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88.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 LUGLIO 2016

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 2983

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere, tra le quali la convocazione di un apposito tavolo ministeriale, per tutelare i lavoratori del Gruppo Ferroli, con particolare riferimento allo stabilimento sito a Dosso (FE). A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

CALVANO (PD)

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

CALVANO (PD)

 

OGGETTO 2987

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per garantire la corretta assistenza sanitaria dei pazienti e la tutela dei lavoratori del settore, con particolare riferimento al periodo estivo. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SEL)

VENTURI, assessore

TARUFFI (SEL)

 

OGGETTO 2988

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le strategie poste in essere dalla società APT servizi srl nell'ambito delle strategie di selezione dei mercati di riferimento per le attività promozionali e nelle iniziative educational tour e di ospitalità di organi di informazione e di giornalisti. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

SENSOLI (M5S)

CORSINI, assessore

SENSOLI (M5S)

 

OGGETTO 2990

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le deliberazioni della Giunta regionale riguardanti l'utilizzo del Carbonext nello stabilimento Unicem sito a Macomero di Vernasca (PC). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

GAZZOLO, assessore

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 2989

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per fronteggiare la criticità idrica ed i conseguenti danni all'agricoltura, con particolare riferimento al territorio della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

RAINIERI (LN)

CASELLI, assessore

RAINIERI (LN)

 

OGGETTO 2941

Delibera: «Assestamento - Primo provvedimento generale di variazione al bilancio di previsione dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per gli anni 2016-2017-2018.» (Proposta dell'Ufficio di Presidenza in data 13 luglio 2016, n. 54) (89)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

PRUCCOLI (PD)

 

OGGETTO 2599

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015» (37)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

POLI, relatore della Commissione

POMPIGNOLI, relatore di minoranza

PICCININI (M5S)

FOTI (FdI)

BERTANI (M5S)

POLI (PD)

PETITTI, assessore

POLI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

POMPIGNOLI (LN)

 

OGGETTO 2851

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018»

(Relazione della Commissione e relazione di minoranza)

OGGETTO 2852

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018»

(Relazione della Commissione e relazione di minoranza)

PRESIDENTE (Saliera)

POLI, relatore della Commissione

BARGI, relatore di minoranza

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 2599

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 9,59

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la ottantottesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute

 

-antimeridiana del 12 luglio 2016 (n. 84);

-pomeridiana del 12 luglio 2016 (n. 85);

-antimeridiana del 13 luglio 2016 (n. 86);

-pomeridiana del 13 luglio 2016 (n. 87);

 

inviati ai consiglieri unitamente all’avviso di convocazione di questa tornata.

Se non ci sono osservazioni i processi verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Saliera): Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Palma Costi e l’assessore Massimo Mezzetti.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 2983

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere, tra le quali la convocazione di un apposito tavolo ministeriale, per tutelare i lavoratori del Gruppo Ferroli, con particolare riferimento allo stabilimento sito a Dosso (FE). A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Partiamo con l’oggetto 2983: Interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le azioni da porre in essere, tra le quali la convocazione di un apposito tavolo ministeriale, per tutelare i lavoratori del Gruppo Ferroli, con particolare riferimento allo stabilimento sito a Dosso (Ferrara), a firma dei consiglieri Calvano e Zappaterra.

Risponde il sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Calvano per l’illustrazione dell’interrogazione in oggetto. Prego.

 

CALVANO: Grazie, presidente.

Lo stabilimento Lamborghini Calor ha sede dal 1970 a Dosso, che è una frazione del Comune di Sant’Agostino. Si tratta di uno stabilimento di dimensioni e struttura importanti e che ha al proprio interno anche il Centro Studi e Ricerche Ferruccio Lamborghini.

Nel 2002 la società Lamborghini Calor è stata acquistata dal gruppo Ferroli, marchio leader in Italia nelle produzioni termo-climatiche, che ad oggi detiene il controllo esclusivo della società.

Il gruppo ha sede a San Bonifacio, nel veronese, e conta 22 società controllate dislocate in tutto il mondo. Ad oggi, il numero complessivo dei dipendenti del gruppo è 1.556, di cui 1.209 in Italia e 88, in particolare, nelle strutture dello stabilimento Lamborghini di Dosso.

Nel mese di maggio del 2015 il protrarsi della crisi finanziaria e strutturale dell’azienda aveva prodotto un’istanza di fallimento. In realtà, poi, nell’ottobre dello stesso anno, grazie all’intesa con le banche, il colosso del calore veronese era ripartito superando un lungo periodo di crisi. Il 20 luglio 2016, però, il gruppo ha presentato alle RSU aziendali le linee guida del nuovo piano industriale. Questo piano, tra le diverse previsioni, prevede che dalla seconda metà del 2017 rimarranno attive in Italia le strutture produttive di Casole e Villanova, uffici e stabilimento di San Bonifacio nord, mentre le altre sedi o le altre proprietà saranno cedute. Tra quelle che verranno poste in chiusura c’è quella di Dosso.

In sostanza, complessivamente, per il gruppo gli esuberi pesano per il 50 per cento, che equivale a circa 600 addetti complessivi.

Considerando che, per quanto riguarda la sede Lamborghini Calor di Dosso, è prevista la chiusura ‒ come dicevo prima ‒ con il 50 per cento di esubero e considerando che il restante 50 per cento andrà posto in ricollocazione presso la sede di Verona, alla luce anche della presa di posizione delle delegazioni sindacali che hanno respinto il piano così strutturato, prevedendo anche scioperi (credo che oggi ci sia quello principale), premesso tutto questo, si interroga la Giunta per sapere se la Regione Emilia-Romagna intende attivarsi presso il Governo al fine di sollecitare una rapida convocazione del tavolo ministeriale in merito al nuovo piano industriale presentato dal gruppo Ferroli, vista la grave situazione sociale e occupazionale che si è venuta a creare e che si potrebbe ulteriormente creare se il piano dovesse andare avanti così com’è.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

La parola al sottosegretario Andrea Rossi per la risposta. Prego.

 

ROSSI Andrea, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Gentile consigliere, in merito alla sua interrogazione, sottoscritta anche dalla consigliera Zappaterra, siamo a esprimere quella che è la nostra preoccupazione e l’attenzione per il futuro degli 88 lavoratori dello stabilimento Lamborghini Calor di Dosso e per la permanenza dell’attività di quel sito produttivo.

Le preoccupazioni derivanti dalla comunicazione fatta dai rappresentanti dei lavoratori in merito al futuro piano industriale da parte dei dirigenti del gruppo Ferroli ci sono state descritte direttamente anche dalle Istituzioni locali e dalle organizzazioni sindacali FIOM-CGIL e FIM-CISL di Ferrara.

Per queste ragioni, ai fini di potere affrontare tempestivamente questa vertenza, abbiamo inoltrato immediatamente all’attenzione del ministro Calenda, nella giornata di venerdì 21 luglio, la richiesta di convocazione del tavolo ministeriale necessario per discutere le conseguenze derivanti dalla realizzazione del piano annunciato; e, soprattutto, per verificare quali azioni siano possibili per evitare il depauperamento del sito produttivo e la relativa perdita di occupazione.

La richiesta di convocazione di un tavolo ministeriale è necessaria in tutti quei casi in cui l’azienda sia organizzata con sedi produttive presenti in diverse regioni, soprattutto nel caso in cui il piano di organizzazione coinvolga più siti produttivi. Pertanto, è necessario avviare il prima possibile il confronto fra le parti nella ricerca di soluzioni condivise tra azienda, lavoratori e Istituzioni, come è avvenuto ‒ come lei ben sa ‒ in altri casi, ad esempio Cisa-Allegion ed Electrolux. Situazioni in cui gli obiettivi di organizzazione aziendale hanno trovato il giusto equilibrio con la tutela occupazionale e con il piano di rilancio produttivo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, sottosegretario Andrea Rossi.

La parola al consigliere Calvano per dichiararsi sodisfatto o meno della risposta. Ha tre minuti.

 

CALVANO: Considerando la risposta del Sottosegretario, a nome mio e della collega Zappaterra, ovviamente, esprimiamo soddisfazione perché cogliamo immediatamente la volontà della Regione di attivarsi, per quanto di propria competenza.

Sappiamo che questi tavoli, spesso sollecitati dalla nostra Regione, non sono tavoli semplicemente di gestione, ma a volte anche di rilancio della costruzione, finalizzati anche a costruire nuove proposte. L’auspicio è quello che possa emergere, dal confronto che verrà costituito in sede ministeriale, uno sbocco alternativo a quello che è indicato nel piano industriale, al fine di tutelare al meglio i dipendenti dell’azienda Lamborghini di Dosso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Calvano.

 

OGGETTO 2987

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per garantire la corretta assistenza sanitaria dei pazienti e la tutela dei lavoratori del settore, con particolare riferimento al periodo estivo. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 2987: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per garantire la corretta assistenza sanitaria dei pazienti e la tutela dei lavoratori del settore, con particolare riferimento al periodo estivo, a firma del consigliere Taruffi, a cui do la parola.

Risponde l’assessore Venturi.

Ricordo che ha sei minuti complessivi, consigliere Taruffi. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

L’interrogazione è volta a conoscere quali operazioni intende mettere in campo l’assessorato rispetto ad alcune criticità che ci sono state segnalate in merito ad alcuni reparti di diversi ospedali della provincia di Bologna e, in questo caso, relativamente all’applicazione del piano ferie che, per quanto riguarda il periodo estivo, sappiamo essere sempre un momento delicato e di sofferenza per l’organizzazione complessiva del servizio, a tutela, ovviamente, dei lavoratori e, soprattutto, per l’erogazione dei servizi, quindi l’assistenza sanitaria.

In particolare, ci risulta che in alcune strutture e in alcuni reparti, come quello di Medicina Generale dell’ospedale Bellaria, il reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore di Bologna e il reparto di Medicina Generale dell’ospedale di Bentivoglio, il mix fra applicazione del piano ferie e turnistica applicata ai lavoratori di questi reparti abbia prodotto qualche criticità e qualche problema nella gestione e nell’erogazione del servizio, sia per quanto riguarda la chiusura dei posti letto che ‒ come dicevo ‒ per quanto riguarda i turni cui vengono sottoposti i lavoratori.

Chiediamo all’assessore notizie in merito a questo tema che riteniamo particolarmente importante, ovviamente, e che puntualmente ogni anno si presenta alla nostra attenzione nel periodo estivo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola all’assessore Venturi per la risposta. Prego.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente.

Consigliere, come ha già detto, nel periodo estivo la riduzione delle attività, dei posti letto e la relativa presenza del personale viene programmata secondo un assetto in grado di garantire appropriata e adeguata assistenza ai pazienti e, contemporaneamente, assicurare la fruizione delle ferie al personale in un momento caratterizzato, comunque, da una significativa riduzione della numerosità dei cittadini e, conseguentemente, dei ricoveri.

Questi piani sono definiti in base all’utilizzo effettivo dei posti letto nei diversi presìdi tenendo conto di quanto accaduto nell’estate precedente. Di conseguenza, tendono ad essere più o meno costanti di anno in anno, a meno di specifiche condizioni o programmazioni richiedenti un diverso impiego di risorse.

Per garantire il regolare funzionamento delle strutture e la fruizione delle ferie estive al personale, l’Azienda USL di Bologna assume, nel periodo estivo, del personale infermieristico interinale.

Nel periodo dal 1° giugno al 30 settembre di quest’anno la media aziendale di assunzioni è stimata in circa sessantadue unità rispetto alle quarantuno unità dello stesso periodo dell’anno precedente. Quindi, abbiamo in servizio mediamente ventidue infermieri in più rispetto all’estate scorsa.

Nel complesso, nel programmare le riduzioni di posti letto, viene data priorità all’esigenza di rispettare e garantire la massima prossimità possibile per i cittadini rispetto ai presidi sanitari ai quali possono avere necessità di ricorrere.

Il Piano di riduzioni estive del 2016 per i tre ospedali dell’Azienda USL di Bologna (Bellaria, Maggiore e Bentivoglio) è in larga misura sovrapponibile a quello dello scorso anno, nel quale non si sono registrate particolari criticità.

Nello specifico si segnala che l’incremento di riduzione dei posti letto dell’ospedale Bellaria nel 2016 rispetto al 2015 è dovuto ai lavori di ristrutturazione della sala operatoria e quindi alla possibilità di operare meno pazienti e di conseguenza alla necessità in ogni caso di ridurre alcuni posti letto. Sono, per l’esattezza, quattordici in più dell’anno scorso all’ospedale Bellaria.

Nel periodo estivo l’Azienda USL è impegnata a rilevare giornalmente i pazienti presenti alle ore 8 in relazione ai posti letto di area internistica in tutti gli ospedali.

Da questa rilevazione, disponibile alla Conferenza territoriale, sociale e sanitaria, si evince che complessivamente nell’Azienda sanitaria non si sono mai registrati pazienti in eccesso rispetto ai letti disponibili complessivamente, mentre sui singoli ospedali, in particolare per quello da lei citato, in alcuni giorni si sono verificate eccedenze, peraltro molto contenute, gestibili con il personale presente.

Nel caso in cui si verificassero significative sproporzioni sui singoli ospedali, l’Azienda USL di Bologna è pronta ad intervenire con gli opportuni correttivi.

Segnalo, inoltre, che quest’anno l’Azienda USL di Bologna, a differenza dell’anno scorso, è stata autorizzata a coprire fino all’80 per cento complessivamente del turnover rispetto ad una percentuale significativamente inferiore dell’anno scorso.

Un’altra domanda che veniva posta era quella dei doppi turni notturni. Essi avvengono esclusivamente quando si verifica un’assenza improvvisa e quindi nelle condizioni che prevede la direttiva europea che applichiamo secondo i parametri che ci indica l’Ispettorato provinciale del lavoro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Venturi.

La parola al consigliere Taruffi per dichiararsi sodisfatto o meno della risposta. Ha quattro minuti. Prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore per la risposta. Ovviamente i temi che ho sollevato sono anche frutto di preoccupazioni che vengono espresse dai rappresentanti dei lavoratori che evidentemente rappresentano una situazione che, sul campo, appare un pochino più articolata. Credo sia utile dare evidenza pubblica degli orientamenti e delle scelte della ASL, in questo caso della ASL di Bologna, anche per spiegare ai cittadini quali sono i criteri, le motivazioni e le scelte che preordinano la programmazione estiva, e non solo, visto che poi la preoccupazione su temi come questo diventa più difficile da gestire in assenza di una comunicazione chiara e di interventi chiarificatori.

Credo che queste occasioni siano importanti anche per dare la possibilità ai cittadini di avere qualche informazione in più ed eventualmente essere un pochino più informati sulle scelte che preordinano la programmazione, fermo restando che il periodo estivo – ovviamente le ferie non possono essere messe in discussione da parte di nessuno – rimane sempre un momento più difficile, più articolato, più complesso da gestire e forse uno sforzo di comunicazione in più, anche da parte dell’azienda, non sarebbe forse sbagliato.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 2988

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le strategie poste in essere dalla società APT servizi srl nell’ambito delle strategie di selezione dei mercati di riferimento per le attività promozionali e nelle iniziative educational tour e di ospitalità di organi di informazione e di giornalisti. A firma della Consigliera: Sensoli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Passiamo all’oggetto 2988: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le strategie poste in essere dalla società APT servizi srl nell’ambito delle strategie di selezione dei mercati di riferimento per le attività promozionali e nelle iniziative educational tour e di ospitalità di organi di informazione e di giornalisti, a firma della consigliera Sensoli.

Risponderà l’assessore Corsini.

La parola alla consigliera Sensoli per illustrare l’interrogazione in oggetto.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Mi riserverò la maggior parte del tempo eventualmente per commentare la risposta. Brevemente volevamo sapere qual è la strategia che sottende alla selezione dei mercati e delle testate giornalistiche per il lavoro che svolge APT per quanto riguarda, appunto, i cosiddetti educational tour per l’attività di promozione turistica che riguarda la nostra Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola all’assessore Corsini per la risposta. Ha tre minuti. Prego.

 

CORSINI, assessore: Per quanto riguarda i mercati di riferimento, le linee guida generali per la promozione e commercializzazione turistica vengono approvate dalla Giunta regionale su indicazione del Comitato di concertazione turistica regionale, che è presieduto dall’assessore al turismo pro tempore. Queste linee guide individuano i mercati di riferimento su cui APT sviluppa poi, successivamente, il proprio Piano operativo e di comunicazione.

APT sviluppa le proprie azioni di comunicazione tenendo in considerazione tre elementi fondamentali: l’Osservatorio Turistico Regionale, istituito presso Unioncamere, con analisi dei dati a consuntivo, trend e tendenze del mercato nazionale e dei vari mercati internazionali individuati, appunto, dalle linee guida; un continuo monitoraggio attraverso analisi e studi internazionali di settori, cito i più importanti: l’Osservatorio Turistico dell’ENIT, l’Osservatorio Turistico redatto dall’Organizzazione Mondiale per il Turismo, l’IPK International, il GfK di Norimberga, l’analisi BAT del British American Tobacco, l’ITB World Travel di Berlino, l’European Travel Commission di Bruxelles, l’Office for National della Gran Bretagna, il WTM di Londra, il CMT di Stoccarda, il Travel Trend degli Stati Uniti; il terzo elemento è legato a iniziative di promozione della destinazione Emilia-Romagna e sui mercati di riferimento laddove esistono accordi commerciali fra l’APT e i tour operator, i bus operator e i club di prodotto regionali.

Per quanto riguarda i meccanismi di scelta delle testate giornalistiche e televisive, nella scelta dei media vengono privilegiate le testate online e offline, tv e radio dedicate a viaggi, lifestyle, cultura, motori, enogastronomia, misurati in termini di profilazione, diffusione, numero di lettori, dati Auditel e dati Audipress.

Le testate vengono scelte per comunicare naturalmente i cluster di prodotto turistico individuati dal Piano operativo di APT approvato dalla Giunta, in quanto deputati alla crescita e al consolidamento dell’incoming turistico regionale.

Le testate vengono individuate attraverso varie fonti, in particolare l’ENIT, le agenzie di public relation e di comunicazione nazionale internazionale profilate per il turismo, incontri nell’ambito delle fiere, eventi e workshop definiti dal Piano operativo di APT Servizi dalle ambasciate e dai consolati italiani e nel mondo.

Per quanto concerne gli esiti delle azioni di comunicazione, si sottolinea, invece, che la rassegna stampa annuale di APT Servizi conferma l’efficacia comunicativa delle azioni attivate.

Infine, per le azioni di comunicazione vengono sostenuti costi relativi ai trasporti, vitto, alloggio e servizi, servizi a terra naturalmente, finalizzati alla conoscenza delle eccellenze turistiche regionali.

 

PRESIDENTE (Saliera): Ringrazio l’assessore Corsini.

La parola alla consigliera Sensoli per dichiararsi sodisfatta o meno della risposta. Ha cinque minuti. Prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore per la risposta, che ha dato una conferma a quelli che sono i dubbi etici e morali riguardo a queste azioni. Se può essere giustificabile da un lato – anche se questo aspetto può far suscitare dei dubbi – può essere comprensibile ospitare una stampa estera, magari di una rivista dedicata, per promuovere e far conoscere le bellezze e i valori della nostra regione, che, per carità, nessuno nega, può essere una strategia di marketing che fa sortire qualche dubbio, ma è comprensibile, non lo è altrettanto quando ci troviamo, a seguito di un accesso agli atti, dei servizi all’interno dei TG che dovrebbero fare informazione e non messaggi promozionali dove vengono pagati vitto, alloggio e qualsiasi richiesta, compresi, ad esempio, tornando alla stampa estera, trattamenti di bellezza e massaggi a sei giornaliste russe.

Non vedo cosa ci sia di tanto promozionale nel pagare i trattamenti di bellezza a queste giornaliste. Analogamente, non riusciamo a capire per quale motivo si debbano ospitare dirigenti RAI, direttori di uffici staff del direttore generale della RAI, dirigenti già lautamente pagati – e oggi sono su tutti i giornali gli stipendi di questi dirigenti – per fare che cosa? Non si sa. Oltretutto, si tratta di soldi pubblici spesi per persone già pagate attraverso il canone che tutti i cittadini italiani versano. Quindi, vengono pagati due volte dal pubblico. Mi riferisco anche a soggiorni in regione, soprattutto sulla riviera romagnola. Ci chiediamo, quindi, come un’informazione possa essere libera e indipendente – già siamo al settantasettesimo posto nella classifica mondiale per quanto riguarda la libertà di stampa, e non mi stupisco affatto se questa è la norma – se i meccanismi sono questi. Mi si dovrebbe spiegare, ad esempio, per quanto riguarda la mia Rimini, perché per un servizio della televisione pubblica nazionale la Regione paga soggiorno, vitto, alloggio e qualsiasi desiderio del giornalista, oppure perché addirittura sempre la Regione versa 4.800 euro per il noleggio dell’attrezzatura Mediaset, quando Silvio, padre o figlio che sia, come editore credo abbia 4.800 euro per poter mandare i propri giornalisti a fare i servizi per il telegiornale relativamente alla situazione della riviera romagnola. Mi chiedo a quel punto, quando un giornalista dovrebbe venire a fare cronaca e raccontare, ad esempio, della “Notte rosa”, se quel giornalista, sapendo che la Regione Emilia-Romagna gli ha pagato vitto e alloggio, una sorta di vacanza lavoro, avrà la fermezza di denunciare, magari quello stesso giorno, che ci sono gli scarichi in mare aperti e che, quindi, la balneazione è vietata. Del resto, questa è l’informazione. Gli altri sono messaggi promozionali.

