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27.

 

SEDUTA DI MERCOLEDÌ 23 SETTEMBRE 2020

 

(POMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 982

Interpellanza circa le conseguenze ambientali dei depositi artificiali di CO2 nel nostro sottosuolo e in particolare sul progetto di stoccaggio di CO2 riguardante Ravenna. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Misto)

COLLA, assessore

GIBERTONI (Misto)

 

OGGETTO 993

Interpellanza sul “Fondo Affitti” 2019/2020, a sostegno della locazione privata, dell’Unione Terre d’Argine (MO) A firma del Consigliere: Barcaiuolo

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

BARCAIUOLO (FdI)

SCHLEIN, vicepresidente Giunta

BARCAIUOLO (FdI)

 

OGGETTO 1039

Interpellanza per chiedere alla Giunta regionale i motivi del mancato ripristino della strada SP43 Badi-Rio Confini nel territorio del Comune di Camugnano (BO), chiusa per movimento franoso dal mese di ottobre 2019. A firma del Consigliere: Facci

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

FACCI (Lega)

CORSINI, assessore

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 517

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nel dialogo con il Governo per attivare quanto prima la ripartenza dei cantieri pubblici e privati, delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni e a proseguire nel percorso di revisione degli strumenti normativi, affinché si arrivi ad un concreto snellimento delle procedure e al superamento delle problematiche del lavoro nero e non regolare, garantendo una sostanziale lotta alle infiltrazioni criminali. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Costi, Pigoni, Bondavalli, Fabbri, Costa, Bulbi, Caliandro, Daffadà, Rontini, Rossi

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

TARASCONI (PD)

LISEI (FdI)

OCCHI (Lega)

ZAMBONI (EV)

TARASCONI (PD)

ZAMBONI (EV)

PIGONI (BP)

LISEI (FdI)

PICCININI (M5S)

OCCHI (Lega)

BULBI (PD)

MALETTI (PD)

MUMOLO (PD)

ZAMBONI (EV)

MORI (PD)

 

OGGETTO 1265

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad istituire un fondo regionale volto all’installazione e/o adeguamento di guardrail per i motociclisti e ciclisti lungo le tratte provinciali e ad avviare un confronto con Anas Spa per i tratti stradali statali ritenuti a rischio. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Pelloni, Bergamini, Catellani, Facci, Bargi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Occhi, Rainieri, Rancan, Montevecchi, Pompignoli

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

DELMONTE (Lega)

TAGLIAFERRI (FdI)

ROSSI (PD)

DELMONTE (Lega)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 1531

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad attivarsi per accompagnare le aziende emiliano-romagnole verso un'adeguata pratica di cyber security. A firma dei Consiglieri: Pigoni, Bondavalli, Caliandro, Paruolo

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

MALETTI (PD)

COSTA (PD)

ROSSI (PD)

PIGONI (BP)

DELMONTE (Lega)

PARUOLO (PD)

PIGONI (BP)

MASTACCHI (RCPER)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Emendamenti agli oggetti 1265 e 1531

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,44

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 27 del giorno 23 settembre 2020.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BARGI Stefano
  4. BERGAMINI Fabio
  5. BESSI Gianni
  6. BONDAVALLI Stefania
  7. BULBI Massimo
  8. CASTALDINI Valentina
  9. CATELLANI Maura
  10. COSTA Andrea
  11. COSTI Palma
  12. DAFFADÀ Matteo
  13. FABBRI Marco
  14. FACCI Michele
  15. GIBERTONI Giulia
  16. IOTTI Massimo
  17. LISEI Marco
  18. MALETTI Francesca
  19. MARCHETTI Daniele
  20. MARCHETTI Francesca
  21. MASTACCHI Marco
  22. MONTALTI Lia
  23. MONTEVECCHI Matteo
  24. MORI Roberta
  25. MUMOLO Antonio
  26. OCCHI Emiliano
  27. PARUOLO Giuseppe
  28. PELLONI Simone
  29. PETITTI Emma
  30. PIGONI Giulia
  31. PILLATI Marilena
  32. POMPIGNOLI Massimiliano
  33. RONTINI Manuela
  34. ROSSI Nadia
  35. SABATTINI Luca
  36. SONCINI Ottavia
  37. STRAGLIATI Valentina
  38. TAGLIAFERRI Giancarlo
  39. TARASCONI Katia
  40. TARUFFI Igor
  41. ZAMBONI Silvia
  42. ZAPPATERRA Marcella.

 

42 presenti. La seduta è valida.

 

Svolgimento di interpellanze

 

OGGETTO 982

Interpellanza circa le conseguenze ambientali dei depositi artificiali di CO2 nel nostro sottosuolo e in particolare sul progetto di stoccaggio di CO2 riguardante Ravenna. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Petitti): Riprendiamo con le interpellanze. 

Abbiamo l’interpellanza 982 circa le conseguenze ambientali ‒ un po’ di silenzio, per favore ‒ dei depositi artificiali di CO2 nel nostro sottosuolo e in particolare sul progetto di stoccaggio di CO2 riguardante Ravenna, a firma della consigliera Gibertoni. Risponde l’assessore Colla.

Prego, consigliera.

Il volume della voce è troppo basso. Proviamo a verificare se si può alzare.

Chiedo alla regia un supporto.

 

GIBERTONI: Non sentite niente.

 

PRESIDENTE (Petitti): È ancora un po’ basso. Non so, consigliera, se si riesce ad alzare da lì, dalla sua postazione.

 

GIBERTONI: Ci sto provando. Mi spiace.

 

PRESIDENTE (Petitti): Dalla regia si riesce ad alzare un po’ di più il volume della consigliera? Proviamo. Provi magari, consigliera, a tenere il microfono più vicino possibile alla bocca e vediamo se magari aiuta un po’.

 

GIBERTONI: D’accordo. Al momento, però, è questo. Non so se si sente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Si sente un po’ basso, ma proceda pure. Grazie.

 

GIBERTONI: Grazie, presidente. Magari mi avverta se proprio non si dovesse sentire nulla.

L’interpellanza riguarda, come è stato annunciato, i depositi di CO2 a largo di Ravenna. In particolare, la coerenza non soltanto con le dichiarazioni rispetto alla necessità della transizione ecologica fatta di recente in particolare in chiusura di questa legislatura, ma a mio avviso in modo ancora più sbalorditivo la coerenza con precedenti documentazioni della Regione Emilia-Romagna.

In particolare mi riferisco a un documento del 2013, che riporto nell’interpellanza. È un documento davvero ben fatto, un documento scientificamente saldo, con un’ottima elaborazione, con una ottima capacità di inquadrare i problemi. È un documento della Regione Emilia-Romagna di cui la Regione credo possa andare fiera. Poi in questo documento si dice che, purtroppo, non si può sottovalutare lo stoccaggio della CO2, quindi la cattura e lo stoccaggio della CO2.

Ricordo naturalmente che già il rapporto ICHESE aveva sollevato numerosi dubbi e quindi non aveva escluso che eventi sismici potessero essere innescati da attività umane. Il responsabile di quella Commissione, il professor Styles, di recente, l’anno scorso mi pare, in una rivista scientifica, in un’intervista a una rivista commentò una circostanza […]. Per cui, a tuttora, ad oggi diceva è molto più facile di quanto noi pensassimo – diceva il professor Styles – stimolare sismicità, varia magnitudo, spesso piccola, ma non insignificante, in micro sismicità, spesso la sismicità, invece, con rischi ambientali molto elevati. Lo diceva una Commissione importante, lo dice un documento della Regione Emilia-Romagna, che ricorda addirittura che, nel corso della procedura di valutazione ambientale strategica, in cui si pongono serie domande sulle conseguenze ambientali dei depositi artificiali di CO2 nel nostro sottosuolo, dovrebbe essere valutata addirittura l’alternativa zero sia per annullare ogni rischio ambientale, e non soltanto a parole, oltre al fatto che non si può parlare solo a parole di transizione ecologica verso rinnovabili lasciando alle spalle dei fossili, la sostenibilità della scelta di stoccaggio rispetto ad altre scelte per il contenimento di CO2 è una scelta molto criticabile. Quindi, addirittura ricorda il documento – lo ribadisco – della Regione Emilia-Romagna che le direttive europee non impongono alcun obbligo ai Paesi, ma dicono che c’è il diritto addirittura di non permettere lo stoccaggio in alcune parti oppure nella totalità dei territori.

Il documento invitava a pensare ad alternative di scenario, rappresentate da altre possibilità di contenimento, ed è un documento che si esprime in un modo che io riporto qui, perché apprezzo molto la capacità di inquadrare il problema e la scientificità. In questo documento della Regione Emilia-Romagna del 2013 si dice che in linea generale si evidenzia una preoccupante immaturità della tecnologia di cattura e di stoccaggio di CO2.

All’inizio del 2020 ci sono delle dichiarazioni da parte di ENI ed ENEL, che vengono riprese quasi pari-pari dal presidente del Consiglio alla chiusura dei lavori degli stati generali di giugno 2020 e che vengono riprese, a loro volta, come una palla che rimbalza, senza che ci sia stato un momento per fermarla e capire che cosa si sta facendo, dal sindaco di Ravenna e credo anche dall’Assessorato rispetto al progetto di ENI di utilizzare strutture dismesse o in fase di dismissione, come sono i posti esauriti nel mare di fronte a Ravenna, però invece che chiuderli e bonificarli, andare a inserire lì lo stoccaggio di CO2.

Con questa interpellanza, allora – chiudo con questa sintesi, chiedo dove stia la coerenza rispetto a precedenti documenti della stessa Regione Emilia-Romagna, quindi perché la Regione abbia cambiato idea, perché abbia fatto suo, senza nemmeno conoscerlo e senza, quindi, una vera analisi scientifica, il progetto annunciato da ENI per fare di Ravenna il centro mondiale di stoccaggio di CO2, perché non si ponga domande serie sulle conseguenze ambientali dei depositi artificiali di CO2 nel nostro territorio.

Spero, presidente, che si sia sentito a sufficienza quello che ho detto.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, si è sentito, consigliera.

A questo punto, risponde l’assessore Colla. Prego, assessore.

 

COLLA, assessore: Mi sente?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la sentiamo. Prego, assessore.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliera Gibertoni, per questa opportunità.

La necessità di aggiornare le politiche energetiche a livello globale per fronteggiare efficacemente le modificazioni climatiche è ormai unanimemente considerata una priorità. Sarà la più grande sfida di transizione economica e sociale. A tal fine, è necessario un approccio integrato operando sul lato dell’uso dell’energia e su quello della produzione. Ciò richiede di accelerare la transizione verso un’economia non più basata sui combustibili fossili, ma sull’incremento dell’efficienza, lato domanda e lato offerta, e sulle fonti rinnovabili, contestualmente puntando a tecnologie pulite e a emissioni tendenti a zero nell’impiego dei fossili.

Poiché la politica energetica è condizionata dal perdurare del ricorso massiccio alle fonti fossili, risulta pertanto cruciale lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie in grado di abbattere drasticamente le emissioni di CO2 in atmosfera da impianti alimentati a combustibili fossili. Tale esigenza è ancora più sentita se si considerano anche altri processi industriali, massicci emettitori di CO2, come il siderurgico, il petrolchimico, il cementiero. Le tecnologie di cattura CO2 costituiscono la filiera che permette di separare il biossido di carbonio emesso dagli impianti alimentati a combustibili fossili, questo è scientificamente provato, e di neutralizzarlo in maniera definitiva, sottraendolo, così, alla quota rilasciata in atmosfera.

La soluzione, già matura, prevede lo stoccaggio nel sottosuolo in formazioni geologiche profonde, ovvero in serbatoi esauriti in idrocarburi. Sono esperienze che già ci sono nel nord Europa. In tutto il mondo e anche in Europa sono in corso importanti programmi di ricerca sulle tecnologie di captazione e dimostrazione su scala industriale. L’Europa è all’avanguardia sia sul piano dello sviluppo tecnologico che su quello degli investimenti comunitari, nazionali e privati. C’è proprio dentro il progetto dell’idrogeno questa operazione della captazione nel progetto idrogeno, che sarà finanziato dal Recovery Fund.

L’Europa intende affrontare le grandi sfide del clima e dell’energia attraverso un grande programma di innovazione, il SET Plan, e il nostro Paese ha consegnato il Piano nazionale integrato energetico e climatico. Noi dobbiamo essere coerenti al Piano e fedeli ai contenuti, ai suoi obiettivi, che è condizione anche per affermare l’Agenda ONU e COP21 Parigi.

Per realizzare questa rivoluzione industriale manifatturiera, sociale, io dico culturale di fronte alla concorrenza di alcuni Paesi industrializzati delle economie emergenti i Paesi dell’Unione dovranno mettere in comune le risorse e condividere i rischi connessi allo sviluppo di nuove tecnologie trovando il giusto equilibrio fra cooperazione, competizione e tutela ambientale.

Tale sforzo potrà portare ad assumere la leadership mondiale delle tecnologie energetiche, valorizzando così i benefici che questa rivoluzione comporterà. Gli ultimi modelli internazionali sul cambiamento climatico prevedono un impiego di questa tecnologia senza precedenti nei prossimi cinquant’anni.

Il motivo è sostanzialmente legato a tre fattori: 1) si tratta di una soluzione funzionante già oggi; 2) è in grado di ridurre significativamente le emissioni del settore industriale; 3) è in linea con un target di riduzione di CO2 fissato a livello internazionale. La captazione ha il netto vantaggio di poter essere applicata a una vasta gamma di settori industriali come ad esempio la produzione di biocarburanti di idrogeno e di fertilizzanti, la generazione elettrica da carbone, il processo del gas naturale, la produzione di idrogeno e di carbone, il processo di gas naturale, il riciclo per gas e biomasse.

È riconosciuta come una delle principali tecnologie per la mitigazione dei cambiamenti climatici e la transizione verso un futuro a basse emissioni. La captazione è l’unica tecnologia ad oggi disponibile in grado di consentire una forte riduzione delle emissioni in molti processi industriali ritenuti vitali per l’economia globale. In aggiunta, vi sono molti settori, tra cui la raffinazione e la lavorazione dei prodotti chimici, petrolio e gas, nonché la produzione di fertilizzanti, che producono un flusso di CO2 puro, come sottoprodotto delle proprie lavorazioni.

Oggi questi settori sono quelli che ospitano la maggior parte di impianti di captazione su larga scala. Da ultimo va ricordato che la captazione sostituisce anche un canale per la futura produzione di idrogeno a zero emissioni. Attualmente, infatti, è la tecnologia più matura con cui ottenere idrogeno blu e che se sviluppata è in grado di decarbonizzare, tra gli altri, il settore dei trasporti e i mercati domestici del gas.

La sfida della captazione, quindi, passa non solo attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie, visto che nei diversi settori queste tecnologie sono già operative da tempo, seppur suscettibili di ulteriore progresso tecnologico per aumentare l’efficienza e ridurre i costi, quanto nel cambiare in modo efficiente ed economicamente sostenibile l’intera filiera dell’anidride carbonica, garantendo nel contempo la tutela dell’ambiente e la sicurezza della popolazione.

Catturare CO2 nelle centrali elettriche comporta un maggior consumo di energia e, quindi, un aumento dei costi di produzione dell’elettricità. A questi costi vanno aggiunti quelli relativi al trasporto e allo stoccaggio.

Il progetto per la cattura e lo stoccaggio di CO2 di Ravenna proposto dalla multinazionale ENI, progetto di livello internazionale, il prototipo lo avremo nel 2021, può contare su un patrimonio imprenditoriale, tutte le imprese del settore oil and gas, con 6.000 occupati, una professionalità incredibile, che conta imprese leader mondiali e conta professionalità che, se vogliamo fare ambiente in questo Paese, saranno indispensabili. Stiamo parlando di impianti su terraferma, su cui intervenire per contribuire alla significativa riduzione di CO2. Si aggiunge che il progetto potrebbe contribuire al rilancio del settore stesso, che sta vivendo ovviamente anche una crisi.

Arrivo alla frase della consigliera Gibertoni ed espressa dalla Regione Emilia-Romagna nell’osservazione 9 come contributo alla VAS ministeriale del Piano per l’individuazione delle aree del territorio nazionale e della zona economica esclusiva, all’interno dei quali possono essere selezionati i siti di stoccaggio geologico di CO2, relativa alla immaturità della tecnologia della captazione. Deve essere, a mio avviso, totalmente contestualizzata all’anno di riferimento, che era il 2013. In queste tecnologie – stiamo parlando del 2013 – c’è stata veramente un’evoluzione incredibile dal punto di vista tecnologico. Inoltre, quel piano del 2013 mai è giunto ad approvazione e individuava una serie di possibili stoccaggi in confinamenti geologici di natura complementare diversa fra di loro e, quindi, con caratteristiche diverse di sicurezza potenziale rispetto al rilascio nel tempo.

La valutazione espressa circa il livello di innovazione del progetto in questione va riferito alla possibilità di realizzare un hub a Ravenna di grande valorizzazione di diverse tecnologie e know-how per la produzione di energia, oltre che per lo stoccaggio di CO2. Noi pensiamo che lì si concentrerà un valore innovativo senza precedenti, e non è solo dell’Emilia-Romagna, ma è del Paese.

Sarà un percorso, ovviamente, di grande attenzione, di grandi teste scientifiche che ci accompagneranno, ma il progetto di captazione è uno dei progetti più innovativi che per ora i nostri tecnici scientifici ci dicono di valutare con grande attenzione per l’impatto positivo che avrà nel tempo.

È ovvio che, per quanto ci riguarda, relativamente al progetto di stoccaggio di CO2 nei giacimenti marini esauriti di gas naturale, va segnalato che lo stesso dovrà essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale, dovrà essere sottoposto alla direttiva della CEE, dovrà essere, ovviamente, sottoposto ai temi anche geologici e a tutta la normativa dei Ministeri.

Noi saremo chiamati in quei luoghi a dare la nostra valutazione. Per quanto ci riguarda, a partire da oggi comunichiamo la nostra piena disponibilità a coinvolgere i consiglieri, l’Assemblea, i territori. È pertanto in quelle sedi che la Regione sarà chiamata ad esprimere le proprie osservazioni. Dico, però, già in premessa che quegli investimenti non comportano consumo di suoli o nuovi impianti, ma agiscono su strutture esistenti. Vedi soprattutto centrali elettriche ad alimentazione fossile.

Mi permetta. Sul tema scientifico del rischio sismico ci sono, ovviamente, qui operazioni contrapposte, anche scientifiche. Mi permetta: per esperienza potrei rispondere che se il tema di rischio sismico è dovuto alle perforazioni, guardate che in Iran e in Iraq ci dovrebbe essere un terremoto al giorno. Penso che, invece, con lucidità, dobbiamo tenere a mente il fatto che la transizione, che sarà uno dei percorsi più difficili, la transizione da fossili rinnovabili, è la più grande esperienza innovativa che dobbiamo mettere in campo, con le tecnologie che sono già testate. La captazione è una tecnologia molto innovativa, molto impattante dal punto di vista positivo sugli scarichi di idrocarburi e di CO2 in atmosfera.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Colla.

Per la replica, consigliera Gibertoni, le restano quattro minuti. Prego.

Consigliera Gibertoni?

 

GIBERTONI: Presidente, eccoci.

 

PRESIDENTE (Petitti): Ancora una volta le chiedo di provare ad alzare l’audio.

 

GIBERTONI: Mi sente adesso, se lo tengo...

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, un po’ meglio. Un po’ meglio.

 

GIBERTONI: Proviamo. Non mi avevate attivato video e audio. Adesso dovremmo esserci. Spero.

Assessore, prendo atto della sua risposta e anche del suo tono così convinto, al limite del trionfalistico, del trionfante. Non sono così ottimista e non sono disponibile a credere che in sei anni si siano fatti passi da gigante e che un documento così fondato e così attento al dettaglio, così basato su scienza e forse anche su coscienza… Se io fossi assessore, incornicerei quelle pagine come ispirazione nella mia linea politica. Non credo che su quello si siano fatti passi avanti tali da lasciarlo indietro e dimenticarlo. Credo, invece, che molti passi avanti si siano fatti sulla sismicità indotta, di cui lei non ha parlato per nulla, se non con dei riferimenti mediorientali, ma sulla semplicità indotta le ricordo che abbiamo cominciato, per fortuna, ad avere maggiore consapevolezza, anche a livello di società, a seguito di tragedie immani, come quella successa in Emilia-Romagna e le Istituzioni scientifiche hanno moltiplicato gli studi, hanno moltiplicato gli approfondimenti anche in seguito a quelle tragedie. Dire che questo non è più un problema mi sembra davvero superficiale come atteggiamento. Colgo le implicazioni economiche del progetto, di quello che lei dice, anche se, anche dal punto di vista, come lei dice, del valore, colgo le implicazioni economiche soprattutto a favore di ENI. Non colgo le implicazioni a favore dei cittadini e dell’ambiente. Mi è chiaro che per ENI è un risparmio dire che dei pozzi che dovrebbe chiudere e bonificare si fanno […] d’altro tipo, stoccaggio di anidride carbonica. È un bel problema risolto per ENI e anche dei costi risparmiati per ENI. Non mi è chiaro dove cade qui il vantaggio per i cittadini. Quindi, io non vedo una scientificità sufficiente nella sua risposta, non colgo neppure dove la parte economica abbia un vantaggio diretto sulla comunità dei cittadini. Non confuterei in nessun modo quel documento che ritengo, invece, purtroppo ancora molto attuale e degno di ulteriore approfondimento. Nel merito, tra l’altro, mi sento di dire, ma questo però l’avevo già messo nell’interpellanza, che non solo ci dobbiamo porre serie domande perché non abbiamo in questo momento basi scientifiche sufficienti per dare messaggi trionfalistici come quello che ho appena sentito e quindi procedere con così pochi dubbi su progetti di importanza come lei ha ricordato o addirittura internazionali o mondiali. Mi sembra davvero esagerato questo, a fronte del vuoto rispetto alle basi e rispetto alle esigenze di approfondimento che ancora noi abbiamo. È una tragedia che è successa ieri e che purtroppo i nostri territori ancora ci ricordano, che la nostra urbanistica ci ricorda.

Soprattutto, noi rischiamo di rimandare ancora, stoccando CO2, la transizione promessa dalla sua parte politica, continuando però a stoccare CO2. Quindi, invece che pensare ad alternative veloci per ridurre la produzione di CO2, noi continuiamo ad ampliare la possibilità di stoccarla, di fatto rafforzando un vecchio metodo, un vecchio modo.

Io confuto questa decisione e anche la criticità con cui la portate avanti sia nel merito, come ho detto, dal punto di vista scientifico sia nel metodo, perché non è questo il momento e non è questo il luogo, secondo me, per procedere con messaggi così trionfali. Però, visto che purtroppo quell’opinione evidentemente la Regione Emilia-Romagna mi conferma che l’ha cambiata – questa era la domanda rispetto alla mia interpellanza – in quanto la Regione Emilia-Romagna dice una cosa nel 2013 e oggi cambia idea, e cambia idea in modo macroscopico, in modo quasi eccessivo, quindi vara o si prepara a varare progetti dal fortissimo impatto ambientale.

La mia insoddisfazione, quindi, è ovviamente certa, ma il punto della mia insoddisfazione è la forte preoccupazione che purtroppo adesso ci porti a ulteriori rischi ambientali e soprattutto alla solita obbedienza a mondi che non sono quelli che fanno il bene delle comunità locali e che varano e che vivono di grandi progetti, di progetti impattanti, mentre cittadini e ambiente non ci guadagnano nulla. Ci guadagnano soltanto rischi in più, l’allungamento dell’uso dei combustibili fossili e un rinvio sine die di transizione necessaria…

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliera Gibertoni, la invito a concludere.

 

GIBERTONI: Ho concluso.

Dicevo, la più totale contraddizione della […] che qua si pratica su larga scala, rispetto a quello che è stato detto in campagna elettorale da chi governa oggi questa Regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 993

Interpellanza sul “Fondo Affitti” 2019/2020, a sostegno della locazione privata, dell’Unione Terre d’Argine (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

PRESIDENTE (Petitti): Continuiamo con le interpellanze: interpellanza 993 sul “Fondo Affitti” 2019/2020, a sostegno della locazione privata, dell’Unione Terre d’Argine di Modena, a firma del consigliere Barcaiuolo. Risponde la vicepresidente Schlein.

Prego, consigliere.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

L’interpellanza nasce rispetto a un problema che sicuramente mi è molto caro, come è caro alla destra politica da sempre, ovvero quella possibilità per ciascun individuo, per ciascun cittadino di poter avere un alloggio nel quale potersi riparare e poter vivere. Su questo penso che ci sia la totale condivisione: la casa non è altro che la proiezione, anche fisica, di ciascuno di noi.

Rispetto ai problemi economici che portano molte persone a essere in difficoltà nell’avere una casa, le strade per gli aiuti sono diverse e differenti. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato un fondo per gli affitti tramite, di fatto, convenzioni ‒ sono tecnicamente convenzioni ‒ con i singoli Comuni o, come in questo caso, l’Unione dei Comuni.

L’interrogazione nasce perché proprio nell’Unione dei Comuni Terre d’Argine, un’Unione di Comuni composta da quattro comuni (Carpi, Novi di Modena, Soliera e Campogalliano), rispetto all’ultimo bando fatto per stanziare questi fondi per gli affitti, abbiamo avuto moltissime segnalazioni di persone idonee, che quindi rispettavano tutti i parametri del bando, parametri ovviamente diversi e tutti pienamente legittimi, tra i quali il parametro reddituale, che però non trovavano soddisfazione rispetto a i fondi previsti. Quindi, la risposta loro era che, sì, erano idonei in tutto e per tutto, ma erano finiti i fondi.

Anticipo già una cosa. A parte la risposta, so che qualcosa probabilmente è stato fatto, però l’interrogazione credo che serva... È per questo che l’ho voluta fortemente mantenere, nonostante un intervento, che so che vi è stato, della Regione. È chiaro che, da questi passaggi, serve mantenere alta la credibilità delle Istituzioni. Se qualcuno è in un parametro e viene ritenuto bisognoso d’aiuto credo che abbia tutto il dovere di avere una risposta certa.

Le domande dell’interpellanza ‒ poi chiudo e lascio la parola per la risposta ‒ sono se la Regione era al corrente di quanto riportato nel testo dell’interrogazione, quanti soggetti la cui domanda sia stata ritenuta validamente e correttamente presentata siano stati esclusi dall’erogazione del contributo con la motivazione dell’esaurimento fondi, a quanto ammontavano i fondi totali dati all’Unione e se l’Unione abbia contribuito con la messa in campo di fondi propri, oltre a quelli regionali, come tra l’altro è previsto dalla legge regionale n. 24/2001, all’articolo 38.

Chiedo se la Regione ha intenzione o ha avuto l’intenzione di stanziare risorse aggiuntive a copertura di quelle domande che, pur valide, non sono state accolte per mancanza di fondi.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Prego, vicepresidente.

 

SCHLEIN, vicepresidente: Grazie, presidente. Grazie, consigliere Barcaiuolo.

Con riferimento alla sua interpellanza, la n. 993, se non sbaglio, riportiamo i dati che l’Unione Terre d’Argine ha fornito in occasione del monitoraggio semestrale del Ministero delle infrastrutture e trasporti avente per oggetto la gestione del fondo nazionale per l’accesso alle abitazioni in locazione, la legge n. 431 del 1998.

Il numero di domande pervenute – qui stiamo parlando in riferimento al bando, al fondo affitto della Regione, 2019, quindi quello dell’anno precedente – è pari a 654, il numero di beneficiari è 265.

Inoltre, rispetto alla domanda che faceva il consigliere Barcaiuolo nell’interpellanza, non risulta che l’Unione Terre d’Argine avesse cofinanziato il bando 2019 con ulteriori risorse proprie, scelta che, del resto, era in linea con quanto fatto mediamente anche dalle altre Amministrazioni, perché nel bando il cofinanziamento non era obbligatorio. Del bando 2019 stiamo parlando.

Le domande ammesse in graduatoria e rimaste prive dei contributi dell’anno 2019 concessi ai Comuni con la DGR n. 1815 del 2019 sono quindi 389.

La DGR 1815/2019 aveva assegnato al distretto socio sanitario di Carpi – l’Unione Terre d’Argine gestisce, per conto dei Comuni del distretto, la materia delle politiche abitative – la somma di euro 358.514,16. Con la DGR n. 602/2020, cioè con il nuovo fondo per l’affitto 2020, sono stati concessi ai Comuni capofila dei distretti socio sanitari i fondi dell’anno 2020, bilancio regionale 10 milioni e bilancio statale 4.971.515,92 euro.

La medesima DGR 602/2020, oltre ad attivare anche nuove tipologie che si sono rese necessarie di interventi per far fronte all’emergenza economica causata dal Covid-19, ha dato facoltà ai Comuni, ai distretti più correttamente, di utilizzare una quota fino ad un massimo del 50 per cento delle nuove risorse stanziate nel 2020 per andare a scorrimento delle graduatorie precedenti, cioè proprio quelle di cui tratta l’interpellanza, quelle del 2019, in modo da poter dare una risposta a chi effettivamente, pur avendo tutti i requisiti, era rimasto fuori dal contributo per esaurimento dei fondi.

Storicamente bisogna anche dire che davanti ad un bisogno che c’è, perché ci sono famiglie in difficoltà a pagare l’affitto, storicamente i contributi per questo tipo di fondo affitto non sono mai sufficienti a coprire tutte le graduatorie. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo reso possibile con queste nuove risorse, fino a un 50 per cento, per il distretto destinarle all’esaurimento delle vecchie graduatorie. L’Unione Terre d’Argine ha deciso di mettere, infatti, proprio il 50 per cento di queste nuove risorse sullo scorrimento della graduatoria 2019, che si era chiusa recentemente, cioè a maggio 2020. È una graduatoria recente, quindi registra un bisogno che c’è. Inoltre, ha deciso di mettere ulteriori 200.000 euro di risorse proprie aggiuntive per esaurire quella graduatoria fino in fondo. Quindi, finalmente tutti coloro che erano parte della graduatoria 2019 riceveranno il contributo.

Ci tengo a sottolineare che è sempre valida la possibilità di fare richiesta dei nuovi contributi da Fondo per l’Affitto 2020, quella della DGR n. 602/2020, anche per quei nuclei che fossero già nella graduatoria del 2019. Possono comunque chiedere i contributi anche nuovi 2020, questo a prescindere che avessero ottenuto o meno il contributo del 2019.

Il nuovo Fondo Affitto è stato costruito in modo flessibile nel 2020, in piena emergenza Covid-19, proprio per dare tutti gli strumenti ai Distretti, alle Unioni e ai Comuni per rispondere ai bisogni di chi era già in difficoltà prima dell’emergenza Covid e di chi per la prima volta si è trovato in difficoltà a pagare l’affitto durante l’emergenza Covid. Quindi, abbiamo non solo dato la possibilità di scorrere le vecchie graduatorie con le nuove risorse fino a un massimo del 50 per cento, ma abbiamo anche costruito la possibilità – ricorderete – di quei nuovi contributi proporzionati al calo del reddito avuto per effetto dell’emergenza Covid-19 e anche incentivato con un’importante novità le rinegoziazioni di quei proprietari che accettassero di ridurre l’affitto ai propri inquilini.

Siamo in attesa, inoltre – su questo concludo –, di nuovi contributi sull’affitto stanziati dal Governo nel decreto “Rilancio”, nuove risorse per rafforzare i nostri strumenti di intervento, che sono già stati aumentati dai 12 milioni del fondo 2019 ai 15 milioni del fondo 2020.

Vi ringrazio.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente Schlein.

A lei la parola, consigliere Barcaiuolo, per la replica. Ha cinque minuti. Prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente. Grazie, vicepresidente, per la risposta sicuramente puntuale.

Mi perdoni la battuta, vista la mascherina che portava poc’anzi dal “retrosapore ittico” e forse un po’ retrò: questa volta forse su questo tipo di destinazione qualcuno ha abboccato. Io sono convinto e felice delle successive iniziative che, anche attraverso la Regione, hanno permesso di far sì che la graduatoria sia potuta slittare ben oltre, usando quel 50 per cento. È chiaro che, al netto di questo, credo che sul problema casa si dovrebbe fare un ragionamento diverso. La stessa Costituzione italiana, all’articolo 47, parla di incentivare la proprietà della casa. Probabilmente, almeno questa è la mia visione, il vero diritto all’abitazione si perfeziona con il diritto alla proprietà della casa.

Su questo è chiaro che svariate ipotesi, anche fatte altrove, lontano da qui... Penso ai mutui sociali, penso alla possibilità di un piano edilizio sociale vero e nuovo, che in Italia non si vede dal dopoguerra e che credo sia assolutamente necessario e urgente.

Su questo ci confronteremo, magari anche con qualche proposta concreta, quindi non con lo strumento dell’interpellanza, ma ‒ perché no? ‒ con qualche risoluzione o ‒ perché no? Ripeto ‒ anche con una proposta di legge, perché credo che il problema casa sia un problema che in questi tempi vada assolutamente affrontato di petto, proprio perché si pensa sempre troppo ai problemi immediati, quando invece il problema casa, che è un problema che anche in questa regione è diffuso, bisogna riuscire a guardarlo con maggiore prospettiva rispetto a un diritto fondamentale di ogni cittadino.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 1039

Interpellanza per chiedere alla Giunta regionale i motivi del mancato ripristino della strada SP43 Badi-Rio Confini nel territorio del Comune di Camugnano (BO), chiusa per movimento franoso dal mese di ottobre 2019. A firma del Consigliere: Facci

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con le interpellanze.

Interpellanza 1039 per chiedere alla Giunta regionale i motivi del mancato ripristino della strada SP43 Badi-Rio Confini nel territorio del Comune di Camugnano, Bologna, chiusa per motivi franosi nel mese di ottobre 2019, a firma del consigliere Facci. Risponde l’assessore Corsini.

Prego, consigliere.

 

FACCI: Grazie.

Prima di entrare nel merito della richiesta che viene fatta con questa interpellanza, vorrei fare una piccola premessa. La premessa è che questa Regione, in particolare con le ultime linee di mandato, ha voluto soffermarsi in maniera molto precisa sull’attenzione su una rinnovata sensibilità alla messa in sicurezza delle strade per quanto riguarda il nostro Appennino, la nostra montagna. Aveva già annunciato mesi fa il presidente Bonaccini uno stanziamento di 5 milioni per la montagna regionale, per il maltempo di quel periodo. Nelle stesse linee di mandato c’è una indicazione precisa: la scelta di destinare risorse straordinarie dedicate alla manutenzione stradale e alla sicurezza del territorio sarà resa stabile nel tempo. Costante sarà lo sforzo per il mantenimento delle condizioni ottimali della viabilità montana. Noi abbiamo una Regione che predica bene, perché annuncia stanziamenti, annuncia attenzioni, annuncia una serie di interventi sui territori montani. Poi, però, che cosa accade? La realtà è un’altra, la realtà è che a volte anche in un gioco un po’ di scaricabarile fra la Regione e gli enti intermedi, per quanto riguarda il bolognese, la Città metropolitana, gli altri territori, le Province, non si sa chi deve fare cosa e lasciamo i territori in balia di se stessi.

Il caso che affronto con questa interrogazione è una strada sicuramente minore, neanche troppo trafficata, ma importante, perché è una strada di collegamento tra una realtà preziosa oltre che importante come l’Alta Valle del Reno, in questo caso nel Comune di Camugnano, con la Toscana.

Come ho ricordato anche all’assessore Priolo poche settimane fa, la criticità di quella zona è proprio nei collegamenti con la Toscana, che, laddove interrotti per motivi superiori, determina una assoluta compromissione di qualsiasi attività debba essere svolta in quelle zone.

L’interpellanza chiede sostanzialmente notizie su questa strada provinciale 43 chiusa dall’ottobre del 2019. Ormai compie un anno. Tra poco andremo a festeggiare, in senso ovviamente malinconico e in senso lato, con molta malinconia e tristezza, il primo compleanno. Se si ritiene che questa chiusura sia in linea con gli standard che la Regione vuole assicurare ai territori, dice di voler assicurare territori, vorrei sapere quali sono le azioni concrete che la Regione intende adottare. 

Parliamo di un aspetto specifico, ma in realtà potremmo rivolgerci a qualsiasi altra arteria stradale di montagna, perché ciclicamente questi problemi, ahimè, si ripetono.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Facci.

Prego, assessore Corsini.

 

CORSINI, assessore: Grazie, presidente.

La strada in questione, la SP43, è stata chiusa per la precisione da fine novembre 2019 e non dal mese di ottobre, come riportato nell’interpellanza.

La Città metropolitana di Bologna, che, come è noto, gestisce l’infrastruttura, ha lavorato per rimuovere il materiale crollato nel periodo fine dicembre-gennaio, nella prospettiva di potere aprire al traffico, seppure con limitazioni, ma non si sono realizzate le necessarie condizioni di sicurezza, allora.

Sono stati fatti in seguito rilievi e monitoraggi, oltre che le elaborazioni di due progetti, per consentire la riapertura della strada, il primo, per l’importo di 85.400 euro, finalizzato al ripristino del manto stradale, il secondo, per l’importo di 189.000 euro, finalizzato alla realizzazione di un sistema di reti paramassi per proteggere e stabilizzare l’area.

Il primo progetto trova la copertura finanziaria nei fondi della Protezione civile, approvati con atto del presidente della Giunta nel 2020, mentre il secondo con i fondi messi a disposizione dal Servizio viabilità per la manutenzione straordinaria, approvati con determina dirigenziale nel 2019.

Il primo progetto è già stato appaltato e i lavori saranno consegnati a breve e presumibilmente completati entro il mese di settembre del corrente anno naturalmente. Il secondo progetto, invece, è ancora in fase di aggiudicazione, quindi non è ancora possibile indicare con sufficiente precisione un termine presunto di fine lavori. Dovrebbe essere completato, comunque, nell’arco di circa un mese a partire dalla consegna dei lavori stessi.

Per la manutenzione straordinaria della rete provinciale a cui si faceva riferimento nell’interpellanza non solo di interesse regionale, sono stati assegnati dalla Regione alla Città metropolitana di Bologna 1.417.000 euro nel 2019 e 728.570 euro nel 2020. L’Ente gestore della rete provinciale stabilisce in autonomia le priorità di intervento, anche proporzionate alle disponibilità di bilancio. Segnalo, inoltre, che la Città metropolitana è stata beneficiaria di consistenti finanziamenti statali, attribuiti con DM del 16 febbraio 2018 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, pari a complessivi 29.327.000 euro nel quinquennio 2018-2023, sulla base dei quali ha presentato, il Ministero delle infrastrutture, un programma pluriennale di intervento che non è stato comunicato alla Regione.

Per quanto riguarda, invece, il riferimento dell’interpellante all’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale, si evidenzia che lo stesso non si occupa di finanziamenti per spese di investimento sulla rete stradale, ma di azioni per l’educazione alla sicurezza.

Per quanto riguarda, invece, il riferimento al finanziamento di 5 milioni di euro per il ripristino e la messa in sicurezza di strade e ponti danneggiati dal maltempo, si precisa che gli stessi sono gestiti dalla Protezione civile e sono destinati ai Comuni per interventi su strade comunali. All’interno di questo finanziamento, nel bolognese sono stati finanziati nove interventi per complessivi 640.000 euro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Corsini.

Consigliere Facci, ha quattro minuti di tempo per la replica.

 

FACCI: Grazie.

Assessore, chiedo scusa se non sono stato preciso. Vorrà dire che l’anno lo andremo a festeggiare, sempre in senso lato e sempre con grande malinconia, a fine novembre e non a fine ottobre, perché dalla sua risposta capiamo che avete addirittura invertito l’ordine delle priorità. Prima è stato progettato un rifacimento del manto stradale, per 85.000 e rotti, e poi addirittura deve essere ancora messa a bando l’opera più importante, cioè la messa in sicurezza di tutta la montagna, che sta franando e che, ovviamente, ha determinato l’interruzione, per un valore di 189.000.

È evidente che hanno fatto, qualcuno ha fatto l’opera opposta. Prima fa il manto stradale e poi pensa a rimettere in sicurezza, sperando che tutto vada come deve andare, la parte di monte che è collassata, che ha determinato la compromissione del manto stradale. Io non mi occupo di ingegneria edile, in questo caso stradale, ma forse andava fatta prima la messa in sicurezza e poi, eventualmente, il rifacimento del manto stradale. Rischiamo di spendere inutilmente denari pubblici.

Lei ha fatto delle osservazioni riguardo chi deve fare cosa. Quello che noto nelle risposte, e anche nella sua precisione nel voler dire a chi sono state date le risorse e come sono state utilizzate, è che purtroppo la fine di tutto questo ragionamento è che i territori pagano la disorganizzazione e l’accavallamento delle competenze, perché è verissimo che la Città metropolitana è destinataria delle vostre risorse e deve intervenire trattandosi di strada provinciale, ma è altrettanto vero che qui c’è stato – visto che il fatto è del novembre del 2019, comunque dell’autunno del 2019 – sicuramente un grave ritardo nell’intervento.

Il punto è che se voi garantite comunque la sicurezza dei territori, se voi garantite interventi precisi, assicurate che in montagna vi devono essere le stesse condizioni di vita della quotidianità di tutti i giorni che ci sono nelle città, bisogna essere consequenziali. È colpa della Città metropolitana? Allora, tocca a voi controllare che la Città metropolitana faccia il proprio dovere, altrimenti dovete essere voi a assumervi direttamente in carico una serie di competenze, una serie di realtà. Dobbiamo uscire da questa impasse. Dobbiamo uscire, perché alla fine chi va a pagare sono i piccoli Comuni, soprattutto quelli più piccoli, sicuramente gli enti locali e soprattutto quelli più piccoli e quelli più lontani. Questo è quello che io noto in questa vicenda, perché, come ho detto prima, e concludo, questo è l’esempio di quello che succede regolarmente: difficoltà, dissesto idrogeologico, scaricabarile fra le Unioni dei Comuni, la Città metropolitana, le Province, la Regione, la Protezione civile e alla fine le lungaggini burocratiche comportano che non si riesce ad avere una risposta efficace, un ripristino efficace. Siamo qua ancora a fare i conti con bandi che devono ancora essere appaltati, cominciati. La risposta sicuramente denota la difficoltà che c’è nella gestione del territorio, a partire dalla nostra Regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Facci.

A questo punto si concludono le interpellanze.

 

OGGETTO 517

Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire nel dialogo con il Governo per attivare quanto prima la ripartenza dei cantieri pubblici e privati, delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni e a proseguire nel percorso di revisione degli strumenti normativi, affinché si arrivi ad un concreto snellimento delle procedure e al superamento delle problematiche del lavoro nero e non regolare, garantendo una sostanziale lotta alle infiltrazioni criminali. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Costi, Pigoni, Bondavalli, Fabbri, Costa, Bulbi, Caliandro, Daffadà, Rontini, Rossi

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con i punti all’ordine del giorno.

Siamo al punto 517, la risoluzione che impegna la Giunta a proseguire nel dialogo con il Governo per attivare quanto prima la ripartenza dei cantieri pubblici e privati delle ristrutturazioni, delle riqualificazioni e a proseguire nel percorso di revisione degli strumenti normativi affinché si arrivi a un concreto snellimento delle procedure, al superamento delle problematiche del lavoro nero e non regolare, garantendo così una sostanziale lotta alle infiltrazioni criminali, a firma dei consiglieri Tarasconi, Costi ed altri.

A questo punto apriamo la discussione in dibattito generale. Ricordo sempre che ci sono cinque minuti di tempo per ogni consigliere di ogni Gruppo.

Prego, consigliera Tarasconi. Dieci minuti. Scusate, cinque per le dichiarazioni di voto. Dieci minuti per ogni consigliere. Prego, consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Non prenderò dieci minuti.

Questa risoluzione viene da lontano, nel senso che è stata depositata il 6 maggio, quindi in pieno periodo Covid, però è ancora estremamente attuale oggi. Quando questa risoluzione è stata depositata, tutti i cantieri erano fermi, pubblici e privati, e come dicevo prima eravamo in un momento di stop totale, per tutto, quindi anche per l’edilizia, e uno dei “considerati” era di cercare di combattere questa situazione e far ripartire uno dei motori più importanti dell’economia non solo, ovviamente, regionale, ma nazionale. Da allora è successo qualcosa, qualcosa che ha cambiato decisamente in meglio, perché oggi con il bonus al 110 per cento il settore è decisamente ripartito o, comunque, sicuramente sta migliorando rispetto a quelle che erano le condizioni di quando è stata scritta questa risoluzione, però permangono ancora alcune difficoltà.

Io vorrei utilizzare lo strumento di oggi per iniziare a parlare di quello che potrebbe succedere una volta che dovessimo ritornare ad avere altri numeri o una nuova ondata (adesso non voglio utilizzare termini troppo negativi). Però, il tema è: che cosa succederà quando e se si dovesse avere un cantiere in cui viene trovato qualcuno che è positivo e, quindi, si dovesse ritornare a quello che era lo stato di fatto del 6 maggio 2020? Ancorché le misure messe in atto oggi siano sicuramente delle buone misure per quanto riguarda il fatto di rimettere in moto la macchina dell’edilizia, rimane questo pensiero, che non è solo per l’edilizia… Approfitto di un minuto per dire anche che, ovviamente, tutti i settori in questo momento sono estremamente preoccupati. Dai pubblici esercizi alla ristorazione, al piccolo commercio, tutti si domandano, ancorché tutti auspichiamo che non ci sia un lockdown diffuso, che cosa potrebbe succedere nel momento in cui all’interno di un cantiere o all’interno di un negozio o all’interno di un pubblico esercizio uno dei dipendenti fosse riscontrato come positivo. Ritorniamo ad avere un cantiere che si blocca tutto compatto? Un esercizio commerciale ‒ faccio un esempio banale ‒ con cinque dipendenti, uno è positivo: chiudiamo il negozio per 14 giorni? Se questo dovesse succedere nel periodo, per esempio, natalizio, a dicembre, ovviamente potrebbe significare una difficoltà estrema per le aziende, che già oggi sono estremamente provate e che sicuramente farebbero molta fatica per potersi rialzare in un secondo momento.

In realtà, ripeto, questa risoluzione non è del tutto sorpassata. Credo ci siano ulteriori azioni che si possono mettere in campo. E poi c’è tutta la parte dello snellimento delle procedure, sulla quale si chiede di continuare a lavorare come Regione Emilia-Romagna, un percorso che è stato intrapreso ormai da anni per quanto riguarda la revisione degli strumenti normativi, per arrivare allo snellimento delle procedure e a una maggiore velocità. Oggi abbiamo capito che una delle cose fondamentali per le aziende, per poter lavorare, è la velocità di operare. Tutto questo rimane oggi attuale, ancorché alcune delle condizioni ‒ ripeto ‒ rispetto ad allora siano mutate.

In ogni caso, credo che lo sforzo in un settore così importante vada fatto, ma non solo. Ho approfittato di questa risoluzione per introdurre il tema. Penso che sarebbe molto opportuno iniziare a pensare a dei protocolli già oggi per il domani, per quanto riguarda la possibilità, qualora si trovassero dei positivi all’interno di strutture, che siano cantieri, che siano negozi, che siano in ambito di ristorazione, da mettere in atto affinché si possa scongiurare la chiusura per 14 giorni delle attività, che ovviamente patirebbero, in un momento già così difficile, un ulteriore appesantimento. Una chiusura di 14 giorni per un esercizio commerciale o per un cantiere in questo momento sarebbe se non fatale, decisamente “quasi”.

Grazie, presidente. Spero che questa risoluzione ci trovi tutti concordi sul fatto che c’è bisogno di dare una mano a tutto il settore dell’edilizia che deve riprendersi, perché da lì parte tutto. Avevo un vecchio assessore, quando facevo l’assessore, in Giunta a Piacenza che in dialetto piacentino diceva sempre che se la betoniera gira i soldi girano. Credo che effettivamente ci sia della verità in questo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Tarasconi.

Consigliere Lisei, prego.

 

LISEI: Grazie, presidente.

Chiedo alla collega se ha intenzione di apportare modifiche, perché ho sentito che il suo intervento, una parte del suo intervento era focalizzata sulle procedure che eventualmente dovessero essere adottate a seguito del riscontro di positivi all’interno di cantieri, ma di questo non se ne fa menzione all’interno dell’ordine del giorno. Quindi, non ho capito se verrà modificato il testo o se era semplicemente una nota di contorno e un auspicio della collega rispetto al documento base.

Io mi atterrò al documento che ci è stato presentato.

Onestamente, dire che la Regione Emilia-Romagna negli anni ha cercato di semplificare e supportare il comparto dell’edilizia e delle costruzioni credo che sia rappresentare qualcosa di quanto più lontano dalla realtà, ma non tornerò neanche qui rispetto a tutta una serie di normative già adottate e sbagliate, in particolare la legge n. 20 del 2000 sulla quale la Regione è intervenuta con la legge n. 17, perché aveva capito che era stato un errore che aveva bloccato completamente il comparto. È intervenuta con la legge n. 17 che oggi, di fatto, è praticamente inattuata. Quindi, non voglio neanche andare troppo nel passato. Le cito le cose più recenti, per dimostrarle quanta poca attenzione c’è sul tema principale di cui tutti ci riempiamo la bocca, che è la semplificazione della burocrazia, che è, tra le altre cose, uno degli elementi cardine e una delle richieste principali che ci viene fatta dagli operatori, ancor prima probabilmente che di bonus, che sono assolutamente utili. Saranno utili e utilissimi anche quello del 110 per cento, soprattutto se verrà prorogato, ma oltre ai bonus la prima richiesta che ci è sempre stata fatta è quella di snellire la burocrazia, cosa che ad oggi, nonostante il Covid, non è stato fatto. Le faccio un esempio concreto, il più recente: il decreto legge n. 76 recentemente adottato a livello nazionale, che tratta gli interventi di facciata e li considera manutenzione straordinaria, che avrebbe consentito agli operatori, ad esempio, di eseguire questi tipi di interventi, gli interventi di facciata, semplicemente con una CILA, oggi per una circolare emessa da questa Regione che considera la manutenzione straordinaria in modo restrittivo è necessaria una SCIA. E l’interpretazione che dà la Regione Emilia-Romagna è ancora più restrittiva di un’interpretazione a livello nazionale, che avrebbe consentito quanto meno uno snellimento burocratico.

Queste realtà ricadono in maniera ancora più restrittiva sull’applicazione che fanno i Comuni. Ad oggi – le pongo un altro esempio significativo – sulla classificazione urbanistica dei fabbricati i Comuni operano in maniera completamente disomogenea sul territorio, tanto che per un Comune, come ad esempio il Comune di Bologna, che considera tutti gli immobili ante 1949 immobili vincolati, costringe qualsiasi tipo di intervento a un parere obbligatorio della CQAP. Ovviamente, questo limita fortemente qualsiasi intervento, perché molti interventi sono su immobili che sono precedenti al 1949, ma molto spesso non hanno nessun valore di pregio architettonico. Tant’è vero che molti altri Comuni, ad esempio, non individuano in tutto ciò che è ante 1949 con vincolo, perché individuano a seconda di immobile e immobile alcuni immobili hanno un pregio, altri non hanno un pregio. Allora, su questo si crea una disomogeneità normativa, che è data proprio dalla necessità e dalla volontà di stratificare a livello normativo: la legge nazionale, poi arriva l’interpretazione regionale, poi ogni Comune si adegua come vuole. Questo crea un caos normativo che anche per chi opera nel settore… Non parlo dei costruttori, di chi vuole costruire, ma anche semplicemente degli ordini professionali. Oggi gli ordini professionali (geometri, architetti) sono diventati dei burocrati. Per presentare delle pratiche… Se vogliamo parlare, potremmo aprire un capitolo sulla modulistica che è richiesta dalla Regione. Dicevo, per presentare delle pratiche urbanistiche, per fare qualsiasi tipo di intervento oggi devi essere non soltanto un geometra, ma devi avere un geometra, un ingegnere, un avvocato. E quando chiedi i pareri ai Comuni, quando chiedi i pareri alle Regioni, non è che le risposte ti arrivano oggi. Le risposte e gli appuntamenti i Comuni li danno nel giro di un mese, due mesi, e spesso sono risposte che sviano il problema, perché nessuno si vuole assumere la responsabilità. Quindi, la responsabilità degli interventi viene completamente scaricata sui professionisti, e viene completamente scaricata sui professionisti perché non c’è una regia e non c’è nessuna semplificazione burocratica delle normative e delle procedure. Anzi, vengono sempre caricate di più. Più parliamo di semplificazioni, più le procedure che mettiamo in essere e che poniamo in essere sulle spalle di chi deve effettivamente svolgere quel tipo di interventi diventano gravose e diventano difficilmente realizzabili.

Oggi per fare un intervento, rispetto a venti o trent’anni fa, hai il triplo di responsabilità, hai il triplo di burocrazia e devi produrre il triplo di documentazione rispetto a quella di una volta. Peraltro, in un’era che ormai dovrebbe essere un’era digitale.

Oggi il primo intervento che bisogna fare è quello di ridurre i tempi delle pratiche urbanistiche. Oggi i tempi sono incompatibili, completamente, spesso anche con gli stessi bonus che vengono proposti a livello nazionale. Ma questo è figlio di un errore fondamentale. Oggi le burocrazie utilizzano il termine “semplificazione”. È questo il tema sul quale ci dobbiamo chiarire: per chi è la semplificazione? La semplificazione deve essere per l’utente finale, non per il dirigente o per le strutture. Magari non ci intendiamo su questo e può essere utile chiarirci. La semplificazione non deve essere per il pubblico. La semplificazione deve essere per l’utente. Oggi mi pare che, invece, chi scrive le normative, chi scrive le circolari, chi interpreta, interpreta a suo uso e consumo perché semplifica il lavoro degli uffici, ma rende molto più complicato a monte il lavoro di chi opera, si intende, non per fare nuove costruzioni, per fare qualsiasi cosa. Oggi anche gli stessi settori, visto che ormai la maggior parte delle imprese sono fallite, molte imprese sono fallite sul territorio e sono saltati migliaia di posti di lavoro, non chiedono di costruire, di consumare suolo, di fare chissà che cosa. Chiedono di spingere sulla rigenerazione e la riqualificazione. Ormai alle nuove costruzioni non ci pensa più minimamente nessuno. Oggi le rigenerazioni e le riqualificazioni molto spesso sono impossibili, se non rigenerazioni e riqualificazioni davvero con interventi di piccolo cabotaggio. Invece ci sono interventi, ci sono manufatti, ci sono immobili che necessiterebbero di grandi interventi di riqualificazione energetica, e oggi spesso vengono persi proprio nelle more dell’impossibilità di attuare e di portare a casa anche i bonus che l’Amministrazione prevede.

Basta semplicemente pensare all’impossibilità che c’è stata in passato ‒ oggi vedremo se il bonus del 110 ovvierà alla cosa ‒ di far decollare le premialità per le rigenerazioni. Spesso si prevedono anche dei premi che non possono essere conseguiti. Quindi, bisogna anche capire come ricadono sulle opere i bonus.

Quindi, sostenere che oggi c’è stata una semplificazione significa sostenere qualcosa che non esiste. Mi verrebbe da dire, come battuta: non metteteci più le mani, non semplificate più niente, perché tutte le volte che si parla di semplificazione si complicano le cose. Dico che, se davvero c’è interesse a questo, ciò che sarebbe necessario e indispensabile prima di mettere le mani a qualsiasi cosa è parlare con chi lavora, con chi lavora nel settore, fare un tavolo con i professionisti e ascoltare più i professionisti che le burocrazie, perché le burocrazie generano burocrazia e le burocrazie senza le burocrazie non sono più utili complessivamente al sistema.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

Innanzitutto, questo tema… Siamo d’accordo con la consigliera Tarasconi nel senso che non è per nulla superato questo tema, anzi siamo ancora all’interno della crisi, anzi credo che la crisi – quella vera, non quella sanitaria, ma quella economica – purtroppo ancora non l’abbiamo vista.

Non ritengo però che, all’interno di questi propositi, che sono comunque molto generici, si colga qual è il vero tema. Ovvero, si parla anche qui di semplificazione, si parla di sburocratizzazione, si parla di rilanciare gli investimenti, ma sempre in chiave molto generica. Noi invece dovremmo, come consiglieri regionali, come Assemblea regionale, ragionare su quali possono essere gli interventi un po’ più diretti, un po’ più puntuali, per riuscire a uscire da questa impasse, che ci portiamo dietro da tantissimi anni, ovvero il rapporto tra la burocrazia, gli uffici, la politica e il mondo del lavoro.

Voglio dare un credito a questa Regione in cui, anche se governata dal centrosinistra, rispetto all’ideologia classica forse qualche passo in più si è fatto; qualche accettazione nostra del fatto di essere una regione a forte trazione artigianale, commerciale, industriale, in questa regione, in questa Giunta è stata fatta, ma è ancora molto sulla carta.

Durante la campagna elettorale, per esempio, sono state fatte diverse promesse dal presidente Bonaccini e da coloro che oggi siedono sui banchi della Giunta regionale. Molte di queste premesse ponevano alla base il fatto che ci dovesse essere comunque un cambio di passo e una maggiore attenzione a quelle che sono le categorie produttive di questa regione. Poi è arrivato il Covid e sembra che adesso tutti abbiano capito, anche a livello nazionale, che siamo un Paese industriale e artigianale fatto di piccole e medie imprese. Ecco, queste piccole e medie imprese, però, ben prima del Covid avevano posto – nella campagna elettorale, ma anche successivamente, ma anche anni fa e da anni lo hanno fatto – quali erano i problemi per le piccole e medie imprese. Vogliamo parlare di edilizia, per esempio? Ma non solo. Tutte le piccole e medie imprese, cui si fa anche riferimento per la ripartenza economica in questa risoluzione, di cosa hanno bisogno?

Hanno bisogno, prima di tutto, di… Essendo aziende piccole, non hanno il potere, la forza anche economica di pagare tanti professionisti per potersi dirimere tra le varie problematiche burocratiche. Per esempio, i fondi europei. Una problematica che è stata sollevata, anche nel corso della discussione del DEFR, dagli stakeholder era proprio che le piccole aziende, anche del settore dell’edilizia, di qualsiasi settore, hanno difficoltà ad accedere ai fondi europei per potersi sviluppare, per poter migliorare quella che è la loro offerta e anche, per esempio, per cambiare i macchinari o per fare ricerche su nuove produzioni.

Tra l’altro, queste piccole imprese non hanno neanche la forza di pagare tanti professionisti, cosa che invece abbiamo visto… visto che in questa risoluzione noi parliamo anche di infiltrazioni criminali. Ecco, è notizia di oggi che le infiltrazioni criminali nella nostra regione avevano a disposizione dei pool di professionisti, si potevano permettere pool di professionisti per poter riuscire ad avere una concorrenza che poi è sleale nei confronti anche delle piccole imprese.

Noi aspettiamo da tempo lo sblocco dei cantieri in questa regione, tanti cantieri. Ne abbiamo chiesti tanti, sia a livello infrastrutturale, stradale. Parliamo per esempio delle dighe, parliamo delle autostrade, parliamo delle superstrade e anche della manutenzione. Anche questa manutenzione, che molti dei nostri Comuni non riescono a fare, dovrebbe essere incentivata sicuramente. Quello che manca… È la voce dei professionisti, per esempio. Ho letto un’intervista del presidente nazionale dell’Ordine degli ingegneri che dice “bene il superbonus ma evitiamo che si alzi il burocrate di turno o il dirigente dell’Agenzia delle entrate (e qua mi ricollego a quanto diceva anche il mio collega Lisei) ed emetta una circolare che vanifica tutto quello che era stato fatto preventivamente e che rende inapplicabili norme che, nel tempo, si sono anche stratificate, perché più volte è stato fatto il tentativo in questo Paese, ma anche in questa Regione, di passare alla semplificazione e non si è mai fatta.

Credo che questo sia anche un tema abbastanza politico, di cui il nostro presidente Bonaccini dovrebbe occuparsi in quanto presidente della Conferenza Stato-Regioni che a detta di qualche di qualche osservatore politico dopo il referendum diventa, de facto, la terza Camera dello Stato.

In questa veste il nostro presidente dovrebbe anche porre l’attenzione sul fatto che forse il modello che è arrivato a compimento, quello delle leggi Bassanini degli anni Novanta, è un modello abbastanza superato, perché alle leggi ogni tanto andrebbe fatto anche un tagliando.

Il fatto che sia stato dato troppo potere agli uffici e il fatto che bisognerebbe cambiare il paradigma e arrivare alla condizione che i dirigenti, gli amministrativi, coloro che occupano delle posizioni apicali abbiano più responsabilità sui risultati, abbiano più paura semmai della mancata rispondenza ai risultati, del mancato raggiungimento dei risultati che la politica dà a loro nelle linee di mandato, per esempio, invece di preoccuparsi, sempre ovviamente se si agisce in buona fede e rispettando un minimo delle regole, preoccuparsi di procedimenti che arrivano a volte a pioggia, e sono quelli che poi portano il cosiddetto blocco delle firme. Infatti, uno degli ultimi provvedimenti – lo Sblocca Cantieri vediamo se davvero riuscirà a dare un qualcosa in più – sarà quello di derubricare alcuni casi di colpa grave a colpa lieve. Questo è un qualcosa di cui, invece, anche in questa Regione, credo il nostro presidente dovrebbe farsi sicuramente promotore.

Anche in questo caso di cos’è che avremmo davvero bisogno? Sintetizzando al massimo, avremmo bisogno di un turnover all’interno degli uffici regionali. Ormai le materie sono talmente specialistiche e le nostre aziende, le nostre imprese, i nostri professionisti hanno raggiunto un tale grado di specializzazione che, a volte, invece, non è seguito da una classe dirigenziale di cui non si è potuto fare più turnover. Allora, e qui mi riallaccio a quello che diceva anche qui il presidente dell’Ordine degli ingegneri, magari evitiamo di dare finanziamenti a pioggia, ma utilizziamo i fondi per assumere professionisti all’interno della pubblica amministrazione, giovani e dinamici, che siano al passo anche con le nuove tecnologie, perché solo in questo modo avremo dipendenti pubblici, su cui non vogliamo dare sempre la croce, anche perché sappiamo benissimo la difficoltà che a volte c’è nell’interpretare le norme. Sicuramente chi fa le norme deve renderle più semplici e più applicabili. Ma bisogna anche portare un nuovo modello secondo cui il professionista all’interno della pubblica amministrazione – infatti li definisco professionisti – venga valutato sulla base dei risultati e venga valutato sulla base dei risultati alla fine del mandato anche di una Giunta.

Del resto, come dicevo all’inizio, dalle legge Bassanini in poi, dalle leggi Bassanini degli anni Novanta, i nostri rappresentanti vengono eletti, il presidente di Regione viene eletto, tutti vengono eletti, i sindaci vengono eletti, ed è su queste persone che poi grava la responsabilità e l’indicazione anche dei loro elettori, dei loro cittadini, quando invece gran parte delle volte non sono loro ad avere direttamente la responsabilità del fatto che le opere non vengono realizzate.

In questo caso, quindi, riteniamo che questa risoluzione, pur essendo condivisibile nei grandi temi, sia qualcosa che nella pratica non dia nessuna indicazione pratica su come andare a colpire i problemi che sono qui evidenziati.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Prego, consigliera Zamboni.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Ovviamente condivido tutta la parte delle premesse, dove si parla di riqualificazione e anche di sblocco del settore edilizio attraverso questo tipo di interventi. Ce n’è bisogno nel senso economico per far partire i cantieri – sono d’accordo – ce n’è bisogno in senso ambientale per motivi di riqualificazione energetica. Ripeto, però, un dubbio, una perplessità, anzi direi una certezza, che ho già espresso in altre occasioni, ossia di fermarsi quando si parla di semplificazione e di fermarsi un passo prima della deregulation. Questo è un problema – lo ricorda anche il dispositivo della Giunta – che tocca il lavoro, quindi il fatto che non ci sia lavoro nero, o altre forme di discriminazione, di sfruttamento, tocca comunque anche le normative ambientali. Quindi, sono d’accordo sullo sburocratizzare quello che è solo un aggravio di pratiche, però la politica dei controlli fa parte della politica ambientale, ma fa parte anche della difesa dell’economia dalle infiltrazioni criminali, come si legge in questo dispositivo, e serve anche per tutelare la qualità e la sicurezza sul lavoro.

Il dispositivo mi lascia, nel secondo paragrafo, un dubbio, là dove si scrive “maggiori facilitazioni nella regolarizzazione di eventuali difformità”. Volevo capire, in questo senso, a quali difformità si fa riferimento e in che cosa consisterebbero, quindi, le facilitazioni.

Per il resto, condivido lo spirito del provvedimento, con questa precisazione: eliminare le pratiche inutili, ma mantenere i controlli necessari.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Altri in dibattito generale? Non ho altri iscritti a parlare.

A questo punto, apriamo le dichiarazioni di voto. Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente.

Fatto salvo che questa è una risoluzione e, in quanto risoluzione, è un atto di indirizzo, in quanto atto di indirizzo, che cosa fa? Impegna la Giunta a proseguire... L’ho detto in apertura. È una risoluzione che è stata depositata a maggio. Quindi, il clou era di proseguire nel dialogo con il Governo per attivare quanto prima la ripartenza dei cantieri pubblici e privati delle ristrutturazioni e delle riqualificazioni e a proseguire nel percorso di revisione degli strumenti normativi. Proseguire.

Capisco l’enfasi del consigliere Lisei, quando dice che ci sono cose o iter che sono lunghi e che sono complessi. Ha assolutamente ragione, su alcuni iter e su alcune cose. Capisco anche la consigliera Zamboni quando dice: non è che “semplificazione” deve diventare “deregulation”.

Quello che si deve fare è cercare di proseguire nel solco di quanto, secondo il consigliere Lisei, non a sufficienza... Secondo noi, e ci stiamo lavorando, sicuramente dei passi avanti sono stati fatti, però per trovare la migliore mediazione tra quello che è un ‒ chiamiamolo così ‒ “tana libera tutti”, nessuno di noi andrebbe mai in quella direzione, il fatto di non avere regole, dal fatto di snellire le regole. È ovvio che quello è il compito non solo dei tecnici, ma anche della politica per trovare la giusta via.

Credo, o almeno spero, auspico, voglio pensare che siccome alla fine, ancorché la vediamo tutti da punti diversi... Giustamente la consigliera Zamboni la guarda da un punto di vista molto ambientalista ed ecocompatibile. Forse da altre angolature c’è qualcuno che ha tendenzialmente, invece, più lo spirito imprenditoriale per i costruttori. Non credo che le due cose siano sempre obbligatoriamente in contrapposizione l’una con l’altra. Si può far girare la betoniera che dicevo prima per fare della riqualificazione. Non è necessario andare ad edificare su dell’area verde o su del terreno agricolo. Credo si possa sicuramente far girare la betoniera e nel mentre far emergere lavoro nero, se c’è, come è scritto qui. Il fatto di dire “regolarizzazione di eventuali difformità”: purtroppo, in alcuni casi, esistono delle difformità di fatto che spesso e volentieri il proprietario di casa neanche sa, perché ha comprato una casa che è stata fatta in un certo modo, quindi neanche sa che esistono delle cose a volte che non sono esattamente quello che devono essere, e a volte sono piccole cose che, se sistemate, possono dare, invece, grande aiuto al proprietario.

Faccio un esempio su tutti, quello del 110, che ovviamente chiede di avere una conformità rispetto a quelle che sono le leggi per quanto riguarda i progetti. A volte, però, ci sono piccole difformità che se noi trovassimo il modo di, da un punto di vista normativo, aiutare a sistemare credo che sarebbe meglio per tutti, anche per chi deve, poi, andare a chiedere il bonus per poter fare degli eventi, tra l’altro, in questo caso, di cappotto piuttosto che di solare, quindi di efficienza energetica.

In realtà, credo che alla fine tutti noi vorremmo la stessa cosa, ognuno con la sua visione e colore politico forse un po’ più da una parte rispetto un pochino più dall’altra, però, ripeto, essendo questa una risoluzione, quindi un atto di indirizzo non pretendeva certo di entrare nel merito di quelli che sono i singoli provvedimenti o le caratteristiche che devono avere i tecnici della pubblica amministrazione, perché diventa difficile all’interno di una risoluzione, l’intento era quello fatto allora, appunto di chiedere che la Giunta prosegua o faccia, a seconda di come riferisce il consigliere Liseo, lavori allo snellimento delle procedure, al far emergere ovviamente il lavoro nero e al far ripartire cantieri che, ovviamente, comunque ci servono perché ci sono opere che sicuramente servono a tutta la collettività. Poi, su quali siano queste opere ognuno di noi ovviamente ha la sua opinione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Velocissimamente. Grazie, presidente.

Annuncio il voto favorevole. Volevo semplicemente risottolineare che per me la deregulation non riguarda solo le regole di tutela ambientale, ma riguarda anche quelle di tutela del lavoro e ostacolo alla penetrazione della criminalità. Per il resto, sono assolutamente d’accordo che questo è un tipo di edilizia che va nella giusta direzione, crea lavoro, crea occupazione, crea reddito, crea qualità ambientale e crea anche migliore qualità per chi vive dentro gli edifici riqualificati e abbassa anche le bollette. Avanti con i carri.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Altri per dichiarazione di voto? Prego, consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Soltanto per confermare il voto favorevole della Lista Bonaccini Presidente. Abbiamo con convinzione firmato questa risoluzione anche noi, quindi siamo tra i firmatari, proprio perché pensiamo che quello dell’edilizia e delle costruzioni sia stato un settore particolarmente colpito e crediamo che sia necessario accelerare per sostenerlo, in modo particolare in una regione come la nostra, che sicuramente fa del lavoro e della produttività il suo punto fondamentale.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Lisei, prego.

 

LISEI: Grazie, presidente.

Anticipo che chiederò alla Presidenza la votazione per parti separate. In particolare, chiedo di votare dal “premesso che” sino al “considerato altresì che”, il primo periodo, la prima votazione. La seconda da “considerato altresì che” fino a “impegna”. Poi, il terzo blocco sarebbe il dispositivo da “impegna” e via dicendo. Dico questo perché è di tutta evidenza, anche rispetto all’intervento che ho fatto precedentemente, che c’è un passaggio che non condividiamo in alcun modo, ovvero quello autocelebrativo che riguarda il “considerato altresì che” che celebra le particolari doti che ha avuto la Regione Emilia-Romagna negli anni nel cercare di supportare il comparto dell’edilizia, delle costruzioni e tutto quello che viene detto. Come detto in premessa, queste sono frasi che non corrispondono alla realtà. Evidentemente è un parere del tutto soggettivo. Ma invito a una discussione con le organizzazioni più rappresentative degli ordini professionali, così come delle associazioni dei costruttori, piuttosto che le organizzazioni degli operatori, proprio perché, come ho menzionato precedentemente, purtroppo quest’opera di semplificazione non c’è stata. Anzi, delle due soprattutto la normativa regionale ha spesso creato burocrazia su burocrazia, così come ho avuto modo di dimostrare, ad esempio, anche per l’ultima circolare del 3 agosto 2020 sugli interventi in facciata.

Quindi, bene gli intenti, bene gli impegni, ovviamente stiamo parlando di un atto di indirizzo, bene gli impegni generici alla sburocratizzazione e alla semplificazione, però è ora che questi impegni si traducano concretamente in ricadute sul comparto nel suo complesso. Pertanto, voteremo ovviamente contro al “considerato altresì che”. Poi vedremo anche nella votazione, se questo passaggio rimarrà o meno, per orientarci sull’intero documento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Prego, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

In generale questa risoluzione nei suoi intenti ci trova favorevoli. Il tema della riqualificazione e della ristrutturazione degli edifici, per esempio, è un tema caro al Movimento 5 Stelle. È noto che il provvedimento “Superbonus 110%” sia nato da un’iniziativa di un esponente del Movimento 5 Stelle. C’è un “però” che rispetto a questo dispositivo ci vede dubbiosi, che è stato esplicitato dalla consigliera Tarasconi, che però scritto così è interpretabile, ed è quando si dice che si chiedono maggiori facilitazioni nella regolarizzazione di eventuali difformità. È vero che è stato spiegato, però, secondo me, probabilmente, se ci fosse stato un po’ più di tempo, sarebbe stato meglio esplicitarlo esattamente come effettivamente poi è stato spiegato a voce.

Capisco che sia particolarmente complicato fare una votazione estrapolando questo pezzo nello specifico, visto che è già stata chiesta anche una votazione per parti separate. Se fosse possibile e non un’operazione troppo complicata, che allunga troppo i tempi, chiederei di votare separatamente la frase del dispositivo “a maggiori facilitazioni nella regolarizzazione di eventuali difformità”.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

Noi ci associamo alla richiesta di voto per parti separate. Anche noi non condividiamo la parte in cui viene elogiato il ruolo della Regione. Secondo noi, negli anni passati ‒ speriamo non nel futuro, ma negli anni passati ‒ la Regione è stata parte del problema o, comunque, non ha fatto abbastanza per ascoltare... Ha ascoltato le richieste delle imprese, delle aziende, delle associazioni di categoria, ma non ha recepito quello che hanno chiesto in questi tanti anni. Io l’ho sentito e più o meno le richieste sono sempre quelle. Nel momento del Covid queste richieste sono ancora più pressanti da parte delle aziende.

Voglio riprendere ‒ non l’ho citato prima ‒ l’intervento dell’assessore Calvano, che nel corso della discussione del DEFR ha detto una frase che mi ha particolarmente colpito, e che condivido: è più facile stanziare i soldi, ma è molto più difficile spenderli, metterli a terra. Cos’è che blocca questo? È su questo che dobbiamo interrogarci. Secondo noi la risposta è stata data nella mia prima parte dell’intervento, ovvero che dobbiamo lavorare anche su un turnover all’interno degli uffici, un turnover all’interno di quelli che sono, non solo della Regione, ma a cascata, gli uffici comunali e provinciali, che sono quelli che bloccano le nostre aziende, bloccano anche i cittadini e disincentivano il cittadino ad aderire anche ai superbonus, anche alle semplificazioni, anche agli incentivi. La politica dà gli incentivi per cercare di portare avanti determinate soluzioni e spronare la cittadinanza verso determinate azioni.

Se noi con la burocrazia blocchiamo tutte le intenzioni, che possono essere anche sulla carta corrette, ma vengono bloccate da un mondo burocratico che... Commento anche ciò che diceva la consigliera Zamboni. Questa è una parte del problema. La stratificazione normativa, il continuo proliferare delle norme. È questo che crea discrezionalità. È questo che addirittura può creare il fatto che vi siano illeciti addirittura superiori a quelle che potrebbero essere, invece, condizioni in cui cittadini e professionisti possono operare in un clima legislativo, in un clima normativo molto più semplice, molto più rapido. È questo che noi chiediamo da anni, è questo che chiedono le imprese, è questo che chiedono tutti i professionisti. Lo chiedono da anni, ma finora non si sono viste le conclusioni a livello politico e normativo, non si sono viste le azioni.

Per questo motivo noi ‒ ripeto ‒ chiediamo la votazione per parti separate. Ci asterremo nella parte iniziale e finale e voteremo contro la parte del “considerato che”, perché non crediamo che questa Regione abbia in passato operato... Non condividiamo il fatto che questa Regione abbia in passato operato nel senso di addivenire a una reale semplificazione e ad aiutare le imprese. Anzi, come dicevo all’inizio, ha ascoltato, ma non ha mai recepito realmente le richieste del mondo imprenditoriale e professionale, del mondo produttivo di questa regione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Io non ho altri in dicazione di voto.

A questo punto, procediamo con la votazione. Ci saranno quattro votazioni, perché votiamo la risoluzione in quattro parti, come richiesto.

Partiamo con la prima votazione, che riguarda la prima parte della risoluzione, da “premesso che” fino a “l’ambiente al centro”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto relativo alla prima parte della risoluzione:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, astenuto;
  3. BARGI Stefano, astenuto;
  4. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, astenuta;
  10. CATELLANI Maura, astenuta;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, astenuto;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. LISEI Marco, astenuto;
  19. LIVERANI Andrea, astenuto;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, astenuto;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, astenuto;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, astenuto;
  30. PICCININI Silvia, favorevole;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  34. RAINIERI Fabio, astenuto;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, astenuto;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 27

Astenuti 17

 

È approvata.

 

La prima parte, quindi, è approvata.

Ora passiamo alla seconda votazione che riguarda la parte che va da “considerato altresì che” fino a “all’occupazione e all’imprenditoria”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, contrario;
  3. BARGI Stefano, contrario;
  4. BERGAMINI Fabio, contrario;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, contraria;
  10. CATELLANI Maura, contraria;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, contrario;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, contrario;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. LISEI Marco, contrario;
  19. LIVERANI Andrea, contrario;
  20. MALETTI Francesca, favorevole;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, contrario;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, contrario;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, contrario;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, contrario;
  30. PICCININI Silvia, astenuta;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, contrario;
  34. RAINIERI Fabio, contrario;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, contraria;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, contrario;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

In aula 7 favorevoli, 8 contrari e un astenuto.

Mi ha chiesto la parola il consigliere Bulbi. Prego.

 

BULBI: Per dire che io ho votato “favorevole” alla prima parte, alla prima votazione. Non mi hai chiamato. Probabilmente...

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Registriamo il voto.

La consigliera Maletti ha chiesto di intervenire.

 

MALETTI: Io ho votato “favorevole” nella prima parte.

 

PRESIDENTE (Petitti): Benissimo. Favorevole nella prima parte.

Il consigliere Mumolo scrive in chat che ha votato “favorevole”. Prego.

 

MUMOLO: Sì, ho votato “favorevole”.

 

PRESIDENTE (Petitti): Benissimo. Perfetto. Nessun problema.

Sulla II parte:

 

Favorevoli 26

Contrari 17

Astenuti 1

 

È approvata.

 

La seconda parte della risoluzione, quindi, è approvata.

Ora passiamo alla terza parte, quella dalla dicitura “impegna la Giunta” fino alla fine. Poi votiamo, invece, solo la frase a cui faceva riferimento la consigliera Piccinini.

Adesso votiamo la terza parte.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, astenuto;
  3. BARGI Stefano, astenuto;
  4. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, astenuta;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. COSTI Palma, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, astenuto;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. LISEI Marco, astenuto;
  18. LIVERANI Andrea, astenuto;
  19. MALETTI Francesca, favorevole;
  20. MARCHETTI Daniele, astenuto;
  21. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  22. MASTACCHI Marco, astenuto;
  23. MONTALTI Lia, favorevole;
  24. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  25. MORI Roberta, favorevole;
  26. MUMOLO Antonio, favorevole;
  27. OCCHI Emiliano, astenuto;
  28. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  29. PELLONI Simone, astenuto;
  30. PICCININI Silvia, favorevole;
  31. PIGONI Giulia, favorevole;
  32. PILLATI Marilena, favorevole;
  33. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  34. RAINIERI Fabio, astenuto;
  35. RONTINI Manuela, favorevole;
  36. ROSSI Nadia, favorevole;
  37. SABATTINI Luca, favorevole;
  38. SONCINI Ottavia, favorevole;
  39. STRAGLIATI Valentina, astenuta;
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo, astenuto;
  41. TARASCONI Katia, favorevole;
  42. TARUFFI Igor, favorevole;
  43. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  44. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

 

Favorevoli 27

Astenuti 17

 

È approvata.

 

La terza parte, quella che impegna la Giunta, è approvata.

Adesso facciamo l’ultima votazione, quella che riguarda la frase “e maggiori facilitazioni nella regolarizzazione di eventuali difformità”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, astenuto;
  2. BERGAMINI Fabio, astenuto;
  3. BESSI Gianni, favorevole;
  4. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  5. BULBI Massimo, favorevole;
  6. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  7. CATELLANI Maura, astenuta;
  8. COSTA Andrea, favorevole;
  9. COSTI Palma, favorevole;
  10. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  11. DELMONTE Gabriele, astenuto;
  12. FABBRI Marco, favorevole;
  13. FELICORI Mauro, favorevole;
  14. MALETTI Francesca, favorevole;
  15. MARCHETTI Daniele, astenuto;
  16. MASTACCHI Marco, astenuto;
  17. MONTALTI Lia, favorevole;
  18. MONTEVECCHI Matteo, astenuto;
  19. MUMOLO Antonio, favorevole;
  20. OCCHI Emiliano, astenuto;
  21. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  22. PELLONI Simone, astenuto;
  23. PICCININI Silvia, contraria;
  24. PIGONI Giulia, favorevole;
  25. PILLATI Marilena, favorevole;
  26. POMPIGNOLI Massimiliano, astenuto;
  27. RAINIERI Fabio, astenuto;
  28. RONTINI Manuela, favorevole;
  29. ROSSI Nadia, favorevole;
  30. SABATTINI Luca, favorevole;
  31. SONCINI Ottavia, favorevole;
  32. TAGLIAFERRI Giancarlo, astenuto;
  33. TARASCONI Katia, favorevole;
  34. TARUFFI Igor, astenuto;
  35. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Io avevo votato astensione, ma non è stata registrata.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Consigliera Zamboni, astenuta.

Consigliera Mori, prego.

 

MORI: Presidente, anche a me non ha registrato il voto favorevole.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Un voto in più favorevole alla Mori.

 

Favorevoli 22

Astenuti 14

Contrari 1

 

È approvata.

 

Anche la quarta parte della risoluzione è approvata.

 

OGGETTO 1265

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad istituire un fondo regionale volto all’installazione e/o adeguamento di guardrail per i motociclisti e ciclisti lungo le tratte provinciali e ad avviare un confronto con Anas Spa per i tratti stradali statali ritenuti a rischio. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Pelloni, Bergamini, Catellani, Facci, Bargi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Occhi, Rainieri, Rancan, Montevecchi, Pompignoli

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con la risoluzione 1265, che impegna la Giunta regionale ad istituire un fondo regionale volto all’installazione e all’adeguamento di guardrail per motociclisti e ciclisti lungo le tratte provinciali e ad avviare un confronto con ANAS per i tratti stradali statali ritenuti a rischio. A firma dei consiglieri Delmonte ed altri.

Su questa risoluzione insistono quattro proposte di emendamento a firma della consigliera Rossi. A questo punto apriamo il dibattito generale. Ricordo che ogni consigliere ha un tempo massimo per intervenire di dieci minuti.

Prego, consigliere Delmonte.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Mortalità sulle strade: – 4,8 per cento. A questo però si aggiunge una mortalità per incidenti con motocicli del + 1,6 per cento. Questi sono i dati che l’Istat ha fornito relativamente all’anno 2019 sulla mortalità nelle strade italiane. Più del 50 per cento degli incidenti che vedevano coinvolti motociclisti, senza il coinvolgimento di altri veicoli, è stato praticamente dovuto a cadute e quindi al trauma comportato al motociclista una volta caduto a terra.

È una delle cause principali evidenziate dall’Istat, così come dall’Asaps, l’Associazione sostenitori e amici della Polizia stradale, che in un suo documento ha analizzato tutte le statistiche dovute a queste tipologie di incidenti e ha portato all’adozione di un decreto, lo scorso primo aprile 2019, in cui si impegnava il Governo, e quindi anche tutte le Amministrazioni che hanno in gestione delle strade, da quelle comunali a quelle provinciali a quelle statali, ad adottare dei sistemi che potessero salvaguardare i motociclisti nei loro incidenti. Nonostante questo, però, nessun finanziamento è stato approvato. Sappiamo che c’è stato poi un rimpasto di governo, tempi di attesa, il Covid subito dopo, ma niente si è mosso in questa direzione. Quindi ad oggi abbiamo un decreto non attuato per mancanza di fondi.

Quest’anno, poi, come tutti gli anni, all’arrivo della bella stagione, che è alla fine del lockdown, quando si è potuto circolare, nuovi incidenti purtroppo mortali hanno colpito le strade dell’Emilia-Romagna come quelle di tutta la nazione e hanno visto coinvolti dei motociclisti, spesso giovani, spesso padri di famiglia, che hanno perso la vita per colpa dei maledetti guardrail.

Sappiamo tutti che i guardrail, se non provvisti di un supporto aggiuntivo sottostante al guardrail alto, che è quello che serve per gli autoveicoli, in particolare, diventa un elemento letale per un motociclista perché è provvisto di un supporto a terra che lo rende, come dice la normativa, discontinuo, ovvero non vi è una protezione continua. Ed è proprio per quello che il decreto approvato il 1° aprile 2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 maggio 2019, prevedeva, appunto che in nuove costruzioni di strade e in adeguamenti normativi di strade fosse obbligatoria l’installazione di barriere continue, definendole come quelle che presentano dal lato del traffico una superficie continua sia in senso orizzontale che verticale per un’altezza di almeno 80 centimetri dal piano viabile. Sono spesso visibili su strade di montagna di altre regioni, in particolare in presenza di curve, perché sono delle barriere gialle di solito poste sotto al guardrail.

È una spesa relativamente bassa, perché non si deve sostituire tutto il guardrail, ma sono delle barriere che si aggiungono e si vanno ad agganciare a quelle già preesistenti e quindi noi con questa risoluzione chiediamo semplicemente che si dia attuazione al decreto.

Sappiamo che, in teoria, questa attuazione, questo finanziamento sarebbe un onere dello Stato, però se il Governo e se lo Stato non va in questa direzione credo che la Regione debba farsi garante in qualche modo della sicurezza stradale e della vita dei nostri cittadini e concittadini. Crediamo, quindi, che sia giusto che la Regione anticipi in questo caso le mosse del Governo per cercare di dare una risposta.

È per questo che siamo arrivati alla risoluzione come Gruppo Lega, alla proposta di istituire un fondo ad hoc da distribuire alla Provincia, sappiamo che molto spesso le Province hanno difficoltà economiche nella manutenzione delle strade, soprattutto dopo la riforma Delrio, che le ha viste praticamente depotenziate di qualsiasi risorsa economica, ma non della responsabilità di doversene occupare, ed è per questo che chiediamo l’istituzione di un fondo regionale volto all’installazione e/o all’adeguamento di guardrail per motociclisti e ciclisti (in piccola parte riguarda anche loro) lungo le tratte provinciali, che sono quelle di competenza provinciale e regionale dal punto di vista economico.

Chiediamo di avviare un confronto con ANAS per richiedere che in quelle statali si faccia la stessa cosa e si metta in moto. Crediamo sia un tema che possa trovare, almeno nei propri princìpi fondamentali, una larga condivisione. Crediamo che ognuno di noi, purtroppo, rimanga scioccato o perlomeno colpito quando legge, durante l’estate in particolare, queste tipologie di incidenti che possono essere evitati semplicemente. Se una caduta a volte può essere colpa del conducente, a volte no, e quella purtroppo ci sarà sempre, anche se speriamo che con l’educazione stradale, con l’adeguamento dei mezzi, dei sistemi di sicurezza personale possa essere sempre meno impattante, è ovvio che, però, bisogna predisporre che la strada e soprattutto quello che vi è a margine garantisca la sicurezza in caso di caduta. Questa è un’operazione che ‒ ripeto ‒ con poco impegno economico e con un po’ di buona volontà e di celerità nei tempi si può fare da domani, da subito, senza aspettare altro tempo.

Il decreto c’è, le normative europee ci sono, c’è il protocollo europeo che indica come devono essere fatti i guardrail e come vanno installati. Lo stesso Ministero ha emanato delle linee guida che vanno proprio a indicare la tipologia di strumento e la loro tipologia di installazione. Quindi, crediamo ci si possa muovere in questa direzione e che la Regione si debba fare portavoce di questo.

Un breve accenno agli emendamenti che sono arrivati dalla maggioranza, a firma della consigliera Nadia Rossi, che ringrazio anche per la collaborazione, in quanto ci siamo sentiti e devo dire che li abbiamo condivisi. Si va a superare il fatto che la Regione crei un fondo ad hoc. Questa, purtroppo, ad oggi non è una soluzione possibile. Andiamo di fatto a sollecitare intanto la Provincia a mettere in piedi dei piani. Poi li spiegherà meglio la consigliera Rossi. Non voglio rubarle questo onere. Però è ovvio che l’approvazione è anche nostra, quindi vado un attimo ad accennare per evitare anche di allungare la discussione successivamente. Sulle strade provinciali, la Provincia si deve muovere per portare delle progettualità. Nello stesso tempo, la Regione si deve fare portavoce presso il Ministero e presso il Governo perché attui ciò che di fatto ad oggi è un decreto in essere.

Questa è la risoluzione che portiamo in votazione. Credo ne vada della sicurezza di tutti. Auspichiamo una sua approvazione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Passo, adesso, la parola al consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente. Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): La sentiamo, ma dovrebbe abbassare un po’ il volume.

 

TAGLIAFERRI: L’ho abbassato. Mi sentite male ancora?

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso meglio. Grazie.

 

TAGLIAFERRI: Presidente e colleghi, il tema della sicurezza dei motociclisti e dei ciclisti che percorrono le nostre strade è un tema che tocca la Provincia di Piacenza, in particolare la Val Trebbia e [...]. La statale 45 e la strada provinciale [...] è molto apprezzata dagli amanti delle due ruote che, approfittando delle belle giornate e delle bellezze dei nostri territori, nei weekend si riversano nei comuni delle alte valli, portando anche commercio e, quindi, un aiuto concreto per le attività locali. Purtroppo, però, spesso si apprende di gravi incidenti in cui restano coinvolti motociclisti e ciclisti, che nei casi più sfortunati pagano con la vita.

Per questo ritengo che la proposta dei colleghi della Lega in merito all’istituzione di un fondo per l’installazione e/o l’adeguamento di guardrail a queste categorie di soggetti sia assolutamente condivisibile. Però, io invito l’intera Assemblea legislativa e la Giunta regionale a compiere una valutazione più ampia. Per ridurre il problema della sicurezza dei motociclisti e dei ciclisti credo sia necessario investire risorse anche per risolvere diversi problemi di viabilità che il nostro territorio presenta, a partire proprio dalla provincia di Piacenza. Un esempio su tutti è la strada provinciale di Val Nure che ho citato poco fa. Raggiungere il capoluogo provinciale dai comuni dell’alto Val Nure, come Bettola, Farini e Ferriere, è ormai diventato un vero e proprio calvario. Alcuni cittadini impiegano più di un’ora e mezza per recarsi in città. La conseguenza di questo disagio non è solo lo spopolamento dei comuni montani a favore dei comuni di pianura più vicini al capoluogo provinciale, ma anche una serie di disagi alla circolazione, quali la creazione di lunghe code di automezzi e l’incremento del rischio di incidenti e, di conseguenza, pericolo per ciclisti e motociclisti.

Occorre, quindi, mettere mano a questi problemi e avviare, come sostengono anche i colleghi che hanno presentato questa risoluzione, un serio confronto con ANAS e il Ministero dei trasporti affinché si dia attuazione a una serie di interventi, di cui si parla da tanto tempo, ma che oggi purtroppo sono rimasti parole al vento.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Rossi. Prego, consigliera.

 

ROSSI: Riuscite a sentirmi?

 

PRESIDENTE (Petitti): La sentiamo bassa.

 

ROSSI: Purtroppo non riesco…

 

PRESIDENTE (Petitti): È l’audio.

 

ROSSI: Non ho le cuffie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Chiedo alla regia se può alzare un po’ il volume.

 

ROSSI: Così mi sentite meglio?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, così va bene. Grazie.

 

ROSSI: Intanto la ringrazio, presidente, per la parola. Ringrazio anche il consigliere Delmonte per l’ascolto e anche per la condivisione rispetto a un tema importante che per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna indubbiamente rappresenta un tema di grandissimo valore. Lo dimostra anche l’impegno che ogni anno l’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della nostra Regione svolte in tutte le province da Piacenza a Rimini, proprio per cercare di sensibilizzare tutti gli autisti sia di mezzi a quattro ruote che a due ruote rispetto alla sicurezza stradale.

Il tema, purtroppo, della sicurezza è un tema sul quale è necessario indubbiamente sempre investire, non è mai sufficiente e lo dimostrano i dati che sono stati citati anche dal collega, quello che si fa. È chiaro che, al di là della sensibilizzazione, c’è una terra, che poi è la terra dei motori, lo dico anche forte del fatto che nella provincia di Rimini molto spesso è stata in cima alle classifiche rispetto all’immatricolazione dei mezzi a due ruote, è importante sempre più e meglio riuscire a creare le condizioni tali per cui tra l’educazione stradale e tra anche il sistema stradale tutto sia adeguato alle necessità degli utenti. Quindi, è assolutamente condivisibile la proposta che è stata fatta dai colleghi. Era necessaria, però, indubbiamente qualche modifica, perché la Regione può avere difficoltà nel cercare di istituire dei fondi ad hoc per ogni problema che si crea.

È necessario, e lo fa anche, l’abbiamo fatto anche noi come Assemblea, spesso anche negli ultimi bilanci, riuscire a garantire sempre più e meglio dei fondi da destinare alle Province proprio per la sistemazione delle strade. Mi rivolgo in questo caso anche al collega Tagliaferri che ha riportato la casistica di Piacenza. Le posso assicurare che a Rimini abbiamo esattamente gli stessi problemi. Anche il fondo stradale, quindi quando si parla di asfalti, di manutenzione delle strade è una caratteristica tale per cui la sicurezza può essere messa in discussione o meno.

Sul tema del guardrail, finalmente, su quello, se non altro, ci siamo arrivati, anche se la norma nazionale ancora lasci delle lacune. Però, esiste, c’è. È stata istituita questa norma ad hoc per la quale, però, è necessario avere anche un finanziamento adeguato. In questa risoluzione che è di principio, se non altro noi, come Gruppo del Partito Democratico, condividiamo, però era necessaria anche una rettifica rispetto agli impegni. Chiediamo, anche con l’aiuto e l’apporto del nostro presidente, visto che è anche presidente della Conferenza Stato-Regioni, di sollecitare il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti affinché finanzi, attraverso i prossimi piani nazionali per la sicurezza stradale, interventi volti alla sostituzione oppure anche all’installazione dei guardrail per motociclisti e ciclisti.

Considerato che siamo noi quelli che giriamo fondi alle Province per la manutenzione delle strade, abbiamo chiesto con questo impegno anche di dimostrare alle Province una dovuta attenzione e anche una sensibilità al tema, invitandoli, quindi, a dare una giusta priorità agli interventi necessari all’installazione dei guardrail per motociclisti e ciclisti lungo le tratte di competenza, trattandosi, appunto, di presìdi di fondamentale sicurezza.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Rossi.

Altri in dibattito generale?

A questo punto, passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte...

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Dibattito sugli emendamenti. Immagino sia stato l’intervento della consigliera Rossi.

Dibattito generale. Nessuno si è iscritto nuovamente a parlare.

Passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte sulla risoluzione e sugli emendamenti.

Dichiaro aperte le iscrizioni a parlare.

Consigliere Delmonte, prego.

 

DELMONTE: Solo per ribadire e, in realtà, anche per semplificare il lavoro, il voto favorevole del Gruppo Lega a tutti e quattro gli emendamenti e ovviamente alla risoluzione come verrà emendata, nel caso passassero.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dichiarazione di voto? Altrimenti passiamo alla votazione dei singoli emendamenti. L’assenso di Delmonte c’è stato.

Votiamo il primo emendamento, a firma della consigliera Rossi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARGI Stefano, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. COSTI Palma, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  17. MASTACCHI Marco, favorevole;
  18. MONTALTI Lia, favorevole;
  19. MUMOLO Antonio, favorevole;
  20. OCCHI Emiliano, favorevole;
  21. PELLONI Simone, favorevole;
  22. PICCININI Silvia, favorevole;
  23. PIGONI Giulia, favorevole;
  24. PILLATI Marilena, favorevole;
  25. RANCAN Matteo, favorevole;
  26. RONTINI Manuela, favorevole;
  27. ROSSI Nadia, favorevole;
  28. SABATTINI Luca, favorevole;
  29. SONCINI Ottavia, favorevole;
  30. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  31. TARASCONI Katia, favorevole;
  32. TARUFFI Igor, favorevole;
  33. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  34. ZAPPATERRA Marcella.

 

Favorevoli 34

 

È approvato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Il primo emendamento è approvato.

Dichiaro aperta la votazione sul secondo emendamento.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARGI Stefano, favorevole;
  3. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  4. BESSI Gianni, favorevole;
  5. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  6. BULBI Massimo, favorevole;
  7. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  8. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  9. COSTA Andrea, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  13. FABBRI Marco, favorevole;
  14. FACCI Michele, favorevole;
  15. FELICORI Mauro, favorevole;
  16. MALETTI Francesca, favorevole;
  17. MARCHETTI Daniele, favorevole;
  18. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  19. MASTACCHI Marco, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, favorevole;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, favorevole;
  27. PIGONI Giulia, favorevole;
  28. PILLATI Marilena, favorevole;
  29. RANCAN Matteo, favorevole;
  30. RONTINI Manuela, favorevole;
  31. ROSSI Nadia, favorevole;
  32. SABATTINI Luca, favorevole;
  33. SONCINI Ottavia, favorevole;
  34. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  35. TARASCONI Katia, favorevole;
  36. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  37. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Non ha registrato il mio voto. È favorevole. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto, sono 13.

 

Favorevoli 38

 

È approvato.

 

Anche il secondo emendamento è approvato.

 

Apriamo la votazione sul terzo emendamento.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. MALETTI Francesca, favorevole;
  18. MARCHETTI Daniele, favorevole;
  19. MASTACCHI Marco, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, favorevole;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, favorevole;
  27. PICCININI Silvia, favorevole;
  28. PIGONI Giulia, favorevole;
  29. PILLATI Marilena, favorevole;
  30. RANCAN Matteo, favorevole;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  36. TARASCONI Katia, favorevole;
  37. TARUFFI Igor, favorevole;
  38. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

Il terzo emendamento è approvato.

 

Ora passiamo alla votazione del quarto e ultimo emendamento.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  13. FABBRI Marco, favorevole;
  14. FACCI Michele, favorevole;
  15. FELICORI Mauro, favorevole;
  16. MALETTI Francesca, favorevole;
  17. MARCHETTI Daniele, favorevole;
  18. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  19. MASTACCHI Marco, favorevole;
  20. MONTALTI Lia, favorevole;
  21. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  22. MORI Roberta, favorevole;
  23. MUMOLO Antonio, favorevole;
  24. OCCHI Emiliano, favorevole;
  25. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  26. PELLONI Simone, favorevole;
  27. PICCININI Silvia, favorevole;
  28. PIGONI Giulia, favorevole;
  29. PILLATI Marilena, favorevole;
  30. RANCAN Matteo, favorevole;
  31. RONTINI Manuela, favorevole;
  32. ROSSI Nadia, favorevole;
  33. SABATTINI Luca, favorevole;
  34. SONCINI Ottavia, favorevole;
  35. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  36. TARASCONI Katia, favorevole;
  37. TARUFFI Igor, favorevole;
  38. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  39. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

Anche il quarto emendamento è stato approvato.

 

Ora votiamo la risoluzione 1265.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto sulla risoluzione:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CASTALDINI Valentina, favorevole;
  10. CATELLANI Maura, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. COSTI Palma, favorevole;
  13. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  14. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  15. FABBRI Marco, favorevole;
  16. FACCI Michele, favorevole;
  17. FELICORI Mauro, favorevole;
  18. MALETTI Francesca, favorevole;
  19. MARCHETTI Daniele, favorevole;
  20. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  21. MASTACCHI Marco, favorevole;
  22. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  23. MORI Roberta, favorevole;
  24. MUMOLO Antonio, favorevole;
  25. OCCHI Emiliano, favorevole;
  26. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  27. PELLONI Simone, favorevole;
  28. PICCININI Silvia, favorevole;
  29. PIGONI Giulia, favorevole;
  30. PILLATI Marilena, favorevole;
  31. RANCAN Matteo, favorevole;
  32. RONTINI Manuela, favorevole;
  33. ROSSI Nadia, favorevole;
  34. SABATTINI Luca, favorevole;
  35. SONCINI Ottavia, favorevole;
  36. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  37. TARASCONI Katia, favorevole;
  38. TARUFFI Igor, favorevole;
  39. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  40. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 40

 

È approvata.

 

OGGETTO 1531

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad attivarsi per accompagnare le aziende emiliano-romagnole verso un’adeguata pratica di cyber security. A firma del Consigliere: Pigoni

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo i lavori con la risoluzione 1531: risoluzione che impegna la Giunta ad attivarsi per accompagnare le aziende emiliano-romagnole verso una adeguata pratica di cyber security, a firma dei consiglieri Pigoni e Bondavalli.

Su tale oggetto risulta anche una proposta di emendamento a firma del consigliere Paruolo.

Apriamo la discussione con dibattito generale. Come al solito, ricordo i dieci minuti per ciascun consigliere.

Dichiaro aperta la votazione. Però, prima di passare a questo punto, abbiate pazienza, chiedo ai colleghi Maletti e Costa, che hanno chiesto di parlare, per quale motivo.

Prego, consigliera Maletti.

 

MALETTI: Presidente, chiedevo di poter segnare favorevole il mio voto al primo emendamento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Buongiorno, presidente.

Non è stato preso il mio voto favorevole al quarto emendamento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Lo aggiungiamo.

Consigliera Rossi, prego.

 

ROSSI: Credo non sia stato preso, invece, il mio voto favorevole alla risoluzione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Mettiamo, anche in questo caso, voto favorevole. Grazie.

Ora entriamo nel dibattito generale sulla risoluzione 1531.

Prego, consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Procedo alla lettura della risoluzione che abbiamo presentato su questo tema, che credo sia molto importante, in modo particolare per le nostre imprese territoriali.

Premesso che negli ultimi anni si è riscontrato un forte aumento di attacchi informatici alle imprese, che si sono evoluti sia aggirando le classiche difese come gli antivirus sia sfruttando la vulnerabilità degli utenti facendo leva sulla poca attenzione in ambito di cybersecurity.

Preso atto che il business del cybercrime ha richiamato molti nuovi attori, creando aggregazioni tra gli stessi e un vero e proprio mercato organizzato e strutturato; che alcuni di questi soggetti che operano nel mercato del cybercrime si sono focalizzati nella creazione di specifici tunnel informatici invisibili verso le PMI, mentre alcuni acquistano o affittano tali tunnel per sferrare attacchi informatici mirati o a pioggia; che le PMI italiane si sono adeguate sostenendo investimenti alla ricerca di mezzi ottimali per migliorare la resilienza informatica, ma vi sono ancora imprese caratterizzate da inadeguate difese contro gli attacchi informatici, a causa spesso di un’insufficiente cultura digitale; che le piccole e medie imprese dell’Emilia-Romagna sono sempre più esposte a questi crimini virtuali, che costituiscono vere e proprie intrusioni che durano per diversi mesi, prelevando dati commerciali, dati sensibili, trasformandosi in richieste di estorsione illegale.

Considerato che, seguendo le orme di Industria 4.0, è necessario motivare le aziende operanti sul territorio regionale ad una digitalizzazione sicura; che la Commissione europea ha previsto diversi bandi sul tema cybersecurity con i quali finanzierà anche corsi per i dipendenti delle PMI per prepararli in aree quali la cybersecurity.

Si impegna la Giunta regionale ad attivarsi per promuovere una fase di confronto, ascolto e concertazione con le associazioni di categoria e le PMI dell’Emilia-Romagna, per raccogliere suggerimenti ed esigenze, per affrontare e prevenire gli attacchi informatici, ad attivarsi con specifiche modalità normative o regolamentari e con interventi di sostegno economico e di formazione per accompagnare le aziende emiliano-romagnole verso un’adeguata pratica di cyber security, ad attivarsi al fine di creare uno o più criteri per incentivare l’obbligo a un corretto livello di cyber security ai quali le aziende dovrebbero adeguarsi in previsione di ricevere risorse destinate alla sicurezza digitale e alla sicurezza dei propri dati.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sempre in dibattito generale, consigliere Delmonte.

 

DELMONTE: Grazie, presidente.

Ovviamente condividiamo il contenuto delle premesse e di quanto dichiarato dalla consigliera Pigoni. È un problema che esiste, e non esiste solo nelle PMI, esiste anche nelle grandi aziende, che però ovviamente hanno spesso degli uffici interni dedicati all’informatica o degli uffici esterni dedicati proprio alla sicurezza informatica, quindi hanno delle spalle anche più larghe per potersi difendere, hanno una conoscenza più elevata del problema, mentre nelle PMI molto spesso si scopre questo problema solo dopo esserne stati colpiti di fatto, perché magari arriva una mail che si ritiene ingenua, si schiaccia un link e il giorno dopo ci si ritrova con un ricatto in termini monetari o in altro modo. Quindi, è un problema che esiste.

La formazione molto spesso oggi è lasciata intanto in modo volontario (per dirla molto blanda) e lasciata fare alle associazioni di categoria molto spesso, che fanno piccoli corsi non troppo approfonditi in realtà, ma almeno per inserire la cultura di questo problema nelle PMI, quindi condividiamo sicuramente i primi due impegni. Abbiamo un dubbio, invece, sul terzo impegno. Lo dico perché intanto non lo comprendiamo proprio. E questa è una domanda che faccio alla consigliera Pigoni. Si dice: “ad attivarsi al fine di creare uno o più criteri per incentivare l’obbligo ad un corretto livello di cybersecurity al quale le aziende dovrebbero adeguarsi in previsione di ricevere risorse destinate alla sicurezza digitale e alla sicurezza dei propri dati”. Su questo devo dire che non ne comprendiamo il senso.

Se quello che si intende fare è legare i contributi regionali, che nell’impegno prima già si creano, si stanziano, quindi vi è un impegno a prevedere interventi di sostegno economico e formazione, se si vuole subordinare questi interventi a un’adozione preventiva di livelli di cyber security già all’interno delle PMI, se questo è l’intento che ho inteso, credo vada un po’ ad annullare ciò che è l’intento della risoluzione. Se, invece, il criterio è un altro non lo comprendiamo. La frase “creare criteri per incentivare l’obbligo” crediamo sia un po’…

Intanto, l’obbligo da parte di chi? Ovviamente è la Regione al massimo che può porre un obbligo. Davvero non è una polemica, ma non comprendiamo qual è l’intento di quest’ultimo punto. Quindi, o chiediamo una revisione o sennò per noi diventa veramente complicato votare quest’ultimo punto, proprio perché, per come lo abbiamo inteso in questo momento, subordinerebbe ogni contributo della Regione al fatto che le PMI abbiano già adottato un livello di cyber security e quindi credo che si vanificherebbe molto dell’operato. Solo per questo. Sul concetto e sul resto della risoluzione, ovviamente, siamo pienamente d’accordo e voteremo favorevolmente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Paruolo, prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente.

Credo che questo sia un tema importante. Ringrazio la collega Pigoni e gli altri firmatari del testo per averlo posto all’attenzione di quest’aula. È un tema importante, che credo ognuno di noi in qualche misura sperimenti anche nella propria vita. Abbiamo imparato a diffidare di mail che magari provengono apparentemente da persone che sono nostri familiari o nostri conoscenti, che ci chiedono di cliccare un link per avere delle informazioni, perché abbiamo imparato a comprendere che spesso dietro questa richiesta c’è qualcuno che ha rubato dei dati informativi.

Tutti noi stiamo sviluppando, giocoforza, un’attenzione a questo aspetto. Nonostante questo credo che ognuno di voi sia testimone, io sicuramente lo sono stato, di lagnanze di persone che magari dicevano “ero proprio convinto che fosse una cosa vera, c’era tutto, c’era la grafica, c’era il sito, c’era la provenienza” e poi magari un click dato con un attimo di disattenzione proprio perché può essere carpita la buona fede delle persone ha generato delle aspre conseguenze.

Se questo è vero nella vita personale, nella vita delle persone normali, lo è ancora di più dove sono in gioco dei valori commerciali. Come è stato poc’anzi ricordato, se nelle grandi imprese ci può essere un’attenzione e anche a volte Dipartimenti specializzati, su questo però dopo farò una piccola osservazione, è certamente più complicato per le piccole e medie imprese riuscire a dotarsi di personale, di competenze, di quella cultura che è necessaria per prevenire in toto tutto questo.

Bene ha fatto, secondo me, la consigliera Pigoni a porre questo tema all’attenzione dell’aula. Bene dice il dispositivo. Probabilmente ci sarà una correzione che consentirà anche al collega Delmonte... Però il dispositivo, secondo me, è importante perché dice: partiamo ascoltando, cioè cercando di interagire anche con le associazioni delle medie imprese, cercando di capire quali possono essere le iniziative volte a migliorare questo aspetto e poi dopo, magari, prendiamo dei provvedimenti che possano aiutare a far crescere questa cosa.

Il senso dell’emendamento che io ho presentato semplicemente mira a dire: non c’è soltanto il rischio che qualcuno ti blocchi il sistema e ti chieda un riscatto, che è quello che sostanzialmente accade in quello che viene chiamato “ramsonware”, oppure che avvengano dei danni di cui uno si rende immediatamente conto perché deve riparare e bonificare dei sistemi usando antivirus o altri dispositivi. C’è anche il rischio, che è meno percepito, ma in realtà è quello più presente, proprio perché non viene percepito, che semplicemente uno non si accorga di nulla, i sistemi continuino a funzionare perfettamente, però le informazioni che sono contenute, e a volte sono critiche, vengono, in realtà, prese e trafugate e poi, eventualmente, rivendute, con ogni probabilità, a qualcuno che a livello anche internazionale opera come concorrente rispetto alle aziende in questione. Questo comporta non solo un danno all’azienda specifica, ma può comportare un danno al sistema Paese.

Quindi, porsi il tema di un miglioramento della competenza su questo fronte non è semplicemente un aiuto che si vuole dare perché vogliamo dare una mano alle imprese o a chi si trova in queste condizioni, ma è proprio un modo per tutelare noi stessi, tutelare il sistema Paese, il sistema economico di cui siamo protagonisti.

Avevo detto prima, nel fare un passaggio, che spesso le grandi aziende sono più attrezzate. Vorrei, però, segnalare ‒ per esperienza anche personale ‒ che, in realtà, non è da dare per scontato nemmeno questo. Nemmeno le grandi organizzazioni si possono ritenere immuni. Non c’è nessuno che possa riuscire a pensare di non avere mai problemi di questo genere. Come, in modo analogo a quello che accade per i caveau delle banche o le porte di sicurezza delle abitazioni e degli uffici, c’è sempre un bilanciamento tra le protezioni che occorre mettere e il livello di interesse che può essere indotto in qualcuno che è interessato a scardinare o scassinare queste protezioni. Questo è un principio che bisogna adottare in ogni situazione, perché altrimenti corriamo il rischio, affidandoci semplicemente a chi? Questa è la parte conclusiva del mio intervento. A chi ci stiamo affidando fino adesso? Ci affidiamo alla sensibilità delle persone ovvero degli uffici dei sistemi informativi delle varie aziende o delle organizzazioni, e in ultima analisi ci affidiamo ai fornitori. Come il mercato degli antivirus è sostanzialmente dominato dalle ditte che producono gli antivirus, così il grande mercato dell’informatica è dominato dalle grandi società informatiche, che non è detto abbiano esattamente lo stesso interesse che ha l’azienda o l’Ente pubblico o la società nel suo insieme rispetto al modo con cui fronteggiare queste cose. Così quello che osserviamo è che a volte vediamo eccessi di zelo, per cui vengono messi in piedi dei meccanismi eccessivi di protezione, che alla fine rischiano di danneggiare tutti noi. So che è un tema che non è esattamente afferente a quello che stiamo discutendo, ma è una promessa che intendo fare. Dobbiamo tornare, per esempio, a parlare del tema protezione privacy in relazione ai dati sanitari, ad esempio, dove spesso questo tema viene usato per impedire un funzionamento che tuteli veramente il cittadino. Quindi, in nome della protezione della privacy a uno che viene ricoverato in un pronto soccorso a volte non c’è nemmeno la possibilità di poter accedere ai dati essenziali che servono al medico per poter entrare. Comunque, ci sono vari altri esempi che possono essere fatti. Quindi, da un lato magari possiamo assistere a degli eccessi di zelo, dall’altro assistiamo a delle sottovalutazioni, che poi rischiano di avere conseguenze importanti e significative.

Proprio per questo c’è bisogno di una riflessione, ma una riflessione che non sia delegata solo agli esperti del settore, ovvero a chi domina il mercato in questo settore, ma in cui ci sia una presa di coscienza degli attori, delle Istituzioni, in questo caso la Regione, che in questo ordine del giorno viene sollecitata a farsi promotrice, ma anche delle associazioni imprenditoriali e dell’imprenditoria, che devono rendersi conto che il problema riguarda loro e non può essere semplicemente delegato agli esperti o ai capi centro. Quindi, questa presa di coscienza ci deve far pensare che sia possibile adottare delle linee che non siano semplicemente quella di dire “va bene installo l’ultima versione dell’antivirus che il venditore mi vuol vendere”, ma metto in piedi un atteggiamento che sia proattivo e intelligente da questo punto di vista. In questo senso, nella consapevolezza che non risolveremo le sorti del mondo e che riguarda un tassello importante, ma non esaustivo delle problematiche che sono sottostanti all’informatizzazione delle transazioni e del funzionamento delle aziende, credo che sia importante raccogliere la sollecitazione che ci viene attraverso questo ordine del giorno, questa risoluzione. Vi ho proposto l’integrazione che ho appena illustrato che appunto coglie un altro aspetto che non era presente nel testo iniziale e insieme possiamo pensare di avviare questo percorso e come possiamo pensare appunto di farlo in questo senso così credo sia importante farlo in generale sul tema dell’informatizzazione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Paruolo.

In dibattito generale c’è qualcun altro che vuole intervenire?

Prego, consigliera Pigoni.

 

PIGONI: Presidente, soltanto per dire che abbiamo protocollato un emendamento per raccogliere la richiesta del consigliere Delmonte. Proponiamo quindi di eliminare l’ultimo comma del dispositivo. Accettiamo, ovviamente, anche l’emendamento del consigliere Paruolo e speriamo che essendo molto importante questa tematica possa raccogliere l’unanimità dell’aula.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie a lei, consigliera Pigoni.

A questo punto distribuiamo l’emendamento per dare la possibilità di leggere questa proposta che è stata fatta. Diamo qualche minuto, cinque minuti, il tempo di prendere atto di questo emendamento che stanno fotocopiando perché è stato consegnato proprio adesso alla Presidenza. Aspettiamo il tempo che questo possa essere fatto.

Collega Paruolo, il suo emendamento c’è. Dovrebbe esserci. È stato consegnato.

Sospendiamo cinque minuti d’orologio, solo per la distribuzione dell’emendamento e la sua lettura.

 

(La seduta sospesa alle ore 17,38 è ripresa alle ore 17,43)

 

PRESIDENTE (Petitti): Dovreste aver ricevuto tutti l’emendamento.

Chiedo se qualcuno vuole intervenire sugli emendamenti, che ricordo sono due.

Se non c’è nessuno in dibattito generale, chiedo chi vuole intervenire in dichiarazione di voto congiunta sulla risoluzione e sulle due proposte di emendamento. Nessuno vuole intervenire.

A questo punto mettiamo in votazione. Partiamo con l’emendamento 1, a firma del consigliere Paruolo.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto sull’emendamento 1:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CATELLANI Maura, favorevole;
  9. COSTA Andrea, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  12. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  13. FABBRI Marco, favorevole;
  14. FACCI Michele, favorevole;
  15. FELICORI Mauro, favorevole;
  16. MALETTI Francesca, favorevole;
  17. MARCHETTI Francesca, favorevole;
  18. MASTACCHI Marco, favorevole;
  19. MONTALTI Lia, favorevole;
  20. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  21. MORI Roberta, favorevole;
  22. MUMOLO Antonio, favorevole;
  23. OCCHI Emiliano, favorevole;
  24. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  25. PELLONI Simone, favorevole;
  26. PIGONI Giulia, favorevole
  27. PILLATI Marilena, favorevole;
  28. RANCAN Matteo, favorevole
  29. RONTINI Manuela, favorevole;
  30. ROSSI Nadia, favorevole;
  31. SABATTINI Luca, favorevole;
  32. SONCINI Ottavia, favorevole;
  33. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole
  34. TARASCONI Katia, favorevole
  35. TARUFFI Igor, favorevole
  36. ZAMBONI Silvia, favorevole
  37. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 37

 

È approvato.

 

Il primo emendamento, a firma Paruolo, è approvato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo al secondo emendamento, a firma Pigoni e Bondavalli.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTI Palma, favorevole;
  11. COSTA Andrea, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FACCI Michele, favorevole;
  15. MALETTI Francesca, favorevole;
  16. MASTACCHI Marco, favorevole;
  17. MONTALTI Lia, favorevole;
  18. MONTEVECCHI Matteo, favorevole;
  19. MORI Roberta, favorevole;
  20. MUMOLO Antonio, favorevole;
  21. OCCHI Emiliano, favorevole;
  22. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  23. PELLONI Simone, favorevole;
  24. PIGONI Giulia, favorevole;
  25. PILLATI Marilena, favorevole;
  26. RANCAN Matteo, favorevole;
  27. RONTINI Manuela, favorevole;
  28. ROSSI Nadia, favorevole;
  29. SONCINI Ottavia, favorevole;
  30. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  31. TARASCONI Katia, favorevole;
  32. TARUFFI Igor, favorevole;
  33. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  34. ZAPPATERRA Marcella, favorevole;

 

Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Solo per segnalare che non mi ha preso il voto favorevole.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Quindi favorevoli 35.

 

È approvato.

 

Il secondo emendamento, quindi, è approvato.

 

Ora passiamo al voto della risoluzione 1531.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

Do lettura del voto:

 

  1. AMICO Federico Alessandro, favorevole;
  2. BARCAIUOLO Michele, favorevole;
  3. BARGI Stefano, favorevole;
  4. BERGAMINI Fabio, favorevole;
  5. BESSI Gianni, favorevole;
  6. BONDAVALLI Stefania, favorevole;
  7. BULBI Massimo, favorevole;
  8. CALIANDRO Stefano, favorevole;
  9. CATELLANI Maura, favorevole;
  10. COSTA Andrea, favorevole;
  11. COSTI Palma, favorevole;
  12. DAFFADÀ Matteo, favorevole;
  13. DELMONTE Gabriele, favorevole;
  14. FABBRI Marco, favorevole;
  15. FACCI Michele, favorevole;
  16. FELICORI Mauro, favorevole;
  17. MALETTI Francesca, favorevole;
  18. MASTACCHI Marco, favorevole;
  19. MONTALTI Lia, favorevole;
  20. MONTEVECCHI Matte, favorevole;
  21. MORI Roberta, favorevole;
  22. MUMOLO Antonio, favorevole;
  23. OCCHI Emiliano, favorevole;
  24. PARUOLO Giuseppe, favorevole;
  25. PELLONI Simone, favorevole;
  26. PIGONI Giulia, favorevole;
  27. PILLATI Marilena, favorevole;
  28. RANCAN Matteo, favorevole;
  29. RONTINI Manuela, favorevole;
  30. ROSSI Nadia, favorevole;
  31. SABATTINI Luca, favorevole;
  32. SONCINI Ottavia, favorevole;
  33. TAGLIAFERRI Giancarlo, favorevole;
  34. TARASCONI Katia, favorevole;
  35. TARUFFI Igor, favorevole;
  36. ZAMBONI Silvia, favorevole;
  37. ZAPPATERRA Marcella, favorevole.

 

Favorevoli 37

 

È approvata.

 

Mancano sette minuti alle ore 18, per cui, se siete d’accordo, se nessuno ha niente in contrario, io chiuderei qui la seduta.

Grazie a tutti e buona serata.

 

La seduta ha termine alle ore 17,53

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI,  Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

gli assessori: Mauro FELICORI, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Elena Ethel SCHLEIN.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento interno il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI.

Hanno inoltre comunicato di non poter partecipare alla seduta gli assessori LORI Barbara e SALOMONI Paola.

 

Emendamenti

 

OGGETTO 1265

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad istituire un fondo regionale volto all’installazione e/o adeguamento di guardrail per i motociclisti e ciclisti lungo le tratte provinciali e ad avviare un confronto con Anas Spa per i tratti stradali statali ritenuti a rischio. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Pelloni, Bergamini, Catellani, Facci, Bargi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Occhi, Rainieri, Rancan, Montevecchi, Pompignoli

 

Emendamento n.1 a firma della Consigliera Rossi:

«Nel “Considerato che” le parole: “Sarebbe importante l’istituzione di un fondo regionale per il miglioramento della sicurezza dei guardrail, quanto meno sui tratti provinciali a rischio” sono soppresse.»

(Approvato)

 

Emendamento n.2 a firma della Consigliera Rossi:

«Nel “Rilevato che” le parole: “Sulle tratte di strade provinciali la competenza della Regione imporrebbe un intervento tempestivo, mentre” sono soppresse.»

(Approvato)

 

Emendamento n.3 a firma della Consigliera Rossi:

«Nell’”impegna la Giunta” il periodo: “A prevedere l’istituzione di un fondo regionale volto all’installazione e/o adeguamento di guardrail per i motociclisti e ciclisti lungo le tratte provinciali” è sostituito dal seguente: “a sollecitare il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché finanzi, attraverso i prossimi Piani Nazionali per la Sicurezza Stradale, interventi volti alla sostituzione e/o installazione dei guardrail per i motociclisti e ciclisti”.»

(Approvato)

 

Emendamento n.4 a firma della Consigliera Rossi:

«Nell’ “impegna la Giunta” è aggiunto, infine, il seguente periodo:

“A sollecitare le Province a dimostrare la dovuta attenzione e sensibilità al tema, invitandole a dare la giusta priorità agli investimenti necessari all’installazione dei guardrail per motociclisti e ciclisti lungo le tratte di competenza, trattandosi di fondamentali presidi di sicurezza”.»

(Approvato)

 

OGGETTO 1531

Risoluzione per impegnare la Giunta Regionale ad attivarsi per accompagnare le aziende emiliano-romagnole verso un’adeguata pratica di cyber security. A firma del Consigliere: Pigoni, Bondavalli, Caliandro, Paruolo.

 

Emendamento n.1 a firma del Consigliere Paruolo:

«Prima del capoverso “le piccole e medie imprese pag.2” inserire

“Essi sono anche uno strumento con cui compiere furti di proprietà intellettuale, danneggiando non solo le singole aziende, ma l’intero sistema economico italiano.”»

(Approvato)

 

Emendamento n.2 a firma delle Consigliere Pigoni e Bondavalli:

«Eliminare il comma 3 del dispositivo.»

(Approvato)

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

1551 - Interrogazione a risposta scritta circa i disagi per i pendolari che usufruiscono della tratta ferroviaria Piacenza - Cremona. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1552 - Interrogazione a risposta scritta relativamente al tracciamento rapido dei contagi da COVID-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

1554 - Interrogazione a risposta scritta circa la riapertura del Ponte Navetta nel comune di Parma. A firma dei Consiglieri: Occhi, Rainieri

 

1555 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di approvvigionamento dei dispositivi medici monouso per le persone stomizzate ed il cateterismo intermittente. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

1556 - Interrogazione a risposta scritta circa la ricezione televisiva nelle aree montane. A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Tagliaferri

 

1557 - Interrogazione a risposta scritta circa il fenomeno delle baby gang ed iniziative dirette al suo contrasto. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Facci, Bergamini, Pelloni, Pompignoli, Occhi, Liverani, Montevecchi, Delmonte, Bargi, Rancan, Catellani, Marchetti Daniele, Stragliati

 

1558 - Interrogazione a risposta scritta circa il ripristino del ponte Giuseppe Verdi a Ragazzola (PR). A firma della Consigliera: Castaldini

 

1559 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione in cui versa la Stazione ferroviaria di Parma. A firma del Consigliere: Daffada'

 

RISOLUZIONI

 

1553 - Risoluzione per impegnare la giunta a dotare gli istituti scolastici frequentati da studenti con disabilità uditiva, i rispettivi docenti e gli alunni presenti nella classe, di mascherine o dpi che mettano nella condizione gli alunni di poter ricevere l’istruzione dell’obbligo nelle idonee condizioni di ascolto supportate dalla lettura labiale e farsi portavoce presso il Governo perché tale provvedimento venga recepito a livello nazionale. A firma dei Consiglieri: Amico, Taruffi, Soncini, Montalti, Maletti, Caliandro, Zappaterra, Pigoni, Bondavalli, Paruolo, Zamboni, Daffadà, Mori.

 

1561 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare l’utilità dell’impiego dei test genomici nei singoli ambiti della pratica clinica e a valutare l’inserimento di tali test, per il carcinoma mammario in stadio iniziale, nel Nomenclatore tariffario regionale. (23 09 2020). A firma delle Consigliere: Tarasconi, Mori, Zappaterra.

 

1562 - Risoluzione per impegnare la Giunta a verificare quali strumenti sia possibile attivare per sostenere gli operatori sanitari che accettano di prestare la propria attività in una sede di lavoro situata in un’area montana o periferica. (23 09 2020). A firma dei Consiglieri: Piccinini, Costi, Taruffi, Zappaterra, Pigoni, Zamboni, Soncini, Bondavalli, Caliandro, Paruolo, Tarasconi, Iotti, Costa, Mori, Montalti, Bulbi, Pillati, Maletti, Rontini.

 

(Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 9 prot. NP/2020/2538 del 24/09/2020)

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Petitti i

Bergamini - Montalti