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51.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 19 GENNAIO 2021

 

(POMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI 


 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 1971

Interpellanza sulla pianificazione distribuzione e somministrazione del vaccino SARS-CoV-2. A firma della Consigliera: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

CASTALDINI (FI)

DONINI, assessore

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 2176

Interpellanza circa la posizione della Giunta Regionale riguardo l’intitolazione di una via, piazza o locale istituzionale a Norma Cossetto, Medaglia d'oro al merito civile, nonché circa iniziative ufficiali in suo ricordo. A firma dei Consiglieri: Catellani, Pompignoli, Pelloni, Bargi, Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Facci, Delmonte, Montevecchi, Liverani, Rancan, Rainieri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

CATELLANI (Lega)

BARUFFI, sottosegretario

CATELLANI (Lega)

 

OGGETTO 1917

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a porre in essere uno stanziamento specifico, mediante una procedura semplificata, finalizzato a rifondere, con risorse a fondo perduto, i costi sostenuti dalle attività produttive che hanno subito una sospensione totale o parziale a seguito del DPCM del 24 ottobre o di provvedimenti precedenti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Dichiarazione di voto e reiezione)

PRESIDENTE (Petitti)

TAGLIAFERRI (FdI)

 

OGGETTO 2037

Risoluzione per impegnare la Giunta all’incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAMBONI (EV)

OCCHI (LEGA)

PICCININI (M5S)

TARUFFI (ERCEP)

PELLONI (LEGA)

COSTA (PD)

PRESIDENTE (Rainieri)

PELLONI (LEGA)

ZAMBONI (EV)

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

ZAPPATERRA (PD)

 

OGGETTO 2031

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a dare la possibilità ai MMG e PLS di utilizzare test antigenici per interrompere quarantene e isolamenti fiduciari, in caso di tampone negativo, senza bisogno di attendere la comunicazione del dipartimento di sanità pubblica. A firma della Consigliera: Castaldini

(Discussione e reiezione)

PRESIDENTE (Rainieri)

CASTALDINI (FI)

LISEI (FdI)

RANCAN (LEGA)

TAGLIAFERRI (FdI)

MORI (PD)

PICCININI (M5S)

TARASCONI (PD)

PELLONI (LEGA)

BONACCINI, presidente della Giunta

 

OGGETTO 2030

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell‘Unione e del Comune di Casalecchio di Reno (BO). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Lisei, Facci, Castaldini, Zappaterra, Mumolo, Fabbri, Pillati, Caliandro, Paruolo, Rontini, Zamboni, Piccinini

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri)

MASTACCHI (RCPER)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 1917 - 2037 - 2031 - 2030

Emendamenti oggetti 2037 - 2030

Comunicazioni ai sensi dell’art. 69 del Regolamento Interno

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,44

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 51 del 19 gennaio 2021.

Ha comunicato di non poter partecipare, ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, il presidente della Giunta, Stefano Bonaccini, e ha giustificato la propria assenza l’assessora Lori.

Procediamo con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

1.      AMICO Federico Alessandro

2.      BARGI Stefano

3.      BERGAMINI Fabio

4.      BESSI Gianni

5.      BONDAVALLI Stefania

6.      BULBI Massimo

7.      CALIANDRO Stefano

8.      CASTALDINI Valentina

9.      CATELLANI Maura

10.  COSTA Andrea

11.  COSTI Palma

12.  DAFFADÀ Matteo

13.  DELMONTE Gabriele

14.  FABBRI Marco

15.  FACCI Michele

16.  GIBERTONI Giulia

17.  IOTTI Massimo

18.  LISEI Marco

19.  LIVERANI Andrea

20.  MALETTI Francesca

21.  MARCHETTI Daniele

22.  MARCHETTI Francesca

23.  MASTACCHI Marco

24.  MONTALTI Lia

25.  MONTEVECCHI Matteo

26.  MORI Roberta

27.  MUMOLO Antonio

28.  OCCHI Emiliano

29.  PARUOLO Giuseppe

30.  PELLONI Simone

31.  PETITTI Emma

32.  PICCININI Silvia

33.  PIGONI Giulia

34.  PILLATI Marilena

35.  POMPIGNOLI Massimiliano

36.  RONTINI Manuela

37.  ROSSI Nadia

38.  SABATTINI Luca

39.  SONCINI Ottavia

40.  STRAGLIATI Valentina

41.  TAGLIAFERRI Giancarlo

42.  TARASCONI Katia

43.  TARUFFI Igor

44.  ZAMBONI Silvia

45.  ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): Con 45 presenti, iniziamo la seduta pomeridiana.

 

Svolgimento di interpellanze

 

PRESIDENTE (Petitti): Riprendiamo i nostri lavori con lo svolgimento delle interpellanze. Abbiamo due interpellanze.

 

OGGETTO 1971

Interpellanza sulla pianificazione, distribuzione e somministrazione del vaccino SARS-CoV-2. A firma della Consigliera: Castaldini

 

PRESIDENTE (Petitti): La prima interpellanza è la n. 1971 sulla pianificazione, distribuzione e somministrazione del vaccino SARS, a firma della consigliera Castaldini.

Prego, consigliera.

 

CASTALDINI: Ieri c’è stata la prima discussione importante sulla campagna vaccinale, assessore, chiamiamolo il primo richiamo, e io ho concluso il mio intervento dicendo: vi prego, stancateci. Cioè, cerchiamo di parlare il più possibile di questo piano e cerchiamo di renderlo migliore, a misura della nostra regione.

Come lei ha visto sicuramente, questa interpellanza è stata fatta il 12 novembre. Il 12 novembre Forza Italia chiede di cominciare a pianificare e a immaginare la somministrazione del vaccino anti-Covid. Bene. All’interno di questa interpellanza, presentata molto tempo fa, c’erano già molte criticità, che sono emerse nella Commissione di ieri, alla quale chiedevo una risposta generica, ma che, secondo me, oggi possiamo rintracciare in molte domande a cui lei, assessore, ieri, giustamente, molte volte non per responsabilità sua, ma per una situazione che si sta anche aggravando in queste ore, non ha risposto.

È chiaro che non si può, per responsabilità politica, colpevolizzare la Regione per una fornitura che non sta arrivando. Questa deve essere una premessa fondamentale per chiunque voglia cominciare a parlare di vaccini in questa Regione. Però, assessore, ci sono cose a cui lei deve dare una risposta, perché è una risposta politica e profondamente legata alla politica regionale.

Quello che chiedevo ieri è un piano vaccinale regionale, che non è ancora pronto. Da settimane noi chiediamo questo lavoro, lo chiediamo agli uffici, e ancora non abbiamo risposta. Per cui, come già avevo scritto nell’interpellanza, richiediamo a lei di darci un quadro generale.

Poi, la questione dell’immunità. Lei ieri ha dichiarato di arrivare all’80 per cento dei vaccinati nel mese di settembre. Io ricordo che, rispetto a questo dato, non sono vaccinabili i minori di sedici anni. Riteniamo, per dati che abbiamo studiato e analizzato, che in realtà quell’immunità, quel target che lei ha fissato non è l’80 per cento, ma il 93 per cento, perché dobbiamo contare tutta la popolazione sopra i sedici anni. Non possiamo analizzare dagli zero ai cento. Ho come il timore che abbiamo la necessità di vaccinare più persone, di avere una percentuale più alta, e i numeri in questo momento sono preoccupanti, ma ‒ lo ribadisco, perché è giusto ribadirlo ‒ certamente oggi non per responsabilità della Regione Emilia-Romagna.

Molte domande sono state fatte sull’obbligo vaccinale, sulla campagna vaccini che questa Regione intende fare, però facciamo un passo in più. Non siamo al 12 novembre. È passato tanto tempo. Ricordo che a breve, finite le categorie che abbiamo deciso, giustamente, di vaccinare per prime, arriveranno gli ottantenni, gli ultraottantenni. Stiamo parlando di 350.000 persone, stiamo parlando di quelle persone che, evidentemente, non utilizzano i social, che non hanno una mail personale. Si è paventata l’ipotesi di fare un accordo con i medici di base. Ecco, noi vorremmo capire, come opposizione, ma sono certa anche la maggioranza, come andremo ad arruolare quelle persone, come andremo a trovarle, come spiegheremo, come li informeremo di quello che gli starà per accadere, che cosa gli accadrà, quali saranno i sintomi. È fondamentale.

Le chiedo ancora una volta di chiarire perché su questo ne abbiamo evidentemente bisogno e rimane all’interno della mia interpellanza come senso di informazione che si darà alla cittadinanza di quella di cui ogni tanto parlate come patente vaccinale, perché se lo scopo è quello di arrivare a degli ambiti di libertà che oggi non abbiamo praticamente da nessuna parte, la patente vaccinale è un tema fondamentale, è un tema che ci aiuta a capire quali saranno i mesi a venire, che cosa accadrà.

Assessore, io ritengo che in questo momento ci sia bisogno, oltre che di raccontare lo scontento, lo sconforto rispetto a chi oggi non ci dà qualcosa che noi riteniamo fondamentale per ritornare alla vita, noi abbiamo il compito di essere seri, di immaginare il futuro, di creare modelli da poter copiare. Le rifaccio lo stesso appello che ho fatto stamattina. Oggi tutti, tutta la Giunta mi ripete e credo che mi verrà ripetuto più e più volte della necessità di far rientrare, di aumentare i target, non di limitarli, di aumentare i target una volta arrivati i vaccini, perché spero che prima o poi arriveranno questi vaccini, di aumentare i target sui docenti. Io, però, oltre al fatto di sentire con voi questa necessità, di viverla e parole ripetute sono contenta anche dalla Giunta, ribadite, dopo ci sono degli atti politici che voi dovete fare, che voi sicuramente starete facendo: le lettere, le mail, le richieste, la Conferenza Stato-Regioni, gli strumenti che fortunatamente voi avete per ottenere questo.

Abbiamo un grande compito, che è quello, visto che l’abbiamo fatto in passato, cioè di sollecitare Roma quando Roma non rispondeva, ricordo i protocolli che abbiamo fatto, glieli abbiamo dati tutti noi, diciamoci la verità, quando si voleva riaprire la scuola a settembre. Oggi ci giochiamo la partita esattamente su questo. Quando arriveranno, e arriveranno, vi prego di essere i primi a fare proposte intelligenti e ogni tanto ascoltare anche noi, ogni tanto, nella consapevolezza che quello che lei raccontava ieri in Commissione, cioè avere una doppia gamba, quella del vaccino e quella della prevenzione, dello screening, è un punto fondamentale per tutti.

Su questo possiamo fare fronte comune, possiamo fare battaglia comune; basta usare però una certa disponibilità nell’ascolto. Grazie, assessore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliera Castaldini.

Anch’io vado a braccio per questa risposta. Lei ha elencato una serie di quesiti e cercherò di rispondere a tutto. Intanto, per quello che riguarda la mancanza di fornitura dei vaccini alla regione Emilia-Romagna e alle altre regioni, in particolar modo a regione Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia.

Noi abbiamo già, con atti concreti, scritti e puntuali, sollevato il tema alla struttura commissariale e al Governo italiano, in modo che ci possano rassicurare sul fatto che dal 25 al 31 gennaio siano puntuali le dosi di vaccino programmate, e se la situazione lo rendesse compatibile, anche recuperare ciò che in qualche modo ci è stato decurtato in misura maggiore rispetto alla media nazionale.

Lei parla di un piano vaccinale regionale. Ci siamo già confrontati tante volte, su questa espressione. Credo che potremmo convenire assieme, una volta per tutte, su come collocare il nostro impegno. Deve esistere un piano di attuazione regionale al piano vaccinale nazionale, nel senso che il piano vaccinale, cioè quali vaccini, le modalità di somministrazione, la logistica rispetto allo scenario internazionale, le categorie della popolazione da vaccinare, l’ha deciso lo Stato, non è che lo decide, lo ha deciso. Noi siamo chiamati, fase per fase, ad elaborare un piano di attuazione che per questa prima fase è in corso, tant’è che la regione Emilia-Romagna, ancora oggi, nonostante questa decurtazione di questi giorni, è tra le regioni che ha vaccinato di più, che ha utilizzato il maggior numero di dosi consegnate, che ha prodotto il maggior numero di prime vaccinazioni e che, nonostante la decurtazione, in questa settimana e anche nella prossima sarà in grado di assicurare i richiami, quindi le seconde iniezioni, e ovviamente il prosieguo dell’attività vaccinale nelle residenze sanitarie per anziani.

Tra qualche giorno esporremo al presidente, alla Giunta, alla Commissione, all’aula, alle parti sociali e a tutti i soggetti interessati il piano, che ha l’ambizione di attuare il Piano vaccinale nazionale, portando anche in questa regione all’obiettivo dell’immunità della popolazione, che stimiamo attorno all’80 per cento, così come ci dicono gli scienziati e gli esperti (non che ce lo siamo, ovviamente, inventati noi), in un numero di persone che si colloca tra i 3 e i 3,5 milioni di persone.

Siamo, ovviamente, in un campo che non comprende l’obbligo alla vaccinazione. Oggi sicuramente è maggiore la domanda rispetto alla disponibilità di vaccini. Quando – speriamo presto – dovessimo avere tanti vaccini, dobbiamo essere pronti a sostenere la domanda della popolazione anche con un piano di comunicazione che vada a integrare quello del Governo, affinché aumenti l’efficacia persuasiva rispetto alla popolazione. Gli ultraottantenni è del tutto ovvio che non possono essere contattati con un post su Facebook o con un comunicato stampa. Saranno le Aziende sanitarie locali ad accedere all’anagrafe vaccinale, dove sono collocati gli ultraottantenni e anche il resto della popolazione anziana, e a contattarli uno per uno, anche attraverso, ovviamente, la disponibilità delle risorse del sistema sanitario che ci sono sul territorio.

Patente vaccinale sì. È del tutto evidente, come ho spiegato ieri in Commissione, che sarebbe meglio un progetto di natura nazionale. Credo che discuteremo nella Conferenza delle Regioni di questo. Ma se non c’è l’obbligo, quindi non possiamo imporre il vaccino a chi non vuole vaccinarsi, possiamo in qualche modo evidenziare la responsabilità e la situazione delle persone, anche la situazione personale clinica delle persone che si sono vaccinate e che, quindi, presumibilmente, abbiano un livello elevato di immunizzazione.

Aumentare i target sì, nel segno e nell’ambito del Piano vaccinale nazionale, attraverso la discussione che faremo anche in Commissione e anche in quest’aula, ovviamente, di inserimento di categorie a nostro giudizio imprescindibili, come quella del personale della scuola, sia il personale docente, come diceva giustamente lei, ma anche il personale non docente, che comunque lavora dentro le scuole, come elemento di attenzione delle varie categorie professionali più a rischio.

Credo sia giusto quello che lei dice, cioè che ci vuole visione, che ci vuole attenzione, ponderazione e condivisione. Non mancheremo di confrontarci nel merito, come stiamo facendo anche in questi pochi minuti, registrando, a mio giudizio, quando si tratta della salute dei cittadini, molto più le cose che ci uniscono rispetto a eventuali differenziazioni.

La ringrazio.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Donini.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, assessore, per l’attenzione, che a volte è difficile ritrovare. La ringrazio per le parole che mi ha riservato.

Do un po’ di numeri, che sono i numeri per cui io sento questa preoccupazione politica. Con il miglior ritmo, ci vogliono oltre 850 giorni per arrivare al target che la Regione Emilia-Romagna ha annunciato. Significa somministrare ogni giorno, dal 1° febbraio, 33.700 vaccini. È un numero molto importante, molto impegnativo. È per quello che credo che l’impegno di tutti sia fondamentale.

L’altra cosa che noi vorremmo sapere è il Piano dei punti vaccinali, che riteniamo altrettanto fondamentale, per poi dare una comunicazione adeguata.

Grazie, assessore. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

 

OGGETTO 2176

Interpellanza circa la posizione della Giunta Regionale riguardo l’intitolazione di una via, piazza o locale istituzionale a Norma Cossetto, Medaglia d’oro al merito civile, nonché circa iniziative ufficiali in suo ricordo. A firma dei Consiglieri: Catellani, Pompignoli, Pelloni, Bargi, Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Facci, Delmonte, Montevecchi, Liverani, Rancan, Rainieri

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo, adesso, all’interpellanza 2176: interpellanza circa la posizione della Giunta regionale riguardo l’intitolazione di una via, piazza o locale istituzionale a Norma Cossetto, Medaglia d’oro al merito civile, nonché circa iniziative ufficiali in suo ricordo, a firma della consigliera Catellani e altri.

Prego, consigliera.

 

CATELLANI: Grazie, presidente.

Torniamo indietro, al 30 marzo 2004, alla legge n. 92 che istituisce il Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

La medesima legge, l’articolo 1, al comma 2, favorisce la memoria di quelle vicende dicendo di studi, eventi, convegni, tutto quanto possa servire a ricordare. Tra le varie iniziative assunte peraltro anche da tantissime città dell’Emilia-Romagna anche le modifiche alla toponomastica degli enti locali e quindi la intitolazione a vie, piazze oppure strade.

Tra le persone ricordate rispetto a queste vicende c’è Norma Cossetto, una ragazza giovanissima. Norma Cossetto, peraltro, insignita nell’anno 2005 direttamente dall’allora Presidente della Repubblica e non dal Prefetto, cosa importante, ovviamente, da sottolineare, viene insignita della Medaglia d’oro al merito civile con queste parole: “Giovane studentessa istriana catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patria”. E torniamo all’anno 2020, quindi ai giorni nostri. È il 14 settembre del 2020 e in Consiglio comunale a Reggio Emilia, come accade ed è accaduto in tantissimi altri Consigli comunali, viene discussa, approvata e votata l’intitolazione di una via a Norma Cossetto. Cosa succede, però? Che nelle more di quelli che sono gli adempimenti della Commissione toponomastica del Comune di Reggio Emilia per l’intitolazione la intitolazione viene sospesa. Viene detto dalla Commissione: “La Commissione chiede che vengano integrate le notizie storiche che avallino tale richiesta per mancanza di notizie storiche certe e verificate. Infatti, esistono solo fonti verbali circa l’accaduto, tutte provenienti da un’unica fonte, cioè la famiglia”.

La Giunta, per voce chiaramente dell’assessore competente in materia, dichiara, rispetto alle azioni della Commissione: “La Commissione ha autonomia di valutazione ed è composta da persone competenti anche sotto il profilo storico”. Mi sono informata, ho chiesto se questa sospensione è terminata, mi hanno detto che ancora la situazione è ferma come era allora, a settembre.

Oggi noi presentiamo questa interpellanza per richiedere se non si ritenga che l’atteggiamento assunto dalla Commissione toponomastica del Comune di Reggio Emilia ed evidentemente anche dalla Giunta per voce dell’assessore competente non rappresenti una valutazione di merito in contrasto con la funzione di indirizzo politico ed amministrativo propria del Consiglio comunale, ai sensi dell’articolo 43 del TUEL; non sia in evidente dissenso con l’attività istruttoria compiuta dalla Presidenza della Repubblica; non sia in contrasto con la legge regionale n. 3/2016, e se quindi non debba seguire, tutto questo, almeno un giudizio di censura.

Siamo vicini anche al 10 febbraio, quindi al Giorno del Ricordo; se non si vogliano intraprendere iniziative sul territorio regionale a ricordo del martirio della giovane Norma Cossetto, con tutta evidenza, martirio colpevolmente ignorato anche, purtroppo, da parte di alcuni rappresentanti delle nostre Istituzioni.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Catellani.

Sottosegretario Baruffi, prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

In riferimento ai quesiti posti dall’interrogante, relativi al procedimento di intitolazione di una via, piazza o locale Istituzione della memoria di Norma Cossetto nel Comune di Reggio Emilia, i consiglieri interpellanti, e la consigliera, in questo caso, interpellante, evidenziano come questa richiesta avvenga a seguito del riconoscimento della Medaglia d’oro al merito civile, avvenuto il 9 dicembre 2005 alla Presidenza della Repubblica.

Nel testo dell’interpellanza viene inoltre sottolineato come in data 14 settembre 2020 il Consiglio comunale di Reggio Emilia abbia approvato una mozione per l’intitolazione di una via, piazza o locale istituzionale, alla memoria.

La Commissione toponomastica, nel dare seguito al pronunciamento del Consiglio comunale, ha ritenuto opportuno svolgere approfondimenti storici sulle notizie legate alla cattura e all’uccisione di Norma Cossetto. Fin qui i dati di fatto.

In via generale, lo dico alla consigliera interrogante e al resto del Consiglio, la Giunta è piuttosto reticente ad entrare nel merito delle valutazioni e delle decisioni che attengono ad altre autonomie istituzioni, non perché non possa formulare una propria valutazione politica, ma per rispetto dell’autonomia istituzionale che pretendiamo per noi e riconosciamo per gli altri. Però, nel fatto, vista la rilevanza anche del caso portato all’attenzione, pare evidente, e le notizie riportate dagli organi di informazione lo confermano, che le procedure riguardanti l’intitolazione non siano state interrotte, né che sia stato espresso, al momento, alcun parere negativo.

Prendendo atto delle motivazioni poste dai consiglieri ed evidenziando in ogni caso come non rientri nei compiti della Regione esprimere giudizi sull’azione di una Commissione toponomastica comunale, si ritiene opportuno e corretto rimandare eventuali considerazioni al momento in cui saranno noti gli esiti dell’iter procedurale.

Per quanto riguarda eventuali iniziative dirette, si ricorda che la legge regionale n. 3 del 2016 sulla storia e la memoria del Novecento definisce l’impegno costante della Regione nell’incentivare e sostenere sia le celebrazioni della commemorazione tra le ricorrenze riconosciute da leggi dello Stato, del Giorno del Ricordo, sia la promozione e il sostegno a iniziative di studio, ricerca, documentazione, conoscenza e diffusione di tali eventi.

L’attuazione delle leggi in questi anni ha assicurato, tramite convenzioni pluriennali e bandi annuali, il sostegno a programmi di attività degli Istituti storici presenti sul territorio regionale e a progetti e iniziative di conservazione di servizio pubblico, ricerca e divulgazione di dati e formazioni mirate a mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare la memoria degli avvenimenti, delle persone e dei luoghi, dei processi storici e delle transizioni che hanno caratterizzato la storia del territorio regionale nel Novecento.

In attuazione della legge, viene assicurato in particolare il sostegno a quei progetti e iniziative che concorrono a perseguire, tra l’altro, la riflessione pubblica sull’importanza della memoria collettiva nel rifiuto del negazionismo storico quale pratica di cittadinanza attiva per preservare valori fondamentali, quali la libertà, la democrazia, il rispetto dei diritti umani, su cui si è costruito il processo di integrazione europea e per promuovere il dialogo nella società multiculturale.

In questa cornice un’eventuale iniziativa a ricordo del martirio di Norma Cossetto potrebbe rientrare certamente tra quelle meritorie di sostegno nell’ambito della definizione del programma pluriennale per l’attuazione degli interventi regionali sulla memoria del Novecento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario.

Prego, consigliera.

 

CATELLANI: Ringrazio il sottosegretario soprattutto, chiaramente, per quella che è la seconda parte, quindi per il fatto di appoggiare eventuali iniziative celebrative di Norma Cossetto. Ovviamente dissento rispetto a quanto è stato detto prima, perché non c’è assolutamente dubbio che c’è stata una sospensione della intitolazione. Benissimo. Quindi, questo è acclarato. Certo, posso anche comprendere che non vogliate entrare nel merito di quelle che sono le valutazioni del Consiglio comunale di Reggio Emilia, ma quanto meno, proprio perché mi viene citata con tanta dovizia di contenuto la legge n. 3 del 2016, mi sarei aspettata un “non possiamo entrare nel merito, però riconosciamo l’evento storico”. È questo il vero problema: va riconosciuto. E va riconosciuto a discapito e a detrimento, invece, di un atteggiamento negazionista di un crimine di guerra, perché ricordo che è un crimine di guerra, che invece ha tenuto la Giunta di Reggio Emilia. Forse lei ha parlato un po’ in fretta, sottosegretario, magari forse nelle pieghe di quello che lei ha detto non l’ho capito, però una condanna, una censura – chiamiamola censura – rispetto a un atteggiamento negazionista è evidente, ed è evidenziato anche sulla stampa, peraltro senza se e senza ma, dalla Giunta reggiana forse l’avrei gradita un po’ più palese.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Abbiamo concluso le interpellanze.

 

OGGETTO 1917

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a porre in essere uno stanziamento specifico, mediante una procedura semplificata, finalizzato a rifondere, con risorse a fondo perduto, i costi sostenuti dalle attività produttive che hanno subito una sospensione totale o parziale a seguito del DPCM del 24 ottobre o di provvedimenti precedenti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Dichiarazione di voto e reiezione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ritorniamo alle risoluzioni e precisamente alla risoluzione 1917, che impegna la Giunta regionale a porre in essere uno stanziamento specifico, mediante una procedura semplificata, finalizzato a rifondere, con risorse a fondo perduto, i costi sostenuti dalle attività produttive che hanno subìto una sospensione totale o parziale a seguito del DPCM del 24 ottobre o di provvedimenti precedenti, a firma del consigliere Tagliaferri.

Siamo in dibattito generale. Chiedo se qualche consigliere vuole intervenire. Io non ho nessuno prenotato a parlare su questa risoluzione.

A questo punto, passiamo alle dichiarazioni di voto. Ci sono dichiarazioni di voto?

Consigliere Tagliaferri, per dichiarazione di voto, prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie, presidente.

Ci ritroviamo qui oggi per concludere, finalmente, perché è stato piuttosto lungo arrivare alla fine di questo dibattito sulla risoluzione. Sono state ben tre puntate. È opportuno, ora, concludere la discussione su questa risoluzione proposta dal sottoscritto su un tema importante: una richiesta di stanziamento specifico da erogare a chi ha fatto, nei mesi scorsi, specifici investimenti sulla sicurezza della propria attività e poi è stato costretto a chiudere per inderogabili disposizioni successive. Mi riferisco, ovviamente, in primis ai ristoratori, ai titolari di bar, gelaterie, pasticcerie, ma anche a palestre, centri sportivi e a molte altre categorie produttive.

È un tema particolarmente spinoso, quindi, per la Giunta e per tutta la maggioranza che governa questa Regione. Parlo di tema “spinoso”, ma sarebbe più corretto parlare di un tema che si fa, giorno dopo giorno, sempre più grave, imbarazzante e pericoloso. Badate bene, uso questi termini non a caso. Ritengo che se chi è chiamato a governare continuerà a rifuggire dalle sue responsabilità sarà fatalmente a rischio quel Patto sociale che è l’elemento fondativo di ogni Stato. Lo Stato, infatti, non è una costruzione astratta. Non sono io, tantomeno voi. Lo Stato è rappresentato da tutti e sottolineo “tutti” i cittadini di questa Repubblica quali, attraverso il voto, legittimano il Governo, detta anche amministrazione pro tempore della cosa, della res publica. Un piccolo ripasso di filosofia del diritto costituzionale perdonatemelo, ma lo ritengo quanto mai utile in questo momento. È un utile ripasso perché l’amministrazione della cosa pubblica, ove i troppi proclami trionfali stanno facendo emergere le grossolane balle che sono state usate nelle settimane scorse, impone delle risposte. Il mio non è, come qualcuno della Giunta potrebbe pensare, sciacallaggio politico. Io per primo riconosco lo sconvolgimento mondiale che qualunque Governo di questo mondo si trova ad affrontare.

Capisco l’impreparazione che americani, tedeschi, francesi, inglesi, russi e forse, dico forse, anche cinesi e tutti gli altri cittadini del globo debbono scontare su questa drammatica partita. La mia è quindi una critica dura, se volete spietata, ma è finalizzata al bene dei cittadini che sento l’onere di dover rappresentare, sia tra chi mi ha votato che tra coloro che magari mi detestano. Ecco, in questo quadro così complesso io pretendo, da cittadino di questa regione, risposte chiare e concrete e in ragione di ciò non posso sopportare slogan vuoti e privi di senso del tipo “non lasciamo indietro nessuno” quando nei fatti accade proprio questo, perdonatemi, ma è così. Ci vuole, se non l’etica, almeno il pudore di evitare provocazioni di questo livello verso i propri cittadini. Non li si può prendere in giro pretendendo l’effettuazione di lavori straordinari e quindi di spese straordinarie in nome della salute pubblica e poi allargare le braccia e dire “è colpa del Governo, è colpa del Governo e dei suoi DPCM che mi fanno chiudere dall’oggi al domani”. Ci vuole pudore, senso dello Stato, ma soprattutto amore e rispetto verso i propri concittadini. Qui non c’è solo il terribile e durissimo elenco dei morti giornalieri e le cause del Covid, qui inizia ad essere terribilmente troppo lungo e troppo pesante anche l’elenco delle persone che non ce la fanno proprio più, che bussano alla porta della Caritas e delle istituzioni religiose per un pasto caldo. Non me ne faccio quindi nulla degli sgravi fiscali futuri con cui pensate di ammaliare la gente.

Mi arrabbio quando leggo sul Piano pandemico del Governo arrivato con solo un annetto quasi di ritardo (complimenti) e lo Stato deciderà quale italiano deve vivere e quale deve morire. Sorrido imbarazzato per il fiume di denaro che dite di aver messo nelle tasche dei nostri concittadini fermo restando che la realtà sta smascherando quel triste balletto di numeri e mi indigno profondamente per post trionfalistici su Gran Premi di Formula 1 quando poco sotto vedo le grida di aiuto di simpatizzanti dello stesso Bonaccini, che dicono che sono costretti a chiudere proprio quelle attività oggetto della mia risoluzione.

In ultimo, mi permetto di plaudire con una certa vena di amarezza ai colleghi della maggioranza. Li ammiro sinceramente quando sono costretti a circonvoluzioni infinite, per difendere l’indifendibile. Provo decisamente pena quando, come è accaduto alla collega Costi, perdoni, avendo terminato ogni argomento dialettico, ci si rifugia in un patetico “il Veneto è peggio di noi”. L’ho già detto, l’ho già scritto, lo ripeto anche qui, e concludo: il presidente Bonaccini, maggioranza di centrosinistra, per favore svegliatevi e fatevi un giro nel mondo reale. Bisogna che ottemperiate alle vostre schiaccianti vittorie elettorali per governare sul serio, con criteri di giustizia ed equità questa regione.

Altrimenti, correte il rischio di essere travolti dalla disperazione della gente, anche di quella che fino a ieri vi ha appoggiato. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dichiarazioni di voto?

Io non ho altri in dichiarazioni di voto.

A questo punto, metto in votazione la risoluzione 1917, a firma del consigliere Tagliaferri.

Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione.

 

Favorevoli 12

Contrari 25

 

È respinta.

 

La risoluzione 1917 è respinta.

 

OGGETTO 2037

Risoluzione per impegnare la Giunta all’incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini

(Discussione e approvazione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ora passiamo alla risoluzione 2037: Risoluzione che impegna la Giunta all’incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale, a firma dei consiglieri Zamboni, Taruffi, Amico e Piccinini.

Ricordo che su questo documento insistono le seguenti proposte di emendamento: due a firma del consigliere Occhi, di cui una risulta ritirata, e una a firma della consigliera Piccinini.

Apriamo il dibattito generale su questa risoluzione.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Io parto da una considerazione di base. Nel 2017, come riporta il Patto per il lavoro e il clima, che la Giunta ha appena varato, le fonti rinnovabili nella nostra regione hanno contribuito a coprire circa il 13 per cento dei consumi. Le fonti sono l’idroelettrico, il solare, l’eolico, il geotermico e la biomassa, con le criticità che sappiamo sono comunque connesse alla biomassa. Sono dati che riporta anche il Rapporto energia ARPAE del 2020.

Sappiamo che lo stesso Patto per il lavoro e il clima, nonché il programma di mandato della Giunta, porta al 2035 l’obiettivo del 100 per cento di produzione di energia da fonte rinnovabile. Mancano quindici anni ma, come si vede, mancano anche parecchi step per raggiungere l’obiettivo.

Questa risoluzione, quindi, vuole portare un contributo al raggiungimento dell’obiettivo al 2035, ma in realtà noi dobbiamo guardare ai prossimi cinque anni, che sono quelli che riguardano questo mandato e questa consiliatura, e il contributo lo porta nel rilanciare una strada che era già stata aperta da una delibera di Giunta del 2011 che introduceva delle linee guida per la realizzazione di impianti fotovoltaici sui sedimi delle discariche chiuse e non più attive.

Da un’indagine che abbiamo fatto, naturalmente con il supporto degli uffici della Regione, è risultato che in Emilia-Romagna ci sono circa cinquanta discariche già chiuse, alcune poi sono presenti in più lotti. Comunque, questo ci dice che, se le utilizzassimo naturalmente nell’ambito di progetti da sottoporre alle valutazioni di impatto anche paesaggistico in questo caso, oltre che assicurarsi che i siti siano idonei a questo obiettivo, si potrebbe arrivare a disporre di almeno 4 milioni di metri quadri per una potenza installata stimabile intorno ai 60 megawatt. Quindi, un salto in direzione dell’obiettivo finale di diventare autonomi e tutto rinnovabile al 2035.

Ripeto: noi abbiamo urgenze anche più immediate di questo obiettivo. Il fatto stesso che la Regione sia stata oggetto di una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia europea per gli sforamenti delle PM10 ci dice che tra i tanti settori in cui dobbiamo intervenire, insieme al riscaldamento, alla mobilità, ai trasporti e tutto il resto, c’è anche quello della produzione di elettricità, la produzione di energia. Quindi, la strada al riutilizzo delle discariche ‒ ripeto, chiuse ‒ era già stata aperta nel 2010 da un accordo tra la Regione Emilia-Romagna, l’Unione delle Province d’Italia dell’Emilia-Romagna, l’ANCI Emilia-Romagna e la Confservizi Emilia-Romagna, accordo che aveva lo scopo di favorire la produzione di energia mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili dalle discariche esaurite.

Successivamente, erano state normate queste procedure da una delibera di Giunta del 24 ottobre 2011, denominata “Accordo per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fotovoltaico”. Purtroppo da allora non risulta ci siano stati sviluppi consistenti in questa direzione. Abbiamo comunque già degli ottimi esempi. Come mi ricordava il consigliere Andrea Costa, che sicuramente ne parlerà dopo, per esempio a Novellara c’è già un grosso impianto fotovoltaico realizzato sul sedime di una ex discarica.

Quindi, non è che non sia successo niente. Però in tanti anni non c’è stata quella spinta di cui, invece, noi abbiamo bisogno. Noi oggi abbiamo bisogno di grandi superfici su cui installare i pannelli. Possono essere sicuramente i tetti dei capannoni, tanto più se sono capannoni che hanno dei tetti in amianto, per cui si associa la bonifica dall’amianto all’impianto fotovoltaico. Anche se oggi ci sono nuove tecnologie di fotovoltaico che permettono di installare i pannelli non a terra, ma sopra, a una certa altezza, per cui ci si può coltivare sotto, però è chiaro che, dal punto di vista paesistico, dal punto di vista della produzione agricola, è bene utilizzare dei terreni di risulta non così centrali anche proprio per il paesaggio.

Per questo motivo come Europa Verde abbiamo raccolto una proposta di Legambiente che è quella di riattivare questo percorso virtuoso verso la realizzazione degli impianti fotovoltaici. È già stato ricordato dalla presidente che su questa risoluzione insistono degli emendamenti. In particolare vorrei soffermarmi sull’emendamento a firma del consigliere Occhi, con il quale c’era già stato un confronto, che ringrazio anche per lo spirito collaborativo con cui l’ha presentato.

In quello che ha riportato all’attenzione dei consiglieri dopo aver eliminato il primo, che riportava addirittura la possibilità di inserire questi impianti sui siti di interesse nazionale che sono, però, siti da bonificare, quindi non si prestano certo per questo utilizzo, nell’emendamento che oggi è sottoposto alla nostra attenzione si parla di inserire delle cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento.

Questa possibilità è aperta dal cosiddetto Decreto Semplificazioni del settembre 2020 che, però, è molto specifico, perché là dove cita insieme ai sedimi delle ex discariche le cave scrive esattamente “cavi o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento” come correttamente riporta il consigliere Occhi, ma aggiungendo “per le quali l’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione abbia attestato l’avvenuto completamento delle attività di recupero e di ripristino ambientali previste nel titolo autorizzativo nel rispetto delle norme regionali vigenti”.

È chiaro che la fattispecie dell’ex cave ha una sua particolarità che non è compresa negli atti di Giunta dell’Emilia-Romagna o dell’accordo con Confservizi a cui faccio riferimento nella risoluzione. Per questo, naturalmente, riconoscendo lo spirito di collaborazione del consigliere Occhi, con il quale c’è stato appunto uno scambio, anche prima della riapertura della seduta, non mi sento di integrare l’emendamento nella risoluzione, perché penso che la questione delle cave vada affrontata dopo aver definito le linee guida su come utilizzarle.

Per lo stesso motivo non mi sento di accogliere l’emendamento della consigliera Piccinini, che comunque ringrazio, perché ha sottoscritto la risoluzione, perché cita un caso specifico, e anche questo non rientra nelle linee-guida a cui fa riferimento la risoluzione.

Siccome mi diceva, appunto, che fa riferimento proprio al caso specifico di un’ex discarica abusiva che è stata sanata, che adesso è di proprietà di un Comune, io penso che anche questo oggetto sia più affrontabile, più corretto inserirlo in un provvedimento ad hoc, che esula dal contesto di cui ho scritto in questa risoluzione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni. In dibattito generale c’è qualcun altro che vuole intervenire? Consigliere Occhi, prego.

 

OCCHI: Grazie, presidente.

Lo Stato italiano si trova in grave emergenza – ne ha tante, di emergenza, per dir la verità –, ma ha anche un’emergenza di semplificazione. Questo perché?

Noi sappiamo che il nostro Governo ha aderito, ancora una volta, alle richieste di andare verso degli obiettivi, alcuni dei quali ricordava anche la consigliera Zamboni, sempre più sfidanti: per quanto riguarda la CO2, energie rinnovabili. Noi non siamo ancora riusciti a rispettare tutti gli obiettivi che erano dati al 2020; abbiamo un PNIEC, che è il Piano nazionale dell’energia, che è ancora in fase di sottoscrizione e dovrà essere già emendato un’altra volta, proprio perché gli obiettivi nel frattempo sono diventati ancora più sfidanti.

Ricordo, quanto a questi obiettivi che oltre a quelli ricordati dal Piano della Regione al 2035, ci sono anche quelli che si è data l’Unione europea, che erano inizialmente al 2030 una riduzione del 40 per cento dei gas serra rispetto al 1990. Nel frattempo, questi obiettivi sono diventati ancora più sfidanti, ancora più stringenti. Si è arrivati al 55 per cento in nove anni, perché siamo già nel 2021.

Se noi andiamo a vedere i risultati dei bandi FER, che sono quelli che il GSE fa per sostenere le energie rinnovabili, andiamo a vedere il bando, per esempio il FER 1, non sono stati assegnati 907 megawatt. Che cosa significa? Che coloro che vogliono eventualmente installare impianti di energie rinnovabili hanno rinunciato a 907 megawatt nel primo bando. Quindi, il tema è: perché hanno rinunciato? In gran parte hanno rinunciato per problemi burocratici, per la difficoltà di ottenere le autorizzazioni. Quindi, sicuramente una sconfitta da parte del Governo, alla quale dovrà essere sicuramente posto rimedio perché, se ad oggi, ripeto, mancano nove anni e siamo ancora così indietro, è necessario dare una spinta molto rapida, un’accelerazione molto rapida, anche quella che è la famosa semplificazione e l’utilizzo di tutte le aree possibili e di tutte le energie alternative possibili.

Oggi si parla di fotovoltaico ma, ripeto, questa regione – ne abbiamo parlato negli ultimi mesi – ha grandi potenzialità o, comunque, potenzialità non sfruttate anche in tema di idroelettrico, sempre per raggiungere questi obiettivi estremamente sfidanti, che oggi, a gennaio 2021, non vedo come riusciremo a realizzarli stanti le procedure attuali, stante lo stato attuale delle cose.

Comunque, dicevo, bisogna cercare di utilizzare al massimo quello che c’è. Infatti, noi che cosa abbiamo fatto? Come Lega, durante il Decreto Semplificazioni, durante la fase parlamentare, siamo riusciti a far inserire un emendamento nel quale si ridava la possibilità di installare impianti fotovoltaici a terra, che era stato bandito nei primi anni 2010, la possibilità però di installarli lo stesso a terra nelle cave dismesse, nelle discariche dismesse e nei siti di interesse nazionale, intesi come siti bonificati ovviamente, non ancora da bonificare. Questo emendamento è stato approvato. Quindi, nel Decreto Semplificazioni, sebbene per quanto ci riguarda sia stata una sfida persa, un’occasione mancata, questo emendamento è passato. Quindi, nel momento in cui è stata presentata la risoluzione della collega Zamboni, ho visto sicuramente la volontà di utilizzare anche le discariche. Però, io mi chiedo: si fa riferimento a un accordo del 2010 e a una successiva delibera di linee guida del 2011. Mi pongo una domanda: cosa è stato fatto dal 2011 ad ora? Che risultati ha avuto questo accordo?

Presidente, lei sa che siamo in una fase in cui continuo a parlare di accordi, di linee guida, di patti, però qua abbiamo un esempio del 2011, che immagino sarà stato salutato dieci anni fa con un “diamo una nuova spinta alle energie rinnovabili”. Mi chiedo, ad oggi, a dieci anni di distanza, che cosa è stato ottenuto da quell’atto di dieci anni fa.

Comunque, nel momento in cui ho visto questa risoluzione ho pensato di integrarla con un emendamento per sfruttare al massimo le possibilità che adesso ci dà il Decreto Semplificazioni, che ci ha dato il Decreto Semplificazioni, quindi utilizzare anche le cave dismesse. Ovviamente, per “cava dismessa” si intende una cava che è arrivata a fine vita, è stata correttamente ripristinata e sicuramente collaudata dalla Pubblica amministrazione. Generalmente ritornano ad essere aree agricole. In alcuni casi possono essere anche trasformate in zone in cui installare dei parchi fotovoltaici a terra, essendo comunque aree che sono già state interessate da attività antropica.

Io ho presentato inizialmente un emendamento, nel quale inserivo, oltre alle cave, anche i siti di interesse nazionale, ovviamente intendendo quelli bonificati. I siti di interesse nazionale, come sapete, sono siti in cui c’è stato un fortissimo inquinamento, per esempio zone di petrolchimica ce ne sono anche in Emilia-Romagna, nei quali è difficile pensare di andare a costruire e magari rendere urbanizzabili. Comincia a essere complicato. Magari, oltre a riportarle a verde, anche queste possono essere utilizzate come sorgenti di energia rinnovabile. Questo era il senso dell’emendamento al Decreto Semplificazioni approvato dal Governo.

Vedo che l’emendamento non sarà approvato, nemmeno quello riformulato, in cui tiravo via il discorso dei siti di interesse nazionale. Sulle cave, capisco i tecnicismi della collega Zamboni. Il tema è questo, lo dicevo all’inizio: mancano nove anni e ci sono obiettivi super-sfidanti, molto sfidanti, che sono stati riportati dal presidente, dalla Giunta in tutti i patti che vengono fatti. Adesso, mi chiedo, andiamo a fare delle sottigliezze nel dire “no, ci vogliono delle linee guida apposite, bisogna rifare il procedimento, bisogna tornare indietro”. Questa è una risoluzione, sono degli impegni. È chiaro che poi gli impegni possono essere declinati dalla Giunta nella misura che ritiene più opportuna. Questo è quello che chiede una risoluzione.

Ripropongo il mio emendamento. Invece, sono favorevole – è appena arrivato, ma sono favorevole – a quello della consigliera Piccinini, perché va nella direzione sulle aree bonificate che era quello che anch’io all’inizio avevo pensato di integrare proprio perché credo che bisogna in questa fase utilizzare al massimo tutto ciò che ci viene proposto, tutto ciò che ci è permesso, perché, ripeto, ci sono degli obiettivi talmente sfidanti che sono stati ulteriormente ampliati recentemente, li abbiamo tutti accolti con favore, come la Giunta dell’Emilia-Romagna e come il Governo. Come Lega li abbiamo accolti anche un po’ con preoccupazione: riusciremo a raggiungere questi obiettivi così sfidanti? Ce la faremo? Faccio fatica a pensarlo dal momento in cui abbiamo un Piano nazionale che, come dicevo prima, non è stato ancora aggiornato, un Governo che non si sa se durerà o non durerà, quali sono i suoi obiettivi. Se anche noi ci mettiamo a fare dei cavilli e non diamo il massimo delle possibilità in questa fase credo sarà poi difficile che come intero Stato – il contributo della Regione Emilia-Romagna ritengo che sia importante – andare a colmare questo enorme gap che ci separa dal 2030.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Inizierei intanto soffermandomi un po’ su quella che è la genesi di questo documento presentato dalla collega Zamboni, che è una risoluzione che prende spunto da un’iniziativa nata da Legambiente come contro proposta di contrasto all’ampliamento della discarica di Castel Maggiore, su cui i colleghi che erano presenti nella scorsa legislatura sanno, ci siamo spesi molto nello scorso mandato con diversi atti, collaborando a più riprese con il comitato locale. È una discarica sovradimensionata per le esigenze del territorio, che avrebbe dovuto cessare la propria attività un anno fa e invece ha subito diversi ampliamenti nel tempo. È una struttura collocata in prossimità della A13, che negli anni è arrivata a toccare addirittura l’altezza di 24 metri, sommando agli iniziali 936.000 cubi altri 538.000 di rifiuti stoccati, pari quindi ad un palazzo di otto piani. 

Nell’intenzione di ASA, la società del gruppo Herambiente, proprietario della discarica, questa montagna adesso dovrebbe crescere ancora di più, visto che pochi mesi fa è stata presentata un’ulteriore richiesta di ampliamento per accrescerne la capacità.

Ho quindi accolto favorevolmente la proposta di Legambiente, che ha collaborato con le forze che hanno sottoscritto questa risoluzione, in maniera congiunta, ovvero, quella di prevedere l’installazione di un impianto fotovoltaico da 5 megawatt. Questo, oltre ad essere un aiuto, ovviamente, sul lato ambientale, serve anche a recuperare quella sorta di danno d’immagine subìto anche dal Centergross.

Io ho voluto sottoscrivere questa risoluzione perché ritengo positivo che ci sia la necessità di estendere questa iniziativa tutte le discariche esaurite presenti nella nostra regione. Tra l’altro, insieme al collega Taruffi, abbiamo presentato due accessi agli atti proprio per avere dei dati precisi, in riferimento alla collaborazione che c’è stata con Lega Ambiente. Di possibilità, per concretizzare quelle famose linee-guida che venivano citate in precedenza, ce ne sono, e ce ne sono parecchie.

Questa è un’iniziativa che io ho voluto sottoscrivere. È chiaro che noi dobbiamo fare di più e meglio per raggiungere anche gli obiettivi europei sulla decarbonizzazione e sulla transizione energetica, motivo per cui oggi io ho presentato un ulteriore emendamento, proprio per allargare queste possibilità, includendo anche quei siti, quelle discariche abusive che sono state bonificate e che adesso risultano di proprietà pubblica.

Io ho bene in mente quello che è successo a San Giovanni in Persiceto, con la discarica Razzaboni, anche questo tema trattato più e più volte in questa sede, nello scorso mandato. Ora quell’area è stata bonificata, e davvero potrebbe essere a disposizione proprio per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Io credo sia idonea a questo scopo.

Aprendo alla volontà di non procedere con l’approvazione di questo emendamento, però almeno prendiamoci l’impegno, eventualmente, di aggiornare, o integrare quell’accordo che risale al 2010, quindi a ben dieci anni fa, proprio per raggiungere gli obiettivi che come nazione ma anche come regione ci siamo dati.

Per questo penso sia la prima volta in tutta la legislatura che mi trovo in parte d’accordo con quello che diceva il collega Occhi, con cui abbiamo sempre più o meno dibattuto, anche in Commissione, su queste tematiche. Il mio voto sul suo emendamento non sarà certamente negativo, perché ritengo che almeno un approfondimento sull’estensione di queste aree su cui potrebbero essere installati pannelli fotovoltaici vada assolutamente preso in considerazione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente. Come è stato ricordato, questa risoluzione a firma congiunta Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini sta all’interno di una serie di iniziative che abbiamo mosso proprio sull’ipotesi, che è stata raccolta anche su proposta, su suggerimento, in collaborazione con Legambiente, rispetto alla possibilità di intervenire con pannelli fotovoltaici sulle discariche esaurite. Ora, io colloco questo ragionamento all’interno di un percorso che nel 2021 ci vedrà impegnati nell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti, che sarà un appuntamento molto importante, al pari di altri strumenti di programmazione che andiamo spesso citando. Penso, ad esempio, al Piano dei trasporti di cui parlavo anche stamattina, al Piano dell’aria, sul quale ci siamo confrontati in Commissione e sul quale torneremo a breve a confrontarci in Commissione, viste le vicende che ben conosciamo e – altro elemento a cui credo sia giusto fare riferimento – al Piano energetico regionale.

Quindi, collocando questa iniziativa, questa proposta che sottoponiamo all’Assemblea e quindi evidentemente anche alla Giunta, teniamo ben presente che nel 2021 dovremo aggiornare il Piano regionale dei rifiuti e il Piano energetico regionale. Da questo punto di vista, credo sia quanto mai pertinente ragionare e ipotizzare la possibilità di utilizzare le discariche esaurite, intanto le discariche esaurite, poi vediamo se ci sarà spazio, modo e tempo anche per aggiungere altre aree, che potranno essere oggetto di riflessione. Da questo punto di vista, credo che la possibilità di sfruttare appieno il potenziale delle energie rinnovabili sia nell’interesse comune. Tutti quanti abbiamo interesse a fare in modo che quante più aree possano essere messe a disposizione di questi interventi. Intanto, però, partiamo dalle discariche esaurite. Credo che la misura che proponiamo sia perfettamente in linea con gli obiettivi che abbiamo dichiarato anche all’interno del Patto per il clima e per il lavoro. Penso, ad esempio, all’ambizioso obiettivo del raggiungimento del cento per cento di energie rinnovabili entro il 2035. Da questo punto di vista, è chiaro che bisogna mettere in campo, bisogna iniziare a mettere in campo iniziative concrete in modo molto pragmatico. Da questo punto di vista, credo che la proposta che viene qui avanzata abbia queste caratteristiche.

Faccio anche alcuni esempi, giusto per capirci. Si citava prima la discarica di Castel Maggiore. Penso a un altro sito sul quale e del quale abbiamo discusso a più riprese, anche in quest’aula. Penso, cioè, alla discarica di Imola. Penso che queste realtà che si stanno avviando o si sono avviate all’esaurimento, anziché immaginare di prorogarne la vita allargandole, potrebbero essere oggetto entrambe di interventi che hanno queste caratteristiche. Quindi, incominciare a destinare su quelle aree interventi finalizzati all’inserimento di pannelli fotovoltaici, in modo tale da iniziare a contribuire, ovviamente in un piano più articolato... Facevo riferimento prima al Piano energetico regionale. Dobbiamo pensare a tanti interventi, anche di medio-piccole dimensioni. Non ci sono sempre e solo le grandi centrali, ma dobbiamo immaginare anche distretti che incomincino con interventi di medio-piccole dimensioni, però tutti indirizzati verso quell’obiettivo che abbiamo declinato, che abbiamo posto sia ‒ come dicevo ‒ nel Patto per il clima e per il lavoro, così come negli altri strumenti di programmazione dei quali dobbiamo occuparci.

Credo che la risoluzione abbia le caratteristiche ‒ tra l’altro, devo dire, anche molto chiare ‒ che richiamavo. Dal nostro punto di vista, altrimenti, ovviamente, non l’avremmo presentata e sottoscritta, ha tutte le caratteristiche per essere approvata. Al collega Occhi, così come alla collega Piccinini, dico che l’interesse a verificare la possibilità che il maggior numero di aree possibili possa essere progressivamente oggetto di questi interventi c’è tutto. Intanto, però, partiamo dalle discariche esaurite e da quelle che stanno andando in esaurimento, come ad esempio, lo citavo prima, Imola e Castel Maggiore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere.

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Grazie, presidente.

La risoluzione presentata dalla consigliera di Europa Verde mi dà modo di parlare di alcuni siti in provincia di Modena su cui la stessa Amministrazione regionale un mese fa ha fatto scelte esattamente diametralmente opposte rispetto alla mozione in oggetto quest’oggi.

Mi spiego meglio. Mentre nella risoluzione, nella parte dispositiva, si chiede di siti, ahinoi, compromessi con rifiuti di vario genere da riconvertire a energia pulita, quindi con l’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia rinnovabile, si è fatta la scelta esattamente opposta, in quel di Medolla, nella frazione di Villafranca di Medolla, con l’autorizzazione del 14 dicembre della Giunta regionale, di riaprire, di fatto, la discarica. Si è fatto esattamente l’opposto di quanto oggi voi state chiedendo. Perché si è fatto l’opposto? Non lo so.

Adesso abbiamo presentato una risoluzione in cui si chiedono maggiori approfondimenti perché quello è un sito, tra l’altro, che è stato oggetto del terremoto tragico del 2012, quindi che ha modificato – non sono un geologo, il mio collega lo è, ma leggevo alcune carte dei tecnici – le falde, quindi l’uscita di percolato purtroppo c’è, l’inquinamento delle falde e dei terreni circostanti c’è. Nonostante quello, è stata riaperta. Anziché essere bonificata ed eventualmente installati dei pannelli fotovoltaici, verrà appunto di fatto riaperta, come si vuole fare in Val Samoggia, con un sito per lo smaltimento di rifiuti speciali, perché la legge la conosciamo, l’indicazione regionale la conosciamo. Però, si è trovata questa nuova moda per raggirare e fare business ancora sull’ambiente, chiamandoli “siti per lo stoccaggio di rifiuti speciali” eccetera. Quindi, è stata riaperta in quel senso lì.

Oggi interviene una risoluzione che probabilmente, avendola presentata la maggioranza, passerà, che non so se avrà attuazione o se rimarrà lettera morta.

Spero vivamente che possa segnare un’inversione di tendenza, perché, come vi ho detto, i fatti parlano chiaro: una discarica chiusa, che doveva essere bonificata, è stata riaperta e non nel senso di questa mozione, cioè di recuperare quei siti da un qualcosa di negativo a una possibilità, un’opportunità, qual è la ratio, il senso della mozione presentata.

Europa verde volevo ricordare che sta appoggiando una Giunta che non più tardi di un mese fa ha fatto esattamente il contrario, quindi non so se grazie a questa risoluzione cambieranno le politiche, però intanto il danno è stato fatto, quei cittadini continueranno ad avere una discarica, di fatto una discarica aperta, perché chiamiamola con il suo nome, discarica.

Il consigliere, mio collega Occhi ha chiesto anche se alcuni altri siti compromessi dal punto di vista ambientale potessero godere di questa opportunità di poter essere riconvertiti, l’ha fatto il Comune di Guiglia con un ex cementificio, però è stata l’Amministrazione comunale ad averlo fatto, non c’è una linea guida generale come questa mozione intenderebbe dare come Ente regionale un po’ in tutto il territorio.

C’è un’altra cava in Val Samoggia, che è stata oggetto di una interrogazione mia e della consigliera Zamboni, che oggi è allo studio di una Conferenza di Servizi che potrebbe fungere da spartiacque e farla diventare discarica, siamo tutti in attesa di sapere se le osservazioni che sono state presentate verranno prese in considerazione, verranno fatte delle controdeduzioni e quale sarà l’esito di questa Conferenza di Servizi.

Ritornando al caso di Medolla, le osservazioni che sono state fatte non sono state prese in considerazione, tanto è vero che nella risoluzione presentata da me e dai dai miei colleghi si chiede appunto perché queste controdeduzioni non ci siano state e la Giunta senza fare nuove valutazioni abbia autorizzato il Comune a riaprire la discarica.

Lo volevo sottolineare in questa fase perché mi sembrava assolutamente attinente, perché sembra che fate parte tutti della stessa maggioranza, però l’organo legislativo dà un’indicazione e l’organo esecutivo ha fatto esattamente l’opposto. Capite bene che questa è una contraddizione importante, non so se all’Assemblea fosse nota questa cosa, però purtroppo è questo quello che è successo. Vedo una discrepanza tra il dire, cioè volere l’indicazione (prima si è parlato di vari enunciati, dal Patto per il clima, per il lavoro a un futuro sostenibile, a uno sviluppo sostenibile soprattutto), e invece alcune cose del passato, come quella di semplicemente riaprire delle discariche che non andavano riaperte, delle bonifiche che dovevano essere fatte e non sono state fatte e, ancora peggio, quel sito rimarrà attivo quando invece fortunatamente era stato chiuso.

Quindi, sulla direzione di… Però un’altra contraddizione la vorrei dire, perché nella risoluzione si parla anche del rifiuto indifferenziato, della riduzione del rifiuto indifferenziato che non dovrebbe andare né in discarica né – aggiungo io – negli inceneritori, perché nella catena dell’economia circolare dovrebbero diventare le due estreme rationes, se così si vuol dire.

Dunque, se vogliamo arrivarci, nella legge di bilancio che abbiamo approvato meno di un mese fa è stata data una proroga, perché se i 300 Comuni in Emilia-Romagna si fossero tutti adeguati alla tariffa puntuale e alla legge regionale 16, oggi forse con la riduzione quegli obiettivi li avremmo raggiunti. Invece, è stata data una proroga perché solo una novantina di Comuni sui circa 300 emiliano-romagnoli hanno raggiunto quegli obiettivi. Quindi, se vogliamo ridurre l’indifferenziato che va in discarica o che va nell’inceneritore, per arrivare forse a spegnere anche qualcuno di quegli inceneritori, a partire – come è stato detto – da quel di Ravenna piuttosto che quelli dell’Emilia centrale, dove (lo ricordava prima la consigliera Piccinini) ci sono i maggiori sforamenti del PM10 e non solo, ecco, se vogliamo arrivare a spegnerli ovviamente dobbiamo produrre in primo luogo meno rifiuti e, in secondo luogo, dobbiamo far sì che quei pochi rifiuti che produciamo vengano differenziati. Però mi sembra che le politiche della Regione dicano una cosa a livello di enunciati e poi facciano altro.

Quindi, sembra che la destra non sappia che cosa fa la sinistra. Ringrazio il Presidente per l’attenzione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Costa, prego.

 

COSTA: Buongiorno, presidente, ben ritrovati ai colleghi. È assolutamente sostenibile la risoluzione presentata dalla collega Zamboni e io mi ritrovo anche in tante delle riflessioni che sono arrivate da parte dei colleghi in questo pezzo di dibattito sul tema oggetto della risoluzione stessa. Dibattito che poi si è allargato, come è giusto che sia, ad alcune riflessioni su quello che è il Piano energetico o il Piano regionale dei rifiuti, rispetto al quale avremo molto da fare, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, e sono due Piani che in parte si sovrappongono.

Ci tenevo, però, a cogliere l’occasione di questa risoluzione per raccontare di un esempio virtuoso che arriva dal territorio, a proposito di che cosa è accaduto in questi anni, anche grazie a un contesto normativo regionale più favorevole. Quelle linee guida del 2011, che hanno introdotto un iter di autorizzazione semplificato per interventi quali quelli della realizzazione di impianti fotovoltaici su discariche dismesse o in corso di dismissione, su alcuni territori sono state colte come una grande occasione. Il territorio della Bassa reggiana, da cui provengo, che è una porzione a nord della provincia di Reggio Emilia, ha un’azienda, la SABAR Spa, che è al cento per cento di proprietà pubblica. È stata fondata alla fine degli anni Ottanta dagli otto Comuni che insistono in quel pezzo di territorio e ha via via riempito la discarica coprendola e, su quella, realizzando un impianto, anzi sono due impianti separati, in realtà, da 2 megawatt complessivi fotovoltaici.

Parallelamente a quell’intervento sulla discarica, attraverso il recupero di gas prodotto da fermentazione anaerobica, c’è un impianto che produce 4 megawatt di energia, attraverso il quale si riscaldano delle serre per 5.000 metri quadrati, dentro le quali c’è una coltivazione di basilico che poi viene trattato da una cooperativa sociale nella quale trovano spazio alcuni ragazzi con qualche tipo di disabilità, che insistono nel nostro stesso territorio.

È possibile, grazie al contesto normativo che in questa Regione si è realizzato e costruito, che sui territori si avviino percorsi virtuosi come quello di cui sono portatore e testimone diretto. Nei miei dieci anni da sindaco, cioè dal 2010 al 2020, ho visto progressivamente ridursi l’attività di raccolta e trattamento dei rifiuti, in particolare di rifiuto indifferenziato, e invece svilupparsi un’attività di recupero di materiale e di produzione di energia elettrica. Questo, nell’ottica della riduzione dei rifiuti complessiva che come obiettivo ci siamo dati dentro il Piano regionale, pur necessitante di aggiornamenti, significa anche continuare a garantire ai territori i livelli occupazionali in futuro per quelle aziende a partecipazione piena pubblica, che sono, a mio modo di vedere, un valore assoluto.

Ecco che cosa è accaduto in questi anni grazie alle linee guida, alla normativa che questa Regione ha introdotto.

La risoluzione cosa ci dice? Abbiamo fatto della strada. In vista degli obiettivi altamente sfidanti, in particolare quello della decarbonizzazione che ci siamo dati come Regione diamo un’ulteriore spinta a processi virtuosi come quello che, in maniera così sintetica, tagliando via con l’accetta, ho provato a raccontarvi. Ecco perché è assolutamente accoglibile, non perché non sia accaduto niente in questi anni, non perché a provvedimenti normativi non siano poi corrisposte azioni concrete sui territori, ma semplicemente per ricordare ai territori, per richiamarli a un impegno condiviso e dare un ulteriore incentivo affinché possano cogliere a pieno le opportunità che già oggi stanno dentro al contesto normativo e che in questa Regione si è costruito.

Consentitemi ora di raccontare anche, visto che è stato citato, come il tema del rifiuto indifferenziato sia stato aggredito in questi anni pur riconoscendo io stesso che ancora molto c’è da fare, ma non basta scriverlo su un pezzo di carta, è poi necessario che ci sia un’azione collettiva e che attraverso comportamenti anche individuali si arrivino a conseguire gli obiettivi che noi ci siamo dati.

Questa Regione ha una raccolta di rifiuto differenziato che supera il 70 per cento. Il territorio in cui vivo, anche attraverso un ragionamento su scala provinciale, nel quale si sono riconosciute le differenze dei territori, per cui è molto più facile fare una raccolta porta a porta nei comuni di pianura piuttosto che in quelli di montagna, anche per le distanze che si devono coprire tra un centro abitato e l’altro in montagna, che sono più complicate rispetto a quanto non avvenga in pianura, nel territorio in cui vivo la raccolta differenziata arriva al 90 per cento. Solo pochi anni fa eravamo intorno al 65 per cento. Questo non è dovuto al caso, ma è dovuto all’incontro tra indirizzi politici, l’affiancamento della Regione anche attraverso politiche incentivanti verso quei Comuni quelle aziende municipalizzate che intraprenderanno determinati percorsi e una maggiore consapevolezza dentro le nostre comunità e l’impegno di tanti cittadini che vanno sempre elogiati quando ci seguono in questi progetti e ci permettono di raggiungere questi obiettivi così importanti.

Il 90 per cento significa che ogni dieci chili di rifiuto raccolto uno solo non prende la strada del recupero e del riciclo.

Potrei raccontarvi di come quei nove chili ogni dieci di materiale avviato al recupero poi tornino ai cittadini attraverso un calmieramento delle tariffe legate alla bolletta sostanzialmente per il servizio di raccolta e smaltimento del rifiuto. Ecco che cosa è accaduto in questi anni, una profonda trasformazione molto importante, una strada sulla quale (su questo condivido) dobbiamo insistere, dobbiamo insistere trovando un più ampio dibattito nell'aggiornamento, nella revisione, nel completamento di quegli strumenti strategici che alcuni colleghi hanno richiamato, che sono il Piano energetico da un lato e il Piano di gestione dei rifiuti regionale.

Ecco perché sarebbe ingiusto dire che siamo ancora all’anno zero, così come è altrettanto giusto e oggettivo dire che molto ancora si può fare. Oggi, però, a Novellara noi abbiamo 6 megawatt di energia prodotta pulita grazie a fonti completamente rinnovabili, prodotti da impianti realizzati grazie alle norme che questa Regione ha deciso di darsi e che hanno realmente di molto semplificato la vita di quegli amministratori, che siano di municipalizzate o di Enti locali, che avevano intenzione di percorrere la strada dell’abbandono della raccolta del rifiuto sic et simpliciter in favore della produzione di energia pulita, piuttosto che di recupero di materiale da avviare dentro il percorso del riciclo.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. 

Se non ci sono altri interventi in discussione generale, passiamo alla votazione. Ricordo che sono in votazione anche due emendamenti, uno a firma del consigliere Occhi e uno a firma del consigliere Piccinini.

Passiamo alla discussione generale sugli emendamenti.

Non ci sono iscritti in discussione generale, quindi passiamo alle dichiarazioni di voto sulla risoluzione e sugli emendamenti.

Prego, consigliere Occhi.

 

OCCHI: Grazie, presidente. Come detto già in discussione generale, ritengo che questa risoluzione potesse essere ampliata e modificata per ottenere il massimo di quello che si voleva ottenere negli indirizzi iniziali proprio perché manca pochissimo tempo, nove anni sono pochissimi e dobbiamo utilizzare tutto quanto in nostro potere, quindi ridurre al massimo tutte le problematiche burocratiche, che sono quelle che fermano gli impianti, la messa a terra di questi impianti di energie rinnovabili, in particolare in questo caso gli impianti fotovoltaici a terra. Il Governo, con un emendamento della Lega, lo permetteva anche su discariche e cave siti di interesse nazionale.

Quindi, noi voteremo a favore all’emendamento della Lega, voteremo a favore all’emendamento della consigliera Piccinini, perché crediamo anche che i siti oggetto di bonifica possano essere inseriti all’interno di questa risoluzione, mentre ci asterremo sull’intera risoluzione proprio perché crediamo che non sia completa e che sia comunque un’occasione persa per noi.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Non ci sono altri iscritti in dichiarazione di voto.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Io intervengo soprattutto – perché è chiaro come voterò: voterò a favore della risoluzione che ho presentato e che è stata sottoscritta anche da altri consiglieri e voterò invece contro gli emendamenti – per ringraziare tutti i consiglieri che sono intervenuti per i contributi che hanno portato.

Come diceva il consigliere Taruffi, oggi si vota una risoluzione che parla di impianti fotovoltaici nelle ex discariche. Questo non vuol dire che non si possa aprire la porta ad altri approfondimenti, ed era anche lo spirito del mio intervento ed è la motivazione per cui ho detto che sulle cave in particolare occorre un approfondimento. Per il resto, ho sentito fondamentalmente una condivisione sugli obiettivi di fondo, perché non posso che condividere quanto detto dal consigliere Pelloni, che si augura un’inversione di tendenza e la riduzione della produzione di rifiuti. Questi sono obiettivi che, come Europa Verde e come Verdi, sosteniamo da una vita.

Così come è chiaro che sulle discariche bisognerà operare nel nuovo Piano per i rifiuti per orientare veramente l’uso di queste, via via, a una sostituzione con politiche di prevenzione della produzione dei rifiuti.

Rispetto a quello che è cambiato, io penso – e questo dibattito di oggi lo conferma – che sia cambiato molto culturalmente da quando si è fatto quell’accordo. Forse oggi ci sono soprattutto le condizioni culturali, oltre a una nuova pressione che deriva dal riconoscimento dell’emergenza climatica, che deriva dagli obiettivi europei, più, francamente, che dal Piano nazionale dell’energia.  È soprattutto cambiato, io credo, il contesto culturale e il dibattito di oggi, pur nelle differenze, l’ha dimostrato.

Come ciliegina sulla torta, visto che prima si parlava della discarica di Castel Maggiore. È l’Amministrazione comunale che in questi giorni si è mossa nei confronti della Regione perché effettivamente quella discarica possa essere chiusa e possa ospitare pannelli fotovoltaici, cosa che adesso non è possibile perché rientra in uno dei cosiddetti “nodi ecologici”.

Quindi, sta cambiando molto. Sta cambiando il contesto. Bisogna assolutamente cogliere questo nuovo spirito, anche di collaborazione tra di noi, tra maggioranza e minoranza, per davvero decollare in Emilia-Romagna sul terreno delle rinnovabili, sulla riduzione delle emissioni climalteranti, quindi contribuire a un futuro migliore per i nostri figli, per i nipoti e per le generazioni future, per garantire un ambiente migliore e opportunità di lavoro diverse, che non sono più nell’energia dei fossili, come ci dimostra il movimento mondiale del disinvestment, del disinvestimento. Si scappa dalle aziende di Energy e Multiutility, che sono basate sul fossile, e ci si rivolge alle rinnovabili. Lo dicevano anche delle statistiche pubblicate di recente.

Ringrazio tutti per i contributi. Penso si possa andare avanti insieme per ulteriori approfondimenti.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ci sono altri interventi in dichiarazione di voto?

Mettiamo in votazione gli emendamenti. Emendamento n. 2, a firma Occhi. Chiedo l’assenso alla presidente Zamboni. Benissimo.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 2.

La votazione è aperta.

Ricordo che stiamo votando l’emendamento n. 2, a firma Occhi.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 39

Favorevoli 14

Contrari 23

Astenuti 0

 

È respinto.

 

L’emendamento numero 2 è respinto.

Mettiamo ora in votazione l’emendamento numero 3, a firma Piccinini.

La votazione è aperta.

Votazione chiusa.

 

Presenti 44

Favorevoli 16

Contrari 23

Astenuti 2

 

È respinto.

 

L’emendamento numero 3 è respinto.

Passiamo ora alla votazione della risoluzione 2037, a firma Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini.

La votazione è aperta.

Votazione chiusa.

 

Presenti 43

Favorevoli 26

Contrari 2

Astenuti 14

 

È approvata.

 

La risoluzione 2037 è approvata.

Prendiamo nota del voto della vicepresidente Zamboni, anche della consigliera Marchetti, benissimo. Silvia, devi intervenire?

 

ZAMBONI: No, per dire che ero favorevole a me stessa!

 

PRESIDENTE (Rainieri): Ok, abbiamo già segnalato, grazie.

 

Richiesta di iscrizione di nuovo argomento all’ordine del giorno

 

PRESIDENTE (Rainieri): È pervenuta richiesta di iscrizione e inversione dell’ordine del giorno da parte della consigliera Castaldini per trattare l’oggetto 2443, "Risoluzione che impegna la Giunta a fornire tamponi nasali rapidi per autodiagnosi del contagio da Covid-19 agli studenti e al personale della scuola", a firma dei consiglieri: Castaldini, Barcaiuolo.

Serve un intervento a favore e un intervento contro.

Prego, consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente, tre minuti.

Presidente, oggi, durante la prima parte del Consiglio, io ho annunciato la volontà di presentare questa risoluzione, perché a mio modesto parere ha dentro una questione molto delicata, trattava un tema molto delicato.

Oltre a tutta la questione che stiamo affrontando in maniera molto seria dei vaccini, la risoluzione che ho voluto presentare è una risoluzione che può aiutare in questa prima fase questa apertura dopo molti mesi delle scuole, per fare un lavoro molto serio e approfondito.

Dopo l’estate noi avevamo dato la possibilità di fare uno screening presso le farmacie, oggi propongo con questa risoluzione una metodologia molto diversa, nuova, innovativa. Come sapete, all’interno delle farmacie in quest’ultimo mese è stato dato un tampone diverso da quello che noi abbiamo conosciuto, la Regione ha acquistato 2 milioni di tamponi.

Sono piccoli tamponi come cotton fioc che vengono inseriti per 3 centimetri, qualsiasi studente delle superiori, se guidato, può utilizzare quel tampone, sono 2 milioni, oggi ne sono stati utilizzati 100.000 dentro le farmacie.

Con questo dato, cioè con questo numero noi garantiamo ogni dieci giorni per tutti gli studenti dell’Emilia-Romagna la possibilità di fare screening fino alla fine dell’anno scolastico. Immaginate: noi, con ciò che abbiamo già acquistato, senza nessuna spesa aggiuntiva, dando la possibilità di responsabilizzare la scuola, di fare un patto di alleanza con le famiglie, chiedendo certamente l’autorizzazione da parte delle famiglie, possiamo entrare nella scuola e ogni dieci giorni verificare la situazione Covid dentro le scuole, senza una spesa in più, dando la possibilità a tutti di fare uno screening vero e serio, per professori e per studenti. E intanto utilizziamo il vaccino e proviamo a spingere sul vaccino.

Io credo che sia una risoluzione – vi assicuro – di totale buonsenso e dare la possibilità a tutti noi di discuterla, di valutarla, di chiedere l’opinione anche all’assessore alla sanità, credo che sia un’apertura, una disponibilità a poterne parlare e avere un’alternativa rispetto a quello che noi immaginiamo essere una prevenzione vera per i nostri ragazzi.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Quindi, un intervento contro, se c’è. Non ci sono interventi... Okay, è comparso adesso. Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente. Noi siamo assolutamente d’accordo con la collega Castaldini che il tema è delicato e prioritario, ma proprio perché è molto delicato e anche nel merito deve essere sviscerato bene, riteniamo sbagliato fare l’inserimento all’ultimo minuto nell’ordine del giorno della seduta di oggi, un’ora prima della conclusione della seduta. Sbagliato innanzitutto nel merito, poiché noi abbiamo un’opinione diversa. Noi riteniamo che il tampone rapido, proprio per la sensibilità che ha, a differenza del tampone molecolare, non possa essere dato in mano agli studenti, agli alunni o agli insegnanti, ma ci debba essere un professionista, che sia il farmacista o un sanitario, proprio per tutelare dalle eventuali responsabilità di un esito letto male o di un tampone fatto male.

Noi pensiamo, tra l’altro, che sarebbe più opportuno, volendo incrementare la copertura, magari potenziare i tamponi presso le farmacie. Anziché fare un controllo al mese, fare un controllo ogni quindici giorni presso le farmacie credo sarebbe più serio e consentirebbe un monitoraggio più efficace.

Questo attiene al merito. Poi c’è un problema di metodo che fa parte anche delle regole che ci siamo dati, rispetto alle quali stiamo ultimamente anche in Capigruppo derogando molto, sostituendo le risoluzioni… Deroghiamo quando serve, siamo d’accordo, lo facciamo, ma questo non è un tema urgente non all’attenzione dell’Assemblea quando abbiamo fatto la Capigruppo di giovedì. La collega Castaldini poteva tranquillamente sostituire la sua risoluzione, come hanno fatto colleghi della Lega piuttosto che dei Cinque Stelle. Oggi si è parlato tutta la mattinata di vaccini nei question time, che sono lo strumento da utilizzare per le questioni di urgenza. L’assessore non si è sottratto. Nessuno si sottrae, però violare palesemente il Regolamento in questo modo, senza che ci sia un’urgenza vera, lo riteniamo sbagliato.

Quindi, voteremo contro.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Mettiamo, quindi, in votazione la richiesta di iscrizione dell’oggetto 2443.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Presenti 43

Favorevoli 16

Contrari 26

Astenuti 0

 

È respinta.

 

La richiesta di iscrizione è respinta.

 

OGGETTO 2031

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a dare la possibilità ai MMG e PLS di utilizzare test antigenici per interrompere quarantene e isolamenti fiduciari, in caso di tampone negativo, senza bisogno di attendere la comunicazione del dipartimento di sanità pubblica. A firma della Consigliera: Castaldini

(Discussione e reiezione)

 

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo, quindi, alla risoluzione 2031, che impegna la Giunta regionale a dare la possibilità ai MMG e PLS di utilizzare test antigenici per interrompere quarantene e isolamenti fiduciari, in caso di tampone negativo, senza bisogno di attendere la comunicazione del dipartimento di sanità pubblica, a firma della consigliera Castaldini.

È aperta la discussione generale.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Presenterò brevissimamente questa risoluzione, molto semplice, che tende a semplificare una situazione che tutti noi, maggioranza, minoranza, consiglieri regionali, abbiamo vissuto, con una premessa importante: io sono una grande amante dei regolamenti. Io ho tantissimo rispetto del Regolamento e proprio perché ho tantissimo rispetto utilizzo gli strumenti del Regolamento.

Rispetto a quello che ho sentito in quest’aula, vorrei ricordare che tutta la discussione che faremo su un tema altrettanto importante, il tema dei tamponi, il farmacista non ha la possibilità di toccare nessuno. Nessuno. A chi va in farmacia non gli viene fatto fare il tampone dal farmacista e chi non lo sa vuol dire che evidentemente non vive abbastanza la realtà. Proprio perché io amo la realtà, tutta, quella bella, quella brutta, quella che mi fa domandare, ho fatto questa risoluzione. La risoluzione che oggi presento mira a introdurre la possibilità per i medici di medicina generale e per i pediatri di libera scelta di determinare la fine quarantena e l’isolamento fiduciario. Di cosa stiamo parlando? Di una storia che ha riguardato sicuramente la nostra esperienza personale, cioè le tantissime persone che nei mesi precedenti, proprio per una sofferenza delle ASL di riferimento, una sofferenza che era dovuta a un sovraccarico di situazioni molto critiche, si sono ritrovate ad essere prigionieri a casa loro, di non poter tornare a lavorare, di non poter affrontare la vita quotidiana. Chi aveva figli, chi aveva situazioni particolari a casa si è ritrovato ad attendere giorni e giorni la possibilità di finire quell’isolamento.

In maniera molto semplice, con la possibilità di essere ascoltata sicuramente dalla minoranza, ma spero in questo caso dalla maggioranza, anche nel trovare soluzioni migliori e fare piccole modifiche, io chiedo una cosa semplicissima, cioè che i medici di medicina generale, i medici di base e i pediatri di libera scelta possano utilizzare i test antigenici per interrompere le quarantene e gli isolamenti fiduciari in caso di tampone negativo, senza il bisogno, da parte delle persone che sono in isolamento, senza il bisogno di attendere la comunicazione del Dipartimento di sanità pubblica. Io sto chiedendo una cosa talmente ragionevole che quasi un po’ ho timore a chiederla. Chi sa far bene quel lavoro di fronte a un tampone che ci dice “negativo” dà la possibilità a noi cittadini di tornare “liberi”, di ritornare alla nostra vita quotidiana, di ritornare a lavoro.

Altra cosa. Capisco che su questo, invece, c’è proprio un’impostazione culturale un po’ difficile da smantellare, ma anche qui io ritengo ci sia molto buonsenso, ovvero la possibilità di interrompere le quarantene e gli isolamenti fiduciari nel momento in cui c’è un referto di negatività di un laboratorio privato convenzionato, cioè dopo che noi abbiamo avuto la possibilità di accreditare più laboratori privati possibile per fare i tamponi, facciamo in modo che questa possibilità venga data.

Non chiedo troppo, so in che Regione sono, cioè non chiedo che l’isolamento fiduciario venga interrotto dal laboratorio privato, ma che almeno con quel referto, passando attraverso i medici di base, un incubo possa finire, perché a volte è un incubo, a volte la situazione è drammatica.

Quando i cittadini chiamano noi tutti, ne sono convinta, ognuno può avere una testimonianza diretta sia per bambini che per adulti, ma non possiamo fare nulla, se non fare questo tipo di proposte, cioè accorciare la catena, dare la possibilità che ci sia una soluzione nel minor tempo possibile, senza spendere soldi e semplicemente guardando la realtà, cioè provando a fare la proposta politica migliore che ci sia.

A mio modesto parere, questa è una proposta di assoluto realismo, per cui vi chiedo veramente se c’è da fare delle modifiche, da migliorare, da immaginare una nuova strada, da aggiungere una possibilità, per me sarebbe il massimo dare questa libertà ai laboratori privati, facciamolo, però veramente il percorso è talmente semplice, talmente elementare che anche se arriva dalla bocca di Forza Italia, dall’opposizione è giustissimo e sacrosanto provare a dialogare e ad approvare una proposta come questa.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie a lei.

Consigliere Lisei, prego.

 

LISEI: Grazie, presidente. Il problema (approfitto anche perché c'è Baruffi in Aula) è qualcosa che io non ho mai capito: la ragione per la quale si è riusciti a creare nel sistema sanitario, all’interno della complessità della gestione dell’emergenza, la burocrazia.

Nella gestione dell’emergenza, in un sistema sanitario sovraccarico (lo chiederei, se ci fosse, anche all’assessore Donini), noi abbiamo ulteriormente sovraccaricato la parte amministrativa a livello burocratico di tutta una serie di atti burocratici, che hanno di fatto ingessato, secondo me, il sistema, e questa risoluzione che oggi è stata presentata ne tratta una parte, che è quella della fine quarantena. Atti che potrebbero essere stati compiuti anche da soggetti che fanno parte della filiera sanitaria, che sono appunto i medici di base, che oggi tanto spesso tiriamo per la giacchetta, ai quali oggi chiediamo di svolgere i test rapidi, ai quali ieri abbiamo chiesto di svolgere altre attività, ma anche le farmacie, alle quali chiediamo di svolgere una serie di attività e io credo che facciano parte – spesso lo diciamo – del sistema sanitario, oppure i laboratori privati che sono convenzionati, quindi io credo che facciano parte del sistema sanitario, però oggi non possono svolgere una serie di attività, tra cui appunto quelle di porre fine alle quarantenne, ad esempio.

Questo ha delle ripercussioni, perché il fatto che la fine quarantena debba essere certificata solo ed esclusivamente da determinati uffici ha creato dei disagi ai cittadini, perché alcuni hanno aspettato il bollo, il certificato timbrato e bollato che arrivasse da alcuni uffici, il che gli ha impedito di uscire da casa, il che gli ha impedito di tornare a lavorare, il che gli ha impedito di uscire dalla malattia. Se hai finito la quarantena e non hai avuto il certificato timbrato e bollato dal dirigente, non sei neanche più in malattia, non sei malato e non hai la certificazione che hai finito la quarantena, quindi rimani in un limbo come un pistolone e non puoi neanche avere il riconoscimento; quindi, sei lì a casa, ma non sei malato né hai il tuo certificato per tornare a lavorare. Perché? Perché noi siamo talmente intelligenti che abbiamo deciso che dobbiamo avere la certificazione timbrata, in carta scritta, con la pergamena, con la ceralacca, di non si sa bene quale dirigente, quando invece avremmo potuto dire “ti basta un certificato del tuo medico di base”.

Non mi sembra una roba… Non il certificato del tuo panettiere, del tuo fornaio, ma il certificato del medico di base! Cosa che non si può fare, perché noi abbiamo chiesto e abbiamo messo a sistema una roba incredibile. Allora, dico, perché farlo? Io capisco la mentalità bolscevica e sovietica nella quale noi vogliamo centralizzare qualsiasi roba; lo capisco, l’abbiamo fatto per i test sierologici, l’abbiamo fatto per tante altre robe, ma il certificato a fine quarantena, anche per i dipendenti pubblici, per il sistema sanitario, per la parte pubblica, rende spesso impossibile che magari negli uffici gli stessi dirigenti, che potrebbero fare altri lavori… Abbiamo complicato un sistema e sovraccaricato un sistema, e tuttora lo stiamo complicando e sovraccaricando. Non so per quale ragione. Davvero per me è incomprensibile. Mi piacerebbe che l’assessore, se fosse collegato, intervenisse su questo. Potremmo rendere molto più semplici le procedure. Potremmo rendere più semplice la vita ai cittadini. Potremmo rendere più semplice la vita, probabilmente, anche dei dirigenti, che negli uffici, magari, potrebbero fare qualcos’altro all’interno delle ASL. Per che cosa? Per un certificato di fine quarantena? Perché di questo stiamo parlando, di certificati di fine quarantena, che potrebbero essere fatti dal medico di base, al quale invece chiediamo altre cose che sono centomila volte più complicate. Tant’è vero che si rifiutano di farle molto spesso. Chiediamo ai medici di base di fare i tamponi. Giustamente, il protocollo per fare i tamponi l’ha firmato soltanto una sigla sindacale, perché molti medici di base ti dicono: “Aspetta bene. Io prima di fare il tappone vorrei avere mascherine, vorrei avere tutta la strumentazione. Sono esposto a un pericolo”. Insomma, hanno una serie di remore, giustamente. Chiediamo loro di fare cose particolarmente gravose e poi non facciamo fare un certificato? Non lo so. Perché non ci fidiamo? Un certificato di fine quarantena?

Credo che l’ordine del giorno che è stato presentato tutto sommato sia assolutamente ragionevole e vada in più direzioni. Primo: quella della semplificazione. Semplifica il lavoro delle ASL, degli uffici, degli amministrativi e dei dirigenti. Semplifica la vita dei cittadini, che non devono impazzire per avere un certificato di fine quarantena. Semplifica la vita di tutti. Non ci dovrebbe neanche essere una risoluzione di questo tipo in aula, perché è una cosa che dovrebbe essere già stata fatta da quel dì. Spero che quantomeno questa risoluzione trovi il voto favorevole dell’aula.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Grazie, presidente.

Al di là del contenuto di questa risoluzione, sul quale l’approfondimento verrà fatto dai miei colleghi della Lega, mi permetto di prendere come spunto questa discussione su una parte sanitaria per dare una notizia importante a tutti i consiglieri e alla Giunta, che a Piacenza mancano i vaccini per i sanitari e quindi sono state sospese le somministrazioni.

Non si può dire di no. È la verità. Lo dice il DG dell’azienda sanitaria di Piacenza Baldino. Per cui, non è arrivata la consegna di Pfizer di oggi. Sono attese domani un terzo delle dosi previste e siamo quindi costretti a fermare la vaccinazione degli operatori. Questo cosa significa, con buona pace della consigliera Piccinini che si agita? Questo cosa significa? Significa che c’è un problema. C’è un problema importante e non capisco perché la consigliera Piccinini si agita, oltretutto non è nemmeno di Piacenza, quindi non capisco cosa sta succedendo. Forse è troppo tesa per la crisi di governo che c’è in questo momento giù a Roma. Detto questo…

 

(interruzione: “Quale Governo?”)

 

RANCAN: Quale Governo? Giusto.

Detto questo, noi però chiediamo una spiegazione di tutto questo. La chiediamo al nostro primo interlocutore, che è la Giunta. Lo chiediamo a chi sta gestendo queste consegne e lo chiediamo anche al Commissario Arcuri. Lo chiediamo anche al Governo perché questo, secondo noi, è un fatto gravissimo. È un fatto gravissimo perché se da altre parti, soprattutto a livello sia regionale, ma governativo, c’è stato chi, in questo momento, etichettava il vaccino come la più grande speranza, che però bisognava correre, bisognava fare, bisognava organizzarsi con tutto ciò che è stato fatto da dicembre a questa parte per organizzarsi, ad oggi non abbiamo le dosi per vaccinare gli operatori sanitari. Questa è la dichiarazione di un’ora fa, nemmeno, delle 16,08.

Noi chiediamo di capire qual è e di chi sono queste responsabilità. Vogliamo capire cosa non ha funzionato perché non possiamo permettere che una crisi di governo che sta succedendo, con ciò che sta accadendo oggi in Parlamento possa rischiare di fermare una somministrazione di vaccini che sono stati etichettati da chi oggi probabilmente ha avuto dei problemi come la soluzione a tutte le problematiche se poi questa soluzione, nei fatti, viene a stoppare una campagna vaccinale che era già partita e che dovrebbe andare a pieno ritmo, ma in questo momento, non si capisce perché, è successo questo fatto gravissimo.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Tagliaferri, prego.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, colleghi, la risoluzione della collega consigliera Valentina Castaldini, che ci vede favorevoli, ha il pregio non solo di chiedere alla Giunta di risolvere la vicenda dei test anti Coronavirus, ma ci permette di esprimere un sentito ringraziamento (non sono mai troppi i grazie che dobbiamo dire) ai medici di famiglia e ai pediatri, che sono in prima fila contro il Covid-19 e si impegnano quotidianamente per la nostra salute.

Grazie, quindi, per il nuovo lavoro e il loro impegno preziosi, grazie per la forza che dimostrano ogni giorno.

Venendo al merito della proposta della collega di Forza Italia, non possiamo che essere favorevoli, perché tutto ciò che mette ordine nel caso tamponi è giusto, corretto, e aiuta concretamente una popolazione sempre più frastornata, impaurita dal caos generato da chi era chiamato nella gestione della pandemia.

Il tutto a patto che (ma qui sta alla necessità di impegno della Giunta) i medici e i pediatri possano lavorare in sicurezza. Lo stesso direttore scolastico regionale, Stefano Versari, ci aveva spiegato nelle scorse settimane ciò che l’assessore Donini non aveva probabilmente il coraggio di dire: il vero problema nella gestione delle quarantene è che con l’aumento del numero di casi i tamponi arrivano tardi, con tempi sempre più lunghi, ritardi che ci sono nella diagnosi così come nei fine quarantena.

Il direttore Versari aveva ragione, nessuna colpa agli operatori dell’AUSL, che fanno quello che possono nella condizione data, una condizione che si è rivelata grave e densa di ritardi, di cui non ci stancheremo di chiedere conto alla Giunta e in particolare all’assessore Donini.

L'Emilia-Romagna si è fatta scoprire impreparata alla seconda ondata del Coronavirus, ci avevate promesso che ci sarebbero state dosi di vaccino antinfluenzale per tutti i cittadini, invece siamo alla riffa di chi arriva prima in farmacia e trova le dosi rimaste.

Oltre a ciò, avete accumulato ritardi tali da costringere le persone ad un nuovo passaggio presso i propri medici curanti, per farsi rifare le ricette che nel frattempo erano scadute.

Scorrendo le cronache dei giornali siamo addolorati, perché tanti ritardi? Perché non si è passata l’estate a prepararsi invece che a incensarsi? Adesso è offensivo della pubblica intelligenza dire "cari cittadini, se finiamo in zona arancione o rossa, è colpa vostra!", purtroppo autorevole fonte regionale ha scaricato responsabilità sui cittadini nella prima ma anche nella seconda ondata, peccato che la stessa autorevole fonte non abbia detto "su questo ci siamo sbagliati, faremo meglio la prossima volta, ci dispiace".

Un po’ di umiltà non guasterebbe, così come non guasterebbe ammettere che sul contact tracing le cose sono diventate talmente tanto ingestibili da costringervi ad equiparare l’esito di positività del tampone rapido ad una positività conclamata. Sia chiaro, noi siamo oltremodo favorevoli a questo passo per la salute pubblica, soprattutto ora che i TAR hanno smontato, mattone dopo mattone, la vostra visione oscurantista sulla scuola, costringendovi a riaprire.

Bene, anche senza essere dei virologi, ma semplicemente usando il buonsenso e la logica, viene da fare una banale considerazione a favore della risoluzione della collega Castaldini: ma se un tampone rapido può determinare ufficialmente la positività di una persona, perché lo stesso strumento non può acclarare la negativizzazione di un soggetto?

Capisco che come centrosinistra siate frastornati e magari con la testa alla vostra lotta per le poltrone romane, ma un minimo di buonsenso è richiesto a chi deve amministrare questa Regione. Detto questo, ora è il momento di agire e la proposta della consigliera Castaldini va nella giusta direzione di snellire tempi e procedure. Speriamo che la Giunta ci ascolti. Come sempre, dall’opposizione arrivano consigli. Ascoltateci.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliera Mori, prego.

 

MORI: Grazie, presidente. Io non so se sono sufficientemente intelligente, bolscevica o se ho le adeguate competenze per poter fare qualche riflessione, però tento, riportando un approfondimento rispetto alla risoluzione della collega, una prima riflessione, che ovviamente coglie lo spirito di rafforzamento della presa in carico e della gestione del contagio, che è contenuto ovviamente nella risoluzione della collega. Quando si cercano delle soluzioni che allarghino le prese in carico, che agevolino i percorsi, questo ovviamente è da considerare e da approfondire. Però è chiaro che si rileva che la parte soprattutto dispositiva, riguardante appunto il superamento della quarantena, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, in parte è superata dagli accordi regionali siglati dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta, mediante l’intesa della Conferenza Stato-Regioni in attuazione degli accordi collettivi nazionali. Perché dico questo? Perché a volte, nelle riflessioni che ovviamente ci impongono anche le difficoltà oggettive di una gestione complessa della pandemia, sembriamo semplificare a tal punto le questioni da dimenticarci che ci sono percorsi concordati e condivisi, di rappresentanza vera, in processi democratici, che sono articolati, che vedono gli attori, che noi continuamente ringraziamo, ed è giusto farlo e rifarlo tutte le volte, per la loro quotidiana esposizione al nostro servizio, al servizio della collettività, tra i protagonisti anche degli accordi che andiamo a rispettare, che in qualche modo ci vedono discutere anche in questa occasione.

In premessa si rileva innanzitutto che il compito di disporre l’isolamento domiciliare fiduciario per un malato Covid e la quarantena per un contatto stretto è stato messo in campo dal legislatore esclusivamente al dipartimento di sanità pubblica. Questo lo dico perché oggettivamente le riflessioni sono importanti, ma ‒ come si è detto ‒ il rispetto soprattutto da parte delle Istituzioni delle regole e delle leggi è foriero di ordine e anche di una disciplina, che in una fase pandemica sono assolutamente necessarie.

È chiaro che esiste anche un’evidente necessità di garanzia pubblica. Mi dispiace che ogni volta che si sottolinea la garanzia pubblica o le funzioni pubbliche in qualche modo esca il tema dell’ideologia. Vorrei che tutti quanti noi, senza assolutizzare le nostre affermazioni, individuassimo nel pubblico un elemento di garanzia per tutti e tutte, non un elemento ideologico di una parte. Altrimenti, povera Italia.

In questa evidente necessità di garanzia pubblica, è chiaro che ci sta anche la normativa, compreso anche il fatto di rendere la tutela della sanità pubblica omogenea, equa, compreso il controllo rispetto al termine delle quarantene, quindi la garanzia di salute pubblica.

Il dipartimento di sanità pubblica, inoltre, è tenuto a comunicare quotidianamente i nominativi delle persone per cui sia stato disposto un provvedimento di isolamento domiciliare o di quarantena alla Prefettura competente. Ci sono ancora dei nodi irrisolti anche rispetto al tema della privacy, su cui il Garante si è speso. Ci sono tanti elementi che compongono e concorrono alle determinazioni che si sono assunte. Non c’è una volontà strenua di complicare la vita ai cittadini. C’è una volontà strenua di cercare soluzioni che siano eque e di garanzia per tutti a tutela di un bene superiore, che è quello della salute.

Nello specifico, i medici di medicina generale, il medico in particolare di medicina generale, qualora operi nel proprio studio, può testare i contatti stretti asintomatici individuati dal medico oppure individuati e segnalati dal dipartimento di prevenzione in attesa di tampone rapido, i casi sospetti di contatto che il medico di medicina generale si trovi a dover visitare e che decidesse di sottoporre al test rapido. È stata declinata una casistica specifica. Ovviamente, anche qualora il medico si trovi ad operare in strutture rese disponibili dall’agenzia oppure dall’azienda gli potrà essere richiesto di ampliare il proprio target anche agli assistiti di altri medici di medicina generale che si trovano nelle seguenti condizioni. È chiaro che il rapporto bilaterale contrattuale negoziale sinallagmatico che è alla base di ciò che noi stiamo ragionando è frutto anche di una declinazione formale importante in cui i medici si riconoscono, non tutti, in parte, di rappresentanza.

Per quanto riguarda i pediatri di libera scelta, l’esecuzione dei test antigenici rapidi, si prevede l’accesso su prenotazione previo triage telefonico prioritariamente per i contatti stretti asintomatici anche qui alla prima data utile dopo la scadenza dell’isolamento, per i contatti stretti asintomatici individuati dal pediatra di libera scelta per i casi sospetti di contatto che il pediatra di libera scelta si trova a dover visitare e che decide di sottoporre al test rapido. Cosa voglio dire? Che il tentativo di chiarire tutti questi aspetti è un tentativo che in atti è ravvisabile.

In merito al secondo punto del dispositivo, in particolare, ovvero dare la possibilità ai medici di medicina generale e ai pediatri di interrompere quarantene e isolamenti dicevo appunto in premessa che senza bisogno quindi di attendere la comunicazione del Dipartimento di sanità pubblica, in presenza di un referto di negatività, si sottolinea che per la chiusura di un isolamento domiciliare è prevista l’esecuzione di un test molecolare.

I laboratori autorizzati, ai sensi del deliberato, non possono effettuare i test molecolari necessari per la chiusura dell’isolamento. Il tentativo di scomporre o di reindirizzare anche un tassello del mosaico, senza porsi il problema di tutti gli effetti credo che non renda giustizia al sistema organico completo e nella maggiore efficienza possibile che è stato concordato, condiviso a tutti i livelli della rappresentanza anche di quei professionisti che vanno tutelati, perché ovviamente fanno parte del sistema di salute pubblica di cui noi stiamo ragionando.

Inoltre, come già detto, il compito di disporre l’isolamento domiciliare fiduciario per un malato Covid e la quarantena per un contatto stretto è stato messo in capo dal legislatore esclusivamente al Dipartimento di sanità pubblica, che ci rappresenta. Eventualmente il rafforzamento, come è stato fatto, di questa struttura di supporto e controllo è il tema che abbiamo già dibattuto in varie sedi anche in Commissione, che è stato affrontato.

Ecco quindi che questi aspetti, questi elementi non solo devono essere oggetto del nostro approfondimento, e giustamente lo stiamo facendo, ma la stessa cabina di regia Covid, che è stata costituita e istituita proprio con la funzione tecnico- scientifica di precisare e chiarire i confini e i limiti delle soluzioni adottate, è e deve essere il soggetto che in questo senso possa orientarci rispetto alle scelte di semplificazione.

Lo dico perché nelle osservazioni assolutamente legittime di semplificazione, che interessano tutti perché tutti siamo cittadini e cittadine di questa Regione e tutti abbiamo l’obiettivo principale in questa pandemia, in questa situazione complicata di darci strumenti di rafforzamento per affrontarla, sembra che la semplificazione di per sé possa essere risolutiva. Lo è, se è a tutela della salute pubblica, il Dipartimento di salute pubblica è a questa garanzia. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Intervengo perché sono stata citata dal collega Rancan, che mi auguro sia collegato, perché il collega ha fatto un intervento un po’ sensazionalistico, forse credendo di dare una notizia di cui in realtà si parla da giorni su tutti i giornali e telegiornali, cioè il fatto che Pfizer abbia dimezzato le dosi del vaccino, dimezzato soprattutto per la nostra Regione che risulta tra le più colpite da questi tagli.

Mi stupisco quindi del suo stupirsi: abbiamo fatto quattro ore di Commissione lunedì esclusivamente su questo, non capisco francamente dove fosse! Quello che si è detto all’interno di quella Commissione è che, a fronte di questo taglio, ovviamente la Regione è obbligata a intervenire sulle CRA con il vaccino Moderna, ma soprattutto (sono contenta che si vada in quella direzione) a non distribuire prime dosi a tutti, ma assicurarsi che vengano fatti i richiami, perché altrimenti tutto il lavoro che è stato fatto fino ad oggi viene vanificato se i richiami non vengono fatti.

Davvero non capisco quindi di cosa si stupisca il collega, a meno che non ci voglia suggerire di fare come fa l’Inghilterra, ovvero distribuire prime dosi a tutti, i richiami chissà se li faremo, perché loro hanno situazioni molto più gravi della nostra, oppure, siccome il vaccino non c’è, facciamo la prima dose a tutti, e poi la seconda dose la facciamo anche con un vaccino diverso, con un prodotto diverso, perché stanno valutando questo. A meno che il collega non mi voglia suggerire che in questa regione si debba procedere così, io invece credo che a fronte di una oggettiva criticità questa Regione stia facendo una scelta di buonsenso, ovvero garantire i richiami a tutti. E non è una novità che Pfizer abbia tagliato le quantità di vaccini soprattutto per questa Regione. Io davvero mi chiedo di che cosa ci si stupisca. Naturalmente l’auspicio è che in qualche modo si ponga rimedio nel più breve tempo possibile, perché chiaramente questo è un tema molto delicato, su cui tutti stiamo riponendo grande fiducia e grande speranza. L’auspicio è che, in qualche modo, si consenta di nuovo di poter riprogrammare la vaccinazione, avendo certezza delle dosi che devono arrivare nel nostro Paese e, a maggior ragione, in quella che è stata una delle regioni più colpite da questa pandemia.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Tarasconi, prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. In realtà intervengo solo – è quasi incredibile che io lo debba dire, ma lo dico più che altro per chi magari sta ascoltando – perché non vorrei che qualche piacentino davvero pensasse che solo a Piacenza abbiamo smesso di vaccinare contro il Covid.  Visto che il consigliere Rancan prima è intervenuto, credo che sia giusto dire al consigliere Rancan che (già ieri in Commissione lo ha riferito l’assessore Donini, ma è emerso anche abbastanza chiaramente su tutti i giornali nazionali) esiste un problema con la quantità di dosi di vaccino. Quindi, non solo a Piacenza, ma in tutta la Regione Emilia-Romagna sono state sospese le prime dosi e si è continuato con le seconde dosi e con il CRA. È solo per puntualizzare; visto che il consigliere Rancan alludeva al fatto che solo a Piacenza si è smesso di vaccinare, mi sembra giusto tranquillizzare i miei concittadini, nonché i suoi.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie a lei. Se non ci sono altri interventi...

Consigliere Pelloni, prego.

 

PELLONI: Ritorno sul merito della risoluzione, perché si è parlato dei vaccini, che non sono completamente nel merito della questione, anche perché la consigliera Castaldini ha presentato questa risoluzione – vedo la data del 19 novembre – due mesi fa, quando i tamponi antigenici, anche come Gruppo Lega, il vicepresidente Rainieri, a sua prima firma, aveva presentato una risoluzione, perché era in fase, da parte del Veneto, di riconoscimento, che poi è arrivato, dei primi tamponi antigenici proprio per migliorare i rapidi, per migliorare la situazione del tracciamento, che purtroppo non è stata delle migliori.

Rimangono e permangono ‒ ho sentito i vari interventi, ma credo che tutti noi, parlando quotidianamente con le persone, le vediamo ‒ situazioni in cui la sanità pubblica non è stata particolarmente performante. Non prendiamo le eccezioni, ma mediamente abbiamo diverse sollecitazioni di persone che hanno alcuni problemi. Parlavo poc’anzi con il consigliere qui di fianco a me, Mastacchi, di situazioni in cui abbiamo intere classi elementari, di primaria, di materne, eccetera, che vengono fermate. Il bambino è in attesa del tampone, ma il resto della famiglia non è in isolamento fiduciario. Cosa fa? Corre in farmacia a prendere il tampone rapido, prima il pungidito, ora il tampone antigienico. Non lo può fare perché non può portare il bambino o la bambina o il ragazzino in farmacia perché deve stare in isolamento fiduciario. Lo fa in auto-test, un po’ borderline come cosa, così la famiglia sa se deve rimanere a casa. Se il bambino è positivo hanno un contatto diretto. È un sistema di tracciamento un po’ troppo lasciato al buonsenso, da questo punto di vista.

Credo sia invece ‒ scusate la ripetizione ‒ la risoluzione assolutamente di buonsenso, il fatto che un medico, che sia pediatra che sia medico, possa monitorare e che come indicazioni, come politica, diamo mandato in parte negli accordi... La risoluzione non penso sia ridondante, ma credo sia assolutamente, in questo caso, esplicativa e rafforzativa, che un medico o il pediatra di libera scelta... Ahinoi, il famoso certificato di buona salute, che una volta davano i pediatri per il rientro a scuola dopo malattie altamente contagiose: all’indomani, un bambino che aveva avuto magari il morbillo, la rosolia o aveva diversi giorni di assenza da scuola doveva ritornare a scuola solo con il certificato di buona salute dato dal pediatra di libera scelta, che è un medico che fa parte del Servizio sanitario regionale e nazionale.

Credo che la risoluzione sia di assoluto buon senso e rafforzativa di un sistema che via via, ahinoi, in maniera anche un po’ empirica, quindi per approssimazioni, si arriva sempre di più a migliorare. Da un certo punto di vista anche, se è possibile, in qualche modo, serve a sgravare, a defalcare un appesantimento che c’è stato dovuto, ovviamente, alla pandemia e le varie ASL non avevano la capacità di personale per riuscire a reggere un urto così importante come c’è stato e quindi di riuscire a tenere monitorate tutte le situazioni, riuscire anche soprattutto nella fase di dimissioni, nella fase di via libera, su questo si può certamente migliorare.

Credo che sia assolutamente positiva la risoluzione perché dà uno spaccato. Credo che tutti noi abbiamo avuto varie segnalazioni, dà alcuni suggerimenti che in parte, come diceva la consigliera Mori, sono stati recepiti in questi due mesi e in parte, se anche dall’Assemblea arriva un’istanza e arriva un’unità di intenti in questa direzione, se anche già parzialmente è stata attuata, io credo che possa solo rafforzare e migliorare noi che siamo lo specchio e dovremmo essere i rappresentanti di una società che ci ha chiesto di migliorare una soluzione perché non tutti si possono permettere di rimanere a casa, ma tutti quelli che hanno delle attività in proprio e che non sono colpiti dai vari fermi dei DPCM o dei decreti devono lavorare. Anche un giorno o due giorni in più in isolamento a casa, ovviamente, sono dei costi che oggigiorno non si possono permettere. Quindi, è assolutamente di buonsenso questa risoluzione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie. Non avendo nessun altro intervento in discussione generale, ha chiesto la parola il Presidente della Giunta. Prego, Presidente.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Solo per darvi qualche informazione. Sul piano vaccinale siamo la Regione che ha vaccinato più cittadini sulla base della popolazione residente. Questo toglie ogni discussione, quindi evitate ed evitiamo di dire cose quando o le si sanno o non le si sanno. Siamo la Regione che ha vaccinato più cittadini sulla base della popolazione residente. A me delle classifiche non me ne frega niente, ma o si sanno le cose oppure si raccontano cose che non sono vere. Primo.

Secondo. Noi abbiamo lavorato per tenere un po’ di scorte, come chiedeva il Governo, per evitare che i secondi, cioè i richiami, non rischiassero di essere trasferiti chissà quando, per cercare di avere l’ansia da prestazione.

Terzo: Pfizer ha fatto una cosa della quale penso dovrà rispondere alle autorità competenti, questa sera alle 20 ci sarà una Conferenza delle Regioni, convocata insieme al Ministro Speranza e al Commissario Arcuri, proprio per discutere di come l’Italia si attrezza insieme alle Regioni.

Questo perché Pfizer unilateralmente ha deciso lei come tagliare le singole Regioni, tant’è che avrete visto che ci sono alcune piccole Regioni che avranno le stesse dosi che dovevano ricevere, altre Regioni, tra cui noi, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, che sono state colpite in maniera unilaterale e in maniera clamorosa dal punto di vista della percentuale rispetto a quelli che dovevano arrivare.

Questa sera, quindi, è l’occasione per fare il punto, io penso che abbiano fatto bene il Commissario e il Governo italiano a muoversi presso le istituzioni europee, l’Italia che è il Paese che, a parte la Gran Bretagna, ha vaccinato più persone o stava vaccinando più persone non può pagare una scelta di Pfizer per ragioni che sarebbe utile capire, disattendendo impegni che sono impegni non per fornire le farmacie di un farmaco, sono impegni per vaccinare e tutelare la salute e la vita delle persone.

Siamo tutti in attesa (anche questa la do come informazione), mentre Moderna sta cominciando ad arrivare, del sì delle autorità europee, EMA, italiane, AIFA, ad AstraZeneca, perché è evidente che lì c’è un piano che vede milioni di dosi arrivare già da marzo per questo Paese, e da ultimo noi stiamo lavorando per moltiplicare da marzo, quando sarà il momento, i luoghi, territorio per territorio, provincia per provincia, rispetto a quelli di oggi, e coinvolgere.

Insieme al Ministro Speranza abbiamo già deciso, ho avuto il mandato dai miei colleghi presidenti di Regione per andare a fare una trattativa con le rappresentanze associative dei medici di base, perché in tanti siamo convinti che vadano coinvolti in questa Regione e a livello nazionale, perché se i medici di base scendono in campo insieme a noi per vaccinare le persone, si moltiplicano ulteriormente i luoghi dove poter vaccinare le persone e aumentare la potenza di fuoco per avere un numero più alto al giorno.

È evidente che tutto questo, al di là delle nostre volontà, è legato all’arrivo dei vaccini rispetto a quello che tutti ci auguriamo. Penso che questa Regione sarà in grado di vaccinarne tanti, e noi dovremo moltiplicare quelli che vacciniamo oggi. Noi siamo arrivati a un massimo di circa 10.000. Abbiamo superato due o tre volte i 10.000 vaccinati al giorno, con un piano che ne prevedeva 8.500 di media al giorno, e abbiamo dovuto rallentare per le ragioni che giustamente indicavate anche voi, cioè il fatto che questo problema e questa preoccupazione viene meno.

Ripeto: il Governo, lo Stato, le varie autorità, nei contratti firmati con le singole case produttrici, devono garantire il flusso di arrivo e di smistamento dei vaccini e delle dosi. Poi, però, tocca alle Regioni, a partire da noi, da me, organizzare, con la nostra sanità e con le diramazioni che dicevo, una capacità di poter, una volta che arrivassero davvero copiosi, vaccinare più persone possibili. Adesso si ragionerà su quali siano le cosiddette... Oltre alle fasce di popolazione per età, abbiamo capito che c’è un tema che riguarda le persone più anziane, scendendo a ritroso, ma c’è anche un tema di categorie produttive, economiche, sociali che, al netto degli operatori sanitari e quelli delle CRA, che si stanno vaccinando... Entro fine febbraio tutti quelli che lo vorranno saranno sottoposti alla doppia vaccinazione, quindi potranno diventare immuni appena qualche giorno dopo. Il secondo tema è decidere quali sono le categorie. È chiaro che non è facile, anche lì. A mio parere bisogna deciderlo a livello nazionale, per evitare che ognuno decida nel proprio territorio a seconda del proprio sentimento, anche qui a partire da noi. Noi, ad esempio, lo sapete, ne abbiamo discusso stamattina, abbiamo indicato, suggerito che il personale della scuola possa essere inserito tra le prime “categorie professionali” che possono essere vaccinate da marzo.

Credo che possiamo fare un bel lavoro. Stiamo lavorando insieme alle ASL, alle Province, ai sindaci dei Comuni capoluoghi. Devo dire che la collaborazione fino ad oggi è stata molto, molto proficua. È evidente che se cominciano a mancare gli impegni presi con le case produttrici, in questo caso Pfizer, diventa un bel problema. Penso che bisogna chiedere che ne rendano conto, perché è un danno, un problema, ovviamente, per tutti.

Stasera cercheremo di capire come, insieme tra Regioni, metterci in condizione anche di evitare che qualcuno sia trattato in un modo e qualcuno in un altro.

Grazie davvero.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, presidente.

Passiamo ora alle dichiarazioni di voto. Ricordo che sono cinque minuti per ogni Gruppo.

Se non ci sono richieste di intervento in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione la risoluzione 2031, a firma Castaldini.

La votazione è aperta.

Votazione chiusa.

 

Presenti 40

Favorevoli 14

Contrari 25

Astenuti 0

 

È respinta.

 

La risoluzione 2031 è respinta.

Aggiungiamo il voto della consigliera Castaldini, che è favorevole.

 

OGGETTO 2030

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell’Unione e del Comune di Casalecchio di Reno (BO). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Lisei, Facci, Castaldini, Zappaterra, Mumolo, Fabbri, Pillati, Caliandro, Paruolo, Rontini, Zamboni

(Discussione e approvazione)

PRESIDENTE (Rainieri): Passiamo quindi alla risoluzione 2030, che impegna la Giunta ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di Polizia stradale o un commissariato utile per il territorio dell’Unione e del Comune di Casalecchio di Reno, a firma dei consiglieri Mastacchi, Lisei, Facci, Castaldini, Zappaterra, Mumolo, Fabbri, Pillati, Caliandro, Paruolo, Rontini, Zamboni e Piccinini.

Su questo documento insiste un emendamento a firma del consigliere Mumolo.

È aperto il dibattito generale.

Consigliera Castaldini, lei è ancora prenotata per la richiesta che ha fatto prima? Okay, grazie.

Siamo in dibattito generale sull’oggetto 2030.

Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente.

Quella di cui stiamo parlando è una storia molto lunga, che ha visto tutti gli enti territoriali, le associazioni, gli stakeholders della zona di Casalecchio di Reno contrari, a suo tempo, all’ipotesi di chiusura del distaccamento della Polizia stradale, nonostante la disponibilità del Comune a sostenere i costi dell’immobile, che sembrava essere la motivazione alla base della chiusura ipotizzata.

Sono stati presi a suo tempo diversi atti da parte dei vari enti territoriali, appunto dal Comune, e non solo, ma purtroppo – compresa una risoluzione che anch’io avevo presentato a suo tempo – sono tutti arrivati lunghi e l’Amministrazione centrale ha chiuso il distaccamento. Delibere analoghe a quella che stiamo discutendo stasera sono già state prese dal Comune di Casalecchio di Reno e anche, credo, dalla Città Metropolitana.

Vado a illustrare la risoluzione. Il 5 ottobre ha chiuso il distaccamento della Polizia stradale di Casalecchio di Reno, la cui chiusura era già stata annunciata con un decreto del 20 dicembre scorso dal Capo della Polizia.

Casalecchio di Reno è uno dei maggiori centri strategici di un nodo stradale fortemente congestionato e che necessita di adeguata vigilanza, e il distaccamento della Polstrada era un riferimento importante per la sicurezza stradale, in un territorio che presenta importanti criticità di viabilità.

Rilevato che è stato cancellato quello che è un punto di riferimento per il territorio, per le attività commerciali e i cittadini di una città di circa 36.000 abitanti, che diventano, durante lo svolgimento delle attività, più di 100.000, durante la giornata, la decisione di chiusura del distaccamento è stata attuata nonostante, come dicevo prima, l’offerta del Comune di Casalecchio di mettere a disposizione nuovi locali per la Polstrada, senza costi di locazioni ed utenze.

Atteso che la contrarietà di tale decisione ha ricevuto un sostegno trasversale di tutte le forze politiche, economiche e sociali del territorio, sarebbe auspicabile un cambiamento diretto a realizzare un vero e proprio presidio di pubblica sicurezza, valorizzato e più funzionale, in modo da rispondere alle nuove e mutate esigenze di quella realtà.

Siamo quindi a chiedere un impegno del presidente della Giunta regionale ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati a sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell’Unione, a tutela della sicurezza di tutti gli utenti che attraversano quelle strade.

So che è stato presentato da parte del collega Mumolo, che ringrazio. Sottolineo anch’io l’opportunità di coinvolgere, nell’ipotesi di proposta, i Carabinieri, che sui territori, in collaborazione con i Comuni, sono fondamentali attraverso la loro grande e positiva collaborazione. Ringrazio anche tutti i colleghi che, in modo trasversale, hanno sottoscritto la risoluzione, segno che il problema è veramente sentito.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Se non ci sono altri interventi in dibattito generale sulla risoluzione, passiamo al dibattito generale sull’emendamento a prima firma Mumolo.

Se non ci sono interventi in dibattito generale sull’emendamento, passiamo alle dichiarazioni di voto sull’emendamento e sulla risoluzione 2030.

Se non ci sono interventi in dichiarazione di voto, mettiamo in votazione l’emendamento. Chiedo al consigliere Mastacchi l’assenso alla votazione dell’emendamento a firma Mumolo.

 

MASTACCHI. Favorevole.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie, consigliere.

Mettiamo in votazione l’emendamento n. 1, a firma Mumolo.

La votazione è aperta.

La votazione è chiusa.

 

Votanti 38

Favorevoli 37

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvato.

 

L’emendamento numero 1 è approvato.

Passiamo ora alla votazione della risoluzione 2030, a prima firma Mastacchi e altri.

La votazione è aperta.

Votazione chiusa.


Presenti 41

Favorevoli 40

Contrari 0

Astenuti 0

 

È approvata.

 

PRESIDENTE (Rainieri): La risoluzione 2030 è approvata.

Come da accordi intervenuti nella Capogruppo, chiudiamo i lavori della sessione pomeridiana.

Buonasera a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 17,32

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI,  Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADA’, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI, Paola SALOMONI, Elena Ethel SCHLEIN.

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Barbara LORI.

 

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 1917

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a porre in essere uno stanziamento specifico, mediante una procedura semplificata, finalizzato a rifondere, con risorse a fondo perduto, i costi sostenuti dalle attività produttive che hanno subito una sospensione totale o parziale a seguito del DPCM del 24 ottobre o di provvedimenti precedenti. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

Titolo:1917 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 38

Favorevoli/Si: 12

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 12

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Petitti Emma


Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Piccinini Silvia; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo; Taruffi Igor

 

 

OGGETTO 2037

Risoluzione per impegnare la Giunta all’incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini

 

Titolo:2037 - votazione em. 2

 

Presenti al voto: 40

Favorevoli/Si: 15

Contrari/No: 23

Non votanti: 2

Assenti: 10

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Felicori Mauro; Rainieri Fabio


Assenti


Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Montevecchi Matteo; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Sabattini Luca

 

 

Titolo:2037 - votazione em. 3

 

Presenti al voto: 44

Favorevoli/Si: 16

Contrari/No: 23

Astenuti: 2

Non votanti: 3

Assenti: 6

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Contrari/No


Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Astenuti

Amico Federico Alessandro; Taruffi Igor


Non votanti

Liverani Andrea; Marchetti Francesca; Rainieri Fabio


Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Sabattini Luca

 

 

Titolo:2037 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 43

Favorevoli/Si: 28

Astenuti: 14

Non votanti: 1

Assenti: 7

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia ; Zappaterra Marcella

 

Astenuti


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Non votanti

Rainieri Fabio


Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Mastacchi Marco; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Sabattini Luca

 

 

Titolo:Iscrizione di nuovo argomento (oggetto 2443) - Votazione Note:

 

Presenti al voto: 43

Favorevoli/Si: 16

Contrari/No: 26

Non votanti: 1

Assenti: 7

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Rainieri Fabio


Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Petitti Emma; Rancan Matteo; Sabattini Luca

 

 

OGGETTO 2031

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a dare la possibilità ai MMG e PLS di utilizzare test antigenici per interrompere quarantene e isolamenti fiduciari, in caso di tampone negativo, senza bisogno di attendere la comunicazione del dipartimento di sanità pubblica. A firma della Consigliera: Castaldini

 

Titolo:2031 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 41

Favorevoli/Si: 15

Contrari/No: 25

Non votanti: 1

Assenti: 9

 

Favorevoli/Si


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Castaldini Valentina; Facci Michele; Lisei Marco; Marchetti Daniele; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Occhi Emiliano; Pelloni Simone; Pompignoli Massimiliano; Rancan Matteo; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

Contrari/No


Amico Federico Alessandro; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Iotti Massimo; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Montalti Lia; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Paruolo Giuseppe; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Rainieri Fabio


Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Costa Andrea; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Petitti Emma; Piccinini Silvia

 

 

OGGETTO 2030

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell‘Unione e del Comune di Casalecchio di Reno (BO). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Lisei, Facci, Castaldini, Zappaterra, Mumolo, Fabbri, Pillati, Caliandro, Paruolo, Rontini, Zamboni, Piccinini

 

Titolo:2030 - votazione em. 1

 

Presenti al voto: 38

Favorevoli/Si: 37

Non votanti: 1

Assenti: 12

 

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Felicori Mauro; Iotti Massimo; Lisei Marco; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Rainieri Fabio


Assenti


Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Delmonte Gabriele; Facci Michele; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Titolo:2030 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 41

Favorevoli/Si: 40

Non votanti: 1

Assenti: 9

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Iotti Massimo; Lisei Marco; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca;  Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti

Rainieri Fabio


Assenti


Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Liverani Andrea; Petitti Emma; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Emendamenti

 

OGGETTO 2037

Risoluzione per impegnare la Giunta all’incentivazione della produzione di elettricità da fonti rinnovabili mediante l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Taruffi, Amico, Piccinini

 

Emendamento 1 a firma del consigliere Occhi

 

«Nell’impegno alla Giunta, dopo le parole “discariche esaurite” inserire: “nelle cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento e nei Siti di interesse Nazionale”.»

(Ritirato)

 

Emendamento 2 a firma del consigliere Occhi

 

«Nell’impegno alla Giunta, dopo le parole “discariche esaurite” inserire: “nelle cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento”.»

(Respinto)

 

Emendamento 3 a firma della consigliera Piccinini

 

«Nella sezione introdotta da “Impegna la Giunta regionale” dopo le parole: “l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici rese disponibili nelle discariche esaurite insistenti sul territorio regionale,” sono inserite le seguenti: “ivi comprese aree bonificate che, anche a seguito di espropri, siano di proprietà pubblica,”.»

(Respinto)

 

 

OGGETTO 2030

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell‘Unione e del Comune di Casalecchio di Reno (BO). A firma dei Consiglieri: Mastacchi, Lisei, Facci, Castaldini, Zappaterra, Mumolo, Fabbri, Pillati, Caliandro, Paruolo, Rontini, Zamboni, Piccinini

 

Emendamento 1 a firma del consigliere Mumolo

 

«Prima di “Impegnano il Presidente e la Giunta regionale”, è aggiunto il seguente periodo:

“- a questo proposito si sottolinea anche la grande e positiva collaborazione del Comune di Casalecchio con l’Arma dei Carabinieri che, operando con massimo impegno ogni giorno, meriterebbe un rafforzamento dell’attuale stazione, con l’eventuale trasformazione in Tenenza.”»

(Approvato)

 

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

 

Interrogazioni

 

2436 - Interrogazione a risposta scritta circa le criticità presenti con l'avvio del piano vaccinale. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2438 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di intervenire, con la massima urgenza, in aiuto dei profughi abbandonati in campi improvvisati, nel nord-ovest della Bosnia-Erzegovina.  A firma dei Consiglieri: Costi, Maletti, Mori, Paruolo, Montalti, Mumolo, Sabattini, Amico, Zappaterra, Soncini, Caliandro, Rontini, Bulbi, Rossi, Pillati, Daffada' 

 

2439 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di intervenire a sostegno dell'azienda Ceramica Alta di Frassinoro (MO), affinché possa ripristinare l’attività produttiva rimasta danneggiata dalle recenti nevicate.  A firma dei Consiglieri: Costi, Maletti, Sabattini, Rontini 

 

2440 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere come la Regione intenda garantire la sicurezza dei collegamenti informatici nell’ambito della formazione scolastica. A firma dei Consiglieri: Facci, Stragliati, Liverani, Bergamini, Montevecchi, Rancan

 

2441 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le previsioni del regolamento edilizio del comune di Bologna relative al c.d. “superbonus 110%” ed eventuali conseguenze sul Piano Aria Integrato Regionale (Pair). A firma della Consigliera: Castaldini 

 

2442 - Interrogazione a risposta scritta circa l'organizzazione e dati sui vaccini. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2444 - Interrogazione a risposta scritta circa l’impiego della Cappella dell'ospedale di Mirandola (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo 

 

2445 - Interrogazione a risposta scritta circa l’istituzione di un presidio delle forze dell’ordine a Campegine (RE).  A firma della Consigliera: Castaldini

 

2447 - Interrogazione a risposta scritta circa l'incendio avvenuto nel deposito autobus di Seta (Società Emiliana Trasporti Autofiloviari) a Reggio Emilia nonché circa le ripercussioni sul servizio di trasporto pubblico. A firma dei Consiglieri: Catellani, Delmonte 

 

2448 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa i ritardi nella somministrazione vaccinale.  A firma del Consigliere: Barcaiuolo 

 

2449 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la ristrutturazione delle camere ardenti di Carpi. A firma del Consigliere: Barcaiuolo 

 

2450 - Interrogazione a risposta scritta circa l'incendio avvenuto nel deposito autobus di Seta (Società Emiliana Trasporti Autofiloviari) a Reggio Emilia. A firma della Consigliera: Piccinini

 

2451 - Interrogazione a risposta scritta circa il blocco disposto dalle autorità doganali in Cina di container di carne suina congelata proveniente dall’Italia. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Catellani, Liverani, Bargi, Pelloni, Pompignoli, Montevecchi, Delmonte, Rancan, Facci 

 

2452 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione del Pronto soccorso dell'Ospedale di Ravenna. A firma della Consigliera: Pigoni

 

 

Risoluzioni

 

2443 - Risoluzione per impegnare la Giunta a fornire tamponi nasali rapidi per autodiagnosi di contagio da Covid-19 agli studenti e al personale della scuola. A firma dei Consiglieri: Castaldini, Lisei, Barcaiuolo 

 

2446 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere l'inserimento del personale scolastico fra i destinatari della campagna vaccinale anti Covid-19. (19 01 21).  A firma della Consigliera: Piccinini

 

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 1 prot. NP/2021/168 del 20/01/2021)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti