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113.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 20 DICEMBRE 2016

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 3708

Comunicazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo (Art. 28, comma 2 dello Statuto e art. 19 del Regolamento interno)

 

OGGETTO 3654

Relazione all'Assemblea legislativa sull'attività della Giunta regionale nel 2015, ai sensi dell'art. 46, comma 3, dello Statuto regionale

 

OGGETTO 3532

Delibera: «Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale DEFR 2017 e rendicontazione degli obiettivi strategici del DEFR 2015.» (Proposta della Giunta regionale in data 24 ottobre 2016, n. 1747) (104)

(Continuazione discussione)

 

OGGETTO 3613

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2017» (50)

(Continuazione discussione ed esame articolato)

(Ordini del giorno 3613/1/2 oggetti 3745 e 3746 - Presentazione)

 

OGGETTO 3614

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2017-2019 (Legge di stabilità regionale 2017)» (51)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 3614/1/2/3/4/5/6/7 oggetti 3747 - 3748 - 3749 - 3750 - 3751 - 3752 - 3753 - Presentazione)

 

OGGETTO 3615

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019» (52)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 3615/1/2/3/4/5/6/7/8/9/10/11/12/13 oggetti 3754 - 3755 - 3756 - 3757 - 3758 - 3759 - 3760 - 3761 - 3762 - 3763 - 3764 - 3765 - 3766 - Presentazione)

 

OGGETTO 3460

Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un confronto almeno annuale tra il Tavolo Regionale per le Disabilità Uditive e le Associazioni, Enti ed Organizzazioni competenti allo scopo di supportare la rete regionale per le Disabilità Uditive, monitorare i procedimenti e migliorare i servizi offerti alle persone affette da tali problematiche, tutelando inoltre i diritti delle stesse e favorendone l'inclusione sociale. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Boschini, Zoffoli, Rontini, Soncini, Molinari, Taruffi, Caliandro, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Calvano, Foti, Iotti, Mori, Paruolo, Pruccoli, Rossi Nadia, Lori, Bessi, Marchetti Francesca, Poli, Sensoli, Ravaioli, Montalti, Campedelli, Serri, Cardinali, Bagnari, Zappaterra, Mumolo, Tarasconi, Bignami, Alleva, Fabbri

(Continuazione discussione)

 

OGGETTO 3709

Risoluzione per impegnare la Giunta a finanziare il completamento di un nuovo ponte a Carseggio entro il 2017 e a prendere contatti con il Genio Militare per trovare una soluzione provvisoria adeguata. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

(Continuazione discussione)

PRESIDENTE (Saliera)

GIBERTONI (M5S)

BERTANI (M5S)

ZOFFOLI (PD)

SASSI (M5S)

BAGNARI (PD)

PRODI (PD)

SENSOLI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

PICCININI (M5S)

POMPIGNOLI (LN)

TARUFFI (SEL)

FOTI (FdI)

BIGNAMI (FI)

POLI (PD)

RONTINI (PD)

BERTANI (M5S)

RONTINI (PD)

MARCHETTI Daniele (LN)

PARUOLO (PD)

BERTANI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Emendamenti oggetto 3613

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 15,38

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la centotredicesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Hanno giustificato la propria assenza gli assessori Gualmini e Venturi, i consiglieri Alleva, Lori e Molinari.

 

OGGETTO 3708

Comunicazione del Presidente della Giunta sull'attuazione del Programma di Governo (Art. 28, comma 2 dello Statuto e art. 19 del Regolamento interno)

 

OGGETTO 3654

Relazione all'Assemblea legislativa sull'attività della Giunta regionale nel 2015, ai sensi dell'art. 46, comma 3, dello Statuto regionale

 

OGGETTO 3532

Delibera: «Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza Regionale DEFR 2017 e rendicontazione degli obiettivi strategici del DEFR 2015.» (Proposta della Giunta regionale in data 24 ottobre 2016, n. 1747) (104)

(Continuazione discussione)

 

OGGETTO 3613

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2017» (50)

(Continuazione discussione ed esame articolato)

(Ordini del giorno 3613/1/2 oggetti 3745 e 3746 - Presentazione)

 

OGGETTO 3614

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione 2017-2019 (Legge di stabilità regionale 2017)» (51)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 3614/1/2/3/4/5/6/7 oggetti 3747 - 3748 - 3749 - 3750 - 3751 - 3752 - 3753 - Presentazione)

 

OGGETTO 3615

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019» (52)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 3615/1/2/3/4/5/6/7/8/9/10/11/12/13 oggetti 3754 - 3755 - 3756 - 3757 - 3758 - 3759 - 3760 - 3761 - 3762 - 3763 - 3764 - 3765 - 3766 - Presentazione)

 

OGGETTO 3460

Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un confronto almeno annuale tra il Tavolo Regionale per le Disabilità Uditive e le Associazioni, Enti ed Organizzazioni competenti allo scopo di supportare la rete regionale per le Disabilità Uditive, monitorare i procedimenti e migliorare i servizi offerti alle persone affette da tali problematiche, tutelando inoltre i diritti delle stesse e favorendone l'inclusione sociale. A firma dei Consiglieri: Gibertoni, Boschini, Zoffoli, Rontini, Soncini, Molinari, Taruffi, Caliandro, Marchetti Daniele, Pettazzoni, Calvano, Foti, Iotti, Mori, Paruolo, Pruccoli, Rossi Nadia, Lori, Bessi, Marchetti Francesca, Poli, Sensoli, Ravaioli, Montalti, Campedelli, Serri, Cardinali, Bagnari, Zappaterra, Mumolo, Tarasconi, Bignami, Alleva, Fabbri

(Continuazione discussione)

 

OGGETTO 3709

Risoluzione per impegnare la Giunta a finanziare il completamento di un nuovo ponte a Carseggio entro il 2017 e a prendere contatti con il Genio Militare per trovare una soluzione provvisoria adeguata. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

(Continuazione discussione)

 

PRESIDENTE (Saliera): I lavori dell’Assemblea sono organizzati con i tempi contingentati e pertanto i consiglieri e la Giunta possono intervenire nel rispetto dei tempi complessivi assegnati, così come da schema che avete ricevuto.

Riprendiamo i nostri lavori con il dibattito generale sui 7 oggetti congiunti, compresa la risoluzione, salvo i 5 minuti aggiuntivi per la presentazione della risoluzione, come siamo rimasti d’intesa stamattina.

È stata anche distribuita stamattina – mi stanno avvisando dalla segreteria dell’Assemblea – una risoluzione (oggetto 3709) per impegnare la Giunta a finanziare il completamento di un nuovo ponte a Carseggio entro il 2017 e a prendere i contatti con il genio militare per trovare una soluzione provvisoria adeguata. La risoluzione è congiunta a un ordine del giorno che tratta lo stesso argomento, ed era una risoluzione già presentata nella seduta scorsa di Assemblea.

La parola alla consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Si continua a fare in parte quella narrazione per cui tutto va bene, una narrazione che – l’abbiamo detto – non è più accettabile e non è più condivisibile. I cittadini non ci credono più. Sono quegli stessi cittadini che non troppi giorni fa hanno bocciato il referendum costituzionale, ma avrebbero bocciato, se solo ne avessero avuto la possibilità, anche la riorganizzazione ospedaliera territoriale che questa maggioranza sta portando avanti.

Avrebbero bocciato, più in generale, tutta l’intera riforma strisciante della sanità regionale e avrebbero bocciato tanti altri atti approvati in quest’aula e da noi contestati.

È possibile camuffare la realtà, è possibile camuffarla per un giorno, per un breve tempo, però certamente non sono passati inosservati accorpamenti e fusioni che comportano tagli e riduzione di servizi, altro che sinergie, che forse un giorno arriveranno ma che non basteranno a sopperire alla riduzione di quei servizi.

Chiusure di punti nascita per semplici ragioni economiche di incapacità organizzativa, che aumentano l’insicurezza per migliaia di famiglie specialmente nelle zone montane.

Inaugurazioni di case della salute più simili a contenitori vuoti, incapaci di svolgere un’azione di filtro per gli accessi impropri all’ospedale e più utili a sfilate politiche al momento del taglio del nastro, anche di quei direttori generali che da una vita ruotano ai vertici della sanità regionale.

I disservizi, i lunghissimi tempi di attesa ai pronto soccorso di quasi tutte le città, per non parlare dei lunghi tempi di attesa per ricoveri e interventi chirurgici che attendono da anni la chiave per una loro razionalizzazione.

La diminuzione della speranza di vita della popolazione, in fin dei conti anche l’abbassamento di quella qualità di vita.

Altrettanto impietosi sono i numeri del lavoro precario, insicuro, dei tristemente famosi voucher.

L’Emilia-Romagna, in rapporto alla popolazione residente, risulta essere prima in classifica per maggior numero di vittime sul lavoro. Su questo punto chiederei, anzi ho chiesto poche settimane dopo l’insediamento, maggiore attenzione alla Giunta, e continuiamo a chiederla perché il numero sembra in ascesa e non in calo.

Il dato allarmante, oltre ad essere certificato dall’Osservatorio indipendente di Bologna, viene registrato anche da altri osservatori. Si tratta di un dato che potrebbe aumentare per l’Emilia-Romagna, visto che nel calcolo mancano proprio quegli infortuni avvenuti durante il percorso che porta al lavoro, i trasferimenti sui mezzi di trasporto, i cosiddetti incidenti in itinere.

Le criticità non finiscono qui. Non si può, infatti, non segnalare la gravità del progressivo inquinamento atmosferico, l’inadeguatezza delle soluzioni, affidate più alla buona stella delle condizioni meteorologiche e climatiche e alla memoria corta dei media, che a provvedimenti risolutivi.

Impossibile, parlando di qualità dell’aria, non citare quegli inceneritori che trovano in questa Giunta degli strenui difensori. Abbiamo assistito a proclami di chiusura degli inceneritori, smentiti poi dall’aumentare della portata degli impianti.

Ciò significa semplicemente bruciatura, almeno chiamiamo le cose col loro nome. [interruzione audio] discariche in aumento o delle discariche in ampliamento, altro che riduzioni.

Su questo noi chiediamo una vera inversione di marcia, sulle politiche legate all’ambiente, perché la tutela deve venire al primo posto e non dopo la salvaguardia dei potentati economici.

Lo stesso meccanismo vale per la proposta di legge citata questa mattina, quella sull’urbanistica. Proclami di consumo zero del suolo e rigenerazione urbanistica, poi la realtà dura del tradimento nel testo dell’articolato. Il vantato limite del 3 per cento naufraga sotto la riqualificazione urbana, la rigenerazione urbana, concepita come addensamento incontrollato, rimesso esclusivamente ad accordi operativi su progetti formati per iniziativa privata su cui i Comuni possono soltanto capitolare.

Alla tutela e riqualificazione dei centri storici, del patrimonio edilizio di interesse culturale – visto che di cultura si parlava – non è dedicato neppure un articolo specifico, ma soltanto qualche rigo sparso qua e là.

Se si volesse avere realmente il polso della situazione, al di là degli slogan e della propaganda, bisognerebbe indagare l’insoddisfazione dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi, ma anche per esempio la quotidianità del servizio, della vita degli operatori sanitari.

Ci sarebbero i modi per capire e procedere diversamente. Questa nostra riflessione vuole affermare che non c’è nulla da salvare? No di certo. Ci sono segnali positivi e tali segnali vanno sostenuti. Però, di sicuro, questo è il momento, una volta per tutte, di lasciar perdere la propaganda che ormai dura per l’intera legislatura, mentre i cittadini della nostra regione, con l’affluenza al voto del 4 dicembre, hanno dimostrato di non abboccare più alla narrazione intesa come finzione.

Allora, io credo che le proposte costruttive siano in grado, da ogni parte politica esse provengano, di scalzare le parole vuote dei politici di professione ed entrare nella vita reale dei cittadini, nei reali bisogni dei cittadini.

Abbiamo dato un forte segnale dell’esigenza di gravare sempre meno sulla collettività, come politica, e di restituire credibilità e fiducia al lavoro che si svolge anche in seno a questa Assemblea legislativa, dimostrando ai cittadini che la politica è un servizio e non un mestiere.

Non ci siamo certo limitati alla critica. Abbiamo individuato una serie di priorità – penso ai costi della politica, alla legalità – con alcuni interventi consistenti sul welfare, affinché, come si era detto, nessuno resti indietro o, come ha ben ricalcato il PD, nessuno resti solo, sull’ambiente, sulla riorganizzazione della rete ospedaliera, sulla sanità in genere, sul gioco d’azzardo, sulla riduzione dell’IRAP, sulla riduzione e riorganizzazione delle direzioni generali, sia in termini numerici che di costi, per le singole figure dirigenziali. E, in genere, sulla lotta alla corruzione.

Tutti temi su cui, in parte, fortunatamente, a volte, la maggioranza qualcosa ha ricalcato, anche se con proposte incomplete che miravano più, o così sembrava, ad un posizionamento politico e in generale con una fatica continua. Questo ci sembra che non basti più.

Stamattina è stato detto dal Presidente Bonaccini – e sottolineo che su alcune cose bisogna dargli ragione – che se da un lato l’Emilia-Romagna condivide con la Lombardia la crescita del PIL, questo probabilmente è corretto e bisogna andarne orgogliosi, dall’altro è anche vero che cresce in parallelo la povertà.

Diceva inoltre il Presidente Bonaccini che non si è mai finito di imparare in un mondo globalizzato. In un mondo globalizzato si dovrebbe cominciare ad imparare che il treno della crescita a volte va di pari passo col treno della povertà. E se il treno della povertà cresce, allora bisogna seriamente riprogettare il welfare e non dire che non si scassa il bilancio per avere un titolo. Se non si riprogetta il welfare, per avere lo stesso un titolo, ci sembra che si perdano le priorità.

Non bisogna, in ogni caso, sottrarsi al confronto con le minoranze, né sottrarsi alla necessità, adesso, di una riprogettazione seria del welfare, che ci vedrà, spero presto, verificare quelle che sono state le ricadute della legge appena approvata in Emilia-Romagna, ma soprattutto le modifiche e le necessarie integrazioni rispetto a elementi trascurati finora in questa legge che speriamo possano trovare veloci integrazioni. Penso a un intreccio con i servizi per l’impiego, penso a una misura che diventi non meramente assistenzialistica e, appunto, non un’alternativa alla carità, come sembra sia stato detto. Ci sembra un po’ poco da parte di un’istituzione.

Ricordo che la dignità passa attraverso il lavoro. Lo sa molto bene il presidente Bonaccini che di lavoro parla dall’inizio del suo mandato. Certamente stiamo parlando di dignità che passa attraverso un lavoro possibilmente non pagato con voucher.

Ora il punto è che, se questo non basta, sottrarsi continuamente al confronto reale con le minoranze, come si fa in questa legislatura, io credo porti soltanto ad un’autarchia dannosa.

Diversi temi sono stati proposti, ho ricordato la legalità, l’ambiente, i costi della politica, la riprogettazione del welfare, di un welfare aggiornato, che risponda alle condizioni di realtà, e in parte sono stati ricalcati. Però quando il Movimento 5 Stelle ha dovuto inchiodare le forze politiche di maggioranza a precise responsabilità, questo ha lasciato spazio a giochi di vecchia politica che credo lascino il tempo che trovano, oggi, di fronte alle emergenze.

E allora credo che la necessità di una interlocuzione produttiva e tesa al meglio debba prevalere sul gioco a nascondino, sugli scacchi, sui rebus, sul volersi convincere che questa Regione è casa esclusiva di una sola forza politica.

Nessuno ha una visuale a 360 gradi – questa credo sia la verità – e credo che nessuno di noi possa pretendere di averla. Lo dimostravano quegli sguardi abbattuti, legittimamente, di chi la notte del 4 dicembre, lato PD, non aveva visto arrivare l’iceberg. Non ce l’ha nessuno di noi, non ce l’ha il Presidente di questa Regione.

Allora, davanti ad un bivio che porta una maggioranza a scegliere di conservare l’esistente con ogni mezzo, ma poi trovarsi a correre dietro alle emergenze, a continuare a preservarsi dal confronto, e davanti alla possibilità produttiva rispondente alla realtà, che consente di tendersi al meglio, di fare il meglio dei cittadini, ossia di lasciare indietro quei giochi della vecchia politica e aprirsi ad un’interlocuzione produttiva, io non avrei personalmente dubbi.

Su questo ci aspettiamo, mi auguro con l’anno nuovo, nuove soluzioni, nuove risposte e un’apertura sensata da parte di un’istituzione che è casa rappresentativa giustamente di tutte le forze politiche che qui siedono oggi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Gibertoni.

Non ho iscritti in discussione in generale.

Chiedo ai consiglieri di iscriversi per il dibattito generale sul bilancio, altrimenti procediamo.

La parola al consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Intanto uno sguardo d’insieme su come si è formato quest’anno il bilancio. Rispetto ai bilanci precedenti è da notare come si siano inserite alcune poste che non sono sistemiche. Andiamo ad inserire contributi per 50.000 euro ad una iniziativa, 150.000 euro ad un’altra, anche fino a 12 milioni ad un’altra ancora, senza rilevare un disegno organico. E stessa cosa nel collegato: mentre nei bilanci precedenti il numero di articoli era limitato, cominciamo a vedere un allungamento, un infittimento degli interventi. Ciò per quanto riguarda l’idea della programmazione piuttosto che dell’intervento per punti.

Vengo invece ad illustrare alcuni emendamenti e alcuni argomenti che oggi vogliamo riportare all’attenzione dell’Assemblea. In particolare ne illustro due.

Il primo – farò un po’ l’effetto disco rotto – è ancora quello, legato ai costi della politica, riguardante il ridimensionamento del vitalizio.

Esattamente dodici mesi fa fu approvato un ordine del giorno che si impegnava a portare in aula, entro sei mesi dall’approvazione dell’ordine del giorno, la modifica alla legge sul vitalizio. I sei mesi sono abbondantemente passati, il primo estensore di quell’ordine del giorno diceva di non preoccuparsi in caso sarebbero stati necessari 10 o 20 giorni in più.

Bene, sono trascorsi sei mesi in più. Addirittura, in Commissione, il relatore di maggioranza ci disse che sarebbe stato possibile un approfondimento nel rispetto, però, della fine dell’anno perché il provvedimento va approvato in aula, come prevede l’articolato, per essere effettivo dal primo gennaio 2017.

Invece ci troviamo ancora qui, oggi, a rimandare un’altra volta questo provvedimento. A me dispiace rilevare questo perché, nel frattempo, dalle prime nostre proposte sul ridimensionamento del vitalizio, ne sono passati 24 di mesi. E allora vi dico cosa è successo in questi 24 mesi.

In questi 24 mesi – e da qui almeno fino a gennaio – sono partiti e partiranno 10, 12 vitalizi. Quanto ci costa questa partenza anticipata rispetto ai 67 anni sui quali tutti siamo d’accordo? Ci costa fra 1,5 e 2 milioni di euro.

Cosa potevamo farci con questi soldi che non abbiamo fermato, visto che tutti siamo d’accordo che siano un’ingiustizia rispetto ai cittadini che ora vanno in pensione ad un’età ben superiore ai sessant’anni? Visto che abbiamo approvato da poco il reddito di solidarietà, potevamo pagarci quei 400 euro per 350 famiglie.

Voleva dire che con quei soldi si potevano aiutare 1700 persone. Però, ritardando come state facendo, quei soldi li abbiamo buttati perché, come ci dite voi, una volta che il vitalizio è partito, ormai è andata. Io vi invito, oggi, dei quattro emendamenti che presentiamo sui vitalizi, ad approvare almeno quello che, finalmente, come è stato fatto in tante Regioni e come è stato fatto per tutti i cittadini, innalza l’età del percepimento. È un emendamento uguale a quello che è nella vostra proposta di legge. Io vi invito ad approvarlo, oltre a quello – ce ne sono degli altri che forse non condividete – della trasparenza, che ripubblica i nomi di chi oggi prende il vitalizio.

Un altro aspetto che ci sembra importante è quello del gioco d’azzardo patologico. Su questo stiamo cercando di portare avanti un lavoro insieme, ma purtroppo registro un rallentamento.

Anche qui proponiamo due cose semplici, ma che riteniamo urgenti ed importanti.

Una è quella del ticket redemption. Cosa sarebbe? Sono tagliandini con cui i bambini vanno a giocare nei grandi centri commerciali e che insegnano a giocare alle slot machines. Quindi, secondo noi è urgente che nella nostra regione vietiamo questo tipo di apparecchiature, così come è stato fatto in altre regioni.

Sarebbe pure importante vietare la pubblicità, e quando ci sono pubblicità di vincite è importante che indichiamo le probabilità di vincita. Almeno cerchiamo almeno di disincentivare chi purtroppo è aggredito da questa continua pubblicità, da questa continua offerta ubiquitaria. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Zoffoli, prego.

 

ZOFFOLI: Grazie, presidente.

Intanto intervengo sulla risoluzione inerente le politiche dei sordi, che abbiamo chiesto di poter abbinare al bilancio anche perché, come tutti sapete, in Commissione è stato approvato un emendamento che accantona 200.000 euro per le politiche nei confronti dei sordi.

È un percorso importante che come Commissione e come consiglieri abbiamo fatto. Tutto è partito anche da una richiesta di audizione da parte del Presidente di ENS, in Commissione, e da una risoluzione che aveva presentato, come prima firmataria, la consigliera Gibertoni. Questo ha avuto nel tempo evoluzioni e confronti importanti, sia audizioni in Commissione che di successivi, che hanno portato a una risoluzione condivisa dalle tre associazioni più importanti dei sordi: ENS, FIADDA e ASI. Chi si è approcciato a questo mondo sa della difficoltà di riuscire a creare delle sinergie e delle condivisioni rispetto alle tematiche legate ai sordi. 

Quindi, oggi siamo in una situazione importante, nella quale sono stati accantonati 200.000 euro per un’eventuale legge. Abbiamo una risoluzione che dà delle indicazioni condivise dai consiglieri di quasi tutti i Gruppi e dalle associazioni di volontariato. Abbiamo anche un progetto che l’Assemblea sta definendo per la riorganizzazione di questa sala e della sala Fanti per rispondere adeguatamente ad alcune istanze.

Credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Oggi riparte, dopo l’approvazione della risoluzione del bilancio, il confronto ancora con le associazioni, tutti insieme, della Commissione, dei consiglieri e dell’assessorato, per poter arrivare a progetti condivisi che possano dare finalmente le risposte che i sordi della nostra regione chiedono.

Rispetto invece al bilancio, abbiamo visto che sono arrivati oggi alcuni ordini del giorno e diversi emendamenti su tematiche molto importanti che riguardano la sanità. Alcune le avevamo già viste in Commissione e respinte, altre credo che meritino approfondimenti importanti anche in Commissione. 

Ne abbiamo preso visione oggi, ma sono argomenti molto importanti da approfondire. Approfondimento chiaramente impossibile da fare in un contesto di tempi contingentati e che possono essere affrontati con gli assessorati e in Commissione. Per cui oggi, sicuramente, in virtù di un metodo che non riesce ad esprimere valutazioni condivise e approfondite, saranno respinte. Su alcune di queste valuteremo l’opportunità di approfondimenti in Commissione per arrivare, eventualmente, anche a delle determinazioni che possano recepirle, ma solo dopo averle approfondite in un contesto di discussione ampia e articolata fra la Commissione e l’assessorato.

Oggi le bocceremo, ma questa bocciatura non vuol dire che non siano d’interesse o possano non diventare di interesse per atti successivi, ma sarà solo il frutto di ragionamenti e approfondimenti che faremo successivamente in Commissione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Zoffoli.

La parola al consigliere Sassi. Si prepari il consigliere Bagnari.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Vorrei intervenire sulla presentazione di alcuni emendamenti che riguardano il trasporto.

In particolare, mi riferisco agli emendamenti che riguardano l’articolo 14. Noi, in realtà, vorremmo abrogare questo articolo, per il semplice fatto che abbiamo notato che il presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale è passato da precedenti modalità di rimborsi a piè di lista a un rimborso forfettario che, a nostro avviso, non ha un senso e forse è anche limitante per lo stesso lavoro del presidente, perché non si riesce a quantificare quanto si possa spostare all’interno della Regione per poter espletare al meglio il suo lavoro.

Non è detto che spenda di più – stiamo parlando di una cifra relativamente bassa, 7.200 euro, sono circa 600 euro al mese – però questo potrebbe limitare addirittura il suo operato, la bontà del suo operato.

L’altra questione l’abbiamo sollevata anche in Commissione e riguarda l’obbligatorietà della timbratura, della validazione del titolo di viaggio nel cambio mezzo. Abbiamo già evidenziato che la Regione può punire chi non gli dà statistiche, perché questo è. Se parliamo di abbonamenti elettronici ovviamente non c’è un problema a timbrare, a convalidare ad ogni cambio mezzo, ma l’abbonamento è valido in quanto tale, in quanto già stato rinnovato. Non è valido solo se io lo convalido su ogni mezzo quando cambio vettura.

Non mi è stata data una soluzione sull’abbonamento mensile cartaceo. Se cambio due o tre mezzi al giorno, al terzo giorno quel titolo di viaggio lo posso buttare per tutte le volte che devo timbrarlo, quindi mi sembra anche abbastanza assurda la cosa.

Abbiamo presentato anche a un emendamento che preveda la possibilità di non pensare assolutamente a sanzionare i disabili certificati e comunque abbiamo cercato di evidenziare il fatto che anche chi ha il titolo di viaggio e vorrebbe obliterarlo o vorrebbe comunque validarlo molto spesso gli è impedito per la enorme affluenza dei mezzi. 

Bisogna capire bene quali sono le casistiche che portano a questa scelta. Noi cerchiamo di essere un po’ pragmatici e pratici. In questo abbiamo cercato di porre delle modifiche e in alcuni casi anche di fare delle abrogazioni perché lo riteniamo assolutamente di buon senso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

La parola al consigliere Bagnari. Si prepari la consigliera Prodi. 

 

BAGNARI: Grazie, presidente.

Vorrei fare alcune considerazioni sulle caratteristiche di questo bilancio e su alcuni interventi che io ritengo importanti. Vorrei sottolineare, per esempio, il fatto che è un bilancio che ci mostra una riduzione dell’indebitamento consistente – lo ricordava bene anche il relatore Poli in precedenza – riducendo l’indebitamento di 32 milioni di euro.

È un segnale credo importante, che dà l’idea, comunque, che questa Regione sta facendo uno sforzo importante per continuare a fare investimenti per il proprio territorio, ma nello stesso tempo per contenere le proprie spese e l’impegno della finanza pubblica.

A fronte di critiche anche legittime, per carità, credo che ci sia anche da ricordare che non è che in questa Regione vada tutto male, perché, per esempio, sulla sanità, l’ha ricordato in precedenza anche il presidente Bonaccini, ci sono una serie di impegni di tutto rispetto, a partire dall’accordo per l’assunzione di medici, di infermieri, di personale complessivo, di 1.109 assunzioni e anche investimenti consistenti per quanto riguarda la messa a norma, la ristrutturazione delle strutture sanitarie e anche l’acquisizione di nuove strumentazioni.

Questa Regione, su 152 milioni di investimento su strutture e acquisizione di tecnologie eccetera, investe 65 milioni di fondi regionali. Credo che sia un segnale anche qui molto importante, come l’altro segnale che è quello dell’aumento dell’impegno della Regione sul cofinanziamento regionale dei fondi strutturali europei.

Se è vero che abbiamo sempre detto che questo è un settore su cui si gioca il futuro della nostra Regione, credo che la scelta della Regione di aumentare il cofinanziamento sui fondi dai 59 milioni del 2016 agli 82 milioni previsti nel 2017 sia un altro segnale molto concreto.

Vorrei attirare l’attenzione su un aspetto che ha a che fare con gli investimenti sulla difesa del suolo e sulla sicurezza, su un aspetto importante della sicurezza del territorio e della vita dei cittadini, che è dato da una voce che ha a che fare con le risorse per l’ambiente, dove sui 45 quasi 46 milioni di euro stanziati sul bilancio, 18 sono per la difesa del suolo e la Protezione civile e 4 per il Fondo per la montagna.

Vorrei ricordare che, grazie a un emendamento sottoscritto insieme ad alcuni colleghi, vengono messi a disposizione 3 milioni di euro per gli interventi di viabilità provinciale di interesse regionale. Lo dico perché siccome abbiamo vissuto tutto il passaggio della trasformazione delle Province a seguito delle riforme a livello nazionale e la Regione, questa Regione si è presa la propria responsabilità sia per quanto ha riguardato la gestione dei dipendenti, ma anche su altre questioni che riguardano i territori provinciali. Si è assunta una serie di responsabilità, perché non ci fosse discontinuità a discapito dei cittadini. Questa scelta, ed eventualmente anche gli impegni che durante l’anno la nostra Regione sarà in grado di fare, penso che rappresenti un segnale molto importante, non tanto di annunci, ma proprio della volontà di dare concretezza e quelli che sono degli impegni che la Regione Emilia-Romagna si prende a favore dei territori e dei cittadini.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bagnari.

La parola alla consigliera Prodi. Si prepari la consigliera Sensoli.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Molto brevemente volevo illustrare l’ordine del giorno che è stato presentato a nome dell’Intergruppo Saharawi. Questo si ricongiunge anche a una risoluzione presentata nel momento dell’approvazione del Programma triennale della cooperazione. Vuole essere di nuovo una sottolineatura dell’impegno della Regione nel riconoscere all’azione delle politiche regionali a supporto del popolo Saharawi, che si esplica nel riconoscimento sia nel supporto politico per il riconoscimento dell’autodeterminazione di questo popolo, ma anche nella pratica, nel sostegno dei progetti nel settore sanitario, formazione al lavoro, educazione, alimentazione, che sappiamo essere fondamentali per questa popolazione.

Ebbene, questa risoluzione vuole ribadire l’impegno, ma vuole anche chiedere che si consolidi e che sia possibilmente incrementato, ove possibile, lo stanziamento dei fondi regionali destinati agli aiuti alla popolazione, dato l’importantissimo ruolo che l’Italia ricoprirà nel 2017 occupando il seggio del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

A questo proposito vorrei ricordare tutto quello che è stato detto stamattina. L’anno prossimo sarà per l’Italia un momento in cui si dovrà fare uso di tutta la sapienza e la diplomazia perché ve ne sarà molto bisogno. È in questa sua funzione che invitiamo l’Italia a farsi portavoce presso il Consiglio di sicurezza dell’ONU per ridare centralità alla necessità di una soluzione politica che sia condivisa dalle parti, garantendo l’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.

Nel presentare questa risoluzione, ringrazio tutti i colleghi dell’Intergruppo che si sono spesi nel redigere il documento, in particolare la collega Lori, il collega Delmonte e tutti quelli che lo hanno sottoscritto, quindi molti colleghi del mio Gruppo, così come del Gruppo SEL e anche la collega Gibertoni.

Questa risoluzione spero sia accolta all’unanimità. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Prodi.

La parola alla consigliera Sensoli.

 

SENSOLI: Grazie, presidente.

Intervengo per continuare l’illustrazione delle proposte che ha fatto il Movimento 5 Stelle in questa sessione di bilancio; proposte, anche per quanto riguarda la sanità, tutte volte a ripristinare il rapporto di fiducia tra i cittadini e le Istituzioni, volte alla trasparenza e, perché no, in alcuni casi anche volte all’ottimizzazione dei costi della sanità.

Infatti, noi abbiamo proposto una Commissione conciliativa regionale che vada a intervenire prima che si creino dei contenziosi civili tra i cittadini e le ASL.

Altri Paesi in Europa hanno dimostrato addirittura che questa pratica abbatte fino all’80 per cento le cause civili tra i cittadini e le ASL. Quindi, ci sembra una misura che possa andare incontro a quelle che sono anche le nostre esigenze visto l’aumento della medicina difensiva.

