani.
A nome dell'Assemblea, saluto la Presidente Bartolini, che vedo presente in Aula. Grazie.
Svolgimento di interpellanze
PRESIDENTE (Aimi): Diamo inizio allo svolgimento delle interpellanze.
Chiamo l'oggetto:
3205 - Interpellanza del consigliere Filippi circa la documentazione relativa ai fondi, agli interventi ed agli appalti relativi al terremoto che ha colpito l'Emilia-Romagna.
Risponde per la Giunta la Vicepresidente Saliera.
La parola il consigliere Filippi per illustrare la sua interpellanza.
FILIPPI: Grazie, presidente. Lo scorso mese di settembre, in quest'Aula, chiedevo informazioni sull’attribuzione degli appalti. A chi sono stati dati e per quale importo. L’ho chiesto in Aula e in Commissione in data 11 settembre.
Si tratta di un tema molto importante, del quale abbiamo parlato sia nel corso della seduta precedente, sia nella seduta odierna.
So che nel portale della Regione vi è un particolare link dedicato al terremoto, ma questi portali non sono così semplici da tradurre, pertanto, chiedo, se sia possibile avere una paginetta, anche per motivi di trasparenza, dove poter vedere copia degli appalti, i comuni in cui sono stati realizzati, a chi sono stati affidati i lavori, chi ha partecipato e l'entità economica di ogni singolo intervento, con il nominativo dell'impresa che si è aggiudicata l’appalto.
Mi sembra una richiesta semplice e lecita nell'ambito della trasparenza del rapporto con i cittadini. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Filippi.
La parola alla Vicepresidente Saliera per la risposta.
SALIERA, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente. Rispondendo all'interpellanza mi fa piacere comunicare che si sta operando per organizzare un collegamento fra il sito del terremoto e il SITAR, sistema informativo telematico appalti regionali Emilia-Romagna, il sito dell'osservatorio regionale dei contratti pubblici, a cui è possibile accedere per attingere tutti i dati relativi agli appalti nel dettaglio, così come lei chiedeva, consigliere Filippi.
Tale profilo di consultazione è operativo da diversi anni, circa una decina, ed è accessibile liberamente via web, e permette di ottenere le informazioni sui bandi di gara, aggiudicazione, programmazione triennale, procedure di gara e avvisi.
È inoltre possibile fare ricerca dei dati per amministrazione aggiudicatrice e per provincia. L'osservatorio regionale dei contratti pubblici ha pubblicato un avviso a tutte le stazioni appaltanti e ai responsabili unici del procedimento, in particolare a quelli dei 61 comuni colpiti dagli eventi sismici, per evidenziare una specifica procedura per il monitoraggio dei contratti che abbiano un nesso di causalità documentabile con gli eventi sismici del 20 e del 29 maggio 2012, ai sensi dell'articolo 5 del Decreto Legge 6 giugno 2012, convertito in Legge 122.
Sostanzialmente i dati sono, quindi, reperibili da SITAR. Si sta predisponendo un collegamento perché gli stessi siano consultabili immediatamente dal sito del terremoto. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, vicepresidente Saliera.
La parola al consigliere Filippi per la replica.
FILIPPI: Grazie, presidente. Vicepresidente Saliera, io non le ho richiesto cinquanta pagine di relazione, le chiesto semplicemente una paginetta - e ribadisco la richiesta - con scritto: "Comune di Reggiolo, appalto scuola media, vinto dall'impresa UNIECO, importo dei lavori 197.350 euro, impresa non aggiudicataria - per esempio - Coop 7".
Ribadisco che la mia richiesta è dettata da motivi di trasparenza. Lei mi dice che si sta operandolo per predisporre un collegamento tra il sito della Regione ed il sito SITAR, da cui è possibile attingere i dati, ma io le ho chiesto una paginetta, perché è proprio ciò che mi hanno chiesto alcuni cittadini, i quali mi hanno detto: "sappiamo che c'è il portale della Regione, ma questi portali sono talmente complessi che non ci si capisce niente". Pertanto, Vicepresidente, le rinnovo la richiesta di questa paginetta semplice con scritto comune, appalto, impresa, importo, inizio lavoro e, semmai, fine lavori. Non mi sembra una richiesta tanto complessa né troppo impegnativa, al limite un impiegato potrebbe evaderla in mezz'ora; se poi c'è il sito, si tratta solo di stampare la pagina.
Le chiedo la cortesia, quando un consigliere regionale le chiede qualcosa, di rispondere alla domanda e non di girarci intorno.
Naturalmente, mi dichiaro non soddisfatto, e chiedo che mi venga dato quanto richiesto, per i motivi di trasparenza di cui sopra. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Filippi.
Chiamo l'oggetto successivo:
3301 - Interpellanza dei consiglieri Defranceschi e Favia circa la costituzione quale parte civile della Regione Emilia-Romagna nel procedimento riguardante un Consigliere regionale.
Risponde per la Giunta la Vicepresidente Saliera.
La parola al consigliere Defranceschi per illustrare la sua interpellanza.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Essendo la vicenda nota, mi riservo di intervenire dopo la risposta. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
La parola alla Vicepresidente Saliera per la risposta.
SALIERA, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente. Con l'interpellanza in oggetto i consiglieri Defranceschi e Favia chiedono se la Regione intenda costituirsi parte civile nel procedimento penale intentato contro il consigliere regionale Alberto Vecchi, relativo ad una ipotesi di truffa aggravata ai danni dell'Ente. In particolare insistono sull'esistenza di un danno all'immagine dell'Ente ormai considerato risarcibile da pacifica giurisprudenza della Cassazione e della Corte dei Conti.
In proposito si formulano le seguenti osservazioni. Quest'Amministrazione è consapevole che nel caso in cui risulti dal processo che vi è stata indebita percezione di somme dalla Regione sussisterebbe un danno addebitabile al consigliere, comprensivo di quanto percepito con interessi e spese, nonché un danno all'immagine della Pubblica Amministrazione altrettanto risarcibile.
Il risarcimento di questi danni può essere chiesto intervenendo direttamente nel processo penale come parte civile, appunto, al fine di ottenere una rapida liquidazione e assegnazione di somme con risparmio di attività processuale.
La costituzione di parte civile può avvenire fino all'udienza dibattimentale.
Questa Giunta non intende certamente trascurare il perseguimento dell'interesse pubblico e vedere risarciti i danni e tutelata l'immagine della Pubblica Amministrazione. Pertanto, sta valutando di procedere in tal senso, dopo essersi già presentata come persona offesa dal reato, garantendosi così una posizione qualificata nel processo.
La presenza nel procedimento consente di valutarne l'andamento e tutela comunque l'immagine dell'Ente.
Tuttavia, l'intervento quale parte civile nel processo penale, pur presentando vantaggi pratici ed economici, che lo fanno apparire a prima vista il modo migliore di perseguire l'interesse pubblico, non è obbligatorio e non costituisce l'unico modo possibile di agire.
È, infatti, sempre possibile per l'Ente agire in sede civile successivamente all'accertamento dei fatti in sede penale.
Gli interpellanti stessi evidenziano le conseguenze istituzionali della scelta prospettata: la decadenza dalla carica del consigliere in applicazione della legge 154/1981, che, all'articolo 3, prevede l'incompatibilità e la conseguente decadenza per il consigliere che ha lite pendente con l'Ente che rappresenta.
Secondo le valutazioni dell'Amministrazione, il caso presente rientrerebbe nell'ipotesi di lite pendente in caso di costituzione di parte civile. Si tratterebbe di una conseguenza negativa per il consigliere anticipata rispetto all'esito del giudizio, rispetto alla quale la Giunta regionale non può non essere indotta a cautela. È infatti evidente che in questo caso non solo ci si esporrebbe all'eventuale azione risarcitoria dell'interessato in caso di assoluzione, ma si avrebbe una decisione della Giunta che modificherebbe la composizione del Consiglio regionale.
Si tratta di una situazione non trascurabile, se si pensa che la normativa applicabile alla Regione era, a suo tempo, la stessa dei comuni e delle province, ma è stata modificata sul punto, per questi ultimi enti, fin dal 2002, evidentemente per evitare situazioni come quella attuale. Infatti, oggi, un consigliere comunale o provinciale non decade per effetto della costituzione di parte civile dell'Ente nei suoi confronti.
L'Amministrazione, dunque, ben consapevole dei propri doveri, deciderà valutando tutti gli aspetti della questione.
Nel frattempo, non è stato speso nulla per la costituzione come persona offesa, ma si ritiene che le spese saranno comunque utilmente sostenute in quanto, come detto sopra, la presenza nel processo serve sia sul piano pratico, per seguire il processo stesso, sia per tutelare le ragioni dell'Ente. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, vicepresidente Saliera.
La parola al consigliere Defranceschi per la replica.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Prendo atto della risposta. Mi sembra molto evidente, come peraltro la Vicepresidente stessa ha detto tra le righe (neanche troppo), che la cautela in questo caso è d'obbligo per le conseguenze che potrebbero esservi.
Dalla risposta della Vicepresidente, è altresì evidente che, se si trattasse di un normale cittadino, probabilmente, questa cautela non ci sarebbe. Infatti, in altre situazioni, la Regione è stata molto rapida nel costituirsi parte civile. Capisco, quindi, la difficoltà della Regione.
La Vicepresidente, tuttavia, non ha risposto su un punto: che cosa state valutando? Non si capisce, infatti, il motivo di questo temporeggiamento su una questione nota fin dal marzo del 2010 (nota evidentemente anche a chi amministra politicamente questa Regione). Nel frattempo si è svolto il processo del quale avete interamente gli atti. Lei oggi mi dice, poco prima di Natale, che state ancora valutando. Ebbene, mi riesce difficile capire che cosa stiate pensando, nel senso che non è una decisione così difficile. O prendete la decisione di dire che vi costituirete parte civile e che quindi al momento non vi costitute nel processo, ma vi costituirete all'ultimo momento, in modo da arrivare, coi tempi della giustizia, alla fine della legislatura, altrimenti decidete di farlo prima.
Francamente, però, dire che state valutando mi sembra, tra l’altro, poco rispettoso per l'immagine di quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi. Abbiamo esaurito le interpellanze.
La seduta è aggiornata alle ore 15,30.
(La seduta, sospesa alle ore 15,15, è ripresa alle ore 15,30)
PRESIDENTE (Aimi): Riprendiamo i nostri lavori con la trattazione del primo oggetto dell'ordine del giorno.
OGGETTO 3467
Relazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo con allegati il Documento di politica economico-finanziaria 2013-2015 (DPEF) e Relazione del Presidente della Giunta all'Assemblea legislativa sull'attività della Giunta regionale nel 2011. (Discussione e conclusioni)
PRESIDENTE (Aimi): Ai sensi dell’articolo 19 del Regolamento interno, l’Ufficio di Presidenza, sentita la Conferenza dei Presidenti di gruppo, ha deciso di attribuire ad ogni consigliere un tempo di quindici minuti per intervenire nel dibattito.
La parola al Presidente Vasco Errani.
ERRANI, presidente della Giunta: Grazie, presidente. Colleghe, colleghi, come negli anni scorsi, svolgerò una relazione di inquadramento. I documenti, gli atti, la relazione sull'andamento annuale e il documento di programmazione economica e finanziaria sono a vostra disposizione sul sito della Regione.
Penso che - ed è da questo che vorrei partire - le mie riflessioni si possano inquadrare in alcuni punti.
Il primo è relativo alla crisi che abbiamo davanti e che stiamo ancora vivendo. Una crisi che, come più volte in questo Consiglio tutti abbiamo sottolineato, è di lunga durata con conseguenze molto pesanti anche sul nostro territorio.
È una crisi che colpisce, in primo luogo, le nuove generazioni, l'occupazione, il sistema delle imprese, i consumi e perfino la capacità di risparmio delle famiglie.
I dati sono a tutti noti. Li ricordo brevemente. In Italia si registra una riduzione del PIL del 2,4 per cento, nel Nordest del 2,3 per cento. Per la prima volta in Emilia-Romagna la riduzione è più alta del 2,6 per cento, secondo i dati pubblicati da Prometeia: naturalmente, ciò sconta la realtà assai significativa del terremoto, quello che abbiamo definito il primo terremoto che colpisce in modo così significativo le attività economiche, tant'è che nel 2011 i dati erano rovesciati.
Le previsioni parlano per il 2013 di una sostanziale parità dell'Emilia-Romagna nella misura dello 0,3 per cento rispetto all’Italia e dello zero per cento rispetto al Nordest. Questo è il primo elemento fondamentale.
Penso, dunque, che sia giusto fare e ribadire due considerazioni, per poi venire a come noi abbiamo risposto a questa situazione. La prima considerazione è di carattere generale. Il tema del rigore della spesa pubblica e del governo del debito rimangono questioni essenziali per il nostro Paese nell'ambito europeo.
Tuttavia, è del tutto evidente che ormai, non solo per l'Italia, in particolare per l'Italia, ma certamente per tutta l'Unione Europea, il tema della crescita si propone in termini nuovi e con particolare urgenza. Occorre che l'Unione Europea imbocchi in modo deciso, come ancora coerentemente non ha fatto, una politica di investimento e di sostegno alla crescita lungo le traiettorie e le strategie di Europa 2020. Senza questa scelta, che si deve accompagnare con un'azione sempre più forte di protezione degli spread, è difficile pensare alla crescita nel nostro Paese, non perché nel nostro Paese non vi siano scelte da fare e riforme da realizzare, ma perché è del tutto evidente che le dinamiche di crescita in Italia sono determinate sono profondamente legate alle dinamiche e alle politiche europee.
Noi abbiamo affrontato questa fase puntando tutte le nostre iniziative sul patto per la crescita e lo sviluppo. Credito alle imprese, innovazione, investimenti per il contrasto alla precarietà. È un lavoro di cui voglio dare merito ai nostri uffici, alla nostra struttura, che ha affrontato migliaia di crisi puntuali, rispetto alle quali si contano sulle dita di una mano quelle che non hanno raggiunto un'intesa tra le organizzazioni sindacali e l'impresa stessa, utilizzando, naturalmente in modo significativo, gli ammortizzatori in deroga.
A questo proposito, sottolineo come il tavolo delle forze economiche e sociali, insieme con noi, ponga con forza la necessità di avere, così come sta nell'accordo tra Stato e regioni, la certezza della copertura dei finanziamenti per gli ammortizzatori in deroga per tutto l'anno 2013, perché assistiamo al crescere della necessità di utilizzare questo strumento, che è stato lo strumento fondamentale per non lasciare da soli i lavoratori e le imprese in un momento così difficile.
Così come abbiamo realizzato politiche importanti per quanto riguarda il sostegno alla internazionalizzazione, attraverso un sistema di reti, senza duplicazioni e doppioni. Attraverso politiche di riduzione dei costi gestionali - l'altro punto fondamentale - siamo riusciti ad assicurare - credo in controtendenza rispetto al resto del Paese - una politica di welfare e di sostegno al sistema dei servizi.
Nel 2012, con il patto orizzontale che ha consentito di dare flessibilità ai comuni rispetto al patto di stabilità nazionale, e con il finanziamento diretto della Regione rispetto al fondo indistinto per il sostegno alla politica sociale dei comuni, noi siamo riusciti a recuperare una parte importante e significativa dei tagli così pesanti direttamente ai servizi che, nel combinato disposto di almeno quattro manovre, hanno prodotto, prima di tutto per i comuni, una riduzione della capacità di spesa e della capacità di investimento veramente molto seria. Confermando così, sostanzialmente, l'impianto fondamentale del programma di legislatura con il quale ci siamo presentati all’Assemblea regionale, sulla base del quale abbiamo costruito il programma di governo in questi ultimi anni.
Ora siamo di fronte a quattro grandi questioni. Il 2013 è per noi un anno straordinario e molto difficile. Innanzitutto i numeri. La manovra, anzi, ripeto, l'insieme delle manovre, sommandosi, dopo avere prodotto un taglio nel 2012 di 390 milioni di euro di trasferimenti, oltre ai 31 milioni di euro della non autosufficienza, insiste ulteriormente sul 2013 per 370 milioni di euro, di cui 260 per la sanità.
È giusto, come abbiamo detto più volte, che le regioni facciano la loro parte, ma avrete potuto vedere come, dai dati della Banca d'Italia, il comparto territoriale, regioni, comuni, enti locali hanno ridotto il loro contributo al debito in modo assai significativo, per le regioni oltre il 30 per cento, mentre il debito dello Stato centrale continua a crescere. E questo è un problema molto serio, perché questa dinamica pesa in modo ormai insostenibile sulle politiche reali del territorio.
In secondo luogo, ormai siamo di fronte ad un insieme di tagli che non possono essere interpretati come semplici riduzione degli sprechi, cosa che bisogna fare e che rappresenta un obiettivo irrinunciabile per noi, per tutti noi, e credo per tutte le istituzioni, perché, come ci dimostra l'esperienza della spending review, in realtà, i tagli per gli enti locali e per le regioni sono comunque sempre tagli lineari e sono comunque sempre tagli che partono a monte. Per esempio, sul fondo sanitario nazionale vi è un taglio a monte, non cogliendo le articolazioni e le differenze che ci sono. Faccio presente che questi 260 milioni di euro sulla sanità dobbiamo corrisponderli nell'anno, ripeto, nell'anno, non costruire una politica di riorganizzazione e qualificazione che, nel corso di tre/cinque anni, consenta la riorganizzazione.
Come regioni, all'unanimità, abbiamo detto che ciò è insostenibile. Vediamo che cosa succede in queste ore sulla legge di stabilità. Ma è chiaro che non possiamo pensare - lo dico adesso e vorrei essere chiaro per il governo che verrà, qualsiasi esso sia - di continuare una politica di questo tipo sul sistema dei servizi e sul sistema territoriale.
Detto questo, stiamo costruendo - e certamente ne discuteremo anche in Consiglio - soprattutto per il punto più delicato, quello relativo alla sanità, una serie di azioni che stiano all'interno di tre riferimenti fondamentali per noi irrinunciabili: le caratteristiche fondamentali del servizio sanitario nazionale, l'universalità e la qualità dei servizi. Dunque è giusto ed è possibile fare una riorganizzazione, ma questa riorganizzazione deve avere un disegno strategico che sia in grado di raggiungere e garantire questi obiettivi.
Così come è fondamentale continuare nelle politiche di riduzione dei costi - la stessa Assemblea discuterà da qui a qualche ora un nuovo provvedimento, del quale mi felicito per il lavoro svolto da tutti i gruppi - su cui dobbiamo continuare a lavorare, ma siamo ormai ad un punto limite, oltre il quale vi è un colpo fondamentale all'assetto e alla qualità di servizi e delle politiche regionali.
Vorrei fare presente che in fondo le regioni che fanno politiche industriali sono le uniche esperienze di politica industriale che ci sono in questo Paese, perché dal punto di vista nazionale non ci sono politiche industriali. Così come la politica più efficace - e sappiamo quanto sia decisiva - di sostegno al credito, in primo luogo per gli artigiani e le piccole medie imprese, si fa a livello regionale.
Quando si parla di crescita, dunque, bisogna riuscire a mettere in connessione questi elementi, per definire finalmente una linea di marcia del Paese, che sia in grado di costruire una politica di crescita.
Io penso che già dai prossimi mesi bisognerà avviare una riflessione e ripensare a come sia possibile ridare autonomia finanziaria e fiscale alle strutture territoriali, nell’ambito di un impianto di riorganizzazione e di riforma fiscale che rimetta al centro questo elemento.
Da questo punto di vista, si stanno facendo dei gravi passi indietro. In tal senso, abbiamo assunto una posizione molto netta. Per esempio, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, nella legge di stabilità (speriamo venga accolto l'emendamento di tutte le regioni) si re-istituisce il fondo nazionale del trasporto pubblico locale e si fa un passo indietro rispetto all'unica reale compartecipazione fiscale che c'era, per quanto impropria, attraverso l'accise. Questo produce due effetti negativi. Il primo è che, di fatto, non vi è autonomia di politiche industriali e di governo del trasporto pubblico locale, perché alla fine si andrà sempre su un impianto a piè di lista sul piano nazionale.
Faccio presente che, da una verifica fatta dal Ministero per quanto riguarda l'efficienza del trasporto pubblico locale, l'Emilia-Romagna era al 150 per cento, la Lombardia al 90 per cento e così via. Sono dati non nostri ed asseverati dalle regioni.
Voi capite che, se si va a piè di lista, si fa un passo indietro gigantesco, creando a noi dei problemi serissimi per le politiche strategiche che abbiamo già messo in campo sia sul trasporto ferroviario, sia sull'integrazione ferro-gomma, sia sull’integrazione e costruzione di società prima d'area vasta e poi società unica, a proposito di efficientamento e di riorganizzazione dei servizi. Senza contare il fatto che, non avendo più l'entrata propria (l'accisa), come sapete, si abbassa il tetto di indebitamento, che è calcolato in una percentuale relativa al rapporto con le entrate proprie.
Voglio dire che questi elementi di centralismo rappresentano un problema che va assolutamente superato. Diversamente, l'assetto verrebbe messo profondamente in discussione.
Il secondo punto che rende la straordinarietà di questo 2013 è il tema del riordino istituzionale, anche questo oggetto di un provvedimento legislativo.
Ribadisco, per memoria, il giudizio che in questa sede, in quest'Assemblea, nell’ambito di un dibattito interessante e positivo, in occasione del riordino delle province, il senso comune del dibattito in quest’Aula fu, giustamente, a mio parere, molto critico rispetto a quel provvedimento, non già perché non fosse indispensabile riorganizzare il sistema, quanto per il fatto che poi, così com'è avvenuto, siamo rimasti sospesi, per usare un eufemismo che nel linguaggio istituzionale è sempre bene adoperare. Siamo sospesi con problemi seri. Ancor di più, come ho avuto modo di dire in quel dibattito, è fondamentale la nostra iniziativa legislativa, per dare un quadro di certezze. Non è un caso che nel bilancio 2013 noi abbiamo assicurato tutte le risorse per l'esercizio delle competenze trasferite e delegate alle province dalla Regione, per tenere un sistema di equilibrio, pensate al tema del lavoro, del personale, di politiche fondamentali, quali agricoltura, strade e formazione professionale.
Rimango convinto, e adesso ancor di più, perché la fase in cui siamo richiederà da parte del nuovo Governo e del nuovo Parlamento una ridiscussione e una reimpostazione di questi due punti. È inevitabile, per quanto siamo ancora in attesa del pronunciamento della Corte costituzionale in relazione all'articolo 23 della legge "salva Italia".
Noi dobbiamo riuscire, a mio parere, a definire una governance territoriale che superi tutte le sovrapposizioni e che basi il suo punto di partenza dal basso, dalle unioni comunali, e, rispetto alle diverse competenze, stabilisca come ridefinire le funzioni e le competenze tra regione e l'ente intermedio provincia. Io credo che questo sia un compito molto difficoltoso che deve rappresentare uno dei momenti più impegnati, da parte nostra, del governo regionale, dell'Assemblea, nel rapporto con gli enti locali e con i soggetti sociali ed economici della nostra realtà, per definire un percorso nuovo, innovativo, che superi anche le logiche rigide delle competenze e dei confini amministrativi.
L'obiettivo è ridurre i costi, ridurre la burocrazia, ridurre la sovrapposizione tra le diverse competenze.
Il terzo elemento, che dà la straordinarietà, è uno dei punti cardine - io dico - nella politica nazionale, ma certamente nelle politiche regionali, mi riferisco al nuovo bilancio dell'Unione Europea e ai fondi strutturali. La nuova programmazione 2013/2020 rappresenta un’occasione importante per tutte le regioni italiane, ma ancor di più per una regione come la nostra, che, per capacità di investimento, sia nel PSR, piano di sviluppo rurale, sia nel fondo sociale europeo, sia nel FESR, cioè nelle politiche territoriali, è una realtà importante, che ha investito e ha utilizzato importanti risorse.
Ebbene, qui davvero la partita ce la giochiamo su due terreni. Il primo, il pieno sostegno al Governo italiano, che sta facendo una trattativa difficile, perché ci sono Paesi, soprattutto del Nord Europa, che vogliono ridurre in modo assai significativo le risorse per i fondi strutturali e sul piano del rapporto col governo per quanto riguarda le politiche di governo dei fondi strutturali. È vero che l'Italia non ha sempre e dovunque dato buona prova di sé nell'utilizzo dei fondi strutturali, ma vorrei dire che, in primo luogo non vale per tutte le realtà territoriali, e, in secondo luogo, non è che le politiche centrali abbiano dato migliore prova dal punto di vista - sapete che ci sono anche risorse dei fondi strutturali che stanno in progetti nazionali che sono in capo ai diversi ministeri - del rapporto investimento/realizzazione, con percentuali di realizzazione non migliori di quelle della media delle regioni più in difficoltà. Si tratta di fare un impianto nazionale, seguire le politiche di investimento e nuove politiche infrastrutturali e industriali, ma all'interno di un ruolo preciso delle regioni.
Il quarto punto - l'ho tenuto per ultimo non certo per importanza - riguarda il terremoto. Voglio ringraziare l'Assemblea e tutti coloro, le consigliere e i consiglieri, che hanno lavorato la legge di ricostruzione che avete approvato oggi.
A che punto siamo? Io credo che, dando un giudizio obiettivo, abbiamo realizzato cose importanti, dalle scuole a tutta una serie di interventi per quanto riguarda i municipi, la rimozione delle macerie, l'idraulica e la bonifica, le politiche di prima assistenza, le opere previsionali.
Penso che il giudizio che danno gli italiani e i nostri cittadini sia positivo, non perché non vi siano problemi, ché problemi ve ne sono ancora e ancora molti, ma perché credo che abbiamo dato una prova importante.
Credo, inoltre, che faremmo bene, pur nella dialettica, a tenere fermi tre concetti: le istituzioni hanno dato, a cominciare dai comuni, poi le province, ed anche la Regione, una prova di serietà. Hanno dato delle risposte. Venerdì terremo una conferenza stampa su tutte le donazioni. Pubblicheremo sul sito tutte le donazioni, ed è la prima volta che succede in Italia. Abbiamo già assegnato tutte le donazioni degli SMS, e ciascuno potrà seguire dal sito dove sono andate, a quale investimento, a che punto è l'investimento. Credo che sia una cosa importante.
Adesso abbiamo davanti la grande sfida della ricostruzione. Adesso! La legge ci fa fare un passo in avanti importante, e vogliamo ricostruire bene e meglio i nostri centri storici, lo ribadisco: i nostri centri storici, le nostre chiese, i nostri monumenti. Vogliamo ricostruire, in un rapporto serio con la Sovraintendenza, superando le diverse forme di burocrazia, ma garantendoci sulla qualità, che per noi è un valore fondamentale.
Abbiamo ottenuto risorse importanti per la ricostruzione. Ieri, finalmente, è stata firmata la convenzione ABI-Cassa depositi e prestiti sui 6 miliardi di contributi per case e imprese. Dal 10 gennaio la prima trance di domande avrà la possibilità di ricevere il contributo con lo stato di avanzamento lavori da parte delle banche, a zero euro di interessi, a zero euro di costi per i cittadini con case danneggiate o per imprenditori, di tutte le tipologie di imprese, che hanno subito danni.
Ci vorrà ancora tempo, tuttavia, la capacità di reazione dell'economia in quel territorio è qualcosa di straordinario, e adesso dobbiamo accompagnarla. È per questo che abbiamo fatto una battaglia - vi assicuro - molto impegnativa sulla questione del rinvio delle tassazioni, dei contributi e dei tributi per quanto riguarda i lavoratori dipendenti che hanno avuto case danneggiate. Finalmente, con la legge di stabilità, sono stati approvati tutti gli emendamenti, e oggi dovrebbe essere approvato anche l'emendamento sul rinvio delle rate per i mutui dei comuni terremotati. Ci abbiamo messo tempo. Il Governo ha discusso con noi e noi abbiamo discusso col Governo, insieme e d'intesa con le forze economico-sociali, tutte e sempre, e abbiamo fatto anche verifiche con l'Unione Europea. Per ora questo è l'unico terremoto che non ha avuto problemi con l'Unione Europea. E credo che, alla luce di quanto sta accadendo, abbiamo dimostrato intelligenza e fatto la scelta giusta, visto che a L'Aquila e negli altri territori colpiti da emergenze in questi ultimi anni è stata aperta la procedura,dell'Unione Europea per il rientro delle tasse, dei contributi, dei bonus, perché per l'Unione Europea sono stati aiuti di Stato impropri, che, come sapete, non possono essere coperti dallo Stato, ma che invece debbono essere risarciti dal singolo beneficiario, peraltro provocando nei territori una situazione terribile. A tal proposito, auspico che il Governo italiano trovi una composizione con l'Unione Europea. Ma certo noi abbiamo fatto bene a non esporre il nostro territorio, i nostri cittadini, le nostre imprese a questa procedura. Questo anche con riferimento al dibattito giusto, legittimo, che vi è stato a proposito di tutto il problema della transizione. Per quanto riguarda il terremoto, questa è la mia opinione.
Noi dobbiamo assolutamente procedere celermente con il finanziamento e il riconoscimento del finanziamento attraverso il sistema del credito per le imprese e per le abitazioni. Dobbiamo verificare se i 6 miliardi saranno sufficienti, diversamente, come abbiamo sempre detto, sarà necessario coprire ulteriormente fino al risarcimento di tutti i cittadini e le imprese che ne hanno diritto. Così come dobbiamo continuare a lavorare, a questo punto con il prossimo Governo, per avere rassicurazione di un programma pluriennale che costruisca il percorso per la ricostruzione dei nostri monumenti e dei beni artistici del nostro territorio. Dico ciò soprattutto con riferimento ad una circostanza: voi sapete che oggi abbiamo con gli ultimi interventi assicurato, per esempio, un luogo di culto in tutti i comuni terremotati, anche con strutture prefabbricate, ma ciò non significa che vogliamo rinunciare alla ricostruzione, dunque occorrono ulteriori risorse. Arriveranno, sono arrivate, le risorse dell'Unione Europea, a proposito delle quali dovete consentirmi di dire una cosa importante. Il terremoto che ha coinvolto le tre regioni è la prima realtà che ha ottenuto un finanziamento così ingente da parte dell'Unione Europea: 670 milioni rappresentano lo stanziamento più alto nella storia del fondo di solidarietà per le calamità istituito dall’Unione Europea a fronte dell'alluvione che colpì la Germania, ancora cancelliere Schröder. E l’abbiamo ottenuto per la nostra affidabilità. Così come abbiamo ottenuto quel che abbiamo ottenuto, non ancora sufficiente, ripeto, ma che vi assicuro che di questi tempi, con questo sistema di finanza pubblica, con queste criticità nella finanza pubblica, è certamente qualcosa di molto significativo, per la credibilità di questo territorio, perché tutti hanno visto come abbiamo reagito a quest’emergenza, senza chiedere assistenza - nessuno, infatti, chiede assistenza -, piuttosto cercando di fare presto e bene.
Io credo che questi siano valori importanti. Non vi faccio l’elenco delle tantissime cose che abbiamo fatto. Voglio solo dire una cosa, a mio avviso, importante: tutto ciò che può essere snellito va snellito, ma ci sono tre punti a cui non vogliamo e non possiamo rinunciare.
Il primo: la trasparenza e la garanzia che ci siano il massimo intervento e il massimo controllo nei cantieri non solo pubblici ma anche privato su privato per quanto riguarda il rischio di infiltrazioni di organizzazioni criminali. Abbiamo esteso, d'intesa con il Ministero dell’Interno, i controlli, per la prima volta, oltre quel che fu fatto a L'Aquila, appunto anche ai cantieri privato su privato, perché è evidente che questa rappresenta una priorità fondamentale.
Il secondo punto a cui non possiamo rinunciare è il seguente: trattandosi di risorse pubbliche, io credo che noi stiamo scrivendo un nuovo modo per affrontare emergenze con queste caratteristiche. Sono risorse pubbliche, dunque c'è un prezziario con 8000 voci. Capisco tutti i problemi, ma queste risorse pubbliche debbono essere spese bene, dunque è giusto che ci siano controlli e incroci. In tal senso, i tecnici debbono avere un ruolo da protagonisti, con i quali discutiamo, con gli ordini professionali, con i quali discutiamo, ma ci deve essere un controllo, perché è giusto e perché vogliamo dimostrare che quest'esperienza è in grado di definire un modo per affrontare le emergenze con queste caratteristiche, che, a mio parere, potrebbe produrre, fra qualche mese, una nuova legislazione nazionale, al fine di evitare che, ogni volta in cui ci si trovi di fronte ad un'emergenza di questo tipo, si ricominci da zero. Una nuova legislazione nazionale che indichi e dia garanzie e certezze ai cittadini, agli amministratori, perché vi assicuro che il percorso per costruire - poi potete dare tutti i giudizi che volete - tappa per tappa, provvedimento per provvedimento, scelta per scelta, per costruirle e portarle a compimento, è un percorso troppo farraginoso, troppo impegnativo, troppo pesante, dunque se riuscissimo ad arrivare ad una legislazione nazionale credo che faremmo un buon servizio per tutti.
Voglio concludere questo mio intervento riassumendo le quattro sfide. Innanzitutto, cambiare la relazione tra il governo, gli enti locali e le regioni, e stabilire quali risorse e quale valore esse assumano nelle politiche territoriali, e sulla base di questo fare politiche nazionali.
In secondo luogo, un adeguato finanziamento al sistema sanitario nazionale. Diversamente, il destino sarà il rischio che molte regioni, oltre alle cinque che già ci sono, vadano in default, come abbiamo dichiarato, all'unanimità, poche settimane fa, e detto al Governo e al Presidente Monti. Ma se ciò succedesse, la Repubblica italiana si troverebbe in una situazione molto difficile sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della corrispondenza ad un valore costituzionale, qual è il diritto alla salute, tema che si pone già in tante parti del territorio nazionale. Sento parlare di altre forme di finanziamento, rispetto alle quali non mi pongo in chiave ideologica, ma rammento che in tutte le esperienze del mondo, dagli Stati Uniti alla Svizzera, dall'Australia all'Inghilterra, in tutte le esperienze del mondo, laddove nel sistema sanitario vi siano due canali, la spesa sanitaria sul prodotto interno lordo incide dal 14 al 18 per cento. In Italia incide per l'8 per cento, peraltro su un Pil calante, che certamente in questi ultimi 15 anni, come ben sappiamo, non è cresciuto. È bene, dunque, che questa discussione si faccia nel merito, al fine di evitare di trovarci in situazioni più complicate.
Riordino istituzionale, nuova programmazione dei fondi strutturali e, infine, la ricostruzione. Credo che ci siano ragioni importanti per fare un lavoro, a mio avviso, molto impegnativo. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, presidente Errani, per la sua relazione.
Ricordo ai colleghi che, ai sensi dell’articolo 19 del Regolamento interno, l’Ufficio di Presidenza, sentita la Conferenza dei Presidenti di gruppo, ha deciso di attribuire ad ogni consigliere un tempo di quindici minuti per intervenire nel dibattito. È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Lombardi. Ne ha facoltà.
LOMBARDI: Grazie, presidente. Volevo rompere il ghiaccio, ma rompo! Presidente, siccome ho anche da dire qualcosa di positivo, vorrei iniziare da ciò che considero carente, da un certo punto di vista, rispetto alla sua disamina.
Oggi discutiamo dell'attuazione del programma di Governo, e su questo lei si è lungamente intrattenuto, ricordando anche, appunto, cose positive; mentre per quanto riguarda la parte del documento di programmazione finanziaria per gli anni futuri, mi sembra che lei si sia limitato a delle petizioni di principio, quando - ed è questo il punto - alcuni temi avrebbero richiesto posizioni più stringenti. Mi riferisco, per esempio, a che cosa intenda fare, nel suo ruolo di Presidente dei presidenti di Regione, in questo rapporto con il Governo, perché mi è sembrato che lei, su alcuni argomenti, avendo pienamente capito la portata dei problemi, dice che si confronterà con il Governo, però, fino ad oggi - poi il Governo cambierà, nella speranza che sia più ricettivo -, mi pare che questi legittimi gridi di dolore delle regioni siano stati disattesi.
Lei poc’anzi citava il fatto - avevo predisposto una scaletta, ma preferisco dirlo subito - che è dimostrato che i risparmi maggiori ottenuti in questi anni sono attribuibili agli enti locali e alle regioni, mentre ben poco ha fatto il Governo centrale, però mi pare che proprio quest'ultimo Governo sia andato esattamente nella direzione opposta, cioè di accentrare la spesa quasi a dire che le regioni non sono capaci di spendere, per non parlare dei comuni, che se tutto viene accentrato a livello statale, si possa governare meglio la spesa. Non è così. In quest'atteggiamento, che, secondo me, avrebbe dovuto essere di difesa sindacale dell'attività delle regioni, non vi è stata troppa verve e, quasi quasi, pur sotto la spinta di esempi non certo edificanti, si è limitato a limitare i danni, mentre si sarebbe potuto tranquillamente sostenere che forse, almeno alcune regioni, almeno dal punto di vista della virtuosità della spesa, possono rivendicare il proprio operato. E siccome noi, ancorché come opposizione, facciamo parte di questa Regione, che riteniamo essere tra quelle più virtuose da questo punto di vista, avremmo difeso con più verve quest'atteggiamento.
La cosa positiva che, invece, le riconosco è stata la ricostruzione della crisi. Ormai è passato un po' di tempo, e lei non si è attardato nel dire di chi è stata la colpa della crisi. Oggi forse siamo un po' più distaccati dagli eventi e ci rendiamo conto di come la crisi sia maturata, e mi è piaciuto molto il suo richiamo alla protezione dagli spread. A tal proposito, visto che siamo nell'attualità, qualcosa va detta, perché il termine che lei ha usato, "protezione dagli spread", mi sembra il termine appropriato. Protezione dagli spread significa esattamente quanto, in certi momenti, magari con troppa enfasi, è stato evidenziato, cioè uno strapotere, per esempio, della Germania, da questo punto di vista. Perché se in un determinato momento le banche tedesche vendono 8 miliardi di BOT italiani, quanto a protezione dagli spread, direi che siamo esattamente dalla parte opposta, perché questo è un Paese dell'Unione Europea che ci mette in difficoltà approfittando del nostro alto debito pubblico, e, mettendoci in difficoltà, guadagna proprio sulla variazione dello spread.
Ecco dunque perché mi è piaciuto questo suo richiamo, proprio perché credo che, nei modi giusti, vada fatto valere quest'atteggiamento: o siamo tutti sulla stessa barca, o siamo tutti per la costruzione di un’Europa delle nazioni e dei popoli, oppure ognuno pensa a fare il furbo, allora qualcuno fa più debiti nella speranza che qualcun altro glieli paghi, o qualcuno specula sui tassi del debito pubblico degli altri.
Con riferimento alla scaletta che lei ha ricordato, per esempio, per quanto riguarda il riordino territoriale ed istituzionale, che fa parte certamente del programma passato ma anche del programma futuro di questa legislatura, penso che la legge che abbiamo messo in campo e approveremo sia opportuna. In tal senso, è opportuno il suo richiamo alle unioni dei comuni. Bisogna che noi si riesca a dimostrare sul territorio che questo è un vantaggio reale, perché credo che ognuno di noi si sia reso conto che, molto spesso, sul territorio quest'architettura istituzionale dell'organizzazione degli enti locali all'interno della Regione non sia perfettamente percepita come utile. Siccome ci è stato spiegato che spesso questa sensazione deriva dal fatto che non viene applicata in pieno la normativa sull’unione dei comuni, ma che si fanno delle unioni finte solo per ottenere i finanziamenti pubblici da parte della Regione, credo che, da questo punto di vista, noi dovremmo prestare particolare attenzione, individuando le unioni che effettivamente mettono in comune funzioni e servizi, ottenendo quindi un risparmio, distinguendole da quelle che fanno finta, quindi mantenendo le varie strutture e producendo esclusivamente dei doppioni.
Il rapporto con l'Europa mi sembra un elemento fondamentale da tener presente, da due punti di vista. In questa Regione stiamo mettendo in piedi o, meglio, praticando una procedura molto importante per quanto riguarda la collaborazione rispetto alla fase ascendente.
Ricordo a tutti che possiamo avere come istituzione il vanto di aver inciso diverse volte sulla posizione ufficiale che il Governo ha tenuto in Europa, proprio su sollecitazioni venute da questa Regione. Proprio per questo dobbiamo vigilare ancora di più e fare tutto il possibile per intervenire nel merito delle politiche europee che poi si trasformano nell’erogazione dei fondi strutturali.
Credo che la Regione - e credo che questo andasse evidenziato con riferimento all'attuazione del programma - nella fase discendente possa fare qualcosa in più. Non mi sembra, infatti, che ci sia altrettanta elasticità e solerzia nell'applicare il diritto europeo alle nostre normative rispetto a quanto riusciamo a fare nella fase ascendente.
Certamente i tagli alla sanità sono stati cospicui, il che mi induce a dire che ci lamentavamo dei governi precedenti, ma che questo Governo, che avrebbe dovuto guardare ai numeri senza inclinazioni politiche, è stato il Governo che ha fatto dei disastri nella sanità. Lei stesso, infatti, nel suo intervento ha detto che l'anno prima il taglio ammontava a circa 300 milioni di euro, siamo a 370…
ERRANI: Era già nella programmazione triennale.
LOMBARDI: Bene, ma questo Governo ci ha abituati a cambiare la Costituzione reale e la Costituzione sostanziale, quindi avrebbe potuto tranquillamente cambiare quello che voleva, invece ha tenuto le cose positive per implementarle.
Per quanto riguarda la sanità, sono d'accordo che essa rappresenti un campo particolare, in cui bisogna distinguere bene fra tagli ai servizi e tagli agli sprechi, perché non tutti i tagli, soprattutto dopo anni ed anni di tagli, arrivano ad essere tagli agli sprechi. Nella sanità, però, dal punto di vista della riorganizzazione, dal punto di vista della gestione scevra da ogni clientela politica, si può fare ancora molto. Certamente bisogna stare attenti perché in questo campo si gioca con la carne della gente, ma mi pare che la possibilità di razionalizzare la spesa, in un comparto come il nostro di oltre 8.000 milioni di euro, ci sia.
A mio avviso, il perseguimento della razionalizzazione e della trasparenza deve rappresentare il filo conduttore per i prossimi anni. Noi abbiamo fatto un'ottima legge, condivisa dall'Assemblea, sulla trasparenza e sulla sburocratizzazione, ma la mia impressione, che ho evidenziato allora e che ribadisco oggi, è che sul territorio non sia percepita. Allora ebbi modo di dire che la burocrazia degli enti è impermeabile, ma non mi riferivo alla nostra burocrazia, perché invece in tal senso è molto disponibile e molto attenta, mi riferivo piuttosto alla burocrazia sparsa sul territorio, nei comuni, nelle province, dove, secondo me, va fatta un'opera di sensibilizzazione, altrimenti queste leggi si scontreranno con un certo modo di operare, e i cittadini non hanno a che fare con noi, che abbiamo fatto una buona legge, ma hanno a che fare col funzionario di un determinato comune, che magari non sa nemmeno che questa legge esiste, e quindi dobbiamo fare di più per renderla percepibile a tutti.
Il Presidente non ha toccato un punto che, secondo me, è fondamentale, quello delle reti telematiche della Regione. In questo campo, spendiamo risorse enormi. Molto è stato fatto, certamente, però, dobbiamo fare ancora di più, perché rappresenta il futuro, soprattutto dal punto di vista della fruibilità su tutto il territorio regionale, e, soprattutto, per quanto riguarda le piattaforme telematiche, in particolare - insisto anche su questo - per quanto riguarda la piattaforma di Intercent-ER, perché non tutta la sanità riesce a passare attraverso questo strumento, ma quella parte della sanità che passa per questo strumento ottiene dei risparmi enormi, il che mi induce a pensare che, se riuscissimo ad implementare questo meccanismo, potremmo trovare facilmente dei risparmi proprio nel campo della sanità, dove bisogna essere particolarmente attenti a quel che si fa.
Anch'io concludo con la questione relativa al terremoto. Secondo me, tutto sommato, su questa vicenda la Regione ha dato buona prova di sé, e quando dico la Regione mi riferisco anche a questa Assemblea perché siamo riusciti a mantenere un'unità di intenti nei momenti più difficili.
Condivido le preoccupazioni rispetto all'attenzione alle degenerazioni che la gestione di moli importanti di denaro può portare, tuttavia, dobbiamo dimostrare di essere capaci di distinguere la paglia dalla crusca, nel senso che ci sono procedure che richiedono un'attenzione del tutto particolare, e i cittadini e le imprese coinvolte purtroppo devono accettare questo stato di cose, ma ci sono procedure che possono facilmente essere messe in campo perché magari non hanno alle spalle quei rischi che invece in alcuni casi ci sono.
Ebbene, noi dovremmo avere la possibilità di indicare degli esempi in cui delle cose viaggiano in maniera molto spedita, e giustificare invece quelle che hanno la necessità di un maggiore approfondimento, perché anche qui, oltre ad essere bravi e a pensare di essere tali, bisogna avere anche il consenso degli utenti finali, i quali spesso non hanno la sensazione che tutto quanto noi diciamo in quest’Aula funzioni in quel modo. Le difficoltà, soprattutto in un evento come questo, sono delle montagne, però, proprio perché noi spesso ci vantiamo del fatto che la nostra è un'istituzione in qualche modo all'avanguardia, dobbiamo essere capaci di dare rassicurazioni da questo punto di vista ai nostri cittadini. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Lombardi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Sconciaforni. Ne ha facoltà.
SCONCIAFORNI: Grazie, presidente. È ovviamente inevitabile che la discussione odierna si intrecci con quella che faremo domani sul bilancio. Io stesso, proprio per evitare di fare dei doppioni, oggi tralascerò alcuni punti, soprattutto quelli più specifici rispetto alle iniziative e agli interventi che farà la nostra Regione nel 2013.
Pertanto, oggi mi vorrei limitare a ragionare su alcune delle considerazioni fatte dal Presidente Errani rispetto alla situazione politica, economica e sociale del nostro Paese, e quindi della nostra Regione. Devo essere sincero, come preludio, non ho alcun problema a riconoscere - ovviamente, altrimenti non sarei in questa maggioranza - il lavoro importante e positivo, e gli sforzi importanti e positivi, in una serie di casi anche riusciti, che quest’Amministrazione, questa Giunta, questa maggioranza hanno messo in campo per cercare, con le risorse date, di rispondere nella maniera più efficace ed equa alla grave crisi economica e sociale che stiamo vivendo.
Fatta salva questa premessa, per me doverosa, ma sulla quale entrerò più nel dettaglio in occasione della discussione che faremo domani sui vari provvedimenti che ci apprestiamo a varare per quanto riguarda il 2013, mi vorrei soffermare su un paio di ragionamenti, stimolato da alcune riflessioni svolte dal Presidente, che io ritengo estremamente importanti e positive, con riferimento all'opera che sta portando avanti e che ha portato avanti, almeno finora, questo Governo, perché è evidente che quando parliamo delle iniziative che mettiamo in campo come Regione Emilia-Romagna non possiamo non intrecciare la politica nazionale di questo Governo.
In tal senso, tre espressioni mi hanno colpito. La prima: noi ragionando dei nostri tagli, dei tagli della nostra Regione, che la nostra Regione subirà, i famosi 370 milioni di euro, di cui circa 260 milioni sulla sanità, e questo vale per la nostra Regione come per le altre, ormai non ci troviamo più di fronte a tagli di sprechi, ci troviamo di fronte a tagli lineari, che con la lotta e il ridimensionamento degli sprechi non hanno più niente a che vedere. Questa è la considerazione fatta dal Presidente in merito alle politiche che sta portando avanti questo Governo, che mi vede totalmente d'accordo.
L'altra, la seconda, è che questo Governo non sta facendo politiche industriali, e che quelle poche politiche industriali che si stanno facendo sono ad opera di quelle regioni che, almeno si sforzano, non solo di mettere in campo progetti ma anche soldi per portare avanti queste politiche. Ed è anche questo un ragionamento assolutamente vero. Ma d'altronde - peraltro è da tempo che il Presidente lo dice, quindi non è il suo caso - non ci vuole neanche un grande sforzo per verificare questa circostanza, dal momento che questo Governo ha dichiarato che le politiche industriali sono competenza delle parti sociali. Questo Governo, cioè, se ne è bellamente lavato le mani rispetto ad una seria politica industriale del nostro Paese.
A pochi chilometri da noi, la Francia di Hollande, rispetto ad una dichiarazione di crisi verticale di una famosa casa automobilistica francese, è intervenuta, ha chiamato le parti ad un confronto, ha messo in campo una serie di interventi, di incentivi e disincentivi, rispetto alle politiche di produzione legate alla mobilità. Contemporaneamente, il Governo Monti, a fronte ad un caso simile, ad una vertenza simile, quella della Fiat, ha tranquillamente dichiarato che non è compito del governo fare politiche industriali, che invece spetterebbero alle parti sociali. Io non ricordo mai un governo della Repubblica italiana il cui presidente del consiglio si sia espresso in questi termini. Credo che questa sia un'anomalia assoluta. Tuttavia, evidentemente, fra queste due situazioni, ossia che questo Governo ormai non fa più - per me non le ha mai fatte, per qualcuno prima li faceva, adesso vi è una comunanza di giudizio - tagli agli sprechi, ma tagli lineari e basta, ed il fatto che questo Governo non faccia politiche industriali vi è un collegamento.
Ma la considerazione più importante, che evidentemente mi vede d'accordo, è quella laddove si dice che non possiamo più continuare in questo modo. Io credo che già questa considerazione riassuma lo stato delle cose: non si può più continuare ad andare avanti in questo modo, perché se è vero che fino ad oggi, ed oggi significa anche rispetto al bilancio preventivo che andremo ad approvare domani, la Regione ha fatto uno sforzo, sebbene non totalmente compiuto nei suoi fini, perché ovviamente quando vengono tagliate, e per l'ennesima volta, risorse a questo livello, è chiaro che non si riesce più ad ottenere l'obiettivo di mantenere inalterato il sistema, ma, se è vero che fino ad oggi, bene o male, la Regione, anche mettendo in campo risorse e politiche proprie, ha cercato di arginare questa politica di tagli drastici, io credo che - non solo io, ma evidentemente anche il mio Presidente - se le cose continueranno ad andare avanti in questo modo, salterà il sistema così come l'abbiamo conosciuto. Penso che ormai questo sia lampante. Se vanno avanti le politiche, anche per il prossimo anno, fino ad oggi portate avanti, il sistema - e quando parlo di sistema intendo prima di tutto il sistema sociale, di servizi pubblici, ma anche, a questo punto, produttivo - non sarà più così come noi fino ad oggi l’abbiamo conosciuto, e quindi è del tutto evidente che serve una svolta.
Questa considerazione è ovvia anche solo guardando alcuni dati, il più importante dei quali - e mi preme sottolinearlo - è che non dobbiamo mai dimenticare che, fino ad oggi, ciò che il Governo nazionale ha detto di voler fare era una politica di cosiddetta austerity, questo il nome che tanto va in voga, col quale è stata coniata, riassumendola, la politica di questo Governo, per diminuire un debito pubblico ritenuto eccessivo, ritenuto strabordante, ritenuto incompatibile con il mantenimento del sistema. Ebbene, dopo un anno di politiche del Governo Monti (è notizia di tre giorni fa), il debito pubblico ha sfondato il tetto dei 2000 miliardi, raggiungendo un record mai raggiunto nella storia della Repubblica italiana. Già semplicemente questo dato testimonia un fallimento totale. Ma questo è il dato più eclatante. Dopodiché, ed il Presidente Errani ha fatto altre considerazioni, vi è la ricaduta sociale. Perché parlando in termini di numeri, in maniera asettica, se non si vanno a guardare bene le cose, si rischia veramente di essere molto generici ed astratti. Avere 2000 miliardi di debito può voler dire tante cose, perché penso sempre che 2000 miliardi corrispondono a circa il 127 per cento del rapporto debito/Pil, ma può anche non voler dire molto pensando al debito, per esempio, del Giappone. Il Giappone ha un debito pubblico molto più alto, sia in termini assoluti sia in termini percentuali, rispetto a quello italiano, eppure in Giappone non c'è il Monti di turno che applica le politiche di austerity, come vengono definite, che vengono applicate in Italia. Pertanto, per capire qual è stata la ricaduta concreta delle politiche messe in atto dal Governo Monti, per me non è sufficiente dire semplicemente che abbiamo sfondato 2000 miliardi di debito, mai raggiunto dalla Repubblica italiana. Sono importanti altri dati che fanno capire bene, almeno dal mio punto di vista, quali sono state le conseguenze e l'essenza delle politiche del Governo Monti, sono i dati riguardanti la disoccupazione, che ormai ha ampiamente superato l'11 per cento; sono i dati che riguardano la disoccupazione giovanile, la disoccupazione dei giovani fino a 24 anni, che ormai sfiora il 40 per cento, record europeo; sono i dati che riguardano la precarietà, con 3 milioni di precari. In Italia ormai nessuno viene assunto con un contratto a tempo indeterminato, ma solo con contratti precari, che ovviamente non consentono non solo di arrivare alla fine del mese ma neanche di poter programmare la propria vita.
Ebbene, sono questi gli elementi che ci dicono chiaramente di che cosa stiamo parlando quando parliamo delle politiche del Governo Monti, che hanno fatto scontenti tutti tranne, perché se avessero fatti scontenti proprio tutti, si sarebbe potuto dire che almeno è stato un governo equo, ma non è così, questo governo ha fatto arrabbiare determinati soggetti, con i dati che ricordavo a testimoniarlo più di tante parole, ma sicuramente non ha fatto arrabbiare le banche, che sono state ampiamente rifinanziate in tutti i loro debiti, da ultimo il Monte dei Paschi di Siena, non ha fatto arrabbiare le grandi finanziarie, non ha fatto arrabbiare gli investitori istituzionali di tutt’Europa e del mondo, che vedono tranquillamente riscosso il loro cedolino in termini di interessi sul debito pubblico. Tutti questi soggetti non sono stati minimamente toccati. Non ha fatto arrabbiare i ricchi di questo Paese, visto che due giorni fa l'Istat ci ha informati che il 20 per cento della popolazione italiana ricca detiene circa il 50 per cento del reddito del Paese, e questi soggetti non sono stati, nei fatti, mai toccati dalle manovre del Governo Monti.
Il Governo Monti, quindi, ha fallito da tutti i punti di vista, rispetto alle finalità che si era dato, cioè la riduzione del debito, e che, inoltre, ha perseguito una politica assolutamente iniqua, che ha colpito solo i soliti noti, cioè i più deboli.
Tale situazione ha una ricaduta nella nostra Regione, ne parleremo domani più specificatamente parlando dei tagli, ché di questo dovremo ragionare domani, dei tagli che il Governo ci ha appioppato e di come la Regione ha cercato di affrontarli nel migliore dei modi, ma queste ricadute saranno sempre maggiori nei prossimi anni, perché questo Governo ha fatto delle programmazioni pluriennali, e quindi i tagli, per esempio, al sistema sanitario andranno avanti, non si fermeranno nel 2013, ben più pesanti saranno quelli del 2014, così come andranno avanti i licenziamenti dei tanti lavoratori precari con contratti in scadenza, anche nella Pubblica Amministrazione.
Le mele avvelenate, i frutti avvelenati che questo Governo ha disseminato ce li ritroveremo anche dopo la sua (non mai troppo tardi) caduta.
È per questo - ed io condivido - che è importante cambiare passo, cambiare direzione di marcia. Bisogna cambiare direzione di marcia, altrimenti la discussione che faremo l'anno prossimo, anche nella Regione Emilia-Romagna, sarà molto più drammatica di quella che dovremo affrontare oggi, con la differenza che, probabilmente, il Governo col quale ce la dovremo prendere, magari il sottoscritto non avrà problemi a farlo nello stesso modo, per qualcun altro forse sarà un po' più difficile, appunto se non ci saranno i cambiamenti che si renderanno necessari, ma questa è una discussione politica che oggi chiudo, che magari domani riprenderò per altri versi. Ma le considerazioni che mi premeva fare oggi si limitano a queste. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Sconciaforni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Caro presidente, ho ascoltato con interesse il lungo discorso e prendo atto delle intenzioni dichiarate: cambiare la relazione tra governo ed enti locali, adeguamento del sistema sanitario, riordino istituzionale, rinegoziazione dei fondi strutturali e ricostruzione.
Sul primo punto devo dire che l'aspetta un grande lavoro, poiché lo Stato centrale ed il Governo Monti, finora sorretto da voi, l’hanno fatta da padroni ed hanno calpestato e cancellato quelle autonomie che le regioni si erano conquistate dalla Costituzione ad oggi. Mi pare che il centro-sinistra abbia lasciato fare senza grande opposizione, e le difficoltà di oggi sono anche la conseguenza di una resistenza mancata a livello dei tavoli romani, e non si è portato a casa abbastanza, anzi direi poco.
Sull'adeguamento del sistema sanitario, non regge quanto si sta facendo. La spesa sanitaria non solo è inadeguata, ma va completamente ripensata, ricalcolata a favore delle regioni più responsabili, che fanno quadrare i conti. Non possiamo continuare a pagare le inefficienze e gli sprechi delle regioni del sud, e non vado tanto in giù, mi fermo solo al Lazio, che è un esempio in tal senso.
Sul riordino istituzionale non mi intratterrò poiché sarà oggetto di un progetto di legge da discutere e su cui abbiamo perplessità che approfondiremo in un secondo momento.
Per quanto riguarda la rinegoziazione dei fondi strutturali, ci aspettiamo molto, anche perché gran parte delle tasse che stanno ammazzando gli italiani vanno in Europa, e sarebbe il colmo non riuscire a riportare a casa somme importanti per rilanciare il Paese.
Per ultimo lei ha fatto riferimento alla ricostruzione. Su quest'ultimo punto, che è quello che mi sta più a cuore, dico che fin da piccolo mi hanno insegnato a giudicare l'albero dai frutti e non dalle parole. Sulla base della realtà di quello che vedo e ascolto in questa Regione, e leggendo le tante contraddizioni scritte nel documento che stiamo valutando, mi sono fatto un'idea ben precisa, che è questa. Credo che nel suo ruolo di Commissario straordinario per la ricostruzione e di Presidente della Regione non abbia avuto coraggio sufficiente per contrastare questo Governo, affamato di soldi, che non ha riconosciuto all'Emilia, in termini di aiuti e di esoneri contributivi, tutto quello che si sarebbe potuto. Presidente, ha dimostrato sì un certo impegno, che senz'altro le va riconosciuto, tuttavia, credo che la sua azione di richiesta nei confronti del Governo Monti sia stata tiepida e accondiscendente. Visto che lei era in corsa, all'evidenza dei fatti, mi permetto di dire che si è fermato prima del traguardo, non ha preteso dal Governo Monti le esenzioni e gli aiuti che invece sarebbero stati dovuti e necessari per questa nostra Regione e per la crisi economica generale nel suo complesso. Tali aiuti avrebbero rilanciato esportazione, produttività, occupazione necessaria per la ripresa del Paese. Di fronte ai disastri naturali e ai terremoti che nella nostra storia hanno colpito l'Italia, Presidente, ha permesso che gli emiliani fossero trattati come cittadini di serie B, e questo non posso perdonarlo.
Non trovo altrimenti giustificazione logica del DPEF in cui criticate le perduranti incertezze economiche, criticate le manovre economiche del Governo che hanno effetti pesanti sulla programmazione regionale ed effetti negativi evidenti sul quadro economico, arrivate persino a sostenere che il rigore conduca via via alla recessione, accrescendo pesantemente la disoccupazione. Eppure avete sempre sostenuto il Governo Monti. Non c'è un solo aspetto di questo documento che sappia di sincerità e che obiettivamente ponga basi credibili per una positiva programmazione delle politiche regionali da qui al 2015.
La Regione Emilia-Romagna, da anni, sta perdendo il proprio smalto sotto molteplici aspetti e ancora, anziché cambiare rotta e individuare nuove strategie percorribili, ci si limita a difendere il proprio operato, senza alcun senso di autocritica, e a difendere il Governo che in questi due anni ha fatto i danni che sono sotto gli occhi di tutti, salvo poi criticarlo fuori dai microfoni ufficiali, quando si è nelle riunioni di fronte ai cittadini che si lamentano per le difficoltà inaffrontabili.
Scrivete che l'emergenza del sisma è stata affrontata con grande prova di efficienza. Direi invece che sotto gli occhi di tutti c'è un dato evidente, lo ripeto: il terremoto in Emilia-Romagna è stato ad oggi l'unico terremoto italiano considerato di serie B.
All'evidenza dei fatti, siamo convinti che non è stato fatto tutto quanto avrebbe potuto farsi e che non è stato chiesto quanto si sarebbe dovuto chiedere. I lutti, i danni, il disastro economico che ha provocato sono ancora lì a dimostrarci che la tanto decantata efficienza di questo governo regionale lascia invece a desiderare. Ci sono ancora persone senza casa, altre che dormono in albergo ed altre in roulottes. Ci sono aziende che non hanno ripreso l'attività, lavoratori che hanno perso il lavoro e altri a cui è stata praticamente saccheggiata la busta paga, dato che lo Stato, insaziabile di tasse, ha presentato ai lavoratori nel mese di dicembre il conto salato delle tasse prorogate con il decreto n. 74.
Abbiamo più volte chiesto, come Lega Nord, attraverso risoluzioni ed un progetto di legge di esonerare quelle zone dal pagamento di imposte e tasse affinché potessero davvero ripartire produttività, economia e benessere. Abbiamo più volte chiesto, come Lega Nord, di esonerarle o rinviarle per anni, due o tre, come fu concesso ad altre zone, e sapete bene di chi sto parlando. Abbiamo più volte chiesto, come Lega Nord, che questa Regione si facesse promotrice di riportare in Emilia gli aiuti necessari, di ripristinare condizioni e premialità affinché non succeda che imprese eccellenti nei distretti industriali modenesi decidano di andarsene altrove delocalizzando la produzione. Non c'è stato nulla da fare. Voi della Giunta, Presidente, avete preferito una linea dimessa e compiacente al Governo Monti, che con una mano ha elemosinato all'Emilia e con l'altra mano ha preteso senza sconti tutte le imposte dovute.
La nostra Emilia è senz'altro ritenuta più industriosa e più ricca dell'Irpinia, a cui ancora stanno andando cospicui finanziamenti da anni, ricordo il vergognoso ulteriore finanziamento di 50 milioni di euro finanziati appena 14 giorni dopo il sisma dei nostri comuni, che si aggiungono ai 63 miliardi ottenuti in questi trent'anni.
Il documento di programmazione finanziaria preoccupa molto anche per quanto riguarda la superficialità con cui si intende affrontare una riforma di riordino territoriale, nella confusione totale causata dal Governo Monti su province e città metropolitane. Prendiamo atto che la Regione intende aggiungerne altra con il progetto di legge che discuteremo in Aula.
Infine, i dati sui redditi, sui tassi di povertà, sull'invecchiamento demografico, sull'immigrazione sono altrettanto allarmanti. La Regione Emilia-Romagna non è più un’isola felice, è più povera del Veneto e della Lombardia, registra un progressivo e preoccupante calo di occupazione. Gli obiettivi della strategia Europa, seppure più vicini rispetto alle altre regioni, sono ancora ben lontani dall'essere raggiunti. Sto pensando ad occupazioni, investimenti in ricerca e innovazione, riduzione delle emissioni di gas serra, riduzione degli abbandoni scolastici.
Tornando ai frutti da valutare per poter giudicare l'albero, diventa difficile se non impossibile esprimere un giudizio positivo sul documento che evidenzia un trend negativo, senza cogliere alcuna forma di autocritica e senza fornire alcun elemento di futura programmazione utile a migliorare la situazione. Concludo ritenendo che questo documento di programmazione e l'attività politica di questa Giunta non saranno tanto utili né alle zone colpite dal terremoto né agli emiliano-romagnoli, sempre più poveri, più vecchi, più disoccupati, in via di estinzione di fronte alla massiccia immigrazione.
Tenuto conto che il PD, in questi mesi, non ha mai fatto mancare il proprio appoggio al Governo Monti, con il risultato di aumentare il debito pubblico, giunto ormai a livelli fuori controllo, aumentare la disoccupazione, aumentare l'inflazione, cioè peggiorando tutti i parametri economici fondamentali, mi auguro che, se il PD dovesse andare al governo, non voglia seguire la stessa strada. Non vorremmo che quest’atteggiamento di sudditanza nei confronti del Governo Monti fosse dettato dalle logiche romane, soprattutto se questo comporta sacrifici per i terremotati. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Alcune brevi considerazioni, perché poi tratteremo successivamente gli aspetti più particolari del documento e del bilancio. Alcune note rispetto a quanto ha detto il Presidente in quest'Aula, che noi apprezziamo e condividiamo fino in fondo, sia per quanto riguarda il quadro nazionale che il Presidente ha descritto, sia per quanto riguarda gli interventi e gli sforzi che questa Regione ha messo in campo sia sul terremoto ma più complessivamente sul sistema economico e finanziario del bilancio regionale e delle iniziative ad esso collegate.
Vorrei anche esprimere alcune parole con riferimento agli interventi che ho sentito in Aula poc'anzi, sottoscrivendo senza remore quanto dichiarato dal collega Sconciaforni rispetto alla politica di questo Governo che ha penalizzato, e penalizzerà sempre di più, l'economia e il nostro Paese.
Mi ricollego anche all'albero citato poc’anzi dal collega Manfredini perché, a mio parere, l'albero al quale è attaccato il ramo del Governo Monti è lo stesso albero su cui sono cresciuti i precedenti governi Berlusconi. Mi sorprende un po’ che alcune forze politiche vedano Monti come un marziano calato dall'alto e messo lì ad attuare una politica nuova. Non è così. Noi riteniamo che Monti abbia attuato la continuità della politica dei governi Berlusconi.
Pertanto, che oggi in quest'Aula si venga a criticare l'operato e l'azione del governo di questa Regione, in un quadro complessivo in cui le regioni - diciamolo con franchezza - oggi più che mai sono soggette - ma non solo le regioni, anche gli enti locali e le istituzioni decentrate in genere - ad un attacco pesante da parte del Governo e del Parlamento centrale (includo anche il Parlamento in questa mia critica), che lede e taglia sempre di più le autonomie degli enti decentrati, in questo quadro si aggiunge, a torto o ragione, una campagna mediatica contraria alle autonomie. In questa Regione abbiamo attuato da tempo, non da oggi, interventi correttivi rispetto al quadro di sprechi e mal governo che purtroppo è emerso in altre regioni, da cui però, sono certo, questa Regione sia molto lontana. In questa situazione in cui le regioni vengono vendute come immagine negativa per occultare invece uno spreco e una cattiva spesa che, a mio avviso, interessa più che altro da un lato il Governo e dall’altro lato il Parlamento, mi fa piacere che in questa Regione governiamo consapevoli di un ruolo e di una responsabilità molto diverse. Questa Regione ha sopperito da tempo, come altre regioni, ma meglio di altre, a questo continuo attacco e a questi continui tagli sempre applicati in modo lineare e sempre penalizzanti i settori dell’economia, della sanità, dell’assistenza e del sociale, quindi tutti i cittadini. Da queste pratiche di attuazione del Governo centrale si sono salvati solo gli evasori fiscali, cosa che in Emilia-Romagna non è successa o almeno non con la stessa intensità, tant’è vero che apprezziamo il rifiuto ai tagli lineari del bilancio della Regione, il rifiuto all’aumento delle imposte e il risultato della lotta all’evasione fiscale che si è fatta in questa Regione.
Stiamo sopperendo, per l’ennesima volta, a una politica che è contro le Autonomie e contro le Regioni. Stiamo dimostrando, ancora una volta, che è possibile fare forme di buon Governo ed entreremo nel merito, per gli interventi successivi, su quello che questo bilancio può ancora permettere di fare delle scelte per una migliore gestione. Non voglio dire risparmiare per fare ulteriore tagli ma bisogna migliorare la gestione per recuperare risorse all’interno di questo bilancio fortemente penalizzato per ottimizzare dei servizi, per trovare maggiori risorse da allocare da un lato piuttosto che dall’altro, però dobbiamo essere capaci, ancora una volta, di dimostrare, di essere più responsabili in questa Regione rispetto a quella politica sbagliata che viene attuata a livello centrale. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. La crisi economica mondiale, le manovre speculative sui mercati finanziari internazionali e le debolezze e le omissioni nel definire un quadro di governance politica europea, scelte politiche sbagliate dei governi nazionali che si sono fin qui succeduti, hanno messo a dura prova il sistema economico sociale italiano, cosa che è davanti agli occhi di tutti.
Tuttavia, in Emilia-Romagna, ovviamente non esente dal risentire di questo quadro economico e sociale internazionale, abbiamo ancora indicatori tendenziali migliori. Non sono i meri dati degli osservatori, pur autorevoli, messi in campo come strumento della Regione Emilia-Romagna, ma sono dati che ci vengono ovviamente sottolineati dal sistema esterno e non istituzionale, quindi dalle corporazioni e dagli stakeholder - come vengono definiti normalmente dalla politica -, per cui vi sono indicatori tendenziali migliori che sono in campo grazie alle scelte positive del sistema istituzionale regionale e territoriale.
Ringrazio il Presidente Errani, che nel suo intervento non ha tenuto nascoste le questioni, anzi ha sottolineato con forza la gravità della situazione economica e della situazione sociale che richiede anche nella realtà dell’Emilia-Romagna un rafforzamento - lo diceva il collega Sconciaforni - delle politiche dell’occupazione, dello sviluppo, della qualità ed equità sociale e della qualificazione territoriale e ambientale.
Nelle parole che in quest’Aula ha pronunciato prima il Presidente Errani ci sono tutto l’affetto, il sentimento e l’identità dell’Emilia-Romagna, ossia la capacità di essere sistema. Adesso il consigliere Manfredini è uscito dall’Aula e quindi faccio fatica a rispondere a un collega che non c’è, ma le parole adoperate dal collega Manfredini per definire il quadro della questione, ahinoi, drammatica del territorio, mi impongono, senza voler assolutamente polemizzare o speculare su una questione così importante come quella del terremoto, la riflessione che forse io e il collega Manfredini frequentiamo territori che non sono nella stessa regione. Attraversando i territori colpiti dal sisma, insieme ad altri colleghi del mio gruppo, ho riscontrato difficoltà, gravi emergenze, peraltro tutte sottolineate e contenute nell’intervento del Presidente Errani, ma ho riscontrato anche capacità di risposta, competenza e quello spirito di abnegazione e solidarietà di vicinanza che questa terra è in grado di esprimere. Non mi riferisco solo ai volontari ma anche a tutti quei dipendenti pubblici, comunali e non, che hanno mantenuto alta la guardia 24 ore su 24 per giorni interi senza abbandonare la loro postazione di lavoro e cercando di fornire risposte adeguate a chi ovviamente aveva bisogno, ma essendo loro stessi cittadini di quella terra colpita da quell’intensità e da quella gravità dell’evento sismico.
Ovviamente anche io voglio occupare poco spazio perché domani ci sarà una ripetizione degli interventi, ovviamente collegata al dibattito sul DPEF (Piano di bilancio pluriennale) e voglio però sottolineare le priorità per le quali il gruppo del Partito Democratico è impegnato a dare pieno sostegno al Presidente Errani e alla sua Giunta fino alla fine della legislatura perché stiamo parlando di questioni che interesseranno l’agenda politica da qui fino al 2015 e anche oltre. Traguarderanno questa legislatura e quindi siamo tutti impegnati ai nostri posti di lavoro per dare sostegno sulle priorità a garanzia della qualità degli standard, dei servizi, della persona, delle politiche socio-sanitarie, delle politiche di assistenza ai più deboli e più esposti, per consolidare interventi sullo stato sociale al fine di tutelare il potere di acquisto dei salari, delle pensioni e dei redditi già duramente provati da una spirale di inflazione pesantissima.
Mi ha fatto un po’ sorridere ieri sera vedere nei Tg il Presidente del Consiglio Monti che parlando del futuro impegno del futuro Governo, ovviamente non suo ma in auspicio a quello che il futuro Governo dovrà intraprendere, ha indicato come primo punto dell’agenda politica il rilancio. A me francamente pareva di aver capito che fosse il secondo punto, cioè il "piano B" del suo Governo e questo mi ha fatto un po’ sorridere e al tempo stesso anche un po’ deprimere perché l’arte del passare il cerino acceso nelle mani di quello a fianco è un’arte tutta italiana che è anche, l’abbiamo appreso ieri, nel DNA dei Governi tecnici o sedicenti tali.
Ripeto ancora una volta che bisogna ribadire in maniera forte l’impegno per la formazione professionale, l’importanza della scuola, dello studio e del sistema formativo e l’impegno messo nei progetti innovativi che la Giunta sta mettendo in campo. Per favorire queste azioni è necessario proseguire con un’opera di razionalizzazione vera del contenimento dei costi. In questo caso ovviamente non mi riferisco solo ai costi della politica, sui quali stiamo lavorando e sui quali quest’Aula ha fatto delle importanti operazioni sia dal punto di vista quantitativo sia dal punto di vista qualitativo del metodo di lavoro che è stato perseguito insieme e non nella logica destra - sinistra o nella logica maggioranza - opposizione ma nella logica del "noi", noi Consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna. Di questo non posso essere grato e ringraziare tutte le colleghe e tutti i colleghi.
Per ultimo, ma non da ultimo, penso che nell’opera di razionalizzazione che stiamo perseguendo ci sia anche la promozione delle forme associative degli Enti locali. Mi riferisco alle unioni comunali e soprattutto alle fusioni dei Comuni. In questo senso dobbiamo chiarirci bene e dobbiamo essere in grado di chiarire bene ai cittadini, non solo nel dibattito tra noi amministratori, a quale rischio sono esposti per quello che riguarda la salvaguardia e la tutela degli standard di qualità dei servizi, e quindi degli standard di qualità della vita, che nei nostri territori sono ovviamente ritenuti come dati e fatti acquisiti.
Per questa ragione bisogna dire ai cittadini con chiarezza che non sono diritti acquisiti perché in assenza di finanziamenti e di euro vanno a rischio di penalizzazione anche quei servizi alla persona che fino a ieri hanno contraddistinto la buona amministrazione e la buona qualità della vita della nostra terra. Non è il momento del piccolo e bello ma è il momento di un confronto fra territori che si uniscono e si allargano per mantenere il livello di competitività necessario ad assicurare risposte concrete a domande concrete dei cittadini. Non può essere solo una mera burocratica e politicistica discussione tra amministratori ma bisogna avere la forza di andare nei territori, in mezzo alla strada, e spiegare alla gente quali sono le opportunità e quali sono i rischi. Noi, come Partito Democratico, lo vogliamo fare e lo vogliamo fare appoggiando pienamente e convintamente il lavoro del Presidente Errani e della Giunta che ringraziamo e sosteniamo. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: Grazie, presidente. Naturalmente c’è un po’ di ritualità, forse anche necessaria, in questi nostri interventi. Non riuscirò del tutto a sottrarmi a questa ritualità, però alcune cose le vorrei dire anche al di fuori delle posizioni che possono essere considerate abbastanza scontate. Io mi ritrovo nel bilancio politico che ci ha presentato il Presidente Errani e nelle scelte che ci vengono prospettate per salvaguardare quelle che anche io continuo a considerare delle esperienze eccellenti in molti settori fondamentali della nostra attività e soprattutto della vita dei cittadini. Mi sento ancora orgoglioso del sistema sanitario di questa Regione, anche se comincio a sentire molte difficoltà parlando con chi tutti i giorni ne usufruisce. È chiaro che far fronte a 200 milioni di tagli è un’impresa non so fino a che punto alla nostra portata, però è giusto provarci anche perché siamo costretti a farlo. Per quanto riguarda il tema del lavoro, io credo che abbiamo realizzato esperienze importanti. Io sono impegnato, non come SEL ma come Gian Guido Naldi, a livello personale da alcuni anni in un’esperienza che si è realizzata, cioè la costruzione di un’azienda meccanica nelle carceri della "Dozza" per dare la possibilità a dei detenuti di imparare a lavorare e quindi per dargli la possibilità, una volta usciti dal carcere, di avere una chance in più per poter evitare di ricadere negli errori fatti in precedenza.
Io la considero una straordinaria esperienza umana, anche perché abbiamo potuto verificare la disponibilità di volontari e persone in pensione che vanno lì a insegnare ai detenuti un lavoro, ma la considero anche un’esperienza possibile in particolar modo nella nostra regione, dove il lavoro è sempre stato considerato un qualcosa in più di una semplice costrizione per poter vivere, cioè un valore di socialità, e in questo abbiamo ritrovato anche le tre maggiori imprese di Bologna. Credo che siano esperienze che dimostrano, anche grazie al sostegno che le amministrazioni hanno dato, quanto in questa regione sia ancora vitale il discorso del lavoro, nonostante negli ultimi anni si fosse persa molta della cognizione della sua importanza. Il fatto che noi mettiamo al centro delle nostre politiche, con le risorse che abbiamo, il tema della formazione, per me è un aspetto determinante perché diamo gli strumenti, ai giovani e non, per poter avere una chance in più.
Lo stesso potrebbe valere per tutti gli aspetti del sostegno sociale, che sono assolutamente determinanti in questa fase di crisi. Su questi punti esprimo una piena adesione ma ho qualche riserva - esco un po’ dalla ritualità - per quanto riguarda il tema della tutela del territorio e della concezione dello sviluppo. Sappiamo tutti cosa è stato fatto per responsabilità complessive, anche culturali, di questo Paese e di questa Regione in termini di consumo del suolo, e non solo, ma questo dipende anche da una perdurante concezione vecchia dello sviluppo. Penso che noi non possiamo riprendere la discussione sul PRIT facendo finta che siamo ancora prima della crisi e che in questo Paese le priorità sono ancora le strade e le autostrade perché questo è figlio della vecchia concezione dello sviluppo.
Noi abbiamo un territorio particolarmente fragile e dire che il terremoto è causato dalla fragilità del territorio naturalmente sarebbe una cosa non giusta, però il terremoto ha evidenziato alcune fragilità. Detto questo, credo che in questa situazione così drammatica si è dimostrata una capacità straordinaria di reazione dei cittadini e delle loro comunità, delle amministrazioni e delle istituzioni di fare società e di fare comunità, come viene più volte ricordato dal presidente Errani. In questo senso penso che dovremmo rendere merito e onore alla straordinaria capacità che in questo frangente, anche grazie alla sua esperienza, ha dimostrato il presidente Errani, perché bisogna avere anche le capacità per tirarsi fuori da situazioni così difficili.
Al consigliere Manfredini, che probabilmente nell’’80, quando è successo il terremoto dell’Irpinia, militava nello stesso partito nel quale militavo io, vorrei ricordare intanto che dopo una settimana Pertini andò in quei luoghi denunciando in maniera durissima l’incapacità di reazione da parte delle istituzioni al dramma che si era creato perché l’incapacità di prestare soccorsi fu uno scandalo. Consigliere Manfredini, parlando da ex compagni, non si può prendere ad esempio l’Irpinia e dire che bisognerebbe fare come si è fatto in quel caso, perché non siamo più ai tempi della Democrazia Cristiana e dell’Irpinia e delle risorse facili che si potevano dare forse anche per rifare la seconda, la terza e la quarta casa. Ora siamo in un contesto diverso e di questo bisogna tener conto perché se andiamo in giro a raccontare delle cose non vere non facciamo l’interesse dei cittadini che sono coinvolti e che vivono una situazione naturalmente molto difficile.
Detto questo, riprendo il tema generale. Penso che questa nostra esperienza pluridecennale, riconosciuta da tutti come positiva o relativamente positiva rispetto al contesto del Paese nel quale viviamo, di fronte alla gravità di questa crisi, cominci a evidenziare una serie di rischi, pericoli e difficoltà, ma credo che di questo siamo tutti molto consapevoli.
Riguardo alla situazione nella quale ci troviamo - ne abbiamo parlato e anche io ne ho parlato tante volte in questa sede - Berlusconi e il suo Governo hanno nascosto la verità della situazione reale finché ha potuto, cioè fino al collasso della finanza e soprattutto della sua credibilità. In una circostanza economica e politica eccezionale Monti dice di se stesso - secondo me non ha sempre questo grande stile perché tende a compiacersi di quello che avrebbe fatto - che molti riconoscono che ci ha detto finalmente la verità, cioè che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e che ci ha salvato dalla situazione greca. Penso che Monti ci abbia detto più verità di quante non ce ne venivano dette prima, però non penso che Monti ci abbia detto la verità. Per esempio, quando Monti è andato avanti per otto - nove mesi a sostenere il diritto all’articolo 18 di un operaio che guadagna 1.200 euro al mese, faccio un esempio, che comprometteva il futuro dei giovani, ci ha raccontato delle bugie colossali, che sono il frutto della sua concezione piuttosto conservatrice di come dovrebbe andare il mondo. Penso che da questo punto di vista sia stato un atto di chiarezza politica il fatto che Monti abbia partecipato al Congresso del Partito popolare europeo, dove si è ritrovato con un pensiero coerentemente conservatore. Questa è la realtà.
Se vogliamo considerare questo anno come un passaggio necessariamente duro ed eccezionale nella sua drammaticità penso che questo possiamo tutti quanti approcciarlo in maniera abbastanza laica. Non voglio enfatizzare alcuni passaggi, come il pareggio di bilancio, sui quali si possono fare discussioni teoriche enormi perché il debito italiano è una zavorra pesantissima e 160 miliardi all’anno di evasione fiscale ci dicono che sarebbe possibile ridurre il debito di questo Paese con delle scelte di equità.
Il problema di Monti, che dice che ci ha salvato dalla grave situazione che ha colpito la Grecia, è che dopo un anno di lacrime e sangue ci consegna un Paese che ha aumentato il suo debito non soltanto in rapporto al PIL, che è calato, ma anche in assoluto, quindi in realtà è molto discutibile che ci abbia salvato dalla situazione greca, perché la Grecia ha iniziato con questa spirale di tagli, di peggioramento del bilancio dello Stato, di ulteriori tagli e di ulteriore peggioramento del bilancio dello Stato. Speriamo che abbia ragione, ma non mi sembra che ci abbia messo così in sicurezza come ci racconta.
Non ho dubbi sul fatto che serva rigore, ma questo, se non è coniugato dall’equità, si riduce a quello che è stato in questo anno, cioè con delle famiglie e delle persone sempre più povere che hanno sempre meno la possibilità di dare luogo a quel minimo dei consumi che permettono di tenere viva l’economia.
Siamo in una situazione molto difficile e bisogna dare una speranza a questo Paese per uscirne e penso che la speranza possa essere data soltanto se viene messo un campo un nuovo modello di sviluppo e una nuova fase di sviluppo di questo Paese che parte dalla lotta alle disuguaglianze e che pensa anche a un diverso rapporto tra economia, ambiente e socialità. Se non c’è la capacità di fare questo, siamo nell’ambito di vecchie politiche conservatrici, già praticate in molti altri Paesi d’Europa con risultati nefasti per le persone, in particolar modo per la parte più debole della popolazione.
Io chiedo a tutti di non enfatizzare il rigore perché con questo rigore a senso unico alla fine si muore e noi, se vogliamo conservare i diritti e le conquiste così faticosamente ottenute anche in questa regione, abbiamo bisogno di aria nuova.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Naldi.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Silvia Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Grazie, presidente. Sono stata chiamata a esprimere un mio parere in merito all’attuazione del programma di legislatura dell’anno 2013. Proprio perché non vorrei essere rituale e non vorrei entrare nel merito di alcuni passaggi che potrebbero anche essere interessanti da ripercorrere, anche per dare alcune indicazioni al Presidente Errani, in questa occasione invece, Presidente, vorrei darle un’indicazione di forma perché ogni tanto la forma può diventare sostanza. Questo suggerimento che mi permetto di dare a lei, ma soprattutto che vorrei dare ai miei colleghi e alla Giunta, proprio per far sì che ci sia una migliore attuazione di programma, qualunque esso sia, è un suggerimento che nasce dalle esperienze che abbiamo vissuto in questi ultimi giorni e in particolare questa mattina in occasione di uno dei più importanti provvedimenti che questa legislatura ha affrontato e che comunque sarà oggetto di questo mandato, cioè la legge per la ricostruzione dopo il terremoto. In occasione di questo disegno di legge, tutti noi ci siamo ritrovati con un testo di partenza che ha delineato, sin da subito, che c’erano alcuni passaggi che dovevano essere ulteriormente approfonditi e che alcuni confronti meritavano ulteriori approfondimenti e alla fine, anche rispetto a una tabella di marcia che c’eravamo dati - teoricamente questa legge doveva essere approvata anche nell’appuntamento nell’Assemblea legislativa precedente - si è capito che per ascoltare maggiormente la gente, le istanze del mondo produttivo, della gente e degli agricoltori, ci siamo dovuti dare una settimana in più che è servita non solo per ascoltare gli altri ma anche per imparare ad ascoltare noi stessi. Prima ho ascoltato quello che diceva il mio collega Monari e parlando di quanto questa Regione si fregi, a onor del vero, di standard di qualità di servizi e di vita dei cittadini emiliano-romagnoli sicuramente alti, vi è la necessità di mantenere fra la gente un confronto di qualità, e noi dobbiamo fare un esercizio di questo tipo per attuare sempre meglio il suo e il nostro programma. Dobbiamo cercare di ascoltarci molto di più. Per quello che è successo oggi con questo progetto di legge, devo dire grazie sicuramente al contributo dell’assessore Peri che ha fatto la sua parte, e della relatrice Marani, persone che non fanno parte del mio partito ma con le quali ho lavorato molto bene con tutta una serie di difficoltà col mondo agricolo e produttivo non di poco conto. Infatti siamo arrivati a questa mattina a definire gli ultimi passaggi. Assessore Peri, non credo che sia stato un regalo di Natale, perché qui si sta parlando di come aiutare un Paese e una Regione a rialzarsi in piedi dopo un evento così drammatico e traumatizzante. Ci abbiamo provato con questo Governo e con questa coalizione allargata facendo sì che un po’ tutti ci mettessero la faccia per cercare di fronteggiare una situazione difficile, cioè quella di un Paese che sta molto male. Non ho la pretesa di arrivare a questo, però sicuramente, da questo episodio, dalla legge sul terremoto, ho capito che se c’è maggiore buona volontà ad ascoltarci gli uni con gli altri probabilmente possiamo portare avanti più progetti di legge maggiormente condivisi.
Ricordo anche che ci fu un’altra occasione con l’assessore Saliera in cui siamo arrivati tutti all’unanimità. Quando si arriva a questi risultati, sto notando che ci sono sempre molte donne. Mi consenta di farlo presente, con tutto il rispetto dell’assessore Peri.
(interruzioni)
Ha una sensibilità che merita di essere valorizzata. Alla luce di questo mi fa piacere che ne parliamo col sorriso. Quello che vi chiedo è che qualunque programma caratterizzerà il 2013 dovrà essere comunque un programma che si sforzi il più possibile nelle persone dei tecnici, degli Assessori, dei relatori e di tutti noi, di cercare di avere sempre le condizioni per ascoltarci di più per arrivare sempre a una maggiore condivisione, perché credo che solo così potremo attuare non solo il programma che lei ci ha sottoposto, ma forse attuarlo ancora meglio. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliera Noè. Con il suo intervento abbiamo esaurito l’oggetto 3467.
Ha chiesto di intervenire il presidente Errani. Ne ha facoltà.
ERRANI: Chiedo scusa, presidente. Effettivamente non avevo segnalato la richiesta.
Volevo dire due cose. La prima riguarda il metodo di lavoro, che mi va benissimo. Lo abbiamo fatto, non sempre ma qualche volta, e più lo facciamo meglio è, soprattutto su questioni fondamentali, cioè imparare ad ascoltarsi e a non posizionarsi pregiudizialmente. A questo proposito voglio dire davvero una cosa sola: io non ho mai fatto opposizione a un Governo, né a quelli di prima né a quello di adesso. A questo Governo le Regioni hanno detto che se la finanziaria non cambierà non saranno in grado di gestire i servizi e spetterà al Governo farlo. Non c’è stato un atteggiamento diverso e tutte le posizioni che abbiamo assunto le abbiamo assunte sempre unitariamente, che è la forza delle Regioni. In un comunicato ufficiale, quindi non fuori dai microfoni, Consigliere, abbiamo detto che riteniamo insostenibile la finanziaria e che i servizi non siamo in grado di garantirli e che sarà un problema del Governo e dello Stato affrontare questa questione, sperando che questo produca un cambio. Si sta discutendo in queste ore, qualche piccolo elemento mi pare ci sia e stiamo seguendo mano a mano. A questo ci tengo perché esiste una relazione istituzionale che va tenuta sempre e comunque. Con i precedenti Governi abbiamo firmato innumerevoli accordi che non hanno mai esercitato.
Sul terremoto, consigliere Manfredini, è verissimo che voi avete proposto lo sconto e la zona franca, ma è altrettanto vero che l’Unione Europea ha aperto un’infrazione anche solo per le cose fatte precedentemente. Va bene la polemica politica e non pretendo nulla, ma ho sempre detto che sul terremoto accetto tutte le critiche, però quando si arriva alla verità, questa è una e una sola. Non si possono fare quelle politiche.
Come ha detto il consigliere Naldi, non si possono raccontare cose che poi non si possono fare. Se lei va a verificare gli atti che ha fatto il Governo sul terremoto dal 20 al 29 maggio in avanti e tutti gli altri precedenti terremoti, troverà che c’è stata più celerità e più certezza di risorse in tempi più rapidi. Che sul tema fiscale - tema delicatissimo - si possa dire ai cittadini terremotati che si può, se si vuole, non far pagare le tasse, questo sappiamo tutti che non è possibile.
(interruzione del consigliere Manfredini)
Il rinvio è previsto esattamente per due anni attraverso un processo di rateizzazione a tassi di interesse zero. Queste sono le norme che sono previste. Consigliere, lo dico non per polemica ma perché essendo un tema sensibile, si rischia di trovarsi avvitati in una dinamica che non sappiamo gestire. Io ho imparato che le tre cose fondamentali del terremoto sono la responsabilità, la solidarietà e il cercare di non farsi prendere dall’emergenza, perchè più si è in emergenza e più si deve cercare di costruire il percorso. Il fatto che in questi tempi abbiamo fatto una legge per la ricostruzione - ringrazio ancora la relatrice, tutti i Consiglieri e l’assessore Peri - è un dato molto importante e se l’abbiamo fatta con questa capacità di ascolto, lo è ancora di più. Non c’è una cosa fatta sul terremoto che non abbia visto coinvolti direttamente tutti i sindaci e le Province e tutte le forze economiche sociali. Non c’è una cosa che abbiamo fatto che non abbia avuto questo livello di coinvolgimento. Vedo che ogni tanto c’è la polemica del potere del Commissario. Noi abbiamo cercato di gestire in modo diverso e laddove è stato possibile per tutte le deroghe che sono da gestire abbiamo fatto una battaglia perché potessero essere esercitate dai sindaci, ottenendo dopo due mesi e mezzo un emendamento. È questo il modo che abbiamo di lavorare ed è per questo che siamo arrivati fin qua, cioè ascoltando tanto. Questo lo assicuro. Non è una scelta ma è un dovere perché governando una situazione come questa senza ascoltare, si farebbero solo degli errori.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, presidente Errani.
Consideriamo concluso l’oggetto 3467 e passiamo agli argomenti successivi, che trattiamo congiuntamente e sono il 3449 e il 3450.
OGGETTO 3449
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Norme per l'adeguamento all'art. 2 (Riduzione dei costi della politica) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) e altre disposizioni. Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 32 (Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1992, n. 42) e alla legge regionale 30 marzo 2012, n. 1 (Anagrafe pubblica degli eletti e nominati - Disposizioni sulla trasparenza e l'informazione)» (51) (Relazione, discussione e approvazione)
OGGETTO 3450
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Istituzione, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lett. e) del D.L. n. 138/2011, del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente» (52) (Relazione, discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Per l'oggetto 3449, testo (n. 11/2012) licenziato dalla Commissione "Bilancio, Affari generali ed istituzionali" nella seduta del 12 dicembre 2012.
Il progetto di legge è composto da 30 articoli.
Il relatore della Commissione, consigliere Mario Mazzotti, ha fatto riserva di chiedere l'autorizzazione alla relazione orale (occorre il voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri presenti).
Per l'oggetto 3450, testo (n. 12/2012) licenziato dalla Commissione "Bilancio, Affari generali ed istituzionali" nella seduta del 12 dicembre 2012.
Il progetto di legge è composto da 14 articoli.
Il relatore della Commissione, consigliere Mario Mazzotti, ha fatto riserva di chiedere l'autorizzazione alla relazione orale (occorre il voto favorevole dei 2/3 dei consiglieri presenti).
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si procede alla votazione dell’autorizzazione della relazione orale su entrambi i progetti di legge, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Nomino scrutatori il consigliere Vecchi Luciano, il consigliere Defranceschi Andrea e il consigliere Leoni Andrea.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Aimi): Comunico l’esito della votazione:
Presenti
28
Assenti
22
Votanti
27
Favorevoli
27
Contrari
--
Astenuti
--
La richiesta di autorizzazione alla relazione orale è accolta.
Il consigliere Mazzotti può svolgere la sua relazione su entrambi i progetti di legge.
MAZZOTTI, relatore: Grazie, presidente. Farò una relazione congiunta sui due progetti di legge come da lei testé detto. Per entrambi i provvedimenti di legge si tratta del recepimento delle norme relative alle Regioni contenute nel decreto-legge n.174, quindi è un’ottemperanza a un obbligo prescrittivo che abbiamo, che impegna tutte le Regioni ad assumere, con propria legge di conversione entro il 23 dicembre, le parti relative agli articoli 1, 1 bis e 2 del disegno di legge n.174 convertito recentemente. In particolare, il progetto di legge principale riguarda l’articolo che affronta il cosiddetto tema di riduzione dei costi della politica. Non farò considerazioni aggiuntive rispetto al giudizio che sarebbe pure opportuno dare sull’andamento della discussione che ha portato all’approvazione di questo disegno di legge, ma ne faccio solo una, che penso sia doveroso svolgere nel momento in cui ci approcciamo alla conversione di questa legge.
Penso che questo disegno di legge, così come approvato, sia stato fortunatamente modificato grazie all’impegno che è stato svolto dalla Conferenza delle Regioni soprattutto su un punto che se non corretto avrebbe rappresentato un grave vulnus rispetto all’ordinamento istituzionale della Repubblica, in particolare per quello che riguarda il rapporto tra lo Stato centrale e le Regioni. Mi riferisco, in particolare, al ruolo che viene assegnato dalla legge alla Corte dei Conti, che in un primo tempo vedeva trasformarsi in un’istituzione a cui venivano assegnati dei compiti impropri. Infatti, nel primo provvedimento, così com’era stato proposto, veniva assegnata una funzione di controllo preventivo non solo sugli atti relativi alla contabilità ma anche su atti principali di programmazione relativi alle Regioni. Questo avrebbe stravolto il quadro di relazione istituzionale tra lo Stato centrale e le Regioni e rappresentato un colpo all’autonomia, anche agli articoli della Costituzioni che prevedono, in particolare, il ruolo e le funzioni autonome della Regione. Fortunatamente si è posto mano a questo tipo di intervento, la legge, così com’è stata approvata, a questo punto risulta più equilibrata e la Corte dei Conti vede rafforzarsi, giustamente, un ruolo e una funzione relativamente al controllo giuridico-contabile delle contabilità e degli atti delle Regioni, ovviamente non più con interventi di carattere preventivo ma con interventi relativi agli atti e agli iter approvativi previsti da ogni ambito regionale.
Questo adeguamento che andiamo a produrre è un adeguamento più tranquillo e per noi comporta, in alcuni casi, anche la semplice traduzione e riportare completamente il testo della stessa legge 174 così com’è stata approvata dal Parlamento.
Anche su questo tema del rapporto con la sezione della Corte dei Conti regionale, noi possiamo vantare esperienze molto positive poiché le relazioni collaborative di questi anni tra la Giunta regionale, l’Assemblea legislativa regionale e la sezione regionale della Corte dei Conti sono evidenti a tutti ed è prassi consolidata e positiva anche l’audizione che facciamo in sede di analisi dell’andamento dei conti della regione in sede di Commissioni consiliari, in particolare della Commissione Bilancio, che consente all’Assemblea legislativa, attraverso la propria Commissione, di esercitare meglio un rapporto collaborativo e quella funzione di controllo che gli è propria in relazione all’andamento e alla gestione dei conti pubblici.
Nel merito del provvedimento, ripeto e sottolineo l’elemento dell’obbligatorietà. Sono previste delle sanzioni significative importanti per quelle Regioni che non adeguano i propri ordinamenti ai dettati della legge. Sono sanzioni molto significative e si tratta della riduzione dell’80 per cento dei trasferimenti e dei fondi destinati alla Regione al netto di quelli relativi alla sanità e al trasporto pubblico locale e intervengono anche in relazione alle indennità e agli emolumenti che sono spettanti i Consiglieri regionali, prevedendo un dimezzamento in caso di inottemperanza ai dettati della stessa legge.
Una volta approvata la normativa che oggi è sottoposta all’approvazione dell’Aula, deve essere data comunicazione e inviata a livello nazionale, dove verranno raccolte tutte le leggi regionali e verificato se c’è stata questa corrispondenza in tutte le prescrizioni che sono contenute.
I suoi punti principali riguardano alcuni elementi che nel nostro caso sono già stati risolti con le leggi in vigore e altri che invece necessitano di un cambio degli ordinamenti attuali delle leggi che abbiamo in vigore.
Per quello che riguarda il numero dei Consiglieri, la legge prevede una riduzione del numero dei Consiglieri per quelle Regioni che sono soprasoglia. Nel nostro caso questo non succede perché siamo 50 Consiglieri e la classe demografica della nostra regione corrisponde a questo numero. Per il numero degli Assessori viene previsto un numero indicato in dieci Assessori, essendo il nostro numero di 50, e per questo occorre procedere a una modifica delle leggi e dello statuto da farsi entro sei mesi e le determinazioni che avverranno attraverso il recepimento di questa riduzione entrano in vigore nella prossima legislatura.
Per quello che riguarda gli emolumenti, è stata assunta, come previsto dalla legge, l’intesa realizzata in questi mesi tra le Conferenze delle Regioni e lo stesso Governo. L’intesa doveva definire e ha definito i riferimenti assumendo l’elemento della virtuosità per quello che riguarda le indennità e gli emolumenti relativi ai Consiglieri regionali.
È stato raggiunto un equilibrio e un’intesa recepita che noi, insieme alle altre Regioni, andiamo ad indicare esplicitamente nella legge e questa intesa prevede di assumere come elementi di virtuosità, per quello che riguarda gli emolumenti, i parametri relativi alle Regioni. Nel nostro caso la nostra Regione per quello che riguarda i Consiglieri semplici e la Regione Umbria per quello che riguarda le indennità del Presidente.
Accanto a questo riferimento viene poi indicata in legge la necessità di considerare l’insieme delle indennità e degli emolumenti che sono previsti per i Consiglieri regionali in termini onnicomprensivi e quindi di considerare una soglia massima di indennità dentro la quale i 6.104 euro fanno parte. Nell’intesa è stata indicata la soglia massima di 11.100 euro lordi per i Consiglieri regionali e 13.800 euro per i Presidenti. In questo ranch, tra 11.100 euro lordi e 13.800, devono essere disciplinati, come noi facciamo attraverso questa legge, il valore e il peso delle indennità di funzione che sono da prevedere e che possono essere previste in autonomia dalle Regioni.
Quando dico "onnicomprensivo" significa che noi, col nostro articolo, andiamo a disciplinare l’indennità e gli emolumenti che sono articolati nel seguente modo: un’indennità di carica, che è quella che dicevo prima, un’indennità di funzione, che spetta a coloro i quali la legge determina (nel nostro caso ai Vicepresidenti di Commissione, ai Presidenti di Commissioni, ai Capigruppo, ai membri dell’Ufficio di Presidenza, al Presidente dell’Assemblea legislativa regionale e al Presidente della Giunta regionale), un’indennità di fine mandato, che viene conteggiata nel cumulo degli 11.100 euro come soglia massima - anche questa da disciplinare -, ma noi non abbiamo bisogno di disciplinarla perché è già disciplinata assumendo come elemento la Regione più virtuosa, e in questo caso il riferimento alla virtuosità della Regione è dato alle modalità con cui l’assegno di fine mandato viene realizzato - nel nostro caso è l’equivalente di una mensilità per ogni anno effettivamente svolto come Consigliere regionale -, il vitalizio, per quello che riguarda le Regioni che l'hanno abolito, per legge - questo è il nostro caso - con il permanere in essere delle normative vigenti dalle leggi e un'ulteriore voce che fa parte dell'indennità onnicomprensiva che quindi rientra all'interno degli 11.100 euro complessivi, che viene chiamata "indennità relativa all'espletamento del mandato" anche noi normiamo in legge. Si superano due cose fondamentali che riguarda la nostra normativa: la prima, l'aggancio del trattamento indennitario dei consiglieri a quello dei parlamentari e, con questo, tutto quello che ne deriva. Era collegato all'ordinamento del trattamento indennità dei parlamentari, in percentuale, anche la parte relativa alla cosiddetta diaria, per cui noi normiamo diversamente ed assumiamo diversamente l’impianto complessivo all'interno dell’onnicomprensività.
Il secondo punto di modifica è l'abolizione - come prevede la legge - di tutte le forme qualsivoglia previste di rimborsi o di gettoni - che nel nostro caso non c'erano ma che erano presenti in tante altre Regioni - che vanno tutti conteggiati all'interno di un’unica voce, anche per evitare discrepanze determinate all'interno dei diversi ordinamenti regionali.
Come normiamo questo quadro? Fissata in 6.104 euro l’indennità lorda per i consiglieri regionali - la stessa prevista dal 1° gennaio 2012 e che, ricordo, è inferiore a circa il 25 per cento rispetto a cinque anni fa - stabiliamo che questa indennità lorda viene decurtata dell'1 per cento per ogni assenza alle riunioni istituzionali, salvi i casi di impedimenti previsti dalla legge - anche questo è un obbligo che dobbiamo inserire per legge nel nostro ordinamento - e a questa indennità di carica noi rapportiamo l'indennità di carica per il presidente che è pari al 50 per cento dell'indennità di funzione, il 33 per cento dell'indennità di carica che è corrisposta ai vicepresidenti, il 19 per cento che è corrisposta ai questori segretari, presidenti di commissione e capigruppo, il 7 per cento che è l'equivalente corrisposto ai vicepresidenti di commissione.
L'ulteriore articolo disciplina la parte relativa ai cosiddetti ex rimborsi che fanno parte della voce relativa all'esercizio del mandato, che viene individuata nel 37 per cento dell'indennità di carica lorda e, a questa voce viene poi introdotta una variante - una cifra mobile - per coloro che non risiedono nel comune capoluogo di regione e che riguarda una voce variabile da definirsi nelle prossime sedute a cura dell’Ufficio di Presidenza che tiene conto delle fasce chilometriche di distanza tra la sede e il posto di residenza.
Come avete compreso, in questo conto viene rimodulato complessivamente il tema dell’indennità e, in questo modo, finalmente - o almeno questo è l'auspicio di tutti - in tutte le Regioni ci troveremo di fronte ad un livello di indennità e di emolumenti che è uguale per tutti.
Penso che questo sia un fatto positivo e per il quale noi ci siamo battuti più e più volte in sede di Conferenza nazionale, e che fra l'altro corrisponde anche ad un bisogno e ad una necessità più volte manifestata dall'opinione pubblica sia sul versante della trasparenza che sul versante della riduzione dei costi. Nel nostro caso c’è un elemento positivo perché non si cambia il quadro complessivo dell'indennità, confermando i punti di virtuosità che avevamo raggiunto con le operazioni che abbiamo messo in essere negli anni passati.
Il secondo punto di recepimento della legge riguarda il funzionamento dei gruppi consiliari. Noi oltre che adottare quanto stabilito dalla normativa nazionale, facciamo alcune altre considerazioni. Intanto stabiliamo che diventi obbligatorio e non più facoltativo che ogni gruppo adotti un regolamento interno e di funzionamento, sulla scorta di una proposta di regolamento base che formulerà l'Ufficio di Presidenza. A seguire, definiamo la misura dei contributi ai gruppi seguendo i dettati del D.L. n. 174 ed assumendo quanto lo stesso disegno di legge prevede, ossia una cifra riconducibile al numero dei consiglieri e pari ad euro 5.000 cadauno, somma che è stata individuata come la cifra virtuosa di riferimento o soggetta all'accordo tra le Regioni. A queste cifre - la legge diceva - va aggiunta un'ulteriore cifra da negoziare tra le Regioni e relativa al dimensionamento demografico delle stesse, somma che è stata individuata ad un livello di 0,05 per abitante. Questo fa sì che ai 5.000 euro per consigliere si aggiunga un ulteriore contributo per il finanziamento dei gruppi che è pari a circa 220.000 euro per la nostra Regione, che si sommano a questo fondo. Sto parlando di spese per il funzionamento dei gruppi che noi poi discipliniamo nell'articolazione della legge, anche nelle forme di controllo e di pubblicizzazione così come previsto dal decreto legislativo n. 174, come era già previsto dal nostro ordinamento. Queste somme poi verranno distribuite ai gruppi sulla base di un criterio che non è il semplice criterio relativo al numero dei consiglieri, ma con un criterio da valutare sul determina dell’Ufficio di Presidenza.
Sempre in relazione al finanziamento dei gruppi consiliari, la normativa nazionale prevede il non riconoscimento di alcun contributo ai gruppi per il funzionamento, ai cosiddetti "monogruppi". Noi già avevamo articolato, nell’ultima legge fatta circa un anno fa e relativa alla risistemata che abbiamo avuto modo di dare al quadro relativo al funzionamento dell'Assemblea e dei gruppi, e disciplinato il tema del gruppo misto che resta sostanzialmente fermo rispetto a quell'impianto normativo.
Per quello che riguarda la trasmissione delle documentazioni all'Ufficio di Presidenza e dei conteggi agli Organi di controllo, noi con questa normativa - ed è la legge successiva relativa all’istituzione del Collegio dei Revisione dei conti - non facciamo altro che assegnare al Collegio dei Revisori dei conti, che andremo a nominare, il compito di controllo e di certificazione dei bilanci dei gruppi, compresa la necessità della loro pubblicazione e trasmissione o il fatto che gli stessi bilanci dei gruppi debbano essere allegati al rendiconto finanziario complessivo della Regione.
Per le spese del personale il D.Lgs n. 174, anche questo su proposta che abbiamo avanzato come Regione Emilia-Romagna, ha fatto salve le spese relative al personale. Per quello che riguarda il personale ci sono da fare alcuni ulteriori interventi che attueremo nei prossimi mesi, in ogni caso sono fatte salve le spese relative al personale e ai contratti in essere. Su questo punto c'è un elemento di chiarezza che penso debba essere significativamente valutato.
Vi è poi una parte relativa ai sistemi informativi - quindi alla trasparenza - e al fatto che c'è una raccolta puntuale di tutti i dati disponibili che vanno trasmessi per via telematica alla Corte dei Conti, al Ministero dell'Economia e delle Finanze, al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato nonché alla commissione per la Trasparenza e controllo dei rendiconti dei partiti e movimenti politici, al quale noi non facciamo altro che trasmettere i dati dei rendiconti con la stessa modulistica uguale per tutta Italia che la Conferenza delle Regioni ha approvato e che dovremo, in sede di Ufficio di Presidenza, fare nostra per la trasmissione puntuale ai gruppi.
Vi è poi un'altra parte che riguarda l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati: anche qui facciamo una legge di intreccio e di incontro con la legge regionale, c'è un ulteriore allargamento del ventaglio delle azioni di trasparenza sulle quali avevamo insistito e che non facciamo altro che recepire. Vi è poi un articolo, particolarmente importante dal mio punto di vista, che non abbiamo messo per ultimo ma potevamo anche mettere per primo, perché si recupera, in questa legge di recepimento nazionale, un impianto che invece abbiamo voluto costruire in ambito di Regione Emilia-Romagna ovvero l'individuazione e l’indicazione, per legge, di un costo standard in ordine ai costi di funzionamento delle Assemblee legislative. Quantum che stabiliamo in 8 euro per abitante. Questo è un vincolo dentro il quale dobbiamo impegnarci a far contenere tutte le spese ed è un vincolo significativo, anche di riferimento, rispetto al controllo delle spese e all'andamento dei bilanci.
Per quello che riguarda il sistema del regime dei vitalizi, dicevo che la legge fa salvo ciò che sono gli ordinamenti previsti dalle leggi regionali - nel nostro caso, la legge regionale vigente - poiché siamo nella fattispecie di una Regione che ha abolito il regime dei vitalizi. Ho visto un emendamento che è stato consegnato e sottoscritto dai consiglieri, molto importante e che porta a compimento quell'impianto normativo che stabiliva semplicemente la fine del regime al termine di questa legislatura. In questo modo si articola la possibilità e l’opzionalità per i consiglieri di poter recedere da questo tipo di trattamento con una regolazione che penso sia positiva e tutta all'interno dell'ambito delle possibilità che la legge ci consente, cioè nel rispetto della normativa nazionale che si occupa, per la prima volta in questi casi, anche dell'ordinamento regionale.
Per quello che riguarda il secondo provvedimento io mi limito semplicemente a dire che anche in questo caso siamo in ambito di recepimento del decreto legge n. 174 e che l'istituzione del Collegio dei Revisori è un fatto importante. Questa legge viene presentata dall'Ufficio di Presidenza proprio perché il Collegio dei Revisori si configuri come un organismo di garanzia e, in quanto tale, regolato e disciplinato dall'Assemblea legislativa e non su proposta della Giunta, vengono affidati - la legge lo dice molto chiaramente - compiti precisi, significativi e di responsabilità al Collegio dei Revisori, vengono disciplinate anche le modalità di nomina attraverso sorteggio da un albo apposito dei Revisori stessi, ai Revisori viene assegnato il compito di certificazione del bilancio dei gruppi e loro svolgeranno un'interlocuzione diretta, sia con la Giunta che con l’Assemblea legislativa ed avranno accesso agli atti, di verifica e controllo, proprio per l'esercizio del loro mandato. È chiaro che svolgeranno questa funzione di revisione e si manterrà il rapporto di invio alla Corte dei Conti di tutto le cose che la legge prevede.
Il quadro della situazione l’ho presentato in maniera molto generale, la discussione in commissione è stata abbastanza puntuale, vengono fatte salve le prerogative proprie dell'Emilia-Romagna e la storia di quest'Assemblea legislativa per così come si è sviluppata nel corso di questi anni, vengono fatte salve le caratteristiche proprie dei gruppi consiliari e anche la loro natura giuridica di carattere privatistico al quale sono sottoposte, vengono ulteriormente implementate le forme di trasparenza e di controllo in una chiave di evoluzione positiva del quadro giuridico che riguarda il trattamento indennitario e il regime degli amministratori locali di questa Regione, in quell’ottica di apertura alla società e di trasparenza che ci ha sempre contraddistinto. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Ringrazio lei, consigliere Mazzotti, per la sua esaustiva relazione e per il lavoro svolto in questi mesi.
A questo punto apriamo la fase della discussione congiunta su entrambi i progetti di legge. Poiché nessun consigliere chiede di parlare procediamo all'esame dell'articolato relativo all'oggetto 3449.
Su questo oggetto sono state presentate dodici proposte di emendamento:
dieci a firma del consigliere Defranceschi;
una a firma del consigliere Monari ed altri;
l'ultima a firma del consigliere Naldi.
Apriamo la discussione sull'emendamento 11 a firma dei consiglieri Monari, Mazzotti, Barbati, Lombardi, Meo, Leoni, Vecchi Luciano, Cavalli, Moriconi, Garbi, Piva, Donini, Manfredini, Naldi, Noè, Sconciaforni, Montanari, Casadei, Mumolo, Zoffoli, Bernardini, Costi, Marani, Paruolo, Pagani, Barbieri, Mori, Defranceschi, Pariani, Corradi, Alessandrini e Carini. Apriamo la discussione generale considerandolo come un vero e proprio articolo.
Non avendo iscritti a parlare apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 11 è approvato.
Passiamo all’articolo 1. Dichiaro aperta la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2. Dichiaro aperta la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 2 è approvato.
Passiamo all’articolo 3. Dichiaro aperta la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 3.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 3 è approvato.
Passiamo all’articolo 4 sul quale insistono due emendamenti entrambi del Movimento 5 Stelle a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la discussione generale sull’articolo 4 e sugli emendamenti collegati.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Il primo emendamento è per rendere significativa la decurtazione prevista dalla legge per la mancata partecipazione alle sedute di commissione ed altro; nel secondo caso è probabilmente semplicemente ribadire un concetto, in quanto si tratta di un'assenza già giustificata per prassi all'interno dei nostri regolamenti.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Per esprimere parere contrario sull’emendamento. Per quello che riguarda l'emendamento 1, la misura dell'1 per cento mi sembra congrua rispetto alla tipologia di sanzione che andiamo a prevedere. Per quanto concerne invece l'emendamento 2 a firma del collega Defranceschi e che insiste sull'articolo 4, sarei per accoglierlo. Si tratta, infatti, di uno dei casi previsti dal comma che andiamo ad affrontare. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Procedo alla sostituzione dello scrutatore Vecchi Luciano con la consigliera Palma Costi.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Defranceschi, che insiste sull’articolo 4.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 1 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Defranceschi, che insiste sull’articolo 4.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 2 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4, così come emendato.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 4 è approvato.
Passiamo all’articolo 5. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 5 è approvato.
Passiamo all’articolo 6. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 6.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 6 è approvato.
Passiamo all’articolo 7 su cui insiste l'emendamento 10, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione congiunta sull’emendamento 10 e sull’articolo 7. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 10 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 7.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 7 è approvato.
Passiamo all’articolo 8. Apro la fase della discussione generale.
Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 8.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 8 è approvato.
Passiamo all’articolo 9 su cui insiste l'emendamento 3, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione congiunta sull’emendamento 3 e sull’articolo 9.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. L'emendamento precisa "che le missioni istituzionali partono dalla sede della Regione Emilia-Romagna, salvo diverse e maggiori economicità dalla spesa".
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio, consigliere Defranceschi.
Apro la fase delle dichiarazioni voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 3 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 9.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 9 è approvato.
Passiamo all’articolo 10. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di interventi, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 10.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 10 è approvato.
Passiamo all'articolo 11 su cui insiste l’emendamento 4, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale sull'emendamento e sull'articolo 11.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Un emendamento ormai già noto visto che è stato trattato assieme a quello approvato dalla maggioranza. È dall'inizio della legislatura che predichiamo l'abolizione dei vitalizi e soprattutto la loro cumulabilità. Siamo ben lieti che finalmente l'Aula sia giunta alla valutazione di una scelta volontaria per quanto riguarda questo argomento, ma riteniamo che, per esempio, il concetto di non cumulabilità tra diversi vitalizi, in diverse Assemblee anche extra italiane, sia un elemento fondamentale. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Vorrei esprimere contrarietà a questo emendamento anche perché credo che sia in contraddizione rispetto all'emendamento 11 che è stato presentato.
Quest'emendamento presuppone alcuni punti di problematicità, pur mantenendo una sua logica. Ed è una discussione che abbiamo iniziato a fare - lo dice anche il collega Defranceschi - fin dall'avvio di questa legislatura. Quali sono i punti di problematicità? Intanto c'è un primo punto che fa una distinzione tra i consiglieri cessati entro l’ottava legislatura e quelli che invece, pur avendo fatto l’ottava legislatura, sono ancora in "onorato" servizio in quest'Assemblea legislativa. Questo è un elemento di disparità che verrebbe mantenuto, se venisse approvato questo emendamento.
C'è poi un punto di fondo, che la considerazione dell'assegno vitalizio è equiparato all'assegno pensionistico, quando invece non si tratta della stessa cosa, come peraltro alcune sentenze hanno già ampiamente documentato. È la natura stessa del vitalizio che è un'indennità posticipata che viene riconosciuta ai consiglieri regionali.
C'è poi l’elemento "cumulabilità" che interferisce su elementi che hanno a che fare con ordinamenti e decisioni che spettano alle altre istituzioni. Noi su questo punto, in un articolo successo, siamo intervenuti nel rispetto delle nostre facoltà normative e legislative disciplinando i casi di incompatibilità e i casi relativi a coloro che assumono incarichi propri assegnati dalla Regione Emilia-Romagna. Vi sono poi alcuni altri punti che sono relativi al trattamento dei consiglieri che hanno già maturato il vitalizio, che risultano di dubbia legittimità.
Per queste ragioni esprimo parere contrario, riconoscendomi a pieno, invece, nell'emendamento 11 che mi pare dia un quadro di ordinamento più chiaro e trasparente, sempre nella soppressione dell'assegno vitalizio.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Apro la fase delle dichiarazioni di voto sull'emendamento 4 e sull'articolo 11.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 4, a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 4 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 11.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 11 è approvato.
Passiamo all’articolo 12. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 12.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 12 è approvato.
Passiamo all’articolo 13. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 13.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 13 è approvato.
Passiamo all’articolo 14. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 14.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 14 è approvato.
Passiamo all’articolo 15. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di intervento, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 15.
(È approvato all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo all’articolo 16 su cui insiste l'emendamento 5, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale sull’emendamento e sull’articolo 16.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. L’emendamento precisa un qualcosa che voglio sperare venga inserito all'interno del regolamento tramite l'Ufficio di Presidenza, ossia che si consideri che i gruppi più piccoli e al di sotto dei cinque componenti abbiano una disponibilità di contributi per il funzionamento che sia proporzionata rispetto ai gruppi più grandi. Questo perché è evidente che esistono una serie di spese che sono comunque comuni a tutti i gruppi.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Per esprimere parere contrario rispetto all'emendamento e per accogliere, al contrario, lo spirito che l’articolo approvando cerca di evidenziare laddove si parla "di contributi ragguagliati alla consistenza numerica del gruppo".
Accogliere questo emendamento che dice "ai gruppi la cui consistenza numerica non sia superiore a cinque componenti, il contributo erogato è raddoppiato", significa fare una sottrazione automatica ai gruppi più grandi che, invece, verrà equilibrata con una regola dell'Ufficio di Presidenza che applicherà questo concetto. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie a lei, consigliere Mazzotti.
Apro la fase delle dichiarazioni di voto sull’emendamento 5.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 5 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 16.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 16 è approvato.
Passiamo all’articolo 17 sul quale insistono due emendamenti - il 6 e il 7 - sempre a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale. Non avendo iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Per esprimere l’accoglimento dell'emendamento 6 che, in sostanza, precisa positivamente le funzioni a cui assegnare il personale dei gruppi per lo svolgimento delle loro mansioni.
Esprimo, invece, contrarietà all’emendamento 7.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie, presidente. Io vorrei pregare il consigliere Defranceschi di articolare e spiegare l'emendamento 7 nel punto in si dice "con persone con cui i consiglieri regionali abbiano rapporti di convivenza o frequentazione assimilabili di fatto, rapporti di coniugio o parentela o affinità".
Come sottoscrittore di questa proposta di legge mi pareva che avessimo colto, nel testo originario, tutte quelle che potessero essere le fattispecie, per evitare situazioni che purtroppo sappiamo possono accadere, come intrattenere rapporti di dipendenza, di incarico, rispetto a parenti o affini. Ci sembrava di aver colto tutte le fattispecie, per cui volevo capire dal consigliere Defranceschi se può spiegare come applicare materialmente quelle che sono le convivenze o le frequentazioni assimilabili e di fatto. Ci sono dei criteri oggettivi per poterlo fare? Gradirei saperlo. Altrimenti mi sa che andiamo a porre un principio che si corre il rischio di non poter applicare. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mandini.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 6 a firma del consigliere Defranceschi.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 6 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento n. 7 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 7 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 17, così come emendato.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 17 è approvato.
Passiamo all’articolo 18.
Apro la fase della discussione generale.
Non avendo iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto. Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 18.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 18 è approvato
Passiamo all’articolo 19 su cui insiste l'emendamento 8, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale congiunta sull’emendamento e sull’articolo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Vorrei spiegare al consigliere Mandini quanto dicevamo prima. È evidente che nell'uso del budget dei gruppi consiliari dobbiamo avere una doppia, se non tripla, cautela.
Dato che può essere frequente, come pure necessario, affidare delle consulenze a società anche di persone, è evidente che da questo punto di vista o da eventuali conflitti di interessi e usi non consoni del budget, noi dobbiamo cautelarci evitando che si diano fondi pubblici a società che abbiano al loro interno persone con le quali vi siano rapporti di parentela o simili.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Faccio mie le considerazioni che sull'articolo precedente ha fatto il collega Mandini, anche perché c'è una oggettiva difficoltà di comprendere a cosa ci si riferisce quando si parla "di soggetti con cui il consigliere regionale abbia rapporti di convivenza o frequentazione, assimilabili di fatto ai rapporti di coniugio, parentela o affinità".
In base a questa motivazione esprimo parere contrario, ovviamente facendo mie le considerazioni che faceva il collega Defranceschi rispetto al fatto che per quello che riguarda l'utilizzo dei fondi assegnati ai gruppi consiliari bisogna seguire tutte le norme di legge vigenti e quelle che produrremo anche nei prossimi mesi a seguito dell'applicazione della legge che andiamo a definire oggi.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Corradi. Ne ha facoltà.
CORRADI: Grazie, presidente. In modo assolutamente telegrafico, intervengo per precisare che la preoccupazione sollevata dal consigliere Defranceschi troverà sicuramente un suo approfondimento ed una risposta negli atti che l'Ufficio di Presidenza andrà ad assumere, che potrà anche configurarsi come integrazione e precisazione rispetto all'elenco delle modalità con cui dovranno essere utilizzate queste risorse che la Conferenza Stato-Regioni ha deliberato.
Mi unisco alle considerazioni esternate da altri colleghi rispetto al fatto che così com'è formulato questo articolo ed altri precedenti, diventa praticamente impossibile l'eventuale applicazione. Io mi chiedo quali siano i rapporti assimilabili alla parentela. O si è parenti o non si è parenti! Un qualcosa di assimilabile alla parentela, francamente mi sembra poco praticabile nella realtà dei fatti. I rapporti di coniugio o assimilabili, ci può anche stare. Ma un rapporto assimilabile alla parentela, mi sembra un qualcosa che, almeno a me, sfugge alla comprensione. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Corradi.
Apro la fase delle dichiarazioni di voto sull’emendamento 8 e sull’articolo 19.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Per ricordare ai colleghi che il Regolamento dell’Assemblea legislativa consente, anche per l'emendamento, la votazione mediante dispositivo elettronico. Avanzo richiesta di votazione mediante dispositivo elettronico.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Si procede alla votazione dell’emendamento 8, a firma del consigliere Defranceschi, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Aimi): Comunico l'esito della votazione:
Presenti
32
Assenti
18
Votanti
31
Favorevoli
4
Contrari
25
Astenuti
2
L'emendamento è respinto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI: Presidente, mi sono sbagliato a votare. Il mio voto non è favorevole, bensì negativo. È quindi un voto contrario.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Ferrari.
Si metta a verbale quanto dichiarato dal consigliere Ferrari.
Si proceda alla votazione dell’articolo 19, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Aimi): Comunico l'esito della votazione:
Presenti
33
Assenti
17
Votanti
32
Favorevoli
32
Contrari
--
Astenuti
--
L'articolo 19 è approvato.
Passiamo all’articolo 20. Apro la fase della discussione generale. Non vedo richieste di parola per cui apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 20.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 20 è approvato.
Passiamo all’articolo 21 su cui insiste l'emendamento 9, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Nell'ottica della trasparenza, votata anche qui in Aula per quanto riguarda i bilanci, credo sarebbe opportuno inserire "la rendicontazione di quanto acquisito a livello di beni immobili da parte dei gruppi consiliari durante il mandato".
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Defranceschi.
Ha chiesto di parlare il consigliere Mazzotti. Ne ha facoltà.
MAZZOTTI: Grazie, presidente. Per accogliere l'emendamento 9 a firma del consigliere Defranceschi.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Chiusa la fase della discussione generale, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9 a firma del consigliere Defranceschi.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 9 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 21 così come emendato.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 21 è approvato.
Passiamo all'articolo 22 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 22.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 22 è approvato.
Passiamo all'articolo 23 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 23.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 23 è approvato.
Passiamo all'articolo 24 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 24.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 24 è approvato.
Passiamo all'articolo 25 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 25.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 25 è approvato.
Passiamo all'articolo 26 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 26.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 26 è approvato.
Passiamo all'articolo 27 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 27.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 27 è approvato.
Passiamo all'articolo 28 sul quale insiste l'emendamento 12, a firma del consigliere Naldi del gruppo SEL-Verdi.
Apro la fase della discussione generale sull’emendamento e sull’articolo 28. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12 a firma del consigliere Naldi.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 12 è approvato.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 28 così come emendato.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 28 è approvato.
Passiamo all'articolo 29 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 29.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 29 è approvato.
Passiamo all'articolo 30 sul quale non insistono emendamenti.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 30.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 30 è approvato.
Passiamo al progetto di legge oggetto 3450 sul quale insistono due proposte di emendamento a firma del consigliere Defranceschi.
Cominciamo con l’articolo 1.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 2 è approvato.
Passiamo all’articolo 3.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 3.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 3 è approvato.
Passiamo all’articolo 4.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 4 è approvato.
Passiamo all’articolo 5 sul quale insiste l’emendamento 1, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 1 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 5 è approvato.
Passiamo all’articolo 6.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 6.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 6 è approvato.
Passiamo all’articolo 7.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 7.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 7 è approvato.
Passiamo all’articolo 8. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 8.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 8 è approvato.
Passiamo all’articolo 9. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 9.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 9 è approvato.
Passiamo all’articolo 10. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 10.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 10 è approvato.
Passiamo all’articolo 11 sul quale insiste il secondo emendamento, il 2, a firma del consigliere Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2 a firma del consigliere Defranceschi.
(È respinto a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): L'emendamento 2 è respinto.
Metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 11.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 11 è approvato.
Passiamo all’articolo 12. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 12.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 12 è approvato.
Passiamo all’articolo 13. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 13.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 13 è approvato.
Passiamo all’articolo 14. Apro la fase della discussione generale. Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 14.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'articolo 14 è approvato.
Apro la fase delle dichiarazioni di voto congiunte su entrambi i progetti di legge.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 3449, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:
Presenti
33
Assenti
17
Favorevoli
33
Contrari
--
Astenuti
--
PRESIDENTE (Aimi): Proclamo approvata la legge riguardante «Norme per l'adeguamento all'art. 2 (Riduzione dei costi della politica) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) e altre disposizioni. Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 32 (Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1992, n. 42) e alla legge regionale 30 marzo 2012, n. 1 (Anagrafe pubblica degli eletti e nominati - Disposizioni sulla trasparenza e l'informazione)».
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 3450, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:
Presenti
32
Assenti
18
Favorevoli
32
Contrari
--
Astenuti
--
PRESIDENTE (Aimi): Proclamo approvata la legge riguardante «Istituzione, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lett. e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) - convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 - del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente».
Inversione dell'ordine dei lavori
PRESIDENTE (Aimi): Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Intervengo per proporre l’inversione dell’ordine dei lavori. Poiché la collega Pariani, relatrice della legge, ha avuto un problema ed è dovuta andare via, io penso che si potrebbe valutare di votare e condividere gli atti amministrativi, rimandando a domani la sessione di bilancio e l'ultimo provvedimento di legge che abbiamo all’ordine del giorno. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie a lei, consigliere Monari.
Dobbiamo verificare se ci sono interventi a favore o contrari.
Non vedo nessuno chiedere la parola, per cui metto in votazione, per alzata di mano, la proposta di inversione dei lavori così come formulata dal consigliere Monari.
(È accolta all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): L'inversione di ordine dei lavori è accolta.
OGGETTO 3437
Delibera: «Approvazione, ai sensi dell'art. 14 della L.R. 4 maggio 1982, n. 19 (Norme per l'esercizio delle funzioni in materia di igiene e Sanità pubblica, veterinaria e farmaceutica), delle modificazioni al tariffario delle prestazioni rese dai Dipartimenti di Sanità pubblica delle Aziende Unità Sanitarie Locali, di cui alla delibera dell'Assemblea legislativa n. 69 del 22 dicembre 2011.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1855) (98) (Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Esauriti i progetti di legge passiamo agli atti amministrativi. Il primo atto amministrativo è l'oggetto 3437.
La Commissione "Politiche per la Salute e Politiche sociali" ha espresso parere favorevole, apportando modifiche al testo nella seduta dell'11 dicembre 2012 e con la seguente votazione: favorevoli 24, contrari 2, nessun astenuto.
Apro la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all’oggetto 3437.
(L'Assemblea, a maggioranza,
approva il partito di deliberazione)
PRESIDENTE (Aimi): L'Assemblea approva.
OGGETTO 3455
Delibera: «Proroga al 31 dicembre 2013 del "Programma degli interventi per la promozione di attività culturali (L.R. 22 agosto 1994, n. 37). Obiettivi, azioni prioritarie, modalità di attuazione e procedure per il triennio 2010-2012" approvato con deliberazione dell'Assemblea legislativa regionale 22 del dicembre 2009, n. 270.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1835) (99) (Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): La Commissione "Turismo Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport" ha espresso parere favorevole nella seduta del 13 dicembre 2012 con la seguente votazione: favorevoli 17, contrari nessuno, astenuti 12.
Apro la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all’oggetto 3455.
(L'Assemblea, a maggioranza,
approva il partito di deliberazione)
PRESIDENTE (Aimi): L'Assemblea approva.
OGGETTO 3456
Delibera: «Proroga al 31 dicembre 2013 del "Programma degli interventi in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali (L.R. 24 marzo 2000, n. 18). Obiettivi, linee di indirizzo e procedure per il triennio 2010-2012" approvato con deliberazione assembleare del 22 dicembre 2009, n. 269.» (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2012, n. 1836) (100) (Approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): La Commissione "Turismo Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport" ha espresso parere favorevole nella seduta del 13 dicembre 2012 con la seguente votazione: favorevoli 19, contrari nessuno, astenuti 12.
Apro la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all’oggetto 3456.
(L'Assemblea, a maggioranza,
approva il partito di deliberazione)
PRESIDENTE (Aimi): L'Assemblea approva.
OGGETTO 3374
Risoluzione proposta dai consiglieri Manfredini, Corradi, Bernardini e Cavalli per impegnare la Giunta a negare, anche nei confronti di eventuali provvedimenti del Governo, la propria disponibilità ad ospitare, nelle discariche regionali, qualsiasi quantitativo di rifiuti provenienti dalla Campania (Reiezione)
PRESIDENTE (Aimi): Non essendo presente in Aula il consigliere Lombardi che aveva chiesto l’iscrizione ai lavori odierni di un ordine del giorno, passiamo all’esame e votazione degli atti di indirizzo.
Cominciamo con la risoluzione oggetto 3374 proposta dai consiglieri Manfredini, Corradi, Bernardini e Cavalli.
Apro la fase della discussione generale. Non essendoci richieste di parola apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3374 a firma dei consiglieri Manfredini, Corradi, Bernardini e Cavalli.
(È respinta a maggioranza)
PRESIDENTE (Aimi): La risoluzione è respinta.
OGGETTO 804
Mozione proposta dai consiglieri Alberto Vecchi, Donini e Piva per esprimere soddisfazione per il protocollo per la sperimentazione del trattamento di angioplastica dilatativa per la CCSVI promosso dalla Regione e approvato dal Comitato etico dell'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara (Discussione e approvazione)
OGGETTO 3405
Risoluzione proposta dai consiglieri Favia e Defranceschi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte ad evitare il condizionamento od il blocco dello studio denominato "Brave Dreams" circa l'efficacia e la sicurezza del trattamento di angioplastica venosa su pazienti affetti da sclerosi multipla, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla trattazione congiunta degli oggetti 804 e 3405. L’oggetto 804 è una mozione proposta dai consiglieri Alberto Vecchi, Donini e Piva. L’oggetto 3405, invece, è una risoluzione proposta dai consiglieri Favia e Defranceschi.
Apro la fase della discussione generale congiunta.
Ha chiesto di parlare il consigliere Piva. Ne ha facoltà.
PIVA: Grazie, presidente. Questa è una risoluzione del 30 novembre 2010. Da allora è stato avviato, a cura dell’assessore, un percorso, si è discusso in commissione ma anche in questa Assemblea, a seguito di interrogazioni, vi sono state risposte. La faccio breve: intanto riconfermo la soddisfazione per il percorso che la Regione Emilia-Romagna insieme anche ad altre Regioni ha intrapreso. Non sto qui, per brevità, a ricordare tutti i passaggi che hanno portato all'inizio della sperimentazione, ma ricordo solo a che punto siamo e ricordo, come sapranno molti colleghi, anche il percorso giunto a conclusione nell'agosto di quest'anno, data in cui è iniziato l'arruolamento dei pazienti nei centri di Ferrara e di Bologna. Il 5 dicembre 2012 è iniziato a Ravenna, non ho notizie - ma dovrebbe essere in itinere - dell'arruolamento presso i due centri di Catania. Altri centri come Novara, Ancona, Trieste, Udine, nelle Marche, stanno attendendo l'arrivo delle attrezzature necessarie per completare la formazione obbligatoria dei rilevatori funzionali.
Questa è quindi la fine di un lungo percorso nato a seguito di questa sperimentazione, di questo trial clinico e chirurgico che è nato a Ferrara ma che ha supporti di letteratura internazionale.
La Regione Emilia-Romagna su questo ha svolto un ruolo importante e di traino, tant'è vero che ricordo sempre come l'anno scorso, di questi tempi ed esattamente il 21 dicembre 2011, l’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna approvò all'unanimità dei presenti un ordine del giorno "per impegnare la Giunta a finanziare lo studio". Tant’è vero che dopo l'interessamento dell'Assessorato delle Politiche per la salute che ha scritto a colleghi di altri nove Regioni - alcuni capoluoghi di Regione li ho citati prima - la Regione ha stanziato ed è intervenuta con risorse del bilancio proprie impegnando la somma di 2 milioni e 742 mila euro per sostenere lo studio dei centri partecipanti.
Ci sarebbero altri passaggi da poter citare visto che questa risoluzione nasce nel 2010, si potrebbe anche entrare nel merito della valutazione visto che quando si parla di sperimentazioni in medicina tutto va validato da un supporto, non solo regionale e nazionale, ma anche dalla comunità scientifica che travalica i confini nazionali ed europei, ebbene, tutto questo c’è per cui riconfermo la soddisfazione su questa risoluzione che ha portato ad un percorso che ci trova soddisfatti.
Penso che avremo modo e tempo di fare delle considerazioni, anche se sarà la comunità scientifica che porterà a noi l'esito della sperimentazione. Vi sono alcuni casi che ho qui e che non vi cito, dove già la sperimentazione e il trattamento ha avuto successo. Non da noi in Italia, però. Quindi questo metodo sono convinto che porterà un beneficio a chi è affetto da tale patologia ed è oggi costretto, a volte anche con scarsi risultati, ad una farmacologia costosa e che ha effetti negativi sull’organismo.
La soddisfazione è legata a tanti motivi ed io mi auguro che a breve - anche se la sperimentazione è legata ad un percorso e ad una durata - si possano avere dei documenti che ci diranno che abbiamo fatto bene ad appassionarci a questo tema.
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio molto consigliere Piva.
Passiamo adesso alla fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la mozione oggetto 804 proposta dai consiglieri Alberto Vecchi, Donini e Piva.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La mozione è approvata.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3405 proposta dai consiglieri Favia e Defranceschi.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La risoluzione è approvata.
OGGETTO 3409
Risoluzione proposta dai consiglieri Defranceschi, Monari, Paruolo, Bignami, Malaguti, Sconciaforni, Barbati e Manfredini per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a tutelare due specie protette di chirotteri che popolano aree site presso il Parco regionale di Suviana e Brasimone (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla trattazione della risoluzione oggetto 3409 proposta dai consiglieri Defranceschi, Monari, Paruolo, Bignami, Malagutti, Sconciaforni, Barbati e Manfredini.
Apro la fase della discussione generale congiunta.
Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Invito l'Aula a rifare quanto già fatto in un altro caso rispettando normative non solo regionali ma anche europee, a cui è seguito un ottimo atto della Giunta volto a tutelare queste zone protette.
Mi sembra un concetto chiaro ed ampiamente condiviso per cui non mi dilungo.
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio, consigliere Defranceschi.
Apro la fase delle dichiarazione di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3409 a firma dei consiglieri Defranceschi, Monari, Paruolo, Bignami, Malagutti, Sconciaforni, Barbati e Manfredini.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La risoluzione è approvata.
OGGETTO 3363
Mozione proposta dai consiglieri Barbati e Grillini per invitare il Governo a intraprendere una politica di razionalizzazione e dismissione delle caserme destinate ad usi militari, valorizzandone inoltre la riqualificazione in un'ottica di utilità sociale, di recupero di efficienza funzionale e di risparmio delle risorse economiche stanziate (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla trattazione della mozione oggetto 3363 proposta dai consiglieri Barbati e Grillini.
Apro la fase della discussione generale. Ha chiesto di parlare il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Presidente, visto il contenuto della mozione noi siamo per votare positivamente, ancorché non veda in Aula né la collega Barbati, né il collega Grillini. Poiché in altre occasioni abbiamo rimandato l’argomento in quanto il nostro voto era contrario, in questo caso credo che si possa procedere visto che il nostro voto sarà favorevole.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Monari.
Preso atto del suo intervento dichiaro aperta la fase della discussione generale. Non avendo richieste di parola, dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la mozione oggetto 3363 proposta dai consiglieri Barbati e Grillini.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La mozione è approvata.
OGGETTO 3446
Mozione proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Pagani, Naldi, Donini e Monari per invitare il Governo a completare il percorso normativo intrapreso con il D.L. 158/2012 in materia di ludopatia (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla trattazione della mozione oggetto 3446 proposta dai consiglieri Barbati, Mandini, Pagani, Naldi, Donini e Monari.
Apro la fase della discussione generale.
Ha chiesto di parlare il consigliere Pagani. Ne ha facoltà.
PAGANI: Grazie, presidente. Si tratta di una risoluzione che invita la Giunta a farsi presente nei confronti del Governo perché il decreto-legge n. 158 meglio noto come "Decreto Balduzzi", in merito alla questione del gioco d'azzardo patologico pone per la prima volta attenzione a questa materia, che vorrei ricordare essere all’attenzione di apposita discussione all’interno della quarta commissione con alcuni progetti di legge presentati. Il Governo, tuttavia, interviene in maniera equivoca rispetto ad alcune questioni che sono decisive ed importanti per poter porre attenzione e scrivere un progetto di legge nazionale che ponga il gioco d'azzardo patologico - qui descritto come ludopatia - come elemento all'interno dei livelli essenziali di assistenza. In modo equivoco perché il Governo non identifica le risorse con le quali le Regioni, attraverso le ASL, potranno intervenire, ma contemporaneamente lascia mandato ai Monopoli di Stato per definire la distanza per l'istituzione di nuove sale giochi.
Rispetto a questo, la risoluzione è un invito al Governo a modificare e porre rimedio ad una serie di questioni che sono aperte e decisive affinché si possa davvero combattere il tema del gioco d'azzardo patologico che, nel nostro paese, riguarda ormai 800 mila persone e più di due milioni di familiari interessati. Si tratta di una vera e propria emergenza rispetto alla quale se il decreto-legge ha in sé un aspetto positivo rappresentato, per la prima volta nel nostro paese, da un'attenzione particolare al fenomeno - ricordo che il nostro paese ha normative molto arretrate rispetto al tema del gioco e delle sale gioco, pur essendo il paese in cui si gioca più che altrove e l'Emilia-Romagna ha un livello di gioco di circa 1.700 euro al mese pro-capite - ciò tuttavia non risolve la questione.
Di fatto si è intervenuti di una questione importante, ma lo si è fatto in maniera talmente equivoca che non si riuscirà, a livello regionale, attraverso i progetti di legge che oggi sono in discussione, a poter dare vita a norme più cogenti per dare risposta ad un problema che sta diventando effettivamente una piaga sociale.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pagani.
Non ho più alcun iscritto in sede di dibattito generale per cui dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Essendosi allontanato dall'Aula il consigliere Defranceschi, che era scrutatore, procedo a nominare nuovo scrutatore il consigliere Pagani.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la mozione oggetto 3446 a firma dei consiglieri Barbati, Mandini, Pagani, Naldi, Donini e Monari.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La mozione è approvata.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE (Aimi): A questo punto dovrei introdurre la risoluzione oggetto 2897. Non essendo presenti in Aula i consiglieri Filippi e Villani la risoluzione viene rinviata.
Passiamo alla risoluzione oggetto 2573 a firma del consigliere Mandini. Non vedo presente il consigliere ma vedo prenotato il consigliere Monari al quale conferisco la parola. Prego consigliere, ne ha facoltà.
MONARI: Presidente, poiché trattasi di una risoluzione concordata con la maggioranza, io chiedo che sia posta in votazione nonostante l’assenza del proponente.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.
ALESSANDRINI: Grazie, presidente. Solo per correggere la parte che tecnicamente è sbagliata. Precisamente, nel primo capoverso dopo "rilevato che" e dopo "la data del 03.11.2010" occorre aggiungere "in quanto sono stati utilizzati lavoratori sulle linee di produzione in carico ad un'altra azienda esterna".
Se vuole presidente, posso preparare l’emendamento e consegnarglielo.
PRESIDENTE (Aimi): Se lei ci consente di considerarlo un mero errore materiale, potremmo accoglierlo. Per intanto, consigliere, le chiedo di ridettare la frase a beneficio della Segreteria.
ALESSANDRINI: Dopo "rilevato che i comportamenti messi in atto" e dopo "la data del 03.06.2011" va inserito il passaggio "in quanto sono stati utilizzati lavoratori sulle linee di produzione in carico ad un'altra azienda esterna".
PRESIDENTE (Aimi): Collega Alessandrini, questo non è un errore materiale. Occorre che lei riformuli la proposta e la presenti alla Presidenza. Sospendiamo, dunque, la discussione su questo punto.
OGGETTO 2538
Risoluzione proposta dal consigliere Carini per impegnare la Giunta a promuovere un tavolo politico-tecnico per ridefinire la concessione di derivazione dell'acqua del Brugneto (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Aimi): Andiamo avanti nei lavori e passiamo alla risoluzione oggetto 2538 proposta dal consigliere Carini.
Apro la fase della discussione generale.
Ha chiesto di parlare il consigliere Carini. Ne ha facoltà.
CARINI: Grazie, presidente. È un atto presentato da qualche mese e che - annuncio ai colleghi - ha avuto ulteriori passaggi di conferma, da parte dei territori, di questa volontà. Una volontà che tende a chiedere alla Regione di impegnarsi presso la Regione Liguria - ma so che questi passaggi sono già stati compiuti dall'assessore Gazzolo, così come al presidente Errani è stato consegnato un documento da parte del territorio in merito agli stessi aspetti che sono evidenziati in questo atto - a che, visto che la data di scadenza degli accordi con la Regione Liguria sono ormai prossimi, si provveda ad una maggiore contrattazione affinché il ripristino del livello di rilascio delle acque sia sufficiente a far tornare il fiume quale punto di riferimento sia per l'agricoltura, sia per il turismo, che ha caratterizzato la storia e l'economia dell'intera vallata.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Carini.
Non avendo ulteriori iscritti a parlare in sede di discussione generale, apro la fase delle dichiarazioni di voto.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 2538 a firma del consigliere Carini.
(È approvata all'unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Aimi): La risoluzione è approvata.
OGGETTO 247
Risoluzione proposta dai consiglieri Donini, Grillini, Mumolo, Naldi, Sconciaforni e Riva per impegnare la Giunta regionale a promuovere azioni tramite la creazione di percorsi lavorativi per i detenuti, anche nel settore tipografico, volte a sostenere il progetto denominato "il profumo delle parole" (Rinvio)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla risoluzione oggetto 247 proposta dai consiglieri Donini, Grillini, Mumolo, Naldi, Sconciaforni e Riva.
Apro la fase della discussione generale.
Ha chiesto di parlare la consigliera Donini. Ne ha facoltà.
DONINI: Grazie, presidente. La risoluzione è superata avendo già un paio d'anni di storia e dal momento che il progetto in questione non è più in essere nel carcere della Dozza.
Con i presentatori vedremo di aggiornare la riflessione sui nuovi progetti lavorativi dentro il cantiere, però direi che il testo di questa risoluzione va ritirato per un fatto oggettivo. Nonostante siano assenti alcuni sottoscrittori.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliera Donini.
Purtroppo non è possibile eseguire il ritiro così come da lei proposto, ma possiamo rinviarlo per ragioni tecniche.
OGGETTO 3408
Risoluzione proposta dal consigliere Cavalli per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, circa l'allestimento del presepe nelle strutture scolastiche, volte a tutelare il patrimonio storico-culturale anche quando si ispira a valori e tradizioni di natura confessionale o paraconfessionale, sollecitando inoltre una chiara presa di posizione del MIUR sul tema (Discussione e reiezione)
PRESIDENTE (Aimi): Passiamo alla risoluzione oggetto 3408 proposta dal consigliere Cavalli.
Apro la fase della discussione generale.
Ha chiesto di parlare il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.
CAVALLI: Visto che siamo sotto Natale e c'è un clima goliardico in Aula, si tratta di un invito a portare avanti le nostre tradizioni - quali il presepe - visto che una nostra Dirigente scolastica del Comprensorio dove abito aveva vietato la realizzazione del presepe nelle nostre scuole elementari e materne.
Visto che l'assessore Bianchi aveva solidarizzato con gli abitanti dei Comuni di Caorso, Monticelli e Castelvetro, dicendo che le tradizioni vanno mantenute, io dico che il presepe non è tanto una questione religiosa quanto legata alle nostre tradizioni. Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio, consigliere Cavalli.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagani. Ne ha facoltà.
PAGANI: Grazie, presidente. Io ho una grande sensibilità su questa materia e credo sia lecito che le festività natalizie vengano, in qualche modo, celebrate come tradizionalmente il paese ha sempre fatto.
Da qui però, imporre o chiedere che vengano allestiti obbligatoriamente nelle scuole - soprattutto con i temi oggetto di discussione odierna che vedono varie diversità e peculiarità religiose - i presepi, non significa mancare di rispetto a chicchessia, quanto rispettare una nostra tradizione che è comunque importante.
Vorrei semplicemente ricordare che in una società multietnica come la nostra - e vi inviterei a visitare la scuola cattolica di Sarajevo di Monsignor Sudar - tutti i simboli religiosi, per rispetto delle diverse culture, non sono presenti; e la scuola è di un Vescovo!
Io credo, quindi, che sarebbe sbagliato considerare l'allestimento del presepe un'offesa nei confronti delle altre culture, ma allo stesso modo mi pare incongruo e forzato chiedere che vi sia un obbligo perché questo debba essere fatto. Mi pare che ormai possiamo considerare il nostro paese laico e rispettoso delle opinioni di tutti, per cui mi auguro che nelle scuole della nostra regione non vi siano imposizioni di questo tipo, come auspico che non ci siano imposizioni per una tradizione che, sebbene per me importante e che rispetterò sempre, è sempre riferita a luoghi appartenenti ad istituzioni pubbliche.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pagani.
Ha chiesto di parlare la consigliera Donini.
DONINI: Grazie, presidente. Sono grata al collega Pagani per aver espresso il mio pensiero. Ricordo al collega Cavalli che ogni anno, in corrispondenza del Natale, ci troviamo ad affrontare, attraverso i nostri documenti o addirittura iniziative di carattere ispettivo da parte di qualche consigliere, il tema in questione. Sono anni che nelle nostre scuole, secondo me sulla base di una valutazione che il personale scolastico, la dirigenza scolastica, nella sua autonomia fa rispetto al contesto di quel territorio, si pongono le questioni legate al presepe sì o presepe no.
Io, oltre alle cose che ha detto il collega Pagani e che condivido, vi invito a riflettere sulla necessità di rispettare il lavoro dei nostri operatori scolastici, dei nostri Dirigenti scolastici, della scuola nella sua autonomia, che sulla base di valutazioni legate al contesto e alle condizioni reali nelle quali si trovano ad adoperare, assumono decisioni che vanno rispettate o per le quali vanno chiesti riscontri o motivazioni.
Io non voterò questa risoluzione ma invito tutti a riflettere sulla necessità, più che di stigmatizzare, di capire le ragioni per le quali si assumono certe decisioni.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliera Donini.
Ha chiesto di parlare il consigliere Bernardini. Ne ha facoltà.
BERNARDINI: Grazie, presidente. Penso che le spiegazioni provenienti dai banchi della maggioranza siano sicuramente garantiste verso coloro che non professano il culto cristiano-cattolico, ma altrettanto limitative di quello che invece è la storia e la tradizione di un paese che, fino a prova contraria, è caratterizzato da simbologie, da manifestazioni che in questo caso vengono in un periodo di festività addirittura nazionali. Mi chiedo allora perché per queste persone non creiamo dei luoghi di lavoro nei quali il 25 dicembre possano lavorare, visto che per noi sono giorni di festività santificate e che hanno un valore religioso.
Mescolando questi concetti arrivo proprio a chiedere perché queste persone sfruttano quei periodi di vacanza e festività natalizia se, alla fine, disconoscono il Natale. Perché stanno a casa e festeggiano il Natale come fanno tutti gli altri? Perché non si ribellano a questi giorni di festività forzate a cui la società occidentale, in particolar modo l'Italia, li costringe? Se sono costretti ad avere scuole chiuse, luoghi di lavoro chiusi, se è questa la filosofia che accompagna il vostro ragionamento, il momento di ricostruzione dei valori di una comunità non solamente religiosa o di impronta cristiano-cattolica, io chiederei al corpo docente e a tutti coloro che si interessano della materia uno sforzo per andare oltre e per andare a vedere quello che, anche una tradizione non solo religiosa ma diventata un comune sentire ed una cosa che ci appartiene, possa diventare un’occasione di inclusione per spiegare quei valori che anche la presenza di un presepe può in qualche modo rappresentare.
Uno sforzo che voi non fate, che non chiedete neanche al corpo docente ed insegnante, perché è più semplice la soluzione di togliere, di nascondere, di oscurare. E penso che questa sia una perdita per coloro che applicano un simile principio - ripeto - ad un simbolo che non trasmette solo ed unicamente valori religiosi, bensì accomuna, all’interno di un periodo di festività nazionale legate ad un evento cristiano e religioso, un momento di riflessione e condivisione che può partire da un ambito scolastico su quei valori che non penso debbano avere alcuna connotazione ma debbano essere condivisi da tutti. Anche da chi si trova nel nostro paese, nazione che ha una tradizione ed una cultura da difendere e da spiegare anche andando oltre a quel significato religioso che spesso hanno i giorni di calendario, i presepi ed i crocifissi all'interno degli edifici pubblici. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Bernardini.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Grazie, presidente. Per la vigilia di Natale il collega Pagani si poteva risparmiare quest'intervento! Al di là di questo sarebbe più opportuno dire, per evitare la discussione, che anche questo è un argomento che si sarebbe potuto ritirare perché grazie a Dio è prevalsa la volontà del buonsenso, cioè il presepe, in quella scuola, è stato fatto al di là di quello che noi oggi discutiamo e al di là dell'opinione di uno che si dichiara cattolico. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Meo. Ne ha facoltà.
MEO: Grazie, presidente. Io non sono cattolica ma nella mia famiglia c'è sempre stata una forte tradizione sul presepe. Devo ammettere che se venite a casa mia, in questo clima natalizio vi accolgo volentieri con un bel presepe e con alcune statuine che sono presenti nella mia famiglia da almeno tre generazioni. Io vengo da una famiglia fortemente cattolica e mi hanno insegnato che prima di tutto occorre consapevolezza e rispetto quando si approcciano questi argomenti. Ecco perché non mi piace che una questione che attiene a temi importanti che riguardano l'eticità, le persone e la religione, diventi in questo modo una fonte di contrapposizione puramente politica.
Ritengo che se in quella scuola hanno scelto di fare il presepe, hanno fatto bene, se sceglievano di non farlo, potevano non farlo, ma questi sono temi delicati che attengono alle libertà che in questo paese, qualche volta, ci ricordiamo essere esistenti. Queste libertà vanno rispettate ed è questo che la mia famiglia cattolica mi ha insegnato. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie a lei, consigliera Meo.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. La collega Noè mi ha messo molto, ma molto di buon umore, rassicurandomi quando ha dato in Aula, tre minuti fa, la notizia che il presepe è stato fatto.
A Bologna non tutti sanno che oltre a costruire il presepe c’è anche l’usanza - cattolica, ma anche laica - di visitare un numero di presepi congruo rispetto ad una particolare benevolenza che si ottiene nel momento in cui si visitano tre, cinque o sette presepi (comunque un numero dispari) e ci si accinge a ricordare la ricorrenza del Natale e della Natività.
Io penso che il dibattito su questa tematica sia troppo strumentale per essere fatto con questa modalità. Anche perché non è un argomento banale e quindi non essendo tale non è neanche un argomento da campagna elettorale. E mi dispiace che siano stati adoperati nei confronti del collega Pagani che ha fatto un intervento da cattolico adulto e rispettoso della tradizione, della liturgia e della fede, taluni toni.
L’intervento è stato molto istituzionale e non è stato fatto un intervento contro la risoluzione presentata dal collega Cavalli. Il consigliere Pagani non ha parlato contro e lo vorrei sottolineare.
"Tirare" le parole dell’intervento del consigliere Pagani - e lo dico e lo avrei fatto per chiunque altro fosse intervenuto su questo tipo di argomento - come un qualcosa di non etico, mi pare sbagliato. Sugli argomenti etici, a mio avviso sbagliando, si prendono posizioni strumentali dentro e fuori i partiti, ma siamo a tre giorni dal Natale non credo che quest'Aula abbia dei sentimenti avversi o contrari alle celebrazioni dei riti e delle liturgie natalizie. È dunque sbagliato bersagliare polemicamente l'intervento del collega Pagani che invece aveva rappresentato, secondo me degnamente, una posizione altamente istituzionale, seria, rigorosa e certamente non contro qualcuno.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di poter intervenire il consigliere Barbieri. Ne ha facoltà.
BARBIERI: Grazie, presidente. Io partirei, con un brevissimo flash, da una considerazione: la saggezza popolare ci dice "scherza con i Fanti e lascia stare i Santi"! E mi sembrerebbe che anche rispetto ad un tema così delicato come quello del Natale, come quello del presepe, sia poco opportuno che diventi un tema di divisione e di litigio.
Intanto devo dire che sono contento che la Lega Nord sia attenta a questo tipo di rappresentazione di cultura del nostro paese e non solo religiosa. Vuol dire, quindi, che in qualche modo ha superato l'appartenenza storica ai riti celtici, alle ampolle del Po e tutte quelle altre figure mitologiche che ci portano lontano dal nostro percorso.
Il motivo per cui non voterò questa risoluzione non è certamente per la poca attenzione rivolta al tema di come nelle scuole viene raccontato il Natale. Sappiamo bene, per di più, che ci sono anche autonomie scolastiche e tanti fattori. Ma se il Natale ha una forza, è quella di essere un avvenimento incontrabile non per forma o per attività della Giunta dell'Emilia-Romagna o del MIUR, come viene proposto in questa risoluzione. Mi pare che in questa Regione sia anche un po’ datato , nel senso che noto fortunatamente, che questi sono più scontri di qualche decina di anni fa su questi problemi che vengono segnalati, dal punto di vista della diffusione sul territorio, piuttosto che questioni che entrano a far parte del dibattito politico e culturale oggi.
Ci sono stati interventi - come quelli dei colleghi Pagani e Monari - che condivido e dunque mi pare inopportuno dividerci su un tema così importante e delicato come questo, magari anche con una sterile polemica politica.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Barbieri.
Ha chiesto di parlare il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Innanzitutto volevo capire perché questo argomento viene visto come un problema. Sono così belli i presepi! Ce n’è uno in piazza a Mirandola, bellissimo, che è grande quanto questa sala! Voi continuate a dire che siamo una società multietnica. Ma chi l’ha detto? Chi ha detto questo? Mi piacerebbe capire e sapere: secondo voi, in un paese islamico, ammesso che facciano un presepe, è possibile arrivare e dire "voi non lo fate più"? Assolutamente no! Il discorso è abbastanza facile da capire: noi tiriamo sempre giù i pantaloni! Io ho fermato una studentessa a Modena, poteva avere cinque anni, perché il Sindaco la stava portando dentro una Moschea! Io l’ho fermata! E quando è arrivato il Vescovo, mi sono anche stupito del fatto che questi mi ha detto che sono una persona che non ha cultura. Io non avrò cultura, ma certamente sono uno di coloro che alle tradizioni ci tiene. Noi siamo nati così e quindi dobbiamo restare legati alle nostre tradizioni.
Io credo che avere senso di appartenenza alla nostra cultura e alla nostra civiltà, non abbia nulla di cui farci sentire in difetto. È chiaro però che se questo l’avesse detto qualcun altro, probabilmente ci sarebbe stata più attenzione.
Su quanto detto dal collega Pagani, il consigliere Monari dice che si è trattato di un "discorso istituzionalmente corretto". Sarà anche stato corretto, ma qui non si vuole certamente fare strumentalizzazione politica. Voi pensate che i voti si conquistano perché uno presenta un ordine del giorno o una risoluzione sul presepe? Se siamo arrivati a questo livello, vuol dire che siamo messi proprio male!
Ieri sera, per esempio, per televisione ho visto un bellissimo film su Babbo Natale! Veramente molto bello. Noi siamo nati con queste tradizioni ed anche i nostri figli devono continuare a mantenere alte le nostre idee. Altrimenti cade tutto nel dimenticatoio e, nel momento in cui noi non saremo in grado di rispettare la nostra provenienza, diventeremmo un paese praticamente morto! La nostra cultura la dobbiamo proseguire e mantenere. Godiamoci questo presepe, facciamolo realizzare finché si può fare o finché siamo in maggioranza, visto che nell’ottica di un tempo medio-lungo accadrà, caro collega Pagani, che diventeremo minoranza.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Manfredini.
Abbiamo esaurito la fase del dibattito generale per cui dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagani. Ne ha facoltà.
PAGANI: Presidente, io non intervengo per dichiarazione di voto ma per fatto personale.
PRESIDENTE (Aimi): In che cosa consiste il fatto personale?
PAGANI: Non credo che la consigliera Noè possa dare patenti di cattolicità all’interno di una sala pubblica e in un consesso pubblico. Vorrei spiegare alla consigliera Noè…
(interruzione della consigliera Noè)
Consigliera, lei esprima il suo parere che io esprimo il mio. Ma lei non dà patenti di legittimità, sul cattolicesimo, a nessuno!
NOÈ: Non è un’offesa!
PRESIDENTE (Aimi): Consigliere Pagani, provi ad argomentare la sua richiesta. Prego.
PAGANI: Se la consigliera Noè zittisce, io parlo!
PRESIDENTE (Aimi): Argomenti la sua richiesta e il perché del suo intervento.
PAGANI: Argomento il mio intervento perché la discussione che abbiamo fatto era rispetto ad una richiesta che non va equivocata. Perché il gioco delle parti lo so fare anche io! Dopodiché se è diventato uno strumento per poter polemizzare rispetto a chi rappresenta o non rappresenta certi valori in quest’Aula, questo giochino non va bene.
La risoluzione parla di "allestimento del presepe nelle strutture scolastiche" e quindi…
(interruzione della consigliera Noè)
PRESIDENTE (Aimi): Consigliera Noè, lei eventualmente replica dopo. Adesso siamo in una fase diversa, nella quale dobbiamo valutare se concedere al consigliere Pagani la parola.
Consigliere Pagani spieghi il perché lei si sente offeso e quali sono le ragioni per le quali reputa che possano essere chieste le scuse. A seguire la consigliera Noè replicherà.
PAGANI: Io chiedo "di più" delle semplici scuse! Io chiedo che venga ritirata la risoluzione!
PRESIDENTE (Aimi): Consigliere Pagani, lei è partito da una cosa e ora arriva ad un punto diverso. Lei ha chiesto la parola per fatto personale. Ha spiegato che la ragione insiste nel fatto che si sente offeso dalle parole della consigliera Noè la quale "non le può dare una patente di cattolicità o meno". Io le ho dato la parola, ma a questo punto mi spieghi esattamente la questione. Non mi dica altre cose, sennò non posso darle la parola.
PAGANI: Benissimo! Le spiego semplicemente che qui stiamo discutendo di una deroga rispetto ad un problema decisivo che è quello dell'autonomia scolastica nel nostro paese, su cui la tradizione, i valori e la cattolicità non c'entrano assolutamente niente, la si è trasformata - e la si vuole trasformare - in una questione di Guelfi e Ghibellini. Non è così, è una regressione e vorrei ricordare - concludendo - alla consigliera Noè e a tutti quanti che in questo paese è dal 1948 - è per questo che chiederei una riflessione anche al consigliere Cavalli, avendo oltretutto ottenuto la possibilità di fare il presepe in quella scuola - che non si impongono regole rispetto ad un processo di autonomia scolastica e di laicità di questo paese. Per il semplice motivo che potrei portarvi in scuole di Reggio Emilia o in tutta la Bassa del Po dove ci sono classi intere in cui non c’è un solo ragazzo di provenienza cattolica!
Concludo dicendo questo: in questo Paese, all'inizio del 1948, quando si fece la Carta costituente, un grande costituzionalista - Giorgio La Pira - chiese che fosse scritto al primo articolo della Costituzione "nel nome di Dio si costruisce la Repubblica italiana". Gli rispose Lelio Basso: "professor La Pira, Dio è troppo grande e noi siamo troppo piccoli per poterlo mettere ai voti"! Vi pregherei di smettere di fare questo giochino per dare patente di cattolicità rispetto a questioni che non riguardano assolutamente quest'argomento.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pagani.
La consigliera Noè, ai sensi del regolamento, può precisare le sue dichiarazioni precedenti. Naturalmente se lo vuole. Prego consigliera Noè, anche a lei concedo tre minuti.
NOÈ: Grazie, presidente. Ho l'impressione che il consigliere Pagani, forse perché sta vivendo un momento un po' particolare per via di alcune decisioni, sia eccessivamente sensibile rispetto alle dichiarazioni che ho fatto.
(interruzione del consigliere Pagani)
Non capisco tutta questa agitazione del consigliere Pagani. Forse è il momento storico che sta attraversando. Io trovo che il comportamento del consigliere Pagani si commenti da solo. Io ho fatto un intervento in cui ho espresso le mie perplessità e non ho altro da aggiungere visto che quanto sta accadendo si commenta da solo.
PRESIDENTE (Aimi): La ringrazio, consigliera Noè.
Dichiaro aperta la fase delle dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di parlare il consigliere Filippi. Ne ha facoltà.
FILIPPI: Grazie, presidente. Io purtroppo non ho ascoltato l'intervento del collega Pagani in fase di discussione generale, ma mi è parso di aver capito - anche dopo aver ascoltato la sua dichiarazione di voto - che le sue argomentazioni erano quelle di chi si arrampica sugli specchi. Caro consigliere Pagani, le differenze di valori e le differenze di modi di pensare ed agire, si vedono proprio nelle piccole cose. Questa non è una piccola, ma una grande cosa, e qui sta proprio la differenza fra le persone che sostengono pubblicamente certe tesi - anche il collega Barbieri ha fatto un intervento a mio giudizio inutile - e le persone che hanno certi valori.
Qui ci sono quelle differenze, come la coerenza, che non si riescono a colmare. In una risoluzione di una pagina, tutti intervengono perché c'è un modo di pensare che ci rende diversi. Noi, evidentemente, la pensiamo esattamente nel modo opposto rispetto a voi.
Il PDL vota a favore di questa risoluzione e ringrazio il collega Cavalli che l’ha presentata, è giusto affrontare in Aula questi temi.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie a lei, consigliere Filippi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.
CAVALLI: Grazie, presidente. Mi spiace aver creato un clima di tensione alla fine della serata e dopo una giornata di lavoro, ma io volevo solo dire al collega Pagani che non si è più cattolici in base alle proprie frequentazioni. Ognuno di noi è cattolico a modo suo. Non ci sono riti celtici o meno e nel nostro movimento ci sono diverse sensibilità cattoliche e meno cattoliche. Io, quindi, credo che la risoluzione portata in Assemblea regionale non è un obbligo. Non è stata letta, consigliere Pagani. Si tratta solamente di fare in modo che la Regione si attivi per incentivare. Non c'è nessun obbligo, anche perché sicuramente saprà benissimo che per i musulmani Gesù bambino è il primo profeta. Sul presepe io penso che ci sia alcun problema. Anzi, sono state le mamme musulmane del Comune di Caorso a chiedere che venisse istituito il presepe.
Io non voglio fare nessuna polemica. Voi la bocciate? Noi non faremo alcuna polemica, però ognuno di noi non può definirsi paladino più degli altri. Io credo, nella mia cattolicità, come credo nella cattolicità del collega Pagani che rispetto anche per i valori che esprime come persona, tuttavia additare questa risoluzione come una cosa non giusta, non credo faccia giustizia. Si può disquisire e magari lo accetto dalla consigliera Donini, ma non da lei collega Pagani. Perché credo che su certe cose bisogna essere seri.
Io non voglio obbligare nessuno, ma vorrei tornare al clima natalizio che c'era prima di questa risoluzione, ad un clima di rispetto tra noi e quindi se voi la volete respingere, fate pure. Ma io non voglio essere additato come un talebano solo perché chiedo che la Regione si attivi per una cosa legittima. Non c'è nessuna richiesta o nessuna obbligatorietà di imporre presepi dove non vanno posti! Nelle comunità di Caorso e di altri Comuni, quella Dirigente ha chiesto espressamente alle mamme e ai docenti di non fare il presepe. Loro hanno fatto una richiesta formale al Provveditorato perché venisse rifatto il presepe. Forse non saranno i tempi perché l'obiettivo delle mamme di Caorso e degli altri Comuni danno valore aggiunto, però credo - e concludo - che non bisogna essere più cattolici o meno cattolici. Ognuno di noi ha la sua cattolicità interna ed io credo di non averla in più o in meno rispetto agli altri. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Cavalli.
Ha chiesto di poter intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Siccome sul punto mi pare sia stata abbastanza sviscerata molta della discussione fatta in queste ore, io credo che sul punto ci sia una questione rilevante. Ho sentito il collega Filippi, al quale sono stati rinviati tre oggetti per mancata presenza in Aula, materializzarsi tra i banchi e cominciare a dare giudizi sugli interventi dei colleghi del Partito democratico che sono intervenuti.
Vorrei capire in quale toilette il consigliere Filippi era rimasto chiuso, perché non siamo riusciti ad andare avanti con l'ordine del giorno! Lei ha l’obbligo come me, consigliere, di seguire dai televisori i lavori dell'Aula! Intanto però, consigliere, le pagelle le tiene a casa sua.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.
CAVALLI: Chiedo che la presente risoluzione sia votata mediante procedura elettronica. Grazie.
PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Cavalli.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione della risoluzione oggetto 3408, a firma del consigliere Cavalli, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, Con la registrazione dei nomi.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE (Aimi): Comunico l'esito della votazione:
Presenti
27
Assenti
23
Favorevoli
7
Contrari
20
Astenuti
--
La risoluzione è respinta.
Sono le ore 19,57 e poiché non credo che riusciremmo a trattare le risoluzioni successive, rinviamo le stesse a domani.
La seduta è tolta.
La seduta ha termine alle ore 19,58
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il presidente della Giunta Vasco ERRANI;
il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Patrizio BIANCHI, Donatella BORTOLAZZI, Sabrina FREDA, Paola GAZZOLO, Carlo LUSENTI, Teresa MARZOCCHI, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI, Simonetta SALIERA.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Luigi Giuseppe VILLANI.
Votazioni elettroniche
Autorizzazione alla relazione orale:
OGGETTO 3449
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Norme per l'adeguamento all'art. 2 (Riduzione dei costi della politica) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) e altre disposizioni. Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 32 (Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1992, n. 42) e alla legge regionale 30 marzo 2012, n. 1 (Anagrafe pubblica degli eletti e nominati - Disposizioni sulla trasparenza e l'informazione)» (51)
OGGETTO 3450
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Istituzione, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lett. e) del D.L. n. 138/2011, del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente» (52)
Presenti: 28
Favorevoli: 27
Tiziano ALESSANDRINI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Roberto GARBI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Paola MARANI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Non votanti: 1
Enrico AIMI.
Assenti: 22
Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Franco GRILLINI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Matteo RICHETTI, Luigi Giuseppe VILLANI (g).
OGGETTO 3449
Emendamento 8 a firma del consigliere Defranceschi
Presenti: 32
Favorevoli: 3
Andrea DEFRANCESCHI, Paola MARANI, Matteo RIVA.
Contrari: 26
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Marco CARINI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Astenuti: 2
Monica DONINI, Roberto SCONCIAFORNI.
Non votanti: 1
Enrico AIMI.
Assenti: 18
Liana BARBATI, Gianguido BAZZONI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Gabriella MEO, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI (g).
OGGETTO 3449
Articolo 19
Presenti: 33
Favorevoli: 32
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Non votanti: 1
Enrico AIMI.
Assenti: 17
Liana BARBATI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI (g).
OGGETTO 3449
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Norme per l'adeguamento all'art. 2 (Riduzione dei costi della politica) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonché ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012) e altre disposizioni. Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n. 42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 8 settembre 1997, n. 32 (Funzionamento dei gruppi consiliari - Modificazioni alla legge regionale 14 aprile 1992, n. 42) e alla legge regionale 30 marzo 2012, n. 1 (Anagrafe pubblica degli eletti e nominati - Disposizioni sulla trasparenza e l'informazione)» (51)
Presenti: 33
Favorevoli: 33
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Assenti: 17
Liana BARBATI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Gabriella MEO, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI (g).
OGGETTO 3450
Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Richetti, Aimi, Mandini, Corradi, Meo, Bartolini e Mazzotti: «Istituzione, ai sensi dell'art. 14, co. 1, lett. e) del D.L. n. 138/2011, del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell'ente» (52)
Presenti: 32
Favorevoli: 32
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Assenti: 18
Liana BARBATI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Gian Guido NALDI, Anna PARIANI, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI (g).
OGGETTO 3408
Risoluzione proposta dal consigliere Cavalli per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, circa l'allestimento del presepe nelle strutture scolastiche, volte a tutelare il patrimonio storico-culturale anche quando si ispira a valori e tradizioni di natura confessionale o paraconfessionale, sollecitando inoltre una chiara presa di posizione del MIUR sul tema
Presenti: 27
Favorevoli: 7
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Stefano CAVALLI, Fabio FILIPPI, Andrea LEONI, Mauro MANFREDINI, Silvia NOÈ.
Contrari: 20
Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Roberto PIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI.
Assenti: 23
Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI (g), Damiano ZOFFOLI.
IL PRESIDENTE
I SEGRETARI
Aimi
Corradi - Meo