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185.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 15 LUGLIO 2014

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è raggiungibile dalla Ricerca oggetti

 

OGGETTO 4833

Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Carini, Pariani, Marani, Mazzotti, Mumolo, Pagani, Piva, Zoffoli e Monari: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"» (97)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Costi)

CARINI, relatore

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

NALDI (SEL - Verdi)

LOMBARDI (Forza Italia - PDL)

NOÈ (UDC)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

MARZOCCHI, assessore

PRESIDENTE (Costi)

NALDI (SEL - Verdi)

PARIANI (PD)

NALDI (SEL - Verdi)

NOÈ (UDC)

CARINI (PD)

PRESIDENTE (Costi)

CARINI (PD)

BAZZONI (Forza Italia - PDL)

NALDI (SEL - Verdi)

NOÈ (UDC)

PRESIDENTE (Costi)

 

OGGETTO 3997

Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Mandini: «Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 1997, n. 29 (Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l'integrazione sociale delle persone disabili)» (98)

(Relazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Costi)

MANDINI, relatore

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

PRESIDENTE (Costi)

MANDINI (Italia dei Valori)

GRILLINI (Misto)

PARIANI (PD)

MANDINI (Italia dei Valori)

PRESIDENTE (Costi)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 4833 - 3997

Emendamenti all’oggetto 4833

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI

 

La seduta ha inizio alle ore 15,11

 

PRESIDENTE (Costi): Dichiaro aperta la centottantacinquesima seduta della IX legislatura dell’Assemblea legislativa.

Comunico ai consiglieri presenti in Aula che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che le prossime sedute dell’Assemblea legislativa avranno luogo martedì 22 e mercoledì 23 luglio. Vi prego di prenderne opportuna nota.

Comunico altresì che il capogruppo Manfredini della Lega Nord non potrà prendere parte ai lavori odierni per motivi di salute, e così pure la consigliera Meo.

Inoltre, ha comunicato di non poter prendere parte alla seduta il presidente della Giunta Vasco Errani, ai sensi dell’art. 65, comma 2, del Regolamento interno.

 

OGGETTO 4833

Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Carini, Pariani, Marani, Mazzotti, Mumolo, Pagani, Piva, Zoffoli e Monari: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"» (97)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Diamo inizio ai nostri lavori con la trattazione dell'oggetto 4883, Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Carini, Pariani, Marani, Mazzotti, Mumolo, Pagani, Piva, Zoffoli e Monari: "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"".

Il testo n. 5/2014 è stato licenziato dalla Commissione "Politiche per la salute e politiche sociali" nella seduta dell’8 luglio 2014.

Esso è composto da 28 articoli e corredato da regolare scheda tecnico-finanziaria.

Il relatore della commissione, consigliere Marco Carini, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Do la parola al consigliere Carini, ricordandogli che ha venti minuti di tempo per svolgere la relazione. Prego, consigliere.

 

CARINI, relatore: Grazie, presidente.

Vent'anni fa la nostra Regione, sulla scorta della nuova normativa statale, emanava la legge n. 7 sulla cooperazione sociale, al fine di disciplinare e sostenere un settore, allora di carattere prettamente sociale, che nel tempo si era affermato come indispensabile supporto al pubblico nell'erogazione dei servizi e nella gestione delle marginalità.

Oggi, a vent'anni di distanza, quella legge necessita di una riscrittura. In primo luogo perché sono completamente cambiate le modalità degli affidamenti diretti e degli appalti con la disciplina regionale dell'accreditamento e dei servizi da un lato, il codice statale degli appalti dall'altro, e le norme europee dei sopra e sotto soglia a chiudere il cerchio.

Ma leggendo il testo proposto risulta immediatamente chiaro che non è solo un adeguamento normativo quello che abbiamo perseguito, perché alla base della rielaborazione vi è una precisa presa di coscienza dell'evoluzione che da allora ad oggi ha subito la cooperazione sociale.

Intanto, è chiaro a tutti che la dimensione imprenditoriale di questo settore si è sviluppata a livelli tali da essere ormai imprescindibile, e ciò significa dover fornire strumenti nuovi allo sviluppo d'impresa, perché le cooperative sociali, che oggi derivano l'88 per cento delle proprie entrate dai rapporti con gli enti locali, possano camminare con le proprie gambe e riuscire a coniugare le finalità sociali, che ne restano l'anima, ai risultati economici.

Rendiamoci conto che parliamo di una fetta di mercato e di servizi che nella nostra Regione, prima in Italia per presenza cooperativa, conta ben 920 cooperative sociali, 2530 unità locali, e 37.646 dipendenti, con una crescita del 16,2 per cento nel quinquennio 2007/2012.

Il valore sociale di questo tipo di imprenditorialità risulta immediatamente chiaro se si pensa che più del 77 per cento degli addetti è assunto a tempo indeterminato, che il 76 per cento del totale è costituito da donne, e che l'8 per cento appartiene a categorie svantaggiate. Non solo, ma se riflettiamo esclusivamente sulle cooperative sociali di tipo B, le cooperative più propriamente dedicate all'inclusione sociale, il numero dei lavoratori svantaggiati arriva al 40 per cento del totale, 3000 su 8000, cioè ben al di sopra della soglia del 30 per cento stabilita dalla legge n. 381.

Un'altra considerazione posta alla base di questa proposta nasce dalla constatazione del ruolo assunto in questi anni dalla cooperazione sociale nell'erogazione dei servizi per conto del sistema pubblico. Anche in questo caso è un rapporto che ha permesso all'Istituzione di consolidare e di ampliare l'offerta pubblica di welfare, mantenendo saldamente in capo a sé il controllo della programmazione e della verifica del risultato, ma all'interno di un sistema integrato pubblico/privato per i servizi a rete. Insomma, la funzione pubblica svolta dalle cooperative sociali ha contribuito all'efficace gestione del sistema di welfare pubblico da parte delle istituzioni, mettendo a disposizione risorse umane ed economiche a costi contenuti, progettualità alta, e lasciando il timone saldamente nelle mani delle stesse.

Sono stati necessari parecchi mesi per arrivare a presentare in Aula questo progetto di legge, che riteniamo all'altezza dei compiti che gli affidiamo, mesi in cui abbiamo più volte ascoltato e dialogato con decine e decine di soggetti interessati su tutto il territorio regionale. Abbiamo così raccolto dal basso idee, necessità, prospettive; abbiamo definito contenuti e più volte lavorato di cesello perché le esigenze di tutti fossero ascoltate senza inficiare l'efficacia della legge.

L'udienza conoscitiva è stata poi una tappa fondamentale per la rielaborazione del testo, che ci ha permesso di intervenire in maniera sostanziale sul progetto di legge originariamente presentato per migliorarne ulteriormente i contenuti, specificarne i passaggi non chiari, risolvere problematiche che inizialmente non avevamo considerato.

Si è trattato certamente di un lungo percorso che - va detto - ha trovato anche l’ostacolo aggiuntivo della necessità di adottare le nuove norme per la redazione della scheda finanziaria approvate dall'Ufficio di Presidenza per recepire alcune osservazioni della Corte dei Conti, ed applicate qui per la prima volta ad un progetto di legge di iniziativa consiliare che coinvolge molti settori, e che dunque ci ha obbligato ad un reperimento di dati di bilancio non sempre agevole. A tal proposito va sottolineato che nessuno degli emendamenti proposti alla commissione ha apportato modifiche finanziarie, per cui resta valida la scheda a suo tempo presentata.

Senza volere qui riprendere l'esame degli emendamenti già doviziosamente illustrati alla commissione, che li ha approvati, vorrei però solo sottolineare come il confronto avviato con i vari portatori di interessi abbia portato a due interventi principali sul testo iniziale: da un lato una riscrittura tesa a chiarire che, al di là della necessaria iscrizione all'albo, la gestione dei servizi per conto del sistema pubblico presuppone comunque e sempre il rispetto dei requisiti richiesti dalle norme regionali sull'accreditamento; dall'altro, l'esplicitazione che la titolarità della programmazione del sistema degli interventi socio-sanitari ed altro resta comunque esclusivamente pubblica. In particolare quest'ultimo punto ha richiesto l'esercizio di particolari doti di equilibrio fra le varie esigenze in campo, fino a giungere all'attuale stesura, da cui deve evincersi chiaramente che le cooperative sociali sono e restano un soggetto privato al quale però è riconosciuta funzione pubblica nella misura e nei limiti dell'opera prestata alla collettività, e nelle forme e nelle modalità stabilite dalla programmazione regionale.

Andando ad un esame più dettagliato, anche se sintetico, dell'articolato, mi preme sottolineare alcuni aspetti salienti.

All'articolo 1, in cui si riconosce il ruolo e la funzione pubblica esercitata dalle cooperative sociali, si declinano le finalità della legge con l'istituzione dell'albo regionale delle cooperative sociali, la determinazione delle forme di partecipazione della cooperazione sociale al sistema integrato di interventi e di servizi alla persona, l'individuazione dei criteri di affidamento e di conferimento dei servizi, le misure di promozione, di sostegno e sviluppo della cooperazione sociale. Siamo intervenuti per meglio sottolineare il fatto che la programmazione resta in capo alle istituzioni e che le cooperative sociali, al pari degli altri soggetti del sistema, partecipano alla definizione delle modalità di gestione, realizzazione ed erogazione dei servizi, entro la cornice stabilita dal Piano sociale e sanitario.

Nell'articolo 2, in cui la definizione della cooperazione sociale di tipo A e di tipo B è mutuata da quella della legge n. 381 e si estende a considerare i servizi già oggi erogati ma non ancora ricompresi nella legge n. 7, ad esempio definisce e puntualizza meglio quelli prettamente sanitari e definisce quelli di formazione professionale, gli emendamenti proposti hanno riscritto la definizione di cooperativa di comunità, ovvero di quella tipologia di cooperativa sociale che, nata e operante entro le comunità a rischio di spopolamento, è formata da soci locali e produce servizi ed attività a vantaggio della comunità stessa. La riscrittura trae spunto dalla definizione contenuta in una legge pugliese nel frattempo promulgata, ed offre una formulazione più chiara ed oggettiva di quella utilizzata inizialmente.

La riscrittura dell'articolo 3, nel quale accanto alle persone svantaggiate si inserisce anche la menzione dei soggetti in stato di fragilità socio-economica, ha voluto invece porre l'accento sulla transitorietà di quest'ultima situazione, ciò a dire che, mentre le persone svantaggiate appartengono ad una categoria che la legge statale ben definisce e circoscrive, la debolezza socio-economica non è una caratteristica intrinseca ed immutabile del soggetto che la vive, ma può essere una fase della vita che chiunque può trovarsi ad attraversare, ma dalla quale chiunque può uscire.

Anche l'articolo 4, che regolamenta l'albo regionale, ha subito una profonda riscrittura. Dalla legge n. 7 l’articolo riprende le divisioni in sezioni, aggiunge la possibilità della doppia iscrizione nelle sezioni A e B e viceversa, regolamenta in maniera diversa le modalità con cui le cooperative sociali extraregionali possono venire a svolgere servizi in Emilia-Romagna manifestando e richiedendo il possesso dei medesimi requisiti necessari per l'iscrizione al nostro albo regionale. E sta proprio nei requisiti necessari il condensato dell'emendamento proposto e presentato. Infatti, affinché l'albo non sia solo un mero elenco delle cooperative sociali operanti in Regione, ma diventi invece uno strumento di trasparenza e di qualità, alle cooperative sociali iscritte sarà richiesto annualmente di presentare alla Regione il bilancio d'esercizio, ma anche il bilancio sociale, e una relazione che dia conto dell’attività svolta, della composizione e della variazione della base sociale, e del rapporto tra numero di soci ed altri dipendenti e collaboratori, nonché che attesti, tramite dichiarazione degli enti previdenziali, la regolarità dei versamenti relativi ai soci lavoratori e ai soci dipendenti.

Gli emendamenti che cancellano l'articolo 5 e aggiungono anche il 5-bis servono a meglio ridefinire l'architettura del testo. Infatti le previsioni di cui all'articolo 5 vanno a confluire nell'articolo 10 per coerenza di contenuto; mentre l'articolo 5-bis completa la panoramica dei vari raccordi programmatici contenuta nei successivi articoli 6, 7 e 8. In sostanza questi articoli non fanno altro che sottolineare come la legge sulle cooperative sociali debba raccordarsi con la normativa vigente dei diversi settori che la legge considera: sociale, sanitario, educativo e di formazione professionale.

All'articolo 9 dettiamo disposizioni comuni per gli affidamenti, valide per la Regione e gli enti e le agenzie da essa dipendenti, per le sue società partecipate e per le aziende del Sistema sanitario regionale, nonché per gli enti locali emiliano-romagnoli che vogliano volontariamente adottarle. Qui gli emendamenti accolgono alcune osservazioni soprattutto di parte sindacale, ma non hanno impatto sostanziale sul contenuto dell'articolo, che elenca i requisiti che devono comunque essere presenti nell'affidamento e nell'esecuzione del servizio, fra cui ricordiamo in particolare: il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione comparata tra costi e qualità, la qualificazione professionale degli operatori, la tutela delle piccole e medie imprese, il radicamento della cooperativa nel territorio ed il legame con la comunità locale, la previsione puntuale nello statuto della categoria di servizio oggetto dell'affidamento o del conferimento, la solidità di bilancio dell’impresa e l'adeguata esperienza imprenditoriale, il rispetto dei contratti di lavoro.

