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61.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 9 MARZO 2021

 

(POMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 2835

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all’impatto del Piano territoriale Metropolitano sull’economia della montagna. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MASTACCHI (RCPER)

BARUFFI, sottosegretario

MASTACCHI (RCPER)

 

OGGETTO 2482

Interpellanza circa il progetto “Partecipare la Democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna”. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

BARCAIUOLO (FdI)

BARUFFI, sottosegretario

BARCAIUOLO (FdI)

 

OGGETTO 2488

Interpellanza circa difficoltà nei collegamenti viari con la regione Toscana nell’alta valle del Reno e misure di sostegno per le attività economiche e commerciali coinvolte. A firma del Consigliere: Facci

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

FACCI (Lega)

BARUFFI, sottosegretario

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 2514

Interpellanza sulla Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime di reati. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

LISEI (FdI)

BARUFFI, sottosegretario

LISEI (FdI)

 

OGGETTO 2553

Interpellanza circa la dispersione scolastica a seguito dell’impiego della didattica a distanza (DAD). A firma della Consigliera: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

CASTALDINI (FI)

SALOMONI, assessore

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 2857

Comunicazione dell'Assessore Donini su Aggiornamento in merito a situazione epidemiologica da Covid19 e piano vaccinale.

(Continuazione discussione)

(Risoluzione oggetto 2693 - Ritiro)

(Risoluzioni oggetti 2020 e 2856 – Dichiarazioni di voto e approvazione)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

TARUFFI (ERCEP)

LISEI (FdI)

CASTALDINI (FI)

ZAMBONI (EV)

ZAPPATERRA (PD)

PIGONI (BP)

BONACCINI, presidente Giunta

PRESIDENTE (Petitti)

ZAPPATERRA (PD)

RANCAN (Lega)

ZAMBONI (EV)

MARCHETTI Daniele (Lega)

ZAMBONI (EV)

ZAPPATERRA (PD)

RANCAN (Lega)

ZAPPATERRA (PD)

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 2810

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo per chiedere di inserire nella lista dei beneficiari dei ristori anche quelle attività che hanno subito un calo rilevante del fatturato, a causa delle misure di prevenzione dal Covid-19, che ad oggi non rientrano nella lista di quelle che beneficiano dei ristori. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Bulbi, Zappaterra, Mori, Costi, Caliandro, Mumolo, Montalti, Daffadà, Costa, Rossi, Rontini, Sabattini

PRESIDENTE (Petitti)

 

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Votazioni elettroniche oggetti 2020 - 2856 – inversione dell’ordine dei lavori - 2810

Emendamenti oggetto 2020

Comunicazioni prescritte dall’art. 69 del Regolamento interno

 

 

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 14,37

 

PRESIDENTE (Petitti): Dichiaro aperta la seduta pomeridiana n. 61 del 9 marzo 2021.

Hanno giustificato la propria assenza la consigliera Montalti e l’assessora Priolo.

Procediamo con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BARGI Stefano
  4. BERGAMINI Fabio
  5. BESSI Gianni
  6. BONDAVALLI Stefania
  7. BULBI Massimo
  8. CALIANDRO Stefano
  9. CASTALDINI Valentina
  10. CATELLANI Maura
  11. COSTA Andrea
  12. COSTI Palma
  13. DAFFADÀ Matteo
  14. DELMONTE Gabriele
  15. FABBRI Marco
  16. FACCI Michele
  17. GIBERTONI Giulia
  18. IOTTI Massimo
  19. LISEI Marco
  20. LIVERANI Andrea
  21. MALETTI Francesca
  22. MARCHETTI Daniele
  23. MARCHETTI Francesca
  24. MASTACCHI Marco
  25. MONTEVECCHI Matteo
  26. MORI Roberta
  27. MUMOLO Antonio
  28. OCCHI Emiliano
  29. PARUOLO Giuseppe
  30. PELLONI Simone
  31. PETITTI Emma
  32. PICCININI Silvia
  33. PIGONI Giulia
  34. PILLATI Marilena
  35. POMPIGNOLI Massimiliano
  36. RONTINI Manuela
  37. ROSSI Nadia
  38. SABATTINI Luca
  39. SONCINI Ottavia
  40. STRAGLIATI Valentina
  41. TAGLIAFERRI Giancarlo
  42. TARASCONI Katia
  43. ZAMBONI Silvia
  44. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): 44 presenti.

 

Svolgimento di interrogazione di attualità a risposta immediata in aula e svolgimento di interpellanze

 

PRESIDENTE (Petitti): Riprendiamo i nostri lavori di stamani con lo svolgimento di un’interrogazione che non eravamo riusciti a svolgere in mattinata, una interrogazione a risposta immediata, e poi le interpellanze.

 

OGGETTO 2835

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito all'impatto del Piano Territoriale Metropolitano sull’economia della montagna. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Petitti): Interrogazione 2835: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito all’impatto del Piano territoriale metropolitano sull’economia della montagna, a firma del consigliere Mastacchi.

Prego, consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie, presidente.

Purtroppo non funziona il video, ma penso sia sufficiente l'audio.

Si tratta di un’interrogazione che riguarda il Piano Territoriale Metropolitano, che a mio parere va in contrasto con le finalità della legge n. 24 del 2017.

Il 23 dicembre 2020 è stato adottato il Piano Territoriale Metropolitano per tutelare il suolo, garantire sicurezza, assicurare inclusione e vivibilità, attrarre investimenti sostenibili e rafforzare la coesione territoriale, che verrà approvato dal Consiglio entro la primavera 2021, dopo l’acquisizione del parere motivato del Comitato urbanistico regionale.

È stato sottoscritto anche un protocollo d’intesa tra Città Metropolitana, Comune di Bologna e Regione, per sancire la condivisione e la convergenza delle strategie di pianificazione e la positiva sperimentalità della nuova legge urbanistica regionale.

Evidenziato che il PTM invita i Comuni, in caso di edificato sparso e discontinuo di cui alla legge n. 24/2017, ad evitare ampliamenti delle attività economiche, tuttavia in attuazione della legge n. 15/2013 anche gli interventi di semplice frazionamento comportano un aumento del carico urbanistico, dovrebbe essere lasciato ai Comuni in relazione al contemperamento delle differenti situazioni imprenditoriali e geografiche riscontrate.

L’applicazione di questa limitazione in maniera astratta nei diversi contesti incide sullo sviluppo delle attività economiche assegnate da tempo, soprattutto nelle zone montane e svantaggiate, disincentivando gli investimenti e rischiando di innescare processi di Involuzione di economie che comunque presiedono al territorio e possono peraltro anche essere collegate all’economia agricola, come nel caso di caseifici, cantine sociali e altre piccole strutture di produzione.

Fuori dal territorio urbanizzato in diverse parti del territorio metropolitano in maniera incongruente si rileva che la copertura delle aree boscate si sovrappone con alcuni edifici sparsi. Questo comporterebbe l’impossibilità di intervenire sugli immobili interessati, a parte semplici interventi di manutenzione, penalizzando fortemente il loro recupero anche ai fini del contenimento del suolo.

Considerato che la scelta di ammettere modesti ampliamenti delle attività economiche già insediate, purché ciò non comporti l’eliminazione di alberature, sembra particolarmente restrittiva, perché le attività economiche si debbono ampliare in prossimità degli immobili esistenti, così come per gli edifici esistenti e non connessi all’attività agricola, ha anche un’ampia gamma di utilizzo nell’ottica dell’utilizzo previsto dalla legge regionale n. 24/2017.

Il Piano territoriale metropolitano prevede solo l’attività edificatoria conservativa, escludendo di fatto tutti i piccoli ampliamenti indispensabili per i contesti rurali tesi a far permanere sul territorio i nuclei familiari consolidati, che in tal modo, invece, potrebbero evitare nuove domande abitative aggiunte, quindi nuovo consumo di suolo.

La tavola n. 1, carta della struttura del PTM, non inserisce il centro urbano di Rioveggio tra quelli dotati di un livello minimo di servizi, mentre la realtà dei fatti ci mostra per questo una situazione ben diversa, nella quale non vengono riconosciuti alcuni servizi minimi, invece esistenti, come la scuola materna, l’ufficio postale, alcune agenzie assicurative, l’asilo nido, alcuni sportelli bancari, un centro di aggregazione giovanile, la presenza del casello autostradale, la prossimità della stazione ferroviaria di Pian di Setta, impianti sportivi di vario genere e diversi esercizi commerciali, pubblici esercizi [...].

Sarebbe opportuno rettificare l’attuale individuazione della copertura forestale, operando in prima battuta attraverso l’eliminazione delle porzioni che si sovrappongono al territorio urbanizzato dei diversi Comuni di montagna, particolarmente nelle porzioni edificate come esistenti, e successivamente prevedendo un percorso di verifica nel tempo basato su un meccanismo normativo che consenta una maggiore flessibilità del Piano, volto a superare le evidenti discrepanze tra quello che rappresenta la cartografia di settore e l’effettiva realtà dei luoghi, che ha provocato intoppi amministrativi per i cittadini, penalizzando fortemente il loro recupero, anche ai fini del contenimento del suolo.

Si interroga, quindi, la Giunta per sapere se è consapevole dell’impatto negativo che tale Piano territoriale metropolitano avrà sull’economia della montagna, soprattutto in un’ottica di prospettiva, in quanto l’Appennino necessita di un rafforzamento delle politiche di tutela per contrastare i fenomeni di spopolamento nelle aree marginali, per salvaguardare il territorio e il patrimonio ambientale e paesaggistico, così come previsto dalla legge n. 2/2004; se non ritenga opportuno, prima della sua approvazione, procedere a una revisione del Piano territoriale metropolitano in stretta condivisione con le autorità locali, ad inserire il centro di Rioveggio tra quelli di livello minimo, integrando la tavola n. 1 della carta della struttura del PTM, per consentire la trasformazione di ruderi o fabbricati rurali in abitazioni, ammettendo una minima superficie di riferimento, al fine di permettere il mantenimento dei legami familiari di primo grado. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Mastacchi.

Risponde il sottosegretario Baruffi.

Prego, sottosegretario.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

Relativamente a quanto formulato dal consigliere interrogante svolgo queste premesse.

La legge regionale n. 24 del 2017 all’articolo 36 assegna la definizione della disciplina del territorio rurale tra i livelli di pianificazione regionale, metropolitano e comunale, disponendo che, nelle more di approvazione del PTPR, la Giunta regionale predisponga un apposito atto di coordinamento tecnico, ai sensi dell’articolo 49 della legge stessa, in cui stabilire le linee guida in merito alla tutela e qualificazione paesaggistica e ambientale del territorio rurale e al recupero e valorizzazione degli edifici di valore storico, architettonico, culturale e testimoniale che lo connotano.

La legge n. 24, con riguardo all’edificato sparso o discontinuo, assegna al PUG il compito di prevedere quelle azioni atte a consentire il mantenimento e il consolidamento del patrimonio edilizio esistente, coerentemente al tipo di edificato e senza comunque dover porre in campo azioni per la previsione di servizi, in virtù della loro esclusione dal perimetro del territorio urbanizzato dalla legge stessa.

Il PTM di cui disciplina non si applica all’edificato sparso o discontinuo, indirizza i PUG a disciplinare in merito, orientando il consolidamento della conformazione esistente e garantendone la sostenibilità ambientale e territoriale.

Ricordo inoltre che nel territorio rurale, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 36 della stessa legge, la realizzazione di nuovi fabbricati è ammessa esclusivamente ai fini dell’esercizio dell’attività agricola e di quelle ad esse connesse, ove non sia possibile il riuso e la trasformazione dei fabbricati esistenti.

In ragione di tale principio assunto dalla legge, il PTM si occupa esclusivamente degli edifici non aventi valore storico, artistico, testimoniale, e indirizza le possibilità di intervento e trasformazione del patrimonio edilizio privo di valore verso il riuso agricolo, ovvero al mantenimento e al recupero di quanto esistente, se non più funzionale all’uso agricolo.

La legge regionale all’articolo 41, comma 1, assegna poi al PTM il compito della definizione della componente strutturale, indicata al successivo comma 6. Rispetto a tale componente, per quanto riguarda l’articolazione dei centri urbani, il Piano ha assunto una metodologia specifica, riportata all’allegato 11, ruolo dei centri, accessibilità, analisi prestazionale dei servizi e del quadro conoscitivo del Piano.

Tale metodologia ha previsto l’analisi e la valutazione dell’accessibilità del sistema delle infrastrutture, delle dotazioni di servizi dei centri del territorio metropolitano, tenendo conto delle specificità dei territori collinari e montani. Questa metodologia risulta, quindi, appropriata e la valutazione della Città Metropolitana di Bologna del PTM assolve il compito assegnatole, che non è oggetto per legge di sindacato da parte della Regione.

Credo che questo sia un principio sacrosanto.

Tuttavia, preme ricordare che le opportunità insediative di sviluppo non vengono limitate da tale classificazione, compiuta meramente a fini conoscitivi per gli ambiti montani per i quali il PTM produce politiche specifiche ai fini del suo rilancio residenziale e occupazionale.

Da ultimo il PTM prevede la costituzione del Fondo perequativo metropolitano, che incamera una parte degli oneri derivanti da interventi che determinano consumo di suolo di rilievo sovracomunale, come elencati. Il fondo è destinato a finalità perequative, ovvero per la realizzazione di dotazioni territoriali, infrastrutturali e servizi pubblici di rilievo metropolitano e intercomunali per garantire uno sviluppo sostenibile ed equilibrato, in particolare per quei territori individuati ad elevata fragilità economica, sociale e demografica. Cioè che non si torni a sperequare verso i territori più forti.

Il PTM prevede la possibilità di promuovere programmi metropolitani e di rigenerazione quali strumenti di attuazione delle strategie del Piano, per la realizzazione di progettualità di livello locale o sovracomunale che si avvarranno proprio di questo fondo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario Baruffi.

Consigliere Mastacchi, prego.

 

MASTACCHI: Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la sentiamo.

 

MASTACCHI: Purtroppo non sono in grado di dichiararmi né soddisfatto né insoddisfatto, perché sono riuscito a sentire più o meno il 10 per cento di quello che ha letto il dottor Baruffi.

Vi chiederei la cortesia, se possibile, di avere lo scritto, così magari me lo leggo con calma e faccio le mie valutazioni.

Purtroppo oggi, dal punto di vista tecnologico, è una giornataccia.

 

PRESIDENTE (Petitti): Va bene. Sarà fatto. Grazie, consigliere Mastacchi.

 

Svolgimento di interpellanze

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con le interpellanze.

 

OGGETTO 2482

Interpellanza circa il progetto “Partecipare la Democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna”. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

PRESIDENTE (Petitti): Interpellanza 2482: interpellanza circa il progetto “Partecipare la democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna” a firma del consigliere Barcaiuolo.

Prego, consigliere.

Non la sentiamo, consigliere Barcaiuolo. Non la sentiamo. Proviamo a capire dov’è il problema, abbiamo chiamato gli informatici, in attesa...

Adesso la sentiamo. Prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Intanto solidarietà al consigliere Mastacchi che non ha potuto esercitare le sue prerogative di consigliere, viste le modalità odierne che sicuramente faranno riflettere sull’organizzazione dei prossimi lavori.

L’interpellanza che mi accingo a presentare ritengo sia un necessario atto di sindacato ispettivo rispetto al patrocinio che Regione Emilia-Romagna ha concesso al progetto Partecipare alla democrazia, storia del PCI in Emilia-Romagna.

Dalla descrizione accessibile sul web si evince che questa Fondazione Duemila di Bologna e le altre fondazioni culturali promosse in regione dai Democratici di Sinistra hanno varato nel 2019 un progetto pluriennale di public history (rapisce l'anglicismo) e ricerca scientifica sulla storia del PCI nella dimensione regionale.

Vorrei un attimo capire, non sta ovviamente a me denunciare ovviamente l’ideologia che più di ogni altra ha seminato nel mondo fame, terrore, morte, disperazione, mancanza di libertà, ci ha già pensato il Parlamento europeo con la risoluzione approvata il 19 ottobre scorso, ma è chiaro che credo sia assolutamente opportuno valutare e cercare di capire che è assolutamente necessario evitare che il centenario del Partito Comunista Italiano si trasformi nell’ennesima occasione per celebrare l’ideologia su cui mi sono già espresso, ma sono convinto che su questo siamo tutti d’accordo, con una visione di parte che volutamente dimentica e omette i crimini e i lati oscuri che proprio nella nostra regione nel dopoguerra sono tanti, parecchi, e su cui ancora bisogna fare luce.

È per questo che nell’interpello chiedo alla Giunta quale sia intanto l’effettiva durata del progetto e se il patrocinio sia da intendersi temporaneo o permanente; chi siano i reali promotori e i curatori dell’iniziativa; se il patrocinio sia stato elargito a titolo gratuito od oneroso e se la Giunta condivide integralmente i contenuti trattati e documentati dal suddetto progetto, perché su questo, in caso affermativo, temo che ci sarebbe da divertirsi in maniera non simpatica. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Barcaiuolo.

Sottosegretario Baruffi, prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

I quesiti posti dal consigliere si focalizzano sul progetto complessivo dal titolo “Partecipare la democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna”, che è anche il titolo del sito web nel quale sono pubblicate le diverse articolazioni del progetto stesso. Né l’uno né l’altro sono stati oggetto di richiesta di patrocinio, pertanto non esistono procedimenti di concessione del patrocinio oneroso e non per il progetto in toto.

È invece pervenuta alla Presidenza della Giunta, in data 13 ottobre 2020, una richiesta di patrocinio non oneroso per la realizzazione di un’esposizione dal titolo “Mostra storico-documentaria ‘Partecipare la democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna’”, da allestirsi a Bologna nella Sala lunga di Palazzo d’Accursio, accompagnata da incontri a tema dal 21 gennaio al 6 febbraio 2021.

I richiedenti sono stati messi al corrente della sospensione, in ossequio alle disposizioni restrittive inerenti all’emergenza epidemica, dell’iter per la concessione del patrocinio a iniziative in presenza, come indicato nella specifica pagina web del portale della Regione, dove si precisa che sono attive solo le procedure riguardanti eventi da realizzare sul web, con precise modalità ivi indicate. I richiedenti hanno poi comunicato la sospensione della mostra e la conferma delle sole iniziative da svolgere in remoto sulla piattaforma on line. Per tale ragione, con proprio atto del 18 gennaio del 2021, è stato concesso il patrocinio circoscritto dal punto di vista temporale al programma degli eventi inseriti web inseriti nel progetto “Partecipare la democrazia. Storia del PCI in Emilia-Romagna”, che inizierà la presentazione – “iniziava”, ma sto citando letteralmente – il prossimo 21 gennaio 2021.

La richiesta di patrocinio non oneroso è stata inoltrata dalla Fondazione Duemila, Centro studi e ricerca sulla cultura, la formazione, l’innovazione politica e amministrativa, di Bologna, che pertanto si intende promotrice e curatrice dell’iniziativa. Si ribadisce che il patrocinio è stato richiesto e concesso a titolo gratuito.

Aggiungo una considerazione a margine. Compito della Regione, quando concede i patrocini, è quello di verificare naturalmente la natura di portata culturale generale e il profilo che questa ha. Non entra mai nel merito della condivisione delle singole relazioni che potranno essere svolte dai singoli relatori, si tratta di riconoscere il profilo di qualche cosa che attiene al patrimonio o a una parte del patrimonio culturale della nostra storia e, per tale, naturalmente, le responsabilità sono sempre in capo ai relatori e ai promotori dell’iniziativa stessa.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario.

Consigliere Barcaiuolo, prego.

 

BARCAIUOLO: Grazie, presidente.

Mi sentite? Sì.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la sentiamo.

 

BARCAIUOLO: Okay.

Ringrazio il sottosegretario Baruffi per la risposta, che da un lato ha meglio definito i contorni del patrocinio, di fatto distaccandosi da parte della Regione, giustamente, rispetto a quello che il patrocinio significa rispetto ai contenuti di questa serie di eventi sul web. Mi auguro solamente che, ovviamente, in nome del pluralismo, iniziative analoghe potranno essere patrocinate il prossimo 14 agosto 2022 per i 130 anni del Partito Socialista, il prossimo 21 aprile 2023 per i 130 anni del Partito Repubblicano Italiano, l’8 ottobre del 2022 per i 100 anni del Partito Liberale Italiano, il 14 ottobre 2022 per gli 80 anni della Democrazia Cristiana e il 26 dicembre 2026 per gli 80 anni Del Movimento Sociale Italiano.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 2488

Interpellanza circa difficoltà nei collegamenti viari con la regione Toscana nell’alta valle del Reno e misure di sostegno per le attività economiche e commerciali coinvolte. A firma del Consigliere: Facci

 

PRESIDENTE (Petitti): Proseguiamo con le interpellanze.

Interpellanza 2488 circa la difficoltà nei collegamenti viari con la regione Toscana nell’alta valle del Reno e misure di sostegno per le attività economiche e commerciali coinvolte, a firma del consigliere Facci.

Prego, consigliere.

 

FACCI: Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): La sentiamo.

 

FACCI: Grazie.

L’interpellanza riguarda una problematica...

 

PRESIDENTE (Petitti): Scusi, consigliere, le chiedo di abbassare un po’ l’audio, perché è molto forte. Grazie.

 

FACCI: Così va meglio?

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

FACCI: Dicevo, questa è una questione purtroppo nota, problematica. Riguarda il collegamento viario tra la provincia di Bologna, l’estremo sud, quindi l’area appenninica, e il territorio di Alto Reno Terme, con la Toscana, attraversato dalla strada statale Porrettana n. 64.

Partiamo dalla frana che si verificò oramai due anni fa, a febbraio del 2019, in località Pavana, che ha costretto a un’interruzione per circa 9 mesi totali. Da novembre 2019 a tutt’oggi è una strada a senso unico alternato, dove però non passano mezzi pesanti con portata superiore alle 3,5 tonnellate.

Il problema è che quella interruzione ha determinato un danno enorme per quanto riguarda i movimenti turistici, i movimenti di lavoro, perché è un collegamento strategico per il territorio.

L’interrogazione perché nasce? Perché oltre a quel problema tuttora irrisolto (preciso anche che i denari che la Regione Emilia-Romagna ha promesso per il risarcimento delle attività economiche non solo non sono stati erogati, ma non sono state neanche avviate le procedure per individuare i beneficiari e i destinatari, e preciso che la Regione Toscana invece ha fatto una legge già nell’agosto del 2019 e ha già provveduto a risarcire le attività danneggiate, questo solo per fare un parallelismo), il problema, da cui l’interpellanza, è che ANAS, che gestisce la strada statale, farà lavori sulla galleria [...] località Signorino, quindi bloccherà a partire dalla prossima estate nuovamente la Porrettana e questo naturalmente avrà una ricaduta inevitabile e pesante su tutto il territorio dell’Alto Reno.

L’interpellanza chiede se sia a conoscenza di questa intenzione di ANAS, se la Regione Emilia-Romagna in qualche modo abbia potuto rappresentare nelle sedi istituzionali le gravi ricadute che l'interruzione del collegamento con la Toscana determinerà per le attività economiche e commerciali della zona in particolare dell’Alta Valle del Reno, ma non solo, di tutto il bolognese, quali siano le contromisure anche dal punto di vista economico che la Regione vorrà adottare per garantire i collegamenti fra le due Regioni, quali misure economiche la Giunta intenderà adottare per supportare i territori che verranno inevitabilmente danneggiati e comunque in generale quali iniziative intenda adottare per garantire alla parte appenninica della Città Metropolitana di Bologna, che è già ovviamente sconvolta dal punto di vista delle conseguenze negative per quanto riguarda l’emergenza Covid, quale tutela ulteriore voglia garantire a quei territori. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde l’assessore Corsini.

Prego, assessore.

Non la sentiamo. Riproviamo la solita verifica tecnica con il collegamento dell’assessore. Riproviamo un attimo, magari con l’assessore Corsini. A me dicono che da remoto si sente, abbiamo un problema di collegamento con l’aula.

Qualche secondo di pazienza. Stiamo ripristinando il collegamento, uscendo e rientrando.

Riproviamo con il collegamento per la risposta dell’assessore Corsini.

Proviamo a vedere se funziona adesso l’assessore Corsini.

Niente, non riusciamo a ripristinare questo collegamento.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Esatto.

Per un problema tecnico non riusciamo ad avere in collegamento l’assessore Corsini.

Risponde al consigliere Facci il sottosegretario Baruffi. Prego.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

In riferimento all’interpellanza in oggetto sono state richieste informazioni ad ANAS, la quale ha comunicato che, trattandosi di un intervento ricadente interamente sul territorio della Regione Toscana, anche se i disagi si ripercuotono sulla nostra Regione, la gestione è in capo alla struttura territoriale ANAS di Firenze.

Da ulteriori informazioni acquisite informalmente si è inoltre appreso che, a seguito degli incontri svolti nei mesi scorsi dal Prefetto di Pistoia con gli enti interessati, si è tenuta una riunione per fare il punto della situazione in merito agli interventi programmati sulla statale 64 Porrettana, in particolare rispetto all’iniziativa di manutenzione straordinaria della galleria del Signorino.

Tale intervento si rende infatti necessario per garantire la sicurezza della circolazione, nonché la corretta funzionalità del tunnel.

I lavori, del valore complessivo di circa 8 milioni di euro, riguarderanno in particolare la demolizione e il rifacimento del rivestimento interno, attualmente deteriorato e soggetto a infiltrazioni d’acqua che degradano il calcestruzzo, nonché il rifacimento e l’ammodernamento degli impianti tecnologici e di sicurezza.

Per tale attività ANAS ha già avviato la progettazione, per la quale sono in fase di esecuzione i rilievi e le indagini geologiche all’interno del tunnel, tramite carotaggi e georadar. Per far fronte alla chiusura della galleria durante l’esecuzione dell’opera, la prima fase dei lavori riguarderà la ripavimentazione e collocazione della segnaletica sul tratto sud dell’itinerario alternativo individuato nella strada bolognese della collina.

Il Prefetto di Pistoia ha richiesto di predisporre specifici piani operativi per l’adozione di misure immediate a fronte di eventuali criticità, come eventuali, ulteriori interventi manutentivi o di regolazione della circolazione stradale per gli itinerari alternativi in caso di eventi meteo avversi.

Si precisa che al tavolo istituito presso la Prefettura di Pistoia non è stato invitato alcun soggetto delle amministrazioni emiliano-romagnole. La Regione ha comunque chiesto alla Direzione generale ANAS di essere informata in merito al cronoprogramma dei lavori e richiederà alla Prefettura competente di essere coinvolta al tavolo di coordinamento.

Per quanto riguarda la richiesta di eventuali contromisure economiche per garantire i collegamenti fra le due Regioni, con specifico riferimento ai lavori di ripristino del corpo stradale del chilometro 950 della SP 632 traversa di Pracchia, si informa che l’opera è in gran parte finanziata dalla Protezione civile regionale. La Città metropolitana di Bologna ha comunicato che attualmente, nel tratto interessato, la strada è percorribile a senso unico alternato regolato da semaforo. Il progetto esecutivo è stato consegnato in data 21 febbraio 2020 e richiedeva un’integrazione di 82.800 euro al finanziamento concesso dalla Protezione civile, che era di 230.400. L’integrazione non è stata concessa per indisponibilità dei fondi, pertanto la Città metropolitana ha optato per il reperimento di tale finanziamento mediante variazione del proprio bilancio avvenuta nel novembre 2020. Si è quindi provveduto ad appaltare le opere e la consegna dei lavori è avvenuta il 22 febbraio, con ultimazione prevista per il giorno 2 giugno 2021.

La suddetta Amministrazione precisa che, data la celerità di esecuzione dei lavori, non si ritiene che si creeranno sovrapposizioni con i lavori previsti dalla Regione Toscana lungo la citata statale 64.

Per quanto attiene la prevenzione e la manutenzione delle reti stradali dei territori montani, si informa che al momento le disponibilità del bilancio regionale non consentono di prevedere finanziamenti ulteriori oltre a quelli in corso di erogazione derivanti dal Fondo sviluppo e coesione, già FSC 2014-2020, per un ammontare di 7 milioni di euro, di cui 292.821 a favore dell’Unione montana Reno Lavino Samoggia e 64.650 a favore del Comune di Alto Reno Terme. Non vi è invece la possibilità per la Regione di contribuire a spese di investimento relative alla rete di interesse statale.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, sottosegretario Baruffi.

Consigliere Facci, prego.

 

FACCI: Grazie.

Purtroppo la risposta…

 

PRESIDENTE (Petitti): Abbassi un pelo… Grazie.

 

FACCI: Va bene così adesso?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, va bene.

Per tutti coloro che intervengono da remoto, l’invito, quando è possibile, è a utilizzare le cuffie perché si sente meglio. Prego.

 

FACCI: Dicevo che purtroppo la risposta non è una risposta, o meglio è stato risposto in maniera parziale a quelle che sono state le domande poste. Trovo comunque grave che non vi sia stato, da parte della Regione Toscana o comunque gli altri enti istituzionali, che non vi sia stato un coinvolgimento della Regione Emilia-Romagna. Mi viene da pensare che, evidentemente, la Regione Emilia-Romagna non abbia rappresentato in maniera preventiva quelle che sono le esigenze che, a mio avviso, dovrebbero essere, invece, manifestate in maniera netta. Tutte le volte che in qualche modo si interviene sulla statale Porrettana, indipendentemente da quella che è la sua... Naturalmente, nella zona del pistoiese, nella zona di immediato confine con l’Emilia-Romagna, inevitabilmente ci sono ripercussioni sul nostro territorio.

Quindi, il fatto che non vi sia una preventiva interlocuzione con la Regione Toscana e comunque con gli altri enti del compartimento toscano ritengo sia una omissione della nostra Regione, non uno sgarbo istituzionale che in qualche modo viene fatto dalle Regioni confinanti.

Non è indicato in alcun modo quali sono le misure economiche che vorranno essere adottate a supporto dei territori. Anzi, in qualche modo il sottosegretario ha risposto dicendo che non ci sono risorse. Quindi oggi la risposta è che, per quelli che saranno i danni che verranno inevitabilmente provocati al tessuto economico, non ci sono risarcimenti, non sono previsti risarcimenti.

Pensare di scaricare tutto il traffico sulla 632, che ‒ come è stato detto ‒ è in via di manutenzione, sarà a senso unico alternato, creerà necessariamente una situazione insostenibile.

Lo dico a lei, sottosegretario, perché mi ha risposto lei. All’assessore Corsini volevo donare, se fossimo stati in aula, la cartina della provincia di Bologna, visto che lui ha sempre le cartine quando si collega nella sua bella stanza. Gli donerò, appena lo incontro, la cartina della provincia di Bologna, dove si vede che dove passa la strada statale Porrettana è l’arteria principale che collega il sud della provincia di Bologna con la regione. Tutte le volte che c’è un’interruzione in questo punto, questo territorio va in sofferenza, questo territorio soffre. Tutt’oggi i camion, i vari automezzi importanti, per portare le loro merci in Alto Reno, devono passare ‒ purtroppo qua non si vede ‒ lungo l’autostrada, arrivare a Sasso Marconi, tornare indietro lungo la Porrettana e arrivare in Alto Reno, perché? Per via della frana che ha interrotto la strada Porrettana e appunto oggi c’è questo impedimento mezzi.

Allora, io voglio dire che o ci rendiamo conto in Regione che questa è una zona nevralgica che necessita di importanti risorse, importanti misure strutturali di sostegno, oppure tutte le volte avremo dei problemi.

Porterò, Sottosegretario, a lei, adesso scendo e le porto la cartina che darà gentilmente all’assessore. Grazie.

 

OGGETTO 2514

Interpellanza sulla Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime di reati. A firma dei Consiglieri: Lisei, Barcaiuolo, Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interpellanza 2514: interpellanza sulla Fondazione Emiliano-Romagnola per le vittime di reati, a firma del consigliere Lisei e altri.

Prego, consigliere Lisei.

 

LISEI: Grazie, presidente.

Sottosegretario, abbiamo appreso da articoli di stampa, come è riportato anche nella cronaca dell'interrogazione, che la direttrice della Fondazione per le vittime di reati risulta indagata dalla Procura di Ancona.

Noi siamo garantisti, ovviamente ci auguriamo che questa vicenda possa finire nel migliore dei modi per la direttrice e ovviamente, proprio perché siamo garantisti, e sappiamo bene che fino alla sentenza definitiva nessuno può essere colpevole. Certo è che, come comprenderà bene, sottosegretario, non possiamo non rilevare un tema di opportunità sul fatto che la direttrice della Fondazione per le vittime di reati  risulti attualmente – quantomeno fino al momento in cui abbiamo presentato l’interpellanza, ma mi risulta sia ancora tale – indagata all’interno di un procedimento penale, proprio perché stiamo parlando della Fondazione per le vittime di reati, che quindi ha una mission ben specifica, che è quella di tutelare le vittime dei reati.

Che la direttrice ricopra questo ruolo e abbia anche un procedimento e quindi sia indagata e quindi, nel caso in cui venisse purtroppo confermata per lei questa imputazione, vi sarebbe la possibilità che abbia commesso dei reati, è quindi una posizione sicuramente poco opportuna per la mission che ha la Fondazione, e dunque sicuramente si pone un tema di opportunità, quantomeno in questa fase.

D’altro canto, l’altro quesito che poniamo all’interno della interpellanza è che cosa abbia fatto a livello amministrativo la Regione, in quanto la Regione Emilia-Romagna ha un ruolo ben preciso all’interno della Fondazione, ha dei compiti ben precisi all’interno della Fondazione. Come Fratelli d’Italia abbiamo effettuato alcuni atti ispettivi, precedentemente che la notizia risultasse sulla cronaca di stampa, anche perché una notizia aveva preceduto questa notizia dell’indagine della procura di Ancona, che era appunto quella del mancato rinnovo dell’incarico da parte del Tribunale dei minorenni di Bologna. Mancato rinnovo che quantomeno aveva lasciato un pochettino sorpresi non soltanto noi, ma anche la stampa, quindi avevamo chiesto spiegazioni rispetto a questo mancato rinnovo. Agli atti ispettivi ci era stato risposto in maniera, a nostro avviso, molto generica e per questo avevamo chiesto che cosa si intendesse fare.

Molto semplicemente ribadiamo e ribadisco qui che cosa intende fare la Giunta, quindi quantomeno capire se intende o, se ha già sottoposto il tema all’interno dell’assemblea dei soci, quali sono le valutazioni in merito al tema dell’opportunità dell’incarico e se sia stata fatta un’istruttoria in merito sia al tema dell’indagine in corso sia al mancato rinnovo presso il Tribunale dei minorenni dell’incarico che aveva.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde il sottosegretario Baruffi.

Prego, sottosegretario.

 

BARUFFI, sottosegretario alla Presidenza: Grazie, presidente.

In risposta all’interpellanza in oggetto, alcune precisazioni.

La prima. Contrariamente a quanto riportato, la rappresentanza legale e i più ampi poteri della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati sono in capo non al direttore, ma bensì al presidente, come recita espressamente lo Statuto.

Ancora, contrariamente a quanto riferito, il direttore non viene proposto dalla Regione Emilia-Romagna, bensì, sempre secondo lo Statuto della Fondazione, così come modificato, la previsione dei novellati articoli 13 e 19 di questo attribuisce all’assemblea dei soci della Fondazione il potere di nomina del direttore sulla base dei criteri da essa preventivamente determinati.

Lo Statuto in vigore, approvato dall’Assemblea dei soci nel dicembre 2013, è peraltro reperibile sul sito della Regione Emilia-Romagna. Ci sono, nel testo che lascerò, anche i riferimenti.

Per quanto attiene alla comunicazione ai soci della richiesta di proroga delle indagini, avanzata dal PM al GIP del Tribunale di Ancona, il presidente della Fondazione, immediatamente avvisato dalla direttrice, ha provveduto tempestivamente ad informarli con nota del 3 febbraio scorso, invitando la stessa direttrice a continuare a svolgere la propria attività per la Fondazione.

Circa le valutazioni della Giunta in merito all’opportunità che la dottoressa Buccoliero continui a ricoprire la carica di direttrice della Fondazione, va preliminarmente sottolineato che la notifica della richiesta di proroga delle indagini è un istituto di garanzia a tutela dei cittadini e del buon funzionamento dell’amministrazione della giustizia e, per tale, inviolabile principio di garantismo dell’ordine giuridico. Non si ravvisano per parte della Giunta regionale elementi ostativi a confermare la fiducia nell’operato della dottoressa Buccoliero nella sua veste di direttrice della Fondazione.

Infine, per quanto attiene al mancato rinnovo dell’incarico presso il Tribunale dei Minori di Bologna della dottoressa Buccoliero, dopo aver terminato regolarmente i quattro mandati precedenti, non spetta alla Regione Emilia-Romagna alcuna valutazione in merito, né si profila alcuna attinenza con l’incarico di direttore della Fondazione emiliano-romagnola per le vittime dei reati.

Giacché l’interrogante pare, invece, attribuire un certo valore a questo fatto, è appena il caso di evidenziare in proposito che nel 2016, essendo già direttrice della Fondazione, il Tribunale per i Minorenni rinnovò l’incarico della dottoressa Buccoliero quale giudice onorario, consentendole di proseguire il servizio in corso già da nove anni. Quel rinnovo pareva considerarsi già un fatto a tutti gli effetti eccezionale, come disponeva la circolare del Consiglio Superiore della Magistratura, che emanò quel bando triennale di concorso per i giudici onorari. All’articolo 4 (durata dell’incarico), lettera c), specificava, infatti, che ‒ recito ‒ per i tre anni successivi al terzo, anche non consecutivo, la conferma è possibile previo giudizio di comparazione solo con i nuovi aspiranti in presenza di circostanze eccezionali dipendenti dalla peculiare competenza professionale del magistrato onorario, tenendo, peraltro, conto della necessità di garantire l’opportuno pluralismo delle competenze specialistiche. Il giudizio di comparazione con i nuovi aspiranti deve essere analiticamente motivato e va formulato tenendo conto in via esclusiva delle competenze dei titoli extragiudiziari, senza alcun riferimento alla professionalità acquisita nell’esercizio delle funzioni onorarie. Il giudizio comparativo terrà conto delle opportunità di differenziare le competenze professionali nel quadro dell’organico complessivo, privilegiando eventuali nuove domande.

Si precisa che la medesima dicitura era inserita nella circolare del CSM del 12 luglio 2018, che bandiva il concorso per giudici minorili onorari con riferimento al triennio 2020-2022.

È quindi possibile affermare, volendo scandagliare il punto, che al rinnovo dell’incarico alla dottoressa Buccoliero oltre il nono anno di servizio fino al dodicesimo era da considerarsi un fatto del tutto eccezionale. Non può quindi per logica ed elementare deduzione risultare in alcun modo singolare la decisione assunta dal Tribunale dei minori di un successivo, mancato rinnovo, che avrebbe prefigurato viceversa un'anomala – questa sì – estensione di attività della richiedente nel sistema di giustizia minorile per addirittura quindici anni consecutivi.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Consigliere Lisei, prego.

 

LISEI: Grazie.

Sottosegretario, non sono soddisfatto per una serie di ragioni. La prima è che sono ipotesi, perché non avete il dato del mancato rinnovo, perché da come avete risposto alla nostra interrogazione non sapete il motivo del mancato rinnovo o quantomeno non avete acquisito il documento, quindi andiamo ad ipotesi per quanto ne abbiamo conoscenza.

Ad ogni buon conto, come è evidente dal contenuto dell’interrogazione, per quanto ci riguarda riteniamo poco opportuno che i due incarichi, cioè chi ricopre un ruolo all’interno della Fondazione per le vittime di reati, se attualmente è indagato all’interno di un procedimento, per una ragione di opportunità (noi siamo e saremo sempre garantisti, a differenza vostra, che avete spesso sventolato e utilizzato i procedimenti penali contro i vostri avversari politici, lo dice la vostra storia, della maggioranza di questa Giunta), noi siamo e saremo sempre garantisti, ma capisce anche lei e lo capirà anche (spero) chi segue quest’aula che questa è una situazione un po’ particolare, perché la Fondazione vittime di reati ha proprio come mission quella di tutelare le vittime di reati.

Ora, che la direttrice della Fondazione, per quanto non ricopra la rappresentanza legale dell’ente (poi lo verificheremo e verificheremo forse qual è lo Statuto più aggiornato) sia oggi a tutti gli effetti indagata all’interno di un procedimento penale, a nostro avviso un tema di opportunità – ripeto: opportunità – lascerebbe intendere che quantomeno in questa fase forse sarebbe meglio che una sospensione dall’incarico anche volontaria sarebbe più opportuna, quantomeno nell’attesa e nelle more che appunto il giudizio finisca in maniera positiva, come tutti auspichiamo e io auspico per qualsiasi persona indagata. Evidentemente abbiamo un’idea molto differente riguardo ciò, però ne prendiamo atto.

Rimango dell’idea che c’è un tema assolutamente importante e stringente, che la legge regionale n. 24 del 2003 pone comunque in carico alla Regione Emilia-Romagna un dovere di vigilanza e controllo rispetto all’esercizio dell’attività della Fondazione vittime di reati. Ve lo ricordo, vi richiamo ad esercitarli in maniera sempre più stringente, anche rispetto all’attività che la Fondazione vittime di reati deve svolgere, rispetto alle relazioni della sua attività, che non sempre ha svolto in maniera particolarmente puntuale, anche rispetto alle relazioni annuali che dovrebbe svolgere anche all’aula. Di questo parleremo in altra sede.

Ad ogni buon conto, non mi ritengo soddisfatto della risposta. Mi sarei aspettato una risposta del tutto differente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 2553

Interpellanza circa la dispersione scolastica a seguito dell’impiego della didattica a distanza (DAD). A firma della Consigliera: Castaldini

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’ultima interpellanza, la 2553, che riguarda la dispersione scolastica a seguito dell’impiego della didattica a distanza, a firma della consigliera Castaldini.

Prego, consigliera.

 

CASTALDINI: Risponderà l’assessore Salomoni, giusto? Okay, grazie.

Proviamo a centrare un tema che molti di noi hanno già toccato. In realtà, è un tema che sta prendendo delle pieghe molto impegnative, perché se un tempo la DAD era dedicata solamente agli studenti delle superiori e delle medie, oggi ci troviamo a dover affrontare un tema completamente nuovo che è la DAD delle scuole elementari, coscienti del fatto che quei bambini non possono, almeno in un primo momento, seguire le lezioni da soli a casa, hanno la necessità di un adulto e non solo degli insegnanti che possono sostenerli. Però ci troviamo di fronte a un quadro completamente cambiato.

Io sto cercando da circa tre mesi di andare dietro alle esigenze che tutti noi sentiamo, cioè capire quanto la DAD abbia inciso sulla vita degli studenti, quanto quello strumento, che dovrebbe essere uno strumento con un tempo ristretto, rischi di essere il motivo per cui i ragazzi a un certo punto smettono di partecipare alle lezioni, smettono di avere interesse di collegarsi la mattina, smettono di aver cura di sé e vanno a lezione, se così si può chiamare, anzi partecipano e molte volte subiscono una lezione con il rischio di essere dentro dei numeri – ma non sono numeri quei ragazzi – della dispersione scolastica.

Così comincia un viaggio che è quello della richiesta dei dati. La Regione Emilia-Romagna mi risponde, con un articolo 30, che dispone unicamente di dati riportati nel documento “Dispersione scolastica nell’anno 2016-2017”.

Non mi fermo. Chiedo al Ministero dell’istruzione di darmi i dati relativi alla Regione Emilia-Romagna, altrimenti rischiamo di parlare di nulla. Se noi valutiamo i dati del 2016-2017 vuol dire che, in realtà, non abbiamo la preoccupazione vera della dispersione ad oggi. Bene. Anche qui, l’ultima dispersione registrata è quella tra l’anno 2018-2019 e 2019-2020.

Poi cosa accade? Accade che il 5 marzo, proprio guardando questi dati, ho depositato una risoluzione. Chiedo una cosa semplicissima, che spero tutti possano condividere, ovvero di fare in modo che qualsiasi strumento a disposizione venga utilizzato affinché venga dato accesso ai dati dell’Anagrafe nazionale degli studenti, al fine di analisi statistiche e divulgazione di dati aggregati al servizio monitoraggio e coordinamento dei sistemi informativi, al servizio politiche sociali e socioeducative e al servizio statistica e sistemi informativi e geografici.

Traduco. Vorrei avere il dato all’istante. All’istante. Questo è il modo per avere il dato e la fotografia del tempo che c’è ora. Possiamo conoscere chi non partecipa alle lezioni, chi non si collega, chi è fuori e sta andando fuori da un percorso educativo fondamentale.

Scusate, io qua ho sentito tantissime interpellanze, interrogazioni, risoluzioni sulla dispersione scolastica. La mia domanda è: di quale dispersione scolastica stiamo parlando? Qual è il dato che ci interessa? Quello del 2016? Onestamente di quello me ne faccio poco, e conosco bene il dato. Se veramente le nostre politiche si stanno indirizzando verso quei ragazzi che sono pian pianino via da un ambito fondamentale, l’unico che rimane loro, perché non hanno più nulla, non hanno più nulla, se non la loro famiglia e un computer a cui connettersi, allora vi chiedo di essere seri e, dopo aver avuto i dati, di raccontarmi come si fa a recuperare quei ragazzi, uno a uno. Perché noi possiamo guardarli in faccia uno a uno.

La discussione è sicuramente interessante dal punto di vista sindacale, se apriranno o no entro la fine di giugno. Io, invece, vorrei una parola della politica, una visione politica che ci racconti come investiamo su quei ragazzi, come cerchiamo di recuperarli, sia dal punto di vista della formazione sia dal punto di vista della scuola.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Risponde l’assessora Salomoni.

Prego, assessora.

 

SALOMONI, assessore: Buongiorno.

Presidente, mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): No. Abbiamo il problema di prima

Provi a parlare, assessore.

 

SALOMONI, assessore: Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): Se può alzare un po’ il volume, non so se sia già al massimo oppure... adesso la sentiamo. No, però mi perdoni, assessore, la sentiamo male, proviamo ad abbassare un po’...

Riproviamo, assessore.

 

SALOMONI, assessore: Presidente, mi dica se si sente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, si sente male, una voce un po’ metallica, un po’ disturbata, c’è un’eco forte. Proviamo.

 

SALOMONI, assessore: Non rispondo alla risposta all’interpellanza che ha presentato la consigliera Castaldini...

 

PRESIDENTE (Petitti): No, mi scusi se interrompo, assessore, proprio non la sentiamo. Stiamo provando a recuperare come prima.

L’assessore Donini prova a recuperare la risposta in modo che, come è successo con l’assessore Corsini […] a leggerla. Grazie.

 

SALOMONI, assessore: Mi sentite ora?

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso sì, prego.

 

SALOMONI, assessore: Ottimo. Devo dire che l’intervento della consigliera Castaldini, presidente, se mi permette, è un po’ diverso dai dati che chiedeva nell’interpellanza, per cui questi dati io li mando alla consigliera, li mando all’Assemblea per rispondere in maniera corretta all’interpellanza, ma ci terrei anche a rispondere direttamente alle domande, ad alcune delle domande almeno, che sono state poste direttamente.

La consigliera sa bene che i dati che forniamo riguardo, da un lato, alla dispersione, sono dati misurati dal Ministero, quindi non possiamo che fare riferimento alle annate rispetto alle quali il Ministero dell’istruzione ha completato il percorso di valutazione; così come invece gli altri dati, che sono quelli dell’abbandono, sono invece misurati da Istat, quindi di nuovo noi facciamo riferimento a un insieme di informazioni che provengono da un altro ente. La consigliera sa bene che se noi abbiamo dati riferiti, nel caso dei più moderni, al 2019, è perché gli enti di misura sono fermi a questo momento.

Condivido con lei: questo gap informativo, la mancanza di queste informazioni rende più complesso muoversi nell’ambito di politiche per la riduzione ulteriore della dispersione, politiche che sono evidentemente importanti in questo momento.

Ci tengo a rispondere anche rispetto all’accesso all’Anagrafe degli studenti. All’Anagrafe degli studenti le Regioni non hanno accesso a causa di un conflitto che è avvenuto con il Garante della privacy. Da quest’anno ci è stato garantito che avremmo riottenuto le informazioni dell’Anagrafe degli studenti, che ‒ come giustamente ha sottolineato la consigliera ‒ sono fondamentali per avere una fotografia real time di cosa sta succedendo ai nostri studenti. In realtà, a questa richiesta il Ministero non ha ancora dato una risposta. Devo dire che l’ultima interlocuzione avvenuta con il nuovo ministro e che speriamo possa dare riscontri la prossima settimana, attraverso un suo incontro con la IX Commissione e la Conferenza delle Regioni, sembrava andare in un’ottica più positiva. Il ministro si è detto molto sensibile al tema e ha detto che avrebbe fatto il possibile per sbloccare la situazione, però a tutt’oggi alle Regioni è negato l’accesso all’Anagrafe degli studenti.

Che cosa stiamo facendo? Noi abbiamo inserito nell’ambito della progettualità che abbiamo avviato in comune con l’Ufficio scolastico regionale dell’Emilia-Romagna, che per il momento è legata agli studenti delle superiori, ma che, in considerazione degli eventi di questa settimana, abbiamo intenzione di estendere anche agli studenti delle scuole medie e delle scuole elementari, una fase di monitoraggio che abbia proprio l’obiettivo di darci contezza dell’impatto della didattica digitale in termini di dispersione e di abbandono potenziale. Quindi, in qualche modo ci stiamo attrezzando per avere una misura locale che, chiaramente, non avrà le caratteristiche, quindi non sarà facilmente comparabile con le misure svolte a livello nazionale, ma che ci possa aiutare nel pianificare interventi futuri in modo mirato.

Questo riguardo alle misure.

Per quanto riguarda le politiche, stiamo lavorando con l’Ufficio scolastico in un contesto in cui ancora il Ministero non ha completamente dato le coordinate, in conclusione dell’anno scolastico, di ripartenza. Di conseguenza, in un momento che ha un aspetto di fluidità, per cui individuare delle azioni precise risulta complesso, stiamo ipotizzando, insieme all’Ufficio scolastico, delle azioni per essere pronti nel momento in cui il Ministero ci darà le indicazioni precise.

Allegherò comunque tutti i dati che ha richiesto nell’interpellanza la consigliera Castaldini alla risposta scritta.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora Salomoni.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Tre minuti.

Scusate, visto che spesso mi si critica sul fatto che non centro e tendo tendenzialmente a parlare di attualità (scusatemi, capita ogni tanto di svegliarmi e di amare l’attualità politica, è il mio mestiere), però ritengo che dentro questa mia interpellanza sia contenuto totalmente quello che ho raccontato nella mia introduzione e che ho cercato di argomentare, così come mi è stato insegnato in un mestiere amabile come quello della politica, altrimenti non lo farei. Amo argomentare e, ringraziando Dio, la scuola me lo ha insegnato.

Altro aspetto. Scusate, ma voi oggi avete visto che cosa è accaduto? Migliaia di euro spesi per una connessione on line, tecnici sempre a disposizione, e noi possiamo immaginare che la didattica a distanza abbia meno problemi? Riusciamo a immaginare che, mentre noi siamo sicuramente dei privilegiati, giustamente, perché dobbiamo svolgere un lavoro fondamentale, cosa stanno vivendo a casa i ragazzi in didattica a distanza? Non un numero esiguo: 6 milioni in tutta Italia.

Bene, altro aspetto: fino a qualche mese fa, con un Governo diciamo particolare, e capisco la difficoltà del dialogo della Regione con il Governo, oggi la presenza di Bianchi e la presenza di Versari ci dà la possibilità non dico di risolvere tutti i problemi, ma almeno di saperli affrontare con una certa postura, con un metodo un po’ diverso.

Allora, io posso convincermi di tutto, posso sicuramente essere un po’ troppo naïf nell’esporre le mie interpellanze, però le risposte io le sento e su questo mi dispiace, assessore, ma ho solo dei dubbi, ho solo dei dubbi! Grazie per la disponibilità a darmi i dati, che sarebbero anche un mio diritto, nel senso che, fatto l’articolo 30, dovrebbero arrivarmi i dati aggiornati, secondo me c’è tutto lo spazio per votare insieme una risoluzione affinché questo rapporto Regione/Governo possa chiarirsi anche da parte del mio Partito, che fa parte di quel Governo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Abbiamo concluso le interpellanze.

 

OGGETTO 2857

Comunicazione dell’assessore Donini su “Aggiornamento in merito a situazione epidemiologica da Covid-19 e piano vaccinale”

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto riprendiamo dal dibattito generale relativo alla comunicazione dell’assessore Donini sull’aggiornamento in merito alla situazione epidemiologica da Covid-19 e relativo piano vaccinale.

Abbiamo iscritta a parlare la consigliera Piccinini. Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Intervengo un minuto sull’ordine dei lavori. Devo dire che ho apprezzato poco, presidente, il suo intervento di stamattina, che ha tolto spazio al dibattito. L’ho trovato un gesto di grande maleducazione e di poco rispetto nei nostri confronti. Lo dico oggi, ci sono state altre occasioni in cui ho evitato di intervenire, però francamente questa situazione sta diventando insostenibile. Lo dico davvero con dispiacere, ma sono obbligata dai fatti.

Questa Assemblea ha bisogno di una presidente che faccia la presidente e non che utilizzi il suo ruolo pro domo sua. Sono le 16, io avrei potuto intervenire questa mattina e mi tocca intervenire alle quattro della seduta pomeridiana perché lei ha occupato dieci minuti del dibattito destinato ai consiglieri. Non l’ho trovato francamente corretto. Ripeto, ho avuto altre mille occasioni per intervenire e non l’ho fatto, però quando è troppo, è troppo. Davvero, questa situazione è insostenibile. E la chiudo qua.

Una risposta anche veloce, prima di intervenire sulla questione Covid e vaccini, al collega Lisei (che però non vedo in aula), il quale diceva in maniera un po’ ironica che il dibattito odierno è occupato da Grillo, da Conte, dal PD. Io vorrei ricordarvi che in realtà in questo periodo si sta parlando anche della Meloni e del presunto finanziamento ai rom in cambio di voti. Tutto da verificare, ci mancherebbe, però quando dobbiamo dire le cose diciamole fino in fondo.

Donini, per quanto riguarda questione vaccini e virus. Io l’assessore lo ringrazio; lo ringrazio perché ci mette la faccia, ci mette il proprio tempo, ci mette il proprio impegno per mantenere un confronto costante con i consiglieri e con l’Assemblea. Siamo in una situazione grave e preoccupante, lo sappiamo. I numeri parlano peraltro da soli. L’alto numero dei positivi che la nostra Regione riscontra si traduce, come abbiamo visto, in ospedali al collasso, nella sospensione delle attività ordinarie, nella riconversione dei reparti e nella chiusura temporanea dei punti nascita – e io mi auguro che sia temporanea davvero – per esempio di Bentivoglio.

A Bologna la settimana scorsa abbiamo superato i 600 casi ogni 100.000 abitanti. Stiamo vivendo una situazione inedita, caratterizzata da nuove varianti che hanno trasmissibilità elevata. Crisanti oggi ci diceva che c’è una nuova minaccia, quella di nuove varianti potenzialmente resistenti al Covid.

In questo contesto, le Istituzioni devono mettere in campo risposte che siano davvero efficaci. Ne abbiamo parlato anche stamattina nel question time per quanto riguarda le cure domiciliari. L’auspicio è che si arrivi al superamento di quella nota di AIFA, di cui si diceva, sul protocollo che riguarda solamente la vigile attesa e tachipirina, per intenderci, per evitare che i malati si aggravino a casa e poi arrivino in condizioni critiche nei nostri ospedali, che sono già al collasso.

Bisogna intervenire con misure restrittive, ma soprattutto tempestive dove serve. Su Bologna credo si sia aspettato troppo tempo prima di chiudere. In ogni caso, quando lo si fa, si devono mettere nelle condizioni le persone di poter sostenere quelle misure. Quindi, se si chiudono le scuole, il secondo successivo devono arrivare i congedi e il bonus baby sitter. Mi piacerebbe anche sapere dove si è perso questo benedetto Decreto Sostegni che li contiene, che tutte le famiglie stanno aspettando.

Poi c’è un tema che riguarda la comunicazione. Sono state settimane in cui si sono accavallate ordinanze regionali, ordinanze comunali, DPCM. È complicato un po’ per tutti districarsi in questa giungla. In una situazione così complessa e complicata, è chiaro che le persone non ti seguono, non ti capiscono e fanno fatica anche a seguirti nel rispetto dei provvedimenti.

Poi ci sono ragionamenti di più ampio respiro. Penso, per esempio, alla zonizzazione, diciamo così, a colori regionale. Dovremmo, forse, domandarci se sia ancora realmente efficace e se i criteri che oggi dobbiamo rispettare siano ancora rispondenti alla complessità con cui ci troviamo a fare i conti, rispetto anche alle varianti.

Poi c’è il tema vaccini. Io mi auguro e auspico in prospettiva che si eviti di rivedere in qualche modo le scene che abbiamo visto in questi giorni, degli over 80 che fanno la fila fuori dalle farmacie, con le code al telefono e il fascicolo elettronico che non funziona. In prospettiva, quando si apriranno le vaccinazioni di massa, dovremo essere pronti a sostenere la grande domanda che riceveremo.

Infine, e concludo, c’è un tema che forse in questo momento ‒ perché non è contingente ‒ si sta un po’ sottovalutando, che è quello della gestione e cura dei malati post-Covid. Anche di questo se ne parla forse troppo poco. Sono quelle persone che si portano dietro ancora oggi le tracce indelebili di quella malattia e che chiedono anche qui risposte e assistenza.

Concludo ringraziando di nuovo per questa informativa, come Movimento 5 Stelle, lo sapete, non abbiamo mai fatto mancare le nostre proposte, quando c’è stato bisogno di sollecitare su determinate questioni lo abbiamo fatto, vogliamo continuare a fare la nostra parte e lo faremo sia in quest’aula che anche nelle prossime occasioni di confronto che ci saranno nelle Commissioni.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Taruffi, prego.

 

TARUFFI: Grazie, presidente.

Intanto volevo ringraziare l’assessore Donini, che oggi qui in aula ha fatto un’informativa che segue di 7 giorni quella approfondita che abbiamo svolto in Commissione, in cui tutti i Gruppi hanno potuto intervenire e accedere alle informazioni che puntualmente ci sono state consegnate, perché possiamo discutere di tante cose, alcune sono state dette, sulle quali voglio esprimere anche il mio punto di vista, ma su una cosa dovremmo essere tutti d’accordo: riconoscere la puntualità e la presenza costante che l’assessore Donini ha assicurato in Commissione e in aula tutte le volte che è stato chiamato e anche quando non è stato sollecitato ed è venuto sua sponte.

Lo dico perché è giusto fare i passaggi in aula, è importante, è fondamentale, siccome qualcuno stamattina lamentava la presenza o l’assenza del presidente o dell’assessore ricordo che a seguire la materia c’è dall’inizio di questa legislatura l’assessore Donini, che dall’inizio di questa legislatura è sempre venuto in Commissione tutte le volte a riferire puntualmente, e credo che questo vada riconosciuto come metodo di lavoro tra l’Assemblea e la Giunta, nel rispetto ovviamente delle posizioni, però non possono venir meno i dati di fatto.

Così come non possono venir meno i dati di fatto rispetto ai numeri. Qualcuno qui stamattina ha parlato di fallimento totale di quanto avvenuto in Emilia-Romagna, additando la nostra Regione per responsabilità precipue, precise, come se fossimo di fronte non a una pandemia che ha sconvolto il mondo, ma ad una dinamica che riguarda i confini da Piacenza a Rimini. Informo che siamo di fronte a una pandemia mondiale e vorrei che ogni tanto chi si alza e si erige dai banchi dell’opposizione a censore indicasse quali altri Stati, quali altre Regioni in Italia… Io cito ogni tanto, perché mi piace molto quella terra, l’Abruzzo. Mi piacerebbe capire, ad esempio, in Abruzzo quali misure sono state assunte, quali sono i numeri, quali sono le dinamiche che lì si sono svolte, giusto per fare dei paragoni.

Lo dico perché il 9 marzo dello scorso anno in questa Regione rilevavamo 1.386 positivi su 4.607 tamponi. Il 9 marzo purtroppo si erano già verificati 70 decessi e avevamo già 90 persone in terapia intensiva.

Oggi i positivi sono 2.429, come ci è stato detto, a fronte però di 43.000 tamponi, cioè dieci volte tanto, di cui 25.119 molecolari, perché, come sappiamo, nel frattempo, per essere sicuri, per aumentare gli elementi di sicurezza ci sono non solo i tamponi molecolari, che ovviamente sono la prova migliore che possiamo avere, ma chiunque di noi può recarsi in farmacia e svolgere lì un primo test attraverso il tampone antigenico.

In questi due numeri, cioè i 43.000 che sono stati fatti oggi e i 4.000 che sono stati fatti il 9 marzo dell’anno scorso, c’è tutta la distanza del lavoro che è stato fatto non solo in Emilia-Romagna, perché ovviamente a livello nazionale il numero dei tamponi sappiamo essere infinitamente cresciuto, gli strumenti di misurazione, ma soprattutto quando il 9 marzo avevamo 90 persone in terapia intensiva in questa Regione c’erano 435 posti di terapia intensiva complessivamente disponibili. Oggi ce ne sono 635, che possono diventare fino a mille nel momento di massima crisi. Questi sono numeri, sono dati di fatto, sono elementi incontrovertibili per stare sulla parte di quello che è stato fatto. Dopodiché, ovviamente, ciò non significa che sia stato fatto tutto bene, che non ci siano stati errori o non ci siano stati ritardi. Però, questi sono numeri, sono dati di fatto e vorrei che su questi ci confrontassimo, così come, giusto per parlare di altri due numeri, dal 27 dicembre a oggi nella nostra Regione sono state somministrate più di 500.000 dosi di vaccino. Solo oggi ne sono arrivate 7.000 e le persone che hanno completato il percorso di vaccinazione sono 158.786.

Un anno fa noi ci trovavamo di fronte a una situazione inedita, che non conoscevamo, non sapevamo quali fossero esattamente le dinamiche che avevamo di fronte. Oggi nel momento di crisi (perché stiamo vivendo un momento di crisi) abbiamo in mano un’arma straordinaria che è quella del vaccino, che – vorrei che fossimo chiari anche qui fra di noi – nelle dosi che ci sono state consegnate, al netto del 15 per cento che è messo da parte per le seconde dosi, quindi fatto 100 quello che ci viene consegnato 15 viene messo da parte, dell’85 per cento che viene quindi messo in somministrazione il 97 per cento è stato inoculato.

Questi sono i numeri sui quali ci dovremmo confrontare, dopodiché se si dice che i vaccini sono pochi, ne sono arrivati pochi e c’è quindi da insistere con il Governo e soprattutto a livello europeo affinché si affronti una discussione che è centrale, che è a mio avviso (abbiamo presentato anche una risoluzione in questo senso, per chiedere alla Giunta di promuovere questa iniziativa presso il Governo) il tema della sospensione dei brevetti e di come si organizza la diffusione e la distribuzione dei vaccini, che è un’altra discussione e credo che ci troveremmo tutti dalla stessa parte, perché è interesse nazionale, interesse europeo, interesse strategico reclamare una svolta da questo punto di vista.

Penso che non sia possibile che una ricerca finanziata in modo molto significativo dal sistema pubblico, perché l’Unione Europea sono anche soldi dello Stato italiano e quindi soldi dei cittadini italiani, una ricerca finanziata dal sistema pubblico dal mio punto di vista su un elemento così strategico, salvavita come un vaccino, non può produrre una proprietà privata, perché oggi il brevetto questo consegna, ci consegna e ci lega alla disponibilità e agli interessi industriali delle case farmaceutiche.

Credo che questo non sia più possibile e, siccome il tema della vaccinazione non riguarda i prossimi due mesi, ma riguarda un periodo di tempo molto più significativo, credo che le Istituzioni pubbliche a tutti i livelli dovrebbero porre come elemento centrale della propria discussione quello di pretendere la sospensione dei brevetti e iniziare a discutere come lo Stato italiano e l’Unione Europea in quanto soggetti pubblici possano produrre e distribuire il vaccino, perché non è possibile che, di fronte a uno strumento che non è solo un bene comune, ma è un bene salvavita che decide della vita e della morte delle persone e in certo qual modo anche della vita e della morte delle economie dei nostri Paesi, questa discussione sia affrontata in punta di diritto sugli aspetti tecnici industriali e sugli interessi di questa o quella casa farmaceutica privata.

Questa è una questione enorme, e, se vogliamo discutere di questo, ci troveremo tutti e io credo ci dobbiamo trovare, se abbiamo a cuore il nostro ruolo, tutti dalla stessa parte.

Altra cosa è dire che il lavoro che è stato fatto in questa Regione è un fallimento totale. Un’affermazione che va respinta in modo assoluto. Poi, ripeto, ci sono stati degli errori? Sì. Ci sono stati dei ritardi? Sicuramente. Si poteva fare di più e meglio? Probabilmente sì, non stiamo qui a santificare il lavoro fatto. Però fra di noi ci dobbiamo dire una cosa, che quando si stabilisce che la capienza di posti di terapia intensiva è stata sostanzialmente più che raddoppiata, quando si dice che la capacità di posti per accogliere pazienti Covid è stata più che raddoppiata, quando si dice che il 97 per cento delle dosi che sono arrivate in questa Regione sono state somministrate, allora si poteva fare di più e si poteva fare meglio, probabilmente si poteva intervenire su alcuni aspetti con più decisione, forse sì, ma non si può dire che siamo di fronte a un fallimento totale.

Anche perché vorrei fare l’elenco, come a volte ci siamo detti che avremmo dovuto fare, delle risorse messe in campo anche da un punto di vista economico da questa Regione. Cito un elemento esemplificativo, simbolico, che non pretende di essere riassuntivo ma che dà il segno: siamo l’unica Regione in Italia che ha messo risorse per le strutture ricettive ad esempio dei territori delle aree interne, dei territori di montagna, per esempio, risorse a fondo perduto. Siamo l’unica Regione che l’ha fatto, e potrei fare un elenco molto lungo, ma non lo faccio anche per ragioni di tempo.

Allora, siccome siamo in una fase molto complicata, abbiamo di fronte a noi settimane altrettanto complicate e sappiamo che le chiusure dovranno probabilmente subire un’ulteriore stretta, abbiamo anticipato alcune misure che secondo me doveva assumere il Governo centrale, perché l’Emilia-Romagna – io l’ho detto almeno da dieci giorni – credo che dovesse essere dichiarata zona rossa dal Governo almeno dieci giorni fa, ma questo non è avvenuto. E per alcune parti del territorio è stata la Regione stessa ad anticipare misure con le zone rosse, come sappiamo nelle varie province.

Dopodiché i congedi parentali sono un problema? Sì, sono un problema. Il Governo è in ritardo, evidentemente non tutto quello che luccica è oro. Come pure c’è una questione sulle scuole, non perché sono state chiuse, ma perché non c’è stata chiarezza. Sul tema del personale sanitario e di chi svolge funzioni essenziali non è colpa di questa o quella Regione, è il Governo che ha dato un’indicazione sbagliata, non chiara, non del tutto comprensibile.

Su questi elementi si può e si deve fare meglio, e concludo, però – bontà di tutti quanti noi – per l’onestà intellettuale che tutti quanti noi dobbiamo onorare, è impossibile poter dire che siamo di fronte a un fallimento totale.

 

PRESIDENTE (Petitti): Per fatto personale, consigliere Lisei. Prego.

 

LISEI: Visto che sono l’unico che ha detto “fallimento totale”... Non è che basta non nominare una persona per non fare riferimento. Sono l’unico consigliere che ha detto “fallimento totale”. Non è che non serve nominare una persona e citare “per”.

Visto che sono l’unico consigliere che ha detto “fallimento totale” e visto che “fallimento totale” l’ho riferito esplicitamente alla comunicazione in questa circostanza, e ho parlato di tanti fallimenti, vorrei che non mi venissero messe in bocca parole e pensieri che non ho riferito. Io ho riferito “fallimento totale” specificatamente al tema della comunicazione in questa circostanza.

Poi, non è che non facendo il nome e cognome non è un fatto personale.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Benissimo. C’era un chiarimento da fare rispetto a quello che aveva detto. Andiamo avanti con gli interventi.

Consigliera Castaldini, prego.

 

CASTALDINI: Grazie, presidente.

Ringrazio per la presenza l’assessore. Ringrazio anche per la presenza il presidente Bonaccini, che è arrivato in aula, credo, in un momento di discussione molto importante. Tra l’altro richiesta dall’opposizione.

 

(interruzione)

 

CASTALDINI: No, non intendevo questo. Grazie per la presenza fisica. Era online da stamattina. Ci mancherebbe. Ma noi ci stiamo battendo per essere sempre in presenza. Per quello, presidente.

Non perdo minuti importanti. Assessore, io avrei scelto di fare un intervento diverso dai miei colleghi. Provo, in questo mio intervento, a raccontarle tutte le storie avvenute negli ultimi sette giorni, sette giorni che sono stati profondamente frenetici. Qualcosa si è rotto. Un ingranaggio si è rotto. Non le racconto solo delle storie. Le do anche un’ipotesi di lavoro insieme, comune.

Non sono interessata a fare il Giro d’Italia, cioè non sono interessata a guardare chi fa peggio di noi. Moltissimi. Mi interessa, però, che il livello di discussione politica sia talmente bello, elevato, desideroso di fare un passo in più, soprattutto in questo momento, che è il momento più difficile, perché se c’è una cosa che io riconosco come vertigine massima di questo mestiere della politica, è quella di prendere delle decisioni e di prendersi della responsabilità. Io oggi tento di farlo e credo che il compito di tutti sia esattamente questo.

Cominciamo dividendo per temi. Il primo, ASL Bologna. L’ASL di Bologna sta vivendo in questo momento in zona rossa delle situazioni gravissime, ovvero i contact tracing del Dipartimento di Sanità pubblica, come le dicevo, hanno ricevuto decine di telefonate raccontando queste storie: quando ormai è scaduto da una settimana il tempo di quarantena, nessuno ha ricevuto la notifica di fine quarantena, quando è iniziato da due o tre settimane la quarantena in isolamento, molte persone non hanno ricevuto la notifica di inizio quarantena.

Le persone non sanno a chi rivolgersi, perché il numero verde dell’ASL di Bologna dice che invierà una segnalazione, ma poi non accade nulla. I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta non sanno cosa fare, scuole che non sanno se riammettere alla frequenza i bambini disabili. In particolare, mi ha chiamato la mamma di una persona che soffre di autismo, perché, nonostante la scuola li avesse segnalati come presenti in un giorno nel quale è risultato presente un positivo, non hanno mai ricevuto alcuna comunicazione da parte dell’ASL, men che meno la lettera di fine quarantena che la scuola vuole per riammettere un alunno.

Genitori che non possono lasciare i figli in quarantena, quarantena già scaduta da una settimana, ma mai arrivata la lettera di fine, a casa con i nonni non possono stare perché in quarantena e neanche con una babysitter, perché chiaramente quei bambini non possono entrare in contatto con nessuno al di fuori del proprio nucleo familiare, e questi genitori, tra l’altro molti sanitari, hanno finito congedi, ferie e permessi, non sanno cosa fare e non vogliono trasgredire la legge.

Abbiamo ricevuto informazioni contraddittorie su che comunicazione aspettare, prima la ASL ha scritto che era necessaria la notifica di fine quarantena, poi ha scritto che la data scritta nella lettera di inizio quarantena era già valida e non serviva nessun’altra comunicazione, poi è tornata sui suoi passi e ha scritto che serviva la notifica di fine quarantena, oggi comunica che serve un tampone molecolare al quattordicesimo giorno per terminarla.

Le dico un’altra storia che è successa ieri. Chi fa il tampone molecolare deve aspettare il referto per la chiusura della quarantena, oggi i tamponi hanno un tempo di refertazione (oggi, non sto dicendo in passato) di 5 giorni, chiaramente tutto coperto dalla privacy, ci sono persone nel limbo, l’ASL aspetta il risultato del tampone molecolare di fine quarantena, ma non ha dato l’appuntamento per l’effettuazione. Le persone non sanno che devono fare il tampone e aspettano la lettera che le liberi, che però non arriverà mai.

Questa è la situazione dell’ultima settimana, degli ultimi dieci giorni. Ognuno di noi, assessore, ha un caso che rientra in questi. Ognuno di noi. Qualcuno di noi ha ricevuto le telefonate, però non è questa la mia politica. Io non desidero che queste persone chiamino me per risolvere il problema; desidero che si possano insieme trovare le soluzioni.

Io avevo presentato mestamente una soluzione. Era una risoluzione su cui la maggioranza ha votato contro. Avevo chiesto che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta potessero porre fine alle quarantene e agli isolamenti fiduciari. Credo che sia oggi l’unica soluzione possibile, altrimenti la situazione diventa sempre più grave, soprattutto in queste 2-3 settimane.

Per quanto riguarda i vaccini, sono molto felice, e immagino che dopo il presidente Bonaccini parlerà, perché sui vaccini si sono dette tantissime cose… I medici in formazione specialistica erano obbligati in teoria a prestare un servizio di uno o due mesi per i servizi vaccinali. Ieri il presidente ha scritto che sarà una possibilità non obbligatoria ma facoltativa. Su questo c’è bisogno di chiarezza, perché se è vero che c’è necessità del personale, questo personale è fondamentale.

Ancora, la Regione Emilia-Romagna ha scelto di somministrare due dosi. AIFA ha dichiarato che chi ha già contratto il virus deve ricevere solamente una dose e anche il Ministero della sanità si è espresso in questo senso. Ho presentato un’interrogazione su questo tema, avremo modo di parlarne, però già un chiarimento in questa seduta, per me almeno e per tutti noi, soprattutto per l’utilizzo dei vaccini, è utilissimo.

Sull’approvvigionamento si è detto tutto e il contrario di tutto. Io vi chiedo con estrema serietà, quella che avete, ma credo che la mia sia la stessa e la preoccupazione che ho è la stessa vostra, quella di capire la situazione degli approvvigionamenti e dei vaccini in esubero.

Poi la notizia di oggi, che non è una notizia scontata, cioè le aziende che cominciano a fiorire nel nostro territorio che potrebbero dare una risposta. Per carità, non ho nessuna intenzione di accogliere o di seguire la linea indicata da Igor Taruffi. Lo Stato deve fare lo Stato, l’azienda deve fare l’azienda, e lo Stato deve porre le condizioni affinché l’azienda possa operare nel più breve tempo possibile e non debba avere vincoli, non debba avere burocrazia. Questo lo sappiamo. In realtà, lo sapete benissimo anche voi, perché una parte della campagna elettorale ha puntato su questo. Se ci sono aziende capaci di produrre il vaccino e di produrlo bene l’unico compito della Regione Emilia-Romagna è quello di agevolarle il più possibile e di capire se questa strada è percorribile.

Volevo tornare su un tema che, come lei ben sa, assessore, perché l’ho tediata anche troppo, riguarda lo screening dei nostri studenti oggi a casa. In tutte le scuole di ogni ordine e grado questa è la grande occasione per affrontare lo screening. Lei mi aveva dato molta speranza nell’ultima Commissione: la possibilità di cominciare a sperimentare tamponi, soprattutto l’ultima generazione di tamponi. Bene. Soprattutto per scovare i positivi in questo periodo dove c’è possibilità di fare screening. Non smetterò mai e non mi stancherò mai di ripeterlo, soprattutto alla maggioranza, che ha sempre guardato con molta criticità la mia proposta. Proprio ieri ho chiesto il dato degli alunni che si sono tamponati nelle farmacie. L’età, quella scolastica. Siamo a un totale di 110.000 studenti tamponati.

A questo punto, vi chiedo sinceramente: siamo al 2,59 del potenziale di studenti che potrebbero tamponarsi. O decidiamo di fare una campagna screening seria, capillare e mi raccontate la strada che vogliamo percorrere e, come ho già detto, sono disposta ad ascoltare la possibilità di entrare nelle farmacie, quale potrebbe essere la comunicazione per far andare gli studenti in questo momento nelle farmacie, oppure capiamo che forse la strada va cambiata e che lo screening non dentro le scuole, e su questo sono disposta a ripensare, oggi le scuole non sono in presenza, ma anche quando saranno in presenza. Andare a prendere esattamente quella categoria, che oggi è la più fragile, è fondamentale.

Ho pochissimi minuti. Io lascerei cinque punti di lavoro. I vaccini come priorità assoluta, l’hanno detto i miei colleghi e lo diciamo anche noi, chiaramente, dell’opposizione, con un occhio molto particolare a tutte le novità che stanno emergendo e ai cambiamenti che ci sono anche da parte del Ministero. Le comunicazioni di chiusura all’ultimo minuto. Non le ha mai gradite il presidente Bonaccini. Quello che abbiamo visto sulle scuole è un balletto che avremmo voluto non vedere, perché ha messo in difficoltà molte famiglie e molte donne, proprio nella giornata dove molte qui sedute festeggiano la festa della donna.

Io sono certa, assessore, che lei si prenderà la responsabilità anche di cambiare direzione. Noi siamo certi che in questo momento è fondamentale prendere decisioni più coraggiose e provare anche ad avere una visione diversa da quella che si è avuta fino adesso.

Credo che la Regione possa anticipare, soprattutto in questo momento, tutti quegli aiuti, quei contributi che possano sostenere soprattutto le donne che hanno bambini a casa con babysitter, con contributi, con congedi parentali. Su questo siamo sempre stati primi e spero possiamo dimostrare ancora una volta di esserlo. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Castaldini.

Consigliera Zamboni, si era prenotata prima attraverso l’App, prego. Forse non è loggata...

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Anche da parte mia i ringraziamenti all’assessore Donini, che veramente ci segue quasi settimanalmente nel nostro percorso di monitoraggio dell’evolversi della situazione, una situazione che ovviamente è grave, non aggiungo niente di originale sottolineando lo scoraggiamento e le preoccupazioni crescenti dal punto di vista sia sociale che economico che sanitario.

Stamattina ho presentato in particolare un’interrogazione anche sul disagio giovanile e adolescenziale, quindi la difficoltà che stiamo attraversando ci deve essere chiara e da questo punto di vista io penso che (ho già sostenuto questa posizione intervenendo in Commissione) ci dovrebbe essere una spinta maggiore da parte sia del Governo, sia della Regione nel richiamare tutti al rispetto delle misure anti contagio, perché sono importanti le misure sanitarie, è importante quello che fanno i medici e il personale infermieristico, verso i quali non saremo mai sufficientemente grati per lo sforzo che stanno facendo da mesi e che in quest’ultimo periodo si è ulteriormente aggravato anche proprio sulle loro spalle, quindi anche oggi credo che sia doveroso da parte dell’Assemblea rivolgere un pensiero di ringraziamento a chi questa battaglia la sta conducendo ogni giorno, da mesi.

Anche per questo, quindi, è importante che la cittadinanza sia all’altezza dello sforzo che il personale medico e sanitario sta compiendo per tutti. Abbiamo visto nelle ultime settimane comportamenti che definire irresponsabili è un eufemismo. Per questo, come ho già detto in Commissione, io penso che sia necessario un richiamo al senso di responsabilità, facendo capire esattamente qual è il grado di gravità della situazione che stiamo attraversando.

Evidentemente i numeri in crescita dei contagi non bastano e appena si fa una fessura di apertura delle restrizioni c’è questo sfogo di massa irresponsabile, che può solo complicare la situazione. Questa mancanza di rispetto reciproco non va più tollerata. Questo credo che riguardi anche questore e prefetto. Qui a Bologna abbiamo visto delle scene assurde. Io ho mandato delle foto anche al sottosegretario Manghi, che settimanalmente segue i contatti coi capigruppo su queste tematiche, dove si vedevano delle piazze sovraffollate, la macchina della polizia che passa, non si ferma e viene coperta da fischi. Sono scene che non possono essere accettate.

Quindi, va bene sollecitare la sanità pubblica, giusto, ma la sanità pubblica è già in campo da mesi, con grande senso di dedizione alla salute pubblica; adesso ci vuole anche la collaborazione dei cittadini. Quindi credo che anche dal punto di vista della comunicazione vada fatto uno sforzo per far comprendere lo stato dell’arte. Evidentemente c’è chi lo nega, forse per stanchezza o per un sovraccarico di stress che viene sfogato in questo modo assurdo, ma non è accettabile. Comunque, rispetto ai tassi di diffusione del contagio, ho appena visto che oggi siamo scesi sotto i 2500. Tocchiamo ferro, ma siamo stati per giorni e giorni oltre i 3000, abbiamo superato i 3500, cosa che nella prima fase di pandemia, l’anno scorso, non c’era stata. Probabilmente era stato anche un lockdown molto più stretto, molto più duro, però ci siamo trovati di fronte a queste varianti che hanno incrementato in maniera impressionante la diffusione del virus.

Rispetto al sistema sanitario dell’Emilia-Romagna ho solo parole di ringraziamento e parole di stima. Se qualche pecca c’è stata, è stato nel sistema di prenotazione delle vaccinazioni. Io avevo già segnalato – e mi è stata data ragione – che l’ASL di Bologna inopinatamente, senza nemmeno informare la Regione, aveva aperto le prenotazioni per la fascia d’età 1936-1941 una settimana prima della data ufficiale stabilita per tutta la Regione.

Di recente, e l’ho risegnalato al sottosegretario Manghi, che penso mi risponderà giovedì, pare addirittura che l’ASL Romagna non riesca a intercettare pluri-prenotazioni. Per cui ci può essere una persona che, se non disdice quelle precedenti alla caccia di una prenotazione più vicina e più comoda a casa, tenga occupate più caselle.

Approfitto della presenza dell’assessore per chiedere una vigilanza sui sistemi di prenotazione. Siccome la vaccinazione è vista, ovviamente, come il salvavita, queste turbolenze nella fase di prenotazione creano un malcontento che va ad inficiare la bontà del nostro sistema sanitario, un sistema di eccellenza, che ci ha abituati all’eccellenza. Quindi, quando qualcosa non funziona qui risalta di più. Noi siamo abituati all’eccellenza. Non siamo abituati alle mezze misure. Però questa eccellenza ce la dobbiamo garantire a tutti i livelli.

Se mai riuscirò a discuterla, ho presentato una risoluzione sulle USCA. Le USCA sono state un’esperienza positiva, che io spero ‒ ed è il senso della risoluzione che ho presentato ‒ venga confermata anche nella fase post pandemica, proprio per rafforzare la medicina del territorio, la medicina domiciliare, per evitare l’assembrarsi nei pronto soccorso, negli ospedali. Lo stesso assessore Donini, intervenendo in Commissione, aveva detto che è una esperienza positiva che dobbiamo mantenere.

Oggi mi risulta che le USCA siano 85. L’ha detto stamattina l’assessore intervenendo. Se ricordo bene, noi ne dovremmo avere, in base alla nostra popolazione, 91. Ma potrei sbagliare. Se fosse così, forse sarebbe il caso di riempire questa lacuna, perché è uno dei sistemi che ci aiuta a diminuire la pressione sugli ospedali, che oggi sono di nuovo in crisi. Addirittura sappiamo che sono stati interrotti i trapianti perché ci sono stati fenomeni di contagio nel reparto trapianti. Sappiamo, e su questo già avevo presentato un’interrogazione, che purtroppo ci sono delle visite per pazienti oncologici o ex oncologici che vengono rimandate nel tempo.

Dobbiamo, purtroppo, prepararci, forse, a un’ondata di ritorno anche di altre malattie che in questo momento vengono messe da parte, come per esempio è successo con il settore trapianti, perché c’è da occuparsi del Covid. È anche per questo che l’irresponsabilità di chi non fa la propria parte per contribuire a contenere la diffusione del contagio è particolarmente irritante, sempre per stare agli eufemismi.

Un altro tema è quello delle vaccinazioni. Approfitto di nuovo della presenza dell’assessore perché, stando a un confronto con il Lazio, che pure ha oltre 5 milioni di abitanti, quindi più di noi che siamo 4,5 milioni, risulta più avanti nelle vaccinazioni, pur avendone molti di più è più avanti di noi nelle vaccinazioni, il dato indica 5.600.000 abitanti per il Lazio, forse è sbagliato, ma il dato Istat che dava Google è 5,6 milioni e passa.

Se facciamo un confronto con il Lazio, che da quello che ho letto mi sembrava avesse più abitanti, però se è sbagliato...

 

(interruzione)

 

ZAMBONI: Ecco, se ne ha di più, però riesce lo stesso a fare più vaccinazioni, questo volevo sottolineare, questo diventa un problema per noi, loro sono già alla fascia d’età dei settantenni questa settimana, noi cominciamo dalla prossima, quindi – ripeto – siccome noi siamo abituati all’eccellenza, i nostri cittadini fanno questi confronti e si domandano come mai, quindi io la risposta ovviamente non ce l’ho e segnalo solo che dal 10 marzo partono le prenotazioni per i nati nella fascia 1944-1945, da venerdì 12 1946-1947.

La situazione, come già diceva il consigliere Taruffi, è una situazione assolutamente fuori dall’ordinario, io credo che il nostro sistema sanitario stia dando una grandissima prova di dedizione e anche di capacità di curare, quindi voglio concludere ringraziando chi è in campo e invitando di nuovo a richiamare invece a un senso di responsabilità collettiva chi continua a infischiarsene. Se per strada vedi qualcuno senza mascherina e glielo fai riconoscere, se ti va bene ti insulta, ma se non ti va bene ti può succedere anche di peggio!

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Ci tengo anch’io ad associarmi ai ringraziamenti già fatti da parte di alcuni colleghi all’assessore Donini, che non si è mai sottratto, né in quest’aula né tantomeno in Commissione, e neanche a un rapporto diretto tra consiglieri e assessorato, così come non si è mai sottratto il presidente. Ma ci tengo più in generale a ringraziare la Giunta e credo che noi dovremmo concentrarci sui contenuti e sul merito delle informazioni che ci vengono date piuttosto che su chi ce le dà, perché indubbiamente le politiche messe in campo da questa Regione sono il frutto di una collegialità della Giunta che deve essere quella che ci interessa di più. Anche perché dobbiamo riconoscere che lo stesso sottosegretario, quando è in aula in assenza dell’assessore Donini o del presidente, non lesina mai informazioni o comunque credo svolga egregiamente il ruolo di rappresentante della Giunta. Quindi, credo sia davvero ingenerosa la polemica… Se il consigliere Rancan, visto che ha già parlato, non disturba mi fa un favore. Presidente, va bene tutto, però qua siamo…

Dicevo, va ringraziata la Giunta nella collegialità del lavoro che fa e come consiglieri dovremmo concentrarci più sul merito delle informazioni che ci vengono date e su quelle dovremmo ragionare, piuttosto che strumentalizzare se ci vengono date dal presidente, dall’assessore o dal sottosegretario. Qui nessuno si è mai sottratto ad affrontare la discussione.

Credo che, di fronte alla difficile situazione che abbiamo, di fronte alla pandemia, un po’ di equilibrio anche nei toni con cui si affronta una discussione sarebbe opportuno utilizzarlo, che sia un equilibrio legato a non utilizzare la parola “fallimento”. Che sia un fallimento sulle scelte piuttosto che fallimento sulla comunicazione, io ritengo che definire fallimentare qualcosa non sia il modo giusto anche nel caso si ritenga di doversi approcciare ad una critica. Così come ritengo che sia poco equilibrato dire che siamo arrivati a fare questa discussione fino alle 16:37, nel mio caso, del pomeriggio solo perché la presidente ha preso tre minuti del suo tempo per intervenire sul tema, come abbiamo fatto tutti noi. Ecco, un po’ di equilibrio credo che davvero ci aiuterebbe a stare di più sul merito e a rendere un servizio migliore ai nostri cittadini.

Certo, io capisco perfettamente, c’è chi non ha l’onere del Governo, che sia il Governo del Paese o il Governo della Regione, quindi è portato ad utilizzare toni molto più alti; dopodiché un po’ mi fa ridere, perché non è la prima discussione che facciamo in quest’aula sul tema pandemia, sul Covid e su come affrontarlo, e quando si dice che la comunicazione non è stata adeguata un po’ mi fa sorridere, tenuto conto che, a partire da coloro che non hanno la responsabilità del Governo, sui giornali si è sentito di tutto e di più da chi, con numeri già difficili, diceva “apriamo tutte le attività, il tessuto economico soffre”, salvo poi qualche settimana dopo, con numeri dei contagi ancora più drammatici, rassegnarsi al fatto che non l’aveva detta giusta.

Io stessa in quest’aula mi sono permessa di dire che non aiutava il balletto dei virologi che in televisione non davano opinioni univoche su alcuni temi. Il consigliere Lisei all’epoca mi rispose che si chiama “democrazia”. Mi permetto di dire che allo stesso modo è democrazia che non tutti i sindaci dicano la stessa cosa o che non siano sempre tutti d’accordo con il presidente. Credo che stia nella normale dialettica istituzionale che si può avere per arrivare al miglior obiettivo e alle migliori decisioni in una fase come questa.

Voglio prendere poco tempo, perché non credo sia il momento di fare il bilancio di come abbiamo affrontato la pandemia. Io non ho dubbi che il bilancio ad oggi sia assolutamente positivo. Non voglio tornare su quanto hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, sul fatto che il nostro sistema sanitario ha dimostrato di essere all’altezza, così come si è dimostrata all’altezza la politica e l’organizzazione della sanità emiliano-romagnola nell’adeguare i posti letto delle terapie intensive e nel ripensare l’intera organizzazione territoriale. Dicevo, il bilancio lo faremo quando davvero avremo superato la pandemia. Però credo che nessuno possa negare che la nostra è una Regione che ha esercitato un ruolo di leadership nell’affrontare questa pandemia, a partire dai nostri protocolli per le categorie economiche, che sono sostanzialmente stati copiati da tutte le altre Regioni, piuttosto che nel confronto con il Governo. Credo davvero che la Regione Emilia-Romagna sia stata protagonista in questa fase.

Io sono anche molto contenta del coraggio delle scelte sulle vaccinazioni. Ve lo dico. Ne parlava la collega Zamboni prima. Un po’ di macchia di leopardo c’è, nonostante il piano vaccinale sia nazionale, ma io, ve lo dico, dalle informazioni che ci ha dato l’assessore Donini stamattina al fatto che da lunedì partono le prenotazioni, e soprattutto si apre la fase delle vaccinazioni per le categorie estremamente vulnerabili, fatemi dire che io sono fiera di una Regione che parte a vaccinare queste categorie chiarendo bene chi vi appartiene, rispetto a scelte che hanno fatto altre Regioni, che condivido meno. L’obiettivo è vaccinare tutti, ci mancherebbe, però io sono fiera del fatto che questa Regione abbia deciso di partire da chi è più vulnerabile e da chi è più esposto al rischio. Ci tengo a ribadirlo, perché non è scontato. Quando parlo con altri colleghi, mi dicono "ma la Toscana ha fatto questo, altri hanno fatto altro", io penso che noi abbiamo fatto bene a dire che i più fragili sono quelli che devono essere vaccinati per primi, così come rivendico la scelta di aver fatto partire la vaccinazione dal personale sanitario, per fortuna il personale sanitario è tutto immunizzato e può continuare a combattere in prima linea, come ha fatto fino adesso, quindi credo che sarebbe meglio non utilizzare termini forti.

Mi avvio a chiudere perché credo davvero che adesso dobbiamo guardare avanti, dobbiamo guardare avanti a settimane che non saranno facili perché ci avviciniamo alla terza ondata, quindi penso davvero che siamo nella fase in cui dobbiamo fare uno scatto in avanti a tutti i livelli, affrontando la pandemia e il Covid in modo diverso. Proseguendo con la vaccinazione, servirà di qui in avanti avere maggiore flessibilità sulle scelte, tenendo conto dei diversi fattori che si prospetteranno, ma tenendo conto anche della vaccinazione stessa, a seconda di come procede.

Le buone notizie che sono arrivate solo positive, che AstraZeneca abbia consentito di ampliare la platea dei vaccinati è una buona cosa, speriamo che anche Johnson & Johnson ci dia un’ulteriore spinta, e queste novità ci consentono di adattare le nostre scelte. Credo che vada detto che il territorio ha saputo organizzarsi bene nell’affrontare il Covid anche nei tracciamenti così come nella vaccinazione, in modo adeguato, in modo efficiente e anche con una buona logistica.

La rete dei punti vaccinali si è ampliata proprio per essere vicina ai cittadini ed è perfettamente – almeno nel mio territorio – integrata con le case protette, siamo pronti a vaccinare numeri importanti al giorno, con un programma regionale attuativo flessibile, in grado di accelerare e rallentare a seconda del bisogno, ma soprattutto a seconda della disponibilità delle dosi. Su questo è intervenuto il collega Taruffi prima e io non voglio riprendere il tema, perché sappiamo tutti che non è nella nostra disponibilità, ma credo che il presidente Bonaccini nei confronti del Governo, nei confronti dell’Europa così come nei confronti diretti delle case farmaceutiche non abbia mai lesinato critiche per le scelte che venivano fatte proprio nell’ottica di implementare le dosi disponibili.

Dobbiamo fare una riflessione su come affrontare la pandemia con la vaccinazione in corso, senza pensare che dobbiamo aspettare la fine della fase vaccinale, perché scelte vanno fatte e vanno fatte in fretta. Mi pare davvero chiaro che la strategia a colori e a zone sta mostrando la corda e si sta dimostrando assolutamente inadeguata a gestire questa fase. Questa sicuramente, per come la vediamo noi, deve essere ripensata. Non sono io la prima a dirlo, non è il Partito Democratico il primo a farsi carico, ma certamente il Governo deve farsi carico di una riflessione su questo, così come le informazioni dello stesso Governo devono essere più chiare e tempestive, così come devono essere rafforzati i controlli. Al secondo anno, vicini alla terza ondata, con la campagna vaccinale in corso, la sfida vera adesso è davvero quella di aggiornare e attualizzare gli strumenti e le scelte da mettere in campo per governare la pandemia, senza pensare di poter aspettare la fine della vaccinazione.

Il tessuto economico soffre. Soffrono gli imprenditori, soffrono i professionisti, quindi ne soffre l’occupazione, ne soffre l’occupazione femminile. Giusta la scelta, che rivendichiamo come Assemblea, che abbiamo proposto come maggioranza, di aver sostenuto la proroga del blocco dei licenziamenti. Io credo – sta finendo il tempo, quindi, presidente, mi fermo – davvero che ci sia difficile utilizzare la parola “fallimento” per giudicare qualunque scelta di questa Giunta, di quest’aula o del presidente. Tutto è perfettibile ed è sempre lui il primo a dirlo, quindi adesso dirà quello che pensa, ma io credo davvero che, al di là delle polemiche strumentali, in questa Assemblea abbiamo dimostrato di essere davvero tutti in campo per proteggere i nostri cittadini e anche per far aumentare il senso di responsabilità, perché, come diceva la collega Zamboni, un po’ di cautela in più, un po’ di educazione in più, un po’ di senso di responsabilità in più forse darebbe una mano anche all’operazione dell’istituzione Regione per affrontare la pandemia.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zappaterra.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

Ringrazio anche io l’assessore Donini per questa informativa nella giornata di oggi. I dati ci dicono inequivocabilmente che la curva dei contagi è diventata molto ripida nelle ultime settimane. Dobbiamo intanto evitare un errore già commesso da tanti politici e cittadini anche nel recente passato: non possiamo ricominciare a dividerci in squadre che chiedono in modo semplicistico chiusure o aperture totali. Si tratta di un approccio superficiale che non possiamo permetterci in questa fase di emergenza.

Rimaniamo sui dati. Le decisioni vanno prese con saggezza e determinazione in base alle informazioni in nostro possesso. Dobbiamo dare indicazioni chiare ed efficaci, sapendo che stiamo continuando a camminare sul filo. Da un lato, c’è la pandemia che morde e il contagio che conosce una nuova forte risalita, dall’altro c’è un popolo piegato da molti mesi di tensione, da limitazioni e preoccupazioni, disagi e paure che a volte si sono trasformate in angoscia.

Ognuno deve fare la propria parte, a cominciare naturalmente dal Governo. La nostra Regione sta dimostrando proattività e tempestività nel reagire ai problemi dei cittadini, suggerendo azioni al Governo e soprattutto calando sul nostro territorio le misure opportune per limitare la diffusione del virus e mitigare le conseguenze sociali ed economiche che si stanno abbattendo su tutte le famiglie e sulle aziende.

La vicinanza che dal nostro osservatorio diamo alle esigenze della comunità degli emiliano-romagnoli, il contatto stretto con gli amministratori locali e un ente gestito bene sono tre caratteristiche che ci consentono di poter essere efficaci anche in un momento difficilissimo come questo.

I provvedimenti regionali hanno chiaramente l’obiettivo di fermare la diffusione dei contagi, che continua ad aumentare, anche a causa delle nuove varianti, anche tra giovani e giovanissimi, e soprattutto proteggere la nostra rete ospedaliera, dove sono in costante crescita i ricoveri sia nei reparti Covid che nelle terapie intensive. Questi provvedimenti (la limitazione degli spostamenti, la chiusura dei nidi e delle materne, la didattica a distanza al 100 per cento, lo stop a tantissime attività commerciali) sono, però, tutte misure molto impattanti e molto dolorose. Se gli esperti ci dicono essere necessarie, procediamo senza indugi e con fermezza, ma limitiamole il più possibile nella durata.

Dobbiamo avere anche la consapevolezza che non possiamo fermare di nuovo tutto a lungo. Il sistema non reggerebbe. Mi permetto di aggiungere: anche il sistema nervoso di molti cittadini non reggerebbe. Troppo poco si parla delle conseguenze psicologiche di questa emergenza, dell’aumento del consumo di ansiolitici e psicofarmaci, delle richieste di sostegno psicologico. Temo che, se anche più subdola e nascosta, ci porteremo avanti per anni questa forte criticità.

Anche altri ambiti sono, ovviamente, in forte difficoltà. Sappiamo quanta sofferenza provoca anche a noi vedere i nostri nidi, le nostre materne e tutte le nostre scuole chiuse, comprese le università. Un disagio educativo, sociale, familiare che andrebbe sempre evitato e che andrà interrotto non appena ci saranno le condizioni di sicurezza per riaprire.

Condivido quello che diceva la consigliera Castaldini, che in questo momento non è in aula, ma questo ci avvicina sicuramente. Non possiamo di certo pensare di proseguire tutto l’anno scolastico con la didattica a distanza. Non possiamo chiedere sacrifici infiniti alle categorie già stremate e in ginocchio. Non possiamo fermare di nuovo l’attività delle aziende o chiudere a lungo tutti quei negozi e quelle attività che con una bruttissima definizione chiamiamo “non essenziali”.

A questo proposito, anche con il nuovo Governo paiono ancora non sufficienti i sostegni previsti, e questo preoccupa molto per la tenuta occupazionale e sociale anche delle nostre attività economiche.

Non bisogna dimenticare nessuno, non bisogna pensare che con le mance di Stato interi comparti possano sopravvivere a lungo. Io vedo onestamente una sola via di uscita possibile: occorre accelerare al massimo il piano dei vaccini con un programma vaccinale regionale di massa, che lavori a pieno regime e che, come hanno assicurato il presidente Bonaccini e l’assessore Donini, garantisca la copertura di tutta la popolazione regionale entro l’estate, a patto ovviamente che arrivino le forniture di vaccini necessarie.

Occorre fornire indicazioni chiare e inequivocabili su chi ha la priorità per prenotare il vaccino, occorre contemporaneamente recuperare il tracciamento, anche se in modi e modalità magari differenti rispetto a quelle che abbiamo conosciuto fino ad ora. A mio avviso non ci sono alternative a questa strategia.

Sicuramente in questo ambito devo rilevare con rammarico come l’Europa abbia fallito nell’approvvigionamento dei vaccini, i contratti sono stati scritti male, ma la colpa non è soltanto della Commissione europea, dal momento che della squadra negoziale facevano parte 27 delegati, uno per ciascun Paese membro.

Evitando scorciatoie e derive sovraniste, voglio però essere ottimista e apprezzo la determinazione del nuovo Governo nel perseguire un deciso cambio di passo. Sono convinta che presto ne potremo apprezzare i risultati.

Il compito delle Istituzioni, come ha dichiarato recentemente anche il presidente Draghi, del quale apprezzo molto il pragmatismo e l’assenza di proclami, è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità. Noi dobbiamo continuare a fare la nostra parte per contribuire e accelerare i tempi in tutti i modi. Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Pigoni.

Io non ho altri iscritti a parlare, quindi a questo punto passo la parola al presidente Bonaccini.

Prego, presidente.

 

BONACCINI, presidente Giunta regionale: Grazie, presidente.

Provo in pochi minuti a toccare i punti salienti che sono emersi nel dibattito.

Credo non possa alimentare polemica il fatto che una comunicazione urgente in materia di emergenza sanitaria sia svolta dall’assessore alla sanità. Peraltro io sono qui per ascoltare (l’ho fatto anche questa mattina da remoto) e per rispondere, come ho sempre fatto, come abbiamo sempre fatto. Anzi ne approfitto per ringraziare Raffaele Donini – lo avete fatto in molti, non tutti, ci sta, lo faccio in particolare io – e con lui tutta la nostra struttura, le nostre aziende, il personale impegnato a fronteggiare questa terribile pandemia e ora anche (e aggiungo finalmente) a realizzare la campagna vaccinale.

È passato un anno, la fatica accumulata è pesante. Non avremmo voluto ritrovarci qui dopo un anno, a partire dal sottoscritto, ma noi viviamo il tempo presente e dobbiamo combattere per vincere definitivamente questa sfida. Peraltro, siamo in una nuova fase, lo vedete tutti. Le cosiddette “varianti”, qui in particolare quella inglese, che ormai è preponderante nella presenza dei contagi e del virus che corre, fanno correre gli stessi contagi molto più velocemente di prima, come ci hanno detto e vi hanno detto tutti i professionisti e gli esperti, e soprattutto investono anche classi marginali della popolazione, anzi, che fino a prima erano marginali, a partire dai giovani, dai giovanissimi, compresi i bambini, prima toccati molto meno.

Se ci pensate, il presidente Draghi, il ministro Bianchi, il Governo erano partiti per provare a riaprire tutte le scuole, peraltro con un intento giusto, perché abbiamo sempre detto anche noi – io per primo – che la scuola è tale quando è in presenza, perché non è solo apprendimento, insegnamento, è anche socialità, stare insieme ai propri compagni, agli insegnanti. Però, come primo atto del DPCM, pensateci, chi voleva aprirle ha dovuto prevederne la chiusura, sia in zona rossa, a partire dalle scuole d’infanzia, sia nelle altre colorazioni quando l’incidenza supera il rapporto 250 ogni 100.000 abitanti. D’altra parte, perché l’Umbria chiuse qualche settimana fa le scuole, anticipando le zone rosse e prevedendola per quasi tutta la Regione? Perché purtroppo, come la presidente Tesei ci disse – chiedendo al Governo persino l’invio di personale sanitario in aggiunta e il ministro Speranza bene fece, appena rinominato, ad andare fisicamente in quella Regione – le varianti, più varianti peraltro insieme, arrivarono laddove, pensate, in quel caso non abbiamo nemmeno metropoli o una popolazione diffusissima. E così è capitato a tante Regioni, il Molise, la Basilicata, la Provincia autonoma di Bolzano. È capitato in grandi Regioni come la Lombardia, che ha dovuto fare addirittura zona arancione scuro tutta la regione. Ed è capitato anche in Emilia-Romagna.

È un virus nuovo. Noi dobbiamo guardarlo per quello che è. La zona arancione ‒ come ho già detto un po’ di giorni fa ‒ è insufficiente a piegare la curva per come eravamo abituati nel tempo precedente. Le ordinanze regionali lo so che possono anche generare confusione in un’Italia già a colori, però, permettetemi, non si dica che proprio da qui non si è posto il tema. Già dall’autunno scorso. Per primi proponemmo persino di superare questo impianto per evitare il saliscendi della pandemia. Per questa ragione abbiamo chiesto almeno di tenere chiusi i confini regionali, altrimenti il virus, che non li conosce, circola lo stesso. Tanto più lo abbiamo posto in queste settimane, e Donini vi ha dato conto dell’accelerazione registrata nelle ultime due settimane.

Non si dica, soprattutto, che qui siamo intervenuti tardi. Se così fosse, non avremmo assunto le ordinanze con anticipo sul Governo. Perché avremmo dovuto farlo? Lo abbiamo fatto convinti che servisse, vista la rapidità con cui salivano, intervenire immediatamente. Adesso si discute di alzare le restrizioni a livello nazionale, e noi non abbiamo aspettato. Siamo in attesa di sapere, nei prossimi giorni, quali determinazioni, sentendo anche il Comitato tecnico-scientifico, il Governo Draghi vorrà prendere.

Così come abbiamo chiesto per tempo di modificare i parametri che colorano le regioni con settimane di ritardo, mentre disponiamo dei dati in tempo reale. Peraltro, io lo so in quali polemiche sono entrato. Pochi hanno ricordato che qualche settimana fa il sottoscritto ‒ uscì su tutti i giornali, le agenzie, eccetera; pochi mi sono venuti dietro ‒ propose la zona arancione per tutta Italia, perché guardavo i dati e i numeri in altri Paesi europei e, temendo che arrivasse quell’ondata anche nel nostro Paese, come è arrivata... Sempre più Regioni via via da giallo, come è capitato a noi, sono diventate arancioni, magari arancioni scure, rosse.

Vorrei ricordare che se non avessimo accettato, noi presidenti di Regione, tutti insieme, di cambiare i parametri e abbassarli, non saremmo mai andati neanche in arancione. L’1,25 come Rt non l’avevamo mai raggiunto. E abbiamo accettato tutti insieme misure più stringenti perché si capiva che cominciava ad esserci una preoccupazione forte sulla cosiddetta "terza ondata" o seconda ondata mai finita.

Non si dica che non ci assumiamo responsabilità, le ordinanze le abbiamo prese qui, sulla base dei dati delle nostre aziende sanitarie e confrontandoci con i sindaci, abbiamo discusso per ore con loro, in ogni territorio, come siamo abituati a fare in Emilia-Romagna, non so se lo fanno in tutte le altre Regioni, immagino di sì, so che qui lo si fa, di qualsiasi colore politico, perché siamo abituati (datemene atto, datecene atto) a fare così. Succederà in ogni Regione, qui succede, non si dica che non succede, e non abbiamo mai voluto prendere decisioni d’accordo o in disaccordo, senza una filiera che affrontasse insieme ai livelli istituzionali con le aziende sanitarie questa decisione.

Anche un anno fa fu così, prima per la scuola, poi per Piacenza, poi per Rimini, le uniche due province che presero restrizioni in quel marzo in Italia, e poi per Medicina, zona rossa a metà marzo, come ricorderete, ed era un rosso diverso dalle zone rosse di oggi, perché erano blindate dai militari con 12 varchi da cui non uscivi.

Io non mi sono mai permesso di criticare una sola Regione, il sottoscritto ha difeso la Lombardia in epoca non sospetta, perché so, portando questa responsabilità, che fatica è, fuori dall’appartenenza politica e geografica.

C’è un nuovo decreto-legge importante, ristori o sostegni che dir si voglia, purtroppo in mezzo c’è stata la crisi di Governo e non c’è dubbio che si è in ritardo, perché si sono perse settimane.

Noi abbiamo chiesto (quando dico "noi" dico l’Emilia-Romagna, ma dico tutte le Regioni italiane insieme) da ultimo ieri, in un incontro con il sottosegretario Garofoli, alcuni ministri e le rappresentanze, io con l’assessore della Lombardia Caparini al bilancio per le Regioni, il presidente Decaro per l’ANCI, il presidente De Pascale per l’UPI, abbiamo chiesto, prima ancora che le risorse per le Regioni, doverose, necessarie due cose: ristori oltre i codici ATECO, per le ragioni di cui tante volte anche voi avete espresso qui il limite, e oltre le colorazioni del DPCM. È necessario passare a un intervento orizzontale, che risponda a tutte le imprese, a prescindere dal codice e dal colore, sulla base della perdita di fatturato, e abbiamo detto che si superano i 5 milioni di euro di massimale.

Credo che possiamo avere fiducia che questo o gran parte di questo, se non tutto, verrà accolto.

Poi abbiamo chiesto congedi parentali per i lavoratori dipendenti e voucher baby-sitter per quelli autonomi, per tenere insieme tutti coloro che, genitori, hanno il problema, se vanno a lavorare – come ci sarebbe da augurarsi, perché vuol dire avere un lavoro o un’impresa da guidare – di dover lasciare i propri bambini.

Abbiamo chiesto che ci sia un rifinanziamento, anche qui per il ritardo dovuto al fatto della crisi di governo, di quel fondo capiente nel quale abbiamo sentito parlare di 200 milioni di euro. Ho parlato personalmente con la ministra Bonetti e col ministro dell’economia Franco e mi auguro che questo possa essere garantito come ci è stato detto, perché se si chiudono le scuole servono garanzie e strumenti immediati per le famiglie affinché al problema oggettivo per i bambini e i ragazzi non si aggiunga l’impossibilità di conciliare i tempi di vita delle famiglie. Abbiamo chiesto che siano risorse che possono andare in arretrato a partire dall’inizio di gennaio, quando quel fondo non aveva più finanziamenti.

Sui vaccini, dei ritardi e della necessità di accelerare diciamo tutti. Figuratevi la frustrazione di chi, come me, come Raffaele, come noi, sappiamo che potremmo superare il milione di vaccinazioni al mese per come siamo organizzati, grazie alle nostre strutture e a chi ci dà una mano, compresi i medici di famiglia, che qui, a differenza di parti d’Italia, da quello che leggo, hanno iniziato davvero, magari qualche ritardo, ma poi hanno iniziato e siamo già a decine di migliaia di vaccinati, personale della scuola, attraverso AstraZeneca, con anche in mezzo prima fino a 65 ed ora ci è stato detto che si va persino oltre. Immaginate la frustrazione di chi potrebbe arrivare a 40-50.000 vaccinazioni al giorno, come da piano che abbiamo presentato, oltre un milione al mese, e si ritrova a dover fare… Certo, siamo arrivati anche a 17.000, l’altro giorno a 15.000, insomma si aumenta, ma potremmo fare molto di più.

Noi ancora ieri sera abbiamo con l’assessore fatto il punto con tutti i direttori generali delle varie Aziende territoriali, per assicurarci che quando arrivano vengano fatti immediatamente. Il programma presentato da Raffaele in Commissione ne prevede 45.000 al giorno, ed è quello su cui ci attestiamo. È lo stesso numero che ieri abbiamo confermato con nota formale al Commissario generale Figliuolo, che ho già incontrato personalmente come presidente della Conferenza, insieme ai presidenti, e che ringrazio per il grande impegno che già in questi giorni ha messo per questo scatto in avanti nella nuova fase che deve arrivare e al capo della Protezione civile, Curcio, che saluto, così come ho ringraziato il commissario Arcuri, da un lato, e il capo del Protezione civile Borrelli, dall’altro. Con Curcio avevamo lavorato negli anni in cui era già capo della Protezione civile. Ci ha dato una gran mano nella ricostruzione del terremoto, del sisma emiliano. C’è anche una conoscenza personale. Non “personale” dal punto di vista che è importante che ci conosciamo. È importante che l’abbiamo visto sul campo e che ha fatto davvero bene.

Noi ci auguriamo che i vaccini aumentino. Abbiamo coinvolto per primi i medici di medicina generale. Io rivendico quella scelta. Può aver rallentato in un primo momento la somministrazione di AstraZeneca, come qualcuno ci aveva fatto rilevare e notare, però poi c’è stato lo scatto. E lo scatto si vede. Capite cosa significa, anche per il futuro, rodare una rete di migliaia di professionisti sul territorio che possono moltiplicare con il loro lavoro la rete che stiamo implementando per vaccinare, quando arriveranno più vaccini? Confermo che useremo anche i medici delle aziende.

Io non so cosa potrà succedere. Ho già avuto abbastanza sofferenze da patire insieme al Governo stesso. Al Governo precedente. Spero non a questo. Fino ad oggi le multinazionali che avevano firmato contratti non hanno mantenuto gli impegni. Credo anch’io che per l’Unione europea sia un bel problema questo, e anche una parziale sconfitta. Chi firma un contratto, avendo ricevuto risorse pubbliche ingenti per la ricerca, deve sapere che il vaccino deve essere un bene pubblico, perché tutela le persone, salva loro la vita. Io mi auguro che adesso lo scatto ci sia.

Ne dovrebbero arrivare ‒ dai numeri che avete letto ‒ parecchi. Siamo convinti che debbano arrivarne parecchi. Pretendiamo che ne arrivino parecchi. Certo, carta canta: oltre a sentirlo dire, voglio verificare se arrivano. Abbiamo detto: diamo fiducia. Come ha detto Raffaele Donini, cominciamo subito ad aprire le agende per prendere le prenotazioni e poi vaccinare, con l’arrivo delle dosi, anche coloro che sono tra i 75 e i 79 anni. Sta andando avanti il piano, che ormai è al termine, con la doppia vaccinazione per tutto quel contingente tra le 150.000 e le 180.000 persone, il personale sanitario, sociosanitario, il personale delle RSA, i degenti delle RSA, perché abbiamo iniziato a tambur battente, prima a domicilio con gli ottantenni assistiti domiciliarmente, poi con gli ottantacinquenni e oltre, e da pochi giorni con le prenotazioni e l’inizio delle vaccinazioni per la fascia di età 80-84 anni.

Siccome sappiamo che gli ultraottantenni e gli ultrasettantenni sono i più colpiti drammaticamente anche dai decessi, è bene arrivarci il prima possibile, e abbiamo seguito le indicazioni del Governo nazionale, esattamente quello. Adesso che AstraZeneca si potrà fare anche agli over 65, vediamo se il Governo potrebbe dirci, finite le liste e le varie categorie per età o per professione (penso alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, al personale scolastico, penso alle persone disabili, abbiamo detto che dalla prossima settimana cominceremo anche su tutte le persone che abbiano problemi di salute particolari e che devono essere tutte vaccinate, ce ne faremo carico contattandole noi con le ASL e non dovranno nemmeno prenotare), bisognerà passare a una fase successiva, attendiamo le disposizioni che dovrebbero arrivare a breve, se davvero arriveranno decine di milioni di vaccini, come pare, di dosi nel secondo trimestre e poi nel terzo, se così fosse, noi potremmo veramente traguardare l’estate con gran parte della popolazione già vaccinata.

Peraltro, se stiamo alle nostre potenzialità, se ci arrivassero in tre mesi, oltre a quelli già vaccinati, perché ad aprile saremo già oltre il mezzo milione con la seconda dose, quindi definitivamente, e inattesi di Johnson&Johnson ne dovrebbero arrivare milioni (prima di dire che arrivano li voglio vedere, non vorrei un’altra delusione, però se arriveranno, essendo monodose, non li dividi nemmeno più per due, ma, Piccinini mi consentirà, una testa un vaccino, cioè è monodose e a chiunque lo fai è già vaccinato e vuol dire che ne conteggi sempre di più).

Sappiamo che l'EMA, l’agenzia europea preposta, sta valutando altri vaccini e attendiamo le determinazioni, così come quello italiano entro l’estate dovrebbe essere pronto. Avete visto che abbiamo dato disponibilità con le aziende del territorio, il caso Beyond è noto alla cronaca oggi su un importante quotidiano nazionale, ma più in generale abbiamo una filiera, comparti che possono comporre la produzione. Guardate, se in Italia anche tra un po’ di mesi ci fosse una produzione per sempre, siccome questo virus non credo, dicono gli esperti, scomparirà in pochi mesi – diventerà un’influenza nel tempo, ma per qualche anno probabilmente ce lo accompagneremo – il tema è che il vaccino (lo so bene) non uccide in sé il virus o la sua diffusione, ma tutela le persone, dopo non ne avremo più paura. La dico così: questa durissima prova che stiamo sostenendo, che a me non fa dormire la notte per quello che vediamo nei reparti di terapia intensiva che non avremmo mai voluto vedere, in particolare nella parte più centrale dell’Emilia, come è stato detto dell’Emilia-Romagna, qui a Bologna vederli pieni o sentire – mi viene sempre il brivido – anche stamattina il suono delle ambulanze… Era la colonna sonora della prima ondata, quando venimmo colpiti quasi solo noi, con Lombardia e Veneto, per tanto tempo non sentivamo più e oggi tornano ogni tanto a risuonare le sirene.

Ho letto anch’io come voi le parole del professor Chiari, dello stimatissimo professor Chiari dell’università di Bologna, che sulla base degli studi – che ci hanno più o meno sempre preso, quasi sempre preso, ma ci sono sempre andati vicini, se non preso, proprio puntuali – che l’università fa dovremmo essere vicini al picco. Io me lo auguro, ce lo auguriamo. Avete letto che dicono che in Italia il picco in alcune realtà potrebbe avvenire più avanti. Io non lo so, perché, guardate, io non me ne intendo; non sono un medico, non siamo scienziati. Di certo, ci auguriamo che arrivi il prima possibile e che il prima possibile la curva possa cominciare a piegarsi.

Voglio avere fiducia che, piegata questa terza drammatica ondata, con più vaccini, sempre più persone di categorie, per età o per tipologia di professione, a rischio vengano vaccinate. Avete visto il crollo dei contagi o peggio in chi già ha avuto la seconda dose, a chi è stata fatta, dimostra che funzionano e noi abbiamo bisogno di terminare – perché non se ne può più – questa battaglia per provare a vincerla e prevedere, come avete detto in tanti, che non si chiuda mai più. Alla pandemia sanitaria noi rischiamo concretamente che si aggiunga una pandemia economica e sociale che faccia male, quindi noi abbiamo bisogno che ci sia prima possibile una piegatura di quella curva così pesante, perché prima possibile si possa tornare alla vita precedente.

I numeri. Io non faccio mai competizione con le classifiche. Silvia indicava una cosa vera, giusta. È pur vero che se guardi sui 100.000 abitanti saremmo davanti noi. Ripeto: ognuno di noi cerca di fare nel proprio contesto il massimo che può. Io mi auguro che arrivino più vaccini. E arriveranno. Voglio credere che arriveranno, perché vogliamo fare una grande pedalata, uno scatto in avanti.

Le ultime due cose, e ho finito. Chiedo scusa per il tempo rubato. Sul tema della chiusura temporanea dei punti nascita, Bentivoglio ovviamente è temporaneo. Se abbiamo bisogno di posti letti dobbiamo anche compiere sacrifici. Quando i reparti si svuoteranno, noi attiveremo il protocollo sperimentale discusso proprio qui a Bologna con il ministro Speranza per riaprirli. Non solo lì, ovviamente. A Porretta, a Pavullo, a Castelnovo de’ Monti, a Borgotaro. Ho solo una parola. Anche quando sbaglio. Feci un errore. Facemmo un errore. Rimedieremo e quei punti nascita li riapriremo.

Dobbiamo rafforzare la comunicazione, avete detto. È vero. Anche quest’anno ripeteremo il bando, con lo sforzo per tutte le testate giornalistiche, per un’informazione puntuale legata al Covid, alle misure, alla vaccinazione. È stato uno strumento snello, rapido, massivo, su cui il giudizio è stato positivo anche da parte delle stesse testate. Ci torneremo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, presidente.

Procediamo con i lavori.

Rispetto alle risoluzioni che sono in oggetto, per accordo tra i firmatari, possiamo considerare le risoluzioni conclusive del dibattito le seguenti: la 2020, risoluzione che impegna la Giunta regionale ad approvare un piano per sostenere e potenziare le USCA delle Aziende sanitarie, sia dal punto di vista dell’organico che della strumentazione, a firma dei consiglieri Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni e Bergamini. Su tale oggetto insistono quattro proposte di emendamento: tre a firma del consigliere Daniele Marchetti (una è ritirata) e una a firma dei consiglieri Daniele Marchetti e Maletti.

È abbinata un’altra risoluzione, la 2856, che impegna la Giunta ad approvare un piano regionale di potenziamento delle USCA, costruendo un percorso di loro integrazione stabile all’interno del sistema sanitario regionale, a firma delle consigliere Zamboni, Zappaterra, Soncini, Montalti, Mori, Maletti e altri.

Per la risoluzione 2693, a firma della consigliera Zamboni, chiedo se è confermato il ritiro.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto. Ottimo.

A questo punto, procediamo con il dibattito generale su queste due risoluzioni

Consigliera, prego.

 

ZAPPATERRA: [...] dei colleghi primi firmatari, sia Zamboni che Marchetti, che del resto dell’aula ovviamente, a limitarci magari alle dichiarazioni di voto, in modo che nei dieci minuti facciamo più risoluzioni possibile.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliere Rancan, prego.

 

RANCAN: Sento ‒ spero che non me ne voglia il consigliere Marchetti collegato ‒ di poter dare l’assenso alla proposta di limitarci a dichiarazioni di voto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Anche per me va bene. Volevo solo precisare un dato, perché prima ho fatto il confronto tra Emilia-Romagna e Lazio.

Per l’esattezza (lo comunico per condividerlo), l’Emilia-Romagna ha somministrato 493.000 dosi, quindi una percentuale di 11,06 in rapporto alla popolazione, il Lazio ha una percentuale di 9,67 (l’avrei dato nell’intervento di illustrazione, lo dico così al volo).

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie per questa precisazione.

A questo punto passiamo alle dichiarazioni di voto congiunte. Chi si iscrive a parlare?  Si è iscritto in questo momento, prego, consigliere Marchetti.

 

MARCHETTI Daniele: Grazie, presidente.

Innanzitutto ringrazio per la disponibilità per avere abbinato questi due documenti alla discussione che si è svolta oggi. Ho ritenuto opportuno tramite il nostro capogruppo Rancan proporla, perché credo sia giusto concludere questo dibattito con due risoluzioni, su cui anticipo già voteremo a favore, così come voteremo a favore anche della risoluzione presentata dalla collega Zamboni.

Credo che la discussione odierna, quella soprattutto incentrata su quei due atti, rappresenti in pieno l’importanza e la consapevolezza trasversale che c’è sulla validità delle cosiddette USCA, quelle unità che fin dalla prima fase della pandemia, che stiamo purtroppo vivendo tuttora, hanno dato un contributo fondamentale nella lotta al Covid.

Le USCA infatti (è quasi inutile ricordarlo) hanno il compito di assistere le persone contagiate presso il proprio domicilio, quindi rappresentano un tassello fondamentale tra quelle azioni da mettere in campo per abbattere l’ospedalizzazione, perché, ebbene sì, dopo un anno di pandemia, purtroppo ancora oggi è proprio l’ospedalizzazione da abbattere. Arrivano segnali assolutamente preoccupanti dalle nostre strutture ospedaliere, posti letto che scarseggiano e ovviamente in controtendenza i contagi che aumentano.

È una situazione, quindi, da trattare con assoluta fermezza e attenzione, perché poi quando scattano questi alert, quando le strutture ospedaliere vanno in difficoltà, di conseguenza si avviano tutte quelle procedure e quelle restrizioni che purtroppo dopo si riflettono negativamente nella vita sia sociale che economica del nostro territorio.

È dunque compito della politica, credo, cercare di abbattere il più possibile il tasso di ospedalizzazione e dal canto nostro, come Lega, non ci siamo certamente tirati indietro. Infatti, abbiamo deciso nel Consiglio scorso di abbinare ad una risoluzione che era stata calendarizzata a prima firma Zamboni un nostro testo datato 18 novembre 2020. Ricordo la data non tanto per fare a gara a chi l’ha depositata prima, ma per dare dimostrazione che comunque questo è un tema assolutamente sentito anche dalla nostra forza politica.

D’altronde, ce lo siamo detti più volte, le terapie domiciliari rappresentano comunque un po’ la prima linea nella lotta al Covid, l’abbiamo ricordato questa mattina con un question time, è stato ricordato più volte durante gli interventi svolti per l’informativa che si è appena conclusa, ma ne abbiamo parlato anche nei mesi scorsi con altre interrogazioni o altri atti di indirizzo. È chiaro che la nostra risoluzione, ovvero la 2020, va aggiornata, va contestualizzata; infatti abbiamo depositato degli emendamenti, due per aggiornare dei dati e il terzo per aggiungere ovviamente un impegno. Sul terzo emendamento ringrazio anche i colleghi della maggioranza per averlo condiviso e sottoscritto, perché, guardate, io credo che sia assolutamente fondamentale potenziare le USCA a livello territoriale, ed è un obiettivo contenuto nel nostro documento così come anche nel documento della collega Zamboni, ma abbiamo ritenuto opportuno aggiungere un impegno da dare alla Giunta, ovvero quello di avviare sostanzialmente una valutazione su una possibile revisione delle terapie domiciliari da portare avanti di concerto ovviamente con i professionisti della nostra sanità, prendendo in considerazione tutte le nuove pratiche, le nuove terapie che abbiamo visto svilupparsi in questi ultimi mesi, ma prendendo e facendo anche tesoro di tutte quelle terapie sperimentali che durante la prima fase, a seconda del caso, hanno dato comunque ottimi risultati, almeno leggendo alcune testimonianze di illustri rappresentanti e professionisti medici anche del nostro servizio sanitario regionale.

Un’azione da portare assolutamente avanti, in parallelo a quella del piano vaccinale, perché le USCA e le terapie domiciliari rappresentano la prima linea e, se in tanti parlano di una guerra contro il Covid, cerchiamo di dare tutte le cartucce a disposizione che abbiamo a quelli che sono chiamati a combattere in prima linea questa battaglia.

Abbiamo quindi ritenuto opportuno modificare il nostro testo proprio in questa direzione [...] USCA, unità operative fondamentali nella lotta al Covid, e dare loro tutti gli strumenti necessari per farlo al meglio.

Voto favorevole a tutti gli emendamenti presentati all’oggetto 2020, la nostra risoluzione, così come voteremo a favore anche della risoluzione a prima firma Zamboni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Mi fa piacere naturalmente che ci si sia incontrati su questa tematica, una sola sottolineatura: la mia risoluzione è datata posteriormente a quella della Lega, anche perché contiene un invito a proseguire questa esperienza nel futuro, quindi a fare tesoro dell’esperienza delle cure domiciliari anche nella fase post-pandemica, proprio per farne uno strumento stabile del sistema sanitario pubblico della nostra Regione, orientato quindi a consentire di avere delle cure al proprio domicilio senza doversi sempre recare in ospedali e pronto soccorso.

Mi è quindi sembrata un'esperienza preziosa da salvaguardare anche per il futuro, nell’ottica del rafforzamento della medicina del territorio. Annuncio naturalmente il voto favorevole alla risoluzione di cui sono prima firmataria e anche a quella del collega della Lega, emendamenti compresi.

 

PRESIDENTE (Petitti): Altri in dichiarazioni di voto? Io non ho altri in dichiarazioni di voto.

A questo punto, mettiamo in votazione i tre emendamenti e le due risoluzioni.

Partiamo dall’emendamento 1, a firma Daniele Marchetti.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 39

Favorevoli 39

 

È approvato.

 

Ora votiamo l’emendamento 2, sempre a firma del consigliere Daniele Marchetti.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 40

 

È approvato.

 

Passiamo all’emendamento 4, perché il 3 è stato ritirato. L’emendamento 4 è a firma dei consiglieri Marchetti Daniele e Maletti Francesca, e si è aggiunta ora la firma anche della consigliera Piccinini.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 42

Favorevoli 42

 

È approvato.

 

Passiamo alla prima risoluzione, la risoluzione 2020 a firma dei consiglieri Marchetti Daniele ed altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvata.

 

Passiamo alla risoluzione 2856 a firma delle consigliere Zamboni, Zappaterra e altre.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 40

Favorevoli 40

 

È approvata.

 

Sono le ore 17,35. Dichiaro chiusa la seduta.

Prego, consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: In previsione del decreto che verrà approvato sui ristori, se senza dire niente possiamo votarla...

 

PRESIDENTE (Petitti): Quindi chiedete l’inversione, se siete tutti d’accordo, visto che mi sembra ci sia la disponibilità delle minoranze chiedete l’inversione...

Prego, consigliere Rancan.

 

RANCAN: Facciamo un attimo di chiarezza, nel senso che, se si vuole votare la risoluzione a prima firma Tarasconi, che è stata scambiata con la 1284 della consigliera Rossi, è necessario fare l’inversione dell’ordine dei lavori, quindi chiedo alla maggioranza se voglia fare l’inversione dei lavori o almeno se la voglia proporre. Tutto lì.

 

PRESIDENTE (Petitti): Bene.

Prego, consigliera Zappaterra.

 

ZAPPATERRA: Mi scuso, perché io avevo fatto la richiesta e non avevo visto che ci fosse quella della collega Piccinini prima, se la collega è d’accordo a fare l’inversione, votiamo l’inversione e votiamo la risoluzione, ma lascio decidere a lei. Non avevo proprio guardato.

 

PRESIDENTE (Petitti): Votiamoli.

Prego, consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Come correttamente detto dalla collega Zappaterra, in realtà all’ordine del giorno ci sarebbe la risoluzione sulle Comunità energetiche. Però capisco l’urgenza del tema. Quindi, senza troppo dibattito, ci limitiamo al voto, con la promessa di votare favorevolmente la risoluzione sulle Comunità energetiche, ovviamente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Perfetto.

A questo punto è pervenuta questa richiesta di inversione dell’ordine del giorno per trattare subito la risoluzione 2810. Interventi a favore e contro non ci sono.

La mettiamo subito in votazione.

 

(interruzione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Metto in votazione la richiesta di inversione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 34

Favorevoli 33

 

È approvata.

 

OGGETTO 2810

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo per chiedere di inserire nella lista dei beneficiari dei ristori anche quelle attività che hanno subito un calo rilevante del fatturato, a causa delle misure di prevenzione dal Covid-19, che ad oggi non rientrano nella lista di quelle che beneficiano dei ristori. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Bulbi, Zappaterra, Mori, Costi, Caliandro, Mumolo, Montalti, Daffadà, Costa, Rossi, Rontini, Sabattini

 

PRESIDENTE (Petitti): A questo punto, dibattito generale? Dichiarazioni di voto?

Mettiamo in votazione la risoluzione 2810, a firma della consigliera Tarasconi e altri.

Dichiaro aperta la votazione.

Dichiaro chiusa la votazione.

 

Votanti 41

Favorevoli 41

 

È approvata all’unanimità.

 

Dichiaro chiusa la seduta. Buona serata a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 17,41

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Massimo IOTTI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI, Paola SALOMONI.

 

Hanno comunicato di non poter partecipare alla seduta l’assessore Irene PRIOLO, la consigliera Lia MONTALTI.

 

 

Votazioni elettroniche

 

OGGETTO 2020

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad approvare un piano regionale per sostenere e potenziare le USCA delle Aziende Sanitarie, sia dal punto di vista dell’organico che della strumentazione. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

Titolo:2020 - votazione em. 1 (a firma cons. Marchetti D.)

 

Presenti al voto: 40

Favorevoli/Si: 39

Non votanti: 1

Assenti: 10

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca;  Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bargi Stefano; Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Montalti Lia; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Titolo:2020 - votazione em. 2 (a firma cons. Marchetti D.)

 

Presenti al voto: 41

Favorevoli/Si: 40

Non votanti: 1

Assenti: 9

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni  Silvia;  Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Montalti Lia; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Titolo:2020 - votazione em. 4 (a firma cons. Marchetti D.)

 

Presenti al voto: 43

Favorevoli/Si: 42

Non votanti: 1

Assenti: 7

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti  Francesca;  Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bonaccini Stefano; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Montalti Lia; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Titolo:2020 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 42

Favorevoli/Si: 41

Non votanti: 1

Assenti: 8

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Montalti Lia; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

OGGETTO 2856

Risoluzione per impegnare la Giunta ad approvare un piano regionale di potenziamento delle USCA, costruendo, inoltre, un percorso di loro integrazione stabile all’interno del sistema sanitario regionale. A firma dei Consiglieri: Zamboni, Zappaterra, Soncini, Montalti, Mori, Maletti, Marchetti Francesca, Daffadà, Caliandro, Tarasconi, Rontini, Costi, Rossi, Mumolo, Paruolo, Pillati, Fabbri, Sabattini

 

Titolo:2856 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 41

Favorevoli/Si: 40

Non votanti: 1

Assenti: 9

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Liverani Andrea; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bonaccini Stefano; Catellani Maura; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Inversione dell’ordine dei lavori

 

Titolo:Votazione

 

Presenti al voto: 35

Favorevoli/Si: 33

Contrari/No: 1

Non votanti: 1

Assenti: 15

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Bergamini Fabio; Bondavalli Stefania; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Fabbri Marco; Facci Michele; Maletti Francesca; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca;  Soncini Ottavia; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni Silvia; Zappaterra Marcella

 

Contrari/No


Barcaiuolo Michele

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bargi Stefano; Bessi Gianni; Bonaccini Stefano; Delmonte Gabriele; Felicori Mauro; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Lisei Marco; Liverani Andrea; Marchetti Daniele; Montalti Lia; Montevecchi Matteo; Pompignoli Massimiliano; Stragliati Valentina; Tagliaferri Giancarlo

 

 

OGGETTO 2810

Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo per chiedere di inserire nella lista dei beneficiari dei ristori anche quelle attività che hanno subito un calo rilevante del fatturato, a causa delle misure di prevenzione dal Covid-19, che ad oggi non rientrano nella lista di quelle che beneficiano dei ristori. A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Bulbi, Zappaterra, Mori, Costi, Caliandro, Mumolo, Montalti, Daffadà, Costa, Rossi, Rontini, Sabattini

 

Titolo:2810 - votazione risoluzione

 

Presenti al voto: 42

Favorevoli/Si: 41

Non votanti: 1

Assenti: 8

 

Favorevoli/Si


Amico Federico Alessandro; Barcaiuolo Michele; Bargi Stefano; Bergamini Fabio; Bessi Gianni; Bulbi Massimo; Caliandro Stefano; Castaldini Valentina; Catellani Maura; Costa Andrea; Costi Palma; Daffadà Matteo; Delmonte Gabriele; Fabbri Marco; Facci Michele; Felicori Mauro; Lisei Marco; Maletti Francesca; Marchetti Daniele; Marchetti Francesca; Mastacchi Marco; Montevecchi Matteo; Mori Roberta; Mumolo Antonio; Occhi Emiliano; Paruolo Giuseppe; Pelloni Simone; Piccinini Silvia; Pigoni Giulia; Pillati Marilena; Rainieri Fabio; Rancan Matteo; Rontini Manuela; Rossi Nadia; Sabattini Luca; Soncini Ottavia; Stragliati Valentina; Tarasconi Katia; Taruffi Igor; Zamboni  Silvia;  Zappaterra Marcella

 

Non votanti


Petitti Emma

 

Assenti


Bonaccini Stefano; Bondavalli Stefania; Gibertoni Giulia; Iotti Massimo; Liverani Andrea; Montalti Lia; Pompignoli Massimiliano; Tagliaferri Giancarlo

 

 

Emendamenti

 

OGGETTO 2020

Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad approvare un piano regionale per sostenere e potenziare le USCA delle Aziende Sanitarie, sia dal punto di vista dell’organico che della strumentazione. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

Emendamento 1 a firma del consigliere Daniele Marchetti

«Nel “Premesso che” si sostituisce la parola “seconda” con la parola “terza”»

(Approvato)

 

Emendamento 2 a firma del consigliere Daniele Marchetti

«Nel “Considerato che” si sostituisce il numero “60” con il numero “85”»

(Approvato)

 

Emendamento 3 a firma del consigliere Daniele Marchetti

«Al dispositivo finale “Impegna la Giunta regionale” si aggiunge il seguente capoverso: “A rivedere i protocolli di cura domiciliare dei sintomi da Covid-19, rivalutando, con il coinvolgimento dei professionisti sanitari della nostra Regione, quelle terapie che durante la prima fase vennero ritenute efficaci”»

(Ritirato)

 

Emendamento 4 a firma dei consiglieri Daniele Marchetti, Piccinini

«Al dispositivo finale “Impegna la Giunta regionale” si aggiunge il seguente capoverso: “A verificare, coinvolgendo i professionisti sanitari della Regione, se occorra rivedere i protocolli di cura domiciliare dei sintomi da Covid-19, alla luce delle scoperte scientifiche fatte negli ultimi mesi e delle terapie che si sono dimostrate efficaci durante la prima fase di questa pandemia.”»

(Approvato)

 

 

Comunicazione prescritta dall’articolo 69 del Regolamento interno

 

Nel corso delle sedute sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

Interrogazioni

 

2842 - Interrogazione a risposta scritta circa gli interventi realizzati sugli argini del fiume Panaro (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2843 - Interrogazione a risposta scritta circa l’abbonamento annuo di accesso al parcheggio per i dipendenti della società Aeroporto di Bologna S.P.A.. A firma dei Consiglieri: Tagliaferri, Lisei, Barcaiuolo

 

2846 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di avanzamento della campagna vaccinale anti COVID-19  per il personale universitario della Regione. A firma dei Consiglieri: Rancan, Marchetti Daniele, Pelloni, Stragliati, Bergamini

 

2847 - Interrogazione a risposta scritta circa la vaccinazione anti COVID-19 per i volontari della Protezione civile regionale. A firma del Consigliere: Bulbi

 

2848 - Interrogazione a risposta scritta circa il percorso di vaccinazione anti COVID-19 per i soggetti estremamente vulnerabili. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Pelloni

 

2849 - Interrogazione a risposta scritta circa l’ambulanza per il trasporto di deceduti da Covid posizionata davanti alla camera mortuaria di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

2850 - Interrogazione a risposta scritta circa l’esigenza di assicurare la frequenza scolastica in presenza, almeno per i figli del personale sanitario.  A firma della Consigliera: Piccinini

 

2851 - Interrogazione a risposta scritta circa il relitto della nave Berkan presente nella  pialassa Piomboni, nei pressi di Ravenna e le relative azioni di bonifica. A firma della Consigliera: Piccinini

 

2853 - Interrogazione a risposta scritta circa interventi per contrastare il contagio della variante inglese del COVID-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2854 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibile frequenza scolastica in presenza per i figli del personale sanitario e dei lavoratori delle categorie essenziali. A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Lisei

 

2855 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le elezioni del Consorzio di Bonifica di Piacenza durante la pandemia  e l'introduzione del voto elettronico. A firma della Consigliera: Zamboni

 

2859 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il contributo per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) da parte dei gestori privati e pubblici delle case di residenza anziani (CRA). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2860 - Interrogazione a risposta scritta circa il diritto alla pausa e al servizio mensa dopo il turno notturno per il comparto sanità. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2862 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la vaccinazione con singola dose ai soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2863 - Interrogazione a risposta scritta circa le problematiche inerenti l'operatività dell'Ospedale di Borgo Val di Taro (PR) e del relativo Punto nascita. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2864 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa iniziative da adottare affinché la crisi del tessuto economico, aggravata dall’emergenza Coronavirus, non venga sfruttata dalla criminalità organizzata e possa essere prevenuto il ricorso a fenomeni di usura. A firma dei Consiglieri: Facci, Liverani, Rancan, Pompignoli, Delmonte, Rainieri, Bargi, Montevecchi

 

2865 - Interrogazione a risposta scritta circa la sospensione del Punto nascita di Bentivoglio (BO) per convertire l’intero ospedale all’assistenza per il Covid e lo stato di agitazione del personale sanitario. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2866 - Interrogazione a risposta scritta sulla riconversione del Punto Nascita di Bentivoglio (BO) in reparto Covid. A firma del Consigliere: Lisei

 

2867 - Interrogazione a risposta scritta circa la sospensione del servizio di Day Hospital pediatrico all’interno dell’ospedale di Cona (FE) e la sua riattivazione. A firma del Consigliere: Bergamini

 

2868 - Interrogazione a risposta scritta in merito a un incendio presso un complesso residenziale situato a Carpi (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

Risoluzioni

 

2844 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a mettere in sicurezza il tratto della S.P. 569 in provincia di Modena. (08 03 21) A firma del Consigliere: Pelloni

 

2856 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad approvare un piano regionale di potenziamento delle USCA, costruendo, inoltre, un percorso di loro integrazione stabile all’interno del sistema sanitario regionale. (08 03 21) A firma dei Consiglieri: Zamboni, Zappaterra, Soncini, Montalti, Mori, Maletti, Marchetti Francesca, Daffada', Caliandro, Tarasconi, Rontini, Costi, Rossi, Mumolo, Paruolo, Pillati, Fabbri, Sabattini

 

2858 - Risoluzione per impegnare la Giunta a promuovere azioni utili al potenziamento del contact tracing per la gestione dei contatti in caso di  COVID-19 e del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL di Bologna. (08 03 21)  A firma della Consigliera: Castaldini

 

2861 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso tutte le sedi nazionali ed europee affinché nel "Piano d'azione per migliorare la salute dei cittadini europei" non siano previste misure che vadano a penalizzare le filiere di produzione di carni rosse e trasformate e del vino. (09 03 21) A firma dei Consiglieri: Rainieri, Costi, Bulbi, Daffada', Rontini

 

Interpellanza

 

2845 - Interpellanza circa il cronoprogramma dei lavori per ridurre la portata di piena dei fiumi Panaro e Secchia, in caso di eventi meteorologici eccezionali.  A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi

 

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 69 del Regolamento interno - n. 4 prot. NP/2021/805 del 10/03/2021)

 

 

LA PRESIDENTE

IL SEGRETARIO

Emma Petitti

Bergamini