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142.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 12 LUGLIO 2017

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 4670

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici» (68)

(Conclusioni, esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Ordini del giorno 4670/1/2 oggetti 4945 - 4946 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 4670/3 oggetto 4947 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

GAZZOLO, assessore

PICCININI (M5S)

BERTANI (M5S)

SABATTINI (PD)

BERTANI (M5S)

PICCININI (M5S)

CALIANDRO (PD)

BERTANI (M5S)

SABATTINI (PD)

BERTANI (M5S)

BIGNAMI (FI)

BERTANI (M5S)

MONTALTI (PD)

BERTANI (M5S)

PICCININI (M5S)

SABATTINI (PD)

SASSI (M5S)

POLI (PD)

BERTANI (M5S)

BERTANI (M5S)

PICCININI (M5S)

BERTANI (M5S)

CALIANDRO (PD)

BERTANI (M5S)

TARUFFI (SI)

BIGNAMI (FI)

SABATTINI (PD)

CALIANDRO (PD)

BERTANI (M5S)

SABATTINI (PD)

 

OGGETTO 2686

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: “Norme per l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per il contrasto delle morosità e delle occupazioni abusive. Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24”. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Rainieri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Rancan, Liverani, Fabbri

(Relazione della Commissione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 2686/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

(Risoluzione oggetto 4873 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

PETTAZZONI, relatore

MARCHETTI Daniele (LN)

MONTALTI (PD)

RONTINI (PD)

TARUFFI (SI)

FABBRI (LN)

PARUOLO (PD)

FOTI (FdI)

 

OGGETTO 4243

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: "Assicurazioni volontarie contro i danni da terremoto". A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 4243/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

PRESIDENTE (Soncini)

BIGNAMI, relatore

BOSCHINI (PD)

CAMPEDELLI (PD)

 

OGGETTO 4635

Delibera: «Piano sociale e sanitario 2017-2019.» (Proposta della Giunta regionale in data 15 05 17, n. 643) (120)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

(Ordini del giorno 4635/1/2/3/4/5/6/7/8 oggetti 4952 - 4953 - 4954 - 4955 - 4956 - 4957 - 4958 - 4959 - Presentazione)

PRESIDENTE (Soncini)

ZOFFOLI, relatore della Commissione

SENSOLI, relatrice di minoranza

BONACCINI, presidente della Giunta

SENSOLI (M5S)

BONACCINI, presidente della Giunta

PRESIDENTE (Soncini)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetto 4670

Emendamenti oggetti 4670 - 4947 - 4873

Ordini del giorno “Non passaggio all’esame degli articoli” 2686/1 - 4243/1

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE SONCINI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,57

 

PRESIDENTE (Soncini): Dichiaro aperta la centoquarantaduesima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Sono assenti la presidente Saliera, i consiglieri Molinari e Alleva, il sottosegretario Rossi e gli assessori Caselli, Costi, Donini e Petitti.

 

OGGETTO 4670

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici» (68)

(Conclusioni, esame articolato, dichiarazioni di voto e approvazione)

(Ordini del giorno 4670/1/2 oggetti 4945 - 4946 - Dichiarazioni di voto e reiezione)

(Ordine del giorno 4670/3 oggetto 4947 - Dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Riprendiamo i nostri lavori dalla seduta pomeridiana di ieri.

Siamo all’oggetto 4670. Precisamente, ci eravamo fermati all’intervento del relatore di minoranza. Poi ci sarà quello conclusivo della Giunta sulla discussione dell’oggetto 4670.

Il relatore di minoranza non ritiene di replicare. Quindi, diamo la parola direttamente all’assessore Paola Gazzolo, che ha chiesto di intervenire per le conclusioni.

Prego, assessore Gazzolo.

 

GAZZOLO, assessore: Grazie, presidente, consiglieri e consigliere.

Parto ringraziando i relatori del progetto di legge, Luca Sabattini e Alan Fabbri, e i componenti della Commissione per il lavoro che è stato svolto e che ha arricchito l’articolato finale. Non è un ringraziamento di rito. È stato, in verità, ben compreso il valore di un progetto di legge che propone norme a tutto tondo di buona manutenzione del quadro normativo ambientale regionale. È stato ben compreso il quadro dell’evoluzione normativa in atto a livello europeo e nazionale, unito al tasso di innovazione introdotto a livello regionale con scelte di politiche green costruite, in larga parte, insieme, con tutti i consiglieri che si sono voluti cimentare e con una discussione larga nella nostra comunità regionale.

È stato ben compreso che le leggi e i Piani vanno seguiti nella loro operatività, migliorati laddove necessario e innovati laddove possibile. Questo progetto di legge non propone una revisione completa delle leggi di settore, ma nasce per adeguare e aggiornare l’ordinamento regionale alle novità introdotte da norme statali e introdurre semplificazioni e nuove forme di collaborazione per rendere più efficace l’azione della Regione in campo ambientale. La sostenibilità ambientale è il filo conduttore delle scelte della Giunta regionale. Con questo provvedimento si delinea un ulteriore tassello di un mosaico di azioni green che si sta arricchendo sempre di più.

Dall’avvio del mandato – permettetemi di fare questa breve premessa – abbiamo scelto di essere la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge regionale sull’economia circolare, la n. 16/2015, e lo abbiamo fatto insieme, sapendo che sull’economia circolare è prossima la chiusura del cerchio con nuove direttive europee che attendiamo e che verranno recepite a livello nazionale, consapevoli – votando la legge n. 16 – che le nostre scelte potrebbero diventare di indirizzo per i livelli di governo superiore, costituendo, di fatto, un laboratorio europeo.

Alla legge sull’economia circolare abbiamo accompagnato una nuova stagione di pianificazione regionale: Piano dei rifiuti, Piano forestazione, Piano degli acquisti verdi, Piano dell’aria, il Piano energetico proposto dalla collega Costi, i programmi di educazione e informazione alla sostenibilità. Abbiamo votato in quest’Aula le innovazioni introdotte con la legge n. 13/2015 di riordino istituzionale, che su ambiente e difesa suolo hanno inciso fortemente, riportando le deleghe ambientali in capo alla Regione, con primi risultati positivi, riconosciuti anche ieri, in termini di efficacia e di efficienza. Queste scelte danno il segno tangibile che l’ambiente e la green economy (o bio-economy, come la si voglia definire) sono il nodo centrale per politiche di sviluppo di ampio respiro, capaci di disegnare l’Emilia-Romagna del futuro all’insegna dei capisaldi che abbiamo posto al centro delle nostre scelte: la sostenibilità della crescita economica, la circolarità dell’economia, il risparmio e l’efficientamento energetico, la qualità dell’aria, la pianificazione integrata. Tutte scelte che vanno accompagnate nella loro operatività e che, se serve, vanno migliorate con modifiche normative.

Ecco il perché di un unico provvedimento che incide su più ambiti. Ad un’analisi attenta, è chiaro il contesto in cui si scrive ciascuna delle disposizioni introdotte. È il filo rosso – o, per meglio dire, verde  – che le unisce e le lega strettamente alle politiche e alla pianificazione regionale attuata nel corso del mandato. È la volontà di una cura costante, che mi auguro possa esprimersi e rinnovarsi di anno in anno. La proposta che porta l’Assemblea legislativa è quella di una legge ambientale annuale, cioè calendarizzare periodicamente, rendere fisso il dibattito sull’aggiornamento delle norme regionali per farle restare al passo con i cambiamenti.

Dove è possibile, dobbiamo puntare ad accelerare o, addirittura, precedere i tempi, confermando il ruolo dell’Emilia-Romagna come laboratorio di politiche coraggiose e sfidanti, moderna e attenta all’evoluzione del contesto normativo del sistema delle tecnologie e del quadro delle conoscenze. Proprio quello che intendiamo fare con il provvedimento portato all’attenzione dell’Aula.

A guidarne la stesura è stata anche la necessità di adeguarne il contesto normativo ad un quadro di riferimento, che ha avuto notevoli innovazioni negli ultimi anni su scala nazionale, con l’approvazione del nuovo Codice degli appalti, dell’armonizzazione dei bilanci pubblici, con l’introduzione della legge n. 221, meglio conosciuta come “collegato ambientale”. Non ci siamo limitati a un semplice restyling della disciplina esistente. L’abbiamo innovata all’insegna della semplificazione per velocizzare e rendere più efficaci i processi. Cito, ad esempio, le nuove procedure previste per l’approvazione dei Piani in materia ambientale, con l’estensione del procedimento di VAS descritto dal decreto legislativo n. 152/2006, così come quelle sul capitale naturale per l’individuazione dei paesaggi protetti, costruite grazie all’apporto del lavoro svolto in Commissione.

Ancora, abbiamo costruito regole per premiare e sostenere i processi virtuosi che vedono protagoniste le Pubbliche amministrazioni, i cittadini e le imprese. Mi riferisco, ad esempio, alle nuove previsioni in materia di Valutazione di impatto ambientale. Quando svolta su base volontaria, la VIA non sarà sottoposta a limiti temporali di scadenza, perché il compito dell’Amministrazione pubblica è quello di incentivare pratiche virtuose. Così come si è fissato un termine chiaro e certo del procedimento con l’indicazione del periodo massimo di novanta giorni per la presentazione delle proposte di integrazione del progetto sottoposto a VIA.

Al tempo stesso, vogliamo assicurare piena operatività alle disposizioni previste dal Piano dell’aria. Cito, ad esempio, come ben ha fatto ieri il consigliere Sabattini, l’obbligo di chiusura delle porte per i negozi dotati di impianti di riscaldamento e raffreddamento, affiancandola all’individuazione di una sanzione applicabile in caso di violazione dell’obbligo. Un provvedimento richiesto anche dal mondo ambientalista, a cui abbiamo ritenuto doveroso dar seguito per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti entro il 2020 in termini di riduzione degli inquinanti.

Il progetto di legge introduce novità significative nel settore pubblico e nelle modalità di collaborazione tra i vari attori che si occupano della gestione della tutela del territorio. In alcuni casi, come nel campo del reticolo idrografico minore, si punta ad estendere all’intero territorio le esperienze pilota avviate in alcuni contesti territoriali e a semplificare gli interventi di sicurezza del territorio in capo alla nuova Agenzia per la sicurezza del territorio e la Protezione civile. Puntiamo all’esercizio integrato delle funzioni per la tutela dell’ecosistema marino e delle zone costiere, con uno stretto coordinamento tra tutti i soggetti del sistema regionale, anche con la possibilità di siglare protocolli e accordi tra Regione, ARPAE e Fondazione Centro ricerche marine.

Allo stesso modo, crediamo nella necessità di dare pieno corso al processo di riforma che ha portato alla recente istituzione dell’Autorità distrettuale del fiume Po, così come, sempre nel campo della pianificazione territoriale, per la prima volta si riconosce il ruolo dei Contratti di fiume come strumenti di pianificazione a scala di bacino e sottobacino idrografico per la tutela delle risorse idriche, dell’ecosistema fluviale, la salvaguardia dal rischio idraulico e la valorizzazione dei vari interessi legati alla risorsa idrica e al corso d’acqua. Sui Contratti di fiume, normati dalla legge n. 221, permettetemi di sottolineare che, per la prima volta, vengono introdotti nell’ordinamento regionale, nonostante un percorso che viene da lontano e che vede l’Emilia-Romagna in prima fila nel promuovere questo modello di programmazione negoziata e partecipata già con l’adesione, al tavolo nazionale dei Contratti di fiume, al documento “Ruolo delle città e dei territori d’Italia nella strategia nazionale contro i cambiamenti climatici”, proposto da Agenda 21, che riconosce l’importanza dei Contratti di fiume nell’ambito degli strumenti per la lotta al cambiamento climatico, sino all’adesione alla Carta nazionale dei Contratti di fiume su indirizzo proprio di questa Assemblea.

Dal 2005 ad oggi, tre sono già stati sottoscritti (medio Panaro, Marecchia e il Patto di Rii, dell’Appennino reggiano), altrettanti sono in corso (Trebbia, Media Valle del Po, chiusa di Casalecchio di Reno e Bologna città d’acque) e due si stanno avviando e avranno nuovo impulso proprio grazie alle disposizioni introdotte con questo progetto di legge. Mi riferisco ai Contratti di fiume dell’Uso e del Santerno. Altri ne verranno avanti.

Un altro punto qualificante del provvedimento in discussione riguarda le modifiche alla legge n. 16 sull’economia circolare. Vogliamo sostenere con forza la transizione ad un nuovo modello economico, dove gli scarti di un processo produttivo possano diventare nuove risorse per altri processi produttivi, dove il rifiuto venga riciclato, minimizzando l’indifferenziato residuo. In coerenza con le politiche di sviluppo dei servizi pubblici ambientali, che storicamente questa Regione ha posto in essere in piena coerenza, il rafforzamento, anche mediante aggregazione dei soggetti gestori, ha permesso agli stessi di crescere – lo dico perché credo sia importante partire da qui – e di attuare una gestione industriale dei servizi, con capacità di investimento che hanno consentito a questa Regione di non andare in emergenza nella gestione dei rifiuti e – fra le poche in Italia – di non avere procedure di infrazione sul servizio idrico integrato.

Come sapete, Regione Emilia-Romagna, Regione Molise e Provincia di Bolzano non sono entrate nella recente infrazione sull’idrico integrato, sulla parte depurazione visionata dall’Europa. Non ci vogliamo fermare, però. Con le disposizioni che oggi sottoponiamo all’approvazione dell’Assemblea intendiamo dare impulso anche allo sviluppo del mercato del recupero, precisando che l’attività di avvio al recupero è tra quelle comprese nel servizio e prevedendo l’obbligo di sub-affidamento da parte dei gestori di una quota di detta attività e ponendo in campo, così, soluzioni coraggiose, che crediamo portino al rafforzamento del nostro modello di sviluppo. Un concetto in cui crediamo – quello dell’economia circolare – e che non vogliamo resti un semplice slogan. Come sempre, siamo pronti ad assumerci tutte le responsabilità di scelte coraggiose e non rimandabili.

Porre le premesse per una piena applicazione della legge n. 16 è una priorità. Per questo, aderiamo alla rete “sprecozero.net”, nata dai Comuni. Per questo, gli articoli 31 e 32 danno piena operatività alla legge, affinché il riciclo diventi investimento nel territorio per imprese esistenti e per nuove imprese, al crescere della differenziata al 73 per cento al 2020, andando a chiarire il perimetro del servizio di gestione del ciclo integrato del rifiuto, ormai prossimo all’avvio delle gare di ATERSIR.

Non mi sottraggo al dibattito su ATERSIR, di come ragionare una nuova governance, dibattito che va fatto con i Comuni e che è già nell’agenda di lavoro. Ho ascoltato con attenzione il confronto in Commissione durante l’audizione di ATERSIR e lì torneremo a discutere e a decidere, ma già, per esempio, l’emendamento presentato dal consigliere Bignami trova favorevole la Giunta, perché è esattamente il portato della discussione che lì abbiamo tenuto.

In sintesi, la Giunta crede che serva il contributo di tutti, quando questo non è pretestuoso e si fa proposta per il bene comune.

Infine, con questo progetto di legge introduciamo norme a favore dei territori colpiti da eventi sismici. In particolare, voglio in quest’Aula sottolineare l’urgenza di dare immediata operatività all’articolo 44. Ho proposto un ulteriore emendamento in questa direzione per recuperare altri quindici giorni utili. Utili a cosa? Utili ad avviare un progetto di solidarietà importante, di cui tutti coloro che hanno versato risorse sul conto corrente dedicato e aperto dall’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la Protezione civile, credo, saranno particolarmente orgogliosi. Saremo tutti particolarmente orgogliosi, perché l’obiettivo è ricostruire una nuova scuola a Crognaleto, un piccolo Comune in Provincia di Teramo.

L’Agenzia è il soggetto attuatore. Abbiamo già pronto il progetto, realizzato con progettazione interna del Servizio Area Romagna. Non è usuale per la Regione Emilia-Romagna progettare scuole, ma lo abbiamo fatto, e con queste risorse puntiamo ad andare a gara in tempi rapidi. Vogliamo, quindi, che la nuova scuola possa aprire presto le sue porte ai bambini di Crognaleto. In questa Regione riconosciamo bene il valore per ricostruire il futuro. Il progetto di legge è esattamente questo, un ulteriore tassello nelle politiche regionali, proprio per costruire il futuro delle nostre e delle comunità che sono state ferite come le nostre nel 2012. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, assessore Gazzolo.

Vi ricordo che sono state presentate dodici proposte di emendamento: quattro a firma dei consiglieri Bertani e Sassi; uno a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini e Alleva; uno a firma dei consiglieri Bertani, Sassi e Alleva; un emendamento a firma del consigliere Foti; uno a firma dell’assessore Gazzolo; uno a firma del consigliere Bertani; uno a firma del consigliere Bignami; uno a firma della consigliera Piccinini; uno a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini.

Su questo oggetto insistono tre ordini del giorno: ordine del giorno 1, sul 4670, a firma dei consiglieri Piccinini e Sassi; ordine del giorno 2, sul 4670, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi e Piccinini; ordine del giorno 3, sul 4670, a firma dei consiglieri Sabattini, Rontini, Tarasconi, Montalti, Caliandro, Campedelli, Calvano, Francesca Marchetti, Poli, Pruccoli, Lori, Boschini, Iotti e Zoffoli.

Su questo documento, inoltre, insiste una proposta di emendamento a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini e una proposta di emendamento a firma del consigliere Bertani.

Siamo alla votazione.

Nominiamo scrutatori i consiglieri Boschini, Iotti e Piccinini.

Art. 1.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 1.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 1 è approvato.

Art. 2.

Dibattito generale.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Questo articolo dimostra quanto questo progetto di legge non avesse necessità di tutta questa urgenza, a parte la questione dei terremotati, che è stata utilizzata come scusa per non affrontare la questione in modo compiuto e lasciando i tempi a questa Assemblea per analizzare nel merito un documento molto tecnico, assessore. È l’articolo che riguarda la forestazione. Dalla relazione si legge che l’articolo 2 modifica l’articolo 13 della legge n. 30/81, per attualizzarne i contenuti e per coordinarli con quanto disposto dal decreto n. 227/2001 in merito alla definizione di bosco, eccetera.

Questo decreto, come dicevamo anche in Commissione, è entrato in vigore il 30 giugno 2001. Abbiamo aspettato sedici anni per coordinare e attualizzare i contenuti della legge regionale. Sedici anni. Quindi, potevamo aspettare anche una settimana in più. Non c’era nessuna urgenza. Tra l’altro, è abbastanza paradossale che stiamo andando a definire il Regolamento forestale di prescrizioni di massima e di Polizia forestale, quindi stiamo andando a definire la cornice di questo Regolamento, e gli uffici stanno già provvedendo a valutarne i contenuti, quando ancora noi dobbiamo approvare la cornice del Regolamento. Sono settimane, mesi che qualcuno sta già lavorando ai contenuti. Non è rispettoso nei confronti dell’Assemblea legislativa. Prima aspettate che venga approvato e, entro sei mesi, approvate il Regolamento. Almeno un po’ di rispetto. Neanche questo.