L'articolo 10 è stato riscritto in modo da rendere più chiaro che l'affidamento dei servizi alle cooperative sociali di tipo A avviene per ogni settore nel rispetto della normativa regionale dell'accreditamento e dell'affidamento previsto dal settore stesso. Ancora qui sottolineiamo che l'esercizio esclusivo della funzione pubblica di programmazione è in capo alla Regione.

Sugli articoli 11, 12 e 13, che riprendono la normativa comunitaria degli affidamenti sopra e sotto soglia, prevedendo gli affidamenti diretti, ovvero le clausole sociali, a seconda dei casi, interveniamo solamente per specificare nel titolo che ci riferiamo esclusivamente alle cooperative sociali di tipo B, che hanno come oggetto principale l'inclusione sociale delle categorie di svantaggio.

Non cambia il contenuto dell'articolo 14 che prevede sia l'ufficio committente a verificare l'adempimento degli obblighi relativi agli inserimenti lavorativi. Riformuliamo meglio il comma 2, in cui si prevede che le sanzioni possono giungere alla risoluzione del contratto in caso di mancato inserimento delle persone svantaggiate.

Gli articoli 15, 16, 17 e 18 hanno subito solamente lievissime riscritture di forma e, come prima, continuano a normare rispettivamente: il sostegno originale al sistema dei Confidi per agevolare l'accesso al credito, i contributi ai datori di lavoro che assumano disabili e/o svantaggiati, l'incentivazione all'efficientamento energetico sugli immobili destinati alle attività delle cooperative, e la possibilità di concedere gli immobili stessi anche in comodato gratuito, e la previsione della corresponsione degli interessi di legge in caso di ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.

L'articolo 19, che prevede la possibilità per le cooperative sociali di avvalersi della centrale regionale di acquisto, viene riscritto per andare in modifica alla legge regionale 11/2004.

Gli articoli 20 e 21, che istituiscono e regolamentano la Commissione consultiva sulla cooperazione sociale, sono riscritti completamente poiché attualmente la Commissione è attuata sulla base di un regolamento che dà buoni risultati e che qui andiamo a riproporre.

Nel titolo VI della legge, che si occupa del recepimento della normativa europea, della clausola valutativa, dell’abrogazione delle norme transitorie necessarie, interveniamo in modifica dell'articolo 23, che reca la norma finanziaria, per adeguarlo alle nuove modalità di redazione della stessa, e in particolare l'articolo rinvia per il 2014 agli stanziamenti previsti per la valorizzazione del volontariato e dell’associazionismo sociale, e per gli esercizi successivi al 2014 agli stanziamenti annualmente utilizzati e al relativo capitolo del bilancio regionale, a norma dell'articolo 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Carini.

È aperto il dibattito generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.

Consigliere, ha venti minuti di tempo per svolgere il suo intervento. Prego.

 

POLLASTRI: Grazie, presidente.

Ringrazio il collega Carini per la relazione. Questo provvedimento di legge, che titola: "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"", è stato oggetto di un ampio dibattito in commissione, è stato oggetto di discussione, di valutazione da parte delle forze politiche, perché in effetti introduce, come possiamo vedere nelle finalità della legge che istituisce l'albo regionale delle cooperative sociali, delle novità alle quali, rispetto alla normativa precedente, la maggioranza ha deciso di mettere mano.

In effetti, se devo dare un giudizio sul provvedimento, devo dire che esso rappresenta un indubbio sforzo di fare chiarezza nell'ambito di un mondo molto articolato e complesso, qual è quello della cooperazione. Lo sforzo del collega Carini è indubbiamente apprezzabile - peraltro so che ha dovuto parecchio lavorare, negoziare, trattare, ascoltare le categorie -, perché ha svolto un importante ruolo sul territorio.

Vi è il tema della soglia - il mio sarà un intervento breve - del 30 per cento, all'articolo 3, per essere cooperative sociali, che evita ciò che avveniva in passato, quando vi erano delle questioni che poi potevano avere una ripercussione sotto il profilo del diritto del lavoro e fiscale, quindi questo articolo indubbiamente fa un passo avanti e mette chiarezza. La norma di cui all’articolo 3, comma 3, è estremamente importante, perché? Perché solo le persone svantaggiate, di cui al richiamato comma 1, concorrono al raggiungimento del 30 per cento dei lavoratori necessario al mantenimento dello status di cooperativa sociale, di cui alla lettera b).

Pertanto, se come forza politica vogliamo evidenziare un passaggio contenuto nell’articolato di questo provvedimento legislativo, e nella fattispecie all'articolato 3, segnaliamo questa questione che può portare degli effetti positivi alle categorie deboli e svantaggiate.

Quando si parla di cooperative, generalmente il centro-destra pone sempre particolare attenzione ai contenuti della norma, soprattutto sotto il profilo della corretta concorrenza tra imprese, aziende e cooperative, perché normalmente le cooperative hanno costi e Iva più bassi, ma al di là di questa sottolineatura, perché vi possono essere dei settori che hanno delle ricadute importanti a causa di questa normativa, ricadute sul lavoro, sulla formazione, sugli sull'istruzione e quant'altro, riteniamo che ci siano alcuni contenuti in questa norma che vanno letti non in chiaroscuro, ma vanno evidenziati.

Chiedo se magari il relatore nella replica ci può specificare meglio l’articolo 8 (Educazione degli adulti), che dice che ai sensi della legge 12/2003 le cooperative sociali possono partecipare a questo tipo di interventi di educazione degli adulti. Forse qualcosa è sfuggito a me, e chiedo scusa, nel dibattito, nella relazione o in Commissione rispetto al lavoro fatto dal collega Carini ma vorremmo a questo punto avere un attimo di approfondimento.

Ho citato l’articolo 3, l’articolo 8 e importante è anche il tema dell’articolo 16 (Sostegno all’inserimento dei lavoratori svantaggiati e disabili nel mercato del lavoro). Anche questo articolo, Presidente, che conviene anche rinfrescare per la nostra memoria, è un articolo fondamentale di questa legge e dice che la Regione favorisce l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate di cui all’articolo 4 della legge 381. C’è da chiedersi sotto il profilo politico se ha funzionato in questi anni questa legge, collega Carini, e se ha qualche dato da fornire ai Consiglieri di opposizione che chiedono un po’ di lumi rispetto al richiamo normativo alla legge del 1991 rispetto a questo articolo 16 che riteniamo uno degli articoli fondamentali dell’architrave normativa di questo provvedimento che oggi l’Aula discute e che dovrà andare a votare. Noi inizialmente avevamo fatto un emendamento ma non abbiamo voluto fare emendamenti aggiuntivi né soppressivi né sostitutivi ma facciamo un ragionamento e una riflessione politica in generale.

Questo articolo 16 che voi inserite al primo comma, quindi che la Regione favorisce l’inserimento delle persone svantaggiate che cessino di essere soci lavoratori e lavoratori di una cooperativa sociale per il venir meno della condizione di svantaggio - non voglio fare questioni di lana caprina o di filo sottile - contiene un "può" che mi sembra una facoltà, altrimenti il legislatore in questo caso avrebbe dovuto mettere un "deve concedere ai datori di lavoro". Il tema è che assumano dette persone con contratto di lavoro di apprendistato o a tempo - c’è una bella differenza - e comunque vi è un contributo fino al 30 per cento del costo effettivo della retribuzione, oneri diretti e oneri riflessi che mi sembra, se me lo precisa il relatore, voglia dire anche i contributi previdenziali tra gli oneri riflessi, per una durata non superiore a due anni. Vi è poi il tema degli ex degenti psichiatrici ed è importante la questione del secondo comma quando si dice di favorire il passaggio di lavoratori ex degenti psichiatrici o con disabili con invalidità superiore ai due terzi della condizione del socio lavoratore o di cooperativa sociale a quella del lavoratore dipendente. La Regione interviene in favore del datore di lavoro che assuma tali soggetti con contratto di apprendistato indeterminato con contributi fino al 70 per cento del costo effettivo della retribuzione per una durata sempre non superiore a due anni. Vi è poi la proroga di questo e viene demandato alla Giunta regionale il discorso dell’accesso e dell’erogazione dei contributi. Vi è poi il tema - per questo è una legge complessa che va analizzata articolo per articolo - del rispetto delle direttive europee. Sul rispetto delle direttive europee vorrei sapere se noi avremo modo di verificarlo e di controllarlo e la Giunta - a questo punto mi pare la Giunta che verrà perché andremo a elezioni anticipate - dovrà stare molto attenta affinché questi articoli che riguardano lavoratori svantaggiati e disabili si concretizzino correttamente per avere nel mercato del lavoro tutto questo tipo di agevolazioni che vadano incontro alle persone svantaggiate e ai disabili. Anche questo articolo è importante.

Sulla composizione della Commissione non mi soffermo, collega Carini. È composta dall’Assessore regionale in materie di politiche sociali e mi pare di capire che il suo delegato sia un funzionario o un altro Assessore. Guardo l’assessore Marzocchi, che ha la delega alle politiche sociali, quindi un domani, se verrà riconfermata nella futura Giunta che verrà, dovrà occuparsi di questa Commissione che è costituita anche da rappresentanti delle organizzazioni delle cooperative sociali. Quando si dice "più rappresentative" mi fa sempre riflettere, come i sindacati più rappresentativi, perché bisogna capire la rappresentatività. Ad esempio all’INAIL vi erano tre tipi di sindacati e poi ve ne era un quarto che non era a livello nazionale così rappresentato ma aveva all’interno dell’ente una forza contrattuale che altri sindacati non avevano, ma non voglio estendere un ragionamento più ampio. Comunque si parla delle cooperative sociali più rappresentative, e penso ce ne siano diverse, e vi sono anche rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali e da un rappresentante dell’ANCI.

La comprovata esperienza in possesso di questi esperti come si stabilisce? Presumo che ci sia il solito meccanismo dei curriculum, però non lo so perché nella norma si parla genericamente di comprovata esperienza. Si sa che questi esperti normalmente sono vicini a un certo mondo e a certi ambienti della cooperazione. Quando si dice che in ordine agli argomenti di volta trattati possono essere chiamati a partecipare alla Commissione, mi sta bene che sia inserita la Presidenza della Commissione assembleare, però perché solo la Presidenza su temi fondamentali? Se si parla della Presidenza della Commissione Servizi sociali, com’è in questa legislatura appannaggio di un esponente autorevole come la collega Donini, la minoranza in questo caso non è coinvolta. Quando si parla di presidenza forse si poteva fare anche un emendamento aggiuntivo in commissione, ma comunque non voglio soffermarmi troppo. Inoltre si parla dei rappresentanti delle autonomie locali e organismi che sono coinvolti.

Direi che complessivamente vi sono dei contenuti che indubbiamente sono positivi ma certamente, e qui devo dire che è un buon uso della nostra regione seguire e inserire nelle leggi la clausola valutativa perché non dimentico che già dal 2010 nella competente Commissione Statuto e Regolamento si parlò della Regione Emilia come una delle prime regioni ad aderire al progetto "Capire". Vennero dei funzionari a spiegare questo progetto e devo dire che bene ha fatto il collega Carini a inserire la clausola valutativa perché è vero che ogni Consigliere, quando qualcuno obietta la valutazione e la verifica quando noi licenziamo una legge e magari tra tre anni non sappiamo cosa è accaduto, può sua sponte verificare, scrivere e fare atti di controllo. Io ad esempio...

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Costi): Colleghi Consiglieri, vi prego di abbassare la voce e di evitare i capannelli in Aula.

Prego, consigliere Pollastri.

 

POLLASTRI: Mi rendo conto che la materia è delicata e vedo che il collega Carini è andato a consultarsi con l’Assessore competente proprio per cercare di darmi una risposta. È normale che ci sia questo confronto anche durante il dibattito anche perché accade che noi facciamo un dibattito in Commissione, prese di posizioni sui giornali e magari durante il dibattito in Aula sopravvengono dei dubbi. Sto dicendo che bene è stato costruito l’articolo 26 perché bene o male è una garanzia che poi ci sia una relazione di ritorno della Giunta e un domani - in questo caso - sarà la prossima Commissione che si insedierà dopo le elezioni regionali ad andare a vedere e fare con cadenza in questo caso triennale. Si è sempre dibattuto sull’anno, i due anni e i tre anni ma non c’è secondo me una ricetta uguale per tutti i provvedimenti normativi e in questo caso mi sembra che il termine di tre anni abbia fatto bene a inserirlo perché è un impianto e una normazione di promozione di sviluppo di una cooperazione sociale di cui non si può valutare l’effettivo esito dopo sei mesi – un anno. Questa clausola ci lascia come Consiglieri di opposizione abbastanza tranquilli. Poi potremo andare a chiedere a verificare l’evoluzione e gli effetti anche prima dei tre anni, perché ci sono tutti gli strumenti, signor Presidente, che il regolamento consente, dall’accesso agli atti alla richiesta di un’audizione in Commissione dei rappresentanti della citata Commissione che è contenuta all’articolo che precedentemente citavo, e su cui abbiamo qualche perplessità sulla composizione e sulla comprovata esperienza di esperti, questo anche consultandomi con i colleghi più esperti di me del mio gruppo.

Detto questo, questo controllo sulla diffusione delle cooperative sociali operanti sul territorio è importante, come sono importanti anche le azioni di raccordo con le attività dei servizi socio-assistenziali, sanitari, educativi, di formazione professionale, di educazione permanente, di sviluppo dell’occupazione come contributo a incrementare l’inserimento delle persone svantaggiate e le fragilità di cui citavo al comma precedente.

Ci sono degli spunti buoni in questa legge, le premesse anche nella finalità mi convincono e rimaniamo però sempre, essendo rappresentanti della minoranza e dell’opposizione, a guardare. Ho posto alcune questioni di natura politica. Naturalmente ci riserveremo, appena la legge entrerà in vigore, probabilmente noi no ma chi ci succederà nella prossima consiliatura, di verificarne gli effetti concreti e se questa legge ha una validità o meno sull’occupazione, sulla promozione e sullo sviluppo delle cooperative sociali.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pollastri.

Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Senza dubitare delle buone intenzioni del relatore, che è anche primo firmatario, se non ricordo male, nonché degli altri Consiglieri che hanno sottoscritto questa legge, noi abbiamo avuto e manteniamo alcuni dubbi sull’impianto della legge e in particolar modo su alcuni punti. Questi dubbi non voglio nascondere il fatto che si sono potuti manifestare anche per la consonanza che abbiamo trovato nelle riflessioni di parte sindacale in termini unitari. In particolar modo i punti critici dal nostro punto di vista - dico nostro perché ho sottoscritto emendamenti in particolar modo insieme al collega Sconciaforni e alcuni al collega Mandini - sono laddove si corre il rischio di male interpretare il ruolo delle cooperative sociali perché ovviamente bisogna fare attenzione a non stabilire un carattere privilegiato al ruolo delle cooperative sociali anche nella progettazione, nella gestione e nella realizzazione, perché vi sono altri soggetti che hanno diritto egualmente di partecipare a progettazione, gestione e realizzazione, ma in particolar modo nella programmazione dei servizi socio-sanitari noi riteniamo che l’impianto iniziale della legge contenesse il rischio di confusione e quindi siamo per ribadire con molta chiarezza il ruolo pubblico nella programmazione delle esigenze e delle priorità dei servizi socio-sanitari.

L’altro punto critico dal nostro punto di vista è che almeno nei testi che abbiamo fino a qui avuto occasione di discutere si corre il rischio di ridefinire la classificazione e la natura della composizione delle cooperative sociali di tipo B. Prima è stato usato un concetto di persone deboli che era totalmente generico, poi questo concetto è stato sostituito dalle persone in condizioni di fragilità, secondo il regolamento dell’Unione europea 800 del 2008, però questo regolamento regola e legittima gli aiuti di Stato per le persone in condizioni di fragilità momentanea, cioè dice cosa può fare lo Stato per sostenere queste persone e non può intervenire in questa materia ridefinendo il ruolo della cooperazione di tipo B. Il terzo punto è che a nostro parere si corre il rischio di equivocare il ruolo della cooperazione sociale nella formazione e nell’educazione permanente.

Noi abbiamo un apparato legislativo che regola la formazione e l’educazione permanente e non crediamo che sia utile introdurre degli elementi di confusione che sembrano privilegiare questo o quell’altro soggetto nello svolgimento di questo ruolo. Per questa ragione, quindi qui passo anche a illustrare gli emendamenti, e in questo modo così risparmierò anche un po’ di tempo - faccio riferimento anche agli emendamenti che sono stati distribuiti - con l’emendamento n. 6 noi vogliamo richiamare il ruolo chiaramente pubblico della programmazione, delle necessità e degli interventi socio-sanitari così come definito dal piano socio-sanitario. Con gli emendamenti 7 e 8 sottolineiamo che la Regione deve individuare con un successivo atto legislativo le condizioni di fragilità sociale temporanea che possono anche coincidere o fare riferimento a quelle previste dall’Unione europea. Ma - vorrei essere di nuovo chiaro su questo - quello che noi non saremmo d’accordo di fare è di introdurre un cambiamento della natura delle cooperative di tipo B con una misura surrettizia.

Con gli emendamenti 10 e 11 vogliamo riconfermare i riferimenti alla legislazione vigente in materia di formazione professionale ed educazione permanente. Con gli emendamenti 12 e 14 richiamiamo l’esigenza di dire con chiarezza quale tipologia di contratto nazionale va applicato, ovvero il contratto nazionale di settore che ovviamente riguarda le cooperative sociali. Infine con l’emendamento 13 diciamo che - in maniera a nostro parere più propositiva - le amministrazioni aggiudicatrici di norma provvedono al divieto di ricorso al subappalto e all’avvalimento. Questo perché il testo, che dice anche delle cose positive, a nostro parere dovrebbe essere un po’ più propositivo. Infine volevo dire che ci rendiamo conto che questi emendamenti sono significativi, non sono secondari e per questa ragione l’espressione del nostro voto è subordinata all’accoglimento di questi emendamenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Lombardi. Ne ha facoltà.

 

LOMBARDI: Grazie, presidente. Solo un breve accenno su questo provvedimento di legge perché nella premessa si parla con grande enfasi di sussidiarietà circolare e di welfare di comunità, parole piene di contenuto, dal mio punto di vista condivisibili, però questa Regione non solo in questo campo ma in molti altri campi ha spesso usato il principio di sussidiarietà per creare una sorta di facciata positiva anche nei confronti di una parte politica non perfettamente affine alla maggioranza di questa Regione ma per dire che questa è una Regione illuminata che sa applicare il principio di sussidiarietà.

Abbiamo visto come questa cosa ha funzionato in sanità, si sono creati dei recinti all’interno dei quali i privati si possono esercitare ma non andare oltre un certo ambito e il mio timore è che anche in questo campo, nel quale sono meno ferrato di altri e quindi potrei dire anche delle imprecisioni, dietro al principio di coinvolgimento della società civile attraverso le cooperative sociali in realtà si tende a ricreare un altro sistema para-pubblico o in qualche modo influenzato dal pubblico per gestire dalla finestra quello che non si può gestire più dalla porta magari anche peggiorando le condizioni di coloro i quali all’interno di queste cooperative lavorano.

Questo dubbio mi viene anche dal fatto dell’allargamento che viene fatto rispetto al concetto di persone svantaggiate, cioè si amplia talmente questo concetto per dare quasi la possibilità a queste cooperative sociali di agire in un ambito di 360 gradi, non più in un ambito circoscritto e prescritto ma in un ambito appunto quasi totalizzante. L’altra questione su cui mi preme porre l’accento è sulla possibilità di formazione all’interno delle cooperative sociali.

Mi pare che anche i sindacati su questo abbiano espresso forti dubbi perché da un lato alcune norme sono già previste e il fatto che in questo caso si voglia enfatizzare questa previsione lascia intendere che ci sia un secondo fine dietro. Cito solo recenti pronunciamenti pubblici del Presidente del Consiglio, il quale non ha avuto scrupolo nel dire che la formazione professionale fatta dalle Regioni è una cosa confusa, nebulosa, più per i formatori che per i formati. Sono affermazioni che io non condivido ma testuali del Presidente del Consiglio Renzi. Se noi invece di difendere l’operato e l’attività della Regione nel campo della formazione professionale la ampliamo a dismisura introducendola anche all’interno di compagini che magari poi non riescono a gestirla in un modo così rigoroso e anche valutabile come invece oggi la formazione professionale dovrebbe essere fatta credo che finiremmo per dare ragione al Presidente Renzi. Io non vorrei dargli ragioni in questo caso ma vorrei difendere la formazione professionale, quella seria fatta all’interno delle Regioni ma mi pare che con questa legge non facciamo un buon servizio a questo tipo di atteggiamento che dovremmo tenere.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Lombardi.

Ha chiesto di parlare la consigliera Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Non pensavo che alla fine poi si sarebbe arrivati alla discussione finale di questa legge sulla cooperazione se non altro anche per le vicende che hanno caratterizzato questa interruzione anticipata della legislatura ma soprattutto perché questo è un progetto di legge che è nato già parecchi mesi fa ma con delle caratteristiche particolari rispetto alle modalità con cui ha avuto modo di essere oggetto di confronto con le varie parti sociali, che effettivamente, se ad oggi lamentano e suggeriscono tramite tutti noi e attraverso le sollecitazioni che abbiamo ricevuto anche solo nella giornata di ieri tutta una serie di osservazioni, sta a indicare che su questo progetto di legge che sta venendo avanti ci sia una sorta di accanimento terapeutico.

Stiamo parlando di una trentina di articoli e penso che forse con questo progetto di legge supereremo il record di tutti i record per gli emendamenti che vengono presentati, tirando la coperta da una parte e dall’altra, per cercare di capire se si riesce finalmente a trovare una soluzione che ahimè anche all’interno della stessa maggioranza o delle categorie che questa maggioranza cerca di rappresentare non si trova, perché è innegabile per chi questo progetto di legge l’ha studiato, letto e seguito che in questi minuti ancora ci sono emendamenti oggetto di modifiche che dovrebbero intervenire per modificare questo progetto di legge, un progetto di legge che si ripropone di revisionare la cooperazione sociale ma che di fatto interviene su due temi quali lo svantaggio e la formazione che per le modalità con cui interviene attraverso questo contenitore legislativo, per le modifiche e per la tipologia di messaggi che noi portiamo sull’introduzione delle persone svantaggiate e sulla possibilità di accesso in chiave di formazione, saremmo dovuti intervenire con dei provvedimenti ad hoc perché se abbiamo bisogno di definire le persone svantaggiate spiegatemi che cosa c’entra introdurle dentro un progetto di legge sulla cooperazione sociale.

Questa definizione la possiamo mutuare anche in altri ambiti o sarebbe stato più opportuno invece dedicare, qualora effettivamente ci fosse l’esigenza di esprimere e declinare il disagio e lo svantaggio della persona che ha dei disagi fisici, al giovane che non trova lavoro, all’ultracinquantenne che viene estromesso dal mondo del lavoro, all’anziano, ecc. perché purtroppo per delle strane esigenze, collega Carini, faccio fatica a ricondurre questa legge a quella ratio che ho chiesto di ribadire questa mattina, perché non riesco a spiegarmi come mai oltre cinquanta emendamenti per aggiustarla.

Assessore, ci sono una marea di emendamenti. Io non accetto in linea di principio che parlando di cooperazione sociale e quindi di un soggetto che per le sue finalità si propone di andare incontro a delle esigenze nei confronti di uno spaccato sociale oggi mi ritrovo a fare una riformulazione. Le argomentazioni che ho sentito non mi hanno ancora persuaso in una direzione diversa e stranamente confrontandomi anche con degli altri colleghi vedo che hanno tutti la mia stessa percezione e probabilmente questa percezione non è limitata solamente al banco dei componenti dell’Assemblea legislativa. Quello che voglio capire è come possiamo dare una risposta ampliando una platea che tende a fare confusione tra la persona disabile e la persona che ahimè è disoccupata da oltre sei mesi. Questo non va bene per vari motivi ma principalmente due: quali sono i criteri che ispireranno in sede di redazione di una graduatoria la differenza se privilegiare l’uno o l’altro e quali saranno i criteri che ispireranno l’attribuzione di risorse pro persona disabile e pro persona che ha dei disagi di carattere economico.

Noi in questo progetto di legge all’articolo 3 siamo stati capaci di aggiungere una strana definizione oltre ai soggetti previsti dalla legge 381, che elenca perfettamente chi sono le persone per le quali fino ad ora la cooperazione sociale ha cercato di dare una risposta, e poi introduciamo persone in condizioni di fragilità. Ma condizioni di fragilità di questi tempi possiamo trovarne di tutti i tipi! Personalmente trovo che sia stato del tutto inopportuno in questa legge sulla cooperazione sociale aprire un varco sul tema dello svantaggio stranamente a favore di una cooperazione sociale che per effetto di questo aumento della platea potrà secondo ulteriori modalità anche poter fare la formazione attraverso un’iscrizione all’albo che consentirà quindi quell’accreditamento che poi porta ad avere anche l’accesso ai fondi europei.

Scusate ma secondo me fare all’ultimo una legge così forzata lo vedo come un intervento a gamba tesa, mi sembra come la modalità rispetto a chi purtroppo in questo momento ha anche bisogno, anche legittimamente, di fare una riflessione di conversione industriale rispetto a tanti contenitori che oggi sono in crisi e ha bisogno di verificare con quali modalità può riempirli di temi, di soggetti, di fruitori per cercare di far lavorare di più dei propri soggetti interlocutori che rappresentano una torre importante di chi si caratterizza in questa maggioranza.

Sono preoccupata anche perché se a un certo punto mettiamo sullo stesso piano il giovane, l’ultracinquantenne, il disabile e tutto questo anche per cercare di favorirne il loro ricollocamento sociale, questo penalizzerà di sicuro le persone che sono disabili, perché nel momento in cui si deve favorire l’introduzione nel mondo del lavoro si cercherà di farlo attraverso una preferenza che va verso il giovane, magari verso l’ultracinquantenne perché dotato di esperienza, ma spiegatemi se questa commistione non genererà invece un’ulteriore discriminazione nei confronti delle persone che già di per sé vivono la loro disabilità fisica. Questa è una profonda ingiustizia e mi domando fino a che punto questo progetto di legge sia compatibile con il nostro tessuto normativo. Ho delle grosse perplessità e questo l’ho già fatto presente. Lo considero un intervento a gamba tesa questo progetto di legge e lo trovo una profonda scorrettezza per i tempi e soprattutto per tutti i soggetti che non sono stati adeguatamente coinvolti.

Se la legge 381 non era sufficiente per identificare i soggetti che dovevano rappresentare la platea dei destinatari allora interveniamo a questo proposito ma non che andiamo a riformare dall’inizio la legge sulla cooperazione sociale. Ma vi rendete conto che praticamente adesso attraverso l’albo noi creiamo anche quel presupposto tale per cui solo iscrivendo le cooperative sociali all’albo consentiamo quell’accreditamento che permette anche di accedere ai fondi? Scusatemi ma mi sembra un po’ troppo. Mi sembra quasi che in questa maniera stiamo andando a creare le condizioni per fare una riserva di caccia rispetto a chi ha queste caratteristiche, che sono veramente pochi, e che per effetto di questo disegno di legge andiamo a blindarli ulteriormente.

Non è un provvedimento legislativo adatto al momento in cui viene approvato ed è politicamente scorretto. Se effettivamente dobbiamo fare riferimento anche alla normativa della Comunità europea per individuare i soggetti, forse dovrebbero essere i bandi a evidenza pubblica la metodologia attraverso la quale dovremmo individuare i soggetti accreditabili, ma secondo me qui vi assumete una responsabilità non indifferente ed è inutile che facciamo finta di niente.

Questa è una legge che ha creato moltissimo subbuglio e non mi può venire a dire, collega Carini, quando le ho chiesto la ratio che ha spinto questa Regione a fare una legge sulla cooperazione sociale, che effettivamente la cooperazione sociale si è resa conto che fino ad ora non è in grado di avere gli strumenti per formare ad hoc le persone di cui ha bisogno. Tutti i mondi associativi hanno il loro ente di formazione! Ce l’ha il mondo della Confindustria, dell’artigianato e ce l’ha il mondo sindacale. È sufficiente far pervenire le istanze delle esigenze per poi andare a confezionare dal punto di vista dell’offerta formativa quello di cui c’è bisogno sul mercato, non che dobbiamo creare tutto questo panegirico che poi alla fine si presta a un’unica interpretazione, ossia che abbiamo costruito un impianto che consentirà stranamente a determinati soggetti, attraverso modalità, di poter accedere ai fondi pubblici e forse anche a qualche cosa d’altro. Non è giusto. Io mi auguro che ci sia da parte di molti di voi una riflessione attenta perché concludere anche il mandato con un progetto legislativo di questa portata non è certamente un buon esempio che diamo come Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.

Ha chiesto di parlare il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Vedo che dalla marchetta sic et simpliciter siamo passati all’alta sartoria, nel senso che avete proposto alla votazione all’ultimo secondo un progetto di legge che è confezionato su misura per alcune realtà, e sappiamo quali sono, diffuse in tutta questa regione. Prendo atto delle dichiarazioni che ha fatto la consigliera Noè, che sono molto puntuali su alcuni punti assolutamente incontrovertibili non solo sul metodo ma soprattutto sul merito del progetto di legge che andiamo a votare. E il merito ci dice che il sarto ha cucito bene l’abito perché addirittura in questo progetto di legge, a differenza della consuetudine per cui venivano individuati alcuni criteri generali e poi si demandava l’applicazione della legge alla formulazione di tutta una serie di direttive assessorili, della dirigenza regionale, ecc. forse anche per una questione di tempi - le elezioni incombono e sappiamo in che condizioni siamo - siete andati anche nel dettaglio, ma nel dettaglio molto spesso si cela anche l’insidia, e allora andiamo a vedere quali sono.

Parlando di questa legge, ormai alcuni mesi, quando giunse in Commissione ebbi modo di dire, avendo conosciuto abbastanza dall’interno una parte di questa materia, che è il rapporto tra le multiutility che insistono in questo territorio, le varie amministrazioni locali che comunque hanno ancora una capacità di intervento nonostante le società siano quotate, e voi sapete benissimo che la cooperazione sociale, soprattutto di tipo B, ha uno spazio io ritengo assolutamente legittimo e importante per il tipo di funzione che fa che però molto spesso va a cozzare contro l’esigenza di efficienza e di efficientamento di tutta una serie di servizi.

Quando noi parliamo di affidamenti sottosoglia possiamo anche sostanzialmente concordare, anche se qui ci saranno indubbiamente alcune problematiche che già si sono evidenziate ad esempio alcuni mesi fa tra il rapporto tra una multiutility importante di questa regione e il Comune di Reggio Emilia perché alla fine il servizio bisogna darlo, quindi diciamo che noi cerchiamo di favorire la persona o la comunità delle persone svantaggiate ma non possiamo dimenticare che un servizio deve essere efficace ed efficiente perché è pagato dai cittadini con la tariffa o con la tassa, quindi già c’è un problema.

Ma il problema più grande che io intravedo in questa legge, che a mio modo di vedere sarà certamente sottoposta a una valutazione di congruità sulla normativa esistente degli appalti, è l’articolo 13 laddove si parla degli appalti con valore superiore alla soglia comunitaria. Voi dovete dirmi che cosa c’entra in questa tipologia di appalto l’inserimento nella valutazione tecnica di colui o coloro i quali valutano l’offerta tecnica da questo punto di vista. Ma voi credete che questa roba passi inosservata rispetto agli operatori del settore che si confrontano su un mercato che oggi è molto più aperto di qualche tempo fa e che devono alla fine rendicontare una cifra? Io vi dico che su questo sicuramente troverete chi si muoverà dal punto di vista giuridico perché questa è una roba che, come ebbi modo di dire al relatore Carini ai tempi, vi espone non solo da questo punto di vista ma anche nei confronti della Comunità europea.

Noi siamo tutti concordi nel ritenere che la cooperazione sociale, soprattutto laddove c’è la questione dell’inserimento al lavoro, sia una questione importante ma deve essere fatta nell’ottica che questo può avvenire soltanto se le imprese che producono profitto sono in grado di sostenere quel costo, non viceversa come voi volete fare con questa legge. Questo sicuramente sarà un grave problema.

Un problema minore ma che c’è è quello in relazione a quello che ha detto il vostro nuovo capo (Renzi) recentemente - siete diventati tutti renziani - cioè che nella formazione professionale ci sono stati 7 miliardi di fondi europei che hanno avuto una distribuzione quantomeno opaca, il che vuol dire che chi ha ricevuto non è stato in grado di compiere la mission rispetto a quei fondi e guardate che abbiamo degli esempi anche in Regione Emilia-Romagna. Il florilegio di agenzie professionali agganciate a ognuna delle associazioni imprenditoriali, sindacali, ecc. non dico che abbiano attuato delle procedure opache ma che quantomeno una fascia di quei soldi forse è servita più ai formatori che non a quelli che dobbiamo formare.

Voi andate a inserire la clausola con una malizia, perché soprattutto sui servizi sanitari avete già previsto, in una legge che abbiamo criticato (legge del caregiver), una figura, che ha fatto una cosa che umanamente dovrebbe appartenere al novero delle questioni che ognuno di noi ha a cuore nella cura di un proprio caro, che riceve un patentino, per cui ci sarà l’ente formatore della cooperazione sociale che dirà che questa persona ha acquisito le caratteristiche per cui può andare a fare l’OSS o le notti in ospedale. Siamo alla follia totale che ovviamente non ci vede compartecipi nel voto di questa che definisco una cretinata ma che comunque non abbiate timore che verrà in qualche modo stravolta dall’intervento di quelle realtà imprenditoriali che sono le uniche, producendo lavoro e profitto, che sono in grado veramente di aiutare coloro i quali hanno necessità di essere reinseriti nel mondo del lavoro o che sono in una posizione, come dite a ogni capoverso di questa legge, svantaggiata.

Mi associo da ultimo alla questione più etica da configurarsi possibilmente esaustiva in un progetto legislativo che avete individuato una fragilità che tiene tutto e nulla, perché oggi non possiamo certamente dire che questa legge è una legge mirata su una tipologia ma è una legge rispetto alla quale avete cercato di allargare, inventandovi questa fragilità diffusa, che oggi può essere non solo del carcerato che ha bisogno di essere reinserito nella società civile e nel mondo del lavoro o del disabile ma la fragilità diventa una questione molto soggettiva e oggettivabile con grande difficoltà.

Il nostro è un voto assolutamente contrario e siamo convinti che questa cretinata andrà assolutamente stravolta con gli atti conseguenti che la società civile che produce e che si confronta negli appalti soprasoglia o sottosoglia cercando di fare profitto, che è l’unica questione che può risolvere le problematiche di inserimento sociale, muoverà all’unisono e mi pare di aver capito anche dalla mole di emendamenti non solo quella società ma anche quella che voi ritenete da sempre con una certa prosopopea quella cinghia di trasmissione, perché rispetto a tutto quello che abbiamo visto in questo tempo possiamo definirla una vera legge cretinata.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Villani.

Non ci sono altri in dibattito generale.

Ha chiesto di parlare l’assessore Marzocchi. Ne ha facoltà.

 

MARZOCCHI, assessore: Grazie, presidente. Solo poche parole perché il dibattito ovviamente mi ha coinvolto. Io ci tengo a precisare che il mondo della cooperazione così presente nel nostro territorio è un mondo assolutamente trasversale e invito tutti i Consiglieri a verificare questo guardando i dati che anche poco tempo fa abbiamo prodotto, soprattutto in questo settore, per vedere anche quanto questa trasversalità ha prodotto nella crisi e come ha reagito ad essa. Mi stupisce davvero l’uso del termine marchette perché quel che stiamo facendo è governo e sviluppo di un sistema che non solo in Italia ma anche in Europa è guardato con interesse e al quale va riconosciuto dignità, coerenza e protagonismo, e va in questo difeso. Tengo anche a precisare che pur arrivando in Aula oggi, perché questo percorso era necessario e doveva essere finito, non si tratta di un atto isolato da tutto il resto del percorso che abbiamo fatto di innovazione del welfare in questo mandato.

Non abbiamo lavorato solo sul riordino della cooperazione ma siamo venuti in quest’Aula per condividere con voi anche il riordino delle forme di gestione diretta dei servizi pubblici e lo abbiamo fatto prima di riordinare queste che sono le forme di gestione in collaborazione col terzo settore. Non abbiamo fatto una scelta di campo ma una scelta complessiva di riordino di tutto il sistema, di cui avevamo bisogno perché è un punto di forza per l’economia e per il nostro sistema organizzativo ed è la nostra caratterizzazione, perché noi - ribadisco ancora una volta - non stiamo parlando di un settore ma di un sistema complessivo in cui questo settore e questo riordino si inserisce, che è il nostro sistema pubblico integrato dove c’è responsabilità pubblica di governo, di verifica e di controllo e tutta la parte forte, pesante e importante dedicata all’albo ne dà conto e mette in trasparenza.

Ritengo davvero che ci sia qualcosa da difendere rispetto alle modalità di approccio che è troppo per affrontare in questo modo. Non è un sistema parapubblico quindi, ma è un sistema di sussidiarietà ben definito di lunga portata e di lunghi anni che non va travisato nelle letture di superficie che a volte facciamo quando usiamo questo termine. Dico ora due cose sugli argomenti maggiormente dibattuti. La formazione è regolata in questa regione da leggi e norme che questa legge non va a intaccare; la formazione professionale è quella ed è regolata dalla sua legge e dunque non cambia nulla rispetto a questi percorsi. Se ci sono delle cooperative che sono accreditate sono enti di formazione accreditati, ma non cambia assolutamente il sistema e non va a minare la titolarità, la responsabilità e la filiera di questo sistema. Può essere che la formazione si faccia in collaborazione con la cooperazione, perché sono le organizzazioni che danno gli utenti dentro la legge di accreditamento con titolarità degli enti accreditati. Non temete. Il nostro sistema di formazione è un sistema saldo che ha portato degli esiti importanti che noi vogliamo solo valorizzare.

L’altro dibattito è quello delle categorie dello svantaggio e la fragilità; è vero che si amplia il parterre, è vero che ci sono le categorie più ampie di quelle stabilite nello svantaggio e c’è una scelta. Le categorie dello svantaggio restano ferme per riconoscere quali sono le cooperative B, per cui non cambiamo l’impianto, ma diciamo che quando ci rivolgiamo ai destinatari vogliamo ampliare la platea. È vero, vogliamo ampliare la platea, ma io difendo questa scelta perché la platea è ampia e si ha bisogno di strumenti che permettano di avvicinarsi a quella platea per fare in modo che dalle condizioni di fragilità si emancipi e devo andarci con qualche strumento che mi permetta di fare interventi di inclusione, di presa in carico, di accompagnamento all’emancipazione non solo alle categorie degli svantaggiati, e questo non è per sempre ma è prendersi in carico quelle persone solo in quel momento quando ne hanno bisogno, per cui non si creano delle categorie in più. Questo è il nostro sistema di empowerment di protagonismo dell’utenza e se c’è una platea ampia ben venga perché noi solo andando a ricercare quella platea la svuotiamo dei suoi componenti.

Io sono molto contenta che si sia fatto questo lungo lavoro, molto faticoso perché è stata ricercata l’interazione e l’integrazione di tutti e sono contenta perché questo ci consente oggi di completare un percorso che avevamo iniziato su tutte le modalità di rendere i servizi alla nostra collettività, e mi sembra che sia una buona opportunità che ci permette di completare la strada intrapresa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, assessore Marzocchi.

Abbiamo chiuso il dibattito generale e iniziamo a questo punto l’esame dell’articolato e degli emendamenti che insistono sull’articolato.

Ricordo che ci sono proposte per ventotto emendamenti, cinque sono a firma dei consiglieri Noè e Lombardi, sei a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini, tre sono a firma dei consiglieri Naldi e Sconciaforni e quattordici a firma del consigliere Carini, che è anche il relatore. Nomino scrutatori i consiglieri Barbieri, Moriconi e Pollastri.

Passiamo all’articolato e quindi al Titolo I e all’articolo 1 (Finalità).

Apro il dibattito generale sull’articolo 1 e sugli emendamenti 6 a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini, 15 a firma del consigliere Carini, 1 a firma dei consiglieri Noè e Lombardi e 7 a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini, per cui l’articolo 1 ha quattro emendamenti.

