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189.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 22 LUGLIO 2014

 

(ANTIMERIDIANA)

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è raggiungibile dalla Ricerca oggetti

 

OGGETTO 4738

Progetto di legge: «Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale» A firma dei Consiglieri: Naldi, Casadei, Pariani, Ferrari, Zoffoli, Grillini, Sconciaforni, Donini, Meo, Defranceschi, Mumolo, Barbati, Favia, Pagani, Alessandrini, Monari, Piva, Barbieri, Paruolo, Montanari (104)

(Relazione, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno oggetto 4738/1 - Presentazione, discussione e approvazione) (117)

PRESIDENTE (Costi)

FAVIA, relatore

NALDI (SEL - Verdi)

CASADEI (PD)

PARUOLO (PD)

MANDINI (Italia dei Valori)

VILLANI (Forza Italia - PDL)

FAVIA (Misto)

BAZZONI (Forza Italia - PDL)

NALDI (SEL - Verdi)

MARANI (PD)

SCONCIAFORNI (Fed. della Sinistra)

CAVALLI (Lega Nord)

BARBATI (Italia dei Valori)

DEFRANCESCHI (Mov. 5 Stelle)

 

OGGETTO 5673

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Norme in materia di cinema e audiovisivo» (105)

(Relazione e discussione)

(Ordine del giorno oggetto 5673/1 - Presentazione) (118)

PRESIDENTE (Costi)

CASADEI, relatore

GRILLINI (Misto)

POLLASTRI (Forza Italia - PDL)

PRESIDENTE (Costi)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 4738

Emendamenti oggetto 4738

Ordine del giorno oggetto 4738/1

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE COSTI

 

La seduta ha inizio alle ore 10,01

 

PRESIDENTE (Costi): Dichiaro aperta la centottantanovesima seduta della IX legislatura dell’Assemblea legislativa.

Ai sensi dell’articolo 65, secondo comma, del Regolamento, il Presidente Vasco Errani comunica l’assenza nella giornata di oggi. Anche la Vicepresidente Simonetta Saliera non potrà partecipare all’Assemblea legislativa sia di oggi sia di domani per motivi di salute. Comunico che la consigliera Monica Donini non sarà presente alla seduta dell’Assemblea legislativa di oggi mentre parteciperà alla seduta di domani e l’assessore Teresa Marzocchi è in missione istituzionale a Roma per cui non parteciperà alla seduta antimeridiana di oggi.

Ha inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Manfredini.

Informo anche, che come sempre, abbiamo inviato insieme alla convocazione dell’Assemblea le comunicazioni che sono prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno, pertanto procediamo con l’ordine del giorno.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

OGGETTO 4738

Progetto di legge: "Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale". A firma dei Consiglieri: Naldi, Casadei, Pariani, Ferrari, Zoffoli, Grillini, Sconciaforni, Donini, Meo, Defranceschi, Mumolo, Barbati, Favia, Pagani, Alessandrini, Monari, Piva, Barbieri, Paruolo, Montanari (104)

(Relazione, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno oggetto 4738/1 - Presentazione, discussione e approvazione) (117)

 

PRESIDENTE (Costi): Il testo è stato licenziato dalla Commissione Politiche Economiche nella seduta del 12 giugno 2014, è composto da dieci articoli ed è anche corredato da regolare scheda tecnico-finanziaria. Il relatore della Commissione, che è il consigliere Giovanni Favia, ha preannunciato di svolgere la relazione orale. Ha chiesto di parlare il consigliere Favia. Ne ha facoltà. Ricordo che ha venti minuti per la relazione.

 

FAVIA, relatore: Grazie, presidente. Con grande soddisfazione, mia e penso di poter dire di altri colleghi, arriviamo in Aula con questo progetto di legge. Prima di entrare nel merito vorrei raccontare di come nasce questo progetto di legge, che è un progetto che ha seguito un percorso differente dagli altri progetti di legge. In primis non è un progetto proposto e nato dalla Giunta regionale ma è un progetto che è nato al di fuori di questo Palazzo, che è cresciuto con la Giunta regionale ed è un progetto che nasce da una richiesta. A inizio legislatura sia il sottoscritto sia il consigliere Naldi preparano due progetti di legge, uno in merito ai gruppi di acquisto solidale, l’altro in parte legato al tema dei gruppi di acquisto solidale e per altra parte legato al tema dell’agricoltura di prossimità, un’agricoltura sana e tracciabile. Appena si viene a sapere che questi due progetti di legge sono in cantiere siamo contattati da una rete di gruppi di acquisto solidale che ci tirano le orecchie sostenendo che i gruppi di acquisto solidale sono una realtà informale che non vuole essere incamiciata nelle briglie della burocrazia e delle normative e che a loro questa cosa non interessa e quindi in sostanza di farci un po’ i fatti nostri. Da questa tirata di orecchie nasce un dialogo molto interessante dove questi mondi ci chiedono in realtà altro; ci chiedono partecipazione e vogliono fare con le loro gambe, andare da soli, basarsi sul volontariato, sulle reti fiduciarie, ci raccontano di un altro mondo rispetto a quello che si fa imbrigliare nella nostra burocrazia, e quindi qui inserisco il primo tema della legge, cioè che questa non è una legge di finanziamento pur prevedendo delle iniziative finanziabili. Questa è una legge che fotografa un mondo che solitamente non dialoga con la politica, che non riconosce la politica rappresentativa come un valore in cui credere ma che in questo caso è riuscito a lavorare con i Consiglieri regionali di questa Regione e a produrre un lavoro.

È stato un percorso partecipato, un percorso lento ma che ha maturato bene e che ha dato i suoi frutti. Diversi Consiglieri hanno collaborato ma principalmente il consigliere Casadei, il consigliere Naldi e il sottoscritto, che abbiamo partecipato a diversi tavoli con questo mosaico di realtà. L’idea quindi che nacque fu quella di tentare di scrivere una legge sull’economia solidale, un percorso difficilissimo. Il problema era anche quello di individuare dei soggetti con cui relazionarsi senza costringerli a imbrigliarsi in statuti, in certificazioni e in riconoscimenti burocratici. Io confesso che pur volendo andare a vedere le carte avevo dei dubbi sul fatto che questo percorso potesse arrivare al termine. Abbiamo coinvolto quindi diversi gruppi politici tra maggioranza e opposizione, abbiamo aperto questo dibattito a questo mosaico di realtà senza esclusioni fino all’ultimo e abbiamo coinvolto anche la Giunta della Regione, quindi questa legge è stata in piedi su uno sgabello a tre gambe: il Governo, l’Assemblea sovrana di questa Regione che rappresenta i cittadini emiliano-romagnoli e i cittadini direttamente e il risultato è stato ottimo.

Questa legge sull’economia solidale aveva come primo obiettivo di trovare delle definizioni e di riconoscere degli spazi in cui questi mondi in totale autonomia e con totale spontaneismo potessero confrontarsi e successivamente dialogare con chi ha il compito di governare la regione. Siamo riusciti a fare anche un censimento di tutto quello che è riconducibile all’economia solidale, abbiamo detto che cos’è a nostro avviso l’economia solidale ed è un’economia che vuole cambiare i paradigmi, è un’idea di relazione e di società, non è una società dove il cittadino è semplicemente un consumatore o un elettore ma dove i cittadini sono attivi e sviluppano reti e relazioni, una società non più della divisione e del rancore ma una società inclusiva, una società che si basa sui rapporti fiduciari, una società che non aspetta dalla politica risposte ma che prevede il protagonismo del cittadino, anche per risolvere i problemi, anche per costruire una società diversa con azioni pratiche e concrete.

Nel merito degli articoli questa legge comincia con l’articolo 1 che spiega i principi e dà le prime definizioni di economia solidale. Spiega che la Regione riconosce e sostiene l’economia solidale quale modello sociale, economico e culturale improntato a principi di eticità, giustizia, equità, coesione sociale, solidarietà, centralità della persona, tutela del patrimonio naturale e legame col territorio quale strumento per affrontare la situazione di crisi economica, occupazionale e ambientale. Quindi un paradigma diverso, una risposta a questa crisi che sta picchiando duro, specie nella nostra regione. Nel dettaglio, l’economia solidale è un modello che si occupa di promuovere i beni comuni, assicurandone l’utilizzo collettivo e sostenibile a beneficio non solo delle comunità ma anche delle generazioni future, difende i diritti fondamentali di ogni essere umano, in particolare quello di soddisfare i propri bisogni essenziali, si fonda sul rispetto, la tutela e la valorizzazione delle risorse del pianeta, si occupa di perseguire - è un punto molto importante - il "benvivere" di tutti, che è basato sulla giustizia e sul rispetto delle persone, si fonda su relazioni e modelli collaborativi sviluppati nelle reti, promuove una trasformazione sociale finalizzata a una democratizzazione dell’economia, regola e limita il ruolo dei meccanismi di mercato, ove questi compromettano - quindi non è un attacco ideologico - o mettano a rischio la sostenibilità sociale ed ecologica del sistema economico. Noi diciamo quali sono le priorità dell’economia solidale, che non sono il profitto materiale di singole persone ma mettono al centro l’uomo inteso come collettività e struttura sociale. Promuove e tutela il lavoro, le conoscenze, le competenze e le abilità che da esso derivano. L’economia solidale è informata ai criteri e finalizzata agli obiettivi di seguito indicati:

sostegno all’economia locale e rapporto attivo al territorio per ricondurre il prodotto al suo luogo di origine, restituire centralità ai produttori e valorizzare la qualità dei prodotti, difendere il paesaggio e i beni culturali come componenti essenziali per la nostra qualità della vita;

innovazione dei modelli relazionali, far crescere la disponibilità dei soggetti economici e sociali, a intraprendere percorsi condivisi, fondati sulla fiducia sostenuta dalla conoscenza, la cooperazione e la convivialità;

consumo critico consapevole e responsabile per promuovere un percorso di transizione verso nuovi modelli economici socialmente e naturalmente sostenibili. Si parte da un presupposto che oggi non è un’opinione ma un dato di fatto. La crescita non può essere infinita se il nostro pianeta è finito di spazi e di risorse; quello che noi oggi ciecamente seguiamo è un modello di sviluppo insostenibile;

trasparenza, per cui bisogna lavorare a una società della trasparenza, per rendere visibili e controllabili sul piano sociale e ambientale le decisioni e i comportamenti degli operatori economici e in merito al tema della trasparenza e sul controllo un particolare riguardo bisogna metterlo ai diritti dei lavoratori, degli utilizzatori o, meglio, consumatori, degli utenti di servizi e dei portatori di interesse. Ci vuole rispetto e non possiamo pensare a un sistema dove il mercato e lo Stato schiaccino i cittadini;

equità e reciprocità al fine di riequilibrare le relazioni socio-economiche in un’ottica solidale che ragiona anche sul tema globale - dietro questa legge non c’è la volontà di creare gruppi che guardino solo il proprio orticello - al fine di riconoscere produttori e prestatori di servizi la giusta retribuzione per la propria attività (il giusto prezzo) e ai consumatori e agli utilizzatori il diritto di essere informati correttamente sui prodotti, sui servizi, sui processi di produzione e sulla formazione dei prezzi. Siamo coscienti che questi sono obiettivi molto ambiziosi e noi partiamo quindi intanto dal riconoscere chi per volontariato in questa legge dal sostenerlo lavora per questi nobili e alti, e spero condivisi da tutti, obiettivi;

partecipazione democratica al fine di promuovere il coinvolgimento e la corresponsabilità - un’altra parola importantissima - di tutti i soggetti economici, e non solo, nelle sedi e nei momenti decisionali;

buona occupazione che dia centralità al lavoro e ai processi di inclusione sociale;

eco-compatibilità intesa come un modo per contribuire a ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi e distributivi, di smaltimento promuovendo ovviamente di conseguenza una migliore qualità della vita tutelando la salute della società. Si parla spesso di beni di primaria importanza e la salute è il primo tema. Senza la salute non c’è nulla, quindi è un tema centrale nella felicità di una società;

senso del limite. È un pianeta finito che dovrebbe sostenere una crescita infinita ed è assolutamente una follia, oltre che un ossimoro. Bisogna lavorare quindi a un’efficienza intesa come un utilizzo intelligente delle risorse con il minor costo ambientale e sociale con la massima efficienza possibile;

ricostruire e consolidare relazioni di solidarietà e soprattutto di reciprocità.

Ogni anno perdiamo un mondo che abbiamo ricevuto in eredità da un’Italia che faceva della comunità la propria forza, comunità, reti sociali, parentali, di vicinato e amicali che in qualche modo hanno sempre tutelato le persone dai momenti difficili, dalle crisi, dalle carestie, legami sociali che davano più forza alla propria vita e che oggi man mano vanno sparendo in una società sempre più frammentata, liquida e isolata, una società sempre più del rancore e del conflitto dove non si è più capaci di ascoltarsi.

In quali ambiti questa legge si propone di operare per realizzare questi obiettivi? In primis ovviamente quello dell’agricoltura contadina e di prossimità che va contro invece un’altra idea di agricoltura-industria distante e non tracciabile, chimica e invasiva che crea dei problemi anche a livello ecologico, e soprattutto non democratica. Per questo non solo di prossimità e contadina ma anche biologica e biodinamica, quindi una produzione agroalimentare di qualità con filiera corta e di garanzia per la qualità dei cibi che arrivano sulle nostre tavole. Vogliamo operare con questa legge anche nell’ambito della tutela del paesaggio, del patrimonio naturale e delle biodiversità, interveniamo sul commercio riconoscendo con un commercio che porta a un plusvalore al commercio equo e solidale, vogliamo lavorare nell’ambito dei servizi comunitari e di prossimità, in quello dell’edilizia sostenibile e della bioedilizia, del risparmio energetico, delle energie rinnovabili e sostenibili, della finanza etica, mutualistica e solidale, del trasporto collettivo e della mobilità dolce, del riuso e del riciclo di materiali e beni, dei sistemi di scambio locale - apriremo il tema delle monete locali - del software libero come indice di democrazia della rete, che non è un totem in sé ma è uno strumento, del turismo responsabile e sostenibile, che è una parola che ricorre spesso e che è un punto cardine di questa legge, del consumo critico e anche responsabile delle banche del tempo.

Come iniziare a fare tutto questo? Come Regione abbiamo dovuto individuare ovviamente degli spazi con cui relazionarci da riconoscere in questa legge e quindi abbiamo deciso di operare in questi ambiti in maniera partecipata. Per fare questo riconosciamo, valorizziamo e sosteniamo le reti di economia solidale, i distretti di economia solidale, i gruppi di acquisto solidale, rispettivamente RES, DES e GAS, e le altre aggregazioni di cittadini e di operatori economici nate per promuovere la cultura e le prassi volte all’attuazione e alla diffusione dell’economia solidale. Riconosciamo le forme di coordinamento e rappresentanza dei soggetti impegnati nell’ambito dell’economia solidale quali interlocutori privilegiati nelle sedi di consultazione regionale e nei rapporti con le istituzioni, così come previsto e regolato negli articoli che successivamente esporrò. Noi vogliamo riconoscere un canale privilegiato a questi mondi, questi mondi che per volontariato, per convinzione personale e per impegno lavorano negli ambiti centrali per una crescita diversa della società che noi decidiamo come Regione Emilia-Romagna di mettere al centro.

Andiamo nell’articolo 3 della legge a definire cosa intendiamo per RES, DES e GAS. Per rete di economia solidale intendiamo l’insieme dei soggetti singoli e organizzati dei distretti, delle reti settoriali di economia solidale, collegati in vario modo tra di loro che costituiscono la rete di economia solidale. Lasciamo massima libertà di autogestione e di organizzazione senza burocratizzare questi processi. Non vogliamo snaturare quella che è la loro identità e la loro natura. Per distretti di economia solidale intendiamo il soggetto associativo costituito in forma giuridica che costituisce una rete locale di soggetti impegnati a diffondere l’economia solidale. Possono farne parte sia soggetti economici sia non economici, gruppi informali, associazioni, imprese, artigiani, professionisti, cooperative sociali, istituzioni pubbliche, soggetti di finanza etica, mutualistica e solidale e altri soggetti che si riconoscono nei principi precedentemente illustrati. I gruppi di acquisto solidale sono soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e servizi e di distribuzione dei medesimi. È nota ormai l’esperienza che si sta facendo anche sui gruppi di acquisto per l’energia; oggi i GAS non sono più solo i gruppi che acquistano la cassetta di frutta dal contadino ma si stanno evolvendo e stanno iniziando a fare grandissime cose. Il gruppo sull’energia che è stato recentemente costituito è un qualcosa che anche sotto il profilo dell’organizzazione denota un grandissimo salto di qualità. Questo con finalità etiche, rivolgendosi agli aderenti, quindi senza fare commercio, con principi di solidarietà sociale, di sostenibilità ambientale, di salvaguardia del potere di acquisto dei redditi in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e vendita. Normiamo poi il tema delle banche del tempo, diamo le definizioni del commercio equo solidale, dell’agricoltura contadina di prossimità, dei prodotti da filiera corta, dei beni comuni, dei sistemi locali di garanzia partecipata, dell’abitare solidale, della finanza etica, mutualistica e solidale, dei sistemi di scambio non monetario, e questo lavoro di definizioni non è stato semplice.

Vado a chiudere, ma ci sarebbe ancora da esporre, ma mi riservo di farlo nel dibattito generale perché è una legge corposa, dicendo che noi pensiamo di promuovere quindi un tavolo, un forum e un’iniziativa da svolgere annualmente dedicata a questi temi. Decidiamo di prevedere delle risorse affinché la Regione riconosca questo tesoro da valorizzare, gli dia voce, gli dia maggiore spazio, gli dia centralità e soprattutto che la Regione in futuro possa lavorare al fianco di tutte queste realtà che noi oggi riconosciamo condividendo le grandi politiche di pianificazione che questa Regione fa. Questo è l’obiettivo sfidante: prima di tutto partecipare insieme a questi soggetti che noi riconosciamo e ai quali chiediamo con questa legge di aiutarci nel costruire una società migliore.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Favia.

Apro il dibattito generale. Ricordo che ciascun consigliere può intervenire fino a venti minuti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Naldi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Sono molto d’accordo con l’introduzione che ha fatto il relatore Favia e lo volevo ringraziare per aver detto con molta precisione quali sono i principi e i contenuti di questa legge. Volendo evitare di ripetere cose che sono state dette in modo per me del tutto condivisibile, mi soffermo soltanto su due punti: il primo ha a che fare con il tema della modernità e il secondo è semplicemente un po’ un resoconto - in questo caso un po’ più dettagliato - di come si è proceduto. Le esperienze sociali di relazione di reciprocità di cui ci ha parlato il consigliere Favia in molti casi tendono a essere viste come un residuo nostalgico del passato e vorrei invece descrivere come in realtà qui parliamo di futuro e siccome in molti casi è più facile rendere una cosa con un’immagine e descrivendo un’esperienza concreta, voglio parlare proprio di questa. Sono stato invitato, non soltanto io per la verità, a visitare il cohousing di Fidenza. A Fidenza è nato il primo GAS dell’Emilia-Romagna e uno dei primi in Italia; è stato inaugurato da circa un anno un cohousing fatto da circa una quindicina di appartamenti. Sono andato a vederlo pensando che un cohousing si caratterizzasse in particolar modo per una realtà di socializzazione; poi magari dentro di me pensavo ai kibbutz, come forse la maggior parte di noi pensa, e la cosa che mi ha stupito è che ho trovato conferma del fatto che è un’esperienza altissima di socializzazione con spazi di relazione, servizi in comune, come la lavanderia, ma la stessa struttura della casa, che ricorda le case di ringhiera, ha queste caratteristiche, però quello che mi ha stupito è il livello tecnologico dei materiali e dei processi che sono stati utilizzati e che vengono utilizzati, nel senso che un cohousing fatto da quindici appartamenti è stato costruito ed è gestito con delle tecnologie informatiche tali per cui non si acquista più energia elettrica, non si acquista più gas, si vende alla rete una quota di energia elettrica che viene prodotta dalla casa tale da potere coprire tutte le spese di condominio e da pagare tutte le bollette. Questo è possibile grazie a delle tecnologie molto raffinate di fotovoltaico e a tutte le tecnologie per il risparmio e l’efficientamento energetico che sono governate da dei sofisticati programmi informatici. Ci sono tre circuiti di acqua: uno di acqua potabile, che viene addirittura poi a sua volta resa più potabile, uno di acqua di prima falda che serve per i bagni e uno di acqua totalmente decalcarizzata che serve per gli elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie). Io ho voluto portare questo esempio, mi sarebbe piaciuto avere il tempo di proporre al Presidente della Commissione Economia Grillini ad andare a vedere questa esperienza, e ho voluto parlarne perché a mio parere è la dimostrazione che si stanno producendo nel nostro territorio delle esperienze fondamentali sul piano della socialità, della solidarietà e della sostenibilità ambientale e sociale che sono rivolte al futuro.

Queste esperienze - l’ha detto molto bene il collega Favia - con la legge le vogliamo valorizzare perché rappresentano un investimento per il futuro e un investimento contro la crisi in quanto indicano la possibilità di pratiche sociali e di relazioni economiche di reciprocità fondate su rapporti fiduciari e mentre l’ISTAT - lo richiamava in qualche modo anche il consigliere Favia - ci segnala fenomeni di mucillagine e di diffidenza sociale crescenti e invece queste sono esperienze che vanno in senso opposto essendo fondate su reti di relazioni comunitarie aperte e dà una grande attenzione ai temi dell’ambiente e della salute.

Credo che queste esperienze siano istruttive e interessanti per tutti, anche perché attraverso questa rete tecnologica questi supporti tecnologici sono proiettati nel futuro. È vero che oggi un contadino di collina ha bisogno della banda larga - lo richiama molte volte il Presidente Grillini - per potere stare in connessione attraverso la rete con i suoi clienti, con una rete fiduciaria di rapporti che si riescono a instaurare. Queste realtà sono sicuramente e saranno probabilmente ancora per parecchio tempo una parte minore dell’economia però sono una parte fondamentale che sta crescendo e crescendo porterà un valore aggiunto a tutta l’economia e a tutta la comunità regionale. Sono una risorsa per dare risposte alla crisi, che è una crisi economica ma anche di valori, perfino di senso che attanaglia da troppo tempo questo Paese, che lo schiaccia nel presente e arriva perfino a negare la speranza nel futuro.

In questa regione tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento furono inventate le prime forme di solidarietà, le prime cooperative, le prime società di mutuo soccorso e credo che le esperienze che oggi portiamo alla dignità di una valorizzazione attraverso una legge regionale siano esperienze che aggiornano la cultura della solidarietà che ha sempre caratterizzato questa regione. Vado al secondo punto per poi finire; in Italia ci sono circa mille GAS che coinvolgono circa cinquecentomila persone, e parliamo solo di una parte dell’economia solidale, in Emilia-Romagna ci sono più di cento gruppi di acquisto solidali che coinvolgono diverse migliaia di persone e prima il consigliere Favia descriveva correttamente la rete dell’economia solidale che naturalmente va a incidere su molti altri settori. Noi abbiamo cominciato un lungo e fruttuoso lavoro di confronto con questo mondo a partire dall’udienza conoscitiva del 19 luglio 2012 e dal primo dicembre 2012 fino al 25 marzo di quest’anno abbiamo svolto venti incontri su temi quali la sovranità alimentare, reti di economia solidale, beni comuni, finanza etica mutualistica e solidale, abitare solidale, banche del tempo e la legge regionale di cui stiamo discutendo. A questi incontri hanno partecipato, e per questo ringrazio anche gli Assessori di riferimento, in particolar modo l’assessore Rabboni e la Vicepresidente Saliera, il dott. Mario Montanari, dirigente settore agricoltura, la dott.ssa Lucia Nocera, servizio veterinario e igiene degli alimenti, la dott.ssa Anna Padovani, servizio veterinario e igiene degli alimenti, il dott. Nicola Filippi, servizio geologico, sismico e dei suoli, l’architetto Maria Luisa Bargossi, responsabile del gruppo del lavoro regionale su valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo del suolo, dott. Raffaele Berti del settore agricoltura, il dott. Onelio Pignatti, dirigente settore risorse finanziarie, il dott. Michele Zanelli, dirigente servizio qualità urbana e politiche abitative, la dott.ssa Maria Vittoria Fabbri, dirigente servizio politiche sociali. Tutti questi dirigenti o collaboratori della Regione ci hanno aiutato a formulare un testo di legge preciso e concreto su molti aspetti. A questi incontri hanno partecipato con maggiore frequenza in particolar modo i colleghi Casadei e Favia, che hanno assistito praticamente a tutti gli incontri, ma in altre occasioni hanno dato un contributo significativo i consiglieri Defranceschi, Paruolo, Ferrari e la consigliera Meo. Volevo ringraziare tutti perché grazie al lavoro di tutte queste persone e a tutti coloro i quali hanno sottoscritto la proposta di legge credo che siamo riusciti a fare un lavoro veramente molto utile e positivo che è stato molto apprezzato anche dai protagonisti del mondo dell’economia solidale.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Casadei. Ne ha facoltà.

 

CASADEI: Grazie, presidente. Il mio intervento svilupperà e continuerà a sviluppare un dialogo perché questa legge è davvero un esercizio complesso e lungo, come ricordavano i colleghi, di un dialogo che da tempo era atteso e che ha trovato finalmente anche nelle sedi istituzionali un luogo in cui generare non solo pratica legislativa (approveremo un testo di legge) ma anche alcune forme della politica. Parto da qui perché su questi temi da tempo in diversi mondi della società, dell’economia, mondi produttivi ma anche mondi di relazioni, si mettevano a punto, si praticavano e si esercitavano le forme dell’economia solidale. Hanno fatto bene i colleghi a ricordare il fatto che proprio in Emilia-Romagna, a Fidenza, vent’anni fa è nato il primo gruppo di acquisto solidale ma da tempo - penso al centro Nuovo modello di sviluppo di Francesco Gesualdi in Toscana e a tante pratiche nel territorio nazionale - si sviluppavano delle azioni e delle forme per pensare a un’altra idea di società ma anche a un’altra idea di mondo, e non è casuale forse che di questi temi si ragionasse e si invitasse la politica ad alcune scelte già nei primi anni Duemila. Un ampio pezzo di quel mondo che mirava a un’altra possibilità, a un’altra idea di società e di mondo possibile faceva riferimento ai temi della finanza etica, della finanza mutualistica, alla riconversione ecologica dell’economia, a delle forme di economia e di relazione che potessero mettere di nuovo la cooperazione e le forme della fiducia e della relazione al centro anche della visione economica. Aver in qualche modo portato nel consesso istituzionale anche attraverso un percorso molto articolato e molto ricco a cui hanno partecipato tanti Consiglieri e tante Consigliere è credo l’aspetto più originale in termini di approccio di metodo che sta alla base di questa legge.

È un percorso che ha visto i colleghi Favia e Naldi richiamare queste forme di cooperazione che siamo riusciti ad attivare tra l’istituzione, tra l’Assemblea legislativa, i Consiglieri e i mondi che fanno l’economia solidale ma forme di cooperazione e di scambio di discussione accesa in seno alle Commissioni tramite le nostre udienze conoscitive, tra colleghi. Io ricordo con piacere il fatto che in una Commissione in cui si discuteva di questi temi ci fu uno scambio molto ricco, articolato e profondo a cui parteciparono tutti i componenti della Commissione Politiche Economiche, anche con rilievi, osservazioni e punti di vista diversificati. Insisto su questo perché l’economia solidale, e questo sta alla base anche dell’ordine del giorno che presenterò, finalmente può essere quell’insieme di principi che informa non soltanto un pezzo piccolo di nicchia dell’economia ma la visione delle politiche generali, la visione della società regionale e quindi tutte le pratiche politiche, economiche e sociali che attraversano le nostre vite. Faccio riferimento, per spiegare che cosa intendo con questo approccio trasversale, che diventa grazie alla legge un approccio di sistema, ad alcuni luoghi che hanno visto svilupparsi il dibattito. Ricordo che i primi ragionamenti all’interno di una discussione con quello che poi è diventato il coordinamento regionale dell’economia solidale, un altro straordinario percorso che parallelamente si è intrecciato anche con la nostra attività in seno all’istituzione, furono svolti a Parma, al festival del cibo, "Kuminda", dove queste tematiche mettevano al centro l’agricoltura, l’agricoltura di prossimità, la qualità della produzione, la qualità del cibo, tutti temi che peraltro la nostra Regione è chiamata a sviluppare anche in vista di importanti appuntamenti come EXPO 2015. Ricordo anche un altro confronto a Bologna, "Terra Equa", il festival dell’altra economia, un ragionamento su questi temi con i colleghi Consiglieri, con Giovanni Favia e Gian Guido Naldi, ma la cosa interessante è che di questo progetto di legge si è discusso anche all’interno d una riflessione a più voci condotta a Bologna nell’ambito della discussione sul piano strategico della città metropolitana "Bologna consumi responsabili" e ancora si è presentato il progetto al festival nazionale dell’economia solidale, anzi alle giornate dell’economia solidale il 20 giugno scorso.

Questo per dire come questo progetto di legge approdi oggi in seno all’Assemblea legislativa per la discussione e - auspichiamo - l’approvazione dopo aver attraversato molti luoghi e l’economia solidale consente anche questo ritorno ai luoghi, ai territori e a quelle forme di azione solidale responsabile che si esercita in vari ambiti. Questo richiede chiaramente una molteplicità di interlocutori. È stato detto ma credo che sia bene richiamare proprio alla luce di questa visione di insieme e di sistema il fatto che gli interlocutori nella fase preparatoria di messa a punto e di redazione sono stati i mondi certamente dei gruppi di acquisto ma anche quelle reti che oggi compongono già in alcune zone della nostra regione i distretti dell’economia solidale. Un’interlocuzione straordinariamente importante e interessante è stata anche con quegli innovatori che si esercitano da tempo con le sfide della finanza etica e mutualistica. Per la prima volta in un testo normativo regionale si mette a fuoco e si individua anche un fondo speciale di sostegno per questo ambito della finanza etica mutualistica e solidale, quel tipo di finanza alternativa alla finanza che ha generato e continua a sviluppare la crisi di sistema nella quale siamo immersi. Gli interlocutori collettivi sono stati anche i mondi che si esercitano operosamente con questo spirito artigiano che in qualche modo viene recuperato positivamente nel co-housing, nell’idea della produzione di energia pulita, di energie alternative, di forme alternative di produzione energetica, ma anche tutte quelle reti del turismo responsabile e sostenibile che ripartendo proprio dai luoghi e dai territori ripensa anche a forme importanti per generare nuova occupazione. Si parla di un ragionamento di sistema a cui hanno in qualche modo dato un contributo non soltanto Francesco Gesualdi ma anche altri importanti interlocutori come Leonardo Setti, Andrea Segrè, Roberta Paltrinieri, Pierluigi Musarò, tutte figure che in diverse forme, anche in ambito culturale, stanno apportando un contributo per una revisione complessiva della concezione dell’ambiente, dell’agricoltura, delle politiche abitative, del commercio, dei trasporti, una visione della società regionale che pian piano senza rotture rivoluzionarie ma in modo garbato...

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Costi): Chiedo ai consiglieri per piacere di abbassare la voce perché altrimenti non si comprende quello che dice il consigliere Casadei.

Prego, consigliere. Mi scusi.

 

CASADEI: Grazie, presidente. Dicevo, diverse riflessioni unite ad azioni. È per questo che insieme ai colleghi Naldi e Favia abbiamo pensato che fosse importante accompagnare e collegare al progetto di legge un ordine del giorno proprio perché questa legge ha un portato di riflessione, sta nel presente ma guarda anche al futuro, all'idea di società futura, all'idea di mondo futuro, ma anche alla futura istituzione, lasciamo in qualche modo una traccia e un impegno per chi verrà nella prossima legislatura perché riteniamo importante che questa legge veda anche delle forme, degli strumenti di applicazione che siano riconosciuti e configurati da un punto di vista istituzionale.

Nell'ordine del giorno che proponiamo, sottolineando che le pratiche di economia solidale si sviluppano in tutti gli ambiti legati alle politiche, dalla finanza all'agricoltura, la tutela del territorio, l'ambiente, il commercio, il turismo, le politiche abitative, la formazione, la cultura, i trasporti, se questo è, cioè se l'economia solidale non è più una piccola nicchia, ma in qualche modo una serie di pratiche che possono informare la visione generale e di sistema delle politiche regionali, allora è importante che questa trasversalità e questi settori siano accompagnati, supportati, abbiano un'interlocuzione in seno all'istituzione, non soltanto nell'Assemblea legislativa, nei consiglieri, nelle consigliere, ma anche in seno alla Giunta. È per questo che nell'ordine del giorno auspichiamo, data, appunto, la trasversalità dell'economia solidale, che nella prossima legislatura si possa pensare ad una delega specifica all'interno della Giunta dedicata all'economia solidale per favorire quello che è già avvenuto, e penso al terzo settore, penso a quando il terzo settore si è configurato ed è arrivato ad un forum regionale, si è dato dei tavoli permanenti di interlocuzione istituzionale e ha individuato anche degli interlocutori costanti in seno alla Giunta. Se noi faremo questo, se ci sarà questa attenzione su scala regionale, tutti i territori che sono già attivi (abbiamo incontrato tanti sindaci, tanti amministratori locali nel nostro percorso, un percorso molto articolato cui hanno partecipato tanti consiglieri e consigliere), il tessuto già presente potrà dare vita a quei centri territoriali dell'economia solidale che in legge sono richiamati e che potrà supportare anche dal punto di vista logistico, dal punto di vista della cooperazione, in forme anche inedite, questo mondo. Quindi si tratta di una rete diffusa di pratiche che vede già alcune amministrazioni locali impegnate, alcuni sindici, ovviamente quelli che amano le sfide, che amano anche interpretare il mondo nuovo e l'istituzione regionale.

Io penso che aver portato a termine questo lavoro, averlo fatto, lo dico anche a nome del gruppo assembleare del Partito Democratico, attraverso delle forme di sperimentazione (ricordo un seminario che facemmo proprio qui il 29 ottobre 2011), anche attraverso delle modalità diverse di interlocuzione con i mondi più innovativi della nostra società, sia un esito importante. Consegniamo al nostro presente e al futuro prossimo non soltanto un testo di legge importante, una serie di norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale, ma anche una modalità di lavoro, un approccio, un rilancio anche politico delle forme di dialogo istituzionale, che avendo attraversato tutto il territorio e avendo generato partecipazione a più livelli, credo rappresenti un buon esempio, una buona pratica politica e istituzionale che questa Assemblea legislativa nel suo complesso è stata capace di interpretare, di testimoniare.

Io non so se i mondi della comunicazione, se tutto ciò che dedica attenzione al nostro lavoro eserciteranno su questa legge, su queste proposte un'attenzione specifica; sta di fatto che la società regionale, insieme a noi, insieme ai componenti di questo Consiglio, è stata capace anche di questa innovazione di metodo e credo che questo debba darci il senso di un lavoro che esprima al meglio l'idea di intelligenza collettiva che forse ogni tanto anche le istituzioni dimenticano e che invece forse è quel gesto fondamentale per affrontare le questioni di crisi a tutti i livelli. L'economia solidale ce lo ha insegnato e noi credo dovremmo provare a praticare quotidianamente questo esercizio. Credo ne valga la pena perché l'economia solidale funziona insieme. Questo era il titolo delle giornate dell'economia solidale a cui abbiamo partecipato come consiglieri che hanno lavorato a questa legge. Credo che averlo fatto e sentirci dire che l'Emilia-Romagna è la prima Regione d'Italia che vara un provvedimento di questo tipo sia stato non soltanto una sensazione importante, ma anche un motivo di orgoglio per tutti noi.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Casadei.

Ha chiesto di parlare il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.

 

PARUOLO: Grazie, presidente. Ringrazio i colleghi che sono intervenuti prima di me, che hanno detto cose che condivido. Ho avuto occasione di seguire l'iter di questo progetto di legge ed è stata un'esperienza un po' particolare da questo punto di vista. Ho avuto l'occasione di seguirla sia da semplice cittadino che poi da Consigliere regionale, perché quando sono iniziati gli incontri per parlare di ciò che poi è diventato questo progetto di legge che oggi arriviamo ad approvare, io non ero ancora in Consiglio regionale ed ebbi modo di incontrare alcune delle persone che parteciparono alle prime riunioni e ricordo proprio la fatica che esprimevano dopo quelle riunioni per essere state chiamate come se fossero una delle tante piccole voci che compongono la nostra società, perché erano viste soltanto come dei gruppi di acquisto solidale, persone che si mettono insieme per fare insieme degli acquisti di frutta, di verdura, di beni di consumo, di cibarie innanzitutto e poi anche di altri tipi di oggetti, e questo da parte del mondo politico che era in questo Consiglio era considerata una cosa a cui dare attenzione, però, appunto, una cosa che toccava soltanto marginalmente quelli che sono i processi economici importanti. Questo era il disagio che queste persone esprimevano all'inizio di questo percorso.

Io invece voglio dire che si è arrivati ad un progetto di legge che invece riconosce innanzitutto il respiro culturale che c'è dietro questi movimenti, il fatto che per tanti la molla non è semplicemente quella di mettersi insieme per risparmiare qualche euro sull'acquisto dei prodotti per la casa, che pure comunque è una cosa lodevole, o anche il cercare di avere dei prodotti di qualità, che anche questa comunque è una cosa lodevole, ma è proprio l'idea di poter contribuire a costruire un'economia che sia diversa da quella che guardiamo soprattutto in televisione.

Ringrazio innanzitutto Gian Guido Naldi, che ha fatto da capofila di questo gruppo di lavoro e ha dimostrato in questa vicenda di riuscire a porsi in ascolto di questo mondo, e insieme a lui Thomas Casadei, Giovanni Favia e gli altri colleghi che hanno lavorato e che sono stati già ricordati da Naldi prima di me, che hanno lavorato e che sono riusciti ad ascoltare, non soltanto sono andati a spiegare che cosa poteva fare la Regione per questo gruppo di persone. In questo senso - aggiungo semplicemente due parole a quanto hanno già detto i colleghi - la sottolineatura vera è quella che accennavo prima: si tratta innanzitutto del riconoscimento di uno spazio culturale che esiste e che è fatto di persone che pensano possano essere introdotti germi diversi all'interno del mondo dell'economia e del sentire economico delle persone, germi che sono fatti del dare valore a cose che purtroppo nella filiera economica tradizionale spesso non hanno abbastanza voce.

Che cosa ci insegna l'esperienza precedente e derivante anche da altri settori? Ci insegna che tante cose importanti sono partite in questo modo. Ogni paragone rischia di essere riduttivo, però se pensiamo ad esempio al tema del biologico nell'acquisto degli alimenti, all'inizio il biologico veniva considerato un settore di nicchia; oggi, se voi entrate in un qualunque supermercato della grande distribuzione, troverete un settore specifico che cerca di dare risposta alle persone che vanno a fare acquisti e cercano questo tipo di risposta, cioè prodotti che sono stati coltivati in un certo modo, e oggi ci si sta rendendo conto che il tema del biologico è un'enorme opportunità. Quando in quest'Aula abbiamo parlato di OGM, non ne abbiamo parlato soltanto nell'ottica di dire: "dobbiamo impedire che la modernità ci contagi pienamente arrivando al considerare anche la manipolazione genetica degli alimenti come uno degli aspetti su cui poter contare", ma abbiamo espresso una considerazione di valore e anche il fatto che le persone riconoscono nell'agricoltura biologica un valore arriva a rappresentare anche un'opportunità economica. Ecco quindi che ci sono settori di economia diversa, persone che iniziano a ragionare nei termini del valore aggiunto che può dargli un modo di stare insieme per cercare di condividere innanzitutto stili di vita, valori, il pensiero che, appunto, non sia tutto monetizzabile, o meglio, che quello che in questo momento viene ritenuto monetizzabile non costituisce la totalità delle cose che possono essere considerate. Quindi credo davvero che la prospettiva non sia solo quella di un settore che cresce avulso dal resto e magari considerato di nicchia, ma spero e mi auguro che possa contaminare anche quello che viene definito come il mainstream dell'economia, che invece deve poter lasciarsi contaminare positivamente da una serie di messaggi che arrivano da questo settore.

Il fatto che la Regione Emilia-Romagna, approvando questa legge, arrivi a riconoscere una piena dignità di un pensiero economico compiuto a chi si sta muovendo su questi piani, certamente anche con azioni che possono essere largamente comprese come i gruppi di acquisto solidale e le esperienze che sono state ricordate, ma con l'ambizione anche di elaborare un pensiero che possa andare oltre ed abbracciare tanti altri settori, contaminare e riuscire a rivedere le priorità anche negli altri settori dell'economia, credo che sia un atto che rende merito a questa Assemblea legislativa e di questo anch'io voglio rallegrarmi in questo mio intervento. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie anche al consigliere Paruolo.

Informo, come ha già annunciato il consigliere Casadei, che è stato abbinato un ordine del giorno che è già stato distribuito. L'ordine del giorno è a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei. Sono state depositate anche due proposte di emendamento sempre a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei. Il materiale è già stato tutto distribuito e questo chiaramente è utile per il dibattito generale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mandini. Ne ha facoltà.

 

MANDINI: Grazie, presidente. Io ho un grande rispetto per la materia che stiamo trattando, per tutto il mondo che è interessato da questo progetto di legge perché sicuramente i cittadini che trovano delle forme di associazione spontanea per portare avanti queste tematiche sono da considerare, mi pare però che l'impianto della legge sia un po' eccessivo rispetto all'attenzione che dobbiamo a questi soggetti e a queste realtà. Mi sa che vogliamo andare a disciplinare in modo un po' forzoso quello che, lo ricordava qualche mio collega prima, nella nostra regione e nella nostra comunità c'è da decenni, cioè la solidarietà spontanea tra i vicini di casa, tra gli amici, le forme di assistenza, di collaborazione per tante funzioni e tanti ruoli che interessano la vita quotidiana. Aver voluto disciplinare dalla A alla Z tutte queste forme spontanee onestamente ci sembra, ripeto, una cosa eccessiva.

Ho ascoltato con attenzione gli interventi precedenti. Il decantare l'esperienza abitativa, consigliere Naldi, l'ho apprezzato, però le posso garantire che tutto quello che lei ha elencato lo può tranquillamente fare anche a casa sua, non c'è bisogno di fare questa legge per avere la sensibilità ecologica quando andiamo a costruire un'abitazione; se questa c'è e ci appartiene, oggi le tecniche di costruzione, le nuove tecnologie, la qualità dei materiali a disposizione sul mercato permettono ad ognuno di noi di fare gli interventi che ci consentono di consumare e sprecare meno energia possibile. È ovvio che uno dei compiti di questa Assemblea e di chi governa questa regione è quello di promuovere, sostenere, informare tutte quelle che sono le possibilità, le buone tecniche per arrivare ad una riduzione del consumo energetico oppure a promuovere interventi nel campo sociale, per l'amore del cielo, tutto questo ci sta, però abbiamo bisogno di codificare tutto dalla A alla Z?

Fondamentalmente quello che viene fuori da questa legge, a parte, il valore morale e civile di queste realtà, è un forum, un luogo di discussione in un qualche modo coordinato che adesso discipliniamo rimandando ad un futuro il sostegno economico sulla parte probabilmente più importante di questa legge che è, appunto, il discorso dell'etica finanziaria e del sostegno economico. Su questo, preso atto che non ci sono le risorse, rimandiamo ad un futuro che non sappiamo neanche quale sarà. Perdonatemi, ma allora dico la stessa cosa che ho detto in altre occasioni: applichiamo la medaglietta di bravi cittadini ad alcuni dei nostri abitanti nella regione, però non facciamo nulla di concreto a sostegno di quelle che sono veramente le cose importanti, perché se decido di mettermi in una comunità per compare le mele e le pere, il latte, il formaggio o quello che è, lo posso già fare oggi tranquillamente senza una legge regionale, invece quello che questa legge regionale ha di veramente importante è il dare un sostegno economico all'etica finanziaria, al contributo sui tassi eccetera, ma su questo diciamo: "ci penserà chi viene dopo perché non ci riusciamo". Signori, al di là che questa legislatura si interrompe prima della sua scadenza naturale, da questo versante non sarebbe cambiato nulla, i soldi comunque non ce li avremmo messi, allora, perdonatemi, mi sembra tanto che stiamo facendo un'operazione che, ripeto, riconosce un valore a queste realtà, però molto di bandiera rispetto all'applicazione pratica, al vantaggio concreto che possiamo dare a queste realtà e da questo punto di vista mi pare che facciamo solo demagogia rispetto a quella che è l'utilità che possiamo fornire.

Perciò su questa legge, su cui ci siamo espressi anche in Commissione in modo abbastanza critico per i motivi che ho detto, ci rimangono tutte le perplessità. Ho detto prima che riconosciamo il valore culturale di questa legge e su questo abbiamo un atteggiamento positivo, facciamo fatica ad avere lo stesso atteggiamento positivo poi sull'applicazione concreta, futura di questa legge, perciò siamo molto critici sull'impianto complessivo di questa legge, mi auguro e ci auguriamo che ci sia veramente la volontà di andare a dare queste risorse.

Visto che ho la parola, ne approfitto anche per dire che non condividiamo l'ordine del giorno presentato dai consiglieri Naldi, Favia e Casadei per impegnare già il prossimo presidente della Regione a fare una delega specifica, all'interno della prossima Giunta, all'economia solidale, ma non perché l'economia solidale non abbia importanza, ma perché se ci mettiamo in questa ottica, signori, qui ognuno fa la lista di quello che ritiene più o meno importante e ognuno di noi comincia a fare ordini del giorno per chiedere qualche delega specifica per qualche settore. Scusatemi, mi sembra poco serio. Perciò l'ordine del giorno mi pare che sia molto demagogico e su questo voteremo contro, invece sul progetto di legge, per le motivazioni che ho detto, preannuncio un voto di astensione a nome del gruppo.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie anche al consigliere Mandini.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Villani. Ne ha facoltà.

 

VILLANI: Grazie, presidente. Questa legge appartiene al novero di quegli strumenti legislativi che, portati in Aula di corsa, devono soddisfare le esigenze di gruppetti e gruppuscoli, quindi diciamo che è un'altra "legge bandiera" o "bandierina", forse è meglio in questo caso definirla "bandierina", che però a mio modo di vedere, essendo piena zeppa di luoghi comuni e di vecchie parole d'ordine che da un po' non si sentivano nel dibattito politico, presenta anche molti margini di ambiguità e di pericolosità. Oltre a questo, noto una contraddizione palese rispetto a tutta una serie di procedimenti legislativi che sono stati votati in quest'Aula in cui la politica regionale, soprattutto nel settore dell'economia e dell'ambiente, va in senso opposto rispetto ad alcuni dei principi che ho sentito enunciare in quest'Aula questa mattina dai promotori, dai sostenitori, dai fautori di questa legge.

Questa è una legge che probabilmente è stata in parte copiata da qualche legge nazionale di un paese dell'America latina che una volta era un paese fiorente, uno dei più grandi produttori ed esportatori di petrolio, che ha visto un periodo grigio lungo, assai lungo, che lo ha portato ad essere oggi una delle economie più disastrate dell'America latina, tant'è vero che ci sono addirittura difficoltà nel reperimento della carta igienica. Quindi se devo dare una definizione a questa legge, dico che questa è una legge chavista. Siete arrivati fuori tempo massimo perché gli esempi in tal senso non sono certamente esempi gloriosi o che ci facciano percorrere quelle vie a cuor leggero, soddisfatti di aver raggiunto chissà quale risultato.

Naldi si è soffermato su molti aspetti di questa legge. Abbiamo, ad esempio, la pianificazione sovietica per cui ci saranno gli incentivi per chi coltiverà la cipolla bianca, ma magari il mercato chiede la cipolla di Tropea e per la cipolla di Tropea non ci saranno incentivi. Questa è pianificazione, manca il piano quinquennale, potevate metterlo così avremmo avuto un quadro completo rispetto ad un vecchio modo di affrontare le dinamiche dell'economia e le pulsioni di una società che si dice moderna.

Ha parlato poi di cohousing, esperienza che io conosco molto bene, esperienza che può essere in termini sperimentali incentivata, può essere in qualche modo aiutata, però vi prego di ricordare che forse noi abbiamo bisogno di dare più incentivi e più risorse economiche agli Acer di questa Regione perché c'è un'emergenza abitava a cui certamente con il cohousing così come è stato fatto in forma sperimentale, con tutte queste tecnologie mirabolanti a cui si faceva riferimento, non si dà una risposta.

Poi si parla di agevolazioni fiscali. Forse le agevolazioni fiscali più efficaci la Regione avrebbe potuto attivarle sull'IRAP dando, in una situazione di crisi economica protratta, magari un po' di ossigeno alla nostra piccola e media impresa piuttosto che disperdere agevolazioni in questi esperimenti, che sono lodevoli, che sono esperimenti, come giustamente dite, che vengono dal basso, ma certamente queste agevolazioni danno una risposta parcellare ad un bisogno parcellare, sono tutt'altro che in grado di dare un aiuto ad un'economia che oggi è sempre più in affanno.

Poi c'è una sorta di ritorno al Medioevo perché l'"utilizzo di strumenti di scambio non monetari" significa che torniamo al baratto.

Come vedete vi sto elencando alcuni passaggi della legge che rispondono a quell'esigenza che dicevo prima e soprattutto danno la parola d'ordine antica cui facevo riferimento. Ma ci sono anche questioni che secondo me sono assai pericolose perché si dice che "altri interventi sono previsti nel settore agroalimentare per accrescere l'innovazione nel settore della sovranità alimentare e per favorire l'accesso alla terra"; favorire l'accesso alla terra?! Ma questo è un concetto che lascia intravedere un'ipotesi espropriativa! La terra è del proprietario della terra! Questo è un concetto pericolosissimo che pregherei anche gli amici del PD, che si apprestano probabilmente a votare questa legge, di valutare con attenzione, non so se capite la pericolosità dell'introduzione di un concetto come questo. L'accesso alla terra?! Ma noi dobbiamo consentire la permanenza sulla terra! Noi dobbiamo dare contributi, incentivi a quella proprietà contadina, molto spesso familiare, di montagna, come preservazione di un'attività economica che garantisce sostentamento ad una famiglia e che dà anche un contributo ad una questione ambientale che è del tutto evidente da questo è iniziato l'importantissimo spopolamento del nostro Appennino. Queste sono questioni che hanno un risvolto sociale vero. Favorire l'accesso alla terra credo che sia assai pericoloso perché è un concetto che racchiude in sé una volontà espropriativa.

Poi parlate di ambiente, quindi di tutto ciò che favorisce il risparmio del suolo, salvo poi votare tutti insieme una legge che consentirà a chiunque di aprire ulteriori mega-centri commerciali in questa regione che ormai è asfittica a forza di fare centri commerciali, che hanno consentito certamente alla distribuzione cooperativa e alle cooperative di costruzioni di fare grosse speculazioni immobiliari, ma che oggi cominciano a mostrare anche qualche difficoltà. Bene, voi avete votato recentemente una legge che amplifica questa possibilità.

Poi giustamente Naldi dice che nel cohousing sono stati utilizzati molti sistemi innovativi, soprattutto per quanto riguarda il "bene acqua" e per quanto riguarda la produzione di elettricità. Io dico che voi ad un certo punto dovete comprendere quello che giustamente anche il Governo in qualche modo ha affermato recentemente, e visto che siete diventati tutti renziani, uno si aspetterebbe che anche qui ci fosse un atteggiamento renziano sulle questioni importanti. Voi sapete che alla fine, a forza di incentivi, di incentivi e di incentivi, noi abbiamo la bolletta elettrica più alta di tutta Europa perché il ristoro degli incentivi è lì e paga sempre la signora Maria, paga la fascia debole perché dobbiamo dare ristoro rispetto agli incentivi. Quindi non possiamo fare una rincorsa su questo tema senza porci delle domande e le domande sono queste.

Le misure di sostegno sono le più creative e che la rete di questa economia sociale abbia una sua importanza non lo metto in dubbio e in parte si innesta anche con molte questioni che sono già nel novero delle questioni quotidiane; il farmers market, la filiera corta sono cose da incentivare perché lì c'è il produttore vero, non il produttore che per una questione personale, etica, culturale a volte, dice: "io vorrei fare questa cosa, datemi gli incentivi per farla". Questo è un paese che non se lo può più consentire, noi abbiamo bisogno di sostenere l'economia vera di questo paese, noi abbiamo bisogno di dare incentivi a chi veramente sulla terra impegna tutte le sue energie quotidianamente, e sa bene l'assessore che questi incentivi ci sono, ma è difficile a volte accedervi, devono passare attraverso forme associative. Guardate la questione che riguarda i caseifici sociali, un vanto per la nostra terra, per alcune province, che hanno un accesso burocratico che molto spesso racchiude insidie.

Perciò quando sento dire che questa rete e questi centri devono essere interlocutori privilegiati delle istituzioni e degli enti locali, io credo che interlocutori privilegiati delle istituzioni e degli enti locali devono essere le imprese che creano lavoro vero e che danno una risposta ad una esigenza che in questa società evoluta comincia ad essere pressante proprio con l'avvento della crisi economica, perché noi abbiamo bisogno di creare posti di lavoro veri, non di dare risposte ad esigenze parcellizzate che molto spesso hanno un risvolto puramente ideologico.

Quindi questa è una di quelle leggi che bonariamente - lo dico perché poi la stampa mi metta in bocca cose che effettivamente ho detto - definisco "una legge bandierina", che però ha molte contraddizioni rispetto anche al percorso legislativo che è stato fatto negli ultimi mesi, per cui anche voi chavisti dell'ultim'ora, ora che Chaves non c'è più, avete votato in questa Aula leggi che contraddicono in radice quello che c'è scritto qua, avete consentito che nella legge sull'attrattività ci fosse uno sbraco. Non ho sentito, al di là di qualche polemica, visto che parlate anche di ambiente, dire che sostanzialmente questa è la regione nella quale esiste un più alto numero di termovalorizzatori attivi, rispetto ai quali io sono assolutamente favorevole, ma forse c'è una capacità di termovalorizzazione che è esorbitante rispetto alle necessità che ha questa regione, quindi magari ci voleva il coraggio di dire che qualcuno andava spento, invece non ho sentito un grosso dibattito rispetto a questo.

Quindi, oltre ad essere - ed uso il vecchio termine - "una legge marchetta", come alcune altre che avete portato alla votazione di quest'Aula, è una legge che presenta anche alcuni spunti molto pericolosi e credo che siano anche spunti che fanno dubitare della costituzionalità di alcuni passaggi, ma poi è una legge che non dà assolutamente una risposta concreta ai reali bisogni di questa comunità emiliano-romagnola. Io capisco l'entusiasmo di chi dice: "questa è la prima Regione che fa eccetera", ma sono molto preoccupato naturalmente e credo che sia del tutto evidente che il mio sarà un voto decisamente e convintamente contrario.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie al consigliere Villani.

Non ho più nessun iscritto in dibattito generale, quindi procediamo all'esame dell'articolato. Prima di procedere, nomino scrutatori i consiglieri Paruolo, Mori e Pollastri.

Procediamo all'esame dell'articolato.

Articolo 1 - Principi.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 1 è approvato.

Articolo 2 - Finalità.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 2 è approvato.

Articolo 3 - Definizioni.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 3 è approvato.

Articolo 4 - Misure di sostegno.

Apro il dibattito generale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere relatore Favia. Ne ha facoltà.

 

FAVIA: Grazie, presidente. In questo articolo entriamo nell'ambito delle misure di sostegno. Questa legge si prefigge tutta una serie di risultati pratici sul sostegno, dalla finanza etica e mutualistica all'agricoltura di prossimità eccetera. Ha anche, però, come dicevo in premessa, un aspetto innovativo, che è questo di coinvolgere queste realtà, che sono totalmente avulse dalla politica istituzionale, a dei tavoli, che noi istituiamo per legge, con i dirigenti e gli assessori della Regione che faranno le politiche pubbliche, cioè per la prima volta riusciamo ad avvicinare il mondo forse più lontano dalla politica, ma anche più politico (perché sono persone che per volontariato, con gesti, con azioni, con la loro vita tentano di cambiare la società), al mondo di chi prende le decisioni, di chi è nei palazzi della politica.

Ho sentito una critica in dibattito generale. Noi volevamo prevedere una delega, ma non era possibile, si può fare tecnicamente solo nella prossima legislatura cambiando delle norme, non si può fare con questa legge. Ma la delega non è uno strumento demagogico, la delega è il riconoscimento di questa materia specifica. Gli Assessorati sono pieni di deleghe, non è che una delega comporta chissà cosa. Ci sono decine e decine di deleghe, ogni argomento trattato dalla Regione rientra in una delega specifica che va assegnata ad un assessore. Penso, quindi, che lo spirito dei proponenti sia stato frainteso perché la motivazione per cui abbiamo previsto questo ordine del giorno è semplicemente quella di dare piena attuazione alla legge.

Sulle critiche legate alle contraddizioni di quello che dice questa legge rispetto ad alcune politiche dico che questa sarà la sfida. Oggi la Regione si impegna, oggi, per la prima volta, con un testo chiaro. Se andrà in tutt'altra strada ne pagherà le conseguenze ovviamente, perché a questo punto riconosce un mondo che poi potrà anche parlare. A quel punto avrà ragione il consigliere Villani, questa sarà stata solo una legge di bandiera. Io credo invece che possa essere l'inizio per un nuovo approccio politico ed economico in questa Regione, una Regione che ha un'idea della democrazia partecipata relativa, che si basa su un verticalismo decisionale sviluppista, industrialista, ma credo che ci sia una minoranza culturale e politica, che sta crescendo, che pensa ad una nuova organizzazione della società, ad un nuovo concetto di scambi economici tra i cittadini e che vuole tramutare questi pensieri, questa cultura in azioni di governo. Vedremo cosa succederà nei prossimi anni. Per il momento abbiamo il dovere di dare fiducia e di provare a smuovere qualcosa perché la cultura politica che governa questi territori possa fare un salto in avanti, come diceva il consigliere Naldi, un salto verso il futuro. Ne abbiamo veramente bisogno, la crisi non si può affrontare mettendo in campo gli stessi sistemi che hanno provocato la crisi.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Favia.

Siamo sull'articolo 4 e siamo in dibattito generale. Nessun altro chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 4 è approvato.

Articolo 5 - Strumenti.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 5 è approvato.

Articolo 6 - Forum Regionale dell’Economia Solidale.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 6 è approvato.

Articolo 7 - Tavolo Regionale permanente per l’Economia Solidale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Favia, ne ha facoltà.

 

FAVIA: Grazie, presidente. Intervengo sull'ordine dei lavori perché sto riscontrando che non si sta quasi votando, quindi le chiederei di sollecitare i consiglieri ad alzare la mano.

 

PRESIDENTE (Costi): Consigliere, la ringrazio, però gli scrutatori mi stanno aiutando, per cui siamo a posto.

Articolo 7 - Tavolo Regionale permanente per l’Economia Solidale.

A questo articolo è stato presentato l'emendamento 1 a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei. Apro il dibattito generale su emendamento e articolo 7. Nessuno chiede di intervenire. Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 1, a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 7 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 7 è approvato.

Articolo 8 - Osservatorio e Portale Web dell’Economia Solidale.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto.

Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto, quindi metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 8 è approvato.

Articolo 9 - Clausola valutativa.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire.

Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 9 è approvato.

Articolo 10 - Norma finanziaria

Su questo articolo insiste l'emendamento 2 sempre a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei. Apro il dibattito generale su emendamento e articolo 10. Nessuno chiede di intervenire. Apro per dichiarazione di voto. Nessuno chiede di intervenire.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'emendamento 2, a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l'art. 10 così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'art. 10 è approvato.

Poiché abbiamo finito l'esame dell'articolato, apro le dichiarazioni di voto congiunte sulla legge e sull'ordine del giorno presentato a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei.

Vi ricordo che può intervenire un consigliere per gruppo, sempre che un consigliere non voglia esprimere un voto diverso rispetto al gruppo.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bazzoni in dichiarazione di voto per il gruppo di Forza Italia. Ne ha facoltà.

 

BAZZONI: Grazie, presidente. C'era un comico qualche anno fa che diceva: "le so tutte", ecco, anche voi le sapete tutte per annichilire l'imprenditoria e costruire una presunta società etica a vostro uso e consumo. Leggendo questa proposta di legge la prima considerazione che mi è venuta in mente è che l'economia reale sta sempre venti passi più avanti di voi e ancora oggi la vera sfida è il neoliberismo. Nel 2009 l'economista Mario Pianta, nel dare una definizione di economia solidale, ha sostenuto: "proponiamo di definire "l'altra economia" come il sistema di attività economiche che producono beni sul mercato, servizi legati all'azione dello Stato e attività sociali che hanno l'obiettivo di migliorare il benessere dei cittadini, la solidarietà sociale e la sostenibilità ambientale. I soggetti che realizzano tali attività sono organizzazioni economiche, imprese e cooperative sociali, associazioni, comitati, reti, fondazioni che si sottraggono alla logica di una produzione di mercato finalizzata solo al profitto e che sono autonomi dal potere dello Stato. Potremmo dire che "l'altra economia" è il tentativo di ricomporre la divaricazione tra comportamenti economici e dimensione sociale in una prospettiva di sostenibilità ambientale". Se così è, questa proposta di legge è un vero scempio dell'economia solidale perché i contributi delle Regioni sono figli del potere dello Stato e anche se li connotiamo come solidali, non hanno nulla di etico. Qui si nasconde ancora una volta quell'orrenda attitudine di una classe politica di arrogarsi il diritto di ridistribuire, a seconda delle proprie filosofie e percorsi, il reddito. Faccio presente che la banca etica è finanziata anche con i soldi delle casse, ad esempio, dei Comuni, che di etico, visto il debito del nostro Stato a cui anche questi sprechi contribuiscono, non hanno niente, anzi, sono ascrivibili allo spreco.

È un comunismo serpeggiante e viscerale il vostro, che continua ad ignorare il fatto che là fuori c'è una crisi e che non si può continuare a drogare il mercato. In questo specifico caso, inoltre, a parere mio, togliete dignità a delle risposte alla crisi anche intelligenti, come quelle trovate, ad esempio, in agricoltura, per piegarle alle vostre esigenze di filiera partitica, neppure più politica.

Nel mezzo di una crisi come quella che stiamo attraversando, il pubblico dovrebbe ritirarsi, pesare sempre meno sui cittadini, farsi piccolo piccolo sul fronte del prelievo fiscale e rilanciare invece una stagione di investimenti in tecnologie e infrastrutture a favore delle imprese e dei giovani. Questo sì che sarebbe veramente etico e morale. La disaffezione al voto dovrebbe farvi comprendere anche questo aspetto molto prosaico delle richieste degli elettori. In quest'Aula, però, la crisi non si vive, si commenta e basta come fanno i commentatori calcistici, non sapendo neppure che faccia ha la crisi perché le facce della crisi sono le facce degli imprenditori e se li si conoscesse, non presenteremmo all'ultima Assemblea legislativa disponibile una siffatta proposta di legge dove si chiedono soldi, agevolazioni, interlocuzioni privilegiate, investimento per il credito, spazi, addirittura portali web dedicati ad esigenze di nicchia.

Mi sia concesso un ragionamento molto banale. Un imprenditore emiliano-romagnolo, al quale Renzi ha aumentato pure l'IRAP, deve versare i denari nelle casse della Regione non per ricevere servizi, ma per trovarsi un sito istituzionale, pagato proprio dalla Regione, dedicato ai suoi diretti concorrenti, solo perché voi, novelli "e-comunisti", avete sposato le filosofie economiche ambientali dei Barbapapà, che in un'economia reale non esisterebbero se non ci fosse chi paga per loro. In questa Regione una volta c'era il comunismo, oggi c'è l'"e-comunismo" marginale. All'articolo 1, comma 3, penultimo capoverso, sarebbe addirittura commovente se non grottesca la citazione della "convivialità", parola che debutta per la prima volta nella vostra sterminata raccolta di leggi. Presto sostituiremo, e forse sarebbe anche un bene, il trasporto pubblico regionale con il "bla-bla-car", oppure sostituiremo la Cassa Depositi e Prestiti con la banca etica. Voi "vetero-e-comunisti" marginali conservatori siete solidali con tutti, e con tutto, fuorché con i cittadini e gli imprenditori italiani che vi pagano.

Per questi motivi voteremo contro.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Bazzoni.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, sempre sull'ordine del giorno e il testo della legge, il consigliere Naldi per il gruppo Sinistra, Ecologia e Libertà-Idee Verdi. Ne ha facoltà.

 

NALDI: Grazie, presidente. Naturalmente la mia è una dichiarazione di voto a favore sia dell'ordine del giorno che del testo di legge, però vorrei cogliere questa occasione per spendere l'ultima possibilità di portare qualche elemento di riflessione tenendo conto delle obiezioni che sono state fatte. A me dispiace non avere avuto la capacità di trovare anche in Commissione le parole e gli argomenti per convincere il consigliere Mandini sull'utilità di questa legge alla quale abbiamo lavorato per così tanto tempo. Spero che in futuro magari troveremo altre occasioni per poterci confrontare...

