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39.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 24 NOVEMBRE 2020

 

(POMERIDIANA)

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

INDI DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 1622

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”. (7)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione

(Ordini del giorno 1622/1/2 – oggetti 2084 e 2085 – Presentazione, discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Zamboni)

PILLATI, relatrice della Commissione

PRESIDENTE (Petitti)

LISEI, relatore di minoranza

BONDAVALLI (BP)

PICCININI (M5S)

PARUOLO (PD)

MONTEVECCHI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

RONTINI (PD)

MONTEVECCHI (Lega)

FELICORI, assessore

LISEI (FdI)

PELLONI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

AMICO (ERCEP)

MASTACCHI (RCPER)

COSTI (PD)

PARUOLO (PD)

BESSI (PD)

AMICO (ERCEP)

PILLATI (PD)

PILLATI (PD)

 

OGGETTO 1861

Proposta d’iniziativa Giunta recante “Autorizzazione all’utilizzo delle economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° della edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria nel patrimonio E.R.P. dei Comuni”. (32)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

PRESIDENTE (Petitti)

TARUFFI (ERCEP)

FACCI (Lega)

TAGLIAFERRI (FdI)

FACCI (Lega)

TARUFFI (ERCEP)

PELLONI (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

OGGETTO 1899

Proposta d’iniziativa Giunta di modifica della deliberazione assembleare n. 230 del 20 novembre 2019 in conseguenza dell’intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 14 settembre 2020 che assegna alla regione Emilia-Romagna ulteriori finanziamenti a valere sulle risorse ex art. 20 L. n. 67/88. (33)

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

BARUFFI, sottosegretario

TAGLIAFERRI (FdI)

RANCAN (Lega)

TARASCONI (PD)

TARUFFI (ERCEP)

PELLONI (Lega)

MARCHETTI Francesca (PD)

ZAMBONI (EV)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 1622208420851861 - 1899

Emendamenti oggetti 162220841861

Comunicazioni prescritte dall’art. 69 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE ZAMBONI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,12

 

PRESIDENTE (Zamboni): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 39 del giorno 24 novembre 2020.

 

[Interruzione audio]

 

Procediamo con l’appello nominale.

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Zamboni risultano presenti i seguenti consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARGI Stefano
  3. BERGAMINI Fabio
  4. BESSI Gianni
  5. BONDAVALLI Stefania
  6. BULBI Massimo
  7. CALIANDRO Stefano
  8. CATELLANI Maura
  9. COSTA Andrea
  10. COSTI Palma
  11. DAFFADÀ Matteo
  12. FABBRI Marco
  13. FELICORI Mauro
  14. GIBERTONI Giulia
  15. LISEI Marco
  16. LIVERANI Andrea
  17. MALETTI Francesca
  18. MARCHETTI Daniele
  19. MASTACCHI Marco
  20. MONTALTI Lia
  21. MONTEVECCHI Matteo
  22. MORI Roberta
  23. MUMOLO Antonio
  24. OCCHI Emiliano
  25. PARUOLO Giuseppe
  26. PIGONI Giulia
  27. PILLATI Marilena
  28. POMPIGNOLI Massimiliano
  29. RONTINI Manuela
  30. ROSSI Nadia
  31. STRAGLIATI Valentina
  32. TAGLIAFERRI Giancarlo
  33. TARUFFI Igor
  34. ZAMBONI Silvia
  35. ZAPPATERRA Marcella

 

Siamo in numero legale.

Il numero legale lo abbiamo raggiunto. Riprendiamo dal progetto di legge.

 

OGGETTO 1622

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”. (7)

(Relazione della Commissione, relazione di minoranza, discussione e approvazione)

(Ordini del giorno 1622/1/2, oggetti 2084 e 2085, Presentazione, discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Zamboni): Riprendiamo dall’oggetto 1622: progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”.

Lo illustra l’assessore. C’è la relatrice. Perfetto.

Il progetto di legge è composto da 18 articoli.

La relatrice della Commissione, consigliera Marilena Pillati, ha preannunciato di svolgere relazione orale. Quindi, se vuole, le do subito la parola.

 

PILLATI, relatrice della Commissione: Grazie, presidente. Assessore, colleghe consigliere, colleghi consiglieri, il progetto di legge d’iniziativa della Giunta che mi accingo a presentare ha a che fare con un tema molto importante per la nostra regione e per le nostre comunità, e cioè il nostro patrimonio culturale nelle sue diverse espressioni materiali e immateriali. È un patrimonio fatto di arte e di cultura, ma anche di paesaggio e di ambiente, che parla di noi e del nostro territorio, di come la tradizione in questa terra abbia incontrato l’innovazione; che parla del nostro passato, del nostro presente e della nostra responsabilità verso il futuro. È un patrimonio cui si è sempre dedicata l’intera attività dell’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali a tutti noto con l’acronimo IBC, che ha operato fin dalla sua costituzione quale organo tecnico-scientifico e strumento della programmazione della Regione Emilia-Romagna nel settore dei beni artistici, culturali e naturali. Istituito dalla Regione nel 1974, riorganizzato secondo quanto disposto dalla legge regionale n. 29 del 1995, l’Istituto è un ente pubblico regionale, dotato di autonomia e di una propria personalità giuridica.

La scelta, a metà degli anni Settanta, di dare vita a un istituto autonomo era strettamente legata a quel processo di decentramento amministrativo grazie al quale sono nate le Regioni, alle quali avrebbero dovuto essere trasferite progressivamente una serie sempre più ampia di funzioni, tra cui quelle culturali, che questa Regione fin da subito ha scelto di far gestire a un istituto regionale autonomo.

La scelta di creare un luogo di confronto tra la politica regionale, il mondo intellettuale e accademico, così come la nozione di bene culturale che l’ha accompagnata, sono state senza dubbio una grande innovazione. Grazie all’attività dell’Istituto la Regione ha realizzato in quegli anni una grande opera di catalogazione del patrimonio artistico, culturale e naturale. Dalla metà degli anni Novanta all’Istituto è stato assegnato, in aggiunta al ruolo di consulenza, studio, ricerca e catalogazione, anche un rilevante ruolo di tipo amministrativo, con la previsione della sua competenza a predisporre attuali e importanti Piani regionali, quello bibliotecario e quello museale su tutti.

L’Istituto costituisce ancora oggi un’esperienza unica in Italia e nel panorama europeo, grazie proprio a quell’attività di ricerca, di valorizzazione del patrimonio culturale e all’azione di consulenza e di servizio che presta a favore della Regione e degli enti locali. Senza in alcun modo disconoscere la storia di questo Istituto e il suo straordinario contributo alla crescita delle politiche culturali in Emilia-Romagna, la Giunta propone, con questo progetto di legge, un diverso assetto istituzionale e organizzativo, che si basa sull’esercizio diretto da parte della Regione delle proprie funzioni in materia di patrimonio culturale e, dunque, il superamento dell’IBC.

Il clima positivo e propositivo che ha caratterizzato la discussione politica nelle Commissioni, così come nell’udienza conoscitiva, in cui sono intervenuti i rappresentanti di alcune istituzioni culturali, di alcuni Comuni, che voglio ringraziare, ci dice due cose. In primo luogo, la grande attenzione al tema del patrimonio culturale e all’IBC, per quello che ancora oggi rappresenta per il sistema regionale dei beni culturali. Inoltre, ci conferma come il tempo sia più che maturo per immaginare un’organizzazione istituzionale diversa da quella che aveva giustificato, a metà degli anni Settanta, la creazione di un Istituto autonomo.

L’assessore alla cultura e paesaggio, Mauro Felicori, sempre presente in Commissione, ci ha ricordato il venir meno di quella spinta al decentramento che aveva caratterizzato la stagione in cui l’IBC è nato e si è sviluppato, a cui si aggiungono cambiamenti normativi avvenuti nel tempo. La legge regionale n. 13/2015 ha riportato, infatti, in capo alla Regione le funzioni provinciali in materia di beni e attività culturali.

Con l’esercizio di queste funzioni, sono aumentati i compiti che spettano alla Giunta regionale, anche per garantire il raccordo con lo Stato e con le Autonomie locali.

Non dobbiamo poi dimenticare che sempre nel 2015 una delle funzioni cardine dell’Istituto, la tutela dei beni librari, è stata inaspettatamente riportata in capo allo Stato.

La revisione dell’organizzazione delle funzioni regionali sul patrimonio culturale va anche posta in relazione a un contesto regionale profondamente cambiato nel tempo, anche grazie proprio al lavoro realizzato in questi anni dall'IBC e alla sua capacità innovativa. In questo scenario così mutato si colloca la proposta di misure organizzative e strumenti operativi differenti, per ridare slancio alle politiche sui beni culturali.

Voglio ora passare rapidamente a una descrizione del provvedimento di legge, che nel testo licenziato dalla V Commissione contiene già in parte gli esiti di quel positivo lavoro di approfondimento e dialogo, sviluppato all’interno delle Commissioni in relazione con l’Assessorato, che è proseguito anche in questi ultimi giorni.

L’articolo 1 definisce le finalità della legge e chiarisce cosa si intende in questo contesto per patrimonio culturale. L’articolo 2 invece dettaglia il trasferimento dell’esercizio delle funzioni dall'IBC alla Regione, a partire dal 1 gennaio 2021, disciplinando l’intero percorso finalizzato al superamento dell’Istituto. La Regione ne acquisisce i beni, le risorse strumentali e tutto il personale dipendente, sempre a partire dal 1 gennaio.

Su questo aspetto io ed altri consiglieri abbiamo presentato un emendamento, che esplicita l’intendimento della Giunta di fondare il nuovo assetto istituzionale sulle competenze, sulle professionalità che sono all’interno dell'IBC e che hanno garantito nel tempo supporto e servizi alla Regione, al territorio e agli Enti locali, contribuendo così alla qualità dell’intero sistema regionale dei beni culturali.

L’articolo 3 specifica le funzioni della Regione in materia di patrimonio culturale, mentre l’articolo 4 definisce le modalità di svolgimento di tali funzioni, il cui stato di attuazione sarà annualmente oggetto di una relazione alla Commissione competente.

L’articolo 5 stabilisce invece l’istituzione di un Comitato scientifico per il patrimonio culturale composto dalle migliori competenze del territorio. È una scelta importante, condivisa in modo unanime, che certamente qualifica l’azione politico-amministrativa sul piano scientifico.

Gli articoli successivi dal 6 fino al 15 modificano articoli di legge regionali già in vigore, che necessitano di essere riformulate perché coinvolte nel riordino istituzionale e della gestione delle funzioni.

Gli ultimi tre articoli, come sempre accade, riguardano le disposizioni finanziarie, le disposizioni transitorie, l’elenco delle leggi o di specifici commi abrogati e le disposizioni finali.

Segnalo fin da ora che ho presentato, in accordo con il Servizio Affari legislativi, che ha verificato la coerenza dell’intero impianto normativo, alcuni emendamenti che insistono sull’articolo 18, l’ultimo articolo previsto da questa legge.

Sono tante le persone che voglio ringraziare, perché attorno all’iter di questo progetto di legge si è manifestata fin da subito una volontà unanime di arrivare a un testo condiviso, capace di dare risposta alle sollecitazioni, alle indicazioni e anche a quelle preoccupazioni che possono scaturire di fronte a ogni cambiamento.

Per questo voglio ringraziare l’assessore Felicori e, insieme a lui, il responsabile del Servizio Cultura e Giovani della Regione, Gianni Cottafavi, per averci accompagnato in ogni momento di questo percorso con una grande disponibilità al confronto.

Ringrazio il relatore di minoranza, il consigliere Marco Lisei, per il dialogo sempre costruttivo che ha arricchito la discussione. Ringrazio tutti i consiglieri, di maggioranza e minoranza, che hanno contribuito al dibattito con riflessioni, emendamenti al testo o attraverso gli ordini del giorno collegati alla proposta normativa.

Ringrazio la Presidente della V Commissione, Francesca Marchetti, per la collaborazione, ma voglio ringraziare anche la sua segreteria che mi ha supportato con un lavoro attento e prezioso, come del resto l’intero Servizio Affari legislativi.

Da ultimo permettetemi un ringraziamento all’amico e collega professor Roberto Balzani, presidente in carica dell’IBC,  per il lavoro svolto in questi anni e per aver accettato di accompagnare questo percorso che porta al superamento dell’Istituto e a disegnare un nuovo assetto istituzionale e organizzativo.

È anche grazie al contributo di ognuna di queste persone che oggi arriviamo in Assemblea legislativa per definire un nuovo assetto istituzionale e organizzativo, che può consentire a questa Regione di inaugurare una stagione ambiziosa di politiche sui beni culturali, capace di tenere insieme l’orgoglio di una storia e la consapevolezza di ciò che ancora c’è da fare o da innovare, avendo a disposizione le competenze, le professionalità di specialisti per gestire l’azione culturale nelle sue diverse dimensioni.

Chiudo il mio intervento con un’ultima considerazione. Il mondo sta vivendo una delle più drammatiche crisi della storia recente e sappiamo bene che il settore culturale è tra quelli più colpiti. I provvedimenti restrittivi necessari per il contenimento del contagio in tutto il mondo stanno incidendo direttamente sull’intera filiera turistica, culturale e creativa per la fruizione dei beni, del patrimonio culturale e naturale, dalla creazione alla produzione, dalla distribuzione all’accesso, imponendoci la costruzione di una cultura della sostenibilità dei luoghi della socialità e anche dell’economia, come ci ha ben spiegato Papa Francesco in questi giorni da Assisi, nonché la rapidità nel dotarci di strategie per provare a uscire dall’impasse.

Le grandi crisi distruggono le certezze e le routine, fratturano le durate e le continuità, cancellano molte delle priorità preesistenti, ma liberano spazi di pensiero. Sarà bene utilizzarli al meglio e con rapidità. Il fattore strategico, quindi, a cui intende guardare anche questo progetto di legge deve essere la capacità di sperimentare soluzioni nuove.

Il virus in ogni settore, in particolare in quello culturale, ci impone di reimmaginare la quotidianità delle nostre comunità. L’Emilia-Romagna da sempre ha saputo investire in cultura generando un indotto e esternalità molto significative per l’intero sviluppo del territorio. Abbiamo di fronte a noi un compito ambizioso, a cui sono sicura si sentano chiamati a concorrere, insieme alla politica e all’Amministrazione, anche tutte le professionalità che giungeranno all’ente dall’IBC.

Abbiamo il compito ambizioso di investire pienamente nella conservazione, nello sviluppo e nella valorizzazione delle nostre eccellenze, non solo per l’impatto economico e occupazionale, ma anche per il loro valore identitario. Per questo oggi è importante dare corpo e gambe alla gestione delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale e farlo in perfetta armonia con le scelte culturali strategiche della Regione, perché intorno alla ripresa del settore culturale, nell'accezione più ampia del termine, si giocherà molto della ripresa del benessere e della qualità della vita e della coesione sociale della nostra comunità. Grazie.

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pillati.

Ora passo la parola al relatore di minoranza, il consigliere Lisei. Prego, consigliere.

 

LISEI, relatore di minoranza: Grazie, presidente. Ringrazio anche l’assessore, la collega Pillati e tutti i colleghi che hanno contribuito a raggiungere – credo – un ottimo testo di legge, che va nella direzione che in parte e più volte era stata evocata proprio all’interno di quest’aula, perché proprio all’interno di quest’aula anche nel mandato precedente in più di un’occasione era stato richiesto ed evocato un riordino istituzionale dell'IBC che consentisse all'IBC di svolgere in maniera più incisiva ancora di quanto non facesse prima alcuni compiti che le sono propri e che sono appunto fondamentali nella crescita del patrimonio culturale e delle attività culturali della regione stessa.

È quindi evidente che abbiamo appreso assolutamente di buon grado questo progetto di legge, che conteneva e andava appunto nella direzione che in passato era già stata più volte evocata all’interno dell’aula.

A maggior ragione, la disponibilità e l’apertura con la quale l’assessore ha presentato questo progetto di legge e anche gli obiettivi che in qualche modo ha voluto prefissare rispetto a quello che dovrà essere il futuro ruolo di quello che una volta era l'IBC, ovvero andare a implementare, a valorizzare e ad incidere in maniera assolutamente più importante, per quanto possibile ovviamente, su tutte le funzioni che erano proprie dell'IBC.

Non possiamo nasconderci che quello dell'IBC è stato un percorso con luci ed ombre, non possiamo nascondere e non possiamo dimenticare le luci, quindi sicuramente le tante attività svolte, sicuramente i tanti dipendenti operosi che hanno prestato e che prestano tuttora la propria attività all’interno dell’IBC, ma non possiamo neanche dimenticare le pesanti ombre che, purtroppo, anche pubblicamente e mediaticamente, hanno oscurato quelle luci. I pesanti fatti di cronaca che sono avvenuti in passato hanno, credo, in qualche modo, inficiato anche le buone cose che l’IBC aveva portato avanti. Per questo io credo che l’approdo di questo riordino istituzionale rappresenti un po’ un salto di qualità rispetto al passato.

Auspico e credo fortemente che in questo processo di valorizzazione proprio quei dipendenti diventino centrali e svolgeranno un ruolo centrale nelle politiche culturali; un ruolo che dovranno svolgere ancora più da protagonisti con una guida incardinata all’interno dell’Assessorato e affiancati da quel Comitato che dovrebbe rappresentare un po’ l’eccellenza e fornire un contributo significativo in termini scientifici all’attività che dovrà essere svolta.

Per queste ragioni credo che ben dica l’assessore e abbia ben riassunto l’assessore lo spirito che accompagna questo progetto di legge, perché domani l’Assessorato avrà molte più frecce al proprio arco per dispiegare in maniera importante una serie di attività che domani potrà svolgere in maniera diretta e che domani potrà avere con sé una serie di soldati che potranno nel migliore dei modi io credo rendere più incisiva tutta una serie di attività. Dico questo perché, giustamente, in maniera molto puntuale, la collega relatrice di maggioranza ha fatto richiamo al particolare periodo che stiamo vivendo, che il mondo complessivamente della cultura sta vivendo, perché ci confrontiamo oggi purtroppo con una realtà culturale che forse è una di quelle più penalizzate. Ovviamente, parliamo spesso del mondo produttivo, industriale, delle ripercussioni economiche, però oggi la cultura e questo mondo è uno di quelli che ha subìto conseguenze più pesanti a causa della pandemia.

L’assessore e tutti gli Enti locali si confronteranno con un panorama probabilmente molto più complicato da dover gestire, dove non sarà più soltanto necessario gestire l’esistente, ma dove sarà importante rilanciare qualche cosa, riabituare le persone a fruire delle offerte culturali, delle città, dei nostri paesi. Parlo a trecentosessanta gradi, ovviamente. Parliamo sempre di musei, biblioteche, paesaggi, tutto quello che è citato all’interno delle funzioni dell’IBC.

Domani dovremo riabituare le persone a fruire di questo patrimonio. Dovremo riportare le persone dentro i musei. Dovremo riportare le persone dentro le biblioteche. Dovremo riabituare a fare qualcosa che per mesi non hanno potuto fare i nostri ragazzi, i nostri figli. Non è qualcosa di banale. Se è vero che spesso il nostro patrimonio rappresenta un costo per le Pubbliche amministrazioni, cosa che speriamo... E che le politiche sono anche finalizzate per ridurre questo costo. La cultura spesso rappresenta un costo per le Istituzioni pubbliche, anche se, purtroppo, non dovrebbe essere così, ma lo è. Però è anche una grande risorsa. Spesso gli introiti non riescono a coprire i costi di mantenimento di determinate strutture, ma quei costi sono coperti dal servizio che forniscono. Quindi, l’utile è che forniscono un servizio, spesso, alle collettività, un servizio culturale. Forniscono ai nostri studenti, ai nostri figli l’istruzione.

È ovvio che dovremo affrontare un periodo nel quale le risorse è possibile che siano più contenute. Quindi, ci sarà la necessità di fare delle scelte importanti nel decidere di valorizzare e di puntare, magari, su alcuni beni piuttosto che altri. Queste scelte, queste risorse, ovviamente, debbono essere finalizzate, centellinate con grande attenzione. E questo può essere fatto soltanto se, rispetto alle politiche e a tutte le attività, c’è una regia ben determinata e complessiva. In questo, ripeto, anche il ruolo che potrà assumere il Comitato scientifico... Come più volte ho richiamato anche in sede di Commissione, l’auspicio è che il Comitato scientifico sia davvero un impulso per l’attività e che non sia soltanto un mero organo che esprime pareri. Anche per questo abbiamo formulato una serie di emendamenti che sono stati accolti (ringrazio l’Assessorato e i colleghi di maggioranza che hanno ritenuto di accoglierli) proprio per cercare di dare un senso a un Comitato scientifico, che secondo me ha e dovrà assumere un ruolo importante non soltanto nell’esprimere un parere passivo rispetto a quella che è l’attività dell’assessorato, ma che anzi dovrà esprimere secondo me delle proposte attive, essere una voce attiva, un supporto attivo, che è l’unico modo per fornire un impulso alla Pubblica amministrazione.