Apro il dibattito generale sugli emendamenti e l’articolo. Non ci sono richieste in dibattito generale, per cui apro la dichiarazione di voto sull’articolo 1 e sugli emendamenti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Mi ha sollecitato per la dichiarazione di voto l’intervento dell’Assessore che dice che abbiamo gli strumenti per avvicinare una platea di nuove fragilità e che facendo riferimento al regolamento europeo, che legittima gli interventi di Stato, facciamo riferimento a un apparato legislativo che prevede interventi a sostegno di quelle figure per tutti i datori di lavoro e non per un mondo specifico, e si capisce - mi dispiace dover insistere - che l’intenzione è un po’ surrettizia nel senso che tende a ridefinire la cooperativa sociale di tipo B perché in realtà di questi strumenti in questa legge, poi alla cooperazione sociale, per assumere, introdurre queste categorie di fragilità momentanea, non ve ne sono.

È per questo che secondo noi bisogna rimandare ad un atto di Giunta, anzi, ad un atto legislativo per essere più precisi, la definizione di queste fragilità, altrimenti si dicono delle cose di principio, che creano dei precedenti anche equivoci, senza mettere peraltro a disposizione degli strumenti reali per poter intervenire.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Ha chiesto di parlare in dichiarazione di voto su articolo 1 e i quattro emendamenti la consigliera Pariani. Ne ha facoltà.

 

PARIANI: Grazie, presidente. Intervengo perché questa questione è stata a lungo dibattuta e su uno degli emendamenti appena presentato dal consigliere Naldi, ma anche da altri consiglieri, si interviene su questa questione dell'introduzione della categoria delle persone fragili. Io voglio dire prima di tutto che il relatore, il consigliere Carini, giustamente ha raccolto molte delle sollecitazioni che vengono presentate dai vari emendamenti di fatto modificando al comma 3 dell'articolo 2 questa definizione e accogliendo ciò che il consigliere Naldi ora diceva, cioè l'introduzione di un atto che definirà da parte della Regione. Poi non stiamo in questa sede a definire perché non lo sappiamo se sarà un atto normativo o un atto di carattere amministrativo, però a me pare che questa questione sia accolta.

Voglio sottolineare che ho sentito, come già l'assessore ha dichiarato, molte imprecisioni nella discussione di questa legge, molte forzature nella discussione di questa legge. Siamo stati accusati di essere corporativi da chi in quest'Aula per cinque anni ha portato avanti solo proposte corporative. Io credo che accogliere una proposta che guarda al mondo della cooperazione sociale in maniera non esclusiva... è che noi parliamo in questa legge della cooperazione sociale e non possiamo parlare di altro; parliamo di questioni che riguardano l'inclusione di persone in condizioni di fragilità, quindi mi sembra una proposta universale e non corporativa.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Pariani.

Se nessun consigliere chiede di intervenire in dichiarazione di voto, chiudo le dichiarazioni di voto e iniziamo la votazione su emendamenti e articoli.

Chiedo ai consiglieri scrutatori Barbieri, Moriconi e Pollastri di assistere le operazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 6, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 6 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 15, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 15 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 1, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 1 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 7, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 7 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 1 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 1 è approvato.

Articolo 2 - Cooperative sociali.

Su questo articolo insistono due emendamenti a firma del consigliere Carini, il 16 e il 17.

Apro il dibattito generale sull'articolo e gli emendamenti. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 16, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 16 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 17, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 17 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 2 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 2 è approvato.

Articolo 3 - Persone svantaggiate e persone in condizione di fragilità.

Su questo articolo insistono quattro emendamenti: l'emendamento 26 del consigliere Carini, l'emendamento 2 dei consiglieri Noè e Lombardi, gli emendamenti 8 e 9 dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

Apro il dibattito generale sull'articolo 3 e i quattro emendamenti. Nessuno chiede di intervenire. Apro per dichiarazione di voto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Visto che ho sollevato il problema all'articolo 1 e anche per rispondere alle considerazioni della collega Pariani, volevo dire che apprezzo qualche passo avanti che si è cercato di fare, però, a differenza di quello che abbiamo cercato di dire con il nostro emendamento, qui si mantiene un riferimento troppo generale e omnicomprensivo al regolamento europeo, invece noi cercavamo di dire che è la Regione che deve scegliere, con un proprio atto legislativo, quali sono gli elementi di fragilità, perché bisogna fare anche attenzione - e credo che questo sia interesse di tutti, non credo di essere su questo particolarmente sensibile più di altri - al fatto che più si allargano le maglie del concetto di fragilità e più si corre il rischio di diluire quelli che hanno veramente dei problemi, quindi è una cosa che va bilanciata con molta attenzione.

È per questo che noi abbiamo voluto dire con il nostro emendamento: deve essere la Regione che con un proprio atto individua le persone, che possono coincidere anche con quelle previste dal regolamento, ma non è detto che siano tutte quelle previste dal regolamento.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al consigliere Naldi.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Io ho votato favorevolmente gli emendamenti del consigliere Naldi perché si sovrappongono rispetto alle istanze che entrambi presentiamo. Ma, vedi, Gian Guido, nel momento in cui l'assessore dice che loro vogliono ampliare la platea per fare interventi di inclusione, tu giustamente hai colto il passaggio che ampliando la platea...

 

(interruzione del consigliere Naldi)

 

Stai sereno che non ti succede niente se la pensiamo allo stesso modo...

 

PRESIDENTE (Costi): Consigliera, continui il suo intervento, prego.

 

NOÈ: Dicevo che nel momento in cui l'obiettivo è ampliare la platea e di fronte all'ampliamento della platea tu obbietti che questo comporterebbe una diluizione degli interventi specifici individuali, questo ti dà anche una chiave di lettura rispetto al fatto che qui dobbiamo fare anche politicamente una scelta di campo: o decidiamo di sostenere la cooperazione sociale consentendole di avere un bacino di utenza e di fruitori che consente di far lavorare le cooperative sociali, oppure si cerca di battezzare, come era nella versione iniziale, l'utente, soprattutto l'utente realmente svantaggiato. Allora lì sì che ci sarebbe stato un intervento appropriato, cosa che invece io temo oggi non ci sia, assessore, perché di fronte alla vostra esigenza di ampliare la platea dei beneficiari, andiamo comunque, attraverso una modalità che io riconduco ad una sorta di concorrenza sleale, ad erogare prestazioni alla stessa stregua di come fanno già altri enti formatori. Per cui dal vostro punto di vista vi riempite la bocca dicendo: "noi vogliamo ampliare la possibilità di attrarre alle cooperative sociali il maggior numero di utenti", ma c'è già dell'altra gente che dà delle risposte a quello che voi volete ampliare.

Ecco perché allora dico che per una vostra esigenza di riempire la pancia delle cooperative sociali, andate a vanificare quella che invece è la specificità di un servizio erogato. Questo deve essere chiaro e noi l'abbiamo compreso, l'abbiamo compreso perfettamente.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Noè.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Carini. Ne ha facoltà.

 

CARINI: Grazie, presidente. Proprio perché abbiamo colto le sensibilità e cercato di muoverci sempre nella direzione di chiarire, affermare principi, ma chiarendo che non ci sono aree di discrezionalità di interpretazione, in ogni passaggio emendativo che è stato suggerito e da me proposto in questa sede non si perviene mai alla smentita di quanto dichiarato, ma si agisce con quella chiarezza di intenti che ho appena declinato. È per questo che il passaggio che adesso rappresento non è meramente un passaggio tecnico, ma è significativo, è in qualche modo simbolico dell'intento e del merito che vogliamo cogliere con la legge stessa.

L'emendamento da noi proposto è un emendamento che dice con chiarezza che il riferimento normativo di quell'area di nuovo bisogno che avanza, che con fatica non si può non vedere, all'orizzonte non solo europeo, ma anche nel nostro territorio, può anche e non solo trovare risposte attraverso la cooperazione sociale. E non è fatto, come qualcuno richiamava, in modo generico e confuso, assolutamente rivolto ad un titolo di una direttiva comunitaria che poi non ha la traduzione; si è recepito anche il passaggio delicato del riferimento preciso che individua i soggetti definiti svantaggiati o molto svantaggiati ai commi 18 e 19 dell'articolo 2 di quella direttiva e si definisce altresì il fatto che debba essere un atto di Giunta ad individuarne le caratteristiche, le modalità e il tipo di intervento che si vuole in qualche modo commisurare.

Ora ci sembra evidente che la scelta del lasciare alla Giunta con un proprio atto la capacità potenziale di esprimere nel merito questo riferimento non possa obbligatoriamente essere interpretato come un riferimento esclusivamente legislativo. La Giunta, al pari di tanti altri passaggi che la stessa legge e tutte le leggi più o meno prevedono, ha la possibilità di utilizzare gli strumenti deliberativi e normativi che ritiene per poter dare prosecuzione e definizione ai propri intenti. È molto chiaro, è molto definito. Certo, può non piacere, ma come richiamava giustamente l'assessore Marzocchi, al quale sento di dovermi collegare nel mio intervento, questa è anche una scelta politica, anzi, è soprattutto, proprio perché magari nell'immediato non mette in evidenza le possibilità concrete di riversare risorse, è soprattutto una scelta politica, individua un orizzonte, ma non è un orizzonte che ci deve far temere la scomparsa di altri flussi e di altri canali e di altre potenzialità. È un orizzonte che dà più possibilità sia a quelle persone, sia al mondo della cooperazione sociale, che in questa regione, ma in tutta Italia, ha fatto dell'inclusione sociale non soltanto la sua ragione d'essere, ma anche una capacità di risposta spesso unica e solitaria in molte parti di questo Paese.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al consigliere Carini.

Se non ci sono altri che chiedono di invenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 26, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 26 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 2, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 8 a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 8 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 9, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 9 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 3 è approvato.

Articolo 4 - Albo regionale delle cooperative sociali.

Su questo articolo è stato presentato un emendamento a firma Carini.

Apro il dibattito generale su emendamento e articolo. Nessuno chiede di intervenire. Chiedo se qualcuno intende intervenire per dichiarazione di voto.

Se nessuno chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 18, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 18 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 4 è approvato.

Articolo 5 - Raccordo con le attività socio-sanitarie ed educative.

Apro il dibattito generale. Chiudo il dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Se nessuno chiede di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 5 è approvato.

Articolo 6 - Raccordo con le politiche attive del lavoro.

È aperto il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

È aperta la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 6 è approvato.

Articolo 7 - Raccordo con le attività di formazione professionale.

Su questo articolo insistono tre emendamenti: l'emendamento 3 a firma dei consiglieri Noè e Lombardi, l'emendamento 19 a firma del consigliere Carini, l'emendamento 27 a firma del consigliere Carini.

Apro il dibattito generale sull'articolo 7 e sui tre emendamenti. Nessuno chiede di intervenire. Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 3, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 3 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 19, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 19 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 27, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato all'unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 27 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 7 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 7 è approvato.

Articolo 8 - Educazione degli adulti.

Su questo articolo insiste l'emendamento 4 dei consiglieri Noè e Lombardi.

Apro il dibattito generale su emendamento e articolo 8. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 4, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 4 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 8 è approvato.

Articolo 9 - Ambito di applicazione e principi comuni.

Su questo articolo insistono tre emendamenti: l'emendamento 20 del consigliere Carini, l'emendamento 12 dei consiglieri Naldi e Sconciaforni, l'emendamento 13 dei consiglieri Naldi e Sconciaforni.

Apro il dibattito generale sull'articolo 9 e sui tre emendamenti. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 20 a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 20 è approvato.

L'emendamento 12 è precluso in quanto è stato approvato l'emendamento 20. L'Ufficio legale sostiene che essendo stato approvato l'emendamento 20, viene precluso l'emendamento 12 a firma Naldi e Sconciaforni, per cui non lo mettiamo in votazione perché è precluso dall'approvazione dell'altro emendamento e passiamo alla votazione dell'emendamento 13.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 13, a firma dei consiglieri Naldi e Sconciaforni.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 13 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 9 è approvato.

Articolo 10 - Affidamento dei servizi sociali, sanitari, educativi e di formazione professionale ed educazione permanente alle cooperative di tipo A.

Su questo articolo insistono cinque emendamenti: l'emendamento 28 a firma del consigliere Carini; l'emendamento 10 dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini, che è precluso se passa l'emendamento 28; l'emendamento 11 a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini; l'emendamento 5 a firma dei consiglieri Noè e Lombardi; l'emendamento 21 del consigliere Carini, che è precluso se passa l'emendamento 5.

Apro il dibattito generale su articolo ed emendamenti. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 28, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 28 è approvato.

Come vi ho anticipato, l'emendamento 10 è precluso dall'approvazione dell'emendamento 28.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 11, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 11 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 5, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 5 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 21, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 21 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 10 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 10 è approvato.

Articolo 11 - Affidamento dei servizi di importo inferiore alla soglia comunitaria per finalità di inserimento lavorativo alle cooperative di tipo B.

Su questo articolo insiste l'emendamento 22 a firma Carini.

Apro il dibattito generale sull'emendamento e sull'articolo. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 22, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 22 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 11 è approvato.

Sostituisco il consigliere Pollastri con il consigliere Lombardi quale scrutatore.

Articolo 12 - Modalità di scelta del contraente per appalti di valore inferiore alla soglia comunitaria a favore delle cooperative di tipo B.

Apro il dibattito generale sull'articolo. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 12 è approvato.

Articolo 13 - Clausole sociali per gli appalti di valore superiore alla soglia comunitaria a favore delle cooperative di tipo B.

Su questo articolo insiste l'emendamento 23 a firma del consigliere Carini.

