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174.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 13 MARZO 2018

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 5587

Interpellanza circa l’attuazione delle disposizioni riguardanti l’attività di operatore della manutenzione del verde. A firma del Consigliere: Bertani

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

BERTANI (M5S)

BIANCHI, assessore

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 5684

Interpellanza circa il mantenimento di un’Area Veterinaria specifica con figure specialistiche veterinarie di appoggio per le 3 aree funzionali previste dalla normativa di settore. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (M5S)

BIANCHI, assessore

GIBERTONI (M5S)

 

Interpellanza oggetto 5892

(Rinvio)

PRESIDENTE (Rainieri)

POMPIGNOLI (LN)

 

OGGETTO 5969

Interpellanza circa questioni e problematiche riguardanti il Centro fibrosi cistica della Romagna, con particolare riferimento alla situazione esistente a Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

POMPIGNOLI (LN)

VENTURI, assessore

POMPIGNOLI (LN)

 

OGGETTO 5559

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Norme in materia di sviluppo del settore musicale» (81)

(Relazione di maggioranza, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5559/1/2/3/4/5/7 oggetti 6225 - 6226 - 6227 - 6228 - 6229 - 6231 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 5559/6 oggetto 6230 - Presentazione e ritiro)

(Risoluzione oggetto 6217 - Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TARASCONI, relatrice di maggioranza

RANCAN, relatore di minoranza

GIBERTONI (M5S)

BAGNARI (PD)

PRODI (Gruppo Misto)

RAVAIOLI (PD)

AIMI (FI)

SENSOLI (M5S)

ZAPPATERRA (PD)

TARASCONI (PD)

MEZZETTI, assessore

PRESIDENTE (Rainieri)

TARUFFI (SI)

TARASCONI (PD)

RANCAN (LN)

FOTI (FdI)

GIBERTONI (M5S)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazione elettronica oggetto 5559

Emendamenti oggetti 5559 - 6225 - 6227

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,27

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la centosettantaquattresima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Hanno comunicato di non poter partecipare ai lavori odierni, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Bonaccini e la consigliera Lori.

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta la presidente dell’Assemblea Simonetta Saliera, i consiglieri Calvano e Delmonte, il sottosegretario della Giunta Andrea Rossi e gli assessori Caselli e Donini.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 5587

Interpellanza circa l’attuazione delle disposizioni riguardanti l’attività di operatore della manutenzione del verde. A firma del Consigliere: Bertani

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Iniziamo i lavori con lo svolgimento delle interpellanze.

Partiamo con l’interpellanza oggetto 5587 circa l’attuazione delle disposizioni riguardanti l’attività di operatore della manutenzione del verde, a firma del consigliere Bertani, a cui risponderà l’assessore Bianchi.

Consigliere Bertani, prego.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Già una risposta parziale l’assessore me l’aveva fatta avere, però il tema è che è stato definito il manutentore del verde o la formazione per l’esercizio dell’attività di manutenzione del verde lasciando un’incertezza abbastanza ampia su che cosa prevede il percorso formativo, quali siano le equiparazioni e questo mette, o metterebbe, in crisi un po’ alcune aziende, soprattutto cooperative agricole di produzione lavoro e anche cooperative di tipo B e anche chi lavora nel settore, perché non era, e non è, ben chiaro come debba essere strutturato questo percorso e chiedevo all’assessore di aggiornarci su questo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Prego, assessore Bianchi.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, presidente. Le rispondo, consigliere Bertani, perché vi è stato un aggiornamento rispetto alle condizioni proprio negli ultimi giorni. A seguito dell’invito al confronto fatto ai ministri competenti da parte del presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini, il Ministero delle politiche agricole ha sentito le associazioni di categoria in sede di tavolo tecnico florovivaistico inviando poi alle Regioni una proposta di documento contenente le riflessioni qui emerse al fine di una condivisione in sede di Conferenza Stato-Regioni. A seguito del lavoro di approfondimento congiunto fra le Regioni ed il Ministero, si è giunti ad un testo condiviso e adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni il 22 febbraio. Tale documento dispone in merito a buona parte delle problematiche manifestate nella sua interpellanza, in particolare la previsione dell’esenzione dall’obbligo di frequenza del percorso formativo da parte di chi possiede titoli di studio o di formazione coerenti e da parte di chi opera nel settore da almeno due anni. Inoltre la durata minima del percorso formativo è stata portata a centottanta ore. È in fase di preparazione la delibera di Giunta regionale che recepisce l’accordo Stato-Regioni e detta le disposizioni attuative per l’erogazione dei corsi di formazione per la manutenzione del verde.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Bianchi.

Consigliere Bertani, ha sette minuti, prego.

 

BERTANI: Semplicemente per ringraziare l’assessore che ha seguito questo tema e quindi, con l’emanazione della delibera, direi che si raggiunge un livello di chiarezza che era necessario, anche perché quest’anno è importante avere chiarezza su questo tema, visto che escono fuori attività come quelle legate al “bonus verde” e questa risposta serve per dare certezza a quello che si auspica anche un maggior lavoro all’interno di questo ambito sempre più importante.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

 

OGGETTO 5684

Interpellanza circa il mantenimento di un’Area Veterinaria specifica con figure specialistiche veterinarie di appoggio per le 3 aree funzionali previste dalla normativa di settore. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’interpellanza oggetto 5684 circa il mantenimento di un’area veterinaria specifica con figure specialistiche veterinarie di appoggio per le 3 aree funzionali previste dalla normativa di settore, a firma della consigliera Gibertoni, risponderà l’assessore Bianchi.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Rinuncio all’esposizione e lascio la parola all’assessore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Prego, assessore Bianchi.

 

BIANCHI, assessore: Grazie, consigliera Gibertoni. In merito ai primi due punti dell’interpellanza in oggetto vi riporto il contributo che ho ricevuto dall’Assessorato regionale delle politiche per la salute. L’assessore alle Politiche per la salute mi scrive: «La nuova organizzazione della Direzione generale cura della persona, salute e welfare della Regione prevede un unico servizio di prevenzione collettiva e sanità pubblica che comprende anche l’area sanità veterinaria e igiene degli alimenti al fine di dare concretezza all’idea di un sistema di prevenzione unico che valorizzi al contempo le differenti competenze tecniche nella cooperazione multidisciplinare e rafforzi i processi di integrazione nei Dipartimenti di sanità pubblica dell’Azienda USL, nell’ottica del concetto di salute unica, quindi di un “one health”. La nuova organizzazione ha implementato strumenti e soluzioni organizzative ad hoc al fine di assicurare, anche in situazioni critiche (quali la gestione di emergenze epidemiche e non epidemiche) decisioni e soluzioni adeguate e tempestive. L’area sanità veterinaria e igiene degli alimenti, in continuità con il precedente operato, ha portato a compimento nel triennio 2015-17 il Piano regionale integrato dei controlli, che persegue obiettivi strategici regionali in coerenza con gli obiettivi nazionali e comunitari, quali la tutela del consumatore mediante il mantenimento di un elevato livello di protezione della salute umana, della sicurezza alimentare e della sanità e del benessere degli animali e indirettamente la valorizzazione delle produzioni agroalimentari attraverso l’appropriatezza dei controlli ufficiali e la formazione continua degli addetti».

In merito al punto tre, l’Assessorato regionale coordinamento delle politiche europee allo sviluppo scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro precisa che «l’approvazione della qualifica di operatore dell’assistenza veterinaria ha seguito l’iter previsto per la generazione di nuove qualifiche denominato “procedura sorgente” le cui caratteristiche sono state definite nel DGR n. 2166/2005. La richiesta per una nuova qualifica di operatore dell’assistenza veterinaria è stata avanzata con le modalità previste dalle disposizioni regionali. La proposta, prima di essere approvata dalla Giunta regionale, ha ottenuto il parere positivo della Commissione regionale tripartita e della competente Commissione assembleare rispettivamente ai sensi dell’articolo 44, comma 6 e dell’articolo 32, comma 1 della legge regionale n. 12/2003».

Mi permetto di fare un’osservazione aggiuntiva. Io credo che questo approccio “one health” sia assolutamente fondamentale, perché io credo che dobbiamo tenere nella stessa grande attenzione la salute delle persone, la sicurezza alimentare e anche la qualità della vita degli animali, perché le tre cose convergono nel dare un senso di una salute pubblica, che non è soltanto frutto di controlli o di interventi casuali, ma di un approccio generale che mi sembra stiamo seguendo e quindi la ringrazio ancora per aver posto questa interpellanza.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Bianchi.

Prego, consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Grazie. Io ringrazio l’assessore per le sue valutazioni finali rispetto ad un percorso che ci convince solo in parte, nel senso che ci teniamo in ogni caso a riportare quelle che sono le perplessità che sono state manifestate all’interno della nostra interpellanza, ma questo era un atto che raccoglieva lo sconcerto di un ampio settore della professione veterinaria nei nostri territori di fronte a quelle che erano state giudicate “scelte irragionevoli”. Poi a me sembra anche abbastanza chiaro, rivolgo la mia interlocuzione all’assessore Bianchi che è firmatario della risposta, però le informazioni attinenti alla materia mi sembra siano state fornite dall’Assessorato alle politiche per la salute che quindi probabilmente è il vero autore di queste linee direttive e quindi è il destinatario finale di queste precisazioni che tengo a fare. Mi piacerebbe poi che le precisazioni che faccio ora, se riuscirò a farle confluire in un atto, questo verrà poi incardinato per la discussione nella Commissione IV, in modo che lo possiamo riportare lì e sentire anche dall’Assessorato (dai tecnici e dai dirigenti) come mai.

Il punto è innanzitutto portare la voce di coloro che invece sono stati sconcertati, forse a cui non è stato spiegato bene questo “one health approach” che è stato ricordato adesso dall’assessore e, d’altra parte, chiedersi fino a che punto questo non sia percepito o non sia veramente di fatto corrispondente ad una logica di tagli. Il rischio è che si voglia far passare per potenziamento quello che è invece un evidente ridimensionamento, operato con la delibera di Giunta n. 628/2015 con cui si decideva di sopprimere il servizio veterinario e igiene degli alimenti e trasformarlo in una sedicente “area veterinaria”. Area tra l’altro mai ben formalizzata. Ci si nasconde dietro il paravento di una nuova ottica prefigurando, sì, una visione di salute unica – e su questo noi possiamo concordare – però al solito sono i cittadini e le categorie interessate che continuano a non capire il progetto sulla carta grande, importante, di cooperazione multidisciplinare e di rafforzamento dei processi di integrazione. I cittadini e i professionisti di questo settore o non lo capiscono, oppure lo capiscono troppo bene. Un taglio è un taglio, un ridimensionamento è un ridimensionamento, un accorpamento è un accorpamento, non sono il loro contrario e le cose vanno quindi chiamate in questo modo. L’“approccio salute unica” citato nella risposta, quindi, rischia di essere banalizzato, perché rischia di diventare una casuale unificazione dell’attività sotto la scure dei tagli. Si unifica per dire che la visione deve essere una visione che contempla tutti e tre i settori e su questo noi potremmo anche condividere, ma non se è un depotenziamento. Se invece è in un’ottica di potenziamento, la visione multidisciplinare potrebbe arricchire i vari settori. La finalità è la salute, però così si rischia il risultato opposto, perché si tolgono competenze e autonomia alla disciplina veterinaria. Quindi in questa nuova figura che segue questo approccio nella terminologia anglosassone, intende da un lato la necessaria confluenza delle informazioni con accesso a tutti gli operatori, come da anni si attua per la ricerca scientifica, ma non può essere ricondotto alla gestione funzionale, che invece va lasciata a specifiche competenze che devono avere una loro autonomia decisionale, soprattutto per le aree a maggiore rilevanza. Il dipartimento chirurgico di un ospedale non è diretto da un ginecologo, ma da un primario chirurgo e soprattutto, nel corso delle emergenze, devono essere chiare le competenze e la catena di comando per dare quelle risposte che siano giuste, appropriate, professionalmente più corrette, dati i tempi e date le condizioni.

Ci si dice che la nuova organizzazione ha implementato strumenti e soluzioni organizzative ad hoc, ma non si dice bene ancora in modo sufficientemente formalizzato quali siano gli strumenti e le soluzioni organizzative così promettenti, così risolutive. Ci si rassicura dicendo che oggi ancora tutto funziona, che abbiamo tutelato i consumatori con un elevato livello di protezione della salute umana, della sicurezza alimentare, della sanità, del benessere degli animali, però chi lavora spesso ama il proprio lavoro e ne ha rispetto e cerca in tutti i modi di raggiungere i migliori risultati possibili, anche se gli si fa mancare il terreno sotto i piedi. A volte le cose funzionano anche in questa ottica. È amaro doverlo dire, ma a volte è così. Lo vediamo quando si parla dei nostri professionisti della sanità, ma non soltanto: anche quando si trovano a lavorare in condizioni critiche (molto spesso), il lavoro che amano è un lavoro che cercano di portare avanti nel migliore dei modi, anche dove non ci sono le migliori condizioni. Questo è quello che ci sembra stia succedendo. Però compito nostro sarebbe creare queste condizioni migliori, le più favorevoli e le più appropriate, non quelle peggiori che però, appoggiandosi all’abnegazione, alle competenze, consentono in ogni caso di dire che comunque il sistema tiene, che quindi le risposte ai cittadini vengono date. Può darsi che sia così, ma da parte nostra noi dovremmo creare quelle condizioni migliori perché le risposte vengano date in modo più diffuso, potenziato, più motivato, senza perplessità. Nessuno ha paura di una maggiore integrazione, ma non può essere distinta dalla valorizzazione dei reali bisogni organizzativi e dall’assegnare un’opportuna autonomia gestionale.

Infine ci si dice che l’idea di questa nuova figura (operatore all’assistenza veterinaria) è di una srl di Chioggia (Boscolo srl) che si occupa di ricerca e selezione del personale e che, nel tracciare questa figura, sono stati seguiti appieno norme e procedure, però non si dice nulla sull’esatta sovrapponibilità di questa nuova figura a quella del medico veterinario, come ha stabilito la sentenza del TAR. Non si capisce come sia stato possibile quello che noi giudichiamo un errore. Quindi nulla si dice se la Regione, oltre a cassare questa figura, come obbligata dalla sentenza, abbia in qualche modo fatto virtù di questa stessa vicenda giudiziaria che, in quel caso, l’ha vista soccombente. Di questo non si dice nulla.

Questa è una tematica su cui possiamo rifarci alla Commissione IV, in cui riportare il tema (probabilmente nella Commissione appropriata). Io ringrazio per la risposta l’assessore Bianchi, sempre nella più ampia disponibilità multidisciplinare com’è giusto che sia, però non facciamo mancare neanche le altre discipline, vediamo di coinvolgere tutte le discipline che sono responsabili e possono coordinarsi per dare le migliori risposte a chi manifesta queste perplessità. Ci auguriamo di riuscire a sgombrare il campo da equivoci o, perlomeno, di proporre come migliorare la linea direttrice in modo che non ci siano troppi professionisti lasciati ancora alla loro responsabilità personale, alla loro abnegazione, che quella ci sia, che sia valorizzata ma che ci sia in un ambito migliore dei mondi possibili creati grazie anche alla responsabilità e alla multidisciplinarietà del lavoro istituzionale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

 

Interpellanza oggetto 5892

(Rinvio)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’interpellanza oggetto 5892 circa la pubblicazione del bando da parte di ENAC per la riapertura e il rilancio dello scalo aeroportuale Luigi Ridolfi di Forlì, a firma del consigliere Pompignoli, a cui risponderà l’assessore Venturi.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Presidente, l’assessore Donini mi ha chiesto di posticiparla in epoca successiva, perché oggi purtroppo non è presente, quindi farei l’altra mia interpellanza che riguarda invece la fibrosi cistica.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Quindi rinviamo l’interpellanza oggetto 5892.

 

OGGETTO 5969

Interpellanza circa questioni e problematiche riguardanti il Centro fibrosi cistica della Romagna, con particolare riferimento alla situazione esistente a Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla interpellanza oggetto 5969 circa le questioni e problematiche il Centro fibrosi cistica della Romagna, con particolare riferimento alla situazione esistente a Cesena, a firma del consigliere Pompignoli, a cui risponderà l’assessore Venturi.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Grazie, assessore, della presenza. Parliamo di un problema noto alle cronache dei giornali, soprattutto nei mesi di gennaio del 2018, dove sostanzialmente c’è una grossa diatriba tra la ASL unica di Romagna e il presidente della Lega fibrosi cistica della Romagna. In particolar modo vengono evidenziati due fattori: uno è legato ai fondi che la Regione Emilia-Romagna concede ai due hub che in regione Emilia-Romagna ci sono (Parma e Cesena) per le patologie legate alla fibrosi cistica e l’altro alla carenza di figure professionali, altamente qualificate, che si possono occupare di quei pazienti affetti da questa patologia, soprattutto pazienti maggiorenni. Come ben sappiamo, in tutta la Romagna sono circa duecento i pazienti affetti dalla patologia legata alla fibrosi cistica e mancano come punto di riferimento delle figure professionali qualificate, che possano intervenire nella cura di questi pazienti. È stato espresso da parte del presidente della Lega fibrosi cistica della Romagna questo problema. La ASL unica di Romagna ha risposto in maniera molto evasiva alle richieste lamentate dal presidente della Lega, oggi vogliamo capire, dal punto di vista dell’Assessorato alla sanità, se i problemi evidenziati, che poi ho narrato nell’interpellanza, corrispondono effettivamente alla realtà delle cose e quali possono essere i motivi per cui si è arrivati oggi ad avere questa carenza di personale, sull’utilizzo dei fondi e come l’Assessorato intenda intervenire per risolvere questi problemi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

Prego, assessore Venturi.

 

VENTURI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliere. Riguardo l’interpellanza in oggetto, acquisite le necessarie informazioni dall’Azienda USL della Romagna, le esprimo le risultanze.

Presso il Centro fibrosi cistica dell’ospedale Bufalini di Cesena le competenze specialistiche per i pazienti adulti sono assicurate dal 2011 dai medici dell’infettivologia (l’unità operativa di malattie infettive) in integrazione con i pediatri del centro che si occupano delle fibrosi cistica in età pediatrica, garantendo accessi programmati settimanali e la copertura di eventuali urgenze. Nell’ultimo trimestre 2017 si sono verificate problematiche determinate dalla cessazione al servizio di specialisti infettivologi, l’Azienda USL della Romagna ha pertanto deciso di individuare un medico infettivologo presso il Centro fibrosi cistica dedicato alla presa in carico della gestione dei pazienti adulti, che sarà integrato dall’équipe di malattie infettive al fine di garantire la continuità della copertura assistenziale specialistica. Il bando per il reclutamento di questo professionista è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna lo scorso 31 gennaio 2018. Questo Assessorato ha promosso e partecipato agli incontri avvenuti nell’estate 2017 tra la Direzione sanitaria dell’Azienda USL della Romagna, la responsabile del centro e il presidente della Lega fibrosi cistica Romagna ed è impegnato a facilitare e verificare il superamento delle problematiche legate alla corretta presa in carico del paziente adulto a partire dall’identificazione del medico infettivologo dedicato. All’Azienda USL della Romagna è stato assegnato, con delibera di Giunta regionale n. 2035/2016, un finanziamento – come periodicamente avviene – pari a 239.767 euro per la ricerca relativamente agli anni 2008-12 per la realizzazione di due progetti presentati e approvati dal Ministero della salute. Il primo, progetto screening neonatale positivo per fibrosi cistica, analisi genetica per neonati e familiari, screening a cascata, è stato sviluppato con la collaborazione del Centro fibrosi cistica di Parma e del Centro screening neonatale regionale e ha coinvolto tutti i punti nascita della regione e l’unità operativa di genetica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Bologna. La ricerca è terminata e ha consentito di sviluppare un modello assistenziale regionale innovativo, che è stato approvato con delibera del 2015, la n. 1279 («Aggiornamento della rete hub e spoke per i percorsi diagnostico-assistenziali per la fibrosi cistica. Percorso diagnostico»). Il secondo progetto è relativo allo stato nutrizionale in pazienti affetti da fibrosi cistica, correlazione con diabete, genetica, funzionalità respiratoria, sufficienza e insufficienza pancreatica, eccetera, intervento terapeutico mirato e risultato a sei e dodici mesi. Tale progetto, come precisato dalla Direzione generale dell’Azienda, sarà attuato non appena verrà individuata una figura professionale dedicata per la quale è in corso la procedura di selezione.

Oltre ai progetti sopra descritti e finanziati, il centro di Cesena ha mantenuto fin dalla sua istituzione una costante e fattiva partecipazione al Registro italiano di fibrosi cistica curando la raccolta e la regolare trasmissione dei dati e ha inoltre partecipato ad alcune importanti analisi multicentriche italiane. Sottolineo che in Emilia-Romagna ci sono due hub che si occupano della fibrosi cistica (Cesena e Parma), che ho appena citato in uno dei due progetti finanziati dal Ministero della salute; è evidente che questi due centri sono in regione assolutamente fondamentali per tutti i bambini che nascono con questa patologia ed è altrettanto evidente che l’attenzione dell’Assessorato alla salute è massimo anche rispetto alle problematiche che lei ha sottolineato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Venturi.

Consigliere Pompignoli ha sei minuti.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Ne sfrutterò molto meno. Ringrazio l’assessore per la risposta che mi ha appena dato, anche se la ritengo non molto soddisfacente in virtù delle domande che sono state prestate. Anche perché delle due l’una: o ha ragione la ASL unica di Romagna o ha ragione il presidente della Lega fibrosi cistica Romagna, perché sono due dichiarazioni diametralmente opposte. Oggi la Regione Emilia-Romagna, quindi lei, assessore, conferma quello che sostanzialmente la ASL unica di Romagna ha riferito nelle notizie di cronaca dei giornali, ma fondamentalmente nutriamo forti perplessità su quelle che sono state le reali cause che hanno determinato queste problematiche, evidenziate poi dalla Lega fibrosi cistica.

Ricordo anche che è vero che, per quanto riguarda le cure date a questi pazienti che hanno questa patologia, vengono fatte da pediatri, ma ricordo che sono due, di cui una è a tempo parziale e non a tempo pieno, quindi i pazienti sono innumerevoli, è chiaro che “una persona e mezzo” è difficile che possa comunque riuscire a trovare maggiore cura nei confronti di questi pazienti. Dall’altro lato, gli infettivologi è vero anche questo, però è già da un anno che c’è questa carenza e ci siamo trovati che il 31 gennaio è stato indetto questo bando per trovare una figura. Forse era necessario farlo in tempi molto più rapidi, antecedenti al 31 gennaio.

Capiamo che sia comunque una esigenza da parte della Regione mantenere questi due hub efficienti (Parma e Cesena), è evidente che queste problematiche comunque restano, rimangono. Anche l’utilizzo di questi fondi va benissimo il discorso legato ai due progetti, però io una relazione su questi progetti non l’ho vista. In più anche il discorso legato ai 50 mila euro che ogni anno vengono erogati su progetti di ricerca, di cui effettivamente non si hanno le prove su quello che effettivamente viene fatto all’interno di questi centri con questi soldi pubblici. Quindi chiaro che noi controlleremo e vigileremo sul buon operato che la Regione farà su questi hub, capendo quali saranno le soluzioni migliori per poter adottare e poter rendere ancora più efficienti queste due strutture che sicuramente sono importanti per quanto riguarda la salute di molte persone colpite da questa patologia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

 

OGGETTO 5559

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Norme in materia di sviluppo del settore musicale» (81)

(Relazione di maggioranza, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 5559/1/2/3/4/5/7 oggetti 6225 - 6226 - 6227 - 6228 - 6229 - 6231 - Presentazione, discussione e approvazione)

(Ordine del giorno 5559/6 oggetto 6230 - Presentazione e ritiro)

(Risoluzione oggetto 6217 - Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): È così conclusa la fase dello svolgimento delle interpellanze, passiamo all’oggetto 5559, progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Norme in materia di sviluppo del settore musicale», delibera di Giunta n. 1709 del 6 novembre 2017.

Testo n. 1/2018 licenziato dalla Commissione Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità nella seduta del 7 marzo 2018.

Il progetto di legge è composto di tredici articoli.

La relatrice della Commissione, consigliera Katia Tarasconi, ha preannunciato di svolgere la relazione orale. Il relatore di minoranza, il consigliere Matteo Rancan, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Su tale oggetto insistono quattro proposte di emendamento a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni. Sempre a tale oggetto è stata abbinata in Aula la risoluzione oggetto 6217 che impegna la Giunta a prendere in esame la possibilità di definire specifici strumenti normativi di rilievo regionale finalizzati alla promozione e allo sviluppo del settore della danza, a firma della consigliera Sensoli.

Su tale oggetto sono stati presentati anche cinque ordini del giorno: il numero 1 a firma del consigliere Rancan ed altri; il numero 2 a firma del consigliere Bertani ed altri; il numero 3 a firma della consigliera Sensoli ed altri, il numero 4 a firma della consigliera Piccinini e il numero 5 a firma della consigliera Tarasconi ed altri.

Prego, consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI, relatrice di maggioranza: Grazie, presidente. Il percorso che ha portato questo progetto di legge in Aula è stato lungo, coinvolgente e attentamente ponderato, caratteristiche queste che non possono che tradursi in una buona qualità del prodotto finale.

Già nel 2015 la Regione aveva avviato un’indagine sul settore musicale in Emilia-Romagna, da cui emergeva un sistema dello spettacolo fiorente, ben collocato in Europa e ricco di realtà di piccole e medie dimensioni che operano nella musica sviluppando educazione, formazione, diffusione, produzione, promozione e ricerca. Il merito è in primo luogo degli artisti e degli imprenditori, che mettono in gioco se stessi, dei professionisti che sviluppano le proprie idee, ma non va certamente trascurato il ruolo attivo di supporto che la Regione ha giocato negli anni con una serie di strumenti che hanno gravitato su diverse linee di intervento. Quello che oggi si vuole fare con questa legge è costruire una cornice integrata entro cui dipanare le misure e gli interventi normativi e di sostegno economico sui diversi segmenti della filiera della produzione musicale, riconoscendo in essa un sistema produttivo ad alto potenziale di crescita, che porterebbe beneficio non solo al settore in esame, ma all’intero tessuto socioeconomico, storico e culturale della regione.

L’ultimo anno, in particolare, ha visto il coinvolgimento sistematico di numerosi stakeholder intervenuti nel confronto con l’Assessorato in fase di redazione del testo e, di nuovo successivamente, attraverso l’udienza conoscitiva del febbraio scorso è stata data la possibilità di esprimere opinioni, obiettivi e perplessità a beneficio di questa Assemblea. Così il testo che presentiamo oggi ha subito in Commissione una serie di emendamenti, che hanno consentito di aggiustare alcuni aspetti ritenuti critici e di approfondire potenzialità che meritavano di essere sviluppate e approfitto di questa sede per esprimere pubblicamente il mio apprezzamento di relatrice per il lavoro proficuo fatto con le minoranze, che si è tradotto in un significativo apporto di migliorie al testo che stiamo presentando oggi.

Dando per letto l’articolato, perché ormai l’abbiamo guardato, riguardato, girato e preso sottosopra, mi preme soffermarmi ad illustrare i punti principali della norma e le modifiche più significative che abbiamo votato in Commissione. Innanzitutto, come accennavo, lo scopo è quello di organizzare un’azione sistemica a supporto di quella che è la musica contemporanea originale, azione che dunque annovera due aspetti diversi, ma non scindibili: quello educativo formativo e quello creativo imprenditoriale. Insomma, da un lato intendiamo proseguire nel sostenere quell’attività di base, che è la conoscenza diffusa della musica fra i giovani, attraverso due azioni distinte: le collaborazioni fra scuole di musica accreditate e gli istituti scolastici da un lato, i progetti di musica d’insieme, dall’altro il sostegno a scuole di musica, cori e bande per progetti di alfabetizzazione che si connotino per un respiro sovralocale, capaci cioè di fare rete per evitare la dispersione a pioggia dei contributi e puntare invece ad obiettivi più alti. Il tutto nella consapevolezza che il messaggio di interculturalità, che la musica porta con sé, debba indurre anche all’incentivazione di reti non solo regionali, ma anche nazionali e sovranazionali.

Soprattutto rispetto al primo punto va sottolineato come la vacanza delle scuole dell’obbligo rispetto all’educazione musicale abbia alimentato una miriade di esperienze esterne variegate e distanti fra loro, che necessitano di un riordino e di un riconoscimento della loro valenza educativa in una dimensione culturale ben più significativa e di certa qualità. Da qui è già dal 2009 l’esigenza di accreditare le scuole di musica in base ai requisiti minimi di tipo didattico ed organizzativo.

L’altro grande campo di azione è quello della professionalizzazione degli operatori del settore. Qui, se vogliamo davvero dare un futuro ai giovani talenti ed evitare che si accontentino di qualche serata sottopagata e povera di prospettive, occorre saper costruire un sistema dialogante con tutti gli attori interessati, pubblici o privati che siano, che abbiano o meno scopo di lucro. Qui le potenzialità di crescita sono davvero alte, in particolare per ciò che riguarda la produzione, la promozione di nuovi autori e l’insieme delle attività economiche connesse. Non partiamo certo da zero, ma abbiamo bisogno di adeguarci ad un settore che si trasforma rapidamente e profondamente, che richiede nuove professionalità e costante aggiornamento degli operatori. Le azioni da mettere in campo, finanziate sia da risorse regionali che europee, devono supportare la formazione necessaria ad un’occupazione qualificata, stimolare la crescita costante delle competenze necessarie ed entrare e restare nel mondo del lavoro; agevolare le imprese che investono in ricerca, innovazione e internazionalizzazione, startup, reti ICT e managerialità devono essere anche in questo settore le parole chiave dello sviluppo.

Altro aspetto toccato dalla norma è il sostegno all’esecuzione della musica contemporanea e alla creatività, supportando specialmente i giovani autori, aiutandoli a crescere professionalmente tramite azioni di tutoraggio, affiancandoli nella fase di esordio e di consolidamento, sostenendoli nell’esecuzione dal vivo attraverso la creazione di reti e circuiti di locali per un’azione di diffusione non sporadica dalle chiare ricadute anche turistiche.

La valorizzazione delle risorse artistiche, tecniche, professionali ed imprenditoriali del territorio è svolta dalla Regione con le funzioni di Music Commission (come è successo per la Film Commission), in grado di comunicare e coordinare tutte le opportunità, le offerte educative, formative, professionali, imprenditoriali, di circuitazione e di sostegno agli autori e, in generale, delle iniziative realizzate in attuazione della presente legge, anche con l’obiettivo di attrarre e supportare le produzioni musicali e di video musicali sul territorio regionale. Infine, sempre per sviluppare l’attrattività turistica dei festival e di altri luoghi o progetti di attività musicali, è previsto un intervento diretto della Regione attraverso proprie società in house. Tutti questi interventi sono finanziati con bandi di Giunta e una delle novità più significative, che abbiamo portato in Commissione, è la previsione che tali bandi debbano basarsi su orientamenti di medio periodo espressi dall’Assemblea attraverso un programma pluriennale, che individua strategie e priorità dell’intervento regionale. Gli stanziamenti, che sono secondo noi notevoli, ammontano a 1 milione di euro per il 2018, 1,2 milioni per il 2019, mentre sul 2020 la cifra dovrebbe – e qui uso il condizionale – attestarsi sul milione di euro.

Io chiudo facendo i ringraziamenti all’assessore, agli uffici dell’Assessorato, al presidente dell’Assemblea, agli uffici del Legislativo soprattutto che hanno avuto tantissima pazienza, ai colleghi, perché credo davvero che il lavoro fatto su questa legge sia stato un grandissimo lavoro di squadra. Ricordo un mio vecchio professore dell’università che una volta mi disse: «se tu prendi un film horror, togli la musica e sopra ci metti una musica buffa, qualcosa di simpatico, il film horror perde il suo connotato, non è più un film che fa paura. È la musica che cambia le situazioni, perché la musica è vita.» e credo che su questo ci siamo trovati davvero tutti d’accordo e il voto di oggi lo dimostrerà.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Tarasconi.

La parola al relatore di minoranza consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Ho ascoltato attentamente la relazione della relatrice Tarasconi, con la quale abbiamo svolto un lavoro importante in questi mesi, perché comunque il progetto di legge sulla musica è stato dibattuto sia in Commissione (udienze conoscitive) e qui mi permetto di ringraziare anche tutti gli intervenuti alle udienze conoscitive per tutti gli apporti esterni che sono arrivati a questa legge da associazioni, bande territoriali, cori territoriali, scuole di musica territoriali che hanno in modo importante contribuito a dare un impulso migliorativo a questa legge.

Ovviamente devo dire che all’inizio vi erano diverse criticità, che avevamo già espresso subito nella prima seduta di Commissione, nella quale si è andati a trattare l’atto in oggetto, perché dapprima vi è stata una difficoltà a raggiungere l’obiettivo primario di questa legge e la contestualizzazione di quello che poteva essere un progetto di legge sulla musica, perché, se si parla di progetto di legge sullo sviluppo del settore musicale, potremmo includere qualsiasi ambito e qualsiasi settore che abbia a che fare con la musica. Quindi non vi era una indicazione precisa sulla contestualizzazione di questa legge. Cosa che un po’ è mancata, nel senso che avrei preferito che questo progetto di legge si chiamasse “sviluppo del settore musicale giovanile”, perché poi fondamentalmente così è. Questo era già stato fatto notare da tempo. Però è stata data una connotazione e poi, nel corso della discussione, si è capito che il merito e l’obiettivo di questa legge sarà lo sviluppo del settore musicale giovanile.

Vi erano quindi delle criticità, che abbiamo cercato di esprimere e di modificare attraverso anche una discussione sia in Commissione che meno istituzionale, che però ha portato ad un dialogo importante, per il quale non privilegiavamo molto la questione dei bandi su progetti a livello regionale, perché, soprattutto per quanto riguarda le associazioni territoriali e per quanto riguarda le piccole associazioni di paese, che nella nostra regione sono tante e sono realmente e concretamente da salvaguardare, perché in quelle associazioni poi vi è quello che si chiama volontariato che le amministrazioni pubbliche devono conoscere e conoscono bene, pensavamo che fosse sicuramente necessario eliminare questa parte e mantenere più un discorso territoriale per quanto riguarda le valenze regionali, cosa che è stata poi condivisa giustamente dagli uffici e dalla maggioranza. Di questo ne sono grato, perché, se vi è stato un dibattito critico positivamente, vuol dire che si sta raggiungendo un livello buono di legge. Questa era la seconda problematica, che però poi è stata colmata.

L’altra problematica, che c’eravamo posti, era quella della rendicontazione degli artisti all’estero. Quando si parla di band giovanili piuttosto che incentivazione di musiche di altro tipo, che possa andare all’estero ad esportare l’originalità della musica contemporanea emiliano-romagnola, come in questo caso, era importante far sì che vi fosse una reale rendicontazione dell’avvenimento di un evento. Noi all’inizio avevamo proposto qualcosa che fosse più legato alle procedure del MiBACT, poi ci siamo resi conto che magari poteva essere una procedura un po’ troppo lenta per quanto poteva riguardare questi tipi di musica, quindi uno snellimento è stato raggiunto con la presentazione di un emendamento congiunto in Commissione attraverso il quale poi, nell’attuazione dei bandi e di tutti i finanziamenti, si andrà insieme a verificare quale sarà la procedura migliore, che possa essere sì, da una parte, reale e quindi uno non possa dire di essere andato a suonare al bar “ics” o “ipsilon” all’estero, senza che vi sia poi una concretezza e una rendicontazione di quello che succede all’estero.

Ci siamo permessi di presentare un ordine del giorno, perché a me stanno molto a cuore le associazioni territoriali di tipo bandistico, corale, associazioni di musica che tantissime volte fanno azioni di volontariato che, in questo momento in cui le amministrazioni pubbliche sono in forte difficoltà, sono davvero una parte fondamentale della nostra società, dei nostri paesi. Queste associazioni di musica o associazioni culturali hanno segnalato una difficoltà fondamentale, che è una difficoltà importante di cui ci siamo fatti carico: la difficoltà nell’acquisizione/acquisto di strumentazioni e attrezzature musicali. Fondamentalmente quando non vi sono soldi, perché le uniche entrate che ha un’associazione territoriale magari sono quelle delle iscrizioni o magari quelle dei piccoli corsi che svolgono, è necessario che si possa computare, all’interno delle spese rendicontate dei bandi, anche l’acquisto di strumentazioni e attrezzature musicali per poter consentire ai ragazzi che frequentano la scuola di musica, ma soprattutto per quanto riguarda la collaborazione scuole di musica/scuole di istruzione (istituti scolastici) ci possa essere l’acquisizione di queste strumentazioni.

Abbiamo sottoscritto e siamo concordi con l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, la collega Tarasconi in particolare, per quanto riguarda la SIAE. Questa è una battaglia che noi abbiamo intrapreso da tempo, una battaglia per la quale noi crediamo che il monopolio SIAE sia un problema, una battaglia per la quale crediamo che forse l’abolizione della SIAE potrebbe essere una svolta e intanto continuiamo, anche in questa sede, a portare avanti delle battaglie che non siano solamente dalla parte della Società Italiana Autori ed Editori, ma che siano realmente dalla parte del genio musicale e quindi che non venga sfruttato l’autore, ma che soprattutto venga premiato lo stesso. Ovviamente noi su questa legge diamo un giudizio discreto, seppur buono. È una legge che ha qualcosa in più rispetto al passato, sicuramente l’incentivazione del settore musicale giovanile è qualcosa di molto importante, perché noi crediamo nei giovani e crediamo in una Emilia-Romagna che evolve e quindi sicuramente un progetto di questo tipo può aiutare i nostri giovani sia ad aumentare l’attenzione e anche l’alfabetizzazione musicale, oltre che l’imprenditoria giovanile in questo settore che andrebbe sempre aumentata, perché ricordiamoci che nella nostra regione la cultura è una cosa importantissima e, se noi riuscissimo ad investire di più nel settore della cultura, riusciremmo sicuramente ad avere più giovani che si interessano e dei giovani sicuramente più formati anche per il loro futuro.

Io vi ringrazio. Credo che questo sia stato un percorso molto partecipato e speriamo di poter festeggiare tutti insieme tanti giovani che si avvicinano al mondo della musica e tanti giovani che potranno – si spera – avere un reddito anche da questo settore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Apriamo la fase della discussione generale.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Condividiamo una posizione di sostanziale favore rispetto a questo progetto di legge che non presenta delle grosse criticità. Ci sarebbe piaciuta un’azione di sistema che potesse introdurre in tutte le scuole, di ogni ordine e grado, l’insegnamento della musica. Altra questione che poteva essere di rilievo, perlomeno una questione di volontà regionale da poter portare anche ad altri tavoli, in ogni caso di diffusione di una cultura che va ben oltre anche l’idea di una fase distinta per età. Per cui la musica qui, oltre a costituire una possibilità professionale, dovrebbe essere vista anche come cultura da poter diffondere come luogo identitario, come competenza sia conoscitiva, sia pratica da acquisire a tutte le età. Su questo secondo me le istituzioni potrebbero fare un passo ulteriore per poter arrivare a calibrare quel piccolo spostamento culturale necessario per poter vedere, anche in questo senso, una cultura musicale. Si fa troppo poco, dal punto di vista della cultura musicale, anche soltanto per una normale alfabetizzazione di storia della musica, che è qualcosa che normalmente sembra lasciata o a circostanze da autodidatti oppure a percorsi specifici di formazione diretta ad una professionalizzazione. Ma di per sé non è vista come qualcosa che invece dovrebbe essere parte del cosiddetto “bagaglio diffuso”. Manca un collegamento tra la nuova legge nazionale sullo spettacolo e questo PDL che, per il momento, non vediamo. Forse si poteva introdurre un fondo per la musica che si connettesse con la stabilizzazione del “tax credit musica” contenuta nella legge nazionale dello spettacolo, ossia quel beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi, videogrammi musicali e spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti.

Io segnalo due richieste di emendamento, che poi confluiranno anche in ordini del giorno. La prima riguarda un aspetto principale a cui ho accennato: della musica a prescindere dalla necessaria professionalizzazione, che contempli quel campo come fondamentale da cui partire, ma poi che aiuti a ricordare e a ricordarci che la musica non è soltanto quello, non è soltanto qualcosa che deve essere per forza di cose monetizzata (se lo è, siamo tutti contenti), non è qualcosa che va ristretto in un campo di vita ruvida e concreta. È qualcosa che può accompagnare tutte le età, che può accompagnare l’aspetto della musicoterapia, quindi addirittura un benessere della persona in un’armonia più ampia, su cui chiediamo una valutazione anche da parte della Giunta.

In generale la promozione della cultura musicale deve trovare spazi nuovi, perché non è scontata, non è considerata sicuramente una priorità, ma neppure qualcosa di accessorio e da perseguire ad ogni costo. È qualcosa che normalmente è relegato ad un’esperienza personale, alla necessità personale di formazione o, ancora, alla possibilità di fare autoformazione, oppure addirittura ad una banalizzazione della stessa musica, quindi come esposizione a stimoli sonori, che possono piacere o meno, ma che non è scontato poter inserire in un percorso e poter inserire in una competenza di riconoscimento.