Tra l’altro, ci sono criticità abbastanza serie rispetto all’attuazione. Voi avete demandato, attraverso la legge n. 13, la famosa legge sul riordino, l’attuazione del Regolamento ai Comuni e alle Unioni dei Comuni. Anche in questo caso, io mi chiedo quale sia il personale qualificato a disposizione dei Comuni in grado di occuparsi dell’attuazione di un Regolamento di questo tipo, con una serie di deroghe che ci dicono essere contenute all’interno dello stesso, che i Comuni non potranno controllare. Quindi, finirà che – questo è vero – passeranno senza che nessuno abbia le competenze per poter controllare. Quindi, state demandando la responsabilità agli enti locali.

Facevamo un esempio in Commissione. La Provincia di Forlì-Cesena, dove insiste la più ampia superficie di demanio forestale (parliamo di oltre 23.000 ettari), aveva dieci persone che se ne potevano occupare. Sono rimaste in cinque. Andranno in pensione altre due. Ne rimarranno tre a occuparsi di 23.000 ettari di demanio forestale. I Comuni non sono in grado di vigilare sull’attuazione, a nostro avviso, di questo Regolamento, con tutte le prescrizioni che sono state inserite. Vi chiediamo, almeno, attraverso due emendamenti, che venga richiesto il parere all’Osservatorio per la biodiversità. Tra l’altro, è uno di quei soggetti che già sta intervenendo con osservazioni direttamente nel merito del Piano. Diamogli la dignità che merita e prevediamo un parere ufficiale dell’Osservatorio, alla pari di tanti altri Osservatori, come quello sulla caccia, che dà pareri. Non si capisce perché questo Osservatorio non possa dare pareri nel merito del Regolamento forestale. In questo momento, ripeto, già fa osservazioni e dà pareri in questioni settoriali. Facciamogli dare un parere anche sul Regolamento.

La nostra seconda proposta è di far dare un parere alla Commissione competente. Se è vero che questo Regolamento passa per un parere di conformità, che è una cosa diversa da un parere di merito, chiediamo che la Commissione si esprima nel merito, non semplicemente dicendo se i contenuti del Regolamento sono conformi alle previsioni normative. Chiediamo che la Commissione, se il dibattito concernerà anche il merito, dia un parere non semplicemente sulla mera conformità, ma anche un parere di merito. Ci sono criticità – quelle che dicevamo prima – e tra l’altro, forse, sarebbe più opportuno che la Regione mantenesse in capo a sé l’attuazione di questo Regolamento, perché si rischia veramente di perdere una visione complessiva dando la responsabilità ai Comuni e alle Unioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Piccinini.

Siamo in dibattito generale sull’articolo 2. Ci sono altri interventi? Chiudo il dibattito generale.

Apro la dichiarazione di voto sull’articolo 2. Non ho iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 2.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 2 è approvato.

Art. 3.

Su questo articolo insiste l’emendamento 1 a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

Dibattito generale congiunto, emendamento e articolo.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Il Regolamento forestale stabilisce diverse norme tecniche, di cui una al punto g): “Uso dei mezzi motorizzati nei boschi e in percorsi, comunque, fuoristrada, nonché nelle piste, strade forestali, nelle strade poderali, interpoderali, nelle mulattiere e nei sentieri”.

All’articolo 3 si definiscono le sanzioni e le violazioni del Regolamento forestale. Voi sostenete che sarà possibile fare sanzioni solo in alcuni casi (nelle piste forestali, nei terreni saldi, nei terreni pascolivi), ma escludete, ad esempio, le strade forestali. Come pure escludete mulattiere e sentieri. Questo a noi sembra sbagliato. È vero: come già qualcuno mi ha ricordato, esiste un dibattito sulla legge che definisce cosa sono i sentieri, ma, scusate, se ad oggi c’è un divieto di transito su una strada forestale – e questa c’è già – non scrivendo qui la sanzione, non sanzioniamo. Se domani un pazzo scatenato va in moto dentro la Riserva integrale di Sasso Fratino non lo posso sanzionare. Siete pazzi? Se scriviamo un Regolamento di sanzioni, le sanzioni vanno scritte. Solo perché avete paura di perdere quattro voti dei motoristi?

La discussione la faremo su quell’altro provvedimento di legge, se va modificato o meno, ma ad oggi ci sono già delle norme e ci sono già dei casi in cui si sanziona. Se voi non scrivete queste cose nel quadro sanzionatorio, non permettete all’ex Corpo forestale – che, purtroppo, oggi sono diventati Carabinieri – di fare le sanzioni. A me sembra fuori dal mondo. Scusate.

Questo è il nostro emendamento. Vedete voi cosa fare. Chiedo il voto elettronico. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Siamo in dibattito generale.

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Ripeto quello che ci siamo detti in Commissione. La motivazione per la quale noi bocceremo questo emendamento è che provocherebbe una distonia con l’altra norma che regola il tema in oggetto.

Su questa tematica c’è un dibattito aperto che interesserà tutti i Gruppi. La motivazione per la quale avevo chiesto in Commissione – lo ribadisco anche ora in Aula – di non presentare questo tipo di emendamento è perché non vi è una contrarietà a prescindere, ma occorre un dibattito un po’ più approfondito, che non si risolve con un emendamento, che provocherebbe questa distonia legislativa tra provvedimenti, ma, dall’altra parte, non consentirebbe neanche quel confronto di cui credo tanti colleghi abbiano bisogno in una materia che sicuramente tocca diverse sensibilità.

Solo per questa motivazione noi andremo a bocciare l’emendamento, ribadendo, ovviamente, la disponibilità a una discussione larga, discussione che, tra l’altro, è già iniziata.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sabattini.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie.

In Commissione io avevo ritirato l’emendamento dichiarando la disponibilità a parlarne, ma non mi sono stati forniti ulteriori elementi. Ribadisco che negli altri provvedimenti si definisce che cosa è transitabile e che cosa non è transitabile. In questo caso, c’è ancora, purtroppo, una nebbia, perché non si vuol prendere una decisione nella definizione netta di cosa sia transitabile e di cosa non sia transitabile.

Nell’attesa e nelle more di quella definizione, prendere in considerazione il caso in cui qualcuno non rispetti una norma – che qualcuno ancora, purtroppo, non riesce a definire – e non scrivere la sanzione vuol dire che si può aggirare il tutto senza sanzione. La sanzione va già scritta. Noi ci impegniamo a fare presto e spero che altri si impegnino a fare presto a decidere. Se oggi c’è qualcuno che vuole o può emettere un’ordinanza di non transito su una strada forestale o da qualche altra parte e voi non mettete la sanzione, si crea un buco normativo molto grande. Non è una distonia con un’altra legge. È un buco normativo che volete lasciare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Siamo in dibattito generale. Ci sono altri interventi? Chiudo il dibattito generale.

Apro la dichiarazione di voto congiunta, emendamento e articolo. Siamo all’articolo 3.

Non ho richieste in dichiarazione di voto.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

33

Assenti

 

17

Votanti

 

32

Favorevoli

 

7

Contrari

 

20

Astenuti

 

5

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 1 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 3.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 3 è approvato.

Art. 4.

Su questo articolo insistono due emendamenti: emendamento 11, a firma della consigliera Piccinini; emendamento 12, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini.

Dibattito generale congiunto, emendamenti e articolo.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Chiedo il voto elettronico su entrambi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Certo. Grazie, consigliera Piccinini.

Altri interventi in dibattito generale? Chiudo il dibattito generale.

Apro la dichiarazione di voto.

Chiudo la dichiarazione di voto.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’emendamento 11, a firma della consigliera Piccinini, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

36

Assenti

 

14

Votanti

 

35

Favorevoli

 

7

Contrari

 

22

Astenuti

 

6

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 11 è respinto.

Si proceda alla votazione dell’emendamento 12, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

36

Assenti

 

14

Votanti

 

35

Favorevoli

 

8

Contrari

 

21

Astenuti

 

6

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 12 è respinto.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Chiedo scusa. Vorrei rettificare il mio voto.

 

PRESIDENTE (Soncini): Prendiamo atto e mettiamo a verbale. Il voto?

 

CALIANDRO: Contrario.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Caliandro. Per correttezza.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 4.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 4 è approvato.

Art. 5.

Su questo articolo insiste l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

Dibattito congiunto, emendamento e articolo.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Nel mettere a disposizione le risorse, mentre prima si parlava di un Piano annuale delle opere e degli interventi, ora si parla di un Piano delle attività triennale. Chiediamo che, comunque, nella presentazione annuale non si parli di attività, ma di opere e di interventi, perché ci sembra corretto rimanere, nella parte annuale, più dettagliati. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Altri interventi in dibattito generale?

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Sarò telegrafico. La dicitura inserita, che va a sostituire quella delle opere e degli interventi in attività, è stata scritta così all’interno del corpo normativo perché comprende non soltanto le opere e gli interventi, ma una concezione più larga.

Quindi, noi voteremo contro l’emendamento.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sabattini.

Dibattito generale. Chiudo il dibattito generale.

Apro la dichiarazione di voto.

Chiudo la dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento numero 2, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 5.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 5 è approvato.

Art. 6.

Dibattito generale. Non ci sono iscritti.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 6.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 6 è approvato.

Art. 7.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 7.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 7 è approvato.

Art. 8.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 8 è approvato.

Art. 9.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 9.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 9 è approvato.

Art. 10.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 10.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 10 è approvato.

Art. 11.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 11.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 11 è approvato.

Art. 12.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 12.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 12 è approvato.

Art. 13.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 13.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 13 è approvato.

Art. 14.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 14.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 14 è approvato.

Art. 15.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 15.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 15 è approvato.

Art. 16.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 16.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 16 è approvato.

Art. 17.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 17.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 17 è approvato.

Art. 18.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 18.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 18 è approvato.

Art. 19.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 19.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 19 è approvato.

Art. 20.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 20.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 20 è approvato.

Art. 21.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 21.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 21 è approvato.

Art. 22.

Dibattito generale.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Anche qui, come in altri punti, essenzialmente recepiamo le modifiche che sono state fatte a livello nazionale. Solo un’annotazione per ricordare che, in questo modo, ci sono state scippate le possibilità di decidere cosa fare sulle attività di coltivazione sulla terraferma di idrocarburi liquidi e gassosi, questo perché il Governo ha voluto avocare a sé tutti questi poteri. Noi, come Regione, essenzialmente, possiamo dare ormai solo prescrizioni, quindi diventiamo una delle regioni più trivellate d’Italia. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Altri interventi in dibattito generale sull’articolo 22? Non ho iscritti.

Dichiarazione di voto sull’articolo 22.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 22.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 22 è approvato.

Art. 23.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 23.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 23 è approvato.

Art. 24.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 24.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 24 è approvato.

Art. 25.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 25.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 25 è approvato.

Art. 26.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 26.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 26 è approvato.

Art. 27.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 27.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 27 è approvato.

Art. 28.

Discussione generale.

Consigliere Bignami, prego.

 

BIGNAMI: Grazie, presidente.

Intervengo semplicemente per significare che il Gruppo Forza Italia ha ritenuto di assumere un atteggiamento di contrarietà sulla votazione di questi articoli, in quanto riteniamo che sia profondamente da ripensare il sistema di enti di gestione parchi e della biodiversità e che, conseguentemente, in assenza di una revisione organica della materia, perché l’intervento in questione può essere considerato poco più di un drafting legislativo, si renda necessario aprire un tavolo e anche un momento di profonda riflessione sull’effettiva efficienza di questi strumenti, che a nostro modo di vedere si stanno traducendo in una penalizzazione del territorio.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bignami.

Altri in dibattito generale sull’art. 28? Non ho iscritti.

Dichiarazione di voto. Non ho iscritti.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 28.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 28 è approvato.

Art. 29.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 29.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 29 è approvato.

Art. 30.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 30.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 30 è approvato.

Art. 31.

Sull’art. 31 insiste l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini e Alleva. Si pone ai voti il mantenimento dell’articolo, essendo questo emendamento interamente soppressivo.

Dibattito generale su emendamento e articolo.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Intervengo per chiudere il dibattito che ho avuto con il consigliere Sabattini, che mi dava essenzialmente del vecchio perché voglio tornare al sistema delle piccole municipalizzate. Francamente, a me sembra che i vecchi siate voi, in quanto volete mantenere e ingessare un sistema per altri vent’anni, senza aprire veramente il mercato alla concorrenza. E questo non lo dice Bertani, ma lo dice il Libro Bianco del Garante della concorrenza quando parla di rifiuti, allorquando precisa che la letteratura economica sostiene che i migliori esiti di procedura a evidenza pubblica si ottengono quando si avviano le singole fasi della filiera, consentendo così di conseguire le migliori performance per i cittadini. Del resto, questo è l’altro problema: ingessando di nuovo il sistema, come fate voi, lasciando in pancia la raccolta differenziata e l’umido a chi vincerà le gare di gestione, fate sì che le tariffe per i cittadini restino alte.

Conosciamo perfettamente tutta la storia e la trafila dei PEF - ribadisco -, con ATERSIR che non riesce a regolare e controllare, facendo così ricadere il tutto sui costi che gravano sui cittadini. Ebbene, introducendo questo articolo, non consentite di mettere a mercato il risultato della raccolta differenziata, quando invece il Garante per la concorrenza sostiene che è meglio definirlo. Certo, voi replicate che lo introducete perché il servizio integrato non è servizio integrato. Va bene. Tuttavia, sempre il Garante per la concorrenza afferma che, anche laddove l’Ente responsabile opti per la gestione integrata - perché voi la volete intendere così -, è necessario porre in capo al gestore del servizio integrato un obbligo di cessione del materiale raccolto tramite procedura ad evidenza pubblica. Ecco, voi questi consigli non li volete ascoltare.

Io spero che poi il Garante per la concorrenza o qualcun altro si svegli e ci venga a dire che il nostro provvedimento di legge non va bene, perché scritto così andate a stravolgere ciò che era stato scritto nella legge n. 16 e non permettete che la differenziata vada a mercato, perché volete chiudere il teorema, purtroppo secondo me - e qui rientra anche l’articolo 32 -, che gioca sui tipi di raccolta e gestione del servizio rifiuti, che voi definite industriale, esattamente industriale. Ma “industriale” che cosa vuol dire? Rimanere ancorati al cassonetto, continuare a pensare che l’innovazione tecnologica più grande del mondo sia il cassonetto con la calotta. Andate a chiederlo a San Mauro Pascoli quanto sono stati contenti dei cassonetti con la calotta, che, dopo averci buttato 60.000 euro, hanno dovuto toglierli. Ebbene, voi volete andare avanti con questo sistema.

Far rimanere la raccolta differenziata dentro l’ambito del gestore vuol dire che fare la raccolta con il cassonetto, ancorché con la calotta, si traduce in una raccolta di qualità peggiore. Ma che problema c’è! Tanto lui ha i suoi impianti di selezione, quindi non ha nessun problema. Se voi, invece, mettete a mercato la raccolta differenziata, chi fa la raccolta si deve impegnare a fare una raccolta di qualità, perché poi la deve vendere. E poi ci saranno gli altri impianti. Voi, invece, non volete fare questo, ma volete ingessare di nuovo il sistema. A questo noi siamo contrari.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Siamo in dibattito generale sull’emendamento 3.

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Intervengo solo per ribadire che gli intenti che noi abbiamo inserito nella legge n. 16 continuano a vivere, quindi il consigliere Bertani confonde i piani. Sul pezzo che riguarda la tipologia del servizio di raccolta, all’interno della legge abbiamo inserito la raccolta porta a porta e sistemi equivalenti, anche per dare un senso a quella che è la responsabilità dei Comuni nel pianificare e scegliere il servizio di raccolta che è più vicino al territorio e ai propri intenti.

L’esempio di San Mauro Pascoli è un esempio che conosco bene, perché fa parte del mio territorio, del territorio di Cesenate, e quei comuni si stanno, infatti, orientando su un sistema porta a porta, però non capisco cosa c’entri l’obiettivo di raccolta differenziata e di qualità della raccolta differenziata che noi abbiamo inserito nella legge n. 16 con la metodologia e il sistema di raccolta.

Noi dobbiamo lavorare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati per arrivare, appunto, a una raccolta differenziata il più possibile alta e il più possibile pulita, e lo dobbiamo fare, però, sapendo che la pianificazione e i sistemi vanno valutati e che va data ai Comuni la libertà di scegliere e decidere per il proprio territorio.

Questa discussione, che ormai va avanti da anni in Regione, e penso a quando abbiamo discusso la legge n. 16 o il Piano dei rifiuti, che riguarda il dettaglio, il particolare e il tentativo di imporre a tutti i territori un sistema omogeneo, è una discussione che non guarda alla qualità, bensì a un approccio ideologico alle politiche dei rifiuti piuttosto che, invece, alle politiche ambientali e di sostenibilità che la nostra Regione vuol portare avanti. Tra l’altro, le parole del consigliere Bertani mandano un messaggio sbagliato, perché il progetto di legge ambiente non tocca in alcun modo quella parte della legge n. 16 che riguarda, appunto, i sistemi di raccolta differenziata.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Montalti.

Consigliere Bertani, ha due minuti.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Desidero precisare che non intendo istituire nessun obbligo in capo ai Comuni. Tuttavia, scrivendo così la legge, voi permettete che sia più semplice fare nell’altro modo, ingessando di conseguenza il sistema. Comunque, i dati dicono che il sistema di raccolta porta a porta è quello più efficiente per avere una qualità migliore della materia e per i costi che gravano sui cittadini. Quindi, un Comune può scegliere, ma se voi scrivete una legge in questo modo forzate il mercato o lo facilitate a percorrere una strada, e questo non è compito della politica. Invece, voi fate così perché vi piace mantenere quel tipo di sistema. Fatelo, ma noi siamo contrari.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

In realtà gli effetti di questo articolo già li vediamo sul nostro territorio. È un articolo sul quale avevamo chiesto una riflessione da parte del Partito Democratico, è un tema che abbiamo già posto anche in occasione della discussione del Piano energetico con un nostro ordine del giorno, che è stato bocciato, e che riguarda in particolar modo la gestione della frazione organica, perché a livello locale si sono riscontrate problematiche relativamente, ad esempio, alla qualità dell’area in questi mega impianti realizzati dalle multiutility per entrare in questo nuovo business dei rifiuti rappresentato dal biometano da rifiuti organici.

L’articolo 31 che voi volete approvare oggi certifica la spartizione in due del nostro territorio alle due multiutility di questa regione, che faranno business, che faranno guadagni grazie anche agli incentivi statali, che paghiamo sempre noi, con due mega impianti. Parliamo di investimenti, quello di Hera, da 30 milioni di euro. Pensavamo che fosse l’impianto più grande di questa regione, ma siete riusciti a fare anche meglio con l’impianto realizzato dalla Iren, che sarà una volta e mezzo più grande dell’impianto di Hera, sito a Sant’Agata Bolognese. Questo avrà un impatto sull’area devastante, in quanto parliamo di 50, 70, 100 camion al giorno che circoleranno, con tutti i problemi di qualità dell’aria che attanagliano la nostra regione. Siamo in infrazione per le Pm10, siamo la pianura più inquinata del mondo, tutte informazioni che conosciamo perfettamente.