Apro il dibattito generale sull'emendamento e sull'articolo 13. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 23, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 23 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 13 è approvato.

Articolo 14 - Verifica dell’esecuzione dell’affidamento.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 14 è approvato.

Articolo 15 - Fondo rischi consortile.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 15 è approvato.

Articolo 16 - Sostegno all’inserimento dei lavoratori svantaggiati e disabili nel mercato del lavoro.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 16 è approvato.

Articolo 17 - Affidamento di beni immobili o strumentali e sostegno ad interventi edilizi e di risparmio energetico.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 17.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 17 è approvato.

Articolo 18 - Contratti.

Su questo articolo insistono due emendamenti: l'emendamento 24 del consigliere Carini e l'emendamento 14 dei consiglieri Naldi e Sconciaforni, che è precluso nel caso sia approvato l'emendamento 24.

Apro il dibattito generale sui due emendamenti e sull'articolo 18. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 24, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 24 è approvato.

L'emendamento 24 è stato approvato, pertanto è precluso l'emendamento 14 dei consiglieri Naldi e Sconciaforni.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 18 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 18 è approvato.

Articolo 19 - Modifiche all’articolo 19 della legge regionale n. 11 del 2004.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 19.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 19 è approvato.

Articolo 20 - Istituzione e finalità della Commissione consultiva sulla cooperazione sociale.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 20 è approvato.

Articolo 21 - Modalità di funzionamento e compiti.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 21 è approvato.

Articolo 22 - Composizione.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 22.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 22 è approvato.

Articolo 23 - Nomina e durata.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 23.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 23 è approvato.

Articolo 24 - Rispetto della normativa dell’Unione europea in materia di aiuti di Stato.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 24.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 24 è approvato.

Articolo 25 - Norma finanziaria.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 25.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 25 è approvato.

Articolo 26 - Clausola valutativa.

Su questo articolo insiste l'emendamento 25 a firma del consigliere Carini.

Apro il dibattito generale sull'emendamento e sull'articolo 26. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 25, a firma del consigliere Carini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 25 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 26 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 26 è approvato.

Articolo 27 - Abrogazioni.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 27.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 27 è approvato.

Articolo 28 - Norme transitorie e finali.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro la dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 28.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 28 è approvato.

A questo punto apro le dichiarazioni di voto sull'intero progetto di legge. Anche in questo caso voi sapete che può intervenire uno per gruppo, sempre che un consigliere non si discosti dal voto del proprio gruppo.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Carini per il gruppo del Partito Democratico. Ne ha facoltà.

 

CARINI: Grazie, presidente. Volevo cogliere questa occasione per ringraziare il lavoro di tutti i colleghi consiglieri, della Giunta, degli uffici. Vorrei ringraziare anche quanti oggi non sono presenti, ma che hanno partecipato in maniera diffusa agli incontri sui territori: le organizzazioni sindacali, le imprese sociali, i cittadini, i dipendenti degli enti locali. Grazie al contributo di tutti, e mi riferisco anche ai lavori in Aula e ai lavori in Commissione, al contributo di tutti, veramente di tutti, è stato possibile sintetizzare un elaborato che cerca di cogliere il segno di obiettivi alti, innanzitutto l'obiettivo di rilanciare una storia gloriosa come è quella della cooperazione sociale per orientarla verso una dimensione ancora più di servizio al territorio e pienamente rispondente all'evoluzione che l'intera Europa ci chiede. Ringrazio davvero tanto anche la Presidenza per aver condotto i lavori in modo così esaustivo, sintetico, capace e concreto. Penso che sia un momento importante e significativo per l'intero mandato e sicuramente per la mia esperienza di consigliere.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al consigliere Carini.

Ha chiesto di intervenire per il gruppo di Forza Italia il consigliere Bazzoni. Ne ha facoltà.

 

BAZZONI: Grazie, presidente. Prima di entrare nel tema vivo della legge mi sia consentita una riflessione asettica sulla cooperazione, anche partendo dalla relazione che magnifica il sistema cooperativo. In questa Italia tutti chiedono l'abbattimento delle tasse per le imprese al fine di rilanciare l'economia e guarda caso alla cooperazione è riservato proprio questo grande, immenso beneficio, soprattutto ha un grande vantaggio rispetto alla fiscalità dei lavoratori, fiscalità che poi rende questi lavoratori fortemente svantaggiati, crea pregiudizio rispetto agli altri in merito ai trattamenti pensionistici. Il sistema cooperativo, quindi, si pone in questo particolare territorio del Paese come un momento di vantaggio e di federalismo fiscale de facto, di manipolazione del mercato e della concorrenza a discapito di quasi tutte le altre regioni italiane. Come sempre avviene utilizzando le scappatoie che si trovano manipolando la legge e dandole le interpretazioni che più convengono, ci si è dotati di un modello economico che è un unicum e che risulta dopato nella competizione rispetto ad altri territori e ad altre imprese italiane.

In questa povera Italia che dal 2011 ad oggi non ha conosciuto una stagione peggiore, più buia, più triste, il sistema cooperativo piazza pure un ministro al Governo che si deve occupare del welfare, proprio lui che ha gestito e creato realtà economiche dove i lavoratori sono i meno tutelati di tutti, dopo c'è solo il lavoro nero.

In questa Regione non possiamo neppure parlare di attività di lobby delle cooperative perché qui le cooperative sono da sempre al governo di questa Regione, in un perenne, costante, fortemente voluto conflitto di interessi.

Veniamo ora alle considerazioni in merito a questa legge, che sull'onda della perenne negazione della sussidiarietà orizzontale da noi sempre richiesta e da voi sempre rigettata, è disperatamente approdata alla "sussidiarietà circolare" del professor Zamagni, che io più propriamente in questa legge definirei "sussidiarietà compulsiva". La "sussidiarietà compulsiva" è figlia del vostro solito delirio di onnipotenza, perché non vi basta riconoscere la necessità e l'opportunità che il pubblico non faccia ciò che può fare il privato, ma addirittura volete accreditare una sola forma di privato etico e lo fate questa volta in salsa-cocktail, in salsa-rosa-renziana. Zamagni parla del pilastro civile dell'etica cattolica e voi utilizzate quanto di più vicino avete a questo mondo, quello con il quale vi siete fusi in un'abnorme spartizione del mercato delle sofferenze più che dei servizi, quello al quale vi siete inginocchiati per poter almeno vincere qualcosa in vent'anni, anche se non avete ancora vinto niente perché il vostro campione non è mai passato dalla via delle elezioni ed è, come i suoi due predecessori, figlio di una nuova stagione di autoritarismo politico di Sinistra che impone e non elegge i Governi al Paese.

È normale, tornando alla legge, che sia così perché per voi la cooperazione sociale non è un privato ma una cosa che vi appartiene, che fa parte del vostro sistema di potere ed in questo delirio egemone lo fate assurgere a depositario di funzioni e, ripeto, funzioni pubbliche. Basta che si parli di cooperative e gli svendete anche la titolarità delle funzioni pubbliche perché così siete sicuri che rimarranno nelle vostre mani. Se per caso, semmai succedesse, il potere politico regionale dovesse essere depositato dai cittadini in altre mani, perché per voi i cittadini che non vi votano non sono neppure degni di essere considerati tali e quindi il loro voto non vale, voi governerete sempre il potere avendo bloccato ed egemonizzato tutti gli aspetti di questa società emiliano-romagnola.

I giornali scrivono, con un'ilarità che denota la pervasività di questa dittatura, che il direttore coreano, "Ciccio" come lo chiamano tutti, ha vietato le merendine al cioccolato. Voi non le avete vietate, ma con tutti quei trattati sulle mense pubbliche, indicazioni, direttive, buone prassi, programmi per la prevenzione eccetera, poco ci manca, perché questo è il vostro DNA egemone, supponente, prevaricatore dell'individuo, della facoltà di scelta e di autodeterminazione della persona. Forse nella prossima legislatura riscriverete in quest'Aula anche la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo in salsa-cocktail-etica. La vostra sussidiarietà compulsiva è profondamente figlia del vostro DNA comunista che vi impedisce di lasciare spazi di libera iniziativa in un'attività fagocitatrice fatta di leggi che vi vedono travalicare le vostre competenze, convinti anche come siete che quello che viene partorito qui debba essere il faro dell'Italia intera, in una logica post-bellica che vi vede ancora e in definitiva conquistatori in terra straniera.

Voi vi prenderete pure il disturbo, con questa proposta di legge, di definire categorie sociali non previste dalla legge nazionale e che invece, in base alla Costituzione della Repubblica, devono appartenere a tutti i cittadini per non avere italiani di serie A e di Serie B. Con questa legge, se una persona ha bisogno, la prendete in carico voi, non i servizi sociali e sanitari, la prendete in carico voi come facevano i cristiani, la convertite in maniera forzosa, gli fate abbracciare il vostro sistema, la vincolate nel momento del bisogno: "come è buono questo cattocomunismo etico che mi aiuta dopo e che prima mi ha fatto perdere il lavoro perché le sue cooperative stavano sul mercato con un vantaggio competitivo importante rispetto all'azienda dove lavoravo io, che ha chiuso stretta da una pressione fiscale insopportabile!"

Con l'articolo 6...

 

PRESIDENTE (Costi): Presidente, è necessario che si avvii alla conclusione, le ho già concesso un po' più del tempo a sua disposizione. Prego, presidente.

 

BAZZONI: Con l'articolo 6 avete anche tentato di andare oltre la Costituzione dello Stato italiano perché l'articolo 35 della Costituzione dispone che la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, nell'articolo 41 della Costituzione è scritto che l'iniziativa economica privata è libera e l'articolo 45 della Costituzione non sancisce assolutamente una loro priorità, che fortunatamente avete tolto, per l'attuazione di politiche attive del lavoro finalizzate alla creazione di un'occupazione e alla promozione di uno sviluppo occupazionale in grado di coniugare efficienza, solidarietà e coesione sociale.

Non mancano naturalmente, come in tutte le leggi che si rispettino, i momenti più prosaici e meno etici, dove come sempre vi fate la cresta sulle regole, come la previsione, ad esempio, degli articoli 11, 12, 13 e 14. La cosa che più mi scandalizza è che non vi è passato per la mente di eliminare da questa legge le cooperative sociali di tipo A, che fanno business proprio come le altre imprese. Se aveste fatto questa operazione, il succo della normativa sarebbe stato ben diverso. Basta fregiarsi del titolo sociale e il gioco è fatto. A voi poco importa la sostanza, anche perché la sostanza è quella narrata prima.

Il fallimento di questa proposta di legge è già stato iscritto dalla storia perché si è già consumato a Ravenna con il noto buco di 9 milioni di euro del Consorzio socio-sanitario, non a caso la politica, l'amministrazione aveva rinunciato al proprio ruolo e aveva lasciato che si consumasse un ben noto conflitto d'interesse.

Questa proposta di legge è la tomba della possibilità di nascita e di crescita di un sistema di privato sociale che non sia cooperativo. La vostra legge è una legge contro il libero mercato, è una legge contro i giovani, è una legge contro le specializzazioni, è una legge contro le imprese, è una legge contro il merito. È una legge che tende ad appiattire competenze salariali, ambizioni e capacità di accaparrarsi un mercato, facendo fuori qualsiasi tipo di possibile e probabile concorrenza. Per questi motivi voteremo contro.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Bazzoni.

Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Vorrei far notare al mio quasi omonimo Gianguido Bazzoni che le cooperative sociali esistono anche in Lombardia e che un giudizio così severo al mondo della cooperazione sociale perlomeno andrebbe esteso per onestà intellettuale ad un mondo un po' più ampio di quello che è rappresentato dall'Emilia-Romagna. E poi gli vorrei anche far notare, ma questo è un problema soprattutto suo, che la Compagnia delle Opere comunque esiste anche in Emilia-Romagna.

Il mio approccio, il nostro approccio critico è dovuto a ragioni diverse che ho cercato di dire, spero in maniera abbastanza chiara, negli interventi che ho fatto, quindi non vorrei annoiarvi di nuovo riproponendo tutte le argomentazioni, è stata una lunga discussione. All'inizio noi abbiamo approcciato il testo della proposta di legge, che consideravamo fortemente critico, in modo coerente e tuttavia abbiamo cercato di produrre uno sforzo che si sarebbe detto in tempi neanche troppo lontani di critica costruttiva, nel senso che abbiamo presentato emendamenti per cercare, ovviamente dal nostro punto di vista, di portare maggiore chiarezza, di contribuire ad un testo più chiaro. Richiamo proprio i punti, più che altro per il verbale: secondo noi andava detto in modo più chiaro che deve rimanere la programmazione pubblica attraverso i piani socio-sanitari; doveva essere detto più chiaramente che è attraverso un proprio atto legislativo, che naturalmente deve essere rimandato, che la Regione può definire figure di momentanea fragilità sociale, avendo cura di scegliere quelle che effettivamente rappresentano nella nostra situazione tale condizione, poi abbiamo considerato un passo avanti quello che è stato proposto nell'emendamento del relatore Carini; lo stesso per quanto riguarda la formazione professionale, abbiamo proposto emendamenti per rendere più chiaro il testo e cioè a dire che la formazione professionale è già regolata da normative regionali e non ha bisogno di richiami ulteriori. Poi abbiamo presentato anche emendamenti che in qualche modo sono stati accolti, in particolar modo quelli sulla tutela dei lavoratori, e di questo ovviamente siamo soddisfatti.

Complessivamente, per dirla in modo leggero, dovrei dire che la nostra critica costruttiva non ha avuto un gran successo. Però questo è anche il nostro stile, non siamo per la critica distruttiva, tuttavia la critica costruttiva non ha avuto un gran successo. Apprezziamo gli emendamenti, di cui avete colto il senso, che sono stati accettati, abbiamo apprezzato il piccolo passo avanti che è stato fatto, anche se non lo riteniamo sufficiente. Nell'insieme, a nostro parere, questo disegno di legge rimane non abbastanza chiaro per poter essere condiviso, quindi dichiaro, anche a nome di Sconciaforni, la nostra astensione.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al presidente Naldi del gruppo SEL-Verdi.

Ha chiesto di parlare la presidente del gruppo UDC Silvia Noè. Ne ha facoltà.

 

NOÈ: Grazie, presidente. Intervengo semplicemente per dire che il mio voto a questo progetto di legge è negativo, convintamente e assolutamente negativo, se non altro perché questo progetto di legge rivela nel suo stile e anche nella sua sostanza un approccio corporativo ed arrogante che alla fine si propone di privilegiare di fatto quello che è un vostro bacino elettorale. Ritengo nella sostanza che quello che questo progetto di legge andrà a sancire è comunque una procedura lesiva, che produrrà lesione in merito a quella che è la concorrenza leale che ci dovrebbe essere fra soggetti che erogano servizi della stessa specie. Soprattutto prendo atto che questo atteggiamento fino all'ultimo da parte vostra apparentemente corretto, solo apparentemente, non riflette né, da un lato, quello che è lo stile europeo rispetto alla materia che abbiamo toccato, ma soprattutto, lasciatemi dire, lo dico anche rivolgendomi ai miei colleghi di espressione renziana, in questo tipo di atteggiamento non vedo nemmeno lo stile che a Roma, in determinati contesti, su determinate tematiche, mi sarei aspettata. Quindi personalmente rimango molto delusa di questo progetto di legge.

Confido, assessore Marzocchi, soprattutto in una cosa: che questo progetto di legge almeno rispetti le regole dell'accreditamento, cioè che alla fine, quando poi dobbiamo arrivare al dunque della questione, i soggetti da accreditare si caratterizzino: primo, per l'attività prevalente di formazione; secondo, che abbiano le strutture adeguate; terzo, che abbiano i bilanci in ordine. Alla fine, quindi, confido esclusivamente sui criteri che ancora oggi governano l'accreditamento perché di per sé trovo questo progetto di legge assolutamente non conforme e non rispettoso della normativa vigente.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie anche alla presidente del gruppo UDC Silvia Noè.

Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell'intero testo di legge, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Comunico l’esito della votazione:

 

 

Presenti

 

32

Assenti

 

18

Favorevoli

 

22

Contrari

 

8

Astenuti

 

2

 

PRESIDENTE (Costi): Proclamo approvata la legge riguardante: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"."

 

OGGETTO 3997

Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Mandini: «Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 1997, n. 29 (Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l'integrazione sociale delle persone disabili)» (98)

(Relazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Il testo n. 6/2014 è stato licenziato dalla Commissione "Politiche per la salute e Politiche sociali" nella seduta dell’8 luglio 2014.

È composto da 5 articoli e da scheda tecnico-finanziaria.

Il relatore della Commissione, il consigliere Sandro Mandini, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Prego, consigliere Mandini in qualità di relatore.

 

MANDINI, relatore: Grazie, Presidente. Il progetto di legge regionale che andiamo a discutere intende integrare l'attuale disciplina legislativa in materia di promozione delle opportunità di vita autonoma ed integrazione sociale delle persone con disabilità. L'obiettivo che intendiamo perseguire è rappresentato dalla necessità di riconoscere e promuovere a livello di legislazione regionale il ruolo fondamentale dei cani di accompagnamento nell’integrazione sociale e nelle opportunità di vita autonoma delle persone con disabilità.

L'atto d'iniziativa legislativa intende colmare un vuoto normativo che da un lato si limita a riconoscere in modo specifico solamente i cani guida per ciechi, dall’altro cerchiamo di offrire i presupposti normativi necessari per prospettare un ampliamento della copertura legislativa anche al ruolo dei cani di accompagnamento di persone affette da disabilità diverse da quelle dei non-vedenti.

Come è stato dimostrato da numerose esperienze, i cani di accompagnamento per disabili, correttamente preparati e formati, divengono un validissimo sostegno psicologico e pratico per le persone con disabilità. Segnatamente, il cane di accompagnamento è un animale che ha seguito un percorso di formazione e addestramento specifico in base alle determinate necessità della persona disabile.

Pertanto l'utilità di un cane guida per ciechi risulta evidente, mentre nel caso di persone con altre forme di disabilità (ad esempio il caso di persone che hanno lesioni alla spina dorsale e quindi costrette a sedere sulla sedia a rotelle, che hanno comunque una certa autonomia, ma facilmente si possono valutare le loro grandi difficoltà a raccogliere oggetti, a piegarsi, anche a muoversi in certe situazioni) la persona disabile e il cane da accompagnamento formano un connubio dove l'animale diventa un vero e proprio facilitatore sociale consentendo alla persona disabile di intercettare relazioni, conoscere persone, implementare l'autostima incentivando la dimensione del prendersi cura di un altro essere vivente, oltre ad avere, appunto, nuove opportunità.

Il progetto di legge, come lei, presidente, ha ricordato, è composto da cinque articoli.

L'articolo 1 introduce rispetto alla legge regionale n. 29 del 1997 l'articolo 10-bis, dove viene riconosciuto e promesso e valorizzato da parte della Regione il ruolo dei cani da accompagnamento dei disabili quale forma di ausilio, sostegno e supporto alle persone con disabilità. Tale disposizione codifica, quindi, a livello di legislazione regionale, il ruolo dei cani di accompagnamento delle persone con disabilità, accertata e riconosciuta anche ai sensi della legge regionale n. 4 del 2008.

L'articolo 2, che prevede l'inserimento dell'articolo 10-ter nella legge regionale n. 29 del 1997, ha la finalità di valorizzazione il ruolo dei cani da accompagnamento per i disabili e dispone che la Regione, anche d'intesa con le federazioni delle associazioni delle persone con disabilità, possa promuovere studi, ricerche e progetti relativi all'addestramento e all'utilizzo dei cani di accompagnamento dei disabili. Più in particolare la disposizione offre copertura legislativa a forme di collaborazione con le associazioni di promozione sociale e le organizzazioni di volontariato, riconosciute ai sensi e per gli effetti della legislazione regionale che operano nei settori dell'addestramento e dell'assegnazione dei cani di accompagnamento dei disabili e che rispettano i requisiti individuati nell'atto della Giunta che andrà a regolamentare questa fattispecie. Infatti la Giunta deve adottare entro il termine del 31 ottobre 2014 un'apposita disciplina che definisca le modalità minime per l'addestramento dei cani da accompagnamento per i disabili, le modalità di assegnazione del cane alla persona disabile, le forme di certificazione e di immediato riconoscimento dell'animale.

L'articolo 3 introduce l'articolo 14-quater, dove si va a disciplinare l'accesso dei cani con i disabili in vari luoghi pubblici, compresi i mezzi di trasporto pubblico, dove oggi ovviamente i cani non possono accedere, mentre a seguito di questa disciplina sarà possibile che accompagnino sui mezzi pubblici il disabile. Anche in questo caso entro il 31 ottobre 2014 si prevede l'entrata in vigore di modifiche da apportare alla carta dei servizi della legge regionale n. 30/1998, dove si andranno a definire le procedure di contestazione delle violazioni rispetto all'applicazione delle disposizioni del presente articolo.

L'articolo 4 introduce l’articolo 10-quinquies, sempre nella legge regionale n. 29 del 1997, dove discipliniamo che i cani di accompagnamento alle persone con disabilità possono accedere ai luoghi pubblici nonché alle strutture pubbliche ad essi equiparate presenti sul territorio regionale. Oltre ai luoghi pubblici, analogamente a questo previsto dalla legge n. 37/1974, si prevede che i cani di accompagnamento per disabili abbiano accesso anche negli esercizi commerciali aperti al pubblico localizzati sul territorio regionale.

L'articolo 15 è la norma finanziaria.

Presidente, concludo dicendo che auspico che questo progetto di legge, una volta approvato da questa Regione, sia da apripista rispetto non solo ad altre regioni, ma specialmente nei confronti del Parlamento perché a livello nazionale venga adottata una disciplina che si faccia carico di equiparare i cani da supporto per i disabili ai cani di accompagnamento per i ciechi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al consigliere Mandini, relatore della legge.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà. Consigliere, le ricordo che ha venti minuti.

Ricordo all'Assemblea che i nostri lavori termineranno alle ore 18 e riprenderanno domani. Prego, consigliere.

 

POLLASTRI: Grazie, presidente.

Mi fermi lei al ventesimo minuto. No, voglio tranquillizzare i colleghi: ho soltanto tre piccoli, veloci appunti da fare all'indirizzo del relatore, di cui ho ascoltato la relazione, che ho seguito in commissione, anzi ho presenziato anche alla conferenza stampa di questo pomeriggio, su una legge che rappresenta un’importante integrazione al tema sociale dei disabili, e riguarda i cani di accompagnamento.

Vi sono alcuni aspetti, però, che raccomando al relatore. In primo luogo, il tema del pagamento degli studi, delle ricerche, dei progetti sull'addestramento, di cui avevamo già parlato. In tal senso, le rivolgo un invito, collega, se è possibile, al contenimento dei costi, e ad un’attenta valutazione delle associazioni che dovranno poi farsi carico dell'addestramento di questi cani. Vi è poi la questione, che forse non è toccata dalla legge, ma sulla quale mi sento di fare una raccomandazione per il futuro: si parla molto di pet therapy, ebbene, anche questa è una questione che si potrebbe integrare come fonte di sostegno a favore dei disabili.

Il terzo punto - e concludo - riguarda l’articolo 10 quater, su cui - rileggendolo - ho fatto una riflessione: si parla di una multa di 500 euro per i disabili che portano su mezzi pubblici cani non dotati di tutta la documentazione necessaria. Devo dire che nutro qualche dubbio sulla quantificazione della multa, collega Mandini, perché a volte può accadere che il disabile lasci i documenti o comunque che la documentazione da produrre sia alquanto ricca, quindi le faccio un piccolo appunto sull'articolo 10, comma 4, a proposito di questa multa che, a mio avviso, è un po’ eccessiva.

Tuttavia, naturalmente, i principi e le finalità, cani di accompagnamento per i disabili - non più tardi di stamattina ho avuto modo di vedere una ragazza disabile con un cane -, della legge mi trovano - almeno personalmente, non so il collega Aimi o altri - favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pollastri.

Non essendovi altri iscritti a parlare, dichiaro chiuso il dibattito generale. Procediamo quindi all'esame dell’articolato. Gli scrutatori ci sono tutti.

Metto in discussione l'articolo 1, Inserimento dell’articolo 10 bis nella legge regionale n. 29 del 1997.

È aperta la discussione generale.

Ha chiesto la parola il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente.

Colgo l'occasione per rispondere al consigliere Pollastri. Per quanto riguarda i contributi che, sotto varie forme, la Regione destinerà a studi e progetti a sostegno di questa iniziativa, e le modalità attraverso le quali saranno individuati i soggetti e le associazioni che avranno il compito di fare questo addestramento, ovviamente vengono demandati al regolamento specifico, di cui dicevo nella relazione, che la Giunta dovrà mettere a punto, e che credo (come in tanti altri casi) sarà ispirato al massimo del rigore e del controllo.

Per quanto riguarda l'ammenda che lei ha ricordato, chiarisco che non viene inflitta al disabile, ma che al contrario è un indennizzo che gli viene riconosciuto, un indennizzo che dovrà essere previsto dalla carta dei servizi dei trasporti pubblici, laddove il disabile per qualsivoglia ragione non possa esercitare il proprio diritto di salire sul mezzo pubblico, quindi il ragionamento è esattamente opposto: l'ammenda viene applicata nel caso in cui un controllore, un autista o un qualunque dipendente di un'azienda di trasporti si rifiuti di far salire su un mezzo pubblico un cane che accompagni un disabile. È chiaro che il cane deve essere riconoscibile e certificato…

 

(interruzione del consigliere Pollastri)

 

… la carta dei servizi, di cui alla legge regionale 30/1998, che disciplina i diritti e i doveri degli utenti dei servizi pubblici, tra i quali il trasporto pubblico. Pertanto, si tratterà di andare a normare questa fattispecie all'interno di quella carta dei servizi, che già esiste.

Ebbene, nella norma in questione abbiamo scritto che, nel caso in cui il disabile abbia le caratteristiche per poter far salire il proprio cane su un mezzo pubblico, nel momento in cui si veda negata tale possibilità, la carta dei servizi deve prevedere una sanzione a carico di chi impedisca l'accesso al disabile, che questa sanzione non può essere inferiore a 500 euro, e che deve essere riconosciuta quale indennizzo al disabile che subisce un disagio non solo di natura pratica, ma anche morale e sociale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Mandini.

Non essendovi altri interventi, dichiaro chiuso il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto sull’articolo.

Nessuno avendo chiesto di intervenire, metto in votazione per alzata di mano l'articolo 1.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'articolo 1 è approvato.

Metto in discussione l’articolo 2, Inserimento dell’articolo 10 ter nella legge regionale n. 29 del 1997. È aperto il dibattito generale. Nessuno avendo chiesto di intervenire, chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno avendo chiesto di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 2.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'articolo 2 è approvato.

Metto in discussione l’articolo 3, Inserimento dell’articolo 10 quater nella legge regionale n. 29 del 1997. È aperto il dibattito generale. Nessuno avendo chiesto di intervenire, chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno avendo chiesto di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 3.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'articolo 3 è approvato.

Metto in discussione l’articolo 4, Inserimento dell’articolo 10 quinquies nella legge regionale n. 29 del 1997.

È aperto il dibattito generale. Nessuno avendo chiesto di intervenire, chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno avendo chiesto di intervenire, metto in votazione per alzata di mano l'articolo 4.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'articolo 4 è approvato.

Metto in discussione l’articolo 5, Norma finanziaria.

È aperto il dibattito generale. Nessuno avendo chiesto di intervenire, chiudo il dibattito generale e apro le dichiarazioni di voto.

Nessuno avendo chiesto di intervenire, metto in votazione, per alzata di mano, l'articolo 5.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'articolo 5 è approvato.

Terminato l’esame dell’articolato, apro le dichiarazioni di voto sull'intero testo di legge.

Ha chiesto la parola il consigliere Grillini. Ne ha facoltà.

 

GRILLINI: Grazie, presidente.

Solo per dire che voterò a favore del progetto di legge in discussione, che mi sembra un provvedimento estremamente umano, sebbene parli di cani o di animali d'aiuto per le persone disabili. Essendo un ipovedente sono ovviamente molto simpatetico con un provvedimento di questo tipo, perché si sa che l'ausilio dell'animale addestrato da questo punto di vista è estremamente importante, rilevante, funzionale e decisivo nel cambiare la qualità della vita della persona. Si stabiliscono peraltro dei rapporti tra la persona e l’animale assolutamente molto stretti, che durano per tutta la vita dell'animale stesso.

Devo dire che si tratta di un provvedimento molto ben confezionato anche dal punto di vista tecnico, quindi lo voterò con grande piacere e grande convinzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini.

Ha chiesto di parlare la consigliera Pariani, capogruppo del Partito Democratico. Ne ha facoltà.

 

PARIANI: Grazie, presidente. Anche noi voteremo a favore di questa legge, anzi devo ringraziare il consigliere Mandini per avercela proposta. Anch'io ritengo si tratti di un provvedimento che interviene nel sostegno di persone con particolari difficoltà, quindi mi pare che rappresenti il giusto compimento di un lavoro che abbiamo svolto in quest'Aula - colgo l'occasione per ringraziare, mi scuso se lo faccio in questo momento, il consigliere Carini per la legge sulla cooperazione sociale, non avendo potuto farlo prima avendo egli stesso fatto la dichiarazione di voto -, perché oggi con questi due provvedimenti, con tanti altri che abbiamo fatto nel corso della legislatura, diamo compimento di un sistema di welfare inclusivo che riesce, sotto molto punti di vista, anche nel contrasto alla solitudine delle persone, ad ampliare diritti e capacità delle persone in questa Regione che, a mio avviso, è la più attenta nel nostro Paese agli aspetti del sociale e al contrasto alla povertà e alle difficoltà delle persone, a partire da quelle con disabilità. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Pariani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente.

Solo per cogliere un aspetto nelle parole della capogruppo Pariani che credo corrispondano alla realtà della nostra Regione, perché spesso la politica, quindi le istituzioni, arrivano dopo la buona volontà e la sensibilità di tanti nostri concittadini che nel volontariato fanno tante opere di bene a favore di tante persone. Pertanto, sono soddisfatto ed orgoglioso delle parole che ho avuto modo di sentire.

Ringrazio i colleghi sia per il supporto in commissione sia per gli interventi in Aula. Ringrazio i tecnici e i funzionari che mi hanno supportato in questo progetto di legge. In modo particolare, sento di dovere un ringraziamento a tutte quelle associazioni che hanno prospettato questa problematica e hanno supportato il testo che abbiamo portato in Aula. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Ringrazio il consigliere Mandini, che è intervenuto per il gruppo dell'Italia dei Valori.

Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell'intero testo di legge con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

33

Assenti

 

17

Favorevoli

 

33

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Costi): Proclamo approvata la legge riguardante: "Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 1997, n. 29 (Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l'integrazione sociale delle persone disabili)".

Data l’ora, sarei dell’avviso di interrompere qui i nostri lavori, anche perché il prossimo punto all’ordine del giorno è un progetto di legge, di cui non avremmo neanche il tempo di ascoltare la relazione per intero.

Colleghi, vi ricordo che i lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9,30, ai quali vi prego di prendere parte con la massima puntualità.

Vi ricordo altresì che la prossima tornata assembleare si terrà la settimana prossima, martedì 22 e mercoledì 23 luglio. Vi prego pertanto di ritenervi impegnati.

Ringrazio i nostri collaboratori. Grazie a tutti.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,48

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI; gli assessori: Patrizio BIANCHI, Donatella BORTOLAZZI, Paola GAZZOLO, Teresa MARZOCCHI, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI, Alfredo PERI, Tiberio RABBONI, Simonetta SALIERA, Luciano VECCHI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta per motivi istituzionali ai sensi dell’art. 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Vasco ERRANI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Mauro MANFREDINI e la consigliera Gabriella MEO.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 4833

Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Carini, Pariani, Marani, Mazzotti, Mumolo, Pagani, Piva, Zoffoli e Monari: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"» (97)

 

Presenti: 32

 

Favorevoli: 22

Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Marco CARINI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Luciana SERRI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.

 

Contrari: 8

Enrico AIMI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Silvia NOÈ, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.

 

Astenuti: 2

Gian Guido NALDI, Roberto SCONCIAFORNI.

 

Assenti: 18

Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Gabriella MEO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA.

 

OGGETTO 3997

Progetto di legge d'iniziativa del consigliere Mandini: «Integrazioni alla legge regionale 21 agosto 1997, n. 29 (Norme e provvedimenti per favorire le opportunità di vita autonoma e l'integrazione sociale delle persone disabili)» (98)

 

Presenti: 33

 

Favorevoli: 33

Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Marco CARINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Palma COSTI, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Roberto SCONCIAFORNI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.

 

Assenti: 17

Liana BARBATI, Luca BARTOLINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Roberto CORRADI, Andrea DEFRANCESCHI, Monica DONINI, Vasco ERRANI, Giovanni FAVIA, Fabio FILIPPI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Gabriella MEO, Matteo RIVA, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 4833

Progetto di legge d'iniziativa dei consiglieri Carini, Pariani, Marani, Mazzotti, Mumolo, Pagani, Piva, Zoffoli e Monari: «Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Abrogazione della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 7 "Norme per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale, attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381"» (97)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi:

«All'art. 1 viene introdotto il seguente comma 7:

"7. Con apposita legge regionale vengono individuate le condizioni di fragilità sociale delle persone, anche in riferimento alle dinamiche del mercato del lavoro."»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi:

«All'art. 3, il comma 2 viene sostituito dal seguente:

"2. Sono considerate persone in condizione di fragilità, le persone che vivono una fase di vulnerabilità e debolezza transitoria, identificate dalla Legge regionale di cui all'art. 1 comma 7 della presente Legge. I servizi sociali competenti rappresentano la condizione di fragilità attraverso una sintetica relazione."»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi:

«L'articolo 7 è soppresso.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi:

«L'articolo 8 è soppresso.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Noè e Lombardi:

«All'art. 10, il comma 2 viene sostituito dal seguente:

"2. Nell'ambito delle procedure di affidamento ad evidenza pubblica dei servizi di cui al comma 1, è facoltà della stazione appaltante inserire negli atti di gara idonea clausola sociale per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate ai sensi dell'art. 4 della legge n. 381 del 1991."»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«All'art. 1, comma 1, dopo le parole "la funzione pubblica" inserire le parole "così come definito nel Piano Sociale e Sanitario Regionale"»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«All'art. 1 è aggiunto il seguente comma 7:

"La Regione individuerà, con specifico atto legislativo, le condizioni di fragilità sociale delle persone, individuando, anche in riferimento alle dinamiche del mercato del lavoro, le categorie di soggetti destinatarie di interventi, tra le quali alcune figure descritte all'articolo 2, commi 18 e 19 del regolamento CE n. 800/2008 del 6 agosto 2008"»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«Il comma 2 dell'art. 3 è così sostituito:

"Sono considerate persone in condizione di fragilità coloro che vivono una fase di vulnerabilità e debolezza transitoria, identificate dalla legge regionale di cui all’art. 1 comma 7 della presente legge. I servizi sociali competenti rappresentano la condizione di fragilità attraverso una sintetica relazione”»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«All'art. 3, comma 4, dopo le parole "i lavoratori", sono aggiunte, tra parentesi, le parole "dipendenti, collaboratori, autonomi"»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«All'art. 10, comma 1, lettera a), le parole "di formazione professionale ed educazione permanente", sono sostituite con le parole "sociali, socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari"»

(Precluso)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Naldi, Sconciaforni e Mandini:

«All'art. 10, comma 1, lettera c), dopo le parole "legge regionale 12 del 2003", aggiungere le parole "agli articoli 33 e 34"»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Naldi e Sconciaforni:

«All'art. 9, comma 4, lettera f), dopo le parole "contratti collettivi nazionali", inserire le parole "di settore"»

(Precluso)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Naldi e Sconciaforni:

«All'art. 9, comma 6, sostituire la parola "possono", con le parole "di norma prevedono"»

(Approvato)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Naldi e Sconciaforni:

«All'art. 18, comma 1, dopo le parole "contratto collettivo nazionale", sono aggiunte le parole "di settore"»

(Precluso)

 

Emendamento 15, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 1, commi 1 e 2, lett. c), le parole "persone svantaggiate e delle persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 2, comma 1, lett. b), le parole "persone svantaggiate e delle persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 17, a firma del consigliere Carini:

«Il comma 3 dell'art. 2 è così sostituito:

"3. Allo scopo di contribuire a mantenere vive e a valorizzare le comunità locali, le cooperative sociali costituite ai sensi della vigente normativa possono favorire la partecipazione di persone fisiche, giuridiche, di associazioni e fondazioni senza scopo di lucro, che abbiano residenza o la sede legale nella comunità di riferimento della cooperativa stessa, alla costituzione di "cooperative di comunità" che, ai fini della presente legge, sono cooperative che perseguono lo sviluppo di attività economiche a favore della comunità stessa, finalizzate alla produzione di beni e servizi, al recupero di beni ambientali e monumentali e alla creazione di offerta di lavoro.

3bis. Possono altresì assumere la qualifica di soci delle cooperative di comunità gli enti pubblici a partire dagli enti locali in cui opera la cooperativa di comunità."»

(Approvato)

 

Emendamento 18, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 4, comma 3, lett. b), le parole "di persone svantaggiate e persone in condizione di fragilità ai sensi dell'articolo 3" sono sostituite con le parole "delle persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 19, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 7, comma 1, le parole "alle persone svantaggiate e alle persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "e alle persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Carini:

«La lett. f), del comma 4, dell’art. 9 è così sostituita:

"f) l'applicazione della vigente contrattazione collettiva del settore delle cooperative sociali sottoscritta dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria;"»

(Approvato)

 

Emendamento 21, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 10, comma 2, le parole "di persone svantaggiate e di persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "delle persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 22, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 11, comma 1, le parole "persone svantaggiate e per le persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 23, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 13, comma 1, le parole "delle persone svantaggiate e delle persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "delle persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 24, a firma del consigliere Carini:

«Il comma 1 dell’art. 18 è così sostituito:

"1. Nell'affidamento di fornitura di beni e servizi alle cooperative sociali si applica la vigente contrattazione collettiva del settore delle cooperative sociali sottoscritta dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria."»

(Approvato)

 

Emendamento 25, a firma del consigliere Carini:

«All'art. 26, comma 1, lett. b), le parole "delle persone svantaggiate e delle persone in condizione di fragilità di cui all'articolo 3" sono sostituite con le parole "delle persone di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3".»

(Approvato)

 

Emendamento 26, a firma del consigliere Carini:

«Il comma 2 dell’art. 3 è così sostituito:

"2. Ai fini della presente legge sono considerate persone in condizione di fragilità coloro che vivono una fase di vulnerabilità e debolezza economica e sociale transitoria. La Regione, con successivo atto individua le categorie di soggetti caratterizzate da tale condizione di fragilità, anche in riferimento alle dinamiche del mercato del lavoro ed includendovi i soggetti di cui all'art. 2, commi 18 e 19, del Regolamento CE n. 800/2008 del 6 agosto 2008 "Regolamento della Commissione che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato (Regolamento generale di esenzione per categoria)."»

(Approvato)

 

Emendamento 27, a firma del consigliere Carini:

«Il comma 4 dell’art. 7 è così sostituito:

"4. Per la formazione dei propri operatori e dei propri amministratori, le cooperative sociali e i loro consorzi, laddove non accreditati, possono realizzare autonome attività di formazione professionale in collaborazione con gli organismi di formazione professionale accreditati ai sensi dell'articolo 33 della legge regionale n. 12 del 2003."»

(Approvato)

 

Emendamento 28, a firma del consigliere Carini:

«La lett. a), del comma 1, dell’art. 10 è così sostituita:

"a) l'affidamento dei servizi sociali, socio-assistenziali, socio-sanitari e sanitari di cui all'articolo 4, comma 3, lettera a) avviene secondo le modalità previste agli articoli 38 e 41 della legge regionale n. 2 del 2003 e dalla legge regionale 12 ottobre 1998, n. 34 "Norme in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private in attuazione del D.P.R. 14 gennaio 1997" e s.m., nonché dalla normativa comunitaria e statale vigente in quanto applicabile."»

(Approvato)

 

LA PRESIDENTE

 

IL SEGRETARIO

Costi

Corradi