Si dovrebbe avere la correttezza e l’etica di dire che quelli sono messaggi pagati, perché quelle non sono recensioni di TripAdvisor, ma sono messaggi promozionali, non servizi dei telegiornali. C’è poi chi su Il Fatto Quotidiano oggi farnetica – ogni riferimento è puramente casuale – negando addirittura che gli sia stato pagato il soggiorno sulla riviera romagnola, quando invece l’accesso agli atti che abbiamo richiesto riporta chiaramente nomi e cognomi anche di persone di rilievo, tra cui diversi dirigenti RAI o addirittura il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Regione Emilia-Romagna.

Concludo citando il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti che, proprio questa mattina, ha scritto: “Ospitalità o corruzione? Farsi pagare i conti di hotel e ristoranti per scrivere su Riviera E-R Tourism può costare un procedimento disciplinare”. Subito dopo posta: “Li chiamano educational: io ti ospito e tu, giornalista, come potrai scrivere la verità se è negativa? Dobbiamo fare dei rieducational”. Non possiamo che trovarci d’accordo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Sensoli.

 

OGGETTO 2990

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le deliberazioni della Giunta regionale riguardanti l'utilizzo del Carbonext nello stabilimento Unicem sito a Macomero di Vernasca (PC). A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 2990: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le deliberazioni della Giunta regionale riguardanti l'utilizzo del Carbonext nello stabilimento Unicem sito a Macomero di Vernasca (PC), a firma del consigliere Foti. Risponde l’assessore Gazzolo. Consigliere Foti, le ricordo che ha sei minuti di tempo.

La parola al consigliere Foti per l’illustrazione dell’interrogazione in oggetto. Prego.

 

FOTI: Grazie, presidente. Rinuncio all’illustrazione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

La parola all’assessore Gazzolo per la risposta, che ha tre minuti di tempo.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente.

Consigliere Foti, colleghi consiglieri, la Giunta, nella seduta di ieri 25 luglio, ha approvato la presa d’atto delle conclusioni della Conferenza di servizi del 21 giugno 2016.

Il Rapporto ambientale conclusivo della Conferenza di servizi della procedura di VIA, sottoscritto in data 21 giugno, e la bozza di delibera della Giunta regionale per l’approvazione del provvedimento di VIA relativo all’utilizzo di Carbonext nel forno di cottura clinker della cementeria Buzzi Unicem di Vernasca sono stati inviati dal dirigente responsabile della Struttura Autorizzazioni e Concessioni ARPAE di Piacenza, con nota protocollata il 21 luglio PGPC n. 7738, che l’ha acquisita il giorno stesso al protocollo PG.2016.541895.

Verificata la correttezza degli atti del Servizio Valutazione, Promozione e Sostenibilità ambientale della Regione Emilia-Romagna, la proposta di deliberazione è stata iscritta all’ordine del giorno della seduta della Giunta regionale del 25 luglio 2016, è stata approvata e, dopo la sua numerazione, sarà pubblicata on-line sul portale regionale.

Ricordo al consigliere, sempre attento al rispetto delle norme, che i termini per la conclusione delle procedure di VIA sono fissati da norme statali (decreto legislativo n. 152/2006 e legge n. 241/1990) e da norme regionali (legge regionale n. 9/1999) al fine di garantire tempi certi di durata del procedimento.

La delibera va assunta ordinariamente entro venti giorni dalla conclusione della Conferenza di servizi; se tali termini ordinatori non sono sufficientemente rispettati, il proponente può ricorrere in sede giudiziaria con giustificati motivi.

Rigetto, quindi, con decisione le insinuazioni del consigliere sui tempi utilizzati per concludere la procedura. La realtà dei fatti è il contrario di quanto rappresentato. Se la richiesta di Buzzi Unicem è stata sottoposta a procedura di verifica (screening), premessa della successiva valutazione di impatto ambientale, è per volontà della Regione Emilia-Romagna, che già nel 2013 si era espressa in tal senso con apposito parere.

Proprio la procedura di VIA, per definizione, assicura la massima trasparenza e partecipazione da parte di tutti i soggetti interessati, come è avvenuto nel caso in esame. Sono state, infatti, presentate undici osservazioni entro il termine di legge e quarantadue dopo; tutte sono state tenute in considerazione nella stesura del Rapporto ambientale, al pari degli interventi dell’istruttoria pubblica.

I dati del Rapporto ambientale non lasciano dubbi: una volta a regime la nuova modalità di alimentazione dell’impianto, si otterrà un calo rilevante delle emissioni: -36 per cento di ossidi di azoto; -40 per cento di polveri, comprese le PM10; -20 per cento di diossine, furani e metalli pesanti.

Verrà utilizzato un CSS di qualità, perché è prodotto secondo parametri più severi rispetto a quelli fissati dalla legge e prodotto entro centocinquanta chilometri dallo stabilimento per evitare importazioni da lontano e facilitare così i controlli sulla materia prima.

Proprio quello dei controlli è un tema al centro delle severe prescrizioni adottate. Doppie verifiche riguarderanno il combustibile al momento della produzione e all’ingresso nell’impianto di Vernasca. Sarà possibile costantemente, per tutti i cittadini, conoscere il livello delle emissioni, perché i controlli saranno disponibili on-line in tempo reale. I controlli imposti saranno costanti sulla materia prima, le emissioni anche sonore, gli scarichi idrici e il suolo. Senza contare il saldo zero dell’impatto del traffico che, al di là delle stime prive di fondamento che sono circolate, è previsto nel range di 6-8 camion aggiuntivi al giorno rispetto agli attuali 313. Un incremento che sarà compensato dal rinnovamento del parco mezzi attuato nell’arco di tre anni e che Buzzi Unicem dovrà rendicontare ogni anno puntualmente.

A fronte di tutto questo, chiedo io al consigliere Foti perché la Giunta avrebbe dovuto rallentare i tempi, perché avremmo dovuto evitare la pubblicazione della delibera, del Rapporto ambientale e dei suoi allegati, perché non avremmo dovuto informare tutti i cittadini dell’operato rigoroso svolto in quasi due anni – sottolineo due anni – di lavoro della Conferenza di servizi e comunicarne i risultati.

La pubblicazione della delibera di presa d’atto consente…

 

PRESIDENTE (Saliera): Assessore, ha superato già di oltre un minuto il tempo.

 

GAZZOLO: Ho quasi finito.

Come dicevo, la pubblicazione della delibera di presa d’atto consente l’informazione a tutti gli interessati e la possibilità a chi lo ritiene anche di poter ricorrere.

Mi sarei aspettata una richiesta di chiarezza e trasparenza, anziché una richiesta, che fra l’altro non mi è mai pervenuta, di ritardare, in contrasto con la legge, un atto dovuto.

 

FOTI: Non è così!

 

PRESIDENTE (Saliera): Silenzio, per favore.

 

GAZZOLO: In sintesi, un percorso in trasparenza, prescrizioni severe, si inquina meno e non si fa danno alla salute, e la conferma è che sono escluse da impatti le produzioni agricole biologiche.

Chi rappresenta le Istituzioni ha il dovere di scegliere e deve farlo non basandosi su paure ma su dati certi e scientifici. La serietà e il rigore sono stati tratti conduttori del lavoro della Conferenza di servizi e dell’azione della Giunta regionale, che comunque non avrebbe potuto respingere gli esiti della VIA nemmeno da un punto di vista giuridico, perché è pienamente in linea con le norme vigenti e in grado di tutelare gli interessi pubblici.

È questo il senso di responsabilità che contraddistingue un’azione politica…

 

PRESIDENTE (Saliera): Siamo oltre due minuti.

 

GAZZOLO: …e la stessa responsabilità che, con coerenza, metteremo in campo per contribuire alla discussione sul Decreto Clini, anche attraverso l’audizione in Commissione dei comitati e di tutti i portatori di interesse, come è stato da lei e altri promosso.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Foti per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

 

FOTI: Signor presidente, lei può fare come vuole, lasciare l’assessore Gazzolo a blaterare finché vuole, ma le regole valgono per tutti. Fino a prova contraria sono i consiglieri che interrogano e gli assessori che rispondono, se sono capaci; se no tacciono, così possono risparmiare solo cattive figure.

Io ho chiesto un articolo di legge e non mi è stato fornito (perché in tutta la mia interrogazione ho citato), ho chiesto di dirmi l’articolo di legge e non mi è stato fornito, per il semplice fatto che non esiste. Aggiungo che l’assessore, qui non insinuo, dice una cosa non vera quando afferma che la Giunta ieri ha deliberato di prendere atto della Conferenza dei servizi. A termini dell’articolo 16 della legge regionale n. 9/99, l’Autorità competente, cioè la Regione (poi vedremo anche perché poteva non essere la Giunta regionale, ma l’assessore non lo sa) conclude la procedura di VIA con provvedimento motivato ed espresso, che non è una presa d’atto, perché ci vuole un provvedimento motivato ed espresso, sulla base degli atti della Conferenza dei servizi di cui all’articolo 18, esprimendosi contestualmente su tutte le osservazioni, i contributi e le controdeduzioni entro novanta giorni dalla scadenza dei termini di cui all’articolo 15 comma 1, o di cui all’articolo 15 bis. Questo è l’articolo che si applica, quanto ai termini.

Quanto invece al fatto che non sia una presa d’atto, basterebbe che l’assessore leggesse la circolare che evoca lei, non in questa sede ma sulla stampa, perché qui, dove sono stati chiesti gli atti, i riferimenti non sono stati citati. Dato che io ce l’ho, è qui, faccio allora presente che la Valutazione di Impatto Ambientale (così c’è scritto a pagina 96 della circolare del 2002) sia deliberata dall’organo collegiale esecutivo dell’Autorità competente, cioè dalla Giunta regionale, provinciale o comunale, a seconda dei livelli di responsabilità, in quanto esso implica in ogni caso una valutazione discrezionale, non una presa d’atto, quindi, non atto dovuto ma atto voluto, sul livello di impatto ambientale, ponderando diversi interessi pubblici egualmente riconosciuti, ai fini della complessiva valutazione e armonizzazione degli interessi pubblici coinvolti.

Io non insinuo niente. Cito norme di legge che conosco, non leggo delibere di cui non so la portata. E perché si parla di Giunta regionale? Non perché lo dice la legge regionale esplicitamente, ma per assimilazione. Si dice infatti: “d’altra parte, per analogia, questa indicazione è ritraibile anche da quanto disposto dall’articolo 19 della legge sulla VIA, che prevede che la Giunta regionale deliberi la Valutazione d’Impatto Ambientale, d’intesa con Regioni cointeressate”, perché vi può essere un’autorizzazione che non compete solo a una Regione; oppure, dall’articolo 20 della legge regionale sulla VIA, quando si tratta di dover coinvolgere il parere e trasferirlo al Ministero dell’ambiente. Quindi, non si vengano a dire cose che non si sanno, quando si risponde. Si pensi a rispondere alle domande che vengono fatte.

Io ho chiesto soltanto una ricostruzione giuridica, non è un’insinuazione, è un dato di fatto. Chiederò alla Procura della Repubblica di acquisire tutti gli atti sulle VIA per vedere come in quattro giorni, in questa Regione, dal trasferimento del parere si sia arrivati alla deliberazione, perché è stata trasmessa il 21 luglio. È stato detto che si è deciso il 25 luglio. Vogliamo vedere che giorno è il 21 luglio? Ci sono dei limiti a prendere in giro le persone! Io ho chiesto soltanto questi riferimenti per dimostrare che non è vero che si è andati con i tempi normali (peraltro, il termine ordinatorio minimo citato dall’assessore è venti giorni). Quindi chi voleva ritardare? È lei che ha anticipato il termine ordinatario, che comunque è diverso, in diritto, da un termine perentorio. Lei ci ha messo quattro giorni a leggere una documentazione per la quale la Conferenza dei servizi ha impegnato due anni a pronunciarsi. La Regione, non è il passacarte della Conferenza dei servizi, è il soggetto autorizzatorio; tant’è vero che la Regione può anche esprimersi contrariamente a quello che ha detto la Conferenza dei servizi, se vuole, ma questo è un altro argomento. Deve motivarlo, deve giustificarlo, può farlo. Se non è così, andate a leggere questa circolare che detta tutte le fattispecie e le relative tabelle.

Io penso allora che la risposta doveva essere di tutt’altro tipo, doveva essere una risposta garbata ed educata dove si citavano soltanto i dati richiesti, perché ho chiesto dei dati. La fretta è nei fatti, perché non c’è procedimento in questa Regione, che sia stato liquidato in quattro giorni. Assessore Gazzolo, me li porti, li porti in questa sede, entro domani mattina e vediamo quante volte si sono aspettati quattro giorni.

Io chiedevo soltanto di sapere perché a fronte di un termine ordinatorio si sia anticipato di sedici giorni. Avevate le valigie in mano e dovevate andare in vacanza? Potevate aspettare dopo le vacanze.

Quanto poi, signora presidente, alle audizioni, vorrei che facesse presente all’assessore che non essendo più ella consigliere, le audizioni le decide la Commissione, le fissa la Commissione, le fissa l’Ufficio di Presidenza della Commissione, come da Regolamento, e decide la Commissione chi audire.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

 

OGGETTO 2989

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per fronteggiare la criticità idrica ed i conseguenti danni all'agricoltura, con particolare riferimento al territorio della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 2989: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per fronteggiare la criticità idrica ed i conseguenti danni all’agricoltura, con particolare riferimento al territorio della provincia di Parma, a firma del consigliere Rainieri.

Risponde l’assessore Caselli.

La parola al consigliere Rainieri per illustrare l’interrogazione in oggetto.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

La mia interrogazione verte su un problema importante, soprattutto nella provincia di Parma. Da anni si dibatte su questo e purtroppo non siamo ancora arrivati ad una conclusione. La farò breve perché vorrei ascoltare la risposta ed eventualmente intervenire dopo.

Do solo un dato: a fronte di un fabbisogno di 61 milioni di metri cubi di acqua, la provincia di Parma ne ha meno della metà, quindi 30 milioni. A fronte di questo, l’assessore sa benissimo quali sono le produzioni di cui stiamo parlando. Quest’acqua non serve per fare il bagno ma per irrigare i pomodori, che già quest’anno hanno avuto un grosso problema, dovuto al maltempo del mese di maggio, quindi siamo già in ritardo con la produzione. Già le fabbriche apriranno dieci, quindici giorni più tardi rispetto al normale, perché la produzione è piuttosto rallentata.

Siamo in un periodo in cui da più di un mese non piove e queste produzioni hanno bisogno assolutamente di tanta acqua. Siamo nel periodo in cui bisogna maggiormente produrre mais per le produzioni animali, il fieno e appunto i pomodori.

Ci chiediamo quindi in questa interrogazione, e mi auguro di avere una risposta esaustiva, intanto se la Regione è a conoscenza del problema, e come pensa di risolverlo una volta per tutte, avendo fatto anche noi delle proposte per quanto riguarda la possibilità di realizzare bacini idrici di stoccaggio.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rainieri.

La parola all’assessore Caselli per la risposta.

 

CASELLI, assessore: Rispondo volentieri. Il 2016 è stato caratterizzato, dal punto di vista climatico, da un inverno particolarmente caldo e siccitoso, con scarsissime precipitazioni nevose sull’intero arco alpino e sul crinale appenninico.

La primavera ha evidenziato una significativa inversione di tendenza che, purtroppo, non ha consentito di recuperare la situazione. L’ondata di caldo e la quasi completa assenza di precipitazioni che si è manifestata sin dalla fine di giugno hanno determinato una crisi idrica che interessa, praticamente, l’intero bacino padano.

Occorre, comunque, premettere che, grazie alla competenza e all’impegno straordinario dei tecnici e degli operatori del Consorzio della Bonifica Parmense, ovvero 40 persone che ventiquattro ore su ventiquattro aprono e chiudono paratoie per consentire la massima produzione possibile e quel minimo consumo d’acqua, sono stati invasati in anticipo i canali artificiali. Questa scelta ha consentito di garantire l’irrigazione a tutti coloro che ne avevano fatto richiesta e nessun agricoltore, ad oggi, è rimasto escluso.

Proprio in queste ore stanno iniziando regolarmente i ritiri del pomodoro da industria, coltura che rappresenta circa un terzo del PIL del comparto agricolo della provincia di Parma, che è caratterizzata ‒ come è noto ‒ da un elevato fabbisogno irriguo, sebbene si sia spostata sull’irrigazione a goccia in quasi tutto il comprensorio.

La situazione in campo appare, sostanzialmente, sotto controllo, anche se, in assenza di precipitazioni significative, potrebbero determinarsi problemi non solo nel parmense, ma in tutto il bacino padano.

In ogni caso, è necessario prendere atto del cambiamento climatico, che si sta accentuando in modo significativo e particolarmente rapido, per avviare una serie di interventi già individuati, considerando che l’area parmense è da tempo deficitaria di 34 milioni di metri cubi di carattere strutturale, quindi interventi di non immediata realizzazione, in grado di favorire l’accumulo d’acqua nei periodi piovosi e ridurre in modo significativo lo spreco di una risorsa non rinnovabile e sempre meno disponibile.

Nel comprensorio della bonifica parmense è, quindi, necessario provvedere al miglioramento della rete e all’adduzione delle acque ad uso irriguo. A questo proposito, il Consorzio di Bonifica ha sviluppato, anche in previsione della prossima pubblicazione dei bandi, nella misura “investimenti irrigui”, con una dotazione di 300 milioni di euro per l’intero territorio italiano del Programma nazionale di sviluppo rurale 2014-2020, due progetti esecutivi per un importo complessivo di 16,2 milioni per sostituire canalette di cemento obsolete e, in molti casi, fatiscenti, con prodotti in PVC e interrate, per evitare dispersioni dovute alla vaporizzazione particolarmente intensa a causa dei venti di scirocco che caratterizzano i nostri territori. Dato che sono interventi ingenti, vanno sul PON nazionale, perché non sarebbero finanziabili dalle nostre misure.

Occorre, inoltre, dedicare una notevole attenzione allo sviluppo di studi e progetti per la realizzazione di invasi o micro sbarramenti su corsi d’acqua naturali in Appennino, anche con l’obiettivo di migliorare la capacità di stoccaggio legata alla conclusione dell’intervento di Medesano che, una volta terminato, potrebbe mettere a disposizione degli agricoltori una quota aggiuntiva di circa 3 milioni di metri cubi d’acqua irrigua per anno.

Infine, va dedicata una notevole attenzione alle tecniche in grado di massimizzare gli effetti dell’irrigazione e ridurre gli sprechi, quali ad esempio il servizio refrain, che mette a disposizione degli agricoltori tutte le informazioni per un uso oculato ed efficiente, con l’obiettivo di giungere a consistenti risparmi d’acqua mantenendo elevata o, addirittura, migliorando la produttività delle colture.

La Regione Emilia-Romagna promuove, nell’ambito del Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, la realizzazione di invasi a scopo irriguo nell’ambito dei tipi di operazione 41-03, in base a reti di distribuzione collettiva, con una disponibilità di 7.920.000 euro, e 43-02, infrastrutture irrigue, con una disponibilità di 10.080.000 euro.

I beneficiari dell’operazione “invasi e rete di distribuzione collettiva” sono rappresentati da Consorzi di scopo costituiti da imprese agricole, mentre sono esclusi gli Enti pubblici e le associazioni. Il tipo di operazione “infrastrutture irrigue”, che sostiene interventi sulle infrastrutture per un più razionale utilizzo della risorsa acqua, è, invece, destinato direttamente ai Consorzi di Bonifica e consente di ammettere a contributo le spese per gli investimenti immateriali, quali la realizzazione e l’ampliamento di invasi a uso irriguo, anche utilizzando ex cave, opere di distribuzione e pressione dell’acqua, opere accessorie, opere di distribuzione di reti idriche, sistemi per la gestione della rete idrica e per la distribuzione dell’acqua.

L’intensità di aiuto è nella misura dell’80 per cento e l’importo del singolo progetto è definito tra 500.000 e 1,5 milioni di euro. Il volume massimo ammissibile degli invasi è pari a 250.000 metri cubi. Oltre tale soglia, scatta la demarcazione con la citata misura nazionale del PON.

