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70.

 

SEDUTA DI MARTEDÌ 11 MAGGIO 2021

 

(ANTIMERIDIANA)

 

La seduta si svolge in modalità mista (telematica e in presenza)

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

INDI DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

 

INDICE

 

Il testo degli oggetti assembleari è reperibile sul sito dell’Assemblea

 

SESSIONE EUROPEA

 

OGGETTO 2930

Relazione per la Sessione Europea dell'Assemblea legislativa per l'anno 2021, ai sensi dell'art. 5 della L.R. n. 16/2008.

 

OGGETTO 3328

Risoluzione proposta dal Presidente Pompignoli, su mandato della I Commissione, recante: "Sessione Europea 2021. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea".

(Discussione)

PRESIDENTE (Petitti)

BONACCINI, presidente della Giunta

Massimo GAUDINA, Capo della rappresentanza della Commissione Europea a Milano

POMPIGNOLI, Relatore per la Sessione Europea

SABATTINI (PD)

PICCININI (M5S)

BARGI (Lega)

PRESIDENTE (Rainieri)

MONTALTI (PD)

TAGLIAFERRI (FdI)

MORI (PD)

BONDAVALLI (BP)

OCCHI (Lega)

AMICO (ERCEP)

ZAMBONI (EV)

MONTEVECCHI (Lega)

STRAGLIATI (Lega)

PIGONI (BP)

PRESIDENTE (Rainieri)

 

Allegato

Partecipanti alla seduta

Comunicazioni prescritte dall’art. 68 del Regolamento interno

 

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE PETITTI

 

La seduta ha inizio alle ore 09,47

 

PRESIDENTE (Petitti): Buongiorno. Dichiaro aperta la seduta antimeridiana n. 70 del giorno 11 maggio 2021.

Interpello i presenti per sapere se ci sono osservazioni sui processi verbali relativi alle sedute antimeridiana e pomeridiana del 27 aprile 2021.

Se non ci sono osservazioni, i verbali si intendono approvati.

 

(sono approvati)

 

Ha giustificato la propria assenza il consigliere Iotti.

Le altre informazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno sono state inviate a tutti i consiglieri. Pertanto, le do per lette.

Procediamo, ora, con l’appello nominale.

 

A seguito dell’appello svolto dalla Presidente Petitti risultano presenti i consiglieri:

 

  1. AMICO Federico Alessandro
  2. BARCAIUOLO Michele
  3. BARGI Stefano
  4. BERGAMINI Fabio
  5. BESSI Gianni
  6. BONACCINI Stefano
  7. BONDAVALLI Stefania
  8. BULBI Massimo
  9. CALIANDRO Stefano
  10. CASTALDINI Valentina
  11. CATELLANI Maura
  12. COSTA Andrea
  13. COSTI Palma
  14. DAFFADÀ Matteo
  15. FABBRI Marco
  16. FELICORI Mauro
  17. GIBERTONI Giulia
  18. LISEI Marco
  19. MALETTI Francesca
  20. MARCHETTI Daniele
  21. MARCHETTI Francesca
  22. MASTACCHI Marco
  23. MONTALTI Lia
  24. MONTEVECCHI Matteo
  25. MORI Roberta
  26. MUMOLO Antonio
  27. OCCHI Emiliano
  28. PARUOLO Giuseppe
  29. PELLONI Simone
  30. PETITTI Emma
  31. PICCININI Silvia
  32. PIGONI Giulia
  33. PILLATI Marilena
  34. POMPIGNOLI Massimiliano
  35. RONTINI Manuela
  36. ROSSI Nadia
  37. SABATTINI Luca
  38. SONCINI Ottavia
  39. STRAGLIATI Valentina
  40. TAGLIAFERRI Giancarlo
  41. TARASCONI Katia
  42. TARUFFI Igor
  43. ZAMBONI Silvia
  44. ZAPPATERRA Marcella

 

PRESIDENTE (Petitti): 44 presenti, per cui a questo punto iniziamo i nostri lavori con la Sessione europea.

 

OGGETTO 2930

Relazione per la Sessione Europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2021, ai sensi dell’art. 5 della L.R. n. 16/2008

 

OGGETTO 3328

Risoluzione proposta dal Presidente Pompignoli, su mandato della I Commissione, recante: “Sessione Europea 2021. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea”.

(Discussione)

 

PRESIDENTE (Petitti): Ricordo che abbiamo la relazione per la Sessione europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2021, ai sensi dell’articolo 5 della legge regionale n. 16/2008 e la risoluzione proposta dal presidente Pompignoli, su mandato della I Commissione, recante “Sessione europea 2021. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea”.

Iniziamo con i saluti. Signori consiglieri e consigliere, presidente Bonaccini, vicepresidente Schlein e assessori regionali, sono particolarmente lieta e onorata di portare i saluti istituzionali di apertura della Sessione europea dell’Assemblea legislativa per l’anno 2021, dedicata agli istituti di partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione europea, in attuazione della legge regionale n. 16/2008, che reca le norme per la formazione e l’attuazione delle politiche e del diritto dell’Unione europea, nonché, in coerenza con la priorità politica individuata dall’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea, di promuovere i processi decisionali europei nell’ambito della Sessione europea.

Voglio innanzitutto ringraziare e dare il benvenuto al dottor Massimo Gaudina, capo della rappresentanza della Commissione europea a Milano, per aver accettato, anche quest’anno, il nostro invito, la cui presenza conferma ulteriormente la vicinanza delle Istituzioni europee al nostro territorio e a tutti i cittadini emiliano-romagnoli.

Grazie al supporto e all’immancabile appoggio delle Istituzioni europee, in questi anni l’Assemblea legislativa ha avviato numerosi progetti e percorsi di sensibilizzazione e formazione rivolti soprattutto, ma non solo, alle giovani generazioni, progetti finalizzati a promuovere la conoscenza di diritti e di doveri derivanti dalla cittadinanza europea e a diffondere i valori di solidarietà, eguaglianza e libertà, che caratterizzano la storia dell’Unione europea, e che sono in coerenza con l’azione istituzionale della nostra Regione.

Vorrei ricordare che dal 2009, anno della prima Sessione europea, la Regione Emilia-Romagna ha sempre partecipato in modo attivo alla formazione delle politiche del diritto dell’Unione europea, privilegiando il rapporto diretto con gli stakeholder del territorio attraverso lo svolgimento dell’udienza conoscitiva nell’ambito dei lavori della Commissione competente.

La partecipazione rappresenta, infatti, un principio trasversale, che orienta l’azione regionale, anche con riferimento alla formazione e all’attuazione del diritto dell’Unione europea. È in quest’ottica partecipativa che lo scorso febbraio si è svolta la prima convocazione della rete europea regionale, costituita ai sensi della legge regionale 16 del 2008, dai soggetti firmatari del patto per il lavoro e per il clima e dalle Unioni dei Comuni, a testimonianza di come il processo di attuazione della legge sia orientato alla condivisione multilivello e alla partecipazione.

Come ho avuto l’onore di evidenziare recentemente, anche nell’ambito della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, la pandemia ha causato non solo una crisi sanitaria, economica e sociale, ma anche una crisi dei sistemi, imponendo alle Istituzioni di ogni livello un ripensamento delle forme di cooperazione dei nuovi meccanismi di coesione.

Proprio rispetto a tale contesto, l’Unione europea sta svolgendo un ruolo decisivo. L’Unione, infatti, ha impresso una grande accelerazione al cambiamento e ha dimostrato una forte vocazione solidaristica e di coesione. L’Unione europea, infatti, ha dato una risposta senza precedenti, mettendo in campo le migliori energie per adottare e coordinare misure comuni solidali, per contrastare gli effetti negativi sul piano sanitario, economico e sociale della crisi. In tal senso, si pensi al programma SURE, di sostegno al lavoro, con una dotazione di 100 miliardi di cui l’Italia è una tra i massimi beneficiari.

L’importanza di tale sostegno da parte dell’Unione è desumibile dalla stessa drammaticità dei dati che riguardano l’economia. Si consideri, infatti, che la pandemia di Covid-19 ha colpito l’economia italiana più che in altri Paesi europei, considerando che nel 2020 il Prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo medio, nell’Unione europea, del 6,2 per cento. Un altro strumento fondamentale messo in campo dall’Unione è rappresentato dal piano straordinario di investimenti Next Generation EU, preordinato ad attuare le riforme e gli investimenti orientati ad attenuare l’impatto a livello sociale ed economico della pandemia e a rendere le economie europee più sostenibili, resilienti e preparate ad affrontare le sfide poste dalla transizione verde digitale, a volte, e anche più in generale all’obiettivo del Green Deal.

Proprio in queste azioni sta la forza e l’importanza della coesione multilivello, saper trasformare il dramma della crisi pandemica nell’occasione per digitalizzare e innovare il Paese, al fine di incrementarne la competitività, per realizzare la rivoluzione verde e la transizione ecologica, per efficientare l’infrastruttura e rendere più sostenibile la mobilità, per potenziare qualitativamente e quantitativamente i servizi di istruzione e formazione e per rafforzare la coesione e l’inclusione, potenziarne le politiche, le azioni e le strutture a tutela della salute.

Non a caso proprio tali finalità sono state tradotte nelle sei missioni in cui si articola il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la cui attuazione e declinazione sarà operata nell’ambito del Documento strategico regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo e che indirizza le scelte dei programmi operativi al fine di massimizzare il contributo dei fondi europei e nazionali, nonché di contribuire alla realizzazione del progetto di rilancio e sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna delineato con il Patto per il lavoro e per il clima.

Vorrei, inoltre, ricordare l’importanza della Conferenza sul futuro dell’Europa, sulla quale il Parlamento europeo si è espresso approvando il 18 giugno 2020 una risoluzione in cui ha dichiarato che, dieci anni dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, settant’anni dopo la dichiarazione di Schuman, nel contesto della pandemia del Covid, i tempi sono maturi per ripensare l’Unione europea. La Conferenza sul futuro dell’Europa sarà un vero e proprio processo di partecipazione democratica e costituirà l’occasione per i cittadini europei di esprimersi e avanzare proposte per la definizione delle future politiche europee. In tale contesto, l’Assemblea legislativa avrà un ruolo molto importante, perché il Centro Europe Direct dell’Emilia-Romagna, che ha sede in Assemblea, è stato nominato, insieme ad altri Centri Europei, hub della Conferenza. Pertanto, sarà chiamato dalla Direzione generale Comunicazione della Commissione europea a coordinare in Emilia-Romagna le attività relative a questo importante appuntamento.

Infine, voglio ringraziare i presidenti delle Commissioni assembleari per il lavoro proficuo svolto al fine di giungere all’odierna seduta dell’Assemblea legislativa, in particolare il presidente della I Commissione, Massimiliano Pompignoli, quale Commissione con delega ai rapporti con l’Unione europea, ai fini della formazione e attuazione del diritto europeo della sussidiarietà.

Un ringraziamento doveroso va a tutti i collaboratori dell’Assemblea legislativa e della Giunta regionale che, in questo contesto nuovo e sfidante, hanno dimostrato un profondo senso di responsabilità e di appartenenza alla nostra Istituzione, contribuendo alla realizzazione di questa Sessione europea.

Chiudo mutuando le parole della presidente von der Leyen, “le persone devono essere al centro di tutte le nostre politiche”. Il mio auspicio è pertanto che tutti i cittadini europei contribuiscano attivamente alla Conferenza sul futuro dell’Europa e svolgano un ruolo di primo piano nel definire le priorità dell’Unione europea. Solo insieme possiamo costruire l’Unione di domani.

Grazie. A questo punto passerei subito la parola al presidente Bonaccini.

 

BONACCINI, presidente della Giunta: Grazie, presidente e colleghi consiglieri.

La Sessione europea si svolge a distanza di pochi mesi dalla precedente, con un contesto nazionale ed europeo che è ancora segnato purtroppo dalla pandemia e dalla gestione dell’emergenza, anche se (l’avete visto con i numeri) le cose stanno, dal punto di vista, ad esempio, della campagna vaccinale, decisamente migliorando con questa regione, una delle più efficaci ed efficienti nel panorama nazionale, e con una diminuzione complessiva dell’andamento della curva epidemiologica, che ci auguriamo venga ovviamente confermato nelle prossime settimane. Se così fosse, ci permetterà di veder riaperte attività oggi chiuse o ristrette.

Ad una crisi senza precedenti l’Unione europea ha dato una risposta anch’essa senza precedenti. Archiviata la troppo lunga stagione dell’austerità, l’Unione ha saputo mettere in campo finalmente misure straordinarie, per consentire ai Paesi membri di intervenire fuori dai vincoli di finanza pubblica, assicurando risorse importanti per la gestione sanitaria, per riprogrammare rapidamente le risorse già stanziate, per provare a tutelare il lavoro e la sua sospensione. Soprattutto, ha scelto di realizzare un vasto programma di interventi per la ripresa e la resilienza, all’interno di un quadro finanziario pluriennale, eccezionalmente dilatato con risorse straordinarie, reperite anche ricorrendo per la prima volta all’indebitamento comune.

Tra Next Generation EU e nuovo quadro finanziario pluriennale, parliamo di 1.800 miliardi di euro, a sostegno non solo della ripresa dalla pandemia, ma anche dell’attuazione delle priorità a lungo termine nei diversi settori di intervento.

Due settimane fa, il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, ha presentato alle Camere il PNRR Next Generation Italia, che vale oltre 235 miliardi di euro. Di questi 191,5 finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza, circa 13 miliardi dal REACT-EU e 30,5 miliardi di euro dal nuovo Fondo nazionale complementare grazie ad un ulteriore scostamento pluriennale di bilancio.

Nel PNRR la quota dei progetti verdi è pari a 70 miliardi, mentre quella dei progetti digitali ammonta a 50 miliardi di euro, superando abbondantemente le soglie di concentrazione previste dalla Commissione.

Sono due segnali molto forti che, partendo da un necessario cambio di paradigma di sviluppo dell’Europa, trovano nella programmazione nazionale quella spinta verso la transizione ecologica e la trasformazione digitale necessaria all’Europa, tanto più necessaria nel nostro Paese, lo ricordo seconda manifattura d’Europa, tra i primi Paesi più industrializzati nel mondo.

Se permettete, qui all’inizio della legislatura facemmo esattamente questa scelta, con addirittura deleghe che andavano verso la direzione a cui oggi sta andando decisamente, rapidamente e finalmente aggiungo io l’Unione europea.

A questi due obiettivi si aggiunge quello altrettanto importante del contrasto delle disuguaglianze. La crisi ha esacerbato contraddizioni e squilibri di carattere economico, sociale, di genere e generazionale, nonché anche territoriale, già presenti prima.

Riconosciamo tutti insieme che questi divari rappresentano non solo un freno alla crescita sostenibile, ma una contraddizione inaccettabile per una società che voglia essere pienamente democratica e giusta, a partire dal destino delle nuove generazioni verso cui è indirizzato anzitutto il Next Generation, e non di meno le donne, senza il contributo e il protagonismo delle quali il nostro Paese non può ripartire.

Il Parlamento ha lavorato affinché il piano rafforzasse la propria capacità di impatto proprio su questi versanti e questa Assemblea, fin dall’avvio della legislatura, ha incalzato la Giunta affinché nella nostra programmazione il contrasto ai divari di genere e la promozione delle pari opportunità per tutti i cittadini e tutte le cittadine fossero un obiettivo qualificante.

Segnalo la piena consonanza tra la strategia europea, il piano presentato dal Governo, i nostri obiettivi regionali contenuti nel programma di mandato – lo si legga se non lo si ricorda – e nel Patto per il lavoro e per il clima sottoscritto pochi mesi fa da tutte le parti sociali di questa Regione, a cui addirittura se ne sono aggiunte altre. Strumento inedito tra tutte le altre Regioni italiane e che noi rivendichiamo e difendiamo con forza nell’idea che condividere con tutti i soggetti del mondo del lavoro, della produzione, delle università, dei saperi, delle professioni degli Enti locali, del volontariato e dell’associazionismo sia decisivo per fare bene, soprattutto cercare di fare meglio in un momento peraltro così particolarmente difficile.

In questa Regione, lo ricordavo prima, ancor prima che il Governo abbiamo istituito la delega per la transizione ecologica e abbiamo già licenziato la nostra agenda digitale 2020-2025 “Data Valley, bene comune”, peraltro alla vigilia di quell’importante decisione prima, realizzazione poi di una terra che avrà l’80 per cento delle capacità di calcolo italiane e circa il 20 per cento delle complessive capacità di calcolo europee, un risultato straordinario del quale forse non ci rendiamo nemmeno conto fino in fondo, tra il Centro Meteo Europeo, a nome di tutta l’Unione europea, e l’arrivo del supercomputer di calcolo tra i più veloci e primi al mondo per lettura e trasferimento dei cosiddetti big data alle imprese e al mondo della ricerca.

Come ieri abbiamo sottolineato in II Commissione e come avremo modo di approfondire nel corso delle prossime settimane durante l’esame del Documento strategico regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo e della Strategia di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente, i contenuti della nostra programmazione per il nuovo settennato 2021-2027 vanno esattamente nella direzione indicata dalla Commissione e dal Piano nazionale, peraltro, risorse che si aggiungeranno, insieme agli FSC, alle tante altre risorse che il PNRR mette in campo.

Se rispetteremo i tempi che ci siamo dati, dovremmo farlo, la Strategia sarà pronta per giugno e potremmo rapidamente passare al Piano operativo regionale, affinché l’Emilia-Romagna sia pronta per investire subito le risorse. La buona performance di questi anni nell’impiego delle risorse comunitarie ci fa dire che il nostro sistema territoriale è pienamente nelle condizioni di concorrere attivamente al successo del Piano.

Per questo abbiamo chiesto al Governo un pieno coinvolgimento nella fase attuativa che ora si apre. L’abbiamo chiesto come Emilia-Romagna, l’ha chiesto giustamente Massimiliano Fedriga, a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro dopo la mia successione alla guida della Conferenza Regioni e Province autonome, a nome di tutte le Regioni italiane.

Concludo. L’Emilia-Romagna vuole essere protagonista di questa ripartenza. Ogni nostra energia sarà concentrata per uscire rapidamente dalla pandemia, anzitutto attraverso lo sforzo eccezionale del Piano vaccinale. Lo ribadisco, nelle prossime ore supereremo i due milioni di somministrazioni di dosi, a fine maggio saranno ben oltre il milione e mezzo le persone emiliano-romagnole che avranno già avuto la seconda dose o la prima dose. Se i numeri verranno confermati negli impegni che l’Unione europea ha sottoscritto con le aziende produttrici, entro la fine dell’estate avremo vaccinato tutti gli emiliano-romagnoli. A inizio del prossimo mese cominceranno a essere coinvolte anche le farmacie, dopo che da giovedì saranno coinvolti i medici di medicina generale. Abbiamo sottoscritto l’accordo regionale con sindacati e associazioni di impresa, dopo quello nazionale, affinché nelle prossime settimane ci saranno hub vaccinali in tutte le province, dove le aziende vaccineranno, rispettando il protocollo, propri dipendenti e loro familiari. Tutto questo ci permetterà di accelerare.

Abbiamo dimostrato che avevamo ragione quando dicevamo che non mancava la nostra buona organizzazione, mancavano le dosi. Oggi le dosi cominciano ad arrivare più copiose e speriamo sia il segno di uscire finalmente, entro pochi mesi, da questo incubo in cui da oltre un anno siamo piombati.

Ma non c’è solo questo, c’è anche il sostegno alle categorie e alle famiglie più colpite. Gli indicatori degli istituti economici, che in questi anni hanno sempre studiato – e ci hanno sempre preso – l’andamento dell’economia per i mesi e gli anni a venire, ci dicono che alla fine del prossimo anno l’Emilia-Romagna potrebbe addirittura avere un PIL persino leggermente superiore a quello di fine 2019, quando si veniva da cinque anni – mai successo nel dopoguerra – in cui questa regione è cresciuta più di tutte le altre regioni italiane.

Io non so se sarà così. Me lo auguro. Mi vien da dire che, anche fossimo appena sotto, recuperare nove punti di PIL nel giro di un anno e mezzo sarebbe un risultato straordinario. Lavoriamo tutti insieme perché accada. Abbiamo il vantaggio che, essendo la regione più manifatturiera d’Italia per export di quota pro capite, e le merci non portano con sé il contagio, questo ha permesso a interi comparti e settori di non fermarsi mai, qualcuno persino di fare meglio degli anni precedenti o dell’anno in cui è scoppiata la pandemia.

Dobbiamo continuare a sostenere quei settori se vogliamo dare un contributo all’Emilia-Romagna, se vogliamo dare un contributo al Paese – ci sentiamo italiani prima che emiliano-romagnoli –, se vogliamo dare un contributo all’Europa. Ci sentiamo pienamente europei. Però, sappiamo anche che ci sono settori in ginocchio, settori che mai in particolare erano andati in un dramma come quello in cui sono piombati.

Sappiamo perfettamente quali sono: pubblici esercizi, dalla ristorazione ai bar, il mondo del turismo complessivamente, il mondo della cultura e dello sport – e di questi ultimi due non si parla spesso. Attraverso misure di sostegno del Governo ci sarà uno scostamento di altri 40 miliardi di euro nel prossimo decreto sostegni, che speriamo vada direttamente e velocemente alle categorie più colpite; dall’altra parte, in materia di misure regionali, ci sono 13 milioni di euro dell’ultimo bando attraverso le Camere di commercio, che in queste ore uscirà e sarà operativo per dare una piccola boccata di ossigeno.

Sappiamo che non risolviamo i loro problemi definitivamente, ma diamo un piccolo segnale di attenzione, anche regionale, in aggiunta a quello nazionale. È evidente, però, che al di là dei ristori (o sostegni, ognuno li chiami come preferisce), il tema vero è far ripartire la crescita, far ripartire il lavoro, far ripartire le imprese affinché vi sia la condizione generalizzata di non perdere posti di lavoro e di evitare che si abbassino troppe saracinesche.

Il nostro impegno è concentrato già sulle misure di ripresa e sostegno agli investimenti. In questo contesto, se non è eccessivo dirlo, vogliamo metterci alla testa del cambiamento. Non ci pensiamo da soli, né nel nostro Paese, né in questo continente.

A partire dalla Conferenza sul futuro dell’Europa, quindi, siamo oggi tutti chiamati a tracciare l’orizzonte a cui dovrà tendere l’Unione europea. Come sancito dal Parlamento europeo lo scorso 18 giugno, dieci anni dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, settant’anni dopo la dichiarazione Schuman, e nel contesto della pandemia di Covid-19, i tempi siano maturi per ripensare l’Unione europea.

Ho sempre detto anch’io, europeista convinto, che senza il perimetro europeo nessun Paese ce la può fare e ce la potrà fare da solo. Chi chiede di alzare i muri isolerebbe l’Italia; chi chiede di farlo in Emilia-Romagna, isolerebbe l’Emilia-Romagna che nel mondo esporta come nessun altro, e dal mondo riceve, a partire dal turismo.

Anch’io ho criticato l’Europa più volte, che in una sua fase ha pensato troppo alla rendita, troppo alle banche e poco al lavoro materiale e all’impresa. Io credo che oggi siamo in una fase completamente nuova. Tocca a noi, classe dirigente di oggi, dimostrare di essere all’altezza del nostro compito, certamente dalle Istituzioni europee, dal Governo nazionale. Ma è troppo comodo, in questo Paese è uno sport nazionale, indicare sempre gli altri e chiedere che facciano di più. Cominciamo a guardare in casa nostra, facciamo bene i compiti a casa nostra.

Io vi ringrazio per il lavoro che già in questo primo anno di legislatura abbiamo fatto tutti insieme, in un anno difficilissimo, complicatissimo, nel quale però, ancora una volta, con la schiena dritta questa Regione, questa terra sta dimostrando di avere tutte le potenzialità per uscirne prima e meglio di tanti altri.

Continuiamo a lavorare così, ognuno nella reciproca autonomia tra maggioranza e opposizione, ma ho davvero apprezzato, e vi ringrazio, lo sforzo di grandissimo contributo programmatico e il livello di reciproca fiducia, ma soprattutto di reciproco rispetto, che non sempre, nel teatrino della politica italiana e non solo, si vede poche volte.

Qui c’è la dimostrazione che si può tenere un grado di civiltà altissimo, che vuol dire più fiducia nelle Istituzioni, anche laddove giustamente e democraticamente ci si può dividere sulle singole questioni. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie.

