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69.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 22 MARZO 2016

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 2029

Interpellanza circa problematiche riguardanti trattenute relative al servizio idrico fornito da Hera, con particolare riferimento alla "Quota adesione fondo fughe" e le connesse modalità di comunicazione e di recesso tramite e-mail. A firma del Consigliere: Fabbri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

FABBRI (LN)

GAZZOLO, assessore

FABBRI (LN)

 

OGGETTO 2001

Interpellanza circa questioni riguardanti la possibilità, per una associazione di volontariato operante nel settore del soccorso alpino, di dare corso ad attività di pulizia di un muro di contenimento in alveo fluviale. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

GAZZOLO, assessore

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 1958

Interpellanza circa la predisposizione, da parte della Giunta regionale, di un progetto di legge che disciplini, diversamente dalla normativa vigente, la materia riguardante i Consorzi di bonifica, con particolare riferimento alle relative procedure elettorali. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

FOTI (FdI)

CASELLI, assessore

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 2053

Interpellanza circa l'applicazione delle disposizioni normative riguardanti l'occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e privata, con particolare riferimento alle azioni spettanti ai Comuni ed agli enti gestori degli alloggi. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

FOTI (FdI)

GUALMINI, vicepresidente della Giunta

FOTI (FdI)

 

Cordoglio per le vittime dell’attentato di Bruxelles

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 2000

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Ordinamento turistico regionale – Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo commercializzazione turistica» (29)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Ordini del giorno 2000/2/3 oggetti 2398 e 2399 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 2000/4 oggetto 2400 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

POMPIGNOLI (LN)

CALIANDRO (PD)

SENSOLI (M5S)

TARUFFI (SEL)

 

OGGETTO 1686

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco». A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti, Bagnari, Rainieri (30)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

PARUOLO, relatore della Commissione

BIGNAMI, relatore di minoranza

RANCAN (LN)

BERTANI (M5S)

TORRI (SEL)

PARUOLO (PD)

FOTI (FdI)

FABBRI (LN)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SEL)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 2134

Delibera: «Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia. Triennio 2016-2018 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12).» (Proposta della Giunta regionale in data 9 febbraio 2016, n. 116) (65)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

PRODI (PD)

GIBERTONI (M5S)

GUALMINI, vicepresidente della Giunta

 

OGGETTO 1229

Risoluzione per sostenere l’iniziativa a tutela dei lavoratori intrapresa dalla FIOM comprendente un referendum abrogativo di alcuni aspetti contenuti nel JOBS ACT per impedire il demansionamento e il controllo a distanza dei lavoratori e affinché venga reinserito il diritto di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. A firma dei Consiglieri: Alleva, Taruffi, Torri

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Rainieri)

ALLEVA (Altra ER)

MARCHETTI Daniele (LN)

TARUFFI (SEL)

PRESIDENTE (Rainieri)

CALIANDRO (PD)

ALLEVA (Altra ER)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 2000 - 1686 - 1229

Emendamenti oggetti 2000 - 1686

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 15,12

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la sessantanovesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta la Presidente dell’Assemblea legislativa Saliera e il consigliere Delmonte, ai sensi dell’art. 65 del Regolamento interno.

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Boschini e Tarasconi e gli assessori Bianchi, Mezzetti e Petitti.

 

 

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 2029

Interpellanza circa problematiche riguardanti trattenute relative al servizio idrico fornito da Hera, con particolare riferimento alla "Quota adesione fondo fughe" e le connesse modalità di comunicazione e di recesso tramite e-mail. A firma del Consigliere: Fabbri

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interpellanze.

Oggetto 2029: Interpellanza circa problematiche riguardanti trattenute relative al servizio idrico fornito da Hera, con particolare riferimento alla “Quota adesione fondo fughe” e le connesse modalità di comunicazione e di recesso tramite e-mail. La presenta il consigliere Fabbri.

Risponde l’assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Fabbri per l’illustrazione dell’interpellanza in oggetto.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Intervengo velocemente, anche perché do per letta questa interpellanza, che nasce dall’esigenza di fare chiarezza in merito ad alcuni articoli pubblicati sulla stampa e anche a diverse riunioni che sono state organizzate da molti cittadini in vari comuni del ferrarese, in particolar modo a Poggio Renatico. Quindi, vorrei ascoltare la risposta dell’assessore Gazzolo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Fabbri.

La parola all’assessore Gazzolo per la risposta.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie. Rispondo volentieri al consigliere così da fare chiarezza anche sugli aspetti legati alle competenze, soprattutto quando riguardano elementi legati ai servizi, come mi pare emerga da questa interpellanza.

Premetto che gli aspetti del servizio idrico integrato relativi alla modalità di erogazione e alla qualità del servizio e ai rapporti contrattuali tra gestori e utenti sono di competenza di ATERSIR, forma di cooperazione dei Comuni, ai sensi della normativa nazionale e regionale. Inoltre, la tutela degli utenti e la definizione dei livelli minimi e di qualità del servizio idrico integrato sono funzioni attribuite dalla normativa nazionale all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Pertanto, relativamente alla situazione esposta si ritiene che i diritti degli utenti debbano essere garantiti e tutelati – questo è indubbio – ma che la Regione non debba adottare alcuna iniziativa in merito a quanto di competenza dei soggetti suddetti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Fabbri per la replica.

 

FABBRI: Mi dichiaro soddisfatto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Fabbri.

 

OGGETTO 2001

Interpellanza circa questioni riguardanti la possibilità, per una associazione di volontariato operante nel settore del soccorso alpino, di dare corso ad attività di pulizia di un muro di contenimento in alveo fluviale. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Oggetto 2001: Interpellanza circa questioni riguardanti la possibilità, per una associazione di volontariato operante nel settore dei soccorso alpino, di dare corso ad attività di pulizia di un muro di contenimento in alveo fluviale. La presenta il consigliere Bertani.

Risponde l’assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Bertani per l’illustrazione dell’interpellanza in oggetto.

 

BERTANI: Grazie, presidente. La domanda rispetto a questo caso dell’associazione di volontariato nel settore del Soccorso alpino e speleologico (SAER), articolazione territoriale del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS) dell’Emilia-Romagna, investe il tema della democraticità all’interno di un’associazione di volontariato iscritta al nostro registro, dal momento che un volontario che ha sollevato il tema se un’associazione di volontariato che fa soccorso alpino potesse compiere operazioni quali, ad esempio, la pulizia di un muro, a seguito di varie discussioni all’interno dell’associazione stessa, è stata oggetto di provvedimenti disciplinari e poi espulsa in una maniera che a noi è sembrata un po’ forte, un po’ pesante.

Chiediamo, quindi, se la Regione in questo tipo di situazioni effettua dei controlli e vogliamo sapere cosa pensa di questo particolare caso.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola all’assessore Gazzolo per la risposta.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie. La vicenda in questione può essere tradotta in due principali filoni, uno interno che attiene ai rapporti tra il volontario coinvolto e la locale stazione, che secondo Regolamento in regolare assemblea si è pronunciata al 90 per cento dei partecipanti per l’idoneità del socio, e uno esterno che, invece, attiene ai rapporti tra lo stesso volontario e i vertici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico che hanno portato al volontario una lettera di contestazione per violazione dell’articolo 5 dello Statuto e dell’articolo 7, commi 1, 2, 3 e 5, del Regolamento.

Ho cercato di effettuare un’approfondita verifica, perché credo che tutto ciò che richiama i volontari e a maggior ragione chi rientra negli interventi di protezione civile meriti la dovuta attenzione. Quindi, mi scuserà il consigliere se forse sarò troppo dettagliata nella risposta, ma ci tenevo a svolgere questa analisi approfondita.

La vicenda, come da Statuto…

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Chiedo scusa, per rispetto dei vostri colleghi, vi prego di non parlare ad alta voce. Prego, assessore.

 

GAZZOLO: Come dicevo, la vicenda, come da Statuto e Regolamento disciplinare, che prima ho richiamato, è stata valutata all’interno del Consiglio di zona, che nell’assemblea del 27 gennaio 2015 si è espresso a maggioranza del 98 per cento dei presenti e ha confermato il provvedimento disciplinare richiesto al delegato, avuto riguardo sia all’Assemblea di stazione sia alle contestazioni del Presidente nazionale, lette le difese ovviamente del volontario coinvolto.

In base a quanto rilevato dallo stesso SAER, la gestione della vicenda disciplinare appare, quindi, regolamentare sotto sia l’aspetto formale che procedurale, in quanto la democraticità dell’attività del SAER trova fondamento sia nell’espressione di una decisione assembleare e non verticistica che nell’applicazione degli istituti statutari e regolamentari che ordinano il soccorso alpino.

In merito, invece, all’aspetto tecnico della questione sollevata, il SAER precisa che l’oggetto centrale della vicenda non è l’evento di ripulitura in sé per sé, ma è il vincolo fiduciario che deve sostenere tutte le attività di soccorso alpino, avuto riguardo alla peculiarità degli ambiti in cui l’operatore deve svolgere la sua attività. Infatti, fiducia tra i volontari e sicurezza sono interconnesse in modo inscindibile. Un operatore è la garanzia della sicurezza dell’altro operatore, e così reciprocamente.

Il SAER rileva ancora che, peraltro, laddove l’evento di cui trattasi si fosse tenuto – in realtà l’evento è stato impedito –, al volontario sarebbe stato spiegato in tempo reale dal suo capo stazione all’uopo demandato che esso era stato valutato e ponderato e gli sarebbero, quindi, state illustrate le relative modalità operative specifiche. In particolare, gli sarebbe stato spiegato che il richiamo alla normativa della legge n. 81/2010 era improprio, in quanto la legge citata riporta un’esplicita deroga per il Corpo nazionale del soccorso alpino proprio in virtù della specialità alpinistica e tecnica che lo caratterizza.

La normativa di riferimento è il decreto del Capo Dipartimento 12 gennaio 2012, che ha specificato l’applicazione delle disposizioni contenute nel decreto interministeriale 13 aprile 2011, applicativo al Corpo nazionale del servizio alpino della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, e che contempera le esigenze di snellezza delle operazioni di soccorso alpino funzionali ad affrontare le emergenze in ambiente ostile con le esigenze di sicurezza degli operatori.

In ossequio ai dettami legislativi, il SAER è intervenuto in passato negli eventi di protezione civile (alluvioni, eccezionali nevicate, terremoti) e lo ha fatto con i propri presidi, i dispositivi e le proprie tecniche alpinistiche, oggetto dei piani formativi delle scuole nazionali a ciò legittimate dalla legge.

Nello Statuto del soccorso alpino l’attività di protezione civile – peraltro il soccorso alpino è indicato quale struttura operativa nell’articolo 11 della legge n. 225/1992 – è da intendersi ai fini di contenimento dell’emergenza e ai fini di prevenzione dell’emergenza, ed è uno scopo istituzionale cui attende nel rispetto della normativa di riferimento, quale anche quella in tema di sicurezza sopra riportata.

Nello specifico, ancora il SAER precisa che in più di un’occasione per poter eseguire una portantina lecchese (barella dedicata al trasporto feriti in ambiente ostile) si è trovato nella necessità di disgaggiare, sfrondare, estirpare, liberare da rovi, robinia, arrampicanti e sterpaglie l’area interessata dalla calata della barella e anche all’uopo forma i propri operatori. Pertanto, le attività oggetto della vicenda programmate negli archi fluviali…

 

(brusio in Aula)

 

Scusate, ma parliamo di un tema importante.

Come dicevo, pertanto le attività oggetto della vicenda programmate negli archi fluviali del Comune di Premilcuore erano connesse all’esecuzione di calate e recuperi di barelle con tecniche alpinistiche verticali, liberando l’area indubbiamente ostile dagli sterpi che si frapponevano alla calata e al recupero in contrappeso. Tale attività avrebbe consentito formazione specifica degli operatori e avrebbe altresì consentito di fare l’attività propedeutica alle manovre, con il doppio risultato di esercitare il personale e bonificare una zona liberandola dal rischio idrico, al fine di prevenzione e di protezione civile.

Lo stesso SAER infine sottolinea come il personale dedicato era formato, informato e addestrato all’utilizzo dei presìdi e delle tecniche necessarie, come impone la normativa in tema di sicurezza, e ciò sarebbe stato illustrato con dovizia di particolari dal capostazione in predisposizione delle attività programmate ai volontari aderenti.

Il SAER risulta iscritto nel Registro regionale del volontariato, con iscrizione n. 266 del 23 1994. Sulla base dei dati raccolti si può affermare che l’interpellanza riguarda vicende interne all’associazione, rispetto alle quali il singolo volontario può adire il giudice ordinario, qualora ne risultino i presupposti. Peraltro, nel caso specifico si evidenzia come l’azione del singolo associato abbia sostanzialmente impedito lo svolgimento di un’attività programmata dall’associazione.

Rappresento, infine, il particolare rilievo per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità negli ambienti alpini e ipogei delle attività svolte dal soccorso alpino, sia in relazione ai piani di ricerca persone scomparse predisposti dalle prefetture, sia in relazione alla convenzione in essere con il servizio di emergenza-urgenza 118 regionale, sia in relazione alle attivazioni del sistema di protezione civile.

Al riguardo, anche rispetto alla proficua collaborazione di soccorso alpino nella gestione operativa delle numerose emergenze verificatesi negli anni recenti nel territorio regionale informo l’Assemblea che la Giunta sta definendo una specifica convenzione con la stessa associazione per attività di protezione civile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Bertani per la replica. Ha sette minuti a disposizione.

 

BERTANI: Ringrazio l’assessore, ma purtroppo non posso che dichiararmi insoddisfatto della sua risposta. Al di là del meritorio lavoro che svolge il SAER, tra le cui finalità, in base allo Statuto, è annoverato il soccorso in caso di infortuni nell’esercizio delle attività connesse all’ambiente e il soccorso di infortunati, pericolanti, dispersi, eccetera. Insomma, tale organo compie tendenzialmente operazioni di protezione civile. Ma in questo caso specifico non si trattava affatto di operazione di protezione civile e/o di esercitazione. Infatti, se andiamo a leggere la richiesta del Comune di Premilcuore troviamo scritto: “Con la presente sono a richiedere un vostro prezioso intervento per riuscire a ripulire dagli infestanti e da altro materiale vegetativo il muro di contenimento dell’alveo fluviale per un tratto di circa 200 metri”. Non si parla affatto di esercitazione ma, semmai, di un aiuto in queste attività da parte di diversi cittadini volontari locali e di una richiesta di collaborazione da parte del SAER.

Orbene, al di là dei tecnicismi, se un volontario solleva un dubbio e non impedisce l’effettuazione del servizio, ma si limita a telefonare a chi di dovere per capire se fa bene a svolgere quel genere di attività, che senso ha che qualcuno poi intervenga in altra maniera? E dispiace poi che quella richiesta non sia mai stata soddisfatta. Evidentemente c’era qualcosa di strano. Non voglio adesso entrare nelle dinamiche di un’associazione di volontariato, però secondo me come Regione dobbiamo prestare particolare attenzione in fase di riconoscimento delle associazioni di volontariato, purché meritorie, perché poi all’interno pubblicamente scopriamo che vi sono atti che non sembrano poi così trasparenti. Fra l’altro, quel volontario alla fine ha detto: riconoscendo – qui abbiamo ascoltato solo la versione del SAER – che è venuto a mancare questo aspetto fiduciario, rassegno le mie dimissioni, perché in assenza di un rapporto fiduciario non è bene che un gruppo lavori insieme. Poi sempre quel volontario ha soltanto aggiunto che avrebbe voluto ricevere una risposta sul quesito che aveva sollevato, perché non riteneva che la sua richiesta fosse fuori dal mondo. Questa risposta purtroppo non è mai arrivata. L’unica risposta è stata quella di toglierlo dal servizio di volontario.

Rimarcando il grande lavoro che svolge il soccorso alpino, ribadisco il nostro rammarico per il fatto che la vicenda sia passata un po’ sotto silenzio e che questa venga indicata come normale attività. A nostro avviso, quando anche un singolo rileva una criticità, questo singolo non va “mobbizzato”, come a me sembra sia successo in questo caso, anche perché i rilievi che questi ha formulato a me paiono, dopo attenta lettura di tutta la documentazione a mia disposizione, fatti in maniera puntuale, senza fini polemici, ma semplicemente per sollevare un problema da lui rilevato.

Abbiamo inoltre notizia che anche in altre associazioni di volontariato non sempre siano applicati i criteri di democraticità, ragion per cui sarebbe opportuno compiere controlli a campione sull’iscrizione nel registro delle ONLUS delle associazioni di volontariato, provvedendo magari semplicemente anche a formulare una sorta di sollecitazione ad adottare un buon comportamento, senza dover necessariamente procedere all’espulsione dal registro.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

 

OGGETTO 1958

Interpellanza circa la predisposizione, da parte della Giunta regionale, di un progetto di legge che disciplini, diversamente dalla normativa vigente, la materia riguardante i Consorzi di bonifica, con particolare riferimento alle relative procedure elettorali. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Oggetto 1958: Interpellanza circa la predisposizione, da parte della Giunta regionale, di un progetto di legge che disciplini, diversamente dalla normativa vigente, la materia riguardante Consorzi di bonifica, con particolare riferimento alle relative procedure elettorali. A firma del consigliere Foti.

Risponde l’assessore Caselli.

La parola al consigliere Foti per l’illustrazione dell’interpellanza in oggetto.

 

FOTI: Onde evitare che il ping-pong con l’assessore Caselli si prolunghi all’infinito, essendo nel frattempo stato commissariato almeno un Consorzio di Bonifica, quello di Reggio Emilia, al di là delle responsabilità dei singoli, che andranno accertate per capire anche chi aveva ragione e chi no, mi limito a osservare che in ogni caso la partecipazione è stata talmente bassa in termini numerici che probabilmente un sistema elettorale di questo tipo è da considerarsi poco appetibile all’esterno.

Mi auguro che prima del rinnovo dei Consorzi di bonifica – cosa che accadrà fra quattro anni – possa essere introdotta una legge elettorale che garantisca la terzietà del procedimento estraniandolo dagli organi direttivi del Consorzio, perché giustamente ognuno deve svolgere la sua funzione e non si può essere contestualmente controllore e controllato, e che si trovi un sistema che utilizzi il voto elettronico e favorisca una pluralità di presentazione delle liste, al fine di stimolare i consorziati a partecipare a queste elezioni. Con questi dati francamente è molto meno costoso se si realizza un altro sistema attraverso cui magari la Regione nomina direttamente i vertici dei Consorzi. Quantomeno risparmiamo in schede inutilmente stampate.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

La parola all’assessore Caselli per la risposta.

 

CASELLI, assessore: Con il consigliere Foti in diverse occasioni ci siamo confrontati su questa questione. Adesso, comunque rispondo all’interpellanza, che pone una serie di richieste specifiche.

I Consorzi di bonifica, come è noto, sono enti a carattere associativo misto pubblico-privato, dotati di autogoverno, sui quali la Giunta svolge una vigilanza alta che prevede la verifica di coerenza con le norme regionali degli atti più significativi per la vita dei Consorzi stessi.

In relazione allo svolgimento delle operazioni elettorali, sono state adottate con riferimento al Consorzio dell’Emilia Centrale le deliberazioni di Giunta regionale n. 137/2016 e n. 248/2016, quella che appunto ha dato luogo al commissariamento, nonché con riferimento al Consorzio di Piacenza la deliberazione n. 65/2016.

In relazione all’andamento delle operazioni elettorali per il rinnovo degli organi consortili di tutti i Consorzi emiliano-romagnoli, che avverrà, come ricordava il consigliere Foti, tra quattro anni, la Giunta valuterà gli opportuni aggiornamenti normativi. Intanto, in primis per rapidità una modifica dello Statuto tipo dei Consorzi, non escludendo poi anche eventuali altri interventi, al fine di garantire maggiore omogeneità di comportamento organizzativo e maggiore aderenza alle norme, anche con l’obiettivo di favorire la massima partecipazione al voto da parte dei consorziati, e l’effettiva terzietà degli organismi interni deputati a dirimere eventuali controversie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Caselli.

La parola al consigliere Foti per la replica. Ha sei minuti a disposizione.

 

FOTI: Lei non ci crederà, ma sono non insoddisfatto.

 

(interruzione dell’assessore Caselli)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Questo scambio di cortesie… Bene, procediamo.

 

OGGETTO 2053

Interpellanza circa l'applicazione delle disposizioni normative riguardanti l'occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e privata, con particolare riferimento alle azioni spettanti ai Comuni ed agli enti gestori degli alloggi. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Oggetto 2053: Interpellanza circa l'applicazione delle disposizioni normative riguardanti l'occupazione abusiva di immobili di proprietà pubblica e privata, con particolare riferimento alle azioni spettanti ai Comuni ed agli enti gestori degli alloggi. Il proponente è il consigliere Foti.

Risponderà la vicepresidente Gualmini.

La parola al consigliere Foti per illustrare l’interpellanza in oggetto.

 

FOTI: Grazie, presidente.

Penso che il tema delle occupazioni abusive sia un tema che non può non vedere una posizione chiara da parte nostra. Lo dico per un semplice motivo: posso capire che vi siano delle situazioni di necessità che a volte spingono le persone a dover violare le leggi, però non possiamo prendere un’eccezione e fare di questa una regola di comportamento. Negli alloggi di edilizia residenziale pubblica si accede attraverso le procedure pubbliche che vengono indette dagli Enti locali. 

Penso che la Regione, quando ha avuto la delega in questa materia l’ha avuta anche perché, parliamoci chiaramente, se fosse stato gestito tutto a livello centrale, sarebbe stato un caos immenso.

D’altra parte, pensate soltanto a quanti immobili si è scoperto che il Comune di Roma ha nel solo centro storico, affittati senza titolo, che francamente è una contraddizione in termini: non vi è un titolo in base al quale uno occupa l’immobile e non si sa a quale titolo il Comune percepisce un canone. A fronte di situazioni di questo tipo, penso sia di gran lunga meglio avere delle norme chiare come abbiamo noi e un rapporto lineare con gli utenti.

Vi possono essere situazioni dove purtroppo per vicende di tipo economico o del peggioramento della situazione economica vi sia stata una morosità o una morosità in aumento, però, devo dire – l’assessore lo sa meglio di me – che ci sono stati anche degli ammortizzatori in tal senso, perché sono stati destinati dei capitoli di spesa appositi anche a livello nazionale di contributo all’affitto. Penso che tutto quello che si può mettere sul campo per favorire le persone che sono in stato di bisogno lo si debba fare, però non si può pensare che uno si alza la mattina, decide di andare a occupare degli immobili assieme ad un altro gruppo di persone, e addirittura in alcuni casi sappiamo che gli alloggi non ancora consegnati vengono occupati da terzi che non ne hanno titolo prima della consegna e i poveretti che sono in graduatoria , che avevano la legittima aspettativa ed erano nelle condizioni di entrare in un immobile, si trovano fuori. A questo punto noi creiamo una diseguaglianza tra persone che sono tutte spinte dallo stesso bisogno di casa. Peccato che alcuni hanno rispettato le regole e altri pensano che l’unico modo per avere una casa sia quello di occuparla.

Ritengo che, sotto questo profilo, la Regione, per quanto nelle sue competenze, non possa fare sconti a nessuno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

La parola alla vicepresidente Gualmini per la risposta.

 

GUALMINI, vicepresidente della Giunta: Grazie.

Rispondo volentieri anche perché su molti punti sono assolutamente d’accordo con quello che sostiene il consigliere. In primo luogo, non c’è dubbio che abbiamo delle leggi sia statali che regionali, come la nostra legge n. 24/2001, che offrono norme molto chiare, prive di qualsiasi ambiguità nel caso delle occupazioni abusive.

Quindi, è assolutamente auspicabile che si stia attaccati al principio di legalità e a quello che le norme dicono. In secondo luogo, sono d’accordo anche quando lei dice “Non è che l’emergenza giustifichi l’atto illegale e quindi la necessità di occupare”, perché altrimenti sarebbe davvero un boomerang. Sono d’accordissimo su questo. L’emergenza non può essere, benché anche reale e oggettiva, la giustificazione per compiere atti abusivi.

Per quanto riguarda le norme, a livello statale ci sono leggi molto chiare e in particolare lei ha ricordato – lo ricordo anch’io – l’articolo 5 del famoso Piano Lupi, quindi la legge n. 80/2014; un articolo che dispone addirittura l’impossibilità di garantire gli allacciamenti ai pubblici servizi nel caso di occupazioni illegali. Come lei sa, questo è un articolo attualmente messo in discussione, tuttora assolutamente in vigore. Su questo io stessa ho espresso delle perplessità, perché ritengo che in presenza di necessità estreme, pensiamo al fatto che noi diamo l’acqua ai carcerati, ai detenuti, e non ci verrebbe mai in mente di toglierla e soprattutto laddove ci sono casi in cui gli occupanti siano costituiti da famiglie composte da minori, mi sembra davvero che in quel caso occorra agire secondo il male minore. Quindi, io stessa, lo dico per correttezza, sono tra quelli che hanno chiesto al ministro Delrio di ridiscutere questo già discusso articolo che, tuttavia, a tutt’oggi, è esistente. Mentre, per quanto riguarda la residenza sono piuttosto vicina a quello che lei ha sostenuto.

Aggiungo che la legge regionale addirittura è più severa nel caso di occupazioni abusive rispetto a quella nazionale, quindi la supera perché prevede per dieci anni l’impossibilità assoluta per chi ha occupato abusivamente alloggi ERP di poter fare domanda ed entrare in graduatoria, mentre la norma nazionale prevede solo cinque anni.

La nostra legge regionale, all’articolo 34, richiama senza mezzi termini l’articolo 633 del Codice penale e quindi prevede, di fatto, tutte le conseguenze del reato legato all’invasione di terreni o edifici anche nel caso di occupazioni abusive. È vero che le occupazioni sono aumentate nella nostra Regione, è vero che si concentrano in particolare nel capoluogo di regione, in una città ad alta tensione abitativa ed è vero che spesso si ha l’idea che questo sia un modo per rispondere all’emergenza, però non mi può dire di non aver detto parole chiare nel senso che almeno per quanto riguarda la sottoscritta un giorno sì e un altro pure sono stata sui giornali a ribadire come il nostro pensiero, il pensiero di tutta la Giunta, sia quello di assolutamente condannare ogni forma di illegalità e di ribadire che all’emergenza si risponde possibilmente con altri mezzi.

Come lei sa, la Regione fa quello che può fare, quindi mette a disposizione i fondi nazionali sull’emergenza abitativa, il Fondo affitti, il Fondo morosità incolpevole.

Purtroppo nel 2016 il Fondo affitti non ci sarà e questa è una tragedia cui dovremo far fronte in qualche modo e ancora la Regione prova a mettere insieme delle politiche per tutta la filiera dell’abitare, lavorando sull’efficientamento dell’ERP per mettere a regime gli alloggi che altrimenti rimarrebbero vuoti, anche aumentando i meccanismi di rotazione del patrimonio pubblico.

Detto questo, ovvero che l’emergenza non può essere una giustificazione, non possiamo nasconderci che il disagio e le vulnerabilità abitative sono al centro della nostra agenda e stanno crescendo. Gli sfratti, soprattutto nelle città capoluogo, meno in Provincia, stanno aumentando e quindi non si può far finta di niente.

La vulnerabilità abitativa, tra l’altro, spesso è la base perché si scateni tutta la catena dell’impoverimento e dell’indebolimento delle persone che quindi porta all’esclusione. Dobbiamo insistere e lavorare su questo, certamente non tramite le scorciatoie delle occupazioni, ma lavorando su altri fronti.

Oltre alla filiera dell’abitare, e mi avvio alle conclusioni, abbiamo cercato anche di convogliare e mettere più fondi sul contrasto dell’esclusione sociale che sperabilmente andranno anche per aiutare le persone sul fronte sfratti, affitti e pagamento delle spese condominiali.

La Giunta sicuramente sta vicino al principio di legalità, amiamo molto la teoria della finestra rotta che, come lei forse conoscerà, sta a significare che quando si occupa è bene soprattutto che gli sgomberi arrivino subito, perché quando si lasciano per molto tempo situazioni di noncuranza e di degrado, questo crea una catena e una moltiplicazione di episodi di questo tipo come se in un quartiere lasci una finestra rotta per moltissimo tempo e tutti i cittadini si sentono legittimati a lasciare le finestre rotte anche loro.

Personalmente ritengo che gli sgomberi debbano avvenire in maniera celere e veloce, perché se si aspettano mesi o anni è molto difficile, le tensioni sociali esplodono per cui anche questo mi faceva piacere sottolineare.

Detto ciò, ribadiremo sicuramente ai Comuni e a chiunque che le leggi vanno rispettate pur nella libertà di opinione di sindaci e assessori che magari presentano sfumature diverse rispetto alle nostre.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, vicepresidente della Giunta Gualmini.

La parola al consigliere Foti per la replica. Ha cinque minuti. Prego.

 

FOTI: Mi auguro solo che nella risposta dell’assessore Gualmini vi sia anche il tabulato delle richieste che sono state fatte, provincia per provincia, in ordine alle notizie circa le occupazioni abusive di immobili.

Sull’articolo 5 della legge n. 80 vorrei precisare che si tratta di una legge in vigore. Lei, assessore, ha fatto presente una sua riserva sui principi di questa legge.

Il paragone non mi sembra proprio identico al caso di specie, perché non ci sogniamo di togliere l’acqua ai carcerati. In questo caso vorrei far presente, però, che ciò che viene vietato è ciò che è vietato ad ogni cittadino, perché se lei chiede l’allaccio alla rete del gas, dell’acqua o dell’energia elettrica deve avere certi requisiti. Se non ha questi requisiti, anche se insegna all’università e non è una carcerata, le viene negata questa richiesta. Quindi, l’applicazione della norma in sé altro non è che l’applicazione di quelli che sono i principi generali del contratto da parte dei somministratori di questi servizi pubblici.

Parliamoci chiaro, questi sono servizi pubblici, ma vengono erogati secondo delle norme che si applicano all’assessore Gualmini, al consigliere Foti e anche a chi occupa gli immobili, perché se vengono applicati soltanto a noi due, allora qualcosa non torna, perché vi è una categoria che solo perché occupa è nelle condizioni di dover essere avvantaggiata dal mancato e omesso rispetto della norma e della legge in vigore.

Io non metto in dubbio che la teoria della finestra rotta sia calzante, questo è vero, debbo dire, però – assessore, questa è una valutazione politica – che molto spesso gli sgomberi vengono rinviati di volta in volta anche per l’intervento degli amministratori pubblici.

Questo, secondo me, è il lato più censurabile, perché noi abbiamo una visione che ci porta a dire che se c’è una violazione di legge non la lasciamo perpetuare per quattro anni, perché fra quattro anni, quando ci presentiamo, non possiamo dire che si è violata la legge, perché si potrebbe obiettare che è un diritto acquisito quello che io sto esercitando.

Tuttavia, dietro questo non ci vorrebbero dei personaggi che a turno, improvvisamente, si mettono dalla parte di coloro i quali violano la legge anziché dalla parte istituzionale, che pure gli competerebbe, di coloro i quali chiedono semplicemente il rispetto della legge.

Non è che applicando solo il Codice penale noi riusciamo a risolvere il problema in questione, ma sono dell’avviso che soprattutto nelle grandi città la tensione abitativa è una tensione dovuta anche – mi permetto di dirlo – a un sistema della locazione che, per molti versi, è superato e datato in termini legislativi, perché noi non possiamo pensare di applicare all’Italia di oggi una legge che andava bene all’Italia di quarant’anni fa.

