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140.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 11 LUGLIO 2017

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

INDI DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 4928

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la convocazione dell’istruttoria pubblica presso la Regione per la presentazione del nuovo progetto di ampliamento della discarica di Imola (BO). A firma del Consigliere: Bignami

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

BIGNAMI (FI)

GAZZOLO, assessore

BIGNAMI (FI)

 

OGGETTO 4931

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la prossima scadenza (30 luglio) della procedura commissariale per la società DEMM S.p.A. di Alto Reno Terme, facente parte del Gruppo Paritel S.p.A. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

TARUFFI (SI)

COSTI, assessore

TARUFFI (SI)

 

OGGETTO 4932

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la modifica o meno da parte della Regione del perimetro di bonifica di cui alla delibera di Giunta n. 158 del 20 ottobre 1987. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FOTI (FdI)

CASELLI, assessore

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 4929

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tempistica, i destinatari e le altre azioni di accompagnamento per il Reddito di Solidarietà. A firma del Consigliere: Sassi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

SASSI (M5S)

GUALMINI, vicepresidente della Giunta

SASSI (M5S)

 

OGGETTO 4930

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la "Carta di Roma – Protocollo deontologico concernente i richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti" e il documento regionale "Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione". A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Saliera)

FABBRI (LN)

GUALMINI, vicepresidente della Giunta

FABBRI (LN)

 

OGGETTO 3282

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza» (65)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

TARASCONI, relatrice della Commissione

FOTI, relatore di minoranza

PRESIDENTE (Soncini)

BERTANI (M5S)

RANCAN (LN)

PETITTI, assessore

 

OGGETTO 4572

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Legge comunitaria regionale per il 2017» (66)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 4573

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Collegato alla legge comunitaria regionale 2017 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali. Modifiche alle leggi regionali n. 2 e n. 4 del 2017» (67)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

PRESIDENTE (Soncini)

BESSI, relatore della Commissione

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza

PICCININI (M5S)

FOTI (FdI)

PRODI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

BERTANI (M5S)

RAINIERI (LN)

BERTANI (M5S)

CASELLI, assessore

BONACCINI, presidente della Giunta

RAINIERI (LN)

CASELLI, assessore

PRESIDENTE (Soncini)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 3282

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

La seduta ha inizio alle ore 9,57

 

PRESIDENTE (Saliera): Dichiaro aperta la centoquarantesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Interpello i presenti per sapere se vi sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute

 

antimeridiana del 20 giugno 2017 (n. 138);

pomeridiana   del 20 giugno 2017 (n. 139);

 

inviati ai consiglieri unitamente all’avviso di convocazione di questa tornata.

Se non ci sono osservazioni i processi verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

PRESIDENTE (Saliera): Sono assenti i consiglieri Molinari e Ravaioli, il sottosegretario Andrea Rossi e gli assessori Bianchi e Venturi.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

OGGETTO 4928

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la convocazione dell’istruttoria pubblica presso la Regione per la presentazione del nuovo progetto di ampliamento della discarica di Imola (BO). A firma del Consigliere: Bignami

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Oggetto 4928: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la convocazione dell’istruttoria pubblica presso la Regione per la presentazione del nuovo progetto di ampliamento della discarica di Imola, a firma del consigliere Bignami, a cui do la parola.

Risponderà l’assessore Gazzolo.

Prego, consigliere Bignami.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente.

La questione che poniamo all’attenzione della Giunta attiene alla decisione che la Regione ha assunto di svolgere l’istruttoria pubblica non nella realtà maggiormente interessata dai lavori previsti e illustrati nell’interrogazione, bensì nella sede della Regione Emilia-Romagna, e il tutto a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle osservazioni, con una scelta che evidentemente non solo non ha favorito la partecipazione, ma di fatto ha anche reso complessa e difficile, visto anche il giorno (venerdì) e l’orario (pomeriggio), a chi fosse interessato e volesse partecipare la possibilità di assistere ai lavori di un intervento che – lo diciamo con molta franchezza – ci lascia più che perplessi, anzi addirittura arriva a preoccuparci. E ci preoccupa perché riteniamo che la decisione di realizzare questo ampliamento della discarica di Imola, progetto che presenta criticità rilevanti, anche acuite dal fatto che la stessa società che gestisce il sito è tutt’altro che chiara nelle modalità con cui sta procedendo, chiarezza che trova scarsa rispondenza da parte della Regione stessa, la quale, se nello scorso mandato era partita con un’attenzione di un certo tipo rispetto alle modalità con cui veniva gestita la struttura, oggi dimostra un certo atteggiamento pilatesco lavandosene le mani, lasciando che Hera gestisca il sito stesso senza particolari forme di coinvolgimento, di trasparenza e di effettiva capacità da parte dei soggetti preposti, anche a fronte della sottoscrizione di convenzioni, di verificare effettivamente che cosa accade in quel sito. Tanto che anche un’altra struttura regionale, l’ARPA, ha ritenuto di inviare due notizie di reato proprio riguardo ad alcune situazioni che si sono verificate con riguardo al sito in questione, cosa che evidentemente risponde alle finalità di ARPA stessa, ma che sul piano politico non consente di comprendere appieno qual è l’approccio che la Regione sta riservando a questo problema, perché è di fatto un problema per i cittadini.

Desidero, peraltro, aggiungere che pare poco comprensibile la ragione per la quale, da un lato, si cerchi di incentivare, anche con risultati tutto sommato positivi, il raggiungimento delle soglie di raccolta differenziata fino al 73 per cento, come ben sa l’assessore Gazzolo, e, dall’altro, si trasformi il territorio in questione in un sito di stoccaggio per rifiuti indifferenziati provenienti, di fatto, da tutta Italia, il che a nostro modo di vedere vanifica l’atteggiamento virtuoso dei nostri cittadini, i quali sono “costretti” a realizzare forme di differenziata, raggiungendo anche soglie significative, e come premio non solo non vedono l’abbattimento dei costi, ma addirittura vedono conferite alle discariche realizzate a poche centinaia di metri da casa loro ampliamenti, con modalità gestionali piuttosto dubbie. Il tutto arricchito dalla decisione assunta dalla Regione, su cui verte il dispositivo dell’interrogazione in oggetto che presentiamo alla Giunta, di realizzare un’istruttoria presso la stessa struttura regionale, a decine di chilometri di distanza, a pochi giorni dalla scadenza delle osservazioni, in una giornata e in un orario che certamente non hanno favorito la partecipazione. Al riguardo, quindi, auspichiamo che la Giunta, la quale spesso si richiama a princìpi di trasparenza, democrazia e partecipazione, possa spendere una parola per chiarire questa scelta.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bignami.

La parola all’assessore Gazzolo, che ha tre minuti a disposizione.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente. Cercherò di stare nel merito del question time, pur avendo il consigliere spaziato su più fronti.

Le ricordo, consigliere Bignami, che l’articolo 15, comma 3, della legge regionale n. 9/1999 stabilisce che l’istruttoria pubblica può essere decisa facoltativamente, sentite le Amministrazioni interessate, e non prevede che debba essere effettuata nei comuni in cui è localizzato il progetto. Ricordo, altresì, che ordinariamente tali istruttorie vengono svolte nei capoluoghi di provincia o città metropolitana interessanti.

Nel merito del question time, la Regione Emilia-Romagna, in data 29 maggio 2017, ha effettuato la Conferenza di servizi con le Amministrazioni che devono rilasciare atti o pareri per la realizzazione del progetto di ampliamento della discarica Tre Monti, proposto da ConAMI ed Herambiente Spa. In tale sede, la Regione Emilia-Romagna, sentita la Conferenza, ha deciso che per tale progetto era necessario promuovere un’istruttoria pubblica, perché è stato reputato di particolare rilievo per il territorio interessato.

Il luogo dove effettuare l’istruttoria, ossia la sede della Regione Emilia-Romagna in viale della Fiera 8 a Bologna, è stato concordato in sede di Conferenza di servizi, in quanto si è convenuto più opportuno essendo una procedura di competenza regionale che riguarda più comuni e più province. Il giorno e la sala sono stati decisi in base alla disponibilità degli spazi per favorire, in realtà, negli orari e nel giorno la massima partecipazione.

La convocazione dell’istruttoria pubblica è stata inviata alla Conferenza di servizi in data 7 giugno 2017 ed è stato richiesto ai Comuni e agli Enti interessati di darne adeguata pubblicizzazione alla popolazione interessata. Tale avviso è stato tempestivamente pubblicato anche sul sito web della Regione e su quelli dei Comuni di Imola e Riolo Terme. Il Comune di Imola ci ha comunicato che sul sito del Comune di Imola, nell’indirizzo che poi le consegno con il testo scritto del question time, nella sezione della homepage afferente alle notizie recenti, è stato effettuato l’avviso relativo all’istruttoria pubblica, che è stata anche pubblicata in Amministrazione trasparente, Sezione informazioni ambientali, ed è stata anche pubblicata su Informacittadino del Comune di Imola, nella loro pubblicazione settimanale.

Si fa anche presente che gli elaborati presentati per la presente procedura sono resi pubblici anche sul sito web della Regione Emilia-Romagna, all’indirizzo che poi troverà citato nel testo scritto, dal giorno di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del 3 maggio 2017. Le osservazioni che perverranno anche dopo la scadenza dei sessanta giorni previsti dalla legge regionale n. 9/1999 verranno comunque prese in considerazione.

Si fa, infine, presente che all’istruttoria pubblica hanno comunque partecipato circa cinquanta persone, che hanno ascoltato la presentazione del progetto, e alcuni di essi hanno presentato le proprie richieste di informazioni e/o osservazioni. L’istruttoria è stata anche registrata e il file audio è stato reso pubblico all’indirizzo web regionale che ho prima citato.

Alle osservazioni presentate dai cittadini in tale sede verrà data risposta nel rapporto ambientale finale, che funge anche da verbale della Conferenza, che verrà firmato nella seduta conclusiva della Conferenza di servizi, ovviamente ancora in data da destinarsi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Gazzolo.

La parola al consigliere Bignami, che ha due minuti di tempo.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente. Grazie, assessore.

La domanda, in realtà, non verteva su quello che è stato fatto, perché avevamo contezza – ringrazio l’assessore della puntuale illustrazione – di quello che è stato fatto, che bene o male già si sapeva, ma atteneva a un interrogativo, ovverosia sulle ragioni per cui non si sia ritenuto di farlo a Imola. Mi è stato detto perché si fa nel capoluogo di provincia, cosa che non solo non è prescritta dalle leggi, come ha correttamente ricordato l’assessore, ma a mio modo di vedere è stata una scelta che ha abbattuto la possibilità di coinvolgimento e di partecipazione, il che dispiace perché su un tema di questa natura credo che sarebbe stato opportuno garantire la massima partecipazione e coinvolgimento.

È una scelta legittima, nessuno lo mette in dubbio, ma politicamente discutibile e, a nostro modo di vedere, anche errata in quanto si è persa un’occasione - verrebbe da aggiungere volutamente - per realizzare quel coinvolgimento che sul tema manca, anche e soprattutto per colpa di un atteggiamento da parte del soggetto gestore che abbiamo la sensazione trovi sponda da parte della Regione.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bignami.

 

OGGETTO 4931

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la prossima scadenza (30 luglio) della procedura commissariale per la società DEMM S.p.A. di Alto Reno Terme, facente parte del Gruppo Paritel S.p.A. A firma del Consigliere: Taruffi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Proseguiamo con l’oggetto 4931: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la prossima scadenza (30 luglio) della procedura commissariale per la società DEMM S.p.A. di Alto Reno Terme, facente parte del Gruppo Paritel S.p.A., a firma del consigliere Taruffi, a cui do la parola.

Risponderà l’assessore Costi.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Torniamo ad occuparci di una vicenda sulla quale siamo già intervenuti altre volte in Aula con appositi question time, la vicenda della DEMM Spa di Alto Reno terme, che fa parte del Gruppo Paritel, un gruppo che è in gestione commissariale straordinaria dall’ottobre 2015 ai sensi della legge Marzano, quindi una vicenda che si trascina ormai da quasi due anni. Di questo gruppo fanno parte quattro realtà produttive, alcune ubicate in provincia di Bologna e altre in provincia di Ferrara, che stanno seguendo percorsi differenziati rispetto alla procedura commissariale e rispetto all’esito della stessa.

Il gruppo complessivamente conta più di 1.000 dipendenti, segnatamente la DEMM Spa conta ad oggi circa 221 lavoratori, nella zona dell’Appennino bolognese, che, come ben sappiamo, ha vissuto momenti difficili dal punto di vista occupazionale anche a seguito della vicenda degli esuberi che si sono maturati all’interno del Gruppo Philips-Saeco, quindi una realtà già segnata significativamente dal punto di vista della tenuta occupazionale.

Entrando nel merito, desidero subito far presente che il gruppo è gestito dal commissario straordinario, la cui gestione, segnatamente per la DEMM Spa, scade il 30 luglio prossimo. Il 21 maggio scorso era il termine previsto dal commissario per le eventuali manifestazioni di interesse vincolanti per l’acquisto del gruppo stesso, tuttavia, dopo l’iniziale interessamento di un importante gruppo italiano, al momento tale interessamento non si è concretizzato in un’offerta vincolante. Quindi, la situazione è ancora di stallo e ancora preoccupante per la continuità produttiva dello stabilimento, che è l’obiettivo principale che deve assicurare il commissario, di pari passo alla tenuta occupazionale.

Chiediamo, pertanto, alla Giunta e precisamente all’assessore Costi, la quale sappiamo aver seguito puntualmente la vicenda e con la quale ci siamo sentiti spesso in queste settimane e in questi mesi, se il termine del 30 luglio, fissato dal Ministero dello sviluppo economico, potrà essere ulteriormente prorogato e quali prospettive e quali azioni intende mettere in campo la Giunta per salvaguardare la continuità dello stabilimento produttivo e soprattutto i livelli occupazionali, che rappresentano in questo momento un problema e una preoccupazione molto significativa non solo per chi vi lavora, ma per tutto il tessuto e il territorio di quel pezzo dell’Appennino.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola all’assessore Costi. Prego.

 

COSTI, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio il consigliere Taruffi per avermi dato l’opportunità di comunicare alcuni aggiornamenti. Come assessorato, stiamo seguendo attentamente e costantemente la vicenda del commissariamento straordinario del Gruppo Paritel, sia perché partecipiamo ai tavoli ministeriali, considerato che questo gruppo ha più sedi, sia perché stiamo promovendo incontri territoriali insieme alla Città metropolitana di Bologna proprio per monitorare e sostenere le migliori soluzioni possibili. Ricordo che proprio in questi giorni sta avvenendo la cessione del ramo d’azienda DeCiMa di Casalecchio di Reno, che si sta formalizzando e che fa sempre parte di questa procedura.

Dopo l’apertura della data room e le scadenze del termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, essendo in prossimità della scadenza del termine della procedura, ci siamo premurati di contattare il commissario straordinario, il professore Tombari, che ci ha informato di aver ottenuto dal Ministero dello sviluppo economico la proroga di un ulteriore anno della scadenza della procedura di vendita e di aver ottenuto anche l’autorizzazione ad avvalersi di un advisor per la ricerca dei possibili acquirenti. Questa era una delle preoccupazioni che manifestava il consigliere, che chiaramente abbiamo anche noi, come Regione.

Nello stesso tempo, trattandosi della stessa procedura, il commissario straordinario ci ha informato di aver provveduto a presentare la domanda di estensione della CIG in coerenza con il prolungamento della procedura di commissariamento straordinario, perché in questo caso prima deve essere ottenuta la proroga e soltanto dopo si può procedere alla richiesta presso il Ministero del lavoro. Stesse informazioni su tutta la procedura in atto sono state fornite, sempre dalla procedura commissariale, alle rappresentanze sindacali.

Per queste ragioni, proprio perché abbiamo sempre bisogno di essere informati su tutto, come assessorato abbiamo proposto di convocare, entro il mese di luglio - pensiamo il 27 luglio -, un incontro, insieme alla Città metropolitana di Bologna, con la presenza delle organizzazioni sindacali e dei rappresentanti dei lavoratori, per conoscere tutti gli aggiornamenti della procedura direttamente dal commissario straordinario, anche perché è lui che è deputato a questa procedura. Sarà per noi anche l’occasione per confermare il nostro interesse a sostenere una soluzione di continuità aziendale, garantita da un operatore prioritariamente industriale – questo è un tema che abbiamo discusso lungamente anche con il consigliere, su cui credo che siamo perfettamente d’accordo – proprio perché il nostro obiettivo è di tutelare l’unità produttiva e soprattutto – altro tema vero – di tutelare i lavoratori, che oltretutto esprimono professionalità di alto livello. Quindi, a nostro avviso ci sono tutte le condizioni perché ci possa essere un subentro di tipo industriale.

Questo è quanto stiamo facendo e quanto continuiamo a fare con il diretto interessato, che è il professore Tombari, che ha la responsabilità di tutta la procedura.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Costi.

La parola al consigliere Taruffi, che ha tre minuti.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Ringrazio l’assessore per l’impegno con cui sta seguendo questa vertenza, come le altre che purtroppo affliggono la nostra regione.

Per quanto riguarda la vicenda oggetto del question time, è chiaro che siamo di fronte a una situazione molto delicata, che desta grande preoccupazione non solo nei lavoratori e nelle lavoratrici, ma in tutto il territorio dell’Appennino bolognese, dal momento che quella realtà ha subìto in questi mesi e in questi anni gravi perdite dal punto di vista occupazionale. Apprendiamo con favore che sia stata concessa questa ulteriore proroga di cui l’assessore ha dato conto e adesso ci aspettiamo che arrivi in tempi rapidi - ma ne siamo certi - la conseguente copertura della cassa integrazione, che sono elementi importantissimi e fondamentali, considerato che in quelle aziende lavorano persone che hanno necessità – e non è una battuta – di arrivare a fine mese in maniera dignitosa dal punto di vista economico.

Per quanto riguarda, invece, le prospettive imprenditoriali, stiamo comunque parlando di una realtà che registra un fatturato, nonostante tutte le difficoltà, che oscilla intorno ai 18-20 milioni di euro e che ha la possibilità di essere ricollocata sul mercato, anche in considerazione del fatto che il settore della metalmeccanica sta dando qualche segnale di ripresa. Quindi, siamo convinti che anche alcune delle trattative che si sono avviate e non si sono poi concluse in questi mesi nei prossimi possano concretizzarsi. Ovviamente, nello spendere un’ultima parola su tale questione, non posso non far presente che, affinché possano intervenire gruppi imprenditoriali seri, che abbiano nella metalmeccanica e nella produzione di settore il loro core business, quindi persone che sappiano fare il loro mestiere, è importante che le procedure di vendita tengano conto della situazione di estrema difficoltà in cui versa l’azienda e della necessità di investimenti e di un rilancio tecnologico. Sappiamo bene, infatti, che esistono anche i creditori, purtuttavia, dovendo scegliere tra tutelare il lavoro, l’occupazione e la prospettiva imprenditoriale e tutelare gli interessi molto spesso, tra l’altro, di istituti bancari, io credo che il sistema pubblico nel suo insieme non possa far altro che puntare con decisione sulla prima ipotesi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Taruffi.

 

OGGETTO 4932

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la modifica o meno da parte della Regione del perimetro di bonifica di cui alla delibera di Giunta n. 158 del 20 ottobre 1987. A firma del Consigliere: Foti

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 4932: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la modifica o meno da parte della Regione del perimetro di bonifica di cui alla delibera di Giunta n. 158 del 20 ottobre 1987, a firma del consigliere Foti, a cui do la parola.

Risponde l’assessore Caselli.

Prego, consigliere Foti. Ha la parola.

 

FOTI: Signora presidente e signora assessore, io reitero una domanda che era oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo, a cui mi è stata data una non risposta. Ringrazio l’assessore e gli uffici per avermi fatto la cronistoria delle opere di bonifica di Piacenza, che indubbiamente mi ha arricchito sotto il profilo culturale, ma al quesito, che mi sembra anche semplice, se il Comune di Piacenza abbia o meno chiesto la modifica della perimetrazione così come decisa dalla Regione Emilia-Romagna non ho avuto risposta.

La ringrazierei, allora, se evitasse i convenevoli di ripercorrere nuovamente la storia delle opere di bonifica di Piacenza e puntasse semplicemente a dare una risposta al quesito che era stato posto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

Risponde l’assessore Caselli. Prego.

 

CASELLI, assessore: Rispondo volentieri e fornisco una spiegazione saltando tutta la parte della ricostruzione storica, che peraltro anche per me è stata interessante da leggere.

Allo stato degli atti e sulla base delle verifiche fatte ieri, a seguito di questa interrogazione a risposta immediata, agli uffici regionali risulta quanto segue. I piani di classifica per il riparto degli oneri consortili riportano gli elenchi delle opere pubbliche di bonifica. Pertanto, per escludere beni da questo elenco è necessario intervenire in opposizione al piano.

A seguito del riordino dei Consorzi di bonifica di cui alla legge regionale n. 5/2009, in base al quale il Consorzio bacini Tidone e Trebbia è stato unito al Consorzio bacini piacentini di levante per costituire il Consorzio di bonifica di Piacenza, si sono resi necessari nuovi piani di classifica, per la predisposizione dei quali la Giunta regionale, nel 2014, ha emanato specifiche linee guida.

Il Comune di Piacenza ha presentato al Consorzio osservazioni alla proposta di piano di classifica del 9 settembre 2015, con protocollo 9503, in cui chiede di rettificare i parametri ritenendo che nessuna delle opere di bonifica indicate svolgerebbe la funzione di bonifica e, pertanto, nessun immobile delle aree urbane e suburbane di Piacenza godrebbe del beneficio di scolo e neanche del beneficio di difesa idraulica.

Il Comune ha evidenziato, inoltre, che il collettore rifiuto nella parte ancora di proprietà demaniale, che è pari a circa 750 metri, raccoglierebbe unicamente acque provenienti dalla fognatura urbana, per recapitarle nell’impianto comunale di Borgoforte, per cui ha chiesto che gli elaborati sia cartografici che descrittivi del piano vengano corretti recependo l’effettiva lunghezza del tratto demaniale e che detto canale sia eliminato dall’elenco delle opere di bonifica, in quanto allo stato attuale svolgerebbe unicamente la funzione di fognatura.

Il collettore settentrionale, nella parte ancora di proprietà demaniale, che è pari a 1.200 metri, raccoglierebbe unicamente acque provenienti dai rivi urbani, per cui il Comune ha chiesto che gli elaborati sia cartografici che descrittivi del piano vengano corretti recependo l’effettiva lunghezza del tratto demaniale e che detto canale sia eliminato dall’elenco delle opere di bonifica, in quanto svolgerebbe unicamente la funzione di fognatura.

Il Consorzio di bonifica di Piacenza, con deliberazione del consiglio di amministrazione n. 19 del 7 ottobre 2015, relativamente alle opere citate nell’interrogazione ha controdedotto, in merito al collettore rifiuto, di accogliere la proposta di eliminare parte del collettore dall’elenco delle opere di bonifica in ragione degli accertamenti svolti dal Consorzio a seguito dell’osservazione del Comune, modificando in tal senso i fattori assunti a base di calcolo degli indici relativi al beneficio idraulico. Il Consorzio, dato che detto cavo continua ad avere interesse di bonifica, fa espressa riserva di agire per il riconoscimento di tale funzione.

In merito al collettore settentrionale, invece, il Consorzio ha ritenuto di non accogliere l’osservazione per queste motivazioni: ha respinto la proposta di eliminare il collettore dall’elenco delle opere di bonifica in ragione della funzione che attualmente viene svolta dallo stesso; quanto alla pretesa perdita della funzione di bonifica di una porzione del canale settentrionale, con conseguente sdemanializzazione, si rileva che questo cavo agli atti del Consorzio non risulta aver perduto la funzione di pubblico interesse, che ne ha originato la demanialità. Comunque, in un’ottica di leale collaborazione con le Amministrazioni interessate, ove risulti comprovata, ai sensi dell’articolo 829 del Codice civile, l’avvenuta sdemanializzazione del tratto del cavo, il Consorzio provvederà ad aggiornare il piano di classifica con le procedure previste al Capitolo 8 del medesimo.

La Giunta regionale ha successivamente espresso parere favorevole alla proposta di piano di classifica del Consorzio di bonifica di Piacenza, con deliberazione n. 2236 del 28 dicembre 2015. Il Comune di Piacenza, in data 26 ottobre 2015, acquisito agli atti con un protocollo del 28 ottobre 2015, ha presentato al presidente della Giunta regionale un ricorso, ai sensi dell’articolo 19 della legge n. 42/1984, avverso la deliberazione del consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica di Piacenza.

Il Comune di Piacenza, successivamente, ha presentato ricorso al TAR dell’Emilia-Romagna, sede di Bologna, per l’annullamento anche della deliberazione della Giunta regionale n. 2236/2015, con la quale è stato espresso parere di conformità alla proposta del piano di classifica del Consorzio di bonifica di Piacenza.

L’Amministrazione regionale, infine, si è costituita in giudizio con una deliberazione del 13 giugno 2016, e qui siamo.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, assessore Caselli.

Eravamo al limite.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Io ringrazio l’assessore…

 

PRESIDENTE (Saliera): Consigliere Foti, le ricordo che ha cinque minuti.

 

FOTI: Io ringrazio l’assessore per lo sforzo che ha fatto e ringrazio anche gli uffici per non avermi ancora risposto. Del resto, al di là della seconda ricostruzione storico-giuridica, vi dico onestamente che mi era noto tutto. La mia domanda era un’altra, e mi dispiace che non sia stata compresa per la seconda volta, ma ho cercato di scriverla in italiano. Probabilmente, forse è meglio che la scrivo in latino. Io ho chiesto semplicemente se il Comune di Piacenza abbia o meno richiesto alla Giunta regionale la modifica della perimetrazione, che è una questione diversa dalla vicenda del piano di classifica, opposizione al piano di classifica, impugnativa del piano di classifica.

Faccio, tra l’altro, notare - e lo dico perché non vorrei che qualcuno già si allargasse troppo - che tutta questa opposizione anche alla delibera di Giunta non viene dal Comune capoluogo di centrodestra che si sta insediando, ma dal Comune capoluogo che era governato fino al 25 giugno, almeno formalmente, dal centrosinistra.

La mia domanda, quindi, è questa: al di là del contenzioso in essere, che riguarda una partita ben precisa, considerato che il Consiglio comunale di Piacenza ha approvato un ordine del giorno che impegnava l’allora Giunta, nell’ambito della cosiddetta positiva collaborazione istituzionale, a richiedere motu proprio alla Giunta regionale la modifica della perimetrazione così come definita nella delibera, e cito nell’interrogazione la delibera originale, che è quella del 20 ottobre 1987, e ovviamente le successive modificazioni che poi alla stessa sono state date - e ringrazio, ripeto, l’assessore per l’excursus storico-giuridico, però anche in questo caso non ho ottenuto la risposta alla domanda posta - chiederei soltanto se fosse possibile di non dover ripresentare una terza interrogazione, ma che mi sia detto soltanto un “sì” o un “no” rispetto al quesito posto.

Per il resto, torno a ripetere, ringrazio per tutte le informazioni che sono state rese a questa Assemblea e che all’interrogante erano note, ma purtroppo all’interrogante continua a non essere nota l’unica risposta che aveva richiesto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Foti.

 

OGGETTO 4929

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tempistica, i destinatari e le altre azioni di accompagnamento per il Reddito di Solidarietà. A firma del Consigliere: Sassi

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’oggetto 4929: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tempistica, i destinatari e le altre azioni di accompagnamento per il Reddito di Solidarietà, a firma del consigliere Sassi, che ha subito la parola.

Risponde la vicepresidente della Giunta Gualmini.

Prego, consigliere Sassi.

 

SASSI: Rinuncio all’esposizione, in attesa della risposta dell’assessore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

Prego, vicepresidente Gualmini.

 

GUALMINI, vicepresidente della Giunta: Innanzitutto ringrazio il consigliere Sassi per avermi dato l’opportunità di chiarire anche pubblicamente un aspetto rilevante circa la tempistica del reddito di solidarietà. Si sta parlando di un presunto ritardo addirittura addebitabile alla Regione, quando in verità come primo punto ci tengo a dire che non era stata fatta una previsione specifica. Certamente, si è indicato il 2017, ma non era stata fissata né una data né un giorno preciso in cui uno strumento complesso come questa integrazione al reddito sarebbe partito.

Noi abbiamo approvato il regolamento attuativo a fine marzo, quindi comprenderete che, essendo adesso a luglio, tutto questo ritardo francamente non mi sembra così presente e così eccessivo. Come ho spiegato più volte, in verità con il regolamento attuativo non si è chiusa la vicenda legata al reddito di solidarietà, perché sono necessari altri tre passaggi, che comunque stiamo concludendo. Il primo è quello della stipula di un’intesa tra la Regione Emilia-Romagna e il Ministero del lavoro, in cui si formalizza che la Regione Emilia-Romagna, così come hanno fatto altre Regioni, prevede un’integrazione regionale ai contributi per la lotta alla povertà. Questa intesa è già stata siglata ai primi di giugno dal presidente Bonaccini e dal ministro Poletti.

Il secondo passaggio riguarda un’altra intesa tra la Regione Emilia-Romagna, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero del lavoro per i flussi finanziari, in cui di fatto si indica quante risorse verranno messe a disposizione.

Il terzo passaggio riguarda un protocollo tra INPS regionale e Regione Emilia-Romagna per lo scambio dei flussi di dati che gireranno nel sistema informativo.

Le due intese di fatto si sono chiuse, e ci sono anche atti pubblici ovviamente, perché tutto questo passa attraverso delibere di Giunta. La seconda intesa a breve verrà formalizzata in Giunta. Sul protocollo siamo alle battute finali. È prevista una riunione il 19 luglio prossimo tra INPS regionale e Regione Emilia-Romagna proprio per andare avanti anche su questo fronte.

Aggiungo, inoltre, che per quanto riguarda i beneficiari noi stimiamo, secondo le previsioni dell’Università di Modena, di raggiungere con l’integrazione regionale circa 20.000 nuclei familiari. È chiaro che poi vedremo dalle prime battute quello che succederà. Dal punto di vista delle risorse impiegate, per il sistema informativo e la formazione degli operatori abbiamo previsto per l’anno 2017 una somma pari a 152.000 euro e per l’anno 2018 a 160.430. Ovviamente, le girerò questi dati.

Ci tengo, però, a ribadire due aspetti. Innanzitutto, credo moltissimo nella bontà di questa operazione. Non mi interessa se ci metteremo un mese in più o un mese in meno, mi interessa che, quando il tutto prenderà avvio, le cose funzionino molto bene. Ci credo molto anche perché le trasformazioni nazionali di cui si parla, e penso al Rei, il reddito di inserimento, così come verrà chiamato a partire dal prossimo anno, continuano a essere destinate solo alle famiglie con minori. Quindi, penso che noi dobbiamo davvero tener fede a questo impegno, e cioè di dare una mano a chi versa in una condizione di povertà assoluta, ma che non ha minori, perché sarebbe davvero assurdo discriminare tra nuclei con figli e nuclei senza figli. Quindi, la bontà dell’operazione regionale continua a essere confermata ed è un’operazione in cui personalmente credo moltissimo.

Aggiungo, infine, che le altre Regioni che hanno pensato a una integrazione regionale, ovvero a declinare le misure nazionali secondo i bisogni locali, sono nella nostra stessa condizione. Certo, non è una consolazione, però la Regione Puglia, la Regione Sardegna, la Regione Friuli nella seconda tranche di finanziamenti che ha previsto, esse stesse, come noi, devono fare tutti questi passaggi e, quindi, esse stesse ancora non sono partite con l’integrazione.

Ciò detto, si tratta di una misura strutturale, quindi è evidente che, quando si parte, si parte senza interruzioni, a meno che la prossima Giunta non voglia farlo. Dico anche che non ho trovato corretto il fatto che…

 

PRESIDENTE (Saliera): Vicepresidente, ha già superato il tempo a sua disposizione di oltre un minuto.

 

GUALMINI: Chiudo subito.

Dicevo, non ho trovato corretto il fatto che nel question time si dice che doveva partire con il SIA, ma questo era impossibile, perché il SIA è partito a settembre e non c’era ancora la legge regionale. Pensiamo nel prossimo settembre di essere pronti e operativi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, vicepresidente Gualmini.

La parola al consigliere Sassi, che ha interamente i sei minuti.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Ciò che io penso della questione in senso generale credo sia noto ormai. Abbiamo fatto un nuovo sussidio di disoccupazione che non risolverà, ovviamente, le problematiche della povertà.

È un progetto che parte da lontano, parte da quando noi, nel 2015, depositammo una nostra proposta di legge in questo senso, che ha stimolato l’iter di quello poi nato dalla Giunta, per poi passare ai Gruppi di maggioranza, che teoricamente si appoggia sullo studio condotto dall’Università di Modena e Reggio per conoscere la platea e fare un quadro generale della situazione. Fatto sta che questo passaggio tra Giunta e maggioranza ha modificato molto le caratteristiche annunciate a suo tempo, addirittura non perseguendo poi i risultati emersi dallo studio realizzato dall’Università.

Nessuno pretende l’immediatezza dell’attuazione di un progetto di questa portata, che ha dei tempi ovviamente, ha delle burocrazie che, giocoforza, devono essere espletate, e lo capisco. Ci sono enti che non hanno mai operato con la Regione su questo tipo di strumenti, anche perché non esistevano. Quindi, è comprensibile immaginare una fase di avvio. Ci sono enti, però, per i quali i tempi lunghi sono inaccettabili, enti con i quali noi collaboriamo da decenni, quale l’INPS, ad esempio, o dovremmo aver già collaborato, visto che questi enti – penso alle agenzie per l’impiego, che comunque dovranno essere coinvolte, all’INPS e via elencando – sono già dotati di sistemi informativi, penso anche profumatamente pagati. Ebbene, sono passati due anni da quando la Giunta annunciò, stimolata forse dalla presentazione del nostro primo progetto di legge, che aveva intenzione di produrre qualcosa in tal senso, la presentazione di un suo progetto, che peraltro ricalcava i nostri obiettivi, e credo che in due anni si possa concepire una legge come si possano progettare già gli strumenti che la dovranno sostenere. Quindi, in questo senso non accetto il discorso delle tempistiche poc’anzi formulato dalla vicepresidente. Certo, nessuno pretende che le cose vengano fatte in pochi giorni. Tuttavia, ci sono strumenti che già si potevano avviare. Ad esempio, per quanto riguarda i software, in realtà si tratta semplicemente di andare a coordinare quelli già esistenti, e da informatico le dico che non occorrono due anni. Non occorrono due anni. Non dico quelli degli enti statali, ma sicuramente quelli degli enti con i quali a livello regionale teoricamente dovremmo già dialogare da tempo e che conosciamo abitualmente, perché comunque collaboriamo per altre questioni. Insomma, non vedo una grande operatività, tale da garantire quell’efficacia allo strumento che si voleva realizzare.

Non torno sugli 80 euro, anche perché trovo inutile adesso fare dell’ironia gratuita. Forse, però, ci si è dimenticati di attuare quanto previsto dall’ordine del giorno avente ad oggetto il Regolamento ReS, approvato il 21 marzo scorso, che mi vedeva tra l’altro primo firmatario, che chiedeva la realizzazione di misure di politiche attive del lavoro, integrate con l’attuazione delle misure regionali di contrasto alla povertà, anche attraverso fondi nazionali, regionali e comunitari. Di questo ancora non abbiamo notizia.

Per portare a compimento questo tipo di operazioni, che possono essere di sicura efficacia per qualcuno, tant’è che, come dicevo all’inizio, non andremo certo a risolvere il problema della povertà in Emilia-Romagna, anche perché non è l’obiettivo del ReS per come è stato modulato dal Gruppo di maggioranza, dato che la sua particolare conformazione identifica altri obiettivi, che non sono certo quelli del contrasto alla povertà in maniera universalistica. In effetti, al di là di quello che si possa declinare nel testo, le caratteristiche universalistiche erano ben poche. Quindi, ci ritroviamo ancora ad aspettare che qualcuno che sia in grado di dare risposte ai Comuni, che stanno cominciando a ottenere le richieste di informazioni, possa rispondere adeguatamente. Al momento, sono un po’ tutti nel limbo.

Speriamo di riuscire a fare in modo che non si debbano aspettare magari le prossime elezioni politiche per riuscire a mettere a disposizione qualche soldo in più a chi è in difficoltà, visto che l’approvazione di questo testo, annunciato prima e dopo una delle ultime votazioni, non ha sortito gli effetti desiderati. Spero davvero che non si arrivi a fine legislatura nazionale per annunciare, prima delle elezioni politiche, l’implementazione di questi nuovi strumenti. Realizzarli in tempi utili credo sia fondamentale perché, al di là del fatto – cosa certamente nota, non è assolutamente un segreto – che io sia molto critico nei confronti di questo provvedimento, che non ritengo assolutamente efficace per quella che è la mia visione di contrasto alla povertà, è importante che almeno quelle poche persone – spero sempre di essere smentito e di apprendere che sono, invece, molte di più – possano accedere a questo strumento di tutela nel più breve tempo possibile. Del resto, il vostro annuncio in queste persone ha creato aspettative e adesso bisogna in qualche modo soddisfarle, magari il più velocemente possibile. Grazie.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Sassi.

 

OGGETTO 4930

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la “Carta di Roma - Protocollo deontologico concernente i richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti” e il documento regionale “Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione”. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Saliera): Oggetto 4930: Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la “Carta di Roma - Protocollo deontologico concernente i richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti” e il documento regionale “Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione”, a firma dei consiglieri Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli.

Do la parola al consigliere Fabbri.

Risponderà la vicepresidente della Giunta Gualmini.

Prego, consigliere Fabbri.

 

FABBRI: Grazie, presidente.

La richiesta di questo question time nasce da un percorso formativo, che si è svolto qui in Regione il 27 giugno scorso, dal titolo “Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione”, organizzato da COSPE, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti e l’Associazione Carta di Roma, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Azioni di sistema per lo sviluppo della comunicazione interculturale in Emilia-Romagna”, finanziato dalla stessa Regione con delibera di Giunta regionale n. 1198.

Avendo letto il vademecum pubblicato dall’assessorato della vicepresidente Gualmini, siamo preoccupati e ci inquieta molto che un Ente pubblico, come appunto una Regione, dia delle linee di indirizzo per quello che riguarda il modo di fare comunicazione su dei temi. In particolar modo, ci stupiscono alcune cose che sono scritte in questo vademecum, dal momento che mette in luce come i giornalisti, che svolgono il proprio lavoro anche per gli Enti pubblici e cercano di dare una visione chiara, documentata e corretta della comunicazione, siano obbligati a sottostare a delle regole, al netto della Carta di Roma, anche imposte da parte della Regione Emilia-Romagna.

Tra l’altro, in questo documento, nato da questo percorso formativo, si va oltre, a nostro avviso, alle impostazioni definite dalla Carta di Roma, tant’è che si legge chiaramente in questo documento che il termine “clandestino” comunemente viene usato, ma in modo errato - si dà anche un giudizio su questo termine -, al posto di “migrante irregolare”. Capisco che la visione politica del PD sia quella di ammorbidire un tema che ci sta sconvolgendo a livello nazionale e a livello europeo come quello delle ondate migratorie, che ormai subiamo da anni, capisco che ammorbidendo la comunicazione su questo tema si cerchi di aggirare l’ostacolo di scelte difficili e impopolari compiute da questo Governo, un Governo che si vede travolto dal sistema migratorio di questi anni, ma credo che censurare una parola sia un atto veramente grave, sia un atto liberticida nei confronti anche di chi fa comunicazione e in particolar modo di chi legge quella comunicazione e non rispetti il diritto della libertà di parola. D’altronde, il termine “clandestino” è usato comunamente, tant’è che la Treccani definisce immigrato clandestino colui che entra in un paese illegalmente, la Garzanti definisce clandestino chi entra e vive in un paese illegalmente e senza regolare permesso di soggiorno.

La volontà, quindi, di dare definizioni e indicare schemi anche ai giornalisti che lavorano anche in ambito pubblico credo non sia corretta né tantomeno rispettosa nei confronti anche della nostra Costituzione, che garantisce la libertà di parola a chiunque. Non capisco perché la Regione Emilia-Romagna si sia voluta inserire all’interno di questo contesto. Secondo me, sarebbe stato politicamente corretto rimanerne fuori ed evitare di fissare linee, a mio avviso, anche politiche e di censura nei confronti di parole su un argomento così delicato come quello dell’immigrazione.

Mi sconvolge ancor di più che uno dei moderatori di questo percorso formativo sia un impiegato di questa Regione, Brahim Maarad, presidente del Centro culturale islamico di Rimini, che si è deciso intervenisse in qualità di moderatore in un incontro che ha ad oggetto i termini giusti da adoperare in tema di immigrazione. Evidentemente, non ha svolto molto bene il compito di presidente di questo Centro culturale, dal momento che all’interno di questo centro diverse persone sono indagate per terrorismo.

Credo, quindi, sia doveroso da parte del presidente e della vicepresidente dare spiegazioni su quanto è accaduto, come ritengo sia corretto lasciare libere le persone di pensare quello che vogliono, al netto ovviamente delle offese di carattere personale, quando scrivono i propri articoli, quando stilano i propri comunicati. Non riteniamo assolutamente corretto quello che è stato fatto da questo Ente e nella fattispecie dalla vicepresidente Gualmini e crediamo che censurare termini produca esattamente l’effetto opposto di quello desiderato. Se qualcuno pensa di fare questo per sconfiggere il razzismo, sappia che il risultato è totalmente opposto, perché censurare genera, a mio avviso, malumori, genera ancora più razzismo, genera un modo di fare che in un’Italia democratica non dovrebbe esistere.

Aspetto la risposta, poi la commenterò.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Fabbri.

Prego, vicepresidente Gualmini.

 

GUALMINI, vicepresidente della Giunta: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Fabbri.

Non entro assolutamente nella valutazione delle politiche migratorie, perché qui l’oggetto è diverso e, comunque, ho più volte espresso pubblicamente quello che penso sulla gestione dei migranti e dei flussi non programmati.

Lei chiede giustamente ragione, invece, dell’iniziativa che è stata organizzata dalla Regione Emilia-Romagna lo scorso 27 giugno, il convegno intitolato “Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione”, e del documento che la Regione Emilia-Romagna, insieme – sottolineo – all’Università di Bologna, all’Associazione Carta di Roma, all’ANCI Emilia-Romagna e all’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, nonché a COSPE Onlus, ha formulato sulla sfida della comunicazione in materia di immigrazione.

Contesto risolutamente il fatto che la Regione Emilia-Romagna abbia imposto una visione addirittura peggiorativa rispetto alle norme contenute nella Carta di Roma.

La Carta di Roma è un documento del 2008, che, come lei sa, è un protocollo deontologico scritto dal Consiglio nazionale dell’ordine e dalla Federazione nazionale della stampa italiana. È un codice etico che adesso rientra nel Testo Unico delle regole per i giornalisti insieme a tante altre Carte. C’è la Carta di Treviso sui minori. Semplicemente è un insieme di regole che, di fatto, invitano a trattare in maniera non discriminatoria temi complessi e rilevanti in questo caso, come quello che riguarda le migrazioni, le vittime della tratta e così via. La Regione Emilia-Romagna si è limitata a declinare questa Carta di Roma nazionale.

L’uso del termine “clandestino” e l’invito a non utilizzarlo, di fatto, riprende esattamente quello che si dice nel glossario della Carta di Roma. Assolutamente non c’è né l’intenzione, né la volontà, né il retropensiero di uccidere la libertà di stampa o di limitare anche le interpretazioni e le parole che i giornalisti vogliono usare.

Ci riferiamo al fatto che il termine “clandestino”, in verità, se utilizzato, così come spiega la Carta, quando il migrante sbarca, poiché nel momento in cui sbarcano tutti i migranti chiedono protezione internazionale e quindi, tecnicamente, sono dei richiedenti asilo, è un termine scorretto, perché occorre attendere la fine del procedimento e del processo di rilascio dei documenti per poi capire se è irregolare oppure no sul nostro territorio e prendere tutte le conseguenze del caso.

In più, sapete che esiste anche un reato di clandestinità nel nostro Paese, secondo la legge n. 94 del 2009.

Semplicemente noi ci atteniamo, dal punto di vista della comunicazione, a quello che altre norme e altre documenti hanno stipulato.

Vi è poi anche una giurisprudenza che si sta formando, lo sapete meglio di me. La sentenza del Tribunale di Milano del febbraio 2017, di fatto, ha ritenuto l’uso del termine “clandestino” profondamente discriminatorio.

Io, francamente, fuggirei dalla polemica politica e strumentale. Non penso che in una fase complessa, difficile, come quella che stiamo affrontando, valga la pena, dal punto di vista della comunicazione, alzare i toni, coltivare l’odio e il sospetto reciproco. Vale più la pena darsi da fare, gestire bene e cercare di organizzarsi per affrontare questa sfida nel modo migliore possibile, secondo quelle convinzioni che io ho espresso più e più volte in altre sedi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, vicepresidente Gualmini.

Consigliere Fabbri, lei ha meno di un minuto. L’ha già usato.

 

FABBRI: Velocemente. Grazie, presidente.

Ovviamente non sono assolutamente soddisfatto di questa risposta. Usare la parola “clandestino” non vuol dire alzare i toni o essere razzisti e xenofobi, che sono termini che piacciono molto anche a lei, vicepresidente, ma vuol dire semplicemente dire la verità.

 

(interruzione della vicepresidente Gualmini)

 

Dopo parla, se vuol parlare.

Capisco che abbassare i toni favorisca, ovviamente, questo traffico di immigrati, che va ad alimentare un sottobosco di cooperative che votano e difendono gli interessi del Partito Democratico. Diciamo le cose effettivamente come stanno. Non credo che in questo momento storico di grande difficoltà sia utile portare avanti questioni di questo tipo, perché la gente è veramente stanca, ma purtroppo il PD questo non lo capisce, basta solo pensare cosa sta facendo in Parlamento con lo ius soli. Evidentemente manca qualcosina dal punto di vista del contatto con la realtà tra il Partito Democratico e il popolo italiano. Non mi stupisco neanche della sua risposta.

Addirittura Renzi ha fatto delle affermazioni qualche giorno fa dicendo che gli immigrati irregolari/clandestini dovrebbero essere aiutati a casa loro, cosa abbiamo detto noi per anni, anni e anni e oggi ci scopriamo, invece, vicini su questo tema. Ci fa piacere che venga riconosciuto l’errore anche da parte dell’ex presidente del Consiglio.

Continuiamo a non capire perché la Regione Emilia-Romagna, forse in una logica di buonismo di carattere pseudo-elettorale, voglia andare avanti con questi temi, voglia censurare delle parole e la libertà di parola dei giornalisti e della gente in genere.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Fabbri.

Abbiamo concluso la fase preliminare sulle interrogazioni.

 

OGGETTO 3282

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza» (65)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’ordine del giorno, con l’oggetto 3282: Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza”.

Il testo n. 4/2017 è stato licenziato dalla I Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 21/02/2017.

Si è tenuta la discussione generale nella seduta assembleare del 28/02/2017, con contestuale delibera n. 109 del 28/02/2017 di procedere all’indizione del referendum consultivo.

C’è stata poi la pubblicazione nel Bollettino Ufficiale n. 164 del 15/06/2017 dei risultati del referendum.

A norma della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, articolo 13, comma 2.

Si procede con il testo n. 11/2017 licenziato dalla Commissione Bilancio, Affari Generali ed Istituzionali nella seduta del 27 giugno 2017, con il titolo "Istituzione del Comune di Alta Val Tidone mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza".

Il relatore della Commissione, la consigliera Katia Tarasconi, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il relatore di minoranza, il consigliere Tommaso Foti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il progetto di legge è composto da 7 articoli.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Do immediatamente la parola alla relatrice della Commissione, consigliera Katia Tarasconi, che ha a disposizione venti minuti.

 

TARASCONI, relatrice della Commissione: Grazie, presidente.

Dopo il referendum del 28 maggio scorso, che ha registrato il parere favorevole della maggioranza dei votanti in tutti e tre i Comuni, siamo all’ultimo atto in Aula per dare il via libera alla fusione di Caminata, Nibbiano e Pecorara, con il progetto di legge che istituisce il nuovo Comune denominato Alta Val Tidone al posto dei tre preesistenti.

In base a quanto previsto dal progetto di legge, il Comune di nuova istituzione avrà inizio a partire dal 1° gennaio 2018.

Con una popolazione complessiva di circa 3.160 residenti, la nuova realtà amministrativa potrà contare su un contributo regionale di circa 107.000 euro all’anno per un decennio, il che significa 1.072.000 euro nei dieci anni. A questi si aggiungono 584.582 euro annuali di contributo statale. Quindi, complessivamente, al nuovo Comune saranno erogati 6.918.000 euro.

Considero questo un momento importante, perché è la prima fusione approvata nel piacentino. Ci auguriamo, quindi, che questo sia un punto di partenza per dare il via a una sperimentazione positiva che sia occasione, per altri Comuni, di valutare con maggiore tranquillità l’esito di questo procedimento.

Diamo altresì atto ai tre sindaci, rispettivamente Carmine De Falco, sindaco di Caminata, Giovanni Cavallini, sindaco di Nibbiano, e Franco Albertini, primo cittadino di Pecorara, di essersi sapientemente attivati sui loro territori e tra i loro concittadini per far loro comprendere quanto veniva proposto e valutare, senza pregiudizi, l’importanza di questa scelta.

Da ormai due anni si parla di fusioni di piccole realtà in un unico Comune ed è inevitabile procedere verso questa direzione, volontà popolare permettendo ovviamente, unita certamente alla volontà politica delle varie Amministrazioni per dare vita ad una realtà comune che possa essere occasione di crescita.

Al di là dei precedenti esiti negativi, ciascun progetto è stato pensato ed avviato nonostante le Unioni fatichino a decollare anche per la difficoltà di abbandonare il campanile. Come ho già sostenuto in passato guardando gli studi di fattibilità delle funzioni già in corso nel resto della Regione, è necessario abbandonare la logica dell’essere piccoli e belli e di restare così.

È necessario attuare un’ottica di lungimiranza considerando il fatto che unirsi significherebbe mantenere servizi nella loro qualità.

Ricordiamo, infatti, che Caminata costituisce uno dei più piccoli Comuni della Regione, con 247 abitanti; Pecorara ne ha 706 e Nibbiano 2.177. I numeri penso parlino da soli. Certo non si procede a una fusione solo per il numero esiguo di abitanti, ma lo spopolamento in atto dalla fine degli anni Sessanta, che è andato ad incrementarsi progressivamente in questi Comuni, ha imposto di prendere in considerazione la strada della fusione per tenerli in vita.

Accogliamo, quindi, con soddisfazione il fatto che i cittadini di Nibbiano, Caminata e Pecorara abbiano voluto sperimentare questa strada. Sono realtà vicine, a vocazione agricola. Tutti e tre fanno parte di un territorio culturalmente omogeneo e con nuovi fondi sarà possibile garantire servizi per la popolazione che, sempre più spesso, lamenta il fatto di doversi spostare in città per le proprie esigenze.

Questa sarà la prova definitiva della possibilità o meno di far decollare nel Piacentino questi progetti. Confido nell’occasione di rilancio di queste comunità che stanno indubbiamente attraversando una fase difficile e complessa.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Tarasconi.

Do la parola al relatore di minoranza, consigliere Tommaso Foti. Anch’esso ha venti minuti.

 

FOTI, relatore di minoranza: Signora presidente, ne utilizzerò molti di meno.

Ritengo importante questa decisione che prende oggi l’Assemblea legislativa, in piena coerenza con il risultato del referendum che si è svolto nei tre Comuni e che realizza la prima fusione nella Provincia di Piacenza.

Forse anche l’impostazione che è stata data da parte dei primi cittadini a questa opportunità è stata meglio spiegata e quindi anche meglio recepita che in passato, e cioè che non vi era solo un problema di possibili maggiori risorse, ma anche della possibilità di realizzare, in un territorio vasto sotto il profilo dei metri quadrati di territorio, ma povero sotto il profilo del numero di abitanti, delle sinergie che consentano anche, soprattutto nel Comune in particolare di Caminata, così come in quello di Pecorara, di avere una particolare attenzione nei confronti della popolazione anziana, che è sicuramente quella prevalente.

Debbo dire, con altrettanta massima onestà, che la perfezione sarebbe stata se si fosse realizzata l’Unione, così come inizialmente se ne era discusso, anche con il Comune di Pianello, che pure vive motu proprio di un bilancio virtuoso, sicuramente anche per le capacità personali del sindaco di Pianello sotto il profilo proprio della competenza anche in materia di bilancio. Sarebbe stata la perfezione perché avrebbe chiuso il perimetro dell’Alta Val Tidone. Così non è stato. Vi sono anche delle forme che la legge consente in futuro per possibili aggregazioni o per possibili convenzioni che consentano, comunque, di migliorare al più la vita per i cittadini in un’area che è stupenda sotto il profilo ambientale, che ha, però, anche una dispersione abitativa notevole. Basterebbe pensare ai chilometri che, ad esempio, ha il Comune di Pecorara di strade comunali. Non è il record della Provincia di Piacenza, perché quello lo detiene il Comune di Ferriere, ma comunque è un numero di chilometri significativo se lo rapportiamo alla popolazione.

Personalmente sono soddisfatto che questo obiettivo sia stato raggiunto, perché è un obiettivo che, evidentemente, è condiviso dall’opinione pubblica. Oggi si tratterà di guidare, per il meglio, il processo del cambiamento, perché in realtà poi dalle fusioni nasce anche un processo di cambiamento.

Io penso che la saggezza che hanno dimostrato tutti e tre i sindaci interessati alla questione – tra l’altro di orientamenti politici diversi, ma di convergenti volontà – sia il migliore viatico per poter dire che siamo sulla strada giusta, anche in Provincia di Piacenza, per realizzare quelle fusioni che, a mio avviso, devono essere fatte non a freddo.

Purtroppo altre fusioni sono fallite, non tanto quella Borgonovo-Ziano, dove evidentemente vi è stato un po’ il dubbio fondato o meno che il Comune più grande mangiasse il Comune più piccolo, ma sicuramente l’occasione veramente perduta è stata quella della Val Nure, che aveva un senso e che forse ha perso di significato anche un po’ per il modo con cui era stata impostata la campagna referendaria. È chiaro che se vai nei territori e dici: “Se ci fondiamo abbiamo i soldi, se non ci fondiamo non abbiamo i soldi” la reazione delle persone di montagna è stata semplicemente quella di dire: “Se i soldi ci sono, perché non ce li date direttamente?”. Questo è, secondo me, il tema e il punto debole di alcune proposizioni di fusioni che finiscono poi per fallire.

Per il resto, torno a ripetere, io penso che l’Assemblea legislativa in questo momento non abbia che da ratificare, anche sotto il profilo legislativo, quella che è stata la volontà popolare, ivi compresa la denominazione del Comune.

Faccio i migliori auguri al prossimo commissario e al prossimo sindaco perché si possa realizzare effettivamente quella volontà che i cittadini hanno, anche con il loro voto, voluto confermare e cioè una volontà di unione dei territori, dei servizi amministrativi e io mi auguro anche in futuro di tutti quei servizi che possono essere fonte di miglioramento per le condizioni della popolazione che li abita.

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Foti.

Apro la discussione generale. Sono venti minuti per consigliere.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bertani. Ne ha facoltà.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Ogni volta che c’è una fusione è un’occasione per riflettere sugli strumenti che ci siamo dati in Regione.

Finalmente, dopo gli esiti abbastanza pesanti degli ultimi referendum, c’è un referendum che funziona, nel quale i cittadini hanno deciso che valeva la pena fondere i Comuni. Questo, però, ci induce a comunque riflettere su quali sono le cause per le quali, invece, in altri territori il referendum è fallito e la fusione è fallita. Quindi, magari, una riflessione sarebbe interessante per capire perché in questo caso ha funzionato, mentre in altri casi non ha funzionato.

Io non conosco bene il territorio, quindi non so come sia stata portata avanti la campagna  per decidere insieme, insieme ai cittadini, se questa fusione aveva un senso o meno, però sicuramente so che in altri territori dove la fusione non ha funzionato è perché i cittadini sono stati coinvolti all’ultimo momento, nel senso che qualcuno ha deciso che era il momento di fare la fusione e l’ha “venduta”, come diceva il consigliere Foti, come un vantaggio meramente economico, senza dare una prospettiva a quelli che potevano essere i vantaggi di una gestione invece congiunta di tutto il territorio. In quel caso i referendum sicuramente sono falliti.

L’altro aspetto, che è un vulnus che rimane nella nostra normativa, è quello che, ad oggi, il referendum è uno strumento debole, perché è stato indebolito dall’ultima modifica che è stata fatta alla legge sulle fusioni, che dice che se dei cittadini di un Comune dicono di no al referendum ci sono diversi casi in cui in quel no può essere interpretato e può essere ribaltato dalla decisione dei Consigli comunali. Questo, sicuramente, induce i cittadini a una sfiducia verso lo strumento del referendum e verso il discorso della fusione.

Come diceva la consigliera Tarasconi, è necessario superare il concetto che piccolo è bello, sicuramente, perché, caso per caso, va valutato se c’è un vantaggio per i cittadini. È anche il momento di superare il concetto che è la politica che determina le fusioni.

Le fusioni vanno decise insieme ai cittadini. È importante che il percorso vada iniziato per tempo, perché ci sono ancora Comuni – parlo del mio territorio – che preparano progetti di fusione spendono soldi per progetti di fusione senza ancora aver coinvolto i cittadini, ma solamente avendo fatto due chiacchiere alla Festa dell’unità del paese.

Infine, rimane il tema dei municipi che rimangono e devono rimanere come presìdi territoriali. Quando un Comune si va a fondere deve rimanere la certezza che per quei cittadini rimanga, comunque, presidiato il territorio. Anche qui abbiamo Comuni dove è stata fatta una fusione forzata e in questo momento i consiglieri di quei Comuni stanno protestando proprio per il mancato presidio di quei territori. Quindi, è un bene che in questo caso i cittadini abbiano scelto per se stessi che la fusione andasse bene, ma ricordiamoci che ancora noi dobbiamo mettere mano a quella legge che è stata indebolita, secondo noi.

Un’altra riflessione che va fatta è sulle Unioni e sul funzionamento delle Unioni. Le Unioni inizialmente furono pensate come trampolino di lancio delle fusioni. Poi, in realtà, sono state trasformate in qualcos’altro. In alcuni casi funzionano, in altri casi sono degli strumenti pessimi che fra l’altro allontanano le decisioni dei cittadini e in alcuni casi pare che comportino costi maggiori per i Comuni. Quindi, anche qui, visto che abbiamo istituito l’Osservatorio delle Unioni, sarà il caso di vedere – lo chiediamo all’assessore – e di capire quell’Osservatorio che risultati sta dando. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di parlare il consigliere Rancan. Ne ha facoltà.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Vorrei fare una piccola considerazione, partendo anche da quello che dicevano i relatori e da quello che diceva il relatore Foti. Sostanzialmente questa fusione a Piacenza ha funzionato per due motivi particolari e principali.

Il primo motivo è che è stata una fusione ragionata, che comprendeva dei territori omogenei tra loro, dei territori che avevano e hanno tuttora una storia omogenea, un territorio omogeneo e che quindi vi era già la predisposizione e la possibilità di collaborazione diretta tra questi territori. Questo è il primo motivo.

Il secondo motivo è importante e riguarda come è stata gestita dai sindaci del territorio questa fusione, perché è stata una fusione promossa subito dalle Amministrazioni comunali, però con il coinvolgimento diretto e costante dei cittadini. Questo è importantissimo perché non è stata fatta nessuna forzatura, non è stato fatto nessun velato ricatto dicendo: “Se noi votiamo la fusione, ci arrivano dei soldi, ci arrivano più soldi”. La fusione molte volte si traduce in questo velato ricatto che ai cittadini non piace. Succede che quando le cose vengono poste normalmente, con buonsenso, funzionano.

Io esprimo soddisfazione per la riuscita di questa fusione, per il passaggio di questa fusione, sia per l’operato dei sindaci, sia per quello che è stato l’esito referendario e quindi ringrazio anche i cittadini dei Comuni interessati, perché credo che questo sia un segnale: quando le fusioni sono ragionate per un territorio serio, i sindaci lavorano insieme ed effettivamente c’è bisogno della fusione sul territorio la fusione passa perché anche i cittadini stessi fanno la fusione, una parte di loro e del loro territorio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Rancan.

Ci sono altri in discussione generale?

Non avendo altri iscritti in discussione generale, chiedo eventualmente ai relatori, di maggioranza e di minoranza, se vogliono replicare. Non intendono iscriversi.

Do la parola per le conclusioni della Giunta all’assessore Emma Petitti.

Prego, assessore Petitti.

 

PETITTI, assessore: Poche considerazioni per esprimere la soddisfazione anche da parte della Giunta per il risultato di questo referendum e anche per sottolineare – veniva ricordato da alcuni interventi di alcuni consiglieri – che questo è un percorso che sta continuando dal basso, dai territori e che il ruolo in questo caso della Regione è un ruolo che continua ad essere di supporto alla volontà degli amministratori.

Veniva giustamente detto come, in molti casi, questo percorso – lo abbiamo anche valutato dagli ultimi processi di fusione – si compie, come si realizza anche nella partecipazione precedente al referendum. Non è secondario.

Non è un caso, infatti, che dopo l’esito degli ultimi referendum di ottobre, che hanno ovviamente manifestato alcune problematicità, sono stati molti gli studi messi in campo, preparatori del referendum, cioè tutti quei percorsi partecipativi che oggi diventano istanze dei Consigli comunali che vengono presentate alla Regione.

Dico questo perché sono tanti gli studi in corso. Quindi, il processo di riorganizzazione anche sui piccoli e piccolissimi Comuni non si è fermato. Noi abbiamo oggi dieci Comuni che hanno già aderito ai contributi del bando e che stanno ovviamente redigendo i propri studi di fattibilità, dodici quelli che stanno avviando percorsi partecipativi prima dell’istanza dei Consigli comunali e a proposito di quello che veniva detto anche sul tema delle Unioni, noi proprio un mese fa, con i presidenti delle Unioni, a conclusione di quello che è stato il percorso legato al programma di riordino territoriale e sperimentale dei primi tre anni, abbiamo dato vita al nuovo studio legato a quello che sarà il programma di riordino territoriale 2018-2020, che si fonderà su quella che è anche una differenziazione dei nostri territori e quindi delle richieste che sono emerse in questi anni dalle stesse Unioni per la sostenibilità e la tenuta e di queste organizzazioni.

Lo dico perché, ovviamente, la disomogeneità delle situazioni – sappiamo che abbiamo 42 Unioni – rispetto a quelli che sono stati i criteri della legge n. 21, inevitabilmente ci chiamerà nei prossimi mesi, e lo avevamo già detto, anche ad una rivisitazione di queste stesse normative.

C’è un lavoro in corso che noi continuiamo a seguire, che continuiamo ad accompagnare proprio rispetto alle esigenze e alle richieste che vengono dal basso, dei nostri territori, dei nostri enti locali. Sicuramente quello che è avvenuto con questa fusione ci fa capire che è una strada che va continuata e che dobbiamo sostenere.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Petitti.

A questo punto passiamo all’esame dell’articolato.

Nomino scrutatori i consiglieri Montalti, Bagnari e Liverani.

Iniziamo con l’art. 1.

Apro la discussione sull’art. 1. Qualcuno chiede di intervenire? Nessuno chiede di intervenire in discussione generale.

Chiudo la discussione generale e apro la dichiarazione di voto sull’art. 1.

Non ci sono richieste di intervento.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 1 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 2.

Discussione generale sull’art. 2.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 2 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 3.

Discussione generale. Nessun iscritto.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 3 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 4.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 4 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 5.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 5 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 6.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 6 è approvato.

Passiamo all’esame dell’art. 7.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 7 è approvato.

Passiamo alle dichiarazioni di voto sull’intero progetto di legge.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 3282, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

30

Assenti

 

20

Votanti

 

29

Favorevoli

 

29

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Soncini): Proclamo approvata la legge riguardante «Istituzione del Comune di Alta Val Tidone mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza».

 

OGGETTO 4572

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Legge comunitaria regionale per il 2017» (66)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 4573

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Collegato alla legge comunitaria regionale 2017 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali. Modifiche alle leggi regionali n. 2 e n. 4 del 2017» (67)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 4572: Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Legge comunitaria regionale per il 2017”, che è abbinato all’oggetto 4573: Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Collegato alla legge comunitaria regionale 2017 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali. Modifiche alle leggi regionali n. 2 e n. 4 del 2017”.

Il testo n. 9/2017 e il testo n. 10/2017 sono stati licenziati dalla Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali nella seduta del 19 giugno 2017, con il seguente titolo per il testo n. 10/2017: “Collegato alla legge comunitaria regionale 2017 – Abrogazioni di leggi, regolamenti e singole disposizioni normative regionali. Modifiche alle leggi regionali n. 11 del 2012, n. 2 del 2017 e n. 4 del 2017”.

Il progetto di legge comunitaria regionale è composto da 39 articoli.

Il progetto di legge collegato alla legge comunitaria è composto da 4 articoli e allegato.

Il relatore della Commissione, il consigliere Gianni Bessi, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il relatore di minoranza, il consigliere Daniele Marchetti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su questo oggetto, come sapete, i lavori dell’Assemblea sono organizzati con i tempi contingentati. I consiglieri e la Giunta possono intervenire nel rispetto dei tempi complessivi assegnati, così come descritti nella convocazione nell’ordine del giorno di questa seduta, concordati peraltro in Conferenza dei presidenti di Gruppo.

Do la parola, per la relazione di maggioranza, al consigliere Gianni Bessi, che complessivamente ha trenta minuti.

Consigliere Bessi, prego.

 

BESSI, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

Stiamo lavorando anche in questo frangente per definire alcuni contributi che, come si è evidenziato nelle Commissioni, sono stati molto proficui. Quest’anno è il sessantesimo anniversario del Trattato di Roma. Rispetto a sessant’anni fa riconosciamo come l’Europa, il progetto europeo abbia avuto una funzione di progresso della civiltà umana senza precedenti e che altre epoche non hanno conosciuto.

Fra sessant’anni chi si guarderà indietro spero trovi vivo e presente lo spirito del Trattato di Roma: puntare sulla crescita delle persone, sulla formazione dei giovani, ad esempio.

Proprio quest’anno ricorre un altro anniversario che vorrei ricordare: il trentennale del programma Erasmus. Come ex studente che ha avuto tale opportunità grazie all’Europa, non posso che testimoniare che nessuna frontiera potrà fermare la voglia di futuro e di libertà che c’è nella civiltà europea.

Pertanto, a parte questa breve digressione personale, credo che oggi con la legge comunitaria da consiglieri regionali e legislatori entriamo nel vivo dell’Europa, del suo ordinamento, delle scelte normative che essa conduce. Diventiamo, quindi, protagonisti, come legislatori, di questa costruzione di una civiltà che è quella europea.

Da alcuni anni la legge regionale comunitaria dell’Emilia-Romagna, giustamente, associa l’adeguamento dell’ordinamento regionale all’ordinamento comunitario e un forte processo di semplificazione e revisione normativa attraverso il cosiddetto progetto di legge collegato, che è quello che poi prenderemo in esame insieme.

Il progetto di legge comunitaria in esame è parte del meccanismo di partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla formazione e attuazione del diritto europeo, nel rispetto delle prescrizioni della legge regionale n. 16 del 2008 e all’attuazione degli articoli 12, 13 e 25 dello Statuto regionale.

Questa proposta di legge comunitaria per il 2017 è lo strumento principale con cui adeguare l’ordinamento regionale a quello europeo, come accade ormai a cadenza annuale da diversi anni. In particolare, questa che andiamo a esaminare in aula interviene nella fase discendente e cura il coordinamento del nostro ordinamento con le direttive comunitarie più recenti, alcune importanti indicazioni contenute nel rapporto conoscitivo per il 2017 approvato dalla Giunta regionale, con il quale è stata evidenziata la necessità di apportare modifiche a taluni importanti leggi regionali.

Tale attività di allineamento dell’ordinamento regionale alle novità introdotte in quello europeo è un lavoro di continua e preziosa manutenzione del corpo giuridico regionale, svolta nella ricerca della semplificazione e tesa alle reali esigenze della nostra comunità.

La connessione con il diritto comunitario delle proposte di modifica all’ordinamento regionale tende a garantire e promuovere la trasparenza e la concorrenza fra gli operatori; attua recenti direttive europee e coordina norme dello Stato adottate nel rispetto delle norme comunitarie.

La presente proposta di legge incide su diverse materie: nelle attività produttive con importanti novità per turismo commercio ed energia, nell’agricoltura con il recepimento e l’integrazione della disciplina sanzionatoria dettata per vitivinicolo a livello europeo con il Regolamento europeo 1308 del 2013 che disciplina il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli, con il quale si definiscono gli obblighi e le sanzioni amministrative relative alla gestione delle superfici vitate e sono comprese, inoltre, le disposizioni che puntano a delineare le normative regionali del settore apistico e della caccia di selezione al cinghiale; nella cultura, in tema di sale cinematografiche, aggiunto con un emendamento della Giunta in Commissione; nell’abbattimento del digital divide attraverso la società dell’informazione che consente a Lepida spa, la società in house della Regione, di offrire al pubblico, per conto degli enti locali, l’accesso a internet in Wi-Fi; nell’editoria locale con un emendamento che verrà presentato dal collega Pruccoli in aula.

Inoltre, con tale proposta di legge si promuove l’istituzione di un ufficio di collegamento per i rapporti con l’Ente Europeo Sicurezza Alimentare, che ha sede a Parma e l’insediamento a Bologna del Centro europeo per le previsioni meteorologiche e sviluppo della società dell’informazione, questo recentemente visto l’accordo a livello nazionale con l’Unione europea.

Pertanto, credo che le parole chiave a cui questa presente proposta si richiamano sono sempre quelle importanti della semplificazione, partecipazione, integrazione e sviluppo.

Le norme regionali di modifica sono varie. Vado a leggerne i titoli, senza fare un elenco di meri numeri: la legge n. 41/97, che interviene nel settore del commercio per definire, in conformità agli orientamenti comunitari, i requisiti che debbono avere le imprese per accedere ai contributi della legge; la legge regionale n. 12/99, cioè le norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche, per evitare che i titoli abilitativi non idonei all’esercizio del commercio su tale area restino nella disponibilità delle imprese.

Interveniamo anche su altri articoli per prorogare a tutto il 2017 la validità dei tesserini per gli hobbisti rilasciati nel 2015.

Ancora, la legge n. 4/2016, l’ordinamento turistico regionale, in particolare gli articoli 8 e 12, per rendere l’attività di promo-commercializzazione turistica più efficace sul territorio nazionale ed europeo; la legge n. 12/2006, che disciplina l’esercizio cinematografico, per dare attuazione alla legge n. 220/2016 e in aderenza all’articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che ha coordinato la promozione del settore audiovisivo, con le regole comuni sul territorio europeo; la legge n. 26/2004, che disciplina la programmazione energetica territoriale e altre disposizioni in materie energetiche, al fine di eliminare i riferimenti alle Province e al fine di rendere il testo coerente con la nuova allocazione delle funzioni in seguito ai processi di riordino istituzionali che hanno visto la Regione Emilia-Romagna impegnata; la legge n. 13/2015, la riforma del sistema di governo regionale locale. In particolare, l’articolo 17, per esempio, ha lo scopo di dare maggiore coerenza al sistema e completare il trasferimento delle funzioni autorizzative in materia di energia ad ARPAE.

Come si vede, sono materie che tracciano in maniera orizzontale molti dei settori di governo di questa Regione. Anche per la mia esperienza di relatore, tutto questo lo ritengo molto importante perché, insieme al collegato alla legge comunitaria 2017, mi ha permesso di avere un quadro più ampio del processo legislativo e del lavoro che compie la Regione Emilia-Romagna. Il collegato è un processo di sfoltimento, che è arrivato al suo quarto periodo, che semplifica e mette in revisione tutto il sistema normativo regionale. Anche in questo caso, si prevede l’abrogazione di 78 leggi regionali varate negli anni Novanta; un’opera di snellimento per evitare quella stratificazione di leggi nel tempo, con l’obiettivo di rendere la legislazione regionale più comprensibile e più uniforme anche per coloro che la affrontano dall’altra parte, che non sono addetti ai lavori all’interno del corpo legislativo o della struttura.

Insomma, l’esame articolato svolto nelle Commissioni, che hanno dato il loro parere consuntivo (chiaramente, mi riferisco alla Commissione referente), è stato – credo – proficuo per tutti, perché ha permesso di consegnare oggi una proposta di legge completa, con integrazioni e correzioni, anche, di alcuni refusi, che hanno visto tutti i colleghi molto attenti. Per esempio, riproporre l’Enea quale interlocutore della Regione per la definizione delle azioni prioritarie nella programmazione energetica regionale, come previsto dall’attuale stesura della legge regionale n. 26/2004, sottolinea il lavoro svolto. Questo è uno degli esempi – ce ne sono stati altri – di contributi dei colleghi, di un lavoro che credo sia stato proficuo sotto l’aspetto formativo e professionale.

Dieci sono gli emendamenti della Giunta e due sono quelli che ho presentato come relatore di maggioranza per completare il progetto di legge. Ci sono stati due emendamenti “tecnici” – chiamiamoli così – al collegato proposti dalla Giunta e approvati dalla Commissione referente.

Per quanto riguarda la prima, attraverso otto emendamenti della Giunta, è stato aggiunto un ulteriore capitolo in tema di sale cinematografiche, in coerenza con le disposizioni dell’articolo 167 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che promuove regole uniformi per la diffusione e il sostegno dell’audiovisivo nel mercato comune. Gli ultimi due emendamenti della Giunta hanno determinato un aggiornamento rispetto alla normativa nazionale adottata nel 2016 con la legge n. 220, alla luce della politica comune europea del settore. Nell’articolato, altri sul turismo, oggetto di un ulteriore emendamento della Giunta, hanno leggermente modificato la legge n. 4/2016, l’ordinamento turistico regionale, allo scopo di rendere più efficace l’attività di promo-commercializzazione turistica in ambito comunitario, promuovere la concorrenza e dare coerenza alla legge stessa.

Le modifiche proposte rappresentano un perfezionamento della legge regionale, allo scopo di assicurare un efficace rispetto della normativa europea nell’utilizzo dei fondi relativi alla promo-commercializzazione.

Per quanto riguarda il tema energetico, in Commissione, sull’articolato, ve ne sono stati altri sulle nuove concessioni del settore energetico, dove si mira a valorizzare il ruolo delle comunità locali, riequilibrando una legge già in essere che definisce le risorse da destinare ai Comuni e che mira a valorizzare il ruolo delle comunità locali, nel caso ci fossero accordi di questo tipo a livello locale, per indirizzare risorse verso lo sviluppo, l’incremento di intervento ambientale, l’efficienza energetica e tutto ciò che riguarda la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili.

Infine, in aula viene presentato un emendamento sulla legge n. 11/2017, che disciplina l’editoria locale, teso a garantire l’accesso ai contributi anche per le redazioni composte da lavoratori part time operanti in questo importante settore merceologico, che presenterà il relatore della legge votata recentemente, il collega Pruccoli.

In conclusione, la discussione che svolgiamo oggi in Assemblea legislativa conclude l’iter legislativo e credo contribuisca alla costante integrazione tra la nostra Regione e l’Europa, essendo una delle Regioni traino di questo grande progetto. Come dicevo in premessa, l’Europa è un grande progetto in continua evoluzione, ma è un progetto in cui serve un duro lavoro, un lavoro quotidiano, ricordandone sempre l’importanza anche nella vita quotidiana. Basti pensare alla politica agricola comune per le aziende agricole, al ruolo dei fondi strutturali cui le aziende più all’avanguardia hanno potuto accedere in tutti questi anni, al vantaggio competitivo di una Regione, come l’Emilia-Romagna, maturato grazie ai fondi destinati all’innovazione tecnologica.

La proposta di legge comunitaria e il suo collegato cercano di onorare tali richieste, tale missione verso la semplificazione delle norme, dei processi, la partecipazione alle scelte, l’integrazione e lo sviluppo del nostro territorio e delle sue eccellenze nel contesto europeo e mondiale.

Per concludere definitivamente, ringrazio tutti i Gruppi e i colleghi, non in forma retorica. Con i diversi punti di vista, con il relatore di minoranza e i colleghi di tutte le Commissioni, nel rispetto del lavoro e delle professionalità di tutti, se vi è questa discussione, questa creazione di lavoro comune per obiettivi, chiaramente nel rispetto dei diversi punti di vista, se questo accade credo gran parte del merito vada all’intuizione e alla costruzione della casa comune europea.

Un ultimo ringraziamento, anche qui non retorico, ai collaboratori, al personale della Regione Emilia-Romagna, che hanno contribuito al lavoro, in particolare, del collegato sulla semplificazione, e a tutti coloro che svolgono questa funzione con passione e impegno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bessi.

Cerco di tenervi aggiornati. Le restano quattordici minuti circa per poter intervenire.

Do la parola al relatore di minoranza, consigliere Daniele Marchetti. Prego.

 

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza: Grazie, presidente.

La legge comunitaria dovrebbe avere un compito molto semplice: recepire e adeguare le normative regionali ai Regolamenti, alle direttive e a qualsiasi altra indicazione proveniente dall’Unione Europea. Perché uso il condizionale, dicendo che “dovrebbe avere” un compito molto semplice? Perché, purtroppo, ogni anno, il progetto di legge sulla comunitaria viene utilizzato per inserirci dentro di tutto, anche se quest’anno – come ho detto fin dalla prima seduta – è successo in maniera inferiore. In ogni caso, anche questa volta la legge comunitaria, nel corso della sua discussione, ha preso una piega sbagliata.

Cercherò di ripercorrere tutti i punti affrontati da questo progetto di legge, entrando un po’ più nel dettaglio delle questioni che riteniamo più critiche come opposizione.

Partiamo dalla viticoltura, un settore assolutamente importante per tutto il nostro territorio regionale. In questo caso, si adegua tutta la normativa ad un nuovo Regolamento europeo. Infatti, dal 1° gennaio 2016 il vecchio sistema dei diritti di impianto dei vigneti è andato “in pensione” per lasciare il passo alle nuove autorizzazioni all’impianto. In sostanza, per intenderci, sia i diritti che le autorizzazioni sono le licenze che un produttore deve avere per produrre vino per scopi commerciali, ovviamente. Unica differenza sostanziale tra le due autorizzazioni è che quelle introdotte dal nuovo sistema non possono essere commercializzate. Mentre in passato un produttore che voleva realizzare un nuovo vigneto poteva acquistare sul mercato il relativo diritto, d’ora in avanti l’unica possibilità sarà legata alla riserva di nuove autorizzazioni nella misura dell’1 per cento del potenziale produttivo nazionale, che ogni anno sarà, poi, messo a bando da ogni Stato membro. Per il nostro Paese, tale quota sarà pari a circa 6.400 ettari di nuovi impianti all’anno, quota giudicata pericolosa dai produttori perché potrebbe rivelarsi insufficiente per conservare il nostro potenziale. Noi, ovviamente, ci auguriamo di no, perché – ripeto – è un settore estremamente importante per tutta la nostra regione. Quindi, a maggior ragione, crediamo che tutto questo sia da tenere monitorato, almeno in futuro, per vedere se effettivamente i timori avanzati dai produttori sono fondati oppure no. Noi, comunque, ci auguriamo di no.

Si passa, poi, al settore apistico, dove la novità introdotta riguarda la possibilità di indicare sugli alveari il codice di riferimento della proprietà, anziché tutte le generalità.

C’è un capitolo dedicato alla caccia, per far fronte all’impatto della specie cinghiale sulle produzioni agricole, tema, anche questo, sentitissimo su tutto il nostro territorio, soprattutto dagli agricoltori. Per rendere più efficace il prelievo di questa specie, sarà ammesso l’utilizzo di una fonte alimentare attrattiva nella caccia di selezione. Sul tema della caccia, anticipo che è stato presentato un nostro emendamento, su cui entrerà più nel dettaglio il primo firmatario, consigliere Pompignoli.

C’è un capitolo dedicato all’energia, altro tema affrontato con questa comunitaria. Innanzitutto, dall’articolo 18 al 24 si vanno a correggere alcuni refusi – chiamiamoli così – con cui si faceva ancora riferimento alle Province, allineando la normativa al riassetto istituzionale approvato nel 2015, che affidava ad ARPAE le funzioni riguardanti il settore energetico. Con l’articolo 25, invece, vengono ampliate le competenze alla stessa Agenzia regionale ambiente ed energia, in particolar modo su quelle infrastrutture di stoccaggio di gas naturale liquefatto con capacità inferiore a 200 tonnellate e superiore o uguale a 50 tonnellate. Saranno, inoltre, di competenza di ARPAE tutte le autorizzazioni in materia di energia non riservata all’ordinamento dello Stato, ai Comuni o a loro unioni.

Questi sono adeguamenti, sostanzialmente, dovuti ad una legge nazionale che, a sua volta, andava a recepire una direttiva europea.

Con l’articolo 26, invece, si va ad introdurre un sistema di compensazione per i Comuni interessati da concessioni di nuove coltivazioni di idrocarburi. La Regione, infatti, si impegnerà a trasferire il 30 per cento dell’aliquota regionale ai Comuni, fondi che saranno, poi, vincolati allo sviluppo dell’occupazione e alla valorizzazione delle fonti rinnovabili. Proprio su questo punto insiste un altro emendamento, presentato sempre a prima firma del consigliere Pompignoli, per aumentare la percentuale dell’aliquota regionale che verrebbe trasferita ai Comuni.

Vi è, poi, la parte riguardante il data center. Dopo arriverò alle parti più critiche, dove farò qualche valutazione in più. Il data center è il Centro previsioni meteorologiche a medio termine, dove la Regione, per favorire il suo insediamento a Bologna, sarà autorizzata a concedere al Governo, a titolo gratuito, una porzione del complesso immobiliare dell’ex Manifattura Tabacchi.

Passiamo, come anticipavo prima, alle questioni un po’ più delicate. Parliamo di commercio, ambulante e non. Partiamo dal commercio ambulante. Tutti noi ricordiamo benissimo i danni provocati dalla famigerata direttiva Bolkestein. Anche oggi, con questa comunitaria, ci troviamo a dover affrontare questo tema. Infatti, con il comma 2 dell’articolo 14 andiamo a precisare che le assenze dalle postazioni dovute alla riassegnazione delle stesse piazzole non verranno conteggiate ai fini della revoca dell’autorizzazione. Sostanzialmente, mettiamo una pezza a quello che sarebbe stato l’ennesimo danno provocato dalla direttiva precedentemente citata.

Sempre legati al commercio e alla direttiva Bolkestein, dobbiamo parlare dei contributi a favore delle imprese del settore del commercio, della somministrazione di alimenti e bevande e dei servizi, finanziamenti ottenuti, magari, attraverso Consorzi Fidi, in maniera associata. Prima, per accedere a questi contributi, era necessario avere la sede legale sul nostro territorio. A seguito delle modifiche che andremo a introdurre con questa comunitaria, non sarà più necessario avere la sede legale sul territorio dell’Emilia-Romagna. Quindi, tanti saluti al legame con il territorio. Oggi, magari, un’azienda c’è; domani chissà. Nel frattempo, i finanziamenti, i fondi li concediamo ugualmente.

Vi è, poi, la parte del turismo, parte che andrebbe totalmente stralciata da questo progetto di legge, perché assolutamente fuori luogo. Dire che è possibile affrontare questo tema nella comunitaria perché l’Europa ne parla significa che dentro la comunitaria noi potremmo inserire di tutto, visto che l’Europa talvolta si sofferma a discutere di qualsiasi cosa. Ricordiamo, ad esempio, la curvatura dei cetrioli. Questo per far capire in che maniera possiamo spaziare all’interno di questa comunitaria. Potremmo metterci veramente di tutto. Chiaramente, il ruolo della comunitaria non è questo.

Oltretutto, andiamo a modificare una legge regionale, quella sul turismo, del 2016, quindi recente, togliendo alla cabina di regia regionale il compito di formulare proposte relative ai temi della qualità e della valorizzazione del lavoro del settore turistico e alla qualità dell’offerta formativa e professionale, questo perché viene giudicata un’interferenza nei settori riguardanti il lavoro e la formazione professionale.

Inoltre, si prevede che la nomina del direttore passerà dall’Assemblea dei soci ai Consigli di amministrazione. Ditemi voi, in tutto questo, quale indicazione europea andiamo a recepire. Nessuna. È proprio questo il punto che noi contestiamo.

Effettivamente, su questa normativa regionale che riguarda il turismo ci sarebbero tante cose da rivedere e da chiarire, tant’è che in alcuni Statuti, come quello, ad esempio, dell’Area Vasta del turismo romagnolo, ci sono aspetti che non corrispondono con quello che viene indicato dalla legge regionale. Quindi, se è emersa anche da parte vostra la volontà e la necessità di rivedere questa normativa, facciamolo con un PDL ad hoc, senza rischiare di fare altri pasticci, come abbiamo già fatto, magari per la foga di inserire qualche modifica all’interno di una comunitaria, e analizziamo il testo in toto con più tranquillità e più attenzione, per non commettere errori. Noi oggi la modifichiamo, ma se domani dovessero emergere altri problemi – cosa che, secondo noi, avverrà – non possiamo rimetterci le mani.

Un’altra questione che a noi, come Lega Nord, non convince, e l’abbiamo detto più volte anche nelle Commissioni che si sono tenute durante l’iter di questa comunitaria, è l’istituzione di Europass. Europass ha una storia un po’ travagliata. Si tratta di un ufficio che è già esistito fino a pochi anni fa, poi eliminato per una serie di ragioni, anche di ordine istituzionale e così via, ma che oggi viene istituito nuovamente con questa comunitaria. Dovrebbe essere una struttura regionale di collegamento fra l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha sede a Parma, e i comparti agroalimentari regionali. In sostanza, l’obiettivo dovrebbe essere quello di implementare le relazioni fra l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e gli attori regionali del settore alimentare e sanitario. Quello che non ci convince non è tanto l’obiettivo, quanto la mancanza evidente di una strategia ben precisa per affrontare questo argomento.

Ripeto: Europass era un ufficio già esistente, poi eliminato. A quel punto, è subentrata una convenzione tra la Regione e l’Università di Parma. Oggi Europass ritorna, ma non capiamo, sinceramente, in che modo si andrà ad integrare con quello che già oggi esiste. Il nostro timore è che, pur essendo una struttura regionale, sicuramente avrà costi dirigenziali aggiuntivi per qualcosa di poco chiaro, senza sapere nulla sul futuro.

In sostanza, la nostra posizione è stata chiara. Purtroppo, come ho detto inizialmente, la comunitaria anche quest’anno è stata utilizzata per una sorta di Milleproroghe dove inserire modifiche all’ultimo minuto, tant’è che anche oggi è arrivato un emendamento che va a modificare la penultima legge regionale che è stata approvata nello scorso Consiglio. Questo ci fa capire in che maniera viene utilizzata e snaturata questa comunitaria, che dovrebbe – ripeto – recepire le indicazioni che arrivano dall’Europa per adeguare le normative regionali. Questo, anche quest’anno, non è avvenuto. È stata snaturata completamente, motivo per il quale, come Lega Nord, voteremo contro questo progetto di legge.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Daniele Marchetti. Le restano diciassette minuti.

Apro il dibattito generale. Ci sono iscritti? Naturalmente, il dibattito è congiunto sugli oggetti.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Innanzitutto, partiamo dalla legge di riferimento, la n. 16/2008, che al comma 2 dell’articolo 8 stabilisce che la legge comunitaria regionale è la legge con cui la Regione persegue l’adeguamento dell’ordinamento regionale all’ordinamento comunitario. Poi ci sono i contenuti di questa legge comunitaria. Lettera a): provvede al recepimento della direttiva comunitaria. Lettera b): dispone in ordine all’esecuzione dei Regolamenti comunitari. Lettera c): dispone in ordine all’esecuzione degli atti comunitari di natura amministrativa, detta disposizioni per l’esecuzione delle sentenze degli organi dell’Unione Europea, reca disposizioni modificative o abrogative della legislazione vigente necessarie all’attuazione o all’applicazione degli atti comunitari, individua gli atti normativi comunitari alla cui attuazione o applicazione la Giunta è autorizzata a provvedere in via amministrativa.

Quella che ci avete presentato oggi, invece, è la solita legge omnibus, usata come veicolo per infilarci impropriamente qualsiasi cosa. Ogni volta è sempre la solita storia. Prendiamo, per esempio, gli articoli 18, 19, 22 e 23, che altro non sono che il solito allineamento alla ormai arcinota legge n. 13/2015, la legge sul riordino regionale, la legge più modificata di questa legislatura. L’articolo 11, che nulla ha a che fare con la legge comunitaria, riguarda l’introduzione del foraggiamento dei cinghiali a fini attrattivi, un provvedimento che, per l’appunto, non ha nulla a che vedere con quanto detto sopra. È un provvedimento ad hoc, probabilmente anche pericoloso, che otterrà l’effetto contrario rispetto all’obiettivo che si vuole perseguire, ovvero il contenimento di questa specie.

Capiamo l’esigenza, riconosciamo che il problema dei cinghiali esiste, soprattutto dal lato degli agricoltori, che subiscono i danni di questi animali, però è un argomento che andava affrontato al di fuori di una legge che non è per nulla attinente. Andava affrontato in modo organico. Andava affrontato prendendo in considerazione, viste le difficoltà che alcuni territori hanno anche semplicemente a censire gli animali o a stabilire una densità tollerabile, anche provvedimenti alternativi meno cruenti. Abbiamo presentato un ordine del giorno, anche modificato con la collaborazione del PD. Per questo, mi sento di ringraziare il relatore perché, fino alla Commissione, di metodi meno cruenti non se ne parlava proprio. Quindi, interveniamo su questo articolo chiedendo, attraverso un emendamento, di utilizzare in via prioritaria i metodi ecologici.

Non lo diciamo solo noi. Io sono andata a guardare il Piano di gestione e di controllo 2015-2019 dell’Ente di gestione parchi del Parco dei Gessi. Al punto 3.1, quando si parla degli obiettivi del Piano – ovviamente, si fa riferimento a tutti i problemi che questa specie procura – a un certo punto si legge: “tutti i fattori che impongono azioni di controllo precedute da accurate azioni di prevenzione, attuazione dei cosiddetti ‘metodi ecologici’”. Quando si parla dell’attuazione del Piano, sempre all’interno di questo documento, si legge che si dovranno realizzare operazioni di allontanamento incruento preventive alle operazioni che comportano l’abbattimento. Quindi, quello che vogliamo fare è sostituire le parole “di norma” nell’utilizzo dei metodi ecologici con la parola “prioritariamente”. È una cosa già prevista in questi documenti. In Commissione è un emendamento che è stato bocciato, ma che, secondo noi, andrebbe approvato, anche perché – ripeto – è già previsto nei vostri documenti.

Inoltre, attraverso due ordini del giorno, chiediamo più fondi al Ministero per i metodi ecologici, anche con l’emendamento che abbiamo sottoscritto questa mattina, fondi che andranno anche agli agricoltori per i danni subiti, e cominciamo ad introdurre un tema alternativo alla caccia, visto che è un metodo, quello della caccia, anche della caccia di selezione, che non sta dando i risultati sperati. Ne è un esempio proprio l’articolo che avete inserito. Cominciamo a introdurre il tema della sterilizzazione farmacologica in via sperimentale. Anche questa non è un’invenzione dei grillini. Già all’interno dello stesso Piano del Parco dei Gessi, a un certo punto, si legge che, all’interno di momenti di confronto, si tratterà anche di confrontarsi sui metodi incruenti, tra i quali la sterilizzazione. È una proposta che è stata portata avanti anche dal Capogruppo del Partito Democratico nella Regione Marche, nella quale si fa riferimento allo scopo di prevedere che la Regione, in via sperimentale, attui un programma di sterilizzazione dei cinghiali nella zona C, ovvero il Conero e San Bartolo. Anche in questo caso, non capisco la bocciatura di questo emendamento da parte del Partito Democratico. L’obiettivo è quello di cercare di spostare l’attenzione dalla caccia e iniziare a parlare anche di metodi alternativi che esistono e che in altre Regioni state portando avanti anche voi.

C’è un altro articolo molto critico, che non c’entra nulla con la legge comunitaria. Si tratta dell’emendamento che riguarda i Comuni montani, nello specifico le premialità rispetto ai contributi alle PMI esercenti il commercio, e che riguarda in via indiretta anche i Comuni. Perché? Perché state tagliando fuori, destinando queste premialità solo alla montagna, tutte le zone svantaggiate beneficiarie di FSC, tra l’altro inserendo nel progetto di legge, all’articolo specifico, una descrizione semplicemente capziosa. Voi scrivete: “L’articolo prevede che la misura del contributo erogato alle imprese associate sia elevata fino a sette punti nelle aree dei Comuni montani”. In realtà, non è così. I sette punti erano già previsti. Semplicemente, adesso li prevedete solo per le aree montane, tagliando fuori tutta una serie di aree svantaggiate che Comuni montani non sono, ma che, a nostro avviso, meriterebbero di continuare ad avere queste premialità.

Io sono andata a tirare fuori i dati del PSR, dove risultano aree svantaggiate il Comune di Vernasca, famoso per il cementificio e il Carbonext, considerato un Comune diverso da “montano” che, con l’articolo che proponete, non riceverà più le premialità previste, e il Comune di Vezzano sul Crostolo, per il quale vale lo stesso discorso. Non so se il consigliere Torri sia felice di sapere che uno dei Comuni di sua competenza sarà tagliato fuori da queste premialità. Anche a Bologna ci sono zone considerate svantaggiate. Penso al Castello di Serravalle, sempre nel bolognese, e a tutta l’area del Delta del Po. Anche qui, ci sono Comuni considerati assimilati a svantaggiati, ma che, non essendo montani, non riceveranno più questa premialità. C’è il Comune di Dovadola e tutta una serie di Comuni riminesi (Montescudo e Monte Colombo).

Il discorso che è stato fatto in Commissione è il seguente: se vogliamo considerare le aree montane come aree più svantaggiate delle aree già svantaggiate, diamo una percentuale maggiore. Non tagliamo fuori tutti i territori che, in questo momento, sono beneficiari di fondi FSC, perché facciamo un torto alle imprese locali e agli enti che dovranno provvedere in sostituzione delle premialità che la Regione non concederà più loro grazie all’approvazione di questo articolo.

In più, c’è l’articolo sulle royalties. Anche in questo caso, non ce lo chiede l’Europa che qualcuno venga a devastare il nostro territorio, quindi di elargire mancette ai Comuni che devono giustificare certi scempi. Idem per l’articolo che attribuisce funzioni in materia di energie ad ARPA. Anche in questo caso, non ce lo chiede l’Europa di inserire un provvedimento che potrebbe essere potenzialmente anticostituzionale. Vi è, poi, tutta la parte dei cinema, arrivata all’ultimo secondo.

Sostanzialmente, questo progetto di legge è il solito minestrone di articoli che poco o nulla hanno a che fare con la legge comunitaria. Essendo a vostro uso e consumo, è un testo blindato. In Commissione non è stato approvato neanche mezzo emendamento. Vedremo cosa farete in Aula, ma io ho pochi dubbi sul fatto che i nostri emendamenti passeranno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Piccinini.

Ci sono altri interventi in dibattito generale? Qualcuno ha tentato di iscriversi, ma non ho fatto in tempo a vedere.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Signor presidente, in realtà, questa legge comunitaria, purtroppo, si tira dietro tutti i difetti e nessun pregio delle leggi comunitarie a livello nazionale, che erano diventate una discarica di norme tra loro disomogenee, ma che, in qualche modo, servivano ad intervenire qua e là dove si riteneva di dover novare la normativa.

Per dire la verità, c’è una parte che si rifà alla legislazione europea, in recepimento delle direttive europee, anche, forse, in un modo troppo rigoroso, così come mi sono permesso di sottolineare con un emendamento per quanto riguarda il settore vitivinicolo. Vi è, poi, tutta una serie di spazi in libertà che, diciamolo francamente, vediamo qui dentro; se non fossero stati legati a questo vagone, li avremmo visti nella legge di assestamento di bilancio, che tradizionalmente è un altro vagone al quale si legano tutte le normative disomogenee. Penso, però, che questo svilisca la natura del recepimento delle direttive comunitarie in quanto tali.

Quanto sto dicendo è dimostrato anche da un fatto. Le modifiche alla legge sul cinema che cosa c’entrano, a livello di omogeneità per materia, con quello di cui dovremmo trattare oggi? È evidente: l’ammissibilità degli emendamenti è riservata alle presidenze delle Commissioni. Quindi, i presidenti ritengono ammissibile anche ciò che soltanto la mera lettura del nostro Regolamento dovrebbe di per sé ritenere inammissibile. Allargando in questo modo le maglie, si arriva ad un testo che, francamente, si occupa dello scibile umano. Passiamo dall’energia alla caccia al cinghiale, al cinema, alle viti con la stessa facilità con cui – potremmo dire – si passa a un ordine del giorno che, come cavalierati, non si nega mai a nessuno.

Francamente – non lo dico, sicuramente, per il relatore – si poteva evitare questo imbarazzo. Lo dico anche in relazione alla non eccessiva attività di produzione legislativa di questa Regione. Bastava fare una legge regionale che avesse come titolo “Modifica delle leggi regionali”, indicando tutte quelle che volevate modificare, ed era finito il discorso.

Personalmente, ritengo anche che alcuni passaggi rappresentino – lo dico molto pacatamente – una forzatura rispetto a quello che, poi, è l’impianto nel quale si vanno ad inserire. Francamente, vorrei sapere chi tra di noi si è preso la briga di andare a vedere come il singolo articolo, poi, si coniughi con tutte le norme di riferimento di questa o di quella legge. Quindi, c’è anche un affidamento alla saggezza del relatore e alla capacità degli uffici di coordinamento, ma, come dimostrerò con un emendamento, capita anche di richiamare l’articolo di legge sbagliato. Come i fatti dimostrano, non per fare il correttore di bozze, i refusi, quando c’è molta confusione, sono più facili di quando, invece, vi è una chiarezza normativa di tipo sistemico.

Ho ridotto al minimo la presentazione degli emendamenti proprio perché non volevo andare sulla cattiva strada, ma debbo dire che chiunque oggi è legittimato a presentare su questo progetto di legge qualsiasi emendamento. Difficilmente la presidenza non potrebbe ammetterlo per estraneità per materia. Torno a ripetere: le materie si toccano tutte in modo talmente generico che l’80 per cento dell’impianto legislativo nulla rileva rispetto alla legge comunitaria. Quindi, tutto si può ritenere ammissibile. In ogni caso, poiché al malvezzo non bisogna dar seguito, io rivolgo solo un invito alla Giunta per la prossima legge comunitaria. L’invito è quello di tornare allo spirito delle norme che evocava prima la collega Piccinini, cioè che la legge comunitaria sia una legge comunitaria, anche e soprattutto di recepimento di discussione rispetto alle direttive comunitarie. Tutto il resto, legittimamente o meno, lo si inserisca in quelle che sono state definite “proroghe termini” (n realtà, noi non abbiamo la proroga termini, a differenza della Camera, se non in modo limitato), in un omnibus che, come tutti gli omnibus, può servire a tutto e al contrario di tutto.

Mi esprimo in questi termini nel nome di quella poca, a mio avviso, chiarezza che dovrebbero avere i titoli delle leggi, che, a mio avviso, torno a ripetere, nel caso di specie, non rispecchiano minimamente il dettato dell’impianto normativo che segue al titolo delle leggi. Se è vero che la prima ricerca la si fa secondo il titolo della legge o il numero della legge, capirete che, nel caso di specie, bisogna tenere in considerazione il cittadino. Al di là di tutto, queste norme non le facciamo per noi stessi, che una qualche competenza e una qualche specializzazione sul punto la potremmo avere. Quindi, con qualche furbizia, con una parola chiave riusciamo a capire qual è la norma di nostro interesse. Il cittadino che dovesse fare una ricerca qui dentro, invece, perderebbe soltanto del tempo per cercare di capire perché in una legge comunitaria siano state inserite norme urbanistiche sulle sale cinematografiche.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Foti.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Prodi. Prego.

 

PRODI: Grazie, presidente.

Molto brevemente. Per quanto riguarda l’impianto della legge comunitaria, non ci sono obiezioni in generale. Rileviamo che segue il percorso che la Regione si è dato negli anni. Quindi, lo ritroviamo in coerenza.

Tuttavia, vorrei rilevare una criticità relativamente all’articolo 27, in materia di politica energetica.

L’Unione europea ha messo in atto la strategia che ben sappiamo, basata sul Pacchetto clima 20- 20-20; c’è l’Energy Roadmap che si pone come obiettivo, appunto, il contributo dell’80 per cento da parte delle energie rinnovabili al 2050.

Sappiamo che le energie rinnovabili sono non più una fonte marginale di energia. Il Piano energetico regionale che abbiamo approvato ha degli obiettivi molto importanti che sono la riduzione delle emissioni climalteranti del 20 per cento nel 2020 e del 40 per cento nel 2030 rispetto ai livelli del ’90, quindi abbiamo uno scenario decisamente impegnativo da rispettare.

Invece, l’articolo 27 pone un altro tipo di scenario e non vi è neanche correlato un quadro complessivo di quanto i Comuni siano interessati da questo provvedimento e il volume dei fondi in oggetto, che avrebbe consentito una visione concreta dell’impatto sul territorio. Purtroppo, vediamo un Governo centrale che non allenta la presa sugli idrocarburi, e il Ministero dello sviluppo economico che punta su autorizzazioni per attività di ricerca e ampiamenti in questo settore.

Ritengo che sia necessario cambiare totalmente la prospettiva rispetto a questi temi, perché è l’unica via percorribile per stimolare una reale innovazione nelle aziende, sostenere l’economia e l’occupazione, diminuire l’inquinamento, evitare futuri aumenti del costo dell’energia, quindi ridurre la dipendenza energetica dell’Italia da altri Paesi, ottemperando allo stesso tempo alle direttive europee, rinunciando definitivamente ad estrarre energie dalle esigue riserve di combustibili fossili, e invece spostarsi verso un intenso impegno di efficienza, risparmio energetico e sviluppo delle energie rinnovabili e della green economy, in cui peraltro questa Regione ha anche un impegno. Si tratta quindi di essere in coerenza con gli obiettivi che ci siamo voluti dare.

Questo provvedimento – mi riferisco all’articolo 27 –  invece, punta di fatto a un risarcimento, a un incentivo a quei Comuni che si trovano ad espletare attività di estrazione di idrocarburi. Qua avremmo preferito una linea regionale di appoggio istituzionale per l’affrancamento da questi accordi commerciali e una stretta in materia di decommissioning, magari, di questa attività, per dare supporto al raggiungimento concreto di obiettivi di piano ed europei.

Per cui, annuncio che nella complessiva approvazione del provvedimento della legge comunitaria avremo un voto contrario rispetto a questo articolo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Prodi.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Parto da una considerazione di carattere metodologico, visto che discuteremo a fine mese, nel Collegato all’assestamento di bilancio, il tema della modifica della legge n. 12 del 2000, relativamente al comparto fieristico regionale, modifica che è originata, a quanto è stato esposto anche in Commissione, dalla necessità di adeguare il testo regionale alle normative nazionali, ed europee in particolar modo.

Io penso che forse sarebbe stato utile fare quella discussione all’interno di questo atto, proprio perché la legge comunitaria questo scopo avrebbe. Credo che sarebbe stato forse anche più chiaro, se quello era effettivamente l’intendimento, e quelle fossero state le motivazioni, inserire quel provvedimento all’interno di questa discussione.

Ovviamente, parto da questa considerazione perché sulle fiere avremo modo di discutere in Commissione, in questa settimana e anche nella prossima, però volevo segnalare anche questo passaggio.

Venendo invece agli articoli che compongono questo progetto di legge, penso invece, a differenza di quanto ha sostenuto qualche collega qualche minuto fa, che ad esempio esistono ragioni valide per andare nella direzione di modifica proposta dall’articolo 13, relativamente alla legge regionale n. 41 del 1997, la valorizzazione e qualificazione delle imprese minori, in particolar modo per quelle che, come ricordava anche la consigliera Piccinini, sono situate in zone montane. Io credo che per qualunque provvedimento, in ogni momento, quando si segnala un’attenzione verso quei territori, quell’attenzione debba essere sostenuta e incoraggiata, perché sappiamo troppo bene in quali e quante difficoltà versano alcune zone del nostro Appennino. Oltretutto, molto spesso facciamo anche riferimento a quanto sia difficile e complicato fare impresa o comunque avere attività commerciali in zone di montagna. Quindi, quando si danno segnali, anche se non rivoluzionari, ma comunque segnali che vanno nella direzione di sostenere quel tipo di attività, io credo che quelle iniziative vadano sostenute.

Le proposte di modifica agli articoli di legge regionali sono diverse. Ci concentreremo su quelle per noi più importanti. Ovviamente, il riferimento è quindi all’articolo 27, al tema degli idrocarburi. Segnalo, tra l’altro, che credo ci sia stato un refuso, perché all’articolo 38, “disposizioni finanziarie”, si fa riferimento, al comma 1, agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 28. Ora, l’articolo 28 è quello relativo alle modifiche all’articolo 1 della legge regionale n.12 del 2006, quindi “sale cinematografiche”. Non credo che quella modifica, mi si correggerà se sbaglio, comporti oneri finanziari, quanto invece è l’articolo 27 che comporta oneri finanziari per la Regione, quindi l’articolo 38 evidentemente fa un riferimento errato, nel caso andrà corretto. Lo segnalo anche al relatore di maggioranza, che puntualmente mi sta ascoltando.

Per quanto riguarda invece l’articolo 27, esso è oggetto, peraltro, anche di un emendamento che va nella direzione di abrogarlo. Sull’attuazione che trae le mosse dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 625, in attuazione della direttiva europea in materia, noi riteniamo che quella discussione debba essere affrontata in un modo più complessivo, direi quasi in un percorso a parte. Come è stato anche richiamato dalla consigliera Prodi che mi ha preceduto, il tema di come si affronta l’estrazione degli idrocarburi e di come si affronta anche un problema di carattere ambientale piuttosto significativo nella nostra Regione, credo meriti un’attenzione particolare più complessiva. In particolar modo, questo articolo introduce una diversa destinazione delle royalty che vengono versate alle Istituzioni, in questo caso Stato-regioni, a vantaggio dei Comuni, con una percentuale abbastanza significativa del 30 per cento.

Il tema è che siccome il provvedimento parla delle nuove concessioni, i Comuni che saranno interessati da nuove concessioni potranno avere sostanzialmente risorse maggiori a disposizione derivanti dalle royalty: questo è lo spirito dell’articolo.

Ora, a parte il fatto che si crea una disparità tra i Comuni che hanno già estrazioni, concessioni estrattive sul loro territorio, e sono già interessati oggi, si crea una disparità che forse non è esattamente corretta. C’è anche la preoccupazione: chi vi parla ovviamente sostiene qualunque iniziativa sia volta a destinare maggiori risorse alle Amministrazioni comunali e ai Comuni della nostra Regione, ad una condizione, però e cioè che non ci sia in qualche modo una sorta di interesse a che queste risorse producano poi risultati, anche nella gestione amministrativa di queste pratiche, perché voi sapete, noi sappiamo, che i Comuni fanno parte ovviamente del tavolo che è all’interno della conferenza dei servizi, e deve poi concorrere, contribuire a determinare i pareri per cui vengono rilasciate o meno le concessioni. È chiaro che il dubbio che le due cose possano essere messe in relazione è un dubbio che non ci lascia particolarmente tranquilli, soprattutto anche in considerazione del fatto che il tema dell’estrazione degli idrocarburi riguarda in modo significativo ampie zone della nostra regione, suscitando non poche preoccupazioni, non pochi dubbi.

Poche settimane fa abbiamo approvato un Piano energetico che enuncia princìpi condivisibili, assolutamente in linea con gli obiettivi che come Regione dobbiamo concorrere a determinare per il raggiungimento degli obiettivi europei. Ecco quindi che un ripensamento complessivo, anche rispetto a queste iniziative, dovrebbe suggerire, come dicevo all’inizio, una discussione più complessiva e non interventi puntuali come questo, che appunto rischiano di suscitare più dubbi e perplessità che non elementi di sostegno.

Abbiamo chiesto, quindi, l’abrogazione di questo articolo, proprio nell’ottica che dicevo prima, della discussione che ho cercato qui di richiamare. Dicevo, appunto, del ruolo dell’articolo 38. Chiudo su un aspetto che invece credo la nostra Regione e il nostro Paese debbano rivendicare con estremo orgoglio: parlo del risultato acquisito con il trasferimento del Centro europeo di previsioni meteorologiche a medio termine a Bologna. Credo sia un risultato importante, che fa inorgoglire, ripeto, tutti i livelli istituzionali coinvolti, che avranno ricadute, penso, estremamente positive, anche in termini di qualificazione e anche di occupazione.

L’ultimo accenno lo faccio su questo, perché invece è un aspetto appunto che penso vada sottolineato, come dicevo prima, relativamente ai territori montani, anche rispetto a risultati come questo. Tutte le volte che si va concretamente nella direzione del sostegno a innovazioni tecnologiche, o comunque a interventi che vanno nella direzione di qualificare la nostra Regione su aspetti così importanti, penso che questi rilievi vadano fatti, come dicevo prima, col dovuto orgoglio e la dovuta importanza, perché è un passaggio non scontato, che credo faccia piacere a tutti quelli che hanno lavorato, e in generale all’insieme delle nostre Istituzioni.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bertani. Al suo gruppo restano ventuno minuti.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anch’io mi riferisco all’articolo 27. In Commissione avevamo già fatto presente la criticità e l’assurdità di questo articolo, perché essenzialmente è un articolo-toppa, che cerca di fermare le polemiche che in questi giorni, giustamente, percorrono diversi territori della nostra regione.

Qui parliamo di Comuni che avranno futuri permessi di coltivazione. Ad oggi, nella nostra regione ci sono tanti permessi di ricerca che sono stati sbloccati da questa Giunta: permessi di ricerca che erano stati fermati in via precauzionale, e che invece, dal 2015 al 2016 sono stati tutti sbloccati.

Attualmente, così vengo incontro anche ad alcuni dubbi che giustamente poneva la consigliera Prodi, ci sono trentun permessi di ricerca che riguardano 6.000 chilometri quadrati. Ad oggi, invece, abbiamo concessioni di coltivazione 36 per circa 1.700-1.800 chilometri quadrati. Questo vuol dire che abbiamo aperto la nostra Regione a tanti permessi di ricerca che prima o poi, e ce lo conferma questo articolo, potrebbero diventare, e diventeranno, permessi di coltivazione. Tutto questo va contro l’interesse dei nostri territori, perché abbiamo sempre ribadito che la vocazione di quei territori è turistica ed agricola, mentre voi la volete far diventare estrattiva, e non è la vocazione che hanno i nostri territori. Tanto che tutto questo va in contrasto con quello che dicono le norme europee, che dicono gli indirizzi europei, che noi oggi vogliamo qui richiamare: è tutto in contrasto con quello che dice anche il nostro Piano energetico regionale.

Questo articolo serve solo a dire ai Comuni: tranquilli, non vi preoccupate; se i cittadini protestano, ditegli che comunque, se per caso e probabilmente arriverà una concessione di coltivazione, qualche soldino in più arriverà. Benissimo, qualche soldino in più è una carità pelosa di qualche spicciolo che arriverà su quei territori. Io spero che non arrivi, perché io spero che quelle concessioni di ricerca non si trasformino mai in concessioni di coltivazione, nonostante l’assessore Costi spesso ci rassicuri dicendo: non vi preoccupate, perché quella concessione di ricerca prima che si trasformi in concessione di coltivazione dovrà passare le forche caudine di un’altra VIA. Io mi preoccupo perché poi invece, purtroppo, la VIA serve a poco se non ad infilare dentro qualche prescrizione, ma poi lo Stato che ha avocato a sé queste decisioni, darà sicuramente l’assenso.

Siamo quindi assolutamente contrari a questo articolo.

Fra l’altro è ingiusto, come dicevano già altri consiglieri, rispetto ai Comuni che già hanno le concessioni di coltivazione. Noi proponiamo in via prioritaria lo stralcio dell’articolo, almeno diciamo, però, di non creare un’ingiustizia nei confronti dei Comuni che hanno già la coltivazione e che quindi questo articolo si applichi dal 2018, per esigenze di bilancio, anche ai Comuni che già hanno coltivazioni. Fra l’altro, questo 30 per cento agisce sul 55 per cento della Regione, quindi alla fine si trasforma circa in un 16 per cento. I Comuni prendono il 12 per cento, essenzialmente gli andiamo a raddoppiare, raddoppiare sembra tanto, ma in realtà ci sono dei Comuni che prendono veramente degli spiccioli: 500 euro, 1.000 euro, quindi veramente un titolo, per fare titolo, ma in realtà è una mancetta.

L’altro aspetto che noi chiediamo di inserire, invece, su questo articolo è quello di rendere concreto quello che diciamo nel Piano energetico regionale. Noi vogliamo andare verso le risorse rinnovabili e abbandonare progressivamente le fonti fossili, compreso il gas che qualcuno dei consiglieri di questa Assemblea si ostina a chiamare “oro blu”. L’oro blu è l’acqua, non è il gas. Qui c’è qualcuno che cerca di venderci anche queste baggianate, tanto che fra l’altro fa il relatore proprio su questo articolo.

Torno alla proposta di emendamento che facciamo: in coerenza col Piano energetico regionale, non diamo più l’assenso a nuove concessioni di coltivazione e di ricerca, perché nelle delibere che vengono emesse da questa Giunta viene scritto che quando si dà l’assenso a un nuovo permesso di ricerca, questo è compatibile col Piano energetico regionale. No, è incompatibile col Piano energetico regionale. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliere Rainieri, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Mi lascia un po’ basito l’impianto di questa legge comunitaria. Ha molto della legge “mille proroghe” che si fa in Parlamento, dove si mette dentro di tutto e di più, dove si fanno, a volte marchette, a volte si cerca di aiutare amici degli amici.

In questo contesto, pare si sposi molto bene la riproposizione di quell’ufficio Europass, che avevamo già visto all’opera dal 2005 al 2014. Ufficio che in quegli anni nasceva come integrazione, come sostanzialmente un raccordo tra la Regione e l’EFSA, quell’Istituzione da tutti voluta e tanto portata alla ribalta come una grande vittoria del PD, perché avevamo portato l’agenzia a Parma, che non si capisce bene che cosa stia facendo.

Vedo che c’è anche l’assessore Caselli, quindi chiedo anche a lei se ha notizie di che cosa succede all’EFSA. Al di là di darci le misure delle zucchine, o la dimensione delle vongole, non mi sembra che questo abbia creato nella comunità parmense, o meglio ancora, nella comunità emiliano-romagnola, grandi vantaggi di tipo economico, a meno che non si siano visti e io non ne abbia avuto traccia.

Quindi, non mi sembra che appunto EFSA abbia avuto con il mondo economico grandi rapporti, ma neanche con quello istituzionale, al di là delle situazioni di rapporti istituzionali che non vanno molto al di là di quelle che sono le formalità da espletare.

Si parla di qualche progetto che dovrebbe venire avanti con l’Università, ma mi sembra che oggi l’Università di Parma abbia qualche problemino in più da valutare rispetto a questo rapporto con EFSA. E se c’è questo tipo di rapporto con l’Università di Parma, non mi sembra ve ne sia una grande visibilità in città, o appunto nella Regione.

A che cosa serve Europass? Vediamo che sono stati stanziati 70.000 euro per tre anni, quindi la Regione regalerà sostanzialmente 210.000 euro a una struttura che è la fotocopia, magari peggiorata ancora, rispetto a quell’ufficio già voluto dal 2005 al 2014, che non ha dato nessun tipo di risultato. Mi domando se sia assolutamente fondamentale spendere questi soldi. Sembra quasi che lo si voglia fare per sistemare qualche amico all’interno di qualche struttura, o per dare qualche premio a qualcuno, magari viste le difficoltà che sta riscontrando il Partito Democratico in questa Regione, soprattutto nella città di Parma, dopo il recente fallimento elettorale. Non vorrei che ci fosse il bisogno di sistemare qualcuno. A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca, come diceva qualcuno.

Abbiamo la sensazione che questa riproposizione di qualcosa che non ha funzionato serva a dare un aiutino a qualcuno che magari ma non è stato eletto, o non ha avuto quei riconoscimenti che avrebbe dovuto avere, e che quindi oggi ha bisogno di essere aiutato in qualche modo.

Chiedo quindi formalmente a questa Giunta e al relatore di prendere atto di questa situazione, e magari, se non valga la pena di fare una valutazione in più dell’utilizzo di questi 210.000 euro per i prossimi tre anni, in situazioni e modi completamente diversi e ben più utile per quello che riguarda invece la nostra Regione, magari in un settore come quello legato all’EFSA, che oggi sta attraversando un momento di grossa difficoltà.

Abbiamo chiesto con un’interrogazione anche all’assessore Caselli che cosa intendeva fare sulla siccità. Non abbiamo ancora visto nessun intervento immediato, come anche da me richiesto, sul gasolio, ad esempio. Sicuramente quelli sugli invasi vanno benissimo, ma non sono…

 

(interruzione dell’assessore Caselli)

 

Lei, assessore, non può intervenire, da quanto mi risulta, nel momento in cui io parlo. Chiede eventualmente la parola e poi mi replicherà.

 

PRESIDENTE (Soncini): C’è tempo, eventualmente, per la Giunta, per le conclusioni.

Consigliere Rainieri, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente.

Ribadisco: nel momento in cui viene fatto un programma di bacini, benissimo, siamo tutti d’accordo su quello che verrà fatto, ma purtroppo non risolvono il problema imminente. Siamo tutti senz’acqua, stiamo utilizzando tutto il gasolio possibile e immaginabile.

Le avevo chiesto di dare una mano agli agricoltori, aumentando il buono del gasolio, perché è l’unico modo, oggi, immediato, per dare sollievo all’unica possibilità, in qualche modo, per sopperire alla mancanza di acqua, quella di irrigare. Per cui, le chiedo eventualmente di utilizzare anche questi fondi per un beneficio immediato a quella che dovrebbe essere la sua prima attenzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Rainieri.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Chiedo scusa, ero solo sull’ordine dei lavori.

È arrivato l’emendamento 6, a firma del consigliere Pruccoli. È un emendamento alla legge comunitaria, ovviamente, e fa riferimento, mi pare, alla legge sull’editoria. Vorrei capire se questo emendamento è conforme alla legge comunitaria, se è ammissibile o meno.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ci sono altri in dibattito generale?

Se non ci sono altri, i relatori intendono replicare? Non ho richieste di replica da parte dei relatori.

La parola all’assessore Caselli per le conclusioni della Giunta.

 

CASELLI, assessore: Intervengo perché siccome sono state fatte delle affermazioni non vere, credo che sia giusto spiegare all’Assemblea com’è la situazione.

Sul gasolio agricolo, la nostra Giunta ha deliberato non ieri, ma lunedì della settimana scorsa, per cui la reprimenda è completamente fuori tempo. Noi cioè abbiamo già allargato la possibilità di utilizzare il gasolio agevolato, anche a fini irrigui. Siamo anche stati ringraziati dalle associazioni, a cominciare dalla Coldiretti, per cui da questo punto di vista, respingo la cosa, perché credo che il consigliere Rainieri non fosse informato. Lo informo quindi che abbiamo già deciso dieci giorni fa, proprio perché io agli agricoltori ci penso e ci penso molto.

Per quanto riguarda l’irrigazione a Parma, com’è noto Parma e Piacenza hanno avuto il riconoscimento dello stato di emergenza, e 8,6 miliardi per le opere urgenti. Queste opere urgenti non sono lì che aspettano che qualcuno diriga dalla Regione, ma sono state oggetto di due incontri: incontri, ovviamente, sul territorio, gestiti dalla Protezione civile, che è quella che ha in carico tutto il meccanismo. Il 26 giugno abbiamo fatto un incontro specifico operativo per il settore agricolo, uno a Piacenza al mattino e uno a Parma il pomeriggio, presenti tutte le associazioni agricole e i Consorzi di bonifica, dove siamo entrati nel merito tecnico e pratico delle cose da fare.

A Parma so benissimo che la cosa è perfettamente presidiata dal Consorzio di bonifica locale, col quale ci sentiamo continuamente; che le criticità maggiori sono rispetto al canale Naviglio; che naturalmente il punto più complesso è a sud della città. Io posso assicurare che tutte le opere che si possono metterete in campo con le norme che abbiamo, perché a me piacerebbe molto poter far l’acqua dal nulla, ma purtroppo non è ancora possibile. Stiamo ancora verificando ulteriori possibilità legate a invasi di montagna dell’Enel che adesso hanno acqua. Comunque, contemporaneamente, come ho sempre detto dappertutto, bisogna anche stavolta facciamo partire un piano di piccoli e medi invasi sul serio, perché l’altra volta, nel 2012, quando c’è stata una società così, è successo che è ripartito prontamente il dibattito. Poi, nel 2013 è piovuto molto e alla fine tutti hanno [audio incomprensibile] e non se n’è più parlato.

Dobbiamo invece assolutamente andare avanti, tenuto conto che dovremo anche aggiornare, per certi versi, il piano per come identifica i possibili luoghi degli invasi, perché il piano corrente, che pure c’è, e che identificava dei luoghi che in ogni territorio potevano andare bene, ha un problema: molte cave non sono state coltivate, di conseguenza non ci sono gli scavi che dovevano esserci con queste tempistiche, di conseguenza, visto che la crisi edilizia ha colpito, e comunque colpirà, nel senso che non si prevede che li scavino a breve, dobbiamo trovare delle soluzioni alternative.

Questo è un lavoro del quale, con tutti i Consorzi di bonifica di tutta l’Emilia-Romagna siamo perfettamente consapevoli, e sul quale anche in questo caso abbiamo fatto n riunioni.

Venendo a Europass posso tranquillizzare assolutamente che non ci sono amici di nessuno da piazzare. Europass verrà presidiato da personale part-time dell’Università, e per quanto ci riguarda se ne occuperà il nostro ufficio di Bruxelles. Quindi, non ci sono altre considerazioni personali, da mettere o da fare.

In realtà, perché è ripartito Europass? Europass è ripartito anche a seguito dell’intervento che ha fatto Bernhard Url, il presidente dell’EFSA in quest’aula perché EFSA ha detto di sentirne la necessità. EFSA per prima si rende perfettamente conto che il suo ruolo non viene percepito adeguatamente. EFSA è come un pezzo della FDA americana per noi, quindi è chiaro che non può avere un rapporto con i territori come quello che forse taluni, semplificando nel ruolo, si aspettavano. EFSA è un ente che deve mantenersi sganciato, deve mantenersi terzo ed è un ente che mette assieme ricerca e ricercatori. Può piacere o no come funziona, però fa un’attività che è totalmente essenziale, perché è un’attività di supporto alle decisioni istituzionali. Questa attività di supporto alle decisioni istituzionali è bene che venga divulgata ovunque, ed EFSA ci tiene particolarmente che venga divulgata, proprio perché spesso non è sufficientemente capita, anche da noi.

Proprio per questo ha detto che è chiaro, rivedendone il meccanismo, il ruolo e il funzionamento, per lei era importante quel collegamento fatto tramite Europass. All’epoca era soprattutto un ufficio che faceva traduzioni (è evidente che adesso non avrebbe molto senso una cosa del genere). Quindi, si è pensato a un meccanismo completamente diverso, e per farlo si è costruita una convenzione tra l’Università, la Regione e l’EFSA, per l’appunto, che normerà le attività che verranno fatte in questo luogo. Questo perché c’è un interesse anche dell’Università, ovviamente, a collaborare col suo territorio. Ora che l’Università momentaneamente non ha il rettore, non vuol dire mica che non funziona. Intanto ha una buona dose di pro-rettori che sono tranquillamente in grado di farla andare avanti, ma soprattutto, questo è un progetto che è stato già condiviso, già votato, quindi è già operativo, anche nell’ambito dei percorsi interni di decisione dell’Università.

Questa credo sarà anche un’ulteriore opportunità per Parma, ribadisco, rispetto alla quale la Regione non fa altro che il suo ruolo istituzionale. Noi abbiamo detto da tempo che non si investe sull’agroalimentare, e soprattutto non si tiene una posizione anche di luogo centrale, di pensiero e di ricerca sull’agroalimentare – l’Università di Parma svolge un ruolo centrale di ricerca nell’agroalimentare, perché ha il Tecnopolo agroalimentare di questa Regione –,  quindi non lo si tiene se non si tengono anche rapporti doverosi con enti come l’EFSA, a maggior ragione se poi un ente come l’EFSA è in Emilia-Romagna, ma questo sarebbe stato vero in assoluto.

Il fatto che sia in Emilia-Romagna consegna a questa Regione un ruolo in più, nel senso che o lo facciamo noi, questo ruolo di collegamento, o altrimenti nessun altro lo può fare. Tra l’altro faccio presente che il fatto che se ne occupi il nostro ufficio di Bruxelles consente anche la relazione con tutte le Regioni che con noi lavorano a Bruxelles, anche fisicamente nell’edificio, ma non solo: tutte quelle Regioni con le quali noi abbiamo rapporti codificati da gemellaggi, ma soprattutto con la rete di Regioni agricole, tra cui quella che io presiedo, ma soprattutto la rete di Regioni che presiede il nostro presidente, Bonaccini, che è quella che veramente arriva in campo internazionale a tutti gli enti locali del territorio.

Questo è il tipo di relazione che bisogna avere, conoscendo quello che l’EFSA fa, e non pretendendo che l’EFSA faccia altre cose rispetto a quelle su cui per Statuto è chiamata a lavorare.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Caselli.

Ha chiesto di concludere il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Prego.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Non entro nel merito delle singole questioni sollevate, che attengono al dibattito consiliare, di Commissione, tranne che su una che dirò a Rainieri tra un attimo.

Volevo però dirvi una cosa e fare una proposta. Siccome girano numeri e fatti un po’ a caso, ogni tanto, io sarei per proporvi a settembre-ottobre di dedicare una seduta dell’Assemblea, una parte, a metà mandato, alle cifre, ai numeri e ai risultati del Patto per il lavoro, così facciamo una bella discussione su come sta andando l’economia di questa Regione, sui paragoni con tutte le altre, da dove partivamo, dove siamo.

Facciamo una bella discussione, dove ognuno ci porta le sue proposte, critiche, eccetera, per tenere insieme un dato che come sapete mi interessa molto, ci interessa molto: quello di provare, terminata questa legislatura, a lasciare questa Regione con un dato che è il primo, credo, che possa aiutare ad aiutarci, a tenere su il tema della qualità della vita e la dignità delle persone, quello del lavoro.

Non basta solo questo per avere una qualità della vita di un certo tipo, l’abbiamo sempre detto, c’è il tema dei servizi, anche della spesa del proprio tempo libero. Però, se siete d’accordo, prendo l’impegno che proviamo, invitando tutte le parti sociali, a fare una discussione. Tra l’altro, mi pare che il 18 di questo mese avremo la IV Verifica semestrale con tutti quelli che hanno firmato il Patto, e proviamo a dare un senso a un ragionamento che ci deve tenere molto con i piedi per terra, perché c’è ancora tantissimo da fare. Tuttavia, come avete visto, nei primi tre mesi questa Regione era collocata per prima per tasso di occupazione, agganciando il Trentino. Ma la nostra Regione è anche quella che ha ridotto di più la disoccupazione: sono due dati che non sono esattamente coincidenti e uguali, perché in un caso c’è il tema di quanti cercano davvero lavoro, ma nell’altro, tenendoli insieme, si può dare una risposta. Ho sempre detto: non mi interessa se siamo o saremo i primi, i secondi o i terzi, ma mi interessa molto che stiamo agganciati alle locomotiva del Paese, peraltro con l’export che credo per la prima volta nella storia, vede noi in testa per quota di suddivisione pro capite, agganciato – e questo invece non era un dato tradizionale dell’Emilia-Romagna – a una robustissima attrattività verso i nostri territori, tant’è che avremo il problema di dove trovare le risorse per finanziare sempre di più la legge n. 14, perché abbiamo visto che sta non solo attraendo investimenti straordinari verso questa terra dall’Europa, dall’Italia, dal mondo, ma sta anche creando davvero migliaia di posti di lavoro.

Prendo questo impegno perché è giusto che noi teniamo insieme una discussione che non sia fatta solo per pezzettini, anche se è inevitabile che avvenga così, quando si tratta di mettere insieme diverse questioni, alcune piccole, alcune grandi, eccetera.

Ricordo, però, sul tema dei fondi europei, che abbiamo appena avuto l’indicazione di essere stata la Regione che ha rendicontato meglio, oltre ad averli spesi tutti, fra tutte le Regioni italiane, i fondi della programmazione precedente. Abbiamo già impegnato, o programmato, mi pare, 1,5 miliardi dei 2,5 che si dovevano spendere in sette anni. Stiamo per chiudere l’ultima tranche dei fondi di sviluppo e coesione, abbiamo fatto la cabina di regia fra le Regioni italiane e il Governo, proprio alla presenza di molti presidenti, la scorsa settimana. Mi pare che anche lì potremo dimostrare come li stiamo spendendo tutti e li stiamo spendendo, mi pare bene. Peraltro, se non fosse così, non avremmo quel ritorno di richiesta di avere sempre più risorse; ma dall’altro lato, soprattutto, non avremmo quel ruolo, che stiamo giocando in Europa, mi pare sempre più robusto.

Per finire – ha già risposto Simona – , non solo abbiamo già preso quel provvedimento, sono già arrivati gli apprezzamenti pubblici, si vede che non gliel’hanno detto, ma ci sta, anche io ogni giorno mi rendo conto che a volte dico cose che non avevo visto e saputo la volta precedente, quindi non è una colpa.

Era solo per evitare tra di noi di disputare sulle cose che almeno condividiamo e che facciamo immediatamente.

Io peraltro avrò un incontro con il presidente Toti, a breve, nelle prossime settimane, perché avete visto che alla richiesta del rilascio di 4 milioni di metri cubi sul Brugneto è arrivata una risposta positiva immediata. È stato fatto un lavoro rapidissimo, e anche questo ci è stato riconosciuto dalle comunità piacentina e parmense. Volevo però dirvi che noi possiamo fare di tutto per fare meglio, non abbiamo mai fatto meglio, bisogna sempre fare meglio, a partire da me. Noi abbiamo avuto questi due fenomeni, in un anno e mezzo, nel piacentino: sono stato a inaugurare il campo sportivo di una piccolissima comunità. Ricordavo come siano passati duecento anni senza che ci sia stata statisticamente una portata d’acqua, in poche ore, di quel tipo, come avvenne nel settembre 2015.Contemporaneamente, un anno e mezzo dopo, centovent’anni dopo, abbiamo la più alta siccità mai vista.

Io credo che su questo ci sia l’impegno a fare di tutto rispetto da un lato alla riduzione dei gas climalteranti in atmosfera, dall’altro, rispetto all’adozione di politiche che sempre più vadano nella direzione della sostenibilità, col pacchetto anche sulla green economy che abbiamo presentato. Certo, è un pezzo di carta, per cui bisognerà vedere se saremo capaci, ma considero, oltre che storico anche molto importante che insieme a Sergio Chiamparino, Roberto Maroni e a Luca Zaia abbiamo finalmente preso una serie di impegni a varare misure, laddove c’è uno dei bacini più inquinati d’Europa, anche per la sua conformazione geomorfologica, e cioè il bacino padano.

Noi possiamo fare tutte le migliori politiche pubbliche o private del mondo, ma se fra qualche decennio ci saremo giocati il pianeta terra, faremo fatica a dirci che abbiamo fatto bene.

Per cui, credo che lì vada rivolta una buona parte delle cose che dovremo fare nei prossimi anni, anche con un po’ di svolte radicali rispetto al modello di sviluppo che abbiamo avuto in questi decenni.

Concludo dicendo che avremo entro ottobre questa discussione e votazione sulla legge urbanistica, con tutti i pareri, eccetera. Segnalo però che mai, nei decenni scorsi, erano state prese misure che prenderemo, piacciano o no, tra qualche mese.

Credo che tutto questo, le singole opzioni dentro un pacchetto più generale, debbano andare nella direzione di tenere insieme, ed è la cosa più complicata, ma anche la sfida più bella e avvincente, la crescita, continuare a garantire che possano insediarsi imprese nel nostro territorio, garantire posti di lavoro, un lavoro di qualità, non solo lavoro, e contemporaneamente vincere la sfida che la sostenibilità debba accompagnare ogni azione politica che facciamo.

Per cui io prendo questo impegno: fra tre, quattro mesi, possiamo fare, secondo me, una bella discussione anche per provare a stare più nel merito delle questioni che legittimamente ognuno di voi ha posto oggi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, presidente Bonaccini.

Ho iscritto a intervenire il consigliere Rainieri, anche se abbiamo chiuso la discussione.

Prego, consigliere Rainieri.

 

RAINIERI: Intervengo per fatto personale, presidente.

 

PRESIDENTE (Soncini): Prego, consigliere Rainieri.

 

RAINIERI: Vorrei ribadire all’assessore Caselli che io non ho mentito e non è detto che nessuno ha mentito. Ho semplicemente detto, e magari la prego di ascoltare meglio, che al di là delle questioni assolutamente importanti, come la costruzione di nuovi bacini, per l’apertura della diga del Brugneto con 4 milioni di quintali in più non risolviamo il problema, però è sicuramente un passo in avanti.

Io, Assessore, non ho detto che non sono state fatte queste cose, ho solamente detto che stiamo aspettando. Poi, l’avete fatto con la Coldiretti, mi fa molto piacere. Io ho due irrigatori che vanno giorno e notte, a casa mia, quindi pensi lei se non sono contento se mi viene dato un po’ di buono per del gasolio in più. Le voglio ricordare che qui nessuno ha fatto polemica su questo, tantomeno io.

Le voglio altrettanto ricordare, però – adesso lei si vanti di aver fatto questo accordo con la Coldiretti – che Coldiretti è venuta qua a contrastarla. È stata l’unico assessore che è stato contrastato qua dalla Coldiretti. Quindi, assessore, quando lei si vuole scagliare contro la minoranza, lo faccia in modo corretto, perché io non ho mai detto che lei non ha fatto, ho detto semplicemente che vanno prese queste misure immediate. I bacini vanno bene, so cosa state facendo con il Consorzio di bonifica e apprezzo quello che è stato fatto e che sta facendo il Consorzio di bonifica, ma sono misure, e lei su questo penso sarà d’accordo, che non danno, nell’immediato, un aiuto concreto, servono, come ha detto lei, per evitare errori fatti anche nel passato, ma nell’immediato, l’unica cosa che si può fare è aprire la diga, ma qui pare che ancora non ci sia questo tipo di accordo, e se c’è, ci sarà su un accordo su 4 milioni di litri di acqua che non sono sufficienti. È già un inizio, e va benissimo, non sto contestando quello che si sta facendo.

Io capisco che lei si sia sentita punta nel vivo quando parlo di Europass. Stranamente, di tutti i vari dibattiti, lei è intervenuta solo su Europass. Va bene, rifacciamolo, ma evitiamo di rifare gli errori che sono stati fatti però negli anni passati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Abbiamo capito.

Grazie, consigliere Rainieri.

Adesso l’assessore può intervenire per chiarire le sue parole e per dire quello che intende dire.

 

CASELLI, assessore: Fabio, a me dispiace anche perché io e te normalmente lavoriamo in altro modo, quindi spero che questa sia una parentesi.

Qui i punti sono questi: sulla faccenda del carburante, io non faccio accordi, io faccio delibere. La Giunta regionale fa una delibera che fa tutti gli anni, peraltro. Quest’anno l’ha fatta prima perché c’è una situazione, fuori, meteorologica, di siccità, eccetera, che imponeva di farlo prima. Come funziona? Dato che noi per fare una delibera che fa un’eccezione, dobbiamo dare una motivazione, ci accordiamo con le associazioni agricole, che normalmente si fanno sentire per dirci “sì, abbiamo bisogno”, affinché loro ci scrivano che hanno bisogno, perché questa per noi è la motivazione della delibera. Tutto questo è avvenuto già da giorni, quindi siamo d’accordo, Fabio, non so su cosa ci dobbiamo accapigliare.

È normale che l’assessore, al di là di dissapori su singole questioni lavori con tutte le associazioni agricole. Io lavoro serenamente con tutte le associazioni agricole, primo. Io non è che io intervengo su Europass perché sono punta nel vivo, ma intervengo su Europass perché la roba che voi avete all’ordine del giorno oggi, è frutto di un lavoro e di una delibera che ha mesi e mesi, quindi non c’entra assolutamente niente con la dietrologia che è stata proposta, Anzi, l’accordo con l’Università doveva essere firmato già da parecchio tempo. Sono tutti deliberati, quindi, per noi anche piuttosto vecchi: se andate a vedere i dati e i testi, la prova è quella, e l’abbiamo fatto perché ce l’ha chiesto EFSA, che dice che ha bisogno di questo rapporto col territorio e soprattutto del rapporto con il mondo della ricerca, dell’innovazione e lo scambio di ricercatori.

Questo è il lavoro che è stato fatto, un lavoro assolutamente trasparente, che credo sia anche un’opportunità per la città di Parma. Tra l’altro, attenzione, è un’opportunità anche per l’Università di Parma, perché l’Università di Parma si muove come Università delle Università dell’Emilia- Romagna, cioè, sta facendo da capofila anche per le altre Università.

Peraltro, tutta la gestione della questione Europass ce l’ha l’assessore Bianchi, che ha la delega alla gestione dei rapporti con gli enti europei, quindi io non ho neanche avuto un protagonismo esagerato, in tutta questa vicenda. Lo difendo di più perché essendo di Parma, come te, tengo a cose che possono servire alla città, e anche a ripristinare cose, facendole magari meglio, che possono essere utili alla città.

Hai proposto un’ipotesi legittima, un dubbio, che garantisco è infondato, quindi semplicemente è per fare chiarezza.

Per quanto riguarda l’acqua, ragazzi, bisogna che noi siamo seri. Una cosa così non era mai capitata: abbiamo dei dati storici che non ci hanno mai fatto vedere una siccità di questo tipo. Noi è fin da febbraio che teniamo dietro, passo passo ad ARPA, e purtroppo ARPA ci ha preso in tutto, perché aveva fatto anche le proiezioni.

Ora, nell’immediato, ci sono degli interventi, io non li ho citati, peraltro non li gestisce neanche fisicamente la Regione, ma la Protezione civile e i Consorzi di bonifica, Paola lo sa benissimo. Li abbiamo guardati tutti, in quella riunione, gli interventi di emergenza. Adesso bisogna guarda qui e trovare dell’acqua, perché sul canale Naviglio non ce n’è, quello è il punto peggiore. Potrei parlare un’ora, e ovviamente non lo faccio, perché non voglio tediare l’aula, però li abbiamo guardati tutti, uno a uno. Sono provvedimenti che sono in corso ora, ma scavare un pozzo non è una roba che si fa in due minuti.

 

PRESIDENTE (Soncini): Assessore, ha esaurito il tempo.

 

CASELLI: Quindi, posso garantire, però su questo, veramente, riprendo l’appello del presidente: anche se avessimo avuto delle dighe, purtroppo quest’anno ci saremmo trovati così. Segnalo che a Piacenza si è asciugata una diga. Quando ci sono livelli di piovosità così, veramente il dovere è quello di fare un’azione che cominci dalla riduzione delle emissioni, come giustamente veniva ricordato, dall’adozione di tutte le tecniche possibili e immaginabili. Quello sarà un lavoro di lunga lena, però garantisco che stiamo lavorando alacremente con progetti concreti sul territorio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Caselli.

Sono le 12,54. Gli interventi per fatto personale sono di tre minuti, per chi li pone, articolo 77. Chiudiamo qui e ci rivediamo alle 15, con l’esame dell’articolato. Grazie.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 12,55

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

gli assessori: Simona CASELLI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Elisabetta GUALMINI, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI, gli assessori Patrizio BIANCHI, Sergio VENTURI e i consiglieri Alessandro CARDINALI, Gian Luigi MOLINARI e Valentina RAVAIOLI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 3282 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei Comuni di Caminata, Nibbiano e Pecorara nella Provincia di Piacenza»” (65)

 

Presenti: 30

 

Favorevoli: 29

Mirco BAGNARI, Andrea BERTANI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 20

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BARGI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Alessandro CARDINALI, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Daniele MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA, Raffaella SENSOLI.

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

4865 - Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni collegate alla legge di assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019" (Delibera di Giunta n. 876 del 16 06 17).

4866 - Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: "Assestamento e prima variazione generale al Bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna 2017-2019" (Delibera di Giunta n. 877 del 16 06 17).

4912 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: "Norme per la valorizzazione del servizio pubblico erogato dalle scuole non statali". (05 07 17) A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

4836 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare e salvaguardare la produzione del grano "made in Italy". A firma del Consigliere: Foti

4837 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere i problemi di malfunzionamento dei passaggi a livello sulla tratta Fidenza-Cremona. A firma del Consigliere: Rainieri

4838 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'opera viaria denominata "Intermedia di Pianura", relativa al "Passante di Mezzo". A firma del Consigliere: Bignami

4841 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare che situazioni di insolvenza che mettono in difficoltà le casse degli Enti locali si ripercuotano sui diritti fondamentali delle persone, con particolare riferimento alla situazione esistente a San Giovanni in Persiceto (BO). A firma dei Consiglieri: Mumolo, Caliandro

4842 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti bandi e borse di studio dell'AUSL di Bologna. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani, Sassi

4844 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la sicurezza dei cittadini abitanti a Faenza, con particolare riferimento alla cancellazione del servizio notturno della Polizia Municipale. A firma del Consigliere: Liverani

4845 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la sicurezza stradale nella Strada Provinciale 5, nel tratto tra Novellara e Reggiolo (RE). A firma del Consigliere: Delmonte

4847 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere al fine di evitare la riduzione dei medici specializzati in medicina generale. A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

4848 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'accesso dei pazienti alle strutture di Pronto Soccorso, le funzioni svolte dal relativo personale e gli accertamenti clinici conseguenti, con particolare riferimento a casi di sepsi meningococcica. A firma del Consigliere: Bignami

4849 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fonte, tramite assunzioni di personale a tempo indeterminato, a tutte le esigenze di personale riguardanti le AUSL. A firma della Consigliera: Gibertoni

4850 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'accoglienza e la collocazione di stranieri e richiedenti asilo, con particolare riferimento alla situazione relativa a Forlì. A firma del Consigliere: Pompignoli

4851 - Interrogazione a risposta scritta circa la revisione ed i risultati riguardanti il "Percorso Epilessia". A firma della Consigliera: Sensoli

4852 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il potenziamento del sistema autostradale e tangenziale di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4853 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare, a tutela della cittadinanza residente, a seguito del transito di mezzi pesanti che utilizzano via Brandelli per raggiungere un cantiere a Grizzana Morandi ed a Monzuno. A firma del Consigliere: Bignami

4854 - Interrogazione a risposta scritta circa la predisposizione, presso l'Università di Parma, di una sala specificamente dedicata alla preghiera degli studenti musulmani. A firma del Consigliere: Rainieri

4855 - Interrogazione a risposta scritta circa la azioni da attuare per contrastare il tabagismo, anche attraverso la valorizzazione dei Centri pubblici antifumo ed il progetto "Fresco". A firma del Consigliere: Bignami

4856 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attuale organizzazione del Sistema di Protezione Civile modenese, a seguito dell'entrata in vigore della L.R. n. 13 del 2015. A firma del Consigliere: Aimi

4857 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere i malfunzionamenti riguardanti le tratte ferroviarie che collegano la Romagna a Bologna, ed evitare i connessi disagi per l'utenza. A firma del Consigliere: Pompignoli

4858 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per aumentare le tutele lavorative del personale assunto dai Comuni con contratto a tempo determinato, con particolare riferimento ai servizi educativi e ricreativi. A firma della Consigliera: Sensoli

4859 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'Istituto Ortopedico Rizzoli. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4860 - Interrogazione a risposta scritta circa il riconoscimento, tra le professioni sanitarie, del personale che opera in associazioni private accreditate con strutture ospedaliere pubbliche. A firma del Consigliere: Bignami

4861 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti le regole di ingaggio dei mezzi di soccorso con infermiere e quelli di soccorso avanzato con medico a bordo. A firma del Consigliere: Bignami

4862 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare che vengano smantellate, a seguito del piano nazionale di razionalizzazione, le strutture della Polizia Postale presenti sul territorio regionale. A firma della Consigliera: Sensoli

4863 - Interrogazione a risposta scritta circa la distribuzione dei Medici di Base a Bologna, con particolare riferimento a quelli operanti in zone ove è presente il sistema di videosorveglianza SIRIO. A firma del Consigliere: Bignami

4864 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare a sostegno degli agricoltori in difficoltà a causa della siccità, con particolare riferimento alla situazione esistente nelle province di Parma e Piacenza. A firma del Consigliere: Rainieri

4867 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti la copertura, a tempo indeterminato, di un posto relativo ad un profilo professionale presso l'AUSL di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4868 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per valorizzare il processo di fusione tra aziende sanitarie che ha portato alla creazione dell'Ausl Romagna. A firma dei Consiglieri: Montalti, Zoffoli, Pruccoli, Rontini, Bagnari, Ravaioli, Rossi Nadia, Bessi

4869 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per rendere operativi gli indirizzi regionali per la promozione dell'attività fisica nelle persone con patologie croniche. A firma del Consigliere: Calvano

4870 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere le problematiche ed i disservizi per l'utenza connessi al servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti affidato ad Hera. A firma del Consigliere: Bignami

4871 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le azioni da porre in essere relativamente a procedimenti riguardanti appalti del Comune di Piacenza. A firma del Consigliere: Rancan

4872 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare disservizi e disagi per l'utenza nella tratta ferroviaria Modena-Carpi. A firma del Consigliere: Campedelli

4874 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'affidamento ad emittenti radiotelevisive di servizi riguardanti l'attività dell'Assemblea legislativa. A firma del Consigliere: Pompignoli

4875 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per consentire la partecipazione degli ambulanti al bando riguardante l'assegnazione degli stalli della Piazzola di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4876 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per dichiarare lo stato di calamità naturale per le zone del territorio modenese e reggiano colpite da un violento nubifragio in data 27 giugno 2017. A firma del Consigliere: Aimi

4877 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere malfunzionamenti delle linee telefoniche fisse di Pilastri (FE). A firma del Consigliere: Fabbri

4878 - Interrogazione a risposta scritta circa procedimenti riguardanti problematiche relative al disallineamento dei costi del servizio di gestione dei rifiuti, con particolare riferimento a Atersir. A firma del Consigliere: Bignami

4879 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità ed i criteri di attribuzione dei turni di continuità assistenziale presso l'Ausl di Bologna. A firma della Consigliera: Sensoli

4880 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche e disagi per l'utenza della linea ferroviaria Bologna-Rimini. A firma dei Consiglieri: Bagnari, Rontini, Bessi

4881 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da attuare per promuovere la valorizzazione dei territori attraversati dalla "Linea Gotica", anche attraverso la pubblicazione "Trekking Linea Gotica". A firma del Consigliere: Bignami

4882 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti le iniziative relative alla valorizzazione della storia del novecento in Emilia-Romagna, con particolare riferimento alle Onoranze ai Caduti di Marzabotto. A firma del Consigliere: Bignami

4883 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la sicurezza dei lavoratori del Porto di Ravenna. A firma del Consigliere: Alleva

4884 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la sicurezza della circolazione stradale e l'incolumità dei cittadini in relazione a problematiche causate dai passaggi a livello dotati di barriere siti nel comune di Busseto. A firma del Consigliere: Foti

4885 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la raccolta dei dati relativi ai fruitori ed agli esclusi relativi agli asili nido pubblici. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni, Pompignoli

4887 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per sostenere il settore della pesca, con particolare riferimento al fermo biologico ed alla tempestiva corresponsione dei relativi indennizzi. A firma del Consigliere: Pruccoli

4888 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare le emergenze idriche, anche attraverso la realizzazione dell'invaso "Castrola". A firma del Consigliere: Bignami

4891 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire un servizio di elisoccorso sanitario che preveda installazione di verricelli e l'abilitazione al relativo uso da parte del personale sanitario. A firma della Consigliera: Rontini

4892 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità di obitori sul territorio, con particolare riferimento alla situazione riguardante Zola Predosa. A firma del Consigliere: Bignami

4894 - Interrogazione a risposta scritta circa la promozione, in tema di controllo della fauna selvatica, di progetti ecologici e non cruenti volti al contenimento della diffusione dei cinghiali. A firma della Consigliera: Piccinini

4895 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure riguardanti la programmazione della rete scolastica, con particolare riferimento alla situazione relativa a Conselice (RA). A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

4896 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire i servizi di emergenza sanitaria, con particolare riferimento alla situazione esistente nel territorio modenese. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

4898 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela delle piccole comunità dall'arrivo di migranti, con particolare riferimento alla situazione riguardante una frazione situata nel comune di San Pietro in Casale (BO). A firma del Consigliere: Bignami

4901 - Interrogazione a risposta scritta circa la previsione di differenze nei calendari di raccolta dei tartufi nei vari territori regionali. A firma dei Consiglieri: Molinari, Tarasconi

4903 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure ed incarichi riguardanti l'AUSL della Romagna ed il Presidio Ospedaliero di Cesena. A firma della Consigliera: Prodi

4904 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per contrastare la presenza di spaccio di droga, degrado e criminalità nel Parco Cervi di Rimini. A firma del Consigliere: Bignami

4905 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il progetto di ampliamento di una discarica di rifiuti a Baricella (BO). A firma del Consigliere: Foti

4906 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto di ampliamento della discarica di rifiuti di Baricella (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4907 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto riguardante il collegamento stradale, complementare al "Passante di mezzo", denominato "intermedia di pianura". A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4909 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti l'accoglienza, a Salsomaggiore Terme e Fidenza, di clandestini richiedenti asilo, con particolare riferimento al sistema SPRAR. A firma del Consigliere: Rainieri

4911 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'applicazione delle disposizioni deontologiche previste per l'esercizio della professione sanitaria. A firma del Consigliere: Bignami

4913 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attivazione del Pronto Soccorso Chirurgico Pediatrico H24 presso l'Ospedale Maggiore di Bologna. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4915 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per garantire la piena ed effettiva operatività del "reddito di solidarietà" previsto dalla normativa regionale. A firma del Consigliere: Pompignoli

4916 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la struttura ex ANMIL situata a San Benedetto Val di Sambro, con particolare riferimento alla sua destinazione ed alla eventuale presenza di amianto nella stessa. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4918 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare, sia in ambito normativo che assistenziale e sanitario, i pazienti affetti da Sensibilità Chimica Multipla (SCM). A firma del Consigliere: Bignami

4919 - Interrogazione a risposta scritta circa le spese e le azioni da porre in essere relativamente ai lavori di manutenzione straordinaria del Ponte sul Po "Giuseppe Verdi", che unisce le Province di Parma e di Cremona. A firma del Consigliere: Rainieri

4920 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore-Dogato-Codigoro. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani

4921 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per evitare l'accoglienza di migranti in strutture di fondamentale importanza sociale ed educativa, anche se non utilizzate nel periodo estivo, con particolare riferimento alla situazione riguardante la provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

4922 - Interrogazione a risposta scritta circa gli effetti, sul territorio regionale, dell'approvazione della normativa in discussione presso il Parlamento in merito alla concessione della cittadinanza italiana. A firma del Consigliere: Aimi

4923 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il progetto Roman Itineraries. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Marchetti Daniele

4924 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per valorizzare l'area archeologica dove è sepolta, nel comune di Ozzano Emilia, la città romana di Claterna. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4925 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti opere, poste in essere dal Comune di Rimini, nell'area circostante il ponte di Tiberio. A firma della Consigliera: Sensoli

4926 - Interrogazione a risposta scritta circa la riorganizzazione attuata presso l’Istituto Ortopedico Rizzoli e circa il mantenimento di alcuni comandi. A firma del Consigliere: Bignami

4927 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di barriere architettoniche di varia natura nel comune di Cesena e in particolare in via Zeffirino Re. A firma del Consigliere: Pompignoli

4928 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la convocazione dell’istruttoria pubblica presso la Regione per la presentazione del nuovo progetto di ampliamento della discarica di Imola (BO). A firma del Consigliere: Bignami

4929 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la tempistica, i destinatari e le altre azioni di accompagnamento per il Reddito di Solidarietà. A firma del Consigliere: Sassi

4930 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la "Carta di Roma – Protocollo deontologico concernente i richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti" e il documento regionale "Il ruolo della comunicazione pubblica di fronte alle sfide dell’immigrazione". A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

4931 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la prossima scadenza (30 luglio) della procedura commissariale per la società DEMM S.p. A. di Alto Reno Terme, facente parte del Gruppo Paritel S.p.A. A firma del Consigliere: Taruffi

4932 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa la modifica o meno da parte della Regione del perimetro di bonifica di cui alla delibera di Giunta n. 158 del 20 ottobre 1987. A firma del Consigliere: Foti

 

Interpellanze

 

4839 - Interpellanza circa l'effettivo sviluppo e la reale applicazione del "Codice Rosa", in materia di accesso al Pronto Soccorso delle donne e dei minori che abbiano subito violenza. A firma del Consigliere: Bignami

4910 - Interpellanza circa procedimenti riguardanti appalti del Comune di Piacenza. A firma del Consigliere: Rancan

 

Risoluzioni

 

4840 - Risoluzione per impegnare la Giunta a porre in essere modifiche alla propria deliberazione n. 259 del 16 marzo 2015, in materia di concessione di contributi per la promozione dei prodotti enologici regionali. (21 06 17) A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Serri, Lori, Marchetti Francesca, Bagnari

4843 - Risoluzione per impegnare la Giunta affinché introduca, nelle procedure pubbliche per l'affidamento dei servizi e nel sistema regionale di accreditamento, in particolare nell'ambito dei servizi socio-sanitari, assistenziali ed educativi, livelli retribuitivi per i lavoratori utili a garantire servizi di qualità ed a rimuovere la discriminazione tra retribuzione degli operatori pubblici con quelli del privato, in particolare del privato sociale, realizzando in tal modo la buona occupazione, garantendo inoltre la coerenza dei CCNL, e delle figure professionali in esso regolati, con le finalità ed i requisiti del sistema di accreditamento per assicurare un elevato standard qualitativo dei servizi e delle strutture. (22 06 17) A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani, Sassi

4846 - Risoluzione per impegnare la Giunta a a sostenere, in sede di Conferenza Stato-Regioni l'implementazione di campagne a sostegno dell'allattamento al seno, quale gesto naturale, salutare e privo di qualsiasi impudicizia, richiedendo inoltre al Parlamento l'adozione di una norma di rango legislativo che agevoli la creazione, in tutti i luoghi pubblici, di aree confortevoli e protette dove allattare e accudire i bambini e, in mancanza di tali spazi, non consenta di vietare, alle mamme che lo desiderano, di allattare al seno in qualsiasi luogo pubblico. (22 06 17) A firma dei Consiglieri: Montalti, Zappaterra, Tarasconi, Rontini, Pruccoli, Marchetti Francesca, Zoffoli, Campedelli, Caliandro, Mori, Rossi Nadia

4873 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad inserire, in fase di revisione della legge regionale n. 24 dell'8 agosto 2001, norme per l'autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. (28 06 17) A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni, Pompignoli

4886 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad invitare il Governo e il Parlamento a sospendere l'iter parlamentare per l'approvazione del ddl n. 2849 "Accordo di partenariato strategico tra l'Unione Europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Canada, dall'altra, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016", ad intervenire in sede europea perché siano assicurate maggiori tutele per le produzioni agroalimentari, soprattutto quelle di qualità contraddistinte dai marchi tipici, attribuendo inoltre migliori garanzie alle piccole e medie imprese oltre che ai lavoratori. (29 06 17) A firma dei Consiglieri: Fabbri, Rainieri, Marchetti Daniele, Bargi, Delmonte, Rancan, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli

4889 - Risoluzione per chiedere al Parlamento di confermare l'ipotesi dell'apertura di una sede distaccata dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna. (29 06 17) A firma dei Consiglieri: Bagnari, Zoffoli, Calvano, Mumolo, Cardinali, Rontini, Serri, Campedelli, Pruccoli, Prodi, Caliandro, Mori

4893 - Risoluzione per impegnare la Giunta a mettere in campo tutte le azioni possibili, anche con l'aiuto degli educatori, per cogliere quanto prima i "segnali" di adolescenti caduti nella rete suicida relativa al fenomeno internet denominato "Blue Whale" (Balena Blu), promuovendo inoltre una campagna di sensibilizzazione e di dissuasione contro tale pratica. (30 06 17) A firma dei Consiglieri: Aimi, Bignami

4899 - Risoluzione per impegnare la Giunta, in materia di libera circolazione delle persone all'interno dell'Unione Europea, ad agire in tutte le sedi opportune affinché la proposta del "Global Pass" di accesso all'"Interrail" per i neo diciottenni di ogni paese europeo divenga una realtà, dando un forte segnale di integrazione e rafforzando così la cittadinanza europea, partendo dai giovani e dal viaggiare in un'Europa aperta e libera. (03 07 17) A firma dei Consiglieri: Montalti, Marchetti Francesca, Calvano, Rontini, Zoffoli, Tarasconi, Pruccoli, Caliandro, Rossi Nadia

4900 - Risoluzione per impegnare la Giunta a riconoscere la situazione di criticità sollevata dagli amministratori della provincia di Modena in caso vengano accolti altri richiedenti asilo sul proprio territorio, a dichiarare la propria indisponibilità all'accoglimento di altri richiedenti asilo sul territorio della provincia di Modena, in particolare nel capoluogo e nelle aree del cratere del terremoto, attivandosi inoltre presso il Governo affinché vi sia maggiore condivisione tra i diversi territori a livello nazionale, visto che l'Emilia-Romagna secondo i dati Istat risulta al terzo posto in Italia per numero assoluto di stranieri residenti e al primo posto in termini percentuali. (03 07 17) A firma del Consigliere: Bargi

4902 - Risoluzione per impegnare la Giunta a portare il caso relativo al piccolo Charlie Gard, di dieci mesi ed affetto da Sindrome dell'encefalomiopatia mitocondriale, all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni, affinché solleciti il Governo italiano a farsi parte diligente nei confronti di quello Britannico, invitando il Governo inglese ad operare affinché non gli venga spezzata la vita e tolta ogni speranza ai genitori. (03 07 17) A firma dei Consiglieri: Aimi, Bignami

4908 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso l'Azienda USL di Reggio Emilia al fine di richiedere la revoca della decisione in merito alla sequenza di chiusura temporanea dei punti nascite di Montecchio, Scandiano e Castelnovo ne' Monti, ricercando inoltre una soluzione alternativa che preveda il mantenimento e la piena operatività di tutti i punti nascite ad oggi presenti sul territorio della provincia di Reggio Emilia. (04 07 17) A firma del Consigliere: Delmonte

4914 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad assumere ogni iniziativa utile finalizzata ad informare e sensibilizzare l'opinione pubblica e gli enti locali della Regione Emilia-Romagna sul CETA e sui rischi ad esso collegati, a farsi parte attiva presso le istituzioni europee perché non si giunga alla completa efficacia del trattato, ad esprimere la chiara e netta contrarietà della Regione Emilia-Romagna nei confronti del trattato CETA adottando tutte le misure necessarie, in particolare nelle sedi istituzionali, per scongiurarne la ratifica da parte del Parlamento italiano. (05 07 17) A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Sassi

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

4480 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la sanità nel territorio modenese e la costruzione della relativa "Casa della Salute". A firma della Consigliera: Gibertoni

4481 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti l'utilizzazione del project financing per la realizzazione di opere pubbliche, con particolare riferimento alla sanità bolognese. A firma della Consigliera: Piccinini

4486 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'IBC (Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali). A firma della Consigliere: Gibertoni

4487 - Interrogazione a risposta scritta circa iniziative, gestite da associazioni di persone LGBT, volte a facilitare e diffondere test sulla salute sessuale, anche al di fuori delle strutture sanitarie. A firma della Consigliera: Piccinini

4489 - Interrogazione a risposta scritta circa il rispetto delle norme di sicurezza e l’acquisto di tre treni per le linee Reggio-Guastalla e Reggio-Sassuolo. A firma del Consigliere: Delmonte

4490 - Interrogazione a risposta scritta circa l’assegnazione dell’appalto, il blocco e la conclusione dei lavori relativi all’Ospedale di Vaio nel comune di Fidenza. A firma del Consigliere: Rainieri

4491 - Interrogazione a risposta scritta circa la qualità e la puntualità del servizio ferroviario regionale nella provincia di Reggio Emilia. A firma della Consigliera: Prodi

4492 - Interrogazione a risposta scritta circa l’osservanza delle indicazioni contenute nelle circolari regionali riguardanti le vaccinazioni degli operatori sanitari ad alto rischio (oncologia-chemioterapia-pronto soccorso-rianimazione-ortopedia pediatrica) da parte della Direzione sanitaria dell’Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR). A firma del Consigliere: Bignami

4493 - Interrogazione a risposta scritta circa l’esecuzione di sondaggi per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo dell’area denominata "Fantozza", tra Reggio Emilia e Modena. A firma dei Consiglieri: Torri, Taruffi

4494 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di utilizzare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco quale pilastro della prossima campagna antincendi boschivi 2017. A firma della Consigliera: Gibertoni

4495 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità, dopo le ore 15, nelle strutture sanitarie pubbliche di Bologna e provincia dell’Ecocolordoppler vascolare, in particolare per i pazienti del pronto soccorso. A firma della Consigliera: Piccinini

4497 - Interrogazione a risposta scritta circa la Mobilità sanitaria passiva nell’Unione Comuni Modenesi Area Nord. A firma della Consigliera: Gibertoni

4500 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni messe in campo, in particolare dai centri per l’impiego, dall’approvazione del RES (Reddito di solidarietà). A firma della Consigliera: Gibertoni

4501 - Interrogazione a risposta scritta circa l’opportunità di avviare un’azione specifica di lotta al tabagismo rivolta al personale che opera nelle strutture sanitarie. A firma della Consigliera: Sensoli

4506 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche e procedure riguardanti l'accoglienza dei migranti, con particolare riferimento alla distribuzione degli stessi nel territorio e nella Città Metropolitana di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4510 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. A firma del Consigliere: Pompignoli

4512 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti il Consiglio direttivo dell'ATC PR8 di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

4514 - Interrogazione a risposta scritta circa la normativa riguardante l'accesso di consiglieri regionali a strutture sanitarie per lo svolgimento di visite ed ispezioni. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4516 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contenere la proliferazione della fauna selvatica e degli ungulati nelle aree residenziali della pianura. A firma del Consigliere: Rancan

4517 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per evitare i disservizi riguardanti le linee ferroviarie regionali e tutelare gli utenti delle stesse, con particolare riferimento al territorio reggiano. A firma del Consigliere: Torri

4518 - Interrogazione a risposta scritta circa le misure da adottare per assicurare adeguate forme di verifica delle prestazioni di lavoro nella Regione Emilia-Romagna, e per difendere l'operato e la dignità professionale dei lavoratori. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli, Sassi

4519 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti gli incarichi dirigenziali multipli e quelli ad interim. A firma della Consigliera: Gibertoni

4521 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di svolgimento della consulenza ortopedica presso il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4523 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche riguardanti l'accoglienza di migranti a Tabiano Bagni (PR). A firma del Consigliere: Rainieri

4526 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per consentire alle aziende agricole di presentare in tempo utile le domande di contribuzione diretta. A firma del Consigliere: Bagnari

4527 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la riorganizzazione della rete ospedaliera bolognese. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4528 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per sostenere le farmacie rurali, con particolare riferimento ai relativi contributi regionali. A firma del Consigliere: Bignami

4532 - Interrogazione a risposta scritta circa l’eventuale richiesta alla Giunta regionale di modificare i perimetri di bonifica di cui alla delibera di Giunta n. 158 del 20 ottobre 1987, riguardanti le opere consortili site nel territorio del Comune di Piacenza. A firma del Consigliere: Foti

4533 - Interrogazione a risposta scritta circa l’abbattimento di barriere architettoniche e la predisposizione di fermate autobus adatte a portatori di disabilità motorie nel comune di Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

4534 - Interrogazione a risposta scritta circa le dichiarazioni stampa sulla fusione delle Aziende sanitarie della Città Metropolitana, con particolare riferimento all’AUSL di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4535 - Interrogazione a risposta scritta circa la convenzione che fornisce il servizio di Pronto soccorso all’Aeroporto Marconi tramite l’Azienda USL di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4536 - Interrogazione a risposta scritta circa la posizione dei Medici di Medicina generale (MMG) nell’accordo stipulato tra AUSL della Romagna e le sigle sindacali. A firma della Consigliera: Sensoli

4537 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il Programma di riqualificazione urbana "Comparto via Pasubio" di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

4539 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'ipotesi di fusione tra l'Ospedale Maggiore ed il Policlinico Sant'Orsola di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4541 - Interrogazione a risposta scritta circa la sospensione del programma di infrastrutturazione digitale, con particolare riferimento alla situazione esistente a Pievepelago (MO). A firma dei Consiglieri: Serri, Campedelli, Boschini, Sabattini

4544 - Interrogazione a risposta scritta circa la prescrizione ed il rimborso ai pazienti diabetici di dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4545 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la collocazione, a Bologna, del Data Center relativo al Centro Meteo Europeo. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4551 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per ristabilire i fondi dedicati alla Non Autosufficienza ed alle Politiche Sociali. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni, Pompignoli

4552 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'insorgenza di casi di scabbia in una scuola materna ed in una elementare ad Ozzano. A firma del Consigliere: Bignami

4553 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per tutelare i pazienti colpiti da malattie neurovegetative da eventuali effetti connessi all'assunzione di farmaci, quali disturbi comprendenti il gioco d'azzardo patologico. A firma dei Consiglieri: Bertani, Sensoli

4558 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire la cura degli animali feriti o in difficoltà con particolare riferimento alla sicurezza stradale ed al territorio della provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

4560 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per tutelare la volontà dei cittadini che si oppongano ad attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi. A firma della Consigliera: Gibertoni

4562 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a sostegno del caregiver e delle famiglie delle persone non autosufficienti o con grave disabilità. A firma della Consigliera: Sensoli

4565 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'integrazione tra i poli ospedalieri della Città Metropolitana di Bologna, con particolare riferimento all'AUSL di Imola. A firma del Consigliere: Bignami

4566 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti incarichi relativi all'AUSL Unica della Romagna. A firma del Consigliere: Foti

4568 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la gestione del PS Aeroportuale dell'aeroporto Marconi di Bologna. A firma della Consigliera: Gibertoni

4569 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e procedure riguardanti la discarica "Tre Monti" di Imola. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Liverani

4571 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto "Wildlife & Roads" riguardante la riduzione degli incidenti stradali che vedono coinvolti gli animali selvatici. A firma del Consigliere: Rainieri

4575 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'installazione di apparecchiature tomografiche presso il Pronto Soccorso del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4577 - Interrogazione a risposta scritta circa gli interventi da porre in essere per consolidare i movimenti franosi lungo la strada provinciale n. 57 "Madolma". A firma del Consigliere: Taruffi

4579 - Interrogazione a risposta scritta circa il monitoraggio e la manutenzione di ponti e viadotti stradali ed autostradali, con particolare riferimento alla strada statale "Porrettana". A firma del Consigliere: Taruffi

4581 - Interrogazione a risposta scritta circa le risorse previste per la formazione civico-linguistica riguardante il progetto "FAMI" per i cittadini stranieri, anche in relazione ai fondi sociali destinati a quelli italiani. A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

4583 - Interrogazione a risposta scritta circa i danni alle colture causati dagli eventi atmosferici verificatisi nei primi mesi del 2017. A firma della Consigliera: Prodi

4587 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzo delle risorse riguardanti il "Fondo sociale locale" per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri, con particolare riferimento all'Unione dei Comuni Valle del Savio. A firma del Consigliere: Pompignoli

4591 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere, in occasione della celebrazione dell'"Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo", per valorizzare tale ricorrenza ed il relativo settore. A firma della Consigliera: Rontini

4597 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure di attribuzione di incarichi di Posizione Organizzativa, ed i relativi titoli. A firma del Consigliere: Fabbri

4598 - Interrogazione a risposta scritta circa i controlli e le sanzioni riguardanti l'applicazione della normativa sulla termoregolazione e contabilizzazione del calore negli edifici condominiali. A firma del Consigliere: Foti

4600 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti il personale dell'AUSL di Modena, con particolare riferimento al pagamento degli straordinari maturati dai dipendenti. A firma della Consigliera: Gibertoni

4602 - Interrogazione a risposta scritta circa la presentazione da parte della società A.R.C., alla Commissione del Ministero dell’Ambiente, che tratta la Valutazione d'Impatto Ambientale, di controdeduzioni alle osservazioni sull'opera pubblica autostrada Cispadana.               A firma dei Consiglieri: Alleva, Gibertoni

4607 - Interrogazione a risposta scritta circa l’avvio di una commissione d'indagine amministrativa per individuare le sperimentazioni effettuate senza chiedere il parere al Comitato etico dell'Azienda ospedaliera dell’Università di Parma. A firma dei Consiglieri: Piccinini, Sassi, Bertani, Sensoli, Gibertoni

4609 - Interrogazione a risposta scritta circa i migranti che arrivano in Italia e la loro destinazione ai centri di accoglienza della città di Modena. A firma del Consigliere: Aimi

4615 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione di una rotatoria per migliorare l’innesto dello svincolo di Bologna Interporto sulla SP3. A firma del Consigliere: Paruolo

4616 - Interrogazione a risposta scritta circa il progetto di interramento del tratto urbano della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore (SFM12) a binario unico o doppio. A firma del Consigliere: Paruolo

4630 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti contributi regionali relativi al settore farmaceutico. A firma del Consigliere: Rainieri

4632 - Interrogazione a risposta scritta circa la revisione delle disposizioni normative contenute nella L.R. n. 8/2014, riguardante le organizzazioni di volontariato e le unità immobiliari ove vengono esercitate le relative attività. A firma del Consigliere: Bignami

4636 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità delle risorse regionali riguardanti i Programmi turistici di promozione locale, con particolare riferimento alla Provincia di Rimini. A firma del Consigliere: Pompignoli

4639 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per mettere in sicurezza il fiume Setta ed evitare le relative esondazioni. A firma del Consigliere: Bignami

4640 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori dell'azienda Trs Evolution, con sede a Cognento (MO). A firma del Consigliere: Torri

4646 - Interrogazione a risposta scritta circa una iniziativa, da svolgere presso una scuola primaria di Bologna, riguardante la lettura di un libro relativo alla rassegna "Tante storie, tutte bellissime" che tratta tematiche afferenti alle diverse tipologie di famiglie. A firma del Consigliere: Bignami

4652 - Interrogazione a risposta scritta circa l'installazione di autovelox lungo la strada Porrettana, con particolare riferimento alla situazione esistente a Pontecchio Marconi ed a Sasso Marconi. A firma del Consigliere: Bignami

4654 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per garantire il corretto funzionamento del servizio di emergenza territoriale e di Pronto Soccorso presso l'AUSL di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4656 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la gestione dello Stadio Alberto Braglia di Modena. A firma del Consigliere: Bargi

4662 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione di una moratoria a tutte le attività di ricerca e estrazione di idrocarburi sul territorio regionale, con particolare riferimento ai permessi di ricerca "Fantozza" e "Bugia". A firma della Consigliera: Gibertoni

4663 - Interrogazione a risposta scritta circa un incontro rivolto agli studenti delle Scuole Medie di Vigarano Mainarda (FE), dedicato al tema dell'Europa, nel corso del quale una europarlamentare ha espresso giudizi circa l'immigrazione extracomunitaria in Italia. A firma del Consigliere: Fabbri

4666 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risanare e mettere in sicurezza un ex stabilimento, che produceva yogurt e succhi di frutta, sito a Copparo (FE), lungo la Via Guarda. A firma del Consigliere: Fabbri

4671 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di ristrutturazione della Caserma unica (Commissariato di P.S. e Distaccamento Polstrada) per la Polizia di Stato di Mirandola. A firma dei Consiglieri: Fabbri, Bargi

4676 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attribuzione al Difensore Civico regionale della funzione di "Garante per il diritto alla salute". A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni, Pompignoli

4680 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per reperire le risorse necessarie per effettuare l'interramento di un tratto della ferrovia Bologna-Pistoia a Casalecchio di Reno. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4681 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure riguardanti l'acquisizione, da parte dei Comuni territorialmente competenti, di immobili in proprietà dell'ERAP di Pesaro-Urbino e dell'ANAS, e situati sul territorio della Regione Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Sensoli

4684 - Interrogazione a risposta scritta circa il numero complessivo dei profughi assegnati all'Emilia-Romagna, e la relativa distribuzione sul territorio. A firma del Consigliere: Bignami

4685 - Interrogazione a risposta scritta circa i tempi di attesa per visite dermatologiche nella provincia di Modena e la velocizzazione delle procedure di informazione dei pazienti circa gli esiti dei controlli effettuati. A firma del Consigliere: Bargi

4689 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e normative riguardanti la realizzazione di centri culturali islamici, con particolare riferimento alla situazione esistente a Bologna. A firma del Consigliere: Bignami

4691 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti il Piano Strutturale Comunale di Bentivoglio, con particolare riferimento alla realizzazione del "Passante di Mezzo" ed al progetto riguardante l'allargamento alla quarta corsia del tratto autostradale Bologna San Lazzaro - diramazione Ravenna. A firma del Consigliere: Bignami

4695 - Interrogazione a risposta scritta circa procedure e questioni riguardanti la società Terme di Salsomaggiore e Tabiano S.p.A. A firma del Consigliere: Rainieri

4699 - Interrogazione a risposta scritta circa i finanziamenti e questioni relativi al commercio equo e solidale. A firma del Consigliere: Bignami

4704 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti progetti di cooperative dedicati al recupero di persone già riconosciute colpevoli di condotte penalmente rilevanti, quali lo spaccio di droga. A firma del Consigliere: Bignami

4711 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti l'utilizzo di autoarticolati circolanti su strade provinciali, invece delle ferrovie, per il trasporto di carichi eccezionali. A firma del Consigliere: Fabbri

4712 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare la crisi del settore dell'edilizia, con particolare riferimento al "Tavolo per il rilancio dell'abitare e delle costruzioni". A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4722 - Interrogazione a risposta scritta circa la copertura della rete di trasporto pubblico del territorio bolognese con servizio di pagamento a bordo vettura ed autisti abilitati alla relativa riscossione. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

4723 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti l'Aeroporto di Rimini. A firma della Consigliera: Sensoli

4724 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per risolvere la vertenza riguardante il comparto della ristorazione collettiva. A firma del Consigliere: Fabbri

4735 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere problematiche riguardanti la localizzazione delle telefonate al 118 contenenti richieste di pronto intervento sanitario, con particolare riferimento al territorio reggiano. A firma del Consigliere: Delmonte

4767 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per monitorare e contrastare fenomeni di radicalizzazione islamica, con particolare riferimento alla situazione esistente nella Valsamoggia (BO). A firma del Consigliere: Bignami

4771 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per far fronte alla carenza di operatori di polizia penitenziaria nelle carceri esistenti nel territorio regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

4773 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di esponenti della Giunta nell'ambito delle iniziative svolte presso le città ove si svolgeranno le elezioni amministrative. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Sassi, Bertani

 

In data 29 giugno 2017 è stata data risposta orale, presso la Commissione “Cultura Scuola Formazione Lavoro Sport e Legalità”, alle interrogazioni oggetti nn. 4737 - 4812:

 

4737 - Interrogazione a risposta scritta trasformata in interrogazione a risposta orale in Commissione, circa le azioni da attuare per evitare casi di emulazione riguardanti la diffusione del "Blue Whale" e dei relativi suicidi od atti di autolesionismo. A firma dei Consiglieri: Sensoli, Bertani, Sassi

4812 - Interrogazione a risposta orale in Commissione circa le azioni da porre in essere per far fronte alla diffusione del "Blue Whale". A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Paruolo

 

Comunicazione ai sensi dell’art. 68, lettera f) del Regolamento interno:

 

Si comunica che la Commissione assembleare “Territorio Ambiente Mobilità”, nella seduta del 6 luglio 2017, ha esaminato la petizione oggetto n. 4109:

 

4109 - Petizione popolare per richiedere il completamento dei lavori sulla variante della strada SS 16 nel tratto Ferrara-Ravenna. (Delibera dell'Ufficio di Presidenza di ammissibilità n. 11 del 15 02 17)

 

formulando una apposita relazione ai sensi dell’art. 121, comma 2 del Regolamento interno.

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 15 06 17 al 05 07 17.

 

DPGR n. 101 del 16/06/2017

Costituzione della Commissione regionale per l'artigianato e nomina dei suoi componenti a norma della Legge Regionale n. 1/2010.

DPGR n. 102 del 16/06/2017

Costituzione del Consiglio di amministrazione dell'IPAB "Opera Pia Mons. Virgili", con sede a Comacchio (FE)

DPGR n. 108 del 22/06/2017

Proroga dell'incarico di Commissario straordinario e di Vice-Commissario dell'azienda sperimentale "Vittorio Tadini"

DPGR n. 121 del 29/06/2017

Azienda USL di Reggio Emilia - nomina Direttore Generale

(Comunicazioni n. 50 prescritte dall’art. 68 del Regolamento interno - prot. NP/2017/1459 del 10/07/2017)

 

 

LE PRESIDENTI

I SEGRETARI

Saliera - Soncini

Taruffi - Torri