L’apertura dei bandi è prevista per il mese di ottobre. Ricordo che c’è una condizionalità ex ante che va risolta dal Governo. In ogni caso, la Regione Emilia-Romagna, sin dall’avvio della propria attività, ha dedicato una notevole attenzione allo sviluppo e alla qualificazione della rete di distribuzione delle acque a uso irriguo e alla razionalizzazione del loro utilizzo. Riconfermiamo, quindi, la completa disponibilità nel fornire il necessario supporto a tutti i soggetti coinvolti, anche con riferimento ai rapporti con il livello nazionale.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Caselli.

La parola al consigliere Rainieri per dichiararsi sodisfatto o meno della risposta. Ha quattro minuti.

 

RAINIERI: Grazie.

Assessore, la ringrazio per aver fornito questi dati. Ritengo, però, che manchi la risposta immediata. Lei ha fornito numeri che, però, oggi non sono usufruibili nell’immediato, come ha detto lei, se non il lavoro ‒ a cui va tutto il nostro ringraziamento ‒ del Consorzio di Bonifica che, in una situazione abbastanza precaria, sta facendo un lavoro eccezionale.

Il discorso non lo si risolve con i 300 milioni a livello nazionale. Lei sa meglio di me quanti di questi soldi vanno in una certa area in cui è ancora commissariato l’Ente di bonifica (chiamiamolo così) del sud, dove da decine di anni devono fare opere mai fatte. Gli invasi di Medesano, che lei ha citato, dovevano già essere collaudati. Uno è stato collaudato e l’altro non è ancora terminato. Su questo la Regione potrebbe, secondo me, incidere e chiedere che la situazione venga al più presto messa in attività. Questo potrebbe essere, in qualche modo, d’aiuto. Quello è il fiume più importante per l’utilizzo delle acque.

Lei non ha dato alcuna risposta in merito al deflusso minimo vitale. Nell’immediato, lei sa che l’unica soluzione che abbiamo oggi è quella di aumentare il livello delle acque che scendono. Questo è ciò che ci chiedono gli agricoltori. Lei ha detto bene: ci sono nuovi sistemi di irrigazione. Ciò non toglie che l’acqua serva. Ne sprechiamo di meno, sicuramente, rispetto all’utilizzo dell’irrigazione a pioggia. Ad ogni modo, l’acqua serve. Sempre di più queste colture hanno bisogno di un attento utilizzo delle acque. Questo, però, lo si può utilizzare soprattutto e, direi, quasi esclusivamente per il pomodoro. Per quanto riguarda il mais e le erbe, lei lo sa meglio di me, siamo in un territorio in cui ci sono prati polifiti, che hanno bisogno di tantissima acqua. Lì non è possibile utilizzare, naturalmente, questi sistemi così avanti a livello tecnologico.

Le chiedo di intervenire, di dedicare un’attenzione particolare al deflusso minimo vitale, perché ormai siamo agli sgoccioli. Come ha detto lei, in questi giorni hanno aperto le fabbriche, seppure in ritardo rispetto all’andamento della produzione normale. Con il maggio che abbiamo vissuto, si sono un pochettino tardati. Adesso, però, rischiamo di bloccare la produzione. Come lei sa, se, con questo caldo, non irrighiamo, i pomodori bruciano, nel senso che maturano velocemente, quindi c’è un minore tasso di Brix, che serve per fare la valutazione della qualità del pomodoro, e una quantità inferiore. Gran parte di questo prodotto non viene utilizzato perché marcisce.

La ringrazio per la sua risposta, anche se non sono completamente soddisfatto. Le chiedo di dare una mano ai miei colleghi agricoltori. Non solo la zona di Parma, ma anche il piacentino e le zone limitrofe hanno bisogno di essere aiutate. Le chiedo di valutare attentamente quella che sarà ‒ lo è già, sostanzialmente ‒ la richiesta di aumentare il deflusso minimo vitale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Rainieri.

 

OGGETTO 2941

Delibera: «Assestamento - Primo provvedimento generale di variazione al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna per gli anni 2016-2017-2018.» (Proposta dell'Ufficio di Presidenza in data 13 luglio 2016, n. 54) (89)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 2941: Proposta recante “Assestamento ‒ Primo provvedimento generale di variazione al bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per gli anni 2016-2017-2018”. Delibera dell’Ufficio di Presidenza n. 54 del 13 luglio 2016.

La Commissione “Bilancio, affari generali ed Istituzionali” ha espresso parere favorevole nella seduta del 19 luglio 2016, con la seguente votazione: 44 voti a favore, 5 contrari e nessun astenuto.

Naturalmente, c’è il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti.

Apro la discussione generale sul provvedimento.

Il questore Pruccoli ha chiesto la parola. Ha dieci minuti a disposizione.

Tutti i consiglieri possono avere dieci minuti a disposizione.

Nomino scrutatori le consigliere Tarasconi, Zappaterra e Piccinini.

La parola al consigliere questore Pruccoli.

 

PRUCCOLI: Grazie, presidente.

Così come già fatto in Commissione, andiamo ad illustrare brevemente questa prima variazione generale al bilancio dell’Assemblea, che riguarda sia l’annualità 2016 che il triennio 2016-2018 come assestamento relativo al risultato di esercizio dell’annualità 2015.

Richiamerei in prima battuta la nostra delibera assembleare recentissima, del 25 maggio, con la quale abbiamo approvato il rendiconto dell’anno finanziario 2015.

L’avanzo vincolato è pari a euro 474.527,60, che si somma all’avanzo libero di euro 2.790.497,82, per un totale, come ricorderete, di euro 3.265.025,42.

Con questa variazione andiamo sostanzialmente a dedicare e a spalmare l’avanzo, sia di parte vincolata che di parte libera, sui vari capitoli di bilancio. Tutto ciò costituisce, appunto, la prima variazione.

Per quanto riguarda l’avanzo vincolato, la parte del leone, la parte più consistente e cospicua è quella di euro 21.278,16, che è una quota di accantonamento, proveniente dai sequestri conservativi, introitata nel corso dell’annualità 2015, mentre l’altra parte, quella di circa 9.000 euro, è destinata alle spese per le funzioni delegate al Co.Re.Com., l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e 444.000 euro invece stanno sempre sulla Missione 1 alle spese di funzionamento della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Questa è effettivamente la parte più consistente, che peraltro transita per la prima volta sul bilancio dell’Assemblea dopo l’approvazione della nostra legge e quindi c’è lo spostamento dal bilancio della Giunta al bilancio dell’Assemblea di questa partita.

L’avanzo libero, invece, quello più consistente, quello di 2.790.000 euro, è suddiviso in diverse voci. Rapidamente potrei richiamare: 200.000 euro per quota restituzione di avanzo alla Giunta regionale, 25.000 euro di spese in conto capitale per l’attrezzatura degli impianti e dei macchinari, 40.000 euro per spese informatiche, anche queste in conto capitale, 1.415.497 euro costituiscono il fondo di riserva per le spese impreviste e per la restituzione dei contributi versati dai consiglieri, 1.100.000 euro che sono destinati a fondi di accantonamento.

Con questa variazione, sostanzialmente, andiamo anche ad evidenziare quelli che sono i risultati del fondo cassa al 31 dicembre 2015, che complessivamente è di 5.198.506,60 euro. Sui residui attivi, come ricorderemo, è stato fatto un lavoro importante di riaccertamento. Sui residui attivi sempre al 31 dicembre abbiamo 487.021 euro. I residui passivi, invece, ammontano a 2.221.228,72 euro.

Attraverso la riduzione delle quote di trasferimento viene assicurata l’idonea copertura dei vari capitoli di spesa e questo vale anche per gli esercizi 2017-2018 su cui sono state trasferite tutte le risorse necessarie a dare copertura alle spese di personale e per l’insieme degli esercizi considerati. Nelle variazioni in aumento, dal punto di vista delle entrate, abbiamo, sull’esercizio 2016, 4.933,06 euro, che è un rimborso da parte della Giunta regionale per le spese di missione sostenute dai consiglieri in rappresentanza del presidente della Giunta.

Sempre sull’esercizio 2016 abbiamo 35.000 euro che sono derivanti dal rimborso per un’unità di personale in comando presso l’Unione Terre dei Castelli.

Spostandoci sull’esercizio 2017 abbiamo 1.700 euro per l’attivazione di convenzioni per la difesa civica. Sempre nel 2017 rileviamo 25.000 euro per azioni derivanti dal contributo dell’Unione europea per le attività svolte dal Centro Europe Direct e da ultimo, sempre sull’esercizio 2017, abbiamo ancora 12.000 euro sempre derivanti dal rimborso per l’unità di personale in comando presso l’Unione Terre dei Castelli, esattamente come nel 2016.

Nel 2018, invece, sempre in entrata, 408.000 euro sono la quota di trasferimento dal bilancio regionale per il funzionamento della Consulta e 100 euro per l’attivazione di convenzioni per la difesa civica.

Per quanto riguarda, invece, le uscite tra le più rilevanti abbiamo la costituzione del fondo di riserva con una dotazione di 450.000 euro e 110.000 euro ulteriori per il fondo di riserva per le spese impreviste.

È stato, inoltre, costituito un fondo di riserva per la restituzione dei contributi versati dai consiglieri, aumentandolo, perché questo è un capitolo che è già presente sul nostro bilancio, con una dotazione di 1.305.497,82 euro da utilizzare per far fronte a eventuali richieste.

Come importante novità segnalo che si è costituita l’istituzione del fondo speciale per oneri derivanti dai provvedimenti legislativi. Questo è un fondo che è stato quantificato in 1 milione di euro e sarà necessario assicurare la necessaria copertura finanziaria per tutte le annualità successive, come dicevo, del triennio 2016-2018.

Si è anche ritenuto utile e necessario provvedere a un apposito fondo di accantonamento per le assicurazioni in quanto la polizza assicurativa RC patrimoniale per i consiglieri prevede una franchigia di 5.000 euro. Per cui, sul 2016 è stato quantificato un importo di 10.000 euro e sugli esercizi successivi, invece, di 20.000 euro.

Da ultimo, si è istituito anche un fondo rinnovi contrattuali con una dotazione di 100.000 euro. Quindi, per effetto di tutte queste variazioni, le previsioni dell’esercizio 2016, sia delle entrate che delle spese, risultano aumentate complessivamente di quasi 3 milioni di euro, 2.926.958,48 euro per quanto riguarda la competenza e di 1.358.042,57 relativamente alla cassa.

Per effetto di ciò, le entrate e le uscite stanno in equilibrio su un volume complessivo e su uno stanziamento di cassa pari a 31.549.551,27 euro.

Così come in Commissione, e ricordato anche dalla presidente Saliera, il parere dell’organo di revisione, oltre a contenere tutta una serie di importanti parametri di buona salute del bilancio dell’Assemblea, da ultimo ci consegna un parere positivo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere questore Pruccoli.

Chiedo al consigliere questore Foti se per caso voglia intervenire.

Ci sono altri consiglieri che chiedono di intervenire su questo provvedimento? Non ho iscritti.

Procediamo con le dichiarazioni di voto. Cinque minuti per Gruppo.

Non ho iscritti in dichiarazione di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, si proceda alla votazione del partito di deliberazione di cui all’oggetto 2941.

 

(L’Assemblea, a maggioranza dei presenti,

approva il partito di deliberazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’Assemblea approva.

 

OGGETTO 2599

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015» (37)

(Relazione di maggioranza, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Passiamo alla sessione di bilancio sul rendiconto, oggetto 2599: Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015".

Il testo n. 14/2016 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, affari generali ed istituzionali” nella seduta dell’11 luglio 2016.

Il progetto di legge è composto da 12 articoli e da n. 10 allegati.

Il relatore della Commissione, consigliere Roberto Poli, ha presentato relazione scritta.

Il relatore di minoranza, consigliere Massimiliano Pompignoli, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Anche in questo caso c’è il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti.

È agli atti anche la delibera di parificazione n. 66/2016/PARI della Corte dei conti.

Trattasi di discussione con contingentamento dei tempi, come da documentazione inviata.

Si apre, quindi, il procedimento di discussione con la relazione di maggioranza.

La parola al consigliere Poli. Ricordo che il relatore ha complessivamente trenta minuti a disposizione. Prego.

 

POLI, relatore di maggioranza: Grazie, presidente.

Il rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2015 è il primo della X legislatura. Ci vengono, con essi, consegnati i numeri sui quali costruire una valutazione politica di questo primo anno di lavoro del presidente Bonaccini, della Giunta e della maggioranza che governano la Regione Emilia-Romagna. Non siamo, cioè, di fronte a una semplice fotografia dell’esistente, ma a risultati per noi molto positivi, che sono la conseguenza del rispetto degli impegni programmatici, dell’attuazione delle scelte e della realizzazione di quanto deciso. Numeri che ci consentono, quindi, di esprimere una valutazione politica e di verificare come l’azione di Governo ha risposto agli obiettivi che ci siamo dati.

Il rendiconto è, comunque, uno strumento finanziario imprescindibile per la valutazione dell’attendibilità delle previsioni di bilancio, oltre a essere per l’Amministrazione regionale un obbligo istituzionale derivante dall’articolo 68 dello Statuto.

Il rendiconto generale è composto dal conto finanziario relativo alla gestione delle entrate e delle spese e dal conto del patrimonio, nel quale sono rappresentate le attività e le passività finanziarie e patrimoniali, nonché dei punti di concordanza tra la contabilità del bilancio e quella del patrimonio.

Il conto finanziario, nella parte relativa alle entrate, è suddiviso in titoli, categorie e unità previsionali di base e, nella parte relativa alle spese, in aree di intervento, funzioni-obiettivo e unità previsionali di base.

Il rendiconto generale recepisce, inoltre, i risultati dovuti al riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2015, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, approvato dalla Giunta regionale con atto n. 441 del 29 marzo 2016, e il conto del tesoriere, approvato con determinazione n. 5842 del 13 aprile 2016 da parte del responsabile del Servizio Bilancio e Finanze.

A partire dal 1° gennaio 2015 decorrono le disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 118/2011, recentemente integrato dal decreto legislativo n. 126/2014 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio.

Come i colleghi consiglieri sanno, per l’esercizio finanziario 2015 è stato autorizzato l’esercizio provvisorio, con la legge regionale 18 novembre 2014, n. 25, per il periodo dal 1° gennaio 2015 al 30 aprile 2015 per le ragioni, che tutti conosciamo, che avevano portato all’interruzione della legislatura e che erano – lasciatemelo dire – infondate.

Gli obiettivi perseguiti dal 2015 si sono basati sulla invarianza della pressione fiscale, sul contenimento delle spese di funzionamento e sull’attuazione delle scelte fondamentali previste dal programma di mandato e attuate con rapidità fin dall’avvio della legislatura.

Per quanto riguarda le scelte sul versante della spesa, possiamo indicare con chiarezza cinque priorità: cofinanziamento dei fondi strutturali per la programmazione 2014-2020; accompagnamento del processo di riordino istituzionale attualmente in corso; consolidamento e potenziamento degli interventi sullo stato sociale attraverso il fondo per la non autosufficienza e il mantenimento dei fondi per le politiche sociali; attivazione di misure per la competitività del sistema produttivo; investimenti per la tutela e la sicurezza contro il dissesto idrogeologico, per le infrastrutture viarie e per il trasporto pubblico locale.

La sanità costituisce il settore della spesa regionale con il volume più importante di risorse finanziarie, avendo un’incidenza di oltre l’80 per cento. La quota prevalente della spesa sanitaria è rappresentata dal fondo sanitario regionale; la quota indistinta è determinata annualmente in sede di riparto del finanziamento del servizio sanitario nazionale su base annua e per il triennio di riferimento.

Il riparto alle Regioni per l’anno 2015 è stato definito con l’intesa Stato-Regioni n. 237 del 23 dicembre 2015 e nella stessa data sono state approvate le intese Stato-Regioni n. 236 di assegnazione delle risorse per la realizzazione degli obiettivi di piano 2015 e n. 235 relativa al riparto della quota premiale per l’anno 2015.

La programmazione finanziaria e sanitaria regionale per l’anno 2015 è stata definita in un quadro nazionale complicato anche per l’impossibilità di prevedere la ricaduta economica derivante dall’applicazione della normativa nazionale in materia sanitaria, come ad esempio lo schema del decreto del presidente del Consiglio dei ministri relativo alla nuova definizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria e il decreto del Ministero della salute n. 70/2015 relativo al Regolamento degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l’assistenza ospedaliera.

Nel corso del 2015 l’andamento della gestione economico-finanziaria delle Aziende è stato monitorato trimestralmente e in modo straordinario nel mese di ottobre. I consuntivi di tutte le Aziende del servizio sanitario regionale confermano il pareggio di bilancio di esercizio.

Il volume complessivo delle risorse disponibili per il servizio sanitario regionale per l’anno 2015 è pari a 7.958.657.000 euro, di cui 7,765 miliardi di euro circa come finanziamento sanitario indistinto e 73 milioni di euro circa come fondo sanitario nazionale vincolato per gli obiettivi di piano.

La Regione, inoltre, in continuità con gli esercizi precedenti, ha finanziato con risorse aggiuntive proprie il fondo per la non autosufficienza per complessivi 120 milioni di euro.

Sono stati rispettati i tempi medi di pagamento in ambito sanitario in una quota inferiore ai giorni previsti per legge.

Nel corso del 2015 è stato centrale il tema del riordino istituzionale, e non solo i processi di fusione dei Comuni, che hanno assunto una forte rilevanza. La Regione Emilia-Romagna è tra le poche Regioni italiane ad aver mantenuto un fondo specifico per l’esercizio delle funzioni delegate e nel 2015 tale fondo è stato implementato con ulteriori 28 milioni di euro per consentire la copertura delle spese inerenti alle funzioni regionali da delegare o mantenere in gestione diretta e per mantenere la garanzia dei livelli occupazionali delle Province.

Per i settori agricoltura, economia ittica e attività faunistico-venatorie, occorre evidenziare che dal 1° gennaio 2015 tutti i regimi di aiuto devono conformarsi ai nuovi orientamenti dell’Unione europea per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020, o alle nuove disposizioni previste dai Regolamenti UE n. 1408/2013 (cosiddetto regime de minimis) e n. 702/2014 (regime in esenzione).

Nel 2015 è stata, pertanto, avviata la revisione delle leggi di spesa e dei relativi criteri attuativi per renderli compatibili con la nuova disciplina comunitaria. Abbiamo considerato una priorità assoluta il cofinanziamento relativo alla programmazione comunitaria. Su una disponibilità di risorse regionali di circa 38 milioni di euro, quasi 30 milioni di euro sono stati destinati al cofinanziamento regionale dei programmi sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

Se prendiamo in esame i macro settori (interventi per avversità, interventi per attività faunistico-venatorie, servizi alle aziende, accesso al credito, interventi per fitosanitari, promozione di prodotti e orientamento al consumo, economia ittica) vi sono stati interventi che per brevità non richiamo ma, se sarà necessario, su questi come sugli altri potrò intervenire in fase di replica.

L’anno 2015 si è contraddistinto per la partecipazione della nostra Regione a Expo, sia mediante la presenza all’Esposizione universale di Milano, sia attraverso le iniziative promozionali sul territorio, che hanno coinvolto Enti locali, imprese e associazioni. Un grande successo – occorre dirlo – per la nostra regione e per i nostri prodotti.

Per i settori trasporto, reti infrastrutturali, immateriali e materiali, programmazione territoriale, agenda digitale, sono stati stanziati 10 milioni di euro per la manutenzione straordinaria della rete provinciale, con priorità per le strade di interesse regionale. Sulla sicurezza stradale è proseguita la fase attuativa dei progetti inseriti nelle graduatorie, che ha segnato contributi pari a circa 7 milioni di euro. Interventi finalizzati principalmente alla valorizzazione delle aree urbane aventi come obiettivo l’aumento dei livelli di sostenibilità e sicurezza della mobilità.

Per il trasporto pubblico regionale e locale, nel 2015 sono state impegnate e liquidate risorse regionali per l’acquisto di nuovi autobus ibridi per un importo superiore ai 3 milioni di euro. Oltre 2,4 milioni di euro sono stati, invece, impegnati per l’acquisto di 103 veicoli elettrici di varie tipologie.

Con le risorse POR-FESR 2014-2020 per la mobilità sostenibile nelle città, sono stati stanziati oltre 27 milioni di euro per rinnovo parco bus, sviluppo delle apparecchiature tecnologiche, interventi nelle città inserite nel piano urbano della mobilità sostenibile.

Anche sul trasporto ferroviario, sulla promozione della mobilità ciclopedonale, sulla navigazione interna e sul porto di Ravenna sono state sviluppate importanti azioni programmatiche, che qui non richiamo, ma che l’assessore Donini in più occasioni ha illustrato, in particolare nella Commissione competente per materia.