Se volete guardare in altre parti del mondo e d’Europa con una flessibilità maggiore si riescono a ottenere risultati migliori. Quando una persona, per riuscire a tornare proprietario dell’immobile locato, a fronte di uno sfratto, impegna cinque, sei, sette o nove anni, lei conviene con me, assessore, che non ha più voglia di locare l’immobile medesimo. Quello della finita locazione e degli sfratti per finita locazione è uno degli argomenti che se non vengono correttamente affrontati e trovano un punto di equilibrio tra le parti finisce, di fatto, per dissuadere le persone a praticare la locazione, quando in realtà, come tutti sappiamo, oggi è molto meglio aver locato un immobile che non locarlo, anche perché la tassazione è molto più grave per l’immobile non locato rispetto a quello locato e in più vi è la penalizzazione del mancato introito relativo al canone.

Penso che questo punto di equilibrio sia possibile realizzarlo. Ritengo che la Regione sotto il profilo legislativo, come lo Stato, abbia fatto la sua parte. Ho molte e ampie riserve sulla parte dei Comuni e significativamente dei sindaci e degli assessori perché, molto spesso, li ho visti più alla testa di cortei degli occupanti di non quanto fossero a difendere l’operato delle forze dell’ordine che stavano intervenendo soltanto per il ripristino di quelle che sono le regole del gioco e le regole di una società civile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

 

Cordoglio per le vittime dell’attentato di Bruxelles

 

PRESIDENTE (Rainieri): Vi chiedo un attimo di attenzione.

Viviamo momenti molto difficili. Le notizie che da questa mattina si susseguono da Bruxelles destano allarme e tanta rabbia. Condanniamo, come già fatto questa mattina dalla presidente dell’Assemblea, Simonetta Saliera, e dal presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, senza appello ogni forma di barbara violenza e ci stringiamo alle famiglie delle vittime.

Vogliamo far arrivare ai loro cari un messaggio di solidarietà e di vicinanza. Come le altre Assemblee legislative regionali, abbiamo deciso di esporre, in segno di lutto, la bandiera a mezz’asta nella sede dell’Assemblea.

Questo è il momento della fermezza e del rifiuto della paura e del terrore. Anche per questi motivi l’Assemblea legislativa regionale ha aderito, insieme al Comune e alla Città metropolitana di Bologna, all’ANPI, alla CGIL, alla CISL, alla UIL, a Libera, a Emergency e a un vasto schieramento di forze politiche e sindacali, al presidio di solidarietà e di unità che si terrà domani pomeriggio alle ore 18,30 in Piazza Nettuno a Bologna.

È per questo motivo che ci stringiamo in un minuto di silenzio per le vittime della strage di Bruxelles.

 

(L’Assemblea, in piedi, osserva un minuto di silenzio)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

 

OGGETTO 2000

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Ordinamento turistico regionale – Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo commercializzazione turistica» (29)

(Continuazione esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Ordini del giorno 2000/2/3 oggetti 2398 e 2399 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 2000/4 oggetto 2400 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori con il progetto di legge di cui all’oggetto 2000.

Passiamo all’esame dell’art. 12. Nomino scrutatori i consiglieri Campedelli, Prodi e Daniele Marchetti.

Sull’art. 12 insistono tre emendamenti: emendamento 2, a firma dei consiglieri Rossi Nadia, Caliandro e Pompignoli; emendamento 16, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi; emendamento 17, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

Apro il dibattito generale sull’articolo 12 e sugli emendamenti. 

Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Come avevamo proposto per l’APT, anche nelle destinazioni turistiche noi chiediamo che siano mantenuti gli standard di trasparenza che chiedevamo per APT. Anche qui, se bocciate il nostro emendamento, abbiamo proposto un ordine del giorno che sicuramente è meno vincolante che la scrittura in legge, ma almeno indica un impegno: vogliamo che tutte le controllate e gli Enti pubblici che vengono creati tramite la Regione o tramite le città e le Province abbiano questi vincoli di trasparenza.

Se non viene approvato l’emendamento, vi suggeriamo di approvare l’ordine del giorno che sostanzialmente chiede la stessa cosa in maniera un po’ meno vincolante. La stessa cosa vale anche per le destinazioni turistiche. Chiediamo che chi viene messo all’interno della destinazione turistica venga selezionato tramite criteri di capacità e di trasparenza, ovviamente mantenendo i due anni di incompatibilità con incarichi politici precedenti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Rossi Nadia, Caliandro e Pompignoli.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 16, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 16 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 17, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 17 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 12 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 13.

Sull’art. 13 insiste un emendamento: l’emendamento 18, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 18, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 18 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 13 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 14.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 14 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 15.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 15 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 16.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 16 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 17.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 17.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 17 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 18.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 18.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 18 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 19.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 19.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 19 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 20.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 20 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 21.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 21 è approvato.

Passiamo ora agli ordini del giorno che sono quattro: l’ordine del giorno 2000/1, oggetto 2397, a firma del consigliere Foti, che è stato ritirato; l’ordine del giorno 2000/2, oggetto 2398, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi; l’ordine del giorno 2000/3, oggetto 2399, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Piccinini e Sassi; l’ordine del giorno 2000/4, oggetto 2400, a firma dei consiglieri Nadia Rossi, Sensoli, Foti, Sassi, Marchetti Francesca, Bagnari, Sabattini, Montalti, Taruffi, Caliandro, Lori, Ravaioli, Serri, Calvano, Mumolo, Rontini e Zoffoli.

Apro le dichiarazioni di voto congiunte sugli ordini del giorno e sul provvedimento.

Ha chiesto di parlare il consigliere Pompignoli. Ne ha facoltà.

 

POMPIGNOLI: Per quanto riguarda gli ordini del giorno, così come la legge nel suo complesso, che ci apprestiamo a votare, ci sarà la nostra astensione.

Ho ascoltato con molta attenzione le parole del presidente Bonaccini alla fine della seduta antimeridiana. In particolar modo, mi sono soffermato su due aspetti. Il primo è quello del turismo, della necessità di valorizzare le realtà turistiche emiliano-romagnole.

È giusto puntare sul turismo; sono d’accordo con lei, presidente. È giusto che l’Emilia-Romagna torni ad essere al centro dell’attenzione a livello europeo e mondiale. È giusto, dall’altro lato, che ci sia un coordinamento tra il richiamo turistico, quindi il turista che viene in Emilia-Romagna, e le infrastrutture. Lei l’ha enunciata come ultima parte del suo discorso. Occorre avere una collaborazione tra turismo e infrastrutture.

Di qui però ci sono alcune perplessità, in ordine proprio all’ultimo punto legato alle infrastrutture. Abbiamo una regione dove fondamentalmente gli aeroporti sono deficitari. Se vogliamo attrarre il turista, questo deve avere la possibilità di muoversi all’interno della Regione. L’aeroporto di Bologna è saturo. Gli aeroporti di Rimini e di Forlì sono in pessime condizioni. Non abbiamo un sistema regionale aeroportuale in grado di sostenere quello che lei ha detto all’inizio: cioè attrarre turismo. Il turista deve venire, ma deve essere in grado di girare.

Il comparto stradale ha grandi opere incomplete. La E45 è la prima, la Orte-Mestre; la Cispadana è la seconda.

Se vogliamo effettivamente far sì che questa legge possa rivitalizzare e rinvigorire il turismo in Emilia-Romagna, dobbiamo consentire al turista di girare, di raggiungere con facilità i nostri distretti balneari da Rimini a Piacenza.

Su questo ovviamente bisogna lavorare. Ci sono opere infrastrutturali in corso di approvazione. Dovete cercare di raggiungere a mio avviso la perfezione su questa cosa, perché deficitando l’infrastruttura è ovvio che il turista che viene da Mosca, dagli Stati Uniti o dalla Polonia, arrivato a Bologna, ormai unico aeroporto emiliano-romagnolo, come fa a raggiungere la Riviera, o le città d’arte, o gli Appennini? Questo non si sa.

Tenga conto – può provarlo – che da Cattolica a Ferrara in estate ci vogliono circa otto ore in macchina. È un deterrente per il turista, perché andrà sicuramente a Cattolica e li resterà. Non è in grado di muoversi perché le infrastrutture emiliano-romagnole sono vecchie e necessitano assolutamente di innovazione.

Abbiamo, a ricaduta, delle direttive europee che potranno modificare il comparto balneare. Parlo della direttiva Bolkestein, su cui occorre mettere mano.

Ci sono tanti elementi che ad oggi devono essere incastrati per far sì che tutti i comparti turistici, alberghieri e di costa siano in grado di offrire la miglior prestazione, a discapito delle norme obsolete.

Sulla base di questo, dico che la legge nel merito è buona. Non sono stati accolti emendamenti – e qui mi ripeto nel ragionamento che ho fatto all’inizio, come relatore – che davano un livello di partecipazione democratica da parte l’Assemblea. È la Giunta che decide. È la Regione che decide.

Sono stati accolti gli emendamenti relativi alle posizioni apicali che dovranno svolgere un ruolo fondamentale nel distretto e nell’APT, anche grazie ai nostri emendamenti e alle nostre intuizioni.

Per questi motivi, riteniamo che la legge in esame, pur essendo buona da un lato, sia deficitaria dall’altro e dunque ci sarà il nostro voto di astensione.

Oltretutto, non vorrei che questa fosse una legge manifesto per le elezioni amministrative del 2016, a giugno. In questa legge, come avevamo richiesto, non sono indicati i criteri di distribuzione dei fondi e quindi non sappiamo su quali Province, quali Aree Vaste e quali distretti turistici andranno. Non vorrei che, visto che ci sono le elezioni a Ravenna e a Rimini, si vada a privilegiare determinate aree piuttosto che altro.

Quindi, ritengo che questa legge sia da un lato buona, ma dall’altro debba ancora essere migliorata. Spero che le critiche costruttive che abbiamo fatto siano poi adottate dalla Giunta e dall’assessore Corsini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Caliandro. Ne ha facoltà.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Arriviamo a conclusione di un processo, quello della legge sul turismo, che è stato intrapreso come la ristrutturazione di un importante settore di questa Regione. Sono grato all’assessore Corsini, ma anche alla relatrice Nadia Rossi, per l’egregio lavoro fatto, anche perché il modello industriale di questa Regione ha investito, e continuerà ad investire nei prossimi anni, grazie anche a questa legge, grande parte dell’aspirazione di rinascita del nostro territorio.

È vero infatti che, nel corso del 2015, 46 milioni di presenze testimoniano una ripartenza del nostro settore turistico. Se è vero che con questa legge cerchiamo di tenere insieme la cultura e il rilancio del nostro territorio, possiamo dire con una certa chiarezza che l’Emilia-Romagna è certamente uno dei luoghi che, a livello internazionale, può essere più appetibile.

Mi permetto di sottolineare come anche l’ordine del giorno che abbiamo presentato, e che ha ricevuto una trasversalità di sostegno, poggi su due fenomeni che si intrecciano con questa legge. Uno è la lotta alle infiltrazioni mafiose, piaga aperta in questa regione, alla quale stiamo cercando di dare delle risposte concrete. Con il nostro ordine del giorno cerchiamo di mettere in luce quello che deve essere il nostro impegno futuro, ma anche la leale concorrenza tra gli operatori, minata proprio dal sistema corrotto, che crea quelle forme di dumping per cui l’offerta turistica è al massimo ribasso.

Credo sostanzialmente che l’epicentro di questo provvedimento – qui mi permetto di dissentire, ma credo che coglieranno anche il senso di questa riforma – sia il modo in cui si tengono insieme le iniziative legislative che abbiamo portato avanti nel corso di questo primo anno. C’è una razionalità in quello che facciamo quando amministriamo la Regione: nella destinazione turistica e nelle modalità attraverso cui mettiamo in evidenza, lo diceva correttamente prima il presidente Bonaccini, la nostra cabina di regia per il rilancio di questo territorio, fatto sì di grandi eccellenze, ma soprattutto di network, di territori.

Le destinazioni turistiche sono, per quello che ci riguarda, l’orizzonte attraverso il quale costruire un’appetibilità territoriale e poi forse un salto di qualità rispetto al modo in cui stiamo ragionando. Non riconoscere il lavoro che stiamo facendo sulle infrastrutture o il modello che stiamo cercando di costruire, di sinergia, tra i modelli industriali di questa Regione significa in un certo senso far finta che durante la campagna elettorale non si possa attribuire a un’azione amministrativa il valore reale che deve avere.

Vogliamo che le nostre città, i nostri borghi, la nostra montagna, la nostra riviera, i nostri musei siano l’Emilia-Romagna che oggi c’è, quella stessa Emilia-Romagna che è certamente un punto di riferimento per quello che riguarda il rilancio della meccanica, il grande rilancio dell’occupazione, ma anche un posto in cui la destinazione turistica, a differenza di tante altre regioni che hanno subito e subiscono nel corso del tempo una scarsa programmazione, può essere ancora una volta protagonista più delle altre.

Questa legge, in buona sostanza, è la messa a punto di una strategia complessiva e correttamente l’assessore Corsini le ha inserite in quella grande traiettoria che è il rilancio della prospettiva di questo territorio.

Per questo motivo il Partito Democratico è particolarmente felice di intervenire sulla legislazione che andava rimessa a punto e organizzata, ma che ha il grande merito di creare un marketing territoriale che valorizza quello che siamo, e non che denigra quello che vorremmo non essere.

Rispetto a questa amletica disquisizione mi verrebbe da fare una battuta che forse farebbe calare la tonalità di questa legge, allora la tengo per me, ma mi riservo comunque di evidenziare che dovremmo remare tutti dalla stessa parte, e questo è un dovere che abbiamo verso tutti i cittadini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

Ha chiesto di parlare la consigliera Sensoli. Ne ha facoltà.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. Questo PdL cerca di porre rimedio a uno strumento che evidentemente non ha dato i risultati sperati, vale a dire quello delle unioni di prodotto; altrimenti ci saremmo tenuti l’impostazione e la legge precedente.

Le eccellenze di cui si parla esistono, ed esistono perché esiste l’Emilia-Romagna, i suoi cittadini e le imprese. Il policentrismo era, è e sarà un bene. Senza policentrismo non c’è articolazione dell’offerta turistica. Policentrismo significa la vivacità di Rimini, ma anche le valli del Marecchia e del Conca con le irte ma accoglienti colline, contese nei secoli tra i Malatesta e i Montefeltro, significa il Castello di Gropparello a Piacenza, la Ravenna bizantina, la gastronomica Parma e la Modena romanica, ma anche gli aironi del delta del Po e l’orgogliosa Reggia di Matilde. Il policentrismo non va abbandonato. Al contrario, va tutelato e promosso. Va reso moderno e capace di competere, come ha fatto in passato l’Italia dei distretti industriali.

Ciò che si sta dicendo sui trasporti, seppur completamente agli antipodi rispetto alla nostra idea di mobilità, conferma però la necessità di mantenere questa dinamicità che è propria del nostro DNA di emiliano-romagnoli.

Le destinazioni turistiche funzioneranno secondo noi, se manterranno la barra dritta su questo obiettivo. Si raggiungerà questo obiettivo, se la trasparenza e la legalità diventeranno capisaldi della programmazione, come abbiamo chiesto ad esempio nei nostri ordini del giorno.

“La lotta alla mafia non può fermarsi a una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere l’intero palazzo. All’opera del muratore deve affiancarsi quella dell’ingegnere. Se pulisci una stanza, non puoi ignorare che le altre stanze possano essere sporche…”, queste sono parole di Giovanni Falcone, che ben ci fanno capire che occorre avere attenzione sui fenomeni di criminalità organizzata, radicati purtroppo nella nostra regione, in ogni settore economico e in ogni intervento legislativo.

Per citare e interpretare le parole dell’assessore Corsini, le destinazioni turistiche non devono diventare destinazioni killer, ma di se stesse, tanto per capirci. Ogni caratteristica territoriale deve essere portata al massimo della sua potenzialità attrattiva, incentivando ancora quelle in affanno e consolidando invece le nostre punte di diamante. Ecco perché nel nostro atto, collegato a questo progetto di legge, abbiamo voluto sottolineare anche le particolarità territoriali.

