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68.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 27 APRILE 2021

 

(ANTIMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

OGGETTO 3229

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se è previsto e con quali modalità e tempi un piano di sanificazione dell’aria per gli ambienti dove si svolgono attività primarie come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi e uffici pubblici. A firma del Consigliere: Mastacchi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MASTACCHI (RCPER)

DONINI, assessore

MASTACCHI (RCPER)

 

OGGETTO 3234

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere i motivi della mancata disponibilità dei piani per gli accessi dei visitatori nelle strutture residenziali socioassistenziali e/o sociosanitarie non a gestione diretta. A firma dei Consiglieri: Facci, Occhi, Liverani, Pompignoli, Pelloni, Bergamini, Montevecchi, Marchetti Daniele, Delmonte, Rainieri, Stragliati, Catellani, Rancan, Bargi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

FACCI (Lega)

DONINI, assessore

FACCI (Lega)

 

OGGETTO 3236

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle certificazioni verdi, certificazioni che permettono lo spostamento tra regioni “arancioni” o “rosse”. A firma della Consigliera: Castaldini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

CASTALDINI (FI)

DONINI, assessore

CASTALDINI (FI)

 

OGGETTO 3238

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle tempistiche e al quantitativo di posti letto di riabilitazione dell'Ospedale di Castel San Giovanni. A firma della Consigliera: Stragliati

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

STRAGLIATI (Lega)

DONINI, assessore

STRAGLIATI (Lega)

 

OGGETTO 3242

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'ipotesi di innalzamento in Italia dei limiti di esposizione ai Campi Elettrici a Radio Frequenza (CEMRF) e la necessità di mantenere la soglia di attenzione di 6 V/m attualmente in vigore. A firma della Consigliera: Zamboni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

ZAMBONI (EV)

DONINI, assessore

ZAMBONI (EV)

 

OGGETTO 3243

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le vaccinazioni di lavoratori del mondo scolastico che avevano già prenotato la prima dose di vaccino e la cui somministrazione è stata sospesa. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Rontini, Caliandro

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

MARCHETTI Francesca (PD)

DONINI, assessore

MARCHETTI Francesca (PD)

 

OGGETTO 3232

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla tempistica di definizione dei protocolli per l'organizzazione dei Centri estivi. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Caliandro, Rontini, Daffadà, Bulbi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

BONDAVALLI (BP)

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta

BONDAVALLI (BP)

 

OGGETTO 3233

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle attività di spettacolo per le associazioni del terzo settore alla luce del DL 21 aprile 2021. A firma dei Consiglieri: Amico, Taruffi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

AMICO (ERCEP)

FELICORI, assessore

AMICO (ERCEP)

 

OGGETTO 3235

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli interventi a favore del settore della danza. A firma della Consigliera: Piccinini

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

PICCININI (M5S)

FELICORI, assessore

PICCININI (M5S)

 

OGGETTO 3239

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto del nuovo impianto eolico denominato “Monte Giogo di Villore”. A firma della Consigliera: Gibertoni

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Misto)

PRIOLO, assessore

GIBERTONI (Misto)

PRESIDENTE (Petitti)

 

OGGETTO 3240

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla possibilità di sollecitare il Ministero dello Sviluppo Economico, affinché proceda alla convocazione di un tavolo nazionale, per affrontare la questione dell'azienda Selta, con particolare riguardo al piano industriale e alle relative ricadute occupazionali. A firma della Consigliera: Tarasconi

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

TARASCONI (PD)

COLLA, assessore

TARASCONI (PD)

 

OGGETTO 3241

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli intendimenti della Regione al fine di garantire la piena funzionalità della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Tagliaferri

(Svolgimento)

PRESIDENTE (Petitti)

TAGLIAFERRI (FdI)

SALOMONI, assessore

TAGLIAFERRI (FdI)

PRESIDENTE (Petitti)

 

Ancora sull’oggetto 3239

PRESIDENTE (Petitti)

GIBERTONI (Misto)

 

OGGETTO 2813

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo, nelle sedi istituzionali opportune, perché si adoperi in seno all’Unione Europea, affinché sia accolta per Covid19 la temporanea eccezione al regime ordinario dell’Accordo TRIPS. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Amico, Piccinini

(Continuazione discussione)

OGGETTO 2922

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo italiano affinché, d'intesa con gli altri Paesi dell'Unione Europea, prema sulla Commissione Europea e sugli Organismi sovranazionali per attuare la soluzione più adeguata, facendosene portavoce durante la presidenza del G20, per incrementare la produzione e la distribuzione dei vaccini anti Covid-19. A firma dei Consiglieri: Costa, Rossi, Iotti, Mori, Pillati, Mumolo, Zappaterra, Montalti, Tarasconi, Caliandro, Marchetti Francesca, Costi, Fabbri, Daffada', Sabattini, Rontini, Bulbi

(Continuazione discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

AMICO (ERCEP)

BARGI (Lega)

TARASCONI (PD)

ZAMBONI (EV)

PARUOLO (PD)

ZAPPATERRA (PD)

 

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Comunicazioni prescritte dall’art. 68 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 9,47.

 

PRESIDENTE (Petitti): Buongiorno a tutti e a tutte.

Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 68 del 27 aprile 2021.

Interpello i presenti per sapere se ci sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana del 13 aprile 2021.

Se non ci sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

Ha giustificato la propria assenza il consigliere Iotti.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono state già inviate a tutti i consiglieri e pertanto le do per lette.

Procediamo con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BERGAMINI Fabio
  3. BONDAVALLI Stefania
  4. BULBI Massimo
  5. CALIANDRO Stefano
  6. CASTALDINI Valentina
  7. CATELLANI Maura
  8. COSTA Andrea
  9. COSTI Palma
  10. DAFFADÀ Matteo
  11. FABBRI Marco
  12. FACCI Michele
  13. FELICORI Mauro
  14. GIBERTONI Giulia
  15. LISEI Marco
  16. LIVERANI Andrea
  17. MALETTI Francesca
  18. MARCHETTI Daniele
  19. MARCHETTI Francesca
  20. MASTACCHI Marco
  21. MONTALTI Lia
  22. MONTEVECCHI Matteo
  23. MORI Roberta
  24. MUMOLO Antonio
  25. OCCHI Emiliano
  26. PARUOLO Giuseppe
  27. PELLONI Simone
  28. PETITTI Emma
  29. PIGONI Giulia
  30. PILLATI Marilena
  31. POMPIGNOLI Massimiliano
  32. RONTINI Manuela
  33. ROSSI Nadia
  34. SONCINI Ottavia
  35. TAGLIAFERRI Giancarlo
  36. TARASCONI Katia
  37. ZAMBONI Silvia
  38. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo la seduta.

 

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata in Aula

 

PRESIDENTE (Petitti): Iniziamo quindi i nostri lavori con lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

 

OGGETTO 3229

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se è previsto e con quali modalità e tempi un piano di sanificazione dell’aria per gli ambienti dove si svolgono attività primarie come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi e uffici pubblici. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

PRESIDENTE (Petitti): Partiamo con l’interrogazione 3229: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se è previsto e con quali modalità e tempi un piano di sanificazione dell’aria per gli ambienti dove si svolgono attività primaria come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi e uffici pubblici, a firma del consigliere Mastacchi.

Prego, consigliere.

 

MASTACCHI: Buongiorno, grazie Presidente. Buongiorno, assessore. […] tende a mirare sul tema dell’utilizzo dell’estate e delle risorse, su come mirare le risorse, in quale direzione. Nel 2020, quindi l’estate scorsa, probabilmente tutti convinti che l’estate avrebbe risolto tutto o quasi tutto, ci si è concentrati in attività e in investimenti, per esempio dal punto di vista finanziario acquistando dei banchi a rotelle e dal punto di vista temporale aspettando la fine dell’estate per decidere come organizzare le attività, mentre invece io sono convinto e credo che sia importantissimo concentrarsi da subito su attività per programmare le riaperture delle attività autunnali, in particolare quelle delle scuole e di conseguenza dei trasporti, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista della destinazione delle risorse.

Tutto questo, chiaramente, credo che sia fondamentale mirarlo sul tema della sanificazione dell’aria, che sappiamo bene ormai è dimostrato scientificamente che le infezioni vengono trasmesse principalmente nei luoghi chiusi e attraverso il trasporto dell’aria, quindi concentrando il virus in ambienti chiusi, appunto.

Do lettura dell’interrogazione.

Premesso che, dopo un anno di pandemia, è ormai opinione consolidata che il vaccino, le mascherine e il distanziamento sono i migliori strumenti per proteggere le persone e combattere la diffusione del Covid-19, anche se il virus continua comunque a restare nell’aria. L’aria rappresenta il maggior veicolo di trasmissione del virus Covid-19. Infatti, la prima parziale riapertura a partire dal 26 aprile prossimo, disposta dal Governo, è indirizzata prevalentemente verso locali all’aperto e non particolarmente affollati.

Visto che il 26 aprile è solo l’inizio di una road map delle riaperture, che avrà diverse tappe in calendario fino a luglio, per una ripresa progressiva delle attività e della circolazione delle persone con mezzi pubblici e privati, con la riapertura delle attività commerciali, delle scuole, degli uffici, è auspicabile un incremento dell’utilizzo dei mezzi di trasporto e sarà necessario preparare gli ambienti con idonei programmi di sanificazione per proteggere i cittadini da contagi involontari.

Considerato che esistono in commercio sanificatori d’aria ideali per ambienti di uffici, ambulatori, aule scolastiche, mezzi di trasporto, eccetera, che in pochissimo tempo purificano l’aria dagli inquinanti, dalle polveri sottili, sanificando l’aria e le superfici da batteri e virus, proteggendo chi vi soggiorna, con una perdita di quantità dei virus in alcuni casi anche superiore al 99 per cento. I test effettuati presso l’Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia hanno dimostrato l’efficacia di tali dispositivi nella rimozione e riduzione dei virus dell’aria, nel rispetto dell’ambiente, con emissioni zero, e l’assenza di effetti collaterali dannosi per persone, animali e cose, potendo utilizzare tali dispositivi anche in presenza di personale.

Interroga, quindi, la Giunta per sapere se è stato previsto, e con quali modalità e tempi, un piano di sanificazione dell’aria per le attività primarie, come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi pubblici, e se non ritenga opportuno procedere a sanificare questi ambienti con l’utilizzo di dispositivi innovativi già presenti in commercio, utilizzati per sanificare efficacemente l’aria negli ambienti di vita.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Mastacchi.

Risponde l’assessore Donini. Prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, consigliere Mastacchi. Qui i temi sono due. Uno è quello della legittimità della fonte di finanziamento, cioè con quali risorse noi possiamo comprare ‒ per ospedali, residenze sanitarie per anziani, scuole, Pubbliche amministrazioni ‒ o dare contributi per l’acquisto di sanificatori d’aria. Su questo tema stiamo ragionando con il collega Calvano, ovviamente, del bilancio e anche con la collega Salomoni per quello che riguarda le scuole.

Crediamo che sia utile e sia giusto approfondire questo tema, perché quello che lei citava, cioè la presenza in commercio di molte aziende che in Italia e in Europa si stanno specializzando per la sanificazione dell’aria negli ambienti chiusi, a nostro giudizio, sarebbe utile approfondirlo una volta per tutte e acquisire da parte del Comitato tecnico-scientifico nazionale le documentazioni delle Università che lei ha citato soltanto per l’Emilia-Romagna, ma ce ne saranno, immagino, anche per il resto dell’Italia, e dare la possibilità o con un finanziamento statale o con la possibilità alle Regioni di poter stanziare risorse per contribuire ad installare i sanificatori dell’aria nei locali chiusi ad uso pubblico.

Ovviamente, le valutazioni si sono concentrate, da parte nostra, sui dispositivi di sanificazione delle superfici e dell’aria che utilizzano ozono, raggi ultravioletti, vapore, plasma atmosferico non termico, ioni negativi e perossido di idrogeno allo stato di vapore e/o di plasma. Quindi, c’è una gamma abbastanza vasta di questi sanificatori.

Il Comitato tecnico-scientifico finora, a livello nazionale, si è espresso per una propensione a raccomandare l’apertura delle finestre. Questo, ovviamente, si può giustificare in alcuni ambienti e in alcune stagioni. È molto più difficile tenere questa prassi in altri ambienti o in stagioni più rigide, invernali. Quindi, io mi adopererò affinché da qui al prossimo autunno si possa avere una decisione definitiva da parte delle autorità preposte, perché questa Amministrazione avrebbe l’intenzione di procedere per dare contributi o comunque stanziare risorse per quello che riguarda i sanificatori dell’aria da lei richiamati.

Vogliamo, però, un parere netto del Comitato tecnico-scientifico che non ci dica solo di aprire le finestre, ma che, oltre ad aprire le finestre, acquisisca la documentazione e se questi dispositivi funzionano si stanzino risorse nazionali e regionali per acquisire o per dare contributi a chi li compra.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliere Mastacchi.

 

MASTACCHI: Grazie, assessore. Credo che […] deciso e netto che lei ha preso oggi sia importante e vada nella direzione da me auspicata. La sottolineatura chiaramente va nella direzione delle scuole e dei trasporti, che sono i due punti più sensibili e che hanno un impatto a loro volta su tutte le altre attività, in conseguenza del fatto che i bambini vivono nella famiglia eccetera.

Quindi credo sia veramente un impegno importante. Non buttiamo via questa estate 2021. Andiamo nella giusta direzione. Fra l’altro faccio anche una richiesta che esula un po’ da questo argomento, ma la faccio qui perché ho già provato a divulgare la notizia, ma non ha funzionato. Ci sono ancora dei volantini informativi del Ministero e dell’Istituto superiore di sanità, fra l’altro alcuni anche affissi qui in Regione, che sconsigliano l’uso della mascherina. Quindi sarebbe il caso di fare una verifica di che cosa c’è in giro e fare un reset per far sì che le notizie siano corrette. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Mastacchi.

 

OGGETTO 3234

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere i motivi della mancata disponibilità dei piani per gli accessi dei visitatori nelle strutture residenziali socioassistenziali e/o sociosanitarie non a gestione diretta. A firma dei Consiglieri: Facci, Occhi, Liverani, Pompignoli, Pelloni, Bergamini, Montevecchi, Marchetti Daniele, Delmonte, Rainieri, Stragliati, Catellani, Rancan, Bargi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3234: interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere i motivi della mancata disponibilità dei piani per gli accessi dei visitatori nelle strutture residenziali, socioassistenziali e/o sociosanitarie non a gestione diretta, a firma dei consiglieri Facci e altri.

Prego, consigliere Facci.

 

FACCI: Grazie, presidente. Noi oggi parliamo di strutture residenziali socioassistenziali e sociosanitarie e in particolare della mancata possibilità per i parenti degli ospiti di fare visite. È un grave vulnus nel settore dell’assistenza. Sappiamo che queste visite erano state completamente vietate a partire già dal marzo del 2020, poi vi sono state, a seconda dell’andamento della epidemia, una serie di stop and go, possiamo usare questo termine. Ma di fatto non si è mai arrivati a permettere ai parenti di visitare i propri cari.

Vorrei ricordare che al 31 dicembre 2020 parliamo di 23.500 ospiti nelle strutture residenziali e 4.700 nelle strutture semiresidenziali a livello regionale. Il Ministero della salute il 30 novembre aveva raccomandato, aveva prescritto con una circolare che fossero assicurate le visite dei parenti e dei volontari. Perché? Perché era stato dimostrato scientificamente che necessariamente questo portava a delle conseguenze negative sullo stato di salute di persone con una salute già compromessa. La stessa circolare indicava alle Direzioni sanitarie la necessità di predisporre un piano dettagliato per assicurare la possibilità di visite in presenza e contatti.

Questa Regione, tramite l’assessore Donini, che aveva risposto a una precisa interrogazione del Gruppo della Lega, aveva garantito che le strutture avrebbero adottato queste misure, anche con la previsione di tamponi rapidi.

L’interrogazione di oggi nasce da un fatto che riteniamo eccezionale nella sua gravità. Abbiamo chiesto di vedere la documentazione di questi piani visite. La Regione ha risposto che per le strutture che la Regione non gestisce direttamente, che sono la stragrande maggioranza (parliamo di centinaia e centinaia di strutture, tra residenziali e semiresidenziali), non vi è la disponibilità di questi piani, perché le strutture non rendono disponibili i piani alla Regione, che quindi non li ha.

Il punto è che la Regione, che aveva dato indicazione alle Direzioni sanitarie di adottare i piani visite nel rispetto delle indicazioni del Ministero, ha dichiarato di non conoscere questi piani, che quindi potrebbero anche non esservi. Se esistenti, non sono comunque nel controllo della Regione. Noi chiediamo come tutto ciò sia possibile. Stiamo parlando della salute dei nostri anziani.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Facci.

Risponde l’assessore Donini. Prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Mi scuso di non averla ringraziata e salutata prima.

Ringrazio anche il consigliere Facci, perché ha portato in aula una tematica veramente molto importante e delicata, segnalata più volte dai consiglieri; un tema su cui personalmente mi sono speso molto in questi mesi, con l’obiettivo di preservare la salute dei nostri anziani, evitando il più possibile l’isolamento sociale.

In queste strutture abbiamo iniziato la nostra campagna vaccinale, sia per gli operatori che per gli ospiti, raggiungendo altissime percentuali di adesione e registrando un significativo calo dei contagi anche nell’ultimo terzo picco. Quindi, a corollario di quello che diceva lei – lei non l’ha citata, la cito io – oggi c’è una situazione che potenzialmente è un po’ diversa rispetto a qualche mese fa, perché la gran parte dei degenti, la quasi totalità dei degenti sono vaccinati.

Queste strutture, a prescindere dalla tipologia della relativa gestione, nessuna viene gestita dalla Regione, ci sono strutture gestite dai Comuni, altre gestite da cooperative, sono state sollecitate da noi, in più riunioni, ad adottare specifici piani visite in cui fossero declinate in modo preciso le misure igieniche, i dispositivi di protezione, le indicazioni per il tracciamento, con la possibilità di personalizzare queste misure per mitigare i disagi in situazioni particolari.

A tutte le strutture, peraltro, è stata fornita la disponibilità di test antigenici rapidi che potevano dare un ulteriore elemento di contributo alla sicurezza dei visitatori. I gestori delle strutture accreditate sono e rimangono, ovviamente, i responsabili della corretta esecuzione di queste indicazioni regionali. È inoltre funzione specifica delle ASL quella, invece, di vigilare sull’operato delle strutture accreditate e in caso di inadeguatezza informare tempestivamente i gestori e nei casi più gravi il Sindaco competente e la stessa Conferenza territoriale sociosanitaria.

Le posso dire, consigliere Facci, che avevamo introdotto questa discussione proprio nel momento precedente alla ondata epidemica che abbiamo subìto nei mesi scorsi. Quindi, da questo punto di vista, per la circolazione così massiva del virus, probabilmente, quelle indicazioni o quelle sollecitazioni sono state in qualche modo sorpassate o comunque sono state superate da quell’emergenza, ulteriore emergenza pandemica. Oggi, però, le sue parole suonano come parole di verità, perché la situazione è una situazione che dal punto di vista epidemiologico è sicuramente più gestibile, almeno in questi giorni, poi, ovviamente, dobbiamo stare tutti molto attenti anche alle progressioni future del virus. Andiamo incontro alla bella stagione, per cui sono possibili incontri all’aperto o comunque in condizioni di maggiore ventilazione dei locali.

Rimane la nostra disponibilità per i tamponi rapidi. Abbiamo vaccinato operatori e degenti. Quindi, la sua sollecitazione sarà da me raccolta facendo subito un tavolo, di nuovo, una riunione con tutti i gestori delle strutture, in modo da sincerarmi sul fatto che le visite dei parenti e dei familiari dei degenti possano riprendere ovviamente in sicurezza.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliere Facci.

 

FACCI: Assessore, io non ho mai dubitato della sua buona fede, però è anche il fatto della… Queste sue parole sicuramente ci confortano, però ci dia atto che siamo in grave ritardo e si dia atto che non è possibile che venga delegata la gestione o la responsabilità a singole strutture. La Regione deve avere il controllo. La Regione i piani li deve pretendere. Questo è il punto, perché così dicono le circolari superiori.

Se il Ministero della salute dice che le direzioni sanitarie devono dotarsi dei piani, la Regione non può dire, come ha detto lei, noi di fatto vigiliamo. Come fate a vigilare se non conoscete i piani? Il fatto che la Regione non li abbia è grave. Quindi, nel suo tavolo, che lei ha detto, appunto, che verrà in qualche modo introdotto, approfondito eccetera, dovrete pretendere questo. Anche perché ho letto la sua intervista nei giornali di ieri. Si sta parlando adesso, quindi il problema ovviamente è di stretta attualità. Il problema non è ancora risolto.

Lei sicuramente, perché attento, ha visto che in Trentino si sta riaprendo alle visite senza mediazioni, senza “camera degli abbracci”. C’è proprio il contatto diretto, perché? Perché è stato dimostrato che questo aiuta naturalmente ed elimina le patologie che si stanno aggravando. Ma questo è possibile anche da noi – la questione dei nuovi protocolli che in qualche modo a livello ministeriale vengono individuati – se c’è un controllo. Se questo controllo non c’è, continuiamo a parlare di nulla. Sperare nella nuova stagione è come sperare di spegnere un incendio facendo la danza della pioggia. Lei capisce che non può essere questo l’atteggiamento di una realtà importante dal punto di vista sanitario, come la Regione.

Comunque noi, come gruppo Lega, lei ci ha dato atto di essere stati attenti e presenti, continueremo a monitorare la situazione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3236

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle certificazioni verdi, certificazioni che permettono lo spostamento tra regioni “arancioni” o “rosse”. A firma della Consigliera: Castaldini

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’interrogazione 3236: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sulle certificazioni verdi, certificazioni che permettono lo spostamento tra regioni arancioni o rosse, a firma della consigliera Castaldini.

Prego, consigliera.

 

CASTALDINI: Buongiorno. Grazie, assessore, per la sua presenza. Grazie, presidente.

Proviamo, incominciamo adesso a parlare di un tema [...] ma dobbiamo fare in fretta, abbiamo il compito di fare in fretta. Tralasciando tutti i protocolli che ancora la Regione Emilia-Romagna, almeno a me, come opposizione, non ha ancora consegnato su altre questioni vitali, come la scuola, confido in lei nella velocità di creare un sistema che possa darci la possibilità di utilizzare questo certificato verde, che pare essere molto importante e che avrà un ruolo sempre più importante nei prossimi mesi.

Perché dico questo? Primo perché questa certificazione... Sia chiaro: la rappresentazione che viene fatta, quella di dare libertà, non è lo scopo della carta verde. La carta verde dà la possibilità di essere più sicuri negli spostamenti. Per fortuna siamo liberi. Questa interpretazione culturale un po’ complessa, per cui sarà una carta a renderci liberi, per fortuna non c’è.

La cosa su cui vorrei basarmi è l’importanza che assumerà nel tempo, non solo per lo spostamento tra regioni, ma anche perché sembra ‒ così pare ‒ che questa carta darà la possibilità di entrare nelle fiere, di partecipare a determinati eventi, di entrare negli stadi. È chiaro che la corsa ad ottenere questa carta sarà sempre più pressante. Quindi, la Regione Emilia-Romagna deve prepararsi.

Faccio presente che c’è una Regione che ha già l’App con all’interno tutte le certificazioni. Ci sono dei problemi, ovvero come si può richiedere il certificato verde per i vaccinati e i guariti. Chi si è vaccinato con due dosi, nel proprio fascicolo sanitario elettronico vede solamente il classico certificato vaccinale, che però non è valido per come è stato impostato dalla legge nazionale questo certificato.

Assessore, abbiamo bisogno di sapere quali sono i laboratori che possono, a seguito del tampone, emettere il certificato verde. O se ci saranno dei laboratori che potranno farlo direttamente.

L’altro aspetto è se potranno farlo anche i cittadini di altre regioni e gli stranieri. Ricordo che ad oggi i tamponi in farmacia, anche a pagamento, possono essere fatti solamente a cittadini assistiti in Emilia-Romagna, mentre per i centri privati è obbligatoria la ricetta. Chi si è vaccinato all’estero ‒ San Marino e altri Stati molto più vicini a noi che hanno la possibilità di fare vaccini hanno un vero e proprio menu di vaccini; l’altra volta lei ha parlato dello Sputnik, ma hanno la possibilità di fare Pfizer, di fare AstraZeneca ‒ con un vaccino approvato dall’EMA e utilizzato anche in Europa come fa a richiedere il certificato verde?

Poi c’è un problema temporale. Il certificato vaccinale dura sei mesi. Entro la fine d’agosto avremo 138.000 persone vaccinate che avranno già esaurito i sei mesi di copertura vaccinale. Sono i medici, quelli che forse hanno un po’ bisogno di respiro e di vacanza.

Credo che ci sia molto da fare. Volevo richiedere, ma so sempre che il mio ruolo di membro dell’opposizione non me lo permette, un’audizione in Assemblea legislativa, perché vorrei avere il quadro dei vaccini ad oggi, oltre le dichiarazioni che un assessore giustamente fa sul giornale, però so che nella seduta di domani questo non sarà possibile. Le chiedo di venire al più presto in Commissione, cosa che lei fa sempre in termini di frequenza, ma in questo momento lei ha un ruolo fondamentale.

Ascoltare le sue parole non è come leggere un giornale. Per cui, io la aspetto in Commissione a parlare di vaccini e a parlare di carta verde, che non darà la libertà, ma darà la certezza di ricominciare a vivere in sicurezza non solo ai cittadini, ma darà anche la possibilità di far ricominciare l’economia della Regione Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Castaldini.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente.

La ringrazio, consigliera Castaldini. Un po’ sorridevo, ma ovviamente non per deridere l’importanza della questione che lei poneva, che è strategica, ma perché tutte le volte lei ci chiede di sostituire sostanzialmente lo Stato nell’esercizio delle sue prerogative. Quindi, è un po’ difficile per noi.

Nella sua esposizione parlava di vaccinazioni, forse si è confusa, o di tamponi. In realtà, parliamo di vaccini, non di tamponi. Il certificato verde che lei citava è quello indicato, mi corregga se sbaglio, dal decreto legislativo n. 52 del 22 aprile scorso ed è, come lei dovrebbe sapere, gestito a livello nazionale.

Di conseguenza, la Regione Emilia-Romagna non può attivare nessuna propria procedura in merito. Può recepire le procedure che le vengono indicate. I nostri servizi sono, quindi, proattivi nell’attesa di indicazioni operative per come sostenere questa importante iniziativa, a cui noi crediamo moltissimo. Mi pare di aver già risposto a varie interrogazioni su questo tema, dicendo che noi siamo assolutamente persuasi che si debba promuovere questa procedura.

Lo stesso – le do un’informazione – vale per i cittadini che non sono assistiti dal servizio sanitario regionale, ma che si trovano sul nostro territorio, quindi quelli a cui lei faceva riferimento.

Per quanto riguarda tutte le somministrazioni in Emilia-Romagna, comunque, e fin dal momento della prima inoculazione, viene consegnato all’assistito il proprio certificato vaccinale aggiornato, dove sono presenti ovviamente tutte le informazioni relative allo stato della vaccinazione individuale.

Per quello che riguarda, poi, con la presidente Soncini, la mia presenza in Commissione, non mancherò nelle prossime volte di venire a illustrare tutto.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Consigliera Castaldini.

 

CASTALDINI: Assessore, lei mi invita a banchetti, che spero possano riaprire, e io la servo subito. L’articolo 9 di quello che lei ha citato parla di tamponi, testualmente, sia di vaccini che di tamponi. In più le leggo la Gazzetta Ufficiale: “coloro che abbiano già completato il ciclo di vaccinazione alla data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere la certificazione verde Covid alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario ovvero la Regione o la Provincia autonoma”.

Assessore, per carità, lo sa che sono una donna moderata, ascolto con grande attenzione. Temo, temo che, come Assessorato, i funzionari e i tecnici devono cominciare a preparare o almeno a capire qual è il servizio che devono dare ai cittadini. Io posso aspettare sicuramente le indicazioni dello Stato. Nella Gazzetta Ufficiale è contenuta già un’indicazione di operatività che secondo me doveva cominciare ieri, come tante cose che si stanno un po’ lasciando andare nella Regione Emilia-Romagna. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3238

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle tempistiche e al quantitativo di posti letto di riabilitazione dell’Ospedale di Castel San Giovanni. A firma della Consigliera: Stragliati

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3238: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alle tempistiche e al quantitativo di posti letto di riabilitazione dell’ospedale di Castel San Giovanni, a firma della consigliera Stragliati e del consigliere Rancan.

Prego, consigliera Stragliati.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti i colleghi. Buongiorno, assessore Donini. Sono ancora qui oggi a portare all’attenzione dell’Assemblea e della Giunta alcune problematiche relative all’ospedale della mia città, Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Purtroppo, per noi amministratori e per i cittadini di Castel San Giovanni e gli abitanti e i residenti della Val Tidone, essendo questo un ospedale territoriale, un ospedale di vallata, non a caso denominato Ospedale Unico della Val Tidone, si è verificata l’ennesima problematica nel senso che abbiamo appreso a mezzo stampa del repentino trasferimento dei 20 posti letto del reparto di riabilitazione, un reparto ben funzionante e molto sentito dalla cittadinanza, molto apprezzato per la grande professionalità e umanità di tutti i professionisti che vi lavorano.

Questo reparto è stato trasferito d’emblée dall’ospedale di Castel San Giovanni all’ospedale di Fiorenzuola. Tra l’altro, anche il sindaco di Castel San Giovanni, Lucia Fontana, nonché presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria, ha appreso di questo trasferimento a mezzo stampa. Quindi, la Conferenza territoriale sociosanitaria non è stata resa edotta di questa scelta da parte della Direzione generale dell’ASL di Piacenza, quindi non è stata condivisa con il territorio.

Questa scelta ha destato non poca preoccupazione da parte degli amministratori locali, ma anche da parte dei cittadini, che si vedono per l’ennesima volta privati di un servizio fondamentale. L’ospedale unico della Val Tidone, a servizio di questa bellissima vallata, che lei, assessore, conosce molto bene, che ha un bacino di almeno 30.000 abitanti, è un presidio sanitario fondamentale, nonché un ospedale di eccellenza che gode di un’importante mobilità attiva. Tra l’altro, ci sono tanti pazienti dei Comuni limitrofi lombardi che afferiscono a questo ospedale, proprio in virtù delle professionalità che esprime e del buon livello qualitativo dei servizi che vengono erogati.

Quindi, questo trasferimento, assessore, davvero preoccupa tantissimo. Sia gli amministratori locali, quindi i sindaci del territorio, che i cittadini hanno sempre accettato con grande senso di responsabilità anche le scelte più impopolari. Lei sa bene che questo ospedale è stato il primo ospedale Covid d’Italia durante la prima ondata pandemica. È stato chiuso in maniera repentina. Tutti i reparti sono stati trasferiti presso l’ospedale del capoluogo, quindi di Piacenza, l’ospedale Guglielmo da Saliceto. Il pronto soccorso è stato chiuso. Dopo una graduale riapertura, il pronto soccorso è nuovamente chiuso dal 20 novembre.

Assessore, se una persona avesse necessità di gestire un’emergenza sanitaria in Alta Val Tidone, porto l’esempio del Comune di Cicogni, prima di arrivare al pronto soccorso di Piacenza dovrebbe percorrere anche 50 chilometri, di cui la metà almeno di curve. Quindi, rimanere senza un pronto soccorso per i residenti della Val Tidone davvero è una privazione significativa.

Va bene accettare, però questa scelta così perentoria è stata davvero poco accettata dalla cittadinanza e dai sindaci del territorio. Ci si aspettava maggiore condivisione. C’erano altre soluzioni da prendere in considerazione. Ad esempio, visto che, sempre a mezzo stampa, perché nessuno ha ricevuto una comunicazione ufficiale... Infatti le chiedo, assessore, di poter ricevere anche la sua risposta per iscritto, se è possibile, grazie, in quanto ad oggi non vi è alcuna comunicazione ufficiale da parte della Direzione generale dell’ASL. La motivazione che abbiamo appreso a mezzo stampa è che il reparto di riabilitazione è stato trasferito a Fiorenzuola per consentire i lavori di ristrutturazione presso il reparto di cardiologia.

Se la scelta fosse stata condivisa, magari si poteva prendere in considerazione il trasferimento presso l’ex ospedale di Borgonovo, che è in Val Tidone e, tra l’altro, era la sede originaria del reparto di riabilitazione, che io conosco molto bene.

Questo ex ospedale è dotato di ampi spazi, di palestre, quindi poteva essere una soluzione momentanea che avrebbe arrecato sicuramente un disagio minore sia al personale che per recarsi a Fiorenzuola deve percorrere diversi chilometri (circa 60), che per i degenti e i familiari.

Io non ho assolutamente nulla contro l’ospedale di Fiorenzuola. I residenti della Val d’Arda hanno diritto di avere un loro ospedale e ne sono stati privati per troppo tempo. Però, per riempire l’ospedale di Fiorenzuola non bisogna svuotare l’ospedale di Castel San Giovanni. Tutti gli ospedali territoriali sono fondamentali, meritano di essere potenziati, non depotenziati. Quindi, assessore, mi spiace davvero. Esprimo grande rammarico perché è stata una situazione poco piacevole. Apprendere a mezzo stampa di questo trasferimento è stato davvero qualcosa che ha preoccupato non poco i cittadini. Io sto portando avanti non una battaglia ideologica, assessore, ma sto esprimendo le reali preoccupazioni dei sindaci del territorio e degli abitanti della Val Tidone, che hanno tutto il diritto di avere un presidio territoriale completo di tutti i servizi e ben funzionante.

Le chiedo anche di tenere in considerazione la riapertura del pronto soccorso, perché è vero che è stato chiuso per mantenere l’ospedale Covid free però, fortunatamente, in provincia di Piacenza ora i contagi sono veramente ridotti. Fortunatamente, i numeri sono positivi. Quindi, tenete in considerazione anche la possibilità di riaprire il pronto soccorso per le ragioni che ho esplicitato in precedenza.

Assessore, oggi le chiedo chiarimenti in merito alle tempistiche e al quantitativo di posti letti del reparto di riabilitazione dell’ospedale di Castel San Giovanni. Grazie mille.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Stragliati.

Assessore Donini, prego.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie, consigliera Stragliati.

Noi che rappresentiamo le Istituzioni abbiamo sicuramente delle responsabilità, anche politiche, anche sociali, rispetto alla comunità, alle comunità cittadine, per cui, se è mancata la comunicazione, ovviamente me ne dolgo, ma bisogna che anche lei faccia un po’ appello al ruolo che ci compete e cioè non di manifestare una preoccupazione che possa indurre i cittadini a pensare che quell’ospedale sia sostanzialmente in smobilitazione, perché sa benissimo anche lei che non è così.

Quindi, bisogna recuperare un po’ anche una sobrietà nella comunicazione da parte di chi solleva il problema, in modo da non determinare e da non investire sulla preoccupazione dei cittadini, perché abbiamo una responsabilità. Quindi, io ci tengo a rassicurarla e vorrei che estendesse questa rassicurazione a tutti quelli che la stanno ovviamente sollecitando che, non appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione presso l’ospedale di Castel San Giovanni, rientreranno i posti letto dedicati alla riabilitazione ortopedica ed estensiva. Non è, diciamo così, un furto. Non è una smobilitazione, è semplicemente una dislocazione in attesa che vengano completati i lavori.

L’area sarà caratterizzata da riabilitazione ortopedica, cardiologica ed estensiva, con particolare riferimento alla riabilitazione geriatrica. Nel giugno del 2020 l’azienda ASL di Piacenza ha approvato il piano di organizzazione e sviluppo della sanità di Piacenza, in cui sono descritte le principali linee di azione per la riorganizzazione e lo sviluppo dei servizi sanitari locali. L’obiettivo di valorizzare questa struttura è indicato nello strumento e ne descrive lo sviluppo che permetterà all’ospedale di Castel San Giovanni di diventare il riferimento provinciale per la chirurgia programmata, mantenendo anche un’area a sette giorni per interventi a più alta intensità di cura, mantenendo tutta l’attività di chirurgia plastica. Le quattro sale operatorie rimarranno operative, così come il progetto sull’area di simulazione clinico-organizzativa.

L’obiettivo è quello di aumentare gli interventi attraverso processi di efficientamento e specializzazione organizzativa e professionale. La struttura sarà anche riferimento per l’assistenza di area medica e cardiologica a valenza distrettuale. Alla fragilità si rivolge anche la degenza a bassa intensità assistenziale e long term care, in ospedaliera, entrambe previste nella riorganizzazione. Saranno naturalmente mantenute inalterate le funzioni di terapia intensiva e del pronto soccorso h24.

L’area radiologica sarà caratterizzata da un potenziamento delle attività in rete, garantendo la gamma di attività ambulatoriale, quella di supporto alle funzioni ospedaliere, quella di integrazione specialistica e di secondo livello con le restanti componenti della rete delle radiologie. L’ospedale di Castel San Giovanni sarà anche la sede di supporto specialistico dei percorsi di presa in carico delle patologie croniche, in integrazione con le Case della salute del territorio di riferimento.

Quindi, la prego, al di là del problema di comunicazione, di farsi carico di rassicurare l’opinione pubblica e i cittadini del fatto che si tratta di un ospedale che potenzieremo, su cui investiremo e che subirà questi lavori, avrà in corso questi lavori, dopo i quali tornerà il reparto che lei ha citato.

Comunque, dopo le do la...

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliera Stragliati, prego.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente.

Grazie, assessore, per la risposta. Mi soddisfa in maniera parziale. Noi vigileremo affinché, in effetti, tutto torni come prima, speriamo in tempistiche anche brevi. La mia era, penso, un’interrogazione a risposta immediata legittima. Non si tratta di buttare benzina sul fuoco, assessore. Assolutamente. Le ho proprio detto che io non sto portando avanti una battaglia ideologica, ma, essendo il consigliere regionale del territorio, porto avanti gli interessi dei miei concittadini. Penso sia anche legittimo.

Sicuramente comunicherò quello che oggi lei mi ha riferito. La ringrazio per la risposta.

Speravo di avere indicazioni, visto che comunque anche nel question time era indicata la chiusura del pronto soccorso, rispetto alla riapertura. Comunque, avremo modo di confrontarci ulteriormente, magari, su questa tematica anche in Commissione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3242

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l’ipotesi di innalzamento in Italia dei limiti di esposizione ai Campi Elettrici a Radio Frequenza (CEMRF) e la necessità di mantenere la soglia di attenzione di 6 V/m attualmente in vigore. A firma della Consigliera: Zamboni

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3242: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa l’ipotesi di innalzamento in Italia dei limiti di esposizione ai campi elettrici a radio frequenza e la necessità di mantenere la soglia di attenzione di 6 Volt attualmente in vigore, a firma della consigliera Zamboni.

Prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Come ha già riassunto indicando il titolo di questa interrogazione, si tratta di chiedere alla Giunta di intervenire presso la Conferenza Stato-Regioni per spingere affinché non venga modificato il limite attuale di esposizione ai campi elettromagnetici a radio frequenza, che oggi, per le esposizioni non inferiori alle 4 ore, è fissato a 6 Voltmetro. Già nel 2012 c’era stata una modifica peggiorativa di questo limite. Fino al 2012 questo limite valeva su test sui sei minuti. Poi, il Governo Monti, invece, nel 2012 appunto, ha diluito questo limite, questa soglia, sulle 24 ore, annullando i picchi espositivi.

È chiaro che stiamo parlando di un tema piuttosto sensibile rispetto alla salute, se consideriamo che nel 2011 dall’Agenzia internazionale per la ricerca del cancro dell’OMS, lo IARC, è stato definito che i campi elettromagnetici da radiofrequenza, soprattutto quelli generati dal telefono cellulare, sono stati definiti come possibili cancerogeni per l’uomo. Quindi, stiamo parlando di un fattore di rischio piuttosto consistente.

Ci sono stati anche degli studi di dimensione adeguata, studi sperimentali fatti dall’Istituto Ramazzini e anche dal National Toxicology Program del Governo americano. Quindi, parliamo di due autorità, una statale e l’altra invece di ricerca indipendente, come l’Istituto Ramazzini. I risultati di questi studi sono stati pubblicati nel 2018, quindi molto recentemente. Sono stati studi svolti sul 3G, ma dimostrano l’insorgenza di tumori piuttosto rari. Tra l’altro, si parla di una insorgenza che è confermata da studi epidemiologici che sono stati svolti dall’Università di Örebro, in Svezia.

Detto tutto questo, pur di fronte a queste evidenze che dovrebbero indurre alla massima prudenza, anche perché le tecnologie cellulari delle quali tutti ci serviamo sono state messe sul mercato senza averle prima sperimentate e si sta ripetendo la stessa prassi poco rassicurante con il 5G, sono state già assegnate le concessioni per l’uso delle frequenze legate alla nuova tecnologia del 5G, ancora una volta senza prima sperimentare eventuali ricadute sulla salute.

Di fronte a questo quadro già poco rassicurante, ripeto, cosa sta pensando di fare il Governo? Di elevare i limiti attuali. Quindi, siamo passati dai 6 voltmetro misurati sui sei minuti ai 6 voltmetro misurati sulle 24 ore e adesso si vuole salire ulteriormente ai 61 voltmetro, come è in uso in alcuni Paesi europei, mentre altri hanno dei limiti addirittura inferiori a quelli dell’Italia. Penso a Parigi, per esempio, che ha un limite di 5 Volt/metro.

È chiaro che questa è materia che non è di competenza della Regione, però in Regione ci sono stati convegni e c’è stata una manifestazione anche il 24 aprile, quindi molto recentemente. I cittadini della nostra Regione sono allarmati. Quello che Europa Verde chiede all’assessore alla sanità è se non ritenga opportuno la Giunta a intervenire in sede di Conferenza Stato-Regioni per bloccare e per cercare di frenare questa corsa a un ulteriore rialzo dei limiti e non invece, come sarebbe auspicabile, all’abbassamento.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zamboni.

Assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente. Grazie alla consigliera Zamboni. Sui campi elettromagnetici e il 5G c’è un lavoro che coinvolge gli Assessorati alle politiche per la salute e i loro tecnici, gli Assessorati all’ambiente, le aziende ASL. Segue gli sviluppi, questo tavolo a livello nazionale e internazionale, sul tema da lei indicato.

Il Ministero dell’ambiente ha finanziato un progetto sull’esposizione umana ai campi elettromagnetici svolto dal sistema nazionale delle ARPA, da Istituto superiore della sanità, Cnr ed Enea. Al progetto partecipa anche ARPA Emilia-Romagna e sono previste linee di ricerca sull’esposizione indoor e outdoor, di epidemiologia e di cancerogenesi sperimentale.

L’Organizzazione mondiale della sanità sta conducendo una revisione sistematica dei rischi per la salute da radiofrequenze, inclusi i tumori. La revisione riguarda tutto il range di radiofrequenze, compreso il 5G, e sono previsti risultati pubblicati nel 2022. Gli studi sul rapporto tra esposizione e tumori sono molteplici e non hanno finora portato risultati coerenti oppure acquisiti in maniera solida, soprattutto per i limiti metodologici connessi alla valutazione dell’esposizione e al tempo di latenza tra esposizione e sviluppo della patologia.