A volte, a margine di qualche concerto al critico di turno o allo stesso organizzatore vengono fatte domande da qualche ascoltatore o da qualcuno che esce magari annoiato, senza la giusta formazione, magari portato lì proprio da una scuola, come se bastasse portare qualcuno ad un concerto, esporlo ad una esibizione, perché da lì nasca in automatico... come esporre qualcuno alla lingua cinese davanti ad un televisore per mesi e poi aspettare che questa persona impari il cinese di suo. È molto difficile che succeda così. La settimana scorsa mi è capitato di sentire una domanda specifica di una persona secondo la quale alla fine si può vivere anche senza Mahler, senza ascoltarlo, non c’è bisogno di ascoltarlo e gli veniva risposto che, certamente, si può vivere anche senza ascoltare Mahler, ma si vive molto meglio ascoltandolo e – aggiungerei io – conoscendolo, sapendo che cosa si sta ascoltando, a che punto siamo, per quale motivo si può dire che si è raggiunto un picco di conoscenza e di competenza lì, per quale motivo lì e non altrove e quindi dando un contorno e vivendo molto meglio. Il fatto che si arrivi a concludere che si vive molto meglio, però, non è qualcosa di scontato che improvvisiamo qui, è qualcosa che riposa su una serie di conclusioni e di rielaborazioni che facciamo e che ci piacerebbe potessero essere diffuse nel modo più ampio possibile anche a chi, in maggiore età, è fuori dai percorsi formativi, però vorrebbe avvicinarsi allo studio della musica o della storia della musica o allo studio di uno strumento. Non necessariamente una professionalizzazione (non c’è soltanto quella), c’è la necessità, proprio per la multidisciplinarietà – di cui parlavamo prima – tra Assessorati e, più in generale, tra livelli istituzionali, tra chi dovrebbe cercare di imprimere quei piccoli passi che portano a dei cambiamenti culturali, che rendono possibile anche a chi lo ritiene un mondo culturale molto lontano da sé, noioso, oppure non conoscibile, non soppesabile, avvicinarglielo e farlo diventare un luogo identitario. Quindi un luogo di sostegno, un luogo di conoscenza, un luogo di autorealizzazione, a prescindere dagli esiti della formazione, un’attività poliedrica, un’attività che può essere garanzia in ogni caso anche di una cittadinanza e di una cultura diffusa molto più consapevole. Su questo chiediamo che si promuovano e si sostengano laboratori musicali aperti a tutti, senza distinzione di età, per favorire l’alfabetizzazione, la pratica e l’educazione musicale anche in collegamento con le istituzioni scolastiche e poi di promuovere e sostenere azioni mirate a diversificare e qualificare l’offerta di lavori musicali.

A questo cambiamento, quello che ci sembra un po’ la possibilità di diffondere, che tra l’altro va a sostegno anche di chi invece persegue questa attività per una professionalizzazione o per un’autorealizzazione professionale, quindi economica, è ovvio che amplia comunque la platea dei fruitori e diffonde la possibilità da parte dei cittadini di avvicinarsi al mondo della musica, al mondo della cultura sotto tutti i suoi aspetti, della storia della musica nella sua interezza ovviamente, e quindi permette che nel giro di poco, incentivando giustamente le scuole, però non si arrivi a quel controsenso che si dice spesso in editoria per cui ci sono molte più persone che scrivono libri di quante ne leggano. Arrivare a dire che ci sono molte più persone che hanno un gruppo musicale, che suonano o che compongono musica o che la pubblicano su internet o che cercano una professione da questo, rispetto a quelle che la conoscono, che la ascoltano e che possono dire questa è competenza, questa è creatività, questo dice qualcosa di nuovo, non è un “già sentito”, è qualcosa che aggiunge, che rielabora, che ha del genio creativo, dell’ingegno è un passaggio che mi pare valorizzi entrambe le posizioni: sia di chi ha voglia di fruire la musica, la cultura musicale come pubblico, però attivandosi in prima persona per imparare cosa sta ascoltando, sia di chi legittimamente pensa o mira a farne una professione. Le due cose vanno assolutamente insieme, se no ci si troverà soltanto incentivandone una parte o limitandola ad una fase della vita, quella di un’età scolare per esempio da allievi, ad incentivare soltanto la parte di chi poi deve stare sul palco, deve incidere o deve pubblicare e non di chi è in grado di capire cosa ascolta e di valorizzarlo ancora di più e diffonderlo.

Il secondo aspetto è quello della musicoterapia, su cui ricordiamo che la musica non è un’arte solo fine a se stessa, è anche un’arte poliedrica, è un’attività che ha anche valenze educative che si possono collegare facilmente anche con altre discipline. È un’attività che può indurre le persone a partecipare, anche le persone che sono affette da disabilità, a creare in proprio, a vivere il suono con consapevolezza e a viverlo come una forza coinvolgente, come una forza comunicativa. Quindi questo è un ulteriore passaggio su cui una sensibilità di questo tipo potrebbe aprire prospettive anche più ampie, sempre sotto entrambi gli aspetti: la professionalizzazione da un lato, la consapevolezza culturale che mira ad una diffusione maggiore di quella stessa professione e la professionalizzazione dall’altro. Quindi musicoterapia nel senso che la musica è generatrice di emozioni, la musica aiuta ad affrontare anche momenti di tensione, diventa componente di un itinerario educativo terapeutico, perché può aiutare l’individuo a liberare la propria creatività e l’apporto del suono alla qualità di vita (e anche del cattivo suono come apporto negativo alla qualità della vita) e le influenze della musica sul comportamento dell’individuo e sulla sua unità psicofisica ed emozionale sono già accertate da numerosi studi. In Italia la musicoterapia rientra tra le attività professionali non regolamentate e fa parte delle arti terapie. È riconosciuta nella pratica clinica, ma non è riconosciuta dal punto di vista giuridico. Tuttavia, anche mancando un inquadramento normativo specifico, ci sono tante scuole di formazione in materia che sono letteralmente proliferate anche in tempi recenti, ma non hanno garanzie né per gli iscritti, né per coloro che magari ci vanno in veste di pazienti o di persone che decidono di affrontare anche questo tipo di aiuto. L’obiettivo di questo emendamento, che poi presenteremo anche sotto forma di ordine del giorno, è proprio quello di porre le basi almeno per una regolamentazione regionale: per poter dire chi può offrire una terapia musicale, una forma di musicoterapia ed evitare il proliferare, sotto forma di una professionalizzazione improvvisata ma selvaggia, di competenze che però non sempre hanno garanzie (e qua stiamo parlando di un profilo diverso: quello terapeutico) per coloro che si rivolgono lì.

Preciso che non intendiamo invadere competenze legislative nazionali, introducendo nuove figure professionali in campo sanitario, come hanno proposto in passato altre Regioni che sono state poi fermate dalla Corte costituzionale, ma parliamo di qualifiche professionali su cui poter fare valutazioni.

Poi il terzo e ultimo punto, su cui propongo un emendamento e anche un ordine del giorno, riguarda gli spazi e i luoghi per la fruizione della musica contemporanea dal vivo. La Regione dovrebbe collegare questo, sempre nell’ambito del lavorare anche in modo interdisciplinare, all’idea del patrimonio turistico, dell’attrattività turistica. Nell’ambito dell’attrattività del proprio territorio e nell’ambito della pianificazione delle attività artistiche, culturali e musicali può interagire con i Comuni e può interagire con le altre istituzioni preposte affinché le città si dotino di strumenti di pianificazione, che possano individuare aree da adibire a grandi manifestazioni di interesse regionale e nazionale. Ci sono queste che costituiscono certamente, per quelle che ci sono già vediamo che costituiscono grandi poli di interesse anche turistico, comunque attrattivo per il territorio e poi ci sono tutti quei luoghi su cui magari intavolare perlomeno una sufficiente azione motivatrice nei confronti di quei Comuni che, in modo un po’ sbilanciato, affrontano grandissimi eventi, in luoghi a volte pubblici, ma prima e dopo lì ritroviamo il deserto. Quindi passiamo da eventi da duecentomila partecipanti a nessun’altra possibilità, neppure la possibilità di assistere ad un concerto di musica a costo zero, gestito magari sempre da studenti di scuola, ma non soltanto, per nulla impattante e che però sarebbe in continuità anche con l’idea di animazione di luoghi pubblici che normalmente restano deserti. Quindi ci piacerebbe anche che si potesse valutare, nell’interazione con i Comuni e nell’idea di diffondere una cultura musicale che ovviamente è ad ampio spettro, che non è soltanto business di grandissimo livello, di livello molto vasto, ma è anche incentivazione da un lato di chi della musica vuole fare formazione e professione, dall’altro di chi invece intende consapevolmente ascoltarla, fruirne, di trovare anche delle vie intermedie perché non sia sempre tutto o niente, perché ci siano delle possibilità continuative di potersi avvicinare al mondo della cultura musicale. Quindi pensiamo a spazi polivalenti, progettati appositamente per la musica e lo spettacolo con elementi minimi indispensabili per la realizzazione di questi eventi. Abbiamo fatto anche in questo delle proposte abbastanza specifiche.

Resta la questione della musica da affrontare, secondo me, anche in questo caso, nonostante qui si parli soprattutto di scuole, di associazioni e di formazione per allievi, in modo più ampio, quindi come un luogo non soltanto identitario, ma come un luogo che può accompagnare alla decifrazione di significati. Quindi su questo ricordo la promozione dei laboratori musicali, la possibilità di lavorare anche per quei territori che non sono prioritariamente turistici, che però pian piano stanno scoprendo parti attrattive dei loro centri storici, stanno cercando di uscire da quei canali tradizionali che riportano la regione sempre e soltanto a quelle ottime, alte, importanti tradizioni, ma che sono sempre quelle, che vanno conservate e preservate e valorizzate, però anche ampliate in collaborazione con altre. Abbiamo tra l’altro dei luoghi già vocati a questo, in cui le due tradizioni (quella tradizionale emiliano-romagnola ad esempio dell’enogastronomia e quella della musica) si uniscono. Però manca l’avvicinamento del livello che non sia già interessato di suo o che non sia già un fine conoscitore della musica. Quindi bisogna fare una diffusione consapevole, una diffusione che renda non qualunquistica e non necessariamente sempre monetizzabile o “agonistica” la formazione musicale.

Sulla musicoterapia, sull’apertura di luoghi e di spazi non necessariamente grandi, ma diffusi, e sulla questione della diffusione della musica come una cultura alla portata, anche grazie alla vicinanza delle istituzioni tramite laboratori, quindi con la possibilità di praticarla in prima persona e con la possibilità di avvicinarsi ad una formazione di storia della musica, aspetto il riscontro da parte dell’Assessorato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Consigliere Bagnari, prego.

 

BAGNARI: Grazie, presidente. Io credo che sia bene che noi ricordiamo – come ha fatto la consigliera Tarasconi, relatrice di maggioranza del progetto di legge – il fatto che questo progetto di legge è nato da un percorso di grande confronto e di grande rapporto anche fra le forze politiche, che si sono confrontate per cercare di trovare un testo il più possibile condiviso, ma credo che vada anche ricordato che questo progetto di legge non nasce dal nulla. Nasce in una Regione che, se vogliamo, dal punto di vista proprio della normativa specifica di settore è una delle poche Regioni che ha delle discipline specifiche sul settore musicale per il fatto che più spesso noi troviamo delle operazioni di sostegno ai vari generi musicali, alla musica popolare tramite promozione dei contributi ad enti o a strutture specializzate o attraverso leggi sulla promozione culturale. La nostra Regione, nel quadro della ripartizione costituzionale delle competenze, è intervenuta per esempio nel settore delle scuole di musica già nel 2009 con un primo importante passo verso la qualificazione del sistema e dal 2015 la Regione finanzia dei progetti volti a favorire la formazione musicale di base per lo sviluppo dell’educazione musicale e per l’arricchimento dell’offerta di educazione e della pratica musicale. Tra l’altro nel 2016, nell’ambito delle operazioni per le figure dello spettacolo dal vivo, finanziato con risorse del Fondo sociale europeo, sono state finanziate quattro operazioni specifiche nel settore della musica per un investimento complessivo di 560 mila euro e nel 2017 la Giunta regionale ha approvato un nuovo bando rivolto agli enti di formazione accreditati, finanziato con 2 milioni di euro di risorse sempre del Fondo sociale europeo. Inoltre la Regione Emilia-Romagna, dal punto di vista professionale dell’individuazione delle figure professionali, ha deciso di ampliare e arricchire le qualifiche presenti nell’area professionale di produzione artistica dello spettacolo, approvando quattro nuove qualifiche nell’ambito dello spettacolo, fra cui quella di “musicista strumentista”. Lo ricordo perché penso che sia anche un elemento di inquadramento normativo, ma anche di riconoscimento di una dignità forte di questa figura professionale.

Con il programma regionale in materia di spettacolo 2016-18 la nostra Regione ha assegnato per l’anno 2016 e per ciascuno dei due anni successivi un finanziamento consistente di 3,4 milioni di euro ad un complesso di cinquantatré progetti nel settore di produzione, distribuzione, festival di musica. Tra l’altro la Regione Emilia-Romagna sostiene ventuno fra festival e rassegne di livello regionale e nazionale e con il progetto «Magazzini sonori» è stato realizzato un archivio sonoro digitale della musica dal vivo prodotta in Emilia-Romagna nei teatri, nelle rassegne e festival, nei Conservatori, nelle scuole di musica. Quindi capite che interveniamo con questo progetto di legge in un terreno reso fertile e con un progetto, con una visione di come si vuole fare in modo che la musica cresca nel nostro territorio e diventi un’opportunità di socialità, ma anche di crescita economica e di promozione anche del nostro territorio.

Fra le priorità individuate per la strategia di specializzazione regionale 2014-20, il rafforzamento dei sistemi produttivi ad alto potenziale di crescita vede come azione importante proprio quella rivolta al sostegno delle industrie culturali e creative e questo ci fa riflettere, ci ha fatto riflettere ed è stato anche uno dei motivi che ha portato allo sviluppo di questo progetto di legge, perché è evidente che in tutto ciò c’è anche una forte potenzialità per quanto riguarda le opportunità economiche, il ventaglio di opportunità offerte dal settore musicale, ma anche all’opportunità che l’educazione musicale può avere nello stimolare la creatività nei giovani con influssi positivi, però anche nella capacità creativa in tutti i campi, visto che credo noi dobbiamo vedere in maniera trasversale le azioni che mettiamo in campo, che possono generare degli effetti positivi anche su altri settori.

Oltre a quello che dicevo prima, in termini di numeri di iniziative, di manifestazioni, di investimenti della nostra Regione, la Regione si distingue anche per la presenza di numerosi artisti, di professionisti, di enti e di imprese che si occupano di musica a vario titolo, di educazione, di formazione, di produzione, promozione, ricerca, eccetera, dalla musica antica a quella elettronica. Quindi, per quanto questa legge abbia una focalizzazione su quelli che sono i giovani, le opportunità per i giovani e anche l’attività contemporanea, ma vale sempre ricordare quello che la nostra Regione fa a tutto tondo. Così come è stato rilevato, nel settore del cinema e degli audiovisivi, è emersa l’esigenza di supportare le potenzialità di sviluppo di questo settore collegando i vari interventi normativi, ma anche cercando di mettere in collegamento fra di loro i diversi segmenti della filiera, dal punto di vista educativo-formativo a quello creativo a quello produttivo e distributivo e si è inteso con questo progetto contribuire a sviluppare un sistema in rete che sia in grado di dialogare, dare impulso alle collaborazioni fra i diversi soggetti qualificati per favorire un’offerta formativa, ma anche di musica nei vari ordini e gradi, sia dal punto di vista dell’istruzione, ma anche della cultura e del mercato musicale.

Come dicevo prima, l’alfabetizzazione e la formazione musicale di base, che si cerca di sostenere, sono già ben diffuse nel nostro territorio regionale, ma possono, ulteriormente qualificate e sostenute, rappresentare un fattore di sviluppo della cultura delle nuove generazioni e non dimentichiamolo, che piaccia o meno – ma io credo che lo dobbiamo vedere come un elemento positivo di cui possiamo tutti quanti trarre beneficio – anche come elemento di avanzamento in quello che è il processo di integrazione nella società multiculturale. I riferimenti sono in questa legge al tema dell’apertura, dell’integrazione alla disabilità, ma anche alla società multiculturale che abbiamo bisogno, che piaccia o no, di governare anche grazie a questi strumenti. Mi viene da dire che possono diventare degli strumenti molto importanti e molto potenti di integrazione.

Come pure credo che sia importante quello che si cerca di fare con questa legge: definire e andare a mirare in maniera puntuale le azioni da sviluppare attraverso la programmazione di risorse regionali ed europee, che sono già dedicate al tema della formazione, al lavoro, attraverso anche la destinazione di nuove risorse regionali che possano aprire nuove opportunità per le imprese del settore culturale e musicale e anche della loro internazionalizzazione.

Dicevo e facevo cenno a quello che è un pilastro importante di questa legge, che è quello di cercare di introdurre delle azioni a sostegno degli autori di musica contemporanea e di offrire opportunità nell’esecuzione della musica, che diventa non solamente il divertimento e il passatempo, ma diventa un modo per ravvivare i nostri territori. Tra l’altro io credo che vada sottolineato il fatto che l’esecuzione e il dare l’opportunità dell’esecuzione di musica originale contemporanea dal vivo diventi anche qui un elemento di integrazione, se vogliamo. Diventa un elemento che, come è stato fatto per esempio per la legge sullo sport, consente a questo strumento (la musica), professionalizzandolo, di diventare un elemento che dà opportunità professionali, ma nello stesso tempo che consente di moltiplicare le opportunità di socialità.

Mi fermo qui, non voglio dilungarmi troppo. Per riassumere: opportunità di crescita e di coesione sociale, opportunità di integrazione, opportunità professionali, opportunità economiche legate agli eventi della nostra regione (sappiamo che nella nostra regione ci sono delle grandi capacità e una tradizione di realizzazione di eventi), tutto questo può rappresentare per la nostra regione la musica e, grazie a questa nuova legge, sarà possibile sfruttare al meglio per i nostri cittadini, le nostre imprese, i nostri giovani le opportunità che la musica offre. Ricordo in chiusura l’ordine del giorno presentato, che vede come prima firmataria la collega Tarasconi, che credo sia molto importante nei termini di semplificare e di rendere meno onerose, soprattutto per le iniziative no profit, le manifestazioni musicali e gli eventi musicali. Credo che, in termini di semplificazione e anche di creare una possibilità in più di intrattenimento, soprattutto quando si tratta di eventi no profit, questo rappresenti una posizione politica molto importante della nostra Regione, su cui avevamo già espresso la nostra opinione in passato, ma credo che qui riusciamo anche a trovare una coesione, da un punto di vista politico, che credo ci aiuti anche a sostenere questo indirizzo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bagnari.

Consigliera Prodi, prego.

 

PRODI: Grazie, presidente. Prima di tutto vorrei ringraziare l’assessore e la relatrice per il percorso che è stato compiuto in merito al progetto di legge. Così com’era stato deliberato dalla Giunta, è stato sottoposto ad una attenta discussione, che poi ha generato un testo decisamente più condiviso.

Parto dalla considerazione che il panorama regionale, per quanto riguarda la musica, è importantissimo, è anche vastissimo come testimoniato dai numerosissimi interventi all’udienza conoscitiva. Si va dal jazz alle bande, ai cori, alle scuole di musica, alle reti istituzionali. Faccio un accenno particolare sulle bande, perché nella cultura regionale forse sono quelle che hanno, anche nei secoli scorsi (nell’Ottocento), proprio contribuito ad una costante e permanente diffusione della cultura musicale in tutte le fasce della popolazione. Questa forse è una cosa singolare del nostro territorio, che forse non abbiamo ancora capito culturalmente quanto è stata fondamentale. Questo accento mi sembrava giusto porlo e quindi anche sulla conservazione e sull’estensione del modello bandistico come modello socialmente e collettivamente utile di diffusione della cultura e della pratica musicale.

Quello che voglio dire è che la musica, secondo me, unisce cultura, espressione e creatività. È fondamentalmente un’opportunità sociale come risorsa di crescita e formazione individuale che genera benessere, è una forma dell’arte come valore in sé che arricchisce l’individuo nella propria formazione personale e relazionale e culturale. Poi è nell’eccellenza che può anche nascere un’opportunità professionale, ma, per creare eccellenza, dobbiamo senz’altro seminare in modo diffuso e capillare su un territorio, proprio perché il genio deve essere quello che viene valutato e si esprime non necessariamente in tutta la popolazione, che però deve poter godere di questa educazione e anche di una pratica diffusa della musica. Quindi quello che trovo particolarmente utile dentro questo progetto di legge è il sistema dell’alfabetizzazione e dell’educazione all’ascolto. Quindi era molto importante, secondo me, nel percorso della discussione della legge promuovere la massima partecipazione di soggetti qualificati alle azioni di educazione musicale. Nel percorso di discussione della legge è stato, quindi, giusto favorire l’accesso a più soggetti, sempre però con requisiti idonei, facendo della formazione di rete regionale uno scopo e non un requisito, proprio per facilitare la partecipazione ad un disegno organico esteso delle politiche regionali. Fra i criteri che poi formeranno la lista di coloro che potranno accedere ai finanziamenti, vorrei anche sottolineare la dignità dei lavoratori del comparto musicale – questo è fondamentale – perché è anche un mondo dove, attraverso rapporti informali, vengono gestiti anche rapporti di lavoro spesso in nero, spesso non formalizzati, spesso non qualificati. Quindi io faccio già da qui un appello per andare poi a settare dei criteri, che tengano questo aspetto debitamente in conto.

Un altro punto fondamentale, raggiunto nella discussione, è la definizione della programmazione triennale (o pluriennale) in coerenza con altre leggi regionali, anche in materia di gestione di politiche culturali. Questo per generare un momento di definizione di priorità e strategie con una partecipazione democratica dell’Assemblea, nella consapevolezza che lo strumento della legge dovrà poi via via rispondere alle esigenze territoriali e contestuali anche in compensazione e adeguamento alle norme nazionali. Qua io vorrei sottolineare il tema della formazione pre-accademica, in cui bisognerà ragionare molto attentamente a valle dell’assestamento delle normative nazionali. In particolare mi riferisco all’articolo 15 del decreto legislativo n. 60/2017, nel comma 4, dove si parla di coloro che dovranno finanziare la formazione pre-accademica. Questo è un tema fondamentale, perché, per arrivare all’eccellenza, per arrivare alla formazione accademica, dovremo capire come il sistema riesce a rispettare quei requisiti di formazione e di eccellenza che, altrimenti, non genereranno mai la qualificazione dell’alta formazione musicale. Questo è un invito a tenerne conto nella verifica nei successivi piani.

Un altro aspetto che vorrei sottolineare, visto che si è data una sistematicità al comparto musicale, la precedente legislatura aveva affrontato il comparto del mondo del cinema e della videoproduzione, rimane un settore che forse ha bisogno di un approccio sistemico, che è quello della danza. Vedo che c’è anche una risoluzione in questo senso, che senz’altro vedrà il mio parere favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Prodi.

Consigliera Ravaioli, prego.

 

RAVAIOLI: Grazie, presidente. Da parte mia desidero rivolgere un ringraziamento ai relatori di maggioranza e di opposizione per il lavoro svolto, in particolare alla collega Tarasconi per l’approccio partecipativo e inclusivo con cui ha condotto il percorso relativo a questa legge fino all’approdo in Aula oggi e un plauso alla Giunta per la serietà e la convinzione con cui, coerentemente con quanto annunciato, ha investito (e continua ad investire) sul settore culturale. Un settore che, oltre a costituire un pilastro fondamentale della crescita civile delle nostre comunità e dunque dall’incommensurabile valore immateriale, presenta anche delle ricadute enormi sul piano materiale, economico e occupazionale con un effetto moltiplicatore che vede nel turismo il primo beneficiario di questa tendenza. Dunque a poca distanza dalla clausola valutativa della legge dedicata al cinema e all’audiovisivo, che ha evidenziato, nel primo piano triennale di sperimentazione, ricadute sul territorio per 4 euro a fronte di ogni euro investito, siamo finalmente chiamati ad approvare la legge dedicata al settore musicale, una legge attesissima che, ricalcando sostanzialmente l’impianto e l’impostazione della legge n. 20/2014, si pone l’obiettivo di supportare in forma integrata, attraverso misure normative e interventi di sostegno economico, i diversi segmenti della filiera: da quello educativo formativo a quello creativo, da quello produttivo a quello distributivo e promozionale.

Un primo fondamentale sforzo va nella direzione di una cultura musicale diffusa e accessibile a tutti, capace di superare, soprattutto nel sentire comune, i confini dei Conservatori e delle Accademie, istituzioni peraltro con finalità prettamente professionali, a partire proprio dall’offerta educativa rivolta alle bambine e ai bambini non solo con misure concrete a vantaggio delle attività delle scuole di musica, degli organismi di formazione musicale, dei cori e delle bande, ma incentivando nei fatti la collaborazione con le istituzioni scolastiche e rafforzando, in un’ottica di integrazione e di rete, quanto previsto dal decreto attuativo n. 60/2017 sulla promozione della cultura umanistica e della creatività.

Relativamente alle nuove generazioni mi preme evidenziare, dato il momento storico che stiamo affrontando, come questa legge vada a sostenere i progetti e le relazioni internazionali, in cui il linguaggio universale della musica sappia diventare strumento di dialogo interculturale di conoscenza reciproca, promotore di una cultura di pace, di pari opportunità che crei ponti, valorizzando l’arricchimento derivante dall’incontro delle diversità. Poi, quando parliamo di musica, parliamo di impresa culturale e creativa: uno dei versanti di innovazione e di sviluppo riconosciuti come i più rilevanti della strategia di specializzazione regionale 2014-2020. Su questo fronte la legge si pone l’obiettivo di favorire l’acquisizione di competenze professionali e gestionali, valorizzare le potenzialità e le risorse artistiche, tecniche e imprenditoriali non incentivando una formazione generica, spesso poco incisiva, ma facendo leva sul coinvolgimento reale delle imprese e degli enti del terzo settore con una consolidata e comprovata esperienza quali luoghi di apprendimento non formale. Infine tutte le opportunità previste: dalle offerte educative a quelle imprenditoriali, dalle possibilità di circuitazione al sostegno agli autori, alla musica dal vivo potranno essere comunicate sempre più efficacemente grazie all’istituzione della Music Commission, anche con l’obiettivo di attrarre e supportare le produzioni musicali e di video musicali sul nostro territorio regionale. Un territorio che su questo settore vanta una storia, una tradizione importante e che oggi, anche grazie all’impulso di questa legge, potrà vedere concretizzato il proprio potenziale di crescita.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Ravaioli.

Consigliere Aimi, prego.

 

AIMI: Grazie, presidente. Volevo innanzitutto ringraziare per il lavoro svolto in questa direzione, finalmente arriviamo alla conclusione di questo progetto di legge, che credo abbia animato non solamente la discussione tra di noi, ma che va in una direzione che io reputo giusta ed è per questo che anticipo il voto favorevole del gruppo di Forza Italia. Lo facciamo convintamente, perché su questo testo (condiviso) si giocano tante speranze di tanti emiliano-romagnoli.

La musica è un’arte a tutti gli effetti, come lo è la letteratura, come lo è l’architettura, come lo è la pittura, è un punto di arrivo di tanti, ma è anche un punto di partenza. Io ricordo che proprio nella nostra regione, ricordo anche nella mia città, nel mio paese quanti ragazzi hanno iniziato a suonare magari nel garage o in uno scantinato e sono stati animati dall’elemento fondamentale che dovrebbe animare anche questo progetto di legge: la passione. Se non c’è la passione, non è sufficiente la cultura, non sono sufficienti gli investimenti, ma bisogna partire dal dato fondamentale della passione per questa grande arte che collega i suoni, le melodie, gli spazi e anche l’armonia matematica alle eccellenze che noi conosciamo e parte da molto lontano, parte dal canto di Ulisse per arrivare fino ad “X Factor” negli ultimi giorni. Ricordiamo le possibilità che tanti ragazzi hanno avuto attraverso queste cose. Ma l’Emilia-Romagna fa qualche cosa di più, perché è riuscita a dare – io credo – un perimetro importante e un’armonia a queste attività. Quindi da Ulisse a Mara Maionchi in mezzo c’è tanto: c’è la musica classica, quella colta, quella leggera, quella etnica. Se noi riusciremo con questo progetto di legge a mettere in filiera tutti gli aspetti importanti, credo che avremo l’interesse davvero della nostra regione.

Vengo da Modena, non posso non ricordare Luciano Pavarotti, ma non posso nemmeno dimenticarmi della cappella musicale del Duomo di Modena che è un’eccellenza a livello europeo. Un po’ dimenticata anche da questa Regione. Fondata nel 1453, oggi è uno dei punti di eccellenza più straordinari che noi abbiamo nel campo della musica, perché non c’è solamente un tipo di musica, c’è anche questa musica ed è musica sacra estremamente importante. Voglio ricordare che esistono nel Duomo di Modena, in questo edificio magnifico (patrimonio UNESCO, patrimonio dell’umanità) esistono quattro cori: quello della Schola Gregoriana, della Schola Polifonica, dei Pueri Cantores e Juvenes Cantores. È un punto di riferimento, che io credo la Regione debba prendere in grande considerazione, anche perché si tratta di volontari. Quindi io credo che dovremmo metterli a sistema e, se arrivasse qualche finanziamento in questa direzione, credo che faremmo qualche cosa di positivo. Così come lo dobbiamo fare per i laboratori di musica, per tutte quelle eccellenze che noi abbiamo qui nella regione anche del bel canto, perché anche di questo si tratta. Siamo stati un popolo di poeti, di eroi e di navigatori, ma abbiamo anche avuto un grande prestigio a livello internazionale per la nostra musica. Quindi io credo che la Regione Emilia-Romagna ben faccia, con questo progetto, a rilanciare, a mettere in armonia e soprattutto a dare una struttura forte a questo progetto che riguarda le bande musicali, le scuole di musica, i corsi di formazione, tutti legati comunque al territorio. Questa identità territoriale, che noi andiamo riscoprendo, è qualche cosa che, secondo me, merita l’attenzione e il voto unanime dell’Aula e quindi passando attraverso le sensibilità di ognuno di noi, perché c’è chi ama Mozart, Čajkovskij, Wagner, ma c’è anche chi ama altri tipi di musica e però ognuno è accomunato da delle sensibilità, che credo facciano grande ognuno di noi e non credo che si possa slegare la musica da tanti altri aspetti da quella filiera che riguarda ad esempio il cinema, riguarda il teatro, riguarda il ballo. Questo progetto di legge credo che vada proprio in quella direzione, quindi è un arricchimento anche dell’anima importante in questa regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Aimi.

Consigliera Sensoli, prego.

 

SENSOLI: Grazie, presidente. Io intervengo per porre l’accento su un ordine del giorno e su una risoluzione che abbiamo presentato. Visto che parliamo di musica, mettiamola così: normalmente a questa maggioranza e alla Giunta in quest’Aula il Movimento 5 Stelle le canta sonore, invece oggi devo ringraziare per il lavoro svolto, perché effettivamente si è trattato di una collaborazione che, salvo smentite dell’ultimo minuto, porterà anche dei risultati che abbiamo proposto noi per quanto riguarda l’abbinamento della risoluzione che abbiamo presentato e di uno degli ordini del giorno riguardo questo progetto di legge.

La cosa che accomuna sia la risoluzione che riguarda la danza, sia l’ordine del giorno che riguarda la disabilità è l’aspetto di inclusione della musica. La musica include, accomuna è, dal punto di vista sociale e sanitario, già utilizzata in alcuni ambiti anche per migliorare gli effetti di alcune terapie, abbiamo ritenuto importante sottolineare questo valore e questo aspetto con un ordine del giorno che prendesse in esame e andasse a valorizzare tutte quelle attività formative per il personale, professionale e non professionale, che agisce nell’ambito delle disabilità, proprio per aumentare il coinvolgimento anche delle persone con disabilità all’interno dei progetti musicali e anche all’interno di questa legge, dove possa trovare spazio anche all’interno di questa legge.

Per quanto riguarda la danza, anche questo è uno strumento direttamente collegato e connesso all’ambito musicale. Anche questo può diventare uno strumento di coinvolgimento, di inclusione sociale ed eventualmente terapeutico, quindi si può anche eventualmente, a cascata, ricadere sugli effetti per quanto riguarda le disabilità. Sappiamo che le scuole di danza purtroppo hanno necessità di avere una regolamentazione e una normazione più precisa; le scuole di danza anche nella nostra regione sono tantissime, gli studenti ancora di più e quindi abbiamo proposto, con la nostra risoluzione, poi di ragionare su uno sviluppo anche di una normativa proprio dedicata al settore della danza. È naturale, oggi l’abbiamo proposto qui come oggetto abbinato, proprio perché musica e danza sono strettamente collegate. Quindi ribadisco che ci fa piacere che ci sia stata questa disponibilità e che, per una volta, si sia ragionato sui temi, a prescindere dal simbolo che poi va a marchiare quelle proposte.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Sensoli.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente. Poche parole perché, chi mi ha preceduto negli interventi, credo abbia già ben valorizzato sia il lavoro della relatrice che l’importanza della legge.

A Ferrara per fortuna abbiamo un ottimo Conservatorio e un’importante scuola di musica, che ci hanno consentito di dare un contributo anche nel merito a questo progetto di legge che credo vada a vantaggio dell’impostazione, che alla fine ne è derivata anche sul livello regionale.

È già stato detto, io ci tengo a ribadirlo – è uscito in modo chiaro anche nell’udienza conoscitiva – la legge è giudicata in modo assolutamente positivo, è stata giudicata positivamente dagli amministratori che sono intervenuti e in particolare dai docenti. È stata giudicata positivamente soprattutto per gli strumenti che mette a disposizione nel creare opportunità di spendere le professionalità dei giovani musicisti. Noi abbiamo fatto alcuni emendamenti (approvati in Commissione) proprio nella direzione di rafforzare questa possibilità soprattutto per chi acquisisce la propria formazione nei Conservatori. In particolare all’articolo 5, nel merito dei criteri per l’aggiornamento delle scuole di musica, abbiamo cercato di introdurre il principio che si tenga conto delle convenzioni stipulate tra i Conservatori e le scuole di musica, proprio a garanzia della qualità dell’insegnamento e della preparazione degli studenti, perché certamente questo potrebbe essere un viatico importante per agevolare la prosecuzione degli studi con l’alta formazione musicale.

È una legge che apre nuove opportunità e che, soprattutto, consente di avvicinare i giovani all’apprendimento della musica. Se si parla con i giovani sui territori, almeno lo spaccato che ho io per esperienza personale, meno giovani e giovanissimi da molto tempo riscontriamo che abbiano un po’ perso l’approccio all’apprendimento musicale: sono lontani dalla musica e, se sono lontani dalla musica che li ha sempre coinvolti in massa, figuriamoci dalle altre forme d’arte. Questa legge avvicina e offre opportunità per l’apprendimento dei giovani alla musica nelle diverse forme: dalla valorizzazione delle scuole di musica, ai Conservatori, alla musica dal vivo, alle guide all’ascolto e non proseguo con l’elenco, perché prenderei molto tempo e credo che il dibattito, da questo punto di vista, sia già stato assolutamente esauriente, credo che si sia fatto un ottimo lavoro nel testo che la Giunta ci ha proposto, ma soprattutto un ottimo lavoro grazie alla relatrice che lo ha condotto anche nella Commissione intergruppo e credo davvero che il risultato sia importante per il futuro della musica in questo territorio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Zappaterra.

Non avendo più iscritti in discussione generale, chiedo alla relatrice di maggioranza se vuole intervenire, se vuole replicare.

Prego, consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Non avevo intenzione di replicare, perché credo che si sia visto che il lavoro fatto è stato un grande lavoro di squadra, abbiamo cercato di trovare il giusto equilibrio con le sensibilità di tutti per quanto riguarda il PDL e credo che tutto sommato, pur nelle differenze che ovviamente non mancano e ci sono anche su alcuni temi, su alcune visioni, si sia fatto un grande lavoro per quanto riguarda tutta l’Assemblea legislativa, anche per quanto riguarda gli emendamenti che già abbiamo discusso e su cui adesso non ritorno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Tarasconi.

Il relatore di minoranza mi ha anticipato che non interviene, quindi passo la parola alla Giunta.

Assessore Mezzetti, prego.

 

MEZZETTI, assessore: Grazie, presidente. Vi ringrazio di questo dibattito, ma soprattutto vi ringrazio per il lavoro che abbiamo e che avete fatto in queste settimane, in questi mesi. Un lavoro che ha prodotto un testo sicuramente uscito migliorato anche da quello che era stato il primo lavoro che avevamo fatto come Giunta, come Assessorato. A tal proposito ringrazio anche tutto lo staff, i dirigenti e i funzionari che mi hanno affiancato nel lungo lavoro di costruzione.

Noi abbiamo come metodo di lavoro quello di portare avanti leggi partecipate nel senso reale del termine, per cui già nella fase di costruzione dei testi legislativi coinvolgiamo gli attori e i protagonisti del sistema interessati dalle nuove norme. Lo facemmo nel caso della legge sul cinema, l’abbiamo ripetuto anche in questo caso, come in altre occasioni e per leggi di altra natura. Quindi eravamo già arrivati nella stesura del testo della Giunta con un pregresso di lavoro di coinvolgimento di molti operatori del settore, che ci avevano aiutato in questo percorso. Sicuramente il lavoro successivo dei gruppi consiliari in Commissione ha arricchito e migliorato il testo di partenza. Ringrazio in questo caso entrambi i relatori, perché c’è stato un atteggiamento in tutto questo percorso molto costruttivo. Lo stesso vale per tutti i gruppi consiliari, senza distinzione tra maggioranza e opposizione. Quindi io già in questo vedo un elemento positivo, per un atto che si rivolge ad una platea molto attenta e molto sensibile nella nostra regione.

Stiamo parlando di un settore che ha cifre significative in termini di operatori, di imprese coinvolte. Ieri ero a Reggio Emilia, negli stabilimenti delle “ex Reggiane”, che l’Amministrazione comunale insieme alla Regione sta recuperando, dove abbiamo presentato e annunciato l’insediamento di una parte delle attività produttive della Palomar, che è oggi la più grande casa di produzione cinematografica italiana (totalmente italiana). La Palomar ha scelto la nostra regione, ha scelto Reggio Emilia per insediare una parte delle sue attività produttive. Stiamo quindi andando anche oltre gli obiettivi che ci eravamo dati come risultato della legge sul cinema che abbiamo praticato in questi tre anni. Non solo un’attrattività di produzione, per venire nel nostro territorio a svolgere le produzioni - la Palomar tra l’altro contemporaneamente ha annunciato l’avvio delle fasi di produzione di un nuovo film girato dal regista Giorgio Diritti sul nostro territorio - ma anche la creazione di un insediamento produttivo. È esattamente la direzione nella quale ci siamo mossi in questi anni: dimostrare (e praticare soprattutto) l’assunto che la cultura produce sviluppo; che la cultura è importante nel suo aspetto creativo, estetico, ma è importante anche come fattore di produzione di crescita, di sviluppo, di occupazione e di buona occupazione.

Nel Patto per il lavoro che abbiamo sottoscritto, tra le prime cose che abbiamo fatto nella nuova legislatura, ricorderete che tra le priorità era indicata quella di rafforzare i sistemi produttivi ad alto potenziale di crescita, riconoscendo in quello delle industrie culturali e creative uno dei driver di innovazione e di sviluppo più rilevanti e coerenti su questo obiettivo. Noi ci siamo mossi esattamente dentro quel solco che abbiamo arato e abbiamo lavorato in quella direzione. L’abbiamo fatto in questi anni. La legge sul cinema è stata la prima grande esperienza. Una legge interdisciplinare, interdirezionale mi verrebbe da dire, perché nella sua pluralità, nel suo percorso plurale ha intrecciato una logica integrata fra diversi Assessorati: la firmammo come Assessorato all’epoca (nel 2014) alla cultura, quello alle attività produttive, quello al turismo e quello alla formazione e la scuola. È un meccanismo che ha funzionato, sta dando i primi risultati, adesso abbiamo voluto mutuare questo stesso schema, questo stesso percorso nella legge della musica e io sono contento che il Consiglio regionale, l’intera Assemblea riconoscano e si sentano parte integrante, protagonisti di questo impegno, perché non è poco. Noi siamo reduci da una campagna elettorale in cui, ancora per una volta, i partiti, tutti, coinvolti nella competizione elettorale hanno messo in ombra il tema della centralità della cultura intesa come la intendiamo anche come produttrice di sviluppo. Parecchi temi sono stati in ombra, ma tradizionalmente questo è un tema in ombra. Nelle precedenti elezioni del 2013 ricordo che l’ANSA condusse un’indagine e rivelò che, su più di ventimila titoli dedicati alla campagna elettorale politica del 2013, solo due riguardavano i temi della cultura. Voi capite che invece un impegno di questo tipo da parte di questa Assemblea, senza distinzioni - perché mi pare ci sia stata un’unanime adesione ad un impianto sul quale abbiamo lavorato insieme - secondo me politicamente è un dato fortemente significativo che andrebbe valorizzato da parte di tutti quanti noi, perché è un segno di diversità di questa Assemblea regionale che si sostanzia nelle politiche che abbiamo condotto in questi anni in questa direzione. Vi assicuro che quando vado in giro, in Italia e non solo, noto che veniamo ormai visti come un punto di riferimento, in qualità di Regione, non parlo di un governo regionale, ma di una Regione. Sottolineo questo aspetto perché sono orgoglioso di poter dire che queste leggi, come quella sul cinema o quella della memoria, le abbiamo sempre votate senza nessun voto contrario (io spero che sia possibile anche per questa oggi), perché vuol dire che c’è un valore aggiunto, che c’è una sensibilità e una consapevolezza collegiale, a prescindere dalle appartenenze di maggioranza e opposizione.

È una legge imperniata su una logica integrata, come è stata la legge sul cinema, di cui la formazione è un pezzo fondamentale. Lo si è visto in tutti i vostri interventi. Una formazione fra l’altro rivolta anche all’attenzione ai soggetti ultimi, i più disagiati, i più deboli, svantaggiati anche dal punto di vista delle abilità. Questo anche è importante. Non si può parlare di cultura, o di cultura nello specifico musicale, senza “arare” i terreni della conoscenza, del sapere, della formazione musicale. È importante, è fondamentale la formazione del pubblico già a partire dall’età più giovane, ma non solo, perché è un’aspirazione che può essere diffusa anche in età molto più avanzata. Ecco perché abbiamo dedicato grande attenzione in questa legge a questo aspetto e ho visto anche che in tutti i vostri interventi era dedicata una particolare attenzione. Così come un’attenzione particolare è dedicata a tutto ciò che riguarda l’azione regionale per favorire la crescita del settore produttivo per le ragioni che ho detto: del settore produttivo musicale, della produzione, della fruizione della musica contemporanea dal vivo, del tutoraggio, dell’accompagnamento, della valorizzazione e della promozione di nuovi talenti di questa regione. Noi siamo una regione – valeva per il cinema e vale tanto più per la musica – che è segnata da una storia musicale con primati di carattere nazionale ed internazionale e noi vogliamo in qualche modo riportare nella nostra regione anche produzioni in questo senso, ricordo che in anni passati qualcuno ha dovuto andare altrove per vedere valorizzato il proprio talento. Quindi, a partire dai nuovi talenti che possono nascere, dobbiamo promuoverli, affiancargli dei tutor, accompagnarli in un percorso anche di affermazione come nuovi autori, nuovi cantanti. Quando noi parliamo di musica contemporanea non intendiamo la musica contemporanea quella d’élite, di nicchia, parliamo di quella che mi verrebbe da chiamare “musica attuale”, utilizzando un termine più comprensibile, perché noi su un’altra legge (n. 13/99) sullo spettacolo dal vivo dedichiamo risorse ingenti e significative sulla cosiddetta “musica colta”. Anche se a me francamente queste distinzioni di genere stanno un po’ strette. Però, per intenderci, alla lirico-sinfonica vengono dedicate risorse particolari e un’attenzione particolare anche in una parte della legge n. 13. Quindi non ci dimentichiamo di questo.

C’è tutta la parte che riguarda la promozione del territorio attraverso la promozione della cultura musicale e quindi i festival, le rassegne di carattere regionale, perché noi siamo una Regione, un’Istituzione regionale, e non dobbiamo utilizzare le nostre risorse per finanziare a pioggia, con contributi minimi e piccoli, l’intera platea anche delle cose importanti e significative che si fanno sui territori. Noi dobbiamo concentrare le nostre risorse nel valorizzare i progetti di rete, di sistema, di reti territoriali e di reti di soggetti, che diano una rappresentazione di organizzazioni di sistema, con una capacità di qualificare l’offerta e la promozione, ma anche di qualificare la visibilità di questa offerta che noi facciamo, inserendola dentro un brand unitario. Ecco perché utilizzeremo uno strumento nuovo che introduciamo nella legge, mutuandolo dalla legge sul cinema, che è “Emilia-Romagna Music Commission”: una Commissione, come quella sul cinema, che non esternalizzeremo perché sarà composta da funzionari interni dell’Assessorato, che lavorano con grande impegno per promuovere, accompagnare e sostenere l’attività di sviluppo e di promozione anche musicale sul nostro territorio. Ovvio, in questo raccolgo anche un’indicazione della consigliera Gibertoni, noi abbiamo già fatto un lavoro di relazioni con i Comuni, soprattutto i capoluoghi di provincia, affinché ci si doti di strumenti indicatori per individuare aree o luoghi, in cui sia possibile ospitare grandi, piccoli o medi eventi nel nostro territorio. Alcuni per grandi eventi sono già individuati e sono destinati a diventare (alcuni già lo sono, altri lo diventeranno) luoghi di eccellenza: penso al Campovolo di Reggio Emilia che ha visto un forte investimento anche con fondi europei in questa direzione, l’Unipol Arena che ha annunciato una rivisitazione delle sue funzioni proprio in queste settimane, Imola ed altre aree e luoghi invece più piccoli, sui quali abbiamo fatto investimenti - perché è recente un investimento fatto attraverso l’Assessorato al turismo, utilizzando un asse specifico dei fondi europei che sono andati nella direzione di valorizzare luoghi di spettacolo dal vivo privati con fondi europei – e altri invece, quelli pubblici, che finanzieremo prossimamente con fondi derivanti dal Fondo di coesione sociale, perché avremo anche lì altre risorse che abbiamo discusso in sede di bilancio. Quindi c’è un impegno anche significativo in questo, che aggiungerà risorse a quelle che impegneremo e abbiamo già impegnato nel bilancio triennale per questa legge sulla musica. Quindi su questo io ribadisco il ringraziamento che ho già fatto per tutti coloro che ci hanno aiutato ad arrivare fin qui.

In merito ad un aspetto specifico che sollevava la consigliera Sensoli (la danza), io sono d’accordo che noi dobbiamo rilevare una particolare attenzione in questa direzione, ma magari non con questa legge specifica. Ricordo che la legge n. 175, approvata lo scorso anno, alla fine del 2017 dal Governo nazionale, all’articolo 2 prevede, entro novembre 2018, che il nuovo Governo emani uno o più decreti per riformare il settore della danza secondo i seguenti principi e le direttive: la revisione della normativa in materia di promozione dell’attività di danza d’intesa con le altre amministrazioni competenti, con l’introduzione di disposizioni finalizzate a dare impulso alle opere di ricostruzione del repertorio coreutico classico e contemporaneo, alla produzione artistica e alla sperimentazione; l’introduzione di una normativa relativa all’istituzione delle scuole di danza e al controllo e alla vigilanza sulle medesime nonché, al fine di regolamentare e garantire la professionalità specifica nell’insegnamento della danza in questi contesti, l’individuazione di criteri e requisiti finalizzati all’abilitazione di tale insegnamento tramite la definizione di percorsi formativi e professionalizzanti certificati e validi su tutto il territorio nazionale. Si ricorderà che noi abbiamo già introdotto una regolamentazione di riconoscimento delle figure professionali, perché non ci si possa autoproclamare insegnanti di danza, danneggiando soprattutto i più giovani, ma è evidente che, se ci saranno i decreti attuativi della legge nazionale, questo ci aiuterà, perché ci saranno norme valevoli per tutto il territorio nazionale. È evidente che, di fronte ad una norma imminente e particolarmente incisiva (almeno speriamo imminente), sia necessario attendere e dettare una disciplina regionale solo successivamente all’emanazione dei decreti statali. Ben venga l’ordine del giorno che ci impegna affinché, appena avremo questi strumenti, noi adotteremo le norme conseguenti. Quindi vi ringrazio ancora una volta e buon lavoro ora sulle votazioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Mezzetti.

Passiamo quindi all’esame dell’articolato.

Ricordo che sull’oggetto 5559 ci sono quattro proposte di emendamento a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni; una risoluzione (oggetto 6217) a firma della consigliera Sensoli e ci sono sette ordini del giorno a firma uno del consigliere Rancan ed altri; il secondo a firma del consigliere Bertani ed altri, il terzo a firma della consigliera Sensoli ed altri; il quarto a firma della consigliera Piccinini; il quinto a firma della consigliera Tarasconi ed altri e il sesto a firma della consigliera Gibertoni che ha ritirato uno dei suoi ordini del giorno, sostituito dal numero 7 a firma dei consiglieri Gibertoni, Marchetti Francesca, Tarasconi, Prodi, Rancan, Prodi, Aimi.

Passiamo quindi all’esame dell’articolato.

Nomino scrutatori i consiglieri Francesca Marchetti, Pettazzoni e Serri. Ci ha fatto ascoltare la sua voce, che sembrava una musica, tutto il giorno, quindi la premiamo con questa sua performance da scrutatrice oggi.

Articolo 1, sul quale insiste l’emendamento 1 a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Nessuno iscritto in dichiarazione di voto, passiamo alla votazione.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

 

(È respinto a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è respinto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 1.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 1 è approvato.

Articolo 2. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 2.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 2 è approvato.

Al Capo II insiste l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni, per cambiare il titolo.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è approvato.

Articolo 3. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 3.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 3 è approvato.

Articolo 4, su cui insiste l’emendamento 3 a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 3 è approvato.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 4.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 4 è approvato.

Art. 5. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 5.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 5 è approvato.

Art. 6. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 6.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 6 è approvato.

Art. 7. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 7.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 7 è approvato.

Art. 8. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 8.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 8 è approvato.

Articolo 9, sul quale insiste l’emendamento 4 a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 4, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 4 è approvato.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 9.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 9 è approvato.

Art. 10. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 10.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 10 è approvato.

Art. 11. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 11.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 11 è approvato.

Art. 12. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 12.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 12 è approvato.

Art. 13. Non insistono emendamenti.

Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’articolo 13.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’articolo 13 è approvato.

Essendo pervenuta la richiesta di due emendamenti, a firma del consigliere Rancan, su un ordine del giorno che stiamo per distribuire, sospendo la seduta per cinque minuti per poi riprendere con gli emendamenti distribuiti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,24, è ripresa alle ore 16,35)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori con la dichiarazione di voto su ordini del giorno, risoluzione e i due emendamenti presentati dal consigliere Rancan agli ordini del giorno.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Io partirei da una considerazione, visto che l’analisi di merito l’ha svolta, a nome dei nostri gruppi, la consigliera Prodi nella discussione generale, più generale rispetto a come questa legge si inserisce nel lavoro che l’Amministrazione, la Giunta sta svolgendo sul settore cultura. La voglio fare perché credo sia importante valorizzare alcuni aspetti, a partire dal fatto che questa è una legge di settore, così come è stata quella per il cinema e l’audiovisivo, in una regione che ha una storia, una tradizione, un rapporto molto importante tanto con il cinema quanto con la musica e con la cultura più in generale, ma mi piace sottolineare che è la prima legge regionale in Italia di settore, che promuove e organizza complessivamente il settore musicale. Lo dico avendo ascoltato con attenzione gli interventi durante la discussione generale e anche per il lavoro in Commissione, al quale hanno partecipato portando il proprio contributo, con uno spirito molto positivo, tutti i gruppi. Un riconoscimento anche all’assessore, che ovviamente ringrazio per il lavoro svolto, insieme a tutti i tecnici dell’Assessorato, alla relatrice di maggioranza e al relatore di minoranza. Mi associo a questi ringraziamenti. Però, nello spirito che qui richiamavo, mi piace anche sottolineare questo aspetto che in qualche modo stiamo contribuendo a scrivere una legge regionale di settore, che è la prima del genere in Italia.

Il settore cultura è un settore fondamentale per questa regione: settemila imprese, più di trentacinquemila addetti nella filiera complessivamente intesa, quindi un settore importante e, quando parliamo di lavoro, quando parliamo di occupazione, quando parliamo di crescita, dobbiamo pensare a questo settore che è un settore in evoluzione, in crescita, è un settore che può garantire – come abbiamo detto dal primo giorno in cui ci siamo insediati, anche all’atto della stipula del Patto per il lavoro – nuova e buona occupazione. Quindi una nuova legge di settore, che si inserisce in questo contesto, va rivendicata – io credo – con forza, vedremo gli effetti. Se in qualche misura sarà come quella per il cinema e l’audiovisivo, penso che avremo fatto un buon lavoro e penso che all’assessore Mezzetti spetterà raccogliere il risultato di quanto seminato in questi anni sul settore cultura. Ricordo, perché credo siano punti di riferimento importanti, anche la legge n. 37/94 (la promozione dell’attività culturale), la legge n. 13/99 sullo spettacolo e la legge n. 18/2000 (biblioteche, archivi storici e musei). Le ricordo per mettere complessivamente in fila leggi che, dalla metà degli anni Novanta in poi, hanno dimostrato l’attenzione di questa Regione (vieppiù negli ultimi anni) ad un settore strategico ed effettivamente, quantomeno nelle campagne elettorali nazionali, alle volte viene un po’ trascurato. Dico nelle campagne nazionali, perché a livello regionale non sempre è stato così. Non solo nelle campagne regionali, ma anche nelle campagne nazionali fatte in questa regione l’attenzione al settore cultura non è mancato. Almeno ci abbiamo provato. Lo dico perché in una terra come la nostra, che ha un forte legame con il cinema, con la musica – qui avrei voluto fare alcune citazioni, ma le eviterò, per omaggiare il significativo numero di cantautori e di artisti che la nostra regione ha fornito al panorama nazionale –sarà patrimonio e dovere di tutti, visto che ci avviamo alla conclusione di questa legislatura, anche negli anni a venire continuare ad insistere, ad investire in cultura, ad investire in questo settore, perché un euro investito in cultura ha una ricaduta sull’indotto pari a 4 euro, è un volano di crescita importante.

Io penso che con molta concretezza che, quando nel dibattito generale parliamo di contrasto alla povertà, parliamo di sviluppo, di benessere, dovremmo trovare un po’ più spazio per parlare anche di cultura, perché la qualità della vita di una comunità nazionale, regionale e locale si misura anche (e soprattutto) dalla qualità dell’offerta culturale e dalla capacità di quel territorio e di quella comunità di produrre cultura e di usufruire dei servizi culturali. Questo è un auspicio, ma è anche un impegno perché, per quanto ci riguarda, a prescindere dalle collocazioni che avremo, penso che da sinistra l’attenzione verso questo settore non verrà mai meno e penso che potremmo rivendicare con forza il lavoro fatto in questi anni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Innanzitutto per esprimere una personale anche felicità per questo progetto di legge e poi, in dichiarazione di voto, per dire che voteremo favorevolmente, avendo condiviso con tutti i gruppi i temi di cui oggi abbiamo parlato, che insistono sul progetto di legge, alla risoluzione del consigliere Rancan e a tutti gli ordini del giorno.

Nello specifico spendo due parole per quanto riguarda l’ordine del giorno 5559, presentato in modo congiunto, che tutti i gruppi hanno condiviso e quindi hanno firmato, su cui ci sono tre punti in particolare che ci stanno a cuore, sui quali chiediamo alla Giunta un impegno particolare. 1. Per quanto riguarda i controlli sull’effettiva presenza dei requisiti per l’ingresso e il mantenimento di iscrizione all’elenco regionale delle scuole di musica, questa è una richiesta che ci è venuta dalle stesse scuole di musica, nel senso che, una volta che è stato fatto l’accreditamento o comunque le scuole si sono iscritte, bisogna anche vigilare affinché mantengano i requisiti richiesti. 2. Chiediamo di coinvolgere tutti gli attori interessati, al fine di attuare efficaci azioni di emersione del lavoro sommerso, che è un tema ovviamente molto sentito e particolare per quanto riguarda il settore musicale. 3. SIAE. Siamo tutti consapevoli che il “tema SIAE” non si possa trattare a livello regionale, ma abbiamo comunque fatto già in passato una risoluzione, anche quella, congiunta, perché è un tema molto sentito dai giovani, molto sentito dai locali, molto sentito da tutti quelli che gravitano attorno a questo mondo, anche se devo dire in tutta sincerità che tanto è stato fatto negli ultimi due anni (cito l’introduzione del borderò digitale, che ha facilitato moltissimo alcune operazioni), ma rimane un tema di una conduzione più chiara, più equa e più efficiente. Rimane tutto il tema dei diritti d’autore legato alle pubbliche amministrazioni, agli eventi no profit, perché sappiamo tutti che, nel momento in cui un’associazione no profit che fa un evento per portare a casa qualche fondo per la propria associazione, se ci sono da pagare degli oneri particolarmente alti, diventa molto difficile. Siccome ci siamo detti che stiamo facendo questo progetto di legge perché la musica fa parte della nostra vita e comunque, a corollario di tutti quelli che sono gli eventi, è qualche cosa di – vorrei dire – quasi necessario, è ovvio che, nel momento in cui ci sono eventi no profit o organizzati dalle pubbliche amministrazioni per creare aggregazione, per creare situazioni particolari, sarebbe il caso di andare ad analizzare nello specifico le tariffe che siano chiare, eque e soprattutto inequivocabili. Quindi credo che ci sia stato un lavoro di squadra molto bello, penso che sia un qualche cosa su cui il Governo si dovrà impegnare (il tema della SIAE), soprattutto per dare piena attuazione al decreto legislativo n. 35/2017 e alla legge n. 175/2017, anche per quanto riguarda la possibilità di avere non soltanto un ente a cui pagare i diritti d’autore e che quindi non ci sia soltanto il monopolio, ma che si possa avere qualcun altro che rappresenta gli artisti, che giustamente hanno bisogno del riconoscimento dei propri diritti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Tarasconi.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. In dichiarazione di voto generale dichiaro il voto favorevole a tutti gli ordini del giorno presentati oggi.

Abbiamo presentato solamente due emendamenti al nostro ordine del giorno, per una modifica più tecnica che formale, per quella che poteva essere una migliore scrittura dell’ordine del giorno stesso.

Per quanto riguarda il progetto di legge, vi è stato un percorso partecipato che ha visto il nostro contributo in diversi punti e, per questo, crediamo che una convergenza ampia su questo punto possa dare anche più forza al progetto di legge. Quindi noi voteremo favorevolmente il progetto di legge in discussione oggi, con la convinzione che la musica possa essere sì una grande passione, un grande punto di crescita personale, ma anche un punto di imprenditoria che possa valorizzare degnamente la nostra regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Consigliere Foti, prego.

 

FOTI: Presidente, anche da parte del gruppo di Fratelli d’Italia il voto favorevole agli ordini del giorno e anche al provvedimento in esame.

Devo dire che questa legge, tutto sommato, rappresenta un momento significativo per la nostra Assemblea, in una regione che potremmo definire la “casa della musica”, perché, se guardiamo gli autori che abbiamo sul piano musicale, penso di non essere in torto se dico che siamo una delle regioni italiane che ha dato i natali a tanti personaggi del mondo musicale, a tal punto che potremmo dire non solo “casa della musica” ma “casa delle musiche”, perché potremmo addirittura distinguere, a seconda dei settori, diversi personaggi.

Debbo dire che è stato un momento significativo e io penso anche che il rapporto con la scuola sia fondamentale e sia fondamentale anche il rapporto con i Conservatori, che hanno rappresentato in questi anni indubbiamente una delle risorse principali per i giovani musicisti. Devo dire che ho sentito Katia Ricciarelli recentemente fare proprio un discorso sulla musica, che mi ha particolarmente colpito, perché ha evidenziato come anche all’interno dei circuiti oggi vi sia una difficoltà notevole a poter veicolare i giovani talenti. Io penso che questa invece debba essere una delle mission che si possono cercare di realizzare anche e soprattutto coltivando questi talenti nell’ambito che è più naturale: quello della formazione e della scuola.

Ovviamente non mi voglio dilungare, perché non è che sia un grande esperto di musica: non so suonare, se non politicamente ed evito di cantare per evitare danni alle strutture, quindi il mio voto è favorevole, ma con queste caratteristiche che intendevo rappresentarvi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Foti.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie. Innanzitutto ringrazio per l’accoglimento dell’ordine del giorno, quello che ora è un ordine del giorno trasversalmente condiviso rispetto alla musicoterapia e alla possibilità di valutare anche un percorso di qualificazione professionale in questo senso.

Colgo anche una sensibilità rispetto alla possibilità di proseguire il ragionamento sulla promozione della cultura musicale nella nostra regione, sia sotto l’aspetto dei laboratori, del sostegno alle associazioni che svolgono compiti di formazione, compiti di educazione e magari anche con una attenzione alla promozione dei beni musicali e dei centri dedicati che possediamo in Emilia-Romagna. Penso anche alla possibilità magari di proporre (e lo faremo) strumenti di promozione della musica popolare e all’aspetto del turismo, quindi all’aspetto di costruzione di una attrattività del territorio legata al patrimonio musicale e alla cultura musicale. Ci sembra un buon punto di partenza, ci sembra un progetto che ancora si presterà in ogni caso ad aprire delle discussioni, delle riflessioni per poter fare ulteriori interventi migliorativi di adattamento di un testo, che però è un buon punto di partenza e il voto del Movimento è favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Se non ci sono più iscritti in dichiarazione di voto, passiamo alla votazione degli ordini del giorno.

Partiamo dall’ordine del giorno 5559/1, (oggetto 6225), a firma del consigliere Rancan e altri, sul quale insistono due emendamenti, entrambi a firma del proponente.

Rinominiamo gli scrutatori: sostituisco i consiglieri Pettazzoni e Francesca Marchetti con i consiglieri Marchetti Daniele e Massimo Iotti. Visto che è appena entrato, lo premiamo. Grazie, consigliere, per la sua disponibilità. La consigliera Serri è confermata.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma del consigliere Rancan, sull’ordine del giorno 5559/1 (oggetto 6225).

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 2, a firma del consigliere Rancan, sull’ordine del giorno 5559/1 (oggetto 6225).

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 2 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/1 (oggetto 6225), a firma del consigliere Rancan e altri.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/1 (oggetto 6225) è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/2 (oggetto 6226), a firma dei consiglieri Bertani e Gibertoni.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/2 (oggetto 6226) è approvato.

Sull’ordine del giorno 5559/3, (oggetto 6227) insiste l’emendamento 1, a firma della consigliera Sensoli.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma della consigliera Sensoli, sull’ordine del giorno 5559/3 (oggetto 6227).

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/3 (oggetto 6227), a firma delle consigliere Sensoli e Gibertoni.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/3 (oggetto 6227) è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/4 (oggetto 6228), a firma della consigliera Piccinini.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/4 (oggetto 6228) è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/5 (oggetto 6229), a firma della consigliera Tarasconi, Poli, Zappaterra, Rancan, Ravaioli, Torri, Rossi Nadia, Prodi, Taruffi, Piccinini, Marchetti Francesca, Molinari, Rontini, Boschini, Bessi, Mori, Cardinali, Zoffoli, Pruccoli, Liverani, Rainieri, Iotti, Sabattini, Caliandro, Aimi, Pettazzoni, Mumolo, Montalti, Foti e Serri.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/5 (oggetto 6229) è approvato.

L’ordine del giorno oggetto 5559/6, (oggetto 6230), a firma della consigliera Gibertoni è ritirato e sostituito dall’oggetto 5559/7, (oggetto 6231), a firma dei consiglieri Gibertoni, Marchetti Francesca, Tarasconi, Prodi, Rancan, Foti e Aimi.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’ordine del giorno 5559/7 (oggetto 6231), a firma della consigliera Gibertoni e altri.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): L’ordine del giorno 5559/7 (oggetto 6231) è approvato.

Passiamo alla votazione sulla risoluzione oggetto 6217, che impegna la Giunta a prendere in esame la possibilità di definire specifici strumenti normativi di rilievo regionali finalizzati alla promozione e allo sviluppo del settore della danza, a firma della consigliera Sensoli.

Se nessun consigliere chiede di parlare, metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 6217, a firma della consigliera Sensoli.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione oggetto 6217 è approvata.

Se nessun consigliere chiede di intervenire, si proceda alla votazione dell’intero testo di legge, oggetto 5559, con l’uso del dispositivo elettronico.

 

(Si procede alla votazione con dispositivo elettronico, a scrutinio palese,

con registrazione dei nomi)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Comunico l’esito della votazione:

 

Presenti

 

38

Assenti

 

12

Votanti

 

37

Favorevoli

 

37

Contrari

 

--

Astenuti

 

--

 

PRESIDENTE (Rainieri): Proclamo approvata la legge riguardante «Norme in materia di sviluppo del settore musicale».

Per gli accordi intercorsi nella riunione dei capigruppo, sospendiamo la seduta che riprenderà domani mattina alle 9,30. Grazie.

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 16,56

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Galeazzo BIGNAMI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta:

gli assessori: Patrizio BIANCHI, Andrea CORSINI, Palma COSTI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI, Sergio VENTURI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’art. 65, comma 2 del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI e la consigliera Barbara LORI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta il sottosegretario alla Presidenza Andrea ROSSI, gli assessori Simona CASELLI, Raffaele DONINI, la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta SALIERA e i consiglieri Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE e Ottavia SONCINI.

 

Votazione elettronica

 

OGGETTO 5559 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Norme in materia di sviluppo del settore musicale»” (81)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 37

Enrico AIMI, Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Enrico CAMPEDELLI, Alessandro CARDINALI, Tommaso FOTI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Lia MONTALTI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Silvia PICCININI, Roberto POLI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Matteo RANCAN, Valentina RAVAIOLI, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Raffaella SENSOLI, Luciana SERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Non votanti: 1

Fabio RAINIERI.

 

Assenti: 12

Piergiovanni ALLEVA, Galeazzo BIGNAMI, Stefano BONACCINI, Paolo CALVANO, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Barbara LORI, Marco PETTAZZONI, Andrea ROSSI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Ottavia SONCINI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 5559 “Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Norme in materia di sviluppo del settore musicale»” (81)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni:

«All’articolo 1, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2-bis. La Regione persegue l’obiettivo di superare gli ostacoli economici, sociali e culturali che possono impedire la partecipazione delle persone, in particolare dei più giovani, alle attività di alfabetizzazione musicale.»

(Respinto)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni:

«Nella rubrica del Capo II, il segno di punteggiatura “,” è sostituito dalla parola “e.”»

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni:

«Nell’articolo 4, al termine del comma 1, è aggiunto il testo seguente:

“, previo parere delle competenti Commissioni assembleari”.»

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Sassi, Sensoli, Bertani e Gibertoni:

«All’articolo 9, nel comma 3, dopo le parole “di cui al Capo III” è inserita la parola “e”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 6225 “Ordine del giorno n. 1 collegato all’oggetto 5559 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Norme in materia di sviluppo del settore musicale".A firma dei Consiglieri: Rancan, Fabbri, Delmonte, Bargi, Marchetti Daniele, Rainieri, Pettazzoni, Liverani, Pompignoli”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Rancan:

«Nel “Ritenuto che” la parola “alfabetizzazione” è sostituita con “educazione” e così nel “valutato che”.»

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Rancan:

«Nell’impegno finale le parole da “l’acquisto” fino a fine frase sono sostituite con “i costi connessi alle necessarie dotazioni strumentali”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 6227 “Ordine del giorno n. 3 collegato all’oggetto 5559 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Norme in materia di sviluppo del settore musicale". A firma delle Consigliere: Sensoli, Gibertoni”

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Sensoli:

«Il primo punto dell’impegno è così sostituito:

- a valorizzare quei soggetti rientranti nell’elenco regionale, che organizzino attività formative rivolte al proprio personale (anche a titolo non professionale) al fine di svilupparne la capacità di ottimizzare l’apporto delle persone con disabilità.”»

(Approvato)

 

 

IL PRESIDENTE

I SEGRETARI

Rainieri

Rancan - Torri