Tema per noi di fondamentale importanza, che va ad agire sulle liste d’attesa, è quello della lista unica degli interventi chirurgici. Altre Regioni l’hanno già adottato con successo. Per noi è impensabile che all’interno delle strutture sanitarie pubbliche si creino due corsie, quella dei pazienti di serie A e quella dei pazienti di serie B.

I pazienti di serie A, pagando, all’interno delle strutture pubbliche riescono ad accedere prima agli interventi chirurgici rispetto a chi non si può permettere questo tipo di servizio.

Sulla stessa scia c’è il blocco degli interventi chirurgici libero-professionali qualora le liste d’attesa superassero i tempi massimi previsti per legge. È una pratica che già si adotta per le visite specialistiche, perché non applicarla anche per gli interventi chirurgici?

Volta alla trasparenza, invece, è la pubblicazione delle liste d’attesa, che per questa Giunta, visto che dichiara che ha abbattuto le liste d’attesa del 99 per cento, dovrebbe essere un vanto. Quindi, se si pubblicassero i tempi medi di attesa e invece i tempi massimi previsti per legge, se i dati che la Giunta ci illustra continuamente sono veritieri, a questo punto dovrebbe essere motivo di vanto e trasparenza nei confronti dei cittadini.

Visto che il consigliere Zoffoli ha detto che alcuni emendamenti verranno bocciati, perché già presentati in Commissione, altri verranno bocciati, però verranno approfonditi, visto che i nostri erano già stati tutti presentati in Commissione, ma per noi era fondamentale ripresentarli in aula perché per noi sono molto importanti, a questo punto ne deduco che non siano di interesse di questa Giunta.

Un ultimo appunto sui due ordini del giorno che ha presentato il Movimento 5 Stelle per quanto riguarda l’aiuto ai cittadini in ambito scolastico ed educativo e l’abbattimento delle rette per gli asili nido fino all’azzeramento per le famiglie sotto la soglia di povertà.

Abbiamo parlato di welfare, di conciliazione di tempi soprattutto delle donne, abbiamo parlato di povertà. Per noi è importante aiutare i cittadini anche con queste misure, abbattendo le rette degli asili nido, che sono il problema principale per cui calano le iscrizioni agli asili nido nella nostra Regione; così come il pre e post scuola, che è un diritto dei nostri bambini, va sicuramente aiutato attraverso delle misure di aiuto e il contributo alle famiglie che ne necessitano, visto che in questi anni questi contributi si sono visti aumentare notevolmente. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola alla consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Continuo l’illustrazione delle nostre proposte. Abbiamo presentato un ordine del giorno per quanto riguarda un argomento che è già stato trattato in Commissione I, ovvero la trasparenza.

La trasparenza di questa Regione vogliamo implementarla e ampliarla oltre gli obblighi di legge, quindi il decreto legislativo numero 33, e lo vogliamo fare con duplici obiettivi, partendo dalla facilitazione dell’accesso all’informazione da parte dei cittadini per permettere un controllo dal basso dei processi amministrativi.

Attraverso un ampliamento della trasparenza vogliamo avvicinare anche i cittadini alla vita politica e alla partecipazione democratica di questo Ente.

Puntiamo sulla trasparenza anche come strumento contro la corruzione, come sostiene anche il PNA, ovvero il Piano nazionale anticorruzione, secondo cui la trasparenza rappresenta uno strumento fondamentale per la prevenzione della corruzione e per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa; trasparenza intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni allo scopo di favorirne forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Lo facciamo ispirandoci anche a un articolo già presente nel nostro Statuto regionale, che è l’articolo 14, che afferma che l’attività della Regione si ispira al principio di massima trasparenza e circolazione delle informazioni.

Nel corso di una seduta di Commissione ci è parso di capire che gli intenti di questa Giunta siano di andare verso una maggiore trasparenza.

Credo che non ci sarà difficoltà a sottoscrivere o quantomeno a votare favorevolmente il nostro ordine del giorno, che chiede impegni concreti, soprattutto scadenze concrete e in particolar modo per quanto riguarda la pubblicazione delle determine che mancano completamente dalla homepage della Regione e per quanto riguarda le delibere di Giunta che da agosto sono presenti completamente, però prima di agosto 2016 sono pubblicate un po’ a spot e ci sono molti buchi che noi, con questo ordine del giorno, vogliamo colmare. Si tratta di un impegno concreto.

Visto quello che si diceva in Commissione, crediamo che anche il Partito Democratico possa votare favorevolmente a questo ODG. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Piccinini.

La parola al consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente.

Farò solo alcune considerazioni su quanto è stato detto sul bilancio, prima da un punto di vista di metodo. Il bilancio è stato depositato, e quindi reso noto a tutti i consiglieri, solo a fine novembre. Ovviamente ci è stato dato pochissimo tempo per poterlo esaminare in maniera compiuta, nonostante poi il bilancio fosse corposo come progetti di legge, sia per quanto riguarda la legge di stabilità che il Collegato.

Chiedo all’assessore Petitti e agli uffici tecnici che la prossima volta, il prossimo anno, siano più celeri nel presentare il bilancio ai commissari per dare tempo a loro di verificare attentamente le poste presenti in bilancio.

È anche vero che dall’altro lato la legge sull’armonizzazione dei bilanci complica di più le cose perché ovviamente tra missioni, titoli e programmi si fa fatica a comprendere esattamente come la Regione intenda esercitare la sua azione di bilancio nella programmazione regionale.

Queste sono le mie considerazioni dal punto di vista del metodo.

Veniamo al merito delle osservazioni e della discussione che è emersa oggi in aula condividendo le osservazioni del consigliere Bargi, del consigliere Marchetti sul bilancio, ma in particolar modo mi soffermo su quelle che sono state le dichiarazioni rese dal presidente della Giunta in mattinata; dichiarazioni che sono assolutamente prive di realtà in virtù del fatto che tutti gli anni ci sentiamo sempre dire che la Regione Emilia-Romagna è la prima, che la Regione Emilia-Romagna ha fatto questo, che la Regione Emilia-Romagna ha fatto quest’altro.

Poi c’è stato anche un passaggio in cui il presidente ha detto: “Non mi avete mai sentito usare il termine ‘modello’ della Regione Emilia-Romagna”. In realtà, in televisione, tutte le volte che compare il presidente Bonaccini esemplifica la Regione Emilia-Romagna come modello da imitare.

Dall’altro lato credo sia opportuno verificare alcuni temi fondamentali, posti a sostegno della tesi del presidente Bonaccini, in virtù del fatto che, secondo quella che è la sua disamina di questi due anni di mandato, sono stati compiuti atti che hanno fatto sì che la Regione Emilia-Romagna sia da prendere come esempio in Italia e nel mondo.

Ha parlato di lavoro, ha parlato di sanità, ha parlato di legge sul riordino istituzionale, ha parlato di qualità della vita, tutti temi fondamentali per la Regione Emilia-Romagna, ma abbiamo visto un film diverso e credo più che altro che lui veda la Regione Emilia-Romagna come un modello da utilizzare come promotore all’interno dell’Italia e del mondo quando, in realtà, le cose non stanno come lui ha delineato.

Vengo in particolare alla crescita del lavoro. Parliamo di crescita del lavoro, ma dobbiamo capire perché è cresciuto il lavoro in Emilia-Romagna. Si parla – i dati non si smentiscono mai – della crescita del lavoro dovuta principalmente all’utilizzo dei voucher. Questa non è creazione di posti di lavoro.

Si parla di un Progetto Giovani. Lo abbiamo sollevato in più interrogazioni anche con l’assessore Bianchi. Nel Progetto Garanzia Giovani i giovani andavano a lavorare, ma non venivano pagati. Parliamo di qualità della vita. Io non riesco a comprendere come il presidente Bonaccini dica che la qualità della vita in Emilia-Romagna è migliorata, poiché la percezione sul territorio è diversa. Parlando con le imprese, parlando con i cittadini, parlando con gli agricoltori, parlando con il mondo delle attività in Emilia-Romagna, tutto ciò che ha detto il presidente Bonaccini non corrisponde al vero. Questo perché evidentemente da un lato abbiamo una percezione da parte dell’Assemblea legislativa che vede il bicchiere mezzo pieno e dall’altra c’è la percezione dei cittadini che vedono il bicchiere mezzo vuoto.

In realtà, quanto è stato fatto è stato usato come palliativo per rendere noto all’Italia e al mondo che la Regione Emilia-Romagna è avanti anni luce rispetto alle altre Regioni. In realtà, questo non è vero, non è assolutamente vero.

Andiamo sulla sanità. Si dice che sono state accorciate le liste d’attesa. Questo dato da dove viene fuori? Andate negli ospedali, andate a vedere all’interno dei pronti soccorso, ci sono liste d’attesa di ore e ore. Andate a vedere com’è l’ASL unica di Romagna. È disastrata da quando è stata unificata. Abbiamo addirittura professori che dicono che i medici non sono all’altezza della attività della sanità emiliano-romagnola.

Noi paghiamo come Regione Emilia-Romagna circa 2 milioni di euro all’anno per i ticket agli extracomunitari. Questi sono i dati che devono emergere, queste sono le perplessità e le criticità che devono emergere e non si deve rappresentare una finta realtà solo per uno spot elettorale come può essere il reddito di solidarietà.

Si deve raccontare quella che è la situazione reale della Regione Emilia-Romagna. I cittadini percepiscono un’attività di insicurezza allucinante e ne sono una dimostrazione le barricate che hanno fatto a Goro, tutti i comitati che sono nati all’interno dei piccoli Comuni che si vedono imporre l’ospitalità di profughi che costano allo Stato e alla Regione soldi. Questi sono elementi che devono far riflettere.

Il presidente Bonaccini ha parlato politicamente, non ha raccontato il bilancio. Politicamente ha detto che la Regione Emilia-Romagna è avanti, che sono state fatte delle cose, ma le ha raccontate in modo tale che sembra che la Regione Emilia-Romagna sia un modello e un esempio. In realtà, quella che viene percepita dalla cittadinanza e dai cittadini che hanno votato, quei pochi cittadini che hanno votato il presidente della Regione Emilia-Romagna, è una realtà completamente distorta, diversa, tra sanità, insicurezza. Gli stessi amministratori parlano di un riordino istituzionale allucinante. Si è voluti andare avanti, si è voluto fare qualcosa di più rispetto a quello che in realtà doveva essere fatto. Abbiamo delle Province che hanno delle competenze, ma sono prive di soldi; Province che dovevano essere annullate con il referendum costituzionale, ma la vittoria del “no” non le annullerà. Abbiamo fatto una legge che dovrà essere nuovamente riformata.

Parliamo di internalizzazione, di esternalizzazione, parliamo del fatto che siamo avanti rispetto agli altri Paesi, abbiamo un’attrattività e una capacità molto elevata rispetto alle altre Regioni dell’Italia, ma, se vediamo le cose nel senso realistico, vediamo che non abbiamo infrastrutture, che le strade sono tutte dismesse. Non parliamo poi del trasporto pubblico, soprattutto su ferro. Abbiamo delle stazioni e dei treni che sono allucinanti, persone in fila in cerca di un posto.

La rappresentazione che ha dato questa mattina il presidente Bonaccini è una rappresentazione completamente distorta della realtà. Bisogna rendersene conto. Bisogna vedere i problemi, ascoltare la gente, ascoltare gli imprenditori, ascoltare gli artigiani, ascoltare tutte le attività e capire esattamente qual è il reale polso della situazione, che non è quello raccontato questa mattina, è totalmente opposto.

Noi abbiamo presentato anche degli ordini del giorno, che sono stati congiuntamente sottoscritti anche dalla maggioranza; ordini del giorno che vanno a rimpinguare i fondi legati alla manutenzione delle strade e quindi alla viabilità delle strade provinciali, alla viabilità delle Comunità montane, a quello che è tutto il discorso legato al ripascimento della costa romagnola. Sono degli incentivi per far sì che qualcosa si muova, ma non è sufficiente fare quello che fino a questo momento è stato fatto.

Dobbiamo cercare di capire quelle che sono le reali esigenze, capire i punti cardine su cui andare a puntare: occupazione, lavoro, infrastrutture, imprenditoria, tassazione, tutto ciò che è stato espresso anche dal consigliere Bargi nel suo primo intervento, però è chiaro che se non si vede che questa capacità di ascolto è insita nella Giunta a questo punto io ritengo che voi vediate un qualcosa che è contrario a quella che è la realtà quotidiana. Quindi, bisogna soffermarsi, bisogna capire esattamente quali sono le reali esigenze. Questo non si sta facendo, non è stato fatto nel corso di questi due anni.

Il bilancio ovviamente è testimone dei numeri, però i numeri non li giriamo sempre nel vedere il bicchiere mezzo pieno, perché non è così.

I numeri molto spesso si cercano, si trovano e si mettono in un determinato contesto per far sì che da una parte si veda che quello che si sta facendo e quello che è stato fatto è positivo, ma in realtà, come ho detto prima, quella che emerge è una realtà completamente distorta.

I cittadini percepiscono effettivamente un qualcosa di diverso. Mi chiedo se effettivamente voi, nel momento in cui andate a proporre delle riforme, delle leggi, parlate con le persone, che effettivamente sono i centri di interesse oppure non ascoltate e fate in modo e maniera che tutta l’attività che state facendo sia un semplice palliativo rispetto a quelle che sono le reali esigenze dell’attività cittadina e della nostra Regione.

Credo che effettivamente qualcosa non vada, si debba necessariamente mettere mano a riforme più strutturali, non cercare di fare fughe in avanti come la legge sul riordino istituzionale, ma verificare se effettivamente sia necessario fare queste leggi o come farle, ascoltare di più le opposizioni e non imporre il vostro volere alle opposizioni in maniera costruttiva.

Spero che nel prossimo triennio, che ci vede ancora in Assemblea legislativa, tutto ciò possa essere posto come una lezione per far sì che d’ora in avanti le cose vadano verso quello che è il reale sentore dei cittadini, rispetto a quello che è il reale volere della politica e della Giunta Bonaccini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Quando si discute il bilancio della Regione, addirittura pluriennale, credo sia opportuno guardare nell’insieme il disegno che il bilancio esprime e valutare nell’insieme quel disegno, più che soffermarsi su un singolo intervento o un capitolo a sé stante. La valutazione complessiva sta nelle linee di mandato che la maggioranza ha espresso e che il presidente ha ricordato anche questa mattina e che, ovviamente, trovano nelle politiche per il lavoro il loro elemento fondamentale. Sappiamo tutti che la prima e principale forma di contrasto alla povertà per far uscire le persone dalla condizione di fragilità e di difficoltà è creare occupazione e dare la possibilità di trovare un lavoro. Questo è l’elemento fondamentale.

I numeri che sono stati ricordati credo siano importanti, anche se – diciamolo con chiarezza – non sono sufficienti. Sappiamo bene che in tante realtà della nostra regione, specie in quelle periferiche, esistono problemi drammatici, esistono situazioni molto complicate che stanno mettendo a repentaglio l’esistenza stessa e la permanenza nei territori di persone che lì non trovano più occupazione e lavoro. Da questo punto di vista, c’è ancora molto da fare. Sicuramente, le politiche messe in atto dal Governo in questi anni non ci hanno aiutato. Anzi, hanno creato ulteriori problemi.

Per rimanere nell’ambito del nostro lavoro, nell’ambito del bilancio di questa Regione, voglio ricordare alcuni aspetti che, secondo noi, sono i più importanti del bilancio di previsione e della triennalità che abbiamo di fronte. Parto, ovviamente, dalle risorse stanziate per finanziare la legge di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito. Credo sia consapevolezza di tutti che trovare 35 milioni, garantendoli per i prossimi tre anni, per finanziare un intervento che modifica l’ordinamento legislativo di questa Regione, senza aggiungere tasse e senza ridurre altri servizi, sia stata un’opera importante e significativa che tutti quanti possiamo e dobbiamo rivendicare, ciascuno per il proprio ruolo.