 

(interruzione consigliere Mandini)

 

Magari anche ai giardinetti, su una panchina. Siccome è stato sollevato un punto preciso... adesso sono anche un po' in imbarazzo perché sto parlando con una persona che se ne sta andando via parlando al telefono, comunque proviamo ad andare avanti ugualmente... stavo rispondendo ad una sua obiezione...

 

(interruzioni)

 

Della legge elettorale, se permette, ne parliamo quando è il momento, perché se tutte le discussioni sono condizionate, su qualsiasi tema siano, da un capoverso o da un punto della legge elettorale, diventa difficile qualsiasi tipo di confronto.

È stato obbiettato che questa proposta di legge contiene dei principi apprezzabili (parlo delle obbiezioni del consigliere Mandini), però non è adeguatamente finanziata nell'unico punto che sarebbe utile finanziare. Ora, per la verità, questa legge è corredata di una scheda tecnico-finanziaria, che è possibile perché nell'assestamento di bilancio sono stati accantonati 150 mila euro che servono per finanziare la legge non tanto per il funzionamento ordinario delle strutture previste dalla legge, che praticamente non costano niente, ma per finanziare in particolar modo (ammesso che abbiamo le condizioni per farlo da qui alla fine dell'anno, cosa che credo che risulti piuttosto improbabile, ma si è voluto lanciare comunque questo segnale) la finanza etica a sostegno dell'economia solidale, per, diciamo così, agevolare il finanziamento della finanza etica a sostegno dell'economia solidale.

Per quanto riguarda invece gli interventi del consigliere Villani e del capogruppo Bazzoni, loro insistono su una lettura tutta ideologica, tutta girata all'indietro, ma secondo me (adesso poi siamo tutti in campagna elettorale, questo è abbastanza evidente dagli interventi che vengono fatti) non hanno capito granché di quello che stiamo effettivamente discutendo e del mondo che qui cerchiamo di rappresentare. Noi ci siamo confrontati, per fare questa legge, con decine di persone che fanno di mestiere gli imprenditori, lo fanno in quel settore, sono imprenditori. Della terra hanno bisogno giovani imprenditori contadini che hanno una possibilità troppo limitata ancora di terra e che avrebbero bisogno di un sostegno da questo punto di vista. Ci sono giovani che vorrebbero entrare in questo settore per fare questo mestiere, ne avremmo un bisogno enorme, lo diceva anche l'assessore Rabboni quando ha illustrato il Piano di sviluppo rurale. Sono previsti anche dei finanziamenti europei per favorire il reinsediamento, il ringiovanimento degli agricoltori, degli imprenditori agricoli, quindi perché se detta nel Piano di sviluppo rurale è una cosa condivisibile e qui invece è una bestemmia bolscevica? Questa è una cosa che mi sfugge, non ho capito perché qui non se ne possa parlare. Ci sono terre demaniali inutilizzate, perché non possono essere messe a disposizione come si cerca di dire qui? Le monete complementari, poi, si stanno affermando in alcune realtà e anche in maniera consistente, in alcuni casi promosse da associazioni imprenditoriali. Ce n'è una ad Imola se volete andare a vederla. Chilometri zero e agricoltura di prossimità, poi, sono stati dei punti qualificanti dei Ministeri dell'Agricoltura durante la gestione di Alemanno e di Zaia perché avevano capito che sono temi cruciali per la salvaguardia della nostra agricoltura. Questo è quello che volevo dire solo per fare alcuni esempi.

Finisco ringraziando, credo a nome di tutti coloro che hanno seguito l'iter di questa legge, oltre a tutti quelli che ho richiamato prima, anche Egle Beltrami, che è stata fondamentale collaboratrice di tutti quanti noi.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Naldi.

Ha chiesto di parlare la consigliera Paola Marani per il gruppo del Partito Democratico. Ne ha facoltà.

 

MARANI: Grazie, presidente. Nel dichiarare il voto favorevole del gruppo del Partito Democratico sia alla legge che all'ordine del giorno, vorrei, richiamando anche gli interventi dei colleghi Bazzoni e Villani, tentare di inquadrare questo provvedimento dentro ad un percorso coerente che ha visto questo provvedimento dentro una filosofia e a una visione di politiche e di futuro che sono assolutamente in contrasto con le critiche che sono state mosse a questo provvedimento. Se da una parte viene posto un invito al pubblico di ritirarsi e dare più spazio e protagonismo alle nuove risorse di giovani e di imprese, dall'altra sono proprio i provvedimenti che tendono a leggere questo protagonismo e questa forza che ha la nostra comunità regionale così vivace negli aspetti che questa mattina sono stati richiamati e anche nella capacità nostra di cogliere questo protagonismo per avvicinare davvero le politiche al mondo reale, attraverso un principio che è il principio per cui il futuro della nostra regione, il futuro delle nostre comunità è un futuro che vede proprio in queste forme sussidiarie la prospettiva anche del nostro modello di sviluppo.

E allora come non ricordare il concetto della sussidiarietà, che costantemente viene richiamato da chi la sbandiera e poi, nel momento in cui si adottano provvedimenti in tal senso, rinnega il filo di coerenza che esiste nei provvedimenti che questa Regione ha messo in campo. Pensate a quale tipo di collegamento in effetti c'è tra la legge che ci apprestiamo ad approvare e quelli che sono stati importanti provvedimenti discussi proprio in quest'Aula, come la legge sulla cooperazione sociale recentemente approvata, la legge sul caregiver. Come possiamo dire che non sia questa una valorizzazione di un protagonismo e anche di un modello imprenditoriale che vede davvero centinaia e centinaia di persone, spesso giovani, affacciarsi a questo mondo con nuovi modelli e nuove forme di economia che hanno un grande valore dal punto di vista di quelli che sono anche i contenuti del modello che si prefigura? Come non ricordare, così come è richiamato anche dall'ordine del giorno, come ci siano dentro le pratiche che vengono richiamate e che la legge cerca di sistematizzare rendendole davvero pratiche che si possono tradurre in politiche che accomunano tutti i settori e tutte le politiche di questa amministrazione regionale, dalla finanza etica all'agricoltura sostenibile, alle diverse forme di tutela del territorio e dell'ambiente?

Purtroppo rispetto alla materia dell'ambiente non siamo riusciti a portare all'approvazione di questa Assemblea la legge sulla riduzione dei rifiuti, che è un provvedimento assolutamente coerente con quelle che sono le tematiche che sono contenute in questa legge.

Venivano citate prima dal collega Naldi le politiche agricole sia sul chilometro zero che le politiche commerciali su tutta la filiera dell'ecosolidale. Nelle politiche abitative vi è un grande tema sull'housing sociale, dove anche lì abbiamo nuove modalità e nuove frontiere per rispondere a quello che è un grande tema: l'emergenza abitativa. Così come anche sui trasporti abbiamo più volte posto il tema della cosiddetta "cura del ferro" come una delle più grandi sfide rispetto anche ad un modello di sviluppo dei trasporti all'insegna della sostenibilità.

Ebbene, tutti questi temi, tutti questi contenuti che hanno visto - ripeto - provvedimenti legislativi importanti, e che hanno visto anche l'avvio in commissione della discussione su altri provvedimenti che stanno all'interno…

 

PRESIDENTE (Costi): Consigliera Marani, la prego di avviarsi a conclusione, ha esaurito il suo tempo. Prego.

 

MARANI: …sono i temi che nella legge richiamano la prossima Amministrazione regionale ad un impegno su due elementi importantissimi: un coordinamento attraverso un tavolo regionale di lavoro, e una delega specifica da affidare a chi potrà, rispetto a queste politiche, richiamare un lavoro organico della Regione Emilia-Romagna.

Pertanto, credo che questa non sia una legge bandiera; credo che questa sia una legge che riassume molti altri provvedimenti, e che in qualche modo inquadra le questioni richiamate al modello di sviluppo che si prefigura per questa Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Marani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Sconciaforni. Ne ha facoltà.

 

SCONCIAFORNI: Grazie, presidente.

Mi interessa solo lasciare agli atti la dichiarazione di voto favorevole che voglio fare rispetto a questa legge. Francamente non ho capito le obiezioni che sono state sollevate, poco motivate nel migliore dei casi, nel peggiore poco più che dichiarazioni da cabaret. Invece considero positiva questa legge, positivi i suoi fini. Una legge nient'affatto aleatoria, nient'affatto astratta, ma che introduce per la prima volta elementi di concretezza, anche economica, a sostegno di esperienze già esistenti, che sono sempre andate avanti da sole. Mi riferisco a quel mondo, a quella rete di economia solidale che già da tempo per fortuna esiste, che spesso ha dovuto arrangiarsi e che oggi non solo viene riconosciuta e legittimata dalla Regione, ma viene anche sostenuta concretamente. E quando si parla di sussidiarietà, termine che io non considero di per sé positivo, a differenza di altri miei colleghi, ci tengo a dire che, in questo caso, parliamo di forme di sussidiarietà positive, cioè forme di sussidiarietà che non vengono introdotte per privatizzare o smantellare il pubblico, come spesso succede, ma al contrario per integrare e rafforzare un servizio pubblico che, se non ci fossero queste forme, sarebbe sicuramente più debole, penso ad esempio alle esperienze delle banche del tempo.

Per tutti questi motivi, considero questa legge positiva e concreta, e la voterò convintamente. Visti i ringraziamenti, io invece tengo a ringraziare chi dall'inizio, dal secondo giorno in cui ci siamo insediati in questa legislatura, ha cominciato a lavorare, a spendersi con passione per questa legge, in cui all'inizio nessuno credeva, rispetto alla quale vi erano molti dubbi che potesse arrivare, invece il consigliere Naldi, che si è attivato per primo con determinazione, ha portato in porto questa legge importante, per questo quindi voglio ringraziarlo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Sconciaforni.

Ha chiesto di parlare il consigliere Cavalli. Ne ha facoltà.

 

CAVALLI: Grazie, presidente.

Oggi avrebbe dovuto intervenire il mio collega Manfredini, che come tutti sapete è assente per problemi di salute, quindi a me il gravoso compito di sostituirlo.

Parto da una considerazione molto semplice: ci siamo confrontati con il collega Naldi, questi mi ha fatto alcuni esempi di economia solidale, mi ha parlato del progetto di Fidenza, sui quali mi sono informato e che ho condiviso, tutti esempi bellissimi che possono essere attuati, ma credo che effettivamente non abbiano nulla a che fare con ciò che stiamo votando oggi.

Con riferimento soprattutto ad alcune tematiche, parlando con gli agricoltori, parlando di questa legge, molti hanno sorriso, altri hanno scosso la testa. Stiamo parlando dei problemi dell'agricoltura, di cose fattibili, di chilometro zero, salvo scoprire che qualcuno va al supermercato a comprare la frutta per andare a rivendersela sui banchetti lungo la strada.

Noi dobbiamo essere seri: dobbiamo dire che aiutiamo l’agricoltura, che aiutiamo i giovani ad entrare nel mondo dell'agricoltura, con finanziamenti, con un PSR che abbiamo approvato, su cui noi ci siamo astenuti, in cui però abbiamo visto molti punti a favore.

Non voglio ripetermi rispetto ai colleghi Villani e Bazzoni, dico solo che si tratta di una legge che convintamente non voteremo, perché siamo convinti che rispecchia una tipologia di politica che non ci appartiene. Ribadisco quindi che convintamente voteremo contro questo progetto di legge. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Cavalli.

Ha chiesto di parlare la consigliera Barbati. Ne ha facoltà.

 

BARBATI: Grazie, presidente.

Sebbene il mio collega abbia già spiegato la nostra posizione, intervengo perché sono stata un po' tirata per i capelli. Il mio è un partito piccolo, che fa quel che può. Ho sottoscritto questa legge il 14 novembre 2013, in tempi non sospetti, perché sono convinta che questo sia un tema importantissimo, quindi a me dà fastidio che diventi una specie di cartello elettorale per qualche singola forza, non rispettando chi, in maniera molto corretta, prende atto che alcuni emendamenti in parte stravolgono il senso di quanto all’epoca avevo sottoscritto, contro i quali non posso farci assolutamente niente. Tanto è vero che io mi sono astenuta e che il nostro sarà un voto di astensione.

Il tema è assolutamente importante per la nostra Regione, un tema che forse avrebbe dovuto essere portato in Aula prima, proprio per evitare i sospetti che sia più che altro una bandiera elettorale. Dalla scheda finanziaria si evince chiaramente che è senza oneri per la Regione, circostanza che trovo molto particolare, perché secondo me noi avremmo dovuto puntare - non siamo riusciti a farlo - a mettere, se crediamo in certe azioni, anche dei fondi, perché con il niente si fa poco, e se di buona volontà si tratta, tanto vale allora lasciarla al privato che in questo settore mette tantissima buona volontà, che è la ricchezza di molti nostri territori (anche della montagna), che ne hanno tanto bisogno.

Non voglio che il mio partito sia tacciato di scarso interesse nei confronti di questo settore, forse semplicemente non vogliamo sfruttare questo settore e questo importante passo della nostra Regione per farne una bandiera elettorale. Forse è stato detto in modo forte, ma in effetti ormai abbiamo tutti questo dubbio. Pertanto, noi ci asterremo. Avremmo voluto cose diverse, non voteremo contro perché il tema è importante, certo che è una circostanza alquanto singolare che in questo momento, a fronte della chiusura anticipata della legislatura che il 14 novembre 2013 non potevamo certo prevedere, noi andiamo ad impegnare la futura Giunta a fare addirittura una delega in questo senso. Non so quale sarà il programma del partito che governerà questa Regione, mi auguro che tenga presente questo tema, è evidente però che non sono certo le sovrastrutture che vengono chieste, quali tavoli permanenti, consulte e commissioni, che fanno sì che una cosa vada avanti, anzi più creiamo sovrastrutture più paletti mettiamo ad una cosa che in questa Regione dovrebbe procedere ben diversamente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliera Barbati.

Ha chiesto di parlare il consigliere Defranceschi. Ne ha facoltà.

 

DEFRANCESCHI: Grazie, presidente.

L’animosità su questa legge mi lascia abbastanza perplesso, perché è un’animosità sproporzionata. Peraltro, nei quattro anni e mezzo che ci sono stato raramente mi è capitato di vedere in quest’Aula una legge che nasce dal territorio, che nasce dalle persone, che nasce dai diretti interessati, che fa gli interessi dei diretti interessati, quando invece gli interessi dei cittadini normalmente sono calpestati in funzione di interessi superiori o di categorie superiori, ben più forti e ben più importanti, quindi la circostanza mi stupisce abbastanza.

Ho ascoltato, come al solito, la lettura del compitino del capogruppo del Pdl che ha citato perfino Barbapapà. Volevo fare una battuta e chiedergli se per caso non gliel’avesse scritto proprio Barbapapà, siccome però la sigla di Barbapapà l’ha scritta Roberto Vecchioni, che amo molto, mi asterrò dal farla. Ma sentire oggi in quest’Aula attaccare un sistema di acquisto e di imprenditoria diverso, e sentirlo attaccare da qualcuno che mi racconta le bellezze del neoliberismo, qualcuno che è responsabile dello sfascio economico ed imprenditoriale di questo Paese, che è stato distrutto nella sua parte economica e, di conseguenza, nella sua parte culturale ed etica proprio dal modo in cui è stato amministrato, mi lascia stupito. Il nostro Paese infatti ha concesso a chiunque si spacciasse per imprenditore, con le pezze da qualche parte o meno, ma che semplicemente avesse i contatti e gli agganci giusti di proliferare, di fare soldi - ovviamente a spese di qualcun altro -, di non pagare le tasse portando i soldi all'estero, di prendere finanziamenti da questa Regione con le nostre tasse, per poi portare le sue aziende all'estero facendo anche cucù, insomma di fare tutto quello che voleva in nome proprio di questo neoliberismo. È questo infatti il concetto che ha dominato ventidue anni di questa politica, terminata con un responsabile che è stato ovviamente incriminato per avere evaso qualche milioncino di euro, e per avere poi convinto qualche giudice che andava bene così.

Ebbene, che questo oggi mi venga portato a modello, sarà la fine della legislatura, sarò stanco anch'io, ma comincia a farmi abbastanza schifo, soprattutto perché si vuole attaccare e si vuole condannare qualcuno che peraltro finora, e sono convinto che non lo farà, non ha dato fastidio a nessuno. Ora, probabilmente essendo io fruitore di vari GAS da parecchi anni ho un interesse diretto e concreto, ma francamente tutta questa animosità nei confronti di cittadini che si mettono insieme semplicemente per condividere non solo un aspetto economico di rifornimento alimentare o di materiale energetico, ma anche un modo di vivere diverso, mi stupisce. Lasciateci avere una visione diversa, lasciateci pensare che il mondo non sia ridotto davvero nel modo in cui l’avete ridotto voi, lasciateci avere una piccola speranza, lasciateci guardare al domani in modo un po’ diverso rispetto a quello che avete cercato di spacciarci voi anche attraverso i vostri mille sistemi di convincimento dell'opinione pubblica. Sostanzialmente, per cortesia, lasciateci liberi.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Defranceschi.

Se nessun consigliere chiede di parlare metto in votazione, per alzata di mano, l'ordine del giorno oggetto 4738/1, a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Costi): L'ordine del giorno è approvato.

A questo punto, si proceda alla votazione dell'intero testo di legge, con l'uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Costi): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

37

Assenti

 

13

Favorevoli

 

26

Contrari

 

8

Astenuti

 

3

 

Proclamo pertanto approvata la legge riguardante «Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale.»

 

OGGETTO 5673

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta: «Norme in materia di cinema e audiovisivo» (105)

(Relazione e discussione)

(Ordine del giorno oggetto 5673/1 - Presentazione) (118)

 

PRESIDENTE (Costi): Proseguiamo i nostri lavori con l’oggetto 5673.

Il testo è stato licenziato dalla Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro e Sport nella seduta del 10 luglio 2014.

È composto da 17 articoli e corredato da regolare scheda tecnico-finanziaria.

Il relatore della commissione, consigliere Thomas Casadei, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

La parola al consigliere Casadei per svolgere la relazione. Prego.

 

CASADEI, relatore: Grazie, presidente.

Anche questo è un provvedimento frutto di un percorso articolato e partecipato. Per descriverlo parto da un rapporto importante, un rapporto di ricerca che è stato realizzato dalla Fondazione "Rosselli" per Luce Cinecittà con la supervisione della Direzione Generale di Cinema-MiBACT, il cui titolo è significativo: "Il senso del cinema e dell’audiovisivo per i territori", una pubblicazione importante. Credo che questo titolo ci restituisca il senso del provvedimento e del testo che andremo a discutere.

Ci siamo chiesti - credo che questo sia stato un lavoro importante, corale, collettivo, e da tempo si sentiva il bisogno di questo approccio - quale fosse il senso del cinema e dell'audiovisivo per il territorio regionale. Il nostro è un territorio che in questo settore, negli anni, ha dato importanti segnali di vitalità. Credo che ci sia, e che sia doveroso riconoscerlo, una rete di professionisti dal valore artistico riconosciuto nei confini nazionali ed internazionali, una rete di eccellenza. Occorre ricordare che l'Emilia-Romagna è stata la Regione che per prima ha dato vita ad una Film Commission in Italia.

Era tempo però - vi era attesa - di una nuova riflessione, di un nuovo approccio rispetto al senso del cinema e dell'audiovisivo nel territorio regionale, alla luce di una serie di innovazioni e di nuove sfide. Il fatto di averlo colto e di avere fatto un lavoro molto accurato anche in termini di messa a punto, di discussione, di riflessione credo sia stato importante. Per questo ringrazio l'assessore Massimo Mezzetti, i servizi che hanno lavorato a questo testo.

Si tratta quindi di un testo frutto di un percorso, che ha visto innanzitutto un'opera di ascolto di tutti i soggetti che, a vario titolo, sono parti attive nei processi di creazione, di produzione, di distribuzione, di promozione, di valorizzazione e diffusione dei prodotti cinematografici e audiovisivi. Questo percorso è stato peraltro reso possibile dal lavoro dell'Assemblea legislativa, di tanti consiglieri che, a partire dal loro territorio, conoscono l'importanza e il ruolo di aggregazione sociale delle sale cinematografiche, che conoscono l'importanza della creatività e dell'industria creativa, dei giovani, della produzione di cinema e audiovisivo, di documentari indipendenti, e che hanno intravisto le potenzialità di un nuovo settore produttivo. In tal senso, c'era bisogno di una nuova visione, di interpretare questo senso del cinema e dell'audiovisivo per i territori. Abbiamo cercato di farlo, e lo facemmo già con una risoluzione che fu presentata il 18 settembre 2013, una risoluzione che mettemmo a punto insieme con i colleghi Grillini e Favia, che poi fu firmata in maniera trasversale da molti colleghi.

Fu quella risoluzione, che si intrecciò con il lavoro peraltro già attivato dall'assessore Mezzetti, che ci consentì di mettere a fuoco il nuovo approccio, il nuovo modo di interpretare la produzione cinematografica e audiovisiva in questa Regione. Un approccio che tiene insieme il valore culturale, il valore in termini di qualità, di qualità della vita, della produzione cinematografica e audiovisiva, ma anche - ecco l'innovazione - il bisogno di interpretare questo settore in termini di economia, in termini di occupazione e di lavoro.

Un nuovo bacino produttivo: questo è in parte già potenzialmente nel nostro territorio regionale un dato di fatto. Ma questa legge vuole riconoscere e promuovere la possibilità di realizzare un vero e proprio distretto cinematografico e dell'audiovisivo su scala regionale, ramificato nei territori. Ed è questo il senso anche di un'opera di dialogo, di messa a punto di alcune parti significative del testo, che è stata prodotta dall'assessorato alla cultura, dall'assessorato alle attività produttive, dall'assessorato al turismo, dall'assessorato alla scuola e alla formazione, e immagino che a questi ovviamente debba intrecciarsi tutto il comparto che riguarda le politiche giovanili. Si tratta quindi di nuova visione, una visione di sistema, e questa è una legge di sistema, una legge che era attesa, che era richiesta, che ha richiesto tempo per la sua messa a punto, che oggi finalmente possiamo discutere e auspicabilmente approvare.

Si tratta di una legge che peraltro - credo che sia importante segnalarlo - prevede già, grazie a quella combinazione di settori, di assessorati, quindi di possibilità di accesso ai fondi una serie di investimenti, che saranno possibili grazie ad "Europa Creativa 2020", ma grazie anche al fatto che da oggi, nella nostra Regione, il settore cinematografico e audiovisivo è un comparto significativo del tessuto produttivo economico, che può avere grandi e importanti ricadute in termini di potenziale nella valorizzazione del territorio, nella promozione turistica dei luoghi, di tutti i luoghi della nostra Regione, ed è un settore che richiede - questa è un'altra importante innovazione - il riconoscimento di capacità e di competenze tecniche. Pensate a tutto ciò che ruota attorno ad una produzione cinematografica, alla produzione di un audiovisivo, serve studio, rigore e cura dei dettagli, servono delle competenze che è bene riconoscere, supportare e valorizzare, donde l'innesto con il settore della scuola, della formazione, e la possibilità di vedere il riconoscimento di nuove forme di capacità tecnica e professionale. Tutto questo, ovviamente, rimanda alla possibilità di un nuovo bacino produttivo, un bacino produttivo che nella nostra Regione impiega già migliaia di persone, che fa vivere già, anche se con difficoltà, proprio perché mancava una legge di sistema di supporto, diverse imprese.

La sfida è vedere come, dopo l'approvazione di questa legge, ci sarà uno sviluppo di questo settore, di questi settori, di questi mondi. Sono mondi che intersecano anche quella rete straordinaria di sale cinematografiche che nella nostra Regione rappresentano un patrimonio, un patrimonio collettivo, un patrimonio ad alto interesse di aggregazione, un interesse pubblico, pensate al ruolo delle sale cinematografiche nei centri storici, pensate anche al ruolo di tutti quei luoghi in cui si svolge l'attività di cineforum, di rappresentazione di documentari, di audiovisivi di qualità, sono dei luoghi che hanno una funzione importante, che va riconosciuta e supportata.

In tal senso, la nostra Regione in questi anni ha dimostrato un’intuizione importante, perché alcuni provvedimenti, penso in particolare a quello relativo alla digitalizzazione dei sistemi di proiezione nelle sale, che hanno visto investimenti importanti, 4 milioni di euro dall'assessorato alle attività produttive, che hanno riconosciuto un tessuto che non può assolutamente essere lasciato a se stesso.

Sono tanti quindi gli ambiti e i mondi che questa legge va ad intersecare, e l'idea che già nella risoluzione che presentammo nel settembre scorso si dovesse rafforzare e riorganizzare la Film Commission Emilia-Romagna trova in questo testo di legge il suo esito compiuto. In quella risoluzione vi era il richiamo ad una serie di impegni che sono stati, in maniera conseguente, assunti dall’assessore Mezzetti e da tutti coloro che hanno lavorato a questo provvedimento. È fondamentale concepire il settore cinematografico e dell'audiovisivo - così era scritto nella risoluzione - come un settore chiave di rilancio di un'economia di qualità, in conformità agli indirizzi del progetto comunitario “Europa Creativa 2020”. Si tratta quindi di un progetto che guarda al futuro, che guarda all'Europa, che ci consente una programmazione (dal 2014 al 2020) che potrà contare su investimenti, si può immaginare una cifra importante che potrà ruotare intorno ai 14 milioni di euro in termini previsionali.

Ebbene, è una legge che consente - e qui la sfida, e dovremo vedere anche la capacità di portarla avanti - all’Emilia-Romagna di diventare un distretto produttivo di tipo nuovo. Nella nostra Regione esiste già da tempo - penso al territorio bolognese -, grazie ad una serie di istituzioni, ma soprattutto di professionisti, di imprese culturali, un vero e proprio distretto del multimediale. Ci sono degli esempi concreti in tal senso, basti pensare ad alcuni festival cinematografici, Biografilm Festival, Future Film Festival, ma anche alle rassegne del Cinema Ritrovato che vedono un soggetto importante come la Cineteca di Bologna attivo nella promozione di una serie di attività che hanno una ricaduta importante, fondamentale in termini culturali, ma anche in termini economici. Ma in tutto il territorio regionale - sottolineo quest’aspetto che credo sia molto significativo -, grazie alla spinta della produzione indipendente, di tanti giovani creativi, di professionisti affermati che si cimentano in sfide importanti in termini di innovazione nel campo cinematografico ed audiovisivo, in tutto il territorio regionale - dicevo - abbiamo la possibilità di costruire delle reti distrettuali che possono davvero far fiorire questo distretto produttivo di tipo nuovo. Un distretto produttivo che cerca di valorizzare - nel testo di legge ci sono dei richiami importanti in questo senso - la produzione indipendente, il supporto ai giovani creativi, la produzione di qualità, tutto ciò che riguarda l’audiovisivo, il documentario, quindi le opere audiovisive e documentaristiche che svolgono un ruolo molto importante nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale, paesaggistico, socio-economico. Badate, colleghi, tutto questo ha a che fare certamente con chi rende possibili queste attività, chi le crea con grande dedizione, con capacità di ingegno e di intelligenza, ma tutto questo ha effetti importanti in termini di società regionale, in termini di cittadinanza, di cittadinanza attiva. Ce lo dice l'Europa: tutto questo settore richiede - credo che questo sia un altro aspetto della legge importante da sottolineare - un supporto anche in termini di alfabetizzazione, di valorizzazione, di produzione e di sviluppo della cultura legata al cinema, legata ad un approccio critico e costruttivo ai media. Pensate alla funzione dell'audiovisivo o di alcune opere cinematografiche per descrivere alcuni passaggi, alcune fasi storiche importanti, oppure per descrivere luoghi significativi. C'è un bisogno di continuare a sviluppare e rafforzare anche questo settore, che riguarda l'alfabetizzazione al cinema, ai media, il lavoro con le scuole, tutto ciò che peraltro la nostra Assemblea legislativa in questi anni ha contribuito a valorizzare. In questo senso penso al ruolo della nostra videoteca che, assieme ad interlocutori importanti, alla rete dei documentaristi dell'Emilia-Romagna, realizza alcune rassegne, alcuni percorsi, Cinema e Storia, Documentari a Scuola, Estate Doc, che spesso prevede anche dei focus sui diritti con una sezione dedicata. Insomma, una serie di attività che poi hanno una ricaduta, un effetto importante e significativo sul territorio.

A tal proposito, mi fa piacere ricordare il lavoro svolto dall’associazione GAER (Giovani Artisti Emilia-Romagna), che è una rete territoriale che vede il protagonismo di giovani creativi, ma anche delle istituzioni, che proprio nell'ultimo anno ha avviato un percorso che incrociava la produzione e la promozione di audiovisivi.

Il nostro tessuto regionale è quindi non solo pronto, ma ad alto potenziale di sviluppo. Per questo serviva una norma di sistema, per questo serviva il lavoro congiunto degli assessorati. Ringrazio davvero la Giunta nel suo complesso per avere in qualche modo saputo trovare forme di cooperazione che rendessero possibile una legge di sistema di questo tipo.

Questa legge contiene alcuni articoli significativi, importanti che vanno a toccare a trecentosessanta gradi tutte le forme dell’attività cinematografica ed audiovisiva. Li riprendo e mi avvio a concludere con riferimento ad alcuni articoli nello specifico. Abbiamo detto dell'importanza della formazione e dello sviluppo della nuove competenze tecniche e professionali. E qui c'è davvero una parte importante di sviluppo: la possibilità di tirocini, di forme di stage riconosciuti, che possono valorizzare le competenze nel settore cinematografico e audiovisivo. Ma è importante anche tutto ciò che riguarda il patrimonio, quindi la ricerca, la catalogazione, la conservazione, la valorizzazione del patrimonio cinematografico, i progetti di alfabetizzazione, quindi tutto ciò che è patrimonio e che può consentire azioni di sviluppo. La promozione di nuove industrie, e qui lo sviluppo di una imprenditorialità nuova, nuove filiere produttive, ricerca e innovazione tecnologica, attrazione di investimenti produttivi per l'insediamento di imprese, quindi nuove opportunità occupazionali e professionali, ossia lavoro, possibilità di generare lavoro, cogliere la sfida centrale dei nostri tempi.

Ma in questo percorso vi è un'altra sfida, una sfida che riguarda la produzione, ma anche la distribuzione di strumenti di produzione cinematografica ed audiovisiva, e qui l'Europa, il mondo, lo stare e il riuscire a portare prodotti di qualità in Europa e nel mondo. In tal senso il testo di legge - credo in maniera significativa - fa riferimento ad un supporto anche istituzionale, ad una infrastruttura che, a partire dalla Film Commission regionale, ma radicata sui territori, possa facilitare tutta una serie di passaggi tecnici, organizzativi e logistici, che consentano di promuovere in Europa e nel mondo le produzioni di qualità, ma anche l'accesso a forme di finanziamento in maniera nuova e importante.

Venendo ad alcuni articoli, fondamentale l'articolo 6, che richiamavo, che riguarda le sale cinematografiche, ma anche un aspetto specifico che era contenuto nell'articolo 9 della legge n. 13, che abbiamo recuperato nel testo di legge, che riguarda i circuiti relativi al piccolo esercizio cinematografico, le sale d'essai, perché? Perché questa rete funge in maniera importante da promotore della produzione di qualità, e svolge una funzione di aggregazione sociale di interesse collettivo, come dicevo in precedenza. All'articolo 8, un articolo importante, si fa riferimento alla Film Commission, alla nuova Film Commission, che avrà una nuova configurazione organizzativa che riguarderà l’assetto della Regione. Le attività di Film Commission, così come peraltro previsto dalle normative vigenti, avranno il compito di promuovere, anche con operazioni di marketing territoriale e di promozione delle professionalità del settore, tutto ciò che sarà la produzione cinematografica in Emilia-Romagna. A tal proposito, è importante anche la possibilità o, meglio, lo scopo di partecipare - articolo 9 - al coordinamento delle attività di Film Commission a livello nazionale.

L'articolo 10 rimanda al fondo regionale per l'audiovisivo. Anche questo è un tassello importante del mosaico rappresentato dai mondi della produzione, e qui il riconoscimento del valore strategico anche in termini di valorizzazione del territorio e del tessuto culturale, ambientale e paesaggistico della nostra Regione. Come tutto questo si configurerà è scritto nell'articolato, ma un passaggio straordinariamente importante riguarderà i cosiddetti programmi triennali di applicazione, le linee giuda e l’applicazione: il testo di legge è una legge di sistema, contiene delle linee guida. Per applicare, rendere possibile e ovviamente tradurre in pratica e prassi concreta servirà varare dei programmi regionali triennali. Nel testo di legge, e credo che questo vada a merito della Giunta e dell'assessore Mezzetti in particolare, con il quale abbiamo concordato, insieme con i colleghi che hanno lavorato al testo, i colleghi Grillini e Favia, un emendamento che abbiamo approvato in commissione, con cui abbiamo precisato il fatto che questo programma dovrà in qualche modo essere costruito attraverso un dialogo intenso e profondo con i rappresentanti delle associazioni di categoria e di settore, quindi un approccio di metodo che servirà a valorizzare un patrimonio plurale, molto articolato, molto diversificato, dove la qualità, il territorio, la capacità di valorizzare le competenze saranno dei criteri importanti per redigere tutto ciò che sarà la programmazione triennale.

Per quanto riguarda la parte economica, non ci sono variazioni rispetto alle schede tecnico-finanziarie. Ho fatto riferimento alla possibilità degli investimenti previsti grazie all'intervento della Regione, ma soprattutto all'accesso a finanziamenti di fondi europei, e credo che questo dimostri quanto la nostra Regione sappia anche innovare nel suo essere regione europea. Da tempo noi siamo la Regione che in alcuni ambiti riesce a valorizzare al meglio la possibilità di accesso e di utilizzo dei fondi europei. Con questa legge dimostriamo che siamo capaci anche di cogliere nuove sfide. Tutto ciò che riguarda il comparto di “Europa Creativa”, tutto ciò che riguarda un nuovo settore produttivo che attiene alla cultura, il settore cinematografico e audiovisivo, diventa una sfida anche in termini di accesso a finanziamenti, e ovviamente anche in termini di supporto a tutti i soggetti che potranno dedicarsi a questa nuova sfida.

Si tratta dunque di una legge di sistema, una legge che detta linee guida fondamentali, una legge che si propone un sostegno strategico, finalmente aggiungo, perché era tempo di vedere questa strategicità, quindi di comprendere quanto il senso del cinema e dell’audiovisivo per i territori diventi una strategia di azione politica ed istituzionale. Una legge che si propone di favorire l'occupazione e di consolidare le forme di lavoro esistenti, forme di lavoro non secondario, nel senso che i lavoratori del settore della cultura, dei settori creativi, del settore cinematografico e audiovisivo, non sono lavoratori di serie B, sono lavoratori e lavoratrici a pieno titolo, che meritano tutele, supporto e azioni di sostegno, perché questo è uno dei comparti che può consentire sviluppo, e ce lo dimostrano alcuni dati. Il settore della produzione cinematografica e audiovisiva, ma più in generale della cultura, assieme a quello del turismo, sono settori che vedono un segno positivo anche nella nostra Regione da qualche tempo, ed è per questo che devono diventare assi strategici.

Il sostegno alla produzione indipendente, ai giovani autori, alla produzione del nostro territorio regionale, al cinema di qualità sono altri aspetti politicamente rilevanti che orientano il testo. Infine, e lo rimarco perché penso sia davvero un passaggio di grande innovazione, l'attenzione alla formazione del personale di tutto il comparto della produzione cinematografica e audiovisiva, il supporto logistico e amministrativo, ossia il fatto di potere consentire al settore cinematografico e audiovisivo della nostra Regione di cogliere nuove sfide, contando sul supporto di una infrastruttura istituzionale che non dirige dall'alto, ma che contribuisce a promuovere, a sostenere e a supportare quella produzione di qualità, e soprattutto quell'azione e quel gesto di creatività che tante persone, tanti cittadini e cittadine della nostra Regione da tempo incarnano, e che meritavano di vedere riconosciuto in maniera così importante, in maniera strategica, come questa proposta di legge suggerisce. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Casadei. È aperto il dibattito generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Grillini. Ne ha facoltà.

 

GRILLINI: Grazie, presidente.

Quando i fratelli Lumière mostrarono per la prima volta un'opera cinematografica sembrò che nel mondo si fosse realizzata una magia: la riproduzione per immagini della realtà. Ovviamente c’erano altri modi per riprodurre le immagini, le grandi opere d'arte, la scultura, la pittura, l'architettura, era già stata inventata anche la fotografia, dal dagherrotipo in poi. Ma il cinema era qualcosa in più, con il cinema si poteva riprodurre, rendendola eterna, la realtà in movimento. La settima musa era una novità assoluta dal punto di vista tecnologico, fu una grande invenzione tecnologica, che modificò l'immaginario di milioni di persone per sempre, e che si accompagnò alla musica. La musica, come sappiamo, parla direttamente al cuore, sollecita direttamente le emozioni, ci permette di abbandonarci a pensieri e a modi di essere con un linguaggio anch'esso eterno. Il cinema è la stessa cosa. Il cinema, assieme alla musica, parla al nostro immaginario, trasforma le nostre emozioni in visione.

Il cinema ha avuto, nel corso dell'ultimo secolo, un effetto straordinario. Quando si parla di cultura, di cinema, di musica, molti pensano ad un qualcosa di immateriale, che non ha effetti sull'economia, in qualche caso si parla addirittura di spreco. Negli anni Cinquanta un ministro, che diventò tristemente famoso, parlò di "culturame". Spesso, dal punto di vista politico, vi è un fastidio addirittura nei confronti della cultura. La cultura è stata, tra l’altro, uno degli elementi di scontro negli ultimi vent'anni, quando gli esponenti di Forza Italia accusavano la sinistra di essere egemone in campo culturale, di avere addirittura costruito una dittatura che occupava le università. In effetti, onestamente, grandi intellettuali di destra negli ultimi venti, trent’anni non ne ho visti. Esibiscono tal Veneziani, ma mi sembra un tentativo alquanto disperato.

 

(brusio in Aula)

 

Dell'Utri. La cultura, anche attraverso il cinema, ha avuto effetti immensi sull'umanità e sulla sua storia. A volte è stata utilizzata anche per costruire un’egemonia. Basti pensare ad Hollywood, che non è stata soltanto la più grande industria cinematografica del pianeta, che adesso peraltro dal punto di vista del fatturato è stata battuta da Bollywood, una gigantesca industria cinematografica indiana, che produce film a manetta, di qualità discutibile, ma che a quel pubblico piacciono. Vi è poi l'industria cinematografica del Cairo per il mondo arabo. Adesso si sta sviluppando un'industria cinematografica nei paesi del BRIC. Hollywood - dicevo - è stato un enorme, e fruttuoso dal punto di vista dei profitti, e potentissimo strumento culturale, di egemonia politico-culturale nel mondo.

Pertanto, la cultura non è certamente neutra, anche se, come dicevo poc’anzi, qualcuno l'ha utilizzata anche come strumento di scontro politico. Perché noi che abbiamo presentato risoluzioni, interrogazioni a risposta immediata, poi di nuovo mozioni in Aula, qualcuna peraltro approvata all'unanimità, siamo così affezionati e così appassionati della settima musa? Lo siamo perché è un'occasione di valorizzazione culturale, e lo siamo perché rappresenta un'occasione di importante investimento anche produttivo. Io vorrei riprendere per i colleghi alcuni numeri che sono ricordati nella risoluzione che abbiamo presentato, che accompagna questo testo di legge, risoluzione - consentitemi - molto ragionata, molto studiata ed anche molto ben scritta, se ci si può permettere di lodare il lavoro svolto, in collaborazione con i tecnici, che ringrazio, con gli amici dell'associazione Cinema Arte di Venezia, nella quale abbiamo riversato alcuni dati rilevanti a proposito dell’importanza produttiva dell’industria culturale, delle industrie culturali e creative, ICC, un termine che peraltro somiglia molto ad ICT.

Ecco alcuni numeri: l'Emilia-Romagna comprende circa 32.000 imprese, l'8 per cento delle imprese regionali, con un'occupazione pari a 78.000 addetti, il 5 per cento degli addetti dell’intera economia regionale. Per quanto riguarda in particolare la filiera del cinema e dei video, comprendenti i settori della produzione, postproduzione e distribuzione di video, programmi televisivi, interessa circa 510 imprese, 1600 addetti. Secondo una recente ricerca della Fondazione Rosselli gli addetti sarebbero invece 3800, con 800 unità locali. Potremmo proseguire con altri dati contenuti nella risoluzione, ma vi invito a leggerla direttamente. Si tratta quindi di un importante comparto produttivo e occupazionale, ecco perché è stato giusto insistere in un rapporto con le attività produttive, è stato giusto che l'assessore Mezzetti rivolgesse alla Giunta l'invito a partecipare e a condividere a livello di spesa quest’impegno con l'assessorato alle attività produttive.

Dicevamo il cinema come importante realtà sociale. Noi stiamo assistendo, nel cinema, in questa fase, ad un'altra rivoluzione tecnologica equiparabile a quella dei fratelli Lumière. Perché le novità, le importanti novità della ICT hanno consentito di superare la pellicola tradizionale, che era molto costosa, pesante da lavorare, anche pericolosa perché incendiabile. Con l'audiovisivo ci sono luci e ombre, perché si pone tutto il problema della pirateria. Si sa: basta scaricare un programma e chiunque può scaricarsi il film preferito direttamente. Problema della pirateria che è stato risolto in malo modo, a mio parere, dal legislatore centrale, con la compensazione, per cui non riuscendo efficacemente a trovare un modo per garantire i diritti d'autore senza ledere le libertà personali nel rapporto con internet, è stata caricata una tassa aggiuntiva, a mio parere, assolutamente illegittima, sull'acquisto dei mezzi di produzione e riproduzione delle attività musicali e audiovisive. Non era questa la strada. Tanto è vero che le critiche da questo punto di vista sono state moltissime da tutti i settori, ma soprattutto dai consumatori. Non vi è dubbio però che un mix di situazioni quali la rivoluzione tecnologica, la possibilità di fruire l'opera cinematografica direttamente dalla propria abitazione, il venire meno di molte sale cinematografiche, i problemi urbanistici nei centri storici, la mancanza di parcheggi, la mancanza di fondi per ristrutturare l'esistente, anche di questo parla la nostra risoluzione. Di qui l'invito ad aiutare non solo il passaggio, che è stato fatto lodevolmente, credo di potere dire, non so se l'assessore mi potrà confermare nella sua replica che l'Emilia-Romagna è stata la Regione che ha aiutato di più il passaggio al digitale, che ha consentito di salvare il maggior numero possibile di sale, perché il passaggio al digitale è stato obbligatorio, quindi alcune sale hanno avuto molte difficoltà per i costi del passaggio al digitale. Devo dire che, da questo punto di vista, noi possiamo orgogliosamente rivendicare un dato assolutamente positivo sulle centinaia e centinaia di sale che in Emilia-Romagna sono passate al digitale. Ma il cinema, ed è questo il punto che mi interessa, perché sulla legge ha già detto il collega Casadei…

 

(brusio in Aula)

 

Adesso mi metto ad urlare al microfono e poi vediamo chi vince.

 

PRESIDENTE (Costi): Colleghi, per cortesia, vi prego di abbassare la voce e di non disturbare chi sta intervenendo sul progetto di legge. Prego, consigliere Grillini.

 

GRILLINI: Ho un'esperienza di oratore delle feste dell'unità che mi permette di sopravanzare il chiacchiericcio. Chiedo di recuperare cinque minuti a causa del disturbo.

Dicevo che nel merito della legge è intervenuto abbondantemente il consigliere Casadei, quindi non mi ripeto, se non per il fatto che finalmente anche l'Emilia-Romagna avrà una legge che sostiene il cinema fatto in Emilia-Romagna, prodotto in Emilia-Romagna, e che valorizza - si spera - la nostra Regione. In questa sede, mi interessa sottolineare alcuni contenuti della risoluzione che abbiamo presentato insieme con il consigliere Casadei e con altri colleghi che hanno intenzione di firmarla - chi vuole sottoscriverla può recarsi presso la Presidenza -, e cioè il fatto che il cinema, oltre ad un alto valore produttivo, ha un enorme valore in termini di socialità, oltreché il valore culturale che prima cercavo di sottolineare. Un enorme valore di socialità.

Nella nostra Regione, come sapete, si sono sviluppate migliaia di cineforum, di iniziative che si svolgevano nei circoli, nei club, nelle sedi, nelle scuole. Iniziative di cineforum legate ad una discussione che si faceva su una determinata opera cinematografica in relazione al contenuto dell’opera stessa. L'elemento della socialità che troviamo, per esempio, nei cinema all'aperto, un'esperienza che in Emilia-Romagna ha una diffusione enorme, che contribuisce e sottolinea il fatto che nella nostra Regione vi è un consumo…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Costi): Chiedo nuovamente ai consiglieri, per cortesia, di smettere di parlare in Aula, non si sente nulla, ed è faticoso parlare per chi sta facendo l'intervento.

Prego, consigliere Grillini.

 

GRILLINI: Dicevo che ha consentito anche tutta una serie - lo sottolineava il consigliere Casadei - di eventi cinematografici anche a tema. Mi piace sottolineare - perché poi a questi eventi vedo giustamente l'assessore Mezzetti - l'esperienza di Gender Bender nella città di Bologna, che ormai va avanti da anni. Ma si potrebbero citare tante altre iniziative di questo tipo. Perché il cinema riprende quel che succede nella realtà dei fatti, segue il cambiamento sociale, lo riproduce e spesso lo aiuta anche.

Ecco perché - mi avvio alla conclusione - è bene che la Regione Emilia-Romagna si doti di questa legge, ecco perché propongo anche quest'ordine del giorno. Qualcuno ha ironizzato sul fatto che noi chiudiamo la legislatura con una legge sul cinema, me è un’ironia totalmente fuori luogo. Qualcuno parla di legge elettorale, ma io preferisco pensare che la legge sul cinema e il provvedimento che abbiamo licenziato prima siano i veri suggelli di una legislatura che è stata una legislatura positiva, che ha affrontato temi importanti, che ha lavorato bene, che è stata forse la legislatura più riformatrice degli ultimi vent'anni, quindi dobbiamo essere fieri di riuscire a produrre un progetto di legge che finalmente aiuta la produzione cinematografica anche in Emilia Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Grillini. Le chiedo scusa per la difficoltà a contenere il brusio in Aula.

Ha chiesto di parlare il consigliere Pollastri. Ne ha facoltà.

 

POLLASTRI: Grazie, presidente.

Anche il gruppo di Forza Italia ha seguito in commissione e nel dibattito generale, mi rivolgo all'assessore e al relatore Thomas Casadei, questo progetto di legge su una tematica che peraltro ci aveva visti, come forza politica di opposizione, chiedere, sollecitare, pungolare, attraverso numerosi atti ispettivi in questi anni - l'assessore mi è testimone -, con risoluzioni, interrogazioni e quant'altro, perché nella nostra agenda politica vi era anche il tema del rilancio del settore del cinema e segnatamente nella fattispecie dei piccoli cinema di periferia e di provincia. Devo dire quindi che questo progetto di legge non ci vede assolutamente contrari, come su altri provvedimenti, perché l'idea, anche se arriviamo a fine legislatura, su una tematica così importante, su cui si poteva forse, assessore, se posso permettermi una critica molto pacata e serena, come normalmente è nel mio stile fare, si poteva intervenire prima, si poteva accelerare sui tempi e vararla con un certo anticipo, perché - ripeto - noi come gruppo di Forza Italia avevamo segnalato il fatto che andava fatta una legge organica.

Pertanto, è bene che venga, ancorché al fotofinish, al vaglio dell'Assemblea legislativa una legge organica, al fine di coordinare il più possibile tutte le iniziative e le risorse, nell'interesse della cinematografia. Sotto questo profilo, nell'ambito del principio e della finalità della legge stessa, che come ogni articolato presenta negli articoli iniziali le finalità e gli obiettivi, diciamo che condividiamo le finalità e gli obiettivi, che peraltro sono marcatamente riportati nell'articolo 2, soprattutto nei quattro punti del comma 2 dell'articolo 2, quindi sotto questo aspetto noi siamo sulle finalità positive. Rimane, peraltro, qualche elemento che poniamo all’attenzione dell’attento Assessore e del relatore che in questo momento non vedo in Aula ma che ha fatto un’appassionata relazione sul tema. Assessore, questo settore, che comunque è stato definito anche dal decreto legislativo 28/2004, che penso sia ancora in vigore e lo confermano anche i dati di cui siamo in possesso, viene definito una sorta di industria cinematografica e quindi rispetto al contributo e all’intervento pubblico dobbiamo vedere che fine fa questo intervento, cioè se sviluppi un’imprenditorialità che permetta alle produzioni cinematografiche di auto-finanziarsi e di creare una sorta di mercato. Dico questo in senso virtuoso anche perché noi su questo tema siamo sempre stati molto vigili e molto attenti. Vi è poi quindi il tema degli esercizi storici e delle sale d’essai. Anche questo era un tema che noi avevamo posto, non sono stato qui a riportare e ricostruire il contributo costruttivo che anche Forza Italia aveva dato negli anni scorsi ma devo dire, Assessore - lei può confermarlo - che da parte nostra c’è stata sempre attenzione sul punto. È chiaro ed evidente - mi rivolgo anche al relatore - che tanti spunti, tante riflessioni, tante proposte, tante richieste e tante sollecitazioni che noi avevamo fatto sono state in parte accolte da questo impianto normativo negli articolati che ben il relatore, collega Casadei, evidenziava in quest’Aula poco fa e nello specifico.

Vi sono, però, alcune piccole questioni su cui invito il relatore nella replica o l’Assessore cortesemente di approfondire. Io l’ho letto pezzo per pezzo e ad esempio all’articolo 4 (Promozione della cultura cinematografica) sul punto d) si parla di diffusione di particolare interesse culturale nonché regionale. Qui c’è sempre un confine sottile su chi decide quale preponderante l’interesse culturale e a volte un confine abbastanza labile, collega Casadei, e difficile da definire per poi assegnare e attribuire l’eventuale sostegno e contributo. Volevo inoltre qualche approfondimento sul Film Commission. Vado alla quota di adesione perché i progetti hanno un costo. La Regione partecipa con una prima quota di adesione, cioè è una fiche che la Regione mette scommettendo sulla scelta di intervento in questo settore ma che poi richiama un contributo associativo successivo, quindi, se non ho colto male, dà un piccolo contributo iniziale ma poi annualmente vi è anche la possibilità di aumentare questa partecipazione e quota di adesione dell’associazione Film Commission.

Vi è poi l’audiovisivo, che è un tema importante che è stato posto, il quale è visto come strumento di sostegno e di promozione alla produzione cinematografica. Riguarda quindi tutti i video, se non ho colto male, cioè è la documentazione promossa sulla base di un’incentivazione che mira però a conservare tutti questi video anche amatoriali, cioè a conservare uno spaccato della storia e della società emiliano-romagnola che sotto il profilo culturale può essere utile, se non ho colto male. Anche qui ci sarà la possibilità di vederne gli effetti ed è apprezzabile l’articolo 13 (Clausola valutativa). Mi richiamo a questo perché - l’ho già detto ma lo rivendico anche con un certo orgoglio per il pezzettino della mia parte che ho fatto in questi anni come Vicepresidente della Commissione Statuto - credo che l’inserimento delle clausole valutative, a partire dal progetto Capire del 2010, e quindi lo sforzo che abbiamo fatto comunemente come forze politiche per capire effettivamente le ricadute concrete di una legge, sia molto utile. La legge che votiamo oggi ha cadenza triennale, che mi sembra il termine contenuto all’articolo 13, e a questo proposito sulle leggi in generale discutiamo spesso se è meglio la cadenza biennale o triennale e su questo ho fatto molte osservazioni.

Mi rivolgo alla Presidente per fare una piccola parentesi; è con dispiacere che non si è riusciti a discutere nella mia Commissione Statuto del rapporto della qualità della legislazione, perché da lì sarebbero emersi numerosi dati su tutta l’attività dell’Assemblea legislativa, che evidenziano come un importante lavoro sia stato fatto. Eventualmente l’analisi di tale documento la porterò in un’apposita documentazione che magari invierò anche ai colleghi Consiglieri. Tornando al provvedimento, assessore e relatore, relativamente alla Film Commission si è più volte rilevato come a volte si sia spinti troppo verso alcune località. Non vorrei dalla ricerca fatta, dalla preparazione dell’intervento, che si fosse in passato, e quindi auspichiamo per il futuro, troppo spinto l’intervento verso alcune zone della nostra regione, zone magari più turistiche o della riviera, mentre ce ne sono tante altre che hanno bisogno di essere promosse. Lo dico come contributo costruttivo a chi verrà e lo lascio come una sollecitazione al prossimo assessore alla Cultura che auspico sia ancora l’attuale per il lavoro fatto.

Devo dire, con una battuta, dato che siamo alla fine della legislatura, che ho avuto un rapporto costruttivo con l’assessore Mezzetti perché mi ha sempre risposto su tutte le mie interrogazioni, le mie istanze e le mie richieste. Abbiamo avuto modo anche di collaborare su un evento nel piacentino, quindi queste cose che sono il lavoro spesso oscuro magari non vengono riportate dalla stampa, il lavoro dei Consiglieri regionali che non va sotto i riflettori delle Commissioni e dell’Aula perché c’è anche tutto un lavoro di studio, di approfondimento, di informazione, di ricerca e di comparazione tra testi normativi di quanto avviene nelle altre Regioni e nella nostra. Chiedevo al relatore e all’Assessore di prendere per il futuro anche questa sollecitazione, ossia che vi sia un po’ maggiore uniformità nell’intervento e nelle misure a sostegno della Film Commission e della produzione cinematografica, che sia ben bilanciata e calibrata fino alla mia Piacenza, che è il territorio più vicino di un chilometro alla Lombardia e più lontano dalla città di Bologna.

Ho avuto anche io delle sollecitazioni e alcuni giovani e alcuni cittadini erano venuti a propormi di attivarmi anche in Regione per rilanciare e sostenere soprattutto queste produzioni di video che hanno una finalità e una pregnanza culturale. Devo dire che è positiva, e lo sottolineo, la valorizzazione delle sale minori, le sale d’essai, le sale dei vecchi centri storici, e quindi bisognerebbe tentare di dare agli operatori, Assessore, una formazione e una chance in più, e questo è il ruolo che deve essere dell’ente pubblico, quindi di non pianificare a tutto tondo, ma laddove vi è una libera iniziativa, un’idea e un modo di poter attivarsi e di crescere in questo settore che la Regione sostenga soprattutto a beneficio dei giovani. I giovani che hanno problematiche di lavoro devono essere sempre al centro, settore per settore, assessorato per assessorato, delega per delega, direzione per direzione e devono essere sempre sostenuti in tutti i comparti e le competenze perché, se non ricordo male, questo tema - vado a memoria (sono passati quattro anni e mezzo) - era inserito nelle linee programmatiche che la maggioranza di centrosinistra votò al momento dell’insediamento in questa Assemblea legislativa. Questo è un tema che io ho richiamato in passato ma che richiamerò sempre in tutte le posizioni politiche segnate dal gruppo di Forza Italia. Vi è poi oltre a questo il sostegno dei festival.

Mi rendo conto che non è una questione molto semplice, però il tema dei festival è importante e bisognerebbe cercare di cogliere le istanze del territorio. Vi è poi la ricerca e la catalogazione anche se resta da capire con quali criteri verranno a finanziarsi i vari interventi. Signor Presidente, avrei ancora qualche elemento di spunto di riflessione ma mi sembra di essere stato, a nome del gruppo - mi confortano i pareri dei miei colleghi, che forse vogliono che vada alla conclusione - esaustivo. Questo progetto ha avuto tutta la nostra attenzione e non poteva essere, assessore, liquidato senza alcune considerazioni di carattere politico che alla nostra forza politica - scusi il gioco di parole - stanno a cuore, come il tema della cultura e della cinematografia. È un mondo di associazioni e di persone che ruota intorno a questo settore. Io ho buttato lì due - tre sassolini che spero lei o il relatore possiate raccogliere per confortare anche quel voto del nostro gruppo che definirei di astensione benevola.

Presidente, ho dato il mio modesto contributo al dibattito e attendo qualche segnale di replica da parte del relatore e dell’assessore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Costi): Grazie, consigliere Pollastri.

Ricordo che continueremo con il dibattito generale alle ore 15 su questa legge, per cui chiedo a tutti i consiglieri di essere presenti.

L’Ufficio di Presidenza è convocato alle ore 13,30. Grazie.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 13,06

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Tiziano ALESSANDRINI, Liana BARBATI, Marco BARBIERI, Luca BARTOLINI, Gianguido BAZZONI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Thomas CASADEI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Fabio FILIPPI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Mauro MALAGUTI, Sandro MANDINI, Paola MARANI, Mario MAZZOTTI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Silvia NOÈ, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Andrea POLLASTRI, Matteo RIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI, Damiano ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Alfredo BERTELLI; gli assessori: Patrizio BIANCHI, Donatella BORTOLAZZI, Paola GAZZOLO, Carlo LUSENTI, Maurizio MELUCCI, Massimo MEZZETTI, Tiberio RABBONI, Luciano VECCHI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta per motivi istituzionali ai sensi dell’art.65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Vasco ERRANI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta la vicepresidente della Giunta regionale Simonetta SALIERA, l’assessore Teresa MARZOCCHI e i consiglieri Monica DONINI, Mauro MANFREDINI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 4738

Progetto di legge: «Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale» A firma dei Consiglieri: Naldi, Casadei, Pariani, Ferrari, Zoffoli, Grillini, Sconciaforni, Donini, Meo, Defranceschi, Mumolo, Barbati, Favia, Pagani, Alessandrini, Monari, Piva, Barbieri, Paruolo, Montanari (104)

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 26

Tiziano ALESSANDRINI, Marco BARBIERI, Thomas CASADEI, Palma COSTI, Andrea DEFRANCESCHI, Giovanni FAVIA, Gabriele FERRARI, Valdimiro FIAMMENGHI, Roberto GARBI, Franco GRILLINI, Paola MARANI, Gabriella MEO, Marco MONARI, Roberto MONTANARI, Roberta MORI, Rita MORICONI, Antonio MUMOLO, Gian Guido NALDI, Giuseppe Eugenio PAGANI, Anna PARIANI, Giuseppe PARUOLO, Roberto PIVA, Roberto SCONCIAFORNI, Luciana SERRI, Luciano VECCHI, Damiano ZOFFOLI.

 

Contrari: 8

Enrico AIMI, Gianguido BAZZONI, Stefano CAVALLI, Roberto CORRADI, Andrea LEONI, Marco LOMBARDI, Alberto VECCHI, Luigi Giuseppe VILLANI.

 

Astenuti: 3

Liana BARBATI, Sandro MANDINI, Andrea POLLASTRI.

 

Assenti: 13

Luca BARTOLINI, Manes BERNARDINI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Marco CARINI, Monica DONINI, Vasco ERRANI, Fabio FILIPPI, Mauro MALAGUTI, Mauro MANFREDINI, Mario MAZZOTTI, Silvia NOÈ, Matteo RIVA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 4738

Progetto di legge: «Norme per la promozione e il sostegno dell'economia solidale» A firma dei Consiglieri: Naldi, Casadei, Pariani, Ferrari, Zoffoli, Grillini, Sconciaforni, Donini, Meo, Defranceschi, Mumolo, Barbati, Favia, Pagani, Alessandrini, Monari, Piva, Barbieri, Paruolo, Montanari (104)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei:

«Modifica dell’art. 7 comma 1 con l’aggiunta della dicitura: "è presieduto dalla Giunta ed" dopo l’espressione "Tavolo Regionale Permanente per l’Economia Solidale".»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei:

«Modifica dell’art. 10 comma 2 con l’eliminazione della dicitura: "L’attuazione nel corso del 2014 dell’articolo 4, comma 2, lettera e), e degli articoli 6, 7 e 8, è comunque sospesa fino allo stanziamento delle risorse previste". »

(Approvato)

 

Ordine del giorno

 

OGGETTO 4738/1

Ordine del giorno collegato al progetto di legge “Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale”. A firma dei consiglieri Naldi, Favia e Casadei

 

«L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna

 

Premesso che

 

in tutto il territorio nazionale esistono da tempo molteplici esperienze e buone prassi di economia solidale. In Italia sono attivi oltre 1000 Gruppi di Acquisto Solidale e negli ultimi anni sono nati decine di Distretti di Economia Solidale a livello territoriale. Secondo una stima recente sarebbero 500.000 le persone che praticano direttamente una nuova economia attraverso le relazioni fiduciarie, il consumo critico e lo sviluppo sostenibile, dal punto di vista economico, ambientale e sociale;

 

molte di queste realtà operano in Emilia-Romagna dove, venti anni fa, è nato, a Fidenza, il primo gruppo di acquisto solidale italiano e dove, nell’ottobre del 2011, si è costituito il Coordinamento Regionale dell’Economia Solidale.

 

Considerato che

 

per economia solidale si intende un’economia che non abbia come esclusiva priorità la massimizzazione del profitto, ma che valorizza e tutela le risorse del Pianeta, che pratica l’utilizzo sostenibile dei beni comuni (terra, aria, energia, paesaggio, conoscenza), che difende i diritti e il valore del lavoro, che promuove la collaborazione e inclusione di tutti nel processo produttivo articolandosi in reti;

 

le pratiche di economia solidale si sviluppano in tutti gli ambiti legati alle politiche di sviluppo: dalla finanza all’agricoltura, dalla tutela del territorio e dell’ambiente al commercio, dalle politiche abitative alla formazione, ai trasporti;

 

la proposta di legge regionale "Norme per la promozione e il sostegno dell’economia solidale", promuove il dialogo tra i soggetti che sul territorio attivano queste pratiche e l’Istituzione regionale affinché d’ora in avanti le politiche regionali siano informate ai principi dell’economia solidale. Inoltre, attraverso questa proposta di legge, viene istituito un Tavolo regionale dell’economia solidale come strumento istituzionale deputato ad attivare percorsi condivisi per la promozione del sostegno all’economia solidale.

 

Auspica pertanto che

 

data la trasversalità degli ambiti e dei settori in cui opera e si sviluppa l’economia solidale e per dare piena efficacia alle finalità del progetto di legge in questione, il futuro Presidente della Regione Emilia-Romagna assegni una Delega specifica, all’interno della prossima Giunta, all’economia solidale.»

(Approvato a maggioranza dei presenti nella seduta antimeridiana del 22 luglio 2014)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

È stato presentato il seguente progetto di legge:

 

5811 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per incentivare l'adozione di un abbigliamento scolastico uniforme nella Regione Emilia-Romagna". (14 07 14) Iniziativa del Consigliere: Leoni

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

5834 - Interrogazione a risposta scritta circa l'interramento, nel territorio bolognese, della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore. A firma della Consigliera: Noè

5835 - Interrogazione a risposta scritta circa la concessione di contributi e le spese destinati ai campi nomadi, con particolare riferimento a quello di San Lazzaro di Savena. A firma del Consigliere: Bignami

5836 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti attività relative ad ambulatori e moduli dell'Ospedale di Comacchio (FE). A firma del Consigliere: Bignami

5837 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la legionellosi nelle strutture sanitarie e socio-assistenziali. A firma del Consigliere: Bignami

5838 - Interrogazione a risposta scritta circa il riordino e la normazione del settore erboristico. A firma del Consigliere: Leoni

5839 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione del sistema sanitario regionale in relazione al sisma, e gli interventi e le procedure poste in essere a seguito di tale evento. A firma del Consigliere: Favia

5840 - Interrogazione a risposta scritta circa la semplificazione dei procedimenti amministrativi, al fine di sostenere il mondo delle imprese, con particolare riferimento a quelle agricole. A firma della Consigliera: Noè

 

Risoluzione

 

5833 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad incentivare l'adozione di un abbigliamento scolastico uniforme da parte degli istituti scolastici regionali. A firma del Consigliere: Leoni

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

5556 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attivare per consentire il più rapido rientro dei soggetti, abitanti nelle zone colpite dal sisma, nelle proprie abitazioni, evitando il ricovero nei moduli abitativi provvisori (MAP). A firma della Consigliera: Noè

5577 - Interrogazione a risposta scritta circa il monitoraggio dei dati sismici e le quantità estratte e re-iniettate nei pozzi della concessione Cavone, e la relativa conoscibilità on-line in tempo reale. A firma del Consigliere: Favia

5695 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per finanziare il progetto della Provincia di Piacenza "Adotta la terra". A firma del Consigliere: Pollastri

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 68, lettera f) del Regolamento interno

 

Si comunica che la Commissione assembleare "Territorio Ambiente Mobilità", nella seduta del 14 luglio 2014, ha esaminato la petizione ogg. n. 5259:

Petizione popolare in merito al progetto di discarica nel sito della Serra dei Toni nel Comune di Poggio Torriana (Delibera dell'Ufficio di Presidenza di ammissibilità n. 23 del 05 03 14).

formulando una apposita relazione ai sensi dell’art. 121, comma 2 del Regolamento interno.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 08/07/2014 al 15/07/2014:

 

DPGR n. 140 del 08/07/2014

Sostituzione di un consigliere nella Camera di Commercio di Bologna.

(Comunicazione n. 84 prescritta dall’art. 68 del Regolamento interno - prot. NP.2014.0001163 del 21/07/2014)

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Costi

Corradi - Meo