Passo ora la parola a Massimo Gaudina, capo della rappresentanza della Commissione europea a Milano. Prego, dottor Gaudina.

 

Massimo GAUDINA, capo della Rappresentanza della Commissione europea a Milano: Buongiorno, grazie, presidente Petitti, un saluto e un ringraziamento anche al presidente Bonaccini, alla vicepresidente Schlein, al presidente di Commissione Pompignoli, a tutti i consiglieri e a tutte le persone che sono collegate e ci stanno ascoltando.

Noi, come Commissione europea in Italia, e, nel mio caso, la rappresentanza a Milano, siamo sempre molto lieti di essere associati a questi eventi. Del resto, questo percorso europeo, questa Sessione europea è una sessione che da tanti anni voi realizzate con grande collaborazione, con grande sinergia con le Istituzioni europee in Italia.

Questa è già di per sé una storia di successo, perché la modalità di questo vostro lavoro e la modalità partecipativa, inclusiva, analitica e utile, in fin dei conti, a tutti noi, e anche appassionata nelle sue modalità, è una modalità veramente interessante, che non avviene dappertutto in Europa, diciamolo pure, siete una Regione speciale da questo punto di vista e vi facciamo tutti i nostri complimenti, il nostro apprezzamento per questo e per tutto quello che le Istituzioni della vostra Regione, la società civile, le imprese, i cittadini stanno facendo in termini europei.

Come è già stato detto, che si parli di utilizzazione delle opportunità europee, che si parli di grandi progetti, di storie di successo, ci sono degli esempi che sono già stati citati dal presidente Bonaccini, ma che vorrei sottolineare, quali il super computer del CINECA, la Data Valley, i tecnopoli, i tanti progetti delle università, il Centro meteo, i moltissimi progetti nel campo della riqualificazione urbana o dello sviluppo rurale, fanno dell’Emilia-Romagna una regione assolutamente di grande vocazione europea.

Confermo che l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna è stata confermata come centro ufficiale di informazione e di comunicazione della Commissione europea, come membro della nuova rete Europe Direct proprio pochissimi giorni fa. È un centro che già da tanti anni lavora sul territorio con grande efficacia e quindi ancora complimenti a voi e alla dottoressa Penati, che dirige questo ufficio.

Al tempo stesso ricordiamo anche il Centro Europe Direct di Modena, confermato a sua volta, e un nuovo centro che per la prima volta è stato selezionato a Ravenna, dal Comune di Ravenna. Quindi la vostra regione avrà tre centri di formazione ufficiali e noi come rappresentanza, in Italia, siamo ovviamente prontissimi a continuare o a iniziare una collaborazione con questi centri. Questo vostro percorso europeo è cominciato poche settimane o pochi mesi fa. Già in queste ultime settimane molte cose sono accadute. Ci sono stati tanti sviluppi nuovi. Io ne voglio citare alcuni molto rapidamente in questo mio breve intervento, ma vorrei affrontare questa triplice sfida che l’Europa ha di fronte a sé, quella che riguarda la salute dei cittadini, quella che riguarda la salute del pianeta e quella che riguarda la salute o lo stato di salute della nostra economia e della nostra società.

Cominciamo con la salute dei cittadini. Penso che il tempo stia rendendo giustizia a quanto l’Europa abbia fatto in questa emergenza sanitaria dopo settimane di critiche, di ritardi e di problemi oggettivi che ci sono stati. C’è una situazione completamente diversa. Sapete che nelle prime settimane dell’anno c’è stato un problema di capacità produttive di vaccini da parte di alcune case farmaceutiche. C’è stata una casa farmaceutica che non ha rispettato i patti e per tutto questo l’inizio della campagna vaccinale è stato lento ed è stato soggetto di grandi critiche, anche esagerate, visto che comunque nell’andamento globale i paesi europei erano nella fascia più veloce, anche se c’erano paesi più avanzati di quelli europei.

Se a gennaio sono arrivate soltanto 14 milioni di dosi in tutta Europa, poi a febbraio sono arrivati altri 28 milioni di dosi, ed erano poche, a marzo siamo saliti a 60 milioni, ad aprile a 100 milioni di dosi.

Adesso c’è una velocità di crociera che è stata presa a tutti i livelli, in tutti i Paesi o in quasi tutti i Paesi, in quasi tutte le regioni e quindi, se ci avessero detto un anno fa che a maggio 2021 noi avremmo avuto non uno, ma già quattro vaccini autorizzati e operativi in Europa e avremmo avuto 200 milioni di dosi già distribuite in Europa e avremmo avuto molto realisticamente l’obiettivo che potremmo raggiungere e dovremmo riuscire a raggiungere del 70 per cento degli adulti vaccinati entro l’estate. Ecco, tutto questo, visto in una prospettiva un po’ più di lungo periodo, è quasi un miracolo perché produrre un vaccino nuovo per un virus nuovo richiede generalmente fra i 5 e i 10 anni.

Qui c’è stato un miracolo scientifico, perché in pochi mesi sono stati sviluppati non uno, ma diversi vaccini e, se questo è successo, dobbiamo innanzitutto ricordarci che i vaccini di oggi sono il frutto e il risultato della ricerca scientifica di ieri e molti di questi vaccini si basano, almeno in parte, su una serie di azioni e di investimenti anche finanziati dalla ricerca europea, che poi hanno fatto parte di questo patrimonio che ci ha portato a questo risultato.

Basti pensare che Uğur Şahin, l’amministratore delegato di Pfizer, il protagonista di questo vaccino che in questo momento è quello che viene usato di più e sarà usato di più nei prossimi mesi, è stato uno degli scienziati premiati con una sovvenzione molto cospicua nel 2018 dallo European Research Council, che, come sapete, è una componente del programma quadro Horizon 2020.

Altri investimenti sono stati compiuti dalla Banca europea degli investimenti e dallo stesso programma Horizon rispetto a dei vaccini che poi sono stati sviluppati dopo, ma sono figli di studi precedenti sui virus, sull’RNA messaggero e su tutto quello di cui si parla in questi giorni. Quindi, intanto un grande accento sulla ricerca scientifica.

Per quanto riguarda i vaccini, come dicevamo, la situazione è molto migliorata. Abbiamo questo obiettivo del 70 per cento entro l’estate. Ricordiamo anche una cosa. Come ricorda sempre il presidente Von der Leyen, l’Europa è vero che ha vaccinato una quota di popolazione inferiore rispetto ad altri Paesi. Intanto ricordiamoci che, se AstraZeneca avesse rispettato i patti, noi saremmo quasi allo stesso livello dei Paesi più avanzati nel mondo in termini di vaccinazioni, ma a parte questo, se 200 milioni sono già stati distribuiti e somministrati in Europa, altri 200 milioni da parte dell’Europa sono stati forniti a Paesi terzi, molto spesso i Paesi più in difficoltà, e questo è l’unico esempio al mondo praticamente, perché non basta vaccinare noi stessi, come sappiamo, ma noi saremo salvi quando tutto il mondo sarà al sicuro ed ecco perché è anche nel nostro interesse non chiudere le frontiere rispetto ai vaccini e farlo soltanto in casi eccezionali, in casi ben giustificati. Ma la sfida della vaccinazione globale è una delle grandi sfide dei prossimi mesi su cui l’Europa, insieme ad altri Paesi, ad altri continenti, ad altre fondazioni, è in prima fila con l’iniziativa COVAX.

Per il futuro le grandi sfide sono queste: la vaccinazione extraeuropea; la possibilità di dover somministrare dosi ulteriori in futuro, dopo la seconda dose ce ne saranno probabilmente delle ulteriori nei prossimi anni; la necessità di essere pronti ad affrontare delle varianti che potrebbero sfuggire ai vaccini, e su questo c’è già un lavoro in corso molto serrato tra pubblico e privato per essere pronti ad adattare i vaccini esistenti a nuove varianti. Non si tratterà di ripartire da zero, di creare nuovi vaccini, ma si tratterà in tempi molto rapidi di adattare leggermente quelli esistenti, quindi un lavoro assolutamente fattibile e rapido. Si tratta di pensare alla vaccinazione anche dei giovani e degli adolescenti, si tratta di pensare anche nel lungo periodo a come l’Europa dovrà essere pronta in futuro a essere più unita, più rapida e più efficace in caso di emergenze sanitarie. È per questo che la Commissione europea ha proposto l’unione della sanità e ha proposto in questo ambito una nuova autorità nel campo dell’emergenza biomedica, che dovrebbe consentire una reazione rapida in caso di emergenze future.

Ricordiamo anche che fra pochi giorni, il 21 maggio, a Roma ci sarà un summit mondiale sulla sanità, organizzato insieme dalla Presidenza italiana del G20, quindi dal presidente del Consiglio Mario Draghi, e dalla Commissione europea, quindi da Ursula von der Leyen, che apriranno i lavori di questo grande evento, che vorrà proprio gettare le basi per prepararsi meglio a livello globale per future emergenze.

Ricordiamo anche che non bastano i vaccini, ma ci sono anche le terapie che possono aiutare in tutto questo. Ecco perché la Commissione, proprio pochi giorni fa, ha annunciato che a breve ci saranno tre nuovi farmaci che dovrebbero essere autorizzati a livello europeo e altri potrebbero seguire in futuro.

C’è, quindi, uno sforzo enorme sul piano della ricerca scientifica, dei vaccini e delle terapie per le prossime settimane, ma soprattutto per i prossimi anni. Questo dovrebbe dimostrare ancora una volta il valore aggiunto di lavorare a ventisette e di evitare di essere, invece, in concorrenza fra ventisette Paesi, cercando di accaparrarsi le risorse l’uno contro l’altro, invece di andare in ordine unito.

Più rapidamente, vado sulle altre sfide. La seconda, importantissima, è quella, ovviamente economica, l’economia e la società. Qui sono già stati citati i fondi straordinari del Next Generation EU e i fondi ordinari del bilancio 2021 e 2027, che insieme fanno più di 1.800 miliardi di euro. Per il Next Generation ricordiamo che siamo nei giorni cruciali, in cui i Paesi hanno presentato i loro piani nazionali, che la Commissione europea sta attualmente esaminando e valutando, dopodiché ci sarà il vaglio anche del Consiglio, quindi dei 27 Paesi.

I Paesi i cui piani saranno approvati riceveranno, come sapete, un anticipo del 13 per cento sui loro fondi complessivi. Ricordiamo anche che tutto l’impianto del Next Generation potrà partire realmente, quindi anche i primi esborsi potranno essere erogati realmente soltanto quando tutti i 27 Paesi avranno ratificato la decisione sulle risorse proprie, decisione che è alla base della emissione di obbligazioni europee. Fino a quando questa ratifica non c’è, quindi, questa emissione non può avvenire. A tutt’oggi, 19 Paesi su 27 hanno già ratificato, quindi nelle prossime settimane ci auguriamo che rapidamente gli ultimi otto possano farlo.

Ricordiamo anche che c’è un aspetto non secondario, che è il pilastro sociale europeo. Proprio per questo, quattro giorni fa, a Porto c’è stato un summit dei Capi di Stato e di Governo europei, con una dichiarazione finale di Porto che vuole rimettere al centro la dimensione sociale dell’Unione europea, il concetto di inclusione, il concetto di pari opportunità, la non discriminazione, il lavoro, la formazione e la riqualificazione professionale. Ci sono dei target precisi, che sono stati adottati il 7 maggio a Porto: per esempio, che il 78 per cento della popolazione europea debba essere occupata, che il 60 per cento degli adulti possa avere una formazione, una riqualificazione, o una forma di lifelong learning attuale, per aggiornare le proprie competenze, le proprie conoscenze, e ancora, che 15 milioni di persone, tra cui 5 milioni di bambini, dovrebbero uscire dalla soglia di povertà nei prossimi dieci anni.

Questi sono alcuni degli obiettivi della Dichiarazione di Porto, quindi della dimensione sociale dell’Unione europea. E poi, la terza ed ultima grande sfida è quella sull’emergenza climatica, che non è finita, evidentemente. Se ne è parlato un po’ di meno, vista l’emergenza sanitaria ed economica, ma i cambiamenti climatici continuano, e la lotta ai cambiamenti climatici deve continuare con la stessa intensità di prima. La Commissione ha annunciato il pacchetto “Fit for 55”, cioè pronti per il 55, dove il 55 è il 55 per cento di emissioni che devono essere ridotte da qui al 2030.

È un pacchetto ulteriore, che si somma alle tante iniziative già lanciate con il Green Deal europeo recentemente e che riguarda, per esempio, il rafforzamento del sistema di scambi di emissioni, riguarda le energie rinnovabili, come l’idrogeno pulito, riguarda anche la finanza verde, il Patto per il clima, che è stato citato. Anche qui l’Emilia-Romagna è in prima fila con questo Patto per il lavoro e il clima, e ricordiamo anche che in tutto questo l’obiettivo 2030, ma anche l’obiettivo di più lungo termine del 2050, con l’impatto climatico zero che l’Unione europea vuole perseguire, tutto questo sarà oggetto di una vera e propria legge europea che è in fase di adozione, quindi diventa una procedura legislativa con tutto il monitoraggio e le conseguenze giuridiche del caso.

Ricordiamo anche qui un grande evento che si sta per verificare, ed è la COP26 che avrà luogo a settembre quest’anno, a Glasgow, ma con una pre-COP, cioè la preparazione, a Milano, insieme alla prima COP dei giovani, che avrà luogo appunto a Milano, in autunno, e che vuole essere un ennesimo contributo della nuova generazione o della Next Generation alla grande sfida del cambiamento climatico.

Ci sono molte altre sfide che ci attendono nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e nei prossimi anni. C’è il decennio digitale, che è stato lanciato dalla Commissione europea e che riguarda dall’intelligenza artificiale, la cyber sicurezza, la digitalizzazione dall’Amministrazione, dell’economia e delle scuole. C’è la grande sfida migratoria, che purtroppo è ancora di drammatica attualità e che continua a richiedere delle risposte anche a livello europeo, risposte che si sta cercando di elaborare, che sono le sfide del commercio internazionale che continuano e su cui l’Europa evidentemente ha un ruolo di primo piano nello scenario multilaterale attuale, e molto altro.

Concludo ricordando che proprio il 9 maggio, due giorni fa, come sapete, è stata celebrata la Giornata dell’Europa, abbiamo visto tante bellissime immagini in tante città europee, abbiamo visto anche Bologna tappezzata di Europa, queste bandiere che hanno tappezzato Palazzo d’Accursio, ad esempio. È stata una giornata importante non per celebrare l’Europa in modo retorico e di routine, ma perché se il 9 maggio del 1950, con la dichiarazione Schuman, iniziò il processo di unificazione europea, di fatto, forse possiamo pensare o forse gli storici vedranno che nel 2021 comincia una nuova fase dell’Unione europea. È una specie di anno zero per la nuova Europa, perché molte cose cambieranno in futuro, perché abbiamo nuove sfide, l’abbiamo visto. C’è bisogno di rivedere assetti e competenze. Tutto questo sarà oggetto della conferenza sul futuro dell’Europa, che è stata ufficialmente inaugurata domenica e che sarà una grande occasione di dibattito, di confronto e di proposta su quello che l’Europa potrebbe fare di più o meno. Quindi, il 2021 come nuova partenza.

Ursula Von Der Leyen ha usato l’espressione di nuovo rinascimento europeo, che potrebbe cominciare adesso. Ci auguriamo che tutto questo sia vero, tutto questo possa accadere in tempo reale e lo facciamo soprattutto per la Next Generation, per i giovani che ormai sono già protagonisti di questo mondo che cambia e lo faremo anche a tutti i livelli grazie all’apporto di tutti. Ribadisco ancora una volta il ringraziamento alla Regione, all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che continua ad essere per tutti noi e per l’Europa una vera e propria risorsa.

Con queste parole vi ringrazio per l’attenzione e vi auguro un buon lavoro.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, dottor Gaudina.

Passo adesso la parola per la Sessione europea al presidente della I Commissione assembleare, Massimo Pompignoli. Prego, consigliere.

 

POMPIGNOLI, relatore per la Sessione Europea: Proviamo a vedere se va. Grazie, presidente.

Come tutti gli anni, ci apprestiamo a leggere in sintesi la bozza di risoluzione e la relazione che la I Commissione ha svolto in questi ultimi mesi. Mi permetto inizialmente di ringraziare gli uffici sia della mia Commissione che gli uffici della Giunta, che hanno collaborato in modo sicuramente particolare e speciale rispetto a questa Sessione europea, che è una sessione un po’ diversa rispetto alle altre.

In sintesi, la proposta di risoluzione segue questi temi. La Sessione europea dell’Assemblea legislativa è la sede istituzionale e di riflessione politica e confronto su ciò che la Regione ha fatto per adeguare l’ordinamento regionale all’ordinamento europeo e su ciò che la Regione intende fare rispetto alle iniziative preannunciate dalla Commissione europea nel proprio programma di lavoro annuale.

La procedura di partecipazione della Regione alla formazione e attuazione delle politiche del diritto dell’Unione europea, disegnata appunto dalla legge regionale 16 del 2008, prevede l’esame contestuale di tre documenti: il Programma di lavoro della Commissione europea, il Rapporto conoscitivo predisposto dalla Giunta regionale e la Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento dell’Unione europea.

La Sessione europea 2021 si è svolta a distanza di pochi mesi, è stato detto anche in precedenza, rispetto alla precedente sessione, in un contesto nazionale ed europeo ancora di gestione delle emergenze, in cui la pandemia e la conseguente crisi economica e sociale sono tutt’altro che risolte.

La pandemia ha modificato profondamente il ruolo e le modalità di azione dell’Unione europea, che ha reagito con politiche improntate ad una maggiore cooperazione e solidarietà, come ad esempio la sospensione del Patto di stabilità e crescita, che ha consentito agli Stati membri di affrontare fin da subito le spese necessarie a contrastare il Covid-19, il Programma SURE di sostegno al lavoro con una dotazione di 100 miliardi, di cui l’Italia è uno tra i massimi beneficiari, il Piano straordinario di investimenti Next Generation EU e il Recovery and Resilience Facility, lo strumento principale per attuare le riforme e gli investimenti orientati ad attenuare l’impatto a livello sociale ed economico della pandemia e rendere le economie europee più sostenibili, resilienti e preparate ad affrontare le sfide poste dalla transizione verde digitale.

Alle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza e del fondo nazionale complementare dovranno essere aggiunti ulteriori 13 miliardi provenienti dal programma REACT-EU, strumento previsto da Next Generation EU, che rappresenta un’iniezione di fondi aggiuntivi per la politica di coesione 2014-2020, in attesa della piena operatività di programmazione sui fondi strutturali 2021-2027.

Il 2021 è infatti l’anno in cui parte anche la nuova programmazione finanziaria europea per il periodo 2021-2027. In particolare, il 17 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato il Regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2021-2027. Il Regolamento prevede un bilancio a lungo termine dell’Unione europea di 1.074 miliardi di euro per l’Ue a 27 a prezzi 2018 di cui circa un terzo per i fondi della coesione.

Il quadro finanziario, insieme allo strumento per la ripresa Next Generation EU da 750 miliardi di euro, consentirà all’Unione europea di fornire, nei prossimi anni, finanziamenti pari a 1.800 miliardi di euro a sostegno non solo della ripresa dalla pandemia da Covid-19, ma anche all’attuazione delle priorità a lungo termine di diversi settori di intervento.

Nelle ultime settimane il Governo italiano ha inviato alla Commissione europea il PNRR, che vale 221 miliardi di euro all’incirca, di cui 191 miliardi di euro finanziati attraverso il Dispositivo per la ripresa e la resilienza.

A livello regionale, si ricorda che la Giunta ha trasmesso in questi giorni all’Assemblea la proposta di documento strategico regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo 2021-2027, che indirizza le scelte dei programmi operativi FSE, FESR, FEASR e FSC, al fine di massimizzare il contributo dei fondi europei e nazionali al superamento della crisi pandemica e rilanciare lo sviluppo del territorio regionale in chiave di sostenibilità.

I lavori di questa XIII Sessione europea si sono, pertanto, sviluppati nel contesto di un quadro articolato e in continuo aggiornamento, che ha concentrato il dibattito principalmente sulle opportunità e la sostenibilità della duplice transizione verde e digitale, anche in relazione all’orizzonte delle risorse economico-finanziarie messe a disposizione dall’Unione europea per sostenere la ripresa economica.

La I Commissione, in qualità di Commissione competente per i rapporti con l’Unione europea, ha dato avvio ai lavori con un’udienza conoscitiva dei portatori di interesse, prevista appunto all’articolo 3 della legge regionale, che si è svolta il 3 marzo. Si ricorda che in questa occasione gli Enti locali, gli stakeholder e i cittadini del territorio emiliano-romagnoli sono chiamati a esprimersi su un programma di lavoro annuale della Commissione europea, con suggerimenti, osservazioni e proposte che vanno ad integrare l’attività istruttoria delle Commissioni assembleari.

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione tra Assemblea legislativa e Ufficio di informazione del Parlamento europeo a Milano, i lavori dell’udienza conoscitiva hanno visto il contributo dei parlamentari europei, gli onorevoli Rosanna Conte, Paolo Borchia ed Elisabetta Gualmini. Tra i principali temi che sono stati trattati e oggetto di riflessione si evidenzia innanzitutto la sostenibilità ambientale. La profondità e l’ampiezza dei lavori pianificati nell’ambito del Green Deal europeo rispecchiano una lettura sistematica della transizione verde e la sua importanza come strategia di crescita.

L’accordo raggiunto il 21 aprile tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla legge europea per il clima ha aperto la strada a un percorso di sviluppo green per ridurre le emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030, che impatterà in modo trasversale su imprese e cittadini. Il dibattito della Commissione si è focalizzato in particolare sui pacchetti pronti per il 55 per cento, che propone di rivedere la legislazione in materia di clima ed energia, per allineare i nuovi obiettivi, mettendo in luce che il traguardo da raggiungere nel 2035, il 100 per cento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, è ambizioso e sfidante. Sarà, pertanto, necessario adoperarsi per rimuovere tutti i vincoli burocratici che fino ad oggi hanno impedito un pieno sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.

A questo proposito, è stato anche posto l’accento sul problema della qualità dell’aria del bacino padano, che, com’è noto, è una delle aree più inquinate d’Europa. Nonostante gli sforzi congiunti di Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, la configurazione geografica e le caratteristiche meteo-climatiche tipiche della Pianura Padana sono tali per cui quest’area è, di fatto, l’unico bacino omogeneo nel quale le PM10 e l’ozono tendono a diffondersi in modo uniforme in condizioni di stabilità atmosferica e ad accumularsi. Inoltre, le quattro regioni sopracitate sono caratterizzate da alta densità abitativa e forte presenza di attività industriali, agricole e produttive in genere.

Tale area assicura più del 50 per cento del PIL nazionale, e può costituire il motore del rilancio economico nell’ottica della reale sostenibilità; sarà necessario prevedere adeguate risorse, cogliendo altresì tutte le opportunità derivanti dalla definizione degli strumenti finanziari della nuova programmazione 2021-2027, al fine di accelerare i risultati in materia di qualità dell’aria e attuare concretamente un modello di sviluppo green, capace di creare nuova ricchezza e nuovi posti di lavoro.

Rispetto alle iniziative per l’attuazione del Piano d’azione per l’economia circolare, è stata evidenziata la necessità di puntare sulla progettazione ecocompatibile e sui prodotti sostenibili, con particolare attenzione ai dispositivi elettronici come telefonini cellulari e computer portatili, e di prevedere incentivi all’uso della materia prima seconda, cioè della materia recuperata e rigenerata, con il fine di renderla appetibile per il mercato.

Con riferimento alle iniziative sulla biodiversità, è stato messo in luce che il tema della sostenibilità in agricoltura rappresenta il quadro fondamentale anche per l’attuazione della strategia Farm to Fork ed è sottolineata l’importanza del Piano d’azione per l’inquinamento zero di aria, acqua e suolo, con un richiamo specifico al problema dello stress idrico causato dai cambiamenti climatici. Rispetto al tema della nuova mobilità sostenibile e intelligente, è stata sottolineata l’importanza, da un lato di accompagnare l’evoluzione tecnologica anche con incentivi che garantiscano a tutti l’accesso alla mobilità elettrica; dall’altro, di continuare a valorizzare le infrastrutture strategiche e le linee ferroviarie che favoriscono i pendolari e l’intermodalità.

