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9.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 26 MAGGIO 2020

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

Sullo svolgimento di interpellanze

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 60

Interpellanza per sapere se la Giunta ritenga opportuno prevedere, compatibilmente con le risorse disponibili nel Bilancio regionale, misure dirette straordinarie di sostegno nei confronti di tutte le categorie economiche, in particolare per la micro/piccola e media impresa e per liberi professionisti, colpite dai provvedimenti restrittivi dovuti alla diffusione del Coronavirus, e se ritenga opportuno farsi carico presso il Governo nazionale affinché quest’ultimo si faccia promotore di una serie di azioni necessarie a sostenere le attività imprenditoriali, economiche e lavorative in genere che risultano penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Gruppo Misto)

COLLA, assessore

GIBERTONI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 68

Interpellanza circa l'opportunità di creare un marchio "Made in Emilia Romagna" per supportare il tessuto economico del territorio e contrastare la crisi economica. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Gruppo Misto)

MAMMI, assessore

GIBERTONI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 121

Interpellanza circa la salvaguardia del reparto di Cardiologia e Ortopedia dell'ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Gruppo Misto)

DONINI, assessore

GIBERTONI (Gruppo Misto)

 

OGGETTO 306

Progetto di legge d'iniziativa Giunta recante: «Interventi destinati al sostegno finanziario delle imprese emiliano-romagnole». (1)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 306/1/2/3/4 oggetti 688 - 725 - 726 - 727 - Discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

BONDAVALLI (BP)

PICCININI (M5S)

AMICO (ERCEP)

RONTINI (PD)

GIBERTONI (Gruppo Misto)

ZAMBONI (EV)

TARUFFI (ERCEP)

FACCI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

ZAPPATERRA (PD)

DELMONTE (Lega)

BARGI (Lega)

COSTI (PD)

CORSINI, assessore

COSTI (PD)

PICCININI (M5S)

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

BARCAIUOLO (FDI)

COSTI (PD)

ZAMBONI (EV)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Gli emendamenti relativi all’oggetto 306 sono riportati in allegato alla seduta antimeridiana del 27 maggio 2020 - Resoconto 10

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,47

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta.

 

Sullo svolgimento di interpellanze

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interpellanze. Otto minuti complessivi per l’interpellante e otto minuti per l’assessore.

Partiamo con l’interrogazione n. 24: Interpellanza relativa agli effetti sull’economia e sull’occupazione legati all’emergenza Coronavirus, a firma della consigliera Gibertoni.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Presidente, in considerazione del fatto che abbiamo dei lavori da concludere oggi in modo veloce, così come è stato chiesto rispetto alla discussione di questo progetto di legge, ho pensato per le interpellanze calendarizzate oggi di chiedere la risposta scritta rispetto a questa prima, se lei è d’accordo, e anche rispetto alla seconda, ossia la n. 24 e la n. 32. Se potete cortesemente annotarvi di inviarmi per e-mail le risposte scritte, vi ringrazio. Chiederei anche la risposta scritta dell’interpellanza n. 120, ossia quella sulle carenze del sistema sanitario regionale presenti e future.

Quindi, se lei è d’accordo, presidente, procederei a discutere l’interpellanza n. 60 con l’assessore Colla, oppure nell’ordine che preferisce. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Benissimo.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 60

Interpellanza per sapere se la Giunta ritenga opportuno prevedere, compatibilmente con le risorse disponibili nel Bilancio regionale, misure dirette straordinarie di sostegno nei confronti di tutte le categorie economiche, in particolare per la micro/piccola e media impresa e per liberi professionisti, colpite dai provvedimenti restrittivi dovuti alla diffusione del Coronavirus, e se ritenga opportuno farsi carico presso il Governo nazionale affinché quest’ultimo si faccia promotore di una serie di azioni necessarie a sostenere le attività imprenditoriali, economiche e lavorative in genere che risultano penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’interpellanza n. 60, sempre a firma della consigliera Gibertoni. A lei la presentazione di questa interpellanza, a cui poi arriverà la risposta dell’assessore Colla.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Con questa interpellanza chiedo, compatibilmente con le risorse del bilancio regionale, come la Giunta intenda… Mi scusi, presidente, ho invertito i numeri. Quindi, ripeto e mi scuso. Mi scuso anche con gli assessori in collegamento. Chiedo la risposta scritta alle interpellanze nn. 60 e 68… No, va bene. È stato un momento di distrazione. A posto. L’avevo confusa con la prima, che era sempre sulle misure economiche. Sono sei insieme.

 

PRESIDENTE (Petitti): Non è un problema. Prego.

 

GIBERTONI: Ricominciamo, quindi, con l’interpellanza n. 60.

Vorrei sapere dalla Giunta, dall’assessore, compatibilmente con le risorse disponibili in bilancio, se intenda farsi carico presso il Governo nazionale perché quest’ultimo si possa fare latore di una serie di azioni necessarie a sostenere le attività imprenditoriali, economiche e lavorative in genere che risultano penalizzate dall’attuale emergenza sanitaria.

In parte ritengo che questa interpellanza possa essere superata anche dal progetto di legge che discutiamo oggi, quindi mi limito ad ascoltare la risposta dell’assessore Colla.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Passo la parola all’assessore Colla. Prego, assessore.

Non la sentiamo. C’è un problema di audio. La vediamo. Prego.

 

COLLA, assessore: La risposta alla consigliera Gibertoni è articolata, ma faccio in fretta. La risposta più importante è stata evitare la pandemia sociale. Do un dato in quanto siamo riusciti a consegnare all’INPS tutte le domande di cassa integrazione in deroga. L’investimento della Regione sulle quasi 49.000 domande, che sono accordi di cassa integrazione in deroga, è stato di 325 milioni di euro. Questo permette di pagare i lavoratori e le lavoratrici che hanno utilizzato gli ammortizzatori in deroga. È un fatto enorme, che non ha precedenti nella storia. Stiamo parlando di quasi 160.000 lavoratori coinvolti in questa Regione nell’arco di due mesi e mezzo.

Al Governo abbiamo chiesto di accompagnare con l’ultimo decreto, con strumenti e ammortizzatori, la ripresa, perché abbiamo bisogno di accompagnare quella ripresa.

Adesso abbiamo due impegni in rapporto anche con il Governo: uno, di non dimenticare l’erogazione delle risorse impegnate sui lavoratori autonomi, partite IVA, perché lì sono tante le persone in sofferenza, che aspettano una risposta. Dall’altra parte, ovviamente, impegniamo l’INPS a velocizzare il più possibile l’erogazione dei pagamenti. Questa è una tenuta sociale importantissima. Invece, sugli aspetti finanziari, ovviamente, abbiamo deciso di fare alcune operazioni che hanno portato un risultato.

L’operazione che noi abbiamo fatto con Confidi, che abbiamo spostato dagli investimenti alla liquidità la possibilità delle piccole imprese di andare a prendere prestiti di 150.000 euro, e la Regione è intervenuta sia sui costi di pratica sia sugli interessi che sono zero, ha portato ad avere centinaia di domande di imprese. Quando ci sono imprese che chiedono risorse di liquidità, e sono imprese che vogliono ripartire, è un fatto importante e positivo.

Dall’altra parte oggi mi sembra che sia la prima legge dell’Assemblea regionale che ha permesso, su Foncooper, di andare sulle cooperative diffuse, quindi la cooperazione, il terzo settore, le associazioni. Stiamo parlando di soggetti che, pur essendo associazioni, hanno lavoratori anche loro, quindi la possibilità di avere liquidità permette di reggere e di agganciarsi alla ripresa. È un fatto molto importante.

Poi abbiamo iniziato a mettere a terra tutte le operazioni di investimento sulla sanificazione, sull’innovazione, nella messa a punto anche degli investimenti, perché mettere in sicurezza un luogo di lavoro è un investimento, quindi abbiamo fatto un’operazione di 5 milioni di investimento già totalmente assegnati, poi 1,5 milioni per quanto riguarda la gestione della partecipazione democratica dei tavoli, per il governo anche partecipato della discussione della ripresa sui tavoli, e adesso stiamo mettendo a terra, in relazione con le imprese, tutti i progetti fondamentali che sono in grado di creare lavoro.

Non ho bisogno di ricordare il grande investimento, ad esempio, che stiamo facendo sul Tecnopolo. Ma, al di là del titolo e dell’importanza che ha l’operazione Tecnopolo, noi lì siamo andati a incrementare di 100 unità i lavoratori del settore edile che lavorano in quel Tecnopolo, quindi un fatto molto importante anche dal punto di vista del lavoro.

Ricordo tutta l’operazione che abbiamo fatto sui tirocini. Non a caso abbiamo deciso, con l’ultima ordinanza, di aprire i tirocini collegati al lavoro, quindi le risorse che abbiamo dato, che sono praticamente 18 milioni di euro, sia a invalidi, persone in difficoltà, sia ai tirocinanti era per accompagnare questo periodo. Questa è l’operazione che abbiamo messo in campo, oltre ovviamente a tutte le operazioni che stiamo facendo in rapporto anche con l’ultimo decreto del Governo, di accompagnare il sistema alla liquidità. Stiamo discutendo con gli istituti bancari per velocizzare moltissimo il credito dei 25.000 euro, che adesso diventeranno 30.000 per dieci anni; stiamo velocizzando l’altro pezzo di garanzia con la SACE.

Abbiamo bisogno di mettere a terra la massa di risorse che ci permette di accompagnare la ripresa. Do un dato, però: da 3000 domande di cassa integrazione in deroga delle prime settimane di marzo, oggi siamo a 250, le ultime settimane. Prima di chiudere al 100 per cento erano 200-250. Vuol dire che la ripresa c’è stata. Abbiamo tante difficoltà, la dobbiamo gestire, ma l’impianto di una ripresa governata in sicurezza sta funzionando.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Colla.

Consigliera Gibertoni, per la replica. Ha sei minuti, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Ho ascoltato l’assessore Colla. Questa, ovviamente, in pochi minuti è una delle tante possibilità di aggiornarci su quello che la Giunta sta facendo rispetto al contenimento della pandemia sociale, quella che adesso ci preoccupa in modo maggiore, soprattutto per le scadenze che ci aspettano ancora nei prossimi mesi e poi in autunno, che in qualche modo vanno previste.

Apprezzo l’entusiasmo con cui l’assessore ha, pur ovviamente nella sintesi, elencato una serie di misure e anche di interlocuzioni con il Governo su questo tema, però io userei molta più cautela nel dire che sta funzionando e mostrerei poi i risultati pratici. Però, dato che i risultati pratici li chiederemo, sicuramente l’assessore avrà l’occasione di mostrarceli.

Su due punti ci tengo che l’attenzione sia, come sappiamo tutti, particolarmente alta, punti citati anche dall’assessore, uno è quello della cassa integrazione, e l’abbiamo detto nelle Commissioni, con gli atti ispettivi e via dicendo, e su questo ci deve essere l’attenzione massima in questo momento, perché lì davvero si colpiscono persone che stanno soffrendo e veramente non hanno soldi per andare a fare la spesa in modo assolutamente ingiustificato e ingiustificabile. L’altro è l’interlocuzione fondamentale con gli istituti bancari, proprio in un momento in cui fuori da questo palazzo potrebbe essere percepita come una forte ingiustizia sociale quella per cui il piccolo commerciante, il cittadino o il singolo viene ascoltato meno dalla banca rispetto alla grande industria, che a volte, invece, riesce a ottenere facilmente agevolazioni con tassi inesistenti, e quindi si chiede “ma come, proprio nel momento in cui dovrei essere aiutato perché non ho nessun tipo di rete di protezione, le Istituzioni si fanno di nebbia?”.

Su questi due punti in particolare, cassa integrazione e interlocuzione forte con gli istituti bancari, credo che si giochi la possibilità di dirci tra molti mesi che starà funzionando. Adesso mi accontento di pensare che ci si sta lavorando. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Gibertoni.

 

OGGETTO 68

Interpellanza circa l’opportunità di creare un marchio “Made in Emilia-Romagna” per supportare il tessuto economico del territorio e contrastare la crisi economica. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con l’interpellanza n. 68: Interpellanza circa l’opportunità di creare un marchio “Made in Emilia-Romagna” per supportare il tessuto economico del territorio e contrastare la crisi economica, sempre a firma della consigliera Gibertoni, a cui risponderà l’assessore Mammi.

Prego, consigliera, per l’illustrazione.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Questa interpellanza si presenta da sola, però fa seguito a un suggerimento che già avevo portato nella scorsa legislatura sotto forma di un ordine del giorno e di un emendamento, su cui mi era parso che ci fosse perlomeno la consapevolezza che potesse essere un percorso da intraprendere. Quindi, visto che è molto semplice la richiesta che faccio, ascolto la risposta dell’assessore Mammi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Prego, assessore Mammi, a lei la parola.

 

MAMMI, assessore: Grazie, presidente. Grazie anche alla consigliera Gibertoni, perché nelle finalità generali dell’interpellanza mi riconosco, lo ritengo un utile contributo.

Quando sono stato nominato avevo anche io fatto alcune riflessioni rispetto all’opportunità di identificare e individuare uno strumento che aiutasse a valorizzare meglio i nostri prodotti sul piano commerciale. Ricordo che anche il consigliere Rancan aveva citato questa proposta in uno dei primi dibattiti sul programma che abbiamo tenuto in Assemblea legislativa. Penso che sia un tema sul quale sia giusto confrontarsi e ragionare insieme.

L’indicazione dell’origine di un prodotto attraverso un marchio o informazioni in etichetta rappresenta un elemento di grande complessità ed è regolato da norme di livello europeo in quanto concerne le forme di comunicazione del prodotto ai consumatori all’interno del mercato unico.

Nel quadro normativo vigente è possibile caratterizzare i prodotti agroalimentari sulla base della loro provenienza nell’ambito della denominazione di origine che tutti conosciamo, che è la DOP o l’IGP, quindi la denominazione di origine protetta…

 

PRESIDENTE (Petitti): Scusi, assessore. L’audio è un po’ basso. Proviamo a capire se è un problema tecnico. Magari alziamo un po’ il volume, se è possibile. Chiedo un supporto. Provi adesso, assessore. Va un po’ meglio. Grazie.

 

MAMMI, assessore: Sono questi i due strumenti, DOP e IGP, che regolamentano la provenienza dei prodotti a livello europeo. Sapete che la regione Emilia-Romagna detiene già il record in Europa per numero di DOP e IGP alimentari, sono 44, e anche per fatturato complessivo.

L’ultimo rapporto qualità-vita ISMEA tra l’altro indica la regione Emilia-Romagna come una regione che per produzione di DOP e IGP va oltre i 3 miliardi di euro. Oltre il 90 per cento di questo valore è rappresentato dal Parmigiano Reggiano, ma poi seguono, con numeri importanti, il prosciutto di Parma, l’aceto balsamico di Modena IGP, la mortadella di Bologna IGP. Sono prodotti esportati, noti in tutto il mondo, che naturalmente non richiedono un’ulteriore denominazione di origine territoriale per essere riconosciuti e valorizzati. Dobbiamo poi, ovviamente, impegnarci perché ci sia non solo una piena valorizzazione, ma anche una lotta a ogni forma di contraffazione e di imitazione.

Alle DOP e IGP alimentari si affiancano oltre 30 DOP e IGP dei vini, che caratterizzano i territori vitivinicoli della regione e che concorrono per oltre 400 milioni al fatturato agroalimentare. Al di fuori di questi due marchi DOP e IGP, vi sono poi due regolamenti che disciplinano rispettivamente i marchi comunitari e l’etichettatura degli alimenti.

In base al Regolamento relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori e al suo regolamento di esecuzione, è già ampiamente possibile, per un produttore, indicare in etichetta l’origine del prodotto, per diversi casi anche quella della materia prima principale, fornendo quindi al consumatore un’informazione sulla provenienza territoriale.

Per quanto, invece, riguarda il Regolamento relativo ai marchi dell’Unione europea, è consentito inoltre alle associazioni di produttori la registrazione, presso gli uffici per la protezione della proprietà intellettuale, di marchi collettivi che comprendono anche un nome geografico. Insieme al marchio collettivo deve comunque essere depositato un regolamento che definisca i requisiti produttivi e le disposizioni per l’uso del marchio stesso, tracci inoltre le regole del sistema di controllo e illustri le sanzioni che vengono prese nei confronti di chi non rispetta le regole stabilite.

Se il marchio collettivo viene istituito da un ente pubblico come la Regione diventa, invece, una regola tecnica e come tale, ai sensi della direttiva UE del 2015, la 1535, sulle regolamentazioni tecniche e sulle regole relative ai servizi della società dell’informazione, deve essere notificata all’Unione europea.

Un altro vincolo per i marchi collettivi depositati da enti pubblici è l’accessibilità e la possibilità di farne uso da parte di qualsiasi operatore del territorio dell’Unione europea che ne rispetti il disciplinare, a prescindere dalla provenienza. Il marchio, quindi, non sta tanto a indicare una specifica provenienza, quanto un insieme di regole da rispettare per la produzione. La stessa Regione Emilia-Romagna, che ha depositato il marchio QC, cioè Qualità Controllata, accetta appunto quali concessionari tutti coloro che nella UE rispettano i disciplinari di produzione approvati dalla Regione e il regolamento d’uso del marchio.

Nel caso si volesse, quindi, procedere alla registrazione di un marchio collettivo come ente pubblico, la procedura dovrebbe quantomeno prevedere questi passaggi: adozione di una legge regionale che fissi gli obiettivi, manifesti l’intenzione di registrare un marchio, individui la cornice entro la quale definire i successivi atti applicativi; predisporre un regolamento; realizzare il marchio e poi ovviamente depositarlo; inviare la proposta di regolamento alla Commissione europea quale notifica di progetto di regola tecnica; approvazione da parte della Commissione europea, una volta verificata la correttezza dell’operazione e l’insussistenza di condizioni contrarie alla libera concorrenza; approvazione definitiva del regolamento disciplinare e l’attivazione degli organi di controllo che ne devono garantire il rispetto e applicare sanzioni in caso di trasgressione per chi decide di utilizzarlo. Ottenuta la registrazione del marchio e attivati tutti gli strumenti per la sua concessione, è poi necessario un grande sforzo promozionale per farlo conoscere.

Naturalmente vanno anche valutati i rischi reputazionali del nome della regione connessi con un non corretto utilizzo del marchio e con il mancato rispetto degli standard qualitativi del disciplinare ad esso associato, rischi che per essere minimizzati richiedono un grande investimento in controllo e anche in attività di certificazione. Quindi, si potrebbe anche valutare poi di rilanciare e ampliare il campo di applicazione del marchio della regione QC (Qualità Controllata) ora limitato all’ortofrutta a un numero ristretto di prodotti trasformati, che ha il pregio di essere già registrato e di avere una sua base di riconoscibilità.

In ogni caso, nulla impedisce all’iniziativa privata di produttori della regione Emilia-Romagna di istituire dei marchi collettivi per la valorizzazione della provenienza del prodotto, nel rispetto del richiamato Regolamento europeo sui marchi, o di inserire in etichetta informazioni sui luoghi di origine, secondo quanto disposto dal Regolamento UE/1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Quindi, concludendo la mia risposta, io condivido quelle che sono le finalità generali dell’interpellanza. Naturalmente deve essere un valore aggiunto in particolar modo per quei prodotti senza DOP e IGP, penso per esempio alla carne, alla frutta, alle verdure o al pesce, che già non hanno una forma di protezione e di tutela a livello europeo, perché non hanno una denominazione d’origine. Naturalmente si tratta di trovare lo strumento migliore, e per migliore intendo uno strumento efficace commercialmente, quindi apprezzato dai consumatori e anche, ovviamente, da coloro che lo dovranno utilizzare, uno strumento che non comporti troppi oneri agli stessi produttori e che sia tutelabile rispetto a eventuali usi scorretti.

La mia proposta, se la consigliera è d’accordo, è quella di andare in Commissione per fare anche un confronto tecnico e, quindi, articolare meglio e poter spiegare meglio tutti questi passaggi normativi che ho citato nella mia risposta, per poi esaminare i vari scenari, che possono essere o individuare un nuovo marchio “Made in Emilia-Romagna”, o chiamiamolo come si ritiene in maniera più efficace, oppure trasformare il QC (Qualità Controllata) oppure accompagnare i produttori nella creazione di un marchio, cosa che loro, come appunto ho detto, possono fare in maniera anche più libera. Comunque, ho già chiesto agli uffici di incaricare di fare un’indagine di mercato anche per avere qualche riscontro rispetto ai consumatori e alle aziende che potrebbero utilizzarlo per capirne il grado eventualmente di riconoscibilità e anche di soddisfazione ed efficacia che potrebbe avere pensare a uno strumento di certificazione di questo tipo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Mammi.

Consigliera Gibertoni, per la replica, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Grazie, assessore Mammi. Grazie per la risposta. Dichiaro la mia soddisfazione rispetto a questa risposta molto chiara rispetto alla sintesi delle procedure che sono necessarie per poter avere tutti i passaggi assicurati ed arrivare a mettere in cantiere un marchio come questo.

Ho ripresentato con grande piacere questa proposta oggi, per quanto la proposta venga, in realtà, della scorsa legislatura. A causa della congiuntura economica di cui anche oggi discuteremo e su cui si è innescato l’espandersi dell’epidemia del Coronavirus, rispetto anche agli effetti devastanti che ci sono, penso che mai come oggi si accompagni a questa proposta, almeno per me, la consapevolezza della necessità di un orgoglio anche territoriale; un orgoglio dell’Emilia-Romagna, della qualità che contraddistingue la sua tradizione, la sua storia agroalimentare, la capacità dei suoi imprenditori di aver mantenuto questa tradizione alta nel tempo.

Penso che l’attenzione quindi da parte delle Istituzioni di tutto questo sia la congiuntura, l’allineamento necessario che possa effettivamente portare quest’idea a meta. Ringrazio l’assessore. Sono d’accordo anche sulla possibilità di approfondire ulteriormente questo tema in Commissione, sia nella parte tecnica e sia nella parte di qualità comunicativa, quindi di efficacia dal punto di vista anche della pervasività, dal punto di vista del marketing rispetto a questa proposta.

Con piacere attendo anche la discussione in Commissione. Grazie.

 

OGGETTO 121

Interpellanza circa la salvaguardia del reparto di Cardiologia e Ortopedia dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’ultima interpellanza, sempre a firma della consigliera Gibertoni: interpellanza circa la salvaguardia del reparto di cardiologia e ortopedia dell’Ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: […] ad una serie di preoccupazioni che si sono diffuse nel territorio dell’area nord della provincia di Modena quando si sono aperti – lo ricorderete – i primi ospedali Covid, tra cui uno a Mirandola. Poiché l’ospedale ha già una storia di depotenziamento che parte da diversi anni, almeno dal 2011, ovviamente si sono ingenerate preoccupazioni che quei reparti che venivano traslocati, penso al trasloco a Carpi delle degenze di cardiologia e ortopedia e al blocco di altre attività, fossero destinati a non tornare mai più. Ecco perché ho preferito chiedere direttamente alla Giunta, ma soprattutto chiedere che si scongiuri assolutamente un ulteriore depotenziamento che, a fronte di quello già grave in essere, di cui siamo stati testimoni negli anni, se si dovesse aggiungere, davvero si può concludere che quel territorio o quell’ospedale non se lo possono assolutamente permettere. Quindi, chiedo riscontri alla Giunta rispetto a questo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Risponde l’assessore Donini. Prego, assessore.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie alla consigliera Gibertoni.

Nel corso di queste settimane di emergenza, le scelte operate dalle aziende sanitarie non si sono basate solo sulle singole esigenze locali, ma hanno seguito una strategia di rete ospedaliera provinciale e talvolta regionale. Ciascuna struttura sta infatti ricoprendo un ruolo cruciale al servizio dell’intera popolazione, mettendo a disposizione spazi, risorse tecnologiche e personale. Le decisioni relative all’ospedale di Mirandola rientrano in questa strategia e hanno consentito di fornire una risposta più efficace sull’intero territorio modenese.

Dal 16 di marzo l’azienda ASL di Modena ha accorpato le degenze cardiologiche di Mirandola e Carpi in un’unica sede, optando per la struttura carpigiana, strutturalmente idonea a preservare una compartimentazione Covid-free. Tale decisione è stata presa in considerazione del calo dei pazienti cardiologici Covid negativi ricoverati in entrambi gli ospedali.

Nelle prime due settimane di marzo, l’occupazione media stabile dei posti letto per entrambe le sedi era stata infatti inferiore al 50 per cento. La bassa necessità di posti letto ha consentito di accogliere, nella medesima area, anche i degenti nefrologici Covid negativi, i quali necessitano di alti livelli di protezione.

I degenti cardiologici e nefrologici dell’area nord sono ulteriormente diminuiti nelle settimane successive, tant’è che il reparto ha avuto sempre un’occupazione non superiore al 60 per cento. Come previsto dalle ordinanze regionali, l’azienda ha poi sospeso tutte le prestazioni programmate. Questo ha determinato una diminuzione drastica delle attività di sala operatoria su tutti gli ospedali, consentendo il recupero di risorse in termini sia di spazi sia di personale da dedicare all’emergenza in atto.

Nello specifico, l’unità operativa di ortopedia dell’ospedale di Mirandola, nei giorni dall’1 al 20 marzo, aveva effettuato dieci interventi chirurgici di traumatologia. Pertanto, in analogia a quanto avvenuto anche in altre aree di questa provincia, l’Azienda USL di Modena ha proceduto a un accorpamento di area su Carpi, dove è stato identificato un unico contenitore Covid-free area chirurgica. Qui sono confluite tutte le unità chirurgiche di area nord, la chirurgia generale, l’ortopedia, l’urologia, la ginecologia, operative esclusivamente sulle attività in urgenza, con ventiquattro posti letto, e riferiti a due sale operatorie. Nelle due settimane successive all’accorpamento sono stati accolti complessivamente quattro pazienti ortopedici del distretto mirandolese.

In merito alla proposta di recupero dell’ala vecchia dell’ospedale di Mirandola da area ambulatoriale a degenza, l’Azienda precisa che si tratta di un’ipotesi di lavoro che necessiterebbe di un adeguamento impiantistico sostanziale. Il layout è, infatti, obsoleto e la compartimentazione e le zone filtro non avrebbero consentito di ospitare in sicurezza né i pazienti Covid positivi né i pazienti Covid negativi.

L’Azienda USL specifica, inoltre, che le riorganizzazioni attuate per far fronte all’emergenza Coronavirus in tutti gli ospedali del presidio ospedaliero provinciale sono avvenute senza ampliamenti complessivi di letti e superfici da utilizzare, garantendo in questo modo un numero di personale sempre adeguato ai livelli di assistenza richiesta.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Donini.

Consigliera Gibertoni, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente.

Rispondo semplicemente sintetizzando la mia preoccupazione, che non ho motivo di accantonare per il momento, rispetto allo stato delle cose dell’ospedale di Mirandola, che approfittando del fatto che sembrava ci fosse maggiore consapevolezza anche rispetto alla tutela della sanità pubblica, ma soprattutto rispetto alla tutela della sanità pubblica capillare territoriale in seguito all’emergenza virus, secondo me è un ospedale che dovrebbe tornare al PAL che aveva prima del 2011 e, quindi, ad avere tutte quelle dotazioni che erano state promesse negli anni e che non soltanto non erano poi state portate a compimento, ma addirittura aveva visto ulteriori spoliazioni rispetto a dotazioni, personale, posti letto eccetera.

Dato che la riorganizzazione che adesso abbiamo visto e che abbiamo visto anche negli ultimi anni ci ha fatto vedere oggi quanto è stata scellerata nella possibilità di rispondere ai bisogni di salute e di emergenza di una situazione come quella che abbiamo appena vissuto, ma già prima segnalavamo e si vedeva che i territori si dividevano già naturalmente in territori di serie B, quelli che perdevano servizi fondamentali, a partire da quello della sanità pubblica, e territori che invece di questo non risentivano, con una grave interpretazione che poi può essere data sui territori dai cittadini rispetto al non sentirsi considerati allo stesso livello di Comuni su cui, invece, si investiva, su cui addirittura si accorpavano reparti, si aumentavano posti letto.

Gli standard sono, quindi, diminuiti, sono calati. Anche il fatto che l’assessore ricordava della diminuzione di pazienti ad esempio cardiologici è un bruttissimo segno perché durante la pandemia, come l’assessore credo saprà, pare che molti pazienti o persone con dei […] o con delle patologie gravi non abbiano segnalato, non abbiano cercato il contatto con l’ospedale, il contatto con il medico, non siano entrati, non siano andati al pronto soccorso proprio perché temevano, avevano una paura così forte del Coronavirus rispetto anche all’allarme mediatico che aveva martellato dentro le case giorno e notte che poi rischiavano di morire d’infarto a casa loro. La diminuzione di quei pazienti, la diminuzione di quei ricoveri, purtroppo, rischia di essere un segnale molto negativo, di ritrovare poi persone ammalate o peggio più avanti che non sono state soccorse o non hanno segnalato la loro malattia e il loro malessere proprio perché concentrati in un modo assoluto e in questo senso assolutamente sbilanciato sull’emergenza soltanto del virus, dimenticando il proprio stato di salute pregresso.

Torniamo, quindi, ai territori, torniamo ai territori di serie B. Se questo non è bastato per far capire che quei territori devono essere considerati alla pari degli altri io non so, assessore, cosa deve succedere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Bene. Abbiamo concluso con le interpellanze.

 

OGGETTO 306

Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: «Interventi destinati al sostegno finanziario delle imprese emiliano-romagnole» (1)

(Continuazione discussione)

(Ordini del giorno 306/1/2/3/4 oggetti 688 - 725 - 726 - 727 - Discussione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Si riprende la discussione generale che abbiamo interrotto questa mattina sul progetto di legge, oggetto 306, ma prima partiamo con l’appello.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro

  2. BARGI Stefano

  3. BERGAMINI Fabio

  4. BESSI Gianni

  5. BONDAVALLI Stefania

  6. BULBI Massimo

  7. CALIANDRO Stefano

  8. CASTALDINI Valentina

  9. CATELLANI Maura

10. COSTA Andrea

11. COSTI Palma

12. DAFFADA’ Matteo

13. DELMONTE Gabriele

14. FABBRI Marco

15. FELICORI Mauro

16. GIBERTONI Giulia

17. IOTTI Massimo

18. LISEI Marco

19. LIVERANI Andrea

20. MALETTI Francesca

21. MARCHETTI Daniele

22. MARCHETTI Francesca

23. MASTACCHI Marco

24. MONTALTI Lia

25. MONTEVECCHI Matteo

26. MORI Roberta

27. MUMOLO Antonio

28. OCCHI Emiliano

29. PARUOLO Giuseppe

30. PELLONI Simone

31. PETITTI Emma

32. PICCININI Silvia

33. PIGONI Giulia

34. PILLATI Marilena

35. POMPIGNOLI Massimiliano

36. RANCAN Matteo

37. RONTINI Manuela

38. ROSSI Nadia

39. SABATTINI Luca

40. SONCINI Ottavia

41. STRAGLIATI Valentina

42. TAGLIAFERRI Giancarlo

43. TARASCONI Katia

44. TARUFFI Igor

45. ZAMBONI Silvia

46. ZAPPATERRA Marcella

 

46 presenti. La seduta è valida.

Per la Giunta sono presenti tutti gli assessori, a parte il presidente e la vicepresidente.

A questo punto proseguiamo con il dibattito rispetto al progetto di legge interventi destinati al sostegno finanziario per le imprese emiliano-romagnole, oggetto 306.

Discussione generale. Ricordo che ogni consigliere ha venti minuti per poter intervenire come tempo massimo.

Io avevo precedentemente iscritta la consigliera Bondavalli. Adesso si è iscritta la consigliera Piccinini.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Intervengo per riprendere un po’ il tema di questa mattina. È chiaro a tutti noi che quello che abbiamo di fronte è un mondo tutto inedito che necessita di una ricostruzione che era davvero impensabile fino a pochi mesi fa; un mondo di cui anche come Istituzione regionale avremo nei prossimi mesi e anni piena responsabilità sul piano politico, su quello degli aiuti, sul sostegno e anche su quello inerente la necessità di delineare una visione del futuro prossimo; un sistema, insomma, da riprogettare in modo profondo. Questa è la sfida che abbiamo davanti e su cui dobbiamo operarci per dare un senso compiuto al nostro agire di servizio alla comunità della nostra regione.

È capitato ovviamente a gran parte di noi, anche a me è capitato in questi mesi di parlare spesso con operatori che agiscono davvero nei più diversi settori. Ho colto nei loro occhi un senso di smarrimento e dubbi, incertezze, perché c’è paura di vedere svanire sotto i loro occhi le sicurezze e le prospettive che avevano costruito indubbiamente in tanti anni di lavoro, in tanti anni di sacrificio. Ecco, noi dovremo essere il più possibile al loro fianco, senza che nessuno possa sentirsi solo, senza forme di accompagnamento.

Il presidente Bonaccini e la Giunta regionale, in questa fase, ricordiamolo, del tutto straordinaria, senza precedenti, hanno svolto proprio un lavoro incessante ed efficace di prossimità con i territori e le loro necessità. È stato indubbiamente un lavoro complesso e inedito, sotto la spinta di un’emergenza sanitaria che ha avuto bisogno, sino a oggi, di un vero e proprio diario di bordo, quotidiano, fatto di dati, fatto di scelte, soprattutto di azioni. Un lavoro svolto da una Giunta consapevole che […] sempre, l’abbiamo anche detto, fragili, quelle che hanno un forte tessuto sociale, come […] sono in grado di trovare in sé le forze per reagire.

Il provvedimento che è in esame nella seduta odierna, a mio avviso, sintetizza pienamente il lavoro di presenza, di sostegno e soprattutto anche di prospettiva portato avanti in questi mesi dalla Giunta regionale. Ecco perché con convinzione esprimo indubbiamente una valutazione favorevole riguardo a questo progetto di legge proposto. In esso ci si riferisce a piccole e medie imprese del commercio, a realtà della cooperazione, del terzo settore, di associazioni e società sportive dilettantistiche, di enti religiosi civilmente riconosciuti, di imprese turistiche, oltre che al sostegno all’editoria. Due parole su questo ultimo punto. Il sostegno all’editoria è importante e fondamentale, a maggior ragione per lo straordinario sforzo compiuto in questa fase da giornalisti, da testate giornalistiche ed emittenti locali per diffondere il più possibile informazioni ai cittadini. Informazioni che, lo dobbiamo dire, sono state puntuali, sono state serie e soprattutto affidabili. E aggiungo anche che la comunicazione istituzionale è preziosa per gli organi di stampa, rappresenta anche una grande opportunità di conoscenza per i cittadini. Insomma, a livello generale, è evidente che si è voluto in modo consapevole tracciare con questa proposta la mappa di una serie di elementi importanti della società e dell’economia dell’Emilia-Romagna, nella quale la loro presenza attiva ha un forte radicamento, tale che non possono essere trascurate senza che naturalmente a soffrirne sia poi lo stesso sistema sociale, oltre che il nostro sistema economico.

Parliamo di imprese, ma anche di enti, abbiamo detto, come di tutto il terzo settore, lo voglio ribadire, gli enti religiosi civilmente riconosciuti e associazioni che svolgono quotidianamente attività di vasto interesse ai fini dell’utilità sociale, che dunque non potevano accedere alle misure già disposte dalla Regione, pur avendo, di fatto al pari delle altre imprese, subìto una fortissima penalizzazione a causa del blocco delle loro attività.

Si tratta, nel complesso, di migliaia di posti di lavoro, di consolidati assi di sviluppo, di know-how acquisiti in decenni di attività, atte anche, ad esempio, a diventare un modello da esportare, e non esiste, non è immaginabile un’Emilia-Romagna senza la presenza del tessuto di imprese, di cooperative, di associazioni sportive, del terzo settore e degli enti religiosi sostenuti da questo provvedimento. Come non è pensabile la nostra regione senza il turismo e soprattutto senza il suo modo di fare promozione territoriale. Qui dobbiamo fornire un aiuto concreto, rapido ed efficace, perché possa ripartire in un contesto di adeguamento delle sue strutture a seguito dei provvedimenti presi post Covid-19.

È chiaro a tutti che il mondo economico interessato da questo provvedimento ha urgente bisogno di ripartire e naturalmente di non essere lasciato solo. Ben venga un progetto di legge che ha come obiettivo l’accesso al credito a breve termine tramite l’utilizzo di risorse regionali, perché c’è urgente necessità di interventi che possano garantire liquidità. La liquidità per queste imprese oggi è fondamentale per superare la fase di sospensione delle attività e poi quella del riavvio. E c’è ancora più bisogno di repentina concretezza, c’è bisogno di farlo immediatamente, perché non possiamo permetterci, anzi queste realtà non possono permettersi di attendere. La struttura portante di questo provvedimento credo che offra, in tal senso, una serie di misure che già definiscono una loro operatività, prevedendo appunto l’utilizzo di risorse regionali e cogliendo, a mio avviso, l’obiettivo di rapidità ed efficacia, che peraltro la nostra gente ci chiede ogni giorno.

Questa è una proposta che io ritengo necessaria, significativa e soprattutto tempestiva, credo che questo sia l’asset fondamentale, pertanto con convinzione poi esprimerò il mio voto a favore.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Bondavalli.

Passo la parola alla consigliera Piccinini. Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Questo progetto di legge, seppur nella velocità con cui è arrivato in Commissione e con cui lo trattiamo oggi in aula, era partito bene, come dicevo in Commissione, ed era partito bene, seppur abbiamo rilevato, come abbiamo fatto presente anche in Commissione, alcune discrepanze, che oggi permangono rispetto al titolo del provvedimento, che fa riferimento a misure relative all’emergenza Covid e poi in particolar modo sull’articolo 1 e sull’articolo 2 questa precisazione ancora non è presente. Questo significa – non so se fosse intenzione della Giunta o meno – che quelle modifiche valgono anche al di fuori dell’emergenza che stiamo vivendo. Intenzionale o meno, a noi comunque va bene.

Dicevo, era partito benino, però, come facevo presente in Commissione, c’è stato qualche inciampo negli emendamenti. Alla fine è diventato anche un veicolo per inserire un articolo che, dal mio punto di vista, non c’entra nulla con il contenuto di questo provvedimento. Faccio ovviamente riferimento all’articolo sull’editoria. Il nostro giudizio non può essere omogeneo. Concordiamo sicuramente sulle misure che riguardano l’aiuto per l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e per il mondo della cooperazione. Quindi, bene che sia le garanzie che i contributi in conto interesse, che prima erano destinati solo per spese di investimento, siano stati estesi anche all’approvvigionamento di scorte, al reintegro del capitale circolante tramite l’abbattimento del tasso d’interesse.

Questa è una misura in continuità con quelle nazionali contenute nel DL Cura Italia, nel Decreto Liquidità, nel Decreto Rilancio, che puntano a liberare ulteriori fondi a favore delle imprese con un effetto leva che vale 750 miliardi a livello nazionale di risorse attivabili su cui – lo voglio sottolineare – le banche purtroppo fanno ancora troppo poco in termini di erogazione dei prestiti. È il motivo per cui si stanno apportando anche modifiche in Parlamento per semplificare la procedura sospendendo, per esempio, la segnalazione alla Centrale dei rischi.

Per quanto riguarda i finanziamenti agevolati al terzo settore, con questo intervento regionale si integra quanto fatto a livello nazionale, dove è stato previsto un incremento per il fondo del terzo settore di 100 milioni di euro, oltre all’estensione sempre al terzo settore dei contributi per l’acquisto dei presidi sanitari e tutta un’altra serie di agevolazioni.

Sulle risorse a fondo perduto del turismo – inizialmente quell’articolo era limitato solamente agli stabilimenti balneari – vorrei far presente (non so se l’assessore Corsini è collegato con noi perché avrebbe anche la delega alla mobilità su cui ci sembra intervenga troppo poco) che c’è anche tutto un altro settore che ha bisogno di risorse aggiuntive, che è quello della mobilità ferroviaria.

A livello nazionale sono state previste delle risorse aggiuntive per le ferrovie nazionali. A livello regionale abbiamo dei mancati introiti che non vengono compensati da stanziamenti ulteriori da parte della Giunta. Questo mi preme sottolinearlo perché, davvero, bene che ci si occupi della costa, bene che ci si occupi del turismo, però c’è anche tutto il tema legato alla mobilità.

Rispetto a queste risorse, noi abbiamo presentato un ordine del giorno in cui chiediamo di condizionare l’erogazione di questi fondi a interventi in linea con la svolta green e la sostenibilità ambientale, perché è ora di passare dalle parole ai fatti. Questa è forse la prima occasione per cercare di innovare e riqualificare, anche in ottica verde, le nostre imprese e la nostra offerta turistica. A questo proposito, chiediamo che i criteri passino dalla Commissione competente.

E arriviamo al tasto dolente, che è l’articolo sull’editoria. Il mio è un giudizio duro, ma l’ho già fatto presente in Commissione, non è una novità. Qualcuno non ha trovato le parole per definirlo, qualcuno l’ha chiamato “ricattino”, io, come ho già detto anche in Commissione, lo trovo un articolo inopportuno e forse al limite anche del lecito, su cui avevamo chiesto una riflessione, una riformulazione, un ripensamento, una risistemazione, un ri-, quello che volete voi, però non arrivare oggi con questo testo. Invece, purtroppo non sono state apportate modifiche e l’impressione che ho io è che, con la scusa di questo progetto di legge che riguarda il Covid e con un trucchetto normativo, si crei una corsia preferenziale di aiuti all’editoria, facendo così figli e figliastri rispetto a tutto il resto del mondo, che per avere liquidità deve chiedere prestiti, deve contattare le banche, deve presentare documenti, deve dimostrare di aver avuto un calo di fatturato.

Proprio la dimostrazione del calo di fatturato è la modalità che, per esempio, sempre per quanto riguarda il mondo dell’editoria, è stata attuata nella Regione Lazio. Allora, ripeto, per non fare figli e figliastri, era opportuno evidentemente utilizzare quel metodo. Tra l’altro, sempre come facevo presente in Commissione, questo articolo non è legato al Covid, non è stato specificato che questi interventi fossero legati all’emergenza, quindi abbiamo pensato, tramite i nostri emendamenti, di allargare tutti gli interventi previsti all’interno di questo progetto di legge alle stesse casistiche con cui voi prevedete di dare risorse a questo settore. Infine, cerchiamo di riformularlo con un po’ più di buon senso. D’altronde, se si ritiene utile, come è stato fatto a livello nazionale, che ci sia la necessità di fare campagne informative sul Covid, di sensibilizzazione su come si portano le mascherine, su dove devono essere buttate, su quando devono essere indossate, o campagne di informazione, allora si acquistano quegli spazi, ma si acquistano, come avete sempre fatto. Invece, purtroppo mi ritrovo la stessa formulazione, senza nemmeno un momento di riflessione e, tra l’altro, senza un approfondimento adeguato anche in Commissione, perché quando sono state sollevate queste critiche non ci sono arrivate risposte, quasi come se questo articolo non avesse un padre. Non sappiamo da chi francamente sia arrivato perché nessuno se n’è preso la responsabilità. Quindi, noi non vorremmo che fosse… Mi indicano l’assessore Calvano. Io parlavo prima dell’assessore Corsini, ma parlavo all’assessore Corsini per parlare all’assessore Calvano sui fondi FESR, ovviamente. Torno, invece, sul tema dell’editoria. Dicevo, non vorrei che fosse l’occasione per approfittarsi di una situazione di difficoltà del settore per avere un tornaconto in termini di visibilità, di cui francamente non avete bisogno. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Passo la parola al consigliere Amico. Prego, consigliere.

 

AMICO: Grazie, presidente.

Intervengo in discussione generale in merito al progetto di legge soprattutto per sottolineare alcuni aspetti legati a quello che sembra essere uno degli elementi di novità all’interno del progetto di legge e che istituisce la possibilità di costituire un fondo di garanzia per quanto riguarda i soggetti associativi di terzo settore o di associazioni sportive dilettantistiche e rispetto alla necessità che è stata, sì, rappresentata come importante, ma che ha bisogno anche di altri componenti. Il rappresentante delle ACLI, in audizione, ha detto che va bene l’intervento sulla liquidità, così come sarà bene ragionare in termini di finanziamenti a fondo perduto, ma mi preme anche ricordare un po’ la consistenza del mondo del terzo settore, di quanto questo concorra sia dal punto di vista economico sia soprattutto dal punto di vista del benessere sociale all’interno della nostra regione. Sono oltre 27.000 i soggetti no profit presenti in Regione e hanno un impiego di ben 78.000 dipendenti. Di questi 27.000 soggetti, 23.000 sono associazioni sportive dilettantistiche, circoli culturali ricreativi, Pro Loco e anche queste impiegano oltre 12.000 dipendenti.

È evidente, quindi, che il loro apporto, oltre che centrato sulla dinamica volontaristica, che attiva grandi risorse umane per rispondere ai bisogni dei cittadini, è evidente che non può essere indifferente a una dimensione di carattere economico.

Conseguentemente, un provvedimento che preveda l’istituzione di un fondo di garanzia che consenta l’accesso al credito di soggetti che altrimenti, proprio per la loro non patrimonializzazione, avrebbero difficoltà ad accedere, credo che sia un elemento importante, soprattutto oggi, alla luce di quello che abbiamo trascorso, nei mesi passati, e che ci apprestiamo a trascorrere per il prossimo futuro. Pensiamo, infatti, che le diseguaglianze che già vedevamo molto presenti prima prossimamente si andranno ad acuire. È chiaro che il sostegno a tutto il mondo solidaristico anche regionale possa essere una risposta aggiuntiva a tutti i disagi e le difficoltà che le persone sia da un punto di vista materiale, ma anche immateriale si troveranno ad affrontare.

Ecco perché all’interno di questo provvedimento, da leggersi, credo, anche con il grande sforzo che è stato compiuto nel corso delle settimane passate, lo citavano nei question-time prima alcuni consiglieri di maggioranza, c’è la necessità di far ripartire l’attività dei centri estivi per venire incontro alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle persone, delle donne in particolare e soprattutto restituire una dinamica, una dimensione di socialità ai bambini. Io credo che questo sia da riservare anche per quanto riguarda gli adulti che partecipano alle attività culturali, ricreative, sportive che sono le più varie e vanno dal […] al gioco delle carte, che a tutt’ora rimane non consentito, fino a tutte le attività di approfondimento e di crescita personale che sono essenziali per la costruzione del benessere generale della popolazione; un benessere che sicuramente è anche di carattere economico, ancorato al mondo del lavoro, ma senza una dimensione anche di socialità e di interezza della persona rischia di essere altrettanto depauperato nel momento stesso in cui vengono a mancare delle risorse economiche.

Recentemente il professor Zamagni è intervenuto proprio su alcuni di questi temi, richiamando come il concorso congiunto di società, mercato e anche politica debbano in qualche maniera muoversi all’unisono per riuscire a contrastare quelle che saranno delle potenziali devastazioni che avremo nel prossimo periodo.

Ecco che, in questo senso, il progetto di legge, ricomprendendo e introducendo la possibilità di costituire i fondi di garanzia per l’accesso al credito per quanto riguarda i soggetti associativi, coglie credo questo aspetto in una maniera molto positiva. Per questo credo che il progetto di legge vada anche sostenuto, promosso e approvato all’interno di questa Assemblea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Non ho altri iscritti a parlare.

Consigliera Rontini Manuela, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Vorrei fare alcune veloci considerazioni. Una di metodo, che è un ringraziamento, a partire dalla relatrice Palma Costi ai vicepresidenti della Commissione, al relatore di minoranza e infine a tutte le forze politiche per la collaborazione che hanno dimostrato in queste settimane, in una situazione – ce lo siamo detti più volte – straordinaria, per assicurare tempestività ai nostri lavori, anche e soprattutto quando la Giunta ha chiesto l’urgenza sul provvedimento. Anche qui, lo ripeteva questa mattina la collega Costi nel suo intervento, in questi tempi la tempestività è più che mai sostanza, quindi la celerità, la rapidità delle risposte che mettiamo in campo potrà fare la differenza nel sostegno al nostro sistema economico regionale, nella ripartenza.

Penso che, però, tutto questo sia venuto e abbia comunque garantito le prerogative dei consiglieri, che hanno in questa fase ancora di più necessità di approfondire, confrontarsi, discutere. Per me, da presidente di Commissione, lo è sempre stato nei cinque anni successivi e lo sarà ancora di più in questa legislatura, è davvero importante potere garantire le prerogative di tutte le forze politiche.

Ho voluto svolgere anche l’udienza conoscitiva, pur conscia del confronto che l’assessore Corsini, la vicepresidente Schlein avevano comunque già affrontato con gli stakeholder nella costruzione di quel progetto di legge, perché ritengo che ascoltare la società regionale diffusa sia sempre importante per noi nel momento in cui ci apprestiamo a deliberare e a decidere.

Vorrei fare, inoltre, due sottolineature di merito, riservandomi eventualmente la possibilità di intervenire sugli ordini del giorno che sono stati presentati, collegati al progetto di legge. Una riguarda il tema di cui in tanti hanno parlato e che, come ricorderete, avevo affrontato anche in Commissione, che è quello del sostegno all’editoria. Io insieme all’assessore Calvano, che è qui in aula, e insieme all’allora collega Giorgio Pruccoli e ad altri fummo tra coloro che depositammo e ci occupammo, nella scorsa legislatura, di scrivere quella legge e penso che, quando il legislatore, come fa in questo caso, si accorge che una norma, un provvedimento, pur con le migliori intenzioni può essere semplificato e migliorato, e cerca di porre rimedio a questo, perché gli articoli che oggi andremo a votare che riguardano una modifica a quel progetto di legge vanno, da una parte, ad allargare la platea dei soggetti beneficiari, facendo sì che anche le cooperative editoriali, ad esempio, vengano incluse, facendo sì che quelle società spesso composte da soci che sono gli stessi giornalisti che lavorano nelle redazioni possano partecipare a eventuali bandi e avvisi messi a disposizione dalla Regione, quindi nel momento in cui il legislatore si rende conto che una norma è migliorabile e semplificabile e lo fa, io penso che questo faccia onore al legislatore.

Penso che questa norma vada nella direzione di dare un segnale a quel sistema diffuso dell’informazione di livello locale, fatta molte volte anche dai settimanali, dai settimanali diocesani, che in queste settimane complicate e difficili hanno garantito la pluralità delle voci e delle informazioni, dando voce e cercando di aiutare il lavoro delle Istituzioni, tutte, qualsiasi sia il loro colore politico, nel raccontare e informare tempestivamente i cittadini su quelle che erano le misure che venivano adottate, che si sono susseguite con rapidità, cambiando da un giorno all’altro tutte le nostre abitudini di vita. Parliamo di redazioni già molto spesso in difficoltà anche prima, che quindi vogliamo provare ad aiutare, tenendo in piedi la filiera dell’informazione a garanzia, lo voglio ripetere, appunto, della pluralità delle voci di cui il dibattito ha bisogno.

L’altro punto, invece, riguarda un’altra delle questioni che è venuta fuori più spesso nel corso di queste settimane, mentre ci apprestavamo a discutere misure per il sostegno economico alle imprese e riguarda il tema delle risorse a fondo perduto.

Non è una novità il fatto che la Regione Emilia-Romagna destini alle imprese emiliano-romagnole risorse a fondo perduto. Noi ci troveremo in questa legislatura ad approvare e a discutere, proprio in Commissione Politiche economiche, dove è stata incardinata la delega sulla programmazione dei fondi strutturali europei, quello che sarà ad esempio il nuovo POR FESR, quindi le risorse europee per lo sviluppo regionale; un piano, vado a memoria, che nello scorso settennato per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna ha superato i 480 milioni di euro e parliamo, nella quasi totalità, di risorse destinate in alcuni casi agli enti locali, penso a quelle risorse che si sono volute inserire, su proposta dell’assessore Corsini, sul tema del turismo e commercio legate all’attrattività dei nostri centri storici anche con finalità culturale, ma si parla in larga parte di risorse destinate alle imprese che sono state utilizzate, io penso con sapienza, perché i dati sul monitoraggio di come la Regione Emilia-Romagna utilizza le risorse europee ed è capace di spendere con tempestività le risorse europee sono sotto gli occhi di tutti e sono, appunto, risorse sempre date a fondo perduto.

Ciò non toglie che in questa situazione straordinaria, pur senza ricorrere ad ulteriore indebitamento, perché lo potrà confermare anche qui l’assessore Calvano, che è in aula, non abbiamo acceso nuovi mutui, però abbiamo utilizzato e messo a disposizione già diverse settimane fa un primo pacchetto di misure economiche destinate al sistema delle imprese, alle famiglie, ai cittadini dove una parte di quelle risorse, penso a quelle anche per la sanificazione delle imprese alberghiere, di quelle ricettive, dei bar e dei ristoranti, sono destinate a fondo perduto.

Quindi, ben venga quella sollecitazione, ben venga il lavoro che, anche presiedendo la Conferenza Stato-Regioni, il presidente Bonaccini potrà continuare a fare nel sollecitare ulteriori misure nazionali a fondo perduto, che devono accompagnare questo progetto di legge, che invece, nella sua formulazione originaria, perlomeno per i primi due articoli, va a modificare un’altra parte, che è quella che riguarda il sistema dei Confidi, che avranno a disposizione risorse anche per poter dare con tempestività la liquidità alle imprese. Lo ripeto in chiusura, la tempestività in questo caso può fare la differenza.

Quindi, grazie per la collaborazione. Io penso che sia nostro obiettivo e nostro dovere continuare a lavorare insieme per sostenere e aiutare tutte le PMI che sono lo scheletro, l’ossatura portante del nostro sistema economico, soprattutto in queste settimane difficili, in cui ci apprestiamo pian piano a tornare alla normalità.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Consigliera Gibertoni Giulia, prego.

 

GIBERTONI: […] su questo progetto di legge non posso che ripetermi in parte rispetto a quanto affermato già nella seduta di discussione generale. Il testo del progetto di legge era per certi versi anche condivisibile, seppure con delle criticità, ma questo era vero nella sua formulazione antecedente agli emendamenti proposti dalla Giunta regionale al proprio testo, emendamenti che poi sono entrati a farne parte.

Il testo risultante sembra aver assunto la connotazione di una serie di interventi a pioggia. Questo è il tema che, secondo me, fa capire che probabilmente anche i tempi di elaborazione molto veloci, necessariamente veloci, hanno privilegiato questo principio, quello secondo cui si tende a pensare, a mio avviso in modo errato, in modo comunque superato, che non si sbaglia mai, perché con i fondi a pioggia si dà qualche cosa a tutti. In realtà, però, si rinuncia ad avere o a sviluppare, quando non c’è, una visione politica di costruzione, e soprattutto anche una dimostrazione di profonda conoscenza del proprio tessuto economico.

Questi interventi a pioggia che danno a tutti ma danno poco, presi nell’ottica di non scontentare nessuno, in concreto il rischio è che non accontentino nessuno. Occorrerebbe invece concentrare le poche risorse sulle attività che realmente hanno necessità di aiuto per il rilancio e per sostenere anche per il futuro queste attività, tenuto conto che le limitazioni introdotte, necessarie per evitare una risalita nel numero dei contagi, ovviamente riducono sensibilmente il reddito di molte attività anche nella fase successiva all’emergenza.

Vi è poi una criticità oggettiva di tipo quantitativo. Io credo che il progetto di legge dovesse avere una più ampia capacità di intervento, oltre che un’individuazione selettiva maggiore che derivasse da una conoscenza del tessuto economico e da una visione politica delle attività su cui intervenire.

Emerge, inoltre, una discriminazione per settori di attività. Questo l’ho ricordato in Commissione e penso che sia ancora così. Per alcune tipologie si individua come intervento la garanzia sul finanziamento, l’abbattimento degli interessi sul finanziamento, dunque si spinge sostanzialmente verso l’indebitamento delle attività. In proposito, credo che non dovremmo far accumulare altro debito ad aziende che sono già in difficoltà, ma dare liquidità ristorando parte delle perdite subite direttamente.

Si potrebbe pensare all’indebitamento se nelle fasi 2 e seguenti le aziende si proiettassero in un periodo di grandi incassi utili a colmare l’indebitamento. In realtà, le aziende si proiettano nelle fasi 2 e seguenti verso incassi deboli rispetto all’ordinarietà delle loro attività e, dunque, faranno fatica a uscire dall’indebitamento in qualche modo indotto.

Questo per quanto riguarda quello che prevede il progetto di legge per alcune attività, mentre per altre tipologie si utilizzano contributi a fondo perduto. Comunque, guarda caso, gli interventi più corposi non agiscono su chi ha avuto più danni ad oggi. Si dovrebbero sostenere le imprese, è ovvio. Ma altrettanto ovvio dovrebbe essere utilizzare criteri oggettivi ed equi tra settori economici diversi e soprattutto avere il coraggio di concentrarsi maggiormente su quelle attività che non hanno oppure che non avranno la capacità certa di reggere le misure di contenimento e di distanziamento sociale e che, dunque, difficilmente addirittura rialzeranno le serrande.

Non è un mistero, anzi è abbastanza ovvio a qualunque cittadino che anche la crisi sociale enorme e il lockdown non colpiscono allo stesso modo le varie attività, a seconda che siano piccole o grandi, o addirittura che siano già organizzate per il distanziamento sociale o che non abbiano la possibilità di farlo e preferiscono chiudere, per mancanza di spazio o per mancanza di reddito, dovuto al fatto di dover diminuire di molto le entrate e la clientela.

Credo che una buona iniziativa sarebbe stata quella di agire sulla perdita di incassi nei mesi di chiusura delle attività, durante i quali le aziende hanno continuato a pagare utenze, affitti e tasse varie, tramite la costituzione di un fondo regionale che andasse ad abbattere la perdita di incassi in misura percentuale diversa a seconda del volume di affari dell’impresa, diversificando l’aiuto a seconda se l’attività sia svolta in proprio immobile, ad esempio, oppure in immobili in affitto, tenuto conto dei costi maggiori, ad esempio, rappresentati dal pagamento dell’affitto.

Stupisce anche che le misure previste non abbiano un’indicazione sul totale del finanziamento che si prevede di garantire e per quante imprese, quindi non si ha così conoscenza esplicita del valore complessivo dei finanziamenti, perché manca uno studio del contesto in cui ci si inserisce.

Paradossalmente vi è un’altra questione che a me resta sospesa, nonostante l’abbia sollevata in Commissione, e la risposta non è stata chiarissima, quella data in Commissione. Però, in qualche modo, ho capito che non veniva rilevato come un tema importante, ossia il rischio di finanziare attività che il legislatore regionale fino ad oggi, al contrario, ha inteso limitare. Penso, quindi, alla legge regionale del 2013, quella sulle norme per il contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico.

Per questo, quindi, penso che inserire dei limiti non era sbagliato, per esempio escludendo dai benefici del primo articolo quelle attività di somministrazione di alimenti e bevande che abbinano sia in modo prevalente che non prevalente l’esercizio del gioco d’azzardo lecito come se ne parla dentro la legge regionale del 2013.

In più, con maggiore attenzione, questo lo ricordavo in Commissione, si riferisce a tutte quelle attività dei settori del commercio, degli alimenti, delle bevande, del turismo e dei servizi che operano prevalentemente o meno, che operano prevalentemente o che hanno sede in territori disagiati montani, perché ci sono anche crisi che si innestano su crisi già esistenti. Nei territori che erano già in crisi economiche forti ovviamente la pandemia farà un effetto potenzialmente devastante rispetto ad attività che, in qualche modo, per fortuna, soltanto in virtù della pandemia, esperiscono adesso un disagio economico forte. Quindi, dove la crisi si somma ad una crisi pregressa è ovvio che lì bisogna intervenire doppiamente e con particolare attenzione.

Ho capito che sono stati presentati oggi degli atti, ma già in Commissione ho ricordato che sull’Appennino bisognava intervenire con attenzione, e lo ricordo adesso in discussione generale.

Si escludono dai benefici – vengo all’altro punto che ricordo oggi e che avevo portato in Commissione - le imprese cooperative che in base alle risultanze… Ricordo il cruscotto che abbiamo contribuito a costruire nell’ambito della Commissione sulla falsa cooperazione e caporalato; un cruscotto di ricerca di norme e di parametri che ci consente di individuare molto più facilmente di prima che venisse costituita quella Commissione se una cooperativa è vera o falsa, se una cooperativa è spuria oppure è una cooperativa vera, regolare.

Utilizziamo questi strumenti che abbiamo in qualche modo anche contribuito a costruire qui dentro. Ce li abbiamo, sono a disposizione, utilizziamoli, perché si rischia che una falsa cooperativa o una cooperativa spuria possa avere accesso o comunque fare richiesta di interventi di aiuto da parte della Regione.

Sono presenti, ovviamente, delle vere e proprie deleghe in bianco alla Giunta per stabilire i criteri. Sarebbe stato opportuno indicare i princìpi a cui la Giunta dovrebbe attenersi nell’emanare questi criteri. Concordo con chi l’ha già ricordato sia nella Commissione sia oggi: sarebbe opportuno un passaggio nella Commissione assembleare competente dell’atto che definisce i criteri. Sia su questo sia sulle altre cose, dalla Commissione scorsa non mi è chiaro per quale motivo non si proceda in questo senso.

All’articolo 4, dove si intende promuovere e rilanciare il turismo a seguito delle difficoltà determinate dall’emergenza, forse si dovrebbe ragionare su una maggiore evidenziazione di azioni specifiche volte al potenziamento del turismo montano, che a differenza del turismo balneare è maggiormente compatibile con le misure di limitazione del contagio. Lì, in particolare, dove peraltro di contagi ce ne sono stati pochissimi, se non nulli, in varie zone dei nostri Appennini, nelle varie province – io penso a quello modenese, ma anche a quello reggiano e a quello bolognese – si segnalano tendenzialmente contagi più bassi rispetto alle città. Quindi, in un certo senso, sarebbero predisposti ancora di più rispetto al turismo balneare e compatibili con misure di limitazione rispetto a questa emergenza.

Mi riferisco a misure economiche a vantaggio dei Comuni montani che gestiscono attività turistiche, ad enti che gestiscono percorsi, sentieri, rifugi ed aree attrezzate ricadenti nei Comuni montani e nelle aree protette regionali, per la migliore fruizione degli stessi, nel rispetto naturalmente dei protocolli per la prevenzione e la sicurezza del contagio.

L’articolo 5 ha per me dei profili di opacità. Non mi è chiara la piena correttezza di questo articolo. Penso che vada bene procedere, in un momento di emergenza, senza farsi troppe remore – non so se questo è lo spirito che ha ispirato questo articolo – però io ritengo che si sia andati molto oltre. Lo percepisco come una spregiudicatezza molto negativa, di difficile traduzione, di difficile spiegazione.

Per quanto riguarda l’articolo 8, credo che da qui dovremmo cominciare ad aprire una riflessione più ampia su una riforma complessiva. Mi riferisco ovviamente alla liberalizzazione delle vendite straordinarie. D’accordo l’articolo 8, però io credo che la Regione potrebbe provvedere anche a una definitiva liberalizzazione delle vendite straordinarie, vendite per liquidazione, di fine stagione, saldi promozionali eccetera, e tutte quelle altre vendite che, con vari nomi di fantasia, sono presentate come occasioni particolarmente favorevoli per gli acquirenti nel commercio al dettaglio. Se da qui partisse anche una possibile riforma di questi permessi, io credo che si potrebbe dare anche un impulso alla modernizzazione del settore.

La pandemia qualcosa deve aver insegnato. Paradossalmente si diceva che la pandemia aveva insegnato tanto quando la pandemia era in corso e si sprecavano commenti, editoriali, commenti politici anche da parte di politici stessi che si autocommentavano, identificando già un mondo con precise caratteristiche di là da venire, più brutto, più bello eccetera. A pandemia finita, fine delle riflessioni, fine delle fantasie, per fortuna, perché non è che fossero tutte particolarmente interessanti e fondate. Però proprio adesso, quando uno potrebbe fare il bilancio di quello che ha imparato rispetto alla struttura delle politiche che hanno potenzialmente aggravato l’emergenza sia epidemica, ne parlavamo prima, con il depotenziamento del sistema sanitario pubblico, anche in questa Regione, soprattutto in questa Regione, da parte del PD, ed economica, si va alla fase 2 e ci si va senza porsi più nessun pensiero, come se si dovesse procedere nella fase 2 senza che la fase 1 fosse giudicata chiusa come compartimento stagno.

L’eccessiva regolamentazione, di fatto, rischia di limitare e penalizzare i consumatori, che potrebbero disporre di beni e servizi di cui necessitano a prezzi più convenienti, e questo potrebbe in qualche modo provare a favorire la concorrenza e il rilancio dei consumi. È ovvio che noi stiamo parlando di una crisi economica senza precedenti, certamente, soprattutto per la genesi e l’eziologia di questa crisi, ma una crisi che si sovrappone ad una crisi precedente, con varie altezze, con varie gravità, con varie urgenze, con varie possibilità anche di contenimento. In alcuni casi forse è troppo tardi; in altri casi si può, invece, rilanciare.

Credo che questo quadro, questo studio manchi. Non è stato fatto. Non so se questo è dettato dai tempi veloci. Lo vedremo se si riapriranno una serie di riflessioni, di questioni e potranno aderire meglio alla conoscenza della nostra economia regionale. Se, invece, questo è un compitino che si voleva fare in tutta velocità per poter comunicare che si era fatto, rispondere a pioggia, tra l’altro anche con opacità o comunque con punti discutibili, però velocemente rispetto al fatto di dire che si è fatto qualcosa, la situazione è sempre quella. La macchina si lancia in velocità, ma bisogna saperla guidare. Diversamente, si vive sempre nel presente, però non si riesce a programmare, non si riesce a lavorare anche sulla pianificazione e sulla prevenzione.

In questo progetto di legge, non nella sua piccolezza, perché va bene, se ne possono fare altri mille, ma nella sua velocità, vedo una velocità soltanto negativa: andare per andare, ma molto appiattito sull’oggi, molto appiattito su istanze colte con impressionismo, in certi momenti. Non c’è un ragionamento dietro.

La pandemia poteva almeno insegnarci che era il momento di fare una politica ragionata, profonda, audace in senso positivo, non spregiudicata in senso negativo, per cui con la scusa dell’emergenza è concesso fare tutto e, in qualche modo, procedere, e tutto va bene, e magari non dare risposte rispetto a sollecitazioni ragionevoli. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Gibertoni. 

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Intervengo associandomi agli apprezzamenti positivi che sono stati già fatti per questo provvedimento. È la prima volta che mi trovo qui in Consiglio, in Assemblea a votare una legge e devo dire che da esterna, quasi esterna, sono rimasta colpita dalla velocità di questo iter. Chi non frequenta queste aule immagina sempre degli iter burocratici che non finiscono mai. Ho apprezzato in questa occasione la velocità con cui si cerca di dare risposta a un problema che non importa certo che io torni ad esaminare qui.

Lo sappiamo, la crisi ha colpito in modo particolare turismo e commercio e c’è assolutamente bisogno di intervenire con misure concrete. È importante, secondo me, che sia stata aperta anche una possibilità per il terzo settore di accedere a queste agevolazioni; terzo settore che ha dato prova anche in questa circostanza, così dura per la società emiliano-romagnola, di essere uno dei pilastri di questa società, della coesione sociale, però economicamente svantaggiato.

Trovo molto importante questa apertura che è stata fatta, non meno importante rispetto alle aziende del turismo.

Sulla parte che riguarda il supporto all’editoria, professionalmente faccio parte di quel mondo e posso dire che l’ho visto, anche da un punto di vista economico, decadere negli ultimi anni. Una volta la professione di giornalista era vista come una specie di Eldorado. Oggi, invece, secondo me, fare il giornalista è un atto di coraggio, è una scommessa su se stessi, perché l’editoria, soprattutto quella stampata, è sempre più esposta a problemi di tenuta economica.

La necessità poi di garantire una pluralità all’informazione che non dipenda dalle risorse economiche delle varie testate deve essere una esigenza che ci tocca da vicino. La pluralità è fondamentale per un’informazione corretta. L’informazione corretta favorisce anche la partecipazione civica.

Onestamente, in questo provvedimento non vedo niente di scandaloso. Capisco che forse sarebbe stato opportuno delineare meglio gli obiettivi di questo che è sicuramente è un do ut des.

È chiaro, si dice “ti do un aiuto e in cambio ho visibilità”. Però questa visibilità io l’ho interpretata, nell’ambito di questa legge, come un’opportunità per fare informazioni di ciò di cui questa legge si occupa, quindi la questione particolare e contemporanea dell’epidemia Covid e di tutto quello che ci va dietro, un’informazione quindi anche finalizzata a sostenere le imprese che lavorano nell’ambito del turismo, quindi a sostenere il turismo della regione. Lo vedo come un anello che completa il panorama di soggetti a cui questa legge si rivolge.

Con un odg che ho presentato, che è collegato a questo, sono intervenuta però su un aspetto che mi sembrava meritevole di un approfondimento, che è quello dei criteri in base ai quali vengono dati questi sussidi, queste forme di finanziamento agevolato, queste forme di sostegno economico a fondo perduto. Mi riferisco ai criteri ambientali. Ovviamente sono consapevole, come tutti, che la crisi oggi richiede di agire sul piano dell’immediatezza. Ci sono posti di lavoro in discussione, ci sono investimenti che sono stati fatti in passato che rischiano di non avere un ritorno, quindi l’emergenza economica mi è chiara, sia da parte dell’imprenditore sia da parte di chi lavora nelle imprese. Ecco l’importanza, quindi, di dare un sostegno economico.

Mi sembra però altrettanto importante riconoscere una premialità, quindi non un vincolo ad excludendum, perché adesso c’è chi ha bisogno di fare sanificazioni, chi ha bisogno di fare ristrutturazioni che non hanno subito una componente green, però mi sembrava altrettanto importante appunto dare una premialità, un riconoscimento a chi, in questa fase di passaggio si spera dalla crisi alla fuoriuscita dalla crisi, fa anche investimenti che guardano al futuro. La crisi climatica non è passata, quindi penso agli investimenti in funzione di una lotta ai cambiamenti climatici, di una riduzione delle emissioni di gas serra, la necessità di mantenere anche la qualità dell’aria che è stata forse una delle poche contropartite positive di questo periodo di lockdown (meno auto in circolazione, aria più pulita). Sono dei benefici ambientali strettamente legati alla salute, quindi rientriamo nell’ambito Covid, dell’emergenza sanitaria. Per non creare il passaggio da un’emergenza a un’altra mi sembra importante dare un riconoscimento, ripeto come premialità, non come criterio esclusivo (mi piacerebbe che fosse un criterio esclusivo, ma in questa fase bisogna anche aiutare chi semplicemente si limita a sanificare i suoi locali per poter riprendere l’attività economica.

In questo ambito di premialità, però, ho indicato almeno cinque criteri che, secondo me, dovrebbero essere tenuti in considerazione nel valutare le domande che arriveranno. Sono la riduzione dell’incidenza della plastica sull’ambiente, quindi iniziative per un’Emilia-Romagna plastic free, questo anche in risposta ad una decisione presa dalla Giunta nel novembre scorso, e l’impiego di fonti di energia rinnovabili. Per esempio, se uno stabilimento balneare decide, anziché usare il gas, di piazzare un bel termoconvettore solare sul suo stabilimento e ci fa l’acqua calda, secondo me fa un’opera buona anche per le sue bollette, perché riduce i consumi energetici, quindi riduce la bolletta. Recupera questo investimento fatto e sicuramente fa bene anche all’ambiente. Idem l’efficientamento energetico. Supporto alla mobilità sostenibile. Cosa vuol dire? Ci sono già degli alberghi sulla riviera romagnola che molto meritoriamente fanno sconti a chi raggiunge l’albergo usando il trasporto pubblico locale.

Queste sono misure che, secondo me, hanno una ragionevolezza e possono anche aiutare la riviera secondo quel progetto che a noi di Europa Verde piace e che vorremmo riuscire a realizzare in questi cinque anni, di una riviera eolico-solare, anche come atout, come offerta turistica ulteriore per attirare quel tipo di clientela, soprattutto nord-europea, che a queste cose ci guarda.

L’ultima questione che ho messo, cioè l’ultimo criterio, è la raccolta differenziata dei rifiuti, che, come abbiamo già detto anche in un Ufficio di Presidenza, vorremmo introdurre qui in Regione. Devo dire che ogni giorno mi sanguina un po’ il cuore verde quando devo buttare via tonnellate di plastica nell’unico cestino che ho nel mio ufficio. Credo che anche questo darebbe una risposta alla sensibilità dei turisti, soprattutto europei, ma anche italiani. Ormai queste cose stanno diventando condivise. Non siamo più il popolo arretrato rispetto ai mitici nord-europei. Quindi, far trovare anche una raccolta differenziata negli alberghi, negli stabilimenti balneari, nei luoghi di ritrovo credo possa essere un elemento in grado di qualificare l’offerta turistica che facciamo e penso vada premiato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Io non ho altri iscritti a parlare.

A questo punto, passo la parola...

 

(interruzione)

 

Prego, consigliere Taruffi. 

Collega Facci, qui mi dicono che hanno visto prima il collega Taruffi. Qualcuno intervenga, o Facci o Taruffi.

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Il dibattito che abbiamo fatto in Commissione prima e in aula poi ha evidenziato alcuni aspetti che, in realtà, ci accomunano nella valutazione della necessità di questo progetto di legge e soprattutto della speditezza con la quale era necessario portare a compimento questo pdl; necessità che, a parte qualche intervento isolato, per lo più abbiamo condiviso nell’interezza sostanzialmente degli interventi che sono stati svolti anche oggi in aula. Alcuni passaggi rispetto alla valutazione e all’equiparazione della condizione nella quale ci troviamo adesso, e mi riferisco ovviamente all’epidemia, alla pandemia che ci ha colpito, che ha colpito il mondo, perché si chiama “pandemia” proprio per questo, paragonati ad altre esperienze e ad altre vicende che hanno magari riguardato l’Italia nel primo dopoguerra credo siano paralleli alquanto inopportuni, che non colgono la complessità della situazione e sono un pochino fini a se stessi. Al netto di questo, quello che, invece, credo sia utile sottolineare in questo progetto di legge, come hanno già fatto diversi colleghi che sono intervenuti, a partire ovviamente dalla relatrice Palma Costi, che ringrazio per il costante lavoro di coordinamento e di contatto che ha avuto con tutti i gruppi, sono aspetti che provo a richiamare velocemente.

Con questo progetto di legge noi andiamo a introdurre modifiche che agevolano l’accesso al credito delle imprese che operano in alcuni settori in particolar modo legati alla filiera del turismo, quindi commercio, vendita di alimenti e di bevande, insomma il comparto turistico. Quindi, facilitano l’accesso al credito da un lato, estendendo poi questa possibilità, io credo meritoriamente, anzi segnando un punto credo molto positivo, estendendo questa possibilità al terzo settore e anche all’associazionismo sportivo, che è un altro elemento importante. Quindi, favoriamo e agevoliamo il credito, ovviamente attraverso gli strumenti che ci sono consentiti dalla legge, come primo aspetto. Come secondo aspetto, direi tanto importante quanto, se non ancora più importante, prevediamo la possibilità di destinare risorse a fondo perduto per le imprese turistiche, così come definite dalla legge regionale.

Questo è un passaggio molto importante, perché l’ordine del giorno di cui sono primo firmatario, sul quale magari dopo tornerò per dire due parole, specifica ovviamente che l’attenzione che la Giunta dovrà mettere quando, attraverso le misure specifiche, che sono i bandi che vengono deliberati dalla Giunta, dovrà destinare queste risorse, dovrà essere destinata anche alle imprese turistiche che operano sull’Appennino e, sulla base anche dell’emendamento che è stato presentato, che condivido, nelle aree interne. Questo perché, ovviamente, quando siamo intervenuti in Commissione e l’assessore Corsini ha illustrato quello che in quel momento era un emendamento, voi ricorderete che quell’emendamento aveva un riferimento preciso, che non a caso è stato riscritto, sulla base di una proficua collaborazione e di una interlocuzione che c’è stata con la relatrice e con la Giunta, che ha portato alla riscrittura di quell’emendamento che non prevede più la destinazione specifica per un’area, ma che dà luogo alla possibilità di destinare risorse a fondo perduto per le imprese che operano, come dicevo, nel settore turistico.

Questo passaggio nasce anche sulla base… Chi è stato in Commissione quel giorno e ha sentito e ha seguito gli interventi ricorderà che io presi la parola subito segnalando questa che era, secondo me, e poi è diventato secondo noi, una necessità a cui mettere mano.

Ecco, allora, che oggi abbiamo un testo che modifica alcune normative di settore e il cui approdo finale è quello di agevolare l’accesso al credito da una parte e di destinare risorse a fondo perduto dall’altra, in un comparto, in particolar modo mi riferisco a quello turistico, che sappiamo bene essere tra i comparti più in difficoltà in questa crisi, per ovvie ragioni, e che probabilmente purtroppo dovrà subire le conseguenze della crisi ancora a lungo.

Esistono altri settori che sono altrettanto in difficoltà. Ne cito uno su tutti: il settore della cultura, di cui si parla, secondo me, sempre troppo poco. Adesso non voglio deviare. Rimango sul tema. L’aver intercettato, da parte della Giunta e poi della maggioranza, di prevedere risorse a fondo perduto anche per le imprese turistiche, in particolar modo ‒ aggiungo io ‒ per quelle che operano nel territorio dell’Appennino e nelle aree interne, introduce una modifica. Vorrei che riflettessimo anche su questo. Quando si legifera, non si legifera per un tempo limitato, ma si introducono modifiche normative che rimangono e che prefigurano un assetto non legato ai tre mesi o ai cinque mesi dell’epidemia, della crisi epidemica.

La modifica che noi andiamo a introdurre oggi, elemento sul quale non ho sentito porre la dovuta attenzione, introduce una modifica strutturale che consente alla Regione di destinare risorse a fondo perduto per le imprese che operano sul settore turistico. Guardate, stiamo dicendo una cosa che equivale a dire che effettivamente, siccome sappiamo che il turismo è uno degli asset portanti di questa regione... Aggiungo che in questa regione esistono tanti tipi di turismo. Ovviamente c’è quello della costa, che è quello preminente, che conosciamo come numeri e come valore assoluto, ma c’è quello delle città d’arte, c’è il turismo termale, c’è il turismo dell’Appennino. Sono modalità e forme diverse che comportano e completano un quadro che consente alla regione Emilia-Romagna di essere una delle regioni, non a caso, che sul turismo ha numeri più importanti a livello italiano, senza avere eccellenze uniche, irripetibili e dislocate... Abbiamo eccellenze dislocate in tanti settori, in tanti territori, senza una che primeggi in assoluto su tutte le altre.

Invito l’aula e tutti quanti noi ‒ lo dico a me per primo ‒ a riflettere su questo passaggio. Nella precedente legislatura e da tanti anni a questa parte discutiamo della necessità di prevedere misure straordinarie, io dico in particolar modo per alcuni territori, quelli che già prima della crisi dovuta al Covid erano in difficoltà. Anche se, apro e chiudo parentesi, le risorse destinate al settore turistico ‒ in questo particolare momento mi riferisco a quelle per l’Appennino ‒ si inseriscono in un quadro in cui il turismo in Appennino, in Emilia-Romagna ha registrato un numero importante lo scorso anno, al netto del collegio da cui vengo io.

Parlando del territorio regionale nel suo insieme, l’Appennino ha ottenuto risultati importanti dal punto di vista turistico. Quindi, le misure che andiamo a definire aiutano un settore che già sta dimostrando di poter correre. Poi, esistono territori all’interno dell’Appennino emiliano-romagnolo che, invece, hanno più difficoltà e arrivano alla crisi, sono arrivati alla crisi Covid con più difficoltà di altri.

Credo che prevedere una norma che introduce i cambiamenti che dicevo prima e a cui facevo riferimento risponde sia alla necessità di aiutare quelli che già stanno correndo, e consentire a quelli di riprendere a correre, sia di dare una mano a quelli che, invece, magari, sono arrivati alla crisi Covid con più difficoltà. Non stiamo parlando di ragionamenti, come ha detto qualcuno questa mattina, coniugati al futuro, declinati al futuro, ma qui stiamo parlando di atti concreti che, nel giro di qualche settimana, troveranno, immagino, lo voglio immaginare, soddisfazione e compimento negli atti che la Giunta andrà ad assumere sulla base della legge che noi andiamo ad approvare oggi, perché il passaggio è esattamente questo.

Noi modifichiamo norme di settore rimandando ad atti di Giunta, cioè delibere che declineranno, attraverso bandi pubblici, la destinazione di risorse. Questo vuol dire che nel giro di qualche tempo, qualche settimana, noi avremo completato un iter amministrativo che consentirà di destinare risorse a fondo perduto alle strutture che abbiamo individuato e che saranno individuate attraverso i bandi i cui criteri, io credo, saranno oggetto, quelli sì, di una discussione, perché meritano una discussione altrettanto importante.

Questo è il quadro di riferimento. Mi sono focalizzato su una parte che ho ritenuto utile sottolineare, visto che altri colleghi, a partire da Federico Amico del Gruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa, hanno voluto concentrare i loro interventi sul tema del terzo settore.

Ho voluto focalizzarlo su questo perché dentro questa legge, che qualcuno, secondo me, ha bollinato un pochino troppo velocemente come riduttiva, ci sono tante cose che danno una mano concreta all’economia della nostra regione, che è quello che noi siamo chiamati a fare, perché la situazione di straordinarietà è quella che conosciamo tutti.

Dopodiché, e concludo questa parte riservandomi magari di intervenire una seconda volta, e comunque in dichiarazione di voto, questo insieme di provvedimenti che, ovviamente, da soli non risolvono nulla, perché non c’è mai un provvedimento che da solo risolve una situazione peraltro così complicata e difficile, sarebbe persino illusorio pensare a un provvedimento che risolve da solo i problemi, le risorse destinate, lo sappiamo, non sono mai abbastanza. Si può sempre migliorare, però, attenzione, tra il pretendere attenzione e rispetto delle esigenze dei territori e descrivere continuamente, come se la Regione abbandonasse interi territori o interi settori o non tenesse nella giusta considerazione le esigenze di interi territori e settori, c’è una certa differenza. Quindi, io vi inviterei a stare sul merito dei provvedimenti, analizzarli e valutare, ribadisco, la portata strutturale che le modifiche che oggi noi apportiamo avranno come conseguenza io dico positiva su quel settore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Taruffi.

Prego, consigliere Facci. Provi a spingere nuovamente perché si deve prenotare. Si era cancellato. Prego.

 

FACCI: Grazie. Torniamo un po’ alla normalità, a parlare dall’aula. Brevemente, perché il collega Bargi, relatore di minoranza, ha già rappresentato ampiamente quella che è la nostra posizione. Tuttavia, io credo che, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato, due parole ulteriori vadano dette, anche in relazione agli interventi ultimi, abbastanza trionfalistici, che ho sentito oggi pomeriggio.

Io credo che questo sia un provvedimento che sicuramente apporta qualcosa di più, quindi non può essere considerato certo negativamente, ma è un provvedimento assolutamente insufficiente rispetto a quelle che sono le esigenze dei territori. È un progetto di legge che fondamentalmente va a incidere in minima parte su meccanismi di indebitamento, perché andare in qualche modo a coinvolgere i Consorzi fidi, i vari fondi e i vari consorzi che appunto sostengono l’accesso al credito è sicuramente una misura positiva, ma è una misura positiva collegata all’indebitamento di qualcuno che va a chiedere un prestito. Il fondo perduto è l’unica misura di fatto positiva e, a mio avviso, necessaria per poter dare un respiro a un’economia che in questi giorni e in queste ore sta progressivamente tracrollando. Io non so se voi parlate con i ristoratori, se parlate con il barista da cui adesso finalmente potete andare a prendere il caffè o se parlate anche con il semplice negoziante che da poco ha riaperto. È una situazione drammatica. È una situazione catastrofica. C’è personale in cassa integrazione che non vede i denari da marzo. Cassa integrazione in deroga, quindi quella di competenza regionale. Per fortuna, a buona parte dei nostri concittadini sono arrivati i soldi, i famosi 600 euro. Naturalmente, chi poteva avere i titoli per riceverli. Non tutti.

Non parliamo dei denari promessi a livello statale sottoforma sempre di prestiti, di finanziamenti. I famosi prestiti garantiti dallo Stato. Abbiamo un ordine del giorno collegato a questo progetto di legge in cui abbiamo semplicemente riportato i dati tecnici statistici della CGIA di Mestre, che è l’organismo più autorevole e rappresentativo del settore, che ha dato una fotografia dello stato attuale: qual è la percentuale dei soggetti che hanno potuto beneficiare di queste misure.

Questa è la realtà. Quella è la realtà. Poi ci siamo noi che, con questo progetto di legge, cerchiamo di andare incontro, ma ‒ io dico ‒ è una misura ampiamente insufficiente. Ampiamente insufficiente e ampiamente tardiva. Siamo al 26 di maggio. Non sto dicendo che lo stato di emergenza è stato decretato il 31 gennaio, perché le conseguenze più dirompenti le abbiamo viste le settimane dopo, ma siamo al 26 di maggio. Un provvedimento che vedrà i suoi effetti nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e che certamente non dà risposte alle necessità che ha l’economia reale, che hanno le famiglie, che hanno le attività imprenditoriali.

Va bene tutto. Lo votiamo. Lo abbiamo già detto. Ovviamente abbiamo anche censurato alcuni passaggi. È chiaro che se le priorità della Regione sono quelle consacrate in questi articoli, credo che dovremmo rivedere, a mio avviso, questo ordine di priorità. Ci sono settori sicuramente importanti, sicuramente meritevoli di attenzione, ma che non credo che debbano avere la priorità rispetto a quelle che sono, appunto, attività economiche in difficoltà come le altre, che non sono nemmeno citate in questo progetto di legge e che soffrono verosimilmente più del terzo settore, fermo restando che noi, rispetto al terzo settore, abbiamo un’ampia sensibilità e un’ampia disponibilità. Però, come tutte le cose, bisogna sempre capire, soprattutto in una situazione straordinaria ed emergenziale come quella attuale, quelle che devono essere le priorità di intervento.

Fondamentalmente su cinque articoli di questo progetto di legge noi abbiamo, di fatto, tre articoli che presuppongono il ricorso all’indebitamento, abbiamo un articolo, l’articolo 4, del fondo perduto, che sicuramente è il più significativo perché in astratto è il più immediato, poi dirò due parole specifiche in chiusura su questo articolo, poi abbiamo l’articolo 5, che è il sostegno all’editoria locale, oggetto tra l’altro di nostri specifici emendamenti, sul quale ci sono diverse ombre rispetto a questo articolo.

Se queste sono le misure che la Regione intende mettere in campo nell’immediato per dare la risposta alle esigenze di liquidità, che oggi le famiglie hanno, perché non ci sono i denari per pagare le bollette o per pagare i dipendenti, laddove ovviamente non è stato possibile l’intervento sostitutivo di altri, laddove non ci sono i soldi, di fatto, per fare quello che veniva fatto regolarmente prima nella quotidianità, credo che questo provvedimento sia un provvedimento insufficiente.

Ci aspettavamo altro, ci aspettavamo una misura più articolata, ci aspettavamo un provvedimento più comprensivo di quelle che sono le realtà che oggi, a causa di questa emergenza sanitaria ed economica, sono oggi in grave difficoltà.

Questo provvedimento, come poi chiuderà il relatore di minoranza, è un provvedimento che, pur con il nostro voto, che comunque sarà un voto di orientamento positivo, avrà un voto che comprende queste necessarie critiche che dovevamo rivolgere. Mi riferisco all’articolo 4, sul quale mi ha stimolato anche il mio compaesano Igor Taruffi, perché, nel voler ricomprendere tutto il settore del turismo, è giusto che ci sia una rivendicazione da parte dei territori. Allora, vorrei ricordare come nasce questo articolo.

Questo articolo nasce con una misura esclusiva per il settore delle imprese balneari, dove, tra l’altro, questo concetto di impresa balneare tradiva già una sua non chiarezza. Sappiamo perfettamente che il turismo della costa è il settore turistico trainante della Regione Emilia-Romagna, che appunto produce una importante fetta di PIL regionale. Quindi, è ovviamente un settore al quale va riservata la giusta attenzione. Ma egualmente vi sono – ricordava correttamente il collega – settori turistici che meritano eguale attenzione, il turismo delle città d’arte, il turismo termale, il turismo della montagna, la nostra montagna, che è appunto l’Appennino della Regione Emilia-Romagna.

Bene. Questo articolo è stato modificato ed è stato riformulato con una terminologia che di fatto va a ricomprendere tutto il settore turistico, anche se, secondo me, lascia il campo a un’interpretazione un po’ ambigua, perché – lo ricordava prima il collega Bargi – dobbiamo a mio avviso capirci meglio su quali sono le imprese turistiche. Non esistono i Comuni classificati “turistici”, per esempio, esistono i Comuni classificati “montani”. Il turismo fondamentalmente ha una destinazione che se vogliamo può essere… Si può fare riferimento a territori, ma non esiste un criterio preciso per individuare quella che è una realtà turistica.

Allora, conseguentemente, qual è l’impresa turistica? Un albergo? Certo, un albergo può essere turistico, ma è uguale l’albergo a Riccione dall’albergo a Lizzano in Belvedere o all’albergo in via Marconi a Bologna? In via Marconi a Bologna, città d’arte, teoricamente quell’albergo è un’impresa turistica. Già in questa accezione si nasconde obiettivamente poca chiarezza. Verosimilmente ci sarà un’interpretazione. Perché? Perché i bandi cui questo articolo rimanda, che dovranno essere approvati con atto della Giunta, dovranno definire beneficiari, tipologie di interventi ammessi ai finanziamenti, eccetera.

Credo, però, che per non essere scorretti con noi stessi e, in qualche modo, produrre, dal punto di vista normativo, degli atti intellegibili, quindi sapere di fatto che cosa andiamo a legiferare, sarebbe stato corretto fin da subito definire l’impresa turistica. Verosimilmente, in sede di applicazione o in sede successiva, ci saranno quei criteri che creeranno differenziazioni necessarie sui territori ‒ è inevitabile ‒ e creeranno sperequazioni. A mio avviso, questo è un vulnus di questa norma. Mi si chiede se sono favorevole. Certo, noi siamo favorevoli a un’iniezione di denaro immediato. Già il fatto che si debba ricorrere a bandi e a graduatorie vuol dire che parleremo tra sei mesi di questi denari, e sarà già tardi. Se l’impresa è stata in grado di reggere, benissimo. Ci saranno, però, tante imprese che in questi mesi non saranno state, purtroppo, in grado di reggere alla crisi.

Domani mattina, visto il tempo, nell’ordine dei lavori successivi abbiamo una risoluzione che ricalca in qualche modo l’ordine del giorno collegato, a firma del Gruppo Emilia-Romagna Coraggiosa, che riguarda le misure dell’Appennino specifiche. Noi, in fin dei conti, nella risoluzione che abbiamo presentato, chiediamo di fatto che venga data una immediata iniezione di liquidità, come è avvenuto, per esempio, nella Regione Piemonte. Hanno dato immediata liquidità, sicuramente non elevata, ma in qualche modo hanno dato un segnale e un piccolo contributo a tutte le attività imprenditoriali che sono state maggiormente danneggiate dal cosiddetto “lockdown”, dalla chiusura dovuta al Coronavirus. Quello è il fondo perduto, immediato. È poco? Però, intanto, è già qualcosa. Tanto, verosimilmente, se i denari che sono stati abbozzati dovranno essere ripartiti secondo il bando, parleremo, alla fine, secondo quelle che sono le imprese turistiche che oggi noi in qualche modo possiamo provare a immaginare saranno sicuramente nell’ordine di grandezza di poche migliaia di euro per ogni realtà. Allora, tanto vale, e qui ritorno a dire che è quella la richiesta che facciamo e che appunto abbiamo nell’ordine del giorno dei lavori di questo Consiglio, che venga data immediata liquidità, perché è quello di cui c’è bisogno oggi. Il fondo perduto serve oggi, non serve fra sei mesi. Il fondo perduto servirà fra sei mesi a chi è stato in grado di resistere e ringrazierà verosimilmente, ma oggi serve altro.

Concludo nel rimarcare quelle che sono le profonde criticità di questo progetto di legge e nell’esprimere sicuramente un parere favorevole anche all’ordine del giorno che richiama la realtà appenninica come una realtà degna di essere tenuta in considerazione, al pari delle altre, e quindi auspico, anzi credo che ci sarà il voto favorevole del Gruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa alla nostra risoluzione che va sostanzialmente nella stessa direzione, anzi è più benevola perché dice “diamo i soldi subito”, quindi in qualche modo è più concreta e meno astratta di quella che viene consacrata in questo articolo 4, però – mi rivolgo non tanto alla relatrice di maggioranza, alla quale riconosco l’ampia disponibilità e anche il lavoro che ha fatto, ma mi rivolgo alla Giunta che sicuramente questo articolo lo ha indirizzato – il concetto di imprese turistiche così come è formulato, rimando a una successiva determinazione, non è, a mio avviso, una corretta politica, una corretta tecnica amministrativa di legiferazione.

Noi dovremmo sapere oggi chi sarà escluso e chi non lo sarà, perché necessariamente questo, purtroppo, avverrà. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Solo per interloquire amabilmente con il consigliere Facci. Semplicemente, l’articolo 4 del dispositivo di legge che stiamo approvando fa riferimento alla modifica dell’articolo 11 della legge regionale n. 40 del 2002, laddove all’articolo 6 di quella legge sono definiti “Interventi a sostegno delle attività ricettive e turistico-ricreative – Imprese”, e la definizione di imprese turistiche si ricava da lì, cioè “Sono ammissibili gli investimenti relativi a:” strutture ricettive alberghiere, complessi turistici ricettivi, stabilimenti balneari, strutture di servizio e complementari alla ricettività turistica, strutture ricreative e sportive eccetera eccetera.

Non a caso, infatti, nell’ordine del giorno che ho allegato al testo di legge, di cui sono primo firmatario insieme ad altri colleghi, si fa esplicito riferimento, non casuale… Il dispositivo finale dice “valorizzare il turismo e agevolare la continuità dell’attività delle imprese turistiche, così come definite dalla legge regionale 23 dicembre 2002, n. 40, con misure specifiche a favore di quelle operanti in Appennino”. Il che significa che, inevitabilmente, siccome nella divisione dei compiti e delle competenze che c’è tra Assemblea e Giunta, noi non possiamo far altro che definire le norme generali sulle quali poi la Giunta interviene con specifici atti propri, cioè delibere che definiscono i bandi che, sulla base della legge che noi oggi approviamo, dovranno finanziare quelle imprese.

Dopodiché, convengo con lei sul fatto che la discussione sul bando sarà importante per i criteri. Così come lo è stata per il bando che ha stanziato 10 milioni a favore della riqualificazione e dell’acquisto della prima casa in territorio dell’Appennino, sarà importante anche da questo punto di vista. Poi ci siamo focalizzati su questo punto specifico perché la comune appartenenza territoriale ci impegna in una discussione che ha una finalità precisa su un ambito. La legge, come ho detto prima, introduce elementi strutturali che io credo sia bene, importante e necessario valorizzare in quanto tali. Ovviamente sui tempi vedremo, perché io sono convinto che le delibere della Giunta non tarderanno mesi, ma qualche settimana. Sono convinto che nel giro di brevissimo tempo noi saremo nella possibilità di vedere destinate risorse a fondo perduto, che è quello che tutti stiamo dicendo che serve, per le imprese turistiche e della costa e dell’Appennino.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente. Sarò breve, perché il dibattito sul provvedimento oggi ci ha impegnato molto. È bello e di soddisfazione tornare in aula e poter finalmente riprendere la dialettica alla quale siamo abituati e alla quale vorremmo continuare ad essere abituati dal punto di vista del confronto costruttivo, e anche quando il confronto non è costruttivo.

Per questo provvedimento mi preme sottolineare due aspetti. Il primo è l’approccio che, purtroppo, troppo spesso in quest’aula si sente, e che stigmatizzo, legato al fatto che sembra che qui ci sia qualcuno che parla con i baristi, che va a prendere il caffè, che incontra i cassintegrati, che sa che viviamo una crisi drammatica e qualcun altro che si diverte a scrivere provvedimenti, inventandoseli, venendo dalla luna o usando criteri e logiche che non sono quelle della necessità e del bisogno, soprattutto in una fase come questa. Questo è l’approccio che ho sentito molto in questo dibattito oggi, che è certamente legittimo, ci mancherebbe, però al quale non posso assolutamente rifarmi e che ‒ come dicevo prima ‒ vorrei stigmatizzare. Non tanto per noi che siamo qui dentro, quanto perché questa è una Regione che viene da una tradizione di confronto, di coinvolgimento dei territori, delle associazioni di categoria, dei Comuni, confronto che è quello che, alla fine, produce gli atti che qui normalmente si approvano.

Quindi, questa idea che i consiglieri di maggioranza piuttosto che la Giunta piuttosto che il presidente si inventano i provvedimenti, che quindi non nascono dal reale bisogno di confronto con il mondo che c’è là fuori, faccio un po’ fatica ad accettarla. Si possono fare altri provvedimenti, si può non essere d’accordo sulle priorità, si può dire di tutto, però chiederei di smetterla con questo approccio del “so tutto io”, perché qui ci confrontiamo tutti con il mondo che c’è là fuori. In questa fase di emergenza speriamo post Covid a maggior ragione conosciamo tutti le difficoltà. Possiamo avere idee diverse su come affrontarle. Penso che le idee e il metodo messo in campo dal presidente e dalla Giunta fino adesso siano stati non solo condivisi, ma anche assolutamente apprezzati. Non parlo di tutti i tavoli di confronto convocati dalla Giunta, dagli assessori competenti, ma mi riferisco anche all’audizione che la presidente di Commissione ha voluto fare, nonostante i passaggi che hanno preceduto la bozza di legge. Io ero collegata all’audizione, all’udienza conoscitiva. Se non ricordo male, tutte le rappresentanze economiche, sindacali, sociali intervenute in quell’udienza ci hanno fatto registrare un unanime apprezzamento per questo tipo di intervento legislativo per questa legge. Anzi, hanno anche sottolineato l’importanza di continuare le azioni di sostegno, compresi i contributi a fondo perduto. In quella discussione non c’è stato niente di quello che ho sentito da parte delle minoranze in quest’aula oggi. Adesso qui facciamo due conti su chi è raccordato con il mondo che sta fuori di qua e che viene alle udienze conoscitive o meno.

Poi, avevo detto che sarei stata breve, e lo sarò, vorrei fare una riflessione dal punto di vista tecnico. Il collega diceva che non c’è la classificazione dei comuni turistici. Segnalo che non è proprio così. Ogni Regione fa la classificazione dei comuni ad economia prevalentemente turistica. Questa Regione la fa sulla base della legge n. 14 del 1999 e successive modificazioni. Certo che abbiamo introdotto il sostegno al balneare in una fase come questa che, dal punto di vista temporale, ma non solo, apre al sostegno degli stabilimenti dell’economia balneare, ma non si ferma lì. Il riferimento al fatto che facciamo una legge quadro rispetto alla quale poi i bandi potranno essere declinati a sostenere le attività turistiche tutte è un pezzo del ragionamento. Non basta? Certo che non basta. Ogni provvedimento esaminato singolarmente non basta a risolvere la crisi economica nella quale ci troveremo dopo il Covid. Però, credo che il senso del lavoro di quest’aula e della Giunta non sia quello. Io credo che il senso sia avere la visione complessiva dei provvedimenti che vengono portati avanti. Questo è solo un tassello di un puzzle più ampio di misure di interventi a sostegno che sono stati previsti e già messi in campo dalla Regione insieme al Governo, oltre a quelli che metteremo in campo prossimamente.

Questo provvedimento non va letto come una tantum a sostegno dell’economia e delle categorie. È un provvedimento che si lega ai numerosi altri, alle misure legate agli ammortizzatori sociali, alla cassa integrazione in deroga, a tutti gli altri bandi che sono fuori per commercio o ristorante sulla sanificazione. Non li voglio elencare, però dire che il provvedimento non è sufficiente è condivisibile, ma anche assolutamente strumentale dal punto di vista politico.

Credo che sia semplicemente un passaggio in più in un percorso che sì sarà lungo e difficile, ma che penso questa Regione sarà capace di affrontare, perché abbiamo affrontato la crisi del 2008, abbiamo affrontato il sisma del 2012, io non credo che ci faremo spaventare dal Covid, che pure ci ha segnato drammaticamente, ma lo stiamo combattendo e continueremo a farlo anche per sostenere tutte le nostre imprese.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zappaterra.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Intanto ringrazio ovviamente per il lavoro fatto durante il percorso. Da vicepresidente della Commissione devo dire che è stato un lavoro importante. Voglio un attimo rassicurare la consigliera Zamboni, non è sempre così l’iter. È stato un iter molto particolare quello di questa legge, primo perché condividiamo tutti l’emergenza di intervenire su un tema così delicato, in un periodo così delicato, secondo perché è stata richiesta l’urgenza dalla Giunta su questo progetto di legge, e questo ha portato ovviamente alla velocizzazione dei tempi, fin troppo forse, nel senso che all’inizio della Commissione ho dovuto accelerare di molto il suo iter.

Siamo arrivati a una udienza conoscitiva che, consigliera Zappaterra, è vero, ha ricevuto un largo consenso sul progetto di legge, ma è anche vero che era un’udienza conoscitiva su un progetto di legge di due articoli che di fatto sbloccavano i Confidi anche alle imprese. Gli emendamenti sono arrivati dopo. Chi aveva in mano il testo ed è venuto all’udienza conoscitiva aveva in mano un testo di legge di due articoli, su cui eravamo tutti assolutamente d’accordo, molto semplici, lineari, che avrebbero sbloccato un accesso al credito, e poi però ci siamo trovati ad oggi con un progetto di legge trasformato, in alcune parti in modo condiviso, in alcune parti un po’ forzando la mano, prima con sette emendamenti da parte della Giunta, scritti (forse ha colpa la fretta) magari non in maniera eccelsa, poi riscritti e alla fine un ottavo emendamento buttato dentro nell’ultima seduta della Commissione, 22 ore prima della seduta di Commissione, sull’editoria.

Guardate, è stato un percorso che in altre condizioni avremmo criticato aspramente, perché è stato ovviamente un percorso velocizzato, di fretta. Nessuno di noi ha avuto il tempo di confrontarsi con le associazioni di categoria. Mi fa piacere che la Giunta sia ai tavoli, però è anche vero che noi non ci siamo stati a quei tavoli, perché non avete mai voluto allargarli, quindi non abbiamo avuto il tempo di confrontarci con le associazioni di categoria su un progetto di legge, o meglio su degli emendamenti a un progetto di legge che voi avete voluto e ci avete fatto piombare addosso. Ripeto, questa volta, se avessimo dovuto ascoltare solo la parte politica, avremmo fatto veramente fatica ad andare incontro a un iter e a un progetto di legge di questo tipo.

Sappiamo però la realtà che c’è fuori da queste porte, sappiamo le difficoltà che ci sono per le aziende, sappiamo che l’intento della Giunta era quello di correre per questo motivo. È solo per questo che noi, ovviamente, cerchiamo di arrivare oggi ‒ e arriveremo oggi ‒ a un’approvazione, seppur non unanime, ma a un’approvazione con delle astensioni di questo progetto di legge, un progetto di legge che ormai è diventato di molti articoli, che spazia dall’editoria al turismo balneare, fino all’accesso al credito. Va bene. Okay. Abbiamo adottato questo metodo per questa occasione. Andiamo avanti, però non prendiamoci in giro. Non facciamo un trionfo di tutto l’iter, perché non potrà essere sempre così. C’è una fase emergenziale che dobbiamo curare, e la stiamo curando. Poi, però, da qui dobbiamo partire intanto con un atteggiamento tra di noi che sia più collaborativo e poi con un ragionamento che sia strutturato, con dei progetti di legge strutturali. Questo è quello a cui dobbiamo tendere e non sempre rincorrere l’emergenza.

Benissimo quello che abbiamo ottenuto, quello che andremo a ottenere. Noi abbiamo presentato degli ordini del giorno per cercare di integrare, degli emendamenti per evitare che questo progetto di legge in periodo di Covid, invece, vada a instaurare princìpi oltre l’emergenzialità. I princìpi di emergenza devono esserci nei periodi di emergenza. Nelle altre parti, invece, i finanziamenti strutturali, la programmazione devono restare il principio cardine. Penso all’editoria. Quindi, i finanziamenti devono essere programmati e non dati su volontà della Giunta. Però, attenzione al rispetto istituzionale, a non approfittare del fatto che la minoranza abbia deciso di assecondare un percorso frettoloso per dire “noi abbiamo ottenuto questo in breve tempo perché era importante”. Lo abbiamo voluto tutti insieme nel rispetto reciproco.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Io non ho altri iscritti a parlare.

A questo punto, passo alle repliche dei relatori.

Consigliere Bargi, prego.

Si prepari la consigliera Costi.

 

BARGI: Grazie, presidente.

Brevemente, perché direi che ci siamo detti tutto durante la giornata di oggi. Ormai dovremmo riuscire anche ad arrivare alla fase di votazione. Mi unisco solo a quanto ha detto poc’anzi il collega Delmonte. Fondamentalmente, non ci sembra né di aver agito di traverso né di aver fatto ostruzionismo né di aver cercato di allungare i tempi di questo progetto di legge. Siamo rimasti, credo, anche negli accordi. In particolare con la relatrice Costi avevamo detto: “Non arriveremo con emendamenti a pioggia”. Capiamo l’urgenza, capiamo il bisogno. Cerchiamo di correre. Quindi, un intervento politico a gamba tesa non credo sia necessario in questa fase, e mi rivolgo alla collega Zappaterra.

Abbiamo fatto di tutto per cercare di assecondare l’impostazione data dalla Giunta. Chiaro è che il percorso è stato molto particolare, perché sono arrivati prima degli emendamenti scritti in una maniera, poi sono stati cambiati, poi sono state aggiunte altre cose. È vero, poi possiamo nasconderci dietro all’avambraccio, neanche dietro al dito, ma il famoso articolo 4 della legge, quello di oggi, è arrivato come un aiuto agli stabilimenti balneari. Stop. Dopodiché, abbiamo fatto notare intanto che visto che vengono citate le leggi su cui incidono questi emendamenti, non è una legge ex novo, l’abbiamo detto più volte, ma incidono su leggi precise. Mi sento di dire che forse l’Assemblea legislativa in una fase come questa avrebbe potuto esercitare un pelo di più il suo ruolo, anche con una legge ad hoc, una legge Covid piuttosto che intervenire con vari strumenti che comunque sono legati, perché lo scriviamo in tutti gli articoli, al tema Covid, come giustamente è dato dall’emergenza e dalla fretta.

Sulla legge su cui andava a incidere era specificato che la Giunta poteva dare per gli stabilimenti balneari contributi fino al 50 per cento a fondo perduto, quindi non capivamo la necessità di doverlo riscrivere e andarlo a inserire, aggiungendo carta all’articolato. Ho sentito prima l’intervento della consigliera Gibertoni. Ha azzeccato il tema. Leggendola così sembrava quasi che ci fosse premura di far notare l’interessamento da parte della Giunta verso determinate categorie, lasciando indietro qualcuno. Quando poi devi correre verso qualcuno ti scordi di qualcun altro. È per questo che noi avevamo avanzato alcune criticità che ci hanno permesso di osservare alcune questioni. Alcuni della maggioranza lo hanno fatto e infatti, alla fine, è stato modificato l’articolo che oggi abbraccia tutto il tema turistico. Poi, è vero, ci sono leggi che fanno le definizioni, però, oggi è una fase particolare. Quindi, rifarsi su leggi che sono state pensate come definizioni in tempistiche che non erano tempistiche di crisi, ma sono tempistiche ordinarie, lascia chiaramente un po’ le maniche corte in una fase in cui forse le maniche dovrebbero allargarsi un po’ di più.

C’è il tema dell’editoria, che abbiamo ripetuto all’infinito, ed è stato introdotto. Ci sono anche lì, secondo noi, delle perplessità. Abbiamo portato gli emendamenti su quello, perché non avevamo alternativa se non portarli in aula. Tolto questo, abbiamo cercato di fare il possibile anche come opposizione per suggerire qualcosa di propositivo e non per intervenire in questo caso a gamba tesa.

Nel complesso, lo ribadisco, il progetto di legge ha vari punti su cui possiamo convergere tutti quanti, gli articoli 1 e 2, l’abbiamo detto fin da subito, ma anche su altri aspetti. Su altri non riusciamo ad avere una convergenza piena in questa fase e, come ho detto all’inizio, sicuramente vigileremo sull’applicazione di questo strumento, ma ci teniamo anche a questo punto la libertà, come Assemblea, essendo legislatori, di fare proposte ulteriori, perché evidentemente così lasciamo qualcosa di scoperto.

È vero che non esisterà mai un provvedimento che possa risolvere al 100 per cento quello che è successo, innanzitutto perché, non si dice mai, ma non venivamo da un periodo di vacche grasse ma da un periodo di recessione per il nostro Paese, quindi non è che fossimo in un momento storico in cui si andasse particolarmente alla grande, per così dire. Quindi, questa è stata l’ennesima botta di cui potevamo fare tranquillamente a meno, ma l’abbiamo subita. Chiaramente c’è un tracollo di punti di PIL che va oltre a quello che c’è stato negli anni della crisi dei debiti sovrani. Là è avvenuto in diversi anni, qui l’abbiamo avuto in pochi mesi. Parliamo di un tracollo pesantissimo. In qualche modo bisognerà essere altrettanto pesanti nell’intervenire a sostegno del sostrato produttivo. Non bisogna essere timidi in questa fase.

Il Governo ha fatto un gesto forse un po’ timido per un Governo, però ha aperto a una tipologia di intervento a fondo perduto sicuramente, secondo noi, sensata. Ci sentiamo di sollecitare la Regione per andare in linea, perché è vero che la Regione fa già il fondo perduto ordinariamente tramite il POR FESR per determinate categorie e via discorrendo, ma quelle sono strategie spesso di sviluppo o di attuazione di politiche legate agli enti locali, per cercare di perseguire delle finalità. Penso al green o alle piste ciclabili o a tante altre cose. Sono strategie ad esempio in direzione di dare una mano al tema delle start-up, per cui si cerca sempre di andare incontro per cercare di sviluppare un settore che magari in Europa rimane più indietro. Ma è evidente che quelle sono strategie strutturali e programmatiche in periodi in cui va bene. Quando però si rischia di lasciare qualcuno a bocca asciutta fondamentalmente, non fargli più riaprire la saracinesca, credo che sia un po’ diversa la mentalità che bisogna avere in queste fasi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bargi.

Consigliera Costi, prego.

 

COSTI: […] tutti coloro che sono intervenuti in questo confronto, nella costruzione di una legge che – credo di essere stata molto onesta nella mia presentazione – non è stata semplice, è stata complicata per il modo in cui abbiamo comunque lavorato tutti quanti. Ci siamo dati delle regole, abbiamo cercato tutti di fare del nostro meglio per rispettarle, per cui credo che la proposta che oggi viene portata in aula sia una proposta dove tutti abbiano potuto confrontarsi e dire la loro. Quando parlo di onestà intellettuale, perché credo che la mia relazione sia stata profondamente onesta, voglio sottolineare che ci troviamo di fronte a quanto ha appena finito di dire il collega relatore di minoranza.

Noi oggi abbiamo cercato, con questa norma, di trovare soluzioni ulteriori rispetto a tematiche che oggi il mondo delle imprese e anche il mondo del terzo settore, che ‒ ripeto ‒ è un pezzo importante del nostro sistema anche economico, pongono. Non è una legge risolutiva. Lo abbiamo detto. Ma che sia importante all’interno di un puzzle che la Giunta comunque ha costruito e sta costruendo, e a cui noi dovremo continuare a contribuire... Credo che tutti noi, anche senza parlare con il barista e con il piccolo imprenditore, cosa che facciamo, vi posso assicurare, quotidianamente e in continuazione... Se non lo facciamo ci telefonano, perché anche noi viviamo nel mondo reale, cosa che siamo in grado di leggere benissimo perché è una crisi mondiale di domanda e di offerta, e questo non possiamo certamente far finta che sia qualche cosa che passa sulla testa delle nostre imprese o dei cittadini come se nulla fosse.

Quello, però, che abbiamo cercato di fare e che la Giunta ci ha chiesto onestamente... In corsa? Certo, in corsa. Con qualche elemento che non succederà quando torneremo in una situazione di normalità? Certo, è successo anche questo, però, ripeto, credo con molta onestà, ha chiesto... E vi posso assicurare che la valutazione è stata fatta. Io l’ho fatta come relatrice perché mi sento anche responsabile rispetto alla coerenza delle norme e rispetto a quella coerenza che quest’aula comunque ha il dovere di mantenere. È stata una coerenza rispetto alle modifiche di norme in essere che, per procedure o per finalità, non erano coerenti rispetto alla situazione che stiamo vivendo. Questo è il motivo.

Nessuno sta dicendo che noi vogliamo indebitare le imprese, però non capisco perché offrire alle imprese che ce lo stanno chiedendo… Ci sono imprese che comunque sono capitalizzate. Ci sono imprese che hanno necessità di ricorrere al credito anche in questo momento. Perché dobbiamo negare a queste imprese l’accesso al credito rispetto ad alcuni settori dove ci sono le risorse e le nostre norme, come sono state riconosciute anche da tutti i consiglieri, prevedono interventi esclusivamente per gli investimenti.

Non vedo questa contraddizione. Questo vale per tutto, vale anche per permettere al settore del turismo che abbiamo tutti riconosciuto essere il più complicato, che fa riferimento a delle norme dove tutte le cose che ho sentito oggi sono specificate, perché tutti quegli articoli che noi andiamo a fare vanno inseriti in norme organiche, che devono essere lette nella loro interezza e devono essere lette e coordinate con le altre leggi che riguardano sempre i settori. Credo che abbiamo fatto bene a modificare delle procedure che non hanno più senso rispetto a questo momento.

Poi, finito questo momento, siamo legislatori e nessuno ci vieta di presentare delle leggi più organiche, più complete, più complesse e tutto quello che riteniamo opportuno.

Credo, però, che la proposta che ha fatto la Giunta e che abbiamo discusso… Del resto, le dichiarazioni che avete fatto, al di là di differenze giuste, però, con un grande senso di responsabilità, di cui vi ringrazio, perché io credo che sia un atto di serietà rispetto a quelle imprese, non semplicemente a noi o a quei mondi, al di là delle differenze di sensibilità, credo che sia stata una modalità corretta e giusta di rispondere a bisogni che comunque oggi ci sono, senza obbligare nessuno.

Sono opportunità. Nel frattempo, la Giunta è andata avanti a fare bandi a fondo perduto, ad agire rispetto a tutti i punti di crisi che ci sono.

Dovremo continuare, però quello che mi permetto di dire è che questa legge dovremmo considerarla davvero come un allargamento di opportunità, come abbiamo cercato di spiegare anche in Commissione e nei dibattiti che abbiamo avuto. Non è un lavoro per dare qualcosa a uno o all’altro, perché le leggi ci sono e non si sono toccate quelle leggi. Ci sono tantissime leggi in questa Regione e su quelle leggi continuano ad esserci risorse, finanziamenti, operatività e quant’altro.

Credo che sia davvero una operazione di urgenza, tempestività e correttezza per fornire strumenti in più. Con questa legge noi forniamo degli strumenti in più in tempi rapidi.

Ringrazio chiaramente tutti, ringrazio in modo particolare anche il relatore di minoranza, con cui il confronto è sempre stato molto corretto, però ringrazio anche tutti i consiglieri perché oggi il dibattito credo che sia stato importante, e mi auguro che questo dibattito ci serva anche – visto che siamo nuovi, perché questa è una consiliatura nuova – per interagire meglio anche rispetto alle diverse sensibilità che giustamente in un’Assemblea regionale ci sono. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Palma Costi.

Per la Giunta replica l’assessore Corsini. Prego, assessore.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

A nome della Giunta intervengo a conclusione di questo dibattito su questo importante progetto di legge, il primo di questa legislatura. Desidero prima di tutto ringraziare i due relatori, la relatrice di maggioranza, il relatore di minoranza, la presidente della Commissione, naturalmente tutti i consiglieri che sono intervenuti durante le diverse Commissioni, durante l’audizione, insomma durante questo percorso che ci porta oggi ad approvare una norma, un progetto di legge che noi riteniamo particolarmente importante.

Vi ringrazio appunto perché il dibattito che si è sviluppato in queste settimane ha sicuramente portato, grazie agli emendamenti e grazie anche ad alcune integrazioni e miglioramenti, a una rivisitazione migliorativa del testo che ci consente oggi di avere, dopo la sua approvazione, uno strumento, una cornice normativa importante che anche in futuro sarà, io penso, fondamentale per poter allocare nuove misure, nuovi strumenti, nuove risorse. Certamente l’importanza di questa norma e delle risorse che verranno previste sulla base degli articoli di legge non sarà certamente esaustiva rispetto al tema che avremo di fronte anche nei prossimi mesi, che è prevalentemente quello di sostenere le imprese e l’economia della nostra regione. Quindi, uno strumento e una norma importante, con dei contenuti importanti, non esaustiva, ma sicuramente un passo in avanti fondamentale non solo per superare, per aiutare una parte significativa delle imprese del tessuto economico regionale a superare questa fase per certi versi drammatica, ma anche per provare a rilanciare alcuni dei settori economici più importanti della nostra regione.

Faccio due riflessioni rispetto al tema del credito e della liquidità. Noi abbiamo previsto in questo progetto di legge di dare continuità a una serie di provvedimenti, che sono già stati attuati dalla Giunta, che si articolano, sostanzialmente, in due filoni: quello di mettere in campo ulteriori misure attraverso il credito agevolato alle imprese, in particolare alle imprese del commercio e alle imprese del turismo attraverso il ruolo importante e fondamentale dei Confidi; dall’altra parte, quello di continuare a mettere in campo liquidità per le imprese, in questo caso del turismo, attraverso il fondo perduto.

Dico questo perché il dibattito di queste settimane, anche a livello nazionale, si è sviluppato molto sul tema della mancanza di risorse a fondo perduto per le imprese. Io dico, in parte anche giustamente. Nell’ultimo decreto c’è stata una prima risposta, certamente non esaustiva, ma importante, che aggiunge al credito già concesso nei decreti precedenti, attraverso le garanzie dello Stato, una parte importante di risorse a fondo perduto, soprattutto per le piccole imprese del commercio, dei servizi e del turismo. Noi in questa Regione già da tempo abbiamo utilizzato lo strumento, attraverso i nostri bandi, della contribuzione a fondo perduto. Anche in questa fase particolarmente difficile abbiamo agito sia sul versante del prestito agevolato sia su quello del fondo perduto. L’articolo che prevede contributi a fondo perduto per il turismo va esattamente in questa direzione.

Ricordo che abbiamo stanziato, con un provvedimento della Giunta di qualche settimana fa, anche 3 milioni di euro, sempre attraverso lo strumento del fondo perduto, utilizzando, anche in questo caso, i Confidi come veicolo per la contribuzione alle imprese del settore alberghiero e del settore della ristorazione dei pubblici esercizi, 3 milioni di euro ‒ dicevo ‒ per supportare e sostenere le imprese del terziario nelle spese che dovranno sostenere per l’igienizzazione, la sanificazione, la predisposizione di dispositivi atti a contenere il diffondersi del virus all’interno delle strutture commerciali e turistiche, attraverso proprio dei contributi a fondo perduto.

L’articolo di questa legge consente, sostanzialmente, di ampliare ulteriormente questa possibilità e questo è uno di quegli articoli che attraverso il dibattito, il confronto fra la maggioranza e la minoranza, naturalmente con la Giunta, è stato migliorato rispetto alla formulazione iniziale, perché oggi ci consentirà di intervenire con dei bandi specifici per sostenere, attraverso risorse a fondo perduto, diverse tipologie di imprese legate all’industria turistica e alla filiera del turismo regionale. Non ci siamo limitati al sostegno a uno probabilmente dei settori economici, anzi forse il settore economico maggiormente colpito dalla pandemia, perché non c’è dubbio che il turismo, essendo legato al movimento delle persone, considerato che il lockdown ha inibito il movimento delle persone non solo su scala nazionale, non c’è dubbio, dicevo, che il turismo sia il settore che sia stato maggiormente colpito, ce lo dicono tutti gli studi economici che sono stati prodotti in queste settimane, in questi mesi, ma probabilmente è anche il settore che farà più fatica a ripartire.

Penso che abbia davvero la necessità di essere sostenuto. Non bastano neanche gli ultimi provvedimenti presi dal Governo nell’ultimo decreto, che sono certamente provvedimenti importanti, oltre 4 miliardi di euro per sostenere le imprese turistiche e l’offerta turistica nella fase di ripartenza del nostro Paese. Serviranno altre risorse, sarà fondamentale l’intervento di una parte delle risorse che l’Europa destinerà all’Italia per il recovery found, ma anche la Regione Emilia-Romagna non si limiterà certamente alle pur importanti risorse che sono state messe in campo in queste prime settimane, in questi primi mesi. Stiamo già ragionando su ulteriori misure di sostegno a questo settore che, dicevo, è sicuramente il settore più colpito dalla pandemia mondiale che ha pesantemente colpito anche la nostra regione.

Non ci siamo limitati solo al turismo, non ci siamo limitati solo al commercio. Tra l’altro, proprio nell’ultima Giunta abbiamo, a proposito di commercio, deciso di incrementare di 1.600.000 euro il bando che avevamo deciso di pubblicare a settembre, dando ulteriori risorse a fondo perduto che si aggiungono ai 2 milioni di euro già previsti per sostenere le piccole imprese del commercio al dettaglio.

Ci siamo preoccupati, ci siamo occupati, abbiamo coinvolto in questo sforzo le associazioni del terzo settore, le cooperative, le associazioni di promozione sociale, le associazioni di promozione sportiva, le parrocchie. Abbiamo deciso di intervenire anche nei confronti del terzo settore perché anche le imprese sociali del terzo settore potessero accedere in maniera agevolata al credito, perché anche in questo settore così fondamentale e così importante per il welfare e per la produzione di lavoro in questa regione c’era bisogno di dare un sostegno vero, importante, legato appunto all’accesso al credito. Anche in questo settore si produce lavoro, si produce capitale sociale, si produce capitale umano.

Ritengo molto importante anche – veniva detto in diversi interventi che si sono succeduti durante la giornata – l’intervento nei confronti dell’editoria, che ha svolto in questa pandemia e sta svolgendo tuttora una funzione importante, non solo legata all’imprenditorialità delle società, delle case editrici, dei giornali on-line o dei giornali cartacei, ma anche un’importante funzione di carattere informativo e di trasparenza nei confronti dei cittadini.

Insomma, io penso che questo provvedimento, che non vuole essere certamente un provvedimento esaustivo, vada però ad aggiungersi ad altre misure che la Regione ha messo in campo fin dal primo giorno e ci consenta di avere uno strumento agile e flessibile per poter intervenire anche nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, non con interventi a pioggia,  ma con interventi mirati che cercano di dare un sostegno a diverse componenti della società regionale, sia quella più prettamente economica, sia quella con una valenza più di carattere sociale

L’ultima considerazione la faccio rispondendo alle osservazioni legittime, giuste, che faceva la consigliera Piccinini, che però forse si è un po’ distratta negli ultimi giorni, rispetto al tema della mobilità. Noi in queste settimane non ci siamo naturalmente occupati solo di sostenere le imprese, le imprese private, ma abbiamo avuto un’attenzione particolare al tema della mobilità. Lo abbiamo fatto garantendo i servizi necessari, fondamentali, durante la fase del lockdown, lo stiamo garantendo oggi, nella fase in cui stanno riprendendo a pieno regime tutte le attività economiche e quindi la mobilità pubblica si sta riprogrammando, ritarandosi sulle riaperture graduali delle attività economiche, grazie all’impegno della nostra Regione, certamente non da soli, ma insieme a delle altre Regioni italiane, in particolare ad alcune Regioni italiane particolarmente sensibili, abbiamo ottenuto che nell’ultimo decreto ci fosse un fondo importante di 500 milioni di euro, certamente anche questo non esaustivo, ma comunque un passo importante per consentire alle nostre aziende del TPL di avere le risorse necessarie per mettere in equilibrio i propri bilanci, quindi per continuare a garantire anche in futuro un servizio essenziale, quello della mobilità dei cittadini, degli studenti, dei lavoratori, dei pensionati. Con questo fondo riusciremo anche a compensare gli abbonamenti di cui i cittadini non hanno potuto usufruire durante i mesi del lockdown.

Nell’ultimo decreto, grazie all’impegno del presidente Bonaccini, sono stati previsti anche 92 milioni di euro per il raddoppio della Pontremolese, a proposito di mobilità ferroviaria. Recentemente, come certamente ricorderà la consigliera Piccinini, abbiamo inaugurato diversi cantieri di FER, della nostra azienda regionale delle ferrovie, nel reggiano, e altre verranno inaugurate nei prossimi giorni nel ferrarese, per continuare quell’operazione di elettrificazione, di ammodernamento, di messa in sicurezza degli oltre 300 chilometri di linee regionali. Sarà completata nel corso di questa legislatura anche grazie a un ulteriore stanziamento di risorse regionali, che abbiamo già deciso in Giunta, di 60 milioni di euro nei prossimi tre anni, che ci consentirà di completare l’elettrificazione di tutte le linee regionali aumentando la sicurezza e, soprattutto, aumentando la qualità della mobilità sostenibile su ferro nella nostra regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Corsini.

A questo punto, passiamo all’esame dell’articolato.

Ricordo che sono state presentate 14 proposte di emendamento (5 a firma del consigliere Bargi e 9 a firma della consigliera Piccinini) e 4 ordini del giorno.

Passiamo all’articolo 1.

Dibattito generale su articolo ed emendamenti congiunti. Abbiamo due emendamenti: emendamento 6, a firma della consigliera Piccinini, ed emendamento 7, a firma sempre della consigliera Piccinini.

Dibattito generale. Prego, consigliera Costi.

 

COSTI: Per semplificare, sull’articolo 1 chiaramente c’è il voto favorevole per quanto riguarda il Gruppo e la maggioranza. Invece, riteniamo di respingere gli emendamenti presentati dalla consigliera Piccinini – lo dico su questo articolo, ma vale anche per gli altri emendamenti che la collega ha presentato su altri articolati – in quanto noi riteniamo che introdurre un emendamento che prevede il superamento di situazioni di particolare crisi generalizzate vada a stravolgere il senso dell’articolato e il senso anche della legge, perché comunque è un intervento generalizzato.

Per quanto riguarda, invece, il parere delle competenti Commissioni, anche questo crediamo che non debba essere accettato, perché questi articolati sono inseriti all’interno di leggi che sono già esistenti, dove ci sono già le cornici previste, quindi per quanto riguarda i criteri, per quanto riguarda le possibilità di intervento, compresi i soggetti a cui sono deputate le risorse. Crediamo che la Giunta possa operare in completa autonomia, assumendosi la responsabilità di volta in volta delle proposte che fa. Soprattutto come consiglieri abbiamo altri strumenti per valutare l’operatività della Giunta rispetto alle finalità e agli obiettivi della legge, in questo caso dell’articolo.

Riepilogando, votiamo contro ai due emendamenti e, invece, siamo a favore dell’articolo così come è stato presentato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Costi.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Mi prendo un minuto per rispondere evidentemente all’assessore Corsini, visto che siamo a fine seduta. Non è che la consigliera fosse distratta, è che forse lui non ha capito. Io parlavo di trasporto ferroviario, lui mi parla di TPL e di autobus: sono due cose un po’ diverse. Comunque, la richiesta era esattamente come viene fatto a livello nazionale, e cioè prevedere dei fondi per le minori entrate dovute dal lockdown. Viene fatto a livello nazionale, la richiesta è di farla a livello regionale.

Poi bene 60 milioni di mutui e l’elettrificazione. È una battaglia che siamo riusciti a portare avanti, grazie al Movimento 5 Stelle, nella scorsa legislatura con l’assessore Donini. Giusto per puntualizzare.

Torno adesso sul progetto di legge e sull’emendamento. La collega Costi diceva che il nostro emendamento verrà bocciato perché è un intervento generalizzato. È assolutamente vero, confermo. Peraltro, è lo stesso intervento generalizzato che era stato previsto per l’editoria. Come dicevo in discussione generale, secondo me non è opportuno fare figli e figliastri, quindi dare una corsia preferenziale per l’editoria mentre per le PMI…

Ricordiamo che possono accedere al credito tramite i mutui, tramite la presentazione di documenti, tramite la dimostrazione di aver avuto un minor fatturato. Questo relativamente alla situazione che stiamo vivendo, quindi al Covid-19. Invece, per l’editoria si cita genericamente il superamento di situazioni di particolare crisi generalizzata, quindi un intervento non ben specificato che apre a diverse possibilità. Questa apertura, se viene fatta per l’editoria, ritengo giusto che venga fatta evidentemente anche per tutta un’altra serie di situazioni, comprese le piccole e medie imprese.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Ritorniamo al dibattito generale.

Prego, sottosegretario Baruffi.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Volevo esprimere parere conforme a quello della relatrice di maggioranza. Abbiamo valutato gli emendamenti, anche la coerenza dell’impianto di emendamenti che è stato presentato in sequenza dalla consigliera Piccinini per modificare il perimetro e la portata del provvedimento.

Dopo attenta valutazione, la Giunta ritiene, conformemente alle indicazioni che ha dato anche la relatrice, di centrare le misure che abbiamo costruito rispetto a questo tipo di emergenza.

I pareri che diamo sono conformi a quelli espressi prima dalla relatrice. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri interventi per dibattito generale o dichiarazioni di voto? No.

Apriamo il voto. Votiamo prima gli emendamenti.

Si vota per l’emendamento 6, a firma Piccinini.

È aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat). 

Dichiaro chiusa la votazione.

16 contrari in aula e 1 favorevole.

Do lettura del voto:

 

1 AMICO Federico Alessandro, contrario; 2 BARCAIUOLO Michele, contrario; 3 BARGI Stefano, contrario; 4 BERGAMINI Fabio, contrario; 5 BESSI Gianni, contrario; 6 BONDAVALLI Stefania, contraria; 7 BULBI Massimo, contrario; 8 CALIANDRO Stefano, contrario; 9 CASTALDINI Valentina, contraria; 10 CATELLANI Maura, contraria; 11 COSTA Andrea, contrario; 12 COSTI Palma, contraria; 13 DAFFADA’ Matteo, contrario; 14 DELMONTE Gabriele, contrario; 15 FABBRI Marco, contrario; 16 FACCI Michele, contrario; 17 IOTTI Massimo, contrario; 18 LISEI Marco, contrario; 19 MALETTI Francesca, contraria; 20 MARCHETTI Daniele, contrario; 21 MARCHETTI Francesca, contraria; 22 MASTACCHI Marco, contrario; 23 MONTALTI Lia, contraria; 24 MONTEVECCHI Matteo, contrario; 25 MORI Roberta, contraria; 26 MUMOLO Antonio, contrario; 27 OCCHI Emiliano, contrario; 28 PARUOLO Giuseppe, contrario; 29 PELLONI Simone, contrario; 30 PICCININI Silvia, favorevole; 31 PIGONI Giulia, contraria; 32 PILLATI Marilena, contraria; 33 POMPIGNOLI Massimiliano, contrario; 34 RANCAN Matteo, contrario; 35 RONTINI Manuela, contraria; 36 ROSSI Nadia, contraria; 37 SABATTINI Luca, contrario; 38 SONCINI Ottavia, contraria; 39 STRAGLIATI Valentina, contraria; 40 TAGLIAFERRI GIANCARLO, contrario; 41 TARASCONI Katia, contraria; 42 TARUFFI Igor, contrario; 43 ZAMBONI Silvia, contraria; 44 ZAPPATERRA Marcella, contraria.

 

 

Favorevoli 1

Contrari 43

 

È respinto.

 

Emendamento 7, sempre a firma della consigliera Piccinini.

È aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat).

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

1 AMICO Federico Alessandro, contrario; 2 BARCAIUOLO Michele, contrario; 3 BARGI Stefano, contrario; 4 BERGAMINI Fabio, contrario; 5 BESSI Gianni, contrario; 6 BONDAVALLI Stefania, contraria; 7 BULBI Massimo, contrario; 8 CALIANDRO Stefano, contrario; 9 CASTALDINI Valentina, contraria; 10 CATELLANI Maura, contraria; 11 COSTA Andrea, contrario; 12 COSTI Palma, contraria; 13 DAFFADA’ Matteo, contrario; 14 DELMONTE Gabriele, contrario; 15 FABBRI Marco, contrario; 16 FACCI Michele, contrario; 17 IOTTI Massimo, contrario; 18 LISEI Marco, contrario; 19 MALETTI Francesca, contraria; 20 MARCHETTI Daniele, contrario; 21 MARCHETTI Francesca, contraria; 22 MASTACCHI Marco, contrario; 23 MONTALTI Lia, contraria; 24 MONTEVECCHI Matteo, contrario; 25 MORI Roberta, contraria; 26 MUMOLO Antonio, contrario; 27 OCCHI Emiliano, contrario; 28 PARUOLO Giuseppe, contrario; 29 PELLONI Simone, contrario; 30 PICCININI Silvia, favorevole; 31 PIGONI Giulia, contraria; 32 PILLATI Marilena, contraria; 33 POMPIGNOLI Massimiliano, contrario; 34 RANCAN Matteo, contrario; 35 RONTINI Manuela, contraria; 36 ROSSI Nadia, contraria; 37 SABATTINI Luca, contrario; 38 SONCINI Ottavia, contraria; 39 STRAGLIATI Valentina, contraria; 40 TAGLIAFERRI GIANCARLO, contrario; 41 TARASCONI Katia, contraria; 42 TARUFFI Igor, contrario; 43 ZAMBONI Silvia, contraria;

 

Favorevoli 1

Contrari 42

 

È respinto.

 

Ora votiamo l’articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat).

Dichiaro chiusa la votazione.

Voti in aula: 15 favorevoli e 3 astenuti.

Do lettura del voto:

 

1 AMICO Federico Alessandro, favorevole; 2 BARGI Stefano, favorevole; 3 BERGAMINI Fabio, favorevole; 4 BESSI Gianni, favorevole; 5 BONDAVALLI Stefania, favorevole; 6 BULBI Massimo, favorevole; 7 CALIANDRO Stefano, favorevole; 8 CASTALDINI Valentina, favorevole; 9 CATELLANI Maura, favorevole; 10 COSTA Andrea, favorevole; 11 COSTI Palma, favorevole; 12 DAFFADA’ Matteo, favorevole; 13 DELMONTE Gabriele, favorevole; 14 FABBRI Marco, favorevole; 15 FACCI Michele, favorevole; 16 GIBERTONI Giulia, astenuta; 17 IOTTI Massimo, favorevole; 18 LISEI Marco, astenuto; 19 MALETTI Francesca, favorevole; 20 MARCHETTI Daniele, favorevole; 21 MARCHETTI Francesca, favorevole; 22 MASTACCHI Marco, favorevole; 23 MONTALTI Lia, favorevole; 24 MONTEVECCHI Matteo, favorevole; 25 MORI Roberta, favorevole; 26 MUMOLO Antonio, favorevole; 27 OCCHI Emiliano, favorevole; 28 PARUOLO Giuseppe, favorevole; 29 PELLONI Simone, favorevole; 30 PICCININI Silvia, favorevole; 31 PIGONI Giulia, favorevole; 32 PILLATI Marilena, favorevole; 33 POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole; 34 RANCAN Matteo, favorevole; 35 RONTINI Manuela, favorevole; 36 ROSSI Nadia, favorevole; 37 SABATTINI Luca, favorevole; 38 SONCINI Ottavia, favorevole; 39 STRAGLIATI Valentina, favorevole; 40 TAGLIAFERRI GIANCARLO, astenuto; 41 TARASCONI Katia, favorevole; 42 TARUFFI Igor, favorevole; 43 ZAMBONI Silvia, favorevole; 44 ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Siccome ci sono voti diversi per quanto riguarda il consigliere Barcaiuolo gli chiedo di esprimersi nuovamente e di dire qual è la sua indicazione di voto, per favore. Anche al microfono va benissimo.

Consigliere Barcaiuolo?

 

BARCAIUOLO: Astenuto.

 

PRESIDENTE (Petitti): Astenuto. Grazie.

 

Favorevoli 41

Astenuti 4

 

È approvato.

 

Procediamo con l’articolo 2.

Dibattito generale su articoli ed emendamenti. Abbiamo due emendamenti su questo articolo, tutti e due sempre a nome della consigliera Piccinini, emendamento 8 ed emendamento 9.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto su articolo ed emendamenti.

Consigliera Costi, prego.

 

COSTI: Grazie. Intervengo per ribadire, a nome della maggioranza, che noi voteremo l’articolo 2 così com’è. Respingiamo l’emendamento numero 8 e l’emendamento numero 9 della consigliera Piccinini con le motivazioni che ho detto sull’altro articolato, essendo emendamenti identici.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Costi.

Altri interventi? Passiamo al voto.

Votiamo l’emendamento 8.

Dichiaro aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat).

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto.

 

1 AMICO Federico Alessandro, contrario; 2 BARCAIUOLO Michele, contrario; 3 BARGI Stefano, contrario; 4 BERGAMINI Fabio, contrario; 5 BESSI Gianni, contrario; 6 BONDAVALLI Stefania, contraria; 7 BULBI Massimo, contrario; 8 CALIANDRO Stefano, contrario; 9 CASTALDINI Valentina, contraria; 10 CATELLANI Maura, contraria; 11 COSTA Andrea, contrario; 12 COSTI Palma, contraria; 13 DAFFADA’ Matteo, contrario; 14 DELMONTE Gabriele, contrario; 15 FABBRI Marco, contrario; 16 FACCI Michele, contrario; 17 IOTTI Massimo, contrario; 18 LISEI Marco, contrario; 19 MALETTI Francesca, contraria; 20 MARCHETTI Daniele, contrario; 21 MARCHETTI Francesca, contraria; 22 MASTACCHI Marco, contrario; 23 MONTALTI Lia, contraria; 24 MONTEVECCHI Matteo, contrario; 25 MORI Roberta, contraria; 26 MUMOLO Antonio, contrario; 27 PARUOLO Giuseppe, contrario; 28 PELLONI Simone, contrario; 29 PICCININI Silvia, favorevole; 30 PIGONI Giulia, contraria; 31 PILLATI Marilena, contraria; 32 POMPIGNOLI Massimiliano, contrario; 33 RANCAN Matteo, contrario; 34 RONTINI Manuela, contraria; 35 ROSSI Nadia, contraria; 36 SABATTINI Luca, contrario; 37 SONCINI Ottavia, contraria; 38 STRAGLIATI Valentina, contraria; 39 TAGLIAFERRI GIANCARLO, contrario; 40 TARASCONI Katia, contraria; 41 TARUFFI Igor, contrario; 42 ZAMBONI Silvia, contraria; 43 ZAPPATERRA Marcella, contraria;

 

Favorevoli 1

Contrari 42

 

È respinto.

 

Emendamento 9, sempre a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat).

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

1 AMICO Federico Alessandro, contrario; 2 BARGI Stefano, contrario; 3 BERGAMINI Fabio, contrario; 4 BESSI Gianni, contrario; 5 BONDAVALLI Stefania, contraria; 6 BULBI Massimo, contrario; 7 CALIANDRO Stefano, contrario; 8 CASTALDINI Valentina, contraria; 9 CATELLANI Maura, contraria; 10 COSTA Andrea, contrario; 11 COSTI Palma, contraria; 12 DAFFADA’ Matteo, contrario; 13 DELMONTE Gabriele, contrario; 14 FABBRI Marco, contrario; 15 FACCI Michele, contrario; 16 IOTTI Massimo, contrario; 17 LISEI Marco, contrario; 18 MALETTI Francesca, contraria; 19 MARCHETTI Daniele, contrario; 20 MARCHETTI Francesca, contraria; 21 MASTACCHI Marco, contrario; 22 MONTALTI Lia, contraria; 23 MONTEVECCHI Matteo, contrario; 24 MORI Roberta, contraria; 25 MUMOLO Antonio, contrario; 26 OCCHI Emiliano, contrario; 27 PARUOLO Giuseppe, contrario; 28 PELLONI Simone, contrario; 29 PICCININI Silvia, favorevole; 30 PIGONI Giulia, contraria; 31 PILLATI Marilena, contraria; 32 POMPIGNOLI Massimiliano, contrario; 33 RANCAN Matteo, contrario; 34 RONTINI Manuela, contraria; 35 ROSSI Nadia, contraria; 36 SABATTINI Luca, contrario; 37 SONCINI Ottavia, contraria; 38 STRAGLIATI Valentina, contraria; 39 TAGLIAFERRI GIANCARLO, contrario; 40 TARASCONI Katia, contraria; 41 TARUFFI Igor, contrario; 42 ZAMBONI Silvia, contraria; 43 ZAPPATERRA Marcella, contraria;

 

Favorevoli 1

Contrari 42

 

È respinto.

 

Adesso votiamo l’articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione (modalità mista: sistema elettronico e chat).

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto sull’articolo 2:

 

1 AMICO Federico Alessandro, favorevole; 2 BARCAIUOLO Michele, astenuto; 3 BARGI Stefano, favorevole; 4 BERGAMINI Fabio, favorevole; 5 BESSI Gianni, favorevole; 6 BONDAVALLI Stefania, favorevole; 7 BULBI Massimo, favorevole; 8 CALIANDRO Stefano, favorevole; 9 CASTALDINI Valentina, favorevole; 10 CATELLANI Maura, favorevole; 11 COSTA Andrea, favorevole; 12 COSTI Palma, favorevole; 13 DAFFADA’ Matteo, favorevole; 14 DELMONTE Gabriele, favorevole; 15 FABBRI Marco, favorevole; 16 FACCI Michele, favorevole; 17 GIBERTONI Giulia, astenuta; 18 IOTTI Massimo, favorevole; 19 LISEI Marco, astenuto; 20 MALETTI Francesca, favorevole; 21 MARCHETTI Daniele, favorevole; 22 MARCHETTI Francesca, favorevole; 23 MASTACCHI Marco, favorevole; 24 MONTALTI Lia, favorevole; 25 MONTEVECCHI Matteo, favorevole; 26 MORI Roberta, favorevole; 27 MUMOLO Antonio, favorevole; 28 OCCHI Emiliano, favorevole; 29 PARUOLO Giuseppe, favorevole; 30 PELLONI Simone, favorevole; 31 PICCININI Silvia, favorevole; 32 PIGONI Giulia, favorevole; 33 PILLATI Marilena, favorevole; 34 POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole; 35 RANCAN Matteo, favorevole; 36 RONTINI Manuela, favorevole; 37 ROSSI Nadia, favorevole; 38 SABATTINI Luca, favorevole; 39 SONCINI Ottavia, favorevole; 40 STRAGLIATI Valentina, favorevole; 41 TAGLIAFERRI GIANCARLO, astenuto; 42 TARASCONI Katia, favorevole; 43 TARUFFI Igor, favorevole; 44 ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 40

Astenuti 4

 

È approvato.

 

Sono le 18,02. Dichiaro chiusa la seduta.

Per il proseguimento degli oggetti ci vediamo domani alle ore 9,30. Buona serata a tutti.

 

ZAMBONI: Presidente, scusi. Avevo votato “favorevole”. Non è stato registrato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene. Registriamo il voto della consigliera Zamboni. Buona serata a tutti. A domani.

 

La seduta ha termine alle ore 18,02

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADA’, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

Il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Alessio MAMMI, Irene PRIOLO, Paola SALOMONI.

 

Gli emendamenti relativi all’oggetto 306 sono riportati in allegato alla seduta antimeridiana del 27 maggio 2020 - Resoconto 10

 

 

LA PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti

Bergamini - Montalti