Così come è importante che nei processi svolgano un ruolo attivo anche gli Enti locali, che spesso si trovano a dover gestire, con risorse non soltanto economiche ma anche di personale molto limitate, beni che invece sono preziosissimi e che dovranno trovare un appoggio non soltanto economico, ma anche strategico all’interno dell’Assessorato.

In questo ovviamente la nostra Regione credo che abbia un patrimonio sterminato, che sicuramente non ha limiti nelle potenzialità di valorizzazione per i territori e che costituisce una risorsa illimitata, a differenza di tante risorse che ci offrono le nostre terre che hanno dei limiti oggettivi e fisiologici, invece il patrimonio culturale è una risorsa che non ha limiti, che può essere sfruttata in maniera piena e continuativa.

Per questo abbiamo in più occasioni, e anche il confronto che c’è stato in Commissione, la partecipazione che c’è stata in Commissione da parte anche di soggetti esterni, che hanno fornito le proprie idee, hanno fatto domando e hanno partecipato in maniera attiva al processo che ha portato all’approdo del progetto di legge all’interno di queste aule, credo che dimostri come ci sia una grande attenzione rispetto a questo processo legislativo e come ci sia attorno ancora una grande volontà di puntare fortemente sulla cultura come motore di crescita economica per la nostra regione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Apriamo il dibattito generale.

Chi si iscrive a parlare? Consigliera Mori, è iscritta lei, non so se è un refuso che abbiamo…

Niente. Apriamo il dibattito generale.

Chi si iscrive a parlare?

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Quello che nella giornata odierna è sottoposto all’attenzione dell’Assemblea legislativa è davvero un atto particolarmente rilevante, sia perché attiene all’ambito della cultura, da sempre tratto distintivo della nostra Regione in termini valoriali e di conseguenti investimenti, sia perché contraddistinto da una valenza strutturale di sistema. È sufficiente tratteggiare anche rapidamente l’evoluzione dello scenario generale di riferimento per averne contezza. Alcuni dei principali elementi di contesto che avevano determinato la nascita dell’IBACN, infatti, sono cambiati totalmente nel tempo, generando un quadro che ormai esigeva scelte precise, di natura appunto strutturale. Ecco perché il progetto di legge proposto rappresenta un passaggio fondamentale per il sistema culturale della Regione Emilia-Romagna, riportando, di fatto, in seno proprio alla Regione funzioni che fino ad ora erano svolte dall’IBACN in uno scenario molto diverso, lo ripeto, rispetto a quello in cui nel 1995 si procedette a riformarlo, punta con decisione a rafforzarne l’efficacia di azione ponendosi come interprete di una stagione nuova.

Non si tratta, dunque, semplicemente di una volontà di trasferimento di funzioni o di un riordino di carattere meramente amministrativo. In questa proposta va visto, a mio parere, in modo nitido un preciso piano di intervento sul sistema cultura della nostra Regione, perché l’Istituzione Regione non si riprende soltanto il personale che lavora presso l’IBACN, ma si riappropria direttamente di un ambito e di un insieme di prerogative mediante le quali affrontare la contemporaneità con i suoi tratti distintivi.

L’Emilia-Romagna, lo abbiamo detto, possiede un patrimonio culturale di rilievo assoluto, che non è solo monumentale, ma è anche artistico, in relazione a ogni campo espressivo. Esso necessita, di certo, di adeguata conservazione, ma a maggior ragione in un momento così delicato, così complesso per il sistema culturale, soprattutto di rinnovati indirizzi di sviluppo, portare una revisione al sistema di governo pubblico di questo patrimonio significa partire da ciò che ci ha affidato la nostra storia per condurlo verso nuovi orizzonti, perché la cultura, quella vera, che non è fatta soltanto di erudizione e di nozioni, deve sempre porre davanti a sé nuove prospettive ispirate da visioni della contemporaneità e contraddistinte anche da nuovi linguaggi.

Tutto ciò comporta necessariamente funzionali sistemi normativi e organizzativi. Ecco perché, allo stesso modo, è importante prevedere l’istituzione di un Comitato scientifico per il patrimonio culturale. Ritengo che individuare qualificate esperienze e professionalità in quanto espressione di pensieri plurali, nonché anche differenti competenze possa davvero arricchire il portato di pensiero sotteso anche a un rinnovato modo di fare cultura. Un rivisitato sistema di governo dell’ambito culturale può rivelarsi prezioso anche per provare ad affrontare nel miglior modo possibile le sofferenze di un settore che in Emilia-Romagna, a causa del lockdown, ha perduto diverse decine di milioni di euro. Le azioni di ristoro del comparto sono già state attivate, meritano il giusto apprezzamento, ovviamente, però la pandemia non è ancora conclusa e sarà necessario altro, saranno necessarie altre azioni da mettere in campo, anche per sostenere i tanti lavoratori che da sempre animano l’ambito culturale.

Colgo l’occasione, e mi avvio alla conclusione, anche per evidenziare nuovamente la tematica inerente alle risorse, sia finanziarie sia umane. Il sistema cultura dà lavoro a professionalità che crescono e maturano nel tempo, ma affinché possano mantenersi tali devono poter avere dinanzi a sé un presente e un futuro, almeno prossimo, possibili. Credendo fortemente nel ruolo della cultura all’interno del sistema di crescita di ogni comunità, oltre che in quello delle biblioteche, dei musei, degli archivi, dei teatri e delle istituzioni culturali, come elementi chiave al rilevante effetto sociale ed economico all’interno del sistema regionale, esprimo ‒ lo anticipo già adesso ‒ convintamente assenso e sostegno a un atto che introduce una nuova stagione per la cultura della regione Emilia-Romagna.

Ringrazio l’assessore Mauro Felicori che, con determinazione, ha portato avanti questo PdL e tutti i suoi collaboratori. Ringrazio anche i relatori di maggioranza e minoranza, anche per il clima costruttivo che abbiamo visto anche nelle sedute di Commissione.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Bondavalli.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intanto in premessa un ringraziamento ai relatori, all’assessore Felicori, che è stato presente a tutte le sedute, cosa non scontata, e ‒ dicevo ‒ ai relatori, in particolare alla collega Pillati per le modalità con cui si è svolto il confronto con tutte le forze politiche presenti in Assemblea.

Questo progetto di legge interviene rispetto a un oggetto che potremmo ritenere costituisca esso stesso parte del nostro patrimonio culturale, vale a dire l'IBC, l’Istituto dei Beni Culturali, divenuto poi non casualmente IBACN, esplicitando quindi anche nel proprio nome, nella sigla, il ruolo che i beni naturali rivestono all’interno delle materie di cui l’Istituto si sarebbe poi occupato e che oggi rappresenta un punto fermo per ogni esigenza diretta alla conoscenza, alla mappatura, alla catalogazione, alla conservazione e alla tutela dei beni culturali in Emilia-Romagna.

Stiamo parlando di un riferimento per le Regioni, per gli Enti locali, per le Università, per le scuole, per i Ministeri, per i cittadini e per le associazioni, appunto un patrimonio di tutti e per tutti. L’Istituto dei Beni Culturali è stato costituito dalla Regione durante la prima legislatura di questa Assemblea elettiva, nel 1974, e da allora ha rappresentato davvero uno strumento prezioso. Con questo progetto di legge, dopo 45 anni vengono internalizzate le funzioni dell’IBACN avvicinando l’Istituto alla Regione e rendendolo pienamente parte della sua organizzazione.

Con questa PdL andiamo a creare di fatto un contenitore, dentro il quale assicurare operatività alle funzioni della Regione e dei beni culturali. È importante però non perdere nulla di quanto fatto finora dall’Istituto. Questa (è un aspetto che vorrei sottolineare) deve essere un’operazione che non porti ad una perdita di autonomia, ma semmai alla definizione di una nuova modalità di lavoro.

Oggi costruiamo uno strumento che di per sé non è né buono, né cattivo, devo dire che ho apprezzato la schiettezza con cui l’assessore si è approcciato a questa materia e spero e mi auguro e voglio essere altrettanto trasparente e diretta nell’augurarmi che questo non diventi uno strumento di proselitismo politico. Probabilmente è una preoccupazione solo mia, però lo faccio anche in riferimento all’istituzione del Comitato scientifico previsto dall’articolo 5, al quale nella forma e nella realtà vorrei fosse assicurata sempre autonomia e non subalternità rispetto alla politica. Sono cose che ovviamente non possono essere scritte in legge, però su questo l’assessore sa benissimo di giocare un ruolo fondamentale.

Abbiamo cercato di migliorare questo testo attraverso alcuni emendamenti, che sono il frutto del lavoro svolto anche in Commissione, nel corso del quale, a seguito di una proposta poi accolta favorevolmente, è stata inserita, fin dal primo articolo, una compiuta definizione di patrimonio culturale.

Passo un attimo a illustrare gli emendamenti che abbiamo depositato oggi perché rispetto al testo licenziato in Commissione attraverso quegli emendamenti è apparso necessario intervenire ancora eliminando ridondanze, quali la ripetizione dell’espressione materiale e immateriale non più necessaria proprio a seguito della definizione introdotta dall’articolo 1. È questo il caso degli emendamenti 8, 10 e 11 e anche dell’emendamento 13, che elimina, nell’articolo 3, nel primo periodo del comma 1, un testo corrispondente a quello della definizione inserita all’interno dell’articolo 1.

Successivamente ad approfondimenti con gli uffici, che voglio ringraziare, e con la stessa relatrice, l’emendamento 9 sulla gestione dei flussi informativi prevede ora una formazione diretta a rendere più fluida la lettura e più chiara la comprensione del testo.

L’emendamento 11 propone, invece, di esplicitare una specifica competenza della Regione sul patrimonio culturale; una competenza che richiama esplicitamente le nostre funzioni sul paesaggio parte integrante del patrimonio culturale così come definito da questo progetto di legge. È un emendamento che assegna alla Regione la funzione con cui provvede alla mappatura e alla descrizione dei paesaggi regionali e della loro evoluzione; azione propedeutica a qualsiasi misura di tutela di ripristino e di pianificazione territoriale.

Il paesaggio va tutelato il più possibile e ripristinato come purtroppo ci insegnano anche questi durissimi mesi di pandemia. Anche per questo deve essere conosciuto, mappato, perché senza conoscenza non è possibile nessuna forma di tutela.

Approfitto anche per illustrare, già che si sono, l’ordine del giorno che abbiamo depositato. Il senso è chiaro: è un impegno alla Giunta per costruire nella programmazione sulle funzioni previste da questo progetto di legge una sorta di catalogazione dei luoghi e degli spazi di lavoro, vale a dire uno degli elementi più caratteristici e identitari della nostra Regione.

È un impegno che dobbiamo assumere, a mio avviso, per sempre, ma anche per ricordare i cinquant’anni che ci separano da quando nacque la Regione, l’anno in cui venne approvato lo Statuto dei lavoratori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Paruolo, prego. Non la vediamo. Ecco, prego.

Non la sentiamo, purtroppo.

 

PARUOLO: Adesso dovrebbe...

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso sì. Prego.

 

PARUOLO: Bene. Grazie, presidente.

Il mio intervento si iscrive nel quadro che ha già ben delineato Marilena Pillati, relatrice di maggioranza. Credo che il tema di fondo sia quello davvero di comprendere se qui siamo a un punto di arrivo oppure a un punto di partenza. Il punto di arrivo avrebbe il significato di concludere un’esperienza importante, quella dell’IBC, e in qualche modo assorbirla in una normalità che ne segni [...] dello spirito e dell’iniziativa. Invece il punto di partenza significa altro. Significa un riassetto organizzativo che pone le premesse per poter rilanciare con forza quelle che sono le caratteristiche e la mission che l’Istituto ha da tempo su temi importanti e strategici. Certamente l’aspetto culturale, quello artistico, ma anche il ricordato aspetto naturalistico sono tutti aspetti che chiedono nuove declinazioni per poter portare avanti con forza un discorso che è già cominciato e che merita di essere ulteriormente sviluppato.

Questo è un po’ il senso. Se è un punto di partenza, noi partiamo da quello che è stato fatto. Ovviamente non vogliamo limitare gli orizzonti, perché speriamo si possa fare di più e meglio, si possa migliorare, però il segno del riconoscimento e della valorizzazione del cammino svolto fin qui credo sia importante darlo. Anche con questo in mente, un emendamento che voglio brevissimamente illustrare, che ho firmato io con altri colleghi, è quello proprio di dire che le funzioni che verranno svolte a questo punto internamente alla Regione dovranno avvalersi prioritariamente del [...] riassegnato, proprio a dare il segno del fatto che si parte dal lavoro che è stato svolto, dalla valorizzazione delle eccellenze, e da lì si comincia un cammino che certamente potrà e dovrà prevedere passi avanti, miglioramenti, una sua dinamicità. Però credo che il segno che dobbiamo dare quest’oggi sia quello di una nuova partenza, di un punto di partenza, e non di un punto di arrivo. Anche questo contribuisce a dare questo segnale che credo sia importante. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

In merito al riordino istituzionale e dell’esercizio delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale, che attribuisce i compiti e le attribuzioni di IBACN alla Regione a partire dal 1 gennaio 2021, abbiamo condiviso il processo che ha portato alla redazione di questo progetto di legge, e ci fa piacere ricordare che in Commissione sono state anche approvate le richieste di emendamenti avanzati dalla minoranza.

Ad esempio, accogliamo positivamente il fatto che la Giunta regionale per tenerci informati e aggiornati verrà, come richiesto, a relazionare ogni anno alla Commissione competente ciò che riguarda le politiche e gli interventi in materia di patrimonio culturale, ma anche ciò che riguarda le funzioni e le attività svolte dal Comitato scientifico, istituito all’articolo 5 di questo progetto di legge.

 Inoltre è bene che sia stata accolta un’altra richiesta che ci stava a cuore, ovvero che la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Comitato scientifico siano stabiliti, sì, dalla Giunta, ma ovviamente sentita la competente Commissione assembleare, quindi da questo punto di vista possiamo dichiararci soddisfatti del lavoro svolto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Alcune brevi considerazioni rispetto a un progetto di legge importante e significativo nel percorso di riorganizzazione del settore del patrimonio culturale della nostra regione.

Altri prima di me, a partire dalla relatrice, che ringrazio per il lavoro svolto, hanno sottolineato l’importanza per la storia che l'IBC ha avuto nella nostra regione, l’intuizione iniziale che addirittura affonda le proprie radici in quel lontano 1974, nella prima legislatura della storia della nostra Regione.

Abbiamo avuto modo in Commissione nel confronto costante che c’è stato con l’assessore Felicori, che voglio ringraziare perché non ha fatto mai mancare la sua presenza e la sua volontà di confronto su questo progetto di legge con tutti i Gruppi, con tutti i colleghi che hanno partecipato ai lavori della Commissione, come dicevo in quelle sedute abbiamo avuto modo di confrontarci a lungo su quello che è stato il percorso dell'IBC, l’importanza che ha avuto, il ruolo importante che ha svolto per la nostra Regione. Soprattutto abbiamo chiarito, e tengo a precisarlo anche in questa sede, come il progetto di legge che oggi abbiamo all’attenzione dell’aula, che oggi arriva all’attenzione dell’aula, trae origine dalla necessità di innovare e portare nel futuro una tradizione molto importante, di cui tutti abbiamo riconosciuto il ruolo, la funzione e anche l’intuizione originaria. Lo dico con chiarezza perché specie nel dibattito pubblico e nella fase iniziale dell’estate che abbiamo lasciato alle spalle le prime dichiarazioni, le prime uscite soprattutto anche dal punto di vista mediatico avevano lasciato tradire un’idea, come spesso capita, tagliata un po’ con l’accetta, un’idea sbagliata che nessuno qua ha avuto, né ha intenzione di portare avanti, cioè il superamento o la chiusura di quell’Istituto.

Si tratta di una riorganizzazione, si tratta di un riordino istituzionale, come reca il testo stesso del progetto di legge, perché, come ha detto anche qualche collega che mi ha preceduto, in quell’Istituto esistono professionalità, competenze che devono essere portate a fattor comune, valorizzate ulteriormente in un percorso che, a differenza di quello che accade spesso quando le pubbliche amministrazioni decidono di esternalizzare funzioni, servizi e competenze, perdendo anche magari un po’ di conoscenza e di controllo dei processi in quelle realtà a cui vengono destinate, in questo caso si tratta di un processo inverso e cioè riportiamo nel corpo stretto della nostra Amministrazione competenze e conoscenze che sicuramente potranno e dovranno essere valorizzate ulteriormente rispetto a quanto già non sia successo in questi anni.

Non si tratta né di un superamento né si tratta di una chiusura, né si tratta di una bocciatura di quell’Istituto. Tutt’altro. Si tratta di riorganizzare e riportare in seno all’Amministrazione regionale competenze che potranno essere utilizzate come anche da questo punto di vista specifica l’emendamento all’articolo 2, comma 4, che ho sottoscritto insieme ad altri consiglieri regionali e colleghi, laddove si definisce con precisione quello che è il trasferimento, l’articolo 2, il trasferimento dell’esercizio delle funzioni dell’Istituto alla Regione e si fa riferimento al personale di cui la Giunta dovrà avvalersi prioritariamente per svolgere le funzioni della riorganizzazione di cui stiamo parlando. Questo anche perché, va detto anche qui con chiarezza, perché qualche equivoco, forse, nel corso di questa discussione si è ingenerato, anche nei confronti del personale che è là dislocato, delle funzioni che sono state svolte non c’è un giudizio negativo. Tutt’altro. Si considera che la riorganizzazione di cui parliamo potrà rendere più efficiente e più efficace il lavoro di tutti. Ci tenevo a dirlo in questa sede perché su questo punto sono convinto che potremmo ‒ come ci siamo detti in Commissione, e guardo l’assessore Felicori ‒ continuare il dibattito anche in Commissione, il confronto sulla destinazione e sulla riorganizzazione di cui parliamo, soprattutto sull’impiego che potranno trovare all’interno dell’Amministrazione regionale quelle competenze, quelle funzioni.

Il sistema culturale dell’Emilia-Romagna è un patrimonio che dobbiamo difendere, dobbiamo valorizzare e dobbiamo saper portare nel futuro. Questa è la grande sfida che abbiamo di fronte e che ha caratterizzato l’Emilia-Romagna. In fondo questa terra è esattamente, in particolar modo nel settore cultura, quella che più di altre ha saputo far tesoro della propria tradizione, avendo, però, il coraggio e la forza di innovarla e di portarla nel futuro, ovviamente tenendo conto anche di quelli che sono i cambiamenti che nella società si maturano, quindi facendo fronte anche alle necessità che cambiano.

Da questo punto di vista, credo che la Commissione cultura potrà e dovrà essere il luogo di un continuo confronto con l’assessore Felicori, confronto che, come dicevo, l’assessore ha dato prova di non avere problema a mantenere e a garantire. Rimando in quella sede il prosieguo di questa discussione che, per quanto ci riguarda, trova oggi un punto di partenza e non certo un punto d’arrivo, perché abbiamo di fronte cinque anni, lo dico con chiarezza, per dimostrare che le cose che stiamo dicendo qui oggi e quelle che abbiamo detto in Commissione non sono, per l’appunto, parole, ma sono semplicemente il punto di partenza di un percorso a cui tutti teniamo molto. A differenza di qualcuno che, con uscite infelici, magari, in qualche passaggio ormai datato, ha ritenuto che con la cultura non si mangiasse, noi invece pensiamo che con la cultura non solo si mangia, ma si vive anche meglio.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Rontini, prego.

 

RONTINI: Grazie, presidente.

Io intervengo dal momento che la relatrice Marilena Pillati, che colgo l’occasione per ringraziare insieme all’assessore Felicori, al relatore di minoranza e a tutti coloro che hanno contribuito a lavorare su questo progetto di legge, dal momento che la relatrice è già intervenuta in maniera completa e puntuale, mi soffermo in questo intervento solo su una parte specifica del progetto di legge, su cui siamo intervenuti anche con un ordine del giorno.

Come è noto, la Regione Emilia-Romagna opera da tempo per favorire il riconoscimento e lo sviluppo delle identità culturali e delle tradizioni storiche delle comunità residenti nel nostro territorio e nel 2014 a tal fine ha approvato la legge regionale n. 16, che reca "Salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna".

Chi era in quest’aula anche nella scorsa legislatura sa che è un tema di cui mi sono sempre interessata, cercando di lavorare perché il nostro Ente salvaguardasse e valorizzasse il patrimonio di dialetti che c’è nel nostro territorio, che sono un bene culturale, che sono un bene comune, che sono un bene fragile, che ha bisogno della nostra attenzione e della nostra cura.

