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118.
SEDUTA DI MERCOLEDÌ 27 FEBBRAIO 2013
(ANTIMERIDIANA)
PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI
Indice
Il testo degli oggetti assembleari è raggiungibile dalla Ricerca oggetti
OGGETTO 3635
Interrogazione del consigliere Filippi, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere a fronte delle varie crisi aziendali in corso, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori della azienda Mariella Burani Fashion Group di Cavriago.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Costi)
FILIPPI (PDL)
MUZZARELLI, assessore
FILIPPI (PDL)
OGGETTO 3649
Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa i tempi di approvazione della direttiva riguardante i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) in relazione all'art. 49, comma 2, della L.R. n. 2 del 2003, e le modalità di calcolo dei ticket sanitari.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Costi)
NOÈ (UDC)
MARZOCCHI, assessore
NOÈ (UDC)
OGGETTO 3652
Interrogazione del consigliere Grillini, di attualità a risposta immediata in Aula, in merito alle problematiche organizzative derivanti dal decesso di un paziente presso il Policlinico S. Orsola di Bologna in seguito ad allontanamento volontario da un reparto di degenza.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Costi)
GRILLINI (Misto)
LUSENTI, assessore
GRILLINI (Misto)
OGGETTO 3655
Interrogazione del consigliere Bernardini, di attualità a risposta immediata in Aula, circa l'ammontare dei valori economici corrispondenti alla gestione della sosta ed al recupero del denaro contante nelle biglietterie/emettitrici di biglietti degli autobus riguardanti la società TPER, e le relative procedure.
(Svolgimento)
PRESIDENTE (Costi)
BERNARDINI (Lega Nord)
PERI, assessore
BERNARDINI (Lega Nord)
Interrogazione oggetto 3654
(Decaduta)
PRESIDENTE (Costi)
OGGETTO 3602
Delibera: «Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità.» (105)
(Relazione, esame articolato e approvazione)
PRESIDENTE (Costi)
MAZZOTTI, relatore
OGGETTO 2660
Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa del consigliere Bignami: «Modifiche all'articolo 517 - quater del codice penale, all'art. 51 del codice di procedura penale e all'art. 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001) per il rafforzamento della lotta contro la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di prodotti agroalimentari»
(Relazione, discussione e reiezione)
(Ordine del giorno oggetto 2660/1 "Non passaggio all'esame degli articoli" - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (74)
PRESIDENTE (Costi)
MALAGUTI, relatore
ALESSANDRINI (PD)
BIGNAMI (PDL)
GRILLINI (Misto)
CORRADI (Lega Nord)
OGGETTO 3477
Relazione attuativa della clausola valutativa di cui all'art. 11 della L.R. n. 6 del 2006 ad oggetto: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione mutualistica in Emilia-Romagna»
PRESIDENTE (Costi)
OGGETTO 3595
Risoluzione proposta dai consiglieri Monari, Naldi, Barbieri, Montanari, Marani, Moriconi, Bonaccini, Fiammenghi, Piva, Vecchi Alberto, Bignami, Manfredini, Grillini, Paruolo, Lombardi, Defranceschi, Meo, Richetti, Ferrari, Mandini, Mumolo, Pagani, Mazzotti, Zoffoli, Pariani, Garbi, Noè, Sconciaforni, Alessandrini, Donini, Malaguti, Carini e Casadei per invitare tutti i livelli di governo dello Stato, nell'ambito delle relative competenze, a proseguire con ogni risorsa disponibile nell'opera di indagine, repressione, prevenzione, educazione, informazione relativa al crimine mafioso.
(Discussione e approvazione)
OGGETTO 1508
Risoluzione proposta dai consiglieri Alessandrini e Monari per impegnare la Giunta a sostenere il rilancio del settore edilizio attraverso azioni volte a favorire la qualità, l'innovazione e la professionalizzazione degli operatori, contrastando anche lo sfruttamento della manodopera e l'infiltrazione mafiosa nel settore.
(Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Costi)
MONARI (PD)
NALDI (SEL - Verdi)
MANDINI (Italia dei Valori)
MANFREDINI (Lega Nord)
DONINI (Fed. della Sinistra)
ALESSANDRINI (PD)
NOÈ (UDC)
PAGANI (PD)
MONTANARI (PD)
DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)
MUZZARELLI, assessore
Allegato
Partecipanti alla seduta
Votazione elettronica
Ordine del giorno oggetto 2660/1 "Non passaggio all'esame degli articoli"
Comunicazioni prescritte dall'art. 68 del Regolamento interno
PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI
La seduta ha inizio alle ore 9,31
PRESIDENTE (Costi): Dichiaro aperta la centodiciottesima seduta della IX legislatura dell'Assemblea legislativa.
Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute:
- antimeridiana del 5 febbraio (n. 116);
- pomeridiana del 5 febbraio (n. 117)
inviati ai consiglieri unitamente all’avviso di convocazione di questa tornata.
Se non vi sono osservazioni, i processi verbali s’intendono approvati.
(Sono approvati)
PRESIDENTE (Costi): Do comunicazione delle assenze a questa seduta assembleare.
"Ai sensi dell'articolo 65, comma 2 del Regolamento interno dell'Assemblea legislativa, comunico la mia assenza nella seduta assembleare del 27 febbraio per impegni istituzionali precedentemente assunti. Firmato presidente Vasco Errani."
L'assessore Patrizio Bianchi non sarà presente nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa in quanto impegnato per iniziativa istituzionale su richiesta del presidente Errani.
La vicepresidente Simonetta Saliera ci comunica che non potrà essere presente alla seduta dell'Assemblea legislativa del 27/02 per motivi di salute.
"Con la presente sono a comunicare che non potrò partecipare ai lavori dell'Assemblea legislativa di domani, 27 febbraio, in quanto impegnato a Roma in una Commissione Turismo. Firmato assessore Maurizio Melucci."
Do per assunte anche le comunicazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno, già inviate ai consiglieri.
(Le comunicazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula
PRESIDENTE (Costi): Passiamo alle interrogazioni a risposta immediata, ai sensi dell’articolo 114 del Regolamento interno, chiamando l'oggetto:
3635 - Interrogazione del consigliere Filippi, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere a fronte delle varie crisi aziendali in corso, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori della azienda Mariella Burani Fashion Group di Cavriago.
Risponderà l’assessore Muzzarelli.
La parola al consigliere Filippi per l’illustrazione.
FILIPPI: Grazie, presidente. Assessore, come lei sa, centotrentadue dipendenti dell’azienda Mariella Burani Fashion Group, industria tessile ubicata a Cavriago di Reggio Emilia, attendono con ansia e preoccupazione di sapere quale sarà il loro futuro lavorativo. Il gruppo è stato commissariato, la procedura fallimentare messa in atto dai curatori è stata avviata da tempo.
Il lavoro svolto dalle Istituzioni, il Comune di Cavriago, quello di Reggio, la Provincia di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna per favorire una ricollocazione dei dipendenti dell’azienda reggiana, purtroppo fino ad ora non ha portato molti frutti. Le Istituzioni hanno proposto ai lavoratori del gruppo Burani, sull’orlo del licenziamento, corsi di cucina e corsi di contabilità. Domani, ripeto, domani 28 febbraio si concluderà l’esercizio provvisorio del gruppo, dopodiché i centotrentadue dipendenti verranno messi in cassa integrazione. Tra tre mesi, a giugno, i lavoratori entreranno in mobilità, condizione che spesso rappresenta l’anticamera del licenziamento.
L’effetto domino di questo fallimento causerebbe seri problemi anche alle aziende che ruotano intorno all’indotto della Burani, sono interessate una decina di piccole ditte e alcuni artigiani. I lavoratori che lavoravano, perché ormai devo usare il passato, nell’azienda Burani hanno espresso, attraverso una lettera alla stampa e alle televisioni, le loro preoccupazioni.
Io chiedo che cosa intenda fare la nostra Giunta regionale per dare una risposta seria alle diverse crisi aziendali che colpiscono duramente molte delle nostre imprese emiliano-romagnole, compresa, appunto, quella reggiana della Mariella Burani Fashion Gruop. Cosa intende fare per favorire la ricollocazione dei dipendenti, non trascurando naturalmente il fatto che molti di loro hanno ottime esperienze professionali, qualifiche e competenze che potrebbero essere ben riutilizzate, soprattutto nel settore tessile e manifatturiero e nel settore della moda.
Grazie, presidente.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Filippi.
La parola all’assessore Muzzarelli per la risposta.
MUZZARELLI, assessore: Sono d’accordo sul fatto che sono molte le imprese in grande difficoltà, anche nella nostra regione, soprattutto nel settore del tessile e dell’abbigliamento e non solo, ma anche nelle ceramiche e altri settori. Abbiamo quindi un problema enorme da affrontare, di fatto, senza strumenti e la cosa ci preoccupa non poco perché le condizioni sono per noi ovviamente limitate, visto che non abbiamo le condizioni di poter sviluppare politiche industriali dirette, se non attraverso quelle poche risorse che abbiamo nel Piano triennale, per stimolare soprattutto la nascita di nuove imprese, perché credo che questo sia l’elemento fondamentale. Stiamo cercando di tenere in piedi una serie di imprese che fanno fatica e che faranno ancora più fatica, in questo caso la situazione è molto più complicata perché Mariella Burani Fashion Group era un marchio enorme, era diventato un punto di riferimento del fashion internazionale, non solo nazionale ma, purtroppo, per le vicende che in parte si conoscono, le altre ovviamente sono state consumate nelle aule dei Tribunali, il Tribunale di Reggio Emilia, sezione fallimentare nel 2010 ha dichiarato lo stato di insolvenza, quindi questo è il problema. Allora gli operatori erano duecentotre di cui tredici dirigenti, a Cavriago, Milano e Roma.
Il Commissario giudiziale ha depositato 16 aprile del 2010, presso la Cancelleria del Tribunale di Reggio Emilia la relazione motivata circa la sussistenza e le condizioni previste per legge per una amministrazione straordinaria, per provare a tenere in piedi il tutto.
Il Ministero dello Sviluppo Economico poi ha nominato commissari straordinari l’avvocato Giampiero Martini, il dottor Francesco Ruscigno e la dottoressa Rossella Strippoli, successivamente è stata avviata la fase della cassa integrazione guadagni straordinari per tutta la durata dell’attività dei commissari, sono centottantasei (centosettantasei a Cavriago, uno a Roma e nove a Milano) i dipendenti, poi il Tribunale ha emanato il decreto di conversione in fallimento della procedura di amministrazione, quindi c’è un problema che ha dato questo percorso e poi sono stati nominati nuovi curatori, Codeluppi, Costetti e Crotti e successivamente, dal 5 giugno 2012, è stata attivata una CIGS per altri dodici mesi per centocinquantatré lavoratori di cui centoquarantacinque a Cavriago, uno a Roma e sette a Milano.
Con l’attivazione dell’esercizio provvisorio, ma dalla stampa è emerso che a fine febbraio non sarà rinnovato l’esercizio provvisorio dell’azienda che serviva per favorire un’eventuale cessione dell’attività aziendale, questo per noi è un problema, abbiamo il sindacato che sta anche seguendo pari passo questa vertenza di carattere nazione.
La Provincia di Reggio Emilia ha cercato in questo periodo, nella persona soprattutto dell’assessore Saccardi con il proprio staff, di fare già dal febbraio del 2010 incontri e accordi presso il Ministero del Lavoro che, nel frattempo, ha promosso una serie di politiche passive e attive del lavoro e quindi diciamo che il tavolo è stato un tavolo nazionale a cui, semmai, noi abbiamo partecipato come uditori. Abbiamo quindi avviato questa serie di corsi di formazione di diverso tipo con il centro per l’impiego, la verifica dei curriculum, la situazione, però la partita è complicatissima perché il settore è un settore in difficoltà e la questione di cui lei parlava io la condivido perché noi rischiamo di perdere un pezzo di professionalità, in un settore che comunque è in grande difficoltà. Non è semplice perché non è che si danno dei soldi all’impresa e questa riparte e abbiamo risolto il problema, non è così perché, in questo caso l’impresa andava bene dal punto di vista dell’immagine, della strategia, eccetera, ma aveva altri problemi.
Sono stati offerti i percorsi formativi con la ricerca di collaborazione, però complessivamente sono emerse esigenze, difficoltà e, soprattutto, ripeto, il settore tessile provinciale, e non solo, ha una ridotta capacità di assorbimento, proprio per le difficoltà che abbiamo valutato. Oltre le formazioni abbiamo cercato il ricorso agli ammortizzatori sociali ancora per centotrentadue lavoratori dell’azienda, la CIG, articolo 3 comma 1, scade il 4 giugno 2013, si potremmo utilizzare con accordo condiviso dei curatori fallimentari del Tribunale di Reggio Emilia, dello RSU aziendale, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali di attivare una CIG in deroga fino a dicembre 2013, almeno per far respirare e quindi il lavoro che stiamo seguendo è quello di provare a far respirare quel personale, accompagnato a una mobilità volontaria per i lavoratori che trovassero altre opportunità lavorative. Su questo vorrei anche dire che dobbiamo lavorare per trovare una soluzione, abbiamo bisogno di un Governo che modifichi anche un punto dei provvedimenti Fornero perché, ad un certo punto, è stata modificata una delle questioni che io ritenevo importanti e cioè la possibilità, poiché erano in mobilità, di essere priorità nell’accesso al nuovo lavoro, quella priorità è stata tolta. Adesso però bisogna rimetterla, perché in caso contrario rischiamo di mettere la gente in mobilità, se poi non ha una priorità per essere ripresa nel circuito del lavoro, la questione diventa più complicata.
Quindi, deroga fino a dicembre 2013, questo è l’impegno che si sta cercando di portare avanti, accompagnato da una mobilità volontaria, per cercare di limitare l’impatto sociale del fallimento della Mariella Burani Fashion Group e di trovare ulteriori politiche attive per favorire la ricollocazione, anche se quest’Aula in altri casi ha dato l’input per le ricollocazioni, io sto lavorando per fare incontri con tutte le imprese del settore, ma vi assicuro che quando io attivo incontri con le aziende, anziché dirmi quanti dipendenti vogliono assumere, mi dicono quanti invece ne vogliono mettere sul mercato del lavoro, quindi la partita è davvero complicata. Resta, tuttavia, il fatto inconfutabile che senza una politica nazionale per la crescita diventa tutto complicato.
Per tutti questi motivi noi continueremo a seguire, sia per quanto riguarda il nostro sostegno..., alla nascita di nuove imprese e alla ricerca e agli investimenti pubblici, perché io credo che questa sia l’unica condizione, se noi non facciamo crescere nuove imprese, la partita diventa complicata e la rincorsa alla collocazione per le imprese che ci sono e che sono già in difficoltà è una rincorsa che darà frutti scarsi.
Penso che questo sia l’obiettivo che dobbiamo insieme provare a portare a compimento.
PRESIDENTE (Costi): Grazie assessore Muzzarelli.
La parola al consigliere Filippi che ha tre minuti a disposizione per la replica.
FILIPPI: Grazie, presidente. Mi fa piacere che l’assessore sia d’accordo e la pensi come me su questo dramma perché, purtroppo, per queste famiglie di lavoratori che non hanno più lavoro è un dramma, un dramma che tocca tutti noi e so anche io che non è facile trovare soluzioni alle crisi aziendali e comunque è nei compiti di chi governa fare il possibile per risolvere anche questi problemi, perché abbiamo il taglio dei nastri, abbiamo le inaugurazioni, ma abbiamo anche il tema di trovare il lavoro e quello che lei dice, assessore, e cioè cercare di creare nuovi posti di lavoro, è sicuramente una soluzione. Il problema è che fine febbraio è domani e queste centotrentadue famiglie, questi centotrentadue dipendenti da domani entrano in cassa integrazione per tre mesi, lei dice che sono nove i mesi, lo speriamo tutti, dopo di che c’è il buio.
Esprimo ancora una volta la mia preoccupazione, la mia vicinanza a questi lavoratori, comprendo la loro amarezza che hanno espresso nella lettera inviata ai quotidiani e alla stampa e spero vivamente che la Giunta, assieme anche a noi che cerchiamo naturalmente di fare la nostra parte, cerchi di trovare soluzioni perché il problema del lavoro è un problema che si fa sentire sempre di più. Grazie per la risposta.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Filippi.
Abbiamo esaurito l’oggetto 3635, passiamo all’oggetto seguente:
3649 - Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa i tempi di approvazione della direttiva riguardante i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) in relazione all'art. 49, comma 2, della L.R. n. 2 del 2003, e le modalità di calcolo dei ticket sanitari.
Risponderà l’assessore Marzocchi
La parola alla consigliera Noè.
NOÈ: Grazie, presidente.
Faccio questa domanda proprio perché, alla luce della chiusura di questa legislatura, vorrei capire, anche proprio in assenza della riforma ISEE che, purtroppo, non è venuta avanti rispetto a quanto si prevedeva in un eventuale DPCM all'articolo 5. Vorrei capire, anche alla luce della sentenza che c’è stata lo scorso dicembre da parte della Corte Costituzionale che ha legittimato anche la competenza regionale a intervenire in ambito ISEE in assenza di intervento nazionale, come questa Regione allora intende porsi davanti a questo problema sia per quanto riguarda effettivamente l’applicazione di quell’articolo 49 della legge 2 del 2003 che nel dicembre del 2009, in cui abbiamo previsto una direttiva che sarebbe intervenuta proprio a questo riguardo vorrei ricordare che siamo ormai a fine febbraio del 2013 e, soprattutto, vorrei capire come questa Regione intende rapportarsi a questa grande discriminante che sta avvenendo su tutti i cittadini in questo particolare momento di grande difficoltà economica sulla modalità di calcolo del sovraticket.
Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Noè.
La parola all’assessore Marzocchi per la risposta.
MARZOCCHI, assessore: Grazie, presidente.
La posizione della Giunta in merito alla prosecuzione di approvazione della direttiva di cui all’articolo 49 della legge 2 del 2003 è che in questo momento non è opportuno procedere perché la sentenza della Corte Costituzionale, che lei stessa ha citato, riconosce, e questo è un dato innovativo rispetto alle posizioni precedenti, il valore di livello essenziale dell’indicatore della situazione economica e, pertanto, ne riconduce la competenza allo Stato. Qualora il nuovo Governo dovesse concludere l’iter di approvazione del DPCM, possibile anche in assenza dell’intesa con la Conferenza unificata, sarà stato il motivo della posizione della Regione che ha interrotto, purtroppo, questo percorso a cui avevamo molto lavorato, qualsiasi intervento normativo di livello regionale diverrebbe nullo.
Nella proposta del Governo uscente, già sottoposta alle parti sociali e alla Conferenza unificata, era stata affrontata la questione posta dall’interrogazione della disparità del trattamento nei confronti delle coppie coniugate rispetto alle coppie di fatto, giungendo ad una soluzione condivisibile. Avevamo lavorato nel livello nazionale per fare in modo che tutte le cose che lei da più tempo ha sottolineato venissero ricomprese nel provvedimento nazionale e così, di fatto, sarebbe stato se il provvedimento fosse andato avanti. Si ritiene, pertanto, opportuno attendere la posizione del nuovo Governo e porsi attivamente, così come abbiamo fatto, nell’interlocuzione con il nuovo Ministro per verificare l’intenzione di proseguire e concludere l’iter di approvazione del DPCM prima di riprendere il percorso regionale e pensiamo di fare il tavolo delle Regioni appena possibile.
Per quanto riguarda la revisione delle modalità di compartecipazione della spesa da parte degli utenti del Servizio Sanitario regionale dell’Emilia-Romagna, l’Emilia-Romagna è in attesa, come del resto tutte le altre Regioni, che la materia venga definita a livello nazionale, secondo le previsioni del decreto legislativo 201 del 2011. A questo proposito le segnaliamo che l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha istituito un gruppo di lavoro interregionale per la revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell'ISEE, il gruppo non è ancora pervenuto all’elaborazione di una proposta di revisione da sottoporre al Ministero e alle Regioni, ma il percorso è ovviamente avviato anche su questa fascia. Riconosciamo, come le dicevo prima, l’urgenza di queste condizioni, anche in considerazione delle condizioni della nostra popolazione, quindi non soltanto dei problemi pregressi e appena ripartono i lavori dei tavoli nazionali ci rimettiamo a lavorare su questo tema che è stato veramente trattato con molta attenzione e anche con molta determinazione, per poter arrivare a valutare la possibilità che venisse approvata come ultimo atto del precedente Governo, con un grande sforzo di favorire l’incontro tra i pareri delle diverse Regioni; purtroppo ciò non è stato possibile. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, assessore Marzocchi.
La parola alla consigliera Noè che ha quattro minuti per la replica.
NOÈ: Assessore mi fa piacere che lei prenda atto della situazione in cui questa materia si sta contestualizzando, e mi fa piacere che lei riconosca l’urgenza e la necessità di intervenire, appunto, con estrema urgenza. Vorrei allora chiedervi per quale ragione questa Regione nel 2009 ha deciso di intervenire al riguardo, prevedendo l’emissione di una direttiva, siamo a marzo - febbraio del 2013 e questo non è ancora stato fatto. Come può conciliare la parola di urgenza in termini di sua sensibilità con un provvedimento uscito a dicembre 2009 per intervenire a questo riguardo, quando c’è, secondo il mio punto di vista e l’interpretazione che ho dato io alla sentenza della Corte costituzionale del dicembre 2012 dove, appunto si dice che è prevista e confermata la competenza regionale a disciplinare la materia nelle more di definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale, legittimando, appunto, l’intervento che è stato fatto a dicembre del 2009.
Non potete continuamente rinviare la questione a qualcun altro, quando, effettivamente, già nel dicembre del 2009 vi eravate riproposti di intervenire e oggi che una sentenza della Corte costituzionale lo conferma, non lo fate, adducendo ancora a un altro Governo. Ma non si può continuare a scaricare una responsabilità quando forse anche rispetto alla cabina di regia che conosco, so da quanto tempo quella cabina di regia sta lavorando, in realtà non vede da parte vostra il coraggio di assumervi la responsabilità di disciplinare come in questa Regione bisogna compartecipare rispetto a quei servizi. È vergognoso, lasciatemi dire che è vergognoso. È terminato un mandato governativo, è intervenuta una sentenza della Corte costituzionale, ravvisate l’urgenza e mi dite di voler aspettare che cosa dirà il nuovo Governo, alla luce di uno scenario che non sappiamo nemmeno come questo Governo potrà agire. Ma è questo è il vostro modo di porgervi? Ma dov’è il coraggio? È dal 2009 che con la Finanziaria dite sempre questo. Perché non siete stati zitti, invece di porvi con l’obiettivo di emanare la direttiva? Chi ve l’ha fatto fare, per poi ritrovarvi continuamente in questa contraddizione e poi non so se avete ancora il coraggio di rinviare a qualcun altro il porre fine a una ingiustizia rispetto una modalità di calcolo che, probabilmente, si sarebbe potuta sanare prendendo a riferimento l’intera normativa del ticket, ma questo ancora non è successo, da parte vostra non c’è stata l’umiltà, ripeto l’umiltà, di ammettere che, effettivamente, è passato troppo tempo, quel settembre o meglio, quel fine agosto quando siamo dovuti intervenire in una certa maniera ci sembrava che questo fosse il modo migliore ma, purtroppo, abbiamo ritenuto più giusto, oggi che voi stessi, lei stessa l’ha ribadito nelle sue parole che quel criterio crea una disparità di trattamento, lei rinvia. Ma vi sembra che questi siano i giorni del rinvio o chi effettivamente ha il coraggio e la convinzione di quello che ha fatto, lo faccia. Credo che ormai ci abbiano insegnato che è ora di agire, è ora di agire!
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.
Passiamo all'oggetto successivo:
3652 - Interrogazione del consigliere Grillini, di attualità a risposta immediata in Aula, in merito alle problematiche organizzative derivanti dal decesso di un paziente presso il Policlinico S. Orsola di Bologna in seguito ad allontanamento volontario da un reparto di degenza.
Risponde l’assessore Lusenti.
Prego consigliere Grillini.
GRILLINI: Grazie, presidente. I fatti sono noti: il 31 dicembre dell’anno scorso il signor Bragaglia Gino è stato ritrovato deceduto sulle scale di sicurezza del Padiglione 2 dell’Unità operativa di Medicina interna Borghi.
Le procedure per l’allontanamento dei pazienti che, peraltro, non esistevano, nel senso che siamo di fronte ad una situazione dove, appunto, le procedure non ci sono, tuttavia il personale sanitario e il medico di guardia avevano avvertito della scomparsa del paziente i familiari e avevano avvertito il medico che doveva entrare di turno, gli infermieri avevano fatto il loro dovere, lo avevamo cercato dappertutto. Ovviamente la vicenda ha avuto un grosso rilievo di stampa perché quando muore una persona in questo modo è ovvio che c’è un’attenzione molto forte da parte della stampa. Ci si è accorti che nonostante il tema fosse rilevante, pare che al Pronto soccorso dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna scompaiono dieci persone al giorno, si tratta di persone border line che spesso frequentano il Pronto soccorso anche senza averne bisogno, tuttavia il tema della scomparsa delle persone anche dai reparti, è un tema assai rilevante e questa vicenda ha evidenziato l’assenza di procedure standard valide per tutta laRegione e per tutto il sistema sanitario regionale. Si è cercato di porre rimedio lodevolmente, con una nota dell’Assessorato regionale alla Sanità che, tuttavia, non ha forza regolamentare, è una nota indicativa, è una nota esortativa.
La nostra opinione è che da un lato non bisogna fare uno scaricabarile sui lavoratori che avevano fatto, a quanto sembra, il loro dovere, va tenuto presente che in quel reparto, come in tanti altri reparti, ce lo siamo detti tante volte quando discutiamo dei tagli alla sanità e della situazione che si sta venendo a creare, nel servizio notturno ci sono solo tre medici su quattrocentocinquanta pazienti, quindi è evidente che anche la sorveglianza diventa veramente molto difficile da questo punto di vista.
La mia opinione è che occorre seguire l’esempio della ASL di Reggio Emilia che il 15 ottobre 2012 ha adottato una procedura specifica per i casi di allontanamento dei pazienti dai reparti di degenza. Il protocollo della ASL di Reggio Emilia sembra decisamente ben fatto, immagino che ne sia perfettamente a conoscenza l’Assessorato regionale e potrebbe essere preso ad esempio per una procedura standardizzata su tutto il territorio regionale.
Il suggerimento che io faccio va esattamente in questa direzione, di superare la nota esortativa e di arrivare a un intervento vero e proprio per affrontare un tema che, a quanto pare, è assai rilevante, tenuto conto che in questa vicenda ognuno si deve assumere le sue responsabilità, evitando lo scaricabarile su chi quella notte lavorava in ospedale. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini.
La parola all’assessore Lusenti per la risposta.
LUSENTI, assessore: Grazie, presidente.
La ricostruzione della vicenda relativa al caso del signor Bragaglia è stata effettuata dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna e gli organi regionali competenti ne sono stati informati tramite una relazione pervenuta in Assessorato in data 10 gennaio 2013. Tale dettagliata relazione contiene anche riferimenti a punti di forza e di criticità correlati all’evento. La relazione è stata trasmessa il 10 gennaio, cioè lo stesso giorno in cui è stata ricevuta, alla Magistratura e fa parte del materiale informativo che la Magistratura utilizza per le indagini in corso.
L’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna, al pari di altre Aziende, ha una procedura aziendale per l’attivazione dell’unità di crisi per la gestione e la comunicazione degli eventi avversi, approvata in data 23 febbraio 2012 e applicata a partire dal 12 marzo 2012. Nell’ambito di tale procedura è contemplato come oggetto di sorveglianza e, quindi, da segnalare in caso di accadimento, ogni evento avverso che causa morte o grave danno al paziente. La procedura è stata prima presentata in collegio di direzione, successivamente inviata con mail a tutti gli operatori ed è stato, inoltre, illustrato in occasione di un evento formativo esteso a tutti i sanitari presso l’Aula magna del Padiglione 5, Nuove Patologie, in data 12 aprile 2012 e nell’ambito del convegno M3 Medical Malpractices Media il 9 novembre 2012.
Pur non essendo tale procedura specificamente dedicata all’allontanamento, i comportamenti da tenere in caso di tale evenienza sono quelli descritti nella procedura citata, in quanto l’allontanamento di pazienti a rischio, rappresenta una fattispecie assimilabile a quella di un evento avverso. Secondo quanto comunicato dall’Azienda, era comunque prassi consolidata, nei casi di allontanamento, anche l’attuazione delle seguenti azioni: allertamento del servizio di vigilanza interno, allertamento del posto di Polizia interno negli orari di apertura o direttamente il 113, allertamento, nei casi non risolti, della Direzione medica ospedaliera e della Direzione sanitaria.
A partire dall’analisi del caso del signor Bragaglia e da successivi approfondimenti nell’immediatezza la Direzione generale Sanità e Politiche sociali della Regione ha effettuato una ricognizione delle procedure adottate da parte delle Aziende sanitarie regionali. In considerazione della particolare delicatezza e complessità della tematica, la stessa direzione ha predisposto una raccomandazione perché venissero maggiormente specificate le procedure già esistenti rispetto ad alcuni aspetti essenziali, fra i quali: la condizione del paziente, le procedure operative (evidenza della scomparsa, allarme, gestione dell’intervento di ricerca), le risorse da impiegare, la comunicazione con i familiari e il coordinamento con le Forze dell’Ordine. Nella stessa raccomandazione si fa correttamente riferimento alla regolamentazione legislativa, cioè alla legge del 14 novembre 2012, la n. 203 e alle specifiche linee guida predisposte dal Ministero dell’Interno che affronta il problema delle persone scomparse come problema di carattere generale e definisce i comportamenti da adottare per facilitarne la ricerca.
In quest’ottica è stata emanata la raccomandazione sopracitata nella forma che ne assicurava la massima celerità applicativa. In ogni caso l’Assessorato si riserva di proporre alla Giunta regionale ulteriori ed eventuali direttive su questa complessa tematica.
Relativamente al rapporto tra il numero pazienti e i sanitari assegnati alla loro sorveglianza, si precisa quanto segue: il numero di posti letto complessivi di area medica e specialistica presenti all’interno del Padiglione 2 del policlinico Sant'Orsola è di quattrocentoventitre e non di quattrocentocinquanta come riportato dal consigliere, su tali posti letto sono operativi nelle ore notturne quattro medici di cui uno nel punto guardia a) cui afferiscono novantanove posti letto (interessato dall’episodio del signor Gino Bragaglia); uno nel punto guardia b), cui afferiscono novantaquattro posti letto; uno nel punto guardia c), cui afferiscono centotredici posti letto (di cui ventitré di post acuzie); uno nel punto di guardia specialistico, cui afferiscono centodiciassette posti letto (di cui cinquantadue di riabilitazione).
Si evidenzia che da una ricognizione regionale del 2009 sul tema, risulta un range di posti letto per punto guardia, in ospedali di complessità paragonabile, variabile tra un valore minimo di ottantotto, fino ad un massimo di centotrenta; numeri che collocano il policlinico Sant’Orsola-Malpighi nella media regionale. Si fa presente, inoltre, che la distribuzione dei pazienti per medico è in relazione alla loro complessità assistenziale e che nelle ore notturne i reparti del Padiglione 2 non sono interessati da ricoveri di pazienti da Pronto soccorso.
In termini di personale sanitario presente all’interno dei reparti di medicina interna nelle ore notturne è prevista la presenza di due infermieri a cui è affidata l’assistenza dei pazienti e l’attivazione del medico di guardia interdivisionale in caso di necessità. Nello specifico, l’Unità operativa di medicina interna Borghi è dotata di trentaquattro posti letto. In riferimento all’affermazione per cui vi sarebbe stata una riduzione della presenza infermieristica nelle ore notturne da tre unità a due, si comunica che tale riduzione è coincisa con una riorganizzazione avvenuta il 20 agosto 2012, per cui da una dotazione complessiva di settantun posti letto si è passati all’attuale dotazione di trentaquattro letti. L’assegnazione di due unità infermieristiche per trentaquattro posti letto rappresenta lo standard diffusamente garantito nelle strutture ospedaliere per questa tipologia di unità operative.
Relativamente ai dispositivi di sicurezza presenti nel Padiglione 2, da quanto riferito dall’Azienda, le porte "sempre aperte", citate nel testo dell’interrogazione, rappresentano vie di fuga presenti nelle strutture, non apribili dall’esterno ma dotate di maniglioni antipanico che ne consentono una rapida apertura dall’interno in caso di necessità. Viene inoltre specificato che la porta esterna (succitata via di fuga) risulta allarmata con consegnale sia visivo che acustico, in modo da essere udito anche dalle stanze di degenza e che la durata di solo quindici secondi dell’allarme si riferisce alla eventualità che la porta venga immediatamente richiusa. Da ultimo, sulla vetrata della porta esterna è apposto un cartello che recita la seguente dicitura: "porta collegata al sistema di allarme, usare solo in caso di emergenza".
PRESIDENTE (Costi): Grazie, assessore Lusenti.
La parola al consigliere Grillini al quale ricordo che ha un minuto e mezzo di tempo per la replica.
GRILLINI: Grazie, assessore. È positivo l’impegno a intervenire successivamente su questa materia con un intervento più significativo, noi ci riserviamo eventualmente in futuro di presentare su questa materia un ordine del giorno in Consiglio. Lo stesso Assessore riconosce che la procedura sugli eventi avversi non è specifica per i casi di allontanamento anche se, come dice l’Assessore, può essere adottata per questi casi, ma non è specifica.
Volevo anche dire che questo allarme di quindici secondi è un allarme visivo e non sonoro, è nella guardiola del medico che, ovviamente, dovendo seguire tanti pazienti a volte non c’è e quindi non lo può vedere. Anche da questo punto di vista vanno riviste molte cose e, soprattutto, va rivisto e va stabilito di chi è la responsabilità di controllare anche le scalette esterne in caso di allontanamento. Ci vuole, quindi, una procedura uguale per tutti e la disponibilità dell’Assessorato ad adottarla ci fa dire che siamo soddisfatti della risposta. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini.
Passiamo al successivo oggetto:
3655 - Interrogazione del consigliere Bernardini, di attualità a risposta immediata in Aula, circa l'ammontare dei valori economici corrispondenti alla gestione della sosta ed al recupero del denaro contante nelle biglietterie/emettitrici di biglietti degli autobus riguardanti la società TPER, e le relative procedure.
Risponderà l’assessore Peri.
La parola al consigliere Bernardini.
BERNARDINI: Grazie, presidente. La mia domanda è molto semplice, anche perché ci serve la risposta dell’assessore per confermare quello che sappiamo già, ossia sapere ufficialmente se TPER ha incassato quello che è il gettito delle emettitrici sugli autobus.
Ci risulta esserci un rapporto molto strano tra il Consorzio Omnicoop e la Cooperativa Coopertone, ci sono alcuni problemi tra le due consorziate, mi risultano esserci anche alcuni discorsi già avviati e seguiti da legali, io chiedo di sapere semplicemente cosa sa l’assessore in merito. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Bernardini.
La parola all’assessore Peri.
PERI, assessore: Grazie, presidente. In realtà il contratto di servizio fatto tramite gara a suo tempo dalla precedente società che era ATC, era un contratto di servizio con la Coopertone e non con Omnicoop che, invece, è una sua consorziata. A tutt’oggi formalmente il contratto di servizio che prevede la prestazione di lavori da parte della Coopertone per il ritiro delle monete dalle emettitrici, cioè non per la sosta ma solo per gli autobus. Fino ad agosto del 2012 non ci sono stati particolari problemi, a settembre, ottobre e novembre il versamento degli incassi che la cooperativa doveva ritirare si sono fermati, è intervenuta la nuova società che, in questo caso, è TPER e non più ATC, a seguito della fusione, come è noto, e si è provveduto a gestire il flusso di denaro in altro modo, facendo sì che da gennaio il flusso degli introiti delle emettitrici arriva direttamente a TPER. Ovviamente Coopertone versava a un altro soggetto che faceva la gestione dei flussi finanziari e quindi è stato fatto un atto in modo tale che TPER agisce direttamente con questo soggetto finanziario.
A tutt’oggi la situazione in itinere è risolta, rimane uno scoperto finanziario per difficoltà della società, calcolabile attorno agli 800 mila euro, che però è in fase di riduzione, nel senso che mensilmente Coopertone fattura a TPER circa 75 mila euro e, ovviamente, in queste condizioni TPER non paga le fatture per rientrare dal credito. Formalmente la cosa, almeno dal punto di vista dei flussi finanziari si è risolta, ovviamente è aperta una vertenza legale fra le due società per risolvere il problema. In ogni caso TPER si è anche attrezzata per garantire la continuità del servizio, anche in casi di problemi che si dovessero verificare. A tuttora problemi sostanziali, da gennaio 2013 ad oggi, non ce ne sono più stati, mensilmente la fatturazione di Coopertone verso TPER era di 75 mila euro, l’incasso delle macchinette è quantificabile in circa 80 mila euro la settimana.
Questo è, grossomodo, il quadro che abbiamo davanti.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, assessore Peri.
La parola al consigliere Bernardini, al quale ricordo che ha cinque minuti per la replica.
BERNARDINI: Grazie, presidente. È interessante sapere che TPER a oggi non ha incassato 800 mila euro di introiti dalle macchinette, ha quindi un buco di 800 mila euro. Capisco oggi che si fa un ristorno tra quelle che sono le fatture che questa cooperativa presenta a TPER e TPER non paga perché va a scontare su quello che avrebbe dovuto avere e invece non ha avuto, ma questo conferma che c’è qualcosa che non funziona e non ha funzionato bene.
Sarebbe, giustamente, interessante capire anche la funzione di questa Omnicoop che, di fatto, era quella che gestiva tutta la partita finanziaria, bisognerebbe capire che cosa sta capitando nei confronti di questa scatola che si chiama Omnicoop perché, ripeto, dalle informazioni che ho, ci sono alcune cose che risultano poco chiare. Adesso, anche in base alla risposta dell’assessore, formulerò un’altra interrogazione nella quale sarò più preciso ed entrerò più nel merito della cosa. Oggi volevo sapere in linea generale quella che era la conoscenza da parte dell’assessore e avere la conferma di quella che era una cifra a me indicata solo di poche migliaia di euro in più, però ho scoperto che invece si tratta di 800 mila euro, che ci portiamo da quando c’era ATC, questa somma sta calando perché non stiamo pagando le fatture a chi di dovere, ma il problema è che chi di dovere forse ha fatto quello che doveva fare e invece si sono intascati i soldi ed è per questo che dico che forse c’è un problema non con il soggetto a cui non stiamo pagando le fatture, ma forse con un soggetto terzo, di cui prima ho fatto il nome, che forse ha delle responsabilità e qui chiedo all’assessore di andarle a verificare e verificare bene quelli che sono i rapporti tra Coopertone e Omnicoop e TPER e con ATC prima. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Bernardini.
Interrogazione oggetto 3654 (Decaduta)
PRESIDENTE (Costi): L'oggetto 3654, interrogazione della consigliera Barbati, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione dei Dipartimenti di Salute Mentale e dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura regionali, con particolare riferimento alla situazione esistente nell'area bolognese, decade perché la consigliera Barbati non è presente in Aula.
Con l’oggetto 3654 abbiamo esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata in Aula.
OGGETTO 3602
Delibera: «Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità - Modifiche al regolamento adottato con deliberazione assembleare n. 229 del 30 giugno 2009 - Delibera UP n. 102 del 22 aprile 2009» (deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 13 del 05.02.13) (105) (Relazione, esame articolato ed approvazione)
PRESIDENTE (Costi): Il testo (n. 2/2013) è stato licenziato dalla Commissione "Bilancio Affari Generali ed Istituzionali" nella seduta del 19 febbraio 2013 con il titolo: «Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità».
Il Regolamento è composto da 92 articoli.
Il relatore della Commissione è il consigliere Mario Mazzotti.
Ai sensi dell’articolo 27, comma 4, dello Statuto, il Regolamento è approvato a maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea.
A questo punto do la parola al relatore, il consigliere Mario Mazzotti.
MAZZOTTI, relatore: Grazie, presidente. Si tratta di un atto che, come abbiamo visto in Commissione, riordina un regolamento sotto due aspetti: il primo aspetto è l’adeguamento alle normative che sono via via intervenute, successive al 2009, anno di approvazione del Regolamento attualmente in vigore, l’ultima delle quali è il decreto 95/2012, convertito con modificazioni con la legge 135/2012 e via anche quelli precedenti, relativi alle misure urgenti per la revisione della spesa pubblica, con invarianza dei servizi ai cittadini. Dall’altra parte si tratta di una revisione, un restyling che mette in relazione lo stesso Regolamento per l’amministrazione e la contabilità dell’Assemblea legislativa con le procedure adottate dalla Giunta e con alcune modificazioni intervenute, anche dal punto di vista dell’ordinamento generale, mi riferisco in particolare all’entrata a pieno regime delle figure dei garanti e ad un rapporto più responsabile e relazionale tra le strutture tecniche dell'Assemblea legislativa.
Le procedure che vengono prese in esame dal Regolamento e modificate riguardano, in particolare, la programmazione e l’attività contrattuale, gli affidamenti in economia dei servizi, i controlli e tutto nell’ottica di una scelta di maggiore trasparenza e responsabilità. Devo aggiungere, presidente, che con questo Regolamento in sostanza noi procediamo a una rivisitazione molto tecnica e, come abbiamo avuto modo di vedere anche nella I Commissione, si tratta di un restyling che tende a mettere maggiormente in efficienza e in relazione gli uffici e i servizi dell’Assemblea legislativa.
Mi riservo, durante la discussione degli articoli, poiché è in quella sede che vengono introdotte le variazioni, eventualmente di illustrarli, qualora sia richiesto dai consiglieri, così come abbiamo fatto durante i lavori della Commissione. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mazzotti.
Apriamo la discussione generale. Se nessun consigliere chiede di intervenire, passiamo all'esame dell'articolato.
Nomino scrutatori i consiglieri Montanari, Moriconi e Lombardi.
Partiamo dall’articolo 1.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 1.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 1 è approvato.
Passiamo all’articolo 2.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 2.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 2 è approvato.
Passiamo all’articolo 3.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 3.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 3 è approvato.
Passiamo all’articolo 4.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 4.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 4 è approvato.
Passiamo all’articolo 5.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 5.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 5 è approvato.
Passiamo all’articolo 6.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 6.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 6 è approvato.
Passiamo all’articolo 7.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 7.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 7 è approvato.
Passiamo all’articolo 8.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 8.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 8 è approvato.
Passiamo all’articolo 9.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 9.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 9 è approvato.
Passiamo all’articolo 10.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 10.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 10 è approvato.
Passiamo all’articolo 11.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 11.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 11 è approvato.
Passiamo all’articolo 12.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 12.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 12 è approvato.
Passiamo all’articolo 13.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 13.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 13 è approvato.
Passiamo all’articolo 14.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 14.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 14 è approvato.
Passiamo all’articolo 15.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 15.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 15 è approvato.
Passiamo all’articolo 16.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 16.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 16 è approvato.
Passiamo all’articolo 17.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 17.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 17 è approvato.
Passiamo all’articolo 18.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 18.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 18 è approvato.
Passiamo all’articolo 19.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 19.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 19 è approvato.
Passiamo all’articolo 20.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 20.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 20 è approvato.
Passiamo all’articolo 21.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 21.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 21 è approvato.
Passiamo all’articolo 22.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 22.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 22 è approvato.
Passiamo all’articolo 23.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 23.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 23 è approvato.
Passiamo all’articolo 24.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 24.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 24 è approvato.
Passiamo all’articolo 25.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 25.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 25 è approvato.
Passiamo all’articolo 26.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 26.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 26 è approvato.
Passiamo all’articolo 27.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 27.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 27 è approvato.
Passiamo all’articolo 28.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 28.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 28 è approvato.
Passiamo all’articolo 29.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 29.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 29 è approvato.
Passiamo all’articolo 30.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 30.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 30 è approvato.
Passiamo all’articolo 31.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 31.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 31 è approvato.
Passiamo all’articolo 32.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 32.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 32 è approvato.
Passiamo all’articolo 33.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 33.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 33 è approvato.
Passiamo all’articolo 34.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 34.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 34 è approvato.
Passiamo all’articolo 35.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 35.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 35 è approvato.
Passiamo all’articolo 36.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 36.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 36 è approvato.
Passiamo all’articolo 37.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 37.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 37 è approvato.
Passiamo all’articolo 38.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 38.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 38 è approvato.
Passiamo all’articolo 39.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 39.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 39 è approvato.
Passiamo all’articolo 40.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 40.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 40 è approvato.
Passiamo all’articolo 41.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 41.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 41 è approvato.
Passiamo all’articolo 42.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 42.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 42 è approvato.
Passiamo all’articolo 43.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 43.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 43 è approvato.
Passiamo all’articolo 44.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 44.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 44 è approvato.
Passiamo all’articolo 45.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 45.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 45 è approvato.
Passiamo all’articolo 46.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 46.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 46 è approvato.
Passiamo all’articolo 47.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 47.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 47 è approvato.
Passiamo all’articolo 48.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 48.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 48 è approvato.
Passiamo all’articolo 49.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 49.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L’articolo 49 è approvato.
Passiamo all’articolo 50.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 50.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 50 è approvato.
Passiamo all'articolo 51.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 51.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 51 è approvato.
Passiamo all'articolo 52.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 52.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 52 è approvato.
Passiamo all'articolo 53.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 53.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 53 è approvato.
Passiamo all'articolo 54.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 54.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 54 è approvato.
Passiamo all'articolo 55.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 55.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 55 è approvato.
Passiamo all'articolo 56.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 56.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 56 è approvato.
Passiamo all'articolo 57.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 57.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 57 è approvato.
Passiamo all'articolo 58.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 58.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 58 è approvato.
Passiamo all'articolo 59.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 59.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 59 è approvato.
Passiamo all'articolo 60.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 60.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 60 è approvato.
Passiamo all'articolo 61.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 61.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 61 è approvato.
Passiamo all'articolo 62.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 62.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 62 è approvato.
Passiamo all'articolo 63.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 63.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 63 è approvato.
Passiamo all'articolo 64.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 64.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 64 è approvato.
Passiamo all'articolo 65.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 65.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 65 è approvato.
Passiamo all'articolo 66.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 66.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 66 è approvato.
Passiamo all'articolo 67.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 67.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 67 è approvato.
Passiamo all'articolo 68.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 68.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 68 è approvato.
Passiamo all'articolo 69.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 69.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 69 è approvato.
Passiamo all'articolo 70.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 70.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 70 è approvato.
Passiamo all'articolo 71.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 71.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 71 è approvato.
Passiamo all'articolo 72.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 72.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 72 è approvato.
Passiamo all'articolo 73.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 73.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 73 è approvato.
Passiamo all'articolo 74.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 74.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 74 è approvato.
Passiamo all'articolo 75.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 75.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 75 è approvato.
Passiamo all'articolo 76.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 76.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 76 è approvato.
Passiamo all'articolo 77.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 77.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 77 è approvato.
Passiamo all'articolo 78.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 78.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 78 è approvato.
Passiamo all'articolo 79.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 79.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 79 è approvato.
Passiamo all'articolo 80.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 80.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 80 è approvato.
Passiamo all'articolo 81.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 81.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 81 è approvato.
Passiamo all'articolo 82.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 82.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 82 è approvato.
Passiamo all'articolo 83.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 83.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 83 è approvato.
Passiamo all'articolo 84.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 84.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 84 è approvato.
Passiamo all'articolo 85.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 85.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 85 è approvato.
Passiamo all'articolo 86.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 86.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 86 è approvato.
Passiamo all'articolo 87.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 87.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 87 è approvato.
Passiamo all'articolo 88.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 88.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 88 è approvato.
Passiamo all'articolo 89.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 89.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 89 è approvato.
Passiamo all'articolo 90.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 90.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 90 è approvato.
Passiamo all'articolo 91.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 91.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'articolo 91 è approvato.
Passiamo all'articolo 92.
Se nessun consigliere chiede di parlare, nemmeno per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 92.
(È approvato all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): L'art. 92 è approvato.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell'intero regolamento, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.
Procedutosi alla votazione alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori il presidente comunica il seguente risultato:
Presenti
34
Assenti
16
Favorevoli
34
Contrari
--
Astenuti
--
PRESIDENTE (Costi): Proclamo approvato il Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità.
Passiamo all'oggetto successivo.
OGGETTO 2660
Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa del consigliere Bignami: «Modifiche all'art. 517 - quater del codice penale, all'art. 51 del codice di procedura penale e all'art. 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001) per il rafforzamento della lotta contro la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di prodotti agroalimentari» (Relazione, discussione e reiezione)
(Ordine del giorno oggetto 2660/1 "Non passaggio all'esame degli articoli" - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione) (74)
PRESIDENTE (Costi): Il testo n. 1/2013 è stato licenziato dalla Commissione "Politiche Economiche" nella seduta del 17 gennaio 2013 con parere contrario.
È composto da 3 articoli.
Relatore della Commissione è il consigliere Mauro Malaguti.
La parola al consigliere Malaguti per lo svolgimento della relazione.
MALAGUTI, relatore: Grazie, presidente. Credo che la lotta alla contraffazione commerciale sia un'esigenza primaria per un Paese come il nostro, che ha vissuto il boom economico degli anni Sessanta e Settanta proprio grazie al made in Italy, al fine di tutelare le nostre maggiori risorse economiche, in tutti i settori dell'economia. Non farlo sarebbe come lasciare in abbandono, per esempio, il Colosseo, gli Uffizi o qualche altro monumento nazionale.
In premessa devo specificare che il presente progetto di legge si riferisce alla contraffazione dei prodotti agroalimentari, ma i numeri della contraffazione commerciale in generale sono davvero impressionanti, donde l'urgenza di fronteggiare la contraffazione con misure legislative adeguate all'attuale rilevanza del fenomeno. Infatti, nel solo settore dell'agroalimentare, di cui appunto si occupa il progetto di legge presentato dal consigliere Bignami, il volume d'affari ammonta a 12,5 miliardi di euro.
È recentemente venuta alla ribalta delle cronache del dibattito politico la cifra dei 4 miliardi di euro che lo Stato ha introitato dall’IMU sulla prima casa. A proposito di tale cifra, ci sono stati accesi dibattiti per stabilire come sarebbe stato possibile trovarla diversamente, senza applicare una tassa sulla prima casa, e nell’ambito di tale dibattito qualcuno diceva che non era possibile ritagliarla diversamente. Ebbene, se guardiamo solo le cifre riguardanti il settore della contraffazione commerciale, vediamo che si tratta di cifre di gran lunga superiori rispetto a quei 4 miliardi di euro.
D'altra parte, l'esigenza di contrastare la contraffazione commerciale viene evidenziata da tutti gli operatori di tutti i settori economici. In tal senso, di recente, Media e Imprese ha pubblicato uno speciale sulle elezioni dove gli operatori dei vari settori economici chiedevano ai candidati che cosa si sarebbero impegnati a fare per un settore o per l'altro, in questo caso la testimonianza era: "troppa contraffazione, pochi interventi".
Bisogna sottolineare che anche l'Europa, di recente, si è orientata verso un senso di maggiore tutela dei prodotti nostrani. Infatti, in data 13 febbraio, la Commissione europea ha proposto nuove norme per rendere più sicuri i prodotti di consumo che circolano nel mercato unico e per potenziare la vigilanza su tutti i prodotti, compresi quelli importati dai Paesi terzi. Qui non siamo proprio nell'ambito della lotta alla contraffazione, ma certamente si testimonia, da un lato, l'esigenza di una maggiore tracciabilità dei prodotti, dall'altro l'esigenza di una maggiore sorveglianza sul mercato interno. Lo stesso Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea per l'industria e l'imprenditoria, recentemente, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Per cogliere tutti i benefici economici del mercato unico abbiamo bisogno di norme sofisticate in materia di sicurezza dei prodotti, che devono essere sostenute da un sistema di attuazione efficace e ben coordinato a livello di Unione, coordinando meglio i controlli di sicurezza, in particolare alle frontiere esterne dell'Unione Europea. Combatteremo anche la concorrenza sleale di operatori scorretti, disonesti e criminali".
Per capire l'entità dei danni arrecati alla nostra economia dalla contraffazione dei prodotti agroalimentari sono andato a rivedere uno studio commissionato dal Centro Studi di Confesercenti, uno studio risalente ad alcuni anni or sono. Peraltro, tale studio prende in considerazione tutti i settori economici, non solo quello dell'agroalimentare, e riguarda il periodo di tempo compreso tra il 2003 e il 2006. Già in quel periodo, si valutavano in 7 miliardi di euro i danni arrecati all'economia e alle imprese. A distanza di sei o sette anni questa cifra si è praticamente raddoppiata solo nel settore dell'agroalimentare. Sono dati che dovrebbero darci la misura di quanto siano aumentati i danni arrecati alla nostra economia derivanti da questo delitto, che peraltro è totalmente in mano alle varie mafie.
Gli effetti del mercato del falso sono molteplici: danni economici alle imprese connessi alle mancate vendite, alla riduzione del fatturato, alla perdita di immagine e di credibilità, alle rilevanti spese sostenute per la tutela dei diritti di privativa industriale a scapito degli investimenti produttivi, danni e pericoli per la salute e la sicurezza del consumatore finale, in particolare nel settore dell'agroalimentare, quello di cui si occupa il presente progetto di legge, danni sociali legati allo sfruttamento di soggetti deboli, disoccupati, extracomunitari, assoldati attraverso un vero e proprio racket del lavoro nero, danni all'erario dovuti all'evasione dell'Iva.
Anche questa nota dovrebbe farci riflettere, nel senso che noi abbiamo sempre ribadito che il nostro è un Paese contraddistinto da una forte evasione fiscale, ma non consideriamo che il venir meno dell'Iva in un volume d'affari qual è quello che stiamo prendendo in considerazione, che è pari a 12,5 miliardi di euro nel settore dell'agroalimentare, senza contare tutti gli altri settori dell'economia, comporta una tale fetta di contributi che viene a mancare all'erario che da sola basterebbe a spaventarci pesantemente e a farci riflettere su come ci siamo soffermati tanto a discutere di quei famosi 4 miliardi dell'IMU sulla prima casa, quando qui si tratta di diversi miliardi di euro di danni arrecati alla nostra economia, soprattutto nel settore del made in Italy, quello che ci ha lanciati negli anni del boom economico.
Ma dobbiamo anche considerare i danni rivenienti dalla concorrenza sleale, dovuta ai minori costi di produzione. Questo meccanismo distorto ed illegale consente di reinvestire gli ingenti profitti ricavati da questa attività illecita in altrettante proficue attività delittuose (edilizia, droga, armi) da parte di organizzazioni malavitose. Infatti, è opportuno, necessario e doveroso, sottolineare che tutti questi danni alla nostra economia finiscono coll'ingrassare le casse delle varie mafie che speculano in questo settore.
Le cifre sulla contraffazione che riportava il suddetto studio della Confesercenti - risalente ad alcuni anni or sono - sono veramente ingenti in tutti i settori della contraffazione, dai prodotti dell'abbigliamento, della moda (3,6 miliardi), al mercato del falso nei farmaci, nella cosmetica, nei vari comparti dell'economia. È necessario ribadire che, risalendo queste cifre a sei o sette anni fa, vediamo l'incremento dei danni alla nostra economia comparandolo alla cifra riportata nel solo settore dell'agroalimentare che è arrivata a 12,5 miliardi di euro. Tale circostanza ci fa capire quanto sia rilevante il danno in tutti i settori dell'economia.
Il presente progetto di legge comporta modifiche all'articolo 517-quater del codice penale, all'articolo 51 del codice di procedura penale e all'articolo 9 della legge 16 marzo 2008.
Nello specifico, si compone di 3 articoli.
In particolare, l'articolo 1 prevede la modifica dell'articolo 517 quater del codice penale, recante la fattispecie specifica di delitto contro l'economia pubblica, di contraffazione e di indicazioni geografiche o denominazione di origine dei prodotti agroalimentari, introdotto dalla legge 99 del 2009.
Rispetto alla disciplina vigente, il comma 1 innalza la pena edittale di tale delitto dalla reclusione fino a due anni e multa fino a 20 mila euro alla reclusione fino a tre anni e multa fino a 35 mila euro. Al comma 2 sono mantenuti i richiami all'art. 474-bis - confisca delle cose destinate a commettere il reato o che ne furono oggetto, prodotto, prezzo, profitto - e all'art. 517-bis - discrezionalità del giudice di disporre, in caso di particolare gravità del fatto o di recidiva specifica, la chiusura dello stabilimento o la revoca del provvedimento amministrativo che vi consente lo svolgimento dell'attività commerciale.
Si prevede di aggiungere il richiamo all'art. 448, comma 2, del codice penale con la conseguente applicazione, in caso di condanna, della pena accessoria relativa all'interdizione da cinque a dieci anni dalla professione, arte, industria, commercio o mestiere, nonché dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, nonché di quella relativa alla pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani a diffusione nazionale.
Attraverso il comma 3 si mantiene l'applicazione della circostanza aggravante di cui all’art. 474-ter, secondo comma, prevedendo però un aggravamento della relativa pena dalla reclusione fino a tre anni e multa fino a 30 mila euro alla reclusione fino a cinque anni e multa fino a 50 mila euro.
L'art. 2 propone la modifica dell'art. 3-bis del codice di procedura penale. Poiché, ai sensi dell'art. 371-bis del codice di procedura penale, il procuratore nazionale antimafia esercita le sue funzioni, tra l'altro, in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'art. 51, comma 3-bis, a seguito della novella proposta, anche i procedimenti relativi ai delitti di associazione per delinquere allo scopo di commettere contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari ricadrebbero tra le attribuzioni del procuratore, il quale dispone della Direzione Investigativa Antimafia e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia.
L'art. 3, infine, reca la modifica dell'art. 9, comma 1, lettera a), della legge n. 146 del 2006, a seguito della quale i poteri degli ufficiali di polizia giudiziaria di effettuare operazioni sotto copertura verrebbero estesi anche a finalità di contrasto al reato di cui all'art. 517-quater.
In sostanza, con questo progetto di legge, si vuole dotare le forze di polizia e le forze investigative di quei poteri che sono già applicati ad altri delitti legati sempre alle mafie, perché, come dicevo poc'anzi, questo giro economico, che danneggia tanto pesantemente la nostra economia, va ad ingrassare le mafie operanti in questi settori, rendendo praticamente impossibile la competizione economica in campo commerciale. Tale circostanza va ad aggiungersi a quella dovuta ad una scelta nostro Paese, per la quale non abbiamo dazi doganali, di cui invece si sono dotati altri Paesi che adesso sono in controtendenza rispetto alla crisi internazionale. Il Brasile, per esempio, con dei forti dazi doganali, è riuscito a rilanciare la propria economia interna. Noi non abbiamo mai fatto questo tipo di scelta, ma è chiaro che non potremo mai competere con le produzioni provenienti dai Paesi orientali, dove non vi è alcuna tutela del lavoro, dove il lavoro non costa nulla, e che pertanto possono tranquillamente entrare in competizione con i nostri prodotti commerciali.
A tutto ciò si deve aggiungere una fascia di illegalità che sta alla base della contraffazione dei nostri prodotti, quegli stessi prodotti che hanno lanciato la nostra economia negli anni del boom economico, che viene sostanzialmente poco contrastata da una legislazione non ancora adeguata a questi fenomeni in crescita esponenziale, come ci dicono i dati.
In Commissione questo progetto di legge non è stato approvato. Spero che oggi in quest’Aula si superi un’abitudine davvero deleteria per il nostro Paese, per cui ogni proposta che provenga dall’opposizione deve essere sistematicamente bocciata senza neanche entrare nel merito della stessa. Nel merito, devo dire che in Commissione ho sentito un impegno importante da parte dei commissari nell'arrampicarci sugli specchi pur di trovare qualche scusante per non votare o per astenersi su questa proposta di legge, ma in realtà, come ci dicono tutti gli operatori del settore, il buonsenso, l’esigenza di tutelare la legalità nel nostro Paese, di fatto, non ci sono giustificazioni per la mancata approvazione di un progetto di legge qual è questo.
Si tratta di un progetto di legge che tutela le classi più deboli, quelle che la sinistra ha sempre dichiarato di voler difendere, le classi dei lavoratori, perché questi danni vengono arrecati a settori dell'economia che impiegano persone che lavorano regolarmente e quotidianamente nella nostra economia, danni tali che compromettono dei posti di lavoro. Pertanto, anche a tutela degli stessi lavoratori, oltreché dell’economia reale del nostro Paese, dobbiamo fare qualcosa per alzare la soglia di difesa da queste forme di illegalità che muovono miliardi e miliardi di euro, che, come ho già sottolineato, vanno ad ingrassare l’illegalità, consentendo alle mafie di reinvestire i profitti in situazioni ancor più illecite ed illegali.
Concludo dicendo che spero che in sede di Consiglio, finalmente, almeno per una volta, si superi quella storica, cattiva abitudine di bocciare tutte le proposte provenienti dall'opposizione, indipendentemente dalla bontà delle stesse, che si superi questa fase, che si capisca che per la nostra economia è fondamentale dare una risposta unitaria da parte di tutte le forze politiche. Non ha importanza se qualche volta questa risposta viene proposta dalle opposizioni, perché qualche volta bisogna accettare che anche le opposizioni possono fare qualcosa di costruttivo. Ebbene, in tal senso, occorrerebbe una certa dose di buona volontà per ammettere che questo provvedimento è volto alla tutela della nostra economia, dei nostri posti di lavoro, ad un maggiore contrasto all'illegalità che imperversa ancora pesantemente nel nostro Paese. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Malaguti.
È aperta la discussione generale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.
ALESSANDRINI: Grazie, presidente. Come cerco di fare sempre, vorrei stare al tema senza divagare, perché bisogna affrontare le questioni nel concreto.
Ho ascoltato con attenzione la relazione svolta dal consigliere Malaguti, con il quale convengo che indubbiamente il fenomeno della contraffazione sulle indicazioni geografiche, sulle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari è certamente serio, molto serio, che, in quanto tale, come tutte le illegalità, va chiaramente combattuto in modo molto deciso.
Tuttavia, come abbiamo già avuto modo di dire in Commissione, pensiamo che la strada intrapresa con questo progetto di legge da inviare alle Camere, a firma del consigliere Bignami, che prevede la modifica dell'articolo 517-quater del codice penale e di alcune norme ad esso connesse, non rappresenti la via migliore per risolvere il problema. Soprattutto perché non tiene conto del fatto che il tema della contraffazione è già oggetto di attenzione dell'articolo 1 del disegno di legge per lo sviluppo del settore agroalimentare e del settore ittico, esaminato in sede di Conferenza delle Regioni ed ancora in corso di ulteriore elaborazione da parte del Governo. Credo che il nuovo Governo riprenderà anche questo tema.
Pertanto, a nostro avviso, la produzione di nuova normativa in materia deve essere attentamente valutata, con l'obiettivo soprattutto di promuovere una corretta integrazione con il restante sistema legislativo, perché diversamente, vista peraltro la già presente frammentazione e la complessità a volte applicativa ed interpretativa dell'insieme delle norme che regolano le DOP e le IGP, si rischia di creare un carico burocratico tale addirittura da scoraggiare l'utilizzo delle denominazioni.
Certo è, però, che alcuni aspetti dell'attuale normativa, compreso il sistema sanzionatorio, vanno rivisti, al fine di rendere più coerenti tra di loro le normative nazionali, spesso corpose e molto frammentarie - purtroppo -, e quindi evitare il rischio che per violazioni omogenee sussistano sanzioni differenti.
Ebbene, noi pensiamo che le attuali norme, qualora vi fosse un quadro organico di controlli articolato e coordinato, perché è questo il vero punto importante, all'interno di una precisa strategia, sarebbero certamente molto più efficaci sia nella prevenzione sia nella repressione. È questo il problema che noi vogliamo sottolineare. Mentre - è vero - si tende a fare operazioni una tantum, magari di forte impatto mediatico, ma con scarsi effetti concreti e molto allarme presso i consumatori, anche in relazione ai tempi della giustizia che non consentono quasi mai di arrivare alla conclusione dei processi ed alle eventuali condanne. Purtroppo, l'attività di controllo (vero strumento per garantire il rispetto delle regole) e di vigilanza sconta i limiti del poco personale, dell’efficiente dotazione strumentale, che spesso non c'è, oltre alle difficoltà di coordinamento tra i diversi soggetti preposti a questi compiti.
A tal riguardo, però, è giusto ribadire che è stata avviata dall'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi l'applicazione del decreto ministeriale del 16 febbraio 2012, che, peraltro, è stato fortissimamente voluto dalla nostra Regione, dall'Emilia-Romagna, che facilita attività sinergiche di vigilanza realizzate dalle Regioni e dall'Ispettorato nelle sue varie articolazioni periferiche.
Vi è da dire, inoltre, che l'evoluzione della normativa comunitaria - e penso soprattutto al Regolamento 1151/2012 dell'Unione Europea e a quello del Consiglio, del 16 febbraio 2012, sulla tutela delle DOP e delle IGP - si fa sempre più stringente. Il citato disegno di legge per lo sviluppo del settore agroalimentare e del settore ittico, relativamente alle modifiche del codice penale e al contrasto della criminalità organizzata nel settore agroalimentare, dà la possibilità alla Procura distrettuale antimafia di occuparsi dei reati riferiti all'articolo 517-quater, e la previsione di pene accessorie quali la pubblicazione della sentenza, l'interdizione dalla professione, la confisca dei prodotti, la confisca del denaro non altrimenti giustificabile.
In conclusione, è per tutte queste ragioni che noi pensiamo che il mero inasprimento della pena non rappresenti una maggiore garanzia di miglioramento della capacità di contrasto alle contraffazioni delle indicazioni geografiche o delle denominazione dei prodotti alimentari, ed è solo per queste ragioni, non per altri motivi, che noi ci esprimiamo sfavorevolmente sul progetto di legge, come a maggioranza abbiamo già fatto nella Commissione competente, presentato ed illustrato oggi in Aula dal consigliere Malaguti.
Pertanto, il problema non è che noi siamo contrari per definizione ai provvedimenti che vengono presentati dall’opposizione, noi cerchiamo di fare un ragionamento stando al merito e, sulla scorta dei convincimenti che ci facciamo, è ovvio che ci orientiamo in un senso o in un altro. In questo caso ci orientiamo negativamente esclusivamente per una questione di merito e non per altre motivazioni. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Alessandrini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bignami. Ne ha facoltà.
BIGNAMI: Grazie, presidente. Rapidamente anche perché l'illustrazione, per la quale ringrazio, ottimamente svolta dal collega Malaguti e la replica del collega Alessandrini, bene o male, compongono il dibattito dell'Aula, e la distribuzione del testo con cui si chiede il non passaggio all'esame degli articoli prefigura già l'esito della discussione stessa.
Tuttavia, mi permetto di evidenziare all’Assemblea come, oltre ai giusti rilievi che venivano evidenziati dal collega Malaguti in ordine ai riscontri di un contrasto alle infiltrazioni mafiose, alla criminalità organizzata, che, inevitabilmente, sono quelle che, nel momento in cui è stato scritto questo testo di legge, avevano ispirato il sottoscritto, al contempo, sussiste con urgenza, proprio in questi giorni, un’evidente necessità di risposta con riguardo alla tutela dei prodotti alimentari, o che comunque ricadono nella filiera agroalimentare, che, dalle inchieste, dalle notizie di stampa che stiamo leggendo, dimostrano come, soprattutto il nostro territorio, che è quello con una vocazione agroalimentare ed enogastronomica di particolare pregio nell'ambito della produzione alimentare, sia esposto a notizie di stampa sicuramente poco rassicuranti. Mi riferisco alle inchieste che vedono impegnate le autorità preposte alle verifiche in ordine alle contaminazioni da carni non adeguate di quei prodotti alimentari che, evidentemente, godono di un marchio, prima ancora che di origine controllata di produzione, di notorietà costituendo un brand noto a tutta la nostra Regione.
Dico questo perché, benché corretta e centrata l'analisi svolta dal collega Malaguti, credo che si debba aggiungere anche quest'ulteriore riflessione alla luce di quanto negli ultimi giorni abbiamo potuto leggere sui quotidiani e sentire dai telegiornali, ed è la ragione per la quale sono sorpreso che la maggioranza intenda derubricare con tale rapidità questo testo di legge, che, al contrario, avrebbe anche potuto costituire una piattaforma, un tessuto su cui intervenire per provare - migliorando, certamente, alzando l'asticella, adeguandolo e modulandolo rispetto alle esigenze che sussistevano - a cogliere l'opportunità di proporre una propria attività legislativa.
Ho ascoltato con attenzione quanto diceva il collega Alessandrini. In passato abbiamo già preso atto - vedo l'assessore Mezzetti, che quindi sfrutto per la sua presenza - del tema, ad esempio, della rete teatrale, che doveva essere oggetto di un intervento legislativo puntuale, che era stato posto all'attenzione dell'Aula da un progetto di legge, sempre a firma del sottoscritto, anch’esso cassato, non portato in discussione e in votazione, in quanto si sosteneva che era necessario un intervento legislativo articolato, composito e particolarmente rigoroso per la ripresa della rete teatrale, ma che, a due anni da quella proposta, ad oggi, non ha visto la luce. Lo dico perché, se sull'ente teatrale sarete voi ad assumervi la responsabilità di una caduta di prestazioni in ordine alla produzione e alla qualità di ciò che la Regione Emilia-Romagna può e deve fare, su questi versanti ciò che viene esposto è, in primo luogo, il rispetto di ogni minima regola del principio di legalità; in secondo luogo, chi viene esposto in maniera significativa, evidentemente, è colui che, agendo nel rispetto delle regole e rispettando le normative poste a presidio di questo settore, in assenza di un'azione politica e legislativa della nostra Assemblea, si trova, nella migliore delle ipotesi, non tutelato, nella peggiore, penalizzato.
Pertanto, consapevole come sono che il progetto di legge è arrivato ad un punto morto, come d'altronde capita sempre quando è sottoscritto dal centrodestra, ma questo è tema che abbiamo già affrontato in altre sedi, mi auguro che le parole spese dal collega Alessandrini non siano parole destinate a rimanere lettera morta, ma che davvero annuncino un'iniziativa da parte della Regione e dell'Assemblea legislativa, in quanto decidere in merito non spetta alla Giunta, ma è compito dell'Assemblea proporre, quindi l’Assemblea è depositaria di questa iniziativa, che, ove dovesse venire meno, evidentemente, costituirebbe - in termini eufemistici - una distrazione rispetto ad un tema che, come dicevo poc'anzi, le cronache degli ultimi giorni sottopongono in maniera centrale alla nostra attenzione. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Bignami.
Colleghi, come sapete, è stato presentato un ordine del giorno, a firma del consigliere Grillini, di non passaggio all'esame degli articoli, su cui sono aperte le dichiarazioni di voto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Grillini. Ne ha facoltà.
GRILLINI: Grazie, presidente.
L'ordine del giorno è abbastanza chiaro, ripropone i contenuti discussi in Commissione. Credo che il consigliere Alessandrini abbia spiegato bene qual è la posizione della maggioranza in questa materia. Per quanto mi riguarda, dico che proporre inasprimenti di pene, in questo momento, con il sistema giudiziario al collasso, con le carceri strapiene, mi sembra la soluzione non migliore.
Per quanto riguarda quest'argomento, come diceva giustamente il consigliere Alessandrini, su questa materia basterebbe applicare con rigore la normativa esistente e seguire l'iter delle proposte che sono già in campo. Credo che l'impegno assunto dalla Regione con una nuova iniziativa in questo campo renda inutile la presentazione di questo progetto di legge. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Corradi. Ne ha facoltà.
CORRADI: Grazie, presidente. Intervengo sull'ordine del giorno per dire che noi, come Lega Nord, stigmatizziamo questa pratica, assolutamente prevista dal nostro Regolamento, che di fatto impedisce di arrivare a votare le proposte che molti gruppi, in particolare, ovviamente, quelli dell'opposizione, sottopongono all'attenzione dell'Assemblea.
Ribadiamo che riterremmo molto più corretto affrontare i temi nel merito (come in parte negli interventi di oggi è stato fatto) ed andare a votare nel merito i provvedimenti, piuttosto che ricorrere ad espedienti procedurali che, di fatto, eludono questo passaggio. Pertanto, voteremo contro quest’ordine del giorno. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Corradi.
Prego il consigliere Filippi di sostituire il consigliere Lombardi nelle funzioni di scrutatore.
Se nessun altro consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, l'ordine del giorno oggetto 2660/1, a firma del consigliere Grillini.
(È approvato a maggioranza)
PRESIDENTE (Costi): L'ordine del giorno è approvato.
Pertanto, l'iter del progetto di legge in discussione si ferma qui.
Proseguiamo i nostri lavori con la trattazione dell'oggetto successivo.
OGGETTO 3477
Relazione attuativa della clausola valutativa di cui all'art. 11 della L.R. n. 6 del 2006 ad oggetto: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione mutualistica in Emilia-Romagna.»
PRESIDENTE (Costi): La Commissione "Politiche Economiche", nella seduta del 17 gennaio 2013, ha preso atto dell’illustrazione dell’oggetto.
È aperta la discussione generale.
Se nessun consigliere chiede di intervenire, questo fascicolo viene archiviato, in quanto si tratta di una semplice relazione della quale si dà comunicazione all'Assemblea.
A questo punto, possiamo passare agli atti di indirizzo
OGGETTO 3595
Risoluzione proposta dai consiglieri Monari, Naldi, Barbieri, Montanari, Marani, Moriconi, Bonaccini, Fiammenghi, Piva, Vecchi Alberto, Bignami, Manfredini, Grillini, Paruolo, Lombardi, Defranceschi, Meo, Richetti, Ferrari, Mandini, Mumolo, Pagani, Mazzotti, Zoffoli, Pariani, Garbi, Noè, Sconciaforni, Alessandrini, Donini, Malaguti, Carini e Casadei per invitare tutti i livelli di governo dello Stato, nell'ambito delle relative competenze, a proseguire con ogni risorsa disponibile nell'opera di indagine, repressione, prevenzione, educazione, informazione relativa al crimine mafioso (Discussione e approvazione)
OGGETTO 1508
Risoluzione proposta dai consiglieri Alessandrini e Monari per impegnare la Giunta a sostenere il rilancio del settore edilizio attraverso azioni volte a favorire la qualità, l'innovazione e la professionalizzazione degli operatori, contrastando anche lo sfruttamento della manodopera e l'infiltrazione mafiosa nel settore (Discussione e approvazione)
PRESIDENTE (Costi): È aperta la discussione generale congiunta dei due oggetti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Monari. Ne ha facoltà.
MONARI: Grazie, presidente. Brevemente per dire che si tratta di una risoluzione (oggetto 3595) che è stata sottoposta all'attenzione e alla condivisione dell'intera Assemblea. È un atto di indirizzo molto sentito dai consiglieri regionali, poiché dalla fase che sta attraversando il Paese, fase drammatica, non è esente nemmeno - ovviamente - il territorio dell'Emilia-Romagna. In tal senso, infatti, non possiamo dichiararci un'isola felice, basti vedere non solo la proliferazione delle sale giochi, ormai sparse ad ogni crocevia delle nostre città, ma, parallelamente, anche il proliferare dei negozi di compravendita di oro e oggetti di valore usati.
A nessuno sfugge che la peculiarità - basta entrare in un bar, non c'è bisogno di entrare in una sala giochi, basta entrare in un bar a fare colazione o a prendere un caffè - dei clienti e degli assidui frequentatori dei videopoker sia sostanzialmente coincidente con le classi sociali meno abbienti, più esposte, quelle che da sempre questa Assemblea - e qui non faccio distinzioni tra maggioranza e opposizione, fra sinistra e destra, tra centrosinistra e centrodestra - ha sempre cercato di tutelare e porre nelle priorità della propria agenda politica, etica e morale. Come dicevo, il pubblico più esposto a questo tipo di sirena è rappresentato dai giovani e dalle persone anziane, i pensionati.
È di qualche settimana fa una brillante operazione della Guardia di Finanza, di cui hanno parlato tutti i giornali, che ha portato allo scoperto le radici di cosche di 'ndrangheta e di clan mafiosi nel controllo di questo tipo di attività criminosa. È di questi giorni la denuncia di attività e di tentativi di penetrazione da parte di organizzazioni criminali di stampo mafioso e camorristico nelle zone coinvolte dal drammatico evento del terremoto, ma non è solo circoscritta al comparto edilizio e della cantieristica, che è sempre stato considerato come un veicolo attivo per queste attività criminali, in una situazione in cui il sistema Paese è seriamente in pericolo, perché non è vero che la sindrome greca è sconfitta - basti vedere l'andamento dei mercati di ieri e di oggi -, in una situazione politica preoccupante, di ingovernabilità, che, ovviamente, rappresenta un tessuto molto florido per gli interessi della malavita ed in particolare delle attività della malavita criminale di stampo mafioso, che è un'impresa, forse tra le prime imprese al mondo per "fatturato".
Pertanto, ringrazio i colleghi consiglieri che si sono associati immediatamente alla nostra proposta. Mi auguro che la proposta sia votata all'unanimità e che abbia - non vedo mai giornalisti in Aula quando si discute di qualcosa di serio, mentre li vedo sempre presenti quando si parla di qualche gossip o di qualche questione relativa a questa o quella scemenza detta da chiunque, da me per primo - un'adeguata rappresentazione all'esterno e presso la società emiliano-romagnola del senso di responsabilità, di solidarietà e aiuto concreto a tutte le istituzioni che combattono questo fenomeno da parte dell’intera Assemblea legislativa. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Monari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.
NALDI: Grazie, presidente. L'ottima operazione che ormai qualche settimana fa ha realizzato la Guardia di Finanza ci ha confermato l'ampiezza e la pericolosità delle infiltrazioni malavitose in alcuni campi dell'economia reale della nostra Regione. Erano tutte cose che sapevamo, di cui si parlava da tempo, ma da questa brillante operazione arriva una fortissima conferma di quanto si supponeva, si denunciava, comprese le minacce di morte ai danni di Giovanni Tizian, un giornalista che ha avuto sia lo scrupolo di fare delle analisi approfondite sia il coraggio di fare denunce molto circostanziate. Sicuramente, noi abbiamo bisogno di testimonianze personali, di atti di coraggio personale, ma in questa sede abbiamo bisogno anche di cominciare ad interrogarci su come dare concretezza alle risoluzioni che, già da tempo, approviamo, agli atti di indirizzo ed alle leggi che abbiamo voluto adottare a questo proposito.
Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, che è uno dei due settori probabilmente più frequentati dalle infiltrazioni malavitose, vi è anche una rete clandestina di gioco d'azzardo, che, in quanto tale, deve essere oggetto di intervento da parte delle forze dell'ordine. Purtroppo, però, la 'ndrangheta e la camorra si sono inserite anche nella gestione delle sale giochi legali, nella distribuzione delle slot-machine, dei videopoker, il tutto nell’ambito di situazioni legalizzate.
Noi abbiamo cercato di affrontare quest'argomento a partire dal fatto che va data assistenza psicologica, va fatto un lavoro culturale nelle scuole, vanno aiutati i cittadini affetti da dipendenze da gioco, e va tutto bene, e va tutto benissimo, sono tutte cose da fare, ma credo anche che dobbiamo cercare di fare un passo in avanti, perché bisogna cominciare un lavoro per vedere come si possa effettivamente mettere in atto un'operazione di risanamento di questo settore attraverso il ridimensionamento di questo fenomeno, al fine di costringere alla totale legalità gli operatori di questo settore. Si tratta di un tema sul quale, a mio avviso, vanno pensate nuove misure.
In questo mio intervento odierno non voglio andare oltre, ma questo è un tema che bisogna affrontare, perché, se noi lodevolmente interveniamo per cercare di evitare disumanità o crudeltà nei confronti dei cani alla catena, penso che, altrettanto lodevolmente e con la stessa precisione, dobbiamo porci il problema di impedire l’apertura di tante sale giochi, dove vanno a rovinarsi intere famiglie, che fanno la fortuna delle organizzazioni criminali. Se non siamo capaci di svolgere anche questa seconda parte, direi che la situazione comincia a diventare preoccupante, nel senso che la nostra azione è efficace solo per alcune cose e non per altre che sono molto, ma molto più gravi, da molti punti di vista, sia etici sia economici.
Per quanto riguarda il settore edile, sappiamo che purtroppo è molto frequentato, in alcuni casi occupato, dalla criminalità organizzata, e per settore edile intendo anche il movimento terra e l'estrazione di materiali da cava. A tal proposito, pongo due problemi: è diffusa la convinzione materiale proveniente da cave clandestine gestite dalla malavita. Il problema dei rifiuti purtroppo è un problema annoso e lo sappiamo, ma dobbiamo finalmente iniziare a discutere di una nuova legge in materia di estrazione di materiali da cava. A mio parere un aspetto decisivo è mettere delle forme di controllo all’ingresso dei cantieri per controllare se il materiale che arriva proviene da cave legali. Questo è un punto a mio parere fondamentale per controllare questo aspetto.
L’altra cosa che volevo dire è che noi da tempo diciamo che vanno superate le gare al massimo ribasso che sono l’occasione nella quale prosperano le aziende che non rispettano contratti e normative - sono le aziende più segnate da infiltrazioni malavitose - e purtroppo devo dire che però questa pratica, nonostante che noi la dovremmo contrastare sulla base degli orientamenti delle risoluzioni e anche di qualche legge adottata, continua a essere utilizzata. Io ho notizia per esempio di un bando gestito dallo sviluppo IntercentER dell’Emilia-Romagna per il servizio di manutenzione del patrimonio stradale del Comune di Bologna, nel quale viene assegnato il 55 per cento del punteggio all’offerta economica e il 45 per cento all’offerta sulla qualità, il che vuol dire che vince l’offerta al massimo ribasso. Anche per casi significativi quindi corriamo il rischio effettivamente di continuare a facilitare non le imprese che si muovono nel mercato e nel mercato del lavoro con correttezza, ma le aziende che sono in grado, grazie a situazioni di lavoro nero e di rapporti equivoci, di produrre le offerte più basse.
Quindi penso che da queste nostre risoluzioni debbano derivare delle pratiche concrete e una maggiore efficacia nella scelta anche delle nostre politiche concrete di intervento in materia. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.
MANDINI: Grazie presidente. Ovviamente il tema è molto pericoloso e difficile. Abbiamo detto molte volte in questi anni che ha faticato a essere preso nella dovuta e necessaria considerazione. Abbiamo fatto passi avanti con questa risoluzione e anche gli interventi dei colleghi che mi hanno proceduto hanno fotografato bene quello che è da un lato la situazione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei vari settori e quelli che sono stati i provvedimenti presi finora e quelli che probabilmente è necessario ancora prendere.
Io vorrei però nel mio intervento concentrarmi su un aspetto, che è quello dell’applicazione finale quotidiana e costante di quelli che sono i provvedimenti legislativi, quelli che sono gli atti di indirizzo o quelli che la volontà politica e le istituzioni possono esprimere. Credo che abbiamo assistito parallelamente a due situazioni: da una parte sicuramente maggiore sensibilità rispetto a questi temi per quello che riguarda la parte delle istituzioni e la parte della società civile e dall’altra, per una serie di motivi, primo dei quali ovviamente è quello della disponibilità delle risorse economiche, perché se si vogliono fare prevenzione e repressione servono anche i mezzi economici strumentali e di personale per poterlo fare. Su questo versante purtroppo non solo nella nostra Regione ma in tutto il nostro Paese si è assistito progressivamente a un calo di disponibilità. Perciò è abbastanza inutile fare allarmi e lanciare appelli se poi chi deve quotidianamente operare in questo settore è sprovvisto dei mezzi necessari. Ovviamente siamo tutti felici e ci complimentiamo quando le operazioni di polizia, a qualunque livello vengono fatte, riscuotono successo e danno dei risultati, ma quello che però mi preme segnalare è che a mio avviso manca quello che è il presidio del territorio, in senso ampio, che non si fa più. Voglio qui ricordare il poliziotto di quartiere, il supporto e la collaborazione che le polizie municipali devono o dovrebbero dare a quella che è l’organizzazione più vasta della lotta alla criminalità. Su questi versanti si sono fatti passi indietro. Io credo invece, se vogliamo essere conseguenti a quello che qui diciamo e a quello che qui approviamo, che sia necessario implementare e dare ogni tipo di supporto e di aiuto economico per poter presidiare sempre meglio il territorio perché magari il singolo poliziotto di quartiere o il singolo vigile urbano - lo chiamo ancora così anche se non è un termine appropriato tecnicamente - magari conosce la propria realtà, chi va ad abitare in un certo territorio, l’impresa che si va a insediare, chi ci può essere dietro ma ancora non abbiamo raggiunto il coordinamento necessario per potere agire in modo più efficace. Qui non si può più perdere tempo. Allora chiedo che, visto che la Regione nel proprio bilancio ha fondi e stanzia risorse per concorrere a progetti che vengono dalle pubbliche amministrazioni rispetto ai temi della sicurezza, rispetto ai temi della criminalità organizzata, ci siano date delle priorità nell’erogazione di questi fondi rispetto a quelle iniziative e progetti che vengono dai Comuni che hanno come primo e principale obiettivo di rafforzare la lotta e il controllo del territorio. Dobbiamo imparare a essere coerenti tra gli atti che facciamo e le iniziative che mettiamo in campo. Su questo credo che la Giunta, pur nelle risorse ristrette che abbiamo anche come Regione Emilia-Romagna, si debba dare le priorità nel fare i bandi per permettere alle pubbliche amministrazioni di concorrere ai fondi di sostegno alla Polizia Municipale. Ripeto, finalità principale che è quella alla lotta alla criminalità organizzata. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Manfredini. Ne ha facoltà.
MANFREDINI: Grazie, presidente. Ho sottoscritto la risoluzione con piena convinzione perché personalmente e come movimento, al fine di escludere infiltrazioni e intimidazioni di stampo mafioso, ritengo che la nostra Regione debba essere con ogni mezzo setacciata. Il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dato prove conclamate in una lotta alla mafia che non ha avuto precedenti e da ultimo, in occasione dell’ultima legge di stabilità, la Lega Nord ha impedito la chiusura dell’Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata. Il rischio che questo accadesse veramente alla fine del 2012 è stato enorme perché il Governo Monti non aveva voluto prorogare per un anno il distacco dei dipendenti pubblici che lavorano nelle cinque strutture dell’Agenzia. Sono infatti convinto che non si possa combattere la mafia a parole, bensì attraverso l’impegno quotidiano e di strutture e di persone. Il fatto che la Guardia di Finanza di Bologna abbia sventato un losco giro di videopoker e slot truccate e gestite dalla ‘ndrangheta ne è la vera prova e mi complimento pubblicamente con la riuscita di tale operazione.
Investire in sicurezza e forze dell’ordine è basilare, al di là delle meritevoli intenzioni e dei proclami. Occorre quindi dare risalto positivo all’impegno di tutte le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo nonostante le grandi difficoltà operative in cui si trovano. Proprio quindici giorni fa ero presente a un incontro con candidati alle politiche e un sindacato di polizia: il Segretario Generale Felice Romano non ha nascosto le sue preoccupazioni per gli ulteriori tagli sia di liquidità che per le risorse umane fatti dal Governo Monti.
Riteniamo che vada valorizzato chi denuncia, chi sventa, chi controlla ogni giorno per combattere le attività di stampo criminale mafioso, solidarietà quindi a Giovanni Tizian e congratulazioni per la riuscita operazione della Guardia di Finanza di Bologna contro la ’ndrangheta. Il nostro gruppo - faccio anche la dichiarazione di voto - quindi vota favorevolmente a questa risoluzione che volge proprio in questa direzione. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Manfredini.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Donini. Ne ha facoltà.
DONINI: Grazie, presidente. Anche io aggiungo qualche considerazione al dibattito che, secondo me, giustamente si sta sviluppando attorno a questa proposta, che anche io auspico venga approvata all’unanimità dell’Aula perché, come in altre occasioni ho avuto modo di esprimere, quando si affrontavano contenuti di questo tipo, trovo che sia un buon risultato e che può dare un segnale autorevole da parte della politica. Qui c’è un tema specifico che riguarda anche un cittadino emiliano-romagnolo che fa il suo dovere, perché fa il giornalista di inchiesta, ruolo che in questo Paese ahimè a volte è contrastato dal sistema dei poteri, che a volte controllano troppo anche il sistema dell’informazione. Come tante persone che fanno il loro mestiere con competenza e il loro dovere fino in fondo si trovano al centro di minacce e di intimidazioni. Il tema quindi della solidarietà lo sento pienamente importante, va rivolto a Giovanni Tizian, ma attraverso lui va rivolto a tutta quella serie di persone che fanno quotidianamente il loro dovere e che non si fanno corrompere, anche adottando quello che universalmente o popolarmente può sembrare un comportamento da sottovalutare, comportamenti che aiutano ad alimentare quel terreno paludoso nel quale cresce il sistema della criminalità organizzata presente e radicata anche nella nostra Regione, come noi stessi - parlo di noi in senso ampio, Assemblea legislativa - abbiamo affermato, perché non è vero che abbiamo chiuso gli occhi di fronte a questa realtà, anche in tempi non sospetti. Io ricordo che l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è la prima realtà regionale, come istituzione, tra i Consigli regionali, che ha aderito a un appello otto anni fa di Libera attraverso il proprio osservatorio nazionale, Libera Stampa, adottando una convenzione e stabilendo un rapporto che poi negli anni è evoluto dando la possibilità in questa Regione di svolgere nell’ambito del giornalismo inchiesta vera e creare quella corretta relazione tra ciò che per qualche tempo, troppo forse, è apparso sui nostri media e sulle pagine di stampa come fatti di cronaca - per esempio un incendio o un atto intimidatorio - e che non è mai stato messo in relazione con una serie di presenze sul nostro territorio, sicuramente facilmente riconducibili alla realtà della ‘ndrangheta o della camorra. Questo tipo di lavoro è un contributo importante a creare un po’ più di consapevolezza, e quindi di attenzione, da parte di un’opinione pubblica che va educata a guardare con occhi diversi quel che gli accade attorno.
Io credo che la sfida vera, se si vuole introdurre un reale cambiamento nel Paese, che può avere delle ricadute estremamente vantaggiose anche per le condizioni di vita materiale delle persone, sia la lotta al potere criminale. Abbiamo dei dati che non sono dati parziali, ma certificati da istituti di ricerca che dicono che i patrimoni occultati dal potere criminale e dalla grande evasione fiscale di questo Paese ammontano a circa 200 miliardi di euro all’anno. Questa è la realtà. Il potere criminale va colpito nel cuore dei suoi affari. Bisogna attivare un sistema che davvero contrasti l’alimentazione di questi capitali con il contrasto alla corruzione e con la capacità di arrivare a requisire questi capitali e di rimetterli a disposizione di una società che ha abbondantemente bisogno. Uno degli affari, purtroppo con la complicità formale dello Stato, nel quale la criminalità organizzata - l’hanno detto altri colleghi prima di me - fa abbondantemente la cresta e i suoi affari, è quello che si nasconde dietro il giro delle sale da gioco. Dietro ai giochi, ahimè liberalizzati, anche online si nascondono un rischio e un pericolo ai quali esponiamo non solo tanta povera gente ma tanti giovani e minorenni. Sono rimasta frastornata da un dato, tra i tanti che potremmo enunciare in questo dibattito, e che riguarda il volume economico dei capitali, in questo caso anche non criminali, quindi non occulti, quelli trasparenti, del giro di affari in Emilia-Romagna nelle sale da gioco: i cittadini emiliano-romagnoli ahimè spendono in gioco e in gioco d’azzardo circa 7 miliardi di euro all’anno, cioè quasi l’equivalente del fondo sanitario regionale di questa Regione. Credo che questo sia un dato che fa riflettere. È gente disperata, è gente che in questo modo, ingannata da una serie di illusioni, probabilmente prova a ribaltare la propria condizione di difficoltà e di fragilità e rischia di contrarre una vera e propria malattia. La ludopatia è a tutti gli effetti una malattia che questo Governo ha tentato in maniera pasticciata di inserire all’interno dei livelli essenziali di assistenza senza però contribuire a finanziare il sistema sanitario nazionale perché si facesse cura di questa patologia, ma collaborando - perché c’è una forma di collaborazione - con chi sfrutta per ragioni criminali quel tipo di attività economica per recuperare delle risorse che questo Stato e quest’ultimo Governo non ha certo messo a disposizione della società o della socialità in senso lato, così come intendo.
Quindi, i contenuti di questa risoluzione li condivido tutti, è importante che come sistema politico regionale rinnoviamo il nostro impegno, stiamo con gli occhi aperti e con la schiena dritta, come si dice in gergo, in questo periodo, valorizziamo chi fa il proprio dovere su questi fronti, impegniamoci ognuno di noi a fare il nostro dovere e a non chiudere gli occhi dalla realtà e cerchiamo di contribuire a costruire una serie di politiche pubbliche regionali e nazionali proprio per prosciugare il potere della criminalità organizzata, che è determinata dall’enormità della liquidità che ha a disposizione e che gli va sottratta, e che è determinata ahimè da una cultura dominante che premia il furbo e chi elude in qualche maniera il sistema legale, che dobbiamo avere sul territorio perché questo aiuta a diffondere un senso comune che non aiuta e contribuisce certo ad allargare e a infittire la rete antimafia, contro la criminalità organizzata che, sia sul fronte politico-giudiziario sia su quello culturale, deve essere sempre più sostenuta e sempre più difesa. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Donini.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.
ALESSANDRINI: Grazie, presidente. Intervengo per dire intanto che, collegandomi alle cose che sono state già dette da altri, è veramente un bene prezioso che su temi così delicati come ciò che propone la risoluzione che è stata appena presentata e su cui sono intervenuti altri, si trovi una larghissima maggioranza e il consenso di tutti perché sono problemi che meritano un’attenzione di questo genere. Spero che ciò avvenga anche ad esempio sul progetto di legge di cui adesso se ne parlava che ha visto come primo promotore il consigliere Pagani sul tema delle ludopatie. Anche su questo spero che si possa trovare il massimo della convergenza.
Volevo dire alcune parole facendo riferimento alla risoluzione 1508 che tratta il tema dell’edilizia e in particolare per sensibilizzare l’Aula e la Giunta, ammesso che ce ne fosse bisogno, sui temi delle difficoltà e della crisi che sta attraversando e che sta colpendo fortissimamente questo settore che purtroppo è un settore che tende a diffonderla ulteriormente per via dell’indotto che non riesce a girare come dovrebbe.
Sapete perfettamente che ci sono dei dati che rappresentano una preoccupazione grandissima perché il calo degli investimenti è forte - anche nel 2013 avremo un segno molto negativo - le vendite sono quelle che sono, le banche - probabilmente anche questo sapete - sono passate dalla fase di una forte selezione a una fase che tende a non prendere in considerazione il finanziamento di iniziative che riguardano il tema degli investimenti immobiliari e sempre di più si muovono con i piedi di piombo anche per quanto riguarda il finanziamento delle famiglie per i mutui per l’acquisto degli immobili. L’edilizia tra l’altro è uno dei settori più colpiti dal ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione: solo in questo settore si parla di oltre 20 miliardi di euro.
La Regione chiaramente è impegnata nel rilancio con azioni anche molto specifiche sull’edilizia residenziale e sociale, però l’ultimo bando che è stato realizzato è stato consentito dalle risorse che sono state messe a disposizione dall’ultimo Governo Prodi. Sono passati oltre cinque anni e non si è visto più un centesimo, quindi è evidente che non è facile fare delle politiche promozionali quando le cose stanno in questi termini. Abbiamo bisogno quindi di uno scatto favorendo certamente il connubio tra nuove tecnologie, bioedilizia, fonti energetiche rinnovabili, formazione, competenza, qualità del lavoro, sostegno all’edilizia che produce alloggi energetici, credo un freno allo scostamento tra una domanda di alloggi che è a costi sostenibili e quindi un’offerta che è veramente troppo costosa e poco efficiente. Noi come Regione abbiamo varato provvedimenti importanti come la legge 11/2010, a proposito di legalità, alla semplificazione della normativa, compreso la sismica, la regolamentazione dei fondi immobiliari e non siamo stati obiettivamente con le mani in mano. Tuttavia invitiamo la Giunta a proseguire nel sostegno al settore con azioni migliorative per la qualità, per l’innovazione e professionalizzazione degli operatori. È estremamente importante che le amministrazioni pubbliche oggi lavorino sempre di più sui temi della riqualificazione edilizia ed energetica attraverso la demolizione, la ristrutturazione o la ricostruzione del patrimonio edilizio obsoleto, anche per evitare ciò che noi abbiamo scritto e detto in tutte le lingue, a partire dal Piano territoriale regionale, ossia che dobbiamo contenere il più possibile il consumo del territorio. A questo riguardo, bisogna costruire anche la filiera che riguarda più complessivamente il settore (tecnici, professionisti, dipendenti, lavoratori).
Finisco dicendo anche che sarebbe opportuno monitorare i risultati che otterremo dall’applicazione delle nuove norme in materia di sicurezza dei cantieri e della legalità alla luce degli strumenti che sono previsti dalla legge 11/2010 che sono tutti attuati a partire dalle white list e dall’elenco di merito che era uno dei momenti importanti per l’attuazione di questa legge. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Alessandrini.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.
NOÈ: Grazie, presidente. Vorrei dire che mi fa molto specie sentire molti interventi che ci sono stati poco fa in Aula sul tema del contrasto al gioco d’azzardo dove tutto sommato, a partire da chi ha promosso la sottoscrizione di questa risoluzione, si auspica fortemente che da parte di tutti noi ci sia la votazione su questa risoluzione. È logico e pleonastico perché l’abbiamo firmata e figuratevi se non la votiamo, però siete troppo ipocriti. Siete talmente ipocriti che quando un anno fa è stato presentato un progetto di legge per cercare di proporre che questi locali venissero aperti a delle distanze di sicurezza - richiamate anche dal Ministro Balduzzi - nel momento in cui si presenta un progetto del genere che ho presentato un anno fa, com’è vostro solito procedere, ho visto che i "grillini" e qualcuno a ridosso ne ha presentato uno pressoché identico e dopo alcuni mesi anche la maggioranza ha presentato un progetto di legge che ricalca pressoché in modo identico la proposta che avevo fatto.
Dobbiamo anche smetterla di usare questa ipocrisia, o comunque, anche se non è possibile smettere, la denuncio perché qua dentro cerchiamo di riconoscere che non è lecito guadagnare sulle debolezze umane...
(brusio in Aula)
PRESIDENTE (Costi): Per piacere, chiedo almeno di parlare piano.
Prego, consigliera Noè. Scusi.
NOÈ: Se è giusto che non è lecito guadagnare sulle debolezze umane, se effettivamente questo "no" alle slot machine è un "no" sentito da tutti, perché tutti noi abbiamo firmato quella risoluzione - coerentemente l’ho firmata anche io - ma perché fate così tanta fatica quando uno presenta un progetto di legge a dover fare sempre i primi della classe a presentarne uno pressoché identico e non accettare l’idea di emendarlo per addivenire a una conclusione su un progetto unico? Questo è un appunto che vi voglio fare perché su questo argomento qualche mese voi avete presentato un progetto di legge che io ho presentato un anno fa in modo pressappoco identico.
Detto questo, ben venga questa risoluzione di oggi che, ripeto, ho firmato. Sono anche d’accordo con chi responsabilmente - penso a Mandini - dice che dobbiamo smetterla di fare degli allarmi e di lanciare degli appelli perché dobbiamo anche cercare di essere dal punto di vista comportamentale coerenti rispetto ai propositi che ci proponiamo, facendo qualche cosa. Adesso vi voglio mettere alla prova perché nei giorni scorsi ho presentato un progetto di legge in questo senso e visto che qui tutto sommato - penso a Mandini che lo diceva prima - bisognerebbe cercare di individuare delle risorse di cui questa Regione in parte può disporre per contrastare meglio questo fenomeno, siccome purtroppo, collega, sa perfettamente come siamo messi con le risorse a nostra disposizione, per cui sarà difficile individuare lo stanziamento apposito, e allora siccome effettivamente le attività che queste sale da gioco svolgono in maniera esclusiva o prevalente sono attività che concorrono a mettere sul lastrico e ad ammalare - si parla già di più di un milione di ludopatici (notizia che compare in molti quotidiani, tra cui Avvenire, tutti i giorni) - e se è vero che, così come in questa risoluzione di oggi, tutti noi abbiamo sottoscritto la consapevolezza più totale sul fatto che dobbiamo fare qualche cosa, oltre che a denunciare il fenomeno - sono assolutamente d’accordo con lei - faccio una proposta di questo genere: chi svolge un’attività esclusiva o prevalente traendo profitti da queste macchinette deve avere una base imponibile IRAP, che dall’inizio di quest’anno ci è riconosciuta per effetto del federalismo, che sia maggiormente tassata dello 0,92. Io ho portato alla massimizzazione dell’aliquota sulla base imponibile IRAP quello che è il gettito che questi esercenti devono contribuire a dare alla Regione e siccome noi sappiamo che l’IRAP è comunque un’imposta che è finalizzata a concorrere alla copertura dell’assistenza sanitaria dei nostri cittadini, allora voglio che quella maggiore aliquota che questi esercenti producono sia destinata a recuperare risorse per fare formazione a tutti coloro i quali svolgono un’attività di prevenzione e di assistenza. Basta andare dalle GA (associazioni dei Giocatori Anonimi) - so che qui ci sono tanti di voi che hanno avuto contatti con loro - e di recente queste associazioni, proprio perché stanno vedendo la dimensione che sta assumendo il fenomeno, stanno aprendo i loro incontri. Io ho potuto partecipare e vi invito a partecipare a questi incontri perché effettivamente la consapevolezza che si proponeva la consigliera Donini con questo comunicato rimane qua dentro e probabilmente forse riusciamo anche a rimbalzarla a qualcun altro, però proviamo a fare uno sforzo nel fare di più. La proposta originale - la mia e la vostra - era quella di tutelarci attraverso una distanza di sicurezza, consigliere Pagani, che però purtroppo abbiamo visto che è una distanza che non è stata recepita e che ha avuto delle difficoltà anche a livello nazionale, però ho fatto questo provvedimento, consigliere Pagani, perché quando ho visto i Sindaci dei Comuni di questa Regione e di Italia che nella consapevolezza reale del danno che l’attività produce e hanno comunque iniziato a emettere delle ordinanze imponendo delle distanze, oppure quando ho visto gli esercenti che hanno voluto iniziare a staccare la spina perché effettivamente faceva male al cuore che dentro i propri locali facevano reddito sulla gente che nei loro locali si veniva a rovinare, di fronte a questi provvedimenti dove il TAR ha avuto il coraggio di obiettare queste ordinanze dicendo ai Comuni che non possono intervenire perché questa non è materia di loro competenza, i Comuni hanno risposto che avrebbero cercato nell’ambito delle loro competenze di maggiorare l’IMU, eventualmente la TARSU, rispetto a chi svolgendo questa attività si dichiara completamente insensibile al fenomeno. Analogamente vi chiedo, come Regione, di dare un segnale concreto al di là di queste risoluzioni con le quali noi facciamo appello e aumentiamo la consapevolezza, ma proviamo a fare un gesto concreto, che è un gesto che io metto a disposizione di quest’Aula, magari con la preghiera, dopo otto anni che siedo qua, che anche questa volta non mi ritrovi domani, dopodomani o tra un mese che non ci sia un progetto di legge analogo. Magari emendatelo e miglioratelo, fate delle proposte per vedere se da questa base possiamo costruire qualcosa, però intanto cerchiamo di recuperare, come dice giustamente il collega Mandini, perché poi alla fine tutto si risolve cercando di andare a reperire delle risorse. Vediamo se effettivamente queste risorse le possiamo recuperare proprio da chi produce questo fenomeno.
Io firmo tutto ciò che si pronuncia a favore del contrasto della dipendenza online, però, collega Donini, la schiena ce l’ho dritta, ma stavolta la schiena dritta vorrei averla per colpire e affondare. Se siamo qua è forse perché tanta gente ci ha riconosciuto pleonasticamente consapevoli che il fenomeno vada contrastato, però se effettivamente c’è uno strumento proviamo a sostenerlo e vi faccio l’appello di provare a capire se effettivamente volete esprimere solidarietà. Vi faccio una proposta che voglio condividere con voi per passare dal dire al fare perché, come diceva Marco Monari in questa sede, dobbiamo dare concretezza rispetto alle leggi che sono state presentate in questa Regione. Purtroppo per alcune non ci riusciamo perché sono state già disconosciute a livello nazionale, però quello che possiamo fare in casa nostra proviamo a metterlo in pista e a farlo. Grazie.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pagani. Ne ha facoltà.
PAGANI: Grazie, presidente. Mi pare che sulla risoluzione in oggetto, rispetto alla quale c’è il tema dell’infiltrazione mafiosa rispetto alle sale giochi, le videolottery, eccetera, si sia aperta una discussione che riguarda un po’ il nostro impegno come Assemblea legislativa su tutta la questione che riguarda il GAP, cioè il gioco d’azzardo patologico. È un tema su cui davvero, volendo cogliere in maniera positiva e non polemica le proposte della consigliera Noè, mi auguro che la Commissione prima e quest’Assemblea dopo abbiano il coraggio di andare oltre gli steccati e provare a dare una linea di indirizzo rispetto a una propria legge regionale su cui non abbiamo lavorato in collaborazione, perché quel testo che è in discussione in Commissione insieme ad altri due testi, che sono diversi, ma è giusto che lo siano, perché nella Commissione sarà lì il luogo dove si faranno i confronti e gli emendamenti, in quel percorso - voglio ricordarlo perché è un fatto importante - vi sono due fatti: il primo è che il nostro percorso di preparazione della legge è avvenuto con i gruppi dei giocatori anonimi, con Libera, con le comunità, con il CONAGGA, l’ente nazionale contro il gioco d’azzardo, Azzardopoli, "A che gioco giochiamo?", ma abbiamo dovuto fare i conti con la normativa nazionale, primo decreto Balduzzi trasformato poi in legge, che ha modificato per certi aspetti anche gli elementi dentro cui il nostro progetto di legge che è in discussione si muoveva. Credo che in questo equilibrio, con la saggezza di chi non vuole fare solo dei proclami che non servono a nulla, ma chi vuole invece agire la politica concretamente sul territorio in risposta ai bisogni e alle esigenze nuove che ci sono e anche ai nuovi scenari che hanno in qualche modo aperto in termini positivi e in termini negativi, quando il Governo riconosce il gioco d’azzardo patologico all’interno dei livelli essenziali d’assistenza, ma di fatto non dà le risorse economiche perché le Regioni possano attrezzarsi per dare risposta a questa esigenza che coinvolge, come veniva detto giustamente, 800 mila cittadini in questo Paese, vuol dire affermare un’esigenza, riconoscerla, in ritardo, come il nostro Paese ha fatto rispetto ai Paesi europei e non solo, però di fatto non metterci nelle condizioni di poter agire sia dal punto di vista delle norme restrittive, quindi della prevenzione, sia dal punto di vista della cura. Noi abbiamo sul tavolo oggi una questione. Certo, la risoluzione è un impegno politico che l’Assemblea si assume, che rimanda alla Giunta, che sta a indicare una volontà di volere camminare su questa strada nell’indicare che questo elemento tocca non solo 800 mila persone nel nostro Paese, e in Emilia-Romagna, che è la quinta Regione in Italia per il tasso di gioco più alto e per il livello di indebitamento dei cittadini, ci sono 1.440 euro medi all’anno che vengono spesi dai cittadini emiliano-romagnoli su tutte le varie modalità di gioco d’azzardo e questo dato ci rimanda a poter agire dove lo si può fare con gli strumenti che abbiamo. Vorrei ricordare che il progetto Pluto che la Regione ha già applicato da anni, quindi senza le normative nazionali, senza il riconoscimento dei LEA, senza una serie di questioni che ci permettessero di agire una prevenzione e una cura possibile, è un progetto che ha ricevuto molto consenso nella nostra Regione che deve essere finanziato ancora per il futuro.
Mi auguro che ci sia la volontà di mettere al centro dell’attenzione l’interesse complessivo e la scelta politica che questa Regione può anche scegliere di fare rispetto alcuni limiti che il decreto Balduzzi poneva. Penso non solo a dove possono essere aperti questi luoghi perché noi nel progetto di legge davamo una potestà ai Sindaci che sul territorio hanno la conoscenza e la possibilità di individuare la collocazione più opportuna, ma questo significa mettersi in contrasto con la normativa nazionale che assegnerà invece ai Monopoli di Stato l’individuazione dei luoghi dove poter aprire le sale da gioco. Questa è una scelta politica che dovremmo fare in Commissione se vogliamo spingere a una riflessione maggiore a livello nazionale perché dall’Emilia-Romagna, con una legge sulla prevenzione, la cura e il contrasto al gioco d’azzardo, si possa aprire una strada che, non solo per cittadini della nostra Regione ma per l’intero Paese, indica con coraggio una soluzione da intraprendere. Se ci impegniamo da questo punto di vista, possiamo cogliere nelle proposte di legge che sono state presentate e che in un qualche modo per certi aspetti hanno punti di contatto, ma oggi si trovano di fronte a un dato normativo nazionale che le interroga tutte e tre rispetto a in che modo procedere su un aspetto normativo che non possiamo ignorare, che c’è e che rischia di essere fuori dalle competenze e dalle potestà che la Regione ha, e capire se vogliamo andare avanti con coraggio e auspico che prima dell’estate questa Assemblea legislativa possa mettere in campo una legge che mi auguro approvata all’unanimità dall’intera Assemblea per contrastare e prevenire il gioco d’azzardo, perché prevenire è un fatto importantissimo.
In questo campo gli strumenti li abbiamo tutti e non ce li può togliere nessuno, come l’intervento sulle scuole, sulla formazione, sulla cultura del debito che è un aspetto molto importante che questa Regione sta facendo in collaborazione con tante associazioni di volontariato e con tante associazioni del terzo settore che hanno anche poche risorse, ma che agiscono già in Romagna e in Emilia. Io le ho potute incontrare e visitare e mi pare che sia un aspetto importante da cui partire. Dentro a una sussidiarietà con il territorio e una volontà politica nostra, spero un’unanimità nostra, nell’andare in questa strada possiamo aprire un percorso che diventa anche un percorso nazionale per il nostro Paese e diventi il modo migliore per contrastare anche le infiltrazioni perché mettiamo regole precise a un sistema che ancora le regole non ha e non ha regole perché il sistema del gioco d’azzardo ha finanziato tutto il sistema politico di questo Paese, come denunciano le statistiche presentate da Libera in questo Paese, e quindi c’è una responsabilità della politica se su questo non si va avanti. A livello generale possiamo far partire un percorso nuovo e credo che se c’è la volontà, l’Emilia-Romagna potrebbe davvero indicare una strada positiva su questo versante.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pagani.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Montanari. Ne ha facoltà.
MONTANARI: Grazie presidente, colleghi. Pochissime battute su un punto che ho sentito molto trattato nel dibattito e che riguarda le sale da gioco e i cittadini. Io spero che alcune modeste filature polemiche debbano lasciare il posto, perché il tema è troppo complesso e importante, a ragionamenti che io chiamo di verità e che, dico subito, non sono la persona più indicata a fare, perché è molto complessa la materia e bisogna farsi consigliare e bisogna studiare. Però intanto dico questo: "sale da gioco?" Mah!... "luoghi di gioco"! Luoghi di gioco perché in qualsiasi bar si vada ci sono macchinette più o meno occultate con qualche separè, qualche tendina, e a quelle macchinette in tutti gli orari del giorno c’è gente che gioca, gente di ogni età e di ogni origine culturale. Troppo spesso tantissimi anziani, molti che fanno colazione e il resto lo mettono nella macchinetta tutti i santi giorni che il cielo manda in terra. Quindi già il termine "sale da gioco" non fa, a mio modestissimo parere, vedere la questione, perché sembrerebbe che uno ci debba andare dentro, come un tempo era un casinò, che partisse da casa appositamente per entrare in quel luogo. No, no, no! Lo incontra sulla sua strada, sempre. La sollecitazione è sempre lì e sei sempre più sollecitato quanto più ce ne hai messi e quanto meno hai vinto. "Arriverà il mio momento di fortuna", e dentro soldi".
I nostri Sindaci sono impotenti e c’è disperazione. Anche questo dibattito sui 300 o 500 metri... è talmente diventata grande la malattia, come ho sentito nel dibattito, che le distanze non sono più in grado di curarla. Non mi sfugge che bisogna che stiano lontano dalle scuole, non mi sfugge, ma è talmente grave la malattia che bisogna mettere in campo "cure" all’altezza.
Io sono d’accordo col consigliere Pagani che bisogna tentare dall’Emilia di fare tutto quello che possiamo fare, ma, penso, e chiedo scusa al collega Pagani e vi chiedo scusa colleghi, penso che, per quanto noi possiamo fare, tutto quello che è nei nostri poteri non sia sufficiente a dare nemmeno un colpettino sulla polvere del mobile dove c’è il giochino che prende i soldi al cittadino. Nemmeno la polvere.
Ora mi chiedo: questo Paese, che riceve dal gioco tutto quello che noi, come forze politiche... abbiamo votato in Parlamento, riceve dal gioco tante cose che rimette poi in circolo per la vita del Paese, non può fare una differenza tra il gioco del lotto e le slot machine? C’è o non c’è una differenza? Si metta in campo una competizione culturale che vorrei non dovesse arrivare, ma purtroppo c’è il problema di dover fare dei conti economici tra quanto si spende per curare la malattia che si produce o, meglio, che si contribuisce a produrre, e quanto tiri su. Non vorrei si dovesse arrivare a fare un conto ragionieristico, però purtroppo c’è anche questo, e nella colonna di quanto costa, non dell’avere, del dare, non c’è ancora tutto, perché si sta curando una minimissima parte dell’enorme problema sociale che c’è in questo Paese. Allora, se è questo, una Regione come la nostra oltre a fare tutto il possibile, come diceva il consigliere Pagani, ed è il motivo del mio intervento, bisogna che ragioni sul fatto che tutto quello che possiamo fare fino ad ora individuato non stacca la spina e non la allenta. È un palliativo. Noi dobbiamo prenderci l’impegno di smuovere, partendo dal punto intellettuale della questione, il Paese, il Governo, i Parlamentari. Quali azioni mettiamo in campo noi sia come Assemblea legislativa sia come entità, l’Emilia-Romagna, perché questo problema sia affrontato nel luogo adeguato, cioè dove è stato inventato? Perché quelle macchinette sono state inventate per produrre una cosa e ne stanno producendo un’altra. Al netto dell’infiltrazione mafiosa e criminale che è altissima, stanno producendo un problema sociale enorme. Non mi si venga a dire che quelli che vanno alle macchinette poi andrebbero da un’altra parte perché questo discorso non sta in nessun luogo.
Certo, adesso che la malattia è estesa, forse, dopo, potrebbero trovare qualche surrogato. Dice: "Ma stai proponendo di cancellarle", sto dicendo che stiamo discutendo solo di palliativi e abbiamo la necessità di dire al Governo nazionale, al futuro Ministro del tesoro, delle Finanze, quello che si occupa di queste questioni, comprese quelle della salute, che va affrontata una questione di proporzioni enormi per i singoli, per le famiglie e per la società. O stiamo a quest’altezza altrimenti, secondo me, scaldiamo un po’ l’aria con le parole che diciamo.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Montanari.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.
DEFRANCESCHI: Grazie, presidente. Solo un commento per dire che ho firmato convintamente questa risoluzione, come penso che farò da qua a fine legislatura per tutte le risoluzioni che riguardano un miglioramento e una lotta contro qualcosa che sta dilagando in regione Emilia-Romagna. Anche io spero che non sia, come ha detto già qualcuno, un sistema per lavarsi la coscienza e dire che abbiamo detto tante belle parole per fare vedere che siamo contro la mafia, perché credo che chi governa questa Regione nei vari Comuni possa fare molto, anche in termini di vigilanza. Ricordo che due anni fa ricevetti delle mail di insulti perché uno degli altri grossi problemi è che si sottovaluta questa problematica, perché noi abbiamo credo vissuto in uno stato di verginità apparente in cui abbiamo detto che qua da noi mai e poi mai potrà arrivare. Riguardo il Comune di Monzuno feci una domanda innocente: come può un’azienda di un piccolo artigiano edile che avrà dei fatturati inferiori ai 60 mila euro, improvvisamente comprare un’intera area commerciale - questo personaggio è il Presidente della Commissione Urbanistica del Comune e ovviamente uscito dalla Commissione quando si votava - prima anche che un Comune autorizzi determinate cose, dia determinate garanzie a degli imprenditori? Forse bisognerebbe dare un’occhiata a chi c’è dietro perché continuamente assistiamo in questa regione a delle persone che arrivano e comprano, spesso in contanti, con delle cifre spropositate, delle intere aree edificabili che ovviamente il Comune ha provveduto a cambiare. Quello dell’edilizia e del cemento è il settore fondamentale. Possiamo anche parlare tranquillamente delle slot machine - io lo capisco - ma forse bisognerebbe parlarne a livello nazionale quando questi Governi scontano 98 miliardi di euro a queste aziende. Il sistema migliore - credo che l’abbiano insegnato a chiunque - per fare la lotta alla mafia è togliere le risorse o quantomeno far pagare quelle che dovrebbero. Nel momento in cui neanche un Governo tecnico è riuscito a far pagare le tasse a queste aziende qualche problema e qualche mancanza di volontà c’è. Ma noi lo sappiamo benissimo che tutto quello che riguarda il cemento e l’edilizia, in questa regione, è sostanzialmente l’humus e il bacino dove può svilupparsi la mafia.
Se oggi qualcuno compra un’area edificabile e ci fa un condominio o è un pazzo o ha dei soldi da buttare o ha dei soldi che hanno una provenienza quantomeno strana, perché non è concepibile che oggi, stante il mercato immobiliare così com’è, qualcuno costruisca due villette. Noi abbiamo il dovere di controllare tutto ciò e di come vengono fatti i Piani regolatori e perché si permette di costruire in determinate aree tipo a Casalecchio in riva al fiume, in ex cave abbandonate. Abbiamo il dovere, come dice il collega Naldi, di controllare i flussi di materiale che provengono dalle cave. Tra l’altro il collega Naldi ha detto delle cose pesantissime parlando di certezza di cave gestite abusivamente dalla mafia e di traffici strani. Ricordo che è un pubblico ufficiale e spero sia andato in Procura a denunciare perché a me è capitato di fare numerosi esposti alla Procura della Repubblica per strane cave, strani impianti di lavorazione della ghiaia definiti dagli organi provinciali come abusivi, quindi non sono parole mie, che ancora sono lì e ai quali il Comune, senza alcuna gara d’appalto, ma in via fiduciaria, concede appalti per la fornitura di materiale per i Comuni. Mi piacerebbe vedere le ricevute di carico e scarico di questi impianti di lavorazione della ghiaia e tutti gli scarichi del movimento terra perché secondo me non ci sono. Quando denuncio queste cose, al di là della Procura della Repubblica, sul cui lavoro non intervengo, alla Regione Emilia-Romagna e mi si risponde che non è di sua competenza perché sono funzioni delegate alla Provincia e ai Comuni, questo è un primo problema. Non laviamoci le mani con "abbiamo delegato", perché credo che metà delle risposte alle interrogazioni che faccio in questa Regione siano di questo tenore, se no ritorniamo sulle belle parole di cui abbiamo parlato prima.
Per cui convintamente procediamo in questa direzione però abbiamo una responsabilità che prescinde anche dalla necessità di reperire dei fondi, che può essere comunque vero, ma i primi responsabili di tutto quello che non va - lo sappiamo e lo vediamo - sono i Sindaci dell’Emilia-Romagna che governano i Comuni perché non è possibile che nessuno si accorga dei movimenti che succedono all’interno dei Comuni, a partire dai vari uffici tecnici.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Defranceschi.
La parola all’assessore Muzzarelli.
MUZZARELLI, assessore: Grazie, presidente. Solo per dare un contributo a sostegno della riflessione dell’Aula, perché se ci deve essere disponibilità, ovviamente deve essere totale, l'impegno comune di Assemblea e Giunta deve essere portato a compimento, se no non riusciamo a fare un passo in avanti. Mi pare che il dibattito di questa mattina ha consentito di fare un passo in avanti per cercare di assumere responsabilmente le azioni tutti insieme e credo che questo sia il punto più importante perché stiamo discutendo di una questione vitale, che è un punto fondamentale del funzionamento del nostro sistema regionale, della vita delle nostra comunità, che è il tema della legalità. C’è un aspetto culturale, un aspetto legislativo e anche un aspetto legato alle azioni in campo, quindi credo che anche noi facciamo bene a dare solidarietà a Tizian perché credo che il suo coraggio sia un punto fondamentale di aiuto e soprattutto alle forze dell’ordine per le azioni che hanno sviluppato e per quelle che stanno sviluppando perché ovviamente c’è un lungo lavoro di intelligence che si sta sviluppando e credo che debba essere rafforzato e sostenuto. Noi abbiamo ragionato e state ragionando su due punti estremamente importanti: il gioco d’azzardo patologico, il gioco d’azzardo con le comunità, legato al tema dell’edilizia, a come dove dobbiamo sviluppare delle azioni di contrasto ma anche di sostegno. Su questo vorrei fare due approfondimenti perché siccome sono molto convinto dell’aspetto culturale che passa attraverso un impegno della politica e della società, da un lato, per esempio, riprendendo un punto, credo che noi dobbiamo assumere con la forza totale dell’Assemblea il "no" alle gare al massimo ribasso. Il problema però non è solo la gara al massimo ribasso ma è un aspetto culturale di impianto che veniva prima ricordato. Anche le medie, quando la media è rapportata al prezzo e non alla qualità, è difforme alla strategia che dovrebbe essere messa in campo e quindi penso che dobbiamo fare uno sforzo per continuare a controllare. Noi abbiamo cercato anche di fare alcune azioni con delle sperimentazioni su alcuni cantieri con le procedure di REPAC per cercare di controllare anche le entrate e le uscite dai cantieri perché non abbiamo solo un problema di legalità della ghiaia o di che cosa entra ma anche la necessità di fare una verifica sulla legalità delle persone e delle forze umane che vanno a lavorare all’interno dei cantieri. Quindi c’è un problema più generale di responsabilità che dobbiamo verificare. In quanti sanno che bisogna controllare anche lo scambio delle persone? La partita è molto più complicata e deve coinvolgere tutta la società. Noi abbiamo cercato e faremo di tutto, ovviamente, per andare in questa direzione, proprio perché dobbiamo tenere alta la guardia e credo che da un lato è importante che l’Aula urli la rabbia anche per questo aumento esasperante dei compro oro, come qualcuno ha detto. Questo è un problema perché non si può dare troppo spazio alla disperazione. Sono un problema i luoghi del gioco, visto che in ogni angolo ormai sbattiamo contro a una macchinetta e non sappiamo mai se è una macchinetta legale o illegale. Chi ha visto le trasmissioni di "Report" si è reso conto di che cosa stiamo discutendo e di quale dimensione del fenomeno stiamo discutendo: dipendenze pesanti, distruzione di famiglie. Per questi motivi l’illegalità totale deve essere stroncata ma deve essere ridotta anche quella legale perché in caso contrario, se poi alla fine è lo Stato, giriamo attorno al tema. Noi facciamo tutto quello che possiamo fare, ma se alla fine lo Stato, in quanto tale, non mette freni importanti a questa dimensione diventa tutto difficile. I Governi non possono sfruttare le sfortune della gente e quindi c’è un problema enorme per provare a ridurre il fenomeno e quindi credo che occorra fare uno sforzo e che tutti i partiti a Roma si mettano la discutere di questa partita, perché se non intervengono lì, come qualcuno diceva, in termini anche economici allora di due una, perché rincorrere sempre il malato quando è lo Stato che fa la malattia diventa complicato. Purtroppo la collega del sociale è dovuta andare via per un problema familiare molto urgente, ma avremmo scambiato qualche opinione aggiuntiva rispetto a questo punto.
L’altro dato, quello del gioco d’azzardo dell’economia, è altrettanto importante, e allora mettere in fila la filiera della legalità sull’edilizia e le costruzioni con la legge che abbiamo fatto sta già portando una fetta di risultati. Dobbiamo rafforzare quella strategia e dobbiamo continuare a controllare i cantieri. Dobbiamo dare anche gli strumenti a chi deve andare a controllare i cantieri, perché tutti hanno la necessità di essere garantiti nella loro azione, anche i funzionari che vanno a controllare i cantieri. La partita è molto complicata.
Aggiungo anche che noi abbiamo attivato il 19 febbraio il tavolo regionale per la crisi del settore intero dell’edilizia e delle costruzioni che è una delle filiere più ampie della nostra regione (costruzioni, ceramiche, finestre, porte e tutto il resto del comparto). Abbiamo cominciato a fare una verifica per fissare anche alcuni obiettivi: il primo è quello legato al tema di cosa chiedere al nuovo Governo in termini di politiche industriali del settore, in termini di rigenerazione delle città, in termini di meno consumo e più interventi per ricostruire le città da un punto di vista energetico e antisismico, e quindi le condizioni per andare in una determinata direzione, cosa che è presente nella seconda risoluzione, e quindi un ragionamento che va in quella direzione. Noi abbiamo deciso classe A, premialità anche nelle zone terremotate, stiamo costruendo le condizioni per aumentare la sicurezza e i controlli in quella dimensione perché lì adesso pioveranno sei miliardi di euro e quindi bisogna che aumentiamo i controlli per essere tranquilli. La partita sarà molto complicata perché sono sei miliardi che vanno nelle mani dei cittadini, delle famiglie e delle imprese e quindi bisogna rafforzare la strategia. Da questo punto di vista, l’accordo tra il Ministro degli Interni e il Commissario Errani sul tema del patto legalità-terremoto per noi è un punto di riferimento importantissimo. Ora bisogna essere coerenti perché noi abbiamo firmato il patto, abbiamo detto le white list; noi abbiamo concordato con la Prefettura addirittura di dargli una mano anche sul personale. Stiamo cercando di abbattere i tempi ma vogliamo controllare tutti e abbiamo detto di controllare anche le imprese edili non solo per le categorie di iscrizione ma anche come imprese in quanto tali per i ragionamenti che venivano fatti e che fino a ieri non venivano messi in campo. Tutte le imprese che lavorano per il terremoto in automatico le mandiamo alla Prefettura per i controlli perché siamo preoccupati e perché ciò che è già successo e ciò che sta succedendo in termini di verifiche e di interventi delle Prefetture ci preoccupa, così come ci preoccupa chi difende a prescindere queste cose perché a un certo punto ci sono dei percorsi che vanno verificati nel nome delle legalità e del diritto di tutti, però penso che se questo è l’impianto che dobbiamo portare avanti, allora ci sono le condizioni per sviluppare delle azioni coerenti. A Roma dobbiamo metterla questa questione dei pagamenti alla pubblica amministrazione perché in caso contrario, anche su questo, quando le imprese non ce la fanno più, c’è sempre qualcuno che gli dà i soldi e diventa un problema. Dopodiché scopriamo che le imprese si chiamano ancora in un determinato modo, ma l’anima è perversa perché qualcuno è già intervenuto e le ha già comprate. Non solo la contaminazione dei camion, tanto per essere chiari, che è già grave, ma ci sono delle contaminazioni più complicate che devono essere verificate con attenzione. Quindi ci sono due giochi d’azzardo molto pesanti che dobbiamo aggredire con forza per essere in grado di aumentare i controlli, le azioni sul territorio ed evitare queste contaminazione negative. Il GIRER ci dice, negli incontri ufficiali che facciamo, che il lavoro è molto forte delle forze dell’ordine, perché adesso c’è questo gruppo interforze che sta coordinando le strategie e stanno già emergendo delle situazioni. Non voglio condannare nessuno, però ci sono situazioni che sono emerse e credo che dobbiamo cercare di fare uno sforzo aggiuntivo in questa dimensione. Siccome concordo che l’impianto deve essere un impianto politico, culturale e anche di azioni concrete, dobbiamo continuare nell’applicare le nostre leggi, semmai aggiornarle, e cercare di dare dei segnali. A me è successo che quando un’impresa che non aveva i dipendenti per tre anni è stata lasciata fuori ho avuto qualche problema, però alla fine chi aveva vinto poi ha fatto i lavori tre mesi prima della scadenza, abbiamo fatto i lavori seriamente, quell’impresa è rimasta dov’era, perché un’impresa senza dipendenti non è un’impresa, secondo noi.
In ultimo, dobbiamo combattere anche quelle partita IVA che ultimamente sono arrivate con centinaia di iscrizioni negli ultimi mesi - se voi andate alla Camera di Commercio, negli ultimi due mesi ci sono centinaia di partite IVA - e vorrei dire in modo esplicito, utilizzando anche questa opportunità, che credo che condividiamo, di dire che noi non sappiamo cosa farcene di partite IVA perché gli obiettivi, anche del tavolo che abbiamo posto, ovviamente è l'obiettivo del governo, è l'obiettivo con le banche, è l'obiettivo del lavoro della Regione, ma è l’obiettivo anche di imprese che devono essere più strutturate, avere il fisico per dare una mano al sistema per fare le cose che vogliamo ricostruire, rigenerare e rilanciare in una dimensione di totale legalità.
È un impegno comune e penso che anche la decisione dell’Aula di oggi sia un rafforzativo per questa strategia.
PRESIDENTE (Costi): Grazie, assessore Muzzarelli.
Se nessun altro consigliere chiede di parlare, passiamo alle alle dichiarazioni di voto congiunte sulle due risoluzioni che poi voteremo separatamente.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 3595, a firma dei consiglieri Monari, Naldi, Barbieri, Montanari, Marani, Moriconi, Bonaccini, Fiammenghi, Piva, Vecchi Alberto, Bignami, Manfredini, Grillini, Paruolo, Lombardi, Defranceschi, Meo, Richetti, Ferrari, Mandini, Mumolo, Pagani, Mazzotti, Zoffoli, Pariani, Garbi, Noè, Sconciaforni, Alessandrini, Donini, Malaguti, Carini e Casadei.
(È approvata all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): La risoluzione è approvata.
Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 1508, a firma dei consiglieri Alessandrini e Monari.
(È approvata all’unanimità dei presenti)
PRESIDENTE (Costi): La risoluzione è approvata.
Poiché mancano sei minuti, se siete d’accordo, concludiamo la seduta.
Vi ricordo che è convocato l’Ufficio di Presidenza.
La seduta è tolta.
La seduta ha termine alle ore 12,54
ALLEGATO
Partecipanti alla seduta
Numero consiglieri assegnati alla Regione: 50
Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:
Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RICHETTI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Alberto VECCHI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;
gli assessori: Donatella BORTOLAZZI, Sabrina FREDA, Paola GAZZOLO, Carlo LUSENTI, Teresa MARZOCCHI, Massimo MEZZETTI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI.
Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta per motivi istituzionali ai sensi dell'art. 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Vasco ERRANI.
Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Maurizio MELUCCI e Simonetta SALIERA.
Votazione elettronica
OGGETTO 3602
Delibera: «Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità»
Presenti: 34
Favorevoli: 34
Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Matteo RICHETTI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.
Assenti: 16
Enrico AIMI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI (m), Giovanni FAVIA, Valdimiro FIAMMENGHI, Andrea LEONI, Sandro MANDINI, Gabriella MEO, Silvia NOÈ, Giuseppe Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.
Ordine del giorno
OGGETTO 2660/1 - Ordine del giorno, proposto dal consigliere Grillini, di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa del consigliere Bignami: "Modifiche all'art. 517 - quater del codice penale, all'art. 51 del codice di procedura penale e all'art. 9 della legge 16 marzo 2006, n. 146 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione e dei Protocolli delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale, adottati dall'Assemblea generale il 15 novembre 2000 ed il 31 maggio 2001) per il rafforzamento della lotta contro la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di prodotti agroalimentari". (74) (Approvato)
«L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Visto il progetto di proposta di legge alle Camere di cui all'oggetto;
Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare "Politiche economiche";
Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;
Ai sensi dell'art. 92 del Regolamento
d e l i b e r a
il non passaggio all'esame degli articoli.»
Comunicazioni prescritte dall'articolo 68 del Regolamento interno
«Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:
3598 - Progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri Monari, Meo, Manfredini, Defranceschi, Bazzoni e Barbati: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 febbraio 2005, n. 5 "Norme a tutela del benessere animale"" (05 02 13).
3644 - Progetto di legge d'iniziativa della consigliera Noè: "Disposizioni tributarie in materia di IRAP per agevolare la conciliazione dei tempi famiglia lavoro" (19 02 13).
È stato presentato il seguente progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121 della Costituzione:
3633 - Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121 della Costituzione, d'iniziativa dei consiglieri Grillini e Barbati: "Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell'accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso" (15 02 13).
È stato presentato il seguente progetto di regolamento:
3602 - Proposta recante: "Regolamento interno dell'Assemblea legislativa per l'amministrazione e la contabilità - Modifiche al regolamento adottato con deliberazione assembleare n. 229 del 30 giugno 2009 - Delibera UP n. 102 del 22 aprile 2009" (deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 13 del 05 02 13).
Sono pervenuti i sottonotati documenti:
Risoluzioni
3607 - Risoluzione proposta dai consiglieri Filippi e Leoni per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, anche in sede Comunitaria, volte a rimuovere il veto all'importazione in Turchia di formaggi stagionati italiani, tra i quali anche il Parmigiano Reggiano (documento in data 08 02 13).
3619 - Risoluzione proposta dal consigliere Defranceschi per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a prevedere la presenza in tutti i convogli ferroviari di una carrozza idonea al trasporto di biciclette, prescrivendone inoltre la presenza nei futuri bandi riguardanti i servizi ferroviari regionali (documento in data 13 02 13).
3625 - Risoluzione sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni Agenda digitale per l'Europa - Le tecnologie digitali come motore della crescita europea COM(2012) 784 final. del 19 dicembre 2012. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell'articolo 24, comma 3 della legge n. 234 del 2012 (approvata dalla I Commissione assembleare "Bilancio affari generali ed istituzionali" in data 12 febbraio 2013).
3653 - Risoluzione proposta dai consiglieri Manfredini, Cavalli, Corradi e Bernardini per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo affinché si disponga la liquidazione degli straordinari ai Vigili del Fuoco impegnati in seguito agli eventi sismici del maggio 2012.
Mozione
3620 - Mozione proposta dal consigliere Leoni per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo ponendo in essere azioni volte a modificare la normativa contenuta nella "legge di stabilità" al fine di consentire, agli iscritti ai corsi di studio tradizionali nei conservatori e che si diplomeranno oltre il mese di dicembre 2012, di conseguire la qualifica di laurea magistrale (documento in data 13 02 13).
Interpellanze
3608 - Interpellanza del consigliere Bartolini circa i dati relativi all'iscrizione presso la Camera di Commercio dell'AUSL di Cesena.
3616 - Interpellanza del consigliere Defranceschi circa la commissione internazionale sul fracking relativa al sisma che ha colpito l'Emilia nel 2012.
3641 - Interpellanza del consigliere Filippi circa i poli fieristici regionali, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori dipendenti di "Reggio Emilia Fiere Srl".
3650 - Interpellanza del consigliere Defranceschi circa le procedure relative alla nomina di dirigenti regionali.
Interrogazioni
3599 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la chiusura del reparto di Pediatria presso l'Ospedale di Bentivoglio (BO).
3600 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori dello stabilimento "Sant'Andrea Novara Spa" ex Cognetex di Imola.
3601 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa la trasmissione televisiva "Speciale salute" relativa all'Azienda USL di Cesena.
3603 - Interrogazione del consigliere Carini, a risposta scritta, circa la manifestazione fieristica, a Bologna, denominata Expo Tunnel.
3604 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa la situazione relativa al Consorzio Copalc, con particolare riferimento a titoli abilitativi relativi all'attuazione di comparti edificatori.
3605 - Interrogazione della consigliera Pariani, a risposta scritta, circa la situazione relativa allo stabilimento "Sant'Andrea Novara Spa" ex Cognetex di Imola.
3606 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa la situazione relativa alla azienda Officine ortopediche Rizzoli di Bologna.
3609 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa la ricerca di idrocarburi in zone site nella provincia di Ravenna.
3610 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa l'incremento dei ricoveri in trattamento sanitario obbligatorio riguardanti l'Ospedale di Baggiovara (MO).
3611 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa la tutela dei cittadini vittime del sisma, con particolare riferimento al pagamento degli oneri relativi ai mutui contratti prima di tale evento.
3612 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa la situazione relativa alle Officine Rizzoli Ortopedia di Budrio e la tutela dei relativi lavoratori.
3613 - Interrogazione del consigliere Lombardi, a risposta scritta, circa la normativa riguardante le deroghe a favore delle cooperative sociali in materia di contratti per la fornitura di beni e di servizi.
3614 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa l'esenzione dal pagamento del contributo di bonifica, fino alla dichiarazione di agibilità, per gli immobili colpiti dal sisma.
3615 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa procedure relative all'assunzione di personale presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna.
3617 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa la situazione relativa all'inquinamento ambientale presso l'Ospedale S. Maria delle Croci di Ravenna.
3618 - Interrogazione della consigliera Barbati, a risposta scritta, circa le spese riguardanti la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo ed il relativo comitato esecutivo.
3621 - Interrogazione del consigliere Paruolo, a risposta scritta, circa la presenza di gasolio inquinato in alcuni distributori siti nel bolognese, e le azioni per farvi fronte.
3622 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'erogazione dell'incentivo di produttività a dirigenti regionali.
3623 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa il libero accesso per il personale di Polizia giudiziaria e tributaria e per le Forze dell'ordine in generale al trasporto pubblico locale e regionale, con particolare riferimento alla esclusione da tale facoltà del personale appartenente all'Amministrazione delle Dogane.
3624 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa il futuro delle strutture sanitarie del Basso ferrarese, con particolare riguardo al declassamento degli Ospedali di Comacchio e Copparo.
3626 - Interrogazione del consigliere Luciano Vecchi, a risposta scritta, circa lo svolgimento del corso triennale di formazione specifica in Medicina generale 2012/2015 della Regione Emilia-Romagna.
3627 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori della azienda Micro-Vett di Imola (BO).
3628 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per giungere alla creazione di un Registro delle Patologie del territorio su standard georeferenziato.
3629 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa le vertenze riguardanti i relativi dipendenti, conseguenti alla chiusura del Centro di incremento ippico di Ferrara.
3630 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa l'incentivazione della pratica dell'autocostruzione familiare, anche dal punto di vista ecologico, in ambito abitativo.
3631 - Interrogazione della consigliera Noè, a risposta scritta, circa la corresponsione della retribuzione dovuta ai Vigili del Fuoco per le ore di lavoro straordinario effettuate, con particolare riferimento alle emergenze ed al sisma.
3632 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa le procedure relative all'autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di una "casa famiglia".
3634 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa la realizzazione di un impianto di cogenerazione di energia elettrica a biogas a S. Giustina, nel Comune di Rimini.
3635 - Interrogazione del consigliere Filippi, di attualità a risposta immediata in Aula, circa le azioni da porre in essere a fronte delle varie crisi aziendali in corso, con particolare riferimento alla tutela dei lavoratori della azienda Mariella Burani Fashion Group di Cavriago.
3636 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori del gruppo "La Perla".
3637 - Interrogazione del consigliere Paruolo, a risposta scritta, circa la qualificazione professionale del servizio di Fisica Sanitaria-Fisica Medica.
3638 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa l'effettuazione di opere di manutenzione all'impiantistica ferroviaria regionale, al fine di garantire gli standard di sicurezza.
3639 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa le procedure relative al personale poste in essere a seguito della dismissione del Centro di incremento ippico di Ferrara.
3640 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa le procedure di assunzione degli psicologi presso l'AUSL di Modena.
3642 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa lo svolgimento del "Professional Day" ad oggetto "Professione politica a confronto" presso la sala polivalente della Regione Emilia-Romagna.
3643 - Interrogazione della consigliera Meo, a risposta scritta, circa le procedure relative al classamento dei terreni, con particolare riferimento alle dichiarazioni IMU ed alle attività estrattive.
3645 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa un incarico conferito dall'Agenzia Regionale di Protezione Civile.
3646 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa i casi di allontanamento di bambini dalle proprie famiglie, gli affidamenti familiari e gli inserimenti in comunità o case di accoglienza nel territorio regionale.
3647 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa l'esecuzione delle esequie presso la camera mortuaria dell'Ospedale di Fiorenzuola (PC).
3648 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa l'iter di una proposta di legge riguardante l'incremento della sicurezza dei percorsi casa-scuola e l'installazione di guardrail.
3649 - Interrogazione della consigliera Noè, di attualità a risposta immediata in Aula, circa i tempi di approvazione della direttiva riguardante i livelli essenziali di assistenza sociale (LIVEAS) in relazione all'art. 49, comma 2, della L.R. n. 2 del 2003, e le modalità di calcolo dei ticket sanitari.
3651 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa le procedure e la documentazione relative ai rimborsi connessi ai danni alle colture causati dalla fauna selvatica, con particolare riferimento alla Provincia di Reggio Emilia.
3652 - Interrogazione del consigliere Grillini, di attualità a risposta immediata in Aula, in merito alle problematiche organizzative derivanti dal decesso di un paziente presso il Policlinico S. Orsola di Bologna in seguito ad allontanamento volontario da un reparto di degenza.
3654 - Interrogazione della consigliera Barbati, di attualità a risposta immediata in Aula, circa la situazione dei Dipartimenti di Salute Mentale e dei Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura regionali, con particolare riferimento alla situazione esistente nell'area bolognese.
3655 - Interrogazione del consigliere Bernardini, di attualità a risposta immediata in Aula, circa l'ammontare dei valori economici corrispondenti alla gestione della sosta ed al recupero del denaro contante nelle biglietterie/emettitrici di biglietti degli autobus riguardanti la società TPER, e le relative procedure.
È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:
3392 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure riguardanti la tutela legale della Regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento al provvedimento GPG 2012/1462.
3393 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure riguardanti la tutela legale della Regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento al provvedimento GPG 2012/1569.
3394 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure relative alla tutela legale della Regione Emilia-Romagna, con particolare riferimento al provvedimento GPG 2012/1600.
3407 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le procedure relative al progetto della Variante alla SS16 "Adriatica" nel tratto tra il Comune di Bellaria e quello di Misano.
3416 - Interrogazione della consigliera Donini, a risposta scritta, circa l'organizzazione del ciclo dei rifiuti nel territorio delle Valli del Taro e del Ceno.
3419 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa la situazione e le procedure riguardanti un'azienda operante nel settore del recupero, stoccaggio e lavorazione di rottami ferrosi e non ferrosi sita a Borgo Panigale (BO).
3436 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure relative all'autorizzazione sismica di cui al comma 15 dell'art. 8 del D.L. 74/2012.
3443 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, relativa allo studio di fattibilità della Fusione dei Comuni della Reno Galliera e, in particolare, riguardante il crono programma di discussione dei report così come individuato dalla comunicazione inviata ai comuni dal Presidente dell’Unione in data 25/10/2012.
3444 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, relativa ai contributi elargiti dalla Regione Emilia-Romagna all’Unione dei Comuni della Valsamoggia e Reno Galliera per studi di fattibilità di cui alla delibera della Giunta regionale n. 354/2003.
3458 - Interrogazione del consigliere Villani, a risposta scritta, circa i lavori relativi alla realizzazione del polo che ospiterà la Scuola Europea di Parma.
3471 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa l'organico di TPER e FER.
3480 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa uno studio di fattibilità affidato dall'Unione dei Comuni Reno Galliera.
3490 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa finanziamenti regionali riguardanti documentari ed opere d'animazione per l'anno 2012.
3492 - Interrogazione del consigliere Bartolini, a risposta scritta, circa l'attuazione delle innovazioni previste dal "Decreto Balduzzi", con particolare riferimento all'AUSL di Cesena.
3495 - Interrogazione del consigliere Malaguti, a risposta scritta, circa la riorganizzazione del centro di ricerche Giulio Natta, con sede in Ferrara, della ditta Basell.
3498 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa la chiusura del Centro di degenza post acuti dell'Ospedale Bellaria di Bologna.
3501 - Interrogazione del consigliere Bernardini, a risposta scritta, circa la realizzazione di un impianto a biomasse, in località La Fontana, nel Comune di San Giovanni in Persiceto.
3502 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le disposizioni relative ai casi di scomparsa di un paziente presso il Policlinico S. Orsola di Bologna.
3506 - Interrogazione del consigliere Villani, a risposta scritta, circa problematiche riguardanti il personale dell'Agenzia Interregionale per il Fiume Po (AIPo).
3508 - Interrogazione del consigliere Favia, a risposta scritta, circa le procedure relative alle richieste di adesione all'iniziativa "Salviamo il paesaggio e difendiamo i territori".
3510 - Interrogazione del consigliere Bazzoni, a risposta scritta, circa il pagamento del contributo annuale relativo al Consorzio di Bonifica della Romagna tramite le società di riscossione SORIT e CORIT.
3513 - Interrogazione del consigliere Manfredini, a risposta scritta, circa le risorse a favore degli agricoltori destinate a fronteggiare la siccità verificatasi nel corso del 2012.
3514 - Interrogazione del consigliere Cavalli, a risposta scritta, circa gli aumenti dei contributi a carico dell'utenza riguardanti il Consorzio di Bonifica di Piacenza.
3518 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa la tutela dei lavoratori della sede di Ferrara della multinazionale LyondellBasell e la difesa del patrimonio scientifico del Centro Ricerche G. Natta.
3521 - Interrogazione del consigliere Filippi, a risposta scritta, circa le azioni da porre in essere per affrontare la situazione di crisi nel settore edilizio.
3524 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le procedure di consultazione con i sindacati di categoria dei titolari di Farmacie.
3528 - Interrogazione del consigliere Villani, a risposta scritta, circa i tagli di fondi relativi alla programmazione distrettuale 2013 disposti dal Comitato di Distretto AUSL delle Valli del Taro e del Ceno nella seduta del 20 dicembre 2012.
3533 - Interrogazione del consigliere Defranceschi, a risposta scritta, circa l'informazione alle agenzie di stampa relativa al decesso di un paziente presso l'Ospedale S. Orsola-Malpighi.
3538 - Interrogazione del consigliere Alberto Vecchi, a risposta scritta, circa procedure relative alla stabilizzazione di personale precario.
3541 - Interrogazione del consigliere Sconciaforni, a risposta scritta, circa l'attuazione degli indirizzi regionali per la programmazione territoriale dell'offerta di istruzione e di formazione professionale ed organizzazione della rete scolastica.
3547 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa procedure selettive riguardanti l'Ospedale Maggiore di Bologna.
3548 - Interrogazione del consigliere Zoffoli, a risposta scritta, circa l'elaborazione di indirizzi condivisi con gli Enti locali circa le spese relative ai servizi socio-educativi e scolastici.
3603 - Interrogazione del consigliere Carini, a risposta scritta, circa la manifestazione fieristica, a Bologna, denominata Expo Tunnel.
La Giunta regionale, ai sensi dell’art. 118 comma 1° del Regolamento interno, non intende rispondere alle interrogazioni sotto riportate ritenendone il contenuto estraneo ai propri compiti d’istituto:
3562 - Interrogazione del consigliere Bignami, a risposta scritta, circa le problematiche connesse alla rottura, a Porretta Terme (BO), della condotta principale che distribuisce il metano nell'Alta Valle del Reno.
3621 - Interrogazione del consigliere Paruolo, a risposta scritta, circa la presenza di gasolio inquinato in alcuni distributori siti nel bolognese, e le azioni per farvi fronte.
Comunicazione ai sensi dell'art. 68, comma 1, lettera d):
L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, preso atto che il consigliere Franco Grillini, con nota prot. n. 6438 in data 12 febbraio 2013, ha comunicato le proprie dimissioni dal Gruppo Assembleare Italia dei Valori - Lista di Pietro per aderire al Gruppo assembleare Misto, ha adottato la deliberazione n. 22 del 21 febbraio 2013, ad oggetto:
"Modifica della delibera n. 5 del 20 maggio 2010 "Accertamento e dichiarazione della costituzione dei Gruppi assembleari della IX legislatura e presa d’atto della loro consistenza numerica e SS.MM. (art. 36 Statuto, art. 6 Regolamento interno, art. 1, comma 2, l.r. n. 32/1997) per quanto riguarda il Gruppo Italia dei Valori - Lista di Pietro e il Gruppo Misto""
Il Gruppo assemblare Misto risulta così costituito:
Matteo Riva - Presidente
Franco Grillini - Componente
Si informa altresì che ai sensi dell’art. 3, comma 3 del Regolamento per il funzionamento del Gruppo assemblare Misto di cui alla delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 14 del 5 febbraio 2013: "Ogni componente politica del Gruppo Misto parteciperà ai lavori delle Commissioni assembleari in proporzione alla propria consistenza numerica"
Il Gruppo assembleare Italia dei Valori - Lista Di Pietro risulta così costituito:
Liana Barbati - Presidente
Mandini Sandro - Componente
Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti Decreti, dal 24/01/2013 al 13/02/2013:
DPGR n. 6 del 25/01/2013
L.R. 11/2010, art. 5, comma 3, sostituzione componente della Consulta Regionale del settore edile e delle costruzioni.
DPGR n. 8 del 30/01/2013
Costituzione del Consiglio di Amministrazione dell'IPAB "Opera Pia Casa di Riposo di Modena" di Modena (MO).
DPGR n. 12 del 05/02/2013
Modifica della composizione della Consulta Regionale degli Studenti istituita con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 13/08, ai sensi della L.R. 15/07.»
(Comunicazione n. 50 prescritta dall'art. 68 del Regolamento interno - prot. 8627/2013)
LA PRESIDENTE
I SEGRETARI
Costi
Corradi - Meo