Per questo deve continuare il lavoro dei nostri tecnici facendo pressione perché le iniziative elencate si concludano nei tempi previsti. Noi abbiamo bisogno di dati, abbiamo bisogno di riscontri, dando risultati specifici su una tematica così importante e potenzialmente riguardante la salute dei cittadini.

Anche a livello politico-regionale, per quanto il periodo ci imponga ancora una forte attenzione all’emergenza pandemica, ed è abbastanza sotto gli occhi di tutti, sono in corso delle interlocuzioni riguardo a questo argomento tra i Gruppi consiliari per un approfondimento in Commissione IV, da impostare prima dell’estate, coinvolgendo i nostri tecnici ed esperti del settore.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, assessore. Diciamo che non ho ricevuto risposta su una volontà della Giunta di intervenire con il proprio presidente nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. So di questo studio che dovrebbe essere completato nel 2022, ma è proprio perché non abbiamo ancora completato gli studi che varrebbe la pena di non cominciare da subito a incrementare i limiti. Semmai valutare questa opzione dopo che si sono conclusi gli studi.

Sono ben consapevole che non dipende dalla Regione. Per questo, invece, avevo sollecitato un intervento della Giunta nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, cioè portare la voce dei cittadini della regione Emilia-Romagna, ma anche di medici, come quelli che lavorano insieme ad altri ricercatori all’Istituto Ramazzini, che è stato l’Istituto pioniere in Italia per gli studi sulla cancerogenicità derivata, per esempio, da prodotti chimici. Purtroppo, gli studi del Ramazzini hanno dato evidenza della cancerogenicità di alcune sostanze (penso alla formaldeide, penso al cloruro di vinile) molto prima che venissero prese delle misure. Quindi, sarebbe il caso, almeno questa volta, di prevenire e non di agire dopo.

Comunque, seguiremo gli sviluppi anche attraverso l’attività delle Commissioni competenti in Regione.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3243

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le vaccinazioni di lavoratori del mondo scolastico che avevano già prenotato la prima dose di vaccino e la cui somministrazione è stata sospesa. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca, Rontini, Caliandro

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3243: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa le vaccinazioni di lavoratori del mondo scolastico che avevano già prenotato la prima dose di vaccino e la cui somministrazione è stata sospesa, a firma dei consiglieri Marchetti Francesca, Manuela Rontini e Stefano Caliandro.

Prego, consigliera Marchetti.

 

MARCHETTI Francesca: Grazie, presidente.

Come è noto, da mercoledì 7 aprile c’è stata la riapertura e la ripresa dei servizi educativi per l’infanzia e, gradualmente, della scuola primaria, e dal 12 aprile la ripresa anche per la seconda e la terza media in presenza. Proprio da ieri sono tornati in aula anche in questa regione al 70 per cento in presenza gli studenti, anche a seguito dei provvedimenti emanati dal Governo, il cosiddetto Decreto-legge Aperture.

In questa situazione, in cui c’è un lavoro costante e anche, io credo, un’attenzione e un impegno che va riconosciuto in modo trasversale del lavoro fatto anche in questa Regione, dalle proposte e dall’interlocuzione positiva avuta sia sul tavolo del Governo che con l’Ufficio scolastico regionale, voglio ricordare che si è confermato proprio nel momento in cui ci si è apprestati a riprendere i vari servizi alle scuole primarie e superiori questa Regione ha confermato il proseguimento della campagna di screening gratuito in farmacia per alunni, familiari e lo stesso personale scolastico, così come ha continuato a dare indicazioni alle aziende sanitarie di effettuare interventi rapidi, più rapidi possibile, per la limitazione e il contenimento di focolai scolastici laddove dovessero nascere. Insieme a questo, si è cercato di rafforzare, con azioni preventive di controllo, d’intesa con i dirigenti scolastici e con l’effettuazione di tamponi a campione su base volontaria.

Con l’apertura di ieri si è cercato di dare impulso anche alle aziende nell’essere il più veloci possibili  e di prendere in carico entro 24 ore e con un test molecolare gli insegnanti per permettere loro di ridurre il tempo di attesa dell’esito delle analisi in modo da procedere in quella che è anche un’organizzazione che per gli insegnanti, che svolgono un ruolo anche su diverse classi, potesse ridurre al massimo i tempi di attesa rispetto ai risultati.

In tutto questo contesto, in un lavoro significativo che questa Regione ha fatto, ricordo che nell’ultima informativa che l’assessore Donini ha fatto nella Commissione Sanità, al 70 per cento del personale del mondo della scuola era stata somministrata proprio la prima dose di vaccino. E questo anche grazie a una collaborazione proficua con i medici di medicina generale.

In questo periodo, con l’emanazione dell’ordinanza n. 6 del 2021 del commissario per l’emergenza generale Figliuolo, si è ristabilito un ordine di priorità sicuramente condivisibile: gli over 80, le persone fragili, i caregiver, così come i target tra i 70 e i 79 anni e coloro che sono compresi tra i 60 e i 69 anni, così come illustrato e come anche in questa Regione, in questi giorni, sono partite le prenotazioni.

C’è però, io credo, un elemento da dover chiarire che tocca proprio anche moltissimi dei lavoratori del mondo della scuola, che, ricordiamo, sono circa 110.000, il 70 per cento dei quali ha già ricevuto la prima somministrazione, e sono coloro che avevano prenotata la prima somministrazione quando la situazione è cambiata.

Ecco, allora io credo che, anche per il lavoro che si è cercato di fare e per il personale scolastico, tutto il personale scolastico, e anche per garantire quella sicurezza del rientro a scuola, che credo e sappiamo ha bisogno di tanti strumenti e anche di un’accelerazione, ci sia questo vulnus che io credo vada chiarito, uno perché ha creato anche delle disparità all’interno del mondo della scuola e di chi ha avuto accesso e chi no.

Quindi, io chiedo se la Giunta si sia impegnata a far presente in sede di Conferenza Stato-Regioni, sollecitando il Governo a fare chiarezza rispetto a coloro che avevano prenotato la prima dose di vaccino, la cui somministrazione è stata sospesa, e se si sia già intavolato un dialogo rispetto alle azioni da mettere in campo per poi accelerare il completamento della vaccinazione del personale scolastico, anche in vista dell’avvio del prossimo anno scolastico.

Manca poco al termine di quest’anno. Io credo che su questo dovremmo cercare il più possibile di fare chiarezza e di mettere in campo tutte quelle riflessioni e azioni che possano accelerare e anche già programmare un rientro in sicurezza per settembre. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Marchetti.

Assessore Donini.

 

DONINI, assessore: Grazie, presidente, e grazie alla consigliera Marchetti che ha ripercorso in sintesi molto bene le tappe di questo orientamento, che è un po’ cambiato a livello nazionale. Prima la scuola era stata indicata fra le categorie, personale scolastico in generale, docente e non docente, lavoratori del mondo della scuola, come priorità di vaccinazione probabilmente anche in considerazione del fatto che AstraZeneca era stato indicato inizialmente per una popolazione non superiore ai 55 anni, poi 65, poi è stata ribaltata l’indicazione, over 60. Questo ha comportato da parte del generale Figliuolo l’ordinanza di sospensione della somministrazione dei vaccini al personale scolastico. Sospensione, ovviamente, per quelli futuri.

Ringrazio la consigliera Marchetti, perché pone in quest’aula l’attenzione che merita il tema della vaccinazione del personale scolastico, che in questa regione abbiamo vaccinato con la prima dose in una percentuale anche abbastanza abbondante, perché siamo al 70 per cento del target. Non è che ci siamo fermati all’inizio. Non è che ci hanno fermato all’inizio. Ci hanno fermato “che manca poco”, come si suol dire, almeno per la prima dose.

Tutti i lavoratori che hanno ricevuto la prima dose, dopo un periodo che può variare a seconda del vaccino, ma in questo caso con AstraZeneca di 10-12 settimane, hanno diritto alla seconda dose. Se un lavoratore del mondo scolastico dovesse rifiutare la seconda dose, è una sua scelta, non verrà somministrato un altro vaccino rispetto a quello che ha avuto nella prima dose. Se un medico di medicina generale dovesse rifiutarsi di somministrare la seconda dose al personale scolastico verrebbe escluso dalla campagna di vaccinazione e poi segnalato alle Autorità competenti.

Per quanto riguarda il quesito inerente ai membri di questa categoria che avevano già la prenotazione al momento della sospensione, lo scorso 15 aprile abbiamo inviato una richiesta ufficiale al commissario straordinario, generale Figliuolo, in merito all’argomento. Riteniamo, infatti, complesso dover annullare queste prenotazioni e riteniamo fondamentale concludere la vaccinazione di una categoria di primaria importanza nel momento in cui dobbiamo garantire la massima sicurezza a loro e ai nostri bambini e ragazzi, che hanno ricominciato le lezioni in presenza.

In attesa, quindi, di una risposta esaustiva e chiara che il commissario ci invierà, solleciteremo in ogni sede la necessità di una soluzione al problema occorso per questa categoria dopo l’ordinanza del 6 aprile 2021.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore.

Consigliera Marchetti, prego.

 

MARCHETTI Francesca: Ringrazio l’assessore Donini. Mi è chiaro che siamo in attesa di una risposta da parte del Governo. Mi auguro che la domanda, il tema che ha posto con questa lettera venga al più presto risolto, perché c’è molta aspettativa, soprattutto in un momento in cui questo ha combaciato con la riapertura della didattica in presenza anche per la scuola.

Grazie, assessore. Aspettiamo la risposta e chiediamo di essere informati anche in modo tempestivo perché, come già bene lei ricordava, manca davvero poco a completare in questa regione la campagna vaccinale del personale del mondo scolastico.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3232

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla tempistica di definizione dei protocolli per l’organizzazione dei Centri estivi. A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Pigoni, Caliandro, Rontini, Daffadà, Bulbi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’oggetto 3232: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula in merito alla tempistica di definizione dei protocolli per l’organizzazione dei centri estivi, a firma dei consiglieri Bondavalli, Pigoni e Daffadà.

Prego, consigliera Bondavalli.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Come è stato detto, questa mattina sappiamo che il ritorno alla zona gialla e il ravvio della scuola in presenza sicuramente costituiscono elementi particolarmente importanti di questa fase della pandemia.

Tra indice di rischio sanitario attenuato e recupero di una priorità assoluta, proprio della quotidianità di bambini, di ragazzi e delle nostre famiglie, ci avviamo verso l’estate e quindi verso la riproposizione di un grande tema, quello appunto dei centri estivi.

Sul piano regionale c’è da dire che è una novità di quest’anno potrebbe essere rappresentata dall’estensione dell’apertura delle scuole oltre il termine di chiusura previsto, con diverse iniziative, ma soprattutto con l’obiettivo di offrire agli studenti l’opportunità di compensare, almeno in parte, quanto perduto in un anno scolastico fortemente condizionato ancora dal Covid-19.

A questo riguardo ritengo importante anche esprimere un apprezzamento per l’intenzione manifestata dall’assessore Salomoni di mettere in campo risorse regionali proprio per contribuire ad arricchire la proposta che poi verrà preparata e presentata alle famiglie.

Ecco, allo stesso tempo vi è la grande tematica dei centri estivi, che rappresentano, lo sappiamo, esperienze rilevanti. Peraltro, ci sono più soggetti che propongono diverse iniziative. È una caratterizzazione davvero evidente dei nostri territori, della nostra regione. Credo che vada dato atto alla vicepresidente Schlein di aver attivato anche per l’anno in corso un necessario tavolo regionale di coordinamento sul tema. Poi, va dato atto anche alla Giunta regionale di avere riproposto per il quarto anno consecutivo il bonus di conciliazione, mettendo a disposizione 6 milioni di euro per la copertura intera o parziale delle rette di partecipazione, peraltro quest’anno elevando il limite ISEE per la sua concessione.

Adesso cosa è fondamentale? È fondamentale sapere quando saranno disponibili i protocolli che poi ne determineranno l’organizzazione, pur sapendo, lo dico, che la loro definizione dipende essenzialmente da linee di indirizzo provenienti dal livello nazionale di governo. Però i protocolli sono evidentemente fondamentali per chi organizza i centri estivi.

Ricordiamo che mancano poche settimane alla fine della scuola e poi, appunto, partirà la stagione estiva con i centri estivi che prima cercavo di raccontare e quindi per tutti i soggetti che se ne occuperanno e per tutti i soggetti che stanno organizzando la partenza di queste opportunità, serve sapere quali saranno i protocolli. Lo ricordo ancora, ben sapendo che la loro definizione dipende essenzialmente dalle linee di indirizzo che provengono dal nazionale.

L’interrogazione era per sapere con quale tempistica la Giunta ritiene possibile disporre di questi protocolli. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Bondavalli.

È collegata la vicepresidente Schlein, a cui passo la parola.

Prego.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Buongiorno, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Buongiorno.

 

SCHLEIN, vicepresidente della Giunta: Buongiorno alla consigliera Bondavalli, che ringrazio per la interrogazione. La Giunta regionale, l’ha ricordato anche lei, ha approvato la settimana scorsa intanto la DGR 528/2021 per confermare, per il quarto anno consecutivo, lo stanziamento di 6 milioni di euro, che provengono dal Fondo sociale europeo e che siamo riusciti a recuperare, quale opportunità di socializzazione e relazione per i bambini e le bambine, per i ragazzi e le ragazze e di sostegno economico alle famiglie per l’abbattimento delle rette di frequenza dei centri estivi. Le risorse, come sapete, vengono distribuite agli enti capofila di distretto per finanziare i progetti di conciliazione dei tempi vita-lavoro per i centri estivi.

Quest’anno abbiamo esteso, ha ragione a segnalarlo la consigliera Bondavalli, la platea di potenziali beneficiari, aumentando la soglia ISEE dai 28.000 ai 35.000 euro e mantenendo gli altri requisiti, che erano già stati resi più flessibili nel 2020 a causa della pandemia. Il contributo complessivamente potrà arrivare fino a 336 euro a figlio e abbiamo aumentato a 112 euro il tetto massimo per settimana di frequenza, che può essere svolta, lo ricordo, anche in centri estivi diversi purché nello stesso distretto o anche in settimane non consecutive.

Il tavolo istituito l’anno scorso dalla Regione con i gestori pubblici e privati, la sanità regionale, gli esperti, alcuni Enti del terzo settore e i coordinamenti pedagogici territoriali è quello che ha originato ‒ vi ricorderete; era il 25 aprile dell’anno scorso ‒ la prima proposta di protocollo per i Centri estivi, che è stata, poi, in gran parte recepita dal Governo per stendere le linee guida nazionali approvate nel maggio scorso con l’allegato 8 ai DPCM. Quel tavolo ha continuato periodicamente a incontrarsi e si è arricchito della presenza delle organizzazioni sindacali per contribuire, da settembre, anche al monitoraggio della ripartenza dei servizi educativi 0-6 anni.

Nel corso dell’ultimo incontro di questo tavolone, il 9 aprile, si è affrontato anche il tema del raccordo necessario con le iniziative finanziate dal Decreto Sostegni per le scuole aperte nel periodo estivo, tema su cui siamo impegnate con l’assessora Salomoni, ed è emersa anche l’opportunità di valutare l’aggiornamento di questi protocolli di sicurezza nazionali e, di conseguenza, anche regionali, affinché i centri possano riaprire nelle condizioni di massima sicurezza per i bambini, per le famiglie, per il personale impegnato nelle attività.

Siamo già d’accordo con il tavolo, naturalmente, di affrontare nel prossimo incontro, alla luce delle indicazioni nazionali che nel frattempo speriamo essere pervenute, questo tema. Noi, infatti, abbiamo sollecitato al Governo la necessità di questo forte raccordo e di valutare l’aggiornamento dell’allegato 8 contenente i protocolli per i Centri estivi, oltre che di rifinanziare, come è accaduto l’anno scorso, anche la gestione dei Centri estivi, mentre il nostro impegno è confermato sull’atto dell’abbattimento delle rette. Si è già tenuto un primo incontro alla presenza della ministra Bonetti e del ministro Bianchi con Regioni, UPI e ANCI. Al riguardo, in particolare sulle indicazioni concernenti gli standard organizzativi e le misure di precauzione, ci siamo incontrati in data 20 aprile 2021 anche con la Commissione IX, la Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni, per affrontare proprio il tema di quali modifiche proporre al Governo. In quell’occasione le Regioni hanno concordato di sollecitare al Governo di fornire indicazioni uniformi, tenendo conto della mutata situazione rispetto a un anno fa, sia dal punto di vista pandemico che delle attuali disposizioni su scuole e servizi per l’infanzia, che ‒ lo ricordo ‒ adesso si svolgono in presenza anche nelle zone rosse.

C’è un incontro oggi con il gruppo Covid della Conferenza delle Regioni e le Commissioni Istruzione e Affari sociali proprio a questo scopo. Sarà fondamentale, nella definizione delle misure, tenere conto della valutazione di prospettiva circa l’andamento dei contagi, in stretta correlazione all’estensione degli effetti della campagna vaccinale.

Siamo dunque pronti, non appena saranno approvate queste nuove indicazioni nazionali, in coerenza con esse, ad adottare una specifica ordinanza che adatti velocemente il protocollo regionale per la riapertura in sicurezza dei centri estivi, che discende proprio da quell’allegato 8.

Nel frattempo, stiamo mantenendo i necessari raccordi territoriali per le procedure che hanno già avviato Comuni e Unioni di Comuni nel completare l’avvio dei bandi per individuare i gestori e poi naturalmente faranno anche i bandi per individuare le famiglie che sceglieranno uno dei centri inseriti negli elenchi comunali e inoltrare la loro richiesta. Siamo al lavoro naturalmente chiedendo al Governo di porsi il tema che questa offerta estiva più ricca – chiudo su questo, presidente – abbia anche delle indicazioni comuni tra chi andrà a fare le attività delle scuole aperte, quelle ulteriori che la Regione con l’assessora Salomoni sta mettendo a disposizione, e quelle dei centri estivi.

È chiaro che ci deve essere una uniformità di indicazioni che abbiamo sollecitato al Governo.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, vicepresidente Schlein.

Consigliera Bondavalli, prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Grazie alla vicepresidente Schlein, soprattutto per averci aggiornato su un tema caldo, che ci sta molto a cuore.

La vicepresidente ci ha informato sulle varie tappe, sugli incontri e soprattutto penso vada sottolineata la sollecitazione, ancora una volta, come peraltro era accaduto anche lo scorso anno, di una indicazione che deve arrivare, speriamo in tempi brevi, da parte del Governo rispetto alla valutazione su un eventuale aggiornamento del protocollo.

La vicepresidente Schlein lo ha detto, questa Regione è pronta. Non appena quelle indicazioni arriveranno, ci sarà l’opportunità di fare anche un atto proprio regionale. Devo sperare e spero chiaramente che al più presto arrivino i protocolli necessari per l’organizzazione dei centri estivi. Grazie mille. Buon lavoro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3233

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle attività di spettacolo per le associazioni del terzo settore alla luce del DL 21 aprile 2021. A firma dei Consiglieri: Amico, Taruffi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’oggetto 3233: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sulle attività di spettacolo per le associazioni del terzo settore alla luce del DL del 21 aprile 2021, a firma dei consiglieri Amico e Taruffi.

Prego, consigliere Amico.

 

AMICO: Grazie, presidente. Ieri è stata una bella giornata. Abbiamo, per la prima volta dopo molti mesi, iniziato a vedere nuovamente frequentate le sale cinematografiche. Immagino che nei prossimi giorni inizieremo a vedere nuovamente frequentati anche i teatri e quindi tutte quelle che possono essere le attività culturali e di spettacolo sul territorio regionale e nazionale.

Sono state pubblicate diverse fotografie che facevano vedere finalmente gli spettatori nuovamente in sala, ovviamente con una serie di limitazioni piuttosto stringenti, data la situazione pandemica ancora in corso, e quindi una limitazione per quanto riguarda gli orari, così come per quanto riguarda la presenza nelle sale. Un buon passo per dare una risposta sicuramente a tutto quel mondo e non solo, e anche ai cittadini, ovviamente, che nel corso dei lunghi mesi che abbiamo alle spalle sono stati assenti da questi luoghi.

Tuttavia, il decreto legislativo approvato nella giornata del 21 aprile parla di luoghi per il pubblico spettacolo, ovvero luoghi che hanno una serie di caratteristiche piuttosto stringenti e legate a dei livelli autorizzativi di un certo tipo. Sappiamo bene come in Regione, così come in altre parti d’Italia, le attività di spettacolo non sono solamente svolte all’interno dei luoghi di pubblico spettacolo, bensì sono svolte anche all’interno di strutture gestite da associazioni che, in forma mutualistica, rivolgono queste attività ai propri soci e quindi non ottengono l’autorizzazione al pubblico spettacolo, ma nello stesso tempo rappresentazioni teatrali, cinematografiche e musicali le organizzano.

Già in precedenza, con i decreti precedenti, si era determinato un discrimine per quanto riguarda le attività di somministrazione di alimenti e bevande, per cui i centri culturali e ricreativi non potevano svolgere quelle attività, discrimine che è stato poi sanato da un emendamento presentato in Senato dal senatore Errani ed altri.

Il quesito di oggi sostanzialmente pone alla Giunta una domanda, ovvero se ravvede nel decreto legislativo del 21 aprile ancora il ripetersi di questa discriminazione tra luoghi di pubblico spettacolo, in questo caso, e luoghi di carattere associativo e, se dovesse ravvedere questa discriminazione, se intende sostenere un emendamento o atti conseguenti per integrare, come fu fatto per quanto riguarda la parte di somministrazione di alimenti e bevande, per i luoghi associativi, alla stessa stregua, tenendo conto che l’attività di questi luoghi è un’attività molto presente sul territorio e capace di coinvolgere una serie di cittadini, anche in zone periferiche, che hanno la voglia e la volontà di ritornare a partecipare in sicurezza, stando alle stesse limitazioni dei soggetti commerciali, stando quindi alle stesse limitazioni di orario e presenza in sala, ma consentendo loro di poterlo fare.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Risponde l’assessore Felicori. Prego, assessore.

 

FELICORI, assessore: Ringrazio i consiglieri Amico e Taruffi, che danno modo alla Giunta di esprimere un punto di vista su una materia molto delicata.

La risoluzione dei consiglieri riguarda il fatto che dal 26 aprile possono riprendere gli spettacoli aperti al pubblico, al chiuso e all’aperto, mentre le attività nei centri culturali, sociali e ricreativi restano sospese anche in zona gialla, secondo l’articolo 16 del DPCM del 2 marzo, non cambiato dal decreto legge n. 52/2021. Le attività di spettacolo dei circoli riservate ai soci sembrerebbero, quindi, escluse dalle riaperture, e ciò apparirebbe illogico dal punto di vista della prevenzione e della diffusione del virus Covid-19, perché potrebbero anche nei centri sociali essere applicate le medesime regole di sicurezza stabilite per gli spettacoli aperti al pubblico.

Si tratta, secondo il nostro giudizio, e non solo, di una decisione non coerente. Particolarmente dispiace perché colpisce proprio quel tessuto associativo che, secondo il principio di sussidiarietà e l’attenzione che le Istituzioni democratiche dovrebbero riservare alla società civile, è un tessuto prezioso dal punto di vista della comunità. Dunque, si ripropone anche in questo caso la stessa discriminazione che ci fu per quanto riguardava le attività di ristorazione all’interno dei circoli, che solo con un intervento legislativo furono parificate alle altre. Si tratta di agire.

Che cosa abbiamo fatto? Abbiamo chiesto un parere alla Prefettura di Bologna per vedere se a legislazione data è possibile, in sede interpretativa, aprire uno spiraglio in questa direzione. Intendiamo anche ‒ e lo stiamo facendo ‒ segnalare al Governo, per il tramite della Conferenza delle Regioni, la necessità di chiarire la norma in sede di conversione del decreto legge n. 52 o di modifica del DPCM del 2 marzo 2021. Qualora non si trovasse una soluzione in chiave di interpretazione, per forza di cose, la soluzione deve essere trovata in sede legislativa, perché è in sede legislativa che l’errore ha origine.

Grazie ancora ai consiglieri.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Felicori.

Consigliere Amico, prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Grazie, assessore. È stato molto chiaro. Siamo ovviamente tutti rammaricati di questa discriminazione ulteriormente protratta anche sotto il profilo della cultura, poiché appunto le attività associative sono in grado di tenere insieme un tessuto sociale anche nelle zone più periferiche, anche rispetto a un pubblico magari anziano, che oggi risulta a tutti gli effetti vaccinato e che quindi avrebbe la possibilità di partecipare a spettacoli di orchestre di liscio o altro.

La ringrazio per il parere richiesto alla Prefettura. Monitoreremo l’iter legislativo rispetto alla modifica di conversione in legge del decreto in oggetto. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

 

OGGETTO 3235

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli interventi a favore del settore della danza. A firma della Consigliera: Piccinini

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’oggetto 3235: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sugli interventi a favore del settore della danza, a firma della consigliera Piccinini.

Prego, consigliera.

 

PICCININI: Grazie, presidente.

Portiamo oggi in quest’aula un tema di cui abbiamo già dibattuto anche in precedenza. Vogliamo tornare sulle condizioni difficilissime in cui, da oltre un anno, verso il mondo della danza; condizioni che si sono aggravate con la pandemia, al punto da richiedere la messa a disposizione di specifiche forme di sostegno, ma che anche prima della pandemia presentavano reali e diffuse criticità.

Vorrei richiamare, come dicevo prima, l’attenzione sui recenti atti di indirizzo che sono stati approvati all’unanimità da questa Assemblea. Il più recente è l’ordine del giorno 3070, che impegnava la Giunta a valutare la possibilità di interventi regionali mirati al settore con le risorse di bilancio che dovessero rendersi disponibili.

L’altra, invece, è una risoluzione, la n. 2539, approvata anch’essa all’unanimità il 4 marzo in Commissione, che impegnava la Giunta alla definizione di misure per consentire la ripartenza e la riprogettazione del settore coreutico.

L’ordine del giorno, quindi, era concentrato sulla immediatezza della situazione, quindi aiuti concreti per la contingenza, la risoluzione invece prevedeva un impegno per pensare ad una logica di sistema, di prospettiva e di rilancio.

Alla luce di ciò, ci sono alcuni impegni che dobbiamo prenderci, a fronte anche di coloro che oggi sono qui fuori, appartengono al mondo della danza e sono venuti fuori da questa Assemblea a manifestare. Quindi c’è la necessità di definire misure di supporto alle scuole di danza e ai loro professionisti, perché altrimenti questo insieme di soggetti muore; definire un quadro normativo nuovo, quindi non solo regionale, per avere una nuova vita domani, per dare dignità al mondo della danza e consentire a quest’insieme di soggetti di essere un sistema, il sistema danza appunto; definire che cos’è una scuola di danza, a quale mondo appartiene, sappiamo che questo è un settore ricondotto in maniera impropria al settore sportivo, cosa serve anche per esercitare l’attività di docente. Parlo quindi della formazione, esattamente come succede in altri Paesi o come per altre forme di espressività quale la musica.

Sostenere, come dicevo, la formazione e la produzione coreutica, fare in modo cioè che sia possibile per i professionisti non solo danzare, ma anche insegnare acquisendo i titoli necessari, e fare in modo che la danza possa essere prodotta, che cioè sia possibile svolgere spettacoli, produrre nuove coreografie, favorire la partecipazione del pubblico e la sua progressiva educazione.

L’interrogazione che io oggi presento è diretta proprio a questo, a capire cioè se e come si sta evolvendo il percorso che stiamo portando avanti, previsto dagli atti di indirizzo che citavo, impegni che, a fianco dei sostegni necessari che sono indispensabili, chiedevano anche questo. È un impegno che ci siamo presi noi come Regione, come Assemblea legislativa, quello di costituire un tavolo regionale attraverso la presenza di attori diversi per favorire lo sviluppo del sistema danza.

Quindi, la risposta che oggi io qui chiedo la chiedo soprattutto per gli operatori del settore, che comprendono coloro che oggi sono qui fuori a manifestare e per il loro impegno e il valore che la loro arte ha dato alla nostra comunità. Tra l’altro, vorrei ricordare che tra due giorni si celebrerà la Giornata Internazionale della danza, che è stata istituita dall’Unesco 39 anni fa. Credo che una risposta positiva a questa mia sollecitazione potrebbe rappresentare anche una testimonianza della capacità di dare un senso concreto e prospettivo a questa celebrazione. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Assessore Felicori, prego.

 

FELICORI, assessore: Ringrazio, naturalmente, la consigliera Silvia Piccinini per l’attenzione che pone alle questioni della danza e lo stimolo che rivolge alla Giunta, anche, direi, con un certo zelo, che è ammirevole.

La risoluzione dell’Assemblea legislativa impegnava Giunta ed Assemblea su tre punti. Sollecitare il Governo e il Parlamento per una normativa statale corrispondente alle necessità del settore coreutico. Al riguardo, la risposta che do alla consigliera Piccinini l’ho scritta personalmente al ministro della cultura, Dario Franceschini, inviando sia la risoluzione sia l’ordine del giorno 3070. Le modalità del sollecito al Parlamento sono state poste anche all’attenzione della presidente Emma Petitti. Questo convenimmo quando discutemmo sul fatto che una riforma legislativa nazionale fosse la madre di tutte le possibili soluzioni. Abbiamo cominciato con il ministro, naturalmente. Adesso, in accordo con l’Assemblea legislativa, cercheremo di sollecitare direttamente i presidenti delle Commissioni del Parlamento.

In occasione dell’incontro tra gli assessori regionali alla cultura e il ministro Franceschini, le Regioni hanno anche ribadito la richiesta di essere coinvolte nel percorso di riforma dello spettacolo dal vivo. Gli assessori hanno anche chiesto di far parte del gruppo di lavoro sul disegno di legge in materia di spettacolo previsto in attuazione della manovra di bilancio 2020-2022 in materia di spettacolo, con particolare riguardo alla tutela dei lavoratori del settore.

Lei sa che la riforma legislativa è fondamentale per dare finalmente al mondo del lavoro dello spettacolo, molto afflitto da elementi di saltuarietà e di precarietà, una normativa che, prima ancora di una tutela sindacale, dia una tutela di legge.

Devo dire ‒ vedo un po’ complicato, almeno al momento, il percorso che abbiamo cercato di avviare ‒ che il capo di gabinetto del ministro ha espresso perplessità sul coinvolgimento delle Regioni, in quanto ritiene che la materia sia di esclusiva competenza statale, ma io ritengo che, quand’anche fosse di esclusiva materia statale, nulla vieta allo Stato di consultare le Regioni. Però, la consigliera Piccinini è abbastanza esperta da sapere come queste dialettiche fanno anche perdere un po’ di tempo.

Il secondo punto su cui eravamo impegnati era l’insediamento di un tavolo regionale. Posso promettere che entro la fine di maggio questo tavolo sarà costituito di intesa con la Presidenza dell’Assemblea legislativa.

Il terzo impegno era definire le misure per consentire la ripartenza e la riprogettazione del settore. La consigliera sa di tutti i limiti che noi abbiamo, perché noi agiamo in un regime in cui sia le norme di sicurezza, quindi aperture e chiusure, sia le possibilità di intervento economico sono regolate a livello statale. Ciò detto, la Giunta regionale, con delibera adottata il 19 aprile, ha inserito le scuole di danza fra le imprese culturali maggiormente colpite dalle misure di contenimento della pandemia in atto, a cui saranno destinati ristori complessivi pari a 1.360.000 euro.

Al di là delle quantità che, al momento, non so dire, però c’è in questo provvedimento un riconoscimento delle scuole di danza come parte del mondo delle imprese culturali. È un riconoscimento piccolo, ma in realtà molto importante come preludio al grande percorso.

Devo poi coinvolgere la consigliera e anche l’Assemblea legislativa sui ragionamenti nuovi che si stanno aprendo e che ho aperto proprio di recente dialogando con le scuole di musica in un grande incontro che abbiamo fatto con tutte le scuole di musica della regione.

Il modello scuole di musica potrebbe essere un modello anche per il mondo della danza, perché, dal punto di vista normativo, dell’impegno della Regione, dei finanziamenti, da ogni punto di vista, il mondo della musica è molto più avanti del mondo della danza. Quindi, è un percorso in un certo senso da copiare, volendo. Questo ci incoraggia, visto che sarebbe ben difficile stabilire che la musica è più importante della danza in sede artistica e culturale, ma quello è un modello. Anche quel modello, però, secondo me, può essere perfezionato.

La strada nuova che si è aperta negli ultimi anni per la legislazione culturale è quella che permette ai cittadini, attraverso la leva fiscale, di finanziare direttamente le realtà.

Il vecchio modello com’è? Il cittadino paga le tasse, le Istituzioni con questi denari provvedono a sostenere la cultura, quando è giusto dal punto di vista dell’interesse pubblico. Con l’Art Bonus e altri provvedimenti si è anche aperta la strada perché i cittadini possano direttamente defiscalizzare le spese che fanno in campo culturale. Ecco che, ho aperto per le scuole di musica, ma vale anche per la danza, sarebbe bello arrivare presto a un momento in cui i costi che le persone hanno per iscriversi alle scuole di danza o alle scuole di musica, ma anche per entrare in un museo, ma anche per fare l’abbonamento in un teatro d’opera, questi costi fossero defiscalizzabili, se accettate la battuta, come “farmaci dello spirito”, così come si defiscalizzano le spese di medicina, anche le spese culturali.

Queste son prospettive nuove in cui, se venisse dall’Assemblea legislativa anche una spinta anche in questa chiave, a me farebbe piacere perché sono temi nuovi e interessanti.

Mi scuso con la presidente, che so che mi stava per sgridare, ma...

 

PRESIDENTE (Petitti): No, no.

 

FELICORI, assessore: …mi ha cortesemente dato gli ultimi minuti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): È un tema che, come ha ricordato, abbiamo già, come Assemblea, sollevato. Grazie.

Consigliera Piccinini.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Io ringrazio l’assessore Felicori. Gli spunti sono tanti e apprezzo soprattutto la concretezza e anche la disponibilità ad aprire orizzonti nuovi. Devo dire che riconosco che non è da tutti.

Questo, come sappiamo, è un settore frammentato, complesso. È un settore forse anche meno visibile rispetto ad altri, ma che comunque ci chiede risposte. Sono attività imprenditoriali anche le scuole di danza, anche se forse si fa fatica a riconoscerlo. Apprezzo il fatto di avere chiesto anche un’interlocuzione a livello nazionale perché è lì che ovviamente bisogna interloquire e bisogna intervenire. Mi dispiace che sia stata questa chiusura da parte del ministro Franceschini. Ritengo che sia questa un’occasione persa.

Se non collaboriamo, se il sistema centrale non collabora con le Regioni, a maggior ragione, se qui vogliamo seriamente iniziare un percorso di ascolto verso tutti questi soggetti che fanno parte di questo sistema e di questo settore, dai quali possono arrivare spunti, sollecitazioni, prospettive nuove, a maggior ragione ci vorrebbe collaborazione, collaborazione a tutti i livelli.

Noi qui facciamo il nostro. La disponibilità mia, ma anche dell’Assemblea legislativa c’è assolutamente. C’è tanto da fare. È bene che si prenda come riferimento anche il settore della musica. Noi da qui siamo partiti per presentare un progetto di legge, che poi ha dato il via a tutte queste iniziative, che hanno trovato l’accoglimento anche in questa Assemblea.

Non posso fare altro che ribadire la disponibilità, come Gruppo politico, a lavorare e anche a sondare, come si diceva prima, prospettive nuove, con il supporto e l’aiuto degli operatori che lavorano all’interno di questo settore.

Assessore, la ringrazio, augurandomi che ci possa essere una proficua collaborazione.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

 

OGGETTO 3239

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto del nuovo impianto eolico denominato “Monte Giogo di Villore”. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

PRESIDENTE (Petitti): Passiamo all’interrogazione 3239: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sul progetto del nuovo impianto eolico denominato “Monte Giogo di Villore”, a firma della consigliera Gibertoni.

Prego, consigliera.

Chiedo alla consigliera Piccinini di spegnere il microfono, per cortesia, e anche un po’ più di silenzio in aula, perché c’è un po’ di caos.

Prego, consigliera Gibertoni.

 

GIBERTONI: Buongiorno, presidente.

La mia interpellanza verte sul tema del progetto eolico che dovrebbe prendere l’avvio sul crinale tosco-emiliano, in particolare con un impatto molto forte sulla Provincia di Forlì-Cesena. È un progetto che, è vero, viene dalla Regione Toscana, ma la Regione Toscana ha chiesto all’Emilia-Romagna un parere. Come sappiamo, questo è stato già ricordato dall’assessore, era un parere molto importante, a mio avviso, in cui l’Emilia-Romagna ha perso l’occasione di difendere il proprio territorio, il proprio paesaggio.

Il proponente è un’azienda di Verona che si chiama AGSM Spa. Il progetto del proponente impatta su svariati siti di Rete Natura 2000, su svariati Comuni, tre siti di Rete Natura 2000 solo in Toscana e due in Emilia-Romagna, che sono anche ZSC e ZPS. Il progetto, per essere chiari, riguarda otto giganteschi aerogeneratori, quindi otto gigantesche pale eoliche di quasi 170 metri l’una. Per avere un’idea di che cosa vuol dire 170 metri, guardate una delle torri della Regione che sono lì fuori; raddoppiatela in altezza e avrete una di quelle gigantesche pale, di quei giganteschi aerogeneratori. Moltiplicateli per otto e pensate a quello che è il nostro crinale, il crinale dell’Appennino tosco-emiliano, con i suoi sentieri, i suoi sentieri escursionistici, i suoi passaggi, i suoi cammini, le sue vie e tutte le promesse di aiutare il turismo sostenibile e di tutelare l’ecosistema. Per poco, pensate – questo l’ho trovato un tratto molto interessante e quindi ci tengo a ricordarlo, l’ho scritto nell’interpellanza, ma ci tengo a ricordarlo – pensate che per poco questo proponente classifica questo impianto come un impianto da 30 megawatt, da 29,6 megawatt, a 30 scatta la necessità della VIA nazionale, che non scatterà, pensate un po’, per 0,4 unità. È incredibile. Per 0,4 unità non ci sarà una VIA, una valutazione di impatto ambientale, statale.

Io sono convinta che non sarebbe mai passata una VIA statale. A me spiace quando si parla delle Regioni male, mi spiace molto, quando si parla male delle Regioni come di Enti opachi rispetto a livello centrale. Io non credo. Sono cose che mi infastidiscono. Non credo che sia vero.

Io credo, anzi, che la Regione sia un ente che possa essere molto più trasparente di livello centrale, proprio perché è molto più vicino al suo territorio. Ma qui la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato nessuna vicinanza rispetto al proprio territorio e nessuna conoscenza del proprio territorio. Infatti, alla richiesta di parere e contributi tecnici, la Regione Emilia-Romagna esprime parere favorevole; parere favorevole ad un progetto che distruggerà per sempre quell’ambiente di crinale, un sistema delicatissimo che è bene immateriale, ma anche bene materiale perché sappiamo come poi l’ambiente tutelato dal punto di vista del paesaggio, con dei beni paesaggistici addirittura inseriti nell’Atlante del paesaggio e quindi vincolati, costituisca attrattività, costituisca economia, costituisca turismo e costituisca la possibilità di essere coerenti rispetto alla promessa degli aiuti alla montagna, non aiuti in cambio del cedere il paesaggio, del cedere l’ambiente o del cedere la conservazione delle specie. Pensiamo a questo paesaggio di otto gigantesche torri, che stravolgerà, ripeto, in modo definitivo, il paesaggio di quell’area. Anche la sola costruzione delle basi è già qualcosa che spaventa. Addirittura qui parliamo di basi di cemento che sostituirà la roccia, che avranno una dimensione di 30 per 40 metri quadrati e una profondità di 4 metri. Per questi plinti di sostegno non è neppure previsto, lo diciamo così, alla fine del percorso di questo impianto, il totale smaltimento.

Questo sarebbe già sufficiente per deturpare definitivamente un ambiente […], ma c’è di più, c’è molto di più. Pensate che c’è la costruzione della strada di accesso al crinale, con l’abbattimento di un intero bosco, ci sono una serie di progetti per tombare fossi, per tombare alvei, per tombare corsi d’acqua. L’acqua, poi, tra l’altro, andrà verso l’Emilia-Romagna in modo, immagino, da smaltire gli inerti in modo più economico.

Mi fermo per un attimo qui, perché poi vorrei rispondere. Intanto ascolto volentieri la risposta dell’assessore. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Assessora Priolo, prego.

 

PRIOLO, assessore: Buongiorno consigliera. Mi permetterò di fare in parte una risposta tecnica, perché credo che sia dovuto rispetto a quello che ho detto anche in sede di Commissione, e un po’ anche più di carattere politico sul posizionamento che, come Regione Emilia-Romagna, è necessario che noi in questo momento assumiamo.

Allora, dal punto di vista tecnico, credo che sia doveroso riprecisarle quanto segue ovvero che la Regione Emilia-Romagna, all’interno del procedimento autorizzatorio unico regionale di competenza della Regione Toscana, ha formulato un parere ai sensi dell’articolo 30, comma 2 del decreto legislativo n. 152 del 2006, in quanto Regione confinante interessata dai possibili impatti ambientali. Il parere regionale, ribadisco, è consultivo e non vincolante per l’autorità competente. La competenza per l’approvazione del progetto è esclusivamente della Regione Toscana, in quanto la totalità delle opere necessarie alla sua realizzazione sono localizzate nel suo territorio regionale, ad oltre 4 chilometri dal confine con l’Emilia-Romagna.

A tal fine, la Regione Toscana, in qualità di autorità competente per il procedimento autorizzatorio unico regionale di VIA, avviato ai sensi dell’articolo 27 del decreto legislativo n. 152 del 2006, dovrà assumere la decisione sulla valutazione degli impatti ambientali del progetto presentato, tenendo conto delle osservazioni, dei pareri e degli atti di competenza rilasciati dalle amministrazioni coinvolte nel procedimento dalla Regione stessa. In tale veste, la Regione Toscana dovrà contemperare i diversi e legittimi interessi di tutela ambientale e minimizzazione degli impatti sulle diverse matrici ambientali di produzione ed efficienza energetica da fonte rinnovabile.

La Regione Emilia-Romagna sta partecipando all’istruttoria, avendo inviato inizialmente alla regione Toscana osservazioni con richieste di approfondimento in merito alla visibilità degli aerogeneratori e agli aspetti paesaggistici e producendo successivamente un parere sulle integrazioni fornite dal proponente con nota protocollo del 4 febbraio 2021. Si precisa che nella formulazione di tale parere si è tenuto conto del contributo del Servizio regionale aree protette, foreste e sviluppo della montagna, che ha indicato come, in relazione alla distanza dei siti di Natura 2000 regionali interessati indirettamente dal progetto, il progetto non abbia incidenza negativa significativa sui siti di rete Natura 2000 ricompresi nel territorio regionale, ferma restando l’opportunità di acquisire il parere del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi.

La Provincia di Forlì-Cesena, in riferimento al PTCP vigente, non ha rilevato nulla da segnalare. Nel considerare ridotti gli effetti ambientali relativi agli aspetti paesaggistici e di visibilità degli aerogeneratori del territorio dell’Emilia-Romagna, si è comunque rimandato alle valutazioni di competenza del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi in quanto Ente gestore dei siti Natura 2000, nonché della Sovrintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le Province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.

Non corrisponde assolutamente alle verifiche ed esame regolarmente attuate dal servizio competente la presunta scarsa attenzione attribuita alla Regione Emilia-Romagna relativamente alla tutela ambientale e alla valutazione dei potenziali effetti negativi dei progetti di realizzazione di impianti eolici sul territorio regionale. Basti ricordare che sono state esaminate numerose istanze negli ultimi dieci anni di progetti di impianti eolici interessanti il territorio regionale o, comunque, il territorio appenninico in confine. Progetti che hanno richiesto istruttorie articolate e complesse e, come il caso in oggetto, con valutazioni diverse espresse da parte delle imprese e delle comunità locali.

Per la maggior parte di questi progetti i procedimenti di valutazione ambientale si sono conclusi negativamente, a fronte di elementi ritenuti complessivamente ambientalmente impattanti in termini negativi e significativi da parte del servizio VIPSA competente per la Regione Emilia-Romagna.

È perlomeno ingeneroso, a fronte di valutazioni negative parziali espresse da alcuni degli Enti partecipanti alla Conferenza dei servizi in corso da parte della Regione Toscana e fatte proprie dall’interpellante, voler estrapolare una valutazione di superficialità generalizzata sull’attività istruttoria condotta dai servizi regionali, che con impegno, serietà e indipendenza esaminano e valutano i progetti sottoposti a procedure di valutazione ambientale, collaborando con le Amministrazioni locali, ascoltando le Amministrazioni locali e affrontando i molteplici ricorsi promossi dai proponenti a fronte di determinazioni negative.

Anche l’utilizzo dell’espressione “greenwashing” non ha nulla a che fare con la programmazione e Strategia regionale per la transizione ecologica e con l’impegno in tal senso dell’Amministrazione regionale. Appare in questo senso importante evidenziare che qualsiasi progetto si realizzi in un determinato territorio produce degli effetti ambientali e che i princìpi della transizione ecologica presenti in maniera diffusa nel Piano nazionale integrato energia e clima e nel Piano nazionale di ripresa e resilienza devono condurre inevitabilmente ad una lettura e a un approccio diverso rispetto a quanto avvenuto fino ad ora, pena, in caso contrario, definire sempre e comunque non accoglibile qualsiasi progetto di produzione di energia rinnovabile. Un tale approccio rischierebbe semmai di configurarsi come greenwashing verbale, dove si invoca la transizione ecologica, ma ci si impegna per impedirla sempre e comunque sul singolo progetto.

Del resto, emerge già con evidenza che i progetti e le proposte per produrre energia da fonti rinnovabili (fotovoltaici, eolici, biomasse) o per la produzione e valorizzazione di risorse già presenti sul territorio regionale, vengono valutate con pregiudizio molto spesso e con la sindrome NIMBY piuttosto che per la significatività, rilevanza e durata del danno ambientale rispetto ai benefici attesi legati alla transizione energetica.

In conclusione, si comunica che nel merito del progetto di realizzazione dell’impianto eolico Monte Giogo di Villore, la Conferenza dei servizi indetta dalla Regione Toscana è tuttora in corso e che gli uffici regionali esamineranno le ulteriori documentazioni volontarie trasmesse dal proponente e forniranno, se ritenuto necessario, un ulteriore contributo istruttorio all’autorità competente nei tempi previsti.

Quindi, consigliera, io queste risposte le avevo già date in occasione della Commissione, come lei ha richiamato. Appare sempre più difficile riuscire a portare avanti un progetto ambizioso come quello che ci stiamo ponendo noi in questo momento come Regione Emilia-Romagna se il pregiudizio che si pone di fronte ai progetti non è avvalorato da istruttorie accurate come quelle che noi stiamo svolgendo in questo momento e come quella di fattispecie, ancorché, come precisato, di competenza della Regione Toscana.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora.

Consigliera Gibertoni, prego.

Non la sentiamo. Prima la sentivamo.

Provi a riattivare nuovamente il microfono, per cortesia. Provi ad alzare un po’ il microfono, per cortesia, consigliera. No, niente, non sentiamo.

Proviamo a riattivare il collegamento, qualche secondo. […]

Se vuol provare senza cuffie, consigliera, magari. Proviamo a vedere se va. Altrimenti… No, non la sentiamo. Mi dispiace.

C’è un problema, pare, col collegamento del computer.

Mi spiace, consigliera Gibertoni. Ci invii, per cortesia, se è possibile, una risposta, così la lasciamo agli atti.

Stiamo riprovando, vediamo. Niente, purtroppo non la sentiamo e mi dispiace. Per questa volta proviamo a fare in questo modo. Attendo uno scritto che possa rimanere agli atti e che arrivi anche all’assessore.

Grazie e mi scusi, consigliera.

 

OGGETTO 3240

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla possibilità di sollecitare il Ministero dello Sviluppo Economico, affinché proceda alla convocazione di un tavolo nazionale, per affrontare la questione dell’azienda Selta, con particolare riguardo al piano industriale e alle relative ricadute occupazionali. A firma della Consigliera: Tarasconi

 

PRESIDENTE (Petitti): Procediamo con l’interrogazione 3240: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula sulla possibilità di sollecitare il Ministero dello sviluppo economico affinché proceda alla convocazione di un tavolo nazionale per affrontare la questione dell’azienda Selta, con particolare riguardo al piano industriale e alle relative ricadute occupazionali, a firma della consigliera Tarasconi.

Prego, consigliera.

 

TARASCONI: Grazie, presidente. Dico velocemente per chi magari non lo sapesse che l’azienda Selta è in amministrazione straordinaria da giugno 2019. Parliamo di un’azienda che conta circa 180 dipendenti e che sul mercato nazionale, ma anche internazionale, ha comunque delle… È un’azienda tecnologica italiana e leader nel suo settore, specializzata in energia, telecomunicazioni e anche in tema della difesa. Ovviamente, avendo un ramo d’azienda che si occupa anche di difesa, è vincolata da golden power.

Il motivo della richiesta di oggi è il seguente. Questa è un’azienda con quasi cinquant’anni di storia che da due anni è in amministrazione straordinaria. Le RSU e le RSA hanno pubblicamente espresso il loro disagio e la preoccupazione per il futuro dell’azienda e l’occupazione, ovviamente, della stessa.

Il mandato dei commissari, che ha avuto una prima estensione al 5 marzo 2021, è stato ulteriormente prorogato al 5 giugno 2021. Quindi, ci siamo. Siamo arrivati al termine. Il 1° aprile 2021 i sindacati hanno scritto al MiSE, al viceministro Todde, e non hanno ricevuto risposta.

La preoccupazione è tanta. Si chiede di poter in qualche modo sollecitare il ministro dello sviluppo economico, ma sono sicura che l’assessore Colla lo farà e sarà sul pezzo, proprio perché, prima di procedere all’assegnazione, sia garantito e consentito un confronto sul piano industriale e, ovviamente, sulle relative ricadute occupazionali che, come dicevo prima, avendo più sedi sul territorio italiano, conta 180 dipendenti, quindi sono abbastanza importanti. La fretta è dettata dal fatto che sono due anni e soprattutto dal fatto che l’azienda rischia di perdere know-how e rischia di perdere treni che in questo momento, invece, sono fondamentali. Credo sia un’azienda patrimonio di tutti noi. Quindi, abbiamo bisogno di velocizzare i tempi sull’intervento e di convocazione del tavolo al MiSE.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera.

Risponde l’assessore Colla. Prego, assessore.

 

COLLA, assessore: Grazie, presidente.

Ringrazio la consigliera Tarasconi, anche perché stiamo parlando di un’azienda veramente leader nei sistemi innovativi, anche nella space economy, nell’economia dello spazio. Veramente leader. Stiamo anche in tempo reale sui fatti che sono accaduti, anche recentemente. Bene la possibilità di dialogare in questa direzione.

Ovviamente, con riferimento all’interrogazione presentata, faccio un po’ di cronistoria, molto breve. Si precisa che l’assessorato aveva fatto un incontro con la rappresentanza sindacale RSU, da loro richiesto, nel 2019, all’inizio della vertenza, per avere aggiornamenti sullo stato delle cose. Poi, una volta decretata l’amministrazione straordinaria, la procedura è stata collocata al MiSE. A oggi la situazione è la seguente: il mandato dei commissari, come si sa, è stato prorogato fino al 5 giugno. I commissari, come rendicontato nella relazione trimestrale redatta dagli stessi, hanno chiesto al MiSE e al Comitato di sorveglianza l’autorizzazione all’esperimento di un ulteriore esperimento di un’ulteriore asta con i due soggetti già proponenti le offerte vincolanti.

L’asta che si è tenuta la scorsa settimana è andata deserta. Questo significa, però, che sono restate valide le offerte vincolanti precedentemente presentate. I commissari, quindi, hanno proposto al MiSE l’aggiudicazione di uno degli offerenti. In questo scenario, le organizzazioni sindacali hanno chiesto formalmente una convocazione al MiSE e l’istituzione di un tavolo di confronto con il viceministro Todde.

Ho motivo di pensare, anche per le valutazioni che ho fatto con il viceministro, che la convocazione arriverà in tempi abbastanza celeri, espletate le procedure anche di riservatezza su alcuni passaggi, considerato che stiamo parlando di un’azienda, poi vi dirò che ha anche alcuni percorsi procedurali di delicatezza.

I lavoratori occupati – lo confermo, come ha detto anche la consigliera - sono 180, di cui 80 nello stabilimento di Cadeo, in cassa integrazione sono circa 20 lavoratori, di cui poche unità nello stabilimento di Cadeo. Ovviamente, siamo a sollecitare ora anche il Ministero per velocizzare la convocazione, ma, ripeto, ci sono tutte le condizioni ed è già stata data grande disponibilità per andare in tale direzione.

Come Regione, ovviamente, abbiamo seguito con grande attenzione questa impresa, anche perché ha un indotto notevole e ha delle competenze ingegneristiche incredibili. Fare comunicazione nei settori dello spazio e dell’aerospazio vuol dire che da lì parte la tecnologia che va ad irradiare anche i sistemi dal basso.

Abbiamo ottenuto grande attenzione dal MiSE. Io ho tenuto i contatti personalmente con il commissario, c’è stata proprio una telefonata recente con il commissario della procedura, il dottor Crispi di Milano. Vi do un’informazione recente. Mi ha comunicato che venerdì sera è arrivata dal MiSE la comunicazione di aggiudicazione provvisoria alla società Digital Platforms srl, società italiana che a noi risulta con socio unico costituito da una finanziaria SICAV lussemburghese. Molto probabilmente deduco sia un soggetto che abbia una compagine globale, ovviamente, per quanto ci riguarda, grande attenzione all’operazione finanziaria è indispensabile, ma soprattutto alla continuità industriale e all’impatto sociale. L’altra società che aveva manifestato interesse era la Ingegneria Sistemi S.p.A.

Entrambe le proposte garantivano e garantiscono, anche quella che ha avuto l’aggiudicazione provvisoria, il 100 per cento dell’assunzione dei dipendenti. Quindi, è nella proposta. È  vincolante l’impegno ad assumere tutti i lavoratori. Ora la proposta è al vaglio della Presidenza del Consiglio, in quanto soggetto, così come è già stato detto, alla golden share, essendo un’azienda che opera in quei settori. La Presidenza del Consiglio, che è lei che dà il vaglio alla golden share, ha tempo 45 giorni per esprimersi. Lo può fare anche prima, il tempo massimo è 45 giorni. Ho motivo di pensare che possa essere una valutazione positiva.

Penso che da subito supportiamo e dobbiamo supportare la richiesta delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze sindacali fatta già a suo tempo al MISE. Fino a oggi ci sono tutte le condizioni per arrivare a un incontro proficuo e conoscere le dimensioni e le caratteristiche del piano industriale, il suo impatto sociale. Selta è veramente un’ottima azienda, molto innovativa e, tra l’altro, ha un impatto in quei territori, un indotto anche a filiera lunga di grande qualità.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessore Colla.

Consigliera Tarasconi.

 

TARASCONI: Ovviamente sono molto soddisfatta della risposta dell’assessore Colla e proprio perché o meglio, visto che queste voci dell’assegnazione circolavano, sono molto contenta che l’assessore abbia confermato, a questo punto direi ufficialmente, perché dirlo al microfono significa confermare.

Proprio per questo motivo io credo che sia buona cosa convocare il tavolo con il sindacato per mettere al sicuro la procedura e far sì che Selta possa ripartire, in un settore strategico come quello delle telecomunicazioni, con il suo lavoro.

Grazie, assessore Colla.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 3241

Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli intendimenti della Regione al fine di garantire la piena funzionalità della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

PRESIDENTE (Petitti): Ultima interrogazione, interrogazione 3241: interrogazione di attualità a risposta immediata in aula circa gli intendimenti della Regione al fine di garantire la piena funzionalità della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, a firma del consigliere Tagliaferri.

Prego, consigliere.

 

TAGLIAFERRI: Presidente, colleghi, assessore, da ex sindaco e ora da consigliere regionale sono abituato a parlare partendo dai fatti. I fatti ci dicono che la situazione nel trasporto scolastico e nelle scuole è, a detta di molti, compreso il sottoscritto, fuori controllo. Sui bus e nelle aule, tra i banchi delle scuole, noi vediamo ‒ ci auguriamo, ovviamente, di no ‒ che si sta incuneando e incubando un’ipotetica quarta ondata. Speriamo di no, ovviamente. Ce lo auguriamo tutti.

Basta, però, leggere i maggiori quotidiani locali, dal Libertà di Piacenza, mia terra d’origine, ma anche la Repubblica, edizione di Bologna: vediamo che il mondo della scuola è in rivolta, per chi se ne vuole accorgere, contro una gestione insufficiente e inadatta dell’intera vicenda. Ho avuto modo di parlare con diversi dirigenti scolastici, i quali hanno palesato una grande preoccupazione per diversi focolai che si stanno creando. A mio avviso e ad avviso di molti, se non altro dei cittadini che hanno segnalato, molti sono dovuti ai trasporti, alla gestione dei trasporti.

Dei fatti di cui parlavo ne cito uno per tutti. Su un autobus di Pontenure, località piacentina, è stato individuato un caso di positività al Coronavirus, ma non è stato fatto nulla, se non un generico appello a chi era su quell’autobus ‒ sappia che c’era un positivo ‒ come fosse una grida di altri tempi. Nulla di più. Della serie: “Caro cittadino, te l’ho detto. Adesso arrangiati”.

Per questo non ci facciamo spaventare. Proseguiremo la nostra battaglia per i diritti dei cittadini. Non sono rimostranze o segnalazioni che facciamo così, tanto per fare. Sono cose che ci pervengono dalla gente.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Tagliaferri.

Risponde l’assessore Salomoni. Prego, assessore.

 

SALOMONI, assessore: Grazie, presidente.

Grazie, consigliere. Mi permetta di mettere un po’ in ordine gli eventi e anche gli elementi che hanno portato alla riapertura. Intanto, a seguito della firma del Decreto Riaperture, la Direzione generale Cura della persona, salute e welfare il 22 aprile ha trasmesso all’Ufficio scolastico regionale e alle Prefetture una lettera con cui confermava un quadro epidemiologico che non mostrava un andamento migliorativo sufficiente, soprattutto nella fascia di età 14-18. Di conseguenza, suggeriva, laddove è possibile, di mandare in presenza gli studenti delle scuole superiori non oltre il 70 per cento.

La lettera segue, e ci tengo a sottolinearlo, una precedente valutazione a far data del 15 aprile, quindi di una settimana precedente, in cui, per ragioni di prudenza sanitaria, la limitazione era posta al 50 per cento.

A seguito di questa lettera, l’Ufficio scolastico regionale ha effettuato le prassi previste, ovvero ha informato le istituzioni scolastiche che con il passaggio in zona gialla sarebbe ripresa la didattica in presenza non oltre il 70 per cento. Perché ci tengo a sottolineare questo vincolo? Perché noi eravamo già in presenza di Piani operativi dei trasporti fatti a cura delle Prefetture, quindi sotto il coordinamento delle Prefetture, con il contributo del sistema dei trasporti, ma anche della scuola, che prevedevano di andare in sicurezza utilizzando i mezzi al 50 per cento fino al 75 per cento degli studenti delle scuole superiori in presenza.

Dunque, questi piani operativi già presenti erano pronti a rispondere al vincolo introdotto per ragioni sanitarie. Sono stati tutti riattivati i Piani operativi, già a partire dalle prime notizie sul decreto, ancor prima di avere reale efficacia del decreto. Tutte le Prefetture hanno operato per verificare la fattibilità dei Piani e renderli operativi.

È stato ulteriormente fatto uno sforzo in queste ultime settimane che ha permesso di reperire altri 70 mezzi che verranno utilizzati in accordo con aggiornamenti di questi Piani operativi.

I Piani operativi sono tali per cui le scuole in quasi tutte le province dell’Emilia-Romagna, inclusa Piacenza, procedono con l’orario delle lezioni usuali con degli scostamenti brevi di 10-15 minuti, che servono soltanto a evitare gli assembramenti davanti alla scuola.

Solo nei bacini di Reggio Emilia e di Modena sono previste invece forme di scaglionamento di due ore rispetto all’orario di entrata e di uscita. Non sono in questi due giorni emerse delle criticità, però esiste un sistema di vigilanza che era operativo anche durante il resto dei momenti in cui la scuola ha funzionato in presenza, che ha una continua funzione di vigilanza e di intervento, che utilizza i mezzi reperiti recentemente proprio per andare in supporto laddove si verifichino delle situazioni problematiche che però non sono risultate tra ieri e oggi. Sono questi i due giorni…

Concludo dicendo che questo tipo di servizio di supporto noi l’abbiamo sempre assicurato e lo assicuriamo anche per questo periodo. Quindi, laddove si verificheranno criticità, interverrà immediatamente il sistema prefettizio dei trasporti, per cui io credo non ci saranno dei problemi sostanziali.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, assessora Salomoni.

Consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Assessore, grazie per la puntuale risposta. Io mi considero parzialmente soddisfatto e non ho dubbi che ci sia da parte della Giunta e da parte degli uffici preposti la massima attenzione su queste problematiche e su tutto quello che accade. Quello che invito comunque a fare è un piccolo, a volte, bagno di umiltà nell’ascolto. Le segnalazioni e quello che vi perviene da parte dei consiglieri, in particolare dalla minoranza ovviamente, non prendetele solamente come delle critiche sterili o qualcosa che si fa solamente per cercare di mettersi in mostra. Tagliaferri non ha bisogno di mettersi in mostra per evidenziare delle criticità. Semplicemente noi siamo i portavoce, ma penso questo valga sia per la maggioranza che per la minoranza, di quello che i cittadini ci segnalano, di quello che i cittadini riscontrano, di quello che gli operatori del settore riscontrano.

A volte le problematiche si risolvono sul piano locale. Per esempio, ho sottomano anche quello che è accaduto anche per alcuni focolai, dove direttamente sono intervenuti i Comuni. I Comuni sono intervenuti e intervengono spesso sia per le competenze sia per le cose non di competenza e non segnalano neppure più di tanto, ma operano e fanno a favore dei cittadini. Lo stesso atteggiamento abbiate anche la bontà di applicarlo in Giunta con un po’ di umiltà. Accogliete anche queste segnalazioni e tutti insieme, io sono, ripeto, chiaramente favorevole e fiducioso sul fatto che si possano risolvere.

Sappiate che le punzecchiature e le sottolineature sono comunque utili per tutti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Tagliaferri.

 

Ancora sull’oggetto 3239

 

PRESIDENTE (Petitti): Proviamo a ripristinare il collegamento con la consigliera Gibertoni, che ci ha comunicato di essere adesso in condizione di poter intervenire per la risposta.

Per la replica è in ascolto anche l’assessore Priolo.

Prego, consigliera.

 

GIBERTONI: Ecco, presidente. Mi sente?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la sentiamo. Se alza un po’ il volume la sentiamo ancora meglio. Grazie.

 

GIBERTONI: Guardi, l’ho alzato al massimo. Io ero nelle condizioni anche prima di intervenire, ma purtroppo c’era qualcosa che non andava. Però mi dicevano che da remoto mi sentivano. Penso di avere ancora quattro minuti, tre minuti per rispondere? Mi conferma, presidente, quanti minuti ho?

 

PRESIDENTE (Petitti): Prego. Un paio di minuti.

 

GIBERTONI: I pareri negativi. Innanzitutto confermo che il parere della Regione Emilia-Romagna è un parere, secondo me, irragionevole e anche irresponsabile. Confermo la superficialità generalizzata. Anzi, che sia messo a verbale che l’ho detto due volte.

Suggerisco all’assessore ‒ non so se mi sta sentendo, non la vedo ‒ che possa brevettare quella trovata di visuale contestuale, che è stata messa nel parere, e eventualmente possa anche proporla a Crozza per i suoi spettacoli serali, perché non sta da nessuna parte. Si parla di bacino visuale, si parla di panorama. Non si parla di visuale contestuale, il che vuol dire che, se io sto attento a girarmi, eventualmente potrò non vedere quello che mi dà fastidio fissando soltanto quello che devo vedere davanti, ma senza avere una visuale, quindi un insieme dei punti di vista.

I pareri contrari sono tantissimi e sono pareri molto preparati. Ne approfitto per esprimere solidarietà al Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, che addirittura, per aver espresso parere negativo, ha dovuto subire un pesante attacco da parte del soggetto proponente, in modo, secondo me, vergognosamente irrituale. Esprimo solidarietà, assolutamente, anche soltanto per una questione di principio. Sono cose che conosciamo e che abbiamo visto.

Dico all’assessore che non si fa la politica dei 4 chilometri. Il paesaggio non è fin dove arrivano i 4 chilometri e più in là non ci interessa niente, perché impatta anche sulla Romagna e non è soltanto bene immateriale. Questo impianto distrugge e vanifica anni di sforzi economici della Regione, delle aree protette, del CAI e dei numerosi volontari che si sono spesi per la realizzazione di questi percorsi, che saranno interrotti. Non sarà possibile aggirarli per un lungo periodo. Soprattutto si arriverà anche a sostenere che... Addirittura il proponente, ricordo, chiede che sia riclassificata la classe acustica. Quindi, si passa da un’area ad alta valenza ambientale in classe 1 ad una in classe 5, un’area industriale. Quindi noi stiamo distruggendo e perdendo per sempre un bene paesaggistico. Lì vicino, peraltro, nei 700 anni dell’anniversario della morte di Dante, c’è addirittura il bene paesaggistico dell’acqua cheta, i cui versi ricorrono nell’Inferno.

Quindi, vi state intestando assolutamente un record negativo vergognoso, che dovreste ritirare immediatamente. Scegliete di intestarvi un record negativo, che tocca forse il punto più basso della tutela paesaggistica nell’intera storia della regione Emilia-Romagna. Questa è la realtà.

Sono insufficienti i dati forniti in merito all’effettiva produzione di energia. Quindi, non c’è transizione ecologica. Concretamente non possiamo dire che ci sia. Se questa è la transizione ecologica che ritenete valida allora io credo che i cittadini avveduti debbano tenersene alla larga e non dimenticare, ma credo che non dimenticheranno perché se andrà avanti questo progetto, e cito il CAI, peserà sulle coscienze di chi da questa e dall’altra parte del crinale lo sta mandando avanti, allora resterà a imperitura memoria del fatto che, ancora una volta, le parole nascondono intenzioni ben diverse.

Vorrei chiedere all’assessore, che non vedo, ma probabilmente non la vedo io, magari è fuori dalla visuale contestuale che ho in questo momento dell’aula, come direbbe il vostro parere, ma non capisco perché non avete chiesto una VIA interregionale se volevate dimostrare che della Romagna vi importa qualcosa, che dell’Appennino vi importa qualcosa. Lo dicono tutti, lo dice Italia Nostra, lo dice il CAI, lo dice l’associazione degli ornitologi: questo è uno scempio ambientale senza ritorno, è puro greenwashing, è un ricatto falsamente ambientalista e non ha neanche un ritorno economico dimostrato, perché il progetto è lacunoso e alcuni costi rischiano anche di ricadere sui cittadini.

Non ci sono dati. La prima turbina, di fatto, è addirittura progettata su una strada quiescente, un disastro totale da cui prendo le distanze e di cui credo che la Regione Emilia-Romagna, se non lo ritira, debba vergognarsi per sempre. Ha veramente segnato un punto vastissimo della sua storia. State dando un pessimo esempio davanti a tutto il Paese. Mi spiace che non si possa fare una VIA nazionale, ma state dando un pessimo esempio a tutto il Paese. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

 

OGGETTO 2813

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo, nelle sedi istituzionali opportune, perché si adoperi in seno all’Unione Europea, affinché sia accolta per Covid19 la temporanea eccezione al regime ordinario dell’Accordo TRIPS. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Amico, Piccinini

(Continuazione discussione)

 

OGGETTO 2922

Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo italiano affinché, d’intesa con gli altri Paesi dell’Unione Europea, prema sulla Commissione Europea e sugli Organismi sovranazionali per attuare la soluzione più adeguata, facendosene portavoce durante la presidenza del G20, per incrementare la produzione e la distribuzione dei vaccini anti Covid-19. A firma dei Consiglieri: Costa, Rossi, Iotti, Mori, Pillati, Mumolo, Zappaterra, Montalti, Tarasconi, Caliandro, Marchetti Francesca, Costi, Fabbri, Daffadà, Sabattini, Rontini, Bulbi

(Continuazione discussione)

 

 

PRESIDENTE (Petitti): Riprendiamo adesso dagli atti di indirizzo.

Riprendiamo le nostre risoluzioni. Siamo all’oggetto 2813: risoluzione che impegna la Giunta a sollecitare il Governo nelle sedi istituzionali opportune, perché si adoperi, in seno all’Unione europea, affinché sia accolta per Covid-19 la temporanea eccezione al regime ordinario dell’accordo TRIPS, a firma dei consiglieri Taruffi, Amico e Piccinini.

Su questo documento insiste una proposta di emendamento a firma della consigliera Piccinini.

A questa risoluzione è abbinata la risoluzione n. 2922, che impegna la Giunta a sollecitare il Governo italiano affinché, d’intesa con gli altri Paesi dell’Unione europea, prema sulla Commissione europea e sugli organismi sovranazionali per attuare la soluzione più adeguata, facendosene portavoce durante la Presidenza del G20 per incrementare la produzione e la distribuzione dei vaccini anti Covid-19, a firma dei consiglieri Costa e altri.

Su questo argomento si è aperta una discussione generale nella seduta pomeridiana del 13 aprile 2021. A questo punto, riprendiamo dal dibattito generale congiunto sulle risoluzioni. Erano iscritti l’altra volta a parlare i consiglieri Tarasconi, Zappaterra, Piccinini, Costi Palma, se intendono ovviamente intervenire.

Io comunque apro il dibattito generale e quindi chiedo a chi vuole intervenire di iscriversi a parlare.

Consigliere Amico.

 

AMICO: Grazie, presidente. Vorrei ripercorrere alcuni ragionamenti presenti all’interno della risoluzione perché, nonostante le dichiarazioni che sono state rese anche in Senato dal Ministro Roberto Speranza nel mese di febbraio, dove sono stati definiti i vaccini come un bene di tutti ed è stato ribadito un no deciso alla proprietà esclusiva dei brevetti, il Governo italiano non ha ancora assunto impegni precisi per superare questa situazione che determina gravissime disparità e segna la strada per una catastrofe umanitaria ancora più grande di quella a cui stiamo assistendo.

Il Governo deve assumere due impegni precisi: in primo luogo, votare a favore della proposta di Sudafrica e India, già sostenute da 59 governi, da oltre 100 Paesi e circa 400 organizzazioni a livello mondiale tra cui l’OMS, per l’applicazione di una moratoria sui brevetti relativi ai vaccini Covid. L’occasione è a brevissima scadenza. È la riunione del Consiglio TRIPS, prevista il 30 aprile, seguita il 1° maggio dal Consiglio generale del WTO; ma c’è un secondo passaggio immediatamente praticabile attraverso il ricorso alle licenze obbligatorie che, in base alla clausola di salvaguardia degli accordi TRIPS, permette a un Paese di scavalcare un brevetto e di avviare direttamente la produzione dei vaccini in aziende tecnologicamente adeguate e in casi di estrema necessità come quella che stiamo vivendo, tenendo anche conto che, secondo la Fondazione kENUP, sono stati ben 93 i miliardi di fondi pubblici impiegati per lo sviluppo dei vaccini.

La girandola affannosa dei dati sulle dosi realmente disponibili dimostra che sarà impossibile vaccinare il 70 per cento della popolazione mondiale entro il 2021 per mettere in sicurezza la salute di tutti, anche perché 9 persone su 10 nei Paesi poveri non avranno accesso ai vaccini entro la fine dell’anno. Il virus continuerà a circolare e a mutare, vanificando gli sforzi economici e i sacrifici fatti dalle popolazioni da quando è cominciata la pandemia, ma soprattutto significherà milioni di morti, una catastrofe umanitaria.

Quindi, solo liberalizzando i brevetti, almeno temporaneamente, sarà possibile assicurare la produzione di vaccini in quantitativi sufficienti a coprire il fabbisogno mondiale.

In gioco c’è la vita di tutti e non solo dei popoli del fortunato Occidente economico. Per questo è necessario che il Governo italiano si batta senza tentennamenti per la sospensione temporanea dei brevetti, evitando di diventare corresponsabile di tale immenso, ma evitabile disastro. La liberazione da questo virus non può che passare attraverso un grande momento di condivisione e uno spirito di comunità, che si concretizzano nell’equa distribuzione dei vaccini a livello planetario.

La salute è un diritto di tutti e la sua garanzia è una responsabilità a cui tutti noi ‒ in questo momento siamo dei privilegiati ‒ non possiamo sottrarci. In un momento di emergenza mondiale, come quello che stiamo vivendo, dobbiamo chiedere a gran voce la sospensione dei brevetti sui vaccini, congiuntamente alla liberalizzazione della conoscenza delle tecniche e degli strumenti per favorirne la democratica produzione. Se è vero che dal punto di vista biologico il virus non fa eccezione di classe, genere, età e nazionalità delle persone, è impossibile negare che dal punto di vista sociale il suo cammino devastante si è scontrato con grandi diseguaglianze e discriminazioni, non facendo altro che aumentarle. Non possiamo permettere che l’accesso ai vaccini sia priorità per i ricchi né proprietà di alcune Nazioni che lo usano come espediente per estendere il proprio potere.

Apprezziamo anche la recente dichiarazione della rappresentante degli Stati Uniti all’Organizzazione mondiale del commercio, Katherine Tai, che ha sottolineato che le diseguaglianze significative che stiamo vivendo nell’accesso ai vaccini tra i Paesi sviluppati e nei Paesi più poveri sono completamente inaccettabili e che gli errori che hanno provocato morti e sofferenze non necessarie durante l’epidemia HIV e AIDS non possono essere ripetuti. Mentre negli Stati Uniti devono ancora chiarire il loro eventuale cambiamento di posizione rispetto alla proposta di deroga sugli accordi TRIPS, la dichiarazione riconosce che le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio dovrebbero subire un adattamento per contribuire a dare una risposta concreta in questo periodo di crisi. La dichiarazione degli Stati Uniti è in netto contrasto con quella della Commissione europea, che si è pronunciata a favore di uno status quo sulle norme commerciali.

Oggi Brasile, India e altri Paesi lottano con impressionanti ritorni di ondate epidemiche di Covid-19. Il numero crescente di persone colpite che necessitano di cure mediche sta esercitando grande pressione sui sistemi sanitari pubblici e sulle forniture mediche esistenti. È fondamentale garantire che qualsiasi Paese alle prese con la pandemia possa essere in grado di accedere prontamente a tutti gli strumenti medici esistenti e futuri per contrastare il Covid-19, in quantità sufficienti e in modo tempestivo. Diversi farmaci potenzialmente promettenti per la prevenzione e il trattamento del Covid-19 sono attualmente in sperimentazione clinica e, se si dimostrassero efficaci, potrebbero rappresentare una parte fondamentale dell’attuale risposta alla pandemia, specialmente alla luce della distribuzione lenta e diseguale del vaccino e dell’emergere di nuove varianti del virus.

Tuttavia, anche durante la pandemia le società farmaceutiche continuano a mantenere la loro pratica standard di controllo rigido sui diritti di proprietà intellettuale. La nostra analisi mostra che hanno presentato richiesta di brevetto nell’ultimo anno per diversi farmaci in fase di sviluppo per il trattamento Covid-19. La deroga, quindi, se adottata, potrebbe fornire ai Paesi nuove opzioni per affrontare le incertezze legali e le barriere che possono ostacolare la produzione e la fornitura di prodotti farmaceutici utili a combattere il Covid-19 sin dai primi momenti.

Per questo motivo chiediamo un impegno della Giunta a sostenere con forza questa richiesta di sospensione all’accordo temporaneo del TRIPS per consentire, sia per quanto riguarda il Paese Italia sia, in generale, per quanto riguarda la situazione del Paese nel globo, a sospendere temporaneamente i diritti di proprietà intellettuale per consentire un pieno dispiegamento nella produzione dei vaccini, che sappiamo benissimo essere un elemento fondamentale per sconfiggere questa pandemia. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Amico.

Procediamo con gli interventi in dibattito generale. Si è prenotato il consigliere Bargi. Prego, consigliere.

 

BARGI: Buongiorno, presidente. Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Petitti): Sì, la sentiamo.

 

BARGI: Riprendiamo il dibattito della volta scorsa in cui sono state presentate le due risoluzioni in oggetto oggi. Cercherò in questa prima parte dell’intervento di stare sul merito, un merito magari scondito da quelli che possono essere contenuti un po’ più ideologizzati sul libero mercato e altro che ho sentito negli interventi precedenti, ma magari cerco di essere pragmatico.

Qual è la situazione che ci troviamo davanti in questo momento? È una situazione da un   punto di vista internazionale che vede nella necessità di accedere ai farmaci e in particolare ai vaccini, quindi agli strumenti e ai medicinali anti Covid più velocemente possibile e in maniera più capillare possibile.

Questo consentirebbe di raggiungere l’obiettivo, che è il nostro mantra, quello che dovrebbe essere il nostro mantra, ovvero il ritorno alla normalità. È necessario farlo tanto all’interno del nostro Paese, quanto in tutto il mondo per poter riprendere anche la mobilità e i rapporti che avevamo anche con il resto del pianeta.

Questo è fondamentalmente il tema e la situazione che ci trova oggi a dibattere nel merito. La difficoltà dei Paesi a basso e medio reddito nell’accesso ai vaccini è esplosa agli onori della cronaca, segnalando una grossa difficoltà per queste realtà a potersi approvvigionare di quello che è lo strumento cardine per la ripresa della vita normale. È altresì vero che difficoltà enormi le hanno avute tanto l’Unione europea quanto noi come sistema Paese, come fanalino di coda all’interno dell’Unione stessa.

Da questo quadro emerge, questo poi è il tema vero, una richiesta specifica di due Paesi, che sono l’India e il Sudafrica, che è stata citata anche nell’intervento precedente ma anche l’altra volta perché è quella che fa da cardine al dibattito che c’è oggi, ovvero quella di chiedere all’Organizzazione mondiale del commercio di sospendere i brevetti sui farmaci anti-Covid, i cosiddetti accordi TRIPS, citati anche nei testi e negli oggetti delle due risoluzioni.

In particolare, questi due Paesi fanno la richiesta di una moratoria rispetto ai brevetti. Su questo, per venire invece a quello che abbiamo qui oggi, sempre pragmaticamente noi votiamo degli atti che danno degli indirizzi. Quando votiamo l’indirizzo, bisogna che parliamo di quell’indirizzo. La risoluzione a prima firma Taruffi, la prima depositata, quella principale che ha aperto questo dibattito, l’altra gli è stata un po’ appiccicata addosso, ci apre proprio la strada verso la proposta di India e Sudafrica, ovvero sosteniamo la loro richiesta, chiediamo al nostro Governo di attivarsi anche presso la Commissione europea affinché si vada verso la direzione di sostenere la proposta di moratoria. Quindi è un indirizzo chiaro, per i motivi che citavo in premessa, rispetto allo scenario cogente e, lo dico anche senza mezzi termini, assolutamente sostenibile.

È un obiettivo, questo, condiviso anche dal nostro Gruppo in Parlamento e che ha già trovato, se non ricordo male verso il 20 o comunque verso la fine del mese di febbraio, un atto di indirizzo votato in Senato, che impegnava proprio il Governo ad andare in questa direzione. Uno magari può andare a soppesare se stia funzionando e si stia veramente andando in quella direzione o meno, ma l’atto di indirizzo anche il nostro Parlamento lo ha già approvato.

Quindi, la strada… Magari leggo anche pari pari che cosa è stato votato nell’impegno, quindi quello che è stato l’impegno che il Parlamento […] il Governo ad adoperarsi in seno all’Unione europea affinché l’OMC deroghi per i vaccini anti-Covid-19 al regime ordinario dell’accordo TRIPS sui brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale per garantire l’accesso gratuito e universale ai vaccini. Quindi fondamentalmente anche in Parlamento è arrivato già allora, quindi arriviamo anche un po’ in ritardo in questo dibattito, ma comunque è importante farlo, è arrivato ‒ dicevo ‒ un okay alla strada tracciata dalla risoluzione a prima firma Taruffi.

L’altra risoluzione devo dire che, leggendola... Dico subito che anche sull’emendamento integrativo della consigliera Piccinini da parte nostra sicuramente ci sarà sostegno, perché comunque va a introdurre alcuni elementi aggiuntivi, se vogliamo, rispetto al dibattito generale, un po’ portandolo verso casa nostra. Sono temi che sosteniamo e condividiamo.

Per quanto riguarda la risoluzione del PD, invece, se uno la va a leggere, sembra che si voglia prendere l’argomento e diluirlo. A questo punto, vedendo quello che ha fatto il Parlamento, lo si diluisce anche rispetto a quel [...] Parlamento. Questo faccio fatica a comprendere di questa risoluzione. In questa risoluzione vengono messe in mostra tre strade possibili da seguire, come se nella Commissione europea fossero un po’ storditi e non sapessero cosa possono o non possono fare. Dopo, nell’impegno, si dice: “Vabbè, noi vi facciamo vedere cosa si può fare. Decidete voi cosa fare”. Scusate, che impegno è andare da un organo e dire “decidi una strada”? È come se io dicessi al pilota di un mezzo: “Agli incroci puoi andare a sinistra, a destra o dritto, ma decidi tu dove andare”. La risoluzione di Taruffi, invece, dice al pilota: “Gira ‒ per casa di Taruffi ‒ sicuramente a sinistra”.

Capite bene che sono due impegni molto diversi. Un conto è andare da uno e dirgli: guarda che puoi fare una cosa, decidi se farla o no. Un conto è dire: questo è un impegno che ti vogliamo dare. Soprattutto sono due impegnative completamente differenti. Per noi è insostenibile una risoluzione che fondamentalmente è una carta in bianco, in cui si lascia totale libertà alla Commissione, cosa che ha già. Non stiamo facendo un qualcosa in più. Non stiamo prendendo posizione. Mentre l’altra risoluzione è molto netta. Quindi, c’è un contrasto molto forte, a mio avviso, tra questi due strumenti, soprattutto nella parte dispositiva, che è quella che poi fa veramente la differenza rispetto a ciò che andiamo a votare.

Di conseguenza, rispetto a questo documento così com’è, non sono in grado di dare un parere favorevole.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Bargi.

Procediamo con la consigliera Tarasconi. Prego.

 

TARASCONI: Grazie, presidente.

Innanzitutto ringrazio il consigliere Costa, che è primo firmatario della risoluzione del Partito Democratico. Perché lo ringrazio? Perché in realtà quello che è stato scritto all’interno di questa risoluzione dice una cosa molto chiara: la finalità è incrementare la produzione e la distribuzione dei vaccini anti-Covid, senza avere la pretesa di decidere quale delle due strade, cioè la licenza obbligatoria o quella un po’ più radicale che è stata chiesta da India e Sudafrica di sospendere, cioè di fare una moratoria sui brevetti, perché, ovviamente, ci si rende conto che la situazione è a livello mondiale, purtroppo, drammatica.

Siamo tutti nella stessa barca ed è evidente a tutti che senza vaccini in tutte le parti del mondo sarà molto più complicata la ripresa, molto più difficile, anzi io direi quasi impossibile. Però, non ha la pretesa di dettare quale sia la strada. Allora, siccome sappiamo che c’è e ci sarà la Presidenza del G20 è evidente che all’interno del G20 si chiede che il Governo italiano, insieme agli altri Paesi dell’Unione europea, faccia pressione sulla Commissione europea e sugli organismi sovranazionali per scegliere e attuare la soluzione più adeguata. Questo significa non imporre la via, ma chiedere che si trovi sicuramente una via d’uscita per quanto riguarda l’incrementare e il produrre i vaccini.

Siamo ormai tutti consapevoli che l’unico modo per uscire da questa situazione sono i vaccini. Dobbiamo tutti insieme farci carico anche di chi, purtroppo, di vaccini ne ha avuti meno e ne avrà meno e avrà più problemi ad averne in futuro, anche perché il tema fondamentalmente è un altro. Fino a poco tempo fa pensavamo che il virus arrivasse solo dalla Cina, adesso abbiamo la variante indiana, abbiamo avuto la variante inglese. È evidente che, fino a che non avremo una copertura a livello internazionale, avremo a che fare con sempre più varianti. È altresì evidente la nostra economia tutta non può supportare il fatto di chiudere i voli con Paesi, altrimenti smetteremmo di vivere come abbiamo sempre vissuto e sarà sempre più difficile poter riportare la nostra economia a riprendere il volo.

È ovvio che tutti noi dobbiamo farci carico di questa situazione, che è una situazione che sta diventando insopportabile per molte persone, perché inizia ad emergere una sensazione di disperazione collettiva, che psicologicamente sta veramente toccando tanti.

Quindi, il fatto di arrivare o a una moratoria sui brevetti o a una licenza obbligatoria, delle due l’una, ma la cosa fondamentale, l’obiettivo deve essere quello di incrementare la produzione e la distribuzione dei vaccini. Lo dobbiamo fare tutti insieme, lo dobbiamo fare in accordo.

Io auspico e spero che in realtà possa esserci un voto favorevole anche per la risoluzione del Partito Democratico presentata dal consigliere Costa.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie. Procediamo con la consigliera Zamboni. Prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente. Anch’io voglio ringraziare i consiglieri che hanno portato all’attenzione dell’Assemblea questo tema, perché di fronte alle dimensioni di questa pandemia, che forse possiamo considerare il primo fallimento della globalizzazione, una sorta di Chernobyl della globalizzazione, la diffusione di un virus che sta riguardando tutto il pianeta, di fronte al quale però c’è chi è più attrezzato di altri, benché la salute di tutti sia necessaria per garantire la salute di ognuno di noi.

Qui, purtroppo, di fronte all’unico strumento di cui disponiamo per contrastare la pandemia che è il vaccino, ci sono Paesi che ne possono disporre e pure con le difficoltà che ha conosciuto anche il nostro, perché tra i ritardi nelle consegne, la complicazione ad avviare le campagne di vaccinazione, anche il nostro Paese, che pure teoricamente rientra tra i privilegiati dell’Unione europea, ha dovuto affrontare enormi difficoltà e si trova ad affrontarle nuovamente, anche perché sappiamo che gli organismi internazionali di controllo dei farmaci hanno autorizzato vaccini che poi sono stati sospesi, che prima erano indirizzati a determinate fasce d’età, poi sono stati spostati su altre. Quindi è una condizione super complessa. Riguarda tutto il pianeta. Riguarda la popolazione di tutto il pianeta.

Se non portiamo in sicurezza tutti, ciascuno di noi continuerà ad essere a rischio, anche perché è stato ricordato che c’è il tema anche delle varianti. Siamo di fronte al rischio che i vaccini oggi funzionali alle forme di virus già diffuse potrebbero non esserlo rispetto alle varianti.

Allora è partita questa iniziativa, che è stata richiamata, di India e Sudafrica. È partita quando è stata depositata la risoluzione 2813. È stata depositata questa risoluzione il 4 marzo. Purtroppo, successivamente c’è stata una riunione del WTO, che si è schierato contro la possibilità di sospendere i brevetti proprio per consentire di dare una carta in più da giocarsi a quei Paesi che non si possono permettere di acquistare grandi dosi del vaccino. Quali sono state le voci che si sono messe di traverso? Guarda caso le voci dei Paesi ricchi. Purtroppo, tra questi anche l’Unione europea.

Pur di fronte all’appello del direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, che invocava la clausola di emergenza, che permette di sospendere l’utilizzazione dei brevetti in casi di emergenza, pur di fronte al suo appello (che giustamente diceva “se non è un’emergenza questa, quale lo è?”), gli Stati ricchi, e tra questi, purtroppo, l’Unione europea, hanno fatto una barriera comune e si sono posti di traverso.

Noi, come Regione, è chiaro, non abbiamo una voce diretta in capitolo, però io trovo che sia assolutamente doveroso che l’Emilia-Romagna faccia sentire la propria voce, cioè non si allinei dietro questa linea difensiva di privilegi in una fase in cui c’è bisogno della massima solidarietà. Ripeto: non lo volete fare per solidarietà? Fatelo consapevoli che o ci salviamo tutti o non si salva nessuno, alla fine. Con le ricadute che poi ci saranno sull’economia. Se alcuni Paesi diventeranno infrequentabili, se non ci si potrà più recare in questi Paesi, se anche guardiamo la faccenda in un’ottica di pura economia mondiale, questo sarà un ostacolo alla globalizzazione economica. Ora siamo di fronte a una globalizzazione dell’emergenza sanitaria. O la affrontiamo in questi termini o non ne usciremo.

Quindi, io sono favorevole ad entrambe le risoluzioni che sono state presentate, pur sottolineando che, per quanto riguarda il fare pressione sull’Unione europea, si arriva lunghi, perché l’Unione europea si è già schierata contro. Però vale la pena, innanzitutto come atto di consapevolezza e di responsabilità, che la Regione Emilia-Romagna si esprima a favore, si esprima a favore della solidarietà e non del calcolo economico, e poi continuare ad insistere perché è stato un primo pronunciamento e non dobbiamo negarci la possibilità che si possa tornare su una decisione che è sbagliata. È sbagliata anche dal punto di vista sanitario. Se non lo si vuol fare, ripeto, per solidarietà, lo si faccia almeno per l’egoismo di metterci tutti in sicurezza.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Abbiamo iscritto a parlare il consigliere Paruolo. Prego, consigliere. Non la sentiamo. Provi con la cuffia, se riesce.

 

PARUOLO: Mi sente adesso?

 

PRESIDENTE (Petitti): Adesso la sentiamo. Prego.

 

PARUOLO: Grazie, presidente.

Intervengo in questo argomento e credo che sia una riflessione importante, assolutamente opportuna, quella sul tema dei vaccini.

Volevo, però, partire da una considerazione. Il problema che è esploso durante questa pandemia in realtà è un problema che già preesisteva. Per dimostrarlo voglio citare semplicemente uno solo dei tanti casi che sarebbe possibile citare, che è quello dei farmaci per curare l’epatite C.

Qualche anno fa eravamo nella situazione in cui il nostro servizio sanitario nazionale passava questi farmaci soltanto ad alcune persone con una evidenza di patologia più grave, mentre altri che avrebbero potuto beneficiarne non riuscivano ad accedere. Alcuni Paesi, segnatamente India, avevano sostanzialmente violato i vaccini, copiando i farmaci e mettendo in circolazione dei prodotti che avevano la stessa composizione, ignorando sostanzialmente, appunto, il tema dei brevetti, non vaccini in questo caso, ma farmaci, chiedo scusa.

C’erano persone anche dall’Europa, dal nostro Paese, che andavano a fare la spesa farmaceutica in India per procurarsi questi farmaci generici prodotti in India per potersi curare. Il Governo in quell’occasione fece un’opera giusta, che è quella di riuscire a rinegoziare con le aziende farmaceutiche i prezzi di questi farmaci per poter estendere la copertura a tutti i nostri cittadini e il problema, almeno in Italia, è stato risolto per quella situazione.

Però, ci sono tutta un’altra serie di farmaci, che sono attualmente già utilizzati oppure in fase di studio, che hanno dei costi altissimi, che hanno una possibilità di essere utilizzati per patologie di tipo particolare. Penso, per esempio, a farmaci di nuova concezione dal punto di vista per curare dei tumori. In particolare, ci sono farmaci molto promettenti per una serie di tumori, che consentono in questo momento di poter affrontare in modo nuovo e completamente innovativo queste patologie, che hanno però un costo che eccede largamente le centinaia di migliaia di euro all’anno per persona. Quindi, costituiscono un enorme fardello per poter curare queste persone.

Sono evidentemente a disposizione dei ricchi oppure a disposizione dei sistemi sanitari che, come noi siamo orgogliosi di avere, sono universalistici, ma che debbono affrontare delle sfide terribili per poter affrontare il tema della reperibilità di questi farmaci e dei loro costi così alti per poterli recuperare. È chiaro che noi siamo di fronte a un tema che avrebbe dovuto, doveva, deve essere affrontato e questo a prescindere dall’enorme evidenza che ha assunto con questa pandemia e con la disponibilità dei vaccini, che sono evidentemente un elemento essenziale per poter andare avanti.

Faccio un altro richiamo. Non dobbiamo fare, non dobbiamo permettere che anche sui vaccini ci sia la Superlega. Faccio riferimento a un evento che ha caratterizzato il mondo calcistico nei giorni scorsi e che molti appassionati hanno seguito, penso per lo più con la preoccupazione che le squadre più ricche potessero farsi un campionato per i fatti loro, facendo venire meno un elemento di allargamento e di possibilità per tutti della fruizione di questo sport. La cosa è stata sostanzialmente ricacciata indietro.

Credo che anche sul tema dei farmaci dobbiamo riuscire ad avere ragionamenti di questo tipo e la sfida è una sfida importante. Ora, da un lato, ci sono delle spinte che dicono che dobbiamo preservare il legittimo diritto delle ditte farmaceutiche di poter valorizzare la loro ricerca e i loro investimenti e quindi anche i loro brevetti. Dall’altra parte, abbiamo la spinta invece a dire: azzeriamo queste rendite di posizione per poter distribuire i vaccini a tutti. Anche in questo credo sia opportuno cercare una via che consenta di avere un controllo pubblico efficace, efficiente, che consenta, pur lasciando uno spazio che è doveroso lasciare all’iniziativa privata, quindi alla ricerca in campo farmaceutico e anche a un giusto profitto che possa essere conseguito dalle aziende farmaceutiche, però che consenta di avere la possibilità di definire un modello che porti davvero a tutti la possibilità di curarsi e di vaccinarsi.

Da questo punto di vista, davvero siamo chiamati a fare un salto di qualità. Noi non possiamo non riconoscere che quanto ha fatto fino adesso l’Unione europea non sia all’altezza della situazione. Non possiamo pensare che l’unico modo per affrontare il tema che abbiamo di fronte sia quello di definire una specie di CONSIP o Intercent-ER, per usare un termine emiliano-romagnolo, per poter fare degli acquisti in modo consorziato tra i Paesi europei.

Questo senz’altro è un elemento positivo, ma troppo minimale. I Paesi europei sono Paesi che hanno strutture di ricerca importanti, hanno organismi nazionali, pensiamo al nostro CNR, pensiamo a quelli degli altri Paesi dell’Unione, che hanno tutta la possibilità di effettuare anche della ricerca. Credo si debba con forza riuscire a investire in questa direzione, facendo in modo che non siano più le case farmaceutiche a dettarci l’agenda.

Credo che questa sia davvero la linea da poter seguire. In fondo, la risoluzione che andiamo a discutere in questo caso chiede proprio che ci sia una presa di coscienza. Penso che la presa di coscienza più forte debba essere quella di cominciare a giocare un ruolo da protagonisti in questo campo.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Paruolo.

Consigliera Zappaterra, prego.

 

ZAPPATERRA: Grazie, presidente.

Abbiamo tutti diritto alla salute. Credo che su questo possiamo davvero essere tutti d’accordo. In una pandemia, la ricerca e le tecnologie dovrebbero essere condivise ampiamente e velocemente in tutto il mondo. Credo che potremmo essere d’accordo tutti anche su questo.

Aziende private, come le case farmaceutiche, non dovrebbero avere il potere di decidere chi ha accesso a cure o vaccini e a quale prezzo. Mentre i brevetti forniscono a una singola azienda il controllo monopolistico sui prodotti farmaceutici essenziali, e questo ne limita la disponibilità e aumenta il loro costo per chi ne ha bisogno.

Partirei da un ragionamento sul farmaco contro l’epatite C, che in quest’aula è stata ampiamente indagata anche nella precedente legislatura, sulla quale abbiamo fatto un lavoro credo importante con l’Assessorato alla sanità. Lo riepilogo brevemente per chi non ne avesse conoscenza.

Il farmaco rivoluzionario ha finalmente trovato la cura all’epatite C, da molti anni piaga di questo Paese, che, oltre alla salute delle persone, costava moltissimo anche al sistema sanitario in termini di diagnostica e in termini di prodotto interno lordo, perché ovviamente le persone gravemente ammalate di epatite C nel corso degli anni peggioravano, non potevano lavorare, e non entro nel merito perché prenderei troppo tempo. La cura è stata il vero miracolo. Peccato che per il primo anno la cura antiepatite C fosse disponibile per chi poteva comprarsela in Vaticano con una prescrizione farmaceutica piuttosto che in Marocco, piuttosto che in altri Paesi, era disponibile ad 80.000 euro per l’intero ciclo. Credo che già questa cifra possa evidenziare la discriminazione tra quelli che hanno potuto cominciare a curarsi subito e quelli che non hanno potuto farlo. Certamente c’è stato un vantaggio dato, per fortuna, a proposito del principio di solidarietà, ai Paesi più colpiti del nostro da quella patologia. Veniva citata l’India, perché sappiamo che l’India è una delle nazioni più popolose, con gravissimi problemi sanitari, colpitissima dall’HCV.

L’India ha avuto l’opportunità, come altri Paesi africani, di avere la concessione dalla casa farmaceutica che aveva trovato il farmaco di poter insediare altre piccole aziende per la produzione di un farmaco generico. Questo ha fatto sì che molti indiani potessero essere curati velocemente, così come molti africani. Definirlo “vantaggio” è certamente un’esagerazione, però è stata una possibilità.

Come italiani, per fortuna, il nostro sistema sanitario è pubblico. Per fortuna, la nostra Regione su questo si è attivata e, per fortuna, in pochi mesi, anche noi abbiamo iniziato ad acquistare non tanto il primo farmaco immesso sul mercato, ma tutti gli altri generici che sono poi successivamente stati messi a disposizione per i pazienti.

Però non dobbiamo dimenticarci, questa cosa a me ha colpito, che il primo anno c’era la corsa dei pazienti ad avere il farmaco e a non poterlo avere perché ovviamente il sistema pubblico, nei primi mesi, garantiva il farmaco esclusivamente a chi era in lista per il trapianto o comunque a chi era in una gravissima condizione. Tutti coloro che magari erano ammalati ma giovani, al primo stadio della malattia, al farmaco non potevano accedere. Questo è un meccanismo che ha colpito moltissimi nostri cittadini. Lo stiamo vivendo in qualche modo anche sul tema dei vaccini, sapendo che sono la nostra unica speranza di poter uscire dalla pandemia. Non dico una cosa nuova, l’hanno già detto tutti i colleghi, ma la rimarco perché là fuori ci sono ancora un sacco di persone non convinte di questo.

Ma chi è convinto, da un altro punto di vista, può anche dover aspettare ancora diversi mesi per avere il vaccino. La campagna vaccinale ormai è entrata nel pieno. Vediamo che gli approvvigionamenti delle dosi sono ancora molto difficoltosi e non voglio aprire il capitolo AstraZeneca. Cerco di andare per punti. L’assunto iniziale per cui abbiamo tutti il diritto alla salute e non possono essere le case farmaceutiche ad avere il potere di decidere chi ha l’accesso alle cure e ai vaccini e quanto le paga è un tema sul quale la politica e le Istituzioni devono interrogarsi.

Ognuno si interroga a modo proprio. Oggi ci sono due risoluzioni, una del Partito Democratico e una di E-R Coraggiosa. Noi ovviamente le voteremo entrambe. Mi fa un po’ sorridere la posizione espressa dal consigliere Bargi, che dice che non vota almeno la risoluzione del Partito Democratico. Non mi ricordo come l’ha definita. Ha detto che presenta troppe opzioni. Io invece credo proprio che la risoluzione che abbiamo presentato sia da approvare proprio perché noi non indichiamo una strada. Diciamo molto semplicemente che di tutte le strade disponibili che l’Europa ne colga una, che il G20 ne colga una trovino, ma trovino la soluzione. Quindi è proprio una risoluzione non ideologica, finalizzata a raggiungere l’obiettivo con le opzioni in campo, con le opzioni date, con le opzioni possibili.

Ecco, io faccio fatica su questo a vederci una bocciatura o a vederci una condizione per non approvarla. Io penso che entrambe le risoluzioni siano meritevoli. Quella di E-R Coraggiosa indica una strada. La nostra ne indica diverse, ne indica tre di quelle in campo. L’importante è lavorare uniti e compatti, davvero, per arrivare ad avere un “vaccino bene comune”.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Zappaterra.

Sono le ore 12,54. Io ho altri iscritti a parlare.

A questo punto, chiudiamo la seduta del mattino e riprendiamo i lavori con, ovviamente, l’oggetto delle risoluzioni nel pomeriggio alle ore 14,30.

Grazie a tutti.

 

La seduta ha termine alle ore 12,54.

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO, Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI, Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ, Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI, Michele FACCI, Giulia GIBERTONI, Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI, Daniele MARCHETTI, Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI, Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI, Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI, Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il Presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Raffaele DONINI, Mauro FELICORI, Barbara LORI, Irene PRIOLO, Paola SALOMONI, Elena SCHLEIN.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Massimo IOTTI.

 

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

Sono stati presentati i seguenti progetti di legge:

 

3145 - Progetto di legge d'iniziativa Consiglieri recante: “Modifiche alla legge regionale 15 febbraio 1994, n. 8 “Disposizioni per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio dell'attività venatoria” in materia di Calendario venatorio”. (14 04 21) A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3246 - Progetto di legge d’iniziativa Giunta recante: “Modifiche alla legge regionale n. 18 del 2005 (Partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla costituzione dell’Associazione Collegio di Cina – Centro per la cooperazione con la Cina sulla ricerca, formazione, cultura e sviluppo d’impresa)". (Delibera di Giunta n. 540 del 19 04 21)

 

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

3146 - Interrogazione a risposta scritta circa la bonifica del complesso industriale ex Solplant di Crespellano – Valsamoggia (BO). A firma della Consigliera: Castaldini

 

3147 - Interrogazione a risposta scritta sul monitoraggio della situazione, anche igienico-sanitaria, presente nel campo nomadi di Baggiovara (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3149 - Interrogazione a risposta orale in commissione per sapere se la Regione intenda modificare le indicazioni operative per la riapertura dei servizi scolastici al fine di garantire un reale tracciamento dei contagi e per non vessare ulteriormente le famiglie e gli studenti. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3150 - Interrogazione a risposta scritta circa l'estensione degli incentivi previsti dal “Bando Montagna” anche ai comuni della Provincia di Rimini della zona della Valconca come Gemmano, Mondaino, Saludecio, Montefiore Conca, Montegridolfo, Montescudo-Montecolombo. A firma del Consigliere: Montevecchi

 

3151 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali modalità di scelta sono state adottate presso l’Ausl di Imola per somministrare dosi vaccinali ai volontari e quali sono le Associazioni che hanno visto parte dei propri volontari vaccinati. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3152 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere da parte della Regione in merito alle case cantoniere in stato di abbandono lungo la SS63, in Provincia di Reggio Emilia, anche alla luce delle recenti iniziative messe in campo da ANAS e Ministero della Cultura. A firma del Consigliere: Delmonte

 

3153 - Interrogazione a risposta scritta in merito ad eventuali contributi alle farmacie per la somministrazione dei vaccini. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3154 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla chiusura dell'unica filiale bancaria di Montecreto. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3157 - Interrogazione a risposta scritta circa la vaccinazione del personale dei servizi per Ospedali, CRA e Hotel Covid.  A firma dei Consiglieri: Daffada', Zappaterra, Maletti, Rossi, Bulbi, Rontini, Caliandro, Fabbri, Tarasconi

 

3159 - Interrogazione a risposta scritta sulla richiesta di rimozione del vincolo paesaggistico, istituito nel 1965, relativo all’area a ridosso del Condominio di Via Marconi a Casalecchio di Reno (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3161 - Interrogazione a risposta scritta circa il recupero degli spazi vuoti all'interno delle stazioni. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3162 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano per la riapertura di tutte le attività commerciali, ricreative, sportive, culturali e turistiche. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3163 - Interrogazione a risposta scritta circa l'attivazione di un tavolo regionale per la crisi di Unifer Navale di Finale Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni

 

3164 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le azioni da intraprendere per aumentare la sicurezza dei soggetti deboli della strada, alla luce del dato che vede l'Emilia-Romagna prima regione in Italia per numero di ciclisti morti nel primo trimestre 2021. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3165 - Interrogazione a risposta orale in commissione sul rispetto della priorità nelle vaccinazioni anticovid per le persone ad elevata fragilità, tra le quali coloro che sono affetti da malattie rare. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Bergamini, Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni

 

3166 - Interrogazione a risposta scritta circa la fusione annunciata di BPER (Banca Popolare dell’Emilia Romagna) e Banco BPM. A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi, Occhi, Pompignoli, Marchetti Daniele, Catellani, Rancan

 

3168 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di insediamenti sull'argine est del fiume Reno all’altezza del “Parco degli Artisti”. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3171 - Interrogazione a risposta scritta sul ripristino del reparto di cardiologia presso l'ospedale di Mirandola.  A firma dei Consiglieri: Costi, Sabattini

 

3172 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se sia stata avanzata alla Regione la richiesta di possibile traslazione di concessione demaniale marittima sull’area della “Sacca di Goro”. A firma del Consigliere: Lisei

 

3174 - Interrogazione a risposta orale in commissione sull'accesso alla vaccinazione anti-Covid a familiari di persone con sindrome di Down minori di 16 anni. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3176 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la distribuzione e l'utilizzo di mascherine FFP2 e FFP3 difettose. A firma dei Consiglieri: Occhi, Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

3177 - Interrogazione a risposta scritta circa misure a sostegno della transizione verso l’allevamento di animali senza gabbie.   A firma della Consigliera: Piccinini

 

3178 - Interrogazione a risposta scritta circa l'intenzione di aumentare le assunzioni di specialisti afferenti ai servizi di salute mentale, anche a seguito della pandemia da Covid-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3179 - Interrogazione a risposta scritta circa l'esecuzione del piano straordinario dei controlli anti-assembramenti per limitare il contagio pandemico da COVID-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3181 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la possibilità per bar e ristoranti di aumentare i coperti consentendo la consumazione all'interno dei locali ai conviventi. A firma dei Consiglieri: Rancan, Occhi, Marchetti Daniele, Pompignoli, Stragliati, Liverani, Bargi, Rainieri, Facci, Montevecchi, Pelloni, Delmonte, Catellani

 

3185 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibilità per gli anziani ospiti delle strutture residenziali di ricevere le visite dei familiari. A firma della Consigliera: Bondavalli

 

3187 - Interrogazione a risposta scritta circa le cause della minimale immunizzazione da COVID-19 dei cittadini più vulnerabili, e per sapere quanti medici di assistenza primaria abbiano dato la disponibilità alle vaccinazioni domiciliari. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3188 - Interrogazione a risposta scritta circa l'adeguatezza degli spazi utilizzati per l'addestramento fisico del personale della polizia di Stato, con particolare riguardo alle strutture sportive del complesso “Smiraglia” di Bologna. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3189 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le ragioni dei ritardi nell’inizio dei lavori di allargamento e adeguamento della Cerredolo Ponte Dolo, s.p. 486. A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni, Delmonte, Catellani

 

3190 - Interrogazione a risposta scritta circa un eventuale terzo richiamo vaccinale per contrastare la diffusione del COVID-19. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Pelloni, Stragliati, Bergamini

 

3192 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l’andamento del mercato del lavoro e delle imprese a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3194 - Interrogazione a risposta scritta circa le opportune azioni di controllo della fauna selvatica, inclusa la specie “cinghiale”. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3195 - Interrogazione a risposta scritta sull'utilizzo delle somme stanziate per l’Autostrada Regionale Cispadana sul Bilancio pluriennale regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3196 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di confermare, anche nel calendario 2022, il Gran Premio automobilistico di Formula Uno a Imola (BO). A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3197 - Interrogazione a risposta scritta per sapere cosa è stato fatto dall’ottobre 2019 ad oggi per rendere gratuiti i parcheggi negli ospedali. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini, Pelloni

 

3198 - Interrogazione a risposta scritta sullo screening, per il rilevamento di avvenuta o pregressa infezione da SARS-CoV-2, svolto nella scuola “Bambini del ’44” di Marzabotto. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3200 - Interrogazione a risposta scritta sull'aumento degli incidenti causati da ungulati sulle strade molto trafficate e a veloce percorrenza dell'Emilia-Romagna e per il potenziamento delle attività di selezione e censimento di quelle specie animali. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Rancan, Liverani, Pompignoli, Facci, Catellani, Bargi, Delmonte, Montevecchi

 

3202 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative intraprese per l’adeguamento strutturale dell’abitazione alla propria condizione di disabilità, eliminando gli ostacoli per i diversamente abili. A firma dei Consiglieri: Bergamini, Marchetti Daniele, Occhi, Rainieri, Pompignoli, Facci, Stragliati, Pelloni, Delmonte

 

3203 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle farmacie comunali di Carpi (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3204 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito alla sorveglianza dell'attività di manutenzione della rete stradale ex provinciale ora a carico di ANAS. A firma dei Consiglieri: Occhi, Facci, Pelloni, Rainieri, Delmonte, Pompignoli

 

3206 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di anticipare anche ai locali con ambienti chiusi, nel rispetto dei protocolli di sicurezza esistenti o, all'occorrenza, prevedendone di nuovi, l'avvio dei servizi di ristorazione al tavolo. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3207 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione del Gruppo Ferrarini e l'evoluzione delle procedure di salvataggio dello storico marchio di Rivaltella.  A firma dei Consiglieri: Sabattini, Zappaterra, Costi, Maletti, Rontini, Mori, Bulbi, Amico, Caliandro

 

3208 - Interrogazione a risposta scritta sulla tecnologia 5G e sull'eventuale innalzamento dei limiti italiani di esposizione ai campi elettromagnetici. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3210 - Interrogazione a risposta scritta riguardo all'attività di vigilanza sulla Centrale a biomasse di Russi. A firma del Consigliere: Liverani

 

3212 - Interrogazione a risposta scritta circa la comunicazione di dati sensibili di personale sanitario dipendente dalla Aziende Sanitarie pubbliche. A firma del Consigliere: Lisei

 

3214 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano e le policy per garantire solidità ai dati informatici dei dipendenti regionali. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3218 - Interrogazione a risposta scritta circa i pass sanitari e il loro utilizzo presente e prossimo in Emilia-Romagna e circa la possibilità di considerare ancora il "coprifuoco" come una misura sanitaria. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3219 - Interrogazione a risposta scritta circa la salvaguardia delle foreste e dei boschi e il contrasto all'utilizzo energetico delle biomasse. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3220 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di un medesimo protocollo per chi va all'estero e per chi entra o rientra in Italia. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3221 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulla modifica dei requisiti per gli operatori dei centri estivi. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3222 - Interrogazione a risposta scritta sulla situazione delle aree in concessione nella Sacca di Goro. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3223 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di riattivare le commissioni di esame in ambito venatorio e permettere da subito l’attivazione dei corsi online di formazione per la preparazione agli esami di abilitazione.  A firma dei Consiglieri: Bulbi, Sabattini, Daffadà, Costi, Fabbri, Rontini, Zappaterra, Caliandro, Marchetti Francesca

 

3224 - Interrogazione a risposta scritta circa i Servizi Territoriali Agricoltura, Caccia e Pesca (STACP).  A firma dei Consiglieri: Bulbi, Sabattini, Daffadà, Costi, Fabbri, Rontini, Zappaterra, Caliandro, Marchetti Francesca

 

3225 - Interrogazione a risposta scritta circa la pista ciclopedonale di collegamento tra il Lido di Spina e le valli di Comacchio. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3227 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la richiesta di finanziamenti per la progettazione di un grande invaso sul fiume Enza e su metodi alternativi di irrigazione a risparmio idrico. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3229 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per sapere se è previsto e con quali modalità e tempi un piano di sanificazione dell’aria per gli ambienti dove si svolgono attività primarie come scuole, ambulatori, ospedali, ambulanze, mezzi e uffici pubblici. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3230 - Interrogazione a risposta scritta circa la tutela da aggressioni del personale frontline delle aziende di trasporti passeggeri. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3231 - Interrogazione a risposta scritta circa la scadenza del certificato (pass vaccini antiCovid) che consente di spostarsi tra regioni. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3232 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alla tempistica di definizione dei protocolli per l'organizzazione dei Centri estivi. A firma delle Consigliere: Bondavalli, Pigoni

 

3233 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle attività di spettacolo per le associazioni del terzo settore alla luce del DL 21 aprile 2021. A firma dei Consiglieri: Amico, Taruffi

 

3234 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula per conoscere i motivi della mancata disponibilità dei piani per gli accessi dei visitatori nelle strutture residenziali socioassistenziali e/o sociosanitarie non a gestione diretta. A firma dei Consiglieri: Facci, Occhi, Liverani, Pompignoli, Pelloni, Bergamini, Montevecchi, Marchetti Daniele, Delmonte, Rainieri, Stragliati, Catellani, Rancan, Bargi

 

3235 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sugli interventi a favore del settore della danza. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3236 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulle certificazioni verdi, certificazioni che permettono lo spostamento tra regioni “arancioni” o “rosse”. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3237 - Interrogazione a risposta scritta sulle istanze di difesa del lavoro, con particolare riguardo al sindacato USB. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3238 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula in merito alle tempistiche e al quantitativo di posti letto di riabilitazione dell'Ospedale di Castel San Giovanni. A firma della Consigliera: Stragliati

 

3239 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sul progetto del nuovo impianto eolico denominato “Monte Giogo di Villore”. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3240 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula sulla possibilità di sollecitare il Ministero dello Sviluppo Economico, affinché proceda alla convocazione di un tavolo nazionale, per affrontare la questione dell'azienda Selta, con particolare riguardo al piano industriale e alle relative ricadute occupazionali. A firma della Consigliera: Tarasconi

 

3241 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli intendimenti della Regione al fine di garantire la piena funzionalità della didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3242 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa l'ipotesi di innalzamento in Italia dei limiti di esposizione ai Campi Elettrici a Radio Frequenza (CEMRF) e la necessità di mantenere la soglia di attenzione di 6 V/m attualmente in vigore. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3243 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa le vaccinazioni di lavoratori del mondo scolastico che avevano già prenotato la prima dose di vaccino e la cui somministrazione è stata sospesa. A firma della Consigliera: Marchetti Francesca

 

3244 - Interrogazione a risposta scritta circa la definizione di linee di indirizzo e protocolli per favorire il ricongiungimento in sicurezza nelle RSA. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3245 - Interrogazione a risposta scritta sul Tecnopolo dell'Unione Terre di Castelli. A firma del Consigliere: Pelloni

 

INTERPELLANZE

 

3167 - Interpellanza circa l'impossibilità di svolgere tirocini universitari per gli studenti dei corsi di laurea in medicina e professioni sanitarie. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3182 - Interpellanza in merito all'adeguamento, da parte della Regione, della normativa ai contenuti delle Linee Guida Nazionali per la Valutazione di Incidenza (VIncA) - Direttiva 92/43/CEE “HABITAT”. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3184 - Interpellanza sul ruolo della Regione Emilia-Romagna nella progettazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e sulla eventuale definizione di progetti specifici per il territorio regionale. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

RISOLUZIONI

 

3148 - Risoluzione per impegnare la Giunta a prendere in esame misure di sostegno alla diffusione ed alla qualificazione delle strutture ricettive turistiche verso il cicloturismo e a richiedere al Governo e al Parlamento la previsione di specifiche misure di supporto alla ricettività cicloturistica. (14 04 21) A firma della Consigliera: Piccinini

 

3155 - Risoluzione per impegnare la Giunta a garantire l’utilizzo esclusivo della lingua italiana negli atti della pubblica amministrazione. (14 04 21) A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Lisei, Tagliaferri

 

3156 - Risoluzione in merito alla predisposizione di un apposito piano straordinario di promozione del settore turistico. (14 04 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3158 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso ogni livello istituzionale affinché si possa realizzare il raccordo tra la Strada Statale 623 e la Strada Provinciale “Nuova Pedemontana” al confine tra i Comuni di Vignola e Spilamberto al fine di raggiungere un miglioramento generale della viabilità per l’intero distretto di Vignola. (15 04 21) A firma del Consigliere: Pelloni

 

3160 - Risoluzione circa l’iter dell’iniziativa dei cittadini europei "Basta animali in gabbia" (End the Cage Age). (15 04 21) A firma della Consigliera: Piccinini

 

3169 - Risoluzione per incentivare soluzioni progettuali ed industriali volte a sperimentare ambienti covid free. (16 04 21) A firma dei Consiglieri: Costi, Tarasconi, Montalti, Caliandro, Maletti, Rontini, Rossi, Daffada', Fabbri, Mumolo, Mori, Pillati, Costa, Zappaterra, Iotti, Sabattini

 

3170 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo nazionale e di conseguenza l’Unione europea ad assumere tutte le iniziative e gli strumenti legislativi e contrattuali necessari per incrementare la quantità delle dosi dei vaccini a disposizione. (16 04 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3173 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad invitare le Amministrazioni Locali a concedere l’esenzione dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap e Tosap) fino al 31 dicembre 2021 e a valutare, qualora possibile, un aumento delle superfici pubbliche da destinare a tavoli e sedute per le attività di somministrazione, così come all’esposizione di prodotti in particolari circostanze per le altre attività commerciali. (16 04 21) A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3175 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale a stilare una intesa con le Aziende Sanitarie Locali e le strutture socio-sanitarie per garantire i contatti tra i pazienti-ospiti e i loro familiari-caregiver o altre persone di fiducia individuate dal diretto interessato, nel rispetto dei protocolli di sicurezza nazionali per la prevenzione e diffusione del contagio da Covid-19. (16 04 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3180 - Risoluzione per impegnare la Giunta a coinvolgere enti locali e soggetti gestori delle attuali sale per il commiato con l’obiettivo di giungere ad una modifica della L.R. 19/2004. (19 04 21)  A firma dei Consiglieri: Maletti, Caliandro, Zappaterra, Sabattini, Tarasconi, Pillati, Daffada', Rontini, Montalti

 

3183 - Risoluzione sul fenomeno delle imprese recuperate, anche dette Workers Buy Out (WBO), consistente nell’acquisizione della maggioranza o della totalità del capitale sociale di un’impresa, generalmente in crisi, da parte dei rispettivi dipendenti, usando come forma giuridica la società cooperativa, quale forma di risposta alle crisi aziendali ed occupazionali. (20 04 21) A firma dei Consiglieri: Amico, Taruffi

 

3186 - Risoluzione in ordine all'abolizione del coprifuoco, come primo importante passo verso il ritorno alla normalità. (20 04 21) A firma dei Consiglieri: Barcaiuolo, Lisei, Tagliaferri

 

3191 - Risoluzione sulle nuove politiche attive per il sostegno e l’agevolazione al rientro nel mercato del lavoro dei disoccupati a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19 nei settori potenzialmente più sviluppati. (20 04 21) A firma della Consigliera: Castaldini

 

3193 - Risoluzione relativa al Piano Territoriale Metropolitano (PTM). (20 04 21) A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3199 - Risoluzione in merito alla realizzazione di un sottopasso tra via Vignolese e la Tangenziale di Modena. (21 04 21) A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3201 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad emanare un provvedimento di esenzione dal pagamento del bollo auto o di rimborso del medesimo per l’intero anno 2021 a favore degli Agenti e Rappresentanti di Commercio. (21 04 21) A firma dei Consiglieri: Bargi, Pompignoli, Rancan, Stragliati, Pelloni, Marchetti Daniele, Liverani, Bergamini, Delmonte, Montevecchi, Facci, Occhi, Rainieri, Catellani

 

3205 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad intervenire con un proprio atto per reperire risorse aggiuntive da impiegare per il pagamento dei lavoratori della sanità, poiché anche nel 2021 sono stati impegnati ad affrontare come nel 2020 le successive fasi della prima pandemia. (21 04 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3209 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare tutte le possibilità per opporsi in ogni sede, qualora fosse limitata la potestà regolamentare degli enti locali e/o siano modificati gli attuali limiti vigenti alle emissioni elettromagnetiche portandoli dagli attuali 6 Volt/metro ai 61 Volt/metro, come chiesto dai gestori telefonici. (22 04 21) A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3211 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi affinché si avviino campagne di screening mediante Tampone Salivare molecolare (TSm), volte ad un monitoraggio capillare della diffusione dell'infezione da SARS-CoV-2 a partire dai territori della nostra regione più colpiti dalla pandemia e in particolare nei luoghi soggetti ad un possibile incremento dei contagi, come le scuole. (22 04 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3213 - Risoluzione per impegnare la Giunta a proseguire il confronto con il comitato per l'oasi di Torriana e Montebello e a prevedere misure dirette a valorizzare le eccellenze turistiche della Valmarecchia e del territorio del Comune di Poggio Torriana, in particolare sul piano naturalistico, ambientale e storicoartistico. (22 04 21) A firma della Consigliera: Piccinini

 

3217 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare un percorso che consenta la riapertura in sicurezza del tratto del Sentiero CAI 672 (Sentiero della Libertà) in Provincia di Reggio Emilia all'altezza del ponte ferroviario nel comune di Gattatico, coinvolgendo gli enti interessati AIPO, RFI, Comune di Gattatico e Club Alpino Italiano. (22 04 21) A firma del Consigliere: Delmonte

 

3226 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sostenere la Proposta di Legge d’iniziativa dei deputati Carnevali e altri riguardante le agevolazioni fiscali a favore delle famiglie che si avvalgono della collaborazione degli addetti all'assistenza personale. (23 04 21) A firma dei Consiglieri: Tarasconi, Daffadà, Costi, Zappaterra, Costa, Fabbri, Rossi, Caliandro, Rontini, Mumolo, Marchetti Francesca, Pillati, Montalti, Soncini

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.:

 

2621 - Interrogazione a risposta scritta sulle iniziative di sostegno economico e tecnico necessarie per far fronte agli ingenti danni provocati dall’alluvione del 6 dicembre 2020 in provincia di Modena. A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni

 

2633 - Interrogazione a risposta scritta circa il Piano di Protezione civile del comune di Sarmato (PC). A firma della Consigliera: Castaldini

 

2638 - Interrogazione a risposta scritta circa la proroga dei termini dell’accreditamento al 31 dicembre 2021, per gli asili nido pubblici e privati. A firma dei Consiglieri: Bargi, Stragliati, Liverani, Bergamini, Rancan, Montevecchi

 

2648 - Interrogazione a risposta scritta in merito al campo nomadi in Stradello Riva nella frazione di Baggiovara (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2660 - Interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta se ritenga opportuno un confronto con gli Enti locali, in particolare con il Comune di Bologna, con riguardo all’affidamento del servizio di accoglienza presso strutture in regime residenziale di madri e padri con figli minori.  A firma dei Consiglieri: Mumolo, Paruolo, Pillati, Caliandro, Tarasconi, Sabattini

 

2670 - Interrogazione a risposta scritta circa le richieste di parere pervenute ad ARPAE sull’implementazione del sistema 5G, a seconda della frequenza: 700 MHz, 3.700 MHz e 26 GHz (c.d. onde millimetriche). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2690 - Interrogazione a risposta scritta in merito a dichiarazioni, emerse durante la discussione svolta in IV Commissione il 16 febbraio, riguardanti il reddito di cittadinanza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2695 - Interrogazione a risposta scritta circa il nuovo allevamento avicolo intensivo realizzato a San Mauro Pascoli (FC). A firma del Consigliere: Lisei

 

2698 - Interrogazione a risposta scritta circa le condizioni di abbandono dell’area nomadi di Carpi (MO). A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni

 

2717 - Interrogazione a risposta scritta in merito agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza del fiume Secchia. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2751 - Interrogazione a risposta scritta circa il rilascio, da parte del Comune di Bologna, di una concessione per il posteggio per l'esercizio del commercio su aree pubbliche. A firma del Consigliere: Lisei

 

2764 - Interrogazione a risposta scritta circa l'istituzione dei Paesaggi Naturali e Seminaturali Protetti (PNSNP) in riferimento al fiume Secchia. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2876 - Interrogazione a risposta scritta riguardante le elezioni per il rinnovo degli organi consortili del Consorzio di Bonifica di Piacenza. A firma del Consigliere: Rancan

 

2877 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quale parere la Giunta regionale voglia esprimere in merito all’attuale situazione del ponte Lenzino. A firma dei Consiglieri: Rancan, Stragliati

 

2892 - Interrogazione a risposta scritta sulle problematiche registrate dal settore vitivinicolo, causate dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2896 - Interrogazione a risposta scritta sull’andamento della produzione di latte della zona di origine nella filiera del Grana Padano. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2901 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni la Regione intenda intraprendere per sostenere concretamente le attività economiche della montagna. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2933 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai criteri di erogazione del bonus affitti a soggetti titolari di reddito di cittadinanza. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2947 - Interrogazione a risposta scritta circa l'effettiva definizione di un cronoprogramma di interventi per terminare l’opera della Trasversale di Pianura (SP 3 Medicina – San Giovanni in Persiceto) e per definirne i costi di realizzazione.  A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Taruffi, Caliandro, Mumolo

 

2986 - Interrogazione a risposta scritta riguardante l'allenamento e l'addestramento dei cani da caccia. A firma del Consigliere: Lisei

 

2994 - Interrogazione a risposta scritta sul possibile sostegno e sui ristori alle scuole paritarie non convenzionate presenti sul nostro territorio. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3035 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità di vendita, costruzione e detenzione di trappole per animali e altri dispositivi illegali. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3071 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibilità di rinviare le prossime elezioni del Consorzio di Bonifica di Piacenza. A firma dei Consiglieri: Taruffi, Piccinini, Amico

 

In data 12 aprile 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Politiche economiche alle interrogazioni oggetti nn. 2855 – 2864 – 2914 - 2988

 

2855 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa le elezioni del Consorzio di Bonifica di Piacenza durante la pandemia e l'introduzione del voto elettronico. A firma della Consigliera: Zamboni

 

2864 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa iniziative da adottare affinché la crisi del tessuto economico, aggravata dall’emergenza Coronavirus, non venga sfruttata dalla criminalità organizzata e possa essere prevenuto il ricorso a fenomeni di usura. A firma dei Consiglieri: Facci, Liverani, Rancan, Pompignoli, Delmonte, Rainieri, Bargi, Montevecchi

 

2914 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa azioni a tutela del petrolchimico ferrarese, a seguito della paventata chiusura degli impianti Eni Versalis per il cracking di Porto Marghera. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2988 - Interrogazione a risposta orale in commissione, in merito alle problematiche del settore dei servizi alle persone e sulle operazioni di contrasto all'abusivismo e al lavoro nero nel settore benessere.  A firma dei Consiglieri: Pigoni, Rontini, Fabbri, Bondavalli, Sabattini, Tarasconi, Daffada', Rossi, Caliandro, Soncini

 

In data 14 aprile 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità alle interrogazioni oggetti nn. 2915 – 2973

 

2915 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa azioni per realizzare la linea ferroviaria ad Alta Velocità Bologna-Padova.  A firma della Consigliera: Castaldini

 

2973 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa lo stato di realizzazione della rete delle ciclovie turistiche regionali e le risorse che la Giunta intende destinare per il suo completamento. A firma della Consigliera: Zamboni

 

In data 15 aprile 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità alle interrogazioni oggetti nn. 2924 – 3015

 

2924 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la possibilità di organizzare laboratori di scuole di musica in presenza e sostegno all’approccio musicale. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3015 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulle difficoltà da parte delle ASD e delle APS di carattere sportivo nello svolgere le proprie attività e/o la gestione degli impianti sportivi e sulla relativa previsione di adeguate misure di sostegno.  A firma dei Consiglieri: Bondavalli, Daffada', Tarasconi, Fabbri, Rontini

 

In data 21 aprile 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità alla interrogazione oggetto n. 2943

 

2943 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la realizzazione del parco eolico denominato “Monte Giogo di Villore”. A firma del Consigliere: Pompignoli

 

In data 21 aprile 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Bilancio, Affari generali ed istituzionali alla interrogazione oggetto n. 2967

 

2967 - Interrogazione a risposta orale in commissione sull'incidente che ha fatto rimanere offline per alcuni giorni il portale cronacabianca.eu e sul ripristino del backup. A firma della Consigliera: Castaldini

 

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 09/04/2021 al 22/04/2021

 

DPGR n. 47 del 13/04/2021

Sostituzione di un componente nel Consiglio della Camera di Commercio di Bologna settore artigianato

 

DPGR n. 52 del 16/04/2021

Costituzione del Consiglio di amministrazione dell'IPAB "Istituto Emilio Biazzi - struttura protetta" di Castelvetro Piacentino (PC)

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 7 prot. NP/2021/1430 del 26/04/2021)

 

 

 

 

LA PRESIDENTE

I SEGRETARI

Petitti

Bergamini – Montalti