I dialetti, le loro espressioni orali e quelle letterarie sono parte del nostro patrimonio storico, del nostro patrimonio civile e culturale, ed è il motivo per cui in questi anni, per il tramite dell’Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali, perché la legge affidava all'IBC questo ruolo, abbiamo portato avanti attività connesse alla salvaguardia e alla valorizzazione dei dialetti, con una modalità che vedeva l'IBC portare annualmente all’approvazione della Regione il programma annuale delle azioni e degli interventi, formulato con il parere del Comitato scientifico che la legge del 2014 prevedeva.

L’oggetto di questo intervento e di questo ordine del giorno è far sì che, come abbiamo scritto nell’articolo 13 e nell’articolo 14 del progetto di legge, non venga meno l’impegno della Regione nel continuare ad assumere, promuovere e sostenere tutte quelle iniziative volte alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio dei dialetti dell’Emilia-Romagna, continuando quindi a dare piena applicazione a quanto previsto dalla legge n. 16 del 2014.

L’ordine del giorno fa anche un passaggio sul tema dell’archivio sonoro del Centro per il dialetto romagnolo, di cui si è parlato, ricorderete, anche in un’udienza conoscitiva ed è stato portato alla nostra attenzione dalla dottoressa Ghirardini.

Quello dell’archivio sonoro è un progetto che nasce nel 2014, che era stato portato avanti dalla Fondazione Casa Oriani di Ravenna dove fin dal 2008 è stato creato il Centro per il dialetto romagnolo. È un progetto che mira a raccogliere le registrazioni delle fonti orali fatte a partire dagli anni Settanta, perché sappiamo che è difficile trasmettere dialetti alle giovani generazioni, quindi per poterli conservare è necessario conservare anche le registrazioni orali delle parlate che nel nostro territorio delle volte variano anche da borgo a borgo, da comune a comune, da via a via.

Questo lavoro, che poi ha visto coinvolto anche il Centro etnografico ferrarese, il Laboratorio di ricerca sociale della biblioteca di Bellaria, il Centro di ricerca e documentazione della cultura montanara di Monghidoro in provincia di Bologna, il Centro etnografico presso la Biblioteca Passerini-Landi di Piacenza, naturalmente in collaborazione con i laboratori del Dipartimento dei beni culturali dell’Università di Bologna. Anche questo progetto, all’interno del lavoro che porteremo avanti, deve arrivare a risultato con un primo obiettivo, che è quello di poter trovare all’interno dei nostri server della Regione una collocazione digitale sicura di queste registrazioni audio che devono tornare pienamente accessibili anche ai cittadini per poter continuare nell’opera di tramandare questo patrimonio soprattutto ai giovani.

Ho visto che è stato presentato anche un emendamento al mio ordine del giorno dal Gruppo della Lega, che parla di implementare quelle risorse. Naturalmente siamo favorevoli a continuare a lavorare quanto qui fatto e, se ci sarà la possibilità, anche nell’implementarlo. Vado a memoria. Se non ricordo male, negli anni questa legge era finanziata all’incirca con 100.000 euro. Quindi, bene l’impegno condiviso per trovare eventualmente ulteriori risorse perché questo patrimonio non vada perduto con il passare delle generazioni, perché andrebbe perduto un pezzo della storia del nostro territorio e della nostra regione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Rontini.

Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Molto brevemente. Per collegarmi all’odg presentato dalla collega Rontini e per ribadire quanto sia importante la salvaguardia e la valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna, proprio perché, come già accennato dalla collega, è difficile trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni. Per questo motivo penso siano da tutelare i dialetti, in quanto parte fondamentale della nostra identità, della nostra cultura, della nostra tradizione. Quindi, oltre a continuare ad assumere, promuovere e sostenere iniziative, aggiungo semplicemente “a implementarle”.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Chiedo se ci sono altri in discussione generale. Verifichiamo se ci sono dei collegati online che vogliono intervenire. Nessuno.

A questo punto, chiedo se vogliono replicare i relatori di maggioranza e di minoranza, Pillati e Lisei, e l’assessore per le conclusioni, prima di passare all’esame dell’articolato. Prego.

 

FELICORI, assessore: Brevemente, solo un paio di punti politici. Prima di tutto vorrei ringraziare i tanti protagonisti di quello che, come giustamente è stato detto, è un prodotto collettivo. Prima di tutto Gianni Cottafavi, che non solo ha emesso una notevole perizia assieme all’Ufficio legislativo, tecnica, ma ha gestito l’interim dei beni culturali, dell’Istituto dalla primavera fino a che non avremo il nuovo direttore.

Ringrazio il presidente dell'IBC, Roberto Balzani, e tutto il Comitato di indirizzo, che hanno accompagnato questo processo con lealtà istituzionale e molti consigli. Ringrazio anche il personale dell'IBC, che giustamente ha espresso in modo esplicito i propri timori e le proprie preoccupazioni, ma lo ha fatto con animo aperto, ascoltando, animo aperto e preoccupazione di timori che sono stati ben rappresentati dalle organizzazioni sindacali, che voglio ringraziare perché anch’esse hanno contribuito attivamente al processo.

Grazie alla presidente Marchetti della V Commissione, alla relatrice Pillati di maggioranza, al relatore di minoranza Lisei, direi che si è ben interpretato... ricorderete che io ho avuto il privilegio come consigliere anziano di aprire la vita di questa Assemblea, e, citando Dossetti, avevo auspicato che ci fosse dialettica maggioranza/minoranza, non opposizione, non necessariamente opposizione, e direi che questo è stato un bell’episodio di questo stile di lavoro, che spero si ripeta. Ogni qualvolta la maggioranza saprà dimostrare apertura, volontà di dialogo, spero che sarà ricambiata, come avviene oggi.

Al di là dei ringraziamenti, io direi che ci sono due punti politici che sono emersi abbastanza chiaramente e vorrei rispondere a tutti e due. Del primo è stato più portatore Lisei, ma non solo, anche la consigliera Piccinini, ed è questo: questo Comitato scientifico sarà un orpello di una burocrazia gestita politicamente in modo partigiano dalla Giunta o sarà invece un bilanciamento fondamentale di una Regione che assume l’Istituto nel proprio seno, che vuole fare una vera politica dei beni culturali, ma accetta anche di essere messa in discussione quotidianamente dai massimi rappresentanti dell’intelligenza della nostra Regione?

Rispondo positivamente a questa preoccupazione, perché credo che noi questo vogliamo fare. Per tutta la vita ho fatto il dirigente. Ho usato una metafora dell’esperienza dirigenziale che è questa, in Commissione l’ho detta: i dirigenti iniziano il loro lavoro con una visione strategica sofisticata, sembriamo dei visionari. Poi, la vita di tutti i giorni ci fa fare i conti con la realtà. A un certo punto il nostro sguardo, che guardava lontano a orizzonti formidabili cala, cala, fino a che ci guardiamo quasi le punte delle scarpe, dalla routine quotidiana che ti divora. In quel momento, per evitare che si arrivi a quel momento, quindi nella vita quotidiana è importante che l’intellighenzia, il mondo degli esperti, il mondo della libera ricerca, ti aiuti a tenere alto il livello della tua…

Questo vale per le tecnostrutture, vale anche per la politica. La dialettica con il mondo culturale indipendente, autonomo, libero, plurale, questa dialettica dobbiamo tenerla viva. Il Comitato scientifico serve a questo. Deve essere una funzione di stimolo, deve essere… Non so dire cos’è l’opposto di asservito, ma direi totalmente indipendente. Giustamente fa piacere che poi il Comitato scientifico abbia anche le sue relazioni, i sui rapporti, assolutamente, ci mancherebbe.

La seconda preoccupazione che è stata espressa è per quanto riguarda la valorizzazione delle persone dell’IBC. Siamo un punto di partenza, siamo un punto di arrivo. Stiamo smentendo una storia o stiamo mettendoci sulle spalle di questa storia per guardare più in là, per andare oltre. Stiamo dando a questa storia una nuova energia. Ecco, questo direi che posso farlo solo a parole, per adesso, però ho quattro anni per farlo con i fatti. Stiamo cercando di armare di energia politica, di forza politica un patrimonio di competenze, di personale che ereditiamo dal passato.

Tutti voi avete confidenza con l’Amministrazione. È vero che l’IBC ha avuto anche 150 persone. Adesso sono 70. Voi capite che 70 persone, funzionari culturali di livello medio-alto sono una risorsa enorme. Benché sia la metà dei bei tempi, sono una risorsa enorme di intelligenza, di competenza. Non c’è argomento che io non abbia affrontato in questi mesi che l’IBC non avesse già studiato ed esaminato. Che cosa è mancato? È mancato che quella ricerca, quella progettualità, quella capacità che veniva lì elaborata diventasse anche azione politica. È per quello che noi riteniamo che stiamo in un certo senso armando un esercito, dando, cioè, energia politica alla competenza che abbiamo ereditato. Anche questo, non posso che dirlo a parole, ma ho quattro anni per dimostrare che è così, è un investimento. Stiamo facendo un investimento sul passato che ereditiamo.

D’altra parte, non è che non veda che ci attendono solo sfide terribili, non solo per l’epidemia. Per i beni culturali si è fatto tanto. Per quel po’ di tempo che ho potuto girare, non ho fatto altro che vedere beni culturali che rischiano la rovina. Mi è già capitato, citando Emiliani e quello che Emiliani ci ha insegnato nel patrimonio cosiddetto “minore”, di elencare le centinaia di case coloniche, che sono un patrimonio formidabile della nostra montagna, della nostra pianura, che sono ormai morte, restano ormai dei fossili. Nei miei giri non ho visto altro che necessità di interventi sui beni culturali, da Sala Baganza, Boschi di Carrega, Palazzo San Giacomo, il Castello di Scandiano, Villa Levi, di cui abbiamo parlato stamattina, tutto il patrimonio delle chiese e delle case verdiane. Lì bisogna inventare degli usi, bisogna trovare i fondi per le ristrutturazioni, dobbiamo farli diventare un patrimonio che fa crescere il territorio.

Abbiamo una storia formidabile di catalogazione, ma oggi la catalogazione ha già lasciato il posto ad una nuova stagione, che è la digitalizzazione. Non basta avere il catalogo dei libri antichi. Bisogna mettere in rete la copia leggibile, interrogabile da tutto il mondo, di tutti i volumi e delle carte degli archivi che abbiamo nelle nostre biblioteche. Questo è un lavoro immenso che ci attende e che va ben oltre la catalogazione, dobbiamo inventare i musei del XXI secolo, i musei non possono essere più solo collezioni di opere, devono essere luoghi di esperienze che ti educano, che ti insegnano, che ti fanno divertire, che ti fanno godere, attraverso il digitale, di fonti del sapere che sono lontanissime e che tu usi mentre guardi una cosa che è lì davanti.

Abbiamo bisogno di inventare le biblioteche del futuro, sempre più (lo si è visto con l’epidemia) le persone leggono i libri che stanno nella rete, che le biblioteche digitali offrono. Allora, cosa saranno le biblioteche? Devono essere luoghi di educazione permanente, luoghi che accompagnano le persone, soprattutto le persone meno istruite, nel percorso verso la conoscenza.

Insomma, c’è un grande compito che abbiamo, chiamiamolo di educazione alla bellezza, che oggi si può costruire con gli strumenti del digitale, la rivoluzione digitale è l’oggetto di cui ci dobbiamo occupare.

Ringrazio di nuovo tutti, ringrazio il Consiglio. Sento anche che c’è un investimento di fiducia nel mio lavoro, ne sento la responsabilità, e su questo non è che si possano fare promesse, bisogna, come amo dire, rimboccarsi le maniche e lavorare. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Bene. Prima di passare all’esame dell’articolato, ricordo che su questo oggetto insistono 13 proposte di emendamento: 3 a firma della consigliera Pillati, 1 a firma dei consiglieri Paruolo, Pillati, Zappaterra, Fabbri, Daffadà, Taruffi, Amico, Costa, 3 a firma del consigliere Mastacchi, 6 a firma della consigliera Piccinini, e anche delle proposte di ordine del giorno, l’ordine del giorno 1622/1 a firma delle consigliere Rontini, Pillati, Zamboni, e un emendamento sull’ordine del giorno a firma del consigliere Montevecchi; infine, l’ordine del giorno 1622/2 a firma della consigliera Piccinini.

Li ho elencati tutti.

Ora passiamo all’articolato, all’esame dell’articolato.

Partiamo con l’articolo 1.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto. Controlliamo se qualcuno chiede la parola.

Mettiamo in votazione l’articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 41

Contrari 1

Astenuti 1

 

È approvato.

 

L’articolo 1 è approvato.

Passiamo all’articolo 2.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): No. Probabilmente c’è un errore di votazione su un voto. Non c’è un voto contrario. Sono 42 voti favorevoli e 1 astenuto. Non c’è il voto contrario.

Passiamo all’articolo 2.

Su questo articolo insiste l’emendamento 4 a firma del consigliere Paruolo e altri.

Dibattito generale.

Consigliere Lisei, prego. 

 

LISEI: Grazie, presidente.

Intervengo più che altro sull’emendamento, del quale posso anche capire il senso, le finalità che sono prefissate da chi ha presentato l’emendamento, che forse è quello di, in qualche modo, far capire un’attenzione e una tutela nei confronti del personale attualmente impiegato all’interno dell’IBC. Però non condivido lo strumento che è stato utilizzato e le modalità con le quali è stato utilizzato. Per due ordini di ragioni. La prima è che credo che un testo legislativo legiferi sull’esistente, quindi noi andiamo a inserire in un testo normativo, che dispiega i suoi effetti e dispiegherà i suoi effetti nel tempo, un emendamento, un qualcosa che ha un riferimento prettamente all’oggi, cioè al personale che viene riassegnato oggi, che magari tra cinque anni non ci sarà più. Quindi, resterà all’interno di un testo normativo un riferimento legislativo che, di fatto, viene superato dagli eventi. Immagino che alcuni andranno in pensione, del personale. Ci sarà probabilmente del personale in più e altro.

Il secondo è anche perché credo che questo emendamento possa ‒ tra virgolette ‒ paradossalmente andare anche contro le finalità che esso stesso si prefigge. Legare in maniera indissolubile il personale attualmente all’IBC, che deve essere prevalentemente utilizzato all’interno di quella struttura, potrebbe quasi impedire, a mio avviso, anche eventualmente casi di futura mobilità. Non è detto che il personale che domani diventerà della Regione Emilia-Romagna vorrà rimanere per forza all’interno di quel settore. Magari qualcuno di questo personale in futuro potrebbe chiedere la mobilità o di essere trasferito ad altri uffici, e magari si potrebbe vedere negata la possibilità di spostarsi in altri uffici perché fondamentalmente il settore potrebbe dire “Io, però, sono obbligato a utilizzare il personale che è stato riassegnato”. Quindi, trovo poco sensato questo emendamento, poco coerente con un impianto giuridico che, a mio avviso, già tutela il personale assegnato, a maggior ragione rispetto alle dichiarazioni significative ed importanti che ha fatto l’assessore, rispetto alla volontà di, anzi, attingere a un personale che ha un patrimonio di conoscenze e un patrimonio d’esperienza che diventerà sempre e a maggior ragione indispensabile per esercitare le funzioni che domani sono assegnate.

Rispetto a questo emendamento, quindi, il nostro voto sarà di astensione, nel senso che magari ne condividiamo la finalità, che può essere di valorizzazione complessiva di quel personale, del personale attualmente impiegato all'IBC, però lo strumento a nostro avviso poteva essere eventualmente un ordine del giorno collegato e proprio incentrato su una volontà e un'attenzione particolare che deve essere dedicata al personale, che credo che condividiamo tutti all’interno di questa aula.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Si è iscritto a parlare il consigliere Pelloni.

Prego, consigliere.

 

PELLONI: Presidente, il mio voto precedente è contrario, grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Lo aggiungiamo. Va bene, grazie, consigliere.

Consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Nell’intervento in discussione generale avevo fatto riferimento esplicitamente a questo emendamento, proprio perché segnalava una volontà credo abbastanza precisa rispetto alle modalità organizzative di ricollocamento all’interno delle strutture regionali del personale.

Ora, rispetto all’osservazione che faceva il consigliere Lisei, di cui capisco il senso dell'osservazione, segnalo che però nella disposizione dell’emendamento noi diciamo che la Giunta debba avvalersi prioritariamente del personale riassegnato, avvalendosi prioritariamente, non ovviamente esclusivamente, quindi rispetto ad esempio alla seconda parte della sua osservazione, a eventuali dinieghi rispetto a possibili trasferimenti, si dice "prioritariamente".

Rispetto al fatto che magari il personale, fra qualche anno, sicuramente una parte del personale andrà in pensione, ciò non toglie che mettere in legge e quindi precisare attraverso uno strumento che non è un ordine del giorno, che sappiamo ha una valenza di indirizzo, ma è altra cosa rispetto alla definizione di legge, nella definizione di legge io credo che in questo momento noi stiamo dicendo con chiarezza, ulteriore chiarezza rispetto ad un passaggio importante, che – come giustamente ha detto lei – la cui finalità è condivisa da tutti credo qua dentro: nessuno pensa che il personale che viene trasferito non debba essere ulteriormente valorizzato, qua sottolineiamo ulteriormente questo aspetto. Ripeto, viene utilizzata l’espressione “prioritariamente” e non “esclusivamente”.

Per quanto riguarda l’emendamento, per quanto riguarda la discussione generale sull’emendamento, l’ho detto in discussione generale e lo ribadisco in questo passaggio, mi preme sottolineare come si tratta complessivamente di una operazione che serve per valorizzare ulteriormente competenze che ci sono. Quindi, da questo punto di vista credo che l’emendamento vada esattamente in questa direzione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Non ho altri iscritti a parlare in dibattito generale.

Chiedo, in dichiarazione di voto, se qualcuno vuole dire altro. Non ho nessuno in dichiarazione di voto.

A questo punto metto in votazione l’emendamento 4.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 44

Favorevoli 26

Astenuti 18

 

È approvato.

 

Ora metto in votazione l’articolo 2.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 39

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

L’articolo 2 è approvato.

Passiamo all’articolo 3.

Sull’articolo 3 insistono sei proposte di emendamento. Partiamo dall’emendamento 13, a firma della consigliera Piccinini; poi emendamento 8, sempre a firma della consigliera Piccinini; emendamenti 9, 10, 11 e 12, tutti a firma della consigliera Piccinini.

Dibattito generale sui sei emendamenti. C’è qualcuno in dibattito generale prenotato? Sennò passiamo alla dichiarazione di voto.

Dichiarazione di voto.

A questo punto, mettiamo in votazione gli emendamenti.

Partiamo dall’emendamento 13, a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli  43

 

È approvato.

 

L’emendamento è approvato.

Passiamo alla votazione dell’emendamento n. 8, sempre a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti  44

Favorevoli 43

Astenuti  1

 

È approvato.

 

L’emendamento è approvato.

Passiamo all’emendamento 9, sempre a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 41

Astenuti 1

 

È approvato.

 

L’emendamento 9 è approvato.

Passiamo ora alla votazione dell’emendamento 10, sempre a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 40

Astenuti 1

 

È approvato.

 

L’emendamento 10 è approvato.

Passiamo ora all’emendamento 11, sempre a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 40

 

È approvato.

 

È approvato anche l’emendamento 11.

Ultimo emendamento, a firma Piccinini, emendamento 12.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

L’emendamento 12 è approvato.

Ora passiamo alla votazione dell’articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti     38

Favorevoli 37 

 

È approvato.

 

L’articolo 3 è approvato.

Passiamo ora alla votazione dell’articolo 4, su cui non insistono emendamenti.

Dibattito generale sull’articolo 4, se qualcuno vuole intervenire.

Dichiarazioni di voto? Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Solo per segnalare il mio voto favorevole sull’articolo precedente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene, grazie. Favorevole sull’articolo 3.

In dichiarazione di voto qualcuno?

A questo punto dichiaro aperta la votazione dell’articolo 4.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti       44

Favorevoli    27

Astenuti      17

 

È approvato.

 

L’articolo 4 è approvato.

Passiamo all’articolo 5. Sull’articolo 5 insistono due emendamenti a firma del consigliere Mastacchi.

Per dibattito generale qualcuno vuole intervenire? In dichiarazione di voto?

Prego, consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie. Intanto mi scuso perché mi rendo conto che emendamenti di questo tipo avrebbero potuto essere molto più organici al testo. Si è discusso in Commissione, ma il fatto di essere solo in Gruppo monocratico non aiuta la mia partecipazione, la mia puntualità dei lavori.

Proporrei di illustrare tutti e tre gli emendamenti in un unico intervento, perché sono un po’ organici uno all’altro.

Intanto avrete visto che ho modificato l’emendamento all’articolo 5 togliendo il tema della gratuità, perché mi sono reso conto che poteva diventare conflittuale rispetto alla finalità che hanno i miei tre emendamenti. Quindi, tre emendamenti hanno la finalità di coinvolgere in modo più ampio il territorio anche un po’ al di fuori del mondo degli addetti ai lavori.

Inserire la gratuità da una parte poteva agevolare questo aspetto e dall’altra poteva diventare conflittuale. Mentre per quanto attiene il tema della public history, storia pubblica, quindi memoria collettiva, si tratta di una vasta gamma di attività divulgative svolte da persone normalmente formate nell’ambito della storia per rivolgersi ai non addetti ai lavori, quindi con finalità divulgative usando metodi di disciplina storica oltre agli scopi accademici. Tutto questo per accentuare il coinvolgimento fuori dal mondo degli addetti appunto e rendere i contenuti conosciuti da un pubblico il più ampio possibile.

Storia orale in molti casi, come succedeva nella nostra storia, come facevano i nostri nonni con noi, che facevamo un trasferimento di storia che andava al di là dell’aspetto formale attraverso i loro racconti. La storia è formata anche al di fuori degli ambienti accademici per far sì che sia partecipata e non solo un prodotto finito, appunto costruito da chi ci lavora solamente, da divulgare, ma costruito con i fruitori della storia stessa.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Altri in dichiarazioni di voto? Non ho altri.

A questo punto metto in votazione l’emendamento 5, che insiste sull’articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Contrari 26

Favorevoli 16

Astenuti 1

 

È respinto.

 

L’emendamento 5 è respinto.

Ora votiamo l’emendamento 6, sempre a firma del consigliere Mastacchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Contrari 26

Favorevoli 11

Astenuti 1

 

È respinto.

 

L’emendamento 6 è respinto.

Ora votiamo l’articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti   44

Favorevoli   44

 

È approvato.

 

L’articolo 5 è approvato.

Passiamo all’articolo 6, sul quale insiste un emendamento, l’emendamento 7 a firma del consigliere Mastacchi.

Qualcuno vuole intervenire in discussione? Per dichiarazioni di voto?

A questo punto metto in votazione l’emendamento 7, che insiste sull’articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Contrari 24

Favorevoli 15

Astenuti 2

 

È respinto.

 

L’emendamento è respinto.

Ora votiamo l’articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 41

Astenuti 1

 

È approvato.

 

L’articolo 6 è approvato.

Ora passiamo all’articolo 7.

Sull’articolo 7 non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 7.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 43

 

È approvato.

 

L’articolo 7 è approvato.

Passiamo, ora, all’articolo 8.

Non ci sono emendamenti che insistono.

Dibattito generale.

Dichiarazione di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 8.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 39

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

L’articolo 8 è approvato.

Passiamo, ora, all’articolo 9.

Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 9.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

L’articolo 9 è approvato.

Ora passiamo all’articolo 10. Non insistono emendamenti sull’articolo 10.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 10.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti     40

Favorevoli 40

 

È approvato.

 

L’articolo 10 è approvato.

Ha chiesto di parlare la consigliera Costi. Prego, consigliera.

 

COSTI: Grazie, presidente, solo per annunciare il voto favorevole sia all’articolo 9 che all’articolo 10, perché non funziona l'app, quindi spero che riparta, però 9 e 10 ho votato a favore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Costi, abbiamo registrato.

Ora passiamo all’articolo 11. Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 11.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

L’articolo 11 è approvato.

Passiamo all’articolo 12.

Non insistono emendamenti.

Discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 12.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Favorevoli 42

 

È approvato.

 

L’articolo 12 è approvato.

Passiamo all’articolo 13.

Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 13.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Favorevoli 41

 

È approvato.

 

L’articolo 13 è approvato.

Passiamo, ora, all’articolo 14.

Non ci sono emendamenti.

Discussione generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 14.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 26

Astenuti 17

 

È approvato.

 

L’articolo 14 è approvato.

Chiede la parola il consigliere Bessi. Prego, consigliere.

 

BESSI: Presidente, mi sente? Forse non è stato registrato il mio voto all’articolo 13.

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene.

 

BESSI: Favorevole, grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Il suo voto è registrato.

Ora passiamo all’articolo 15. Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 15.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti  43

Favorevoli  43

 

È approvato.

 

L’articolo 15 è approvato.

Articolo 16. Prima di passare all’articolo 16 chiede la parola il consigliere Amico.

Prego, consigliere.

 

AMICO: Credo che non sia stato registrato il mio voto come favorevole.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Passiamo ora all’articolo 16. Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 16.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 45

Favorevoli 45

 

È approvato.

 

L’articolo 16 è approvato.

Passiamo all’articolo 17.

Non insistono emendamenti.

Dibattito generale.

Dichiarazioni di voto.

Dichiaro aperta la votazione sull’articolo 17.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 43

Favorevoli 43

 

È approvato.

 

L’articolo 17 è approvato.

Passiamo all’articolo 18.

Sull’articolo 18 insistono due emendamenti, a firma della consigliera Pillati, emendamento 1 ed emendamento 2.

In dibattito generale qualcuno vuole intervenire?

Prego, consigliera Pillati.

 

PILLATI: Grazie, presidente.

Intervengo per spiegare il senso degli emendamenti. L’articolo 18…

 

PRESIDENTE (Petitti): Scusatemi, chiedo un po’ più di silenzio, perché si fa fatica a sentire. Grazie. Prego, consigliera.

 

PILLATI: È un articolo che va ad abrogare vari testi normativi. È necessario, da un’attenta verifica, aggiungere un comma che va a modificare ulteriormente la legge n. 18/2000. Questo perché i contenuti del comma 2 dell’articolo 3 sono stati trasferiti al comma 2 dell’articolo 6. Quindi, in un altro comma dove si fa un richiamo all’articolo 3, comma 2, è necessario apportare questa sostituzione.

Spiego già direttamente l’emendamento successivo, che è legato alla necessità di riscrivere il comma 2, che fa decorrere dal 1° gennaio 2021 tutte le modifiche apportate, alle quali va aggiunta quella prevista all’interno del precedente emendamento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pillati.

Altri in dichiarazione di voto?

A questo punto, votiamo gli emendamenti.

Emendamento 1, a firma della consigliera Pillati.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 44

Favorevoli 42

Astenuti 2

 

È approvato.

 

L’emendamento 1, a firma della consigliera Pillati, è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’emendamento 2.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti    42

Favorevoli 41

Astenuti    1

 

È approvato.

 

L’emendamento 2 è approvato.

Ora metto in votazione l’articolo 18.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti    42

Favorevoli 42

 

È approvato.

 

L’articolo 18 è approvato.

Ora mettiamo in discussione l’emendamento 3, sempre a firma della consigliera Pillati, che istituisce un nuovo articolo.

Dibattito generale.

Prego, consigliera Pillati.

 

PILLATI: Molto velocemente, dopo l’articolo 18 è necessario prevedere un articolo 18-bis, che stabilisca l’entrata in vigore della legge il giorno successivo della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione e non dalla data nella quale è previsto il superamento dell’istituto dell’IBC. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Altri in dichiarazione di voto?

Metto in votazione l’emendamento 3, a firma della consigliera Pillati.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 44

Favorevoli 42

Astenuti 1

 

È approvato.

 

L’emendamento 3 è approvato.

Ora metto in discussione generale e congiunta gli ordini del giorno. Gli ordini del giorno, ricordiamolo, sono l’ordine del giorno 1622/1, a firma delle consigliere Rontini, Pillati e Zamboni, su cui insiste l’emendamento a firma del consigliere Montevecchi, e l’ordine del giorno 1622/2, a firma della consigliera Piccinini.

Discussione generale. Non ho nessuno in dibattito generale.

A questo punto passo alle dichiarazioni di voto, ricordando che sono dichiarazioni di voto congiunte sugli ordini del giorno che ho citato, sull’emendamento all’ordine del giorno e sull’intero progetto di legge. Quindi, prima di votare il dispositivo complessivo e gli ordini del giorno, se c’è qualcuno che vuole intervenire in dichiarazione di voto, prego.

Io non ho nessun iscritto a parlare.

A questo punto, passiamo alla votazione dell’emendamento all’ordine del giorno. Chiedo l’assenso alla consigliera Rontini o alla consigliera Pillati per la votazione.

Prego, consigliera Pillati.

 

PILLATI: Sì, il Partito Democratico voterà a favore.

 

PRESIDENTE (Petitti): E dà l’assenso?

 

PILLATI: Sì.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Votiamo l’emendamento 1, a firma del consigliere Montevecchi.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 45

Favorevoli 45

 

È approvato.

 

L’emendamento a firma Montevecchi è approvato.

Ora passiamo agli ordini del giorno.

Il primo ordine del giorno è il 1622/1, a firma Rontini, Pillati e Zamboni.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti      41

Favorevoli   41

 

(L’ordine del giorno 1622/1, oggetto 2084, è approvato)

 

L’ordine del giorno è approvato.

Ora metto in votazione l’ordine del giorno 1622/2 a firma della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti      41

Favorevoli   41

 

(L’ordine del giorno 1622/2, oggetto 2085, è approvato)

 

L’ordine del giorno 1622/2 è approvato.

Ora mettiamo in votazione l’intero progetto di legge, progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 44

Favorevoli 44

 

(Il progetto di legge 1622 è approvato)

 

Il progetto di legge è approvato.

 

OGGETTO 1861

Proposta d’iniziativa Giunta recante “Autorizzazione all’utilizzo delle economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° della edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria nel patrimonio E.R.P. dei Comuni”. (32)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora passiamo agli atti amministrativi, alla proposta 1861: proposta di iniziativa della Giunta recante l’autorizzazione all’utilizzo delle economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° dell’edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria nel patrimonio ERP dei Comuni.

La Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità ha espresso parere favorevole nella seduta dell’11 novembre 2020 con la seguente votazione: 42 voti a favore, nessun contrario e 1 astenuto.

Passo preliminarmente la parola alla vicepresidente Schlein, che illustra l’argomento. Prego, vicepresidente.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Buonasera, presidente. Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): La sentiamo. Prego.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Grazie.

È una proposta di autorizzazione all’utilizzo di economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° dell’edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria del patrimonio di edilizia residenziale pubblica dei Comuni. È un provvedimento che abbiamo presentato in Commissione precedentemente e deriva da una legge, la legge n. 457 del 1978, in particolare sull’articolo 35, che finanziava un Piano nazionale di edilizia sovvenzionata per costruire abitazioni e per il recupero del patrimonio edilizio di enti pubblici. In particolare, i finanziamenti cosiddetti “bienni di sovvenzionata” arrivavano puntualmente. Parliamo di delibere di Consiglio o di Giunta regionale. La stessa legge prevedeva già che le economie sovvenzionate accertate a seguito della chiusura degli interventi localizzati nei bienni precedenti potessero essere utilizzate, su proposta dei Comuni e previa autorizzazione regionale, per dei programmi di manutenzione straordinaria e adeguamento del patrimonio di edilizia residenziale, un tema di cui, come sapete, abbiamo parlato anche in agosto con un piano preciso, un programma della Regione pluriennale proprio sulla manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

A partire dal 2018, parallelamente alle risorse che noi abbiamo messo nel programma pluriennale, già quest’anno per 10 milioni, a partire dal 2018 ‒ dicevo ‒ il Servizio qualità urbana e politiche abitative aveva già, nell’ambito di una più ampia operazione, anche di recupero di vecchie programmazioni pregresse e delle relative risorse, verificato la sussistenza di alcune economie, con le ACER e le Amministrazioni competenti, e lo stato di attuazione di quei bienni. Questo ha permesso di recuperare alcune risorse da mettere oggi a disposizione sempre nella direzione di manutenere alloggi in edilizia residenziale pubblica per poter il più celermente possibile dare case a nuclei che ne hanno diritto, ma ancora non sono entrati nelle case.

Si tratta, in questo caso, di un provvedimento ‒ uno dei tanti su questo settore ‒ che riguarda la Città Metropolitana di Bologna per un ammontare complessivo di risorse di 4.348.578. Visto che ne abbiamo già discusso in Commissione, dove è stato già votato con un’ampia maggioranza, direi che non ho nulla da aggiungere.

Vi ringrazio davvero della collaborazione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente.

Ricordo anche che su questa proposta insistono due emendamenti a firma dei consiglieri Taruffi e Costa.

Discussione generale sul provvedimento. Qualcuno vuole intervenire? Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Solo per illustrare velocissimamente i due emendamenti che, a seguito di un confronto con gli uffici e con, ovviamente, la vicepresidente, sono emersi come utili. In particolar modo il primo, che autorizza la deroga al cofinanziamento a carico dei Comuni, previsto dalla delibera di Consiglio regionale n. 133/2000, e il secondo, per precisare che per ciascun Comune l’inizio dei lavori deve avvenire entro 6 mesi dalla data di approvazione del presente atto e che la fine dei lavori deve avvenire entro i successivi 24 mesi.

Sono due emendamenti molto semplici, che dal punto di vista del testo precisano alcuni aspetti dal punto di vista tecnico, ma che non spostano di nulla sostanzialmente la proposta di delibera. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie. Io di fatto ripercorrerò l’intervento che ho fatto in Commissione, visto che appunto parliamo di una materia estremamente delicata ed estremamente importante, per la quale eravamo già intervenuti in occasione del primo stanziamento che è stato fatto da parte della Giunta dei famosi 10 milioni, per provare a rimediare al problema degli alloggi sfitti.

Provvedimento che votammo, come si ricorda la vicepresidente, votammo pur accompagnando quel voto favorevole con una serie di osservazioni sicuramente critiche, che riguardano il fatto che ci si sta rendendo conto – a nostro avviso in maniera tardiva – dello stato in cui versa l'edilizia residenziale pubblica, della grande richiesta di edilizia residenziale pubblica che vi è sui territori e della estrema carenza dello stato manutentivo degli alloggi.

Quindi salutammo i famosi 10 milioni tutto sommato favorevolmente, ma rimarcando la tardività e rimarcando anche la loro insufficienza, perché comunque abbiamo fatto un po’ il calcolo approssimativo per le migliaia di alloggi sparsi sul territorio regionale e arrivava naturalmente la consapevolezza che solamente una piccola parte di alloggi necessitanti di interventi di manutenzione avrebbero potuto ricevere in realtà gli interventi sperati. Questo non sarebbe stato sufficiente a rimettere in gioco, come erano le intenzioni della Giunta con quel provvedimento, le centinaia, le migliaia di alloggi sfitti tuttora presenti; sfitti perché in condizioni non idonee ad essere utilizzati.

Perché questa premessa? La premessa è doverosa perché, appunto, nel ricordare come quel provvedimento per noi sia giudicato positivamente, ma insufficiente in assenza di un Piano straordinario. Noi abbiamo invocato un Piano straordinario di edilizia residenziale pubblica. Se noi andiamo a guardare quello che oggi votiamo, che noi oggi autorizziamo, autorizziamo delle economie, a rimettere in circolo delle economie.

Chiaramente, trattandosi di risorse destinate ai Comuni per quella finalità, ovviamente, anche questo è certamente un provvedimento positivo, ma non possiamo far finta di dimenticare o di non osservare che stiamo parlando di economie che risalgono a lavori che sono stati autorizzati i più lontani nel 1988-1989. Siamo nel 2020. Queste economie risalgono a lavori che sono stati deliberati, questi famosi bienni, dal 1988-1989 al 1994-1995.

Tocchiamo con mano la carenza la grande deficienza che vi è nell’utilizzo delle risorse pubbliche destinate all’edilizia residenziale pubblica. Come possiamo pensare di dare una risposta alla carenza di edilizia residenziale se i tempi sono questi, se andiamo a rimettere in gioco delle economie dopo trent’anni, vent’anni? C’è un problema. Quindi, va benissimo che noi oggi destiniamo le risorse alle Amministrazioni comunali che potranno in qualche modo intervenire nel patrimonio, ma se questo è il metro non se ne esce. Continueremo a non dare risposta alla cittadinanza, alla richiesta che arriva dalla società, e ci troveremo a tamponare con provvedimenti estemporanei. Qui manca una programmazione complessiva.

Per esempio, se l’emendamento che vedo indica che l’inizio dei lavori deve avvenire entro sei mesi dalla data di approvazione e la fine dei lavori entro i successivi ventiquattro mesi, è chiaro che in un qualche modo cerca di porre un rimedio a quello che si sta verificando. Va da sé che prendiamo atto che questi lavori sono durati dei decenni e noi rimettiamo in circolo oggi delle economie di spesa a distanza di decenni.

Il punto è che, secondo noi, non deve essere un emendamento in un qualche modo a colmare la lacuna. Qui ci deve essere una riforma strutturale della normativa sull’edilizia residenziale pubblica. Ci deve essere una riforma strutturale delle modalità con cui si interviene a livello di creazione di nuovi alloggi, costruzione di nuovi alloggi e ristrutturazione di alloggi che ne hanno necessità. Non possiamo farlo con degli emendamenti così, ripeto, all’ultimo momento. Così come lo stesso documento di oggi. Sicuramente lo voteremo, ma se noi dovessimo dare un giudizio al modo in cui si è portata avanti la materia dell’edilizia dovremmo votare contro, per la assoluta deficienza con cui si è gestito il denaro pubblico. Dovremmo votare contro, in maniera netta. Sono risorse che vanno ai Comuni. Con spirito di responsabilità e di sensibilità, che comunque abbiamo per le fasce deboli, che sono le destinatarie di quell’edilizia, noi ovviamente daremo un voto favorevole, ma il metodo è da denuncia. Non è possibile arrivare a rimettere in gioco delle economie dopo venticinque, trent’anni da quando i lavori sono stati autorizzati. Questo credo sia indiscutibile. È oggettivo.

Mi fa quasi sorridere l’emendamento. Capisce il problema, lo condivide, non lo vuole condividere in maniera netta perché, obiettivamente, sarebbe politicamente troppo forte, ma il problema è sempre quello. Mi fa piacere che ci sia quantomeno su questo la condivisione. Non è possibile arrivare a questi tempi.

Questione del cofinanziamento. La questione del cofinanziamento è un aspetto che avevo sollevato anche questa durante l'intervento in Commissione. Effettivamente – ecco perché c’è bisogno di una riforma strutturale – la presenza del cofinanziamento è forse l’elemento ostativo a un tempestivo intervento sull’edilizia residenziale pubblica? Punto di domanda.

È una riflessione che va fatta, a nostro avviso è sicuramente un elemento, ma non può essere che noi oggi interveniamo su questo per rimettere in campo i 4 milioni e 3 con la giustificazione appunto della emergenza Covid, senza prendere in considerazione la domanda che ho posto, e cioè siamo certi che in fin dei conti questo cofinanziamento non sia stato effettivamente uno degli elementi ostativi? Una riflessione andava fatta anche su questo, una riflessione andava fatta anche su questo proprio perché l’attesa, una lungaggine a questo livello, con questa tempistica sicuramente doveva imporre una riflessione.

Allora (e concludo), assessore, vicepresidente, ribadisco la richiesta di una riforma strutturale dell’edilizia residenziale pubblica, non possiamo più trovarci nelle condizioni di arrivare a votare provvedimenti di questo tipo, che evidenziano, pur positivi nella loro finalità ultima, denunciano, evidenziano, sottolineano una gravissima responsabilità nella gestione della materia. Non è possibile!

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Passo la parola al consigliere Tagliaferri.

Prego, consigliere.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, colleghi, la discussione di questo atto amministrativo mi permette di ribadire alcuni concetti già oggetto di una mia interrogazione discussa in Commissione.

Sulle politiche di recupero del patrimonio ERP non ci sono dati chiari e quelli che faticosamente abbiamo cercato di rendere chiari sono allarmanti. La vicepresidente Schlein, rispondendo alla mia domanda, ha affermato che il 21 per cento del patrimonio sia a disposizione dei Comuni, ma con procedura non formalizzata.

Lo disse con il candore burocratico di chi legge bene, molto bene, con enfasi, le relazioni che gli uffici burocraticamente preparano.

Vicepresidente, io non ho il piacere di avere le sue doti di comunicazione, quindi scendere su quel terreno sarebbe per me lotta impari, ma ho avuto l’onore di fare il sindaco tutti i giorni in un Comune e so che nella pubblica amministrazione se una cosa non è formalizzata semplicemente non esiste. Quindi, questa Giunta si dà obiettivi ambiziosi e li annuncia con ottime strumentazioni di comunicazione e propaganda, ma quando si va a vedere la sostanza siamo alle solite. C’è sempre un perché che ti tiene fermo o fa fallire i vostri grandi progetti.

A settembre ebbi a dire che su un totale di circa 55.955 alloggi poco più di 49.000 sono occupati, circa 7.000 non sono stati ancora assegnati.

Vorrei sapere se in due mesi è cambiato qualcosa. Quando chiedo questo intendo nella sostanza, ovvero con tutte le regole e le norme completate dalla A alla Z, perché è così che si amministra, non raccontando il mondo del Mulino Bianco per dire quello che si vorrebbe fare. Dovreste imparare a dire le cose come stanno e non come le vorreste. Vi chiedo realmente qual è la situazione del patrimonio ERP? Quante di quelle procedure non formalizzate di cui mi parlava a settembre sono oggi diventate realtà? Vorremmo una risposta basata sulla fredda e sincera logica dei numeri, non delle buone intenzioni. Per il resto la nostra richiesta è sempre la stessa, fondamentalmente, una seria politica della casa che tenga conto del diritto delle persone e della necessità di dare vita a un grande Piano di rigenerazione ecologica e ambientale affinché gli enti pubblici diano il buon esempio a tutti i cittadini.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri?

A questo punto passerei al dibattito sugli emendamenti.

Qualcuno vuole intervenire. Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Brevemente, perché sull’emendamento n. 2 avevo già detto.

Sull’emendamento n. 1 faccio una breve riflessione. Avevo sollevato la questione nel corso della Commissione. Mi era sfuggito prima. Vale a dire, avevo suggerito agli uffici che presentavano la delibera una questione tecnica. Mi aspettavo che la correzione arrivasse dalla Giunta. Mi fa piacere che i colleghi l’abbiano colta. Sorrido di fronte a questo metodo molto naïf da parte della Giunta di presentare le delibere. Avevo evidenziato che la questione del cofinanziamento, che questa delibera intendeva superare rispetto alla delibera del 2000, avrebbe dovuto ricevere un’indicazione precisa nel dispositivo. L’avevo osservato. È a verbale del mio intervento della Commissione. Infatti mi aspettavo che da parte della Giunta o degli uffici vi fosse il recepimento di questa... Mi ero permesso: sommessamente faccio un’osservazione. Si parla nella premessa di superare la precedente normativa, perché diversamente non si potrebbe derogare al cofinanziamento, all’obbligo del cofinanziamento. La delibera, invece, non lo prevedeva. La delibera tuttora non lo prevede. Si ricorre a un emendamento, tra l’altro neanche della Giunta stessa, che avrebbe potuto legittimamente farlo, da parte dei colleghi Taruffi e Costa.

Indubbiamente anche questo è corretto. Non so se, a questo punto, sia più una estrema faciloneria con cui la Giunta presenta le delibere o sia frutto di una disattenzione. Però mi lascia perplesso. Sembra quasi che più giri questa partita in cui si accumulano negli anni ritardi... Abbiamo visto che queste famose economie, che ho ricordato a quale periodo risalgono, sono state chiuse tra l’anno scorso e quest’anno. Effettivamente, questa materia è stata quasi dimenticata o quantomeno trattata con sufficienza. Parliamo di risorse pubbliche, che magari, se fossero state messe in circolo ai tempi in cui era già possibile fare questi accertamenti, fare queste verifiche, magari avrebbero determinato interventi più tempestivi. Sappiamo perfettamente che la manutenzione, quando è tempestiva, evita ulteriori e successivi costi.

Mi sembra che questa materia sia veramente una materia trattata con estrema sufficienza da parte della Regione, che addirittura ha bisogno di emendamenti perché venga corretta una tecnica legislativa deficitaria, quindi vanno bene, perché gli emendamenti li votiamo perché vanno in questo senso, però veramente, se dovessimo dare un voto a come questa materia viene trattata, sarebbe un voto di censura, neanche un voto negativo, di censura.

Votiamo favorevolmente con senso di responsabilità, perché, come ho detto prima, parliamo di risorse, parliamo di un aiuto ai Comuni e auspichiamo che da questo nostro senso di responsabilità venga colto l’appello che facciamo di una modifica strutturale della materia, perché questa materia sia realmente centrale, l’edilizia residenziale per aiutare chi più ne ha bisogno, non possiamo permetterci di gestire il denaro a ciò finalizzato come è stato gestito finora!

Quindi sarà un voto favorevole sugli emendamenti e un voto favorevole sul provvedimento, ma per quello che ho detto, spirito e senso di responsabilità nei confronti di chi oggi aspetta queste risorse.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Taruffi.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Non intendo rispondere perché abbiamo anche un altro atto da votare, quindi non voglio sottrarre troppo tempo ai lavori di quest’aula.

Semplicemente, evidentemente mi sono spiegato male all’inizio della presentazione dei due emendamenti e ribadisco che sono emendamenti che sono stati fatti in piena condivisione e in stretta collaborazione ovviamente (l’ho detto e lo ripeto) con gli uffici dell’Assessorato e con la vicepresidente che ha illustrato il provvedimento tanto in Commissione quanto all’inizio del punto che stiamo trattando.

Tra l’altro, mi spiace anche che in qualche modo un emendamento di quest’aula, dei consiglieri, che spesso e volentieri faticano, fatichiamo nella produzione legislativa a intervenire e a modificare o comunque a esprimere in pieno i nostri intendimenti sugli elementi legislativi e gli atti amministrativi, in questo caso – emendamento, ripeto, condiviso pienamente con gli uffici e con la vicepresidente – venga vissuto paradossalmente come un elemento che dovrebbe attestare una mancanza da parte della Giunta, quando invece io penso che sia proprio questo il nostro compito e il nostro lavoro. Esistono le proposte che arrivano dalla Giunta e il nostro lavoro è quello, tra le Commissioni e l’aula, di modificare, correggere, migliorare e, ovviamente, almeno da questa parte dell’aula lo si fa in piena condivisione con la Giunta e in questo caso con l’assessore di riferimento.

Per cui mi pare un po’ fuori tema una parte delle osservazioni del collega. Sul merito, e magari riprenderò successivamente, credo che ci sia bisogno sicuramente di rivedere la legge, lo abbiamo detto e lo abbiamo ripetuto. Quella discussione, però, vorrei che la facessimo al netto di tutto sui numeri, valutando quello che è stato l’impegno economico di questa Regione in questi anni e anche rispetto alla misura di cui parliamo oggi stiamo sostanzialmente dicendo che abbiamo recuperato risorse che non è che sono andate perdute, ma vengono rimesse in circolo, frutto di anni in parte di economie e in parte di recupero di risorse non del tutto utilizzate, che vengono ridestinate, francamente, su un valore complessivo – quando faremo la discussione sulla legge mi piacerebbe farla quella discussione fino in fondo – di risorse movimentate che percentualmente rappresentano una parte minima di quello che è stato messo in campo in questi anni e che oggi andiamo a recuperare e a ridestinare.

Detto questo, ripeto, non voglio farla troppo lunga, perché abbiamo un altro atto e i tempi stringono.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente. Mi ritrovo nei colleghi precedenti, soprattutto nelle parole del mio collega Facci, perché ha elencato la criticità più importante di questo secondo provvedimento che interviene, oserei dire, in maniera spot, senza un programma.

I due emendamenti in qualche modo vanno uno a sanare quanto ha detto il consigliere Facci in Commissione e l’altro a cercare di dare in un certo modo qualche concretezza. Certamente, lo spunto ce lo siamo già detti, è la seconda volta, sono passati nove mesi, dieci mesi circa da quando siamo stati eletti e nove mesi da quando la vicepresidente Schlein è assessore. Quindi, oggi non siamo più nella fase... Dovremmo essere già in una fase programmatoria. Dovremmo essere qui a dire non solo recupero 10 milioni (non sono pochi, indubbiamente), recupero altre risorse e le vado a destinare, perché sono sempre movimentazioni, come è stato detto, senza una programmazione.

Vi dirò di più. Dopo la discussione che abbiamo fatto quando si è parlato del cosiddetto “programma straordinario”, che programma straordinario non era, perché c’era solo l’annualità 2020 e non l’annualità anche 2021-2022, e per chiamarsi “programma” ovviamente deve essere pluriennale, altrimenti è un intervento singolo, ho fatto un accesso agli atti ‒ ringrazio gli uffici della celerità con cui mi è stato risposto ‒ in cui chiedevo: del patrimonio edilizio, che ci è stato detto 55.000, circa, alloggi in gestione ACER e altri enti convenzionati, com’è la situazione dal punto di vista tecnico? Abbiamo la cosiddetta “agibilità”, il certificato di agibilità, idoneità abitativa di questi alloggi? Sappiamo com’è lo stato dell’arte? Sappiamo com’è lo stato dell’arte della dichiarazione di conformità degli impianti? A me risulta, da quello che mi è stato detto, che solo dal 1990 in poi c’è uno stato dell’arte su questa dichiarazione. Sulla valutazione di vulnerabilità sismica come siamo messi? Sappiamo quanto, soprattutto nelle scuole, si è cercato di rincorrere. Nel frattempo, ci sono 6.000 alloggi sfitti, ma ce ne sono altri 50.000 circa che sono occupati. Sapere se stiamo dando in concessione degli alloggi che sono sismicamente vulnerabili, o no, credo sia assolutamente importante.

Altra richiesta che ho fatto: sull’Attestazione di prestazione energetica, la cosiddetta “APE”, come siamo messi? Anche qui siamo messi maluccio, perché c’è una rendicontazione in Regione solo del 30 per cento. Di questo 30 per cento – si vede che eventualmente una parte non è classificabile, altro non è pervenuto – il 46 per cento di questo 30 per cento è in classe G, l’ultima classe. Quindi, anche prima si è detto che il pubblico dovrebbe essere in qualche modo precursore, dovrebbe essere in qualche modo l’esempio soprattutto per il privato. Se classe G è l’ultima, vuol dire che noi stiamo concedendo magari un’abitazione, ma dal punto di vista energetico (passatemi il termine) è un colabrodo, quindi poi i concessionari avranno degli immobili dal punto di vista energetico molto costosi, quindi avranno poi delle bollette più alte.

Questo per dire che ad oggi manca in Regione uno stato dell’arte dell’intero patrimonio edilizio residenziale pubblico. Se vogliamo parlarne seriamente, e ci dovremmo ritrovare a parlarne seriamente a breve, dobbiamo fare una raccolta dello stato dell’arte, quantificare le risorse necessarie e poi effettivamente riuscire ad addivenire a un vero programma serio, altrimenti saranno sempre solo operazioni spot, magari di marketing politico, più dal punto di vista propagandistico elettorale che dal punto di vista degli amministratori pubblici.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Passiamo in dichiarazioni di voto congiunte sugli emendamenti e sul provvedimento.

Mettiamo in votazione l’emendamento 1, a firma Taruffi e Costa.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): La votazione è chiusa.

 

Presenti 35

Favorevoli 34

Contrari 1

Astenuti 0

 

È approvato.

 

L’emendamento 1, a firma Taruffi e Costa, è approvato.

Passiamo alla votazione dell’emendamento numero 2.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Votanti 37

Favorevoli 36

Contrari 1

 

È approvato.

 

L’emendamento 2 è approvato.

Passiamo ora alla votazione dell’atto 1861, atto amministrativo.

La votazione è aperta.

Votazione chiusa.

 

Presenti 40

Favorevoli 39

Contrari 0

Astenuti 1

 

(La deliberazione di cui all’oggetto 1861 è approvata)

 

La proposta è accolta.

 

OGGETTO 1899

Proposta d’iniziativa Giunta di modifica della deliberazione assembleare n. 230 del 20 novembre 2019 in conseguenza dell’intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 14 settembre 2020 che assegna alla regione Emilia-Romagna ulteriori finanziamenti a valere sulle risorse ex art. 20 L. n. 67/88. (33)

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, ora, alla proposta 1899 di modifica della deliberazione assembleare n. 230 del 20 novembre 2019 in conseguenza dell’intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 14 settembre 2020 che assegna alla Regione Emilia-Romagna ulteriori finanziamenti a valere sulle risorse ex articolo 20, legge n. 67/88.

La Commissione politiche per la salute e politiche sociali ha espresso parere favorevole nella seduta del 17 novembre 2020 con la seguente votazione: 38 voti a favore, nessun contrario e nessun astenuto.

Siamo in discussione generale.

Sottosegretario Baruffi, prego. Non ci sono interventi dei consiglieri, quindi a lei la parola.

 

BARUFFI, sottosegretario: Grazie, presidente.

Non voglio togliere la parola ai consiglieri. Era solo, intanto, per ringraziare per la disponibilità a proseguire oltre l’orario per approvare questo atto, che di fatto è ricognitivo e ci permette di modificare...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Mi scusi, sottosegretario, il suo intervento è previsto alla fine della discussione generale. Se lei parla di questo argomento, se non ci sono interventi in discussione...

 

(interruzione)

 

BARUFFI, sottosegretario: Illustrativo.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Okay.

 

BARUFFI, sottosegretario: Il senso era semplicemente questo, cioè...

 

PRESIDENTE (Rainieri): Era solo per capire quale tipo di intervento stava facendo.

 

BARUFFI, sottosegretario: Non sto rispondendo a nessuno.

È semplicemente illustrativo per segnalare comunque l’importanza, pur trattandosi di un atto amministrativo con il quale recepiamo l’intesa che è stata siglata in Conferenza Stato-Regioni. Aggiorniamo la nostra programmazione. Si tratta delle risorse che conoscete. Sono i famosi 21 milioni, 1 per l’hospice di Modena e 20 per Piacenza. C’era stato un impegno istituzionale del ministro venuto sul territorio. È stata raggiunta, secondo me, un’importantissima intesa in sede di CTSS a Piacenza, tra tutti i sindaci, un accordo solidale che permette, da un lato, a noi di riprogrammare le risorse a favore dell’ospedale di Piacenza e, dall’altro lato, attraverso un accordo condiviso, di destinare risorse di pari importo anche a interventi dell’ospedale attuale di Piacenza, di Castel San Giovanni, di Bobbio, di Fidenza.

Credo che questo sia un elemento positivo, che è stato accolto positivamente da tutto il quadro istituzionale e da tutti i Gruppi. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Ha chiesto la parola il consigliere Tagliaferri. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, la notizia di risorse aggiuntive per la realizzazione di importanti strutture sanitarie del nostro territorio è sicuramente importante, e per me – lasciatemelo dire – è molto importante che tra queste ci sia un’opera che il territorio piacentino aspetta da tempo, il nuovo ospedale di Piacenza.

La provincia di Piacenza è stata una delle più colpite dalla prima ondata della tragedia del Coronavirus, abbiamo visto con i nostri occhi l’importanza di avere una sanità di livello e all’altezza dei problemi dei cittadini. Piacenza non può essere la Cenerentola dell’Emilia-Romagna, per questo con sincerità e senso delle Istituzioni non possiamo che essere soddisfatti per il risultato conseguito grazie alla collaborazione tra Istituzioni locali e statali.

Con la stessa sincerità e con lo stesso spirito di collaborazione diciamo anche che tutte le prossime tappe devono essere vissute con spirito costruttivo e senza cercare un colpevole. Piacenza ha bisogno del nuovo ospedale e ha bisogno che sia fatto presto e bene, sappiamo che c’è in corso una querelle sulla scelta dell’area, discutiamo, confrontiamoci, ma poi chi deve decidere decida e sia messo in condizione di farlo senza spada di Damocle sulla testa.

Non ci possiamo permettere l’ennesima opera pubblica la cui realizzazione si protrae per anni tra ricorsi, comitati, dubbi e ritardi; da quest’aula deve venire un impegno solenne: nessuna strumentalizzazione di parte verso quegli amministratori che si dovranno assumere la responsabilità di trasformare i soldi dell’investimento in un ospedale, dobbiamo essere al fianco degli Enti locali, perché tutto proceda per il meglio e così la nostra Piacenza, il nostro territorio vedrà finalmente riconosciuto quel ruolo che per troppi decenni gli è stato negato, di essere una provincia emiliano-romagnola come le altre, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Chiedo ai consiglieri se qualcuno vuole intervenire. Ha chiesto la parola il consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Molto brevemente perché non essendo intervenuto in Commissione perché non membro di quella, mi faceva piacere intervenire in aula; intervenire comunque apprendendo ovviamente favorevolmente l’assegnazione dei 20 milioni per l’ospedale di Piacenza a fronte di un accordo di tutte le parti politiche, ma soprattutto di tutte le parti istituzionali del panorama politico-amministrativo piacentino. Nei fatti questa delibera ci viene convintamente a favore, al netto, mi permetto di dire, di qualche polemica che è nata sui giornali, e su questo io voglio rivolgermi direttamente alla Giunta, in realtà, su questo punto, perché io penso che sull’ospedale di Piacenza ci sia da fare un ragionamento serio, concreto, esentando il dibattito dalle polemiche, perché l’unico modo per poter arrivare concretamente ad avere un ospedale funzionante il prima possibile nella città di Piacenza è quello di mettersi tutti intorno al classico cosiddetto tavolo per poter arrivare al risultato migliore nel più breve tempo possibile.

Questo, però, cozza se poi continuiamo a far sì che l’ospedale di Piacenza sia mezzo di discussione di dibattito politico. Questo, secondo me, non deve essere. Ci sta nella programmazione dei lavori, ci sta in fase di scelta politica, ma purtroppo non ci sta quando ormai si parla di andare a cambiare un’area che, nei fatti, è già individuata, che nei fatti è individuata da un’Amministrazione comunale democraticamente eletta. Io forse non capisco il ragionamento di qualcuno quando viene a dire che bisogna cambiare l’area in questo momento, perché quella Amministrazione è democraticamente, ripeto, democraticamente, eletta, soprattutto se si danno delle informazioni non vere sui giornali, che tendono praticamente ad essere degli sproloqui, quando si dice, parliamo fuori dai denti, che l’area della Pertite sarebbe gratuita, perché non è così e questo lo abbiamo visto e lo sappiamo. Sono dati che voi potete reperire tranquillamente. Se oggi l’obiettivo della politica piacentina, e parlo della politica piacentina, non parlo della Lega, non parlo del PD, non parlo di qualsiasi altra formazione politica…. La politica piacentina vuole prendersi la responsabilità e, secondo noi, deve prendersi la responsabilità di fare un passaggio e di dire: “Dobbiamo lavorare tutti insieme per far sì che l’ospedale ci sia nel migliore dei modi, per il bene dei piacentini”. Le polemiche sterili devono essere lasciate fuori dalla porta. Quando si fanno quelle polemiche si sconfessano anche tutti coloro che all’interno della CTSS lavorano per arrivare a un risultato che deve essere raggiunto tutti insieme.

L’ospedale di Piacenza è un obiettivo che come territorio dobbiamo darci, che come territorio dobbiamo raggiungere. Questi fondi ‒ che, tra parentesi, sono per la maggior parte fondi statali e partecipati per il 5 per cento dalla Regione ‒ va bene che ci siano, però voglio lanciare un messaggio politico a tutte le parti politiche, a tutte le parti istituzionali. Se vogliamo davvero raggiungere l’obiettivo di avere l’ospedale a Piacenza dobbiamo lavorare tutti insieme e lasciare le polemiche fuori dalla porta.

Purtroppo noi lo stiamo facendo a Piacenza, e lo stiamo facendo prendendoci delle responsabilità e mettendoci soprattutto la faccia. Potremmo uscire sui giornali dicendo qualsiasi cosa, contro qualsiasi persona, contro qualsiasi parte politica, ma la verità è che noi stiamo lavorando per portare a casa quel risultato. Le parti amministrative e politiche della Regione, anche di questa Giunta, possono confermare che da parte dell’Amministrazione di Piacenza c’è un impegno concreto e determinato per portare avanti questo grande obiettivo per la nostra città e per la nostra Provincia.

Gli alberi quando cadono fanno, ovviamente, più confusione della foresta che cresce, ma in questo momento a Piacenza stiamo cercando di far crescere la foresta. E questo è un impegno che tutti i giorni gli amministratori di qualsiasi colore politico stanno mettendo in atto e vogliono mettere in atto per arrivare a ottenere questo importante risultato.

Quindi, respingiamo al mittente tutte le accuse che vengono portate alla ribalta della cronaca perché quelle non aiutano nessuno, soprattutto se dovremo arrivare a un risultato concreto, come quello dell’ospedale, che tutto il mondo amministrativo, ma anche produttivo e sanitario ci chiede, facendo così purtroppo va a finire che potremmo arrivare alla condizione di creare una falla.

Noi dobbiamo continuare a rimanere compatti su questo punto, perché, giocandola politicamente, purtroppo non arriviamo da nessuna parte, quindi noi voteremo a favore, come ho detto già anche ai colleghi in Commissione, di questo atto, ovviamente sperando che però arrivino anche i soldi promessi per quanto riguarda le case della salute in giro per la provincia, perché nella provincia erano stati promessi fondi da Speranza quando è venuto, in questa delibera vedo che, per quanto riguarda almeno Fiorenzuola, ad oggi di variazioni rispetto all’ultima delibera fatta nel 2019 non ce ne sono.

Spero che si possa arrivare il prima possibile ad avere le risorse che sono state promesse, perché se no si tratterebbe solamente di parole.

Voglio ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per l’arrivo di questi fondi a Piacenza e voglio ringraziare tutti i sindaci che, anche con la Conferenza territoriale sociosanitaria, stanno facendo un grande, importante lavoro, perché tutto il nostro territorio ha bisogno di questo, e –ripeto – cerchiamo il più possibile (questo è un appello che faccio da politico piacentino che ha a cuore il suo territorio) di lasciare le polemiche da parte, perché sono polemiche, quelle, che non aiutano nessuno.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Innanzitutto anch’io ovviamente da consigliera di Piacenza esprimo grande soddisfazione per questi fondi che poco tempo fa il ministro Speranza aveva annunciato e che oggi sono arrivati. Dico che non sono tutti su Piacenza, perché c’è anche un milione che va su Modena, quindi ovviamente c’è anche Modena, però Piacenza la fa da leone.

Sono molto d’accordo con il consigliere Tagliaferri quando dice che bisogna velocizzare la tempistica. Mi spiace che il consigliere Rancan abbia parlato di polemica, perché, se c’è una cosa che la sottoscritta non fa, è la polemica, però c’è una grossa differenza tra la politica e gli atti amministrativi, una cosa è la politica e una cosa sono gli atti.

Siccome il consigliere Rancan ha parlato di far crescere delle foreste, stato di fatto è che a Piacenza l’amministrazione ha identificato un’area agricola – è buffo, far crescere gli alberi – per costruire l’ospedale fuori dalla tangenziale. Mi sono permessa di dire che vi era un’area pubblica, non ho detto gratuita, che poi, in realtà, se facciamo bene i conti, sicuramente costerebbe meno, ma mi sono permessa di dire, e credo di poterlo fare, che un’area pubblica era meglio. Quindi, siccome ce l’abbiamo, si chiama Pertite ed è un’area pubblica già edificata con 31 edifici, che ovviamente poteva anche ottenere il duplice scopo, aver parco e ospedale, ed essere risanata; un’area che purtroppo sicuramente la mia generazione, ma non credo nemmeno quella dei miei figli vedranno mai diventare parco.

Detto ciò, siccome un ospedale si può costruire nel momento in cui si ha un’area in disponibilità, cioè la si ha fisicamente, è evidente che l’area che è stata scelta attualmente ha qualche problema, perché ha un iter abbastanza complesso, perché ha bisogno di due varianti e mi sono permessa, ci siamo permessi, di suggerire che ve ne era un’altra con la stessa metratura all’interno della cintura della tangenziale già edificabile, quindi che sembrava più sensata.

Mi rendo conto che quell’area ha un costo diverso dall’esproprio di un’area agricola, però quando si mette tutto insieme io credo che si debba anche tenere conto di tante variabili, non solamente di una.

Detto questo, facciamolo dove vuole l’Amministrazione, va benissimo perché siamo tutti d’accordo sul fatto che l’ospedale serva. La preoccupazione legittima è che comunque l’attuale Amministrazione è in carica da oltre tre anni e mezzo e parliamo del nuovo ospedale a Piacenza dal 2015, perché io ero presente quando l’ex assessore Venturi lo annunciò durante una visita per un’inaugurazione a Piacenza.

Oggi siamo nel 2020, i fondi ci sono, io ringrazio il sottosegretario Baruffi che è qui oggi, il presidente Bonaccini, il ministro Speranza, l’attuale assessore Donini, tutti coloro che hanno lavorato affinché ci fossero le risorse economiche per poter partire. Fatto sta che noi oggi in disponibilità l’area non l’abbiamo. Quindi, non avendola, il suggerimento, che è solo un suggerimento, per l’amor del cielo, mica si pretende di avere ragione… però se si vuole parlare, parliamoci, io ci sto e non è che questa discussione io non l’abbia fatta anche in altre sedi. L’ho fatta. Il suggerimento è semplicemente: prendiamo in considerazione che, magari, su quest’area, siccome ci sono una serie di criticità, si potrebbe pensare di prenderne un’altra, che c’è, è disponibile, è edificabile, dentro la tangenziale. Prendiamola in considerazione, perché sarebbe pronta praticamente immediatamente. Con un accordo si bypasserebbero una serie di cose. Invece un’area fuori della tangenziale, che richiede due varianti, ovviamente richiederà molto più tempo.

Onestamente, consigliere Rancan, va bene tutto, però dire a me che sono polemica per essere polemica proprio no. Se c’è una cosa che a me non va è fare polemica. Vogliamo lavorarci insieme? Benissimo, lavoriamoci insieme, però, quando si lavora insieme, si accetta anche che qualcuno potrebbe avere delle opinioni diverse dalle proprie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Con una battuta mi verrebbe da dire che il lavoro sporco qualcuno lo deve pur fare.

Parto dalla considerazione rispetto al tema di cui si è discusso fino adesso, il tema dell’ospedale di Piacenza. Posto che il provvedimento nel suo insieme ‒ come ho detto in Commissione ‒ è un provvedimento che non può non trovare il voto favorevole da parte nostra e da parte, credo, di tutti i Gruppi dell’aula, però sull’ospedale di Piacenza, lo dico con franchezza, la discussione che si è sviluppata in quel territorio, che ovviamente deve essere rispettata e che ovviamente deve tenere conto di tutti i passaggi istituzionali e tutti gli interpreti istituzionali che sono stati democraticamente eletti... Così come siamo stati democraticamente eletti noi, che alla fine dobbiamo votare provvedimenti come questi, sui quali credo qualche riflessione in più possiamo anche permettercela.

Accolgo l’invito del consigliere Rancan, che estenderei a tutti i temi, non solo quando discutiamo di Piacenza, l’elemento di lasciare da parte le polemiche e concentrarci sul merito. Mi piacerebbe fosse uno stile che ci portiamo dietro sempre. Però credo anche che sia lecito avanzare dubbi e perplessità sulla collocazione, ad esempio, del nuovo ospedale, avanzare dubbi e perplessità su quello che è il percorso che si è prefigurato e che si sta portando avanti, per alcuni aspetti. L’ho fatto in Commissione e lo dico qua. Ovviamente questo nulla toglie al fatto che stiamo ricevendo risorse importanti. Come ha fatto la consigliera Tarasconi, anch’io credo sia giusto riconoscere il lavoro di tutti, a partire dal Governo e dal ministro della salute, che, lo dico per inciso, dopo anni e anni di tagli è riuscito, insieme ovviamente a tutte le compagini che stanno al Governo, ad invertire questa rotta, e già nella finanziaria del 2019 per il 2020 e immagino ancora di più in quella del 2020 per il 2021 sul settore il Fondo per la sanità è stato ampliato per la prima volta dopo tanti anni nel 2019 – ripeto – prima della pandemia, quindi quando ancora non eravamo nella condizione terribile in cui siamo adesso, e credo che questo sia un risultato che è importante sottolineare.

Come dicevo, non si può che accogliere con favore le risorse che arrivano sul territorio, anche perché l’elemento centrale della discussione è l’ospedale di Piacenza, ma ci sono interventi in questo programma che riguardano tutti i territori, tutte le province, a partire anche da quella di Bologna, dove ci sono risorse importanti che vengono stanziate per diversi interventi, tra cui sottolineo, anche perché parliamo spesso di medicina territoriale, parliamo spesso di potenziamento della medicina territoriale, e allora mi fa piacere sottolineare che in questo provvedimento ci sono anche 475.000 euro per la realizzazione del Centro ambulatoriale di riabilitazione e degli uffici presso l’ospedale di Vergato.

Visto che qualcuno in questa sede, non troppo tempo fa, è intervenuto declamando le volontà di chiudere quell’ospedale o di metterlo in difficoltà o di penalizzarlo, ecco che, più che le parole, contano i fatti e qui ci sono 475.000 euro che vanno in quella direzione, oltre ai 2.375.000 euro, sempre per stare nell’area metropolitana di Bologna, per la Casa della Salute di San Lazzaro di Savena, sempre perché stiamo dicendo che bisogna potenziare i servizi territoriali.

Ne potrei citare altri come l'ospedale di Carpi, ci sono tante misure importanti in questo provvedimento, ed era la ragione per la quale prima dicevo nella discussione precedente proseguiamo, perché abbiamo altri atti importanti, ovviamente mi riferivo in particolar modo a questo.

Concludo questo mio intervento da dove sono partito. All’interno di queste misure, la stragrande maggioranza delle quali sono molto condivisibili, ce n’è una sulla quale, non sulla misura ma sull’attualizzazione di quella misura, abbiamo dei dubbi, abbiamo delle perplessità, che abbiamo avanzato sia nel dibattito territoriale che in quello regionale, l’ho fatto in Commissione l’altro giorno, lo rifaccio oggi, abbiamo presentato anche interrogazioni sul tema.

Credo che sia legittimo, nel rispetto dei ruoli, nel rispetto dei ruoli istituzionali, anche far presente punti di vista differenti, non è uno scandalo, non è un elemento che deve provocare chissà quale reazioni, fa parte del normale dibattito fisiologico, democratico tra forze politiche e Istituzioni quando, ovviamente, tutti quanti hanno come punto di riferimento unico l’interesse per i servizi che diamo per il territorio e per i cittadini.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente. Cercherò di essere molto breve.

Questo è un programma molto importante, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della progettualità. Quindi, perché sia ancora più concreto spero che non rimanga solo sulla carta. Oggi abbiamo bisogno che molti degli investimenti qui programmati di cui appunto si parla anche da svariati anni possano trovare attuazione, perché effettivamente magari non scenderò nel dettaglio soprattutto degli interventi che conosco meglio, però ho visto degli interventi dei quali dal 2015 se ne parla; interventi molto più modesti rispetto a un nuovo ospedale come prima si è dibattuto, quello di Piacenza.

Mi rivolgo all’Assemblea, alla Giunta, a chi la rappresenta. Abbiamo bisogno che queste risorse vengano spese, quindi presto e bene, perché solo così effettivamente possiamo tradurre risorse importanti che arrivano da risorse statali in servizi, in servizi concreti, reali, soprattutto verso un potenziamento di quei servizi territoriali di cui c’è assolutamente bisogno.

Questi interventi, questi 21 milioni di euro, 20 per l’ospedale di Piacenza, 1 milione per l’hospice area centro di Modena, sono sicuramente risorse importanti e preziose, però serve concretezza, perché ci sono degli interventi, lo ripeto, scusate se sono ripetitivo, ben più modesti rispetto all’ospedale di Carpi, l’ospedale di Piacenza, che è tanti anni che se ne parla, ci sono risorse importanti stanziate e ferme e invece ci sarebbero altri territori, altri progetti che ne avrebbero sicuramente bisogno.

Chiedo alla Giunta, chiedo all’Assemblea di monitorare queste risorse. La progettazione non è ancora completa, in alcuni casi manca ancora lo studio di fattibilità. So di casi concreti in cui manca ancora lo studio di fattibilità, neanche il progetto preliminare, definitivo ed esecutivo. Manca, forse, la decisione sulla localizzazione. Adesso non mi sto riferendo a qualcosa di cui si è dibattuto prima, ma alle cose che conosco meglio su Modena.

Se siamo in un contesto... A me risultava che già dal Governo gialloverde l’inerzia era cambiata rispetto al passato, ai tempi dell’austerity, in cui si è pensato solo a tagliare, a far quadrare i conti e non si è pensato ai servizi. Anzi, si diceva che tagliare i posti letto era doveroso, perché non servivano. L’ospedalizzazione non serviva. Nel recente passato si è fatta la corsa per reintegrare quei posti che in una decina d’anni si erano tagliati. Vedere, ad esempio, che l’ospedale di Castelfranco Emilia oggi è una Casa della salute certo che dispiace molto. Se oggi fosse attivo e con dei posti letto disponibili ospedalieri magari avremmo un quadro su Modena un po’ meno caotico e un pochino più sereno.

Non vuole essere, il mio intervento, né... Costruttivo, proprio nel senso di dire: monitoriamo che queste risorse vengano spese nel più breve tempo possibile, perché di queste opere, di questi servizi ce n’è bisogno. Ieri. Non domani. Ieri. Dobbiamo monitorare affinché vengano spese in tempi brevissimi.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Aveva chiesto la parola la consigliera Marchetti, penso per la rettifica di un voto.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, vicepresidente.

Volevo rettificare il mio voto. È favorevole anziché contrario, così come registrato sull’ERP.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Benissimo. Grazie, presidente Marchetti.

Presidente Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Velocemente. Volevo annunciare il voto favorevole di Europa Verde a questo oggetto, pur associandomi alle perplessità già espresse dalla consigliera Tarasconi sulla localizzazione dell’ospedale di Piacenza. Sono perplessità che sono già state manifestate pubblicamente dai Verdi di Piacenza.

Tornare sulla localizzazione potrebbe essere una decisione saggia. Va benissimo realizzare l’hospice di Modena. In queste settimane, come Verdi, abbiamo sempre richiamato la necessità di investire a favore della sanità territoriale, quindi anche della domiciliarità, però è chiaro che, in una fase del genere, avere a disposizione risorse messe dal Governo per realizzare delle strutture importanti come l’ospedale di Piacenza, l’hospice di Modena e altre strutture che sono già state citate, è un’occasione che assolutamente va colta.

Resta l’interrogativo sulla localizzazione dell’ospedale di Piacenza, per cui se si riaprisse il dialogo su quello, come Verdi parteciperemmo volentieri a trovare una soluzione alternativa.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alle dichiarazioni di voto.

Nessun intervento in dichiarazione di voto, quindi mettiamo in votazione la proposta 1899.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Favorevoli 36

Contrari  0

Astenuti 0

 

(La deliberazione di cui all’oggetto 1899 è approvata)

 

La proposta 1899 è accolta e quindi approvata.

Come da accordi stabiliti tra i capigruppo e l’Ufficio di Presidenza, finiti gli atti amministrativi chiudiamo l’Assemblea.

Grazie e buona serata.

 

La seduta ha termine alle ore 18,02

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Stefano BARGI,  Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI, gli assessori Paolo CALVANO, Mauro FELICORI, Paola SALOMONI, Elena Ethel SCHLEIN.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI, i consiglieri Michele BARCAIUOLO e Massimo IOTTI, gli assessori Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Barbara LORI.

 

VOTAZIONI ELETTRONICHE

 

OGGETTO 1622

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”. (7)

 

Votazione articolo 1

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 43

Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Rossi Nadia; Taruffi Igor; Amico Federico Alessandro; Montalti Lia; Marchetti Daniele; Costi Palma; Sabattini Luca; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Daffadà Matteo; Rontini Manuela; Caliandro Stefano; Bessi Gianni; Mori Roberta; Fabbri Marco; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Costa Andrea; Zappaterra Marcella; Bondavalli Stefania; Bargi Stefano; Rainieri Fabio; Mastacchi Marco; Pompignoli Massimiliano; Piccinini Silvia; Stragliati Valentina; Rancan Matteo; Zamboni Silvia; Lisei Marco; Delmonte Gabriele; Catellani Maura; Liverani Andrea; Pigoni Giulia; Facci Michele; Castaldini Valentina; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Bulbi Massimo; Pillati Marilena; Pelloni Simone; Felicori Mauro

 

Astenuti: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bergamini Fabio; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione emendamento 4, a firma del consigliere Paruolo e altri

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 26

Piccinini Silvia; Costi Palma; Daffadà Matteo; Taruffi Igor; Rontini Manuela; Zamboni Silvia; Tarasconi Katia; Maletti Francesca; Pillati Marilena; Costa Andrea; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Soncini Ottavia; Bessi Gianni; Bulbi Massimo; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Mori Roberta; Bondavalli Stefania; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Zappaterra Marcella; Rossi Nadia; Pigoni Giulia; Amico Federico Alessandro; Caliandro Stefano

 

Astenuti: 18

Tagliaferri Giancarlo; Rainieri Fabio; Castaldini Valentina; Rancan Matteo; Delmonte Gabriele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Stragliati Valentina; Bargi Stefano; Pompignoli Massimiliano; Marchetti Daniele; Pelloni Simone; Facci Michele; Lisei Marco; Catellani Maura; Bergamini Fabio; Liverani Andrea; Occhi Emiliano

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Sabattini Luca.

 

Votazione articolo 2

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 39

Fabbri Marco; Tarasconi Katia; Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Pigoni Giulia; Rainieri Fabio; Caliandro Stefano; Bulbi Massimo; Rossi Nadia; Costi Palma; Tagliaferri Giancarlo; Bondavalli Stefania; Castaldini Valentina; Facci Michele; Lisei Marco; Stragliati Valentina; Piccinini Silvia; Marchetti Daniele; Costa Andrea; Soncini Ottavia; Mumolo Antonio; Zamboni Silvia; Maletti Francesca; Mastacchi Marco; Bessi Gianni; Felicori Mauro; Pillati Marilena; Pompignoli Massimiliano; Zappaterra Marcella; Delmonte Gabriele; Marchetti Francesca; Daffadà Matteo; Taruffi Igor; Rontini Manuela; Mori Roberta; Bargi Stefano; Paruolo Giuseppe

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 10

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Rancan Matteo; Sabattini Luca.

 

Votazione emendamento 13, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 43

Tarasconi Katia; Daffadà Matteo; Maletti Francesca; Castaldini Valentina; Caliandro Stefano; Bulbi Massimo; Costa Andrea; Amico Federico Alessandro; Piccinini Silvia; Costi Palma; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro; Taruffi Igor; Soncini Ottavia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Bargi Stefano; Pillati Marilena; Rossi Nadia; Stragliati Valentina; Lisei Marco; Bondavalli Stefania; Rainieri Fabio; Occhi Emiliano; Montevecchi Matteo; Bessi Gianni; Liverani Andrea; Sabattini Luca; Fabbri Marco; Paruolo Giuseppe; Marchetti Francesca; Bergamini Fabio; Pigoni Giulia; Rancan Matteo; Facci Michele; Mastacchi Marco; Tagliaferri Giancarlo; Pelloni Simone; Delmonte Gabriele; Rontini Manuela

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano.

 

Votazione emendamento 8, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 43

Stragliati Valentina; Zamboni Silvia; Bergamini Fabio; Daffadà Matteo; Caliandro Stefano; Pillati Marilena; Bulbi Massimo; Pigoni Giulia; Costi Palma; Taruffi Igor; Soncini Ottavia; Bondavalli Stefania; Amico Federico Alessandro; Felicori Mauro; Maletti Francesca; Castaldini Valentina; Mumolo Antonio; Bessi Gianni; Tarasconi Katia; Zappaterra Marcella; Paruolo Giuseppe; Rossi Nadia; Costa Andrea; Occhi Emiliano; Mastacchi Marco; Rancan Matteo; Marchetti Daniele; Fabbri Marco; Delmonte Gabriele; Lisei Marco; Rontini Manuela; Sabattini Luca; Montevecchi Matteo; Facci Michele; Mori Roberta; Rainieri Fabio; Pompignoli Massimiliano; Piccinini Silvia; Montalti Lia; Marchetti Francesca; Catellani Maura; Liverani Andrea; Pelloni Simone

 

Astenuti: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione emendamento 9, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 41

Stragliati Valentina; Marchetti Daniele; Castaldini Valentina; Tarasconi Katia; Rontini Manuela; Costi Palma; Maletti Francesca; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Daffadà Matteo; Pillati Marilena; Amico Federico Alessandro; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Fabbri Marco; Bessi Gianni; Facci Michele; Costa Andrea; Pelloni Simone; Zappaterra Marcella; Mastacchi Marco; Bergamini Fabio; Felicori Mauro; Bondavalli Stefania; Taruffi Igor; Rainieri Fabio; Delmonte Gabriele; Occhi Emiliano; Montevecchi Matteo; Rossi Nadia; Pompignoli Massimiliano; Mori Roberta; Marchetti Francesca; Soncini Ottavia; Catellani Maura; Montalti Lia; Liverani Andrea; Paruolo Giuseppe; Mumolo Antonio; Sabattini Luca; Zamboni Silvia

 

Astenuti: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 7

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Rancan Matteo.

 

Votazione emendamento 10, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 40

Daffadà Matteo; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Caliandro Stefano; Taruffi Igor; Felicori Mauro; Rontini Manuela; Costi Palma; Pillati Marilena; Montevecchi Matteo; Tarasconi Katia; Amico Federico Alessandro; Piccinini Silvia; Facci Michele; Pelloni Simone; Zamboni Silvia; Bondavalli Stefania; Pigoni Giulia; Zappaterra Marcella; Catellani Maura; Marchetti Francesca; Rainieri Fabio; Castaldini Valentina; Paruolo Giuseppe; Rossi Nadia; Maletti Francesca; Bessi Gianni; Pompignoli Massimiliano; Sabattini Luca; Costa Andrea; Fabbri Marco; Bulbi Massimo; Marchetti Daniele; Liverani Andrea; Delmonte Gabriele; Soncini Ottavia; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Stragliati Valentina; Bergamini Fabio

 

Astenuti: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Mori Roberta; Rancan Matteo

 

Votazione emendamento 11, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 40

Daffadà Matteo; Montevecchi Matteo; Amico Federico Alessandro; Zamboni Silvia; Bondavalli Stefania; Felicori Mauro; Piccinini Silvia; Zappaterra Marcella; Liverani Andrea; Costi Palma; Delmonte Gabriele; Montalti Lia; Caliandro Stefano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Taruffi Igor; Rossi Nadia; Maletti Francesca; Bessi Gianni; Mumolo Antonio; Sabattini Luca; Facci Michele; Soncini Ottavia; Marchetti Francesca; Fabbri Marco; Pigoni Giulia; Occhi Emiliano; Tarasconi Katia; Castaldini Valentina; Bulbi Massimo; Costa Andrea; Lisei Marco; Mastacchi Marco; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Bergamini Fabio; Marchetti Daniele; Rontini Manuela; Stragliati Valentina; Mori Roberta

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 9

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Tagliaferri Giancarlo.

 

Votazione emendamento 12, a firma della consigliera Piccinini

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 41

Pigoni Giulia; Marchetti Daniele; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Occhi Emiliano; Costi Palma; Montevecchi Matteo; Taruffi Igor; Bondavalli Stefania; Soncini Ottavia; Facci Michele; Rainieri Fabio; Mumolo Antonio; Mastacchi Marco; Bergamini Fabio; Piccinini Silvia; Zappaterra Marcella; Montalti Lia; Paruolo Giuseppe; Caliandro Stefano; Felicori Mauro; Zamboni Silvia; Liverani Andrea; Bessi Gianni; Bulbi Massimo; Maletti Francesca; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Castaldini Valentina; Mori Roberta; Amico Federico Alessandro; Marchetti Francesca; Pillati Marilena; Rossi Nadia; Costa Andrea; Rontini Manuela; Lisei Marco; Pompignoli Massimiliano; Pelloni Simone; Delmonte Gabriele; Bargi Stefano

 

Non votanti: 2

Tagliaferri Giancarlo

Petitti Emma

 

Assenti: 7

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo; Sabattini Luca.

 

Votazione articolo 3

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 39

Costa Andrea; Daffadà Matteo; Piccinini Silvia; Bulbi Massimo; Taruffi Igor; Maletti Francesca; Bergamini Fabio; Costi Palma; Montevecchi Matteo; Tarasconi Katia; Zamboni Silvia; Bondavalli Stefania; Pigoni Giulia; Mumolo Antonio; Rainieri Fabio; Felicori Mauro; Zappaterra Marcella; Lisei Marco; Montalti Lia; Pelloni Simone; Rossi Nadia; Occhi Emiliano; Facci Michele; Stragliati Valentina; Mori Roberta; Fabbri Marco; Pillati Marilena; Paruolo Giuseppe; Rontini Manuela; Caliandro Stefano; Bessi Gianni; Marchetti Francesca; Tagliaferri Giancarlo; Soncini Ottavia; Mastacchi Marco; Sabattini Luca; Castaldini Valentina; Bargi Stefano; Amico Federico Alessandro

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 10

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 4

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 27

Caliandro Stefano; Daffadà Matteo; Pillati Marilena; Zamboni Silvia; Amico Federico Alessandro; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro; Costi Palma; Mumolo Antonio; Piccinini Silvia; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Montalti Lia; Fabbri Marco; Maletti Francesca; Bulbi Massimo; Taruffi Igor; Sabattini Luca; Pigoni Giulia; Tarasconi Katia; Marchetti Francesca; Soncini Ottavia; Rossi Nadia; Rontini Manuela; Mori Roberta; Bessi Gianni; Paruolo Giuseppe

 

Astenuti: 17

Montevecchi Matteo; Rainieri Fabio; Facci Michele; Mastacchi Marco; Pompignoli Massimiliano; Occhi Emiliano; Tagliaferri Giancarlo; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Bargi Stefano; Marchetti Daniele; Stragliati Valentina; Lisei Marco; Delmonte Gabriele; Pelloni Simone; Rancan Matteo; Bergamini Fabio

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea.

 

Votazione emendamento 5, a firma del consigliere Mastacchi

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 16

Castaldini Valentina; Mastacchi Marco; Lisei Marco; Tagliaferri Giancarlo; Pelloni Simone; Facci Michele; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Marchetti Daniele; Liverani Andrea; Rainieri Fabio; Delmonte Gabriele; Bergamini Fabio; Bargi Stefano; Pompignoli Massimiliano; Catellani Maura

 

Contrari: 26

Daffadà Matteo; Taruffi Igor; Soncini Ottavia; Zappaterra Marcella; Caliandro Stefano; Bessi Gianni; Costi Palma; Mori Roberta; Sabattini Luca; Maletti Francesca; Pigoni Giulia; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Mumolo Antonio; Amico Federico Alessandro; Marchetti Francesca; Fabbri Marco; Pillati Marilena; Costa Andrea; Paruolo Giuseppe; Montalti Lia; Rossi Nadia; Tarasconi Katia; Rontini Manuela; Zamboni Silvia; Felicori Mauro

 

Astenuti: 1

Piccinini Silvia

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo; Stragliati Valentina.

 

Votazione emendamento 6, a firma del consigliere Mastacchi

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 11

Rainieri Fabio; Mastacchi Marco; Lisei Marco; Occhi Emiliano; Montevecchi Matteo; Facci Michele; Marchetti Daniele; Castaldini Valentina; Pelloni Simone; Tagliaferri Giancarlo; Delmonte Gabriele

 

Contrari: 26

Felicori Mauro; Montalti Lia; Mori Roberta; Daffadà Matteo; Maletti Francesca; Taruffi Igor; Costi Palma; Zappaterra Marcella; Mumolo Antonio; Zamboni Silvia; Marchetti Francesca; Amico Federico Alessandro; Paruolo Giuseppe; Pillati Marilena; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Costa Andrea; Tarasconi Katia; Caliandro Stefano; Rontini Manuela; Pigoni Giulia; Fabbri Marco; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Rossi Nadia; Bessi Gianni

 

Astenuti: 1

Piccinini Silvia

 

Non votanti: 2

Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano;

 

Assenti: 10

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Rancan Matteo; Stragliati Valentina.

 

Votazione articolo 5

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 44

Amico Federico Alessandro; Bondavalli Stefania; Costi Palma; Piccinini Silvia; Tarasconi Katia; Castaldini Valentina; Rainieri Fabio; Stragliati Valentina; Daffadà Matteo; Soncini Ottavia; Rontini Manuela; Mastacchi Marco; Felicori Mauro; Lisei Marco; Taruffi Igor; Bergamini Fabio; Paruolo Giuseppe; Montalti Lia; Mumolo Antonio; Costa Andrea; Caliandro Stefano; Montevecchi Matteo; Maletti Francesca; Zappaterra Marcella; Pompignoli Massimiliano; Pigoni Giulia; Occhi Emiliano; Bulbi Massimo; Facci Michele; Marchetti Daniele; Fabbri Marco; Tagliaferri Giancarlo; Pelloni Simone; Pillati Marilena; Marchetti Francesca; Bargi Stefano; Liverani Andrea; Mori Roberta; Sabattini Luca; Rossi Nadia; Catellani Maura; Bessi Gianni; Zamboni Silvia; Delmonte Gabriele

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione emendamento 7 a firma del Consigliere Mastacchi

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 15

Rainieri Fabio; Lisei Marco; Mastacchi Marco; Pelloni Simone; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Liverani Andrea; Occhi Emiliano; Facci Michele; Montevecchi Matteo; Bergamini Fabio; Paruolo Giuseppe; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Marchetti Daniele

 

Contrari: 24

Montalti Lia; Costi Palma; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro; Mori Roberta; Bessi Gianni; Maletti Francesca; Soncini Ottavia; Mumolo Antonio; Bulbi Massimo; Bondavalli Stefania; Marchetti Francesca; Tarasconi Katia; Rossi Nadia; Caliandro Stefano; Rontini Manuela; Pillati Marilena; Daffadà Matteo; Costa Andrea; Pigoni Giulia; Sabattini Luca; Fabbri Marco; Amico Federico Alessandro

 

Astenuti: 2

Piccinini Silvia; Taruffi Igor

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo

 

Votazione articolo 6

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 41

Piccinini Silvia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Pigoni Giulia; Caliandro Stefano; Felicori Mauro; Amico Federico Alessandro; Montevecchi Matteo; Tarasconi Katia; Pillati Marilena; Zappaterra Marcella; Rainieri Fabio; Facci Michele; Montalti Lia; Costi Palma; Mori Roberta; Lisei Marco; Mumolo Antonio; Bulbi Massimo; Sabattini Luca; Daffadà Matteo; Occhi Emiliano; Bondavalli Stefania; Marchetti Francesca; Fabbri Marco; Costa Andrea; Maletti Francesca; Castaldini Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Paruolo Giuseppe; Soncini Ottavia; Rossi Nadia; Rontini Manuela; Pompignoli Massimiliano; Bessi Gianni; Bergamini Fabio; Bargi Stefano; Pelloni Simone; Marchetti Daniele; Stragliati Valentina; Liverani Andrea

 

Astenuti: 1

Mastacchi Marco

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 7

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 7

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 43

Stragliati Valentina; Mori Roberta; Taruffi Igor; Amico Federico Alessandro; Rainieri Fabio; Costi Palma; Piccinini Silvia; Castaldini Valentina; Zamboni Silvia; Rossi Nadia; Marchetti Daniele; Soncini Ottavia; Maletti Francesca; Pelloni Simone; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro; Bergamini Fabio; Bondavalli Stefania; Daffadà Matteo; Mumolo Antonio; Pompignoli Massimiliano; Costa Andrea; Tarasconi Katia; Caliandro Stefano; Bulbi Massimo; Marchetti Francesca; Bessi Gianni; Sabattini Luca; Tagliaferri Giancarlo; Facci Michele; Montalti Lia; Bargi Stefano; Pigoni Giulia; Occhi Emiliano; Lisei Marco; Fabbri Marco; Pillati Marilena; Montevecchi Matteo; Rontini Manuela; Paruolo Giuseppe; Delmonte Gabriele; Mastacchi Marco; Liverani Andrea

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 8

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 39

Piccinini Silvia; Montevecchi Matteo; Daffadà Matteo; Pillati Marilena; Montalti Lia; Lisei Marco; Soncini Ottavia; Caliandro Stefano; Zamboni Silvia; Maletti Francesca; Felicori Mauro; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella; Pelloni Simone; Costi Palma; Mori Roberta; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Mastacchi Marco; Bulbi Massimo; Bessi Gianni; Sabattini Luca; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Tagliaferri Giancarlo; Rainieri Fabio; Tarasconi Katia; Marchetti Daniele; Pigoni Giulia; Stragliati Valentina; Marchetti Francesca; Facci Michele; Amico Federico Alessandro; Rontini Manuela; Liverani Andrea; Bergamini Fabio; Fabbri Marco; Rossi Nadia; Delmonte Gabriele

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 10

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Occhi Emiliano; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 9

 

Presenti: 41

 

Favorevoli: 39

Lisei Marco; Castaldini Valentina; Pillati Marilena; Zamboni Silvia; Montevecchi Matteo; Daffadà Matteo; Taruffi Igor; Pelloni Simone; Liverani Andrea; Bergamini Fabio; Bondavalli Stefania; Mastacchi Marco; Paruolo Giuseppe; Zappaterra Marcella; Marchetti Francesca; Caliandro Stefano; Maletti Francesca; Felicori Mauro; Rainieri Fabio; Montalti Lia; Costa Andrea; Bessi Gianni; Piccinini Silvia; Mumolo Antonio; Soncini Ottavia; Bulbi Massimo; Marchetti Daniele; Pigoni Giulia; Tarasconi Katia; Rontini Manuela; Sabattini Luca; Fabbri Marco; Rossi Nadia; Occhi Emiliano; Facci Michele; Mori Roberta; Delmonte Gabriele; Costi Palma; Amico Federico Alessandro

 

Non votanti: 2

Tagliaferri Giancarlo; Petitti Emma

 

Assenti: 9

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina.

 

Votazione articolo 10

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Rainieri Fabio; Pillati Marilena; Bondavalli Stefania; Lisei Marco; Bulbi Massimo; Rossi Nadia; Castaldini Valentina; Facci Michele; Felicori Mauro; Taruffi Igor; Mastacchi Marco; Amico Federico Alessandro; Paruolo Giuseppe; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Bergamini Fabio; Montevecchi Matteo; Pelloni Simone; Tagliaferri Giancarlo; Soncini Ottavia; Zappaterra Marcella; Costa Andrea; Montalti Lia; Caliandro Stefano; Piccinini Silvia; Rontini Manuela; Pigoni Giulia; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Tarasconi Katia; Bessi Gianni; Daffadà Matteo; Marchetti Francesca; Zamboni Silvia; Liverani Andrea; Bargi Stefano; Mori Roberta; Fabbri Marco; Delmonte Gabriele; Stragliati Valentina; Costi Palma

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Sabattini Luca.

 

Votazione articolo 11

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Montevecchi Matteo; Lisei Marco; Costa Andrea; Daffadà Matteo; Zappaterra Marcella; Amico Federico Alessandro; Marchetti Daniele; Facci Michele; Zamboni Silvia; Taruffi Igor; Castaldini Valentina; Felicori Mauro; Bondavalli Stefania; Soncini Ottavia; Delmonte Gabriele; Bulbi Massimo; Mastacchi Marco; Pillati Marilena; Mumolo Antonio; Catellani Maura; Fabbri Marco; Caliandro Stefano; Bessi Gianni; Rainieri Fabio; Tarasconi Katia; Tagliaferri Giancarlo; Montalti Lia; Piccinini Silvia; Maletti Francesca; Rontini Manuela; Pigoni Giulia; Costi Palma; Marchetti Francesca; Stragliati Valentina; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Bergamini Fabio; Mori Roberta; Liverani Andrea; Bargi Stefano

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Rossi Nadia; Sabattini Luca.

 

Votazione articolo 12

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 42

Bondavalli Stefania; Castaldini Valentina; Daffadà Matteo; Piccinini Silvia; Rainieri Fabio; Facci Michele; Bulbi Massimo; Costi Palma; Costa Andrea; Montalti Lia; Pillati Marilena; Liverani Andrea; Mumolo Antonio; Mastacchi Marco; Marchetti Francesca; Tagliaferri Giancarlo; Lisei Marco; Sabattini Luca; Felicori Mauro; Paruolo Giuseppe; Zamboni Silvia; Maletti Francesca; Fabbri Marco; Caliandro Stefano; Pigoni Giulia; Tarasconi Katia; Occhi Emiliano; Amico Federico Alessandro; Mori Roberta; Montevecchi Matteo; Catellani Maura; Pelloni Simone; Delmonte Gabriele; Zappaterra Marcella; Stragliati Valentina; Bergamini Fabio; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Marchetti Daniele; Bessi Gianni; Pompignoli Massimiliano; Rontini Manuela

 

Non votanti: 2

Taruffi Igor; Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 13

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 42

Facci Michele; Montevecchi Matteo; Daffadà Matteo; Bondavalli Stefania; Mastacchi Marco; Taruffi Igor; Castaldini Valentina; Piccinini Silvia; Sabattini Luca; Caliandro Stefano; Zamboni Silvia; Costi Palma; Mumolo Antonio; Soncini Ottavia; Bulbi Massimo; Felicori Mauro; Rossi Nadia; Occhi Emiliano; Fabbri Marco; Costa Andrea; Lisei Marco; Mori Roberta; Zappaterra Marcella; Paruolo Giuseppe; Maletti Francesca; Montalti Lia; Tagliaferri Giancarlo; Pigoni Giulia; Rontini Manuela; Tarasconi Katia; Marchetti Francesca; Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Marchetti Daniele; Pompignoli Massimiliano; Liverani Andrea; Delmonte Gabriele; Stragliati Valentina; Pelloni Simone; Bessi Gianni

 

Non votanti: 2

Bargi Stefano; Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 14

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 26

Daffadà Matteo; Bondavalli Stefania; Sabattini Luca; Maletti Francesca; Zamboni Silvia; Taruffi Igor; Costa Andrea; Piccinini Silvia; Costi Palma; Zappaterra Marcella; Felicori Mauro; Mumolo Antonio; Caliandro Stefano; Marchetti Francesca; Fabbri Marco; Montalti Lia; Rontini Manuela; Soncini Ottavia; Bessi Gianni; Mori Roberta; Tarasconi Katia; Bulbi Massimo; Pillati Marilena; Rossi Nadia; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia

 

Astenuti: 17

Stragliati Valentina; Bergamini Fabio; Tagliaferri Giancarlo; Bargi Stefano; Rainieri Fabio; Mastacchi Marco; Pompignoli Massimiliano; Lisei Marco; Catellani Maura; Montevecchi Matteo; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Pelloni Simone; Castaldini Valentina; Occhi Emiliano; Facci Michele; Delmonte Gabriele

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 6

Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Rancan Matteo.

 

Votazione articolo 15

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 44

Bargi Stefano; Castaldini Valentina; Tarasconi Katia; Rainieri Fabio; Daffadà Matteo; Montalti Lia; Costi Palma; Piccinini Silvia; Zamboni Silvia; Bessi Gianni; Taruffi Igor; Soncini Ottavia; Bondavalli Stefania; Rontini Manuela; Pelloni Simone; Felicori Mauro; Costa Andrea; Mori Roberta; Montevecchi Matteo; Rossi Nadia; Facci Michele; Zappaterra Marcella; Sabattini Luca; Bulbi Massimo; Maletti Francesca; Lisei Marco; Pillati Marilena; Marchetti Francesca; Occhi Emiliano; Fabbri Marco; Pigoni Giulia; Caliandro Stefano; Paruolo Giuseppe; Marchetti Daniele; Mumolo Antonio; Mastacchi Marco; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Amico Federico Alessandro; Tagliaferri Giancarlo; Bergamini Fabio; Liverani Andrea; Catellani Maura; Pompignoli Massimiliano

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione articolo 16

 

Presenti: 46

 

Favorevoli: 45

Bondavalli Stefania; Rainieri Fabio; Daffadà Matteo; Amico Federico Alessandro; Maletti Francesca; Zamboni Silvia; Mori Roberta; Taruffi Igor; Castaldini Valentina; Rossi Nadia; Zappaterra Marcella; Montevecchi Matteo; Caliandro Stefano; Pelloni Simone; Mumolo Antonio; Mastacchi Marco; Fabbri Marco; Lisei Marco; Tagliaferri Giancarlo; Stragliati Valentina; Felicori Mauro; Piccinini Silvia; Bulbi Massimo; Tarasconi Katia; Costi Palma; Bargi Stefano; Pigoni Giulia; Occhi Emiliano; Montalti Lia; Liverani Andrea; Costa Andrea; Pillati Marilena; Catellani Maura; Rancan Matteo; Facci Michele; Pompignoli Massimiliano; Rontini Manuela; Marchetti Francesca; Marchetti Daniele; Paruolo Giuseppe; Soncini Ottavia; Bessi Gianni; Delmonte Gabriele; Bergamini Fabio; Sabattini Luca

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 4

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione articolo 17

 

Presenti: 44

 

Favorevoli: 43

Montevecchi Matteo; Taruffi Igor; Maletti Francesca; Caliandro Stefano; Bondavalli Stefania; Costa Andrea; Daffadà Matteo; Bulbi Massimo; Pompignoli Massimiliano; Piccinini Silvia; Mumolo Antonio; Montalti Lia; Zamboni Silvia; Lisei Marco; Amico Federico Alessandro; Costi Palma; Felicori Mauro; Castaldini Valentina; Rancan Matteo; Zappaterra Marcella; Marchetti Francesca; Mori Roberta; Fabbri Marco; Sabattini Luca; Rainieri Fabio; Tarasconi Katia; Tagliaferri Giancarlo; Pillati Marilena; Mastacchi Marco; Bessi Gianni; Facci Michele; Pigoni Giulia; Rontini Manuela; Occhi Emiliano; Stragliati Valentina; Rossi Nadia; Bergamini Fabio; Catellani Maura; Paruolo Giuseppe; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Soncini Ottavia; Pelloni Simone

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 6

Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo

 

Votazione emendamento 1, a firma della consigliera Pillati

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 42

Zamboni Silvia; Amico Federico Alessandro; Daffadà Matteo; Lisei Marco; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Costi Palma; Mastacchi Marco; Facci Michele; Taruffi Igor; Pillati Marilena; Soncini Ottavia; Sabattini Luca; Costa Andrea; Fabbri Marco; Montalti Lia; Rancan Matteo; Caliandro Stefano; Bondavalli Stefania; Delmonte Gabriele; Pelloni Simone; Montevecchi Matteo; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Tagliaferri Giancarlo; Rossi Nadia; Pigoni Giulia; Castaldini Valentina; Bessi Gianni; Felicori Mauro; Tarasconi Katia; Paruolo Giuseppe; Occhi Emiliano; Bulbi Massimo; Liverani Andrea; Zappaterra Marcella; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Maletti Francesca; Stragliati Valentina; Bergamini Fabio; Bargi Stefano

 

Astenuti: 2

Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione emendamento 2, a firma della consigliera Pillati

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 41

Pillati Marilena; Zamboni Silvia; Pompignoli Massimiliano; Caliandro Stefano; Amico Federico Alessandro; Daffadà Matteo; Maletti Francesca; Facci Michele; Bessi Gianni; Mumolo Antonio; Montalti Lia; Bondavalli Stefania; Tarasconi Katia; Sabattini Luca; Rancan Matteo; Paruolo Giuseppe; Lisei Marco; Costi Palma; Zappaterra Marcella; Fabbri Marco; Costa Andrea; Felicori Mauro; Mori Roberta; Pigoni Giulia; Occhi Emiliano; Tagliaferri Giancarlo; Bulbi Massimo; Soncini Ottavia; Taruffi Igor; Pelloni Simone; Marchetti Francesca; Rontini Manuela; Montevecchi Matteo; Stragliati Valentina; Rainieri Fabio; Mastacchi Marco; Rossi Nadia; Bergamini Fabio; Bargi Stefano; Liverani Andrea; Marchetti Daniele

 

Astenuti: 1

Piccinini Silvia

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 7

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo

 

Votazione articolo 18

 

Presenti: 43

 

Favorevoli: 42

Mastacchi Marco; Mori Roberta; Fabbri Marco; Tagliaferri Giancarlo; Bondavalli Stefania; Daffadà Matteo; Piccinini Silvia; Montalti Lia; Taruffi Igor; Felicori Mauro; Amico Federico Alessandro; Mumolo Antonio; Lisei Marco; Zappaterra Marcella; Pillati Marilena; Zamboni Silvia; Facci Michele; Bergamini Fabio; Bulbi Massimo; Sabattini Luca; Bargi Stefano; Costi Palma; Rancan Matteo; Costa Andrea; Maletti Francesca; Pigoni Giulia; Bessi Gianni; Marchetti Francesca; Castaldini Valentina; Tarasconi Katia; Montevecchi Matteo; Stragliati Valentina; Occhi Emiliano; Rontini Manuela; Paruolo Giuseppe; Liverani Andrea; Soncini Ottavia; Rossi Nadia; Caliandro Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Marchetti Daniele

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 7

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rainieri Fabio.

 

Votazione emendamento 3, a firma della consigliera Pillati

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 42

Daffadà Matteo; Rainieri Fabio; Maletti Francesca; Montalti Lia; Tarasconi Katia; Tagliaferri Giancarlo; Mastacchi Marco; Costi Palma; Amico Federico Alessandro; Facci Michele; Montevecchi Matteo; Felicori Mauro; Zappaterra Marcella; Taruffi Igor; Pompignoli Massimiliano; Bondavalli Stefania; Mumolo Antonio; Mori Roberta; Bargi Stefano; Castaldini Valentina; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pillati Marilena; Costa Andrea; Fabbri Marco; Bulbi Massimo; Rossi Nadia; Zamboni Silvia; Bessi Gianni; Soncini Ottavia; Marchetti Francesca; Bergamini Fabio; Caliandro Stefano; Rontini Manuela; Marchetti Daniele; Pigoni Giulia; Lisei Marco; Pelloni Simone; Delmonte Gabriele; Sabattini Luca; Rancan Matteo; Catellani Maura

 

Astenuti: 1

Piccinini Silvia

 

Non votanti: 2

Liverani Andrea; Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Stragliati Valentina

 

Votazione finale oggetto 1622

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”.

 

Presenti: 45

 

Favorevoli: 44

Tarasconi Katia; Caliandro Stefano; Montevecchi Matteo; Piccinini Silvia; Daffadà Matteo; Sabattini Luca; Tagliaferri Giancarlo; Zamboni Silvia; Bondavalli Stefania; Bessi Gianni; Amico Federico Alessandro; Delmonte Gabriele; Costi Palma; Fabbri Marco; Montalti Lia; Mastacchi Marco; Rontini Manuela; Costa Andrea; Facci Michele; Lisei Marco; Mumolo Antonio; Mori Roberta; Felicori Mauro; Taruffi Igor; Marchetti Francesca; Zappaterra Marcella; Rossi Nadia; Rancan Matteo; Liverani Andrea; Bulbi Massimo; Maletti Francesca; Pompignoli Massimiliano; Pigoni Giulia; Castaldini Valentina; Soncini Ottavia; Pillati Marilena; Pelloni Simone; Stragliati Valentina; Paruolo Giuseppe; Marchetti Daniele; Bargi Stefano; Occhi Emiliano; Rainieri Fabio; Bergamini Fabio

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 5

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

OGGETTO 2084

Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 1622 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale". A firma dei Consiglieri: Rontini, Pillati, Zamboni

 

Votazione emendamento 1, a firma del consigliere Montevecchi

 

Presenti: 46

 

Favorevoli: 45

Daffadà Matteo; Castaldini Valentina; Amico Federico Alessandro; Liverani Andrea; Taruffi Igor; Facci Michele; Costi Palma; Zappaterra Marcella; Lisei Marco; Mumolo Antonio; Bondavalli Stefania; Maletti Francesca; Tarasconi Katia; Stragliati Valentina; Felicori Mauro; Occhi Emiliano; Tagliaferri Giancarlo; Mastacchi Marco; Piccinini Silvia; Soncini Ottavia; Pillati Marilena; Montalti Lia; Zamboni Silvia; Rainieri Fabio; Rontini Manuela; Fabbri Marco; Pompignoli Massimiliano; Marchetti Daniele; Pigoni Giulia; Bulbi Massimo; Bargi Stefano; Caliandro Stefano; Sabattini Luca; Rancan Matteo; Bessi Gianni; Marchetti Francesca; Montevecchi Matteo; Catellani Maura; Rossi Nadia; Bergamini Fabio; Mori Roberta; Pelloni Simone; Paruolo Giuseppe; Costa Andrea; Delmonte Gabriele

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 4

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo.

 

Votazione Ordine del giorno oggetto 2084

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Daffadà Matteo; Montalti Lia; Amico Federico Alessandro; Costi Palma; Bulbi Massimo; Maletti Francesca; Rontini Manuela; Mumolo Antonio; Pillati Marilena; Castaldini Valentina; Lisei Marco; Tarasconi Katia; Bondavalli Stefania; Soncini Ottavia; Rossi Nadia; Taruffi Igor; Zappaterra Marcella; Marchetti Francesca; Felicori Mauro; Bessi Gianni; Zamboni Silvia; Fabbri Marco; Rainieri Fabio; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Caliandro Stefano; Mori Roberta; Paruolo Giuseppe; Tagliaferri Giancarlo; Facci Michele; Sabattini Luca; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pompignoli Massimiliano; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Costa Andrea; Bargi Stefano; Rancan Matteo; Pigoni Giulia; Catellani Maura

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bergamini Fabio; Bonaccini Stefano; Delmonte Gabriele; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Stragliati Valentina.

 

OGGETTO 2085

Ordine del giorno n. 2 collegato all'oggetto 1622 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale". A firma della Consigliera: Piccinini

 

Presenti: 42

 

Favorevoli: 41

Bessi Gianni; Daffadà Matteo; Montevecchi Matteo; Amico Federico Alessandro; Montalti Lia; Tarasconi Katia; Rontini Manuela; Castaldini Valentina; Felicori Mauro; Bergamini Fabio; Taruffi Igor; Lisei Marco; Costi Palma; Bondavalli Stefania; Mori Roberta; Occhi Emiliano; Piccinini Silvia; Facci Michele; Sabattini Luca; Mastacchi Marco; Caliandro Stefano; Marchetti Francesca; Maletti Francesca; Tagliaferri Giancarlo; Mumolo Antonio; Zappaterra Marcella; Rainieri Fabio; Pigoni Giulia; Rancan Matteo; Costa Andrea; Pelloni Simone; Marchetti Daniele; Pompignoli Massimiliano; Soncini Ottavia; Pillati Marilena; Bulbi Massimo; Bargi Stefano; Fabbri Marco; Paruolo Giuseppe; Delmonte Gabriele; Stragliati Valentina

 

Non votanti: 1

Petitti Emma

 

Assenti: 8

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Rossi Nadia; Zamboni Silvia

 

 

OGGETTO 1861

Proposta d’iniziativa Giunta recante “Autorizzazione all’utilizzo delle economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° della edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria nel patrimonio E.R.P. dei Comuni”. (32)

 

Votazione emendamento 1, a firma dei consiglieri Taruffi e Costa

 

Presenti: 35

 

Favorevoli: 34

Amico Federico Alessandro; Soncini Ottavia; Costi Palma; Zamboni Silvia; Montalti Lia; Costa Andrea; Bulbi Massimo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Bondavalli Stefania; Sabattini Luca; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Caliandro Stefano; Pillati Marilena; Taruffi Igor; Facci Michele; Tarasconi Katia; Bargi Stefano; Occhi Emiliano; Marchetti Daniele; Daffadà Matteo; Paruolo Giuseppe; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Mastacchi Marco; Maletti Francesca; Rossi Nadia; Rainieri Fabio; Zappaterra Marcella; Lisei Marco; Rontini Manuela; Montevecchi Matteo

 

Contrari: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Assenti: 15

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina.

 

Votazione emendamento 2, a firma dei consiglieri Taruffi e Costa

 

Presenti: 37

 

Favorevoli: 36

Paruolo Giuseppe; Fabbri Marco; Soncini Ottavia; Bondavalli Stefania; Daffadà Matteo; Pelloni Simone; Montalti Lia; Mumolo Antonio; Amico Federico Alessandro; Zamboni Silvia; Stragliati Valentina; Maletti Francesca; Facci Michele; Costi Palma; Bergamini Fabio; Taruffi Igor; Pigoni Giulia; Pompignoli Massimiliano; Costa Andrea; Caliandro Stefano; Rossi Nadia; Mastacchi Marco; Tarasconi Katia; Bargi Stefano; Mori Roberta; Bulbi Massimo; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Pillati Marilena; Montevecchi Matteo; Rontini Manuela; Sabattini Luca; Rainieri Fabio; Bessi Gianni; Piccinini Silvia; Lisei Marco

 

Contrari: 1

Tagliaferri Giancarlo

 

Assenti: 13

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Petitti Emma; Zappaterra Marcella.

 

Votazione oggetto 1861

 

Presenti: 40

 

Favorevoli: 40

Piccinini Silvia; Stragliati Valentina; Fabbri Marco; Pompignoli Massimiliano; Pelloni Simone; Costa Andrea; Zamboni Silvia; Montalti Lia; Caliandro Stefano; Taruffi Igor; Amico Federico Alessandro; Bondavalli Stefania; Tagliaferri Giancarlo; Mori Roberta; Facci Michele; Daffadà Matteo; Zappaterra Marcella; Soncini Ottavia; Bessi Gianni; Rossi Nadia; Bulbi Massimo; Paruolo Giuseppe; Rontini Manuela; Tarasconi Katia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Maletti Francesca; Lisei Marco; Occhi Emiliano; Rancan Matteo; Bergamini Fabio; Costi Palma; Bargi Stefano; Mastacchi Marco; Mumolo Antonio; Pigoni Giulia; Sabattini Luca; Montevecchi Matteo; Liverani Andrea; Marchetti Francesca

 

Assenti: 10

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Marchetti Daniele; Petitti Emma.

 

OGGETTO 1899

Proposta d’iniziativa Giunta di modifica della deliberazione assembleare n. 230 del 20 novembre 2019 in conseguenza dell’intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 14 settembre 2020 che assegna alla regione Emilia-Romagna ulteriori finanziamenti a valere sulle risorse ex art. 20 L. n. 67/88. (33)

 

Presenti: 38

 

Favorevoli: 37

Tagliaferri Giancarlo; Pelloni Simone; Zamboni Silvia; Amico Federico Alessandro; Costi Palma; Mumolo Antonio; Montalti Lia; Fabbri Marco; Sabattini Luca; Bulbi Massimo; Bondavalli Stefania; Tarasconi Katia; Stragliati Valentina; Bessi Gianni; Zappaterra Marcella; Rontini Manuela; Pigoni Giulia; Paruolo Giuseppe; Rancan Matteo; Daffadà Matteo; Mori Roberta; Bergamini Fabio; Costa Andrea; Pillati Marilena; Soncini Ottavia; Caliandro Stefano; Bargi Stefano; Pompignoli Massimiliano; Taruffi Igor; Maletti Francesca; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Facci Michele; Occhi Emiliano; Catellani Maura; Rossi Nadia; Piccinini Silvia

 

Non votanti: 1

Rainieri Fabio

 

Assenti: 12

Barcaiuolo Michele; Bonaccini Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Petitti Emma

 

 

Emendamenti

 

OGGETTO 1622

Progetto di legge d’iniziativa della Giunta recante: “Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale”. (7)

 

Emendamento 1, a firma della consigliera Pillati.

 

Nell’art.18 è aggiunto il seguente comma1 bis:

“1 bis. Nel comma 2 dell’art. 10 della legge regionale n.18 del 2000 le parole “ai sensi del comma 2 dell’art. 3” sono sostituite dalle parole “ai sensi del comma 3 dell’art.6”.”

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma della consigliera Pillati.

 

Il comma 2 dell'art. 18 è sostituito dal seguente:

"2. Le modifiche apportate alle leggi regionali dal comma 1 bis del presente articolo e dagli articoli da 6 a 15 decorrono dal 1° gennaio 2021"

(Approvato)

 

Emendamento 3, a firma della consigliera Pillati.

 

Dopo l'articolo 18 è aggiunto il seguente:

"Art. 18 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna."

(Approvato)

 

Emendamento 4, a firma dei consiglieri Paruolo, Pillati, Zappaterra, Fabbri, Daffadà, Taruffi, Amico, Costa.

 

Nel secondo periodo del comma 4 dell'articolo 2 le parole "mediante le strutture organizzative individuate dalla Giunta regionale" sono sostituite dalle seguenti: "avvalendosi prioritariamente del personale riassegnato”

(Approvato)

 

Emendamento 5, a firma del consigliere Mastacchi.

All'articolo 5 al comma 3

“I pareri espressi dal Comitato sono preceduti da un confronto con i rappresentanti, a livello provinciale, delle associazioni culturali per un approccio "dal basso" rispetto alle esigenze del territorio."

(Respinto)

 

Emendamento 6, a firma del consigliere Mastacchi.

 

All'articolo 5 il comma 4 risulta così modificato:

"Le modalità di funzionamento del Comitato scientifico sono stabiliti dalla Giunta regionale, sentita la Commissione assembleare competente, nel rispetto della normativa statale"

(Respinto)

 

Emendamento 7, a firma del consigliere Mastacchi.

 

L'articolo 6 alla lettera h: dopo le parole “archivi storici” aggiungere "sostenendo e promuovendo la storia delle comunità locali, in coordinamento con enti pubblici e privati, attraverso azioni di Public History".

(Respinto)

 

Emendamento 8, a firma della consigliera Piccinini.

 

Al comma 1 dell’articolo 3 nella lettera b) sono cancellate le parole : “,materiale e immateriale”.

(Approvato)

 

Emendamento 9, a firma della consigliera Piccinini.

 

Al comma 1 dell'art. 3, la lettera d) è sostituita dalla seguente:

"d) definisce e gestisce i sistemi e i flussi informativi relativi a musei, archivi e biblioteche e partecipa, con gli enti locali, alla definizione e gestione dei flussi informativi relativi alla documentazione del patrimonio culturale conservata negli istituti culturali e utile anche quale supporto alla pianificazione territoriale, con particolare riferimento alla documentazione dei centri storici e del patrimonio edilizio di interesse storico testimoniale.”

(Approvato)

 

Emendamento 10, a firma della consigliera Piccinini.

 

Al comma 1 dell'articolo 3, nella lettera f) sono cancellate le parole: "materiale e immateriale".

(Approvato)

 

Emendamento 11, a firma della consigliera Piccinini.

 

Al comma 1 dell'articolo 3, nella lettera g) sono cancellate le parole: "materiale e immateriale".

(Approvato)

 

Emendamento 12, a firma della consigliera Piccinini.

 

Al comma 1 dell'articolo 3, dopo la lettera g) è inserita la seguente:

"g-bis) realizza la mappatura dei paesaggi dell'Emilia-Romagna e della loro evoluzione, avvalendosi di tecnologie digitali e garantendone articolazioni territoriali e tematiche, anche a supporto delle attività di restauro, ripristino e promozione, nonché della pianificazione territoriale e paesistica;".

(Approvato)

 

Emendamento 13, a firma della consigliera Piccinini.

 

All'articolo 3, nel comma 1, sono cancellate le parole: "materiale e immateriale" e le parole:

“ossia dell'insieme dei beni artistici, culturali, architettonici, naturali e paesaggistici e, più in generale, delle risorse ereditate dal passato che le comunità regionali identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione, compresi tutti gli aspetti dell'ambiente che sono il risultato dell'interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi".

(Approvato)

 

OGGETTO 2084

Ordine del giorno n. 1 collegato all'oggetto 1622 Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Riordino istituzionale e delle funzioni regionali nel settore del patrimonio culturale". A firma dei Consiglieri: Rontini, Pillati, Zamboni

 

Emendamento 1, a firma del consigliere Montevecchi.

 

Primo capoverso, la frase: "A continuare ad assumere promuovere e sostenere iniziative" è sostituita dalla seguente: "A implementare e continuare ad assumere, promuovere e sostenere iniziative “

(Approvato)

 

OGGETTO 1861

Proposta d’iniziativa Giunta recante “Autorizzazione all’utilizzo delle economie maturate a conclusione dei bienni 6°, 7°, 8° e 9° della edilizia sovvenzionata per interventi di manutenzione straordinaria nel patrimonio E.R.P. dei Comuni”. (32)

 

Emendamento 1, a firma dei consiglieri Taruffi e Costa .

 

Dopo il punto 1) del deliberato aggiungere il punto "1.bis di autorizzare la deroga al cofinanziamento a carico dei Comuni previsto dalla DCR n.133/2000;"

(Approvato)

 

Emendamento 2, a firma dei consiglieri Taruffi e Costa .

 

Dopo il punto 4) del deliberato aggiungere il punto "4.bis di stabilire, per ciascun comune, che l'inizio lavori avvenga entro 6 mesi dalla data di approvazione del presente atto e che la fine lavori avvenga entro i successivi 24 mesi."

(Approvato)

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

2070 - Interrogazione a risposta scritta circa i dati aggiornati dell’Osservatorio sulle violenze di genere di cui all’art. 18 della L.R. 6/2014 e all’art. 7 della L.R. 15/2019 nonché circa il controllo sui progetti finanziabili ex delibera di Giunta 983/2020. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

2071 - Interrogazione a risposta scritta circa gli effetti dell'elettrosmog sulla popolazione e sugli affetti da elettrosensibilità. A firma del Consigliere: Lisei

 

2072 - Interrogazione a risposta scritta circa l’anagrafe dei centri privati che erogano vaccini in regime di solvenza e delle prestazioni erogate. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2073 - Interrogazione a risposta scritta circa l’approvvigionamento delle scorte di vaccini antinfluenzali. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Bergamini, Pelloni, Stragliati

 

2074 - Interrogazione a risposta scritta circa l’adozione di misure volte a ridurre l’esposizione all’elettrosmog. A firma della Consigliera: Piccinini

 

2075 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l’applicazione di un progetto sperimentale su automobili con alimentazione diesel euro 4 per cercare di limitarne le emissioni. A firma dei Consiglieri: Occhi, Pompignoli, Facci, Bargi, Marchetti Daniele, Stragliati, Liverani, Rainieri, Montevecchi, Rancan, Bergamini, Pelloni, Catellani, Delmonte

 

2076 - Interrogazione a risposta scritta circa il ponte sul canale Rigosa Nuova sulla strada provinciale n.10 in località Fontanelle nonché circa la viabilità della Bassa ovest nella provincia di Parma. A firma del Consigliere: Rainieri

 

2077 - Interrogazione a risposta scritta circa deroghe alle limitazioni della mobilità per le guardie ecologiche volontarie. A firma della Consigliera: Piccinini

 

2079 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibile chiusura dei plessi scolastici di Castel del Rio (BO) da parte dell’Ausl di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

2080 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi volti ad assicurare agli operatori della sanità posteggi gratuiti in prossimità delle strutture sanitarie del Comune di Bologna nonché circa interventi di potenziamento del TPL. A firma del Consigliere: Taruffi

 

2082 - Interrogazione a risposta scritta circa l’erogazione del contributo regionale c.d. "bonus edicole" a favore dei titolari delle rivendite di giornali e riviste. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2083 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il monitoraggio delle attività dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica (SISP) delle ASL. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

RISOLUZIONE

 

2078 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale e l'Assemblea legislativa a continuare a promuovere iniziative per il contrasto alla violenza sulle donne. (24 11 20). A firma della Presidente Emma Petitti

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 13 prot. NP/2020/ 3346 del 25/11/2020)

 

 

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti – Rainieri - Zamboni

Bergamini - Montalti