Per il settore attività produttive, piano energetico, economica verde, ricostruzione post sisma, richiamo qui il Programma Operativo regionale FESR 2007-2013, rispetto al quale sono stati raggiunti in anticipo sui tempi prefissati dalla Commissione europea (ottobre 2015) gli obiettivi di spesa per il 2015 stesso.

L’anno 2015 si è chiuso con una certificazione di spesa corrispondente al 90,78 per cento dell’intera programmazione, collocando la nostra Regione ai primi posti nell’area competitività fra quelle che hanno superato i target di spesa del periodo di riferimento. Naturalmente, le attività di programmazione sono molte di più di quelle richiamate. Mi interessa evidenziare il senso politico e la direzione di marcia intrapresa, ovvero, ricerca, innovazione, sviluppo e internazionalizzazione per una Regione che trova, anche oltre i confini nazionali, la propria ragione di essere, con un obiettivo fondamentale: ridurre i tassi di disoccupazione e dare attuazione al Patto per il lavoro sottoscritto con tutte le parti sociali, su cui tra l’altro pochi giorni fa è stato fatto appunto il bilancio del primo anno di applicazione.

Secondo l’Istat, nel 2015 l’occupazione in Emilia-Romagna è aumentata dello 0,4 per cento rispetto all’anno precedente, consolidando la crescita. Per quanto concerne l’unità di lavoro, emerge dall’elaborazione di Prometeia, un dato di crescita dell’1,3 per cento, in accelerazione rispetto a quanto rilevato nel 2014. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è sceso nel 2015, in termini di ore autorizzate, del 34,6 per cento. Il tasso di disoccupazione si attesta al 7,7 per cento nella nostra regione, per l’anno 2015, rispetto al dato nazionale attestato all’11,9. Anche il tasso di disoccupazione giovanile, nella fascia 15-29 anni è sceso rispetto al 23,7 per cento. Pertanto, all’obiettivo di promuovere la piena occupazione e il rilancio dell’economia regionale concorrono anche le politiche per la qualificazione del sistema turistico.

Le risorse finanziarie stanziate impegnate nel 2015 ammontano a poco più di 17 milioni di euro. A tali risorse vanno aggiunti 2,263 milioni di euro derivanti dal POR-FESR 2007-2013 per la realizzazione di tre progetti di promozione integrata del patrimonio ambientale e culturale.

Piano marketing operativo 2015, programma promozionale delle quattro unioni di prodotto, progetti di promo-commercializzazione turistica nelle aggregazioni di imprese, osservatorio sul turismo, informazioni turistiche e servizi turistici in rete, efficientamento energetico delle imprese del turismo e del commercio, progetti di eccellenza per lo sviluppo del settore turismo, accesso al credito, politiche per la qualificazione e lo sviluppo delle attività commerciali, sono alcune delle aree di intervento che trovano nel rendiconto 2015 la rappresentazione di scelte che puntano decisamente a rendere ancora più attrattiva la nostra regione.

Anche sui temi della difesa del suolo e della costa, Protezione civile, politiche ambientali e della montagna, il 2015 è stato un anno di grande rilevanza. L’approvazione del programma di interventi nell’ambito del Piano di azione ambientale, trentasei progetti ammessi a finanziamento, e il riconoscimento MAB-UNESCO per i territori del Delta del Po e di quello dell’Appennino tosco-emiliano, gli interventi sulla sicurezza territoriale, 212 interventi programmati, per un totale di 23,3 milioni di euro, destinati a opere di consolidamento, difesa idraulica, difesa della costa.

L’anno 2015 ha visto inoltre l’avvio del piano-stralcio per le aree metropolitane. Per la nostra Regione, a seguito dell’accordo di programma firmato nel mese di novembre, vi sono risorse assegnate per circa 27 milioni di euro per avviare i cantieri, come in molte occasioni anche nei lavori in Commissione, l’assessore Gazzolo ha avuto modo di spiegare. Per brevità, qualora fosse di vostro interesse conoscere l’entità delle risorse trasferite per la Protezione civile, vi rimando alla lettura della relazione di accompagnamento dell’assessorato al rendiconto finanziario 2015.

Con il rendiconto relativo all’esercizio 2015, a nostro parere, si rende evidente il rispetto degli impegni presi anche sui temi del diritto allo studio, l’accesso al sapere, la formazione, così come sulla promozione della cultura nelle varie forme attraverso cui essa si esprime.

Infine sono stati adottati 182 atti di variazione al bilancio di previsione, con deliberazione della Giunta regionale, dei quali 18 hanno riguardato atti di variazione al bilancio di cassa. Il provvedimento di variazione più significativo è stato definito con delibera n. 1061 del 27 luglio 2015, in conseguenza del riaccertamento dei residui attivi e passivi. Sul rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2015, il 7 luglio 2016 si è espressa con parere positivo la Corte dei conti.

Signor presidente, cari colleghi consiglieri, il rendiconto generale della nostra Regione per l’esercizio 2015 rende evidente l’intensità e la concretezza dell’azione di governo del presidente Bonaccini, della Giunta, della maggioranza, e credo di poter dire che i numeri testimoniano in modo molto chiaro il lavoro svolto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Poli.

La parola al relatore di minoranza consigliere Pompignoli.

 

POMPIGNOLI, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Il rendiconto finanziario rappresenta l’atto in cui si riassumono i risultati premessi in fase di bilancio di previsione, ed è l’ultimo documento che chiude una serie di propositi che rappresentano investimenti, spese, applicazione di leggi che normano e regolano l’intera Regione Emilia-Romagna. Un esercizio finanziario che si proponeva di fare passi in avanti in termini di investimenti sulle imprese, sull’economia dell’intera regione Emilia-Romagna e sull’occupazione, con particolare riguardo all’occupazione giovanile.

Gli intenti, purtroppo, sono individuabili solo per gli addetti ai lavori, perché poco viene percepito all’esterno. Una Regione che non dialoga sufficientemente con i cittadini ma solo con enti e società che sono il fianco su cui si appoggia il Partito Democratico, che la governa ormai dal dopoguerra, ma che non riesce più a rispondere alle esigenze territoriali e alle richieste della sua popolazione. Una Regione che risponde solo ai capi di partito e che male investe.

Facciamo un paio di esempi prima di addentrarci nei dati del bilancio. Nel 2015 abbiamo visto la nascita del mostro legislativo chiamato Riordino istituzionale, che sta provocando disguidi territoriali in cui gli Enti locali, le ex Province e le Agenzie faticano a trovare un giusto equilibrio. Riordino che ha permesso di ridurre i costi e snellire le pratiche, ma ad oggi vediamo e percepiamo totalmente il contrario.

Avremmo in qualche modo potuto apprezzare il raggiungimento di qualche obiettivo se il DEFR introdotto nel 2015 oggi avesse un confronto con il DEFR del 2016, Documento di Economia e Finanza Regionale che se scritto in maniera più chiara e semplice e presentato in maniera organica, avrebbe permesso di apprezzare eventuali obiettivi centrati. Ma così non è stato. Infatti, tale strumento di programmazione consente di poter adattare la legislazione delle manovre di bilancio agli obiettivi fissati e quindi definire il livello di finanziamento.

Altro obiettivo mancato in maniera eclatante è il progetto cofinanziato di Garanzia giovani, di cui tanto si è parlato anche attraverso question-time da parte di questo movimento, piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, finanziamento che ha creato solo problemi e non certamente occupazione, mostrando come il carrozzone pubblico non sia stato in grado di essere tempestivo nel rispondere alle esigenze del territorio.

Per far crescere l’economia, per avere un tessuto sociale eterogeneo economicamente, per rispondere ad esigenze lavorative, le scelte che devono essere intraprese non sono certamente progetti come quello di Garanzia giovani, ma si dovrebbe valutare altresì l’imposizione fiscale, ovvero, una riduzione della stessa. Una delle prime nozioni che insegnano ad Economia è quella secondo la quale l’innalzamento della tassazione per mantenere un livello alto delle imposte per periodi prolungati di tempo deprime il PIL, i risparmi e riduce le ricchezze di aziende e famiglie, ricchezze che non vengono reinvestite dalle aziende in innovazione ed assunzioni. I dati di bilancio parlano chiaro: le entrate per la tassazione, nonostante il periodo di crisi economica e la chiusura costante di società e piccole imprese, sono rimaste invariate, e quindi anche le leve fiscali con essa. Basti pensare come si costruisce l’IRAP: se da un lato il costo del personale a tempo indeterminato è divenuto deducibile ai fini dell’imposizione IRAP, grazie ad una norma varata dal Governo Renzi, dall’altro tale norma non è stata pensata per una parte importante della nostra economia. Le strutture alberghiere, gli stabilimenti balneari e tutte le altre attività costiere che vivono di turismo non beneficiano di questa riduzione, in realtà le penalizza, creando disparità di trattamento per tutti quegli imprenditori che operano in tale settore.

Probabilmente Garanzia giovani poteva essere una forma di respiro per queste aziende, ma in realtà sono doppiamente beffate da norme inique varate dal Governo targato PD.

La prima posta di bilancio è sicuramente l’importante avanzo di gestione di circa 1,8 miliardi di euro, posta che non rappresenta un virtuosismo della precedente Giunta Errani. Non erano risparmi reinvestibili per ridare respiro, si trattava di una posta vincolata per destinazione. Posta che in fase di chiusura si è stretta su un dato di disavanzo di oltre 2 milioni di euro.

La seconda posta per importanza è sicuramente il fondo vincolato pluriennale, distinto in parte corrente in euro 52 milioni e in parte conto spese capitali per euro 114,8 milioni. Si tratta di una posta che accoglie gli impegni pluriennali derivanti da obbligazioni sorte in esercizi precedenti. Si tratta di una nuova voce di bilancio inserita dalle norme sull’armonizzazione, come previsto dal decreto legislativo n. 118/2011, articolo 3, comma 4.

Parimenti per importanza, si evidenzia il saldo negativo dell’esercizio precedente per 1,594 milioni di euro, per la mancata stipulazione di mutui già autorizzati dalla legge di bilancio ed  esercizi precedenti, posta che ha origine più che altro da una manovra tecnico-contabile.

Un punto su cui bisogna soffermarsi è l’indebitamento, cioè i mutui di questa Regione e le norme del decreto legislativo n. 118/2011, con particolare riferimento all’articolo 72 del decreto legislativo, che prevede i seguenti capisaldi: le Regioni possono autorizzare nuovo debito solo se l’importo complessivo delle annualità di ammortamento per capitale e interessi dei mutui e delle altre forme di debito, in estensione dell’esercizio considerato al netto dei contributi erariali sulle rate di ammortamento dei mutui in essere al momento della sottoscrizione del finanziamento e delle rate riguardanti i debiti espressamente esclusi dalla legge, non supera il 20 per cento dell’ammontare complessivo delle entrate del titolo, entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa, al netto della tipologia “tributi” destinata al finanziamento della sanità, ed a condizione che gli oneri futuri di ammortamento trovino copertura nell’ambito del bilancio di previsione della Regione stessa, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 2-bis, della legge n. 183/2001.

Analizziamo il limite di indebitamento sul bilancio 2015. Il limite di indebitamento per la Regione è di 205 milioni di euro. L’ammontare delle rate di esercizio è pari a 183 milioni di euro, a cui non si sottraggono, a fine esercizio, rate per nuove rate, ritenuto che non sono stati accesi finanziamenti a cui vanno risommati tutti i contributi erariali per rate di ammortamento per 41 milioni di euro. Le rate effettive che la Regione deve coprire per quote di ammortamento non derivanti da mutuo e sistema sanitario ammontano a circa 142 milioni. In questo conteggio, non dovremmo tener conto delle rate per mutui legati a debiti per ripianare le perdite del sistema sanitario, che ammontano a 142 milioni di euro.

Se la norma non escludesse espressamente tale ultima posta, avremmo ampiamente superato il limite di legge, in quanto la sommatoria prevista è di 284 milioni di euro, a monte di un indebitamento massimo di 205 milioni di euro.

Questo dato va letto in sincronia con il fatto che stiamo discutendo il rendiconto della Regione Emilia-Romagna sia con il fatto che non si stanno utilizzando anticipazioni di cassa. Peccato che il comparto sanitario stia utilizzando anticipazioni di cassa per circa 946 milioni di euro per debiti certi ed esigibili delle aziende sanitarie al 31.12.2012, dato che è lapalissiano e che è stato accantonato dal fondo anticipazioni di liquidità per 937 milioni di euro.

Il riaccertamento straordinario e l’armonizzazione stanno facendo emergere tutte le criticità lasciate dalla Giunta Errani e stanno facendo emergere quelle della Giunta Bonaccini. I dati sono assolutamente significativi, perché stanno emergendo debiti certi ed esigibili che fino ad oggi non erano noti in maniera così chiara.

Per poter far fronte a questa ingente somma, la Regione ha approfittato del decreto legge n. 179/2015, non convertito in legge (oggi il Governo Renzi non riesce a convertire decreti), ma reinserito nell’articolo 1, commi 692 e 700, della legge n. 208/2015. La Regione ha ottenuto, infatti, tutta l’anticipazione richiesta con la delibera di Giunta n. 2044 del 10 dicembre 2015, ma con una contrazione di debito con la Cassa depositi e prestiti per trent’anni. Credo che la Giunta non capisca che questa scelta blocca 37 milioni all’anno del nostro bilancio per trent’anni, che vanno ad aggiungersi ai 284 milioni che abbiamo detto in precedenza.

Passiamo al fondo perdite societarie e a come la Regione ha ben pensato di ridurre il numero delle partecipate. Il fondo in questione vede un accantonamento per circa 227.000 euro, ma sappiamo che nessuna di queste società in cui la Regione ha delle quote o azioni ha provveduto a ripianare le perdite. La nuova normativa prevede, infatti, che vengano presentati piani operativi di razionalizzazione da parte di ciascun ente societario con l’obiettivo della riduzione delle società partecipate, direttamente o indirettamente, anche mediante aggregazione dei servizi pubblici locali e la dismissione delle partecipazioni non indispensabili. I predetti piani devono contenere tempi di attuazione, nonché l’esposizione in dettaglio dei risparmi da conseguire.

I piani devono riguardare tutte le società detenute dagli enti, senza rilievo della natura del servizio affidato. Lo Stato, ovviamente, per incentivare le fusioni dei Comuni, ha inserito incentivi fiscali in materia di mobilità del personale, di cui all’articolo 1, commi 563 e 568-ter, della legge 27.12.2003 n. 147.

La Giunta Bonaccini per tutto il 2015 si è posta il problema della razionalizzazione, ma poco ha dato nel dettaglio, allegando la delibera di Giunta n. 514/2016, che viene ripresa in una nota della stessa Corte dei conti, delibera che è dell’11 aprile 2016. Ovviamente, la Giunta Bonaccini non poteva permettersi di perdere questi posti di lavoro ad hoc per i propri dirigenti e ha ben pensato di scegliere la strada più semplice: accorpare e fondere società.

Non troviamo, inoltre, un significativo moto di riduzione delle partecipate. Nel piano sono previste due fusioni per quattro società, ma sappiamo ‒ anche tramite i recenti eventi ‒ che è in atto un processo di fusione anche tra l’Ente Fiera Bologna, Parma e Rimini.

È previsto in delibera anche un piano di dismissione per otto società tramite evidenza pubblica, ma per ora dovremo attendere per comprendere se ci saranno acquirenti e quanti introiti porteranno, alla fine di quest’anno, queste fusioni. Dalla delibera ci si aspettava che per le due aziende, delle otto per cui si è conclusa la liquidazione, gli importi degli effetti fossero stati riportati, invece il piano non è puntuale e non presenta un solo numero di saldo a bilancio che faccia da obiettivo per verificare a fine anno se è stato centrato oppure no.

Stesso ragionamento vale per tutte quelle partecipazioni in cui sono in atto fantomatici piani di riduzione, di dipendenza da fonti regionali, di riduzione di spese del personale, di riduzione dei costi di approvvigionamento. Partendo dai principi del testo approvato dalla Giunta, non avremmo dovuto vedere delibere di aumenti di capitale degli enti fieristici del 2016, ma così, purtroppo, non è stato.

Il secondo obiettivo avrà effetti di esodo dei dipendenti, ma non tagli alla dirigenza. Un esempio tra tutti è l’Ente Fiera. Infine, sul terzo punto si constata che fino adesso il controllo dei costi è stata una leva assolutamente non conosciuta. Le aziende private, per chiudere in profitto, nonostante il monte tasse che versano, lavorano sempre per ridurre sprechi, costi e cercare sempre la soluzione più efficiente, cosa che, invece, non avviene per quanto riguarda il pubblico.

Andando oltre i titoli, siamo convinti che gli uffici del Servizio bilancio, invece, abbiano un prospetto di quali siano gli obiettivi di riduzione, ma che questi non vengano resi pubblici, come molte zone d’ombra presenti in questo bilancio, per non dover, poi, rispondere all’Assemblea del non conseguimento dell’obiettivo al cento per cento, ma con obiettivi assai più bassi e modesti.

Queste nostre affermazioni non sono invenzioni, ma la stessa Corte dei conti, con una nota presente nel giudizio di parificazione, solleva questa mancanza nel piano e auspichiamo di avere risposte ed evidenze per la rendicontazione del 2016.

Passiamo al risultato della gestione del bilancio regionale. Purtroppo, il 2015 mostra un peggioramento dei principali indici di bilancio. Un esempio è la liquidità di cassa, che peggiora. Lo stesso vale per il risultato di bilancio, che passa da un avanzo di 1,8 milioni di euro ad un disavanzo di oltre 2 milioni di euro, importo che dovrà essere ripianato andando a limitare e a bloccare altre somme di bilancio e ad irrigidire quelle quote di mutui, con i finanziamenti per le fusioni che in parte per dieci anni bloccheranno gli investimenti dell’Ente.

Quanto sopra esposto è solo un piccolo estratto di oltre mille pagine che compongono il rendiconto, ma che dovrebbero obbligare la Giunta a riflettere sulle manovre attuate, sui risultati non raggiunti e sulla rigidità con cui sta portando avanti la decisione di spesa. Abbiamo di fronte un bilancio che mostra indici che devono assolutamente migliorare in termini di impegno e di pagamento, ma dovrebbero essere testati anche i risultati.

Servirebbe un bilancio di tipo sociale ed etico per valutare i miglioramenti sulla ridistribuzione di ricchezza operata o, meglio, segnalare come sia percepita dal cittadino o meno.

Infine, la messa in sicurezza dei territori che hanno subìto i sismi. Ad oggi, leggiamo ancora poste del 2012 non erogate ai territori e ai cittadini che li hanno subiti. Si tratta di una lentezza disarmante e di una non risposta ai bisogni dei nostri territori.

Come vede, presidente, c’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e c’è chi vede il bicchiere mezzo vuoto. Noi siamo per la seconda parte.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pompignoli.

Apriamo il dibattito generale sull’oggetto 2599.

Ha chiesto di parlare la consigliera Piccinini. Ne ha facoltà.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

La relazione che abbiamo ascoltato poc’anzi dal collega Poli è, naturalmente, a nostro avviso, ottimista. Tocca ricordare, mio malgrado, anche in questa occasione, come in ogni sessione di bilancio, ormai da più di un anno a questa parte, che alla voce “rispetto degli impegni programmatici” la Giunta non è stata poi così precisa come ci viene raccontato. O meglio, lo è stata per ciò che le interessava, ma, per esempio, per ciò che concerne gli aspetti ambientali di questa regione, il rispetto degli impegni non è stato esattamente così puntuale.

Torno, purtroppo, a ripetere cose già dette in quest’Aula, che sono, naturalmente, rimaste lettera morta da parte del Partito Democratico, che evidentemente considera il settore ambiente e la sua tutela, in particolare, un inutile orpello che non merita l’importanza che, secondo noi, dovrebbe avere. Mi riferisco al piano delle bonifiche dei siti inquinati, che ad oggi ancora non c’è. Purtroppo, non c’è neanche l’assessore, oltre al piano delle bonifiche. Poi, però, è simpatico scoprire l’acquisizione di uno stand per la partecipazione della Regione stessa a RemTech 2015, a Ferrara, ovvero il nono salone sulle bonifiche dei siti contaminati e sulla riqualificazione del territorio, in una regione, la nostra, la cui pianificazione su questo tema risale al 1995, come abbiamo detto più e più volte e con episodi di inquinamento che sono all’ordine del giorno e che conta sul proprio territorio un sito contaminato, sotto infrazione europea, che attende di essere bonificato da almeno quindici anni.

A proposito, vorrei ricordare all’assessore, che in Aula non c’è, va bene, parlerò alla Presidenza, che avete sollevato diversi conflitti di attribuzione davanti alla Corte costituzionale sulla vicenda della discarica Razzaboni, scrivendo anche sui muri ormai che la competenza della bonifica è esclusivamente dei Comuni e non della Regione, che non avrebbe, secondo voi, alcuna responsabilità sui procedimenti di bonifica, in barba, secondo noi, al Testo Unico ambientale. Oppure ci volete dire che la competenza regionale va bene solo quando c’è da partecipare alle fiere? A raccontare che cosa? A mettere in mostra la negligenza di questa Regione rispetto a questo tema!

Il documento preliminare del Piano delle bonifiche, da programma triennale di Giunta – ce l’abbiamo qui, l’avete scritto voi “programma ottobre-dicembre” – doveva essere pronto entro dicembre 2015, ma purtroppo ancora non c’è, come abbiamo ribadito diverse volte; obiettivo che, quindi, più che mancato forse è stato volutamente schivato a fronte di continue e costanti sollecitazioni e interessamento da parte nostra; nostre sollecitazioni che, però, a forza di insistere, hanno portato ad un risultato. Con quasi due anni di ritardo per questa Amministrazione finalmente verrà approntata l’Anagrafe dei siti inquinati. Noi, però, facciamo qualcosa in più, perché grazie ad un emendamento del Movimento 5 Stelle alla Camera al via sugli Enti locali ora le discariche abusive dovranno essere segnalate in maniera trasparente anche sui siti delle Regioni.

In ultimo, mi concedo una piccola digressione, visto che l’ultima volta che si parlava di bonifiche di siti inquinati, e in particolare della discarica Razzaboni, l’assessore Gazzolo ha dichiarato, in un’affermazione quanto meno vergognosa, che noi gioiremmo della situazione in cui si trova il sito, solo per il fatto di essercene interessati.

Vorrei ricordare all’assessore, che è assente, che una delle nostre prerogative, che è anche quella dei consiglieri di maggioranza che su questi temi, però, non intervengono mai, è quella di controllare l’operato della Giunta e sollecitare gli interventi ogni qual volta lo riteniamo necessario. Mentre noi portiamo avanti l’impegno di opposizione, ricordo che qualcuno è stata assessora alla sicurezza territoriale e difesa del suolo nella scorsa legislatura. Invece di lamentarsi dell’interessamento del Movimento 5 Stelle, se avesse fatto qualcosa quando poteva, forse, oggi non ci troveremmo in questa situazione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Piccinini.

Non ho altri iscritti in dibattito generale sul rendiconto.

Ha chiesto di parlare il consigliere Foti. Ne ha facoltà.

 

FOTI: Signora presidente, il relatore Poli ha indubbiamente dato dei dati significativi e la sua relazione, così come quella del collega Pompignoli, sono esaustive sotto il profilo della comprensione numerica del rendiconto.

Io, però, mi rivolgerei all’assessore Petitti per una questione che è sia giuridica, che politica, che tecnica. Il giudizio di parificazione che dà la Corte dei conti è particolarmente pesante almeno sotto il profilo tecnico relativamente alla vicenda delle partecipate, che smonta un’impostazione della Regione attraverso una politica di approfondimenti, ma anche di rinvii, e la smonta sia rispetto alle società partecipate in house, sia rispetto ad altre società, dedicandovi qualcosa come quindici pagine del suo parere.

Io non so se siano stati troppo stretti i tempi dati dalla legge nazionale, però se voi leggete questo giudizio di parificazione si dice chiaramente che anche l’alibi che l’Assemblea legislativa è stata sciolta anticipatamente nella scorsa legislatura per i noti fatti… In verità, potremmo dire oggi per gli inesistenti fatti visto che l’imputato principe è stato assolto.

Tuttavia, assessore Petitti, anche rispetto alle ultime delibere assunte dalla Giunta regionale, vi sono una serie di fondate critiche, e quando parlo di fondate critiche non è che io voglia appiattirmi sulla posizione rigorista della Corte dei conti, però dico che i rilievi fatti sono rilievi che non attengono ad una valutazione di tipo politico, attengono a una valutazione di tipo giuridico. Si richiama in più occasioni la Giunta regionale ad accelerare i procedimenti, ad accelerare l’esame delle situazioni delle varie partecipate. Riconosco che in una situazione citata francamente viene contestata la partecipazione allo 0,1 per cento. Essendo una partecipazione di tipo simbolico, come quella delle banche etiche e quant’altro, diventa difficile riuscire a trovare una motivazione che non sia politica, per cui si rimane con quella partecipazione che viene definita di tipo residuale. È polvere, testualmente parlando.

È ovvio che la Regione non si va a impiccare per tenere una partecipazione polverizzata se non per una questione di adesione ad un progetto, con una finalizzazione di tipo politico-istituzionale che penso esuli da una valutazione di merito.

Tuttavia, per quanto riguarda complessivamente le partecipate, vorrei ricordare che questo è un tema che non è irrilevante anche ai fini della gestione corretta della Regione, perché va bene le ipotesi che vengono delineate, la fusione di Lepida con CUP2000, va bene l’altra fusione ipotizzata tra ERVET e ASTER, potrei avere anche un’altra idea rispetto ad APT, ma questo è un altro paio di maniche, la mia valutazione è politica.

Mi pare, però, che la Regione ciò che vuole mettere in risalto è che al di là delle buone intenzioni non vi sia, secondo la Corte dei conti, un atteggiamento conclusivo per quanto riguarda la decisione sulle partecipate da parte della Regione stessa. Non penso che questo sia un argomento da poco. Debbo dire che in ordine alle partecipazioni della Regione, c’è qui l’assessore Corsini, alcune sono promanate da leggi nazionali. Quando tutto il settore termale è stato posto a carico delle Regioni, le Regioni sono diventate azioniste di soggetti che non conoscevano – parliamoci chiaro – se non perché sviluppavano un’attività termale. Oggi io penso che una decisione sulla strategicità o meno di alcune presenze vada fatta. Lo dico anche perché – apro una piccola parentesi – l’audizione del presidente della Fiera di Bologna dei giorni scorsi dimostra, ad abundantiam, che essere azionisti non significa poi essere promotori o delineatori di quadri e di scenari di intervento. Non serve a niente avere il 20 per cento delle azioni in una certa società se poi ci si crogiola nel fatto di avere e di essere azionisti al 20 per cento, ma non ci si farà soggetti attivi nel voler delineare qual è la mission di quella società.

Lo dico sinceramente, è stata una definizione del collega Paruolo, ma a me ha lasciato molto perplesso il fatto che si sia detto che sulla Fiera di Bologna, in definitiva, gli enti pubblici hanno investito importanti risorse economiche, ma poi per convenzione hanno una rappresentanza che è decisamente inferiore al capitale sborsato. Scusatemi se adesso decodifico in termini più semplici quanto sicuramente molto meglio di me ha detto il collega Paruolo, però il fondamento di questa osservazione è che nelle società si conta in quanto nelle stesse si ha una partecipazione significativa, ma a maggior ragione si conta in quanto in esse ci si sta da protagonisti e non messi nella vigna a fare da palo.

In conclusione, assessore Petitti, desidero rammentare che noi stiamo parlando delle nostre partecipate che spesso sono holding da cui promanano un’altra serie infinita di società. Ne cito una per tutte: noi siamo soci di BolognaFiere, ma se andiamo a vedere le partecipate sono molto di più della società unica a cui si potrebbe fare riferimento. Allora, pongo soltanto un quesito: rispetto alla richiesta temporale della Corte dei conti di provvedere a definire un quadro esaustivo non delle scelte che si vogliono compiere, ma delle scelte che si devono realizzare, la Giunta è in grado di rispettare questo termine? D’altronde, il 31 ottobre è piuttosto vicino. Se poi si considera la scarsa attività tipica del mese di agosto, si tratta di una settantina di giorni. Ebbene, siete al punto di compiere queste scelte e di averle non solo ipotizzate ma anche verificate sul campo, o no? Torno a ripetere, al di là dell’espressione contraria sotto il profilo politico, al di là delle critiche per un documento che non si è votato, rimane comunque il fatto che, se non ho letto male questa relazione, quello delle partecipate rappresenta il vero nocciolo attorno a cui gira tutto il giudizio di parificazione contabile della Corte dei conti. Quindi, ritengo che questo sia un elemento centrale per quanto ci riguarda, elemento sul quale io penso si debba sviluppare un’opportuna riflessione e per il quale, a seguire, si debba adottare un insieme di provvedimenti volti effettivamente a disboscare la partecipazione e la presenza della Regione in società che non sono più strumentalmente utili alla medesima, o dove una rappresenta molto spesso un duplicato dell’altra.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Desidero intanto aggiungere, sempre sul tema delle partecipate, che in realtà anche nel parere espresso dai revisori dei conti è stato fatto un accenno importante in ordine alle partecipate, oltreché alla strategia che la nostra Regione intende assumere. Al riguardo, ricordo che, in occasione dell’esame del bilancio dello scorso anno, presentammo un emendamento proprio per ricordare quella scadenza, che poi non venne rispettata, come non viene rispettata neanche quella di quest’anno, di questo piano di sistemazione di tutte le partecipate.

Rammento altresì che la Corte dei conti ha lamentato che manca un controllo sulle cosiddette “sotto-partecipate”, ovvero le partecipate delle partecipate, come anche che i revisori dei conti denunciano che le partecipate non forniscono tempestivamente i bilanci approvati dalle assemblee. Questo perché i revisori dei conti, quando si cimentano con l’analisi del nostro rendiconto, devono conoscere lo stato di salute delle nostre partecipate, dal momento che esse influiscono sul nostro bilancio. Ebbene, i revisori dei conti contestano la mancanza di questa puntualità manca e, in maniera sfumata, lasciano intendere che per loro è impossibile riuscire a dare un giudizio completo e tempestivo in mancanza di questi dati. Tant’è che essi stessi suggeriscono alla Regione di attuare un monitoraggio ancor più tempestivo e chiedono – e anche qui vorremmo capire se ci stiamo muovendo in tal senso – che tutte le partecipate e le controllate producano flash report mensili, trimestrali o semestrali. Di questo aspetto, peraltro, ci siamo resi conto pure noi a seguito dell’audizione sulla Fiera che si è tenuta l’altro giorno, tanto da commentare: se questi report fossero stati un po’ più tempestivi e puntuali, forse ci si sarebbe resi conto con anticipo delle situazioni su cui, invece, oggi si devono scontare purtroppo situazioni tragiche esplose proprio in questi giorni.

Un altro appunto mosso dalla Corte dei conti riguarda la questione degli affidamenti delle consulenze legali. Sono stati concessi 187 affidamenti esterni, che secondo la Corte dei conti avrebbero dovuto essere valutati con maggiore oculatezza o per i quali perlomeno – aspetto oggetto, fra l’altro, di una corposa audizione tenutasi tempo fa in I Commissione, allorquando il consigliere Bignami presentò un suo progetto di legge in materia, appunto, di consulenze legali – sarebbe opportuno, sempre secondo la Corte dei conti, ma anche a nostro giudizio, istituire un albo e individuare procedure pubbliche di selezione. Almeno questo aspetto ci sembra importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri iscritti in discussione generale, pertanto la dichiaro chiusa.

Chiedo ai due relatori se intendono intervenire per replica. Prego, consigliere Poli.

 

POLI: Grazie, presidente.

Ne approfitto anche per preannunciare la nostra dichiarazione di voto, così guadagniamo un po’ di tempo.

Mi pare che dagli interventi dei colleghi sul rendiconto non emergano particolari valutazioni dal punto di vista politico. Ringrazio il consigliere Foti per l’apprezzamento sui contenuti della relazione e anche la consigliera Piccinini per avermi definito “ottimista”. È meglio essere ottimisti, perché di questi tempi aiuta. Di pessimismo ce n’è già abbastanza. L’ottimismo trasmette un po’ più di energia.

Collega Pompignoli, che ringrazio per il lavoro che abbiamo svolto in Commissione, insieme naturalmente a tutti gli altri colleghi, sentir dire sul rendiconto da un autorevole rappresentante, nonché relatore di minoranza del provvedimento in esame, che il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto è quasi un complimento. Mi sarei aspettato di sentirmi dire che non c’è neanche la bottiglia. Quindi, prendo la sua constatazione come un apprezzamento.

Con riferimento alla questione relativa al riassetto delle società partecipate, credo che l’assessore Petitti, nelle sue conclusioni, affronterà più nello specifico il tema.

Anche dalla collega Piccinini non ho sentito particolari valutazioni politiche o di merito sul bilancio della Regione, se non su un aspetto che ormai credo abbiamo affrontato innumerevoli volte tanto in aula quanto in Commissione. Oramai ho perso il conto. Il bilancio della nostra Regione è un bilancio di dodici miliardi di euro complessivi, quindi credo vi siano molti argomenti su cui eventualmente si possa discutere, si possa eccepire e si possano esprimere valutazioni. Concentrarsi invece su un aspetto, per quanto importante, peraltro già in moltissime occasioni affrontato attraverso le risposte alle interrogazioni dall’assessore Gazzolo, lo prendo come una certificazione di un giudizio non negativo sul consuntivo della Regione. D’altronde, resto convinto che su questo aspetto in particolare la consigliera Piccinini forse non si convincerà neanche se andiamo tutti in missione a Lourdes! Da questo punto di vista, quasi quasi mi dichiaro prigioniero politico, perché non so più da che parte prenderla per farmi capire.

In definitiva, riconfermo che, a parere del Partito Democratico e della maggioranza, il rendiconto 2015 certifica la prosecuzione e il raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati a inizio mandato, nel nostro primo anno di lavoro. Per queste ragioni, il voto del Gruppo del Partito Democratico e della maggioranza nel suo complesso sarà un voto favorevole al nostro rendiconto 2015. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Poli.

La parola, per le conclusioni della Giunta, all’assessore Petitti.

 

PETITTI, assessore: Grazie, presidente.

Ho una serie di considerazioni, alla luce di quello che sicuramente è un passaggio importante. Il rendiconto 2015, come è stato ricordato anche dai consiglieri e dai relatori, è il primo esercizio finanziario di questa nuova legislatura a presidenza Bonaccini, sottoposto ad un giudizio di parificazione da parte della Corte dei conti, in termini positivi. Rappresenta un momento importante perché è stato il momento conclusivo di un’attività di controllo che la Sezione regionale dell’Emilia-Romagna, ricordiamolo, ha avviato, con riferimento a tutto l’esercizio 2015, fino al 14 aprile del 2016.

Penso allora che sia necessario, proprio per entrare nel merito di alcune considerazioni, ripercorrere in maniera molto breve il contesto nel quale è stato approvato il bilancio di previsione del 2015. Sicuramente, ricordiamolo, è stato un momento complicato dai fatti che hanno comportato i primi mesi dell’anno, che sono stati comunque gestiti in esercizio provvisorio, e anche in quella che è stata l’immediatezza dell’insediamento della Giunta e del Consiglio regionale.

Voglio da subito evidenziare che sono stati almeno tre gli eventi straordinari che hanno caratterizzato l’esercizio finanziario del 2015. Innanzitutto l’introduzione, dal primo gennaio, dell’armonizzazione di tutti i sistemi contabili della Pubblica amministrazione – ne abbiamo più volte parlato in Commissione, ma anche in Assemblea – che hanno modificato sostanzialmente anche tutte le modalità di programmazione, gestione e controllo delle attività finanziarie di questo Ente. Questa novità ha anche comportato un’importante attività legata alla revisione straordinaria di quelli che sono i residui attivi e passivi che ci hanno permesso di evidenziare, io credo che questo vada sottolineato, un miglioramento del risultato di amministrazione per circa 12 milioni, quindi dimostrando che c’è stata una corretta gestione della parte dei debiti e dei crediti da parte dell’Ente. E poi l’anticipazione, altro aspetto importante, solo per le Regioni, tra l’altro, di quello che è stato il pareggio di bilancio in Costituzione, che ha sostituito, lo sappiamo, il patto di stabilità interno, e che ha posto inevitabilmente a tutti i comparti locali l’impegno dei vincoli di finanza pubblica che sono stati ovviamente quelli concordati in sede europea con la legge n. 243.

Infine, una richiesta di contenimento della spesa regionale, fortunatamente mitigata anche nell’accordo tra Stato e Regioni lo scorso febbraio.

In questo contesto che sicuramente ha evidenziato aspetti di cambiamento e di criticità, credo che siamo riusciti, lo dimostrano appunto ancora una volta i numeri fatti, a predisporre un bilancio che da questo punto di vista ha anche messo in luce alcuni obiettivi principali. Li voglio ricordare molto rapidamente, ma vanno ricordati: tutto il cofinanziamento dei fondi strutturali per la nuova programmazione 2014-2020, tutto l’accompagnamento a quella fase straordinaria di riordino istituzionale che attualmente è in corso e che permette non soltanto di coprire le spese legate al personale, ma tutta quella fase di transizione legata anche alle spese di gestione degli Enti. Ovviamente abbiamo preservato e consolidato anche gli interventi sullo stato sociale, io dico anche sulle politiche di contenimento tariffario, e rilanciato alcune politiche importanti, per questa Regione e per questi territori. Parlo ovviamente dell’aumento delle spese per la cultura e per lo sport, dell’attivazione fondamentale di tutte quelle misure, riconosciute tra l’altro dallo stesso sistema produttivo, quindi di tutte quelle misure importanti per la competitività del nostro sistema produttivo, quindi finanziando interventi mirati ovviamente anche ad ottimizzare quelli che sono stati progetti importanti, ad esempio anche per la green economy e gli investimenti che sono aumentati nel tempo, contro il dissesto idrogeologico, per le infrastrutture viarie e per il trasporto pubblico locale.

Voglio poi anche ricordare, come sottolineavano alcuni consiglieri, che la Corte dei conti, nell’esprimere il proprio giudizio di parifica, svolge sempre compiutamente un esame in merito soprattutto a quelli che sono tre ambiti principali, e su questo andiamo a vedere nel merito cosa dice la relazione della Corte dei conti, e cioè l’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare quelli che sono gli equilibri economico-finanziari per un Ente come una Regione; ovviamente, la verifica fondamentale del rispetto degli obiettivi posti dal Patto di stabilità e, altro aspetto importantissimo, quella che deve essere l’osservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento.

Su questi aspetti, il giudizio è stato estremamente chiaro, estremamente netto, da parte della Corte dei conti e noi riteniamo sia stato un giudizio positivo. Sul primo aspetto viene dato atto di quello che è stato il rispetto del pareggio e degli equilibri di bilancio, non soltanto in previsione ma in assestamento e ovviamente anche in tutta la fase di rendiconto. Sul secondo aspetto, ovviamente viene evidenziato come il rispetto del nuovo pareggio di bilancio abbia comunque sostituito in modo positivo il Patto di stabilità. Ricordiamo che per le Regioni, aver anticipato al 2015 il pareggio di bilancio non ha limitato quello che è stato un rapporto fondamentale, negli anni sempre preservato, con il comparto delle Autonomie locali. Noi cioè abbiamo continuato a mantenere gli obiettivi previsti dal Patto di stabilità interno, abbiamo appunto rispettato tutti i vincoli di finanza pubblica e abbiamo dato continuità all’applicazione di quelli che sono, lo sappiamo tutti, degli importanti patti di solidarietà con i Comuni e con le Province.

Voglio anche ricordare, da questo punto di vista, che nel 2015 sono stati ceduti dalla Regione Emilia-Romagna agli Enti locali oltre 126 milioni di euro di spazi finanziari: in un quinquennio, quasi un miliardo di euro. Sappiamo che sono fondamentali, queste risorse, per gli Enti, perché permettono loro di accelerare i propri pagamenti verso le imprese, soprattutto, ovviamente, per quelli che sono investimenti e opere pubbliche.

Infine, terzo aspetto, anch’esso importante, è il tema del rispetto del limite di indebitamento. Non abbiamo fatto ricorso a nuovo indebitamento, abbiamo confermato una flessione già bassa dei livelli di debito (meno 55 milioni di euro rispetto al 2014), quindi, possiamo dire anche questo con i numeri, in modo molto chiaro, una delle Regioni con il più basso livello di indebitamento.

È ovvio che sono tanti gli aspetti che secondo noi, in questa fase, con il rendiconto e con il giudizio di parifica, vanno evidenziati. Voglio sottolinearne soltanto alcuni che ritengo fondamentali, proprio perché stanno all’interno di quella coerenza, con l’impegno delle politiche portate avanti da questa Amministrazione. Sotto il profilo gestionale viene rilevato dalla Corte il rispetto dei tempi medi di pagamento delle fatture per tutte le attività legate alle transazioni commerciali. Un altro profilo importante dal punto di vista della gestione riguarda il controllo di alcune tipologie di spesa che hanno a che fare sia con il personale che con la parte sanitaria. Penso che sia stato anche giusto, nel 2015, aver deciso, come Regione, di anticipare in maniera volontaria la predisposizione di quello che è stato il DEFR, perché attraverso questo strumento, abbiamo potuto mettere in luce quelli che sono stati gli obiettivi strategici che ci siamo prefissi di realizzare. Penso che anche con il risultato di amministrazione del 2015 sia emerso in modo chiaro come sia stato distribuito tra l’avanzo vincolato ‒ questo veniva ricordato dai relatori, sia di maggioranza che di minoranza ‒ di 1,192 miliardi e l’avanzo accantonato per oltre 300 milioni, di cui ben 217 milioni sono stati a copertura integrale dei residui passivi. Credo che anche questo aspetto sia estremamente importante. Questa percentuale è superiore a quanto ritenuto adeguato dalla Corte dei conti, che, invece, si riferiva a una percentuale del 70 per cento.

Alcune considerazioni rispetto al tema della spesa del personale e delle partecipazioni regionali. Per quanto riguarda la spesa del personale, credo che ci siano considerazioni nella relazione della Corte dei conti che denotano in modo chiaro il rispetto dei vincoli fissati dalla normativa. In modo particolare, viene dato riscontro di quelli che sono, ovviamente, i vincoli assunzionali, quindi anche il tetto di spesa che la Regione Emilia-Romagna ha nel suo complesso. C’è un valore complessivo, nel 2015, di 140 milioni di euro, ben al di sotto della media del triennio precedente, 2011-2013, che era di 152 milioni di euro. Comunque, l’incidenza di questa spesa del personale su tutta la spesa corrente è del 10,42 per cento. Questa percentuale, questa spesa, colloca la Regione Emilia-Romagna tra gli enti più virtuosi rispetto ad un rapporto che, a livello nazionale, è del 25 per cento. Non entro nel merito di tutti gli aspetti che riguardano la spesa del personale, ma sono comunque positive le verifiche sia sul rispetto delle disposizioni in materia di turnover sia rispetto alla gestione della contrattazione decentrata. Questi sono gli aspetti di merito che vengono evidenziati dalla relazione della Corte dei conti.

Vi è, poi, il tema delle partecipate. Veniva detto in modo chiaro. Ci sono alcuni appunti, alcune considerazioni e indicazioni della Corte. Alcuni aspetti non possiamo dire che non siano stati rilevati in maniera positiva. Nelle considerazioni conclusive, la sezione della Corte dei conti riscontra ‒ queste sono le parole, il virgolettato della relazione ‒ positivamente nel piano adottato rilevanti obiettivi di contenimento dei costi di funzionamento programmati per le società in house e chiede che queste società di cui la Regione intende mantenere le quote nel piano vadano chiarite rispetto alla riconducibilità ai fini istituzionali dell’ente e all’indispensabilità rispetto ad altre forme di gestione.

Chiaramente, queste considerazioni stanno alla base di un lavoro che noi abbiamo avviato, un lavoro che ‒ voglio ricordarlo in modo molto chiaro ‒ corrisponde all’attuazione dei princìpi evidenziati nel programma di mandato del presidente Bonaccini, princìpi di razionalità e di fattibilità. Nello scorso mese di aprile abbiamo assunto un provvedimento di Giunta nel quale si precisa in modo molto chiaro che lo sforzo operato dalla Regione, da una parte, è quello di conciliare ‒ questo lo dobbiamo dire ‒ la continuità operativa (ovviamente, la pena è anche quella di non attuare azioni importanti che queste stesse società hanno rispetto a uno spreco di risorse); dall’altra parte, attuiamo disposizioni legislative in termini concreti.

Noi abbiamo previsto l’attuazione del piano ‒ e la relazione della Corte lo sottolinea in modo chiaro ‒ entro la fine dell’anno, entro dicembre. Si tratta di un’attuazione che vedrà il dimezzamento delle società attuali della nostra Regione, passando dalle attuali 7 a 4 rispetto alle società in house; rispetto a quelle non qualificabili in house, è prevista una riduzione da 17 a 9. Ovviamente, non è solo un dato quantitativo quello che a noi interessa con questo piano delle partecipate, ma c’è dietro un ragionamento strategico che noi abbiamo più volte voluto evidenziare, anche rispetto alla funzionalità che questi enti avranno in futuro.

Io voglio anche aggiungere ‒ aspetto ricordato e sottolineato anche nella relazione della Corte dei conti ‒ che il passaggio rispetto all’approvazione di una delibera di Giunta del 28 giugno scorso va a definire ancora di più il completamento di tutto l’assetto del sistema amministrativo di controllo delle società in house. Con questa delibera abbiamo posto anche le condizioni perché ci possa essere sempre di più un’attenta valutazione di questi organismi. Crediamo che, da questo punto di vista, la strada intrapresa sia quella che porterà alla realizzazione degli obiettivi che ci siamo dati.

Un altro aspetto che ritengo abbia un peso importante, soprattutto per quanto riguarda la spesa regionale, riguarda il tema della sanità. Noi sappiamo che sul 2015 abbiamo definito la programmazione e il finanziamento delle Aziende di servizio sanitario regionale sulla base di una stima realistica, pur in assenza di quello che all’epoca era già il riparto tra le Regioni. Il volume complessivo di queste risorse per il 2015 è stato ridefinito successivamente.

Da questo punto di vista, l’importo complessivo, che non si è discostato da quanto avevamo previsto all’inizio, ha dato risposte importanti alle esigenze manifestate dal comparto sanitario (50 milioni di risorse regionali che sono state messe a disposizione anche delle aziende farmaceutiche). Soprattutto, abbiamo dato continuità e sostenuto con risorse aggiuntive tutto il fondo regionale per la non autosufficienza. Sempre nel 2015, con riferimento a tutte le politiche di acquisto di beni e servizi, abbiamo affrontato temi importanti che riguardano sia l’attività legata alla spesa farmaceutica che tutto il tema legato alle gare centralizzate da parte di Intercent-ER.

Credo che le considerazioni della Corte vadano lette in un’ottica sempre positiva e propositiva per migliorare rispetto al proprio operato, ma che questi siano aspetti concreti cui attenerci e rispetto ai quali dobbiamo fare le nostre valutazioni.

Il giudizio positivo rispetto alla parifica di bilancio credo dimostri che la gestione sul 2015, nelle condizioni che sottolineavamo all’inizio, quindi anche di estrema criticità rispetto alle modalità della programmazione finanziaria e al contesto, denota un rispetto, da parte del Governo regionale, dei limiti e dei vincoli di bilancio. Per quanto riguarda la nostra parte, abbiamo contribuito al raggiungimento importante, fondamentale degli obiettivi di finanza pubblica nazionale.

Da questo punto di vista, abbiamo avviato un altro provvedimento importante, che analizzeremo in seguito, ossia l’assestamento legato al bilancio. Da questo punto di vista, il nostro giudizio è positivo e ci permette di ragionare in termini costruttivi e di coerenza con le politiche impostate da questa Giunta.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Petitti.

Procediamo con l’esame dell’articolato. Si tratta di dodici articoli.

Iniziamo dall’art. 1.

Apro il dibattito generale.

 

(brusio in Aula)

 

Vi chiederei un po’ di silenzio. Abbiamo iniziato l’esame dell’articolato.

Art. 1. Apro il dibattito generale. Cinque minuti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Poli. Ne ha facoltà.

 

POLI: Le chiedo, cortesemente, di far suonare la campanella. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Certo. Procediamo con l’articolato.

Esame dell’art. 1 (Approvazione del rendiconto generale).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’art. 2 (Entrate di competenza dell’esercizio finanziario 2015).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’art. 3 (Spese di competenza dell’esercizio finanziario 2015).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’art. 4 (Residui attivi degli esercizi finanziari 2014 e precedenti).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’art. 5 (Residui passivi degli esercizi finanziari 2014 e precedenti).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’art. 6.

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’art. 7. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 7 è approvato.

Passiamo all’art. 8. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 8 è approvato.

Passiamo all’art. 9. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 9 è approvato.

Passiamo all’art. 10. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 10 è approvato.

Passiamo all’art. 11. 

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 11 è approvato.

Passiamo all’art. 12 (Entrata in vigore).

Apro il dibattito generale. Nessuno chiede di intervenire in dibattito generale.

Apro le dichiarazioni di voto. Nessuno chiede di intervenire in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’art. 12 è approvato.

Passiamo alle dichiarazioni voto finali sull’intero testo di legge.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Intervengo in dichiarazione di voto.

Abbiamo votato contrari a tutti gli articoli, quindi la dichiarazione sul testo finale sarà contraria, nonostante le spiegazioni e le delucidazioni che l’assessore Petitti ha dato a questo rendiconto. Riteniamo che quello che è stato fatto nel corso di questo anno sia insufficiente per far sì che questo movimento possa votare a favore di un rendiconto. Non è sufficiente per le motivazioni che ho già descritto in sede di relazione, in virtù del fatto che, secondo noi, tutti gli obiettivi che si era posta la Regione in questo anno non sono stati centrati o quanto meno, se centrati, solo in piccola parte. Quindi, da questo punto di vista la nostra valutazione è assolutamente negativa.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Pompignoli.

Non ho altri iscritti in dichiarazione di voto.

Se nessun altro consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 2599, con l’uso del dispositivo elettronico, a scrutinio palese, con la registrazione dei nomi.

 

Procedutosi alla votazione e alla verifica della regolarità della stessa da parte dei segretari e degli scrutatori comunico il seguente risultato:

 

Presenti

 

44

Assenti

 

6

Votanti

 

43

Favorevoli

 

28

Contrari

 

15

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Saliera): Proclamo approvata la legge riguardante «Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015».

 

OGGETTO 2851

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge di assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018» (38)

(Relazione della Commissione e relazione di minoranza)

 

OGGETTO 2852

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018» (39)

(Relazione della Commissione e relazione di minoranza)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con la sessione di bilancio sull’assestamento: oggetto 2851 in abbinamento con l’oggetto 2852.

Oggetto 2851: Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018" (Delibera di Giunta n. 960 del 21 06 16).

Il progetto di legge è composto da 16 articoli.

Oggetto 2852: Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018" (Delibera di Giunta n. 961 del 21 06 16).

Il progetto di legge è composto da 12 articoli.

I testi (n. 15/2016 e n. 16/2016) sono stati licenziati dalla Commissione “Bilancio, affari generali ed Istituzionali” nella seduta del 19 luglio 2016.

Il relatore della Commissione, consigliere Roberto Poli, ha presentato relazione scritta.

Il relatore di minoranza, consigliere Stefano Bargi, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti sull’assestamento (progetto di legge oggetto n. 2582) è agli atti.

Naturalmente la discussione ha i tempi contingentati, come da tabella che avete a disposizione.

Procediamo con la relazione di maggioranza.

Do la parola al consigliere Roberto Poli. Prego.

 

POLI, relatore di maggioranza: Grazie, presidente.

La discussione e l’approvazione delle disposizioni collegate alla legge di assestamento e l’assestamento fanno seguito alla discussione e all’approvazione del rendiconto 2015, per cui non riprenderò alcune considerazioni già contenute nella relazione che, in qualità di relatore di maggioranza, ho presentato sul rendiconto stesso. Tratterò congiuntamente i due oggetti 2851 e 2852, fermo restando che, ovviamente, il voto sarà poi sui singoli oggetti.

L’assestamento di bilancio ci consente di valutare l’andamento della spesa delle risorse relative alla prima parte dell’anno e di prestare attenzione alla gestione del bilancio, di verificarne lo stato di attuazione degli obiettivi di governo, nel rispetto dei vincoli di equilibrio che stanno alla base della formazione del bilancio di previsione.

È utile tenere collegate le nostre considerazioni a una lettura sui dati dell’andamento dell’economia regionale che, secondo il rapporto annuale della Banca d’Italia, reso noto a giugno 2016, ci indica un aumento del prodotto interno lordo regionale per l’anno 2015 pari all’1 cento. Questo risultato è dovuto in particolare all’andamento positivo delle esportazioni, dei consumi e degli investimenti. Sottolineo che i consumi e gli investimenti non segnavano un dato in aumento dal lontano 2008.

Per il 2016, le prime rilevazioni sull’occupazione confermano le tendenze positive, con diversità tra i vari settori, un aumento degli occupati nell’industria e nei servizi, mentre per il settore costruzioni il dato è ancora negativo, a certificazione di una perdurante situazione di difficoltà per il settore stesso.

I dati relativi all’occupazione o alla disoccupazione e al ricorso alla cassa integrazione li ho richiamati nella relazione di accompagnamento al rendiconto, quindi per brevità non li riprendo. Voglio, però, sottolineare un elemento, a mio avviso, significativo: le persone che non lavorano, non studiano e non sono iscritte all’interno dei percorsi formativi sono diminuite nel 2015 rispetto al 2014 del 35 per cento, pur richiamando il dato ancora la necessità di una grande attenzione.

Sono tornati a incrementarsi i prestiti alle famiglie, sia l’accensione di mutui per l’acquisto di abitazioni e per l’acquisto di beni durevoli. Anche per le imprese si è registrata una lieve ripresa nell’erogazione del credito, anche qui con diversità tra i settori. Le condizioni, peraltro, di accesso al credito registrano tassi d’interesse diminuiti anche per le politiche monetarie della Banca Centrale Europea.

I segnali di ripresa del 2016 dovrebbero consolidarsi e tutti lavoriamo per questo. Le variabili internazionali che possono condizionare le prospettive sono molte, dal terrorismo all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, in ultimo citerei anche le note vicende che hanno coinvolto un paese vicino a noi come la Turchia.

Anche secondo Prometeia, lo scenario economico delinea segnali incoraggianti nella percezione delle famiglie in relazione alle risorse economiche e al reddito disponibile, e l’Emilia-Romagna è la quarta regione del Paese (era la quinta nel 2014), preceduta da Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. Vale la pena di ricordare che Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono Regioni a Statuto speciale.

Potrei, per questa rilevazione di istituti specializzati, scendere ancora più nello specifico ma, essendo informazioni e documenti accessibili a tutti, mi limito a sottolineare come, a mio parere, ad esempio, le politiche della Regione e l’attuazione del Patto per il lavoro inizino a dare i primi significativi risultati.

Non ci sfugge e siamo ben consapevoli che vi sono ancora aree di sofferenza, situazioni difficili vissute da famiglie, lavoratori e imprese, e per questo con intensità e determinazione il presidente Bonaccini, la Giunta e la maggioranza continuano nell’attuazione degli obiettivi indicati dal programma di mandato.

Si rende necessario un riferimento alle norme finanziarie dello Stato per il 2016. Il bilancio di previsione è stato approvato con legge regionale n. 24 il 29 dicembre 2015 e, ovviamente, sulla base della legislazione vigente a quella data, la legge di stabilità (legge n. 208/2015) ha approvato modifiche. In particolare, l’articolo 1, comma 682, definisce la partecipazione delle Regioni a Statuto ordinario agli obiettivi di finanza pubblica al netto del contenimento della spesa sanitaria per complessivi 2.202 milioni di euro per il 2016. L’11 febbraio, con l’intesa Stato-Regioni, vengono definite le modalità per il raggiungimento degli obiettivi soprarichiamati. Ciò comporta, per la nostra Regione, la riduzione del contributo di cui all’articolo 1, comma 683, della legge n. 208/2015 pari a quasi 162 milioni di euro e, in base alla legge n. 190/2014, articolo 1, comma 541, una riduzione del contributo pari a 100 milioni di euro e una riduzione delle risorse per gli interventi di edilizia sanitaria per circa 208 milioni di euro. È un importante risultato, raggiunto grazie a emendamenti presentati dalle Regioni e accolti nel decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 20 giugno 2016, che consentirà per l’anno 2016 di conseguire il saldo di competenza solo in sede di rendiconto.

Il progetto di legge di assestamento e variazione al bilancio per l’esercizio 2016-2018 conferma la correttezza con cui è stato predisposto il bilancio di previsione. In sede di assestamento sono state iscritte in entrata e, contestualmente, in spesa risorse a destinazione vincolata dallo Stato, comunitarie o di altri soggetti di cui non vi era disponibilità nel momento della stesura della relazione al bilancio di previsione stesso. Si tratta prevalentemente di risorse a destinazione vincolata del fondo sanitario nazionale per gli indennizzi agli emotrasfusi e ai contributi dovuti dalle imprese per la mancata assunzione di disabili. Sono, inoltre, definite le risorse relative al programma operativo finanziato dal FESR per consentire il rispetto dei programmi di attività.

In riferimento alle risorse autonome regionali, siamo di fronte a minori spese dovute principalmente alla riduzione delle previsioni per interessi passivi sulle anticipazioni di cassa, peraltro mai attivate dalla nostra Regione in considerazione delle disponibilità di cassa della Regione stessa, unitamente alla mancata contrazione di mutui e prestiti a fronte di spese di investimento autorizzate negli esercizi precedenti e finanziate con risparmi propri.

Quanto soprarichiamato rende possibile finanziare ulteriori interventi, destinando: 1,3 milioni di euro per interventi di competenza regionale di difesa del suolo e della costa aventi i requisiti di urgenza o somma urgenza; 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, per complessivi circa 9 milioni di euro aggiuntivi, per il programma di sviluppo rurale; 1 milione di euro aggiuntivi sulla legge n. 6/2014 (legge quadro per le parità e contro le discriminazioni di genere); 500.000 euro per contributi agli Enti locali per il recupero e il restauro di immobili di particolare valore storico e culturale; 1,7 milioni di euro per servizi e investimenti di manutenzione nel settore ferroviario; 2,5 milioni di euro per l’attività e il funzionamento dell’Agenzia regionale per il lavoro; 1,75 milioni di euro per lo sviluppo e la valorizzazione del turismo, per la qualificazione delle stazioni invernali e la riqualificazione del sistema portuale.

Per effetto delle variazioni della previsione d’esercizio 2016 delle entrate e delle spese, risultano aumentate di 81,326 milioni di euro per la parte di competenza e di 156,862 milioni di euro per la cassa.

Signor presidente, dedicherei l’ultima parte di questa esposizione a un rapido esame dei contenuti dell’oggetto 2851 “Disposizioni collegate alla legge di assestamento e seconda variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2016-2018”, peraltro illustrato in tutte le Commissioni, così come l’assestamento, nel corso dei lavori aventi riferimento gli oggetti.

Per l’oggetto 2851, occorre richiamare il decreto legislativo n. 118 in relazione al principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio, nel quale si afferma che le Regioni adottano una legge di stabilità regionale contenente il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione. È inoltre definita la possibilità di introdurre negli ordinamenti contabili regionali la previsione di progetti di legge collegati con cui disporre modifiche e integrazioni a disposizioni legislative aventi riflesso sul bilancio in attuazione del Documento economico-finanziario.

Per questo, tenuto conto che degli strumenti di programmazione regionale fa parte anche il disegno di legge di assestamento del bilancio, si è ritenuto necessario presentare all’Assemblea legislativa questo progetto di legge, inizialmente composto da nove articoli, che ha subìto alcuni innesti nei lavori di Commissione e che risulta composto da sedici articoli, che di seguito illustro brevemente, essendo gli stessi già discussi in tutte le Commissioni.

L’articolo 1 definisce le finalità della legge.

L’articolo 2 modifica la prima legge della nostra Regione, la legge regionale n. 1/1971 (Legge regionale sui tributi propri della Regione). In particolare, la modifica riguarda il comma 3 dell’articolo 6. Per brevità, non proseguo nella descrizione, perché comunque lo trovate nella relazione.

All’articolo 3 si propone la modifica dell’articolo 26 della legge n. 8 del 15 febbraio 1994, legge che definisce le disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria. In particolare, la modifica attiene al tema della tutela e dell’assistenza della fauna selvatica ferita e in difficoltà.

L’articolo 4 è stato inserito nell’arco dei lavori svolti in Commissione attraverso un emendamento proposto dalla Giunta regionale e riguarda il tema dei cosiddetti tesserini degli hobbisti. L’articolo 5 propone modifiche alla legge regionale n. 43/2001 e nello specifico, l’articolo 34 e l’articolo 37, Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna. In questo articolo, anche qui attraverso un emendamento proposto dalla Giunta, si aggiunge un nuovo primo comma che corrisponde all’esigenza di allineare le disposizioni sul procedimento disciplinare che dal primo maggio 2016 è passata al dirigente responsabile del servizio Organizzazione e sviluppo, rendendo necessario l’adeguamento della norma regionale alla norma nazionale.

L’articolo 6 propone modifiche alla legge regionale n. 2/2002, e nello specifico all’articolo 4 comma 2, la modifica afferisce agli indennizzi a soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a seguito di trasfusioni, vaccinazioni e somministrazione di emoderivati. In sostanza, si stabilisce che le aziende sanitarie anticipino gli indennizzi che poi la Regione provvederà a rimborsare. L’articolo 7 è frutto anche qui di un lavoro svolto in Commissione attraverso un emendamento, e la modifica normativa proposta interviene sui contributi che la Regione può erogare a copertura delle spese di gestione e manutenzione connesse alla sicurezza degli impianti sciistici, incrementando dal 20 al 50 per cento il limite di spesa per i consumi di energia, perché si è valutata insufficiente la misura del 20 per cento.

L’articolo 8 è stato inserito nell’arco dei lavori, anche qui in Commissione, attraverso un emendamento della Giunta e fornisce un’interpretazione autentica del comma 3 dell’articolo 15 della legge regionale 30 aprile 2015, n. 2. L’articolo 9 propone modifiche alla legge regionale n. 13/2015 e in particolare all’articolo 16 e attiene alle nuove funzioni dell’Agenzia regionale ARPAE. All’articolo 10 sono le regole e le disposizioni attuative dell’articolo 6. L’articolo 11 è stato inserito nell’arco dei lavori svolti in Commissione attraverso un emendamento proposto dalla Giunta, e prevede che il presidente della destinazione turistica sia il legale rappresentante dell’Ente modificando le disposizioni del comma 7 dell’articolo 12 della legge regionale n. 4/2016.

L’articolo 12 prevede l’istituzione dell’organismo strumentale per gli interventi europei, organismo privo di personalità giuridica ma dotato di autonomia gestionale e contabile, avente per oggetto esclusivo la gestione finanziaria degli interventi finanziati con risorse europee. L’articolo 13 è stato inserito nell’arco dei lavori svolti in Commissione, anche qui attraverso un emendamento di Giunta. Dal momento che è stata autorizzata ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale n. 29/2004 la sperimentazione gestionale unica e integrata dello stabilimento ospedaliero nuovo Ospedale Civile Sant’Agostino Estense della USL di Modena, da parte dell’Azienda Ospedaliera universitaria di Modena, il comma 1 autorizza il trasferimento del complesso dei beni immobili e delle attrezzature biomedicali, economali e informatiche, inventariate all’atto del trasferimento della proprietà, dall’ASL di Modena all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena, a decorrere dal primo gennaio 2017. Il comma 2 invece prevede il ritrasferimento del patrimonio dall’Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena alla ASL di Modena, in caso di esito negativo dei risultati conseguiti dalla sperimentazione gestionale (non richiamo per comodità il successivo comma 3).

L’articolo 14 è stato inserito nell’arco dei lavori, anche qui in Commissione, attraverso un emendamento proposto dalla Giunta per rafforzare gli interventi in tema di monitoraggio della spesa del settore sanitario, accelerare il processo di automazione amministrativa, migliorare e omogeneizzare i servizi per gli assistiti e gli assistibili della regione.

L’articolo 15, inserito sempre in Commissione, trae fondamento dalla necessità di semplificare le modalità di messa a disposizione di alcuni servizi rispetto alla funzione fondamentale delle strutture ricettive ma essenziali per la competitività e l’ammodernamento del prodotto turistico regionale. La norma infatti prevede che la disponibilità all’interno di strutture ricettive di saune, bagni turchi, bagni a vapore, vasche con idromassaggi e servizi similari, ad uso esclusivo degli ospiti e con funzioni meramente accessorie e complementari rispetto all’attività principale della struttura ricettiva, non sia subordinata alla presenza di soggetti in possesso della qualificazione professionale di estetista né alla segnalazione certificata di inizio attività Scia, bensì soltanto al possesso dei requisiti igienico-sanitari dei locali. Analoga disposizione risulta già introdotta nella normativa della Regione Veneto. L’articolo 16, infine, disciplina l’entrata in vigore.

Cari colleghi, l’esame degli oggetti 2851 e 2852 si è concluso con l’approvazione, in I Commissione, con i lavori della seduta il 19 luglio scorso. Il Collegio regionale dei Revisori dei conti ha espresso parere favorevole in data 7 luglio 2016.

Signor presidente, prendere in esame rendiconto, assestamento e collegato in questi giorni di lavoro dell’Assemblea legislativa ha richiesto un intenso lavoro delle Commissioni, in particolare della I Commissione. Ringrazio il presidente Pompignoli e tutti i colleghi. Questo lavoro ha reso evidente e tenuto collegati tutti gli elementi per una valutazione politica sull’azione del governo del presidente Bonaccini, della Giunta e dalla maggioranza.

Risulta evidente, come spesso ci ricorda il presidente, che gli impegni presi sono stati rispettati, e questo, se mi è consentito, è semplicemente un esempio di buona politica.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere relatore Poli.

La parola al relatore di minoranza, Stefano Bargi.

 

BARGI, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

Oggi ci accingiamo ad approvare questo assestamento e questa seconda variazione al bilancio previsionale 2016, variazione che vorrei iniziare definendola, se vogliamo, minimale, non tanto per le cifre, ma perché fondamentalmente non introduciamo grandi novità rispetto alle previsioni ma abbiamo più che altro il dovuto aggiustamento con le cifre ormai chiuse per l’esercizio 2015, quindi con l’approvazione del rendiconto che abbiamo approvato poc’anzi.

Fa un po’ sorridere, si vede che la maggioranza è particolarmente sicura che gli atti vengano approvati, sapere che in questo assestamento andiamo a recepire i dati di chiusura del 2015, e anche i Revisori lo fanno nella loro relazione, quando in realtà abbiamo votato pochi minuti fa il rendiconto 2015. Evidentemente c’era una certa sicurezza dell’esito di quella votazione.

Per venire invece ai numeri già illustrati dal collega Poli e sui quali non voglio soffermarmi troppo, anche perché, ripeto, non abbiamo spostamenti eclatanti, l’unica questione che ci preme un po’ sottolineare è che forse avremmo preferito vedere più che 10 milioni di euro di risorse sbloccate per una rimodulazione della spesa, di cui prima ci ha fatto l’elenco il relatore di maggioranza, magari uno sforzo maggiore per quanto riguarda la prevenzione del dissesto idrogeologico. Tutti gli anni cadiamo su questo discorso, tutte le volte diciamo che non ci sono mai abbastanza risorse per andare a fare tutti gli interventi che sarebbero necessari sul nostro territorio regionale.

Uno stanziamento di un milione, magari potremmo andare un po’ più nel dettaglio durante questo anno, ma per quanto riguarda le pari opportunità, sicuramente importantissime, non causano vittime se per caso esonda un fiume, o come farebbe un fiume se esondasse? Magari avremmo preferito vedere uno sforzo maggiore sulla prima posta dell’elenco citato prima dal consigliere Poli. Venendo al collegato, sul quale, anche in questo caso, non ci sono modifiche a leggi che ci vedano particolarmente coinvolti come soggetti politici in un’azione di opposizione e contrasto, o particolarmente favorevoli. Facciamo solamente qualche osservazione su alcuni punti, osservazioni peraltro già fatte in Commissione, ma che giustamente ripetiamo anche in questa sede. In particolare, di questi articoli che venivano citati, uno per uno snocciolati dal consigliere Poli, abbiamo il 2 e il 4 che inseriscono la possibilità di delegare funzionari della Regione, il primo per quanto riguarda la riscossione coatta dei tributi da  parte del dirigente, e il secondo invece, per atti che impegnano la Regione, in particolare verso l’esterno, quindi atti che abbiano una manifestazione economica in senso debitoria da parte della Regione, a posizioni organizzative particolarmente rilevanti, su delega del dirigente.

In questi due casi, l’unica perplessità che ci viene da sottolineare è che se si sta facendo per rendere più snella e semplificata la struttura organizzativa regionale, ben venga. Sulla semplificazione ci siamo sempre trovati d’accordo. Attenzione, però, a non creare una nuova figura nella gerarchia dei ruoli in Regione, quindi creare nuovi ruoli e nuovi inquadramenti in quella che, in realtà, è una struttura già assodata. Sarebbe come rimodulare l’organigramma della Regione, magari creando altri ruoli verticistici, chiamati in Commissione “mini dirigenti”. Non ci pare il caso. Quindi, che rimanga nell’ambito della semplificazione, dando la possibilità di snellire le procedure. Questo è quanto.

Per quanto riguarda, invece, l’organismo regionale per gli interventi europei, che viene sviscerato nell’articolo 8 del collegato, siamo già intervenuti in Commissione. Viene data questa possibilità dal Governo centrale tramite la legge di stabilità del 2016. La nostra Regione vuole dotarsi di questo strumento. A nostro avviso, è un qualcosa che poteva tranquillamente essere svolto all’interno della Regione stessa. Se c’era la volontà di creare un bilancio a parte per quelli che sono gli interventi europei, lo potevamo comunque fare all’interno di un ufficio, di un organismo interno alla Regione.

Creare una nuova struttura che, sì, non ha personalità giuridica, però ha una sua autonomia contabile e di governance ci sembra un modo per allontanare dal ruolo della Regione e dell’Assemblea, su questi interventi, l’organismo che, in realtà, li va a realizzare. A fronte di questo, non abbiamo avuto rassicurazioni particolari sui benefici che potrebbe comportare la costituzione di un organismo a parte.

Da parte nostra, c’era la volontà di far riflettere sul fatto di poter mantenere il tutto all’interno della Regione. Inoltre, vi era la questione dei fondi agricoli che, invece, rimanevano separati dagli altri. Quindi, gli interventi europei per la parte agricola rimangono sull’azienda agricola regionale, mentre tutti gli altri interventi passerebbero sotto questa nuova organizzazione, lasciando separata in unico ente la gestione degli interventi europei, quindi lasciando aperta questa breccia. Perlomeno, se c’era la volontà, per il futuro, di destinarli tutti a questa unica organizzazione, si poteva aspettare di mettere tutti gli interventi europei e tutto ciò che concerne il loro controllo sotto questo ente. Tale ente, tra l’altro, ci viene detto, non ha costi aggiuntivi per quanto riguarda la Regione nell’immediato. Questo lo stabilisce il collegato.

Si dice che utilizzeremo personale della Regione, che altri costi in più non ne vogliamo usare e che non esiste una struttura a parte, però questo vale nell’immediato. In futuro non sapremo se questo ente crescerà diventando una di quelle classiche strutture collegate alle Pubbliche amministrazioni che, però, hanno una gestione separata.

Un’altra questione inserita, se non sbaglio, all’articolo 8-bis, in Commissione, successivamente all’articolo 8, riguarda il trasferimento dei beni dallo stabilimento della AUSL di Modena di Baggiovara, quindi il nuovo ospedale Sant’Agostino Estense, all’Azienda ospedaliera universitaria di Modena, il Policlinico. Per quanto riguarda questo passaggio, qui abbiamo solamente una piccola parte. Ne approfitto per entrare un pelino nel dettaglio. Per quanto riguarda questa scelta politica di fusione tra le due strutture ospedaliere della provincia, ci eravamo già espressi, dopo pochi mesi dal nostro insediamento, favorevoli allo studio di un’unione delle gestioni, per ottenere, ovviamente, economie di scala, per poter avere una dirigenza unica, per poter avere un’Amministrazione unica e per poter avere ruoli verticistici unici e non un doppione sul fondo provinciale.

Dobbiamo, però, capirci un attimino su quello che vogliamo fare. Noi ancora non abbiamo visto un piano industriale che ci dimostri i vantaggi prodotti da queste economie di scala. È passato l’atto in cui si richiedeva la possibilità di procedere a questa sperimentazione in Commissione, ma non abbiamo visto ancora i reali benefit. Dico questo perché se si potesse portare un beneficio in termini di spesa sull’organizzazione sanitaria provinciale, chiaramente, dovrebbe invertire la tendenza di ridurre i presidi locali. In questi anni abbiamo visto il caso specifico della Provincia di Modena. L’ultimo caso più noto è quello dell’ospedale di Castelfranco. Quindi, sbloccare risorse per poter invertire, a nostro avviso, questa tendenza e mantenere i presìdi ospedalieri sul territorio ci sembrerebbe qualcosa di assolutamente positivo. Però, vogliamo capire quanto e quali reali possibilità di risparmio ci sono per procedere in questa direzione.

Perché ho citato questo articolo in cui vi è il trasferimento dei beni? Non abbiamo capito perché c’è stato bisogno di mettere in legge il trasferimento di beni dall’AUSL regionale a un’altra struttura sempre della sanità regionale che, a nostro avviso, doveva già essere parte della fase sperimentale. Altrimenti, non si capisce come possiamo gestire entrambe le strutture tenendole completamente separate. Non si capisce questo passaggio in legge che, tra l’altro, lascia il tempo che trova. Spostiamo i beni da una parte all’altra; se per caso la sperimentazione andrà male, anche questo andrà male. Non so cosa voglia dire “andar male”. A mio avviso, va male nel momento in cui non produciamo le economie che ci poniamo come obiettivo, ma quelli sono gli obiettivi che ci siamo posti da raggiungere in termini di economie ‒ in maniera molto grezza ‒ numeriche rispetto a questo tipo di sperimentazione. Altrimenti, facciamo fatica a dire se la sperimentazione è andata bene o male. In quel caso, i beni tornano indietro.

È un passaggio che, a nostro avviso, poteva essere svolto tranquillamente dalla Giunta in questa fase di sperimentazione, senza bisogno di scriverlo in legge.

Concluderei citando, come ho già fatto più volte in Commissione, gli ordini del giorno ‒ parlo di quelli del mio Gruppo, ma ce ne sono stati diversi ‒ votati nel bilancio previsionale 2016. Gli ordini del giorno contenevano scelte politiche da integrare nel bilancio 2016. Visto che sono stati votati a maggioranza e che hanno trovato la loro concretizzazione in quest’Aula, si era deciso che, in occasione della prima variazione utile, si sarebbe provveduto a queste modifiche. La prima variazione utile vi è stata ad aprile (o a maggio; non ricordo bene). Ci era stato detto: “Arriveremo verso febbraio”. In realtà, siamo arrivati in ritardo.

In quella variazione non erano contenute le modifiche. In Commissione, di recente, mi è stato detto che quella era una variazione particolarmente tecnica. Ce ne siamo accorti. Insomma, non si voleva mettere mano su tutta la questione politica, sulle scelte di governo, ma solamente sugli aggiustamenti tecnici. Può anche starci.

Siamo arrivati a luglio (quasi ad agosto) con l’assestamento e la seconda variazione. Ci è stato detto in Commissione che faremo queste modifiche. In merito a tutto ciò che è stato approvato in Aula a dicembre 2015, come collegato al bilancio previsionale, faremo le modifiche dovute per cercare di andare in quella direzione.

Abbiamo chiesto di poter vedere dove verranno fatte queste modifiche. Con il nuovo bilancio armonizzato, per noi consiglieri, purtroppo, è estremamente complicato cercare il singolo capitolo. Anzi, è impossibile, perché i capitoli non li abbiamo. Lo abbiamo chiesto due volte in Commissione. Mi duole dire che, ad oggi, io non ho ancora ricevuto il dettaglio che ho chiesto. Non so se sia un problema di comunicazione telematica. Magari la prima volta poteva essere quello il problema. Non ho ancora ricevuto una mail o un documento che possa mostrarmi con quali cifre sono state concretizzate le variazioni richieste. Due volte mi è stato detto: “Ti daremo una risposta”. Io sto ancora aspettando. Volevo fare questo inciso perché, ad oggi, non ho ancora ricevuto questa risposta. Ci tenevamo particolarmente. Infatti, abbiamo presentato un solo emendamento come Gruppo. Le nostre scelte politiche le abbiamo già espresse in quella sede. Vorremmo vedere la relativa manifestazione. Non si tratta più di scelte politiche nostre, ma dell’Aula, dal momento che l’ordine del giorno ha trovato accoglimento da parte della maggioranza dei consiglieri. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere relatore Bargi.

Apriamo il dibattito generale? Abbiamo un quarto d’ora scarso.

Se siete d’accordo, chiudiamo la sessione mattutina e ci vediamo nel pomeriggio.

Dopo le interpellanze, riprendiamo con il dibattito generale.

Buon pranzo.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 12,50

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Palma COSTI e Massimo MEZZETTI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 2599 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015»” (37)

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 28

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Andrea ROSSI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 15

Enrico AIMI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Galeazzo BIGNAMI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Non votanti: 1

Simonetta SALIERA.

 

Assenti: 6

Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Stefano CALIANDRO, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Igor TARUFFI.

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

2947 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per mantenere i livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento Unigreen sito a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Torri

2948 - Interrogazione a risposta scritta circa i mancati pagamenti di ticket sanitari, con particolare riferimento alla situazione relativa a Modena ed ai cittadini stranieri. A firma del Consigliere: Bargi

2949 - Interrogazione a risposta scritta circa la proroga relativa al termine di 24 mesi indicato dalle ordinanze commissariali per il ripristino dei danni subiti dalle abitazioni colpite dal sisma. A firma del Consigliere: Fabbri

2950 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare la riduzione, durante il periodo estivo, dei posti letto presso l'Ospedale di Vergato. A firma del Consigliere: Bignami

2951 - Interrogazione a risposta scritta circa la prevenzione ed il debellamento della tubercolosi negli istituti penitenziari e nei centri di prima accoglienza per immigrati. A firma della Consigliera: Gibertoni

2952 - Interrogazione a risposta scritta circa la verifica della presenza di amianto nel tetto di un immobile sito nel Comune di Granarolo. A firma del Consigliere: Bignami

2953 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di attuazione del protocollo stipulato tra Regione Emilia-Romagna e la Federazione italiana per il superamento dell'handicap (Fish), con particolare riferimento alla tutela delle persone con minorazioni visive. A firma del Consigliere: Caliandro

2955 - Interrogazione a risposta scritta circa la semplificazione della disciplina riguardante la movimentazione delle greggi ovine e caprine. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri

2956 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'attivazione, a Bagheria, di un dipartimento ortopedico e riabilitativo gestito dell'Istituto Ortopedico Rizzoli. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2957 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare la riduzione di posti-letto negli Ospedali nel periodo estivo, con particolare riferimento alla situazione esistente nel territorio bolognese. A firma del Consigliere: Bignami

2958 - Interrogazione a risposta scritta circa l'adozione di una normativa regionale riguardante l'individuazione dei distretti rurali e dei distretti agroalimentari presenti sul territorio. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri

2959 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per mettere in sicurezza il sistema ferroviario regionale, anche tramite l'applicazione del sistema Scmt e la verifica dei carichi di lavoro dei dipendenti del settore. A firma del Consigliere: Alleva

2960 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure poste in essere dall'AUSL di Modena relativamente alla Casa della Salute di Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

2961 - Interrogazione a risposta scritta circa lo spostamento dell'Unità Spinale da Villanova a Fiorenzuola d'Arda. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

2962 - Interrogazione a risposta scritta circa decisioni del Policlinico S. Orsola Malpighi riguardanti comandi richiesti da dipendenti con figli disabili a carico. A firma della Consigliera: Piccinini

2964 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il luogo e le modalità di svolgimento del Ramadan nella zona industriale di Montecchio. A firma del Consigliere: Delmonte

2965 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche di natura strutturale riguardanti un condominio gestito da Acer in Via Noiret, a Imola. A firma del Consigliere: Bignami

2966 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'urbanistica ed il consumo di terreno agricolo relativi al Comune di Granarolo nell'Emilia. A firma del Consigliere: Foti

2967 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori dell'azienda FCA VM Motori di Cento (FE). A firma del Consigliere: Alleva

2968 - Interrogazione a risposta scritta circa l'istituzione di nuove unità semplici dipartimentali da parte dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, con particolare riferimento alla razionalizzazione della spesa sanitaria. A firma del Consigliere: Foti

2969 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori dello stabilimento di Modena della azienda Kverneland. A firma dei Consiglieri: Aimi, Bignami

2970 - Interrogazione a risposta scritta circa lavori nell'alveo del fiume Reno presso il ponte di Via Emilia Ponente a Bologna, e la messa in sicurezza del relativo cantiere. A firma del Consigliere: Bignami

2971 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la sicurezza delle strade provinciali, con particolare riferimento allo sfalcio della vegetazione in quelle site nella Provincia di Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Delmonte

2974 - Interrogazione a risposta scritta circa un incarico legale attribuito relativamente a vicende riguardanti l'Ospedale di Cona. A firma del Consigliere: Bignami

2975 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire l'uniformità dei trattamenti e dei servizi volti ad alleviare le situazioni di disagio e di sofferenza, con particolare riferimento alle convenzioni riguardanti gli Ambulatori per STP (Stranieri Temporaneamente Presenti). A firma del Consigliere: Rontini

2978 - Interrogazione a risposta scritta circa la procedura, ed i relativi termini, riguardanti la conclusione del procedimento di VIA relativo alla discarica di Fossoli, lotto n. 4. A firma del Consigliere: Bargi

2979 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la chiusura del campo nomadi sito in via Erbosa, nel quartiere Navile di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

2980 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'impianto di combustione e recupero di rifiuti a matrice legnosa sito a Finale Emilia, con particolare riferimento ad emissioni verificatesi in data 12 luglio 2016. A firma della Consigliera: Gibertoni

2982 - Interrogazione a risposta scritta circa richieste di motivazione relative al rilascio della cartella clinica introdotte dall'Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì, con particolare riferimento al decesso del paziente. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

2983 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere, tra le quali la convocazione di un apposito tavolo ministeriale, per tutelare i lavoratori del Gruppo Ferroli, con particolare riferimento allo stabilimento sito a Dosso (FE). A firma dei Consiglieri: Calvano, Zappaterra

2984 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere la situazione di carenza di mezzi, attrezzature e personale riguardanti il Corpo dei Vigili del Fuoco, con particolare riferimento ai territori di Modena e Bologna. A firma della Consigliera: Gibertoni

2985 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare il ridimensionamento dei servizi sanitari attualmente svolti nei territori montani, con particolare riferimento al servizio di pediatria dell'Ospedale di Porretta Terme. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Piccinini

2986 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure di assegnazione della verifica dei titoli di viaggio sui mezzi di trasporto pubblico locale, con particolare riferimento al territorio provinciale di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2987 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da attuare per garantire la corretta assistenza sanitaria dei pazienti e la tutela dei lavoratori del settore, con particolare riferimento al periodo estivo. A firma del Consigliere: Taruffi

2988 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure poste in essere dalla società APT servizi srl nell'ambito delle strategie di selezione dei mercati di riferimento per le attività promozionali e delle iniziative educational tour e di ospitalità di organi di informazione e di giornalisti. A firma della Consigliera: Sensoli

2989 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere per fronteggiare la criticità idrica ed i conseguenti danni all'agricoltura, con particolare riferimento al territorio della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2990 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le procedure e le deliberazioni della Giunta regionale riguardanti l'utilizzo del Carbonext nello stabilimento Unicem sito a Macomero di Vernasca (PC). A firma del Consigliere: Foti

 

Risoluzioni

 

2946 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere azioni a livello nazionale insieme al Ministero affinché venga ridefinita la responsabilità degli amministratori degli enti proprietari delle strade, non dovendo ascriversi ad essi alcuna colpa perlomeno laddove la mancata manutenzione che abbia causato l'evento mortale sia da attribuirsi a mancanza di fondi destinabili ad essa. (14 07 16) A firma dei Consiglieri: Cardinali, Molinari, Caliandro, Calvano

2954 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo al fine di innalzare i livello della politica di contrasto al terrorismo islamico attraverso una strategia condivisa nel settore dell'intelligence, un maggiore coinvolgimento della Federazione russa e della Siria revocando anche le relative sanzioni economiche, prevedendo inoltre leggi speciali in tutta l'area NATO ed UE. (18 07 16) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Marchetti Daniele, Delmonte, Pettazzoni, Pompignoli, Fabbri, Rancan, Liverani, Bargi

2963 - Risoluzione sulla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Una nuova agenda per le competenze per l'Europa Lavorare insieme per promuovere il capitale umano, l’occupabilità e la competitività - COM(2016)381 final del 10 giugno 2016; sulla proposta di raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per le competenze - COM(2016)382 final del 10 giugno 2016 e sulla proposta di raccomandazione del Consiglio sul Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente, che abroga la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente - COM(2016)383 final del 10 giugno 2016. Osservazioni della Regione Emilia-Romagna ai sensi dell'articolo 24, comma 3 della legge n. 234 del 2012. (approvata dalla I Commissione assembleare "Bilancio affari generali ed istituzionali" in data 18 luglio 2016)

2972 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere, nelle sedi di confronto tra Stato e Regioni, la massima attenzione alla sicurezza dei trasporti e delle reti ferroviarie, ad incrementare le risorse destinate a tali tematiche e discutere le stesse nell'ambito del PRIT 2025, a censire le linee ed i relativi sistemi di sicurezza, definendo inoltre un programma di interventi e di priorità, tra i quali l'utilizzo del sistema SCMT e di altre tecnologie avanzate. (20 07 16) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sassi, Gibertoni

2973 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi in tutte le sedi opportune per sollecitare l'inserimento, nella normativa europea, dell'obbligo di etichettatura di origine per la carne di coniglio, oltre a quello di allevamento e macellazione così come previsto per le carni fresche bovine, suine, ovine, caprine e di volatili già regolamentate dall'Unione Europea, ponendo inoltre in essere azioni volte a tutelare gli allevatori e produttori emiliano romagnoli attraverso la valorizzazione del prodotto cunicolo locale. (21 07 16) A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni

2976 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo affinché presenti alle Camere un apposito disegno di legge volto a rendere penalmente perseguibile ogni propaganda o predicazione, purché le stesse siano indirizzate o siano comunque tali da mettere in pericolo la pubblica incolumità, così consentendo di non assimilare la detta fattispecie di reato ad alcuna ipotesi di reato di opinione; ad attivarsi, altresì, nei confronti della Camera dei Deputati affinché la competente commissione parlamentare avvii la discussione della proposta di legge che prevede l'introduzione del reato di integralismo islamico. (21 07 16) A firma del Consigliere: Foti

2977 - Risoluzione per impegnare la Giunta ed il suo Presidente a chiedere, presso la Conferenza Stato-Regioni, il rispetto delle cifre previste dal Patto Nazionale sulla Salute per le annualità 2017 e 2018 e l'applicazione dei costi standard sostituendoli ai tagli lineari ad oggi previsti. (21 07 16) A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Rancan, Liverani, Pompignoli, Pettazzoni

2981 - Risoluzione per impegnare la Giunta a redigere uno schema di legge volto a unificare la disciplina vigente sul commercio, a regolamentarne nuove forme come l'"home restaurant" ed il "temporary store", a disciplinare le relative buone pratiche riguardanti quello equo e solidale, la fruizione collettiva di aree comuni nei centri commerciali, il "doggy bag" e il mercato degli hobbisti, aggiornando inoltre le disposizioni sulle vendite straordinarie di fine stagione. (22 07 16) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

 

2615 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori della azienda Dussmann Service e le procedure di affidamento delle gare per l'attribuzione di servizi. A firma della Consigliera: Gibertoni

2619 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione delle linee guida regionali riguardanti l'adozione dei piani di classifica da parte dei Consorzi di Bonifica, con particolare riferimento al Consorzio Bonifica Pianura di Ferrara. A firma della Consigliera: Sensoli

2620 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere criticità e disagi riguardanti i pazienti del Day Hospital oncologico dell'Ospedale Maggiore di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2624 - Interrogazione a risposta scritta circa i meccanismi e le procedure di selezione del personale dirigenziale regionale, con particolare riferimento al settore della sanità. A firma della Consigliera: Gibertoni

2630 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare i disservizi legati ai lunghi tempi di attesa per i prelievi di sangue nella AUSL di Imola. A firma del Consigliere: Bignami

2637 - Interrogazione a risposta scritta circa le linee di indirizzo regionali in materia di impiego di prodotti fitosanitari, con particolare riferimento all'uso del glifosato ed al relativo monitoraggio. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Bertani

2644 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione della nuova disciplina riguardante l'accertamento ed il riconoscimento dell'invalidità civile, con particolare riferimento ai relativi tempi di attesa. A firma dei Consiglieri: Aimi, Bignami

2647 - Interrogazione a risposta scritta circa lo smaltimento di rifiuti dell’azienda Orbit, distrutta da un incendio nel 1999. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Pettazzoni

2653 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da assumere affinché al Centro di Senologia di Piacenza siano assegnate le risorse, anche umane, necessarie per lo svolgimento delle proprie funzioni e per il conseguimento della certificazione Eusoma. A firma del Consigliere: Foti

2655 - Interrogazione a risposta scritta circa l'incremento della spesa sanitaria riguardante gli immigrati irregolari, con particolare riferimento alla situazione esistente a Parma ed alle strutture operanti sul relativo territorio. A firma del Consigliere: Rainieri

2656 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure ed istruzioni operative emergenziali riguardanti gli interventi di ambulanze ed automediche ed il personale medico ed infermieristico nelle stesse operanti, con particolare riferimento al territorio bolognese. A firma del Consigliere: Bignami

2657 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa alla disciplina regionale per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile nelle aziende sanitarie. A firma della Consigliera: Gibertoni

2659 - Interrogazione a risposta scritta circa la libertà di scelta e l'informazione consapevole in materia di vaccinazione dei bambini. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani, Sassi

2661 - Interrogazione a risposta scritta circa il numero dei contribuenti di ogni Consorzio di Bonifica, con particolare riferimento alla soglia di economicità di riscossione dei relativi contributi. A firma del Consigliere: Foti

2663 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni, incarichi e procedimenti riguardanti l'Azienda ospedaliera Policlinico di Modena e l'Azienda USL di Piacenza. A firma della Consigliera: Gibertoni

2666 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fronte agli eccessivi tempi di attesa che gravano sulle prestazioni sanitarie. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Sassi

2670 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere le problematiche, riguardanti anche il relativo personale, connesse all'emissione di esalazioni in alcune aree della struttura ospedaliera di Piacenza. A firma del Consigliere: Foti

2673 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti l'attribuzione di incarichi dirigenziali regionali e la rotazione degli stessi. A firma della Consigliera: Piccinini

2674 - Interrogazione a risposta scritta circa l'alienabilità, e le eventuali relative procedure, dell'Hotel Valentini e del Grand Hotel Porro della società Terme di Salsomaggiore e Tabiano SpA, con particolare riferimento ai vincoli sugli stessi gravanti. A firma del Consigliere: Foti

2678 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per incentivare la specializzazione in chirurgia e per tutelare a livello assicurativo gli operatori del settore. A firma del Consigliere: Fabbri

2685 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare disparità nell’ambito della ripartizione dei fondi riguardanti l’agricoltura integrata. A firma dei Consiglieri: Liverani, Pompignoli

2687 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti le procedure di affidamento dei servizi a favore delle persone disabili, con particolare riferimento al territorio ferrarese. A firma del Consigliere: Fabbri

2690 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per introdurre, all'interno del Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale del carcinoma mammario, figure specialistiche volte a informare e garantire alle pazienti le migliori cure. A firma del Consigliere: Bignami

2694 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto per il rinnovo della convenzione di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, che porterà alla creazione delle cosiddette Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) con un'assistenza H16 e la necessità della contestuale previsione di un potenziamento del sistema di emergenza territoriale e dei Pronto Soccorso. A firma dei Consiglieri: Lori, Zappaterra

2708 - Interrogazione a risposta scritta circa il depotenziamento dell’Ospedale Santissima Annunziata di Cento e in particolare sul "Punto nascite" che rischia di essere soppresso. A firma del Consigliere: Pettazzoni

2714 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a tutela dei lavoratori dell’azienda REMP di Brisighella (RA) e del relativo progetto industriale. A firma dei Consiglieri: Bagnari, Rontini

2715 - Interrogazione a risposta scritta circa le metodologie riguardanti le precauzioni da attuare nei trattamenti e nella consegna di materiali contaminati da virus patogeni zoonosici. A firma dei Consiglieri: Aimi, Bignami

2716 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e finanziamenti riguardanti la costruzione del Centro Islamico di Mirandola. A firma del Consigliere: Bargi

2717 - Interrogazione a risposta scritta circa il riavvio del tavolo di confronto tra l’AUSL di Bologna e l’intersindacale dei medici di medicina generale in merito all’accordo dalla stessa proposto. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

2720 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure di affidamento diretto, riguardante l'AUSL di Ferrara, del servizio di ambulanza emergenza-urgenza di trasporto infermi. A firma del Consigliere: Fabbri

2721 - Interrogazione a risposta scritta circa la segnalazione di disservizi riguardanti strutture protette del Circondario Imolese, con particolare riferimento ad un incidente riguardante una ospite ipovedente. A firma del Consigliere: Bignami

2722 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione riguardante gli sfalci ai lati del sedime stradale e la manutenzione della rete viaria provinciale della zona pedemontana ovest di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

2723 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione, quale soluzione all'eccessivo carico di traffico veicolare riguardante il nodo di Bologna, del Passante Sud. A firma del Consigliere: Bignami

2727 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per assicurare la duratura fruibilità di edifici scolastici nel Comune di Novi, colpito dal sisma, e la situazione dei relativi impianti di ventilazione e di raffrescamento. A firma della Consigliera: Gibertoni

2733 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per recuperare e restaurare, a Modena, gli edifici facenti parte del complesso ex Officine ARBE Grafiche, quale patrimonio culturale regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

2738 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare il depotenziamento dell'Ospedale di Castel San Giovanni (PC). A firma del Consigliere: Rancan

2742 - Interrogazione a risposta scritta circa i procedimenti riguardanti un impianto di smaltimento di rifiuti sito a Modena, e la gestione degli stessi sul territorio regionale. A firma del Consigliere: Alleva

2746 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti e l'istituzione di una Commissione d'inchiesta regionale sul ciclo dei rifiuti e la relativa gestione. A firma della Consigliera: Gibertoni

2748 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualità del calcestruzzo e dei materiali utilizzati per la ricostruzione delle scuole "Tassoni" di Piumazzo (MO), colpite dal sisma. A firma del Consigliere: Bargi

2749 - Interrogazione a risposta scritta circa la conclusione dei lavori di sostituzione di un passaggio a livello con un sottovia carrabile nella strada Mulattiera per Madregolo nel Comune di Collecchio (PR). A firma del Consigliere: Rainieri

2750 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere, da parte della Giunta regionale, in materia di sicurezza urbana e di contrasto verso la criminalità ed i reati predatori. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Fabbri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

2751 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione relativa al bilancio della Camera di Commercio di Modena. A firma del Consigliere: Bargi

2755 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualificazione della rete viaria che collega la Regione Emilia-Romagna alle altre Regioni, con particolare riferimento alla superstrada Ferrara-Mare ed alla "Nuova Romea". A firma della Consigliera: Sensoli

2757 - Interrogazione a risposta scritta circa la chiusura di supermercati a Fidenza ed a Salsomaggiore e la tutela dei relativi lavoratori. A firma del Consigliere: Rainieri

2762 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per semplificare le procedure autorizzative riguardanti l'organizzazione di iniziative e di manifestazioni pubbliche, specie se promosse da organizzazioni senza fini di lucro o da Enti locali. A firma dei Consiglieri: Rontini, Bagnari

2769 - Interrogazione a risposta scritta circa il peggioramento dei servizi ferroviari gestiti da TPER, con particolare riferimento alla riduzione dei collegamenti con Reggio Emilia ed all'informazione riguardante quelli relativi a Ravenna e Rimini. A firma della Consigliera: Sensoli

2774 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto “Playback Theatre per l'integrazione sociale" sperimentato nell'ambito dell'ASP del basso ferrarese e altre misure a sostegno delle persone con disabilità. A firma della Consigliera: Sensoli

2775 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi attivati per prevenire problemi derivanti dall'utilizzo di materiali non idonei nella ricostruzione post sisma di edifici pubblici e la verifica dello stato degli immobili pubblici e delle infrastrutture ricostruite. A firma della Consigliera: Gibertoni

2776 - Interrogazione a risposta scritta circa la graduatoria dei contributi integrativi per il pagamento del canone di locazione 2015, pubblicata dall’Azienda Servizi alla Persona (ASP) del Nuovo Circondario Imolese. A firma del Consigliere: Bignami

2779 - Interrogazione a risposta scritta circa una revisione del piano estivo dei trasporti pubblici, con particolare riguardo all’aera di Reggio Emilia, reintroducendo le corse nelle fasce orarie utili ai pendolari oppure potenziando con servizi alternativi al treno. A firma del Consigliere: Torri

2781 - Interrogazione a risposta scritta circa l’avvio della procedura di escussione a seguito della lettera di patronage in favore della società partecipata "Terme di Salsomaggiore e di Tabiano spa", quale garanzia richiesta dalle società di leasing, e l'entità dell'onere economico posto a carico della Regione. A firma del Consigliere: Foti

2782 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione dell'articolo 30 della legge regionale n. 9/2016 (Legge Comunitaria) riguardante gli espropri per il completamento di opere pubbliche o di interesse pubblico nel caso del completamento della Tangenziale di Novellara. A firma del Consigliere: Delmonte

2790 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione in cui versano gli assegnatari degli alloggi in proprietà indivisa realizzati dalla Cooperativa Edil Case Popolari Scarl, attualmente unificata nella Caser e in fase di liquidazione coatta amministrativa. A firma della Consigliera: Gibertoni

2807 - Interrogazione a risposta scritta circa le condizioni di degrado in cui versa la stazione ferroviaria di Ostellato (FE). A firma del Consigliere: Fabbri

2808 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di percorrenza sulla tratta ferroviaria Bologna-Vignola e sulle iniziative per completare gli investimenti effettuati negli ultimi 10 anni per tale linea. A firma dei Consiglieri: Bargi, Marchetti Daniele

2815 - Interrogazione a risposta scritta circa i finanziamenti regionali erogati al Consorzio Formazione ed Innovazione Tecnologica di Modena e le relative attività. A firma del Consigliere: Foti

2817 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare al fine di rivedere la decisione di abolire fermate del treno Frecciarossa, con particolare riferimento a quelle di Pesaro e di Forlì. A firma dei Consiglieri: Ravaioli, Zoffoli

2824 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per porre rimedio ai disagi per l'utenza connessi alla modificazione e soppressione di convogli e fermate nella tratta ferroviaria Forlì-Pesaro. A firma del Consigliere: Pompignoli

2826 - Interrogazione a risposta scritta circa la definizione di "Piani di intervento innovativi", con particolare riferimento alla promozione del benessere dei nuclei familiari e della genitorialità. A firma dei Consiglieri: Rontini, Zoffoli

2832 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori delle aziende Coan e Arb2 di Carpi. (MO). A firma dei Consiglieri: Campedelli, Sabattini, Serri, Boschini

2836 - Interrogazione a risposta scritta circa la predisposizione di servizi di trasporto pubblico dedicati ai fedeli musulmani in occasione della celebrazione di ricorrenze della loro religione. A firma del Consigliere: Rainieri

2855 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedimenti riguardanti le modalità di gestione dei rifiuti urbani e speciali presso un impianto sito a Modena. A firma del Consigliere: Bignami

2863 - Interrogazione a risposta scritta relativa alla necessità di rinegoziare il contratto di servizio con le società che gestiscono il servizio ferroviario regionale, per l'adeguamento delle condizioni di trasporto e la previsione di forme di rimborso o compensazione per i disservizi. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Sassi

2866 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure che la Giunta intende adottare affinché Tper e FER risolvano al più presto la situazione di degrado della cosiddetta "Stazione piccola" di Modena e di altre aree in stato di abbandono gestite dalle società ferroviarie regionali e per tutelare l'incolumità dei passeggeri nelle stazioni e sui treni. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

In data 13 luglio 2016 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Politiche economiche”, alla interrogazione oggetto n. 2784:

 

2784 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa l’indicazione nello schema di decreto interministeriale inviato dal Governo alla Commissione UE di una clausola che limiterebbe l'obbligo di indicazione della materia prima in tutti i prodotti lattiero caseari e sulle iniziative che la Regione sta attuando per rafforzare l'obbligo di indicazione della provenienza sulle etichette dei prodotti agroalimentari. A firma del Consigliere: Rainieri

 

In data 21 luglio 2016 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Territorio, ambiente, mobilità”, alla interrogazione oggetto n. 2766:

 

2766 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa i procedimenti riguardanti l'alluvione che ha colpito alcuni quartieri di Parma il 13 ottobre 2014. A firma del Consigliere: Rainieri

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 118, comma 1, del Regolamento interno dell’Assemblea:

 

Il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Andrea Rossi con nota del 15 luglio 2016, prot. n. 35237, ha comunicato che la Giunta regionale non intende rispondere all’interrogazione oggetto n. 2897, ritenendo che il contenuto sia estraneo ai propri compiti di istituto:

 

2897 - Interrogazione a risposta scritta circa la denuncia fatta dall’Amministrazione comunale di Cesena connessa a un episodio verificatosi in concomitanza alla visita in città del Presidente della Regione. A firma del Consigliere: Pompignoli

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 68, lettera f) del Regolamento interno:

 

Si comunica che la Commissione assembleare “Politiche per la salute e politiche sociali”, nella seduta del 19 luglio 2016, ha esaminato la petizione oggetto n. 1990:

 

1990 - Petizione popolare per l’inserimento del “testamento biologico” (Dichiarazioni anticipate di volontà sulle cure) nella tessera sanitaria (Carta regionale dei servizi) e/o nel (fascicolo sanitario elettronico). (Delibera dell'Ufficio di Presidenza di ammissibilità n. 6 del 19 01 16)

 

formulando una apposita relazione ai sensi dell’art. 121, comma 2 del Regolamento interno.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa la nomina effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione del seguente decreto, dal 07/07/2016 al 20/07/2016:

 

DPGR n. 152 del 11/07/2016

Nomina Collegio dei Revisori dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione, l’Ambiente e l’Energia dell’Emilia-Romagna.

(Comunicazione n. 34 prescritta dall’art. 68 del Regolamento interno - prot. NP/2016/1745 del 25/07/2016)

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Saliera

Rancan - Torri