Ho sentito parole ingenerose nei confronti di questo provvedimento, sia oggi da parte di qualche consigliere regionale che nei giorni scorsi sui media, sui giornali e su Facebook. Io voglio insistere su questo punto. Spesso si parla di riforme, di riformismo, di innovazioni normative. In realtà, poi, si producono atti che di riformismo hanno ben poco. In questo caso, abbiamo fatto un provvedimento innovativo che dà un segnale molto chiaro e molto preciso, che non è un atto di carità, la redistribuzione di quattro soldi, ma afferma un principio molto importante, quello che abbiamo ricordato durante il dibattito, quando abbiamo approvato la legge.

Il contrasto alla povertà si fa – come dicevo prima – creando lavoro, ma si fa anche redistribuendo le risorse. Questo noi lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo. 35 milioni. Considerando le difficoltà nelle quali le Regioni e gli Enti locali, più in generale, sono chiamati a muoversi per i tagli che negli anni continuamente si susseguono da parte dei Governi centrali, reperire questi 35 milioni e metterli a disposizione dei più bisognosi, dei più poveri – 35 milioni l’anno per i prossimi tre anni, quindi parliamo di circa 105 milioni che questa Regione mette a disposizione delle persone più bisognose – non è una misura che può essere liquidata come se nulla fosse, ma è il segnale di un’inversione di tendenza nelle politiche per il welfare e nelle politiche per le persone che maggiormente hanno subìto gli effetti di questa crisi. Si tratta di un’inversione di tendenza importante che va rivendicata.

Anziché continuare a dire che se una legge viene fatta è merito di qualcuno perché dieci anni fa, cinque anni fa o tre mesi fa ha fatto una proposta, anziché continuare a dire di chi è il merito, dovremmo riconoscere che oggi c’è una legge che prima non c’era e che, innanzitutto, è merito di chi quella legge l’ha presentata e l’ha votata. Le leggi non si auto-promuovono da sole, ma devono trovare persone che le presentino, le discutano e le votino. Sennò non succede niente.

Raccogliamo tutti gli aspetti positivi del dibattito che abbiamo svolto, ma ricordiamoci anche che, alla fine, una legge diventa tale quando qualcuno la vota. Quella legge rappresenta un passo in avanti che abbiamo compiuto per questa Istituzione prima ancora che per questo o quel Gruppo, per questo o quel consigliere, per il presidente o per qualche assessore. Abbiamo fatto compiere un passo nella direzione giusta a questa Istituzione. Credo sia l’aspetto più importante.

Verificheremo come andrà. Siamo pronti a cambiare e a ritornare. Quando si fa una cosa per la prima volta nessuno può pensare di averla fatta bene, senza bisogno di modificarla, o di averla fatta nel miglior modo possibile. L’abbiamo fatta, però. Lo ribadisco: siccome questi 35 milioni nella dinamica del bilancio regionale sono una cifra importante e oggi stiamo discutendo di bilancio, credo che rivendicare per tutti noi l’importanza di questo passo sia un atto dovuto, sempre avendo consapevolezza del fatto che il primo contrasto alla povertà si fa creando occupazione, creando lavoro e ridando la possibilità alle persone di avere un reddito.

Allo stesso tempo, però, non si può ignorare il dramma delle tante persone che un reddito non ce l’hanno perché non hanno lavoro e che, quindi, dobbiamo e possiamo aiutare innanzitutto con queste risorse. Qualcuno dice che queste risorse andranno ai soliti furbetti. Sono osservazioni che possono valere sempre, per qualunque discorso. Credo che per qualunque intervento le Istituzioni, invece, abbiano il compito di far funzionare nel modo migliore le leggi che vengono approvate. Io sono convinto che in questo caso il sistema, nel suo insieme, ce la farà.

Voglio sottolineare altri aspetti importanti. Come Gruppo, noi siamo intervenuti spesso per richiamare l’attenzione della Giunta e di questa Assemblea sulle politiche sanitarie, sulla riorganizzazione ospedaliera, sulle realtà più in difficoltà di questo territorio e sul mantenimento dei servizi ospedalieri nei territori periferici. Spesso siamo stati anche critici o, comunque, abbiamo cercato di far sentire la nostra voce, nei limiti delle nostre forze, in questa direzione. Oggi, allo stesso modo, però, riconosciamo con piacere la previsione, da parte di questa Regione, nell’arco dei prossimi tre anni, dell’assunzione e della stabilizzazione di oltre 1.100 persone tra medici, infermieri e operatori che lavorano nella sanità. È un passaggio importante anche questo, non solo perché si tratta sempre di posti di lavoro e di occupazione, ma anche perché si tratta di dare la possibilità alle varie aziende sanitarie locali di avere le persone con cui fornire servizi. Sennò la discussione rimane un po’ sterile. Anche questo è un passaggio importante che non può essere liquidato come se nulla fosse o come se fosse scontato. Di scontato, purtroppo, per il periodo in cui viviamo, non c’è proprio nulla.

Un piccolo inciso. Qualcuno prima diceva che sono stati chiusi alcuni punti nascita, specie nelle zone di montagna. Vorrei sottolineare che dall’inizio della X legislatura a oggi non mi risulta siano stati chiusi punti nascita da nessuna parte. Sono stati chiusi in precedenza. Sono stati commessi errori gravi. Io provengo da un territorio che ha subìto decisioni simili e so che cosa significa, però parliamo della precedente legislatura, parliamo di responsabilità politiche istituzionali di persone che oggi non sono qui. Nella X legislatura, in questa legislatura, nessun punto nascita è stato chiuso e noi siamo – lo diciamo come Gruppo da sempre – per fare in modo che quelli oggi esistenti, specie nelle zone di montagna, continuino a essere presenti. Sono presìdi fondamentali e noi saremo sempre per trovare tutte le soluzioni normative possibili per preservare l’esistenza di quei punti nascita nei territori di montagna, a partire, ovviamente, da quelli che ben conosciamo, presenti nell’Appennino reggiano. Questa parentesi ci tenevamo ad aprirla perché volevamo chiarire questo passaggio. Non si può non apprezzare e rivendicare come positivo il piano di assunzione e di stabilizzazione di medici, infermieri e operatori.

Allo stesso modo – cambio lato, ma rimango sul tema del lavoro e dell’occupazione – oggi il presidente ha preso un impegno. Noi quell’impegno, sempre nei limiti delle nostre forze, lo abbiamo richiesto a più riprese. Mi riferisco al tema della stabilizzazione e del piano di assunzioni del personale che opera in questo Ente, spesso persone che lavorano in questo Ente da tanti anni, che abbiamo, come Istituzione, qualificato, che portano avanti un lavoro importante e che necessitano di veder riconosciuta la loro situazione, finalmente avendo una contrattualizzazione a tempo indeterminato, quindi una stabilizzazione che, oggi, il presidente ha assunto come punto di riferimento per tutta l’aula. Ha parlato di un piano di 100 assunzioni. Penso che anche questo sia un segnale importante. Ripeto: sono lavoratori e lavoratrici che prestano la loro opera per questo Ente e credo che, soprattutto in ragione del fatto che molti di loro si trovano in una situazione di precarietà da tanti anni, debbano vedere riconosciuto il loro lavoro, la loro qualifica.

Ci sono altri aspetti importanti che vogliamo sottolineare, e mi avvio alla conclusione. Rivendichiamo come positivo l’aumento delle risorse destinate complessivamente all’Assessorato alla cultura, legalità e politiche giovanili. Anche in questo caso, il lavoro che si sta facendo è importante dal punto di vista delle risorse che sono state stanziate nel corso degli ultimi due bilanci per l’Assessorato alla cultura. Credo di non dover ricordare le tante imprese che operano in quel settore e i posti di lavoro. Anche qui, vedete la trasversalità, il tema del lavoro ritorna sempre. Ci sono tante realtà che in questa regione stanno creando posti di lavoro in un settore, quello della cultura, che per noi – ripeto – è strategico per il futuro di questa regione e dovrebbe essere strategico per l’intero Paese. L’Italia dovrebbe avere nella cultura un asset strategico fondamentale. Purtroppo, veniamo da anni in cui qualcuno, che era anche un ministro, diceva che con la cultura non si mangia. Credo che quelle siano parole indegne per un ministro di qualunque tipo che siede nel Governo della Repubblica italiana. L’Italia e la cultura dovrebbero essere una cosa sola.

Qui si sta facendo altro. Risorse che aumentano per il settore cultura. Lavoro e occupazione che ritornano sia per quanto riguarda il tema della stabilizzazione in ambito sanitario sia per quanto riguarda le persone che lavorano in questo Ente. Vi sono, poi, altri due aspetti che abbiamo portato, insieme a tanti altri colleghi di maggioranza, come emendamenti nelle Commissioni, che riguardano altri due ambiti per noi fondamentali. Entrambi ritornano negli ordini del giorno che sono stati presentati anche oggi e che, ovviamente, sosterremo. Uno lo abbiamo anche sottoscritto. Le risorse per la montagna. Spesso ci troviamo a discutere di dissesto idrogeologico e di situazioni difficili. Quelle situazioni si risolvono e ci si occupa di quelle cose in modo concreto prevedendo stanziamenti strutturali che ogni anno devono finanziare parti del nostro territorio che più di altre sono esposte al dissesto idrogeologico e ai problemi connessi. L’Appennino è uno di questi. Quindi, aver previsto un aumento del Fondo unico per la montagna è importante e doveroso. Esistono territori che più di altri sono esposti e necessitano di interventi.

Allo stesso modo, penso ai finanziamenti per la manutenzione delle strade provinciali, problemi concreti che toccano la vita di decine di migliaia di persone. Sulle strade provinciali – apro e chiudo una parentesi – vi è stato un gran dibattere negli ultimi due anni di riforme, di ogni ordine e grado. La morale della favola è che, alla fine, abbiamo detto che avremmo cambiato, cancellato, sostituito, tolto, modificato. Quello che rimane è che, se non è la Regione a intervenire per sollevare e aiutare concretamente chi deve gestire le strade provinciali, le stesse – non solo le strade, ma le Province in quanto tali – rischiano di rimanere senza risorse e di non poter svolgere le proprie funzioni che, a questo punto, rimangono riconosciute nella Costituzione. L’importante è essere riusciti, insieme a tanti altri colleghi del Partito Democratico, nel lavoro di Commissione, ad aumentare le risorse sia destinate alla montagna sia destinate alla manutenzione delle strade provinciali, così come la promozione dei territori MAB UNESCO.

Ho indicato alcuni degli interventi che abbiamo ritenuto più importanti, più significativi all’interno di un ragionamento più ampio, quale quello del bilancio della Regione. Abbiamo toccato, in questo ragionamento, diversi aspetti. C’è un filo comune che li tiene insieme: l’attenzione, la cura, la volontà di intervenire a difesa dei territori che hanno più difficoltà, delle realtà più esposte e delle realtà territoriali e sociali. Qui stiamo facendo questo. Quando diciamo di voler potenziare il sistema pubblico sanitario, quando diciamo di voler intervenire stanziando appositi capitoli di spesa per finanziare una legge, che prima non c’era, di contrasto alla povertà, facciamo questo. Con tutti i limiti e l’umiltà del caso, in questa manovra, più che in altre, si vede un segnale concreto che va nella direzione di dare una mano alle fasce sociali più esposte e più in difficoltà.

Credo sia un aspetto non secondario, specie in un contesto in cui le politiche di welfare – non solo, purtroppo, in Italia – sono oggetto di feroci attacchi, di riduzioni e delle famose razionalizzazioni, che altro non sono che i drammatici tagli. Per cui, sembra quasi che investire le risorse pubbliche dovute alla fiscalità generale, restituirle ai cittadini ridistribuendo le ricchezze di un Paese sia un’eresia. Io, invece, penso che sia il cuore delle politiche che dovrebbero fare le Istituzioni, che dovrebbe fare la politica e che sicuramente deve fare la politica nella quale voglio riconoscermi. Reperire le risorse attraverso la fiscalità e restituirle ai cittadini attraverso servizi sociali e potenziando le strutture sanitarie vuol dire esattamente cercare di intervenire riportando l’attenzione nei confronti delle persone più in difficoltà e più esposte, che la crisi in questi anni ha moltiplicato, anche nella nostra Regione.

Siccome per anni abbiamo detto che le ideologie, alla fine, producevano ingessamenti e visioni distorte della realtà, penso sia giunto il momento di chiudere anche un’altra ideologia, quella in virtù della quale lo Stato deve intervenire il meno possibile in economia e nei servizi essenziali e bisogna lasciar fare al mercato. Abbiamo avuto la dimostrazione, in questi anni, che il mercato da solo produce danni. Le disuguaglianze aumentano e le persone vengono sbattute e private della dignità. Penso, invece, che la politica e le Istituzioni debbano, a un certo punto, fare esattamente il contrario. La credibilità di un’Istituzione e della politica si misura nella capacità di invertire questo trend, ovviamente con i limiti e con il principio di lealtà. Però, bisogna provarci. Penso che in questo bilancio si possano scorgere alcuni di questi segnali che ho cercato di richiamare.

Certo, non abbiamo conquistato il socialismo, non abbiamo fatto qualcosa di straordinario, però abbiamo segnato la direzione verso la quale è utile procedere, ripeto, con umiltà, con la consapevolezza che tante cose vanno migliorate, ma anche con la rivendicazione e l’orgoglio di sapere che, finalmente, proviamo a percorrere la strada giusta, la strada attraverso la quale si riguadagna, secondo me, la credibilità non di questa o quella forza politica, ma della politica in quanto tale. Se la politica non è uno strumento che interviene per modificare la condizione concreta delle persone, migliorandola, non serve a nulla. Il vero populismo è questo. Il vero populismo è quello di chi non fornisce risposte ai bisogni concreti delle persone. Alla fine, le Istituzioni e la democrazia servono per trovare soluzioni in grado di modificare e migliorare la condizione della stragrande maggioranza delle persone che, per vivere, deve lavorare.

Se rinunciamo a questo principio, rinunciamo alla nostra stessa essenza. Per non condannare la politica all’inutilità, credo che di manovre come queste bisognerà farne ancora molte.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, penso che il dibattito da “saldi di stagione”, che si trascina un po’ faticosamente, sia anche dovuto al taglio che è stato dato oggi dal presidente della Regione, un taglio tutto politico e ben poco riferito al bilancio in esame. Sicché, verrebbe quasi da dire: se in una Regione tutto va così bene, perché soltanto una settimana fa è stata approvata una legge che si riferiva esplicitamente alla povertà? Evidentemente, vi è qualcosa che non quadra.

Così come penso di poter dire che non quadra il fatto che ben poche parole sono state spese relativamente ad un comparto che la Regione, oggi, deve continuare a gestire, quello della sanità, che impegna il 65 per cento delle spese del nostro bilancio. È evidente che, se noi spendiamo il 65 per cento delle spese nel nostro bilancio per la sanità, non penso che il 65 per cento del tempo a nostra disposizione nella discussione del bilancio dovrebbe essere dedicato alla sanità, ma che almeno 6,5 secondi siano dedicati a essa stessa, questo sì. Invece, anche qui, mi pare che vi sia il complesso di superiorità per cui abbiamo la sanità migliore d’Italia, abbiamo le imprese migliori d’Italia, abbiamo tutto. Abbiamo vinto le Olimpiadi di tutto, ma ci dimentichiamo di una cosa: continuiamo a metterci le medaglie sul petto in relazione ad aumenti minimali, a fronte di una precipitazione della situazione economica e della crisi del 2008 che, ad oggi, non ci ha minimamente portato vicino a quei livelli. Questo è il discorso da fare.

A me pare di aver sentito il discorso di quello che gioca in borsa e un giorno dice: “Oggi ho perso il 30 per cento”. Poi, il giorno dopo, è tutto contento e dice: “Sì, ma oggi sono cresciute del 5 per cento”, dimenticando che sono cresciute del 5 per cento rispetto a una perdita del 30 per cento. Vi è una differenza tra l’1 per cento e un punto di percentuale in termini di crescita.

A prescindere da questo elementare discorso, vi sono alcuni indicatori, invece, dei quali la Regione dovrebbe occuparsi, ma non spaziando in tutto lo scibile umano per dire che “tutto va bene, madama la marchesa”, perché non è così. Quando dico che non è così lo dico anche rispetto al mercato del lavoro. Noi abbiamo, oggi, una fortissima accelerazione delle imprese cosiddette “grandi”, ma abbiamo da contraltare una crisi minimamente vinta, anzi non affatto vinta, per le piccole e medie imprese. L’indicatore vero, nuove imprese, ci dice che vi è un arretramento, anche per il 2015, del 2,1 per cento rispetto ai dati del 2014. Questi sono gli indicatori rispetto ai quali occorre dare delle risposte, soprattutto tenendo presente la diversità dei territori.

Se seguiamo questi discorsi, noi creiamo una Emilia a due velocità e una Romagna a due velocità. Il territorio di Piacenza, scusatemi, non sta seguendo la crescita del territorio di Parma, così come il territorio di Ferrara non sta seguendo una crescita pari a quella della Provincia di Bologna o di Modena. Forse sarebbero quelli i temi sui quali la Regione, non con volontà dirigistica, ma con attenzione terza, dovrebbe intervenire e preoccuparsi di ciò che in un sistema Provincia o in un sistema di area non funziona.

Aggiungo una considerazione. In tutto questo discorso, oggi, è mancato qualsiasi riferimento alle aree vaste. Un anno e mezzo fa sembrava che non si potesse neanche più andare in bagno se non vi era l’area vasta. Dal 4 dicembre dell’area vasta non parla più nessuno, come se le Province potessero rimanere a lungo “tra color che son sospesi”. I dati dovrebbero preoccupare – questi sì – chi si occupa dell’amministrazione pubblica. Nel triennio 2012-2014, dati Bankitalia, la spesa in conto capitale della spesa pubblica locale è diminuita del 6,6 per cento, il che significa che oggi ci si presenta e si fa i gran signori, sì, ma con il portafoglio degli altri. È la spesa pubblica che dovrebbe dirci esattamente qual è il livello di investimenti che il pubblico mette in campo. Quindi, oggi, farsi belli solo perché altri investono e rischiano con il proprio capitale, signori, è quantomeno appropriazione indebita.

Aggiungo un dato, questo sì tutto regionale, ma – anche questo – rigorosamente nascosto. Quando si dice che abbiamo la sanità migliore di Tizio o di Caio, perché non andiamo a vedere non solo i livelli di prestazione, ma anche i livelli di composizione della spesa sanitaria? L’indice del personale amministrativo sui dipendenti riferito all’anno 2014, l’ultimo disponibile, ci dice che il rapporto è del 9,9 per cento, quando la soglia del decreto ministeriale n. 215/70 lo individua al 7 per cento. Questi sì che sono i dati che bisognerebbe citare per fare un ragionamento che abbia qualche attinenza con il bilancio e non con lo scibile umano.

Penso di poter dire con abbastanza avvedutezza che noi, oggi, ci troviamo in una situazione particolare, ma che potrebbe anche mutare in relazione a due fatti che non sottovaluterei. In primo luogo, i miliardi esteri verso la Regione, che ammontano a 20,5 miliardi, vedono come primo partner la Francia. Io ci starei molto attento, di questi tempi, ad avere come primo interlocutore e investitore la Francia, non solo per quello che sta facendo rispetto all’azione ostile e alla scalata ostile nei confronti di Mediaset, che rappresenta una tendenza di quel Paese, ma soprattutto perché l’economia di quel Paese non è che sia di molto migliore dell’economia italiana. Attenzione a confondere una politica di mercato con una politica aggressiva che ci porta a privarci dei migliori gioielli produttivi.

In secondo luogo, per quanto riguarda la Motor Valley, vorrei far presente che i primi nostri interlocutori rimangono gli Stati Uniti d’America. Un conto è il dollaro a cambio euro 1,30; un conto è un dollaro a cambio euro 1,03. Ecco perché le dinamiche economiche e gli andamenti dei mercati, fortunatamente, non dipendono dalle scelte delle Regioni, anche perché, se così fosse, sicuramente in Campania il fritto misto sarebbe diventato – come è noto – un prodotto tipico nazionale.

Quando noi pensiamo a un’area in fortissima presenza di un settore strategico per questo Paese, come il biomedicale, che, tra l’altro, occupa il 5 per cento dei lavoratori del settore nazionale (gli occupati del settore biomedicale dell’Emilia-Romagna rappresentano il 5 per cento dei lavoratori del settore biomedicale in Italia) e parliamo di un settore che ha fatturato ben oltre 1 miliardo di euro (tanto per essere chiari, è un dodicesimo del bilancio regionale), io mi preoccuperei, però, di dare una risposta a questa domanda: come mai tra il 2013 e il 2016 tre delle più grandi imprese biomedicali sono state acquistate o incorporate in altrettanti gruppi mondiali stranieri? Non dobbiamo solo guardare i numeri in termini di crescita o in termini di sviluppo. Bisogna guardare i numeri anche in termini di radicamento territoriale, quel radicamento territoriale di cui si sono occupati non i grandi istituti di credito, ma le banche popolari d’Italia, le banche del territorio, non le banche della speculazione che oggi, magari, per stare in piedi, hanno bisogno dell’intervento statale, quando qualche mese fa a quelle banche popolari, che potevano essere salvate con un fondo interbancario, cioè quel fondo che le banche stesse si sono messe da parte, quindi con un fondo privato, è stata negata questa possibilità dicendo che sarebbe stato un aiuto di Stato.

Questi sono i temi che dovrebbero condurci a delle riflessioni. Il territorio cresce grazie alle banche popolari. Se delle banche popolari si fa strame da cavalli, con gestioni folli o tutte politicizzate, o quant’altro, i risultati sono questi.

Ancora. Voi pensate veramente che una risposta, dopo una riflessione, non vada data anche rispetto ad alcuni slogan? Si è detto che, finalmente, sono ripartiti i consumi, ma dal 2008 al 2014 sapete cos’hanno perso le vendite al dettaglio? Il 19 per cento in termini di volumi e di più di fatturato. Sapete cosa ha fatto da contraltare a questo recupero? Un aumento dell’1,1 per cento della grande distribuzione. Lo stiamo capendo che vi è una ristrutturazione anche del mercato e di quel commercio avanzato che rischia di vedere la scomparsa ancora di decine di migliaia di partite IVA?

Pensiamo al turismo. Per voi l’aumento del turismo va bene in ogni caso o si vuole andare a vedere come si è invertita la curva rispetto al passato? I tre quarti dei posti letto sono stati occupati da italiani. C’è una fetta di mercato, e lo dico rispetto al mito dell’attrattività... Chiediamoci per quale motivo è crollato il mercato russo. Questa è una domanda da porsi. È la situazione di malessere generale che ha portato molti italiani a ritornare sulla stessa spiaggia e sullo stesso mare dopo aver sognato lidi esotici. È mancato il conquibus e tutti hanno riscoperto il mare sul pattino.

Aggiungo un’altra considerazione. Presidente, grossi provvedimenti, grosse leggi che hanno mosso il mondo, in questi due anni, non ne ho viste. Ho visto una legge di riforma istituzionale che avrebbe dovuto mettere la Regione nuova al centro dell’universo emiliano-romagnolo, ma che è finita per essere la legge più emendata tra le leggi regionali.

Oggi mi sarei aspettato una risposta, ad esempio, anche rispetto alle funzioni delle Province, che, cancellate o meno dalla Costituzione, rimangono oggi spolpate dalle loro funzioni, se non quelle delicatissime che riguardano la manutenzione delle strade e le infrastrutture scolastiche, per le quali o vi sono spese di investimento e, allo stesso modo, riduzioni sostanziali degli equilibri di Patto di stabilità o stiamo parlando di niente. E vi ho graziato rispetto ai 15 milioni di euro che dobbiamo tirar fuori annualmente per uno swap di cui la Corte dei conti ha già evidenziato il limite. Così come la stessa Corte dei conti ben altro ha detto all’inizio dell’anno rispetto alle cosiddette “partecipate” della Regione, per le quali non basta una delibera o una elencazione di buone intenzioni. Quelle partecipate sono parte significativa di questo bilancio, quantomeno come scelte. Non mi si venga a dire che i temi della Regione si aprono e si chiudono con il Patto del lavoro. Neppure il Piano regionale dell’aria è stato approvato in questi due anni, nonostante fosse stato adottato dalla precedente Giunta. Di che cosa stiamo parlando? Un conto è rivendicare gli equilibri di bilancio, un eventuale ridimensionamento dei costi sanitari inutili, una nuova politica di welfare, altro conto è fare uno spot ad uso e consumo di se stessi.

Voi vi lodate, ma non è che stiate facendo dei grandi passi, perché se andate a vedere la classifica delle valutazioni che vengono fatte sulle singole Regioni, la percezione degli elettori dell’Emilia-Romagna non ci manda sicuramente in alto, perché siete a metà classifica e non avete avuto bisogno neanche di Pioli per ridurvi così e di una campagna acquisti pari a quella che ha fatto l’Inter. Avete fatto tutto da soli. Io sono interista. Sono interista, ma non sono cieco. È questo il limite. Bisogna avere anche un senso e un limite nel vedere tutto che va per il meglio quando in realtà, secondo me, sul tavolo di problemi ce ne sono ancora tanti.

Concludo dicendo solo una cosa. Visto che il settore dell’edilizia è un settore pesantemente in crisi ancora oggi, se si va avanti con quella proposta di nuova legge urbanistica gli si dà il colpo di grazia.

Non voglio rimanere legato alla vecchia teoria che se va bene l’edilizia va bene tutto, perché voi siete sicuramente innovatori. Essendo io profondamente conservatore continuerò a dire che, sarà un caso strano, ma quando tira l’edilizia tira l’economica.

Forse è quel ciclo economico che bisognerebbe preoccuparsi di favorire e non di osteggiare, non andare alla ricerca di facili consensi costruiti su altrettanto fallaci slogan, anche perché, come dimostrano i fatti, a fare i venditori di pentole in televisione non ci avete guadagnato, a fare la Vanna Marchi di noi altri non ci avete guadagnato.

Evitate di farlo almeno in questa Regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

La parola al consigliere Bignami, prego.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente.

Farò alcune rapide considerazioni a margine degli interventi che si sono già svolti e che in realtà non vanno a cambiare molto rispetto al quadro di interventi di chi mi ha preceduto. In particolar modo mi allaccio laddove il consigliere Foti conclude il proprio intervento, con una premessa di carattere generale che inevitabilmente evidenzia come ormai il bilancio della Regione rappresenti, in diverse poste che lo compongono, dei vincoli preordinati di spesa che rendono difficile intervenire e realizzare delle oscillazioni significative che possono impartire delle direzioni differenti sui capitoli di spesa stessi e anche evidentemente sulle politiche che si intendono realizzare.

Quella marginalità di azione che potevamo in qualche maniera ancora avere è stata, a nostro modo di vedere, del tutto e definitivamente ingessata con una scelta di cui certamente la Giunta ben fa a rivendicarne il merito, e secondo noi la responsabilità, ovvero quell’appostamento di bilancio che individua in 35 milioni di euro, quindi una cifra tutt’altro che irrilevante, raddoppiata da analoghi finanziamenti da parte dello Stato, che dovrebbe essere inevitabilmente a funzione del reddito cosiddetto di cittadinanza.

Avendo noi votato contro quel provvedimento, inevitabilmente vediamo ipotecato il nostro voto anche sul bilancio, pur se devo dire che anche in assenza di quell’elemento difficilmente avremmo potuto dare un voto in qualche maniera di consenso. Di questo va dato atto anche rispetto alla relazione introduttiva di stamane del presidente Bonaccini con cui egli ci richiama al fatto di evidenziare eventuali azioni che egli non ha compiuto come presidente della Giunta rispetto a quelle annunciate. Vero è che a nostro modo di vedere nulla si può dire rispetto al fatto che egli ciò che ha detto lo ha fatto, ma è vero anche che quel che ha fatto noi non lo avremmo mai realizzato.

Conseguentemente, le direzioni che egli ha perseguito e conseguito, almeno in limitata parte, non sono quelle verso le quali ci saremmo indirizzati noi.

A nostro avviso, la stella polare non deve essere quella di mantenere la pressione fiscale invariata, ma deve essere, al contrario, quella di conseguire ogni attività utile a un alleggerimento della pressione fiscale. Questo va realizzato mediante il taglio rispetto a degli asset che, secondo noi, sono ancora sottoponibili a revisione. Il fatto stesso che si siano reperite così ingenti risorse per un’azione politica come il reddito di cittadinanza, a nostro modo di vedere, dimostra come anche in passato quegli asset fossero del tutto rinvenibili nelle vicende di bilancio diversamente da quanto in passato ci venne evidenziato.

Al contempo, dobbiamo rilevare come il bilancio medesimo si ponga come un tentativo anche in diverse partite di porre rimedio a delle scie di piatti rotti che il Governo nazionale ha lasciato. La mente corre ai tentativi di porre rimedio alla cosiddetta abolizione delle Province che, in realtà, non si è sostanziata o peggio si è realizzata una formale abolizione delle Province senza una soppressione dell’ente istituzionale che ha lasciato in carico all’ente stesso dei carichi di dipendenti che oggi sono nelle condizioni di non poter operare perché non hanno danari per poter agire sul territorio. Quindi, la Regione – gli appostamenti di bilancio che qui sono contenuti lo confermano – deve aprire i cordoni della borsa per dare le risorse utili alle scuole, all’edilizia scolastica e quant’altro, perché diversamente quei dipendenti che noi oggi abbiamo lì, per quanto portati con l’intervento del luglio scorso all’interno della struttura regionale, evidentemente rimarrebbero privi di capacità di azione.

Analogamente dobbiamo rinvenire come sia rimasta lettera morta quella riorganizzazione votata dall’Assemblea legislativa già diversi anni fa, lo scorso mandato, con cui si disegnavano nuove forme di Province con aggregazioni e accorpamenti che erano funzionali a ridisegnare un assetto istituzionale che avrebbe dovuto anch’esso portare all’efficientizzazione di azioni che, in realtà, non si sono conseguite. Al contrario, vediamo come vi siano risorse – penso ai 3,5 milioni di euro della sanità – che invece che essere destinate magari sugli extra LEA oppure anche sulle implementazioni delle azioni stesse o anche queste per un risparmio effettivo, vengano destinate secondo noi per scopi che non sono meritevoli.

Penso, ad esempio, agli esiti che abbiamo condiviso anche con importanti quotidiani locali da cui è emerso che oltre 3,5 milioni di euro della Regione sono stati spesi in materia sanitaria da parte delle ASL del territorio per fornire assistenza e copertura sanitaria per i cosiddetti profughi, che io più banalmente, perché sono rozzo, chiamo clandestini, che avrebbero dovuto essere invece affrontati dalle cooperative che hanno, in base ai fondi che la Prefettura mette loro a disposizione, un ampio margine di guadagno, come dimostrano gli utili che di volta in volta andiamo a rivedere.

Non capisco perché gli italiani che hanno bisogno di un raggio o di una verifica sanitaria se la debbano pagare e altri no. Questo è un limite mio, perché nella visione oscurantista che caratterizza il mio percorso politico preferisco rimanere al buio piuttosto che essere fulminato dalla luce di Damasco che spieghi la ragione per la quale bisogna spendere i soldi in questa maniera.

Visto che l’Assemblea legislativa ha, non senza importante sforzo, conseguito risparmi per 2 milioni di euro, credo che faccia piacere a tutti, soprattutto ai consiglieri della Lega, sapere che questi soldi servono per finanziare anche questo tipo attività, visto che poi le ASL, mancando di coperture, chiederanno iniezioni con un’alterazione anche del mercato tra pubblico e privato che sarebbe interessante approfondire, ma che ci porterebbe, in questa sede, lontani.

Analogamente, sull’annuncio della revisione della legge n. 20 riconosciamo all’assessore Donini un importante sforzo e coinvolgimento, che però non vorrei diventasse uno sforzo di complicità, perché un conto è essere coinvolti, altro conto è essere complici.

Ringrazio l’assessore per gli importanti sforzi di condivisione che sta realizzando, ma noi purtroppo su questi impianti – mi riferisco all’impianto legislativo della legge urbanistica – siamo, lo riconosco, in grande imbarazzo, perché noi andremmo in tutt’altra direzione, ed è la direzione che il collega Foti ha poc’anzi annunciato, ovvero quella di riattivare un volano.

Realizzare oggi delle politiche di abbattimento e anzi di conseguimento del consumo del suolo pari a zero è come cercare di realizzare delle politiche antinflazionistiche nel momento in cui, invece, il problema è la deflazione.

Noi oggi dovremmo cercare, pur con moderazione, pur con attenzione, pur con equilibrio, di rimettere in moto un percorso che è quello dell’edilizia, che apre un volano di conseguenza che possiamo pensare, ad esempio, nei fornitori, negli artigiani, nelle partite IVA, negli ingegneri, nei tecnici che inevitabilmente, da anni, segnano un arresto determinato da una crisi di mercato che questa legge urbanistica, a meno di improbabili letture, che, però, personalmente mi sfuggono, ma io torno a dire che sono sempre afflitto dal mio oscurantismo, non vediamo nella  possibilità di realizzare.

Pertanto, non possiamo sanzionare il bilancio con una dichiarazione di inaccettabilità o di irricevibilità determinata dal fatto che vi sono degli appostamenti che sono del tutto non condivisibili.  Si realizza una continuità rispetto anche alle scorse Amministrazioni con delle punte di discontinuità massime, che sono tuttavia abbastanza modeste nell’assoluto quali appunto il tema del reddito di cittadinanza che ci pare, in realtà, più un tentativo di magari sottrarre qualche argomento delle forze politiche che anche in quest’aula siedono, le quali, in effetti, magari possono trovarsi in una più o meno presunta difficoltà nel dover dare un atteggiamento di voto e una spiegazione sul perché quel tipo di provvedimento non è condivisibile. Nella prospettiva liberal conservatrice che ispira Forza Italia, banalmente non sono condivisibili perché si rischiano di creare dei livelli di assistenza tali da determinare una difficile possibilità di uscita dalla assistenza stessa di cui francamente il termine temporale di un anno non ci pare elemento di rassicurazione.

In una prospettiva più identitaria nazionale aggiungo che purtroppo, come concepito, quello strumento medesimo rischia di tradursi in un’ulteriore forma di sostegno che – ne abbiamo già discusso in sede di dibattito generale la scorsa volta – penalizza ancora una volta i nostri concittadini.

In questo impianto complessivo, quindi, si colloca il dissenso di Forza Italia, ritenendo necessario andare in un’altra direzione che i pur tenui approcci che ho riferito poc’anzi in ordine al fatto che bisognerebbe cercare di abbattere e tagliare i costi della pubblica amministrazione, in ossequio all’adagio thatcheriano per il quale non esistono soldi pubblici, ma esistono soldi dei contribuenti e tutto ciò che porta ad avere un avanzo di bilancio deve essere sanzionato esattamente alla stregua di un disavanzo, perché la pubblica amministrazione non dovrebbe prelevare un soldo in più di ciò che è necessario perché è prelevato dalle tasche ai cittadini, in ossequio a questo approccio, noi riteniamo che il bilancio in questo contesto non sia votabile.

Vorrei fare, però, due considerazioni. Discosto leggermente dall’intervento che ha svolto il collega Pompignoli in apertura della seduta pomeridiana. Abbiamo registrato, e di questo dobbiamo darne atto, una discontinuità rispetto al coinvolgimento complessivo che invece la maggioranza ha cercato di realizzare sulla costruzione del bilancio. Certo, non sulle macro voci, non sulle situazioni generali, ma devo anche dire che un coinvolgimento realizzato su quelle macro voci e su quelle situazioni generali ci avrebbe messo ugualmente in imbarazzo perché avrebbe comportato una condivisione di un impianto complessivo che per noi, invece, ahimè, non può che essere ricusato.

È un coinvolgimento che abbiamo apprezzato e colto, perché va detto con chiarezza: chi fa politica la fa nel tentativo di conseguire gli obiettivi utili per l’interesse generale, per la comunità, per chi sul territorio si trova ad operare anche nelle funzioni di sindaco, anche nelle funzioni di rappresentante delle Amministrazioni.

In questo senso do atto al presidente Bonaccini, alla maggioranza, al relatore di una cosa. il fatto stesso che, non dico per la prima volta, ma è sicuramente una delle rare volte, si siano interpretate le risorse a disposizione non come risorse totalmente a disposizione della maggioranza, ma al contrario a disposizione dell’intero territorio nell’accezione che tra l’altro recupera lo stesso Statuto della Regione Emilia-Romagna per il quale i consiglieri regionali non rappresentano una parte, ma rappresentano tutta la comunità regionale, questo credo che sia un aspetto che noi a volte dovremmo ricordarci quando interpretiamo il nostro ruolo. Laddove si afferma che rappresenta tutta la comunità regionale senza distinzioni né territoriali né di appartenenza politica, devo dire che certamente delle importanti forme di coinvolgimento e anche di condivisione ci hanno restituito questo ruolo che, al di là dei rapporti che possono intercorrere tra maggioranza e opposizione, spero di poter ascrivere nell’intenzione che questa mattina il presidente della Giunta ha denunciato di voler riconsegnare un quadro di credibilità generale alla classe politica regionale che in quest’aula siede e che cerca di ricostruire quella credibilità rispetto alla quale, va detto, il presidente Bonaccini si sta spendendo.

Se su quest’ultimo aspetto possiamo anche segnare una espressione favorevole, che non può evidentemente sostanziarsi in un voto favorevole. Sul resto dell’impianto, per le motivazioni che ho pur succintamente descritto, il voto di Forza Italia sarà evidentemente contrario, nella speranza che vi possano essere, anche in corso d’opera e in revisione di bilancio, in vista magari dell’assestamento di luglio, dei ripensamenti anche in ragione dei meri tecnicismi che sul reddito di cittadinanza, a nostro modo di vedere, ritarderanno l’entrata in funzione del medesimo, liberando delle risorse che potrebbero essere messe a disposizione della comunità in una prospettiva certamente più consona.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bignami.

Non avendo più nessuno iscritto in discussione generale, chiedo al relatore Poli se vuole intervenire.

Prego, consigliere Poli.

 

POLI: Grazie. Credo di avere pochi minuti, presidente.

Farò solo due considerazioni velocissime, perché dal punto di vista politico credo che ognuno di noi sappia e sia ben cosciente del fatto che rappresentiamo idee diverse, soluzioni ai problemi diverse, valutazioni politiche diverse. È un aspetto che si è chiaramente manifestato anche nella discussione in quest’aula.

Penso che la ricerca del confronto per chi ha responsabilità nelle Istituzioni, se non porta a soluzioni condivise, aiuta a capire e a valorizzare il ruolo che ognuno di noi ha.

Avevo dato nei lavori della Commissione la piena disponibilità ai colleghi Capigruppo che avessero ritenuto necessario un confronto, una valutazione sul bilancio, sugli ordini del giorno, sugli emendamenti.

Mi fa piacere che il consigliere Bignami, penso interpretando anche il pensiero degli altri, abbia riconosciuto questo aspetto. Per me e per noi è una questione di rispetto delle Istituzioni.

Le valutazioni politiche ovviamente sono diverse. Non avevo e non avevamo certo la convinzione di farle cambiare, ma penso sia stato comunque utile improntare il lavoro in quel modo e mi fa piacere che questo sia stato evidenziato e rilevato.

Tuttavia, dalla discussione, anche nella diversità profonda di valutazioni di merito sulla nostra Regione e sulle scelte che noi abbiamo fatto, che non sono condivise da chi sta all’opposizione del Governo regionale, ho sentito, collega Gibertoni, alcune sue affermazioni che francamente mi lasciano abbastanza sorpreso.

Ne cito alcune perché nel suo intervento ne ho sentite anche altre. Noi saremmo a salvaguardia dei potentati economici, baseremmo la nostra politica su slogan e propaganda e useremmo parole vuote dei politici di professione. Ne ho dette solo tre.

Collega Gibertoni, mi riesce difficile anche argomentare su affermazioni di questo genere. Posso, però, dirle che forse da essere professionisti della politica siamo passati ad essere dilettanti allo sbaraglio.

Mi risparmi l’elenco delle situazioni in cui questo può essere facilmente dimostrabile, anche in questi giorni.

Stiamo al merito ed evitiamo di mettere ad altri le etichette di quelli a fianco dei grandi poteri e non a fianco delle comunità locali, non a fianco delle imprese locali e non con idea di sviluppo di questa Regione di politiche sociali di questa Regione, perché su quello si può anche combattere e non essere d’accordo.

Se mi consente gli slogan li ha usati lei, perché io non mi sento a fianco di nessun potere economico, non mi sento di usare parole vuote, slogan o propaganda. Sono romagnolo e se devo dirle una cosa gliela dico in maniera abbastanza brusca.

Venite via da questa roba, non se ne può più. Non vi rendete conto che ad usare questi termini alla fine finite per infangare le Istituzioni e adesso che ci siete anche voi nelle Istituzioni alla fine infangate anche voi stessi?

Il lavoro fatto in queste settimane è stato fatto di fretta, di corsa, collega Pompignoli, perché i tempi erano stretti. È anche vero che la nostra Giunta per approvare il bilancio deve attendere la chiusura del confronto con il Governo assieme a tutte le altre Regioni, sennò si fa fatica ad avere indirizzi chiari sulle risorse che arrivano dal livello nazionale.

Noi abbiamo fatto delle scelte con questo bilancio; scelte chiare sullo sviluppo, sul RES, che solo le scelte che erano contenute nel programma di mandato del presidente Bonaccini. Non ci aspettiamo che voi votiate a favore, questo non ce lo aspettiamo. Consideriamo assolutamente normale il fatto che voi votiate contro, però non dipingiamo una Regione che guarda negli specchietti retrovisori, perché non è così. Neppure voi guardate negli specchietti retrovisori. Noi stiamo guardando avanti. Proviamo a dare una lettura per rispondere a quello sguardo in avanti, ma è diversa dallo sguardo in avanti che date voi. Io non dico che voi guardiate indietro. Voi guardate in modo diverso davanti a voi. Noi pensiamo di essere sulla strada giusta, non pensiamo di aver risolto tutti i problemi. Il presidente Bonaccini non ha detto che abbiamo risolto tutti i problemi perché la crisi nel nostro Paese è iniziata nel 2008 e adesso cominciamo a vedere segnali positivi.

Il mio tempo è finito. Volevo solo ringraziare tutti i colleghi dei Gruppi che hanno lavorato assieme a me, assieme a noi per comporre questa discussione relativa al bilancio e penso che sia un metodo comunque utile che dà un’immagine positiva dell’Istituzione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Poli.

È così conclusa la fase del dibattimento.

Passiamo all’esame dell’articolato. Nomino scrutatori i consiglieri Zoffoli, Serri e Daniele Marchetti.

Sull’oggetto 3613 insistono 35 proposte di emendamento: sette a firma del consigliere Foti, una a firma del consigliere Bargi; una a firma del consigliere Marchetti; una a firma dei consiglieri Zappaterra, Tarasconi, Bagnari, Prodi, Rontini, Serri, Cardinali, Ravaioli, Zoffoli, Calvano, Campedelli, Pruccoli; due a firma del consigliere Rossi Andrea; una a firma del consigliere Bertani; otto a firma del consigliere Sassi; quattro a firma del consigliere Sensoli; otto a firma del consigliere Bertani; una a firma del consigliere Gibertoni e una a firma dei consiglieri Montalti e Ravaioli.

Sono stati altresì presentati due ordini del giorno: il 3613/1, a firma dei consiglieri Bignami e Aimi, e il 3613/2, a firma del consigliere Piccinini.

Sull’oggetto 3614 insiste una proposta di emendamento a firma del consigliere Bertani.

Sono stati presentati sei ordini del giorno: il numero 1, a firma dei consiglieri Sassi, Bertani, Gibertoni, Sensoli e Piccinini, è stato ritirato; il numero 2, a firma dei consiglieri Prodi, Delmonte, Lori, Taruffi, Torri, Caliandro, Sabattini, Serri, Rossi Nadia, Bagnari, Gibertoni, Mori, Mumolo, Campedelli e Zappaterra; il numero 3, a firma dei consiglieri Aimi e Bignami; il numero 4, a firma dei consiglieri Bignami e Aimi; il numero 5, a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani, il numero 6 a firma dei consiglieri Piccinini e Bertani; il numero 7, a firma dei consiglieri Bertani e Sabattini.

Sull’oggetto 3615 insistono tre proposte di emendamento a firma del consigliere Foti.

Sono stati presentati 13 ordini del giorno: il numero 1, a firma del consigliere Bargi; il numero 2, a firma dei consiglieri Aimi e Bignami, il numero 3 a firma dei consiglieri Bignami e Aimi; il numero 4, a firma dei consiglieri Bargi, Fabbri, Rainieri, Delmonte, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani e Pompignoli; il numero 5, a firma dei consiglieri Delmonte, Rancan e Poli; il numero 6 a firma dei consiglieri Poli, Pompignoli e Sensoli; il numero 7, a firma dei consiglieri Pompignoli, Poli, Taruffi e Torri; il numero 8, a firma dei consiglieri Liverani, Sensoli e Poli; il numero 9, a firma del consiglieri Sensoli e Bertani; il numero 10, a firma del consigliere Piccinini; il numero 11, a firma del consigliere Bertani; il numero 12, a firma del consigliere Rainieri; il numero 13, a firma dei consiglieri Caliandro, Serri, Calvano, Prodi, Mumolo, Francesca Marchetti, Mori, Poli, Soncini,  Rontini, Bessi, Bagnari, Ravaioli, Zoffoli, Montalti, Cardinali, Pruccoli, Zappaterra, Paruolo, Campedelli, Tarasconi, Sabattini.

È stata abbinata la risoluzione 3709.

Iniziamo con l’oggetto 3613.

Passiamo all’esame dell’art. 1.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 2. Nessun emendamento.

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 3.

Sull’art. 3 insiste un emendamento a firma del consigliere Foti. 

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 4.

Sull’art. 4 insiste un emendamento: l’emendamento 6, a firma del consigliere Foti. 

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 6 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 5. Nessun emendamento.

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 6. Nessun emendamento.

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 7. Nessun emendamento.

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 7 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 8. Nessun emendamento.

Apro la discussione generale. 

Apro le dichiarazioni di voto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 8 è approvato. 

Passiamo all’esame dell’art. 9.

Sull’art. 9 insiste un emendamento: l’emendamento 13, a firma del consigliere Bertani.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 13, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 13 è respinto. 

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 9 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 11, a firma del sottosegretario Andrea Rossi, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 11, a firma del consigliere Andrea Rossi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 11 è accolto.

Passiamo all’esame dell’art. 10. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 10 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 11.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 11 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 12. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 12 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 13. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 13 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 14, su cui insistono due emendamenti: l’emendamento 14, a firma del consigliere Sassi e l’emendamento 2, a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale su art. ed emendamenti.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 14, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 14 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 14 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 15, sul quale insiste l’emendamento 15, a firma del consigliere Sassi, interamente soppressivo del testo.

Si pone ai voti il mantenimento del testo, perché l’emendamento è abrogativo.

Passiamo pertanto all’esame dell’emendamento 15, a firma del consigliere Sassi.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, il mantenimento del testo dell’art. 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 15 è approvato, l’emendamento 15 si intende respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 16, su cui insistono sette emendamenti: l’emendamento 16, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 17, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 18, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 19, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 20, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 21, a firma del consigliere Sassi; l’emendamento 3, a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale su articolo ed emendamenti.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 16, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 16 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 17, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 17 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 18, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 18 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 19, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 19 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 20, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 20 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 21, a firma del consigliere Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 21 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 3 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 16 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 31, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

La parola alla consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Per ribadire quanto abbiamo già detto in I Commissione, e cioè che non essendo nostra abitudine approvare provvedimenti ad personam, allo stesso modo non siamo disponibili ad approvare provvedimenti contro qualcuno.

Abbiamo depositato un testo. Stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso, abbiamo fatto le audizioni con gli uffici della Regione, abbiamo ascoltato gli ex consiglieri, quindi siamo pronti, nelle prime settimane dell’anno, a portare in aula un provvedimento complessivo che riteniamo di buonsenso.

Non siamo disponibili a spezzettare adesso gli emendamenti al collegato al bilancio. Sarà invece una legge a chiedere di rivedere i vitalizi degli ex consiglieri, con lo spirito che ha portato quest’Aula, all’unanimità, ad approvare la legge n. 1 del 2015.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Chiede la parola il consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Sull’ordine dei lavori, vorrei capire il numero dell’emendamento che stiamo discutendo, se me lo può ripetere.

 

PRESIDENTE (Rainieri): È l’emendamento 31, a sua firma, che istituisce un nuovo articolo.

 

BERTANI: Allora non parliamo di emendamento ad personam, perché stiamo parlando di ticket redemption: sono gli emendamenti sul gioco d’azzardo.

Mi sembra di aver visto che c’è anche l’emendamento 35 che parlerà dello stesso argomento. Che venga approvato il nostro o che venga approvata la stesura a firma dei consiglieri Montalti e Ravaioli, per noi non c’è problema, perché l’obiettivo è lo stesso.

Noi quindi voteremo a favore sia dell’emendamento 31 che dell’emendamento 35, perché il testo è essenzialmente identico e l’obiettivo anche.

Speriamo che su questo continui ad esserci unità d’intenti, perché un pezzo alla volta costruiamo delle barriere al gioco d’azzardo patologico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Prego, consigliera Rontini.

 

RONTINI: Intervengo solo per dire che il mio intervento era sull’articolo 31. Ho fatto confusione io, ho confuso emendamento 31 con articolo 31.

Rimane buono per dopo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Rontini.

Metto quindi in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 31, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 31 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 32, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 32, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 32 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 33, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 33, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 33 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 35, a firma dei consiglieri Montalti e Ravaioli, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 35, a firma delle consigliere Montalti e Ravaioli.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 35 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 17. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 17.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 17 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 18. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 18.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 18 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 19, su cui insiste l’emendamento 8, a firma del consigliere Bargi.

Apro la discussione generale su art. ed emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8, a firma del consigliere Bargi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 8 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 19.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 19 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 20. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 20 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 21. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 21 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 22. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 22.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 22 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 23. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 23.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 23 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 24. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 24.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 24 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 25, su cui insiste l’emendamento 4, a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale su art. ed emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 4 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 25.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 25 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 12, a firma del sottosegretario Andrea Rossi, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 12, a firma del sottosegretario Andrea Rossi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 12 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 26. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 26.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 26 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 34, a firma della consigliera Gibertoni, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 34, a firma della consigliera Gibertoni.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 34 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 27. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 27.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 27 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 9, a firma del consigliere Marchetti Daniele, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Consigliere Daniele Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Molto brevemente, per illustrare a grandi linee questo emendamento che ho già spiegato nel mio intervento di questa mattina.

Sostanzialmente, si propone di monitorare l’utilizzo delle risorse erogate con il fondo regionale per la non autosufficienza, chiedendo alla Giunta regionale di venire a riferire annualmente in Commissione IV, appunto sulle eventuali osservazioni pervenute all’Ufficio di distretto delle organizzazioni sindacali territoriali, dai soggetti del terzo settore o, più semplicemente, sulle segnalazioni che giungono dai cittadini e dagli utenti dei servizi erogati grazie a questo fondo.

Credo che sia una proposta di buonsenso, che va nella direzione di ascoltare i cittadini, cosa che credo sia fondamentale per la politica.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Prego, consigliere Paruolo.

 

PARUOLO: Chiedo scusa: sto vedendo che il comma 2 riscrive l’art. 6. Vorrei avere una spiegazione di questa cosa, se ci fosse qualcuno, perché mi era sfuggita nel dibattito. Altrimenti, chiederei di soprassedere un attimo alla votazione di questo articolo, intanto che chiariamo gli esiti che può avere sulla legge sulle farmacie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Paruolo, noi siamo all’emendamento 9, a firma del consigliere Marchetti, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Consigliere Paruolo...

 

PARUOLO: Sì, ho capito.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non è quello a cui faceva riferimento lei.

 

PARUOLO: Ho parlato dell’articolo, penso che fosse comprensivo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ma noi stiamo votando l’emendamento.

 

PARUOLO: Okay, intervenivo sull’articolo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): E questo istituisce un nuovo articolo…

 

PARUOLO: No, l’emendamento Marchetti non istituisce un nuovo articolo…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Come no? Certo che lo istituisce.

 

PARUOLO: Allora chiedo scusa. Pensavo fossimo sull’articolo 28.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non ancora.

Metto quindi in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9, a firma del consigliere Daniele Marchetti, che istituisce un nuovo articolo.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 9 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 22, a firma della consigliera Sensoli, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 22, a firma della consigliera Sensoli.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 22 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 28. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 28.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 28 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 23, a firma della consigliera Sensoli, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 23, a firma della consigliera Sensoli.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 23 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 24, a firma della consigliera Sensoli, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 24, a firma della consigliera Sensoli.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 24 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 25, a firma della consigliera Sensoli, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale su art. ed emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 25, a firma della consigliera Sensoli.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 25 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 29. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 29.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 29 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 30. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 30.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 30 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 31, su cui insiste l’emendamento 7, a firma del consigliere Foti.

Apro la discussione generale su articolo ed emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 7 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 31.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 31 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 26, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 26, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 26 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 27, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Consigliere Bertani, prego. Quando vedo la sua prenotazione, io le do la parola.

 

BERTANI: I numeri sono tanti.

Questo era quell’emendamento che non è assolutamente contra personam o ad personam, ma è un emendamento sul quale siamo tutti d’accordo. Aspettiamo da un anno e ancora non lo facciamo. Aspettare e continuare ad aspettare per una cosa sulla quale siamo già d’accordo, comporta spese in più, per la nostra Assemblea, spese ingiuste che potremmo utilizzare per altro.

Ci dispiace che su questo il PD si stia tirando indietro. Non so se si sono rotti equilibri od altro, però questo rallentamento non è bello.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 27, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 27 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 28, a firma del consigliere Bertani, che istituisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 28, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 28 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 29, a firma del consigliere Bertani, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 29, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 29 è respinto.

Passiamo all’esame dell’emendamento 30, a firma del consigliere Bertani, per l’istituzione di un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 30, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 30 è respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 32, su cui insiste l’emendamento 5, a firma del consigliere Foti, interamente soppressivo del testo. Porremo pertanto in voto il mantenimento del testo.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, il mantenimento del testo dell’art. 32.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 32 è approvato. L’emendamento 5 si intende respinto.

Passiamo all’esame dell’art. 33. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 33.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 33 è approvato.

Passiamo all’esame dell’emendamento 10, a firma dei consiglieri Zappaterra, Rontini, Tarasconi, Serri, Cardinali, Bagnari, Ravaioli, Prodi, Zoffoli, Campedelli, che inserisce un nuovo articolo.

Apro la discussione generale sull’emendamento.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10, a firma dei consiglieri Zappaterra ed altri.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 10 è accolto.

Passiamo all’esame dell’art. 34. Non ci sono emendamenti.

Apro la discussione generale.

Apro le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 34.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’art. 34 è approvato.

È così conclusa la votazione dell’oggetto 3613.

Stanti gli accordi presi nella Capigruppo coi Presidenti di Gruppo, chiudiamo la seduta di questa sera, che riprenderà domani mattina alle 9,30 con le interrogazioni urgenti. Grazie e buona serata.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 18,06

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI;

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta la vicepresidente della Giunta Elisabetta GUALMINI, l’assessore Sergio VENTURI e i consiglieri Piergiovanni ALLEVA, Barbara LORI e Gian Luigi MOLINARI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 3613 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni collegate alla legge regionale di stabilità per il 2017»” (50)

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 6, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2004 di cui all’articolo 3 comma 1 del presente progetto di legge, dopo le parole “e gli interventi,” sono integrate le parole “contemplati nell’accordo-quadro,”.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 14 del presente progetto di legge, il comma 1 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 40, comma 6, della legge regionale n. 30 del 1998, di cui all’articolo 16, comma 1 del presente progetto di legge, le parole “, fatta salva l’eventuale disposizione anticipata di tale obbligo,” sono soppresse.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 25, comma 1, del presente progetto di legge le parole “ad approvazione dei nuovi programmi da parte dell’Assemblea legislativa” sono così modificate “al 30 giugno 2017”.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Foti:

«L’articolo 32 del presente progetto di legge è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 8, comma 3, della legge regionale 10 luglio 2006, n. 9, di cui all’articolo 4 comma 1 del presente progetto di legge, dopo le parole “e del patrimonio ipogeo,” sono integrate le parole “, nonché per l’organizzazione di corsi propedeutici, di formazione e di aggiornamento alla attività speleologica,”.»

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Foti:

«Al termine del comma 1 dell’articolo 31 del presente progetto di legge vengono integrate le seguenti parole “fino al 31 dicembre 2017”.»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma del consigliere Bargi:

«All’art. 19, prima del comma 1, è inserito il seguente comma:

01. Il comma 1 dell’art. 14 della L.R. 14/2014, è così sostituito: “1. Al fine di favorire il ricorso al credito delle imprese, la Regione sostiene i soggetti che operano a supporto del sistema produttivo regionale, iscritti al vigente elenco degli intermediari finanziari vigilati ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), come modificato ai sensi del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141”.»

(Respinto)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Daniele Marchetti:

«Dopo l’art. 27 “Modifiche all’articolo 7 della legge regionale n. 13 del 2012”, è inserito il seguente articolo 27-bis “Monitoraggio della Giunta regionale”:

1. “Al fine di ottimizzare e monitorare l’utilizzo delle risorse erogate con il Fondo regionale per la non autosufficienza istituito con l’articolo 51 della legge regionale 27/04, la Giunta regionale informa annualmente la commissione assembleare competente sulle eventuali osservazioni pervenute all’Ufficio di Distretto dalle organizzazioni sindacali territoriali, dai soggetti del terzo settore e dai cittadini ed utenti dei servizi”.»

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma dei consiglieri Zappaterra, Tarasconi, Bagnari, Prodi, Rontini, Serri, Cardinali, Ravaioli, Zoffoli e Campedelli:

«Dopo il Capo VI è inserito il Capo VI bis:

Agricoltura, caccia e pesca

Art. 33 bis - Modifiche all’articolo 26 della legge regionale n. 8 del 1994

Il comma 6 quinquies, lett. d), dell’art. 26 della legge regionale n. 8 del 1994, “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell’attività venatoria” è sostituito dal seguente:

“d) tra gli oneri a carico della Regione, oltre alle spese ammesse a rimborso, comprensive di eventuale quota parte delle spese generali connesse alle attività oggetto di convenzione, devono figurare i costi relativi alle coperture assicurative”»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma del sottosegretario Andrea Rossi:

«Dopo l’articolo 9 è aggiunto il seguente:

“Art. 9 bis

Proroga del Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale

1. Il mandato del Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale per la provvisoria gestione dell’ente è prorogato fino al 13 marzo 2018 ovvero fino all’insediamento dei nuovi organi amministrativi se antecedente.”.»

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma del sottosegretario Andrea Rossi:

«Dopo l’articolo 25 è inserito il seguente:

“Art. 25 bis

Modifica all’articolo 2 della legge regionale n. 20 del 2016

1. L’articolo 2 della legge regionale 25 novembre 2016, n. 20 (Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2008, n. 15. Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alle società fieristiche regionali) è sostituito dal seguente:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall’articolo 1, per l’importo di euro 5.000.000,00, la Regione fa fronte, per l’esercizio 2016 mediante l’istituzione nella parte spesa del bilancio regionale di apposito capitolo nell’ambito della Missione 14 – Sviluppo economico e competitività, Programma 2 – Commercio – reti distributive – tutela dei consumatori, la cui copertura è assicurata dai fondi a tale scopo specifico accantonati nell’ambito del fondo speciale, di cui alla Missione 20 – Fondi e accantonamenti, Programma 3 – Altri fondi, del bilancio di previsione 2016-2018. La Giunta regionale è autorizzata a provvedere, con proprio atto, alle relative variazioni di bilancio.”»

(Approvato)

 

Emendamento 13, a firma del consigliere Bertani:

«All’art. 9 “Modifiche all’articolo 8 della legge regionale n. 14 del 2013”, al comma 1, dopo le parole “concedere contributi, nei limiti delle autorizzazioni previste nel bilancio regionale, ai Comuni” sono aggiunte le parole “, agli Enti di Gestione per i Parchi e la biodiversità”»

(Respinto)

 

Emendamento 14, a firma del consigliere Sassi:

«L’articolo 14 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 15, a firma del consigliere Sassi:

«L’articolo 15 è abrogato.»

(Respinto)

 

Emendamento 16, a firma del consigliere Sassi:

«Nel comma 1 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613 dopo le parole: “nel rispetto delle norme di legge” è inserito il testo seguente: “e sulla base di indirizzi approvati dalla Regione sentite le Agenzie provinciali per la mobilità,”»

(Respinto)

 

Emendamento 17, a firma del consigliere Sassi:

«Il comma 3 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613, è sostituito nel modo seguente:

“2. Dal 1 gennaio 2017 gli utenti dei servizi di trasporto pubblico regionale e locale sono tenuti agli obblighi di validazione di tutti i titoli di viaggio, in occasione del primo accesso al servizio e di ogni cambio messo, fermi restando i casi di non sanzionabilità previsti ai successivi commi 5 e 5-bis. Tale obbligo è inserito nei regolamenti di servizio e portato a conoscenza del pubblico in modo chiaro e permanente.”»

(Respinto)

 

Emendamento 18, a firma del consigliere Sassi:

«Dopo il comma 3 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613, è inserito il testo seguente:

“3-bis. L’obbligo di validazione al cambio mezzo non sussiste per le persone con disabilità”»

(Respinto)

 

Emendamento 19, a firma del consigliere Sassi:

«Nel comma 5 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613, dopo le parole: “in possesso di titolo di viaggio adeguato mai obliterato comporta” è inserito il testo seguente: “, tranne che nel caso di abbonamenti, ferme restando, per questi ultimi, le disposizioni del comma 5-bis”»

(Respinto)

 

Emendamento 20, a firma del consigliere Sassi:

«Dopo il comma 5 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613, è inserito il seguente:

“5-bis. Nel caso di abbonamenti la violazione degli obblighi indicati al comma 2 sussiste a fronte della mancata validazione del titolo di viaggio il primo giorno di utilizzo”»

(Respinto)

 

Emendamento 21, a firma del consigliere Sassi:

«Il comma 6 dell’articolo 40 della legge regionale n. 30 del 1998, come riformulato dall’articolo 16 del progetto di legge n. 3613, è sostituito nel modo seguente:

6. La violazione dell’obbligo di validazione ad ogni cambio mezzo dal 1 gennaio 2017 non comporta il pagamento di una sanzione amministrativa.»

(Respinto)

 

Emendamento 22, a firma della consigliera Sensoli:

«Dopo l’articolo 27 è inserito il 27-bis secondo la seguente formulazione:

Art. 27 bis

Modifiche alla legge regionale n. 13 del 2012

Commissione conciliativa regionale rischi derivanti dalla responsabilità civile

Enti servizio sanitario regionale

Dopo l’art. 4 della legge regionale 7 novembre 2012, n. 13 (Norme per la copertura dei rischi derivanti da responsabilità civile negli enti del Servizio sanitario regionale) è inserito il seguente:

Art. 4 bis

Commissione conciliativa regionale rischi derivanti da responsabilità civile

Enti servizio sanitario regionale

1. È istituita la Commissione conciliativa regionale con il compito di comporre in via stragiudiziale le controversie per danni da responsabilità civile da prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario regionale, nonché dalle strutture private, accreditate e non, che aderiscano a tale procedura e coprono con propri fondi gli eventuali risarcimenti.

2. La Commissione conciliativa regionale è competente in tutti i casi in cui un paziente o i suoi aventi causa ritengano che vi sia stato un danno causato da errore nella diagnosi o nella terapia ovvero dall’omessa o irregolare informazione, qualora obbligatoria per legge.

4. La Commissione è composta da:

a) un magistrato a riposo, con funzioni di Presidente,

b) un medico legale iscritto nell’elenco dei consulenti tecnici medico-legali, scelto tra una terna di nominativi proposta dall’ordine regionale dei medici chirurghi e odontoiatri;

c) un avvocato con documentata esperienza in materia di responsabilità medica e sanitaria, iscritto da almeno dieci anni all’Albo di uno degli ordini della circoscrizione della Corte d’Appello di Bologna.

La Giunta regionale con apposito atto ne determina:

a) la durata in carica dei membri della Commissione conciliativa regionale;

b) le modalità di designazione dei componenti;

c) le procedure conciliative idonee ad agevolare gli utenti, a contenere i tempi di definizione delle conciliazioni;

d) la costituzione di sezioni istruttorie territoriali della Commissione conciliativa regionale;

e) le modalità di formulazione delle proposte conciliative.

5. Il procedimento davanti alla Commissione conciliativa regionale, salvo l’imposta di bollo, è gratuito per le parti. Gli utenti non devono essere rappresentati necessariamente da avvocati. Ogni parte sopporta eventualmente le spese del proprio avvocato e del proprio consulente tecnico.»

(Respinto)

 

Emendamento 23, a firma della consigliera Sensoli:

«Dopo l’articolo 28 è inserito il 28-quater secondo la seguente formulazione:

Art. 28-quater

Trasparenza del servizio sanitario regionale obbligo di pubblicazione concernenti tempi di attesa prestazioni sanitarie

1. Gli enti, le aziende e le strutture pubbliche e private che erogano prestazioni per conto del servizio sanitario regionale sono tenuti ad indicare nel proprio sito, in una apposita sezione denominata “Liste di attesa”, i tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata.

2. La Regione attraverso sezione amministrazione trasparenza e del Portale regionale della Salute, comunica in modo diretto e trasparente verso i cittadini l’andamento dei tempi di attesa nelle strutture sanitarie pubbliche e private di cui al comma 1, operanti sul proprio territorio.»

(Respinto)

 

Emendamento 24, a firma della consigliera Sensoli:

«Dopo l’articolo 28 è inserito il 28-bis secondo la seguente formulazione:

Art. 28-bis

Limiti all’attività libero professionale in regime di ricovero

1. Le strutture pubbliche regionali dedicate all’assistenza ospedaliera, in presenza di lunghi tempi di attesa, ovvero oltre gli standard previsti dalla normativa regionale vigente, ridefinisce i volumi concordati di fino al ristabilimento del diritto di accesso ai roveri nei tempi massimi previsti per l’attività istituzionale.

2. Il perdurare di lunghi tempi di attesa e il mancato rispetto dei volumi e delle modalità di erogazione concordati comportano, per i dirigenti/équipe coinvolti, la sospensione dell’attività libero professionale in regime di ricovero fino al rientro dei tempi nei valori standard fissati, che costituiscono un diritto del cittadino.

3. Anche in presenza di liste d’attesa compatibili con la normativa vigente, devono essere garantiti i sistemi di monitoraggio dei volumi di attività in modo da assicurare che, complessivamente intesa, per unità operativa o specialità, l’attività istituzionale sia comunque prevalente rispetto a quella libero professionale in regime di ricovero.

4. I posti letto riservati ai ricoveri in attività libero professionale sono utilizzabili per le attività istituzionali in caso di sforamento dei tempi di attesa previsti per tale attività.»

(Respinto)

 

Emendamento 25, a firma della consigliera Sensoli:

«Dopo l’articolo 28 è inserito il 28-ter secondo la seguente formulazione:

Art. 28-ter

Gestione unica delle liste degli interventi chirurgici

1. Entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, con apposita direttiva, regolamenta la gestione unica delle liste degli interventi chirurgici e dei tempi massimi di attesa, in regime istituzionale sia ordinario che libero-professionale.

2. La direttiva, di cui al comma 1, impegna le Aziende sanitarie della Regione Emilia-Romagna a:

a) attivare specifici progetti aziendali per assicurare un incremento della produzione chirurgica in atto e promuovere un’ulteriore qualificazione del processo chirurgico;»

b) integrare le liste di prenotazione del paziente chirurgico in regime istituzionale con le specifiche liste di attesa per l’attività chirurgica su libera scelta dell’assistito istituendo un Registro Unico di Prenotazione degli interventi chirurgici programmabili in regime ospedaliero al fine di assicurare un unico tempo di attesa per l’accesso alle prestazioni chirurgiche indipendentemente dalla modalità, ordinaria o in libera professione, scelta dall’assistito;

c) stabilire il rispetto dello scorrimento della lista secondo l’esclusivo criterio dell’ordine progressivo può essere derogato per il trattamento chirurgico richiesto in regime libero professionale quando sia rispettato per gli assistiti iscritti nei Registri, di cui al punto a) precedente, il tempo di attesa massimo, o programmato secondo la classe di priorità assegnata;

d) prevedere negli accordi contrattuali con le Case di Cura private accreditate, ove possibile integrando gli stessi anche in corso d’anno, le disposizioni, di cui al punto b) precedente, specificamente della “istituzione di un unico Registro di Prenotazione degli interventi chirurgici programmabili in regime ospedaliero al fine di assicurare un unico tempo di attesa per l’accesso alle prestazioni chirurgiche indipendentemente dalla modalità, ordinaria o in libera professione, scelta dall’assistito”.»

(Respinto)

 

Emendamento 26, a firma del consigliere Bertani:

«Nella nuova sezione VI-1 “Riduzione dei costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale” è inserito l’articolo 31-ter secondo la seguente formulazione:

VI-1 Riduzione costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale

Articolo 31-ter

Abrogazione correlazione vitalizio

1. L’art. 31 “Norma in materia di assegni vitalizi di adeguamento alla legge 23 dicembre 2005, n. 266 (finanziaria 2006)” della legge regionale 28 luglio 2006, n. 13 “Legge finanziaria regionale adottata a norma dell’articolo 40 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l’approvazione della legge di assestamento del bilancio di previsione per l’esercizio 2006 e del bilancio pluriennale 2006-2008. Primo provvedimento di variazione” è abrogato.

2. I risparmi di spesa, di cui al comma 1, sono destinati al Fondo per le professioni ed il microcredito.»

(Respinto)

 

Emendamento 27, a firma del consigliere Bertani:

«Nella nuova sezione VI-1 “Riduzione dei costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale” è inserito l’articolo 31-quater secondo la seguente formulazione:

VI-1 Riduzione costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale

Articolo 31-quater

Innalzamento dell’età per l’assegno vitalizio

1. Al fine della ulteriore riduzione dei costi della politica, del contenimento della spesa pubblica e della tutela delle finanze regionali, l’età anagrafica per il conseguimento del diritto all’assegno vitalizio, di cui all’art. 13 comma 1 della legge regionale 14 aprile 1995, n. 42, è aumentata e parificata a quella prevista dalla normativa nazionale vigente per l’accesso alla pensione di vecchiaia della generalità dei lavoratori e delle lavoratrici.

2. I risparmi di spesa, di cui al comma 1, sono destinati al Fondo per le professioni ed il microcredito.»

(Respinto)

 

Emendamento 28, a firma del consigliere Bertani:

«Nella nuova sezione VI-1 “Riduzione dei costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale” è inserito l’articolo 31-quinquies secondo la seguente formulazione:

VI-1 Riduzione costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale

Articolo 31-quinquies

Abrogazione cumulo vitalizi

1. L’assegno vitalizio erogato dalla Regione, tanto nella forma diretta quanto nella quota prevista dall’art. 20, non è cumulabile con altro assegno vitalizio diretto e di reversibilità riconosciuto dalla Camera dei Deputati, dal Senato della Repubblica, dal Parlamento europeo o da altra Regione, ed è incompatibile con la percezione di qualunque reddito da lavoro.

2. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, individua le modalità di applicazione del divieto di cumulo e le disposizioni di prima applicazione.

3. I risparmi di spesa, di cui al comma 1, sono destinati al Fondo per le professioni ed il microcredito.»

(Respinto)

 

Emendamento 29, a firma del consigliere Bertani:

«Nella nuova sezione VI-1 “Riduzione dei costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale” è inserito l’articolo 31-sexies secondo la seguente formulazione:

VI-1 Riduzione costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale

Articolo 31-sexies

Determinazione calcolo assegno vitalizio

1. L’articolo 18 della legge regionale 14 aprile 1995, n. 42, è interamente sostituito dal seguente testo:

“1. L’ammontare dell’assegno vitalizio è determinato adottando i principi propri e la regolamentazione del sistema contributivo, previsto dalla normativa nazionale vigente per la pensione di vecchiaia dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego, e in base alle somme trattenute sull’indennità di carica.

2. L’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, con proprio atto e sentito il parere della competente Commissione assembleare, secondo i principi di cui al comma 1, individua le modalità, gli importi e regola la fase transitoria di passaggio dal vecchio sistema di assegno vitalizio a quello nuovo dettato dalla presente legge.

3. Il Collegio regionale dei revisori dei conti, di cui alla legge regionale 21 dicembre 2012, n. 18 “Istituzione, ai sensi dell’art. 14, co. 1, lett. e) del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) - convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 - del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente previa attribuzione di nuova funzione, a norma dell’art. 4, comma 2, della medesima legge regionale, senza compenso aggiuntivo, si esprime, nei successivi 180 giorni con parere vincolante, sull’aderenza dell’atto, di cui al comma 2, ai principi, di cui al comma 1.

4. I risparmi di spesa, di cui al comma 1, sono destinati al Fondo per le professioni ed il microcredito.»

(Respinto)

 

Emendamento 30, a firma del consigliere Bertani:

«Nella nuova sezione VI-1 “Riduzione dei costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale” è inserito l’articolo 31-septies secondo la seguente formulazione:

VI-1 Riduzione costi della politica e snellimento struttura amministrativa regionale

Articolo 31-septies

Pubblicazione e obbligo di trasparenza vitalizi

1. I nominativi dei soggetti che percepiscono l’assegno vitalizio e le somme mensilmente a tal fine erogate, sono pubblicati nella sezione trasparenza del sito istituzionale dell’Assemblea legislativa regionale.»

(Respinto)

 

Emendamento 31, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 16 è inserito il 16-bis secondo la seguente formulazione:

Art. 16 bis

Modifiche alla legge regionale n. 5 del 2013

Azzardopatia, tutela dei minori divieto di divieto ticket redemption

1. Dopo l’art. 5 bis, della legge “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico nonché delle problematiche e delle patologie correlate” è introdotto l’art. 5 ter:

“Articolo 5 ter

Divieto ticket redemption

1. É vietato ai minori l’utilizzo di apparecchi e congegni per il gioco lecito, in particolare quelli meccanici ed elettromeccanici, attivabili con moneta, con gettone ovvero con altri strumenti elettronici di pagamento e che possono distribuire primalità rappresentata da tagliandi direttamente o immediatamente dopo la conclusione della partita (ticket redemption).”»

(Respinto)

 

Emendamento 32, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 16 è inserito il 16-ter secondo la seguente formulazione:

Articolo 16 ter

Modifiche alla legge regionale n. 5 del 2013

Divieto di pubblicità gioco d’azzardo lecito e promozione alla consapevolezza dei rischi

1. Dopo l’art. 6 della legge “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate” è introdotto l’art. 6 bis:

Articolo 6 bis

Divieto di pubblicità e informazione e promozione alla consapevolezza dei rischi

1. Ai fini della tutela della salute e della prevenzione della dipendenza dal gioco, è vietata qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse o all’installazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931 presso gli esercizi pubblici e commerciali, i circoli privati e tutti i locali pubblici od aperti al pubblico di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d).

2. Ai fini della tutela della salute dei cittadini più vulnerabili la pubblicità del gioco d’azzardo o di apparecchi all’interno e all’esterno degli esercizi deve contenere indicazioni, con caratteri conformi al resto del testo pubblicitario, sulle reali percentuali di vittoria per ogni singola tipologia di gioco oggetto della pubblicità, al fine di dare una rappresentazione il più possibile veritiera, tale da mettere in rilievo che il premio rappresenta una probabilità e non una evenienza frequente, onde evitare il formarsi di illusioni che minimizzano il rischio esaltando l’euforia della vittoria.

3. La Regione promuove accordi con li enti di esercizio del trasporto pubblico locale e regionale per favorire l’adozione di un codice di autoregolamentazione, finalizzato a vietare la concessione di spazi pubblicitari relativi al gioco a rischio di sviluppare dipendenza sui propri mezzi di trasporto.

4. Il mancato rispetto del divieto di pubblicità di cui all’articolo 7, comma 1 e del disposto del comma 2, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 5.000,00.»

(Respinto)

 

Emendamento 33, a firma del consigliere Bertani:

«Dopo l’articolo 16 è inserito il 16-quater secondo la seguente formulazione:

Art. 16 quater

Modifiche alla legge regionale n. 5 del 2013

Rimodulazione Irap gioco d’azzardo lecito

1. Dopo l’articolo 7 bis, della legge regionale n. 5 del 2013, “Norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico, nonché delle problematiche e delle patologie correlate”, è introdotto l’art. 7 ter:

“Art. 3 bis

Rimodulazione IRAP

1. A decorrere dall’1 gennaio 2017 è ridotta l’aliquota IRAP, di cui all’art. 16 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, nella misura minima ammissibile agli esercizi che provvedano volontariamente, entro il 31 dicembre precedente a quello a cui si riferisce l’agevolazione, alla completa disinstallazione degli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110 commi 6 e 7 del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, nei locali in cui si svolge l’attività e la cui autorizzazione è stata data prima dell’approvazione della presente legge.

2. I contributi e l’agevolazione di cui alla presente legge operano nel rispetto della disciplina in materia di aiuti di Stato.

3. A decorrere dall’1 gennaio 2017, a tutti gli esercizi nei quali risultino installati apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7, del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, assoggettati all’aliquota IRAP, di cui all’art. 16 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, la stessa è incrementata dello 0,92%.»

(Respinto)

 

Emendamento 34, a firma della consigliera Gibertoni:

«Dopo l’articolo 26 è inserito il 26-bis secondo la seguente formulazione:

Art. 26 bis

Modifiche alla legge regionale n. 29 del 2004

Norme di contrasto nepotismo

Dopo l’art. 8 della legge regionale n. 29 del 2004 è introdotto l’art. 8 bis

Art. 8 bis

Criteri per l’assegnazione del personale nelle strutture organizzative

1. In sede di assegnazione del personale, la direzione aziendale adotta le misure necessarie ad evitare che dipendenti legati da vincoli di parentela o di affinità sino al terzo grado, di coniugo o convivenza, prestino servizio in rapporto di subordinazione gerarchica nell’ambito della medesima struttura organizzativa.

2. Il personale che, a seguito dell’assegnazione, venga a trovarsi in una delle condizioni di cui al comma 1, è assegnato ad altra struttura organizzativa già esistente presso la stessa azienda sanitaria, in posizione compatibile con i requisiti professionali posseduti.

3. Per le finalità di cui al comma 1, possono essere attivate anche procedure di mobilità interaziendale esclusivamente su base volontaria e nel rispetto delle disposizioni contrattuali vigenti.»

(Respinto)

 

Emendamento 35, a firma delle consigliere Montalti e Ravaioli:

«All’art. 6 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:

“8bis. È vietato ai minori l’utilizzo di apparecchi e congegni per il gioco lecito, in particolare quelli meccanici ed elettromeccanici, attivabili con moneta, con gettone ovvero con altri strumenti elettronici di pagamento che possono distribuire tagliandi direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita (ticket redemption)”»

(Approvato)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri