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81.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 21 GIUGNO 2016

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 2819

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di ripascimento in corso in numerose località balneari della riviera emiliano-romagnola che vengono svolti nel corso della stagione. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

SENSOLI (M5S)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 2812

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la richiesta di interventi di messa in sicurezza del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi (RA8). A firma del Consigliere: Calvano

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

CALVANO (PD)

DONINI, assessore

CALVANO (PD)

 

OGGETTO 2818

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la decisione sul futuro dell’ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma del Consigliere: Rancan

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

RANCAN (LN)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

RANCAN (LN)

 

OGGETTO 2820

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da mettere in campo per ristabilire la gestione in sicurezza del servizio di Pronto Soccorso di Porretta Terme e dell'area blu durante l'orario notturno. A firma del Consigliere: Bignami

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

BIGNAMI (FI)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

BIGNAMI (FI)

 

OGGETTO 2821

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la risposta da parte dell'Ispettorato del lavoro in merito alla situazione dei lavoratori dell’Albergo Residenziale per anziani "Il Sassocardo" situato a Porretta Teme (BO). A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SEL)

BIANCHI, assessore

TARUFFI (SEL)

 

OGGETTO 2822

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione in cui versano i servizi sanitari bolognesi a seguito della mancata copertura del personale andato in pensione e gli interventi per salvaguardare sia la qualità dei servizi sanitari sia le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. A firma del Consigliere: Alleva

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

ALLEVA (Altra ER)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

ALLEVA (Altra ER)

 

OGGETTO 2823

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le iniziative che la Giunta regionale ha assunto rispetto agli impegni derivanti dall'approvazione della risoluzione oggetto n. 10, approvata il 25 marzo 2015, riguardante lo scioglimento del 50° stormo operante presso l'Aeroporto Militare di San Damiano (PC) e sulle prospettive per l’aeroporto stesso. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 2761

Delibera: «Prospetto di verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica - bilancio di previsione 2016 - art. 1, commi 710 e 712, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016).» (Proposta della Giunta regionale in data 6 giugno 2016, n. 824) (74)

(Approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

 

OGGETTO 2704

Relazione sull'attività svolta dal Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna nell'anno 2015 (ai sensi della L.R. 16 dicembre 2003 n. 25, art. 11).

(Risoluzione oggetto 2827 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzione oggetto 2828 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione prima parte)

PRESIDENTE (Saliera)

GARDINI Gianluca, Difensore Civico

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 2701

Relazione sull'attività svolta dal CORECOM dell'Emilia-Romagna nell'anno 2015 (ai sensi della L.R. 30 gennaio 2001 n. 1, art. 15).

PRESIDENTE (Saliera)

COSENZA Giovanna, Presidente del CORECOM

PRESIDENTE (Saliera)

 

Ancora sugli oggetti 2704 - 2827 - 2828

PRESIDENTE (Saliera)

BERTANI (M5S)

RANCAN (LN)

CALIANDRO (PD)

FOTI (FdI)

PRESIDENTE (Saliera)

CALIANDRO (PD)

 

Inversione dell’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Saliera)

 

OGGETTO 2652

Delibera: «Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro.» (Proposta della Giunta regionale in data 12 maggio 2016, n. 646) (75)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 2652/1 oggetto 2829 - Presentazione, discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Saliera)

BIANCHI, assessore

GIBERTONI (M5S)

BOSCHINI (PD)

CALIANDRO (PD)

 

OGGETTO 2214

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Disposizioni in materia di video sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio”. A firma del Consigliere: Foti

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 2214/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI, relatore

BAGNARI (PD)

MARCHETTI Daniele (LN)

SENSOLI (M5S)

ALLEVA (Altra ER)

AIMI (FI)

PETTAZZONI (LN)

FOTI (FdI)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 2828 - 2829 - 2652

Ordine del giorno 2214/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 9,45

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la ottantunesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute

 

-antimeridiana del 19 maggio 2016 (n. 78);

-antimeridiana del 25 maggio 2016 (n. 79);

-pomeridiana del 25 maggio 2016 (n. 80);

 

inviati ai consiglieri unitamente all’avviso di convocazione di questa tornata.

Se non ci sono osservazioni i processi verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Saliera): Hanno comunicato di non poter partecipare i consiglieri Paruolo, Ravaioli, Nadia Rossi, Zappaterra e gli assessori Gazzolo e Venturi.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 2819

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di ripascimento in corso in numerose località balneari della riviera emiliano-romagnola che vengono svolti nel corso della stagione. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Iniziamo, rispetto alle persone presenti, con l’oggetto 2819: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di ripascimento in corso in numerose località balneari della riviera emiliano-romagnola che vengono svolti nel corso della stagione, a firma della consigliera Sensoli.

Risponde il Sottosegretario Andrea Rossi.

La parola alla consigliera Sensoli per illustrare l’interrogazione in oggetto. Prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. Abbiamo deciso di presentare questa interrogazione, la cui illustrazione ha già brevemente spiegato quello che chiediamo, cioè per quali motivi ancora oggi, all’inizio del periodo più intenso della stagione balneare, siano ancora in corso i lavori di ripascimento della costa.

Ci sono giunte diverse segnalazioni sia da parte degli operatori turistici sia da parte dei cittadini; ognuno, dal proprio punto di vista, non vede di buon occhio che questi lavori continuino ad andare avanti a fine giugno, dal momento che, inizialmente, il termine dei lavori era stato annunciato per i primi di giugno, quindi quando ancora la stagione più intensa non era iniziata.

I cittadini sono preoccupati per un discorso di sicurezza: si tratta di cantieri aperti, ruspe e macchinari che lavorano mentre ci sono bagnanti in spiaggia. Oltretutto, questo periodo della stagione, in riviera romagnola, è caratterizzato dalla presenza di anziani e bambini verso i quali si dovrebbe avere ancora maggiore attenzione.

Da parte degli operatori turistici c’è preoccupazione perché l’immagine che si dà è quella di un cantiere aperto che, quindi, sicuramente non aiuta l’avvio di una stagione che già presenta diverse difficoltà. Anche l’assessore Corsini si è pronunciato in merito al discorso del meteo-terrorismo...

 

(brusio in Aula)

 

PRESIDENTE (Saliera): Vi prego di fare un po’ di silenzio.

 

SENSOLI: Grazie.

Anche l’assessore Corsini, dicevo, si è lamentato riguardo al discorso del meteo-terrorismo. Questa stagione, che dal punto di vista meteorologico fatica a partire, da parte dei media non è esattamente aiutata. Vi è il discorso dei divieti di balneazione che, purtroppo, rappresentano ancora una forte pecca sulla nostra riviera, perché ledono l’immagine.

Se anche noi, come Regione, decidiamo di prolungare questi lavori per motivi che − spero − ci verranno a breve illustrati, aggraviamo la situazione di una stagione che non è partita esattamente nel migliore dei modi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola al sottosegretario Andrea Rossi. Ha tre minuti.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Gentile consigliera, come lei sa, il progettone per il ripascimento della costa romagnola rientra tra le 33 opere previste dal Piano nazionale contro le alluvioni nelle aree metropolitane, finanziate da parte del Governo per un importo di 18,5 milioni e da parte della Regione per un importo di 1,5 milioni.

Si tratta di un intervento che fornisce garanzie importanti per la difesa della costa, degli abitati correlati e delle attività produttive, commerciali e turistiche situate lungo il litorale. Per questo motivo il suo carattere prioritario è stato condiviso con le Istituzioni locali e gli operatori economici e turistici del territorio stesso interessato.

I lavori di rifluimento sono terminati nei cantieri di Milano Marittima (l’ultimo arrivato in ordine di tempo) lo scorso 15 giugno e, di fatto, il ripascimento costituisce la prima opera del Piano nazionale ad essere conclusa in tutto il Paese: un risultato per nulla scontato, frutto del grande impegno messo in campo per rispettare un calendario serrato.

Al decreto di concessione − che vorrei ricordare − delle risorse governative, datato 15 settembre 2015, è seguito l’immediato avvio della progettazione e la successiva attività di gara, che hanno richiesto una procedura di appalto europeo pubblicizzato dalla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea.

Per avviare la procedura pubblica è stato necessario, comunque, attendere la formalizzazione della reale disponibilità delle risorse da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare pervenute con apposita comunicazione nello scorso anno, il 30 dicembre. Ciò ha permesso, già dal giorno successivo, di pubblicare il bando di gara; questo a dimostrazione del fatto che non si è perso, dal nostro punto di vista, nemmeno un giorno.

Effettuate l’aggiudicazione definitiva e le necessarie verifiche amministrative e legali e risolto anche un ricorso al TAR presentato dalla ditta seconda classificata nella gara, poi ritirato, il cantiere ha preso il via. Le attività di rifluimento sono terminate entro gli 82 giorni previsti dal contratto, che scadevano il 18 giugno, e hanno permesso di arricchire i nostri litorali di note località costiere con 1.200.000 metri cubi di sabbia di ottima qualità. Ogni giorno, compresi il sabato e la domenica, hanno operato 120 addetti, ventiquattro ore su ventiquattro, dei quali 80 attivi a largo e 40 sulla terraferma. Si è trattato, pensiamo, del più imponente intervento di ripascimento mai realizzato. I due precedenti prevedevano la movimentazione di circa 800-850.000 metri cubi di materiale litoide. Per la prima volta si è riusciti ad impiegare simultaneamente due draghe, arrivando a una produzione giornaliera di circa 30.000 metri cubi.

I tratti di costa oggetto dell’intervento hanno registrato un avanzamento di linee di riva di 40-50 metri lineari di media, con un’alimentazione della spiaggia sommersa (la vera fondazione della battigia) fino a una profondità di meno 2,5-3 metri circa sul livello del mare. Una situazione che genera stabilizzazione del sistema di spiaggia e permette un migliore e più funzionale smorzamento della dinamica prodotta dal sistema ondoso, riducendo conseguentemente l’effetto erosivo.

Il progetto di ripascimento comprende il Piano operativo di sicurezza, a cui si è aggiunto quello predisposto dalla ditta appaltatrice, come indicato dalla legge. Nel periodo dello svolgimento dei lavori non si è registrato alcun incidente e nessuna segnalazione è giunta da parte dei responsabili per la sicurezza, nominati in ciascuno degli otto cantieri attivati.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

La parola alla consigliera Sensoli. Le ricordo che ha quattro minuti.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. La risposta è esaustiva in parte. Il fatto che non siano avvenuti incidenti non significa che non vi fossero rischi per l’incolumità dei cittadini. Gli 82 giorni sono stati rispettati, ma sappiamo benissimo che, dalla conclusione delle scuole, l’attività turistica parte in maniera preponderante. Quindi, sarebbe stato opportuno concludere i lavori prima, a fine maggio. L’inizio della stagione, così come da delibera regionale, inizia l’ultimo weekend di maggio. Sarebbe stato opportuno che i lavori si concludessero entro tale termine. I ritardi sono derivati anche dallo stanziamento dei fondi. Da parte del Governo centrale (che, comunque, ha lo stesso colore del Governo di questa Regione) magari potevate farvi sentire un po’ di più.

Oltretutto, se vogliamo fare anche un altro tipo di osservazione, va bene lo stanziamento dei fondi, questi 20 milioni spesi, però poi si va, dall’altro lato, ad alimentare, ad esempio, tutto il discorso delle trivellazioni che contribuiscono all’erosione della costa. Quindi, da un lato, si fanno i favori ai petrolieri e, dall’altro, noi spendiamo soldi per fare il ripascimento della costa, in parte dovuto anche a questi fenomeni.

Tutto il settore vive una “stagione balneare” − “stagione” nel senso di “periodo storico” − in un momento di trasformazione e l’offerta della nostra costa si deve adeguare ai mutamenti della domanda. I fenomeni che ho descritto prima (il meteo che non ci aiuta e il discorso dei divieti di balneazione) hanno già messo in crisi i nostri operatori. Per non parlare della Bolkestein. In questo caso, si apre un altro capitolo che li mette ancora più in difficoltà, ancora più in bilico, una situazione in cui i nostri operatori balneari non riescono ad investire perché non conoscono il proprio futuro.

Ringrazio per la risposta, anche se non ci ha soddisfatto pienamente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

 

OGGETTO 2812

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la richiesta di interventi di messa in sicurezza del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi (RA8). A firma del Consigliere: Calvano

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’interrogazione 2812, circa la richiesta di interventi di messa in sicurezza del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, a firma del consigliere Calvano.

Risponde l’assessore Donini.

La parola al consigliere Calvano per illustrare l’interrogazione. Prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente. L’interrogazione riguarda il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, un’arteria molto importante per quella parte di territorio, in quanto consente il collegamento della A13 Bologna-Padova con la statale Romea. Inoltre, attraversa longitudinalmente il territorio ferrarese.

Su quel tratto viario si riscontrano, tutt’oggi, gravi carenze manutentive che compromettono la sicurezza dei viaggiatori. In caso di precipitazioni atmosferiche, inoltre, la pericolosità di alcuni tratti aumenta notevolmente. Sono in corso alcuni lavori anche in questo momento.

In funzione di questa pericolosità e di questa necessità, interrogo la Giunta per sapere se la Regione Emilia-Romagna intende attivarsi presso ANAS al fine di chiedere ulteriori interventi straordinari di messa in sicurezza nel tratto viario sopraccitato e quali azioni e quali strumenti, nei limiti della propria competenza, la Regione Emilia-Romagna intenda mettere in campo al fine di tutelare la sicurezza dei viaggiatori che percorrono quel raccordo autostradale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

La parola all’assessore Donini. Ha tre minuti.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Con riferimento all’interrogazione in oggetto, si sottolinea, innanzitutto, che la Regione svolge un costante monitoraggio nei confronti di ANAS relativamente alle opere in corso e programmate, nonché un’azione propositiva affinché vengano opportunamente affrontate le criticità segnalate dal territorio, che lei ha riportato nella sua interrogazione.

In particolare, per quanto riguarda il raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi, la Regione ha manifestato in diverse occasioni l’esigenza che sull’infrastruttura sia garantito un adeguato e costante livello di manutenzione, cosa che rappresenta da tempo una significativa criticità anche a causa dei sostenuti volumi di traffico, in particolare di mezzi pesanti. Pur monitorando e sollecitando l’avanzamento nell’iter approvativo dell’intervento di trasformazione dell’asse in autostrada, che dovrà assicurare la messa in sicurezza e la continuità nella manutenzione della strada da parte di un concessionario, la Regione ha chiesto, quindi, che non fossero trascurati gli interventi manutentivi necessari in questo periodo transitorio.

ANAS ha elaborato un ampio piano di fabbisogni per la manutenzione straordinaria, che comprende, tra l’altro, più diffusi lavori di ripristino delle pavimentazioni. Questi ultimi potranno trovare attuazione, compatibilmente con le erogazioni economiche rese via via disponibili, nell’ambito delle procedure di accordo quadro. Entro l’estate 2016, infatti, verrà eseguita una prima parte di interventi di ripristino delle pavimentazioni limitatamente ai tratti più critici del raccordo, per un importo lavori pari a circa 300.000 euro. Entro il mese di luglio 2016 verrà pubblicata la gara per un intervento di manutenzione straordinaria delle barriere di sicurezza. L’importo dei lavori, a base d’asta, ammonta, ora, a 800.000 euro. In ogni caso, ANAS Spa ha già pianificato e programmato gli interventi di manutenzione straordinaria riguardanti la strada e inseriti nel contratto di programma con il Ministero delle infrastrutture nelle annualità 2016, 2017 e 2018.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Donini.

La parola al consigliere Calvano. Ha cinque minuti.

 

CALVANO: Ringrazio l’assessore Donini per la puntuale risposta, assolutamente esaustiva della richiesta avanzata. Sarà nostra attenzione monitorare che ANAS prosegua adeguatamente sulla strada indicata e possa portare avanti, nel più breve tempo possibile, i lavori previsti per il 2016, essendo indispensabili per la sicurezza di quella arteria.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

 

OGGETTO 2818

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la decisione sul futuro dell’ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma del Consigliere: Rancan

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con la 2818: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la decisione sul futuro dell’ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza), a firma del consigliere Rancan.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Rancan per illustrare l’interrogazione. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Ormai il tema dell’ospedale di Castel San Giovanni è conosciuto da quest’Aula e dai consiglieri, anche di maggioranza. Nella scorsa settimana, vi è stato un grande dibattito in Commissione, in occasione del quale, oltretutto, il Partito Democratico ha votato contro una risoluzione votata da tutta l’opposizione compattamente, con la quale si chiedeva di salvaguardare l’ospedale di Castel San Giovanni. A fronte di quello, la sera stessa vi è stato un incontro, un confronto pubblico, un Consiglio comunale aperto del Comune di Castel San Giovanni, nel corso del quale l’ingegner Baldino ha cercato di spiegare ai cittadini del distretto di Castel San Giovanni, il distretto in cui l’ospedale di Castel San Giovanni ha il presidio ospedaliero centrale, che cosa potrebbe succedere di questo presidio ospedaliero. Le risposte non ci sono state. In primis, vi è stata una grande confusione, anche da parte dell’ingegner Baldino, il quale, all’inizio della discussione, ha dichiarato che le competenze arrivano direttamente dalla Regione. Alla fine dell’incontro, ha dichiarato che le competenze sono della Conferenza socio-sanitaria e che, quindi, alla fine, l’ultima parola spetta alla Conferenza socio-sanitaria territoriale.

Vi è un po’ di confusione, soprattutto sul ruolo della maggioranza: se, da una parte, qui in Aula, in Commissione, dichiara di non votare per il mantenimento dell’ospedale di Castel San Giovanni, davanti alla gente e ai cittadini sostiene che bisogna discutere, bisogna parlare e bisogna cercare una soluzione. Alcune volte, cerca anche di fare mezzi ricatti. Quando si dice: “Attenzione, perché se oggi non parliamo di mantenimento o di revisione della struttura dell’ospedale di Castel San Giovanni, potrebbe chiudere”, questo è un ricatto bello e buono.

Noi, quindi, oggi, vogliamo sapere chi ha la competenza (se la Regione o la Conferenza socio-sanitaria) e, soprattutto, qual è il futuro chiaro dell’ospedale di Castel San Giovanni. Sul territorio si è costituito un comitato − che in poche settimane ha raccolto più di 6.000 firme − che vuole solamente chiarezza. I cittadini liberi vogliono sapere che cosa sta succedendo. Credo che la trasparenza sia d’obbligo in questi casi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al sottosegretario Andrea Rossi. Prego.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Consigliere, come lei sa, è già stata fornita una risposta articolata da parte dell’assessore Venturi − che noi riprendiamo, anche per motivi di tempo, nella stessa entità − al consigliere Foti nella seduta di martedì scorso della Commissione assembleare.

Procedo per punti. Primo punto: l’azienda USL di Piacenza ha avviato nel 2015 un percorso di definizione dell’intero sistema sanitario provinciale. In questo processo, sono state coinvolte le Istituzioni interessate e gli interlocutori interni ed esterni.

Secondo punto: questo lavoro ha prodotto un documento presentato alla Conferenza territoriale socio-sanitaria nel maggio scorso. In particolare, il progetto di organizzazione dell’attività chirurgica a Castel San Giovanni non solo non prevede depotenziamenti, ma, al contrario, prevede un aumento − già in atto − della produzione ospedaliera negli ambiti di chirurgia generale e vascolare, ginecologica e ortopedica. Tale progetto segue modalità organizzative capaci di promuovere efficienza e capacità aggregative tra le diverse funzioni e una forte integrazione con l’area medica riabilitativa e territoriale.

In sintesi, come si evince, l’obiettivo che la Regione Emilia-Romagna intende perseguire è quello di offrire un’assistenza adeguata ed appropriata al bacino di utenza dell’ospedale di Castel San Giovanni, anche in considerazione dell’evoluzione dei bisogni sanitari e delle nuove domande della popolazione di riferimento.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Rancan. Ha tre minuti. Prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Il sottosegretario Andrea Rossi, in questo momento, è il portavoce dell’assessore Venturi, che mi spiace non sia presente oggi. Stiamo affrontando un tema territoriale che riguarda una sua determinata delega. Si tratta di una delega importante che gioca e incide sulla salute dei nostri cittadini. L’assessore è assente e il sottosegretario Andrea Rossi deve fare le sue veci.

Peccato, però, che sono state dette due parole in questa risposta da parte del sottosegretario Andrea Rossi: coinvolgimento e partecipazione. Coinvolgimento e partecipazione sono due situazioni che non si sono verificate.

L’assessore Venturi era stato invitato al Consiglio comunale aperto. Se avesse partecipato, si sarebbe accorto dell’assenza di coinvolgimento e di partecipazione delle Istituzioni e, soprattutto, dei cittadini. Questo è un ruolo che l’assessorato non ha assolutamente giocato.

Siccome lo scenario, ad oggi, storico e politico è completamente cambiato dopo il Consiglio comunale dell’altra sera, dire che l’ospedale di Castel San Giovanni non viene depotenziato, ma che vengono aumentati i servizi è assolutamente una follia. Gli addetti ai lavori, i medici e gli infermieri sanno benissimo che all’interno dell’ospedale di Castel San Giovanni qualcosa sta per essere modificato.

Noi siamo qui per difendere i nostri diritti, i diritti dei nostri cittadini e i diritti di chi occupa l’ospedale di Castel San Giovanni per ottenere prestazioni mediche e tutti i servizi sanitari della provincia di Piacenza. Certamente, se c’è da fare una discussione, noi ci siamo. Però, attenzione, non dobbiamo togliere servizi ai nostri cittadini, perché la nostra gente paga le tasse.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

 

OGGETTO 2820

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da mettere in campo per ristabilire la gestione in sicurezza del servizio di Pronto Soccorso di Porretta Terme e dell'area blu durante l'orario notturno. A firma del Consigliere: Bignami

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con la 2820: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da mettere in campo per ristabilire la gestione in sicurezza del servizio di Pronto Soccorso di Porretta Terme e dell’area blu durante l’orario notturno.

La parola al consigliere Bignami per illustrare l’interrogazione.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi.

Prego, consigliere Bignami.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente. Purtroppo non ho assistito, all’inizio del Consiglio, agli appelli in giustificazione degli assessori. Conseguentemente, non so se sussistano ragioni specifiche. Tuttavia, mi permetto di evidenziare che, sottraendo al momento assembleare l’opportunità di confronto tra consiglieri e assessori, viene a mancare una delle rare − per non dire l’unica − occasione di relazione diretta, al di là delle Commissioni che, però, hanno una modalità di svolgimento differente.

Mi esprimo in questi termini non per evidenziare una criticità rispetto all’assessore Venturi, che è sempre stato presente (certamente, in queste circostanze, avrà una valida giustificazione), ma perché mi rendo conto che il sottosegretario Andrea Rossi, nell’espletamento delle funzioni attribuite alla gestione dell’Aula, risponderà leggendo una risposta che, quindi, avrebbe potuto tradurre questa stessa interrogazione o interpellanza in un’interrogazione usuale che, forse, avrebbe anche consentito un dibattito diverso, magari con discussione in Commissione.

Trattiamo un tema abbastanza delicato, quale il decesso di una persona a fronte di una situazione che avevamo già evidenziato. Noi abbiamo attinto a piene mani alle comunicazioni che un sindacato − quello autonomo − aveva evidenziato in ordine alla sussistenza di situazioni critiche in ordine all’ospedale di Porretta, che è sfociato in questo evento drammatico.

