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23.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 29 LUGLIO 2020

 

(POMERIDIANA)

 

(La seduta si svolge in modalità mista, telematica e in presenza)

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

INDI DELLA PRESIDENTE PETITTI


 

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 796

Interpellanza circa i possibili interventi per promuovere, presso il Governo ed in tutte le sedi istituzionali opportune, un accordo che non penalizzi in nessun modo formatori, studenti e famiglie che gravitano nel sistema IeFP. A firma delle Consigliere: Pigoni, Bondavalli

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

PIGONI (BP)

COLLA, assessore

PIGONI (BP)

 

OGGETTO 837

Interpellanza sull'eventuale riconoscimento giuridico dei cosiddetti santuari degli animali. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Rainieri)

GIBERTONI (Misto)

BARUFFI, sottosegretario

GIBERTONI (Misto)

 

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 965

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare». (5)

(Continuazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 965/1/2/3, oggetti 1263 12721273, presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

ZAPPATERRA (PD)

CALIANDRO (PD)

TARUFFI (ERCEP)

PELLONI (LEGA)

BULBI (PD)

FACCI (LEGA)

ZAMBONI (EV)

PRESIDENTE (Petitti)

TARUFFI (ERCEP)

BARCAIUOLO (FDI)

ZAMBONI (EV)

RANCAN (LEGA)

ZAPPATERRA (PD)

COSTA (PD)

 

OGGETTO 1028

Proposta d’iniziativa Giunta recante: «L.R. 8 agosto 2001 n. 24 e ss.mm.ii - approvazione del ‘Programma straordinario 2020-2022 Recupero e Assegnazione di alloggi ERP’». (22)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

PELLONI (Lega)

TAGLIAFERRI (FDI)

COSTA (PD)

CASTALDINI (FI)

FACCI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

BONDAVALLI (BP)

AMICO (ERCEP)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

PELLONI (Lega)

BARCAIUOLO (FDI)

ZAMBONI (EV)

BONDAVALLI (BP)

TARUFFI (ERCEP)

CASTALDINI (FI)

COSTA (PD)

 

OGGETTO 1172

Proposta d’iniziativa Giunta recante: «Integrazione dell’atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile 2018, n. 5 - Programma straordinario di investimenti». (23)

(Discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

RAINIERI (Lega)

PRESIDENTE (Petitti)

RAINIERI (Lega)

ZAPPATERRA (PD)

BARUFFI sottosegretario

FACCI (Lega)

RAINIERI (Lega)

 

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,42

 

PRESIDENTE (Rainieri): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 23 del 29 luglio 2020.

È computato come presente ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno, il presidente della Giunta Bonaccini, assente per motivi istituzionali.

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Donini e Lori.

Riprendiamo i nostri lavori con l’appello nominale.

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BARGI Stefano
  4. BERGAMINI Fabio
  5. BESSI Gianni
  6. BONDAVALLI Stefania
  7. BULBI Massimo
  8. CALIANDRO Stefano
  9. CASTALDINI Valentina
  10. CATELLANI Maura
  11. COSTA Andrea
  12. COSTI Palma
  13. DAFFADÀ Matteo
  14. DELMONTE Gabriele
  15. FACCI Michele
  16. GIBERTONI Giulia
  17. LIVERANI Andrea
  18. MARCHETTI Francesca
  19. MASTACCHI Marco
  20. MONTALTI Lia
  21. MONTEVECCHI Matteo
  22. MORI Roberta
  23. MUMOLO Antonio
  24. OCCHI Emiliano
  25. PARUOLO Giuseppe
  26. PIGONI Giulia
  27. PILLATI Marilena
  28. POMPIGNOLI Massimiliano
  29. RAINIERI Fabio
  30. RANCAN Matteo
  31. RONTINI Manuela
  32. ROSSI Nadia
  33. SABATTINI Luca
  34. SONCINI Ottavia
  35. STRAGLIATI Valentina
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo
  37. TARASCONI Katia
  38. TARUFFI Igor
  39. ZAMBONI Silvia

 

PRESIDENTE (Rainieri): Va bene. Cominciamo con le interpellanze, visto che il numero legale è stato raggiunto. Gli altri, man mano che arriveranno, eventualmente, li segniamo.

 

OGGETTO 796

Interpellanza circa i possibili interventi per promuovere, presso il Governo ed in tutte le sedi istituzionali opportune, un accordo che non penalizzi in nessun modo formatori, studenti e famiglie che gravitano nel sistema IeFP. A firma delle Consigliere: Pigoni, Bondavalli

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo all’oggetto 796: Interpellanza circa i possibili interventi per promuovere, presso il Governo ed in tutte le sedi istituzionali opportune, un accordo che non penalizzi in nessun modo formatori, studenti e famiglie che gravitano nel sistema leFP. A firma dei consiglieri: Pigoni e Bondavalli.

Risponderà l’assessore Colla.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente. Questa è un’interpellanza che è un po’ datata. È stata protocollata in pieno momento emergenziale, quindi in realtà chiedo all’assessore, che ringrazio per la sua consueta disponibilità, come ci si è mossi in queste ultime settimane e in questi ultimi mesi per la formazione professionale. In modo specifico, come si è intervenuti per promuovere presso il Governo e in tutte le sedi istituzionali opportune un accordo che non abbia penalizzato i formatori, gli studenti e le famiglie, senza tagliare i fondi stanziati e ridurre i livelli quantitativi e qualitativi delle attività che avrebbero messo in crisi enti, lavoratori e tessuto economico regionale; come ci si è impegnati per tutelare la garanzia della validità di questo anno formativo 2019-2020, anche in mancanza del raggiungimento del numero minimo di ore previsto dalla normativa vigente; cosa si è deciso per l’anno formativo 2020-2021; cosa si è deciso in merito alla sanificazione dei locali e dei laboratori ove si svolgeranno i corsi formativi del prossimo anno; cosa si è deciso rispetto alle infrastrutture e le strumentazioni telematiche per garantire pari opportunità di partecipazione di tutti gli allievi alla formazione a distanza. Grazie mille.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Prego, assessore Colla.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente. Ringrazio la consigliera Pigoni. A far data dalle disposizioni nazionali che hanno sospeso le attività formative in presenza sono stati definiti, a partire dal dialogo e dall’ascolto del sistema formativo, atti e indicazioni operative con l’obiettivo generale di permettere a tutte le persone, in particolare ai giovani impegnati nei percorsi di IeFP per l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione, di dare continuità al proprio progetto formativo e professionale, con modalità tali da garantire un’erogazione in sicurezza e nel rispetto delle misure vigenti volte al contenimento del contagio epidemiologico e fornire ai soggetti formativi riferimenti via via aggiornati per una corretta attuazione che permettessero, a fronte della tracciabilità e della corretta tenuta della documentazione delle attività svolte, l’ammissibilità delle stesse e delle relative spese.

In particolare, con riferimento al sistema IeFP, con le deliberazioni della Giunta n. 438 e n. 518 del 2020 sono state approvate disposizioni straordinarie per la continuità e conclusione dei percorsi per il conseguimento della qualifica professionale e del diploma professionale, a fronte delle misure restrittive volte al contenimento del contagio epidemiologico Covid-19.

Tutte le disposizioni permettono di non ridurre i fondi stanziati, di permettere l’ammissibilità di tutte le attività realizzate, anche se con modalità e tempi differenti rispetto a quanto approvato, senza ridurre i livelli quantitativi e qualitativi delle attività.

Sono state introdotte modalità didattiche ulteriori rispetto alla formazione a distanza, quale il project work, la realizzazione di progetti di impresa in sostituzione dello stage in presenza, la possibilità di riconoscere anche attività lavorative stagionali. Sono state semplificate le disposizioni rispetto alle prove d’esame, con riferimento alla modalità e alla composizione delle commissioni.

Inoltre, in deroga alla disposizione generale, al fine di garantire l’avvio dei percorsi 2020-2021, sono state introdotte tempistiche per l’avvio che potranno permettere un regolare avvio di tutti i 187 percorsi biennali approvati.

Lo stato di attuazione dell’offerta in termini di ore programmate e realizzate, la calendarizzazione degli esami finali e i dati, anche se parziali, sulle iscrizioni ci rassicurano rispetto al conseguimento degli obiettivi attesi.

Anche in esito al lavoro e all’impegno nell’ambito della IX Commissione della Conferenza delle Regioni, le misure urgenti in materia di salute e sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza, attività di formazione a distanza e conservazione della validità nell’anno scolastico formativo, ha disposto che al comma 2, qualora a seguito delle misure di contenimento Covid i sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e i sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e gli istituti tecnici superiori (ITS) non possano effettuare il numero minimo di ore previste dalla vigente normativa e per il relativo percorso formativo l’anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità. Qualora si determina una riduzione dei livelli qualitativi e quantitativi di formazione delle attività svolte sono derogate le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 7, del Presidente della Repubblica del 5 febbraio 2018.

Medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario, in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative ovvero di ogni altra prova o verifica anche intermedia che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

Nell’anno 2019-2020 sono stati attivati 187 percorsi biennali. Le disposizioni vigenti precedenti prevedevano che i percorsi dovessero avviarsi nel rispetto del calendario scolastico, con un numero minimo di quindici studenti, pena la revoca.

Con delibera di Giunta regionale n. 548 del 25.05.2020 sono stati approvati numero 187 percorsi biennali da avviare nell’anno 2020-2021 e quantificato il budget in un costo complessivo di euro 48.320.000 euro. Si è disposto che i percorsi potranno avviarsi con un numero minimo di quindici studenti che hanno formalizzato la propria istruzione in una data ricompresa tra la data di avvio del calendario scolastico e la data del 30.10.2020.

I percorsi che si realizzano in aree deboli o in montagna o che vedono una presenza significativa di giovani con disabilità potranno avviarsi con un numero minimo di dodici studenti entro il 30.10.2020 e l’eventuale autorizzazione all’avvio con un numero di iscritti inferiore a 12 potrà essere autorizzato con atto di Giunta in funzione del numero di studenti effettivamente iscritti.

Con delibera di Giunta n. 363/2020 sono stati impegnati 1,5 milioni di euro per rendere disponibile ai circa 7.000 giovani iscritti nei percorsi di IeFP dispositivi, tablet o pc portatili e connettività. Con un costo medio di 450 euro saranno oltre 3.300 i beneficiari.

A valere sulle risorse FC, nell’ambito del progetto banda ultra larga nelle scuole, sono stati pianificati e già avviati i lavori che permetteranno di connettere anche le 72 sedi dei percorsi di IeFP.

Concludo dicendo che tutto il sistema della formazione IeFP, tirocini, stage, ITS, IFTS, figure deboli è già tutto stato programmato in tempo utile, tutto stanziato e deliberato. Il sistema è in grado di partire in anticipo rispetto anche al percorso precedente. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, assessore.

Passo la parola alla consigliera Pigoni. Ha sei minuti, prego.

 

PIGONI: Sarò rapidissima, Presidente, grazie. Soltanto per ringraziare davvero l’assessore Colla e dichiararmi soddisfatta per i dati e la risposta che è stata data in queste settimane e in questi mesi, e anche a me in quest’Aula oggi. Ovviamente ricordo che serve un’attenzione particolare, dato che gli allievi della formazione professionale, come sappiamo bene, sono soggetti che spesso hanno alle spalle precedenti insuccessi scolastici o abbandono e spesso vivono in situazioni di fragilità economica e sociale. Quindi, è chiaro che serve un occhio di riguardo.

Ringrazio l’assessore per il lavoro svolto e sono certa che non mancherà l’attenzione anche nei prossimi mesi, visto l’inizio dei prossimi percorsi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera Pigoni.

 

OGGETTO 837

Interpellanza sull’eventuale riconoscimento giuridico dei cosiddetti santuari degli animali. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora all’oggetto 837: Interpellanza sull’eventuale riconoscimento giuridico dei cosiddetti santuari degli animali. A firma della consigliera Gibertoni.

Risponderà il sottosegretario Baruffi.

Consigliera Gibertoni, prego.

Consigliere Gibertoni non la sentiamo, continuiamo a non sentirla.

Ora la sentiamo, un po’ bassa, se riesce ad alzare il microfono è meglio.

 

GIBERTONI: Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, prego.

 

GIBERTONI: Grazie, allora procedo. La mia interpellanza tratta, credo anche per la prima volta in Regione, un tema che sembra di nicchia, ma a mio avviso è un tema importante, anche sul piano simbolico: quello dei santuari per animali, così definiti nella vulgata diffusa.

Non ha ovviamente nessun tipo di significato, è un termine scevro da ogni connotazione religiosa, ma indica quei luoghi spesso gestiti in modo volontaristico da associazioni e anche da singoli cittadini in cui si accolgono appunto animali che sono salvati situazioni di maltrattamento e di abbandono, o semplicemente molto spesso da morte certa.

Anche nel nostro territorio regionale ci sono già diversi casi, diversi esempi di santuari, di rifugi per animali, che sono centri a volte specializzati in uno o più tipi di animali e sono comunque accomunati dall’obiettivo di garantire una vita dignitosa e per quanto più possibile in piena libertà.

Il problema è che molto spesso non si tiene in considerazione il fatto che la fattispecie è abbastanza nuova, e per certi versi può essere considerata insolita, quindi sono classificati come allevamenti o come allevamenti in fallimento. Quindi, vi è sia un’inesattezza sia un po’ uno spregio dal punto di vista simbolico, considerato invece che è l’obiettivo di queste persone è proprio quello di lasciare gli animali in libertà e farli vivere per tutta la loro vita.

Quello che chiedo con questa interpellanza all’assessore, sintetizzando, è se non si possa cominciare ad avviare anche in forma sperimentale un censimento innanzitutto per conoscere il quadro della situazione in Emilia-Romagna rispetto ai rifugi per animali, poi nel rispetto dei convincimenti personali di molti cittadini della nostra comunità regionale avviare un percorso che possa, anche nelle sedi di confronto con il Governo, portare a un riconoscimento giuridico proprio i cosiddetti “santuari degli animali”, individuandone le caratteristiche principali, che sono l’assenza di lucro, conduzione volontaria e utilità sociale, acché possano magari in futuro portare questi centri a essere sgravati da costi impropri e anche da una impossibilità di conoscerli secondo quelli che sono i loro veri obiettivi, secondo me particolarmente importanti dal punto di vista socioculturale.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Gibertoni.

Passo la parola al sottosegretario Baruffi. Ha otto minuti. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente. Al momento la Regione non dispone di un censimento delle attività definite “santuario degli animali”, termine che è stato finora utilizzato per definire aree di tutela per la fauna selvatica, in particolare per specie protette, ma in passato anche applicato a rifugi dove vengono concentrati animali maltrattati o abbandonati.

Approfondendo la ricerca sul territorio regionale, sono state individuate due strutture in provincia di Ravenna, una gestita da volontari di un’associazione e una da un privato cittadino, e un’altra in provincia di Ferrara, registrata come fattoria didattica, che forniscono o hanno fornito senza corrispettivi la propria collaborazione alle Amministrazioni e alle forze di polizia nei casi di animali detenuti o maltrattati. Entrambe le strutture sono sottoposte ai controlli veterinari previsti dalle norme. Nei restanti territori di competenza delle aziende ASL non esistono strutture con questa denominazione, anche se non è da escludere che qualche allevamento possa operare con queste finalità.

La collaborazione di volontari e associazioni che si rendono disponibili ad accogliere animali maltrattati o abbandonati è sempre apprezzabile, in particolare lo è quando permette un’adeguata sistemazione a specie di animali diverse da quelle d’affezione, che sono di più difficile gestione. Questa forma di collaborazione è un importante servizio reso alla collettività e si valuta, pertanto, positivamente il prospettato percorso che porti ad un riconoscimento giuridico dei cosiddetti santuari nell’ambito di un pubblico servizio, partendo proprio da una rilevazione conoscitiva di queste strutture.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, sottosegretario.

Consigliera Gibertoni, ha quattro minuti.

 

GIBERTONI: Grazie, Presidente. Ne utilizzerò meno per ringraziare il sottosegretario Baruffi e per esprimere viva e piena soddisfazione per questa risposta che ritengo una risposta di civiltà, una risposta che magari anche se la Regione riterrà di avviarla sentendo anche chi sia sui territori sta cercando anche di mettere in rete questi centri l’uno con l’altro in modo che nessuno di questi, soprattutto quando si trovano ad autofinanziarsi si senta solo, perché l’obiettivo davvero è un obiettivo a mio avviso molto alto e magari di interfacciarsi ecco con chi ci tiene molto a questi temi, chi parla, ma insomma chiunque voglia abbracciare questi temi portarli avanti. È una risposta che ritengo di piena soddisfazione e su cui mi auguro che con il sottosegretario e con chi della Giunta vorrà mettere in cantiere sia un censimento sia avviare un quadro conoscitivo e poi portare avanti davvero un riconoscimento giuridico che dia cittadinanza piena e anche valorizzazione a questi centri, a questi obiettivi mi troverà assolutamente soddisfatta e la mia collaborazione sarà piena anche nel riconoscimento di chi queste cose le porta avanti con coraggio.

Vi ringrazio per la risposta. Ci sono anche per tutte le varie fasi che possono portare avanti i vari passi che speriamo diventino un po’ un obiettivo più ampio possibile.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. È così conclusa la fase delle interpellanze.

 

Sull’ordine dei lavori

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prima di riprendere il progetto di legge 965, con l’esame dell’articolato, ha chiesto la parola la consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Scusi, presidente. Sull’ordine dei lavori. La metto così perché sono una giovane ragazza. Faccio presente che visto che questa è un’Istituzione molto importante, mi risulta, ma anche rispetto alla risposta che ho sentito della Giunta, ma anche alla domanda, che il santuario è per la presenza di santi, posto sacro perché dentro ci sono le reliquie di santi. Secondo me, utilizzare le parole giuste per le cose giuste è importante, con tutto il rispetto per gli animali e di un luogo importante per un cimitero.

Il concetto di santuario per gli animali mi sembra strano in questo luogo. Poi, dopo rispetto le domande degli altri consiglieri. 

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Castaldini, la nostra è un’istituzione. Consigliere Castaldini, se mi può ascoltare, però!

 

(Interruzione della consigliera Castaldini)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Io capisco le sue rimostranze, però da presidente di questa Assemblea prendo atto di quelle che sono le richieste dei colleghi consiglieri e ognuno si prende la responsabilità di quello che dice, di quello che deposita e di quello che vuol farsi discutere.

La Giunta ha l’obbligo di rispondere a quello che un consigliere chiede, quindi ognuno si prende la responsabilità di quello che dice. Grazie.

 

OGGETTO 965

Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: «Interventi urgenti per il settore agricolo ed agroalimentare». (5)

(Continuazione, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 965/1/2/3, oggetti 126312721273, presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo con l’esame dell’articolato, quindi con la votazione degli articoli del progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare”.

Partiamo con l’articolo 1. Nessun emendamento.

Dibattito generale. Consigliere Barcaiuolo, prego.

Discussione generale sull’articolo 1. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 20 votanti e 20 favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  2. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  3. BESSI Gianni, favorevole;
  4. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  5. BULBI Massimo, favorevole;
  6. CATELLANI Maura, favorevole;
  7. COSTA Andrea, favorevole;
  8. COSTI Palma, favorevole;
  9. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  10. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  11. FABBRI Marco, favorevole;
  12. FACCI Michele, favorevole;
  13. FELICORI Mauro, favorevole;
  14. LIVERANI Andrea, favorevole;
  15. MALETTI Francesca, favorevole;
  16. MASTACCHI Marco, favorevole;
  17. MORI Roberta, favorevole;
  18. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  19. MUMOLO Antonio, favorevole;
  20. OCCHI Emiliano, favorevole;
  21. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  22. PELLONI Simone, favorevole;
  23. PIGONI Giulia, favorevole;
  24. PILLATI Marilena, favorevole;
  25. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  26. RANCAN Matteo, favorevole;
  27. ROSSI Nadia, favorevole;
  28. SABATTINI Luca, favorevole;
  29. SONCINI Ottavia, favorevole;
  30. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  31. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  32. TARASCONI Katia, favorevole;
  33. TARUFFI Igor, favorevole;
  34. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  35. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

È approvato.

 

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Volevo aggiungere il mio voto favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, quindi 21 favorevoli in aula.

L’articolo 1 è approvato.

Articolo 2. Discussione generale. Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 2.

La votazione è aperta.

La consigliera Gibertoni prima si era astenuta, quindi segnaliamo il suo come unico voto astenuto.

La votazione è chiusa.

Iotti è presente. Ha dichiarato di essere presente da questo momento.

Votazione sull’articolo 2.

In aula: 21 favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  19. LIVERANI Andrea, favorevole;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, favorevole;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MORI Roberta, favorevole;
  25. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, favorevole;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, favorevole;
  30. PIGONI Giulia, favorevole;
  31. PILLATI Marilena, favorevole;
  32. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  33. RANCAN Matteo, favorevole;
  34. RONTINI Manuela, favorevole;
  35. ROSSI Nadia, favorevole;
  36. SABATTINI Luca, favorevole;
  37. SONCINI Ottavia, favorevole;
  38. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  39. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  40. TARASCONI Katia, favorevole;
  41. TARUFFI Igor, favorevole;
  42. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  43. ZAPPATERRA Marcella, favorevole;

 

È approvato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Articolo 3.

Nessun intervento in discussione generale.

Nessun intervento in dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 3.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 21 votanti su 22 presenze: 21 favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  19. IOTTI Massimo, favorevole;
  20. LIVERANI Andrea, favorevole;
  21. MALETTI Francesca, favorevole;
  22. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  23. MASTACCHI Marco, favorevole;
  24. MONTALTI Lia, favorevole;
  25. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  26. MORI Roberta, favorevole;
  27. MUMOLO Antonio, favorevole;
  28. OCCHI Emiliano, favorevole;
  29. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  30. PELLONI Simone, favorevole;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  34. RANCAN Matteo, favorevole;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole;

 

È approvato.

 

ZAPPATERRA: Solo per segnalare che da casa mi dicono che si sono prenotati con la manina per parlare non so su cosa e non li ha visti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Presidente Caliandro, prego. Non la sentiamo. Non la sentiamo, Presidente. Deve accendere il microfono.

 

CALIANDRO: Ho provato a votare l’articolo 1, però non mi è stato possibile. Quindi, volevo confermare il mio voto favorevole all’articolo 1.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Conferma anche per l’articolo 2.

 

CALIANDRO: Articolo 1, 2 e 3.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Chiedo scusa alla consigliera Marchetti che mi scrive di specificare il nome: Francesca Marchetti. Lo farò con molto piacere, consigliera presidente. Le chiedo scusa. Non volevo confonderla con il suo collega.

Articolo 4.

Discussione generale.

Dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 4.

La votazione è aperta

La votazione è chiusa.

In aula, 19 presenti e 17 votanti tutti a favore.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  18. IOTTI Massimo, favorevole;
  19. LIVERANI Andrea, favorevole;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, favorevole;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, favorevole;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PIGONI Giulia, favorevole;
  30. PILLATI Marilena, favorevole;
  31. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  32. RONTINI Manuela, favorevole;
  33. ROSSI Nadia, favorevole;
  34. SABATTINI Luca, favorevole;
  35. SONCINI Ottavia, favorevole;
  36. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  37. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  38. TARASCONI Katia, favorevole;
  39. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  40. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

È approvato.

 

Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Solo per segnalare che il dispositivo non ha preso il mio voto che era favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Noi l’accontentiamo subito.

Articolo 5.

 

PELLONI: Anche il mio voto è favorevole, grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Anche il suo voto lo accettiamo.

Articolo 5. Discussione generale. Dichiarazioni di voto.

Mettiamo in votazione l’articolo 5.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 22 presenti, 21 votanti, tutti favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  19. IOTTI Massimo, favorevole;
  20. LIVERANI Andrea, favorevole;
  21. MALETTI Francesca, favorevole;
  22. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  23. MASTACCHI Marco, favorevole;
  24. MONTALTI Lia, favorevole;
  25. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  26. MORI Roberta, favorevole;
  27. MUMOLO Antonio, favorevole;
  28. OCCHI Emiliano, favorevole;
  29. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  30. PELLONI Simone, favorevole;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  34. RANCAN Matteo, favorevole;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

È approvato.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alla discussione generale congiunta sugli ordini del giorno.

Ricordo che sul testo 965 insistono il 965/1 a firma dei consiglieri Zamboni, Zappaterra, Bulbi, Sabattini, Taruffi, Amico, Montalti e Rontini; il n. 2 a firma Bulbi, Zappaterra, Caliandro, Mori, Rontini, Francesca Marchetti, Bessi, Rossi, Taruffi, Daffadà, Amico, Fabbri, Pillati, Tarasconi, Pigoni, Bondavalli, Sabattini, Zamboni, Costa, Montalti e Costi; il n. 3 a firma dei consiglieri Rainieri e Facci. 

È aperta la discussione generale.

Consigliere Bulbi, prego.

 

BULBI: Intanto per presentare l’ordine del giorno al progetto di legge 965, che è una logica conseguenza visto lo stralcio degli articoli 4, 5 e 6 dal pdl relativo agli interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare, i tre articoli che andavano a modificare l’articolo 18 della legge istitutiva degli agriturismi. Aggiungendo questo, che la legge che disciplina gli agriturismi e la multifunzionalità delle aziende agricole ha dieci anni, si ritiene necessario, e anche a causa della pandemia, quindi della emergenza Covid, di aprire un confronto con le associazioni di rappresentanza al fine di rendere le norme più adeguate alla ripresa e al futuro del comparto.

Le conseguenze della pandemia da Civid-19 hanno comportato grandi problematiche, come anche prima riportava fra l’altro l’assessore. Nei pubblici esercizi di ristorazione nella fase del lockdown, anche a seguito delle successive norme per il contenimento del contagio, ovvero il distanziamento sociale e le norme di sicurezza. Spesso queste norme hanno dimezzato o comunque ridotto di una percentuale importante la capienza della ristorazione, con un danno economico comunque importante.

I riflessi negativi sono stati quindi di uguale gravità sia per i pubblici esercizi che per il comparto agrituristico.

Aprire, quindi, un confronto con tutte le associazioni di rappresentanza è basilare per adeguare le norme che regolano la ristorazione e per sostenere la loro ripartenza.

I pubblici esercizi – quando parliamo di pubblici esercizi parliamo nella loro interezza, quindi anche gli agriturismi – svolgono un ruolo fondamentale da un punto di vista sociale per le nostre comunità, per la vitalità delle città e dei territori anche più periferici e svantaggiati.

Pertanto, con questo ordine del giorno si impegna la Giunta regionale ad aprire, a partire dal mese di settembre prossimo, un tavolo di confronto e approfondimento con tutti i soggetti economici sia del commercio che dell’agricoltura o comunque tutti coloro che sono coinvolti nel settore della ristorazione, al fine di dare un impulso di semplificazione alla normativa e supportarne la ripartenza promuovendo e valorizzando l’utilizzo e la somministrazione di materie prime agricole e prodotti agroalimentari di origine emiliano-romagnola.

Colgo anche l’occasione per dire che c’è, da parte nostra, del Gruppo PD, un voto favorevole anche per gli altri due ordini del giorno, quello a prima firma della consigliera Zamboni e l’altro che ha come primo firmatario il consigliere Rainieri.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Vorrei brevemente illustrare l’ordine del giorno di cui sono cofirmatario, che riguarda una questione che abbiamo bene o male evidenziato in diversi nell’intervento in discussione generale questa mattina, che riguarda la tempestività dei pagamenti o dell’erogazione delle risorse su cui questo pdl insiste, perché va da sé che i denari servono, ma i denari, le risorse e il supporto economico-finanziario da parte della Regione, se arrivasse tardi, sarebbe un sostegno non dico inutile, perché ovviamente non sarebbero comunque inutili in maniera assoluta, ma sarebbe problematico. Usiamo questa terminologia. Sarebbe problematico perché le risorse servono oggi. I programmi contenuti nel Piano di Sviluppo Rurale quelli che erano rimasti non finanziati attendono di essere finanziati e quindi hanno assolutamente bisogno anche per liberare quelle energie e quelle ulteriori risorse di cui parlava il relatore di maggioranza questa mattina, cioè gli investimenti servono per determinare poi ulteriori investimenti sul territorio nel comparto agroalimentare. Sono risorse che servono in via sostanzialmente immediata.

Ugualmente in via immediata servono le risorse di cui al supporto al settore degli agriturismi e quindi quelle che riguardano le fattorie didattiche e riguardano gli agriturismi.

Sono misure di supporto di liquidità immediata per il Covid, a causa del Covid, ma egualmente tutte le risorse di cui si parla. Siccome tutto passa tramite AGREA, per disposizioni precise, a questo punto noi ci troviamo nella condizione necessaria di supportare AGREA, diversamente frustreremmo le stesse finalità con le quali oggi, in maniera unanime e condivisa, sosteniamo e votiamo questo progetto di legge. Quindi, necessariamente AGREA dovrà essere potenziata; non vi potranno essere, non vi dovranno essere i ritardi che oggi purtroppo stiamo registrando e a cui stiamo assistendo, che sono stati ricordati dai colleghi che sono intervenuti questa mattina. C’è purtroppo un problema serio, perché non è possibile che i pagamenti vengano effettuati a distanza siderale.

Conseguentemente, noi chiediamo che la Giunta regionale integri con tutti i mezzi che ha a disposizione l’organico di AGREA, perché i tempi possano essere adeguati alle risorse che andiamo a stanziare, adeguati all’importanza che le risorse avranno come ricaduta sull’intero comparto. Quindi, è un ordine del giorno obiettivamente molto semplice, ma in una direzione ben precisa e assolutamente importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Questa mattina non sono intervenuta nel dibattito generale perché ho pensato di accorpare in un unico intervento le mie osservazioni. Quindi, comincio ringraziando anch’io il relatore Massimo Bulbi, con il quale siamo stati in stretto contatto, e anche l’assessore Mammi, che adesso non c’è, ma ci siamo seguiti durante tutto l’iter.

Vorrei ricordare che è il secondo provvedimento che come Europa Verde presentiamo sul tema agricoltura, dopo la risoluzione contro il caporalato in agricoltura e per il giusto compenso sia del lavoro agricolo che dell’imprenditoria agricola. Questo a dimostrazione che il tema dell’agricoltura ci sta a cuore, come formazione politica, perché siamo consapevoli che è uno dei pilastri dell’economia della nostra regione e uno dei pilastri anche del buon nome dei prodotti della nostra regione, per i prodotti di qualità agricola che sono stati richiamati anche questa mattina.

Per quanto riguarda il provvedimento, noi siamo assolutamente d’accordo con questo progetto di legge, che porta risorse straordinarie a un settore che, oltre ad aver subìto l’impatto della pandemia, subisce a rotazione, quindi in successione, periodi di siccità, bombe d’acqua, a dimostrazione di come i cambiamenti climatici possano incidere negativamente sull’economia, in questo caso sul comparto agricolo.

Siamo d’accordo anche – punto 2 dell’articolo 1 – con l’introduzione di sistemi di sicurezza e protezione delle attrezzature e delle macchine agricole presenti nell’ambito della misura 4, perché siamo a conoscenza di episodi di danneggiamento o di furti di questi mezzi, che hanno dei costi onerosi, quindi vanno a impattare negativamente sui bilanci delle aziende.

Sull’articolo 2 ci troviamo ovviamente d’accordo. Nell’ordine del giorno che presenterò abbiamo inserito, in particolar modo, al punto della genetica, la difesa delle razze autoctone. Stamattina il consigliere adesso alla presidenza, Rainieri, mi sottolineava che già è presente nella disposizione il fatto di dare un occhio di riguardo anche alle razze di bestiame autoctono. Questo mi fa piacere.

Sull’articolo 3, della barbabietola da zucchero, vorrei ricordare che nella nostra regione sono già attive coltivazioni bio di barbabietole. Ovviamente il bio è il metodo di coltivazione più caro ai Verdi, che non a caso nel 1990 promossero un referendum nazionale contro i pesticidi, che ebbe oltre 19 milioni di voti, a testimonianza che c’è una sensibilità nella popolazione, forse oggi addirittura aumentata.

Sul punto di concedere contributi a sostegno della liquidità delle imprese sono d’accordo, quindi voterò a favore dell’ordine del giorno presentato su questo punto, per l’accelerazione dei pagamenti, aumentando il personale che lavora presso AGREA, che è l’organo titolato a trasferire queste risorse.