Promo-commercializzazione invece è un termine che ci piace poco. È troppo ambiguo. APT secondo noi deve promuovere il territorio. La commercializzazione la vorremmo lasciare agli operatori del settore, compresi i relativi guadagni. Insomma, gli strumenti individuati da questa legge per noi sono condivisibili. Il tutto però sta a come il governo di questa Regione li vorrà usare.

Ecco perché ci asterremo augurandoci che, una volta fatta la legge, poi non si trovi l’inganno, come purtroppo troppo spesso accade in Italia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Sensoli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Taruffi. Ne ha facoltà.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Molto abbiamo già detto e quindi non voglio ripetermi sulle considerazioni generali. Due questioni, però, ci tengo a precisarle, anche dopo aver seguito il dibattito che si è sviluppato questa mattina e adesso. Vi spiego qual è per me la sfida vera. Cercavo di dirlo anche stamattina. La consigliera Sensoli ha fatto un lungo elenco e mi dispiace non abbia citato le terme e gli Appennini. Va a suo demerito, ovviamente. In questo lungo elenco, che certo rappresenta una parte delle eccellenze della nostra regione, credo che la vera sfida sia quella di tenere insieme e − come dicevo stamattina − cercare di valorizzare in modo “collegiale” queste nostre eccellenze, ovviamente cercando di aiutare i territori là dove ne hanno più bisogno (non tutti i territori della nostra regione si trovano, da questo punto di vista, allo stesso livello) e lavorare insieme per portare a frutto le nostre varie eccellenze, perché − questo concetto deve essere scolpito nella testa di ognuno di noi − nessun territorio da solo può pensare di competere nel mercato globale.

Se noi aiutassimo i territori che ancora vivono queste difficoltà faremmo veramente una cosa molto importante. Certo, la difficoltà sarà quella di mantenere l’equilibrio tra le Aree Vaste e il ruolo che i vari territori, che pure hanno diversità fra di loro, dovranno svolgere all’interno delle Aree Vaste. Questa è la vera sfida che ci fa compiere un passo avanti. Diversamente, rischieremmo di rimanere attardati su logiche ormai del passato se continuassimo a ragionare in altri termini.

Sostenere che la legge sulle Unioni di prodotto non ha funzionato credo sia una rappresentazione quantomeno parziale della realtà. Certo è che era necessario introdurre innovazioni e modificare alcuni aspetti, come è stato fatto, anche radicalmente. Sarà perché provengo da un territorio che soffre molto della disintegrazione amministrativa, oserei dire, e dei problemi che questo comporta, sarà perché vivo in un territorio che ha sicuramente questo problema, avverto come aspetto fondamentale quello di dare un contributo, in tutte le forme e in tutte le sedi, soprattutto in ambiti strategici come quello di cui parliamo oggi, per tentare di costruire un lavoro comune. I territori disgregati non vanno da nessuna parte. L’ho detto e lo ripeto.

Certo, la Città metropolitana di Bologna ha un ruolo importante anche in questa legge, come lo ha, ovviamente, in tutto il panorama dell’ordinamento regionale, anche in virtù della legge che abbiamo approvato a luglio, ossia la legge sul riordino. La scommessa sarà quella di costruire l’equilibrio migliore e vincente fra i vari territori che compongono le varie Aree Vaste, a partire, ovviamente, dalla Città metropolitana di Bologna. Tenere insieme le terre negli Appennini, le fiere e Bologna, ad esempio, se parliamo della Città metropolitana, non è semplice. Dal punto di vista infrastrutturale, bisogna lavorare molto. Non sempre condividiamo le scelte, dal punto di vista infrastrutturale, che vengono individuate dalla Giunta, ma sicuramente su quel tema bisogna lavorare. Ne siamo consapevoli. Anche in questo senso, pensare all’economia sostenibile e alle soluzioni più sostenibili per l’economia credo possa darci una mano per trovare le soluzioni migliori.

Ho toccato tanti aspetti e ho cercato di dire alcune cose precisando l’intervento che ho svolto stamattina. Secondo noi, l’impianto di questa legge rimane buono e positivo e su di esso si può costruire e si può lavorare. Ovviamente, tra il dire e il fare − come sappiamo − c’è di mezzo il mare. Come sappiamo tutti e come abbiamo detto anche stamattina, non è con una legge che si risolvono i problemi reali dell’economia. Le leggi, però, servono a indicare, e molto, soluzioni e strade. Credo che quella che abbiamo indicato oggi sia una strada positiva da percorrere con coraggio, alla quale bisogna affiancare anche altri interventi (l’ho detto stamattina e lo ripeto adesso), perché il turismo è composto da tante voci. Credo che dovremmo mettere mano anche alle altre voci che compongono il comparto turistico complessivo.

Chiudo con un’ultima osservazione. Visto che abbiamo parlato tutta la mattina del patrimonio paesaggistico, naturalistico e turistico della nostra regione, sottolineo che il 17 aprile si svolgerà un referendum. Penso sia opportuno ricordare a tutti che la valorizzazione della costa e del patrimonio marittimo passa anche attraverso il voto del 17 aprile.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Non avendo più nessun iscritto in dichiarazione di voto, passiamo alla votazione degli ordini del giorno.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 2000/2, oggetto 2398, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 2000/2, oggetto 2398, è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 2000/3, oggetto 2399, a firma dei consiglieri Bertani, Sensoli, Piccinini e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 2000/3, oggetto 2399, è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 2000/4, oggetto 2400, a firma della consigliera Nadia Rossi e altri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 2000/4, oggetto 2400, è approvato.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, comunico il seguente risultato:

 

Presenti

43

Assenti

7

Votanti

42

Favorevoli

28

Contrari

--

Astenuti

14

 

PRESIDENTE (Rainieri): Proclamo approvata la legge riguardante «Ordinamento turistico regionale - Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo-commercializzazione turistica. Abrogazione della legge regionale 4 marzo 1998, n. 7 (Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e la commercializzazione turistica.)».

 

OGGETTO 1686

Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: «Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco». A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti, Bagnari, Rainieri (30)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, al progetto di legge 1686 recante “Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco”, a firma dei consiglieri Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti e Bagnari.

Il testo n. 2/2016 licenziato dalla Commissione “Politiche economiche” nella seduta del 9 marzo 2016 con il seguente titolo: “Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco. Abrogazione della legge regionale 2 settembre 1981, n. 27 (Istituzione dell’Albo regionale delle associazioni “Pro-Loco”)”.

Il progetto di legge è composto da 11 articoli e da scheda tecnico finanziaria.

Il relatore della Commissione, consigliere Giuseppe Paruolo, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il relatore di minoranza, consigliere Galeazzo Bignami, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il procedimento ve lo risparmio, perché lo conoscete. Lo vedremo man mano.

Ha chiesto di parlare il relatore della Commissione, consigliere Paruolo. Ha venti minuti. Prego.

 

PARUOLO, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

Nel complimentarmi anch’io per l’appena avvenuta approvazione della nuova legge sul turismo, credo che il tema di cui stiamo discutendo costituisca un ulteriore tassello di interesse, che va nella direzione di valorizzare un contributo importante che proviene dalle associazioni di volontariato, chiamate comunemente “Pro Loco” già oggi, che ben conosciamo come importanti e fondamentali per riuscire a fornire risposte su tutto il territorio. Quando dico “tutto il territorio” intendo proprio “tutto il territorio”, non soltanto le località dove è più semplice fare promozione turistica, ma anche quelle su cui occorre mettere insieme tutte le risorse a disposizione per riuscire a fornire risposte.

Questa legge sulle Pro Loco nasce, oggi, dopo una lunga gestazione. Quindi, non farò una lunghissima introduzione, perché tutti quanti noi, bene o male, abbiamo avuto occasione di parlarne nei mesi che ci hanno portato all’affinamento. Ad ogni modo, consentitemi di rivolgere un ringraziamento alla collega Paola Marani, la quale avviò questo percorso nel mandato precedente e iniziò a istruire quella che si è avviata successivamente e che oggi vede il compimento come nuova legge sulle Pro Loco. Credo valga la pena sottolineare che si tratta di una legge che, oltre a ricordare questa gestazione indubbiamente non velocissima, nasce con una nota importante. Mi riferisco al fatto che il progetto di legge è stato sottoscritto non soltanto da molti membri della maggioranza, ma anche da diversi esponenti significativi della minoranza in quest’aula; quindi, nasce sotto un vero spirito unitario e speriamo possa avere un coronamento in questo senso.

Quali sono i punti principali, sostanziali? Al di là del riempirci la bocca dicendo che sono tutti bravi e facendoci i complimenti, credo sia essenziale guardare una legge regionale per quello che effettivamente innova e porta come contributo significativo. Riassumo il tutto in cinque punti, che vado rapidamente ad elencare.

Primo punto: forniamo una definizione chiara di “Pro Loco”, che fino a questo momento sono state associazioni in larga misura nate in modo spontaneo. La legge le individua con precisione specificando che sono associazioni di promozione sociale, quindi inquadrate all’interno della legge n. 34, che regola questo tipo di associazioni nella nostra Regione, che hanno primariamente l’obiettivo di dedicarsi alla promozione del territorio e all’animazione turistica. Forniamo, quindi, una chiara definizione delle Pro Loco.

Secondo punto: nel riconoscere che le Pro Loco già adesso operano in larga misura attraverso convenzioni con i Comuni e con gli altri Enti locali, forniamo non solo un riconoscimento dello stato di fatto, ma anche un quadro normativo all’interno del quale possa essere più semplice e agevole per gli Enti locali e per i Comuni stipulare convenzioni con le Pro Loco, che consentano loro di gestire servizi di vario genere. Nella legge che abbiamo testé approvato sul turismo si stabilisce che le Pro Loco possono essere lo strumento attraverso cui il Comune fornisce risposte non solo per l’organizzazione delle tradizionali sagre paesane, che rappresentano l’elemento con cui le Pro Loco sono state rese riconoscibili per prime, ma anche attraverso la gestione degli uffici turistici o altre attività che il Comune può svolgere in convenzione con queste associazioni.

Terzo punto: individuiamo la possibilità di avere un canale dedicato a finanziamenti specifici. All’interno dello schema generale delle associazioni di promozione sociale, quindi, ci sarà la possibilità, nella misura in cui verrà decisa all’interno dei provvedimenti di bilancio di questa Regione, di dedicare un finanziamento a questo canale. Perché lo facciamo? Non solo perché riteniamo che sia un doveroso riconoscimento del fatto che queste associazioni hanno dato, stanno dando e tanto possono dare al nostro territorio in termini di promozione, ma anche perché siamo convinti che ogni euro investito in questa modalità possa dare un ritorno significativo, perché va all’interno di un sistema in cui in larghissima misura c’è il lavoro volontario di tante persone che contribuiscono a fare sì che anche un finanziamento ridotto possa generare ritorni importanti per l’intera comunità.

Quarto punto: diamo un riconoscimento alle strutture associative e rappresentative del mondo delle Pro Loco. Anche in questo caso, abbiamo fatto una riflessione sin dalle prime volte in cui abbiamo parlato di questa legge. Alla fine, siamo atterrati su un punto che, secondo me, è credibile e importante. Non abbiamo scritto nero su bianco, all’interno della legge, il nome dell’associazione che, di fatto, sappiamo che rappresenta sostanzialmente le Pro Loco e che ha la larghissima maggioranza della rappresentanza, ossia l’UNPLI, l’associazione nazionale delle Pro Loco italiane, perché abbiamo ritenuto giusto scrivere in una legge e fornire una nozione di tipo generale, quindi definire il criterio sulla base del quale si effettua un riconoscimento.

Dopodiché, non nascondiamo il fatto che, in questo momento, questa associazione rappresenta questo tessuto associativo. Naturalmente, non operiamo né nel senso di voler generare rendite di posizione né, dall’altra parte, nel senso di spingere verso una frammentazione. Semplicemente, dialoghiamo con chi liberamente in questo mondo si individua come proprio rappresentante. Abbiamo definito in un articolo le strutture associative rappresentative delle Pro Loco, precisando i criteri con cui possono essere individuati questi elementi di rappresentatività. La dicitura è la stessa che abbiamo appena riportato nella legge sul turismo per definire − questo è il quinto punto importante di questa legge − quale sarà l’associazione rappresentativa, l’Ente rappresentativo, che dovrà essere consultato dalla Regione nella fase di organizzazione dell’offerta turistica regionale. Questo è il punto su cui abbiamo trovato convergenza nel valorizzare questo tessuto. Pertanto, vi è un impegno, che questa legge sancisce, di consultazione di questo mondo attraverso le strutture associative che lo rappresentano nella fase di organizzazione dell’offerta turistica regionale.

Questi sono i punti fondamentali. Il resto riguarda il lavoro che abbiamo svolto in Commissione e che oggi ci preoccuperemo di finalizzare. Io ho presentato un unico emendamento che riscrive la norma finanziaria alla luce non soltanto del fatto che la legge era stata presentata lo scorso anno e, quindi, riportava diciture annuali superate, ma anche alla luce della nuova normativa. Sto parlando dell’emendamento 1, che vi proporrò di votare.

Abbiamo avuto un dialogo – che, penso, troverà traccia anche in quest’aula − per apportare ulteriori modifiche che tenessero conto dei possibili contributi provenienti da diverse forze politiche. Vi è una sollecitazione da parte dei colleghi del Movimento 5 Stelle, che credo sia importante cogliere nello spirito, cioè quella di fare in modo che ci sia trasparenza di bilancio e che vi siano norme chiare per evitare conflitti di interesse in queste situazioni, che non credo riusciremo ad accogliere con una norma di legge. Vedo qui in aula la vicepresidente Gualmini, che ha la delega rispetto all’insieme delle associazioni di promozione sociale. In quel contesto, la Regione dovrebbe fornire norme chiare proprio per garantire i criteri di trasparenza. Non ci sembra giusto inserire annotazioni specifiche che carichino il sistema delle Pro Loco rispetto alle altre associazioni, proprio a seguito della scelta che abbiamo fatto di non inventarci una nuova categoria di associazioni da iscrivere in un registro a sé stante, ma di prendere la legge n. 34, che definisce e regola le associazioni di promozione sociale, dicendo che le Pro Loco sono semplicemente una particolare tipologia all’interno di questo ambito, senza prevedere possibilità diverse.

Avremmo potuto fare scelte diverse. Avremmo potuto avere alcune Pro Loco APS e altre no. Abbiamo operato una scelta chiara dicendo che l’APS definisce il quadro normativo di cui devono far parte tutte le associazioni di questo tipo. Dopodiché, le Pro Loco rappresentano la tipologia di cui abbiamo parlato e a cui questa legge è dedicata.

Lasciatemi concludere dicendo che la legge intende riconoscere e ringraziare i tanti volontari che in vari luoghi della nostra regione dedicano parte del loro tempo alla promozione di eventi, di organizzazioni, di servizi, di cui beneficia l’intera comunità. Questa legge rappresenta anche l’occasione per ringraziare tutti loro e per incoraggiarli a proseguire su questa strada.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Paruolo.

La parola al relatore di minoranza, consigliere Bignami. Prego.

 

BIGNAMI, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

In aggiunta a quanto già illustrato dal collega Paruolo, sottolineo che il progetto di legge che ci apprestiamo a votare è frutto di un lavoro di coordinamento che raramente − credo si possa dire − si è verificato per altre iniziative legislative della maggioranza, ancor più della minoranza e tanto meno della Giunta. In questo complesso, però, crediamo sia doveroso attestare il fatto che per noi questo progetto di legge costituisce non un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza per la valorizzazione di quei soggetti ineludibili nell’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, di coinvolgimento di altre forme non interne all’Amministrazione, che consentono di implementare e amplificare il coinvolgimento stesso di soggetti che in forma privata si mettono a disposizione del territorio per valorizzarne gli aspetti turistici, artistici, enogastronomici e anche evidentemente di valorizzazione storica e identitaria.

Mi preme sottolineare questo concetto perché, sebbene, come ha sostenuto il collega Paruolo, non sia magari direttamente affermata la principale associazione che rappresenta le Pro Loco, ovverosia l’UNPLI, per noi questo tipo di ragionamento, come abbiamo avuto modo di ribadire anche in sede di udienza conoscitiva, difficilmente sarà riproponibile per altri soggetti, vale a dire soggetti che si intestano una rappresentatività territoriale a nostro giudizio estremamente modesta (non voglio fare il nome delle ARCI per non aprire inutili polemiche). Tuttavia, per questo tipo di realtà non saremmo nelle disponibilità di ripercorrere lo stesso processo di coinvolgimento, perché evidentemente, nel momento in cui un’associazione come quella delle ARCI dichiara espressamente di essere ispirata a valori di sinistra, decide di non coinvolgere un campo di centrodestra. Lo dico perché in sede di udienza conoscitiva abbiamo registrato un certo nervosismo da parte di altre associazioni che probabilmente volevano che venisse contenuta la valorizzazione delle Pro Loco. Invece, noi nelle Pro Loco rinveniamo un elemento di totale estraneità da elementi partitici e politici, che rappresenta la migliore garanzia di imparzialità, che spesso invece dovremmo trovare in altri contesti, a partire da quelli istituzionali.

In tal senso va dato atto al collega Paruolo, che appartiene a una formazione politica in cui invece viene premiato soltanto chi appartiene al loro schieramento, di aver lavorato anche con una certa solerzia per cercare di premiare questi soggetti, cosa che normalmente non avviene, perché il Partito Democratico ci ha abituato a situazioni in cui vengono premiati esclusivamente gli amici degli amici. Invece, in questo caso vi riconosciamo che vi siete mossi con grande imparzialità e con grande senso di obiettività. Questo è un fatto raro, ed è proprio per questo che mi sento di condividere il testo, anche noi portando i contributi che abbiamo ritenuto di versare nella proposta di legge, e di ribadire il nostro voto favorevole, consapevoli – e chiudo proprio da dove ho iniziato – che questo deve essere un punto di partenza e non di arrivo perché, se la Giunta non mettesse i fondi a disposizione utili per il vigore che questo progetto di legge evidentemente sottende, si tratterebbe di un’ennesima occasione persa. Tuttavia, a quel punto è chiaro che il nostro ruolo di vigilanza e controllo riprenderebbe piena attuazione e in questo senso saremmo pronti anche a denunciare il mancato utilizzo di una legge preziosa come quella che il collega Paruolo, prima ancora del suo movimento, ha ritenuto di portare in Aula.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bignami.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Rancan. Ne ha facoltà.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Vorrei innanzitutto ringraziare il relatore Paruolo e il relatore Bignami per il grandissimo lavoro che è stato compiuto nella composizione e nella redazione di questo progetto di legge, che credo si possa considerare un buon progetto di legge, per il quale si è registrata una grandissima condivisione a partire già dal testo nello stadio embrionale, quando appunto è iniziato il percorso che, con la votazione odierna, lo erigerà al rango d legge.

È un testo molto importante perché in questa fase parliamo soprattutto di dare risposte ai volontari, a coloro che si impegnano per il proprio territorio, a coloro che si impegnano con costanza e dedizione senza percepire alcun compenso, e credo che questo possa rappresentare uno dei più grandi riconoscimenti che un Ente come il nostro può dare a un’associazione di promozione turistica.

Credo anche che in questa fase molto delicata in cui i cittadini si sentono molto lontani dalla politica cercare di dare risposte all’associazionismo possa rappresentare un segnale forte, che può essere anche colto come coinvolgimento dei volontari delle associazioni all’interno dell’attività politica. Del resto, le Pro Loco o comunque le associazioni di promozione turistica sono estremamente importanti per il nostro territorio, soprattutto nei paesi più piccoli dove la realtà è circoscritta e dove trovare magari anche solo un gruppo di persone che imbastisce la festa di paese può dare valore a quel territorio, a quel comune, a quella realtà in particolare.

Questi volontari svolgono e continuano a svolgere un’attività costante sul territorio, e ritengo che possa essere fortemente significativo arrivare, come sottolineava nel suo intervento il collega Bignami, a un testo condiviso, proprio perché in questo modo si darebbe il segnale che le Pro Loco non hanno colore politico, ma si interessano esclusivamente di curare il bene della comunità. Quindi, al di là degli schieramenti politici, con questo testo si consacra il concetto che si vuole unicamente il bene di queste associazioni.

Purtroppo, in linea con le considerazioni poc’anzi espresse dal collega Paruolo, non potremo votare l’emendamento proposto dai colleghi del Movimento 5 Stelle, anche se nel comma 1 può risultare condivisibile, dal momento che nel comma 2 si esclude chi ricopre cariche politiche comunali dalla possibilità di far parte dei consigli direttivi delle associazioni, il che è fortemente limitativo soprattutto nelle piccole realtà comunali, dove si è in pochi e capita spesso che colui che può portare interesse per la comunità è lo stesso che si impegna all’interno della Pro Loco ed è magari l’assessore che monta il palco prima della festa del gelato. Questo in realtà succede spesso nei nostri comuni. Io stesso, quando ero assessore, anche se non da membro della Pro Loco, davo una mano a montare il palco. Quindi, ritengo che questa proposta sia assolutamente limitativa, lo ripeto, soprattutto nei comuni molto piccoli, dove già trovare qualcuno che aiuta un’associazione può essere difficoltoso e dove anche una sola persona può aiutare a far crescere quell’associazione.

Il nostro parere, quindi, è sicuramente favorevole al progetto di legge oggi in discussione. Anzi, a tal riguardo auspico, magari con la stessa condivisione che si è raggiunta su questo, un progetto di legge su un associazionismo più ampio, che possa arrivare a inglobare anche altre realtà associative che lavorano comunque per il bene delle nostre comunità.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Purtroppo non potremo partecipare pienamente a questo clima di condivisione, perché la richiesta che noi avanziamo con il nostro emendamento è per noi assolutamente importante. Badate, non perché non stimiamo il grande lavoro che svolgono le Pro Loco, tutt’altro. Lo stimiamo grandemente, proprio perché quando dei cittadini si attivano per il loro territorio a essi va dato riconoscimento del loro senso civico. D’altra parte, però, qui diamo un riconoscimento particolare alle Pro Loco, per cui titolerei il nostro emendamento “oneri e onori”, perché diamo un riconoscimento importante e concediamo un onore alle Pro Loco costruendo una sezione apposita del registro delle APS. Ebbene, con il nostro emendamento chiediamo semplicemente che a questo riconoscimento corrisponda qualche richiesta, che non è una puntigliosità, ma una sorta di prevenzione. In generale, le Amministrazioni e la Regione concederanno contributi alle Pro Loco che si iscriveranno a questo registro, ma potranno anche sussistere Pro Loco che scelgono di non iscriversi a questo registro. Allora, noi chiediamo che quelle che si iscrivono a questo registro rendano trasparenti i propri bilanci e certifichino l’utilizzo delle risorse erogate dalla Regione. Questo perché potrebbe anche venire meno questa trasparenza, magari per un’abitudine che si è consolidata, per cui una Pro Loco rischia di diventare una sorta di società in house di un Comune che, non riuscendo a organizzare attività di promozione turistica, utilizza la Pro Loco, ma lo fa in maniera magari non sempre consona, nel senso che non si aspetta che la Pro Loco agisca di sua iniziativa ma la si usa perché il Comune, appunto, non riesce a svolgere alcune attività. Quindi, è bene che questa trasparenza esclusivamente per le Pro Loco che vogliono iscriversi a questo registro sia richiesta.

Il secondo emendamento riguarda le eventuali cariche politiche ricoperte dai membri della Pro Loco. Anche in questo caso, la nostra previsione non riguarda tutte le Pro Loco, ma solo quelle che ambiscono a essere iscritte in questo registro e, quindi, a ricevere fondi regionali. A nostro avviso infatti non è corretto, proprio per i motivi che ricordavo poc’anzi, che un amministratore comunale sia anche un amministratore all’interno di una Pro Loco. Benissimo il sindaco, l’assessore o il consigliere comunale che aiuta a montare il palco o a servire alle sagre, ma non possiamo accettare che il sindaco, l’assessore o il consigliere comunale che vota per concedere il finanziamento o per concertare eventi con la Pro Loco faccia anche parte del consiglio direttivo della Pro Loco stessa. Per noi questo è inaccettabile. Tanto più che la Regione, fra l’altro, sostiene la Carta di avviso pubblico, una carta fatta appositamente per prevenire eventuali conflitti di interesse. Come Regione aderiamo all’avviso pubblico, non ancora alla Carta, e in questa Carta di avviso pubblico è precisato chiaramente che bisogna prevenire tutti i casi di conflitto di interessi. In questa particolare fattispecie può sussistere una situazione del genere, ragion per cui chiediamo che venga inserito questo criterio.

Per il resto, il progetto di legge ci vede favorevoli ma, lo ripeto, permangono i nostri dubbi per via di questa mancanza, che per noi risulta essere importante. Spero soltanto che ne venga colto qualche elemento nel momento in cui si tratterà di stipulare le convenzioni tipo. Ciononostante, l’obiettivo deve essere sempre la trasparenza e l’indipendenza, come ribadivamo prima anche sul progetto di legge sul turismo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Torri. Ne ha facoltà.

 

TORRI: Grazie, presidente. Come Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà abbiamo seguito con grande interesse i lavori che hanno portato questo testo di legge fino all’Aula, in particolare il momento dell’udienza conoscitiva. Condividiamo la soddisfazione espressa dai due relatori, quello di maggioranza e quello di minoranza, perché riteniamo sia questo un passaggio importante, che va a saldarsi con il progetto di legge approvato quest’oggi sul turismo, dal momento che va a centrare e a riconoscere un aspetto importante per la valorizzazione territoriale, che è quello delle attività che svolgono le Pro Loco, associazioni che forse sono tra le più vicine al territorio sul quale operano e per il quale tendono a svolgere attività di valorizzazione. E proprio questo legame rappresenta il valore aggiunto di queste realtà, che è giusto e importante riconoscere con questo progetto di legge.

Non sono emerse particolari criticità sugli obiettivi del progetto di legge lungo tutto il suo iter, che è stato condiviso in maniera apprezzabile e trasversale. Sono emerse – e credo sia giusto tenerle in considerazione in questa sede a livello di ragionamento, proprio intendendo questo come un passaggio verso un obiettivo più ampio – alcune considerazioni anche nell’udienza conoscitiva. Come affermava il consigliere Bignami, questo può rappresentare un punto di partenza, nel senso che noi andiamo a riconoscere una particolare realtà, che indubbiamente merita questa nostra approvazione e la sponda che le può fornire la Regione, come anche però le altre realtà territoriali. È giusto dire, infatti, come riconosciuto anche dai consiglieri Bignami e Rancan, che c’è un tessuto associativo anche più complesso, che non è necessariamente quello delle Pro Loco o quello delle ARCI, presente soprattutto nelle realtà più piccole, che è condizionato dalla realtà territoriale in cui si formano associazioni culturali o di altro tipo non espressamente Pro Loco, che svolgono per quel territorio lo stesso tipo di valorizzazione. Ebbene, partendo proprio da questo esempio e partendo dall’elemento certamente più rilevante, che è quello delle Pro Loco, dobbiamo sviluppare un ragionamento proteso a garantire la stessa sponda e lo stesso sostegno anche a realtà più piccole e periferiche che svolgono comunque attività meritevoli in situazioni particolarmente circoscritte.

È chiaro che questo prescinde da eventuali appartenenze politiche, ma guarda alla finalità che si propone un’associazione. La Regione, come tutti gli Enti pubblici, deve essere di sostegno a quella finalità, che in questo caso è la promozione territoriale, lo sviluppo e la conservazione dei beni presenti sul territorio, in maniera tale da incrementare anche dal basso prima di tutto il movimento turistico ma in certe realtà anche la vitalità dei territori.

Penso sarà importante tenere ben presente queste considerazioni quando arriveremo al momento del voto su un provvedimento così importante, che per quanto ci riguarda, lo ripeto, rappresenta un passaggio importante che condividiamo e sul quale voteremo convintamente a favore. Inoltre, per quanto riguarda l’emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle, visto che non c’è stato modo di approfondire il confronto in Commissione, ci esprimeremo favorevolmente, in quanto rispetto ad altre situazioni in cui gli stessi princìpi erano stati presentati in maniera tecnicamente diversa in questo caso si rimanda con la giusta flessibilità a un atto di Giunta che potrebbe mettere assieme la legislazione nazionale con le esigenze di trasparenza. Pertanto, ritenendo condivisibile il principio, voteremo a favore.

In conclusione, pur non avendo noi firmato questo progetto di legge, esprimiamo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto dai relatori e per il clima con cui si arriva ad approvarlo, un clima meritato soprattutto dai soggetti che sono al centro di questa legge, che sono appunto le Pro Loco, con l’auspicio che questo sia un passaggio importante per far sì che la Regione soprattutto per le realtà più periferiche e più vicine alle esigenze concrete e pratiche del territorio sia sempre di più da sponda. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Torri.

Non essendovi altri consiglieri iscritti a parlare in discussione generale, chiedo ai relatori se intendono intervenire per la replica. Nessuno chiede di intervenire.

Chiedo alla Giunta se intende intervenire. Nessuno chiede di intervenire.

Iniziamo, allora, con l’esame dell’articolato. Rammento che abbiamo una proposta di emendamento a firma del consigliere Paruolo e una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Sassi e Bertani.

Passiamo all’esame dell’art. 1.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 2.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 3.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 4.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 5.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 6.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 7.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art.7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 7 è approvato.

Prima di passare all’esame dell’art. 8, abbiamo l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi e Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi e Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 8.

Sull’art. 8 insiste l’emendamento 1, a firma del consigliere Paruolo. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Paruolo.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è approvato.

Non votiamo l’articolo 8 perché la votazione positiva dell’emendamento precedente ha sostituito l’articolo 8.

Passiamo all’esame dell’art. 9.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 9 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 10.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 10 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 11.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 11 è approvato.

Passiamo alle dichiarazione di voto finali sul provvedimento.

Ha chiesto di parlare il consigliere Paruolo. Ne ha facoltà.

 

PARUOLO: Naturalmente il voto sarà favorevole. Voglio esprimere soddisfazione per l’esito. Finalmente riusciamo a condurre in porto questa legge. Volevo ringraziare tutti, l’ho fatto anche nella mia introduzione. Dal mio punto di vista naturalmente sono fiero di essere il primo firmatario di questa legge, però l’ho interpretata - come anche altre volte - raccogliendo il testimone di un lavoro fatto da colleghi nello scorso mandato (ho già avuto modo di citare in particolare la collega Paola Marani), cercando di portare a termine un lavoro, di ascoltare le esigenze del mondo reale che è attorno a noi e di comporre all’interno di quest’aula i diversi punti di vista che, come sempre accade, possono esserci su una questione reale.

Sono particolarmente lieto, perché credo che di questa legge potranno beneficiare i cittadini che si adoperano per rendere migliore la situazione e l’accoglienza delle nostre comunità, dei nostri Comuni, dei nostri luoghi e questo potrà portare un beneficio a tutta la comunità con una maggior capacità di essere una regione accogliente e valorizzare tutte le località dal punto di vista turistico, sia quelle che sono evidentemente e facilmente valorizzabili perché hanno un valore intrinseco molto forte, sia quelle meno conosciute, che richiedono un percorso di maggior conoscenza che può vederci tutti impegnati in questa direzione, con il supporto assolutamente fondamentale che ci garantiscono le Pro Loco.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Paruolo.

Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.

 

FOTI: Poche parole per esprimere il voto favorevole al progetto di legge in questione. Francamente non mi ritrovo molto nella definizione che, seppure molto sinteticamente, il collega Bertani ha voluto dare delle Pro Loco, perché paragonarle a delle società in house del Comune significa oggettivamente non valutare a pieno il ruolo delle Pro Loco nella società. Sono delle associazioni di natura ideale le Pro loco e soprattutto nelle aree piccole o molto piccole si sa bene che all’interno delle Pro loco vi sono volontari che cercano esclusivamente di rendere un po’ più appetibile il proprio territorio in termini di divertimento, di attrazione turistica, di partecipazione dei cittadini alla vita di questo o di quel Comune e - quindi - proprio il carattere gratuito che caratterizza la partecipazione a queste associazioni, il fatto che le stesse debbano riversare in altre attività gli eventuali proventi in positivo del bilancio, dimostra fino in fondo come tutt’al più oggi noi non abbiamo creato una nuova società in house mascherata, ma abbiamo dato attuazione piena all’articolo 118, comma 4, della Costituzione a proposito della sussidiarietà orizzontale.

La Regione, nel momento in cui legifera sulle Pro Loco, favorisce un tipo di associazionismo che sostituisce in gran parte un’attività che, diversamente, sarebbe stata propria del pubblico. Sotto questo profilo, dire che i Comuni le utilizzano come società in house credo sia un po’ anche voler “svalorizzare” il gesto che stiamo compiendo con questa approvazione del progetto di legge.

Io penso, invece, che le Pro loco collaborino con i Comuni, come con chi altro voglia con le stesse intraprendere un dialogo, per cercare di rendere migliore il territorio sul quale operano. Sotto questo profilo non si può fare altro che dire che l’attività meritoria è dei soci, come dei dirigenti: invece essere in un comitato direttivo della Pro Loco ha dato quasi l’idea di un posto di potere. Ma di che cosa stiamo parlando? Sinceramente – lo dico in termini di battuta – è più una iattura che una forma di potere. Insomma, si partecipa per quella parte di dovere civico che tutti sentono dentro di sé, ma non sicuramente perché qualcuno pensa di creare le proprie fortune politiche e sociali sentendosi investito dal fatto di essere presidente di una Pro Loco. Si attirano piuttosto delle rogne.

Penso, invece, che il lavoro che abbiamo svolto oggi sia un lavoro di riconoscimento nei confronti di tanti, tantissimi volontari dei quali questo Paese e anche questa Regione hanno bisogno, ma di cui hanno bisogno i nostri territori, soprattutto quando parliamo di piccoli Comuni dell’Appennino, laddove, se non vi fosse la presenza delle Pro Loco, non vi sarebbe veramente null’altro che non il pubblico.

La Pro Loco, sotto questo profilo, è un completamento dell’attività del pubblico per una parte e dall’altra è anche uno stimolo per le persone a voler partecipare alla vita cittadina di quei luoghi per la riscoperta delle tradizioni e della cultura spesso e volentieri montanara e contadina. Penso che sotto questo profilo nessuno possa dire che costituiscono una lobby, quasi fosse uno strumento di potere e non di partecipazione.

Mi rendo conto che chi ricopre un incarico all’interno di una Pro Loco null’altro deve fare che rispettare, da una parte il Codice civile e dall’altro il Testo Unico degli Enti locali, nel caso in cui dovesse trovarsi in una situazione di potenziale conflitto di interessi che, torno a ripetere, è già ampiamente disciplinato dalle due norme cui facevo riferimento, senza la necessità di trovarne o di doverne aggiungere altre ad abudantiam.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Fabbri. Ne ha facoltà.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Volevo annunciare ancora una volta, come ha già preannunciato il mio collega Rancan, il voto favorevole a questo progetto di legge dove anche io sono firmatario. Volevo ringraziare sia il relatore di maggioranza che il relatore di minoranza che, anche nella passata consiliatura, hanno colto le osservazioni che sono venute un po’ dal mondo dell’associazionismo e delle Pro Loco di questa Regione e anche il presidente Ferrari dell’Associazione nazionale delle Pro Loco che per quello che riguarda la nostra regione, l’Emilia-Romagna, ci ha dato la possibilità di cogliere la bontà di questo progetto di legge.

Mi associo ovviamente alle riflessioni ultime del collega Foti. Spero che il consigliere del Movimento 5 Stelle Bertani si sia sbagliato nel linguaggio e abbiamo interpretato male il contenuto di quello che è stato detto fin d’ora, perché se effettivamente fosse come abbiamo interpretato noi, più che parlare con un consigliere regionale mi sembrerebbe di parlare con quelle persone che nei nostri Paesi molto spesso stanno al bar e non fanno niente e l’unica cosa che hanno da fare è criticare invece quelli che promuovono spendendo del tempo e delle risorse nei propri paesi, nella propria attività a livello di associazionismo e quindi anche di Pro Loco. Mi fa piacere aver condiviso anche questo progetto di legge con la maggioranza in modo tale da dare garanzia anche agli amministratori locali dei nostri territori, a prescindere dall’orientamento politico, di aver fatto un lavoro sinergico per il bene dei tanti volontari che tutti i giorni aiutano nei nostri territori.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Fabbri.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Mi servirebbe un avvocato, ma cerco di fare da solo. Sto scherzando! La premessa l’ho fatta all’inizio, forse ve la siete persa. Io ho detto che il valore delle Pro Loco è un valore di cittadinanza attiva. Quindi, non capisco da quali parole abbiate dedotto che io ce l’ho con la Pro Loco. Al bar non ci sto, perché quando ho avuto occasione ho servito ai tavoli e ho lavato i piatti, lo dico al consigliere Fabbri. Anch’io ho avuto il piacere e la fortuna di partecipare ad attività di questo tipo e quindi non ho nessuna preclusione. Il discorso che portavo avanti prima è un discorso di prevenzione di alcuni casi che possono effettivamente succedere e quindi è anche un discorso di garanzia per le Pro Loco. Questa richiesta non è un’accusa alle Pro Loco. Probabilmente è più una prevenzione nei confronti dei politici di paesi grandi o piccoli che magari possono approfittare e utilizzare le Pro Loco in maniera distorta. Tutto qui.

Quindi, bene la legge sulla Pro Loco, bene le attività che fanno le Pro Loco. Serve una garanzia per le Pro Loco e per i cittadini. Questa garanzia a noi non sembrava una forzatura. Ci dispiace che pensiate che andiamo in questo senso.

Ribadisco il nostro voto di astensione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Taruffi. Ne ha facoltà. Lei interviene sempre in zona Cesarini.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. In realtà stavo pigiando, ma non prendeva. Ogni tanto capita.

Il nostro voto sarà favorevole. Le ragioni sono già state esposte. Voglio intervenire solo su un aspetto. Ho sentito in diversi fare delle osservazioni un pochino strumentali. Visto che qui di avvocati ce ne sono diversi, io non lo sono, nemmeno penso di farlo per scherzo. Sicuramente il consigliere Bertani non ne ha bisogno, però ha sollevato un tema che mi pare sensato, tant’è che noi l’abbiamo sostenuto perché specie nei piccoli Comuni, e lo dico a ragion veduta, pur non avendo mai trascorso un minuto a lavare i piatti, pur non avendo mai fatto nulla dentro una Pro Loco, pur non avendo fatto nulla di tutto ciò, giusto per essere chiari, visto che qui tutti rivendicano di aver fatto qualcosa.

Io non ho mai fatto parte di nessuna Pro Loco, però so perfettamente che nei piccoli Comuni spesso capita che se il sindaco o chi deve dare i contributi, per essere chiaro fino in fondo, magari ha anche ruoli direttivi all’interno della Pro Loco, si crea un problema che forse è meglio evitare. Punto.

Questo era il tema – lo esplicito – che credo fosse utile discutere, perché nessuno nega che un sindaco o un assessore possono fare un lavoro all’interno della Pro Loco, va benissimo la libera attività di ciascuno, ma chi è magari il titolare che ha la disponibilità di dare qualche contributo, se non ricopre anche l’incarico direttivo all’interno della Pro Loco, credo sia una cosa saggia.

Non voglio evocare parole altisonanti che sarebbero fuori luogo, anche perché da una parte forse sbucherebbero i fantasmi del passato e li lasciamo andare, tipo conflitti di interessi e quelle cose lì, perché sarebbe fuori luogo, ma un principio sano per cui evidentemente chi dà i soldi non può anche essere chi li chiede. Tante volte con il consigliere Bertani non siamo d’accordo, ma in questo caso credo che la proposta fosse una garanzia in una buona legge, una garanzia ulteriore. Tutto qua. Il nostro voto comunque sarà un voto positivo, però evitiamo di esagerare su alcuni aspetti perché fra noi credo che sia sempre bene stare sul merito e credo che da questo punto di vista il merito in questo caso fosse chiaro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori, comunico il seguente risultato:

 

Presenti

37

Assenti

13

Votanti

37

Favorevoli

33

Contrari

--

Astenuti

4

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Mi sembrava di aver votato. Forse il voto è saltato. Mi sono astenuto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): C’è stato un problema tecnico.

 

BERTANI: Confermo il mio voto di astensione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Il consigliere Bertani riconferma il voto di astensione.

Proclamo approvata la legge riguardante «Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco. Abrogazione della legge regionale 2 settembre 1981, n. 27 (Istituzione dell’Albo regionale delle associazioni “Pro-Loco”)».

 

OGGETTO 2134

Delibera: «Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia. Triennio 2016-2018 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12).» (Proposta della Giunta regionale in data 9 febbraio 2016, n. 116) (65)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’oggetto 2134: Proposta recante “Indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia. Triennio 2016-2018 (L.R. 8 agosto 2001, n. 26 - L.R. 30 giugno 2003, n. 12). Proposta all’Assemblea legislativa” (Delibera di Giunta n. 116 del 09 02 16).

La Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità ha espresso parere favorevole nella seduta del 3 marzo 2016 con la seguente votazione: 30 voti a favore, nessun contrario, 12 astenuti.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Apro la discussione generale sul provvedimento.

Ha chiesto di parlare la consigliera Prodi. Ne ha facoltà.

 

PRODI: Volevo introdurre questo documento. Partendo dall’articolo 7 della legge regionale n. 26 del 2001 e dall’articolo 12 della legge regionale n. 12 del 2003, la Giunta definisce in questo documento gli indirizzi per gli interventi di qualificazione e miglioramento della scuola dell’infanzia per il triennio 2016-2018, in continuità con gli indirizzi approvati il luglio scorso.

Operativamente è stato stanziato nel 2016 un finanziamento di 4,1 milioni di euro per le scuole paritarie dell’infanzia comunali e private, con un incremento quindi di 80.000 euro rispetto all’anno precedente.

Il documento definisce la programmazione degli indirizzi su un piano programmatico utile ad offrire un quadro unitario e organico di riferimento per quanto riguarda la qualificazione e il miglioramento della proposta educativa, tramite la realizzazione di progetti e iniziative rivolte ai bambini e alle bambine delle scuole dell’infanzia, con peculiare riferimento alla continuità e al raccordo interistituzionale tra esse, i servizi educativi per la prima infanzia e la scuola primaria.

Queste azioni consentono di rafforzare la programmazione e gli interventi nel settore dei servizi 3-6 anni, attraverso progetti di innovazione del contesto, del rapporto educativo, delle prestazioni offerte, oltre a interventi di qualificazione delle scuole.

Tra questi interventi di indirizzo, vorrei sottolineare la conferma della figura del coordinatore pedagogico che sappiamo essere strategico nell’assicurare la qualità dell’offerta educativa e quindi anche la realizzazione di interventi di rilevanza regionale, attuati direttamente o tramite Enti locali, ed infine la qualificazione e il miglioramento delle scuole dell’infanzia.

Nelle indicazioni date a Province e Città Metropolitana per l’elaborazione dei relativi programmi, ricordiamo in particolare l’attenzione rivolta a tutti i bambini, alle famiglie e al contesto inteso come ambito di apprendimento, individuando per ciascuno di essi azioni volte a rafforzare e dare continuità alle tematiche come l’inclusione dei bambini con deficit, l’educazione interculturale e più in generale l’educazione alle differenze, le problematiche dell’infanzia ritenute emergenti e particolarmente significative a livello locale ed azioni rivolte al coinvolgimento dei genitori nel progetto educativo.

Altri temi funzionali rimangono lo sviluppo del raccordo tra servizi educativi per la prima infanzia e le scuole dell’infanzia, la scuola primaria e la cura della documentazione relativa ai progetti educativi ai fini di una maggiore trasparenza dell’attività educativa e didattica, per favorire scambi e buone prassi tra scuole e servizi educativi.

La modalità associativa aggregante, contemperando le differenze territoriali, con particolare attenzione ad esempio alle zone montane, favorisce inoltre un virtuoso processo di scambio educativo e culturale.

In Emilia-Romagna si contano 732 scuole dell’infanzia statali e 830 scuole non statali. La situazione regionale delle scuole dell’infanzia fotografa quindi una regione con aree anche molto differenziate nelle tipologie di scuole, dove vi sono Province a maggioranza di scuole di infanzia statali e altre invece con percentuali complementari, con dati corrispondenti quindi all’iscrizione dei bambini nelle varie tipologie di scuole.

Stante questo panorama complesso e storicamente differenziato, su cui comunque si ragionerà con strumenti programmatici e legislativi che si delineano in un futuro prossimo, gli orientamenti di indirizzo regionale diventano quindi strutturali, per identificare una matrice comune che sappia garantire standard qualitativi e di contenuto per affermare la crucialità della scuola dell’infanzia come diritto di eccellente formazione ed educazione per tutti i bambini della nostra regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Prodi.

Apro le dichiarazioni di voto.

Ha chiesto di parlare la consigliera Gibertoni. Ne ha facoltà.

 

GIBERTONI: Presidente, voglio solo dichiarare il voto del Movimento 5 Stelle che sarà contrario. In particolare, ci riferiamo a quelle che ci sono sembrate le due frasi chiave di questo atto della Giunta, tra cui garantire la continuità del sostegno al segmento costituito dalle scuole dell’infanzia e paritarie.

Capiamo certamente che c’è uno sbilanciamento tra la domanda e l’offerta. Si danno soldi anche alle scuole private perché ritenute indispensabili al funzionamento del nostro sistema scolastico. Votiamo contro richiamandoci all’articolo 33 della Costituzione che dice chiaramente che le scuole paritarie devono esistere ed essere senza oneri per lo Stato. In particolare, l’articolo dice che enti e privati hanno tutto il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, ma senza alcun onere per lo Stato.

Se è vero che nel segmento dell’infanzia c’è uno sbilanciamento tra la domanda e l’offerta, mi permetto di dire che è anche vero che siete al governo di questi territori da ormai sessanta o settanta anni e che credo abbiate avuto tutto il tempo di trovare posti in asili pubblici per i nostri bambini. Quindi, il voto del Movimento 5 Stelle è contrario.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Do la parola alla vicepresidente della Giunta Gualmini.

 

GUALMINI, vicepresidente della Giunta: Mi sento in dovere di rispondere. Anzitutto ringrazio la consigliera Prodi per aver illustrato nel dettaglio i contenuti degli indirizzi triennali che riguardano la fascia 3-6 anni e di cui suggeriamo l’approvazione anche veloce, perché abbiamo l’esigenza di trasferire i fondi alle Province.

Rispondo volentieri però anche alla consigliera Gibertoni. Da circa vent’anni il nostro è un sistema integrato di offerta formativa, fortemente voluto, anche in maniera del tutto consensuale e unitaria, sia da norme nazionali che da leggi regionali di centrosinistra, ma di fatto condivise anche da altre forze. Riteniamo che chi svolge una funzione di interesse pubblico, anche se è un erogatore privato, possa a tutti gli effetti essere considerata un’istituzione che contribuisce al sistema di erogazione dei servizi pubblici.

Tra l’altro, tutte le scuole dell’infanzia non statali sono paritarie, perché lo sono anche quelle comunali, non solo quelle private-private. Insomma, è un sistema che si regge su più gambe. Se cessasse l’erogazione di contributi, peraltro non giganteschi, al sistema integrato dell’offerta formativa rimarrebbero fuori dei bambini.

Oltre a ciò, non siamo più nell’epoca storica in cui come pubblico possiamo permetterci di aprire e sostenere ulteriori strutture. Bisogna certamente controllare benissimo quello che il privato fa, facendoci aiutare, lavorando insieme e collaborando con i gestori che hanno in comune un obiettivo, quello di dare il massimo dal punto di vista del servizio formativo, educativo e psicopedagogico ai nostri bambini. Quindi, non c’è nessuna messa in discussione di un sistema di welfare che finora ha funzionato molto bene.

Come sapete, la Giunta sta lavorando, ciononostante, ad una revisione degli strumenti normativi che abbiamo, sia per la fascia 0-3 anni, che per quella 3-6 anni. Quindi, a breve arriveremo con delle proposte nuove, che semplicemente hanno l’ambizione di adeguarsi ai mutamenti molto profondi delle famiglie, delle giovani coppie, dei giovani padri e delle giovani madri.

Riprenderemo questi argomenti e sarà mia cura affrontarli con tutte le forze politiche, ma non siamo qui per darci la zappa sui piedi. Vogliamo che tutti i bambini abbiano una possibilità di formazione, soprattutto in una fascia delicatissima qual è quella della prima infanzia, perché è lì che si crea integrazione, che si mescolano le culture, che si imparano delle cose e soprattutto si apprende a diventare cittadini del mondo. Ci mancherebbe altro che mettessimo a repentaglio questo sistema.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, vicepresidente Gualmini.

Con l’intervento della vicepresidente Gualmini si sono riaperte le dichiarazioni di voto, quindi se qualcuno volesse intervenire può farlo.

Se nessun consigliere chiede di parlare si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all’oggetto 2134.

 

(L’Assemblea, a maggioranza dei presenti,

approva il partito di deliberazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’Assemblea approva.

 

OGGETTO 1229

Risoluzione per sostenere l’iniziativa a tutela dei lavoratori intrapresa dalla FIOM comprendente un referendum abrogativo di alcuni aspetti contenuti nel JOBS ACT per impedire il demansionamento e il controllo a distanza dei lavoratori e affinché venga reinserito il diritto di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. A firma dei Consiglieri: Alleva, Taruffi, Torri

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo agli atti di indirizzo.

Oggetto 1229, recante: “Risoluzione per sostenere l’iniziativa a tutela dei lavoratori, intrapresa dalla FIOM, comprendente un referendum abrogativo di alcuni aspetti contenuti nel Jobs Act, per impedire il demansionamento e il controllo a distanza dei lavoratori e affinché venga reinserito il diritto di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato”, a firma dei consiglieri Alleva, Taruffi e Torri.

Approvata la questione sospensiva nella seduta pomeridiana del 2 marzo del 2016.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alleva, prego.

 

ALLEVA: Grazie, presidente. Cari colleghi, vi pregherei di prestare qualche minuto di attenzione, perché forse le cose che sto per dirvi non le sentirete da nessun’altra parte, non le leggerete sulla stampa e non ve le diranno in televisione.

Siccome il Jobs Act, purtroppo per me, è un tema di affaticamento quotidiano, e i suoi otto decreti li conosco palmo a palmo per necessità di studio e professionale, vorrei segnalarvi le ragioni profonde dell’iniziativa della FIOM, estesa a quanto pare all’intera CGIL.

Come dicevo, conosco palmo a palmo gli otto decreti del Jobs Act e quando sento, anche da voi colleghi, dire che è stata una normativa che ha sbloccato, rimesso in moto e rilanciato l’occupazione, la domanda che mi viene è: Perché? Dove? Qual è la norma che ha questa efficacia di aver riaperto l’occupazione?

Purtroppo, l’unica risposta che viene fuori è che si è tolto l’articolo 18, cioè la norma anti-ricatto, fondamentale, del nostro ordinamento. Il lavoratore, che può sempre cadere sotto la rivalsa di un licenziamento, non farà valere i propri diritti. Sarà mansueto. Questo sarebbe il grande valore del Jobs Act. C’è da arrossire solo a dichiararla una cosa di questo genere.

Come se non bastasse, sempre per migliorare la ricattabilità del lavoratore, è stato inciso anche l’articolo 13, quello sulle mansioni, per cui il lavoratore può essere anche umiliato con il collocamento a mansioni inferiori. Qui non è più un problema di economia, né di elasticità, ma di dignità del lavoro.

Ecco perché, non essendoci nessun altro motivo per cui il Jobs Act dovrebbe rilanciare l’occupazione, ovvero la voglia del datore di lavoro di assumere, sono assolutamente d’accordo, e vi chiedo di essere d’accordo, con questa iniziativa, di ridare al lavoratore la dignità.

Voglio fare anche un’aggiunta, dicendovi qualcosa che sicuramente non saprete. Il tentativo di rilancio dell’occupazione è passato anche da un’altra parte, ossia dalla decontribuzione di cui all’articolo 12 della legge di stabilità del 2015: molti soldi, 8.000 euro l’anno per tre anni, non solo a chi assume un nuovo lavoratore, ma a chi trasforma il rapporto di lavoro precario già esistente. Di queste trasformazioni ne abbiamo avute quasi 700.000 l’anno scorso.

Si è trattato di una gravissima infrazione, perché quelle situazioni erano già quasi tutte irregolari. Erano già rapporti a tempo indeterminato, ma con contratti precari irregolari. Quello che si è fatto è stato non solo di finanziarli, ma anche portare delle sanatorie praticamente obbligatorie. Quindi, per la prima volta, non soltanto si è sanata la situazione degli evasori, ma li si è anche fortemente premiati.

Non è finita. C’è l’aspetto che nessuno sa e nessuno dice, ma che io vi voglio dire. Quando è stato introdotto, con l’articolo 12, quel premio per un anno, ora già drasticamente diminuito per le assunzioni del 2016 – infatti sono calate del 36 per cento, nel mese di gennaio, le assunzioni a tempo indeterminato – parallelamente è stato cancellato un tradizionale e importantissimo incentivo che era quello della legge n. 407 del 1990 che, per oltre vent’anni, aveva funzionato benissimo.

Questo incentivo prevedeva il 100 per cento dello sgravio fiscale a sud e in tutte le aziende artigiane, per chi fosse disoccupato da almeno 24 mesi; al centro nord, il 50 per cento. Era una norma fondamentale che è stata usata moltissimo. Io stesso l’ho usata per assumere una segretaria. Questa norma è stata cancellata.

Dopo l’esplosione del palloncino mediatico della legge del 2015, quella per cui appunto ci sono stati gli 8.000 euro all’anno per tre anni, che adesso si riducono moltissimo, quello che è stato lasciato sul terreno è stata l’incentivazione vera, quella strutturale.

In definitiva, il Jobs Act ha umiliato e ricattato i lavoratori. Le misure di rilancio occupazionale sono state una droga estremamente temporanea e ingiusta, perché ha premiato gli evasori, e ha cancellato, quello che è peggio, le incentivazione valide, che avevano tenuto molto bene il campo per venti anni.

Per tutti questi motivi, chiedo che esprimiate il vostro il positivo parere per la eliminazione di questa normativa, anche attraverso la prova referendaria.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Alleva.

Ha chiesto di parlare il consigliere Daniele Marchetti. Ne ha facoltà.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente. Credo che questa risoluzione abbia il merito di darci uno spaccato di che cosa rappresentano la sinistra e il centrosinistra in questo Paese.

Da una parte, troviamo il Partito Democratico che da rosso è diventato un po’ rosé e che sta precarizzando il mondo del lavoro perché, per quanto ne dica Renzi, è quello che sta accadendo. Non a caso, non più di un mese fa, la stampa estera è stata spietata nei confronti di questo Governo che è degno erede di quelli precedenti, ovvero di quello Monti e di quello Letta.

Guardando oltre al Partito Democratico, troviamo L’Altra Emilia Romagna, che rappresenta un’area politica che non riesce mai a portare avanti un progetto a livello nazionale a lungo termine. In mezzo troviamo SEL che mantiene un bel colorito rosso, ma probabilmente dalla vergogna di appoggiare, qui in Emilia-Romagna, proprio quel Partito Democratico che ha approvato il Jobs Act che oggi, con questo documento, andiamo a contestare.

Quindi, c’è SEL che rimane un po’ con un piede in due scarpe: ogni tanto attacchiamo il PD, ogni tanto invece ci vantiamo di far parte dalla maggioranza del governo di questa Regione e andiamo avanti così, in barba ai diritti dei lavoratori, perché in un certo senso siete sempre quelli che, ad esempio a livello locale, sostenete proprio quella forza politica che sta precarizzando il mondo del lavoro.

Nel dispositivo di questa risoluzione leggo che si intende sostenere una proposta referendaria della FIOM per cancellare gli aspetti deteriori di questa normativa. Per noi non ci sono aspetti deteriori, o meno deteriori. Per noi questo Jobs Act sarebbe da cancellare dalla prima all’ultima parola.

A nostro avviso, questa risoluzione non è altro che un documento abbastanza sterile per giustificarvi nei confronti dei lavoratori che da anni sono abbandonati da tutti i partiti e dai movimenti che appartengono all’ambiente della sinistra e del centro sinistra.

Come Lega ci asterremo, non tanto per era appoggiare la vostra proposta e il vostro documento, ma più che altro per rispetto nei confronti dei lavoratori che sono traditi ormai da anni dalla vostra parte politica.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Taruffi. Ne ha facoltà.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Ho ascoltato con interesse la dissertazione storico-politica del consigliere Marchetti, che scopro molto interessato alle sorti della sinistra in questo Paese, forse perché sa che il partito di cui fa parte, nei confronti dei lavoratori e delle fasce più deboli di questo Paese, ha molto da farsi perdonare.

Non bisogna mai dimenticare che tra il 2001 e il 2013, per undici anni, al Governo non c’era il Partito Comunista combattente, né i trotskisti, ma la Lega Nord, Forza Italia, il PdL, Berlusconi, e appunto la Lega, che ha espresso in quei Governi ministri importanti, come il ministro Maroni, che ha ricoperto, tra le altre, anche le deleghe al lavoro.

Non mi pare che la condizione dei lavoratori in questo Paese in quegli anni sia migliorata molto, anzi. Ricordo che il Governo di cui faceva parte la Lega, giusto perché ogni tanto è bene ricordare fra di noi e mettere magari i puntini sulle i, aveva portato lo spread a quota 575.

 

(brusio in Aula)

 

Presidente, capisco che i suoi compagni di partito abbiano una strana concezione della storia…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Guardi, i miei non sono compagni, ma sono colleghi eventualmente. Comunque, le ribadisco, la prossima volta che intervengono li interromperò.

Prego, continui il suo intervento.

 

TARUFFI: Vabbè, lascio perdere perché perderei tempo.

Invece voglio ricordare ai colleghi che, nel novembre del 2011, al Governo c’era Berlusconi insieme alla Lega Nord e lo spread era a 575; non c’era qualcun altro. La credibilità di questo Paese in Europa era carta straccia e quando c’erano i summit internazionali e si discuteva della credibilità del vostro Governo si facevano amabili risatine.

Giusto per dire che se le condizioni dei lavoratori in questo Paese sono peggiorate, buona parte della responsabilità, sicuramente ci sono stati anche tanti provvedimenti che hanno, purtroppo dal mio punto di vista, avuto il marchio del centrosinistra, ma la maggior parte – e potrei fare l’elenco, a partire appunto dalle varie riforme dei Governi Berlusconi sul mercato del lavoro – hanno avuto il timbro del centrodestra e della Lega.

Purtroppo, dal nostro punto di vista, questo sì, c’è una continuità che consideriamo negativa con i Governi che si sono succeduti dopo, cioè Monti, Letta e Renzi. Per questo contestiamo, e in tutte le sedi cerchiamo di portare avanti la nostra battaglia, quei provvedimenti, come ad esempio il Jobs Act. Riteniamo infatti che non siano utili a rilanciare il mercato del lavoro e anzi riteniamo che abbiano peggiorato non poco le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori in questo Paese e che i presunti benefici ancora siano tutti da dimostrare.

Volevo citare anche alcuni casi – lo ha fatto bene il professor Alleva –, però rispetto alle provocazioni, che ovviamente lasciano sempre il tempo che trovano, del consigliere Daniele Marchetti una risposta mi sento di doverla dare, anche se in realtà forse non meriterebbe neanche.

Vede, consigliere Daniele Marchetti, a Roma c’è un Governo, sostenuto da una parte anche del centrodestra, che produce il Jobs Act e che considera il sindacato come una parte avversa. In questa Regione governa il centrosinistra. Le forze in campo sono note a tutti. Il Partito Democratico ha trenta consiglieri e noi ne abbiamo due, come Sinistra Ecologia Libertà, quindi i rapporti di forza sono noti a tutti, però sta di fatto che in questa Regione si firma il patto per il lavoro e la legalità, e si considera la concertazione e il rapporto anche con le forze sociali e sindacali come un valore, per costruire occasioni di lavoro e per rilanciare l’occupazione.

Nella differenza che passa tra le modalità di approccio, e anche di realizzazione, tra il Jobs Act e il patto per il lavoro e la legalità sta tutta la differenza tra un Governo a livello regionale, per quelle che sono le competenze delle regioni del centro sinistra, e quello che invece è un Governo, dal nostro punto di vista innaturale, che però purtroppo sta diventando sempre di più naturale, tra un pezzo importante di quello che è stato il centrosinistra, che è il Partito Democratico, e il centrodestra.

Vorrei che nella nostra discussione non perdessimo mai di vista il merito; altrimenti rischieremmo di dire delle cose un pochino inesatte. In questa regione, a breve, questione di qualche settimana al massimo, presenteremo – lo abbiamo già detto, l’abbiamo già messo a bilancio e non parlo d’altro – una proposta di legge, che ovviamente condivideremo con tutti, per l’introduzione del reddito di solidarietà.

Intorno a questi due elementi tra il patto per il lavoro e la legalità e il reddito di solidarietà ci sta la cifra stilistica di una maggioranza che è di centro sinistra e che rivendichiamo come tale. Abbiamo fatto la conquista del socialismo? Ovviamente no. Le cose vanno tutte bene? Ovviamente no.

Penso però che ogni forza politica debba avere la responsabilità e l’intelligenza di sapere riconoscere quali sono le cose positive da quelle meno positive. Non ho dubbi sul fatto che Roma sia indispensabile costruire un’alternativa al Governo Renzi. Penso che in Emilia-Romagna ci siano le condizioni per continuare l’esperienza di governo del centrosinistra, anche alla luce delle cose che sto dicendo.

Poi, un’alleanza è per sempre? No. Se su cose importanti dovessero emergere contrasti, non abbiamo mai avuto problemi a metterli in luce e certo non ci tireremo indietro, però evitiamo di giocare a nascondino perché non ha senso.

Continuando sulla risoluzione che abbiamo firmato e sosteniamo convintamente, proprio rimanendo in Emilia-Romagna – misuro l’utilità o meno di alcuni provvedimenti nazionali anche guardando il territorio regionale che credo sia un punto d’osservazione interessante – penso che gli investimenti della Philip Morris o della Lamborghini, che giustamente abbiamo rivendicato come importanti, non sono certo stati realizzati perché c’è stato il Jobs Act o, viceversa, il Jobs Act non ha certo impedito la delocalizzazione, o comunque il suo proseguo, rispetto alla vertenza Philips Saeco. Ecco due esempi che ci dimostrano come quello strumento, che doveva servire per creare posti di lavoro e occupazione, e che viene sbandierato come tale, concretamente ha una funzione molto parziale e ha eroso molto, in termini di diritti, la condizione di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per questo, riteniamo che quel provvedimento sia da contrastare. Lo porteremo all’attenzione in tutte le sedi in cui potremo per contrastarlo e per mettere in campo un’azione necessaria per cambiare quella legge, e non solo.

In questo Paese, nei prossimi mesi, avremo appuntamenti importanti che in qualche modo stanno insieme, perché se è vero, come credo, che la qualità di una democrazia si misura anche e soprattutto dalla qualità della democrazia nei luoghi di lavoro, dati i temi che stiamo discutendo, sui quali una parte del sindacato ha attivato una mobilitazione importante e il referendum costituzionale che avremo a fine anno, penso che ci siano degli elementi che si intrecciano, si tengono insieme e che ci offrono la possibilità di riscrivere, finalmente, credo, da un punto di vista più progressista, l’agenda politica di questo Paese. Su queste battaglie non avremo alcun problema a farci sentire e a portare il nostro contributo, consapevoli delle forze che abbiamo, che non sono certo infinite. Sono quelle, d’altra parte, che gli elettori ci hanno consegnato. Bisogna dire anche che, alla fine, in questa regione i cittadini scelgono in un certo modo e non in un altro. Da una parte e dall’altra, bisogna tenerne conto. Considerate le nostre forze, noi certamente faremo sentire la nostra voce e porteremo avanti la nostra battaglia sul piano nazionale così come sul piano regionale.

Penso di aver spiegato, prendendo anche più tempo di quello che ritenevo, specie su un tema così importante per noi, come quello del lavoro e dell’occupazione, quali sono le differenze che esistono − perché esistono − tra il centrosinistra, che ancora resiste in questa Regione, e altre cose che politicamente non saprei definire, come la maggioranza che governa in questo Paese.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Se non c’è nessun altro iscritto in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Ha chiesto di parlare il consigliere Caliandro. Ne ha facoltà.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Intervengo solo per segnalare la posizione del Partito Democratico. Di fronte alla discussione odierna, mi viene in mente un libro di qualche anno fa “La Repubblica dei referendum”, che fu curato, nella sua redazione, da parte del professor Morrone e del professor Barbera, che adesso ha assunto il ruolo di giudice costituzionale. In quel libro si tratteggia l’intera dinamica della democrazia che questo Paese ha avuto e il ruolo che i referendum hanno ricoperto nella discussione di rappresentanza. Questo per dire che c’è un tempo per tutto. C’è un tempo per la discussione del referendum, anche sulla divisione del modo in cui si può discutere, e c’è un tempo in cui − come in parte è avvenuto nel corso della discussione di oggi − vanno messi a fuoco ruoli e compiti delle Istituzioni tra di loro.

Noi apparteniamo all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in cui − come peraltro ha correttamente ricordato il consigliere Taruffi – ci siamo caratterizzati per aver fatto il patto per il lavoro e per aver stabilito una rete di relazioni industriali di grande importanza. Con il patto per il lavoro, infatti, le parti firmatarie hanno stabilito la centralità del valore del lavoro, della competenza dei lavoratori, la creazione del valore aggiunto e l’aumento della competitività. Abbiamo ricordato più volte il ruolo che vogliamo attribuire al dialogo sociale in questa Regione.

Ci troviamo, quindi, di fronte ad una richiesta che non possiamo accettare, per il semplice fatto che ci viene chiesto di pronunciarci in tema di conflitto di attribuzioni tra il compito dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e quello che, invece, sarebbe un ruolo di carattere nazionale, ovvero quello del giudice delle leggi.

Avremo tempo per confrontarci sui quesiti referendari e anche per entrare nel merito dei punti che sono stati evidenziati nella risoluzione, su cui ognuno di noi potrà scegliere attraverso quali fiumi raggiungere quel grande mare che è la sinistra.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

Ha chiesto di parlare il consigliere Alleva. Ne ha facoltà.

 

ALLEVA: È chiaro che ci saranno i referendum. Il referendum di cui si parlava era stato annunziato dalla FIOM; successivamente, è stato superato da un identico referendum presentato dall’intera confederazione della CGIL, il che metterà sicuramente tutti di fronte a delle responsabilità.

In particolare, mi ha colpito e mi ha lasciato perplesso l’intervento del consigliere Daniele Marchetti. Da parte della Lega si è sempre detto che il Jobs Act va cancellato dalla prima all’ultima parola. Il Jobs Act, in realtà, è per l’80 per cento un semplice résumée di tutto il diritto del lavoro esistente ed è anche un Testo unico, in qualche maniera. In particolare, ha una ventina di norme che rovesciano completamente il senso politico e il senso sindacale e sociale in favore della parte datoriale, facendo compiere un balzo all’indietro alla condizione di dignità, soprattutto, dei lavoratori.

La questione importante, secondo me, è avere chiaro che in queste tematiche vi sono scelte da fare, cui ognuno è chiamato, che riguardano alcuni istituti. Il più importante di questi è il seguente: chi viene ingiustamente licenziato resta comunque licenziato, anche se il licenziamento è riconosciuto ingiusto? Questo è il grande tema al quale sono connessi tutti gli altri. Non si può pensare che le cose andranno meglio perché l’ingiustizia sarà comunque confermata. Io vivo tutti i giorni questa situazione, quando mi trovo di fronte alla disperazione di una persona che, avendo ragione, perché il giudice gliela riconosce, nello stesso tempo perde ugualmente il lavoro a più di cinquant’anni. Chi ha vissuto questa situazione non può non chiedere che quella norma sia eliminata attraverso il referendum, a prescindere dalla propria appartenenza politica.

Chiedo di procedere alla votazione mediante l’uso del dispositivo elettronico.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Alleva.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione della risoluzione, oggetto 1229, a firma dei consiglieri Alleva, Taruffi e Torri con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei voti.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

35

Assenti

15

Votanti

34

Favorevoli

7

Contrari

23

Astenuti

4

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 1229 è respinta.

Dichiaro conclusi i lavori della sessione pomeridiana.

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9.30.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,51

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’art. 65, 2 comma del Regolamento interno la presidente dall’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA e il consigliere Gabriele DELMONTE.

 

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Patrizio BIANCHI, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI e i consiglieri Giuseppe BOSCHINI e Katia TARASCONI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 2000 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Ordinamento turistico regionale - Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo commercializzazione turistica”.” (29)

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 14

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Galeazzo BIGNAMI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Raffaella SENSOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 7

Giuseppe BOSCHINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 1686 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco". A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti, Bagnari, Rainieri” (30)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 33

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 5

Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Assenti: 12

Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Antonio MUMOLO, Massimiliano POMPIGNOLI, Giorgio PRUCCOLI, Simonetta SALIERA, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 1229 “Risoluzione per sostenere l'iniziativa a tutela dei lavoratori intrapresa dalla FIOM comprendente un referendum abrogativo di alcuni aspetti contenuti nel JOBS ACT per impedire il demansionamento e il controllo a distanza dei lavoratori e affinché venga reinserito il diritto di reintegro in caso di licenziamento ingiustificato. A firma dei Consiglieri: Alleva, Taruffi, Torri”

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 7

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Giulia GIBERTONI, Silvia PICCININI, Gian Luca SASSI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 23

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Tommaso FOTI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 4

Stefano BARGI, Alan FABBRI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 15

Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Andrea LIVERANI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 2000 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Ordinamento turistico regionale - Sistema organizzativo e politiche di sostegno alla valorizzazione e promo commercializzazione turistica”.” (29)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Rossi Nadia, Caliandro, Pompignoli:

«Nell'articolo 10, dopo il comma 1 lettera f) è aggiunta la seguente nuova lettera:

"f bis. Gli incarichi di cui al comma 1 lettera f) sono attribuiti nel rispetto della normativa per l'inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi prevista dal D.Lgs. 39/2013."»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Rossi Nadia, Caliandro, Pompignoli:

«Nell'articolo 12, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente nuovo comma:

"7 bis. L'incarico di direttore di cui al comma 7 è attribuito nel rispetto della normativa per l'inconferibilità ed incompatibilità degli incarichi prevista dal D.Lgs. 39/2013."»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 2, al comma 2, le parole: "sentita la" sono sostituite dall'espressione: "sentito il parere della"»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 5, al comma 2, sostituire le parole: "sentita la" con l'espressione: "sentito il parere della"»

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 5, al comma 4, dopo le parole: "La Giunta regionale" con l'espressione: ", sentito il parere della competente Commissione assembleare,"»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 5, dopo il comma 4, aggiungere il comma 4 bis secondo la seguente formulazione:

"4 bis. Le linee guida triennali costituiscono documento di riferimento per la programmazione regionale in materia di trasporti."»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 6, nel comma 2, dopo le parole: "associazioni di imprese;" aggiungere l'espressione:

"ovvero da Associazioni di promozione sociale di cui alla legge regionale n. 34 del 2002 che abbiano nelle proprie finalità la tutela e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, ambientale e naturale nonché delle tradizioni locali"»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 6, nel comma 2, sostituire le parole: "dell'Unione nazionale Pro Loco d'Italia (UNPLI);" con l'espressione: "delle Associazioni delle Pro Loco maggiormente rappresentative o da almeno tre Pro Loco"»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 6, al termine del comma 4, aggiungere la seguente espressione:

"Assicurando adeguata attenzione ai diversi prodotti ed alle diverse offerte del territorio di riferimento"»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 9, al comma 1, dopo la lettera l, è inserita la lettera l bis secondo la seguente formulazione:

"1 bis. da un rappresentante delle associazioni delle persone con disabilità"»

(Respinto)

 

Emendamento 11, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 9, nel comma 2, le parole: "sentita la" sono sostituite dall'espressione: "sentito il parere della"»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 10, nella lettera d) del comma 1, sostituire le parole "la maggioranza" con l'espressione "almeno il 60%"»

(Respinto)

 

Emendamento 13, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 10, dopo la lettera f) del comma 1, aggiungere la lettere f bis secondo la seguente formulazione:

"f bis. Gli incarichi amministrativi di cui alla lettera f) siano attribuiti nel rispetto della normativa per l'inconferibilità e l'incompatibilità degli incarichi prevista dal decreto legislativo n. 39 del 2013, estendendo ad anni due i termini ivi individuati all'articolo 7"»

(Precluso)

 

Emendamento 14, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 10, dopo il comma 2) è inserito il comma 2 bis:

"2 bis. Nelle nomine dell'Amministratore unico, ovvero di un numero proporzionale alla partecipazione detenuta di amministratori, compreso il Presidente, di cui al comma 1, lettera c), la Regione assicura il rispetto di forme di selezione pubblica e di analisi delle esperienze acquisite e delle competenze professionali."»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 10, dopo il comma 5, è inserito il comma 5 bis secondo la seguente formulazione:

"5 bis. APT Servizi realizza standard di trasparenza e pubblicizzazione della propria attività non inferiori a quelli della struttura organizzativa della Regione, condividendo le medesime risorse strumentali, in particolare riguardo a basi dati, banche dati, strumenti gestionali, forme e strumenti di pubblicità e trasparenza, con particolare riferimento a bilanci, organizzazione, provvedimenti."»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 12, dopo il comma 8, è inserito il comma 8 bis secondo la seguente formulazione:

"8 bis. Le nomine del Presidente, del consiglio d'amministrazione e del Direttore di cui al comma 4, sono attribuite nel rispetto della normativa per l'inconferibilità e l'incompatibilità degli incarichi prevista dal decreto legislativo n. 39 del 2013, estendendo ad anni due i termini ivi individuati all'articolo 7, nonché assicurando forme di selezione pubblica e di analisi delle esperienze acquisite e delle competenze professionali."»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«Nell'articolo 12, dopo il comma 12, è aggiunto il comma 12 ter secondo la seguente formulazione:

"12 ter. Le Destinazioni Turistiche realizzano standard di trasparenza e pubblicizzazione della propria attività non inferiori a quelli della struttura organizzativa della Regione, condividendo le medesime risorse strumentali, in particolare riguardo a basi dati, banche dati, strumenti gestionali, forme e strumenti di pubblicità e trasparenza."»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma dei consiglieri Sensoli, Bertani, Sassi:

«All'articolo 13, al termine del comma 2, le parole: "sentita la" sono sostituite dall'espressione: "sentito il parere della"»

(Approvato)

 

Emendamento 19, a firma del consigliere Sassi:

«Nell'articolo 11, al comma 1, le parole: "convenzione di durata poliennale" sono sostituite dall'espressione seguente: "convenzione di durata non superiore a quindici anni."»

(Ritirato)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Bertani:

«Nell'articolo 11, al comma 1, le parole: "convenzione di durata poliennale" sono sostituite dall'espressione seguente: "convenzione di durata non superiore a cinque anni."»

(Respinto)

 

Emendamento 21, a firma della consigliera Piccinini:

«Nell'articolo 11, al comma 1, le parole: "convenzione di durata poliennale" sono sostituite dall'espressione seguente: "convenzione di durata non superiore a dieci anni."»

(Ritirato)

 

Emendamento 22, a firma della consigliera Sensoli:

«Nell'articolo 11, al comma 1, le parole: "convenzione di durata poliennale" sono sostituite dall'espressione seguente: "convenzione di durata non superiore a tre anni."»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma dei consiglieri Paruolo, Rossi Nadia:

«All'art. 6, comma 2, le parole "dalle strutture provinciali dell'Unione nazionale Pro Loco d'Italia (UNPLI)." sono sostituite dalle seguenti: "dalle strutture associative provinciali maggiormente rappresentative delle pro loco."»

(Approvato)

 

OGGETTO 1686 “Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la promozione e il sostegno delle Pro Loco". A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zoffoli, Cardinali, Lori, Zappaterra, Soncini, Rontini, Boschini, Pruccoli, Tarasconi, Molinari, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Foti, Fabbri, Rancan, Bignami, Caliandro, Montalti, Bagnari, Rainieri” (30)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Paruolo:

«L’art. 8 è sostituito dal seguente:

"Art. 8

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge per gli esercizi finanziari 2016-2018, la Regione fa fronte con gli stanziamenti del bilancio di previsione 2016-2018 delle leggi di settore coinvolte. Agli oneri derivanti dall'articolo 7, per gli esercizi finanziari 2016-2018 la Regione provvede con le risorse di cui al bilancio di previsione nell'ambito degli stanziamenti a valere sulla legge regionale 4 marzo 1998, n. 7, Missione 7 - Turismo - Programma 1 - Sviluppo e valorizzazione del turismo - e sulla legge regionale 9 dicembre 2002, n. 34, Missione 12 - Diritti sociali, politiche sociali e famiglia - Programma 8 - Cooperazione e associazionismo.

2. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle relative variazioni di bilancio che si rendessero necessarie.

3. Per gli esercizi successivi al 2018, la Regione provvede al finanziamento degli interventi di cui alla presente legge nei limiti degli stanziamenti annualmente autorizzati ai sensi di quanto disposto dall'articolo 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4) e dall'articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)."»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi, Bertani:

«Dopo l’art. 7 si introduce l’art. 7 bis:

"Art. 7 bis

Trasparenza e indipendenza

1. Le Pro Loco, per mantenere l'iscrizione al Registro delle associazioni di promozione sociale, di cui al comma 1, art. 4, e beneficiare dei contributi di cui al comma 1, art. 7, debbono pubblicare sul proprio sito web i bilanci annuali, nonché i rendiconti dei singoli eventi e progetti e finanziati con contributi ricevuti ai sensi della presente legge, con le modalità definite dalla Giunta regionale con apposito atto.

2. È preclusa, altresì, la facoltà dell'iscrizione all'apposita sezione del Registro dell'associazionismo di promozione sociale, di cui al comma 1, art. 4, e il beneficiare dei contributi di cui al comma 1, art. 7, alle Pro Loco nel cui Consiglio di Amministrazione facciano parte, con diritto di voto, soggetti ricoprenti cariche politiche comunali del territorio di appartenenza della Pro Loco, qualora le stesse beneficino di contributi regionali o comunali diretti ed indiretti.

3. Per le finalità, di cui ai commi 1 e 2, le Pro Loco dovranno comunicare alla Regione i bilanci d'esercizio annuali ed i verbali di nomina delle Cariche sociali nonché apposita dichiarazione in cui gli amministratori comunichino il rispetto delle condizioni di cui al comma 2.

4. Con il medesimo atto, di cui al comma 1, la Giunta regionale definirà le modalità per i controlli a campione sul rispetto dei vincoli di cui al presente articolo."»

(Respinto)

 

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Rainieri

Rancan - Torri