Pertanto, concludiamo, tenendo in questo modo qualche minuto per la risposta, richiedendo che si rimetta a regime, anche a fronte di questa situazione di criticità, quello che è, secondo il nostro modo di vedere, l’ordinario − non a caso “ordinario” − assetto organizzativo di qualsiasi pronto soccorso, proprio per evitare che si possano determinare situazioni come quelle che si sono verificate.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bignami.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi. Prego.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Rubo trenta secondi alla risposta per far presente ai consiglieri due questioni. La prima è che l’assessore Venturi, in questo momento, si trova in Conferenza delle Regioni con la Commissione Sanità. La sua assenza è stata determinata dal fatto che è stata posticipata l’Assemblea di una settimana, causa decisione dell’Ufficio di Presidenza. Però, la Commissione era già stata convocata.

Vengo al secondo argomento. Consigliere Bignami, senza nulla togliere a lei – e io mi limito a leggere –, con tre minuti di risposta non c’è un gran dibattito rispetto a questi argomenti, come lei ben sa. I dibattiti si possono fare sulle risoluzioni, quindi su punti diversi all’ordine del giorno, ma non sicuramente sulle risposte ai question time, come vengono definite, perché in questo caso in modo molto puntuale, in tre minuti, ci viene consentito a malapena di rispondere in modo schematico a delle richieste che necessiterebbero di oltre tre minuti di tempo.

Quindi, poco in più aggiungerebbe la presenza di un assessore a differenza del sottoscritto rispetto alla domanda sulla quale andiamo a rispondere.

Per quanto riguarda, invece, l’interrogazione, la signora alla quale si fa riferimento è giunta in pronto soccorso con mezzo proprio, accompagnata dal marito alle ore 4,30 del 31 maggio 2016. L’infermiera presente in quel momento ha chiamato immediatamente il medico di guardia, un infermiere e un operatore sociosanitario.

Alle 4,41 è stato effettuato il triage. La signora è stata sottoposta, quindi, agli esami diagnostici necessari alle prime terapie.

Alle ore 6,16 è stata trasferita, accompagnata da un anestesista e da un infermiere in rianimazione dell’Ospedale Maggiore, dove è giunta alle ore 7,08.

Desideriamo sottolineare che l’assetto organizzativo del pronto soccorso di Porretta garantisce la gestione in sicurezza del servizio ed è stato rimodulato sulla base delle analisi degli accessi e delle uscite delle ambulanze nelle ore notturne dalle 20 alle 7 di mattina.

Gli infermieri previsti in questo arco temporale sono due: uno costantemente presente in pronto soccorso e l’altro componente dell’equipaggio dell’ambulanza automedica del 118.

Contestualmente alla ridefinizione del modello organizzativo, sono state predisposte le procedure interne per la chiamata, se necessario, del personale in servizio nell’area ad alta intensità di cura e complessità assistenziale, situata al secondo piano, in particolare per i casi nei quali, come nell’episodio sopracitato, l’infermiere dell’ambulanza sia impegnato con il suo equipaggio in intervento esterno.

All’interno dell’area ad alta intensità sono presenti, infatti, infermieri con competenze avanzate per trattare e gestire le emergenze, che in situazioni di eventuali criticità per il pronto soccorso possono essere utilizzati immediatamente, garantendo comunque la presenza in reparti di ulteriori due infermieri. È ciò che è accaduto anche per l’evento segnalato dal consigliere, nel corso del quale l’infermiera presente in pronto soccorso è stata raggiunta e supportata, nell’arco di due minuti, da un infermiere, da un operatore sociosanitario, mentre due infermieri sono rimasti nell’area ad alta intensità.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

Consigliere Bignami, ha quattro minuti. Prego.

 

BIGNAMI: La narrazione che ci ha riferito il sottosegretario Andrea Rossi è una narrazione. Noi avevamo fatto una domanda diversa. Quindi, tradurremo questo tipo di atto in interrogazione.

Dico questo perché, purtroppo, sottosegretario, ed è forse per questo che mi avrebbe interessato che l’assessore Venturi avesse sentito con le proprie orecchie, non è il primo decesso che si verifica in quel comparto in una situazione di criticità degli assetti organizzativi della rete di emergenza territoriale e ospedaliera che dovrebbe presidiare quel comparto medesimo.

Abbiamo già segnalato alle autorità competenti la situazione qual è quella che appunto abbiamo anche evidenziato nel nostro atto ispettivo.

La preoccupazione, quindi, non è nella narrazione dei fatti. Lei potrà evidentemente intuire che il racconto che abbiamo riferito nella nostra interrogazione non è un racconto che abbiamo appreso giornalisticamente, ma da persone che hanno potuto verificare la consistenza degli atti.

Per carità, la ringrazio – anche se mi è parso più un modo per non rispondere – delle integrazioni narrative che lei ha sviluppato. Rimane insoluto il tema che noi avevamo posto, ovvero: cosa si intende fare per mettere in sicurezza il pronto soccorso di Porretta, postulando, me ne rendo conto, un giudizio di non sicurezza dell’ospedale medesimo.

Ciò detto, però, il sottosegretario Andrea Rossi ha svolto le proprie funzioni di postino verbale, non me ne voglia. Ha letto la sua risposta. Formalizzeremo il tutto nelle sedi opportune confidando che possa essere utile a qualcosa perché anche le recenti consultazioni dimostrano uno scollamento tra classe politica, rappresentanza e cittadini che forse bisognerebbe in qualche maniera suturare.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bignami.

 

OGGETTO 2821

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la risposta da parte dell'Ispettorato del lavoro in merito alla situazione dei lavoratori dell’Albergo Residenziale per anziani "Il Sassocardo" situato a Porretta Terme (BO). A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 2821: Interrogazione circa la risposta da parte dell'Ispettorato del lavoro in merito alla situazione dei lavoratori dell’Albergo Residenziale per anziani "Il Sassocardo" situato a Porretta Terme (BO), a firma del consigliere Taruffi.

Risponde l’assessore Bianchi.

La parola al consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Abbiamo già sollevato il caso qualche mese fa. Riepilogando brevemente, l’albergo residenziale per anziani “Il Sassocardo”, sito appunto a Porretta, nel Comune di Alto Reno Terme, da oggi ospita circa una ventina di persone e nella struttura lavorano circa una trentina di dipendenti.

La gestione di questa struttura, che ovviamente svolge un servizio molto delicato, come si può ben immaginare, è abbastanza articolata.

In una precedente interrogazione ricordammo come già la struttura rimase l’altro anno prima senz’acqua, perché la proprietà non pagava le bollette a Hera, che ha staccato il rifornimento di acqua potabile. Nella struttura erano presenti anziani non autosufficienti nonostante la struttura non fosse strutturalmente predisposta e quindi l’Amministrazione comunale ha provveduto a emettere relativa ordinanza senza che la stessa, peraltro, risulti ancora essere stata ottemperata e soprattutto, dal punto di vista del trattamento del personale, la proprietà precedente e poi anche quella attuale, perché nel frattempo è cambiata, ha sostanzialmente imposto ai lavoratori il dimissionamento rinunciando a un contratto a tempo indeterminato per poi essere assunti con contratto a tempo determinato con la prospettiva di essere poi ritrasferiti a tempo indeterminato per aggirare sostanzialmente il Jobs Act, anzi per beneficiare dei contributi del Jobs Act, però in modo evidentemente, dal nostro punto di vista, illegittimo.

Ci sono, nel frattempo, anche azioni giudiziarie e penali che i lavoratori stanno portando avanti. Noi solleviamo la questione perché ci risulta che, nonostante tutto questo, che avevamo già trattato nell’interrogazione di dicembre, anche la nuova proprietà subentrata, la Mondial Service, cooperativa di Milano, che è subentrata nella gestione del Sassocardo, stia nuovamente chiedendo ai lavoratori presenti attualmente – i superstiti – di nuovo di licenziarsi, di presentare le dimissioni volontarie.

Ovviamente tutto questo rende un quadro abbastanza allarmante, sia dal punto di vista della gestione della struttura, sia dal punto di vista del rapporto di lavoro dei dipendenti che lì sono impiegati.

Qualche mese fa avevamo chiesto l’intervento dell’assessorato presso l’Ispettorato del lavoro. Vorremmo capire, visto anche il nuovo precipitare degli eventi, a che punto siamo e come si può cercare di intervenire, nei limiti ovviamente delle nostre funzioni, per impedire il protrarsi di questa situazione, che evidentemente non riguarderà, immagino, solo la struttura del Sassocardo, ma nella nostra Regione sono convinto che di situazioni analoghe, purtroppo, ne esistano molte.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola all’assessore Bianchi. Prego.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, presidente. Facendo seguito all’interrogazione della volta scorsa, ripeto ancora una volta che noi non abbiamo le capacità ispettive. Quello che possiamo fare, e che abbiamo già fatto, è rivolgerci all’Ispettorato del lavoro sollecitando un intervento. Questi sono intervenuti e a nostra richiesta ci hanno detto che l’ispezione è ancora in corso e in via informale questo fatto del cambio di proprietà ha prolungato l’attività ispettiva.

Noi continuiamo a insistere che questi atteggiamenti non possono essere tollerati, ma come lei intende la nostra è una posizione di moral suasion nei confronti dell’Istituzione Ispettorato che agisce nella propria autonomia.

Ribadisco la non accettabilità da parte nostra di questi atteggiamenti. Ripeto, c’è il totale interessamento dell’assessorato e insisto ancora nel dire che l’Ispettorato ci ha detto che loro stanno ancora svolgendo un’attività ispettiva che, suppongo, anche su base di relazioni informali che mi sono giunte, sia stata prolungata proprio in merito a quanto lei ha detto, cioè al cambiamento della proprietà.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

La parola al consigliere Taruffi, che ha tre minuti.

 

TARUFFI. Grazie, presidente. Come ho detto prima, sappiamo quali sono i limiti dell’attività e le competenze dell’assessorato. Rimane il fatto che la nostra preoccupazione, per usare un eufemismo, rispetto a queste procedure, e soprattutto rispetto alla struttura in quanto tale che svolge, come dicevamo prima, un servizio molto delicato, lascia un po’ perplessi il fatto che ormai siano mesi che questa struttura, forse anche un po’ più di mesi, continui a esercitare la propria funzione in queste condizioni.

Parliamo di una struttura in cui sono presenti anziani, addirittura anziani non autosufficienti che lì non potrebbero rimanere. È una struttura che ha limiti strutturali che non vengono risolti. Il personale viene trattato in modo intollerabile dal punto di vista complessivo.

Ricordo che la struttura è autorizzata a svolgere l’attività. L’autorizzazione è rilasciata dall’Amministrazione comunale sulla base di una legge regionale. Questo è il quadro complessivo.

Il fatto che nessuno riesca in qualche modo ad intervenire per interrompere questo meccanismo, questo circolo vizioso, è abbastanza allarmante, anche e soprattutto in relazione al fatto che parliamo di un luogo dove ci sono ospiti anziani che avrebbero bisogno e hanno bisogno di un trattamento idoneo.

Non credo che queste siano le condizioni nelle quali si possa lavorare e si possa garantire un servizio adeguato. Ci riserveremo, come abbiamo già fatto, di sollevare il tema non solo in questa sede, ma anche in altri ambiti perché riteniamo che sia per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori sia per quanto riguarda il trattamento degli ospiti questa situazione sia intollerabile.

Questa è una struttura che è rimasta lo scorso anno senza acqua potabile per una settimana durante le festività pasquali, perché la proprietà non pagava le bollette a Hera.

Hera è intervenuta e ha staccato l’allacciamento idrico. Quindi, quella struttura, con dentro gli anziani, è rimasta una settimana senza acqua potabile, oltre a tutto il resto.

Le preoccupazioni sono, credo, ben motivate. Vedremo di sollevare il tema anche in altre sedi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 2822

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione in cui versano i servizi sanitari bolognesi a seguito della mancata copertura del personale andato in pensione e gli interventi per salvaguardare sia la qualità dei servizi sanitari sia le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. A firma del Consigliere: Alleva

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 2822: Interrogazione circa la situazione in cui versano i servizi sanitari bolognesi a seguito della mancata copertura del personale andato in pensione e gli interventi per salvaguardare sia la qualità dei servizi sanitari sia le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, a firma del consigliere Alleva.

Risponderà il sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Alleva. Prego.

 

ALLEVA: Siamo di nuovo alle prese con il declino del sistema sanitario e sociosanitario.

I dati di questa interrogazione sono tutti esatti, garantiti, forniti dalla CGIL, dal sindacato. Sono dati molto allarmanti che, però, non rispecchiano soltanto la realtà bolognese. Un po’ in tutta Italia abbiamo un impoverimento progressivo e assolutamente incontrollato degli organici di medici e di infermieri perché non vi è sostituzione dei pensionamenti, con situazioni che non sono solo di grave disagio, ma addirittura sono situazioni sicuramente illegittime.

Probabilmente qualcuno pensa che le antiche dotazioni fossero sovrabbondanti e che quindi ci sia ancora, diciamo così, del grasso da tagliare. Non è così.

Abbiamo situazioni ormai di assoluta insufficienza e io dico anche di palese illegittimità perché si fa troppo affidamento da parte delle Amministrazioni sull’idea che comunque questo personale sanitario e parasanitario, per spirito di responsabilità, sia disposto a sottoporsi a doppi turni, a saltare riposi e ferie all’infinito.

Invece, la giurisprudenza ha chiarito in maniera molto netta che il surmenage, cioè il fatto di lavorare al di là dei limiti, saltando i riposi, con i doppi turni, eccetera, è una violazione palese e aperta dell’articolo 2087 del Codice Civile, il che significa che il lavoratore in quanto tale, da solo, ha il diritto di chiedere un risarcimento per la lesione arrecata al suo benessere, alla sua salute, alla sua necessità di vivere senza doversi usurare per conto del lavoro.

Mi chiedo per quale motivo si arrivi a queste situazioni. Su trecento pensionamenti si assumono soltanto cinquanta o sessanta persone nelle varie categorie. Forse – questa è la mia domanda – si vuole in questa maniera aiutare surrettiziamente una privatizzazione del comparto sanitario? È un dubbio legittimo perché è chiaro che se si definanzia la sanità pubblica poi compariranno forme alternative di sanità privata per chi può permettersela. Oppure si vogliono preferire contratti di lavoro precario, cioè non si sostituiscono i lavoratori pensionati con altri lavoratori stabili, ma magari si fa ricorso a forme di lavoro precario, a termine o di altro tipo? Questa sarebbe un’altra illegittimità.

Tra l’altro, si conterebbe sul fatto della non trasformabilità ope legis nel pubblico di questi rapporti precari illegittimi, ma non si tiene conto del fatto che si tratta di situazioni che danno luogo a responsabilità amministrative e contabili.

La mia, quindi, nel complesso, è una denuncia forte rispetto agli illeciti che vengono commessi nei confronti di questi lavoratori, oltre a una richiesta per sapere come e quando si pensa di sanare questa situazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Alleva.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi. Prego.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Gentile consigliere, la Regione Emilia-Romagna ha perseguito costantemente l’obiettivo di mantenere elevato standard di qualità nelle prestazioni sanitarie, in coerenza con l’applicazione delle normative nazionali che negli ultimi anni hanno introdotto severi vincoli e limitazioni sia di carattere economico sia organizzativo, attraverso l’attuazione di iniziative e provvedimenti che hanno prodotto risultati positivi in tal senso e favorito un miglioramento generalizzato dei processi organizzativi aziendali.

Nell’ambito delle politiche volte alla razionalizzazione e alla valorizzazione del capitale professionale, sono state intraprese delle politiche volte alla stabilizzazione a tempo indeterminato di professionisti addetti prevalentemente all’assistenza diretta, sia inquadrati nei ruoli della dirigenza e sia inquadrati nei ruoli del comparto.

Si pensi, ad esempio, ma non solo, alla delibera di Giunta regionale n. 1735/2014 con cui si è provveduto a stabilizzare diverse centinaia di unità.

Tali interventi di consolidamento del personale hanno permesso di limitare il ricorso a rapporti di consulenza e a contratti di lavoro flessibile e precario. Occorre poi considerare le misure per l’abbattimento delle liste d’attesa: obiettivo pienamente razionalizzato, anche grazie all’impiego di risorse umane aggiuntive valutate in circa centocinquanta professionisti.

Come già accennato, il contenimento della spesa del personale non ha determinato deficit nell’erogazione e nella qualità dei servizi sanitari, in particolar modo di quelli rivolti direttamente all’assistenza delle persone.

Le considerazioni di cui sopra possono essere estese anche alle aziende sanitarie oggetto della presente interrogazione.

Infatti, nell’ultimo triennio gli infermieri e gli operatori socio-sanitari dell’Azienda ospedaliera universitaria e dell’Azienda USL di Bologna sono rimasti pressoché stabili: da 5.514 infermieri nel 2013 si è passati a 5.539 infermieri nel 2015. Gli operatori socio-sanitari, invece, sono passati da 1.300 unità del 2013 a 1.298 unità del 2015.

Le stesse proporzioni e gli stessi numeri sono riproponibili anche se raffrontati al 2004, quando gli infermieri erano 108 in più, ma gli operatori socio-sanitari erano 730 in meno.

Per quanto riguarda, infine, la deliberazione della Corte dei conti, la n. 161 del 15 dicembre 2015, confermando quanto richiamato nell’interrogazione, appare comunque necessario, per completezza di lettura, considerare il dato del costo del personale in un contesto complessivo che ha visto nell’organizzazione modificarsi.

A fine 2015 il costo del personale del servizio sanitario regionale, al netto dei rinnovi contrattuali rispetto al 2004, risulta essere significativamente aumentato. Per quanto riguarda le due aziende sanitarie bolognesi, l’andamento del costo del personale si è ridotto in quanto si è progressivamente assestato verso la media regionale.

Infine, per chiudere, si segnala che l’applicazione della richiamata circolare n. 20 del Ministero dell’economia e delle finanze non ha diminuito il valore medio pro capite dei fondi contrattuali, che è rimasto sostanzialmente invariato tra il 2010 e il 2015.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

Consigliere Alleva, ha solo un minuto per la replica.

 

ALLEVA: Naturalmente i dati si contrappongono gli uni agli altri. Mi auguro che la Giunta tenga presente quello che ho detto.

Sta montando una vertenza sindacale che non potrà essere rinviata all’infinito, con misure parziali. Bisogna rendersi conto che di fronte al turnover per pensionamento la necessità è quella di una reintegra quanto mai rapida e completa dei ranghi perché siamo già in una situazione di emergenza ai margini. Non c’è più grasso da tagliare. Quello che viene dopo è una sistematica violazione di diritti che darà luogo necessariamente all’insorgere di una situazione vertenziale.

Tra un paio di mesi sicuramente riprenderò l’argomento con ulteriori interrogazioni per monitorare questa situazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Alleva.

 

OGGETTO 2823

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le iniziative che la Giunta regionale ha assunto rispetto agli impegni derivanti dall'approvazione della risoluzione oggetto n. 10, approvata il 25 marzo 2015, riguardante lo scioglimento del 50° stormo operante presso l'Aeroporto Militare di San Damiano (PC) e sulle prospettive per l’aeroporto stesso. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’ultima interrogazione, oggetto 2823: Interrogazione circa le iniziative che la Giunta regionale ha assunto rispetto agli impegni derivanti dall’approvazione della risoluzione oggetto n. 10, approvata il 25 marzo 2015, riguardante lo scioglimento del 50° stormo operante presso l'Aeroporto Militare di San Damiano (PC) e sulle prospettive per l’aeroporto stesso, a firma del consigliere Foti.

Risponderà il sottosegretario Andrea Rossi.

Il consigliere Foti ha la parola. Prego.

 

FOTI: Signor presidente, posso anche illustrare molto succintamente questa interrogazione. Il vero problema è sapere la risposta, perché è stata approvata una risoluzione unanime oltre un anno fa, era il 25 marzo del 2015, con le premesse e con un dispositivo da tutti condiviso.

Oggi siamo nella situazione che ai primi giorni del mese di settembre il 50° stormo verrà trasferito e rischierato all’aeroporto militare di Ghedi.

Vorrei capire dalla Giunta cosa è stato fatto in questo anno e oltre.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola al sottosegretario Andrea Rossi.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Cerchiamo di mettere in fila un po’ di date per quanto riguarda l’aeroporto di Piacenza.

Il processo di ridimensionamento della base militare di San Damiano, conseguente al programma di razionalizzazione gestionale, basato in particolare sulla sostituzione dei velivoli e sulla loro manutenzione, in altra sede iniziato da qualche anno, nel 2016 è entrato nella fase prettamente operativa.

Il 2 febbraio 2015, in una riunione svoltasi presso la Prefettura di Piacenza, i generali Lodovisi e Lanza de Cristoforis e i colonnelli Morpurgo e Foltran illustrarono i termini della questione alla presenza del prefetto Palombi, dell’onorevole Bergonzi, dei consiglieri regionali Foti, Rancan e Molinari, del presidente della Provincia Rolleri, dei sindaci dei Comuni interessati e del delegato del presidente della Regione, Saverio Di Ciommo.

In quella sede, come avrà potuto appurare anche il consigliere, i rappresentanti dell’Aeronautica Militare comunicarono che il personale operativo sarebbe stato trasferito entro l’estate 2016, mentre il restante personale sarebbe rimasto per un periodo sufficiente ad assicurare il mantenimento dell’aeroporto.

Nello stesso incontro venne ipotizzata la possibilità dell’uso dell’aeroporto per eventuali altre funzioni che, nel caso si presentassero le condizioni fattibilità, avrebbero dovuto essere analizzate e verificate con attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti.

Il generale Lodovisi, intervenendo a Piacenza il 7 luglio 2015 alla cerimonia ufficiale per il cambio del comando del 50° stormo, dove il colonnello Ruggiero è subentrato al colonnello Foltran, ha sostanzialmente dato atto della tempistica e confermato che il cambiamento sarebbe stato effettuato tenendo ben presente le esigenze della Forza Armata e di tutto il personale.

Il 31 luglio 2015, con una nota nella quale veniva confermata la disponibilità della Giunta a un confronto insieme con le Istituzioni interessate, nelle forme opportune atte a limitare le possibili ricadute negative sul territorio conseguente al processo di dimensionamento, il presidente Bonaccini ha trasmesso al Ministro Pinotti la risoluzione dell’Assemblea legislativa regionale oggetto numero 10.

La risposta del Ministro Pinotti del 4 novembre 2015 ha sostanzialmente delineato il destino della base militare di San Damiano nel quadro generale di ridimensionamento della struttura organizzativa delle Forze Armate a seguito della contrazione del bilancio della Difesa e ha confermato la prevista soppressione del 50° stormo nell’ambito dell’intera revisione della pianta organizzativa dell’Aeronautica Militare.

A fronte di un piano di riorganizzazione già programmato da parte del Ministero e sul quale non vi sono state aperture per eventuali controproposte, la Giunta, invece, ha preso positivamente atto della conferma da parte del Ministro dell’avvio di contatti con le autorità locali (Provincia e Comuni limitrofi) allo scopo di esplorare congiuntamente possibili soluzioni per il lungo termine che siano credibili e sostenibili.

È pertanto evidente che il ministro della difesa abbia tenuto in debita considerazione le raccomandazioni degli Enti locali e della Regione sulla necessità di tutelare i dipendenti civili e militari e, in particolare, di limitare inevitabili impatti sul territorio e sul tessuto economico e sociale interessato.

In relazione a ciò, ribadendo la piena collaborazione con il Ministero della difesa, la Giunta ritiene opportuno che anche in questa fase un eventuale confronto che si ritenesse necessario debba proseguire insieme con i soggetti istituzionali già interessati e coinvolti al fine di conoscere, condividere e risolvere le problematiche che dovrebbero presentarsi a seguito del trasferimento della base militare di Ghedi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Foti, che ha cinque minuti.

 

FOTI: Il sottosegretario Andrea Rossi ha percorso una serie di tappe che, peraltro, portano ad un destino segnato. A prescindere dal fatto che della comunicazione del Ministero della difesa nessuno di noi è stato informato, a prescindere da questa posizione che ha ribadito, peraltro, un orientamento espresso, rimane il fatto che l’aeroporto di San Damiano, che è composto da personale militare e civile e da personale piloti, che è altra cosa rispetto a una parte del personale militare, questo aeroporto oggi ha una funzione strategica perché è, e rimane, sottosegretario, una base NATO, per la quale sono stati spesi ingenti somme a tal punto che la pista è una pista da biliardo.

Del resto, qualche suo esponente di partito l’ha utilizzata anche per andare e tornare da Piacenza – quindi, è ben conosciuta – ovviamente usufruendo di un volo militare a carico dello Stato.

Mi permetto di fare una riflessione. In quella risoluzione vi erano tre ipotesi che sono state formulate. Una riguardava il Ministero della difesa ed era, ovviamente, il mantenimento della base militare. La seconda è la possibilità di una riconversione di questo aeroporto di cui non si parla. Tant’è vero che in quella riunione a cui ella fa riferimento non a caso e segnatamente si è parlato di un riutilizzo dell’aeroporto ai fini della protezione civile.

La terza questione che mi permetto di dire è anche un’altra. Se l’aeroporto in quanto tale non viene più utilizzato per i voli, ma viene utilizzato soltanto per la manutenzione dei mezzi, rimane il fatto di un uso o co-uso con l’autorità militare che potrebbe portare a riprendere una proposta ipotizzata in passato, tant’è vero che era stata costituita appositamente una società partecipata dagli Enti locali e dalla Camera di commercio, l’ATM San Damiano, ai fini del trasporto cargo.

A me pare che in un anno e due mesi ribadire che il Ministero della difesa ha mantenuto la sua posizione non sia francamente un grosso strumento di confronto. Lo dico anche perché mi fa piacere sapere che probabilmente, con il dimissionando presidente della Provincia, qualcuno abbia interloquito. Sicuramente il Ministero della difesa e segnatamente il ministro Pinotti non hanno interloquito con il sindaco di San Giorgio, che è il comune che più di tutti oggi patisce la situazione. Tenete presente che tra le tante cose vi è il cosiddetto Villaggio Azzurro che ospita tutti i dipendenti militari della difesa e che oggi viene a trovarsi in una situazione abbastanza paradossale perché, fatti salvi i primi mesi durante i quali probabilmente qualcuno farà il pendolare, oggi il ricollocamento del personale non avviene neanche tutto su Ghedi, tant’è vero che molti dei piloti, i quali, come lei, sottosegretario, meglio di me sa, hanno prevalentemente una provenienza dal Sud, stanno chiedendo di tornare alle basi militari del Sud.

Questa è la situazione. Quindi, io mi auguro che, anziché prendere solo nota di quanto ha fatto o ha detto il Ministero della difesa, ci si occupi della fase due, che è la fase più importante. In altre parole, se l’aeroporto di San Damiano deve rimanere una struttura cattedrale nel deserto, che peraltro deve essere manutenuta in pieno servizio in quanto è base NATO, oppure se si vuole valutare la possibilità di individuare un impegno e un impiego di questa struttura, che torno a ripetere è una struttura al massimo livello di efficienza, anche per eventuali altre ipotesi. Debbo dire che proprio di recente l’aeroporto di Parma - mi pare - abbia sottoscritto un accordo molto importante per quanto riguarda il livello trasportistico sotto il profilo del trasporto aereo commerciale. Aggiungo soltanto che come allocazione San Damiano era un punto naturale per essere un aeroporto cargo, centro di smistamento fondamentale, tenuto presente che gravita attraverso tre province, tutte vocate alla logistica.

La risposta del sottosegretario, quindi, è una risposta decisamente notarile, ma priva di quelle che erano le richieste formulate dall’Assemblea legislativa allorquando ha approvato la relativa risoluzione il 23 marzo 2015.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Abbiamo concluso l’esame delle interrogazioni di attualità a risposta immediata. Iniziamo, quindi, con l’ordine del giorno.

 

OGGETTO 2761

Delibera: «Prospetto di verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica - bilancio di previsione 2016 - art. 1, commi 710 e 712, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016).» (Proposta della Giunta regionale in data 6 giugno 2016, n. 824) (74)

(Approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Il primo punto è la proposta oggetto 2761: Prospetto di verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica – bilancio di previsione 2016 – art. 1, commi 710 e 712 legge 28 dicembre 2015, n.208 (legge di stabilità 2016)” (Delibera di Giunta n. 824 del 06 06 16).

La Commissione “Bilancio Affari generali ed istituzionali” ha espresso parere favorevole nella seduta del 14 giugno 2016 con la seguente votazione: 27 voti a favore, 5 contrari e 5 astenuti.

In base all’articolo 1, comma 712, della legge 208 del 28 dicembre 2015 (legge di stabilità 2016) l’atto deve essere approvato entro il 21 giugno 2016.

È aperta la discussione generale sul provvedimento. I consiglieri hanno dieci minuti ciascuno. Chi chiede la parola? Non ho prenotati in discussione generale.

Emendamenti non ne sono stati presentati, quindi si procede con la dichiarazione di voto. Cinque minuti a Gruppo.

Intanto nomino scrutatori i consiglieri Marchetti Francesca, Prodi, Piccinini. Non ho iscritti in dichiarazione di voto. Proseguiamo, quindi, con la votazione.

Se nessun consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione, per alzata di mano, del partito di deliberazione di cui all’oggetto 2761.

 

(L’Assemblea, a maggioranza dei presenti,

approva il partito di deliberazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’Assemblea approva.

 

OGGETTO 2704

Relazione sull’attività svolta dal Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna nell’anno 2015 (ai sensi della L.R. 16 dicembre 2003 n. 25, art. 11).

(Risoluzione oggetto 2827 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Risoluzione oggetto 2828 - Presentazione, dichiarazioni di voto e approvazione prima parte)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo, quindi, con le relazioni degli organi di garanzia.

Relazione oggetto 2704: Relazione sull’attività svolta dal Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna nell’anno 2015 (ai sensi della L.R. 16 dicembre 2003 n. 25, art. 11).

Do la parola al Difensore civico, dottor Gianluca Gardini per la sua relazione.

 

GARDINI Gianluca, Difensore Civico: Grazie, presidente. Cerco di essere sintetico e di darvi le cifre e poi magari anche qualche linea strategica che abbiamo cercato di seguire per sviluppare al meglio la difesa civica e l’azione della difesa civica.

Il primo dato è il convenzionamento di molti Comuni con la difesa civica. Come forse sapete o ricordate, è venuta meno, a seguito dell’introduzione della Finanziaria 2010, la figura del Difensore civico comunale, quindi sostanzialmente l’unica figura di garanzia dei cittadini è rimasta quella regionale. Il problema è che su molte questioni che hanno a che fare con l’attività degli Enti locali la Regione non ha titolo per intervenire in mancanza di una convenzione di fondo. Ad esempio, per esprimere un parere di ammissibilità sui referendum consultivi o abrogativi, se non è stata siglata previamente una convenzione con la Difesa civica regionale, non saremmo in grado legittimamente di pronunciarci.

Molti Comuni, quindi, hanno aderito a questo invito a convenzionarsi con la Difesa civica regionale, portato avanti da ANCI, insieme all’Ufficio della Difesa civica regionale, per la qual cosa è stato anche necessario abbassare un po’ le tariffe di convenzionamento, che sono ormai più simboliche che reali, perché in realtà si va da un centinaio di euro per i piccoli Comuni fino ai novecento euro per i Comuni con più di centomila abitanti. Ciò ha determinato come effetto una forte risposta positiva da parte dei Comuni, sia piccoli che grandi, a partire dal Comune di Bologna e a seguire da ultimo quello di Imola, che adesso si stanno convenzionando con la Difesa civica regionale. Questo lo considero, naturalmente, un dato positivo dal momento che è un dato di diffusione dell’azione della difesa civica sull’intero territorio emiliano-romagnolo.

Come altri dati, vi fornisco alcuni elementi numerici relativi alle istanze pervenute annualmente, circa seicento, che sono state trattate e gestite dalla Difesa civica e che hanno quasi sempre come oggetto segnalazioni di disfunzioni e malfunzionamenti della Pubblica Amministrazione, e nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di disfunzioni legate agli Enti locali, ovvero Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitana. Si tratta, quindi, di segnalazioni che riguardano quegli Enti che fanno politica e amministrazione attiva più di altri e che, quindi, si espongono maggiormente nei confronti dei cittadini, evidentemente.

Il grosso di queste istanze proviene dal Comune di Bologna, il 44 per cento, mentre mediamente le altre città della regione si attestano intorno al 7-8 per cento, con l’eccezione di Piacenza che, forse perché è la città più distante da Bologna, registra una percentuale di lamentele piuttosto bassa. Insomma, non arrivano tante segnalazioni da Piacenza. Ciò non è facilmente spiegabile in termini logistici di distanza, perché quasi tutte le istanze arrivano o per posta elettronica o direttamente dal sito o per via telefonica. Non abbiamo un meccanismo di accoglienza e di front-office per cui riceviamo i cittadini sistematicamente, ragion per cui non credo che sia tanto una difficoltà legata alla distanza fisica, quanto probabilmente una casualità.

I settori su cui si concentrano maggiormente le segnalazioni dei cittadini sono soprattutto le sanzioni amministrative, quelle riferite al Codice della strada in gran parte e ai tributi. Si raggiunge il 25 per cento delle segnalazioni. Poi vi è il diritto di accesso: molti cittadini chiedono di esercitare il diritto di accesso e viene loro negato, e per legge vi è la possibilità di rivolgersi al Difensore civico per ottenere l’ostensione del documento che non si è potuto visionare. Anche questo è un tema molto sentito, tant’è che tali istanze si attestano al 20 per cento delle richieste totali. E soprattutto sta crescendo la richiesta da parte di consiglieri comunali, che fanno valere un altro tipo di diritto d’accesso, che non è l’accesso ai sensi della legge n. 241/1990, vale a dire il diritto d’accesso ai sensi del Testo unico degli Enti locali (TUEL), quello funzionale all’esercizio del mandato. Noi abbiamo deciso di dare ascolto, naturalmente, anche a queste richieste e di fare chiarezza, considerato che questi consiglieri comunali chiedono informazioni alla loro Amministrazione di appartenenza, l’Amministrazione evidentemente non le fornisce, e si rivolgono al Difensore civico per ottenerle. Laddove la domanda riguarda strettamente l’accesso, noi interveniamo. Se, invece, il tentativo è di coinvolgerci in una disputa interna tra maggioranza e opposizione, evidentemente ce ne teniamo distanti. Tuttavia, abbiamo pensato che anche questa fosse una forma di accesso rispetto alla quale la Difesa civica doveva intervenire. Quindi, è crescente questa richieste da parte delle opposizioni delle Amministrazioni locali che ci chiedono la tutela dell’accesso dei consiglieri comunali.

Altro settore che impegna la nostra attività è quello del governo del territorio, ovverosia urbanistica ed edilizia. Anche qui un altro buon 20 per cento riguarda tematiche legate al governo del territorio. Poi c’è la materia sanitaria: ticket, rimborsi, rapporto medico-paziente, responsabilità medica. È in fase di approvazione al Senato un disegno di legge rispetto al quale la Difesa civica verrebbe ad assumere un ruolo di mediazione addirittura nei casi di responsabilità medica. Pertanto, in tutte le Amministrazioni regionali, come questa, che si sono affidate al meccanismo assicurativo e, quindi, rispondono in via diretta rispetto ai danni professionali causati in sanità ci sarebbe la possibilità di un intervento di mediazione del difensore civico rispetto alle richieste formulate dai pazienti che hanno subìto il danno e l’offerta prestata dall’ASL o dall’ospedale. È interessante perché questo naturalmente darebbe un nuovo ruolo alla Difesa civica che fino adesso non ha avuto.

Un altro settore su cui si profila una grande crescita di istanze è il nuovo accesso civico, questo nuovo diritto che è stato introdotto e perfezionato prima dalla legge-delega Madia e poi dal decreto legislativo sulla trasparenza, in cui i difensori civici risultano come garanti dell’accesso civico dei cittadini, ovverosia quel diritto che spetta a chiunque di conoscere le informazioni nella disponibilità di tutte le Pubbliche Amministrazioni. Senza avere un preciso interesse giuridicamente rilevante, possono comunque chiedere di vedere informazioni pubbliche. Se l’Amministrazione le nega senza addurne adeguata motivazione, il cittadino si può rivolgere al difensore civico. Immagino che questa recente disposizione produrrà una certa ricaduta in termini di attività e di lavoro sulla difesa civica, disposizione introdotta, dicevo, dal decreto legislativo n. 97/2016, appena varato.

Da un punto di vista statistico direi che è buona la risposta delle Pubbliche Amministrazioni. Voi sapete che il difensore civico non ha poteri coercitivi, non può costringere le Amministrazioni ad annullare i propri atti o a ripensarci, forzando il potere di autotutela. Abbiamo un potere di moral suasion, un potere di convincimento, un potere che si basa sulla forza degli argomenti. Tuttavia, nonostante non disponga la Difesa civica di un potere coercitivo nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche, la risposta da parte degli Enti locali, dei Comuni e degli Enti pubblici in generale è stata molto positiva, perché in 152 casi su 600 trattati vi è stato un mutamento dell’originario provvedimento in senso favorevole al cittadino, quindi seguendo le indicazioni della Difesa civica. In un altro centinaio di casi si trattava di istanze infondate, ossia il cittadino non aveva ragione e, dunque, l’Amministrazione aveva bene operato, perché non sempre ovviamente le istanze sono fondate. Solo in 23 casi l’Amministrazione ha dissentito dalla tesi del difensore civico e solamente in 3 casi non è stata collaborativa, vale a dire non ha proprio risposto. Questo per dirvi che il tasso di risposta e di collaborazione con la Difesa civica è stato comunque molto positivo.

I tempi procedimentali sono stati sempre rispettati. Ci siamo dati 45 giorni per chiudere un procedimento, naturalmente al netto della tempistica richiesta dalle altre Amministrazioni per risponderci.

Ancora, con riferimento al tema della mobilità relativamente ai disabili, abbiamo concentrato una parte della nostra azione sui problemi della disabilità e dei disabili in punto di mobilità all’interno del territorio e di accesso alle infrastrutture. Anche in questo caso, ci sono state ottime risposte da parte dei Comuni, che sono sempre intervenuti cercando di eliminare gli ostacoli e le barriere e di creare un sistema di informazione di accesso alle ZTL il più possibile coerente e uniforme per evitare troppi disagi.

Da ultimo, mi permetto di rappresentare una banale e brutale quantificazione dei risparmi che può aver prodotto la Difesa civica. Effettuando un calcolo a spanne, se i cittadini, anziché aver presentato ricorso per l’accesso alla Difesa civica, si fossero rivolti al TAR, ci sarebbero stati 102 ricorsi, dal costo di circa 300 euro l’uno, per un totale quindi di 30.000 euro circa. Per quanto riguarda le sanzioni in materia di circolazione e, quindi, le possibili cause innanzi al giudice di pace, il risparmio si è attestato intorno ai 25.000 euro. Quindi, anche solo compiendo un calcolo banale dei risparmi ottenuti dai cittadini grazie all’intervento della Difesa civica, io credo che si possa quantificare in un buon risparmio di costi vivi, per non parlare naturalmente del miglioramento che si cerca di indurre nelle Pubbliche Amministrazioni rispetto al loro operato spingendole, attraverso gli argomenti utilizzati, ad autocorreggere la propria azione laddove fosse inefficiente o addirittura in molti casi illegittima. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, dottor Gardini, a nome di tutta l’Assemblea per la sua relazione puntuale ed esaustiva.

Comunico che, nel frattempo, sono state presentate due risoluzioni a firma del Movimento 5 Stelle. Vi darei il tempo per leggerle, proponendo la votazione a seguito dello svolgimento della seconda relazione. Del resto, visto che queste risoluzioni sono state presentate al tavolo della Presidenza soltanto adesso, in questo modo si concederebbe almeno il tempo di visionarle.

La parola al consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Se mi concede pochi secondi, vorrei giustificare le motivazioni per cui abbiamo presentato queste risoluzioni.

 

PRESIDENTE (Saliera): Io andrei avanti.

 

BERTANI: Perfetto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Farei entrare la dottoressa Giovanna Cosenza per la seconda relazione. Chiederei un po’ di pazienza al dottor Gardini. Può rimanere qui con noi, se vuole. Grazie.

Proseguiamo, quindi, con la seconda relazione e poi mettiamo in votazione le risoluzioni.

 

OGGETTO 2701

Relazione sull’attività svolta dal CORECOM dell’Emilia-Romagna nell’anno 2015 (ai sensi della L.R. 30 gennaio 2001 n. 1, art. 15).

 

PRESIDENTE (Saliera): Relazione oggetto 2701: Relazione sull’attività svolta dal CORECOM dell’Emilia-Romagna nell’anno 2015 (ai sensi della L.R. 30 gennaio 2001 n. 1, art. 15).

La parola alla Presidente del CORECOM, dottoressa Giovanna Cosenza. Prego.

 

COSENZA Giovanna, Presidente CORECOM: Buongiorno a tutti. Buongiorno, presidente Saliera. Buongiorno, presidente Bonaccini e vicepresidente Gualmini.

Il CORECOM fa moltissime cose e diverse. Ormai entro nel quarto anno della mia presidenza CORECOM e so bene la fatica che compio quando devo spiegare le nostre funzioni all’esterno. Le deleghe sono molte e soprattutto toccano ambiti disparati, come anche le funzioni proprie del CORECOM. Quindi, la sintesi è un lavoro difficile, ma possibile, e cerco appunto di farla con voi.

Parto da quello che ritengo più pertinente per quel che riguarda la funzione del CORECOM nella relazione con il territorio e con la cittadinanza. Ormai rientriamo nel servizio più complessivo dei diritti dei cittadini, e tocco subito il tema che riguarda la tutela dei minori, un settore che mi sta molto a cuore come presidente del CORECOM, che sta molto a cuore ad AGCOM a Roma, di cui noi siamo l’avamposto regionale, e di molti altri CORECOM in Italia.

La questione della tutela dei minori è sempre più di particolare urgenza e pertinenza in relazione soprattutto ai nuovi media. Che cosa facciamo da anni su questo tema? Svolgiamo un lavoro, a mio giudizio, prezioso più in generale per l’Assemblea e per la Regione nel rapporto con i cittadini e le cittadine, che è quello della formazione e della sensibilizzazione sul tema della tutela dei minori su internet, cosa fanno i ragazzini e le ragazzine su internet. Formiamo insegnanti, formatori, andiamo nelle scuole. Si tratta di un lavoro capillare e, quindi, di contatto diretto con gli insegnanti, con i genitori, con i formatori e con i ragazzi e le ragazze. Spesso li mettiamo in aula assieme. I numeri sono sempre molto alti rispetto anche all’esiguità delle risorse. Del resto, miracoli non se ne possono compiere. Si parla di migliaia di ragazzi. L’anno scorso abbiamo formato 139 classi, con oltre 3.000 alunni. Quest’anno intendiamo intensificare questa attività e intendiamo farlo a parità di risorse, grazie anche ad un accordo che abbiamo sancito al riguardo. Ci siamo seduti allo stesso tavolo con tutti gli operatori che lavorano in questo settore, innanzitutto l’Ufficio scolastico regionale, ma anche la Polizia postale, e stiamo progettando attività di formazione che permettano di farci forti di tutto ciò che in questo settore si sta facendo a livello nazionale con il progetto “La buona scuola”. Quindi, ci affideremo agli animatori digitali (si chiamano così), ma facciamo leva anche sui Centri territoriali di supporto (CTS) esattamente sul tema della digitalizzazione e del rapporto dei minori con i nuovi media, di supporto alle scuole. Quindi, il punto è innanzitutto formare i formatori, affinché si crei un processo di educazione, di sensibilizzazione e di informazione che sia a cascata.

Con la presidente Saliera, negli incontri che abbiamo avuto, abbiamo parlato diverse volte anche di far sì che i ragazzi e le ragazze e gli insegnanti vengano in Regione, ovvero di aprire il Palazzo, i Palazzi. Questo è un desidero che vogliamo rendere concreto. Quindi, tra la fine del 2016 e tutto il 2017 svolgeremo ulteriori attività in questo senso, integrando ciò che facciamo noi sul territorio con ciò che si può fare aprendo le stanze, le sale, le aule della Regione per far venire qui gli insegnanti, i genitori, i ragazzi e le ragazze.

Per quel che riguarda sempre le funzioni proprie, desidero porre un accento particolare sul tema inerente alle conseguenze del protocollo “Donne e media”, che è stato firmato nel 2014 e su cui abbiamo continuato la nostra attività nel corso del 2015, di concerto con l’assessorato alle pari opportunità. Che cos’è il protocollo “Donne e media”? È stato il frutto di un lavoro svolto negli anni precedenti, guidato dall’ex presidente del CORECOM, di educazione e sensibilizzazione destinato agli operatori dei media, quindi le televisioni locali, a un linguaggio più rispettoso della dignità di genere e della pariteticità.

La sigla di questo protocollo “Donne e media”, avvenuta nel marzo 2014, ha poi prodotto un ulteriore lavoro: un punto di arrivo e un punto di partenza per un’ulteriore sensibilizzazione e formazione degli operatori dei media nel territorio regionale su questi temi, che fra l’altro si inseriscono in un contesto di attenzione crescente a livello nazionale.

Passo a un altro settore, che è molto diverso da questo e che rappresenta l’ultimo punto della sintesi che vi voglio offrire, che trovo sia particolarmente interessante proprio perché ci dà l’idea, anche in termini numerici e quantitativi, di che cosa vuol dire l’attività del CORECOM in relazione al tema dei servizi ai cittadini. Una delle attività quotidiane capillari e difficili riguarda la questione delle conciliazioni, della definizione e della risoluzione delle controversie. E quali controversie? Quelle che avvengono continuamente fra i cittadini e le cittadine e le imprese e gli operatori delle telecomunicazioni, le compagnie telefoniche. E su questo punto voglio chiudere fornendovi alcuni numeri, perché i dati numerici sono in continua crescita. In particolar modo si è registrata una crescita nel 2015. E che numeri sono? La metto subito in questi termini: parlo di oltre 2,6 milioni di euro restituiti ai cittadini e alle cittadine e alle imprese dell’Emilia-Romagna a fronte di risoluzione di controversie avvenute fra loro e le compagnie telefoniche. Cos’è questa cifra, 2,6 milioni di euro restituiti ai cittadini e alle cittadine e alle imprese dell’Emilia-Romagna? Dal mio punto di vista significa che, se vedessimo il CORECOM come un’impresa privata, a fronte di un costo inferiore a 1,5 milioni di euro, inclusivo di tutto, un costo per la cittadinanza, un costo pubblico, si segnala una restituzione in termini economici ai cittadini che pagano questo servizio molto superiore. Quindi, sarebbe un’impresa che trae grossi profitti. Mi piace metterla in questi termini perché la questione economica non è irrilevante. Amo sempre ripetere questo aspetto importantissimo, quotidiano e capillare della nostra attività, perché, del resto, che cosa vuol dire risolvere le controversie? Vuol dire che i cittadini e le cittadine e le imprese vengono al nono piano del Palazzo della Regione, sito al numero civico 44 di viale Aldo Moro, a ricevere un servizio, un servizio concreto, un servizio che possono toccare con mano, un servizio che riguarda direttamente le famiglie. L’importo medio, non a caso, è piuttosto basso, proprio a dimostrazione di quanto sia capillare il servizio. Quest’anno, ad esempio, l’importo medio è stato di circa 580 euro. Quindi, stiamo parlando davvero di un servizio gratuito, che va nelle case e che in media restituisce ai cittadini e alle cittadine una cifra pari a circa 580 euro, il che soprattutto in questi anni di crisi e di grande attenzione ai problemi del portafoglio si traduce in qualcosa di concretamente legato ai problemi del proprio portafoglio. Se fosse un’impresa privata sarebbe un’impresa in grande attività, in grande crescita e in grande sviluppo ogni anno.

Altre attività che svolgiamo sono più da backstage: la definizione delle graduatorie per l’assegnazione dei finanziamenti ministeriali agli operatori dei media, alle tv locali, e la gestione del ROC (Registro degli operatori della comunicazione). Ad ogni modo, ho preferito sintetizzarvi tutto ciò che riguarda il tema dei servizi ai cittadini, tema che, fra l’altro, nell’accorpamento dei vari organi avvenuto quest’anno, stiamo cercando di ottimizzare.

Sottolineo la grande collaborazione che, in particolar modo sulla questione della tutela dei minori, abbiamo avviato con il garante per l’infanzia, collaborazione che c’era in modo più informale prima dell’accorpamento dei servizi. Adesso lavoriamo proprio fianco a fianco. Mi sono assunta la responsabilità di fare questo lavoro, ossia di mettere intorno allo stesso tavolo soggetti che non sempre sedevano intorno allo stesso tavolo: ufficio scolastico regionale, polizia postale dell’Emilia-Romagna, garante per l’infanzia (lo abbiamo in casa), con il quale, da quest’anno, lavoriamo a stretto contatto, e CORECOM. Lavoreremo insieme, ottimizzando le risorse di tutti. Siamo già al terzo incontro, quindi qualcosa di molto concreto, e già dall’autunno cominceranno a vedersi le attività, che sono il frutto anche del lavoro del 2015.

Ho terminato. Grazie per l’attenzione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie a lei, dottoressa Cosenza, Presidente del CORECOM, a nome di tutta l’Assemblea. Queste relazioni ci danno la possibilità di rendere pubblici i dati del vostro lavoro, delle collaborazioni che ci sono dal punto di vista istituzionale, di ciò che funziona e di ciò che funziona meno e di tutte le attività che si svolgono a supporto dei problemi che vivono le famiglie, in particolare. I cittadini possono sentire un’Assemblea legislativa più vicina, perché si occupa dei problemi della quotidianità che, per ogni singola famiglia oppure ogni singolo cittadino, rappresentano i problemi della propria vita in quel momento.

 

Ancora sugli oggetti 2704 - 2827 - 2828

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo le due risoluzioni abbinate all’oggetto 2704.

Oggetto 2827: Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, presso associazioni, singoli cittadini e loro famiglie, la conoscenza degli strumenti che il Difensore Civico può offrire rispetto alle diverse esigenze delle persone con disabilità, a cominciare da quelle connesse alla mobilità, a firma dei consiglieri Sassi, Bertani, Piccinini e Sensoli.

Oggetto 2828: Risoluzione per impegnare la Giunta a prevedere, per quanto di sua competenza, forme di promozione dello strumento costituito dall’Accordo quadro fra ANCI e Difensore Civico, nonché a valutare forme di sostegno agli Enti locali relativamente alla contribuzione connessa all’adesione alla convenzione, prestando particolare attenzione alle realtà territoriali minori e decentrate, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini e Sensoli.

Darei la possibilità, sulle due risoluzioni, di fare dichiarazioni di voto per ogni Gruppo e di attenerci ai cinque minuti, se è possibile.

Se non ci sono osservazioni in merito, procediamo in questo modo.

La parola al consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Non voglio rubare troppo tempo ai nostri lavori, ma ci sembrava importante sostenere strumenti che facilitano la partecipazione dei cittadini, anche quando la partecipazione del cittadino significa richiedere che i propri diritti vengano difesi. Si tratta di una possibilità per ottenere una risposta dalla Pubblica amministrazione, una risposta che, magari, avviene in calcio d’angolo, perché si tratta di un diritto che, magari, è stato leso. Però, è pur sempre una risposta che viene fornita dalla Pubblica amministrazione, e questo favorisce sicuramente il rapporto fra cittadini e Pubblica amministrazione e favorisce la partecipazione.

Siccome anche noi avevamo visto i dati, soprattutto riguardo alle convenzioni e alle richieste di difesa civica, che sono molto sbilanciate sull’area metropolitana di Bologna, ma molto meno su tutte le altre Province, ci è sembrato che anche questo derivasse, probabilmente, da un difetto di comunicazione e di informazione. Pertanto, ci sembrava importante sottolineare, come Assemblea, il fatto che queste opportunità vadano fatte conoscere nel modo più ampio possibile in primo luogo alle Amministrazioni comunali, per quanto riguarda il difensore civico comunale, e, in secondo luogo, alle associazioni dei portatori di handicap o di disabilità per quanto riguarda la possibilità di difesa, soprattutto sul tema del trasporto pubblico.

La richiesta è semplice: come Assemblea, come Ufficio di Presidenza e come Giunta facciamo scorrere il più possibile questa informazione e facciamo conoscere questa possibilità.

Su un altro punto abbiamo avuto un attimo di confronto, ed è quello relativo alla possibilità di favorire o meno l’adesione dei piccoli Comuni. In merito a questo aspetto, non ci sono grossi problemi. Effettivamente, le tariffe sono state abbassate di molto. Pertanto, non ci sono problemi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Rancan. Ne ha facoltà.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Intanto, colgo l’occasione per ringraziare per le relazioni che sono state svolte in Aula stamattina, perché sono frutto di un lavoro importante, di un lavoro che viene svolto ogni giorno sul campo da persone che si spendono per far valere e per tutelare i nostri cittadini e i loro diritti. Rivolgo un ringraziamento sentito per le relazioni che sono state svolte oggi in Aula dai garanti.

Entrando nel merito della questione, colgo favorevolmente le proposte del Movimento 5 Stelle. In questi mesi, si è avviato un percorso condiviso con tutte le figure di garanzia, attraverso un comitato che si è costituito. Lo spirito è quello di aumentare i servizi per i nostri cittadini; allo stesso tempo, è anche quello di ascoltare e cercare di migliorare il servizio sui nostri territori, anche sui quei territori difficilmente raggiungibili da parte delle Istituzioni.

Oltre a ringraziare per le relazioni e per il lavoro fatto, dichiaro il voto favorevole alle risoluzioni da parte della Lega.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rancan.

Il consigliere Rancan, all’interno dell’Ufficio di Presidenza, è delegato a seguire i rapporti con gli Istituti di garanzia.

Non ho altri iscritti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Caliandro. Ne ha facoltà.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Anche il Partito Democratico si associa ai ringraziamenti per le relazioni ascoltate questa mattina, nell’attesa di quella che ascolteremo nel pomeriggio su due aspetti della vita civica molto importanti che caratterizzano sia la qualità dell’Amministrazione delle Istituzioni che il modo di costruire coesione sociale e, soprattutto, garantire i diritti.

È in questa veste che mi preme ringraziare i relatori e, allo stesso tempo, condividere la proposta proveniente dal partito del Movimento 5 Stelle, in quanto dà atto di un impegno che la legge regionale da diversi anni ha messo in campo. Vi è, sostanzialmente, una condivisione del processo cui ANCI ed Emilia-Romagna hanno dato seguito per cercare di garantire le attività del difensore civico come strumento di interazione e di miglioramento della qualità della vita dei nostri cittadini.

Preme segnalare che, come è stato fatto per vie informali, chiediamo una riformulazione soltanto per un mero refuso nel “considerato” dell’oggetto 2827. Per quanto riguarda l’oggetto 2828, invece, chiediamo la votazione per parti separate. Fino a “impegna la Giunta”, il primo punto, si può votare tutto in un blocco. Vorremmo, invece, non votare il secondo punto dell’“impegna la Giunta” per una mera valutazione di coerenza storica rispetto all’investimento che facciamo e alla spesa di finanziamento sul tema del difensore civico e del rapporto che i nostri piccoli Comuni possono avere con il difensore civico territoriale e con le unioni comunali che sulle stesse si possono aggregare, auspicabilmente in un processo di fusione, con riferimento ai piccoli Comuni che, invece, abbiamo già trattato con la recente riforma del nostro sistema istituzionale, che è in corso di approvazione.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Caliandro.

Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.

 

FOTI: Signor presidente, io mi riferisco innanzitutto alla relazione del signor Difensore Civico, quando ha posto in risalto che, ad esempio, nella Provincia di Piacenza non vi è un numero elevato di questioni a lui poste.

Debbo dire che in passato vi era stata una formula, utilizzata anche con buon successo, in base alla quale il Difensore Civico, o una persona dello staff che con lo stesso condivide l’ufficio, si presentava una volta al mese, o con una periodicità leggermente superiore, presso gli uffici del Comune di Piacenza per avere un rapporto più diretto. Come il Difensore Civico sa, un rapporto squisitamente epistolare o via e-mail, spesso e volentieri, non muove molto la passione dei cittadini. Questo ha avuto un significato fino al momento in cui i difensori civici comunali, che funzionavano in molti dei nostri capoluoghi di Provincia, sono stati cancellati inopinatamente per legge, non ricordando che questo è un principio di civiltà introdotto e mutuato dalla legislazione inglese, soprattutto, e dimenticando anche che inizialmente il difensore civico era stato concepito in molti Comuni come un servizio gratuito.

Io, che sono consigliere comunale da qualche anno nel Comune di Piacenza, ricordo il compianto avvocato Giorgio Cavallini, il quale per circa sette anni svolse il ruolo di difensore civico comunale in modo totalmente gratuito per le casse comunali. L’unica cosa di cui si avvaleva era una persona che rispondesse alle istanze e dibattesse le risposte alle istanze per come lui le presentava.

Penso che il Difensore Civico abbia una funzione importante nella nostra Regione, anche in una situazione in cui per legge si è voluta perseguire la denegata giustizia. Quando, oggi, uno deve ricorrere al TAR, prima ancora di preoccuparsi dei costi relativi all’avvocato, deve preoccuparsi dei costi di giustizia che deve pagare attraverso quelli che una volta si chiamavano − e tali rimangono – “bolli”, che ammontano a cifre rilevanti.

Un’ultima considerazione che mi permetto di fare riguarda l’utilità del difensore civico, soprattutto per quanto riguarda l’accesso agli atti. Spesso e volentieri, nei Comuni di questa Regione, solo per non far vedere che cosa si fa, si confonde l’atto amministrativo con tutti gli atti prodromici all’assunzione dell’atto medesimo. Quindi, si ha la strana concezione che il rilascio dell’atto significhi esclusivamente il rilascio della delibera o del provvedimento e non anche di tutti gli elementi che costituiscono o che hanno costituito le premesse per, poi, assumere il provvedimento.

Per quanto riguarda, invece, il CORECOM, io avevo tentato, con il Comune di Piacenza, di chiedere di gestire uno sportello per le cause e per i contenziosi che si erano aperti in loco. Purtroppo, il Comune di Piacenza mi ha risposto che le spese per sostenere questo servizio − che mi pare vi sia in un altro capoluogo di Provincia; non ricordo se Rimini o Forlì − sono troppo elevate e che il Comune non ha le risorse per poterlo fare. Anche in questo caso, debbo dire che, forse, sarebbe meglio che l’Assemblea legislativa si preoccupasse, anziché di spendere soldi in un’inutile convegnistica, buona solo a pagare professori e quant’altro, che servono a niente, di impegnare questi soldi per cercare di dare un contributo ai Comuni per avvicinare, in fin dei conti, un istituto che ha una sua funzione a quella che, in realtà, corrisponde alla necessità dei cittadini, nel caso di specie, soprattutto i contenziosi che possono essere generati con le aziende di telefonia.

Approfitto della presenza del presidente del CORECOM per fare anche due osservazioni. Prima osservazione: questa è una delle Regioni in cui, per quarantacinque giorni, abbiamo messo le mutande e il bavaglio all’Assemblea legislativa. Io non penso − l’ho scritto e continuo a ribadirlo − che l’applicazione della norma, per come è stata concepita dal legislatore, sia quella che l’ufficio stampa dell’Assemblea legislativa, quando ci sono le elezioni, se ne può andare in ferie. Di fatto, si è data una disposizione concernente una comunicazione esclusivamente − attenzione − di riferimento di questa Assemblea. Persino la cronaca di quanto è accaduto in questa Assemblea è anonima. Al massimo si possono mettere i partiti, come se la gente non vedesse più facilmente i partiti delle persone. Anche questa è una contraddizione in termini, visto che il 99 per cento di noi, o il 100 per cento di noi, non era impegnato direttamente in nessuna consultazione elettorale e si è fatto tutto ciò per questa ragione.

Passo alla seconda osservazione. È giusto che sia neutra l’interpretazione degli atti, come sostiene il presidente del CORECOM. Dovrebbe essere altrettanto neutra la valutazione che fa il presidente del CORECOM quando è chiamata a pronunciarsi su Repubblica del 17 maggio di quest’anno, cioè in piena campagna elettorale, su 764 euro della candidata sindaco Borgonzoni. Io ho letto bene questa intervista che tenta di essere equilibrata. La domanda è già capziosa: “764 euro di spese, forse non giustificate come consigliere comunale, nel caso ultimo della leghista Borgonzoni, risalente a sette anni fa, non sembrano sconvolgenti, visto che l’esito di molti precedenti inchieste analoghe si sono risolte in niente?”. Vi è già una specie di sentenza nella domanda non richiesta. La risposta è la seguente: “Per chi appartiene alla schiera dei politici tutti ladri” quindi dell’opinione pubblica che ha questa valutazione “anche 764 euro rappresenta una cifra che si devono sudare – al dire il vero, dovrebbe essere ‘che si deve sudare’ − tutti i mesi con il proprio lavoro”.

Penso − lo dico apertamente − che queste valutazioni sarebbe meglio farle al di fuori della campagna elettorale piuttosto che all’interno, soprattutto quando si ha un ruolo di monitoraggio verso alcune situazioni particolari (televisioni e quant’altro) sulla par condicio che, forse, meriterebbe molta più attenzione a livello di monitoraggio. Sarei curioso di sapere qual è stato il monitoraggio rispetto alla presenza di Fratelli d’Italia sulle tv cosiddette “libere” in questa regione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Consigliere Foti, le ho lasciato più tempo perché sapevo che per le risoluzioni avrei dovuto concedere, per la discussione, dieci minuti a tutti. Avevo chiesto di restare all’interno dei cinque minuti, all’interno della dichiarazione di voto, ma sapevo anche che il Regolamento predispone la possibilità della discussione.

Rispetto a questo argomento, in particolare, chiederei alla Commissione competente un incontro specifico con la presidente Cosenza, in modo che la stessa possa rispondere in quella sede con appropriatezza e, nello stesso tempo, che tutti i consiglieri possano entrare nel merito della discussione. Dopo le elezioni, si è liberi di affrontare − credo − l’argomento anche dal punto di vista giuridico, tecnico e, contemporaneamente, politico.

Proseguiamo con le risoluzioni e con la votazione.

Non ho iscritti.

Oggetto 2827: Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, presso associazioni, singoli cittadini e loro famiglie, la conoscenza degli strumenti che il difensore civico può offrire rispetto alle diverse esigenze delle persone con disabilità, a cominciare da quelle connesse alla mobilità, a firma dei consiglieri Sassi, Bertani, Piccinini e Sensoli.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 2827.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 2827 è approvata.

Oggetto 2828: Risoluzione per impegnare la Giunta a prevedere, per quanto di sua competenza, forme di promozione dello strumento costituito dall’accordo quadro fra ANCI e difensore civico, nonché a valutare forme di sostegno agli enti locali relativamente alla contribuzione connessa all’adesione alla convenzione, prestando particolare attenzione alle realtà territoriali minori e decentrate, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini e Sensoli.

È stata chiesta la votazione per parti separate.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Chiedo di procedere mediante voto elettronico.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Caliandro.

Procediamo per parti separate. Mettiamo in votazione la prima parte della risoluzione dall’inizio, cioè dal “premesso che”, “considerato che”, “impegna la Giunta e l’Ufficio di Presidenza per quanto di competenza” fino al primo punto “a prevedere forme di promozione dello strumento costituito dall’accordo quadro fra ANCI e difensore civico”.

Metto in votazione, la prima parte della Risoluzione con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

38

Assenti

12

Votanti

36

Favorevoli

36

Contrari

--

Astenuti

--

 

PRESIDENTE (Saliera): La prima parte è approvata.

Metto in votazione, sempre con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi, esclusivamente la seconda parte da “a valutare forme di sostegno” fino all’“adesione alla convenzione”.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

38

Assenti

12

Votanti

37

Favorevoli

17

Contrari

20

Astenuti

--

 

PRESIDENTE (Saliera): La seconda parte è respinta.

Abbiamo terminato l’argomento delle relazioni degli organi di garanzia.

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Saliera): È pervenuta una richiesta di inversione, a firma dell’assessore Bianchi, dell’ordine del giorno per trattare prioritariamente l’oggetto 2652, perché desidera essere presente nel momento della trattazione. Nel pomeriggio non potrà essere presente.

Chiedo un intervento a favore e uno contro. Chi chiede la parola? Nessuno chiede la parola.

Metto in votazione, per alzata di mano, la richiesta di inversione dell’ordine dei lavori.

 

(È accolta all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La richiesta di inversione dell’ordine dei lavori è accolta all’unanimità.

 

OGGETTO 2652

Delibera: «Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro.» (Proposta della Giunta regionale in data 12 maggio 2016, n. 646) (75)

(Discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 2652/1 oggetto 2829 − Presentazione, discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 2652: Proposta recante “Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro – Proposta all’Assemblea legislativa regionale”. (Delibera di Giunta n. 646 del 12.05.16).

La Commissione “Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport e Legalità” ha espresso parere favorevole nella seduta del 26 maggio 2016 con la seguente votazione: 31 voti a favore, nessun contrario e 11 astenuti.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole nella seduta del 29 aprile 2016.

È aperta la discussione generale sul provvedimento. Dieci minuti per ciascun consigliere.

Non ho iscritti su questo argomento.

Mi hanno appena comunicato che è arrivato un ordine del giorno su questo argomento a firma dei consiglieri Gibertoni, Sassi e Bertani. È in distribuzione. Propongo cinque minuti per esaminare l’ordine del giorno, in termini di sospensione.

Riprendiamo la discussione fra cinque minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 11,41,

è ripresa alle ore 11,43)

 

PRESIDENTE (Saliera): Riprendiamo la discussione generale sul provvedimento. Non ho iscritti.

Prima di procedere con le dichiarazione di voto, l’assessore vorrebbe intervenire.

La discussione generale si chiude con l’intervento dell’assessore Bianchi.

 

BIANCHI, assessore: Chiedo non soltanto di continuare a investire, ma anche di investire molto in informazione nel nostro territorio.

Questo che presentiamo è l’atto di programmazione generale del triennio per quanto riguarda i fondi del Fondo sociale europeo che, voi sapete, sono utilizzati – noi li abbiamo utilizzati sempre al 100 per cento – essenzialmente per far aumentare il grado di competenza della nostra Regione nell’ambito di un obiettivo generale, che è quello di aumentare il valore aggiunto e l’occupazione del nostro territorio.

Si tratta di un piano articolato che vede l’intervento su tutti i livelli formativi, innanzitutto sul livello dell’istruzione e della formazione professionale e il consolidamento della rete politecnica, che è quella che contiene gli istituti tecnici superiori. Su questo fatemi dire che io auspico che a livello nazionale gli istituti tecnici superiori diventino un ordinamento generale, non soltanto limitato ai casi di successo che noi abbiamo avuto, ma diventi un nuovo elemento portante del nostro sistema educativo.

Vengo agli interventi importanti che abbiamo predisposto per quanto riguarda le competenze, comprese quelle universitarie. Ricordo che noi, unici in Italia, abbiamo già avviato quarantadue percorsi triennali di dottorato. Poi ci sono tutte quelle attività, che io ritengo estremamente importanti, di formazione continua e di accompagnamento al lavoro.

Si tratta di un atto di programmazione generale che permette non soltanto di rendere attivo il nostro approccio allo sviluppo e allo sviluppo dell’occupazione, ma si inserisce completamente nel nostro quadro di riferimento europeo e quindi anche agli impegni di monitoraggio che ci siamo già assunti e che, comunque, stiamo già coerentemente sviluppando.

Ringrazio tutti per il dibattito avuto in Commissione e per l’attenzione con cui seguite il mondo della scuola e della formazione. Grazie a tutti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Bianchi.

Procediamo con le dichiarazioni di voto congiunte sia sull’atto amministrativo che sull’ordine del giorno che avete ricevuto.

Ha chiesto di parlare la consigliera Gibertoni. Ne ha facoltà.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Anticipo che il nostro sarà un voto di astensione, non certamente per la validità e per la concretezza di questa quarantina di pagine, ma perché, come testimonia anche il nostro ordine del giorno, ci siamo posti il problema di come si possono valutare poi le ricadute di risultati. È per questo che abbiamo proposto anche un maggiore riscontro all’Assemblea legislativa dei risvolti pratici e anche un maggiore riscontro di quelli che vengono annunciati all’interno del documento come piani triennali che, a questo punto, però, ci risulta passerebbero non dall’Assemblea, ma soltanto dalla Giunta.

Oggi noi leggiamo quaranta pagine che sono ben strutturate e promettenti sul piano dell’articolazione, alcune le abbiamo già incontrate in altri documenti, come il Patto per il lavoro, ma le scelte chiediamo che vengano comunicate all’Assemblea, perché ci sembra che in questo modo si rischia che vengono fatte quelle concrete, quelle nel merito, quelle di dettaglio dalla sola Giunta, quindi senza un confronto vero e puntuale.

Visto che il paragrafo 6 del programma precisa che questi piani triennali saranno in ogni caso oggetto del confronto con il partenariato nelle sedi previste dalla normativa regionale, ci chiedevamo se questo significhi che i piani triennali, ossia quei documenti che riportano le scelte più concrete, quelle di dettaglio, rispetto al programma più ampio e più di scenario che sono in discussione oggi, verranno quindi sottoposte al confronto con le organizzazioni imprenditoriali, con le organizzazioni sindacali, ma quando al confronto con i consiglieri?

Su questo ci permettiamo anche di ricordare che le cosiddette sedi di confronto previste dalla normativa regionale sono tali nei fatti da diciotto anni e rischiano, quindi, di non corrispondere più a un mondo che, nel frattempo, in parte è anche mutato. Sono nate nel 1998, confermate con la legge regionale n. 12/2003, ma non risultano rinnovate nella loro articolazione da allora. Quindi, il rischio è che siano rappresentate organizzazioni che riflettono un mondo diverso anni luce da quello che abbiamo intorno a noi oggi, un mondo che in altre Regioni, anche con maggioranze di Governo e con un tessuto sociale simile al nostro, sono state oggetto di revisioni normative, sono state oggetto di verifica di quella che è poi la loro reale rappresentanza all’interno del mondo del lavoro e della formazione, ma non in Emilia-Romagna.

Le sigle che entrarono nelle Commissioni di concertazione nel 1998, che adesso sono l’oggetto di questi confronti di partenariato sull’attuazione del programma stesso, non ci consentono di dire che effettivamente il confronto sarà nel merito all’interno dell’Assemblea legislativa, quindi con i consiglieri regionali e all’esterno con il mondo reale, con un mondo che appunto è cambiato.

Sull’ordine del giorno ovviamente voteremo a favore. Pongo alla vostra attenzione l’importanza della valutazione e quindi la possibilità di sapere quali sono le ricadute occupazionali di queste politiche formative e come può oggi esprimersi l’Assemblea su questo programma se, ad esempio, non è messa a conoscenza dei risultati e delle ricadute occupazionali dei programmi precedenti.

Ci chiediamo l’obiettivo dell’inclusione con quali risorse e con quali strumenti verrà realizzato. L’integrazione fra servizi per l’inserimento al lavoro e il sostegno al reddito in che modo si realizzerà. È un programma in ogni caso su cui chiediamo indicazioni sui risultati, che siano risultati attesi, ricercati, che siano risultati previsti e che quindi ci consentano di capire meglio dove si sta andando, in che direzione si svolge e con quale confronto e con quali poteri forti – i poteri forti di una volta e quelli attuali in questa Regione, non lo sappiamo – vada la programmazione dei fondi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

Ha chiesto di parlare il consigliere Boschini. Ne ha facoltà.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente. Noi voteremo con convinzione a sostegno di questo atto di programmazione triennale, perché ne vogliamo sottolineare sia l’importanza che l’innovatività innanzitutto da un punto di vista normativo. Fino a qualche tempo fa gli strumenti di programmazione che regolavano il sistema della formazione del lavoro erano diversi, dipendevano dalla legge n. 12 del 2003 e facevano i conti con una diversa ripartizione delle competenze fra le Province e la Regione; competenze che sono state mutate, però, come sappiamo, dalla legge n. 13 dell’anno scorso.

Questa è la prima volta che la Regione è chiamata a fare un atto di programmazione in cui il centro, il fulcro non sono gli indirizzi che si danno alle Province, ma è effettivamente una programmazione a diretta titolarità e responsabilità della Regione.

Questo è un passo molto importante e da questo punto di vista questo documento ci dà l’opportunità, forse anche un po’ per la prima volta dal punto di vista amministrativo in senso stretto, di avere una visione di insieme su tutto il sistema formativo regionale nelle sue diverse componenti.

Naturalmente non è un documento che parte da zero, perché ha alle spalle già strumenti ed atti di cui abbiamo discusso lungamente in Assemblea: il Patto per il lavoro, la strategia di programmazione del Fondo sociale europeo, in particolare il programma operativo dell’FSE. È un richiamare e un riprendere molti di questi documenti. Però, finalmente, si dà a questi atti anche una visione complessiva.

Possiamo leggere tutta l’infrastruttura formativa regionale nelle sue diverse stratificazioni e articolazioni, che sono sostanzialmente le quattro che richiama bene il documento: il sistema regionale di istruzione e formazione professionale, quella che una volta era la formazione di base dopo la scuola dell’obbligo, che invece oggi fa parte, a pieno titolo, del sistema dell’obbligo scolastico; la rete politecnica, cioè quel segmento sostanzialmente di formazione parallelo all’università, ma che forma tecnici e competenze essenziali per il futuro delle nostre imprese; l’infrastruttura per le alte competenze per la ricerca e il trasferimento tecnologico e il sistema del lavoro e delle competenze che, come sappiamo, è entrato anch’esso dalle Province nella competenza regionale molto recentemente.

Adesso non c’è il tempo per entrare, in dichiarazione di voto, nel merito di ciascuno di questi segmenti. Magari rispetto agli IeFP viene da sottolineare l’importanza dell’introduzione sperimentale nel nostro sistema regionale del cosiddetto sistema duale, cioè di un sistema dov’è stretta la collaborazione fra le imprese, i centri di formazione e gli istituti professionali per la formazione dei giovani con un approccio duale, cioè basato sull’alternanza stretta fra la sede formativa di tipo educativo classico e quella di impresa.

Molto importante è anche la rete politecnica e l’offerta degli istituti tecnici superiori, degli ITS, da non confondersi con gli istituti scolastici secondari, con la loro natura di fondazioni che sviluppano gli ITS-Maker, gli ITS Nuove tecnologie per la vita, gli ITS per la mobilità sostenibile e la logistica, che sviluppano sul territorio le grandi vocazioni del nostro tessuto produttivo mettendo in sinergia università, centri di formazione, scuole superiori e imprese.

Ieri sera, per esempio, ad un convegno ho avuto il piacere di sentire il presidente di Confindustria Bologna esprimere grande apprezzamento per questa esperienza che la Regione sta portando avanti con le fondazioni ITS. Anche la rete delle alte competenze per la ricerca e trasferimento tecnologico è fondamentale perché mette la formazione a servizio della nascita delle nuove imprese, in particolare delle nuove start-up e della costruzione di network fra imprese, centri di ricerca e università.

Il capitolo credo anche più innovativo e interessante di questa programmazione, visto che è la prima volta che abbiamo la possibilità di affrontarlo in un documento d’Assemblea, riguarda, però, il lavoro, dove per la prima volta vengono date in questo documento le linee su quelle che potranno essere in futuro le azioni che, attraverso i centri per l’impiego di ex competenza provinciale, la Regione potrà attuare in attuazione del Patto regionale per il lavoro, fra l’altro delineando anche una cosa molto importante, credo, cioè il fatto che le politiche attive per il lavoro potranno essere realizzate in futuro da soggetti accreditati e dovranno integrarsi strettamente con le politiche di sostegno al reddito.

Siccome stiamo parlando di RES o cominciamo a parlare di reddito di solidarietà a più livelli, nazionali e regionali, credo sia importante anche delineare, come già c’è in qualche modo, una strategia dei servizi per l’impiego pronta ad accogliere un’integrazione fra politiche attive e politiche passive.

Ci sarebbero molte altre cose da dire. Ci si fa carico anche di un rafforzamento di alcuni aspetti un po’ critici in questo momento, come l’estensione della semplificazione dei costi, il miglioramento delle funzioni di comunicazioni web con i beneficiari in particolare rispetto al tema oggi un po’ dolente dei tempi di pagamento rispetto a questi fondi. Credo che anche questo sia un elemento positivo.

L’ultima parte è dedicata alla valutazione, quindi chiudo su questo, perché poi l’ordine del giorno presentato dal Movimento 5 Stelle tocca questo aspetto e io mi sento di dire che questo tema l’avevamo già discusso in Commissione. I colleghi del Movimento 5 Stelle non ricordo se erano presenti o meno a quella discussione, forse no, però la affrontammo e già lì chiarimmo il significato di questo documento rispetto alla valutazione.

A me pare che alcune di queste richieste siano un po’ pleonastiche perché il Comitato di sorveglianza del Fondo sociale europeo già si riunisce annualmente. C’è già sul sito dell’Assessorato alla formazione una parte dedicata specificamente al Comitato di sorveglianza del Fondo sociale europeo, che annualmente produce dati e rapporti che sono, in quella sede del sito, pubblicati.

Mi pare che sostanzialmente la richiesta, pur condivisibile nella sostanza, noi stessi l’avevamo detto che l’aspetto della valutazione è, e rimane, per queste politiche estremamente importante ancorché tecnicamente complesso…

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Boschini, concluda.

 

BOSCHINI: Concludo, presidente.

Ci sembra, però, che in realtà ciò che già viene fatto sul Fondo sociale europeo e sulle altre politiche formative in senso di valutazione sia già pubblico e quindi ci pare che questo ordine del giorno sia pleonastico.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Boschini

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto. Chiudiamo le dichiarazioni di voto.

Procediamo con il voto per alzata di mano.

Mettiamo in votazione l’ordine del giorno a firma dei consiglieri Gibertoni, Sassi e Bertani.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Chiedo scusa, chiedo il voto elettronico, presidente.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Caliandro.

Si proceda alla votazione dell’ordine del giorno 2652/1, oggetto 2829, a firma dei consiglieri Gibertoni, Sassi e Bertani, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

37

Assenti

13

Votanti

36

Favorevoli

16

Contrari

20

Astenuti

--

 

PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno 2652/1, oggetto 2829, è respinto.

Si proceda alla votazione del partito di deliberazione, oggetto 2652, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

(Si procede alla votazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

38

Assenti

12

Votanti

37

Favorevoli

21

Contrari

--

Astenuti

16

 

PRESIDENTE (Saliera): L’Assemblea approva.

 

OGGETTO 2214

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Disposizioni in materia di video sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio”. A firma del Consigliere: Foti

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 2214/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’ordine del giorno, con l’oggetto 2214: Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2 della Costituzione, recante: “Disposizioni in materia di video sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio”, a firma del consigliere Foti.

Il testo n. 2/2016 è stato licenziato dalla Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali nella seduta del 7 giugno 2016 con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da 5 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Tommaso Foti, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Sul progetto di legge insiste un ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del consigliere Paolo Zoffoli.

Procediamo alla discussione.

La parola al relatore Tommaso Foti. Ha venti minuti.

 

FOTI, relatore: Signor presidente, non posso non prendere atto della decisione negativa espressa dalla Commissione deputata all’esame di questo progetto di legge alle Camere. Me ne dispiaccio perché mi pare che anche e soprattutto in Emilia-Romagna vi sia stata una escalation di fatti emersi solo ed esclusivamente in relazione alle indagini della magistratura, e non di altri, che hanno portato alla luce come sia in luoghi che ospitano minori, sia in luoghi che ospitano anziani, senza che questi ultimi siano portatori di particolari malattie, sia soprattutto in luoghi dove vengono ospitati anziani portatori di particolari malattie, una per tutte l’Alzheimer, siano stati compiuti da personale, che io non definisco “persone”, atti gravissimi di violenza nei confronti degli indifesi.

So benissimo che i progetti di legge hanno una loro funzione, che è quella di far dibattere, ma – lo vedremo anche per decisione non mia – è molto più facile ignorare il tema anche sotto il profilo della comunicazione. Mettere il dito nella piaga disturba il manovratore. Pare che questo non sia un tema sensibile neppure per un’Assemblea elettiva come la nostra i cui consiglieri regionali non possono dimenticarsi che le strutture che sono state coinvolte in indagini, certo sottoposte alla verifica poi del contraddittorio delle parti, erano tutte strutture che avevano avuto, chi la settimana prima, chi quindici giorni prima, chi il mese prima, la verifica da parte delle ASL e il giudizio positivo da parte dei responsabili della stessa ASL.

Dico questo perché è evidente che quando si inserisce una proposta come quella in esame, solo uno stolto proponente non si sarebbe fatto carico di verificare precedentemente il livello dei controlli che sono stati operati. Sarebbe molto più facile al di là di ricorrere sempre a questo benedetto articolo di non passaggio alla votazione perché già si è pronunciata la Commissione, strana interpretazione del Regolamento e delle norme, perché se così fosse bisognerebbe dedurne quanto meno che la Commissione era in sede redigente, ma la Commissione non era in sede redigente.

Che cosa significa il parere pur autorevole di una Commissione rispetto alla sovranità dell’Assemblea legislativa? Messo da parte questo argomento che verrà ripreso, forse, sotto il profilo giuridico, rimane invece la sostanza: se in una struttura vengono effettuati tutti i controlli di legge, se in una struttura il personale è stato scelto secondo le norme di legge, se la cooperativa (ammesso che si tratti solo di cooperative, in realtà a volte si tratta anche di dipendenti non di cooperative) è stata accreditata per svolgere quella funzione, mi spiegate quali altri ulteriori controlli possono essere effettuati da parte di terzi? Nessuno.

Noi potremmo auspicare, lo diceva la consigliera Sensoli – mi scuso per il battibecco che con lei ho avuto – di migliorare la formazione professionale. Certo, nessuno lo nega, ma il punto dolente della questione non è il fatto che vi fossero uno o due dipendenti che si comportavano in un certo modo, in alcuni casi erano sette, otto dipendenti che si comportavano in quel modo che voglio essere chiaro a tutti gli effetti, per le immagini che io ho visto, rimane un modo ignobile sotto il profilo del trattamento della persona, violento e illecito sotto il profilo penale, ma, scusatemi, soprattutto abominevole sotto il profilo morale.

Lo dico anche per il collega Aimi, noi veniamo da una storia dove l’abbiamo vissuta sulla pelle la violenza. Eravamo persone che, però, si potevano difendere. È troppo comodo prendersela con degli indifesi. È troppo comodo prendersela con i bambini nella fase più delicata della loro vita, sottoponendoli anche a forme di tortura psicologica.

Non voglio pronunciarmi in ordine agli anziani, perché rispetto agli anziani, scusatemi, quando vedete degli anziani abbandonati tra i loro escrementi, lasciati in quel modo per due o tre giorni, ci sarà pure qualcuno che avrà avuto uno scatto di dignità! Non bastano neanche i controlli interni evidentemente, perché io non penso che il direttore di una struttura, se fosse venuto a conoscenza di certi comportamenti, non li avrebbe quanto meno monitorati prima e puniti successivamente, almeno in sede disciplinare in primo luogo, oltre che a rivolgersi alla magistratura. Se qui abbiamo lo spaccato di queste vicende, sapete per quale ragione ce l’abbiamo? Per la stessa ragione per cui avete votato contro a questa proposta di legge. E cioè? Che sono state utilizzate quelle telecamere – attenzione – in modo surrettizio, perché si era in un ambito di un’indagine penale e non in un modo sistemico, come si chiede con questa proposta di legge.

Io penso, quindi, che lo Stato non possa far finta di non vedere, perché è ovvio che – penso di non scoprire l’acqua calda – ciò che emerge dalle indagini è solo la punta di un iceberg. Se anche nella civilissima Emilia-Romagna contiamo in tre anni una decina di indagini di questa natura, laddove ci si vanta di avere l’assistenza agli anziani e ai bambini migliore d’Europa, se non del mondo, figuratevi in quelle regioni che sono fanalino di coda in Europa e nel mondo. Allora, interveniamo in maniera decisa in materia, sempre ovviamente nel pieno rispetto delle norme sulla privacy. Ho sentito anche dire che non si possono riprendere i bambini. A dire il vero i bambini forse sarebbe meglio non utilizzarli per gli spot in campagna elettorale. Quello sì che bisognerebbe non farlo. Tuttavia, la ripresa a circuito chiuso non ha alcun effetto rispetto all’esterno. Non vi è alcuna forma di violazione della privacy e non vi è neanche violazione della privacy del lavoratore, perché questo tipo di strumentazione è prevista, secondo il Codice di autoregolamentazione e regolamentazione della privacy, quando se ne manifestino le ragioni giustificatrici.

Mi pare anche un po’ debole, tra l’altro, l’argomentazione della privacy, perché sotto questo profilo parliamo di privacy, nel momento in cui abbiamo riempito le città di tutta Italia di telecamere in funzione anti-intrusione, non c’è persona che in una casa non abbia installato oggi una telecamera e un allarme, ma di che cosa stiamo parlando? È ovvio che, se l’avvocato Aimi ha una telecamera, non va di certo a proiettare le persone che passano davanti a casa sua in Piazza Grande a Modena. Ma è ovvio che sia così. Ognuno è ben responsabile delle proprie azioni. E figuratevi se del trattamento dei dati personali non è in grado di occuparsi una struttura che già si interessa del trattamento dei dati personali e sensibili di tutti i suoi dipendenti. D’altronde, quando si hanno dei dipendenti - forse qualcuno non lo sa – si è soggetti al trattamento dei dati personali.

Io non ho la presunzione di aver trovato la risposta unica, vera e certa a queste situazioni. Dico soltanto una cosa: in assenza di queste norme ci rimane solo la speranza che debbano agire una volta la polizia, una volta i carabinieri, una volta la guardia di finanza andando a piazzare delle telecamere nascoste nell’ambito di un’indagine di polizia giudiziaria per far emergere le schifezze che abbiamo visto. Ma, allora, mi pongo un problema e dico: se questa operazione viene promossa e finanziata dallo Stato che cosa cambia? Certo, se uno sa che può essere ripreso nel momento in cui dà una sberla a un anziano o lo lascia per tre o quattro giorni per terra, forse magari ci pensa due volte. Certo, sono ben convinto che non basta aver punito il reato di omicidio perché nessuno ammazzi un suo simile. Ma è ovvio che siamo nell’ambito di una prevenzione, che, oltre a quella insita nel Codice che punisce questi reati, si accompagna a una forma di prevenzione che è propria degli atti.

Mi permetto di dire, con la massima chiarezza, che, al di là delle iniziative messe in atto dall’assessore Venturi nei confronti di quelle strutture che erano convenzionate, diventa anche difficile togliere il convenzionamento alle strutture. L’avete capito o no che cosa vuol dire buttare sulla strada 60-70 persone? Sapete qual è stata la preoccupazione più grande dei familiari delle persone ospitate in quelle strutture dopo aver visionato quei filmati? Appena dopo lo schifo per come erano trattati i loro cari, si domandavano: “Adesso che cosa facciamo? Adesso dove li mandiamo?”. Quindi, non vale neanche il principio, molto comodo, di dire: noi interveniamo in seconda battuta, togliamo la convenzione, dopodiché la struttura si arrangerà. Ma quello si arrangerà probabilmente chiudendo l’attività, magari anche rivalendosi nei confronti dei dipendenti che così male si sono comportati e che hanno causato all’azienda una perdita. Ma alle famiglie qualcuno poi ci dovrà anche pensare.

Queste, dunque, sono le ragioni per cui dico che non vedo assolutamente cosa ci sia di strano nel proporre alle Camere di occuparsi di un tema, in ordine al quale vi posso garantire pendono altre proposte di legge alla Camera, anche di partiti che non sono il mio, se qualcuno è interessato a esaminarle.

È troppo comodo andare a Bruxelles e chiedere l’installazione all’uopo di telecamere e poi andare a Bologna e sostenere l’esatto contrario. È troppo comodo andare a Roma a dire che in questi casi ci vorrebbero le telecamere, come è troppo comodo andare a Parma, quando succede qualcosa, e dire che ci vorrebbero le telecamere. Ma ci vorrebbero come? Chi le installa? Forse qualche entità soprannaturale che dota queste strutture ospedaliere o para-ospedaliere di questa strumentazione, o ci pensiamo noi? Perché poi nei parcheggi sotterranei dell’ospedale si trovano quattro telecamere in funzione per le auto e per chi utilizza i parcheggi, mentre al piano di sopra è una vergogna avercele. Allora c’è qualcosa che non funziona. Premesso che una struttura ospedaliera non dovrebbe essere un porto di mare, così come invece sono molti dei nostri pronto soccorso degli ospedali capoluogo di provincia. Infatti, se vi recate di sera, vi trovate di tutto e di più.

Mi fermo qui e ribadisco che prendo atto del voto della Commissione. Non mi illudo certamente che qualcuno possa avere, nottetempo, cambiato idea, perché la politica dei paracarri è quella che sta seppellendo la politica medesima. Quando si rimane immobili sempre e comunque sulle proprie idee, prima o poi ci si trova in distonia con le idee di coloro i quali non essendo paracarri a volte riconoscono anche la bontà delle proposte altrui. Tuttavia, quantomeno mi sarei aspettato – non so, presidente, se sia stata annunciata o meno – una risoluzione su questa proposta di legge da parte della maggioranza. Del resto, visto che Foti è alto, nero e cattivo e propone l’installazione delle telecamere, mentre voi siete belli, altruisti e simpatici e avete una condivisione di popolo ormai plebiscitaria, indicateci un’alternativa, visto che nessuno ha negato che il problema esista, e non poteva negarlo per la ragion che non consente contraddizione, ovvero ci sono i fatti. Allora, rispetto a quei fatti, quale impegno si assume la Regione? Di aspettare che si concludano i processi, magari auspicando che vi sia la prescrizione dei soggetti eventualmente condannati in primo grado? Di voler organizzare, come è stato detto, corsi di formazione professionale di alto e significativo contenuto? Qualcuno li proponga e qualcuno li finanzi. Di effettuare dei controlli diversi e, quindi, presupporre che l’ASL non debba telefonare prima di andare a vedere una struttura? Ecco, io mi aspettavo almeno non una sinistra risposta – quella me l’avete data in Commissione – ma una risposta di sinistra. Devo prendere atto che una sinistra così sinistrata non è stata in grado neppure di dare una risposta di sinistra. Quindi, rimane soltanto una giornata sinistra rispetto al voto che andrete a esprimere.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bagnari. Ne ha facoltà.

 

BAGNARI: Grazie, presidente. Io apprezzo molto l’ironia del collega Foti, tuttavia, siccome non penso che sia nero e cattivo, suggerirei di concentrarci su quelle che sono le proposte di legge, che sono sicuramente legittime e rispettabili, sulle quali, però, penso ci possano essere anche visioni diverse.

Io partirei dall’articolo 5 di questo progetto di proposta di legge alle Camere, che prevede che l’autorità competente ordini la sospensione delle attività nelle strutture pubbliche e private quando queste, decorsi i termini, non abbiano dato corso all’installazione dei sistemi di videosorveglianza che sono previsti dagli articoli precedenti, in particolare dagli articoli 2, 3 e 4. Le strutture di nuova costruzione, se non provvedono a installare le telecamere a circuito chiuso, non potranno svolgere la propria attività. Quindi, con questa proposta di legge si viene a porre un obbligo in capo alle strutture in questione di installare strumenti di videosorveglianza, valutando in ogni caso che la sicurezza dei soggetti deboli che sono coinvolti venga garantita prevalentemente, se non esclusivamente, attraverso l’uso di questi mezzi, nella convinzione della presenza di un rischio costante all’interno di queste strutture, rischio costante di incolumità per gli utenti.

Ebbene, noi siamo convinti che la videosorveglianza sia uno strumento importante di prevenzione e in alcuni casi anche indispensabile. Tant’è che nel bilancio di previsione 2016 abbiamo compiuto la scelta di destinare 200.000 euro per sostenere l’installazione di sistemi di controllo e di videosorveglianza. Però, siamo anche convinti che questo tipo di strumentazione, lo ripeto, sia importante, ma sia complementare e non risolva tutti i problemi.

Se questa è un’opinione politica, che mi rendo conto può essere del tutto opinabile, occorre anche ricordare alcuni aspetti giuridici che io non tralascerei, non riterrei completamente secondari. Faccio riferimento ai pronunciamenti dell’Autorità per la protezione dei dati personali e in particolare al provvedimento in materia di videosorveglianza dell’aprile 2010, e a quelli che sono stati gli altri successivi provvedimenti interpretativi che sono stati emanati dalla stessa Autorità. Allora, nelle premesse di questo provvedimento la necessità di garantire un livello elevato di tutela dei diritti delle libertà fondamentali rispetto al trattamento dei dati personali consente la possibilità di utilizzare i sistemi di videosorveglianza, purché ciò non determini un’ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali degli interessati. Questo ci fa capire, perlomeno, al di là di come la pensiamo, che prima di installare un impianto di videosorveglianza occorre valutare caso per caso se l’utilizzazione ipotizzata sia proporzionata agli scopi che ci si prefigge e legittimamente perseguibili e se il trattamento, attraverso questo sistema, rispetti i princìpi relativi alla tutela dei dati personali.

Tali considerazioni sono state riportate dall’Autorità garante anche in un altro provvedimento del 2013 relativo proprio alla videosorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, pubblici e privati, nel quale si evidenzia che è ammesso l’impiego di tali sistemi nei soli casi in cui l’installazione risulti necessaria.

Riprendendo quel provvedimento del 2010 a cui facevo prima riferimento, è chiaramente espresso che, in tema di videosorveglianza negli ospedali e nei luoghi di cura, le riprese devono essere limitate ai casi di comprovata e stretta indispensabilità, derivante da specifiche esigenze di cura, tutela della salute degli interessati, legato alla natura sensibile, come dicevo anche prima, dei dati raccolti.

In ultimo, è opportuno ricordare – lo possiamo tenere in fondo, ma credo sia ugualmente importante richiamarlo – che lo Statuto dei lavoratori vieta l’installazione di telecamere da cui derivi il controllo a distanza dell’attività lavorativa. Quindi, al di là e al di fuori di quelle che sono le opinioni politiche, giuridicamente non si può a priori pensare di installare i sistemi di videosorveglianza, scelta che deve essere ben motivata e ben giustificata.

Teniamo inoltre presente che questa proposta di legge introduce una serie di obblighi e di costi che, al di là anche qui di come la si pensi, vanno a pesare sulle strutture in oggetto. Io non banalizzerei neanche il costo di 1.000-2.000 euro, come si è detto in ambito di dibattito in Commissione, ma soprattutto la previsione che le strutture che non si adeguano all’obbligo di installazione entro un termine perentorio, stabilito appunto da questa proposta, debbano cessare l’attività. Quindi, al di là dell’aggravio per le strutture, si verrebbe a creare un problema importante anche sui territori.

Al di là, quindi, della giusta preoccupazione del proponente della proposta di legge nel contrastare situazioni problematiche che ci sono state e che è innegabile che possano esserci, penso che ci sia, però, un presupposto non condivisibile, come dicevo prima, vale a dire che si ipotizzi che in tutte le strutture in esame ci sia per forza il rischio di abuso fisico e psichico degli utenti e che sia ineluttabile che ciò avvenga. È una posizione che, per rispetto anche di chi lavora con serietà all’interno delle strutture di cui parliamo, non può essere condivisibile.

Tra l’altro, faccio notare un ulteriore aspetto. Se si prevedesse, come ipotizzato dal proponente, come d’altronde si fa all’interno della proposta di legge, il trattamento delle immagini, dei dati, eccetera, proprio da personale esclusivamente interno alla struttura, si potrebbe negare proprio quella terzietà e soprattutto quel controllo esterno tale da garantire maggiore sicurezza.

Come già detto nel corso del dibattito in Commissione, riteniamo che sia più efficace sviluppare e adeguare sistemi di partecipazione e di confronto all’interno delle strutture che ospitano bambini e anziani, coinvolgendo familiari e genitori, in modo da avere costantemente il controllo della situazione e in modo da poter cogliere eventuali anomalie che si presentino, cosicché da poter intervenire in maniera tempestiva segnalando, all’uopo, eventuali sospetti alle autorità competenti e installando dove servono adeguati sistemi di videosorveglianza.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bagnari.

Ha chiesto di parlare il consigliere Daniele Marchetti. Ne ha facoltà.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente. Il progetto di legge alle Camere presentato dal collega Foti è certamente condivisibile. L’abbiamo sostenuto in Commissione e lo ripetiamo anche oggi in Assemblea. Ed è condivisibile per un motivo molto semplice: la sua approvazione darebbe una risposta a fatti gravissimi che hanno colpito fortemente l’opinione pubblica e che hanno lasciato un segno indelebile in quei bambini e in quegli anziani che sono stati vittime di questi fatti.

Sono fenomeni che possono sembrare inspiegabili perché, come si diceva anche prima, è incomprensibile che cinque o sei persone possano compiere gesti simili nei confronti di persone comunque deboli però purtroppo accadono, ed è accaduto anche nella nostra regione.

Che cosa possiamo fare? Non possiamo certamente rimanere fermi, parlare, continuare a ripetere che dovremmo fare questo e quell’altro, senza mai mettere una proposta concreta nero su bianco, rimanendo fermi e sperando che magari taluni gesti non si ripetano mai più.

Per noi non è l’unica soluzione. Abbiamo ascoltato con attenzione anche la posizione tenuta dal Movimento 5 Stelle in Commissione, dove hanno parlato anche di altri fattori, di altri aspetti che andrebbero affrontati, come la formazione e, se non erro, il supporto che si dovrebbe dare a queste figure. Però, è ovvio che dobbiamo affrontare il problema passo dopo passo, e questo progetto di legge è, comunque, un modo per affrontare questi fatti di cronaca che purtroppo si sono verificate fin troppe volte. Quindi, appare evidente che occorre mettere assolutamente un freno.

Badate, non stiamo chiedendo di creare una sorta di “grande fratello”, bensì di dotare di queste strumentazioni strutture come asili nido o strutture sociosanitarie dove vengono ospitate persone anziane o malate, in modo tale da offrire una garanzia in più ai loro parenti. Quindi, ci pare una proposta di buonsenso, che andrebbe assolutamente attuata perché, come ha ricordato prima il consigliere Foti, è certamente bello continuarne a parlare e ripetere che bisognerebbe fare qualcosa, ma se alla fine non facciamo niente tutte le nostre parole si tramutano in fumo. Quindi, ribadisco che come Lega Nord voteremo convintamente a favore di questo progetto di legge, perché crediamo che sia assolutamente doveroso dare una risposta soprattutto ai familiari di quelle persone che sono state interessate da questi episodi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Ha chiesto di parlare la consigliera Sensoli. Ne ha facoltà.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. È ovvio che va dato comunque merito al consigliere Foti di aver messo in luce questo argomento. E colgo l’occasione di questo mio intervento per scusarmi, anch’io, per aver alzato la voce. Evidentemente, sono argomenti a cui teniamo in maniera particolare, per cui è anche normale che si scaldino gli animi. E ne va dato merito perché anche noi ci saremmo aspettati che questo argomento venisse portato alla nostra attenzione da parte della maggioranza, se non addirittura della Giunta, visto che si parla anche di parametri di autovalutazione. Direi, comunque, che tra l’autovalutazione, le telecamere sempre e ovunque e solo le telecamere, senza che nel frattempo si siano attuati altri strumenti, si potrebbe trovare una via di mezzo. Ma questo non significa essere contrari a prescindere alla videosorveglianza, ma cercare di approfondire il tema in tempi rapidi – chiaramente non deve essere una scusa per perdere tempo – ed elaborarlo nella maniera migliore.

È ovvio che la soluzione prospettata presenterebbe problemi tecnici organizzativi, perché chiaramente bisogna decidere in quali spazi installare le telecamere, perché esistono spazi aperti, esistono giardini, nelle scuole esistono i corridoi e i bagni, e nessun luogo è completamente immune da questi fenomeni. Quindi, innanzitutto occorre svolgere questa valutazione: non ci sono spazi più o meno rischiosi.

Bisogna anche capire come utilizzare la videosorveglianza, per quanto tempo mantenere i dati, se permetterne la visione solo in caso di denuncia o solo in caso di sospetti, ma a quel punto i sospetti creano un clima di diffidenza. Non vorrei adesso parlare di psicosi collettiva, ma i rischi sono tanti. Oltretutto, c’è una questione educativa e pedagogica e – non lo diciamo noi, ma esperti del settore e professori universitari che abbiamo interpellato in merito – questo sistema usato come unico sistema di prevenzione crea un clima di diffidenza e rompe quello che è il patto educativo tra scuola e famiglia, che deve essere fondato innanzitutto sulla fiducia, oltre ovviamente a rischiare di umiliare il lavoro di tanti bravi professionisti che si dedicano, sia nel caso dei nostri bambini sia nel caso dei nostri anziani e ammalati, con passione, con serietà e con professionalità.

Lo ripeto, dal nostro punto di vista ha fatto bene il consigliere Foti a portare in evidenza un tema che sicuramente deve essere affrontato, ma secondo noi occorreva approcciarlo in maniera diversa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Alleva. Ne ha facoltà.

 

ALLEVA: Il problema sicuramente è molto delicato. Se ne parlò tantissimo negli anni Settanta a proposito dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, che è stato il primo caso di videosorveglianza sistematica.

In sostanza, la bisettrice è sempre passata tra flessibilità e inflessibilità del sistema. Sono considerati illegittimi, perché contrari alla dignità del lavoratore fondamentalmente, quei sistemi stile “grande fratello”, ovverosia dove mai l’occhio abbandona la persona e dove il lavoratore si sente in continuazione osservato e controllato. Soprattutto, però, bisogna aggiungere che l’utilizzo di questo sistema era vietato in linea di massima, salvo autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, anche perché si trattava di un controllo a finalità variabile. Tutto quello che si vedeva alla fine poteva dar luogo a una contestazione disciplinare, penale, di diritto civile, commerciale, eccetera, eccetera. Pertanto, uno dei profili più importanti è quello di stabilire anzitutto chi controlla il controllo. Inoltre, quali sono le sue finalità specifiche, perché le finalità specifiche sono anche quelle che consentono, per esempio, di rendere questo controllo un controllo a campione, invece che un controllo da effettuare sistematicamente.

Insomma, è uno degli argomenti più complicati da trattare – non vi dico le diverse monografie che sono state scritte in materia – perché è un punto di intersezione delicatissimo, come ben comprendiamo, tra libertà morale del lavoratore o dell’operatore e il bisogno vero di tutela di altri interessi, che in questo caso non sono gli interessi di cui ordinariamente si parla, interessi commerciali contro i furti o altro, ma interessi di trattamento di persone deboli.

Personalmente sono contrario a questo progetto di legge perché è un po’ semplicistico, è un po’ troppo semplicistico. Questo è un argomento dove non si tratta di negare la necessità di un controllo, ma si tratta di tenerlo assolutamente nei limiti della dignità. Quindi, forse non sono cinque gli articoli che occorrerebbero, ma probabilmente cinquantacinque. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Alleva.

Ha chiesto di parlare il consigliere Aimi. Ne ha facoltà.

 

AIMI: La ringrazio, presidente. Francamente, ho trovato, al contrario di quello che ha sostenuto il collega Alleva, il progetto del consigliere Foti un progetto organico, condensato magari in pochi articoli, ma un progetto che potrebbe essere preso in considerazione dalle Camere e votato proprio così come è stato presentato, perché non vi trovo lacune e soprattutto non so che cosa eventualmente potremmo aggiungere o togliere.

Ho, invece, avvertito un certo disagio nell’udire ancora una volta in quest’Aula il rumore della frizione delle unghie di chi ha cercato di arrampicarsi sugli specchi negando l’obiettività di un problema che è reale e presente, e ne siamo tutti consapevoli. Esiste un fatto: questi episodi avvengono. Non è che ci siamo inventati qualche cosa e cerchiamo di prevenire episodi contra legem che non si sono mai verificati. Purtroppo negli asili nido e in queste strutture per anziani sono fatti che si sono riscontrati. Personalmente ricordo di aver presentato un provvedimento - ne avevo parlato anche con i colleghi dell’opposizione - per i fatti che si sono recentemente verificati a Pavullo nel Frignano nel Modenese, dove è tuttora in corso un’indagine, e anche qui ci sono immagini e filmati. Ecco, di fronte a quello che è avvenuto credo sia importante assumere un atteggiamento di prevenzione da parte dello Stato.

D’altra parte, non c’è nulla di scandaloso se noi pensiamo che, lungo le strade della nostra città, in luoghi pubblici, vengono ripresi anche i bambini che passano, naturalmente, ma anche la persona che per necessità deve essere controllata. Quando passeggiamo per le nostre strade avvertiamo la presenza di telecamere. Sono presenti nelle banche, negli aeroporti, nei porti di imbarco, nei musei, addirittura nelle università. Quindi, l’argomento che evidenziava poc’anzi il collega Alleva mi pare francamente debole. È vero che occorre l’autorizzazione, secondo lo Statuto dei lavoratori (legge n. 300/1970), da parte dell’Ispettorato del lavoro, ma qui stiamo parlando di strutture con telecamere a circuito chiuso, di cui eventualmente la responsabilità per ciò che avviene e anche della visione, quindi evidentemente per evitare la diffusione, è del responsabile della struttura. Non vedo nulla di negativo se aggiungiamo un ulteriore controllo in queste strutture.

Il collega Bagnari parlava prima di ingerenza ingiustificata, in quanto una sentenza del 2010, francamente non molto recente, nel caso di installazione di telecamere parlava di ingerenza ingiustificata. Ma, se viene approvata una legge dal Parlamento, non possiamo più nemmeno fare appello a un’ingerenza ingiustificata, perché verrebbe a mancare, appunto, l’ingerenza ingiustificata.

Sono francamente dispiaciuto nel vedere che tutte le volte che si cerca di intervenire anche in difesa dell’ordine costituito si è osteggiati. E ricordo ad esempio dibattiti anche nelle precedenti legislature sulle impronte digitali o sul riconoscimento dell’iride che vengono comunemente svolti in altri stati – ad esempio, chi si reca negli Stati Uniti d’America sa perfettamente ciò che avviene –, questo timore anche della tecnologia, il timore del “grande fratello”. Tuttavia, vi sono situazioni in cui è necessario che si svolga un’attività di prevenzione e di controllo. Chiaramente, ciò che avviene non viene mandato in onda sul telegiornale della sera. Ma è opportuno, anche per le ragioni che evidenziava bene il consigliere Foti, di fronte a certi episodi di violenza, molto spesso gratuita e ingiustificata, arrivare prima che arrivi la magistratura, perché è assolutamente necessario, come presupposto, che vi sia una denuncia. E questo è un dato che noi dobbiamo prendere in considerazione, perché non dobbiamo sottovalutare il fatto che i bambini di 2-3 anni non sono in grado molto spesso di descrivere ai propri genitori una situazione di disagio. Pensiamo a quello che è avvenuto anche a Pavullo: prima di arrivare a comprendere le violenze che avevano subìto questi bambini si è reso necessario avviare un processo molto delicato per comprendere se veramente raccontavano la verità, se erano giustificati i loro racconti o meno. Come anche le persone disabili e anziane che non sono in grado, proprio per le condizioni psichiche o anche fisiche, di esprimersi.

Ecco, innanzi a queste considerazioni mi auguravo che l’Aula, anziché attaccarsi alla riformulazione o, comunque, alla debolezza, assolutamente non presente, ma addotta come casus belli per dire di no a questa proposta di legge, dell’articolo 5, assumesse un atteggiamento più costruttivo e non adducesse ragioni assolutamente speciose per esprimere un’eventuale contrarietà. Quando poi si fa riferimento agli obblighi e ai costi questo ancora di più. Del resto, fare prevenzione in una situazione di questo tipo credo sia necessario più che opportuno e, di fronte a questi tipi di violenza, chiedere a una struttura di affrontare una spesa minima per effettuare l’installazione di telecamere a circuito chiuso non ritengo sia il problema dei problemi. Il problema vero è che avvengono atti di violenza. Il problema vero è che bisogna fare tutto il possibile perché vi sia una prevenzione. Quindi, credo sia opportuno anche da parte di quest’Aula rivedere il giudizio e valutare la proposta di legge non sulla base di ciò che viene indicato da una forza politica ma, soprattutto in casi come questi, sulla base di ciò che dice la propria coscienza. Ricordo al Movimento 5 Stelle, ad esempio, che in alcune parti d’Italia ci sono progetti analoghi, e ricordo che a Grosseto il Movimento 5 Stelle è su questa posizione.

Anticipo, quindi, sin d’ora il mio voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Aimi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Pettazzoni. Ne ha facoltà.

 

PETTAZZONI: Grazie, presidente. Non capisco: veniamo da una campagna elettorale in cui da destra a sinistra, quando si parlava di prevenzione e di sicurezza, il tema delle telecamere veniva utilizzato come un dogma. Tutti, da destra a sinistra, abbiamo parlato di telecamere come deterrente. Ora, in un caso come questo, dove ci sono episodi conclamati e dove l’installazione di telecamere a tutela di categorie deboli dovrebbe passare dalle parole ai fatti, ci tiriamo indietro.

Io, ovviamente, sposo tutto quanto è stato detto da questa parte dell’Aula – mi riferisco all’opposizione – in quanto riteniamo necessario un controllo preventivo e costante, considerati gli episodi noti che purtroppo sempre più spesso sentiamo salire agli onori della cronaca, anzi ai disonori della cronaca.

Io ho vissuto un’esperienza personale. Avevo un familiare affetto da una grave patologia e purtroppo mi rendevo conto che ogni giorno avrebbe potuto succedergli qualcosa, specie nelle ore notturne, quando i controlli, forse per mancanza di personale, venivano meno. E questo, naturalmente, anche a causa del fatto che certe persone probabilmente non svolgevano il loro lavoro nel migliore dei modi. Quindi, ritornando all’oggetto di questa proposta di legge, non capiamo perché in termini di prevenzione non sia il caso di procedere all’installazione di queste telecamere, non sia il caso di utilizzare questi strumenti. Badate, non come strumenti di spionaggio, ma come deterrenti a certi comportamenti.

Alla luce di queste considerazioni, il nostro Gruppo, ovviamente, esprimerà un voto favorevole a questo progetto di legge. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pettazzoni.

Non ho altri iscritti.

La parola al relatore, consigliere Foti.

 

FOTI: Molto brevemente, signor presidente. Innanzitutto prendo atto delle precisazioni e del discorso qui ripetuto dal collega Bagnari. Debbo dire che l’articolo 5, non a caso, è posto come ultimo articolo, è di chiusura, e non potrebbe neanche essere diversamente, perché una legge con queste finalità se non prevede una sanzione è soltanto un manifesto politico. Essendo avvezzo in questa sede a occuparmi della questione legislativa e non del manifesto politico, è evidente che la norma di chiusura di cui all’articolo 5 è proprio la norma sanzionatrice, vale a dire quella norma necessaria a descrivere quali effetti si produrranno qualora la legge non verrà rispettata. Quindi, questa non è una legge di princìpi, bensì una legge con l’obiettivo ben preciso di determinare un rapporto causa-effetto che deve concludersi con un asservimento alla norma di legge o con una sanzione in caso di non rispetto della norma di legge.

Non entro nelle questioni giuridiche che sono state poste. Non ci entro per due elementi. Primo elemento: come è noto, il garante per la protezione dei dati personali esprime autorevoli pareri. Com’è noto, nelle fonti del diritto non mi pare ci siano né i pareri né il garante. Proprio per questa ragione, è stata scelta la via maestra del progetto di legge alle Camere. La sentenza della Corte costituzionale n. 271/2005 che, guarda caso, dichiarava l’illegittimità costituzionale di norme in materia di privacy applicate dalla Regione Emilia-Romagna con la legge n. 11/2004, la sentenza della Corte costituzionale del 2005, dicevo, chiarisce in radice che non è con un provvedimento, né di tipo amministrativo né similare, che si può raggiungere l’obiettivo, ma semplicemente con una norma di legge; non a caso, richiama la statuizione nazionale rispetto alla legislazione regionale. È ovvio che in questa materia la competenza è dello Stato e non della Regione.

Il professore Alleva ci ha parlato dello Statuto dei lavoratori. Come il professore Alleva sa e insegna, questa norma non lede i princìpi dello Statuto dei lavoratori. È semplicemente una norma che va a coordinarsi con il principio dello Statuto dei lavoratori, fermo restando che vorrei sapere in quante di queste strutture si applica tale Statuto. Se prima non sgombriamo il campo dalle norme applicative, ovviamente, rimangono solo le eccezioni.

Detto, quindi, che sul piano giuridico questa proposta di legge può non essere condivisa, ma non è sicuramente contraria ai princìpi dell’ordinamento, rimangono alcune osservazioni legittime. Male faceva prima il collega Aimi. Quando un soggetto va in banca, quando un soggetto entra in aeroporto (attenzione: non sto parlando dell’area aeroportuale dopo l’imbarco, ma prima dell’imbarco), a quanti tipi di telecamere e di visioni è sottoposto? Scusatemi. Le telecamere sono state utilizzate, come altri strumenti di tipo satellitare, oggi, per superare quella che, invece, era la vecchia forma di controllo “mi dia i documenti” all’eccesso. Chiunque sia andato negli Stati Uniti sa che persino nel corridoio dell’albergo ci sono le telecamere.

Di che cosa stiamo parlando? A Madame Tussauds ci sono le telecamere e anche nelle stazioni della metropolitana e dei treni. Mi pare di avere una visione del mondo un po’ diversa. Persino per accedere non solo ai musei, ma anche ad alcuni uffici aperti al pubblico si passa attraverso le telecamere. Penso che delle telecamere debba avere paura solo chi non vuole rispettare le regole del gioco.

Forme alternative di controllo. Benissimo. Infatti, mi sono permesso di dire che, visto che questa proposta di legge non andava bene, avrei gradito che vi fosse una risoluzione che, questa sì, non dovendo impegnare il Governo nazionale, impegnasse il Governo regionale, ad esempio per richiedere alle cooperative – molte delle quali si occupano del trattamento dei giovani e degli anziani – particolari corsi di aggiornamento e certificazioni del proprio personale. Non ultimo, un accertamento delle condizioni non soltanto fisiche, ma psicofisiche, che è un altro argomento.

Un’ultima considerazione. È un manifesto politico, è una posizione politica. Diceva prima il collega Aimi: “Non è detto che in questa Italia lunga e larga tutti la pensino allo stesso modo. Occorre, pertanto, una campagna di informazione per le famiglie, ma quello che si può fare subito – e la politica nazionale sembra voler andare verso questa direzione – è l’istituzione, obbligatoria per legge, dei test psicoattitudinali e telecamere di controllo, cosa da noi appoggiata in pieno; inoltre, chiediamo una pena esemplare per chi commette certi crimini. Giù le mani dai bambini. Giù le mani dal nostro futuro”. Non è un eversivo, consigliere, di Fratelli d’Italia. Non è un aspirante cameramen di Forza Italia. Non è un ruspista con la telecamera annessa. È semplicemente il Movimento 5 Stelle nella città di Grosseto.

Come vedete, anche facendo pochi chilometri, le cure possono essere differenti. Io sicuramente avrò avuto scarsa fantasia, ma debbo dire che non mi è apparso che in questa discussione, a parte occuparsi di una materia propria del garante della privacy, molti si siano occupati del nocciolo della questione, cioè come prevenire questi fatti. Vorrà dire che ne parleremo – ahimè, io spero e mi auguro di no, ma temo fortemente di sì – nella prossima puntata, cioè quando l’ennesimo fatto criminale si sarà verificato in Emilia-Romagna. Come si diceva una volta, con una battuta antipatica, “sono stati gli studenti”, adesso si dirà “sono stati i dipendenti”.

 

PRESIDENTE (Saliera): Ringrazio il relatore Foti per la replica.

Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli.

Non ho iscritti per le dichiarazioni di voto.

Devo sostituire la scrutatrice Piccinini con la consigliera Sensoli.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 2214/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”, a firma del consigliere Zoffoli.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’ordine del giorno 2214/1 è approvato.

Ci vediamo nel pomeriggio alle ore 15. Buon pranzo.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 13

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Elisabetta GUALMINI, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Paola GAZZOLO, Sergio VENTURI e i consiglieri Giuseppe PARUOLO, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI e Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno inoltre partecipato alla seduta il Difensore civico della Regione Emilia-Romagna Gianluca GARDINI e la Presidente del CORECOM Giovanna COSENZA.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 2828 “Risoluzione per impegnare la Giunta a prevedere, per quanto di sua competenza, forme di promozione dello strumento costituito dall'Accordo quadro fra Anci e Difensore Civico, nonché a valutare forme di sostegno agli enti locali relativamente alla contribuzione connessa all'adesione alla convenzione, prestando particolare attenzione alle realtà territoriali minori e decentrate. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sassi, Piccinini, Sensoli”

 

Votazione prima parte risoluzione (dall’inizio del documento fino alle parole “Accordo quadro fra Anci e Difensore civico”)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 36

Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 2

Massimiliano POMPIGNOLI, Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 12

Enrico AIMI, Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Votazione seconda parte risoluzione (dalle parole “a valutare forme di sostegno…” fino alle parole “…all’adesione alla convenzione.”)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 17

Piergiovanni ALLEVA, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 20

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 12

Enrico AIMI, Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 2829 “Ordine del giorno n. 1 collegato all’oggetto 2652 Proposta recante: "Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro – Proposta all'Assemblea legislativa regionale". A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Sassi, Bertani”

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 16

Enrico AIMI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 20

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Manuela RONTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 13

Piergiovanni ALLEVA, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Andrea LIVERANI, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Marcella ZAPPATERRA.

 

OGGETTO 2652 “Delibera: «Programma triennale delle politiche formative e per il lavoro.» (Proposta della Giunta regionale in data 12 maggio 2016, n. 646)” (75)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 21

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Manuela RONTINI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 16

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 12

Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Giuseppe PARUOLO, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli

 

OGGETTO 2214/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121, comma 2 della Costituzione, d'iniziativa del consigliere Foti, recante: "Disposizioni in materia di video sorveglianza negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia nonché presso le strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazione di disagio”. A firma del Consigliere: Zoffoli””

 

«L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELL’EMILIA-ROMAGNA

 

Visto il progetto di proposta di legge alle Camere di cui all’oggetto;

 

Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare “Politiche per la salute e politiche sociali”;

 

Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;

 

Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento

 

delibera

 

il non passaggio all’esame degli articoli.»

(Approvato)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

È stato presentato il seguente progetto di legge:

 

2753 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Modifiche legislative in materia di politiche sociali, per le giovani generazioni, e abitative conseguenti alla riforma del sistema di governo regionale e locale" (Delibera di Giunta n. 800 del 30 05 16).

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

2720 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure di affidamento diretto, riguardante l'AUSL di Ferrara, del servizio di ambulanza emergenza-urgenza di trasporto infermi. A firma del Consigliere: Fabbri

2721 - Interrogazione a risposta scritta circa la segnalazione di disservizi riguardanti strutture protette del Circondario Imolese, con particolare riferimento ad un incidente riguardante una ospite ipovedente. A firma del Consigliere: Bignami

2722 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione riguardante gli sfalci ai lati del sedime stradale e la manutenzione della rete viaria provinciale della zona pedemontana ovest di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2723 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione, quale soluzione all'eccessivo carico di traffico veicolare riguardante il nodo di Bologna, del Passante Sud. A firma del Consigliere: Bignami

2725 - Interrogazione a risposta scritta circa le limitazioni all'accesso ai documenti riguardanti il negoziato sul TTIP, con particolare riferimento al rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. A firma del Consigliere: Rainieri

2726 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per assicurare la presenza di adeguati livelli di qualità educativa nelle zone montane, con particolare riferimento alle pluriclassi ed alla situazione esistente nella Valmarecchia. A firma della Consigliera: Sensoli

2727 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per assicurare la duratura fruibilità di edifici scolastici nel Comune di Novi, colpito dal sisma, e la situazione dei relativi impianti di ventilazione e di raffrescamento. A firma della Consigliera: Gibertoni

2728 - Interrogazione a risposta scritta circa le piante organiche dei Comandi Provinciali e delle sedi distaccate del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con particolare riferimento alla situazione riguardante la Provincia di Piacenza. A firma della Consigliera: Gibertoni

2730 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e dati riguardanti i Consorzi di Bonifica e la relativa gestione e contribuenza. A firma del Consigliere: Foti

2731 - Interrogazione a risposta scritta circa la destinazione di somme versate dai cittadini a titolo di contribuenza montana. A firma del Consigliere: Foti

2732 - Interrogazione a risposta scritta circa l'inclusione della Città di Faenza in aree (UTO) sottoposte a contributi di bonifica montana. A firma del Consigliere: Foti

2733 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per recuperare e restaurare, a Modena, gli edifici facenti parte del complesso ex Officine ARBE Grafiche, quale patrimonio culturale regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

2735 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione riguardante la gestione dei rifiuti radioattivi presso l'Ospedale Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2738 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare il depotenziamento dell'Ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma del Consigliere: Rancan

2739 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti lo svolgimento del servizio di trasporto di pazienti e di ambulanza presso il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi (BO), ed i relativi lavoratori. A firma della Consigliera: Piccinini

2741 - Interrogazione a risposta scritta circa l'inserimento di una zona pianeggiante nel Comune di Faenza in una unità territoriale (UTO) per la quale è previsto, a carico dei cittadini, il pagamento di contributi di bonifica riguardanti zone montane. A firma del Consigliere: Liverani

2742 - Interrogazione a risposta scritta circa i procedimenti riguardanti un impianto di smaltimento di rifiuti sito a Modena, e la gestione degli stessi sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Alleva

2744 - Interrogazione a risposta scritta circa l'estensione dei destinatari della delibera del Consiglio dei Ministri del 10 maggio 2016, al fine di consentire l'erogazione dei relativi fondi ai Comuni colpiti dalle violente precipitazioni e grandinate avvenute in data 28-29 maggio 2016. A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Liverani, Fabbri

2746 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti e l'istituzione di una Commissione d'inchiesta regionale sul ciclo dei rifiuti e la relativa gestione. A firma della Consigliera: Gibertoni

2747 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per ripristinare la funzionalità della rete fognaria sita in Via Martelli, a Ravalle (FE), evitando il ripetersi di allagamenti delle abitazioni e delle proprietà limitrofe al civico 187. A firma del Consigliere: Fabbri

2748 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualità del calcestruzzo e dei materiali utilizzati per la ricostruzione delle scuole "Tassoni" di Piumazzo (MO), colpite dal sisma. A firma del Consigliere: Bargi

2749 - Interrogazione a risposta scritta circa la conclusione dei lavori di sostituzione di un passaggio a livello con un sottovia carrabile nella strada Mulattiera per Madregolo nel Comune di Collecchio (PR). A firma del Consigliere: Rainieri

2750 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere, da parte della Giunta regionale, in materia di sicurezza urbana e di contrasto verso la criminalità ed i reati predatori. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Fabbri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2751 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa al bilancio della Camera di Commercio di Modena. A firma del Consigliere: Bargi

2754 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per effettuare un programma di screening "a cascata" per ridurre i rischi connessi all'ipercolesterolemia familiare. A firma della Consigliera: Sensoli

2755 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualificazione della rete viaria che collega la Regione Emilia-Romagna alle altre Regioni, con particolare riferimento alla superstrada Ferrara-Mare ed alla "Nuova Romea". A firma della Consigliera: Sensoli

2756 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza, presso le case della salute, di dispositivi idonei alla conservazione dei farmaci anche in caso di blackout elettrico. A firma della Consigliera: Gibertoni

2757 - Interrogazione a risposta scritta circa la chiusura di supermercati a Fidenza ed a Salsomaggiore e la tutela dei relativi lavoratori. A firma del Consigliere: Rainieri

2760 - Interrogazione a risposta scritta circa i ritardi riguardanti i lavori di ripascimento dell'arenile di Lido di Spina. A firma del Consigliere: Bignami

2762 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per semplificare le procedure autorizzative riguardanti l'organizzazione di iniziative e di manifestazioni pubbliche, specie se promosse da organizzazioni senza fini di lucro o da Enti locali. A firma dei Consiglieri: Rontini, Bagnari

2763 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedimenti riguardanti l'edilizia scolastica e le strutture sanitarie a Spilamberto. A firma della Consigliera: Gibertoni

2764 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti riguardanti la compravendita di terreni siti a Campogalliano (MO). A firma del Consigliere: Bargi

2765 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare le aree del fiume Po e in particolare quelle soggette a protezione ambientale, contrastando inoltre la pesca di frodo. A firma del Consigliere: Rancan

2766 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa i procedimenti riguardanti l'alluvione che ha colpito alcuni quartieri di Parma il 13 ottobre 2014. A firma del Consigliere: Rainieri

2768 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche riguardanti la sanità, e le relative strutture, a Castel S. Pietro, con particolare riferimento alla riduzione dei relativi posti-letto. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2769 - Interrogazione a risposta scritta circa il peggioramento dei servizi ferroviari gestiti da TPER, con particolare riferimento alla riduzione dei collegamenti con Reggio Emilia ed all'informazione riguardante quelli relativi a Ravenna e Rimini. A firma della Consigliera: Sensoli

2770 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la costruzione del nuovo ospedale di Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

2771 - Interrogazione a risposta scritta circa i fondi utilizzati, relativamente al sisma, da parte dei soggetti attuatori quali Province, Comuni, Aziende sanitarie e ospedaliere, provenienti da donazioni di Enti e/o privati, compresi i rimborsi assicurativi ed i fondi EUSF. A firma del Consigliere: Foti

2772 - Interrogazione a risposta scritta circa la rimozione e l'analisi della terra ancora non sgomberata, derivante dal movimento franoso verificatosi a Zocca a seguito di eccezionali eventi atmosferici, e che occupa il parcheggio del relativo Palazzetto dello Sport.               A firma del Consigliere: Bargi

2773 - Interrogazione a risposta scritta circa la formazione degli operatori del settore alimentare impegnati nella produzione dei pasti per la ristorazione scolastica. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2774 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto “Playback Theatre per l'integrazione sociale" sperimento nell'ambito dell'ASP del basso ferrarese e altre misure a sostegno delle persone con disabilità. A firma della Consigliera: Sensoli

2775 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi attivati per prevenire problemi derivanti dall'utilizzo di materiali non idonei nella ricostruzione post sisma di edifici pubblici e la verifica dello stato degli immobili pubblici e delle infrastrutture ricostruite. A firma della Consigliera: Gibertoni

2776 - Interrogazione a risposta scritta circa la graduatoria dei contributi integrativi per il pagamento del canone di locazione 2015, pubblicata dall’Azienda Servizi alla Persona (ASP) del Nuovo Circondario Imolese. A firma del Consigliere: Bignami

2779 - Interrogazione a risposta scritta circa una revisione del piano estivo dei trasporti pubblici, con particolare riguardo all’aera di Reggio Emilia, reintroducendo le corse nelle fasce orarie utili ai pendolari oppure potenziando con servizi alternativi al treno. A firma del Consigliere: Torri

2780 - Interrogazione a risposta scritta circa lo smantellamento del Sabbiodotto di Lido di Spina (FE), che porta a effettuare i lavori nell’arenile circostante l’ex Bagno della Polizia, di fianco al canale Logonovo. A firma del Consigliere: Bignami

2781 - Interrogazione a risposta scritta circa l’avvio della procedura di escussione e l'entità dell'onere economico posto a carico della Regione a seguito della lettera di patronage in favore della società partecipata "Terme di Salsomaggiore e di Tabiano spa", quale garanzia richiesta dalle società di leasing. A firma del Consigliere: Foti

2782 - Interrogazione a risposta scritta circa le disposizioni dell'articolo 30 della legge regionale n. 9/2016 (Legge Comunitaria) riguardanti gli espropri per il completamento di opere pubbliche o di interesse pubblico e l’applicazione per il completamento della Tangenziale di Novellara. A firma del Consigliere: Delmonte

2784 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa l’indicazione nello schema di decreto interministeriale inviato dal Governo alla Commissione UE di una clausola che limiterebbe l'obbligo di indicazione della materia prima in tutti i prodotti lattiero caseari e sulle iniziative che la Regione sta attuando per rafforzare l'obbligo di indicazione della provenienza sulle etichette dei prodotti agroalimentari. A firma del Consigliere: Rainieri

2785 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione in cui versa l'area ex Sipe Nobel "Le Basse" di Spilamberto (MO), la necessità della sua bonifica e l’accesso alla stessa da parte di cittadini. A firma della Consigliera: Gibertoni

2787 - Interrogazione a risposta scritta circa iniziative contro la violenza di genere e per contrastare il femicidio e inoltre per agire sia nelle sedi di confronto Stato/Regioni al fine di sollecitare un incremento dei fondi per la lotta alla violenza contro le donne e sia per potenziare la rete regionale dei centri antiviolenza. A firma della Consigliera: Gibertoni

2788 - Interrogazione a risposta scritta circa l’applicazione delle "Linee di Indirizzo Nazionale per la Ristorazione Scolastica" redatte dal Ministero della salute che consentono ai bambini di usufruire di pasti vegetariani o vegani presso il servizio di refezione scolastica. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sassi

2789 - Interrogazione a risposta scritta circa la garanzia di una adeguata assistenza socio sanitaria, secondo il modello Hub & Spoke, ai pazienti affetti dalla malattia di Huntington, l’attività dei sei Centri autorizzati dalla Regione per la cura di tale malattia e circa la presa in carico di pazienti con questa patologia in tutte le Asl della Regione attraverso un protocollo unico. A firma della Consigliera: Sensoli

2790 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione in cui versano gli assegnatari degli alloggi in proprietà indivisa realizzati dalla Cooperativa Edil Case Popolari Scarl, attualmente unificata nella Caser e in fase di liquidazione coatta amministrativa. A firma della Consigliera: Gibertoni

2791 - Interrogazione a risposta scritta circa notizie relative alla chiusura di sportelli Cup sul territorio della Provincia di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

2792 - Interrogazione a risposta scritta circa la petizione presentata all’Ausl di Piacenza per il mantenimento dei servizi sanitari attualmente attivi sul territorio stesso. A firma del Consigliere: Foti

2796 - Interrogazione a risposta scritta in ordine alla promozione in tutte le strutture sanitarie regionali dell'allattamento al seno, qualora non vi siano patologie che lo sconsigliano. A firma della Consigliera: Gibertoni

2797 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di una spesa eccedente quanto contrattualmente previsto dal contratto integrativo aziendale dell’AUSL di Bologna per l'erogazione dell'indennità prevista dall'art. 44, comma 6 CCNL comparto sanità del 01/09/1995 ai tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) per il 2014, 2015 e per gli anni antecedenti. A firma della Consigliera: Piccinini

2798 - Interrogazione a risposta scritta in ordine alla designazione di unico soggetto da parte dell'Asl unica della Romagna a ricoprire il duplice ruolo di Responsabile prevenzione e protezione (RSPP) e di medico competente (MC) coordinatore e di coordinatore dei medici autorizzati. A firma del Consigliere: Pompignoli

2799 - Interrogazione a risposta scritta circa la riduzione dei servizi sanitari nei periodi estivi, le procedure per le assunzioni necessarie a garantire il servizio, anche in considerazione delle presenze turistiche sul territorio. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Sensoli

2800 - Interrogazione a risposta scritta circa l’attuazione del Piano di classifica dei Consorzi di Bonifica operanti sul territorio della Regione. A firma della Consigliera: Gibertoni

2803 - Interrogazione a risposta scritta circa la procedura di valutazione dei rischi per i fattori di stress lavoro-correlato eseguita dall’Asl e dalle aziende ospedaliere bolognesi, sui fabbisogni di personale e sui piani di assunzione per l'anno 2016. A firma della Consigliera: Piccinini

2804 - Interrogazione a risposta scritta circa la concessione gratuita ai minori dei dispositivi per il monitoraggio del diabete e l’iter per il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104/92. A firma della Consigliera: Sensoli

2805 - Interrogazione a risposta scritta circa le disposizioni del Regolamento per l'accesso del Consorzio di bonifica di Burana riguardanti l’accesso alla documentazione elettorale del Consorzio stesso. A firma della Consigliera: Gibertoni

2807 - Interrogazione a risposta scritta circa le condizioni di degrado in cui versa la stazione ferroviaria di Ostellato (FE). A firma del Consigliere: Fabbri

2808 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di percorrenza sulla tratta ferroviaria Bologna-Vignola e sulle iniziative per completare gli investimenti effettuati negli ultimi 10 anni per tale linea. A firma dei Consiglieri: Bargi, Marchetti Daniele

2811 - Interrogazione a risposta scritta circa l’utilizzo del Free Style Libre nel trattamento della malattia diabetica e le prospettive di utilizzo del presidio in fascia pediatrica. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Caliandro, Calvano

2812 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la richiesta di interventi di messa in sicurezza del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi (RA8). A firma del Consigliere: Calvano

2814 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per combattere le Infezioni Correlate all'Assistenza (ICA) e quelle nosocomiali,e per informare circa l'uso corretto dei farmaci. A firma della Consigliera: Sensoli

2815 - Interrogazione a risposta scritta circa i finanziamenti regionali erogati al Consorzio Formazione ed Innovazione Tecnologica di Modena e le relative attività. A firma del Consigliere: Foti

2817 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare al fine di rivedere la decisione di abolire fermate del treno Frecciarossa, con particolare riferimento a quelle di Pesaro e di Forlì. A firma dei Consiglieri: Ravaioli, Zoffoli

2818 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la decisione sul futuro dell’ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma del Consigliere: Rancan

2819 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa i lavori di ripascimento in corso in numerose località balneari della riviera emiliano-romagnola che vengano svolti nel corso della stagione. A firma della Consigliera: Sensoli

2820 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da mettere in campo per ristabilire la gestione in sicurezza del servizio di Pronto Soccorso di Porretta Terme e dell'area blu durante l'orario notturno. A firma del Consigliere: Bignami

2821 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la risposta da parte dell'Ispettorato del lavoro in merito alla situazione dei lavoratori dell’Albergo Residenziale per anziani "Il Sassocardo" situato a Porretta Teme (BO). A firma del Consigliere: Taruffi

2822 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la situazione in cui versano i servizi sanitari bolognesi a seguito della mancata copertura del personale andato in pensione e gli interventi per salvaguardare sia la qualità dei servizi sanitari sia le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. A firma del Consigliere: Alleva

2823 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le iniziative che la Giunta regionale ha assunto rispetto agli impegni derivanti dall'approvazione della risoluzione oggetto n. 10, approvata il 25 marzo 2015, riguardante lo scioglimento del 50° stormo operante presso l'Aeroporto Militare di San Damiano (PC) e sulle prospettive per l’aeroporto stesso. A firma del Consigliere: Foti

 

Interpellanze

 

2752 - Interpellanza circa la situazione relativa alle piante organiche dei Comandi Provinciali e delle sedi distaccate sul territorio regionale dei Vigili del Fuoco, con particolare riferimento alle carenze di personale ed alle relative graduatorie. A firma della Consigliera: Gibertoni

2777 - Interpellanza in merito ai tempi di utilizzazione del Fondo regionale a favore del microcredito e alle modalità di versamento delle elargizioni, da parte di soggetti pubblici o privati, da destinare a tale Fondo. A firma del Consigliere: Bertani

2786 - Interpellanza circa la decisione di diminuire di una unità la dotazione dei mezzi provvisti di autoscala presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Modena e circa la necessità di intervenire, in tutte le opportune sedi istituzionali, per garantire al territorio una congrua dotazione di mezzi forniti di autoscala che non può essere in numero inferiore a tre unità. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

Risoluzioni

 

2724 - Risoluzione per impegnare la Giunta a individuare adeguate forme di programmazione delle attività formative necessarie per il conseguimento della qualifica professionale di Maestro di danza, sostenendo e valorizzando i relativi percorsi formativi e la presenza di soggetti altamente qualificati nelle commissioni di certificazione delle relative competenze. (26 05 2016) A firma della Consigliera: Gibertoni

2729 - Risoluzione per impegnare la Giunta a fornire assicurazioni circa la propria volontà di sostenere il potenziamento del presidio ospedaliero di Castel San Giovanni, partecipando conseguentemente all'AUSL di Piacenza la contrarietà ad ogni iniziativa volta a ridurre il livello qualitativo e quantitativo delle prestazioni offerte da tale struttura sanitaria. (30 05 2016) A firma del Consigliere: Foti

2734 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, presso il Governo, il Parlamento e le Istituzioni Europee volte alla revisione dei rapporti tra l'Unione Europea e la Federazione Russa al fine di revocare le sanzioni contro la stessa e limitare i conseguenti danni all'economia italiana, a condannare la politica internazionale della U.E. nei confronti della Crimea, esprimendo inoltre preoccupazione per le dichiarazioni in merito rese da Federica Mogherini, capo della diplomazia della U.E. (31 05 16) A firma dei Consiglieri: Bargi, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2737 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte alla individuazione ed alla valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare pubblico per realizzare progetti di slow travel rimettendo in funzione beni abbandonati lungo itinerari turistici e culturali, sviluppare le connesse opportunità imprenditoriali ed occupazionalli, utilizzando anche i fondi europei disponibili e valorizzando le ex "case del genio civile" e le ex "case di guardia". (31 05 16) A firma dei Consiglieri: Rossi Nadia, Bagnari, Serri, Pruccoli, Prodi, Iotti, Bessi, Marchetti Francesca, Caliandro, Mori, Sabattini, Mumolo, Rontini

2740 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea a porre in essere azioni, presso le associazioni di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, a sostegno dei lavoratori della ex cooperativa Clafc, che operava nel panorama produttivo dell'appennino cesenate, e delle nuove realtà imprenditoriali che ne sono scaturite, promuovendo inoltre l'utilizzazione degli strumenti e delle risorse previste a fronte di crisi occupazionali. (31 05 16) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

2743 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni volte a vietare in tutto il territorio regionale l'esercizio della pesca professionale in orario notturno, unitamente al trasporto di fauna ittica e di attrezzature utilizzate per tale pratica, inasprendo inoltre le sanzioni per il bracconaggio ittico in acque interne. (31 05 16) A firma del Consigliere: Pettazzoni

2759 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad emanare un bando regionale per le imprese che intendano acquistare ed installare nei vari lidi marini della costa regionale stazioni meteo e webcam per il rilevamento meteorologico istantaneo, collegate ai siti internet istituzionali e consultabili liberamente, consentendo ai turisti ed a chiunque interessato la possibilità di conoscere la reale situazione meteorologica al momento esistente. (08 06 16) A firma dei Consiglieri: Fabbri, Liverani, Pompignoli

2767 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni, anche presso il Governo e la Conferenza Stato-Regioni, per promuovere un intervento legislativo volto a concretizzare la proposta dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica circa l'aumento di 1 centesimo delle accise sul tabacco per creare un fondo, specifico a favore dell'Oncologia, in grado di finanziare l'acquisto dei farmaci oncologici e la ricerca in tale settore. (08 06 16) A firma dei Consiglieri: Delmonte, Fabbri, Rainieri, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2778 - Risoluzione per impegnare la Giunta a fornire rassicurazioni in ordine al potenziamento dell'Ospedale Santa Maria di Borgotaro (PC), anche in ragione della capacità attrattiva vantata dallo stesso nei confronti dei pazienti residenti nelle regioni confinanti e a rendere noti i risultati degli approfondimenti sull'attività della rete dei Punti nascita regionali svolti dalla Commissione consultiva tecnico-scientifica. (10 06 16) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Foti, Bignami

2783 - Risoluzione per impegnare la Giunta a nominare nuovi componenti per l'“Osservatorio regionale per le medicine non convenzionali” (OMNCER), a rifinanziare il prossimo mandato dello stesso, a ripresentare - ai sensi dell'art. 121 della Costituzione - al Parlamento un disegno di legge nazionale e a sollecitare l'approvazione di una legge quadro nazionale di regolamentazione sulle medicine tradizionali e non convenzionali. (13 06 16) A firma del Consigliere: Bignami

2793 - Risoluzione per impegnare la Giunta a reperire i finanziamenti necessari per il completamento del secondo stralcio della variante Ponte Rosso nel comune di Castelnovo ne’ Monti, a completare la variante Bocco-Canala nel comune di Casina e a realizzare interventi di manutenzione nel tratto Bocco-Bettola. (13 06 16) A firma del Consigliere: Torri, Taruffi

2794 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare un Decreto del Ministro dell'Istruzione che proroghi i termini del provvedimento sui Percorsi abilitanti speciali (PAS) per gli insegnanti con adeguati livelli di esperienza. (13 06 16) A firma dei Consiglieri: Rancan, Liverani, Bargi, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Pompignoli

2795 - Risoluzione per impegnare la Giunta a chiedere chiarimenti al Ministro dell'Istruzione sul futuro dei docenti abilitati della seconda fascia di istituto, che non saranno stabilizzati con il nuovo concorso. (13 06 16) A firma dei Consiglieri: Rancan, Liverani, Bargi, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Pompignoli

2801 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad articolare la programmazione regionale in materia di autismo tenendo conto delle opportunità connesse al turismo, sia per promuoverne l’occupazione sia per qualificare l’accoglienza turistica rivolta a tali persone e alle loro famiglie. (15 06 16) A firma della Consigliera: Sensoli

2802 - Risoluzione per impegnare la Giunta a rafforzare l'integrazione della figura dell'amministratore di sostegno all'interno del sistema dei servizi tenendo conto delle sinergie con la figura del caregiver familiare introdotta dalla legge 2/2014, a inserire nel nuovo Piano sociale e sanitario obiettivi e iniziative per promuovere ulteriormente tale figura come previsto dalla L.R. 11/09 e dalle linee guida approvate con la DGR n. 962/2014. (15 06 16) A firma dei Consiglieri: Soncini, Boschini, Serri, Cardinali, Bagnari, Marchetti Francesca, Zoffoli, Mori, Calvano, Rontini, Caliandro, Montalti, Bessi, Campedelli, Paruolo, Poli, Sabattini, Lori, Pruccoli

2806 - Risoluzione per invitare la Giunta a farsi parte attiva affinché venga definito a livello nazionale un piano di incentivazione della mobilità ciclabile, con particolare riferimento agli spostamenti casa-lavoro e scuola-lavoro. (15 06 16) A firma del Consigliere: Bertani

2809 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, anche attraverso le sedi di confronto interistituzionale, un'analisi accurata sull'esperienza dei voucher nel territorio regionale. (16 06 16) A firma dei Consiglieri: Paruolo, Marchetti Francesca

2810 - Risoluzione circa la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale associato ai cammini, nella fattispecie quelli già individuati dagli enti locali e territoriali nell’ambito del "2016 Anno dei cammini d’Italia", tra i quali la Via Romea Germanica, il cammino di San Vicinio, il cammino di San Francesco e il cammino di Sant’Antonio. (16 06 16) A firma dei Consiglieri: Montalti, Serri, Cardinali, Rontini, Campedelli, Paruolo, Poli, Bagnari, Sabattini, Zoffoli, Lori, Soncini, Pruccoli, Bessi, Marchetti Francesca, Boschini

2813 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere progetti di approfondimento storico e di divulgazione del genocidio del popolo armeno. (16 06 16) A firma dei Consiglieri: Alleva, Prodi, Ravaioli, Montalti, Torri, Taruffi

2816 - Risoluzione per impegnare l'Assemblea legislativa e la Giunta a ridefinire, in relazione alla ricorrenza del trentennale dell'incidente avvenuto nella centrale nucleare di Chernobyl, il protocollo sanitario per l'accoglienza in Emilia-Romagna dei bambini provenienti dall'Ucraina e dalla Bielorussia, ad implementare il coordinamento riguardante le associazioni attive in tale ambito, valutando inoltre la possibilità di reinserimento della Bielorussia tra i "territori prioritari" ai fini del cofinanziamento dei progetti di cooperazione internazionale decentrata. (17 06 16) A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Lori, Poli, Soncini, Pruccoli, Cardinali, Mumolo, Zoffoli, Boschini, Campedelli, Calvano, Mori, Caliandro

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

2294 - Interrogazione a risposta scritta circa la richiesta di soccorso ed il decesso di un paziente a Lizzano in Belvedere (BO), con particolare riferimento ai tempi, ai mezzi ed alle procedure impiegati. A firma del Consigliere: Bignami

2311 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la manutenzione ed il controllo degli argini del fiume Arda, con particolare riferimento al relativo rischio idrogeologico ed al Comune di Cortemaggiore. A firma del Consigliere: Rancan

2343 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attività riguardante lo sfruttamento della concessione estrattiva "Mirandola", con particolare riferimento al sito di Campo Cavone ed agli eventi sismici verificatisi. A firma del Consigliere: Gibertoni

2351 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per prevenire il pericolo di esondazione del torrente Stirone, con particolare riferimento alla confluenza dello stesso con il fiume Taro. A firma del Consigliere: Rainieri

2411 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di svolgimento delle procedure riguardanti il risarcimento dei cittadini danneggiati dall’alluvione causata dall’esondazione del torrente Baganza, il 13 ottobre 2014, a Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2414 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione di pericolo per la cittadinanza del Comune di Prignano sulla Secchia riguardante episodi di dissesto idrogeologico. A firma del Consigliere: Torri

2415 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e questioni riguardanti un'articolazione organizzativa dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

2418 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e questioni relative al mancato rinnovo dei contratti di lavoro riguardanti lavoratori impegnati presso gli ex servizi provinciali agricoltura. A firma dei Consiglieri: Bertani, Piccinini

2421 - Interrogazione a risposta scritta circa i rimborsi per i danni causati dalle alluvioni che hanno colpito i territori di Modena e Parma nel 2014. A firma del Consigliere: Bignami

2427 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l’Ospedale S. Anna di Cona con particolare riguardo a quanto già richiesto con precedente interrogazione oggetto 1868, del 24/12/2015. A firma della Consigliera: Sensoli

2432 - Interrogazione a risposta scritta circa i contributi erogati al Comune di Gossolengo, per le eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel mese di aprile 2009 nel territorio delle Province di Piacenza e Parma e la ripartizione dei contributi stessi effettuata dal Comune di Gossolengo. A firma del Consigliere: Foti

2433 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la tracimazione delle acque del canale adiacente alla Strada Statale n. 45 Val Trebbia, in località Settima di Gossolengo, ed i danni dallo stesso causati. A firma del Consigliere: Foti

2437 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la natura giuridica e la manutenzione della "Via del Poggetto" sita nella frazione Sant'Egidio, nel Comune di Ferrara. A firma del Consigliere: Foti

2438 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche connesse all'unificazione dei sistemi informatici dell'AUSL unica della Romagna, ed i tempi necessari per risolverle. A firma del Consigliere: Pompignoli

2440 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per incrementare il numero di medici da ammettere alle scuole di specializzazione nel settore della pediatria e per garantire la relativa continuità assistenziale. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Sassi

2441 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'escavazione di sabbia e materiale litoide relativa al Comune di Gualtieri. A firma del Consigliere: Sassi

2449 - Interrogazione a risposta scritta circa la riorganizzazione dell'Ufficio delle Dogane di Ravenna e la relativa presenza sul territorio. A firma del Consigliere: Bagnari

2451 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti lo smaltimento di rifiuti, provenienti dalla Repubblica di San Marino, nell'impianto sito a Coriano (RN). A firma dei Consiglieri: Sassi, Sensoli

2453 - Interrogazione a risposta scritta circa la riqualificazione dell'Ospedale Santissima Annunziata di Cento. A firma del Consigliere: Pettazzoni

2457 - Interrogazione a risposta scritta circa le agevolazioni tariffarie e le rateizzazioni di pagamenti per le popolazioni colpite da eventi sismici nei giorni del 20 maggio 2012 e successivi, previste dalla Delibera 16 gennaio 2013, n. 6/2013/R/com emanata dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Bargi, Pettazzoni

2458 - Interrogazione a risposta scritta circa la semplificazione delle procedure di avviso e/o segnalazione alle autorità competenti in caso di ritrovamento di animali deceduti. A firma del Consigliere: Delmonte

2461 - Interrogazione a risposta scritta circa la procedura di gara di cui alla determinazione dirigenziale n. 165/ABS del'11 giugno 2013 dell'AUSL di Piacenza per la fornitura di un "Service per la realizzazione di esami diagnostici per il laboratorio unico aziendale, per i laboratori di immunoematologia e medicina trasfusionale e allergologia dell'Azienda AUSL di Piacenza". A firma del Consigliere: Foti

2462 - Interrogazione a risposta scritta circa la proposta - agli Organi di competenza - di rivalutare il limite reddituale annuo personale per l'ottenimento degli assegni di invalidità civile parziale equiparandolo a quello previsto per l'invalidità totale e circa la diminuzione dello stato di invalidità dopo alcuni anni dal trapianto di fegato. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

2465 - Interrogazione a risposta scritta in ordine alla convenzione per disciplinare i rapporti intercorrenti fra la Regione Emilia-Romagna e l’Agenzia regionale per la prevenzione, l'ambiente e l'energia (ARPAE), a seguito del processo di riordino istituzionale di cui alla L.R n. 13/2015, sul modello organizzativo e funzionale individuato e sulle modalità di gestione del rapporto di lavoro del personale da assegnare ad ARPAE per l'esercizio delle funzioni. A firma della Consigliera: Piccinini

2468 - Interrogazione a risposta scritta circa iniziative, anche di carattere normativo, da adottare per risolvere la situazione in cui versa la frazione di Quarto (PC) suddivisa dalla Strada Regina in due parti, una ubicata nel comune di Piacenza, l'altra nel comune di Gossolengo. A firma del Consigliere: Foti

2469 - Interrogazione a risposta scritta circa le spese sostenute dalla Regione Emilia-Romagna per soccorso, trasporto, cura e riabilitazione delle vittime di incidenti stradali, e i rimborsi riscossi dalla stessa - per tali spese - dai responsabili civili dei danni cagionati o dalle rispettive compagnie assicurative. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2475 - Interrogazione a risposta scritta circa l’esecuzione del protocollo d'intesa tra la Regione e l'Agenzia regionale di Protezione Civile per la bonifica dei territori dai bocconi avvelenati, anche con l'istituzione di un gruppo cinofilo. A firma della Consigliera: Piccinini

2478 - Interrogazione a risposta scritta circa l’allestimento di un certo numero di container per ospitare profughi, in Via Romea Nord a Ravenna. A firma del Consigliere: Bignami

2479 - Interrogazione a risposta scritta circa il ritardo per la pubblicazione degli avvisi pubblici di partecipazione ai corsi di formazione abilitanti all'emergenza sanitaria territoriale e il conferimento di incarichi libero professionali a personale medico non destinato al potenziamento estivo delle strutture di urgenza e accettazione. A firma della Consigliera: Gibertoni

2480 - Interrogazione a risposta scritta in ordine agli appalti di opere e/o di servizi affidati dal Gruppo Iren per il servizio di gestione della rete idrica e smaltimento e raccolta dei rifiuti. A firma del Consigliere: Rancan

2481 - Interrogazione a risposta scritta circa le valutazioni preventive/autorizzazioni e i controlli dei lavori di taglio della vegetazione lungo il torrente Fossa nel tratto che va dalla Riserva naturale regionale delle Salse di Mirano all'oasi di Colombarone. A firma del Consigliere: Torri

2482 - Interrogazione a risposta scritta circa le linee ferroviarie della provincia di Ravenna, con particolare riguardo al raccordo ferroviario fra Lugo-Lavezzola-porto di Ravenna e l’azienda Unigrà, e all’utilizzo del trasporto merci su gomma in tale provincia. A firma del Consigliere: Bertani

2483 - Interrogazione a risposta scritta circa la concessione – secondo notizie di stampa -  di una proroga al Comune di Cattolica (RN) per la realizzazione del progetto "Protezione degli utenti deboli - PRO.DE" relativo alla rete ciclabile ed alla riorganizzazione della viabilità e della circolazione nella zona mare. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Sassi

2485 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi di derattizzazione nelle zone di Parma in cui sia segnalata la presenza di numerosi topi e circa metodi per attuare la raccolta differenziata con il porta a porta che evitino il degrado urbano e i pericoli per la salute. A firma del Consigliere: Rainieri

2486 - Interrogazione a risposta scritta circa la rimozione, in fase di ricostruzione post sisma, di cassette postali posizionate su edifici danneggiati e inagibili presenti nella frazione di Bevilacqua, situata tra le province di Ferrara e di Bologna. A firma del Consigliere: Pettazzoni

2491 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti riguardanti l'AUSL unica di Romagna e la relativa situazione. A firma del Consigliere: Pompignoli

2511 - Interrogazione a risposta scritta circa la Casa di Cura San Francesco di Ravenna. A firma del Consigliere: Liverani

2514 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'obiezione di coscienza relativa all'interruzione volontaria della gravidanza. A firma dei Consiglieri: Rossi Nadia, Prodi, Sabattini, Ravaioli, Marchetti Francesca, Mumolo, Bagnari

2516 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti agevolazioni a rifugiati e richiedenti asilo, con particolare riferimento alla situazione esistente a Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2520 - Interrogazione a risposta scritta circa la sospensione, da parte della Regione Emilia-Romagna, dell'applicazione dei Piani di classifica approvati dai singoli Consorzi di Bonifica. A firma del Consigliere: Foti

2527 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni di attuare per contrastare la diffusione ed i danni causati all'agricoltura dalla "cimice diabolica". A firma dei Consiglieri: Pettazzoni, Bargi

2533 - Interrogazione a risposta scritta circa la tassa regionale, e la relativa destinazione, riguardante il patentino per la raccolta dei tartufi. A firma del Consigliere: Rancan

2534 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare le morti sul lavoro ed estendere il relativo risarcimento ai genitori delle vittime. A firma della Consigliera: Gibertoni

2536 - Interrogazione a risposta scritta circa i disservizi riguardanti la raccolta dei rifiuti nella Provincia di Ravenna. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

2538 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per vietare, all'interno degli ospedali, la vendita di lotterie istantanee o ad estrazione e di alcolici. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Sassi, Gibertoni, Piccinini

2540 - Interrogazione a risposta scritta circa la rivisitazione della L.R. n. 5/2004 al fine di favorire la parità di genere nella Consulta regionale per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati. A firma della Consigliera: Gibertoni

2542 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa all'Hotel Valentini delle Terme Salsomaggiore e Tabiano SpA, e la tutela dei relativi lavoratori. A firma del Consigliere: Rainieri

2544 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione, nell'ambito dei Piani dei Consorzi di Bonifica, delle indicazioni previste nella deliberazione n. 17/2016 della Giunta regionale. A firma del Consigliere: Fabbri

2548 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per salvaguardare i produttori regionali del settore lattiero-caseario, anche tramite lo stanziamento di fondi al fine di tutelare la produzione di alta qualità regionale. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Fabbri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2551 - Interrogazione a risposta scritta circa la normativa regionale riguardante la trasformazione della proprietà indivisa in proprietà individuale nel settore delle cooperative beneficiarie di contributi pubblici. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Molinari, Sabattini, Zappaterra, Pruccoli, Boschini, Rontini

2553 - Interrogazione a risposta scritta circa notizie riguardanti il decesso di un bambino, dopo una lunga fase di travaglio da parte della madre, presso il reparto di ginecologia dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Foti

2555 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attività, e le relative procedure, svolte dal Mercato Ittico sito a Bellaria Igea Marina. A firma del Consigliere: Pruccoli

2557 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il "Car Sharing", con particolare riferimento alla situazione esistente a Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

2560 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione, da parte dei Consorzi di Bonifica, delle linee guida riguardanti l'adozione dei relativi Piani di classifica. A firma della Consigliera: Gibertoni

2561 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire una efficiente gestione delle risorse idriche regionali. A firma del Consigliere: Pettazzoni

2562 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere le problematiche riguardanti la cessione del ramo alberghiero, costituito dagli Hotel Porro e Valentini, da parte della Società Terme di Salsomaggiore e Tabiano SpA. A firma del Consigliere: Foti

2564 - Interrogazione a risposta scritta circa l'incontro di alunni dell'Istituto Agrario di Cesena con rifugiati ospitati a Cesenatico, avvenuto in data 21 aprile 2016. A firma del Consigliere: Pompignoli

2565 - Interrogazione a risposta scritta circa spese addebitate a condomini di uno stabile, sito a Bologna, gestito da ACER. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2567 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il progetto del Comune di Bologna riguardante l'accoglienza di profughi presso famiglie. A firma del Consigliere: Bignami

2575 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per prevenire e risolvere i danni causati dalle mareggiate, con particolare riferimento alla costiera ferrarese. A firma del Consigliere: Fabbri

2576 - Interrogazione a risposta scritta circa il respingimento, da parte di presidi sanitari ed ospedalieri lombardi, di pazienti residenti nella Provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Rancan

2578 - Interrogazione a risposta scritta circa la concessione dell'uso di transito temporaneo di una strada al fine di consentire l'accesso a terreni e imprese agricole site in località Sant'Antonio, nel Comune di Piacenza. A firma del Consigliere: Rancan

2579 - Interrogazione a risposta scritta circa la costituzione di un fondo unico regionale al quale possano accedere tutti i Confidi ricadenti in particolari condizioni. A firma del Consigliere: Bargi

2582 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il fondo straordinario per il sisma costituito presso Atersir. A firma del Consigliere: Bignami

2588 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per informare la cittadinanza relativamente al corretto uso delle applicazioni informatiche nel settore dei servizi rivolti alla salute, con particolare riferimento alla sanità pubblica. A firma del Consigliere: Pettazzoni

2596 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della società 3elle e di altre cooperative di Imola. A firma del Consigliere: Foti

2597 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e risorse riguardanti la riedificazione di un immobile ad uso abitativo, colpito dal sisma, sito nella frazione di Alberone nel Comune di Cento (FE), e la possibilità di demolizione dello stesso per consentire il transito dell'autostrada Cispadana. A firma del Consigliere: Bignami

2598 - Interrogazione a risposta scritta circa l'abbattimento di abitazioni, ricostruite dopo il sisma, per consentire il passaggio dell'Autostrada Cispadana, con particolare riferimento alla situazione esistente ad Alberone di Cento (FE). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Pettazzoni

2601 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per procedere immediatamente alla valutazione, da parte della Soprintendenza, dei progetti di ricostruzione delle opere pubbliche danneggiate dal sisma. A firma dei Consiglieri: Campedelli, Boschini, Serri, Zappaterra, Bagnari, Paruolo, Soncini, Sabattini, Mumolo, Prodi

2610 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure ed i termini riguardanti i lavori di manutenzione straordinaria dell’ex Convento San Giovanni di Fidenza. A firma del Consigliere: Rainieri

2622 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per ripristinare la precedente offerta di abbonamenti riguardanti le tratte ferroviarie Reggio Emilia-Bologna e Reggio Emilia-Milano. A firma della Consigliera: Prodi

2629 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della società Industria Italiana Autobus. A firma della Consigliera: Piccinini

2631 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per esprimere contrarietà relativamente alla revoca, da parte di NTV, della possibilità di acquistare abbonamenti sulla tratta Bologna-Milano per i treni Italo con partenza o arrivo alla stazione Mediopadana di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Sassi

2632 - Interrogazione a risposta scritta circa il trasferimento del Polo socio sanitario San Lazzaro – Lubiana – Cittadella al piano terra del Palazzo della Provincia di Parma, ed i conseguenti disagi per l’utenza. A firma del Consigliere: Rainieri

2634 - Interrogazione a risposta scritta circa la rilevazione dell'inquinamento atmosferico nella zona sud di Reggio Emilia, ove è prevista la realizzazione di un fast food. A firma del Consigliere: Torri

2635 - Interrogazione a risposta scritta circa lo snellimento e la semplificazione degli adempimenti burocratici riguardanti l'accesso ai fondi regionali relativi agli interventi nel settore del commercio per la valorizzazione delle imprese minori della rete distributiva. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Fabbri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2636 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a fronte dell'incremento degli episodi criminosi nel territorio cesenate, con particolare riferimento al progetto di videosorveglianza denominato MAN. A firma del Consigliere: Pompignoli

2641 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della cooperativa Gipi, con sede a Carpi (MO). A firma del Consigliere: Torri

2646 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti convenzioni urbanistiche relative al Comune di Anzola dell’Emilia. A firma dei Consiglieri: Bignami, Piccinini

2665 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni di carattere risarcitorio da porre in essere a seguito dei danni causati dalla grandine alla produzione vinicola nella Val d'Arda in data 14 maggio 2016. A firma del Consigliere: Rancan

2679 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare il trasferimento, dalla sede attuale, degli uffici del Servizio Agricoltura di Piacenza. A firma del Consigliere: Foti

2682 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la pesca di frodo nei fiumi e nei canali emiliano-romagnoli. A firma del Consigliere: Pettazzoni

 

In data 14 giugno 2016 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche per la salute e Politiche sociali”, alle interrogazioni oggetti nn..:

2642 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa le azioni da porre in essere per sostenere e potenziare il presidio ospedaliero di Castel San Giovanni (PC), evitando la riduzione del livello quantitativo e qualitativo delle prestazioni offerte in tale struttura sanitaria. A firma del Consigliere: Foti

2706 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa il carico di lavoro della Chirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e il progetto di costruzione di un ospedale dedicato all’infanzia e alla maternità presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Rainieri

 

Comunicazione ai sensi del comma 1, lettera m) dell’art. 68:

 

La Programmazione dei lavori dell’Assemblea legislativa, ai sensi dell’art. 16, del Regolamento interno, per il periodo maggio - luglio 2016, è stata approvata nella riunione dei Capigruppo allargata ai Presidenti delle Commissioni assembleari svoltasi in data 8 giugno 2016.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 20/05/2016 al 08/06/2016

 

DPGR n. 112 del 03/06/2016

Nomina di un Commissario straordinario e di un Vice Commissario dell'Azienda sperimentale Vittorio Tadini con sede a Gariga di Podenzano

(Comunicazione n. 32 prescritta dall’art. 68 del Regolamento interno - prot. NP/2016/1451 del 20/06/2016)

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Saliera

Rancan - Torri