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24.

 

SEDUTA DI GIOVEDÌ 30 LUGLIO 2020

 

(ANTIMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 1172

Proposta d'iniziativa Giunta recante «Integrazione dell'atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile 2018, n. 5 - Programma straordinario di investimenti.». (23)

(Continuazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TAGLIAFERRI (FdI)

TARASCONI (PD)

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta

RANCAN (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

ZAMBONI (EV)

MASTACCHI (RCPER)

PIGONI (BP)

 

OGGETTO 909

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proporre una modalità di screening volontario, mediante procedura esente da ticket, per gli insegnanti, gli educatori e il personale dei servizi scolastici e della scuola e ad attivarsi al fine di predisporre ed ampliare la campagna di vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini ed ai ragazzi. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Tarasconi, Rontini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BONDAVALLI (BP)

PARUOLO (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

PELLONI (Lega)

BONDAVALLI (BP)

RONTINI (PD)

BULBI (PD)

IOTTI (PD)

PELLONI (Lega)

BARCAIULO (FdI)

DAFFADÀ (PD)

COSTA (PD)

PIGONI (BP)

MONTALTI (PD)

 

Iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

PRESIDENTE (Rainieri)

RANCAN (Lega)

 

OGGETTO 16

Risoluzione circa le azioni da porre in essere per portare a tutti i cittadini la banda ultralarga, per garantire la connessione in fibra ottica ad almeno 100Mb/s e per servire con la rete pubblica EmiliaRomagnaWiFi la riviera romagnola ed i centri sportivi comunali. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 370

Risoluzione per impegnare la Giunta ad accelerare il già avviato procedimento di estensione delle connessioni ad alta velocità/qualità/capacità, in modo da colmare il grave divario esistente fra zone diversamente servite; di realizzare un apposito cronoprogramma, impegnandosi nella realizzazione dell’infrastruttura in tempi certi e celeri, garantendo un parallelo lavoro di costruzione di nuovi servizi digitali per la PA e per i privati. A firma dei Consiglieri: Costa, Bessi, Costi, Fabbri, Bulbi, Zappaterra, Caliandro, Sabattini, Rontini, Marchetti Francesca, Montalti, Rossi, Tarasconi, Pillati, Mumolo, Daffadà, Paruolo

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

TAGLIAFERRI (FdI)

COSTA (PD)

DELMONTE (Lega)

 

OGGETTO 904

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale dell'Emilia-Romagna a sollecitare il Governo Italiano e, per il suo tramite o attraverso il Comitato delle Regioni, l’Unione Europea a manifestare la propria contrarietà al cosiddetto Piano di pace del Presidente degli USA Donald Trump e ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele; ad attivarsi per far assumere a Israele le proprie responsabilità, in quanto paese occupante, per il trattamento della popolazione palestinese secondo il Diritto Internazionale contro  ogni ulteriore violazione. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Fabbri, Amico

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 1171

Risoluzione per impegnare la Giunta a intervenire presso il Governo affinché sospenda l’autorizzazione all'esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato o i cui governi sono responsabili di violazioni dei diritti umani e perché solleciti le Autorità egiziane al rilascio immediato dello studente Patrick Zaki. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 281

Risoluzione per la liberazione di Patrick George Zaki, ricercatore dell’Egyptian Iniziative for Personal Rights al Cairo e dall’anno accademico 2019/2020 studente dell’Università di Bologna, iscritto al prestigioso master internazionale GEMMA, attualmente detenuto in un carcere egiziano. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Pillati, Zappaterra, Caliandro, Rontini, Fabbri, Tarasconi, Zamboni, Sabattini, Bulbi, Montalti, Rossi, Taruffi

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

ZAMBONI (EV)

MUMOLO (PD)

BARGI (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

BARGI (Lega)

TAGLIAFERRI (FdI)

AMICO (ERCEP)

BARCAIUOLO (FdI)

ZAMBONI (EV)

BARGI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

TAGLIAFERRI (FdI)

ZAMBONI (EV)

PIGONI (BP)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Emendamenti all’oggetto 909

 

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,53

 

PRESIDENTE (Zamboni): Buongiorno, consigliere e consiglieri.

Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 24 del giorno 30 luglio 2020.

È computato come presente, ai soli fini del numero legale, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno il Presidente della Giunta Bonaccini, assente per motivi istituzionali.

 

Procediamo subito con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Zamboni risultano presenti i consiglieri:

 

1        AMICO Federico Alessandro

2        BARCAIUOLO Michele

3        BERGAMINI Fabio

4        BESSI Gianni

5        BONDAVALLI Stefania

6        BULBI Massimo

7        CALIANDRO Stefano

8        CATELLANI Maura

9        COSTA Andrea

10    COSTI Palma

11    DAFFADÀ Matteo

12    FABBRI Marco

13    FELICORI Mauro

14    GIBERTONI Giulia

15    IOTTI Massimo

16    LISEI Marco

17    MALETTI Francesca

18    MARCHETTI Francesca

19    MASTACCHI Marco

20    MONTALTI Lia

21    MONTEVECCHI Matteo

22    MORI Roberta

23    MUMOLO Antonio

24    PARUOLO Giuseppe

25    PELLONI Simone

26    PIGONI Giulia

27    PILLATI Marilena

28    POMPIGNOLI Massimiliano

29    RAINIERI Fabio

30    RANCAN Matteo

31    RONTINI Manuela

32    ROSSI Nadia

33    SONCINI Ottavia

34    STRAGLIATI Valentina

35    TAGLIAFERRI Giancarlo

36    TARASCONI Katia

37    TARUFFI Igor

38    ZAMBONI Silvia

39    ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Buongiorno.

 

OGGETTO 1172

Proposta d’iniziativa Giunta recante «Integrazione dell’atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile 2018, n. 5 - Programma straordinario di investimenti». (23)

(Continuazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Continuiamo i lavori con la proposta di iniziativa della Giunta numero 1172: “Integrazione all’atto di indirizzo 2019-2021 in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali di cui alla legge regionale 20 aprile 2018, n. 5 – Programma straordinario di investimenti”. Delibera di Giunta n. 861 del 13.07.2020.

Siamo in discussione generale.

Chiedo ai colleghi se c’è qualcuno che vuole intervenire in discussione generale sull’oggetto 1172.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Buongiorno, presidente.

Buongiorno ai colleghi. La pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova la nostra Regione. Questo è sotto gli occhi di tutti, in particolare i territori della provincia di Piacenza, Rimini e del Comune di Medicina che più degli altri hanno sofferto le tragiche conseguenze che prima l’emergenza sanitaria e successivamente quella economica hanno portato con sé.

Più volte abbiamo auspicato interventi mirati a favore di queste zone, interventi che ritenevamo e riteniamo tuttora necessari per tutelarne il tessuto economico, sociale e favorire il loro rilancio una volta usciti da questa maledetta emergenza sanitaria.

Per questo dichiaro fin da ora, presidente, che Fratelli d’Italia voterà a favore della proposta della Giunta. Ciò premesso ritengo necessarie alcune considerazioni.

La prima è più generale e riguarda le tempistiche relative all’arrivo delle risorse sui territori a cui sono designate.

Il programma straordinario d’intervento prevede, infatti, che la dotazione finanziaria di 40 milioni di euro sia ripartita nel triennio 2021-2023.

Ciò significa che queste risorse potranno essere utilizzate dagli enti locali non prima del 2021. Anche se riteniamo questo stanziamento un primo passo per venire incontro alle esigenze dei territori, a cui auspichiamo facciano seguito altri interventi strutturali, ci saremmo aspettati una maggiore attenzione da parte della Giunta per consentire a queste risorse di arrivare sui territori nel minor tempo possibile. Entro il 2021, infatti, molte attività economiche che si sarebbero potute salvare rischiano di chiudere, specialmente se queste si trovano in territori particolarmente svantaggiati, quali quelli montani.

Un’ulteriore considerazione riguarda il mio territorio, la Provincia di Piacenza. Leggo che il programma straordinario di investimenti prevede importanti risorse a favore della rete ospedaliera cittadina e provinciale. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ci ha insegnato che occorre investire in una vera medicina di territorio, al fine di consentire a tutti i cittadini servizi efficienti e completi. Per questo, pur riconoscendo l’importanza di avere un nuovo ospedale cittadino e di investire sulla rete ospedaliera di Fiorenzuola e Castel San Giovanni, mi sarei aspettato investimenti sui piccoli ospedali e punti di primo intervento in montagna. Penso all’ormai noto problema di Farini, in Alta Val Nure, ad oggi tamponato per l’estate con la presenza di un medico del turno diurno, ma che si riproporrà inevitabilmente a settembre.

Si è appreso, ancora, da dichiarazioni rilasciate dalla Giunta regionale in visita a Piacenza lo scorso 20 luglio, che sarebbe in corso in questi giorni il confronto tra la Regione Emilia-Romagna e il Ministero della salute per dare seguito all’impegno assunto dal ministro Roberto Speranza nella sua recente visita a Piacenza: uno stanziamento ulteriore di 20 milioni di euro per investimenti nella rete ospedaliera piacentina, attraverso i quali la Regione potrà aggiornare il proprio programma a favore della rete territoriale della Provincia di Piacenza. Ovviamente, auspichiamo che anche queste risorse possano arrivare il prima possibile e chiediamo alla Giunta di adoperarsi al massimo per accelerare questo confronto. I territori non possono attendere ancora.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Non ho nessun iscritto a parlare in discussione generale.

Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente.

Ci tenevo innanzitutto a ringraziare per lo straordinario lavoro che è stato fatto da parte della Giunta e da parte, ovviamente, anche degli uffici per quanto riguarda soprattutto l’iter che si è delineato per poter far arrivare queste risorse sui territori e la quantità di risorse che sono state allocate.

Per quanto riguarda la Provincia di Piacenza, che ‒ lo sappiamo tutti, è inutile ripeterlo ‒ è stata fortemente colpita da questa pandemia. Per la prima volta siamo riusciti ad avere un’unitarietà di intenti territoriale perché quando abbiamo iniziato a lavorare insieme ci siamo detti “non deve esserci maternità o paternità al documento e agli accordi che usciranno da un punto di vista politico ma dobbiamo lavorare tutti per il bene del nostro territorio”. Credo che per una volta siamo riusciti davvero a fare qualcosa di speciale.

La considerazione che ci tengo a fare rispetto anche alle parole del sottosegretario Baruffi di ieri, che giustamente ha detto che da Piacenza arrivava la richiesta di cantierabilità entro il 2020, questo è assolutamente vero, nel senso che, oltre ad avere i fondi a disposizione, è evidente che questi fondi devono essere spesi bene, alla svelta, perché questo farà una grossa differenza nel ridare impulso all’economia locale.

Questa attività di coprogettazione che è stata messa in campo, che viene messa in campo da questo provvedimento è un’attività che credo sarà molto utile.

Personalmente, faccio un auspicio. Essendo questi investimenti per il territorio spero e mi auguro che i progetti che verranno finanziati siano progetti che davvero portano a progetti che guardano nel medio e lungo termine o che comunque siano cose che rimangano per quanto riguarda il territorio e, ci mancherebbe altro, magari anche qualche asfaltatura qua e là, però se è possibile eviterei di andare su quella strada. Credo che sarebbe meglio investire su progetti che facciano davvero crescere il territorio, che mi rendo conto sono un pochino più complicati e arrivare ad avere una cantierabilità nel 2020 è decisamente più complicato, ma io confido nella capacità dei nostri sindaci, del nostro territorio e credo che questo avverrà.

Quindi, grazie ancora per lo sforzo che è stato fatto, grazie per la visita che è stata fatta nella nostra provincia. Credo che la presenza sia stata assolutamente percepita e che l’aiuto da parte della Regione sia tangibile e reale per quanto riguarda il nostro territorio.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ci sono altri interventi? Non vedo nessun iscritto. Quindi, chiedo alla Giunta se vuole intervenire. 

Passo la parola al sottosegretario Baruffi. Ha dieci minuti. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza della Giunta: Grazie, presidente. Ne userò molti di meno.

Raccolgo le sollecitazioni che sono venute nella giornata di ieri e nella giornata di oggi da parte dei tre consiglieri che hanno partecipato alla discussione generale. La prima è questa: si poteva fare prima. Come sapete, abbiamo avuto necessità di approntare una variazione di bilancio, e questo può essere fatto solo con legge. Però la preoccupazione sui tempi e sulla necessità che queste risorse, naturalmente, atterrino rapidamente è assolutamente condivisibile ed è uno sprone che la Giunta deve assumere. Come ha ripetuto più volte il presidente, la bontà di un provvedimento ha come variabile intrinseca, in questo momento, anche la rapidità della sua attuazione. Fuori da quella non c’è giudizio di qualità che possa essere espresso, anche a fronte della migliore intenzione e della più nobile delle destinazioni. Stiamo lavorando in questi termini.

Confermo l’impegno, che ho enunciato anche ieri e che recuperava anche adesso la consigliera Tarasconi, a seguire, anche nella fase di attuazione, sia negli impegni che andremo a sottoscrivere con gli enti locali sia nel monitoraggio che faremo, un elemento di sforzo, di premialità anche sui tempi più stretti possibili. Quindi, laddove un territorio sia nella condizione di individuare tempi più rapidi di quelli che abbiamo inserito nei criteri generali che l’Assemblea si appresta a licenziare, noi siamo per accoglierli e anche per fornire strumenti di supporto che riescano a garantire quei risultati.

La seconda sollecitazione attiene ai criteri. Inevitabilmente, la Giunta prima, nella proposta, e oggi l’Assemblea debbono fissare dei criteri. Non possono essere criteri così stretti da impedire nei territori di costruire delle sintesi efficaci. Però nei territori. Quindi, non la Giunta. Nei territori e con i territori, con tutti i territori. Il confronto che si è aperto e che ha trovato un primo approdo nella Provincia di Rimini e poi nella Provincia di Piacenza è lì a testimoniare che la volontà è quella di chiudere accordi con il consenso di tutti gli enti locali, perché le ragioni di solidarietà da un lato, ma anche le ragioni di equilibrio, quindi di distribuzione razionale ponderata ed equilibrata delle risorse siano trovate e riconosciute lì.

Io ho ringraziato pubblicamente i Comuni più grandi della Provincia di Rimini e della Provincia di Piacenza, che hanno favorito questo incontro, questo accordo tra piccoli e grandi. Questa disponibilità permetterà di andare incontro anche alle sollecitazioni e alle esigenze dei Comuni più piccoli e in particolare di quelli montani, ma la logica è quella di tenere insieme un sistema territoriale in una logica ripeto di perequazione e anche di proporzionalità, inevitabilmente.

Voglio rassicurare – non è qui presente, ma magari ci sta seguendo da remoto, non ho visto i collegamenti – anche il consigliere Facci. Sì, ci sarà questo impegno nelle due province che ho citato, ma anche negli accordi che dovremo andare a fare nelle altre sette province che hanno le proprie Comunità montane e quelle delle aree interne.

In questo caso non ci sono criteri di esclusione rispetto alla gestione unificata dei servizi e quindi la presenza in Unione. Per le ragioni che sono state dibattute ieri sono emersi anche punti di vista diversi tra la maggioranza e la minoranza su questo aspetto. Mi riferisco, in particolare, al passaggio che è stato fatto ieri in sede di assestamento di bilancio. In questo momento stiamo discutendo di investimenti e quindi non c’è alcun criterio che vada a escludere o a penalizzare i Comuni che sono fuori dalle Unioni.

È una spesa di investimento che chiama in causa tutti i Comuni che possono anche decidere di organizzarsi in forma associata, questo sì, ci mancherebbe, ma non può essere criterio di esclusione per gli altri. Abbiamo detto, come slogan, almeno un intervento per ogni Comune. Quindi, anche il più piccolo, veniva citato ieri il caso di Montese, anche il più piccolo in questo caso della provincia di Modena, ha il diritto di stare dentro quanto il Comune di Pavullo, che è il Comune più grande della provincia di Modena nell’Appennino.

Da ultimo confermo l’impegno richiamato dal consigliere Tagliaferri ad avere un’attenzione particolare invece sulla programmazione sanitaria. È giusto farlo, è giusto partire da Piacenza per ragioni che non ho bisogno neanche di richiamare.

Questo primo impegno di ulteriori 20 milioni deve essere al servizio di tutta la rete, questo è l’impegno, in particolare di quella territoriale. Anche in questo caso c’è un accordo con l’azienda da un lato e con il Comune e Provincia di Piacenza, perché la quota parte che viene traslata sulle strutture del territorio, quindi sulla rete ospedaliera del territorio, sia compensata dalla Regione, quindi che risultino effettivamente 20 milioni aggiuntivi a favore della rete ospedaliera e di tutto il territorio, compresa la stessa montagna.

È stata richiamata una necessità anche in quest’aula, altre le abbiamo raccolte girando nel territorio di Piacenza la settimana scorsa. È giusto costruire, anche in questo caso, una sintesi che riesca a rispondere alle esigenze dei territori più periferici e delle strutture più piccole.

Credo che lo spirito ‒ ho finito ‒ con cui ci siamo approcciati tutti insieme a questo passaggio sia uno spirito di emergenza, emergenza che non ha consentito di definire criteri e premialità straordinari dal punto di vista anche della qualità degli interventi. Cercheremo, naturalmente, nella fase di selezione dei progetti, in una logica concordata e negoziale con i Comuni, di tenere il più alto possibile l’asticella. Quindi, raccolgo la sollecitazione, anche in questo caso, tenuta dalla consigliera Tarasconi. Abbiamo bisogno, però, che queste risorse ‒ come avete detto voi ‒ siano spese subito, subito, subito, perché è in questo momento che non solo c’è bisogno di questi investimenti per gli enti locali, ma c’è bisogno anche di far lavorare il nostro sistema delle imprese. Posto, naturalmente, che dovranno essere seguiti i criteri, le regole fissate dal Codice, è evidente che interventi più piccoli possono agevolare e attrarre in particolare le imprese del territorio, le filiere del territorio, che sono quelle a cui vogliamo anche dare una risposta tutti insieme con questo intervento.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, sottosegretario.

Passiamo, quindi, alle dichiarazioni di voto sul provvedimento. Cinque minuti per Gruppo.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Al di là di quello che dice qualcuno, noi oggi, anche per concretizzare un impegno che viene dal territorio, perché nei fatti, facendo parte della Provincia di Piacenza... È un percorso che è stato costruito sul territorio da tempo, in accordo con le categorie economiche, in accordo con gli enti locali e in accordo con il Comune di Piacenza e la Provincia di Piacenza. Oltretutto, è un lavoro che è stato fatto trasversalmente, a prescindere dal colore politico. Questo, secondo me, visto che Piacenza è la Provincia che in Italia ha subìto di più, anche e soprattutto per quanto riguarda il numero di morti per Coronavirus, sicuramente è un impegno che mi riempie di felicità e mi rende orgoglioso di appartenere a un territorio che in questo momento è riuscito a lavorare compatto per ottenere un risultato concreto. Grazie all’aiuto di tutti, siamo riusciti a portare nei fatti 12,5 milioni al territorio di Piacenza e dopo, ovviamente, da Capogruppo della Lega, anche 12,5 milioni a Rimini, 1 milione a Medicina e 14 milioni per quanto riguarda i Comuni di montagna.

Oggi su questo provvedimento voteremo a favore, presidente, perché pensiamo che in questo momento di emergenza sia stato importante, soprattutto nei territori, mettere da parte le divisioni politiche e portare un contributo concreto per rilanciare il nostro tessuto sociale, imprenditoriale e degli enti locali. Pensiamo che sia, però, un lavoro che deve essere strutturato e poi accompagnato insieme, dove tutti i Comuni è giusto che possono avere riconosciuto un contributo di un’entità di un determinato tipo, dove pensiamo che tutti quanti debbano poter fare la loro parte. Ecco perché è un invito, ovviamente, con questa anche apertura di credito che viene fatta dal gruppo della Lega a continuare un percorso insieme anche per quanto riguarda l’approvazione definitiva per quelli che saranno gli stanziamenti e anche dei progetti che arriveranno ai Comuni delle due province, più Medicina, interessate, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la parte relativa ai Comuni montani.

Noi voteremo a favore, come ho già detto prima, presidente, con una sorta di linea di intenti che abbiamo visto partire dal nostro territorio, in primis in quello di Piacenza, e speriamo che possa continuare su questa linea perché è importante concretizzare un impegno che un territorio così colpito ha portato avanti in modo unitario, ripeto, unitario, al di là delle differenze politiche di partito. Pensiamo che sia una presa di responsabilità importante della quale noi come Lega vogliamo farci carico, perché sappiamo quali sono le reali esigenze e vogliamo che questo percorso, essendo il più condiviso possibile, sperando che possa essere il più condiviso possibile, possa continuare, almeno su questo punto, in modo organico con tutte le forze politiche che sono presenti in questa Assemblea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Rancan. Ci sono altri interventi?

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Solo poche parole per esprimere, ovviamente, il nostro voto convinto a favore di questo provvedimento, che credo contenga misure importanti di cui effettivamente i territori avevano bisogno.

Come è stato ricordato, parliamo di oltre 20 milioni per quelle che sono state le zone rosse colpite in maniera più significativa dall’epidemia, il territorio di Piacenza, Rimini e il Comune di Medicina e quasi altrettanti per i Comuni montani delle aree interne. Ovviamente, è un provvedimento, come dicevo, che ha due aspetti per noi fondamentali. Il primo è l’entità delle risorse che vengono messe in campo. Il secondo è la cantierabilità e la immediatezza con la quale queste risorse verranno messe a disposizione dei Comuni, attraverso uno strumento legislativo di cui ci siamo dotati due anni fa, a dimostrazione che quell’intervento, quella legge che abbiamo istituito nell’aprile del 2018 era utile e necessaria per dare risposte concrete ai territori.

Sulla montagna e sui territori montani mi soffermo un secondo di più, solo perché credo sia importante sottolineare come questo atto dimostri la consapevolezza della Giunta, della maggioranza di questa Assemblea che non tutti i territori sono arrivati alla crisi dovuta al Coronavirus nelle stesse condizioni. Purtroppo ci sono territori che avevano già difficoltà, per tante ragioni che non ho il tempo qui di ricordare, ma che conosciamo bene. Il fatto che oggi questa misura tenga conto anche di quelle difficoltà, quindi si dia conto della possibilità di dare risorse concrete, spendibili ai Comuni dei territori montani credo sia un segnale importante, che si inserisce all’interno di una strategia più ampia. Ne abbiamo discusso in questi giorni durante l’assestamento. Le risorse per le imprese turistiche dell’Appennino, le misure che abbiamo condiviso, almeno a maggioranza, all’interno di quest’aula credo diano il senso della direzione verso la quale stiamo provando ad andare in maniera concreta.

Per quanto riguarda il territorio di Bologna, l’Appennino bolognese, sono circa 4,5 milioni quelli che vengono stanziati. Credo sia, per entità, uno degli stanziamenti maggiori che viene fatto in termini assoluti per uno specifico territorio e per una specifica realtà. Sono convinto che, a livello locale, ci sarà la forza e la voglia di provare a fare sistema per dare attuazione a queste risorse nel modo più utile possibile.

Certo, questo è un primo passo. Ne servono altri. Però, visto che in quest’aula qualcuno durante il percorso di questi mesi dubitava del fatto che queste risorse sarebbero arrivate, noi abbiamo invece sempre detto che non solo erano necessarie, non solo sarebbero arrivate, ma che sarebbe stato solo il primo passo, oggi questo primo passo lo facciamo. Sono convinto che nel bilancio 2021 e a seguire troveremo altri momenti in cui verificare la volontà da parte della Giunta e della maggioranza di dare una risposta concreta alle esigenze dei territori, non solo quelli colpiti dall’epidemia, ma più in generale dei territori della nostra regione che soffrono di più, in particolar modo quindi il territorio dei Comuni montani e delle aree interne.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Velocissimamente annuncio il voto favorevole di Europa Verde, un voto convinto, a favore, perché anche per Europa Verde occorre avere una particolare attenzione per i Comuni montani e per le aree interne. I Comuni montani sono un presidio del territorio che va sostenuto rendendo più agevole la vita alle persone che ci abitano, che sono una sorta di tutori di quegli ambienti.

Lo strumento scelto per questo finanziamento permette anche rapidità nell’investire i fondi e quindi non possiamo che votare a favore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Ci sono altri interventi? Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Buongiorno.

Volevo aggiungere due parole anch’io a questo punto, anche perché è l’occasione per dimostrare, al di là delle parole, che c’è la possibilità di fare atti concreti e di intervenire trasversalmente rispetto alle attività di questo periodo, che sono veramente importanti.

Colgo con molta positività le parole del sottosegretario, quando dice che il provvedimento riuscirà a toccare tutti i Comuni, anche quelli più piccoli e in particolare quelli della montagna, che sono chiaramente quelli che già partivano svantaggiati rispetto a una situazione standard.

Credo che sia veramente importante. Un po’ va a compensare il tema dell’esplosione dei Comuni fuori dalle Unioni, che sono penalizzati rispetto ad altri tipi di finanziamenti.

Per la nostra montagna bolognese ci sarà una ricaduta positiva. Visto tutto questo, chiaramente preannuncio il mio voto favorevole al provvedimento. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Mastacchi.

Passo la parola alla consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti.

Solo per confermare il convinto voto a favore della Lista Bonaccini Presidente. Pensiamo che questo sia un provvedimento molto importante, che va a lavorare proprio su quelle aree dei nostri territori che hanno subìto tante difficoltà, anche negli ultimi mesi. Pensiamo sia fondamentale investire in modo particolare sulla nostra montagna.

Quindi, con convinzione voteremo questo provvedimento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione il provvedimento.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 18 presenti, 17 votanti, tutti favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. COSTI Palma, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. MALETTI Francesca, favorevole;
  18. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  19. MASTACCHI Marco, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  24. PELLONI Simone, favorevole;
  25. PIGONI Giulia, favorevole;
  26. PILLATI Marilena, favorevole;
  27. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  28. RANCAN Matteo, favorevole;
  29. RONTINI Manuela, favorevole;
  30. ROSSI Nadia, favorevole;
  31. SABATTINI Luca, favorevole;
  32. SONCINI Ottavia, favorevole;
  33. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  34. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  35. TARASCONI Katia, favorevole;
  36. TARUFFI Igor, favorevole;
  37. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  38. ZAPPATERRA Marcella, favorevole;

 

(La proposta oggetto 1172, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

all’unanimità dei votanti)

 

È approvata.

 

OGGETTO 909

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proporre una modalità di screening volontario, mediante procedura esente da ticket, per gli insegnanti, gli educatori e il personale dei servizi scolastici e della scuola e ad attivarsi al fine di predisporre ed ampliare la campagna di vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini ed ai ragazzi. (18 06 20) A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Tarasconi

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora al documento numero 909: Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proporre una modalità di screening volontario, mediante procedure esenti da ticket, per gli insegnanti, gli educatori, il personale dei servizi scolastici e della scuola e ad attivarsi al fine di predisporre ed ampliare la campagna di vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini ed ai ragazzi, a firma dei consiglieri Bondavalli, Pigoni e Tarasconi.

Su questo documento insistono due emendamenti a firma del consigliere Tagliaferri e altri e una proposta di emendamento a firma del consigliere Paruolo e altri.

Siamo in dibattito generale. Dieci minuti per ogni consigliere.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Sarò telegrafica. Solo per dire che questa risoluzione l’ho depositata il 18 giugno, quando magari non era ancora entrata nel vivo la discussione. È chiaro che adesso è un tema di assoluta attualità: proporre questa modalità di screening volontario proprio per educatori, personale dei servizi scolastici e della scuola. È una scuola, lo abbiamo detto più volte, che ha bisogno di ricominciare a settembre in presenza e in sicurezza. È ovvio che bisogna mettere concretamente in campo dei punti fermi che consentano di raggiungere l’obiettivo. Il primo è rappresentato proprio dalla necessità di garantire sicurezza perché oggi le famiglie chiedono la scuola in presenza. È chiaro che troveremo anche molte famiglie a settembre che pretenderanno di mandare a scuola in sicurezza i propri figli.

È indispensabile, lo voglio ricordare, il lavoro che è in corso per definire modalità di organizzazione e di utilizzo degli spazi del trasporto scolastico. Deve essere accompagnato, questo lavoro, ovviamente, dal punto di vista sanitario e da azioni di prevenzione per tutti i soggetti coinvolti nell’attività scolastica. È un tema su cui si esprime anche il Ministro della sanità Speranza. Anche l’assessore regionale – l’abbiamo sentita in Commissione – ha confermato questa volontà. Il personale scolastico va testato entro il 14 settembre. Quindi, capite quanto sia attuale e urgente intervenire perché solo in Emilia-Romagna stiamo parlando di circa 100.000 persone che vanno testate entro l’avvio dell’anno scolastico, che è già stato fissato per il 14 settembre.

Per quello che riguarda il tema dei ragazzi, della vaccinazione, ovviamente l’ampliamento della campagna dovrà essere in accordo con i pediatri di libera scelta, però penso che questi due aspetti debbano in qualche modo procedere insieme, proprio per ritrovarci a settembre e per l’autunno pronti a tutto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Paruolo, prego.

 

PARUOLO: Buongiorno. Mi sentite? Mi sentite? Pronto?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Paruolo, non la sentiamo.

 

PARUOLO: Mi sentite adesso?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Sì. Un po’ basso. Può alzare un po’ il volume?

 

PARUOLO: Sto tentando di alzare il volume al massimo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ottimo così. Grazie.

 

PARUOLO: La consigliera Bondavalli ha già illustrato la ratio del provvedimento. Su quel provvedimento c’erano un paio di emendamenti, presentati dal consigliere Tagliaferri e altri, che invocavano l’obbligatorietà di sottoporsi agli screening. Penso di interpretare correttamente, perché è una cosa che ha colpito anche me, le notizie che sono arrivate all’inizio di luglio rispetto al fatto che i test che erano stati previsti per gli operatori, per esempio, dei centri estivi avevano ricevuto una forte percentuale di persone che si erano prenotate per andare a effettuare il tampone e poi non si erano, in realtà, presentate nel momento in cui questo era previsto. La USL, mi ricordo, sui giornali, aveva protestato, anche perché, una certa capacità di effettuare dei tamponi, il dottor Pandolfi, che dirige [...]

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Paruolo, non abbiamo più sue notizie, se non in video. Ha concluso? Adesso non la sentiamo, però ci riprovi.

 

PARUOLO: Mi sente adesso?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Adesso sì. Non ho capito se lei ha concluso o meno.

 

PARUOLO: No, stavo parlando.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prego, allora. Pensavamo avesse concluso.

 

PARUOLO: Mi sono arrivate delle notifiche.

Dicevo, in alcuni casi il fatto che non ci sia questa adesione da parte delle persone allo screening desta, effettivamente, preoccupazione, perché se, per esempio, si tratta di un educatore e ci sono dei minori coinvolti non è solo un problema che riguarda la sua salute, che lui o lei possa decidere di aderire alla proposta di screening, ma evidentemente ne vanno di mezzo anche i minori.

Questo è esattamente il caso della scuola. Quindi, rilevando come, in effetti, giusta la preoccupazione che dice che non si può lasciare del tutto alla volontarietà delle persone aderire o meno agli screening e che si debba valutare quali, invece, rendere sostanzialmente obbligatorio ovvero condizionare l’effettuazione dello screening la possibilità che l’operatore, l’insegnante in questo caso, possa effettivamente andare in classe ad insegnare, il testo dell’emendamento che io ho presentato e che è stato sottoscritto anche dalle consigliere Bondavalli e Pigoni, che sono poi le firmatarie del testo della risoluzione generale, prevede appunto proprio questo, cioè che sia demandata alla Giunta la valutazione in questo contesto e anche in altri contesti, perché, in realtà, il caso della scuola è importante, ma ce ne sono altri che possono essere altrettanto rilevanti; valutare quando l’adesione a questi screening sia effettivamente da lasciare facoltativa oppure quale sia da rendere obbligatoria per le persone impegnate nello svolgimento di servizi scolastici o comunque coinvolgenti utenti minorenni.

Questo è il senso di questo emendamento che invito anche il consigliere Tagliaferri e gli altri che avevano parlato di un’obbligatorietà secca a comunque condividere questa formulazione, che evidentemente lascia lo spazio perché ci sia una valutazione anche alla luce di tutti gli aspetti sindacali e comunque di opportunità che riguardano il mondo della scuola, ma che indichino con forza il fatto che non possa essere lasciato semplicemente all’adesione volontaria a questi screening.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Paruolo.

Non ci sono altri iscritti in discussione generale. Passiamo al dibattito sugli emendamenti, uno a firma Tagliaferri e uno a firma Paruolo, che però il consigliere Paruolo ha già illustrato.

Chiedo al consigliere Tagliaferri se vuole illustrarlo. Prego, consigliere Tagliaferri. 

 

TAGLIAFERRI: In realtà, il provvedimento ci trova concordi. Abbiamo presentato un emendamento diviso in due parti, dove proponevamo due modifiche. Una propone la modalità di screening obbligatorio, mediante procedure esenti da ticket, per gli insegnanti, gli educatori e il personale dei servizi scolastici della scuola, e su questo penso ci sia unanimità.

Per quanto riguarda, invece, il fatto di attivarsi tramite un confronto con i pediatri del territorio ai fini di predisporre ed ampliare la campagna di vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini e ai ragazzi, siamo aperti anche a quella piccola modifica che ha operato Paruolo. Non ci sono problemi. Siamo concordi.

Vale anche come dichiarazione di voto: voteremo a favore.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sull’oggetto 909 e sui due emendamenti presentati.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Buongiorno a tutti. Grazie, presidente.

Non sono intervenuto prima nel dibattito generale perché è da sempre che cerchiamo, come Lega e come tutti i Gruppi... Penso che questa proposta sia trasversale nell’ottica di prevenzione, quindi di screening della popolazione, soprattutto per cercare gli asintomatici e prevenire i fenomeni di contagio e, nel caso, in presenza di focolai, di circoscriverli nel più breve tempo possibile.

Anche nelle proposte di emendamenti di Fratelli d’Italia mi sembra di aver capito che c’è una parziale convergenza, o quasi una totale convergenza. Se si riesce ad arrivare quasi a una unanimità da parte dell’aula è cosa sicuramente positiva.

Ci tengo a ribadire un fatto. Sui testi sierologici, ad oggi, mi pare che non ci sia una validazione da parte dell’Istituto superiore della sanità. Quindi, dobbiamo lavorare affinché ci si possa arrivare. Seconda cosa: è ancora più importante che per coloro che volontariamente si sottopongono al test sierologico sia riconosciuta la malattia, altrimenti questo è ostativo rispetto a una campagna screening sierologica diffusa. Se le persone trovate positive al sierologico in attesa del tampone sono a casa, ma senza nessuna tutela, il rischio è che appunto, volontariamente, non si sottopongano al test.

Quindi, con l’approssimarsi dell’inizio del periodo scolastico dobbiamo fare in modo che la maggior parte della popolazione sia sottoposta al test e quindi che ci sia un tampone diffuso.

Abbiamo queste due criticità da dover risolvere.

Terzo e ultimo. Se abbiamo, come più volte l’assessore stimolato e sollecitato dal nostro Gruppo, la potenzialità di 10.000 tamponi al giorno, se c’è veramente questa potenzialità, allora questa potenzialità deve essere espressa quotidianamente. Individuiamo le categorie più fragili, individuiamo le categorie più a rischio, ma dei 10.000 tamponi, anche il sabato e la domenica, lunedì i tamponi sono stati meno di 3.000. Questo si ripete quasi ogni settimana. Capisco che il sabato e la domenica anche l’attività dei laboratori rallenta, ma se abbiamo questa potenzialità la dobbiamo raggiungere e la dobbiamo raggiungere individuandola presto e qua.

C’è da fare da un certo punto di vista un plauso perché si cerca di andare a individuare alcune categorie nella proposta. Però, se abbiamo la potenzialità, dobbiamo fare in modo che l’indirizzo dell’aula, dell’Assemblea la Giunta lo recepisca e soprattutto lo metta in pratica.

Questo è quello che, in maniera più costruttiva possibile, dobbiamo cercare di raggiungere. È compito nostro, dei consiglieri, di controllare che l’indirizzo politico qui espresso poi venga mantenuto nella Giunta in concreto e non solo in potenzialità.

Ci esprimiamo a favore sia degli emendamenti che della proposta della consigliera Bondavalli e altri.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione gli emendamenti e poi l’atto di indirizzo.

Chiedo alla consigliera Bondavalli l’assenso per la votazione sugli emendamenti.

 

BONDAVALLI: Sì. Grazie, presidente. Assolutamente sì.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Passiamo, ora, alla votazione dell’emendamento n. 1, a firma Tagliaferri, Lisei e Barcaiuolo.

La votazione è aperta.

Chiedo scusa, colleghi. Sospendiamo la votazione e l’aula per un minuto perché sono in corso delle discussioni sull’emendamento.

Sospendo per un minuto.

 

(La seduta è sospesa)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Riprendiamo i lavori dell’aula dalla votazione.

Aspettiamo un attimo. Dobbiamo rifare la votazione dell’emendamento numero 1. Benissimo.

Riprendiamo dalla votazione dell’emendamento numero 1, a firma Tagliaferri, Lisei e Barcaiuolo.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 16 votanti, di cui 6 favorevoli e 8 contrari.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, contrario;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  4. BONDAVALLI Stefania, contraria;
  5. CALIANDRO Stefano, contrario;
  6. COSTA Andrea, contrario;
  7. COSTI Palma, contraria;
  8. DAFFADÀ Matteo, contrario;
  9. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  10. FABBRI Marco, contrario;
  11. FACCI Michele, contrario;
  12. FELICORI Mauro, contrario;
  13. MALETTI Francesca, contraria;
  14. MARCHETTI Francesca, contraria;
  15. MASTACCHI Marco, favorevole;
  16. MONTALTI Lia, contraria;
  17. MORI Roberta, contraria;
  18. MUMOLO Antonio, contrario;
  19. OCCHI Emiliano, astenuto;
  20. PARUOLO Giuseppe, contrario;
  21. PIGONI Giulia, contraria;
  22. PILLATI Marilena, contraria;
  23. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  24. RANCAN Matteo, favorevole;
  25. ROSSI Nadia, contraria;
  26. SONCINI Ottavia, contraria;
  27. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  28. TARASCONI Katia, contraria;
  29. TARUFFI Igor, contraria;
  30. ZAMBONI Silvia, contraria;
  31. ZAPPATERRA Marcella, contraria;

 

È respinto.

 

Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 2 a firma Tagliaferri, Lisei, Barcaiuolo.

La votazione è aperta.

Consigliere Tagliaferri, lei voleva intervenire sull’ordine dei lavori?

La votazione è chiusa.

Chiedo alla consigliera Rontini, prima di leggere i risultati della votazione, se vuole intervenire sull’ordine dei lavori.

 

RONTINI: Sì, grazie, presidente. Era solo per dire che io anche in chat ho votato sull’emendamento 1, ho scritto due volte che il voto era contrario, ma mi pare che non sia stato letto. Ci tenevo a specificarlo.

Ne approfitto per dire che, invece, come ho scritto in chat, sono favorevole all’emendamento 2. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, grazie a lei.

Consigliere Bulbi, prego.

 

BULBI: Io ho votato contro, anche prima dell’interruzione, all’emendamento 1, però non ho sentito se sono stato chiamato. 

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Grazie, consigliere Bulbi.

Consigliere Iotti, prego.

 

IOTTI: Anch’io per precisare che sono due votazioni che non viene chiamato il mio nome e ho regolarmente votato. Quindi, il voto è contrario all’emendamento 1 e favorevole a questo.

Dato che non è stato detto, anche sul precedente punto 1172 il voto era favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo, grazie.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Presidente, devo rettificare rispetto alla dichiarazione di voto. Mi pareva che ci fosse un po’ un accordo generale fra i Gruppi, invece ho capito che non si è raggiunto…

 

(interruzioni)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non è il momento, le dichiarazioni di voto sono già finite. Se c’è qualcosa sull’ordine dei lavori, però siamo in fase di votazione.

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Solo per dire che, nonostante il sistema dica che è stato accettato il voto, non risultava al tabellone, quindi chiederei di registrare il mio voto come favorevole all’emendamento.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Stamattina abbiamo qualche problema con la parte elettronica.

In aula, 10 favorevoli, zero contrari, 5 astenuti.

Do lettura della votazione dell’emendamento n. 2:

 

  1. AMICO Federico Alessandro favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  8. CATELLANI Maura, astenuta;
  9. COSTI Palma, favorevole;
  10. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  11. FABBRI Marco favorevole;
  12. FACCI Michele, astenuto;
  13. IOTTI Massimo, favorevole;
  14. MALETTI Francesca, favorevole;
  15. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  16. MASTACCHI Marco, astenuto;
  17. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  18. MORI Roberta, favorevole;
  19. OCCHI Emiliano, astenuto;
  20. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  21. PELLONI Simone, astenuto;
  22. PILLATI Marilena, favorevole;
  23. POMPIGNOLI Massimiliano
  24. RANCAN Matteo, astenuto;
  25. RONTINI Manuela, favorevole;
  26. ROSSI Nadia, favorevole;
  27. SONCINI Ottavia, favorevole;
  28. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  29. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  30. TARASCONI Katia, favorevole;
  31. TARUFFI Igor, favorevole;
  32. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  33. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

È approvato.

 

Passiamo ora alla votazione dell’emendamento numero 3, a firma Paruolo, Pigoni e Bondavalli.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

Ha chiesto la parola, prima di leggere il voto, il consigliere Daffadà. Prego.

 

DAFFADÀ: Per dire che nell’emendamento precedente avevo votato favorevole e non è stato letto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prendiamo atto. Grazie, consigliere.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Idem come il collega Daffadà. Alla proposta di emendamento 2 ho votato favorevole, ma non è stato registrato il voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Anche per me stessa questione. Ho votato a favore dell’emendamento 2, ma non è stato registrato. Anche a questo ho votato favorevole, ma non so se si è letto. Forse ci sono dei problemi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Montalti, prego. 

 

MONTALTI: Anch’io per segnalare lo stesso problema. All’emendamento 2 ho votato favorevole ma il mio nome non è stato letto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Non ci sono altri interventi.

In aula, 15 presenti, 9 a favore, 5 astenuti.

Passiamo quindi alla votazione del n. 3:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, astenuta;
  9. CATELLANI Maura, astenuta;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. COSTI Palma, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, astenuto;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. IOTTI Massimo, favorevole;
  18. MALETTI Francesca, favorevole;
  19. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, astenuto;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, astenuto;
  27. PIGONI Giulia, favorevole;
  28. PILLATI Marilena, favorevole;
  29. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  30. RANCAN Matteo, astenuto;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  37. TARASCONI Katia, favorevole;
  38. TARUFFI Igor, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole;

 

È approvato.

 

L’emendamento a prima firma Paruolo è approvato.

Passiamo ora alla votazione dell’oggetto 909 a prima firma Bondavalli.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 15 presenti, 9 favorevoli, zero contrari, 4 astenuti.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  8. CATELLANI Maura, astenuta;
  9. COSTA Andrea, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  13. FACCI Michele, astenuto;
  14. FELICORI Mauro, favorevole;
  15. IOTTI Massimo, favorevole;
  16. MALETTI Francesca, favorevole;
  17. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  18. MONTALTI Lia, favorevole;
  19. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  20. MORI Roberta, favorevole;
  21. MUMOLO Antonio, favorevole;
  22. OCCHI Emiliano, astenuto;
  23. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  24. PELLONI Simone, astenuto;
  25. PIGONI Giulia, favorevole;
  26. PILLATI Marilena, favorevole;
  27. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  28. RANCAN Matteo, astenuto;
  29. RONTINI Manuela, favorevole;
  30. ROSSI Nadia, favorevole;
  31. SABATTINI Luca, favorevole;
  32. SONCINI Ottavia, favorevole;
  33. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  34. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  35. TARASCONI Katia, favorevole;
  36. TARUFFI Igor, favorevole;
  37. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  38. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

(La risoluzione oggetto 909, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

a maggioranza dei presenti)

 

È approvata.

 

Iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Rainieri): È giunta, da parte del Gruppo della Lega, la richiesta di iscrizione dell’oggetto 1274 “Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi per consentire i prelievi in deroga al deflusso minimo per concludere la stagione irrigua, come previsto dal DM 28.07.2004”.

La richiesta di iscrizione prevede un consigliere a favore e un consigliere contro.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente. Ovviamente, ci troviamo in una stagione difficoltosa per l’agricoltura, ne abbiamo parlato ieri anche durante il pdl che è stato approvato sul tema agricolo.

Sappiamo che, soprattutto in determinate parti della nostra regione, soprattutto in determinate province, vi è un problema di reperimento di acqua per quanto riguarda i nostri agricoltori del territorio.

Questa risoluzione, che chiedo quindi gentilmente all’Assemblea e a tutti i Gruppi di poter iscrivere all’ordine del giorno, riguarda una questione abbastanza urgente, perché nei fatti, se non la discutiamo ora, ci troveremo obbligati a discuterne quando ormai probabilmente l’emergenza idrica sarà eliminata, nel senso che poi dovremo praticamente trovarci a parlarne circa a fine settembre.

Ovviamente, la nostra richiesta su questa risoluzione è nei fatti cercare di arrivare a un impegno, da parte dell’Assemblea nei confronti della Giunta, che ci possa essere subito una deroga al deflusso minimo vitale per consentire ai nostri agricoltori i prelievi necessari, per cercare di concludere la stagione irrigua in modo ottimale per le colture e per le colture necessitanti di irrigazione. Questo è molto importante, perché questa è una richiesta che non viene solo dalla Lega, ma poco tempo fa – adesso non mi ricordo bene il giorno – è stata inoltrata anche a livello pubblico da Coldiretti Emilia-Romagna questa richiesta alla Giunta, quindi pensiamo che possa essere importante, da parte di tutta l’Assemblea, porre subito il tema all’ordine del giorno, anche eventualmente con una discussione molto celere, dove nei fatti si può andare ad approvare un impegno chiaro, che molti di noi conoscono già da tempo, che è quello della deroga al deflusso minimo vitale.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. C’è un intervento contro.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: No, presidente, non avevo chiesto di intervenire.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Niente, la consigliera Zappaterra non interviene. Se non ci sono interventi contro, mettiamo in votazione l’iscrizione della risoluzione 1274.

La votazione è aperta.

Chiedo scusa ai colleghi, ma abbiamo avuto un problema tecnico. Chiedo ai colleghi di rimettere in votazione la richiesta di iscrizione della risoluzione 1274.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 16 presenti e 16 votanti, tutti favorevoli.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  13. FABBRI Marco, favorevole;
  14. FACCI Michele, favorevole;
  15. FELICORI Mauro, favorevole;
  16. IOTTI Massimo, favorevole;
  17. MALETTI Francesca, favorevole;
  18. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  19. MASTACCHI Marco, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, favorevole;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, favorevole;
  27. PIGONI Giulia, favorevole;
  28. PILLATI Marilena, favorevole;
  29. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  30. RANCAN Matteo, favorevole;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  37. TARASCONI Katia, favorevole;
  38. TARUFFI Igor, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

È approvata la richiesta d’iscrizione.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mettiamo in votazione la richiesta di inversione dell’ordine del giorno della risoluzione 1274, per essere discussa adesso. Uno a favore e uno contro.

Se non ci sono interventi, votiamo.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 17 presenti, 8 a favore, 9 contrari.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, contrario;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, contrario;
  6. BONDAVALLI Stefania, contraria;
  7. BULBI Massimo, contrario;
  8. CALIANDRO Stefano, contrario;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTA Andrea, contrario;
  11. COSTI Palma, contraria;
  12. DAFFADÀ Matteo, contrario;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FABBRI Marco, contrario;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, contrario;
  17. IOTTI Massimo, contrario;
  18. MALETTI Francesca, contraria;
  19. MARCHETTI Francesca, contraria;
  20. MASTACCHI Marco, favorevole;
  21. MONTALTI Lia, contraria;
  22. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  23. MORI Roberta, contraria;
  24. MUMOLO Antonio, contrario;
  25. OCCHI Emiliano, favorevole;
  26. PARUOLO Giuseppe, contrario;
  27. PELLONI Simone, favorevole;
  28. PIGONI Giulia, contraria;
  29. PILLATI Marilena, contraria;
  30. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  31. RANCAN Matteo, favorevole;
  32. RONTINI Manuela, contraria;
  33. ROSSI Nadia, contraria;
  34. SABATTINI Luca, contrario;
  35. SONCINI Ottavia, contraria;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  37. TARASCONI Katia, contraria;
  38. TARUFFI Igor, contario;
  39. ZAMBONI Silvia, contraria;
  40. ZAPPATERRA Marcella, contraria.

 

È respinta la richiesta di inversione dell’ordine del giorno.

 

OGGETTO 16

Risoluzione circa le azioni da porre in essere per portare a tutti i cittadini la banda ultralarga, per garantire la connessione in fibra ottica ad almeno 100Mb/s e per servire con la rete pubblica EmiliaRomagnaWiFi la riviera romagnola ed i centri sportivi comunali. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

(Discussione e reiezione)

 

OGGETTO 370

Risoluzione per impegnare la Giunta ad accelerare il già avviato procedimento di estensione delle connessioni ad alta velocità/qualità/capacità, in modo da colmare il grave divario esistente fra zone diversamente servite; di realizzare un apposito cronoprogramma, impegnandosi nella realizzazione dell’infrastruttura in tempi certi e celeri, garantendo un parallelo lavoro di costruzione di nuovi servizi digitali per la PA e per i privati. A firma dei Consiglieri: Costa, Bessi, Costi, Fabbri, Bulbi, Zappaterra, Caliandro, Sabattini, Rontini, Marchetti Francesca, Montalti, Rossi, Tarasconi, Pillati, Mumolo, Daffadà, Paruolo

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Essendo stata respinta la richiesta di inversione dell’ordine del giorno, proseguiamo con l’oggetto numero 16: Risoluzione circa le azioni da porre in essere per portare a tutti i cittadini la banda ultralarga, per garantire connessione in fibra ottica ad almeno 100Mb/s e per servire con la rete pubblica EmiliaRomagnaWiFi la riviera romagnola e i centri sportivi comunali, a firma Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri, a cui è abbinata la risoluzione 370 per impegnare la Giunta ad accelerare il già avviato procedimento di estensione delle connessioni ad alta velocità, qualità e capacità in modo da colmare il grave divario esistente tra zone diversamente servite, di realizzare un apposito cronoprogramma impegnandosi nella realizzazione dell’infrastruttura in tempi certi e celeri e garantendo un parallelo lavoro di costruzione dei nuovi servizi digitali per la pubblica amministrazione e per i privati, a firma Costa e altri.

Dibattito generale. Dieci minuti per ogni consigliere.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Non potrò parlare in modo altrettanto celere, ma cercherò di essere comprensibile.

Gentili colleghi, all’indomani delle ultime elezioni regionali che hanno sancito la sua riconferma, il presidente Bonaccini ha assicurato, anche attraverso dichiarazioni rilasciate ai principali organi di informazione, che avrebbe mantenuto ogni promessa fatta agli elettori, anzi, più precisamente ha affermato che ogni promessa è un debito.

Tra gli impegni assunti nei confronti degli emiliano-romagnoli vi è quello di portare a tutti i cittadini la banda ultralarga, ad almeno 30 Mb al secondo, entro il 2021 e garantire all’85 per cento della popolazione una connessione in fibra ottica ad almeno 100 Mb al secondo entro il prossimo triennio.

Un’ulteriore promessa riguarda la rete pubblica Emilia-Romagna Wi-Fi, per la quale ha dichiarato che saranno messi a disposizione almeno 10.000 punti di accesso rispetto agli 8.000 attuali, che sarà servito il lungomare dell’intera riviera romagnola, da Cattolica ai lidi ferraresi, e tutti i centri sportivi comunali dell’Emilia-Romagna. Queste le dichiarazioni.

Tuttavia, ad oggi l’opera di ampliamento della banda ultralarga sembra essersi arenata o, comunque, pare in clamoroso ritardo. A distanza di due anni e mezzo dalla firma del contratto tra Infratel e Open Fiber, i ritardi sono così rilevanti da far sorgere più di un dubbio sulla piena attuazione del piano. A confermare tutto ciò è l’assessore Paola Salomoni, dichiarando recentemente che – cito testualmente – “siamo molto lontani dal completamento. È un ritardo quantificabile in 18 mesi”.

Nella risposta scritta ad una mia interrogazione, l’assessore Salomoni ha dichiarato che la responsabilità di tali ritardi è dovuta principalmente alla continua riorganizzazione sul territorio di Open Fiber. Tuttavia, voglio ricordare alla Giunta che non devono essere i cittadini a dover pagare per problemi burocratici organizzativi legati alla società vincitrice dell’appalto. L’esperienza appena trascorsa dell’emergenza sanitaria ci ha insegnato che la connettività è ormai elemento imprescindibile della vita quotidiana di ognuno di noi. Ritardi come quello nell’attuazione del piano di estensione della banda ultralarga minano la competitività economica della regione stessa, come sottolineato da molte associazioni di categoria, e sottolineano ancora di più il divario sociale tra chi può permettersi la connessione internet, e quindi permettersi di studiare e lavorare, e chi invece è costretto a rinunciarvi. Tutto ciò si inserisce in un più generale contesto di problematiche legate alle difficoltà di comunicazione, anche telefonica, che esistono in molte aree della nostra regione, specie in quelle periferiche e montane. Ad esempio, nel territorio piacentino ben 22 comuni su 46 segnalano problemi di ricezione telefonica e di connessione internet. Inoltre, l’assenza di reti 4G Wi-Fi e persino 3G favorisce lo spopolamento di tanti piccoli comuni e rende ancora più difficile alla popolazione locale poter lavorare in ottemperanza agli obblighi che recentemente, a livello nazionale, sono stati loro imposti. Gli esercizi commerciali, ad esempio, hanno difficoltà a fare lo scontrino elettronico o effettuare procedure utilizzando i più comuni dispositivi connessi, come ad esempio il POS.

Per questo invito la Giunta a farsi portatrice di queste istanze e di impegnarsi nei confronti di Open Fiber affinché si giunga al più presto a un calendario di lavori con tempi certi e contingentati. Il comparto economico e produttivo dell’Emilia-Romagna è stato messo a dura prova dall’emergenza sanitaria e dal lockdown. Oggi occorre ripartire, rilanciare la competitività delle nostre aziende, e ciò non può prescindere da un serio piano di digitalizzazione della nostra regione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Buongiorno, presidente, buongiorno a tutti i colleghi.

C’è un pensiero lungo di questa regione rispetto ai servizi digitali per i cittadini, le imprese e le Pubbliche amministrazioni che risale addirittura al 2004 con la legge sullo sviluppo della società dell’informazione regionale. Poi ci sono una serie di azioni coerenti con lo sviluppo dell’Agenda digitale, però ci sono anche dei ritardi nella realizzazione di un’infrastruttura che consenta veramente a tutti i cittadini e a tutte le imprese, ma anche a tutti gli uffici della Pubblica amministrazione, di avere connessioni così efficienti, efficaci e tali da consentire un pieno superamento di quel digital divide, che – ahimè – è ancora una realtà, come abbiamo avuto modo tutti quanti di constatare, anche nella fase dell’emergenza legata al Coronavirus, pur vantando da queste parti, ad esempio un 83,9 per cento di classi virtuali in Emilia-Romagna, che pongono questa regione, ad esempio per quanto attiene alla didattica a distanza, ai primi posti nazionali.

Oggi che cosa è necessario fare per accelerare rispetto alla realizzazione di questa infrastruttura, che sarà fondamentale non solo per garantire accessibilità all’informazione a tutti i cittadini, per consentire a tutti gli studenti di poter seguire anche a distanza, laddove dovesse rendersi nuovamente necessario, la didattica, ma anche come fattore competitivo per le nostre imprese, così come per avvicinare i cittadini alle pubbliche amministrazioni. Serve verificare lo stato di attuazione del progetto di infrastrutturazione dell’intero territorio, mappare in maniera più puntuale le zone grigie del territorio dal momento che, ahimè, e questo però non è da ascrivere come responsabilità né alla Regione né agli enti locali, che insieme alla Regione stanno coordinando la realizzazione di questa infrastruttura, dal momento che, dicevo, i dati forniti sulle zone grigie dagli operatori nazionali non sempre trovano piena corrispondenza sul territorio e quindi accelerare con questi lavori portando quanto prima un cronoprogramma aggiornato da parte della Regione in coordinamento con le Unioni del nostro territorio e con i Comuni, perché, effettivamente, quella del digital divide è una necessità che dobbiamo aggredire. Quella del superamento del digital divide è una necessità che dobbiamo aggredire per garantire una connessione veloce e di qualità a tutti quanti i cittadini. Non solo, per garantire anche nuovi servizi che potrebbero generarsi forti di questa infrastruttura.

I lavori sono in essere. I ritardi, però, consentitemi, perché me lo porto dietro come esperienza del territorio, sono dovuti, in parte, come dicevo, a quella mancanza di corrispondenza piena dei dati sulle zone grigie, sulle zone bianche fornite dagli operatori nazionali, da contenziosi tra gli operatori nazionali che si occupano di connessioni, di telecomunicazione. Penso che chiunque di noi abbia letto almeno una volta sui media nazionali, sui quotidiani nazionali dei contenziosi che erano in essere tra i grandi piani nazionali, da ultimo anche i ritardi legati alla sospensione dei lavori per il lockdown.

Oggi ci sono dei lavori in corso, fortunatamente, sono ripresi anche dopo l’emergenza sanitaria. Chiediamo che il prima possibile si possa arrivare con un cronoprogramma aggiornato, frutto anche di un confronto con i territori.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Costa. Ci sono altri interventi? Collega Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Grazie, presidente. Ovviamente, quando si parla di nuove connessioni, di possibilità di connettere territori, di ampliare quello che già esiste non possiamo che essere d’accordo, a prescindere dal simbolo che è stampato sul foglio delle risoluzioni. Quindi, voteremo favorevolmente a entrambe le risoluzioni.

Prendo, però, atto del fatto che se nello scorso anno sono stati stanziati 49 milioni che sono stati assegnati all’Emilia-Romagna per dal Comitato nazionale della banda ultralarga e che quindi hanno lo scopo proprio di andare in questa direzione, noi non possiamo dimenticare che di questi fondi ancora non vi è una programmazione precisa, ma soprattutto non possiamo dimenticare che siamo qui a parlare di connessione internet veloce, stabile, di banda ultralarga, e su un’infinità di località della nostra regione non vi è una connessione telefonica, di base. Stiamo parlando, soprattutto nei territori appenninici, del fatto che i nostri cellulari non prendono, e soprattutto quelli di casa non hanno nessuna tipologia di connessione telefonica, spesso nemmeno televisiva.

Quindi, noi stiamo qui a parlare di banda ultralarga, di connessione stabile e sicura, di cronoprogrammi che non ci sono e che vanno fatti meglio, e siamo perfettamente d’accordo, quindi voteremo a favore, ma non bisogna dimenticare che ci sono territori che ad oggi non hanno nemmeno una copertura telefonica. Credo che questo – noi l’abbiamo evidenziato più volte, anche nella scorsa legislatura – non abbia mai trovato una risposta da parte della Giunta regionale di questa regione, forse perché vuole ammettere una situazione che, secondo me, è alquanto medievale da un certo punto di vista.

Noi abbiamo chiesto, anche nel tempo, come dicevo anche nella scorsa legislatura, con comunicati stampa e interrogazioni anche su località specifiche (mi vengono in mente alcune sull’Appennino modenese, fatte dal consigliere Bargi), che durante il lockdown hanno evidenziato grandissime criticità in quei territori e quindi prendiamo atto anche di quello che c’è scritto nell’impegno della risoluzione del Partito Democratico del 2 aprile, dove si impegna la Giunta sì ad accelerare il già avviato procedimento (anche se sul “già avviato” avremmo qualche dubbio), però anche dell’ammissione di colpa, quando dice “impegnandosi alla realizzazione delle infrastrutture e di un apposito cronoprogramma”. Un cronoprogramma che ci è stato venduto da anni come già fatto, già impostato, già seguito nell’ordine del tempo. Quindi, noi stiamo andando avanti secondo un cronoprogramma, poi negli impegni di questa risoluzione dite “ci impegniamo a fare un cronoprogramma”, di fatto ammettendo che un cronoprogramma, ad oggi, non esiste.

Prendiamo atto di questo e speriamo che da questa risoluzione e da come è stata presentata anche dal consigliere di maggioranza, si possa finalmente dare una svolta a questo impegno, ripeto, senza dimenticare però anche le infrastrutture di base, che attualmente sono assolutamente carenti in gran parte del territorio, soprattutto quello appenninico.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Non avendo altri iscritti in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto. Nessuno iscritto in dichiarazione di voto.

Mettiamo in votazione la risoluzione n. 16.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 16 presenti, 8 favorevoli, 7 contrari.

Passiamo alla lettura della votazione della risoluzione n. 16:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, contrario;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, contrario;
  6. BONDAVALLI Stefania, contraria;
  7. BULBI Massimo, contrario;
  8. CALIANDRO Stefano, contrario;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, contrario;
  12. COSTI Palma, contraria;
  13. DAFFADÀ Matteo, contrario;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, contrario;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, contrario;
  18. IOTTI Massimo, contrario;
  19. MALETTI Francesca, contraria;
  20. MARCHETTI Francesca, contraria;
  21. MASTACCHI Marco, favorevole;
  22. MONTALTI Lia, contraria;
  23. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  24. MORI Roberta, contraria;
  25. MUMOLO Antonio, contrario;
  26. OCCHI Emiliano, favorevole;
  27. PARUOLO Giuseppe, contrario;
  28. PELLONI Simone, favorevole;
  29. PIGONI Giulia, contraria;
  30. PILLATI Marilena, contraria;
  31. POMPIGNOLI Massimiliano, favorevole;
  32. RANCAN Matteo, favorevole;
  33. RONTINI Manuela, contraria;
  34. ROSSI Nadia, contraria;
  35. SABATTINI Luca, contrario;
  36. SONCINI Ottavia, contraria;
  37. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  38. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  39. TARASCONI Katia, contraria;
  40. TARUFFI Igor, contraria;
  41. ZAMBONI Silvia, contraria;
  42. ZAPPATERRA Marcella, contraria.

 

(La risoluzione oggetto 16, è respinta, con voto palese, in modalità telematica)

 

È respinta.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mettiamo in votazione ora la risoluzione 370, a prima firma Costa.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 13 votanti, tutti favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. IOTTI Massimo, favorevole;
  19. MALETTI Francesca, favorevole;
  20. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  21. MASTACCHI Marco, favorevole;
  22. MONTALTI Lia, favorevole;
  23. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  24. MORI Roberta, favorevole;
  25. MUMOLO Antonio, favorevole;
  26. OCCHI Emiliano, favorevole;
  27. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  28. PELLONI Simone, favorevole;
  29. PIGONI Giulia, favorevole;
  30. RANCAN Matteo, favorevole;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. STRAGLIATI Valentina, favorevole;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  37. TARUFFI Igor, favorevole;
  38. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

(La risoluzione oggetto 370, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

all’unanimità dei votanti)

 

È approvata.

 

OGGETTO 904

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna a sollecitare il Governo Italiano e, per il suo tramite o attraverso il Comitato delle Regioni, l’Unione Europea a manifestare la propria contrarietà al cosiddetto Piano di pace del Presidente degli USA Donald Trump e ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele; ad attivarsi per far assumere a Israele le proprie responsabilità, in quanto paese occupante, per il trattamento della popolazione palestinese secondo il Diritto Internazionale contro ogni ulteriore violazione. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Fabbri, Amico

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 1171

Risoluzione per impegnare la Giunta a intervenire presso il Governo affinché sospenda l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato o i cui governi sono responsabili di violazioni dei diritti umani e perché solleciti le Autorità egiziane al rilascio immediato dello studente Patrick Zaki. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico

(Discussione e approvazione)

 

OGGETTO 281

Risoluzione per la liberazione di Patrick George Zaki, ricercatore dell’Egyptian Iniziative for Personal Rights al Cairo e dall’anno accademico 2019/2020 studente dell’Università di Bologna, iscritto al prestigioso master internazionale GEMMA, attualmente detenuto in un carcere egiziano. A firma dei Consiglieri: Mumolo, Pillati, Zappaterra, Caliandro, Rontini, Fabbri, Tarasconi, Zamboni, Sabattini, Bulbi, Montalti, Rossi, Taruffi

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo ora alla risoluzione 904 per impegnare la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna a sollecitare il Governo italiano e, per il suo tramite o attraverso il Comitato delle regioni, l’Unione Europea a manifestare la propria solidarietà al cosiddetto Piano di pace del Presidente degli USA Donald Trump e ad ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele; ad attivarsi per far assumere a Israele le proprie responsabilità, in quanto Paese occupante, per il trattamento della popolazione palestinese secondo il diritto internazionale contro ogni ulteriore violazione. A firma dei consiglieri Zamboni e Fabbri.

È stata abbinata la risoluzione 1171 che impegna la Giunta a intervenire presso il Governo affinché sospenda l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso i Paesi in stato di conflitto armato o i cui Governi sono responsabili di violazioni dei diritti umani e perché solleciti le Autorità egiziane al rilascio immediato dello studente Patrick Zaki. A firma della consigliera Zamboni.

È stato abbinato l’oggetto 281: Risoluzione per la liberazione di Patrick George Zaki, ricercatore dell’Egyptian Iniziative for personal rights al Cairo e dall’anno accademico 2019-20 studente dell’Università di Bologna, iscritto al prestigioso master internazionale Gemma, attualmente detenuto in un carcere egiziano. A firma dei consiglieri Mumolo, Pillati, Zappaterra, Caliandro, Rontini, Fabbri, Tarasconi, Zamboni, Sabattini, Bulbi, Montalti, Rossi.

Discussione generale.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Vorrei illustrare le due risoluzioni che ho presentato, che ho abbinato perché entrambe trattano di questioni di politica estera. Immagino che qualcuno si sia domandato come mai, in piena emergenza economica e sanitaria Covid, si presentino due risoluzioni di politica estera. In realtà, sono sicura che la maggioranza, se non tutti, in questo Consiglio, sono convinti che come Assemblea legislativa rappresentiamo una comunità politica, che è lo specchio anche della comunità politica della nostra regione, che è tradizionalmente molto attenta alle questioni della politica, non solo quella del proprio cortile, ma ha uno sguardo più ampio sul mondo.

Le due risoluzioni nascono in due momenti diversi. Quella dedicata alla questione della cosiddetta “regolarizzazione” dei territori occupati dallo Stato di Israele in Palestina nasce quando la Corte Suprema di Israele ha dichiarato non costituzionale questa legge della cosiddetta “regolarizzazione” voluta dal premier Netanyahu per annettere allo Stato di Israele territori che in realtà sono di proprietà palestinese.

La violazione del diritto internazionale e del diritto del popolo palestinese a vivere sulla propria terra è talmente eclatante che, ripeto, è stata la Corte Suprema di Israele a decretare l’incostituzionalità di questa legge. Ed è stato dopo questa sentenza che io ho pensato di presentare questa risoluzione.

Ovviamente, niente in contrario all’esistenza dello Stato di Israele. Non è di questo che si sta parlando in questa risoluzione. Colpisce comunque che, di fronte a questo atto di Netanyahu, di fronte al cosiddetto “Piano di pace” di Donald Trump, del gennaio di quest’anno, che apre la strada a queste annessioni di territori sottratti ai palestinesi, rispetto a questa iniziativa siano stati 160 parlamentari sia del partito dei conservatori Tory, sia dei Labour, nel Regno Unito, che si sono pronunciati contro. Si è pronunciato contro il Ministro degli Esteri della Germania. Voi potete ben immaginare la delicatezza, per gli esponenti del Governo tedesco, di fronte a questioni che riguardano i rapporti tra Israele e palestinesi. Non c’è bisogno di ricordare il motivo di questa delicatezza. Eppure il Ministro degli Esteri tedesco Maas, rivolgendosi alla Germania come al Paese amico, ha fatto presente che era inaccettabile quella decisione. Ma c’è stata anche la pronuncia dell’Alto rappresentante della politica estera dell’Europa. È un fronte molto ampio, quindi, che si è espresso. Ci sono anche una quarantina di parlamentari italiani.

Ripeto, qui non è in discussione il diritto di esistere di Israele. Qui è in discussione il non diritto riconosciuto, ripeto, dall’Alta Corte suprema di Israele, all’annessione di territori che appartengono ai palestinesi. Per questo, con questa risoluzione io chiedo alla Giunta regionale di sollecitare il Governo italiano, che non si è ancora espresso, e per il suo tramite, tramite il Comitato delle Regioni, l’Unione europea; sollecitare il Governo italiano e, attraverso il Governo italiano, anche il Comitato delle Regioni e l’Unione europea, a manifestare in ogni sede la propria contrarietà al cosiddetto Piano di pace del Presidente degli USA Donald Trump in quanto non attuabile senza un ulteriore grave lesione dei diritti del popolo palestinese e ogni eventuale annessione di territori palestinesi occupati da parte di Israele in violazione del diritto internazionale.

Vorrei ricordare, dire, in realtà, perché non l’ho mai detto in quest’aula, che io mi sono trovata a visitare Gerusalemme, ho visitato la sede dell’ONU a Gerusalemme ed è piena di documentazione di tutte le violazioni che vengono fatte al diritto internazionale in quella terra.

Chiedo di attivarsi nei canali appropriati per far assumere a Israele le proprie responsabilità in quanto Paese occupante per il trattamento della popolazione civile secondo quanto previsto dal diritto internazionale umanitario; intervenire a livello politico e diplomatico per impedire ulteriori violazioni del diritto internazionale dei diritti umani da parte di Israele, per adottare misure concrete atte a sanzionare tali violazioni come è stato fatto nei confronti di altri Paesi.

Lo ripeto, non è in discussione il diritto ad esistere di Israele. È in discussione quello che ha riconosciuto la Corte Suprema di Israele, l’incostituzionalità di queste annessioni.

L’altra risoluzione, invece, riguarda un intervento che io chiedo alla Giunta di fare per intervenire per quanto riguarda il commercio di armi, che tocca anche il nostro Paese, verso Paesi in guerra, che, anche a seguito della pandemia, del Covid, sono in ulteriori difficoltà, perché spesso in questi Paesi vengono bombardati gli ospedali, vengono bombardati i centri di soccorso alla popolazione e quindi in una situazione già così appesantita dalla diffusione del Covid si aggiunge il fatto che le strutture sanitarie, già sotto dura prova per la pandemia, sono bersaglio di bombardamenti.

È stata una relazione presentata al Parlamento, una relazione del Governo italiano, a dirci che il Governo, appunto, ha autorizzato l’esportazione di materiale bellico nel 2019, per un valore di 5,17 miliardi di euro. Dove finiscono, per la maggior parte, queste armi? Finiscono in Egitto, in Algeria, in Turkmenistan, nella Corea del Sud. L’Egitto è il principale cliente dell’industria italiana. Ecco, l’Egitto, che ha ancora una partita aperta con il nostro Governo per l’acquisto di due navi militari.

Poi c’è il Turkmenistan, che non è certo noto per la democrazia che regna in quel Paese, e ci sono l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, che fanno parte di quella coalizione che bombarda lo Yemen.

A parte che il commercio di armi è una piaga per i rapporti di pace nel mondo, in questa fase in particolare bombardare chi è già colpito dall’emergenza Covid è quanto mai disumano. Con questa risoluzione chiedo alla Giunta di intervenire presso il Governo italiano perché, nel rispetto della nostra Costituzione, non consenta l’autorizzazione all’esportazione e al transito di armamenti verso Paesi in stato di conflitto armato. Chiedo anche che il Governo, su pressione della Giunta regionale, assuma un’iniziativa nelle sedi istituzionali dell’Unione europea per mobilitare la comunità internazionale a un cessate il fuoco in tutte le aree di conflitto armato e per la ripresa delle trattative in ambito Onu per il disarmo globale.

Infine, chiedo un intervento a favore dello studente Patrick George Zaki. Mentre noi vendiamo armi all’Egitto, l’Egitto non ci consente di fare luce sulla morte di Giulio Regeni che, è ormai assodato, è stata una morte violenta, legata a questioni politiche, e ha arrestato Patrick Zaki e ancora non gli consente di poter disporre, anche in questo stato di carcerazione, dei suoi diritti. Esattamente 48 ore fa ha riprorogato di 45 giorni la carcerazione preventiva. È uno stato di illegalità che prosegue dal 7 febbraio, da quando Patrick Zaki, uno studente ricercatore della nostra Università, al rientro in Egitto è stato arrestato. Mentre prima il periodo di carcerazione preventiva era di 15 giorni, adesso è diventato di 45, e di 45 in 45 procede questa detenzione.

Ringrazio per l’attenzione e spero nell’adesione a queste risoluzioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. La parola al consigliere Mumolo.

 

MUMOLO: Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere, la sentiamo bassissimo, deve alzare il volume.

 

MUMOLO: Stavo dicendo che ho presentato questa risoluzione, firmata anche dal Gruppo del Partito Democratico, oltre tre mesi fa, ma la situazione di Patrick Zaki nel frattempo non è cambiata. Domenica, per la prima volta dal 7 marzo scorso, Patrick Zaki ha partecipato all’udienza presso il Tribunale penale del Cairo […], anche se il tempo concesso al colloquio è stato di pochi minuti, perché si andava avanti […] semplicemente rinnovando la detenzione cautelare. Nonostante questo, la speranza è durata poco, appena 24 ore, perché la Corte ha rinnovato di 45 giorni la detenzione cautelare, come ricordava prima la collega Zamboni. Sulla base della legge egiziana, infatti, trascorsi cinque mesi dall’inizio della detenzione cautelare, non è più la procura che può rinnovare la detenzione, ma spetta a un giudice decidere, e il giudice ha deciso per altri 45 giorni. I tempi si allungano e gli intervalli saranno d’ora in poi 45 giorni.

È assurdo, soprattutto perché, come denuncia anche Amnesty International, in questo lungo periodo non gli è concesso di vedere né la sua famiglia né i suoi legali, non si hanno certezze sul rispetto dei suoi diritti e sulla sua salute. Patrick secondo noi non può essere incarcerato per aver espresso un pensiero, non può essere detenuto per la sua attività in favore dei diritti umani, per le sue opinioni. Noi non ci stanchiamo di chiedere la sua liberazione. Lo abbiamo fatto con gli strumenti a nostra disposizione, come questa risoluzione a mia firma, depositata mesi fa, ma da tutto il Gruppo del Partito Democratico, […] di accordi su educazione e formazione professionale con l’Egitto, azione della nostra presidente Petitti, la risoluzione che discutiamo oggi della collega Zamboni. Chiediamo l’immediata liberazione di Patrick Zaki, chiediamo che non subisca trattamenti inumani e chiediamo che possa incontrare i suoi famigliari. Tra l’altro lui adesso è in una prigione, quella di Tora, in cui il Covid è entrato. Questo elemento, oltre a quello della sua […], rende ancora più urgente la sua scarcerazione.

Con questa risoluzione e con quella della collega Zamboni noi chiediamo alla Giunta di intervenire presso il Governo perché si attivi anche in sede di Unione europea e di organismi internazionali per fare pressioni sul Governo egiziano in questo senso e anche perché vengano fornite a Patrick Zaki  adeguate cure mediche, gli venga consentito di studiare e venga consentito ai funzionari delle ambasciate europee in Egitto di fargli visita e verificare, almeno, che non venga sottoposto a trattamenti inumani o degradanti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Mumolo.

La parola al consigliere Bargi.

 

BARGI: Grazie, presidente.

In apertura di intervento, se mi può essere concesso un minuto sull’ordine dei lavori, vorrei chiedere su che base è stato fatto l’abbinamento tra queste due risoluzioni che poi sono diventate tre, perché chiaramente introducendo un argomento completamente diverso dalla risoluzione di base, vi si è abbinata anche la terza appena presentata dal consigliere Mumolo.

Ritengo che queste due risoluzioni non trattino nessun argomento comune, se non del fatto che si parla di temi che non sono competenza dell’Assemblea legislativa. Forse questa è l’unica cosa che accomuna questi due atti. Però, se mi dite che l’abbinamento ormai c’è – d’altronde, mi ricordo anche che nei cinque anni passati succedeva spesso che venissero fatti abbinamenti un po’ approssimativi – io vado avanti con l’intervento, tanto ormai sono state presentate.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Le rispondo, così poi lei avrà a disposizione tutti i dieci minuti del suo intervento in discussione generale. Se n’è parlato in Capigruppo ieri sera, se ne riparlerà ancora. Il vero problema è che manca la Giunta del Regolamento, che è l’organo che ha poi la possibilità di decidere o meno sugli indirizzi che vengono dati per gli abbinamenti. Questa Giunta non è ancora stata votata da questa Assemblea e quindi non è in funzione.

Prendo atto di quello che lei sta dicendo. Nel prossimo UP ne parleremo e sarà argomento sia di UP che della prossima Capigruppo per creare le condizioni affinché gli abbinamenti vengano fatti secondo le regole il più possibile di “avvicinamento” tra le varie risoluzioni presentate.

Le do ora la parola per il suo intervento. Prego.

 

BARGI: La ringrazio per il chiarimento. Ovviamente, diventa anche complicato poter trattare in soli dieci minuti a disposizione due argomenti di così grande vastità, con due risoluzioni nel tempo che c’è. Difficilmente si può dare anche a questi tipi di argomenti un’analisi più approfondita che è quello che forse manca e non ci è concesso farlo in questa sede. Comunque, andiamo per gradi.

Parto con la prima risoluzione depositata, la 904. Questa risoluzione sicuramente è centrata su un tema, quello di voler intervenire in contrasto al Presidente statunitense Donald Trump, ma il tema vero che sottostà è il conflitto israeliano-palestinese. Un tema che credo meriti non cinque minuti di discussione in aula, ma approfondimenti, perché è uno dei conflitti in essere, soprattutto nell’area mediorientale, tra i più complicati e complessi da affrontare che ci siano oggi. Tra l’altro, spesso e volentieri, purtroppo – quindi nel tempo che ho a disposizione renderò semplicistica anche la mia esposizione perché il tempo è quello che è – si tende a cadere in quelle che sono mere tifoserie politiche. Da quello che si apprende da questa risoluzione, Donald Trump è cattivo. Premetto che io credo fortemente che, a prescindere da chi fosse il Presidente degli Stati Uniti, difficilmente avremmo un atteggiamento diverso da parte del Governo di Washington verso Israele, ma questo è un giudizio sul quale sicuramente possiamo aprire un dibattito, che purtroppo oggi faremmo fatica a fare. Quindi, qui si capisce che Trump è cattivo, i palestinesi sono buoni e a Israele bisogna che gli abbassiamo un po’ la cresta. Questo è il provvedimento che vi viene chiesto di votare oggi, impegnando la Giunta a fare un qualcosa che difficilmente riesco a definire più di un buffetto, uno schiaffetto sulla mano, al Presidente americano, che dubito potrà sentirlo. Ergo, se bisogna fare atti di indirizzo per fare tifoseria, la prendo, l’appoggio qua di fianco e passiamo alla prossima.

Prossima risoluzione, la 1171. Questa, devo dirlo, è anche un po’ meno centrata di quella di prima, nel senso che spazia su vari argomenti. Approfitta del caso Zaki per portare il tema della vendita delle armi, della vendita del settore difesa del nostro Paese verso altri Paesi. Altro macroargomento, sicuramente ben più di competenza nazionale, sul quale possiamo anche entrare. Ma anche qui, se cerco di fare un’analisi più semplicistica e andare un po’ più nel dettaglio, sembra che si voglia chiudere il cerchio sull’Egitto, dicendo che, anche in questo caso, l’Egitto è cattivo e noi non dobbiamo vendergli le armi.

Voglio far notare alcuni dati. Visto che nel suo intervento anche la consigliera Zamboni ha citato la possibile vendita delle due fregate FREMM alla Marina egiziana, perché nella risoluzione in effetti citava solamente l’incremento delle vendite del settore difesa verso l’Egitto dovuto agli elicotteri Leonardo, ma c’è tutto il tema legato alle due fregate, per cui si discute molto anche al livello appropriato, cioè quello nazionale, perché c’è il tema politico legato alla verità sulla morte di Giulio Regeni, laddove per carità è giustissimo chiedere e ottenere verità su quello che è accaduto, però ci sono dei livelli di gioco in cui se si vuole fare politica e si vuole soprattutto governare un Paese bisogna confrontarsi, non si può far finta di niente.

Questi livelli di gioco ci portano a questi numeri. Le resistenze nella maggioranza… Sto citando un editoriale di Analisi Difesa, che credo sia molto esauriente sul tema, di Gianandrea Gaiani del 19 giugno. Gianandrea Gaiani è un noto giornalista bolognese particolarmente ferrato su questi temi, quindi non è che mi invento cose mie perché mi piace farlo. È bene studiare, ed è per questo che questi argomenti andrebbero affrontati con maggiore serietà e maggiore ampiezza di dibattito.

Dietro alla vendita di queste due FREMM si potrebbero chiudere tanti altri contratti, pensiamo a quattro fregate simili, venti pattugliatori, una trentina di cacciabombardieri Eurofighter, gli addestratori per l’esercito egiziano e un satellite. Si stima per queste vendite un totale di 12-15 miliardi di euro, che sono il triplo dell’intero export – lo citava prima la consigliera – annuale italiano del settore difesa.

Quindi noi vogliamo portare la discussione su vari livelli. Non credo che noi possiamo prendere un tema che riguarda un livello principalmente diplomatico e portarlo sul piano commerciale e militare. Ci metto anche quello geopolitico, perché se vogliamo essere sinceri e ci guardiamo un attimo intorno su quello che accade nel mondo, e la perdita che ha avuto in poco tempo l’influenza italiana su Tripoli a favore dei turchi, forse dovremmo renderci conto che l’opportunità di rinsaldare il rapporto politico-militare con l’Egitto diventa molto importante. Sappiamo che l’Egitto è un Paese che nella logica nordafricana sta crescendo fortemente da un punto di vista militare. Cito alcuni numeri legati non all’Italia ma altri Paesi sulla vendita di prodotti militari. Dal 2015 i Paesi che hanno venduto all’Egitto, cito i russi, per 10 miliardi di euro, la Francia per 8, la Germania per 4.5. Non è che con queste risoluzioni uno pensa di fermare la vendita delle armi, vuole semmai creare una mancanza di opportunità al proprio Paese a favore gli altri. Questo è quello che succede quando si prendono queste decisioni, per questo prima dicevo che non è sempre facile prendere una decisione politica, anche quando può essere impopolare, ma bisogna avere coscienza di quello che sta avvenendo.

Sicuramente l’Egitto riceve finanziamenti dagli Emirati Arabi, sicuramente c’è stata la  scoperta, e penso che sia sui giornali e l’abbiate letta tutti, dei mega giacimenti ENI nelle proprie acque che probabilmente renderanno molto più autonomo finanziariamente il Paese e quindi il tema diventa: prendiamo un caso diplomatico, due casi diplomatici, Regeni e Patrick Zaki, li riduciamo ai buffetti sulle mani o alle crisi isteriche della Giunta quando ritira gli accordi con le Università egiziane votati all’unanimità in Commissione I dall’Assemblea perché deve fare una “cicchettatina”  che immagino quanto l’abbiano sentita per poi ritrovarci, dopo tre settimane, lo dico da membro dell’UP, della I Commissione, di nuovo tra gli argomenti da calendarizzare, perché tanto è stato il gesto che si è limitato a una crisi isterica.

Non possiamo ridurre a questo un tema che, nel suo complesso, è molto più vasto. Altrimenti, succede, e concludo, perché vedo che il tempo va già in scadenza, ma purtroppo tale è, quello che è accaduto con le sanzioni alla Russia.

Mi ricordo quando portavo qui – era l’inizio del mandato – la tematica e mi veniva detto: “Ma no, tanto saranno sanzioni di sei mesi, è inutile fare casino”. Sono passati sei anni e sono ancora lì. Nota – sempre del 19 giugno, si vede che è un giorno che ho preso particolarmente a riferimento – di Coldiretti, quindi solo per i settori da loro rappresentati: “Il conto delle sanzioni dalla Russia per l’Italia. Il made in Italy è arrivato a 1.2 miliardi di euro persi”, che non riusciremo di certo a recuperare neanche se domani, schioccando le dita, riapriamo e togliamo sanzioni e contro sanzioni russe, perché, chiaramente, intanto, si sono dati da fare per cercare fornitori da altre parti.

Anche in quel caso cos’è accaduto? Tema diplomatico. A parte che la nostra stampa ci raccontava della guerra, dei bombardamenti in Crimea. Io c’era anche stato, mi ero anche beccato della spia, però non c’era nessun bombardamento, non c’era nessuna gravità, se non un embargo che impediva a quella porzione di mondo di vivere una vita normale, embargo nostro.

Tema diplomatico. Non voglio discutere se è giusto o sbagliato affrontare il tema sui tavoli diplomatici, ma quello è un livello, quello commerciale è un altro, portare la battaglia diplomatica su quella commerciale ha causato più danni a noi che a loro. In questo caso, tirar fuori argomenti… A parte che sono argomenti che, ripeto, difficilmente da questa Assemblea possono uscire con concretezza, ma fa bene anche il dibattito e non ci tiriamo indietro, come potete vedere, però sicuramente bisogna stare attenti e avere una visione complessiva di quello che si va a fare, non ridurla alla scuderia di partito e giocare alle tifoserie.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Bargi.

Ha chiesto la parola il consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Buongiorno. Appare più che evidente…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, se può alzare un po’ il volume.

 

TAGLIAFERRI: Mi sentite adesso?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Come prima.

 

TAGLIAFERRI: Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Adesso sì, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie. Chiedo di azzerare il tempo, gentilmente. Ecco…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Per lei questo e altro.

 

TAGLIAFERRI: Molto gentile, presidente. Appare più che evidente che la consigliera Zamboni non ha letto – perlomeno non l’ha letto con grande attenzione – il Piano di pace di Trump. Come non l’hanno letto i tanti detrattori che ripetono fraintendimenti, strumentalizzazioni e baggianate contenute nelle narrazioni contro questo piano, a livello internazionale come nazionale, a mio avviso.

Conosciamo bene i potentissimi nemici giurati dell’unica vera democrazia del Medioriente: realtà come l’Iran, come altri Stati arabi, l’Islam radicale che vuole distruggere Israele e il popolo ebraico. Ma nemici giurati anche in Europa, nella UE, nei Paesi occidentali, dove il risorgente antisemitismo, mai morto, travestito da israelofobia, inaccettabile socialmente parlando, sta dilagando grazie all’antisemitismo di sinistra. Un antisemitismo che non può e non deve essere sottovalutato, perché è diventato un’avversione mentale contro Israele; un’avversione che ha ormai contagiato larghi strati dell’opinione pubblica mondiale, dopo anni di propaganda finanziata anche con soldi dei contribuenti occidentali, europei, che non sanno dove vanno a finire le loro risorse. Risorse milionarie sono finite non come sostegno alla popolazione palestinese civile, ma sono andate a finanziare il terrorismo contro lo Stato ebraico o ad alimentare il portafoglio dei dirigenti corrotti palestinesi.

Dopo anni l’ha capito la Germania, che dal 30 aprile scorso ha messo al bando le attività del gruppo politico di Hezbollah, mentre la UE ha finalmente accentuato i controlli sui fondi destinati alle ONG e a gruppi e sigle internazionali che operano nel territorio dell’Amministrazione nazionale palestinese e nella Striscia di Gaza. Il Governo olandese ha tagliato i finanziamenti all’Autorità palestinese per i suoi stipendi ai terroristi e a febbraio l’ufficio del Primo ministro francese ha dichiarato la sospensione dei finanziamenti a destinatari palesemente antisemiti. Ovvie le proteste palestinesi, ma raccolte da chi? Dalla rappresentante dell’Unione Europea in Cisgiordania, che ha trovato una via per bypassare queste decisioni con lo stratagemma di destinare i fondi a privati, fondi che una volta arrivati passeranno sicuramente di mano in mano fino ad arrivare ai vertici del terrorismo. Una via denunciata dai media israeliani, ma che si può utilizzare per continuare a godere dei soldi europei senza mettere Bruxelles in imbarazzo, continuando a pagare le marchette a chi vede l’Unione europea come un grosso bancomat da svuotare e che funziona senza PIN.

Vede, consigliere Zamboni, l’ostilità verso Israele, che dimostrate in ogni vostro atto, in ogni vostra parola, sconfina in qualcosa che va al di là delle critiche legittime alle politiche di qualsiasi Stato, quindi anche di quello ebraico. L’ostilità palese, che trasuda anche da questo documento, verso lo Stato ebraico, quindi contro il suo popolo, incorpora tutti gli antichi stereotipi antisemiti e le classiche teorie della cospirazione che hanno accompagnato la storia dell’ebraismo europeo. Siete ossessionati di dare tutte le colpe a Israele. Gran parte della sinistra è incapace di riconoscere con onestà intellettuale la propria predisposizione automatica a vedere Israele come l’origine di ogni male e quindi a interpretare tutti i fatti con una visione fortemente antiisraeliana.

Nel periodo della seconda intifada, per esempio, quando Israele era sotto attacco quotidiano, anziché stigmatizzare il terrorismo avete taciuto, come anche la stragrande maggioranza dei media legati al mondo dem, che riportavano notizie di morti e feriti fra civili israeliani, ricordando sempre le sofferenze del popolo palestinese. Come se questo potesse giustificare stragi di civili, ma oltretutto cercando una giustificazione inesistente, visto che le sofferenze del popolo palestinese sono state per lo più originate dai loro stessi leader e dai Paesi islamici, che hanno tenuto in ostaggio questa popolazione come una spada di Damocle contro lo Stato ebraico circondato da un mondo arabo sempre più instabile.

Vede, consigliera Zamboni, l’antisemitismo non nasce con il nazionalsocialismo. C’è una lunghissima storia di antisemitismo, di varie origini e motivazioni, che precede la tragica fase della persecuzione. E c’è anche un antisemitismo legato al mondo comunista e allo stalinismo, che a sua volta ha accusato, imprigionato, ucciso; un antisemitismo che è sfociato nell’attuale antisemitismo di sinistra, che ripropone per Israele e per gli ebrei vecchi stereotipi e strumentalizzazioni che fanno di loro il capro espiatorio di tutti i mali del mondo. Non si studia la storia, non si guardano i fatti. Israele e gli ebrei sono colpevoli a prescindere, perché considerati l’incarnazione del capitalismo, dell’imperialismo, dello sfruttamento, travisando completamente la storia e la verità.

Ma a chi fa comodo questa narrazione, questa propaganda? Certamente al mondo islamico, che punta a far odiare gli ebrei non solo sul piano religioso, ma anche in quanto sionisti con l’obiettivo di estirparli da Israele e quindi di estirpare anche il loro Stato.

Fa comodo a tutti gli ambienti già antisemiti, dove l’antisemitismo è continuato a proliferare prima sottotraccia, oggi sempre meno, spesso travestito da odio per Israele.

C’è antisemitismo in Europa, ad esempio, in Paesi come il Belgio e la Svezia, dove l’antisemitismo, più o meno travestito da antisionismo, è alimentato anche dall’antisemitismo islamico diffuso dalle potenti enclave di immigrati islamici.

L’antisemitismo e l’antisionismo, due facce della stessa medaglia, fanno comodo a tutta la galassia delle sinistre dichiaratamente anti occidentali che sono costrette a travisare la realtà per poter incolpare di tutti i mali un piccolo Stato come Israele, unica vera democrazia del mondo orientale, unico Stato dove sono riconosciuti tutti i diritti, contrariamente agli Stati arabi che lo circonda.

L’antisemitismo di sinistra non ascolta ragioni, consigliera Zamboni, oltrepassa la legittima critica alle politiche di uno Stato sfociando nella negazione del diritto del popolo ebraico ad avere il proprio Stato.

Le uniche soluzioni giuste per questa sinistra sono quelle che presuppongono l’idea che a Israele sia, nei fatti, impedito di esistere. È un nuovo olocausto, quindi, quello che si sta preparando e che dovrebbe cancellare uno Stato ebraico libero, indipendente, democratico, entro confini sicuri; un’idea non originale, perché è la stessa propugnata dall’Iran che assimila Israele a un cancro da estirpare.

È la stessa idea dei leader palestinesi che hanno portato avanti per decenni l’obiettivo di occupare l’intero territorio israeliano ebraico e per questo hanno risposto sempre “no” a qualunque Piano di pace e disatteso patti e promesse.

È un’idea che ripugna e dovrebbe allertare tutti i Paesi democratici, tutte le persone democratiche. C’è un’influente cabina di regia, di antisemiti intelligenti che hanno un ritorno dal loro odio e che da anni fanno di tutto per screditare l’unico Stato ebraico del mondo, l’unica democrazia mediorientale. Questi antisemiti intelligenti, sia a destra che a sinistra, litigano su tutto, ma hanno il loro unico punto e momento d’incontro quando devono compiere azioni contro gli ebrei e contro Israele. Li vediamo e li abbiamo visti all’opera, anche soprattutto nell’ambito delle grandi organizzazioni internazionali, a cominciare dall’ONU, che, ormai schiava del blocco islamico, ogni anno sforna decine di risoluzioni contro Israele.

Attenzione, consigliera Zamboni, l’antisionismo e l’antisemitismo della sinistra e di questa cabina di regia stanno facendo oggi grandi passi rischiano davvero una nuova ondata persecutoria. Si sta diffondendo oggi una campagna propagandistica per dirottare le proteste di tutte le categorie dei cosiddetti oppressi del mondo contro il popolo dello Stato ebraico come se Israele fosse la punta di diamante dell’oppressione nel mondo.

È una menzogna disgustosa, alimentata anche da Stati e regimi che opprimono, uccidono, seviziano, occupano, conculcano ogni libertà, ogni diritto. Stati e regimi che voi quindi sostenete, chiudendo gli occhi di fronte alle malefatte che perpetrano contro i loro stessi popoli.

Non a caso, durante una recente audizione in Parlamento dell’Ambasciatore iraniano, questi ha dipinto il suo Paese come il mondo perfetto, mentre il resto del mondo, con in testa USA e Israele, è il male assoluto. Non si sono sentite voci critiche dai senatori di maggioranza, nessuna, mentre ben diversa la carica di ostilità rivolta a una precedente audizione dell’Ambasciatore israeliano.

Perché questa lunga premessa sul tema specifico del Piano di pace Trump? Perché in caso contrario non si capirebbero i veri motivi dell’ostilità di forze politiche italiane ed estere all’unico piano che oggi può davvero portare concretamente alla pace tra due popoli e due Stati e, aggiungerei, due democrazie. L’ostilità al Piano di pace Trump nasce dall’ostilità dei leader palestinesi, dall’ostilità di pezzi del mondo arabo, Iran e Turchia in primis, che abbia fine il conflitto e che Israele possa sopravvivere entro confini finalmente certi, sicuri, senza il continuo pericolo di attacchi terroristici alla popolazione civile, senza la guerra senza fine che vuole vedere scomparire lo Stato ebraico.

Sottolineo ancora pezzi di mondo arabo, perché ci sono Paesi molto più lungimiranti della UE e di forze politiche della UE che hanno apprezzato il Piano, facendo ben capire che oggi la cosiddetta “causa palestinese”, usata come un’arma esplosiva contro l’Occidente, contro il grande e il piccolo Satana, è stata derubricata. Oggi come non mai il mondo palestinese si è autoisolato e oggi vediamo il tentativo degli Stati che continuano a usare Israele come arma contro l’Occidente, il tentativo delle forze politiche occidentali e di quell’area mondiale antisemita che hanno alimentato in questi anni la propaganda contro lo Stato ebraico, di boicottare questo Piano di pace ravvisando e diffondendo bugie e fake, perché se il Piano di pace Trump andasse in porto avrebbero tutto da perdere.

L’ostilità al Piano di pace Trump nasce dall’odio dem e liberal per un Presidente USA che deve essere a tutti i costi denigrato, dileggiato e coperto di insulti. Nasce dall’eterno discorso ideologico antioccidentale.

In casa palestinese il no è scontato. Hanno detto di no a qualsiasi piano di pace, a tutti i tentativi. Dopo gli accordi di Camp David, solo per fare un esempio, i palestinesi diedero vita all’intifada, attacchi terroristici contro la popolazione israeliana che provocarono oltre 2000 morti. Il tutto contro qualsiasi accordo, perché il vero fine era la cacciata del popolo ebraico da Israele e la distruzione dello Stato, come peraltro è scritto nello Statuto di Hamas che detiene il potere a Gaza.

Ma torniamo al Piano di pace Trump, di cui pochissimi hanno contezza. Il Piano ricalca il disegno di Rabin, ex Primo ministro israeliano…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, la invito a concludere.

 

TAGLIAFERRI: Cerco di concludere, o meglio continuerò poi in dichiarazione di voto il mio intervento. Come dicevo, Nobel per la pace nel 1994 per aver cercato una soluzione pacifica al conflitto arabo-palestinese-israeliano per Gerusalemme, che Rabin giurò sarebbe stata sempre unita, i territori e la valle del Giordano.

Il Piano prevede proprio due Stati e due popoli, e nessuna acquisizione di territori che non sia stata già sancita dagli accordi di Oslo del 1993. I territori furono suddivisi allora in tre zone; questa suddivisione fu firmata da Arafat. Nella zona C ci sono insediamenti israeliani, 450.000 persone. Oggi quest’area è sotto amministrazione militare, ma sempre al 50 per cento a quella civile. Insieme alla Valle del Giordano, che è indispensabile per la sicurezza non solo di Israele, ma della Giordania e di tutto il Medio Oriente, il 30 per cento dei territori di cui si parla va in Israele…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere, la invito a concludere.

 

TAGLIAFERRI: Concludo. Non è quindi solo ingiustificato rigettare questo Piano, ma va contro i legittimi interessi della popolazione palestinese. Continuerò il mio intervento durante la dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Io penso che l’abbinamento delle tre risoluzioni sia opportuno, anche trattando di questioni di politica estera e di relazioni con il resto del mondo. Non ritengo che queste risoluzioni siano semplicemente un punto formale di disappunto per come si comportano lo Stato egiziano e lo Stato di Israele nei confronti della popolazione palestinese.

È chiaro che l’obiettivo dei due popoli e due Stati, per esempio, in Palestina è stato un obiettivo che deve essere ancora perseguito e maturato. Gesti dell’Amministrazione Trump per quanto riguarda la suddivisione dei due Stati non sono andati in una conciliazione, come si cercava di descrivere prima, ma hanno alimentato da parte dello Stato di Israele – non della popolazione di Israele, quindi vorrei rigettare anche le accuse di antisemitismo da parte della sinistra – nei confronti dell’occupazione del territorio in Cisgiordania, che stanno rendendo complicata nuovamente quella situazione che sembra essere insanabile, che ha ragioni molto lontane e non solo esclusivamente recenti che sicuramente non sono imputabili all’Amministrazione Trump. In ogni caso, il Piano di pace dell’Amministrazione Trump non sembra andare verso una soluzione pacifica del conflitto ormai pluridecennale.

Pertanto, io credo che, rispetto a un pronunciamento su questa risoluzione sia assolutamente opportuno il voto favorevole, non solo perché è una petizione di principio, ma perché da un punto di vista anche amministrativo la Regione Emilia-Romagna è impegnata da lunghi anni nei processi di cooperazione allo sviluppo, finanziando soggetti che operano sui territori per la cooperazione allo sviluppo e che quindi hanno una funzione, diciamo così, di crescita e di accompagnamento dei disagi delle popolazioni coinvolte in dinamiche di conflitto o di povertà tra cui anche quelle della Palestina per le quali è coinvolta direttamente anche attraverso le organizzazioni non governative che fanno un lavoro egregio sui territori africani, ma anche del Medioriente, anche di altre parti del mondo, e che, per ammissione stessa della Amministrazione regionale, continuano a compiere.

Continuano a compierle perché l’orizzonte, anche della Regione, non è solo ed esclusivamente limitato ai confini territoriali e coinvolgono molte persone che si attivano in questo senso.

Vorrei infine ricordare, relativamente alla questione della vendita degli armamenti nei confronti del territorio egiziano, che non solo la via della soluzione pacifica dei conflitti non può avvenire attraverso l’alimentare di forniture al Parlamento o ad altri Paesi, ma ricordo anche che spesso e volentieri lo stesso Stato italiano ha più volte rinnovato l’acquisto di armamenti proprio per sé, quindi non si tratta solamente di una perdita commerciale. Basterebbe anche, come abbiamo in altri momenti sollevato da parte non tanto dell’Assemblea, ma da parte di alcuni movimenti e associazioni, interrompere l’acquisto e l’approvvigionamento degli armamenti come fu per quanto riguarda il caso dei famosi F35, per i quali si spesero ben 13 miliardi e ancora questi non sono stati del tutto consegnatimi; risorse che potrebbero essere, a maggior ragione, reinvestite all’interno del funzionamento dello Stato o di situazioni che siano a beneficio di tutti i cittadini.

Per questo motivo, per questi motivi, le tre risoluzioni oggi abbinate, che vanno sia nella richiesta della liberazione di Patrick Zaki, sia nella richiesta di una presa di posizione della Giunta regionale per quanto riguarda le relazioni con l’Egitto e l’evoluzione dello Stato di Israele, credo che siano opportune in questo periodo storico.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Innanzitutto anch’io mi associo a chi ha contestato l’associazione tra ordini del giorno e mozioni che, oggettivamente, chiedono, in maniera assolutamente legittima tutte, cose diverse, per cui non si capisce la ratio per la quale sono state accorpate.

Detto questo, ed entrando un attimino più nel vivo rispetto al contenuto in modo particolare della prima mozione, voglio ricordare, e lo ricordo a me stesso, ma anche a voi, che provengo da un mondo e rappresento un mondo, quello della destra politica qua dentro, al cui interno le sensibilità sul tema sono sempre state svariate e diverse, proprio perché la visione rispetto a quello che è accaduto negli ultimi decenni su tutta la vicenda mediorientale può prestarsi sicuramente a diversi tipi di letture, a seconda delle priorità con cui si provano a leggere quegli avvenimenti.

Credo sia finito il tempo delle tifoserie, e parlo al mio mondo, non parlo neanche all’intera Assise. Parlo al mio mondo. Credo siano finiti i tempi delle tifoserie tra filoisraeliani e filopalestinesi, perché credo che la chiave di lettura con cui ogni tipo di conflitto estero debba essere guardato debba avere una sola visione, che è quella dell’interesse nazionale, l’interesse nazionale italiano o al massimo l’interesse nazionale europeo qualora l’Europa avesse una propria politica estera.

La consigliera Zamboni ha citato l’Alto Commissario per le politiche estere europee. È un ruolo che, probabilmente, conta meno di quello, con tutto il rispetto per lo stesso, di un bidello di scuola elementare. Non conta assolutamente nulla.

L’abbiamo visto negli anni e non per la pochezza di chi ha occupato questo ruolo e quindi nessun riferimento a Federica Mogherini, ma è un ruolo che non ha nessun tipo di potenzialità, nessun tipo di sviluppo, perché vediamo costantemente che in Europa non esiste una politica estera. L’abbiamo visto sulle vicende libiche, dove supinamente ci siamo accodati in maniera folle agli interessi francesi. L’abbiamo visto in mille altre occasioni e lo vediamo anche sulla vicenda mediorientale.

L’Italia ha sempre avuto un ruolo differente, un po’ perché la nostra collocazione geografica, quella di essere al centro del Mediterraneo, ci ha sempre portato a essere interlocutori anche con parte del mondo arabo assolutamente importanti. Potremmo aprire anche la parentesi sul 2 agosto visto che tra poco intercorre anche quell’avversario, ma probabilmente lì sì andrei fuori tema. Però, è altrettanto evidente che questa chiave di lettura deve essere, secondo me, quella guida rispetto a qualsiasi tipo di decisione.

È altrettanto fondamentale non confondere i piani, perché se è vero che l’Italia, insieme ad altre potenze europee, fa parte della NATO, e questo è assolutamente non contestabile, è altrettanto vero che non sempre gli interessi italiani ed europei coincidono con gli interessi degli Stati Uniti.

La vicenda, soprattutto per quanto riguarda il mondo arabo, è il non dover rischiare di voler fare confusione, perché non tutto il mondo arabo e non tutto il mondo islamico sono un tutt’uno inscalfibile. Quando io penso, ad esempio, ai rapporti tra gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, quello sì uno Stato di fondamentalismo arabo, in cui la sharia è l’unica fonte del diritto, dopo diventa un pochino difficile cercare di contestare altre nazioni, che invece hanno una tolleranza anche rispetto alle minoranze cristiane sicuramente differente. Ogni riferimento alla Siria del presidente Assad è fortemente voluto. Noi oggi, anche rispetto ad alcune dichiarazioni di Netanyahu e di esponenti politici italiani che sono andati recentemente a visitarlo, che hanno definito magari terroristi gli Hezbollah, dobbiamo dire che forse se oggi c’è la possibilità in Siria di poter avere un presepio è proprio grazie agli Hezbollah.

Credo che le cose siano sempre un pochino più complesse di come le si vuole raccontare, così come sono un pochino più complesse rispetto alla vicenda di Trump, laddove non ho nessun problema a dire che non condivido e credo che sia stato un assoluto errore, quello del presidente Trump, di volere forzare anche su Gerusalemme capitale, perché credo che sia un errore andare a rischiare di destabilizzare un mondo che già vive di un equilibrio precario e in cui la sintesi non può che essere due popoli e due Stati, garantendo l’esistenza allo Stato di Palestina e al tempo stesso la sicurezza per lo Stato di Israele. Ogni tipo di lettura differente è una lettura che io considero da ultrà e che non tiene conto degli interessi nazionali.

Al tempo stesso, non si può – lo ha detto giustamente prima il consigliere Bargi – pensare, perché questo è quello che trapela dietro alla prima mozione della consigliera Zamboni, che la lettura della politica estera degli Stati Uniti possa cambiare o meno rispetto al colore del presidente degli Stati Uniti. Parliamoci chiaro, qualora a novembre vincesse Biden, sarebbe molto peggio, perché i conservatori e i repubblicani americani hanno sempre avuto… E basta scorrere la storia, vedere gli atti di guerra che negli ultimi decenni si sono succeduti a seconda di chi fosse il Presidente degli Stati Uniti, per capire che c’è una parte degli Stati Uniti, rappresentata dal Partito democratico statunitense, che quando esprime il Presidente degli Stati Uniti sicuramente ha una politica estera molto più aggressiva, e invece una parte che, pur non condividendone ogni passaggio, sicuramente ha una politica estera meno invasiva, perché per scelta politica legittima o non legittima, ma sicuramente legittima, contrastabile o meno, ha una politica estera tendenzialmente più morbida. Basta vedere quello che ha combinato Obama nel corso degli otto anni della sua presidenza. Salutato da tutti, all’inizio della sua elezione, come grande portatore di pace, addirittura vincitore del premio Nobel per la pace, ecco, andiamo a vedere gli atti di guerra portati avanti dalla Presidenza Obama e gli atti di guerra portati avanti in questi quasi quattro anni a Presidenza Trump.

Credo che servirebbe un pochino di equilibrio, cercare di guardare le cose dall’alto, così come sarebbe opportuna… Passo velocemente alla seconda mozione, che trovo ripeto assolutamente non corrispondente alla prima in nessun tipo di connessione, ma la trovo anche minimale rispetto ai problemi. Da un lato andiamo a focalizzare e a chiedere di esprimerci forse sulla più calda situazione geopolitica del globo, dall’altro si chiede un’espressione rispetto a una vicenda della quale ho il massimo rispetto, ma che riguarda un cittadino straniero e come viene trattato da uno Stato sovrano di cui è cittadino. Massimo rispetto, però cerchiamo di dare il giusto peso alle cose. Quindi, è legittima sicuramente la seconda mozione, perché io ritengo che chiunque di noi possa chiedere di discutere di qualsiasi argomento in quest’aula, però – ripeto – quando chiediamo le connessioni cerchiamo di dare il giusto peso alle cose: da un lato, uno dei punti più caldi del pianeta dal punto di vista geopolitico, dall’altro una singola vicenda di un cittadino straniero per come viene trattato dal suo Stato, che rimane uno Stato sovrano. Se iniziamo a mettere in discussione questo… Poi uno può non condividere, tutto quello che volete, però attenzione da questo punto di vista.

Sempre tornando al discorso di interesse nazionale, con l’Egitto non ci sono interscambi solo da un punto di vista delle armi; ci sono interscambi ben superiori rispetto ad altri mercati, così come ci sono con l’Iran, che è il terzo principale interlocutore commerciale italiano. Quando andiamo a parlare di argomenti di questo tipo, credo che servirebbe un pochino meno propaganda – e lo dico da un lato e dall’altro – e un pochino più attenzione rispetto a quelle che sono le conseguenze di determinate scelte, che sicuramente non è la Regione a poter prendere. Una delle cose che l’articolo 117 della Costituzione dice in maniera chiara rispetto alle competenze regionali è che è esclusa la politica estera. Poco altro. Credo che ci dovrebbero essere altre cose di cui la Regione si dovrebbe occupare, però sicuramente la politica estera non è tra queste.

Concludo, comunque non condividendo l’impianto di nessuna delle due mozioni, anche se sulla prima alcuni spunti possono essere oggettivamente condivisibili, ma che poi cadono, soprattutto nel dispositivo, in una retorica anti-trumpista di cui, francamente, anche rispetto a ciò che è avvenuto nelle precedenti Amministrazioni americane, non se ne avvertiva assolutamente il bisogno.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Non avendo nessun altro intervento in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Cinque minuti per ogni Gruppo.

Collega Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Velocemente. Voterò a favore di tutte e tre, è ovvio, ma mi preme innanzitutto respingere con sdegno le sottintese accuse di antisemitismo dell’intervento del consigliere Tagliaferri, che spero voglia chiarire su questo punto.

Vorrei anche che si tenesse conto di quello che ho scritto e non di quello che si crede che io abbia scritto. C’è un passaggio molto chiaro che dice “esprime l’auspicio che le due parti, israeliana e palestinese, negoziando tra di loro con l’appoggio della Comunità internazionale e dell’Unione europea, in osservanza delle risoluzioni delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, possano trovare una soluzione giusta che tenga conto delle legittime aspirazioni dei due popoli”. Questo dice quello che ho scritto e non quello che sostiene qualcuno che è intervenuto prima di me.

Questo per quanto riguarda l’antisemitismo.

Per il resto, francamente, in questo antisemitismo io sarei stata coinvolta insieme all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea che, vorrei comunicare al consigliere Barcaiuolo, non è più Federica Mogherini, ma è Josep Borrell, come è scritto nel testo.

Poi, sono stata inclusa nell’antisemitismo con l’Assemblea degli ordinari cattolici in Terra Santa, che ha dichiarato che l’iniziativa di Trump non tiene conto delle giuste richieste dei palestinesi.

Sono anche stata apparentata nell’antisemitismo ad oltre 130 parlamentari britannici di entrambi i partiti, Tory e Labour. Ma la mia appartenenza all’antisemitismo tocca il vertice quando uno legge il “preso atto che” dove io cito una sentenza della Corte Suprema di Israele del 10 giugno di quest’anno, che ha definito incostituzionale la legge del 2017 che avrebbe legalizzato circa 4.000 case costruite dai coloni israeliani in Cisgiordania su terra privata palestinese.

Forse comunicare alla Corte Suprema di Israele che con otto voti a favore e uno solo contrario ha definito in questo modo la regolarizzazione cosiddetta dei territori palestinesi forse definirli antisemiti è una notizia.

Infine, ricordo anche che la decisione della Corte ovviamente ha scatenato reazioni negative da parte della destra, ma è stata accolta con favore dalla sinistra e che il partito Blu Bianco di Benny Gantz, che è al Governo con Benjamin Netanyahu, ha detto che la decisione della Corte sarà rispettata e che il partito appurerà che sia rispettata.

Infine, chiude questa lista di antisemiti il ministro degli esteri tedesco Hieko Maas, che ha espresso la grave preoccupazione della Germania per l’intenzione di Israele di un’annessione in Cisgiordania: “In quanto amici di Israele, siamo molto preoccupati per l’annessione, che non si concilia con il diritto internazionale”.

Qui si chiude la lunga fila degli antisemiti.

Sull’altra risoluzione, semplicemente chiedevo che si intervenisse a bloccare il traffico di armi in quei territori che sono in guerra e che contemporaneamente devono affrontare la questione del Covid.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliere Bargi, prego.

 

BARGI: Grazie, presidente.

Mi allineo a quanto dicevo durante il nostro intervento. Queste risoluzioni tendono ad avere la vena di tifoseria, di strumentalizzazione politica dei casi citati. Poi, come immaginavo, il dibattito si è focalizzato principalmente sulla prima, perché era l’argomento anche un po’ più mainstream. Sulla seconda, dove, invece, per me è forse peggiore nei contenuti perché meno centrata… Posso capire la contrarietà rispetto al Piano Trump e volerla esprimere attraverso le Istituzioni, almeno quello è un obiettivo politico centrato. Nell’altra, dietro alla scusa Zaki, in realtà, non voglio ripetere lo stesso intervento che ho fatto prima, si cela tutta una presa di posizione che, affrontata così, senza andare nel dettaglio e senza comprendere la situazione attuale anche del nostro Paese, insomma, sarebbe un voto senza una presa di coscienza reale per voler dare adito a quella che fondamentalmente è una tifoseria internazionale che si tende a portare a bagarre nella politica nostrana su temi internazionali, niente di più.

Voglio ribadire che l’effetto di queste risoluzioni è veramente minimo. Soprattutto quella su Trump credo non possa sortire alcun tipo di effetto utile. Sono tematiche che esulano dal nostro dibattito di oggi.

Soprattutto sul tema dei rapporti militari, politici e commerciali con gli altri Paesi, chi decide di governare deve prendersi anche la responsabilità di fare scelte non popolari, che però devono essere fatte nell’interesse collettivo del Paese che si va a governare, a rappresentare, ed è quello che, a nostro avviso, deve prevalere quando si fanno ragionamenti di questo tipo. Purtroppo, lo dico sinceramente... Se ci fossero delle ricadute immediate sul nostro territorio, prima citavo le sanzioni della Russia… Ci sono state ricadute pesanti. Pensiamo solo al deprezzamento del parmigiano a seguito dell’introduzione delle manovre, delle contromisure russe, per effetto del latte polacco che entrava nel mercato nostrano. Se ci fossero ricadute pesanti sul nostro territorio capirei anche l’impegno di dire “alziamo un attimo la cresta”. Ma dove si vuole entrare in discussioni, in tematiche che veramente esulano, lo si può fare solo con motivazioni principalmente politiche e ideologiche, che posso comprendere. Non dico che il dibattito non ci possa essere, però si tende, poi, a sminuirlo e a ridurre tutto a questo.

I princìpi rispetto a come noi vediamo queste tematiche ho cercato di esprimerli nel tempo a disposizione. Il nostro voto, quindi, sarà contrario su tutte le risoluzioni.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Non ho altri interventi in dichiarazione di voto.

Il consigliere Taruffi si sta avvicinando pericolosamente al microfono. Prego, consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Solo per annunciare il voto favorevole di Emilia-Romagna Coraggiosa alle tre soluzioni e per ricordare ancora una volta la necessità e l’importanza, in tutte le sedi in cui è possibile farlo, di rivendicare la necessità della liberazione di Patrick Zaky, studente dell’Università di Bologna che dal 7 febbraio è nelle carceri egiziane. Credo che, in ogni momento in cui è possibile farlo, sia doveroso ricordare questa situazione, che è inaccettabile. Credo sia interesse anche del nostro Paese risolverla nel più breve tempo possibile e contribuire a risolverla nel più breve tempo possibile, anche perché con quel Paese in particolar modo i recenti trascorsi, ovviamente mi riferisco a quanto è avvenuto a Giulio Regeni. È ancora una ferita aperta e credo, quindi, che nel chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni si debba necessariamente anche chiedere la liberazione di Patrick Zaki.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere Taruffi.

Ha chiesto la parola il consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Nonostante quanto affermato dal collega amico-nemico di Trump, ritengo il Piano Trump un buon punto di partenza. Affossarlo a priori è più che colpevole. Il Piano serve a chiarire al popolo palestinese che ogni volta che i suoi leader rifiutano un accordo la possibilità di veder nascere uno Stato si fa sempre più piccola. Questo Piano, invece, sostiene la necessità di creare uno Stato palestinese democratico rispettoso dei diritti umani. Annuncio, quindi, il voto assolutamente contrario di Fratelli d’Italia e proseguo.

C’è da credere che voi siate contrari alla nascita di uno Stato democratico dei palestinesi oppure il vostro pensiero occulto è quello di puntare alla sostituzione dello Stato di Israele con uno palestinese e, di conseguenza, con una nuova persecuzione. Forse è solo questo il trattato che vi piacerebbe. Via lo Stato di Israele, via il popolo ebraico dalla sua terra dove vive ininterrottamente da millenni. Se è così, ditelo chiaramente.

L’ultimo richiamo, collega Zamboni, è proprio sui diritti umani. Credo che lei abbia scherzato scrivendo l’ultimo impegno della sua risoluzione. Parlando di violazioni di diritti umani in Israele è surreale. Si hanno tali violazioni a Gaza, in tutti i Paesi arabi, in Venezuela, in Cina e in tantissimi Paesi del mondo. Capiamo la sbandata che ha preso la collega Zamboni. Sappiamo chi diffonde queste falsificazioni terroristiche. Sono sempre gli stessi che confidano nel fatto che chi è contro Israele non andrà ad approfondire i fatti, ma si accontenterà di crede a falsità e a diffonderle.

La delegittimazione di Israele oggi è inserita in un quadro internazionale dominato dalla logica dei diritti umani del terzomondismo. La delegittimazione assume le forme di propaganda emotiva. Uso un linguaggio e delle immagini di informazioni false ed omissive.

Un’analisi approfondita ha evidenziato, solo per l’Italia, come i milioni di euro pagati dai contribuenti italiani siano sperperati ogni anno in favore di un piccolo gruppo di ONG politicizzate. Non realizzano nessun obiettivo in particolare, ma utilizzano queste risorse per motivi legati alla guerra politica contro Israele a cui si muovono accuse di razzismo sfruttando il linguaggio dei diritti umani e finendo per distruggerne gli stessi principi.

Anche in questo caso, consigliera Zamboni, le suggerirei un’ampia e documentata riflessione sulle violazioni dei diritti umani nei Paesi a lei evidentemente cari.

Intanto, aspettiamo fiduciosi risoluzioni a sua firma, che controfirmerei anch’io, contro la dittatura comunista in Cina, contro la repressione a Hong Kong, a favore delle donne e degli uomini che in Iran si battono contro il regime dei mullah, ma aspettiamo anche documenti contro la persecuzione e l’uccisione dei cristiani nel mondo.

Sono circa 260 milioni i cristiani perseguitati in tutto il mondo. Lo sa, vero? Così in Corea del Nord e in molti Paesi africani come la Nigeria, la Repubblica Centrafricana, la Somalia, l’Eritrea e il Burkina Faso e poi in Pakistan, in Yemen, in Sri Lanka, in Afghanistan e così via, per arrivare alla Cina. Ma non ci sembra che siano in gestazione risoluzioni contro queste ed altri palesi e veritiere violazioni dei diritti umani, per non parlare dei diritti degli omosessuali, diritti così cari a questa Amministrazione, e non solo.

Per fare un esempio, con Israele come unica eccezione in Medio Oriente, dove la maggior parte dei Paesi, anche a Gaza, esigono una pena detentiva e alcuni praticano addirittura la pena di morte per attività omosessuali.

Egregia consigliera Zamboni, ribadisco il nostro suggerimento. La esorto. Ritiri questo documento frutto di un pregiudizio basato su falsità conclamate. Noi tutti speriamo che il Piano di pace abbia successo, sancendo la realtà di due popoli e due Stati democratici. Uno Stato democratico c’è già, ed è Israele. Aspettiamo lo Stato democratico palestinese che abiuri il terrorismo come arma, che cancelli da ogni Statuto, da ogni documento l’obiettivo di distruggere Israele e di completare l’assoluzione finale del popolo ebraico.

“La libertà dell’Occidente si difende sotto le mura di Gerusalemme”. Le rammento questa frase premonitrice di Ugo La Malfa che ci avvisò molti anni fa. Infatti, oggi scopriamo che stiamo combattendo la stessa battaglia di Israele per la verità, per il futuro, per la democrazia, per la libertà.

La caduta di Israele, egregia consigliera Zamboni, la cui esistenza è compromessa da principi come quelli che lei propugna, significherebbe la caduta di un pezzo di Occidente, con conseguenze devastanti e significherebbe…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri…

 

TAGLIAFERRI: Concludo, presidente.

Una civiltà che forse a lei potrà non piacere e vorrebbe sottomessa, ma che ha dato origine, che lei lo voglia o no, al concetto di persone e di libertà, a quei diritti che lei afferma di voler difendere, ma solo a parole; diritti e concetti, e concludo, che potrebbero scomparire in un batter d’occhio…

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliere Tagliaferri, le devo togliere la parola. Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Presidente, utilizzo gli ultimi secondi...

 

PRESIDENTE (Rainieri): No, mi scusi. Lei può intervenire su fatto personale, però ci deve dire qual è il fatto personale.

 

ZAMBONI: Il fatto personale è che avevo chiesto le scuse per una sottile, velata accusa di antisemitismo, invece c’è stata un’ulteriore dose di frasi che nulla hanno a che fare con quello che ho scritto e con quello che ho detto.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Prendiamo atto che non le hanno fatto le scuse, ma le devo togliere la parola.

L’intervento in dichiarazione di voto è uno solo all’interno di ogni Gruppo.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente. Sarò brevissima.

Pe annunciare il voto favorevole alle risoluzioni da parte della Lista Civica del presidente Bonaccini e anche per ritenermi francamente un po’ stranita dai toni del consigliere Tagliaferri. Pur capendo le sue preoccupazioni parzialmente, non vedo tutta quella malafede che il consigliere ha voluto mettere all’interno del suo discorso.

Credo anche che la consigliera Zamboni abbia, nel suo precedente discorso, chiarito alcuni punti che evidentemente per il consigliere Tagliaferri erano oscuri.

Detto questo, il consigliere ha proposto una serie di risoluzioni variegate. Come maggioranza, penso che si possa valutare di lavorare insieme. Non c’è nessun tipo di problema nel prendere in considerazione altre zone del mondo in cui sicuramente ci sono tante problematiche su cui la nostra azione legislativa...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Consigliera Pigoni, chiedo scusa, può abbassare un po’ il volume?

 

PIGONI: Ho terminato, presidente.

Semplicemente per dire che, secondo me, il consigliere Tagliaferri ha messo insieme qualsiasi cosa in realtà per dire, forse, soltanto poco e non particolarmente puntuale rispetto alle risoluzioni che andiamo ad approvare.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliera.

Non avendo più nessun iscritto in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione le tre risoluzioni, partendo dalla n. 904.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 17 presenti, 8 favorevoli, 8 contrari, zero astenuti.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, contrario;
  3. BARGI Stefano, contrario;
  4. BERGAMINI Fabio, contrario;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, contrario;
  10. CATELLANI Maura, contraria;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, contrario;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, contrario;
  17. IOTTI Massimo, favorevole;
  18. MALETTI Francesca, favorevole;
  19. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, contrario;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, contrario;
  25. PELLONI Simone, contrario;
  26. PIGONI Giulia, favorevole;
  27. PILLATI Marilena, favorevole;
  28. POMPIGNOLI Massimiliano, contrario;
  29. RANCAN Matteo, contrario;
  30. RONTINI Manuela, favorevole;
  31. ROSSI Nadia, favorevole;
  32. SABATTINI Luca, favorevole;
  33. SONCINI Ottavia, favorevole;
  34. STRAGLIATI Valentina, contraria;
  35. TAGLIAFERRI Giancarlo, contrario;
  36. TARASCONI Katia, favorevole;
  37. TARUFFI Igor, favorevole;
  38. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

(La risoluzione oggetto 904, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

a maggioranza dei presenti)

 

È approvata.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo alla votazione della risoluzione 1171, a firma Zamboni, Taruffi e Amico.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 16 presenti, 8 favorevoli, 7 contrari, nessun astenuto.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, contrario;
  3. BARGI Stefano, contrario;
  4. BERGAMINI Fabio, contrario;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, contraria;
  10. CATELLANI Maura, contraria;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, contrario;
  16. IOTTI Massimo, favorevole;
  17. MALETTI Francesca, favorevole;
  18. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  19. MONTALTI Lia, favorevole;
  20. MONTEVECCHI Matteo, contrario;
  21. MORI Roberta, favorevole;
  22. MUMOLO Antonio, favorevole;
  23. OCCHI Emiliano, contrario;
  24. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  25. PELLONI Simone, contrario;
  26. PIGONI Giulia, favorevole;
  27. PILLATI Marilena, favorevole;
  28. POMPIGNOLI Massimiliano, contrario;
  29. RANCAN Matteo, contrario;
  30. RONTINI Manuela, favorevole;
  31. ROSSI Nadia, favorevole;
  32. SONCINI Ottavia, favorevole;
  33. STRAGLIATI Valentina, contraria;
  34. TAGLIAFERRI Giancarlo, contrario;
  35. TARASCONI Katia, favorevole;
  36. TARUFFI Igor, favorevole;
  37. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  38. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

(La risoluzione oggetto 1171, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

a maggioranza dei presenti)

 

È approvata.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, ora, alla votazione della risoluzione 281, a prima firma Mumolo e altri, a cui si è aggiunta la firma del consigliere Taruffi.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

In aula, 17 presenti, 8 favorevoli, 8 contrari, nessun astenuto.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, contrario;
  3. BARGI Stefano, contrario;
  4. BERGAMINI Fabio, contrario;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, contraria;
  10. CATELLANI Maura, contraria;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, contrario;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, contrario;
  17. IOTTI Massimo, favorevole;
  18. MALETTI Francesca, favorevole;
  19. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, contrario;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, contrario;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, contrario;
  27. PIGONI Giulia, favorevole;
  28. PILLATI Marilena, favorevole;
  29. POMPIGNOLI Massimiliano, contrario;
  30. RANCAN Matteo, contrario;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. STRAGLIATI Valentina, contraria;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, contrario;
  37. TARASCONI Katia, favorevole;
  38. TARUFFI Igor, favorevole;
  39. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  40. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

(La risoluzione oggetto 281, è approvata, con voto palese, in modalità telematica,

a maggioranza dei presenti)

 

È approvata.

 

Come da accordi, chiudo la seduta antimeridiana, che riprenderà alle ore 14,30.

Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 13,01

 

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI,  Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADA’, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Alessio MAMMI, Paola SALOMONI.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno il presidente della Giunta Stefano BONACCINI. Ha inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta la presidente dell’Assemblea Emma PETITTI.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 909 «Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a proporre una modalità di screening volontario, mediante procedura esente da ticket, per gli insegnanti, gli educatori e il personale dei servizi scolastici e della scuola e ad attivarsi al fine di predisporre ed ampliare la campagna di vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini ed ai ragazzi.» A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Tarasconi, Rontini

 

Emendamento n. 1 a firma dei consiglieri Tagliaferri, Lisei e Barcaiuolo:

«Dopo la parola “screening” la parola “volontario” è sostituita dalla parola “obbligatorio”».

(Respinto)

 

Emendamento n. 2 a firma dei consiglieri Tagliaferri, Lisei e Barcaiuolo:

«Dopo le parole “ad attivarsi” è integrato il seguente periodo: “, tramite un confronto con i pediatri del territorio,”».

(Approvato)

 

Emendamento n. 3 a firma dei consiglieri Paruolo, Pigoni e Bondavalli:

«Si aggiunge come secondo punto del dispositivo:

“A valutare, in questo ed altri contesti, quando l’adesione a tali screening sia da rendere obbligatoria per le persone impegnate nello svolgimento dei servizi scolastici o comunque coinvolgenti utenti minorenni.”».

(Approvato)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Zamboni - Rainieri

Bergamini - Montalti