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194.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 11 LUGLIO 2018

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 6578

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna»

(Relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6763

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna”. (Proposta del relatore consigliere Stefano Caliandro su mandato della Commissione I).» (164)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza

GALLI (FI)

PICCININI (M5S)

FACCI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

PRESIDENTE (Rainieri)

GALLI (FI)

PICCININI (M5S)

POMPIGNOLI (LN)

BERTANI (M5S)

MARCHETTI Daniele (LN)

CALIANDRO (PD)

 

OGGETTO 6579

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma»

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza)

 

OGGETTO 6764

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma”. (Proposta del relatore consigliere Massimo Iotti su mandato della Commissione I).» (165)

(Approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

IOTTI, relatore della Commissione

DELMONTE, relatore di minoranza

 

OGGETTO 6181

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara»

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6759

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara”. (Proposta del relatore consigliere Paolo Calvano su mandato della Commissione I).» (166)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

CALVANO, relatore della Commissione

RANCAN, relatore di minoranza

FABBRI (LN)

BERTANI (M5S)

 

OGGETTO 6183

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara»

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6761

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara”. (Proposta della relatrice consigliera Marcella Zappaterra su mandato della Commissione I).» (167)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

ZAPPATERRA, relatrice della Commissione

RANCAN, relatore di minoranza

PETITTI, assessore

 

OGGETTO 6624

Delibera: «Programma triennale per lo sviluppo del settore musicale (L.R. n. 2 del 2018, art. 10).» (Proposta della Giunta regionale dell’1 giugno 2018, n. 828) (168)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

OGGETTO 6523

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere l’attività coristica, con particolare attenzione ai cori di montagna, prevedendone la valorizzazione nelle priorità strategiche dell’azione regionale nell’ambito della programmazione della legge sulla musica o di altre misure analoghe. A firma dei consiglieri: Molinari, Cardinali, Tarasconi, Rontini, Lori, Zoffoli, Serri, Rossi, Taruffi, Torri, Facci, Rancan

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TARASCONI (PD)

RANCAN (LN)

FACCI (Gruppo Misto)

TARUFFI (SI)

MOLINARI (PD)

GIBERTONI (M5S)

MEZZETTI, assessore

FACCI (Gruppo Misto)

RANCAN (LN)

BERTANI (M5S)

MOLINARI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Saliera)

MOLINARI (PD)

PRESIDENTE (Saliera)

MOLINARI (PD)

 

OGGETTO 6648

Delibera: «Variante cartografica al PTCP/PTPR presentata dalla variante specifica al piano strutturale del Comune di Viano adottata con Delibera di Consiglio comunale n. 17 del 9/3/2018: intesa sulle modifiche cartografiche al piano territoriale paesistico regionale.» (Proposta della Giunta regionale in data 11 giugno 2018, n. 853) (169)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

MORI (PD)

DELMONTE (LN)

 

OGGETTO 6647

Delibera: «Piano di attività per il biennio 2018-2019 di cui all’articolo 11 della Legge regionale 27 marzo 2017, n. 4, concernente norme per la tutela dei consumatori e degli utenti.» (Proposta della Giunta regionale in data 11 giugno 2018, n. 849) (170)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Saliera)

BAGNARI (PD)

TORRI (SI)

PRESIDENTE (Saliera)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Emendamenti oggetti 6624 - 6523

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,24

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la centonovantaquattresima seduta della X legislatura dell’Assemblea legislativa.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano Bonaccini. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta i consiglieri Cardinali, Poli, Sensoli, Tagliaferri e gli assessori Caselli, Gualmini e Venturi.

 

OGGETTO 6578

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna»

(Relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6763

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo comune mediante fusione dei Comuni di Baricella e Malalbergo nella Città metropolitana di Bologna” (Proposta del relatore consigliere Stefano Caliandro su mandato della Commissione I).» (164)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori della seduta antimeridiana di oggi dall’esame degli oggetti 6578 e 6763.

La parola al relatore di minoranza, consigliere Daniele Marchetti.

 

MARCHETTI Daniele, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Questa mattina abbiamo già avuto modo di discutere un po’ a trecentosessanta gradi sulla questione delle fusioni dei Comuni, lo abbiamo fatto esprimendo già altri pareri sull’indizione o meno dei referendum consultivi che riguardano questi procedimenti, questi processi. Quindi per agevolare un po’ i lavori dell’Aula, visto che ci sono altre fusioni all’ordine del giorno, cercherò di rimanere sul processo di fusione in questione, ovvero quello che riguarda Baricella e Malalbergo. Un processo di fusione che è a dir poco anomalo, singolare, perché per l’intero processo si è vista una conduzione un po’ travagliata di tutto l’iter. Siamo partiti con un progetto di fusione a tre e arriviamo qui oggi con un progetto di fusione a due. Fin qui io uno mi potrebbe dire: se un’Amministrazione comunale ci ha ripensato, si è sfilata, in fin dei conti che male c’è? In realtà però le cose non stanno proprio così, l’Amministrazione comunale di Minerbio infatti, quella che si è sfilata, lo ha fatto al fotofinish perché fino a poco tempo fa il processo di fusione in discussione oggi comprendeva ancora tutti e tre i Comuni: Baricella, Malalbergo e Minerbio. Quest’ultimo non è uscito da questo progetto in punta di piedi, è uscito sbattendo la porta letteralmente. Il primo cittadino di Minerbio, l’avvocato Minganti, sindaco PD per la cronaca, ha messo pubblicamente in dubbio la sostanza, il contenuto dello studio di fattibilità e ha evidenziato la necessità di mettere in piedi un percorso con un effettivo coinvolgimento della popolazione. Queste a mio avviso sono critiche non di poco conto che, a ragion di logica, dovrebbero perlomeno far riflettere tutti, quest’Aula compresa. Purtroppo però le cose non stanno andando in questa direzione, infatti oggi affrontiamo questo processo di fusione come se nulla fosse.

Noi oggi diamo il via ad un referendum, perché lo daremo, avete questa intenzione voi come maggioranza, dopo aver portato avanti un processo di confronto sul territorio per oltre un anno più o meno partecipato, perché anche qui ci sono parecchie luci ed ombre, con un progetto a tre e quindi non a due, cosa che invece oggi stiamo discutendo. Il processo di fusione infatti è stato ripensato, deciso e riprogrammato in soli quindici giorni e illustrato alla popolazione (si fa per dire) in appena sei giorni. Alla faccia della partecipazione e della trasparenza! Cosa che dovremmo garantire come Regione e che dovrebbero garantire come Amministrazioni comunali. Stiamo parlando di un passo importante per queste comunità locali, non possiamo sottoporre al giudizio dei cittadini un progetto basato su uno studio di fattibilità già di per sé blando, perché è stato criticato anche dal sindaco che si è sfilato, riscritto poi in pochi giorni in fretta e furia con dei banalissimi copia/incolla. Io direi che dovremmo garantire una certa serietà durante questi processi e non chiudere gli occhi di fronte a queste situazioni.

Queste non sono le uniche anomalie che hanno caratterizzato il processo di fusione oggi di Malalbergo e Baricella, magari parliamo dello spazio Facebook on line creato e pagato, soprattutto pagato con i soldi dei cittadini, con fondi pubblici per garantire il confronto, cosa che sarebbe stata positiva a nostro avviso; uno strumento però diventato unico strumento di propaganda per il sì, per chi è a favore di questa fusione. Per me confronto vuol dire mettere di fronte ai cittadini due voci, magari contrastanti, e poi la gente deciderà. Questo è un confronto. Oppure possiamo parlare della consultazione on line avviata per scegliere il nuovo nome del Comune, una consultazione on line alla quale potevano partecipare più volte i cittadini: c’è gente che ha votato una cinquantina di volte, addirittura anche da fuori Comune e, a nostro avviso, questo non è un modo serio di spendere le risorse pubbliche. Oltretutto non garantendo assolutamente la trasparenza. Oppure anche il foglietto di carta distribuito per la consultazione non on line, cartacea per scegliere sempre la nuova denominazione del Comune. Pare che sia stata utilizzata addirittura la Protezione civile per distribuire questi documenti. Io ho rivolto all’assessore un’interrogazione per questo e non ho ricevuto una smentita, quindi a pensar male ogni tanto ci si becca. Sono tutti atteggiamenti estremamente scorretti.

Un processo di fusione quindi basato inizialmente su uno studio di fattibilità fatto su tre Comuni, ridotto poi a due, basato su uno studio di fattibilità scritto con dei copia/incolla e basato su numerose forzature dal punto di vista comunicativo e noi a questo punto, secondo voi, dovremmo avallare un procedimento di questo tipo, quando proprio questa mattina qualcuno ci ha ricordato in quest’Aula che non siamo al bar. E, proprio perché non siamo al bar, io una roba di questo genere non la voto neanche per sogno, perché noi non intendiamo portare i cittadini a votare sul nulla. Stiamo parlando dei Comuni, il livello istituzionale più vicino alla gente e, in questo caso, una scelta sbagliata potrebbe compromettere, senza vie di fuga perché non c’è modo di rimediare dopo, la vita amministrativa di queste realtà territoriali. Ecco perché noi come Lega voteremo convintamente contro all’indizione di questo referendum che interessa i comuni di Baricella e Malalbergo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Apro il dibattito generale.

La parola al consigliere Galli.

 

GALLI: Grazie, presidente. Il dibattito di questa fusione in realtà scorre per molti aspetti con il dibattito delle altre fusioni di cui abbiamo discusso precedentemente e forse anche con le discussioni delle fusioni in programma in seguito. Ci sono un paio di equivoci. Il primo ad esempio è il coinvolgimento dei cittadini davanti a questa proposta a parità di condizione fra le due parti: fra chi propone la fusione e chi magari vuole solamente esserne messo a conoscenza e poter meglio valutare. L’altra è una decisione che sembra piovuta dall’alto. Quando a inizio legislatura la Regione dice “noi arriveremo ad una diminuzione del numero dei Comuni per scendere sotto i trecento”, è chiaro che ogni provincia deve fondere dei Comuni. Non è che il centrodestra sia pregiudizialmente contrario alla fusione dei Comuni, è chiaro che, soprattutto in certe zone, fondere dei Comuni omogenei tra di loro dal punto di vista sociale, dal punto di vista geografico, economico può avere un senso non solo per un risparmio, perché oggi a livello nazionale, a livello locale è tutta questione di risparmi. I bilanci degli enti pubblici vanno sempre peggio, il bilancio statale va sempre peggio, ma qua si parla solo di risparmi, mai una volta che venga messo sul piatto della bilancia quali sono le diminuzioni in termini di qualità della vita rispetto a chiudere un ospedale, fondere un Comune, tagliare un servizio di autobus o di treni. Questa domanda non viene mai risolta e si propongono sempre dei tagli che, a prescindere, poi non risolvono i problemi dei buchi di bilancio o la diminuzione degli assetti positivi per i cittadini.

L’altro equivoco, a mio avviso, è quello legato a quel processo portato avanti negli anni dell’Unione dei comuni, un procedimento su cui onestamente credo che si possano dire poche cose negative. La fusione fra Comuni ha senza dubbio degli aspetti negativi, mettere in comune invece dei servizi che possono essere l’Anagrafe, lo Sportello per le attività economiche, una serie di servizi di trasporto, il servizio di polizia municipale sono tutti servizi che, messi in comune, provocano dei risparmi senza dubbio, degli efficientamenti senza dubbio, ma non vengono a stravolgere la vita delle comunità.

Noi votiamo contro a questa fusione, perché la riteniamo non solo arbitraria, non solo calata dall’alto, non solo riduttiva della qualità della vita delle comunità che vengono messe alla prova con questa fusione, ma anche perché il percorso specifico di questa fusione ci lascia molto perplessi. Come ha ricordato poco fa il mio collega della Lega, questo processo era stato previsto e studiato per tre Comuni; se tre Comuni vengono ridotti a due, certamente come minimo va rifatto lo studio, va rifatto un percorso per capire se quegli efficientamenti e quei miglioramenti esistono ancora. Il fatto che voi vogliate proseguire su questa strada in modo imperterrito vuol dire che a voi in realtà non interessa nulla di quello che comporta questa fusione, a voi importano le fusioni di per sé. Sul piatto della bilancia voi mettete a livello regionale e nazionale dei premi, delle doti: quando uno aveva una figlia che magari (un tempo si usava così) con qualche piccolo difetto o che non è proprio una gran bellezza, molto spesso la famiglia metteva una dote perché qualche buon cuore potesse chiedere la mano di questa ragazza. Questo passaggio oggi non viene più fatto, fortunatamente, ma voi usate un meccanismo simile: voi per la fusione di questi Comuni mettete sul piatto dei benefici economici, che di per sé sarebbero legittimi, ma che certamente vengono a falsare la valutazione dei cittadini. Quando voi dite con questi premi, con questo maggiore coinvolgimento, ad esempio veniva ricordato anche il fatto che con queste fusioni si ha una premialità in tutti gli eventuali bandi che la Regione può mettere, voi falsate la valutazione dei cittadini.

Noi non siamo, lo ripeto soprattutto per il collega Taruffi che stamattina credeva che noi fossimo pregiudizialmente contro le fusioni, noi siamo pregiudizialmente a favore della valutazione dei cittadini: noi vogliamo che i cittadini scelgano in base a dei ragionamenti che abbiano un senso non solo di risparmio, ma un senso per il territorio dove queste fusioni avvengono. Voi invece ragionate al contrario: fate le fusioni a prescindere. Che siano in due, che siano in tre, che siano dieci Comuni, che uno sia su un crinale di una montagna, uno sia sul crinale di un’altra montagna per voi è indifferente, l’importante è fare fusioni. Noi su questo procedimento, su questo percorso, su questo modo di procedere non possiamo che essere contrari. Noi voteremo contro a questa fusione. Riteniamo che, in particolare la fusione dei Comuni di Baricella e Malalbergo non sia stata organizzata bene dal punto di vista dello studio di fattibilità; crediamo che sia stata, come le altre fusioni, affrettata; da quello che ci dicono, è stata fatta in quattro giorni, di notte, mettendo insieme mele e pere, mettendo insieme cose che non si possono mettere insieme, pur di procedere sulla strada della fusione. Forza Italia vota contro, il centrodestra vota contro. Non contro i processi legittimi di fusione, ma contro questo modo di procedere a tavolino calato dall’alto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Galli.

La parola alla consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Ci troviamo oggi di fronte ad una fusione a due che in realtà è una fusione “a tre meno uno” ed è a mio avviso la vergogna delle vergogne delle fusioni che abbiamo trattato oggi, il peggior percorso mai visto qui dentro, nato male, proseguito peggio, approssimativo, raffazzonato e poco serio.

Intanto partiamo dalle tempistiche che sono importanti. Il 7 marzo 2018 si sfila il Comune di Minerbio, senza tanti complimenti tra l’altro; il 22 marzo esce una sottospecie di studio di fattibilità, tempo di discussione con i cittadini: sei giorni. Quindi questo già dimostra la poca serietà rispetto anche, come si è detto per la fusione di Granarolo e Castenaso, al ruolo giocato dalle due amministrazioni che, anziché dare gli strumenti ai cittadini per poter votare consapevolmente, hanno a mio avviso cercato di condizionarne il voto, come se i cittadini non fossero degli esseri in grado di intendere e di volere, ma fossero delle marionette da pilotare. Partiamo anche che con la pagina Facebook, 3.400 e rotti euro di soldi pubblici (anche di chi è contrario alla fusione) che, negli intendimenti pubblici, doveva essere un campo neutrale su cui confrontarsi. Il nome della pagina è il «Comune futuro». Partiamo già con la propaganda. Poi questa pagina Facebook è rappresentata da un logo, un cuore con le due metà dei due Comuni che si uniscono. Un logo che evoca determinate suggestioni, inserito subdolamente in tutte le grafiche che vengono pubblicate in questa pagina. Pagina che ripeto essere anche questa di derivazione comunale, quindi non è né la pagina del Comitato del sì né altro, è una pagina istituzionale, dove nelle informazioni aggiuntive viene indicata una email alla quale i cittadini possono fare riferimento per chiedere maggiori delucidazioni e informazioni sulla fusione. Questa email si chiama piùfortinsieme@gmail.com e tra l’altro a questa pagina vengono pubblicati dei commenti a nome della pagina, ma non si sa chi ci sia dietro a rispondere. Ma è stato fatto anche di peggio, perché questo logo di cui parlavo prima è stato utilizzato non solo per fare marketing rispetto a questa fusione, ma addirittura nelle comunicazioni istituzionali dei due Comuni. Io non ho fatto la fotocopia di questa email che io ho in copia, ma tutti i consiglieri hanno, perché hanno ricevuto dai due sindaci una lettera delle proprie considerazioni inerenti il progetto di fusione, dove possono tutti quanti qui dentro vedere chiaramente che, affiancata ai due loghi, c’è anche il terzo logo del Comune futuro. Logo che è stato utilizzato ad esempio all’interno di una lettera inviata al Servizio Area Reno e Po di Volano, all’attenzione del dottor Miccoli, quindi una email istituzionale che aveva come oggetto la pulizia e la messa in sicurezza del tratto arginale del torrente Savena Abbandonato. Qui, in maniera secondo me indecente, è stato inserito il terzo logo aggiuntivo ai due stemmi ufficiali del Comune. Ma non è finita qui, in fondo come riferimenti delle due amministrazioni, si cita il sito www.ilcomunefuturo.it e l’email ilcomunefuturo@terredipianura.it. Io non so se il dottor Miccoli avrà risposto alle due amministrazioni oppure all’email che fa riferimento al Comune futuro, già pronti per la fusione. Quindi credo che questa sia una cosa di una gravità inaudita, sempre rispetto a quello che si diceva prima. Qui non si sta cercando di dare gli strumenti ai cittadini per poter decidere liberamente, si sta cercando di convincerli tramite messaggi subliminali. Poi c’è l’altro punto critico, di cui si parlava prima, del sondaggio per dare il nuovo nome al Comune, dove poteva votare chiunque, anche i non residenti, più volte e senza nessuna verifica. Indiscrezioni dicono che il nome più votato e poi censurato fosse “Terre di discarica” a memoria di quell’ampliamento della discarica, tanto contestato anche dal Movimento 5 Stelle: una partita gestita molto male che fortunatamente non ha avuto seguito.

Non solo, già dalla richiesta dei Comuni sul progetto di comunicazione che ricomprende anche questa pagina Facebook pagata con soldi pubblici, si capisce che qualcosa che non va c’è, perché proprio in risposta a questa richiesta di incarico la società individuata dice esplicitamente: «Come è emerso dal nostro incontro odierno, è assolutamente fondamentale fare una campagna di comunicazione che spieghi ai cittadini quali saranno i vantaggi della fusione». Quindi si stanno utilizzando soldi pubblici per fare propaganda. E continua dicendo questo clima del quale attualmente il Comitato per il no è l’unico attore va gradualmente smantellato e – dico io – sostituito con la becera propaganda, perché è quello che di fatto è successo. Quindi anche questa fusione, come quella di Castenaso e Granarolo, a nostro avviso non è fatta per portare beneficio ai cittadini, è fatta semplicemente per aggiungere una pallina al pallottoliere dei Comuni fusi del presidente di questa Regione, che si è già dato come obiettivo di passare da 340 e rotti Comuni a trecento.

Per noi questo processo e come è stato gestito questo percorso, rispetto alle criticità che ho evidenziato, non è assolutamente accettabile. Ripeto, la fusione di Castenaso e Granarolo è stata gestita male, questa addirittura riesce a superarla. Quindi, secondo noi, non ci sono assolutamente le condizioni per proseguire nell’indizione del referendum e quindi noi voteremo convintamente no.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Piccinini.

La parola al consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente. Poche parole perché il mio intervento ricalcherà quello che ho fatto questa mattina rispetto alla fusione di Granarolo con Castenaso. Rispetto al progetto di fusione di Castenaso e Granarolo questo progetto, come tra l’altro è stato già evidenziato da chi mi ha preceduto, è obiettivamente da censurare per quanto riguarda le modalità procedurali. È stato ricordato che solo nei primi giorni di marzo vi è stata la defezione del Comune di Minerbio, nonostante vi fosse un originario programma di fusione che ha proceduto per lungo tempo con un articolato studio di fattibilità che contemplava tre Comuni da una parte e tre Comuni dall’altra. Mentre, rispetto a Granarolo e Castenaso, pur con le criticità del caso, c’è stato un tempo sufficiente per in un qualche modo abbozzare ad un diverso studio che non ci ha convinto e rispetto al quale abbiamo già espresso tutte le nostre perplessità e contrarietà, ma che comunque aveva un minimo di serietà di fondo, salvo poi non andare ad approfondire le parti più importanti di quelle che dovevano essere le convergenze e i raffronti necessari per poter mettere in parallelo due amministrazioni, qua in realtà questo non è avvenuto, se non a livello di facciata. Quindi le doglianze espresse dai territori riguardano non solo il merito, che comunque va preso necessariamente in considerazione, ma riguardano l’aspetto procedurale perché non è possibile e non è pensabile di rivedere in così pochi giorni un progetto di fattibilità rispetto a due amministrazioni che fino a quel momento non era nella finalità di fondo di quello studio, perché ne doveva contemplare tre e non due. Sa molto tutto questo di forzatura. Se oggi noi in quest’Aula dobbiamo dare un voto alla fusione più frettolosa, più raffazzonata, soprattutto maggiormente imposta e calata dall’alto, sicuramente questo voto va alla fusione di Malalbergo con Baricella.

Quello che obiettivamente stona è il fatto che dai banchi della maggioranza nei vari interventi, anche in quelli di questa mattina, si è fatto più volte il richiamo agli incentivi nazionali, tanto che, ovviamente con una provocazione politica anche abbastanza grossolana, si invitavano le forze che oggi sono al governo ad esprimere un giudizio in questa sede, tramite i loro rappresentanti locali, sulla conferma o meno di questi incentivi per le fusioni che stiamo oggi discutendo. Quando è stato ricordato che qui si vuole guardare al dato economico senza guardare invece al contenuto, alla sostanza, alle conseguenze effettive che questi processi avranno sui territori, allora queste osservazioni io le condivido. Queste preoccupazioni io le condivido. Il fatto che si voglia a tutti i costi forzare una fusione come questa, non può che avere come unico elemento di riferimento la volontà dei diretti interessati a portare a casa l’incentivo economico previsto dalla normativa.

Chiudo perché non mi dilungo oltre, potrei stare qua a parlare tutto il tempo che mi è consentito, ritornando da dove sono partito nell’intervento di questa mattina: la profonda differenza che hanno queste fusioni con altre fusioni che abbiamo conosciuto e che io ho personalmente conosciuto partite da lontano per una profonda e concreta convergenza di tutti i territori interessati, maturata in decenni. Io alla fusione di Alto Reno Terme sono stato favorevole, sono stato fra i promotori, ho fatto campagna elettorale perché la condividevo anch’io da decenni. Quando si arriva a fusioni proposte nel giro di pochi mesi, forzate nonostante i vari incidenti di percorso, si capisce che non c’è una condivisione dei territori, ma ci sono altre logiche e l’unica logica non posso che pensare, non posso a questo punto che verificare che sia quella economica. Lo hanno ricordato gli appelli al mantenimento degli incentivi che da parte dei consiglieri di maggioranza è stata fatta sul punto. Quindi io non vado oltre rispetto a questo argomento. Va da sé che la risoluzione che abbiamo votato all’unanimità questa mattina rispetto all’interpretazione della normativa regionale circa la valutazione da dare all’esito referendario valga ovviamente per tutte le fusioni, ma su questo credo che non ci sia motivo di dubbi. Esprimo il voto negativo da parte del Movimento nazionale per la sovranità rispetto a questo progetto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Devo dire che in questo dibattito, forse più che in altri, abbiamo sentito parlare di cittadini trattati come marionette, di doti per le ragazze bruttine, parallelismo direi alquanto riprovevole; abbiamo sentito parlare…

 

(interruzioni del consigliere Galli)

 

Io non è che corro dietro ad ogni parola, consigliere Galli; io penso che le parole siano pietre…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Scusate, non è un dibattito tra i consiglieri Galli e Taruffi, è un dibattito tra il consigliere Taruffi e i colleghi dell’Aula e la Presidenza, quindi poi il consigliere Galli, se vuole, interviene, visto che ha ancora del tempo a sua disposizione e replicherà al consigliere Taruffi e ci spiegherà qual è stata la sua interpretazione. Quindi chiedo al consigliere Galli cortesemente di non interrompere il collega Taruffi e chiedo a quest’ultimo di proseguire.

Chiedo scusa, consigliere Taruffi, se l’ho interrotta.

 

TARUFFI: La ringrazio, presidente. Anzi, è stato utile per ricordare al consigliere Galli che non è utile intervenire quando parlano gli altri.

Ripeto, ne ho sentito parlare anche con espressioni piuttosto discutibili, per usare un eufemismo, ma ciascuno si qualifica per come può e per come sa e risponde delle proprie affermazioni e delle proprie parole. Io credo che in questo processo, come negli altri, dovremmo provare a sgomberare il campo dal tema degli incentivi che in qualche modo possono essere fuorvianti per la discussione e dovremmo provare a concentrarci sull’utilità o sulla non utilità che questi processi hanno per i territori. Quando parlo di utilità, mi riferisco alla capacità/possibilità del nuovo ente di assicurare servizi più efficaci, più efficienti, maggiormente in grado di essere funzionali per il territorio, per le realtà. Quindi non parliamo di incentivi ma proviamo a parlare del merito, proviamo a concentrarci su quello e soprattutto proviamo a mettere un attimo in fila il senso del discorso, perché qua si parla e si è più volte ripresa la locuzione secondo cui si forzano i processi, si intendono portare avanti i processi di fusione in tutti i modi, che siamo pregiudizialmente favorevoli alle fusioni a prescindere; io penso una cosa molto semplice: qui ci sono Amministrazioni comunali che, nella loro autonomia, hanno avanzato in tutti i casi dei quali ci siamo occupati questa mattina e anche in precedenza, anzi, direi a memoria in tutti i casi di fusione, perché non è esistita l’ipotesi, che pure la legge prevede, contempla, di un processo di fusione nato su iniziativa del Consiglio regionale. Noi abbiamo sempre in questa legislatura, come nella precedente, assistito a processi e a percorsi di fusione nati dalla volontà dei Consigli comunali che, con propria deliberazione e autonoma deliberazione, hanno chiesto alla Giunta regionale di avviare il progetto di legge per la fusione dei loro Comuni. Progetto di legge che, come tutti i progetti di legge, si conclude con una deliberazione dell’Assemblea legislativa. E la legge non prevede l’obbligatorietà del referendum, ma è uno strumento importantissimo, fondamentale, assolutamente necessario che l’Assemblea si dà per capire la reale volontà dei cittadini dei Comuni interessati, vale a dire per non limitarsi alla semplice espressione dei Consigli comunali. Quindi noi oggi deliberiamo la fissazione del referendum nei Comuni di cui abbiamo trattato per capire la reale intenzione e la volontà dei cittadini dei Comuni interessati, posto che i Comuni, cioè l’espressione delle istituzioni democraticamente elette a livello locale, ci chiedono di andare in quella direzione. Questo stiamo facendo, perché ogni tanto io assisto a dei dibattiti un po’ stravaganti o quantomeno slegati dal merito effettivo. Quindi i Comuni e i Consigli comunali deliberano, chiedono alla Giunta di avviare il progetto di legge per la fusione dei Comuni, il progetto di legge arriva in Assemblea, l’Assemblea convoca il referendum e, sulla base di quell’espressione di volontà popolare, decidiamo se fermare il progetto di fusione oppure no. Questo stiamo facendo, quindi io non capisco sinceramente in questi passaggi dove sia la forzatura.

 

(interruzioni)

 

Dopo prenderete la parola e parlerete anche voi. Capisco che la concezione che avete delle istituzioni è forse differente dalla mia, siamo in democrazia, ognuno si rappresenta come può e come sa. Qualcuno non fa altro che interrompere e parlare sopra, qualche d’un altro ascolta e poi dice quello che pensa. Sono modelli diversi.

Dicevo, dove stia la forzatura in questi passaggi io non lo capisco. Se mi aiutate a comprenderlo vi ringrazio, perché questa mattina io ho firmato un ordine del giorno, che ovviamente vale per tutti i progetti di legge di cui ci stiamo occupando oggi, che dice una cosa molto chiara: se la maggioranza dei cittadini che andranno a votare a Malalbergo dirà di sì e la maggioranza dei cittadini che sarà andata a votare a Baricella dirà di sì, andremo avanti; se la maggioranza in uno dei due Comuni dirà no, ci fermeremo. Non capisco dove stia il problema. A meno che qualcuno non abbia paura del voto. Ma non credo che qualcuno abbia paura del voto, perché, se capisco bene, siete ragionevolmente convinti del fatto che queste fusioni siano state organizzate male, il percorso sia stato non corretto, ci siano state delle forzature e quindi il risultato sarà, come sempre avviene in questi casi, che i cittadini risponderanno no. Ma di questa responsabilità si dovrà fare carico chi ha avviato il processo e chi ha chiesto l’avvio del processo. Non capisco però perché oggi noi dovremmo addirittura pronunciarci per impedire ai cittadini di Baricella e di Malalbergo di dire se sono favorevoli o contrari ad istituire un nuovo Comune. Siccome tra l’altro si vota a ottobre, siamo a luglio, ci saranno tre mesi di tempo, togliamo pure agosto, però tutto il mese di settembre e una parte di ottobre in cui potranno essere spiegate le ragioni del sì e del no e i cittadini poi decideranno. Io non capisco perché si dovrebbe parlare di cittadini come marionette. Davvero non lo capisco.

Tutte le volte ci soffermiamo a discutere degli incentivi. Posto che io credo si dovrebbe discutere della fusione dei Comuni, a prescindere dagli incentivi, sull’utilità amministrativa, ma, se discutiamo degli incentivi, dobbiamo dire perché noi sono mesi che, tutte le volte che c’è una fusione, diciamo che non si sa se poi ci saranno o non ci saranno le risorse, quando nelle fusioni che sono state realizzate le risorse sono arrivate, sia da parte della Regione che da parte dello Stato, e la qualità della vita e soprattutto della capacità di investimento di quelle realtà amministrative è notevolmente migliorata. E parlo dei fatti perché io, come il consigliere Facci, stiamo in un piccolo Comune o quantomeno frequentiamo un piccolo Comune che ha fatto la fusione ed entrambi potremmo testimoniare della bontà, dal punto di vista del bilancio e dal punto di vista amministrativo, di quel processo.

Dopo aver chiarito la posizione sulla risoluzione, che credo possa essere condivisa da tutti quanti, cioè che sarà fondamentale che in ciascuno dei due Comuni prevalga il sì per andare avanti, altrimenti ci fermeremo (questo è l’impegno politico che prendiamo e che abbiamo preso, votandolo all’unanimità tra l’altro; voto che ho apprezzato e che ritengo importante), riconosco al consigliere Facci che sul tema della fusione a cui lui ha fatto riferimento c’è stato un suo impegno ed era favorevole a quel percorso e non ci sono dubbi, mi spiace solo che in quel periodo lui non fosse già in quest’Aula, perché invece chi era in quest’Aula per conto di Forza Italia su quella fusione ha fatto le barricate, dicendo che era assolutamente sbagliata, che non si poteva fare. Così come i colleghi della Lega. Quindi anche all’interno del centrodestra sarà utile che vi mettiate d’accordo, perché non è possibile che io oggi senta dire che la fusione di Alto Reno Terme non si può paragonare alle altre, perché lì se ne discuteva da vent’anni, quando due anni fa abbiamo fatto la discussione qua dentro e io ricordo che da quella parte dell’Aula c’erano le barricate, perché sembrava si stesse parlando di qualcosa di assolutamente improponibile. Salvo poi che i cittadini ci hanno spiegato chi aveva ragione e chi no. Detto questo, non è possibile che tutte le volte ci sia una ragione per dire no. Addirittura qui c’è anche un aumento del livello, nel senso che prima si diceva no quando si arrivava al risultato del referendum, adesso si dice no addirittura prima: ancora prima che ci sia il referendum diciamo no, salvo ovviamente dire che non si è pregiudizialmente contrari. Fra un pochino ci si dirà che bisogna cancellare la legge. Avete anche gli strumenti per farlo, a livello nazionale si intende. A livello regionale vediamo.

La verità è molto semplice, siccome nel 90 per cento dei casi, per fortuna o purtroppo, le amministrazioni che propongono i processi di fusione sono guidate da sindaci che o sono del centrosinistra o sono del Partito Democratico, l’automatismo è che, siccome ci sono due o tre sindaci di un determinato schieramento politico che richiedono la fusione, l’altra parte si schiera contro. Questa è la verità. Ma se questa è la verità, cioè il problema è non la fusione in quanto tale, non il percorso in quanto tale ma chi lo avvia, il problema è irrisolvibile, a meno che tutte le amministrazioni dell’Emilia-Romagna siano gestite dalla parte che volete voi. Questo mi auguro che non avvenga mai, ma nel frattempo non è che, siccome a chiedere la fusione è una parte politica, automaticamente l’altra a prescindere trova una ragione per dire di no. Noi possiamo discutere della legge, degli ordini del giorno, possiamo discutere di qualunque cosa ma, se questo è il problema – e io credo che sia questo – noi non lo risolveremo mai. E tutte le volte si sposta: una volta Pompignoli dice che non sono certi che i finanziamenti arriveranno, un’altra volta Marchetti dice che il percorso non è stato partecipato, un’altra volta il consigliere Galli dice che ci sono le doti per le donne bruttine... diciamoci la verità: voi le fusioni non le volete, perché a proporle sono sindaci del centrosinistra. È una posizione politica, uno lo dice e va bene.

Detto questo, siccome nessuno di noi penso abbia la bacchetta magica, né la sfera di cristallo, la nostra posizione è sempre stata quella di discutere nel merito e vedere se per quel territorio è un percorso positivo o no. È chiaro che, se si mettono insieme due Comuni che hanno ventisettemila o ventimila abitanti è un conto; se si mettono insieme due Comuni che ne hanno cinquemila, quattromila o tremila è un altro: più piccoli sono i Comuni, più necessaria è la fusione. Questo per le ragioni che dicevo stamattina rispetto alla concreta realtà amministrativa di chi è chiamato a dare risposte ai cittadini, perché mi piacerebbe che qualcuno di voi facesse o, se lo ha fatto, non lo so, l’amministratore in un piccolo Comune e provasse a misurarsi con la realtà, perché io stamattina ho sentito anche qualcuno che mi diceva, forse il consigliere Sassi, che non dovrei fare interventi cattedratici, ma misurarmi con la realtà: io è proprio perché mi sono misurato con la realtà di una amministrazione di un piccolo Comune che vi dico che bisogna fare le fusioni dove è possibile, perché per dieci anni ho fatto quello e so cosa vuol dire misurarsi con la realtà concreta dell’avere o non avere la possibilità di dare una risposta ai cittadini. È su questo che io ritengo utile confrontarci. Poi possiamo anche sbagliare, possiamo fermarci, nessuno ha la bacchetta magica e soprattutto c’è un elemento che taglia la testa al toro: il voto dei cittadini. Negare la possibilità ai cittadini di esprimere la loro volontà, secondo me è comunque sempre un errore. Comunque ci atterremo in modo, come abbiamo scritto nell’ordine del giorno, scrupoloso alla volontà dei cittadini. Quindi, se in uno dei due Comuni prevarrà il no, ci fermeremo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Galli.

 

GALLI: Grazie, presidente. Più che altro per fatto personale perché, quando uno non capisce un esempio, bisogna forse spiegarsi meglio, perché evidentemente non è il collega che non ha capito, sono io che mi sono spiegato male.

Il logorroico collega che mi ha preceduto ha equivocato un mio intervento: l’esempio della dote è un esempio ottocentesco, oggi per fortuna non c’è più; allora si usava per una figlia da maritare dare una dote. Parlo lentamente in modo da essere capito e da non essere equivocato. In particolare questa dote era maggiore quando questa figlia non era quella gran bellezza. Si usava nell’Ottocento.

Fatta questa premessa che si poteva evitare, il dubbio di tutto questo intervento è il cappello iniziale: noi siamo pregiudizialmente contro le fusioni. Non siamo contro le fusioni, siamo contro le fusioni calate dall’alto, siamo contro le fusioni che vengono falsate da una cattiva informazione, da un’informazione parziale, da un’informazione equivoca, da un’informazione dove c’è la confusione. Oggi abbiamo votato una risoluzione per cercare di porre un limite, dove si confonde il ruolo dell’amministratore neutro con il ruolo del promotore di queste fusioni, dove magari viene il vicesindaco di un paese che diventerà il sindaco del paese, una volta che verranno fusi. Sono ruoli intercambiabili che vengono a falsare un dibattito lineare, un dibattito che in certi casi dura cinque o dieci anni, in certi altri casi nel giro di poche settimane o pochi mesi il cittadino viene invitato a votare. Ieri mi sembra la collega Gibertoni dei Cinquestelle chiedeva “può essere che uno vada in vacanza, torna e gli è sparito il Comune? Può essere che uno si assenta, torna e gli è sparito il Comune?”. Certo! Quando i tempi vengono affrettati, quando uno non ha gli elementi per valutare, quando la fusione viene falsata da provvidenze legittime... Guardate che, se la Regione o lo Stato dà provvidenze per agevolare delle fusioni che a lungo andare, se correttamente impostate, daranno luogo a dei risparmi, daranno luogo ad agevolazioni per i cittadini, daranno luogo a una struttura più agile, in questi casi certamente queste provvidenze sono gradite e sono da incentivare, ma quando queste provvidenze vengono, come è naturale, a falsare la discussione, perché uno dice prendi 100 mila euro quest’anno, 100 mila l’anno prossimo, nei piccoli Comuni sono cifre importanti. Alcuni colleghi hanno richiamato su questo aspetto, mi sembra il collega Facci, ad una aleatorietà di queste provvidenze, certo, finora sono state date, ma siccome queste provvidenze sono legate a finanziarie che di anno in anno vengono fatte, può darsi che un domani lo Stato con una finanziaria, con un nuovo modo di valutare le cose, con risorse sempre più limitate, decida di non retrocedere ai Comuni questi importi. In quel caso cosa facciamo: torniamo indietro con le fusioni? Questo è il motivo di questo mio intervento suppletivo, richiesto dal collega che mi ha preceduto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Galli.

La parola alla consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Intanto per rimandare l’accusa del collega Taruffi al mittente, perché, come Movimento 5 Stelle – e lui dovrebbe saperlo – fino ad oggi dove non c’erano problemi e c’erano le condizioni noi abbiamo sempre votato a favore dell’indizione del referendum, e questo è un dato oggettivo e incontrovertibile. Però credo che il collega faccia finta di non capire, anche se credevo avesse votato favorevolmente alla mia risoluzione, in cui si impegnava la Giunta e l’Assemblea a sensibilizzare i Comuni sull’importanza di distinguere tra il ruolo di promotore politico della fusione e la funzione istituzionale di corretta informazione, sulle motivazioni e le conseguenze delle scelte dell’Amministrazione ai fini della libera formazione delle convinzioni dei cittadini. Ma se a parole fa fatica a capirlo, mi premurerò, finito l’intervento, di fargli avere copia dell’email istituzionale mandata dai due Comuni al dottor Miccoli, in cui si chiedevano interventi sul tratto arginale del torrente Savena Abbandonato dove – ripeto perché forse o non ha ascoltato oppure fa fatica a comprendere – è stato utilizzato un logo (che è marketing) della fusione con scritto in grassetto “più forti insieme” e dove – torno a dire – in fondo non sono riportati i siti istituzionali o le email dei Comuni istituzionali, sono stati riportati il sito del processo di fusione e l’email ilcomunefuturo@terredipianura.it. Se non lo capisce a parole, gli farò avere il disegnino perché più di così non saprei come spiegarglielo. Noi siamo in una società dove i messaggi pubblicitari addirittura hanno scritto sotto “messaggio commerciale a pagamento”, noi non abbiamo neanche il diritto a questo favore. Quindi i comportamenti scorretti da parte dei due Comuni sono evidenti, se li si vuole vedere. Ovviamente, se non li si vuole vedere, questi non vengono recepiti. Però per noi rimane il fatto che le condizioni per andare all’indizione del referendum non ci sono e rivendichiamo questa cosa non su posizioni preconcette, ma su dati oggettivi e mi premurerò di far avere al consigliere Taruffi copia dell’email, dove si usa in modo subliminale un logo che tra l’altro viene utilizzato in continuazione nella pagina Facebook che dovrebbe agevolare il dibattito libero e indipendente e invece viene infilato come comunicazione marketing. Quindi ancora una volta noi voteremo no all’indizione del referendum.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliere Pompignoli, prego.

 

POMPIGNOLI: Grazie, presidente. Intervengo su questo argomento non tanto per il discorso legato alla fusione, che di criticità ne ha mostrate veramente tante e sono state ben indicate dal consigliere Marchetti, da chi mi ha preceduto, ma su quello che Taruffi prima diceva: sul discorso che molto spesso si è evidenziato il fatto che io, e forse questa deriva da tutta una questione collegata alla fusione tra Granaglione e Porretta Terme inizialmente, in più occasioni ho riferito che i fondi, per quanto possano essere dichiarati in legge, non siano in effetti garantiti per tutti i dieci anni. Non sto qui a ricordare i motivi per i quali questo non può accadere, ma solo per dare un accento alla visione e l’oggettività di quello che sto dicendo. In effetti nella fusione Granaglione-Porretta Terme i fondi statali sono arrivati in minor misura rispetto a quelli che si erano paventati in legge, quindi qualcosa non va. Quando diciamo che non c’è la correttezza e la certezza dei fondi, questo lo diciamo a ragion veduta.

Consigliere Taruffi, su questo punto una chiarificazione. Noi non siamo contrari alle fusioni perché vengono imposte dal Partito Democratico, siamo contrari a quelle fusioni dove il percorso per arrivare all’indizione del referendum è viziato. Quest’ultima fusione, quella di cui stiamo parlando oggi, è sicuramente un percorso viziato ed è evidente che sarebbe necessario riprendere questo percorso con la fusione a due anziché con la fusione a tre, com’era iniziata e poi trasformata a due oggi.

Sul resto, quando non ci sono problemi di procedura, noi abbiamo sempre detto che lasciamo esprimere i cittadini sulla base del referendum la volontà o meno di poter procedere alla fusione. Lasciamo esprimere i cittadini sulla base di una corretta informazione che deve essere data. Molto spesso – e lo diceva bene il consigliere Galli in precedenza – questa informazione è distorta e ovviamente gli strumenti che la Regione ha di imprimere la promozione della fusione sono sicuramente maggiori degli strumenti che abbiamo noi come opposizione. Ricordo anche che, quando facemmo i precedenti procedimenti di fusione e chiamammo e demmo la possibilità di intervenire in Commissione ai sindaci per esprimere la loro opinione, nessun sindaco venne. Oggi in questo pacchetto di fusioni abbiamo notato che tutti i sindaci sono venuti in Commissione a sponsorizzare la bontà del progetto di fusione, che è di natura prettamente economica, null’altro, molto spesso indottrinati dal partito politico che sponsorizza da anni in questa Regione il procedimento di fusione. Per cui che non mi venga a dire il consigliere Taruffi che noi siamo contrari perché le propone il PD; è che il PD ha dato l’impronta in partenza da questa Giunta regionale, quindi dal 2015, di procedere alle fusioni per ridurre i Comuni in Emilia-Romagna e questa è la linea che i sindaci seguono, nonostante le criticità che abbiamo sollevato e nonostante vi sia comunque una diversa comprensione dell’oggetto della fusione da parte dei cittadini. Quindi diciamo che i procedimenti di fusione, le Unioni, tutto ciò che riguarda anche la legge sul riordino istituzionale deve essere assolutamente rivista. Abbiamo esempi in Emilia-Romagna dove le Unioni non funzionano e mi riferisco all’Unione del Forlivese, di cui l’assessore al Bilancio ne è a conoscenza, dove molti Comuni vogliono uscire; i procedimenti di fusione non hanno portato in questi ultimi anni, nonostante la sponsorizzazione del PD, al risultato sperato. Vi ricordo che la scorsa tornata delle fusioni un buon 80 per cento non è andata a buon fine. Per cui insistere su questo procedimento non ha ottenuto i risultati che questa Giunta regionale voleva fissarsi. Per cui chiedo all’assessore Petitti di procedere ad una rettifica, ad una verifica della legge sul riordino istituzionale, di portarla nuovamente in Commissione, di rivederla complessivamente e forse, sulla base dei risultati anche precedenti delle fusioni, verificare che i procedimenti che state imponendo ai Comuni non siano effettivamente imposti per una scelta del Partito Democratico e non in funzione dei Comuni stessi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Pompignoli.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Taruffi tutte le volte secondo me modifica l’assetto legislativo e l’interpretazione di quello che dicono gli altri gruppi. Io lo ribadisco perché ancora non è chiaro, come gruppo noi abbiamo sempre difeso l’istituto della fusione, perché riteniamo che dove i cittadini ritengono, le amministrazioni ritengono e insieme fanno un percorso, che ci sia un vantaggio per i cittadini, per il Comune, è una semplificazione istituzionale che funziona, ma lo difendiamo se c’è un percorso e se tutti insieme, amministrazioni e cittadini, ritengono che quel percorso sia adeguato a migliorare la loro qualità di vita. Per questo abbiamo sempre lottato, perché abbiamo cercato di difendere la legge regionale da quell’algoritmo che avete voluto inseguire, abbiamo cercato di farvi capire, e in parte penso che l’assessore l’abbia recepito, che i percorsi di fusione vanno fatti con una partecipazione che parte prima dello studio di fattibilità e non dopo, perché far partecipare i cittadini dopo che tu hai deciso non la chiamo partecipazione, ma “pubblicità progresso” o quello che volete. Quindi noi abbiamo difeso l’istituto della fusione e, per difenderlo, quando vediamo che c’è un processo che è un inganno della volontà dei cittadini, che è una forzatura, in quel caso difendiamo l’istituto della fusione e diciamo no, perché qui fate un danno all’istituto della fusione oltre a fare un danno ai cittadini, perché li volete forzare ad una scelta sulla quale non è stato fatto un percorso. Quindi, quando c’è da dire no al percorso di fusione, perché quel percorso è stata una forzatura, noi diciamo no anche all’indizione del referendum. L’abbiamo detto in pochi e particolari casi, ma quando quei casi erano gravi. Dopo di che, se in altri casi diciamo che il percorso al referendum ha avuto delle criticità e magari queste criticità le abbiamo anche sottolineate, ma il referendum va avanti, se poi è il caso ci mettiamo di fianco ai cittadini (immagino Colorno e Torrile dove ci sono dei cittadini che dicono che questo referendum è da votare no) dicendo loro “siamo con voi perché dite di no con queste motivazioni”. Però c’è una gradazione, non potete tutte le volte forzare la mano. Questo è il caso, il peggiore fino ad oggi, in cui avete forzato più di tutti la mano. Quindi noi difendiamo l’istituto della fusione. Se c’è da dire no al percorso della fusione diciamo di no, se c’è da dire no durante la campagna elettorale diciamo no, se c’è da aiutare ad arrivare ad un buon fine che è un percorso istituzionale di semplificazione, approvato dai Comuni e soprattutto dai cittadini, ci mettiamo al loro fianco. Voi invece volete fare tutte le volte di tutta l’erba un fascio, perché avete un obiettivo numerico, che però in questo modo non lo raggiungete, anzi, peggiorate la situazione. Stiamo cercando di spiegarvelo passo-passo, qualcosa ogni tanto lo capite, ancora tutto non avete capito; speriamo che un po’ alla volta ci arriviate anche voi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Abbiamo finito il dibattito generale; visto che non ho più nessuna richiesta, chiedo al relatore di maggioranza se vuole intervenire in replica. No.

Lo chiedo anche al relatore di minoranza.

La parola al consigliere Daniele Marchetti.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente. Sarò brevissimo perché è stato detto davvero tanto durante questo dibattito. Devo essere sincero, mi aspettavo qualcosa di più dalla maggioranza, qualche argomentazione in più sul processo di fusione in sé. In realtà, al di là di un intervento del consigliere Taruffi, non ho sentito grandi cose, che tra l’altro ha ripetuto le stesse cose che ha detto questa mattina durante altre fusioni.

Il concetto è chiaro: c’è chi cerca di raccontare che noi siamo contro a priori ai processi di fusione, dimostreremo oggi che non è così e l’abbiamo dimostrato comunque in passato, perché, per fare un esempio che mi riguarda da vicino, la fusione dei Comuni della vallata del Santerno, che io ho contrastato, però per l’indizione del referendum non votai contro, vorrei ricordarlo al consigliere Taruffi. Quello era un caso che mi riguardava da vicino, infatti feci anche fatica a spiegarlo ai miei, perché mi chiesero “come mai non hai votato contro che sei contrario a quel processo di fusione?” e spiegai loro per quale motivo. In quel caso il processo di fusione fu accompagnato da una fase di partecipazione, di coinvolgimento della cittadinanza, era stato spiegato per filo e per segno come sarebbe stata riorganizzata la macchina amministrativa, io non condividevo il progetto, però si mettevano nelle condizioni i cittadini di decidere consapevolmente. Cosa che in questo caso non avviene. L’ho già ripetuto fino alla nausea anche nel processo di fusione di questa mattina, non è un voto no alla fusione in sé, ma è un voto contrario ad un iter condotto in maniera a mio avviso sbagliata. E di argomentazioni noi, come opposizione, ne abbiamo comunque snocciolate parecchie, è dalla maggioranza che non ho sentito chissà quali argomentazioni a favore di questo processo, perché il discorso “facciamo votare i cittadini e poi vedremo”, conta fino ad un certo punto, perché, se poi noi portiamo i cittadini fino a quel punto, senza aver dato loro tutti gli elementi per fare delle valutazioni corrette, rischiamo di buttare via dei soldi, perché il referendum non è gratis. Ha dei costi. Quindi, se vogliamo portare i cittadini a votare su un progetto di fusione, cerchiamo di farlo nella maniera corretta.

Spero di aver chiarito la nostra posizione, ma mi rendo conto che magari verrà di nuovo tirato fuori in maniera strumentale un nostro voto contrario ad un processo di fusione, ma le cose stanno così: non siamo contrari a priori ai processi di fusione, ma siamo contrari a questi casi dove praticamente le Amministrazioni comunali non garantiscono il massimo della trasparenza e della partecipazione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Daniele Marchetti.

Passiamo alle dichiarazioni di voto sulla delibera.

La parola al consigliere Caliandro.

 

CALIANDRO: Grazie, presidente. Per concludere i lavori di questo appuntamento importante che è stato da molti strumentalizzato, come capita spesso di assistere a questa minoranza disarticolata nella prospettiva motivata della spinta ostruttiva, ma tant’è. Il referendum verrà fatto, assistiamo alla totale incapacità di prendersi responsabilità da parte delle minoranze locali sia delle attività di modifica della struttura istituzionale di questa Regione, che poi in quella del governo del Paese la produttività legislativa e i decreti che questo Governo sta offrendo al Paese lascia capire anche il senso di imbarazzo rispetto alle modifiche che questa minoranza è in grado di cogliere. Ma ognuno poi rappresenta quello che è in grado di rappresentare. C’è a chi piace parlare e a chi piace fare. A noi piace fare, piace dare alla democrazia un senso e per questo motivo non abbiamo bisogno di ricorrere ad esempi ottocenteschi per spiegarvi che la miseria alcuni se la portano dietro anche oggi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Caliandro.

Nomino scrutatori le consigliere Katia Tarasconi, Rossi Nadia e Silvia Piccinini.

Non avendo nessun altro in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6763.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La delibera oggetto 6763 è approvata.

 

OGGETTO 6579

Progetto di legge di iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma»

(Relazione della Commissione e relazione di minoranza)

 

OGGETTO 6764

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma” (Proposta del relatore consigliere Massimo Iotti su mandato della Commissione I).» (165)

(Approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo quindi ora al progetto di legge di iniziativa della Giunta oggetto 6579 recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma», delibera di Giunta n. 763 del 21/05/2018 e oggetto 6764, «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Mezzani e Sorbolo nella provincia di Parma” (proposta del relatore consigliere Massimo Iotti su mandato della Commissione I)».

Il testo n. 12/18 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, Affari generali e istituzionali” nella seduta del 3 luglio 2018.

Il progetto di legge è composto da sei articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Iotti, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il relatore di minoranza, il consigliere Delmonte, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere favorevole.

La parola al consigliere Iotti.

 

IOTTI, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Mi auguro che questa sia una proposta che possa unire, lo dico per stemperare il clima. Dobbiamo tenere conto delle diversità territoriali e di tutto quello che in questi anni i processi hanno portato anche a scelte sul territorio ed è un po’ il caso di questa. Lo dico subito, se non ci fossero le premesse di un lungo percorso di unificazione di Unione comunale sono sicuro che molti di voi oggi direbbero “come fanno ad unirsi due Comuni così diversi e con caratteristiche così differenti?”. Un Comune di quasi diecimila abitanti e uno attorno ai tremila. Lo dico perché effettivamente si arriva ad un punto che ritengo di grande significato a livello amministrativo, perché nel 1999 si cominciò a ragionare sulla gestione convenzionata dei servizi, nel 2001 l’istituzione vera e propria dell’Unione Sorbolo-Mezzani, fu la prima in provincia, una delle prime in Italia, la più finanziata dalla Regione Emilia-Romagna per la capacità di unificare le funzioni: è un’Unione che è arrivata al 95 per cento delle funzioni unificate messe assieme. Quindi nasce da lontano. Già allora le motivazioni quali erano? Oggi potrebbero essere anche quasi disconosciute, un Comune di piccole dimensioni con delle rilevanze ambientali e locali, anche a livello sociale, difficili da gestire e con poche risorse, un Comune alle porte di Parma più organizzato, di maggiori dimensioni, ma che in quel contesto vide la possibilità di positive collaborazioni. L’Unione va avanti. Nel 2010 entra Colorno e prende la denominazione Unione della Bassa Parmense, nel 2016 entra Torrile. In questi diciotto anni, e credo che sia questa volta un percorso adeguato per portare a dire che i cittadini hanno praticato l’ipotesi della fusione, si è arrivati al punto dove i dipendenti dei due Comuni lavorano per entrambi e quindi il processo di fusione non sarebbe altro che realmente una semplificazione dei processi quotidiani di lavoro, perché, invece di tenere doppia documentazione, si arriverebbe ad un lavoro unificato, ma due territori che unificano, oltre alla stazione dei carabinieri (è stato poco detto, ma è un presidio importante per il territorio a livello di sicurezza per i cittadini), i servizi, le scuole hanno un unico Istituto comprensivo. Qualcuno dice che è una fusione di fatto, chiamando in campo argomenti che vanno in altra direzione; io dico che sono diciassette anni che gli amministratori dei due Comuni, eletti dai cittadini, decidono assieme il 95 per cento di quello che fanno. I cittadini lo hanno visto, perché ci sono graduatorie uniche per l’accesso al nido, per l’accesso alle palestre; ogni funzione che viene fatta è messa assieme. L’unica funzione significativa che il Comune di Mezzani trattiene è la cultura e con le sue risorse riesce a mettere la bellezza di 3 mila euro all’anno. Quindi capite a che punto è arrivato.

Un percorso di Unione che io invito anche a riflettere sulle potenzialità dello strumento, che è vero che in questi anni sono andate anche in difficoltà, ma che danno grandi strumenti. Vi do un dato sull’indebitamento: il Comune di Sorbolo ha un indebitamento di 62,47 euro per abitante, la media regionale viaggia attorno ai 400. Mezzani è a 124. Insieme sono 78 euro. Il Comune di Sorbolo non ha mutui pendenti. Questo è dovuto non a un miracolo, ma perché l’Unione ha funzionato in questa direzione, ha sfruttato tutte le opportunità per offrire nuovi servizi ma di fare investimenti, investimenti che stanno in piedi e che possono funzionare. L’ho detto nel caso di Colorno e Torrile, lo ribadisco perché mi serve anche a far capire: questa Unione che si deve rafforzare, che oggi è a quattro, ha necessità di procedere alle due fusioni, altrimenti esistono due velocità per le quali all’interno della stessa Unione alcuni sindaci devono decidere di materie non a loro trasferite. Un paradosso dovuto dalla legge a cui bisogna mettere mano.