Venendo adesso all’ordine del giorno che abbiamo presentato come Europa Verde, rendendoci conto che non era questo lo strumento per potere disporre subito delle risorse, chiediamo alla Giunta di prevedere, quando verranno redatti i prossimi bandi regionali, dei contributi e strumenti premiali per azioni mirate a preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura. L’agricoltura, non dimentichiamolo, è uno degli strumenti nel comparto economico che può contribuire al contrasto dei cambiamenti climatici. Dipende da come sono i metodi, da quello che si coltiva, da come si coltiva, pure la selvicoltura, essendo i boschi e le foreste dei catturatori di CO2, che è il gas serra all’origine dell’effetto serra e quindi dei cambiamenti climatici.

Chiediamo che nei prossimi bandi regionali ci siano contributi per incentivare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a bassa emissione di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici che impattano sul settore agroalimentare e forestale.

Come ricordavo prima, l’agricoltura, le coltivazioni sono tra le prime vittime degli effetti meteo estremi ai quali assistiamo ormai regolarmente da quando sono in atto i cambiamenti climatici. Il settore forestale, l’abbiamo visto l’anno scorso quello che è successo con la Pineta di Milano Marittima, dove sono stati abbattuti 2.000 alberi e ancora più in grande quello che era successo nel bellunese.

Chiediamo con il terzo punto di promuovere e diffondere pratiche e metodi di coltivazione biologici a residuo zero di pesticidi. Quello che importa, infatti, è il risultato finale, che sulla frutta e sugli ortaggi che mangiamo non ci siano residui di pesticidi. Poi, chiediamo di valorizzare le razze di bestiame autoctone. Ne abbiamo parecchie nella nostra regione e vanno salvaguardate. Chiediamo di valorizzare le razze di bestiame autoctone nell’ambito dei programmi annuali per la raccolta dati in allevamento tesi alla realizzazione dei programmi genetici e a sostenere la biodiversità delle razze a rischio di estinzione.

Questo è un altro elemento che sta a cuore ai Verdi, ad Europa Verde, la difesa della biodiversità nel mondo vegetale e nel mondo animale.

Infine, chiediamo di coinvolgere direttamente le organizzazioni della filiera biologica nell’ambito dei lavori della Consulta agricola regionale quando si trattano temi afferenti all’agricoltura biologica, considerato che le materie trattate dalla Consulta devono comunque tenere sempre conto delle peculiarità della filiera biologica, filiera biologica che quindi comprende anche le fasi di lavorazione dell’ortofrutta.

Tutta questa filiera, secondo noi, deve essere da protagonista all’interno della Consulta agricola, sicuramente quando si tratta di trattare temi legati al metodo biologico. Annuncio voto positivo anche all’ordine del giorno presentato a prima firma da Massimo Bulbi.

Gli agriturismi sono sicuramente un altro architrave del sistema economico della nostra Regione e vanno tutelati.

L’ultima cosa che volevo ricordare, perché può essere di interesse per tutti, riguarda la PAC, quindi la politica agricola comune. È stata aperta una consultazione che resterà aperta fino al 22 ottobre 2020, alla quale possono partecipare i cittadini europei. Secondo me, è importante che anche come Regione, la notizia la trovo oggi sul quotidiano Libertà, diffondiamo la possibilità per i cittadini dell’Emilia-Romagna di partecipare a questa consultazione e quindi dare pareri su come i finanziamenti della PAC stiano incidendo sulla tutela della biodiversità, sulla tutela del suolo e delle acque nell’Unione europea, come quindi anche l’agricoltura possa essere uno strumento e quindi tanto più i finanziamenti europei possono essere diretti orientati a un’agricoltura che è a supporto della resilienza dei territori, perché la resilienza dei territori è anche a supporto dell’attività agricola; un’attività agricola che abbiamo visto comincia ad attirare di nuovo i giovani. Oggi l’agricoltura è un’agricoltura evoluta, è l’agricoltura di chi è connesso anche digitalmente, quindi non è più la figura del contadino di una volta. Sono figure nuove, sono figure capaci di aiutarci a tutelare il territorio.

Gli agricoltori, quando applicano metodi di coltivazione corretti, sono tra i primi agenti di tutela del suolo. Vanno orientati, anche attraverso politiche di formazione, ad applicare metodi di coltivazione che siano a supporto della resilienza e non dell’impoverimento dei terreni. Grazie.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Brevemente solo per ringraziare l’assessore Mammi e il relatore Bulbi per il lavoro svolto. Credo che sia un progetto di legge importante, che dà il segno del lavoro che si sta facendo un po’ su  tutti gli ambiti e su tutti i settori, quello cioè di provare a mettere in campo risorse e generare risorse e interventi per ripartire, per aiutare la ripresa dell’economia in tutti gli ambiti, alla luce soprattutto di quello che ci siamo lasciati e ci stiamo lasciando alle spalle, perché – lo ripeto in ogni intervento – non siamo ancora fuori dall’emergenza sanitaria.

Di questo provvedimento, per brevità, voglio toccare solo alcuni aspetti, quelli che consideriamo più significativi, a partire ovviamente, come dicevo prima, dai 24 milioni che complessivamente si mettono in campo. Credo sia una misura che dà il segno della profondità con la quale si sta cercando di operare, in una tre giorni in cui, dopo l’approvazione della manovra di assestamento di ieri, che come abbiamo detto… Anzi, invito l’assessore Calvano, se avrà tempo e modo, a fare un paragone con quello che negli assestamenti abbiamo messo in campo negli anni precedenti, non solo nel quinquennio della precedente legislatura, ma magari anche prima, perché potremmo avere una sorpresa direi significativa per la misura e il valore delle risorse che sono state movimentate, di cui questi 24 milioni sono, insieme agli atti di indirizzo che andremo a discutere successivamente, sul Piano casa e sull’atto di indirizzo di attuazione della legge n. 5 del 2018, un insieme di risorse e di provvedimenti che direi sono molto corposi.

In particolar modo, credo sia giusto sottolineare come con questo provvedimento si dà anche risposta alle tante imprese che sono nelle graduatorie del PSR, a cui non abbiamo potuto dare risposta prima. Credo che da questo punto di vista si faccia un passo avanti che mi piace in questa sede sottolineare, così come altrettanto importante è la misura con la quale proviamo a dare tutela ad una importante coltivazione, di cui l’Emilia-Romagna è patria prediletta. Ovviamente mi riferisco alla barbabietola. Sappiamo bene la difficoltà che attraversa il comparto, sulla quale anche ci siamo misurati nella precedente legislatura.

Per finire, non per ultimo, un tema sul quale peraltro ci siamo confrontati a lungo nei gruppi di maggioranza, in Commissione; è stato uno degli oggetti più significativi forse nel dibattito di questo provvedimento: i 2,7 milioni che stanziamo a favore degli agriturismi. Credo che, da questo punto di vista, insieme alle risorse… E anche qui le tengo insieme perché parliamo di un progetto di legge che ovviamente ha un suo percorso e una sua storia, ma che dal nostro punto di vista va tenuto insieme alle misure che, come ho provato a ricordare brevemente per cenni e per titoli, stiamo mettendo in campo in questa tre giorni. Dicevo, insieme alle risorse che abbiamo stanziato, ai 2 milioni, quelli sì a fondo perduto, che abbiamo stanziato per le imprese turistiche dell’Appennino, insieme ai 5 milioni che andranno alle imprese balneari e agli altri interventi sul turismo, credo che i 2,7 milioni che con questa misura vanno a finanziare gli agriturismi diano un quadro complessivo di un intervento che prova, nelle difficoltà e nella delicatezza del momento, a dare una risposta complessiva.

Ribadisco che questo è un progetto di legge che ha un suo iter, un suo percorso, si occupa di alcuni temi. A me piace metterlo nel complesso degli interventi che stiamo discutendo in questi tre giorni, perché credo che così descriva il valore più generale dell’azione con la quale la Giunta e la maggioranza stanno provando a portare fuori dalla difficoltà la nostra regione.

Ovviamente, come sempre, l’ho detto ieri e lo ripeto oggi, non c’è un provvedimento che da solo può essere in grado di risolvere i tanti problemi che abbiamo di fronte, però io credo anche che con una certa dose di onestà intellettuale non si possa non riconoscere lo sforzo che in tutti i settori e in tutti gli assessorati la Giunta sta facendo, con il sostegno della maggioranza, per provare a dare una risposta ad un problema, ad una crisi che non ha precedenti nella storia recente, per dimensioni, per profondità, per complessità.

Quindi, questo provvedimento, che si inserisce in quel solco, credo che debba essere accolto con il massimo del sostegno da quest’aula, perché credo che lo meriti in modo significativo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Ha chiesto la parola il consigliere Barcaiuolo. Prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente. Poche parole per spiegare che, avendo votato a favore di tutti gli articoli della legge, anticipo già il voto a favore di Fratelli d’Italia alla legge complessiva. Oltre a condividere gli interventi dei colleghi Tagliaferri e Lisei, che in dibattito generale mi hanno preceduto, e a condividere anche gli interventi del relatore di minoranza il consigliere Facci, è evidente che questa legge è stata giustamente chiamata una legge necessaria, ma sicuramente insufficiente, anche perché la stragrande parte delle risorse che vengono disposte provengono, ovviamente, da altro, provengono dall’Unione europea.

Quindi, lo sforzo della Regione è uno sforzo comunque minimo, che riteniamo insufficiente. L’altra questione che volevo approfondire e che, ovviamente, si collega già all’ordine del giorno del Partito Democratico, è che la legge iniziale, così come ci era stata presentata in Commissione, voleva rappresentare una montagna e in realtà ha partorito, sull’aspetto degli agriturismi, un topolino messo male. Adesso con questo ordine del giorno provate a inserire una sorta di incubatrice per differire la discussione.

Crediamo che alcune problematicità rispetto all’impianto iniziale della legge, quindi alla totale libertà per gli agriturismo, sia per il delivery, quindi la consegna sia per l’asporto potevano esserci, nonostante poi la collocazione degli agriturismi spesso sia anche da un punto di vista proprio della geolocalizzazione degli stessi tenda a non far concorrenza a quelli che, invece, hanno alzato legittimamente la voce per cercare di ostacolare questo progetto di legge che voi cercate, con questo ordine del giorno, comunque di ridiscutere in autunno.

Però, è chiaro che alcune considerazioni vanno fatte e vanno fatte sul mondo complessivo degli agriturismi, su quegli agriturismi che magari agriturismi non sono e lo sono solo formalmente, quindi godono dei benefici senza averne i doveri.

Credo che anche su questo aspetto forse una qualche riga nel documento del Partito Democratico ci potesse essere.

Tuttavia, non abbiamo nulla in contrario nell’approfondire ancora meglio questo aspetto, quindi annuncio il voto a favore rispetto al documento del Partito Democratico.

Non posso fare altrettanto per il documento di Europa Verde. La nostra sarà un’astensione tra il critico e il benevolo a seconda degli aspetti che vengono toccati nel documento. Però, noi abbiamo bisogno di tutte le agricolture, quella biologica, quella convenzionale, quella di precisione. Tutte sono assolutamente fondamentali perché coordinate possono assicurare un futuro equilibrato a questo importantissimo settore.

Questo documento, invece, va a limitare esclusivamente la focalizzazione sul biologico e questo, con tutte le qualità e le difese che del biologico ci devono essere, ci preoccupa in prospettiva perché poi viene legato ai bandi e questo dice il documento. Su questo non potremo, ovviamente, esprimere voto a favore e ci asterremo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere. Altri in discussione generale congiunta sugli ordini del giorno? Altrimenti, passiamo alle dichiarazioni di voto finali, che sono quelle congiunte sugli ordini del giorno e sulla legge.

Ricordo che ogni Gruppo ha cinque minuti. Prego, dichiarazioni di voto finali congiunte.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Confermo il voto favorevole a tutti e tre gli ordini del giorno.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Per formalizzare quello che sarà il voto della Lega per questa legge, per quella che diventerà legge dopo il voto di oggi e la pubblicazione.

Ringrazio i relatori di maggioranza e di opposizione, in particolare ovviamente il relatore di minoranza, il consigliere Facci, per il gran lavoro che è stato fatto.

Questa legge è partita con una sorta di mezzo pasticcio per quanto riguarda gli agriturismi, che ha creato imbarazzo e ha dato prova che sulla costruzione di questo progetto di legge all’inizio non sono state sentite nei fatti le categorie, non sono state messe intorno a un tavolo, perché abbiamo visto come si è creato un po’ di pasticcio istituzionale all’inizio nella creazione di questo progetto di legge.

Detto questo, ovviamente, noi voteremo a favore di questo progetto di legge, perché condividiamo che serva un aiuto importante a un settore che troppe volte, come è stato detto anche dai miei colleghi in discussione generale, in questa Regione è stato messo un po’ ai margini. Noi pensiamo che sia un settore che deve essere valorizzato, che deve essere potenziato soprattutto in un momento nel quale va bene che questo settore in gran parte ha continuato a lavorare durante il lockdown, però bisogna capire che molto di questo settore è legato anche a una visione d’insieme che vede l’agricoltura parte di un sistema che può essere sfruttato, permettetemi di dire così, anche per fare turismo piuttosto che fare quello che ad oggi viene promosso da tante parti sociali, che è anche enoturismo piuttosto che tante novità che sono state implementate e verranno implementate nel futuro.

Cogliamo favorevolmente, ovviamente, i fondi per lo scorrimento delle graduatorie del PSR che pensiamo che sia una cosa davvero importante, ma soprattutto perché, nel complesso, crediamo che bisogna davvero sostenere l’agricoltura, lasciando perdere tutti quelli che sono i falsi ambientalismi o gli ambientalismi estremi, che vedono più una battaglia ideologica che realmente una battaglia di merito. Secondo noi, il vero ambientalismo, ad oggi, nelle nostre regioni in particolare, è l’agricoltore. L’agricoltore è il vero ambientalista, perché chi conosce il territorio, chi conosce come lavora l’imprenditore agricolo sa bene che, per poter fare il suo lavoro, l’agricoltore deve aver cura dell’ambiente. Obiettivamente questo è il cardine che deve portare avanti la nostra azione politica per quanto riguarda il mondo agricolo nei prossimi anni.

Questo va dietro a una grande serie di interventi che noi ci aspettiamo da questa Giunta, relativamente a tante misure. Penso anche agli invasi, a quelle che devono essere le traverse che devono aiutare i nostri agricoltori anche ad avere acqua in stagioni più difficoltose per quanto riguarda l’irrigazione agricola, quindi tutto quello che noi pensiamo sull’agricoltura. È tanto. Noi pensiamo che questo sia un passo piccolo, ma buono, nel senso che, come si dice, piuttosto che niente meglio piuttosto, però serve coraggio continuo, continuativo, e noi ci siamo.

Siamo pronti a collaborare anche per quanto riguarda l’agricoltura, con un coinvolgimento di tutti i mondi che ne fanno parte, senza lasciare nessuno escluso, però essendo ben consapevoli che ci sono mondi che devono essere messi in rete, mentre bisogna anche capire che quando l’agricoltura ha bisogno di certe necessità magari qualcosa deve essere messo da parte per fare il bene degli imprenditori agricoli che ne hanno tanto bisogno.

Chiedo e voglio continuare a chiedere che ci sia un impegno importante per quanto riguarda il Fondo sulla genetica di un milione e mezzo che noi abbiamo chiesto, e pensiamo che sia giusto che si possa continuare con questo impegno, perché crediamo che sia importante.

Ribadendo il voto favorevole della Lega a questo progetto di legge, ripeto che sull’agricoltura c’è da fare tanto, bisogna fare tanto. Noi ci siamo per aiutare il mondo agricolo, coinvolgendo tutti i settori, ma che sia un coinvolgimento vero, con risorse vere che vedano l’agricoltore e l’agricoltura al centro dell’azione politica di questa regione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Rancan. Altri in dichiarazione di voto?

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente. Anch’io mi associo ai ringraziamenti fatti anche dagli altri Gruppi ai relatori, sia di maggioranza che di minoranza, per il lavoro fatto. Siamo anche su questa legge riusciti ad arrivare ad una discussione ordinata, che ha consentito a tutti di esprimere la propria opinione e anche di rimarcare sensibilità diverse. Ma con il voto finale che verrà espresso, mi pare di capire, e con questo dibattito siamo riusciti a dare un segnale chiaro al mondo agricolo e alle imprese agricole. Il segnale è: la Regione Emilia-Romagna e l’Assemblea regionale vi sono vicini e sono disponibili a darvi il massimo sostegno in una fase complicata come questa.

È un progetto di legge importante. Non definirei “pasticcio istituzionale” il cambiamento rispetto al delivery, alla consegna a domicilio, perché credo che semplicemente sia un segnale importante del fatto che la Giunta, l’Assemblea, di fronte all’ascolto delle associazioni e del mondo degli stakeholder, sono anche disponibili a modificare alcune posizioni. Questo non vuol dire che non siano stati fatti passaggi a monte, non vuol dire che non ci sia stata sottovalutazione. Credo semplicemente che, in casi come questi, le audizioni che noi facciamo in Commissione siano assolutamente importanti e consentano di arrivare al risultato migliore senza che niente venga vissuto come un cedimento da parte di qualcuno piuttosto che di qualcun altro. Credo che il dibattito e il confronto siano proprio quelli che consentono di arrivare alla migliore soluzione e all’obiettivo che intendiamo raggiungere. A maggior ragione, l’ordine del giorno che andremo ad approvare non chiude la porta al tema, ma anzi ci obbliga a lavorare su quello in modo ancora più stringente.

Come dicevo, è un progetto di legge importante – ci tengo a dirlo, perché a volte perdiamo di vista la vision complessiva – perché assolutamente coerente col resto delle politiche regionali portate avanti fino adesso dalla Regione e consente di portare avanti interventi urgenti sul settore agricolo ed agroalimentare, interventi che si inseriscono in maniera assolutamente armonica e robusta nel complessivo disegno di misure che sono già state approntate anche in passato, coinvolgendo tutti gli attori sociali ed imprenditoriali, cercando, anche in momenti difficili e drammatici come quello che stiamo affrontando adesso, di essere il più possibile incisivi ed inclusivi.

Il relatore ha fatto una relazione assolutamente esaustiva, quindi non riprendo il merito complessivo di questa legge, ma certamente il finanziamento dei progetti di filiera lattiero-casearia.

Non possiamo far finta che su questo aspetto vengano messe in moto risorse importanti. Lo so che anche per il cittadino a volte è difficile percepire i numeri e i numeri sono sempre noiosi anche nella comunicazione, però questo progetto di legge ha l’obiettivo di attivare, nel corso dei prossimi mesi, un complesso di interventi importanti e robusti per sostenere le imprese agricole ed agroalimentari regionali, alcuni legati all’emergenza del Covid, con un impegno di 22 milioni di euro, 18 dei quali sulla filiera lattiero-casearia e ne arrivano altri 50.

È noioso riportare i numeri, però credo siano quelli che meglio danno l’idea della consistenza, della robustezza di questo provvedimento e delle possibilità che dà alle imprese del settore.

Ovviamente, i 2,7 milioni derivanti dalle economie dell’Assessorato per la parte degli agriturismi è un altro aspetto importante. Possono essere pochi? Va sempre bene se ce ne sono di più, ma credo sia un investimento da questo punto di vista assolutamente innovativo.

Ho detto che non riprendevo la relazione e non la riprendo, però l’attivazione di un regime di aiuto in de minimis per le imprese agricole che coltivano la barbabietola da zucchero denota l’intenzione molto chiara di voler continuare a sostenere il mantenimento della produzione bieticola sul territorio regionale.

Poi c’è l’attività di promozione con lo scopo di attivare le iniziative volte a rilanciare il settore agrituristico e le fattorie didattiche di cui abbiamo già parlato ampiamente.

Il voucher di indennizzo, i 2.000 euro per gli agriturismi e i 1.000 euro per le fattorie didattiche sono misure che possono apparire non adeguate perché la minoranza fa il suo mestiere, ma io credo che siano un grande segnale non scontato in una fase come questa.

Finisco, presidente, dicendo che non solo noi confermiamo il voto favorevole a questo provvedimento per dovere, ma lo confermiamo convintamente perché la sostanza, gli obiettivi, le misure e soprattutto le cifre e le risorse messe in campo credo davvero possano essere un segnale chiaro di quanto l’assessorato all’agricoltura, ma l’intera Regione abbia intenzione di sostenere il settore e complessivamente le imprese agricole.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zappaterra. Altri in dichiarazione di voto? Non ho altri prenotati in dichiarazione di voto.

A questo punto, procediamo con le votazioni degli ordini del giorno.

Abbiamo due ordini del giorno, anzi tre ordini del giorno.

Il primo, il 965/1, a firma dei consiglieri Zamboni e altri.

Dichiaro aperta la votazione sull’ordine del giorno 1.

Dichiaro chiusa la votazione.

In aula, 19 favorevoli e 2 astenuti.

Do lettura del voto sull’ordine del giorno 1:

 

  1. BARCAIUOLO Michele, astenuto;
  2. BARGI Stefano, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  13. FACCI Michele, favorevole;
  14. FELICORI Mauro, favorevole;
  15. LISEI Marco, astenuto;
  16. MALETTI Francesca, favorevole;
  17. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  18. MASTACCHI Marco, favorevole;
  19. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  20. MORI Roberta, favorevole;
  21. MUMOLO Antonio, favorevole;
  22. OCCHI Emiliano, favorevole;
  23. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  24. PELLONI Simone, favorevole;
  25. PIGONI Giulia, favorevole;
  26. PILLATI Marilena, favorevole;
  27. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  28. RAINIERI Fabio, favorevole;
  29. RANCAN Matteo, favorevole;
  30. RONTINI Manuela, favorevole;
  31. ROSSI Nadia, favorevole;
  32. SABATTINI Luca, favorevole;
  33. SONCINI Ottavia, favorevole;
  34. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  35. TAGLIAFERRI Giancarlo, astenuto;
  36. TARASCONI Katia, favorevole;
  37. TARUFFI Igor, favorevole;
  38. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 36

Astenuti 3

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 965/1, oggetto 1263, è approvato, con voto palese, in modalità telematica, a maggioranza dei presenti)

 

PRESIDENTE (Petitti): L’ordine del giorno 1 è approvato.

Ora votiamo l’ordine del giorno 2 a firma dei consiglieri Bulbi e altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Prego, consigliere Costa.

 

COSTA: Buongiorno, presidente. Volevo dire che rispetto all’odg 1 avevo votato, ma non mi è stato registrato il voto. Avevo votato favorevole.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

COSTA: Grazie a voi.

 

PRESIDENTE (Petitti): Ordine del giorno 2:

In aula, 22 favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. IOTTI Massimo, favorevole;
  19. LISEI Marco, favorevole;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, favorevole;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, favorevole;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, favorevole;
  30. PIGONI Giulia, favorevole;
  31. PILLATI Marilena, favorevole;
  32. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  33. RAINIERI Fabio, favorevole;
  34. RANCAN Matteo, favorevole;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 44

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 965/2, oggetto 1272, è approvato, con voto palese, in modalità telematica, all’unanimità dei votanti)

 

PRESIDENTE (Petitti): L’ordine del giorno 2 è approvato.

Ora passiamo all’ultimo ordine del giorno, l’ordine del giorno 3, a firma dei consiglieri Rainieri e Facci. Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

In aula, 22 favorevoli. Come prima, tutti voti favorevoli.

Do lettura del voto sull’ordine del giorno 3:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. IOTTI Massimo, favorevole;
  18. LISEI Marco, favorevole;
  19. MALETTI Francesca, favorevole;
  20. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  21. MASTACCHI Marco, favorevole;
  22. MONTALTI Lia, favorevole;
  23. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  24. MORI Roberta, favorevole;
  25. MUMOLO Antonio, favorevole;
  26. OCCHI Emiliano, favorevole;
  27. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  28. PELLONI Simone, favorevole;
  29. PIGONI Giulia, favorevole;
  30. PILLATI Marilena, favorevole;
  31. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  32. RAINIERI Fabio, favorevole;
  33. RANCAN Matteo, favorevole;
  34. RONTINI Manuela, favorevole;
  35. ROSSI Nadia, favorevole;
  36. SABATTINI Luca, favorevole;
  37. SONCINI Ottavia, favorevole;
  38. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  39. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  40. TARASCONI Katia, favorevole;
  41. TARUFFI Igor, favorevole;
  42. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  43. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 43

 

È approvato.

 

(L’ordine del giorno 965/3, oggetto 1273, è approvato, con voto palese, in modalità telematica, all’unanimità dei votanti)

 

PRESIDENTE (Petitti)Adesso votiamo gli articoli della legge, la legge finale.

Votiamo il progetto di legge “Interventi urgenti per il settore agricolo e agroalimentare”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

In aula, 22 favorevoli.

Do lettura del voto sul progetto di legge 965:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  19. IOTTI Massimo, favorevole;
  20. LISEI Marco, favorevole;
  21. MALETTI Francesca, favorevole;
  22. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  23. MASTACCHI Marco, favorevole;
  24. MONTALTI Lia, favorevole;
  25. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  26. MORI Roberta, favorevole;
  27. MUMOLO Antonio, favorevole;
  28. OCCHI Emiliano, favorevole;
  29. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  30. PELLONI Simone, favorevole;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  34. RAINIERI Fabio, favorevole;
  35. RANCAN Matteo, favorevole;
  36. RONTINI Manuela, favorevole;
  37. ROSSI Nadia, favorevole;
  38. SABATTINI Luca, favorevole;
  39. SONCINI Ottavia, favorevole;
  40. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  41. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  42. TARASCONI Katia, favorevole;
  43. TARUFFI Igor, favorevole;
  44. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  45. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 44

Astenuti 1

 

È approvato.

 

(Il progetto di legge, oggetto 965, è approvato, con voto palese, in modalità telematica, a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 1028

Proposta d’iniziativa Giunta recante: «L.R. 8 agosto 2001 n. 24 e ss.mm.ii - approvazione del ‘Programma straordinario 2020-2022 Recupero e Assegnazione di alloggi ERP’». (22)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con i lavori, con gli atti amministrativi. Oggetto n. 1028: Proposta di iniziativa della Giunta recante “Legge regionale 8 agosto 2001, n. 24. Approvazione del programma straordinario 2020-2022 sul recupero e l’assegnazione di alloggi ERP”.

La Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità ha espresso parere favorevole nella seduta del 15 luglio scorso con la votazione di 28 voti favorevoli, nessun contrario e 17 astenuti.

A questo punto apriamo la discussione generale sul provvedimento. La Giunta intende illustrare il provvedimento? Prego, vicepresidente Schlein.

 

SCHLEIN, vicepresidente: Grazie, presidente.

Gentili consigliere e consiglieri, si tratta di un programma straordinario 2020-2022 di recupero ed assegnazione degli alloggi ERP. Qual è l’obiettivo di questo Piano? Qual è la finalità e la sfida? La finalità di questo programma è di assegnare a dei nuclei in graduatoria almeno un terzo degli alloggi attualmente sfitti che hanno bisogno di interventi di manutenzione. Si tratta di un Piano che vuole essere pluriennale, proprio perché abbiamo condiviso con i Comuni, le Unioni e naturalmente con le ACER la necessità per loro di potere programmare degli interventi anche in un’ottica che non si fermi soltanto a quest’anno, ma guardi naturalmente al futuro.

Veniamo da mesi straordinariamente difficili per tutta la comunità regionale, ci aspettiamo una coda lunga delle conseguenze sociali ed economiche dell’emergenza Covid-19, dobbiamo essere pronti e attivare tutti i nostri strumenti affinché nessuno rimanga indietro, consapevoli del fabbisogno abitativo che già abbiamo. Quindi, qual è il senso di questo programma? È dare casa a chi oggi ne ha già diritto, ma ancora non ce l’ha, e farlo attraverso un programma che già per il 2020 stanzia 10 milioni di euro per interventi di manutenzione tra i 5 e i 25.000 euro per alloggio.

Un’altra delle finalità è fare interventi rapidi ed efficaci, in modo che nel più breve tempo possibile nuovi nuclei possano entrare effettivamente nelle case che saranno ristrutturate e manutenute. Si punta anche, in questi obiettivi di interventi di manutenzione, a un miglioramento dal punto di vista dell’efficientamento energetico e della accessibilità, e questo senza aver bisogno di costruire nuovi alloggi, ma cercando di valorizzare il patrimonio già esistente, recuperando appunto gli alloggi già esistenti vuoti.

Questo programma, a cui teniamo molto, è una parte di un più articolato piano per la casa che ci piacerebbe costruire, che andremo magari a discutere nel prossimo trimestre insieme all’Assemblea. Abbiamo iniziato, vi ricorderete, con l’intervento sull’affitto in un momento di grande bisogno; abbiamo voluto proseguire dando già questo primo segnale forte sulle manutenzioni degli alloggi ERP e proseguiremo naturalmente con una più complessiva e articolata strategia da definire anche insieme all’Assemblea nei prossimi mesi.

Chiuderei qui questa breve illustrazione, naturalmente sperando che anche l’aula, come già accaduto in Commissione, voglia accogliere favorevolmente questo programma. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente Schlein.

Apriamo la discussione generale. Ricordo che ogni consigliere ha dieci minuti di tempo.

Prego, consigliere Pelloni.

 

PELLONI: Grazie, presidente, e buon pomeriggio a tutti.

È stata una discussione, anche in Commissione, a mio avviso, proficua nel senso che siamo entrati anche nello specifico di alcune tematiche, perché sicuramente il bisogno di casa, soprattutto nelle fasce più fragili della popolazione, è un bisogno estremamente sentito e la sensibilità su questo non è mancata nella Commissione specifica. Devo rilevare, purtroppo, che tra la narrazione di presentazione (sia in Commissione ma anche quest’oggi in aula) e l’efficacia del provvedimento, il valore delle risorse stanziate e quanto effettivamente riusciremo in qualche modo a raggiungere gli obiettivi prefissati, c’è invece un discostamento importante. Veramente abbiamo cercato anche di provare a fare qualche valutazione, qualche ipotesi, che può essere aritmetica, algebrica se vogliamo, ma senza stare troppo… 10 milioni di euro, parlando di un piano straordinario triennale. Ad oggi si parla di 10 milioni di euro solo nel 2020, non 10 milioni di euro nel 2020, 10 milioni di euro nel 2021 e 10 milioni di euro nel 2022. A oggi si parla di 10 milioni di euro solamente nel 2020.

Certo, si è detto con degli interventi che siano immediatamente eseguibili, quindi magari è già stata fatta una ricognizione con ACER e le altre agenzie per la casa o anche chi ha la gestione in house, in economia, laddove ci è stato detto in Commissione di circa 55.000 alloggi in affidamento ad ACER e altri mille circa in affidamento ad altri gestori. È stato detto anche dal dirigente (non so se ci segue) in Commissione che però ci sono 6500 alloggi attualmente liberi, sfitti, speriamo non occupati, liberi o in manutenzione. Quindi, tra la dichiarazione fatta oggi e anche le notizie di giornali, c’è, vi ripeto, una differenza importante tra il dire e il fare. Se si dice – ed è stato affermato qui oggi – che con i 10 milioni di euro si andrà a recuperare almeno un terzo (poi mi correggerà il vicepresidente se ho errato, ma io ho capito così, comunque eravamo tutti presenti), allora la matematica non mi torna, perché è stato ipotizzato in Commissione, su 10 milioni di euro, mediamente una media di 20.000 euro (tra i 5 e 25.000 euro nei criteri del bando, ma avevamo ipotizzato una media di 20.000 euro a intervento), e visto gli obiettivi che ci si è dati perché il miglioramento energetico e l’accessibilità, quindi la rimozione di quelle barriere architettoniche, perché intendiamoci, abbiamo degli appartamenti soprattutto a fasce molto fragili (anziani, disabili, eccetera) che hanno problemi di mobilità importanti e magari hanno appartamenti al primo, al secondo o al terzo piano senza ascensore, quindi sono quasi prigionieri in casa. Con 20.000 euro comunque ci facciamo poco. Non si mette un ascensore, certamente, non si mette un montascale. Quindi, 20.000 euro forse sono pochi: 10 milioni di euro diviso 20.000 euro saltano fuori 500 appartamenti. Vogliamo ridurlo a 10.000 euro ad intervento, quindi ci avviciniamo alla fascia del minimo? Andiamo a 1.000 appartamenti. Sono 6.500 appartamenti liberi, quindi arrivare a ridurre di almeno un terzo gli appartamenti oggi liberi e quindi non occupati e metterli a disposizione delle graduatorie esistenti che sono sempre di più lunghe, perché il problema è quello, credo che si usano tanti soldi e l’efficacia del provvedimento sarà minimale, perché, effettivamente, il bisogno di casa è molto più ampio di 500, 600, 700, al più, ma veramente al più, 1.000 famiglie.

Quindi, tra l’annuncio ed effettivamente l’efficacia del provvedimento c’è una differenza importante. Si chiede alla Giunta, alla vicepresidente maggior sobrietà nell’enunciato perché non ci ha visto insensibili, indifferenti al provvedimento, perché certamente è un provvedimento importante, è un provvedimento sentito ed è un provvedimento necessario. Proprio per questo, visto che le risorse non sono infinite e non sono poche, 10 milioni di euro a casa mia sono tanti, sono tanti, vanno utilizzati al meglio. Quindi, bisogna cercare, con poche risorse, di coprire quante più persone e cittadini soprattutto in condizioni di fragilità riusciamo a raggiungere e riusciamo a dargli risposta.

Oggi la preoccupazione più grande è una preoccupazione che vi ho in qualche modo dato con dei numeri un po’ sommari, fatti in maniera spannometrica, ma è la realtà purtroppo dei fatti, con 10 milioni di euro daremo risposta al più a 1.000 persone.

Invece, l’esigenza, soprattutto in condizioni di fragilità, è molto di più di 1.000 persone. Manca un piano strutturale, ordinario, straordinario, chiamiamolo come vogliamo, di recupero dei 6.500 alloggi ad oggi liberi in manutenzione, sfitti.

Manca un Piano. Noi abbiamo formalizzato un emendamento che dopo è stato ritirato perché si è trovato un emendamento in cui c’è un impegno da parte della Giunta per avere delle graduatorie.

C’è sempre il tema delle graduatorie. Si è contestato il fatto che l’articolo 37 lo leggiamo e lo interpretiamo in modo un po’ diverso, perché si è possibile la vendita degli alloggi ERP, però si possono vendere solo se non si scende del numero. Ho fatto l’esempio del Comune che ho amministrato fino a pochi mesi fa che ha dodici appartamenti sfitti. Non ci vedrei nulla di male se si riuscisse a venderne qualcuno per utilizzare quelle risorse per metterne a posto altri. Quindi, il saldo dei fruibili, di quelli disponibili aumenterebbe anziché diminuire. Sulla carta noi abbiamo, come vi ho detto prima, circa 55.000 alloggi, 56.000 alloggi in tutta l’Emilia-Romagna, fruibili un 90 per cento. Abbiamo un 10 per cento fermo al palo. Ed è di questo che ci dobbiamo preoccupare.

Bisogna fare un Piano serio per mettere a disposizione, visto che ci sono, che è patrimonio dei Comuni, che è patrimonio delle Unioni, di mettere quanti più alloggi di proprietà a disposizione e soprattutto fare un Piano vero e serio di rimozione degli ostacoli all’accessibilità, delle barriere architettoniche.

C’è un altro enorme problema. Abbiamo delle palazzine degli anni Sessanta e Settanta che dal punto di vista energetico, perdonatemi il termine terra-terra, sono dei colabrodo. Noi mettiamo a disposizione di famiglie fragili alloggi che poi costano tantissimo in termini di gestione, che costano tanto a livello di bollette. Quindi, magari avranno un affitto calmierato, ma costano molto di utenze. Da una parte quindi si dà e dall’altra, però, effettivamente i costi sono altissimi.

Con 20.000 euro, signori, massimo 25.000 euro, non si fa granché. Solo per sistemare un bagno per una persona diversamente abile sono già esaurite le risorse dei 25.000 euro, quindi del massimo.

Di fondo, cerchiamo, con maggior sobrietà, di trovare su questi temi, che penso siano cari a tutti, un Piano straordinario e ripensare perché ce lo siamo detti e rivedere perché c’è un impegno che ci siamo dati in Commissione, che è quello di ripensarla questa legge, che è stata definita da tutti “datata”.

Certo, c’era bisogno di dare una risposta qui e subito, e la capisco, non con uno spot elettorale, non con la solita politica che guarda solo al breve periodo. Spero che sia veramente il primo passo di una Giunta entrante, di un amministratore entrante la prima volta al governo di un’istituzione, che voleva dare un segnale subito, però c’è bisogno di un segnale subito, ma parallelamente c’è bisogno di un messaggio strutturale, perché il mandato dura cinque anni e su questi temi ovviamente c’è bisogno di una politica più organica, più strutturale e anche del medio e lungo periodo.

Se la legge è datata, certo rivedere la legge avrebbe impiegato mesi, ma impiegando frettolosamente delle risorse senza aver cambiato la legge il rischio e la paura è che si utilizzino delle risorse per fare presto e dare una risposta subito, invece si potevano magari impiegare al meglio e allora il moltiplicatore, anche solo un euro investito oggi poteva moltiplicare magari ulteriori investimenti e dare una risposta molto più ampia e più efficiente e allargare lo spettro delle persone coinvolte. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Con la tecnica del pannicello caldo, la maggioranza di quest’aula, ancora una volta, anziché prendere di petto il problema licenzierà un atto della Giunta che cerca di mettere la toppa a una falla. Sì, perché quella delle politiche abitative è una vera falla, un’emergenza crescente soprattutto in questo periodo post Covid-19. Certo, richiederebbe ben più dei 10 milioni che ora la Giunta si propone di investire con questo programma straordinario 2020-2022.

Questo programma avrebbe, sì, l’ambizioso obiettivo di – cito – contenere il disagio abitativo, di ampliare l’offerta di alloggi in locazione a canone sociale, promuovendo un programma pluriennale di recupero e qualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Eppure, a vedere i dati forniti dall’Osservatorio regionale del sistema abitativo, il patrimonio ERP è composto da circa 55.955 alloggi, di cui poco più di 49.000 occupati, gestito per il 90 per cento dalle aziende casa dell’Emilia-Romagna, cioè la cosiddetta ACER.

Si tratta, pertanto, di circa 7000 alloggi. Immaginiamo cosa ci vorrebbe per mettere a posto queste abitazioni, altro che 10 milioni! Ma anche qui i dati in nostro possesso non ci dicono quanti di questi alloggi – parliamo di circa il 12,4 per cento del totale del patrimonio ERP – debbono essere soggetti a ristrutturazione per poter essere assegnati. E ancora, non sappiamo che tipo di lavori ci vorrebbero e quanto sia il fabbisogno economico da mettere a bilancio e un vero piano di recupero dell’edilizia residenziale esistente, un vero piano pluriennale che darebbe anche opportunità di lavoro e la possibilità di riqualificare i nostri centri abitati e le periferie.

A questo proposito, poiché come spesso accade non riusciamo a conoscere il dettaglio dei numeri, visto che, a quanto abbiamo potuto riscontrare, non sono pubblicati sul sito dell’Osservatorio, annuncio che ho presentato un’interrogazione che spero discuteremo presto in Commissione, con la vicepresidente Schlein.

Mi soffermo poi su un altro dato, quello Istat, dal quale si rileva che in Emilia-Romagna, nel periodo dal 2011 al 2018, si è registrato un incremento del numero di famiglie unipersonali e di nuclei monogenitoriali. Risulterebbe infatti che in Emilia-Romagna, nel periodo citato, le persone sole sono aumentate di circa il 20 per cento, arrivando a 728.000 unità. Il confronto tra il 2017 e il 2018 vede crescere il numero di persone sole di 42.000 unità, pari a oltre il 6 per cento.

Contestualmente le persone sole con più di sessant’anni crescono di 15.000 unità, il 4,2 per cento, rappresentando oltre il 51 per cento dei nuclei unipersonali.

Ecco, questi numeri basterebbero da soli a suggerire una riflessione e a comprendere che per affrontare il tema dell’emergenza abitativa bisognerebbe anche tener conto della trasformazione sociale e anagrafica della popolazione emiliano-romagnola. Non basta ristrutturare qualche alloggio esistente.

Con questo programma oggi promuoviamo interventi per il 2020 che dovranno essere realizzati entro e non oltre 120 giorni dal provvedimento regionale di concessione del finanziamento. Nulla sappiamo delle risorse che verranno allocate nel 2021 e nel 2022.

L’invito, comunque, è quello di accelerare su un piano più organico che possa contare su adeguate risorse e abbia profili di lungimiranza. Per questo ci asterremo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Passo la parola al consigliere Costa.

 

COSTA: Buongiorno, presidente. Rispetto al dibattito che abbiamo avuto in Commissione trovo oggi un livello decisamente più alto e favorevole per discutere di un argomento estremamente importante come quello di cui stiamo trattando, cioè del diritto alla casa, a un alloggio da garantire a chiunque, in particolar modo a chi si trova in condizioni di fragilità, che può essere una fragilità di diverso tipo, da quella economica a quella sociale a quella dovuta a delle menomazioni fisiche con difficoltà personali.

Prendo per buono l’annuncio che arriva di un voto di astensione, perché mi sembra l’atteggiamento corretto di chi vuole iniziare un percorso di cui ci siamo assunti la responsabilità in Commissione, a partire dalla vicepresidente Elly Schlein. Noi sappiamo benissimo e lo abbiamo detto anche in Commissione allorquando abbiamo votato questa proposta di iniziativa della Giunta che dobbiamo muoverci su due binari. Uno è quello dei mattoni dei muri con i numeri che sono stati già raccontati, di alloggi tuttora non utilizzati perché necessitanti di manutenzione straordinaria, ma l’altro binario è quello di accompagnare la riqualificazione di immobili alla costruzione di nuovi servizi di comunità, perché effettivamente non c’è solo il tema di dare un tetto a dei nuclei familiari che si trovano in condizioni di fragilità economica, ma c’è anche quello di aggredire nuove fragilità sociali che stanno sempre più emergendo dentro le nostre comunità e quindi immaginare che accanto alla risposta alle necessità di casa si riesca a dare anche con politiche innovative meno strutturali, informali, meno pesanti in cui invece gli stessi soggetti beneficiari dell’intervento sull’abitazione siano co-protagonisti e parte attiva nella costruzione di nuovi servizi di comunità.

Questi 10 milioni di euro sono un primo passo, lo sappiamo benissimo anche noi. Sono la prima tappa di un percorso che questa maggioranza di governo ha ben in testa, tanto che arriviamo immediatamente subito dopo l’emergenza sanitaria legata al Covid ad approvare questo intervento perché abbiamo bene in testa quale sia l’urgenza da affrontare perché sta in cima all’agenda politica di questa maggioranza il tema del diritto alla casa. È una prima tappa di un percorso che dovrà svolgersi anche nei prossimi anni. Ecco perché è un segnale importante rispetto al quale, però, noi stessi diciamo che vogliamo proseguire e presidieremo anche nei prossimi mesi e nei prossimi anni. È verissimo. Intanto interveniamo con questi 10 milioni di euro, ma dopo l’estate dovremmo metterci di nuovo a ragionare a partire da un confronto in Commissione di come costruire la seconda, la terza e la quarta tappa di questo tipo di percorso, da un lato Commissione III e dall’altro quella delle politiche sociali. È assolutamente necessario costruire dei nuovi progetti anche attorno alle nuove fragilità che stiamo riscontrando dentro alle nostre comunità.

C’è anche da dire, con grande onestà, come si sia formato questo importante pacchetto di alloggi che oggi necessitano di manutenzioni straordinarie e che, quindi, non sono rimessi a disposizione della collettività, molto semplicemente non per incuria, non per inefficienze varie, ma perché con i canoni medi che vengono somministrati diventa realmente difficile agire delle manutenzioni nel tempo in grado di frenare, rallentare o escludere del tutto il degrado cui vanno incontro gli immobili.

Il 60 per cento delle famiglie che oggi occupano i 49.000 alloggi che sono di edilizia residenziale pubblica in Emilia-Romagna ha redditi sotto i 7.500 euro, il 34 per cento tra 7.500 e 17.500 euro. Un ulteriore 5,5 per cento ha redditi che non arrivano ai 24.000 euro. Il 99,5 per cento delle famiglie degli assegnatari di questi tipi di alloggi ha redditi ampiamente sotto i 24.000 euro. Di conseguenza, a loro vengono anche, come è giusto che sia, praticati affitti estremamente bassi che poi rendono complicato il recupero di risorse utili a delle manutenzioni ordinarie costanti.

Ecco perché è importante approvare la proposta di oggi, un Piano straordinario che intanto mette lì 10 milioni di euro per intervenire. Su cosa lo si determinerà attraverso […] in un rapporto molto stretto di confronto con le Amministrazioni locali, su quali moduli intervenire e in che modo intervenire.

È un grande Piano casa a cui questa maggioranza vuole arrivare in fondo entro il mandato in corso. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente. Grazie, assessore, per la relazione. Sono intervenuta, ma non avrei voluto, perché di solito mi occupo sempre di temi su cui cerco di essere competente o comunque di avere una cura almeno nel dettaglio dopo aver studiato la delibera proposta.

Intervengo perché viene chiesto a noi dell’opposizione un bollino di garanzia che il consigliere precedentemente ha detto, se noi dobbiamo avere un livello alto, un livello basso, il metodo che addirittura la maggioranza ci impone. Mi sembra che stiamo andando un po’ oltre alla possibilità almeno di una parola che forse è sconosciuta, ma è libertà.

Credo che, invece, il consigliere dovrebbe ringraziarci, perché l’apertura che stiamo dando, di credito, è una storia antica, una storia di patrimonio trascurato da sempre e sicuramente in Amministrazioni dove noi non abbiamo mai governato, mai, in situazioni storiche, endemiche, che noi ci troviamo nella storia delle Amministrazioni di cinquant’anni di governo.

Allora, venire a raccontare la storia che la manutenzione deve essere fatta dalla famiglia è alquanto naïf. Raccontarci la storia che abbiamo un problemino che si chiama patrimonio pubblico, ma non solo questo, scusate, c’è un patrimonio regionale che attende da anni di essere guardato con estrema cura e attenzione. È quello delle ASP, sono vostre, sappiatelo. Un patrimonio importantissimo, che può dare risposta a quella fascia intermedia che voi in teoria, in pura teoria, vorreste garantire.

Ecco, allora, chiedo almeno la cortesia della maggioranza a non indicarci il livello e il punto di metodo che noi dovremmo utilizzare; chiedo alla maggioranza di guardare con estrema attenzione la pazienza che abbiamo, perché noi oggi ci asteniamo – almeno per quanto riguarda Forza Italia – su un pacchetto di cui si sa il giusto, soldi che servono e chiunque del popolo abbia ristrutturato una casa sa quant’è la spesa media di una ristrutturazione di una casa media, di una famiglia media. Per cui, vi prego, nella comunicazione non raccontiamo come sempre che è tutto straordinario.

Assessore Schlein, guardo con estrema passione una trasmissione su RAI 3 perché la conduce un caro giornalista che ritengo uno dei più seri professionisti delle reti RAI. Oggi l’ho ascoltata con estrema attenzione e nella sua enorme abilità politica e comunicativa, forse un po’ meno amministrativa, lei oggi raccontava di un abile lavoro che lei sta facendo con le opposizioni. È colpa mia, io non me ne sono accorta, però secondo me sulla riscrittura di una grande politica edilizia, soprattutto lei che ha a cuore moltissimo gli studenti universitari, che è evidente che avranno nuove esigenze, soprattutto in un’Università così come è stata impostata, oggi purtroppo da molte Università emiliano-romagnole, chiedo almeno la cortesia di non raccontarci che noi siamo incompetenti, che siamo una generazione che guardiamo con disattenzione le delibere importantissime, che avranno un impatto incredibile. No, noi diciamo che questa è un’apertura benevola nei confronti di una maggioranza che ci viene a raccontare una storia. È tutto un mondo da scrivere, un mondo anche interessante, che può essere approfondito, che può prendere dentro tutto, però a tutto c’è un limite.

Ci asteniamo, nella consapevolezza che tutto deve essere ancora costruito.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie, presidente. Io sarò molto meno diplomatico della collega che mi ha preceduto, della quale ovviamente condivido il merito e anche il tono ampiamente appunto diplomatico e conciliante.

Invito il consigliere Costa – ma ovviamente è un invito che rivolgo a tutta la maggioranza – poiché non è la prima volta che interviene a gamba tesa su quello che deve essere il modo con il quale noi ci rapportiamo ai provvedimenti e valutiamo il nostro orientamento di voto e la nostra valutazione di merito… Non è la prima volta, è stato anche offensivo. Io non sarò offensivo, ma invito il consigliere Costa a preoccuparsi del merito dei provvedimenti che la sua maggioranza porta avanti e di non preoccuparsi di quello che diciamo noi, facciamo noi o argomentiamo noi.

È l’ultima volta. È la seconda volta oggi, è già successo in Commissione. Lo ridico, ma questa è l’ultima volta, perché dopo, come si dice dalle mie parti, “a brigante, brigante e mezzo”. Ma non voglio arrivare a questi livelli.

Nel merito – perché voglio stare al merito e non alle questioni che però era giusto e doveroso rimarcare – come ha ricordato il mio collega Pelloni, questo è un provvedimento che ci convince solo in parte perché, pur mettendo a disposizione delle Amministrazioni locali una somma tutto sommato di rilievo nel suo numero complessivo di 10 milioni, poi nel dettaglio è una misura che, spalmata sull’intero territorio regionale, non sposta più di tanto.

Come ha detto qualcuno, l’ha detto anche il collega Tagliaferri, fondamentalmente preferiamo che venga dato qualcosa piuttosto che non venga dato nulla, quindi noi aderiremo di fatto a questa vostra proposta e, come ha detto la collega Castaldini, vi faremo un’apertura di credito perché non sapremo quali saranno i criteri mediante i quali voi andrete a destinare nel dettaglio le risorse sul territorio. Non lo sappiamo. Si demanda, ovviamente, a un successivo provvedimento. Però, che cosa diciamo? Che cosa abbiamo detto? Non è un programma straordinario questo, come lo avete definito, perché, di fatto, oggi, secondo i dati che evidenzio, fermi al 2017, dati che avete fornito o comunque che l’Osservatorio regionale ha fornito e che sono di supporto a questa determinazione, a questo provvedimento, gli alloggi complessivamente non assegnati sono 6.043, con un trend negativo dal 2014 al 2017 in crescita. C’è stato un aumento degli alloggi non assegnati del 34 per cento in tre anni.

Sono passati altri tre anni. Ritengo ragionevolmente che non siamo a 6.043, siamo a molti di più. Se noi dovessimo dividere i 10 milioni per i 6.043 più “y” credo che il quoziente finale sarebbe obiettivamente un quoziente estremamente risicato, tenuto anche presente il criterio da voi indicato per quanto riguarda l’importo dei singoli interventi.

È chiaro che sono provvedimenti sostanzialmente di supporto all’edilizia residenziale pubblica, che avranno beneficio, che daranno beneficio a qualche Amministrazione comunale, ma non risolveranno il problema.

Per risolvere il problema della carenza degli alloggi popolari, della necessità di garantire equità nell’accesso alle case popolari, nel risolvere come era stato suggerito da parte del collega Pelloni, fin dalla Commissione, il problema della manutenzione, perché effettivamente il problema della manutenzione è un problema sostanzialmente strutturale, vista la situazione e visto anche il fatto che naturalmente non si può pretendere che la manutenzione venga fatta dai conduttori, dai beneficiari. Ci deve essere la sostenibilità economica di questo sistema.

È questo che sarebbe veramente un programma straordinario, quello di poter garantire l’accessibilità alle case popolari a chi effettivamente ne ha l’esigenza; una serietà e severità nei controlli sull’accesso alle case popolari, che sappiamo che spesso vengono disattesi con escamotage, usiamo questo termine, a vari livelli.

Spesso e volentieri succede che vengono individuati dei destinatari che, in realtà, non ne hanno titolo o che hanno altri beni perché qualcuno a monte non controlla in maniera.

Se noi vogliamo parlare di programma straordinario sulle case popolari dovremo parlare di un qualcosa che abbracci tutte queste necessità, che dia risposte a tutte queste problematiche, che elimini queste problematiche. Ecco, allora, che in questo caso, assessore, potremmo dirle che lei sta portando avanti un vero programma straordinario che può portare quella giustizia sociale di cui vi riempite molto la bocca, spesso la bocca con slogan, ma che poi tante volte non viene declinata in atti e in provvedimenti amministrativi.

Quello sarebbe un provvedimento e un programma straordinario sul quale mi piacerebbe un confronto articolato e dettagliato nel merito. Oggi assistiamo, ripeto, a uno stanziamento che voteremo nel senso che lo prendiamo per quello che è il suo aspetto positivo, sostanzialmente, perché comunque qualche risorsa, ripeto, sui territori viene data. Ma non sono sufficienti. Non sono sufficienti per la manutenzione. Non è sufficiente oggi la politica della Regione per la garanzia dell’accesso alla edilizia popolare da parte di chi ne ha realmente bisogno.

È sufficiente andare a guardare, a scorrere le varie realtà territoriali, i contesti più urbanizzati per rendersi conto di quanto sia necessario un intervento radicale, differente. Quello sarebbe un vero programma straordinario. Se porterete questo programma straordinario con questi criteri, in questi termini, in quest’aula, mi creda, avrete sicuramente qualcosa di più di quella che è invece oggi una manifestazione, un attestato di credito che, però, naturalmente, come tutti gli attestati di credito, non sono in bianco e non sono incondizionati, ma hanno ovviamente dei limiti, in quel caso avreste sicuramente un passo di una valutazione più attenta, più puntuale e più di adesione nel merito. Oggi, fermandoci a questi dati, fermandoci naturalmente a quello che è il dato oggettivo che questo provvedimento porta, di più, obiettivamente, assessore, non si può fare. Mi creda, faccio mie le parole della collega Castaldini, dovete indubbiamente riconoscerci che siamo andati anche molto avanti nella apertura nei vostri confronti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Intanto volevo ringraziare il lavoro della vicepresidente credo su un tema molto importante e molto significativo.

Parto da qui anche per prendere alla lettera le parole del collega Facci in chiusura di intervento, quando appunto segnalava la disponibilità a lavorare congiuntamente a sostegno di un provvedimento, in modo unitario, nella misura in cui dovessero arrivare ulteriori risorse a sostegno di quel Piano per la casa che, come è stato detto anche in introduzione, è uno degli obiettivi che è stato messo nel programma di mandato della Giunta, illustrato non più tardi di un mese fa, all’inizio di giugno.

Lo prendiamo alla lettera, così come lo abbiamo preso alla lettera – e il collega Facci lo può ben testimoniare – per altro verso sulle risorse a fine maggio, quando proprio da questo banco preannunciava che ci sarebbero state risorse sulla montagna, sia per i Comuni che per le imprese turistiche. Anche lì c’era stata un’apertura di credito. Allo stesso tempo, penso che, fra qualche mese, quando ci troveremo a discutere per il bilancio 2021 e lì potremo fare una prima seria analisi delle risorse che verranno o non verranno messe a disposizione per finanziare un progetto più complessivo e più strutturale, il Piano per la casa appunto, ecco, lì misureremo le parole e i fatti di ciascuno. Va da sé che a sei mesi – lo ricordo, l’ho fatto ieri e lo faccio anche oggi, non per elemento retorico ma per puntualizzare – dall’insediamento, se contiamo le misure che sono state messe in campo, compresa questa, possiamo evidentemente fare un elenco non particolarmente breve. Chiaramente, come sempre, i 10 milioni non risolvono tutti i problemi che abbiamo, ma 10 milioni per finanziare interventi concreti sugli alloggi popolari, sull’ERP, sono un primo intervento concreto. E sono 10 milioni, non sono pochi spiccioli. Sono 10 milioni in una condizione di difficoltà complessiva, con un bilancio che è stato evidentemente impostato, alla fine di dicembre dello scorso anno, in una condizione completamente diversa da quella nella quale ci troviamo oggi, ed è per questo che vi invito a valutare anche la difficoltà con cui sono state reperite queste risorse, che vengono messe a disposizione in tempi rapidi. L’altro elemento di cui tenere conto è esattamente questo, cioè la necessità di provare a dare una mano e intervenire in modo concreto rapidamente, per provare ad andare incontro alle tante esigenze che ci sono.

Dopodiché, certo, 10 milioni di euro non risolvono i problemi, dovremo mettere altre risorse, ne verranno messe altre, perché il Piano per la casa a cui faceva riferimento la vicepresidente all’inizio del suo intervento non si esaurisce certo con questa misura e con questo intervento, che però è un segnale chiaro della direzione nella quale si vuole andare, in un programma che, con i criteri che sono stati delineati, e sui quali ci siamo pure confrontati in Commissione, ha lo scopo appunto di provare a dare una risposta concreta in tempi rapidi, due cose che non sempre è semplice tenere insieme.

Quindi, so che vi avremo al nostro fianco quando nel dibattito in sede di formazione del bilancio 2021 verranno stanziate risorse in quella direzione; come avete detto e come non ho motivo di dubitare, sarete al nostro fianco quando quelle risorse verranno stanziate.

Allo stesso modo, lo abbiamo fatto in Commissione e ci tengo a farlo anche in aula, rispetto al tema che pone il consigliere Pelloni, che ha una sua pertinenza, cioè la possibilità/necessità da parte delle Amministrazioni comunali di alienare immobili, case popolari, magari per cambiare il patrimonio, ammodernarlo, quindi vendere alloggi e con quelle risorse costruirne di nuovi, come ho detto in Commissione questo percorso è già consentito dalla legge e viene già esperito dai Comuni. Ce ne sono anche di piccole dimensioni nella provincia di Bologna che hanno, invece, un patrimonio immobiliare piuttosto significativo. Parliamo di decine di abitazioni.

Vi posso assicurare, anche per esperienza diretta, nella mia piccola esperienza amministrativa precedente, che queste pratiche le fanno i Comuni, cioè vendono il patrimonio ERP e destinano il ricavato per costruire e per finanziare nuove costruzioni. Quando vendono gli immobili lo fanno dando il diritto di prelazione a chi risiede negli immobili che vengono venduti. Sono tutte pratiche che succedono già e che la legge contempera. È ovvio, con un limite, quello che dicevo, cioè destinare i proventi a progetti e programmi di riqualificazione del patrimonio, ammodernamento e implementazione del patrimonio. Credo che sia sacrosanto quel principio, perché se una Amministrazione comunale decide, nella propria autonomia, di alienare immobili che hanno una destinazione, quella della residenza popolare, dell’edilizia residenziale pubblica, è ovvio ed è sacrosanto che quelle risorse vengano destinate esattamente per la stessa finalità e non per altro.

Se io vendo immobili per 100.000 euro, quei 100.000 euro li destinerò a costruire altri alloggi o ad ammodernare il patrimonio di cui sono proprietario. Questo è un vincolo preciso e io credo che sia importante, che non limita né impedisce alle Amministrazioni di andare in quella direzione.

Allo stesso modo poi, e concludo, come ho detto in Commissione e lo ribadisco oggi, se facciamo invece una discussione sulle necessità di ammodernare anche in modo significativo, di revisionare anche in modo significativo la legge regionale 24 dell’agosto 2001 mi troverete sulla stessa strada, perché anch’io penso che quella legge vada modificata. Probabilmente, forse non saremo d’accordo sui punti in cui va modificata, ma io credo che sia necessario intervenire, sia necessario intervenire anche sul sistema che ha originato l’azienda Casa Emilia-Romagna, penso in particolar modo, perché è quella che conosco meglio, all’azienda Casa Emilia-Romagna Bologna, ACER Bologna, sul cui funzionamento e sulla cui funzionalità avrei molto da dire, ma non è questa la sede. Penso che ci sarà la sede su cui misurarsi e su cui avanzare proposte per modificare quella legge, modificare il funzionamento delle ACER, anche perché, visto che giustamente, e seguo, alcuni consiglieri hanno segnalato la necessità di dare risposte ad una lista d’attesa, chiamiamola così, ad un’esigenza piuttosto ampia, una delle ragioni per le quali ACER non è in grado di rimettere in campo e di mettere in circuito le case popolari e gli interventi di manutenzione vanno un po’ riletto un’idea del perché questo accada ce l’ho e ha a che fare con il meccanismo stesso di funzionamento di ACER Bologna e delle aziende attraverso cui ACER interviene per i lavori di manutenzione. Su tutto questo io credo che sarà necessario un confronto che, di pari passo con la realizzazione del Piano per la casa, dovremo sviluppare in Commissione, in aula ovviamente con la Giunta, con la vicepresidente, perché è un tema centrale e io credo che questa sia la legislatura dove affrontiamo diversi temi centrali tra cui questo di revisione di quella legge.

Mi avvio alla conclusione. Piena disponibilità al confronto sulla modifica e sull’intervento di quella legge, che non foss’altro ormai ha vent’anni, quindi è chiaro che bisogna vedere e fare anche una valutazione complessiva di quella legge, piena disponibilità a lavorare per aumentare i fondi che dovranno essere destinati per finanziare il Piano per la casa, però, e qui concludo, l’ho detto ieri e lo ripeto oggi, in sei mesi è difficile dare un giudizio su qualunque cosa, tanto meno sull’operato di una Giunta che si è insediata e che ha dovuto affrontare, come tutti quanti noi, una cosa che non ha precedenti nella storia delle democrazie recenti. È difficile dare giudizi. Vi invito quindi a valutare, ma lo state facendo e quindi mi fa piacere, a valutare positivamente questo primo passo, questi primi 10 milioni che vengono messi in una direzione chiara e precisa che ha lo scopo, questo sì, di ridurre le disuguaglianze e provare a dare una mano a chi è più in difficoltà.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere. Non ho altri interventi in discussione generale.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente. Solo per aggiungere alcuni aspetti rispetto a quello che ha appena detto il collega Taruffi, con il quale mi trovo d’accordo. Dieci milioni sono una cifra considerevole, sono una cifra importante. È stato anche riconosciuto. Certo, non sono su questo una cifra risolutiva, però c’è intanto l’impegno già per i prossimi anni e poi, dobbiamo ricordarlo, rientrano in un percorso che è già stato avviato da questa Giunta. Questo rappresenta uno degli strumenti che sono stati messi in campo. Quello degli alloggi di edilizia residenziale pubblica è da sempre un patrimonio significativo dei Comuni del territorio regionale, importante per fornire, è stato detto, risposte abitative a fasce di popolazione che sono in difficoltà sociale. Proprio a proposito di questa pandemia, è ovvio che tra gli effetti post Covid vi sia anche quello di vedere aumentare il numero di coloro che si avvicinano o superano la cosiddetta soglia di povertà. Ciò genererà conseguenze anche sul piano abitativo, a riguardo del quale gli affitti sono rimasti mediamente ovunque invariati, mentre le possibilità – ricordiamolo – di onorarli da parte delle persone si sono ridotte. Difficoltà derivanti dalla pandemia saranno marcate anche per i Comuni, per i quali si ridurranno le entrate, in modo particolare quelle da destinare agli investimenti. Ne deriva anche che le azioni necessarie per il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica potranno risultare assai difficili da compiere.

C’è un patrimonio non assegnato e questo programma cosa vuol fare? Vuole metterlo velocemente a disposizione. Il rischio è quello di non riuscire, diversamente, ad assegnare alloggi in una fase storica in cui la difficoltà sociale aumenta e sarebbe un vero e proprio paradosso. Per questo, la proposta in oggetto di iniziativa della Giunta, che mette a disposizione risorse per il recupero e l’assegnazione di alloggi ERP, risulta quanto mai opportuna, anche per il tempo in cui si compie.

Già nella prima parte del 2021 sarà possibile mettere a disposizione alloggi a beneficio di coloro che si trovano nelle apposite graduatorie dei Comuni. Un altro aspetto importante è la programmazione pluriennale alla quale faceva riferimento la vicepresidente Schlein, che ringrazio per il lavoro che è stato svolto. Dieci milioni subito, ma l’impegno a guardare anche ai prossimi anni.

E poi ricordo la volontà di far sì che questi lavori, questi interventi di manutenzione – perché di questo stiamo parlando – abbiano anche una rapida esecuzione, perché di questo oggi c’è bisogno, perché le esigenze e le difficoltà hanno bisogno di una risposta rapida.

È importante il fatto che le risorse messe a disposizione potranno essere utilizzate – lo voglio ricordare – anche per una riqualificazione del patrimonio abitativo in termini di miglioramento delle prestazioni e di certificazione energetica, dunque anche in termini di virtuosità.

Ultima cosa. Ricordo che questa azione fornirà un contributo anche al settore degli investimenti. Lo abbiamo detto più volte in quest’aula, nelle Commissioni, in varie occasioni, proprio in queste settimane: questo è determinante per la ripartenza e anche questo strumento potrà contribuire alla ripartenza che tutti noi vogliamo vedere. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Bondavalli.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Era per rimarcare come questo intervento si collochi in un’azione credo positiva di contrasto al tema delle disuguaglianze, alla richiesta sempre più impellente di alloggi di carattere popolare, come in un certo modo riesca a ripristinare, se non nella loro completezza, un numero di abitazioni comunque consistente, che consente anche di alleviare la pressione che può essere presente all’interno degli ambiti comunali per le richieste di alloggio popolare, quindi credo sia assolutamente importante e positivo. Certo, non è sufficiente; certo, dovrà trovare modo, nei prossimi anni, di essere ulteriormente potenziato, perché le fragilità che abbiamo visto emergere nel corso di questi mesi di pandemia sono sempre più evidenti e saranno sempre più importanti anche nel prossimo futuro, data la condizione economica in cui molti si troveranno a vivere.

È evidente anche dai dati che abbiamo riscontrato nel momento stesso in cui le Amministrazioni comunali hanno dato il via alla distribuzione di quelli che erano i buoni spesa, dove un numero consistente di persone hanno fatto richiesta e sono risultate assolutamente legittimate a farlo; numeri consistenti, che soprattutto esondavano quelle che prima erano le persone semplicemente seguite dai servizi a livello comunale.

Ecco che la possibilità di ripristinare siano essi 500, 1.000 o più appartamenti, tenendo conto che in alcuni casi solo per rendere agibile un appartamento che in questo momento non è disponibile per quanto riguarda l’edilizia popolare possono bastare davvero poche migliaia di euro, va nella direzione anche di accompagnare un percorso di uscita dalle fragilità, che altrimenti rischierebbe di rimanere tale per lungo tempo.

Era da diverso tempo che investimenti di questo tipo non si riuscivano a fare a livello regionale. Quindi, credo che questo intervento vada salutato come positivo, come avvio di un percorso per cui il sostegno a questa direzione, non solo nella contingenza attuale dell’oggetto di cui stiamo discutendo, ma anche nel tracciare una prospettiva di interventi anche da parte della Regione Emilia-Romagna sull’edilizia residenziale pubblica, sia un momento importante da salutare con positività oggi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico. Non ho altri iscritti a parlare in dibattito generale.

A questo punto passo la parola alla vicepresidente Schlein, per la replica. Prego.

 

SCHLEIN, vicepresidente: Grazie, Presidente. Grazie alle consigliere e ai consiglieri. Sono felice che ne sia scaturito un così articolato e vivace dibattito. Alcune risposte, molto brevemente, sui temi sollevati. Naturalmente ho cominciato a illustrare quello che vuole essere un programma pluriennale, parlando intanto delle risorse che mettiamo subito. Le risorse che mettiamo subito, che non sono poche, perché si tratta di 10 milioni di euro, sono le risorse che abbiamo stabilito di mettere nell’ambito di un dialogo insieme a Comuni, Unioni, ACER, ma anche alle altre agenzie coinvolte laddove gestiscono loro il patrimonio, che deriva dal fatto che ci siamo risposti ad una domanda molto semplice. Che cosa è realisticamente possibile fare quest’anno, considerato che, per effetto del Covid, per lunghi mesi, non si sono potuti nemmeno fare gli interventi che erano già in corso. Quando ci siamo posti questa domanda, forse non ho espresso abbastanza chiaramente prima l’obiettivo, l’obiettivo di questa misura è che questi interventi siano fatti per far entrare delle nuove famiglie entro la fine di febbraio del 2021.

Stiamo parlando di interventi estremamente veloci che rapidamente permettono di dare casa a chi oggi ha già quel diritto, ma ancora non ce l’ha.

Tenendo a mente questo, un’altra delle cose che ci permette di fare questo primo intervento in ottica pluriennale è, ad esempio, vedere delle premialità che possano riguardare proprio chi è in grado di fare questi interventi in modo efficace, veloce e puntuale per far entrare le nuove famiglie.

Ho sentito prima qualche consigliere parlare dell’efficacia che sarà minimale. Io non so da dove si comincia a costruire, perdonatemi la metafora che sembra cadere a fagiolo, una casa se non dalle fondamenta, nel senso che cominciamo a mettere quelli che io stesso ho definito i primi passi di un complessivo Piano per la casa che intendiamo discutere con l’Assemblea, e non soltanto perché l’attitudine mia e nostra sarà sempre quella al più ampio confronto con quest’aula, ma anche perché lo stabilisce la legge in quanto chiede che si discuta un programma pluriennale sulle politiche abitative, cosa che intenderemo fare appunto nei prossimi mesi.

Non sono invece d’accordo con chi dice che prima dovevamo cambiare la legge. Avremo tempo e modo, proprio in dialogo con quest’Aula, di intervenire sulla legge n. 24.

Adesso, però, il tema era mettere subito in campo una prima risposta immediata che permettesse degli interventi celeri, perché ci aspettiamo comunque che il fabbisogno abitativo, in conseguenza di questi mesi, aumenti piuttosto che diminuire. Quindi, sulla legge avremo tempo e modo.

Piano pluriennale. Secondo me, già nei prossimi mesi, e lì sarà anche la sede in cui io capisco la critica di chi dice che 10 milioni non risolveranno l’intero tema della parte di patrimonio che oggi è sfitto. Perché è sfitto? In parte per delle rotazioni che sono naturali, in parte per le manutenzioni su cui cominciamo a lavorare.

Però, dico, e su questo andrei a concludere, Presidente, se la critica è ne servivano di più certo e non solo noi li metteremo ma ne stiamo anche chiedendo al Governo altri. Però, se la critica è questa, io che invece voglio difendere la vostra libertà fino in fondo, la libertà di votare contro, libertà di astenervi, libertà però spero anche di ravvedervi all’ultimo minuto e votare a favore se l’unica critica è, e lo so anch’io, che questi 10 milioni non risolveranno il tema di quegli alloggi sfitti che sono, al momento, circa il 10 per cento del patrimonio intero.

È un primo passo importante, che abbiamo definito proprio per quello che riusciamo a fare da qui a febbraio 2021. Vogliamo vedere quelle persone nelle case. L’ultimo invito che vi faccio è se usciamo dall’ottica di discuterne come degli alloggi, come delle mura entriamo nell’ottica che stiamo parlando di 500, 600, lo vedremo a febbraio, nuclei che entrano entro febbraio in una casa che prima non avevano, allora forse sarei un po’ più cauta a metterla sul piano dell’inefficacia. Certamente è un primo passo, non sarà sufficiente a risolvere tutto il tema dell’ERP. Intendiamo continuare a lavorarci e lavorarci insieme, però spero davvero che anche su questo voto possa arrivare ad essere positivo anche da parte vostra. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente Schlein.

Dichiarazioni di voto.

Ricordo che ogni Gruppo ha cinque minuti.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente.

L’ultimo intervento, quello della vicepresidente, mi lascia ancora più perplesso, molto più perplesso di quello del consigliere Costa, perché il consigliere Costa non è nuovo in alcune uscite un po’ infelici. Riconosco soprattutto in Commissione un’attenzione un po’ più alta da parte della vicepresidente. Oggi mi pare che non è stata così attenta agli interventi che abbiamo fatto nelle opposizioni.

Mi spiego meglio. Sì, abbiamo detto in linea generale che sono pochi, ma non è la politica del più uno, del potevate fare di più, perché a parti magari invertite, se oggi noi eravamo in quei banchi, forse 10 milioni di euro non sono pochi in un momento come questo, e l’abbiamo detto in premessa. Ed è questo per cui dico, secondo me, che ha ascoltato poco. Oggi quello che abbiamo detto è, parallelamente a questa azione dell’Esecutivo, che riteniamo non sufficiente dal punto di vista della progettualità, perché oggi nel titolo parliamo del programma straordinario 2020-2022. Prima, nell’elenco che hanno fatto sia Tagliaferri che il consigliere Facci, abbiamo visto che in un solo triennio quasi 400 alloggi sono diventati inagibili, infruibili – perdonate il termine – quindi il tema è che abbiamo purtroppo un grado di obsolescenza molto veloce, molto rapido, soprattutto degli alloggi che ci vengono riconsegnati. Se non c’è un piano strutturale, se non ci sono quelle fondamenta di cui si diceva (mi va bene quell’esempio), noi stiamo mettendo dei soldi, sì, che abbiamo detto che andranno fortunatamente in una certa direzione, ed è questa la parte più importante, la parte che salviamo del lavoro che è stato fatto, altrimenti oggi dovremmo dire grazie prevalentemente all’assessore Calvano, che ha trovato 10.000 euro, non all’assessore al welfare, che dovrebbe cercare, con quelle poche o tante risorse che ha a disposizione, di ampliare lo spettro, di dare una risposta più ampia, perché le risorse appunto non sono infinite.

E qui nessuno ha parlato della politica del più uno, si poteva fare di più. Si poteva fare di più non in termini economici (certo, se c’erano 60 milioni di euro parlavamo di tutt’altro, ma non ci sono), perché il problema è strutturale. Sono 12 anni che gli enti locali, con i vari Governi che si sono susseguiti, non hanno le risorse per ampliare il patrimonio edilizio residenziale pubblico, non hanno i soldi per quegli investimenti per riuscire a risistemare, a rimettere in pristino e a disposizione gli appartamenti, non hanno i soldi per migliorare l’efficientamento energetico, non hanno i soldi perché gli oneri di urbanizzazione dal 2008 in avanti sono calati per la stragrande maggioranza dei Comuni e in alcuni casi si sono azzerati. Tenendo conto che le politiche di consumo di suolo sono in qualche modo diminuite, quindi quegli oneri probabilmente non ci saranno più, come negli anni dal 2000 al 2008, non aumenterà quel patrimonio, e se non aumenta il patrimonio, le famiglie che riescono fortunatamente a uscire dalla fragilità e possono riscattare quell’alloggio non potranno farlo.

La legge dice tutti i percorsi, l’abbiamo già detto in Commissione e non avete ascoltato evidentemente, o mi sono spiegato male o ci siamo spiegati male. Non possono diminuire il numero di alloggi complessivo, e i Comuni non hanno i soldi per implementare. Quando entravano maggiori oneri c’era anche quell’edilizia che diceva “Ti consento di fare il piano in più a patto che tu mi dai maggiori oneri per l’edilizia residenziale pubblica”. Quindi, c’erano anche dei fondi destinati, i vecchi piani regolatori lo consentivano. Oggi tutto questo non sta funzionando ed è per quello che andiamo a mettere sì dei soldi, ma manca il lavoro dell’assessore. Questa è una cosa che chiedevamo a un funzionario, di ripristinare degli alloggi quanto prima. Questa è la risposta. Quindi, nel breve periodo c’è una risposta. Questo è il plauso che facciamo, ed è per questo che daremo un voto di astensione, ma manca una parte importante di progettualità. Oggi non abbiamo la certezza dei soldi che verranno messi nei prossimi anni.

Se vogliamo essere pronti nel 2021 per mettere altri alloggi a disposizione e nel 2022 dobbiamo già dare mandato alle varie agenzie per preparare quei progetti se vogliamo cantierare subito, perché altrimenti dal giorno che mettiamo le risorse, se non c’è un progetto esecutivo pronto di ripristino degli alloggi rischiamo di arrivare sempre… Magari arrivano i soldi e poi non c’è il progetto pronto. Oggi non mancano le fondamenta, manca il progetto delle fondamenta del piano terra, del primo piano e del secondo piano. Questa è la critica che ci sentiamo di fare. Non sono dei giudizi. Lungi da me nel dare dei giudizi. Proviamo a fare una critica costruttiva proprio perché 10 milioni non sono pochi in tempi come questi. Speriamo che vengono spesi al meglio.

Una buona Amministrazione si vede non solo se li riesce a spendere, ma da come li spende.

Sicuramente sono stati trovati ed è per quello che ci asteniamo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Barcaiuolo.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente. Non ad adiuvandum, ma in aderenza a quanto ha detto il consigliere Pelloni, anche Fratelli d’Italia si astiene su questo provvedimento, proprio perché le risorse che vengono messe su questo Piano sono risorse che sicuramente produrranno qualcosa di positivo, ma crediamo che qui non ci sia nessun tipo di visione né da ostacolare né da appoggiare.

Crediamo che nel corso della legislatura sicuramente la Giunta ci porterà un piano complessivo riguardo a tutte le vicende di ERP. Crediamo e ci auguriamo che questa sia una legislatura che per quanto riguarda le case popolari possa andare a riformulare non solo i criteri di assegnazione, anche se qualcosa di positivo già nella scorsa legislatura è stato fatto…

È chiaro che provare a portare questo provvedimento raccontandolo come un toccasana rispetto al problema… Qui c’è uno stanziamento di fondi che serve per tentare di risolvere probabilmente parzialmente da quelle che sono le indicazioni che ci arrivano in maniera assolutamente parziale rispetto al deterioramento di molti di questi alloggi.

Pertanto, credo che il dibattito vero su questioni come queste dovrà ancora svilupparsi e si svilupperà su altre scelte normative o di indirizzo.

Su questo provvedimento credo che il voto d’astensione sia assolutamente il voto più consono rispetto a quello che ci è stato proposto.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Desidero annunciare il voto positivo di Europa Verde. Capisco le perplessità di chi sostiene che ci vorrebbero più risorse. Del resto, l’ha riconosciuto anche l’assessore Schlein. Questa frase, che ci vorrebbero più risorse, in questi giorni l’abbiamo sentita a proposito di tanti capitoli. Il problema appunto è quello delle risorse, non certo della volontà di risolvere un problema che, effettivamente, è a carico dell’edilizia residenziale pubblica. Auspichiamo, come tutti, che le risorse aumentino, ma diciamo che questo lamento delle risorse insufficienti, purtroppo, si sta ripetendo, a dimostrazione non di cattiva volontà, ma proprio di difficoltà di bilancio. Questo è un primo passo al quale speriamo ne seguano altri.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Solo per esprimere parere favorevole da parte della lista del presidente Bonaccini. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Altri in dichiarazione di voto? Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Brevemente, perché credo che tra le Commissioni e gli interventi nel dibattito ci siamo un po’ detti quello che c’era da dire. Ci siamo confrontati su diversi punti. Avremo altri momenti, quindi non starò a ribadire alcuni passaggi del consigliere Pelloni, sennò diventa un dibattito a noi e non è questa la sede.

Credo vada colto come positivo il voto di astensione di diversi Gruppi dell’opposizione. Questo è sicuramente un fatto positivo. Dopodiché, soprattutto per chi ha fatto il Sindaco e sa come funzionano le dinamiche di Giunta, ha in mente come funzionano le cose. Quando si spostano risorse da un capitolo all’altro non è che quelle risorse vengono spostate da un capitolo all’altro per volontà oscure o perché non si sa per quale motivo, ma perché c’è qualcuno che ci lavora, c’è qualche assessore che insiste, magari il Sindaco non è tanto d’accordo, però alla fine si trova la mediazione finale. Solitamente, non ho mai visto io in nessuna Giunta che si spostano risorse da una parte all’altra contro il parere o senza il parere o senza il lavoro dell’Assessorato verso cui vanno quelle risorse. Sostenere tesi ardite va bene, ma l’arditismo ha sempre un limite, anche storicamente, per fortuna.

Detto questo, ovviamente, il nostro non può che essere un voto positivo e soprattutto questa proposta coglie io credo una necessità sulla quale è fuor di dubbio che la Giunta, la Commissione e quest’aula debbano tornare perché il tema di dare una risposta complessiva, un intervento complessivo sulle politiche abitative è una necessità che è fuori discussione.

Come ho detto prima e lo ripeto adesso, le risorse che iniziamo ad appostare attraverso questa misura sono un primo passo a cui ne seguiranno altri. Siccome, a differenza di altri qua dentro, diciamo così, non abbiamo la necessità di dover necessariamente dimostrare in tre giorni tutto o non abbiamo la necessità di annunciare tutto quello che si deve fare. Sappiamo che il lavoro è di cinque anni. Una legislatura dura cinque anni e io sono convinto, e converrete con me quando vedrete i risultati, che nell’arco di cinque anni le cose che sono state dette, tanto sulle politiche ambientali, come dicevo oggi, quanto sulle politiche per la casa, le troverete una dopo l’altra nei bilanci e nei provvedimenti che questa Giunta e questa maggioranza porteranno avanti.

Chiaramente, se si pensa, come ho detto ieri sera, in sei mesi di risolvere tutto e di vedere dispiegato ogni provvedimento in tutti i settori, questo ovviamente non solo non è possibile, ma non è proprio realizzabile. Dopodiché, siamo qui, siamo qui per cinque anni e vedrete nei prossimi mesi e nei prossimi anni che le cose che abbiamo detto e abbiamo scritto in campagna elettorale e nei programmi elettorali e nel programma di mandato troveranno una dopo l’altra applicazione concreta e reale nei provvedimenti di Giunta e di Assemblea.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Intervengo perché la descrizione della timidezza di questa Giunta nel comunicare le cose che verranno fatte mi stupisce. Non me ne sono accorta io, non ho questa sensibilità rispetto a una timidezza eccessiva del nostro presidente e di tanti assessori di questa Giunta.

Però, al netto di tutto questo, quando l’assessore Schlein raccontava un paradigma, che è quello di fronte all’evidenza dei fatti, cioè alle 500 persone che rientreranno a casa e avranno finalmente una casa, su questo, invece, ho una certa sensibilità, perché il punto essenziale dell’etica politica è quello di non prendere in giro le persone.

Come lei dice a noi di un’apertura anche a votare a favore dopo una discussione interessante in Assemblea, lo stesso richiamo lo facciamo a voi della maggioranza ogni tanto di dare un credito sulla nostra capacità di agire e di fare cose buone anche noi per questa Regione, senza annunciarle, semplicemente votando.

L’apertura di oggi è un’apertura, è un credito che noi vi diamo, nella consapevolezza che c’è una marea di cose da fare soprattutto sulla serietà rispetto a chi molte volte è dentro senza titolo, chi non paga quegli alloggi che servirebbero a quelle persone che lei ha indicato nella relazione finale.

Ribadisco il nostro voto di astensione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Semplicemente per annunciare il voto favorevole da parte del Gruppo del Partito Democratico al punto in discussione. Ai colleghi a cui ho urtato la sensibilità chiedo scusa. Non era mia intenzione. Sono sicuro che troveremo il modo per chiarirci.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Costa. Non abbiamo altri in dichiarazioni di voto. A questo punto procediamo con la votazione del provvedimento proposta di iniziativa della Giunta recante “Legge regionale 8 agosto 2001, n. 24. Approvazione del programma straordinario 2020-2022 recupero e assegnazioni di alloggi ERP”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

In aula, 10 favorevoli e 9 astenuti.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, astenuto;
  3. BARGI Stefano, astenuto;
  4. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, astenuta;
  10. CATELLANI Maura, astenuta;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, astenuto;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. GIBERTONI Giulia, astenuta;
  18. IOTTI Massimo, favorevole;
  19. LIVERANI Andrea, astenuto;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, astenuto;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, astenuto;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, astenuto;
  30. PIGONI Giulia, favorevole;
  31. PILLATI Marilena, favorevole;
  32. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  33. RAINIERI Fabio, astenuto;
  34. RANCAN Matteo, astenuto;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, astenuto;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 27

Astenuti 17

 

È approvata.

 

(La proposta, oggetto 1028, è approvata, con voto palese, in modalità telematica, a maggioranza dei presenti)

 

OGGETTO 1172

Proposta d’iniziativa Giunta recante “Integrazione dell’atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile 2018, n. 5 - Programma straordinario di investimenti”. (23)

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora abbiamo la proposta di iniziativa della Giunta 1172 recante: integrazione dell’atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile; programma straordinario di interventi.

Ricordo che la Commissione bilancio, affari generali e istituzionali ha espresso parere favorevole nella seduta del 22 luglio scorso con la seguente votazione: 29 voti a favore, nessun contrario e 17 astenuti.

A questo punto, chiedo alla Giunta, al sottosegretario Baruffi, se vuole intervenire. Scusi, consigliere Rainieri. Prego.

 

RAINIERI: Presidente, visto l’orario e visto che i tempi per i relatori sono di 20 minuti, chiedo se possiamo sospendere l’attività, fare la Capigruppo, come previsto, e riprendere eventualmente, dopo la decisione della Capigruppo, domani mattina, come da programma.

 

PRESIDENTE (Petitti): Per questo provvedimento abbiamo 10 minuti Giunta e 10 minuti ogni consigliere.

 

RAINIERI: Sì, però la discussione potrebbe essere interrotta prima della fine del voto. Quindi, sarebbe un provvedimento che si interrompe a metà per ricominciare domani mattina.

Se i colleghi sono d’accordo, della Capigruppo e dell’Ufficio di Presidenza, e la Giunta, ci potremmo fermare, fare la riunione della Capigruppo...

 

PRESIDENTE (Petitti): Prevista per le 18.

 

RAINIERI: ...e riprendere i lavori domani mattina, iniziando e finendo il provvedimento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sentiamo la consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Abbiamo previsto la chiusura alle 18 e la Capigruppo alle 18, quindi abbiamo 20 minuti. Io sono per continuare e guadagnare più tempo possibile, in modo che domani facciamo più risoluzioni nel tempo che abbiamo a disposizione.

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto, do la parola al sottosegretario Baruffi. 10 minuti e 10 minuti. Facciamo un paio di interventi prima della Capigruppo. Entriamo nel merito del provvedimento.

Prego, sottosegretario.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

Come sapete, noi non cerchiamo i giornali. La sobrietà nella comunicazione di questa Giunta è proverbiale, come è stato ricordato prima.

Molto rapidamente, perché so che il provvedimento è stato ampiamente illustrato in Commissione da parte dell’assessore Calvano. In ogni caso, i Gruppi hanno contezza non solo dei contenuti della legge n. 5, dell’atto di indirizzo 2019-2021, ma hanno contezza anche del Programma straordinario di investimenti che vogliamo realizzare, per quanto discusso anche in sede di assestamento di bilancio nella giornata di ieri, nel corso delle ultime settimane.

Come sapete, diamo corso, con questo atto, al provvedimento che apre il percorso per la definizione di accordi, su base territoriale, per la realizzazione di un Piano straordinario di investimenti a favore in primo luogo dei territori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria nel corso degli ultimi mesi, in particolare della provincia di Piacenza e della provincia di Rimini, da un lato; dall’altro lato, ai territori più marginali del nostro quadro regionale, che rischierebbero altrimenti di veder allargate quelle distanze territoriali che la Giunta si è impegnata a colmare. Mi riferisco, in particolare, ai territori di montagna e alle aree interne. Segnatamente, in questo caso, per quanto riguarda l’area interna del ferrarese.

Al primo stanziamento di 20 milioni nel corso dell’approvazione dell’assestamento ne sono stati aggiunti altri 20. Il criterio individuato per il riparto, da parte della Giunta, è quello di mettere a disposizione delle due Province 25 milioni (12,5 e 12,5) e del resto delle Province, limitatamente ai territori montani e alle aree interne, i rimanenti 14 milioni, più il milione per il Comune di Medicina, che ‒ come sapete ‒ è stata zona rossa.

Il nostro intendimento è quello di lavorare esclusivamente sul fronte degli investimenti, quindi della spesa di investimenti, per interventi rapidamente cantierabili, riuscendo a rispondere alla generalità dei Comuni. Quindi, è un intervento che prova a farsi carico in particolare anche della capacità di investimento dei Comuni più piccoli, anche aumentando la leva del cofinanziamento regionale o, se volete, viceversa, riducendo drasticamente la leva del cofinanziamento comunale richiesto. In particolare nei territori di Rimini e di Piacenza abbiamo condiviso il criterio che si possa arrivare a una percentuale di cofinanziamento del 10 per cento da parte dei Comuni in via generale e del 5 per cento per i Comuni più piccoli, fino a 5.000 abitanti. Poi discuteremo analogamente anche con i territori montani.

Il protagonismo è lasciato agli enti locali, ai Comuni. Definita una griglia di criteri, noi riteniamo che debbano essere i Comuni, in una logica di piena accessibilità a queste risorse, quindi senza discriminazioni di sorta che non siano i criteri che ho provato brevemente a indicare, a definire le proprie priorità per rispondere, da un lato, all’esigenza di realizzare interventi urgenti e, dall’altro lato, di sostenere ‒ perché no? ‒ con la leva degli investimenti una parte dell’economia del proprio territorio.

Abbiamo indicato un limite massimo anche per l’iter progettuale. Nel momento della sottoscrizione dell’accordo con la Regione, dovrà essere sostanzialmente a disposizione il progetto preliminare e entro aprile 2021 il progetto esecutivo. Nel territorio di Piacenza ‒ lo sottolineo meritoriamente ‒ è stato proposto addirittura di accorciare questi tempi, indicando un primo step direttamente nel mese di ottobre 2020. Credo che questo sia un fatto assolutamente positivo. Per affiancare i Comuni più piccoli, d’intesa con la Provincia, d’intesa con il Comune capoluogo, proveremo a costituire una cabina di regia che accompagni e verifichi l’effettiva percorribilità della realizzazione che viene sottoscritta.

Avremo modo di lavorare, nel corso del mese di settembre, sulle altre province, ma come avevamo detto Piacenza e Rimini in questo momento sono la priorità. Quindi, io voglio ringraziare l’aula, il presidente, il presidente Pompignoli e tutti i Gruppi che hanno deciso di esaminare rapidamente questo atto, perché vederlo approvato alla fine del mese di luglio ci dà le condizioni in ogni caso di aprire l’iter procedurale nel mese di agosto e, quindi, non ritardare noi la possibilità di intervento da parte dei Comuni.

Mi fermerei qui, perché penso che i consiglieri abbiano tutte le informazioni necessarie e avremo modo anche di continuare a discuterne insieme a partire dal mese di settembre.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario.

Dibattito generale. Qualcuno vuole intervenire? Interventi in dibattito generale? Sennò, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente.

Credo che questo provvedimento sia un provvedimento che sicuramente si può condividere per quanto riguarda la sua impostazione di fondo, perché finalmente vengono erogate risorse in territori che hanno sofferto la crisi economica, che hanno sofferto la problematica più di altri, anche se in realtà dovremmo capire obiettivamente se è stata fatta un’indagine a 360 gradi di chi effettivamente ha avuto le conseguenze negative dall’emergenza sanitaria.

Io credo che l’emergenza sanitaria che ha determinato la crisi economica abbia colpito tutti indistintamente, però certamente vi sono dei territori che hanno sofferto più di altri e che con questo provvedimento vengono in qualche modo ristorati o si cerca in qualche modo di ristorarli. Quindi, è stata fatta una valutazione di massima rispetto a questi territori.

Abbiamo il Piacentino, abbiamo la zona di Rimini, abbiamo il comune di Medicina che sappiamo hanno pagato purtroppo duramente l’emergenza sanitaria, hanno pagato in termini di vite umane, hanno pagato in termini di compromissione di una serie di possibilità, di facoltà, hanno avuto una limitazione assoluta, necessaria, tristemente necessaria. Abbiamo territori montani e le aree interne che hanno pagato e hanno sofferto, a mio avviso, quanto le altre realtà, ma poiché i territori montani e le aree interne di per sé hanno una fragilità e una precarietà di partenza li si è voluti staccare dal resto dei territori, dal resto di tutti coloro che hanno indistintamente avuto ripercussioni negative e li si vuole supportare.

È ovvio, quindi, che questo provvedimento non può che trovare una valutazione positiva. Se vogliamo – non voglio ripetermi sempre, altrimenti potrei essere accusato di ripetere sempre questo mantra – i provvedimenti economici in favore di coloro che hanno sofferto l’emergenza sanitaria ed economica questa Amministrazione li avrebbe dovuti assumere molto tempo prima, fondamentalmente – mi ripeterò ancora una volta – facendo il paragone con altre realtà regionali, altre Amministrazioni regionali che sono intervenute in favore dei propri concittadini, dei propri amministrati, tempestivamente nel momento in cui la liquidità, nel momento in cui le risorse economiche erano effettivamente necessarie. Non che oggi non servano, ma d’altronde l’intervento tempestivo diventa una condizione caratterizzante e valorizzante l’intervento economico. Se non è tempestivo, perde comunque un valore importante.

È chiaro che un po’ è un ripetersi di quelli che sono i provvedimenti che abbiamo votato in questi giorni, anche le varie misure che hanno finanziato vari settori in sofferenza. Siamo d’accordo. Diciamo che l’erogazione doveva essere fatta prima, deve essere fatta tempestivamente, diversamente rischiamo di non raggiungere il risultato finale. Però, i territori montani, che hanno una loro criticità e fragilità, diversamente non avremmo una legge dedicata alla montagna, non avremmo fondi speciali dedicati alla montagna, meritano indubbiamente attenzione. Quindi, questo provvedimento, nonostante la sua tardività, lo salutiamo con favore.

Rimane da capire un aspetto. Ma anche qua, come prima, facciamo un’apertura di credito a questa Amministrazione, ma più ampia. Facciamo un’apertura di credito più ampia di quella fatta prima. Del resto, nel momento in cui viene indicato che ci saranno 14 milioni di euro sulle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, per le aree montane e le aree interne, e abbiamo già nel provvedimento una loro ripartizione precisa, aritmetica, noi chiaramente abbiamo già una prima indicazione. Non conosciamo i criteri di ripartizione interna, cioè all’interno delle singole province che cosa verrà materialmente supportato.

Il provvedimento dice che questo verrà concertato in sede di Conferenza territoriale sulla base dei fabbisogni espressi, della popolazione interessata dagli investimenti proposti, della capacità del territorio di esprimere progettualità integrate e di un buon livello di fattibilità. Quindi, è una serie di criteri indicati in maniera generica, anche se precisa per alcuni aspetti, che indubbiamente lasciano il campo alla discrezionalità dell’Amministrazione. Allora ecco perché dico che in questo caso, nel salutare favorevolmente questo provvedimento, rispetto a questa destinazione finale ci troviamo di fronte a una valutazione assolutamente indefinita, per la quale faremo un’apertura di credito. Vogliamo realmente pensare che la destinazione finale sia quella di tutelare gli interi territori montani e le aree interne di tutte le province qui contemplate in maniera sostanzialmente equilibrata.

Lo dico anche perché quando questa Amministrazione, quest’aula, verosimilmente su indicazione dell’Amministrazione, ha rifiutato l’equiparazione fra Comuni montani bocciando la nostra richiesta di far partecipare tutti indistintamente al fondo regionale per la montagna, con la modifica della legge regionale n. 2, nel momento in cui è stata respinta si è in qualche modo rappresentata una posizione di voler mantenere una distinzione.

Vorremmo e auspichiamo che questa distinzione non vi sia in un provvedimento che ha una sua storia, che naturalmente è sganciato da quella legge, che è sganciato dal Fondo regionale per la montagna e che è straordinario.

L’apertura di credito indubbiamente la andiamo a fare in maniera sostanzialmente totale, condividendo lo spirito di fondo che è appunto quello di sostenere queste realtà.

Non voglio offendere nessuno e mi scuso nel momento in cui ho parlato più dei Comuni montani che non dei Comuni colpiti in maniera forte dall’emergenza sanitaria. Sono ovviamente destinatari, per caratteristiche diverse, delle risorse a disposizione, di un provvedimento di fondo favorevole e positivo.

Auspichiamo, come ho detto, e concludo, che in sede di ripartizione ci sia quell’equilibrio che ha ispirato il nostro voto e la nostra adesione di massima a questo provvedimento e che verosimilmente ha ispirato, noi lo auspichiamo, la Giunta nel presentarlo alla nostra Assemblea.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Facci.

Sono le ore 17,56. Ho tre interventi. Lo spazio per un intervento c’è.

Consigliere Rainieri, prego.

 

RAINIERI: Grazie, presidente. Io preferirei parlare domani perché in quattro minuti penso di non riuscire a intervenire, per tutte le cose che devo dire su questo argomento.

Per cui, le chiedo di parlare domani, se i colleghi sono d’accordo, sennò propongo di andare avanti fino alla votazione, con tutti gli interventi e chiudere questo atto fino alla votazione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Ci sono degli interventi prenotati. Alle 18 chiudiamo perché abbiamo la Capigruppo.

Quindi, i colleghi Rainieri, Catellani e Stragliati interverranno domani. Prendiamo l’ordine degli interventi e parleranno domattina, quando si continuerà con i lavori dell’aula.

A questo punto chiudiamo l’aula. Ci vediamo domani mattina alle 9,30.

Fra tre minuti abbiamo la Capigruppo. Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 17,58

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

Il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Mauro FELICORI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI, Elena Ethel SCHLEIN.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI.

 

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori Raffaele DONINI e Barbara LORI.

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti