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172.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 25 MARZO 2014

 

(POMERIDIANA)

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE AIMI

 

INDI DELLA PRESIDENTE COSTI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è raggiungibile dalla Ricerca oggetti

 

Interpellanze oggetti 4550 - 4964

(Rinviate)

PRESIDENTE (Aimi)

 

OGGETTO 4922

Interpellanza circa la valorizzazione della gastronomia e della moda emiliano-romagnola. A firma del Consigliere: Pollastri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Aimi)

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

RABBONI, assessore

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

 

OGGETTO 4923

Interpellanza relativa alla situazione dell'export emiliano-romagnolo nel settore agricolo. A firma del Consigliere: Pollastri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Aimi)

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

RABBONI, assessore

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

 

OGGETTO 4606

Interpellanza circa i soggetti e le procedure riguardanti la gara per la realizzazione della bretella autostradale di Sassuolo-Campogalliano. A firma del Consigliere: Naldi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Aimi)

NALDI (SEL - Verdi)

PERI, assessore

NALDI (SEL - Verdi)

 

OGGETTO 4739

Progetto di legge: «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare». A firma dei Consiglieri: Marani, Grillini (87)

(Esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Aimi)

MARANI (PD)

PRESIDENTE (Costi)

MANDINI (Italia dei Valori)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

MARANI (PD)

NOÈ (UDC)

NALDI (SEL - Verdi)

NALDI (SEL - Verdi)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

NOÈ (UDC)

DONINI (Fed. della Sinistra)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

NALDI (SEL - Verdi)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

NOÈ (UDC)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

CARINI (PD)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

MANDINI (Italia dei Valori)

SERRI (PD)

AIMI (Forza Italia - PDL)

PRESIDENTE (Costi)

 

OGGETTO 5319

Delibera: «Modifiche al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna (deliberazione dell'Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna 28 novembre 2007, n. 143).» (Proposta dei consiglieri Favia, Mumolo e Pollastri) (155)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Costi)

POLLASTRI, relatore

MANDINI (Italia dei Valori)

MUMOLO (PD)

PRESIDENTE (Costi)

 

Iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

PRESIDENTE (Costi)

 

OGGETTO 4541

Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni presso il Governo ed il Parlamento affinché, tramite modificazioni delle relative norme, vengano ricondotte la competenza legislativa e la potestà regolamentare nel settore del commercio alle Regioni ed agli Enti locali, ai quali spetta il compito della pianificazione della turnazione delle festività lavorative, tutelando inoltre sia i diritti dei lavoratori che quelli dei consumatori. A firma del Consigliere: Defranceschi

(Discussione e reiezione)

OGGETTO 4695

Risoluzione per invitare la Giunta affinché intervenga presso il Governo e il Parlamento al fine di rivedere la disciplina in materia di programmazione commerciale e relativa organizzazione degli orari di apertura. A firma dei Consiglieri: Alessandrini, Pariani, Pagani, Mori, Zoffoli, Bonaccini, Moriconi, Carini, Fiammenghi, Marani, Mazzotti, Montanari, Piva, Paruolo, Luciano Vecchi, Barbieri, Mumolo, Ferrari, Serri, Casadei, Riva, Monari

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Costi)

DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)

ALESSANDRINI (PD)

CAVALLI (Lega Nord)

MANDINI (Italia dei Valori)

PRESIDENTE (Costi)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 4739 - 5319

Emendamenti all’oggetto 4739

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE AIMI

 

 

La seduta ha inizio alle ore 15,08

 

PRESIDENTE (Aimi): Dichiaro aperta la centosettantaduesima seduta della IX legislatura dell’Assemblea legislativa.

Hanno comunicato l'assenza dalla seduta il presidente della Giunta Errani, la vicepresidente della Giunta Saliera, gli assessori Bianchi, Lusenti e Mezzetti e i consiglieri Barbieri, Favia e Luciano Vecchi.

 

Svolgimento di interpellanze

 

Interpellanze oggetti 4550 - 4964

(Rinviate)

 

PRESIDENTE (Aimi): Comunico il rinvio degli oggetti 4550 e 4964, rispettivamente interpellanza del consigliere Favia e interpellanza del consigliere Pollastri, a cui avrebbe dovuto rispondere l’assessore Lusenti.

Chiamo l’oggetto:

 

4922 - Interpellanza circa la valorizzazione della gastronomia e della moda emiliano-romagnola. A firma del Consigliere: Pollastri

 

Risponderà l’assessore Rabboni.

La parola al consigliere Pollastri, ricordandogli che ha otto minuti.

 

POLLASTRI: Grazie, signor presidente. Penso di utilizzare anche meno degli otto minuti consentiti dal nostro Regolamento per interpellare l'assessore.

Anche nella nostra Regione l'agricoltura e la moda offrono prodotti di ottima qualità, quindi il mio è un riconoscimento per l'attività che svolgono tutti gli operatori sul territorio. Come tali, questi prodotti vanno ancora di più valorizzati al fine di farli diventare, come dico nelle considerazioni iniziali, addirittura un volano per l'attrazione turistica. Sentivamo recentemente in Commissione, anche nei rapporti con la Comunità europea, quanta e quale importanza abbia il turismo per portare un valore anche economico nei nostri territori. Turismo che poi può essere di vari tipi, può essere anche turismo sociale, turismo di varia natura, ma comunque ha sempre un unico obiettivo. Poi non è facile commisurarlo, anche se vi sono in realtà degli indicatori sulle presenze, sulle attività svolte e quant'altro.

Ho fatto riferimento alla valorizzazione della Coldiretti Lombardia perché nella preparazione dell'atto ispettivo abbiamo riscontrato che vi sono, da parte di associazioni che ho citato in premessa, delle idee, chiamiamole così, per iniziative in chiave Expo 2015. Io ho fatto diversi atti ispettivi, sia in tema di trasporti, sia in tema di turismo, sia in tema di agricoltura, per capire che cosa possiamo fare noi come Regione. È vero, assessore, che, ahimè, è Piacenza il territorio proprio limitrofo (oltre il Po, ad un chilometro, superiamo il ponte e siamo in Lombardia), quindi ricorre abbastanza spesso nelle mie richieste, che spesso sono, credo possiate riconoscerlo, di natura costruttiva, possono essere anche dei suggerimenti, possono essere essenzialmente spunti. Su questo spunto ho valutato che questa iniziativa che citavo, fatta in collaborazione con la Coldiretti Lombardia, sembra possa essere un interessante viatico per mettere in vetrina, diciamo così, le nostre tipicità; in questo caso, le loro, ma nel nostro caso, le nostre.

Non dico di copiare da altre regioni perché comunque la nostra regione ha degli ottimi livelli, nei vari settori, di eccellenza, di qualità e quant'altro, però nel caso specifico siamo ormai a ridosso dell'Expo e spesso ho interrogato l'assessore Muzzarelli per vedere quali progetti e quali settori possiamo andare a toccare in vista dell'Expo, che naturalmente dura sei mesi, ma in realtà, sia prima che dopo la manifestazione, lascia un segno nell'economia a vari livelli.

Fatte queste premesse, fatte queste considerazioni, chiedevo - ma forse è anche un modo per dare una possibilità all'assessore Rabboni di dire all'Aula, perché questa è un'interpellanza proprio per l'Aula, quindi di dire sotto i riflettori dell'Aula - quali sono i rapporti che sicuramente l'assessore - ma non voglio anticipargli la risposta - ha tenuto anche con le istituzioni milanesi e lombarde, la Regione e la Provincia, con tutte quelle associazioni concentrate, al di là delle problematiche che vi sono, su un buon risultato per offrire un'occasione di promozione alla gastronomia e alla moda emiliano-romagnola e in quale modo, assessore. Questo è importante perché, lo dico anche nell'interesse della Giunta, spesso magari svolgete un'attività oscura, preziosa, ma di cui poi non si sa troppo, non viene troppo riconosciuta, quindi queste mie richieste penso che possano essere utilmente e reciprocamente, tra virgolette, vantaggiose per sapere io, come rappresentante dei cittadini, cosa fate e magari...

 

PRESIDENTE (Aimi): Consigliere Pollastri, solo per correttezza le comunico che le residuano solo sessanta secondi, anche per la sua eventuale replica.

 

POLLASTRI: Grazie, signor presidente, li terrò naturalmente per dare il solito voto in pagella all'assessore di turno, che è quasi sempre sulla sufficienza devo dire. Queste risposte, dicevo, servono anche a me, nel mio lavoro ispettivo, per capire, sondare, verificare quanto la Giunta, Assessorato per Assessorato, fa, quindi mi riservo quei trenta secondi per poter poi dare un giudizio. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie a lei, consigliere Pollastri.

La parola all'assessore Rabboni.

 

RABBONI, assessore: Grazie, presidente; grazie, consiglieri. In vista dell'Expo 2015, la Regione Emilia-Romagna, in accordo con le associazioni imprenditoriali, Unioncamere e le rappresentanze degli enti locali, sta sviluppando due linee complementari di lavoro: la prima riguarda l'Expo in Emilia-Romagna, la seconda riguarda l'Emilia-Romagna all'Expo. Entrambe le linee di lavoro puntano a trasformare l'evento milanese in un'occasione concreta di valorizzazione internazionale della nostra regione, della sua identità storica, culturale, agricola e alimentare, della sua ricettività turistica, nonché di un sistema produttivo del food e delle tecnologie per il food che si distingue nel panorama internazionale per la capacità di coniugare tradizione con innovazione, sostenibilità ambientale, coesione sociale, lavoro e cooperazione con competitività e qualità.

Sulla prima linea, l'Expo in Emilia-Romagna, lavoriamo al potenziamento dell'incoming turistico ed economico nella nostra regione nel semestre dell'evento. Allo scopo stiamo realizzando tre distinte iniziative: un bando per finanziare eventi di incoming economico a carattere internazionale promossi da imprese o da reti di imprese; pacchetti turistici nazionali ed internazionali destinati ai potenziali visitatori dell'Expo comprensivi di offerte riguardanti le eccellenze agroalimentari regionali, i territori rurali, i caseifici, le cantine, i musei del gusto, gli agriturismi e così via; due eventi internazionali a carattere scientifico sulle tecnologie del cibo: il primo a Cesena, in occasione del Macfrut; il secondo a Parma, al Cibus Tec. Entrambi gli eventi sono concordati e finanziati dal Dipartimento nazionale della coesione sociale.

Per quanto riguarda invece la partecipazione della Regione all'Expo di Milano, abbiamo già opzionato tre spazi: il primo, la settimana del protagonista Emilia-Romagna nel padiglione Italia; il secondo, una piazzetta lungo il cardo per i secondi tre mesi dell'evento milanese; il terzo, la partecipazione dell'Emilia-Romagna alla mostra delle regioni, con la disponibilità di uno spazio per incontri di rappresentanza a disposizione di tutto il sistema regionale. Il programma di attività e di animazione dei primi due spazi verrà deciso e precisato nelle prossime settimane d'intesa con il sistema regionale delle rappresentanze imprenditoriali, sindacali, scientifiche e culturali, con Unioncamere e con le rappresentanze degli enti locali (Comuni e Province). L'obiettivo è ad un tempo una rappresentazione di grande attrattività e di impatto comunicativo delle eccellenze emiliano-romagnole e una larga partecipazione della complessa realtà regionale.

In questo contesto siamo quindi senz'altro disponibili a collaborare con la Regione Lombardia e con altre istituzioni per sviluppare iniziative comuni che consentano di valorizzare la nostra regione. Il nostro obiettivo principale resta la creazione di occasioni di incontro ed eventi in grado di attrarre turisti e operatori economici in Emilia-Romagna e la conoscenza diretta delle eccellenze che caratterizzano la nostra realtà qui e a Milano.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, assessore Rabboni.

Consigliere Pollastri, le residuano per la sua replica trenta secondi. Prego.

 

POLLASTRI: Grazie, presidente. La risposta dell'assessore Rabboni è stata molto chiara nella sua brevità, ma anche nella sua articolazione, oggi, quindi, ho avuto modo di avere delle notizie direttamente in Aula importanti ed interessanti e per questo lo ringrazio. Rimane la parentesi della definizione, come ha detto alla fine - ma poi rileggerò la risposta - che avverrà nelle prossime settimane, se non ho capito male; è un po' una limatura finale dei progetti predisposti, dei bandi e quant'altro. La invito, non so se con un altro atto ispettivo o se vorrà farlo lei direttamente, a tenere aggiornata l'Assemblea legislativa perché il punto è molto sentito. Poi, è chiaro, io non so - ma farò una ricerca - cosa faranno anche le altre Regioni. Noi siamo proprio attaccati, a ridosso...

 

PRESIDENTE (Aimi): Consigliere Pollastri, il suo tempo è esaurito.

 

POLLASTRI: Ho concluso, presidente, non voglio suscitare la sua impazienza...

 

PRESIDENTE (Aimi): Non sono impaziente, ma lei supera i limiti del tempo a sua disposizione.

 

POLLASTRI: La comparazione, diciamo, il bilancio a consuntivo si potrà fare quando si chiuderà il grande evento Expo 2015 e questi dati verranno buoni.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pollastri.

Chiamo l’oggetto:

 

4923 - Interpellanza relativa alla situazione dell'export emiliano-romagnolo nel settore agricolo. A firma del Consigliere: Pollastri.

Risponderà l’assessore Rabboni.

La parola sempre al consigliere Pollastri, prego.

 

POLLASTRI: Grazie, signor presidente, grazie anche ai colleghi che hanno la pazienza di ascoltarmi. Anche questa interpellanza rivolta per delega all'assessore Rabboni parte da alcune premesse molto chiare, molto precise: si tratta dei dati elaborati dall'ISTAT del primo semestre 2013. Le esportazioni del settore primario hanno avuto un buon incremento rispetto all'anno precedente. Questo è un dato, credo, abbastanza noto. Ma passiamo alle esportazioni in agricoltura: le esportazioni in agricoltura sono cresciute in media, ma con valori simili in tutto il territorio nazionale, del 7 per cento, in netta controtendenza sia rispetto all'export nel suo complesso, che è calato, sia rispetto al mercato alimentare interno (questa è fonte ISTAT, non "fonte Pollastri", è fonte ISTAT). Il valore complesso delle vendite oltreconfine ammonta a circa 34 milioni di euro. Inoltre, oltre all'ortofrutta, a trainare il comparto vi è il vitivinicolo - ripeto: il vitivinicolo - che è un settore di eccellenza dell'agricoltura emiliano-romagnola (tant'è vero che c'è tutto il tema, ma non vorrei uscire dal seminato, che all'estero, in certi Paesi, ci copiano addirittura, o ci scimmiottano, o vanno a scopiazzarci le marche di vini spacciandoli per vini Made in Italy; aprirei tutto un altro lungo ragionamento che non posso e non voglio fare in questa sede, ma è importante dire che come gruppo e come partito abbiamo attenzione al tema delle contraffazioni e quant'altro, che danneggiano, penalizzano i nostri prodotti, soprattutto i vini e l'alimentare).

Fatte queste premesse (che sono i dati ISTAT del settore agricoltura, dell’ortofrutta e del vinicolo), interpello lei, assessore, in qualità di rappresentante della Giunta con delega all’agricoltura, per avere dei dati. A me interessa analizzare i documenti, i dati per poi esprimere un giudizio di natura politica, quali siano i dati relativi all’export del settore agricolo emiliano-romagnolo, quali siano i comparti con i maggiori aumenti, quale sia il posizionamento delle esportazioni dei vini emiliano-romagnoli rispetto a quelli delle altre regioni a forte vocazione enologica, quali siano le politiche messe in atto dalla Regione per favorire le esportazioni dei vini emiliano-romagnoli. Presidente, mi sembra anche questo un tema degno dell’Aula, degno di fare riferimento da parte della Giunta e chiarezza in un settore in cui abbiamo tantissime imprese agricole che lavorano, che hanno in questo momento di crisi fatto fronte con sacrifici, difficoltà ed evidentemente da questi dati andando a cercare, colleghi, delle nicchie di mercato lontano nei paesi esteri e quindi chiedevo prima dei dati ma poi sotto il profilo politico quali strategie avete messo in campo, Assessore, per favorire e sostenere l’esportazione di questi prodotti specialmente all’estero. Attendo i numeri, i dati, le risposte e come sempre mi riservo, sulla scorta e di eventuali, Presidente, ulteriori atti ispettivi alla Giunta a cui spesso le risposte degli Assessorati rimandano inevitabilmente, per poter poi dare anche ai cittadini notizia e per fare una valutazione che cerco sempre di fare, Assessore, scevra dall’ideologia o dalle contrapposizioni di posizioni partitico-politiche che rappresentiamo - in questo caso - in ruoli distinti e distanti che però devo controllare e interrogare per quello che fate e voi avete il dovere di rispondere e il giudizio finale spetterà ai cittadini.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pollastri.

Assessore Rabboni, prego.

 

RABBONI, assessore: Grazie, presidente. Il comparto agroalimentare regionale nel 2013 ha collocato all’estero prodotti per 5.439.460.000 euro con un aumento del 5,4 per cento sul 2012. Nel medesimo periodo l’export complessivo dell’Emilia-Romagna è risultato pari a 50.787.678.000 euro con un incremento del 2,6 per cento. Nel 2012, secondo ISTAT, il nostro Paese ha esportato vino per un valore di 4.691.209.000 euro con un aumento del 6,5 per cento sull’anno precedente. La regione Emilia-Romagna si è collocata, con un valore del prodotto esportato, pari a circa 353 milioni di euro, ovvero il 7,5 per cento del totale, al quinto posto tra le regioni italiane dopo il Veneto, che ha esportato vino per un valore di 1 miliardo 500 milioni di euro, il 30,7 per cento del totale, il Piemonte, che ha esportato per un valore di 890 milioni di euro, pari al 19 per cento del totale, la Toscana, che ha esportato per un valore di 700 milioni di euro, pari al 15 per cento dell’export italiano di vino, e il Trentino-Alto Adige, che ha esportato per un valore di 450 milioni di euro, pari al 9,5 per cento del totale.

La nostra regione precede comunque diverse realtà a forte vocazione enologica quale Lombardia, Puglia, Sicilia, Friuli-Venezia Giulia e si caratterizza per un dato particolarmente positivo, ovvero il notevole e costante aumento del valore del vino esportato che si registra ormai da alcuni anni a questa parte. Nel 2012 si è infatti registrato rispetto al 2011 un incremento in valore del 15 per cento, largamente superiore rispetto a quello medio nazionale che si è comunque attestato sul 6,5 per cento. Anche l’andamento dei primi nove mesi del 2013 ha riconfermato il crescente successo dei nostri vini sui mercati internazionali. Il valore dell’export dei vini emiliano-romagnoli è infatti aumentato nel periodo gennaio - settembre 2013 del 16,25 per cento, passando dai 257 milioni di euro del 2012 a quasi 299 milioni di euro, mentre il dato nazionale si è fermato al più 8,16 per cento. La Regione sostiene la promozione all’estero del vino emiliano-romagnolo sia nell’ambito del progetto realizzato in collaborazione con Unioncamere regionale denominato "Deliziando" sia utilizzando le risorse regionali messe a disposizione dell’OCM vino destinate alla specifica misura finalizzata allo sviluppo dell’esportazione sui mercati extraeuropei nonché una quota delle risorse previste dal Piano di Sviluppo Rurale Misura 133 "Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazione e promozione". Un ruolo significativo in questo contesto è svolto anche dall’Enoteca Regionale Emilia-Romagna, associazione fondata nel 1970 e riconosciuta dalla Regione nel 1978. Il programma promozionale 2014 di Enoteca, al quale la Regione partecipa con un contributo di 280 mila euro, prevede la partecipazione a diverse manifestazioni internazionali tra le quali il WWM Barcellona, il ProWein di Dusseldorf, Vinitaly di Verona e Cibus a Parma.

Negli ultimi cinque anni il progetto "Deliziando", condiviso con Unioncamere, destinato alla promozione dei vini in abbinamento con le principali eccellenze gastronomiche della nostra regione, ha potuto contare su una disponibilità di 5,5 milioni di euro ai quali si sono aggiunti i contributi versati dalle imprese vitivinicole partecipanti. Le iniziative realizzate sono state ottantotto, circa il 40 per cento delle quali legate al vino. Alla misura promozione del vino, sui mercati extracomunitari dell’OCM Vino sono stati destinati dal 2009 al 2013 19 milioni 230 mila euro. Il programma 2013 - 2014 dell’OCM Vino della promozione sui mercati extracomunitari ha ripartito tra quattro soggetti le risorse pari a 5 milioni 406 mila euro, soggetti che naturalmente hanno presentato domanda sul relativo bando pubblico per la realizzazione dei seguenti progetti: 3 milioni 500 mila euro a un’aggregazione di cantine emiliano-romagnole con capofila Enoteca Regionale Emilia-Romagna per la promozione del vino negli Stati Uniti, nel Canada, in Cina, compresa Hong Kong, Giappone, Russia, Europa extracomunitaria, paesi ex aderenti all’Unione Sovietica, America Latina, centro America e sud-est asiatico, 1 milione 665 mila euro a Cantine Riunite & CIV per attività in USA e Sudamerica, 133.870 euro al Consorzio Tutela Vini DOC, Colli Piacentini come capofila (è un’aggregazione di cantine) per attività in USA, 107 mila euro all’azienda Luretta di Gazzola (Piacenza) per attività in Cina, compresa Hong Kong. Per il periodo 2014 - 2015 saranno disponibili risorse, sempre per la promozione extracomunitaria, pari a complessivi 6 milioni 974 mila euro. Infine, nell’ambito della misura del programma di sviluppo rurale 133 sono state concesse a imprese del settore vitivinicolo 1.676.452 euro per la promozione del vino sia a livello nazionale sia sui mercati esteri.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, assessore Rabboni.

Consigliere Pollastri, prego. Ha due minuti e trenta secondi per la replica.

 

POLLASTRI: Grazie, presidente. Direi che la risposta è molto interessante e mi convinco sempre di più dello strumento dell’istituto dell’interpellanza a risposta orale in Aula che dà buoni frutti perché l’Assessore ha dato una risposta estremamente ricca di numeri, numeri che io però, Assessore, dovrò analizzare, comparare e studiare in maniera approfondita, perché sono molti i dati che lei mi ha fornito nella risposta. A occhio, devo dire...

 

(interruzione del sottosegretario Bertelli)

 

Accetto la battuta del sottosegretario, che mi ha sempre riconosciuto una certa serietà nel lavoro. Devo dire, assessore, che la risposta è molto approfondita e mi sembra, a colpo d’occhio, che i 5 miliardi che ha citato all’inizio, se non ricordo male per l’esportazione, siano una cifra un po’ alta. Non ricordo come fonte, però sarà mia cura e premura approfondire e quindi controllare tutti questi dati. Devo dire che rispetto alle quattro questioni che ho posto è stata data una risposta circostanziata e sotto questo aspetto, come gruppo di Forza Italia, continueremo, assessore, a incalzarla per avere informazioni e non per fare un tipo di opposizione strumentale, anche se c’è stato da parte di qualcuno il tentativo di eliminare lo strumento delle interpellanze in sede di modifica del Regolamento ma sul quale ci siamo giustamente opposti perché è uno strumento che, come dice la risposta dell’assessore Rabboni, ha un interesse generale perché anche negli ultimi finanziamenti che ha citato, dove sono state anche messe delle risorse, si vede che ci sono varie realtà di imprese agricole che sono sostenute in progetti che vanno anche all’estero, quindi da Piacenza a Rimini, la Giunta nell’ultima domanda si è mossa per cercare di favorire e dare un innesto di liquidità per i progetti. L’importanza di questa risposta meritava una chiosa particolare ma garantisco che tornerò presto sull’argomento.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Pollastri.

Chiamo l’oggetto:

 

4606 - Interpellanza circa i soggetti e le procedure riguardanti la gara per la realizzazione della bretella autostradale di Sassuolo-Campogalliano. A firma del Consigliere: Naldi.

 

Consigliere Naldi, prego.

Risponderà l’assessore Peri.

 

NALDI: Grazie, presidente. L’interpellanza è scritta da tempo e sono sicuro che l’Assessore sarà in grado di rispondere anche a una richiesta meno formale di quella che ho fatto. Questo progetto risale a parecchi anni fa e chiedo se non venga considerato almeno in parte superato. Nel 2005 il CIPE ha stanziato per il primo tratto in via provvisoria per il primo stralcio 234 milioni, nel 2010 il Ministero dei Trasporti ha proposto al CIPE di approvare definitivamente questo primo stralcio prevedendo una spesa complessiva per l’intera opera di 506 milioni di euro. Dico delle cose, che naturalmente l’Assessore sa molto meglio di me, a titolo di informazione per chi non le sapesse: Sassuolo è servita da due linee ferroviarie e cinque collegamenti autostradali e il progetto della bretella insiste per 16 chilometri su un percorso adiacente il fiume Secchia. Vengo alle domande che ho posto nell’interpellanza: il project financing della bretella è stato affidato per aver vinto il bando a un’Associazione Temporanea di Imprese formata come capofila da Autobrennero, che ha qualche problema per l’assegnazione per i prossimi anni della gestione dell’A22, alla Coopsette, che sta affrontando una procedura di concordato, e alla Pizzarotti Spa, e le domande formali che ho fatto sono se la Giunta ci può consegnare l’elenco completo dell’ATI (Associazione Temporanea di Impresa) e anche quello dei soggetti che hanno partecipato al bando di gara e quale punteggio hanno conseguito. La domanda più sostanziale è se la Giunta non ritiene che sia il caso di rivedere il progetto e di limitarsi a fare il primo tratto, quello che collega Campogalliano, cioè l’Autobrennero, con lo scalo merci di Marzaglia, che risulta essere uno scalo merci del tutto attrezzato e adeguato a smaltire quanto più possibile il materiale.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Naldi.

Assessore Peri, prego.

 

PERI, assessore: Grazie, presidente. Nella documentazione che allego alla risposta il Consigliere troverà l’elenco dettagliato dei partecipanti alla gara e dei componenti dell’ATI che è provvisoriamente ancora considerata titolare della concessione. C’è da dire che ANAS, che è il soggetto committente e la stazione appaltante, non ha ancora concluso la procedura di aggiudicazione provvisoria, quindi non è possibile fornire il merito della proposta con i dati tecnici dell’offerta risultata vincente, però nell’allegato trova i partecipanti alla gara e i punteggi che hanno ottenuto i tre raggruppamenti, divisi a seconda dei criteri che erano posti a base di gara. La parte informativa penso che sia sostanzialmente completa.

Per quello che riguarda le valutazioni di merito, ovviamente stiamo parlando di una gara che è di fatto conclusa e non è certamente nella potestà della Regione fermare in questo momento quel progetto con le motivazioni che venivano addotte. Ciò che posso dire è che a gara aggiudicata definitivamente, perché di fatto si sono già consolidati dei diritti attraverso le procedure svolte da ANAS, si faranno le valutazioni sulla qualità del progetto esecutivo che in ogni caso non potrà che essere la diretta conseguenza del progetto definitivo che era stato posto a base di gara, perché la particolarità della gara è che essa non è avvenuta su un progetto preliminare ma definitivo e quindi con un grado di dettaglio sufficientemente alto. Altre valutazioni in questo contesto non penso di poterne fare.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, assessore Peri.

Consigliere Naldi, prego. Ha quattro minuti per la replica.

 

NALDI: Grazie, presidente. Grazie all’assessore per la risposta, in particolar modo per quella che mi ha preannunciato per iscritto, che naturalmente leggeremo con molta attenzione. Ho capito qual è dal suo punto di vista lo spazio nel quale si può intervenire: continuo a perorare una minore timidezza perché ritengo, come ho avuto occasione di dire anche in altre occasioni di questo tipo, che i tempi sono cambiati e noi abbiamo delle altre priorità. Ieri mi ha fatto piacere sentire in un altro contesto il Presidente della Regione dire che nelle priorità di questa Regione per il futuro, anche per il piano del lavoro, c’è la messa in sicurezza del territorio e credo che questo dovrebbe essere un punto fermo di tutte le nostre scelte politiche e amministrative.

 

PRESIDENTE (Aimi): Grazie, consigliere Naldi.

Abbiamo esaurito la fase delle interpellanze, per cui procediamo con l’ordine dei lavori.

 

OGGETTO 4739

Progetto di legge: «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare». A firma dei Consiglieri: Marani, Grillini (87)

(Esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Aimi): Avevamo concluso il dibattito generale in Aula e procediamo quindi all’esame dell’articolato. Ricordo che sono otto articoli e dodici proposte di emendamento.

Nomino scrutatori il consigliere Piva, la consigliera Moriconi e il consigliere Pollastri.

Dobbiamo aprire il dibattito congiunto sugli emendamenti al titolo: "Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare". Apriamo il dibattito generale congiunto sugli emendamenti 11, a firma dei consiglieri Manfredini, Cavalli, Corradi, Bernardini e Mandini, e 12, a firma della consigliera Marani.

Ha chiesto di parlare la consigliera Marani. Ne ha facoltà.

 

MARANI: Grazie, presidente. Volevo dire che rispetto alla definizione "caregiver" abbiamo fatto approfondimenti e questo termine è entrato nel linguaggio convenzionale sul piano internazionale, per cui era difficile poterne prevedere nella legge la sostituzione. Propongo ai colleghi che hanno presentato l’emendamento, anche per venire incontro alla loro preoccupazione, di porre, nella definizione del nome della legge, una voce accanto al titolo che tra parentesi indichi "persona che presta volontariamente cura e assistenza". Propongo di metterlo nel titolo e non in tutti i dispositivi e gli articoli della legge perché di fatto in più casi questa definizione è ripetuta, laddove si cita la parola caregiver. Chiederei ai Consiglieri che hanno presentato questo emendamento se sono disponibili a ritirarlo nella versione che loro propongono e a sostituirlo quindi con una precisazione accanto al titolo della legge. Detto questo, nel titolo mettere accanto alla parola "caregiver" la definizione "persona che presta volontariamente cura e assistenza".

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Marani.

Nessun consigliere ha chiesto di intervenire, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto rispetto agli emendamenti 11 e 12.

Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente. Per quanto mi riguarda, e faccio riferimento all’emendamento 11, che ho sottoscritto insieme ai colleghi della Lega, l’emendamento della consigliera Marani lo ritengo soddisfacente per accogliere questa puntualizzazione. Mi corre l’obbligo di fare due osservazioni rispetto all’intervento dell’Assessore perché, Assessore, non la volevo buttare in ironia quando ho chiesto di chiarire in italiano di cosa stavamo parlando. Sappiamo benissimo di essere in Europa, Assessore, però anche la rete autostradale e ferroviaria sono in collegamento europeo, così come la corrente elettrica, ma li chiamiamo con i loro nomi italiani (A1, A13, ferrovia Milano-Bari, Alta Velocità, ecc.) perciò la sua battuta gliela restituisco interamente. Per quel che riguarda gli altri esempi, sul gioco d’azzardo abbiamo fatto quello che era possibile in base alle nostre competenze, che sono diverse rispetto alla legislazione nazionale, mentre qui parliamo di competenze che sono tutte della Regione, perciò possiamo distinguere e possiamo fare quello che riteniamo opportuno fare senza vincoli di un ordinamento sovra-legislativo.

Se vogliamo riconoscere dieci euro a ogni familiare che fa l’assistenza domiciliare lo possiamo fare, non andiamo in contraddizione a nessuna legge nazionale, però se vogliamo disciplinare il gioco d’azzardo rispetto alle tassazioni andiamo contro, perciò l’esempio non lo trovo molto calzante. Abbiamo apprezzato in sede di bilancio ulteriori risorse sul settore del welfare però, Assessore, è chiaro che l’operazione di contenimento e razionalizzazione dei costi e dei servizi è un’operazione importante che tutti dobbiamo riconoscere e dobbiamo contribuire ad attuare, però ho anche la sensazione che le attuali risorse, pur con stanziamenti superiori, non coprano il reale fabbisogno che in questo settore sarebbe necessario per dare le risposte alle reali esigenze.

Stiamo facendo molto - questo nessuno l’ha negato - e lo riconosco per primo, però mi sembrerebbe azzardato dire che abbiamo risorse sufficienti per fare oggi quello che è necessario fare e addirittura integrare anche il sistema che ne deriva da questa legge. Detto questo, come dichiarazione di voto - ripeto quello che ha detto la mia capogruppo, la collega Barbati - apprezzando lo spirito di questa iniziativa e ritenendo che c’è un problema di finanziamento necessario e un segnale concreto di supporto e aiuto economico a chi entrerà a far parte del sistema che la legge prevede, diamo un voto di astensione a un provvedimento con un’ottica positiva e propositiva rispetto a stanziamenti di bilancio che ci aspettiamo arrivino o con variazioni di quest’anno oppure sul prossimo anno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.

Chiedo ai consiglieri in questo momento di alzare la mano per intervenire in dichiarazione di voto perché abbiamo problemi con la rete e quindi non riesco a vedere chi si è iscritto.

Ha chiesto di parlare il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Nel mio intervento in discussione generale avevo preannunciato, giusto per rispetto verso le persone che si accollano questo onere familiare o comunque di comunità, un voto di astensione. Devo dire francamente che dopo aver ascoltato attentamente le parole dell’Assessore in replica questo voto si tramuta decisamente in un voto contrario perché l’assessore, che ci ha tirato le orecchie parlando di Europa e di integrazione su una parola, già offende chi in quest’Aula conosce perfettamente i termini entro i quali operiamo ma non è mica questa la sostanza. La sostanza è che nel suo intervento non ha dato nessun tipo di risposta, ha parlato di fondo per l’autosufficienza che c’entra nulla con quello che avete scritto in questa legge, perché in questa legge non ci mettete nulla. Se voi aveste detto che il fondo della non autosufficienza, che è un fondo abbastanza importante in questa regione, viene in qualche modo implementato di "x" risorse perchè si deve dare un contributo e perché si deve soddisfare lo strumento della conciliazione lavoro-famiglia, sarebbe stato un altro argomento, ma lei non ha dato nessun tipo di risposta rispetto alle problematiche che qui sono state introdotte, che sono problematiche serie che riguardano i servizi ma che con quello che si vuole preservare o in qualche modo agevolare nulla hanno a che fare.

Mi dispiace, assessore, ma se lei avvalla una legge nella quale c’è scritto che i riferimenti per il caregiver sono il medico di medicina generale, il responsabile del procedimento e del piano assistenziale, ecc. vuol dire che non conosce neanche la rete di servizi di questa regione, perché questi sono esattamente i riferimenti che hanno i non autosufficienti e chi accudisce il non autosufficiente, perché in qualsiasi servizio sociale di un comune c’è un responsabile di quel caso, c’è un medico di famiglia, che deve esserci per forza perché altrimenti si è fuori da ogni regola, per cui che tipo di vantaggio è questo? Segnalare che ci sono i tre professionisti e che ci sono i servizi sociali e i servizi speciali sanitari? Ma ci sono già. Per il non autosufficiente questa è una cosa che c’è tutti i giorni quando la responsabile del piano assistenziale ritiene che quel soggetto non autosufficiente, che è a casa per una determinata patologia, abbia bisogno di un intervento di uno certo specialista e chiama lo specialista con l’elenco degli specialisti che sono a disposizione. Abbiamo detto che è fuffa, confermiamo che è fuffa, però davanti all’assessore e alle non risposte che sono date ho sentito cose interessanti, intelligenti e concrete. Lo strumento della conciliazione c’è ma se il familiare non autosufficiente deve prendere tre ore di permesso per andare a prendere i pannoloni che arrivano con dieci giorni di ritardo c’è qualcosa che non funziona a monte, quindi con questa legge non diamo nessun tipo di risposta. Tornando alla dichiarazione di voto sugli emendamenti, è un voto assolutamente contrario, come sarà per tutto il resto, ma mi riservo di intervenire ancora.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Marani. Ne ha facoltà.

 

MARANI: Grazie, presidente. Credo che il collega che mi ha preceduto sia uscito dal contenuto dell’emendamento in questione e mi preme però chiedere ai colleghi Consiglieri di stare nel merito della legge e di non travalicare anche in una discussione che credo non aiuti a raggiungere...

 

(interruzione del consigliere Villani)

 

Consigliere Villani, rispetto molto la sua opinione, però credo che ci vorrebbe anche la capacità, che purtroppo non si è potuta esprimere nel lavoro di Commissione dove non siete stati mai presenti nelle diverse sedute in cui abbiamo discusso, e anche in tutte le occasioni dove abbiamo incontrato le componenti della comunità emiliano-romagnola nelle loro rappresentanze per discutere il merito dei contenuti di questa legge. Quest’Aula ha detto tutto e il contrario di tutto nella discussione di oggi, perché da una parte si dice che è già tutto scritto nelle direttive, nelle delibere e negli atti e dall’altra che siamo in una situazione di disperazione e vengono citati casi, lettere, situazioni, anche personali, dove si dice che non c’è quello di cui i cittadini hanno bisogno, per cui se il nostro obiettivo è quello di fare in modo che un bisogno certificato da decine di migliaia di persone, che non è vero abbiano oggi inclusione attraverso i piani di assistenza...

 

(interruzione del consigliere Villani)

 

Consigliere Villani, le chiedo con pazienza di ascoltarmi perché riconosco a lei molte volte una grande onestà intellettuale e la voglia di comprendere e di avere opinioni a volte anche individuali. Se le dico che, in base a dati non miei ma a dati che tutti possediamo, su quattro non autosufficienti il piano di assistenza individualizzato viene fatto a uno perché gli altri tre in qualche modo si arrangiano cercando la badante della Caritas, prendendo un infermiere privato a casa, pensionato semmai, fanno la fila di sei ore per avere il pannolone piuttosto che un prelievo a domicilio, nella legge diciamo che noi vogliamo rivolgerci proprio a questi, a coloro i quali avrebbero tutte le possibilità senza risorse aggiuntive ma con risorse che possono essere destinate agli esclusi, di poter essere inseriti nei piani di assistenza anche quando c’è un familiare o una persona che si occupa quasi totalmente dell’assistenza quotidiana. Questo vuol dire che allo sportello sociale si può rivolgere, e anzi dobbiamo sollecitare perché questo avvenga, il familiare, l’amico o la persona che ha in casa un non autosufficiente e all’assistente sociale dello sportello dica esattamente questo, cioè che si occupa per dodici ore al giorno di una persona, chiede di poterla aiutare mandando a casa lo specialista con un percorso semplificato per avere i presidi e gli ausili che servono, per poter avere un’assistenza domiciliare che non può essere quella che si dà oggi di un’ora al giorno ma che si ha bisogno di avere una sostituzione al sabato perché c’è bisogno di avere una giornata per le proprie incombenze familiari. Allora noi non solo diamo voce a chi esprime un bisogno al quale il nostro sistema in forte cambiamento... Consigliere Villani, se lei non mi ascolta è inutile che io le stia a spiegare. Spero che lo facciano gli altri Consiglieri.

 

VILLANI: Abbiamo capito che la legge non l’ha capita anche se l’ha scritta.

 

MARANI: A un sistema in forte cambiamento possiamo contribuire in due modi: dando voce alle persone che oggi ritengono che non ci sia possibilità per loro di avere un aiuto mentre questa possibilità c’è e intanto di dare ai servizi delle possibilità di modificare la loro organizzazione e la loro struttura, e non a caso ho fatto l’esempio dell’assistenza domiciliare. Se una famiglia rinuncia a un’assistenza domiciliare così strutturata come oggi e così rigida è perché probabilmente più che un’ora al giorno avrebbe bisogno di avere un intervento di un giorno a settimana. La legge è una legge che propone una modalità di ascolto, propone delle modalità di risposta, chiede ai servizi di adeguare queste risposte. Sta benissimo dentro a quelle che sono le risorse del fondo non autosufficienza, perché se voi aveste visto i dati, avreste visto come solo Bologna quest’anno ha risparmiato 6 milioni di euro in questi tipi di servizi e vuol dire che erano disponibili e vuol dire che queste risorse in un sistema di servizi che possono cambiare sono in grado di dare risposta a tanti familiari.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Marani.

Ricordo che siamo in dichiarazione di voto sugli emendamenti 11 e 12 che insistono sul titolo del progetto di legge.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Forse allora ci sono dei passaggi che è opportuno chiarire. Quello che lei dice, consigliera Marani, vorrebbe dire allora che ad oggi non esiste? Oggi noi pensiamo veramente che se c’è una persona non autosufficiente dentro un nucleo familiare non ci sia già la predisposizione di una rete di servizi che già garantisce un certo tipo di assistenza? È questo quello che non capisco e mi sembra che lei oggi in modo pleonastico preveda un servizio che già esiste.

 

MARANI: Sì, è vero, ho fatto anche un esempio.

 

NOÈ: Per me è sufficiente quello che ha detto la consigliera Marani, cioè che in modo pleonastico andiamo ad emendare non capisco che cosa, per cui la mia dichiarazione di voto rispetto a questa proposta è negativa.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. È stato chiesto da più colleghi, secondo me con molte ragioni, il fatto che i termini che si usano siano comprensibili il più possibile per un più vasto pubblico che legge le nostre cose, quindi per questo ritengo che l’emendamento 12 proposto dalla consigliera Marani sia positivo, vada accolto e voto a favore.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11, a firma dei consiglieri Manfredini, Cavalli, Corradi, Bernardini e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 11 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12, a firma della consigliera Marani.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 12 è approvato.

Passiamo ora all’esame dell’articolo 1 (Finalità).

Su questo articolo insiste l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

Apro il dibattito generale su articolo ed emendamento.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Colgo l’occasione per dire qualcosa che vale in linea di massima anche per gli altri emendamenti per non dovere intervenire su tutti. Gli emendamenti che abbiamo presentato sono volti a riconoscere e valorizzare dal nostro punto di vista anche con più chiarezza l’attività di cura che viene svolta da tante persone senza scaricare però responsabilità e compiti pubblici ma facendo in modo che l’attività di cura sia in relazione con quanto il pubblico deve continuare a fare e anche per dire che l’attività di cura non può essere considerata una professione ma rimane un’attività che viene prestata in condizioni eccezionali, anche molto positiva, da accompagnare per quanto possibile e da valorizzare. Per quanto riguarda il primo emendamento, vogliamo semplicemente dire che questa attività si integra secondo le modalità indicate all’articolo 3, quarto comma, il che vuol dire che si deve integrare tenendo conto di quali sono le modalità con le quali viene segnalata questa disponibilità e anche le modalità con la quale questa disponibilità può essere revocata perché non si può, una volta che si è dichiarata una disponibilità che è assolutamente positiva, rimanere in eterno prigionieri di quella disponibilità poiché sappiamo che si tratta di un impegno estremamente gravoso e pesante che a volte non si riesce a reggere per più di tanto tempo.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Non ci sono altri interventi, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’articolo 2 (Il caregiver familiare).

Su questo articolo insiste l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

Apro il dibattito generale su articolo ed emendamento. Non ci sono interventi, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’articolo 3 (Libera scelta e rapporto con i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari del sistema regionale).

Su questo articolo insistono tre emendamenti, il 3, il 4 e il 5, tutti a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

Apro il dibattito generale su articolo ed emendamenti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Questo articolo evidenzia come sia fuori misura quello che si è voluto fare con questa legge perché ho ascoltato le ragioni della relatrice ma lei parla di chi è escluso dalla rete dei servizi, quindi l’obiettivo della legge doveva essere un altro. Andiamo vedere che strumenti abbiamo per individuare chi è escluso dalla rete dei servizi e pur facendo questa opera meritoria non è all’interno di una programmazione che c’è, e questo articolo non fa altro che evidenziare questo aspetto, perché che il prezioso elemento della rete del welfare locale assicura il sostegno professionale e l’affiancamento tecnico necessario a sostenere la qualità dell’opera di assistenza prestata significa che il soggetto è fuori dalla rete, perché ha fatto l’esempio dell’assistenza domiciliare, che è un esempio calzante. Il sostegno vero a chi fa questo tipo di operazione per affetto, per amicizia, per solidarietà o per altri motivi è semmai avere a disposizione qualche ora in più di assistenza domiciliare e non informare che ci sarà. Continua lo stesso errore, perché dovrebbe già essere nella rete, per cui l’obiettivo della legge è un altro ma non è esplicitato e si vede, anche in modo un po’ grossolano, perché se l’obiettivo è quello di essere inclusivi rispetto a chi è fuori dalla rete è un altro ragionamento e questo, dopo quello che ho sentito, rafforza il mio voto contrario anche a questo articolo.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Premessa la mia perplessità che ho già espresso nella mia relazione, consigliera Marani, quando al quinto comma dice "allo scopo di favorire il mantenimento della persona assistita al proprio domicilio, il caregiver familiare, previo consenso della persona cara assistita, deve essere coinvolto in modo attivo nel percorso di valutazione, definizione e realizzazione del PAI e assume la responsabilità dell’attuazione degli impegni che lo riguardano nel PAI stesso" - capisco le motivazioni dei colleghi Naldi e Donini in termini di responsabilità per la sua attuazione - di quale responsabilità stavamo parlando? Non le sembra che anche nell’impostazione di questa legge, nell’andare a individuare delle responsabilità, rischiavamo di irrigidire in modo eccessivo e troppo formale una situazione dal momento che poi si tratta o di genitori che si occupano dei loro figli o di persone che assistono il proprio coniuge? Quello che non capisco e che per certi aspetti ho declinato anche come una forma di mancanza di rispetto, per quanto forse invece ci sia tutta la buona volontà di garantire una risposta di servizi nel modo più completo possibile, è che c’è anche una deformazione di voler burocratizzare e individuare delle responsabilità in capo a delle persone che, o perché sono dei genitori o perché sono dei coniugi, queste responsabilità se le assumono spontaneamente.

Non abbiamo l’obbligo di doverlo andare a sancire in una legge e non possiamo andare a burocratizzare un rapporto che nasce da una donazione che è frutto di un dolore. Attenzione, perché questo desiderio di fare i primi della classe nell’essere presenti in tutti i momenti rischia di essere nemmeno più pleonastico ma rischiamo di andare a trasformare un rapporto spontaneo in un rapporto burocratico, quindi anche se apprezzo il contributo che hanno voluto dare i colleghi Donini e altri, abbiamo perso di vista la cosa più importante, ossia che dovevamo cominciare a fare un progetto di legge in questa direzione ma iniziando almeno a stanziare qualche cosa.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.

Ha chiesto di parlare la consigliera Donini. Ne ha facoltà.

 

DONINI: Grazie, presidente. Aggiungo anche io alcune considerazioni a quelle fatte in premessa in generale sugli emendamenti dal collega Naldi. Non c’era nessun tipo di retro-pensiero o di concezione burocratica quando si parla e si cerca di discutere della relazione tra servizi e queste persone ma gli emendamenti servono semplicemente a chiarire ulteriormente la libera scelta volontaria di chi fa il caregiver, che non può avere scaricato addosso delle responsabilità, che può uscire quando vuole da quella scelta e che deve avere a disposizione una serie di servizi e di relazioni. Detto questo, non capisco alcune delle considerazioni fatte dalla collega Noè.

Noi abbiamo sentito in udienza conoscitiva che proprio i rappresentanti di quel mondo, che chiaramente è un mondo informale che si sta costituendo attraverso le relazioni tra territori e territori, lavori che si fanno per le costruzioni dei piani di zona, chiedono di avere il riconoscimento della loro esistenza e un chiaro inquadramento del contributo che loro possono dare all’interno dei percorsi assistenziali delle persone non autosufficienti, che sono al centro degli interessi del servizio. Noi dobbiamo continuare a fare una legge che mette al centro l’interesse della persona assistita e questa serie di emendamenti all’articolo 3 servono ulteriormente a chiarire il tipo di relazione e servono a ribadire a chi è in capo la responsabilità complessiva del percorso assistenziale.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Donini.

Non ci sono altri interventi, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 3 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 4 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 5 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’articolo 4 (Interventi a favore del caregiver familiare).

Su questo articolo insistono cinque emendamenti, il 6, il 7, l’8, il 9 e il 10, tutti a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

Apro il dibattito generale sull’articolo 4 e i cinque emendamenti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Questo articolo evidenzia come non ci sia la volontà seria e concreta di prendere iniziative a favore di chi assiste il non autosufficiente, perché ci sono delle enunciazioni molto generiche senza nessuna presa concreta in carico del problema. È del tutto evidente ed per quello che stamattina, quando abbiamo dibattuto sul complesso della legge nella discussione generale, ho detto che questa è una legge marchetta dove a differenza di quello che deve succedere quando c’è una marchetta c’è un beneficiario ma qui nella sostanza non c’è, perché laddove si indicano gli impegni che assume la Regione e gli impegni che dovrebbero assumere i Comuni e le ASL, si dice che la Regione deve promuovere accordi e intese con le associazioni datoriali tese a una maggiore flessibilità oraria che permetta di conciliare la vita lavorativa con le esigenze di cura, vi siete sempre opposti a tutte le iniziative che abbiamo proposto e che in altre regioni sono diventate concretamente operative all’utilizzo dello strumento di conciliazione lavoro-vita familiare, ma questo è un classico esempio, quindi anche qui c’è una dichiarazione di intenti che è priva di contenuti assolutamente concreti.

Quando poi andiamo a parlare degli impegni che secondo questa legge dovrebbero prendere i Comuni e le ASL, che già ne hanno tanti in questo settore, e impegnano anche tante risorse con tutta una serie di servizi che non attingono al fondo per la non autosufficienza ma che sono attivati dai singoli Comuni secondo le modalità che ogni Comune intende prediligere, si dice che essi devono assicurare al caregiver familiare l’informazione, l’orientamento e l’affiancamento dell’accesso ai servizi necessari, torniamo al ragionamento di prima, per cui questa legge aveva un target diverso che era quello delle persone che sono fuori dalla rete dei servizi, ma allora il presupposto dell’articolo 1 viene meno perché il presupposto è di andare a vedere che strumenti si possono avere a disposizione per avvicinare ai servizi chi non è già in quella rete in quella condizione, e mi auguro che in questa regione non siano tanti perché allora il famoso welfare emiliano-romagnolo, se c’è questa necessità, vuol dire che qualche problema ce l’ha, perché evidentemente quella ragnatela di assistenti sociali, di servizi dei vari Assessorati ai servizi sociali, che poi sono il terminale ultimo, evidentemente ha delle maglie larghe alle quali sfuggono determinate categorie di persone non autosufficienti.

Si dice inoltre che devono assicurare al caregiver familiare Il supporto utile a evitare l’isolamento e il rischio burnout nei casi più complessi anche attraverso l’attivazione di reti solidali, ma mi spiegate che cosa vuol dire? Le reti solidali mi spiegate che cosa sono? Perché la solidarietà la esprime già in modo fattuale e concreto chi si fa carico di risolvere quel problema di quella determinata persona. Il problema quindi è un altro, ossia le risorse, ma allora doveva essere impostato in un altro modo perché non regge assolutamente. Si dice inoltre che bisogna assicurare la definizione del responsabile delle cure nell’ambito del PAI della persona assistita, ma in questo caso vi siete sbagliati, perché il responsabile delle cure c’è già ed è colui il quale ritiene che ci sia necessità di un monte ore settimanale maggiore per una determinata tipologia di intervento o ritiene che si debba attivare il medico di medicina generale il quale ritiene che magari si debba attivare la consulenza specialistica a domicilio per quel non autosufficiente. Questo non vuol dire assolutamente nulla, se non che c’è la misconoscenza di quello che è la cronologia e la scaletta esatta degli interventi che una rete di protezione sociale deve mettere a disposizione.

Guardate che questa legge sta diventando una critica feroce al sistema emiliano-romagnolo, perché vuol dire che non c’è inclusione, ma esclusione, totale di alcuni settori della popolazione e ripetete le cose che sono il fondamento di quella che dovrebbe essere la rete di protezione sociale attiva e già attivata dai singoli Comuni, finanziata in parte con risorse dei Comuni e in parte dal fondo della non autosufficienza, che in questa Regione, grazie anche a un intervento autonomo rispetto alle possibilità dello Stato, è stato in qualche modo impinguato. Stiamo discutendo di una questione che sta diventando centrale perché dopo il ragionamento fatto dalla collega presentatrice di questo progetto di legge mi viene il dubbio che la rete abbia delle falle enormi, ce ne siamo accorti e in qualche modo diciamo qualcosa che si possa fare, ma non è questa certamente la strada. Quando si fa riferimento all’assistenza immediata nelle situazioni di emergenza personale e assistenziale segnalate dal caregiver come possibile piano condiviso di sostituzione emergenziale o di ridefinizione del PAI stesso qualora la situazione imprevista assume caratteri di stabilità, se c’è una situazione emergenziale non c’è una cronicità e non c’è una stabilità, la situazione emergenziale è un non autosufficiente che cade in casa, sbatte la testa e quindi chi è lì non ha bisogno di essere irreggimentato in un progetto di legge ma prende il telefono, chiama il 118 e dovrebbe - speriamo tutti - arrivare l’assistenza medica adeguata nel minor tempo possibile. Ma di che cosa stiamo parlando?

O non conoscete come funzionano i servizi o dite che siamo in una situazione drammatica e che l’Emilia-Romagna ha un sistema di welfare che oggi ci rendiamo conto che, a fronte di tante risorse, non riesce a dare risposte adeguate a una fetta complessivamente molto importante, come dite voi, perché nella premessa parlate di quello che succede nel Regno Unito dove viene quantificata in 140 milioni di euro l’attività che complessivamente chi assume l’onere di seguire a domicilio in modo informale un non autosufficiente attua, allora vuol dire che siamo in queste condizioni, ma non credo.

Forse bisognerebbe dare qualche aiuto di più a chi è già nella rete e istituire un modus per vedere chi non ha la possibilità di accedere a questi servizi e interrogarci soprattutto davanti a una ragnatela così estesa dove si controlla in questa regione il territorio con l’assistente sociale, l’assistente domiciliare, con i vari psicologi, con gli Assessori che hanno addirittura delle persone ad hoc per vedere e quantificare la qualità dei servizi, ma questo è un altro ragionamento.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Che in un settore come questo dalle problematicità così pesanti vi siano dei problemi mi sembra una cosa abbastanza ovvia. A cosa siano dovuti questi problemi forse è vero che meriterebbe una discussione molto più approfondita, anche di quella che stiamo facendo oggi, che pure ha toccato molti aspetti. Per esempio, avrò una memoria sicuramente selettiva, ma ricordo distintamente che qualche anno fa c’è stato un governo che ha abolito i fondi per la non autosufficienza, quindi è chiaro che siamo d’accordo, consigliere Villani, che per fare bene queste cose servirebbero tantissimi fondi a disposizione, dopodiché, anche per intervenire più direttamente sugli emendamenti, vorrei ricordare che è vero che la normativa presente definisce in maniera già abbastanza precisa quali sono le regole per l’assegno di cura che per quanto riguarda gli anziani non autosufficienti la normativa dice "che è un contributo economico a favore delle famiglie e/o delle persone che si incaricano dell’assistenza a un anziano non autosufficiente al proprio domicilio", e per quanto riguarda i disabili, che naturalmente non vanno dimenticati, "l’assegno di cura è un contributo economico destinato alle persone con disabilità grave, con gravissima disabilità acquisita, può essere erogato direttamente alla persona disabile, alla sua famiglia o ad altre persone che si incaricano dell’assistenza". Chi si occupa da vicino di queste cose ci fa notare che nonostante la normativa sia scritta in questo modo, quindi già adesso sarebbe previsto un contributo per l’attività di cura o caregiver, in realtà in molti casi questo non viene riconosciuto, quindi è per questo che ci siamo sentiti di presentare l’emendamento n. 7 nel quale sottolineiamo che l’assegno di cura deve essere previsto anche per le persone assistite domiciliarmente dai caregiver familiari.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Non ci sono altri interventi, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 6 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 7 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 8 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 10 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’emendamento 9 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’articolo 5 (Rete di sostegno al caregiver familiare nell’ambito del sistema integrato dei servizi regionali).

Su questo articolo non insistono emendamenti.

Apro il dibattito generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. So perfettamente di essere ripetitivo ma devo dire che, colleghi del centrosinistra, che vedo votano massicciamente il progetto di legge presentato dalla collega, votando questo articolo non temono di esporsi al ridicolo. Non voglio essere dissacrante ma pongo alcune questioni e spero che qualcuno mi dia una risposta. Si dice che "la rete di sostegno al caregiver è costituita da servizi e reti di solidarietà" e al secondo comma, lettera b), si dice che "il medico di medicina generale è il referente per l’assistenza sanitaria di base del familiare assistito", che è acqua calda. Faccio una domanda al contrario: il medico di medicina generale, se non c’è il caregiver e il paziente, da chi è attivato? Che tipo di senso ha questo articolo? Perché io non riesco a capire il senso di un articolo che mette una cosa del genere esponendovi al ridicolo se lo votate, perché non saprei altrimenti chi dovrebbe attivare il medico di medicina generale. Inoltre si legge che "il responsabile del caso, che nell’ambito del PAI è la figura di riferimento ed il referente del caregiver familiare", ma di chi deve essere riferimento? È normale ed è una cosa che succede tutti i giorni, perché se il non autosufficiente ha bisogno della carrozzina, del pannolone, di un ausilio sanitario o parasanitario questo viene codificato in un piano assistenziale integrato che viene fatto dai tecnici che hanno in carico quel caso, quindi vorrei capire che senso ha. Forse è meglio cassare questo articolo perché è un esporsi al ridicolo. Non è che voglia strumentalizzare o fare una polemica fine a se stessa, ma è veramente una questione che ha dell’inverosimile perché è quello che si verifica. Cara collega, doveva fare l’articolo 5 in un altro modo, ossia "Reti di sostegno a chi si prende in cura un non autosufficiente che non è ancora inserito nei servizi", il che vuol dire che non ha il medico di medicina generale, vuol dire che non è stato visto dal responsabile del PAI e vuol dire che i servizi sociali e i servizi specialistici sanitari non se ne sono ancora fatti carico. Vi invito a valutare la mia proposta perché vi assumete l’onere di votare un articolo che vi espone al ridicolo. Al consigliere Naldi ho dato ragione, è verissimo, sono perfettamente d’accordo con quello che ha detto, però qui c’è un fondo per la non autosufficienza che ha una certa dotazione e allora usiamolo bene perché se abbiamo la necessità di fare una cosa del genere vuol dire che lo stiamo usando male perché ci sono molti che sono fuori dalla possibilità di accedere ai servizi che quel fondo in teoria dovrebbe finanziare.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Ha chiesto di parlare la consigliera Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Questo è un passaggio che ho già richiamato nella mia relazione iniziale. Il primo comma dice "la rete di sostegno al caregiver è costituita dal sistema integrato dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari e da reti di solidarietà"; oggi è così, però di fatto questa è una regione che inizia a depauperare questa rete. Oggi di fatto, come ho detto anche in Commissione, prendo atto che questa è una regione che di fronte a un’eccellenza di rete di solidarietà come l’ANT gliela taglia. La rete di sostegno al caregiver familiare è anche il titolo di un comma, e mi sta bene, però ci deve essere un comportamento che sia coerente. Capisco che tutte queste polemiche possano dare fastidio però vi sembra coerente che questa Regione rispetto all’ANT deve vedere che in queste ore nega l’accreditamento? Questo sistema integrato dove trova forza? Assessore, lei come giustifica un comportamento di questo genere? È bello riempirsi la bocca al primo comma del sistema integrato. Non inclini la testa, perché voglio capire perché allora avete tolto l’ANT a Modena e Vignola. Me lo dovete spiegare con dei ragionamenti! Non potete riempirvi la bocca quando vi fa comodo in un contesto di una legge che abbiamo visto che non ha una ricaduta quando tutto sommato la rete si sta già creando spontaneamente e quando invece ci sarebbe bisogno, perché oggi siamo qui che dobbiamo tagliare dei posti letto, e quindi l’assistenza domiciliare è fondamentale, laddove c’è ed è conclamata ed è confermata anche da una libertà di scelta dei cittadini perché la scelgono, noi la neghiamo senza dare delle giustificazioni. In voi manca la coerenza e probabilmente c’è un’altra valutazione in tutto questo, ossia che qui bisogna convertire un sistema industriale di questa regione che ahimè dall’immobiliare deve passare alla gestione del sociale e che attraverso le cooperative tutto il sistema della cooperazione può trovare fondamento. Lo stiamo vedendo nei tagli della distribuzione del farmaco, nella psichiatria, però che uno debba essere preso in giro dicendo che dove fa comodo la rete di sostegno al caregiver è costituita dal sistema integrato, siate coerenti, almeno investite su quel sistema integrato. Lo stesso Lusenti - era presente anche lei l’altro giorno - quando gli ho chiesto cosa intendesse per sussidiarietà, l’ha definita supplenza, e non è questo il concetto di sussidiarietà.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.

Non ci sono altri interventi, per cui chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’articolo 6 (Riconoscimento delle competenze).

Apro il dibattito generale. Chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’articolo 7 (Azioni di sensibilizzazione e partecipazione).

Apro il dibattito generale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. L’articolo 7, come sopra, è una cosa assolutamente non edibile perché facciamo il caregiver familiare, abbiamo risolto il problema, si fa un po’ di comunicazione, coinvolgiamo qualche circolo ARCI e siamo a posto tutti. Colgo l’occasione per dire che, se prima era ridicolo da parte vostra votare l’articolo 5, dovreste avere un minimo di problematicità ad accettare l’articolo 6, che avete votato. Volete dire che chi in termini solidaristici, volontari, sussidiari si fa carico di assistere un familiare alla fine ha fatto un percorso formativo, qualcuno certificherà e poi avrà la certificazione che può fare l’OSS in una struttura pubblica. Questo è demenziale perché vuol dire squalificare una figura di cui il sistema pubblico non solo ha un estremo bisogno e si crea una surroga che è incontrollata rispetto all’accesso formativo per creare una figura professionale. Questa è una legge non solo che è piena di fuffa ma ha anche delle caratteristiche di pericolosità in alcuni articoli, e in questo articolo è emblematico. Quando si parla della valorizzazione professionale, dell’accesso e dell’inserimento lavorativo del caregiver, gli facciamo una certificazione, ma la qualità di questo percorso professionale chi la valuta? So che non siete interessati, ma vedrete che questo avrà una ricaduta molto negativa sull’erogazione e la qualità dei servizi, perché le figure professionali non si creano quando sono mosse da un moto dell’anima o da una questione affettiva ma con un percorso adeguato di formazione qualitativamente efficace che in effetti certifica che è avvenuto un percorso alla fine del quale si ha una certificazione vera. Questa è anche malafede.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Non ci sono altri interventi in dibattito generale, per cui apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 7 è approvato.

Passiamo all’articolo 8 (Norma finanziaria).

Apro il dibattito generale. Non ci sono interventi in dibattito generale, per cui apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno chiede di intervenire, pertanto metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L’art. 8 è approvato.

Apro le dichiarazioni di voto sull’ intero testo di legge.

Ha chiesto di parlare il consigliere Carini. Ne ha facoltà.

 

CARINI: Grazie, presidente. Il dibattito è stato ricco, partecipato, con momenti di tensione, però al di là di quelli che sono stati gli aspetti per i quali quest’Aula oggi ha ripercorso tutti i significati che questa legge prova a declinare, vorrei aggiungere alcune considerazioni che non aggiungono un valore di contenuto specifico ma piuttosto un valore di contenuto politico. Credo che questa Regione approvando questa legge si metta nelle condizioni di aprire una fase importante, significativa che ha dentro non soltanto la valorizzazione dei servizi, che sono quei servizi che noi conosciamo e che certamente questa legge non intende mettere in discussione, anzi, così come non intendiamo mettere in discussione la qualità del bisogno che ogni cittadino esprime quando approccia questi servizi.

Il tema è altro: con questa legge, nel riconoscere attraverso quel concetto di sussidiarietà da molti richiamato e a cui anche io aggiungo un piccolo contributo, sussidiarietà come valore di una relazione di prossimità, oggi apriamo una fase di politica delle relazioni. Noi mettiamo nelle condizioni quei familiari, quelle persone che intendono farsi carico di una cura nel senso emotivo e affettivo del termine in una partecipazione fattiva che li vede ogni giorno essere al fianco di chi ha bisogno e che pone queste persone nella condizione di poter essere autorevolmente riconosciute in un percorso che comunque ha gli attori collocati nelle caselle giuste, collocati nelle condizioni di poter dare la risposta concreta alla domanda che loro interpretano, in questo modo, con questo approccio, oggi prendiamo atto di una condizione che tutti unanimemente riconosciamo, una condizione comunque di fatica, una condizione che va riconosciuta, che merita di essere riconosciuta e di essere valorizzata.

Certo, siamo abituati ormai da troppo tempo a vivere di una politica quasi condizionata dal bisogno, una politica che si misura esclusivamente con il termine della sostenibilità concreta dove le risorse che vengono ogni volta indicate sono via via calanti e quindi sembrano essere l’unico elemento di indicazione per la scelta delle politiche più complessive. Ringrazio sentitamente la collega Marani per aver portato in Aula con le parole che ha saputo usare questo provvedimento, ma ringrazio anche tutti i membri della Commissione che ci hanno lavorato e ringrazio perfino i relatori degli emendamenti, emendamenti di maggioranza tutti accolti perché comunque da un lato significativi e da un punto di vista strettamente formale non incidenti rispetto la scheda tecnico-finanziaria, non essendoci variazioni al bilancio regionale. In tutto questo riconosco, e riconosciamo come partito, il valore di una politica che anticipa una cultura, che pone il termine di una cultura di comunità come centro e perno della scelta, quindi al di là, al di sopra e ben prima della capacità di rendere sostenuta specificamente, laddove ci fosse questa necessità, dall’economia.

In questo caso noi stimoliamo questa comunità ad essere sempre più pronta, così come già è, perché quella rete più volte nominata fatta dal sistema integrato, dal sistema associativo e dai servizi, esiste e tutti noi la conosciamo e la apprezziamo ogni giorno, a quella rete chiamiamo a partecipare anche il protagonismo personale di questi familiari che intendono con questo essere riconosciuti come membri attivi di questa rete integrata. In questo stimoliamo non tanto, come da qualcuno temuto, una divagazione con un eccesso di professionalizzazione per ciò che professione non è, così come non intendiamo nemmeno fare una dichiarazione di intenti, stimoliamo e approviamo con questo la nascita di una valorizzazione identitaria che consente a chi ne è portatore di essere pienamente riconosciuto da tutti gli interlocutori. In questa rete integrata di sistema di fatto andiamo a dar corpo a sistemi di auto-aiuto, una politica quindi che sposta in avanti i confini, una politica delle relazioni. Credo che sarà un tema che nei prossimi anni più spesso impatterà perché di questo anche una comunità sente il bisogno. Rilevo il mio personale dispiacimento per le astensioni di parte di questa Assemblea, così come per il voto contrario di altri, perché questo è un provvedimento che avrebbe richiesto una capacità alta di lettura e quindi anche una capacità alta di coesione rispetto a questa sussidiarietà da tanti richiamata e poco spesso praticata.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Carini.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Capisco il consigliere Carini che ha dovuto fare un intervento che evidentemente si era già preparato, perché in Commissione più o meno ha detto le stesse cose e non ha tenuto conto del dibattito che c’è stato, che secondo me è un dibattito che ha toccato alcuni punti molto concreti, ma d’altra parte l’autocelebrazione rispetto a una cosa che si ritiene di altissimo livello direi che è quasi un atto dovuto. Laddove parla di sussidiarietà, tema che a me sta molto a cuore, la sussidiarietà non ha bisogno del riconoscimento di una certificazione, Consigliere, perché lei ha detto che non volete riconoscere una figura professionale ma l’avete messo nell’articolo 6 della legge, quindi vuol dire che anche lei forse non l’ha letta bene, forse perché aveva un’assenza durante le sedute della Commissione dove questa legge ha transitato ed è stata lungamente discussa, perché mi viene a dire una cosa che è l’esatto contrario in quello che si dice nell’articolo 6, ossia "riconoscimento delle competenze, certificazione, processo formativo, l’accesso ai percorsi all’acquisizione della qualifica di operatore socio-sanitario", ma questa è una critica che ho già fatto. Il nostro voto ovviamente contrario poggia su tutte le problematiche che abbiamo evidenziato.

Questa legge, se avesse avuto l’obiettivo della marchetta definito in un altro modo, poteva essere una legge alla quale avrei potuto anche io dare un voto favorevole ma il presupposto non doveva essere quello del caregiver e norme per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare ma norme per agevolare l’accesso ai servizi socio-assistenziali integrati per tutti quei cittadini emiliano-romagnoli che al momento attuale non sono in grado di beneficiarne, e allora sarebbe stato tutto un altro ragionamento. Questa è una cosa assolutamente vuota, se non un'enunciazione che in qualche modo riconosciamo che c'è a casa qualcuno che si fa carico di un problema che riguarda un suo amico, parente, conoscente eccetera eccetera. Il resto è nulla perché non ci sono risorse, richiamate costantemente quello che c'è già e dite: il riferimento per questa figura è il medico di medicina generale, il responsabile del piano assistenziale eccetera eccetera. Poi, alla fine, la chiusura più bella, perché è sempre così: quando si fanno delle cose vuote di significato, bisogna in qualche modo, dal punto di vista comunicativo, dire che c'è la necessità di una festa, giusto per l'autocelebrazione, credo che sia l'apoteosi: tutte quelle persone che stanno a casa, nella loro sofferenza quotidiana perché assistono il paziente che ha l'Alzheimer piuttosto che l'autistico, piuttosto che l'oncologico terminale, saranno felicissime di sapere che ci sarà in Emilia-Romagna il giorno del caregiver e ci sarà una grande festa con le bandiere dell'Arci a sostenere un momento di gaudio.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente. Intervengo solo sollecitato dal collega Carini. Collega Carini, io capisco lo spirito del suo intervento e il fatto che lei si dichiara dispiaciuto perché ci sono anche delle posizioni che hanno annunciato un voto di astensione. Abbiamo, credo, chiarito durante il dibattito che il gruppo consiliare di Italia dei Valori non ha detto che non apprezza questo progetto di legge, abbiamo detto che lo apprezziamo come contributo riorganizzativo dei servizi assistenziali e come un contributo e un riconoscimento di uno stato di fatto che affligge e interessa tante famiglie della nostra Regione e ne interesserà sempre di più in futuro. Abbiamo lamentato e osservato il fatto che non riteniamo possibile arrivare ad un miglioramento del servizio di questo settore senza reperire risorse finanziarie aggiuntive. Ci è stato risposto, rispetto a questa osservazione, che bastano i fondi che ci sono perché si riorganizza, si risparmia. Allora la domanda che mi sorge spontanea è: se c'è necessità di organizzazione perché evidentemente si possano togliere degli sprechi e ricollocare le risorse in modo più equo e più pertinente alle esigenze, non lo facevamo se non mettevamo in campo questo progetto di legge? Questa è la domanda che mi sorge. Riorganizziamo e ampliamo il servizio perché parliamo di questa legge, allora evidentemente vuol dire che si possono riorganizzare delle risorse importanti, ma allora se non si faceva questa legge, questa riorganizzazione non si faceva? Non mi sembra onestamente una risposta all'altezza del modo di amministrare della nostra Regione.

Tanto per essere chiari, riteniamo questa proposta di legge importante come punto di partenza. Speriamo che il punto di arrivo sia, sì, una riorganizzazione finalizzata ad ampliare il massimo possibile i servizi reperendo le risorse necessarie, perché sappiamo bene che il territorio della nostra Regione è a macchia di leopardo da questo punto di vista, sappiamo benissimo che ci sono territori in cui i servizi funzionano meglio e altri in cui funzionano peggio, quindi dobbiamo tendere, con questa legge, ad omogeneizzare la situazione. Questa mattina abbiamo imparato che alle donne che partoriscono in tutta l'Emilia-Romagna, al di fuori di Bologna, fanno l'epidurale gratis e a Bologna la devono pagare. Siamo allo scandalo da questo punto di vista! Io credo che tutti i cittadini di questa Regione che si rivolgono e hanno bisogno di un servizio devono essere trattati allo stesso modo.

Sono convinto che ci siano realtà territoriali in cui c'è bisogno di mettere risorse per poter sviluppare i servizi e non credo, ripeto, che dentro questo stanziamento, se vogliamo fare un discorso serio, concreto e diffuso, ci siano le possibilità. Mi auguro e ci auguriamo di essere smentiti. Vi confermo un voto di astensione non come critica sul progetto di legge in sé, sulla necessità che questo progetto di legge entri in vigore, ma sul fatto che ne manca un pezzo, un pezzo che è fondamentale nella soluzione, nella risposta che questo progetto di legge può dare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.

Non ho più nessun iscritto, pertanto chiudo le dichiarazioni di voto e passiamo alle operazioni di voto.

Si proceda alla votazione dell'intero testo di legge, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione, la presidente comunica il seguente risultato:

 

Presenti

 

39

Assenti

 

11

Favorevoli

 

26

Contrari

 

12

Astenuti

 

1

 

PRESIDENTE (Costi): La parola alla consigliera Serri che ha chiesto di dichiarare il proprio voto.

 

SERRI: Esprimo voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Costi): Prego, consigliere Aimi.

 

AIMI: Intervengo per comunicare il mio voto contrario.

 

PRESIDENTE (Costi): Prendo atto delle dichiarazioni espresse.

Proclamo approvata la legge riguardante «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare (persona che presta volontariamente cura ed assistenza)».

Passiamo all'oggetto successivo.

 

OGGETTO 5319

Delibera: «Modifiche al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna (deliberazione dell'Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143).» (A firma dei consiglieri Favia, Mumolo e Pollastri) (155)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Il testo è stato licenziato dalla Commissione "Statuto e Regolamento" nella seduta del 12 marzo 2014. È composto da 31 articoli.

Il Relatore della Commissione, consigliere Giovanni Favia, che oggi è assente, ma è sostituito dal consigliere Andrea Pollastri, ha presentato relazione scritta.

Per la votazione finale del Progetto di Regolamento occorre il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri assegnati (26 voti a favore) (art. 27, comma 4, dello Statuto regionale).

La parola al consigliere Pollastri per la relazione.

 

POLLASTRI, relatore: Grazie, signor presidente. Porgo un ringraziamento particolare a tutti gli uffici, al servizio legislativo delle Commissioni e alla segreteria della presidenza della Commissione per il lavoro svolto.

Sostituisco il collega Favia, il presidente, che è assente per ragioni di salute.

Questo lavoro, lungo, articolato, importante, che è stato fatto dalla Commissione, lo relazionerei all'Aula essenzialmente in due fasi. Nella prima fase si è proceduto alla discussione generale su tutto l'articolato con una valutazione informale delle varie proposte di modifica presentate dai consiglieri. Questa scelta di svolgere prima la discussione generale ha assicurato l'organicità a tutto l'impianto del Regolamento. Nella seconda fase si è proceduto per stralci di Regolamento alla votazione delle proposte di modifica già discusse e all'esame di quelle presentate successivamente e non discusse nella prima fase.

Per quanto riguarda la prima fase, la Commissione si è convocata sette volte, durante le quali tutti i consiglieri presenti hanno dato un prezioso contributo alla formulazione di proposte che fossero il più possibile condivise. Nella seconda fase, che si è sviluppata in dieci sedute della Commissione, sono stati esaminati e votati gli emendamenti già presentati e quelli nati dalla discussione generale, cercando sempre di trovare un compromesso sui nodi politici più difficoltosi.

Nella consapevolezza che il Regolamento è uno strumento comune di supporto a tutti i consiglieri regionali, l'ufficio di presidenza della Commissione ha incontrato più volte collegialmente i presidenti di tutti i gruppi assembleari per cercare di trovare una linea di indirizzo comune a tutte le forze politiche presenti, fino ad arrivare ad una condivisione del testo finale.

Dal frutto del lavoro intenso, a volte difficile e complicato, che la Commissione ha portato avanti, si riportano qui le modifiche più importanti apportate al Regolamento.

Ripercorrendo l'articolato, la prima modifica significativa è l'introduzione della possibilità di revocare il presidente dell'Assemblea e gli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza, nonché i presidenti delle Commissioni. Tale norma si è resa necessaria per colmare una lacuna presente nell'attuale ordinamento.

Altra importante innovazione riguarda l'articolo 27 in tema di verbalizzazione e pubblicità dei lavori delle Commissioni. Con questa modifica la disciplina della verbalizzazione dei lavori viene assimilata a quanto previsto per i lavori dell'Aula. Delle sedute delle Commissioni verrà redatto un processo verbale nel quale saranno riportati solo le decisioni e gli atti. Una volta approvato il processo verbale, verrà pubblicato nelle pagine web della Commissione insieme con la registrazione audio indicizzata per consigliere della seduta stessa. La registrazione audio integrale viene invece messa a disposizione dei consiglieri già dal giorno successivo della seduta cui si riferisce per consentire ai consiglieri di conoscere ciò che è accaduto in Commissione al più presto possibile, anche in vista delle imminenti sedute assembleari.

Con la modifica dell'articolo 30 si è risolta un'incertezza interpretativa concernente la figura del relatore del progetto di legge. Si è chiarito che il relatore deve essere componente della Commissione referente.

In tema di controllo sull'attuazione delle leggi è stata accolta la proposta che prevede la possibilità di effettuare missioni valutative anche quando la legge contenga una clausola valutativa.

Nei rapporti con il CAL (Consiglio delle autonomie locali) è stato eliminato l'obbligo di riunioni annuali congiunte tra l'Assemblea legislativa e il Consiglio delle autonomie locali, lasciando la possibilità ai medesimi di decidere di effettuare riunioni congiunte ogni volta che l'Assemblea e il CAL lo ritengano opportuno.

Per quanto concerne i lavori dell'Aula, in particolare la convocazione dell'Assemblea legislativa, si è introdotta la possibilità di presentare integrazioni all'ordine del giorno delle sedute, se concordate nella Conferenza dei presidenti dei gruppi, fino a tre giorni prima della data fissata per la seduta.

Modificando gli articoli 66 e 67, la pratica della trasmissione via streaming delle sedute d'Aula viene disciplinata.

Passando alla parte del Regolamento che riguarda di più l'organizzazione della discussione in Aula, si è previsto che ciascun consigliere possa intervenire più volte nella stessa fase di discussione purché la durata complessiva degli interventi non superi i termini previsti dal Regolamento.

Una modifica ulteriore in funzione semplificatoria è quella apportata dall'articolo 79. Si prevede che un solo consigliere per gruppo possa fare la dichiarazione di voto, salvo che un componente dello stesso gruppo intenda esprimere un voto difforme.

Un'indubbia innovazione è quella dell'articolo 99: all'esame del bilancio regionale non sarà più riservata una sessione esclusiva.

Passando alla sezione dedicata agli atti di indirizzo, la Commissione ha deciso di eliminare la categoria delle mozioni in quanto ritenuta scarsamente utilizzata dai consiglieri. La funzione delle mozioni sarà svolta dalle risoluzioni, la cui disciplina è stata integrata mediandola con quella delle mozioni. La mozione resta lo strumento da utilizzare per gli atti di censura nei confronti dei singoli assessori e per la sfiducia al Presidente della Regione.

Per le interrogazioni a risposta immediata in Aula, il cosiddetto Question Time, è stato elevato il numero delle interrogazioni proponibili per ciascun gruppo (qui devo ringraziare anche il vicepresidente Mumolo, che ha accolto alcune nostre richieste): anziché una, come oggi previsto per i gruppi formati da almeno dieci consiglieri, è stata introdotta la facoltà di presentare due Question Time.

In tema di diritto di accesso, lasciando immutata la tempistica (questo è molto importante, colleghi), si è introdotto il passaggio alla Presidenza della Giunta per agevolare l'individuazione delle direzioni competenti a soddisfare le richieste di accesso presentate dai consiglieri regionali per ottenere informazioni o copia di atti e documenti utili all'espletamento del loro mandato - si è apportata questa modifica, quindi, per accelerare l'accesso agli atti.

Vado alla conclusione. Alle modifiche ricordate se ne aggiungono diverse altre su cui l'Aula oggi sarà chiamata a pronunciarsi, che sono meno significative dal punto di vista dell'innovatività, ma che hanno comunque la finalità complessiva di semplificare e migliorare i lavori dell'Assemblea e delle Commissioni, con un occhio sempre attento alla riduzione dell'uso della carta e all'utilizzo degli strumenti informatici.

Questo progetto, quindi, ha avuto una lunga elaborazione. Ho concluso e resto a disposizione come relatore per qualsiasi chiarimento e specificazione. Se qualche collega vorrà approfondire le modificazioni, articolo per articolo sono pronto a darne motivazione più dettagliata.

Ringrazio tutti, ringrazio ancora gli uffici, i funzionari che hanno collaborato, la Presidenza e tutti i capigruppo, perché c'è stata anche una riunione dei capigruppo. Per chi pensava che non si arrivasse alla conclusione di questo Regolamento, finalmente licenziamo un atto all'unanimità, così mi dice anche la stampa, così attenta al tema.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pollastri.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale. Chiudo il dibattito generale e iniziamo l'esame dell'articolato.

Gli scrutatori sono i consiglieri Piva, Pollastri e Moriconi.

Art. 1 - Modifiche all’articolo 2 (Prima seduta dell’Assemblea legislativa - Presidenza provvisoria).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 1.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 1 è approvato.

Art. 2 - Modifiche all’articolo 3 - (Elezione del Presidente e dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 2.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 2 è approvato.

Art. 3 - Modifiche all’articolo 8 (Elezione del Presidente e dell’Ufficio di presidenza delle Commissioni assembleari).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 3.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 3 è approvato.

Art. 4 - Sostituzione dell’articolo 19 (Verifica e valutazione dell’attuazione del programma di governo).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 4.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 4 è approvato.

Art. 5 - Sostituzione dell’articolo 22 (Iscrizione di proposte all’ordine del giorno generale dell’Assemblea legislativa).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 5.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 5 è approvato.

Art. 6 - Sostituzione dell’articolo 23 (Utilizzazione del mezzo informatico).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 6.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 6 è approvato.

Art. 7 - Modifiche all’articolo 24 (Assegnazione alle commissioni assembleari - Pareri).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 7.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 7 è approvato.

Art. 8 - Sostituzione dell’articolo 27 (Verbalizzazione e pubblicità dei lavori delle commissioni assembleari).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 8.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 8 è approvato.

Art. 9 - Modifiche all’articolo 30 (Il relatore del progetto di legge).

Apro il dibattito generale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente. È chiaro che voterò questo articolo come tutto il provvedimento perché è frutto di un grande lavoro, era necessario mettere ordine. Volevo solo esprimere rispetto a questo articolo una mia perplessità, perché limitare il relatore di un provvedimento legislativo alla condizione di essere componente di una Commissione mi sembra molto limitativo. Capisco che era necessario chiarire il precedente articolato, però avrei preferito una norma per cui un consigliere che presenta un progetto di legge è automaticamente il relatore, a meno che il consigliere stesso non rinunci, a quel punto va a presentare il progetto di legge in ogni Commissione cui viene assegnato per il tempo necessario ai lavori della Commissione. Mi sembrava un metodo per dare maggiore libertà ad ogni consigliere di esercitare il proprio mandato senza avere bisogno per forza di essere nominato in una qualche Commissione. Detto questo, volevo solo esprimere la mia personale considerazione rispetto a questo articolo. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.

Non ho più nessun iscritto in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 9 è approvato.

Art. 10 - Modifiche all’articolo 36 (Esame dei bilanci).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 10.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 10 è approvato.

Art. 11 - Modifica all’articolo 39 (Funzioni di vigilanza delle commissioni).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 11.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 11 è approvato.

Art. 12 - Modifica all’articolo 41 (Attività d'informazione dei lavori dell'Assemblea e delle commissioni).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 12.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 12 è approvato.

Art. 13 - Modifica all’articolo 50 (Controllo sull’attuazione delle leggi).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 13.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 13 è approvato.

Art. 14 - Modifica all’articolo 58 (Riunioni congiunte del CAL e dell'Assemblea legislativa).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 14.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 14 è approvato.

Art. 15 - Modifica all’articolo 63 (Convocazione dell'Assemblea legislativa).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 15.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 15 è approvato.

Art. 16 - Modifica all’articolo 66 (Pubblicità delle sedute dell'Assemblea legislativa).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 16.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 16 è approvato.

Art. 17 - Modifiche all’articolo 67 (Resoconto integrale e processo verbale).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 17.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 17 è approvato.

Art. 18 - Sostituzione dell’articolo 73 (Divieto di parlare due volte nella stessa discussione).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 18.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 18 è approvato.

Art. 19 - Modifica all’articolo 75 (Inversione dell'ordine del giorno e trattazione urgente di argomento non iscritto).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 19.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 19 è approvato.

Art. 20 - Sostituzione dell’articolo 76 (Comunicazioni all'Assemblea della Giunta e delle commissioni).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 20.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 20 è approvato.

Art. 21 - Modifica all’articolo 79 (Dichiarazioni di voto).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 21.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 21 è approvato.

Art. 22 - Modifica all’articolo 91 (Discussione generale in Aula).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 22.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 22 è approvato.

Art. 23 - Sostituzione dell’articolo 99 (Sessione esclusiva di bilancio).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 23.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 23 è approvato.

Art. 24 - Modifica all’articolo 100 (Esame di proposte di legge da presentare alle Camere o di atti amministrativi).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 24.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 24 è approvato.

Art. 25 - Sostituzione dell’articolo 104 (Presentazione di mozioni - Data di discussione).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 25.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 25 è approvato.

Art. 26 - Sostituzione dell’articolo 105 (Discussione congiunta di più mozioni).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 26.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 26 è approvato.

Art. 27 - Sostituzione dell’articolo 106 (Esame delle mozioni).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 27.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 27 è approvato.

Art. 28 - Modifica all’articolo 111 (Censura al singolo assessore).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 28.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 28 è approvato.

Art. 29 - Modifiche all’articolo 114 (Interrogazioni di attualità a risposta immediata in Aula).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 29.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 29 è approvato.

Art. 30 - Modifica all’articolo 119 (Diritto di accesso).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 30.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 30 è approvato.

Art. 31 - Abrogazioni.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 31.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 31 è approvato.

Terminato l'esame dell'articolato, apro le dichiarazioni di voto sull'intero testo.

Chiede di intervenire il consigliere Mumolo. Ne ha facoltà.

 

MUMOLO: Grazie, presidente. Intanto esprimo ovviamente il voto favorevole del mio gruppo e anche una soddisfazione personale avendo io seguito per il gruppo del PD tutto l'iter di questo Regolamento, un lavoro che è durato molto. Devo ringraziare l'ufficio di presidenza, quindi il collega Favia e il collega Pollastri, che hanno lavorato tanto per arrivare a questo risultato. Devo ringraziare tutti i commissari facenti parte della Commissione, l'ufficio legislativo e in particolare le dottoresse Voltan e Veronese che ci hanno seguito dall'inizio alla fine raccontandoci anche un po' i motivi per cui alcuni articoli rappresentavano determinate posizioni e per quale motivo si poteva anche provare a cambiarli.

Noi abbiamo semplicemente provato a fare "un tagliando" a questo Regolamento per renderlo più efficiente. In parte le modifiche sono modifiche di drafting, in parte sono modifiche di armonizzazione perché abbiamo armonizzato il Regolamento con norme che sono state approvate successivamente al Regolamento stesso, in parte abbiamo adeguato il Regolamento a quanto avveniva già in pratica - questo, tra l'altro, riguarda proprio uno dei casi che sono emersi in questa discussione, il caso dell'articolo 9 indicato dal collega Mandini, sul quale poi magari tornerò. Abbiamo anche cercato di innovare il Regolamento.

È stato un lavoro molto lungo, lo ricordava il collega Pollastri, ci sono state diciassette sedute, quasi due anni di lavoro, con un metodo improntato non solo alla partecipazione, ma alla concertazione, termine che non va molto di moda in questo momento. Il Regolamento è uno strumento importantissimo per ognuno di noi, per ognuno dei consiglieri che siede in quest'Aula, per cui sin dall'inizio ci siamo detti che ognuno di noi avrebbe proposto delle modifiche, ma alla fine avremmo votato solamente le modifiche sulle quali tutti saremmo stati d'accordo. Io stesso ho ritirato oltre dieci proposte di modifica, presentate ovviamente per conto del mio gruppo, proprio perché su quelle proposte non c'era la massima condivisione e abbiamo preferito evitare di approvare un regolamento a colpi di maggioranza. Ecco perché oggi siamo arrivati al voto all'unanimità. Abbiamo ottenuto dei risultati nella discussione, non siamo partiti ovviamente dall'unanimità, siamo partiti da posizioni diverse, però questo è il frutto della nostra discussione e di un compromesso che è importante per tutti quanti noi.

Ci sono delle cose particolari che vorrei sottolineare, ne ha già parlato il collega Pollastri. Questo Regolamento ci parla di trasparenza. Con questo Regolamento adesso avremo, anche per quanto riguarda le Commissioni, tutti gli interventi dei commissari registrati e immediatamente on-line. Abbiamo regolamentato anche la diretta streaming dell'Aula.

Siamo intervenuti anche sulle missioni valutative modificando l'articolo del Regolamento che non prevedeva le missioni valutative nel caso in cui ci fosse una clausola valutativa, perché riteniamo che siano strumenti molto importanti per la nostra attività.

Ci siamo occupati anche di questioni particolari come la revoca del Presidente dell'Assemblea e dei componenti dell'Ufficio di Presidenza, nonché dei presidenti delle Commissioni, revoca che non era prevista e che avrebbe potuto comportare situazioni particolari, problemi per il regolare svolgimento dell'attività dell'Aula.

Per quanto riguarda invece l'articolo 9, cioè la questione relativa al relatore del progetto di legge, in realtà c'era un dubbio interpretativo nel precedente Regolamento perché già nel precedente Regolamento si prevedeva sostanzialmente che il relatore del progetto di legge dovesse essere componente della Commissione però non era scritto così chiaramente e quindi poteva esserci un dubbio interpretativo. Ma sono d'accordo con le perplessità del collega Mandini, nel senso che noi abbiamo risolto questo dubbio: oggi il relatore di un progetto di legge può essere solamente un membro di una Commissione, un commissario, così come lo era già anche prima, ma per un motivo molto semplice: si ritiene che i commissari membri di una Commissione che si occupano di quell'argomento siano quelli che quell'argomento conoscono meglio e quindi possono più facilmente gestire un progetto di legge. Detto questo, però c'è la possibilità per un consigliere che non è membro di quella determinata Commissione di fare il relatore di un progetto di legge, l'abbiamo visto proprio di recente. Se un commissario ritiene di essere non solo competente, ma appassionato di una determinata materia e di voler fare il relatore di un progetto di legge, può semplicemente chiedere di far parte di quella Commissione e viene modificata la composizione di quella Commissione, come il collega Mandini sa. C'è una modifica da fare perché c'è anche un numero di voti che ognuno di noi esprime in Commissione, però è una cosa che si può fare, l'abbiamo già fatta e si può ovviare in questa maniera alla legittima perplessità che esprimeva il collega Mandini.

Io, presidente, mi fermo qui. Ritengo che questo lavoro sia un lavoro che ci aiuterà nello svolgere la nostra attività come consiglieri regionali e che il risultato di questo lavoro sia qualcosa di cui andare tutti orgogliosi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, al consigliere Mumolo e al consigliere Pollastri anche per il lavoro che hanno fatto.

Non ho nessun altro consigliere iscritto in dichiarazione di voto.

Permettetemi solo, prima di procedere al voto, di dire che il Regolamento interno dell'Assemblea sarà poi emanato con decreto del presidente dell'Assemblea e la sua entrata in vigore decorre dalla data di pubblicazione del suddetto decreto nel Bollettino Ufficiale telematico della Regione Emilia-Romagna.

Questo è molto importante perché in una delle prossime Assemblee adotteremo direttamente questo Regolamento.

Permettetemi solo, essendo questo un atto fondamentale per il buon funzionamento dell'Assemblea, di ringraziare anch'io come presidente, credo anche a nome dell'Ufficio di Presidenza, sia il presidente Favia, che mi dispiace oggi non sia con noi ma è ammalato, sia i consiglieri Mumolo e Pollastri perché come ufficio di presidenza insieme al presidente hanno fatto davvero un lavoro importante, sia tutti i membri della Commissione perché avete portato un testo in modo unitario e credo che questo sia molto significativo. Ringrazio anche tutta la struttura legislativa e di Commissione che ha collaborato. Passiamo alla votazione del testo.

Si proceda alla votazione dell'intero testo di modifiche al Regolamento, oggetto 5319, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, il presidente comunica il seguente risultato:

 

 

Presenti

 

33

Assenti

 

17

Favorevoli

 

33

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Costi): Proclamo approvate le «Modifiche al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna (deliberazione dell'Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna 28 novembre 2007, n. 143)».

 

Iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Costi): Procediamo. Ricordo che l'Assemblea chiuderà alle 18.00 in punto. Ora procediamo immediatamente con una richiesta di iscrizione all'ordine del giorno del consigliere Sconciaforni che ci chiede solo di iscrivere l'oggetto 5339, una risoluzione per chiedere alla Giunta di attivarsi presso il Governo nazionale affinché non venga autorizzata nessuna riapertura del CIE (Centro di identificazione e di espulsione). È firmata dai consiglieri Sconciaforni, Pariani, Naldi, Barbati e Meo. Chiedo se qualcuno desidera intervenire a favore o contro questa richiesta.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'iscrizione all’ordine del giorno della risoluzione oggetto 5339.

 

(È accolta all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): La richiesta è accolta, pertanto l'oggetto 5339 viene iscritto.

Procediamo con gli atti di indirizzo, anche se, ripeto, alle 18.00 chiuderemo l'Assemblea.

 

OGGETTO 4541

Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni presso il Governo ed il Parlamento affinché, tramite modificazioni delle relative norme, vengano ricondotte la competenza legislativa e la potestà regolamentare nel settore del commercio alle Regioni ed agli Enti locali, ai quali spetta il compito della pianificazione della turnazione delle festività lavorative, tutelando inoltre sia i diritti dei lavoratori che quelli dei consumatori. A firma del Consigliere: Defranceschi

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 4695

Risoluzione per invitare la Giunta affinché intervenga presso il Governo e il Parlamento al fine di rivedere la disciplina in materia di programmazione commerciale e relativa organizzazione degli orari di apertura. A firma dei Consiglieri: Alessandrini, Pariani, Pagani, Mori, Zoffoli, Bonaccini, Moriconi, Carini, Fiammenghi, Marani, Mazzotti, Montanari, Piva, Paruolo, Luciano Vecchi, Barbieri, Mumolo, Ferrari, Serri, Casadei, Riva, Monari

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Apro il dibattito generale sulle due risoluzioni abbinate.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.

 

DEFRANCESCHI: Grazie presidente. È passato un po' di tempo, ma il tema continua a essere sentito. Con il decreto cosiddetto "Salva Italia" del Governo Monti è stata sostanzialmente fatta una liberalizzazione, che io definisco selvaggia, per quanto riguarda i giorni di apertura e gli orari dei vari esercizi commerciali. È un decreto che riguarda tutto il Paese indiscriminatamente senza possibilità di una normale autoregolamentazione da parte delle Regioni sia per quanto riguarda, ad esempio, determinate esigenze turistiche che certe regioni o province o zone hanno, e sia soprattutto togliendo questa potestà, che secondo me rientrava perfettamente nel Titolo V, in generale alle Regioni.

Gli obiettivi erano ovviamente ambiziosi come spesso accade per questi decreti-legge. Più che altro nelle conferenze stampa che precedono questi decreti-legge si parlava di aumentare la concorrenza, la competitività, di migliorare l'offerta commerciale e ovviamente c'era il solito aumento di posti di lavoro nel settore, mentre sarebbero calati i prezzi, aumentati i consumi e, ancora, si sarebbe incrementata l'occupazione. Ovviamente complice anche la crisi, ma complice anche l'inutilità di questo decreto, di questa norma, nulla di questo è accaduto. Oggi quello che è accaduto è invece il contrario, non solo in termini di crisi dei consumi e in termini di aumento dei prezzi, ma anche in termini di tutela dei lavoratori o di tutela dei piccoli esercizi commerciali.

Ovviamente chi ha la forza per tenere aperto la domenica, a Natale, a Capodanno eccetera? Solamente la grande distribuzione organizzata, che molto spesso mette in atto azioni di ricatto nei confronti dei lavoratori per quanto riguarda la loro presenza. Lavoratori che hanno ovviamente difficoltà non tanto perché magari vogliono andare in settimana bianca o al mare in quel weekend o in questi giorni lavorativi, ma perché magari hanno anche famiglie a cui devono trovare una sistemazione per quanto riguarda bambini o anziani per sopperire al fatto che debbano passare la domenica ad accontentare chi ha bisogno della domenica per trovare comunque e sempre i negozi completamente aperti. A suo tempo, quando c'era molto dibattito su questo argomento, anche su Internet girava una battuta di dipendenti di un centro commerciale che dicevano: sì, noi teniamo aperti i centri commerciali la domenica, voi però mi aprite la posta e l'anagrafe la domenica mattina così prima di andare al lavoro faccio anche quelle cose che purtroppo non posso fare durante la settimana.

Credo che non sia concepibile un modo di gestire queste liberalizzazioni selvagge in questo modo, credo che sia d'uopo che tornino le competenze alla Regione, che ha, come dicevo anche prima, la possibilità anche di regolamentarsi in modo differente zona per zona, tenendo conto anche delle esigenze turistiche o comunque locali che ci possono essere.

Per correttezza del dialogo su questa risoluzione, anticipo anche la dichiarazione di voto. Io voterò a favore anche della risoluzione che ha come primo firmatario il collega Alessandrini, con il quale abbiamo avuto un confronto corretto sui contenuti per cercare di arrivare ad una versione unitaria. Non ci siamo riusciti, ma credo che entrambe le risoluzioni puntino verso un unico obiettivo che può essere senz'altro condiviso, per cui non c'è nessun problema sul fatto che esistano due risoluzioni assolutamente quasi speculari e comunque concordate.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Defranceschi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Alessandrini. Ne ha facoltà.

 

ALESSANDRINI: Grazie, presidente. In questa Regione, quando abbiamo normato su questo tema, cercando sempre di compendiare le esigenze delle imprese, le esigenze dei dipendenti del settore e le esigenze del pubblico interesse. Questo equilibrio, come diceva adesso il collega Defranceschi, effettivamente è saltato con il "Salva Italia", che poi è stato tradotto nella legge 214 del 2011.

Sempre su questo tema, la nostra Regione ha approvato già, lo ricorderete forse, una risoluzione il 27 febbraio 2013 per sollecitare il Governo a riconoscere il ruolo delle Regioni, degli enti locali, nella programmazione commerciale, nell'organizzazione degli orari, comprese le chiusure domenicali. Sul tema ricorderete che è intervenuto anche il Presidente Errani. Sono agli atti due lettere, del 20 gennaio e del 2 marzo 2012, da parte di Vasco Errani in veste di Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in cui anch'esso chiedeva un incontro urgente con il Governo. Recentemente l'assessore Melucci ha chiesto di inserire il tema degli orari del commercio nell'agenda degli incontri della Conferenza Stato-Regioni. Purtroppo continua a non succedere nulla.

Ora, tenuto conto anche della sentenza della Corte costituzionale sul tema degli orari, pur ribadendo che noi con la nostra risoluzione non vogliamo assolutamente procurare ostacoli alla concorrenza, invitiamo però la Giunta ad intervenire presso il Governo e presso il Parlamento affinché di concerto con le Regioni venga rivista, diciamo così, la disciplina in materia di programmazione commerciale e organizzazione degli orari secondo alcuni criteri. Adesso non vorrei perdere troppo tempo perché li avete visti, sono ampiamente descritti nell'ambito della risoluzione. Ne cito solo alcuni. Questi criteri devono garantire la titolarità delle Regioni a definire la materia; ci deve essere omogeneità territoriale attraverso accordi fra i Comuni, le organizzazioni dei consumatori, le imprese del commercio e i sindacati dei lavoratori; ci deve essere la possibilità per i sindaci di definire gli orari dei pubblici esercizi, quindi delle attività dei commercianti e degli artigiani, nelle zone, ad esempio, che abbiano particolari esigenze di sostenibilità ambientale o sociale, o di tutela dei beni culturali, o di viabilità, perché ci sono tante cose che accadono nei territori di cui bisognerebbe tenere conto; infine sarebbe sicuramente necessario anche garantire una sinergia, diciamo così, fra rete distributiva e le altre funzioni di servizio.

Io potrei finire qui, giustamente però, siccome questo aspetto lo richiamava il collega Defranceschi, spiego perché non siamo riusciti a trovare comunanza di vedute. Io lo ringrazio del fatto che lui voterà la nostra risoluzione, ma noi non saremo purtroppo in grado di votare la sua, per un semplice motivo, che è quello che ci differenzia: nel dispositivo, che è fondamentale, della risoluzione di Defranceschi si prevede il superamento tout-court dell'articolo 31 di quella famosa legge, nella nostra risoluzione no, altrimenti andremmo a procurare ostacoli al tema della concorrenza. È solo questo che ci differenzia. Per il resto, in termini di analisi, effettivamente ci accomuna tutto. Mi dispiace, ma mi corre in qualche modo l'obbligo di dire questo. Per cui è chiaro che voteremo la nostra, ma non possiamo altrettanto votare la 4541.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Alessandrini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.

 

CAVALLI: Grazie, presidente. Dichiarando il voto favorevole per entrambe le risoluzioni, metterei un accento su quella del PD perché, condividendo molto di più, dopo averla letta, quella del collega Defranceschi, volevo fare due considerazioni molto veloci essendo un rappresentante del commercio, del piccolo commercio. Vorrei dire al collega Alessandrini, di cui ho massima stima e massimo rispetto e con il quale molte volte concordiamo certe tematiche, che il problema è uno solo: qua parlate di una materia, che è il commercio, su cui viene posta molta attenzione perché sappiamo benissimo la diversità dei territori, la diversità che c'è fra la montagna, la pianura, i grandi centri, ma poi vi dimenticate di quello che succede sul territorio, vi dimenticate completamente la nefasta Legge Bersani che ha ucciso il piccolo commercio a livello italiano. Forse nessuno se la ricorda, ma i commercianti se la ricordano bene, ce la ricordiamo molto bene noi commercianti che abbiamo dovuto subire quella famosa legge che parlava di liberalizzazioni, di libera concorrenza e alla fine abbiamo scoperto che era libera concorrenza, sì, ma chiusura dei nostri centri storici; lo vediamo in tutte le nostre città dove sono completamente abbandonate delle intere vie che una volta erano il fiore all'occhiello del nostro commercio.

Allora, collega, dobbiamo anche capire cosa c'è veramente per il piccolo commercio per aiutare a risollevare le nostre città. Io avevo presentato a dicembre un emendamento dove chiedevo delle risorse per il piccolo commercio, è stato cassato e me ne sono dispiaciuto. Allora bisogna dire che quando vi serve criticate il Governo è una cosa, ma quando ci sono delle azioni precise da fare, che sono quelle di dare i soldi ai commercianti che stanno soffrendo... È la categoria che sta soffrendo di più. I dati che dice Defranceschi sono ancora peggiori perché gli ultimi dati dicono di una crisi interna gravissima, di una chiusura di migliaia di negozi all'anno, quindi bisogna essere seri.

Io voterò, essendo commerciante, a difesa di quella categoria che ha bisogno di aiuto, ma quando noi proponiamo aiuto ai commercianti, dovete anche voi mettervi la mano sul cuore pensando che c'è una categoria che sta soffrendo e che state abbandonando a se stessa. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Cavalli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente. Sicuramente l'intervento delle due risoluzioni è positivo nel senso che colgono entrambe un problema importante e che riguarda non solo la regolamentazione degli esercizi commerciali in termini di orari, ma riguarda anche la convivenza civile e i problemi connessi al tessuto urbano. Dico questo perché, riprendendo quello che diceva il consigliere Cavalli quando ricordava le famose lenzuolate di bersaniana memoria, premesso che ho grande stima per l'onorevole Bersani, dall'epoca dei grandi cambiamenti delle lenzuolate ci siamo poi trovati alla fine che i lenzuoli hanno soffocato la piccola e media impresa e il commercio e hanno salvato le farmacie e i notai, tanto per inciso. Perciò quando si parla di libera concorrenza, che il collega Alessandrini richiamava, bisogna andarci con i piedi di piombo.

Io la vedo così, guardiamo i fatti: i fatti sono che in questi anni in cui si è privilegiata la concorrenza ne ha risentito un settore produttivo importante di questo Paese che sono i piccoli esercizi commerciali e ne ha guadagnato la grande distribuzione. Questo se da un lato può aver portato un vantaggio, tra virgolette, al nostro tempo libero (parlo degli utenti consumatori), sicuramente dall'altro non lo ha portato agli operatori del settore, laddove per settore mi riferisco ovviamente ai piccoli e medi esercizi commerciali.

Aggiungo anche il fatto che la liberalizzazione degli orari con riferimento agli esercizi pubblici (bar, osterie, pub eccetera) ha comportato anche dei conseguenti problemi. Mi riferisco in questo caso alla città che conosco, Bologna, in cui certe zone sono diventate teatro di vere e proprie battaglie urbane con tanto di feriti, accoltellamenti eccetera, senza contare l'aumento del problema dell'alcolismo specialmente fra i giovani. I Comuni, che prima erano in massima parte competenti di disciplinare questi esercizi, si sono trovati con le mani legate, impotenti di reagire, se non con ordinanze spot, nel senso che sono molto delimitate perché non possono circoscrivere il problema degli orari e delle localizzazioni se non per motivi di sicurezza, perciò legati a fatti contingenti.

Allora tutto questo significa che cosa? A mio avviso, che va completamente rivista non solo la materia della normativa, ma vanno riviste anche le competenze. In questo caso non parlo neanche di legislazione concorrente tra Stato e Regioni, ma parlo proprio di ridare il centro della decisione alle Regioni e agli enti locali, ai Comuni, perché un esercizio commerciale magari deve essere sostenuto e aiutato, e non intendo nei periodi di crisi, intendo nei periodi normali. Un piccolo centro di sessanta abitanti sopra ad una cima dell'Appennino, dove quei sessanta abitanti magari rischiano di rimanere senza pane, sicuramente va trattato diversamente rispetto ad un locale della riviera romagnola. Credo che in questo settore debba essere fatta ogni iniziativa possibile perché il Governo si renda conto che la disciplina deve essere collocata come competenza a livello regionale e a livello comunale e deve smetterla con questa volontà, in nome di un falso mito come la concorrenza, di voler disciplinare in modo generale e generalistico tutto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.

Non ho più nessun iscritto in dibattito generale, quindi chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto, pertanto passiamo alle operazioni di voto.

Sostituisco il consigliere Piva con il consigliere Fiammenghi nelle funzioni di scrutatore. La consigliera Moriconi e il consigliere Pollastri sono presenti in Aula.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione 4541, a firma del consigliere Defranceschi.

 

(È respinta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): La risoluzione è respinta.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione 4695, a firma dei consiglieri Alessandrini, Pariani, Pagani, Mori, Zoffoli, Bonaccini, Moriconi, Carini, Fiammenghi, Marani, Mazzotti, Montanari, Piva, Paruolo, Luciano Vecchi, Barbieri, Mumolo, Ferrari, Serri, Casadei, Riva e Monari.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): La risoluzione è approvata.

Visto che mancano pochi minuti alle 18.00, chiudiamo la seduta pomeridiana. Ringrazio tutti i colleghi e anche tutti i nostri collaboratori. Ci vediamo il 2 aprile per la prossima Assemblea. Ringrazio anche gli assessori che oggi sono rimasti con noi.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno, inviate a tutti i consiglieri, sono riportate in allegato)

 

La seduta è tolta.

 

 

La seduta ha termine alle ore 17,57

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Mauro MANFREDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI;

gli assessori: Donatella BORTOLAZZI, Paola GAZZOLO, Teresa MARZOCCHI, Gian Carlo MUZZARELLI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta il presidente della Giunta Vasco ERRANI, la vicepresidente della Giunta Simonetta SALIERA, gli assessori Patrizio BIANCHI, Carlo LUSENTI, Massimo MEZZETTI e i consiglieri Marco BARBIERI, Giovanni FAVIA, Luciano VECCHI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 4739 "Progetto di legge: «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare». A firma dei Consiglieri: Marani, Grillini"

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 27

Tiziano ALESSANDRINI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Monica DONINI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Damiano ZOFFOLI.

 

Contrari: 13

Enrico AIMI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CAVALLI, Andrea DEFRANCESCHI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Silvia NOÈ, Andrea POLLASTRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.

 

Astenuti: 1

Sandro MANDINI.

 

Assenti: 9

Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Roberto CORRADI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Andrea LEONI, Mauro MANFREDINI, Luciano VECCHI.

 

OGGETTO 5319 "Delibera: «Modifiche al Regolamento interno dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna (deliberazione dell'Assemblea legislativa 28 novembre 2007, n. 143). (A firma dei consiglieri Favia, Mumolo e Pollastri)"

 

Presenti: 33

 

Favorevoli: 33

Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Galeazzo BIGNAMI, Marco CARINI, Stefano CAVALLI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.

 

Assenti: 17

Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Manes BERNARDINI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Roberto CORRADI, Monica DONINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Gian Guido NALDI, Giuseppe PARUOLO, Matteo RIVA, Luciano VECCHI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 4739 "Progetto di legge: «Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare». A firma dei Consiglieri: Marani, Grillini"

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«Alla fine dell’art. 1, comma 3, sono aggiunte le parole "come indicato all’art. 3, comma 4".»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 2, comma 1, le parole "viene in aiuto in via principale ad" sono sostituite dalle seguenti "si prende cura nell’ambito del piano assistenziale individualizzato (di seguito denominato PAI) di".»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 3, comma 4, le parole "in sede di" sono sostituite dalle parole "attraverso la tempestiva".»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 3, comma 5, le parole "assume la responsabilità dell’attuazione degli impegni che lo riguardano nel PAI stesso" sono sostituite dalle seguenti "assume gli impegni che lo riguardano, concordati nel PAI stesso".»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 3, comma 6, le parole "definisce le funzioni" sono sostituite dalle seguenti "esplicita il contributo di cura e le attività".»

(Approvato)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 4, comma 1, sono eliminate le parole "regionale e distrettuale".»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«L’art. 4, comma 2, lett. b), dopo le parole "adattamento domestico," è così modificato: "come previsto nell’ambito della normativa vigente per i contributi per la non autosufficienza, anche alle persone assistite domiciliarmente dai caregiver familiari".»

(Approvato)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 4, comma 2, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e) cura, in accordo con i Comuni e col coinvolgimento dei soggetti gestori ed erogatori di servizi sociali, sociosanitari e sanitari, programmi di aggiornamento degli operatori sociali, sociosanitari e sanitari sui temi legati alla valorizzazione dei caregiver familiari e sulla relazione e comunicazione con gli stessi.".»

(Approvato)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 4, comma 3, lett. e) le parole "di sostituzione emergenziale o" sono sostituite dalle seguenti "per fronteggiare l’emergenza o la".»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Naldi, Donini e Sconciaforni:

«All’art. 4, comma 3, lett. c) le parole "professioni di aiuto" sono sostituite dalle seguenti "attività di cura".»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Manfredini, Cavalli, Corradi, Bernardini e Mandini:

«Nel titolo e in tutto il testo del progetto di legge si chiede di sostituire la parola "caregiver" con le parole "persone che prestano cura e assistenza famigliare".»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma della consigliera Marani:

«In coda al titolo del Progetto di Legge sono aggiunte le seguenti parole: "(persona che presta volontariamente cura ed assistenza)".»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

5335 - Interrogazione a risposta scritta circa il costo dell'acqua potabile e la dispersione idrica nelle province della regione. A firma del Consigliere: Leoni

5338 - Interrogazione a risposta scritta circa le segnalazioni dell'utilizzo non corretto delle piste ciclabili e le carenze di intervento da parte delle forze dell'ordine. A firma della Consigliera: Noè

5341 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di adottare il regolamento attuativo previsto dalla L.R. 3 del 29 marzo 2013 (Norme a tutela del benessere animale), al fine di garantire certezze normative ai possessori di cani. A firma del Consigliere: Bartolini

 

Risoluzioni

 

5336 - Risoluzione per impegnare la Giunta a modificare la Carta dei Servizi Trenitalia Tper 2014, in base a quanto segnalato dal Crufer, organismo regionale che unisce i comitati dei pendolari. A firma del Consigliere: Leoni (24 03 14)

5339 - Risoluzione per chiedere alla Giunta di attivarsi presso il Governo nazionale affinché non venga autorizzata nessuna riapertura di CIE (Centro di identificazione ed espulsione). A firma dei Consiglieri: Sconciaforni, Pariani, Naldi, Barbati, Meo (25 03 14)

5340 - Risoluzione per chiedere alla Giunta di rendersi parte attiva in tutte le sedi preposte per la realizzazione degli indirizzi, e per il sostegno delle esperienze di prevenzione e contrasto all'hackeraggio, cyberbullismo, identity thief, flaming. A firma dei Consiglieri: Mori, Bernardini, Alessandrini, Moriconi, Grillini, Pariani, Monari, Carini, Donini, Sconciaforni, Aimi, Leoni, Filippi, Casadei, Pagani (25 03 14)

5342 - Risoluzione per impegnare la Giunta a prevedere l'esenzione dal bollo auto dei veicoli elettrici ibridi per i primi anni dall'immatricolazione, se l'acquisto sia avvenuto con contestuale rottamazione di un veicolo inquinante. A firma dei Consiglieri: Alessandrini, Pariani, Ferrari, Donini, Zoffoli, Mori, Carini, Naldi, Sconciaforni, Barbati (25 03 14)

5344 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad agire presso il Ministero per conoscere tempestivamente le previsioni del piano di razionalizzazione delle Forze dell'Ordine. A firma dei Consiglieri: Ferrari, Serri, Pariani, Monari (25 03 14)

 

Interpellanze

 

5337 - Interpellanza in merito alla scelta del logo "Slot freE-R" e alle premialità messe in campo per gli esercenti che aderiscono a tale percorso. A firma del Consigliere: Pollastri

5343 - Interpellanza in merito alla nomina del Direttore Amministrativo della neo costituita Azienda USL unica della Romagna.               A firma del Consigliere: Bartolini

(Comunicazione n. 72 prescritta dall’art. 69 del Regolamento interno - prot. NP.2014.0000567 del 26/03/2014)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Aimi - Costi

Corradi - Meo