Cosa sta succedendo in questi anni per effetto anche di questa innovazione amministrativa? L’aumento della popolazione, cosa non rituale, ripresa anche dopo un periodo di fermo, di stasi, l’effetto che il livello di vecchiaia demografica è uno dei più bassi della provincia, quindi una popolazione anche di famiglie che investono nel proprio futuro, la prevalenza di una vocazione manifatturiera che c’è sempre stata. Ogni anno negli ultimi anni l’avanzo di amministrazione del Comune di Sorbolo supera i 2 milioni e quello di Mezzani 1,2 milioni, questo significa che la capacità anche di reperire risorse è potenzialmente bloccata da tutti quegli effetti, su cui non voglio andare oltre, che sono legati al blocco, al Patto di stabilità e tutto quello che conoscete. Questo elemento porta a dire che la pressione tributaria rimane, ma che dà un’autonomia finanziaria del 97 per cento e che tutto quello che si riesce a fare oggi può utilizzare un grande strumento che è quello della fusione, partendo da quel percorso di Unione. Dal 2002, inizio dell’Unione, l’indice di indebitamento per entrambi i Comuni è passato da 149 a 10. Questi sono i numeri credo anche di un’esperienza sulla quale sarebbe bene fare qualche valutazione in termini anche di opportunità, ma che in questo momento può consentire con la fusione ulteriori livelli di investimento e la possibilità davvero di essere anche attrattivi per un territorio che, per quanto riguarda sia le emergenze monumentali ed altro, non ha particolari caratteristiche, ha una caratteristica: la capacità di avere piccole imprese che lavorano, che stanno sul territorio e cercano quindi di sfruttare la capacità amministrativa locale.

Si è detto del tema del contributo, io non voglio riprendere la questione, però vorrei che da parte di tutti si facesse una riflessione e, ascoltando persone di tutti gli orientamenti e le idee politiche, si può dire tutto, ma non andiamo a dire, come ho sentito sostenere in quest’Aula, che la questione di maggiori risorse da portare ai territori e ai Comuni non è rilevante. Che questa sia fine a se stessa anch’io posso avere le perplessità di qualcuno, ma non è il caso di questa Unione, non è il caso di altre, è l’elemento che permette di dire che queste risorse, peraltro date da una legge dello Stato e mai messe in discussione da qualsiasi Governo di qualsiasi colore, quindi credo che sia una delle poche cose che consentirebbero alla fusione Sorbolo-Mezzani di avere il 18,71 per cento in più di risorse rispetto a quelle attuali. Io credo che questa non sia né una cosa da nascondere, né da mettere davanti a tutto, ma un elemento che ti può dare davvero l’opportunità di fare di più.

Non vado oltre, perché anche oggi lasciamo tempo ad altro, io faccio riferimento solo ad un altro aspetto relativo a come si vive in un territorio. All’inizio anche questa Unione aveva delle difficoltà, ci si credeva poco, anche perché chi conosce la provincia di Parma sa che cosa vuol dire il territorio dei Mezzani, un Comune che non ha nemmeno una sede di capoluogo, ma è fatta di sette frazioni lungo una strada, ma da quel momento, per varie esperienze sono state anche le stesse associazioni che, attraverso feste comuni, attività di relazione hanno portato davvero a pensare che ci possa essere un percorso che non cancella i campanili e le particolarità locali, ma che ti permette di dire che, quando ti rivolgi ad un Comune, quando c’è bisogno di fare qualcosa (e in questi territori le emergenze ambientali ci sono spesso), sai dove andare, sai di avere tutte le risorse e soprattutto il personale amministrativo in grado di dare delle risposte. Diciotto anni di Unione sono arrivati al 95 per cento delle funzioni conferite grazie al fatto che gli stessi dipendenti ci hanno creduto, sono andati avanti con decisione e tutto questo processo ha portato il fatto che anche ai livelli più alti lo studio evidenzia che ormai i livelli D sono superiori ai livelli C nei due Comuni e che, quindi, anche il personale ha avuto una qualifica interessante e positiva.

Io credo, ma lo faccio come auspicio fuori da ogni polemica, poi uno la pensa come crede, stavolta è una Unione sul serio che merita di arrivare in fondo. Qualcuno ha detto un po’ come due che vivono assieme e non hanno avuto i regali del matrimonio, però è un’esperienza amministrativa per la quale io chiedo, se è possibile, il voto unanime.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Iotti.

La parola al consigliere Delmonte.

 

DELMONTE, relatore di minoranza: Grazie, presidente. In questo caso sarò veloce nella mia relazione, perché stiamo parlando, come avevo già anticipato nel mio intervento precedente, di altri due Comuni dell’Unione Basta Bassa Est Parmense, gli unici altri due rispetto a Colorno e Torrile che vanno effettivamente a fusione e creano insieme un Comune da 12.766 abitanti con, in questo caso specifico, una netta sproporzione nell’attuale composizione dei residenti, perché Sorbolo è certamente un Comune più grosso con 9.500 abitanti contro Mezzani che ne ha 3.259 e quindi già si profila un senso diverso di fusione.

Sono contento esista questo caso di fusione, perché fondamentalmente va a smentire non uno ma tutti e due gli interventi, anche se erano identici, del consigliere Taruffi, perché di fatto ora ci troviamo davanti ad una fusione che già è stata messa in pratica di fatto da molti anni, che ha dimostrato portare efficienza senza dover per forza ricorrere ad uno strumento normativo per farlo, quindi semplicemente unendo le forze, unendo le risorse, unendo il personale, si è riusciti ad ottenere una ottimizzazione che tanto promettiamo con la fusione, semplicemente non hanno tutte le risorse di questa fusione ed è giusto effettivamente che possano ottenerle. Quindi di fatto siamo di fronte ad un processo di fusione che è stato messo in pratica dagli amministratori locali, che nulla c’entrano tra l’altro con la nostra forza politica e ci tengo a riferirlo, perché anche qui Taruffi aveva detto che non le votiamo solo se le proponiamo noi e anche qui invece arriviamo a smentire un’altra parte del suo intervento di oggi, perché effettivamente qua ha un senso. Hanno fatto tutti insieme, si sono uniti, hanno ottenuto delle ottimizzazioni; tutto quello che viene svolto è svolto in sinergia assoluta e ora si tratta solo di andare a ratificare una situazione esistente. Chiaro che questo deve comunque passare da un referendum, che onestamente non mi aspetto possa avere grandi sorprese in termini di voto; credo che i cittadini si sentano già cittadini di un unico Comune e quindi possono andare in quella direzione. Quindi annunciamo semplicemente il fatto che noi voteremo a favore dell’indizione del referendum, così come siamo assolutamente favorevoli alla fusione dei due Comuni. Quindi ripeto ancora una volta: questa non è una battaglia a prescindere sulle fusioni, ma si tratta di avere un percorso logico, e questa ne è la dimostrazione, nei tempi e nei modi corretti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Delmonte.

Apro il dibattito generale congiunto. Non ci sono interventi in dibattito generale, chiedo se il consigliere Iotti vuole replicare. No. Il consigliere Delmonte neanche. La Giunta no.

Dichiarazioni di voto finali. Non ci sono dichiarazioni di voto, quindi metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6764.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La delibera oggetto 6764 è approvata.

 

OGGETTO 6181

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara»

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6759

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara”. (Proposta del relatore consigliere Paolo Calvano su mandato della Commissione I)». (166)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 6181, progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara», delibera di Giunta n. 284 del 26 febbraio 2018, e all’oggetto 6759, «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Formignana e Tresigallo nella provincia di Ferrara” (proposta del relatore consigliere Paolo Calvano su mandato della Commissione I)».

Il testo n. 7/18 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, Affari generali e istituzionali” nella seduta del 3 luglio 2018.

Il progetto di legge è composto da sei articoli.

Il relatore della Commissione, consigliere Paolo Calvano, ha preannunciato di svolgere relazione orale.

Il relatore di minoranza, consigliere Rancan, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere favorevole.

La parola al consigliere Calvano.

 

CALVANO, relatore della Commissione: Grazie, presidente. Nell’illustrare questa fusione e la storia di questi due Comuni mi limito a dire che siamo nel contesto dell’ex mandamento copparese che è stato uno dei primi territori ad unirsi in Unione con sei Comuni, portando anche a risultati importanti e sostenuti nel tempo anche dalla nostra Regione. I due comuni di Formignana e Tresigallo sono due di quei Comuni inseriti in quell’ambito ottimale che hanno costruito nel tempo dentro quelle Unioni, nelle relazioni tra di loro una serie di collaborazioni che si sono ulteriormente strutturate nel corso degli anni. Su alcuni servizi hanno forme di gestione ampiamente condivise, basta dire che, dal punto di vista dell’organizzazione del personale, condividono posizioni organizzative sui Servizi finanziari, sui Servizi amministrativi, sui Servizi alla persona.

Sono due Comuni la cui dimensione attuale, presentando un importante calo demografico negli ultimi sedici anni, potrebbe metterli in grave difficoltà nel tempo con ricadute negative per i cittadini e quindi su questo la strada della fusione potrebbe rappresentare una delle risposte per evitare problemi per il futuro. Ma non una risposta solo per ridurre eventuali problematiche nell’erogazione dei servizi, ma anche un’opportunità per migliorarli, ed ecco perché nelle ragioni che hanno portato i due sindaci, i due Consigli comunali ad esprimersi positivamente in merito al percorso di fusione, all’avvio del percorso di fusione ci sono anche diverse considerazioni su progetti futuri e futuribili, nel caso ci si trovasse in presenza di un nuovo Comune. L’idea di mettere in campo uno Sportello unico per le entrate, uno sportello di terza generazione per i Servizi demografici, l’ampliamento degli orari di ricevimento negli uffici comunali e per i diversi servizi, l’opportunità di migliorare la capacità progettuale per venire incontro alle necessità che i bandi europei, anche i bandi regionali determinano per i Comuni, l’opportunità di mantenere sul territorio una squadra locale per le piccole manutenzioni, cosa che da soli i due Comuni non riuscirebbero certamente a fare, inoltre una serie di margini sicuramente dal punto di vista finanziario e dal punto di vista anche delle politiche fiscali. Mi viene in mente l’opportunità di sgravi per le piccole imprese, così come citato nella relazione che ha accompagnato la richiesta di fusione oppure l’opportunità di erogare servizi scolastici a costi inferiori rispetto a quelli che vengono erogati oggi.

Ci sono una serie di questioni che hanno portato i due Consigli comunali ad esprimersi in maniera favorevole a che i cittadini a loro volta si esprimano sull’opportunità di fondere i due Comuni, perché il punto è proprio questo. Noi oggi ci stiamo prendendo su questa fusione, come sulle altre, la responsabilità e stiamo dando al contempo l’opportunità ai cittadini di poter dire se sono d’accordo o meno con il processo di fusione, perché non va bene imporre le fusioni da qua. A me spiace, quando vedo da parte delle opposizioni la volontà da qua di impedirle, perché, se non va bene imporle, è anche sbagliato che all’interno della stessa sede si ritenga invece opportuno creare le condizioni per impedirle; spero che non sia questo il caso, come ho visto in alcune fusioni precedenti, ma che ci sia un atteggiamento finalizzato a consentire ai cittadini di Formignana e Tresigallo di dire la loro per poi in quest’Aula prendere atto di quell’espressione di voto e muoverci di conseguenza.

Ribadisco, spero che su questo ci possa essere un atteggiamento il più collaborativo possibile da parte di tutti, perché stiamo parlando di un’opportunità democratica e di partecipazione da offrire a quei territori e, nel caso in cui vada a buon fine, di un’opportunità di sviluppo legata anche a importanti incentivi regionali e nazionali che auspico non vengano meno che per quel territorio saranno non meno di 10 milioni di euro in dieci anni che possono davvero cambiare il volto di una comunità locale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Calvano.

La parola al consigliere Rancan.

 

RANCAN, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Su questa fusione vi è stato un grosso lavoro e ci sarà un grosso lavoro nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, colgo l’occasione per far notare che, quando una fusione è sensata, noi siamo i primi a dire che questa fusione deve essere portata avanti. Siamo sicuramente favorevoli all’indizione del referendum e siamo favorevoli anche alla fusione di questi Comuni, perché pensiamo che possa essere una parte fondamentale per questi territori procedere in questa direzione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Apro il dibattito generale. Nessun intervento in dibattito generale, chiedo se il relatore di maggioranza vuole replicare. No.

Dichiarazioni di voto.

La parola al consigliere Fabbri.

 

FABBRI: Grazie, presidente. Come già anticipato dal collega Matteo Rancan, il voto della Lega sarà favorevole all’indizione del referendum, così come consiglieremo ai cittadini di Formignana e di Tresigallo di votare sì il giorno del referendum, perché crediamo che questi due Comuni abbiano fatto un percorso corretto, giusto e trasparente; due Comuni che tra l’altro sono andati al voto dove i due sindaci che hanno vinto avevano già messo in campagna elettorale il fatto che si sarebbero fusi, quindi c’è stata una trasparenza anche da questo punto di vista e crediamo fortemente in questo processo di fusione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Fabbri.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Per annunciare il voto favorevole anche da parte del nostro gruppo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

Non ho altri interventi in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6759.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La delibera oggetto 6759 è approvata.

 

OGGETTO 6183

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara»

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza e discussione)

 

OGGETTO 6761

Delibera: «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara”. (Proposta della relatrice consigliera Marcella Zappaterra su mandato della Commissione I)». (167)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo quindi al progetto di legge oggetto 6183, progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: «Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara», delibera di Giunta n. 286 del 26 febbraio 2018 e l’oggetto 6761, «Indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate, ai sensi della legge regionale 8 luglio 1996, n. 24, sul progetto di legge “Istituzione di nuovo Comune mediante fusione dei comuni di Berra e Ro nella provincia di Ferrara” (proposta della relatrice consigliera Marcella Zappaterra su mandato della Commissione I)».

Il testo n. 9/2018 è stato licenziato dalla Commissione “Bilancio, Affari generali e istituzionali” nella seduta del 3 luglio 2018.

Il progetto di legge è composto da sei articoli.

La relatrice della Commissione, consigliera Zappaterra, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il relatore di minoranza, consigliere Rancan, ha preannunciato di svolgere la relazione orale.

Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere favorevole.

La parola alla consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA, relatrice della Commissione: Grazie, presidente. Non aggiungerò nessuna riflessione generale a quelle già fatte dai miei colleghi sulle precedenti fusioni, se non un accenno al fatto che la frammentazione del sistema amministrativo italiano è storicamente motivo di dibattito anche per l’Amministrazione statale e che periodicamente il tema dell’abolizione dei Comuni sotto i mille abitanti piuttosto che sotto i cinquemila ritorna con posizioni divergenti tra le diverse forze politiche, ma, tenuto conto che abbiamo già avuto testimonianza che le riforme imposte dall’alto abbiano creato sui territori più problemi che vantaggi, io credo che la legge che dà la possibilità ai Comuni di andare verso le fusioni consenta alle comunità e ai sindaci pro tempore che le governano di assumere una decisione senza rimanere attendisti rispetto a quella che in prospettiva potrebbe essere una decisione di un Governo nazionale.

La fusione dei Comuni di Ro e Berra si inserisce bene in questo quadro; se dovesse andare a buon fine il referendum e tutto il percorso avremmo un Comune fuso da 8.030 abitanti, quindi capite perfettamente che i due Comuni, per le dimensioni attuali, sono comunque sottoposti ai problemi già evidenziati dagli altri colleghi legati alle problematiche dei piccoli Comuni e anche alla continua discussione sull’abolizione o meno dei Comuni sotto i cinquemila abitanti.

L’istanza di fusione, come per gli altri casi, è un’istanza che nasce dal basso, si sono espressi i sindaci e i Consigli comunali, nel caso di Berra addirittura all’unanimità, quindi con un voto unanime di tutte le forze politiche (per quanto riguarda il Consiglio di Ro invece a maggioranza qualificata).

L’obiettivo su questa fusione, come per le altre, è quello di essere efficienti per essere davvero efficaci. Adesso i due Comuni non sono nelle condizioni di essere efficaci come vorrebbero i sindaci che sono abituati a governare, ma non hanno le risorse per farlo, non hanno il personale per farlo, non sono in grado di dare le risposte che i cittadini chiedono. Essere efficienti vuol dire avere personale più specializzato; vuol dire avere personale meglio impiegato e vuol dire anche riuscire a risolvere i problemi, cosa che adesso purtroppo non sono nelle condizioni di fare; vuol dire poter eliminare doppioni di attività, quindi le stesse risorse umane che fanno attività a Ro e Berra potrebbero concentrare gli uffici e affrontare nello stesso modo tutte le procedure. I risparmi di spesa sono già stati evidenziati.

Aggiungo anche un tema relativo alla possibilità, che emerge bene anche dallo studio di fattibilità, di avere delle maggiori entrate. Uno si potrebbe chiedere: come faranno ad avere maggiori entrate? Molto semplicemente perché, aumentando l’efficacia del Comune fuso, aumenterebbe anche la capacità di accertamento e la capacità di riscossione che adesso invece non sono in grado di affrontare e che potrebbe dare origine a maggiori entrate, al netto di quelle derivanti dagli incentivi che sono certamente un elemento importante, anche se non fondamentale. Lo diceva il collega Taruffi prima, io credo che questa sia una fusione che trova le ragioni del suo essere a prescindere dagli incentivi, ma proprio per le difficoltà che quelle comunità, che quei sindaci vivono tutti i giorni.

Credo si siano dati una prospettiva coinvolgendo nello studio di fattibilità anche le comunità, avendo condiviso con loro le modalità di impostazione del Comune fuso, quindi chiarendo che non ci sarà nessun disagio in più, se dovessero arrivare al Comune fuso; l’obiettivo è quello di fare un unico hub, un unico centro direzionale per tutti i servizi di back office, ma di mantenere tutti gli sportelli funzionali di prossimità nei due Comuni attuali per tutti i front office, quindi per tutte le attività di rapporto con i cittadini.

Non ho bisogno di riprendere il fatto che Ro e Berra appartenevano al mandamento copparese e hanno un pezzo di storia insieme, appartengono all’Unione dei comuni del copparese e non vi elencherò tutte le funzioni che già gestisce e sono nella stessa Unione con i comuni di Formignana e Tresigallo che, come ha detto il collega Calvano, fanno analoga fusione. Questo vuol dire che c’è una visione strategica e di prospettiva di quei territori e una condivisione sugli obiettivi da raggiungere che certamente non è una visione autoreferenziale dei sindaci pro tempore che appartengono a maggioranze diverse e quindi che in questo caso per fortuna garantiscono, spero, un approccio bipartisan e non ideologico al tema, ma che comunque hanno fatto un’analisi di territorio e non solo legata ai confini amministrativi degli attuali Comuni o dell’eventuale Comune fuso.

Ro e Berra sono stati riconosciuti Comuni dentro le aree interne, anche dal Ministero, con oggettive difficoltà sulla mobilità, sui trasporti, su una serie di servizi che possono oggettivamente essere superati grazie agli incentivi, ma più complessivamente grazie ai vantaggi della fusione.

Non è una fusione inventata, è una fusione che affonda le sue radici nell’esperienza dell’Unione di questi anni e nel percorso storico che i due Comuni hanno fatto insieme. I sindaci che hanno presentato l’istanza hanno fatto un percorso partecipativo con i loro cittadini, anche solo per arrivare all’istanza. Io spero che questa Assemblea sul tema della partecipazione voglia davvero dare la possibilità a quelle comunità, a quei cittadini e a quegli amministratori di poter decidere quali sono i progetti strategici da sviluppare per la crescita di quei territori, quali possono essere i progetti per creare valore pubblico per il territorio, quali siano i servizi da potenziare e come insieme potranno spendere gli incentivi per migliorare la vita di tutti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Zappaterra.

La parola al consigliere Rancan.

 

RANCAN, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Noi abbiamo ben presente come sia l’assetto di questa zona, abbiamo ben presente di come sia l’assetto di questi Comuni, tanto che in questo caso i dubbi su questa fusione ci sono, sono tanti e dobbiamo cercare di analizzarli concretamente prima di dire subito sì ad una fusione di questo tipo. Ecco però che noi diamo ovviamente un giudizio positivo all’indizione del referendum, perché crediamo che quando, soprattutto in questi casi, la popolazione si esprime e quando i processi di fusione sono fatti in modo trasparente e partecipato ci possa essere realmente bisogno della reale partecipazione dei cittadini. Quindi sulla fusione nel merito rimangono tanti dubbi, però per ora votiamo a favore per l’indizione del referendum.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

Apro il dibattito generale.

Non avendo iscritti in dibattito generale, chiedo alla consigliera Zappaterra... Assolutamente no.

Passiamo la parola alla Giunta, all’assessore Petitti, prego.

 

PETITTI, assessore: Grazie, presidente. Alcune rapide considerazioni sul dibattito di questi due giorni, anche per rispondere ad alcune domande e ad alcuni temi che sono stati sollevati.

Sette progetti di legge, quattordici Comuni e, nel dibattito è emerso in maniera chiara, anche con differenze rispetto ai territori di appartenenza, perché è giusto sia così anche nelle scelte, nei percorsi e nei processi che caratterizzano le fusioni nel nostro territorio regionale, ma sette progetti di legge che si vanno ad aggiungere potenzialmente alle dieci fusioni che abbiamo già realizzato e che si inseriscono in un percorso che deve essere chiaro a tutti: noi vogliamo puntare, a questo servono i temi della riorganizzazione istituzionale, ad una massima efficienza di quello che è il sistema amministrativo dei nostri Comuni, dei nostri enti locali. E anche questo va detto con grande chiarezza, le fusioni dei Comuni non sono alternative alle Unioni dei Comuni, ma sono complementari, molti consiglieri regionali lo hanno detto: è proprio dove ci sono i contesti associativi consolidati che nascono con più forza e anche con più spinta proprio le fusioni dei Comuni, anche perché noi abbiamo nei nostri 331 Comuni il 40 per cento sotto i cinquemila abitanti, quindi è chiaro che per noi le fusioni dei Comuni rappresentano un’opportunità strategica – lo diceva ieri il presidente – anche per andare ad individuare, proprio per le dimensioni di questi piccoli Comuni, la giusta dimensione, la dimensione ottimale per rendere la governance di quei Comuni più efficace e soprattutto per semplificare quello che è un apparato politico-amministrativo, quindi ridurne i costi e poi garantire qualità dei servizi e fare nuovi investimenti con le risorse che vengono assicurate a quei Comuni che vanno a fusione. Però è evidente a tutti che progetti che puntano a ridefinire dei territori, a ripensarli e quindi a garantire per quegli stessi territori una nuova stagione di sviluppo e di competitività richiedono inevitabilmente una grande consapevolezza e condivisione di quegli stessi territori.

Ecco perché la Regione Emilia-Romagna si è sempre mossa all’interno di questo solco: ha incentivato, ha accompagnato quei Comuni, perché le istanze sono sempre arrivate dai territori e da qualunque territorio, di qualunque colore politico, perché, consigliere Pompignoli, non possiamo pensare che i temi della semplificazione e della riorganizzazione istituzionale seguano o siano dettati dalla ricerca di un consenso politico. Noi pensiamo che dobbiamo metterci a servizio delle nostre comunità, di qualunque colore politico siano le nostre comunità e le nostre istituzioni locali, proprio per sostenere i nostri enti locali. Quindi, se questo principio è un principio per noi chiaro, assodato e deve essere riconosciuto anche da questa Assemblea, noi diciamo che, prima di deliberare definitivamente la nascita dei nuovi Comuni, chiediamo il parere dei cittadini. E anche rispetto alla legge regionale che abbiamo modificato poco tempo fa, io voglio ricordare che comunque questa Assemblea, anche nel 2016, non ha mai calpestato il volere dei cittadini, perché, anche in assenza delle modifiche alla legge regionale, il voto di questa Assemblea è sempre stato coerente con l’esito dei referendum.

Noi lo sappiamo, dopo il voto di oggi entro dieci giorni ci sarà il decreto del presidente con la convocazione del referendum che si terrà in autunno e questo deve essere un aspetto molto chiaro.

Il tema delle risorse. Le risorse regionali sono certe perché vengono garantite dalla legge con cui noi abbiamo presentato il progetto di fusione, risorse certe per i prossimi dieci anni e le risorse statali, tra l’altro quelle più ingenti, sono in questi anni sempre aumentate. Quindi queste risorse che attingono a un fondo nazionale, voglio ricordare che il riparto del 2018 è un riparto di 47,5 milioni di euro, è sempre stato garantito dai Governi di questi anni, è aumentato perché nel 2014 era di 9,5 milioni, adesso è di 47,5 milioni, io credo che, se noi auspichiamo sempre di più che le istituzioni regionali e nazionali, governative siano in grado di rispondere alle esigenze dei territori che, nella loro autonomia e con la loro responsabilità, perché si creano anche dei nuovi patti territoriali con cui gli amministratori che portano avanti nei Consigli comunali, coinvolgendo le loro comunità, queste istanze prendono con i loro cittadini, io mi auguro che questi budget statali possano nel tempo essere confermati e consolidati, perché significa dare risposte concrete, e quindi dimostrarlo con i fatti, alle esigenze dei nostri Comuni e dei nostri enti locali. Quindi io credo che anche oggi con questi progetti di legge, con la volontà e con il lavoro fatto in questi Comuni, io ringrazio i nostri amministratori e tutti coloro che stanno accompagnando questi processi che si concluderanno con la scelta e con il voto dei cittadini, dimostrano ancora una volta di avere una responsabilità rispetto alle comunità che governano da qui ai prossimi anni e di cogliere delle opportunità che oggi la legge consente loro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Petitti.

Passiamo alle dichiarazioni di voto. Se non ci sono interventi in dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6761.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Rainieri): La delibera oggetto 6761 è approvata.

 

OGGETTO 6624

Delibera: «Programma triennale per lo sviluppo del settore musicale (L.R. n. 2 del 2018, art. 10).» (Proposta della Giunta regionale dell’1 giugno 2018, n. 828) (168)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

OGGETTO 6523

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere l’attività coristica, con particolare attenzione ai cori di montagna, prevedendone la valorizzazione nelle priorità strategiche dell’azione regionale nell’ambito della programmazione della legge sulla musica o di altre misure analoghe. A firma dei consiglieri: Molinari, Cardinali, Tarasconi, Rontini, Lori, Zoffoli, Serri, Rossi

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’atto amministrativo oggetto 6624 «Programma regionale per lo sviluppo del settore musicale (L.R. n. 2/2018, art. 10). Priorità, strategie e azioni per il triennio 2018-2020» (delibera Giunta n. 828 del 01/06/2018).

La Commissione “Cultura, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità” ha espresso parere favorevole nella seduta del 21 giugno 2018 con la seguente votazione: 28 voti a favore, nessun contrario e 4 astenuti, apportando modifiche al testo.

Alla proposta oggetto 6624 è abbinata la risoluzione oggetto 6523 per impegnare la Giunta regionale a sostenere l’attività coreutica, con particolare attenzione ai cori di montagna, prevedendone la valorizzazione nelle priorità strategiche dell’azione regionale nell’ambito della programmazione della legge sulla musica o di altre misure analoghe. A firma dei consiglieri: Molinari, Cardinali, Tarasconi, Rontini, Lori, Zoffoli, Serri, Rossi.

Su tale oggetto è pervenuta una proposta di emendamento a firma dell’assessore Mezzetti. Sulla risoluzione oggetto 6523 sono pervenute due proposte di emendamento, a firma del consigliere Facci.

È aperta la discussione generale congiunta sul provvedimento e sulla risoluzione.

La parola alla consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Oggi con la discussione in Aula del programma triennale per lo sviluppo del settore musicale completiamo ufficialmente tutto il percorso fatto con la legge n. 2/2018. Il programma regionale dà attuazione alle previsioni dell’articolo 10 della normativa e detta le linee guida a cui dovranno ispirarsi i bandi per il triennio 2018/20.

Partirei subito dal capitolo risorse finanziarie. Per la seconda metà del 2018, con la variazione di bilancio in corso, sono previsti per i bandi circa 500 mila euro, nel bilancio 2019 si prevede che saranno spesi, contestualmente ai capitoli della nuova legge, 1,2 milioni di euro, mentre si arriverà a 1 milione di euro nel 2020. Sono proiezioni che intendiamo integrare nel corso dei prossimi mesi.

Sulle tempistiche. I bandi saranno coincidenti con l’anno scolastico e ci si sta adoperando affinché i primi escano entro la fine di luglio o, al massimo, all’inizio di settembre.

Dal punto di vista dei contenuti possiamo individuare gli obiettivi riuniti su tre aree di intervento: la prima è la qualificazione dell’offerta educativa e formativa, come viene indicato agli articoli 3 e 5 della legge; la seconda è lo sviluppo della produzione e della distribuzione attraverso la promozione delle nuove competenze e delle capacità imprenditoriali, ma anche attraverso la produzione e fruizione della musica dal vivo. Su questo abbiamo parlato molto durante l’iter di approvazione della legge. La terza è l’implementazione dell’attività di Music Commission da parte della Regione. Un primo intervento per lo sviluppo del settore musicale riguarda infatti il sistema formativo ed educativo per superare i ritardi che si registrano a livello nazionale. Le risorse pubbliche destinate a questo paiono largamente insufficienti, sono quindi confermati i contributi regionali a progetti presentati da scuole o da organismi specializzati nella gestione di attività formative di didattica e pratica musicali, purché ovviamente in possesso di requisiti e standard minimi relativi agli aspetti didattici, organizzativi e istituzionali tali da assicurare un’offerta educativa omogenea adeguata e qualificata. I progetti dovranno perseguire il pieno diritto delle persone con disabilità di accedere alle opportunità di formazione musicale e contribuire a sviluppare il confronto di conoscenze ed esperienze fra istituzioni analoghe nel territorio, così come con organismi europei e internazionali in genere per una sempre più alta qualificazione.

Per qualificare l’alfabetizzazione musicale l’articolo 5 della legge stabilisce che la Regione sostenga le attività svolte dalle scuole di musica dalle formazioni di tipo bandistico e corale. Tali attività di alfabetizzazione devono essere mirate a promuovere una cultura musicale diffusa, differenziata e inclusiva al fine di favorire il dialogo interculturale. L’azione prioritaria prevede la concessione di contributi ad associazioni e aggregazioni, anche temporanee, delle scuole di musica e degli organismi specializzati di cui all’articolo 4, di bande musicali e di cori del territorio regionale. La Giunta regionale, nella definizione dei criteri e delle modalità di accesso ai contributi, provvederà ad una ripartizione delle risorse che sia uniforme sui territori e rapportata alla partecipazione effettiva alle attività didattiche.

Nello specifico per i progetti di promozione della musica d’insieme saranno prioritarie: la promozione delle tradizioni musicali locali e, per ciò che riguarda la musica corale, la valorizzazione delle tradizioni musicali popolari di montagna e della marineria; per ciò che riguarda la promozione della musica d’insieme, delle formazioni giovanili e la partecipazione dei giovani coinvolti nei corsi ad esperienze performative regionali, nazionali e internazionali finalizzate a sviluppare approcci multidisciplinari sono prioritarie; azioni progettate in collaborazione con enti locali, Pro loco, associazioni di promozione del territorio con finalità di attrazione turistica; partecipazione alla Festa della musica o Notti bianche della Cultura o manifestazioni analoghe; scambi interregionali e internazionali che offrano opportunità non occasionali di conoscenza di cultura e tradizioni musicali diverse. Per le azioni di sistema si considera prioritario il sostegno a progetti di formazione e/o aggiornamento degli insegnanti delle scuole, delle bande e dei cori mirati in particolare all’inclusione di alunni con disabilità e all’educazione all’ascolto.

Passiamo al secondo macro obiettivo che riguarda lo sviluppo della produzione e della distribuzione attraverso la promozione delle nuove competenze e delle capacità imprenditoriali, ma anche attraverso la produzione e fruizione della musica dal vivo. Nello specifico l’articolo 6 della legge prevede la promozione di iniziative a sostegno di una occupazione qualificata nei settori connessi alle attività musicali, saranno disponibili azioni formative finalizzate come già definito nella legge: 1. allo sviluppo delle competenze tecniche e professionali necessarie ad un inserimento qualificato nel mercato del lavoro; 2. alla qualificazione e al rafforzamento delle competenze tecniche e professionali di chi opera nel settore produttivo musicale e nei settori ad esso connessi, per una permanenza qualificata nel mondo del lavoro e per lo sviluppo professionale; 3. all’innalzamento e alla crescita delle competenze gestionali e manageriali per rafforzare il sistema delle imprese sia profit che no profit e favorire la creazione di nuove imprese e nuovi lavori.

Per promuovere il sistema delle imprese culturali e ricreative la Regione opererà per sostenere la nascita, la crescita e l’internazionalizzazione delle startup, i progetti in rete con il potenziamento degli strumenti del Web e delle tecnologie digitali necessarie allo sviluppo commerciale internazionale, la creazione di reti di imprese, eventualmente insieme a strutture pubbliche, a centri di ricerca nei programmi regionali per l’internazionalizzazione del sistema produttivo, la ricerca e il trasferimento tecnologico nel settore, anche ai fini della convergenza tra i diversi mezzi e linguaggi di comunicazione.

Per quanto riguarda la produzione e fruizione della musica contemporanea originale dal vivo, l’articolo 8 prevede che la Regione, per favorire la crescita della filiera di questo settore, sostenga la produzione e la fruizione della musica contemporanea dal vivo e, in particolare, della musica italiana originale dal vivo. La legge stabilisce che possono essere concessi contributi a progetti che perseguano uno o più dei seguenti obiettivi: ricerca, valorizzazione e promozione dei nuovi autori e della creatività, in particolare giovanile, attraverso iniziative di orientamento, tutoraggio e supporto nelle fasi produttive, distributive e promozionali anche all’estero; sviluppo, consolidamento e valorizzazione anche ai fini turistici di circuiti di locali, di reti di festival di musica contemporanea originale dal vivo; circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della regione e, in particolare, degli artisti individuati nei locali e nei festival di musica contemporanea originale dal vivo; promozione e circuitazione all’estero adeguatamente rendicontata, ho detto rendicontata più volte perché è una cosa che abbiamo discusso con il consigliere Rancan, mentre approvavamo la legge, secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla Giunta, degli artisti e dei gruppi musicali della regione.

Nella definizione dei criteri e delle modalità di accesso ai contributi si terrà conto di: progetti che sviluppino residenze di giovani musicisti e formazioni emergenti presso strutture dotate di spazi attrezzati e professionalità adeguate a supporto di processi formativi e creativi sulla base di un progetto condiviso, inserito in un percorso di tutoraggio e affiancamento non occasionale; progetti che comprendano iniziative di informazione sulla legislazione e i diritti d’autore, i contratti di lavoro, la promozione della cultura della legalità nel settore musicale; progetti che integrino competenze di più soggetti professionali di sostegno al lancio di nuovi autori, loro distribuzione e promozione anche all’estero; progetti per festival, vetrine o piattaforme di promozione strettamente collegate a percorsi di tutoraggio, circuitazione nazionale e internazionale di artisti di generi specifici; progetti attraverso i quali più operatori si impegnino ad affermare e promuovere principi e valori a tutela della legalità degli artisti e dei professionisti, del contrasto al lavoro irregolare, anche mediante l’adozione di carte di valori del circuito e delle reti, eventualmente con l’ideazione di marchi e slogan rappresentativi; progetti di comunicazione e promozione sul piano nazionale e internazionale di reti di festival caratterizzate da rilevante valore artistico delle proposte e comprovata capacità organizzativa; progetti che sviluppino iniziative di comunicazione o promozione potenziando e diversificando i canali mediatici, i siti e le piattaforme Web ed informatiche per incrementare le occasioni di conoscenza, incontro e confronto on line tra giovani musicisti, esperti e pubblico; progetti che integrino la promozione di generi specifici e la formazione del pubblico con il supporto di media tradizionali, digitali e social e il coinvolgimento di istituti e organismi di formazione musicale che si contraddistinguono per caratterizzazione, riconoscibilità e un reale livello qualitativo; progetti che individuino collaborazioni multidisciplinari e nuovi spazi e contesti performativi per ampliare le opportunità d’incontro con il pubblico; progetti mirati a favorire la partecipazione agli spettacoli delle generazioni più giovani, le fasce di pubblico non abituali e con minori opportunità promuovendo l’interculturalità; progetti di valorizzazione e distribuzione della musica originale di matrice tradizionale; progetti di promozione e circuitazione all’estero di più musicisti e più formazioni musicali di uno stesso genere, con attenzione alla musica tradizionale; progetti di festival, vetrine e piattaforme per operatori italiani e stranieri della programmazione di spettacoli dal vivo, mirati alla circuitazione all’estero e al sostegno all’internazionalizzazione del settore musicale. Questa era la parte più corposa della misura.

Terzo ed ultimo macro obiettivo è il tema dell’implementazione dell’attività di Music Commission. Si tratta di promuovere le risorse professionali e artistiche, tecniche e, più in generale, imprenditoriali dei territori, anche al fine di attrarre investimenti nel solco della positiva esperienza dell’attività di Film Commission e che nel nostro caso potrebbe ad esempio essere tradotta nella produzione di video musicali. La Regione svilupperà l’attività di Music Commission rivolgendola in particolare: alla creazione delle condizioni per attrarre nella nostra regione produzioni musicali e video musicali nazionali e stranieri con l’offerta di supporto e facilitazioni logistiche e organizzative in collaborazione con gli enti locali e soggetti pubblici e privati del territorio; alla progettazione e realizzazione di operazioni mirate di marketing e iniziative di comunicazione; alla promozione delle risorse professionali della regione; alla promozione degli autori e della produzione musicale emiliano-romagnola, con particolare attenzione ai giovani autori. C’è inoltre l’idea di sviluppare iniziative volte a far conoscere le caratteristiche distintive della regione, ricercando uno stretto rapporto con il comparto turistico regionale, come abbiamo più volte detto, le destinazioni turistiche e le relative agenzie di promozione.

Credo che tutto questo sia un progetto innovativo per un settore importante qual è la musica, che potrà dare grossa soddisfazione non solo agli artisti, ma anche a tutto ciò che ruota intorno al mondo della musica. Concludo sostenendo che la normativa e questo piano triennale ad essa correlato possono dare avvio a qualcosa di veramente importante per la regione Emilia-Romagna.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Tarasconi.

La parola al consigliere Rancan.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Molto brevemente perché quello che è stato esposto è stato puntuale e nel programma triennale che ho letto vi sono tanti degli obiettivi che ci siamo preposti, quando è stato compilato e votato il progetto di legge sulla musica.

Io pongo il focus e l’attenzione su tre cose principali che sono sicuramente l’attenzione alle scuole di musica, dove vi è un’alfabetizzazione o comunque dove vi è un percorso che viene fatto con i nostri bambini e con i nostri ragazzi e tutti coloro che vogliono imparare la musica, la musica vera di alfabetizzazione musicale, che viene fatta anche nei paesi tramite bande e cori territoriali che devono essere sempre di più incentivate.

Per quanto riguarda le bande e i cori apro una piccola parentesi, nel senso che tantissime sono le bande e i cori nella nostra regione che hanno un profilo anche di scuola di musica o comunque di alfabetizzazione musicale che fanno, attraverso accordi con le scuole e quindi gli Istituti comprensivi, dei progetti di alfabetizzazione e anche solamente di conoscimento e di istruzione di storia della musica piuttosto che altro nelle nostre scuole, e queste devono essere sempre di più accompagnate e valorizzate.

Per quanto riguarda la circuitazione all’estero mi fa piacere vedere che vi sono delle misure sulle quali vi erano grandi perplessità all’inizio della compilazione del progetto di legge, che poi vi è stata un’attenzione all’interno del programma triennale e chiedo quindi sempre maggiore attenzione per la circuitazione all’estero per verificare realmente che gli eventi che vengono organizzati all’estero siano effettivamente eseguiti, perché credo che sia anche qualcosa di più serio da parte di tutti noi, di tutta la Regione.

Per quanto riguarda quindi questo programma triennale per l’esercizio e lo sviluppo del settore musicale noi voteremo favorevolmente. Faccio un piccolo inciso di nota a margine, nel senso che all’inizio del programma triennale abbiamo visto nelle scorse settimane che si parla tanto di SIAE e di tutto quello che starebbe facendo la SIAE con il 10 per cento dei compensi, eccetera; sappiamo tutti come la SIAE recupera questi soldi, sappiamo tutti benissimo qual è il ruolo della SIAE e condividiamo anche questo, da quello che ho visto: un percorso sulla SIAE che possa portare una discriminante nei confronti di questa Società Italiana Autori ed Editori che possa eliminare il suo monopolio.

Detto questo, riconfermo la valutazione positiva al piano triennale perché penso che ci possa e ci debba essere sempre più un investimento da parte della nostra Regione per far sì che, soprattutto dalla giovane età, si possa aumentare l’alfabetizzazione e il conoscimento delle attività musicali, senza dimenticare chi fa business e chi fa imprenditoria sul settore musicale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente. Ritengo che questo argomento sia di estrema importanza, quello di supportare tutte quelle attività, quelle realtà che contribuiscono all’educazione soprattutto delle giovani generazioni rispetto ad attività di estrema importanza quale è il settore musicale nella sua accezione più ampia e soprattutto quelle realtà che in qualche modo, in particolare nei territori più disagiati, aiutano a mantenerne le tradizioni, gli usi e i costumi. Quindi sicuramente ci sarà il mio voto favorevole, anche in considerazione del fatto che la recente legge regionale ha voluto provare ad adattarsi alle mutate esigenze e quindi a migliorare le previsioni delle precedenti disposizioni normative.

Vorrei entrare nel merito del collegato, la risoluzione che è stata presentata che vuole soffermarsi sull’attività dei cori, con particolare riferimento ai cori di montagna. Faccio un inciso di carattere procedurale. Io ho presentato di fatto due emendamenti, ci siamo confrontati con i colleghi, li ritiro entrambi. Il primo riguardava la richiesta di un apposito stanziamento a bilancio per il supporto e il sostegno ai cori di montagna e, con il fatto che nel bilancio di previsione vi sono già stanziamenti dedicati in un contenitore più grande, voglio pensare che con il voto alla risoluzione nel suo complesso si indirizzi poi l’utilizzo di queste risorse. L’altro emendamento era di carattere esclusivamente linguistico. Ci siamo confrontati, c’è un emendamento del gruppo Cinquestelle che forse è più appropriato e quindi, per favorire una questione esclusivamente formale, ritiro anche quello.

Vorrei però fare un ragionamento di merito, perché parliamo comunque della legge regionale n. 2/2018, quindi il programma triennale destinato a dare attuazione a questo. Guardo solo una parte che è quella che mi interessa di più, anche se capisco che forse non è la più rilevante (verosimilmente le più rilevanti sono i supporti alle attività di formazione, ma comunque anche le attività di bande e cori hanno in sé una componente di formazione, una componente corsistica finalizzata all’educazione), se guardiamo quello che fino ad oggi è stato stanziato dalla Regione, per esempio in materia di cori, troviamo solo il finanziamento ad AERCO per 42 mila euro all’anno. Nel ragionare che i cori non sono solo quelli indicati, ma, anche stando solo a quelli indicati, si parla di 212 cori sul territorio regionale che sono associati AERCO. Sono molti di più i cori ovviamente, però stiamo a questi. Se noi dovessimo dividere i 42 mila euro per i 212 cori, non raggiungiamo nemmeno 200 euro a realtà. Capisco che questa è una materia che non è il core business della Regione Emilia-Romagna, sono altri i filoni dove scorrono le risorse pubbliche, però credo che andare a legiferare giustamente in materia per andare a rivendicare l’importanza di queste realtà, di queste attività debba trovare una conseguenza immediata in uno stanziamento che sia adeguato. E comunque qualche risorsa c’è, perché sulla legge regionale n. 13/99, se vado a guardare i contributi a certi festival, ci sarebbe molto da dire sul merito delle scelte culturali che ha fatto questa Regione a discapito magari di tanti cori o di tante bande musicali sparse per il territorio, specie quello di montagna, che fanno fatica ad andare avanti in maniera autonoma.

Quindi credo che occorra rivisitare effettivamente i criteri con i quali effettuare le scelte di sostentamento a queste attività. Faccio solo un esempio, ci tengo a dirlo perché comunque un po’ di amor patrio deve essere anche sottolineato. Coro di Lizzano in Belvedere, associato ad AERCO, il coro fa ogni anno attività musicali, insegna gratuitamente canto a chi voglia far parte del gruppo (circa una quindicina di concerti all’anno, dieci in genere sono quasi tutti concentrati durante l’estate), organizza rappresentazioni all’estero rappresentando il territorio all’estero; da cinque o sei anni c’è la festa patronale nel Comune gemellato tedesco dove questo coro rappresenta lo stand dell’Italia nell’ambito del comune di Hilzingen; ogni due o tre anni partecipa ad “Armonie in Europa”, una manifestazione internazionale con partecipanti da ogni parte d’Europa (la prossima edizione 2019 vede l’Italia nazione ospitante); ai primi di maggio del 2019 nel territorio Lizzano ci saranno circa trecento persone in arrivo dalle varie nazioni estere: questo coro non riceve un centesimo né da AERCO né naturalmente dalla Regione. Un modesto contributo comunale che chiaramente gli permette un minimo di sopravvivenza. Siccome io voterò a favore del provvedimento, ma voterò in maniera più convinta la risoluzione collegata che chiede un supporto ai cori di montagna, io auspico che nell’effettiva destinazione dei fondi da parte della Regione vi sia concretamente questo supporto, che non si può limitare alle convenzioni in essere, perché, se la convenzione con AERCO è una convenzione a 42 mila euro all’anno su tutto il territorio regionale, capite che è una cosa assolutamente risibile, così come ritengo che sia assolutamente inadeguato lo stanziamento di circa 160 mila euro per il settore bandistico collegato alle associazioni Assonanza e ANBIMA. Sono sicuramente delle realtà più importanti per certi aspetti, perché svolgono un’attività indubbiamente più capillare verosimilmente, però anche qua, se dobbiamo fare un confronto con quelle che sono le realtà bandistiche effettivamente presenti su tutto il territorio regionale, non è certamente esaustiva questa convenzione in essere e lo stanziamento che ad oggi è stato previsto.

Aderisco naturalmente alla proposta di questo nuovo programma triennale di supporto alle attività, ma occorre, e quindi questo lo controlleremo con opportune verifiche strada facendo, che il supporto alle attività musicali della Regione sia concreto e possa rappresentare una discontinuità rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. Quindi risorse adeguate, risorse per tutte queste realtà che sono isolate spesso a difendere le identità, le tradizioni, i dialetti e le canzoni popolari.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Oggi sono intervenuto lungamente sui temi dei processi di fusione, sarò molto sintetico in questa occasione. Solo per sottolineare l’importanza del provvedimento e, quindi, il nostro voto favorevole sia sul provvedimento amministrativo che sull’ordine del giorno, in particolar modo quello che pone l’accento sull’importanza anche dei cori di montagna: la risoluzione alla quale ho aggiunto la firma.

Condivido per alcune parti il ragionamento del collega Facci, laddove ha posto l’accento anch’egli sull’attività dei cori sia dal punto di vista culturale, ma – io direi – anche dal punto di vista sociale in alcune aree del nostro territorio, senza ovviamente voler entrare in una disputa eccessivamente particolaristica, perché è chiaro che qui noi valutiamo e siamo chiamati ad intervenire su tutto il territorio regionale, ovviamente avendo attenzione e cura per i territori dai quali veniamo e nei quali siamo stati eletti. Questo per dire che siamo convinti che nel bilancio del prossimo anno, così come è stato, ad onor del vero, nel corso di questi anni, le risorse destinate al Settore cultura aumenteranno; voglio rivendicare qui però l’azione che è stata fatta dall’Amministrazione regionale in questi anni su questo versante, perché le risorse sono aumentate, così come era stato detto in campagna elettorale e così come è stato scritto nel programma di mandato, un elemento positivo e importante che va sottolineato io credo. Credo anche, visto che il consigliere Facci – qui esco un attimo dal seminato – in questi giorni ha avuto modo sui social di fare alcuni rilievi rispetto ad alcune scelte fatte dalla Regione in merito a finanziamenti di alcune realtà, di alcuni festival e di alcune attività associative, penso che tutti dovremmo riconoscere innanzitutto il fatto che comunque, nella stragrande maggioranza dei casi, in particolar modo per alcuni festival del nostro territorio, le risorse stanziate dalla Regione sono in alcuni casi addirittura raddoppiate. Quindi credo sia giusto, nel mettere l’accento su alcuni aspetti, così come è stato fatto e così come facciamo anche nella risoluzione, credo che sia anche giusto – e colgo l’occasione per farlo – rivendicare il lavoro e le scelte che sono state fatte in questi anni dall’Assemblea nell’approvare i bilanci, nello stanziare risorse e dall’Assessorato nel mettere a disposizione di tante importanti realtà culturali, musicali e non solo, una quantità di risorse sempre maggiore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Grazie, presidente. Mi fa piacere che sia stata generalmente recepita la risoluzione sui cori di montagna. Credo che nasca da un’esigenza di chi conosce, la maggior parte dei consiglieri regionali, e quindi vive anche sul territorio queste esperienze magnifiche che sono esperienze artistiche, culturali, ma anche e soprattutto esperienze sociali di volontariato che rappresentano un aspetto importante per la nostra montagna.

Devo ringraziare il consigliere Facci per avere sollecitato comunque alcune osservazioni, aver ritirato gli emendamenti e abbiamo perfezionato anche con un emendamento che non trovo qui, ma che dovrebbe essere arrivato da parte del Movimento 5 Stelle per quanto riguarda una specifica definizione contenuta all’interno della risoluzione. Per quanto riguarda le risorse, quindi uno degli emendamenti ritirati dal consigliere Facci, crediamo che le risorse messe a disposizione da parte dell’Assessorato, quindi con la scelta anche politica di spingere sulla valorizzazione della musica si vada a connettere con questo ordine del giorno che va a chiedere, nella definizione di quelli che saranno i bandi, anche uno spazio specifico per l’attività dei cori e, nella fattispecie, di montagna, perché questo l’abbiamo fatto cercando di cogliere l’importante occasione dei piani dei finanziamenti sulla musica per sottolineare come anche nel territorio esistono esperienze a volte piccole ma particolarmente significative per un territorio che, in modo ostinato, cerca di non morire, di portare avanti anche le proprie tradizioni culturali.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Molinari.

La parola alla consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Per esprimere il favore rispetto a questo provvedimento e per ricordare che, quando abbiamo discusso in Aula la legge sulla musica, avevamo sollevato alcuni spunti, alcuni suggerimenti a cui teniamo ancora, anzi, di più se è possibile. Uno fu quello sulla musicoterapia: chiedevamo che la Giunta potesse fare i dovuti studi, i dovuti approfondimenti ed eventualmente campagne informative per poter far rientrare la musicoterapia tra quei mezzi che vengono messi a disposizione dei cittadini emiliano-romagnoli. Il secondo era la possibilità di fare campagna informativa e mettere a disposizione servizi e metodologie musicali per l’insegnamento anche agli adulti, perché ricordavamo che importantissima la campagna, importantissima la consapevolezza da diffondere perché la musica diventi un momento importante di insegnamento e di approccio per l’infanzia e per l’adolescenza, ma da non dimenticare che studi recentissimi e sempre più frequenti nella letteratura scientifica vedono la musica come molto importante nel mantenimento delle capacità cognitive e anche nell’innalzamento di capacità cognitive per tutte le età.

Quindi il nostro suggerimento resta quello di allora: aiutare i cittadini come istituzione Regione e, in particolare, come Assessorati alla cultura a vedere il momento dell’approccio alla musica giocato in prima persona non soltanto come uditori, non soltanto come ascoltatori, come fruitori del momento musicale, ma anche come esecutori, come conoscitori della musica come due facce della stessa medaglia, che in più hanno l’importante valore aggiunto di migliorare, mantenere la salute, mantenere alte anche le nostre capacità cognitive. Il terzo punto che – anticipo – sarà l’oggetto di una mia interpellanza all’assessore Bianchi riguarda l’importanza che la Regione deve mettere nel portare avanti metodologie per l’insegnamento della musica d’insieme, in particolare a persone con disabilità. Io so che la sensibilità c’è, sono convinta che ci sia su questo l’intenzione sia di parlarne sia di approfondire sia di portarla avanti fattivamente, quindi anticipo adesso che diventerà questo l’oggetto di un’interpellanza che protocollerò nei prossimi giorni, perché anche le persone con disabilità, in particolare nel campo della musica d’insieme, possono essere avvicinate con le giuste metodologie, con i giusti approfondimenti e con l’aiuto della Regione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Gibertoni.

Non avendo più interventi in discussione generale, do la parola all’assessore Mezzetti.

 

MEZZETTI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consiglieri. Vi ringrazio anche per le parole che avete usato e per l’apprezzamento nei confronti di questo piano triennale, conseguente alla recente approvazione della legge. Siamo già nel solco di una discussione che abbiamo abbondantemente affrontato nelle settimane e nei mesi scorsi.

Intervengo in risposta a due o tre questioni sollevate da voi. Come premessa, l’emendamento complessivo presentato da me è un drafting del testo originario, quindi non è di sostanza quello che sostituisce l’intero testo, perché l’Ufficio legislativo ha fatto il drafting di alcune terminologie e di dati, ma voi avete avuto il testo già emendato, quello su cui abbiamo discusso.

Importantissima la discussione, vorrei che ci fosse la consapevolezza tra tutti quanti noi che stiamo facendo un’operazione insieme come Assemblea, come Giunta, come Regione Emilia-Romagna, unica Regione in Italia che si è dotata di un testo legislativo che affronta in maniera strategica l’intera filiera produttiva della musica, che è una filiera produttiva numericamente anche più significativa e più importante di quella del cinema, che pure si è data una legge poco più di tre anni fa in Regione Emilia-Romagna. Stiamo parlando di un comparto che fattura 4,7 miliardi di euro all’anno in Italia, 25 miliardi di euro in Europa, non a caso l’Europa un mese prima dell’approvazione della nostra legge ha fatto un intervento di programma sulla musica, e parliamo di un settore che ha 170 mila addetti (quello musicale). Quindi il nostro intento è anche quello di far crescere, dalla formazione di base fino ad arrivare alla produzione e al sostegno alla produzione, l’impresa che opera nel settore, nel campo musicale, nei termini che anche voi avete già detto. Ed è evidente che la formazione è la parte fondamentale di questo aspetto, perché educa alla cultura musicale, forma i più giovani, ma non solo – diceva bene la consigliera Gibertoni – e, come già diciamo più volte nel piano triennale, interviene anche su quel terreno della disabilità che ci sta particolarmente a cuore e dove, attraverso anche l’uso della musica, dell’educazione musicale, ci sono percorsi anche terapeutici molto importanti in questa direzione.

In questo contesto, per quanto riguarda l’intervento su cori e bande che voi sollecitate con la giusta e legittima risoluzione in questo piano triennale nel finanziamento del prossimo anno, visto e considerato che finalmente dedichiamo un capitolo di bilancio specifico su questa materia, posso dire che era già nelle nostre intenzioni implementare e incrementare le risorse a disposizione. Nella direzione che anche il consigliere Facci diceva. Anche se aggiungo, consigliere, che i dati che lei riportava sono veri, ma deve aggiungere però che molto spesso implementiamo quelle risorse con un intervento che facciamo sulla legge n. 37. Ad esempio stavo vedendo poco fa, tra le voci del bando della n. 37, la domanda dell’Unione dei comuni del Frignano che ha una stagione di concerti di bande e di cori nell’Appennino che noi sosterremo. Quindi c’è una forma di implementazione a quello che è il finanziamento alle associazioni attraverso il sostegno, soprattutto durante le stagioni estive, delle rassegne che fanno nei nostri Comuni dell’Appennino. Quindi volevo confermare che c’è già un’attenzione specifica, che bene fate a sollecitare con la risoluzione, nei nostri programmi e che avremo modo di confermare – noi speriamo, se rimangono così i nostri bilanci – già dal prossimo anno anche negli stanziamenti di bilancio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore Mezzetti.

Passiamo quindi alla discussione generale sugli emendamenti.

Nessun intervento, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulla risoluzione e sul provvedimento.

La parola al consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie. Esclusivamente per ringraziare il consigliere Molinari, come primo firmatario della risoluzione, alla quale, con il suo benestare, ho aggiunto la mia sottoscrizione. Ritengo che questa risoluzione di impegno, anche a seguito delle parole che ha espresso l’assessore, indubbiamente va nella direzione di dare un giusto rilievo e un giusto supporto a tutta l’attività così importante quale è l’attività coristica nelle zone appenniniche.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Facci.

La parola al consigliere Rancan.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Per rimarcare il voto positivo al programma triennale, perché pensiamo realmente che serva una spinta sempre maggiore per aiutare il mondo musicale in Emilia-Romagna e molto brevemente – anche perché prima non l’avevo accennato – anche per quanto riguarda la risoluzione del collega Molinari sicuramente il voto sarà favorevole e annuncio anche la volontà di apporre anche la mia firma al documento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan.

La parola al consigliere Bertani.

 

BERTANI: Grazie, presidente. Devo spiegare il nostro emendamento. Interveniamo sulla parola “coreutica” che probabilmente un correttore automatico ha inserito e, come aveva già evidenziato il collega nei suoi emendamenti, ci sembrava più corretto “coristica”. Siccome noi per molto meno (per un congiuntivo) siamo stati sui giornali per decine di giorni... Noi invece la chiudiamo qui, lo facciamo solo notare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bertani.

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Grazie, presidente. Volevo dire che accoglieremo l’emendamento di Bertani. Non è un errore il discorso del coreutico, era più ampio: noi ci concentriamo sul termine “coristica” e quindi ci sta.

Ripeto, non era un errore di congiuntivo piuttosto che condizionale.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE SALIERA

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

Sono concluse le dichiarazioni di voto.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 1, a firma dell’assessore Mezzetti.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 1 è approvato.

Metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6624.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 6624 è approvata.

Metto in votazione, per alzata di mano, l’emendamento 3, a firma della consigliera Piccinini, alla risoluzione oggetto 6523, alla quale il consigliere Molinari ha dato l’assenso.

 

(È approvato all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): L’emendamento 3 è approvato.

Prima di mettere in votazione la risoluzione oggetto 6523, vi comunico che si sono aggiunte le firme dei colleghi Taruffi, Torri, Facci e Rancan.

Metto in votazione, per alzata di mano, la risoluzione oggetto 6523, a firma dei consiglieri Molinari e altri.

 

(È approvata all’unanimità dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La risoluzione oggetto 6523 è approvata.

 

Sull’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Saliera): Mi è stato detto che vi siete accordati sul fatto di procedere con gli atti amministrativi e rinviare, sostanzialmente, il Pdl sulla polizia amministrativa locale e l’ogg. 6566, relazione sulla clausola valutativa (legge regionale n. 15/2007).

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Non è un’obiezione, è solo un’osservazione che mi preme fare, anche nel rispetto del lavoro duro che è stato fatto dagli uffici in questi giorni. Noi andiamo a spostare un Pdl, al quale dovranno seguire circa venti delibere attuative, lo facciamo ovviamente con la disponibilità dei tecnici che si adeguano ad un Pdl che ha una certa rilevanza e sul quale devo dire anche tutte le forze politiche insieme hanno lavorato dando contributi.

Nella gestione dell’Aula volevo con affetto ricordare che, se invece di venti minuti parliamo diciotto, nell’economia anche di un obiettivo finale non cambia il mondo, perché fuori non se ne accorgono. Quindi anche in futuro ricordatelo anche a me, quando mi ascolto e mi incarto. Non cambia il mondo. Cerchiamo di guardare anche agli obiettivi più importanti.

Adesso, insieme agli uffici, cercheremo di capire la rimodulazione di questo spostamento di venti giorni per quanto riguarda tutto ciò che dovrà seguire, però in futuro io chiedo solo di tenere in considerazione le priorità e anche le tempistiche, perché ogni tanto è bello uscire con qualcosa di concreto, oltre che le nostre parole e voci.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

Visto che comunque c’è stata un’obiezione e un invito a tutta l’Assemblea, direi che è il caso di mettere in votazione il rinvio alla prossima Assemblea oppure, se qualcuno ha da dire qualcos’altro, cioè se pensate che sia un atto urgente, vorrà dire che convocherò una Capigruppo e si farà un’Assemblea prima del 24. Sta alla Conferenza dei capigruppo deciderlo. Quindi uno a favore e uno contro al rinvio al 24.

La parola al consigliere Molinari.

 

MOLINARI: Grazie, presidente. Parteciperò al voto. Rispetto la scelta della Presidenza. La premessa del mio intervento era che io voterò a favore o comunque sosterrò lo spostamento. Volevo solo far presente, come ho cercato di far presente da stamattina, un pensiero personale inutile, ma quantomeno era un appello corale a noi stessi.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Molinari.

Non ho altre prenotazioni, quindi metto in votazione, per alzata di mano, la richiesta di rinvio alla prossima seduta degli oggetti 6468 e 6566.

 

(È accolta a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La richiesta di rinvio alla prossima seduta degli oggetti 6468 e 6566 è accolta.

 

OGGETTO 6648

Delibera: «Variante cartografica al PTCP/PTPR presentata dalla variante specifica al piano strutturale del Comune di Viano adottata con Delibera di Consiglio comunale n. 17 del 9/03/2018: intesa sulle modifiche cartografiche al piano territoriale paesistico regionale”.» (Proposta della Giunta regionale in data 11 giugno 2018, n. 853) (169)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Procediamo con l’atto amministrativo oggetto 6648, «Proposta recante: “Variante cartografica al PTCP/PTPR presentata dalla variante specifica al piano strutturale del Comune di Viano adottata con delibera di Consiglio comunale n. 17 del 09/03/2018: proposta all’Assemblea legislativa dell’intesa sulle modifiche cartografiche al Piano territoriale paesistico regionale”».

La Commissione “Territorio, Ambiente, Mobilità” ha espresso parere favorevole nella seduta del 21 giugno 2018 con la seguente votazione: 28 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto.

Apro la discussione generale.

La parola alla consigliera Mori.

 

MORI: Grazie, presidente. Con delibera di Giunta del Comune di Viano del 15 dicembre 2017, comunicata in Regione il 19 dicembre 2017, è stata avanzata richiesta di variante cartografica per la quale è stato espresso parere favorevole alla riperimetrazione e riclassificazione di un corpo di frana da attivo (ovvero in movimento) a quiescente ovvero inattivo in località Isola di Faggiano, nonché conseguente diversa perimetrazione dei depositi alluvionali terrazzati in evoluzione interessanti l’area esclusa dal corpo di frana.

La variante adottata dal Comune di Viano con deliberazione del Consiglio comunale in data 9 marzo 2018 del piano strutturale costituisce variante cartografica sia del Piano territoriale di coordinamento provinciale che del Piano territoriale paesaggistico regionale, per questo adottiamo la presente delibera in cui si prende atto che gli elaborati sono stati depositati con parere favorevole sessanta giorni senza osservazioni anche da parte della Provincia di Reggio Emilia, oltre che del parere favorevole della Commissione competente. Questo aggiornamento dello stato di fatto dell’area consentirà la ristrutturazione dello stabilimento esistente di una Ceramica dismessa (Islatiles) da parte della Elettric80 spa, attualmente proprietaria, con sede in Viano capoluogo. Nel nuovo stabilimento costruito con minor impatto ambientale e, a seguito di bonifica dell’intera area secondo le indicazioni degli studi geologico e idrologico allegati alla variante, vi sarà produzione di componentistica di impianti di meccatronica, settore in cui si integrano meccanica, elettronica, informatica integrata e che vede Reggio Emilia al vertice dei distretti più importanti d’Italia con oltre trecento imprese coinvolte e più di 10.288 addetti, oltre all’attivazione di un corso universitario specifico di ingegneria meccatronica. L’intervento quindi complessivo che prevede la movimentazione di dieci/quindici mezzi a settimana e una copertura interamente a pannelli fotovoltaici per l’autosostenibilità energetica dell’edificio con uno spazio di circa 1.500 metri quadri d’ufficio consentirà l’assunzione di ulteriori cinquanta/settanta unità di personale che per la zona ovviamente diventa di interesse, quindi non solo di bonifica paesaggistica, ma anche occupazionale.

Con tale autorizzazione si permette, inoltre, di aggiornare la carta inventario della Regione Emilia-Romagna del 2014 e quindi, per i dettagli esposti, ovviamente con tutti gli allegati cartografici che abbiamo allegato all’ordine del giorno, si richiede l’espressione di un parere favorevole rispetto all’oggetto illustrato per consentire al Comune di procedere con le autorizzazioni conseguenti.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliera Mori.

La parola al consigliere Delmonte.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Faccio già la dichiarazione di voto. Solo per dichiarare il nostro voto favorevole, così come abbiamo fatto all’interno della Commissione.

Ci troviamo a parlare di una realtà industriale in un ambito un po’ particolare, perché è portato in discussione attraverso una variante cartografica, però ci dà l’opportunità ogni tanto di parlare anche di aziende che funzionano, che vanno bene, che hanno uno sviluppo territoriale importante, che danno tanto lavoro e soprattutto creano un know how e una competenza incredibile, perché non è solo un lavoro, ma è un lavoro altamente qualificato con grandissima ricerca e sviluppo in un territorio piccolo che dà lavoro a parecchie parti della provincia e a tantissimi ragazzi appena usciti dalle scuole. Quindi è una realtà assolutamente che condividiamo. Visto che è stata portata alla ribalta del Consiglio regionale in maniera un po’ anomala, ci tenevo a ribadirlo e a dare il nostro parere favorevole ovviamente alla variante cartografica.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Delmonte.

Non ho altri iscritti, chiudo la discussione generale.

Dichiarazioni di voto. Nessuno iscritto in dichiarazione di voto.

Prima della votazione, procedo alla sostituzione della scrutatrice consigliera Piccinini con il consigliere Delmonte.

Metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6648.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 6648 è approvata.

 

OGGETTO 6647

Delibera: «Piano di attività per il biennio 2018-2019 di cui all’articolo 11 della Legge regionale 27 marzo 2017, n. 4, concernente norme per la tutela dei consumatori e degli utenti.» (Proposta della Giunta regionale in data 11 giugno 2018, n. 849) (170)

(Discussione, dichiarazioni di voto e approvazione)

 

PRESIDENTE (Saliera): Ora prendiamo in esame l’oggetto 6647, proposta recante: «Piano di attività per il biennio 2018-2019 di cui all’articolo 11 della legge regionale 27 marzo 2017, n. 4 e successive modifiche e integrazioni, concernente norme per la tutela dei consumatori e degli utenti”».

La Commissione “Politiche economiche” ha espresso parere favorevole nella seduta del 27 giugno 2018 con la votazione: 27 voti a favore, nessun contrario e 10 astenuti.

È aperta la discussione generale sul provvedimento.

La parola al consigliere Bagnari.

 

BAGNARI: Grazie, presidente. Come ha citato e ha ricordato lei, facciamo riferimento alla legge dell’anno scorso (n. 4/2017) relativa alle norme per la tutela dei consumatori e degli utenti; una legge che abbiamo discusso, approvato e visto in maniera approfondita a suo tempo e che ha portato – ritengo – un’innovazione in termini di miglioramento anche del riconoscimento del ruolo delle associazioni dei consumatori, degli utenti, ma soprattutto ha dato una centralità ancora maggiore all’importanza della tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori. Uno degli elementi importanti che si è cercato di introdurre è anche quello di favorire tutte le possibili azioni coordinate fra i soggetti coinvolti, in particolare le associazioni fra di loro, ma anche con gli enti pubblici in modo da garantire la migliore tutela possibile dei diritti dei consumatori.

Com’è stato ricordato, all’articolo 11, comma 1 si prevede che l’Assemblea legislativa, su proposta della Giunta regionale, una volta sentito il Comitato regionale dei consumatori e degli utenti, approvi il piano di attività biennale che è aggiornabile annualmente, dove sono definite le risorse che vengono destinate alla promozione e tutela dei diritti dei consumatori, vengono definiti i criteri per la scelta dei progetti e dei programmi di attività da incentivare, le priorità di intervento.

Gli interventi che rientrano nel piano delle attività da realizzare nel biennio di riferimento, individuati con apposita delibera della Giunta, possono consistere in attività e iniziative dirette da parte della Regione e progetti, programmi ed attività proposte dalle associazioni dei consumatori e degli utenti che sono iscritte al registro regionale previsto all’interno della legge negli ambiti di intervento individuati nel piano di attività. Per il biennio 2018/19 nel bilancio di previsione della Regione sono stati previsti complessivamente 150 mila euro per quest’anno e 200 mila euro per il 2019, che sono finalizzati alla concessione dei contributi alle associazioni dei consumatori e degli utenti per realizzare programmi e attività. Da rilevare come, oltre a quella che è stata la previsione all’interno del bilancio di previsione, c’è un impegno che si sta concretizzando per quanto riguarda l’assestamento a cercare di parificare le due somme anche per l’anno in corso, quindi aumentandolo, con una differenziazione per i due anni che vedremo fra poco, quindi un impegno della Regione a cercare di non far diminuire le risorse su questo capitolo che viene ritenuto importante.

Per quanto riguarda gli ambiti di intervento, questi derivano dagli obiettivi individuati in diverse sedi, a partire dal documento di economia e di finanza regionale, ma anche dalla discussione all’interno del Comitato regionale dei consumatori e degli utenti, proprio per cercare di individuare gli obiettivi considerati importanti per dare concretezza alle azioni e soprattutto a quelli che sono i principi della legge regionale.

Gli interventi proposti dalle associazioni dei consumatori e degli utenti dovranno consistere, per quanto riguarda i programmi di attività, nella promozione di tutti quelli che sono gli strumenti, innanzitutto la conoscenza e la promozione degli strumenti di composizione extragiudiziale delle controversie fra utenti e, per esempio, erogatori di servizi, cercando di favorire la risoluzione extragiudiziale delle controversie e, nello stesso tempo, anche in una serie di progetti, di iniziative di informazione e di educazione dei consumatori che rientrano in quelle che sono le finalità della legge che abbiamo approvato e che rappresentano anche una serie di punti che emersero durante la discussione e l’approvazione della legge ritenuti importanti, come per esempio la promozione e l’educazione al consumo consapevole e sostenibile prima di tutto nei confronti particolarmente delle fasce deboli, con il coinvolgimento anche delle istituzioni scolastiche per cercare di favorire una sensibilizzazione delle nuove generazioni, ma anche l’informazione e la sensibilizzazione all’utilizzo responsabile del denaro e a quelle che sono le procedure di composizione legate alle crisi da sovraindebitamento, oltre ai temi dell’informazione sui diritti degli utenti all’accesso a fruire dei servizi pubblici. Lo ricordo perché, al di là dell’elencare quelli che sono i punti contenuti in questi obiettivi, è importante ricordare che sono elementi emersi durante la discussione della legge, che quindi sono stati recepiti anche successivamente per cercare di dare corpo alla legge.

Per fare in modo di non appesantire, ma soprattutto per rendere le azioni razionali, visti i tempi avanzati in cui andiamo ad approvare il programma, si è deciso di spacchettare le due tipologie di azioni finanziando, per quanto riguarda il 2018, quindi un finanziamento ad anni alterni per questo biennio, prima di tutto i programmi di attività e poi quelli relativi ai progetti di cui ho parlato prima. Quindi questa è la sequenza che viene proposta in questo piano, che abbiamo anche visto all’interno della Commissione Politiche economiche.

Per quanto riguarda i criteri per la scelta dei progetti e dei programmi di attività, su cui si sta anche ragionando insieme al Comitato stesso dei consumatori e degli utenti, ed è bene che ci sia un coinvolgimento pieno di questi, i programmi di attività vengono finanziati prevedendo un contributo alle associazioni richiedenti che hanno i requisiti per l’ammissibilità e si cercherà di dare piena soddisfazione a quelle che sono le proposte per quanto riguarda l’attività delle associazioni che si impegnano negli obiettivi che abbiamo riportato prima di promozione delle attività di risoluzione extragiudiziale delle controversie. Per quanto riguarda i progetti di informazione ed educazione dei consumatori che ho ricordato anche prima, fra i criteri si darà una priorità a quella che è una completezza progettuale anche per quanto riguarda la definizione operativa ben precisa degli interventi proposti, ovviamente una rispondenza di quelle che sono le caratteristiche dei progetti proposti con gli ambiti principali individuati, qualità e significatività dei progetti per quanto riguarda proprio l’aspetto sull’impatto e l’efficacia a favore dei consumatori, tenendo conto di quelli che sono anche elementi di originalità e innovatività per fare in modo che questi progetti siano efficaci a favore dei consumatori, tenendo presente anche la diffusione degli sportelli attivi, la rappresentatività sociale delle associazioni e anche dando, come si era visto all’interno della discussione a suo tempo, anche un rilievo e una premialità all’aggregazione fra le associazioni dei consumatori nel presentare progetti congiunti. Credo che sia un elemento importante, perché dà anche una motivazione in più, se vogliamo, ed è anche un segnale per favorire una sinergia fra le associazioni che si stanno impegnando per lavorare tutte quante nella stessa direzione e per gli stessi obiettivi di questa legge. Viene premiata anche una possibilità di intervento diretto da parte delle associazioni stesse in termini di cofinanziamento di quelli che sono i progetti che vengono presentati.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Bagnari.

Non ho altri prenotati in discussione generale. Chiudo la discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

La parola al consigliere Torri.

 

TORRI: Grazie, presidente. Anche se non cambierà il mondo, ci tenevo a comunicare il voto favorevole del gruppo di Sinistra Italiana e della sinistra in generale a questo provvedimento. Ci tenevo perché riteniamo, e abbiamo ritenuto nella fase di discussione della legge, che fosse un provvedimento importante da prendere a tutela dei consumatori nella nostra regione e come un passaggio in direzione di un consumo consapevole e quindi di una maggiore diffusione di informazioni tra i cittadini della nostra regione e un sostegno alle associazioni che cercano di tutelare questi cittadini. Motivo per cui pensiamo sia importante approvare oggi questo programma, in maniera da mettere un altro tassello nell’attuazione di questo provvedimento. Pensiamo sia un tassello che va di nuovo nella direzione giusta, proprio per i motivi che ricordava il collega in precedenza: per dare la giusta attenzione sia alle informazioni da condividere con i cittadini, sia per sostenere le attività delle associazioni che questi cittadini riuniscono e quindi tutelano. In questo senso quindi ci esprimeremo favorevolmente al provvedimento e, sempre per le stesse motivazioni, ci terrei a richiamare, proprio perché non pensiamo vada in questa direzione e avevamo presentato anche un’interrogazione sul tema, l’ultima direttiva AGCOM per quanto riguarda le controversie telefoniche e il nuovo portale che limita l’accesso delle associazioni, quindi da un lato limita anche le tutele che possono ottenere i cittadini. Non è una questione strettamente regionale, in quanto è una direttiva arrivata dal livello nazionale, ma è importante mantenere l’attenzione e speriamo ci si attivi perché vengano modificate le modalità di accesso così da fornire ancora una maggiore tutela per i cittadini e favorendo l’attività di associazioni che questi cittadini tutelano. Anche perché tante volte si parla di livelli non semplici con cui confrontarsi da parte dei singoli cittadini, in questo modo, associandosi, è più semplice tutelare i propri diritti.

Ci tenevo a sottolineare questo, proprio perché la legge regionale andava in una direzione differente di ampliamento delle informazioni e tutele e consapevolezza dei consumatori e quindi, proprio per questo, voteremo a favore del provvedimento in oggetto.

 

PRESIDENTE (Saliera): Grazie, consigliere Torri.

Non ho altri iscritti per dichiarazione di voto, metto in votazione, per alzata di mano, la delibera oggetto 6647.

 

(È approvata a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Saliera): La delibera oggetto 6647 è approvata.

Abbiamo terminato i lavori dell’Assemblea, ci vediamo il 24.

Buona serata a tutti.

 

(Le comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno sono riportate in allegato)

 

La seduta è tolta.

 

La seduta ha termine alle ore 17,27

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Mirco BAGNARI, Stefano BARGI, Fabrizio BENATI, Andrea BERTANI, Gianni BESSI, Giuseppe BOSCHINI, Stefano CALIANDRO, Paolo CALVANO, Enrico CAMPEDELLI, Gabriele DELMONTE, Alan FABBRI, Michele FACCI, Andrea GALLI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Andrea LIVERANI, Barbara LORI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Gian Luigi MOLINARI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Giuseppe PARUOLO, Marco PETTAZZONI, Silvia PICCININI, Massimiliano POMPIGNOLI, Silvia PRODI, Giorgio PRUCCOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Simonetta SALIERA, Gian Luca SASSI, Luciana SERRI, Ottavia SONCINI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Yuri TORRI, Marcella ZAPPATERRA, Paolo ZOFFOLI.

 

Hanno partecipato alla seduta gli assessori:

Patrizio BIANCHI, Palma COSTI, Raffaele DONINI, Paola GAZZOLO, Massimo MEZZETTI, Emma PETITTI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2 del Regolamento interno, il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta la vicepresidente della Giunta Elisabetta GUALMINI, gli assessori Simona CASELLI, Sergio VENTURI e i consiglieri Alessandro CARDINALI, Roberto POLI, Valentina RAVAIOLI, Raffaella SENSOLI, Giancarlo TAGLIAFERRI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 6624 “Delibera: «Programma triennale per lo sviluppo del settore musicale (L.R. n. 2 del 2018, art. 10).» (Proposta della Giunta regionale del 1° giugno 2018, n. 828)” (168)

 

Emendamento 1, a firma dell’assessore Mezzetti:

«Allegato parte integrante 1

 

Programma triennale per lo sviluppo del settore musicale

(L.R. n. 2 del 2018, art. 10)

 

PREMESSA

 

A. QUADRO CONOSCITIVO

A 1. Il contesto normativo e di programmazione europea

A 1.1 Music Moves Europe

A 1.2 La legge 22 novembre 2017 (Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia).

A 1.3 L'educazione musicale e l'alta formazione

A 2. La musica in Emilia-Romagna: punti di forza e criticità

A 2.1 Scuole di musica

A 2.2 Bande e cori

A 2.3 Offerta formativa

A 2.4 Interventi regionali a favore delle imprese

A 2.5 Produzione, festival, rassegne e circuiti musicali dal vivo

 

B. OBIETTIVI, STRATEGIE ED AZIONI PRIORITARIE

B 1. Qualificazione dell'offerta educativa e formativa

B 1.1 Qualificazione dell’educazione musicale

B 1.2 Qualificazione dell’alfabetizzazione musicale

B 2. Sviluppo della produzione e della distribuzione

B 2.1 Promozione e sviluppo di nuove competenze

B 2.2 Sviluppo delle capacità e delle attività imprenditoriali

B 2.3 Produzione e fruizione della musica contemporanea originale dal vivo

 

B 3. Emilia-Romagna Music Commission

 

C. RISORSE FINANZIARIE

D. MODALITA’ DI ATTUAZIONE E PROCEDURE

E. VALIDITA' DEL PROGRAMMA

 

PREMESSA

 

Il presente Programma è adottato in attuazione dell’articolo 10 della legge regionale 16 marzo 2018, n. 2 (Norme in materia di sviluppo del settore musicale) e individua le priorità, le strategie di intervento e le azioni nel settore musicale.

 

A. QUADRO CONOSCITIVO

 

A 1. Il contesto normativo e di programmazione europea

 

A 1.1 Music Moves Europe

L'innovazione tecnologica sta modificando radicalmente il mondo della musica. La digitalizzazione e la distribuzione online hanno alterato i flussi dei ricavi, modificato i modelli di business e sviluppato modalità di consumo inimmaginabili fino a pochi anni fa. A livello mondiale poche grandi imprese multinazionali stanno acquisendo un controllo sempre più vasto e incisivo del mercato dei concerti e della musica riprodotta. Si tratta di aziende che operano in più segmenti della filiera che va dalla produzione alla distribuzione discografica, alla programmazione e organizzazione di concerti, in grado cioè di svolgere funzioni di agenzia, gestione di spazi per concerto, ticketing on-line, gestione di piattaforme streaming, ecc.

Poiché per la maggior parte degli artisti la quota di ricavi dalle vendite discografiche è in forte diminuzione, i ricavi dei concerti e delle esibizioni dal vivo rappresenteranno anche in prospettiva la fonte principale e più rilevante del reddito. Anche nel nostro paese, soprattutto in questo settore, il peso contrattuale crescente di pochi operatori, spesso controllati da multinazionali, sta restringendo lo spazio della concorrenza. rendendo sempre più difficile la sopravvivenza per i cosiddetti indipendenti. Parallelamente al processo di concentrazione della vendita online dei biglietti dei concerti nelle piattaforme di pochissimi operatori a livello internazionale, sta crescendo il fenomeno speculativo del secondary ticketing. Operatori e critici musicali si stanno chiedendo quanto questi fenomeni possano portare a un livellamento delle proposte artistiche e quindi del gusto del pubblico verso il basso.

Mentre la musica registra una diffusione e un consumo sempre più vasto, artisti e produttori affermano di non ricevere un'equa remunerazione specialmente a causa dello sfruttamento online del proprio lavoro. Sulle grandi piattaforme di streaming gli artisti americani e britannici godono di un vantaggio competitivo notevole rispetto alla musica prodotta in tutti gli altri paesi.

Per far fronte ai problemi sin qui illustrati, e per cogliere al meglio le sfide dei prossimi anni, il 14 febbraio scorso, un mese esatto prima che l'Assemblea legislativa approvasse la legge regionale per lo sviluppo del settore musicale, la Commissione europea ha lanciato Music Moves Europe, un'azione propedeutica alla definizione di nuove iniziative per il prossimo periodo di programmazione post 2020, con cui si intendono testare iniziative specifiche per il campo della musica nell'ambito del sottoprogramma Cultura del programma Europa Creativa.

Presentando la nuova iniziativa, la Commissione Europea ha sottolineato come la musica contribuisca in modo significativo all'economia europea: il settore musicale sviluppa ricavi per oltre 25 miliardi di euro l'anno impiegando di fatto più persone rispetto all'industria cinematografica. L'Unione Europea sostiene già progetti musicali grazie al sottoprogramma “Cultura” di Europa Creativa attraverso progetti di cooperazione tra organizzazioni di diversi paesi e reti che aiutano il settore culturale e creativo a operare in modo competitivo e transnazionale per promuovere artisti emergenti e incoraggiare la circuitazione europea degli artisti.

In seguito a un dialogo con le principali parti interessate della musica per identificare le principali sfide del settore, la Commissione ha elaborato Music Moves Europe (MME) quale azione preparatoria mirata a spianare la strada allo sviluppo di futuri strumenti di sostegno e a metterli alla prova attraverso azioni pilota in vista di un possibile finanziamento futuro della musica nell'ambito della prossima generazione di programmi dell'Unione europea post-2020, che potrebbero sostenere la diversità e il talento europei, la competitività del settore e un maggiore accesso dei cittadini alla musica in tutta la sua ricchezza e varietà.

L'azione preparatoria ha quattro obiettivi specifici:

1. sviluppare una migliore comprensione delle tendenze del mercato e proporre meccanismi sostenibili su come monitorarle, nonché identificare le esigenze di finanziamento del settore musicale;

2. identificare modelli di distribuzione innovativi e sostenibili che sostengano la diversità musicale europea (promuovendo la diffusione del repertorio locale oltre i grandi successi internazionali);

3. promuovere la mobilità transfrontaliera degli artisti attraverso l'attuazione di diversi programmi di formazione intersettoriale che superino le tradizionali separazioni tra i diversi settori produttivi o industriali e affrontino le lacune più rilevanti nella conoscenza del settore;

4. sviluppare un approccio strategico per la promozione della musica europea sul mercato internazionale L'azione preparatoria sarà attuata a partire dalla primavera del 2018 mediante inviti a presentare proposte e acquisizione di servizi.

Gli obiettivi europei rappresentano riferimenti importanti per la programmazione regionale e di essi si terrà conto nella definizione degli obiettivi e delle azioni prioritarie, al fine impiegare al meglio gli investimenti e gli stimoli che giungeranno dalle politiche europee. Per la definizione delle linee di intervento regionale in attuazione della nuova legge per lo sviluppo del settore musicale è di grande importanza anche quanto sta avvenendo sul piano nazionale.

 

A 1.2 La legge 22 novembre 2017, n. 175 (Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia).

Con 4,7 miliardi di euro di fatturato e quasi 170.000 occupati, anche in Italia la filiera della musica traina l’industria culturale e creativa (dati aggiornati al 2015 del Rapporto “Italia Creativa” realizzato da Ernst&Young).  Nel mercato della musica dal vivo, secondo l'International Ticketing Yearbook 2017, autorevole guida sul business del settore, l'Italia è al sesto posto al mondo con ricavi nel 2017 quantificati in circa 721 milioni di dollari (USD), con una previsione di crescita per il 2021 a circa 832 milioni. Precedono l'Italia gli Stati Uniti, la Germania, il Regno Unito, il Giappone e la Francia. Tra i diversi generi, primeggia la musica pop-rock: nel 2016 ha prodotto 347,9 milioni di euro in vendite di biglietti e altri ricavi, sebbene, rispetto all'anno precedente, il pubblico sia diminuito dell'1,35% e la spesa al botteghino dell'1,68%.

Ciò nonostante, nel nostro Paese l'ultimo intervento legislativo organico nel settore della musica risale alla legge 14 agosto 1967, n. 800 (Nuovo ordinamento degli enti lirici e delle attività musicali). Il quadro normativo potrebbe tuttavia essere rapidamente modificato e ammodernato entro il 2018 se sarà attuata la delega prevista dalla legge 22 novembre 2017 n. 175 (Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia), che demanda al Governo la riforma del settore nel suo complesso con l'emanazione di un testo unico denominato Codice dello spettacolo.

La legge n. 175 del 2017 definisce i principi fondamentali e i criteri direttivi che il Governo dovrà seguire per l'esercizio della delega e stabilisce che la Repubblica promuove e sostiene lo spettacolo, nella pluralità delle sue espressioni, quale fattore indispensabile per lo sviluppo della cultura ed elemento di coesione e di identità nazionale, strumento di diffusione della conoscenza della cultura e dell'arte italiane in Europa e nel mondo, nonché quale componente dell'imprenditoria culturale e creativa e dell'offerta turistica nazionale; ne riconosce il valore formativo ed educativo e di utilità sociale; riconosce, inoltre, il valore delle professioni artistiche e la loro specificità, assicurando la tutela dei lavoratori del settore; promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte sia in maniera professionale che amatoriale, in tutte le sue forme: attività teatrali, liriche, concertistiche, corali, musicali popolari contemporanee, di danza classica e contemporanea, circensi tradizionali e nelle forme contemporanee del circo di creazione, nonché attività di spettacolo viaggiante e attività a carattere interdisciplinare e multidisciplinare, carnevali storici, rievocazioni storiche.

L’intervento pubblico deve essere finalizzato a promuovere:

- la qualità dell'offerta, la pluralità delle espressioni artistiche, i progetti e i processi di lavoro a carattere innovativo;

- la qualificazione delle competenze artistiche e tecniche, nonché l'interazione tra lo spettacolo e l'intera filiera culturale, educativa e del turismo;

- le attività di spettacolo realizzate con il diretto coinvolgimento dei giovani, fin dall'infanzia; il teatro e altre forme di spettacolo per ragazzi;

- l'accesso alla fruizione delle arti della scena, fin dall'infanzia; il riequilibrio territoriale e la diffusione nel Paese dell'offerta e della domanda delle attività di spettacolo, anche con riferimento alle aree geograficamente disagiate;

- lo sviluppo di circuiti regionali di distribuzione, promozione e formazione tra i diversi soggetti e le strutture operanti nel settore dello spettacolo;

- la diffusione dello spettacolo italiano all'estero e i processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, prevedendo forme di partenariato culturale, e favorendo la circolazione delle opere, con specifico riguardo alle produzioni di giovani artisti;

- la trasmissione dei saperi, la formazione professionale e il ricambio generazionale;

-la conservazione del patrimonio musicale, teatrale, coreutico, nonché della tradizione della scena e dei suoi mestieri;

- l'iniziativa dei singoli soggetti, volta a reperire risorse ulteriori rispetto al contributo pubblico; le attività di spettacolo realizzate in luoghi di particolare interesse culturale.

Il Governo è delegato a intervenire sul settore ottimizzando l'organizzazione, favorendo l'intervento congiunto di soggetti pubblici e privati, sostenendo la capacità di operare in rete tra diversi soggetti e riconoscendo il ruolo dell'associazionismo nell'ambito della promozione delle attività di spettacolo.

Il Governo dovrà poi prevedere una disciplina che regolamenti il rapporto di lavoro nel settore dello spettacolo in modo sistematico e unitario, con le opportune differenziazioni correlate alle specifiche attività, tenendo conto anche del carattere intermittente delle prestazioni lavorative e dovrà promuovere la semplificazione degli iter autorizzativi e degli adempimenti relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, inclusa l'autorizzazione di pubblica sicurezza.

La legge n. 175 del 2017 mantiene tra le attribuzioni statali: a) la gestione del Fondo unico per lo spettacolo e la determinazione dei criteri per l'erogazione e delle modalità per la liquidazione e l'anticipazione dei contributi a valere su di esso; b) l'armonizzazione degli interventi statali con quelli degli enti pubblici territoriali, anche attraverso accordi di programma; c) la promozione della diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo, nonché delle opere di giovani artisti e compositori attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive, tra cui la RAI – Radiotelevisione italiana S.p.A; d) la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo, attraverso misure rivolte alle scuole e agli enti di alta formazione; e) la promozione dell'integrazione e dell'inclusione, attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo anche in contesti disagiati; f) l'individuazione di strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario, incluso l'Istituto per il credito sportivo.

Per ciò che riguarda il settore della musica, il Governo dovrà adottare misure in grado di assicurare:

a) l’estensione delle misure di sostegno alle attività musicali popolari contemporanee quali componenti fondamentali del patrimonio culturale, artistico, sociale ed economico del Paese, nonché quali elementi di coesione sociale e di aggregazione e strumenti centrali per lo sviluppo dell’offerta turistico-culturale;

b) la definizione delle figure che afferiscono all’organizzazione e alla produzione di musica popolare contemporanea e dei criteri e requisiti per l’esercizio della suddetta attività;

c) la valorizzazione delle musiche della tradizione popolare italiana, anche in chiave contemporanea, con progetti artistico-culturali di valenza regionale e locale;

d) l'introduzione di disposizioni volte a semplificare gli iter autorizzativi e gli adempimenti burocratici relativi allo svolgimento di attività di pubblico spettacolo, ivi inclusa, di concerto con le altre amministrazioni competenti, l’autorizzazione di pubblica sicurezza;

e) il sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all’estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio, favorendo la mobilità e la circolazione delle opere, lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di qualificato livello internazionale;

f) il sostegno all’internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea, anche attraverso iniziative di coproduzione artistica e collaborazioni intersettoriali.

La legge delega, inoltre, il Governo a provvedere alla revisione dei criteri di ripartizione del contributo statale alle fondazioni lirico-sinfoniche.

La procedura di adozione dei decreti legislativi prevede la previa acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza Unificata. In tale ambito, quindi, la Regione Emilia-Romagna potrà rappresentare le esigenze prioritarie emerse nel confronto svolto con gli operatori del settore nel percorso di redazione e approvazione della l.r. n. 2 del 2018, avendo a riferimento anche i diversi ordini del giorno approvati dall’Assemblea legislativa e collegati alla legge medesima.

La legge n. 175 del 2017, infine, incrementa di 9,5 milioni di euro annui per il 2018 e il 2019 e di 22,5 milioni di euro annui dal 2020 il Fondo unico per lo spettacolo, stabilendo che almeno il 3 per cento del Fondo stesso sia destinato a programmi di educazione nelle scuole di ogni ordine e grado. Stanzia poi 4,5 milioni di euro per finanziare il credito d'imposta a favore delle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali, nonché delle imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la produzione musicale delle opere di artisti emergenti. Infine, stanzia 1,1 milioni di euro per il 2018, 1,8 milioni di euro per il 2019, 2,3 milioni di euro per il 2020 e 1,9 milioni di euro annui a partire dal 2021, affinché il credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura spetti anche per le erogazioni liberali in denaro effettuate per il sostegno delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante interesse culturale, dei festival, delle imprese e dei centri di produzione teatrale e di danza, nonché dei circuiti di distribuzione.

Sul versante degli incentivi per la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali nel settore dell'industria culturale creativa è stato inoltre predisposto un programma di incentivi all’interno del Programma Operativo Nazionale (PON) Cultura per favorire la creazione di nuove imprese che promuovano l’innovazione, lo sviluppo tecnologico e la creatività in ambito culturale, manifatturiero e turistico. Anche grazie a questa positiva esperienza, con l’articolo 57 della L. 27 dicembre 2017, n. 205 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020) (d’ora in poi legge di bilancio 2018) è stato istituito il tax credit creatività per le imprese culturali e creative. Un atto fondamentale che riconosce e definisce per legge tali imprese, alle quali è destinato un credito d’imposta del 30 per cento dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione e promozione di prodotti e servizi culturali e creativi.

Per completare il quadro delle iniziative più significative per il settore della produzione e della distribuzione musicale, occorre ricordare che la Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)) ha previsto la distribuzione del 10% dei compensi per la copia privata, gestiti dalla Società Italiana degli autori ed editori (SIAE), in attività che favoriscano la creatività e la promozione culturale nazionale ed internazionale dei giovani.

Nella prima edizione del progetto “S’illumina. Copia privata per i giovani, per la cultura” la SIAE ha distribuito 6,3 milioni di euro, finanziando 216 progetti. Alla fine dello scorso mese di marzo sono state pubblicate le graduatorie della seconda edizione per cui sono stati investiti oltre 9 milioni di euro.

I bandi coprono cinque diverse tipologie di progetto: il primo è dedicato alla promozione di iniziative di spettacolo da effettuare nelle periferie urbane o in aree della città caratterizzate da problematiche economiche e sociali; il secondo mira al contributo in favore di produzioni artistiche di nuove opere inedite; il terzo è rivolto al sostegno per la realizzazione di percorsi formativi e residenze artistiche anche mediante l'attivazione di corsi di specializzazione e master; il quarto bando è dedicato a promuovere le esecuzioni live in Italia e all'estero e al supporto di festival e rassegne per i mercati internazionali mentre il quinto è dedicato alla traduzione e distribuzione di opere all'estero. I settori artistici riguardano Arti visive, performative e multimediali; Cinema; Danza; Libro e Lettura; Musica; Teatro.

Infine, il 14 novembre 2017 la SIAE ha lanciato ufficialmente l’Italia Music Export, il primo ufficio italiano per supportare la diffusione della musica italiana oltre i confini nazionali e sostenere le aziende che operano nel settore. L’ufficio sosterrà l’esportazione della musica italiana attraverso una piattaforma di networking bilingue (italiano e inglese), un supporto economico diretto per valorizzare i talenti italiani all’estero, eventi di formazione per gli operatori dell’industria musicale italiana e l’attenzione nei confronti di ogni occasione di visibilità. Uno degli obiettivi principali dell’Italia Music Export è la promozione della musica italiana all’estero. Per questo, l’ufficio fornisce supporto economico agli artisti che vogliono farsi conoscere fuori dai confini nazionali, ma funziona anche da punto di riferimento per tutti gli stranieri che vogliono saperne di più sulla musica italiana. L’Italia Music Export è presente in tutti i maggiori showcase festival del mondo per promuovere i concerti degli artisti italiani e coordinare le delegazioni dei nostri operatori.

L’Italia Music Export mette a disposizione di operatori e artisti italiani un fondo per contribuire alle spese connesse all’esportazione musicale. Ci sono opportunità di finanziamento per tour, attività di promozione, partecipazione a showcase festival e viaggi di lavoro. L’Italia Music Export offre ad artisti e operatori la possibilità di partecipare a workshop gratuiti nelle maggiori città italiane, durante i quali poter imparare l’abc del music export.

Agevolare la vendita della musica italiana all'estero è la missione del nuovo ufficio milanese. Ciò potrà avvenire grazie ad accordi, relazioni e soprattutto tramite la concessione di finanziamenti diretti agli autori, artisti e agli operatori del music business italiano. La SIAE ha espresso l'intenzione di “restituire alla musica italiana una rilevanza internazionale e diffondere un’idea di Made in Italy che parli la lingua della contemporaneità e che sia in grado di definire un’immagine nuova della creatività musicale del nostro Paese”. L'apertura dell'Italia Music Export è certamente un primo importante passo, benché le risorse di cui dispone almeno in questa fase iniziale siano molto limitate.

 

A 1.3 L'educazione musicale e l'alta formazione

La legge n. 175 del 2017 detta principi e criteri direttivi specifici per l’avvicinamento dei giovani alle attività dello spettacolo. Quest’ultimo è un obiettivo parallelo a quello previsto dall’articolo 27, comma 1, lett. i), della Legge 14 novembre 2016, n. 220 (Disciplina del cinema e dell’audiovisivo) che, in particolare, richiamando gli stessi contenuti della L. 107 del 2015, ha disposto che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact), di concerto con il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca (MIUR), sostiene, per un importo complessivo pari ad almeno il 3% della dotazione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo, il potenziamento delle competenze nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, nonché l'alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini.

Nel corso del 2017 sono state approvate leggi che hanno apportato innovazioni significative anche per ciò che concerne l'educazione musicale. È a questo livello, infatti, che il nostro paese registra ritardi e inefficienze evidenti. Il decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60 (Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività) mira a colmare un notevole divario con i sistemi educativi più evoluti ed efficienti; le risorse pubbliche destinate all’attuazione degli interventi previsti nel decreto appaiono tuttavia largamente insufficienti.

In attuazione della Legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), il D.lgs. n. 60 del 2017 ha l'obiettivo di potenziare le competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell'arte e nella storia dell'arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, nonché l’alfabetizzazione all'arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini, ed è volto, fra l’altro, alla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali, musicali, teatrali, coreutici e cinematografici e a sostenere la creatività.

In particolare, per quanto qui maggiormente interessa, tale decreto legislativo ha stabilito che le istituzioni scolastiche, nell'ambito della propria autonomia, prevedono, nel Piano triennale dell'offerta formativa, attività teoriche e pratiche, anche con modalità laboratoriale, di studio, approfondimento, produzione, fruizione e scambio, in ambito artistico, musicale, teatrale, coreutico (oltre che – per gli ambiti più attigui – cinematografico, architettonico, storico-artistico).

La progettualità delle istituzioni scolastiche si dovrà realizzare mediante percorsi curricolari, anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con specifiche iniziative extrascolastiche, e può essere programmata in rete con altre scuole e attuata con la collaborazione di istituti e luoghi della cultura, nonché di enti locali e di altri soggetti pubblici e privati, inclusi i soggetti del Terzo settore operanti in ambito artistico e musicale.

In particolare, con riferimento ai percorsi curricolari, essa si realizza nell'ambito delle componenti dello stesso curricolo denominate «temi della creatività», che riguardano, tra le altre, le aree musicale-coreutico (tramite la conoscenza storico-critica della musica, la pratica musicale, la danza e tramite la fruizione consapevole delle suddette arti) e teatrale-performativo (tramite la conoscenza storico-critica e la pratica dell'arte teatrale o cinematografica o di altre forme di spettacolo artistico-performativo e tramite la fruizione consapevole delle suddette arti).

A tali fini, si prevede (all’articolo 5 del D.lgs n. 60 del 2017), inoltre, l’adozione, con decreto del Presidente del consiglio dei ministri e con cadenza triennale, di un “Piano delle arti” per la cui attuazione è istituito, nello stato di previsione del MIUR, il “Fondo per la promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico, della pratica artistica e musicale e della creatività”, con una dotazione di  2 milioni di euro annui dal 2017, stabilendo anche che, nell’ambito dell’organico dell’autonomia, il 5% dei posti per il potenziamento è destinato alla promozione dei temi della creatività.

Nella legge di bilancio 2018, all’articolo 1 comma 652, sono state stanziate risorse per la progressiva statizzazione dei 18 Istituti Musicali Pareggiati e delle 5 Accademie storiche non statali di belle arti.

Per quanto riguarda il settore statale dell’Alta formazione artistica e coreutica (AFAM), si ricorda che l’ammontare complessivo del finanziamento statale da attribuire a Conservatori, Accademie di belle arti e Istituti Superiori per le Industrie Artistiche si è leggermente incrementato nel corso del 2017, rispetto al 2016, passando da 12,5 a 13,8 milioni di euro. Quest’ultimo importo è stato ulteriormente integrato di 1,5 milioni di euro con il decreto-legge 50 del 2017.

 

A 2. La musica in Emilia-Romagna: punti di forza e criticità

 

A 2.1 Scuole di musica

Per ciò che riguarda l’ambito dell’educazione e della formazione musicale di base, una recente ricerca dell’Associazione scuole di musica dell’Emilia-Romagna (Assonanza) ha rilevato la presenza di 470 scuole di musica, tra scuole direttamente costituite dalla pubblica amministrazione (scuole comunali); scuole riconosciute dalla pubblica amministrazione (Enti locali); scuole che hanno sottoscritto convenzioni/patrocini con gli Enti locali; scuole che non hanno alcuna relazione con gli Enti locali/pubblica amministrazione in genere, ma che risultano legalmente costituite.

Le 470 scuole sono frequentate da oltre 40.000 allievi, dei quali circa 2.500 stranieri e 650 diversamente abili. Scuole o loro sedi decentrate sono presenti in 270 comuni della regione. Ci sono poi i Conservatori e gli Istituti Musicali Pareggiati (11 complessivamente), i Licei Musicali (4 in Emilia Romagna, di cui 1 liceo coreutico) e, infine, le scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale (61 in Emilia Romagna, di cui 2 paritarie). A ciò si aggiungono gli enti e gli organismi che svolgono attività formative accreditate dalla Regione.

Questo articolato sistema garantisce un’importante diffusione della pratica musicale tra i bambini, i ragazzi, i giovani, così come nella formazione permanente degli adulti.

A partire dal 2009 la Giunta regionale, al fine di valorizzare e stimolare il processo di qualificazione del sistema delle scuole di musica, ha istituito il riconoscimento regionale delle scuole e/o organismi specializzati nella organizzazione e gestione di attività formative di didattica e pratica musicale aventi almeno una sede operativa nel territorio. A tal fine ha definito i criteri e i requisiti essenziali di qualità cui i soggetti (scuole civiche comunali, anche tra loro associate, associazioni culturali senza fine di lucro, o ONLUS, fondazioni o scuole private) devono corrispondere per ottenere il riconoscimento regionale.

Le scuole di musica riconosciute per l’anno scolastico 2018/2019 sono complessivamente 145 con la distribuzione territoriale che segue:

 

Città Metropolitana di Bologna

39

Provincia di Ferrara

9

Provincia di Forlì Cesena

17

Provincia di Modena

20

Provincia di Parma

15

Provincia di Piacenza

10

Provincia di Ravenna

9

Provincia di Reggio Emilia

14

Provincia di Rimini

12

 

Nella logica di rafforzare l’offerta di educazione musicale, la legge regionale 21 ottobre 2015, n. 17 (Disposizioni collegate alla legge di assestamento ed al provvedimento generale di variazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017) ha aggiunto l’articolo 25 bis “Interventi per la promozione dell'educazione musicale in Emilia-Romagna” alla legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 “Norme per l'uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l'arco della vita, attraverso il rafforzamento dell'istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro” prevedendo, al comma 1, che “Al fine di favorire lo sviluppo dell'educazione musicale e arricchire nel territorio regionale l'offerta di educazione e pratica musicale, la Regione finanzia progetti volti a favorire la formazione musicale di base con le seguenti caratteristiche:

a) musica d'insieme;

b) collaborazione con le Istituzioni scolastiche;

c) carattere di inclusività.”

Tale articolo, abrogato dalla l.r. n. 2 del 2018 che attualmente disciplina la materia nel suo articolo 3, ha introdotto la possibilità di concedere finanziamenti a scuole di musica riconosciute, pubbliche e private, attraverso procedure di evidenza pubblica, con l’obiettivo di valorizzare le attività di educazione e pratica musicale d’insieme realizzate dalle scuole di musica riconosciute, per sostenere la motivazione degli studenti, promuovere la socializzazione e favorire l’integrazione dei ragazzi con disabilità o in condizione di svantaggio.

Nel 2016 la Regione, in attuazione di questa norma, ha reso disponibili 850.000,00 di euro di risorse regionali per finanziare attività formative di didattica e pratica musicale realizzate dalle scuole riconosciute dalla Regione Emilia-Romagna nell’anno scolastico 2015/2016.

I progetti approvati in base a tale norma sono ventuno e sono stati realizzati su tutto il territorio regionale, valorizzando la collaborazione con le autonomie scolastiche e gli enti locali e ampliando le opportunità di educazione e pratica musicale extracurricolari ma in continuità con l’offerta scolastica. Le attività hanno coinvolto circa 4.100 studenti dei quali più di 2.500 della scuola primaria e i restanti della scuola secondaria di I e II grado e dell’Istruzione e Formazione professionale (Ie FP).

 

Di seguito si elencano i ventuno progetti approvati per l’anno 2016, attuati in collaborazione con le autonomie scolastiche e gli EE.LL.:

 

Associazione culturale Arti e Suoni

MUSICA PER TUTTI

Istituto musicale Angelo Masini

LA CITTA' MUSICALE

Associazione Lo Schiaccianoci

INTERMUSICA A SCUOLA! Percorsi musicali di inclusione sociale

Fondazione Rocca dei Bentivoglio gestore della scuola di musica Giuseppe Fiorini

LA STRADA DELLA MUSICA CLASSICA (e non solo...) Suonare insieme per conoscere e promuovere la cultura musicale tra Bologna e Modena

Associazione Musicaper

MUSICASCUOLA INSIEME

Società corale Euridice

PAIDEIA MUSICALE – La pratica della musica corale e orchestrale nelle scuole primarie e secondarie, per il rinnovamento culturale del territorio e della sua prestigiosa tradizione musicale. Progetto pilota.

Associazione musicale “C. Roveroni”

NOTE UNITE: la musica di insieme, l'attività corale come occasione di aggregazione e integrazione fra studenti del territorio dell'Alto Appennino romagnolo Comuni di Bagno di R., Santa Sofia, Galeata e

Forlimpopoli

Associazione musicale Il flauto magico

SYMPHONIA – cantando e suonando insieme

Associazione Consonanze

La formazione musicale: un linguaggio di tutti e per tutti

Fondazione La Nuova Musica – Ricordi Music

School

UNDER13ORCHESTRA: orchestra dei bambini – Città di Bologna

Associazione musicale Arianna Alberighi scuola di musica – Filarmonica Tresigallo

Musica insieme

Università popolare “Gregory Bateson” -

Dipartimento di Musica, Canto e Strumenti

OLOGRAMMA: musica per l'inclusione

Associazione culturale Musicamica

GIOCA IN CORO – CORO DELLE VOCI BIANCHE

Associazione La Musica interna

UN GENIO TRA LE DITA

Associazione FRA LE QUINTE

La Musica che Fa(rete)!

Fondazione Scuola di musica Carlo e Guglielmo

Andreoli

Far musica insieme: inclusività della pratica musicale

Un'orchestra “In ...Comune”

Banda musicale di Felina – Scuola di musica Bione

Franchini

Istituzione “Banda musicale giovanile dell'Appennino

Reggiano”

Associazione musicale A.Vivaldi

Accordan do si

Comune di Cesena

CESENA IN MUSICA

Comune di Imola (settore cultura) ente gestore della Nuova Scuola comunale di musica Vassura-

Baroncini

SESTO RIGO: SUONIAMO ANCHE NOI

Scuola di musica CEM LIRA-MUSA S.r.l.

Orchestra PISTAPOCI

 

La Regione per favorire ulteriormente il consolidamento, lo sviluppo qualitativo e l'ampliamento sul territorio delle prime esperienze realizzate ha reso disponibili euro 1.548.719,90 di risorse regionali per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Obiettivo del bando è stato quello di promuovere l'esperienza musicale collettiva per sostenere la motivazione degli allievi, aumentare la socializzazione, favorire l'integrazione di ragazzi con disabilità o in condizione di svantaggio personale e sociale, sperimentare percorsi multidisciplinari. Inoltre, si è inteso arricchire l'offerta di proposte formative rivolte ai giovani, per offrire occasioni di rivitalizzazione del contesto sociale e culturale di riferimento.

I progetti di educazione e pratica musicale d’insieme per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019 approvati ed ancora in corso di realizzazione da parte delle scuole pubbliche e private riconosciute dalla Regione, realizzati in partenariato con istituzioni scolastiche, Enti locali ed altri soggetti del territorio, sono ventuno e sono destinati a circa ottomila studenti delle scuole primarie, secondarie di I e II grado e dei percorsi di Istruzione e formazione professionale. Un’offerta che comprende corsi di canto corale, musica strumentale d’insieme e laboratori di propedeutica musicale realizzati in partenariato tra più scuole di musica riconosciute adottando approcci orientati alle pari opportunità e al contrasto alle discriminazioni, con l’obiettivo di favorire la relazione e l’integrazione di alunni con disabilità o in condizione di svantaggio.

 

Di seguito si elencano i ventuno progetti realizzati dalle scuole pubbliche e private riconosciute:

 

Istituto musicale Angelo Masini

La città musicale

Società MUSA SRL

Orchestra Pistapoci

Associazione Diapason Progetti Musicali

Il suono e il canto della pianura

A.S.P. del Distretto Cesena Valle Savio

Cesena in musica 2017-2019

Fondazione Rocca dei Bentivoglio

La strada della musica

G.A.S. Global Art Service Soc.Coop. arl

ONLUS

Musica per tutti volume 2.0

Associazione Musicaper

Musicascuola Nuova Paideia

Fondazione La Nuova Musica

Under 13 Orchestra-Città di Bologna

Associazione Il Flauto magico

Musicantus - cantando e suonando

Comune di Imola - Settore cultura

Suonando e cantando insieme si cresce

Associazione musicale Cesare Roveroni

Banda Larga

Soc. Coop soc. ONLUS Koinè

Accordandosi

Nonaginta S.r.l.

Progetto di educazione musicale

Scuola Arti e Mestieri Angelo Pescarini soc.

cons. a r.l.

MozArt - Didattica Musicale Creativa

Associazione culturale Distretto della musica

Valmarecchia

MusicDesk Extra

Istituto superiore di studi musicali di RE e

Castelnovo ne' Monti  "Peri-Merulo"

Sincronie:musica nel tempo/musica fuori dal tempo

Fondazione Scuola di Musica Carlo e

Guglielmo Andreoli

Far musica insieme: inclusività della pratica musicale -

Un'orchestra "In ..Comune"

Associazione musicale musica Ficta

L'ascolto, il canto, la musica insieme

Associazione Lo schiaccianoci

Intermusica a scuola

Associazione La Musica Interna

Un genio tra le dita

UPGB Università popolare Gregory

Bateson

Ologramma: musica per l'inclusione

 

Inoltre, nell'ambito della programmazione regionale dello spettacolo, nel triennio 2016-2018 è stato finanziato un progetto proposto da scuole di musica in forma associata. Il progetto, denominato “Una musica alla portata di tutti” è rivolto all’integrazione degli alunni disabili nelle scuole di musica, prevede la formazione di docenti rispetto alle nuove metodologie didattiche per alunni disabili, l'attivazione di corsi di musica dedicati, l'organizzazione di scambi culturali con scuole di musica europee, il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche, dell'Azienda Usl, delle Università nell’attivazione di progetti e gruppi di musica d’insieme come strumento per l’inclusione dei ragazzi con disabilità. Nel 2017, su questi temi, è stato realizzato un convegno nazionale. Oltre a queste attività, è stata promossa la musica d'insieme con stages, master class, concerti, scambi e gemellaggi, anche a livello internazionale, educazione all'ascolto e formazione del pubblico e percorsi di propedeutica musicale nelle scuole dell'infanzia e primarie. Nel 2017 quest'ultimo progetto ha coinvolto 27 scuole materne del modenese e circa 2.000 bambini tra i 3 e i 6 anni. In questi ambiti il lavoro da fare per ampliare il numero dei percorsi e delle opportunità offerte ai bambini e ai ragazzi della Regione è ancora consistente, in quanto le risorse pubbliche disponibili non sono ancora adeguate al territorio da coprire, tuttavia le esperienze svolte ci collocano, in questo settore, fra le regioni più attive.

 

A 2.2 Bande e cori

La Regione Emilia-Romagna sostiene grazie alla legge regionale 5 luglio 1999 n. 13 (Norme in materia di spettacolo) le attività di tipo bandistico e corale, con particolare attenzione all’alfabetizzazione e all’educazione musicale di base rivolta ai giovani, la formazione didattica dei direttori e dei maestri, la valorizzazione delle tradizioni musicali locali e della ricerca etnomusicale, la promozione della musica d’insieme delle formazioni giovanili, bandistiche e corali.

Per quanto riguarda l’attività bandistica, grazie ad una convenzione triennale stipulata sulla base di un progetto presentato da Assonanza e dall’Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome (ANBIMA), i principali organismi associativi di questo settore, nel 2017 sono stati erogati contributi per complessivi 164.200,00 euro, destinati alle attività di alfabetizzazione ed educazione musicale di base organizzate da 110 complessi bandistici della Regione.

 

Di seguito si elencano le bande finanziate e il numero di allievi coinvolti nei corsi:

 

Provincia

N. bande finanziate

N. allievi

 

Contributi erogati

Città metropolitana di Bologna

24

 

633

33.700

Modena

23

 

702

33.400

Parma

14

 

404

21.800

Piacenza

7

 

140

9.400

Reggio Emilia

13

 

419

20.700

Ferrara

6

 

130

8.900

Ravenna

4

 

93

6.000

Forlì-Cesena

15

 

426

23.100

Rimini

4

 

188

7.200

Totale

110

 

3.135

164.200

 

Sempre tramite Assonanza e ANBIMA, sono stati realizzati due corsi di formazione per direttori, al fine di formare nuovi direttori di banda attraverso un percorso teorico-pratico qualificato, rinnovare la metodologia ed i repertori, qualificare il sistema delle bande musicali regionali e favorirne l’avvicinamento ad uno standard europeo. È stato, infine, organizzato a Busseto il Meeting regionale delle bande giovanili, con l’obiettivo di valorizzare e incrementare la partecipazione dei giovani alle attività bandistiche, favorire la nascita di bande e formazioni giovanili all’interno delle bande storiche della regione, promuovere lo scambio di esperienze. Il Meeting 2017 ha coinvolto 9 bande giovanili, per un totale di 350 musicisti provenienti dalle Province di Modena, Bologna, Rimini e Ferrara.

Per quanto riguarda l’attività corale, l'azione prioritaria prevista del programma regionale per lo spettacolo è stata realizzata mediante una convenzione triennale con l’Associazione emiliano-romagnola cori (AERCO), struttura che associa 211 complessi corali che, in quanto a genere, spaziano dalla polifonia classica profana e religiosa alla lirica, dal canto di ispirazione popolare, gospel e spiritual, pop a cappella al canto gregoriano e alla musica etnica.

Nel corso del triennio sono state sviluppate diverse azioni di sviluppo e di qualificazione della musica corale, grazie anche al contributo regionale pari a 42.000,00 euro. Queste attività hanno compreso:

- la promozione ed il coordinamento, tramite tecnologie digitali, dei cori e delle attività corali della Regione, con ottimizzazione ed incremento dell’offerta concertistica, comunicazione più capillare ed efficace, apprendimento a distanza, recupero e censimento del patrimonio musicale regionale; 

- l’attivazione di corsi regionali di formazione rivolti a direttori di coro e compositori, corsi di alfabetizzazione e perfezionamento per coristi e corsi per i docenti di scuola primaria per la creazione e l’avviamento di cori scolastici;

- l’istituzione e l’avvio dell’attività concertistica di un coro giovanile dell’Emilia-Romagna rivolto a giovani coristi under 35;

- l’organizzazione e il coordinamento di rassegne regionali e interregionali, alle quali hanno partecipato complessi corali con un repertorio ampio e diversificato. Cinque le rassegne direttamente organizzate da AERCO: Voci nei Chiostri, CantaBO, World Choral Day, Di Cori un Altro Po, Cori@MO;

- la promozione della partecipazione dei complessi corali in rassegne e festival regionali;

- l’organizzazione di cinque concorsi corali, nazionali ed internazionali e di convegni di specifico interesse musicale;

- la valorizzazione della ricerca etno-musicologica e del patrimonio musicale corale regionale, con la redazione di pubblicazioni ad hoc ed in particolare grazie alla pubblicazione della rivista FARCORO (3 numeri nel 2017).

I cori associati ad AERCO ad aprile del 2018 risultano 212, così distribuiti nei territori provinciali: 51 a Bologna, 14 a Ferrara; 9 a Forlì-Cesena; 34 a Modena; 27 a Parma; 18 a Piacenza; 9 a Ravenna; 24 a Reggio Emilia; 26 a Rimini.

 

A 2.3 Offerta formativa

La Regione con le risorse del Programma Operativo Fondo Sociale Europeo (POR FSE) 2014/2020 ha investito per rendere disponibile un’offerta formativa finalizzata a fornire alte competenze specialistiche alle diverse figure che operano nel settore dello spettacolo dal vivo con l’obiettivo di rafforzare e innovare le realtà di produzione artistica presenti nella nostra Regione, diversificare l’offerta culturale e offrire maggiori possibilità di occupazione alle persone interessate a lavorare in questo ambito.

Le attività formative sono state realizzate da enti di formazione accreditati della Regione, che in attuazione da quanto previsto dalla l.r. 12 del 2003 in materia di formazione possono essere organismi aventi, quale attività prevalente, la formazione professionale o la produzione artistica in caso di organismi che intendano svolgere attività formative esclusivamente nell'ambito dello spettacolo.

L’articolo 33 della l.r. n. 12 del 2003, come modificato dalla legge regionale 20 dicembre 2013, n. 28 (Legge finanziaria regionale adottata a norma dell'articolo 40 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l'approvazione del bilancio di previsione della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio finanziario 2014 e del bilancio pluriennale 2014-2016)  e dalla legge regionale 23 luglio 2014, n. 20 (Norme in materia di cinema e audiovisivo) ha previsto anche per i soggetti che operano nella produzione artistica, la possibilità di richiedere l’accreditamento, qualificando l’offerta e valorizzando e incentivando il ruolo delle realtà di produzione del territorio.

Ad oggi in particolare sono accreditati, tra gli altri, Fondazione Teatro comunale di Modena, Fondazione Teatro Regio di Parma, Teatro comunale di Bologna, Fondazione Orchesta Giovanile "Luigi Cherubini", Fondazione i Teatri Reggio Emilia, Fondazione Teatro Comunale di Ferrara e Fonoprint S.r.l.

L’investimento complessivo nella formazione per lo spettacolo dal vivo, pari a 3,5 milioni di euro reso disponibile attraverso i primi due avvisi riferiti al periodo 2015/2017 ha permesso, tra gli altri, di finanziare una offerta specifica per il settore musicale.

Di seguito le specifiche relative alle attività approvate in esito al primo avviso per un costo complessivo pari a 565.000,00 euro.

Teatro Comunale di Bologna – Scuola dell'opera del Teatro Comunale di Bologna - Alta formazione per cantanti lirici e maestri collaboratori:

- corso di perfezionamento per cantanti lirici, finalizzato ad approfondire e migliorare le peculiarità artistiche e tecniche degli allievi;

- corso per maestro collaboratore, figura chiave della tradizione italiana del teatro d’opera, per fornire le competenze tipiche di questa figura - maestro di sala, rammentatore, collaboratore di palcoscenico e maestro alle luci, maestro preparatore di spartito;

- corso per cantanti lirici e maestri collaboratori per il perfezionamento e a specializzazione in repertorio verdiano;

- corso innovativo di tecnica drammaturgica e attoriale a sostegno dell’interpretazione lirica, che si prefigge di portare il cantante a confrontarsi con l’approccio tipico della prosa, fornendo ai professionisti strumenti di miglioramento interpretativo.

Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - Un’orchestra di formazione: un progetto che ha coinvolto giovani musicisti in un percorso formativo di quasi un anno sotto la direzione del Maestro Muti, fondatore dell'Orchestra che opera a Piacenza e Ravenna, e di alcuni dei migliori direttori d’orchestra del panorama italiano e internazionale, tra i quali James Conlon e Donato Renzetti.

Fondazione Teatro Regio di Parma - Laboratorio Suono verdiano: il progetto, realizzato insieme alla Fondazione Arturo Toscanini, ha visto la partecipazione di istituzioni quali l’Istituto nazionale di studi verdiani, Università degli Studi di Parma, si è posto l'obiettivo di ricreare il suono orchestrale delle prime esecuzioni di Verdi, delineando competenze specifiche in questa prassi esecutiva unica.

Fondazione Teatro Comunale di Modena - Produzione lirica in teatro: finalizzato alla preparazione superiore di cantanti lirici che aspirano alla carriera professionale associando alle materie di perfezionamento dell’interpretazione musicale (tecnica vocale, studio dello spartito e della fonetica di due lingue straniere) una preparazione della tecnica attoriale orientata a una maggiore resa scenica.

Di seguito le specifiche relative alle attività approvate in esito al secondo avviso per un costo complessivo pari a 980.000,00 euro.

Teatro Comunale di Bologna - Scuola dell'Opera:

- Perfezionamento ed avviamento professionale per cantanti lirici: per acquisire capacità espressive musicali, capacità espressive corporee (padronanza del corpo nel movimento e nella pantomima), capacità linguistiche (conoscenza delle lingue, sia italiana che straniere e della corretta pronuncia).

- Alto perfezionamento e inserimento professionale per cantanti lirici: per specializzare capacità espressive musicali, capacità espressive corporee (padronanza del corpo nel movimento e nella pantomima), capacità linguistiche (conoscenza delle lingue, sia italiana che straniere e della corretta pronuncia).

 

Fondazione Teatro Comunale di Modena – Produzione lirica in Teatro:

- Corso per cantanti: corso finalizzato a creare un’immediata relazione tra perfezionamento e prova in palcoscenico del cantante lirico attraverso l’esperienza di una produzione lirica in teatro.

- Corso di comunicazione video: un percorso per formare operatori della comunicazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e in particolare dei teatri d’opera con competenza teorica sul linguaggio e sulla comunicazione audiovisiva, congiuntamente ad una preparazione tecnica e pratica circa gli strumenti video e le azioni di comunicazione e trasmissione dello stesso attraverso lo studio delle apposite piattaforme.

Fondazione Teatro Regio di Parma - Accademia Verdiana alto perfezionamento in canto verdiano: Principi fondamentali di tecnica e stile del repertorio verdiano per la formazione del cantante lirico specializzato nel repertorio verdiano.

Fondazione Orchestra Giovanile "Luigi Cherubini" - Un’Orchestra di Formazione: che si pone l'obiettivo della formazione professionalizzante di giovani per l’esercizio del ruolo artistico di professore d’orchestra nell’ambito di spettacoli da vivo. Grazie ai contesti di eccellenza e “sperimentazione” i giovani beneficiari hanno l'opportunità di consolidare abilità e conoscenze per avviare in futuro la propria carriera musicale nell’ambito di orchestre nazionali, europee, internazionali.

E.N.F.A.P. Emilia-Romagna - Project manager di eventi/spettacoli dal vivo per formare un tecnico in grado di assumere la responsabilità gestionale e organizzativa durante tutte le fasi di realizzazione di uno spettacolo o di un tour (Tour Manager), di redigere il piano di produzione, di scegliere i materiali e i fornitori, di intrattenere rapporti con i promotori locali e i responsabili tecnici e di presidiare gli spostamenti del personale artistico e tecnico.

Music Production and Dance Academy - Tecnico del suono: per permettere di acquisire le competenze necessarie all'allestimento degli impianti fonici per la riproduzione o la registrazione del suono, all'esecuzione delle prove di funzionamento e settaggio degli impianti fonici, alla produzione audio durante lo spettacolo, riprese televisive o cinematografiche, al montaggio audio.

FONOPRINT - Sound engineering live: per formare le competenze necessarie a padroneggiare l’utilizzo di sofisticate attrezzature per la produzione, trasmissione, registrazione e riproduzione del suono intervenire a correggere malfunzionamenti o difetti acustici in tempo reale durante gli eventi live allestire e attrezzare al meglio il setting per le esibizioni dal vivo garantire l’innalzamento della qualità del suono nelle performance live.

CIS Scuola per la Gestione d'Impresa realizzata in collaborazione con Associazione ARCI Comitato territoriale Reggio Emilia, PROMUSIC S.r.l., ANTENNA Music Factory, FONDAZIONE I TEATRI di Reggio Emilia:

- Competenze per l’organizzazione e gestione del palco per formare una figura completa in grado di occuparsi di tutti gli aspetti organizzativi e tecnici relativi alla gestione del palco avendo competenze di un back liner, stage manager e di fonico.

- Competenze per l’organizzazione e produzione di eventi musicali per formare una figura capace di presidiare la gestione amministrativa, fiscale e normativa che precede l’organizzazione di un evento musicale o la produzione e diffusione di un brano musicale: dai contratti per le prestazioni musicali, tecniche e discografiche, alla compilazione del borderò musicale, alla gestione amministrativa di un’etichetta discografica e di una agenzia di concerti.

Centoform - Tecnico media server e sistemi interattivi per scenografi e multimediali per la formazione di un tecnico con competenze nell’ambito tecnologico e multimediale (luci, audio, video, scenotecnica), nell’ambito dell’organizzazione dello spettacolo e negli ambiti dell’animazione (ricreativa, culturale e sociale) capace di gestire prodotti (i “pacchetti multimediali”) che utilizzano in maniera integrata testi, immagini e suoni adattandoli alle esigenze del mercato e della società contemporanea.

Ad aprile del 2018 è stato approvato un terzo invito, per complessivi 2,6 milioni di euro, che si pone in continuità con quanto realizzato e pertanto, individuando il focus sulle competenze per lo spettacolo dal vivo, renderà altresì disponibili azioni per la formazione e la professionalizzazione in ambito musicale.

 

A 2.4 Interventi regionali a favore delle imprese

Il rapporto annuale sulle industrie culturali e creative “Io sono cultura” prodotto annualmente dalla Fondazione Symbola, basato sui dati Unioncamere, registra nel 2016 in Emilia-Romagna la presenza di 496 imprese nel settore musicale (società, imprese individuali, fondazioni e associazioni, cooperative), pari al 2,3 per cento del totale delle imprese culturali e creative censite in Regione. Solo nelle Marche tale percentuale è superiore, arrivando al 3,5 per cento del totale.

Gli interventi per lo sviluppo delle imprese operanti nel settore audiovisivo hanno riguardato in particolare azioni di supporto alle iniziative imprenditoriali emergenti specificamente dedicate alla musica nell’ambito delle Industrie culturali e creative.

In particolare, si possono richiamare:

A. La realizzazione di incubatori/hubs/acceleratori di impresa, funzionali allo sviluppo di idee e all’avvio di progetti innovativi, anche in forma collaborativa. Si tratta di 9 infrastrutture fortemente dedicate al supporto delle imprese culturali e creative emergenti, finanziati dalla Regione negli anni passati e che si affiancano alla Rete dei Makers e dei fablabs, nati spontaneamente in tutto il territorio regionale. In questi contesti si cerca di provocare processi di contaminazione tra le diverse discipline creative e tra esse e le attività più tradizionali. In particolare, nel caso dell’Urban Hub di Piacenza, il Conservatorio è tra i partner del progetto e beneficiario del finanziamento.

B. L’avvio e lo sviluppo di nuove imprese e il supporto ad imprese. Nel corso del biennio 2015-2017 sono state finanziate 5 start-up: una per lo sviluppo di una piattaforma multimediale di e-publishing per l’editoria digitale; un’altra per lo sviluppo di nuovi servizi multimediali basati sulla realtà aumentata e realtà virtuale; una terza con l’obiettivo di sviluppare un dispositivo elettronico innovativo per l’ottimizzazione del contatto “eye-to-eye” e della comunicazione visiva nelle video conferenze; un’altra ancora per la produzione di cassa acustica portatile integrata in uno zaino facilmente trasportabile, dotata di elevata autonomia delle batterie, per la fruizione della musica in qualsiasi contesto; l’ultima per la realizzazione di una piattaforma per la comparazione in tempo reale di prezzi e condizioni di acquisto/noleggio film e prodotti cinematografici vari.

C. Tramite un accordo con il Comune di Bologna, la Regione ha sostenuto in questi anni, il progetto Incredibol, attraverso il quale:

- sul tema dell’internazionalizzazione si è favorita l’apertura a nuovi mercati esteri di 3 realtà di produzione e realizzazione video attraverso la partecipazione a fiere, eventi B2B e sviluppo di nuovi contatti;

- sul tema delle start-up: il 9% delle domande ricevute nelle ultime due edizioni del bando per progetti d'impresa (industria culturale creativa (ICC)) sono relativi al settore audio-video e videogames o a servizi collaterali strettamente legati al settore stesso; i tre progetti vincitori selezionati nelle ultime due edizioni del settore audio-video hanno ricevuto, oltre ad un sostengo non economico sotto forma di consulenze, formazione, promozione, accompagnamento e comunicazione dedicata, anche contributi a fondo perduto per un totale di circa 20.000,00 euro. Nell’ultima edizione, nel contesto del 30% di risorse destinate al patrimonio storico e artistico, sette sono stati i progetti riguardanti l’ambito della musica e dello spettacolo.

D. A livello della collaborazione interregionale europea, infine, l’Emilia-Romagna è partner del progetto CREADIS, con il quale le Regioni partner si scambiano buone pratiche nel campo delle politiche per lo sviluppo delle industrie culturali e creative, anche al fin e di migliorare i propri strumenti. Contemporaneamente, ASTER ed ERVET sono parte di ulteriori progetti interregionali di collaborazione basati sullo scambio di esperienze e l’avvio di rapporti di cooperazione.

E. Al fine di promuovere una strategia integrata per lo sviluppo delle Industrie culturali e creative e in questo contesto, anche del settore musicale è stata promossa una associazione delle Industrie culturali e creative che ha il compito di allineare azioni e strategie di sviluppo, promuovere sinergie e collaborazioni, favorire l’incontro con il mondo della tecnologia, supportare la partecipazione del cluster ad iniziative di cooperazione internazionale e di innovazione tecnologica. Dell’associazione fanno parte i laboratori della Rete che si occupano di ricerca con ricadute in questo ambito, più imprese ed altre organizzazioni coinvolte in queste industrie. Nell’ambito dell’associazione si possono formare ulteriori gruppi rivolti a specifici ambiti produttivi. Le associazioni individueranno un coordinatore che si occuperà di sviluppare le attività e di promuovere il cluster delle ICC. Tra gli obiettivi: individuare le tematiche tecnologiche di maggiore rilevanza strategica, individuare i principali fabbisogni formativi, mettere in rete le imprese con i laboratori di ricerca, aumentare la partecipazione a progetti europei e iniziative internazionali.

 

A 2.5 Produzione, festival, rassegne e circuiti musicali dal vivo

Per ciò che riguarda la musica, l’Emilia-Romagna si colloca al secondo posto fra le Regioni italiane per numero di concerti, con 4.106 spettacoli e al quarto posto per numero di spettatori e spesa del pubblico, con valori rispettivamente pari a 1.046.412 spettatori e a un incasso di oltre 25 milioni di euro (dati SIAE 2016). I dati SIAE per il 2017 faranno certamente registrare un balzo in avanti, grazie al concerto di Vasco Rossi del 1° luglio a Modena, ormai noto come il concerto dei record, grazie ai 225.173 spettatori e il concerto dei Guns and Roses di Imola del 10 giugno, con quasi 80.000 spettatori.

Rispetto all’anno precedente, nel 2017 a livello nazionale gli ingressi ai concerti di musica leggera sono cresciuti del 4,19%, mentre la spesa al botteghino e quella del pubblico hanno avuto un aumento superiore agli 11 punti percentuali. Di poco inferiore la crescita del volume d’affari, pari al 10,55%. In territorio negativo soltanto il numero di spettacoli, diminuito del 3,49%. Anche l’intera attività concertistica, che comprende musica classica, leggera e jazz, ha fatto rilevare un trend positivo per quasi tutti gli indicatori: ingressi +2,29%; spesa al botteghino +9,21%; spesa del pubblico +8,99%; volume d’affari +8,75%. In lieve flessione il numero degli spettacoli, calato di mezzo punto percentuale (Dati Osservatorio SIAE).

Inoltre, dai dati sui concerti più visti dell'ultimo trimestre 2017, l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno è stato definito dalla stampa “nuovo tempio della musica live in Italia”, poiché 4 dei primi 6 concerti più visti in Italia si sono tenuti all’Unipol Arena.

Se nell'organizzazione dei concerti l'Emilia-Romagna si mostra senza dubbio in grado di competere con le piazze più importanti (Milano, Roma e Torino), e non solo per i concerti più visti, bensì per l'offerta differenziata di spettacoli di qualità che vede la “scena musicale” bolognese ancora viva e non certo marginale, per ciò che riguarda la presenza di case discografiche, studi di registrazione ecc., numerosi operatori del settore affermano che Bologna e l'Emilia-Romagna rappresentano il principale riferimento per quella che è possibile definire ancor oggi la musica indipendente, ovvero per ciò che non è prodotto dalle case discografiche multinazionali, che mantengono la propria base a Milano.

A questo si aggiunge una diffusa presenza di festival, rassegne e club musicali -rappresentativi della presenza di un forte associazionismo- che alimentano un'offerta di spettacolo da vivo consistente e differenziata, specialmente se rapportata ad altre realtà territoriali simili del centro-nord del paese.

Tuttavia, nel corso dei ultimi decenni i locali che offrono musica dal vivo con continuità sono diminuiti e sono sempre meno i musicisti e i gruppi musicali per i quali l'attività artistica costituisce la fonte principale di reddito. La difficoltà a programmare un numero significativo di date di spettacolo, limita anche fortemente le occasioni di “formazione sul campo” dei giovani artisti, che maturano uno svantaggio competitivo nei confronti, ad esempio, dei coetanei inglesi o di altri grandi contesti metropolitani del nord Europa, in particolare, dove le occasioni di affrontare un pubblico preparato sono decisamente superiori.

Un altro evidente problema è rappresentato poi da una significativa diminuzione della domanda, cioè del pubblico, non tanto per i grandi eventi, quanto per le programmazioni dei locali di musica dal vivo, specialmente quando sono proposti artisti che non godono di notorietà o di un forte supporto promozionale.

Le logiche del mercato musicale internazionale determinano criticità e rischi crescenti di marginalizzazione per una realtà come quella italiana ed emiliano-romagnola. La comunità linguistica italiana non rappresenta infatti un bacino di utenza nemmeno paragonabile a quella anglofona o di lingua spagnola e le dinamiche della digitalizzazione rendono irrisori i ricavi dal consumo on-line per le produzioni italiane, tranne pochissime eccezioni.

Ciò rende ancor più necessario aumentare la domanda di spettacolo dal vivo per gli artisti italiani, in quanto rappresenta il principale veicolo di un possibile successo e la principale fonte di reddito.

Per ciò che riguarda le aree e le strutture per grandi concerti, si è visto come la Regione già offra sedi e capacità organizzative idonee ad ospitare eventi di grande impatto. Alle aree già disponibili per concerti live all'aperto si aggiungerà entro il 2018 il Campo volo di Reggio Emilia, uno spazio attrezzato realizzato col supporto regionale.

Per le restanti sedi, la Regione Emilia-Romagna nel 2016 ha supportato il processo di adeguamento impiantistico e tecnologico, oltre che la riqualificazione delle sedi di proprietà privata grazie al Bando per l’attrattività turistica in attuazione del Piano operativo regionale Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR).

Il 9 aprile scorso, inoltre, la Giunta ha stanziato 5 milioni di euro di contributi per il ripristino, la riqualificazione e l'ammodernamento tecnologico di spazi attrezzati per lo spettacolo dal vivo di proprietà pubblica. I 5 milioni di euro (Fondi per lo sviluppo e la coesione (FSC)) sono destinati a:

 

- ripristino dell’agibilità e della fruibilità di edifici di proprietà pubblica attualmente non operanti, con particolare riferimento agli interventi più significativi e di maggiori dimensioni o strategici, che determinino una effettiva riqualificazione e potenziamento del sistema dello spettacolo;

- ristrutturazione, restauro, adeguamento, messa a norma e qualificazione di sedi in uso, incluso l’acquisto di arredi, nelle quali avviene la programmazione e/o produzione di spettacoli, finalizzati a garantirne le condizioni di sicurezza e di piena funzionalità;

- innovazione tecnologica mediante acquisto e installazione di attrezzature tecnologiche, tese ad incrementare la flessibilità, la produttività e le potenzialità degli spazi destinati alla programmazione ed alla produzione di spettacoli.

Dal confronto con gli operatori, nella fase di elaborazione della l.r. n. 2 del 2018 è, inoltre, emerso che la dotazione di spazi prova e servizi di registrazione, pubblici, privati o convenzionati con Enti locali, è sostanzialmente sufficiente ed accessibile a costi sostenibili. Ciò è anche dovuto ai diversi investimenti fatti dalla stessa Regione nel corso del tempo, in particolare grazie ai fondi per gli spazi attrezzati per l'aggregazione giovanile.

Gli stessi operatori del campo musicale regionale (organizzatori di eventi, festival, rassegne, scuole di musica, bande, cori, etichette, produttori, agenzie di spettacolo, associazioni di promozione culturale, musicisti, associazioni di categoria) hanno espresso apprezzamento per le politiche e gli interventi sviluppati nel corso degli anni dalla Regione, con particolare riferimento al sostegno all'alfabetizzazione, alla formazione professionale centrata sulle nuove professionalità e la creazione d'impresa, all'offerta di spettacolo dal vivo, anche grazie a progetti di circuitazione di musica del Novecento (jazz, world music, rock, musica tradizionale ecc.).

La filiera musicale regionale è quindi costituita da un insieme di imprese, enti pubblici, soggetti privati e, tra questi, numerose associazioni ed enti del Terzo settore che rappresentano un patrimonio di competenze e professionalità collaudate, in grado nel complesso di sviluppare i progetti e le azioni che sono necessarie per affrontare, grazie anche al sostegno assicurato dalla nuova legge regionale, le criticità sopra delineate.

 

B. OBIETTIVI, STRATEGIE ED AZIONI PRIORITARIE

 

Per l'attuazione dei principi e delle finalità della legge regionale, alla luce di quanto emerso nella ricostruzione del contesto normativo e della complessa e articolata realtà territoriale regionale, per il primo triennio di attuazione 2018-2020 sono individuati i seguenti obiettivi generali:

- sostenere percorsi di alfabetizzazione e percorsi formativi di base, promossi da scuole di musica, bande e cori della Regione che assicurino il rispetto di requisiti qualitativi minimi opportunamente individuati. La diffusione della cultura musicale di base rappresenta il volano principale per la promozione della musica, il sostegno della produzione e del “consumo” del prodotto musicale, sia esso digitale, discografico o dal vivo;

- valorizzare le realtà locali in una logica di sistema e di equilibrio a livello regionale e dei singoli territori, sostenendo le iniziative nelle aree meno favorite, anche riconoscendo vocazioni e peculiarità positive dei territori e promuovendo la costruzione di sinergie tra esperienze analoghe, finalizzate ad un rafforzamento reciproco;

- promuovere l'ampliamento, la formazione e la diversificazione del pubblico attraverso strumenti di comunicazione e servizi destinati ad attrarre nuovo pubblico e a consolidare quello esistente, attraverso progetti innovativi (ad esempio attraverso sperimentazioni di modalità, sedi e orari non tradizionali per lo svolgimento degli spettacoli) o la costruzione di sinergie di carattere organizzativo, finanziario e promozionale fra operatori anche di diversi settori (turismo, beni culturali, istruzione, ecc.); 

- promuovere l'occupazione e la qualificazione delle figure artistiche, tecniche e gestionali;

- promuovere l'occupazione e la qualificazione del personale artistico, tecnico e amministrativo degli organismi operanti nel settore;

- promuovere la cultura della legalità e del rispetto dei diritti degli autori, degli esecutori e dei lavoratori del settore; 

- promuovere la collaborazione fra i soggetti e l’integrazione delle attività, in un’ottica di qualificazione e razionalizzazione degli interventi;

- favorire la fruizione della musica dal vivo presso le generazioni più giovani, le fasce di pubblico non abituali e quelle di popolazione con minori opportunità, promuovendo e valorizzando le attività che si pongono l'obiettivo dell'inclusione e dell'interculturalità;

- sviluppare il metodo della concertazione istituzionale e di coordinamento dell’azione quali strumenti di interazione fra Regione, Enti locali e operatori, al fine di progettare e sviluppare più efficaci interventi mirati al raggiungimento degli obiettivi regionali.

 

B 1. Qualificazione dell'offerta educativa e formativa

 

B 1.1 Qualificazione dell’educazione musicale

Un primo intervento per lo sviluppo del settore musicale riguarda il sistema formativo ed educativo. Le risorse pubbliche stanziate a tal fine dal d.lgs. n. 60 del 2017 sono, infatti, insufficienti. Vengono quindi confermati contributi regionali a progetti presentati da scuole o da organismi specializzati nell’organizzazione e gestione di attività formative di didattica e pratica musicali, purché in possesso di requisiti e standard minimi relativi agli aspetti didattici, organizzativi e istituzionali tali da assicurare un’offerta educativa omogenea, adeguata e qualificata. I progetti dovranno perseguire il pieno diritto delle persone con disabilità di accedere alle opportunità di formazione musicale e contribuire a sviluppare il confronto di conoscenze e esperienze fra istituzioni analoghe del territorio, così come con organismi europei e internazionali in generale, per una sempre più alta qualificazione.

 

B 1.2 Qualificazione dell’alfabetizzazione musicale

Per qualificare l'alfabetizzazione musicale, l'articolo 5 della l.r. n. 2 del 2018 stabilisce che la Regione sostenga le attività svolte dalle scuole di musica, nonché dalle formazioni di tipo bandistico e corale. Tali attività di alfabetizzazione debbono essere mirate a promuovere una cultura musicale diffusa, differenziata e inclusiva e al fine di favorire il dialogo interculturale.

L'azione prioritaria in questo campo è anch'essa già definita dalla legge e prevede la concessione di contributi ad associazioni e aggregazioni anche temporanee delle scuole di musica e degli organismi specializzati di cui all’articolo 4, di bande musicali e di cori del territorio regionale per la realizzazione di progetti rivolti a:

a) qualificare e incentivare le attività di alfabetizzazione musicale e di educazione all’ascolto con carattere di inclusività, anche attraverso azioni di sistema;

b) promuovere la musica d’insieme;

c) assicurare opportunità per i giovani coinvolti nella formazione di musica di base d’insieme di partecipare a esperienze performative regionali, nazionali e internazionali finalizzate a sviluppare approcci multidisciplinari e interculturali.

La Giunta regionale, nella definizione dei criteri e delle modalità di accesso ai contributi, terrà conto delle seguenti priorità e strategie:

- sostegno a progetti che sviluppino tutte e tre le azioni di cui alle lettere a), b) e c), con esclusione delle azioni di sistema, che possono essere presentate e valutate separatamente;

- per gli incentivi all'alfabetizzazione, la Giunta definirà criteri e modalità di presentazione dei progetti, di rendicontazione e di controlli che tendano ad una ripartizione delle risorse uniforme a livello territoriale e rapportata alla consistenza e alla partecipazione effettiva alle attività didattiche;

- per i progetti di promozione della musica d'insieme, sono prioritarie la promozione delle tradizioni musicali locali e, per ciò che riguarda la musica corale, la valorizzazione delle tradizioni musicali popolari (di montagna, della marineria);

- per ciò che riguarda la promozione della musica d'insieme delle formazioni giovanili e la partecipazione dei giovani coinvolti nei corsi a esperienze performative regionali, nazionali e internazionali finalizzate a sviluppare approcci multidisciplinari e interculturali, sono prioritarie: a) azioni progettate in collaborazione con Enti locali, pro-loco, associazioni di promozione del territorio con finalità di attrazione turistica; b) partecipazione alla festa della musica o “notti bianche della cultura” o manifestazioni analoghe; c) scambi interregionali e internazionali che offrano opportunità non occasionali di conoscenza di culture e tradizioni musicali diverse.

Per le azioni di sistema, si considera prioritario il sostegno a progetti di formazione e/o aggiornamento degli insegnanti delle scuole, delle bande e dei cori, mirati in particolare all'inclusione di alunni con disabilità e all'educazione all'ascolto. Sempre con riferimento alle azioni di sistema, al fine di non disperdere risorse in progetti di scarsa efficacia e incisività, tra i requisiti per l'ammissibilità delle domande di contributo la Giunta potrà determinare soglie minime nella consistenza dei progetti.

Le azioni di sistema debbono essere svolte sulla base di regole che ne garantiscano la fruizione anche da parte di soggetti non appartenenti agli enti che le realizzano.

 

B 2. Sviluppo della produzione e della distribuzione

Il mondo della creazione e della produzione musicale è caratterizzato da innovazioni e trasformazioni tali da richiedere frequenti e rapidi adeguamenti delle azioni di sostegno. Col presente programma si intendono dunque articolare, definire e mirare più puntualmente le strategie e le azioni prioritarie da sviluppare sia attraverso la programmazione delle risorse regionali ed europee già dedicate alla formazione professionale e al lavoro, sia attraverso la destinazione di nuove risorse regionali a favore della ricerca, dell’innovazione, della nascita e dello sviluppo di nuove imprese, della loro internazionalizzazione.

La Regione interviene da anni e con diversi strumenti a sostegno dell'educazione, della formazione professionale, della produzione, distribuzione e promozione della musica, in Italia e all'estero. E’ importante quindi ora coordinare e mirare meglio le diverse programmazioni settoriali, potenziando gli interventi esistenti e introducendo nuovi strumenti solo dove necessario per far crescere la filiera della produzione musicale, con particolare attenzione alla creazione di nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali.

In coerenza con le innovazioni normative e le prime misure adottate a livello statale, con la l.r. n. 2 del 2018 la Regione Emilia-Romagna ha introdotto specifiche azioni a sostegno degli autori di musica contemporanea, anche di matrice popolare, sia mediante contributi a percorsi di tutoraggio, affiancamento e supporto produttivo e/o promozionale dei nuovi autori, sia incentivando l’esecuzione della musica originale contemporanea dal vivo, compresa quella popolare d'autore. Per la crescita di nuovi talenti e il rilancio dell'economia del settore, di cui l’attrattività turistica è una componente primaria, è importante che nella Regione crescano e si rafforzino reti di locali e di festival in grado di programmare con continuità e professionalità concerti di musica originale dal vivo.

Infine, sempre al fine di sviluppare l’attrattività turistica dei festival e di altri luoghi o progetti di attività musicali, è previsto un intervento diretto della Regione attraverso proprie società in house.

 

B 2.1 Promozione e sviluppo di nuove competenze

Al fine di favorire la crescita del settore produttivo musicale, l’articolo 6 della l.r. n. 2 del 2018 prevede che la Giunta regionale promuova iniziative a sostegno di un'occupazione qualificata nei settori connessi alle attività musicali, persegua l'obiettivo di favorire l'acquisizione, la crescita e la qualificazione delle  competenze nei settori connessi alle attività musicali anche attraverso adeguate iniziative di formazione e valorizzi le imprese e gli enti del Terzo settore quali organizzazioni in cui si producono e si innovano  competenze professionali, quali luoghi non formali di apprendimento, promuovendone il coinvolgimento nei  percorsi finalizzati alla progettazione e realizzazione di processi formativi per l'acquisizione di nuove competenze.

Per il raggiungimento di tali obiettivi, nell'ambito dei programmi di cui alla l.r. n. 12 del 2003 e alla legge regionale 01 agosto 2005, n. 17 (Norme per la promozione dell'occupazione, della qualità, sicurezza e regolarità del lavoro), la Giunta regionale finanzierà e renderà disponibili azioni formative  finalizzate allo sviluppo delle competenze tecniche e professionali necessarie ad un inserimento qualificato nel mercato del lavoro; alla qualificazione e al rafforzamento delle competenze tecniche e professionali  di chi opera nel settore produttivo musicale e nei settori ad esso connessi per una  permanenza qualificata nel mondo del lavoro e per lo sviluppo professionale; all'innalzamento e alla crescita delle competenze gestionali e manageriali per rafforzare il sistema delle  imprese sia profit che non profit e favorire la creazione di nuove imprese e nuovi lavori.

Gli interventi saranno finanziati nell'ambito del Programma Operativo regionale FSE 2014-2020 o attraverso eventuali altri fondi e fonti di finanziamento in esito ad avvisi pubblici specificatamente rivolti al settore musicale, allo spettacolo dal vivo, al cinema e all’audiovisivo o in esito ad avvisi pubblici aventi a riferimento più e diversi settori ed ambiti di intervento.

 

B 2.2 Sviluppo delle capacità e delle attività imprenditoriali

In attuazione degli articoli 2 e 7 della l.r. n. 2 del 2018, gli obiettivi da raggiungere mirano a:

a) favorire la competitività, lo sviluppo imprenditoriale e professionale, la crescita occupazionale e lo sviluppo di un distretto dell'industria musicale nel territorio regionale nell’ambito del comparto delle industrie culturali e creative.

Per sostenere il sistema delle imprese culturali e creative, un grande potenziale per la rigenerazione imprenditoriale del nostro sistema economico, la Regione punta sui seguenti obiettivi chiave: ricerca e sviluppo, nascita e strutturazione di nuove imprese, innovazione e diversificazione produttiva, innovazione organizzativa, internazionalizzazione, attrazione di investimenti. Attraverso un pacchetto di politiche integrate, la Regione opererà per:

- sostenere la nascita, la crescita e l'internazionalizzazione delle start up;

- sostenere la progettazione di progetti in rete volti al rafforzamento organizzativo e dei modelli di business, in particolare con il potenziamento degli strumenti del web e delle tecnologie digitali, necessari allo sviluppo commerciale e internazionale;

- promuovere nuovi sviluppi tecnologici adeguati al panorama produttivo e di ricerca del sistema regionale; - sostenere l'attrazione di investimenti anche sulla base degli strumenti previsti dalla legge regionale18 luglio 2014 n. 14 (Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna);

- promuovere la creazione di reti di imprese, eventualmente insieme a strutture pubbliche e centri di ricerca nei programmi regionali per l'internazionalizzazione del sistema produttivo e per la cooperazione interregionale;

b) sostenere la ricerca e il trasferimento tecnologico nel settore, anche ai fini della convergenza tra i diversi mezzi e linguaggi di espressione e comunicazione e della generazione di nuove imprese.

Gli interventi di cui ai punti a) e b) si potranno realizzare nell'ambito del Programma Operativo FESR 2014-2020, ma anche attraverso fondi regionali o altre eventuali fonti di finanziamento. Le azioni potranno essere specifiche al settore musicale e musicale/audiovisivo o prevedere delle priorità per questi settori nell’ambito di misure a carattere più esteso.

 

B 2.3 Produzione e fruizione della musica contemporanea originale dal vivo

La l. r. n. 2 del 2018, all’articolo 8, prevede che la Regione, per favorire la crescita della filiera del settore produttivo e promuovere la musica quale strumento di aggregazione sociale, sostenga la produzione e la fruizione della musica contemporanea dal vivo ed in particolare della musica italiana originale dal vivo.

La legge stabilisce che possano essere concessi contributi a progetti che perseguano uno o più dei seguenti obiettivi:

a) ricerca, valorizzazione e promozione dei nuovi autori e della creatività, in particolare giovanile, attraverso iniziative di orientamento, tutoraggio e supporto nelle fasi produttive, distributive e promozionali, anche all'estero;

b) sviluppo, consolidamento e valorizzazione, anche ai fini turistici, di circuiti di locali e di reti di festival di musica contemporanea originale dal vivo;

c) circuitazione degli artisti e dei complessi musicali della Regione, ed in particolare degli artisti individuati grazie alle azioni di cui alla precedente lettera a), nei locali e nei festival di musica contemporanea originale dal vivo;

d) promozione e circuitazione all'estero, adeguatamente rendicontata secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla Giunta regionale, degli artisti e dei gruppi musicali della Regione.

 

La Giunta regionale, nella definizione dei criteri e delle modalità di accesso ai contributi, terrà conto delle strategie e delle azioni prioritarie di seguito indicate:

− con riferimento all'obiettivo a)

− i progetti che sviluppino residenze di giovani musicisti e formazioni emergenti presso strutture dotate di spazi attrezzati e professionalità adeguate, a supporto di processi formativi e creativi sulla base di un progetto condiviso, inserito in un percorso di tutoraggio e affiancamento non occasionale;

− i progetti che comprendano iniziative di informazione sulla legislazione e i diritti d'autore, i contratti di lavoro, la promozione della cultura della legalità nel settore musicale;

− i progetti che integrino competenze di più soggetti professionali di sostegno al lancio di nuovi autori, loro distribuzione e promozione, anche all'estero;

− i progetti per festival, vetrine o piattaforme di promozione strettamente collegati a percorsi di tutoraggio, circuitazione nazionale e internazionale di artisti di generi specifici;

 

− con riferimento all'obiettivo b)

− i progetti attraverso i quali più operatori si impegnino ad affermare e promuovere principi e valori a tutela della legalità, degli artisti e dei professionisti, del contrasto al lavoro irregolare, anche mediante l'adozione di carte di valori del circuito e delle reti, eventualmente con l'ideazione di marchi e slogan rappresentativi/evocativi dei valori promossi;

− i progetti di comunicazione e promozione sul piano nazionale e internazionale di reti di festival caratterizzate da rilevante valore artistico delle proposte e comprovata capacità organizzativa;

− i progetti che sviluppino iniziative di comunicazione/promozione potenziando e diversificando i canali mediatici, i siti e le piattaforme web ed informatiche al fine di rafforzare e moltiplicare le occasioni di conoscenza, incontro e confronto on-line tra giovani musicisti, esperti e pubblico;

 

− con riferimento all'obiettivo c)

− i progetti che integrino la promozione di generi specifici e la formazione del pubblico con il supporto di media (tradizionali, digitali o social) e il coinvolgimento di istituti e organismi di formazione musicale che si contraddistinguano per caratterizzazione, riconoscibilità e un reale livello qualitativo;

− i progetti che individuino collaborazioni multidisciplinari e nuovi spazi e contesti perfomativi per ampliare le opportunità di incontro con il pubblico;

− i progetti mirati a favorire la partecipazione agli spettacoli delle generazioni più giovani, le fasce di pubblico non abituali e con minori opportunità, promuovendo l'interculturalità;

− i progetti di valorizzazione e distribuzione della musica originale di matrice tradizionale;

 

− con riferimento all'obiettivo d)

− i progetti di promozione e circuitazione all'estero di più musicisti e più formazioni musicali di uno stesso genere, con attenzione alla musica tradizionale;

− i progetti di festival, vetrine, piattaforme per operatori italiani e stranieri della programmazione di spettacoli dal vivo, mirati alla circuitazione all’estero e al sostegno all'internazionalizzazione del settore musicale.

 

Costituiscono inoltre elementi strategici e prioritari in un'accezione più generale:

− l’integrazione delle risorse organizzative ed economiche di più soggetti;

− l'integrazione di più obiettivi e azioni tra quelle indicate dalla legge e dal presente programma di attuazione.

 

Con riferimento all'obiettivo individuato al punto d) dell'articolo 8, occorre precisare che tournée di singoli artisti e attività promozionali all’estero della produzione musicale emiliano-romagnola di carattere episodico potranno più coerentemente essere sostenute dalla Regione grazie alle norme sulla promozione culturale. Tale ambito sarà pertanto oggetto di altri provvedimenti normativi regionali.

 

B 3. Emilia-Romagna Music Commission

La Regione implementerà le attività di Music Commission per promuovere le risorse professionali artistiche, tecniche e più in generale imprenditoriali del territorio, anche al fine di attrarre investimenti.

Nel solco della positiva esperienza delle attività di Film Commission e in sinergia con essa per gli ambiti di attività in cui ciò può rappresentare un valore, ad esempio nella produzione di video musicali, la Regione svilupperà l'attività di Music Commission rivolgendola, in particolare:

a) alla creazione delle condizioni per attrarre in Emilia-Romagna produzioni musicali e di video musicali nazionali e straniere, con l'offerta di supporto e facilitazioni logistiche e organizzative, agendo di norma in collaborazione con gli enti locali e i soggetti pubblici e privati del territorio;

b) alla progettazione e realizzazione di operazioni mirate di marketing e iniziative di comunicazione riguardanti il territorio regionale quale set per riprese di videoclip e video musicali;

c) alla promozione delle risorse professionali della regione;

d)alla promozione degli autori e della produzione musicale emiliano-romagnola, con particolare attenzione ai giovani autori.

Le attività di Music Commission comprenderanno altresì un progetto di comunicazione integrata e coordinata delle opportunità e delle offerte educative, formative, professionali, imprenditoriali, di circuitazione e di sostegno agli autori e in generale delle iniziative realizzate in attuazione della legge. Un’azione specifica sarà incentrata sul portale regionale di settore -emiliaromagnacreativa.it, che potrà fungere da punto di riferimento per gli operatori del settore e per tutti gli utenti interessati promuovendo la musica emiliano-romagnola anche attraverso i social network, newsletter e playlist.

La creazione delle condizioni per attrarre in Emilia-Romagna produzioni musicali e di video musicali nazionali e straniere sarà perseguita innanzitutto mediante l'offerta di servizi di supporto e facilitazioni logistiche e organizzative. Incontri pubblici potranno essere organizzati per informare sulle recenti agevolazioni fiscali, tax credit ed i passaggi per la sua applicazione, così come sugli aspetti contrattuali, previdenziali e sui diritti d'autore, sui diritti connessi, ecc…

Per lo svolgimento delle attività di Music Commission la Regione ricercherà e promuoverà sinergie e collaborazioni prioritariamente con Enti locali, enti partecipati dello spettacolo, altri soggetti che abbiano realizzato o intendano sviluppare progetti e iniziative utili e funzionali all’implementazione delle attività di Music Commission. In primo luogo, saranno promosse collaborazioni con le strutture delle amministrazioni comunali già oggi attive nel settore della promozione dei nuovi autori e dei gruppi emergenti, dello scambio internazionale degli artisti, ecc….

Infine, si svilupperanno iniziative volte a far conoscere le caratteristiche distintive della regione, ricercando uno stretto rapporto con il comparto turistico regionale, le destinazioni turistiche e le relative agenzie di promozione.

 

C. RISORSE FINANZIARIE

In rapporto agli obiettivi e agli interventi individuati nei punti che precedono, le risorse finanziarie saranno allocate sui pertinenti capitoli di spesa del Bilancio regionale, con riferimento alle reali disponibilità.

Potranno essere utilizzate risorse specifiche che verranno attivate nell’ambito del POR FESR e del POR FSE, dei progetti ministeriali e di progetti interregionali, nonché attraverso bandi pubblici europei (call), specifiche comunitarie e progetti di cooperazione transnazionale e transfrontaliera per realizzare attività coordinate con gli Assessorati competenti in materia di formazione, di turismo e di attività produttive.

 

D. MODALITA’ DI ATTUAZIONE E PROCEDURE

Ai sensi dell’articolo 10 della l.r. n. 2 del 2018, la Giunta regionale, nel rispetto della normativa sugli aiuti di stato, approva le modalità di presentazione delle domande, i criteri di concessione e le modalità di erogazione, i requisiti previsti per l’ammissione a contributo e i casi di revoca, le priorità e i criteri di valutazione, i termini per l’utilizzo dei contributi assegnati e le relative modalità di rendicontazione.

I soggetti beneficiari dei contributi regionali dovranno riportare adeguatamente, in tutti i canali e mezzi pubblicitari ed informativi, il logo regionale e l’indicazione che gli interventi medesimi sono stati possibili anche grazie al sostegno finanziario della Regione Emilia-Romagna.

 

E. VALIDITA' DEL PROGRAMMA

Il presente Programma ha validità triennale a decorrere dalla data della sua approvazione da parte dell’Assemblea legislativa e comunque per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021. Resta in ogni caso in vigore fino all’approvazione del successivo.»

(Approvato)

 

OGGETTO 6523 “Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a sostenere l’attività coristica, con particolare attenzione ai cori di montagna, prevedendone la valorizzazione nelle priorità strategiche dell’azione regionale nell’ambito della programmazione della legge sulla musica o di altre misure analoghe. A firma dei consiglieri: Molinari, Cardinali, Tarasconi, Rontini, Lori, Zoffoli, Serri, Rossi, Taruffi, Torri, Facci, Rancan”

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Facci:

«Sostituire, al comma 6 della premessa, ed al primo periodo delle disposizioni di impegno, il termine “coreutica” con il termine “corale”.»

(Ritirato)

 

Emendamento 2, a firma del consigliere Facci:

«Nella prima parte delle disposizioni di impegno, dopo le parole “valorizzazioni dei cori;” aggiungere il periodo “con apposito e adeguato stanziamento di risorse in sede di assestamento e seconda variazione di bilancio di previsione 2018-2020.”»

(Ritirato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Piccinini:

«Nel primo capoverso della sezione introdotta da “Impegna la Giunta” la parola “coreutica” è sostituita da “coristica”.»

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

6795 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la realizzazione, a Lugo (RA) di una nuova moschea. A firma del Consigliere: Liverani

6796 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione riguardante l'azienda Allegion (ex Cisa) di Faenza, e la tutela dei relativi lavoratori. A firma del Consigliere: Liverani

6797 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti una fondazione di Modena che promuove e realizza attività educative e formative nei confronti dei giovani. A firma del Consigliere: Bargi

6798 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti la "Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati". A firma del Consigliere: Tagliaferri

6799 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per mettere in sicurezza il tratto della SS9 "Via Emilia" tra Sant'Ilario e Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

6801 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per procedere urgentemente alla ricostruzione del ponte sul fiume Trebbia a Barberino, nel comune di Bobbio (PC). A firma del Consigliere: Tagliaferri

6802 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni e problematiche riguardanti la pulizia degli argini fluviali. A firma della Consigliera: Zappaterra

6803 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela dei lavoratori del gruppo Ferrarini, operante nel settore agroalimentare. A firma del Consigliere: Torri

6812 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzazione di apparecchiature site presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli ed i relativi costi. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

6813 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attuare per risolvere le varie problematiche riguardanti gli ausili distribuiti ai pazienti dell'ASL Romagna. A firma del Consigliere: Pompignoli

6814 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere a fronte di iniziative non autorizzate svoltesi a Miramare di Rimini in relazione alle violenze di gruppo avvenute in quel luogo lo scorso anno. A firma del Consigliere: Alleva

6815 - Interrogazione a risposta scritta circa questioni riguardanti un avviso pubblico per la formazione di un Elenco di Avvocati cui affidare incarichi di difesa e rappresentanza in giudizio della Regione Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Galli

6816 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per contrastare sentimenti xenofobi e antidemocratici sul territorio regionale, con particolare riferimento ad iniziative svoltesi a Rimini nei giorni tra il 5 ed il 9 luglio 2018. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Torri, Prodi

6817 - Interrogazione a risposta scritta circa problematiche riguardanti un avviso pubblico, emesso dalla Regione Emilia-Romagna, per l'affidamento di incarichi di difesa e rappresentanza in giudizio della stessa. A firma del Consigliere: Facci

6818 - Interrogazione a risposta scritta circa le procedure riguardanti il conferimento, da parte della Regione Emilia-Romagna, di incarichi di difesa e rappresentanza in giudizio. A firma del Consigliere: Fabbri

 

Risoluzioni

 

6800 - Risoluzione per impegnare la Giunta a garantire l’autonomia funzionale dei CCM delle Aziende sanitarie, a valorizzare la funzione consultiva dei Comitati, a consentire e facilitare l’accesso dei CCM al mondo del terzo settore, nonché a collocare anche in dimensione distrettuale la previsione dei luoghi partecipativi della consultazione dei cittadini. (10 07 18) A firma del Consigliere: Alleva

6804 - Risoluzione per impegnare la Giunta a vigilare sulle fasi di preparazione dei referendum per i progetti di fusione affinché le amministrazioni pubbliche interessate garantiscano totale terzietà e imparzialità, favorendo il libero confronto fra le posizioni dei cittadini. (10 07 18) A firma della Consigliera: Piccinini

6805 - Risoluzione per impegnare l'Assemblea legislativa a interrompere il procedimento di fusione e a non passare all’esame del progetto di legge anche qualora l’esito del referendum per la fusione sia sfavorevole in uno solo dei Comuni interessati, indipendentemente dal fatto che i voti complessivi siano favorevoli o contrari. (10 07 18) A firma dei Consiglieri: Taruffi, Caliandro, Boschini, Calvano, Prodi, Torri

6806 - Risoluzione per invitare la Giunta e l'Assemblea legislativa a individuare le forme più idonee per un'adesione formale e sostanziale alla "Carta dei diritti della bambina" proposta dall'associazione FIDAPA BPW Italy. (10 07 18) A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Mori, Caliandro, Bessi, Rossi, Montalti, Zoffoli, Lori, Campedelli, Prodi, Taruffi, Torri, Rontini, Molinari, Sabattini, Serri, Mumolo, Zappaterra

6807 - Risoluzione per impegnare la Giunta e l'Assemblea legislativa a proseguire e implementare l'impegno nella diffusione della cultura legalitaria e nel sostegno a progetti di cittadinanza attiva, in collaborazione con le scuole e le istituzioni del territorio; per sollecitare il Governo a sostenere azioni in tali ambiti. (10 07 18) A firma dei Consiglieri: Rontini, Tarasconi, Paruolo, Campedelli, Molinari, Soncini, Boschini, Iotti, Mori, Caliandro, Taruffi, Torri, Prodi, Marchetti Francesca, Zoffoli, Sabattini, Montalti, Bessi, Mumolo, Zappaterra, Rossi, Pruccoli, Saliera

6809 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sensibilizzare i Comuni sull’importanza di distinguere tra il ruolo di promotore politico della fusione e la funzione istituzionale di corretta informazione sulle motivazioni e le conseguenze delle scelte dell’amministrazione, ai fini della libera formazione delle convinzioni dei cittadini. (11 07 18) A firma dei Consiglieri: Piccinini, Bertani

6810 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi portavoce, presso il Governo, delle istanze e delle aspettative degli agenti di polizia locale che attendono da anni un inquadramento del Corpo nel comparto di sicurezza, difesa e soccorso pubblico e l’equiparazione normativa tra la Polizia locale e le forze di polizia dello Stato. (11 07 18) A firma del Consigliere: Facci

6811 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi portavoce, presso il Governo, delle istanze e delle aspettative degli agenti di polizia locale ai fini dell’inquadramento del Corpo nel comparto di sicurezza, difesa e soccorso pubblico e per l’equiparazione normativa tra la Polizia locale e le forze di polizia dello Stato. (11 07 18) A firma del Consigliere: Facci

(Comunicazione n. 69 prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - prot. NP/2018/1653 del 12/07/2018)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Rainieri - Saliera

Rancan - Torri