Allora, quando ci parlate di filiera corta o di decarbonizzazione, tutti questi temi dovrebbero rientrare all’interno di queste logiche. Invece, ancora oggi si continua, da una parte, a enunciare questi buonissimi princìpi e, dall’altra, alla prova dei fatti si ignorano completamente.

La questione del biometano da rifiuti potrebbe anche avere una sua logica, e lo preciso perché non vogliamo che poi ci siano strumentalizzazioni al riguardo, che noi approviamo anche, però fatta su piccoli impianti, che siano sostenibili. Voi l’avete inserito con l’emendamento, però riguarda solamente i sub-affidamenti. Mettiamolo come principio anche all’interno delle gare, e allora così veramente salvaguardiamo la salute dei cittadini e puntiamo a migliorare la qualità dell’aria, non con questi mega impianti che vengono realizzati sui territori, che poi subiscono tutti i disagi che ne derivano. Non ha nessun senso.

Vi porto l’esempio del caso di Hera, un impianto nuovissimo che sta sul mio territorio, è molto vicino a casa mia, per cui lo conosco molto bene. Ebbene, questo impianto è stato realizzato nella completa ignoranza dei cittadini, che non sono stati chiamati e informati della realizzazione di questo impianto. Nel frattempo, però, l’assessore Costi, che evidentemente non è molto allineata con quanto succede sui territori, a un convegno di Legambiente parlava di rivoluzione, di cambiamento, di benessere delle persone, di costruzione di nuove imprese - Hera non so cosa abbia di nuovo -, di riduzione di emissioni, di informazione. L’assessore affermò testualmente: “Questi cambiamenti si fanno se c’è un’informazione sempre molto corretta e soprattutto anche una partecipazione dal basso”. Ebbene, l’impianto di Hera ha ricevuto una sola osservazione, formulata peraltro da un privato cittadino, perché nessuno era a conoscenza ed era stato informato di questo nuovo mega impianto. Ma non solo i cittadini. Alla Conferenza di servizi i vostri sindaci non hanno nemmeno partecipato, non si sono nemmeno degnati di venire a fare due osservazioni. Il Comune di Crevalcore, con il sindaco e senatore Broglia, che probabilmente è molto più impegnato a Roma che a guardare che cosa succede nel suo territorio, si è svegliato all’ultima seduta, quando si è accorto che il Comune di Sant’Agata, comune su cui insiste l’impianto, stava portando a casa 750.000 euro di indennizzo e al Comune di Crevalcore non veniva in tasca niente. Allora, nell’ultima seduta si è deciso di partecipare e mettere nero su bianco il proprio dissenso. Ancora, il Comune di Anzola dell’Emilia ha partecipato due volte e poi ha deciso di disertare le sedute. Il Comune di Calderara di Reno, con l’assessore e il sindaco Priolo - anche in questo caso si vede che gli impegni sono sempre altri rispetto alla tutela del Comune che si amministra -, non ha presenziato neanche una volta. Il Comune di Sala Bolognese uguale. Il Comune di San Giovanni in Persiceto si è presentato due volte, e poi basta. Ovviamente, il Comune di Sant’Agata Bolognese ha partecipato perché era il Comune direttamente interessato…

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliera, ha esaurito il tempo.

 

PICCININI: Finisco.

In conclusione, mi preme sottolineare che la tutela della salute pubblica non può prescindere dagli interessi economici di pochi. Questi processi vanno governati e voi non lo state facendo. State dando i soliti vantaggi alle multiutility. Non si capisce perché la priorità che dovrebbe essere quella di tutelare la salute dei cittadini viene sempre dopo.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Piccinini.

Ci sono altri interventi in dibattito generale congiunto su emendamento e articolo?

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: La consigliera Montalti ha già chiarito alcuni aspetti, per cui mi limiterò a esprimere alcune brevi considerazioni, anche perché i termini sono importanti e gli annunci piuttosto roboanti, tanto da rischiare di non far comprendere cosa stiamo votando. Ebbene, noi stiamo votando l’interpretazione di avvio al recupero. La valorizzazione delle frazioni differenziate sono comunque fuori dalle gare e dall’individuazione del soggetto che poi dovrà andare a fare la valorizzazione. La parte valorizzazione rimane comunque esclusa.

La parte che viene toccata, se proprio dobbiamo affrontare la questione in modo dettagliato, è soltanto il pezzo che riguarda la prevalorizzazione. Quindi, tutta la parte dell’intervento del consigliere Bertani, che potrebbe avere il suo fondamento qualora andassimo a votare una cosa diversa rispetto a quella che stiamo votando oggi, non è chiaramente supportata dal punto di vista normativo. E non riprendo tutto il pezzo dell’intervento di ieri. Infatti, anche con l’intervento precedente si è ribadita la discussione sul modello di individuazione degli ambiti, che non c’entra nulla con quello che stiamo votando oggi, ma è una definizione che riviene sia dalle norme nazionali, come dicevo ieri, sia dall’individuazione della legge n. 23.

È un’altra discussione, assolutamente legittima. Noi la pensiamo diversamente, ma è assolutamente legittima. Però, non possiamo dare l’idea che oggi stiamo andando a fare chissà quale rivoluzione, se non quella di provare a chiarire un po’ meglio come ci dovremo comportare durante le gare di selezione dei concessionari per le gare future.

Tutti questi messaggi, associati anche al tema della salute pubblica, rischiano di creare disinformazione, di cui sicuramente noi non abbiamo bisogno.

Per quanto riguarda il tema trattato dalla consigliera Piccinini, in via ipotetica e teorica posso anche essere d’accordo. Vedo difficile, però, poter sostenere gli impianti domestici di biometano, le compostiere domestiche che producono biometano. A un certo punto il livello lo tiriamo fin dove è possibile. Anche perché dall’altra parte confrontiamo le tariffe sul recupero o sui costi di smaltimento con le tariffe applicate in Lombardia, dove hanno costruito dei mega impianti che prendono rifiuti anche da…

 

(interruzioni)

 

Correttamente. Come scelta.

Dall’altra parte, guardiamo quella realtà e diciamo: caspita, lì costa meno! Poi torniamo in Emilia-Romagna e diciamo: no, aspetta il punto di equilibrio è quello di fare degli impianti di biometano molto piccoli, magari che servono il Comune o forse anche l’Unione dei Comuni, perché dipende anche dalle sue dimensioni, e poi ci aspettiamo che questo produca reddito, generi benefìci a livello tariffario per i cittadini e magari possa essere anche sostenibile. Ragazzi, un punto di caduta bisogna che proviamo anche a darcelo, perché altrimenti si alimentano quelle informazioni non corrette che rischiano di inficiare un percorso, che credo condividiamo, come ho sentito dire più volte, che deve portare questa Regione a essere un faro non solo dal punto di vista delle norme che produce in materia di economia circolare e recupero dei materiali, ma anche - e mi auguro che lo sia sempre di più in futuro - dal punto di vista della possibilità di introdurre e vedere investimenti importanti nella nostra regione anche su tutto quello che riguarda la filiera del recupero della materia, oltre che della ricerca dei materiali, dove già sappiamo che siamo in campo a tutto tondo.

È un punto di equilibrio che va sicuramente calibrato nella maniera corretta, tuttavia eviterei di trascinare dentro questa discussione gli annunci roboanti. Tra l’altro, potrebbe essere opportuno…

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliere, la invito a concludere.

 

SABATTINI: …anche confrontandoci con la presidente della Commissione, provare ad analizzare un po’ più nel dettaglio la procedura per la realizzazione del biometano, che crediamo possa essere un approdo importante anche per il recupero della materia organica che produciamo nella nostra regione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sabattini.

Consigliere Sassi, prego.

 

SASSI: Grazie, presidente.

Io, visti gli interventi dei miei colleghi Bertani e Piccinini, non volevo neanche intervenire. Tuttavia, sono stato stimolato dal biometano domestico.

Ricordo a chi non lo sapesse che nell’Unione Terre d’Acqua la gestione degli impianti è in mano a Geovest, che non fa sconti in tariffa. Quindi, sui territori ci sono solo disagi, non convenienze, che a volte vengono sbandierate un po’ in maniera superficiale.

Io sto pensando all’impianto che hanno presentato e ricicciato fuori, dopo anni che era stato lasciato nel cassetto, quello della zona di Gavassa, in provincia di Reggio Emilia, 100.000 tonnellate di trattamento dell’umido, più 170.000 di stralcio verde, che vorrebbero realizzare in quella che una volta era la zona identificata per l’impianto di TMB. Anche quello è tornato in un cassetto, e non si sa bene per quale motivo. La fabbrica del materiale è saltata per aria prima ancora di essere costruita. Quindi, in quella zona adesso dovrebbe insistere questo impianto di biometano, biometano anche per autotrazione. Peccato che poi SETA non ne potrà usufruire visto che la maggior parte dei suoi mezzi è alimentata a diesel. Anzi, sta continuando a comprarne di nuovi. Quindi, si pensa a un mega impianto per servire tre province. Tre province. Quindi, arriveranno da Piacenza e da Parma, ma non con le mulattiere, bensì con camion a diesel, a portare tutto il materiale dell’umido, porteranno gli sfalci, perché anche quelli sono previsti. E non lo dico io, ma ho visto le slide di Iren, che spiegano come funzionerà. Quindi, ci sarà anche una parte di verde da gestire dentro questo impianto per fare in modo che il biodigestato diventi un compost utilizzabile, uno stabilizzato utilizzabile, e quindi verrà mischiato con del verde. Insomma, dovremmo far girare camion per il verde e camion per l’umido su tre province, e noi tutto questo lo chiamiamo tutela dell’ambiente? Signori, o cominciamo a far girare dei camion a metano, oppure contribuiamo con questa ulteriore forma di inquinamento a compromettere la già pessima qualità dell’aria, che, come ha ricordato la mia collega Piccinini, è tra le più inquinate d’Europa. E noi, realizzando questi impianti, facciamo girare ancora più camion. È come quando nel Piano Rifiuti si declinò che si riducono e non si eliminano completamente le discariche, anche se quelle che abbiamo le stiamo ampliando, andando così a compensare quelle che chiudiamo, facendo girare paradossalmente - questo lo dissi allora e lo ripeto adesso - ancora più camion. Ancora più camion. È paradossale che con meno discariche che inquinano, che comunque andrebbero chiuse, tutte, produciamo più inquinamento facendo girare ancora più camion, perché concentriamo su poche discariche tutto il traffico dei rifiuti che vengono conferiti in quei siti. Che sia una quota parte piccola o grande poco importa, perché i camion girano comunque.

Inoltre, consigliere Sabattini, nessuno ha mai declinato il biometano domestico. Ci mancherebbe altro! Ma c’è una via di mezzo e c’è un buonsenso quando si deve tutelare il territorio dal punto di vista ambientale e nella gestione dei rifiuti. Noi siamo per il compost di qualità. Fosse per me ne farei uno per ogni provincia, ma economicamente è insostenibile. Lo so bene che economicamente è insostenibile. Quindi, bisogna trovare una quadra, che non è il biometano domestico. Nessuno l’ha mai detto. Non facciamo della facile ironia e inutile in questo senso.

Ad ogni modo, e concludo, dell’impianto previsto a Gavassa ne riparleremo, perché per adesso è stato solo presentato con delle slide. Il progetto non è stato ancora ufficialmente depositato. Quando sarà fatto, ci risentiremo ed entreremo nel merito e nella foglia del problema, perché su quella soluzione da anni abbiamo pronte delle idee. Quindi, vedremo di riparlarne.

Per il momento, per cortesia, evitiamo facilonerie inutili, perché comunque i camion girano veramente, non sono una teoria.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sassi.

Interviene il consigliere Poli Roberto. Prego.

 

POLI: Grazie, presidente.

Confesso che invidio molto il collega e compagno di Gruppo Luca Sabattini, perché ha una pazienza che a definire evangelica gli si fa un torto. Ormai in infinite occasioni ha spiegato, rispiegato, argomentato e tornato a rispiegare, ma non succede mai niente. O c’è una difficoltà di comprensione, oppure c’è proprio una chiusura all’ascolto. Io, invece, essendo romagnolo, mi infiammo un po’ più in fretta e devo dire che francamente comincia a essere anche abbastanza pesante questa situazione.

I colleghi del Movimento 5 Stelle sono contro i termovalorizzatori, giustissimo, sono contro le discariche, giustissimo, vogliono fare il porta a porta dappertutto, giustissimo. Bene, presidente, chiedo formalmente ai colleghi del Movimento 5 Stelle di organizzare un seminario qui, di chiamare il sindaco di Roma e il sindaco di Livorno e di farci spiegare come affrontano loro il tema dei rifiuti. O li portano via con una carriola, o li caricano sui camion, come mi risulta accadere a Roma, e li portano da altre parti. Sono camion a metano? Sono camion a fotovoltaico?

Signori, la demagogia serve a poco, perché il tema dei rifiuti è un tema complicato, è un tema delicato, è un tema che si confronta con le sensibilità dei cittadini, ma si confronta anche con una tenuta economica dei servizi, una qualità del servizio reso e una ricaduta sulle tariffe che i cittadini e le imprese pagano. Quindi, io non lo so, collega Sassi, se avete la ricetta. A me pare, invece, che voi abbiate un approccio ideologico al tema dei rifiuti che non risolve i problemi, perché non siete in grado di risolverli neanche dove governate voi. Siccome in quelle realtà che citavo non governate da due giorni e la luna di miele è finita, spiegateci quali ricette avete per risolvere i problemi in quelle grandi città che governate voi, o sennò organizzateci un incontro con l’ex assessore del Comune di Roma, la Muraro, che forse qualche indicazione più utile ce la può dare.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Poli.

Prego, consigliere Bertani. Ha un minuto a disposizione.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Che Poli sia romagnolo non mi risulta. Probabilmente non ho ancora ben compreso i confini. Comunque, io mi sento un po’ più romagnolo di lui. Naturalmente, la mia è una battuta.

Venendo al merito, non mi sembra affatto che abbiamo un approccio ideologico, consigliere Poli. Anzi, piuttosto mi sembra che scendiamo nel merito e leggiamo i provvedimenti. Certamente, i problemi di Roma non si possono risolvere in un anno, dopo che l’avete massacrata per anni. Comunque, li stiamo risolvendo. Peraltro, c’è un assessore che ha lavorato a Reggio Emilia e che penso stia lavorando molto bene.

Siccome so che il mio tempo è scaduto, interverrò sull’emendamento successivo. Intanto chiedo il voto elettronico sul nostro emendamento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Siamo in dibattito generale sull’emendamento 3 e sull’articolo 31. Non ho altri iscritti a intervenire.

Apro le dichiarazioni di voto. Ci sono iscritti? No.

A questo punto passiamo alla votazione dell’emendamento a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini, Alleva. Ricordo che si pone in votazione il mantenimento dell’articolo, quindi chi vuole mantenere l’articolo vota a favore, mentre chi vuole abrogare l’articolo vota contro.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione del mantenimento del testo dell’articolo 31, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

41

Assenti

 

9

Votanti

 

40

Favorevoli

 

23

Contrari

 

15

Astenuti

 

2

 

PRESIDENTE (Soncini): Il mantenimento del testo dell’articolo 31 è stato approvato, per cui l’emendamento 3 è respinto.

Art. 32

Su questo articolo insiste l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Alleva. Si pone sempre ai voti il mantenimento del testo dell’articolo. Dibattito congiunto su emendamento 4 e articolo 32.

Dibattito generale.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Come ho già avuto modo di spiegare in dibattito generale, non ci sembra corretto andare a enucleare la parte di finanziamento per i centri del riuso e per le iniziative dei Comuni, riducendo in questo modo il finanziamento ai Comuni virtuosi, che era uno degli obiettivi della legge.

Il consigliere Sabattini ci diceva che, secondo lui, bisogna aiutare i comuni che sono più lontani, noi riteniamo, invece, dal punto di vista politico che vadano premiati quelli virtuosi, perché altrimenti rischiamo di dare a pioggia dei soldi e di non garantire che tali risorse siano utilizzate per migliorare l’efficienza della raccolta.

Per quanto riguarda quello che si diceva prima, a me sembra che comunque qualche riflessione l’abbiate fatta anche voi, perché alla fine siete passati intanto dal 25 al 30 per cento, il che vuol dire che anche voi qualche riflessione la state facendo. E questo lo prendo come aspetto positivo.

Per quanto riguarda le tariffe, non mi sembra che noi siamo la Regione più virtuosa d’Italia. Stessa cosa dicasi in ordine alla produzione di rifiuto indifferenziato. Quando arriveremo alla deassimilazione, voglio vedere cosa succederà alle percentuali di raccolta differenziata. Del resto, altro tema importante, che in parte è legato all’efficienza che chiediamo ai Comuni, è quello della deassimilazione, tema che tornerà e sarà forte.

È inutile, quindi, che facciate polemiche sulle città governate dal Movimento 5 Stelle, perché lì vedrete che arriveranno dei risultati importanti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Vorrei fare soltanto una precisazione sulla questione tariffe, perché quando uno parla deve anche sapere di che cosa sta parlando. Come diceva il consigliere Sassi, l’impianto di Hera insiste sul territorio di Sant’Agata ed è confinante con l’Unione dei Comuni Terre d’Acqua, che come gestore hanno Geovest e che, quindi, non godranno neanche del beneficio degli sconti in tariffa, perché si tratta di un altro gestore. Quindi, quel territorio subirà solamente i disagi di una gestione folle di questa materia.

Inoltre, quando parlate di rifiuti che i nostri sindaci portano fuori regione, sappiate che anche in quelle realtà arriveremo a fare questo sull’organico, perché questi sono mega impianti che hanno fame di rifiuti. Già l’impianto di Hera verrà alimentato con i rifiuti di tre province, e non è detto che non si allarghi, perché pare che abbia messo gli occhi anche sui territori circostanti. D’altronde, questo è un business, che consente a queste multiutility di generare grandi profitti, per cui tendono a massimizzarli, perché sono impianti enormi, che però non sono al servizio del territorio. E noi stiamo avvantaggiando questo tipo di visione, che noi non condividiamo, che, ripeto, porterà anche nelle nostre realtà a movimentare rifiuti organici anche da fuori regione, perché sono mega impianti che, con tutta probabilità, diventeranno ancora più grandi. E voi con questo articolo e con questa legge state certificando questa previsione.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Piccinini.

Ci sono altri interventi in dibattito generale? Chiudo il dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, il mantenimento del testo dell’articolo 32.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 32 è approvato. L’emendamento 4 si intende respinto.

Art. 33.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 33.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 33 è approvato.

Art. 34.

Sull’articolo insiste l’emendamento 9, a firma del consigliere Bertani.

Dibattito generale su emendamento e articolo.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Essenzialmente chiediamo che, quando si parla di pianificazione ambientale e di settore, l’Assemblea legislativa abbia una parola più importante. Quindi, al comma 3 dell’articolo 34 proponiamo che l’adozione venga effettuata dall’Assemblea legislativa e non dalla Giunta.

Parliamo di adozione dei piani, per cui rischiamo, come è già successo per gli altri piani, che vengano adottati dei piani, aspettando anche anni in alcuni casi che l’Assemblea legislativa possa intervenire e dire la sua.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ci sono altri interventi? Nessun altro.

Apro la dichiarazione di voto congiunta. Non ci sono richieste di intervento…

Mi scusi, ha la parola il consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO: Siamo alle dichiarazioni finali o alla dichiarazione sull’emendamento e sull’articolo 34?

 

PRESIDENTE (Soncini): Siamo alla dichiarazione congiunta su emendamento 9 e articolo 34.

 

CALIANDRO: Okay. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Caliandro

Quindi, non ho richieste di dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 9, a firma del consigliere Bertani.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 9 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 34.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 34 è approvato.

Art. 35.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 35.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 35 è approvato.

Art. 36.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 36.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 36 è approvato.

Art. 37.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 37.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 37 è approvato.

Art. 38.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 38.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 38 è approvato.

Art. 39.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 39.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 39 è approvato.

Art. 40.

Insistono due emendamenti: emendamento 5, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi; emendamento 10, a firma del consigliere Bignami.

Apro il dibattito generale congiunto sui due emendamenti e sull’articolo 40. Chi intende intervenire?

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Gli emendamenti agli articoli 40 e 41 tendono a precisare che gli aspetti riguardanti il sistema informativo e le sanzioni devono essere inseriti, secondo noi, all’interno della legge n. 16. Lasciarli galleggiare in mezzo a questo provvedimento, secondo noi, è pericoloso perché poi, quando uno deve ricostruire l’intera norma, si trova in difficoltà. Tra l’altro, è importante, secondo noi, ricondurre le sanzioni dell’articolo 40 a quelle che erano già indicate nella legge n. 16, che facevano riferimento poi alla legge istitutiva di ATERSIR.

Riguardo all’emendamento del consigliere Bignami, siamo d’accordo perché la rendicontazione dei costi e dei dati del servizio gestione rifiuti è un’informazione importantissima. Averne sempre contezza e averla a disposizione senza dover fare continui accessi agli atti, chiedere la password per accedere al sistema ORSo, password che non ci date, aspettare e fare le ricerche, eccetera, eccetera e poter dare dati anche ai Comuni che ce li chiedono o a chi vuole ascoltare poi il rendiconto della Commissione è importante.

Voteremo, quindi, sicuramente a favore anche dell’emendamento numero 10 del consigliere Bignami.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Intervengo solo per annunciare il voto favorevole all’emendamento 10 a firma del consigliere Bignami.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

Consigliere Bignami, prego.

 

BIGNAMI: In primo luogo desidero sottolineare l’importanza dell’emendamento su cui abbiamo concentrato la nostra attenzione, che è funzionale a rendere maggiormente trasparente l’accesso a dati che, invece, nell’ultimo periodo erano stati resi di difficile accesso, per non dire che era veramente stata preclusa la condivisione di questi elementi; dati, soprattutto quelli sul rendiconto, più che sul PEF, che sono già pubblici, che consentano di condurre una valutazione su un’Agenzia, che non è certamente regionale, essendo un’Agenzia formata dai Comuni che, tuttavia, trovando in una legislazione regionale disciplina e regolamentazione rendeva, anche a fronte della clausola valutativa, necessario un accesso a queste informazioni per consentire una piena valutazione sul funzionamento dello stesso.

In questo, oltre a ringraziare i colleghi del Movimento 5 Stelle e anche il collega Taruffi, che hanno annunciato poc’anzi il voto a favore, credo vada dato atto – l’ho già fatto anche rispetto all’introduzione, nella sessione di ieri, dell’esame della legge – al relatore di aver trovato una buona sintesi rispetto alle iniziali richieste che certamente erano più ampie di quelle che avevamo formulato. Su questo riconosco la fondatezza dell’obiezione che era stata inizialmente svolta rispetto alla prima versione dell’emendamento che avevamo proposto, cioè di equiparare, in buona sostanza l’accesso agli atti ex articolo 30, che svolgiamo per le Agenzie regionali agli strumenti di accesso previsti nei confronti di ATERSIR.

È una soluzione che ha trovato una buona sintesi e un compromesso credo più che onorevole nella formulazione che abbiamo riproposto; una riformulazione che evidentemente, anche a fronte di quello che ha detto la Giunta quest’oggi, che ringrazio, nell’illustrazione e in discussione generale svolta dall’assessore Gazzolo, consente di ripristinare quella condivisione di elementi di informazione che permette, credo a tutti, di valutare con maggiore contezza l’operato dell’Agenzia ATERSIR. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bignami.

Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Ovviamente confermiamo anche noi il voto favorevole all’emendamento presentato dal collega Bignami.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Sabattini.

Non ho altri iscritti in dibattito generale. Chiudo il dibattito generale.

Apro la dichiarazione di voto. Non ci sono interventi in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 5, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 5 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 10, a firma del consigliere Bignami.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 10 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 40, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 40 è approvato.

Art. 41.

Sull’art. 41 insistono gli emendamenti 6 e 7. L’emendamento 6 è a firma dei consiglieri Bertani e Sassi. L’emendamento 7 è a firma del consigliere Foti.

Dibattito generale su emendamenti e articolo. Non ho iscritti in dibattito generale.

Dichiarazione di voto su emendamenti e articolo. Non ho richieste di intervento in dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 6, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 6 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 7, a firma del consigliere Foti.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 7 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 41, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 41 è approvato.

Art. 42.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 42.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 42 è approvato.

Art. 43.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 43.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 43 è approvato.

Art. 44.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 44.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 44 è approvato.

Art. 45.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’art. 45.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’art. 45 è approvato.

Passiamo all’emendamento 8, istitutivo di un nuovo articolo, a firma dell’assessore Paola Gazzolo.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 8.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 8 è approvato.

Vi ricordo gli ordini del giorno: il 4670/1, (oggetto 4945), a firma dei consiglieri Piccinini e Sassi, il 4670/2, (oggetto 4946), a firma dei consiglieri Bertani, Sassi e Piccinini, il 4670/3, (oggetto 4947), a firma dei consiglieri Sabattini, Rontini, Tarasconi, Montalti, Caliandro, Campedelli, Calvano, Francesca Marchetti, Poli, Pruccoli, Lori, Boschini, Iotti e Zoffoli. Su questo ordine del giorno insiste una proposta di emendamento, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini e una proposta di emendamento a firma del consigliere Bertani alla quale si è aggiunta la firma della collega Piccinini.

Apro la dichiarazione di voto congiunta sul progetto di legge e sugli ordini del giorno. Sono cinque minuti per Gruppo.

Consigliere Caliandro, prego.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente.

Il lavoro svolto dal relatore Sabattini è stato un lavoro egregio, approfondito e di grande disponibilità rispetto ad un argomento che non gli è nuovo, peraltro, nella trattazione dei temi collegati all’ambiente. È un tema spinoso, controverso, intorno al quale, però, si costruisce la differenza tra quello che si può realmente fare e quello che, invece, può essere una semplice speculazione politica.

Ho apprezzato molto l’impegno con cui l’assessore Gazzolo in questi anni ha continuato ad investire su questo atteggiamento amministrativo, tipico di una laboriosità che le appartiene, su dei temi così importanti.

La valutazione su questo articolato, sulla discussione che abbiamo avuto, non vi è dubbio che sia una discussione franca, che ha esposto tutti a diversi modi di vedere questo problema. Mi piace l’idea di poter approvare un PDL che segna una continuità rispetto ad una politica sull’ambiente, sulla tutela del nostro territorio; uno stesso PDL che al suo interno traccia un tratto tutto emiliano di questo provvedimento, quello della solidarietà. È una solidarietà che avviene sia nei confronti delle posizioni colpite dal terremoto in questa regione, ma anche quelle colpite in un’altra regione. Attraverso questa solidarietà ribadiamo un ruolo centrale, amministrativo e di punto di riferimento nazionale rispetto ad una politica di intervento che la nostra Agenzia regionale è in grado di mettere in piedi.

Non condivido le critiche che sono venute al PDL sotto il profilo della sua attribuzione genetica di mettere insieme ambiente e terremoto; non le condivido perché penso che, invece, i temi si tengano tra di loro, così come si tengono insieme gli straripamenti dei fiumi e quindi il motivo di questi contratti che vengono richiesti da diversi anni dai nostri amministratori, dai nostri territori, ma soprattutto dai nostri cittadini.

Ho colto all’interno di questo dibattito di questa due giorni, perché in realtà il dibattito è iniziato ieri, la necessità di evidenziare, come tutela dell’ambiente e capacità amministrativa, gli aspetti che dovrebbero permetterci di fare un salto ulteriore.

Il collega Sabattini lo ha ricordato nella sua relazione ieri. Ha ricordato la massima importanza che viene data alla gestione della valutazione dell’impatto ambientale agli interventi in materia di economia circolare, al monitoraggio dei contratti di fiume e all’accorpamento delle funzioni. Ha ricordato anche – ed è questo, secondo me, uno dei punti forti di questo provvedimento – l’accorpamento delle funzioni delle autorità di bacino distrettuale del Po.

Questa è una Regione che intorno a questo tema costruisce un pezzo importante e nevralgico per tutto il nord-est di questo Paese e per cui un intervento amministrativo si lascia apprezzare maggiormente e lo fa con una responsabilità di prospettiva all’interno anche di un ridefinito ruolo rispetto a quelle che sono problematiche diverse che pure entrano in contatto tutte le volte che tocchi la cosa pubblica, ovverossia l’adeguamento normativo per le zone forestali e l’aggiornamento delle sanzioni stesse.

Si tratta di un PDL complesso perché tocca temi complessi e i temi complessi non possono essere semplificati con una battuta altrimenti volgarizzano l’impegno di tante persone che perdono anche la vita rispetto alle incapacità amministrative di alcune Amministrazioni.

La serietà rispetto a questi temi ci impone, rispetto ai drammi che questo Paese e questa Regione ha vissuto, delle risposte che siano dirette ed immediate e questo PDL si inserisce in questa direzione.

Per questo rivolgo un ringraziamento al lavoro egregio che fa l’assessore Gazzolo da anni e anche rispetto a quello che è un impegno che tutto l’apparato tecnico di questa Regione cerca di mettere in piedi al tempo della grande crisi della nostra terra che si ammala: una delle stelle, se non sbaglio, degli amici dell’altro partito dovrebbe essere quella legata all’ambiente. Penso che questa stella dovremmo cercare di lucidarla insieme, superando le logiche di appartenenza delle speculazioni politiche che non ci servono.

Non ci servono, perché quando le cose che fanno i vivi si incontrano con quelle che accadono alle persone che hanno perso la vita per la incapacità di prospettiva, allora bisogna cercare di rimboccarsi le maniche sulle cose che vanno fatte per davvero.

Penso che questo provvedimento potrebbe avere una gestazione migliore per quello che avverrà nei prossimi anni se insieme sapremo dimostrare di aver colto i punti di forza e non soltanto guardato le ombre. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Caliandro.

Interviene il consigliere Bertani. Prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente.

Mi dispiace che il consigliere Caliandro usi questi termini così sentimentali sul perdere la vita. Mi sembra che in questo caso non c’entrino nulla con il provvedimento, visto che stiamo parlando essenzialmente di provvedimenti ambientali. Ribadisco quello che ho detto inizialmente. Quei due articoli che riguardano il sisma sono articoli che andavano benissimo nell’assestamento, tanto che nel 2009, stessa cosa, terremoto del sisma, come abbiamo sempre fatto, la Regione Emilia-Romagna è stata solidale. Allo stesso modo nel 2009 si fece all’interno dell’assestamento, la destinazione dei fondi raccolti nel 2009, che poi furono utilizzati nel 2010. Quest’anno potevamo fare benissimo la stessa cosa per quanto riguarda i fondi per la solidarietà della gestione rifiuti nei territori colpiti dal sisma.

L’abbiamo fatto l’anno scorso nell’assestamento, potevamo farlo benissimo quest’anno nell’assestamento. Quindi, quei due articoli, per quanto ci riguarda, sono appiccicati all’interno di questo provvedimento.

Per quanto riguarda il provvedimento, sicuramente le visioni politiche sono diverse. La volete lucidare anche voi la stella dell’ambiente? Bene. Secondo me, come fate, non fate bene, perché andare a toccare di nuovo la legge n. 16 non va bene. Questo ve l’abbiamo spiegato.

Ci dite che non entriamo nel merito, ma a me sembra che nel merito ci entriamo, tanto che, e qui ringrazio comunque il consigliere Sabattini, andiamo a cercare di modificare alcuni articoli per rendere più omogenee le norme.

Vi ringrazio per aver approvato quell’emendamento che mi sembrava di buonsenso. La discussione avviene sempre nel merito e non è ideologica.

Mi dispiace che voi continuiate a fare questo. Fra l’altro, visto che stiamo nel merito, intervengo anche sull’ordine del giorno che presentate.

Anch’io sono d’accordo che vadano inseriti degli elementi premiali per il minor impatto ambientale dal punto di vista delle emissioni. Però, purtroppo, voi lo mettete solo nei sub-affidamenti.

Secondo noi, per questo ho proposto due emendamenti, la valutazione degli impatti ambientali soprattutto sulle emissioni la dovete mettere anche sulle gare di concessione. Qui torna il tema dei grandi impianti di biometano, che sono grandissimi impianti che, fatti così, devono coprire degli ambiti troppo grandi creando gli impatti che dicevamo prima.

Quindi, nelle gare per la raccolta rifiuti, secondo noi, vanno messe anche lì le valutazioni e i punteggi che favoriscono chi prometterà di avere minore impatto e quindi chi prometterà, come dice la legge sui rifiuti, di avere degli impianti di prossimità.

Ovviamente, anche qui va trovato un compromesso e va trovata la giusta dimensione. Questi impianti, che ad oggi vengono proposti in Regione, secondo noi, sono di dimensioni esagerate. Probabilmente andrebbero bene degli impianti più piccoli, della metà, quindi non impianti casalinghi.

Stiamo sul merito e facciamo le nostre proposte. Vi proponiamo di inserire all’interno del vostro ordine del giorno i nostri emendamenti che tengano conto dell’impatto ambientale dell’intera gara non del sub-affidamento, che è una parte molto piccola.

L’altro ordine del giorno, lo ribadisco, è importante proprio perché ci sono cittadini, ci sono associazioni che tentano di tenere monitorato il territorio guardando le procedure di VIA che appaiono. Mettere la tecnologia RSS all’interno del sito delle procedure di VIA aiuta i cittadini e le associazioni, ma anche le imprese, a tenere più facilmente monitorate le procedure di VIA che arrivano o che nel tempo procedono. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bertani.

Ci sono altri Gruppi che intendono intervenire in dichiarazione di voto congiunta?

Non ho altri iscritti.

Procediamo, quindi, alla votazione degli ordini del giorno.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 4670/1 (oggetto 4945), a firma dei consiglieri Piccinini e Sassi.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 4670/1 (oggetto 4945) è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 4670/2 (oggetto 4946), a firma dei consiglieri Bertani, Sassi e Piccinini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 4670/2, oggetto 4946, è respinto.

Passiamo alla votazione dell’emendamento 1, sull’ordine del giorno 4670/3 (oggetto 4947).

Chiediamo prima l’assenso al primo firmatario dell’ordine del giorno, il consigliere Sabattini.

 

SABATTINI: Perfetto.

 

PRESIDENTE (Soncini): Anche per l’altro emendamento? Le chiedo l’assenso.

 

SABATTINI: Sì.

 

PRESIDENTE (Soncini): Bene. Grazie, consigliere Sabattini.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 2 è respinto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 4670/3 (oggetto 4947), a firma del consigliere Sabattini e altri, così come emendato.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 4670/3 (oggetto 4947) è approvato.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 4670, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Soncini): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

43

Assenti

 

7

Votanti

 

42

Favorevoli

 

26

Contrari

 

13

Astenuti

 

3

 

PRESIDENTE (Soncini): Proclamo approvata la legge riguardante «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici».

 

OGGETTO 2686

Progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: “Norme per l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per il contrasto delle morosità e delle occupazioni abusive. Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24”. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Rainieri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Rancan, Liverani, Fabbri

(Relazione della Commissione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 2686/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

(Risoluzione oggetto 4873 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 2686: Progetto di legge d’iniziativa dei consiglieri recante “Norme per l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per il contrasto delle morosità e delle occupazioni abusive. Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24”, a firma dei consiglieri Marchetti Daniele, Rainieri, Delmonte, Bargi, Pompignoli, Pettazzoni, Rancan, Liverani, Fabbri.

Il testo n. 3/2017 è stato licenziato dalla Commissione “Territorio Ambiente Mobilità” nella seduta del 15 giugno 2017 con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da 6 articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Marco Pettazzoni, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Vi ricordo che su questo oggetto è stato presentato un ordine del giorno, il numero 1, di non passaggio all’esame dell’articolato, a firma della consigliera Rontini.

Vi ricordo anche che su tale oggetto è stata abbinata in Aula la risoluzione oggetto 4873: “Risoluzione per impegnare la Giunta ad inserire, in fase di revisione della legge regionale n. 24 dell’8 agosto 2001, norme per l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica”.

Questa risoluzione è a firma dei consiglieri Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni e Pompignoli. Su questa risoluzione sono pervenute due proposte di emendamento a firma della consigliera Rontini.

Do la parola al relatore della Commissione, il consigliere Marco Pettazzoni, che ha venti minuti. Prego, consigliere Pettazzoni.

 

PETTAZZONI, relatore: Dei venti minuti ne lascerò sicuramente diciannove, visto che è presente il collega Marchetti, che è il presentatore di questa modifica alla legge regionale n. 24 del 2001.

Esprimiamo l’intenzione di normare l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica passando attraverso l’ampliamento delle competenze dell’Osservatorio regionale, dando loro maggiori competenze sulle occupazioni e sulle morosità.

Lascio immediatamente la parola al collega Marchetti, che presenterà il suo progetto di legge. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Pettazzoni.

È finita la relazione. Apriamo il dibattito generale.

Il consigliere Pettazzoni ha già dato la parola al consigliere Daniele Marchetti.

Prego, consigliere Daniele Marchetti.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Sarò breve, anche perché, come è stato ricordato dalla presidente, il testo è già stato licenziato con voto contrario dalla Commissione referente. Oggi è stato presentato anche l’ordine del giorno per il non passaggio all’esame dell’articolato.

È noto a tutti, comunque, che la disponibilità degli alloggi popolari non è in grado di soddisfare, nella maggior parte dei casi, la richiesta che si riscontra sul territorio. Quindi, è un tema assolutamente da affrontare e che come Assemblea dobbiamo prendere assolutamente in considerazione. Eppure, di appartamenti sfitti sul nostro territorio, nei vari comuni, ce ne sono, basta richiedere l’elenco all’Osservatorio regionale per rendersene conto. Io l’ho fatto e c’è proprio un elenco dove vengono suddivisi gli appartamenti in “immediatamente assegnabili” o “che richiedono interventi onerosi” o “che richiedono interventi a basso costo”.

Un quadro generale della situazione dell’edilizia residenziale pubblica sul nostro territorio regionale suddiviso per Province e suddiviso per Comuni c’è già. È anche vero, però, che tante volte il pubblico non riesce ad intervenire, anche se gli alloggi richiedono degli interventi a basso costo, perché ovviamente non si interviene sul singolo appartamento, ma si avviano dei lavori a pacchetto in una serie di alloggi che, magari, non sempre le Amministrazioni pubbliche riescono ad avviare tempestivamente. Tante volte ci sono appartamenti che richiedono interventi di poco conto che, purtroppo, rimangono comunque sfitti per anni.

Il nostro progetto di legge intende affrontare questo problema, andando a normare una tipologia di recupero, il cosiddetto autorecupero degli alloggi ERP. In sostanza in che cosa consiste questa nostra proposta? Ovviamente si fa un censimento degli appartamenti presenti sul nostro territorio che richiedono interventi a basso costo. Gli enti locali a quel punto potrebbero fare una graduatoria a sé, gli assegnatari poi procederebbero all’avvio dei lavori, rendicontando tutte le fatturazioni e dimostrando all’ente proprietario che i lavori sono stati svolti a regola d’arte. A quel punto, una volta che l’ente proprietario attesta che effettivamente i lavori sono stati svolti come si dovevano svolgere, può consegnare le chiavi dell’appartamento all’assegnatario.

È ovvio che in questo modo ci guadagnerebbero tutti, perché il cittadino comunque riuscirebbe ad ottenere un appartamento che, altrimenti, sarebbe rimasto sfitto e dall’altra parte c’è poi l’Amministrazione pubblica, l’ente proprietario che andrebbe a recuperare un appartamento a costo zero che sarebbe rimasto vuoto.

Con questo progetto di legge, come ha anticipato il consigliere Pettazzoni, affrontiamo anche il tema delle occupazioni abusive e delle morosità. Riteniamo, infatti, opportuno andare ad ampliare anche i compiti dell’Osservatorio regionale dandogli anche l’incarico di monitorare queste situazioni. Credo che sia assolutamente necessario per un ente pubblico tenere monitorati questi fenomeni per poi risolverli.

Da quanto ho capito durante la discussione che si è tenuta in Commissione III, c’è stata una piccola apertura per quanto riguarda la parte dell’autorecupero. Proprio a tal proposito, visto che mi pare di capire che è in programma una revisione della normativa regionale che interviene sull’edilizia residenziale pubblica – non so con che tempistiche, però mi pare di aver capito che è nei programmi della Giunta rivederla – visto che c’è stata proprio un’apertura e mi è stato detto che il tema dell’autorecupero si terrà in considerazione, ho presentato e abbinato a questo progetto di legge una risoluzione per impegnare la Giunta (c’è poi un emendamento della consigliera Rontini, che dopo magari illustrerà lei) a tenere in considerazione il tema dell’autorecupero in vista di una più complessiva revisione della normativa regionale.

È ovvio che avrei preferito ottenere una approvazione del progetto di legge, però capisco la logica dei numeri e quindi, essendo all’opposizione, mi devo accontentare. Piuttosto che niente, mi accontento di un mezzo risultato.

Anticipo già che accoglierò gli emendamenti presentati dalla consigliera Rontini e mi auguro che effettivamente questo tema possa comunque trovare un effettivo interesse da parte della Giunta regionale in fase di revisione della normativa.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Ci sono altri iscritti a parlare in discussione generale congiunta sul progetto di legge e risoluzione?

Consigliera Montalti, prego.

 

MONTALTI: Intervengo per spiegare le motivazioni che ci hanno portato ad esprimere un parere contrario rispetto a questo PDL. I motivi sono sostanzialmente due, da un lato è vero che esistono degli alloggi che non sono stati destinati, ma qualora un alloggio non viene destinato è per lo più quando ha bisogno di interventi che sono strutturali e più consistenti rispetto a quegli interventi di bassa soglia, lo dico in questa maniera, che il PDL della Lega prevedeva.

Ci sembra che l’intento del progetto di legge non possa raggiungere quell’obiettivo specifico di rimettere in circolo alloggi non destinati. Così come, sempre parlando di risorse, chi accede agli alloggi ha l’ISEE estremamente basso. Per cui, anche la possibilità di poter realizzare degli interventi di bassa soglia, di basso costo ci sembra di difficile realizzazione.

D’altra parte, c’è un piano che la Regione sta portando avanti, attraverso le ACER e i Comuni, di recupero degli alloggi ERP. In particolare, tra il 2014 e il 2017 sono stati destinati 6,5 milioni di euro attraverso il Piano Casa nazionale e già realizzati quasi 600 interventi, proprio per riuscire a rimettere in circolo gli alloggi che avevano bisogno di manutenzione e di interventi di rimessa a norma.

Voglio anche dire – questo è un pezzo della discussione che avevamo fatto in Commissione – che il tema dell’autorecupero rimane, tuttavia, un tema interessante. Vorrei anche dirlo così, è una sfida di cure e di civiltà rispetto a chi utilizza gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Effettivamente c’era stata da parte nostra un’apertura in un ragionamento che potesse superare la discussione e il confronto all’interno del PDL non mettendo, però, da parte il tema dell’autorecupero, ma cercando di inserirlo in altri strumenti normativi o nella revisione della legge, cercando di capire come poi effettivamente dare la possibilità all’ERP, agli inquilini e ai Comuni di poter realizzare e mettere in pratica questa sfida, che è una sfida che deve essere sostenuta, come anticipato, da chi nell’alloggio vive.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Montalti.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Intervengo solo per confermare che in una precedente seduta della Commissione Territorio Ambiente e Mobilità la vicepresidente Gualmini aveva annunciato di voler partire nel prossimo autunno con una revisione organica della legge n. 24 del 2001. Questo è uno dei motivi, oltre a quelli di merito che ha ben illustrato la consigliera Montalti, per cui abbiamo optato per un parere non favorevole in Commissione sul progetto di legge del consigliere Marchetti, con l’impegno, però, che ribadiamo volentieri anche in questa occasione, quando andremo ad affrontare quella revisione organica, ad impegnarci ad approfondire il tema dell’autorecupero perché è davvero interessante nella misura in cui la collega Montalti lo definiva come una sfida di cura e di responsabilità.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Visto che si fa riferimento a una proposta di modifica della legge n. 24 del 2001, relativamente alla quale, come ricordava adesso la consigliera Rontini, nei prossimi mesi sarà oggetto di una revisione più complessiva da parte della Giunta, colgo l’occasione per dire che uno degli elementi sui quali, secondo noi, è utile e importante mettere attenzione e focalizzarsi riguarda proprio la procedura rispetto alla manutenzione ordinaria degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Segnatamente parlo di quello che è il rapporto, almeno per quello che riguarda ACER Bologna, tra il soggetto ACER Bologna e il soggetto che è titolare delle manutenzioni, ACER Manutenzioni spa.

Penso che il rapporto che si è determinato e si è sviluppato in questi anni non sia un rapporto positivo, non sia un rapporto che va a vantaggio delle Amministrazioni comunali. Penso, anzi, che la modalità attraverso la quale sono organizzati oggi gli interventi di recupero, di riorganizzazione e di ristrutturazione degli alloggi, attraverso l’opera di ACER Manutenzioni spa sia da rivedere completamente.

Non è questa la sede. Avremo modo e tempo per discuterne in modo approfondito, però ci tenevo a fare questo passaggio a futura memoria, oggi per allora. Lo dico perché conosco abbastanza bene, anche per essermene occupato direttamente da amministratore locale, l’impianto di ACER Manutenzioni spa, l’impianto di recupero e di messa a norma degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Posso dimostrare, e lo dimostrerò nel corso del dibattito, che non è lo strumento più favorevole per le Amministrazioni comunali. Io credo che questo sistema debba essere ripensato, perché, di fatto, si determina – detto da me può apparire strano, però credo di poterlo motivare in modo molto evidente – una situazione di monopolio che non favorisce non solo il mercato, ovviamente, ma non è lo strumento più idoneo per dare risposte alle esigenze che abbiamo.

Credo che una delle ragioni per le quali gli alloggi di edilizia residenziale non vengono assegnati e per i quali si producono anche ritardi sta proprio nella catena che sta alla base degli interventi di manutenzione e di recupero degli alloggi. Ripeto, non è questa la sede, ma ci tenevo a fare questo passaggio perché nella discussione che affronteremo nei prossimi mesi questo dovrà essere uno dei punti dai quali partire per rivedere quella legge che, all’epoca, fissava degli obiettivi, degli obiettivi si dotava e dotava i Comuni di strumenti che, a distanza di sedici anni, possiamo tranquillamente verificare se siano i migliori o i più adeguati per gli obiettivi fissati.

Ripeto, circoscrivo l’osservazione alla realtà che conosco meglio, che è ACER Bologna. Al di là del gioco delle tessere dei presidenti dei Consigli di amministrazione, c’è un dato di merito sul quale inviterò tutti i consiglieri, a partire ovviamente dalla Giunta e dalla maggioranza, ad esaminare con la dovuta attenzione.

Dobbiamo creare le condizioni migliori su un settore così delicato e strategico affinché le risposte da parte del pubblico siano le più efficienti possibili.

In questo momento io penso che ACER Bologna, attraverso la filiera di ACER Manutenzioni spa, non stia assolvendo a questo compito.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Taruffi.

Consigliere Alan Fabbri, prego.

 

FABBRI: Grazie, presidente.

Vorrei soltanto far notare una cosa: va bene la mannaia sui progetti di legge che presentiamo noi come opposizione, però credo che sia poco educato il fatto che, davanti a una proposta, a mio avviso, molto interessante, non ci sia nessuno sui banchi della Giunta ad ascoltare. È veramente triste.

Lo dico a lei, presidente, in tono ovviamente informale, perché credo che questa opposizione meriti di avere un dialogo con chi presiede i banchi della Giunta.

Se facessimo una foto adesso e la mandassimo sui giornali – cosa che non vogliamo fare perché non appartiene a noi questo modo di fare – faremmo tutti, come Regione, una figura, a nostro avviso, non carina.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Fabbri.

Il consigliere Paruolo ha chiesto di intervenire. Prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente.

La versione breve del mio intervento è che sono d’accordo con quanto ha detto il consigliere Taruffi nell’intervento precedente.

 

(interruzioni)

 

Faccio una piccola correzione perché lui ha parlato di ACER Manutenzioni, che, in realtà, è una società che è stata già posta in liquidazione, che, a questo punto, dovrebbe essere già in fase avanzata. Ne è stata, però, costituita un’altra, che si chiama ACER Promos, che ha sostanzialmente la stessa funzione.

Su questo punto, siccome se ne parla, voglio anche fare un’altra sottolineatura. Il legislatore, cioè quest’Aula, è intervenuto già nel 2013 modificando la legge sull’edilizia residenziale pubblica e togliendo la norma che diceva che le ACER potevano costituire società di scopo per poter gestire il patrimonio immobiliare. Nella relazione di accompagnamento a quella legge, presentata dall’allora assessore Muzzarelli, c’era scritto che si voleva togliere la possibilità alle ACER di costituire società di scopo.

In realtà, poi, nella legge è stato tolto e quindi non c’è scritto che non possono costituirle. È stata tolta la dicitura che potevano costituirle. Questa assenza è in evidente spregio alla volontà del legislatore perché nella relazione di accompagnamento c’era scritto che l’intenzione era quella di togliere questa consuetudine. Questa assenza, però, di una norma chiara all’interno di quella legge è stata utilizzata male, secondo me, facendo sì che si continuasse in questo tipo di pratica e quindi costituendo nuove società di scopo quando quelle precedenti sono giunte al termine del tempo previsto e quindi sono state poste necessariamente in liquidazione.

Questo è un punto che effettivamente merita di essere chiarito, cioè se l’Aula è ancora del parere che aveva nel 2013 quando è stata approvata la legge di revisione. Occorre evidentemente fare un passo in più perché il combinato disposto fra la legge che è stata varata e la vigilanza che è stata operata attraverso tutti i vari organi non è stato sufficiente a impedire che la pratica che si intendeva fare in modo che cessasse effettivamente avesse a cessare.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Paruolo.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: A me pare, però, che il principio dell’autorecupero sia quello sul quale dovremmo indirizzare la nostra discussione. In questo caso mi pare di capire che la formula proposta potrebbe essere semplicemente quella del comodato d’uso in cambio della ristrutturazione dell’immobile. Se noi vogliamo trovare delle formule che siano estranee ed esterne a quella che è l’attività di ACER anzitutto dobbiamo precisare che il patrimonio viene conferito ad ACER per la gestione. Quindi, occorre sottrarre questi immobili alla gestione. Dopodiché l’autorecupero di cui si parlava prima che cos’è in definitiva? È l’applicazione del principio del comodato d’uso, che può essere ovviamente subordinato ai lavori che si devono fare. È chiaro che se uno deve spendere 40.000 euro per una ristrutturazione di un immobile, bisognerà poi applicare anche un controvalore che sia quello del canone dell’edilizia residenziale pubblica.

A me pare che la proposta di legge della Lega, così come la risoluzione che qui è in esame, abbia il pregio di porre il problema di non tenere una mano morta, come si suol dire, in capo al pubblico. Se io ho 500 alloggi, ma ho fondi per ristrutturarne soltanto 100 e gli altri 400 non li posso recuperare, di fatto, 400 immobili non vengono destinati a nessuno, non vengono messi sul mercato solo perché sono in carenza di adeguate fonti finanziarie.

La seconda questione potrebbe essere quella di dire anche che questo patrimonio può essere affidato a terzi purché i terzi, una volta fatta la ristrutturazione, applichino soltanto o non possono pretendere altro che l’affitto degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che in realtà si chiama canone, ma questo è un altro paio di maniche.

A me pare che le risposte che vengono fornite oggi a questa proposta della Lega siano inutilmente preclusive quando, invece, potrebbero costituire una fonte attenta di dibattito.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Foti.

Non ho altri iscritti a parlare.

Chiedo se il relatore intende replicare. Se non intende replicare, passo alla dichiarazione di voto congiunta su risoluzione o ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato, a firma della consigliera Rontini, presentato ai sensi dell’articolo 92 del Regolamento. Cinque minuti per Gruppo.

Non ho iscritti in dichiarazione di voto.

Procediamo con le votazioni.

Nomino scrutatori i consiglieri Boschini, Iotti e Sassi.

Mi pare che il consigliere Daniele Marchetti abbia già accolto la possibilità di mettere in votazione gli emendamenti sulla sua risoluzione.

L’emendamento 1, a firma della consigliera Rontini, insiste sulla risoluzione che ha come primo firmatario il consigliere Daniele Marchetti e altri.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma della consigliera Rontini.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma della consigliera Rontini. 

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 4873, a firma del consigliere Daniele Marchetti e altri, così come emendata.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): La risoluzione oggetto 4873 è approvata.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 2686/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”, a firma della consigliera Rontini.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 2686/1 è approvato.

Pertanto, l’esame dell’oggetto 2686 si ferma qui.

 

OGGETTO 4243

Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: "Assicurazioni volontarie contro i danni da terremoto". A firma dei Consiglieri: Bignami, Aimi

(Relazione, discussione e reiezione)

(Ordine del giorno 4243/1 “Non passaggio all’esame degli articoli” - Presentazione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo all’oggetto 4243: Progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell’art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: “Assicurazioni volontarie contro i danni da terremoto”, a firma dei consiglieri Bignami e Aimi.

Il testo n. 12/2017 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, Affari generali ed istituzionali” nella seduta del 27 giugno 2017 con parere contrario.

Il progetto di legge è composto da tre articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Galeazzo Bignami, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Vi comunico che su tale oggetto è già pervenuto un ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato, a firma del consigliere Poli.

Do la parola al relatore della Commissione, consigliere Bignami, che ha venti minuti, naturalmente. Prego, consigliere Bignami.

 

BIGNAMI, relatore: Grazie, presidente.

In realtà, l’utilizzo del minutaggio a disposizione sarà di molto inferiore, in quanto il tema è già stato affrontato in sede di Commissione, dove il collega Boschini, con garbo ma altrettanta fermezza aveva già rilevato le motivazioni per le quali a suo giudizio non era possibile dare un assenso rispetto a questo progetto di legge.

Se non ricordo male, condivideva, in termini sostanziali, il tema da un punto di vista di sussistenza del problema, ma non dando disponibilità, per ragioni di copertura di spesa, all’iniziativa in quanto tale.

Pertanto, non mi rimane che ribadire la necessità, a giudizio del proponente e del Gruppo che rappresento, di presentare questo progetto di legge alle Camere, anche a fronte di una valutazione economicamente forse meno stringente, ma di carattere forse più di prospettiva, in ordine all’effettivo bilanciamento del costo, per lo Stato, tra rinuncia agli introiti determinata dalle detrazioni che auspichiamo mediante l’introduzione di questi strumenti assicurativi sugli immobili, in ragione di eventi sismici, rispetto ai costi che di volta in volta si rende necessario sostenere per dar corso alla ricostruzione, anche con aggravi importanti e significativi da un punto di vista burocratico.

È evidente, infatti, che la sussistenza di un rapporto inter-privatistico tra soggetto lesionato e assicurazione si presenta più snello e meno gravato da forme di burocrazia che noi abbiamo conosciuto e che stanno conoscendo la particolare, ahimè, acutezza nelle situazioni che riguardano il sisma del centro Italia. Nel rapporto diretto che sussiste tra parti private, la disciplina e la regolamentazione dei rapporti contrattuali consente di non tener conto di una serie di elementi, pensiamo solo al codice degli appalti, pensiamo a tutto ciò che attiene ai rapporti e ai controlli da parte delle magistrature contabili e dei livelli di verifica interna che il nostro ordinamento prevede, che quando operano lo Stato e la pubblica amministrazione, inevitabilmente sussistono.

È quindi un modo anche per rendere più veloce, oltre che per alleviare da un punto di vista di costi e di carico di gravami in ordine agli oneri derivanti dalla finanza pubblica su questo tipo di situazioni che purtroppo ormai non si possono considerare più impreviste, perché con una certa ciclicità, direi quasi quinquennale, si presentano alla nostra attenzione.

Rispetto all’obiezione mossa sul piano strettamente contabile e di imputazione delle spese di allocazione delle risorse, con evidente detrazione delle medesime, è certamente evidente quello che il collega Boschini in sede di Commissione aveva rilevato.

Credo, però, non sia meno tenue la mia eccezione, ovvero che se da un lato si creano dei margini di operatività su sistemi e su ambiti di mercato oggi non pienamente sfruttati, probabilmente, in ordine al reperimento delle risorse, basterebbe valutare che a una minore entrata corrisponderebbe certamente anche un crollo significativo delle voci in maggior uscita che nel nostro ordinamento, ahimè, si percorrono sempre più sovente, vista appunto la ciclicità con cui siamo chiamati ad affrontare eventi sismici.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Bignami.

Apro la discussione generale. Venti minuti per consigliere.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Boschini. Prego.

 

BOSCHINI: Grazie, presidente.

Il tema è molto interessante, l’avevo già detto in Commissione, quindi confermo anche al collega Bignami che è un dibattito comunque utile e interessante, quello che viene determinato da questa iniziativa del Gruppo di Forza Italia.

Naturalmente però confermo anche che per come è formulata questa proposta di legge, per noi è difficilmente sostenibile, da qui anche la richiesta di non passaggio.

Visto che però ho qualche minuto, oltre a quello che mi è stato dato in Commissione per entrare nel merito, ne approfitto volentieri, perché penso che sia un tema che interessa tutti noi come cittadini emiliani, che il terremoto l’abbiamo vissuto. Domandarci qual è la strategia giusta per assicurare la copertura finanziaria negli interventi di ricostruzione, penso che sia importante, è una domanda rilevante. Su questo penso che sia importante andare nel merito.

La proposta di legge che ci verrebbe sollecitata oggi prevede in sostanza che un cittadino sia invitato ad assicurarsi per il rischio dei danni che possono conseguire da un terremoto in particolare, ma il tema andrebbe allargato in generale a tutte le catastrofi, naturalmente, che possono creare danni al patrimonio abitativo, creando un meccanismo di deducibilità e quindi un incentivo concreto. Quindi, un meccanismo volontario, ma con un incentivo di deducibilità.

Il tema non è soltanto quello dell’impatto fiscale, come richiamava il collega Bignami. È evidente, infatti, che se io rendo deducibile qualche centinaio di euro che ogni cittadino italiano va a spendere per l’assicurazione sulla casa, avrò un minore gettito dell’IRPEF, questo è intuitivo, quindi è chiaro che questo impatto andrebbe stimato e questa proposta di legge dovrebbe farsi carico di questa stima. Potremmo dire, in termini generali, che non ha copertura finanziaria, però non è realmente su questo che mi voglio soffermare.

È evidente, infatti, che lo Stato potrebbe risparmiare, successivamente, i costi della ricostruzione, e quindi rientrare anche dal mancato gettito fiscale che una deducibilità di un’assicurazione volontaria sui danni da sisma potrebbe generare alle casse e ai tributi dello Stato.

Fra l’altro, questo modello esiste già in diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Nuova Zelanda, quindi Paesi fortemente esposti alla sismicità, come appunto è il caso della Nuova Zelanda, che prevedono modelli di assicurazione volontaria contro i danni. Quindi, non danno per scontato che sarà lo Stato a pagare per la ricostruzione delle case, ma deve essere ogni cittadino a cautelarsi attraverso assicurazioni. Il problema è che non sono assicurazioni volontarie, cioè sono forme di assicurazione normate dalla legge, quindi assicurazioni obbligatorie, dentro le quali, fra l’altro, è previsto che quota del gettito di queste assicurazioni vada comunque alla ricostruzione nella sua caratteristica di ricostruzione statale, collettiva.

Ecco che allora qui c’è un punto importante che il collega Bignami non richiamava, ma che io ho richiamato in Commissione e che voglio riportare qua. Innanzitutto, non è che noi possiamo pensare che l’assicurazione privata possa eliminare domani, in toto, come dice purtroppo questa proposta di legge, l’intervento dello Stato in fase di ricostruzione, e questo per due motivi: il primo è che la ricostruzione non è l’unico costo di un’emergenza. Il costo di un’emergenza è anche il soccorso, il primo soccorso, l’intervento sanitario, il soccorso dei feriti, quindi lo Stato ha bisogno comunque di non essere scoperto, anche per questi costi, non soltanto per il contributo alla ricostruzione. Ma soprattutto, la ricostruzione, e lo abbiamo imparato bene in questi mesi e in questi anni nel territorio emiliano colpito, non è solo la ricostruzione dei singoli edifici uno alla volta. Cioè, la ricostruzione non può essere semplicemente il fatto che io sono assicurato e ricostruisco casa mia, non solo perché naturalmente poi devono essere assicurati a questo punto anche i Comuni, gli ospedali, eccetera, e ci auguriamo che lo siano, naturalmente, per ricostruire le scuole, gli ospedali, le strade, ma perché la ricostruzione è uno sforzo collettivo di riprogettazione, dentro il quale è fondamentale che lo Stato governi, quindi non soltanto che ci siano le risorse per rifare il mio appartamento, la mia casa, ma che ci sia la possibilità di avere le risorse per fare un disegno urbanistico di ricostruzione, che è quello che fortunatamente sta avvenendo nei nostri paesi, tant’è vero che essi non sono più la fotocopia di ciò che c’era prima, come avverrebbe in una logica assicurativa, ma sono effettivamente un nuovo disegno.

Il punto, allora, a mio avviso, è quello di mettere l’accento non soltanto sulla ricostruzione, ma sulle risorse per la prevenzione. Se io oggi fossi lo Stato e avessi miliardi fitti, perché è di questo che stiamo parlando, per fare deducibilità sull’assicurazione da terremoto, io forse quei miliardi fitti non li metterei sulla deducibilità dell’assicurazione, ma li metterei su un programma di prevenzione. Cosa vuol dire un programma di prevenzione? In parte è un ragionamento che sta già avvenendo, perché sappiamo che dopo il terremoto del centro Italia, in particolare si è partiti con questo programma di “Italia sicura”, che ha proprio al centro questo tema e che probabilmente richiederà trent’anni, perché appunto ci vogliono miliardi fitti. Vuol dire incentivare i cittadini non tanto a dedurre dalle tasse, dall’assicurazione – che va bene, se ci sono i margini, volentieri –, ma a dedurre dalle tasse gli interventi di adeguamento sismico, che vuol dire, cosa che fra l’altro in parte esiste già, come sappiamo, con meccanismi di incentivo già presenti per gli interventi di adeguamento sismico, incentivare il fatto che il danno non avvenga proprio. Quindi, non che te lo ripago e ti deduco l’assicurazione, ma che l’intervento viene fortemente ridotto, proprio non è necessario perché ti sei adeguato sismicamente.

Fra l’altro, mentre fai l’adeguamento sismico, puoi fare l’adeguamento di tanti altri aspetti di sicurezza, puoi mettere, per una popolazione che invecchia, gli ascensori, puoi fare altre cose di adeguamento ambientale, insomma, fai un intervento sulla qualità del patrimonio abitativo. E io penso che sia questa, la strada.

Semmai, dopo, quando hai fatto la politica di prevenzione e hai messo lì i miliardi fitti, puoi cominciare a dire al cittadino: visto che hai avuto l’opportunità di fare l’adeguamento sismico del tuo immobile, a questo punto ti assicuri privatamente, a costo tuo o con forme di incentivo, perché a questo punto il tuo immobile ha le caratteristiche per essere assicurato, perché è qui il punto. Se io oggi vado ad assicurarmi contro il terremoto da un’assicurazione qualunque, questa assicurazione mi fa una domanda che è sull’indice di rischio del mio immobile. Se vado ad assicurare una casa vecchia, una casa non sicura, evidentemente i costi di quell’assicurazione saranno elevatissimi. In questi giorni, a seguito del drammatico fatto del crollo di Torre Annunziata, il ministro Delrio ha provato a rilanciare il tema del libretto di ogni singola unità abitativa, sarebbe il tema della sicurezza certificata dei nostri immobili. È stato respinto con perdite, potremmo dire così, dal sistema delle categorie, dei soggetti economici che hanno detto che tutto questo avrebbe un costo enorme, di certificazione, e poi di ricaduta, appunto, sui temi assicurativi, addirittura paventando ricadute sul mercato immobiliare, sui costi delle case, sul costo degli affitti, eccetera.

Io non so se sia veramente così, però penso che la strada sia questa. Quindi, se devo sintetizzare lo faccio, così chiudo, se avessimo risorse, oggi non sarebbero da mettere, come chiede questa legge, tanto sulla detrazione della deducibilità fiscale delle assicurazioni, ma sulla prevenzione, cioè sulla qualificazione del nostro patrimonio abitativo. Da lì può discendere la possibilità di rendere non solo facoltativa, ma obbligatoria l’assicurazione dei singoli, via via che hanno messo a posto con gli incentivi statali le loro case dal punto di vista della sicurezza, se possibile coi libretti che lo certificano, e a quel punto sarà più facile avere un rapporto corretto con le assicurazioni.

Allora e quel giorno credo che una proposta di legge di questo genere sia estremamente interessante anche per noi.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Boschini.

Ci sono altri interventi in discussione generale?

Consigliere Campedelli, prego.

 

CAMPEDELLI: Grazie, presidente.

Il collega Boschini è già stato molto esaustivo nel suo intervento, Io volevo semplicemente sottolineare alcune questioni.

Innanzitutto voglio ringraziare il collega Bignami per aver presentato questo atto, perché anche in questa sede ci permette di svolgere alcune riflessioni nel merito, anche perché questa discussione parte dagli anni Novanta nel nostro Paese, ha visto la presentazione in Parlamento di diversi progetti di legge, mai trasformati in legge, alcune leggi-delega, cui non sono seguiti, successivamente, i provvedimenti attuativi. L’ultima è quella del Governo Monti: qualche giorno, una settimana, credo dieci giorni prima del sisma del 2012, in cui si definiva appunto che c’era il tema delle assicurazioni e che successivamente il Governo avrebbe dovuto regolare. Comunque, in ogni caso, già oggi ci si può assicurare rispetto agli eventi calamitosi. Ne abbiamo avuto la riprova per il terremoto che ha colpito il nostro territorio regionale nel 2012. Io stesso amministravo un Comune che aveva un’assicurazione sugli immobili del centro storico che ha consentito di muoversi e lavorare in velocità rispetto ad alcune situazioni, così come ho visto molte imprese che avevano assicurazioni, ma chiaramente, anche le assicurazioni non è che arrivano a coprire il 100 per cento delle situazioni esistenti, arrivano a coprirne un pezzo, una parte.

Così come in Parlamento si è avviata questa discussione, come dicevo, già da tempo, è giusto anche per noi riflettere su questo. Credo che il collega Boschini abbia esplicitato pienamente le motivazioni, nel senso che la cosa prioritaria, ad oggi –  e questo è quello che manca nella proposta che discutiamo oggi – è il tema della prevenzione, che è fondamentale, il tema del contrasto e del controllo del territorio. Occorre dare risposte in merito ai problemi che abbiamo, anche di dissesto idrogeologico, dare risposte in termini di messa in sicurezza dei fabbricati, affrontare il tema della vulnerabilità sismica.

Vorrei poi ricordare un’altra cosa: le assicurazioni sono obbligatorie e hanno contributi statali in paesi, in genere, a bassa sismicità. Nel nostro Paese, il 70 per cento delle abitazioni e dei fabbricati sono in aree sismiche. Bisogna, insomma, valutare bene le situazioni: pensate che più del 50 per cento del patrimonio storico-artistico mondiale è sul territorio italiano. Se pensiamo a tante parti d’Italia, abbiamo borghi storici centenari, che probabilmente, per essere assicurati avrebbero bisogno di essere messi prima di tutto in sicurezza, quindi ecco il tema della vulnerabilità sismica di questi edifici.

È chiaro allora che noi prima di tutto abbiamo un tema di prevenzione, sulla base del quale, una volta attivati questi percorsi, che come diceva il collega Boschini già qui da noi sono attivati, ma abbiamo bisogno di estendere questa situazione a livello nazionale, perché l’Italia vorrei ricordare che è lunga e stretta, e i provvedimenti non sono simili da tutte le parti, abbiamo bisogno invece di questa politica di investimenti sul tema appunto del mettere in sicurezza le abitazioni, le aziende, il nostro patrimonio storico-artistico, gli edifici pubblici, in ogni parte del nostro Paese. Credo che il fatto delle assicurazioni in un possibile futuro, possa fungere anche da ulteriore incentivo e volano, laddove è possibile, perché non tutto è possibile. Occorrono questi investimenti per migliorare la tenuta, se pensiamo al sisma, dei fabbricati in tutto il nostro Paese.

Io quindi penso che ad oggi la proposta prioritaria sia quella. Prendo questa proposta come un elemento di ulteriore riflessione e di approfondimento della questione, ma che oggi deve essere affrontato, a mio avviso, secondo i parametri e le modalità che ho cercato di dire brevemente io adesso, e che è appunto il collega Boschini ha esplicitato in modo perfetto e preciso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Campedelli.

Siamo sempre in discussione generale. Non vedo richieste di intervento. Il relatore della Commissione mi fa segno di non voler replicare.

Siamo alla dichiarazione di voto sull’ordine del giorno di non passaggio all’esame dell’articolato, a firma del consigliere Poli. Sono cinque minuti per Gruppo, se qualcuno vuole intervenire. Non ho richieste di intervento, perciò passo alla votazione dell’ordine del giorno 4243/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”, presentato ai sensi dell’articolo 92 del Regolamento, per alzata di mano.

Nomino scrutatori i consiglieri Boschini, Bessi e Sassi.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 4243/1 “Non passaggio all’esame degli articoli”.

 

(È approvato a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Soncini): L’ordine del giorno 4243/1 è approvato.

Pertanto, l’oggetto 4243 si ferma qui.

 

OGGETTO 4635

Delibera: «Piano sociale e sanitario 2017-2019.» (Proposta della Giunta regionale in data 15 05 17, n. 643) (120)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

(Ordini del giorno 4635/1/2/3/4/5/6/7/8 oggetti 4952 - 4953 - 4954 - 4955 - 4956 - 4957 - 4958 - 4959 - Presentazione)

 

PRESIDENTE (Soncini): Passiamo ora all’oggetto 4635, proposta recante “Piano sociale e sanitario 2017-2019”.

La Commissione “Politiche per la salute e Politiche sociali” ha espresso parere favorevole nella seduta del 4 luglio 2017, con la seguente votazione, ricordo ai colleghi: ventotto voti a favore, nove contrari e quattro astenuti, apportando modifiche all’allegato della delibera di Giunta.

Il relatore della Commissione, consigliere Paolo Zoffoli, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

La relatrice di minoranza, consigliera Raffaella Sensoli, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il Consiglio delle Autonomie locali ha espresso parere favorevole.

Vi ricordo che su questo oggetto è stata presentata una proposta di emendamento a firma del consigliere Foti.

Mi sono arrivate ora una proposta di emendamento a firma del consigliere Foti, una a firma dei consiglieri Sensoli e Bertani, sei a firma dei consiglieri Sensoli, Sassi e Bertani, una a firma dei consiglieri Prodi, Torri e Taruffi.

Insistono, inoltre, su questa proposta, sette ordini del giorno. Il primo, n. 1, a firma dei consiglieri Prodi, Zoffoli, Bagnari e Mori; n. 2 a firma dei consiglieri Bertani e Sensoli; n. 3, a firma dei consiglieri Sassi e Sensoli; n. 4, a firma della consigliera Sensoli; n. 5, a firma delle consigliere Piccinini e Sensoli; n. 6, a firma delle consigliere Gibertoni e Sensoli; n. 7, a firma dei consiglieri Torri, Taruffi e Prodi.

Do la parola per la relazione al relatore, consigliere Paolo Zoffoli, che ha dieci minuti.

Prego, consigliere Zoffoli.

 

ZOFFOLI, relatore della Commissione: Grazie, presidente.

Il Piano sociale e sanitario regionale 2017-2019 è frutto di un ampio percorso democratico durato un anno e mezzo, che ha visto tanti enti e associazioni di tutto il territorio regionale protagonisti della sua progettazione.

Ricordo che per questo piano, la Commissione ha svolto un’udienza conoscitiva per la quale sono state invitate 409 istituzioni, che ha visto la partecipazione di cinquantatré invitati, di cui tredici sono intervenuti.

Complessivamente alla Commissione sono giunti otto contributi o osservazioni inerenti al Piano. Oltre all’udienza conoscitiva abbiamo avuto il Piano all’ordine del giorno di quattro Commissioni, con la partecipazione, per due volte, della vicepresidente Gualmini, e una volta dell’assessore Venturi.

Ricordo anche che relativamente a questo Piano, sono stati presentati in Commissione, dal Partito democratico, 5 Stelle e Giunta, 68 emendamenti e 4 subemendamenti, e che di questi, 47 sono stati accolti.

Possiamo quindi affermare che questo documento rappresenta un importante traguardo, frutto di un grande percorso partecipativo nei territori e nella Commissione. Ma la cosa che mi preme di più dire è che il documento che noi oggi andiamo ad approvare costituisce anche il punto di partenza di un programma che governerà il welfare regionale per i prossimi tre anni.

Il Piano sociale e sanitario 2017-2019 è infatti il documento centrale per l’azione politica regionale in ambito sociale e sanitario. Indica una nuova visione del welfare che, partendo da una situazione precedente buona, punta a un ammodernamento e a un miglioramento dei servizi, adeguando le risposte ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze di una società che negli ultimi anni è profondamente cambiata.

Il documento è stato redatto tenendo conto di precisi indirizzi: la realizzazione di una forte integrazione sociale, sociosanitaria e sanitaria; un’analisi approfondita del contesto e degli scenari che in questi anni sono profondamente cambiati; la predisposizione di un Piano snello, chiaro e facilmente leggibile e comprensibile; la definizione chiara delle procedure, dei ruoli dei protagonisti, dei tempi di realizzazione, delle modalità di relazione e delle risorse necessaria; le modalità operative e di valutazione saranno definite da schede di intervento più facilmente aggiornabili e adeguabili in base ai bisogni, che già nelle prossime settimane verranno presentate in IV Commissione per un parere.

In estrema sintesi le linee-guida del Piano sono: la promozione di una reale integrazione socio- sanitaria; la lotta all’esclusione sociale, alla fragilità e alla povertà, mettendo in campo anche nuovi strumenti; la centralità del distretto come forma di gestione territoriale; un’azione molto determinata sulla prossimità e sulla integrazione, promuovendo la medicina di iniziativa e la prevenzione sociale e sanitaria; azioni volte a realizzare un welfare  comunitario dinamico e delle responsabilità; un forte ruolo pubblico di governo in grado di garantire l’equità dell’accesso ai servizi; una formazione di reti sociali in grado di corresponsabilizzarsi e co-progettare, con l’obiettivo di avere un welfare inclusivo, abilitante, integrato e accessibile, che metta al centro le persone, le famiglie e i loro diritti; la formazione di professionisti pubblici e privati in rete in grado di affrontare la nuova organizzazione anche attraverso il coinvolgimento dell’Università.

Tutti gli attori istituzionali e sociali del sistema regionale, inoltre, devono essere in forte integrazione fra loro, dopo averne ben definito i ruoli e i compiti. Il Piano individua bene i vari livelli: c’è il livello regionale, che è composto dall’Assemblea legislativa, dalla Giunta regionale, dal CAL e dalla cabina di regia. C’è il livello territoriale, costituito dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria, dal distretto, dagli Uffici di Piano comunale e dalle ASL. C’è poi un livello molto importante costituito dai cittadini e dalle loro organizzazioni: enti profit e no-profit, associazioni, sindacati, associazioni di categoria, enti di rappresentanza.

Per quello che riguarda il quadro dei servizi, il Piano dettaglia bene come e da chi è composta l’organizzazione sanitaria, e come e da chi è composta l’organizzazione sociale territoriale.

Il Piano dà inoltre chiare indicazioni su cinque macrolivelli operativi di programmazione che devono essere alla base del sistema regionale: i servizi per l’accesso e la presa in carico, i servizi e le misure per favorire la permanenza al domicilio, i servizi per la prima infanzia e i servizi territoriali comunitari, i servizi territoriali a carattere residenziale per la fragilità, le misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito. L’obiettivo è realizzare un sistema omogeneo di offerta su alcuni interventi e servizi essenziali, per assicurarne una distribuzione equa su tutto il territorio regionale.

Il Piano definisce anche molto bene le linee di finanziamento del sistema nel suo complesso, da parte dell’Europa, del Governo nazionale, della Regione, dei Comuni o di Unioni comunali e la compartecipazione degli utenti e dei privati in genere.

Sulle politiche per la prossimità e la domiciliarità, il Piano sociale e sanitario regionale definisce bene alcuni temi: l’accoglienza e l’accompagnamento delle persone nel loro contesto di vita attraverso strumenti consolidati e strumenti nuovi, fra cui il “dopo di noi”, il caregiver, il budget di salute, i nuovi LEA, la legge regionale n. 14 del 2015, il reddito di solidarietà e il sistema per l’inclusione attiva; la risoluzione delle disuguaglianze e la promozione dell’autonomia delle persone; l’integrazione fra le politiche sociali e quelle del lavoro; l’integrazione fra le politiche sociali a quelle abitative; la partecipazione e la responsabilizzazione dei cittadini; la formazione diffusa sul territorio per mettere tutti in grado di condividere con competenze e condivisione gli obiettivi e i percorsi, anche con la collaborazione dell’Università.

Il Piano prevede inoltre, dopo la sua approvazione, la realizzazione di schede di intervento, che definiranno le azioni da realizzare nell’arco di vigenza del Piano stesso.

Ogni scheda dovrà contenere ben dettagliati le motivazioni, la descrizione, le azioni da sviluppare, i beneficiari, i gruppi di interesse, gli elementi di trasversalità e/o di integrazione e gli indicatori. Queste schede, in ragione dell’approvazione di un nostro emendamento, devono ottenere il parere della Commissione competente.

Con atto di Giunta regionale sarà costituito un tavolo permanente di monitoraggio, con il compito di verificare periodicamente lo stato di attuazione degli interventi, anche attraverso gli indicatori previsti per la valutazione del raggiungimento degli obiettivi. Tale gruppo dovrà essere costituito da tutti gli attori più significativi del sistema di welfare e per l’espletamento del suo mandato potrà avvalersi di metodi di confronti partecipativi.

Trascorsi diciotto mesi dalla data di approvazione del Piano, e al termine del periodo di vigenza, sulla base degli elementi acquisiti, la Giunta regionale relazionerà alla IV Commissione.

Per concludere, ritengo che il nuovo Piano sociale e sanitario regionale per il triennio 2017- 2019 sia un ottimo strumento inclusivo per realizzare un welfare che, attraverso l’ammodernamento e il miglioramento dei nostri servizi sia in grado di dare risposta a una società che negli ultimi anni è fortemente cambiata e che ha nuovi bisogni e nuove esigenze.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliere Zoffoli.

Do la parola alla relatrice di minoranza, consigliera Sensoli. Prego.

 

SENSOLI, relatrice di minoranza: Grazie, presidente.

Non possiamo che essere orgogliosi che il sistema salute della nostra Regione ancora oggi sia un sistema di eccellenza ed un modello per le altre Regioni, ma la domanda cruciale è: la politica contribuisce a tutto ciò, o è l’elemento di criticità per il sistema sanitario regionale?

Per i cittadini, sembra che il vero problema della sanità nazionale e regionale sia la mano della politica che fa da freno, che non solo non risolve le criticità, ma ne crea ulteriori, utilizzando spesso la sanità come un bancomat.

È per questo sorprendente che senza un’approfondita valutazione sui risultati del Piano sociosanitario precedente, scaduto da oltre un anno, si presenti una proposta di Piano che altro non è che la riproduzione del vecchio, con un’opera di restyling parziale.

Ci saremmo aspettati di fare un primo bilancio di cosa è stato attuato e del molto che, a nostro avviso, è rimasto sulla carta. Intervenire con una nuova riformulazione del vecchio Piano in chiave trionfalistica, come se si partisse dall’anno zero, senza aprire una riflessione su quanto si è fatto sulle criticità, appare poco comprensibile, ancor meno giustificabile, ed in parte connota un’incapacità di programmazione vera.

La scelta di fare un documento sintetico e propagandistico si fonda sulla volontà di centralizzare e declassare la partecipazione a sorda audizione. Ne è prova quanto è emerso nell’udienza conoscitiva, dove non c’è stato interlocutore che non abbia fatto emergere criticità.

Con questo documento, formulato in modo da non permettere un’efficace discussione e formulazione di proposte emendative, si è di fatto depotenziata l’Assemblea legislativa in favore dell’esaltazione della Giunta e del suo presidente, come ormai siamo purtroppo abituati a vedere in ogni atto che passa da quest’Aula, un deficit di democrazia e partecipazione che vede limitare il confronto in questa materia che, è bene ricordarci, assorbe gran parte delle risorse economiche del bilancio regionale.

Gli interessi non sempre legittimi che ruotano intorno al sistema sanità e sociale hanno dimostrato come sia necessario mantenere alti il controllo e la vigilanza, come ben testimonia la relazione dell’ANAC, per evitare pericolosi fenomeni di malaffare, che distruggono la funzione e il valore del sistema pubblico: basti pensare alle inchieste in corso sul territorio regionale, che vedono coinvolti noti personaggi che fino a pochi giorni prima venivano innalzati ad esempio di buona gestione, dai vertici delle aziende sanitarie da voi nominati.

Il documento fa riferimento ad un modello organizzativo territoriale che nella realtà non esiste. Si parla di servizi sanitari territoriali che dovrebbero sopperire alla riorganizzazione ospedaliera territoriale, senza tener conto che i nuovi servizi sanitari sul territorio sono invisibili ed insufficienti per i cittadini, mentre i tagli, gli accorpamenti, i ridimensionamenti e le declassificazioni delle strutture ospedaliere territoriali sono ormai una realtà ben conosciuta.

Crediamo fermamente che prima andassero costruiti i servizi sanitari territoriali e poi eventualmente effettuata la riorganizzazione ospedaliera, come già ribadito innumerevoli volte dal nostro insediamento ad oggi.

Stiamo assistendo alla trasformazione di numerosi ospedali in strutture che si avvicinano sempre più a RSA, senza che ci sia un reale potenziamento dei servizi territoriali, quindi si finisce per togliere servizi senza darne di nuovi.

In tutto il Piano c’è un continuo riferimento agli stili di vita, nonché alla logica pattizia, arrivando fino al citato scivolamento verso situazioni di mero assistenzialismo. Quelli che sembrano riferimenti di puro buonsenso, presuppongono un non detto, però, e cioè una visione negativa di povertà e vulnerabilità, perché è soprattutto ad esse che appartengono i peggiori stili di vita. In questo Piano si ritengono le persone in queste condizioni responsabili delle patologie originate da un’apparente libera scelta dello stile di vita, mentre non c’è dubbio alcuno che statisticamente, chi è spinto ai margini, privato di beni essenziali, chi è vittima di una o più povertà – non c’è solo quella finanziaria, si pensi ai lavori stressanti, a quelli sottopagati o a alle abitazioni degradate – , chi è escluso dall’istruzione, chi è soggetto a condizioni materiali pessime, costui ha molte più probabilità di ammalarsi. Quindi, se vogliamo stili di vita migliori per le persone, dobbiamo prima migliorarne le condizioni di vita, altrimenti il nostro è l’atteggiamento di chi cerca di guarire una pugnalata al cuore con un cerotto.

Il cambio di paradigma, dall’uguaglianza di accesso all’equità presuppone il passaggio da un diritto pieno ad un’asticella di ingresso, o meglio di esclusione, che ci si arroga il diritto di continuare ad alzare, arrampicandoci sugli specchi dell’universalismo selettivo, concetto vecchio ormai di un decennio, e di cui centrodestra e centrosinistra si contendono la primogenitura.

Si faccia attenzione, perché qui non parliamo di compartecipazione al costo della prestazione, ma di possibile mancata erogazione della prestazione stessa. L’idea, sottesa a questo concetto, è di stabilire a priori come e quanto si retrocede nella distribuzione del welfare, concentrandosi soprattutto su fragili e vulnerabili, ma innescando così un processo che non è altro che una lenta e progressiva débâcle in cui l’universalismo comincia a non esserci più e rimane solo la selezione di chi si trova in situazioni di estremo bisogno.

Detto tutto ciò, non si può non rilevare che molti intendimenti del Piano sono condivisibili: la lotta alla povertà, all’esclusione dalla fragilità, il ruolo dei distretti quali snodi dell’integrazione sociosanitaria, lo sviluppo di strumenti nuovi di prossimità e di integrazione dei servizi sanitari e sociali.

Il Piano segue lo stesso approccio che caratterizzava il Piano sanitario precedente, che si è caratterizzato per un’ottima previsione, ma una pessima applicazione pratica. Quello che ci preoccupa, ancora una volta, non sono le enunciazioni del Piano, ma la sua realizzazione.

Nel Piano si punta ad una governance pubblica, a partire dalla programmazione, al fine di garantire l’equità nell’accesso dei servizi ed il controllo dei livelli di qualità.

Noi pensiamo che la cosa migliore non sia solo la governance pubblica, ma la gestione pubblica. Da troppi anni, infatti, assistiamo ad un sistema di governance sempre più vittima di clientelismi, sprechi e corruzione. Una sanità che avvantaggia sempre più gli interessi privati, a discapito della tutela della salute pubblica di tutti i cittadini.

Crediamo che il fondo regionale per la non autosufficienza debba assumere carattere strutturale ed in prospettiva, a fronte dei dati demografici della popolazione anziana, debba essere incrementato affinché alcuni diritti, definiti universali, non siano caratterizzati da un universalismo selettivo. In particolare, ci riferiamo ai servizi per le persone con disabilità grave.

Riteniamo che quanto finora stanziato dalla Regione, seppur rilevante rispetto ad altre Regioni, debba comunque trovare un potenziamento consistente per attivare realmente percorsi e servizi per far rimanere le persone nell’ambiente originario di vita.

Riteniamo che il Piano debba accentrare le competenze sulle disabilità in un unico assessorato, per rafforzare le politiche di prevenzione e di promozione del benessere sociale e della salute di queste persone e integrare le politiche sociali e sanitarie con quelle educative, della formazione, del lavoro e abitative ad esse dedicate.

La frammentazione oggi esistente, infatti, è causa della mancanza di progetti di vita indipendente, per quelle persone con disabilità capaci di autodeterminarsi, e mancanza di una presa in carico unica da parte dei servizi sociosanitari per quelle persone che non possono autodeterminarsi.

Riteniamo che nel Piano sociosanitario si doveva osare di più, per far fronte al contesto diverso che si è realizzato dal 2008 ad oggi, a seguito della crisi economica ed occupazionale al nuovo quadro demografico (invecchiamento della popolazione, aumento delle persone immigrate, aumento dei nuclei familiari privi o con un’esigua rete parentale), diffusione di forme di lavoro precario e socioeconomico.

Cosa avremmo voluto trovare in questo Piano sociosanitario? La definizione di un sistema sanitario e di servizi sociali pubblici ed universali, e non solo la governance pubblica. Avremmo voluto constatare una riforma della sanità con adeguamenti progressivi e non con trasformazioni decise dall’alto, trovare una previsione di progressiva riduzione o eliminazione dei ticket, potenziamento capillare dei servizi di emergenza-urgenza, trovare un’inversione di tendenza dalla trasformazione strisciante dei nostri ospedali del territorio, alla difesa dei presìdi ospedalieri periferici, dei punti-nascita e della rete dei servizi assistenziali territoriali, con particolare attenzione ai servizi per le persone con disabilità, ai non autosufficienti, alle patologie cronico-degenerative. Avremmo voluto trovare maggiore attenzione su: sostegno alla prevenzione primaria, sanitaria e sociale, tutela della salubrità del territorio, dell’aria, delle acque, del cibo e dell’ambiente di lavoro, progressiva chiusura di fonti di inquinamento come gli inceneritori e le discariche, perché non si può pensare a tutelare la salute se non si eliminano le cause che la mettono a rischio; migliorare il primo soccorso, anche con la programmazione di attività formative per i cittadini, progetti sulla disabilità pianificati e partecipati con le famiglie delle persone con disabilità, non selettivi, ma disponibili per tutte le persone con disabilità grave; rapporti con il volontariato e no-profit, che rispettino il principio di sussidiarietà senza essere sostitutivi del servizio pubblico per la gestione ordinaria; realizzazione del Registro digitale malattie gravi geo-localizzabile, compreso il Registro tumori, ad oggi non realmente attuato e valorizzato, ovviamente consultabile via web.

Avremmo voluto trovare maggiore attenzione alla salute e alla sanità pubblica, più accessibile e funzionale, una sanità pubblica di alta qualità ed efficienza, incentrata sui bisogni personalizzati del paziente, una sanità pubblica e trasparente che sappia e voglia premiare il merito, svincolata dai partiti politici, sanità pubblica che sia capace di recuperare, mantenere e valorizzare il rapporto di fiducia tra i cittadini e i suoi operatori, formazione efficace ed efficiente per i propri operatori, sanità che potenzi l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini come soggetti attivi, consapevoli e responsabili, selezione pubblica dei dirigenti attualmente di nomina politica, con criteri oggettivi e trasparenti legati alla competenza...

 

PRESIDENTE (Soncini): Consigliera le chiedo di avviarsi alla conclusione. Sono dieci minuti, finiti.

 

SENSOLI: Ah, okay.

Avremmo voluto trovare altre cose. Concludo dicendo che dal Piano emerge, seppur non citato direttamente, il rischio di affermazione dell’universalismo selettivo, e cioè delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie concesse in base alla capacità reddituale, ed è un rischio che non possiamo correre.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Sensoli.

Le ricordo che può replicare, come relatrice di minoranza, alla fine della discussione.

In apertura di dibattito generale sul provvedimento, do la parola al presidente della Regione, Stefano Bonaccini. Prego, presidente.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: La ringrazio.

Mi scuso, ma oggi, con l’assessore Gazzolo andremo, alle 15, a fare un sopralluogo a San Secondo Parmense, per la tromba d’aria che ha colpito quella comunità ieri sera. Non potrò essere in Aula, ma concluderà, al termine della discussione generale, l’assessore Venturi. Immagino che anche Elisabetta Gualmini avrà qualcosa da dire. Io penso, e a loro il compito di illustrarlo meglio, dopo i tanti lunghi dibattiti che avete fatto in Commissione, che noi presentiamo qualcosa che rafforza l’idea che abbiamo di welfare in questa Regione. Un welfare che ha come primo compito quello di permettere a tutti di sentirsi parte della comunità nella quale risiedono. Un welfare che abbia livelli di qualità non disgiunti dall’estensione della quantità dei servizi che eroghiamo.

Peraltro, fatemelo dire così, se abbiamo la più alta occupazione femminile che è tornata a livelli di pre-crisi è anche perché abbiamo il più alto numero di posti negli asili-nido, e abbiamo un sistema educativo che è una vera e propria prima agenzia educativa, non un parcheggio nel quale lasciare i propri figli. Cioè, le politiche del lavoro, dell’assistenza, della qualità dei servizi hanno bisogno di essere intrecciate. È per questo, ad esempio, che noi abbiamo fatto firmare il Patto per il lavoro, e con Elisabetta Gualmini abbiamo incontrato il Forum del Terzo settore anche soltanto due mesi fa, la parte che riguarda la rappresentanza del volontariato, del Terzo settore, che poi è fatto di tante cose, anche dall’impresa no-profit, dall’associazionismo, cooperazione sociale, no-profit, volontariato, c’è un po’ di tutto.

Li abbiamo voluti a firmare il Patto per il lavoro perché eravamo convinti che un rapporto ancora più virtuoso tra pubblico e privato (molto spesso è privato sociale, o addirittura no-profit) possa aumentare la quantità dei servizi che eroghiamo, ma non abbassarne la qualità, perché attraverso l’accreditamento vi è una forte selezione della qualità degli stessi servizi.

Più in generale, abbiamo voluto guardare in faccia la realtà. Ho detto ieri che a settembre-ottobre faremo una bella discussione sul Patto per il lavoro. Siamo la Regione che sta diminuendo più di tutte la disoccupazione, non abbiamo negato che era raddoppiata la povertà assoluta. Non è un caso che mentre Comuni importanti di questo Paese avevano annunciato il reddito di solidarietà, come lo chiamano, il reddito minimo di cittadinanza, mi risulta non l’abbiano ancora erogato. Noi andremo, tra poche settimane, a iniziare a derogare qualcosa come 35 milioni di euro di questo bilancio verso le persone che hanno problemi seri.

Poi, certo, vi è una distinzione con alcune forze politiche.  C’è chi pensa che si debba fare carità, in questo Paese, quindi dare uno stipendio alle persone senza dargli il lavoro. Noi crediamo che dignità sia dare il lavoro alle persone, che è realizzazione anche delle proprie ambizioni e aspirazioni, quindi, ti diamo una mano, ma se non sei già in età pensionabile, pretendiamo tu possa avere un’occasione di reinserimento lavorativo, perché è più dignitoso che una mamma e un papà siano a lavorare, piuttosto che sul divano di casa a guardare la tv coi propri figli, pur ricevendo un assegno. Sono legittime entrambe, le soluzioni, io rispetto le idee di tutti. Noi abbiamo un’opinione differente da quell’altra che è puro assistenzialismo, posto che qualcuno dovrebbe dirci quando chiede assegni per tutti, più fondo sociale per la non autosufficienza, più posti letto negli ospedali, più risorse per la povertà: ci dovrebbe dire dove li prende, i soldi, perché a me hanno insegnato che la prima cosa da fare quando amministri è non prendere in giro i tuoi elettori, anzi, tutti i cittadini.

Qualcuno venga, ogni tanto, quando fa delle proposte, cara Sensoli, con i numeri. Io non so chi le ha scritto l’intervento – Povia? –, ma mi dà l’idea che lei, leggendolo, non sa di cosa parla.

 

SENSOLI: Anche lei!

 

BONACCINI: No, guardi, se vuole apriamo un dibattito sulle cose che lei ha detto.

Ho l’impressione che conosco molto bene quello di cui parlo, perché lei ha descritto questa Regione in un modo che la sanità di questa Regione e il suo sistema di welfare non meritano. Non lo meritano coloro che dirigono le strutture, che lei ha definito nominati soltanto per l’appartenenza, avendo la tessera di un partito: lei non sa di cosa parla. Abbia rispetto delle persone, e piuttosto faccia nomi e cognomi.

Lei ha descritto – si risenta la registrazione – il sistema socio-assistenziale di questa Regione come qualcosa che non funziona. In tutti gli indicatori… Eh, ma se lei apre la discussione dicendo che è una cosa che funziona e poi smonta tutte le politiche che stiamo facendo, la contraddizione è sua, non mia che ascolto.

Allora vorrei dire quattro cose, e concludo. Si può criticare tutto, ma non vedere che abbiamo non il fondo per la non autosufficienza tra i più alti d’Italia, ma quello più alto fra tutte le Regioni italiane, e che a fronte di un accordo che ho fatto insieme ai miei colleghi Presidenti di Regione per pretendere dal Governo che sbagliando aveva tagliato 211 milioni di euro dal fondo del welfare nazionale, e per fortuna lo ha ripristinato su nostra sollecitazione, ci siamo presi in carico di ripristinare da 450 a 500 milioni il fondo nazionale per la non autosufficienza, noi, siccome abbiamo detto  che tocca alle Regioni, abbiamo già deliberato gli ulteriori 4 milioni in più. Perché poi le parole vanno bene, ma servono i fatti, lo dico a me stesso, lo dico a noi, non ad altri.

Come si fa a dire che si sta facendo poco per la non autosufficienza? Ci potete portare parametri di altre cose che succedono in questo Paese (a me basta in questo Paese)?

Come si fa a dire che stiamo smantellando gli ospedali, il sistema territoriale, quando abbiamo più di ottanta Case della Salute, e tutti i Sindaci, indipendentemente dal colore politico, ci chiedono di poterne aprire nei loro territori, perché è un modo per diminuire l’ospedalizzazione e aumentare la “vicinanza”, la “domiciliarità”, chiamatela come volete? Si può dire che le Case della Salute come le si sta progettando non vanno bene, è legittimo, discutiamo nel merito; ma non si può non vedere e non sostenere che si sta facendo uno sforzo gigantesco, con bilanci delle Aziende sanitarie, nessuno in negativo e in dissesto, anzi tutti coi conti in ordine – e se volete, leggetevi la relazione della Corte dei conti.

Come si fa a non vedere che stiamo tenendo i conti in equilibrio, stiamo aumentando le risorse sulla spesa sanitaria, sulla spesa del welfare e provando a dare una risposta che sia all’altezza di una modernizzazione del sistema socio-sanitario di questa Regione?

Noi abbiamo necessità che le persone, quando hanno bisogno di una cura, sappiano dove andare per farsi curare il meglio possibile. Questa è la sfida di una sanità moderna, all’altezza della migliore sanità mondiale.

E d’altra parte, quando ci si chiede di inserire nel Piano socioassistenziale lo spegnimento dei termovalorizzatori, ci si dica contemporaneamente, spegnendoli tutti, dove dovremo conferire i rifiuti il giorno dopo, perché o non si sa di cosa si sta parlando, e a questo punto non sapete di cosa state parlando; oppure, si portino i numeri. Abbiamo approvato un Piano tale per cui se nel 2020 non raggiungerà gli obiettivi che abbiamo detto, avrete tutto il diritto di dirci che vi avevamo preso in giro. Tale Piano però prevede, raggiungendo quegli obiettivi di differenziata, di riciclo, di non mandare i rifiuti all’estero o in altre regioni, perché a casa mia l’etica pubblica è quella che se un rifiuto fa male per coloro che abitano in un luogo vicino ai termovalorizzatori, non risolvo portando quel problema, se di salute si tratta, a renderne conto a quelli che vivono in quei luoghi.

Fateci vedere i Piani, tirateli fuori, perché a parole siamo capaci tutti di avere ricette mirabolanti. Siccome siamo una delle poche Regioni italiane che non è mai andata in emergenza rifiuti, anzi, abbiamo dovuto spesso prenderne qui e smaltirli per evitare che andassero nel dramma altri, io credo che quantomeno, con posizioni legittimamente diverse, quando si sostiene una cosa si presenti esattamente il piano di cosa succederebbe il giorno dopo.

Io penso che la politica sia credibile quando è così, altrimenti è uno spararci addosso, legittimo, che fa prendere un po’ di applausi, un po’ di fischi, ma non credo che ci aiuti a capire come muoverci.

Vorrei segnalare che dentro al quadro di riordino e riorganizzazione, noi stiamo provando a metterci e a tenere insieme l’aumento di risorse, l’innovazione tecnologica, la presa in carico dei problemi più gravi e seri. Ma soprattutto, spiegatemi perché in tutti gli indicatori pubblici…

 

(interruzioni)

 

Io ho ascoltato in religioso silenzio. Se mi ascoltate, dopo farete le considerazioni che vorrete.

Ho sentito parlare di corruzione, ho sentito parlare di una Regione che sostanzialmente premia l’illegalità: occhio con le parole che usate, perché se c’è qualcosa che si presume, si va in un altro luogo, non qui: direttamente in tribunale, a denunciare.

Io vorrei che tra noi avessimo la coscienza di fare un dibattito su questioni nelle quali la Regione Emilia-Romagna, al di là di chi la governa, venga preservata da una certa immagine, da un’idea che non merita. E non lo meritano gli oltre 60.000 lavoratori, nelle tredici-quattordici Aziende sanitarie locali, non lo merita la qualità dei servizi che molti amministratori locali, indipendentemente dal colore politico che hanno, contribuiscono a garantire. E non lo merita, credo io, una Regione che in tutte le classifiche autonome è sempre al primo, o nei primi tre posti per tutti gli indicatori di qualità.

D’altra parte, se dopo il Giappone, per aspettativa di vita nel mondo, ci siamo noi, tutto sommato qualcosa vorrà pur dire.

Io ci sto ad accettare critiche, suggerimenti – sarebbe meglio, rispetto alle sole critiche –; però non raccontiamole come vivessimo in luoghi nei quali tutti i giorni ognuno di noi da cittadino, per sé o per la propria famiglia non verifica le condizioni dei servizi che vengono erogati. Ad esempio, sarebbe utile sentir dire cosa si pensa del fatto che abbiamo portato dal 54 al 97 per cento l’erogazione entro i primi 30 o 60 giorni in tutte le Aziende sanitarie delle cosiddette prestazioni di prima fascia. Mi piacerebbe anche sentire un giudizio su questo; oppure, a differenza di quello che è stato detto, non 400, ma oltre 4.300 lavoratori nel comparto della sanità pubblica sono stati assunti negli ultimi due anni a tempo indeterminato, e diventeranno oltre 5.000 alla fine di quest’anno: ripeto, a tempo indeterminato.

Quelle risorse lì dove le abbiamo prese? Non è un investimento gigantesco anche quello? E aver risparmiato 177 milioni di euro, l’80 per cento dei quali in sanità con la centrale unica degli acquisti, non è un elemento che sarebbe da valorizzare, indipendentemente da chi sta governando la Regione, se l’indicazione che arriva, e apprezzo questo, è quella non solo di chiedere più risorse pubbliche, ma anche di andare a raccontare dove si possono eliminare sprechi, disfunzioni?

Sicuramente ne abbiamo anche in questa Regione, abbiamo difetti, dobbiamo fare meglio, dobbiamo imparare. Ma perché non raccontare anche questa parte della medaglia, e raccontare solo un’immagine, un’idea nella quale sembriamo in un luogo di disperazione?

Io questo, da Presidente della mia Regione, della vostra Regione, cara consigliera Sensoli, non lo posso accettare, perché non è raccontare l’Emilia-Romagna che tutti insieme, in questi decenni, hanno costruito e abbiamo costruito. Non basta militare da una parte diversa, quando si racconta una Regione nella quale si vive e si abita. Non basta. È giusto criticare, ma bisognerebbe anche farlo con la considerazione di quello che tutti i giorni noi riusciamo a garantire: ne va della qualità delle Istituzioni pubbliche, ne va del dibattito e della qualità che possiamo fare anche ognuno di noi qui dentro. Grazie.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, presidente Bonaccini…

 

(interruzioni)

 

Scusate, presiedo io, grazie.

 

(interruzioni)

 

Consigliere, mi scusi. Sto parlando io, in qualità di presidente.

Stavo dicendo che la discussione generale naturalmente proseguirà nel pomeriggio, abbiamo l’inizio dei lavori alle 15. La consigliera Sensoli, quindi, ha la possibilità del diritto di replica al termine. Se lei intende sollevare una questione per fatto personale, ha diritto di parola: le ricordavo questo, e credo che fosse importante farlo, perché spetta a me presiedere l’Aula.

Prego, consigliera Sensoli, per fatto personale.

 

SENSOLI: Sarò molto breve. Pretendo le scuse del presidente per l’offesa all’intelligenza fatta a me e al Movimento 5 Stelle, perché lei non si deve permettere, nella sua posizione, di dire che gli interventi me li scrive chicchessia, dandomi praticamente dell’incompetente, della poco intelligente, della non so nemmeno io che cosa.

Non se lo deve permettere! Lei se lo vada a riascoltare, se non l’ha ascoltato bene. Non basta ascoltare, bisogna capire cosa si dice, e se lei dice che viviamo in Emilia-Romagna, bene, ci viva anche lei, e vada in mezzo alla gente che tutti i giorni si trova in situazioni disperate. Poi ne riparliamo!

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, consigliera Sensoli.

La parola al presidente Bonaccini per chiarire, se intende farlo.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Io non ho nulla di che scusarmi, perché non l’ho offesa.

Ho fatto una battuta ed ho utilizzato una battuta perché, e l’ho spiegato e motivato, perché lei ha fatto un rendiconto di questa Regione che questa Regione, e io credo soprattutto i lavoratori di quel comparto di cui stiamo discutendo, non meritano: tutto qua. E credo che abbiano sentito tutti. Le allusioni che lei ha fatto alla corruzione, eccetera, sono, io credo, ben più gravi rispetto a una battuta, ripeto, che credo lei abbia l’intelligenza e il buon gusto di capire che non era assolutamente offensiva, ma voleva essere una provocazione.

Ci siamo capiti.

 

PRESIDENTE (Soncini): Grazie, presidente Bonaccini.

La seduta è chiusa. Ci rivediamo alle ore 15.

Aprirà il dibattito generale il consigliere Foti.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 13,08

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

gli assessori: Andrea CORSINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Sergio VENTURI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI, gli assessori Patrizio BIANCHI, Simona CASELLI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Elisabetta GUALMINI, Emma PETITTI, la presidente dell’Assemblea Simonetta SALIERA e i consiglieri Piergiovanni ALLEVA, Gian Luigi MOLINARI e Valentina RAVAIOLI.

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 4670 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici»” (68)

 

Votazione emendamento 1 a firma dei consiglieri Bertani e Sassi

 

Presenti: 33

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 20

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 5

Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Alan FABBRI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 17

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA,

Luciana SERRI.

 

Votazione emendamento 11 a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 22

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 6

Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 14

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione emendamento 12 a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini

 

Presenti: 36

 

Favorevoli: 7

Andrea BERTANI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Contrari: 22

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Astenuti: 6

Stefano BARGI, Galeazzo BIGNAMI, Alan FABBRI, Tommaso FOTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 14

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gabriele DELMONTE, Giulia GIBERTONI, Barbara LORI, Gian Luigi MOLINARI, Marco PETTAZZONI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione mantenimento testo articolo 31

 

Presenti 41

 

Favorevoli: 23

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 15

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Giulia GIBERTONI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Silvia PRODI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI.

 

Astenuti: 2

Galeazzo BIGNAMI, Tommaso FOTI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 9

Enrico AIMI, Piergiovanni ALLEVA, Stefano BONACCINI, Gian Luigi MOLINARI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Votazione progetto di legge oggetto 4670

 

Presenti 43

 

Favorevoli: 26

Mirco BAGNARI, Gianni BESSI, Stefano BONACCINI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Massimo IOTTI, Barbara LORI, Francesca MARCHETTI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Roberto POLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Contrari: 13

Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Gian Luca SASSI, Raffaella SENSOLI.

 

Astenuti: 3

Enrico AIMI, Galeazzo BIGNAMI, Tommaso FOTI.

 

Non votanti: 1

Ottavia SONCINI.

 

Assenti: 7

Piergiovanni ALLEVA, Paolo CALVANO, Giulia GIBERTONI, Gian Luigi MOLINARI, Valentina RAVAIOLI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 4670 “Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici»” (68)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi:

«All’articolo 3 “Modifiche all’articolo 15 della legge regionale n. 30 del 1981” al punto 2, la lettera d) è così sostituita:

d) la sanzione amministrativa pecuniaria da 100,00 euro a 300,00 euro per il transito non autorizzato o in difformità della autorizzazione rilasciata nei boschi e in percorsi comunque fuori strada, sulle piste e strade forestali, nelle strade poderali e interpoderali, nelle mulattiere e nei sentieri, nei terreni saldi, nei terreni pascolivi e nei terreni agrari e nelle altre aree di interesse forestale.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi:

«Al Capo II – Disposizioni relative alla Sacca di Goro, art. 5 “Modifiche all’articolo 1 della legge regionale n. 36 del 1996” al punto 5 dopo la parola “specificazione” sono aggiunte le parole:

“delle opere e degli interventi” e sono soppresse le parole “di quelle a”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi, Piccinini e Alleva:

«L’articolo 31 “Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 16 del 2015” è cassato.»

(Respinto)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Bertani, Sassi e Alleva:

«L’articolo 32 “Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 16 del 2015” è cassato.»

(Respinto)

 

Emendamento 5, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi:

«L’articolo 40 “Adempimenti relativi al Sistema informativo regionale dei rifiuti” è così sostituito:

Art. 40 “Modifiche alla legge regionale n. 16 del 2015”

1. Il comma 3 dell’articolo 6 “Organizzazione del servizio di gestione dei rifiuti della legge regionale (Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31 (Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi) è così sostituito:

3. I gestori del ciclo integrato dei rifiuti sono tenuti a fornire ad Atersir una relazione annuale contenente le informazioni relative alla produzione e alla gestione dei rifiuti, in particolare tutti i dati tecnici ed economici relativi al servizio svolto, tramite il Sistema informativo regionale sui rifiuti adottato dalla Regione nel rispetto delle modalità previste con deliberazione della Giunta. Sono altresì tenuti a fornire entro trenta giorni dalla richiesta una relazione contenente le informazioni relative alla produzione e alla gestione dei rifiuti, in particolare tutti i dati tecnici ed economici relativi al servizio svolto richiesti da Atersir ovvero dai comuni per informazioni specifiche e contingenti non ricomprese fra quelle in possesso di Atersir. In caso di mancato rispetto trova applicazione la sanzione per mancata fornitura delle informazioni di cui all’articolo 12, comma 5, della legge regionale n. 23 del 2011 da parte di Atersir.»

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma dei consiglieri Bertani e Sassi:

«L’articolo 41 “Sanzioni per la violazione delle disposizioni dei regolamenti sulla tariffa puntuale dei rifiuti urbani” è così sostituito:

Art. 41 “Modifiche alla legge regionale n. 16 del 2015”:

1. Dopo l’articolo 9 della legge regionale (Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale 19 agosto 1996 n. 31 (Disciplina del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi) è aggiunto il seguente articolo:

Art. 9 bis

“Sanzioni per la violazione delle disposizioni dei regolamenti sulla tariffa puntuale dei rifiuti urbani”

1. La violazione delle disposizioni dei regolamenti sulla tariffa puntuale dei rifiuti urbani avente natura corrispettiva, di cui all’articolo 1, comma 668, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)) è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra un minimo di euro 50,00 ed un massimo di euro 500,00.

2. L’accertamento e la contestazione delle violazioni di cui al comma 1 sono effettuate dai Comuni tramite il soggetto gestore del servizio di gestione dei rifiuti urbani nell’ambito delle relative funzioni. A tale fine i dipendenti del gestore sono nominati agenti accertatori con le modalità stabilite da Atersir con regolamento.»

(Approvato)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Foti:

«All’articolo 41, del presente progetto di legge, dopo il comma 2, è integrato il seguente comma:

“2.bis. Il disposto contenuto nel presente articolo trova applicazione soltanto nel caso in cui l’identificazione dell’utenza associata al conferimento del rifiuto avvenga in maniera univoca, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, del decreto ministeriale 20 aprile 2017 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati.).”»

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma dell’assessore Gazzolo:

«Dopo l’articolo 45 è aggiunto il seguente:

Articolo 46

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT) ad eccezione dell’articolo 44, il quale entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione della legge sul BURERT, in conformità all’articolo 55 dello Statuto regionale.»

(Approvato)

 

Emendamento 9, a firma del consigliere Bertani:

«Al comma 3 dell’articolo 34 “Pianificazione ambientale del settore” la parola “Giunta” è sostituita dalle parole “Assemblea legislativa”.»

(Respinto)

 

Emendamento 10, a firma del consigliere Bignami:

«All’art. 40 dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma:

“Per le finalità di cui all’art. 14 della L.R. 23 del 2011 Atersir mette a disposizione della Commissione assembleare competente la rendicontazione dei costi consuntivi del servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati prevista dalla normativa regionale ed i piani economico-finanziari dei Comuni.”»

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma della consigliera Piccinini:

«All’articolo 4 “Disposizioni transitorie e abrogazioni” al comma 1 dopo le parole “presente legge”, sono aggiunte le parole: “sentito il parere della commissione competente.”.»

(Respinto)

 

Emendamento 12, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini:

«All’articolo 4 “Disposizioni transitorie e abrogazioni” al comma 1 dopo le parole “presente legge”, sono aggiunte le parole: “acquisito il parere dell’Osservatorio regionale per la biodiversità di cui alla legge regionale 23 dicembre 2011, n. 24.”.»

(Respinto)

 

OGGETTO 4947 “Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 4670 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento regionale in materia ambientale e a favore dei territori colpiti da eventi sismici". A firma dei Consiglieri: Sabattini, Tarasconi, Campedelli, Pruccoli, Boschini, Zoffoli, Rontini, Montalti, Caliandro, Calvano, Marchetti Francesca, Poli, Lori, Iotti”

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini:

«Al secondo alinea del “Ritenuto che” dopo le parole “subaffidamento” inserire le parole “e di gara”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Bertani e Piccinini:

«Nell’impegno, dopo il primo punto inserire:

A fornire degli indirizzi affinché, nelle are d’ambito per la scelta del concessionario, sia considerato come uno degli elementi premiali il minore impatto ambientale, in particolare dal punto di vista delle emissioni, per l’attività di avvio a recupero delle frazioni della raccolta differenziata e di recupero della frazione organica.»

(Respinto)

 

OGGETTO 4873 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad inserire, in fase di revisione della legge regionale n. 24 dell'8 agosto 2001, norme per l'autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Fabbri, Delmonte, Rancan, Liverani, Rainieri, Bargi, Pettazzoni, Pompignoli”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Rontini:

«Nel penultimo paragrafo, dopo le parole “in modo più completo” aggiungere la parola “, anche”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Rontini:

«Nell’ultimo paragrafo sostituire le parole “ad inserire” con le parole “a valutare l’inserimento”.»

(Approvato)

 

Ordini del giorno

 

OGGETTO 2686/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di legge d’iniziativa Consiglieri recante: «Norme per l’autorecupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e per il contrasto delle morosità e delle occupazioni abusive. Modifiche alla legge regionale 8 agosto 2001, n. 24». A firma della Consigliera: Rontini”

 

«L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Visto il progetto di legge di cui all’oggetto;

 

Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare “Territorio, Ambiente, Mobilità”;

 

Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;

 

Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento

 

delibera

 

il non passaggio all’esame degli articoli.»

(Approvato)

 

OGGETTO 4243/1 “Ordine del giorno di non passaggio all’esame degli articoli del progetto di proposta di legge alle Camere, ai sensi dell'art. 121, comma 2, della Costituzione, recante: «Assicurazioni volontarie contro i danni da terremoto». A firma del Consigliere: Poli”

 

«L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

 

Visto il progetto di legge di cui all’oggetto;

 

Considerato il parere contrario espresso in sede referente dalla Commissione assembleare “Bilancio, Affari generali ed istituzionali”;

 

Ritenuto di condividere le argomentazioni che hanno portato al parere contrario della Commissione assembleare;

 

Ai sensi dell’art. 92 del Regolamento

 

delibera

 

il non passaggio all’esame degli articoli.»

(Approvato)

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Soncini

Taruffi - Torri