È stato inoltre approfondito il tema della ripresa economica, con riferimento alla strategia industriale per l’Europa. In particolare, è stata evidenziata la difficoltà di accesso al credito per le piccole e medie imprese, ed è stata l’occasione per una più ampia riflessione sull’applicazione della regola europea recentemente entrata in vigore sul default bancario, che rischiano di irrigidire i meccanismi di crediti, e costituire un vero problema immediato per le imprese private e per tutta l’economia del nostro Paese, caratterizzata da migliaia di piccole e medie imprese, attività artigianali e commerciali, già messe a dura prova dalle conseguenze della pandemia.

Oltre 450.000 imprese in Emilia-Romagna sono interessate dal provvedimento. Diventa importantissimo agire sia sul fronte della comunicazione e dell’educazione finanziaria per aumentare la consapevolezza degli utenti sulle nuove regole, sia sul fronte dell’applicazione, nel raccomandare gli istituti di credito di svolgere un’attenta e ponderata applicazione delle medesime, facendo una valutazione qualitativa caso per caso.

Con particolare riferimento alla produzione e distribuzione dei vaccini anti Covid-19, è stato evidenziato che nell’attuale fase, fondamentale è trovare la soluzione più adeguata per incrementare, oltre alla ricerca, alla produzione e alla distribuzione dei vaccini anti Covid-19, la cui diffusione e somministrazione dei vaccini può influenzare in modo determinante la ripresa della normalità.

A questo punto è stata anche sottolineata l’importanza che nella definizione degli obiettivi produttivi su cui concentrare le linee di sviluppo nell’ambito della nuova strategia di specializzazione regionale sia riconosciuta di particolare importanza le scienze della vita, l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, la cyber sicurezza.

Il 2021 sarà per l’Emilia-Romagna anche l’occasione per rafforzare il processo di partecipazione alla formazione delle politiche europee, che prevede l’attivazione di consultazioni su alcune iniziative segnalate in esito alla Sessione europea. Le consultazioni coinvolgeranno la rete europea regionale, composta dai firmatari del Patto per il lavoro e per il clima e dell’Unione dei Comuni recentemente avviata.

Le iniziative individuate sono la legge sui dati, iniziativa legislativa che è prevista in uscita nel terzo trimestre del 2021, e la proposta per prevenire e combattere forme specifiche di violenza di genere, anch’essa di carattere legislativo, prevista per il quarto trimestre del 2021.

Queste iniziative sono state segnalate tenendo conto del loro possibile impatto generale e della tempistica di uscita del dibattito svolto nel corso dei lavori della Commissione, dibattito che ha messo in evidenza, nell’ambito della transizione digitale, un particolare interesse per il tema dell’uso dei dati, con riferimento alla protezione dei dati personali sanitari, nell’ambito delle iniziative per la tutela dei diritti sociali e l’interesse per iniziative volte a prevenire e combattere forme specifiche di violenza di genere, per diffondere la cultura dell’integrazione e della non discriminazione.

Questi sono quindi i principali argomenti della relazione approvata dalla I Commissione Bilancio, Affari Generali Istituzionali, sulla base della quale è stata formulata la proposta di risoluzione, oggetto 3328, che contiene gli indirizzi alla Giunta e gli impegni dell’Assemblea legislativa che guideranno l’azione della Regione Emilia-Romagna nei prossimi mesi, con riferimento alle politiche europee, sulla quale oggi è chiamata ad esprimersi l’aula.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Pompignoli.

A questo punto apriamo ai Gruppi assembleari. Consigliere Sabattini, prego.

 

SABATTINI: Buongiorno. Grazie, presidente.

Ringrazio il presidente Bonaccini, il dottor Gaudina e il presidente Pompignoli per la relazione e per la gestione della Sessione europea in Commissione I.

L’Unione europea alla prova della pandemia ha evidenziato le sue punte di eccellenza e le sue debolezze. Il percorso della Sessione europea quest’anno assume pertanto un’importanza ancora maggiore, poiché si inserisce in una fase caratterizzata dalla necessità di cogliere la ripartenza post pandemica.

Abbiamo tutti ben presente l’aumento delle disuguaglianze sociali ed economiche che la pandemia ha provocato, così come forte è l’accelerazione di fenomeni già in corso prima dell’evento pandemico, che generano tensioni sociali e che richiedono un’efficacia e una velocità di risposta del sistema continentale, per ribadire e innovare un’idea apparentemente scontata, ma mai data una volta per tutte, ovvero che la democrazia e il sistema della tutela dei diritti e le libertà individuali sono ancora la miglior risposta per garantire la pace, la miglior qualità della vita economica e sociale, la tutela della sicurezza dagli shock globali che si possono verificare.

Da un anno a questa parte abbiamo percepito davvero in maniera decisa la volontà della maggior parte dei Paesi membri dell’Unione europea di imboccare una strada diversa, una strada di maggiore solidarietà, di maggiore coesione sociale da un lato e una scelta decisa a tutela dell’ambiente dall’altro.

Da un anno a questa parte abbiamo visto l’Europa compiere un salto di qualità e mettere in campo quei ragionamenti di sistema che aspettavamo da tempo. Abbiamo visto la Commissione europea farsi parte attiva per coordinare le azioni dei vari Stati membri, per dare risposte concrete alla crisi sanitaria più drammatica che i nostri tempi abbiano mai dovuto affrontare.

Non dobbiamo dimenticarci, ovviamente, che questa cosa è avvenuta non senza inciampi. Dobbiamo riconoscerlo. Abbiamo visto, però, porre le basi per un’Unione europea cooperante, solidale e coesa. In quest’ottica emblematica è l’approvazione della general escape clause con cui è stato sospeso il Patto di stabilità e crescita per consentire agli Stati membri di combattere con più forza la battaglia contro il Covid.

Abbiamo visto altre scelte strategiche impensate in precedenza, che si sono concretizzate in piani e programmi di sostegno agli Stati, come il programma SURE, il Piano straordinario di investimenti, il Next Generation EU, per rilanciare l’economia degli Stati in un’ottica più sostenibile e attenuare l’impatto della pandemia.

La Sessione europea è un momento clou della nostra attività annuale, che ci permette di fare il punto sulle scelte politiche che l’Europa sta prendendo, di verificare e adeguare il nostro sistema normativo dando l’applicazione delle norme vigenti e contemporaneamente di inviare proposte che riteniamo cruciali e partecipare così al procedimento di formazione del diritto europeo.

Nella Sessione europea la nostra Regione diventa protagonista nella costruzione di un equilibrio e di un ponte importante fra l’Europa globale e i territori locali. Dentro ogni proposta che viene portata in Europa, l’Emilia-Romagna porta con sé il suo territorio, la sua cultura, la sua esperienza anche grazie alla messa in pratica di modalità di partecipazione dei territori che per questa Regione non è mai stato un percorso formale.

La crisi pandemica in questi 15 mesi ha visto la Commissione europea porre alla base dello sviluppo dell’Unione, come mai in precedenza, il tema della salute, con l’obiettivo di unire i punti di forza degli Stati membri per superare le debolezze individuali e migliorare la protezione, la prevenzione, la preparazione e la risposta nei confronti dei rischi della salute umana a livello europeo.

La salute, pertanto, in queste sue sfaccettature e implicazioni è uno dei temi centrali di questa Sessione europea. Non mi addentrerò su questo tema perché lo farà in modo più approfondito e competente la collega Montalti, che ringrazio. Mi preme solo citare due aspetti strategici. Il primo è emerso potentemente con la pandemia, è il sistema dell’accessibilità alle cure. La diffusione del Covid-19 ha fatto emergere le pesanti contraddizioni di un modello in cui la sanità pubblica nel suo complesso e la medicina territoriale, in particolare, hanno subito negli anni tagli considerevoli. Alcuni modelli regionali di sanità hanno dimostrato particolarmente la loro debolezza.

In Emilia-Romagna la sanità pubblica è il sistema che negli anni ha mantenuto quanto più possibile una diffusione capillare sul territorio, ha aiutato a combattere la battaglia contro il virus, ma anche qui abbiamo compreso con maggior chiarezza quale sia la strada da percorrere e la necessità di potenziare ancora di più la medicina territoriale.

Se l’Europa ha fatto propria l’importanza di una sanità pubblica diffusa nei territori, accessibile a tutti, con centri di ricerca che si coordinano e collaborano tra di loro nello scambio di buone pratiche, l’Italia ha compreso la necessità di ridare al proprio sistema sanitario per fare in modo che sia in grado di affrontare le sfide del futuro.

Porre al centro il tema della salute significa anche rivedere la concezione di sviluppo economico che ci ha guidato per tanti anni: sviluppare modelli di crescita economica sostenibile, dare priorità al tema della tutela ambientale per proteggere le vite umane, così come declinate nello strumento generale del Green Deal europeo e così come la nostra Regione si è presa l’impegno concreto di portare avanti attraverso il Patto per il lavoro e per il clima. La tutela della salute passa necessariamente dalla tutela dell’ambiente.

Tra le nuove iniziative che abbiamo trattato in questa Sessione europea, mi preme di sottolineare alcune azioni specifiche per quanto riguarda i primi quattro obiettivi relativi alla transizione ecologica, in primis il pacchetto pronto per il 55 per cento. Sottolineo qui l’attività che abbiamo fatto anche presentando un emendamento e sottolineando quanto è importante anche il nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta delle misure per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano.

Secondariamente vorrei citare il pacchetto sull’economia circolare, nel quale si evidenzia l’importanza della riprogettazione in senso più ecocompatibile e funzionale alla diminuzione dell’utilizzo di nuova materia e ad aumentare, appunto, il recupero. Questo pacchetto di norme esprime una rilevanza strategica per un territorio altamente produttivo come il nostro. Sono necessari princìpi comuni e nuove tecnologie per generare trasformazione di intere filiere produttive, orientate sempre di più al recupero, oltre che alla politica comunitaria che si occupi dell’approvvigionamento delle materie prime, elemento che già in questi mesi è centrale e che diventerà fattore competitivo fondamentale per il settore produttivo.

Una citazione non può che essere fatta anche per il pacchetto sulla biodiversità e l’ambiente privo di sostanze tossiche. Prima di tutto, la strategia Farm to Fork, attraverso la quale promuovere un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente e ridurre l’impatto negativo dell’agricoltura e dell’allevamento nell’ambiente e nella salute. L’agricoltura è sostenibile e di qualità per prodotti di qualità, che non possono assolutamente pagare – qui ci tengo a sottolinearlo – una disinformazione sugli stessi che possono danneggiarli nel mercato continentale.

Il tema della sostenibilità ambientale, insomma, è di fatto il fattore più distintivo e qualificante di ogni produzione e di ogni servizio, ma anche delle principali scelte politiche a tutti i livelli. Che si tratti di produzione di servizi e di politica, l’importante è stabilire metodi standard e parametri chiari per poter valutare con obiettività per la tutela del consumatore, degli attori economici e dei cittadini, per evitare fenomeni di greenwashing, che oggi impatta il mondo della produzione, dei beni e dei servizi in quanto fattore di competizione sleale tra aziende e non tutela, appunto, i consumatori. Le grandi trasformazioni hanno bisogno di uno sguardo lungo, che abbia la capacità, però, di leggere la realtà e il coraggio di compiere anche errori per correggerli, senza rimanere imprigionati nelle sole mode del momento.

Un altro tema centrale è sicuramente la transizione digitale, che non è, ovviamente, un fatto esclusivamente tecnologico – lo sappiamo bene – ma è una trasformazione con un forte peso sociale, che condiziona fortemente il lavoro, la scuola, l’accessibilità, la conoscenza, la qualità dei servizi. Il valore aggiunto che la digitalizzazione porta con sé sta trasformando tanti modelli di business. Succede, però, che questo processo mette sempre più spesso il lavoro al servizio della macchina, e non viceversa. Per affrontare questi temi, come le condizioni di lavoro futuro, serve una risposta che non può essere che di livello europeo. Qui assume ancora più importanza il lavoro che stiamo facendo di programmazione con il Patto per il lavoro e per il clima della strategia S3.

Mi avvio a concludere, non senza una sottolineatura, come diceva il collega Pompignoli, sul lavoro che anche con la I Commissione abbiamo deciso di fare su un tema centrale come quello del default bancario, che ha visto proprio una nostra iniziativa, un percorso importante di dibattito e di ascolto con i diversi stakeholder: le associazioni bancarie, datoriali, dei sindacati e dei consumatori. Un percorso utile a cui abbiamo voluto dare evidenza, all’interno della risoluzione presentata dal collega, che affronteremo anche con un ordine del giorno legato alla legge comunitaria.

La nuova definizione di default bancario nata appunto in questo contesto, è un esempio di una normativa nata in un contesto completamente diverso da quello attuale, che applicato oggi rischia di mettere in ulteriore difficoltà soprattutto quei cittadini e quelle piccole e medie imprese che hanno già particolarmente sofferto durante la pandemia.

Cogliere le opportunità della ripartenza dobbiamo consentirlo ovviamente a tutti. Un Paese come l’Italia, con un grande utilizzo di capitale di terzi, in un sistema imprenditoriale fatto di piccole e piccolissime imprese, associato ad un’educazione finanziaria non diffusa, può avere un effetto, con questa normativa, molto preoccupante sul sistema delle famiglie e delle imprese. Un tema, quello del credito e della sua possibile contrazione, che non può non avere una giusta attenzione da parte dell’Istituzione continentale, dell’Istituzione nazionale, con relative azioni conseguenti.

Mi avvio appunto alla conclusione, non prima di aver ringraziato, ovviamente, i dipendenti della I Commissione, i colleghi, e in particolare, fatemelo citare, anche il collega Bargi, con il quale abbiamo lavorato, credo, in modo puntuale per migliorare il testo della risoluzione.

La condivisione degli obiettivi e l’individuazione della meta finale da raggiungere sono sicuramente elementi basilari delle scelte politiche nazionali ed europee, ma il ruolo delle Istituzioni nazionali e territoriali non può e non deve fermarsi alla condivisione degli obiettivi. Le Istituzioni nazionali, regionali, e più complessivamente territoriali, devono definire con lucidità quale strada percorrere assieme per raggiungere quegli obiettivi, e devono presidiare quella strada lungo tutto il tempo, perché queste scelte, senza un protagonismo territoriale, rischiano di tralasciare l’opportunità o escludere territori, avvantaggiandone altri, condizionandone lo sviluppo, la ricerca, la trasformazione per gli anni a venire. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliere Sabattini.

Consigliera Piccinini, prego.

 

PICCININI: Grazie, presidente. Saluto il dottor Gaudina e ringrazio il collega presidente della I Commissione Pompignoli.

Si è svolto pochi giorni fa il Vertice sociale di Porto, organizzato dalla Presidenza di turno portoghese del Consiglio dell’Unione europea, con l’obiettivo di definire l’agenda politica sociale europea per il prossimo decennio. Gli esiti di questo incontro testimoniano la consapevolezza di dovere rafforzare l’adesione ad un approccio comune e condiviso a livello europeo, e, soprattutto, la convinzione di dover individuare obiettivi che siano sfidanti e perseguirli con coerenza e decisione, obiettivi che insistono sul valore anche dell’inclusività.

Parto da queste considerazioni non solo perché il Vertice sociale di Porto è l’evento più recente organizzato dalle Istituzioni europee, ma anche perché conferma, relativamente all’ambito delle politiche sociali e del lavoro, un approccio che ha connotato gli ultimi anni dell’Europa, anni che sono stati segnati dalla crisi determinata dalla pandemia, dall’esigenza di fornire risposte valide per l’immediato e per il futuro, ma, oltre a questo, dalla consapevolezza che anche nell’Unione siamo di fronte ad un bivio.

Un bivio che prevede due strade, quella della conservazione e quella dell’innovazione, quella della chiusura dentro i confini nazionali, nella ricerca di una sovranità che chiude gli occhi davanti a ogni esterno, a ogni diversità, a ogni cambiamento, o quella dell’innovazione, che significa innanzitutto cercare risposte comuni, non temere, anzi promuovere l’inclusione e la coesione, assicurare un valore centrale alla sostenibilità delle scelte in campo economico, sostenibilità ambientale e sociale.

Possiamo dire che forse la crisi generata dalla pandemia, prodottasi in un momento in cui le Istituzioni europee e la stessa idea di Europa e di Unione era messa in discussione alla radice, anche – lo dobbiamo riconoscere – per le prove deludenti di cui non di rado si sono dimostrate capaci, ha prodotto una consapevolezza analoga a quella che contrassegnò proprio il periodo fondativo del processo di unificazione nel dopoguerra, un periodo nel quale non a caso ricostruzione postbellica, integrazione europea e creazione di ciò che chiamo Welfare State si sono sviluppati contestualmente.

Oggi viviamo in un contesto analogo, un contesto nel quale l’Europa può riacquisire centralità se rialza la testa, se lo fa come ha cercato di fare con l’adesione del suo Recovery Plan, che è frutto (lo voglio ricordare) anche dell’impegno da protagonista del nostro Paese, dopo molti anni in posizioni più opache e remissive. Un risultato che dobbiamo in primo luogo anche all’impegno di Giuseppe Conte allora presidente del Consiglio, come ha fatto con il processo del Green Deal europeo e per la legge europea sul clima, come può fare ora rispetto ai temi sociali affrontati nel vertice di Porto.

Quindi, in nome dell’adesione ad un’idea di Europa che poggia sui valori etici, sociali, politici, sul riconoscimento di diritti faticosamente acquisiti e che consideriamo universali, sul valore della partecipazione, proprio in nome di questa idea di Europa, credo che dobbiamo avere oggi il coraggio indispensabile a questo momento. Lo dobbiamo fare qui in Emilia-Romagna per il ruolo che abbiamo nel contesto europeo, per la responsabilità cui non possiamo sottrarci in ragione del nostro peso economico, sociale, politico, del ruolo delle nostre università e delle nostre imprese.

Lo dico pensando a una possibile interpretazione riduttiva, timorosa e conservatrice della strada che viene indicata dall’Unione. Gli obiettivi ambientali, penso a quelli sulle missioni e sulla decarbonizzazione, individuati dall’Unione europea, come quelli sul lavoro, la formazione continua e il tasso di occupazione delineati nel summit di Porto richiedono semplicemente di essere perseguiti e di farlo con decisione.

La transizione ecologica, per esempio, impone sicuramente cambiamenti e un’agenda di progressività, ma non può passare attraverso scelte al ribasso o ad operazioni che abbiano paura di toccare temi come quello della rinunzia al fossile o agli allevamenti intensivi.

Il Movimento 5 Stelle si è mosso, unitamente ad altri grandi Gruppi politici nel Parlamento europeo, lungo la strada che ha portato alla Presidenza della Von Der Leyen, al Green Deal, al Recovery Plan, operazioni che hanno richiesto innovazione e coraggio, capacità di mettersi in discussione e, soprattutto, di pensare al futuro, a quello di tutti e non solo al proprio. Penso che noi qui oggi non dovremmo essere da meno, evitando quindi di arrivare ad atti che possano rappresentare un arretramento rispetto alla strada della transizione ecologica e dell’inclusività indicata dal Parlamento e dalla Commissione europea. Grazie.

 

PRESIDENTE (Petitti): Grazie, consigliera Piccinini.

Consigliere Bargi, prego.

 

BARGI: Grazie, presidente. Buongiorno.

Siamo arrivati al momento culmine di questa fase di dialogo, fase in cui la nostra Regione dialoga con l’Unione europea, nella Sessione che annualmente ci vede coinvolti. Ovviamente, i temi in un momento storico come questo sono tanti ed è difficile condensare un dibattito di questo tipo in un intervento di soli dieci minuti. Mi si perdonerà se andrò veloce e darò per assodato il contenuto, do per letto il materiale fornito, a partire dal programma di lavoro della Commissione europea a quello che è, invece, il rapporto conoscitivo della nostra Giunta regionale.

Tanto credo che ci troviamo di fronte a un momento storico, in cui veniamo posti davanti a due grandi emergenze. Una ce la trasciniamo dietro da circa vent’anni ed è una crisi strutturale, economica che il nostro Paese fatica a superare e l’ha spiegata molto bene nel suo intervento in premessa al Piano nazionale di ripresa e resilienza il presidente del Consiglio Mario Draghi.

Nella sua premessa ha illustrato alcuni dati macro-economici molto importanti e significativi per il nostro Paese all’interno del contesto europeo e, guarda caso, ha preso proprio un riferimento ventennale, ovvero da quando il nostro Paese entra nella moneta unica.

I dati che cita il Premier nella sua premessa sono l’aumento del PIL negli anni 1999-2019, cresciuto in Italia del 7,9 per cento. Qualcuno potrebbe anche dire che non è andata male, ma se lo confrontiamo con Germania, Francia e Spagna, quindi non solo il binomio franco-tedesco, vediamo un aumento rispettivamente del 30,2, del 32,4 e del 43,6 per cento. Quindi, si parla di ben altri numeri per Paesi che hanno evidentemente tratto maggiori benefici, rispetto al nostro, dal contesto europeo nel quale ci troviamo e dai Regolamenti ai quali ci siamo assoggettati.

Se a questo uniamo un altro dato molto importante, ovvero quello dell’aumento delle persone sotto la soglia di povertà, prendendo in questo caso gli anni dal 2005 al 2019 come riferimento, ci viene mostrato come in Italia si passi dal 3,3 per cento del 2005 al 7,7 per cento del 2019, per ritoccare quota 9,4 per cento nel 2020, dimostrando una difficoltà di far fronte all’impoverimento costante della nostra popolazione da parte delle nostre politiche nazionali e di conseguenza anche regionali.

Ma del resto, nel rapporto conoscitivo stesso si citano gli obiettivi della Strategia 2020, la strategia europea appena conclusa. In particolare cito, legandolo a questo tema, l’obiettivo 20 milioni di persone in meno a rischio povertà, un obiettivo mancato dall’Europa chiaramente con la giustificazione della crisi finanziaria del 2008 che si è protratta fino al 2019. Però io credo che quella crisi, esplosa oltreoceano e arrivata da noi per via dei collegamenti dell’economia finanziaria, che evidentemente domina i nostri mercati, ha messo in luce proprio quelle criticità strutturali di un sistema macroeconomico che evidentemente fatica a reggere, a tenere il passo, soprattutto di fronte alle riprese dopo una crisi, perché gli altri Paesi hanno saputo rispondere molto meglio, quelli fuori dall’Unione europea, molto meglio di noi. Però, proprio in questo contesto, in questo obiettivo di raggiungere il sotto quota 20 milioni di persone in meno a rischio povertà, l’Europa manca l’obiettivo, ma comunque generalmente il dato aggregato europeo vede un calo di 9,8 milioni di unità, quindi quasi comunque il 50 per cento dell’obiettivo. Peccato che l’Italia vede un aumento di 306.000 unità, quindi anche in questo caso mettendosi in una situazione non proprio rosea per il nostro Paese.

Questa è una crisi strutturale, che mostra le criticità di un sistema che in tanti negli anni hanno cercato di evidenziare, e sono stati definiti euroscettici, erano critici, brutti e cattivi, quello che volete, però di fatto trovano oggi un nuovo supporto, mi pare, un po’ convertito lungo la via di Damasco, anche nel premier Mario Draghi.

L’altro tema, invece, è la crisi cogente, la crisi economica derivante dalle misure di contenimento del Covid-19, che invece ha impattato pesantemente, in questo anno, anno e mezzo, sulla nostra economia. I settori più colpiti li ricordava anche il presidente Bonaccini questa mattina nel suo intervento, quindi è inutile ritornarci sopra. Il quadro è chiaro per tutti. Però, di fronte a queste due tipologie di crisi che noi stiamo vivendo ci sono delle risposte che arrivano dall’Unione europea. Si è parlato di pioggia di soldi, si è parlato di “bazooka”, si è parlato con terminologie quasi neanche stessimo generando moneta, in realtà noi oggi stiamo adottando strumenti, e l’enfasi sia dell’Unione europea che della nostra Regione è molto forte sulla transizione digitale e green, che, per carità, sicuramente nei loro contenuti penso trovino l’unanime accoglimento come strategie da parte di chiunque, però se devo fare una valutazione macroeconomica faccio fatica a vedere in questi due filoni la capacità di dare una risposta in termini di crescita di PIL, proprio quello di cui parlavo in apertura, in tempi rapidi. Ergo, difficilmente sapranno dare una risposta alla crisi economica odierna, difficilmente sapranno dare una risposta a quei settori colpiti che venivano citati questa mattina nell’intervento del presidente Bonaccini.

Quindi, di fronte a queste due crisi, si sta adottando uno strumento, ovvero quello di fare debito comune, quindi alla faccia di quelli che dicevano che fare debito pubblico per le future generazioni… È quello che stiamo facendo con il Recovery, in tutti i suoi aspetti, anche nei cosiddetti “grants”, nel fondo perduto, perché di fatto creiamo nuove tasse europee, tra cui quella sul carbonio al confine, che si trasformerà fondamentalmente in dazi, quindi potrebbe avere anche ricadute pesanti nei rapporti con altri Paesi, soprattutto per quanto riguarda l’import, e un aggravio dei costi, che vanno a ricadere sempre sul consumatore finale, quindi sul cittadino.

Di fatto, quindi, noi andiamo a fare debito, non lo facciamo per fare una strategia nazionale che sia mirata ai bisogni del nostro Paese, ma lo facciamo a livello comunitario, seguendo due tracce che a nostro avviso avranno un ritorno sulla nostra economia, se ce lo avranno positivo, che se va bene, vedremo, non so dire neanche io fra quanti anni, perché nessuno ha fatto… Evidentemente, abbiamo scarsità di laureati in econometria, per poter fare il calcolo del moltiplicatore economico di questi due grandi canali, ma sicuramente non dà risposta a questa crisi. Potrebbe darne alla crisi strutturale, ma difficilmente lo farà, se poi, dietro le raccomandazioni… È già finito il semestre europeo, ma a gennaio, quando la Commissione europea prende in carico i bilanci degli Stati membri, dà le sue raccomandazioni e applica i suoi meccanismi di controllo, i suoi meccanismi di allerta rispetto ai disallineamenti macroeconomici, l’Unione dà delle raccomandazioni ai Paesi. Lo sappiamo, lo leggiamo tutti gli anni; per l’Italia si parla di misure prudenti a medio termine, già a partire dal 2023; già si parla di ritornare ad applicare il Patto di stabilità, che dovrà prima o poi essere riattivato.

Oggi godiamo di questo beneficio, per carità, positivo, ma è dietro l’angolo la sua riattivazione, il ritorno alla convergenza verso i parametri di Maastricht. Sono schemi che abbiamo già approvato, e che questa stessa Amministrazione regionale, con nostra somma ma gradita sorpresa, in apertura di questa legislatura definì un errore. L’austerità è una ricetta, se non ricordo male le parole del presidente, che non ci porta fuori dalle situazioni di crisi. È ampiamente dimostrato, lo dice anche il Fondo monetario internazionale, non lo dico io.

Di fronte a questi strumenti così di lungo termine, di così difficile misurazione nell’immediato, noi abbiamo anche l’ombra dell’austerità, pronta a tornare, che potrebbe renderci difficile valorizzare questi strumenti.

Abbiamo anche il tema di nuovo slancio per la democrazia – vedo che il tempo è finito, chiedo se ci concede quel minuto in più che si è preso anche il collega Sabattini, così vado in chiusura –, il nuovo slancio per la democrazia europea, dove si parla di nuovi euro reati legati alle forme d’odio. Questo è un tema che meriterebbe un capitolo a parte (probabilmente i miei colleghi che interverranno dopo entreranno più nel dettaglio), ma chi è che definisce cosa è odio? Perché questo è il vero tema, secondo me, che sta in cima a questi tipi di ragionamenti, ed è una questione di principio, perché è come delegare a qualcuno... tra l’altro, l’Unione europea ha sottoposto ad altri Paesi, ma può capitare anche a noi, vi diamo i soldi solo se voi approvate determinati progetti di riforme in un senso ben preciso, mascherate da diritti civili, ma che vanno poi a propendere verso ideologie ben precise.

Attenzione, perché questa è una forma intanto antidemocratica rispetto ai contenuti, ma che tenderà a creare forti tensioni sociali, perché laddove è giusto riconoscere la parità di diritti, andare oltre, quasi a riconoscere che qualcuno dovrebbe vergognarsi e qualcun altro ha il diritto di poter avere di più, attenzione, perché crea poi una sorta di minoranza nella maggioranza, e questo sarebbe qualcosa di molto grave.

Di fronte a questo schema noi abbiamo fatto alcune proposte (vado velocissimo) a chiusura di emendamenti, molti sono passati, hanno trovato accoglimento anche grazie alla collaborazione con la maggioranza, alcuni li abbiamo anche riscritto insieme (guardo il collega Sabattini, che con me ha condiviso buona parte di questo lavoro e che ringrazio), ci sono alcune tematiche, vediamo il terziario, vediamo il tema della crisi finanziaria che si potrebbe creare, perché abbiamo fatto indebitare le aziende per uscire da questa crisi, e che potrebbe scaricarsi tanto sulle banche quanto sullo Stato, perché abbiamo usato garanzie pubbliche, è un tema fondamentale che abbiamo voluto inserire, quindi più flessibilità nel rientro di quei mutui, per evitare un contraccolpo che potrebbe esserci.

Temi importanti che abbiamo inserito in questa risoluzione e che sicuramente ci permettono di dare un giudizio tutto sommato, visto anche sul contenuto, in parte critico, in parte propositivo, migliore rispetto a quello di partenza, su temi che sono secondo noi molto importanti.

Io mi fermo qui, perché vedo di essere andato troppo avanti, ma purtroppo su questi temi è difficile essere brevi.

Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE RAINIERI

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola la consigliera Montalti.

 

MONTALTI: Celebriamo la nostra Sessione europea 2021 proprio nella settimana in cui viene lanciata la conferenza sul futuro dell’Europa, una concomitanza che assume un significato rilevante, alla luce dell’impegno della Regione Emilia-Romagna sul fronte delle politiche europee e della cittadinanza europea.

L’Emilia-Romagna, infatti, non da oggi ha assunto e vive pienamente il suo ruolo di Regione europea nelle scelte quotidiane, nella partecipazione attiva alla vita delle Istituzioni europee, nell’essere protagonista delle strategie europee dalla loro elaborazione sino alla fase di realizzazione, contribuendo attivamente e anche criticando, quando serve. Oggi qui riuniti come Assemblea legislativa, rinnoviamo questo nostro impegno e questa nostra partecipazione in una fase in cui l’Unione europea rilancia la sua azione, a partire dal programma Next Generation EU e dalle politiche messe in campo per la ripresa dell’economia europea.

Allo stesso tempo l’Europa si apre alla riflessione sul suo futuro a distanza di 71 anni dalla Dichiarazione di Schuman e a più di 10 anni dall’ultima riforma, con il Trattato di Lisbona. Negli ultimi 15 anni l’Europa si è ritrovata ad affrontare enormi sfide interne e globali. La crisi economica del 2008, la crisi del debito sovrano del 2010, la crisi minatoria nel 2015, la Brexit nel 2016, la crisi climatica e la pandemia globale. Ogni singola crisi e ogni singolo evento citato hanno avuto impatti fortissimi sui cittadini, sulle imprese, sulla Regione, sui territori. Le risposte europee non sono sempre state quelle che ci saremmo aspettati. In anni passati abbiamo avuto modo di condividere questa riflessione anche in questa Assemblea. Di fronte alla pandemia e alla crisi sanitaria, sociale ed economica ad essa correlata l’Europa ha mostrato un nuovo volto più solidale e più propenso ad affrontare insieme le crisi e le sfide. Spesso in Emilia-Romagna abbiamo invocato un impegno per un’Europa che fosse più simile ai propri cittadini, più vicina ai loro bisogni, pronta a costruire un futuro comune, mettendo in campo risorse, competenze e strumenti per una ripresa economica sostenibile e resiliente, lavorando sulla dimensione della coesione sociale.

Il grande programma di rilancio dell’Europa, Next Generation EU, finanziato per la prima volta con un debito comune europeo, e il nuovo quadro finanziario pluriennale 2020-2027, che permetteranno, lo voglio ricordare anche se è già stato detto, al nostro Paese di ricevere e investire quasi 300 miliardi di euro nei prossimi anni, considerando le risorse destinate al Piano nazionale di ripresa e resilienza e la nuova programmazione dei fondi europei, così come la Conferenza sul futuro dell’Europa, il Green Deal Europeo, il rilancio del pilastro sociale europeo, l’Europa della salute, sono le nuove fondamenta di questa Unione europea che si sta trasformando.

Il nostro auspicio è che questo percorso la porti ad essere sempre più vicina ai cittadini e ai territori, traducendosi in risposta ai bisogni, opportunità, lavoro. In Emilia-Romagna sappiamo bene che non si vive di solo auspicio e di attese. Sappiamo che si deve essere il cambiamento che si vuole vedere realizzato. Per questo la Sessione europea, che ogni anno celebriamo, deve essere sempre meno un rito e sempre più occasione di partecipazione e di elaborazione politica reale e concreta per contribuire a una nuova stagione europea, per preparare la nostra Regione ad essere protagonista, avendo la capacità sia di anticipare e di intervenire sulle possibili criticità, sia di cogliere tutte le opportunità per l’economia e la società emiliano-romagnola.

Qui colgo anche l’occasione per lanciare un appello ai colleghi consiglieri come consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza con delega alla Sessione europea, sottolineando l’importanza dei contributi che ciascuno di noi può dare per migliorare la Sessione europea e rendere l’iter in Assemblea e gli approfondimenti ancora più proficui, per rendere la Sessione europea ancora più viva e vicina.

Il confronto portato avanti nelle ultime settimane all’interno delle Commissioni è stato franco, proficuo e i contributi dei Gruppi assembleari di maggioranza e di opposizione denotano un impegno ed un approfondimento importante e trasversale. Doverosi sono i ringraziamenti al dottor Ricciardelli, a tutto il servizio legislativo della Giunta, alle dottoresse Lara Cirielli ed Elisabetta Lucertini dell’Assemblea legislativa per come ci hanno accompagnato nel percorso con grande competenza, profondità e disponibilità.

Entrando nel merito della proposta di risoluzione che oggi voteremo, vorrei citare alcune delle politiche su cui si è concentrato il nostro dibattito e che saranno sicuramente centrali nei prossimi mesi e nei prossimi anni per le strategie europee e dunque anche per l’Emilia-Romagna.

Il pacchetto Pronti per il 55 per cento. Una delle azioni previste all’interno del Green Deal è la revisione della legislazione in materia di clima ed energia per allinearla all’obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 55 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Il nuovo Patto per il lavoro e per il clima dell’Emilia-Romagna ha, tra gli obiettivi strategici, la neutralità carbonica prima del 2050, in linea con la strategia europea, e il passaggio al 100 per cento di energie rinnovabili entro il 2035. Il pacchetto Pronti per il 55 per cento, insieme al quadro di risorse e strumenti inseriti nella nuova programmazione dei fondi europei e nel PNRR, potranno sostenere il raggiungimento dei nostri obiettivi regionali.

Tra i vari aspetti affrontati, riteniamo che fondamentale sarà il lavoro, anche anticipato dal Ministro della transizione ecologica Cingolani, di semplificazione e rimozione dei troppi vincoli burocratici che, sino ad ora, hanno impedito un pieno sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Sarà inoltre determinante l’adozione di meccanismi incentivanti. La svolta verde, uno dei motori di sviluppo e di rilancio dell’economia nel post-pandemia, dovrà essere anche associata alla neutralità tecnologica, evitando che posizioni dogmatiche si ripercuotano negativamente sul tessuto economico e imprenditoriale del Paese.

Nella risoluzione che oggi discutiamo un grande spazio è dedicato alla nuova Strategia europea sull’economia circolare. Sicuramente è una delle politiche più interessanti per lo sviluppo dell’economia regionale in chiave green e per la creazione di nuovi posti di lavoro. La Commissione europea punterà su iniziative a sostegno della progettazione ecocompatibile e della produzione di prodotti sostenibili, dando priorità alla riduzione e al riutilizzo dei materiali e al loro riciclaggio.

Vogliamo evidenziare come, per garantire un reale sviluppo dell’economia circolare, sia fondamentale prevedere un incentivo all’uso della materia prima seconda, cioè della materia recuperate e rigenerata, e rendere quest’ultima conveniente. Anche su questo fronte la semplificazione e la maggiore chiarezza e coerenza delle norme risulta uno degli aspetti cruciali per far decollare davvero la circolarità.

La nostra Regione è leader a livello mondiale per il settore del packaging, sia in termini di produzione di imballaggi sia in termini di produzione di macchinari per realizzarli. La presenza di intere filiere, come quella dell’agrifood o anche quella del made in Italy, in particolare del fashion, rappresenta un valore unico dal punto di vista delle potenzialità rispetto all’economia circolare, che significa innovazione di prodotto e di ciclo produttivo, ricerca su nuovi materiali, circolarità anche nel senso di riduzione ed efficientamento dei consumi di energia e di materiali.

Molte realtà produttive emiliano-romagnole si stanno già muovendo in questa direzione, investendo in una visione green che, i numeri ce lo dimostrano, sempre più porta valore ed è proprio con le lenti dell’opportunità che va visto e accompagnato questo cambiamento, mettendo a disposizione del sistema produttivo emiliano-romagnolo risorse, competenze, il sistema dell’università e della ricerca.

Economia circolare significa anche virtuosa gestione del rifiuto. Abbiamo già avviato nella Commissione ambiente una riflessione sulle linee strategiche del nuovo Piano regionale dei rifiuti ed è tempo di investire su una nuova visione, più ampia e di lungo respiro, che porti valore e soprattutto porti il lavoro.

Sempre ripercorrendo le riflessioni fatte durante l’iter della Sessione europea, uno dei temi su cui ci siamo espressi, perché strategico per la nostra Regione, è quello della qualità dell’aria nel bacino padano. Anche recentemente l’Assemblea legislativa ha approvato una risoluzione sul tema, proprio per evidenziare come sia fondamentale un intervento di sistema a livello nazionale ed europeo, che sostenga le Regioni interessate.

Nonostante gli interventi attuati in questi anni in Emilia-Romagna e anche l’aver ottenuto risultati positivi su molti degli aspetti che incidono sull’inquinamento dell’aria, c’è bisogno di maggiori investimenti, che riguardino non solo le scelte quotidiane dei cittadini, come la mobilità e il riscaldamento, ma anche i settori economici. Va evidenziato come il sistema economico delle quattro Regioni del bacino padano assicuri più del 50 per cento del PIL nazionale.

In questo senso, investimenti fatti sul fronte della transizione green possono contribuire davvero in maniera profonda ed essere un motore del rilancio economico a livello nazionale. Questo, nell’ottica della reale sostenibilità e di una buona qualità dell’aria. All’Europa, dunque, chiediamo di non lasciarci soli, ma di starci affianco, anche con strumenti di finanziamento dedicati, magari vincolati agli accordi programmatici elaborati dalle Regioni, come il nostro Piano Aria Integrato, in modo da poter collegare le risorse alle azioni e agli impegni dei territori. Un’ultima riflessione la dedico ad uno dei temi centrali, come anche rilevato dall’intervento del nostro presidente Bonaccini e dall’intervento di Massimo Gaudina, ovvero le politiche collegate alla sanità e al biomedicale. Ciò che la pandemia ci insegna è quanto sia fondamentale mettere in campo più politiche comuni sul versante della sanità e della ricerca in campo biomedico.

Per questo, guardando al futuro, sarà decisivo il lavoro sul fronte dell’Europa della salute, con la costituzione di un’Agenzia europea per la ricerca e lo sviluppo avanzato in campo biomedico, allo scopo di rafforzare la capacità dell’Unione europea di far fronte alle future emergenze e minacce, e ovviamente per renderci indipendenti rispetto alla catena di approvvigionamento, in particolare per quello che riguarda i prodotti farmaceutici.

La Regione Emilia-Romagna è sede di uno dei più grandi distretti biomedicali d’Europa. Possiamo quindi giocare in questo nuovo scenario, un ruolo di capofila, anche aprendo nuovi ambiti di investimento, come quello relativo al rapporto tra sanità e digitale.

Chiudo mettendo l’accento su una novità importante in termini di partecipazione, perché la Sessione europea è prima di tutto partecipazione: ovvero, l’avvio della Rete europea regionale, convocata per la prima volta il 15 febbraio 2021, e che verrà coinvolta nella fase ascendente del processo di formazione delle politiche, contribuendo alla definizione della posizione della Regione Emilia-Romagna su iniziative ed atti europei.

Anche questo è un segno concreto della forte volontà di coinvolgere sempre di più tutta la comunità emiliano-romagnola in questa nuova fase europea.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola il consigliere Tagliaferri.

 

TAGLIAFERRI: Buongiorno, presidente. Mi sentite?

 

PRESIDENTE (Rainieri): Buongiorno. Sì, benissimo. Prego.

 

TAGLIAFERRI: Grazie.

Presidente, colleghi, oggi, con una discussione alquanto mediata e blindata, andiamo a celebrare insieme l’Unione europea e l’europeismo della nostra Regione. Il tutto in un momento particolarmente critico e delicato, con una pandemia tuttora in corso, e con una situazione socio-economica talmente tanto precaria da paragonare gli stanziamenti europei al Piano Marshall post Secondo conflitto mondiale.

In molti, sentendo questo incipit, avranno già pensato ad una tirata senza se e senza ma contro l’Europa, un intervento magari bollato come populista, sovranista, nazionalista, e quindi meritevole, per qualcuno di voi, di essere consegnato al bidone della spazzatura.

Chi dei colleghi della maggioranza pensasse ciò, sbaglierebbe, e di molto. Per carità, non sarebbe certo una novità l’errore di valutazione, troppi ne avete fatti e tanti ne farete, se procederete con questa sicumera mista a sudditanza, che vi porta ad essere forti e sprezzanti con i più deboli, i vostri concittadini, e sudditi con chi ha un fisico più stazzato del vostro, come questa Europa, per l’appunto.

Io non voglio criticare il palazzo comune europeo, di cui anche l’Italia fa parte, ma vorrei parlare di occasioni perdute, di un sogno che non ha mai saputo mantenere neanche lontanamente le aspettative, e si è tramutato fin da subito in lacci e lacciuoli più che in splendidi trampolini verso un futuro splendente.

Vorrei parlare di un organismo che è solo un simulacro di reale democrazia per i popoli europei, dove gli Stati nazionali continuano ad essere i dominatori della scena, e dove un’intera categoria di eurocrati è assolutamente funzionale per mantenere lo status quo.

Dal Trattato di Roma in poi, in tanti speravano in una sorte diversa per questa casa comune. La stessa comunicazione europea, e dei vari Governi aderenti, hanno spinto per oltre un quarto di secolo sulla costruzione di una vera e propria epica dell’Europa unita. Abbiamo avuto le nostre scuole superiori che hanno varato fantasmagoriche quanto inutili sezioni europee, università che hanno predisposto percorsi di laurea europeisti, salvo scoprire che non servivano a nulla se non si aveva la fortuna di entrare tra le schiere dei potenti e ricchi burocrati di Bruxelles. Insomma, una vera e propria orgia elegiaca della costruzione della casa comune continentale.

Su questa narrazione si chiudeva più di un occhio sulle manovre che miravano ad imporre un determinato modello di agricoltura e zootecnia, sulla pelle delle nostre eccellenze, italiane e mediterranee. Per oltre un ventennio abbiamo, quindi, dovuto subire le mire dei Paesi del Nord Europa che volevano imporre il modello zootecnico di Olanda, Danimarca, Germania e Francia, modello che, attraverso gli sfarinati per alimentazione animale, facevano diventare carnivore specie animali vegetariane. Poi venne il morbo della mucca pazza, il boom dei tumori al colon, le tante patologie legate ad una alimentazione ben lontana da quella mediterranea, l’assurdo dei succhi d’arancia senza l’arancia, la chimica nelle sostanze alimentari e tante amenità del genere. E anche in altri settori produttivi abbiamo dovuto misurare il doppiopesismo europeo.

Per carità, nessuno vuole negare i problemi ambientali che gravano sulla Pianura Padana, ma trovo allucinante che nessuno parli della Renania o della Ruhr, della tanto ordinata campagna olandese o dell’industria pesante tedesca. Ecco, quindi, che da qualche tempo a questa parte dobbiamo analogamente difenderci anche da certe mire sul settore ceramico o sulla media industria meccanica, due fiori all’occhiello della nostra economia.

Poco mi importa che la nostra Regione, per mitigare il malcontento generato dall’applicazione acefala di certe politiche europee, sia tra quelle che porta a casa la quota più alta dei finanziamenti messi a disposizione dai vari fondi europei. Rimane il tema che l’Europa, quindi Bonaccini che è sempre in prima fila quando qualcuno ci chiede un cambiamento, anche se non sempre ben ponderato, ci sta chiedendo di abbandonare determinati modelli produttivi in forza di una transazione verde assolutamente non specificata e non governata. In pratica, ci si riempie la bocca con termini, tra cui svolta green, resilienza, ecologia e transizione green, e il gioco sembrerebbe fatto. Su questo passaggio per nulla banale nessuno si è chiesto se moriremo per lo smog o per la fame. Le mie parole potrebbero essere folli in un mondo perfetto dove la reale comunicazione democratica informerebbe i popoli di rischi e opportunità, dove i percorsi di transizione fossero realmente condivisi e non calati dall’alto. In questa Europa, invece, dove alle direttive sul clima si sono accompagnate in grande silenzio le quote di inquinamento consentito, come se si trattasse di un’ulteriore moneta di scambio, queste parole hanno molto più senso e accusano l’assurdità e la schizofrenia con cui la casa comune europea ci intima di seguire i dettami ambientali.

Quello che contesto è quindi l’assoluta opacità di un meccanismo che continua a definirsi patria della democrazia continentale, ma quale democrazia, mi chiedo io. Qualcuno sa o ricorda il ruolo che questa Europa assegna all’Europarlamento? Qualcuno crede o finge di credere che veramente in quel duplice binario della politica europea tra fase ascendente e discendente?

Mi spiego meglio. Mi è oltremodo chiara la fase discendente, con cui siamo chiamati a misurarci proprio oggi nel tagliare e abrogare tutta una serie di leggi e regolamenti sull’altare di una preminenza che abbiamo riconosciuto al legislatore europeo, ma qualcuno mi può dettagliare le fasi ascendenti di Francia, Germania, Spagna, Grecia, Italia, Olanda e dei Paesi dell’ex cortina d’acciaio, a fonte di decisioni che vengono imposte al grido di “l’Europa lo vuole”? Qualcuno, in un momento di lucidità e onestà, vuole finalmente ammettere ciò che tutti noi sappiamo, che questa Europa non esiste in realtà e che l’unico legame che sa offrire è quello di una pseudo stabilità economica, sempre più costosa in termini sociali e sempre più incerta in prospettiva futura?

La moneta unica per molti economisti determina una garanzia di stabilità economica, ma, ammesso che questa visione economica sia vera (tanti economisti sono discordi in materia), che dire della Gran Bretagna, che avrebbe dovuto cadere in una fase di estrema difficoltà, mentre invece sembra scoppiare di salute dopo la Brexit? No, io non voglio criticare questa Europa, ma parlo di questa entità come di una grande occasione perduta, soprattutto considerando la mancanza di linea politica in una pletora di settori. Che dire infatti dell’immigrazione? Ora in Italia, con le difficoltà dovute al Covid, dobbiamo ammettere che non abbiamo più alcun controllo sulle nostre frontiere, non sappiamo quanti siano gli immigrati irregolari sul nostro territorio e soprattutto non sappiamo quali siano le loro condizioni sanitarie.

Nonostante tutto ciò, che è un aspetto peculiare del nostro Paese, che non ha riscontri, per esempio, in Francia e Germania, e che viene ulteriormente aggravato dal periodo pandemico, viene da chiedersi quale sia il modello di integrazione che propone l’Europa per i propri territori. Certo, con il rifiuto della Costituzione europea abbiamo sacrificato i punti di contatto a livello storico, culturale, ideale, in virtù di uno pseudo assetto economico, ma questo non è stato sufficiente per determinare le banlieu francesi e belghe, mentre in Germania la situazione è stata minimamente tacitata a causa della smisurata fame di manodopera che ha da sempre l’industria tedesca. Non mi si venga a dire che i turchi in Germania sono a tutti gli effetti cittadini tedeschi come gli altri.

Ecco, analogamente nelle province della nostra regione assistiamo ad una vera e propria sostituzione di persone. Vengono a mancare i nuovi cittadini italiani. Cosa si pensa di fare? Ma ovviamente di sostituirli con quelli immigrati. In questo va detto che il PD, con il nuovo Segretario nazionale Letta, ha tra le sue fila un vero e proprio fuori classe, tanto che, nel pieno della pandemia, propone lo ius soli proprio per ingraziarsi i nuovi italiani, su cui forse si spera di esercitare un fascino per la sopravvivenza politica del futuro.

Poco importa che a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza classi elementari, a prevalenza di italiani, siano ormai una pia illusione; poco importa che in queste classi multietniche la didattica vada in malora non fosse altro perché vi sono enormi difficoltà nel comunicare. L’importante per il centrosinistra è fare ammoina, cioè confusione.

L’Europa ci chiede di migliorare l’area dei nostri territori? Certo! Anzi, mettiamo fuori legge tutte le auto di coloro che le usano giornalmente per fare decine di chilometri per andare a lavorare, sostituiamole con i monopattini elettrici, tanto cari alla nostra Giunta regionale, oppure con i perfettissimi treni regionali, sempre più affollati e affannati nei cronici guasti e ritardi. Basta con queste parole disfattiste. L’Europa c’è. È una madre buona e amorevole e ci promette tanti miliardi. Quindi, viva l’Europa. Poco importa dei prezzi richiesti; poco importa che di quei soldi una parte considerevole sono contributi italiani alla comune casa europea; poco importa che l’Europa persegue in maniera prioritaria solo alcuni temi e ne dimentichi altri particolarmente cruciali per noi italiani.

È importante per lo schieramento di maggioranza di questa Regione prospettare sempre e comunque le magnificenze del sole e dell’avvenire ai propri cittadini. Coraggio, comunque, mancano solo tre anni e mezzo alla fine del mandato e poi potrete sperare che i cittadini dimentichino tutto ciò che avete promesso. Certo non lo farò io e neppure Fratelli d’Italia, così come non smetteremo di batterci per un’Italia più normale che accetti di mettere in discussione la propria classe politica assoggettandosi al voto popolare e per un’Europa che metta realmente al centro degli interessi non gli indici economici e di finanza, ma i bisogni reali e concreti espressi dai popoli europei.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola la consigliera Mori Roberta. Prego.

 

MORI: Grazie, presidente.

Dopo tante riflessioni critiche, credo sia doveroso per ruolo, per convinzione ma anche per necessità esprimere, invece, una personale soddisfazione per la ricchezza degli spunti che sono stati raccolti dai portatori di interessi e dall’operoso e convergente lavoro nelle Commissioni assembleari, che ci ha consentito di spaziare nelle sollecitazioni politiche e nelle proposte operative e di contribuire a costruire sempre più, in modo forte e coeso, l’Europa dal basso, quella cittadinanza di coesione che ci rende sicuramente e prima di tutti cittadini del mondo, parte di questa umanità, senza tutte quelle etichette e medaglie che in troppe circostanze vengono sbrodolate sulle persone, che prima di tutto sono persone.

Tra gli aspetti che il Partito Democratico vuole sottolineare nell’ambito dell’articolato svolgimento di questa Sessione europea, dei temi trattati e della sintesi costituita dalla risoluzione in discussione, vi sono senz’altro quelli relativi alla disuguaglianza di genere e all’urgenza di mettere finalmente a sistema una strategia inclusiva che enfatizzi e consolidi gli sforzi per una società più giusta. Sì certo, più giusta in Emilia-Romagna come nel Paese.

Non è una retorica e non è una dichiarazione di intenti. È un’urgenza acuita dalla crisi pandemica e dall’occasione epocale, questa sì, di intercettare strumenti e risorse inedite di innovazione, di contesto, di sostegno per fondare una stagione di sviluppo coniugato a un moderno umanesimo paritario.

Partecipando ogni anno alla formazione degli obiettivi e dei programmi dell’Unione europea, tutti noi, eletti ed elette dell’Assemblea legislativa, orientiamo il lavoro presente e futuro della Regione in modo da renderlo non solo coerente con il quadro comunitario, ma più incisivo ed efficace per una piattaforma, non solo dichiarata, di opportunità, ma agita e resa sempre più esigibile. È questo che ci differenzia dai parlatori e dagli opinionisti di professione: il nostro pragmatismo, il nostro orientamento alla concretezza, l’esigibilità dei diritti.

La prima sfida che ci compete in tal senso è contenuta nella Strategia dell’Unione per la parità di genere, nel Piano dell’Unione per la parità di genere, nella Strategia per l’uguaglianza delle persone LGBT e si connette agli impegni da attuare per la parità tra donne e uomini e, più in generale, per tutti gli impegni sulle politiche anti-discriminatorie che abbiamo assunto in Regione Emilia-Romagna, volenti o nolenti, con normative avanzate, a partire dalla legge quadro n. 6 del 2014 per la parità e dalla legge n. 15 del 2019 per il contrasto alle violenze e discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

I temi su cui ci siamo espressi vanno, dunque, dai diritti esigibili all’appropriatezza dell’approccio di salute, che implica una decisa accelerazione sulla medicina di genere, dalla rete di prevenzione e contrasto della violenza maschile sulle donne al rafforzamento dei servizi di protezione dell’infanzia, sino ai diritti e doveri di integrazione delle persone immigrate.

Il Piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali trova anche in questa risoluzione, appunto 2021, una puntuale avanzata declinazione a livello territoriale, proprio per dare capillarità agli interventi, solidità e concretezza alle azioni.

Di particolare rilevanza in questo periodo, ancora segnato dall’emergenza epidemica e sociale, sono tutte le azioni in grado di intercettare le risorse del Recovery Plan, su una linea di sviluppo che colmi i gap divenuti insostenibili e aumenti ora e in prospettiva la resilienza sociale, resilienza sociale che non è data da un’azione, da un progetto, da una legge, ma è data da tanti azioni, tante leggi, tanti programmi attuativi integrati che attraversino tutte le politiche di sviluppo della società, e nel Recovery Plan almeno questo – almeno questo – è elemento chiaro e indefettibile.

Tradotto, per quanto ci riguarda l’accesso paritario alle tecnologie digitali e alla formazione di qualità significa sostenere le progettualità di contrasto agli stereotipi di genere e di avvicinamento delle ragazze alle materie STEM, anche attraverso bandi e una forte interazione con gruppi sociali e associativi impegnati sul punto. Il fatto di aver posto l’accento sull’orientamento delle ragazze verso queste discipline non significa negare l’importanza di una formazione umanistica di base, ma significa aumentare le chance per un futuro più prospero, meno povero per tutte le donne del mondo, perché questo è l’orientamento dello sviluppo. Quindi, per evitare un netto impoverimento femminile, noi dobbiamo fare qualcosa che incida sull’orientamento delle nostre ragazze per quanto riguarda l’occupazione femminile, un’occupazione femminile che sia tale per quantità, ma anche e soprattutto per qualità. E su questo ci impegneremo.

Ampio spazio nell’ambito della programmazione europea deve essere destinato, secondo le nostre riflessioni, contenute anche nella risoluzione, ai temi e agli obiettivi non attivi e strategici contenuti nel Women New Deal, che è fortemente integrato alle linee di mandato dell’Esecutivo regionale, di cui la maggioranza si fa pienamente carico.

Dico che il Women New Deal attraversa le linee di impegno politico e istituzionale di questa Regione, con politiche di contrasto alla disparità, in particolare occupazionali tra donne e uomini, rese ancora più acute della crisi Covid.

È chiaro che non possiamo solo perpetuare questa lamentazione rispetto alla crisi e alla pandemia nei confronti delle donne e dei giovani, ma dobbiamo agire, e devo dire che l’implementazione di un Fondo per l’imprenditoria femminile e il Women New Deal istituito nel bilancio credo sia assoluta testimonianza dell’approccio concreto e non dichiarativo di questa Regione.

Poi gli obiettivi di empowerment femminile, condivisi dalla società regionale nel Patto per il lavoro e per il clima, da realizzare con azioni coerenti, per ridurre i divari in termini di carriere, retribuzioni e oneri della cura, tra uomini e donne. Questi elementi, guardate, non sono soltanto elementi di rafforzamento del sistema di protezione e contrasto alle disuguaglianze e alle discriminazioni, ma sono un potente supporto allo sviluppo anche economico della nostra Regione, direi, allargandomi, del Paese sicuramente.

È chiaro che tutto ciò, quindi il contrasto alle disuguaglianze, è prodromico a che cosa? Al rafforzamento del sistema di prevenzione della violenza contro le donne. Sì, perché la violenza contro le donne è la punta di un iceberg. nutrita quotidianamente da discriminazioni che la alimentano.

 Allora, non dobbiamo scordarci della ratifica del Parlamento italiano della convenzione OIL n. 190, in quanto le discriminazioni agite negli ambiti lavorativi, anche se più sommerse, anche se meno evidenti, anche se più ostacolate nell’emersione, sono incompatibili con lo sviluppo sostenibile a cui tendiamo.

Su questo la nostra Regione non può arretrare, l’attuazione della convenzione OIL sta anche sulle nostre spalle per quanto di competenza, e l’imminente Piano regionale contro la violenza sulle donne potrà essere l’occasione per individuare le azioni di sistema di cui farci carico in modo concreto, in piena sintonia con l’impegno di tutto il mondo del lavoro. Credo che il tavolo per le politiche di genere sia il contesto più solido ed efficace per approfondire questi temi.

Quelle che nella risoluzione leghiamo agli indirizzi e ai piani direttivi dell’Unione europea sono nel complesso politiche necessarie ad estendere e rafforzare diritti che oggi sono a rischio o addirittura negati. Ci guida l’ambizione di rimettere al centro le persone ed includere le componenti della società sino ad ora tenute ai margini, colmando gap generazionali e di genere attraverso un investimento organico sul capitale umano nell’epoca della digitalizzazione, che noi abbiamo chiamato nuovo umanesimo digitale.

Ogni obiettivo individuato dovrà essere perseguito con azioni integrate e trasversali, ed è qui la sfida. Non può nessuno più fare per sé nel proprio ambito isolato, ma devono essere sfide trasversali, misurabili e valutabili nell’impatto, sulla linea di intersezionalità adottata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma che la Regione Emilia-Romagna ha adottato ben donde. È da molto tempo che noi cerchiamo di agire in questo modo. Abbiamo chiuso, abbiamo finito, abbiamo definito tutto? No. Siamo in cammino, ma in modo inesorabile e implacabile. Questo per dire, in sintesi, che i destini dell’Europa e delle democrazie in generale non possono essere scissi dalla condizione delle donne, dei giovani, dell’equità situazionale, dell’uguaglianza di genere. Questo vogliamo, per questo ci battiamo e ci batteremo in ogni virgola e in ogni azione.

Grazie, presidente.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie a lei.

Ha chiesto la parola la consigliera Stefania Bondavalli. Prego.

 

BONDAVALLI: Grazie, presidente.

Questa Sessione europea si svolge ancora nel tempo della pandemia, con una differenza però fondamentale rispetto a un anno fa. Se allora eravamo poco oltre l’avvio di un’emergenza sanitaria con profonde ricadute sociali ora anche se la stagione del Coronavirus, come detto, non è ancora conclusa, è possibile fare qualche valutazione su come si è mossa l’Europa in questo momento così complesso, in questi anni così difficili, partendo inevitabilmente dal versante sanitario. L’attualità ci sottopone ogni giorno un tema, che è quello delle vaccinazioni, unica strada per uscire in modo definitivo da questa terribile pandemia e della difficoltà di assicurarsi quantitativi di dosi vaccinali indispensabili in relazione a quanto programmato.

Le criticità, soprattutto a causa delle inadempienze di alcune case di produzione, non sono state poche, lo abbiamo visto, e per certi versi continuiamo anche a vederlo, però attualmente mi pare che da questo punto di vista passi avanti si stiano compiendo, in particolare grazie ad un atteggiamento più determinante e più pressante di un’Europa che si muove come tale.

Oltre all’obiettivo urgente di immunizzare la popolazione, un rinnovato approccio di questo tipo si rivela particolarmente utile a gettare le basi per una reale Unione europea sul tema della salute, a tutela del principale diritto di democrazia per ogni persona. Entrando più nello specifico di quanto accaduto nel periodo che abbiamo alle spalle, dall’inizio della pandemia, credo si possa affermare che l’Europa abbia prodotto una svolta in relazione al principale degli eccepimenti che le sono sempre stati rivolti, ovvero la non immediata propensione a scelte e comportamenti solidali a riguardo degli Stati membri.

In una stagione, come detto, di grande difficoltà, si può affermare come l’Europa, questa volta, sia riuscita ad avviare politiche di cooperazione. Lo ha fatto sospendendo, ad esempio, il Patto di stabilità, scelta che consente agli Stati di sostenere le spese straordinarie, indispensabili per affrontare l’emergenza. Lo stesso dicasi per il varo del programma SURE, col quale arrivano 100 miliardi di euro per il sostegno al lavoro, altro diritto fondamentale, che sappiamo, in questo momento, quanto sia messo a rischio.

Vi è poi il grande tema degli investimenti, decisivo per la ripartenza, in particolare per il lavoro e la tutela dell’occupazione. Il piano straordinario Next Generation EU determina la messa in campo di un eccezionale volume di risorse – l’abbiamo visto, l’abbiamo commentato – indirizzato alla duplice svolta della transizione ecologica e digitale, vero e proprio distintivo degli obiettivi dei prossimi anni.

Per l’Italia, Il PNRR, tema, questo, di profonda attualità, di dibattito, comporta la disponibilità di oltre 221 miliardi di euro. Se abbiniamo a questi le risorse previste per la nuova programmazione 21-27, ci troviamo davanti un quadro finanziario pluriennale senza precedenti. Se allora in occasione della passata Sessione europea dell’Assemblea legislativa venivano invocate risorse in particolare finalizzate proprio agli investimenti indispensabili, a me pare che il riscontro si possa dire, oggi, di trovarlo.

È un’Europa, quella attuale, che prova a mettere al centro le persone, sulla strada dell’equità e dell’inclusione. Certo, il cammino è tutt’altro che concluso, anzi, per certi versi possiamo dire che inizia proprio ora. Ma la direzione intrapresa è corretta ed è condivisibile, senza mai perdere di vista. come è emerso nel corso del confronto all’interno delle varie Commissioni assembleari, la necessità di adattare le scelte programmatiche alle specificità territoriali, rivedendo in tal senso il ruolo delle Regioni all’interno delle proposte regolamentari europee.

Pur consapevoli che la sfida alla pandemia non è ancora conclusa, io penso si possa guardare al futuro con fiducia, non solo perché la vaccinazione procede finalmente con un passo più adeguato, ma anche perché siamo accompagnati da un’Europa che oggi è più solida e convinta di quella di un anno fa. Sulla risoluzione proposta dal presidente Pompignoli, penso che il dibattito che ha animato le varie Commissioni, e da cui nasce proprio l’atto che votiamo oggi, sia stato un dibattito costruttivo, un dibattito ricco. Sottolineo la parte importante alla quale peraltro faceva riferimento poco fa, nella quale si invita la Giunta a fare presente in ogni sede la necessità di adattare le scelte programmatiche europee alle specificità territoriali. Poi vi è la parte più articolata e densa, che riguarda proprio i contenuti e soprattutto gli obiettivi. Qui davvero ci sono tanti spunti per esprimere diverse opinioni.

Per quanto mi riguarda, io mi soffermo in particolare su due obiettivi che ritengo, a mio parere, particolarmente significativi, chiaramente insieme agli altri. Il primo è relativo all’obiettivo 36, con un particolare riferimento all’aggiornamento delle competenze, più che mai necessario in questa fase di ripartenza, nella quale il possesso dei saperi può davvero fare la differenza, consentendo di maturare delle opportunità.

La seconda riguarda invece l’obiettivo 44, riferito alla Strategia dell’Unione europea sulla disabilità. Poco fa ho parlato di un’Europa accogliente, di un’Europa inclusiva. Ecco, per esserlo davvero fino in fondo c’è bisogno attui orientamenti e programmi di inclusione, in particolare proprio nei confronti delle persone con disabilità.

Sono due obiettivi sui quali ho voluto soffermarmi perché definiscono l’idea di un’Europa che fornisce occasioni di crescita, formazione e reale accoglienza. La strada, lo si diceva prima, è ancora lunga. Per certi versi siamo all’inizio, ma è la strada giusta.

Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola il consigliere Emiliano Occhi.

 

OCCHI: Grazie, Presidente.

Questa Sessione europea ci permette di analizzare, anche in dettaglio, i temi di energia e ambiente che si andranno a focalizzare in questo Green New Deal, di cui anche noi dobbiamo essere parte, in particolare il nostro Paese è ancora più in particolare il tanto vituperato bacino padano, dove comunque si svolge una gran parte della nostra economia nazionale.

Il tema che abbiamo approfondito con i nostri emendamenti, che in parte sono stati anche recepiti nella Risoluzione già dalla passata Commissione, ci permette di portare una ventata di pragmatismo e una ventata di realismo in quello che sarà il processo di transizione ecologica, che per noi è fondamentale sia unito a quella che è la neutralità tecnologica. Ma questo perché? Perché noi, dopo anni di gestione non corretta della nostra energia e delle nostre possibilità di generare energia, siamo arrivati al fatto che dipendiamo ‒ come sapete ‒ dall’estero per gran parte della nostra energia, il 93 per cento per il gas metano delle importazioni. Le nostre famiglie e le aziende spendono in media il 15 per cento in più per approvvigionarsi dell’energia.

Abbiamo un clima pessimo, specialmente nel nord Italia, e abbiamo un inquinamento molto forte. Questo perché non siamo riusciti nel tempo a sfruttare quelle che sono le nostre peculiarità morfologiche, energetiche, per fare in modo di approvvigionarci di energia in maniera più corretta. Questa cosa, invece, gli altri Paesi l’hanno fatta. Questo per dire che cosa? Che un approccio eccessivamente ideologico e non pragmatico porterebbe le nostre aziende a dover competere in un mercato molto diverso, molto penalizzato. Sarebbero molto penalizzate. E questo non lo dice solo la Lega, ma lo dice il CNR, lo dice lo stesso ministro Cingolani. Parlare, per esempio, di una transizione all’idrogeno, una transizione troppo rapida all’idrogeno verde oggi è impensabile. Servirebbero 70 gigawatt di energia rinnovabile da domani. Quindi, chiunque abbia una prospettiva di transizione, deve passare dal fatto che ci sarà un periodo, e questo lo dice anche il ministro Cingolani, di almeno una quindicina d’anni in cui nella transizione ci sarà il gas.

Pensiamo, per esempio, ad altri Paesi europei. Pensiamo alla Francia, che sta sponsorizzando ancora il nucleare, oppure alla Polonia, che ha chiesto di continuare con le centrali a carbone (ovviamente questa proposta non è stata accettata), alla Germania, che chiuderà le proprie centrali a carbone nel 2038. Essere sempre i primi della classe, provare a essere i primi della classe rischia, però, di indebolirci dal punto di vista economico; e questo non lo dobbiamo fare, cercando di andare contro quello che è, invece, il naturale evolversi delle nostre tecnologie.

La tecnologia va avanti e i mercati seguiranno la tecnologia. Il tema, per esempio, è quello che abbiamo portato come emendamento sull’energia elettrica nell’automotive, le auto elettriche. Le auto elettriche ormai sono attuali, sono il nostro presente, ma ci vorranno ancora anni per riuscire a cambiare completamente il nostro parco auto. Ed è per questo che, anche qua, la transizione a metano e GPL è fondamentale. Anche perché si aprirebbe un tema di approvvigionamento energetico. Se poi noi le auto elettriche le alimentiamo con centrali a carbone, questo non è sicuramente il tema green che tutti vogliamo perseguire, credo che neanche l’Europa voglia perseguire questo tipo di percorso.

Noi abbiamo poi altre cose molto importanti da verificare. Nel 2030, gli obiettivi che ci siamo dati rischiano di generare quello che io chiamo il cortocircuito green, perché immaginiamo quanti giga watt di fotovoltaico in particolare dovremmo installare (di energie rinnovabili, ma per l’Italia si parla principalmente di fotovoltaico, perché altri tipi di energie non si vogliono portare avanti), ma parliamo di fotovoltaico, il fotovoltaico potrebbe cercare di occupare al massimo quelle che sono le coperture, i tetti. Sappiamo benissimo che il tema è difficilmente realizzabile nel breve periodo, sarà necessaria anche una quota di fotovoltaico a terra, quindi noi siamo molto spaventati da quello che potrebbe essere un cortocircuito green, ovvero che nasceranno tanti comitati (sta già succedendo), quindi anche qua che bisogna cercare di avere il massimo incentivo per una rapida conversione degli edifici attuali con il fotovoltaico sui tetti, cercando di limitare al massimo il consumo di suolo.

Per fare questo, è necessario incentivare rapidamente tutto ciò che è fotovoltaico su terreni magari di cave ripristinate, laghi di cava (ne abbiamo già parlato tante volte), discariche esaurite, zone bonificate. Anche questo è stato recepito, perché è una questione di assoluto buonsenso, perché il tema fondamentale per permetterci di crescere è anche quello della burocrazia, perché noi sappiamo che anche nella nostra Regione gli impianti di smaltimento rifiuti, gli impianti di energie rinnovabili spesso sono fermati, spesso sono rallentati, e noi come faremo a raggiungere questi obiettivi, se per ogni impianto ci vogliono mesi o anni per l’autorizzazione?

Bisogna sburocratizzare sicuramente, bisogna sburocratizzare tutto quello che è relativo al 110 per cento, per esempio vediamo le difficoltà urbanistiche, le difficoltà che ci saranno nella conversione dei nostri condomini, che sono il grande patrimonio privato di questa nazione, e questo lo dovremo fare.

Noi dobbiamo utilizzare al massimo quelle che sono le nostre peculiarità, quindi credo che sia doveroso pensare anche all’idroelettrico, di cui colpevolmente all’interno del PNRR si parla poco, eppure noi siamo un Paese ricco di possibilità di idroelettrico, ma ancora di più di geotermico. L’Emilia-Romagna e il bacino padano sono ricchi di acqua in profondità, anche a basse profondità, e sappiamo benissimo che parliamo del tema dell’inquinamento. L’inquinamento da riscaldamento è una percentuale molto importante di generazione di PM10 e di ossidi di azoto, per i quali siamo stati anche sanzionati dall’Unione europea.

Bene, il geotermico permetterebbe in pochi anni di convertire con pompa di calore tantissimi sistemi di riscaldamento. Ecco, di geotermico si parla pochissimo, si parla pochissimo in Europa, probabilmente perché in altri Paesi europei non hanno le risorse come le nostre sia di geotermico ad alta entalpia che di bassa entalpia, ma noi dobbiamo portare i nostri interessi e le nostre peculiarità all’Unione europea e quindi cercare di fare il massimo per riuscire ad avviare questa transizione ecologica, che però deve essere accompagnata dalle nostre imprese.

Dobbiamo riuscire a spendere meno per l’energia. Dobbiamo rendere competitive le nostre aziende, specialmente nei settori in cui è difficile abbattere le emissioni.

Proprio per questo un’idea di pragmatismo che sta portando avanti tra l’altro il ministro Cingolani crediamo che sia un fatto fondamentale, perché comunque ci sono tanti tipi di energia da utilizzare e molti sono stati considerati poco. Noi dovremo fare di tutto per farli implementare.

Chiudo sul tema dei rifiuti e dell’economia circolare. Sappiamo benissimo che una difficoltà dello sviluppo pieno di un’economia circolare è il fatto che la materia prima seconda ottenuta dal riciclo non sia competitiva rispetto alla materia prima. Quindi, fino a quando il mercato non premierà la materia prima seconda sarà difficile e sarà difficile anche strutturare nuovi impianti.

Sappiamo che anche qua ci vuole la sburocratizzazione, perché se per ogni impianto, per esempio, parlo del materiale edile che può essere recuperato, non essendoci più bisogno di meno cave per dire anche qui cosa succede? C’è troppo rallentamento nella nascita degli impianti. Quindi, se vogliamo davvero crescere, se vogliamo davvero uscire dal post pandemia con una ripresa e resilienza vera della nostra economia e del nostro ambiente, dobbiamo unire tutte le forze e dobbiamo fare in modo che si cresca tutti alla stessa velocità, evitando che un Paese come l’Italia sia “penalizzato” nella sfida della ripresa insieme agli altri Paesi europei. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Ha chiesto la parola il collega Amico. Prego.

 

AMICO: Grazie, presidente. Grazie anche al presidente Pompignoli per il lavoro condotto fin qui, all’interno della Commissione I e tutti quanti gli altri presidenti che hanno approfondito nel corso queste settimane, la Sessione europea, e grazie soprattutto alla struttura di Giunta, che ha accompagnato questo percorso nella redazione delle varie relazioni che sono confluite all’interno della risoluzione che andremo ad approvare quest’oggi.

Lo hanno detto in diversi: sicuramente nell’ultimo anno e mezzo l’Unione europea ha mostrato una trasformazione sostanziale rispetto agli atteggiamenti che avevamo conosciuto nel passato, una trasformazione che è partita dalla sospensione del Patto di stabilità, e che poi, via via si è arricchita di una serie di strumenti che hanno determinato uno stato differente di cose che noi oggi stiamo discutendo, fino ad arrivare appunto al Next Generation EU e alla sua traduzione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza nazionale.

Una progressione di azioni che io credo sia assolutamente coerente con quanto abbiamo svolto nel corso di questo difficilissimo anno, di questo tragico anno e mezzo che abbiamo alle spalle, proprio qui, in Regione Emilia-Romagna, proprio attraverso degli strumenti che ci siamo dati, come la presentazione, l’approvazione e la sottoscrizione sia del programma di mandato, ma soprattutto del Patto per il clima e per il lavoro, che è tratto distintivo di questa Regione che ha saputo cogliere in anticipo, e raccogliere le indicazioni che proprio si andavano strutturando all’interno dell’Unione europea per quanto riguarda i programmi successivi, e che va messo in stretta relazione con le disposizioni che adotteremo nelle prossime settimane, attraverso la programmazione dei fondi strutturali, la strategia di sviluppo intelligente.

Io credo che questo anno e mezzo che abbiamo alle spalle, di grandissima crisi sanitaria, di tragicità, sia un anno che ha segnato profondamente tutti noi, e tutti quanti i cittadini europei, e che abbia fatto riscoprire quel sentimento, appunto, di solidarietà e di compartecipazione.

Nella scorsa sessione di aula noi abbiamo approvato una risoluzione relativa alla liberalizzazione, alla sospensione, più tecnicamente, in maniera più precisa, dei brevetti dall’accordo TRIPs. Sono contento che il dottor Gaudina oggi ci abbia riportato come la produzione dei vaccini a livello europeo preveda anche una destinazione nei confronti di Paesi che non hanno probabilmente la strutturazione sia economica che tecnica, per produrne. Credo che un altro passaggio importante sarà da fare nelle prossime settimane, anche alla luce di quanto l’amministrazione Biden ha dichiarato a livello del WTO, cioè insistere su questo tema perché, appunto, l’uscita dalla pandemia, che ha determinato un nuovo sentimento di solidarietà, credo che si concretizzi proprio attraverso strutture e indicazioni di questo tipo, indicazioni che poi si traducono nell’accompagnamento della transizione ecologica e digitale e che hanno visto l’accompagnamento anche di una forte e rilevante attenzione a quello che è il tema della coesione sociale.

Si ricordava Lisbona prima. Si ricorda quella che è anche la discussione che noi abbiamo tenuto assieme nella costruzione di una possibilità di riduzione delle diseguaglianze ambientali e sociali, che sono strettamente connesse le une alle altre e che quindi non possono essere scisse tra di loro e devono essere portate avanti.

In questo senso, credo che la discussione che abbiamo svolto all’interno delle Commissioni e che stiamo svolgendo oggi in aula dimostri ancora una volta la coerenza, non per opportunismo ma proprio per indicazione e scelta, della Regione, che non credo intenda fare la prima della classe, ma voglia essere uno stimolo a tutti noi, a tutti gli italiani, ma complessivamente anche, in questo senso, all’Europa, perché questi elementi siano centrali per lo sviluppo della nostra società futura, che difficilmente si troverà a essere simile a quella che abbiamo lasciato prima dell’inizio della pandemia e che dovrà trovare anche delle nuove forme di strutturazione proprio perché, anche prima della pandemia, diverse erano le questioni che non ci soddisfacevano.

Ora, dicevo, per quanto riguarda gli strumenti sia della Sessione europea sia di quello che è stato approvato a livello parlamentare, del Piano nazionale di ripresa e resilienza, io credo che avremo bisogno, proprio anche rispetto ad alcune questioni di carattere trasversale, così come quella della parità di genere, di strumenti di monitoraggio e controllo. Altrettanto per quanto riguarda la transizione climatica, perché non possiamo solo ed esclusivamente affidarci a delle tabelle e a degli indirizzi di carattere generale. Noi avremmo bisogno di accompagnare non solo nella traduzione, nella messa a terra di quelli che sono quei programmi, ma anche nella capacità di correggere man mano la rotta, qualora quegli interventi non siano in grado di cogliere quegli obiettivi importantissimi che ci stiamo ponendo come Regione e come Italia.

Questo monitoraggio e restituzione credo debba essere uno strumento di lettura il più trasparente possibile nei confronti della cittadinanza, proprio perché ci stiamo appropinquando a trasformare profondamente una serie di elementi. Questi elementi vanno letti fino in fondo. In particolare per quanto riguarda i temi che fanno riferimento alla condizione sociale, quindi tutto ciò che ha a che fare con il servizio sanitario e sociosanitario, che credo debba essere inteso finalmente, anche attraverso una lettura di quelli che sono gli impatti che questo determina sulla salute e il benessere complessivo delle persone, come un elemento di investimento e non più semplicemente come una voce di spesa alla quale accompagnare solo ed esclusivamente degli strumenti di razionalizzazione. Credo ci siano degli obiettivi di efficienza e di efficacia da perseguire, ma non sicuramente di razionalizzazione e restrizione, perché ogni importo speso all’interno di questo ambito è un importo che determina il benessere delle persone, ma soprattutto determina l’accesso al mondo del lavoro di tantissime persone, quindi produce indirettamente anche ricchezza sul territorio.

Infine, vorrei soffermarmi su quello che ha riguardato soprattutto la Commissione che ho l’onore di presiedere, cioè la Commissione parità e diritti, cioè quelli che sono gli obiettivi che abbiamo identificato come prioritari da riportare all’interno della risoluzione e quelli che hanno a che fare con la parità e i diritti. Noi abbiamo assistito, nel corso di questi ultimi mesi, di quest’ultimo anno, a una grandissima e forte flessione all’interno del mercato del lavoro della componente femminile. Abbiamo assistito a questo per una serie di motivi, che sono quelli della precarizzazione di quei posti di lavoro, dell’intermittenza, dell’essere presenti all’interno di settori particolarmente soggetti alle restrizioni da pandemia che abbiamo dovuto adottare.

Non possiamo pensare che quella trasversalità evocata sia dall’Europa sia dal Piano nazionale di resilienza e che ritroviamo comunque anche all’interno del Patto per il lavoro e il clima, nonché in quella che sarà la strategia dei fondi strutturali europei, non possiamo pensare ‒ dicevo ‒ che quella trasversalità ci assolva dal perseguire quell’obiettivo. Quindi, quegli elementi diventano prioritari, e diventano prioritari proprio attraverso la costruzione di un’infrastrutturazione sociale quanto più possibile universale, per quanto riguarda il nostro territorio, quanto più possibile di garanzia della libertà di scelta delle persone di affrontare il mondo del lavoro e di non cedere allo scoramento che questo anno e mezzo ha determinato, facendo in modo che, soprattutto per la componente femminile, molte rinunciassero alla ricerca del lavoro. Lo abbiamo affrontato nella recente Conferenza delle elette, alla quale abbiamo avuto l’onore di avere la presenza della presidente della Commissione parità del Parlamento europeo, Evelyn Regner, così come la sottosegretaria al Ministero dell’economia e della finanza, Maria Cecilia Guerra, abbiamo provato a dare riscontro a questo.

Infine, vorrei anche dire che questi elementi, che significano la rimozione di ostacoli, che significano il pieno godimento dei diritti, non sono solo da pensarsi come un esercizio di mera casistica speculativa, ma sono automaticamente traducibili in politiche, in strumenti di intervento sul mercato del lavoro, sia che si tratti di donne, sia che si tratti di migranti, della cui sostituzione etnica, che prima il consigliere Tagliaferri richiamava, la sostituzione etnica credo sia assolutamente improbabile in questo momento, ma lo era anche precedentemente, diritti che vanno estesi, proprio perché non sono scollegati dalla possibilità di essere parte attiva e costruttiva di questa società. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Zamboni, prego.

 

ZAMBONI: Grazie, presidente.

Sono già state dette molte cose che io condivido, a cominciare ovviamente dalla particolare fase che stiamo attraversando in Europa, non solo in Italia, una cornice che in qualche modo ci riporta a quando nacque il primo nucleo di quella che oggi chiamiamo Unione europea, un primo nucleo nato sulle macerie anche economiche della seconda guerra mondiale.

Oggi siamo di fronte a una crisi che è di natura sanitaria, è anche una sorta quindi di dopoguerra sanitario, ma anche di dopoguerra climatico, nel senso che da un lato abbiamo la sfida della pandemia, dall’altro abbiamo l’incalzare dei cambiamenti climatici, che possono portare ad alterare le condizioni di vita sul pianeta. Il pianeta, come sappiamo, sopravvivrà ai nostri disastri, siamo noi che rischiamo di renderlo inabitabile, soprattutto per le future generazioni.

In questo contesto il ruolo dell’Europa è fondamentale. Lo è stato nella fase, pure criticata per certi aspetti, da un esponente dell’Europarlamento. che ha attaccato la presidente von der Leyen per la opacità dei contratti siglati con le case farmaceutiche produttrici dei vaccini, però anche in questa operazione, che sicuramente ha avuto dei limiti, così come i ritardi nelle consegne dei vaccini, che non erano sottoposti a nessun tipo di penalità.

Detto questo, però, l’operazione che ha fatto l’Unione europea per mettere gli Stati che la compongono in grado di disporre dei vaccini resta comunque un’operazione che ha aiutato le cittadine e i cittadini dei nostri Paesi, dell’Italia compresa, ad affrontare questa pandemia. Vediamo nel resto del mondo la catastrofe che si sta rappresentando. Dell’Africa sappiamo giusto che c’è la variante sudafricana, ma non sappiamo nel resto degli altri Paesi come si stanno difendendo. In India, maggior produttore di vaccini, le persone muoiono per strada in condizioni di una precarietà sanitaria che grida vendetta nel 2021. Non parliamo poi del Sud America con il Brasile che è più all’opera a scavare fosse comuni che non a curare i suoi cittadini.

Quindi, pur con i limiti che ho ricordato, l’operazione che ha fatto l’Unione europea nell’affrontare la questione pandemica è stata un’operazione a maggioranza positiva. Questo conferma un ruolo che l’Unione europea continua ad avere anche in contesti che vanno al di là del tradizionale. Anzi, diciamo che in questa fase ha dispiegato anche una volontà che in passato non si era vista. In passato, le questioni di bilancio venivano affrontate in maniera punitiva. In questo caso la Unione europea, grazie alla volontà della presidente Von Der Leyen, si è messa in prima fila, invece, per garantire fondi che andava a reperire essa stessa sul mercato finanziario. È un cambio di prospettiva radicale che non può non essere valutato positivamente. Quindi, non più l’Unione europea gendarme dei bilanci degli Stati membri, ma l’Unione europea che viene incontro alle difficoltà economiche degli Stati membri in prima persona e mette a disposizione fondi che va a recuperare sul mercato finanziario a condizioni più vantaggiose di quello che potrebbero fare i singoli Stati.

Questo, secondo me, è uno dei motivi che ci deve far guardare alla nostra presenza nell’Unione europea come a un dato positivo. L’altro tema che voglio toccare – ce ne sarebbero tantissimi – è quello, ovviamente, come ho già richiamato, della emergenza climatica. Anche in questo contesto, stare in Europa rispetto a tutte le politiche ambientali ha sempre fatto bene al nostro Paese. L’Europa è sempre stata un traino positivo a favore di politiche veramente di controllo e di contrasto all’inquinamento, in questo caso anche punendo il nostro Paese quando non è stato all’altezza del compito. Sappiamo benissimo della condanna, che scontiamo anche come Regione Emilia-Romagna, per lo sforamento continuo dei limiti di concentrazione delle polveri sottili nel bacino padano.

In questo caso direi che la Gendarmeria è giusto che si attivi perché non è accettabile che…

 

(interruzione)

 

Scusate, ma c’è un uno spam elettronico.

Quindi, in questo caso è giusto che l’Unione europea, attraverso la Corte di giustizia, punisca gli Stati che non sono all’altezza di garantire condizioni ambientali sane per i propri abitanti.

Ma venendo adesso alla questione, dicevo, dell’energia, ho sentito parlare di una sorta di pragmatismo contrapposto a un approccio ideologico. Io dico che è ora di superare questa falsa contrapposizione. Lo spartiacque tra cosiddetto pragmatismo e approccio ideologico è l’efficacia delle politiche che si mettono in campo. Le politiche che portano i risultati che si vogliono ottenere sono le politiche pragmatiche e giuste. Tutto il resto sì che è ideologia, ma l’ideologia non ha solo una appartenenza. L’ideologia la si può fare anche, per esempio, ancora difendendo tecnologie energetiche che vanno verso un doveroso superamento.

Ce lo dicono i nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra stabiliti a livello europeo. Siamo a meno 55 per cento al 2030. Difficilmente possiamo rispettare un obiettivo del genere, se continuiamo a insistere sui fossili. Ce lo dice anche il manifestarsi di episodi di greenwashing che ti spacciano le nuove tecnologie, in realtà, per produrre idrogeno, che energeticamente, quello grigio, ha dei costi pazzeschi, questo sì, e concordo con chi ha attaccato la produzione di idrogeno, e invece queste tecnologie, sto pensando ovviamente al deposito e all’impianto di stoccaggio della CO2 che l’ENI vuole realizzare a Ravenna, servono in realtà per continuare ad estrarre gas metano, da cui poi, con percorsi, ripeto, tecnologicamente molto dispendiosi dal punto di vista energetico ti portano a produrre questo idrogeno.

Non è più tempo di greenwashing. I cambiamenti climatici battono alle porte. Domani a Ravenna ci sarà una manifestazione. Ci saranno i Verdi a questa manifestazione e ci saranno anche i ragazzi dei Fridays for Future, che giustamente saranno lì a protestare in difesa del loro futuro.

Un altro punto volevo toccare nel campo dell’utilizzazione dei fondi europei. La digitalizzazione ha un ruolo importante. Ce l’ha anche per le politiche dell’Emilia-Romagna. Dobbiamo solo affiancare a questi processi di digitalizzazione sempre processi di riqualificazione, per salvare la possibilità ‒ per chi verrà superato da questi processi di automazione ‒ per salvare la possibilità, dicevo, che anche a chi diventa superfluo nella catena di produzione venga data la chance di potersi riqualificare per altre occupazioni.

Il tema che vediamo, a livello di Europa, ancora claudicante, ovviamente, è quello dei migranti, di come si affrontano i migranti. Finché il Mare Mediterraneo viene considerato il mare su cui si affacciano Spagna, Francia, Italia, Grecia e il resto dell’Europa di là dalle Alpi non c’entra niente è chiaro che saremo sempre noi ad affrontare questo tema, il che non è giusto. D’altra parte, è anche vero che le forze che più gridano contro l’arrivo dei migranti sono anche quelle che in sede europea si sono ritirate dal percorso di riforma del Trattato di Dublino, che avrebbe consentito di riposizionare anche il nostro Paese nel contesto europeo rispetto ai doveri verso chi arriva da situazioni di disagio economico, di disagio ambientale, dopo aver affrontato dei viaggi terrificanti, delle situazioni terrificanti come quelle di detenzione in Libia. Chi arriva qui, se fosse stato modificato il Trattato di Dublino, non sarebbe stato immediatamente a carico dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma sarebbe stato accolto in un contesto europeo.

Sicuramente da questo profilo in Europa c’è ancora molto da fare, ma questo dipende anche, ripeto, da quelle forze che più si scagliano contro l’arrivo dei migranti e che, poi, nei tavoli dove si poteva decidere non si sono presentati.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliere Montevecchi, prego.

 

MONTEVECCHI: Grazie, presidente.

Intervengo brevemente in merito alla risoluzione sulla Sessione europea e mi soffermerò in particolar modo sui punti in cui si parla di combattere la violenza, le discriminazioni, dei reati generati dall’odio.

Ci tenevo oggi a portare avanti alcune considerazioni, alcune riflessioni che mi sono venute in mente leggendo alcune parti di questa risoluzione.

Si parla nella risoluzione giustamente di lotta contro l’antisemitismo. Su questo non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia, è un fenomeno che va contrastato e per farlo – lo ricordo – servono anche gli anticorpi e quindi una certa consapevolezza. Mi spiego meglio e aggiungo che andrebbe sottolineato maggiormente che le violenze in Europa nei confronti degli ebrei aumentano negli ultimi tempi, proprio perché si sta insidiando l’estremismo islamico.

Mi riferisco in particolar modo all’integralismo salafita, ai Fratelli Musulmani, quindi apriamo gli occhi, spalanchiamoli, capiamo chi sono i mandanti, i responsabili di questo clima di odio nei confronti degli ebrei, perché non basta affermare di lottare contro l’antisemitismo, bisogna anche che tutti capiscano qual è l’ideologia che produce, che scatena certi fenomeni disgustosi.

Abbiamo anche a casa nostra, in questo Paese, personaggi che vorrebbero cancellare lo Stato di Israele dalla cartina geografica, perciò rivolgo un invito: iniziamo a chiamare le cose con il loro nome, perché altrimenti rimarremo solamente deboli e masochisti.

Poi leggo in un altro punto che si fa riferimento alla lotta ai reati generati dall’odio e all’incitamento all’odio, e si cita la necessità, avanzata dalla Commissione europea, di lanciare un’iniziativa per ampliare l’elenco dei reati dell’Unione europea per includere tutte le forme di reati generati dall’odio e di incitamento all’odio. Si parla espressamente di specifiche categorie colpite, ovvero migranti, LGBT, minoranze etniche, e si sottolinea come i reati generati dall’odio nei loro confronti siano un fenomeno persistenti in tutta l’Unione europea, “anche se non emerge nella sua gravità dalle statistiche ufficiali”.

A parte il fatto che bisognerebbe prendere in considerazione le statistiche ufficiali e non altro, mi chiedo se non emerge dalle statistiche ufficiali da cosa emerga.

Allo stesso tempo è impossibile non notare come non ci sia una parola che sia una sulla cristianofobia, un fenomeno in aumento non solo nel nostro Paese, ma in Europa e in tutto il mondo. Anche se i media non danno un certo risalto, anche se le notizie spesso passano in secondo o terzo piano, ritengo sia allarmante vedere come negli ultimi tempi si stiano moltiplicando gli atti contro i cristiani e contro i simboli religiosi cristiani.

In questa risoluzione, però, si parla di tutto fuorché di questo, di questo fenomeno odioso. Ricordo a tutti che non può esistere una violenza di serie A e una violenza di serie B, perché altrimenti si rischia di fare questo. Ad esempio, in questo caso, quando si cita tutto fuorché questo.

Sempre nella risoluzione, al punto 29, si chiede alla Giunta di continuare ad attuare pienamente la legge regionale n. 6 del 2014 e la più recente legge regionale n. 15 del 2019, quella sulla omotransnegatività; una legge regionale contro la quale abbiamo portato avanti una grande battaglia, perché parliamo di una legge attraverso cui la Regione aderisce alla rete READY, una legge che va a istituzionalizzare l’ideologia gender, l’identità di genere, quel concetto che abbiamo già sentito anche nel disegno di legge Zan, per cui uno non è maschio o femmina in base al suo inconfutabile dato naturale, ma è ciò che si sente di essere al momento, a prescindere dal proprio sesso biologico, a prescindere dall’aver concluso o meno percorsi di transizione. Questo lo dice l’articolo 1 del DDL Zan, non lo dice di certo e non se lo inventa Montevecchi qui oggi.

In base a questo concetto, uno può scegliere di essere una vastità in costante crescita di nuovi generi che dovrebbero essere addirittura arrivati a più di 50 tra pangender, gender fluid, agender e chi più ne ha più ne metta. Chiunque con un minimo di onestà intellettuale arriva a capire che si tratta solamente di un mero costrutto ideologico voluto da certe lobby. Tutta questa impalcatura che vuole ridisegnare la natura umana viene mascherata come lotta alle discriminazioni, ma queste leggi non hanno nulla a che fare con la lotta contro le discriminazioni.

Adesso ci manca solamente che portate avanti una battaglia per sostituire nella legge elettorale, ad esempio, il sesso biologico con l’identità di genere, in modo tale da essere più inclusivi, in modo che la logica delle quote sia fondata sull’identità di genere. Ovviamente, non sono d’accordo, la metto lì come battuta, ma almeno dimostrereste di essere coerenti con il vostro ragionamento.

Quindi, per concludere, non posso fare altro che esprimere il mio disappunto in merito per le motivazioni citate e per questo ho presentato due emendamenti. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Stragliati, prego.

 

STRAGLIATI: Grazie, presidente. Buongiorno a tutti i colleghi.

Ringrazio anch’io il presidente Pompignoli per il lavoro svolto in Commissione I, tutti gli altri presidenti e i colleghi per il dibattito proficuo a cui stiamo assistendo oggi in aula.

Io intervengo per proporre un emendamento sul tema della parità di retribuzione, finalizzato a ridurre il divario di retribuzione di genere ovvero la differenza nella retribuzione oraria lorda tra uomini e donne, trasversale a vari settori dell’economia. Sicuramente, come Lega, siamo favorevoli a diminuire questo divario. Di certo non è piaggeria. Oggi abbiamo in mano diversi dati che vanno a supportare questa realtà. È un dato di fatto che esista il divario retributivo di genere nei vari Paesi europei e anche nel nostro Paese e tale realtà è stata acuita dalla pandemia.

Ricordo benissimo le reazioni di stupore e anche un po’ di shock da parte di tutti quando, a seguito del report Istat del mese di gennaio del corrente anno 2021, abbiamo appreso che di 101.000 occupati 99.000 erano donne e questi sono dati su cui davvero dobbiamo riflettere, ragionare e prendere decisioni significative.

Con tale emendamento, quindi, che noi, come Lega, proponiamo all’Assemblea in sede odierna, vogliamo andare un po’ oltre un approccio generico e ideologico, specificando meglio la realtà dei fatti e specificando meglio, anche con dati, in che cosa consiste il divario retributivo di genere. Se nel nostro Paese il divario retributivo di genere medio è del 5,5 per cento, in Europa è del 16,3 per cento, però il divario retributivo di genere complessivo in Italia tiene conto anche di tre principali svantaggi affrontati dalle donne, ossia retribuzione oraria inferiore, meno ore di lavoro retribuito, minore tasso di occupazione, ad esempio a causa di interruzioni di carriera per la maternità, per la gravidanza, per il periodo di maternità e quindi per la cura dei figli, non dimentichiamo che le donne sono davvero il perno della famiglia, e poi anche per situazioni in cui le donne sono caregiver e quindi devono occuparsi anche di parenti o familiari che si trovano in una condizione di malattia.

Per cui vorrei anche elencare quelli che sono i fattori che contribuiscono al divario retributivo di genere. Ad esempio, le posizioni lavorative di gestione e supervisione sono ricoperte in larga maggioranza da uomini. Gli uomini ricevono più promozioni rispetto alle donne in tutti i settori, di conseguenza vengono pagati di più. Questa tendenza raggiunge il culmine ai livelli più alti della scala lavorativa, infatti meno del 6 per cento dei dirigenti è donna. Questo direi che è un dato significativo e su cui bisogna lavorare.

Le donne si fanno carico di importanti compiti non retribuiti, quali i lavori di casa e la cura di figli o familiari, in proporzione maggiore rispetto agli uomini. I lavoratori uomini dedicano in media nove ore a settimana ad attività non retribuite, come la cura dei figli o dei familiari o i lavori di casa, mentre le lavoratrici dedicano a tale attività 22 ore, ossia circa quattro ore al giorno. Sul mercato del lavoro tale differenza si riflette nel fatto che una donna su tre riduce le ore di lavoro retribuite per richiedere un part-time, mentre solo un uomo su dieci fa lo stesso.

Le donne, come dicevo in precedenza, tendono a trascorrere più spesso periodi di tempo fuori dal mercato del lavoro rispetto agli uomini e queste interruzioni di carriera influenzano non solo la loro retribuzione oraria, ma hanno anche un impatto sui loro guadagni futuri e sulla loro pensione. Mi permetto di aggiungere anche sulla propria autostima perché, quando si esce dal mercato del lavoro, sappiamo che, soprattutto nel nostro Paese, non è mai semplice tornare e quindi devo dire che anche le conseguenze psicologiche si fanno sentire.

Segregazione nell’istruzione e nel mercato del lavoro, questo significa che in alcuni settori e occupazioni le donne sono sovra-rappresentate, mentre in altre sono sovra-rappresentati gli uomini. In alcuni Paesi alcune occupazioni sono prevalentemente svolte dalle donne, ad esempio l’insegnante o l’addetto alle vendite. Queste posizioni offrono salari inferiori rispetto a occupazioni prevalentemente svolti da uomini a parità di livello di esperienza e qualifiche.

Per tali ragioni, quindi, oggi proponiamo un emendamento al punto 28 della Risoluzione, che ha la seguente dicitura. Al termine del punto 28, dopo le parole “sfida per l’Unione europea, divenuta ancora più urgente per le conseguenze economiche e sociali della pandemia”, sono integrate le parole: “Se da un lato i dati dell’Unione Europea evidenziano come il divario retributivo di genere medio in Italia sia del 5,5 per cento, contro una media europea del 16,3 per cento, dati Eurostat, dall’altro va evidenziato come le donne tendano a trascorrere più spesso periodi di tempo fuori dal mercato del lavoro rispetto agli uomini e che il reinserimento, soprattutto nel nostro Paese, presenti spesso forti difficoltà. Serve, invece, un’attenta riflessione circa il fatto che le posizioni lavorative di gestione e supervisione siano ricoperte in larga maggioranza da uomini. Questa tendenza raggiunge il culmine a livelli più alti della scala lavorativa: meno del 6 per cento dei dirigenti è infatti una donna.

Crediamo convintamente in questo emendamento, che spero possa essere accolto anche dalla maggioranza, anche in virtù della buona collaborazione che abbiamo instaurato in Commissione Parità con il presidente Amico e con i colleghi, con la collega Mori e gli altri commissari della Commissione. Riteniamo che sia un emendamento di buonsenso, che vada a dare maggiore concretezza, che vada oltre un approccio ideologico e generico. È nostro compito calare maggiormente nella realtà quelli che sono i principi generali di ciò che andiamo ad approvare in Assemblea legislativa, e questo è un compito importante anche per avvicinare maggiormente la Sessione europea alla cittadinanza.

I cittadini probabilmente vedono la Sessione europea come qualcosa di lontano, di sovraordinato rispetto all’attività politica ordinaria, noi riteniamo che gli emendamenti siano importanti per dare maggiore concretezza agli indirizzi politici che oggi andiamo ad approvare in Assemblea legislativa. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

Consigliera Pigoni, prego.

 

PIGONI: Grazie, presidente.

A maggior ragione nel corso di questa lunga emergenza, abbiamo certamente avuto la percezione che, di fronte a problemi molto grandi e complessi, dalle svariate sfaccettature, occorre senza ombra di dubbio una visione più ampia, risorse ingenti, una linea di intervento comune e idee condivise, occorre tutto ciò, insomma, che può essere rappresentato dall’Europa.

Una politica lungimirante e di largo respiro, che sappia accomunare i popoli e che sappia introdurre ricette corrette e soluzioni efficaci ai problemi che dobbiamo affrontare, che dobbiamo affrontare oggi, sì, ma soprattutto domani. In particolare, l’Unione europea ha evitato pericolose fughe in avanti o disomogeneità nella gestione della pandemia, favorendo cooperazione e solidarietà, tutelando il mercato interno, rafforzando un equilibrio tra la salute umana, l’ambiente e lo sviluppo economico.

Uno dei fattori chiave è proprio l’individuazione di modelli di crescita economica sostenibili, ispirati all’obiettivo del Green Deal, mantenendo standard elevati in termini di tutela dei diritti umani e delle libertà civili. Non a caso, salute, lavoro e formazione rappresentano gli obiettivi principali del piano straordinario di investimenti Next Generation EU, del Recovery and Resilience Facility e anche del Piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, la via migliore per superare le attuali difficoltà e per vincere al contempo le sfide poste dalla transizione verde e digitale.

Sono tutti obiettivi che ovviamente dovranno essere calati anche sui territori e che richiedono la capacità di essere declinati in politiche e riforme a carattere nazionale, come è avvenuto anche nella stesura del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, predisposto dal Governo Draghi, basato proprio su asset decisivi, quali digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione sociale e salute. Parallelamente, il 2021 è anche l’anno in cui parte la nuova programmazione finanziaria europea dei fondi strutturali per il periodo 2021-2027. In questo contesto molto articolato anche la Regione Emilia-Romagna, operando nell’ambito della Conferenza delle Regioni e dialogando attivamente con il Governo, sta fornendo il proprio e utile contributo per programmare gli interventi e coordinare gli strumenti.

La Giunta regionale ha già approvato in aprile la proposta del documento strategico regionale per la programmazione unitaria delle politiche europee di sviluppo, che ha l’obiettivo di massimizzare il contributo dei fondi europei e nazionali al raggiungimento degli obiettivi del programma di mandato 2020-2025, oltre a dare gambe al progetto di rilancio e sviluppo sostenibile dell’Emilia-Romagna, delineato dal Patto per il lavoro e per il clima, proposta che è stata poi trasmessa a questa Assemblea legislativa per l’approvazione.

La nostra Assemblea avrà quindi un ruolo molto importante nel definire il futuro delle politiche europee e nel disegnare un’Europa veramente più utile e più funzionale, ma anche più equa, temi che saranno anche al centro della conferenza sul futuro dell’Europa, che partirà a maggio.

Si tratta di un processo di coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali e di partecipazione democratica, che trovo sicuramente apprezzabile. La conoscenza, la partecipazione e l’analisi dei programmi legislativi della Commissione europea, oggetto del Rapporto conoscitivo della Giunta regionale per la Sessione europea, contribuirà anche, a mio avviso, al miglioramento del processo di conformazione dell’ordinamento regionale a quello europeo, un lavoro che dovrà essere continuo e costante nel tempo, da parte non solo della Giunta, ma anche dell’Assemblea, nonché da parte ovviamente delle Commissioni assembleari, che nel corso della sessione hanno esaminato atti e proposte per le parti di loro competenza.

Questa attenzione, da manifestare in tutte le sedi opportune, consentirà infatti un reale adattamento delle scelte programmatiche europee alle specificità territoriali e settoriali, che noi conosciamo e che dobbiamo rappresentare.

La Regione Emilia-Romagna dovrà, però, continuare a svolgere un ruolo attivo e propositivo, anche per contribuire alla formazione della posizione italiana, valutando l’opportunità di inviare osservazioni al Governo in merito agli atti predisposti.

Le Commissioni assembleari hanno, quindi, preso in esame il programma di lavoro della Commissione europea per il 2021 e hanno evidenziato le priorità regionali in riferimento alle diverse iniziative. In particolare, ritengo significative le richieste di modifica della direttiva sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica, per attuare l’ambizioso nuovo obiettivo climatico per il 2030, così come tutto il pacchetto sull’economia circolare, di cui la nostra Regione può diventare un esempio virtuoso non solo a livello produttivo, con l’obiettivo dell’inquinamento zero di aria, acqua e suolo, ma anche nella progettazione ecocompatibile, nella tutela del nostro patrimonio verde.

L’attenzione della nostra Regione al tessuto produttivo si esprime anche attraverso il contributo per definire una nuova strategia industriale per l’Europa. Siamo uno dei territori industrialmente più ricchi e avanzati dal punto di vista della qualità produttiva, del know-how tecnologico, della forte e crescente consapevolezza e responsabilità ambientale e sociale dei nostri imprenditori, piccoli, medi e grandi. Anche in questo caso, possiamo certamente mettere in condivisione le nostre esperienze e le nostre sensibilità maturate attraverso un corretto e fruttuoso dialogo tra istituzioni e mondo dell’impresa.

Un’economia forte che, però, non deve mai dimenticare di essere anche equa e attenta a tutte le ricadute sociali. Ecco perché la mia attenzione si sofferma anche sul piano d’azione, sul pilastro europeo dei diritti sociali e sul nuovo quadro per una strategia in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che ‒ come ci ricordano troppo spesso tanti tragici fatti di cronaca ‒ continua ad essere un tema sul quale non dobbiamo mai abbassare la guardia.

Nel campo ricerca, innovazione, istruzione e gioventù sottolineo la necessità di perseguire un approccio di formazione, orientamento e inclusione delle competenze femminili nelle materie STEM, come peraltro sostenuto dalla strategia europea per la parità di genere. Liberarsi dagli stereotipi di genere, anche nella delicata fase delle scelte formative e professionali, significa, infatti, fare il primo passo per colmare il profondo divario esistente nel coinvolgimento di donne e uomini in alcuni settori di importanza strategica.

Sempre in tema di parità, nel 2020 la Regione ha focalizzato l’attenzione sull’importanza di garantire alle donne la parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, attraverso la promozione di politiche finalizzate anche ad evitare che le conseguenze negative del Covid aggravino le disparità esistenti.

Abbiamo lavorato per promuovere la qualità e la stabilità del lavoro femminile, l’eliminazione dei divari salariali di genere e i percorsi di carriera, la formazione in tutte le discipline, l’imprenditoria femminile, la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, anche attraverso un rafforzamento della rete di servizi, la migliore distribuzione del carico di cura.

La Regione, quindi, dovrà a mio avviso continuare su questa via, armonizzando le azioni con le normative e le strategie adottate a livello europeo e nazionale. Solo così sarà possibile concretizzare tutti gli obiettivi che ho appena citato, rafforzando l’impegno verso la parità e la promozione di un vero e proprio Women New Deal. Grazie.

 

PRESIDENTE (Rainieri): Grazie.

È così conclusa la parte antimeridiana.

Riprenderemo i lavori alle ore 14,30. Grazie.

 

La seduta ha termine alle ore 13,00

 

ALLEGATO

 

Partecipanti alla seduta

 

Numero di consiglieri assegnati alla Regione: 50

 

Hanno partecipato alla seduta i consiglieri:

Federico Alessandro AMICO, Michele BARCAIUOLO; Stefano BARGI, Fabio BERGAMINI, Gianni BESSI, Stefania BONDAVALLI, Massimo BULBI, Stefano CALIANDRO, Valentina CASTALDINI, Maura CATELLANI; Andrea COSTA, Palma COSTI, Matteo DAFFADÀ; Gabriele DELMONTE, Marco FABBRI; Michele FACCI, Giulia GIBERTONI; Marco LISEI, Andrea LIVERANI, Francesca MALETTI; Daniele MARCHETTI; Francesca MARCHETTI, Marco MASTACCHI, Lia MONTALTI, Matteo MONTEVECCHI, Roberta MORI, Antonio MUMOLO, Emiliano OCCHI, Giuseppe PARUOLO, Simone PELLONI; Emma PETITTI, Silvia PICCININI, Giulia PIGONI, Marilena PILLATI; Massimiliano POMPIGNOLI, Fabio RAINIERI, Matteo RANCAN, Manuela RONTINI, Nadia ROSSI, Luca SABATTINI, Ottavia SONCINI; Valentina STRAGLIATI, Giancarlo TAGLIAFERRI, Katia TARASCONI, Igor TARUFFI, Silvia ZAMBONI, Marcella ZAPPATERRA.

 

Hanno partecipato alla seduta:

il presidente della Giunta Stefano BONACCINI;

il sottosegretario alla Presidenza Davide BARUFFI;

gli assessori: Paolo CALVANO, Vincenzo COLLA, Andrea CORSINI, Mauro FELICORI; Barbara LORI, Elena Ethel SCHLEIN.

 

Ha comunicato di non poter partecipare alla seduta il consigliere Massimo IOTTI.

 

Ha partecipato alla seduta in collegamento da remoto Massimo GAUDINA, Capo della Rappresentanza della Commissione Europea a Milano.

 

Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno

 

È stato presentato il seguente progetto di legge:

 

3310 - Progetto di legge d'iniziativa della Giunta recante: "Rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l'esercizio 2020". (Delibera di Giunta n. 603 del 26 04 2021)

 

Sono pervenuti i sottonotati documenti:

 

INTERROGAZIONI

 

3259 - Interrogazione a risposta scritta circa la presenza di volantini, affissi all'interno dell'Assemblea legislativa, che riportano messaggi pericolosi sul tema mascherine. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3260 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulle scuole aperte d’estate, le azioni predisposte e l’integrazione tra il piano regionale e quello nazionale.  A firma della Consigliera: Castaldini

 

3262 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di implementare i mezzi di trasporto pubblico al fine di garantire il ritorno ad una didattica in presenza con orario canonico, con particolare riguardo alla situazione delle scuole nelle province di Modena e Reggio Emilia.  A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3263 - Interrogazione a risposta scritta sull'aggiornamento dei protocolli e delle linee guida nazionali riguardanti l’assistenza domiciliare precoce del Covid-19, alla luce delle esperienze e dei dati acquisiti in questi mesi. A firma del Consigliere: Lisei

 

3264 - Interrogazione a risposta scritta circa l'erogazione di voucher per l'assistenza psicologica di problematiche causate dalla pandemia da Covid-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3265 - Interrogazione a risposta orale in Commissione riguardante la situazione rappresentativa all'interno dell'Ente Parco Delta del Po. A firma dei Consiglieri: Liverani, Bergamini

 

3266 - Interrogazione a risposta scritta sulla rimborsabilità dei microinfusori insulinici anche per classi di pazienti diabetici con diabete di tipo 2. A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zappaterra, Pillati, Tarasconi, Montalti, Rontini, Fabbri, Sabattini

 

3267 - Interrogazione a risposta scritta sulle prospettive della rete trapiantologica regionale, a valle della delibera che ha sospeso il precedente programma di potenziamento e ha istituito un tavolo tecnico presso l'assessorato. A firma dei Consiglieri: Paruolo, Zappaterra, Pillati, Tarasconi, Montalti, Rontini, Fabbri

 

3268 - Interrogazione a risposta scritta circa gli strumenti e le azioni che la Giunta ha intenzione di mettere in campo per favorire la candidatura di Cesena come “Capitale Italiana del Libro 2021”. A firma dei Consiglieri: Montalti, Zappaterra, Fabbri, Rontini, Bulbi, Sabattini

 

3269 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle problematiche sollevate dal sindacato OR.S.A nei confronti di Seta Spa. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3270 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative in programma per la ricorrenza della morte di Sergio Ramelli. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3271 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di reperire manodopera stagionale per l'agricoltura. A firma dei Consiglieri: Daffada', Rontini, Costi, Bulbi, Caliandro, Sabattini, Fabbri, Tarasconi, Montalti, Mori, Rossi

 

3272 - Interrogazione a risposta scritta circa l'opportunità di finanziare anche gli aeroporti c.d “minori”, eventualmente attraverso lo stanziamento di due tipi di fondi, uno per il supporto dei grandi aeroporti e uno incentrato sullo sviluppo infrastrutturale di quelli più piccoli. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3273 - Interrogazione a risposta scritta sul monitoraggio delle tariffe idriche e sulle iniziative poste in essere, di concerto con i Comuni e i gestori del servizio, per contrastare il fenomeno della dispersione di acqua. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3274 - Interrogazione a risposta scritta sulla gestione della sanità pubblica a Parma. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3275 - Interrogazione a risposta scritta in ordine al cronoprogramma previsto per le operazioni di cattura e trasferimento dei daini presenti nella Pineta di Classe e nel Lido di Volano. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3276 - Interrogazione a risposta scritta circa le sostanze inquinanti presenti nei fanghi da depurazione usati in ambito agricolo. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3277 - Interrogazione a risposta scritta circa le segnalazioni relative ad episodi di aggressione a scopo sessuale occorsi nei giorni scorsi a Reggio Emilia, nella zona Lungo Crostolo. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3279 - Interrogazione a risposta scritta circa le motivazioni del recente insabbiamento avvenuto nel Portocanale di Porto Garibaldi e per conoscere lo stato di progettazione di un'opera di difesa a mare che possa contribuire ad evitare continui escavi. A firma del Consigliere: Fabbri

 

3280 - Interrogazione a risposta orale in commissione rispetto alla messa in produzione del giacimento convenzionalmente denominato “Teodorico” – Concessione di coltivazione d 40 A.C.-.PY – Zona A Mare Adriatico (prov. Ferrara, Ravenna, Rovigo) e più in generale ricadenti all’interno del Parco del Delta del Po. A firma del Consigliere: Fabbri

 

3281 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il monitoraggio dell'aumento dei prezzi delle materie prime dell’edilizia e l'aggiornamento dei prezziari dell’“Elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche e di difesa del suolo della Regione Emilia-Romagna". A firma dei Consiglieri: Fabbri, Caliandro, Rontini, Daffada', Zappaterra, Sabattini

 

3285 - Interrogazione a risposta scritta relativamente alle informazioni circa il Fascicolo Sanitario Elettronico in caso di trasferimento della residenza in altra regione. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3286 - Interrogazione a risposta scritta in merito ai ritardi nell'elargizione dei bonus auto ibride 2020. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3287 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di concedere a tutte le attività di ristorazione e somministrazione di bevande e alimenti la facoltà di effettuare servizio al tavolo se dotate di idonee strutture esterne. A firma del Consigliere: Lisei

 

3288 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibilità di realizzare una bretella di collegamento tra la circonvallazione e il centro di Lagaro, frazione di Castiglione dei Pepoli (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3292 - Interrogazione a risposta scritta sul monitoraggio della discarica di Baricella. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3293 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la cessione di ulteriori punti vendita dell’ex Mercatone Uno, con particolare riferimento all’eventuale progetto di riapertura della filiale di San Giuseppe di Comacchio (Fe).  A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra, Caliandro, Rontini, Sabattini

 

3295 - Interrogazione a risposta scritta circa l'istituzione di un sub-ambito della Vallata del Santerno interno al Nuovo Circondario Imolese. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3296 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per scongiurare l’esclusione dei liberi professionisti dai Centri di assistenza agricola, chiedendo la modifica della convenzione tra l'AGEA e i CAA. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3297 - Interrogazione a risposta scritta circa la ripresa delle terapie in acqua per disabili, con particolare riguardo alla situazione di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3298 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere quanti sono i lavoratori idonei con prescrizioni all'interno dello I.O.R. (Istituto Ortopedico Rizzoli) in rapporto al numero totale. A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Facci

 

3299 - Interrogazione a risposta scritta sulle misure idonee ad evitare che dipendenti legati da vincoli di parentela o di affinità sino al secondo grado, di coniugio o convivenza, prestino servizio in rapporto di subordinazione, con particolare riferimento al Policlinico S. Orsola”. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3300 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla gestione del RIS (Sistema di informazione radiologica) presso l’ospedale “Bufalini” di Cesena. A firma del Consigliere: Pompignoli

 

3301 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione di una joint venture automobilistica a Reggio Emilia. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3302 - Interrogazione a risposta scritta circa l'esistenza di vincoli di parentela tra dirigenti e coloro che prestano servizio al Policlinico S. Orsola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

3304 - Interrogazione a risposta scritta sull'affidamento delle forniture di dispostivi medici e dispositivi di protezione individuale curato da Intercent-ER, nell’ambito dell’emergenza Covid-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3305 - Interrogazione a risposta scritta su qualità e quantità delle aree verdi definite "boschi urbani" in Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3306 - Interrogazione a risposta scritta in merito alle osservazioni presentate dalla Regione al Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PITESAI), con particolare riguardo ai permessi di ricerca di idrocarburi. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3308 - Interrogazione a risposta scritta sulla chiusura del centro vaccinale dell'Ospedale Maggiore di Parma il giorno 3 maggio 2021 e sulla possibilità di recuperare le somministrazioni di seconda dose di Pfizer-Biontech entro il termine di efficacia di 42 giorni dalla prima dose per chi si è visto rinviare l'appuntamento. A firma dei Consiglieri: Rainieri, Occhi

 

3309 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito ai bambini affetti da sindrome di Pandas. A firma dei Consiglieri: Occhi, Pelloni, Stragliati, Marchetti Daniele, Bergamini

 

3311 - Interrogazione a risposta scritta sulle condizioni della SP4 Fondovalle Panaro. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3312 - Interrogazione a risposta scritta sulle vittime del lavoro in Emilia-Romagna. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3313 - Interrogazione a risposta scritta circa la possibile riclassificazione del nucleare come fonte rinnovabile da parte della Commissione Europea. A firma del Consigliere: Gibertoni

 

3315 - Interrogazione circa la presenza del fenicottero sul territorio regionale, con particolare riguardo alla sua diffusione nel Parco del Delta del Po.  A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3318 - Interrogazione a risposta orale in commissione sull'eventuale realizzazione di un nuovo stabilimento dell’azienda Biolchim nell’area artigianale di Stiatico, frazione di San Giorgio di Piano (Bo). A firma del Consigliere: Lisei

 

3319 - Interrogazione a risposta scritta circa l'eventuale vaccinazione di caregivers ed educatori dei disabili e di coloro che siano ritenuti estremamente vulnerabili. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3320 - Interrogazione a risposta scritta sulle proposte di legge presentate in Parlamento per l’istituzione del reato di omicidio sul lavoro e sulla necessità di dotare gli Ispettorati del Lavoro di personale, risorse e mezzi tali da consentire i necessari controlli. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3321 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la previsione di un rimborso degli abbonamenti al trasporto pubblico non fruiti per la chiusura delle scuole primarie di II grado e secondarie nell’a.s. 2020/2021 e di un rimborso in contanti ai neodiplomati per gli abbonamenti inutilizzati causa lockdown nell’a.s. 2019/2020. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3322 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da porre in essere per accelerare i lavori per il completamento della copertura con banda larga del territorio regionale. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pompignoli, Occhi, Stragliati, Facci, Pelloni, Rainieri, Delmonte

 

3323 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni e i piani attuati per consentire e regolamentare le visite dei parenti nelle RSA, Case di riposo e CRA. A firma del Consigliere: Lisei

 

3324 - Interrogazione a risposta scritta sulla salvaguardia del bosco urbano di via Lazio a Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3325 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la richiesta di un confronto sul Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR). A firma della Consigliera: Castaldini

 

3327 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative per delineare le linee di indirizzo regionali della presa in carico post-guarigione da Covid-19, contenenti le indicazioni operative per l’attivazione di un Piano Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3329 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni di controllo della qualità dell’aria e dei valori degli inquinanti nelle emissioni nel quartiere Madonnina di Modena e zone limitrofe. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3331 - Interrogazione a risposta scritta circa la ricognizione sulle modalità di gestione dell’Assistenza Non Sanitaria (ANS) all’interno dei reparti ospedalieri e sulle soluzioni informatiche adottate per monitorare le persone che visitano le strutture di degenza o presentano assistenza ai pazienti in esse ricoverati. A firma dei Consiglieri: Rancan, Pelloni, Pompignoli, Catellani, Bargi, Liverani, Facci, Occhi, Bergamini, Stragliati, Rainieri, Marchetti Daniele, Delmonte

 

3332 - Interrogazione a risposta scritta circa le iniziative da porre in essere per rafforzare le azioni per la sicurezza e la prevenzione sui luoghi di lavoro. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3333 - Interrogazione a risposta scritta circa l’attivazione del Tavolo di salvaguardia occupazionale al Mise per Unifer Navale di Finale Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Costi, Maletti, Fabbri, Zappaterra

 

3334 - Interrogazione a risposta scritta circa il Piano di Sviluppo Aziendale e ampliamento dell’Azienda agricola Hombre srl a Modena. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3335 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa gli interventi di disinfestazione e pulizia del lago di San Benedetto Val di Sambro (BO). A firma del Consigliere: Mastacchi

 

3336 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il nuovo polo estrattivo di Magliano situato nel Comune di Forlì e ricadente all'interno dell'area protetta SIC “IT4080006 - ZSC - Meandri del Fiume Ronco”. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3338 - Interrogazione a risposta orale in commissione in merito all'Art-bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale. A firma del Consigliere: Pompignoli

 

3339 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa il superamento delle gabbie negli allevamenti intensivi. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3340 - Interrogazione di attualità a risposta immediata in Aula circa problematiche sindacali in Seta spa. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

INTERPELLANZE

 

3307 - Interpellanza sul “Calendario venatorio regionale. Stagione 2021-2022”. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3337 - Interpellanza per sapere quali siano le motivazioni che hanno determinato la scelta di separare le due linee elettriche nel Comune di Monterenzio, nello specifico la linea 132Kv e la linea 380Kv, all’altezza del traliccio 14F invece che mantenerle parallele e suddividerle solo dopo l’area urbanizzata. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

RISOLUZIONI

 

3258 - Risoluzione per l'abolizione del "coprifuoco". (28 04 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3261 - Risoluzione per impegnare la Giunta a valutare la ripartenza anticipata del settore di Banqueting e Catering, ora fissata al 1° luglio 2021, di concerto con il Governo nazionale e la Conferenza delle Regioni e delle province autonome. (28 04 21). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3278 - Risoluzione per impegnare la Giunta regionale ad un confronto con il Governo ed il Parlamento per la riapertura in sicurezza delle località turistiche. (29 04 21). A firma dei Consiglieri: Fabbri, Zappaterra, Bessi, Sabattini, Montalti, Caliandro, Rontini, Maletti, Pillati, Bulbi, Costi, Tarasconi, Costa

 

3289 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi parte attiva nei confronti del Governo affinché si possa riequilibrare il gap tra i Sistemi dell’Istruzione nella fascia 0-6 anni riferito all’ambito comunale e privato paritario rispetto a quello statale e a promuovere azioni a sostegno della natalità, della genitorialità e della parità di genere oltre che della libertà di scelta educativa, allargando la gratuità nelle scuole dell’infanzia comunale e private paritarie. (30 04 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3291 - Risoluzione per impegnare la Giunta a farsi parte attiva nel supportare la Provincia di Modena e i Comuni interessati dall’opera, affinché si valuti la soluzione progettuale più appropriata e realizzabile in materia di scenari di viabilità alternativa alla Via Emilia, che colleghi Castelfranco Emilia a Modena. (03 05 21). A firma dei Consiglieri: Pelloni, Barcaiuolo, Bergamini, Lisei, Mastacchi, Sabattini, Costi, Maletti, Zappaterra, Liverani, Rontini, Bargi

 

3294 - Risoluzione per impegnare la Giunta a mettere in campo tutte le attività necessarie per fronteggiare le criticità evidenziate a seguito dei danni causati dalle gelate e dalle basse temperature in agricoltura. (03 05 21). A firma dei Consiglieri: Bulbi, Caliandro, Rontini, Daffada', Costa, Paruolo, Zappaterra, Sabattini, Fabbri, Montalti, Mori, Rossi, Tarasconi

 

3303 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi in Conferenza Stato Regioni e in tutti i tavoli con il Governo per chiedere l’emanazione dei decreti attuativi che rendano possibile l'applicazione della decontribuzione Inps per generare liquidità immediata alle imprese. (04 05 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3314 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad attivarsi presso il Governo per avere un’indicazione precisa sulla data di riapertura degli impianti natatori al chiuso e sulla definizione dei relativi protocolli per la ripresa delle attività e la gestione degli impianti. (05 05 21) A firma della Consigliera: Bondavalli

 

3316 - Risoluzione per impegnare la Giunta a prevedere, nella programmazione 2021-2027 del Fondo Sociale Europeo, un’integrazione con il Fondo Regionale Sociale e a valutare, nel caso in cui fosse possibile liberare risorse proprie grazie all’integrazione tra FRS e FSE, di finanziare sostegni economici destinati alle attività economiche. (05 05 21). A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Pompignoli, Liverani, Stragliati, Montevecchi, Bergamini, Rainieri, Occhi, Bargi, Pelloni, Facci, Rancan, Catellani, Delmonte

 

3317 - Risoluzione per impegnare la Giunta ad avviare interlocuzioni con il Governo e i Ministeri competenti al fine di poter organizzare tutte le iniziative necessarie al contenimento della diffusione della cosiddetta "variante indiana" e, più in generale, per prevenire eventuali focolai di Covid 19. (05 05 21). A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3326 - Risoluzione per impegnare la Giunta a dare maggiore impulso al Piano banda larga (e ultra-larga), nonché all'attuazione dell'Agenda digitale per i territori montani e le aree interne.  (06 05 21). A firma dei Consiglieri: Daffada', Costa, Fabbri, Caliandro, Pigoni, Montalti, Maletti, Costi, Mori, Bondavalli, Tarasconi, Sabattini, Zappaterra, Bulbi, Rontini, Taruffi, Rossi, Zamboni

 

3328 - Risoluzione proposta dal Presidente Pompignoli, su mandato della I Commissione, recante: "Sessione Europea 2021. Indirizzi relativi alla partecipazione della Regione Emilia-Romagna alla fase ascendente e discendente del diritto dell’Unione Europea". (06 05 21).

 

3341 - Risoluzione per impegnare la Giunta a sollecitare il Governo a riconoscere la distinzione tra centri commerciali e parchi commerciali o similari in cui i negozi, pur avendo la stessa licenza, hanno caratteristiche edilizie totalmente diverse, molto più simili a quelle di piazze o centri storici. (10 05 21) A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

È stata data risposta scritta alle interrogazioni oggetti nn.

 

2589 - Interrogazione a risposta scritta circa una campagna vaccinale urgente per la popolazione anziana, con particolare riferimento alla provincia di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2592 - Interrogazione a risposta scritta sulla sperimentazione animale effettuata da strutture pubbliche e private del territorio regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2593 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano vaccinale dell'Emilia-Romagna contro il Covid-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2601 - Interrogazione a risposta scritta sulla ripresa degli interventi chirurgici per pazienti affetti da sintomatologie diverse dal Covid, con particolare riferimento all’Ausl di Piacenza. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2604 - Interrogazione a risposta scritta circa la revisione delle nuove linee guida ministeriali che prevedono la somministrazione della pillola abortiva Ru486 in day hospital, nei consultori e con tempi estesi fino alla nona settimana. A firma dei Consiglieri: Montevecchi, Pelloni, Catellani, Stragliati

 

2607 - Interrogazione a risposta scritta circa la distribuzione in via straordinaria degli anticorpi monoclonali nella nostra Regione.  A firma dei Consiglieri: Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

2608 - Interrogazione a risposta scritta circa il focolaio Covid, dopo inoculazione vaccino, nella casa di riposo Villa Sorriso a Marano sul Panaro (Mo). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2611 - Interrogazione a risposta scritta circa la predisposizione di un Piano d’azione per il recupero delle attività vaccinali non somministrate nel corso del 2020, causa pandemia, anche al fine di uniformare a livello regionale la risposta delle Ausl. A firma dei Consiglieri: Rontini, Soncini, Caliandro, Bondavalli, Tarasconi

 

2620 - Interrogazione a risposta scritta circa l'applicazione, ai lavoratori stranieri che rientrano in Italia, dei protocolli previsti dalla normativa vigente al fine di contenere la diffusione del Covid-19. A firma del Consigliere: Lisei

 

2634 - Interrogazione a risposta scritta circa il servizio di elisoccorso notturno nel 2020. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2639 - Interrogazione a risposta scritta circa la diffusione delle varianti del virus Sars-Cov-2 in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2640 - Interrogazione a risposta scritta sull'applicazione delle misure per il contrasto ed il contenimento dell’emergenza da Covid-19 nei casi di rientro/provenienza dall'estero. A firma del Consigliere: Lisei

 

2645 - Interrogazione a risposta scritta circa i disservizi postali nelle aree montane e periferiche, con particolare riferimento a Montecreto (MO) e San Martino Spino, nel comune di Mirandola (MO). A firma dei Consiglieri: Costi, Maletti, Sabattini

 

2650 - Interrogazione a risposta scritta circa l'utilizzo in ambito sanitario di mascherine KN95 non validate. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2657 - Interrogazione a risposta scritta sul Piano vaccini per il personale scolastico. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2665 - Interrogazione a risposta scritta su tempi, modalità e costi della campagna di vaccinazione, con particolare riguardo agli over80. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2671 - Interrogazione a risposta scritta circa la situazione di carenza dei medici, e in particolare di quelli di base, in regione soprattutto per i prossimi anni e circa l’abolizione del numero chiuso per l’accesso alla facoltà di medicina. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2673 - Interrogazione a risposta scritta sui casi di positività dopo il vaccino nella CRA "Giuseppe Verdi" di Tabiano (PR). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2676 - Interrogazione a risposta scritta circa gli aumenti delle rette nei centri per anziani e disabili. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2678 - Interrogazione a risposta scritta sui dati relativi all’accesso di giovani e adolescenti al Pronto soccorso, ai Consultori territoriali e ai Servizi per i giovani sui territori. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Caliandro, Daffada', Rossi, Sabattini, Maletti, Pillati, Bulbi, Tarasconi

 

2681 - Interrogazione a risposta scritta sulle spese socio-assistenziali connesse con quelle di rilievo sanitario. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2688 - Interrogazione a risposta scritta circa l'adozione delle misure idonee ad evitare che dipendenti legati da vincoli di parentela o di affinità sino al secondo grado, di coniugio o convivenza, prestino servizio in rapporto di subordinazione, con particolare riferimento al Policlinico S. Orsola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

2689 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla possibilità di individuare nel comune di Zocca (MO) una sede secondaria per la vaccinazione anti-Covid. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2692 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'acquisto in autonomia dei vaccini anti-Covid. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2696 - Interrogazione a risposta scritta sulla localizzazione dei punti vaccinali nei diversi scenari previsti dal piano strategico nazionale, con particolare riguardo alle zone disagiate e appenniniche. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2697 - Interrogazione a risposta scritta circa l’introduzione di un’ulteriore figura manageriale, il “Direttore assistenziale”, nelle Aziende sanitarie e ospedaliere. A firma del Consigliere: Lisei

 

2699 - Interrogazione a risposta scritta circa il ruolo della vitamina D nei malati di Covid-19 e il trattamento farmacologico d'elezione per pazienti con sintomatologia blanda/lieve in trattamento domiciliare. A firma dei Consiglieri: Catellani, Marchetti Daniele, Stragliati, Pelloni, Bergamini

 

2704 - Interrogazione a risposta scritta circa la riammissione in servizio dei lavoratori dopo un periodo di positività al Covid 19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2705 - Interrogazione a risposta scritta circa le vaccinazioni per il personale sanitario e socio-sanitario, con particolare riferimento all’Ausl I di Imola. A firma del Consigliere: Marchetti Daniele

 

2706 - Interrogazione a risposta scritta circa l’individuazione nel comune di Zocca di una sede secondaria per la somministrazione del vaccino Anti Covid 19.  A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi

 

2707 - Interrogazione a risposta scritta circa l’estensione dell’esenzione dal pagamento delle visite aggiuntive per gli atleti che sono stati contagiati da COVID 19 al fine di ottenere l’idoneità sportiva agonistica. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2708 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quanti medici del 118 sono attivi nelle varie fasce orarie in tutte le postazioni della provincia di Piacenza e in quale servizio. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2719 - Interrogazione a risposta scritta circa il Piano vaccinale anti Covid -19 per il personale docente e non docente. A firma del Consigliere: Lisei

 

2720 - Interrogazione a risposta scritta circa l’erogazione del c.d. “bonus operatori sanitari” da parte di Regione Emilia-Romagna. A firma dei Consiglieri: Pelloni, Marchetti Daniele, Stragliati, Bergamini

 

2721 - Interrogazione a risposta scritta circa la riorganizzazione delle attività del Distretto Pianura Est dell'AUSL di Bologna che saranno effettuate sul territorio per affrontare l’emergenza sanitaria Covid-19. A firma del Consigliere: Lisei

 

2722 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se si ritenga opportuna la presenza di dirigenti sanitari dell’Azienda Sanitaria di Reggio Emilia ad un evento sulle vaccinazioni, organizzato dal Partito Democratico di Reggio Emilia, a cui sarà presente anche l’Assessore Donini. A firma dei Consiglieri: Delmonte, Catellani

 

2736 - Interrogazione a risposta scritta sulla necessità di vaccinare anche i caregiver assieme ai familiari disabili. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2739 - Interrogazione a risposta scritta circa le modalità, tipologia e tempistica per la somministrazione del vaccino anti-Covid al personale scolastico. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2740 - Interrogazione a risposta scritta circa la vaccinazione anti-Covid del personale scolastico. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2744 - Interrogazione a risposta scritta circa lo spostamento degli uffici della Polizia di Stato presenti al Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna in container posti in un parcheggio. A firma del Consigliere: Lisei

 

2745 - Interrogazione a risposta scritta circa l’anagrafe vaccinale per le persone che si sono sottopose al vaccino anti COVID-19. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2746 - Interrogazione a risposta scritta circa la somministrazione del vaccino AstraZeneca in Emilia-Romagna. A firma del Consigliere: Lisei

 

2752 - Interrogazione a risposta scritta sulla somministrazione del vaccino anti COVID-19 da parte dei medici di medicina generale. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2755 - Interrogazione a risposta scritta per sapere quali azioni abbia intrapreso la Regione per tutelarsi da un possibile danno di immagine in relazione alle segnalazioni diffuse a mezzo stampa sull'impiego di operatori positivi al covid-19 nei CRA di Modena. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2762 - Interrogazione a risposta scritta in merito a un incendio di rifiuti divampato a Fossoli di Carpi (Mo). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2778 - Interrogazione a risposta scritta sul blocco dello spandimento dei liquami. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2782 - Interrogazione a risposta scritta in merito alla tutela della qualità dell’aria nelle città del territorio regionale e del bacino padano. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2785 - Interrogazione a risposta scritta circa l'ampliamento della discarica di Monte Ardone, nel comune di Fornovo di Taro (PR). A firma del Consigliere: Taruffi

 

2796 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se la Giunta intenda applicare una deroga ai vincoli e alle misure emergenziali che vietano lo spandimento dei reflui zootecnici. A firma dei Consiglieri: Rancan, Rainieri, Liverani, Catellani, Bargi, Pompignoli, Delmonte, Facci

 

2806 - Interrogazione a risposta scritta sul monitoraggio delle piogge acide interessanti il territorio regionale. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2816 - Interrogazione a risposta scritta circa il piano nazionale di contenimento della nutria e per contrastarne la diffusione. A firma dei Consiglieri: Zappaterra, Caliandro, Montalti, Rontini, Tarasconi, Daffada', Sabattini, Fabbri

 

2817 - Interrogazione a risposta scritta sull’Ordinanza del Presidente della Giunta regionale 3 marzo 2021, n. 24 per lo svolgimento dell’attività venatoria di selezione anche in zona rossa. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2842 - Interrogazione a risposta scritta circa gli interventi realizzati sugli argini del fiume Panaro (MO). A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

2851 - Interrogazione a risposta scritta circa il relitto della nave Berkan presente nella pialassa Piomboni, nei pressi di Ravenna e le relative azioni di bonifica. A firma della Consigliera: Piccinini

 

2891 - Interrogazione a risposta scritta sui tempi di realizzazione della rotatoria del casello Interporto e delle altre opere di viabilità previste nel "Nodo di Funo". A firma del Consigliere: Paruolo

 

2905 - Interrogazione a risposta scritta riguardante la CMC di Ravenna. A firma del Consigliere: Liverani

 

2909 - Interrogazione a risposta scritta sul sostegno alle famiglie messe in difficoltà dalla chiusura delle scuole, con particolare riguardo alla previsione di bonus, voucher babysitter, o misure analoghe rivolte anche ai lavoratori autonomi. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2911 - Interrogazione a risposta scritta sullo studio di fattibilità del Piano Percorsi Ciclabili Comunali del Comune di Soliera (MO). A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi

 

2920 - Interrogazione a risposta scritta circa il sostegno economico destinato alle attività di intrattenimento, quali sale giochi, sale scommesse e sale bingo, a seguito delle restrizioni adottate per fronteggiare la pandemia. A firma del Consigliere: Mastacchi

 

2925 - Interrogazione a risposta scritta sulla possibilità di costituire classi prime nella scuola primaria con un numero massimo di alunni inferiore ai limiti definiti dalla normativa attuale, con riguardo anche alla petizione presentata da cittadini e genitori di Castelbolognese in Provincia di Ravenna. A firma del Consigliere: Piccinini

 

2939 - Interrogazione a risposta scritta sul possibile sostegno alle imprese della Valle del Savio, danneggiate dalla chiusura dell’E45 e poi dalle misure anti Covid-19. A firma del Consigliere: Lisei

 

2942 - Interrogazione a risposta scritta per sapere se Arpae sia a conoscenza di un monitoraggio del Comune di Castelfranco Emilia finalizzato ad accertare lo stato di efficienza e idoneità dei depuratori di acque. A firma dei Consiglieri: Pelloni, Bargi

 

2957 - Interrogazione a risposta scritta circa gli allevamenti intensivi presenti nel territorio regionale e le politiche mirate al loro superamento. A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2959 - Interrogazione a risposta scritta circa il nuovo polo logistico “Hub Metropolitano” di Altedo – San Pietro in Casale (BO). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

2966 - Interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta se sia possibile, nel breve periodo, co-finanziare corsi di formazione per Operatori Socio Sanitari (OSS) o ricorrere ad altri strumenti per supportare i futuri OSS nelle spese sostenute per accedere al percorso formativo. A firma dei Consiglieri: Montalti, Caliandro, Tarasconi, Sabattini, Rontini, Daffada', Bulbi, Rossi, Fabbri

 

2975 - Interrogazione a risposta scritta sullo svolgimento delle prove INVALSI come attività laboratoriali. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

2980 - Interrogazione a risposta scritta sulle attività produttive e la viabilità a Ferrara nell'ambito della Zona Logistica Semplificata (ZLS). A firma della Consigliera: Piccinini

 

2993 - Interrogazione a risposta scritta sulla richiesta di proroga della concessione di estrazione di gas e idrocarburi denominata “Misano Adriatico”. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3003 - Interrogazione a risposta scritta sulla richiesta di ampliamento della discarica di Monte Ardone. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3012 - Interrogazione a risposta scritta per conoscere le valutazioni della Giunta Regionale in ordine alla mancata convocazione del Consiglio di ATC “RE2” Pianura Est per l'approvazione del Bilancio Preventivo/Consuntivo 2020. A firma dei Consiglieri: Catellani, Delmonte

 

3014 - Interrogazione a risposta scritta circa la realizzazione del parco eco-tecnologico di Carpi e i finanziamenti relativi. A firma dei Consiglieri: Bargi, Pelloni

 

3022 - Interrogazione a risposta scritta in merito all'operazione di taglio di alberi ad alto fusto a Zola Predosa. A firma della Consigliera: Piccinini

 

3031 - Interrogazione a risposta scritta sull'installazione di un'antenna telefonica nel comune di Verucchio (Rimini). A firma della Consigliera: Piccinini

 

3039 - Interrogazione a risposta scritta circa la disponibilità offerta in questa delicata fase emergenziale dalle imprese operanti sul nostro territorio di farsi parte attiva nella somministrazione vaccinale presso le proprie sedi. A firma dei Consiglieri: Rancan, Stragliati

 

3051 - Interrogazione a risposta scritta sui sostegni del comparto wedding. A firma del Consigliere: Barcaiuolo

 

3056 - Interrogazione a risposta scritta circa le richieste provenienti dai cittadini dell'Alta Val Trebbia (PC) per far fronte alla mobilità sul territorio. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

3058 - Interrogazione a risposta scritta circa le azioni da attivare per l'apertura di un confronto volto ad affrontare la crisi aperta da Fincantieri su Unifer Navale di Finale Emilia (MO). A firma dei Consiglieri: Costi, Zappaterra

 

3060 - Interrogazione a risposta scritta circa la necessità di garantire una uniformità di servizio sul trasporto pubblico extraurbano. A firma del Consigliere: Lisei

 

3062 - Interrogazione a risposta scritta circa lo stato di attuazione delle attività di "landfill mining" sulla discarica di Finale Emilia (MO). A firma della Consigliera: Gibertoni

 

3065 - Interrogazione a risposta scritta circa l'apertura, anche a livello regionale, di un tavolo di lavoro sulla crisi di Douglas Italia s.p.a. A firma dei Consiglieri: Bergamini, Liverani, Rainieri, Bargi, Catellani, Occhi, Pompignoli, Marchetti Daniele, Stragliati, Facci, Delmonte, Pelloni, Rancan, Montevecchi

 

3135 - Interrogazione a risposta scritta relativamente agli insegnanti di sostegno nelle scuole di ogni ordine e grado. A firma del Consigliere: Tagliaferri

 

In data 4 maggio 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Politiche per la salute e Politiche sociali alle interrogazioni oggetti nn. 2771 – 2862 – 2881 – 3000 – 3008 - 3016

 

2771 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulle spese sanitarie di specialistica ambulatoriali e accesso in pronto soccorso con codice bianco a seguito di infortunio in servizio da parte di Forze armate e di Polizia, Protezione civile, Vigili del fuoco e agenti di Polizia locale. A firma del Consigliere: Castaldini

 

2862 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa la vaccinazione con singola dose ai soggetti con pregressa infezione da SARS-CoV-2. A firma della Consigliera: Castaldini

 

2881 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulla vaccinazione anti-Covid all’interno delle aziende. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3000 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa scelte organizzative e criticità in vista dell’istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore, Runts. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3008 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulla situazione dei comuni di Pianello ed Alta Val Tidone (Piacenza) che, da inizio marzo 2021, si trovano con un medico di medicina generale in meno. A firma della Consigliera: Stragliati

 

3016 - Interrogazione a risposta orale in commissione sulla possibilità di ampliare la platea dei beneficiari dei congedi parentali e del bonus baby sitter, riconoscendone la spettanza anche ai genitori dei bambini più piccoli, iscritti alle scuole dell’infanzia e alla primaria. A firma dei Consiglieri: Marchetti Francesca, Caliandro, Daffada', Tarasconi, Montalti, Rossi, Zappaterra, Sabattini, Pillati, Bulbi, Fabbri, Rontini

 

In data 4 maggio 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Politiche economiche alla interrogazione oggetto n. 3101

 

3101 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il sostegno economico per centri estetici e parrucchieri, duramente colpiti dalle chiusure per COVID-19. A firma dei Consiglieri: Pompignoli, Liverani, Pelloni, Occhi, Marchetti Daniele, Catellani, Facci, Bargi, Stragliati, Bergamini, Rancan, Delmonte, Montevecchi, Rainieri

 

In data 5 maggio 2021 è stata data risposta orale, presso la Commissione Territorio, Ambiente, Mobilità alle interrogazioni oggetti nn. 2982 – 3023 – 3038 - 3063

 

2982 - Interrogazione a risposta orale in commissione relativa alla decisione della Giunta regionale di non sottoporre a procedura di VIA il progetto della nuova seggiovia all'interno dell'area protetta del Corno alle Scale. A firma del Consigliere: Zamboni

 

3023 - Interrogazione a risposta orale in commissione in ordine alla realizzazione di barriere antirumore sulla linea ferroviaria che attraversa il quartiere Savena a Bologna. A firma della Consigliera: Castaldini

 

3038 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa il ruolo del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) di Bologna nelle politiche regionali per il clima e per il miglioramento della qualità dell'aria e sui passaggi necessari per giungere quanto prima al suo completamento. A firma della Consigliera: Zamboni

 

3063 - Interrogazione a risposta orale in commissione circa l'estensione delle Zone Logistiche Speciali (ZLS) ad altre aree della nostra regione tra cui anche il comune di Parma. A firma dei Consiglieri: Occhi, Pompignoli, Facci, Delmonte, Rainieri, Pelloni

 

Comunicazione, ai sensi dell'art. 68, comma 1, lett. k), del Regolamento interno, circa le nomine effettuate dal Presidente della Giunta regionale, tramite l'adozione dei seguenti decreti, dal 23/04/2021 al 06/05/2021

 

DPGR n. 57 del 23/04/2021

Individuazione del rappresentante della Regione Emilia-Romagna all'interno della consulta dei sostenitori di cui all'art. 13 dello Statuto di Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

 

DPGR n. 62 del 30/04/2021

Costituzione del Consiglio di amministrazione dell'IPAB "Casa protetta dr. Gianni Perini", con sede a Cortemaggiore (PC).

 

DPGR n. 65 del 30/04/2021

Costituzione del Consiglio di amministrazione dell'IPAB "Istituto regionale "G. Garibaldi" per ciechi", con sede a Reggio Emilia (RE).

 

(Comunicazioni prescritte dall’articolo 68 del Regolamento interno - n. 8 prot. NP/2021/1562 del 10/05/2021)

 

 

I PRESIDENTI

I SEGRETARI

Petitti - Rainieri

Bergamini - Montalti